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La libertà di stare bene Si comincia a intravvedere la luce in fondo al tunnel, ma tutti siamo consapevoli che la “normalità” a cui progressivamente torneremo non sarà più quella di prima. La pandemia che viviamo sta avendo infatti un effetto tale da mettere in discussione fin nelle radici il nostro modo di vivere, sia a livello macro che a livello micro. Non sappiamo quando questa emergenza finirà, ma sappiamo che dovremo conviverci in un modo o nell’altro ancora per diversi mesi. Ma anche quando questo virus sarà debellato la nostra società dovrà aver avuto modo di riassestarsi nella consapevolezza che emergenze di questo tipo possono ancora capitare. E che in tali frangenti in futuro dovremo farci trovare decisamente più preparati. Molti di noi in questo periodo hanno manifestato in un modo o nell’altro la loro insofferenza per l’impossibilità di muoversi e continuare a svolgere le normali attività. Ma allo stesso modo tutti noi abbiamo anche sviluppato la consapevolezza che la salute è davvero una priorità a cui non si può mai rinunciare. Mai. Urge dunque una profonda riflessione in merito all’intero sistema sanitario, nazionale e locale. L’auspicio è che campanilismi, interessi elettorali e muri linguistici vengano fi-

nalmente messi da parte nell’interesse di tutti i cittadini. Una medesima riflessione dovrà essere svolta - ma in realtà in parte è già in corso - da parte del mondo del turismo altoatesino. La dimensione di massa difficilmente nel prossimo futuro sarà praticabile nei modi e EDITORIALE nei tempi di “prima del coronavirus”. Con evidenti ripercussioni su tutto il sistema economico altoatesino, in mille modi fortemente legato al turismo. Ma la riflessione più importante è quella che riguarda e riguarderà, a ben vedere, tutti noi. Tutti noi desiderosi oggi e in futuro di poter tornare a una normalità serena e in cui la nostra sicurezza e i nostri affetti non vengano messi in pericolo da un nemico invisibile e da comportamenti non alimentati dalla giusta e necessaria consapevolezza. È una sfida molto importante e impegnativa. Ma sono sicuro che saremo tutti in grado di viverla senza paura, con grande fiducia e serietà. Nell’interesse di tutti.

QUIINTERVISTA A MAURO DE PASCALIS

Pregare dialogando Mauro De Pascalis, classe 1967, da 32 anni vive con Loredana ed è genitore di 3 figli di 14, 12 e 7 anni. Appassionato di sport e politica, avvocato di professione, presidente della squadra di Basket Olimpia Bolzano, insegnante. La cosa che più mi piace di me stesso. Cerco sempre di fare l’autocritica dei miei comportamenti. Il mio principale difetto. Devo fare spesso autocritica. La volta in cui sono stato più felice. Quando sono nati i nostri 3 figli,

non mi ci sono ancora abituato a quella felicità. La volta in cui sono stato più infelice. Il giorno dopo che mi sono laureato. Passata la sbornia mi resi subito conto che era finito il periodo più bello e spensierato della vita.

Da bambino sognavo di diventare... Mezz’ala dell’Inter alla Beccalossi. L’errore che non rifarei. Non aver studiato bene le lingue, parlo bene solo lo spagnolo e male tedesco e inglese. Un libro da portare sull’isola deserta. Uno che ancora non ho letto, accetto consigli. Il capriccio che non mi sono mai tolto. Fare un giro in bicicletta alla Jovannotti, ma non è escluso che ci riesca. L’ultima volta che ho pianto. Di recente in piena emergenza Covid-19, ascoltando la “misa Criolla” cantata da Mercedes Sosa. Il paese dove vorrei vivere. Un piccolo paese dove tutti si conoscono, con un bar che fa il più buon caffè del mondo e ha dell’ottimo vino rosso. Il mio piatto preferito. Pizza con la cecina comprata in Piazza a Pietrasanta, dal Moriconi, e a Pisa al Montino. Il mio musicista preferito.

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STORIA DI COPERTINA

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L’EMERGENZA COVID-19

Con fiducia verso la “fase 2”

Come tutti i sindaci della provincia di Bolzano, e del resto d’Italia, anche il primo cittadino di Bolzano Renzo Caramaschi sta affrontando l’emergenza legata al virus Covid-19. L’abbiamo intervistato per chiedergli come stanno andando le cose e come la città sta reagendo alla pandemia.

questo virus le procure potrebbero avere da fare per anni. Queste restrizioni ci hanno costretto a cambiare stile di vita restando

rinchiusi, quando invece il desiderio dell’uomo è quello di essere libero e di non essere soggetto a costrizioni. Ma il contenuto del

LE NORME // Di Luca Sticcotti Da settimane il sindaco di Bolzano è in prima linea per affrontare la situazione senza precedenti che da un giorno all’altro ha rivoluzionato la vita della città, di fatto bloccandola e limitandola al minimo necessario, ovvero alla pura sopravvivenza. Nelle parole del sindaco, che abbiamo raggiunto al telefono nel suo ufficio in Municipio, risuonano al contempo la fatica per il fardello da portare e la determinazione interamente concentrata sul desiderio di restituire ai cittadini una normalità che con i giorni che passano comincia a sembrare sempre più lontana.

L’INTERVISTA Come hanno reagito i cittadini di Bolzano a questi 50 giorni di restrizioni? Sono stati davvero lunghi. Basti solo pensare quanta pazienza e

Renzo Caramaschi

disciplina sono state necessarie per restare in coda volendo entrare nei negozi di alimentari e nei supermercati. Devo dire che i cittadini hano risposto con molta dignità e molto senso di responsabilità. E non lo dico per lisciare il pelo, ma perché è la realtà. C’è sempre una frangia che si manifesta insofferente, è chiaro, ma a ben vedere si tratta in effetti di un sequestro collettivo di massa. Se si potesse aprire un processo penale nei confronti di

Le decisioni sulle restrizioni sono state assunte in questo periodo a due livelli principali, dal presidente del consiglio e dai governatori delle regioni. I sindaci si adeguano, fatte salve le attività motorie. Durante l’emergenza sempre è stato consentito di uscire di casa per: acquistare i generi alimentari, recarsi dai giornalai e nei tabacchini o per urgenti necessità di ordine sanitario. I sindaci di centri con densità di popolazione molto elevata come Bolzano (2063 abitanti per km quadrato, densità simile a quella di Brescia) evidentemente hanno avuto la possibilità di limitare gli allentamenti delle misure messe in atto nelle zone più rurali anche della nostra provincia. La questione è legata

alla curva dei contagi: un conto è vivere a San Genesio o Sarentino con poca gente, boschi e prati, un’altra abitare concentrati in una conca in 108mila. È evidente che le possibilità di contagio sono molto più elevate che in periferia. Non si tratta di un privilegio della periferia rispetto al “centro”, si tratta solo di due situazioni diverse. In una prima fase a Bolzano sono stati chiusi tutti i mercati e ora sono stati invece riaperti quelli rionali, che possono avere gli accessi in sicurezza e contingentati. Per quanto riguarda l’attività motoria, è consentita “in prossimità” dell’abitazione. A Bolzano si tratta al momento di sole passeggiate e jogging nell’arco di 400 metri dalla propria abitazione.


STORIA DI COPERTINA

Oltre che con la preoccupazione relativa alla propria salute (a quella dei loro cari) molti cittadini devono anche fare i conti con le incertezze legate al loro lavoro e all’economia. Cosa si sente di dire per incoraggiarli e rassicurarli? L’umanità è sempre stata soggetta a epidemie, nella storia. Ma è stata sempre anche capace di risollevarsi e andare avanti. Normalmente dopo una catastrofe di queste dimensioni non può che esserci voglia di ripartire. Ma è anche vero che la situazione finanziaria del mondo moderno ha delle ripercussioni pesanti. Ci sono licenziamenti, cassa integrazione, il settore turistico con prospettive non sicure. Il mercato del lavoro da un lato e del consumo dall’altro attendono la ripresa, che speriamo possa essere rapida.

Il rispetto per la vita ci impone grandi sacrifici. Ma mai avrei pensato di dover affrontare un’emergenza di questo tipo. Lei ha la responsabilità anche sulla macchina comunale, che conta più di mille dipendenti. Come vi siete riorganizzati? Siamo andati avanti col telelavoro e abbiamo attivato quasi 500 postazioni, per cui la macchina burocratica non si è fermata. Per quanto riguarda la macchina produttiva il primo timido segno è quello che ha lanciato il presidente Kompatscher, consentendo alle imprese artigiane fino a 5 dipendenti di riprendere l’attività lavorativa. È un passo importante, anche se gli artigiani sono trainati nel loro lavoro dal turismo che è fermo. Noi co-

LA VIGNETTA DI FRANGI

munque abbiamo cercato di interrompere il meno possibile le opere stradali in corso in Viale Druso e Via Siemens e abbiamo ripreso i lavori appena i decreti del presidente Conte l’hanno consentito. Bisogna cambiare mentalità, rimboccarsi le maniche, convivere con questo virus e sconfiggerlo. Gradualmente, ma abbastanza in fretta, l’intera economia deve riprendere. Soprattutto negli ultimi giorni da parte dei cittadini sta serpeggiando un po’ di insofferenza in più in merito alle evidenti limitazioni della libertà individuale, pur in nome della straordinarietà dell’emergenza sanitaria in corso. Immagino sia difficile ricoprire un ruolo come il suo, in perenne oscillazione tra la necessità di rassicurare richiamando al bene comune, e il dovere di esercitare il compito di sindaco “sceriffo” nell’imporre regole, tra l’altro a Bolzano più restrittive che nel resto del territorio provinciale. Come se la vive? Non faccio lo sceriffo, in linea generale io devo applicare le norme stabilite da Conte e Kompatscher, con qualche piccola eccezione. Capisco le insofferenze, ma d’altronde il viurs non l’ha inventato nessuno. Se rischiamo possono riprendere i contagi e si mette a repentaglio la vita di molti concittadini. L’alternativa è una sola: sacrificarsi. Pian piano si allenteranno le misure e si parla della fase 2, ma non lo decideranno i sindaci. Bisogna avere pazienza perché parliamo di quasi 300 persone morte, tra l’altro da sole, una grande sofferenza questa soprattutto per i loro cari.

La pandemia per forza di cose ha colpito e sta colpendo soprattutto le persone più deboli: gli anziani, i malati, le persone immunodepresse e le famiglie più povere, oltre che i senza fissa dimora. Ma a soffrire molto della situazione ci sono anche i bambini che da quasi due mesi si trovano confinati in casa. Lei cosa ha detto ai suoi nipoti per per incoraggiarli e invitarli a guardare al futuro in maniera positiva?

