QuiBolzano nr2 2021

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SPECIALI Salute Scuola

Mobilità e affitti nella Bolzano del futuro

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SOSTENIBILITÀ

SVILUPPO

Capelli naturali con il trapianto

Il primo follower

Un patto condiviso

Alla scoperta del metodo Fue utilizzato dal dottor Larcher

Un manuale per diventare “rivoluzionari ambientali”

Un gruppo di esperti e cittadini si mobilita

Web Marketing Trento

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Quale normalità? L’interrogativo è tutt’altro che filosofico. Negli ultimi giorni tutti noi, a un anno dall’inizio della pandemia, abbiamo cominciato a chiederci in cosa consista ormai la consuetudine. Il concetto di normalità, di solito, ha una doppia accezione. Da un certo punto di vista ci conforta come un mantello protettivo, ma da un altro la normalità la rifuggiamo per la noia che spesso la accompagna. Ma in quest’ultima fase della nostra vita i parametri di riferimento sono così cambiati che siamo stati costretti a riformulare i nostri riferimenti. Cos’è normalità? Il ritorno di una crisi di governo dopo la media consolidata di un anno e mezzo? Il reincarico allo stesso presidente del Consiglio? I dati pressoché costanti dei contagi da Coronavirus? L’impossibilità di utilizzare il nostro amato linguaggio non verbale a causa della mascherina? L’incertezza ormai “normale” di non sapere quando tutto questo finirà e — soprattutto — se si tratterà di una fine “definitiva”? Una cosa possiamo senz’altro affermarla: a essere diventata davvero normale (ovvero stabile e costante) è solo l’incertezza. Con essa abbiamo dovuto per forza imparare a convivere.

C’è chi ci riesce meglio e chi peggio. A questo proposito, nei giorni scorsi ha suscitato in me particolare inquietudine l’allarme lanciato dal primario di geriatria a Merano. Il dottor Christian Wenter ha parlato degli anziani come di una generazione traumatizzata e in larga parte EDITORIALE chiusa in casa da quasi un anno. Diversi studi hanno recentemente indicato la solitudine come un importante fattore di rischio per l’insorgenza di molte malattie. Insomma: gli anziani sono vittime doppiamente designate. Com’è noto, sono infatti protagonisti della maggior parte dei decessi e coloro che riescono a sopravvivere — è proprio il caso di dirlo — soffrono di una solitudine che non fa solo male allo spirito ma anche al corpo. Per questo è importante che tutti noi ci prendiamo a cuore gli anziani. Spesso una telefonata, un sorriso e due chiacchiere da un balcone all’altro, così come un aiuto per la spesa, possono contribuire a salvare una vita. Pensiamoci tutti e diamoci da fare.

QUIINTERVISTA A FRANCESCA BASSANI

La vera disgrazia? Non avere obiettivi Ha trascorso gli anni dopo la laurea in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Bologna all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per specializzarsi in chirurgia pediatrica. Da pochi anni è tornata nella sua città per prendersi cura dei bambini del reparto di Pediatria dell’Ospedale di Bolzano. Francesca Bassani, 40 anni, è sposata e ha tre splendidi figli. La cosa che mi piace più di me stessa. La coerenza. Il mio principale difetto. Sono poco diplomatica. La volta che sono stata più felice. Il giorno in cui ho incontrato mio marito. La volta che sono stata più infelice. Il giorno in cui è morto un amico. Da bambina sognavo di diventare. Veterinario. La disgrazia più grande. Non avere obiettivi. L’errore che non rifarei più.

Rifarei tutto, errori compresi. Solo sbagliando si impara. Il capriccio che non mi sono mai tolta. Comprare un camper e girare l’Italia con i miei figli. Un libro da portare su un’isola deserta. Cent’anni di solitudine (Gabriel Garcìa Màrquez). L’ultima volta che ho pianto. Mi sono commossa recentemente vedendo le immagini del trasporto dei vaccini anticovid che varcava il confine del Brennero. Non sopporto. Le ingiustizie. La mia paura maggiore.

La “casa dei giochi”, l’appartamento in cui ho vissuto da 1 a 4 anni. Il Paese dove vorrei vivere. Il Brasile. La qualità che preferisco in un uomo. Il coraggio. La qualità che preferisco in una donna. La simpatia. Il fiore che amo... iris. Se fossi un animale sarei... una giraffa. Nel mio frigo non La sofferenza dei miei figli. Mi sono sentita più orgogliosa di me stessa quando. Mi sono laureata in medicina. Il mio primo ricordo.

manca mai... latte e Nutella. Dove mi vedo tra 10 anni. Al lavoro, come sempre.

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STORIA DI COPERTINA

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L’APPROFONDIMENTO

Mobilità e affitti nella Bolzano del futuro L’amministrazione comunale si appresta a prendere importanti decisioni in grado di mettere finalmente mano alla morsa del traffico. In merito ci sono scelte importanti da compiere, così come a proposito del patrimonio edilizio. Ne abbiamo parlato con l’assessore Stefano Fattor. // Di Luca Sticcotti Stefano Fattor è una “new entry” nella giunta comunale di Bolzano, ma non è la prima volta che l’architetto e professore bolzanino entra a far parte del governo del capoluogo. Nella legislatura 2000-2005 è stato infatti già assessore, con diverse deleghe, tra cui quelle importanti all’ambiente e alle società partecipate. Nei primi mesi della nuova legislatura avviata in piena seconda ondata di pandemia, Fattor è già riuscito a muovere un po’ le acque, rilanciando il dibattito in particolare su due temi chiave per il capoluogo: la mobilità del (prossimo) futuro e il possibile sblocco dell’importante numero di alloggi che resta escluso dal mercato degli affitti. I prossimi mesi saranno cruciali per questi temi, che in un modo o nell’altro toccano da vicino decine di migliaia di residenti e non solo.

Stefano Fattor

L’INTERVISTA Assessore Fattor, recentemente lei ha mosso le acque in merito al tema delle grandi opere che – si spera nel prossimo futuro – potranno finalmente dare respiro alla mobilità nel capoluogo, da troppo tempo stretta in una morsa. In particolare lei ha rilanciato l’idea di porre la SS12 in galleria invece che la A22. Quello dell’A22 in galleria è un problema serissimo e se ne parla da tantissimo tempo. Ma anche la proposta della SS12 in galleria, a dire il vero, era sta-

ta approvata per ben due volte dal consiglio comunale di Bolzano. Nello specifico, si era deciso all’unanimità di chiedere alla Provincia il posizionamento della SS12 in galleria all’interno di un piano urbano della mobilità che prevedeva un attraversamento della città a forma di omega in grado di abbracciare la città impedendo al traffico di scorrimento di soffocarla. Nella scorsa legislatura, poi, si è cambiata idea sulla base dell’ipote-

si che nel giro di 10 anni la A22 avrebbe fatto una galleria che, attraversando il comune di Laives, si inserisse sotto il Virgolo per sbucare a nord di Bolzano. Questo per un costo stimato di 500 milioni, inserito nel piano economico finanziario della A22. Ma tutti sanno che una galleria lunga 10,7 km non costa 500 milioni, ma il doppio. E pochi avevano capito che a fronte di questo investimento dell’A22 la Provincia si impegnava ad ac-

IL PIANO DI SVILUPPO COMUNALE La pianificazione della Bolzano del futuro passa attraverso tre distinti settori, tra loro strettamente interconnessi secondo l’ottica del legislatore, ma attualmente suddivisi tra altrettanti assessori nella giunta comunale del capoluogo. Stiamo parlando di sviluppo urbanistico, mobilità e pianificazione del verde, sfere di competenza rispettivamente di Luis Walcher, Stefano Fattor e Chiara Rabini. L’assessore Fattor auspica che prima possibile si avvii una sinergia tra

i tre settori, requisito imprescindibile per riuscire in questa legislatura ad armonizzare gli interventi e accrescere la qualità della vita nel capoluogo. Fattor ricorda che la collaborazione tra i tre settori è di fatto prevista dalla legge e che un utile strumento di lavoro da cui partire potrebbe essere uno studio a suo tempo commissionato dall’ex vicesindaco Baur all’architetto Peter Morello e intitolato “Fabbisogno edilizio e dimensionamento”.


STORIA DI COPERTINA

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Sviluppo urbanistico, mobilità e pianificazione del verde devono procedere assieme, com’è previsto dalla legge quistare per circa 200 milioni il vecchio tracciato dell’autostrada, trasformandolo in tangenziale di Bolzano e forse anche nella SS12. Quindi – attenzione – l’idea di mettere la A22 in galleria non prevedeva la demolizione dell’attuale tracciato e viadotto. Quindi lei ha posto la questione: qual è il reale vantaggio per Bolzano nell’avere la A22 in galleria? Esatto. Attualmente sull’autostrada passano 35mila mezzi al giorno, mentre l’arginale di passaggi ne fa 46mila. Quindi che miglioramento ci sarebbe? Poi ci sono le tempistiche... Per la mobilità a Bolzano abbiamo bisogno di una risposta con tempi di realizzazione compatibili con le esigenze della città. Abbiamo capito che per un eventuale spostamento della A22 in galleria ci vorranno 30 anni, ma Bolzano non ce la fa più. Il vecchio piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), poi – oltre ad aver inserito il tram che è saltato – non considerava ad esempio una cosa fondamentale, ovvero l’areale ferroviario, che invece sicuramente vedrà i cantieri partire da qui ai prossimi 10 anni. Quando inizierà quel cantiere, ci sarà una movimentazione di 300/400 camion tutti i giorni, con un impatto stimabile in 20 volte quello del Waltherpark. Quando l’areale ferroviario sarà finito, quel concentrato di treni, pullman, pendolari in transito sulla strada nuova sotto Monte

Tondo, traffico turistico e commerciale, produrrà uno tsunami di mobilità otto volte più grande dell’impatto causato dal Twenty in zona produttiva. Insomma: non possiamo aspettare, ci vuole una risposta in tempi brevi. E non possiamo più nasconderci la realtà dei fatti. I partner per discuterne restano gli stessi: Provincia e A22? Sì, è con loro che dobbiamo ridisegnare lo scenario noi del Comune di Bolzano, a tutti i livelli: assessorati, consiglio, commissioni, tecnici. E attenzione: i tempi dei finanziamen-

ti ministeriali, che sono molto consistenti, ci impongono di adottare il nuovo PUMS entro la fine di aprile. Altrimenti rischiamo di perdere un anno e non ce lo possiamo permettere. Urge l’approvazione in giunta, per poi affrontare la cosa in Consiglio nel corso di un anno, con tutte le modifiche che saranno necessarie.

sono 3290, ma va anche detto che in tutta la provincia sono in totale 28000.

Un altro tema di cui lei si è occupato in questi primi mesi di legislatura è quello dell’alto numero degli alloggi sfitti nel capoluogo… La stima che è stata fatta ci dice che gli alloggi sfitti a Bolzano

Che fare? Io dico una cosa molto semplice. Perché non puntiamo a sbloccare la percentuale di questi 3290 che sono attualmente fermi per paura di morosità e tempi lunghi di sfratto? A mio avviso si tratta di una percentuale prossima al 15%, ovvero ben 500 alloggi. Esiste una legge nazionale che consente di creare un fondo per le cosiddette “morosità incolpevoli” che finora in provincia di Bolzano non è ancora stata recepita. Questa possibilità è citata in una bozza della nuova legge provinciale in discussione. Ecco: è in questa direzione che occorrerebbe insistere. Per dare un’idea: 500 alloggi sono più o meno quelli presenti nel nuovo rione Prati di Gries. Sbloccando questo numero di alloggi potremmo dare respiro alla città, tra l’altro salvaguardando anche otto ettari di terreno agricolo e risparmiando quattro milioni e mezzo di fondi comunali per le urbanizzazioni secondarie per la realizzazione di un nuovo rione. Voglio anche ricordare che questi 500 alloggi sono già inseriti nella rete stradale cittadina e sono distribuiti sull’intero territorio del capoluogo.

Un’enormità… Sì, quindi non è un problema solo di Bolzano. E sappiamo che, su 42000 abitazioni, attualmente ben 700 sono recentemente diventatie “alloggi turistici” della rete AirBnB o simili.


