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Punti di vista “Si vede solo ciò che si conosce” Matthäus Merian, 1650

Piano piano l’economia europea, ed anche quella mondiale, si sta riprendendo dalla crisi. Tuttavia rimane la sensazione che qualcosa sia cambiato: consumatori e produttori sembrano aver capito, attraverso una comune presa di coscienza, che la crescita quantitativa di beni e servizi – seppur nel contesto di una società improntata al consumo – è arrivata al suo limite. Nel momento in cui i bisogni sono stati soddisfatti e le richieste di benessere sono state largamente esaudite, ecco che l’intero sistema viene minacciato dalla rinuncia consapevole al consumo. “Il lusso del futuro prenderà le distanze dal superfluo per andare alla ricerca del necessario”, scriveva nel 1996 Hans Magnus Enzensberger nel suo saggio “Reminiszenzen an den Überfluss” (Reminiscenze del superfluo). Con le sue riflessioni letterarie e filosofiche, lo scrittore tedesco ha preceduto di gran lunga le previsioni degli studiosi di tendenze. La gente acquisterà anche in futuro merci e servizi, ma domandandosi sempre più spesso che senso abbia. E questa è la traccia più evidente che la crisi economica si è lasciata dietro. Ciò che una volta veniva definito “il rapporto qualità-prezzo”, lascerà il posto ad una nuova scala di valori: d’ora in poi chi acquista qualcosa, dovrà trovarci

un buon rapporto qualità-senso. Il consumo deve lasciare una buona sensazione, sotto vari punti di vista. E ancora: beni e servizi devono possedere la capacità di risolvere i problemi del cliente, e non di creargliene. Ecco allora che le apparecchiature tecniche con libretti d’istruzioni spessi vari centimetri saranno scartate dal cliente, i sistemi di prenotazione con procedure complesse saranno snobbati, i siti web senza navigazione logica saranno abbandonati con un semplice clic. L’Alto Adige ha affrontato nel modo giusto i tempi diventati sempre più difficili. Unico caso tra tutte le località turistiche dell’arco alpino, è riuscito negli ultimi otto anni a registrare un lento ma continuo incremento dei pernottamenti e degli arrivi. Anche dal punto di vista del fatturato l’Alto Adige può vantare, con una spesa media di 119 euro (esclusi i costi di viaggio) per ospite, cifre nettamente superiori alla media europea di 97 euro a testa che invece comprende le spese di viaggio. A fronte di questi ottimi incassi bisogna però considerare anche i costi sempre più alti, di natura sia microeconomica che macroeconomica, che incidono anche sul valore aggiunto turistico conseguibile. Oggi più che mai l’Alto Adige è destinato a perdere la battaglia del minor prezzo, in quanto i nostri costi non saranno mai tra i più bassi in ambito europeo. L’Alto Adige può invece vincere la battaglia per il miglior ospite/cliente, se continueremo come abbiamo fatto finora a mettere in primo piano il servizio,

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Relazione annuale SMG 2009-2010  

Relazione annuale di Alto Adige Marketing