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san nicola

calcio

Martedì scorso a Bari la festa del Santo di Myra

Via Di Francesco, al Lecce arriva il sanguigno Serse Cosmi

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Anno II n.49 (92) - 10 dicembre 2011 Direttore responsabile: Giovanni Magistà

Editoriale di Gianvito Magistà

lecce, un natale... ‘caldo’

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

la puglia per kyoto > P.2

I

nizio di Natale caldissimo a Lecce e non è certo per le temperature primaverili. Piuttosto lo è a causa delle polemiche scatenatesi per la serata d’inaugurazione di “Illuminando Lecce”, manifestazione che vedrà la capitale del barocco decorarsi di vere e proprie opere d’arte luminose per tutto il periodo natalizio, fino all’8 gennaio. Questi i fatti, in breve. Durante l’inaugurazione dell’evento, nel weekend scorso, un’opera d’arte, su tutte, ha suscitato sorpresa, curiosità e scalpore: una donna che si aggirava per le strade del centro storico, danzando, completmente nuda e ricoperta soltanto di vernice bianca e con una maschera da coniglio sulla testa. Il tutto accadeva mentre la gente passeggiava tranquilla per le vie della città salentina per le spese di Natale e per ammirare le illuminazioni. Naturalmente la “coniglietta” si è intrattenuta anche dinanzi al Duomo, arrivando sino alla chiesa di Sant’Irene. Luoghi sì del centro storico, luoghi pubblici, ma anche religiosi. Seppure la stragrande maggioranza dei passanti - uomini e donne di ogni età - sembravano gradire le performance artistiche della ballerina in bianco, il giorno dopo a Lecce è scoppiata la polemica. A sentirsi offesa e a farlo sapere con una lettera aperta, è stata l’Arcidiocesi del capoluogo salentino che ha parlato di una situazione che “ha offeso il senso del pudore pubblico, profanato la sacralità di monumenti dal grande significato storico e religioso e violato il valore della dignità della donna e del suo corpo”. Immediata la replica dell’artista, che si è detto da una parte spaventato e dall’altra orgoglioso della reazione della Curia leccese. Si chiede, inoltre, da quando mettere in mostra la bellezza, che può essere identicata anche con il corpo nudo di una donna, sia un qualcosa di volgare. Per lui, in realtà, il coniglio bianco, come in Alice nel Paese delle Meraviglie, “è la connessione tra la realtà ed il mondo incantato, tra la vita di tutti i giorni ed il sogno”. Una connessione che ci mette di fronte alla “nostra memoria, alla nostra infanzia, a simboli e riti che ci portiamo dietro”. Quindi come vediamo e giudichiamo una donna nuda dipinta di bianco, in realtà è come viviamo e vediamo la vita e ci confrontiamo con le nostre paure e convinzioni. E come ci rapportiamo con noi stessi e gli altri. Dunque, secondo l’artista, è spaventoso che ci sia qualcuno che veda il male dove non c’è, cioè di fronte alla bellezza. Noi pensiamo che mettere in risalto con l’arte la bellezza del corpo umano non è ne’ volgare ne’ vergognoso. Ma una ballerina nuda di fronte ad un luogo di culto è quantomeno una scelta di dubbio gusto. Il rispetto per la sensibilità e le credenze altrui viene sempre prima di tutto. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere.

foggia è ultima > P.3

politica/Governo

natale/Tradizioni

auguri/Spazio a Voi

A bisceglie i presepi; andria città del torrone

inviateci i vostri auguri per le feste da pubblicare

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monti sceglie un lucano: è d’andrea > P.2

redazione@suditalianews.com

il cipe taglia il sud, è allarme

di Enzo Magistà on sono solo la mannaia sulle pensioni o il ritorno dell’Ici. E nemmeno il rincaro della benzina. Ciò che deve preoccuparci maggiormente dell’azione risanatrice del governo Monti è altro: le infrastrutture per il sud. C’è il rischio che i tagli del governo colpiscano le opere da tempo previste e in taluni casi già finanziate per strade, ferrovie, porti ed altro. La prima riunione del Cipe dell’era Monti, sotto questo aspetto, è allarmante. Il Cipe ha dato l’ok all’apertura di cantieri per opere pari a circa 6 miliardi di euro. Di queste, il 90 per cento si faranno al nord, il resto nel sud. Il ministro Passera ha meticolosamente cancellato dall’ordine del giorno della seduta dell’organo interministeriale la gran parte delle opere finanziate nelle regioni meridionali, lasciandone solo alcune. L’esclusione più clamorosa riguarda il cosiddetto nodo ferroviario di Bari, che il capoluogo attende da decenni e per la cui realizzazione erano stati finalmente trovati i finanziamenti con un’intesa raggiunta tra Fitto, Emiliano e Vendola. Il “nodo” attendeva solo il sì del Cipe per potersi concretizzare in realtà. Un sì, in fin dei conti, solo formale, considerato che da anni i progetti vengono verificati, aggiustati e approvati e che nel frattempo erano state faticosamente messe insieme le risorse necessarie, le volontà politiche e quanto serviva a far tirare a tutti un sospiro di sollievo e far esultare per l’intervenuto accordo. Il “nodo ferroviario” barese, tra gli effetti benefici che si prevede dovrà produrre, ha anche quello di unificare Bari, oggi tagliata in due dalla ferrovia. Si tratta di un’opera utilissima non solo per Bari, ma per tutta la regione, che su Bari si riversa giornalmente. Un’opera che ha un significato strategico-politico di rilevante interesse per l’intero mezzogiorno. Il ministro Passera, probabilmente, non la pensa così e martedì scorso ha depennato il “nodo” barese dall’elenco delle opere a cui dare l’ok. Un segnale allarmante. Anche perché in lista d’attesa ci sono decine e decine di opere finanziate dal precedente governo che si era già impegnato a farle sbloccare dal Cipe entro l’anno. Un’altra opera in procinto di ottenere il sì del Cipe è, ad esempio, il raddoppio della statale 100 tra Casamassima e Putignano. Che ne sarà, adesso, di questo e di tanti altri progetti in lista d’attesa?

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10 DICEMBRE 2011

governo/D’Andrea, un passato nella Dc e nel Pd

Un lucano per Monti E’

bruxelles/Il Patto firmato presso l’UE dai Comuni della Bat più Corato

Sindaci pugliesi per Kyoto I

l miglioramento dell’efficienza energetica e l’utilizzo di nuove fonti di energia alternativa è l’obiettivo strategico dell’Unione Europea entro il 2020. A Bruxelles siglato il Patto dei Sindaci a cui hanno aderito i Comuni aderenti al patto territoriale del nord barese e ofantino che comprende i 10 comuni della provincia di Barletta, Andria, Trani ed il Comune di Corato. Riduzione del 20 per cento delle emissioni di Co2 nell’atmosfera, crescita del 20 per cento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, taglio del 20 per cento dei consumi. Sono gli obiettivi a cui punta l’Unione Europea entro il 2020, nel rispetto degli obiettivi indicati nel trattato di Kyoto. Per il miglioramento dell’efficienza energetica si dovranno pianificare interventi in settori strategici: dallo smaltimento dei rifiuti ai trasporti, dalla mobilità urbana ai materiali per l’edilizia pubblica e residenziale. Essere sindaci in rete significa individuare modelli di sviluppo ed attuarli attraverso un nuovo sistema di governance dell’Europa. E’ una delle linee guida tracciate dal patto dei sindaci di 3mila città del Vecchio Continente, siglato nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles a cui hanno presso parte i Comuni della sesta provincia e Corato. L’intesa aprirà la strada verso l’utilizzo più efficace delle risorse energetiche allargando il campo d’azione alla gestione mirata delle risorse idriche, alla biodiversità, all’aria ed al suolo. Due miliardi e mezzo di euro i fondi a disposizione delle città europee per finanziare progetti in campo energetico, un milione e mezzo i posti di lavoro previsti nei prossimi anni.