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CHIRURGIA PLASTICA

LA NOVITÀ

Capelli naturali grazie al metodo Fue C’è chi inizia a perderli con l’adolescenza, chi “resiste” fino alla maturità. C’è chi vede la trasformazione come un fatto naturale, chi invece ne soffre; certo è che una folta capigliatura è sempre un bel vedere. Cosa fare, se i capelli iniziano a diradarsi? Una soluzione è rivolgersi alla clinica del dottor Larcher, che grazie alla tecnica Fue riesce a far ricrescere i capelli in modo naturale. Perché si perdono i capelli? Che cosa succede al nostro corpo? La colpa è del Dht, un ormone derivato dal testosterone presente nel nostro organismo il quale attraverso un enzima chiamato “5 alfa reduttasi” si trasforma in Dht. I nostri capelli nascono dai bulbi, chiamati tecnicamente unità follicolari. Quando il Dht entra in contatto

Il trattamento consiste nell’impianto di follicolo per follicolo: i capelli torneranno a crescere in maniera naturale

con i bulbi e penetra attraverso dei recettori all’interno delle unità follicolari ne causa il progressivo restringimento, riducendo via via lo spessore e la lunghezza di capelli fino a causarne la mancata ricrescita e di conseguenza la calvizie. La tecnica Fue (Estrazione di Unità Follicolari), utilizzata dal dottor Larcher col suo team specializzato, sfrutta una questione genetica: alcuni follicoli presenti nella zona parietale ed occipitale sono immuni all’azione del Dht perché non hanno i recettori di questo ormone. Sarà proprio questa area donatrice a rendere possibile l’autotrapianto di capelli con tecnica Fue. E a far finalmente dire addio ai problemi di calvizie, grazie alla tecnica Fue che farà ricrescere i capelli in modo naturale e senza bisturi, cicatrici e segni sul cuoio capelluto.

Tecnica Fue: ecco come funziona L’alopecia androgenetica femminile e maschile non solo comporta un cambiamento nell’immagine, ma agisce anche sulla propria autostima. Gli aspetti psicologici

della calvizie non sono affatto da sottovalutare, perché spesso si traducono in ansia e depressione. All’impatto negativo sull’umore si aggiunge anche la credenza sbagliata di non essere in grado di trovare una soluzione definitiva al problema. Risultato naturale, nessuna cicatrice visibile e post intervento rapido e indolore: è la tecnica Fue, utilizzata con successo in tutto il mondo. Il trattamento consiste nell’impianto di follicolo per follicolo. Cosa significa l’autotrapian-


CHIRURGIA PLASTICA

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VASTA SCELTA DI TRATTAMENTI Nella clinica del dottor Larcher è possibile trovare soluzioni ad ogni problema estetico. Come quello del grasso superfluo, che viene risolto con la criolipolisi. Si tratta di un trattamento medico-cosmetico e viene svolto in regime ambulatoriale. Col freddo le cellule adipose vengono trattate per una durata di circa 60-70 minuti innescando il processo chiamatosi lipolisi. Le cellule adipose dei cuscinetti adiposi che vengono indirizzati a causa del trattamento vengono poi smaltite dal proprio corpo in modo naturale. Il trattamento quasi non ha rischi e viene fatto senza anestesia.

to? L’estrazione e il reinserimento dei follicoli dello stesso cliente. In questo modo i capelli torneranno a crescere in maniera completamente naturale. Semplicemente perché sono i propri bulbi, prelevati però da una zona donatrice “sana”, generalmente la nuca e i lati del capo, cioè quelle parti del cuoio capelluto che non sono affette da alopecia. Usando la tecnica Fue si possono trapiantare barba, baffi, sopracciglia e ciglia. L’età consigliata per l’autotrapianto di capelli è 18-80 anni, si può farlo anche senza rasatura. Nessun dolore né effetti collaterali Il trapianto di capelli inizia con una pianificazione personalizzata a seconda del tipo di alopecia.

Il dottor Larcher è il primo chirurgo in Italia che svolge questo trattamento con questo specifico, nuovo e moderno macchinario nel suo studio a Bolzano. Ci sono poi i trattamenti di miglioramento del viso, attraverso i quali si possono combattere gli effetti del sole, della gravità e dello stress, come la correzione delle palpebre cadenti superiori e inferiori, o il trattamento delle rughe con la tossina botulinica o con filler (acido ialuronico). Rughe e pieghe cutanee sottili, causate dalla mimica facciale, possono essere attenuate senza interven-

ti chirurgici e senza cicatrici. Le regioni del corpo che meglio possono essere trattate con la tossina botulinica (“botox”), sono la zona tra le sopracciglia, sulla fronte e intorno agli occhi (zampe di gallina) e altre regioni del viso. La durata del trattamento è di 1015 minuti e può essere eseguito in ambulatorio. Per ritrovare un aspetto giovane e fresco e rendere la pelle più bella, è possibile utilizzare anche iniezioni antirughe con acido ialuronico in

L’equipe medica che seguirà passo passo il trattamento effettuerà una scrupolosa valutazione della situazione. Il percorso dell’autotrapianto di capelli inizia con anestesia locale del cuoio capelluto, affinché il cliente non avverta la già eventuale minima sensazione di dolore e si senta a suo agio. Vengono utilizzati degli anestetici locali, in piccola quantità, per da evitare il gonfiore del cuoio capelluto. Successivamente, utilizzando il micro motore con punch molto piccoli, vengono estratti i bulbi dalla zona donatrice. I bulbi vengono prelevati in piccoli gruppi, da 1 a 4 bulbi, attraverso dei microsolchi quali prelevano porzioni minuscole di pelle, dette “innesti”. La cute interessata da

questi prelievi viene trattata con lubrificanti o lozioni idratanti i quali accelerano il processo di guarigione. Gli innesti estratti vengono reimpiantati nella zona “ricevente” affetta da alopecia, con l’aiuto di una pinzetta. Per far aderire i follicoli al massimo, il trapianto di capelli deve essere eseguito molto rapidamente, ma allo stesso tempo con grande cura, per collocare gli innesti nel corretto orientamento, rispettando l’angolazione e la direzione naturale. Quanto dura l’intervento L’autotrapianto di capelli può essere eseguito da 2-3 medici allo stesso tempo. Sebbene si tratti di un intervento chirurgico, non viene utilizzato alcun bisturi, in più nessuna cicatrice e nessun segno restano sul cuoio capelluto. Il tempo dell’intervento può variare dalle 4 alle 7 ore, a seconda del numero dei bulbi necessari a coprire la zona affetta da calvizie. Sulla zona donatrice viene applicata una fascia che rilascia gradualmente delle sostanze

Ambulatorio Chirurgia Plastica Dott. Lorenz Larcher Specialista in chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva

grado di ridefinire i contorni del viso e contemporaneamente smussare rughe e segni profondi. L’acido ialuronico può essere utilizzato in varie zone, per aumentare in particolare il volume di guance e labbra, per la correzione dei solchi naso-labiali, delle rughe in generale e delle rughe del labbro superiore.

lenitive, le quali aiutano la pelle a rigenerarsi. La benda deve essere indossata per 2 o 3 giorni. Le aree micro-perforate guariscono entro pochi giorni. Al loro posto, sulla base dei bulbi trapiantati, compaiono delle piccole crosticine, le quali vanno via tra una settimana. Dopo 24 ore il cliente potrà tornare a svolgere le sue normali attività lavorative. È molto raro che sorgano delle complicanze dopo l’autotrapianto di capelli Fue: nel periodo successivo potrebbero manifestarsi piccoli gonfiori o disagi, che scompaiono tra qualche settimana. Nel frattempo si possono riprendere le normali attività di tutti i giorni. I primi risultati saranno evidenti dopo poco tempo: la ricrescita di capelli avviene a partire dal terzo mese in poi per arrivare al quinto o sesto mese quando ogni nostro cliente potrà apprezzare la sua capigliatura di circa due centimetri. Il risultato dell’autotrapianto di capelli è definitivo e permanente. (inserzione pubblicitaria)

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LE PIETRE DI BOLZANO Flavio Schimenti architetto

MEMORIE URBANISTICHE

La nascita dei parchi pubblici a Bolzano #1 Bolzano, come descritto nei precedenti articoli, dopo essersi dotata di importanti giardini privati per tutto il ‘600, ’700, e fino alla metà dell’800, alla sstregua delle altre città europee, inizia, alle soglie della “rivoluzione industriale” e dell’avvento del turismo, a maturare l’esigenza di spazi pubblici verdi aperti a tutta la cittadinanza. A Londra, il primo parco pubblico venne realizzato da J. Nash nel 1814, seguiranno poi quello di Liverpool nel 1844 e tanti altri in Europa e negli Stati Uniti (New York, Central Park, 1862). Nella nostra città, il primo vero e proprio parco pubblico è quello della Stazione, 1859. Nato come elemento di collegamento urbano fra la stazione ferroviaria e il centro storico, attraverso l’asse stradario di viale della Stazione. Fra lo spazio urbano, dove Sebastian Altmann aveva progettato la struttura ferroviaria, e le prossimità del Duomo allora vi era solo campagna. Rispetto ai due lati che lo dividevano, venne posto al centro un viale alberato che

STORIE DAL MULTIVERSO

conduceva verso piazza Walther – ancora non esistente. Il parco venne arricchito di piante esotiche e ornamentali ad alto fusto e aiuole fiorite, e delimitato da percorsi pedonali interni, nonché di un basso muretto di recinzione. Solo in epoca successiva, all’in-

terno del parco trovarono posto il Teatro Civico (1913) e la Fontana delle Rane (1930). Per avere idea di come potesse essere il primo parco pubblico cittadino, oltre alle immagini d’epoca, basta puntare l’occhio verso l’attiguo Parkhotel Laurin.

I cittadini di Bolzano di allora lo chiamavano orgogliosamente “il nostro parco cittadino”. Il secondo parco pubblico, sempre progettato da Sebastian Altmann, nel 1870 è quello ricavato entro l’incrocio tra l’attuale via Dante, via Marconi, via Carducci e via Gilm. Esso è intitolato a Peter Rosegger, scrittore austriaco originario della Storia (autore di “La casa nella foresta”, 1877, e “Il cercatore di Dio”, 1883). Si estende per una superficie di mezzo ettaro ed è circondato da viali alberati, i consueti platani, così cari alla progettualità di Altmann. Secondo il progetto originario, di forma rettangolare, era suddiviso con aiuole poste in diagonale convergenti verso una piazzetta anch’essa della medesima forma geometrica. All’interno del parco sono presenti cespugli di spirea caragna, lagherstremia e folstizia. Le colture arboree sono cedri, tigli e magnolie. In questo parco venne esiliata la statua di Walther von Vogelweide dal 1935 fino al 1981.

LA SATIRA

Roberto Tubaro

Esistono infiniti universi paralleli dove gli eventi passati non sono proprio uguali a come ce li ricordiamo. Artista camaleontica nota per i suoi modi eccentrici, Lady Gamper Gasser, conosciuta da tutti come Lady GaGa, è una delle artiste più in voga nel panorama musicale altoatesino. Tra i suoi più grandi successi ricordiamo Watten Face, Bad Romanze e Alexander. Negli anni è stata soggetto di numerosi scandali, come quando nel 2014 si esibì con il dildo comprato dai Freiheitlichen sotto il vestito. “Devo ammettere però che uno dei miei ricordi più cari” ha dichiarato la cantante “è quando ho avuto l’onore di cantare Dem Land Tirol die Treue al giorno dell’inaugurazione del governo Kompatscher”.


