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Ottobre 2012

sulla VIA della VITA

Anno 1 ­ n. 4

Presenza Pastorale in Ospedale

I Religiosi Camilliani di Verona celebrano i 150 anni

San Camillo, il suo carisma e il “suo” cuore.

della loro Provincia Lombardo­Veneta.

Il burrascoso soldato di ventura, nato a Bucchianico (Ch) il 25 maggio 1550, amante del gioco e dalla vita dissoluta, dopo la conversione rivoluzionò il modo stesso di intendere la sanità con la sua ge­ nialità, la sua concretezza, la sua passio­ ne, ma anche, se non soprattutto, reintroducendo nell’ambiente ospedalie­ ro un’esperienza che il Rinascimento umanista aveva obliterato: la carità per la persona che soffre. Sembra di sentire il timbro di questo sacerdote gigante allorquando ammoniva energicamente ­ stressava, diremmo noi lavoratori d’oggi ­ i suoi infermieri intenti ad assistere i ma­ lati, gli appestati e i derelitti: «Più cuore! Più anima alle mani!». Camillo de Lellis, non lo si capirebbe fino in fondo se non si prendesse in conside­ razione che cosa è il “cuore” dell’uomo, cioè quella sete di verità e di felicità che da mobilitare chiunque. La grandezza del Patrono dei malati sta nell’avere saputo dire sì con energia e senza riserve a Colui che riempiva totalmente il suo cuore: Ge­ sù, incontrato a venticinque anni nel mezzo di una crisi esistenziale. Dopo quel 2 febbraio 1575 Camillo si diede ani­ ma e corpo ai suoi “signori e padroni”, cioè i malati e i sofferenti. La riscoperta di questo grande santo è un’opportunità interessante per il mondo della sanità, oggi più che mai investito di cambiamenti che rischiano di lasciare ai margini gli ultimi. “Più cuore il quelle mani!” Il cuore di Camillo ha colpito profondamente i contemporanei. Il P. Mancini, Prefetto della Casa Generalizia al momento della segue a pag.2

La città di Verona ha un merito non indifferente nella vita dell’intero Ordine fondato nella seconda metà del ‘500 dal Patrono dei Malati, san Camillo de Lellis.

La presenza dei camilliani in Vero­ na è dovuta alla scelta coraggiosa del cinquantenne don Cesare Bresciani, cappellano all’ospedale S. Antonio in Valverde. Avendo conosciuto la figura del grande Santo dei Malati in un gruppo de­ vozionale che faceva carità nel nosocomio e si ritrovava a pregare nella chiesa dell’ospedale, don Bresciani – stimato sa­ cerdote in città per la sua cultura ed arte oratoria – chiese ed ottenne dal Padre Ge­ nerale di essere arruolato nelle fila dei Mi­ nistri degli Infermi (questo il nome canonico dei Camilliani) con il nome di padre Cesare Camillo e nel 1842 diede il via alla prima comunità camilliana verone­ se. Ad essa seguirono ben presto la comu­ nità di S. Maria del Paradiso e – nel tempo di un ventennio ­ le comunità di Padova, Mantova e Cremona. Sicché il Capitolo Generale del 1862 approvò la costituzione nel Nord Italia della Provincia Lombardo Veneta, accanto alla già esistente provincia Piemontese. Alle case già costituite venne aggiunta quella “romana” di Ferrara. Il primo Superiore Provinciale fu Padre Lui­ gi Artini, anch’egli proveniente dalle fila diocesane scaligere, il quale fissò come Casa Madre la sede di via Gaetano Trezza. Essa fu anche per alcuni decenni la casa di formazione; in quel luogo si infervoraro­ no dello spirito di assistenza ai malati eminenti figure di religiosi che avrebbero onorato l’intero istituto. Uno per tutti, P.