PIANTE

Mai avrei pensato di dover affrontare un’emergenza di questo tipo. Potevo immaginarmi una guerra o un terremoto, ma non certo un virus. A mio nipote che adesso ha 15 anni ho detto che bisogna imparare a investire nella ricerca scientifica, ma non in quella legata alle armi ma alla difesa dell’umanità dalle malattie. Bisogna puntare sul sistema sanitario e occorre avere il coraggio di dirlo: hanno tagliato e poi ancora tagliato, così quando è arrivata l’epidemia non eravamo preparati. Ma chi se lo immaginava che avrebbe avuto queste dimensioni? A mio nipote ho anche detto di concentrarsi nello studio, anche se vedo che le scuole li tengono sotto. In qusti giorni lui mi ha detto per la prima volta “ho davvero voglia di tornare a scuola”. A loro mancano le relazioni sociali, gli amici, andare a mangiarsi una pizza. Alla fine l’ho esortato a essere forte e abituarsi a convivere anche con questi rischi.

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CENTRO – PIANI – RENCIO

COMMERCIO E SERVIZI

Prezzi al consumo: pochi i rincari per il momento

Il Centro Tutela Consumatori Utenti prosegue online la sua opera di consulenza, monitorando i prezzi sia dei beni acquistabili negli esercizi pubblici rimasti aperti che tutto quanto è reperibile online. Gli altoatesini si rivolgono al centro anche per segnalazioni in merito ai servizi sanitari. Ne abbiamo parlato con la presidente del centro Gunde Bauhofer. Prezzi al consumo e pandemia. Cos’ha registrato finora l“antenna” del Centro Tutela Consumatori Utenti? Per quanto riguarda i prezzi più che delle segnalazioni di rincari, posso dire che si è trattato di sentori. Per noi il problema sta nel fatto che l’impressione che i prezzi siano aumentati non vale se non siamo in grado di comprovare il fatto che c’è stato davvero un aumento. Noi in effetti stiamo raccogliendo una serie di dati, con l’intenzione di inviarli all’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato che vigila su questi settori. In via preventiva l’Autorità ha diviso gli aumenti in due categorie, quelli giustificati e quelli ingiustificati. Ma non hanno specificato dove sta il limite tra queste due categorie. Ci sono prodotti per i quali questo sentore di incremento è più forte? I consumatori ci scrivono e segnalano, però fanno spesso fatica a offrirci un confronto reale rispetto al prezzo precedente dei prodotti. Posso dire che ci sono state diverse segnalazioni di rincari per quanto riguarda le cartucce per le stampanti. In ogni caso colgo l’occasione per invitare i lettori a inviarci le segnalazioni mettendoci a disposizione, se possono, gli scontrini

vecchi e quelli nuovi, per poter operare un reale confronto. Per le mascherine come funziona? Prima erano praticamente introvabili. Ora si trovano ma spesso, ci dicono i lettori, costano molto di più del loro prezzo “normale”... Lì vale lo stesso discorso. Anzi: diventa ancora più difficile il confronto perché nessuno sa cosa costassero prima, quando nessuno le cercava. I prezzi delle mascherine attualmente praticati nelle nostre farmacie le sembrano adeguati? Finora abbiamo fatto una valutazione non sufficientemente approfondita, ma dipende dalla tipologia di mascherina. I livelli di protezione offerti dai vari mo-

delli sono davvero molto diversi tra loro e differenti sono anche i materiali impiegati per realizzare le diverse mascherine. Più si sale di livello e più è anche rigida poi la certificazione, assieme al prezzo. Ma anche in questo caso è davvero difficile dire al momento se ci sono stati dei rincari. Molti le mascherine le hanno comprate online, anche per cercare di risparmiare... Sì, ma lì abbiamo avuto delle segnalazioni più concrete di consumatori che hanno acquistato un prodotto e invece gliene hanno recapitato un altro. In questi casi diventa poi davvero difficile reperire quello che si desiderava.

FOTO DEI LETTORI

In questo senso la Provincia non ha aiutato, fornendo informazioni un po’ contraddittorie in merito alle forme di protezione richieste. Sì, la comunicazione avrebbe potuto essere gestita un po’ meglio. Tra la gente si è diffusa l’idea di dover uscire a tutti i costi con una mascherina di tipo ospedaliero, quando la norma dice invece che occorre coprirsi naso e bocca. Certo non è facile orientarsi, siamo di fatto in balia di 100mila norme. Per quanto riguarda il commercio online in generale, in questa fase avete riscontrato rincari e una maggiore frequenza di truffe? I problemi del commercio online sono rimasti sempre quelli. Il prodotto che non arriva, il prodotto che arriva danneggiato o con un vizio. Un nuovo problema ora è rappresentato dal fatto che molte più persone che prima non compravano online si stanno ora rivolgendo a questo mercato, incappando nei classici tranelli. Stando molto a casa oggi poi molti stanno tastando il terreno dell’online trading e lì la faccenda si fa davvero pericolosa. Valutare se un sito è serio, se non si hanno esperienze di finanza online, diventa complicato. Forse non è questo proprio il momento più adatto per riscoprirsi trader in borsa. Per quanto riguarda il funzionamento della sanità altoatesina in questa fase di emergenza avete avuto segnalazioni di disservizi? Secondo noi le persone hanno capito che questa è proprio una situazione particolare e bisogna portare pazienza. C’è un po’ di timore verso il futuro per quanto riguarda tutti gli interventi, chirurgici e diagnostici, che erano stati programmati e che non si sono potuti fare. In queste settimane si sta creando un monte ore di attesa che poi sarà difficile riuscire a smaltire. Sarà da vedere quali strategie sarà in grado di mettere in atto la sanità pubblica. In ogni caso il nostro sportello di consulenza resta aperto. Basta telefonarci al numero 0471 975597 oppure scriverci a info@ centroconsumatori.it

Lo scorso 15 aprile nella casa di riposo di via della Roggia la signora Amabile Monaco ha compiuto 100 anni. Tanti auguri!

Luca Sticcotti


SENZA CONFINI Paolo Bill Valente scrittore, giornalista (e altro ancora)

PASSATO E FUTURO

La Liberazione 75 anni fa. Idee e parole per la fase tre. In questo tempo in cui si vive e si muore, rischia di passare sotto silenzio il 75° anniversario della Liberazione. Oggi chiediamo di essere liberati dal virus e dalle restrizioni che esso impone. Aspettiamo la fase due, quella dell’uscita graduale dall’incubo. Arriverà anche la fase tre, quella della vita che continua, ma in modo diverso? Lo spirito di una liberazione che lascia tracce nel lungo periodo è bene espresso dalle parole che don Josef Ferrari, assistente dei giovani di Azione Cattolica, pronunciò 75 anni fa nel ricordare l’amico Josef Mayr-Nusser nella chiesa del S. Cuore di Bolzano. Era l’11 aprile, ancora infuriava la guerra e da poco era giunta la tragica notizia della mor-

te di Josef. Disse don Ferrari: “Anche se molti altri hanno agito diversamente, prese solitario la sua decisione, ben consapevole delle conseguenze che essa avrebbe comportato. Davanti a lui la vita – sua moglie, che amava teneramente, il suo figlioletto, oggetto delle sue cure paterne e del suo amore, i suoi fratelli, ai quali era legato da amore fraterno – la sua terra tra i monti, che in un paesaggio estraneo e desolato aveva imparato ad amare ancora di più: tutto ciò deve essere stato davanti a lui. Egli prese tuttavia la sua decisione”. Ci tenne a sottolineare che la sua non era stata una testimonianza improvvisata, una tantum, ma il frutto di un progetto di vita. Don Ferrari lo spiegò con queste

parole: “Quello che diceva era chiaro come l’acqua di una sorgente di montagna – quello che faceva, lo faceva per una bontà calda, che aveva il suo fondamento nella carità cristiana. Che portasse questo amore, lungo le sue camminate vincenziane, nelle baracche e nelle abitazio-

Josef Mayr-Nusser è il primo da sinistra

ni dei poveri, che offrisse l’amore come una forza di conciliazione per le tensioni nella comunità dei giovani, era sempre lo stesso amore che nasceva dal suo cuore vicino a Dio. La sua gratuità era senza limiti e la sua disponibilità al servizio instancabile”.


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GRIES – SAN QUIRINO

COVID19 E NON SOLO

Comunicare bene la scienza con un blog Mai come in momenti come questo c’è bisogno di strumenti per colmare le distanze tra ricerca e persone comuni. Martina Bodner, docente di scuola superiore e dottoranda della Libera Università di Bolzano, ci prova con il suo blog: SciComm for everyone. Raccontare le conquiste della scienza, spiegare i potenziali sviluppi di alcune ricerche, mostrare l’utilità per la vita quotidiana degli esperimenti svolti nei laboratori. È questa la passione di Martina Bodner, dottoranda della Facoltà di Scienze e Tecnologie unibz e docente di scienze all’ITE “Cesare Battisti” di via Cadorna a Bolzano. Dallo scorso anno, Martina cura un blog di divulgazione scientifica. A motivarla, la convinzione che la comunicazione della scienza sia un tema caldo e quanto mai necessario, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo a causa della pandemia di coronavirus. Martina si è ispirata a diversi divulgatori, sia italiani che stranieri, per cercare di creare un dialogo tra scienza e società. A suo parere,

il fatto che il mondo scientifico e i cittadini parlino due lingue diverse, è una delle cause principali, se non la più importante, della mancanza di fiducia nei confronti della ricerca. Per questo, lei legge e poi cerca di rendere accessibili gli articoli scientifici a persone che non hanno una formazione in tal senso. Poi, certo, ci sono le vere e proprie fake news, che circolano indisturbate sui social come veri e propri virus dell’informazione. Un problema che non nasce con questa pandemia ma che, in uno scenario come quello attuale, può arrecare gravi danni a chi presta fede a tesi strampalate, come l’inutilità dei vaccini. Il consiglio, in questi casi, è quello di ascoltare voci autorevoli. “È importante affidarci a scienziati con una lunga esperienza in fat-

INDUMENTI USATI

Anche il mercatino di Tre Santi è operativo

Da molti anni funziona a Bolzano un centro di raccolta dell’usato: si trova in via Mendola 38 sotto la chiesa dei Tre Santi. È gestito dai volontari del gruppo missionario parrocchiale guidato dai fondatori dell’iniziativa Aldo Giacon, Riccardo Perotti e Tina Testa, con il sostegno costante del

parroco don Jimmi Baldo. Si accettano volentieri non solo indumenti, ma anche scarpe, biancheria per la casa, tendaggi, stoviglie, lampade, libri, giocattoli, elettrodomestici, macchine da cucire, dischi, quadri, quaderni e cancelleria. Si chiede però che questi oggetti non presentino rotture, macchie, parti tarmate, difetti di funzionamento... Se qualche persona non riuscisse a raggiungere la sede del mercatino, uno dei volontari può fare anche servizio a domicilio. Per ogni cosa che viene poi prelevata dai numerosi fruitori del mercatino è richiesta una piccola offerta: alla fine dell’anno tutto il ricavato viene elargito per il sostentamento di progetti di solidarietà portati avanti da alcuni amici missionari operanti in vari continenti. Per informazioni: 327 7966472 (Tina Testa).

