QuiBolzano nr13 2020

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nr. 13 - 2.7.2020 | Euro 0,40

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SPECIALE Montagna

URBANISTICA

I tetti verdi a Bolzano Sud Un vantaggio per comfort negli edifici e microclima pag. 13

CULTURA

Ciak Women! Film all’aperto Proiezioni gratuite in piazza Municipio pag. 7

RAGAZZI

Isole del gioco poco utilizzate

“Lingua Madre” vince il Premio Calvino

L’animazione estiva fatica molto a ripartire

pag. 12

pag. 4

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L’aumento del ticket? Discutibile Durante l’emergenza Covid19, non ancora conclusa, la sanità altoatesina è stata messa sotto pressione come non mai e ha retto per miracolo. Gli operatori del settore, in maniera encomiabile, hanno risposto all’appello facendosi trovare disponibili e preparati e in qualche caso pagando in prima persona, ammalandosi, il proprio impegno in “prima linea”. Ma se la sanità altoatesina ha retto, nella fase critica tra marzo e aprile, è stato solo perché il picco di contagi e decessi non ha superato di poco il punto critico, oltre il quale il sistema attuale non avrebbe più potuto far fronte alla crisi, per carenze di spazi e di personale. Ecco, appunto. Spazi e – soprattutto – personale. Il sistema sanitario altoatesino ha rischiato molto a causa di un deficit di fondo. Non organizzativo e non sanitario, ma esclusivamente politico. La questione è sugli occhi di tutti. Sono anni che in provincia di Bolzano ci trasciniamo questioni irrisolte come quella del reperimento del personale, difficile già di per sé ma reso ancora più complicato a causa di alcune pregiudiziali linguistiche. Poi ci sono altri problemi. Quello dell’Azienda Sanitaria unica, tutt’ora solo sulla carta, dei tempi biblici per l’ampliamento dell’ospedale di Bolzano, della gestione informatica delle

cartelle cliniche, del funzionamento dei servizi sanitari sul territorio che in teoria dovrebbero consentire ai cittadini di non dover per forza far ricorso ai servizi ospedalieri. Che dire poi dei sistemi di prenotazione delle visite e dei tempi lunghissimi, ora divenuti biblici a causa dell’emergenza? EDITORIALE I cittadini hanno bisogno di aiuto, oggi come non mai, e di essere rassicurati in merito alle cure di cui necessitano. Specie in questo momento in cui la crisi economica legata alla pandemia comincia a colpire pesantemente. Per questo la recente decisione da parte della politica di innalzare i ticket per le prime visite di 11 euro (rispetto ai precedenti 25, si tratta di un aumento del 40%) appare un pessimo segnale, specie in una terra ricca come la nostra. Ne sono convinti anche i sindacati di medici e infermieri. Che invitano invece a rimuovere il blocco della libera professione e a risolvere una volta per tutte il problema di fondo del rapporto tra pubblico e privato convenzionato nella sanità altoatesina. Facciamo nostro il loro appello.

QUIINTERVISTA A SANDRA PASSARELLO

Vocalità e canto per crescere assieme Nata a Bolzano da madre veneziana e padre siciliano, Sandra Passarello sviluppa fin da piccola una passione per idiomi diversi e le tante vocalità. Attrice, cantante e regista teatrale, oltre alla dimensione performativa si dedica all’insegnamento della vocalità e del canto per sostenere e promuovere l’incontro fra le diversità degli esseri umani e trovare dei percorsi di crescita condivisi. La cosa che mi piace di più di me. È un senso di accoglienza. Il mio principale difetto. Ho sempre una risposta pronta, o quasi... La volta che sono stata più felice. Tante volte lo sono stata, ma quella in cui lo sarò ancor di più arriverà nel futuro. La volta che sono stata più infelice. Forse non lo so... o forse preferisco non ricordarlo. Da bambina sognavo di diventare... Un'attrice... o una ballerina. L'errore che non rifarei.

Come dice Mafalda “imparo così bene dai miei errori, che ogni giorno mi riescono meglio”. La persona che invidio di più. Le persone per cui provo davvero invidia sono quelle che non soffrono il freddo. La persona che ammiro di più. Chiunque abbia il coraggio di guardarsi dentro con onestà e abbia voglia di crescere, di non fermarsi... Chiunque non si arrenda di fronte alle difficoltà della vita. La mia occupazione preferita. Non avere alcuna occupazione e di-

latare il tempo, fra una lettura, una passeggiata, una pennichella e un cibo buono preparato da me. Il colore che preferisco. Difficile sceglierne uno! Forse il verde dello smeraldo. Il fiore che amo. La rosa, la camelia, il geranio, la margherita, anche il fiore di campo più semplice.I fiori hanno tutti una bellezza pura. Il piatto preferito. Non ne ho uno solo, ma adoro il pe-

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STORIA DI COPERTINA

L’INTERVISTA

Maddalena Fingerle

Nella pittura si può sporcare un colore, così per lui nel linguaggio si possono sporcare le parole

Lingua Madre vince il Calvino Tra gli 889 candidati alla XXXIII edizione del Premio Italo Calvino, la vincitrice è una bolzanina, Maddalena Fingerle, con il suo romanzo Lingua Madre, in cui racconta di un altoatesino, Paolo Prescher, ossessionato dalle parole sporcate dall’ipocrisia di un finto bilinguismo. // Di Alex Piovan Circa un anno fa, durante una telefonata, Maddalena mi disse: “Sto pensando di mandare il mio romanzo al Calvino”. Un ulteriore passo avanti dopo le molte pubblicazioni su riviste letterarie come Crapula, Narrandom e Nazione Indiana e la collaborazione con la rivista scientifica Fillide. Il premio Italo Calvino è uno dei concorsi letterari più prestigiosi d’Italia. Possono partecipare solo scrittori esordienti e con manoscritti inediti,

tra i quali viene selezionato un unico vincitore. Alla fine decise di partecipare, e per fortuna: oggi Maddalena Fingerle, classe 1993 e dottoranda in Italianistica all’Università di Monaco, è la prima altoatesina a vincere questo premio. Un riconoscimento importante, che sottolinea la rilevanza dell’irrisolto dibattito su una struttura socio-politica che si accontenta dell’acquisizione (imperfetta) della lingua seconda nelle aule scolastiche anziché puntare a un vero contatto tra gruppi linguistici.

L’INTERVISTA Cosa intendi con lingua madre? Va letto in senso tecnico, linguistico, o nel tuo romanzo ha un’accezione diversa? La lingua madre è la lingua appresa dai genitori, quella nella qua-

le si impara a pensare e in cui in genere ci si sente a proprio agio. Il protagonista, Paolo Prescher – anagramma di parole sporche – è convinto, più che di pensare, di “dirsi le parole in testa”, ed è ossessionato da quelle che si sporcano con l’ipocrisia e la falsità, con colori, associazioni mentali, modi di pronunciarle e scelte linguistiche. Era importante che ci fosse il termine “madre” perché è una figura fondamentale e conflittuale legata proprio al linguaggio. È infatti con la madre che si apre la storia ed è lei la prima a sporcare le parole a Paolo, che infatti rifiuterà quella lingua – e anche la madre – decidendo di non parlare più l’italiano. Cosa significa che le parole si sporcano di ipocrisia e falsità? Con parole sporche il protagonista non intende assolutamente le parolacce, ma parole non sincere, che non dicono quello che devono dire: sono parole politicamente corrette, ipocrite dal

UN ESTRATTO DA “LINGUA MADRE” A Bolzano tutto ha due nomi, a volte anche tre: uno in tedesco, uno in italiano e a volte, quando si deve, anche in ladino. Questo è un gran casino perché le parole hanno un potere metamorfico sulle cose. Non puoi pensare che una strada a Firenze abbia la stessa natura di una strada a Bolzano che non è solo una strada, ma anche una Straße. Per esempio c’è una montagna che si chiama Catinaccio, è un brutto

nome ed è pure una brutta montagna, scura. Però succede, quando tramonta il sole, una cosa stranissima. La montagna inizia a cambiare e diventa tutta rosa e allora cambia anche il nome e diventa il Rosengarten, che è un nome molto, molto rosa e caldo. È la maledizione di re Laurino e del suo giardino di rose, ma dopo il tramonto torna a essere il Catinaccio ed è di nuovo scuro e freddo e brutto.


STORIA DI COPERTINA

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LA MOTIVAZIONE DELLA GIURIA

UN ALTRO ESTRATTO

La Giuria decide di assegnare il Premio a Lingua madre della giovane Maddalena Fingerle, un romanzo compatto di grande maturità che riesce nella sfida di tenere insieme leggerezza e profondità, affrontando con piglio holdeniano e stile impeccabile il complesso tema della parola tra pulizia e ipocrisia nel singolare contesto del bilinguismo altoatesino.

che suscita interesse, ma quando scrivo non penso mai a motivazioni esterne, rovinerebbero il testo. Le motivazioni della giuria non solo mi hanno stupito, ma mi hanno anche un po’ emozionata.

Casa nostra è diversa da quella degli altri perché gli oggetti sono collegati con le parole e quando penso alla parola tavolo mi viene in mente il grande tavolo nero del soggiorno che quando lo tocchi con le dita rimangono sopra le impronte. E quando la gente dice tavolo io vedo il tavolo nero e ne sento l’odore: legno e polvere e colla. E quando mia madre pulisce il tavolo, sa di alcol rosa. Non è un buon odore però, perché sporca la parola tavolo che per me è nera. Per me tutti i tavoli sono neri. Anche le chimere sono nere, non lo so perché, però sono nerissime. Forse per la china o forse per Calimero.

Prima di questo romanzo hai pubblicato diversi racconti su riviste, e sei anche parte della redazione di Fillide. Spesso si discute del ruolo che ricoprono, oggi, simili spazi. Le riviste non le vedo come “palestre”, ma come un luogo dinamico e creativo indipendente e fine a sé stesso. Le riviste per me sono state fondamentali perché mi hanno

permesso di giocare, divertirmi e sperimentare in totale libertà. Per Fillide invece è diverso perché il mio ruolo è un altro: mi occupo, insieme a te, della sezione racconti, quindi ovviamente non i miei, ma quelli degli altri, e delle interviste. Il lavoro di editing, insomma, a cui devo molto e che mi diverte.

punto di vista politico, ma anche psicologico. È questa l’ipocrisia della madre, che con il suo modo di parlare e di pensare gli sporca le parole appena le pronuncia. Nella pittura si può sporcare un colore, così per lui nel linguaggio si possono sporcare le parole. Questo succede con voci, associazioni, immagini e azioni. Per esempio, la parola “tavolo” a Paolo fa venire in mente il tavolo nero del salotto che se lo tocchi ci rimangono sopra le impronte. Quando la madre lo pulisce, sporca a Paolo la parola tavolo con la puzza dell’alcol rosa, così per lui tutti i tavoli sono neri e puzzano di alcol rosa. Si può ripulire un linguaggio “sporcato”? Per rispondere dovrei raccontarti la trama e svelare anche il finale. Sicuramente questa è una delle domande alla base del testo. È cambiato il tuo rapporto con la lingua tedesca, ora che vivi in Germania e la

usi come strumento di comunicazione quotidiano? E quando torni a Bolzano? Il tedesco era per me, nel periodo in cui andavo a scuola, una lingua molto lontana a cui guardavo con fascinazione. Da quando mi sono spostata a Monaco mi sono avvicinata anche alla lingua, una lingua parlata e completamente diversa da quella che conoscevo io, per esempio, da Thomas Mann. All’inizio mi prendevano pure in giro perché parlavo strano, motivo per il quale ho iniziato a guardare orride serie televisive in tedesco. A Monaco parlo sia italiano – in facoltà – che tedesco – soprattutto con amici e con mio marito. Eh, quando torno a Bolzano parlo italiano.

LA TRAMA DEL ROMANZO

Lingua madre ha vinto il premio Italo Calvino. Credi che raccontare una storia così geograficamente localizzata sia stato un punto a tuo favore? Le motivazioni della giuria ti hanno stupita? Ti prego ridimmelo! Ripetimelo finché lo realizzo. Non lo so, forse un po’ sì, perché è un tema

LA VIGNETTA DI FRANGI

Paolo Prescher, bolzanino e dunque bilingue d’ufficio, è ossessionato dall’idea che le persone attorno a lui gli sporchino le parole. Ipocrisia del linguaggio e ipocrisia del costrutto politicosociale altoatesino sono i temi che, filtrati attraverso la sua pa-

rabola esistenziale, sorreggono il romanzo. Ma c’è un’autentica lingua-madre scevra di convenzioni? Questione senza risposta, se non drammatica. [Trattandosi di un’opera inedita, il libro non è ancora disponibile in libreria.]


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CENTRO – PIANI – RENCIO

URBANISTICA

In quasi ogni quartiere di Bolzano si assiste in queste settimane a un fiorire di cantieri e di lavori di rifacimento del manto stradale. Dopo il blocco forzato di tre mesi a causa del lockdown, a inizio giugno il Comune ha riavviato alcuni interventi programmati che modificheranno l’aspetto di buona parte del centro storico. Stiamo parlando dei lavori intrapresi per la realizzazione delle infrastrutture pubbliche (in particolare del tunnel di via Alto Adige) e del complesso residenziale WaltherPark. L’area è quella compresa tra piazza Verdi, via Alto Adige, via Perathoner, viale Stazione e via Garibaldi. Nella settimana scorsa i vertici dell’amministrazione – il sindaco Renzo Caramaschi e il vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici Luis Walcher – assieme a Heinz Peter Hager (Waltherpark Spa) hanno presentato le tempistiche del cantiere del tunnel di collegamento con piazza

Piazza Verdi e via Alto Adige

Il cantiere del Waltehrpark

L’estate calda dei cantieri nel centro storico di Bolzano Dopo la pausa per il coronavirus i lavori per la realizzazione di infrastrutture pubbliche nel Comune di Bolzano sono ripartiti a pieno ritmo. Uno sguardo a come cambieranno la nostra mobilità nel cuore della città. Wather che sarà realizzato nel sottosuolo di via Alto Adige e le ricadute di questo sulla viabilità, sui collegamenti e sui trasporti pubblici nella zona per i prossimi mesi. Fino a fine luglio i lavori impatteranno in particolare su via Perathoner chiusa al traffico con accesso consentito sino all’Hotel Adria e passaggio pedonale garantito. Nello stesso arco di tempo è prevista anche l’apertura di un fronte di cantiere sul lato sinistro di via Alto Adige in direzione piazza Walther con la viabilità che rimarrà a due corsie. Da luglio a settembre verranno istituiti due sensi unici:

in via Perathoner da viale Stazione e in via Alto Adige direzione piazza Verdi. Non sarà quindi possibile accedere in via Alto Adige da piazza Verdi o via Garibaldi. In piazza Verdi, inoltre, la corsia preferenziale per bus e taxi sarà raccordata alla normale corsia di marcia. Da giugno a settembre, nella parte alta di via Alto Adige e in via Isarco, ci sarà un cantiere per la posa della rete del gas. Infine, nell’ambito dei lavori del complesso WaltherPark (fino al termine di agosto), la demolizione della casa di via Garibaldi 21 comporterà un restringimento della corsia stradale della stes-

Via Perathoner

sa via Garibaldi in direzione di piazza Verdi. “Non ci nascondiamo il fatto che un intervento di tale portata in una zona nevralgica del nostro capoluogo possa provocare più di qualche disagio o disturbo, ma si tratta di opere funzionali e strategiche per lo sviluppo del nostro capoluogo. Se i lavori procederanno senza intoppi nella tarda primavera del 2022 avremo una città migliorata, potenziata, abbellita e soprattutto più funzionale”, ha sottolineato il Sindaco Caramaschi.

Nilo Ruggeri


CENTRO – PIANI – RENCIO

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INIZIATIVE L’estate bolzanina al tempo del Covid-19 non si ferma: parte il ciclo di appuntamenti Ciak: Women! organizzato da WE-Empowerment, sostenuto dall’Ufficio Pari Opportunità del Comune di Bolzano. WE-Empowerment, per chi ancora non lo conoscesse, è uno spazio dedicato alle donne che si trova in Piazza Parrocchia 21 a Bolzano e che ospita al suo interno sei servizi dedicati alle donne: Empowerment per donne e famiglie, You, Artemisia, Liscià-donne che raccontano

Ciak: Women! Ecco i film in piazza donne, Asdi, Active Women, Assaggi d’arte al femminile e SpIQ. Solitamente le attività quotidiane di questi servizi, dedicati alle donne e al mondo femminile, non si limitano solo all’interno dell’ufficio ma si spostano e si diffondono sul territorio con molte iniziative come Bolzano in Bici e la corsa per dire no alla violenza sulle donne. Come molti servizi, anche WEEmpowerment è stato costretto a fermarsi durante l’emergenza legata al Covid-19 e a far saltare dunque i festeggiamenti per i suoi due anni di vita che cadevano l’8 marzo. Al contempo i servizi si sono reinventati senza rinunciare al contatto con il pubblico e alla sensibilizzazione sulle tematiche di genere: è stata molto attiva la pagina Facebook WE Bolzano-Bozen e i servizi si sono tenuti in contatto in vista

delle prime riaperture. Ed ecco finalmente con il caldo e le prime riaperture, WE-Empowerment ha deciso di non fermare le sue attività e di cogliere un nuova sfida estiva, con attenzione a tutte le norme igienicosanitarie del caso, proponendo un ciclo di appuntamenti cinematografici dedicato al mondo femminile ma aperto a tutta la cittadinanza. Il ciclo di film si svolgerà in tre giovedì del mese di luglio, in Piazza Municipio, e vedrà la proiezione di tre film dalle tematiche care ai servizi di WE. L’ingresso alle proiezioni sarà libero e per il rispetto delle norme igieniche saranno necessari distanziamento e mascherina: un modo un pò diverso di vedere i film che però non ci impedirà di goderne a pieno, di aprire la mente e goderci questo ciclo di

appuntamenti. Il primo film, “L’erba di Grace”, verrà proiettato giovedì 9 luglio alle 21 e racconterà l’autodeterminazione femminile, attraverso la curiosa storia di una donna che ritrovatasi vedova, scopre gli scheletri nell’armadio del marito ed è costretta a reinventarsi per non finire sul lastrico. A seguire, il giovedì successivo

Valentina Stecchi COOLtour

IN BREVE APERTURE DELLE BIBLIOTECHE Quest’estate le Biblioteche comunali non effettueranno le consuete chiusure programmate e permetteranno a cittadine e cittadini di fare scorta di libri, dvd, audiolibri, cd e giochi. Dal 4 luglio le Biblioteche Firmian ed Oltrisarco saranno nuovamente aperte anche di sabato. Ricordiamo che la Biblioteca Civica è aperta dal

lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 19 (sabato 8-12.45). Le succursali sono aperte dal martedì al venerdì con orario 9-12, 15.30-18.30. Di lunedì le biblioteche succursali sono aperte solo nel pomeriggio con orario 15.30-18. Di sabato sono aperte solo Firmian e Oltrisarco, con orario 10-12.30, 15-18.

