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cronaca

cassano

Agguato a Bari: muore un giovane incensurato

Dopo la paura il sollievo: potrà tornare a giocare entro sei mesi

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Anno II n.44 (87) - 5 novembre 2011 Direttore responsabile: Giovanni Magistà

Editoriale di Gianvito Magistà

rivoluzione e ‘servizio pubblico’

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

bari, caos provincia

regioni-fitto, il sud unito vince

C’

G

iovedì sera si è forse aperto un nuovo capitolo televisivo nell’Italia dei Grandi Fratelli, delle veline e dell’informazione sotto controllo. Michele Santoro e l’ex squadra di Annozero hanno dato il via ad un esperimento senza precedenti e che dai primissimi dati sembrerebbe aver incuriosito un altissimo numero di italiani. “Servizio Pubblico” è il nome provocatorio nei confronti della Rai di questo nuovo programma del tanto discusso giornalista campano messo alla porta dalla tv di Stato al termine della scorsa stagione. Su quale canale va in onda? Su tanti. E non solo in televisione. Ed è proprio questa la vera grande novità, come probabilmente il punto di forza di questo esperimento. Servizio Pubblico si potrà guardare ogni giovedì, dalle ore 21 italiane, in contemporanea in tv, su internet e addirittura ascoltarlo in radio (Radio Capital). I siti internet dei due giornali più importanti d’Italia, La Repubblica ed il Corriere della Sera, hanno già ospitato la prima puntata giovedì scorso. Puntata che è stato possibile guardare anche sulla pagina ufficiale del programma su Facebook e sul sito www.serviziopubblico.it. Per non parlare, poi, delle numerose tv locali che in ogni regione d’Italia hanno diffuso il segnale. Per Puglia, Molise e Basilicata ci ha pensato ovviamente Telenorba, ormai sempre più punto di riferimento per le aziende medio-piccole a livello nazionale. Il messaggio è chiarissimo: basta al finto duopolio Rai-Mediaset, basta ai politici che le gestiscono e decidono cosa deve e cosa non deve andare in onda, basta aver paura di esprimere il proprio pensiero liberamente. In Canada, ma in qualsiasi altro Paese occidentale con la P maiuscola, ai politici non interessa cosa dicono e scrivono i giornalisti: ognuno si sforza di fare bene il proprio lavoro, in un clima quanto più possibile sereno. Santoro, all’esordio, ha parlato di “piccola rivoluzione”. E non ha tutti i torti. Perché ci troviamo di fronte, probabilmente (il condizionale è d’obbligo dopo una sola puntata), al primo vero programma tv libero, della gente e per la gente. Infatti, attraverso il sito ufficiale, si possono donare 10 euro. Non ci sono capi, non ci sono consigli d’amministrazione che censurano. Ma il pubblico che finanzia liberamente e decide gli ospiti da invitare, gli argomenti da trattare. Servizio Pubblico, proprio per la sua multicanalità, è visibile in qualsiasi parte del mondo. Questo è il vero significato di libertà d’espressione. E chi ha paura di tutto ciò, chi sta già pensando di mettere il bastone tra le ruote al progetto, vuol dire che ha qualcosa (anzi tante cose) da nascondere.

redazione@suditalianews.com

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pugliesi nel mondo > P.7

visita/Napolitano

sisma/Dopo 9 anni

regione/Puglia

il molise celebra la memoria delle vittime

rocco palese mette tutti d’accordo sulla sanità

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il capo dello stato a bari e barletta > P.3