La professoressa Martina Bodner

to di virus. Persone come Roberto Burioni o Ilaria Capua, due virologi di fama mondiale, stanno facendo un’ottima informazione scientifica in televisione e anche sui social”. Scoprire se qualcuno è autorevole è semplice: basta cercare il nome e cognome su Google Scholar e trovarne tutte le pubblicazioni scientifiche. Un bell’esercizio che dovrebbe svolgere chi non si accontenta di una condivisione leggera da parte di un amico di Facebook ma pretende informazioni attendibili. Nel blog di Martina c’è spazio per la ricerca ma anche per le questioni sociali e di genere legate alla scienza. “Oltre alla sezione ‘Science’ in cui scrivo articoli che riguardano soprattutto l’ambito della chimica alimentare (il mio tema di dottorato), c’è ‘Women in STEM’, in cui pubblico interviste con donne che lavorano nell’ambito STEM e che svolgono attività di divulgazione online su diversi canali (Instagram, Twitter, blog, YouTube)”, spiega la ricercatrice bolzanina. Nella terza sezione, “Motherhood” (materni-

tà, ndt.), confeziona contributi legati alla maternità e allo sviluppo dei bambini. Nonostante il blog sia stato inaugurato di recente sta avendo un discreto successo. Martina ha scelto di scrivere in inglese ma è naturale chiederle se prevede di farne anche una versione in italiano. “Ho ricevuto diversi suggerimenti in tal senso anche perché”, aggiunge, “non esistono blog in italiano che trattano i temi della gravidanza e maternità in modo scientifico e quindi potrebbe essere interessante per chi non conosce l’inglese, ma ha comunque desiderio di informarsi”. Al momento gli impegni dell’essere madre, il lavoro da insegnante e la scrittura della tesi di dottorato non le lasciano tempo libero da dedicare a questo compito ma, in futuro, non è escluso. Per sapere quando avverrà e per scoprire alcune delle curiosità e delle novità nel mondo della scienza, è sufficiente abbonarsi alla newsletter di https://scicommforeveryone.com/

Nilo Ruggeri

AUGURI per i tuoi meravigliosi 31 anni!

Dario da tutta la tua famiglia e sperando di poterci abbracciare presto!


EMERGENZA CORONAVIRUS

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INNOVAZIONE

Shopping, Watten e sport: ecco S. Virtuale, il primo paese altoatesino su internet

Elisa Weiss

Contatti dal vivo limitati e interazioni ridotte all’osso. L’emergenza legata al Coronavirus ha sconvolto le nostre vite e la nostra quotidianità costringendoci a rinunciare, seppur momentaneamente, alle classiche abitudini. Niente caffè al bar, shopping, passeggiate con gli amici o serate in compagnia. E in questo vortice di cambiamenti rientra anche il nostro rapporto con le tecnologie digitali. Se c’è una cosa che questa crisi ci ha insegnato, è che internet può essere un’ottima alleata per aiutarci a ridurre le distanze. Basta uno schermo di un computer o un cellulare per avere una finestra sul mondo e poter rimanere in contatto con gli altri. E se da una parte tantissimi giovani hanno lanciato la moda degli aperitivi sul balcone via Skype, dall’altra NOI Techpark, il polo dell’innovazione di Bolzano, ha deciso di creare addirittura il primo paese su internet dell’Alto Adige: S. Virtuale. Si, avete letto bene. A S. Virtuale c’è tutto quello che si potrebbe trovare in un vero paese: dal Gasthaus al bar, fino allo studio medico e la palestra, passando per il negozio dove fare acquisti. Un’idea nata da una semplice domanda che gli autori del progetto si sono posti: “San Virtuale è nato pensando a quali fossero le cose che più ci mancano in questo periodo di isolamento forzato – racconta Elisa Weiss, responsabile a NOI Techpark dei progetti rivolti alla cittadinanza -. La risposta è stata scontata: uscire, andare in città, entrare nei negozi, incon-

trare nuove persone e via dicendo. Così abbiamo pensato di creare un punto d’incontro virtuale, un luogo che potesse raccogliere almeno in parte queste necessità, trasportandole sulla rete”. Il progetto vuole rispondere infatti alla forte richiesta di socialità espressa da molti in questo periodo difficile. Adesso con un semplice clic si può passare del tempo in compagnia. E anche il nome non è casuale: S. Virtuale (in tedesco “St. Virtual”) ricorda in pieno la toponomastica classica dei paeselli altoatesini, creando un connubio perfetto tra reale e virtuale, appunto. “L’obiettivo è quello di poter dare un canale in più alle persone per parlarsi e confrontarsi, con un occhio di riguardo per chi non ha molta familiarità con la tecnologia, come gli anziani. Con S. Virtuale vogliamo dimostrare a tutta la popolazione altoatesina quanto la tecnologia può dimostrarsi utile, aiutandoci a gestire situazioni fuori dall’ordinario come quelle che stiamo vivendo”, continua Weiss. Il sito, raggiungibile all’indirizzo www.sanvirtuale.info, è intuitivo, di facile accesso e semplice graficamente. E per navigare al suo interno bastano una connessione internet e un computer. O un semplice smartphone, se preferite. Ma come funziona nel concreto S. Virtuale, e cosa troviamo al suo interno? Una volta approdati sulla pagina principale, un cartello segnaletico ci indicherà la strada verso il posto in cui vogliamo andare. “Il paese è partito in piccolo, con tre luoghi principali: il Gasthaus, in cui trovarsi per fare due chiacchiere intorno a un tavolo e dove darsi appuntamento per organizzare intense partite di Watten online, il tipico gioco di carte altoatesino; il bar, dove parlare del più e del meno e leggere i giornali del giorno, e lo studio medico, dove un team di professionisti possono dare consigli e informazioni

sul Coronavirus. In queste settimane il paese è cresciuto: prima sono arrivate la palestra, dove vengono organizzati corsi gratuiti di tutti i tipi e per tutte le età, e un negozio, in cui trovare consigli e suggerimenti su servizi di vendita a domicilio del territorio, per supportare l’economia altoatesina e acquistare online direttamente dai commercianti locali. Negli ultimi giorni abbiamo aperto poi un centro genitori-bambini, in collaborazione con la rete Elki Alto Adige, in cui si potrà assistere sia a spettacoli per bimbi e letture ad alta voce che a momenti di supporto per neogenitori. L’ultima novità di S. Virtuale è infine il negozio di computer, dove trovare tutte le informazioni e l’assistenza tecnica per sfruttare al meglio tutte le po-

tenzialità di S. Virtuale.” racconta ancora Elisa Weiss. Il tutto “regolato” da un Programma, che viene costantemente aggiornato con gli orari di accesso e gli appuntamenti del giorno. “S. Virtuale è veramente semplice da utilizzare, per questo crediamo che anche chi ha meno dimestichezza con le tecnologie digitali può dargli un’opportunità. Questi nuovi mezzi sono fondamentali in questo periodo per rimanere in contatto con le persone e non farsi avvolgere dalla solitudine. Fino a quando non potremo uscire di casa, S. Virtuale può essere la nostra finestra sul mondo, un luogo virtuale dove si incontrano persone reali”, conclude Elisa Weiss. (inserzione pubblicitaria)

Ci vediamo a S. Virtuale. Un paese dell’Alto Adige, su internet.

Bar Palestra Studio medico www.sanvirtuale.info

Rimaniamo connessi durante l’emergenza Coronavirus. S. Virtuale, come ogni paese, è formato da diversi luoghi: c’è il Gasthaus dove organizzare una partita a Watten e il bar in cui fare due chiacchiere con il barista. L’abbiamo creato per incontrarci e sentirci vicini, perché soprattutto in questi mesi ogni schermo può essere una finestra sul mondo.


GRIES - SAN QUIRINO

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CONSULTORIO

La sede del Consultorio in via Sassari

L’Arca per la famiglia L’attuale situazione causata dall’epidemia è fonte di paure, ansie e tensioni all’interno delle mura domestiche. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Nicoletta Simionato, psicopedagogista nell’ambito del sostegno alla genitorialità, che collabora con il consultorio l’Arca con sede in via Sassari 17/b a Bolzano. Che impatto sta avendo il lockdown sulla psiche e sulla vita delle famiglie? In questo momento gli adulti sono molto in difficoltà e spesso le domande che rivolgono prevalentemente durante le consulenze, che ora facciamo attraverso chiamate o videochiamate, sono rivolte a se stessi. C’è forse più bisogno di rassicurare gli adulti che i più piccoli. Secondo lei per genitori e figli questo periodo può essere un’opportunità? Un bambino fino agli 8-9 anni, anche se può annoiarsi o essere dispiaciuto per non poter vedere gli amici, è appagato dallo stare in casa con mamma e papà. Un ulteriore aspetto positivo è che i papà sono un po’ più presenti a casa. Quale riscontra essere la difficoltà più grande per le famiglie in questo momento? La fatica più grande è gestire il carico di lavoro che viene dato dalla scuola. In alcuni casi il compito di spiegare le lezioni e di far fare i compiti sembra essere delegato al genitore. Non va

dimenticato che molti genitori stanno continuando a lavorare, fuori o dentro casa. Stiamo inoltre riscontrando che, soprattutto nelle famiglie con adolescenti, prevale l’impegno a evitare qualsiasi situazione di conflitto in casa. Ci sono delle situazioni in cui i ragazzi non si collegano alle lezioni e i genitori, dopo averle provate tutte per motivarli allo studio, decidono che è preferibile smettere di insistere per prevenire eventuali situazioni di attrito difficili da gestire. Rivolgiamo una riflessione specifica ai neogenitori o a coloro che sono in dolce attesa. Qual è il loro stato d’animo? Il parto è un evento che già ha una forte componente di imprevedibilità e di novità ed è normale che attivi tanti pensieri. Ora, ai dubbi e alle domande ordinarie, si sono aggiunti anche pensieri rispetto alla gestione di un neonato durante il tempo di pandemia. All’inizio del distanziamento sociale ciò che più aveva spaventato è stata l’idea di non avere il compagno