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stesso posto stessa ora “Million Dollar Baby” e infine, in chiusura, “We Want Sex”, giovedì 23. I titoli scelti vogliono avvicinare il pubblico alle tematiche di genere e sensibilizzare usando l’arte del cinema come punto di contatto.

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DON BOSCO - EUROPA

ARTE E STORIA

Federica, l’anima del Fai giovani di Bolzano La capogruppo dei giovani del Fai spiega quali sono gli ideali che animano questa importante associazione, puntando la sua lente sul teatrino dell’oratorio di Salorno, un vero e proprio “Luogo del cuore”. Federica, 28 anni, è nata in Sicilia ma all’età di 6 anni si è trasferita a Bolzano, nel quartiere di Don Bosco dove ha vissuto fino a un anno fa. Laureata in Filosofia, è attualmente il capogruppo del Fai giovani. Come ti sei avvicinata al Fai? Andavo alle medie quando un’insegnante ci ha proposto di fare da guida a una giornata Fai di primavera. Qualche anno dopo, al liceo, sempre un’insegnante ha chiesto alla classe chi avesse voglia di riprovare questa esperienza e io mi sono subito offerta come volontaria: da lì è nato questo interesse. Successivamente mi sono spostata a Roma per frequentare l’Università, ma una volta tornata a Bolzano ho deciso di impegnarmi come volontaria per il Fai. Mi reputo una fan della bellezza, mi è sempre piaciuta l’arte e trovo emozionante andare alla ricerca di luoghi non conosciuti oppure scoprire la storia di un monumento che magari vedo quotidianamente ma del quale non so nulla. Per questo è molto importante la ricerca e lo

STORIE DAL MULTIVERSO

sono allo stesso modo gli eventi che organizziamo, durante i quali raccogliamo i fondi che servono per i restauri e per le riaperture che il Fai porta avanti. Avete in programma qualche progetto per il quartiere bolzanino di Don Bosco? In questo momento stiamo collaborando con le botteghe di cultura del quartiere al progetto I Luoghi del Cuore, che coinvolge però tutta la città. Purtroppo ora come ora, anche a causa del Covid, molte iniziative sono in stallo ma in futuro ci piacerebbe proporre dei progetti sulle Semirurali. Parlaci del progetto I Luoghi del Cuore. Si tratta di un censimento nazionale che è arrivato alla 10a edizione tramite il quale è possibile scegliere il proprio luogo del cuore votandolo online o con una raccolta firme. Il luogo che raccoglie più voti riceve dal Fai un premio in denaro, ma il vero obiettivo del progetto è quello di portare all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini un luogo che sta particolarmente a cuore

alle persone. Come avviene a esempio per il teatrino dell’oratorio di Salorno. Stava talmente a cuore ai cittadini che hanno provato ad avviare una campagna per il suo recupero. La struttura non ha un grandissimo valore artistico, ma piuttosto simbolico: è stato costruito nel dopoguerra da cittadini italiani e tedeschi che per farlo si sono adoperati in ogni modo. Quello che più desideravano era edificare un luogo di aggregazione e di cultura. A noi del Fai è piaciuta moltissimo quest’idea di sforzo in un periodo così difficile e in qualche modo ci è sembrata un’analogia con oggi: una ripartenza. Il teatrino dell’oratorio di Salorno ha rappresentato il fulcro della comunità e stando così a cuore ai cittadini ci è sembrato un esempio calzante per I Luoghi del Cuore: il progetto, per ora molto lontano e

ambizioso, è quello di farlo tornare a essere un teatro cinema così com’è stato fino agli anni ’90. C’è addirittura chi vorrebbe trasferire al suo interno il museo del cinema. Parlando di te, c’è un luogo che ti sta particolarmente a cuore? Ce ne sono molti, ma uno in particolare, oltre al teatrino dell’oratorio di Salorno, è Gela, il mio paese di origine in Sicilia, perché tutti i ricordi della mia infanzia mi riportano là.

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LA SATIRA

Roberto Tubaro

Esistono infiniti universi paralleli nei quali gli abitanti sono unione di due o più personaggi a noi già noti

Tanithea Wierotto è attualmente la più grande campionessa di tutti i tempi di Biathlon, lo sport estivo in cui i partecipanti competono in due specialità: il tiro a segno con la carabina e il tuffo. “Il mio formato di gara preferito” ha dichiarato “è il tuffo dai 3 metri: ci vuole molta concentrazione a colpire un bersaglio posto a 50 metri eseguendo un triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato”.


LE PIETRE DI BOLZANO Flavio Schimenti architetto

MEMORIE URBANISTICHE

L’attività di Luis Trenker architetto in città a Bolzano Forse pochi sono a conoscenza che Luis Trenker, gardenese di nascita, alpinista, scalatore, romanziere , attore e regista – girò il film “Montagne in fiamme” nel 1931 – era anche architetto. A Bolzano per un breve periodo dal 1925 al 1930 mette in pratica pienamente la sua idea di architettura. Nel 1925 realizza a Oltrisarco, in località “Prato ghiacciato”, il progetto per un insediamento abitativo per la Cooperativa Case Popolari. Quattro blocchi di edifici, dalle forme semplici ed essenziali. Nel 1926 realizza Villa Pretz in via Castel Roncolo che firma insieme a Clemens Holzmeister. Si tratta di una bella residenza dalle forme razionali e innesti classicheggianti. Ma possiamo trovare le tracce più significative del suo linguaggio architettonico

in quello che allora verrà chiamato “Rione Cesare Battisti” e in tedesco “Beamtenhäuser”, realizzato fra il

1927 ed il 1930 fra via Armando Diaz e Piazza 4 Novembre, firmato anch’esso con l’architetto Holzmeister. Il rione che sorge di fronte al Palazzo degli Alti Comandi, nelle

vicinanze del Monumento alla Vittoria e dietro il piacentiniano, ieratico e monumentale Corso Libertà (Corso 9 Maggio) avrà tutt’altre caratteristiche. L’idea sarà quella di creare una piccola città-giardino. Un lungo edificio che si affaccia su via Diaz, un secondo blocco in via Longon, e altre otto piccole unità abitative, poste simmetricamente all’interno del lotto. Anche qui la committenza non è pubblica, è privata la “Cooperativa impiegati statali e comunali”. Tale edilizia si ispira agli esperimenti abitativi realizzati nella cosiddetta “Vienna Rossa” degli anni ’20 e a quelli dell’edilizia socialista olandese. Nel blocco più lungo, rivolto verso sud, esso tende a incurvarsi, di fronte a esso ampi giardini, oggi coltivati a orti. Qui

Trenker pone una scelta progettuale vincente, ogni blocco abitativo ha il suo balcone con l’angolo tagliato a spicchio. Il risultato è che i raggi solari possono penetrare più facilmente all’interno delle abitazioni e l’esposizione è tale che garantisce un’ideale illuminazione per tutta la giornata. Una stradina interna garantisce la comunicazione fra le unità abitative interne. Il complesso edilizio è inoltre fornito di un pozzo artesiano autonomo, tuttora utilizzato per irrigare gli orti. Tale esperimento abitativo nel ricreare una socialità di vicinato, di spazi urbani a dimensione umana, ne fanno uno dei pochi casi riusciti, oltre all’architettura puramente razionalista, dell’edilizia residenziale a Bolzano in quegli anni.

Io ci sto!

PER TE. PER ME. PER TUTTI.

“Se rispetti te stesso e l’altro potremmo di nuovo incontrarci grazie alla musica.” Greta Marcolongo Musicista, Bolzano

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DON BOSCO – FIRMIAN LA DECISIONE

FAMIGLIA

Le mamme sono di nuovo assistite Parcheggi gratuiti vicino ai cantieri Il Consultorio Familiare l’Arca informa che le prestazioni ostetrico-ginecologiche sospese durante l’emergenza sanitaria sono state riattivate. È dunque possibile prenotare il pap test, la riabilitazione del pavimento pelvico e le consulenze ostetrico-ginecologiche contattando la segreteria al numero telefonico 0471 930546. Si stanno effettuando presso la sede anche i collo-

qui di sostegno, le consulenze psicologiche, educative, legali e sociali. Il corso di preparazione al parto e il corso post-partum vengono invece svolti ancora solo on line. È possibile recarsi in consultorio però solo previo appuntamento. La segreteria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Telefono:. 0471 930546; e-mail consultorio@arca.bz

Il sindaco Caramaschi ha annunciato di aver firmato l’ordinanza per esentare i cittadini dal pagamento delle tariffe su parcheggi a pagamento nelle vie, anche limitrofe, interessate da importanti cantieri stradali al fine di aumentare l’offerta di posti sosta per i residenti. Pertanto da subito: “Le persone detentrici del bollino di zona di sosta, regolarmente applicato sul parabrezza dei veicolo, potranno parcheggiare in piazza Vittoria, corso Libertà, piazza Mazzini, via Duca d’Aosta,

viale Europa (dal 17.8.2020), via Roma e via Vicenza, senza limitazioni su tutte le aree a pagamento nella zona medesima del colore del bollino senza dover corrispondere la relativa tariffa.” Il vicesindaco Walcher ha illustrato poi una modifica al Regolamento di Polizia Urbana per favorire una migliore gestione delle biciclette abbandonate per lunghi periodi nelle rastrelliere ubicate in città occupando così indebitamente parcheggi utili per la cittadinanza.

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NUOVO ORARIO DEL CENTRO DI RICICLAGGIO

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Da lunedì 29 giugno 2020 gli orari di apertura del Centro di riciclaggio sono diventati i seguenti - dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 17.30 (ultimo ingresso ore 17.15); - sabato dalle ore 8 alle 13.45 (ultimo ingresso alle ore 13.30); - domenica chiuso.

Attualmente l’afflusso continua a essere intenso, con una media di oltre 300 ingressi al giorno e picchi con oltre 500 ingressi. Si consiglia pertanto di scegliere un orario con minore affluenza: il Centro di riciclaggio non è molto affollato tra le ore 12.30 e le 14.30.

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POLITICA DEL BENE COMUNE

Lentius, profundius, suavius. Il messaggio attuale di Langer Venticinque anni fa (3 luglio 1995) se ne andava Alexander Langer, un uomo che con la sua vita, la sua ricerca, le sue fatiche e la sua solitudine contribuì a dare dignità alla politica, che è l’arte della costruzione del bene comune e non un’attività di lotta per il potere e la spartizione delle risorse. Guardava a un cambiamento culturale. “Sono convinto”, scrisse sul settimanale “Il Segno” nel marzo 1995, “che ormai il tempo sia più che maturo perché ci si occupi non solo e non tanto della definizione dei ‘diritti etnici’ (o nazionali, o confessionali, ecc.), ma della ricerca di criteri per costruire un ordinamento della convivenza pluri-culturale, che ovviamente non potrà essere in primo luogo concepito come un insieme di norme e di statuizioni lega-

li, ma soprattutto di valori e di pratiche della mutua tolleranza, conoscenza e frequentazione.” Vedeva con la passione del profeta la necessità di una correzione di rotta in campo politico, ecologico, economico nei rapporti tra gruppi etnico-religiosi (era in corso la guerra nei Balcani). Negli ultimi mesi della sua vita fece appello a una “decisa rifondazione culturale e sociale di ciò che in una società o in una comunità si consideri desiderabile”. Espresse questa esigenza in un discorso memorabile. “Sinora si è agito all’insegna del motto olimpico ‘citius, altius, fortius’ (più veloce, più alto, più forte),

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che meglio di ogni altra sintesi rappresenta la quintessenza dello spirito della nostra civiltà, dove l’agonismo e la competizione non sono la nobilitazione sportiva di occasioni di festa, bensì la norma quotidiana e onnipervadente. Se non si radica una concezione alternativa, che potremmo forse sintetizzare, al contrario, in ‘lentius, profundius, suavius’ (più lento, più profondo, più dolce), e se non si cerca in quella prospettiva il nuovo benessere, nessun singolo provvedimento, per quanto razionale, sarà al riparo dall’essere ostinatamente osteggiato, eluso o semplicemente disatteso.”

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Le “isole del gioco” non decollano

Sollecitate dagli enti pubblici, preparate in tutta fretta e pensate per venire incontro ai bisogni delle famiglie, le attività ricreative speciali organizzate dal Vke per tutta l’estate (per la prima volta ininterrottamente dal 17 giugno al 4 settembre) non stanno andando così bene come ci si sarebbe aspettati: tanto da spingere Roberto Pompermaier, direttore del Vke, a dire che alla fine “non c’è tutto questo bisogno”. A fronte di 130/140 posti disponibili a settimana infatti, sinora solo una cinquantina di bambini sta frequentando le nuove “isole del gioco”, i gruppi di 5/7/10 giovanissimi ciascuno (in base alla fascia di età) che nei piani avrebbero dovuto alleviare la pressione di quelle famiglie che hanno già esaurito le ferie a causa del coronavirus. Eppure le previsioni lasciavano intendere che di queste attività – per lo più all’aperto – ci sarebbe stato

un gran bisogno, al che durassero tutta punto da spingere l’estate: così noi abpersino a cancellare biamo elaborato un la Città dei Ragazzi, progetto, anche se ormai un’istituzione finora mancavano dell’immediato dovalori di riferimento poscuola bolzanino, per una situazione del genere.” Nonoa favore di un programma alternativo: stante il gran lavoro Roberto Pompermaier “Solo con l’ordinanperò queste attività za del 9 maggio è stato possibile sono partite troppo tardi – a Bolcominciare non solo a ripensare zano ad esempio gli spazi verdi rile attività dell’estate ma anche a chiesti dal Vke sono stati assegnati riprogettare tutto da capo – prosolo agli inizi di giugno, con poco segue Pompermaier – il tempo a anticipo rispetto all’apertura delle “isole” – e così molte famiglie nostra disposizione però era già limitato, perché l’idea era di partire si erano già organizzate in altro già dalla settimana successiva alla modo: alcune ad esempio tengono fine delle scuole e continuare sino i figli a casa, approfittando del teagli inizi di settembre, alla ripresa lelavoro; altre si affidano ai nonni delle scuole, per venire incontro a e alcune hanno ancora paura del quelle che si immaginavano essere contagio, nonostante i dati conforle esigenze delle famiglie. La polititanti più recenti. ca stessa ha spinto un questa direSe da un lato le attività specifiche zione, per avere una serie di attività organizzate quest’anno stentano a

SCUOLE MATERNE

decollare, dall’altro però le attività già programmate, per lo più in altre località della provincia, stanno invece andando a gonfie vele, pur con tutte le limitazioni imposte da decreti ed ordinanze, come il numero limitato degli iscritti. “Ad esempio, le classiche settimane di agosto al Colle – conclude il direttore del Vke – sono piene già da tempo: sono solo due gruppi di sette bambini a turno, di più non è possibile accoglierne, ma si svolgeranno regolarmente. In un primo momento sembrava che non si potesse usare la funivia perché le prime ordinanze impedivano l’uso dei mezzi pubblici per le gite di gruppi di bambini, ma poi, dal 9 giugno, questo divieto è caduto, grazie anche a una lettera dei genitori, e così anche quest’anno ci saranno le ‘Sommerfrische’ al Colle.”

Nicola Gambetti

La maestra Elena e i suoi bambini Nei giorni scorsi la maestra di Bolzano Elena Siviero (scuola dell’infanzia di via Rovigo) ci ha scritto inviandoci questa foto, che la ritrae insieme ai bambini e ai genitori che l’hanno raggiunta sotto casa a sorpresa per festeggiare il suo pensionamento. Riconoscente, la maestra Elena ci ha mandato il seguente messaggio, pregandoci di pubblicarlo sul giornale. Lo facciamo molto volentieri,

augurando alla maestra una serena pensione. “Ringrazio di cuore tutti i bambini e genitori della sezione rossa della scuola dell’infanzia La Fiaba, per avermi fatto vivere un bellissimo momento a sorpresa in occasione del mio pensionamento. Vi ricorderò sempre con un sorriso. Grazie, Elena”


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CLIMA DELLA CITTÀ

In arrivo i tetti verdi a Bolzano Sud Prosegue l’impegno del Comune di Bolzano nel promuovere la costruzione di tetti verdi nel capoluogo. E in questo caso specifico lo sguardo è rivolto alla vasta area produttiva di Bolzano Sud.

degli immobili dell’area produttiva attraverso interviste e workshop, per poi procedere, per gli interessati, alla trasformazione dei tetti normali in tetti verdi. Il progetto è stato iniziato negli anni passati per creare del verde pensile a Bolzano, garanzia di un impatto positivo sul clima della città. In particolare, spiega l’assessora all’ambiente Maria Laura Lorenzini: “I tetti verdi incidono sul microcli-

ma urbano, sulla biodiversità, sul comfort all’interno dell’edificio, sulla regimazione idrica e sul benessere fisico e psichico.” Ma anche sulle tasche di chi al posto di avere un tetto grigio in cemento o lamiera ne ha uno con un prato verde e risparmia in climatizzazione e riscaldamento. “Se questo progetto prenderà il volo con

dei finanziamenti, cosa che stiamo cercando di fare con diversi tavoli di lavoro, sarà il futuro della città. Potremmo essere un modello europeo”, aggiunge Lorenzini, che ricorda un altro segnale del potenziale impatto positivo: “Ne beneficiano anche le api, che sono un indicatore straordinario del benessere della nostra natura, praticamente della nostra vita.” Nello specifico questa fase del pro-

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getto guarda a Bolzano Sud dato che, come spiega l’ingegnere Emanuele Sascor, direttore dell’ufficio piano CO2, energia e geologia del comune: “La zona di Bolzano Sud si presta, perché ha tantissime superfici di tetti non utilizzate che vista la scarsa o assente inclinazione sarebbero ideali.” Ma prima di costruire c’è bisogno di far capire nel dettaglio quali sono gli intenti: “Quello che vogliamo fare insieme all’Eurac – spiega l’ingegnere Sascor – è un tentativo di sensibilizzazione. Quindi l’Eurac prende contatto con i diversi imprenditori di Bolzano Sud che hanno intenzione di mettere mano all’edificio e li sensibilizza sul tema.” Quanto alle intenzioni pre-quarantena, c’era già un grande partner per il progetto: “La fiera – continua Sascor – era d’accordo e se dovesse concretizzarsi l’operazione, sarebbe anche un ottimo esempio per gli altri. Nel concreto l’Eurac intervista gli imprenditori più importanti che pensano già di fare qualcosa e

poi assembla le interviste per avere un documento e presentarlo in un workshop (previsto in autunno, ndr) aperto a tutti.” Visto che la data delle elezioni comunali si avvicina, una domanda sorge spontanea: se dovesse cambiare il colore politico dell’assessorato, il progetto verrebbe portato avanti in automatico oppure no? Questa la risposta dell’assessora Lorenzini: “Dipende dalla linea politica che la nuova giunta imprimerà. Solo una cosa è certa: che se noi procediamo, andiamo avanti al cento per cento, perché questo è il futuro. Per l’ambiente, per le nuove generazioni ma anche per quelle attuali. E anche per gli imprenditori. Dobbiamo essere coraggiosi, ma anche razionali, come stiamo facendo, seguendo un processo ben determinato con un costante monitoraggio per essere certi dei risultati ottenuti.”