CENTRO – PIANI – RENCIO

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INIZIATIVE

Il patto per un futuro locale sostenibile Il Patto per il futuro dell’Alto Adige è un’iniziativa di cittadini che propone un processo partecipato per scrivere insieme alla politica le regole che avranno un impatto sullo sviluppo del nostro territorio. Ne abbiamo parlato con Emilio Vettori, consulente di sostenibilità del gruppo promotore di “Patto per il Futuro” dell’Alto Adige. Per meglio inquadrare la questione è opportuno fare un passo indietro: nel 2011 la Provincia di Bolzano ha stilato il Piano clima energia 2050, una strategia che declina a livello locale gli accordi sul clima stipulati a livello nazionale e globale. Il sito della Provincia si era espresso così: “Gli obiettivi definiti nel 2010 erano chiari: migliorare l’efficienza energetica, ridurre i consumi pro capite e le emissioni di CO2, sostituire le fonti di energia fossile con quelle rinnovabili. Il Piano indica la strada che l’Alto Adige vuole seguire per diventare un KlimaLand a livello internazionale e adottare un approccio sostenibile alla questione energetica.” Da qualche mese in internet si sta facendo conoscere il gruppo “Zukunftspakt - Patto per il futuro dell’Alto Adige” un’iniziativa di cittadini nata nel 2020, durante i primi mesi della pandemia, con in mente una visione: che la politica affronti in modo condiviso con esperti e cittadini le tematiche dello sviluppo del nostro territorio, per raggiungere gli obiettivi prefissati con un occhio di riguardo alla sostenibilità, alla tu-

In settembre una conferenza stampa ha presentato il “patto per il futuro”

tela dell’ambiente in cui viviamo e alla qualità della vita delle persone. Ma l’iniziativa Patto per il futuro come si relaziona in merito al Piano clima energia? Per il gruppo promotore, composto da tredici altoatesini di tutti i gruppi linguistici, ha risposto il consulente di sostenibilità Emilio Vettori. “Noi pensiamo che l’aggiornamento, la realizzazione e il monitoraggio di questo strumento, e più in generale di un piano per lo sviluppo sostenibile, non possa essere fatto solo dalla politica, ma che la politica possa e debba essere aiutata da un organo istituzionalizzato, composto da cittadini ed esperti, che accompagni questo processo. Il fatto è che gli obiettivi formulati nel 2011 erano molto ambiziosi, ma a intervalli di tempo regolari, questi obiettivi vanno attualizzati e aggiornati in base

Emilio Vettori

alle mutate condizioni e alle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche. Se dieci anni fa ho definito un percorso che si basa su determinate soluzioni e dieci anni dopo si aprono nuove possibilità, allora è necessario rivedere la strategia e gli obiettivi”. L’obiettivo del Zukunftspakt è quello di essere un interlocutore della politica? “Assolutamente sì. Secondo noi è

possibile per l’Alto Adige raggiungere la neutralità climatica entro il 2035. Sosteniamo l’idea che sia importante un approccio partecipato nello scrivere le regole che riguarderanno lo sviluppo del nostro territorio per i prossimi 10-15 anni e per questo abbiamo fatto un appello chiaro alla politica. Chiediamo che il prossimo piano di sviluppo sia condiviso e fatto su basi scientifiche, che tenga conto di indicatori concreti, non solo di valutazioni contingenti. In questi mesi abbiamo sviluppato un modello organizzativo che può consentire di realizzare questo percorso partecipativo e siamo pronti a presentarlo alla politica.” Sul sito zukunftspakt-pattofuturo. org è possibile sottoscrivere il manifesto.

Till Antonio Mola


EUROPA – NOVACELLA

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VITA ASSOCIATIVA

Aias: di nuovo attività in presenza Un anno difficile si è da poco concluso e finalmente il tanto desiderato 2021 è arrivato. L’attesa del nuovo anno è stata senz’altro differente da quelli precedenti, numerose sono le aspettative e i nuovi progetti che abbiamo in serbo per la stagione che ha ora inizio. Aias Bolzano ovviamente non si è fatta cogliere impreparata e dall’11 gennaio ha riaperto le porte della sede ai propri utenti, con grande attenzione al rispetto delle normative vigenti e curandosi di garantire la sicurezza ai ragazzi che la frequentano. La nostra associazione si occupa in primis di offrire attività di socializzazione e di tempo libero di qualità a persone con diverse abilità e opera sul territorio altoatesino da oltre 50 anni. Anche durante l’ultimo periodo in Zona Rossa della città di Bolzano e per tutta la durata delle vacanze natalizie siamo riusciti a rimanere in contatto con molti dei nostri ragazzi attraverso gli appuntamenti giornalieri su Zoom. In questa fase abbiamo proposto quotidianamente i nostri laboratori e tanti giochi in diretta per tenerci compagnia e per scambiarci virtualmente gli auguri di Natale. Purtroppo, con grande rammarico degli operatori e grande delusione dei ragazzi, non è stato possibile partire per il molto amato

Il gruppo “camminatori” dell’Aias

Con l’inizio del 2021 Aias Bolzano ha riaperto la sua sede in via Piacenza, mantenendo grande attenzione per le normative vigenti in materia di prevenzione anti-covid. Le attività di socializzazione a favore degli utenti con diversa abilità sono quindi potute riprendere, per la gioia di tutti. soggiorno di Capodanno, ma grazie alle nuove tecnologie siamo riusciti a fare insieme il conto alla rovescia per lo scoccare del nuovo anno e stappare ognuno da casa propria la bottiglia di spumante. Sono cambiate molte cose in un solo anno, ma quello che non è cambiato è l’affetto e il rapporto di amicizia che ci unisce. Nonostante le attività proposte sui social siano state molto apprezzate, i nostri fedelissimi non vedevano l’ora di tornare in associazione per potersi rivedere finalmente di persona. Il 2020 è stato un anno che ci ha messo alla prova, ci ha costretto a

BENEDIZIONE Accompagnato da un gruppo notevolmente ridotto a causa del coronavirus – del quale però facevano parte anche Markus Mattivi, neopresidente del Maria Heim, e p. Siby George – il diacono ha tracciato su ogni porta la scritta «20 C+M+B 21», ossia “Christus mansionem benedica” (Cristo benedica questa casa), come augurio per l’anno appena cominciato, che però al momento costringe ancora il centro all’inattività sempre a causa del Covid: da novembre tutte le attività culturali organizzate presso il Maria Heim infatti sono ferme, concerti, corsi e feste inclusi.

Maria Heim Anche quest’anno il Gemeinschaftszentrum Maria Heim, il centro di via Novacella a disposizione della comunità, ha ricevuto la particolare benedizione dell’epifania, una tradizione che si ripete ogni anno: per imprimerla, il diacono Kristian Paulmichl, insieme ad alcuni membri della parrocchia di lingua tedesca di Regina Pacis, ha infatti compiuto il giro di tutto il centro, partendo dalle tre cappelle e attraversando anche la sala a cassettoni.

Nicola Gambetti

cambiare il nostro modo di lavorare. Però noi ci crediamo e pensiamo che il 2021 possa essere veramente un anno migliore. Tanti i laboratori che si sono trasformati nel corso dell’anno passato e che attualmente sono stati inseriti tra le proposte. Questa settimana sono ripartiti i nostri laboratori in presenza con piccoli gruppi di ragazzi. Le attività che proponiamo verranno svolte prevalentemente all’aperto e nel caso di maltempo negli spazi che offre l’associazione rispettando le norme anticontagio. I nostri laboratori, infatti, prevedono lo svolgimento di attività fisica, passeggiate nella natura con gli amici, percorsi di avvicinamento al mondo degli animali e tante altre iniziative da poter svolgere anche all’aria aperta senza perdere la loro valenza educativa. Di particolare successo l’attività proposta in collaborazione con la nostra Biblioteca, intitolata “Musica e Libri”. Questo laboratorio è stato ideato per avvicinare i partecipanti al mondo dei libri, stimolando il piacere della lettura anche attraverso l’uso della musica (a cura del nostro bibliotecario Jacopo Schiesaro). Con il 2021 è stato istituito uno sportello di consulenza per DSA e ADHD presso la nostra Biblioteca che affiancherà il doposcuola CompitAias coordinato dalla dott.ssa Chiara Rullo (psicologa psicoterapeuta). Gli studenti troveranno un sostegno per affrontare le difficoltà legate all’apprendimento, i famigliari potranno ricevere consigli da esperti nel settore e anche gli stessi insegnanti po-

tranno ricevere consulenze rispetto ai software compensativi e trovare materiale interessante riguardante la gestione inclusiva della classe e manuali sempre aggiornati sulle tematiche degli studenti con BES. Ricordiamo inoltre che all’interno della Biblioteca “Oltre L’Handicap” non manca l’attenzione alle diverse tipologie di libri, dalla saggistica alla narrativa, e che da poco ha inaugurato la sezione fumetti con un occhio di riguardo sempre sulle tematiche legate al mondo del sociale. Una categoria di rilievo è quella degli Inbook, libri illustrati con testo integralmente scritto in simboli, sviluppati per bambini e ragazzi con bisogni comunicativi complessi ma che si sono rivelati molto utili anche per bambini e ragazzi stranieri che si avvicinano alla nostra lingua. A proposito di iniziative riguardanti la nostra associazione, ricordiamo che sabato 23 gennaio si svolgerà come ogni anno l’estrazione dei biglietti della lotteria di Capodanno. Quest’anno, nel rispetto delle normative vigenti, l’evento verrà trasmesso in diretta sulla piattaforma Zoom. Troverete poi sui nostri “social” (FB: Aias Bolzano Bozen e Instagram: aiasbolzano) e sul nostro sito (www.aiasbolzano. it) la lista dei 36 numeri estratti con relativo premio. Stiamo vivendo un periodo in cui siamo costretti a reinventarci continuamente ma per l’AIAS Bolzano questa non è una novità: il suo obiettivo è sempre stato quello di trovare non solo la forza, ma anche la gioia nei momenti difficili.

Andrea Di Curti


SENZA CONFINI Paolo Bill Valente scrittore, giornalista (e altro ancora)

GIORNO DELLA MEMORIA 2021

Le due ragazze che scavalcarono il muro del lager “Non sono i fatti che contano nella vita, ma ciò che grazie ai fatti si diventa”. Lo scrisse Etty Hillesum durante la seconda guerra mondiale. In questi giorni dedicati alla “memoria” ricordiamo due donne, Ernesta Sonego e Albertina Brogliati, che in quegli stessi giorni trovarono il coraggio per diventare persone libere. “Non so come, riuscimmo a scavalcare il muro... La terra era coperta di neve e quindi morbida. Molto probabilmente i militari di guardia, per la fretta di avere la libera uscita, avevano lasciato la garrita dieci minuti prima. Alle 18 ci sarebbe stato l’appello e quindi sarebbe stata scoperta la fuga. Sarebbero stati sciolti i cani (detti ‘lupi siberiani’) e mandati al

Albertina Brogliati

nostro inseguimento. Sempre di corsa, curve per non essere viste da lontano, percorremmo tutto il tombino fino alle rotaie della ferrovia”. Ernesta (cha racconta) e Albertina fuggirono così dal sottocampo meranese del lager di Bolzano attorno al Natale del 1944.

Ernesta Sonego

Oggi di quel campo rimane solo un frammento del muro di cinta. Posto sotto tutela come “luogo della memoria”, il Comune nel gennaio 2010 vi ha fatto affiggere una lapide la cui iscrizione dice tutto: della tragedia, del coraggio, della solidarietà e del

dovere della memoria. “Sorgeva in questo luogo la caserma per la Guardia alla Frontiera che durante la seconda guerra mondiale fu trasformata in campo di concentramento. Allestito come sottocampo del lager di Bolzano – inizialmente presso la vicina caserma Rossi – fu attivo dall’ottobre 1944 all’aprile 1945. Vi furono rinchiusi per motivi politici, bellici e razziali e costretti a lavori forzati donne e uomini di lingua e religioni diverse. Intorno a Natale 1944 due ragazze internate riuscirono a fuggire dal campo scavalcando questo muro. Si salvarono grazie all’aiuto di alcuni cittadini e cittadine meranesi. Il Comune di Merano intende mantenere intatta la memoria di questo luogo di sofferenza”.

SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI

Un anno per celebrare il sommo poeta Ricorre quest’anno il settecentesimo anniversario della morte di Dante e il Comitato altoatesino della Società Dante Alighieri intende rendere omaggio al grande poeta per tutto il corso dell’anno organizzando una serie di eventi e manifestazioni celebrative, in collaborazione con l’Ufficio Cultura in lingua Italiana della Provincia, come già avvenuto nel 2019 per Leonardo e nel 2020 per Raffaello, e con il patrocinio e il sostegno del Comitato Nazionale istituito per i festeggiamenti della ricorrenza dantesca. Lo scorrere dell’anno di Dante verrà accompagnato mettendo a disposizione delle scuole e degli estimatori uno straordinario calendario che presenta immagini di diversi artisti e disegnatori contemporanei, concesse in prestito d’uso dal Maestro del Lavoro Fulvio Vicentini, cultore d’arte ed esperto di editoria artistica, e che, come intitola il Calendario stesso, permet-

tono un “Viaggio grafico nei regni dell’oltretomba” secondo le diverse interpretazioni dei singoli autori. Anche l’Associazione degli Amici dell’arte metterà nuovamente a disposizione ben 100 quadri, uno per ciascun canto della Divina Commedia, accompagnati dalle terzine che ne illustrano il significato e la collocazione, e che verranno esposti in diverse zone della città nelle vetrine di negozi che si renderanno disponibili. A partire dal mese di marzo 2021, quindi, le immagini dantesche e la rappresentazione che ne hanno dato gli artisti bolzanini, tappezzeranno idealmente le vie della città e contribuiranno a celebrarne l’opera immortale. È stato poi organizzato già da tempo per le classi di ogni ordine e grado e gruppo linguistico un concorso per elaborati di natura creativa e/o filmati sulla figura e l’opera di Dante. La premiazione degli alunni dei tre gruppi linguistici distin-

tisi nello studio e nella competenza della lingua italiana, la premiazione del concorso e l’assegnazione di un premio speciale per gli studenti della scuola superiore che si sono particolarmente qualificati nell’ambito della certificazione linguistica avranno luogo in occasione della Giornata della Dante, cui verranno invitati autorità e geDante visto dal grande fumettista Moebius nitori, che di solito ha luogo nel mese di maggio. hanno già suscitato, tra cui MassiNel corso del 2021 verranno orgamo Cacciari, Gregorio Vivaldelli, nizzati, nei modi consentiti dalla Angelo Maria Mangini (UniBo), pandemia, numerosi altri eventi Matteo Santipolo (UniPd), senza ed attività insieme a conferenze di contare Giulio Ferroni con il suo recentissimo “L’Italia di Dante”. grandi esperti che tanto interesse


SUCCEDE IN CITTÀ

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MONUMENTI DA RISCOPRIRE

San Nicolò, la vecchia parrocchiale Anche il recente disinnesco di una bomba inesplosa rinvenuta in piazza Verdi ha mosso molti a ricordare “gli anni delle bombe” in Trentino -Alto Adige: anche a Bolzano, gli ordigni bellici causarono morte e distruzione con le diverse incursioni aeree dal 2 settembre 1943 al 28 aprile 1945; fu micidiale in particolare il bombardamento del 13 maggio 1944, che danneggiò seriamente il Duomo; fu “spaccato in due”, secondo un testimone del tempo, Padre Bertoldo Röllin, dei Benedettini di Gries. Ma accanto al Duomo vi era la chiesa di San Nicolò, la “Vecchia Parrocchiale”. Menzionata nel 1180 (anno in cui fu consacrato il Duomo), documentata dal 1237 come chiesa di San Nicolò, tale chiesa, danneggiata dalle bombe fino ai muri maestri, fu in seguito demolita, con il trasferimento nel Duomo delle opere d’arte sopravvissute; tra l’altro ricordiamo il grande crocifisso go-

tico risalente alla prima metà del XIV secolo. Memoria di ciò vi è, oltre che nella pavimentazione di Piazza Parrocchia, nella targa trilingue che si può vedere passando di fianco alla canonica parrocchiale per raggiungere la curia vescovile: “San Nicolò - Di origine medievale (documentata dal 1180), venne danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e in seguito demolita: il suo perimetro è ora evidenziato nella pavimentazione della piazza. Conservava affreschi del XIV e del XVIII secolo. L’altare maggiore barocco è ora collocato nel Duomo, sopra l’ingresso della Cappella delle Grazie. Accanto a San Nicolò vi era una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena”. Ricordiamo la Vecchia Parrocchiale, con l’adiacente deposito per i gonfaloni usati per le processioni, anche per un altro motivo, per un particolare evento: il 26 maggio 1942 nella chiesa di San Nicolò

La chiesa di San Nicolò intorno al 1940

si celebrò il matrimonio di Josef Mayr-Nusser (1910-1945), martire del nazismo beatificato il 18 marzo

2017, con Hildegard Straub (19071998).

Leone Sticcotti

INIZIATIVE

“LuceMia” in ospedale, per i bambini Durante i giorni che hanno preceduto il Natale, nonostante il particolare periodo e le difficoltà della pandemia, l’associazione LuceMia è riuscita a portare qualche momen-

to di gioia e illuminare gli occhi dei bambini ricoverati nel reparto di Pediatria di Bolzano. “Vedere brillare gli occhi di un bambino, poter vivere la loro gioia inno-

Foto di gruppo nel reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva

cente è ciò che ci spinge a superare ogni ostacolo per portare un sorriso a questi piccoli combattenti” ci racconta Luca Randi, presidente dell’associazione “LuceMia – Il sorriso di Laura Randi”. Vogliamo raggiungere tutti i bambini che da un letto di casa, di un ospedale o addirittura da una incubatrice lottano contro una “malattia”, che giorno dopo giorno spegne quel sorriso che ognuno di loro dovrebbe poter sempre donare al proprio famigliare. E cosa accende il sorriso di un bambino se non un gioco? Qualche settimana prima di Natale, ha preso il via il Tour natalizio di LuceMia regalando i primi sorrisi ai bambini del Servizio Territoriale

delle Cure palliative pediatriche e del Day Hospital Oncologico Pediatrico del Comprensorio sanitario di Bolzano. Il viaggio quest’anno non si è fermato in Alto Adige, ma ha toccato anche diverse realtà ospedaliere come il Day Hospital Oncologico di Trento, il reparto Onco-Ematologico dell’Ospedale di Padova, quello di Pescara, fino ad arrivare in Sardegna al Microcitemico di Cagliari. A Natale sono stati distribuiti peluche della Disney nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale e di Ematologia dell’Ospedale provinciale di Bolzano, purtroppo senza il tradizionale accompagnamento canoro di Nancy, Tiziana e dei chitarristi Luca e Gabriele a causa delle restrizioni Covid. Ultima tappa di questo viaggio è stato il reparto di Pediatria dell’Ospedale con un carico di doni da distribuire ai bambini che purtroppo erano ricoverati durante le feste natalizie.


SUCCEDE IN PROVINCIA

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IL LIBRO

Un manuale per “rivoluzionari ambientali” “Il Primo Follower - Manuale per rivoluzionari ambientali” è il titolo del libro scritto per beneficienza da Sergio Fedele. L’autore si è trasferito in Alto Adige nel 1993 ed è stato fra i primissimi laureati dell’Università di Bolzano. Tra il 2011 e il 2014 ha dato vita e sviluppato il progetto di mobilità elettrica a Bolzano. Da sempre appassionato di sostenibilità, oggi si occupa di formare chi come lui sogna di innescare una “rivoluzione ambientalista”.

Sergio Fedele

Sergio Fedele, il libro si intitola “Il Primo Follower”. Come mai? Che cosa significa? “Il Primo Follower” è un concetto preso in prestito da Derek Sivers e non c’entra nulla coi social network. Può essere spiegato attraverso una celebre fiaba africana: un giorno in una foresta scoppia un incendio, tutti gli animali scappano e superano il fiume, ma si accorgono che il colibrì sta prendendo una goccia alla volta dal fiume per spegnere l’incendio. Il leone sottolinea il rischio e la scarsa utilità dell’azione, ma il colibrì risponde che sta facendo la sua parte. A un certo punto anche l’elefantino decide di entrare nel fiume e per aiutarlo a raccogliere l’acqua con la proboscide, allora lo seguono tutti gli altri cuccioli e infine gli adulti. Il significato della storia è che il leader (il colibrì) da solo non basta, l’elefantino svolge il ruolo più importante. Molto spesso succede che qualcuno prende l’iniziativa, ma nessuno lo segue. La chiave per far scattare il successo di un’iniziativa sono i primi follower, che si uniscono al movimento e lo fanno crescere portando competenze diverse e fungendo a loro volta da leader. La tua passione per l’ecologia come è nata? Sei stato un colibrì o un elefantino?

Avevo sette anni e la mia maestra ci leggeva articoli e ci faceva scrivere temi sul cambiamento climatico e l’effetto serra. Erano tematiche nuove negli anni Ottanta, però ho capito che sarebbe stato un grandissimo problema per l’umanità, per me, per i miei cari e per gli animali. Sin da bambino quindi ho scoperto che la mia vocazione era dare il mio contributo, ma non sapevo come fare perché non erano i tempi di Greta Thunberg e non esistevano i social. Quindi mi sono messo a studiare e ho concluso il mio percorso con una tesi di laurea sulle polveri sottili. Da lì poi è derivata la mia carriera professionale sempre legata ai temi della sostenibilità. Tuttavia, mi sono laureato in economia perché avevo capito che ciò che manca non sono tanto le tecnologie quanto la loro adozione: servono investitori e finanziamenti in ricerca. Perciò senza capire i meccanismi dell’economia difficilmente potevo sapere come contribuire alla rivoluzione ambientale pacifista. Di cosa tratta il libro più nel dettaglio e a chi si rivolge? Ho cercato di codificare una sorta di manuale per sopperire alla mancanza di formazione nel mondo dell’attivismo. Ho preso elementi dal mondo aziendale e di crescita personale e ho cercato di creare un metodo per passare dall’azione individuale a quella collettiva, per far nascere e crescere

un movimento al fine di cambiare leggi e strutture sociali. Nel libro spesso faccio riferimento a Bolzano e all’Alto Adige come esempio e

leader della rivoluzione ambientale. Inizialmente lo avevo pensato come manuale per gli addetti ai lavori, ma visto l’interesse ricevuto ho deciso di renderlo disponibile a tutti e adatto a chiunque sia interessato alla tematica. Sempre per motivi di sostenibilità ho deciso di non appoggiarmi a distributori esterni, ma di aprire la mia iniziativa di crowdfunding e incentivare l’acquisto di copie digitali. Si possono acquistare due o più copie così ognuno ne può regalare una e trovare il suo primo follower. Tutto il ricavato viene reinvestito nella stampa di copie cartacee da regalare a giovanissimi attivisti a cui, non avendo un reddito, non voglio chiedere di rinunciare a una pizza per acquistare un libro sull’ambiente.

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SUCCEDE IN PROVINCIA

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SCUOLA

foto: usp

Le speranze di chi studia all’alberghiero

Andrea Damini

Le scuole della Provincia di Bolzano sono state tra le poche a iniziare il nuovo anno con i propri studenti in aula. Ma per riaprire si è scelto di alternare i giorni in presenza con quelli in didattica a distanza, integrando tra loro i due modi di insegnare. In numerose scuole questa modalità si è presto tradotta in lezioni a distanza e verifiche e interrogazioni in presenza, cancellando così la socialità che tanto mancava nei mesi passati. Ma non è il caso di istituti come il Cesare Ritz di Merano che invece, ormai da mesi, cercano di sfruttare le ore che gli studenti trascorrono a scuola per svolgere le lezioni nei laboratori. “La cosa che mi è mancata di più durante la didattica a distanza – racconta Andrea Damini, studente di quinta specializzato nei servizi di sala e bar – è stata l’opportunità di toccare con mano quotidianamente gli strumenti e l’ambiente lavorativo. Sono molto entusiasta di essere rientrato a scuola, perché trovo molto importante l’aspetto pratico nel mio ambito di studi.”