IL RICHIAMO DELL’HEIMAT

in sala parto. Per i papà il pensiero di non poter accompagnare la mamma durante il parto è stato molto doloroso. Per fortuna ora non è più così. Questa situazione di distanziamento fa soffrire particolarmente i nonni, che si sentono derubati di un’esperienza e che sono dispiaciuti di non poter accogliere il nuovo erede famigliare. Ma ai nonni possiamo dire che, anche se non potranno stare subito con il nuovo arrivato, avranno tempo e modo per prenderlo in braccio, coccolarlo e recuperare il tempo quando avrà qualche mese. Per un neonato non è un male essere lasciato in pace ed evitare di essere abbracciato da tante persone. Non va dimenticato che, a pochi giorni dalla nascita, le difese immunitarie non sono ancora sviluppate e ciò è sempre valido, anche al di là del coronavirus. Come possiamo riorganizzarci il futuro? L’essere umano ha bisogno di fare progetti a lungo termine. Chiaramen-

te ora non riusciamo a prefigurarci il mondo post emergenza. Il mio suggerimento è quello di ragionare molto sul presente e di fare progetti a brevissima scadenza. Trovare una nuova routine, elastica e senza trasformare la casa in una caserma, può aiutare a evitare di scivolare in un atteggiamento che lascia spazio alla paura e alla depressione. Un buon antidoto è quello di organizzare le giornate: manteniamo degli orari e delle ritualità, organizziamo le faccende domestiche, facciamo ordine. Cerchiamo di mantenere tempi di riferimento perché questi ci aiutano a gestire l’ansia e a stare nel presente. Quand’è secondo lei importante chiedere il supporto di uno specialista del vostro consultorio? In questo momento il consultorio l’Arca è aperto come segreteria telefonica dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 (0471 / 930546 – consultorio@arca.bz). Rimangono attivi i servizi ginecologici e di accompagnamento alla gravidanza e vengono garantiti tutti i servizi di consulenza gratuiti psicologici, pedagogici e legali. È possibile chiamare anche non necessariamente in presenza di una situazione patologica o grave, ma anche solo per il bisogno di avere un confronto, per esempio se si stanno sviluppando in famiglia delle dinamiche difficili a causa di questa situazione di quarantena.

Veronica Tonidandel - COOLtour

LA SATIRA

Roberto Tubaro

Diversi personaggi noti, non resistendo al richiamo dell’autonoma Heimat, decidono di lasciare tutto e trasferirsi in Alto Adige.

“Ero stufo di restare chiuso in una cella frigorifera senza nessuno che potesse visitarmi” ha dichiarato Ötzi, il più famoso e longevo personaggio che, ancora nella preistoria, decise di trasferirsi tra le nostre vallate. È stato localizzato da un drone e multato. “Non mi sono reso conto di essere andato oltre i 400 metri dalla mia residenza”.


EMERGENZA CORONAVIRUS

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SANIFICAZIONE

B&R Service: una task force per sconfiggere il Covid 19 Ventisei anni di esperienza e una lunga serie di certificazioni a testimonianza di una grande professionalità: è la B&R Service, che in questo periodo di emergenza sta lavorando per garantire la massima sanità su tutto il territorio: “Non solo, abbiamo anche puntato alla tutela della sicurezza dei nostri operatori stipulando un’assicurazione aggiuntiva ad hoc”, spiega il titolare Christian Battisti.

spetto dell’ambiente e delle persone. Per perseguire questo scopo la nostra impresa di servizi opera sempre secondo i seguenti valori: capacità - competenza e formazione costante dei lavoratori - utilizzo di prodotti e macchinari innovativi

Di che ambienti vi occupate? Gli ambienti sono i più disparati, ovvero ambulatori dentistici, ambulatori medici/veterinari, centri di riabilitazione, uffici, palestre, aziende produttive, negozi, centri commerciali e mezzi di trasporto.

Signor Battisti, come e quando nasce la vostra azienda? B&R Service Srl è un’impresa di servizi di Bolzano attiva sul mercato dal 1994, inizialmente come azienda famigliare, poi nel 2010 ha avuto una svolta in quanto è entrata a far parte del gruppo Ni.Val. operativo in tutto in nord-Italia che conta più di 2000 dipendenti. Di che cosa vi occupate? B&R Service Srl offre una vasta gamma di servizi tra cui pulizia civile e industriale, logistica, movimentazione merci, manutenzione del verde, disinfestazione e derattizzazione – pest control e naturalmente sanificazione alimentare e sanificazione ambientale per l’emergenza Covid-19). Qual è la vostra filosofia? B&R Service Srl ha come mission il raggiungimento del massimo livello qualitativo dei servizi nel ri-

un’assicurazione aggiuntiva ad hoc e fornendo i Dpi necessari; inoltre, abbiamo adeguato i nostri servizi adattandoli all’imminente cambiamento in atto, ponendoci in partnership per dare supporto ai Clienti nella redazione del Protocollo condiviso con le parti sociali per le attività di sanificazione.

- soddisfazione del cliente - attenzione all’ambiente - ottemperanza alle normative vigenti in materia di sicurezza. Inoltre, la soddisfazione dei nostri collaboratori è il nostro punto di forza. Adottiamo una politica di “coinvolgimento” interno che contribuisce alla stesura delle strategie aziendali annuali. Come è cambiato il vostro modo di lavorare in questo periodo di emergenza? In questo periodo di emergenza sanitaria abbiamo innanzitutto puntato alla tutela della sicurezza dei nostri operatori stipulando

Come operate per sanificare gli ambienti? Grazie alla creazione di una task force, composta dai responsabili aziendali e dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione con la collaborazione del Medico Competente, si è redatta una specifica procedura per la sanificazione e disinfezione degli ambienti di lavoro in linea con la Circolare del Ministero della Salute, Ufficio 5 (Prot. 0005443 del 22/02/2020), “Covid-2019-Nuove indicazioni e chiarimenti” e con il Protocollo condiviso di regola-

Christian Battisti

mentazione delle misure per contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro. Dove svolgete il vostro operato? L’azienda ha sede operativa a Bolzano, Trento e Verona e operiamo in tutto il nord Italia grazie ad un team qualificato di operatori esperti, formati costantemente sulle novità e tecniche di lavoro. A ciò si aggiungono l’utilizzo di macchinari e prodotti chimici all’avanguardia. Avete ottenuto dei riconoscimenti? Fin da 2004 B&R Service Srl ha un Sistema di Gestione per la Qualità ISO 9001:2015 certificato e messo a punto con l’ottenimento nel corso degli anni delle certificazioni ISO 14001:2015 - Tutela Ambiente e OHSAS 18001:2007 - Sicurezza sul Lavoro. È in corso in questi giorni la migrazione verso il nuovo standard ISO 45001:2018 - Sicurezza sul Lavoro. Il monitoraggio costante dei nostri servizi, attraverso precisi piani di attuazione, e il rapporto continuo con i nostri Clienti portano all’erogazione di servizi contrassegnati da standard elevati.

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SUCCEDE IN CITTÀ

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STUDIO E PANDEMIA

“Chiediamo un “semestre neutrale” Le lezioni online hanno salvato la sessione estiva di molti studenti universitari, tuttavia non sono una panacea e il ritorno alla normalità, con il dovuto distanziamento, è necessario il prima possibile. Chi a inizio quarantena pensava si trattasse di un’occasione per dedicare il proprio tempo libero allo studio e arrivare agli esami eccezionalmente preparati, si è presto accorto che non è così. Il prolungato isolamento, che sta mettendo a dura prova il nostro benessere psicologico, ha notevoli ripercussioni anche sullo studio e l’incertezza del periodo insieme all’impossibilità di fare programmi stanno complicando il percorso universitario di molti. I libri sono difficili da reperire, tanti studenti sono tornati a vivere con le loro famiglie e la convivenza risulta difficile perché mancano gli spazi e la tranquillità necessari, altri sono rimasti bloccati, da soli, nella città in cui studiano. Non tutti hanno a

sono infatti uguali per tutti e lo ha sottolineato anche l’associazione universitaria sh.asus. “Negli ultimi anni, il diritto allo studio universitario non è mai stato così minacciato come lo è adesso”, avverte il presidente Matthias von Wenzl, “le conseguenze generaMatthias von Wenzl, presidente li della pandemia degli universitari della provincia di Bolzano colpiranno soprattutto gli studenti disposizione i mezzi tecnologici e che a priori sono meno privilegiati. un collegamento internet adeguati a Per molte famiglie sarà sempre più seguire le lezioni in modo ottimale, difficile sostenere il finanziamento molti tirocini così come gli scambi dello studio dei propri figli. Le ofErasmus+ sono stati posticipati o ferte di lavoro per studenti si sono sospesi. Non per ultime emergono praticamente azzerate oppure non con forza le diseguaglianze. La quasono svolgibili.” Il vicepresidente Jurantena e la didattica online non lian Nikolaus Rensi ribadisce che le

IL LETTORE

lezioni a distanza in molti casi funzionano male: “ovviamente ci sono differenze tra le università e le varie facoltà, alcune sono organizzate meglio, comunque molti studenti adesso si devono confrontare con degli svantaggi senza averne colpa”. Per ammortizzare le conseguenze negative sh.asus chiede di non considerare il semestre estivo 2020 per le domande di borsa di studio e nel calcolo della durata legale del corso di studio, facendo riferimento al concetto del “semestre neutrale”, annunciato dal ministro austriaco Faßmann. In questo modo non verrebbero penalizzati gli studenti che nella situazione attuale non riuscissero a raggiungere le prestazioni minime. Inoltre, come già richiesto dal MUA, la sh.asus auspica aiuti provinciali a sostegno degli studenti che hanno preso in affitto un appartamento in Alto Adige o dei relativi proprietari.