Anno II - n.49 (92) - 10 dicembre 2011 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com

Sempre a Bruxelles sancita l’alleanza tra formazione ed energia. Oggi consumiamo 2 volte e mezzo quello che la Terra produce. La missione di Bruxelles ha avuto anche un altro obiettivo: quello di presentare il progetto parallelo denominato “Leonardo da Vinci” che porterà 71 giovani laureati in giurisprudenza, in scienze della comunicazione o in discipline tecniche e scientifiche, residenti nei Comuni della sesta provincia in giro per l’Europa per frequentare stage formativi ai massimi livelli. Il progetto interamente finanziato da Isfol e che ha ottenuto un contributo economico della Provincia Bat consentirà di acquisire una serie di professionalità di altissimo profilo nel settore energetico. Risorse che i

sindaci del Patto territoriale potranno utilizzare nell’ambito del piano di programmazione in campo energetico. Queste eccellenze del territorio, a partire da febbraio 2012, si divideranno fra Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Belgio. All’incontro di presentazione dell’iniziativa, oltre ai sindaci, ha partecipato anche il Commissario Europeo, Pedro Ballesteros Torres il quale, nel sottolineare l’importanza del coinvolgimento degli enti locali, ha ricordato che le regioni italiane meridionali non sono ancora riuscite a spendere circa 620 milioni di euro, rispetto agli 800 stanziati, per portare avanti progetti per il recupero ambientale. Onofrio D’Alesio

Giampaolo D’Andrea il “politico” della squadra dei sottosegretari scelti dal neo premier Mario Monti. Nominato ai rapporti con il Parlamento, suscitando roventi polemiche, comunque non era stato neanche ricandidato alle ultime elezioni. D’Andrea è stato deputato ed ha fatto parte del secondo governo Prodi come sottosegretario alle Riforme Istituzionali. Potentino, classe 1949, laureato in storia ed insegnante della stessa materia presso l’Università degli Studi della Basilicata, nel 1992 venne eletto deputato tra le file della Democrazia Cristiana. Dopo essere stato sottosegretario ai Beni ed alle attività culturali nel secondo governo Amato, nel 2001 aderisce alla Margherita ed al termine delle elezioni politiche dello stesso anno ottiene un seggio al Senato. Nella XIV legislatura è stato membro della VII commissione (Beni culturali) e componente della commissione di vigilanza sui servizi radiotelevisivi, di cui è stato anche vicepresidente dal 2003 al 2006. D’Andrea ha partecipato alla fondazione del Partito Democratico, del quale è stato responsabile nazionale del settore Ricerca, nell’ambito del Dipartimento Educazione. A pochi giorni dalla sua nomina ha voluto incontrare a Potenza il governatore lucano, Vito De Filippo. I due si sono intrattenuti a parlare di due questioni, e cioè della manovra recentemente varata dal Consiglio dei Ministri e in particolare l’effetto che avrà sulle Regioni, e la necessità di far riprendere il cammino del “memorandum” sul petrolio anche al nuovo Governo. De Filippo ha, in particolare, sottolineato come nell’incontro che si è avuto tra il Presidente del Consiglio sen. Mario Monti e i rappresentanti delle Regioni si sia lavorato con profitto nel cercare una soluzione per evitare un robusto taglio al Fondo sanitario nazionale che avrebbe fatto saltare i conti a tutte le Regioni e ha indicato l’analogo tentativo

Giampaolo D’Andrea

messo in campo anche per il Trasporto Pubblico locale per il quale, tuttavia, al momento non ci sarebbero ancora certezze. Entrambi hanno convenuto sulla disponibilità all’ascolto mostrate dal Governo e sulla fondatezza delle ragioni addotte a fondamento della dolorosa manovra varata. Nella seconda fase del colloquio, De Filippo e D’Andrea hanno affrontato il tema del “memorandum” d’intesa sulle estrazioni in Basilicata. De Filippo ha informato il sottosegretario di aver già sottoposto la questione al nuovo Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera, invitandolo ad approfondire la questione tramite la direzione generale dello stesso Ministero che già aveva condotto avanti la pratica col passato esecutivo. Il presidente lucano ha sottolineato al conterraneo esponente di governo di aver posto la questione non come una richiesta lucana ma come un’opportunità per il Paese specie in un momento di difficoltà economiche come quelle attuali. Il sottosegretario D’Andrea ha assicurato il proprio interessamento. Alessandro Boccia

congresso/La riunione di Futuro e Libertà

Prima volta a Bari

molise/La prima seduta della nuova Giunta

Mirare al risparmio V

olti vecchi e nuovi nella decima legislatura del Molise che si è aperta con il primo consiglio regionale lunedì scorso. Giunta al completo, con i sei assessori ancora per qualche ora in attesa di conoscere le deleghe che il Governatore Iorio vorrà assegnargli e prime indicazioni sull’indirizzo programmatico. Saranno cinque anni duri, ha detto Iorio; per i molisani certamente, e che aspettano di sapere quali sacrifici intenda fare la politica locale per viaggiare davvero insieme fuori dalla crisi. Intanto il primo adempimento formale è stato espletato; votato ed eletto tutto l’ufficio di presidenza, con Mario Pietracupa, vice coordinatore di Alleanza di Centro, che sarà presidente dell’assise. Si tratta di una nomina scontata, nel clima di condivisione nella spartizione di ruoli e poltrone che il governatore ha chiesto ai suoi in questa fase. Tra i banchi dell’opposizione Paolo Di Laura Frattura, che intanto ha formalizzato il ricorso che fondando su tre punti salienti intende annullare l’esito del voto. Un ricorso vissuto in fondo con apprensione anche dalla stessa minoranza. Se si dovesse davvero tornare al voto, infatti, scatterebbero quelle previsioni della legge Tremonti-bis che assegnano al Molise solo venti consiglieri, al posto degli attuali trenta. Intanto, però, tutti pronti all’azione di governo o di opposizione. Tra i banchi della minoranza fa capolino Cristiano Di Pietro, che subito si presenta con una delle uscite a cui il partito del leader di Montenero di Bisaccia ha abituato. A Campobas-

so, infatti, arriva Paolo Palomba, capogruppo Idv al Consiglio regionale d’Abruzzo, che con Di Pietro Jr. lancia la proposta. Riunificare le due Regioni com’era un tempo, organizzare le cose in modo però che non vi sia la stessa subalternità di un tempo della regione più piccola a quella più grande. L’hanno definito un gesto esemplare che le due popolazioni potrebbero fare in nome di un consistente risparmio, per dare insomma una specie di lezione al resto d’Italia. La sensazione complessiva è che la minoranza stavolta intenda essere più aggressiva, anche se siamo solo all’inizio della legislatura. Il tema dominante, però, resta quello indicato per l’ennesima volta in aula dal governatore: risparmiare. Iorio ha incentrato ancora una volta il suo intervento su un passaggio che è diventato improcrastinabile ormai. Per questo subito dopo la nomina a presidente del Consiglio, ha chiesto in aula a Pietracupa di convocare entro il week end la conferenza dei capigruppo, per decidere in via urgente quali tagli adottare e l’iter più veloce per poterli adottare in aula. Il Molise è l’unica regione del Paese dove i vitalizi che vengono assicurati ai consiglieri con oltre tre anni di anzianità dopo la morte del politico si tramandano al coniuge e addirittura al figlio, rendendo davvero letterale il significato della parola vitalizio. Non c’è dubbio che se sono queste le rendite di posizione della sua classe politica, il Molise avrà davvero molto da tagliare. Stefano Ricci

Un momento dell’incontro

E’

stato riconfermato il consigliere regionale Giammarco Surico alla carica di presidente provinciale di Fli della Provincia di Bari. Surico è stato eletto, domenica scorsa, dai delegati del primo congresso di Terra di Bari, alla presenza dei deputati Divella e Di Biagio e dell’europarlamentare Tatarella. Soddisfatto per la designazione il presidente regionale del partito di Gianfranco Fini, Francesco Divella, che ha commentato la riconferma dell’oncologo dicendo: “Si tratta di un traguardo importante, la stagione dei Congressi di Futuro e Libertà in Puglia sta tracciando un percorso di partecipazione democratica alla vita politica del partito che si apre al territorio e che, dopo il lungo inverno caratterizzato da una politica chiusa nei Palazzi, si pone l’obiettivo di inaugurare un nuovo corso. Il traguardo dei congressi, infatti, diviene subito punto di partenza per il consolidamento di un progetto che vede impegnato il partito nella ricostruzione di un processo di aggregazione di tutte quelle forze moderate che condivido-

no la necessità urgente di dare risposte concrete alle istanze sociali dei cittadini sulla base di un cambiamento reale nelle azioni, nei programmi, nel modo di concepire l’attività amministrativa. Un modo che non può prescindere dalla trasparenza, dall’onestà e dal perseguimento della giustizia sociale quale faro per promuovere lo sviluppo. La strada di inclusione e di confronto costruttivo che condividiamo con le forze del Terzo Polo”. Ad affiancare Surico, il congresso ha chiamato Lillino d’Erasmo, che sarà il suo vice, insieme a Vito Lacoppola e Massimo Vitone. Il neo presidente provinciale ribadisce la continuità di un impegno che lo ha visto condividere dalla prima ora il progetto del presidente della Camera dei Deputati, per questa ragione, appena eletto, ha dichiarato: “Oggi più che mai sono convinto che occorre più che mai richiamare tutti ad una nuova responsabilità sociale, se non vogliamo che lavoro e dignità restino solo parole per abbellire i contenuti di qualche campagna elettorale”. Nicola Mangialardi


