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seminario

cerimonia

Trenta canadesi in Puglia per un corso sui matrimoni

Commemorato a Bari l’ex ministro Di Crollalanza

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Anno II n.4 (47) - 29 gennaio 2011

Editoriale di Gianvito Magistà

UN SUCCESSO TUTTO PUGLIESE

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

pasta di ferro

l’italia del bunga bunga

di Enzo Magistà Italia ridicolizzata sulle prime pagine dei più importanti giornali del mondo. Non ci poteva capitare di peggio in un momento in cui stiamo faticosamente cercando di recuperare posizioni nella graduatoria dei paesi più affidabili. Il bunga bunga di Berlusconi è diventato, purtroppo, più importante dei problemi con cui gli italiani sono costretti a confrontarsi tutti i giorni, a partire dalla crisi economica che riduce sempre più il potere d’acquisto e fa scendere drasticamente le vendite. L’opposizione a Berlusconi ha deciso di sferrargli l’ultimo attacco, sfruttando le sue debolezze sessuali. Un tentativo patetico e odioso, che produce un solo risultato, le vignette satiriche dei maggiori quotidiani del mondo, ma non indebolisce minimamente il premier che, anzi, proprio nel bel mezzo della bufera politico-sessuale, incassa la sua seconda e ampia fiducia alla Camera con il no alla mozione contro Biondi. Sicchè, mentre da un lato si tenta di offuscare l’immagine del premier, cercando di coinvolgere i cittadini sul problema della moralità, dall’altro il premier rafforza il suo consenso parlamentare. In una nazione con una classe politica più attenta, questo dovrebbe insegnare qualcosa. E cioè che è arrivato il momento di smetterla con i facili moralismi e di iniziare a parlare di cose serie. Si vuol mandare a casa Berlusconi? Lo si faccia con argomenti validi. E ce ne sarebbero tanti. Si vuol far cadere il Governo? Lo si faccia proponendo un’altra maggioranza parlamentare, non evocando continuamente lo spettro delle elezioni anticipate e poi tirandosi indietro al momento di deciderle. Insomma, come ha detto la Chiesa, è arrivato il momento di assumersi le responsabilità e di smetterla con questa continua campagna elettorale che produce solo tuoni, ma nessuna pioggia. In tutto questo, chi ci rimette maggiormente è il sud, che presto si vedrà travolgere da un federalismo che senza gli opportuni correttivi potrà risultare deleterio. Se prima non ci sarà un altro bunga bunga.

L’

E’

un ragazzo pugliese di 33 anni, di una semplicità disarmante ed una simpatica goffaggine, il nuovo re dei botteghini cinematografici italiani. Luca Medici, in arte Checco Zalone (gioco di parole che equivale a “che cozzalone” in dialetto barese, cioè “che cafone”), di Capurso, cittadina di 15.000 abitanti a pochi chilometri da Bari, ha sorpreso tutti quando il suo ultimo film comico, “Che bella giornata”, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 5 gennaio, è diventato la pellicola con il più grande incasso di sempre nella storia del cinema italiano. Superando anche il fantastico lavoro di Roberto Benigni, “La vita è bella”, vincitore tra l’altro del premio Oscar. Il film di Zalone ha guadagnato 2 milioni e 500mila Euro nel solo primo giorno di programmazione - meglio di Avatar ed Harry Potter - ed addirittura 7 milioni nei primi due. Dopo due settimane ha superato quota 31 milioni e 200mila Euro. Un successo davvero sorprendente. Anche la sua prima esperienza cinematografica, “Cado dalle nubi”, sbancò i botteghini con un guadagno di 15 milioni di Euro. Il successo che Checco Zalone riesce ad ottenere lo deve soprattutto al modo in cui riesce ad affrontare temi scottanti ed attualissimi (nel primo film il contrasto tra nord e sud ed in questo secondo tra Occidente e Medioriente), con un’ironia semplice e divertente, mai volgare. Anche il presidente della Regione Puglia, Vendola, una delle “vittime” preferite del comico barese, gli ha fatto i complimenti di persona durante il festival del cinema internazionale a Bari che si è tenuto lo scorso weekend. Una comicità che, per far ridere, non ha bisogno di parolacce, sederi e scollature vertiginose di avvenenti ragazzone. Ma ciò che piace di Checco Zalone - e lo si percepisce anche nei suoi film - è la semplicità della persona: è un ragazzo come tanti altri, che ha avuto la fortuna di riuscire a far sorridere la gente. Luca Medici ha frequentato il Liceo Scientifico “Sante Simone” di Conversano (Bari) e si è laureato in Giurisprudenza nel capoluogo pugliese. Dopo la scuola si è dato completamente allo spettacolo. I primi successi arrivano su Telenorba, rifacendosi a personaggi di Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo (meglio conosciuti come Toti e Tata in Puglia), anche loro diretti magistralmente da Gennaro Nunziante sull’emittente pugliese ed oggi regista dei due film di Checco Zalone. La consacrazione nazionale, poi, è arrivata grazie a Zelig, prodotto da Mediaset. Un successo che nasce e si consolida, dunque, grazie alla semplicità dei paesi di provincia della Puglia.

redazione@suditalianews.com

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il molise al voto > P.2

taranto/Ilva

facebook/Il gruppo

faeto/Prosciutto

la piazza virtuale dei salentini nel mondo

a febbraio la sagra, aspettando il marchio igp

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brigate rosse o ragazzate? > P.3


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regione/In via di definizione le candidature

Elezioni in Molise L

La demolizione di Punta Perotti

edilizia/Torna nuovamente d’attualità il caso di Punta Perotti

Bari, scontro sui palazzi C

he ne sarà di Punta Perotti a Bari? Il futuro dell’area attualmente destinata a verde pubblico dopo essere stata “occupata” da ingombranti scheletri di palazzi a più piani giudicati abusivi e per questo abbattuti, torna ad essere incerto. Il Gip del Tribunale di Bari, dottor Lovecchio, ha infatti definitivamente chiuso la questione della proprietà dei suoli di Punta Perotti, decidendo che non potevano essere confiscati ai legittimi proprietari e li ha restituiti agli stessi. Il tutto perché, secondo una sentenza emessa dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, i proprietari non avevano alcuna colpa in relazione all’abusivismo commesso. Quei palazzi abbattuti nell’aprile di cinque anni fa erano certamente abusivi, ma i proprietari erano stati autorizzati a costruirli e per questo, anche per i giudici penali erano stati assolti. Lo Stato, quindi, non poteva infliggere loro la confisca dei beni facendoli diventare proprietà comunale. Fu una decisione che il gip ha definito “arbitraria”. Di conseguenza, i terreni di Punta Perotti sono tornati alle ditte che costruirono i palazzi abusivi, Matarrese, Andidero e Quistelli. In quell’area, in base alle norme urbanistiche vigenti, si possono realizzare nuove case. Sicchè, nessuno può escludere che, riottenuti i terreni, i costruttori presentino nuovamente progetti per realizzare appartamenti. L’unica precauzione che devono avere dovrà essere quella di rispettare la distanza dal mare che, secondo la legge Galasso, è di 300 metri. Questa eventualità spaventa i baresi, che salutarono con entusiasmo l’abbattimento dei palazzi ed in particolar modo il sindaco della città, Emiliano, che quell’abbattimento inseguì con tutte le forze avendone fatto un caposaldo del suo programma amministrativo. Vicini o lontani dal mare, quei palazzi chiuderebbero l’orizzonte ad est della città, che resterebbe, così, senza la prospettiva del mare. E’ questo che preoccupa i baresi e il loro sindaco. E per evitare che questo accada, Emiliano sta cercando di prevenire il problema. Ci sono due possibilità: o risarcire finanziariamente i proprietaricostruttori, o convincerli a prendersi suoli edificabili di pari valore messi a disposizione dal Comune in un’altra zona della città. Entrambe le prospettive, però, non sono di facile attuazione. I costruttori hanno già chiesto alla Corte Europea un risarcimento di 400 milioni di euro e i giudici europei hanno accolto il principio riservandosi, però, di stabilire l’ammontare. E qualunque sarà la cifra, né Comune e nemmeno lo Stato, cui toccherebbe pagare, sembrano intenzionati a scucire soldi. Resterebbe la prospettiva dei suoli in altra zona della città. I costruttori non ne vogliono sapere. Affermano che anche se il valore dei terreni sia lo stesso, non altrettanto ricaverebbero dalla ven-

dita degli appartamenti, perché la zona di Punta Perotti è unica e irripetibile. E per questo insistono: o ci date 400 milioni o noi costruiamo a Punta Perotti. La questione è destinata a risolversi fra non molto. Entro febbraio, infatti, la Corte Europea, in assenza di una soluzione condivisa, emetterà la sentenza definitiva con l’importo del risarcimento. E i costruttori dovranno accontentarsi di quello, anche perché, nel frattempo, non è escluso che il Comune riesca a