Gabriel Marciano Grafica: QuiMedia

Partendo da un tavolo di lavoro imbastito alcuni anni fa dal Comune con IDM ed Eurac, confrontandosi con la Provincia, con le due università regionali e con il Centro di Sperimentazione di Laimburg, si arriva quest’estate a sviluppare un progetto sullo sviluppo di tetti verdi in zona industriale. Questo coinvolgerà gli imprenditori e i proprietari


SUCCEDE IN PROVINCIA

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PREVENZIONE

Adoloscenti e internet: istruzioni per l’uso Nell’ambito delle iniziative di collaborazione inter-istituzionale con il mondo scolastico, la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano svolge numerosi incontri informativi in favore di scuole e associazioni finalizzati a promuovere l’educazione alla legalità e a sensibilizzare l’utenza sull’uso corretto e consapevole degli strumenti digitali e della navigazione in Internet, con particolare riferimento a tematiche quali il cyberbullismo, la pedopornografia, la tutela dei minori, la privacy e i social networks. Nel corso degli ultimi cinque anni scolastici sono stati tenuti 784 incontri (di cui 585 in lingua tedesca) nel corso dei quali si stima sia stato raggiunto un pubblico complessivamente pari a circa 65.000 persone, tra studenti, insegnanti, genitori e altri. La collaborazione costante e sinergica con le altre istituzioni impegnate in quest’opera di prevenzione costituiscono gli elementi cardine per poter trasmettere il “virus” buono della cultura della legalità, principio fondamentale di convivenza civile in assenza del quale nessuna società organizzata vanterebbe alcuna reale prospettiva di crescita e di sviluppo. Tali sinergie sono state indubbia-

La psicologa Silvia Mulargia, della Polizia di Stato

mente favorite dalla capillare attività di sensibilizzazione sul territorio (estesa anche alle località montane più periferiche del territorio altoatesino) condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni che si è tradotta nel conseguimento del significativo risultato di non aver registrato, nel corso degli ultimi anni, la proposizione presso i propri uffici di alcuna denuncia per condotte riconducibili al cyberbullismo. In ragione dell’impegno profuso in tal senso, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha riscosso molteplici attestazioni di stima e di ringraziamento, consolidando il fattivo rapporto di collaborazione e di fiducia con i Dirigenti scolasti-

ci del territorio e con le famiglie. Essere genitori al tempo dei social media è sempre più complesso, per questo motivo è indispensabile avere familiarità e maggior conoscenza dei vari digital device per poter stabilire con i propri figli una comunicazione efficace e costruttiva. Infatti se si resta distanti e “analfabeti digitali”, sarà molto più difficile guidare i propri figli verso una comprensione e un uso corretto di social e web. È fondamentale trasmettere una cultura digitale che vuol dire non solo sapere utilizzare le nuove tecnologie, scoprire le risorse le opportunità che possono offrire ma anche insegnare a riconosce-

Consigli rivolti ai genitori La maggior parte delle app di social media richiede un’età minima di 14 anni. Se un social network ha fissato un limite di età, significa che alcuni dei contenuti potrebbero non essere adatti a un bambino più piccolo. È utile anche ricordare ai ragazzi che i social network sono piattaforme pubbliche e che tutto ciò che viene inserito (ad esempio foto, commenti, adesioni a vari gruppi) resta per sempre in memoria e anche volendo certi contenuti sono difficili da cancellare. Agli adolescenti è anche meglio spiegare che qualsiasi cosa pubblicata online può essere modificata e inviata a chiunque e perdiamo la

capacità di gestire quel contenuto. Fondamentale diventa anche parlare con i ragazzi dell’argomento della pornografia e del rischio del grooming, ossia l’adescamento da parte di pedofili. Nello specifico occorre assicurarsi che i giovani capiscano che le persone potrebbero nascondersi dietro profili falsi per motivi disonesti e che la persona con cui stanno chattando potrebbe facilmente essere qualcuno con cattive intenzioni. Si consiglia quindi di stabilire anche specifiche regole sul linguaggio da adottare, i videogiochi da utilizzare e quelli fortemente sconsigliati ossia giochi con contenuti violenti. Ai genitori va ricordato che è pos-

sibile configurare le impostazioni di privacy dei social network e che fino a 10-11 anni sono indispensabili i filtri Parental Control al fine di evitare che i minori siano esposti a contenuti inappropriati quali immagini o filmati violenti o con contenuti a sfondo sessuale. Di questi filtri naturalmente va verificato periodicamente il corretto funzionamento. Insomma: controllare i propri figli e sapere cosa fanno online non vuol dire violare la loro riservatezza, ma assicurarsi che non incontrino persone con cattive intenzioni o che loro stessi non commettano qualche reato che possa compromettere il loro futuro.

re i rischi e i pericoli a cui si può andare incontro senza un uso consapevole della rete. Nello stesso tempo educare anche alla cultura del rispetto, dell’assertività, dell’empatia e del pensiero critico. Per questo la dottoressa Silvia Mulargia – Psicologa della Polizia di Stato in servizio alla Questura di Bolzano, ha elaborato una serie di “consigli in pillole”, rispettivamente per genitori e adolescenti. Vediamoli insieme. CONSIGLI PER GLI ADOLESCENTI 1) non giocare online con sconosciuti; 2) non condividere filmati o foto riferiti a cyberbullismo; 3) non condividere e divulgare informazioni personali online; 4) non formare gruppi di comunicazione (ad esempio WhatsApp) dove entri in contatto con persone che non conosci nella realtà; 5) se qualcuno che non conosci ti contatta online rifiuta l’amicizia e non incontrarlo offline per nessun motivo; 6) non accettare comunicazioni che provengono da numeri che non conosci; 7) se usi instagram ricorda di usarlo in modalità privata e condividi i contenuti con una cerchia di conoscenze reali. Ricorda che la riservatezza è un valore da difendere; 8) non farti ritrarre in atteggiamenti intimi da nessuno, potresti essere soggetto a ricatti (sextortion); 9) rifiuta la diffusione di messaggi sessualmente espliciti e blocca tali contatti; 10) limita il tempo di esposizione ai social network per evitare anche una dipendenza dagli stessi; 11) in internet si possono subire e commettere reati, come il cyberbullismo, sextortion, diffamazione, furto di identità , puniti dal nostro codice penale; 12) rispetta la netiquette, ovvero le regole di buona educazione in rete; 13) leggi le regole del sito in cui ti trovi e... non offendere nessuno.


SUCCEDE IN PROVINCIA

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MONUMENTI DA RISCOPRIRE

La memoria di Falcone e Borsellino

La commemorazione dell’Anpi a Bolzano

Un altro anniversario che non si è potuto celebrare come di consueto, per le limitazioni sugli assembramenti, è stato quello del 23 maggio 2020. Con una ridotta presenza di autorità e rappresentanze, si è ricordato, celebrando la “Giornata della legalità”, il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai quali a Bolzano è intitolato il “Largo” che collega via Duca d’Aosta e Corso Italia, dietro il Tribunale. Nel medesimo luogo vi è anche una targa, dal 2015, raffigurante i due giudici, paladini della legalità. Falcone e Borsellino si erano conosciuti da giovani giocando a calcio in parrocchia, furono poi colleghi, a Palermo, nell’Ufficio istruzione della sezione penale; collaborarono attivamente nel “pool antimafia”, guidato dal giudice Rocco Chinnici (anche lui

vittima della mafia il 29 luglio 1983). I due colleghi magistrati prepararono assieme, ritirati con le famiglie per motivi di sicurez-

Fu tra le braccia di Paolo Borsellino che morì Giovanni Falcone, tra i colpiti dalla “strage di Capaci” del 23 maggio 1992. Borsellino

za presso il carcere dell’Asinara, l’istruttoria per il “maxiprocesso di Palermo” (10 febbraio 1986-16 dicembre 1987).

si rendeva conto di essere anche lui nel mirino di “Cosa nostra”, di essere un “condannato a morte”. Come furono importanti le inda-

gini di Giovanni Falcone per ricostruire il percorso del denaro che accompagnava i traffici di droga, ai fini di un quadro sulla gigantesca organizzazione criminale collegante mafia americana e siciliana, non meno furono quelle di Borsellino sui legami tra Cosa Nostra e l’ambiente industriale milanese e del Nord Italia in generale. Fu infatti vittima del tritolo anche Borsellino, il 19 luglio 1992, in via d’Amelio, sotto l’abitazione di sua madre. Sicuramente Borsellino ha condiviso fino alla fine il pensiero del collega e amico Giovanni Falcone, che si trova nella frase riportata nella targa: “Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulla gambe di altri uomini.” Un pensiero da fare nostro!

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SPORT

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SPORTHILFE ALTO ADIGE

foto: Manuel Kottersteger

L’attività fisica per un futuro migliore

La sfida è molto semplice ma allo stesso tempo avvincente: si chiede a tutti gli abitanti della provincia di Bolzano di correre, camminare o pedalare con l’obiettivo di raggiungere la distanza totale di 100 mila chilometri: fino a domenica 5 luglio, scaricando la app gratuita “Sporthilfe heroes run”, sarà possibile partecipare a Sporthilfe Heroes Run per registrare i propri tracciati percorsi a piedi o in bicicletta. Promossa da Sporthilfe Alto Adige, l’iniziativa vuole essere un forte segnale di (ri)partenza per tutti gli altoatesini, e allo stesso tempo un’occasione per raccogliere fondi destinati a sostenere i giovani talenti sportivi locali. L’Alto Adige è stata la prima regione ad adottare il lockdown,

e anche la prima a riaprire le attività economiche. E ora si riparte anche tramite iniziative trasversali che coinvolgono l’intera popolazione della provincia facendo attività fisica. Già, perché praticando il nostro sport preferito possiamo lasciarci alle spalle un momento drammatico e ripartire con tutta l’energia e la positività possibile: correre, camminare o pedalare, da soli, con la propria squadra o con la famiglia, ognuno al suo passo, alla sua velocità, lungo le strade e i sentieri che più ama, ma con un unico traguardo: raggiungere l’obiettivo della distanza totale percorsa di 100 mila chilometri. Promossa da Sporthilfe Alto Adige, associazione senza scopo di lucro che vuole aiutare e

sostenere i giovani talenti sportivi altoatesini, questa iniziativa vuole rendere omaggio a tutti i veri eroi che hanno combattuto in prima linea questo periodo di difficile emergenza sanitaria, prendendosi cura della comunità intera: medici, infermieri, farmacisti, forze dell’ordine, protezione civile ma anche negozianti e commercianti. Sporthilfe Heroes Run 2020 è il modo per promuovere una ripartenza nel nome dello sport che porta beneficio psicofisico a tutti coloro che lo praticano, a qualsiasi livello, da quello amatoriale a quello professionistico. Ed è proprio per chi fa della pratica sportiva una vera e propria filosofia di vita, oltre che una possibile e futura professione, che l’iniziativa rac-

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coglierà fondi, in modo particolare per la nuova generazione sportiva dell’Alto Adige. Si può partecipare da soli o in compagnia dei propri familiari; le famiglie, infatti, hanno giocato un ruolo davvero importante nell’affrontare l’emergenza sanitaria: mamme e papà (genitori, educatori) si sono ritrovati a essere insegnanti, compagni di classe e compagni di giochi dei propri bambini. Un’altra alternativa è di prendervi parte individualmente come membro di un team sportivo o aziendale, sempre nel rispetto delle regole di distanza e di sicurezza in vigore. L’attività fisica, dunque, fa bene non solo alla salute, ma anche alla società, contribuendo a rendere il mondo un posto migliore.

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SPECIALE MONTAGNA

MONTAGNA

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Le imponenti pareti rocciose e le maestose cime del Gruppo delle Odle non caratterizzano solo il paesaggio, ma promettono davvero tantissime avventure, rendendo la Val di Funes un vero paradiso per gli escursionisti, gli scalatori e gli alpinisti. Particolarmente consigliata è la zona escursionistica nei dintorni della Malga Zannes e della Malga Gampen, che costituisce il cuore del Parco Naturale Puez-Odle. E chi non conosce la famosissima immagine fotografica presente su così tante cartoline: la Chiesetta

Val di Funes, nel cuore delle Dolomiti altoatesine Verdi prati, fitti boschi, tipici rifugi e le superbe cime delle più belle vette dolomitiche: questa è la Val di Funes. L’incantevole valle comprende le località di Tiso, San Valentino, San Giacomo, Colle, Santa Maddalena e San Pietro. di San Giovanni a Ranui, circondata dai vasti prati rigogliosi e con il Gruppo delle Odle sullo sfondo?

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SPECIALE MONTAGNA L‘inconfondibile profilo delle Odle

In val di Funes, comodamente a passeggio ai piedi delle Odle Il gruppo delle Odle è una catena montuosa delle Dolomiti che segna il confine tra la Val di Funes e la Val Gardena, completamente integrata nel Parco naturale Puez-Odle. L’intera catena viene divisa in due dalla Forcella de Mesdì. A est di essa sorgono le cime principali del gruppo, con il Sass Rigais, la Piccola Furchetta e la Gran Furchetta: tutte e tre le vette superano di poco i 3.000 metri. A ovest della Forcella de Mesdì sorgono le Odle di Funes con la Gran Fermeda e la Piccola Fermeda, oltre al Campanile di Funes e la Gran Odla. Il termine Odle deriva da “Odles” che in ladino significa “aghi” e definisce molto bene la forma di queste montagne, un susseguirsi di cime tutte in fila.

Le Odle, assieme alla chiesetta di San Giovanni a Ranui, sono tra le immagini simbolo della val di Funes. Con il loro tipico profilo frastagliato sono uno dei gruppi montuosi più apprezzati tra le bellezze geologiche delle Dolomiti. Ai loro piedi si snodano diversi sentieri, uno dei più suggestivi è il sentiero “Adolf Munkel”. La natura rigogliosa della valle, caratterizata da boschi e prati, è il posto ideale per fare un’escursione per conoscere il Parco naturale Puez-Odle che ospita anche un sentiero percorribile in sedia a rotelle, il sentiero Natura a Zannes. Ai piedi delle impressionanti pareti delle Odle di Funes si snoda il sentiero Adolf Munkel, detto anche sentiero delle Odle. Il sentiero venne tracciato nel 1905 dalla sezione di Dresda dell’associazione alpina tedesca “Deutsches Alpenverein”. Non ci si deve stupire, dato che all’epoca la sezione di Dresda dell’associazione era molto attiva sulle Dolomiti, in particolare nella zona delle Odle, dove aveva costruito alcuni rifugi. Per ricordare l’attività trentennale del primo presidente della

sezione, fondata nel 1873 e prima associazione alpina della città tedesca, il sentiero prese il suo nome: Adolf Munkel. In quattro ore e mezza di cammino, percorrendo i 13 chilometri di sentiero è possibile rivivere le emozioni di questi pionieri dell’escursionismo. Il punto di partenza del sentiero è il parcheggio Zannes (1685 m), raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Si inizia il percorso seguendo il sentiero n° 6 verso Ciancenon/Tschantschenon. Prima del ponte che attraversa

il fiume omonimo, sulla destra inizia il Sentiero Adolf Munkel con il n° 35. Mettendosi in cammino sul sentiero in un leggero saliscendi si arriva fino alla malga Brogles (2045 m). Da qui si scende lungo il sentiero n° 28 per arrivare al parcheggio di Ranui. Una seconda variante percorre il sentiero n° 35 fino alla malga Gschnagenhardt e al rifugio delle Odle. Poi si continua sul n° 36 verso malga Dusler e si torna poi a malga Zannes. Dallo stesso punto di partenza si snoda anche un sentiero pianeg-

Benvenuti al Rifugio Genova Il rifugio è stato costruito nel 1898, sorge nella prateria alpina a 2306 m. È la partenza ideale per piacevoli passeggiate o anche per escursioni impegnative in alta quota. L’aria di montagna mette appetito, soprattutto dopo escursioni e gite alpinistiche. Entrate nella nostra accogliente “Stube” e gustate i piatti tipici sulla terrazza soleggiata. Siamo aperti dal 15 giugno al 13 ottobre 2019, orario continuato.

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giante (pendenza massima 8%), indirizzato soprattutto a famiglie con bambini piccoli e disabili. Il Sentiero Natura a Zannes è il il primo percorso accessibile anche a disabili in sedia a rotelle. Si tratta di un bel sentiero circolare che intende avvicinare l’escursionista al paesaggio naturale e culturale del Parco naturale Puez-Odle. Il percorso parte dal parcheggio di Zannes, passa per vari prati, per il rifugio “Kelderer Wiese”, raggiunge la calcara e il

bosco, per concludersi nuovamente al parcheggio di Zannes. Lungo il tracciato si susseguono dei punti di sosta dotati di tavole di legno che informano sulla genesi e sulle caratteristiche naturali della zona e possono essere lette anche in Braille. I testi in Braille sono stati curati dal Centro ciechi S. Raphael di Bolzano. Inoltre il sentiero è decorato anche da sculture realizzate nel laboratorio protetto “Il ciliegio” di Bolzano.

Via Magdalenaweg 1 Val di Funes Tel. 0472 840158 www.gschnagenhardtalm.it Grafica: QuiMedia

nel Parco Naturale Puez-Odle. Dalla malga parte infatti un sentiero che si congiunge al sentiero delle Odle “Adolf Munkel” e al sentiero delle Dolomiti n° 2. Chi non ha fretta di rimettersi in cammino, desidera fermarsi un po’ di più e assaporare più a lungo il gusto della montagna restando ben oltre il tramonto, lo può fare. Infatti alla malga Glatsch sono disponibili anche delle stanze spaziose. Chi desidera dormire in malga può scegliere tra due formule: il pernottamento con colazione inclusa oppure la mezza pensione. Per i soggiorni di almeno tre pernottamenti è prevista la possibilità di raggiungere la malga in automobile e usare il parcheggio della struttura.