Greta Sofia Lampis

NOZZE DI DIAMANTE

60 anni insieme Abitare anziano Anziani soli a Bolzano: cosa si può fare insieme per dare una migliore qualità dell’abitare, come alternativa alle costose case di riposo? Questo interrogativo se lo pongono in molti, anche e soprattutto nei tempi difficili che stiamo vivendo. A dare qualche risposta in merito ci prova il signor Dario Caldart, cooperatore dal 1975 e membro della Consulta Anziani del Comune di Bolzano. “Una buona soluzione - scrive Caldart - si può trovare avviando insieme a Provincia e Comune di Bolzano un nuovo modello di cohousing cooperativo condiviso. La nuova sfida per le Cooperative a Bolzano potrebbe dunque essere quella della sussidiarietà, attraverso la realizzazione di Condomini soli-

dali e multigenerazionali (da 0 anni a 99), con servizi sociali e culturali, di buona qualità da inserire in tutti i quartieri a Bolzano. Secondo Caldart “la Politica (Provinciale e Comunale) deve dare risposte concrete e serie a queste persone, con progetti innovativi da realizzare ‘insieme’, su spazi demaniali.” Come ad esempio i potrebbe fare all’ex caserma Mignone a Oltrisarco, “cercando di completare la progettazione e la realizzazione di quanto promesso e previsto in zona Rosenbach. Stiamo parlando - conclude Caldart - di 18 alloggi protetti per gli anziani, centro Culturale, nuovo Distretto Socio-Sanitario, 100 posti per i Lungodegenti e la riqualificazione ‘verde’ del Parco Mignone.”

Tantissimi auguri a Danilo e Rosetta, che si sono sposati il 23 aprile 1960 a Sant’Elena d’Este in provincia di Padova e da allora vivono a Bolzano in Via Resia. Dal paesello si sono trasferiti alla città con non poche difficoltà, trascorrendo una lunga vita assieme dedicata alla famiglia e al lavoro. Sono diventati prima genitori di Sonia e Sandra,

poi nonni di Lisa e Mattia e da qualche mese anche bisnonni di Christian ed Edoardo. Una vita semplice, ma la loro più grande ambizione è sempre stata quella di tenere la famiglia unita e ci sono riusciti alla grande. La festa era già organizzata ma sarà solo rimandata per poter abbracciarsi e vivere una giornata tutti insieme.


EMERGENZA CORONAVIRUS

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SANITÀ

“Micro Wash”: quando la pulizia è probiotica Finalmente anche a Merano, grazie all’impresa di pulizie condominiali “Micro Wash”, è possibile scegliere la sanificazione e igienizzazione probiotica in assoluto naturale, non testata su animali e senza nessuna controindicazione. Il servizio offerto è dunque un investimento in rigenerazione ambientale e rinforzo di difese immunitarie indicato anche a chi soffre di allergie e intolleranze. UN SERVIZIO PER CHI SOFFRE DI ALLERGIE Questa tecnologia è conosciuta già da anni all’estero in scuole, strutture pubbliche sanitarie e di ricovero anziani, in birrerie e ristoranti così come in Italia, sia in strutture scolastiche che reparti ospedalieri come Al Ca’Foncello di Treviso, come confermano studi di lungo corso svolti all’Università di Ferrara, Udine e Bocconi. I BATTERI “BUONI” AL POSTO DEI DETERSIVI Questo è un sistema di pulizia che si basa sull’azione di batteri “buoni” e dunque lì, dove con i tradizionali detersivi vengono rimosse le cariche batteriche senza alcuna distinzione per poi riprendere a crescere dopo pochi minuti, con il sistema Micro Wash si mantiene invece bassa nel tempo rendendo l’ambiente igienicamente stabile e sicuro. Questo accade grazie all’azione di enzimi che vengono prodotti dagli stessi probiotici usati. Cerchiamo di capire insie-

me cosa sono i detergenti probiotici: sono miscele a base di microrganismi viventi che hanno effetti positivi sul ciclo vitale di persone, animali e piante e che sono essenziali per tutti. Probiotico (pro-bios) significa appunto a favore della vita. Le soluzioni di pulizia probiotica possono sostituire i disinfettanti e detergenti chimici con addirittura più benefici. Di fatti l’uso persistente di disinfettanti porta alla stessa batterio-resistenza di organismi patogeni perchè questi si abituano a tutte quelle sostanze, iniziando a sviluppare difese a diversi agenti chimici. Altra nota dolente sull’uso di prodotti tossici è che sono pericolosi anche per noi che li

inaliamo e ingeriamo, causando uno squilibrio biologico e promuovendo il rischio di infezioni batteriche. COSÌ SI ASSICURA L’EQUILIBRIO BIOLOGICO I probiotici agiscono in maniera completamente opposta. In primis rimuovono lo sporco in maniera efficace e con effetto di bonifica, senza mal-

trattare le superfici e depositarne tossicità o morte microbica. Essi eliminano tutti i rifiuti organici, assicurano un equilibrio biologico sicuro. Altro vantaggio è che evitano attivamente i cattivi odori, inclusi quelli di urine e deiezioni animali, e creano ambienti in cui gli acari e le larve infestanti come

Lisa Sperandio e Iuri Tondin, titolari dell’impresa di pulizie condominiali “Micro Wash”

Offriamo servizi di preparazione e assistenza gratuita anche a privati e altre imprese interessate ai probiotici.

Cosa sono i microrganismi effettivi I microrganismi effettivi sono miscele liquide composte da microrganismi che originariamente venivano usati come additivi del terreno. La caratteristica principale dei microrganismi effettivi è quella di prevenire il marciume e la formazione dei conseguenti prodotti metabolici tossici e di sostenere i processi rigenerativi (rinnovabili). Ciò si traduce in una vasta gamma di applicazioni. Queste miscele sono alla base dei prodotti dell’impresa “Micro Wash”, che vengono utilizzati nei settori più vari, come il giardinaggio, la casa e la

pulizia, l’agricoltura, la cura personale e il benessere. Ad esempio, l’acqua di lavaggio con detergenti eMC può anche essere utilizzata per l’annaffiamento dei fiori. Così come un forte sistema immunitario ha un effetto positivo sulla salute delle persone, lo stesso vale nel mondo vegetale. Perché anche in natura i parassiti e le malattie fungine attaccano per prime sempre le piante indebolite - un bersaglio facile, per così dire. Il più importante è quindi il rafforzamento iniziale, per cui i microrganismi effettivi sono ottimali.

le zanzare e i moscerini, non trovano forza per schiudersi. Svolgono anche un’azione positiva più a lungo che altri comuni detergenti chimici poichè sono in grado di penetrare e distruggere il sottile strato, biofilm, che funge da riparo per gli agenti patogeni, facilitando quindi la loro rimozione anche dalle aree più difficili da raggiungere. Promuovere la pulizia regolare con i probiotici è la soluzione più naturale, rigenerativa e duratura a favore del benessere generale. (inserzione pubblicitaria)

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SUCCEDE IN PROVINCIA

TESTIMONIANZE

Il dottor Pizzecco e i Medici dell’Alto Adige per il Mondo in Africa

Medico di base in val Venosta, fondatore dei Medici dell’Alto Adige per il Mondo e musicista. L’altoatesino Toni Pizzecco spiega come il Covid-19 abbia completamente rivoluzionato la nostra vita. Sebbene da settimane non si senta parlare di altro che coronavirus, tutti gli altri problemi quotidiani non sono affatto scomparsi: la vita di sempre continua. Questo è particolarmente valido per l’Africa che, sebbene sia stata colpita solo di striscio dal virus (a metà aprile erano poco più di quindicimila i casi in tutto il continente), deve far fronte alle emergenze di tutti i giorni: proprio per questo, per sostenere i paesi più deboli, da vent’anni è nata l’associazione Medici dell’Alto Adige per il Mondo con i sui centosessanta volontari, “che non sono solo dottori ed infermieri ma anche artigiani e volontari di ogni settore”, spiega il presidente, Toni Pizzecco, medico di famiglia a Laces in Val Venosta. In questo momento però l’emergenza vera è in Italia. Questo è vero ma cerchiamo comunque di non mollare i progetti che avevamo già avviato: ad esempio l’ospedale di Attat e la vicina clinica San Marco, in fase di completamento, entrambi in Etiopia. L’ospedale serve un milione di persone ed è stato costruito dieci anni fa, interamente con fondi altoatesini, e quindi è quasi un dovere per noi assicurarci che funzioni bene: non solo forniamo loro le attrezzature minime, come guanti e mascherine, ma ogni anno alcuni di noi vanno anche di persona per svolgere servizi e insegnare il funzionamento degli strumenti, come gli apparecchi per le ecografie. E quindi cosa fate in concreto? In un certo senso lavoriamo in via preventiva, per evitare che l’emergenza possa esplodere anche lì: dopotutto l’Africa è un terreno fertile per le epidemie. E in molti casi “prevenzione” significa anche solo insistere sull’importanza di lavarsi le mani. Parlando di Africa: nelle ultime settimane si è dibattuto molto sull’idros-

“Medicina al telefono, musica e solidarietà” siclorochina come rimedio contro il coronavirus. Dato che viene usata per combattere la malaria potrebbe essere questa la ragione per cui quel continente sembra essere immune al virus? Non sappiamo perché l’Africa sia stata risparmiata sinora dal Covid-19: si pensa che questo farmaco protegga dal virus perché sembra esserci un nesso tra il suo uso e il basso numero di contagi, allo stesso modo per cui si pensa che pure il cortisone antireumatico protegga dal coronavirus, solo perché sinora nessuno che ne abbia fatto uso

è rimasto contagiato. Ma tutti i dati sul Covid-19 sono ancora nuovi per noi: ne sapremo di più tra un anno o due e solo allora potremo trarre le conclusioni. In questo momento i medici di base come lei sono presi d’assalto. Siamo diventati un po’ com’era il parroco di una volta: i pazienti ci chiamano soprattutto per farsi rassicurare. Adesso gran parte del lavoro, in particolare lo screening iniziale, si è spostata al telefono: ogni raffreddore causa agitazione, la gente ci chiama anche solo per

SOLIDARIETÀ

Come avevamo preannunciato nello scorso scorso numero, i calciatori della Virtus Bolzano hanno consegnato a Volontarius 1200 euro per aiutare le famiglie più povere che in questo periodo non riescono a fare la spesa.

una normale tosse, temono che possa essere un sintomo del coronavirus. Il telefono è diventato una terapia in sé: le persone, molte delle quali sono nostre pazienti anche da venti o più anni, hanno paura e hanno bisogno di parlare ma non possono uscire di casa. Così chiamano, per non sentirsi soli. Oltre che medico, lei è anche un musicista. Già. Sono voce e chitarra di un gruppo, i Westbound: avevamo già organizzato la tournée estiva, con dieci concerti, ma adesso è tutto congelato. Non è permesso nemmeno riunirsi per provare: l’impossibilità di trovarsi per suonare assieme inizia a pesare su tutti coloro che ruotano attorno al mondo della musica. Così alcuni giorni fa ho avuto un’idea». Quale? La musica serve per unire. In famiglia siamo in tre a suonare uno strumento, così ho organizzato un piccolo concerto estemporaneo sulla terrazza di casa, al quale ha partecipato, dal suo balcone, anche il primo violino della Haydn, Stefano Ferrario, che abita vicino a noi. Riuscitissimo.