Stanislao Carcereri, stretto collaboratore della prima ora di San Daniele Combo­ ni nel progetto di ri­ generazione dell’Africa. La nascita della Pro­ vincia LV, infatti, avveniva nel contesto del nuovo Regno d’Italia con l’approva­ zione di leggi di soppres­ sione degli istituti religiosi che non fossero di immediata utilità sociale. I camilliani si videro requi­ sire la casa di campagna di San Giuliano (zona di Ponte Crencano a ridosso di Villa di Quinzano), dove nel caldo estivo i formandi trovavano refrigerio dedicando­ si ad incombenze agricole. Si dovettero trovare domicili di fortuna e non mancò chi ­ appunto ­ si rese disponibile per la missione africana secondo le indicazioni di Gesù: “se non vi accolgono in una città, andate in un'altra”. I camilliani “sfornati” dalla Prov. LV hanno costituito una sorta di riforma per l’intero Ordine, che doveva ritrovare la linfa e l’entusiasmo, facendo recuperare il valore insostituibile della vita comunitaria, fondando nella prima metà del ‘900 nuo­ ve province religiose in giro per il globo (Francese, Austriaca, Brasiliana…) e andando ad infoltire le file delle province tradizionali ridotte all’osso. Ancor più, il dopoguerra vide una grande spinta mis­ sionaria con la spedizione nell’Estremo Oriente (Cina, Taiwan, Isole Pescadores, Thailandia), in decenni più recenti, con fondazioni in Canada, Perù, Colombia, Fi­ lippine, Kenya, India. Se dai frutti si capi­ sce la qualità dell’albero, non si può che esprimere un moto di ammirazione per la nuova pianticella nata all’ombra del cari­ sma del santo della carità misericordiosa verso gli infermi. segue a pag.2


continua dalla prima ­ I Religiosi...

Celebrazione del 150mo.

Le celebrazioni sono state raccolte in due eventi entrambi veronesi. ­ Il 25 maggio c’è stato l’avvio delle celebrazioni. La data ricorda sia il giorno natale di Camillo de Lellis sia la memoria dei “Martiri della carità”. Molti compagni del Santo, infatti, hanno reso vero il dettato del quarto voto di “assistere i malati anche con pericolo della vita”. La celebrazione ha avuto luogo nella Casa Madre di via Trezza ed era presente tutto il gota dell’Ordine (la Consulta Generale di Roma e tutti i Superiori Maggiori) nella annuale “giornata della fraternità” in cui vengono festeggiati i religiosi giubilanti. Nell’occasione è stato rappresentato un musical dal titolo “Camillo, soldato di Dio” del regista ed autore Renato Bini. ­ Il 6 ottobre ha luogo la conclusione delle celebrazioni nella sede camilliana di via C.C. Bresciani. Essa ha una taratura più cittadina e laica, con un programma che

continua dalla prima ­ San Camillo...

occupa tutta la mattinata. Dopo il saluto delle autorità, alla tavola rotonda dal titolo “150 anni nell’Arena della carità” siedono Maria Pia Garavaglia, Giuseppe Recchia, P. Angelo Brusco e Sandro Caffi. Segue la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Giuseppe Zenti, con benedizione della nuova sede del Centro Camilliano di Formazione. A coronamento dell’evento, viene esposta nella chiesa in loco di San Giuliano l’insigne reliquia del Cuore di San Camillo, con una celebrazione eucaristica pomeridiana delle 15:30 per malati ed operatori sanitari. Contestualmente con la celebrazione, viene anche organizzato da giovedì 4 a sabato 6 un percorso ciclistico di visita alle città che hanno ospitato le prime comunità camilliane alla data del 1862: Cremona, Mantova, Ferrara, Padova e Verona.

Due momenti delle celebrazioni degli anni 60 con la presenza del Cuore di S. Camillo a Verona. Nella Basilica di Sant'Anastasia e in Processione sul ponte della Vittoria.

INSIEME... PER RICOMINCIARE A VIVERE... A tutte le persone che vivono l'esperienza del lutto vengono proposti due cammini:

Ottobre Dicembre 2012

A partire dal 20 ottobre, per una decina di sabati, viene riproposto il "Gruppo di auto mutuo aiuto" per persone che vivono l’esperienza del lutto. L’orario degli incontri è dalle 17:30 alle 19:00. Sede: Casa Assistenti Spirituali L’obiettivo primo è creare uno spazio dove ­ in un clima di fiducia, rispetto e confidenza ­ si affronta assieme il processo doloroso e a volte paralizzante del lutto, per individuare piste efficaci di crescita e di superamento.