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Grafica: QuiMedia

La malga “Glatsch Alm” si trova in una radura a 1902 metri di altitudine, direttamente sotto il versante settentrionale dell’imponente Gruppo dolomitico delle Odle. L’aria fresca, la pace e la tranquillità della montagna e il fruscio dei boschi di pini cembri (cirmoli) e abeti rossi accolgono gli escursionisti e gli amanti del buon cibo che raggiungono la malga. Sull’ampia terrazza e nella Stube la cucina della malga propone manicaretti adatti a ogni palato, tra classici della gastronomia italiana e piatti tipici locali. La malga Glatsch è un punto di partenza ideale per numerose escursioni e passeggiate, delle indimenticabili esperienze all’insegna della natura

Il percorso più bello per arrivarci parte da malga Zannes e passando per S. Zenone (Tschantschenon), camminate sul sentiero delle Odle (Munkel-Weg) per arrivare direttamente sui prati verdi sotto le Odle. Da noi trovate la cucina tipica altoatesina. Serviamo piatti di tradizione contadina.

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Grafica: QuiMedia

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SPECIALE MONTAGNA

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A Fiè allo Sciliar siete i benvenuti Il soggiorno nella località climatica alle falde della montagna simbolo dell’Alto Adige ha molti vantaggi. A Fiè il clima è particolarmente mite, ma la località è molto amata anche dagli ospiti attenti alla salute e dai buongustai. La località altoatesina è anche patria del bagno di fieno, una tradizione che vanta ormai più di cento anni di età. L’altipiano è anche sede di numerosi eventi gastronomici e culturali e può offrire ai suoi ospiti l’incanto del Laghetto Fiè, uno degli specchi d’acqua balneabili più puliti d’Italia. Fiè allo Sciliar, contraddistinto dal suo clima mite, è una località molto amata dagli ospiti attenti alla salute e dai buongustai. Fiè è luogo d’origine del bagno di fieno e può vantare un ottobre gastronomico all’insegna della Völser Kuchlkastl (Dispensa di Fiè). La località turistica ospita anche la rassegna Schlern International Music Festival ed è particolarmente apprezzata per la vicinanza con Bolzano, il capoluogo

altoatesino. Da tradizionale paese di villeggiatura, Fiè allo Sciliar con gli anni è diventato una località climatica impreziosita da un magnifico panorama, perfetta per trascorre una vacanza all’insegna di salute e natura, non da ultimo poiché appunto è la patria del bagno di fieno, che vanta ormai una tradizione di oltre 110 anni. Un soggiorno a Fiè allo Sciliar è un’esperienza indimenticabile anche grazie a

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Grafica: QuiMedia

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SPECIALE MONTAGNA

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con altrettanta passione. Piatti originali eppure antichi. L’ottobre culinario di Fiè: un’occasione da non lasciarsi sfuggire. Maggiori informazioni: www.voelserkuchlkastl.com

eccellenti eventi gastronomici e musicali. Il mese di ottobre nello specifico è dedicato alle specialità regionali della Dispensa di Fiè. Il Laghetto di Fiè, adagiato nell’imponente scenario dello Sciliar, invita a trascorrere una vacanza in ogni stagione dell’anno e, inoltre, è uno dei laghi balneabili più puliti d’Italia, nonché una pista invernale da pattinaggio sul ghiaccio. UN UNIVERSO IN FATTORIA Dal 29 giugno al 30 luglio 2020. Come avviene la ferratura degli zoccoli dei cavalli? Quali razze di cavalli esistono e quali sono i diversi stili di equitazione? Al maneggio Unterlanzin si può imparare remo tutto quello che riguarda

i cavalli. E, naturalmente, si possono anche a provare a pulire e spazzolare i cavalli stessi. Dopo aver fatto il lavoro, i visitatori possono godersi alcune belle cavalcate in sella al loro cavallo preferito. Al termine del pomeriggio ad ogni ospite verrà consegnato un ferro di cavallo come ricordo e come portafortuna. DISPENSA DI FIÈ Dal 1 al 31ottobre 2020. Uno spunto per i buongustai e gli amanti della cucina locale: la Dispensa di Fiè allo Sciliar. Dal 1978 i ristoratori della località invitano a partecipare all’ottobre gastronomico, pronti a sorprendere ancora una volta con la rivisitazione di piatti tradizionali. Piatti creati con amore e serviti

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IL SENTIERO DEI MASI Dal castello di Presule alla chiesetta di Santa Caterina. Il sentiero che dal castello di Presule conduce alla chiesetta di Santa Caterina è caratterizzato da scorci di vita contadina e tesori artistici conservati molto bene. Attraversando l’intero versante soleggiato della media montagna di Fiè si ammira un paesaggio rurale e naturale estremamente diversificato, reso prezioso da una grande varietà fioristica e faunistica. Il tragitto è lungo, ma può essere percorso anche in brevi tratte parziali e invertendo il senso di marcia. È possibile infatti accedere al sentiero in diversi punti, lungo sentieri di congiunzione indicati in planimetria da linee punteggiate. Il tratto dal castello di Presule ad Aica di Fiè, passando per il “Wirtskeller”, Oberpsenn e Guntschòll, è percorribile anche con il passeggino. I bambini troveranno particolarmente entusiasmante il passaggio del ponte sospeso sul Rio Laus, poco a valle di Aica di Fiè. Per ritornare a Presule è possibile attarversare a piedi i prati dello Schnag-

genkreuz, sentiero n° 5, oppure si può prendere l’autobus del trasporto pubblico che porta direttamente a Presule. IL LAGO DI FIÈ Il lago di Fiè (Völser Weiher in tedesco) è un piccolo lago alpino situato sull’altopiano di Fiè a 1036 m nel comune di Fiè allo Sciliar (BZ), a circa 25 chilometri da Bolzano. Il lago, circondato da abeti, si trova ai piedi del massiccio dello Sciliar e della punta Santner. È alimentato da una sorgente che veniva chiamata “sangue dello Sciliar” (Schlernblut), per la collocazione in una zona in cui in epoca preistorica si compivano riti propiziatori e sacrifici animali. Circa metà del lago è occupato da un canneto (biotopo del Lago di Fiè). A ovest, a una decina di minuti a piedi, si trova un secondo laghetto di origine artificiale, la cui creazione è dovuta a Leonhard I von Völs, castellano del Tirolo e capitano della regione atesina. Il laghetto fu creato per l’allevamento delle carpe e per l’irrigazione dei campi sottostanti. Ancor oggi è possibile praticarvi la pesca sportiva. (p.r.*: pubbliredazionale) Associazione turistica Fiè allo Sciliar: Tel. 0471 725047 info@voels.it - www.seiseralm.it

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Tutti in sella sul Monte San Vigilio Per chi decide di lasciarsi alle spalle l’afa e i rumori della città, ma soprattutto quel puzzo che esce dai tubi di scarico per pedalare in assoluta libertà, non basta altro che preparare lo zaino e salire in quota a Monte San Vigilio: qui l’aria è fresca, frizzante anche d’estate e le possibilità per esplorare l’area in sella alla bicicletta sono infinite. Una semplice passeggiata tra boschi e prati, un’escursione nell’idilliaco biotopo del Lago Nero, ma anche un viaggio sull’Alpe di Naturno, San Pan-

“Steiler ist geiler”, ripetono gli appassionati di due ruote sudtirolesi: più è ripido meglio è, anche perché dopo ogni salita c’è una discesa e, dopo la fatica dell’arrampicata, l’adrenalina del tuffo in picchiata non ha eguali. Sono sensazioni che sono di casa a Monte San Vigilio, sopra Lana: un paradiso per tutti coloro che adorano sedersi sul sellino e spingere sui pedali. Trail alpini per l’intera famiglia, magnifici dislivelli di 2.000 metri per i ciclisti più impavidi e lunghe discese panoramiche fino a Rio Lagundo: non c’è che l’imbarazzo della scelta. crazio in Val d’Ultimo sono solo alcune delle opportunità che quest’area montana offre. Un’escursione a Monte San Vigilio è l’ideale per partire alla scoperta del lato più soleggiato delle Alpi altoatesine, iniziando con una corsa panoramica in funivia

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per raggiungere la montagna su cui le auto non possono circolare. Dalla stazione a monte, a 1.486 metri d’altitudine, partono lunghi sentieri escursionistici, che salgono lentamente attraverso profumati boschi di larici. Il Monte San Vigilio ha in serbo per tutti i suoi visitatori itinera-

ri di ogni lunghezza, adatti alle famiglie con bambini o immersi in scenari mozzafiato per gli amanti della natura, senza tralasciare uno spazio per la cultura e la spiritualità. Monte San Vigilio custodisce infatti numerosi segreti: reperti di una leggendaria preistoria, ritrovamenti

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SPECIALE MONTAGNA Da Tel in quota L’itinerario parte dunque da Tel, da dove una strada asfaltata di una certa pendenza porta su fino al villaggio di Rio Lagundo, a quota 1.350 metri. Da qui un’ampia via forestale porta in direzione di Monte San Vigilio. Al quinto tornante bisogna poi andare prima a destra e poco dopo svoltare a sinistra, fino a raggiungere la Malga di Naturno; un single trail con il segnavia 9A porta poi più avanti, fino alla Chiesetta di San Vigilio a Monte San Vigilio, uno spettacolo unico che ripaga della fatica fatta. Da qui si pedala sul sentiero numero 9, si passa il laghetto “Pozza Nera” e si arriva al maso Eggerhof. A questo punto si prosegue fino ai Masi Quadrati, poi si ritorna al punto di partenza sulla strada asfaltata.

Seespitz Ristorante

sul Lago Nero

Grafica: QuiMedia

1.765 m

foto: Associazione turistica San Vigilio

Una chiesetta in quota

La chiesetta San Vigilio viene ufficialmente ricordata in un documento storico del XII secolo, ed è da sempre soprannominata “la chiesetta del beltempo” dagli abitanti di questi luoghi, perché in essa pregano oggi come allora per scongiurare il cattivo tempo. I muri longitudinali della chiesa sono di epoca protoromanica, mentre all’interno è custodito un prezioso ciclo di affreschi del Trecento, raffigurante gli apostoli e la Crocifissione. Che il San Vigilio sia un luogo ricco

Il trucco per fare meno salita Il tempo di percorrenza stimato è di 4 ore e mezza per un totale di 35 chilometri, ma se si desidera diminuire un po’ il dislivello non c’è problema: basta portarsi la bici nella cabinovia che da Rablà porta su al villaggio di Rio Lagundo, e si risparmiano 800 metri abbondanti di salita. E poi, naturalmente, c’è la possibilità di utilizzare una e-bike: il nuovo trend della mobilità su due ruote, quello della pedalata assistita, offre la possibilità a tutti gli appassionati di andare alla scoperta degli scorci più pittoreschi di questa zona anche senza essere particolarmente allenati.

Famiglia Platter San Vigilio

di particolari energie ne è prova non solo la presenza delle fonti di acqua termale di Bagno dell’Orso. L’energia di questi luoghi era conosciuta fin da tempi preistorici: come a Sant’Ippolito, sul Monte S. Vigilio sono state ritrovate tracce che provano l’esistenza di luoghi di culto preistorici in quest’area. Anche la chiesetta San Vigilio, una delle chiese più “alte” dell’Alto Adige a 1793 metri sul livello del mare, è stata eretta su un luogo di culto preistorico.

Bärenbadalm

Grafica: QuiMedia

dell’età della pietra e tracce di riti sconosciuti; mentre le coppelle dell’età del bronzo fiancheggiano antichi sentieri, il significato di misteriose incisioni nella pietra resta ancora sconosciuto, alimentando la fantasia del viandante. Ma ciò che ammalia maggiormente il cuore di chi decide di trascorrere del tempo in questa località sono gli affascinanti itinerari che si possono percorrere in tutta libertà in sella alla mountain-bike. Uno di questi è quello che da Tel presso Lagundo porta in cima al monte. In questo percorso ci sono da superare 1.500 metri di dislivello, che non sono certo pochi.

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Malga Bagno dell’Orso Malga soleggiata. Panorama incantevole. Ottima cucina casalinga e merenda tradizionale altoatesina a base di speck e formaggio, torte fatte in casa e molto altro ancora...

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Grazie alla nostra cucina casalinga assaporerete piatti unici e deliziosi dove sentirete il sapore tipico della regione Trentino Alto Adige.

Il Ristorante Seespitz sorge ai margini del piccolo biotopo del “Lago Nero”, un idilliaco e variopinto scenario che s’inserisce armoniosamente tra prati e boschi.


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foto: IDM Alto Adige/ Alex Filz

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A braccetto con la natura a Pfelders Il panorama è da cartolina: Pfelders, o Plan in in Alta Val Passiria, è un idilliaco paesino montano nel cuore del Parco Naturale Gruppo di Tessa situato a 1.627 metri d’altitudine che conta circa 160 abitanti. L’area escursionistica attorno a Plan e la cima dell’Altissima invitano a giornate all’insegna della natura per tutti i gusti e per ogni tipo di vacanza che si desidera: da quelle per la famiglia in cerca di tranquillità e semplici passeggiate, a quelle degli sportivi in cerca di emozioni ed adrenalina. Plan in Alta Val Passiria vanta un’impressionante rete di sentieri escursionistici all’interno del Parco Naturale Gruppo di Tessa. Lo scenario è impressionante: ovunque vette da 2.000 a 3.000 metri, che non aspettano altro che essere esplorate. Se si desidera trascorrere un’indimenticabile vacanza in famiglia oppure una vacanza all’insegna dello sport e tempo libero le occasioni non mancano certamente

e si può scegliere fra tour in bicicletta, discese in canoa e rafting, golf e molto di più. Il sentiero panoramico di Plan è un bel giro circolare con spettacolari viste panoramiche, un’escursione ideale per tutti coloro che durante una camminata amano godersi il paesaggio. Il labirinto di sassi si trova lungo il sentiero panoramico nei pressi della stazione a monte della cabinovia Grünboden. Partendo da

Plan con la cabinovia si procede sul sentiero panoramico numero 4 fino alla malga “Faltschnal Alm” (1.871 metri). Continuando lungo questo stesso sentiero si attraversano per primi dei pascoli verdeggianti e poi si scende a valle attraversando la foresta di cembro. Arrivati a fondovalle della Valle di Lazins si deve attraversare il ponte che supera il rio di Plan. Percorrendo l’Alta Via di Merano si esce dalla valle

Grafica: QuiMedia

Gasthaus Lazins

e, passando dai masi di Zeppichl, si ritorna al punto di partenza. Chi vuole godersi la bellezza delle acque incontaminate può cogliere l’occasione e partire da Pfelders alla conquista dei laghi di Sopranes. Sono un gruppo di laghi alpini, formatisi in conche depressionali scavate dai ghiacciai che si collocano al centro di un ambiente naturale di alta montagna e permettono a questi paesaggi di rispecchiarsi in loro come sorta di ”occhi delle montagne”. I dieci specchi d’acqua di questo che è considerato il più alto pianoro alpino punteggiato di laghi dell’Alto Adige, sono situati tra i 2.117 e i 2.589 metri di

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Grafica: QuiMedia

quota. Per arrivare ai laghi bisogna intraprendere un’escursione che dura circa tre ore; seguendo il segnavia numero 6 in direzione della Malga Valcanale, ci si incammina lungo la Valle di Plan, dapprima in piano, poi più ripidamente nel bosco fino ai 1.875 metri della malga, dove il sentiero si ricongiunge alla strada sterrata che porta oltre il limitare degli alberi. Si risale la valle del Rio Valcanale fino ai 2.400 metri del Passo di Valgrande; altri 180 metri e si raggiungono i 2.589 metri della Forcella di Sopranes. Oltrepassati gli ometti di pietra che segnano il valico, da qui si intravedono i primi laghi: il Lago del Catino ed il Lago Lungo. Il sentiero numero 6 scende al Lago Lavagna per poi prose-

guire fino allo splendido Lago Verde a 2.342 metri d’altitudine. Se si risale per una decina di minuti lungo il sentiero n. 22 in direzione dei Laghi di Latte si resterà sorpresi dalla bellezza del Lago Lungo (Langsee), il più esteso di tutti. Da questo punto è possibile estendere l’itinerario salendo verso i Laghi di Latte o scendendo verso la Malga Casera di Sopra. Chi cerca qualcosa di più tranquillo può invece recarsi alla Malga Lazins, una passeggiata lungo una strada forestale in cui si alternano tratti in salita e tratti pianeggianti fra antichi alpeggi e baite in legno. All’inizio del paese, presso il parcheggio dell’impianto sciistico, inizia una strada chiusa al traffico che arriva all’albergo Alpenblick, dove si svolta a destra e si seguono le indicazioni per Lazins (sentieri numero 6 e 8). Una breve stradina residenziale in moderata pendenza conduce alla sede dell’Avs, dove termina l’asfalto e inizia l’escursione. Il largo percorso forestale si inoltra nell’alta e incontaminata valle di Plan alternando tratti in pendenza a tratti pianeggianti: si attraversano boschi di larici, mentre dalla parte opposta della valle si intravede il minuscolo villaggio Zeppichl. Superato il ponte sul ruscello affluente del Rio Plan si sale sempre in moderata pendenza alle baite della frazione di Lazins. Si prosegue poi lungo le rive del Rio Plan e, godendo di splendide vedute sull’Altissima e sulla Cima delle Anime, si arriva fino in fondo all’ampia e verde valle, dove sorge la Malga di Lazins.

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A Pfelders i gas di scarico sono vietati Per chi vive in città – e non deve necessariamente essere una metropoli – è un sogno ad occhi aperti: passeggiare in centro senza sentire il rombo dei motori, lasciare i bambini liberi di camminare senza il timore che possano essere investiti, respirare aria che sa di aria e non di gas di scarico. Per chi è stato a Plan - Pfelders, invece, questa è realtà: si tratta di un paesino in cui le vetture sono vietate e in cui l’auto si parcheggia fuori dal paese e la si lascia lì finché la vacanza, sia essa anche solo una giornata, non è terminata. Da tredici anni questa località fa parte di un progetto di “mobilità dolce”, il cui successo fa sognare amministratori pubblici, ecologisti e amanti della montagna pura. Nella maggior parte dei centri urbani, anche della provincia di Bolzano, esistono le zone a traffico limitato; sono vie nel cuore dei paesi riservate solo a pedoni e ciclisti. Ma solo in teoria. Perché in pratica, soprattutto in certe ore del giorno, è difficile trovarsi a passeggiare senza doversi spostare perché

sta arrivando una macchina o un furgoncino. A Pfelders invece non è così: in questo paesino dell’Alta Val Passiria che conta poco più di un centinaio di anime e ha come cornice nientemeno che il Parco Naturale Gruppo di Tessa, le autovetture sono letteralmente bandite: il transito nelle strade del paese

Prantacher - Alm

è consentito esclusivamente ai residenti e agli ospiti delle strutture alberghiere di Plan, e solo per pochi e giustificati motivi. Il pioneristico progetto denominato “mobilità dolce” è stato lanciato nel 2007 dagli operatori locali, in primis Comune e Associazione turistica, che in questo modo volevano aiutare a

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Grafica: QuiMedia

Grafica: QuiMedia

# Specialità altoatesine # Speck, formaggi e yogurt # Dolci fatti in casa # Parco giochi

preservare questa zona ancora incontaminata. Chi aveva pensato che questo giro di vite sul traffico potesse essere un buco nell’acqua si è dovuto ricredere: al termine della prima stagione invernale, tra il 26 dicembre e il 4 aprile, i servizi di trasporto pubblico avevano complessivamente trasportato oltre 110 mila persone. Già, perché la ricetta è tanto semplice quanto efficace: chi sceglie Plan per trascorrervi una vacanza può arrivare in auto fino al luogo del soggiorno, chi invece arriva solo per un giorno deve lasciare l’auto all’ingresso

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Pfelders - punto di partenza ideale per molte escursioni e tour trekking!

