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LA NASCITA DI UNO STATO CHE NON C’È di Pierangela Di Lucchio Giorni fa, Benjamin Netanyahu in un’intervista ferenza di qualche anno fa, lo spazio verso il rilasciata all’inviato del Corriere della Sera, dichi- quale ogni David in diaspora deve provare penarava:

timento, questo perché tutto quello è accaduto e ancora accade in Israele non andava fatto.

Le comunità ebraiche venivano bersagliate quan- Altro episodio, questa volta legato al mio ultimo do lo Stato israeliano non era neppure nato e lo viaggio in Israele. Avevo trovato un albergo in un Stato israeliano è stato attaccato quando non es- quartiere arabo e una sera, durante una converisteva neppure un insediamento. Qual era il pro- sazione con un ragazzo di Gaza, in cura prespulsore del conflitto allora? Lo stesso motore che so l’Ospedale Monte degli Ulivi, mentre parlavo lo muove adesso: il rifiuto di riconoscere lo Stato di Israele lui mi aveva interrotto per dirmi che d’Israele, dentro qualunque confine (Corriere del- Israele non esiste e mi invitava con un sorriso, la Sera , 1 luglio 2013).

che nascondeva un fastidio, a non fare più alcun riferimento a

A supportare la veridicità della

questo Stato che per lui non c’è.

dichiarazione di Netanyahu due

In quel momento, mi sono venuti

episodi che mi hanno coinvolta e

in mente tutti i cattolici che, nu-

che trovo emblematici. Il primo è

merosi, ogni anno ripercorrono

legato a una dichiarazione di un

le tappe della vita di Gesù e al

mio amico, politicamente impeg-

loro rientro riferiscono di essere

nato, che nel corso dell’ultima

stati in Terra Santa. Proprio come

recrudescenza del conflitto is-

i crociati.

raelo-palestinese mi aveva tele-

Invece, a me vengono in mente le

fonato per parlarmi della ferocia

storie che ho ascoltato in questa

israeliana verso i bambini pal-

affascinante terra. Come quelle

estinesi. Notizia che aveva ap-

delle memorie familiari cancel-

preso dal web senza nemmeno provare a verifi- late e non trasmesse alle prime generazioni israecarla. Ci si può dispiacere, una volta l’anno e non liane che con mille difficoltà stanno provando a di più, per i morti sterminati nei campi di concen- impossessarsi di nuovo di una storia perduta. Optramento ma non per Israele. Israele è, come ha pure, ai sacrifici immani vissuti da quanti avevano sostenuto Stefano Jesurum durante una sua con- deciso di fare l’aliyah. E ancora la Gerusalemme

15 luglio 2013 - 8 av 5773

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Sullam n 117  

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