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10 DICEMBRE 2011

foggia/La frode ammonterebbe a 240mila euro

Truffa sanitaria V

Sopra: il centro di Foggia; sotto: la Cattedrale

la graduatoria/La Capitanata ultima in Italia per qualità della vita

Foggia, dati allarmanti C

ome può un territorio che vanta un patrimonio culturale, ambientale e agroalimentare straordinario essere il fanalino di coda in Italia nella classifica della vivibilità? E’ il paradosso della provincia di Foggia, relegata dal Sole 24 Ore all’ultimo posto nel Belpaese nella graduatoria della qualità della vita. Era già accaduto nel 2002: in quel caso la Capitanata usciva da un lungo periodo durante cui si registrarono tanti problemi per il tessuto economico. Ma tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio si cominciò a respirare aria nuova, anche grazie all’entrata in attività a pieno regime delle decine di aziende insediatesi nei contratti d’area e nei patti territoriali tra Manfredonia e Candela. Negli ultimi anni è continuato a salire il trend favorevole del turismo sul Gargano, sono in costante aumento le esportazioni del settore agroalimentare e della meccanica - basti pensare ai dati con il segno “più” della Sofim Iveco e dell’Alenia -, eppure la qualità della vita è scesa ai livelli minimi. A determinare il crollo della provincia di Foggia sono stati soprattutto alcuni parametri presi in considerazione dal quotidiano economico di Confindustria: ordine pubblico, servizi e infrastrutture. E’ un quadro allarmante, da cui, secondo i massimi rappresentanti istituzionali del territorio, è possibile, però, estrapolare alcuni dati positivi, come la tendenza dei foggiani al risparmio e le enormi potenzialità del comparto turistico e dell’agroalimentare. La Provincia di Foggia si è piazzata alla posizione numero 107, l’ultima in Italia, a causa soprattutto dei dati relativi al numero di estorsioni, truffe e furti, alla scarsa dotazione infrastrutturale, all’emigrazione ospedaliera e alla carenza di asili comunali. Secondo il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, “I dati devono essere analizzati e interpretati con attenzione, perché, ad esempio, se emergono tante estorsioni vuol dire anche che ci sono tante denunce”. Il presidente della Provincia, Antonio Pepe, sottolinea che “andiamo male per i consumi, ma c’è anche tanto risparmio e poi va considerato che i redditi degli agricoltori, che rappresentano una parte consistente del tessuto economico della Capitanata, vengono calcolati in modo diverso rispetto ad altre categorie produttive”. Il presidente della Camera di Commercio, Eliseo Zanasi, ribadisce, infine, che gli interventi dell’ente di via Dante “puntano sullo sviluppo dell’agroalimentare e del turismo”, ma rimarcando che “la pressione della criminalità rappresenta un problema per chi vuole fare impresa in provincia di Foggia”. Pietro Loffredo

entilatori polmonari comprati a prezzi gonfiati e macchinari acquistati per pazienti morti da tempo. E’ quanto emerge dall’inchiesta sull’ennesima truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale commessa in Capitanata. I carabinieri del Nas di Bari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno arrestato sei persone con le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, falso e truffa. Una frode stimata in oltre 240 mila euro, commessa tra il 2007 e il 2009. In manette sono finiti Nazario Di Stefano, dirigente dell’area patrimonio della Asl di Foggia, già coinvolto in altre inchieste, e Paride Morlino, attualmente primario di Pneumologia all’ospedale “Masselli Mascia” di San Severo. Ai domiciliari, invece, sono finiti un pneumologo - Matteo Manzella - e tre responsabili delle due aziende che fornivano le protesi polmonari: Jacopo Bellinati, Michele La Gioia e Giovanni Vierti. Altre sei persone sono indagate a piede libero. I medici specialistici avrebbero indicato non solo il tipo di ventilatore polmonare da acquistare, ma anche la ditta a cui rivolgersi. I macchinari erano forniti dalla Medicair e dalla Vitalair. Gli inquirenti, inoltre, hanno scoperto che i prezzi corrisposti dall’Asl per le forniture non venivano determinati tramite un bando pubblico, come prescrive la legge; in questo modo i ventilatori polmonari erano acquistati a costi superiori a quelli del listino: ad esempio, un macchinario del valore di 1200 euro veniva acquistato dall’Asl anche a 4 mila euro. Gli indagati avrebbero anche fornito le protesi a pazienti che già erano in possesso di ventilatori polmonari. In un’occasione, infine, gli specialisti avrebbero acquistato un ventilatore per una persona deceduta: ma anzi-

ché annullare l’ordine, gli indagati ne commissionarono altri due. Un ciclone giudiziario che si abbatte sull’Asl di Capitanata dopo quello dello scorso marzo, quando nel mirino degli inquirenti finì l’appalto per la punzonatura dei ferri impiegati dai chirurghi nelle sale operatorie degli ospedali di Manfredonia, Cerignola, San Severo e Lucera. Anche quella volta la frode ai danni del Servizio sanitario nazionale superò di poco i 200 mila euro. In quel caso finirono in manette due funzionari dell’Asl - tra i quali sempre Nazario Di Stefano - e due imprenditori operanti nel settore delle attrezzature medicali. Gli inquirenti accertarono che non c’era l’urgenza di acquistare gli attrezzi per marchiare gli strumenti: basti pensare che il macchinario fu consegnato dopo un anno, mentre il pagamento della fornitura avvenne subito. A casa di uno degli imprenditori, inoltre, i carabinieri del Nas scoprirono alcuni verbali degli atti di gara, tra cui le offerte delle altre ditte interessate all’appalto. (p.l.)

barletta/Raccolti 450mila euro per il crollo del palazzo

Soldi alle vittime I tarantini/Richiesta di trasferimento archiviata

Laudati resta a Bari I

l procuratore della repubblica di Bari, Antonio Laudati, resterà a Bari. Il procedimento aperto dal Csm per il suo trasferimento d’ufficio a seguito di un esposto presentato da un ex sostituto della stessa procura, Scelsi, sarà archiviato nella seduta plenaria dell’organo di autogoverno dei magistrati già fissata per mercoledì prossimo 14 dicembre. Il plenum, infatti, come tradizione vuole, e come i rapporti di forza determinatisi in commissione confermano, non potrà non accogliere la proposta fatta dalla prima commissione, che sta esaminando il caso sin dall’estate scorsa. La commissione ha deciso, a maggioranza, di archiviare la pratica, approvando la relazione fatta dal relatore avvocato Calvi, laico del Pd, e rigettando, invece, quella della minoranza. Per la verità, anche chi non ha votato la proposta Calvi è arrivato alla stessa conclusione, l’archiviazione, ma per una strada diversa. Laudati era accusato di aver fatto interferenze improprie sul pm Scelsi in relazione all’inchiesta sul caso escort-Tarantini che Scelsi aveva aperto. Secondo Scelsi, obiettivo di Laudati sarebbe stato quello di edulcorare l’inchiesta e fare in modo che fossero tenute segrete alcune intercettazioni telefoniche che avrebbero ulteriormente inguaiato Berlusconi. A tal proposito, Laudati - secondo Scelsi - avrebbe costituito un’unità della Guardia di Finanza per condurre indagini parallele a quelle del suo sostituto. Successivamente, sempre secondo Scelsi, avrebbe allungato a dismisura i tempi per la chiusura delle indagini, sempre con lo scopo di non far venire a galla intercettazioni poco favorevoli a Berlusconi. Laudati, ascoltato in una lun-