far approvare una variante urbanistica che cambi la destinazione di quella zona facendola diventare verde pubblico. Il presidente del consiglio, Berlusconi, ha scritto al sindaco di Bari, proponendogli di fare un’alleanza: decidiamo insieme il comportamento da adottare, puntando a salvaguardare gli interessi generali dei cittadini, ma senza nemmeno trascurare i diritti dei privati. Ed Emiliano gli ha risposto di essere d’accordo. Vincenzo Magistà

basilicata/In Regione si crea il Terzo Polo

Vito perde pezzi

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Il governatore De Filippo

l suo battesimo ufficiale è avvenuto a Roma alcuni giorni fa. Attorno ad un tavolo si sono seduti esponenti di Udc, Api, Mpa, Liberaldemocratici, con l’aggiunta dei Popolari e Riformisti di Io Amo la Lucania, Valori Veri e altri movimenti, per dar vita al Terzo Polo lucano. Un coacervo di sigle e dirigenti che se da un lato testimonia le grandi potenzialità del nuovo soggetto politico, dall’altro evidenzia le difficoltà di amalgama che inevitabilmente si avranno in assenza di un progetto e di programmi condivisi. Una cosa è certa, e cioè che sotto un’unica bandiera si sono ritrovati ben due attuali assessore regionali, Wilma Mazzocco dell’Api e Agatino Mancusi dell’Udc. Ma tutto ciò che riflessi avrà sulla giunta regionale di centrosinistra, qualora il Terzo Polo dovesse, alle prossime amministrative, dichiararsi equidistante da Pd e Pdl? Per il governatore Vito De Filippo, la vicenda non creerà alcuno

scompiglio sia all’interno della formazione di governo, che nel centrosinistra. Anzi, la Basilicata, potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio politico. Nel frattempo, però, la questione continua a catturare l’attenzione dei partiti lucani. Il confronto avviene fra le critiche, alcune molto dure, che i Popolari Uniti muovono alla giunta regionale e le difficoltà esistenti sulla strada della formazione del nuovo schieramento, indicate dal Movimento per le autonomie. Il capogruppo dei Popolari Uniti nel consiglio regionale, Luigi Scaglione, riguardo alla giovane piantina del terzo polo, è cauto, invocando “la centralità dei partiti presenti nelle istituzioni, la loro coerenza a programmi sottoscritti che stentano a decollare, la rispondenza ai bisogni dei giovani che hanno bisogno di politiche condivise. La corsa a un’alternativa, qualunque essa sia - precisa Scaglione - la si fa con le idee ed i progetti condivisi che ancora non vediamo”. “Le difficoltà di un’aggregazione dove vi sono alcune componenti che sono all’opposizione, ed altre che fanno parte dell’esecutivo”, sono indicate da Francesco Mollica, del Mpa, per il quale “l’unico errore che non bisogna commettere è quello di correre per la primogenitura oppure, ferme restando le posizioni politiche di centrodestra o di centrosinistra, denigrare l’uno o l’altro schieramento”. Secondo Mollica, infatti, i lucani vedono “di buon occhio” la nascita del terzo polo, ma ciò richiede “senso di responsabilità e cautela nelle dichiarazioni: non è sulle contrapposizioni, infatti - conclude Mollica - che bisogna costruire un progetto aggregante e unificante”. Alessandro Boccia

a tornata elettorale del 2011 scalda i motori in Molise, dove a maggio il passaggio per l’elezione del nuovo Presidente della Provincia di Campobasso sarà il preludio alle regionali di fine anno. Una situazione ancora fluida in entrambi i poli, come al solito impegnati più nelle strategie sui nomi e gli assetti che su un vero e soprattutto realizzabile programma di governo. Ma tant’è, e allora sono le dinamiche politiche quelle che attraggono l’interesse dell’opinione pubblica. Nel centrodestra già occupate le due caselle principali; Michele Iorio, il “sultano”, come lo epiteta Di Pietro, che ovviamente non è stato messo in discussione da nessuno nella sua ricandidatura. L’unico che poteva farlo, l’eurodeputato Aldo Patriciello, è stato accontentato con il nuovo contratto di accreditamento per la sua clinica neurologica Neuromed e buonanotte. Ma ad essere occupata è pure la poltrona di candidato a Palazzo Magno, con Rosario De Matteis, bojanese e consigliere regionale Pdl, ormai benedetto dai vertici del partito. A sinistra nulla di nuovo, se non la litigiosità latente che ogni tanto affiora come segno tangibile di sondaggi che non lasciano scampo. Il candidato alla Regione, stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbe essere Paolo Di Laura Frattura, figlio di quel Fernando grande amico di Michele Iorio... Il presidente della camera di commercio di Campobasso viene sponsorizzato da Alternativ@, la machiavellica creatura politica che l’ex deputato silurato in un sol colpo da Parlamento e Regione alle ultime elezioni, Roberto

Il governatore Iorio

Ruta, ha messo in piedi “per aggregare il centrosinistra”. Un soggetto politico che sta spaccando il Partito democratico, se è vero che l’ultima assemblea programmatica ha visto sì prevalere con il 60 % la mozione del segretario Leva di aderire ad Alternativ@, ma il resto, ovvero i bersaniani, che si sono detti nettamente contrari. Intanto i conti con l’Italia dei Valori dovrebbero essere a posto concedendo a Pierpaolo Nagni, segretario regionale del partito, la poltrona per la candidatura alla Provincia. Cosa ne pensi il Presidente uscente D’Ascanio, tornato nel Pd dopo aver rotto proprio con l’Italia dei Valori lo si scoprirà solo tra qualche tempo, praticamente alla prossima spaccatura. Stefano Ricci

puglia/Commemorato Araldo Di Crollalanza

Il ministro barese “U

na figura straordinaria”, con queste parole il sindaco di Bari, Michele Emilano, ha ricordato, lo scorso 21 gennaio, a venticinque anni dalla sua morte, Araldo Di Crollalanza, podestà nel ventennio fascista, di lui il primo cittadino del capoluogo barese ha detto anche “che resta l’unica pietra di paragone obiettiva per qualsiasi amministratore di Bari”. Non si può dire certo che Michele Emiliano è tra gli estimatori del ventennio fascista, cosa che lo stesso sindaco ci ha tenuto subito a rimarcare, in occasione della cerimonia commemorativa. Ma al di là delle singole opinioni e posizioni ideologiche sul fascismo, una cosa sembra mettere d’accordo tutti, storici e politici ed è che Araldo Di Crollalanza, podestà di Bari, per un paio di anni, proprio durante il ventennio, resta un personaggio politico dal quale non può prescindere né la destra né la sinistra pugliese dei tempi nostri. Ad un quarto di secolo dalla sua morte il senatore è stato ricordato, a Bari, con la deposizione di una corona di alloro davanti alla statua che lo raffigura sul lungomare e, poi, con un incontro nella sala consiliare a palazzo di città, al quale, insieme agli uomini e le donne che lo conobbero, hanno partecipato, anche gli studenti del liceo classico Orazio Flacco. Tra i partecipanti all’incontro in municipio c’era, tra gli altri, il nipote del senatore fascista, Enrico Fronticelli Balzelli. Per il nipote del gerarca fascista il nonno “era un uomo che aveva grande rispetto per gli altri, un vero amante del prossimo ed una persona sempre pronta a cimentarsi e tuffarsi in nuove iniziative, chino sui suoi libri ma, anche, allegro e soprattutto, molto umano”. Un’iniziativa, quella della commemorazione di Araldo Di Crollalanza, che fu, anche, ministro dei lavori pubblici dal 1930 al 1935, fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Bari per ricordare la figura di un uomo politico che con il suo operato ha lasciato un solco profondo nella storia della città di Bari e dell’intero Paese. Non è un caso che la deposizione della corona di alloro è avvenuta nei pressi della sua statua sul lungomare a lui dedicato, di fronte al molo San Nicola. Alla cerimonia, oltre al sindaco e al

L’on. Araldo Di Crollalanza

nipote del podestà, sono intervenuti, in qualità di relatori, anche Giuseppe Parlato, docente di storia contemporanea e presidente della Fondazione Ugo Spirito, Roberta Angelilli, vice presidente del Parlamento europeo; Luigi Masella, docente di storia contemporanea e direttore della fondazione Gramsci di Puglia e Nicola Martinelli, pro-rettore del Politecnico di Bari. Una figura, dunque, quella di Araldo Di Crollalanza che ancora oggi sopravvive alla storia, riscuotendo consensi ed apprezzamenti per il suo operato a prescindere dalla collocazione politica. Nicola Mangialardi