Nicola Gambetti


EMERGENZA CORONAVIRUS

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SANIFICAZIONE

Tama service: l’azienda che contrasta il virus Cinema, teatri, ristoranti, centri commerciali, aziende ospedaliere e Rsa. Alcune di queste realtà si sono trovate a dover limitare o controllare gli ingressi davanti al propagarsi del Covid-19. Altre hanno dovuto chiudere le loro porte, augurandosi di tornare accessibili il prima possibile e altre ancora sono rimaste aperte. Ad accomunare tutti questi luoghi è la necessità di garantire a chi li frequenta, e a chi tornerà a viverli, la totale assenza di rischi per la salute. A tale scopo diventa essenziale per tali realtà investire nella sanificazione degli ambienti e degli impianti, affidandosi a realtà consolidate del settore. Tra queste c’è Tama Service, che da oltre trent’anni si occupa di preservare l’igiene in edifici civili, ospedalieri, industriali e agro-alimentari. Dai primi passi a oggi La società ha mosso i primi passi nel 1990 a Mollaro (Trento), dedicandosi alla progettazione e alla produzione di impianti filtranti per l’aria. Con il passare del tempo, l’impresa ha saputo ampliare il proprio core business, proponendo diversi servizi ai propri clienti. In primo luogo, Tama Service offre a 360° servizi di pulizia e sanificazione degli impianti aeraulici, idrici e di bonifica delle cappe di aspirazione. Nell’occuparsi di ciò, ha anticipato le direttive dello Stato il quale solo negli ultimi anni ha normato la tematica con l’approvazione di linee guida specifiche (vedasi l’Accordo Stato Regioni e Province di Trento e Bolzano del 7 febbraio 2013, “Procedura operati-

va per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria”). Per far fronte all’emergenza legata al virus Sars.Cov2, Tama Service, azienda che in qualità di socio Aiisa (Associazione Italiana Igienisti Sistemi aeraulici) opera secondo protocolli validati dall’A.n.m.d.o (Associazione Nazionale Medici Direzione Ospedaliera) ha messo a disposizione delle aziende che stanno proseguendo la loro attività in condizioni di “criticità” o a quelle che si preparano a riprenderla un servizio di sanificazione specifico per ambienti e impianti, diventando partner essenziale nell’affrontare l’emergenza. La tecnologia più avanzata Per la sanificazione degli ambienti di lavoro Tama Service opera mediante l’aerosolizzazione di specifici disinfettanti a elevato potere virucida e sporicida ad “ampio spettro”, certificati Pmc (Presidio Medico Chirurgico) in grado di abbattere

il Coronavirus presente sia in aria che sulle superfici. La tecnologia utilizzata consente di produrre un aerosol particolarmente “secco” che saturando l’aria garantisce non solo un’elevata efficienza di abbattimento di virus e batteri, ma preserva nella sua applicazione elementi sensibili quali ad es. dispositivi elettronici. Per la sanificazione degli impianti di trattamento dell’aria l’aerosolizzazione del disinfettante avviene invece tramite le condotte degli impianti previa sanificazione e pulizia dell’Unità di Trattamento dell’aria e un accurato settaggio dei suoi parametri di funzionamento. Per garantire la totale sicurezza degli ambienti, il trattamento deve essere ripetuto circa ogni 10 o 15 giorni. Tama Service, nel corso di trent’anni di attività, ha ampliato la gamma dei propri servizi. Oltre a occuparsi della progettazione di impianti meccanici di ventilazione si impegna anche nella loro manutenzione, fornendo alle aziende clienti soluzioni su misura. La società è inoltre specializzata in pulizie ordinarie, per le quali si appoggia a un’équipe di professionisti in grado di riconoscere ogni volta il modo più adatto di affrontare le diverse tipologie di sporco e i differenti materiali, tanto da poter compiere anche veri e propri trattamenti conservativi. A questi Tama Service aggiunge anche un’offerta completa di servizi per la gestione integrata di edifici civili, industriali e sanitari. L’evoluzione della realtà di Mollaro

Il primo stabilimento di Tama Service è stato aperto nel 1990, a Mollaro. Fin da quel momento, l’azienda si è battuta per sensibilizzare i propri clienti sulle questioni che riguardano l’abbattimento e il contenimento delle cariche batteriche che si sviluppano all’interno degli impianti di trattamento dell’aria. Nel 2015, dopo 25 anni di attività, l’impresa ha acquisito il ramo d’azienda PVB Cleaning Spa, operante nel settore pulizie e sanificazioni industriali, andando a completare il ventaglio dei servizi offerti, operando sia in Italia che all’estero, offrendo sempre la massima professionalità. I tanti riconoscimenti Tama Service S.p.A. ritiene che la salute delle persone e l’integrità dell’ambiente debbano essere parte dei valori e degli obiettivi della società. Per questo ha deciso di definire e mantenere attivo un Sistema interno di Gestione conforme alle norme ISO 9001 e ISO 14001 che prende in considerazione anche le tematiche della salute e sicurezza dei lavoratori oltre che all’impatto verso la società in cui opera. Inoltre la società è, sul territorio trentino, l’unico socio ordinario Aiisa in grado di operare secondo il protocollo Nadca Americano per la pulizia e la sanificazione degli impianti di trattamento dell’aria contando all’interno del suo staff ingegneri qualificati A.s.c.s (Air Systems CleaningSpecialist - Specialista della sanificazione dei sistemi aeraulici). (inserzione pubblicitaria)

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Quando fare la spesa diventa uno stress Per fare la spesa oggi ci si organizza e c’è chi studia gli orari migliori – quelli “insospettabili” – per recarsi al supermercato e non dover restare in fila fuori dalle porte automatiche con la mascherina che preme sul viso. Ma neanche se si arriva alle 8.15 del mattino ci si risparmia l’attesa e i prodotti più gustosi, come la frutta e la verdura fresca, spesso sono già andati esauriti. Il piacere della passeggiatina con il carrello fra gli scaffali, insomma, non esiste più: fare la spesa è diventato per molti uno stress. Allora perché non affidarsi alla tecnologia? mercato per capire che spesso il confine fra questo riscoperto amore per il prossimo e l’egoismo sta nella credenza: il latte non manca, ma nel reparto frigo le mozzarelle spariscono come per magia; idem per le uova, quelle buone, le passate di pomodoro, e se si arriva a una certa ora a volte ci si deve “accontentare” delle tanto vituperate penne lisce. Ma che cosa sta succedendo? Ce li ricordiamo ancora i nostri

L’emozione dentro una cialda

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La tendenza di questo periodo di lockdown sembra essere la solidarietà: in Rete fioccano iniziative volte a rallegrare chi si annoia a casa da solo, le associazioni e gli enti si danno da fare per postare sostegno anche economico alle fasce più deboli, l’amicizia è rifiorita, c’è voglia di abbracci, anche virtuali, e al telefono rispondono quegli amici che non si sentivano da anni. Ma basta fare un salto al super-

nonni che ci vedevano sempre smagriti nonostante i rotoloni sulla pancia, quando ripetevano “mangia finché puoi”. Perché loro la fame l’avevano patita sul serio, soprattutto quelli più attempati che di guerre (e quindi dopoguerra) ne hanno vissute due, che oggi non ci sono più, e quelli che oggi si farebbero due risate a vedere questa corsa all’approvvigionamento. L’emergenza Covid non si può confron-

tare con l’esperienza bellica, ma un improvviso e atavico spirito di sopravvivenza ha portato tutti a credere che a breve resteremo senza scorte alimentari. C’è chi quindi vede le mozzarelle e si riempie il carrello o chi ha 50 pacchi di penne rigate in cantina, rendendo la vita non certo facilissima a chi diligentemente cerca di uscire di casa una volta a settimana per fare scorta di prodotti utili. Ma la tecnologia – e lo spirito imprenditoriale di chi in questo periodo si è trovato a dover abbassare le serrande – viene incontro a chi non sopporta più questa situazione: basta una te-

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Basta aprire la home di Facebook per capire che l’isolamento da Covid ha generato una nuova passione, quella per il pane, la pizza e le focacce. Ma lo confermano anche i numeri: un sondaggio di Nextplora, un’agenzia che raccoglie dati per le aziende ha rivelato che a marzo il 71 per cento degli italiani intervistati ha fatto il pane in casa e il 76 per cento una torta, percentuali del 50 per cento superiori al normale. Un trend che è apparso da subito direttamente collegato alla scomparsa dei cubetti di lievito di birra, tanto che il report Coop ha registrato un incremento di lievito di birra del +203 per cento (contro un +117 per cento delle prime tre settimane di lockdown).

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SANIFICAZIONE

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Ecco cosa significa “sanificazione” Pulizia, sanificazione, disinfezione: prima dell’emergenza Coronavirus non c’era quasi problema se nel linguaggio di tutti i giorni si utilizzavano questi tre termini indistintamente, quasi fossero sinonimi. “Ho pulito casa e l’ho disinfettata”: quante volte lo abbiamo ripetuto, volendo enfatizzare l’accurata opera di secchio e straccio portata a termine? TRE STADI PRECISI PER MAGGIORE SICUREZZA Invece no e oggi lo stiamo imparando bene: pulizia, sanificazione e disinfezione sono tre stadi, che si possono considerare l’uno il miglioramento e il completamento del precedente. Con il decreto del 4

Le immagini degli operai vestiti come gli agenti della Scientifica in un telefilm americano a bordo di quei furgoni che di notte passano spruzzando del liquido lungo le vie delle nostre città e paesi resterà nella mente di tutti noi per parecchio tempo. La chiamano “sanificazione”, ed è una di quelle parole nuove che sono entrate nel lessico comune dopo l’entrata in vigore dello stato di allerta per il Covid. Ma che cos’è la sanificazione? Una pulizia più accurata delle superfici che potrebbero essere infette? No, è ben altro: ecco cosa. marzo il Governo (che ripete quanto già indicato dal ministero della Salute il 2 febbraio) si è espresso apertamente in tema di sanificazione e ha dato il via a una serie di interventi atti a disinfettare tutti i luoghi pubblici e quelli frequentati da più persone, come i posti di lavoro, per esempio. Ma cos’è una sanificazione? Ecco le principali differenze. PULIZIA NON È SINONIMO DI EFFICACIA

Per “pulizia” si intende un insieme di operazioni che occorre praticare per rimuovere lo “sporco visibile”, come la polvere o il grasso, da qualsiasi tipo di ambiente e superficie. La pulizia si ottiene con la rimozione manuale o meccanica dello sporco, con acqua e detergenti, per intendersi, ed è quell’operazione preliminare che serve ad aprire la strada alla sanificazione e dunque alla disinfezione.