di Enzo Magistà

è voluto un altro sforzo comune per salvare i finanziamenti europei destinati al sud. In ballo c’erano ben 8 miliardi stanziarti dall’Ue e destinati alle regioni meridionali, che già li avevano inseriti nei loro bilanci. Ma il premier Berlusconi, dovendo dare garanzie all’Europa ed alla Bce sulla tenuta dei conti italiani, aveva ipotizzato un taglio netto di quei fondi per le Regioni, prevedendo di poterli utilizzare per risanare il bilancio dello Stato. I Governatori delle regioni del sud si sono ribellati, alzando la voce e per il ministro Fitto, quello dei santi, è stato un ponte molto agitato. Tuttavia, il ministro ha compreso la gravità del momento e la pericolosità delle intenzioni di Berlusconi e Tremonti e li ha chiamati appena in tempo per evitare il disastro. Poi, giovedì scorso ha incontrato i governatori e li ha tranquillizzati: gli 8 miliardi non saranno toccati, tutto resta come prima. Vien da chiedersi se, come purtroppo è accaduto nel passato, i rappresentanti delle regioni non avessero subito reagito e se non avessero trovato una spalla forte in Fitto, quei finanziamenti si sarebbero potuti salvare? Certamente no. Ne consegue che il sud deve prendere atto di avere una forza insperata, l’unità di intenti che lega le regioni tra loro e tra loro e il governo centrale attraverso il ministro Fitto, pugliese. E’ una condizione nuova, felicissima, di cui bisogna approfittare. In passato, ognuno ha fatto per conto proprio e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se ci si muove insieme, invece, non solo si ottengono più risultati, ma gli stessi finiscono per diventare organici allo sviluppo di tutto il sud e non di alcune zone a scapito di altre. L’unione fa la forza. Non è solo un detto. Per il sud è una necessità irrinunciabile.


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molise/Non c’è l’ufficialità dei risultati delle regionali

Dati ancora nel caos E

Francesco Schittulli

provincia/Decisione a sorpresa del presindente Schittulli: elezioni a marzo?

Bari, dimissioni shock C

ome un fulmine a ciel sereno, il presidente dell’amministrazione provinciale di Bari, Francesco Schittulli, si è dimesso, aprendo una crisi politica di non facile soluzione nell’ente di via Spalato. Le sue dimissioni, infatti, sono la conseguenza di un difficile rapporto con gli assessori del partito che per primo lo ha supportato e candidato alla guida della Provincia di Bari, il Pdl, facendolo eleggere. A quella competizione, Schittulli partecipò anche con una lista che portava il suo nome, la “lista Schittulli”, che aveva lo scopo di allargare il consenso, ricercandolo anche in ambienti diversi dal centrodestra. La scelta fu felice, tanto che Schittulli venne eletto subito e la sua lista ottenne un successo elettorale insperato. Ma, anziché trarne beneficio, il successo elettorale della lista del presidente ha finito per trasformarsi in un boomerang. Schittulli, infatti, si è sempre più innamorato della sua lista e sempre più allontanato dal Pdl con cui, in più occasioni, è entrato in contrasto. L’ultimo scontro risale a venerdì della settimana scorsa. Schittulli si è presentato in giunta con un argomento non iscritto all’ordine del giorno, riguardante la riorganizzazione degli uffici dell’amministrazione. Si tratta di un provvedimento che prevede lo spostamento di una cinquantina di dipendenti da un ufficio all’altro, una specie di rivoluzione che come tutte le rivoluzioni non può non fare delle vittime. Non appena Schittulli ha aperto l’argomento, gli assessori del Pdl, fra cui l’assessore al personale, Sergio Fanelli, si sono opposti alla continuazione della trattazione dello

Anno II - n.44 (87) - 5 novembre 2011 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com

stesso. L’assessore Fanelli, oltretutto, ha espresso la sua sorpresa ed amarezza per non essere stato messo al corrente dell’iniziativa: come si può - ha chiesto - adottare un provvedimento che riguarda il personale e non sentire nemmeno il parere dell’assessore al ramo? Il Pdl ha chiesto quindi di rinviare la discussione dopo un adeguato approfondimento anche in sede politica. Ma Schittulli non ha voluto sentire ragioni. Ha sostenuto l’urgenza della decisione e la sua competenza, avendo egli stesso predisposto in precedenza un altro provvedimento simile riguardante i dirigenti, passato senza osservazioni da parte degli assesso-

ri, tantomeno da Fanelli. Al nuovo no degli assessori Pdl, Schittulli ha posto l’ultimatum: o si approva il provvedimento o mi dimetto ed è stato costretto a dimettersi. Mezz’ora dopo ha convocato i giornalisti ed ha consegnato loro la lettera scritta al segretario generale dell’ente ed al prefetto. Una lettera protocollata e quindi valida per la decorrenza dei termini di legge in base ai quali se entro 20 giorni - e cioè se entro il 17 novembre - le dimissioni non verranno ritirate con idonea giustificazione, la Provincia di Bari verrà commissariata ed in primavera si dovrà procedere all’elezione dei nuovi organismi. Enzo Magistà