Anno II - n.4 (47) - 29 gennaio 2011 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com


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puglia/Circo e giostre

Odissea tunisina D

Le scritte ritrovate all’Ilva

taranto/Scritte BR e proiettili trovati dagli operai nel siderurgico

All’Ilva sale la tensione L

e prime scritte firmate con la stella a cinque punte delle Brigate Rosse sono comparse il 18 gennaio scorso. Sei in tutto, su una parete esterna del reparto Tubificio 2 dell’ILVA. Minacce di morte a Marchionne e pesanti offese a Riva. Sono alcuni operai del reparto a segnalare la scoperta alla direzione dello stabilimento, che chiede l’intervento della Digos. Partono le indagini. L’attenzione degli agenti della squadra politica della Questura si concentra sul turno della notte precedente, anche se non è facile stringere la cerchia dei sospettati. Il punto in cui sono state fatte le scritte sembra studiato a bella posta. E’ un punto accessibile a tutti, non occorrono cartellini particolari da smarcare. Uno qualunque degli oltre 11mila dipendenti può passare liberamente in quel tratto dello stabilimento. Che, al tempo stesso, non è però un luogo molto frequentato. Qualche buontempone o possibilità reali di infiltrazioni brigatiste? I segretari provinciali di FIM, FIOM e UILM condannano fermamente il gesto. La preoccupazione che l’accordo di Mirafiori - tanto contestato ed appena passato con referendum - possa aver ingenerato un ritorno, sia pure embrionale, di forme di brigatismo, rimane concreta e preoccupante. Un primo rapporto investigativo viene inviato al Procuratore della Repubblica. Non si esclude che qualche operaio, appartenente a frange estreme dei sindacati presenti nello stabilimento, possa aver scritto quelle frasi minacciose, per altro simili - se non uguali - a quelle comparse contemporaneamente negli stabilimenti Dalmine di Bergamo. Una coincidenza che fa preoccupare ancora di più. Preoccupazione destinata a salire. Il 21 gennaio - tre giorni dopo la comparsa delle scritte - nel piazzale antistante il reparto di Produzione Lamiere 2, alcuni operai trovano un proiettile di pistola. Anche in questo caso si tratta di un luogo di passaggio. Difficile - se non impossibile - risalire alla individuazione precisa del o dei responsabili. Dell’allarme BR a Taranto, a questo punto, si interessa anche il Viminale, con agenti specializzati della squadra dell’UCIGOS, da sempre impegnati nella lotta specifica al terrorismo. Taranto, per la presenza delle grandi industrie, è sempre stata considerata una città sensibile all’espansione delle lotte armate operaie. Quel che sta accadendo - in coincidenza con il referendum sulla Fiat di Mirafiori - è un segnale che non va sottovalutato. I sindacati dal canto loro - sono cauti nel giudizio: segnali inquietanti, ma isolati. Forse c’è la mano di un mitomane o un più preciso progetto mirato a destabilizzare proprio gli equilibri di forza tra le rappresentanze sindacali. Il segretario

provinciale della UILM - la sigla che raccoglie il maggior numero di iscritti nello stabilimento ionico - parla di clima di “odio sindacale” da parte di chi milita al di fuori delle tre sigle della FLM. “C’è un’aria pesante”, concordano i segretario di FIOM e FIM, “bisogna fare qualcosa”. Riguardo ad un possibile rigurgito di terrorismo, però, concordano sul fatto che potrebbe trattarsi di un mitomane. “Sono episodi

isolati, non ci sono rivendicazioni ufficiali, improbabile dare una spiegazione in chiave terroristica”. Intanto il 22 gennaio, ma questa volta in uno spogliatoio dello stabilimento, compaiono nuove scritte. Fatte con un pennarello bianco, nuovamente indirizzate - con minacce - a Sergio Marchionne ed alla UILM. La solita stella a 5 punte per la firma. Francesco Persiani

avvero un’odissea quella che le 190 persone, famiglie di lavoratori dello spettacolo pugliesi, hanno vissuto in Tunisia per una decina di giorni. Loro, circensi e giostrai di Altamura, Galatina, Foggia, Zapponeta e Valenzano sono rimasti bloccati nel turbinio della rivoluzione tunisina esplosa inaspettatamente. Il gruppo più numeroso, al momento dello scoppio della rivolta, si trovava a Sfax, ed era composto dalla carovana del “Circo Bellucci”, in tournée in questo periodo, come ormai avviene da diversi anni, in nord Africa. Un’ottantina di chilometri più a sud, a Zarzis, è invece rimasta “assediata” una comunità di famiglie di giostrai provenienti da Zapponeta, dal capoluogo dauno e da Valenzano. Entrambe le comunità hanno vissuto ore d’inferno. Loro sono stati più volte attaccati dai ribelli dai quali sono riusciti a difendersi evitando di finire coinvolti in sanguinosi fatti di cronaca. Per circa quattro giorni, i pugliesi sono rimasti senza scorta perché gli uomini della sicurezza che avevano ingaggiato al loro arrivo erano tutti legati all’ex presidente Zine el-Abidine Ben Ali, fuggito in Arabia Saudita e, per questo, con il precipitare degli eventi sono scappati lasciando sguarniti al proprio destino gli accampamenti dei pugliesi. A Sfax i circensi pugliesi Attilio ed Emidio Bellucci, i loro colleghi e le rispettive famiglie, circa 100 persone, tra cui 6 bambini in tenera età, gli animali e tutte le strutture tirate su in una vita di lavoro, se la sono vista brutta perché i ribelli per ben due volte hanno cercato di impadronirsi del campo ingaggiando con loro una folta sassaiola ed imponendo, di fatto, una sorta di embargo per gli approvvigionamenti come viveri, pane e latte innanzitutto, frumento per gli animali e carburante. Nient’affatto diversa la situazione vissuta a Zarzis, nel sud della Tunisia ai confini con la Libia, dal gruppo dei giostrai che in tutto erano una trentina di persone di varie famiglie: i Tarantino di Zapponeta, i Ferretti di Valenzano, gli Scopece e gli Sperangelo di Foggia. Drammatica la testimonianza di Giuseppe Ferretti, il giostraio trentottenne di Valenzano che domenica 16 gennaio, nel giorno del primo compleanno della sua bambina, si è trovato sfornito di latte e nella impossibilità di poterglielo comprare. Un giorno che Giuseppe non dimenticherà mai nella vita perché verso le 15,30, il loro accampamento è stato anche attaccato dai rivoluzionari. “Erano oltre 50, ma si sono fermati perché hanno capito che eravamo italiani”, racconta il giostraio valenzanese al suo arrivo a Napoli con una nave messa a disposizione grazie all’intervento della Farnesina. “Per me, oggi, è come rinascere”, il primo commento, dopo lo sbarco in Campania del galatinese Emilio Bellucci. Nicola Mangialardi

ricerca/Stanno effettuando sperimentazioni per un anno in Antartide

Cinque pugliesi al Polo Sud A

l Polo Sud c’è uno spicchio di Puglia che lavora. Si tratta dei cinque ricercatori dell’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, che da qualche mese si sono trasferiti in Antartide nella base italo-francese Concordia per motivi di studio. A 15mila Km di distanza dall’Italia e con temperature che sfiorano - all’esterno - anche i -90 gradi, il gruppo di ricercatori pugliesi porta avanti ricerche di vario genere in diversi campi scientifici e rimarrà per un anno fra i ghiacci del Polo Sud per completarli. I cinque sono Giuseppe Camporeale, 40 anni, di Molfetta, Marco De Benedittis, 39 anni, di Nardò, Angelo Galeandro, 35 anni, di Statte, Nicola La Notte, 55 anni di Bisceglie e Andrea Cesana, 32 anni di Bari. Ognuno svolge un compito specifico, ma il gruppo è riuscito a trovare i finanziamenti necessari grazie al contributo regionale ed a partire per l’Antartide con grandi speranze. Gli esperimenti che stanno compiendo riguardano, come abbiamo detto, vari settori e i risultati verranno messi a disposizione della comunità scientifica internazionale non appena saranno completati. Biologia terrestre e marina, geologia, astrofisica, queste le materie principali degli esperimenti, cui si aggiungono altri studi più particolari, rientranti, però, in ricerche più

ampie finanziate dall’Agenzia della quale i cinque ricercatori pugliesi fanno parte. Fra loro c’è anche chi è un grande esperto del Polo Sud e degli studi a temperature estreme. Si tratta di Nicola La Notte, il più anziano del gruppo, che ha già alle sue spalle ben sedici esperienze del genere, mentre per Marco De Benedittis si tratta della prima volta e - racconta - non è stato facile riuscire ad entrare nella spedizione perché ho dovuto inoltrare molte domande prima di essere finalmente pre-