Ottobre 2012 Maggio 2013

"La Parola di Dio e l'esperienza del lutto" serie di Lectio Divina che si tengono il 4° venerdì del mese. L'obiettivo dell'itinerario è prettamente spirituale, si inserisce come aiuto per coloro che vivono o hanno vissuto l'esperienza del lutto nella loro vita. L’orario degli incontri è dalle 20:30 alle 22:00. Sede: Chiesa Centrale dell'Ospedale. Chi fosse interessato contatti il responsabile P. Pierpaolo Valli (Tel. 045­918478 oppure int. 2110).

morte di padre Camillo, attestò che pri­ ma di seppellirlo, il corpo “fu aperto per vedere di che male fusse morto”, e siccome egli era morto “in odore di santità” decisero di conservarne il cuore nell’evenienza non remota che fosse beatificato. Il cuore fu conservato con aromi dentro una ciotola in una cassetta di legno di cipresso e in seguito venne inviato e conservato a lungo presso la casa religiosa di Napoli. Per disposizio­ ne dell'Inquisizione il reperto venne poi requisito e trattenuto alla Curia parte­ nopea fino a quando Papa Benedetto XIV, con il Breve “In virtutibus”, dichia­ rò Padre Camillo degno di Beatificazio­ ne e l'Ordine poté recuperare la preziosa ed amata reliquia. Collocato in un busto d'argento, il cuore venne esposto alla venerazione dei fedeli pres­ so la chiesa cittadina del “Divin Amore”. Dal cuore vennero asportati alcuni frammenti che si conservano ancora oggi a Verona nel reliquiario della chie­ sa di S. Maria del Paradiso, a Napoli, a Messina e a Bucchianico, città natale del santo.

Fu solo nel 1925 che la reliquia del cuo­ re ritornò a Roma per essere conservata presso la Casa Generalizia, proprio nella stanza in cui è morto San Camillo. Il cuore di San Camillo, negli anni ha peregrinato spesso in giro per il mondo, anche nella città scaligera nella prima metà del ‘900 in una solenne ce­ rimonia presieduta dal patriarca di Ve­ nezia card. Giovanni Piazza. In preparazione ai festeggiamenti del IV Centenario della morte del Santo (14 luglio 1614), il cuore ha già intrapreso un “nuovo giro del mondo” dalle Ame­ riche all'Asia e con varie tappe in Euro­ pa. Dal 6 al 7 Ottobre è esposto nella chiesa di San Giuliano, in via Bre­ sciani 2 a Verona.


Chi vuole davvero il bene di quelle utenti le quali, davanti alla prospettiva di una maternità, sono alle prese con difficoltà psico­sociali od economiche, è ben contento di avere riferimenti da suggerire per un aiuto concreto e non lascia che il proprio giudizio venga distorto da preclusioni ideologiche. Il servizio di sostegno alla maternità avviato già da un anno in Ospedale di B.go Trento pare davvero poco conosciuto e utilizzato. Peccato… Peccato di omissione!

Un Servizio di ascolto per un “Sostegno alla maternità” Dal giorno 21 ottobre 2011 è operativo il Servizio di ascolto nell'ambito del progetto "Sostegno alla maternità" condiviso dall'Azienda ospedaliera universitaria integrata, il Comune di Verona e il nostro Centro. Tale Servizio si svolge negli spazi dedicati presso i due ospedali di Verona ­ Maggiore di Borgo Trento e Policlinico di Borgo Ro­ ma ­ con la presenza di operatori volontari del Centro Diocesano Aiuto Vita adeguata­ mente formati e coordinati e con la su­ pervisione di operatori sociali pubblici del Settore Famiglia, Minori Accoglienza del Comune di Verona. La finalità del progetto è quella di offrire un'altra possibilità di incontro vicina alle donne in gravidanza che vivono situazioni di solitudine, emarginazione, difficoltà re­ lazionali sociali ed economiche in ragione delle quali possa essere considerata la scelta dell'interruzione della gravidanza, o a donne che presentino problemi o disagi nel vivere questo periodo tanto delicato e importante. Saranno anche fornite tutte le informazioni utili relative alla tutela della maternità prevista dalla nostra Legislazione nei diversi settori (lavorativo, sanitario, permessi di soggiorno per maternità ecc.). L'attenzione sarà dedicata anche alle

mamme e alle famiglie in difficoltà con bambini nella prima infanzia che, per di­ versi motivi, manifestino il bisogno di ricevere ascolto, vicinanza, informazioni e aiuti utili ad affrontare e superare i loro problemi. Anche in questo Servizio il no­ stro Centro manterrà uno stretto collega­ mento con gli Enti pubblici e privati impe­ gnati nell'ambito materno­infantile. I depliant scritti in diverse lingue e lo­ candine (come sopra) sono visibili presso i due ospedali e sono stati fatti una serie di incontri con i diversi referenti ospedalieri per illustrare meglio il progetto e le sue finalità. Ci auguriamo che anche questa iniziativa rappresenti una opportunità di avvicinarci a donne in gravidanza e mamme in diffi­ coltà con lo spirito di condivisione di soli­ darietà e di affetto, che vuole essere il motore del nostro essere e agire come operatori e volontari di questo Centro, per rispondere in modo adeguato ai loro biso­ gni. Il servizio è attivo da: lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.30 L'ufficio è collocato presso il: Padigl. Alessandri (n. 24 ) a Piano Terra