UN INTERVENTO MIRATO CONTRO TUTTI I BATTERI La sanificazione, dunque, è un intervento mirato a eliminare alla base qualsiasi batterio e agente contaminante che con le comuni pulizie non si riescono a rimuovere; una “pulizia” – se proprio si vuole usare questo vocabolo – molto accurata che si porta a termine per mezzo di prodotti chimici detergenti per riportare il carico microbico entro standard di igiene accettabili e

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CI SONO ANCHE ALCUNI VANTAGGI ECONOMICI Si tratta di azioni che devono per forza di cose essere svolte da personale esperto e qualificato, che anche nella nostra regione non mancano. A tal proposito le imprese possono richiedere un contributo economico allo Stato: chi esercita attività d’impresa, arte o professione potrà usufruire di un credito d’imposta pari al 50 per cento delle spese sostenute al fine di evitare il contagio da “Coronavirus”.

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ottimali che dipendono dalla destinazione d’uso degli ambienti interessati. E poi c’è la disinfezione: dopo aver pulito e sanificato, gli esperti applicano agenti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica o fisica, che sono in grado di ridurre, tramite la distruzione o l’inattivazione, il carico microbiologico presente su oggetti e superfici da trattare. In questo modo la disinfezione consente di distruggere i microrganismi patogeni.

comuni. Nello specifico, in riferimento agli ambienti non sanitari, vanno deterse ed igenizzate con particolare attenzione tutte le superfici di maggiore contatto e queste dovranno essere poi sanificate con prodotti a base alcolica — concludono — Ma è decisamente importante che la disinfezione vada fatta solo successivamente alla pulizia e igienizzazione ordinaria delle superfici”.

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Per effettuare una sanificazione profonda ed efficiente bisogna necessariamente essere provvisti di attrezzature all’avanguardia e prodotti specifici. È su questi due cardini che ruota l’attività della ditta “S.L. Service”, il cui personale qualificato è stato formato secondo le ultime Direttive Ministeriali. “Come viene riportato nella circolare del Ministero della Salute — spiegano i professionisti — è particolarmente importante la sanificazione delle parti


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VETRINA

Mediazione

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Digitalizzazione super e Covid-19

Problemi di vicinato in quarantena Care lettrici, cari lettori, rispondo a una lettrice che mi scrive: “Cara dottoressa, sono un’affezionata lettrice della Sua rubrica. Vivo in un condominio da circa un anno e mezzo e da quando è iniziato questo periodo di quarantena (stando più tempo a casa) sto avendo dei problemi con la mia vicina di casa e i suoi figli… Urlano a ogni ora del giorno e della notte e la mia pazienza è veramente al limite… So che la situazione momentanea è difficile per tutti, ma io proprio non la sopporto più! Cosa mi consiglia?” Gentile signora, quello che lei mi descrive è l’inizio di un conflitto dovuto anche alla situazione momentanea in cui in parte siamo meno tolleranti e in parte abbiamo più tempo per osservare il comportamento a nostro parere consono (o meno). Anzitutto cercherei di parlare alla sua vicina (tenendo le dovute distanze e precauzioni) e vedere come reagisce. Chiaramente è importante il modo in cui si approccia alla vicina: provi a usare la tecnica della Comunicazione Non Violenta (CNV) secondo M. Rosenberg, che ho più volte trattato. Se la situazione non

dovesse migliorare, finito il “lock down” lei ha 2 possibilità che dipendono dal grado di intensità del conflitto: 1. Potrete di comune accordo decidere di scegliere un mediatore/mediatrice che vi possa aiutare a risolvere la questione semplicemente e cercando di trovare un modo comune per gestire la situazione. Esiste un elenco di mediatori/ mediatrici competenti in questa materia nell’associazione Medianda reperibile sotto www.medianda.eu. 2. Nel caso in cui il conflitto sia avanzato, potrebbe fare al caso Suo la “mediazione obbligatoria” come vieni impropriamente chiamata: il testo del d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28 istituisce la cosiddetta “mediazione civile e commerciale” che consiste in un tentativo di mediazione da proporre all’Organismo di mediazione competente. In questo caso può recarsi dal Suo avvocato di fiducia che potrà assisterLa dinanzia all’Organismo di Mediazione.

Hai una domanda da rivolgere alla nostra esperta? Scrivi a redazione@quimedia.it La risposta verrà pubblicata nei prossimi numeri del giornale.

Avv.ta Dott.ssa Stefania Calabrò Bolzano

Mai come in questi giorni, a casa in attesa di capire come evolverà la situazione, si sta parlando di “digitalizzazione”. Organizzazioni, imprese, lavoratori, cittadini, studenti... tutti noi ci stiamo trovando, più o meno forzatamente, a confrontarci quotidianamente con le tecnologie digitali, per le attività più disparate: lavorare, studiare, ma anche semplicemente informarci, chiacchierare con amici e parenti, ordinare la spesa a domicilio, e un’infinità di altre cose. Con un’ironia un po’ amara, in molti hanno sottolineato che il coronavirus sta assumendo il ruolo di “volano” nella trasformazione digitale delle imprese, fino a poco fa talvolta restie ad abbandonare le pratiche di lavoro consolidate negli anni, talvolta indecise su quali tecnologie e metodologie adottare per digitalizzarsi nel miglior modo possibile. Il risultato attuale è un processo di digitalizzazione massiccio nato in un contesto di emergenza, e quindi certamente non ben pianificato, soprattutto per quanto riguarda i singoli cittadini, le piccole medie imprese, e gli ambiti formativi. Ci troviamo quindi a leggere una notizia sul web per poi ordinare la spesa su whatsapp oppure mandando una e-mail, mentre qualcuno ci contatta in videoconferenza su Zoom o Skype condividendo documenti di lavoro via Dropbox o Google Drive. Un frullato di tecnologie certamente non ben organizzato, ma che dimostra la nostra tenacia e resilienza, e

da cui potranno nascere opportunità inaspettate e meravigliose per la città digitale. Navigando un po’ in rete, si può davvero notare che tutte le aree dell’attività umana stanno cercando di manifestare la loro presenza e continuità anche in questa fase di lontananza fisica. Questo può significare semplicemente scoprire servizi online che già esistono da tempo, come è il caso ad esempio delle biblioteche; su biblioweb. medialibrary. it potete ad esempio vedere come funziona il servizio di prestito online di libri, quotidiani e riviste nella nostra Provincia. Ma può anche voler dire inventare e creare nuovi modi di erogare i propri servizi, come nella sfera della maternità e del supporto a mamme e famiglie in gravidanza e nel puerperio. Mai come in questo caso la nascita di una famiglia corrisponde a un rinnovamento dei canali di supporto alla famiglia stessa. Canali che non possono essere ovviamente sostituiti in forma digitale, ma che danno l’opportunità di affiancare il digitale al reale creando una sinergia finora davvero poco esplorata... per chi è interessato, non resta che andare su internet e cercare la tantissime proposte online da parte di ostetriche, centri maternità, e anche figure non sanitarie ma centrate sul benessere della mamma, come quella della doula.

Marco Montali


VETRINA

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I TUOI CONSULENTI IMMOBILIARI

Strategie di vendita (parte III)

In questo caso non dovete rivolgervi a un’agenzia immobiliare qualsiasi, o semplicemente a quella più vicina a casa vostra. Purtroppo, troverete tantissime agenzie che: - NON sono in grado di fornirvi una valutazione realistica e oggettiva della vostra casa, fornen-

dovi spesso un valore “gonfiato” pur di prenderla in vendita; - NON investono abbastanza nel pubblicizzare la vostra casa, oppure forniscono informazioni sbagliate; - NON selezionano gli acquirenti; organizzano visite improvvisate e vi riempiono la casa di persone che in realtà non posseggono i requisiti necessari per poterla acquistare; - NON hanno la professionalità o le competenze necessarie per consigliarvi e supportarvi al meglio al fine di ottenere il miglior risultato economico possibile; - NON esitano a scontarvi la provvigione pur di prendere in vendita la vostra casa, spesso a discapito del servizio offerto. È invece opportuno affidare la vendita della vostra casa a un’agenzia immobiliare che abbia serietà e professionalità riconosciute, che sia dotata di un

metodo di lavoro trasparente, strutturato ed efficace. Un rapporto di esclusiva di questo tipo vi garantirà inoltre alcuni vantaggi importanti: - avrete un unico referente per la vendita della vostra casa e non dovrete più comunicare e coordinare le visite con intermediari diversi; - non correrete il rischio di vedere la vostra casa pubblicizzata con informazioni errate; - la vostra casa acquisirà pregio ed esclusività agli occhi dei potenziali acquirenti; - aprirete la porta di casa vostra solo a clienti “prequalificati”; - l’agenzia risponderà alla fiducia che le avete concesso con-

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Al passo coi tempi Art Web Sound ai nastri di partenza ArtWebSound il primo festival italiano di fumetto e musica online, è al via. Nelle giornate dell’8 e del 9 maggio le piattaforme di COOLtour, organizzatore dell’evento, saranno ricche di proposte in merito. Tra questi anche c’è anche una call. Il tema è Contatto, parola pregna di significati in questi giorni. Per partecipare basta inviare entro il 30 aprile un elaborato in formato digitale a cooltour@ lastrada-derweg.org. Durante il festival ci sarà una mostra virtuale con tutte le opere e verrà promossa tramite Fb e Instagram di COOLtour. Per info e regolamento: cooltourbz.wixsite.com/cooltour/

artwebsound Art Web Sound è la manifestazione che sostuisce quest’anno - a causa della pandemia - Artmaysound, l’evento annuale che a Bolzano fin dal 2007 coniuga musica, fumetto, creatività e intrattenimento in un unico festival.