Il gruppo di pugliesi in Antartide

scelto. Oltre alla bravura ed alla specializzazione - infatti - i componenti di una missione del genere devono avere anche una predisposizione particolare a vivere in condizioni estreme. E’ vero, infatti, che non si vive fuori, ma il lavoro si svolge prevalentemente all’interno dove sono assicurate condizioni climatiche adeguate, ma si tratta pur sempre di vivere in condizioni estreme. A Natale, ad esempio - raccontano - a mezzanotte al Polo Sud c’era la luce di mezzogiorno ed un sole che in Puglia avrebbe consigliato a tutti di andare al mare, anche se la temperatura era di meno 50 gradi, ma solo perché fino a febbraio in Antartide sarà estate (quando sarà inverno, nei sei mesi successivi, si potrà arrivare anche a meno 90). Periodicamente, i nostri ricercatori hanno contatti con la loro Agenzia e i famigliari e li mettono al corrente del lavoro che fanno, parlando di come trascorre la loro vita in un ambiente che seppure dotato di tutti i comfort, non è certo ideale. Ciascuno di essi, tuttavia, una volta che deve lasciare la base, prova molta nostalgia e pensa subito di potervi tornare al più presto. Così lontani si perde il contatto coi problemi della vita quotidiana nelle nostre città e la vita sembra davvero diversa e migliore. Enzo Magistà

notizie in brevE MOLISE, LA NUOVA AUTOSTRADA Il consiglio di amministrazione della società “Autostrada Termoli San Vittore” ha approvato il progetto preliminare per la nuova autostrada del Molise, che con un percorso di 150 Km congiungerà l’Adriatico al Tirreno. L’opera costerà circa 3,5 miliardi di euro. Il governo conta di avviare il primo lotto, tra Isernia e San Vittore, entro il 2013.

BASILICATA, INTESA SUL PETROLIO Regione Basilicata e governo nazionale insieme per una nuova intesa sul petrolio. E’ il primo risultato del tavolo tecnico avviato a Roma e che servirà per rinnovare le intese sui programmi di sviluppo petrolifero che riguardano due grandi giacimenti presenti in Basilicata, ubicati rispettivamente in Val d’Agri e l’altro, in produzione dal 2015, a Tempa Rossa.

BARI, ELEZIONI ALLA CAMERA DI COMMERCIO La Camera di Commercio di Bari ha il nuovo presidente. E’ Sandro Ambrosi, 59 anni, presidente di Confcommercio. L’elezione è avvenuta al secondo scrutinio, per il quale erano necessari 22 voti. A sbrogliare la matassa ci ha pensato una rappresentante di Confartigianato, che venendo meno agli ordini di scuderia, invece di disertare la seduta, vi ha partecipato.

BARI, PIAZZA BATTISTI è PRONTA Piazza Cesare Battisti, a Bari, di fronte alla facoltà di Giurisprudenza, sta per tornare a vivere. I lavori di realizzazione di un parcheggio da 700 posti sono alle battute finali. Manca solo la pavimentazione della parte centrale. Entro fine febbraio dovrebbe essere tutto completato e poi la questione diventerà solo burocratica. Senza intoppi potrebbe essere tutto concluso a marzo.

POLICORO, MORTO SUL LAVORO Incidente sul lavoro, mercoledì notte, lungo la linea ferroviaria, all’altezza di Policoro, nel materano. Un dipendente di una ditta addetta alla manutenzione dei binari è morto mentre con uno speciale macchinario stava sistemando la pietre sotto ai binari. La vittima, un 46enne di Cosenza, è stato decapitato da un nastro meccanico. Inutili i soccorsi, l’uomo è deceduto sul colpo.

BARI, ESPLODE TV IN CASA La televisione infiamma, accende la passione. Ma talvolta esplode. E sono guai. Ne sanno qualcosa due coniugi baresi 75enni che mercoledì, mentre guardavano la tv, si son visti scoppiare l’apparecchio davanti a loro. Un botto ed una fiammata che ha provocato un incendio che ha distrutto la loro casa. Per fortuna, i coniugi sono riusciti a mettersi in salvo.

MOLISE, BLITZ ANTIDROGA E’ di 15 arresti il bilancio dell’operazione Impero, condotta dalle squadre mobili di Isernia e dell’Aquila su inchiesta della Procura di Campobasso e completata giovedì scorso. Sgominata un’associazione di tre famiglie rom dedite ad un traffico di droga da un milione di euro l’anno.


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università/Incontro a Matera fra i Rettori di Puglia, Basilicata e Molise

Gli Atenei fanno gruppo S

i sono presi idealmente “per mano” i rettori di sei università del Sud (Basilicata, Molise, Bari, ivi comprese università e Politecnico, Lecce e Foggia), nell’incontro materano, postumo a quello barese dello scorso 2 settembre, che ha dato il battesimo, al Sud, ad una sorta di “sapere federato”, il primo, grande esempio di federalismo accademico in Italia. In una parola quella che

per il Ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, rappresenta l’iniziativa più virtuosa del Patto per il Sud, a cui lo stesso esponente di governo sta lavorando. Per il sottosegretario al ministero dell’Università e della Ricerca, Guido Viceconte “si tratta di un passaggio chiave nell’ottica della razionalizzazione delle risorse in esecuzione

I Rettori all’incontro materano

molise/Due terzi dei lavoratori in salvo

Ittierre, l’accordo U

na sfilata per ricordare i vecchi fasti, quando la piccola Pettoranello del Molise era, strano a dirsi, una capitale della moda italiana. Le luci della passerella che si riaccendono con modelle e modelli che indossano i capi di Ferré, C’N’C, Galliano. Sono i marchi che Ittierre produce, sono i superstiti di un naufragio che rischiava di travolgere il tessuto economico della provincia di Isernia. Oltre un anno fa il cavalier Tonino Perna concede il bis, e dopo il fallimento dei primi anni Ottanta con un altro marchio che ha fatto storia, la Pop84, dichiara default per Ittierre, una holding internazionale, licenziataria dei maggiori marchi dell’alta moda italiana. Il ministero dello Sviluppo economico nomina tre Commissari liquidatori; la Gianfranco Ferré, il diamante di famiglia che ha dissanguato Perna, viene venduta. Venduta pure Malo, la casa che produceva cachemere di altissima qualità. Restava Ittierre, e dopo un cammino tortuoso si presenta il gruppo Albisetti, una famiglia comasca che ha fondato un’impresa grande meno della metà di Ittierre, che fiuta la scalata. Antonio Bianchi, l’ad dell’azienda, è seduto nella sala direzione di Ittierre; con lui i suoi tre giovani figli. “Presto ci saranno quattro nuove licenze che porteranno in dote nuovo fatturato”. Ittierre, infatti, deve ammortizzare l’addio di Cavalli, che ha rescisso il contratto per le linee Just. “Bikkembergs e Frankie Morello da subito, ma altri due sono in dirittura d’arrivo, che ci permetteranno di sviluppare nuovo fatturato a partire dal 2012”. Non ci sta Bianchi a farsi dire da Antonio Di Pietro che lui è l’ennesimo avventuriero barbaro venuto dal nord a depredare il Sud. “I dodici milioni che la Regione garantisce come fidejussione servono presso il ministero dello Sviluppo economico a garanzia dell’acquisto dello stabilimento di Pettoranello - spiega l’ad -, ma sono soldi che dovranno essere pagati da Albisetti, non c’è dubbio”. Per il resto l’operazione è finanziata con primari istituti di credito, che dimostrano stima imprenditoriale verso Albisetti. Capitolo lavoratori; è la nota più delicata, visto che Ittierre impiegava quasi mille persone in Molise, più un giro di decine di fasonisti in mezz’Italia, ovvero di piccoli laboratori per la produzione manuale dei capi. Cinquecentosettanta dipendenti hanno già riacquistato il sorriso, mentre per altri duecentodieci l’ansia non è finita, resteranno in Cig fino ad aprile. “I lavoratori sono stati riassunti secondo scelte concordate con i sindacati