Elia Bernardi

Ristorazione e futuro dei posti di lavoro Come ad Andrea anche a Elia Bernardi, che frequenta il corso di accoglienza turistica e ricevimento, “è mancata la possibilità di lavorare, e questo mi ha fatto interrogare sul futuro del mio lavoro.” Se il virus ha fermato

SCRIVI A... Vuoi segnalarci qualcosa che funziona o deve essere assolutamente cambiata nella nostra città? Conosci persone o belle storie che, secondo te, meritano di essere raccontate? Vuoi fare un augurio (gratuito) a un amico o a un parente? Telefona allo 0471 081582 o scrivi a redazione@quimedia.it

tutti, non deve assolutamente scoraggiare chi desidera entrare a far parte del mondo della ristorazione. Elia ha per questo spiegato che: “la nostra scuola offre la possibilità di avere una carriera lavorativa in grandi città come New York o Dubai; vista però l’attuale situazione, molti di noi studenti si stanno chiedendo se entrare nel mondo del lavoro sia davvero la scelta migliore, o se invece sia meglio continuare a studiare, approfondendo così diversi ambiti.” Il trasporto pubblico ha aiutato molto Nella riapertura delle scuole i trasporti hanno giocato un ruolo centrale. Dopo mesi infatti ci si è finalmente concentrati su ciò che davvero impediva la riapertura. “Molti studenti che frequentano il Ritz – spiega Elia - provengono da Bolzano; temevamo per questo il sovraffollamento sui bus e sui treni, ma fortunatamente non abbiamo riscontrato grossi problemi; sicuramente anche grazie alle entrate scaglionate e al potenziamento dei mezzi di trasporto”. Cibi locali, un confronto internazionale “Il tempo che possiamo trascorrere nelle cucine della nostra scuola non basta per affrontare l’intero

Juan Edward

programma, così ci vengono assegnati diversi menù che prepariamo singolarmente nelle cucine delle nostre case – spiega quindi Juan Edward, studente di quarta con la scuola stiamo partecipando ad un progetto in collaborazione con alcuni studenti della Spagna e della Germania, con loro abbiamo un costante scambio di idee sulle tipicità culinarie locali.” Nel percorso scolastico di uno studente della scuola alberghiera l’esperienza dello stage, in hotel e ristoranti stellati, è fondamentale. Ma questo aspetto oggi non è possibile. “Si sta cercando un’alternativa valida”, dice Juan; insieme a lui, Andrea Damini, vuole sottolineare come il mondo della ristorazione e dei bar stia affrontando un momento difficilissimo, e la sua esperienza in questo ambito lo aiuta a comprenderlo.

Andrea Dalla Serra


SALUTE

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SALUTE

La sede romana dell’Istituto Superiore di Sanità

Tutti sanno cos’è l’Istituto Superiore di Sanità? Da circa un anno l’ISS coordina un sistema di sorveglianza che integra a livello individuale i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome (PA) e dal Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2. dina un sistema di sorveglianza che integra a livello individuale i dati microbiologici ed epidemiologici forniti dalle Regioni e Provincie Autonome (PA) e dal

Laboratorio nazionale di riferimento per SARS-CoV-2 dell’ISS. Ogni giorno, un’infografica dedicata riporta – con grafici, mappe e tabelle – una descrizione del-

la diffusione nel tempo e nello spazio dell’epidemia di Covid-19 in Italia e una descrizione delle caratteristiche delle persone affette.

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All’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il principale centro di ricerca, controllo e consulenza tecnico-scientifica in materia di sanità pubblica in Italia, 2300 persone tra cui ricercatori, tecnici e personale amministrativo lavorano quotidianamente con l’obiettivo di tutelare la salute dei cittadini. Al fianco del Ministero della Salute, delle Regioni e dell’intero Servizio sanitario nazionale (SSN), le strutture dell’ISS orientano le politiche sanitarie sulla base di evidenze scientifiche. Dal 28 febbraio 2020 l’ISS coor-

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SALUTE

Coronavirus e conseguenze a lungo termine Con diversi test è possibile verificare rapidamente e con chiarezza lo stato funzionale dei polmoni. La seconda ondata di malattie da COVID-19 è stata più violenta di quanto temuto in primavera e ora sta lentamente diminuendo. Ora sempre più spesso sorge la domanda di che tipi di danno abbia causato la malattia Covid-19 e come riconoscerli. “Nel corso di questi mesi la medicina ha potuto osservare un’ampia casistica di riconvalescenti con sintomi residui dopo infezione Covid-19 e raccogliere abbondanti esperienze. In molti centri sono stati effettuati programmi di follow-up per poter valutare il decorso della malattia dopo la fase acuta”, spiega lo pneumologo Dr. Andreas Marseiler. Il coronavirus colpisce molti organi, soprattutto i polmoni. Ma possono essere coinvolti anche cuore, cervello, reni e muscoli. Purtroppo, in molti pazienti anche settimane dopo la malattia acuta emergono o persistono sintomi correlati alla malattia: stanchezza e spossatezza, fiato corto o anche mancanza di respiro, disturbi nella percezione degli odori e dei sapori, dolori articolari, difficoltà di concentrazione. Sebbene il danno polmonare permanente sembri verificarsi meno frequentemente rispetto a precedenti epidemie con polmoniti virali quali SARS e

MERS, una certa percentuale di pazienti dopo malattia Covid-19 mostra alterazioni polmonari funzionali e morfologiche anche a lungo termine con reazioni fibrotiche o di cicatrizzazione del tessuto polmonare e funzione polmonare corrispondentemente ridotta. “I pazienti che hanno subito una grave polmonite con fabbisogno di ossigeno o ricovero in terapie intensive sono più frequentemente colpiti da danni polmonari a lungo termine”, afferma il dott. Marseiler. Ma, anche dopo forme relativamente lievi, aumentano da parte dei pazienti segnalazioni di sintomi che persistono per mesi, soprattutto stanchezza e mancanza di respiro durante lo sforzo. Il check-up chiarisce con certezza la funzionalità polmonare. Nell’ambulatorio di pneumologia della Martinsbrunn ParkClinic, il Dr. Andreas Marseiler fornisce consulenza medica specialistica di

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follow-up. Il pacchetto check-up si compone di accertamenti strumentali specialistici volti a chiarire lo stato di salute dopo una malattia Covid-19. Tutti gli esami pneumologici necessari vengono eseguiti nel corso di un’approfondita visita in modo che, nella stessa giornata, il paziente possa avere un quadro completo del suo stato di salute. La gamma di prestazioni offerte comprende una visita pneumologica, esami di laboratorio (compresa la determinazione degli anticorpi), un’ecografia polmonare, una radiografia dei polmoni con valutazione pneumologica, un ECG o ecocardiografia, una diagnostica completa della funzione polmonare con spirometria, misurazione della capacità di assorbimento di

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Influenza e raffreddore? herpasovir per una terapia naturale ed efficace Tosse, starnuti, naso che gocciola, mal di gola e talvolta febbre con mal di testa, malessere generale, astenia e dolori muscolari e articolari: queste forme di infiammazione e infezione sono spesso di origine virale. Da A&R Pharma, azienda bresciana specializzata nella prevenzione antivirale con dispositivi medici a base di principi attivi naturali, ecco herpasovir, un integratore alimentare innovativo, che rivoluziona l’approccio ai virus che attaccano il nostro corpo. herpasovir sfrutta la sinergia degli estratti vegetali standardizzati di Andrographis, noto per le proprietà antinfiammatoria, immunomodulante, antivirale e adattogena; Lapacho, energizzante e antinfiammatorio, e Astragalo, che ha attività immunostimolante; inoltre, contiene betaglucano (immunomodulante), rame (antivirale), vitamina C (antiossidante) e zinco, utile per la difesa del sistema immunitario. herpasovir quindi è il prodotto più completo come coadiuvante nel trattamento della malattia e dell’infiammazione in associazione ai farmaci allopatici. È consigliato non solo durante la

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te di energia del nostro organismo. Astragalo: utilizzato dalla medicina tradizionale cinese dalla notte dei tempi, se ne usano le radici ricche di principi attivi utili in molte situazioni. Attività: immunostimolante, aumenta la tolleranza dell’organismo allo stress e aumenta la crescita, il metabolismo e la longevità delle cellule. Zinco: sostanza coinvolta nel corretto sviluppo del sistema immu-

nitario intervenendo sia nella risposta immunitaria innata sia in quella adattiva che porta alla produzione di citochine pro e antinfiammatorie. Ha azione antiossidante. La carenza di zinco aumenta il rischio di infezioni e disordini autoimmuni. Betaglucano: immunomodulante Rame: antivirale Vitamina C: antiossidante (inserzione pubblicitaria)

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SALUTE

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Vaccino anti Covid: un bene prezioso A quasi un anno dallo scoppio della pandemia, le conseguenze stanno diventando sempre più evidenti per molte persone e in molti settori. L’unico modo per uscirne è il vaccino anti-Covid. Purtroppo, però, sono in molti a non esserne convinti, mettendone in dubbio l’efficacia e la sicurezza, e a rifiutare perciò l’ipotesi di vaccinarsi. Scopriamo perché, invece, non se ne deve avere paura. Benché non manchino, tra coloro che escludono la scelta di vaccinarsi, membri di gruppi no-vax e negazionisti, con teorie strampalate, prive di fondamenta scientifiche e non di rado contraddittorie, sono molte le

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SALUTE

persone che, pur non riconoscendosi in simili posizioni estreme, hanno dubbi e perplessità. Tra questi, il più forte riguarda senz’altro i tempi di produzione del vaccino, che per quanto riguarda il vaccino anti-Covid sono stati inferiori rispetto a quelli impiegati normalmente. TEMPISTICHE L’EMA, l’Agenzia Europea per i Medicinali, ha voluto fare chiarezza su questo punto. Prima di tutto, non dobbiamo dimenticarci che, in altre situazioni, trovare i finanziamenti necessari alla ricerca e le strutture in cui portarla avanti poteva richiedere anche, rispettivamente, fino a 3 anni e 1 anno. Tempi che, nel caso del vaccino anti-Covid, sono stati drasticamente ridotti grazie alla velocità con cui hanno reagito aziende finan-

EFFICACIA Un altro punto critico riguarda l’efficacia del vaccino. In alcuni casi, il vaccino riesce a eliminare il patogeno, evitando sia la malattia che la possibilità di contagiare altre persone. È stato così per il vaiolo. In altri, invece, il vaccino evita di sviluppare la malattia ma non di diffondere il patogeno, come nel caso dell’influenza. Questa, tuttavia, non è una buona ragione per ritenere che la campagna vaccinale non sia necessaria, anzi. La storia insegna che anche i vaccini che non bloccano il diffondersi di un patogeno sono di estrema importanza nel tenere sotto controllo una malattia e gestirne le conseguenze. VACCINARSI PER PROTEGGERE I PIÙ DEBOLI Da ultimo, non dobbiamo dimenticare che vaccinarsi è prima di tutto

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un gesto di responsabilità sociale. Non serve solo a noi ma anche alle persone che abbiamo intorno, specie coloro che non si possono vaccinare e che quindi possiamo proteggere solo contribuendo a sviluppare l’immunità di gregge. In questi mesi abbiamo avuto modo di vedere come questo virus metta in pericolo soprattutto le categorie più deboli – anziani, persone che

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soffrono già di altre patologie, eccetera. Ma non solo: le conseguenze della pandemia non sono esclusivamente sanitarie. Arginare il prima possibile questa situazione significa anche aiutare chi ne sta subendo gli effetti su altri piani, come per esempio quello economico. Avere dubbi e paure è legittimo e comprensibile, ma dobbiamo comunque cercare di fare la nostra parte.

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Grafica: QuiMedia

Rivisitazione infografica PulseMed Fonte: EMA

ziatrici, università e ospedali. Per quanto riguarda le fasi successive, gli studi già condotti in precedenza su SARS e MERS hanno permesso ai ricercatori di conoscere già i metodi adatti alla produzione del vaccino. Se un metodo manca, invece, possono volerci fino a 5 anni per trovarne uno. Un anno di tempo è stato salvato dal fatto che per la COVID-19 non sono stati necessari studi su colture cellulari, e altri 6 mesi grazie alla sovrapposizione delle fasi di sperimentazione. Infine, il fatto che molti volontari abbiano aderito alla sperimentazione e la prontezza con cui EMA e FDA (Food and Drug Administration) hanno valutato il vaccino hanno contribuito a ridurre i tempi di altri 4-5 anni circa. Insomma, tempo prezioso risparmiato senza sacrificare rigore e attenzione.