Ci h@nno scritto… ci h@nno chiesto… Partendo dalla constatazione che, col trasferimento dei reparti al nuovo Polo Chirurgico, alcuni reparti non hanno provveduto a ripristinare i crocefissi nelle stanze dei malati, un nostro dipendente nonché collaboratore del Consiglio pastorale desidera sottoporre alcune riflessioni ai lettori. La nostra Redazione, consapevole che il tema si presta oggi a variegate e contrastanti opinioni, lo pubblica accettando di buon grado ulteriori futuri contributi, anche critici.

Crocefisso sì… Crocefisso no…

Attraverso questo articolo, vorrei stimolare la riflessione su questo argomento... Ho cercato di documentarmi su internet, ma ho trovato siti (molti), che con veemenza ne chiedono la rimozione e siti (pochi) che di questo "povero Cristo" ne fanno una crociata... Come fare allora a parlare di questo argomento in maniera attuale, pacata, evitando strumentalizzazioni? Pro­ viamo a riflettere attraverso alcune do­ mande e risposte...

Che cosa rappresenta il Crocefisso? È chiaramente e innegabilmente un simbo­ lo religioso, ma anche un simbolo che ancora oggi incorpora valori essenziali per la maggior parte del popolo italiano (indi­ pendentemente da un’adesione ai conte­ nuti della fede cristiana), ed è fondamento e parte integrante del patrimonio storico e culturale della nostra nazione. segue a pag.4

A.V.V.O. Associazione Volontari Visitatori Ospedalieri

L'associazione rappresenta una delle realtà nel settore del volontariato socio­ sanitario veronese: può fare parte di que­ sta associazione chiunque abbia il deside­ rio di mettere al servizio degli ammalati degenti nell'ospedale parte del proprio tempo. Sorta nel 1987 nel nostro ospedale, oggi è presente grazie all’impegno e alla dedi­ zione di circa 80 volontari. Opera senza fini di lucro, tende a valo­ rizzare e promuovere lo sviluppo integra­ le della persona. Si occupa in particolar modo dei pazienti più bisognosi e privi di assistenza famigliare. La sede è situata al terzo piano del Ge­ riatrico (lato Mameli). Se desideri conoscerla, oppure pensi di poter dare il tuo contributo, contattala: da lunedì a venerdi dalle 9.30 alle 12.00 Tel. 0458341418


continua da pag.3 Crocefisso...

È ancora attuale 1'esposizione del Cro­ cefisso nei luoghi pubblici? Le basi individualistiche della nostra socie­ tà portano da un lato a mettere in discus­ sione ogni eredità della tradizione e dall'altro a desiderare che la sfera pubblica non sia altro che una proiezione delle pre­ ferenze individuali. Una società e i suoi va­ lori non possono essere costruiti sul pensiero di ogni individuo ("secondo me"... "io penso"...). Il settore pubblico non può essere svuotato per farlo conformare esclusivamente al pensiero privato, ma deve rappresentare ciò che vi è in comune tra le persone. Inoltre, le concezioni laiciste che gran parte hanno avuto nell’edificazione dello stato moderno, hanno relegato il fenome­ no religioso alla sfera privata, quando in realtà è anche un patrimonio sociale. L'esposizione del Crocefisso può ledere la libertà di coscienza? La presenza del Crocefisso non costringe a mettere in atto comportamenti contrari alle proprie convinzioni interiori; è un simbolo la cui visione non può ledere nes­ sun diritto individuale, come anche il buon senso ­ che non guasta ­ suggerisce. Lo "spazio pubblico" non è uno spazio vuoto nel quale le diverse identità, per non turbarsi a vicenda, debbano annullarsi in una totale “indistinzione”. La società che ne deriverebbe sarebbe molto più vici­ na al deserto marziano della sonda Spirit che al pianeta terra. La varietà invece esige il dialogo e la tolleranza di ciò che è di­ verso. La libertà di coscienza può essere invocata caso mai di fronte all’imposizione di comportamenti (ad es: l'obbligo di recitare la preghiera nelle scuole, praticato un tempo). Ravvisare una violazione di libertà nell'obbligo di "sopportare" semplice­ mente la presenza di un simbolo, pre­ suppone una nozione anarchica della libertà di coscienza, che dissolverebbe il legame sociale.