stenuante, paradossale, per qualche aspetto incomprensibile. A due settimane abbondanti dall’esito elettorale il Molise non ha ancora ratificato il risultato delle elezioni regionali. Al voto avevano diritto poco più di trecentocinquantamila cittadini, al lordo di quasi settantamila residenti all’estero. Di questi non ha votato neppure il 60%; eppure, sembra incredibile, non si è ancora proceduto alla proclamazione ufficiale del vincitore. L’anno scorso la Spagna ha portato al voto qualcosa come quindici regioni autonome. Voto di un giorno, urne chiuse alle 21, e risultati ufficiali (sic!) già pronti alle 23,30. Accade invece che in questo lembo di terra per decidere se Iorio abbia davvero avuto 1505 voti di scarto su Di Laura Frattura passino settimane. In questo tempo, si penserà, magari si è dovuto ricontare tutto, ogni scheda una per una. Macché, si è dovuta verificare la corrispondenza tra le cifre indicate nei verbali e le buste che contengono le schede elettorali. Operazione titanica, evidentemente, se non fosse che pure da questo mero riconteggio sono venuti fuori errori. Si parla, infatti, di 500 voti recuperati da Frattura, candidato sconfitto del centrosinistra. Come si sia generato un sistema così farraginoso lo possono sapere solo i legislatori del Paese più “legiferato” al mondo. Intanto, però, la lotta è senza esclusione di colpi. Sabato scorso ha rischiato di scapparci pure la denuncia. Il Pdl che se la prende con il presidente della Commissione elettorale, il giudice Stefano Calabria, che minaccia le dimissioni e poi smentisce di averlo fatto. Quindi è la volta di Di Laura Frattura, che si scaglia contro il Pdl reo di mettere una fretta ingiustificata e di voler disturbare un’operazione che potrebbe mettere in luce un clamoroso capovolgi-

Michele Iorio

mento del risultato elettorale. In tutto questo ardore che la politica ci mette per preservare se stessa e la sua torre d’avorio comunque non finisce qui. Alla proclamazione, comunque prevista nel giro, si spera, di pochi giorni, seguirà un secondo round. È quello dei riscorsi amministrativi, che il centrosinistra ha già annunciato. Chiederà al Tar che si riconteggino le schede, roba che in proporzione ai tempi attuali rischia di necessitare anni. Il Pdl chiederà l’ineleggibilità di Di Laura Frattura e così via, con diversi esclusi pronti a ricorrere sull’elezione del consigliere entrato a palazzo. Nel centrosinistra, intanto, qualcosa di politico si muove. Di Laura Frattura, candidato indipendente, starebbe pensando di accettare la corte di Antonio Di Pietro e dell’Italia dei Valori. Iorio, che attende la proclamazione, lascia intanto che i partiti scaldino i motori per il totopoltrone, con una serie di trattative che comunque non sembrano molto difficili. Stefano Ricci

regioni/Puglia e Basilicata finalmente fanno pace

Acqua, c’è l’accordo

comunali/La scelta dei candidati a Taranto e Lecce

E’ toto-sindaco N

ella prossima primavera si voterà a Taranto e Lecce per il rinnovo dei rispettivi sindaci e consigli comunali. La campagna elettorale è già partita. Riguarda, in questa prima fase, la scelta dei candidati sindaco. A Taranto la contesa maggiore riguarda il centrosinistra. Mentre il centrodestra è ancora fermo, a sinistra, gli animi sono abbastanza caldi. Il sindaco uscente, Ippazio Stefano, venne indicato da Rifondazione Comunista e fu eletto a furor di popolo. Ma la sua riconferma non è scontata. Nel corso dei cinque anni trascorsi alla guida di Taranto ha avuto modo di ricomporre la rottura con Vendola, che adesso è il suo sponsor principale. Dalla sua parte ci sono anche ambienti del Partito democratico, ma non tutto il partito. Di recente, anzi, Stefano si è trovato sulla strada della ricandidatura un ostacolo imprevisto, quello dell’assessore regionale al bilancio, Pelillo, che durante il congresso tarantino del Pd ha detto di volersi candidare, chiedendo, perciò, le primarie. Con lui si è schierato il presidente della Provincia, Florido. Tutti conoscono la forza elettorale di Pelillo e credono che in caso di primarie per lui sarebbe facile battere Stefano. Più difficile, invece, potrebbe risultare la sua elezione a sindaco. Per questo, Sel, il partito di Vendola, ha già risposto di no alle primarie, anche se Pelillo insiste.