– spiega Bianchi – e hanno prodotto l’assunzione di ulteriori quindici persone rispetto al previsto, con la precedenza per categorie disagiate e donne in maternità”. Strette di mano, interviste, e poi spazio alla passerella, con le luci che si riaccendono sul colosso della moda. Non ci sta Bianchi a farsi dare del predatore, “ma non posso dirlo ora, l’avventura è appena cominciata. Ne riparliamo tra qualche anno”. Stefano Ricci

dell’articolo 3 della legge di riforma”. Certo è che in questo quadro di grande evoluzione, i numeri non raccontano ancora grande ottimismo, la scure dei tagli governativi abbattutasi sulla ricerca ha sacrificato dieci milioni di euro di premialità per le tre università, senza contare che la dipartita per il Nord è per 18 mila laureati che, ogni anno, lasciano le regioni del Sud per trovare lavoro altrove. Una fotografia, questa, in cui il protagonista deve offrire ancora il suo profilo migliore se volessimo usare una metafora per rappresentare degnamente il pensiero di un accademico autorevole come il Rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli che ha lasciato Matera con “l’auspicio che, iniziative come queste, vengano incentivate e promosse dal Governo centrale anche alla luce del fatto che, una volta per tutte, si comprenda che pur essendo università diverse, per storia, per dimensioni e per tipologie di facoltà, tutte insieme possiamo concorrere a migliorare la competitività del sistema e del Paese”. I numeri tornano alla mente quando, andando alle realtà strette in questa grande alleanza, si scopre che, come bene ha detto il Rettore dell’Università del Molise, Giovanni Cannata “l’attività che si sta svolgendo è un cantiere nel cantiere, un laboratorio di buone pratiche da far migrare nel sistema universitario italiano”. Non è un caso, infatti, se ad essere mobilitati sono qualcosa come 125 mila studenti, 4000 docenti e 3400 esponenti del personale amministrativo. Sarà la volta buona, quindi, che quella traccia di anti-meridionalismo letta dal governatore lucano, Vito De Filippo anche tra gli esponenti delle istituzioni abbandoni definitivamente il Paese e che, alla fine, anche il Nord si capaciti che senza il progresso del Sud, l’Italia non può che rimanere una nazione monca? Alessandro Boccia

L’Ateneo di Bari

pomodoro/Puglia e Campania insieme?

Filiera del rosso

C

on la nuova normativa comunitaria, per il pomodoro, uno dei prodotti più tipici dell’agricoltura meridionale, si apre una nuova stagione. I contributi disaccoppiati previsti dall’Ue ai produttori imporranno nuove regole all’interno del comparto, nel quale, finora, sono stati i trasformatori a farla da padroni. Quel che accade fra Puglia e Campania è sintomatico anche dello stato di malessere del settore. La Puglia, infatti, è la maggior produttrice di pomodoro, ma non ha industrie di

molise/Il gruppo di Campobasso ha rilevato il noto pastificio per rilanciarlo

La Molisana, pasta di Ferro D

uecento anni di storia di una tradizione che solo poche aziende possono vantare in Italia, figuriamoci nel Mezzogiorno. Quella stanza di fronte alle linee di produzione, dove campeggia il marchio de La Molisana, che si riapre finalmente dopo anni, e quel raggio di sole che illumina la conferenza stampa del gruppo Ferro, neo proprietari del pastificio, è più di una speranza. Al tavolo ci sono tutti, la terza generazione, con Vincenzo, che ricorda le figure del nonno e del padre, due imprenditori ma anche due benefattori, premiati a Campobasso per l’opera meritoria svolta per lo sviluppo della città. E poi ci sono i vertici attuali; l’amministratore delegato Giuseppe, il capo del personale Francesco, e il direttore marketing Rossella. Flavio, l’altro fratello, non è presente; “Qualcuno deve pur restare in azienda anche in questi pochi minuti” dicono con il loro aplomb. La ritrosia a farsi intervistare la dice lunga su questa famiglia che oltre cento anni fa è arrivata in Molise da Frattamaggiore. Oggi il molino Ferro è un colosso nel settore delle semole, con oltre trecentomila tonnellate l’anno lavorate, con un fatturato di oltre settantacinque milioni di euro. Con l’acquisto de La Molisana il gruppo chiude una filiera che potenzialmente è in grado di riportare il marchio ai livelli di una storia di fasti e successi internazionali. “E’ fuori dal mercato da otto anni, eppure ancora viene considerato molto; prova ne sia le difficoltà che abbiamo avuto a chiudere quest’operazione, visto che i nostri competitor hanno cercato di fermarla”. Giuseppe Ferro spiega pure i motivi di questo acquisto. “Stiamo utilizzando per La Molisana la migliore miscela esistente sul mercato mondiale. Il grano del Molise, quello migliore, selezionato, che ha caratteristiche apprezzatissime, al 50% con quello dell’Arizona, il più costoso perché considerato senza eguali”. Non c’è dubbio che la parola d’ordine sarà

La conferenza stampa con il Gruppo Ferro

una: “Qualità, perché solo lavorando tutti i giorni con serietà si tende a un risultato che è anche di qualità”. Papà Vincenzo è saggio e dietro quel sorriso un po’ imbarazzato per le tante telecamere, aggiunge un pensiero che è già uno slogan: “Non preferiteci, ma confrontateci, perché solo la donna di casa che cucina tutti i giorni, o chi apprezza la pasta a tavola ha diritto di dire che siamo bravi a produrre pasta”. Una sfida, insomma, lanciata con uno stile inconfondibile, che rende la famiglia una delle più forti economicamente nel Mezzogiorno ma di una discrezione che stride con i tanti narcisismi di molti imprenditori. La Molisana era finita otto anni fa; il fallimento, poi l’arrivo del gruppo campano della famiglia Maione, che con l’impennata del prezzo del grano è costretta a lasciare. La curatela fallimentare costretta a fare

da imprenditore e il giudice a cercare un concordato da Araba fenice. Alla fine, con 28 milioni di euro tirati fuori di tasca propria, il gruppo Ferro entra nel gotha del settore regina del made in Italy: la pasta. “Il mercato italiano anzitutto, ma poi quello nordamericano, in Canada, dove il marchio ha mantenuto una sua tradizione”. Giuseppe, che in questi giorni sta ricevendo clienti dal Giappone e dalla Cina, ha le idee chiare: “tornare tra i primi quattro competitor nel mondo”. Il lavoro riprende, tirano il fiato i novanta dipendenti che finalmente ricominciano a vedere la luce dopo un tunnel lungo otto anni. Per festeggiare i cento anni del molino, tre mesi fa, i Ferro hanno regalato una mensilità ai loro dipendenti. “Ferro e La Molisana, siamo fatti della stessa pasta”. Questo il motto, e la storia ricomincia. (s.r.)

trasformazione, per cui l’oro rosso che si raccoglie prevalentemente nel Tavoliere finisce negli stabilimenti del salernitano e la Campania si consolida in testa alla classifica delle regioni che trasformano il prodotto e lo commercializzano. Da qualche anno, in questo rapporto si è inserito anche un terzo incomodo, la Cina, che con i suoi 82 milioni di chili di prodotto trasformato esportato in Italia, è diventata un concorrente estremamente pericoloso. Come riorganizzare il settore e, soprattutto, come unire le forze per far concorrenza all’invasione cinese? Di questo si sta parlando nelle ultime settimane in Puglia ad opera di Coldiretti e Cia, le associazioni di categoria che raggruppano il maggior numero di produttori di pomodoro. Il lavoro viene attivamente seguito anche dall’assessore regionale pugliese all’agricoltura, Dario Stefano, che è anche il coordinatore nazionale di tutti gli assessori regionali all’agricoltura. Dal dibattito sta emergendo la necessità di creare una filiera del pomodoro, che garantisca tutti gli operatori del settore, dai produttori agli industriali e soprattutto tenga sotto controllo la contrattazione, dalla quale dipendono gli alti e bassi del mercato e l’andamento del rapporto con le importazioni cinesi. Proprio per arrivare alla definizione di un accordo di filiera, le due maggiori associazioni degli agricoltori hanno chiesto a Stefano la convocazione di un tavolo di confronto nazionale da ultimare, con la sottoscrizione di un accordo, prima dell’inizio della prossima stagione. L’assessore pugliese si è detto d’accordo, anche per introdurre, nell’intesa, elementi di novità che portino ad un rinnovamento dell’intera filiera non solo su basi contrattuali e commerciali, ma anche in relazione alla programmazione ed alle innovazioni tecnologiche. Stefano ha posto l’accento anche sulla necessità che siano le due regioni portanti della filiera, Puglia e Campania, a lavorare congiuntamente per far si che il pomodoro diventi una concreta opportunità per lo sviluppo dell’agricoltura delle due regioni. Si potrebbe - è stato il suggerimento di Coldiretti e Cia - creare un distretto agro-alimentare del pomodoro da industria, sul modello di quello del centro-nord. La creazione del distretto è ormai irrinunciabile alla luce della nuova normativa europea ed è incredibile che al sud nessuno ci abbia pensato finora. Il confronto su questi argomenti è appena cominciato, ma si è già in ritardo. Le associazioni di categoria temono che non si faccia in tempo a mettersi d’accordo sulle regole da osservare per la prossima stagione che è già alle porte, col rischio che ancora una volta a vincere sia il prodotto cinese, molto più scadente del nostro, ma molto più appetibile sul mercato per il bassissimo costo che ha. Anche su questo, agricoltori e industriali hanno chiesto al Governo di intervenire con una politica di controlli più attenta e selezionante. (e.m.)