Una perla delle Alpi

La copertina del libro di Steinhaus

Alpine Pearls: sono ventun località turistiche delle Alpi impegnate a promuovere vacanze ecocompatibili e soluzioni di mobilità innovative a tutela dell’ambiente. Natura, sport, relax e specialità

entrambi promossi dal ministero austriaco per agricoltura, foreste, ambiente e gestione delle acque. L’obiettivo era quello di mettere a punto delle proposte turistiche innovative, all’insegna della sostenibilità e della tutela del clima. I risultati di questi progetti sono diventati realtà attraverso l’organizzazione internazionale

enogastronomiche: un mix vario e di altissima qualità per rendere fantastica ogni vacanza. Ciò che le unisce è la sostenibilità e la mobilità dolce, perché l’obiettivo è offrire agli ospiti proposte turistiche consapevoli, senza stress e in piena armonia con la natura, per scoprire tutto il bello di una vacanza senza auto.

foto: Pfelders.info

Alpine Pearls è stata fondata nel 2006 da 17 località che si sono associate sotto il nome di “Perle delle Alpi”. L’associazione è frutto di due progetti Ue denominati Alps Mobility e Alps Mobility II,

del paese, dove c’è una sbarra, accompagnata da una serie di indicazioni per spiegare l’iniziativa, e oltre la quale non si può andare. Per muoversi e raggiungere le stazioni a valle degli impianti a fune ci sono due mezzi a disposizione: il “Dorfexpress”, un trenino speciale per portare gli ospiti agli impianti di risalita, che ovviamente non potran-

IO NOLEGG LA L A E IK E-B E E A VALL STAZION DENO B „GRÜN “ EXPRESS

no più essere raggiunti con la propria auto, e il citybus. E dal parcheggio si può partire all’esplorazione delle zone circostanti, concedendosi lunghe passeggiate respirando aria pura. In ottobre, inoltre, la località di Plan è stata accolta nella rete alpina delle località turistiche caratterizzate dalla mobilità dolce, “Alpine Pearls”.

ORARIO D’ APERTURA FUNIVIA: 20 giu. – 27 sett. 2020 Orario continuato dalle ore 9 alle 16.30 Pista di Mountaincart (3,5 km) per tutta la famiglia aperta ogni giorno dalle ore 12.00!

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Tutto il Renon in un colpo solo L’altopiano che si trova a ridosso della conca di Bolzano è uno dei luoghi più incantevoli delle Alpi. Un lungo percorso ciclistico consente di assaporarlo quasi del tutto, partendo in funivia dal centro storioco del capoluogo e scendendo da Barbiano, dopo aver conquistato al vetta del Corno del Renon, a 2160 metri di quota. Si tratta di un’escursione impegnativa ma molto appagante, adatta soprattutto ai lettori più allenati. L’altopiano del Renon, paradiso escursionistico poco distante dalla città di Bolzano, è meta di villeggiatura sin dagli albori del 1900, quando venne inaugurato il trenino a cremagliera. In “soli” 90 minuti

si poteva raggiungere il Renon dal capoluogo Bolzano, con un dislivello di quasi 1000 metri. Ancora oggi, il trenino a scartamento ridotto collega alcuni paesi del Renon. Quello che vi proponiamo è

un tour molto lungo e impegnativo, ma sicuramente appagante per il bellissimo panorama che si gode dall’altopiano, uno dei più belli sulle Dolomiti, che da qui sembrano vicinissime.

IL PERCORSO Saliamo con la funivia del Renon fino a 1 Soprabolzano (1250 m), passiamo i binari, svoltiamo a destra e percorriamo la pianeggiante via Del Paese fino a 2 Costalovara. Alla cappella giriamo a sinistra sulla ripida strada, seguiamo le indicazioni per Stella, passiamo a destra della Casa della famiglia/ Haus der Familie, proseguiamo

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Punto di ricarica per mezzi elettrici


Dati tecnici

Partenza: Soprabolzano, Funivia del Renon (staz. a monte), 1250 m Arrivo: Bolzano, 266 m Punto più elevato: bivio sotto il Corno del Renon, 2160 m Lunghezza percorso: ca. 59 km Dislivello in salita: 1100 m Dislivello in discesa: 2100 m Tempo di percorrenza: 4-5 ore Difficoltà: difficile Periodo consigliato: giugno – settembre Bici consigliata: e-mtb

Arrivare, respirare e farsi rapire dal panorama! Prenotate da noi le vostre grigliate domenicali!

Grafica: QuiMedia

Accesso: A22, uscita Bolzano nord, o superstrada Merano-Bolzano, uscita Bolzano centro, lungo la SS 12 fino al Ponte Campiglio e la staz. a valle Funivia del Renon.

Materiale cartografico: Tappeiner 132, Renon e dintorni, 1:25.000

a 11 Barbiano (830 m), passiamo il paese e scendiamo a valle fino alla 12 strada statale, la attraversiamo e innestiamo la ciclabile in direzione Bolzano. In piacevole discesa passiamo il 13 bicigrill di Campodazzo e alcune gallerie fino ad arrivare al 14 Ponte Campiglio di Bolzano. Attraversiamo il ponte e ritorniamo al punto di partenza.

Escursione tratta dal libro: E-bike & mountainbike Alto Adige • Dolomiti • Lago di Garda Athesia Tappeiner Verlag ISBN 978-88-7073-846-9

Bad Siess - Via Malga, 18 - Monte di mezzo Ritten/Renon (BZ) Cell. 340 5597577 - E-Mail: info@badsiess.com Lunedì giorno di riposo - www.badsiess.com Mar.-dom.: 10-22 Giorni di riposo lunedì e domenica sera

Grafica: QuiMedia

ancora per ca. 150 metri fino alla biforcazione. Percorriamo con prudenza (attenzione pedoni!) anche l’inizio della 3 Passeggiata Freud fino 4 all’incrocio successivo, scendiamo diritti sulla strada asfaltata. Alla rotonda di fronte allo 5 stadio del ghiaccio di Collalbo (1154 m), teniamo la sinistra (direzione Corno del Renon/impianti) e percorriamo per cinque chilometri la strada principale fino alla 6 stazione a valle della funivia Pemmern (1538 m). Passiamo l’impianto e proseguiamo sulla strada forestale, al 7 secondo bivio dopo il bacino artificiale svoltiamo a destra (segnaletica Corno del Renon n° 4). Superato un tratto molto ripido, attraversiamo un ampio pianoro fino al punto di ristoro, la 8 Feltunerhütte (2065 m), sempre in salita seguiamo la segnaletica n° 2 fino a raggiungere il bivio (privo di segnali) sotto il Corno del Renon. Teniamo la sinistra e seguiamo il bel tratto pianeggiante fino al 9 cancello di ferro, lo passiamo, scendiamo in direzione Gasserhütte lungo l’interminabile strada forestale fino al 10 parcheggio Huber Kreuz (1620 m). Proseguiamo con prudenza sulla strada asfaltata fino

Piatti tradizionali, trote fresche e una vista meravigliosa sullo Sciliar. Freschezza, stagionalità e regionalità sono le nostre parole chiave. Trattoria agriturismo con camere e appartamenti.

Maria Saal 3 - Monte di mezzo / Renon · Tel. 0471 356 717 info@egarter.net - www.egarter.net Grafica: QuiMedia

Gasthof Schluff L’albergo, che si trova in una radura romantica al limite del bosco, offre un’ atmosfera calda e romantica. Situato in montagna, vicinissimo a Bolzano, meta ambiata da oltre 300 anni, scoprite sia d’inverno che d’estate, il piacere di una vacanza rilassante. La nostra cucina è rimasta legata alle tradizioni del posto: piatti buoni sudtirolesi, semplici e gustosi.

Gasthof Albergo Schluff - Via Maria Assunta 2 - 39054 Soprabolzano/Renon Tel./Fax 0471 345276 - gasthofschluff@gmail.com - www.gasthof-schluff.it

Visitateci su facebook!


SPECIALE MONTAGNA

foto: IDM Alto Adige/Alex Filz

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A perdita d’occhio... Il Corno del Renon si vanta a ragione della propria vista panoramica a 360°, senza dubbio la più bella di tutto l’Alto Adige!

è possibile scorgere il massiccio dell’Ortles e a est il Großglockner.

“Chi voglia abbracciare il Tirolo in un colpo d’occhio risalga queste cime”, scrisse, a proposito del Corno del Renon, Ludwig Purtscheller, alpinista della fine del XIX secolo. Chiunque almeno una volta abbia provato l’emozione dell’ampia visuale che da qui si può godere, chi ha provato il turbamento che tanta pura bellezza sa suscitare, non può che dare ragione a Purtscheller. La vista qui è libera da ogni ostacolo e lo sguardo può vagare tutt’in-

Così un’escursione sul Corno del Renon – non importa se d’estate o d’inverno – diventa un’avventura indimenticabile. La cima alta 2.260 metri si raggiunge partendo da Pemmern, con la cabinovia Corno del Renon per arrivare alla cima Schwarzsee (Lago Nero) e da lì salendo a piedi per circa un’ora. In inverno con gli sci o lo snowboard è possibile prendere la sciovia fino alla cima, quindi – inebriati dalla vista mozzafiato

torno all’infinito: dalle Dolomiti, patrimonio naturale dell’umanità UNESCO, che si estendono da sudest fino a sud, con le cime del Sasso Putia, valicando il gruppo delle Odle fino allo Sciliar, passando dal Catinaccio al gruppo del Latemar, fino alle cime del Corno Nero e del Corno Bianco. A nord s’innalzano le maestose Alpi sarentine, dietro cui si possono ammirare le Alpi dello Stubai. Nelle giornate più terse dal Corno del Renon

Impianti Dal 13 giugno all’ 8 novembre 2020, apertura dalle ore 9 alle ore 17.30 e dal 5 ottobre fino alle ore 16.30. Apertura invernale: dal 5 all’8 dicembre 2020 e dal 12 dicembre 2020 al 14 marzo 2021. Impianti Corno del Renon Via Tann 21 39054 Collalbo / Renon Tel: 0471 352 993 rittnerhorn@ritten.com


SPECIALE MONTAGNA

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giata intorno al lago promette naturale relax all’aria cristallina di montagna. In inverno l’ambiente del lago è più movimentato: gli appassionati vorticano veloci sul ghiaccio mentre le lame dei pattini si fanno roventi. E questo ogni inverno. Infatti, data la bassa profondità e la posizione a 1.172 metri d’altitudine, l’intera superficie del lago ghiaccia ogni anno completamente.

– trascorrere una stupenda giornata nell’area sciistica Corno del Renon dalle ampie e dolci piste e le numerose opportunità di sosta nei punti di ristoro.

Apertura Dal 26 giugno al 31 ottobre 2020 ogni giorno dalle ore 10 alle ore 18, ultima entrata alle ore 17. Prezzi d’ingresso Inclusa la guida: - bambini fino ai 6 anni: gratuito - bambini da 6 a 12 anni: 4 euro - adulti: 7 euro - famiglie: 14 euro - scolaresche: 5 euro - gruppi a partire da 8 persone: 5

euro a persona Ingresso gratuito con la RittenCard! GIOIA DEL LAGO SUL RENON Il lago di Costalovara sull’Altipiano del Renon attrae chi desidera svago e relax estate e inverno! In posizione idilliaca, non lontano da Soprabolzano, tra dolci colline boscose, il lago di Costalovara in ogni stagione offre mille occasioni di svago e distensione. In estate, con la sua eccezionale qualità dell’acqua, il divertimento è indisturbato, pescatori pazienti catturano carpe, lucci, tinche o anguille e una tranquilla passeg-

Grafica: QuiMedia

DOLCE RONZIO Museo dell’apicoltura Maso Plattner A Costalovara, facilmente raggiungibile con il trenino del Renon, fin da lontano è visibile su un’altura il Museo dell’apicoltura Maso Plattner. Il Maso Plattner è uno dei più antichi masi del Renon e un interessante museo sulla vita contadina del passato. E altro ancora: nella parte del fienile dell’edificio una grande raccolta sull’apicoltura

altoatesina fornisce tutte le informazioni sulle api e le operazioni di smielatura. La pittoresca collina circostante il maso ospita vecchi apiari e un percorso didattico lungo il quale è possibile osservare l’attività solerte delle api.

Feltuner Hütte 2.046 m

Corno del Renon - Tel. 0471 352 777 - www.feltunerhuette.it

Il lago di Costalovara si raggiunge facilmente a piedi, estate e inverno, attraverso la passeggiata che parte da Soprabolzano lungo il sentiero numero 15. Per gli automobilisti è disponibile un grande parcheggio gratuito. Con il trenino del Renon, a intervalli di mezz’ora, è possibile raggiungere Costalovara da Collalbo o Soprabolzano, quindi dalla stazione raggiungere il lago con una passeggiata di 5-10 minuti. Per accedere alla balneazione nel lago il prezzo per gli adulti è di 3 euro, per i bambini da 7 a 17 anni 2 euro. La balneazione è gratuita per tutti gli ospiti in possesso della RittenCard. Per i pescatori Muniti della licenza di pesca è possibile acquistare una carta giornaliera nell’Hotel al lago di Costalovara (tel. 0471 345119), lunedì è giorno di riposo. Prezzo: 18 euro. Per i pescatori provenienti dall’estero è richiesta una domanda (con marca da bollo da 16 euro) per il rilascio della licenza di pesca presso l’ufficio caccia e pesca a Bolzano (tel. 0471 415170).

Benvenuti! Sepp e Adi vi aspettano per deliziarvi con la cucina fatta in casa! Ogni mercoledì sera aperto fino alle 22


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SPECIALE MONTAGNA

Monte Cavallo: alpeggio e splendida vi Sull’altopiano, a circa 2000 metri, gli escursionisti troveranno un grande alpeggio, accoglienti rifugi e una splendida vista panoramica. Dalla montagna del tempo libero di Monte Cavallo a VIpiteno si ha un panorama unico: dalle Alpi dello Zillertal alle Dolomiti, dalle Alpi Sarentine alle Alpi dello Stubai. Sono presenti numerose escursioni e tour in vetta, di tutti i gradi di difficoltà. Meravigliosi giri panoramici si alternano a cime da dove spaziare con la vista. E la parte migliore: il tratto più duro lo compie la funivia di Monte Cavallo.

Telves/Monte Cavallo - Tel. 340 5960212

foto: Klaus Peterlin

Rossy Park & Trekking con i lama Proprio accanto alla stazione a monte di Monte Cavallo presso Vipiteno si trova il Rossy Park, uno zoo con animali di montagna da accarezzare. Stiamo parlando di asini, capre e caproni, conigli di montagna e naturalmente i lama e gli alpaca che incantano gli amanti degli animali di tutte le età. I coniglietti saltellano sui prati di montagna, le morbide pecore brucano l’erba dei pascoli, divertenti capre stupiscono con i loro saltelli e coccolose pecore nane sono in attesa di essere accarezzate. E quale bambino non diventa matto alla vista di dolci pony dalla riccia criniera, che vi guardano con grandi occhi dallo sguardo amichevole?

Mountain Disc Golf L’impianto di Mountain Disc Golf è il primo in Alto Adige; inoltre è il percorso a 18 buche più alto d’Europa. L’uso dell’impianto è gratuito; basta chiedere un Frisbee alla stazione a valle o a monte (cauzione) e partire per una passeggiata sportiva e divertente con un panorama mozzafiato fino alle Dolomiti altoatesine. Escursioni con i bambini I bambini si sentono davvero a casa nella zona escursionistica

Freundalm

1720 m

La malga Freundalm è situata sopra di Telves sugli alpeggi degli “Atscherwiesen” con una vista panoramica lungo l’Alta Valle Isarco.

Grafica: QuiMedia

Vi proponiamo tagliere fatto in casa e cucina tradizionale, formaggio grigio e burro.


foto: Klaus Peterlin

SPECIALE MONTAGNA

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Numerose malghe, rifugi di montagna e ristoranti panoramici fiancheggiano la strada sul Monte Cavallo. Godetevi i prodotti tipici fatti in casa, le gustose specialità altoatesine e le principali pietanze della cucina mediterranea. Sia in estate che in inverno la buona cucina è garantita.

Ulteriori informazioni, orari di apertura e i più bei percorsi escursionistici e tour in vetta sono consultabili sul sito web www.montecavallo.com

Grafica: QuiMedia

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ista panoramica

La Piattaforma panoramica Leggermente al di sotto della cima

La nostra casa Situata sulla montagna a ca. 1930 m d’altezza. Negli ultimi anni è stata continuamente ristrutturata per soddisfare tutte le esigenze di oggi. Eppure è rimasta tanto accogliente e familiare come una volta: una spaziosa sala da pranzo, un’ ampia terrazza e la nostra saletta tirolese vi offrono un ambiente unico per divertirvi sopra il bacino della pittoresca città di Vipiteno.

di Monte Cavallo, la piattaforma panoramica offre una vista a 360°. Da essa è possibile apprezzare la vista sulle montagne tirolesi, dal massiccio del Tribulaun a nord, alle Alpi dello Zillertal a est, dalle Dolomiti e le Alpi Sarentine a sud, alle Alpi dello Stubai a ovest. Uno splendido panorama a portata di mano. In alta stagione la seggiovia panoramica porta fino a pochi metri sotto la piattaforma,così grandi e piccini possono godere della vista panoramica. Le montagne circostanti, come indicato nei pannelli della piattaforma panoramica, ispirano e incantano. Si tratta di un paesaggio montano davvero “da toccare”.

Telves - Monte Cavallo - Tel. 333 1764289 Un magnifico scenario di montagna! Siamo sopra Telves sull’altipiano di Monte Cavallo e lungo l’Alta Via di Ridanna. Vi offriamo piatti genuini della cucina di malga con utilizzo di uova di allevamento all’aperto, prodotti caseari di propria produzione.

Vallmingalm Ideale punto di arrivo per ore piacevoli! La vizieremo con piatti caldi, formaggio grigio, burro, speck e molto altro ancora, tutto di produzione propria.