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SALUTE

Ambulatorio Pro Vita: tanti i servizi anche a domicilio

Vi occupate anche di alimentazione? Sì, abbiamo un servizio di alimentazione e nutrizione che segue un nostro biologo nutrizionista. C’è poi un altro servizio, che al momento è sospeso ma che riprenderemo appena sarà possibile. Di cosa si tratta? Proponiamo corsi di primo soccorso. Dove si trova la vostra sede? A Laives, ma ci muoviamo anche nel circondario, a Vadena e nei paesi limitrofi, oltre che naturalmente a Bolzano.

Lo studio Polispecialistico Pro Vita ha sede a Laives e offre un ampio ventaglio di prestazioni specialistiche, infermieristiche e non solo, per venire incontro alle esigenze di base della famiglia, dalla prima infanzia alla terza età. Ne abbiamo parlato con il presidente di Pro Vita dottore in Infermieristica Michele Liberatore. Dottor Liberatore, quali sono i servizi che offrite? Un primo aspetto fondamentale da segnalare è che i nostri servizi vengono offerti quasi tutti sia in ambulatorio che a domicilio. Le prestazioni a domicilio hanno l’intento di coprire una mancanza che in questa fase di Covid si è evidenziata ancor di più. Stiamo parlando dell’offerta a casa sia dell’assistenza infermieristica che di fisioterapia e riabilitazione, ma anche di consulenze psicologiche. La nostra struttura dispone di un ambulatorio infermieristico che consente di offrire tutte le prestazio-

ni del settore, dalla semplice intramuscolo a cose un po’ più complesse. Abbiamo naturalmente anche i test Covid rapidi, che possono essere somministrati sia in ambulatorio che a domicilio. Effettuate anche prelievi? Certamente, sono molto richiesti. E li facciamo anche a domicilio su prenotazione, evitando che le persone debbano muoversi da casa in questo periodo molto delicato, magari per fare poi la fila per ore al freddo. La prenotazione può essere fatta telefonicamente oppure tramite mail, il tutto è molto pratico e veloce.

Lei parlava anche di servizi volti alla riabilitazione motoria. Sì. E anche qui la terapista svolge la sua attività sia in laboratorio che a casa. A breve implementeremo anche un’altra figura professionale, venendo incontro alle persone che necessitano dell’apporto di una logopedista. Quali sono gli altri servizi che proponete? Quelli di psicologia per i minorenni, attraverso il supporto di una psicologa che è proprio specializzata sui bambini e gli adolescenti, e in particolare sui soggetti portatori di autismo. Poi disponiamo di una sessuologa e di una psicoterapeuta. Per quanto riguarda la psicologia possiamo trattare pazienti anche a domicilio.

Dottore in Infermieristica Liberatore Michele

LIMFA THERAPY, cos’è? Per quanto riguarda la rigenerazione tessutale e la terapia del dolore, l’ambulatorio infermieristico Pro Vita di Laives è in grado di offrire la moderna LIMFA therapy. Si tratta di una macchina assimilabile alla magnetoterapia, però più evoluta. Produce segnali che stimolano la rigenerazione tessutale anche in caso di ferite legate a fratture, risultando molto utile anche nella prospettiva della terapia del dolore. (inserzione pubblicitaria)

Test COVID-19 Servizio a domicilio di assistenza sanitaria e ambulatoriale:

Grafica: QuiMedia

Ambulatorio Infermieristico - Fisioterapia - Osteopatia Psicologia, Psicoterapia, Psicologia età evolutiva, Sessuologia Alimentazione e Nutrizione - Trattamenti olistici

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SCUOLA

SCUOLA

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Un passo verso un futuro roseo Se si pensa ai danni che ha procurato il Covid il primo pensiero va al turismo, al commercio. Ma c’è un’altra categoria che sta soffrendo, una categoria molto importante per il nostro futuro comune, quelli che un giorno ci difenderanno da un’accusa, che ci costruiranno il tetto di casa, che ci cureranno dalle malattie, che cucineranno per noi. Per i ragazzi ed i loro genitori questi sono giorni di grandi cam-

La parola d’ordine è “ottimismo”: tutti noi possiamo fare qualcosa per combattere questa pandemia, ma dobbiamo farlo guardando il futuro con un occhio sorridente. E proprio in questi giorni i più giovani stanno affrontando un passo importante nella loro vita, quello che li porterà ad essere i professionisti del nostro domani. biamenti che avverranno non prima del prossimo autunno, quando qualcuno entrerà per la prima volta in una classe, ed altri inizieranno il proprio percorso che li poterà al lavoro della vita. Per questi ultimi sono momen-

ti belli, ma ardui: la scelta delle scuole superiori non è semplice, anche se non è poi così difficile tornare sui propri passi e cambiare direzione: una delle fortune di vivere in Alto Adige è che le opportunità, da questo pun-

to di vista, certo non mancano. A tutti loro l’augurio che quella prima campanella squilli serena, e che possano trovarsi seduti ai banchi tutti assieme di fronte ai docenti, magari senza l’obbligo di portare una mascherina.

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SCUOLA

Merano, il polo scolastico è realtà Grandi passi avanti verso la realizzazione del nuovo polo scolastico di Maia Bassa a Merano: nell’ambito della seconda fase del concorso europeo per la sua progettazione sono stati presentati dieci progetti. I plichi contenenti la relativa documentazione tecnica sono stati aperti in municipio, anche se bisognerà attendere che vengano allentate le restrittive misure anti-Covid perché i membri della commissione possano esaminare i progetti. L’amministrazione comunale di Merano e l’abbazia di Stams hanno stipulato un contratto che garantisce al Comune la possibilità di realizzare, su una superficie di circa 23 mila metri quadrati compresa fra via Roma, via Trogmann e il parco giochi Maria Trost, una cittadella scolastica in grado di ospitare istituti di lingua italiana e tedesca e una palestra. Per la progettazione del nuovo

Il Segretario generale Bernhart e l’architetto Pardatscher durante l’apertura dei plichi

complesso scolastico che sorgerà sul terreno dell’ex convento di Santa Maria del Conforto, l’amministrazione comunale meranese aveva bandito, nel novembre del 2019, un concorso a livello europeo. Il termine per la consegna degli elaborati era però slittato a

causa dell’emergenza Coronavirus iniziata nella primavera dello scorso anno. Nel frattempo la commissione giudicatrice - composta dagli architetti Susanne Waiz (presidente), Wolfram Haymo Pardatscher (responsabile unico del proce-

dimento), Alessandra Segantini (C+S Architects Ltd), Filippo Pagliani (Park Associati) e Anne Catherine Fleith (Feld 72) ha potuto sottoporre a un accurato esame le 40 proposte fatte pervenire in Comune da professionisti del settore. Dieci di loro, ammessi alla seconda fase del concorso, hanno approfondito le loro ipotesi facendo propri i suggerimenti della commissione e hanno poi elaborato nel dettaglio i loro progetti preliminari consegnandoli entro la scadenza fissata per l’8 gennaio scorso. Nei giorni scorsi sono stati aperti i dieci plichi contenenti la relativa documentazione tecnica. Non appena verranno allentate le restrittive misure anti-Covid che attualmente limitano gli spostamenti e non consentono l’organizzazione di riunioni in presenza, i membri della commissione esamineranno sotto il profilo tecnico i progetti presentati.

La Scuola professionale provinciale per la frutti-viticoltura e il giardinaggio è attiva da oltre 40 anni come unica scuola in lingua italiana della provincia di Bolzano per la formazione di operatori e tecnici nel settore agro-ambientale e del verde. La scuola, da settembre 2020, si è trasferita presso Laimburg in una nuova sede immersa nei frutteti e vigneti, con aule moderne e confortevoli, laboratori di analisi e per le lavorazioni alimentari vegetali e animali. Dopo un primo percorso triennale, che consente agli allievi, anche attraverso mirati stage lavorativi, di venire a contatto col mondo del lavoro presso primarie aziende

del settore, si ottiene la Qualifica Di Operatore Agricolo-Ambientale. Un quarto anno, ricco di corsi professionalizzanti e di un lungo periodo di stage in sinergia con le aziende, porta al conseguimento del Diploma di Tecnico del verde. Inoltre, vi è la possibilità di svolgere il quinto anno e sostenere l’esame di maturità che darà accesso agli studi universitari. Un modo di fare scuola, insomma, che abbina un’intensa attività sul campo, all’aria aperta e nei laboratori alle nozioni teoriche fondamentali per diventare futuri giardinieri, agricoltori e operatori del settore agroalimentare. (inserzione pubblicitaria)

SABATO 30 GENNAIO

PORTE APERTE (su appuntamento) Per partecipare: - Scrivi una mail a fp.agricoltura@scuola.alto-adige.it - Telefona allo 0471 599399 - Prenotati dal sito www.agraria.fpbz.it

Scuola professionale provinciale per la frutti-viticoltura e giardinaggio Laimburg 19/4 – 39051 Vadena (BZ)

Grafica: QuiMedia

Scuola professionale provinciale per la frutti-viticoltura e giardinaggio


SCUOLA

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Scuola per l’infanzia a Bolzano “Casa dei bambini Montessori” La casa dei bambini Montessori è una scuola per l’infanzia bilingue con insegnamento anche della lingua inglese.

La scuola per l’infanzia seguirà il calendario scolastico provinciale con la possibilità per i bambini di vivere i momenti di chiusura delle scuole seguendo i nostri progetti di vacanze scolastiche che si terranno sempre nella stessa sede e con lo stesso percorso educativo. La preparazione e somministrazione delle merende e la somministrazione dei pasti sarà curata dal Centro Cottura di Casa Bimbo Tagesmutter.

Sono previste infatti 6 ore di lingua tedesca a settimana in compresenza con una educatrice di madrelingua tedesca e 4 ore di inglese a settimana con un’insegnante di inglese. Tutte le/gli educatrici/educatori sono in possesso del diploma di specializzazione

rienziali volte alla conoscenza, sperimentazione, fiducia e riflessione e condurrà alla naturale acquisizione di varie competenze

Montessori 3-6 anni rilasciato dal Centro Internazionale Montessori di Perugia. È prevista una fascia oraria di accoglienza dalle ore 07:45 alle ore 09:00, una prima uscita dalle ore 13:00 alle ore 14:00 e una seconda uscita dalle ore 15:30 alle ore 16:30. Il percorso educativo si sviluppa attraverso attività pratico-espe-

sul piano linguistico, motorio, emotivo e relazionale. Vengono sviluppati laboratori didattici in lingua, motricità e yoga.

In particolare verranno proposti i seguenti percorsi: • vita pratica; • con materiale sensoriale; • disegno espressione grafica; • con materiale per lo sviluppo linguistico; • con materiale logico - matematico; • musica;

• attività all’aperto e giardinaggio; • stimolazione senso – motoria attraverso l’espressione libera del proprio corpo all’interno di uno spazio protetto.

LE ISCRIZIONI SONO ANCORA APERTE (inserzione pubblicitaria)

Per informazioni: Tel. 0471 953348 Cell. 349 2360785 info@casabimbo.it www.casabimbo.it

Dove si impara da piccoli a diventare grandi...

Presso il polo del Noi Techpark in Via Volta 13/a - Bolzano Tel. 0471 953348 - M. 349 2360785

Dove si impara da piccoli a diventare grandi. Wo man von klein auf lernt, groß zu werden.


SCUOLA

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Academy: in cattedra i professionisti dell’estetica e del benessere “Fare quello che ci piace per rendere la nostra passione un lavoro”: è il motto che accompagna la quotidianità dell’Academy di Christian Demelas, una scuola di estetica situata in Zona Produttiva Vurza 24 a Pineta di Laives, dove un team formato da una decina di docenti qualificati mette a disposizione del prossimo le proprie competenze per formare dei veri professionisti. “Per creare un progetto di scuola, fondamentale è la trasmissione di competenze, non di dati o nozioni, motivando e appassionando, costruendo un percorso individuale. Cosa mi caratterizza? L’ascolto, l’attenzione e la sensibilità nel capire chi mi sta raccontando se stesso o quello che vorrebbe diventare. La competenza e la professionalità sono le caratteristiche della mia attività. Lo stare al passo con i tempi, la ricerca di mercato, la consulenza aziendale e l’affiancamento vanno oltre alla semplice formazione”. Sono le parole di Christian Demelas, che da ben oltre un decennio rappresenta un punto fermo anche a livello nazionale nel panorama della formazione in campo estetico. Una formazione che non si limita alla mera crescita professionale, ma che coinvolge in maniera inscindibile la sfera personale. Da qui la scelta di intraprendere un percorso nel settore del benes-

Nel dettaglio Nello specifico, l’Academy di Christian Demelas è specializzata nelle seguenti aree:

sere, intrecciando ambito estetico, sportivo e massoterapico in un unico progetto: l’attenzione è posta sull’individualità della persona e sulle proprie passioni. Il valore aggiunto è dato quindi in primis dalla ricerca di un equilibrio personale. Il tutto, dunque, può essere racchiuso in una sola parola: crescita.