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conversano/Un seminario per 30 canadesi

Nozze in Puglia S

i inserisce all’interno del corso di formazione professionale per “Esperto di incoming turistico” organizzato dal CNIPA Puglia il seminario “I matrimoni nella storia” che si è tenuto mercoledì 19 gennaio a Conversano, in provincia di Bari. Una delegazione di trenta canadesi, di origini italiane e provenienti da Vancouver, ha speso la mattinata in una visita guidata, curata dalla Pro Loco cittadina, per le bellezze del centro storico per poi partecipare ad un convegno sul tema del matrimonio storico all’interno del Relais Corte d’Altavilla. In questo ambito l’amministrazione comunale conversanese, nelle vesti dell’assessore alla Cultura, Sibilia, ha voluto promuovere ai partecipanti al corso la possibilità di organizzare suggestivi riti e feste nuziali a Conversano. Significativi sono stati, infatti, gli introiti che i matrimoni civili hanno portato nelle casse comunali nell’ultimo anno. La cittadina barese ha tutto ciò che serve per rendere felici gli sposi nel giorno più importante della loro vita.

Dal classico matrimonio in sala ricevimenti, a quello in masseria con una tavolata di prodotti della tradizione culinaria della zona, a quello “regale” nel castello di Marchione, in campagna, sulla strada per Putignano. Il tema dei matrimoni storici è stato approfondito dall’intervento della wedding planner Patrizia Romagno. Uno dei fini del progetto curato dal Consorzio Nazionale per l’Istruzione Professionale e Artigiana in accordo con il Ministero del Lavoro è quello di creare opportunità di cooperazione e sviluppo delle risorse umane e delle imprese dei sistemi locali in uno scambio tra Italia e Canada. In quest’ottica i partecipanti che si occuperanno al termine del corso di promuovere gli scambi con l’Italia nella loro città di provenienza, Vancouver, hanno effettuato un tour di varie zone dell’Italia per partecipare a seminari, convegni e stage formativi. Dopo Conversano i trenta canadesi sono stati in Salento mentre dall’inizio di gennaio sono stati ospitati in Piemonte e nel foggiano. Maria Teresa Lenoci

Sopra: la delegazione di canadesi in visita a Conversano; sotto a sinistra: un momento del seminario

faeto/Il 6 febbraio la sagra del maiale nero, in attesa del riconoscimento

Il sogno del prosciutto IGP F

salentini/Una piazza virtuale su Facebook

I “sparpagghiati” Q

uando casa è lontana si fa di tutto per cercare di non sentirne la mancanza. Oggi, grazie ad internet, rimanere in contatto con amici e parenti non è più così difficile come una volta, quando bisognava attendere mesi prima di poter ricevere una lettera per posta tradizionale. Per chi proviene dal Salento, da qualche mese, è possibile “riunirsi” in una piazza virtuale grazie a Facebook, ma soprattutto grazie ad un gruppo di studenti del Liceo Costa di Lecce che hanno aperto, sul social network più in voga del momento, un gruppo chiamato “Salentini Sparpagghiati”, cioè sparpagliati nel mondo. E sono davvero tanti. Al momento di andare in stampa si è superata quota 2.600 iscritti, tutti (o quasi) salentini che hanno dovuto abbandonare la propria meravigliosa terra per lavoro o studio. Ci sono persone dal Canada, dalla Nuova Zelanda, dal Giappone, ma anche da Svizzera, Germania, Francia, Inghilterra ed ovviamente da tutte le altre regioni d’Italia. Nonostante il luogo d’incontro virtuale, il calore e la passione dei partecipanti sono reali, provare per credere. La “piazza” virtuale ha avuto un successo incredibile ed immediato, tanto da indurre i ragazzi del Costa a mettere in cantiere un nuovo ed intrigante progetto, “molto ambizioso ed innovativo - dichiarano - che farà sentire ancora più uniti, più considerati e più vicini a casa le migliaia di salentini sparpagliati”. Sul nuovo progetto, al momento,

c’è grande riserbo, pertanto ci sarà da attendere ancora un pò, ma gli interessati assicurano che sarà talmente geniale da far parlare di sè. Nel gruppo è possibile “respirare” l’aria del Salento, grazie ai post inseriti dagli utenti. Molti sono in dialetto, altri sono foto che mostrano spiagge e panorami da sogno. E tanti altri parlano di cibo, forse l’elemento che manca maggiormente a chi emigra lontano da casa. Insomma, “Salentini Sparpagghiati” è un modo semplice, ma bellissimo, per sentirsi sempre in Salento a prescindere dal continente in cui si vive. Gianvito Magistà

aeto come Norcia e Langhirano. E’ ciò che si augura l’associazione per la valorizzazione del prosciutto del piccolo comune dei Monti Dauni, nata un anno fa; ne fanno parte la Confcommercio di Foggia e i due salumifici che da decenni lavorano in paese la carne suina. Nell’anno della 30esima edizione della sagra del maiale, a Faeto si punta a ottenere il marchio IGP dall’Unione Europea: il disciplinare è stato inviato alla Regione, che dovrà trasmetterlo al ministero delle Politiche Agricole. L’ultima parola spetterà alla commissione Agricoltura di Bruxelles, a cui toccherà approvare il codice di produzione per conferire il marchio. La sagra del maiale si svolgerà domenica 6 febbraio: “La Féte de lu cajunne”, in lingua franco provenzale, introdotta a Faeto e a Celle San Vito nel XIII secolo dai soldati di Carlo I D’Angiò. Nel comune più alto della Puglia, a quasi 900 metri di altitudine, ogni anno giungono migliaia di visitatori per la sagra del maiale, per nulla scoraggiati dal gran freddo e dalle raffiche di vento gelido. Il momento clou della giornata è la depilazione del maiale nero nella piazza centrale da parte dei macellai del paese. Il maiale nero è una specie tipica delle montagne di Faeto. Per realizzare un buon soffritto - il piatto principale della sagra - ci vogliono circa due ore: fegato, pancetta, cuore, polmoni, peperoni e patate sono gli ingredienti alla base del piatto tipico della cucina faetana. Una specialità che ha origini antichissime, che mantiene intatto il gusto della tradizione e della cucina più genuina e casereccia. Non mancano altre specialità locali, come i fagioli con le cotiche, salsicce alla brace e l’immancabile caciocavallo. Ma cosa rende il prosciutto di Faeto così prelibato? Innanzitutto la stagionatura, che avviene a quote superiori ai 500/600 metri di altitudine. La concessione del marchio IGP rappresenterebbe una grande occasione per tutti i paesi del comprensorio dei Monti Dauni, poiché la stagionatura dei prodotti e la lavorazione potrebbe coinvolgere un numero consistente di piccolo aziende. Sono oltre 30 mila i prosciutti lavorati ogni anno a Faeto; i prodotti sono venduti in Puglia e, dal 2005, nei supermercati di tutta Italia, grazie all’accordo con una grande catena di distribuzione. Nel disciplinare, è stabilito che i prosciutti salati e stagionati a Faeto - tra i 14 e i 16 mesi, grazie al freddo e al basso livello di umidità - provengano da maiali allevati e macellati in Italia, come avviene a Norcia e Langhirano. Pietro Loffredo

cinema/Il Bif&st alla seconda edizione

Il Festival di Bari

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ono stati 308 gli appuntamenti del Bif&st 2011 che in una settimana ha portato a Bari il meglio del panorama mondiale del cinema. Serata d’apertura al Petruzzelli con “Il discorso del Re” di Tom Hooper, con Colin Firth, in pole position nella candidatura agli Oscar. Fra le altre anteprime: “Senna”, il documentario di Asif Kapadia sul grande pilota brasiliano di Formula 1, la caustica commedia “Morning Glory”, con Harrison Ford e Diane Keaton, “London Boulevard” con Keira Knightley e “Vento di Primavera”, con Jean Reno storia vera dei 13mila ebrei arrestati a Parigi nel luglio 1942. Nel ricco programma, anche la più grande retrospettiva mai dedicata a Giuseppe Tornatore. A presiedere la giuria della seconda edizione “Bif&st-Bari International Film & Tv Festival” è stato chiamato da Felice Laudario, direttore artistico della kermesse, organizzata dalla Apulia Film Commission, Ettore Scola. “In Italia quelli che stiamo vivendo sono tempi difficili anche per il cinema”, ha commentato Scola, durante il discorso di insediamento, che poi ha aggiunto: “e ci appare quasi come un miraggio questa Puglia che anche con questo festival produce e fa cultura. La cultura oggi è orfana della politica, ma soprattutto la politica è orfana della cultura”, ha concluso il presidente della giuria. E come dargli torto? Un’iniezione di fiducia arriva proprio dal presidente della Regione Puglia Vendola secondo il quale “un segnale di speranza, oggi, arriva proprio dal mondo del cinema italiano che si pone e si propone nel panorama sociale del Paese come un argine all’impoverimento culturale generale”. Un festival, questo che