Ralser Peppi: 333 4501211 e Hasler Floragunde: 333 2259558 Monte Cavallo - www.vallmingalm.it

Sterzingerhaus

by Polig

Rifugio a Monte Cavallo • Ceves 94, Vipiteno • Cell. 335 299054 • www.sterzingerhaus.com

Grafica: QuiMedia

di Monte Cavallo, dove si trovano molte attrazioni per tutte le età e un ricco programma di passeggiate che impediscono la noia. Elementi educativi e ludici si alternano lungo percorsi diversi e offrono percorsi avventurosi e naturalistici all’insegna del divertimento. Il sentiero dell’acqua, che porta fino a Vipiteno, spiega a grandi e piccini il fenomeno dell’“acqua” dalla fonte fino al rubinetto di casa. Il giardino delle erbe di montagna, verso il laghetto Kastellacke, dà un’idea del mondo della flora di montagna e trasuda il magnifico profumo di cespugli del mondo alpino sul Monte Cavallo.


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SPECIALE MONTAGNA

Il bellissimo percorso Dolomieu Nella zona di Monte Cavallo e Ladurns una passeggiata ripercorre i luoghi dove l’artistocratico francese e geologo Dolomieu scorì la roccia calcarea che oggi porta il suo nome. Il percorso delle 6 malghe conduce fino al fondovalle della Val di Fleres, consentendo di apprezzare la natura della valle, situata vicinissima al crinale alpino, a due passi da Vipiteno e dal passo del Brennero. foto: Klaus Peterlin

Il percorso delle 6 malghe di Monte Cavallo presso Vipiteno Da Monte Cavallo presso Vipiteno il percorso attraversa 6 rustiche malghe fino al fondovalle della Val di Fleres. Ammirate la geologia, la natura, la flora e la fauna della zona alpina e godete dei deliziosi prodotti delle malghe dell’Alto Adige.

La specialità qui è semplicemente il formaggio grigio, un formaggio molto magro fatto con latte acido, che producono direttamente i contadini di montagna. Viene servito in due versioni differenti: con aceto, olio e cipolle o semplicemente con burro fresco di montagna, che gli dà un gusto unico. Il percorso conduce dalla stazione a monte di Monte Cavallo a sinistra alle malghe Kuhalm e Ochsenalm sotto le Cime Bianche di Telves (2588 m). Da qui

Bergkristall

Pizzeria 2000

Grafica: QuiMedia

Da noi si respira un gustoso profumo di pasta croccante, pomodoro e mozzarella. Le nostre pizze appena uscite dal forno a legna incontrano sempre il favore degli ospiti, contribuendo notevolmente a creare una piacevole atmosfera fra i piccoli e grandi gruppi che qui si riuniscono.

0472 770561 Via Fleres, 88 Ladurno


SPECIALE MONTAGNA

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colo una nuova roccia. La roccia calcarea, che però non reagiva ai test salini, fu chiamata roccia delle dolomiti. Solo decenni più tardi le Dolomiti, patrimonio mondiale dell’UNESCO, presero il loro nome attuale, derivato proprio dal cognome del geologo Dolomieu.

Associazione turistica Vipiteno Tel. 0472 765 325 www.vipiteno.com info@vipiteno.com

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Ladurnerhütte

Informazioni Lunghezza: 23,1 km Dislivello: 630 m Difficoltà: facile Durata: 7h

corso più facilmente con gli impianti di risalita e si godono la giornata in malga. Fatevi un’unica domanda: da dove deriva il nome Dolomieu? Il mondo della Val di Fleres è un paradiso per i geologi. Lungo la strada, l’aristocratico francese e geologo Deodat de Dolomieu, scoprì nel XVIII se-

L’invitante ristorant e, con vari locali arredati in stile rustico con una stufa di m aiolica e una grande terrazza, vi proponiamo un’ampia scelta di appetitose specialità altoates ine.

camere multiple Vi offriamo inoltre o di letti. con diverso numer nfortevolmente Le camere sono co doccia e WC. arredate; tutte con za n la formula a mez Ai nostri ospiti co e o servite colazion pensione verrann e cena.

Ladurns 200 - Brennero Tel. 0472 770012 Cell. 3472 515567 www.ladurnerhuette.com

! o m a i t t e Vi asp

Grafica: QuiMedia

torniamo indietro al biotopo “Kastellacke” passando per le malghe Valmigna, un affascinante villaggio di malghe immerso tra i pascoli. Da qui, il sentiero continua in direzione di Ladurns e offre una magnifica vista sulla parete bianca e sul Tribulaun. Dalla malga Ladurner il sentiero prosegue attraverso serpentine e passa attraverso un bosco verso la malga Allriss e, infine, alla malga Ochsenhütte in Val di Fleres. Il percorso, tuttavia, può essere scelto e accorciata a piacimento. Le famiglie e gli escursionisti improvvisati abbreviano il per-

La famiglia Keim ente vi saluta cordialm ; alla Ladurnerhütte sci situato nell’area di rns du & escursioni di La

Sotto i raggi del sole altoatesino si possono gustare piatti tradizionali e squisiti accompagnati da un buon bicchiere di vino. Vi diamo il benvenuto nella nostra pensione, dove in atmosfera tranquilla e familiare si può riuscire a superare lo stress quotidiano.

Oberhofer Luis •Tel. 0472 671705 • Cell. 339 6459558 • www.edelweisshuette.it

Grafica: QuiMedia

Gastronomia tradizionale ed un ambiente familiare


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Castel Nanno

Un viaggio tra arte e cultura: la magia dei castelli in Val di Non I manieri riaprono i battenti garantendo visite in totale sicurezza Patria indiscussa della mela italiana DOP, valle di cascate, laghi dalle acque cristalline, anfiteatri naturali e misteriosi canyon. La Val di Non, posta nel cuore del Trentino occidentale, è una delle destinazioni che tutti, prima o poi, dovremmo inserire nella nostra lista di posti speciali da visitare. Ma a rendere unico questo territorio c’è anche un patrimonio

culturale di incredibile fascino: la Val di Non è infatti la terra trentina che vanta il maggior numero di castelli e dimore storiche. Fino a poco tempo fa questi fieri testimoni del nostro passato potevano essere ammirati solo da lontano, nascosti tra fitti boschi o imperanti su immense distese di meleti. Da qualche anno invece, grazie alla fruttuosa collaborazione tra l’Azienda per il Turismo Val di Non e le famiglie proprietarie, molti di questi

VISITE GUIDATE TUTTI I GIORNI CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

manieri hanno aperto le porte al pubblico, per svelare, attraverso un accompagnamento guidato, la loro storia, le leggende e i segreti rimasti intatti nel tempo. L’aprifila è stato, nel 2017, il maestoso Castel Valer di Tassullo, abitato da più di 600 anni dalla famiglia Spaur. Varcare le porte del maniero è come effettuare un viaggio nel tempo e veder scorrere davanti agli occhi una parte della storia dell’Europa. Dal 2018 è visitabile anche Castel Nanno,

uno scrigno di tragiche vicende e misteriose leggende. Il tempo e la storia lo hanno modificato e provato, ma il suo fascino rimane intatto. L’estate scorsa inoltre, nel circuito di visita sono subentrati anche Castel Coredo e Palazzo Nero: il primo, un austero palazzo signorile che sonnecchia indisturbato in cima a un colle, nascosto alla vista da un bosco di conifere; il secondo famoso in quanto macabro teatro di efferati processi per stregoneria. Quest’estate aprirà i battenti anche

Natura e Avventura nel Canyon Rio Sass di Fondo! UN'ESPERIENZA UNICA PER TUTTA LA FAMIGLIA IN COMPLETA SICUREZZA! Info e prenotazioni: Coop. Smeraldo - Borgo D'Anaunia - Trentino tel. 0463 850000, smeraldo@fondo.it, www.canyonriosass.it


Castel Belasi di Campodenno, un imponente complesso fortificato che fa la guardia all’ingresso della valle e che affonda le sue radici nel lontano XIII secolo. Quest’anno le visite si svolgeranno con formule un po’ diverse, studiate per permettere ai visitatori di vivere un’esperienza esclusiva in totale sicurezza.

Castel Belasi

A Castel Valer, Castel Coredo e Palazzo Nero potranno accedere piccoli gruppi (minimo 4, massimo 10 persone) per assicurare un adeguato distanziamento e ci sarà la possibilità di scegliere l’orario più consono alle proprie esigenze. I manieri saranno aperti tutti i giorni dal 1° luglio al 1° novembre. Visite su prenotazione telefonando all’ApT Val di Non 0463 830133 entro le ore 18 del giorno precedente. Castel Nanno sarà invece visitabile tutte le domeniche del periodo sopraindicato e in agosto anche di sabato, dalle 10 alle 17. Dopo una breve introduzione della guida all’esterno del

L EGA N E IL P A H !!! RTO E P A

maniero, dei pannelli informativi disposti nelle varie sale guideranno il pubblico lungo il percorso di visita. Sarà inoltre possibile rendere l’esperienza ancora più speciale approfittando del giardino all’interno delle mura del maniero, per un picnic con la famiglia o qualche ora di relax. Prenotazione non necessaria. Castel Belasi infine, sarà aperto dal 1° luglio al 6 settembre dal martedì alla domenica con orario continuato dalle ore 10 alle 18 e successivamente, fino al 1° novembre, solo nei weekend e nei giorni festivi. Il visitatore potrà spostarsi in autonomia all’interno degli spazi visitabili del maniero (audioguida su richiesta e prenotazione non necessaria). Un’esperienza imperdibile, un affascinante viaggio nel passato di una valle fiera della propria storia e delle proprie tradizioni. (inserzione pubblicitaria)

Azienda per il Turismo Val di Non Tel.0463 830133 info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it

SANZENO/ VAL DI NON UN ITINERARIO PENSATO PER VOI... CHE AMATE LA SCOPERTA Lasciate la macchina nel parcheggio antistante il Museo Retico - Centro per l’Archeologia e la storia antica della Val di Non... visitatelo perché ne vale proprio la pena. Proseguite imboccando il suggestivo Sentiero nella roccia che vi condurrà ai piedi dello splendido Santuario di San Romedio, dove potrete visitare anche il percorso espositivo permanente dedicato agli Ex Voto e alla storia di San Romedio. Fate ritorno a Sanzeno dove, nella Piazza centrale del paese, potrete accedere alla storica dimora gentilizia Casa de Gentili, palazzo storico del XVI secolo di proprietà del Comune di Sanzeno. Divertitevi a scoprire le bellezze del territorio nell’interattiva Val di Non Multimediale a piano terra. Proseguite la visita al secondo piano passeggiando tra gli spazi allestiti con l’arredo originale d’epoca e la mostra storico documentaria “L’imperatrice Elisabetta dalla storia al mito” aperta fino a domenica 30 agosto

2020 dal martedì al venerdi 15.00-18.00, sabato e domenica 10.00-12.00/15.00-18.00 (lunedì chiuso). Ricordate che la Basilica dei Santi Martiri è a soli tre minuti a piedi dalla dimora. Visitatela perchè è splendida!

www.comune.sanzeno.tn.it Info sui percorsi: www.visitvaldinon.it


SPECIALE MONTAGNA

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Dalla Mendola in gita al Penegal o al Roen

Monte Roen Tel. 340 1559707 Tel. 335 287777

Grafica: QuiMedia

Raggiungibile in macchina dal paese di Amblar e 45 min. a piedi dalla seggiovia

• Cucina tradizionale

APERTO TUTTI I GIORNI E TUTTO L’ANNO

• Vino e prodotti locali • Pernottamento • Area per bambini

Grafica: QuiMedia

ESTATE 2020… prenditi una giornata di relax!

Aperto tutti i giorni: 10 - 21 Sabato e domenica: 10 - 19

Due belle escursioni, entrambe con partenza da Passo Mendola, consentono di raggiungere due montagne che godono di un panorama straordinario sulla conca di Bolzano, la Bassa Atesina e le vicine Dolomiti. I percorsi sono adatti a (quasi) tutti, non presentando grandi difficoltà. I monti Penegal e Roen, assieme al Macaion, sono le cime più famose della Costiera della Mendola. Il Monte Penegal, una delle vette più famose della Costiera della Mendola, è raggiungibile a piedi da Passo della Mendola. All’inizio del XX secolo, in cima al Monte Penegal (1.737 m s.l.m.) sopra Pianizza di Sopra (Oberplanitzing) si trovava un albergo di cura: in tempi passati, nobili provenienti da tutto il mondo venne-

ro in questo luogo di cura a riposarsi. Ancora al giorno d’oggi, una strada di 3,9 km che supera ben 358 m di dislivello porta da Passo della Mendola sul Monte Penegal. L’albergo c’è ancora e ha riaperto le sue porte nel 2011 come PanoramaHotel Penegal. Il Monte Penegal è anche un’amata meta escursionistica, in cima si

Rifugio Mezzavia

Cucina casalinga, altoatesina e trentina. Accogliente stube, grande terrazza soleggiata e parco giochi per bambini. Ricarica E-bike. Per comitive è richiesta la prenotazione.

INFO su www.aqualido.it

Passo della Mendola Cell. 339 4366194, 339 5215476 Tel. 0463 636085 www.rifugiomezzavia.it

Grafica: QuiMedia

RIFUGIO MALGA DI ROMENO


Dal Monte Penegal è anche possibile proseguire con l’obiettivo di raggiungere Bait del Prinz, un bellissimo punto panoramico posto sopra il lago di Caldaro. Si procede in direzione nord su un piacevole sentiero, che –prima di diventare un sentiero escursionistico – era una strada forestale. Prima discendiamo lungo la Gola della Forcolana sopra Appiano, per risalire nuovamente verso la nostra meta, il Bait del Prinz. Una piacevole luce illumina il bosco e, proprio lì, si trova il Bait del Prinz. Nonostante il nome (Bait = baita, rifugio) presso il Bait del Prinz, in tedesco Prinzhütte, troviamo le rovine di una vecchia, piccola costruzione in legno. Sebbene non ci sia una vera e propria baita, comunque, la luce in questo luogo ha un certo fascino. Qui ci riposiamo un pochino e approfittiamo del piacevole sole estivo per mangiare i nostri ottimi panini, prima di incamminarci sul-

la strada del ritorno verso Passo della Mendola. Dalla Mendola un sentiero un po’ più lungo e impegnativo conduce al Monte Roen, posto a 2116 metri di quota. In questo caso l’itinerario si snoda lungo il sentiero SAT 500 con partenza dal Passo dellaMendola. Il sentiero inizia come carrareccia per poi stringersi e farsi più ripido e raggiungere il Rifugio Mezzavia. Il sentiero prosegue alternando tratti ripidi a tratti meno pendenti fino alla radura dove sorge la Malga di Romeno. La parte finale per raggiungere la cima del Monte Roen corrisponde al il tratto più ripido ma la fatica viene ripagata dalla spettacolare vista che si ha dalla cima. Il rientro fino alla Malga di Romeno qui proposto non coincide con l’andata ma scende lungo le praterie del Roen fino a Malga Smarano per poi collegarsi alla Malga di Romeno tramite l’ombroso e pianeggiante sentiero 528/A. L’escursione si snoda lungo il crinale a balconata sulla Valle dell’Adige e può essere accorciata interrompendola alla Malga di Romeno e ritornando sulla stessa via (3-4 ore in tutto). In alternativa la via di salita può essere variata proseguendo dalla Malga di Romeno al Rifugio Oltradige per poi raggiungere la cima tramite la semplice via ferrata. Il tratto di via ferrata è da affrontare solo se si dispone dell’adeguata attrezzatura (imbrago e moschettoni). In estate inoltre è possibile limitare il dislivello salendo il primo tratto dal Passo Mendola fino al Rifugio Mezzavia in seggiovia.

In omaggio una guida in lingua italiana o tedesca che racconta la storia del giardino e la sua composizione.

GIARDINO DELLA ROSA Via Recla, RONZONE (TN) cell.+39 349 9453352 APT Val di Non tel. + 39 0463 830133 info@giardinodellarosa.it

www.joyvaldinonalps.it - tel. 0471 632159

trovano un impianto di trasmissione, una torre panoramica (abbandonata, e perciò chiusa) e il sopra nominato albergo. L’escursione, adatta a tutta la famiglia, porta in 3 ore da Passo della Mendola su un piacevole sentiero al Piccolo Penegal, e poi in cima al Grande Penegal. La stupenda vista panoramica si estende fino alle Dolomiti in Alto Adige e le Dolomiti di Brenta in Trentino, e include anche la Valle dell’Adige in Alto Adige e la Val di Non in Trentino. È solo un peccato che nella zona della terrazza panoramica non si trova nemmeno una panchina e che la terrazza stessa si trova in condizioni di abbandono.

13 giugno, aperto tutto tutti i giorni Dal 1Dal giugno al 6 ottobre aperto i giorni con orario: 9.30-12.30/ /14.30-19.00 14.30-19.00 Orario: 9.30-12.30

ZAINO IN SPALLE E VIA... Percorsi di trekking e bike, equitazione, attività per bambini, cucina tipica e fantastici punti panoramici raggiungibili comodamente in seggiovia.

Val di Non Alps

Grafica: QuiMedia

Bait dal Pizagn

Tortei di papate tutti i giorni Il venerdí fattoria didattica su prenotazione Agritur Mas da la Val, via Maso Molini, 19 - Ruffrè Tel. 0463 870029 - Cell. 349 4249574

Chiosco immerso nel verde, con una bella vista su due laghetti nel paese di Ruffrè dove si possono gustare panini con prodotti tipici e bevande Via Maso Molin 22 / laghetti di Ruffrè - Mendola Tel. 349 4511361


SPECIALE MONTAGNA

foto: IDM Alto Adige/Alex Filz

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Alla scoperta della Val di Non tedesca I suoi abitanti si chiamano nonesi, ma non parlano quell’idioma romanzo che li caratterizza, bensì in tedesco. È una delle particolarità della nostra regione, da sempre crocevia di culture diverse e per statuto un luogo dove tre lingue ufficiali si intersecano fra di loro. L’Alta Val di Non o Alta Anaunia è quella fetta di terra chiamata anche “Val di Non tedesca” (Deutschnonsberg in tedesco) ed è l’area più settentrionale e in quota della vallata. Là dove Alto Adige e Trentino si incontrano, si è venuto a creare un connubio armonioso tra i due territori, e questa felice unione trova espressione in diversi ambiti, dalla tradizione culinaria al settore agroalimentare con prodotti quali il radicchio e il grana. comuni altoatesini che fanno parte dell’area dove la popolazione locale parla prevalentemente il tedesco: Senale-San Felice (che attraverso il Passo delle Palade è collegata al resto del Burgraviato), nonché Lauregno e Proves. Tutti e tre i comuni comunicano con la Val d’Ultimo

attraverso il tunnel di Castrin, lungo 1.677 metri, costruito nel 1988 vicino al passo Castrin. A sud, invece, tutti e tre comunicano con il resto della Val di Non. La Val di Non colpisce per la sua originalità e tranquillità. Al confine tra Alto Adige e Trentino i visitatori possono godere di una

dose extra di pace e natura. Un lago, tre nomi Uno dei posti più belli della zona è proprio il Lago di Santa Maria, chiamato anche lago di Tret o Felix Weiher. È un piccolo specchio d’acqua circondato dal bosco, un luogo perfetto per rigeneGrafica: QuiMedia

L’Alta Val di Non comprende la cosiddetta Alta Anaunia, un altipiano che si estende dal passo delle Palade a nord al passo della Mendola a est, fino al paese di Salter a sud, più i comuni di Bresimo, Rumo, Brez, Castelfondo, Sfruz e Smarano (frazione del comune di Predaia). Una parte è detta anche soratovo, (il confine a sud è il Tovo, cioè la valletta tra Malgolo e Romeno che scende verso Casez, da cui il soprannome soratovi agli abitanti dell’altopiano da Romeno a Sarnonico). Con Deutschnonsberg (“Val di Non tedesca”) vengono indicati i

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Il bunker sul Passo Un’altra destinazione degna di nota è il bunker Gampen sul Passo Palade. Il dittatore fascista inizialmente non si fidava del suo alleato Adolf Hitler e fece costruire migliaia di fortificazioni lungo il confine italiano. Come parte di questo muro alpino è stato costruito, tra il 1940 e il 1941, il bunker in Alta Val di Non. Oggi ospita un’esposizione di minerali e una mostra di dipinti sulla storica Via delle Palade.