Christian Demelas

Un team di massimi esperti L’Academy di Christian Demelas è formata da alcuni dei massimi

esperti del settore estetico in ambito nazionale. Il vantaggio di chi varcherà le porte di questa scuola consiste nell’avere a disposizione dei formatori che operano sul campo e quindi sono sempre aggiornati sulle nuove tendenze di mercato, mentre le tecniche insegnate sono immediatamente praticabili e spendibili sia nei centri estetici che nelle Spa degli hotel in quanto tarate per essere applicate nell’ambito benessere. Saranno inoltre un ottimo biglietto da visita per gli operatori del settore che valutano un’assunzione presso wellness center, istituti estetici o centri massaggio. In questa scuola c’è sempre un esperto che risponde, ogni corso può essere ripetuto per la memorizzazione, gratuitamente. Le dispense tecniche ogni anno vengono migliorate e aggiornate secondo le norme igieniche richieste dagli uffici socio sanitari e limiti giuri-

• Corso d’estetica; • Corsi di massaggio e riflessologia plantare; • Corsi di comunicazione e crescita personale; • Corsi di trucco e tatuaggio semipermanente; • Corsi per istruttori di fitness; • Corsi di marketing, gestione di un centro estetico e vendita di prodotti cosmetici domiciliari.

dici, c’è la possibilità di avere i video delle formazioni fatte, su richiesta e a pagamento. Per gli approfondimenti individuali c’è sempre uno spazio dedicato con gli esperti, per delineare la formazione più specifica in base ai profili professionali. Ogni formazione viene data secondo le competenze di base. L’Academy non è un’associazione e nemmeno una cooperativa, ma un ente privato di aggiornamento professionale e riqualificazione professionale, per i settori estetico, Wellness, massaggio e comunicazione secondo visura camerale.

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I NOSTRI PRINCIPALI SETTORI

ESTETICA

MASSAGGI

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MARKETING

FORMAZIONE PROFESSIONALE PER IL MONDO DEL BENESSERE Tel. 339 1586376 - info@christiandemelas.it - www.masterbenessere.it Zona Produttiva Vurza, 24 - Pineta di Laives (BZ) presso Club Body Planet - Orari: Lun-Ven: 9 – 18


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L’ITCAT “A. e P. Delai” di Bolzano è un punto di riferimento, per la preparazione nel campo delle costruzioni e dell’ambiente. Venerdì 5 febbraio si terranno l’open day e le attività laboratoriali di accoglienza. L’Istituto: - promuove lo sviluppo di com-

petenze professionali, relazionali e umane dei futuri tecnici, che si occuperanno di architettura sostenibile, cura e tutela del paesaggio; - opera con la strumentazione per la progettazione 3D e rendering, con licenze free di software professionali per i suoi studenti; - propone progetti con enti qualificati e Università, per garantire un bagaglio di competenze e un successo negli studi universitari o nel mercato del lavoro; - garantisce la preparazione per certificazioni nel disegno 2D/3D, oltre che linguistiche e informatiche. Alunne/i provenienti da fuori provincia e iscritti presso l’ITCAT “A. e P. Delai” hanno priorità di accesso al convitto “Damiano Chiesa”, dove sono seguiti da personale educativo a livello scolastico e ricevono sostegno nel percorso di crescita personale. www.itcatdelai.it

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SCUOLA

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Associazione “Die Kinderwelt Onlus”: un mondo per bambini con assistenza

L’associazione “Die Kinderwelt Onlus” è nata nel 2002 da un’iniziativa di un gruppo di genitori a Merano e opera su tutto il territorio della Provincia di Bolzano in collaborazione con i Comuni o con le istituzioni scolastiche. Oggi i genitori possono fruire della vasta offerta di servizi in tanti comuni dell’Alto Adige. In collaborazione e su incarico delle istituzioni locali, l’associazione “Die Kinderwelt Onlus” offre un programma vario e di alta qualità: assistenza alla prima infanzia, assistenza durante l’anno scolastico, progetti linguistici, assistenza pomeridiana e nei compiti, assistenza estiva, animazione per bambini durante le feste e altro ancora. L’Associazione “Die Kinderwelt Onlus” si è fatta un nome in tema di servizi di assistenza a bambini e ragazzi ed è stimata come partner di competenza in questo settore. Nel 2011 l’associazione ha ottenuto la certificazione di azienda calibrata sulla famiglia “audit famigliaelavoro”. Per i più piccoli… Le porte dell’associazione “Die Kinderwelt Onlus” aprono per i più piccoli nei gruppi gioco 2-5 mattine a settimana. Durante la settimana i bambini trascorrono ore piacevoli all’interno dei gruppi gioco. Seguiti da personale esperto, giocano, cantano, ridono e crescono assieme.

I gruppi gioco Bärchenstube e Lollipop sono attivi a Maia Bassa e a Predoi (durante l’anno scolastico) e a Maia Alta (tutto l’anno) e sono molto apprezzati e ben frequentati. … e anche per i più grandi… Ma anche i genitori dei bambini più grandi, che frequentano la scuola elementare o la scuola secondaria, nel pomeriggio usufruiscono della struttura. I bambini possono infatti iscriversi a lezioni e ripetizioni pomeridiane, private o in piccoli gruppi. La richiesta per tale assistenza individuale è in forte crescita e l’associazione offre le migliori condizioni, così come i collaboratori, con esperienza e professionalità, danno ai bambini tutto il loro supporto per

sostenerli nel loro sviluppo. … con una qualità garantita… Non manca certamente quello che è forse il servizio più richiesto: l’assistenza ai bambini dell’asilo e della scuola elementare nei giorni di vacanza all’interno dell’anno scolastico. In ogni attività e proposta offerta, lo scopo principe dell’associazione è la qualità dell’assistenza, per dare ai genitori la massima sicurezza. E così la struttura è aperta ogni giorno in cui non c’è scuola, sia per i piccoli che per i più grandicelli. La professionalità e competenza dei collaboratori dell’associazione, la varietà dell’offerta, la flessibilità e la possibilità di effettuare scelte personalizzate caratterizzano l’attività di “Die Kinderwelt Onlus”. L’intero programma dell’associazione si rivolge a entrambi i gruppi linguistici e promuove perciò la cooperazione sociale e un’assistenza per tutti. … durante tutto l’anno… E che succede d’estate? La struttura sarà vuota? Impensabile! Il progetto “estate colorata” per i bambini dell´asilo e della scuola elementare si svolge per tutta l’estate. Circa 50 bambini riempiono solo a Merano ogni giorno la struttura per partecipare alle settimane a tema, con giorni di avventura e di passeggiate nel bosco, laboratori creativi e giornate in piscina. L’assistenza estiva è vista dai bambini come un modo divertente per riempire le lunghe vacanze ed è considerata dai genitori come un vero

sostegno concreto. Ormai in più di 20 Comuni in tutta la Provincia l’estate colorata del “Die Kinderwelt Onlus” è presente con le sue offerte. … secondo le esigenze delle famiglie Una cosa è certa, l’associazione “Die Kinderwelt Onlus”, con la sua ampia e variegata offerta, permette ai genitori di scegliere liberamente in base alle esigenze famigliari. Il programma dell’associazione è di sostegno allo sviluppo e alla crescita dei bambini. Viene dato grande valore al rapporto collaborativo con i genitori e si tengono colloqui personali per parlare dei bambini in modo da assisterli nella maniera ottimale. Per ultimo vorremmo portare alla vostra attenzione un altro servizio dell’asociazione. Ovvero l’offerta di servizi di animazione che l’associazione offre per l’intrattenimento dei bimbi in occasione di feste pubbliche, ma anche private, in modo da farli divertire e aiutare i genitori nella riuscita dell’evento. In definitiva: .mettetevi in contatto con noi e scoprite tutte le offerte e le possibilità riservate ai vostri figli!

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SCUOLA

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CORSO PROFESSIONALE SERVIZI SOCIO-SANITARI (5 anni) gli studenti acquisiranno specifiche competenze in Psicologia, Diritto, Tecnica amministrativa, Metodologie operative, Igiene e Cultura medico-sanitaria.

Porte aperte per la nuova offerta didattica 2021/2022: il 3 febbraio 2021, dalle 16 alle 18, studenti e genitori interessati sono invitati a partecipare. Il nostro obiettivo è garantire agli studenti un collegamento con il territorio e i suoi sbocchi occupazionali. Teoria e pratica sono combinate in percorsi formativi funzionali, grazie ai quali gli studenti acquisiscono un bagaglio di cultura generale e si assicurano la possibilità di proseguire gli studi in tutte le facoltà universitarie, ma assimilano contemporaneamente specifiche competenze tecnico-professionali utili all’inserimento nel mondo del lavoro. Due gli indirizzi di studio proposti: CORSO PROFESSIONALE SERVIZI COMMERCIALI - SOCIAL

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grado di: creare un sito web e un canale Youtube dove inserire i lavori finali, utilizzare i social media; sviluppare app; creare database; realizzare un business plan.

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SCUOLA

Social media marketing e Liceo musicale: le proposte dalla scuola in lingua italiana BOLZANO. L’iscrizione alla scuola superiore rappresenta per i ragazzi (e le loro famiglie) un momento importante e delicato: si raccolgono informazioni sulle offerte disponibili, si cerca il consiglio degli insegnanti, si valutano le predisposizioni personali, ma anche i possibili sbocchi lavorativi o di studio. Gestire così tante variabili può sembrare talvolta davvero impegnativo e spesso le famiglie si sentono spaesate di fronte a questa scelta. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza nel panorama della scuola italiana della provincia. Quali scuole? La scuola superiore in lingua italiana offre la possibilità di scegliere fra licei (Classico, Scientifico, Linguistico, delle Scienze umane, Artistico, Musicale), istituti tecnici (Economico, Tecno-

Quando saranno le iscrizioni? Dal 15 gennaio al 15 febbraio 2020 sarà possibile iscrivere gli studenti unicamente in modalità on line. L’iscrizione può essere effettuata tramite SPID oppure con Carta Servizi attivata (presso un comune in Alto Adige, il servizio è gratuito), collegandosi al portale my.civis.bz.it.

logico, Costruzioni Ambiente e Territorio), istituti professionali (Settore: Industria e artigianato Made in Italy, Servizi commerciali, Servizi per la sanità e l’assistenza sociale, Odontotecnico, Enogastronomia e ospitalità alberghiera) e scuole professionali (Alberghiera, Professioni sociali, Commercio, turismo e servizi, Artigianato e industria, Frutti-viticoltura e giardinaggio). Come si possono conoscere le caratteristiche della scuola, i progetti, gli orari… Tutte le scuole organizzano degli

incontri informativi dedicati ai genitori e ai futuri studenti. Sui siti web delle scuole sono indicate le modalità di svolgimento e vengono date indicazioni per la prenotazione. Sul sito dell’Intendenza scolastica (www.provincia.bz.it/scuola-italiana), inoltre, è disponibile l’elenco delle scuole e dei relativi siti. Durante gli incontri vengono illustrate nei dettagli tutte le caratteristiche della scuola: i diversi indirizzi o opzioni, gli orari, i progetti particolari attivati e vengono fornite anche indicazioni pratiche, che riguardano le iscrizioni. Le novità per il prossimo anno scolastico? Dopo la novità introdotta lo scorso anno con l’attivazione del Liceo delle scienze umane con opzione economico sociale e la creazione del Polo economico presso il “Battisti” a Bolzano, quest’anno l’innovazione dell’offerta formativa si è rivolta verso l’Istituto de’Medici, con la creazione del nuovo indirizzo Servizi commerciali - Social media marketing. Come anche l’assessore Vettorato e il sovrintendente Gullotta hanno sottolineato, la scuola italiana dell’Alto Adige si impegna a preparare i giovani alle esigenze di una so-

cietà in continua evoluzione. Il proliferare dei social media, la velocità nelle interazioni, la facilità di condivisione sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano il panorama in cui si muovono le aziende moderne. Per destreggiarsi in questo ambito è necessario ricorrere a figure specializzate, in possesso degli strumenti necessari a muoversi con sicurezza e professionalità nel mondo del marketing online. Questo è l’obiettivo che si propone il nuovo indirizzo che sarà attivato dall’anno scolastico 2021/22 presso l’Istituto de’ Medici a Bolzano. Ma le novità riguardano anche l’istituzione presso il Liceo Pascoli del Liceo Musicale, che sostituirà gradualmente l’attuale curvatura musicale del Liceo delle Scienze umane e rappresenta un passo avanti nel percorso formativo in ambito musicale. Il Liceo Musicale è sicuramente una novità molto attesa tra i giovani musicisti, soprattutto perché si propone come naturale prosecuzione dei percorsi musicali attivati nelle scuole del I ciclo e come strumento indispensabile per la prosecuzione della carriera musicale post diploma. (inserzione pubblicitaria)


VETRINA

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La bussola dei DIRITTI

Successioni: i familiari del coniuge deceduto sono eredi?