ga audizione dal Csm, si è difeso sostenendo l’esatto contrario e provando che era stato egli stesso ad ordinare l’arresto di Tarantini, contrariamente a quello che aveva fatto il suo sostituto, Scelsi, il quale aveva promesso a Tarantini la libertà in cambio di dichiarazioni che avessero potuto ingabbiare Berlusconi. Nel corso dell’esame della pratica, la prima commissione del Csm ha anche ascoltato quasi tutti i pm baresi che a vario titolo si sono interessati delle vicende giudiziarie di Tarantini, oltre che al capo dell’ufficio Gip, Lovecchio. Al termine delle audizioni, la commissione è stata del parere che non ci fossero prove e documenti sufficienti per incastrare Laudati e che quindi la pratica si dovesse archiviare. Ma mentre la maggior parte dei commissari ha ritenuto di proporre l’archiviazione e basta, altri due, i componenti della corrente più di sinistra, hanno chiesto che nei confronti di Laudati fosse indirizzata almeno una censura. Secondo loro, infatti, nei comportamenti usati da Laudati nei confronti del suo ex pm Scelsi, si possono intravvedere condotte anomale ed opinabili e, pertanto, il procuratore, seppur intoccabile nel suo ruolo barese, si sarebbe meritato almeno una censura. La commissione ha votato 4 contro 2 la relazione di maggioranza e adesso le due relazioni verranno illustrate al plenum di mercoledì. Le previsioni sono abbastanza favorevoli a Laudati, perché anche nel plenum il rapporto di forze è identico a quello della commissione, per cui i voti alla prima relazione saranno vincenti e determinanti per il suo futuro alla procura della repubblica di Bari. Enzo Magistà

l sindaco di Barletta Nicola Maffei è stato chiaro: “I soldi non servono a far tornare in vita le persone, sono solo un aiuto per chi ogni giorno vive sulla pelle questa tragedia”. E così la somma di 450mila euro (200mila dalla Regione Puglia, 200mila dal comune, 40mila raccolti su un conto corrente e 10mila dal comune di Bisceglie) sarà distribuita sia alle famiglie delle vittime, sia a chi ha perso il lavoro e sia a chi ha perso l’abitazione e che oggi è ancora ospitato in albergo. I criteri adottati tengono conto del nucleo familiare, della composizione dello stesso e della perdita dell’unica fonte di reddito. Attribuite somme anche per l’acquisto di mobili, elettrodomestici, arredi, casalinghi, ecc. Riconosciuto, inoltre, in capo ad ogni singolo componente un bonus per il vestiario. In sostanza le famiglie che hanno perso un congiunto riceveranno complessivamente 180.000 euro, chi ha perso l’alloggio 247.000 euro, 22.500 euro per chi ha perso il lavoro. Sul fronte delle indagini la novità sostanziale riguarda gli arresti dei presunti responsabili di quella tragedia. Si tratta dei titolari della ditta esecutrice dei lavori, i fratelli Salvatore e Giovanni Chiarulli, rispettivamente di 36 e 39 anni, che guidavano l’escavatore, dell’altro fratello Andrea, di 44, che li assisteva da terra, e di Cosimo Giannini, 58 anni, committente delle opere e proprietario del cantiere edile dove stavano avvenendo le operazioni di demolizione. Secondo l’accusa non avrebbe fatto nulla per impedire quelle operazioni, così come non lo avrebbe fatto il direttore dei lavori, l’architetto Giovanni Paparella, interdetto dall’esercizio della professione, anche quando si accorse che erano state abbattute strutture preesistenti confinanti con lo stabile crollato, sulle quali si scaricavano le spinte dell’immobile. Nei guai anche gli altri indagati, ai quali la Guardia di Finanza ha notificato un invito a rendere interrogatorio davanti al gip per l’eventuale applicazione di provvedimenti interdittivi. Si tratta del dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, l’architetto Francesco Gian-

ferrini, che non avrebbe esercitato i suoi poteri in materia di tutela dell’incolumità, come invece aveva fatto quando si trattò di sgomberare l’altro stabile confinante a quello interessato dai lavori di demolizione, e l’ingegner Rosario Palmitessa che non avrebbe verificato quali erano effettivamente le opere che stava eseguendo l’impresa Chiarulli. Poi le posizioni del vigile urbano Giovanni Andriolo che, pur chiamato ad effettuare un sopralluogo, si rifiutò invitando a contattare un collega nel pomeriggio, così come fece il geometra del comune Roberto Mariano. La pala meccanica è l’elemento ricorrente. Il suo “utilizzo spregiudicato”, come hanno detto gli investigatori, è la causa principale del crollo. Vale a dire che se i lavori fossero stati solo quelli di “rimozione delle macerie presenti sul sito” per mettere il cantiere in sicurezza, come era previsto, probabilmente non sarebbe accaduto nulla. Invece furono vere e proprie “operazioni di demolizione” di quanto rimaneva di uno stabile già abbattuto, proprio a fianco di quello di via Mura Spirito Santo, nel centro di Barletta, diventato la tomba di 4 operaie e di una ragazzina di 14 anni. Giovanni Di Benedetto


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bari/L’omicidio del fotografo Mario Scanni

Figlio innocente

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Sopra: Sabrina Misseri e Cosima Serrano; sotto: Sarah Scazzi

avetrana/Il Tribunale conferma: Sabrina e Cosima restano in carcere

Riesame, ancora un no C

hiedevano di tornare in libertà, ma il Tribunale del Riesame, per la seconda volta, ha detto di no. Cosima Serrano e Sabrina Misseri restano in carcere, in attesa del processo davanti alla Corte di Assise di Taranto. Il processo avrà inizio con l’udienza del 10 gennaio 2012. E non solo il Riesame nega la scarcerazione, ma aggiunge che ci sono gravi indizi per configurare l’accusa di sequestro di persona in concorso in capo alle due donne. La decisione è motivata nei dettagli, con la ricostruzione, minuto per minuto, della mattina del 26 agosto 2010, giorno dell’omicidio di Sarah Scazzi. Oltre 250 pagine, con il riepilogo circostanziato del crimine e della lunga inchiesta che ne è scaturita, per rispondere alle obiezioni mosse

rage. E’ stato chiamato dalle due donne perché si rendeva necessario spostare il cadavere dalla casa nel garage sottostante, per poi occultarlo definitivamente. Michele e Cosima portano giù il cadavere della ragazzina, mentre Sabrina pensa già a costituirsi l’alibi con una serie di telefonate e messaggi tra il suo cellulare e quello della cuginetta, ormai morta. Non solo: deve anche tenere a bada l’amica Mariangela Spagnoletti, che sta arrivando, perché tutte avevano appuntamento per recarsi al mare. Infatti Sabrina si fa trovare, insolitamente, già fuori dal cancello di casa ed a Mariangela, appena giunta, inizia a dire “L’hanno presa, l’hanno presa!”, per mettere subito in essere l’ipotesi del rapimento, del sequestro di persona. Mi-

chele intanto carica il cadavere in auto, all’interno del garage, e poi chiama suo fratello Carmine e suo nipote Cosimo Cosma per farsi aiutare a gettarlo nel pozzo. Tutto accade nell’arco di poco più di un’ora. E già subito dopo cominciano i depistaggi nell’inchiesta, il controllo dei testimoni da parte di madre e figlia, le interviste televisive di Sabrina tese ad accreditare la tesi del rapimento. Ma, a conclusione delle indagini, viene fuori una storia che ha ben altro filo conduttore. Sabrina ha ucciso la cugina, secondo l’accusa, per motivi di gelosia nei suoi confronti, poiché stava in qualche modo ostacolando una storia d’amore con Ivano Russo, amico di entrambe le ragazze. Francesco Persiani

ario Scanni, il fotografo barese trovato assassinato nel suo laboratorio nella tarda mattinata di domenica 22 agosto dell’anno scorso, non è stato ucciso dal figlio Nicola. A stabilirlo il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Bari, Sergio Di Paola. Quando il giudice ha pronunciato la sentenza, Nicola Scanni, 40 anni, alla sbarra con l’accusa di aver assassinato il padre, non ha retto alla commozione ed è svenuto. Un caso, quello del fotografo barese, che finisce per andare ad allungare il già nutrito elenco dei delitti senza colpevoli. Un colpo di scena, perché la sentenza sembrava già scritta, la condanna quasi scontata. E invece no. Il gup del tribunale del capoluogo pugliese ha assolto con formula piena il 40enne dall’accusa di aver ucciso il 66enne padre, fotografo, molto noto a Bari, soprattutto negli ambienti universitari. “Il fatto non sussiste”, ha decretato il giudice bocciando le indagini dei carabinieri, prima e la procura poi, che aveva chiesto per Nicola Scanni trenta’anni di carcere. Alla lettura del dispositivo, l’imputato, che era stato arrestato poco meno di un mese dopo l’omicidio del padre, il 29 settembre del 2010, non ha retto all’emozione ed è svenuto in aula. Per rimetterlo in piedi, è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118. Una sentenza che è arrivata al termine di un processo celebrato con la formula del rito abbreviato. E così, dopo essersi ripreso ed aver consentito al giudice di terminare di leggere la sentenza, Nicola Scanni è stato subito scarcerato, è tornato dopo quasi quattordici mesi e mezzo di carcere un uomo libero. Per la a difesa “L’alibi di Nicola è credibile. Nicola Scanni è innocente e non ha commesso questo delitto”, commenta l’avvocato dell’imputato, Marco Valente. Secondo l’accusa, invece, padre e figlio avevano litigato poco prima di mezzogiorno nello studio fotografico.