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Le cascate di San Felice Un’altra escursione consigliata porta dal Lago di Santa Maria alle cascate di San Felice, le cui acque scroscianti si tuffano per 75 metri nel vuoto. Da un punto di osservazione, che può essere raggiunto con oltre 170 gradini, è possibile ammirare le fragorose masse d’acqua in tutta la loro bellezza, assaporando il refrigerio creato dal pulviscolo d’acqua. Per arrivarvi bisogna partire dalla piccola località turistica di San Felice in Alta Val di Non, situata a 1.256 metri di altitudine. Da

qui, un percorso segnalato con l’indicazione “cascata” procede inizialmente lungo una strada del paese per poi oltrepassare prati e masi in direzione sud, scendendo a valle lungo il rio della Cascata. Sempre seguendo le indicazioni si giungerà al piccolo paese trentino di Tret, da dove il percorso, quasi pianeggiante, porterà fino ad alte pareti rocciose. Qui i 70 gradini attendono l’escursionista. Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso fino a Tret e attraverso la vallata lungo il rio della Cascata. In corrispondenza dei ponti bisogna seguire la deviazione in salita che porta fino quasi alla Strada delle Palade. Qui si svolta a sinistra e si procede lungo la strada in direzione di San Felice. Dalla cascata sono circa 30 minuti di cammino.

ASTRI

N

rarsi lontano da tutto e da tutti: qui si arriva a piedi facendo una bella camminata con un dislivello di 350 metri; si parte dal parcheggio Klammeben al di sopra di San Felice, a pochi minuti di distanza dalla strada del Passo Palade. Per raggiungere il lago ci vogliono poco più di 45 minuti lungo un sentiero che si sviluppa attraverso i boschi e campi fioriti. Arrivati a destinazione oltre a godersi il panorama ci si può sdraiare all’ombra degli alberi, fare il giro attorno al lago oppure tuffarsi, perché il lago è balneabile. Dal lago si può poi preseguire per Cima Schönegg, un meraviglioso punto panoramico sulla Costiera della Mendola, o continuare per Monte Macaion.

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SPECIALE MONTAGNA

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Tra cultura e natura nei dintorni dell’al La zona dell’altopiano della Predaia ha prati sconfinati, sentieri panoramici che si affacciano sulle vallate circostanti e non solo. Ci sono infatti diverse possibilità di trascorrere una giornata abbinando una passeggiata nella natura con la cultura: dalle chiesette dei paesi, come quella dell’Assunta a Smarano, alle opere d’arte, come la scultura realizzata da Claudio Trevi nei pressi di Castel Bragher. Dalle terrazze panoramiche si prosegue leggermente in salita per poi tornare in piano. Rimanendo lungo il percorso si arriva in un’area sgombera da alberi, caratterizzata da un capitello e una baita. Si passa per la Busa del Lièver e infine si raggiunge la località Dos en Ciaura, dove si trovano un campo da calcio e una zona attrezzata per picnic. Le indicazioni poco sotto Sma-

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rano riportano al punto di partenza. Prima, però, ci si può fermare in paese e visitare la chiesa dell’Assunta. Risalente al XIIXIII secolo, venne danneggiata da un incendio nel 1759 e poi ricostruita in stile barocco e rinascimentale. Al suo interno, dal 1993, è conservato un organo a trazione meccanica di particolare valore.

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Da Coredo a Castel Bragher passando per Bosco Orna Partendo dalla piazza di Coredo si imbocca via Tonidandel, poi si svolta a destra in via Trento e si prosegue a sinistra in via Borgonuovo rimanendo sulla via centrale tra le cinque diramazioni che la strada presenta. Proseguendo si segue l’indicazione per il biotopo Rouroni che conduce al Bosco Orna.

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Passeggiata panoramica di Smarano Questo semplice sentiero panoramico corrisponde all’itinerario n° 12 dei Percorsi d’Anaunia. La passeggiata inizia in località Merlonga e si svolge lungo un sentiero immerso nel bosco, segnalato da numerosi paletti (n°12). A un certo punto una terrazza panoramica si affaccia sui laghi di Coredo e Tavon e sul Gruppo di Brenta. Poco oltre un’altra terrazza permette la vista del santuario di San Romedio, delle Maddalene, del Monte Ozol e dell’Alta Val di Non.


Grafica: QuiMedia

Ristorante

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Ottimo punto di partenza per escursioni a San Romedio e lungo la via Vigilius. Ampio giardino con solarium e terrazza panoramica. Cucina genuina e specialità carne alla brace.

ltopiano di Predaia A un certo punto il paesaggio cambia: si passa dai meleti a un bosco ricco di sottobosco e molti pini silvestri. La strada asfaltata continua fino in fondo al bosco. Una segnaletica indica la via per il Bragherino, una cascina dove un tempo abitavano i guardiani del castello e la servitù, una volta di proprietà di Castel Bragher, ora privato. Proseguendo sulla sinistra c’è la possibilità di entrare in un piccolo ma suggestivo biotopo, Biotopo Rouroni. Più si prosegue più il terreno diventa rossiccio e roccioso finché si arriva in una zona panoramica, dai cui balconi si può ammirare Castel Bragher dall’alto. Una cinquantina di metri più in là ci si imbatte in una singolare scultura in bronzo, opera di Claudio Trevi, e poco sotto il Bragherino, che per un periodo fu la sua casastudio. Per il ritorno occorre ripercorrere lo stesso sentiero fatto in precedenza. Da Sanzeno ai laghi di Coredo e Tavon Dal paese di Sanzeno, sede del museo Retico e del Centro Culturale d’Anaunia, ci si avvia seguendo la segnaletica per il

santuario di San Romedio. Per arrivare al santuario si può decidere di inoltrarsi nella Gola di San Romedio seguendo a piedi la stradina asfaltata oppure mettendosi in marcia sul suggestivo cammino scavato nella roccia. Quest’ultimo sentiero parte dal Museo Retico di Sanzeno e si snoda a sbalzo lungo la parete di sinistra della forra del Rio di San Romedio. In entrambi i casi, arrivati al parcheggio ai piedi del santuario si sale a dx per la scalinata che con 131 gradini consente di raggiungere il bellissimo santuario che vale la pena di essere visitato. Per arrivare ai laghi, dal santuario si prosegue lungo la forestale che continua a monte. Seguendo la stradina sterrata, si sale in quota verso i laghi (non va presa la forestale 537 che si inoltra nella valle del Verdes) e si arriva a una diramazione contraddistinta da un crocefisso ligneo a circa 825 metri di quota. Qui ci si immette sul sentiero a sinistra seguendo la segnaletica per Coredo, Laghi di Tavon-Coredo. Poco dopo si raggiunge una forestale che corre a fianco dei laghi.

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SPECIALE MONTAGNA

Un’avventura per tutta la famiglia Il SoresPark è il parco avventura sugli alberi più esclusivo del Trentino, ubicato sull’altopiano della Predaia, adiacente al rifugio Sores in Val di Non. Ad attendervi più di 1500m di percorsi in altezza tra i rami di una maestosa pineta. Il livello di difficoltà è sempre crescente il che lo rende perfetto

per tutta la famiglia. Durante l’attività al parco troverete simpatici tranelli, giochi di logica e marchingegni unici per rendere la vostra

Solarium Predaia

esperienza ancora più divertente e adrenalinica. Per i più piccoli c’è un’intera zona del parco a loro dedicata, dove si divertiranno sui mini percorsi della lepre, dell’orso e degli altri animali del bosco. Il parco è aperto a giugno tutti i sabati e domeniche dalle ore 10 alle 18. Per i mesi di luglio, agosto

e settembre vi invitiamo a visitare il nostro sito: www.sorespark.it/orari (inserzione pubblicitaria)

Il ristorante Solarium Predaia è una struttura accogliente e con un’atmosfera calda nei colori e nella cordialità della famiglia Rizzardi, proprietari e gestori attenti. Il ristorante – aperto tutto l’anno nella zona adiacente alle piste da sci, spazioso e curato – è il cuore di questo bellissimo chalet di montagna circondato da prati verdi e boschi profumati nella località del Passo Predaia, immerso nella natura e nella pace più totale. La cucina del ibile iung ragg auto in

ristorante valorizza i prodotti locali e spesso anche di produzione propria, come ad esempio il formaggio. La famiglia Rizzardi gestisce anche due malghe molto conosciute dagli escursionisti che amano la val di Non. Malga Rodeza (malga di Tres) è aperta da giugno a settembre e anche d’inverno il sabato e la domenica. La malga di Coredo è aperta invece solo d’estate, da giugno a ottobre. (inserzione pubblicitaria) PIATTI DELLA CUCINA LOCALE VENDITA PRODOTTI PROPRI FATTORIA DIDATTICA TEL. 340

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Un 2020 di benessere naturale per a In Valsugana, dalle Terme di Levico alla natura in libertà. Il 27 giugno 2020 apre la nuova stagione delle Terme di Levico, particolarmente note e apprezzate per le loro acque arsenicali-ferruginose, per natura uniche in Italia. Le acque termali di Levico sgorgano a 1.600 metri di altitudine dai monti della splendida catena del Lagorai e

rappresentano un rimedio naturale per la cura della salute di adulti e bambini, per migliorare la qualità della vita e per favorire il benessere psico-fisico. Immerse nel paesaggio della Valsugana – la prima destinazione certificata per il turismo sostenibile secondo i criteri del Global Sustainable Tourism – le Terme di Levico e Vetriolo

sfruttano le proprietà di un’acqua nota con il nome di “Acqua Forte”. Caratterizzata da un’alta mineralizzazione e da un elevato contenuto di ferro, quest’acqua così particolare sgorga trasparente alla fonte e diventa rossa al semplice contatto con l’aria. Ancora ai giorni nostri, le Terme di Levico offrono un perfetto rimedio naturale per alleviare,

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adulti e bambini Oltre ai più tradizionali trattamenti termali offerti dalle sue acque arsenicali-ferruginose, le Terme di Levico propongono vari servizi nell’ambito della fisioterapia e kinesiterapia, nonché una serie di innovativi trattamenti beauty per la cura del corpo, del viso e del benessere psicofisico, formulati in modo da sfruttare al massimo le potenzialità dell’acqua termale. Incastonata nel verde delle montagne e a poca distanza dall’omonimo lago che ha ottenuto il riconoscimento internazionale della Bandiera Blu d’Europa dal 2014, Levico Terme rappresenta tuttora un gioiello del panorama trentino. Le spiagge sul Lago di Levico, balneabile da maggio a ottobre, offrono dei momenti di relax per tutta la famiglia. Per gli amanti dello sport, invece, tantissime proposte all’insegna della storia con una visita al Forte delle Benne o Forte

Busa Granda, la splendida passeggiata attorno al Lago di Levico o ancora una pedalata lungo gli 80 km di pista ciclabile della Valsugana. L’Altopiano di Vezzena offre invece un paesaggio naturale di incomparabile bellezza dove poter visitare le numerose malghe da pascolo e assaggiare il rinomato formaggio Vezzena. Qui in Valsugana si può vivere inoltre l’esperienza di simbiosi uomo-natura di Arte Sella, una galleria di arte contemporanea all’aria aperta, tra boschi e prati, dove le opere sono tutte realizzate con materiali del posto: legno, pietra, foglie. Da trent’anni artisti di fama internazionale hanno contribuito a realizzare un percorso tra arte e natura unico nel suo genere, dove le opere vengono realizzate per poi essere restituite, con il passare del tempo, alla terra.

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EVENTI

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Mostra “We Planet” – MUSE

Dal MUSE di Trento a Luserna Oltre 25 iniziative ogni settimana, 5 mostre, 4 serate fotografiche, 3 rassegne cinematografiche e un ciclo di spettacoli. Il MUSE e le sue sedi territoriali danno il benvenuto all’estate con SUMMERTIME, il nuovo calendario di eventi per tutti i gusti. Il MUSE, il vicino Palazzo delle Albere e gli spazi verdi attorno al museo offrono ogni giorno spettacoli, laboratori e attività per i più piccoli. Tra le novità, due mostre: “Handimals/Manimali”, con gli animali dipinti sulle mani da Guido Daniele, e “WePlanet”, con i globi artistici “ambasciatori” di un futuro più sostenibile. Il Giardino Botanico Alpino e la Ter-

Gradualmente ma con convinzione. Nel vicino Trentino gli enti culturali riprendono le loro attività e ripartono le manifestazioni. Si va dal MUSE che mette in scena il programma estivo “Summertime” nel grande giardino del museo e nelle sue sedi territoriali: alla terrazza delle stelle e al giardino botanico alpino sul monte bondone, al museo geologico delle dolomiti di Predazzo e al museo delle palafitte, sulle rive del lago di Ledro. Da segnalare è anche il museo che a Luserna, in val di Cembra, oltre alle sale permanenti presenta ben tre nuovi eventi espositivi legati alla montagna. “Handimals/Manimali” – MUSE

razza delle Stelle, oasi di pace sul Monte Bondone, invitano a conoscere più da vicino botanica e astronomia. Il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo propone avventure geologiche tra trekking e visite guidate. Al Museo delle Palafitte, in riva al lago di Ledro, in programma talk scientifici, visite notturne e giochi preistorici. Info e prenotazioni attività su www.muse.it

foto: Giulia Curti

L’ESTATE DEL MUSE TRA ARTE, SCIENZA E NATURA

Un omaggio per curiosi di natura In omaggio per i lettori di QuiMedia un’attività a scelta del programma Summertime nel giardino del MUSE valida per 2 persone.

Special Sponsor Summertime: Latteria Sociale Merano, Niederstaetter, Centro Commerciale Twenty, Ricola, La Sportiva L’Orto del MUSE è sostenuto da Novamont, Menz & Gasser, Azienda Agricola Orto Mio Il Museo Geologico di Predazzo è sostenuto da Leitner Ropeways e da Montura Il MUSE riapre in sicurezza grazie a Nuova Sapi, Digital Technologies, Germo, Solimene Forniture Industriali

MUSE - Museo delle Scienze. Corso del Lavoro e della Scienza 3, 38122 Trento.

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Per la tua sicurezza la prenotazione obbligatoria su www.muse.it. Conserva questo voucher e presentalo alla biglietteria MUSE. Valido fino al 30.09.2020.


EVENTI

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montagne del Trentino. La mostra fotografica “Solo il vento bussava alla porta” rappresenta un omaggio a Flavio Faganello nel quindicesimo anniversario della sua scomparsa: scatti autentici e veri, che riescono a cogliere fatica e amarezza ma, allo stresso tempo, orgoglio e dignità della gente di montagna. “Vivere nelle Alpi. Architetture in legno della tra-

HOTEL MIRAMARE ET DE LA VILLE 12/07-19/07

405,00 LUSERNA: STORIA, CULTURA, NATURA Nel piccolo borgo montano di Luserna, a 1333 m s.l.m. in provincia di Trento, sugli Altipiani Cimbri, vi aspetta un museo che è riuscito a unire – attraverso 9 sale espositive che accompagnano le mostre tematiche annuali – l’amore per una lingua dal sapore antico – il Cimbro – al rispetto per la natura, le tradizioni e la storia. Le sale permanenti – che presentano origine e tradizioni della Comunità Cimbra, la fauna degli Altipiani (con meravigliose ricostruzioni di ambienti naturali), aspetti di metallurgia preistorica e suggestive riflessioni sul primo conflitto mondiale – sono integrate, quest’anno, da tre nuovi eventi espositivi legati dal

filo conduttore della montagna: la montagna di ieri e di oggi, di uomini e donne che hanno saputo resistere, spesso in condizioni difficili, valorizzando e modellando un territorio straordinario e fragile che, sempre più, è importante imparare ad amare, tutelare e conoscere. La mostra “La storia de l’ors” documenta la presenza dell’orso nella cultura popolare trentina, dall’antichità fino alla reintroduzione del plantigrado sulle

dizione” è, infine, un suggestivo percorso, realizzato con l’ausilio di numerosi esempi costruttivi, che documenta l’impiego del legno e della pietra per la realizzazione delle abitazioni su tutto l’arco alpino. Il museo rimarrà aperto tutti i giorni fino all’8 novembre 2020, con orario:10 -12.30 e 14 - 18. Per maggiori informazioni: www.lusern.it – tel. 0464 789 638.

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VETRINA

Mediazione

BalconORTO

I Parassiti #1

Avvocati in mediazione #1 Care lettrici, cari lettori, vorrei tornare su un argomento che ho più volte abbozzato, ovvero quale è il ruolo dell’avvocato all’interno del procedimento di mediazione. Vorrei anzitutto differenziare la mediazione come metodo stragiudiziale per dirimere una controversia che potrebbe sfociare in un procedimento giudiziale (dinanzi al tribunale) dalla mediazione che viene usata all’interno di gruppi o conglomerati di persone (come per esempio aziende per migliorare la comunicazione all’interno della stessa; p.es. mediazione organizzativa (argomento affrontato nello scorso numero). Per il secondo caso si presenta raramente la necessità di uno o più avvocati, visto che si tratta di una mediazione che gli anglosassoni chiamano anche “facilitation”. Nei casi invece in cui la mediazione funge da anticamera di un procedimento giudiziale, la seguente domanda è lecita: sono necessari gli avvocati in mediazione? A tale riguardo va fatta una premessa: ci sono procedimenti per i quali, sempre e comunque, vi è l’obbligo di assistenza da parte di un avvocato. La mediazione obbligatoria, in cui il primo

incontro di mediazione costituisce condizione di procedibilità, prevede l’assistenza obbligatoria degli avvocati in mediazione. L’obbligatorietà, come più volte scritto, consiste nell’essere informato da un/a mediatore/trice che vi è la possibilità di trovare un accordo stragiudiziale in un procedimento al di fuori del tribunale. La funzione dell’avvocato in tutti i casi di mediazione obbligatoria è quella di assistere la parte durante il percorso e non solo (segue prossimo numero). La mediazione obbligatoria è prevista nelle controversie che hanno a oggetto le seguenti materie: condominio, diritti reali (ad esempio proprietà di terreni, case, diritti di usufrutto ecc.), divisione e successione ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento da responsabilità medica, risarcimento da diffamazione a mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità e contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Hai una domanda da rivolgere alla nostra esperta? Scrivi a redazione@quimedia.it La risposta verrà pubblicata nei prossimi numeri del giornale.