Floricoltura Schullian è un’azienda agricola specializzata nella coltivazione e vendita di erbe aromatiche, piante giovani di verdura e piante verdi e fiorite, in molteplici varietà. La floricoltura Schullian è nata nel 1958 e - grazie alla passione e alla dedizione tramandate di padre in figlia, partendo da un piccolo appezzamento di terra - l’azienda è cresciuta di anno in anno, fino a diventare una solida realtà al passo con i tempi. La vendita al dettaglio, con libertà di scelta tra piante verdi e fiorite, piantine da orto e accessori, su tutta la superficie della floricoltura, è stata recentemente ampliata con un generoso Wintergarten. Il negozio online e il video shopping sono entrati in funzione nei primi giorni dopo la

chiusura di tutti i negozi di fiori. Da qualche tempo infatti in molti clienti è cresciuto il desiderio di ordinare online le piante e gli accessori più importanti, con consegna a domicilio o ritirandole senza perdere tempo. Proprio il video shopping ha dato al cliente la sensazione di essere personalmente nel vivaio e poter scegliere liberamente. A nostro avviso una visita di persona al vivaio è una vera fonte d’ispirazione e non può essere sostituita dall’online shopping, che però ne è senz’altro il complemento ideale... shop.schullian.com Schullian Via Merano 75 A - Bolzano www.schullian.it facebook.com/schullian

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La terza possibilità consiste nello scegliere di avvalersi di un’unica agenzia immobiliare, affidandole completamente la vendita della vostra casa. STRATEGIA 3: “VENDITA IN ESCLUSIVA”


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LA SCENA MUSICALE Paolo Crazy Carnevale musicofilo

NUOVE PRODUZIONI

The music never stopped Nelle scorse due settimane si sono moltiplicate le uscite online di video e canzoni prodotti dai musicisti di casa nostra in quarantena. Dal punto di vista dell’attività online le restrizioni sembrano addrittura aver portato nuovi stimoli alla scena locale. “Chi fermerà la musica?” ci si chiedeva sul numero scorso partendo dalla triste realtà che la musica – e la cultura in generale – sono state messe un po’ al palo dal virus. La risposta, al di là delle serie problematiche legate all’impossibilità di lavorare per musicisti e tecnici addetti al settore, sembra essere nel titolo di una canzone dei Grateful Dead di metà anni settanta: “The Music Never Stopped”. Certo, il Covid-19 ci ha messo lo zampino pesantemente: in America un paio di settimane fa si è portato via l’anziano cantautore John Prine, autentico personaggio di culto, e l’eclettico produttore Hal Wilner, ma a giudicare dagli attestati d’affetto piovuti nel web attraverso i social media, almeno nel caso di Prine, il virus si è portato via “solo” le spoglie terrene, la musica no, quella non c’è virus che tenga... E anche in queste due settimane si sono moltiplicate le uscite online di video e canzoni prodotti dai musicisti di casa nostra in quarantena: cominciamo col segnalarvi che dopo il video singolo di “Quando tornerai”, la cantautrice Anna Carol ha realizzato l’EP Evoluzione, sotto l’egida

dell’etichetta Nufabric Records, composto di sei brani cantati in italiano all’insegna dell’indie pop. Sempre riagganciandoci a quanto scritto sul numero scorso, sul canale Youtube degli Shanti Powa, nella settimana di Pasqua è stato postato un nuovo lavoro solista: a dimostrazione dell’ideale di grande famiglia musicale che è poi la filosofia della formazione, sul canale vengono postate le

rittura un intero nuovo disco sul loro sito (https://stefanopredelli. wixsite.com/klakson): si tratta di una decina di brani scritti da ciascun componente a casa propria e registrati in autonomia, ma sempre nello spirito del gruppo. In particolare spiccano “Resto un po’” e “La sella di Renzo”, firmate da Renato “Matita” Mattiuzzo e l’esilarante brano a tema Quarantine Rag composto da Bobby

Un fotogramma dal video “Why” di Ariel Trettel

produzioni non solo del cantante Berise e del gruppo, ma anche le avventure soliste e parallele degli altri componenti, ex inclusi. È il caso del bel brano dell’ex chitarrista Ariel Trettel che ha postato “Why” una bella canzone acustica eseguita e composta in solitudine che ricorda da vicino Nick Drake, sicuramente più nelle corde del side project dei Color Colectif che degli Shanti Powa (https://youtu.be/aXgVjw9FwQ0). Su un fronte più amatoriale, ma non meno interessante, i bolzanini Klakson hanno postato addi-

Gualtirolo, senza dubbio fino ad oggi la miglior canzone scritta appositamente sul coronavirus! Video casalingo più serioso per il cantautore Marco Mondelli con una canzone dedicata ai bambini e alla solidarietà, intitolata “Cuori che si abbracciano”. Il chitarrista Francesco Montanile è l’autore invece di “Quarantena”, un video dalle sonorità e immagini abbastanza angoscianti (https://youtu. be/hOjbr9RsNsU). Tra i tanti che hanno voluto cimentarsi con la musica alla finestra o al balcone, il violinista

TEATRO IN QUARANTENA

Proposte Prometeo Nei giorni successivi alle indicazioni relative alla chiusura dei teatri, a causa della recente emergenza sanitaria, la Cooperativa Teatrale Prometeo ha continuato a proporre delle iniziative a distanza, utilizzando i canali social, per restare in contatto con il proprio pubblico.

Non si è trattato di veri e propri spettacoli teatrali, ma di suggestioni e materiali per consentire ai bimbi e alle famiglie di essere arrivi in prima persona, a casa. La prossima iniziativa della compagine bolzanina coinvolge direttamente il pubblico: si è chiesto tramite email a bambini e adulti

di soffermarsi sulla parola teatro e su tutto ciò che fa venire loro in mente e di regalare un breve testo, un audio, un video, un disegno o altro, per rispondere alla domanda: “La parola teatro che immagini o sensazioni mi suscita?”. Le risposte verranno pubblicate sulla pagina Facebook “Cooperativa Teatrale Prometeo”. Per inviare i materiali si può scrivere all’indirizzo info@ prometeo.coop

bolzanino Gianrico Righele, da anni in forza all’orchestra del Maggio Fiorentino, ha realizzato con la sua compagna Eleonora Falchi un video dedicato a un brano di Mozart per viola e violino rigorosamente suonato e filmato alla finestra (https://youtu. be/lPlZx4wPc6E). La palma della produzione più originale va però al duo XelaM, che ha messo on line sul proprio canale youtube diverse cose il giorno di Pasqua: XelaM (al secolo Monica Jüttner e Mr. Alex) hanno in particolare realizzato due mini concerti casalinghi all’insegna della loro synthwave music, sotto il titolo di “Coronavirus music video”, girati uno in cucina e uno in camera da letto, rigorosamente in bianco e nero con una regia minimale ma non scontata. In particolare dei due video ci è piaciuto quello in camera da letto, con i brani “Forever In My Heart”, “I’m Cool Baby” e la cover di “I Wanna Be Your Dog” degli Stooges (https://youtu.be/ tpaUTZiq1B0). E per concludere, restando in tema di cover, l’ultima produzione segnalataci è quella realizzata dalla testata online salto.bz: lo scorso fine settimana sul sito di Salto è apparsa una bella versione della canzone “The Weight” (giudicata tredicesima tra le migliori canzoni degli anni sessanta e tra le 500 migliori di sempre dalla rivista Rolling Stone), realizzata, un po’ sull’onda del brano “Say Bye” proposto da Hubert Dorigatti all’inizio del lockdown, con la partecipazione di diversi artisti della nostra regione. Le voci sono quelle di Eric Siviero, Silvia Turetta, Chris Costa e Tony Spinell, ma in tutto sono una decina le persone coinvolte, ognuno da casa sua, chi da Vipiteno, chi da Milano, Bolzano, Appiano, Merano. Il montaggio sonoro è opera di Armin Rainer, quello video di Mauro Podini, il risultato è decisamente notevole e Salto ha già annunciato un seguito...

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foto: Alessandro Spalletti ( @kingless_ )

LUXOR: I COVIDBUSTERS E’ un momento difficile per tutti, l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus COVID-19 ha colpito il mondo intero gettando un seme di insicurezza e paura in tutti noi, costringendoci nelle nostre case e obbligandoci a ridefinire le nostre abitudini di vita, purtroppo non sappiamo per quanto tempo questa situazione ci terrà paralizzati, ma di certo in qualche modo bisognerà rialzarsi e ripartire! Per farlo però bisogna considerare di dover prendere tutte le dovute precauzioni sia personali che definite dalla legge, che pone infatti le imprese italiane di fronte alla rinnovata necessità di verificare i propri presidi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il nostro team vi appoggerà e darà le indicazioni di cui avrete bisogno per poterlo fare! Noi non siamo nati insieme al COVID-19 ma molto prima, non ci siamo improvvisati esperti nella sanificazione da un giorno all’altro, siamo una solida realtà e un azienda certificata ISO 9001 E ISO 16636 per il PEST CONTROL ormai conosciuti in tutta la provincia come i COVIDBUSTERS! MA COME SI SCEGLIE L’ IMPRESA GIUSTA TRA UN ‘ESPLOSIONE DI DITTE SANIFICATRICI NATE IN QUESTO MOMENTO? -Essenziale è che la Ditta sia abilitata ad eseguire questa tipologia di servizi. -Essenziale è che la Ditta rilasci una certificazione valida di ambiente disinfettato. -Essenziale è che la Ditta usi prodotti PMC (Presidio Medico Chirurgico). Punti essenziali si, ma comunque insufficienti considerando il fatto che qualsiasi operatore di qualsiasi ditta abilitata può trovarsi in mano un flacone di prodotto PMC, presidio che non protegge da un utilizzo errato e dalle conseguenze per la salute e l’ambiente, senza contare inoltre che prodotti inadatti rendono ovviamente inutili gli interventi. I disinfettanti per gabinetti sono PMC, gli insetticidi sono PMC, ma a che servono in questo caso? Parliamo di un VIRUS che uccide, NON E’ AMMESSO SBAGLIARE!

Il nostro intervento nel reparto di terapia intensiva

IL TEAM DI LUXOR E’ COMPOSTO DA TECNICI PROFESSIONISTI CON ALLE SPALLE CORSI DI FORMAZIONE SPECIFICI per L’EMERGENZA COVID-19 istituiti dall’Istituto Superiore di Sanità e sulle tecniche di disinfezione istituito da Sinergitech! Conosciamo la tipologia di sostanze attive di disinfettanti e le caratteristiche dei prodotti, utilizziamo i DPI (dispositivi di protezione individuale) necessari per le attività di sanificazione, utilizziamo i migliori strumenti e le apparecchiature specifiche per effettuare interventi mirati alla disinfezione di ambienti pubblici e privati interni ed esterni di piccola, media e grande metratura.

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QuiBolzano nr8 2020  

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