Il fotografo assassinato, Mario Scanni

Dopo il litigio, il figlio avrebbe colpito alle spalle suo padre sferrandogli sul capo almeno cinque colpi con un oggetto contundente, mai trovato. I moventi dell’omicidio, per l’accusa, sarebbero stati la convivenza forzata tra la vittima e la compagna del figlio e motivazioni economiche, legate all’eredità. Indizi, non prove, che la difesa ha dimostrato essere infondati. “La mia difesa si è basata, soprattutto, sull’esatta ricostruzione degli spostamenti di Nicola Scanni quel giorno” ci tiene a precisare il legale difensore che poi aggiunge: “abbiamo dimostrato che all’ora del delitto, Nicola, era in un luogo diverso da quello dell’omicidio. Nicola”, spiega l’avvocato Valente, “non avrebbe avuto nessun interesse economico per uccidere il padre visto che sia la casa che lo studio fotografico erano in affitto. E neppure il movente dei rapporti famigliari difficili reggeva. “Mario aveva litigato una volta con la compagna del figlio, cosa che non ha impedito a Nicola di occuparsi del padre e delle terapie che doveva seguire essendo la vittima un diabetico”. Nicola Mangialardi

basilicata/Apprensione per una lunga serie di scosse

La terra trema

cronaca/Mistero sulle cause di morte di una ragazza

Sgomento a Manduria C

dalla Corte di Cassazione che aveva annullato, con rinvio, la prima sentenza del Riesame. La Suprema Corte chiedeva, in particolare, maggiori dettagli e spiegazioni, tanto sui fatti quanto sulle indagini svolte, in merito ai gravi indizi di colpevolezza per i quali le due donne, con altre sette persone, sono state rinviate a giudizio. Risposte fornite dopo dieci giorni di camera di consiglio, in un atto giudiziario che ancora una volta fa sue le tesi dell’accusa. Allo stato attuale sono dieci i giudici che si sono espressi in questo senso, in cinque diversi passaggi in giudicato. La situazione per le due donne si fa sempre più difficile dal punto di vista giudiziario. Il Riesame conclude che sono state le due donne ad uccidere Sarah, in casa e non nel garage, tra le 14 e le 14:20. La ragazza è stata strangolata con una cinghia. La stretta è durata per circa tre minuti, ad opera di Sabrina ed alla presenza di sua madre Cosima che ha concorso nell’omicidio, sia pure solo per omissione, per non essere intervenuta in difesa della nipote minorenne. Poi l’intervento di Michele, che era in ga-

armen Giorgino, 24 anni, istruttrice di nuoto di Manduria, nel tarantino, stava benissimo fino a qualche ora prima di morire. Un malore improvviso l’ha uccisa dopo il ricovero in ben quattro ospedali. Nell’ordine: Manduria, Grottaglie, Taranto e Taranto Nord. Non aveva alcuna patologia pregressa. Anzi, da atleta quale era, si sottoponeva spesso ad accurati controlli, dai quali è sempre risultata in perfetta salute. Poi una febbre molto alta, che dopo 48 ore non accennava a diminuire. Il primo ricovero a Manduria: i medici, vista la gravità della situazione e l’impossibilità di giungere ad una diagnosi, spostano la paziente a Grottaglie, nel reparto di ginecologia. Non cambia nulla. Anche dal punto di vista ginecologico non emerge alcuna patologia. Intanto la febbre alta sta consumando lentamente la giovane donna. Da Grottaglie al Santissima Annunziata. Neanche nel più grosso nosocomio del tarantino i medici riescono a capire cosa stia accadendo. L’ultimo trasferimento all’Ospedale Nord, perché cominciano ad evidenziarsi problemi neurologici, determinati dal persistere della febbre alta, la cui causa, però, non si riesce ad individuare. Ed è nell’ultimo ospedale che la donna muore. Un solo dato è emerso nel corso dei vari ricoveri: i valori ematici completamente alterati. Ma perché? Forse una setticemia o una leucemia fulminanti. I parenti della donna per il momento non hanno sporto denuncia alla magistratura, ma la Asl di Taranto

ha aperto un’inchiesta interna, disponendo l’autopsia. Esame già eseguito, che però non ha dato ancora alcuna risposta. Sono stati prelevati i tessuti ed ora bisognerà attendere i risultati delle analisi istologiche. Il giallo, dunque, è ancora fitto. Come è stato possibile che una ragazza in buona salute, giovanissima, sia morta nel giro di 72 ore senza neanche una diagnosi? La letteratura medica contempla, negli anni, casi del genere, sebbene rari. E si è trattato quasi sempre o di leucemia - in forma acutissima - o di setticemia fulminante. Benché al momento non ci sia un’inchiesta della magistratura, i NAS dei carabinieri hanno provveduto al sequestro di tutte le cartelle cliniche del caso, su disposizione della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale. Parallelamente indaga anche la Commissione interna della Asl. Entrambi gli organismi dovranno verificare i tempi di intervento ed il comportamento professionale dei vari medici che hanno visitato la ragazza. E’ prematuro ed azzardato parlare di caso di malasanità, ma non è da escludere che si arrivi a questa conclusione. Alla quale, per la verità in maniera frettolosa, è già arrivata l’associazione CODICI (Comitato Difesa del Cittadino) che ha già annunciato un esposto in Procura, aggiungendo questo caso all’elenco di episodi analoghi - una ventina in Puglia - che sono stati già accertati. Francesco Persiani

E’

ormai allarme tra le popolazioni dell’area del Pollino tra Calabria e Basilicata per lo sciame sismico senza fine che interessa la zona. Da settembre dello scorso anno ad oggi l’area del massiccio che segna il confine tra le due regioni, come ha rilevato recentemente l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stata interessata da quasi 600 terremoti. Una situazione che sta provocando apprensione tra gli amministratori locali e gli abitanti dei comuni di Laino Borgo, Laino Castello, Mormanno, in provincia di Cosenza, e Rotonda, Viggianello, Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore, nel potentino. I tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia stanno seguendo il fenomeno alla ricerca di tracce che, attraverso lo studio degli strati del terreno, documentino il verificarsi di terremoti del passato. Si sono anche recati sul posto per installare quattro nuovi sismografi che serviranno a monitorare meglio lo sciame sismico. Anche il Centro Nazionale Terremoti, in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria di recente ha potenziato il sistema di controllo

dell’area installando tre nuove stazioni, che trasmettono il dato in tempo reale alla sala di monitoraggio di Roma. Oltre alle stazioni in tempo reale sono state installate nell’area anche alcune stazioni che registrano in locale, per migliorare la definizione dei parametri degli ipocentri degli eventi. La vicenda è seguita con estrema attenzione anche da Giampaolo Giuliani, ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario, ma soprattutto ricercatore, con un lavoro portato avanti in collaborazione con la Chapman University e con la fondazione che porta il suo stesso nome. Giuliani ha chiesto ed ottenuto l’impiego sul Pollino di alcuni satelliti dell’ateneo americano. Nel frattempo la Regione Basilicata ha annunciato nei prossimi dieci giorni l’avvio di iniziative per indicare i comportamenti corretti da tenere in caso di terremoto, e per spiegare alla popolazione che il territorio lucano è esposto al rischio sismico durante tutto l’anno. Per l’occasione verranno coinvolti i dipartimenti nazionale e regionale di Protezione Civile e la direzione scolastica regionale. Alessandro Boccia