E' ancora proponibile l'esposizione del Crocefisso in una società multi­etnica e multi­religiosa? Il confronto fra diverse culture non pre­ suppone l'annullamento della propria per accogliere quella altrui, allo stesso in cui nel matrimonio gli sposi non si annullano per avvicinarsi maggiormente: è nel confronto di due identità diverse e nel dia­ logo reciproco che si costruisce qualcosa di sano e duraturo... Nella mia personale e trentennale espe­ rienza in ambito ospedaliero non ho mai incontrato persone di altre religioni che mi abbiano manifestato disagio dalla visione del Crocefisso. Allo stesso modo, anche durante la partecipazione ad un corso di aggiornamento professionale riguardante l'assistenza a pazienti di altre religioni, non ho raccolto da parte dei vari rappre­ sentanti religiosi alcun dissenso ri­ guardante la presenza del Crocefisso nelle stanze di degenza. Cosa diversa sarebbe la sua presenza in alcune particolari circo­ stanze (es. in presenza del defunto di altra religione). Esposizione del Crocefisso nei luoghi di cura? In questo caso è la persona del sofferente che deve essere messa al centro e accompagnata dall'istituzione, anche con una particolare attenzione alle sue convinzioni interiori. Il primo elemento da tenere in considerazione è di tutelare la maggioranza degli utenti che è di religione cattolica, quindi esponendo il Crocefisso, in altri casi si può giungere a compromes­ si, rispettando sempre l'individuo e, in ca­ so di una richiesta del degente, non solo lo si potrebbe rimuovere, ma si dovrebbe po­ tere esporre simboli di altre religioni, per sostenere spiritualmente i degenti che lo desiderassero. Questa soluzione si adatterebbe alla finali­ tà di vicinanza alle esigenze spirituali dei malati e ad una tutela piena della salute individuale, che comprende la compo­ nente fisica, psicologica e spirituale. Achille R.

CENTRO CAMILLIANO DI FORMAZIONE E' un organismo istituito nel 1983 dai Religiosi Camilliani della Prov. Lombardo Veneta, con lo scopo di contribuire alla formazione di quanti operano a favore del benessere della persona, della sua crescita e del suo sviluppo globale, nella ricerca della salute psicofisica e spirituale. Le aree in cui le attività del CCF intendono favorire la crescita dei partecipanti ai pro­ grammi sono le seguenti: pastorale­spirituale; della competenza relazionale e dell’ani­ mazione di gruppo; della conoscenza di sé e della crescita personale; del volontariato; auto mutuo aiuto e centro relazione di aiuto; progetti di solidarietà; progetti di creativi­ tà; delle pubblicazioni e della ricerca. I programmi del CCF sono aperti a tutti coloro che intendono compiere un cammino di crescita, a livello personale e interpersonale nell’ambito del mondo della salute, della scuola, della famiglia, del volontariato. www.sentieriformativi.it

Invito alla collaborazione

Chi vuole, può collaborare inviando il proprio contributo per il giornalino: testo, immagini, domande, segnala­ zioni,..., alla mail: sullaviadellavita@gmail.com O contattando i cappellani. Grati per quanto vorrete donare a questa causa, con stima ed amicizia. La Redazione

Orario SS. Messe Borgo Trento

Chiesa centrale

Feriale 7.15 ­ 15.30 Prefest. 16.15 Festiva 11.00

Geriatrico

Feriale 7.15 Festiva 10.30

Maternità

Festiva 10.15

Polo Confortini (Festive)

Cappella 17.00 Cardiologia, (3° p. Azzurro) 9.30 Chirurgia, (5° p. Arancione) 11.00

Borgo Roma

Feriale 17.00 Prefest. 17.00 Festiva 10.30 ­ 17.00 sulla VIA della VITA Periodico del Servizio Religioso presente nell’Ospedale di B.go Trento, Verona. Il bollettino viene distribuito in cartaceo e in digitale sul sito Aziendale Ospedale Civile Maggiore B.go Trento ­ Verona Telefono: 045.812.2110 email: sullaviadellavita@gmail.com EDIZIONE ONLINE http://issuu.com/sullaviadellavita

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N.4 A.1 SullaViadellaVita  

Sulla VIA della VITA - Periodico del Servizio Religioso presente nell’Ospedale di B.go Trento, Verona

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