Checco Zalone premiato al Bif&st

si caratterizza per la sua sobrietà e per la sua alta essenza formativa con una vocazione per la scoperta e la valorizzazione dei giovani talenti. Un cartellone che ha voluto parlare delle arti e dei mestieri, che ruotano attorno al cinema, dando così un senso ed un legame alle storie locali e ai grandi temi internazionali contro il trionfo delle piccole patrie, malattia di un paese ignorante. Tra i grandi nomi apparsi quest’anno, solo per citarne alcuni: Tornatore, Procacci, Cardinale, Verdone e il pugliesissimo Checco Zalone che ha ricevuto il premio numeri uno dell’edizione 2011 del Bif&st per il successo e l’attaccamento alla Puglia dimostrato con il suo successone cinematografico “Che Bella Giornata”. Nicola Mangialardi


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CAGLIARI - BARI

LECCE - CESENA

22ª GIORNATA

22ª GIORNATA

(30/1, Stadio “Sant’Elia” di Cagliari, ore 15)

(30/1, Stadio “Via del Mare” di Lecce, ore 15)

PROBABILI FORMAZIONI

PROBABILI FORMAZIONI

Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Canini, Astori, Agostini; Laner, Cossu, Biondini; Missiroli; Acquafresca, Matri. All.: Donadoni

Lecce (4-3-1-2): Rosati; Tomovic, Ferrario, Fabiano, Brivio; Munari, Giacomazzi, Vives; Olivera; Jeda, Di Michele. All.: De Canio

Bari (4-4-2): Gillet; A.Masiello, Belmonte, Glik, Rossi; Alvarez, Donati, Gazzi, Rivas; Kutuzov, Rudolf. All.: Ventura

Cesena (4-3-2-1): Antonioli; Ceccarelli, Pellegrino, Von Bergen, Lauro; Caserta, Colucci, Parolo; Giaccherini; Jimenez, Bogdani. All.: Ficcadenti

TV: -

ultimo turno Bari-Napoli 0-2

prossimo turno Bari-Inter (3/2/‘11)

TV: -

classifica

Fiorentina-Lecce 1-1

CAGLIARI

26 punti (10° posto)

Brindisi, si cambia e da un lato le dimissioni del presidente del Football Brindisi 1912 Vittorio Galigani hanno fatto tirare un sospiro di sollievo ai tanti tifosi che da tempo ne sollecitavano il congedo, dall’altro destano preoccupazione per il futuro della società. Infatti, dopo il Cda del 27 gennaio, le redini sono passate nelle mani del suo vice, Antonio Pupino. Un fatto, questo, che non rassicura affatto i tifosi brindisini, preoccupati che si tratti di un passaggio meramente formale e convinti che nulla cambierà all’interno della società. Società che, come è noto, è alle prese con una pesante situazione finanziaria, con i giocatori - ma non solo - che non vengono pagati da mesi, cui si aggiungono i pessimi risultati della squadra, relegata nei bassi fondi della classifica. La speranza di chi ha a cuore le sorti della società è che ci sia qualcuno disposto a rilevarla. Ma chi potrebbe, se non c’è mai stato nessuno disposto a farlo, nemmeno quando lo scorso aprile i vecchi proprietari, i Barretta, annunciarono di voler mollare il calcio, lasciando una società pulita e senza debiti? In questo momento, infatti, chiunque dovesse subentrare dovrebbe farsi carico di una situazione debitoria che, ad oggi, non si sa esattamente a quanto ammonti. Non

solo; e su questo aspetto Galigani è stato molto chiaro: nella lunga nota in cui annunciava le dimissioni, ha detto chiaramente che, diversamente da quanto detto dal sindaco Mennitti, non consegnerà mai il titolo sportivo nelle sue mani se non in presenza “di un soggetto giuridico che sostituisca e liberi l’attuale proprietà da tutte le garanzie passate, presenti e future nei confronti della vecchia proprietà e fornite dagli attuali soci all’atto di trasferimento delle quote sociali”.

PRO1/Foggia scavalcato

pro2/Neve a Campobasso

Risultati 21a Giornata (B) Barletta-Nocerina 1-2 Benevento-Atletico Roma 2-0 Cavese-Gela 1-1 Foligno-Foggia 2-1 Lucchese-Andria Bat 1-1 Pisa-Ternana 1-0 Siracusa-Juve Stabia 1-1 Taranto-Cosenza 1-0 Virtus Lanciano-Viareggio rinviata

Risultati 17a Giornata (C) Avellino-Brindisi 2-1 Campobasso-N. Mugnano rinviata Catanzaro-Latina 0-2 Isola Liri-Aversa Normanna 1-1 Matera-Vigor Lametia 0-2 Melfi-Trapani 1-2 Pomezia-Milazzo 0-1 Vibonese-Fondi 1-1

CLASSIFICA 1 Nocerina 2 Atletico Roma 3 Benevento 4 Juve Stabia 5 Taranto 6 Foggia 7 Virtus Lanciano 8 Siracusa 9 Cosenza 10 Lucchese 11 Andria Bat 12 Gela 13 Ternana 14 Viareggio 15 Foligno 16 Pisa 17 Barletta 18 Cavese

CLASSIFICA 1 Latina 2 Trapani 3 Pomezia 4 Neapolis Mugnano 5 Aversa Normanna 6 Milazzo 7 Avellino 8 Vigor Lametia 9 Matera 10 Melfi 11 Fondi 12 Brindisi 13 Isola Liri 14 Campobasso 15 Vibonese 16 Catanzaro

Vittorio Galigani

Brindisi, Matera e Melfi ko

48 40 39 32 30 28 28 28 27 25 24 24 23 22 22 22 19 17

Prossimo Turno Andria Bat-Taranto; Atletico Roma-Foligno; Cosenza-Lucchese; Foggia-Barletta; Gela-Virtus Lanciano; Juve Stabia-Pisa; SiracusaBenevento; Ternana-Cavese; Viareggio-Nocerina.

20 punti (17° posto)

CESENA

Parma-Lecce (2/2/‘11)

calcio/Il presidente Galigani si è dimesso

Vince solo il Taranto

lecce

prossimo turno

bari

14 punti (20° posto)

S

classifica

ultimo turno

37 32 30 29 27 27 26 24 22 21 21 19 16 14 13 0

Prossimo Turno Brindisi-Aversa Normanna; FondiMatera; Isola Liri-Pomezia; LatinaMilazzo; Melfi-Catanzaro; Neapolis Mugnano-Avellino; Trapani-Vibonese; Vigor Lametia-Campobasso.

19 punti (18° posto)

calcio/A Barletta

calcio/Qualificazioni U-17

L

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Allenatore Europei esonerato nel Salento ello Sciannimanico non è più l’allenatore del Barletta. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno. La società biancorossa, probabilmente, avrà preso la decisione domenica sera subito dopo la gara casalinga persa contro la capolista Nocerina, tant’è che il nome del suo sostituto si conosceva già da lunedì: si tratta di Marco Cari, ex tecnico del Taranto che da mercoledì sta dirigendo gli allenamenti. Tirar fuori la squadra dalle secche della classifica. E’ questo il primo obiettivo al quale punta Marco Cari. Negli spogliatoi biancorossi, dopo la sconfitta di domenica scorsa contro la Nocerina, l’atmosfera si era fatta pesante. Morale sotto i piedi e soccorso psicologico necessario pur di risalire la china e far scoccare nei calciatori la scintilla di nuove motivazioni. Immediata e sofferta la decisione della società guidata dal presidente Tatò di congedare definitivamente Lello Sciannimanico. Nonostante gli sforzi compiuti, l’ex del Bari, consegna alla tifoseria biancorossa una squadra scivolata al penultimo posto, con all’attivo un bottino di appena 19 punti. Situazione imbarazzante nonostante la vivacità mostrata dalla società sul mercato. Secondo mister Cari, centrare la salvezza non è una missione impossibile. Affermazione che il tecnico lega una valutazione dell’organico, nelle condizioni di poter esprimere un calcio migliore.