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bisceglie/L’esposizione nel centro storico

L’arte del presepe

C

bari/Martedì la giornata di festa nel capoluogo pugliese, con il nuovo priore

Pellegrini per San Nicola C

ome ogni anno il 6 dicembre si festeggia la ricorrenza di San Nicola e Bari, la città dove si conservano le spoglie mortali del vescovo di Myra, vive questa data in maniera del tutto particolare. La cittadinanza attende con grande devozione la suggestiva processione serale, che attraversa come da consuetudine il borgo antico. La sacra immagine del Santo, illuminata dalle luminarie della festa, viene accompagnata per le vie della città dall’esibizione musicale del concerto bandistico di Triggiano. Immancabile, poi, l’appuntamento serale con le “magie pirotecniche” che brillantemente hanno concluso i festeggiamenti iniziati sin dalle prime ore dell’alba con il lancio delle “diane”. In mattinata, nel centro murattiano, quest’anno si sono esibiti gli artisti di strada dell’associazione Culturale “Terra dei Suoni” di Bari che hanno conferito maggior folklore alla giornata di festa. Anche quest’anno, come sempre, in città sono arrivati pellegrini dall’Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata che non solo hanno reso omaggio al “Santo delle genti”, ma all’intera comunità di Bari. A presiedere la messa solenne che ha preceduto la processione è arrivato da Roma il cardinal Francesco Monterisi, arciprete della Basilica pontificia di San Giovanni fuori le mura. La novità di quest’anno, introdotta dal neo priore, padre Lorenzo Lorusso, è stata quella di lasciare aperta per tutta la notte tra il 5 e il 6 la Basilica in modo da consentire ai fedeli di partecipare alla veglia notturna in onore del Santo. Alle 4,30, poi le campane hanno suonato annunciando l’apertura della cripta dove si custodisce la tomba di San Nicola e dove, anche quest’anno, in ossequio alla leggenda legata alle tre orfanelle aiutate dal San Nicola a maritarsi, non è mancata la processione di ragazze in cerca di marito: un’antica usanza vuole che debbano toccare la colonna rossa posta nella cripta per chiedere al Santo di incontrare presto l’anima gemella. Subito dopo la prima messa del dì di festa celebrata, come da tradizione, dal priore della Basilica, mentre i devoti raggiungono la chiesa nel cuore della città prima dell’alba. E con il sorgere del sole sono partite, per il diciannovesimo anno consecutivo, le due fiaccolate, dalla pineta di San Francesco a San Girolamo e da Largo Due Giugno, che arrivate sul sagrato della Basilica sono state benedette dal Padre Priore. E subito dopo, sotto l’arco delle meraviglie, cioccolata calda per tutti. Mentre nel pomeriggio, in comune, l’assegnazione dei “nicolini d’oro” ai baresi che si sono particolarmente distinti nel corso dell’anno. Nicola Mangialardi

Il presepe dentro la tv

e ne sono di tutti i tipi, all’interno di un vecchio televisore che era da buttare, realizzati in terracotta, magari nel tufo. Ce n’è uno anche più moderno, immaginato come se ai tempi della nascita di Cristo ci fosse già una linea ferroviaria che spaccava in due le montagne. Ce n’è uno, pensate, anche all’interno di una riproduzione fedele di Castel del Monte, il maniero di Federico II vicino Andria. Sembra di essere in Palestina ai tempi della nascita di Cristo. Sono antichi e sono anche moderni. Il denominatore comune è che sono i presepi della tradizione popolare. Significa che la realizzazione della Natività è lasciata alla fantasia dell’artista, alla sua immaginazione, alla sua creatività. Il resto lo fa la passione e la pazienza. Per certi lavori, ci hanno confidato, va via anche un anno. Come a dire che non fa in tempo a passare il Natale che già c’è bisogno di mettersi all’opera. A Bisceglie gli artigiani espongono per le viuzze del centro storico durante tutto il periodo delle feste. L’appuntamento si chiama “Le

Vie dei Presepi”, avviene nel centro storico, a cura dell’Associazione cittadina “Borgo Antico” guidata da Francesco Dente. “E’ un modo”, dice, “per riappropriarci delle nostre tradizioni e far rivivere queste stradine che durante l’anno, se si esclude alcuni periodi estivi, sono spesso isolate. E dunque cosa c’è di meglio del Presepe artistico che dà idea di casa e di famiglia?”. Dunque per tutti i fine settimana, fino al 25 dicembre compreso il giorno dell’Immacolata, dalle 18 alle 23, i locali delle centralissime via Cardinal Dell’Olio e Piazza Duomo, cuore pulsante del borgo antico cittadino, ospitano veri e propri mercatini natalizi con i presepi realizzati con i più diversi materiali. Nella cornice del centro storico si susseguono le creazioni degli artigiani biscegliesi tra personaggi classici, rappresentazione della Sacra Famiglia, Re magi, pastori e figuranti. Si possono vedere, si possono anche acquistare. Per alcuni pezzi pregiati il prezzo sale anche fino ai mille euro. Giovanni Di Benedetto

andria/Le bancarelle nel centro della città

La via del torrone potenza/I mercatini e il villaggio di Santa Claus

C’è aria di Natale A

ria di festa nel centro storico di Potenza, per via delle luminarie natalizie, ma soprattutto per i tradizionali mercatini natalizi, giunti quest’anno alla seconda edizione. Per l’occasione, in piazza Prefettura e Piazza XI settembre (angolo piazza Matteotti) sono state allestite 30 casette di legno (21 in piazza Mario Pagano e 9 in piazza XI settembre). Si tratta di una rassegna di produzioni artigianali a caratterizzazione natalizia e prodotti enogastronomici tipici della Basilicata promossa dall’Amministrazione Comunale di Potenza, assessorato al Commercio e Turismo con la collaborazione dell’associazione “La Potenza del Centro”. L’iniziativa, inaugurata lo scorso 7 dicembre, andrà avanti fino alla vigilia di Natale, tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle ore 17 fino alle 23. Quest’anno l’amministrazione comunale ha voluto fare le cose in grande, e così in contemporanea ai “Mercatini di Natale”, sempre in piazza Mario Pagano, è stato allestito oltre ad un gigantesco abete, anche il “Villaggio di Babbo Natale” composto da 4 casette, quella di Babbo Natale, quella dei giochi, quella dei golosi e addirittura un ufficio postale. Il giorno che precede la festività di Santa Lucia, sempre in collaborazione con l’associazione “La Potenza del Centro”, sarà realizzata la processione delle lanterne. Un gruppo di bambini si muoverà lungo tutta la centralissima via Pre-

toria e attraverserà il percorso dei Mercatini di Natale, raccoglierà i pensierini e i desideri di tutti i partecipanti ed il tutto si concluderà con il lancio in cielo delle lanterne che custodiscono i pensierini. “Anche quest’anno - hanno evidenziato il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, e l’assessore al Turismo e Commercio, Luciano De Rosa, pur se il momento non è senz’altro dei più semplici, abbiamo voluto far sentire con forza l’atmosfera natalizia nel cuore antico della città. I mercatini rientrano in una serie di iniziative che l’Amministrazione ha inteso promuovere per dare un segnale vero alla nostra comunità in questo periodo difficile anche per richiamare visitatori dalla provincia e non solo. Una manifestazione importante hanno aggiunto - che porta nel cuore della città addobbata a festa con luminarie e alberi, la tradizione del più antico mercatino di Natale, valorizzando allo stesso tempo, nelle due piazze, i prodotti dell’enogastronomia potentina e dell’artigianato locale, con una ricca esposizione di prodotti natalizi. Il villaggio di Babbo Natale e la sfilata delle lanterne a Santa Lucia infine - hanno concluso - siamo certi che saranno da attrattore per i visitatori che in tanti, auspichiamo, vorranno raggiungere il centro storico e godere della magica atmosfera natalizia”. Alessandro Boccia