Avv.ta Dott.ssa Stefania Calabrò Bolzano

Dopo due decadi di un giugno tanto fresco quanto perturbato, che ha fatto prosperare nevai, foreste e molti di noi, l’estate astronomica è alle porte. I minimi barici restano confinati oltralpe e chi abita a ridosso dello spartiacque alpino, oltre al gran caldo, deve sorbirsi pure il favonio. Un vento di caduta mite e secco che inibisce la nascita dei funghi, modella le nuvole in nubi lenticolari e mostra delle latifoglie il verso chiaro. Con queste condizioni anche le nostre piante del BalconORTO soffrono le folate aride: il terriccio si asciuga, le foglie si afflosciano, i fiori si seccano. Inizia lo stress idrico. Le piante così indebolite sono soggette ad attacchi parassitari, fungini e di varie malattie. Diagnosi che possono peraltro manifestarsi anche in condizioni diametralmente opposte, magari dopo piogge abbondanti e umidità stagnanti. Dimensioni dei vasi, esposizioni, annaffiature, consociazioni, ph del terriccio, ammendanti sono certo i primi passi verso una corretta gestione delle colture, ma non esiste garanzia di salute totale nonostante le nostre premure. Va da sé, naturalmente, affidarsi a metodi il più possibile naturali escludendo la chimica, fin troppo presente nella coltivazione tradizionale e nella distribuzione agroalimentare. Queste puntate saranno pertanto incentrate, come utile compendio, in patologie e rimedi. NOTA: il tempo di carenza (o intervallo di sicurezza) è il numero minimo dei giorni che deve intercorrere tra la data del trattamento e la data di raccolta degli ortaggi, prima di essere lavati e messi in tavola. Afidi (pidocchi delle piante o gorgoglioni): questi insetti fitomizi, che si nutrono succhiando la linfa, sono lunghi da 1 a 4 mm e sono di vario colore: giallo, verde, grigio, marrone, nero. Alcune varietà di afidi hanno le ali, altre ne sono sprovviste. Solitamente l’afide nero aggredisce sia le parti epigee (cioè quelle fuori dal terre-

no), sia quelle ipogee (le radici) della pianta, mentre tutti gli altri solo le parti epigee. Colonizzano foglie, rami, e frutti, trasmettono forme virali da pianta a pianta. Si sviluppano molto velocemente e in colonie numerose. Esiste comunque un indizio, che potrebbe permettervi di individuare la presenza degli afidi, quando ancora non è massiccia: le formiche! Se notate spesso delle formiche intorno ai vostri ortaggi, ai vostri vasi è probabile che presto compariranno anche gli afidi. Le formiche infatti vivono in simbiosi con questi parassiti: trasportano le larve di afide sulle piante e le allevano, nutrendosi della sostanza zuccherina – la melata - che i parassiti secernono.

Rimedi: 1) rimozione manuale 2) 5 g di sapone di Marsiglia a scaglie in 500 ml di acqua. Irrorare la sera tramite spruzzino, poi ogni mattina risciacquare solo con acqua. Ripetere per 3 sere o più, in base al grado di infestazione. 3) Olio di Neem (Azadirachta indica): un cucchiaino da diluire in 500 ml di acqua e irrorare sempre di sera tramite spruzzino – Carenza 3/6 giorni 4) Piretro naturale: un cucchiaino da diluire in 500 ml di acqua con l’aggiunta di un cucchiaino di aceto, irrorare la sera tramite spruzzino - Carenza 3 giorni - Attenzione: il piretro non è sistemico, né citotropico, ma uccide anche insetti utili, come api e coccinelle.

Donatello Vallotta


VETRINA KULTURINSTITUT

La poesia di Cirino Pappalardo

Il 13 febbraio scorso presso la biblioteca Claudia Augusta di Bolzano è stato presentato il libro di poesie “Sacro e... profano in... rima”, scritto da Cirino Pappalardo, bolzanino di orgini siciliane. Per Pappalardo la poesia è una delle muse ed è davvero in gra-

do di raggiungere l’animo di ognuno di noi. “Nei momenti tristi o lieti della nostra vita quotidiana ciascuno di noi può trovare conforto in una qualsiasi poesia che faccia al caso suo”, sostiene Cirino Pappalardo. Le poesie contenute nel volumetto “Sacro e profano in rima” dimostrano come l’ispirazione di Pappalardo sia strettamente legata al mondo che lo circonda, agli eventi della sua città e ad i suoi protagonisti. Il libro “Sacro e... profano in... rima” è in vendita presso la Libreria Cappelli Cartoleria Stefani di Piazza Vittoria 41, a Bolzano. Del libro, molto richiesto, è in preparazione una fresca ristampa che sarà presto disponibile.

Feuerbach Quartett

Le festeMUSICALI al Castel Roncolo Sempre diverse, come vuole la consuetudine, anche quest’estate tornano le festeMUSICALI nella pittoresca cornice di Castel Roncolo e del Castello di Castelbello. Da ormai 21 anni l’obiettivo è sempre lo stesso: proporre musica nuova e fresca appartenente a generi diversi, offrendo il massimo a livello musicale con un pizzico di intrattenimento. Sarà questo il mix vincente per coinvolgenti serate d’estate nell’atmosfera particolare del castello. Dalle chitarre flamenco alle sonorità alpine,

dalle scatenate interpretazioni pop di un quartetto d’archi classico agli ottoni provenienti dall’Austria, dagli archi sperimentali a un crossover musicale contemporaneo. È varietà allo stato puro! Ciò che accomuna tutti i gruppi musicali è l’incontenibile gioia di suonare che trasforma ogni concerto in un’imperdibile esperienza. Info e biglietti: www.klangfeste.org, Südtiroler Kulturinstitut, Via Sciliar, 1 - Bolzano, Tel. 0471 313800, info@kulturinstitut.org. Prenotazione obbligatoria.

BOLZANO

Rafforzato il servizio di accompagnamento per anziani

Il momento della presentazione del servizio

Venerdì 26 giugno scorso si è tenuta a Bolzano, presso la sede dell’Azienda dei Servizi Sociali in piazza A. Pichler 12, la conferenza stampa per presentare la convenzione tra l’Azienda e l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS), costituita dalle associazioni Auser, Anteas e Ada, per la realizzazione di un servizio strutturato di trasporto e accompagnamento anziani nel comune di Bolzano, operativa a partire dal 1° luglio. Nel presentare il nuovo Ser-

vizio di trasporto solidale è stato ricordato come l’iniziativa e lo spunto per rafforzare la collaborazione già esistente con le Associazioni Auser, Anteas e Ada, per un migliore sostegno alla crescita del servizo, sia frutto della volontà del Comune di Bolzano nell’ottica della collaborazione tra Pubblico e Terzo Settore. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto è stato sottolineato, inoltre, come il volontariato rappresenti un’eccellenza a

sostegno della popolazione più fragile, una realtà che deve essere sempre più valorizzata e, nello specifico, ha voluto evidenziare come l’esperienza delle Associazioni che si occupano da anni di trasporto solidale sul suolo cittadino, ne rappresenti un esempio virtuoso. Dal canto suo il presidente di Auser, Donatini, ricordando che il tema anziani sia un tema sociale del futuro, ha messo in luce come la costituzione di una ATS per la gestione coordinata del servi-

zio di trasporto, novità nel panorama nazionale, risponda al bisogno di fornire alla popolazione anziana un accompagnamento che vada al di là della richiesta di mobilità e che aiuti l’utenza a combattere quel senso di solitudine, con cui così spesso si ritrova a convivere. Il presidente Morciano di Anteas invece ha voluto porre l’accento proprio sul ruolo delle Associazioni nel creare una relazione di empatia, di fiducia con gli anziani che si rivolgono al servizio, e di come il sorriso degli utenti sia il vero motore del loro lavoro . Il servizio garantisce oggi, con le nove autovetture a disposizione, un volume di almeno 15.000 trasporti e ampliando la fascia oraria di copertura del servizio nei giorni dal lunedì al venerdì (escluso le festività) dalle ore 8 alle ore 12 e dalle 14 alle 17.30, con un presidio telefonico per le accettazioni delle richieste e smistamento delle stesse. Ecco i numeri di telefono per prenotare il servizio: Auser 0471 930126, Ada 0471 923075, Anteas 0471 283161.

foto: Jürgen Klieber

“SACRO E... PROFANO IN... RIMA”

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LA SCENA MUSICALE Paolo Crazy Carnevale musicofilo

MUSICA E TERRITORIO

Bolzano che caos, Bolzano immaginaria e il Sudtirolo in musica Johnny Ponta

La canzone “Bolzano”, firmata da Johnny Ponta, nei giorni scorsi è stata presentata come la prima dedicata al capoluogo altoatesino. Non è esattamente così, come viene spiegato in questo articolo che coglie l’occasione per allargare anche un po’ il discorso al resto del nostro territorio. Ottanta, una città assai diversa da quella attuale, deserta la sera e assai poco propositiva, fatta eccezione per le brillanti iniziative di realtà culturali indipendenti e alternative. I Modo e il cantante Macao Timpone registrarono il brano nel loro disco omonimo, ma la canzone era già una hit nei concerti, grazie a un sound trascinante e a un testo che mescolava orgogliosamente Bolzano alle radici calabresi del cantante. A ruota si colloca la più recente “Bolzano immaginaria”, di Bobby Gualtirolo, un brano che esprime il difficile rapporto tra l’autore e la sua “hometown”, al punto da doversene immaginare una differente. Lo stesso autore ha scritto anche, eseguendola solo raramente in concerto, “Nato in Via Resia”. Assai più trascurabile, a livello di toponomastica cittadina la canzone “Corso Libertà” incisa da Maurizio Ingigneri su un oscuro 45 giri. Massimo poeta dell’Alto Adige in musica è sicuramente stato Klaus Tenfoto: Giorgio Fait

Si è fatto un gran parlare nelle scorse settimane della nuova canzone del countryman Johnny Ponta, una canzone dedicata a Bolzano, sua città adottiva. Nell’eccessiva risonanza data alla notizia dai media è capitato addirittura di leggere o sentire che “Bolzano” (questo è il titolo del brano, suonato per altro abbastanza asetticamente da prezzolati turnisti) è forse la prima canzone mai dedicata al capoluogo della nostra provincia. Per fortuna non è così, fin dagli anni sessanta, quando i Pooh incisero “Brennero 66”, canzone dedicata ai tristi fatti delle bombe e dei tralicci, abbiamo fruito di spesso belle (e ancor più spesso interessanti) canzoni dedicate al capoluogo e ad altre località altoatesine. Ecco così l’occasione per rendere giustizia ad alcune composizioni e ad alcuni artisti locali che hanno cantato, nel bene e nel male, la loro terra. Per quanto riguarda Bolzano, la palma va sicuramente all’adrenalinico funky dei Modo, “Bolzano che caos”, brano irrinunciabile che esprime nel suo testo tutto il malessere di chi ha vissuto la città intorno a fine anni

gler, Klaus Levi in arte, visto che con questo nome ha pubblicato il suo unico album cantautorale nel 1981: proprio in quel disco accanto al bluegrass elettrico intitolato “Scalando l’Ortles” appariva “Brennero”, una fulgida perla in fingerpicking dall’immenso testo che racconta di un passo di frontiera oggi lontano anni luce da quello con l’Outlet e i turisti dello shopping. Nel repertorio di Andrea Maffei dei primissimi anni novanta fa capolino la dimenticata “Per fare un bagno a Monticolo” e rimanendo negli immediati dintorni del capoluogo incontriamo di nuovo Gualtirolo, autore della caustica “This Is Unterland” e della bellissima “Lillian, Rosemarie e il Jack di cuori”, che su una musica di Bob Dylan sposta l’azione all’ombra del Corno del Renon, dimostrando in entrambi i casi un forte legame culturale con la nostra terra. A livello di testi poetici non bisogna poi assolutamente dimenticare Georg Clementi, autore di una bellissima “Südtirol, amore mio”, apparsa sul suo LP del 1989 “Ein singender Poet”; per contro poca poesia ma tanta, tantissima energia e sagacia risiedono nel punk-

Klaus Tengler

rock alla Ramones dei WC, gruppo dell’altipiano dello Sciliar, che sul loro primo CD, “Menschen”, si permisero di rileggere il tradizionale “Tirol isch lai oans” ironizzando con giusta irriverenza sulle tradizioni locali a ogni costo, dai Lederhosen all’autentico speck sudtirolese fatto con carne di suini olandesi! E che dire dei profeti bolzanini dell’heavy metal classico, quegli Skanners che hanno condiviso il palco con i Deep Purple, Ronny James Dio, le Girlschool e molti altri. Uno dei brani storici dei loro esordi s’intitolava “Oltrisarco in the night”, autentico inno al loro quartiere, anni dopo, la title track del loro terzo disco traeva invece ispirazione da una scritta rinvenuta a Castel Mareccio. I bolzanini Mad Puppet, rimanendo in ambito letterario medievale, hanno addirittura inciso un disco intero ispirato alle leggende di Re Laurino mentre nel repertorio dei Klakson, indubbiamente la band più underground del capoluogo si perde il conto delle canzoni d’ispirazione cittadina, spesso con connotazione rionale, da “Tibetani de Oltrisarco” a “Shangarola Baby”, passando per “Seven Oaks Mary” (ispirata alle presunte apparizioni della Madonna nella frazione di Settequerce), “Women From Bronzolo” e il blues parlato su Ötzi (l’unica ad aver avuto l’onore di apparire su un CD). Vi chiederete a questo punto come sia la canzone di Johnny Ponta (https://youtu.be/TnAY7KWsli): a livello musicale è una ballata lenta, romantica, furba. Come è il furbo il testo che cita la Bolzano da cartolina che si vende ai turisti: il Catinaccio, Piazza Walther, una parola in tedesco, una citazione della più celebre fiction televisiva ambientata in regione. Tutto un po’ laccato, patinato, lontano da quell’imperfetto Sudtirolo in cui invece viviamo.

Paolo Crazy Carnevale


CULTURA E SPETTACOLO SCULTURA

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MUSICA

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8

foto: Analia Lopez

DAL

LUGLIO

LUGLIO

LAS MIGAS: SOUNDS OF SPAIN

INTROSPECTION > BOLZANO | Sheraton, via Buozzi In questo tempo sospeso gli animi di ciascuno di noi portano i segni indelebili di un passato non così remoto. Cicatrici che lasciano il segno: chi più, chi meno ha vissuto negli ultimi mesi una situazione di reclusione forzata che ci ha isolato dal resto del mondo e ci ha dato il tempo per fermarsi e riflettere: un nontempo per far spazio a riflessioni, a un’introspezione nella profondità

> Bolzano | ore 20.30 | Castel Roncolo dell’anima che, spesso, ha portato a una nuova consapevolezza. Tutto questo è trasmesso dalle opere di Eric Perathoner, artista gardenese che nelle sue opere racconta l’esperienza del raccoglimento. Un silenzio che parla, occhi chiusi che raccontano un mondo interiore che, spesso, si evita per paura di entrare in profondo contatto con il nostro sè più intimo.

Info: Four Point Sheraton di Bolzano, ingresso libero

FOTOGRAFIA

Nella musica di Las Migas, il flamenco si fonde in modo impareggiabile a elementi latinoamericani, sonorità pop e folk e un tocco jazzistico, formando un insieme melodioso. Las Migas sono la dimostrazione che nel flamenco non soltanto la danza, ma anche la musica può essere femminile. Marta,

Roser e Alicia provengono dal flamenco e dalla chitarra classica, Bego da fado, jazz e habanera. Da queste diverse origini, che la formazione lascia trasparire in modo subliminale, nasce il fascino di Las Migas, ospite dei palcoscenici più prestigiosi della Spagna e dei festival di tutta Europa.

www.klangfeste.org, Südtiroler Kulturinstitut, Tel. 0471 313800 info@kulturinstitut.org - Biglietti: da 10 a 18 €. Prenotazione obblitagoria.

MUSICA foto: Domenicus Gruber

FINO AL

10 LUGLIO

13-14 LUGLIO

LA BELLEZZA DELLA RUSSIA

CORDES Y BUTONS

> Merano | Ore 16 | Centro russo Borodina, via Schaffer 23

> Bolzano | 13 luglio | ore 20.30 | Castel Roncolo > Castelbello | 14 luglio | ore 20.30 | Castello di Castelbello

In occasione della Giornata della Russia, è stata allestita nella villa Borodina la mostra fotografica “Russia, patrimonio dell’Unesco”. Si tratta di 29 fotografie dedicate alla scoperta dei siti russi iscritti nella lista del patrimonio mondiale tutelato dalle Nazione unite: dal centro storico di San Pietroburgo passando per il Cremlino e la piazza Rossa a Mosca, la chiesa dell’Ascensione a Kolo-

Info: www.borodinacr.it

menskoje, il complesso del convento di Novodevičij, il lago Baikal, i vulcani della Kamčatka, i Monti d’Oro dell’Altai , il parco naturale dei Pilastri della Lena ed altre meraviglie. Le bellezze russe riempiono la lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: ad oggi sono ben 30 i siti della Federazione Russa scelti dall’organizzazione delle Nazioni Unite, tra beni naturali e culturali, punti di interesse e luoghi storici.

Il nome della formazione è ladino e significa corde e pulsanti. Con le loro voci e i loro strumenti alpini, i tre musicisti altoatesini ci portano in un grande spazio sonoro sperimentale con un programma di ampio respiro. I concerti sono viaggi musicali attraverso le Alpi,

l’Irlanda, la Russia, la Polonia e i paesi nordici. L’ascolto evoca immagini da sogno. A prescindere che si tratti di composizioni originali, opere folk, Klezmer o musica popolare, il trio sorprende sempre con i suoi arrangiamenti intelligenti.

www.klangfeste.org, Südtiroler Kulturinstitut, Tel. 0471 313800 info@kulturinstitut.org - Biglietti: da 10 a 18 €. Prenotazione obblitagoria.


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