a Provincia di Lecce ospiterà la Fase Finale delle Qualificazioni al Campionato Europeo di calcio Under 17, dall’8 al 15 di marzo prossimo. L’assegnazione al Salento è arrivata attraverso una lettera ufficiale del Presidente Nazionale della Federcalcio Giancarlo Abete, trasmessa in queste ore al Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. “In questi mesi - commentano Gabellone ed il sindaco di Lecce Perrone - con un’azione silenziosa e operosa fatta di incontri con i vertici federali pugliesi, con il Presidente Tisci siamo arrivati ad un risultato davvero straordinario per lo sport salentino, per la veicolazione all’esterno del marchio territoriale del Salento e della città di Lecce, per la sua centralità nell’agenda di centinaia di osservatori, società di calcio, mass-media, tecnici, calciatori, che per una settimana intera avranno la nostra provincia come punto di riferimento unico per il calcio internazionale”. Le partite si disputeranno sui campi di Lecce, Nardò e Casarano. Questo il calendario degli incontri: 9 marzo Slovacchia-Rep. Ceca (stadio ‘Giovanni Paolo II’ di Nardò) e Italia-Scozia (stadio ‘Capozza’ di Casarano); 11 marzo Scozia-Slovacchia (stadio ‘Capozza’ di Casarano) e Italia-Rep. Ceca (stadio ‘Giovanni Paolo II’ di Nardò); 14 marzo Rep. Ceca-Scozia (stadio ‘Capozza’ di Casarano) e Italia-Slovacchia (stadio ‘Via del Mare’ di Lecce).

serie d/Nel Girone F quattro rinvii per maltempo

Nardò su, Trani giù Risultati 24a Giornata (F) Atessa Val Sangro-Teramo rinviata Bojano-Atl. Trivento rinviata Cesenatico-Civitanovese 4-0 Jesina-B.Fossombrone 1-1 Luco Canistro-Forlì 2-1 Real Rimini-Rimini 1912 0-3 Recanatese-O.Agnonese rinviata Santarcangelo-Miglianico 1-1 Santegidiese-R.C. Angolana rinviata Venafro-Sambenedettese 0-4

Risultati 21a Giornata (H) Angri-Fortis Murgia 3-0 Arzanese-Sant’Antonio Abate 2-1 Boville Ernica-Battipagliese 1-0 Gaeta-Virtus Casarano 3-1 Grottaglie-Francavilla in Sinni 0-2 Nardò-Ischia 3-1 Ostuni-Capriatese 0-0 Pisticci-Francavilla Fontana 3-0 Pomigliano-Fortis Trani 1-0

Classifica Teramo 51 punti; Rimini 49; Santarcangelo 44; Forlì, Jesina, Santegidiese 38; Real Rimini 37; Civitanovese 35; Recanatese, Sambenedettese 33; R.C. Angolana 32; Olynpia Agnonese 31; Luco Canistro 29; Atletico Trivento 28; Atessa Val Sangro 27; Venafro 23; Fossombrone 20; Miglianico 19; Cesenatico 18; Bojano 8.

Classifica Arzanese 45 punti; Nardò, Gaeta 40; Virtus Casarano 38; Pomigliano 37; Boville Ernica 33; Ischia 32; Fortis Murgia 31; Fortis Trani 29; Grottaglie 27; Pisticci, Capriatese 25; Francavilla in Sinni, Sant’Antonio Abate 24; Angri 21; Francavilla Fontana, Battipagliese 17; Ostuni 12.

Prossimo Turno B.Fossombrone-Cesenatico; Civitanovese-Real Rimini; ForlìSantegidiese; Miglianico-Jesina; O.Agnonese-A.Trivento; R.Curi Angolana-Bojano; Rimini-Recanatese; Sambenedettese-Atessa Val Sangro; Teramo-Santarcangelo; VenafroLuco Canistro.

Prossimo TurnO Arzanese-Ostuni; Battipagliese-Nardò; Capriatese-Pomigliano; Fortis Murgia-Grottaglie; Fortis Trani-Angri; Francavilla in Sinni-Boville Ernica; Francavilla Fontana-Ischia; Sant’Antonio Abate-Gaeta; Virtus Casrano-Pisticci.

eccellenza

PUglIESE

Risultati 24a Giornata Cerignola-Manduria 5-0; ViesteTerlizzi 1-2; Bisceglie-Racale 4-0; Copertino-Castellana 0-1; MonopoliFasano 4-1; Martina-Manfredonia 0-1; Maruggio-Lucera 2-4; San Paolo Bari-Locorotondo 4-2; Sogliano-Tricase 1-1. Classifica Cerignola 50; Martina 46; Bisceglie 45; Locorot. 40; Monopoli 39; Copertino 35; Fasano, Vieste 34; Terlizzi 33; Racale 32; San Paolo Bari 31; Sogliano, Tricase 28; Castellana 27; Manfred., Maruggio, Lucera 21; Manduria 17. Prossimo Turno Tricase-Monopoli; CastellanaMartina; Fasano-San Paolo Bari; Lucera-Vieste; Manduria-Bisceglie; Manfredonia-Maruggio; Racale-Copertino; Terlizzi-Sogliano; Locorotondo-Cerignola.

lucana

Risultati 20a Giornata Cristofaro-Viggiano 1-1; Atella V.Miglionico 1-0; Picerno-Valdiano 2-2; Tanagro-Policoro 2-4; Ferrandina-Murese 2000 2-3; Moliterno-Vultur 3-0; Pietragalla-Potenza 0-3; Real TolveAvigliano 3-2. Riposo: B.Pleiade. Classifica Cristofaro 40; Tanagro 34; Viggiano 33; Atella V. 32; Pietragalla 27; Murese 2000, Valdiano, Real Tolve 26; Avigliano, Potenza 24; Picerno, B.Pleiade 23; Policoro, Moliterno 21; Ferrandina 18; Miglionico 14; Vultur 13. Prossimo Turno Avigliano-B.Pleiade; MiglionicoPietragalla; Murese 2000-Picerno; Policoro-Moliterno; Potenza-Cristofaro; Valdiano-Tanagro; Viggiano-Ferrandina; Vultur-Real Tolve. Riposo: Atella V.

PROMOZIONE PUGLIESE

Risultati 20a Giornata (A) A.Corato-N.Andria 3-1; Mola-Bitonto 0-1; Canosa-Noicattaro 3-1; Torremaggiore-Molfetta 4-0; R.Barletta-Ascoli Satriano 3-4; Rutiglianese-Minervino Murge 2-1; San Severo-Polimnia 1-0; Santeramo-Casamassima 0-2; Valenzano-Altamura 2-3. Classifica Corato 45; Canosa 40; San Severo, Bitonto 39; Altamura 38; Rutiglianese 36; Torremag. 33; Noicattaro 32; Casamassima 31; Mola; N.Andria 27; Ascoli S. 25; Polimnia 22; Barletta 19; Minervino 17; Santeramo 16; Valenzano 10; Molfetta 2. Prossimo Turno A.Satriano-Santeramo; Casamassima-Mola; Bitonto-Corato; MinervinoCanosa; N.Andria-Torremaggiore; Noicattaro-S.Severo; Polimnia-Valenzano; Altamura-Barletta; Molfetta-Rutiglianese. Risultati 20a Giornata (B) Toma Maglie-Massafra 1-0; Alberobellonoci-Crispiano 1-0; Botrugno-Novoli 4-1; B.Brindisi-Galatina 0-2; Fragagnano-Mottola 0-0; Gallipoli-San Cesario 3-0; Leporano-L.Mariano 3-0; Martano-Mesagne 0-0; Real Squinzano-Carosino 1-5. Classifica Toma Maglie 48; Galatina 43; Botrugno 38; Mottola 36; Gallipoli 34; Leporano 33; Crispiano 30; Massafra 27; L.Mariano 24; Carosino, Mesagne, Alberobellon., Novoli 23; Martano 22; S.Cesario 20; B.Brindisi 19; Fragagnano 17; Squinzano 8. Prossimo Turno Crispiano-Leporano; L.MarianoMartano; Massafra-Gallipoli; MesagneSquinzano; Mottola-Alberobellonoci; Novoli-Fragagnano; Galatina-Maglie; Carosino-B.Brindisi; S.Cesario-Botrugno.

lucana

Risultati 18a Giornata Tursi-Bernalda 3-3; A.Potenza-Pescopagano 1926 3-1; Scanzano-Real Irsina 2-1; Cancellara-Grottole 3-2; MontescagliosoVarisius 1-4; Rotondella-Santarcangiolese 1-1; Lagonegro-Balvano 2-1; PignolaBella C. 2-0. Classifica Scanzano 52; A.Potenza 47; Bernalda 32; Pignola, Cancellara 30; Real Irsina 25; Pescopagano 1926, Santarcangiolese, Tursi 22; Balvano 20; Rotondella 19; Lagonegro, Grottole 18; Montescaglioso 15; Varisius 14; Bella C. 12. Prossimo Turno Balvano-Pignola; Bella C.-Tursi; Bernalda-A.Potenza; Grottole-Scanzano; Pescopagano 1926-Cancellara; Real Irsina-Montescaglioso; SantarcangioleseLagonegro; Varisius-Rotondella.

SIN n.4 2011  

Il giornale canadese sul Sud Italia

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