C’

erano anche loro. Anche se arrivati all’ultimo momento, magari per coprire spazi espositivi lasciati sguarniti nella grande piazza Catuma, nel pieno centro di Andria. Sono i componenti dell’Acab, l’associazione commercianti e ambulanti della nuova provincia. Nell’ambito della XII edizione di Qoco, il concorso internazionale dedicato ai giovani chef del Mediterraneo, hanno organizzato una manifestazione che in città non si vedeva da anni. Ad Andria, infatti, la tradizione è antica. Un tempo a Natale era consuetudine, la notte dell’antivigilia, fare la spesa in piazza Catuma, cuore della città. Si trovava di tutto, dalla frutta al pesce. Particolari erano le bancarelle dove facevano il torrone. E così ad Andria è stata allestita una vera e propria “via del torrone”, bella da vedere sia di giorno che con le luci che illuminano la sera. Leccornie di tutti i tipi in mostra sulle bancarelle del mercato. Non solo il protagonista principale, anche a forma di torta, ma dolci variegati. Dai pan di spagna al lecca lecca, passando dalle liquirizie ai gelati e chi più ne ha

più ne metta. “Dopo i successi ottenuti dai rinomati maestri torronai andriesi a manifestazioni di carattere internazionale svoltesi di recente a Benevento e Cremona”, dice il presidente dall’Acab Giacinto Capogna, “abbiamo deciso di dire la nostra anche a casa nostra, pur consapevoli che da queste parti siamo abituati ad esaltare solo e soltanto lo straniero”. E così piazza Catuma si è trasformata in un enorme pasticceria a cielo aperto dove non mancavano anche gli stand e le bancarelle di altri prodotti tipici del territorio. Essenzialmente l’olio extravergine di oliva, protagonista assoluto della kermesse internazionale dedicata quest’anno ai 150 anni dell’unità d’Italia. Il menù spiccherà il volo verso le varie sedi internazionali di Eataly. E’ stato sottoposto prima alla degustazione di un tavolo tecnico presieduto da Paolo Marchi (Identità Golose) ed Oscar Farinetti (Eataly), e proposto poi ad un pubblico numeroso di appassionati gourmet, nel corso di una serata di solidarietà svoltasi a Tenuta Cocevola in favore della Lega Italiana Lotta ai Tumori. (g.d.b.)


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10 DICEMBRE 2011

LECCE - LAZIO

BRESCIA - BARI

(10/12, Stadio “Via del Mare” di Lecce, ore 18)

(11/12, Stadio “Rigamonti” di Brescia, ore 12:30)

PROBABILI FORMAZIONI

PROBABILI FORMAZIONI

Lecce (4-1-3-2): Benassi; Oddo, Tomovic, Esposito, Mesbah; Obodo; Cuadrado, Giacomazzi, Bertolacci; Muriel, Di Michele. All.: Cosmi

Brescia (4-3-1-2): Leali; Mandorlini, Zoboli, Di Maio, Daprelà; El Kaddouri, Salamon, Budel; Juan Antonio; Jonathas, Feczesin. All.: Scienza

Lazio (4-3-1-2): Marchetti; Konko, Diakitè, Stankevicius, Radu; Gonzalez, Ledesma, Lulic; Hernanes; Klose, Rocchi. All.: Reja

Bari (4-3-3): Lamanna; Crescenzi, Borghese, Dos Santos, Garofalo; Bellomo, Donati, Bogliacino; Galano; Caputo, Rivas. All.: Torrente

15ª GIORNATA, SERIE A

19ª GIORNATA, SERIE B

TV: RAI Italia, ore 12pm

ultimo turno Napoli-Lecce 4-2

prossimo turno Parma-Lecce (18/12/’11)

TV: -

classifica

ultimo turno Bari-Cittadella 2-2

LECCE

8 punti (20° posto)

LAZIO

prossimo turno Bari-Vicenza (17/12/’11)

25 punti (4° posto)

classifica BRESCIA

19 punti (18° posto)

BARI

21 punti (15° posto)

coni/Applausi per Bari

Modello nazionale

“B

ari è un modello da esportare in altri comuni e regioni” per quanto riguarda impiantistica sportiva e relative strategie gestionali. Lo hanno spiegato gli esperti del Coni nazionale presentando lo speciale di 16 pagine pubblicato nei mesi scorsi da SpazioSport (la storica rivista ufficiale del Comitato olimpico) ed incentrata sull’impiantistica sportiva. L’occasione per parlare del ‘modello Bari’ è stata data dal convegno ‘Impianti sportivi e territorio - Esempi di programmazione e gestione’, tenutosi nel quartiere della Fiera del Levante. Per il presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro “si premia il lavoro di riqualificazione e pieno uso della rete impiantistica comunale e delle attività che dalle quali viene riempita: agonistica e di base, ma anche scolastica e sociale, grazie ai tanti eventi promozionali”.

lecce/Il nuovo allenatore: “Salvezza possibile” il caso/Restano da capire le eventuali responsabilità della società

Cosmi si presenta Scommesse, il Bari rischia? “U

na squadra con giocatori di qualità che possono centrare l’obiettivo della salvezza”. Così Serse Cosmi ha definito il Lecce nel giorno in cui si è presentato alla città e ai suoi tifosi. Cosmi, che subentra a Di Francesco, ha sottoscritto un contratto sino al termine della stagione in corso: sarà lui a cercare di raddrizzare il balbettante ed asfittico campionato dei giallorossi, ultimi in classifica con 8 punti. Allenare il Lecce è sempre stato il suo desiderio. “Il Salento e il Lecce sono stati un qualcosa che - dice - a livello inconscio, ho sempre desiderato: dopo averci fatto il turista, finalmente vivrò questa opportunità”. Poi si rivolge ai suoi calciatori: “Non ho riscontrato in loro quella disperazione agonistica, elemento indispensabile per una compagine che deve salvarsi”. “Quello che è mancato a questi ragazzi è stata, a mio avviso - ha aggiunto - la mancanza di interpretare la sconfitta e di viverla, tipica di una squadra che da una sconfitta deve trarre tesoro”. Ci saranno interventi sul mercato? “Come poter ritoccare la squadra è l’ultimo dei miei pensieri, - risponde il tecnico - anche perché il Lecce dispone di una rosa

numericamente massiccia. Ora come ora è necessario ripartire dal lavoro di chi ti ha preceduto”. “Qui a Lecce - afferma ancora - sono venuto per cercare di poter proporre il mio calcio. Non sono venuto per entrare nella storia del Lecce, ma per farne parte. Lecce è per il sottoscritto un’occasione importante. Qui ho la possibilità di vincere un qualcosa di importante e non impossibile, che potrebbe avere il sapore dell’impresa”.

Serse Cosmi

L

e cose, per il Bari, già non vanno bene in campionato, dove la squadra è nella zona bassa della classifica. Vanno male anche sul piano societario, visto che non ci sono imprenditori che vogliano rilevarla dai Matarrese e che già a gennaio si profila un altro grosso problema per il pagamento degli stipendi ai giocatori. Ma, adesso, potrebbero addirittura andare decisamente peggio se l’inchiesta aperta dalla Procura del capoluogo pugliese su presunti casi di manipolazione di alcune partite del campionato scorso di serie A dovesse approdare ai risultati temuti. Il fascicolo, curato direttamente dal procuratore Antonio Laudati, non ha ancora indagati, ma un elenco di persone da iscrivere c’è ed è anche abbastanza lungo. L’iscrizione potrebbe avvenire fra qualche ora o qualche giorno, ma sembra certa. In procura, a Bari, sono arrivate le carte di altre due procure, quella di Napoli e quella di Cremona, che stanno conducendo analoghe inchieste. In base a questa documentazione, il dottor Laudati ha fatto eseguire controlli ed ha ascoltato alcune persone, ricavando ulteriori elementi utili a convincerlo ad aprire il fasci-

pro1/Il Foggia sprofonda pro1/Contro la Cremonese pro2/Molisani a metà classifica

Taranto, Barletta, Campobasso che fatica la vittoria avanza, col Foligno del rilancio? Melfi giù Risultati 15a Giornata (a) Carpi-Pisa 2-2 Lumezzane-Foggia 2-0 Monza-Como 1-1 Pavia-Avellino 2-3 Sorrento-Tritium 2-0 Spal-Benevento 0-2 Taranto-Foligno 1-0 Ternana-Pro Vercelli 1892 1-0 Viareggio-Reggiana 2-1