La possibilità che l’assessore regionale rinunci a candidarsi ricevendo una promozione in sede regionale sembra essere sfumata. Si pensava, infatti, che potendosi candidare a sindaco per il Pd a Lecce l’attuale vice-presidente Loredana Capone, quell’incarico potesse passare a Pelillo in cambio della sua rinuncia a fare le primarie a Taranto. Ma la Capone non sembra avere alcuna voglia di passare dalla Regione alla guida di Lecce e quindi l’operazione di scambio con Pelillo non si può fare. Il no della Capone ha aperto un problema anche a Lecce, dove il centrosinistra aveva coltivato il sogno di poterla candidare a sindaco con buone speranze di farcela, data la sua popolarità. Adesso, il Pd dovrà trovare un altro nome e non sarà facile. Non è facile, a Lecce, nemmeno la situazione del centrodestra. Il Pdl ha deciso di riconfermare l’uscente Paolo Perrone, ma da tempo si è fatta avanti la senatrice Adriana Poli Bortone, che vuole essere della partita. Perrone ha subito proposto le primarie, ma ad una condizione: che la senatrice dichiari di voler far parte in ogni caso della coalizione di centrodestra. La Poli Bortone non ha dato alcuna risposta, ma nei giorni scorsi si è presentata alla manifestazione pubblica del Terzo Polo con Fini, Casini e Rutelli. Forse sta pensando ugualmente di candidarsi, ma facendo da terzo incomodo. (e.m.)

U

na stangata per l’industria, uno sconto per gli agricoltori. S’è concluso così il vertice a Potenza tra Puglia e Basilicata che ritrovano il sereno e registrano una schiarita dopo un lungo periodo di incomprensioni e di attriti. Decisivo l’incontro tra il governatore lucano Vito De Filippo e l’assessore regionale pugliese alle Opere pubbliche, Fabiano Amati nell’ambito del Comitato di coordinamento per l’accordo PugliaBasilicata. Due le questioni all’ordine del giorno: il raddoppio della condotta Sinni, finanziato con i fondi Fas della Puglia (piano per il Sud), e la richiesta del governo pugliese di rimodulare le tariffe, prevedendo una diminuzione per l’uso irriguo. Sulla condotta Sinni la Regione Basilicata conferma la posizione già espressa settimane fa dal Consiglio regionale lucano e ribadita dal presidente De Filippo: il raddoppio non s’ha da fare. Sulle tariffe, invece, s’è deciso che per il 2011 la tariffa rimane invariata indipendentemente dall’uso (potabile, irriguo, industriale). A partire dal 2012, accogliendo la proposta di Amati, sarà differenziata in relazione al diverso uso

della risorsa idrica: il costo dell’acqua utilizzata per irrigare i campi subirà una riduzione del 25 per cento, mentre la tariffa per l’uso industriale sarà aumentata nella misura del 250 per cento nel 2012, 400 per cento nel 2013 e 500 per cento nel 2014. “Le variazioni - spiega l’assessore Amati - riguarderanno le imprese agricole ed industriali che utilizzano la risorsa prelevata dalla Basilicata, calcolate sul costo sostenuto nel 2011. Entro il 2014, in base all’accordo PugliaBasilicata, ci sarà un incremento della componente ambientale per il settore industriale fino al quintuplo della tariffa stabilita per l’uso potabile: a fronte di ciò, il settore irriguo beneficerà già della riduzione tariffaria del 25 per cento”. Il peso sulla tariffa per uso industriale graverà quasi per intero sull’Ilva di Taranto, già chiamata a trovare un’intesa dall’assessore Amati su soluzioni alternative all’utilizzo di circa 1 milione di metri cubi di acqua potabile per raffreddare gli impianti. Ora quell’acqua verrà passata agli usi potabili indispensabile per l’area del tarantino servita dalla condotta del Sinni. (f.i.)