Avv.to Dott. Massimo Mira Bolzano

Analizzo, in questa sede, un caso che è stato posto qualche settimana fa alla mia attenzione. Si è rivolta al sottoscritto una signora, esponendo che la zia materna, senza figli e con genitori deceduti, ha ereditato dal defunto marito parte della casa a lui intestata. Tale zia ha una sorella ed un unico nipote, mentre il marito defunto aveva due fratelli, che hanno, pro quota, partecipato all’eredità, acquisendo parte della casa. Il dubbio della signora è il seguente: nel caso in cui sua madre, sorella della zia, dovesse decedere prima della zia, chi partecipa alla successiva eredità in morte della zia? Anche i parenti del defunto marito? Per rispondere al quesito si deve, innanzitutto, far riferimento all’articolo 565 del codice civile,

secondo cui, in assenza di testamento, l’eredità si devolve solo in favore dei parenti del defunto (oltre che del coniuge, quando esiste) sino al sesto grado; in ultima istanza in favore dello Stato. I parenti del coniuge (defunto) non sono parenti dell’altro coniuge (superstite), ma sono, secondo il diritto, “affini”. Ed infatti, non

è parentela, ma affinità il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge. Pertanto, nel caso sopra descritto, alla successione della zia, in assenza di coniuge (già deceduto) e di figli, nonché di genitori o altri ascendenti, succederà esclusivamente sua sorella. Nel caso in cui la sorella non possa o non vo-

glia accettare l’eredità, ad esempio perché già defunta, saranno chiamati alla successione i figli di lei a norma degli articoli 571 e 572 del codice civile, nonché a norma dell’articolo 467 del codice civile (che disciplina la cosiddetta “rappresentazione”, secondo cui all’ascendente che non può o non vuole accettare l’eredità, subentrano i suoi discendenti legittimi o naturali). Questi ultimi soggetti subentreranno, chiaramente, nella quota di proprietà della zia e si troveranno, pertanto, in regime di comproprietà con i parenti del marito defunto di quest’ultima.

Hai una domanda da rivolgere alla nostra esperta? Scrivi a redazione@quimedia.it La risposta verrà pubblicata nei prossimi numeri del giornale.

BalconORTO

L’oziorrinco L’oziorrinco è un genere di coleotteri curculionidi, fitofagi notturni, che comprende oltre 1500 specie, diffuse nella zone dell’Europa meridionale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia a nord dell’Himalaya. Sebbene l’appellativo ne richiami una certa ironia, in virtù dell’accezione ‘ozio’ e dell’aggettivo ‘rinco’, questo coleottero è tutt’altro che innocuo. La sua presenza si riscontra dalla forma dentellata che acquisisce il fogliame dopo il suo passaggio. In Trentino-Alto Adige ne esistono 11 specie. Le varie specie si differenziano soprattutto per

dimensioni, sottigliezze di colore, lucentezza, orari di attività e dal tipo di piante di cui, larve e adulti, hanno deciso di cibarsi. L’esemplare adulto è caratterizzato da una testa allungata con antenne prolungate in avanti, l’addome e il torace di forma sferica con finale dolcemente appuntito e sei zampe. Cammina sui rami, sugli steli, sui fusti e si arrampica sui sostegni, ma è un pessimo volatore. I danni dei coleotteri adulti sono generalmente piuttosto marginali, a meno di gravi infestazioni. L’oziorrinco compie di norma una

sola generazione l’anno. Sono le larve il vero tallone d’Achille! Esse vivono nel terreno, penetrano nell’apparato radicale scavando vere e proprie gallerie, si cibano dei tuberi, erodono le radici fino ai colletti: le piante colpite presentano un accrescimento stentato, appassiscono, avvizziscono fino a soccombere. L’attacco arriva subdolamente dal sottosuolo, quindi non si vedono arrivare né bruchi, né farfalline. Il danno delle larve è tipicamente estivo, nel BalconORTO di luglio, agosto e settembre. Al pari della temibile cimice asiatica, l’oziorrinco si rivela un nemico arduo da debellare, a causa della sua corazza esterna, nonché dal fatto che le larve stazionino nel terreno ad un profondità tale che nemmeno l’impiego di insetticidi chimici ci garantisca il successo nella lotta. Colpisce fragola, lampone, cavolo, pomodoro, peperone, patata, lattuga, mais, topinambur, zucchina, zucca, pesco, albicocco, ulivo, vite,

ginepro, alloro, agrifoglio e piante ornamentali e forestali. Rimedi: 1) cattura manuale, tramite battiture serali delle piante; 2) galline nell’orto; 3) frequenti zappettature e sarchiature del terreno, per prevenire l’insediamento delle uova; 4) insetticida biologico Botanigard 22wp a base di spore di Beauveria bassiana; 5) uso specifico di nematodi entomopatogeni: A) Heterorhabditis megidis o bacteriophora: attivo con una T° del terreno > ai 10° C e T° max di 25° C; ha bisogno di un velo d’acqua per muoversi, ma è in grado di ricercare attivamente la preda; B) Steinernema kraussei: attivo con una T° del terreno > ai 6° C e aspetta la preda senza il bisogno di un velo d’acqua (fonte: Notiziario tecnico Iasma del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di S. Michele all’Adige).

Donatello Vallotta


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LA SCENA MUSICALE Paolo Crazy Carnevale musicofilo

CARMELO GIACCHINO

Vent’anni dietro il mixer e un album nuovo di zecca Il cantante e fonico di Laives recentemente ha pubblicato un lavoro che lo vede protagonista come autore, attorniato da un gran numero di musicisti della scena locale. Il risultato è un disco vario, ben fatto, partecipato. Citare dei titoli vorrebbe dire trascurarne ingiustamente altri, ma è l’insieme il punto forte di questo progetto il cui trait d’union è proprio Carmelo Giacchino, con le sue idee abbozzate e col suo grande spirito sciamanico che sovrintende sapientemente l’insieme.

Qualche anno fa, Carmelo Giacchino ha realizzato che erano ormai quasi vent’anni che aveva deciso di passare la barricata nel mondo musicale, da membro di un gruppo a fonico, specializzandosi in particolare in produzioni indie, ma senza mai rifiutare i propri servigi e la propria esperienza a nessuno e ospitando nel proprio studio (nelle sue varie mutazioni geografiche e eponime) un sacco di artisti di ogni estrazione ed età. “Gli inizi sono stati davvero avventurosi – ci racconta Giacchino – con i miei amici Luca Predenz e Michele Zambai nello studiolo allestito dentro un garage di viale Europa. Ci eravamo sbattuti parecchio per insonorizzarlo e renderlo idoneo alla bisogna, solo che in un garage vicino aveva fatto la sala prove un gruppo che non si era minimamente preoccupato di fare lo stesso, così il condominio soprastante li fece sloggiare in men che non si dica. E per non saper né leggere né scrivere, fecero sloggiare anche noi”.

Dopo di allora Giacchino e soci rilevarono il vecchio studio di Loredano Andreasi, a Oltrisarco, poi ci fu lo ZEM Studio ai Piani, ed ora, da un bel po’ di tempo e col nome di NoLogo, la sede del fonico/produttore è stabile a Laives, dove lavora con Fabione Sforza, occupandosi non solo di musica, ma questa è un’altra storia, pur se strettamente collegata. Complici le nuove tecnologie, che permettono di metter giù una traccia per un brano anche col solo uso di uno smartphone, Giacchino ha cominciato a – per così dire – prendere appunti, strimpellandoli con la chitarra mano a mano che gli venivano idee da poter condividere con gli amici e gli artisti con cui e per cui ha lavorato nei suoi vent’anni di attività dietro il banco di regia. Tra una cosa e l’altra però, anche se le bozze c’erano quasi tutte allo scadere dei fatidici vent’anni, il lavoro ha richiesto molto più tempo del previsto, complici gli impegni di ciascuno. Ora però il lavoro è terminato e disponibile, in forma download e di chiavetta

USB con tanto di booklet, col titolo di 21 Years, con riferimento alle ventun tracce di cui si compone e col fatto che è stato deciso di farlo uscire il primo gennaio 2021. “Ho girato a diversi cantanti – prosegue il soundman – i file con gli abbozzi delle canzoni, chiedendo a loro di sviluppare dei testi e di contribuire all’arrangiamento, sfidandoli a trovare una dimensione più interiore, un qualcosa che recuperassero da un’emozione o da un sentimento. Da ex cantante, anche se in questo lavoro sono tornato anche a cantare in un paio di occasioni, riesco a sviluppare una certa empatia con chi sta dietro al microfono al di là del vetro. Con certe cantanti come Annika Borsetto, Tea Ducato, Petra Dotti, Monika Callegaro è stato davvero molto naturale portare a termine i brani. Con Monika ci eravamo anche riproposti di fare un intero disco assieme. Con qualcuno la lavorazione si è protratta quasi fino all’ultimo momento: con Tea e con Bertrand Risè ci siamo ritrovati a terminare le registrazioni poco prima di Natale”.

Il parterre di 21 Years è immenso, Carmelo è riuscito a coinvolgere davvero una schiera di amici e colleghi senza fine, nominarli tutti prenderebbe troppo spazio, ma possiamo almeno fare qualche nome: Akku, Bombardato, Luca Sticcotti, Rino Cavalli, Sandro Giudici, Michael Monteleone, Lorenzo Barzon, Gabriele Stegher, Katrin Tartarotti, Ictus Trentini. “Mi è venuto naturale di pensare a delle collaborazioni – continua Giacchino – perché l’aver fatto parte per anni di varie band era dovuto al fatto che mi piaceva lavorare con gli altri. Sia con gli Ansia che con gli Jagoda, e poi coi Mida, ho sempre partecipato al team creativo, anche non essendo necessariamente sempre il cantante. Nel disco, chiamiamolo così, ci sono cose diverse, da intuizioni metal ai Massive Attack, musica etnica, reggae, rock. Facendo il fonico lavori con tanta gente e inevitabilmente allarghi i tuoi orizzonti musicali. In particolare comunque sono stati fondamentali le presenze di Lorenzo Scrinzi, che fino ad un paio di anni fa lavorava nello studio come arrangiatore e produttore e quindi era sempre lì, disponibile a piazzare un intervento di chitarra in un brano o nell’altro, e di Fabio Sforza, che in un brano suona quasi tutto e canta: loro due appaiono in molti brani e mi hanno dato una grossa mano. E poi c’è la sezione ritmica di Mirko Giocondo e Thiago Accarrino, che abbiamo usato più volte nel progetto”. Il risultato è un disco vario, ben fatto, partecipato. Citare dei titoli vorrebbe dire trascurarne ingiustamente altri, ma è l’insieme il punto forte di questo progetto il cui trait d’union è Carmelo Giacchino, con le sue idee abbozzate e col suo grande spirito sciamanico che sovrintende sapientemente l’insieme.


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