Risultati 15a Giornata (B) Barletta-Cremonese 1-0 Bassano Virtus-Prato 0-0 Feralpi Salò-Carrarese 2-2 Latina-Piacenza 2-2 Pergocrema-Virtus Lanciano 0-2 Portogruaro-Frosinone 1-0 Siracusa-Andria 2-0 SudTirol-Spezia 1-2 Triestina-Trapani 2-1

Risultati 19a Giornata (b) Arzanese-Fano Alma J. 0-0 Celano-Ebolitana 2-2 Chieti-Vibonese 2-1 Fondi-Milazzo 0-1 Gavorrano-Aversa Normanna 2-2 Isola Liri-Campobasso 0-1 L’Aquila-Perugia 0-1 Neapolis-Aprilia 3-2 Paganese-Melfi 3-1 Vigor Lamezia-Catanzaro rinviata

CLASSIFICA 1 Ternana 34 2 Taranto (-1 punto penalizzaz.) 30 3 Carpi 26 4 Pro Vercelli 1892 26 5 Sorrento (-2) 25 6 Pisa 24 7 Como (-1) 24 8 Lumezzane 24 9 Tritium 22 10 Avellino 22 11 Benevento (-6) 16 12 Reggiana (-2) 16 13 Foggia (-1) 15 14 Monza 12 15 Viareggio (-1) 11 16 Spal (-2) 10 17 Pavia 8 18 Foligno (-4) 3

CLASSIFICA 1 Siracusa (-3 punti penalizzaz.) 27 2 Portogruaro 25 3 Virtus Lanciano (-1) 25 4 Carrarese 23 5 Barletta 23 6 Cremonese (-6) 22 7 Trapani 22 8 Pergocrema 22 9 Triestina 21 10 SudTirol 21 11 Spezia 20 12 Frosinone 19 13 Latina 16 14 Andria 16 15 Bassano Virtus 15 16 Piacenza (-4) 14 17 Prato 13 18 Feralpi Salò 11

Prossimo Turno Avellino-Spal; BeneventoViareggio; Como-Lumezzane; Foggia-Ternana; Foligno-Carpi; Pisa-Monza; Pro Vercelli 1892Sorrento; Reggiana-Taranto; Tritium-Pavia.

Prossimo Turno Andria-Pergocrema; Carrarese-Barletta; Cremonese-Latina; Frosinone-Feralpi Salò; PiacenzaBassano Virtus; Prato-Portogruaro; Spezia-Triestina; Trapani-SudTirol; Virtus Lanciano-Siracusa.

CLASSIFICA 1 Perugia 2 Paganese 3 L’Aquila 4 Catanzaro 5 Vigor Lamezia 6 Chieti 7 Giulianova 8 Aprilia 9 Gavorrano 10 Arzanese 11 Campobasso 12 Aversa Normanna 13 Fano Alma J. 14 Ebolitana 15 Milazzo 16 Neapolis 17 Vibonese 18 Fondi 19 Isola Liri 20 Melfi 21 Celano

39 35 34 33 31 30 26 25 25 25 23 22 19 19 19 18 18 18 17 15 9

Prossimo Turno Aprilia-L’Aquila; Arzanese-Melfi; Campobasso-Chieti; Catanzaro-Fondi; Celano-Neapolis; Ebolitana-Giulianova; Fano Alma J.-Paganese; MilazzoAversa Normanna; Perugia-Vigor Lamezia; Vibonese-Isola Liri.

colo. Le conseguenze saranno, molto probabilmente, inevitabili. Ci sono, infatti, ben quattro partite del campionato scorso sulle quali grava il sospetto della “combine” allo scopo di far vincere grosse somme agli scommettitori. Ed il sospetto maggiore è che dietro ci sia la criminalità organizzata, in particolare il gruppo che fa capo a Savinuccio Parisi, incontrastato boss del quartiere Japigia che, nonostante sia in carcere, continua a gestire affari illeciti. Il clan Parisi avrebbe deciso di investire e ripulire i propri guadagni sporchi (droga, estorsioni ed altro) nelle scommesse. A tale scopo avrebbe acquistato una società di scommesse e attraverso di essa avrebbe fatto transitare vincite record, in pratica i soldi da ripulire. Per farlo si sarebbe servito di Antonio Bellavista, ex capitano del Bari, già arrestato in relazione all’inchiesta di Cremona. Sotto la lente della procura barese sono finite almeno quattro partite sospette. La prima è Bari-Livorno di Coppa Italia del dicembre dell’anno scorso. Il Bari andava malissimo in campionato, ma riuscì a battere il Livorno per 4-1. Alla fine del primo tempo, il risultato era di parità: 1-1. Ma nell’intervallo ci furono centinaia di puntate sia sulla vittoria del Bari sia sull’over, la possibilità che la partita si concludesse con più di tre gol. E così fu. La seconda partita sotto osservazione è Bari-Chievo del campionato scorso. Il Bari doveva assolutamente vincere quella partita per poter sperare di riprendere la corsa per la salvezza. E invece perse 2 a 1. Quando il Chievo segnò il gol della vittoria ci fu un difensore del Bari,

L’ex capitano del Bari, Bellavista

Belmonte, che addirittura esultò. Sulla vittoria del Chievo erano stati puntati molti soldi e per questo anche le vincite furono record. Le altre due partite indagate sono Parma-Bari e BolognaBari sempre dello scorso campionato. Il Bari era ormai retrocesso, mentre Parma e Bologna cercavano puntisalvezza. Sulla carta, le partite non dovevano avere storia, con la vittoria del Parma e del Bologna. E invece andò diversamente. Il Bari vinse a Parma e a Bologna. A Parma, un giocatore del Bari, Rossi, dichiarò di aver assistito ad uno scandalo. A Bologna, le giocate maggiori furono fatte sull’over, e il Bari vinse 4-0 con una tripletta di un giocatore, Garofalo, che giocava per la prima volta in serie A. Molti sospetti, insomma, ma ancora poche certezze. La procura, però, sta andando avanti. (e.m.)

serie d/Nuovo stop a sorpresa per il Francavilla

Un derby amaro Risultati 14a Giornata (F) Ancona-Atletico Trivento 1-1 Atessa Val di Sangro-Riccione 2-0 Civitanovese-Recanatese 1-0 Isernia-Luco Canistro 1-1 Real Rimini-Jesina 0-1 R.Curi Angolana-O.Agnonese 3-3 Sambenedettese-Miglianico 1-0 Santegidiese-San Nicolò 2-1 Teramo-Vis Pesaro 5-3

Risultati 14a Giornata (H) Oppido Lucano-Francavilla 0-0 Città di Brindisi-Real Nocera S. 5 -2 CTL Campania-Grottaglie 1-1 Gaeta-Casertana 0-1 Internapoli Camaldoli-Turris 2-4 Ischia-Fortis Trani 3-0 Martina Franca-V.Casarano 2-1 Nardò-Irsinese 2-1 Viribus Unitis-Sarnese 0-2

Classifica Teramo 38 punti; Ancona 30; Civitanovese 29; Sambenedettese 26; Atletico Trivento 22; Vis Pesaro 21; Recanatese, Isernia 20; San Nicolò, Riccione, Olympia Agnonese, A. Val di Sangro 18; Santegidiese 15; R.C.Angolana 14; Jesina 12; Luco Canistro 11; Miglianico 9; Real Rimini 3.

Classifica Nardò 31 punti; Sarnese 29; Martina Franca 27; Francavilla in Sinni, Ischia 26; Turris 25; Casertana 24; CTL Campania 23; Città di Brindisi 22; Virtus Casarano 19; Fortis Trani, Internapoli Camaldoli 18; Grottaglie 13; Irsinese, Real Nocera Superiore 11; Gaeta 9; A.C. Oppido Lucano 8; Viribus Unitis 4.

Prossimo Turno Ancona-A.Val di Sangro; A.TriventoIsernia; Luco Canistro-R.C.Angolana; Miglianico-Jesina; O.Agnonese-Sambenedettese; Recanatese-Santegidiese; Riccione-Teramo; San Nicolò-Real Rimini; Vis Pesaro-Civitanovese.

Prossimo TurnO Casertana-Martina Franca; Fortis Trani-Gaeta; Grottaglie-I.Camaldoli; Irsinese-Viribus Unitis; Ischia-Nardò; Real Nocera S.-Francavilla in Sinni; Sarnese-CTL Campania; Turris-Oppido Lucano; V.Casarano-Città di Brindisi.


SIN n.49 2011