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alluvione/E i soldi?

Protesta a Metaponto S

Sopra: Rocco Palese; sotto: Nichi Vendola

puglia/Tutti d’accordo con il leader dell’opposizione per salvare l’Asl di Foggia

Sanità, ci pensa Palese S

ì al lodo Palese per salvare la sanità pugliese dalla paralisi per le mancate proroghe dei contratti del personale. E’, infatti, il leader dell’opposizione Rocco Palese a trovare la stura per far uscire il governo Vendola dal pantano in cui rischia di affossare il settore. La riunione con tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione convocata dal governatore Nichi Vendola per affrontare insieme le emergenze che stanno attanagliando la Puglia sì è rivelata risolutiva. L’assessore alla Sanità Tommaso Fiore, sorretto da Vendola, si era presentato con una proposta chiara, ma difficile da sostenere: una leggina da approvare in consiglio che proroga i contratti al personale sanitario in scadenza al 31 ottobre. L’emergenza è evidente, soprattutto nell’Asl di Foggia (ora per fortuna superata): centinaia tra medici e infermieri, da lunedì prossimo, devono fare le valigie dopo che la Consulta ha bocciato le loro assunzioni a tempo indeterminato e la manovra del governo ha obbligato le Regioni ad applicare le prescrizioni. Il tutto, con il blocco del turn-over in corso - sancito dal piano di rientro - e con l’imminente uscita dalle Asl di almeno 1.300 unità tra medici e infermieri a partire dal primo gennaio. Le attese deroghe da parte del governo non sono arrivate e Fiore, con l’acqua alla gola, non vede altra strada che non sia la “guerra” istituzionale, ovvero una norma facilmente impugnabile perché - di fatto - salterebbero tutti gli obblighi messi nero su bianco dal governo. Soprattutto, una norma che farebbe saltare il banco col governo, mandando all’aria l’intero piano di rientro col prevedibile automatismo del commissariamento della Puglia. Ci pensa, dunque, Palese - da ieri ironicamente soprannominato “assessore all’armonia” da tutti i consiglieri - a trovare la quadra. La soluzione amministrativa, spiega, è a portata di mano: basta istituire un fondo ad hoc, di pochi milioni di euro, per coprire per altri due mesi le posizioni vacanti nell’Asl foggiana ed evitare l’interruzione di servizio pubblico (già paventata dal prefetto di Foggia), se necessario attingendo dal Bilancio autonomo. Da gennaio 2012, col pensionamento di 236 operatori in tutta la Puglia, si riapriranno i varchi all’interno della spesa sanitaria, bloccata dalla norme nazionali ai livelli del 2004 (con un 1,4% in meno di uscite) e vincolata dai paletti fissati col piano di rientro. A quel punto, ragiona, sarà possibile - senza sforare i tetti - recuperare altre postazioni nelle Asl che si troveranno, dopo il 31 dicembre con la mannaia dei contratti scaduti e del personale “licenziato”. Alla fine, nonostante i distinguo successivi, tutti d’accordo al lodo Palese. Francesco Iato

ono trascorsi ormai più di otto mesi dall’alluvione che ha interessato l’area al confine tra la Basilicata e la Puglia, distruggendo interi raccolti, aziende agricole e infrastrutture. Eppure, nonostante sia trascorso così tanto tempo, agricoltori, imprenditori e semplici cittadini attendono ancora lo stanziamento di risorse da parte dello Stato non solo per far fronte alla messa in sicurezza del territorio ma anche per aiutare aziende e persone che hanno perso tutto. Tante le iniziative di protesta messe in atto, che hanno visto il nascere anche di un comitato, quello a difesa delle terre ioniche. L’ultima manifestazione, quella attuata il 31 di ottobre con un presidio ad oltranza lungo la 106 ionica, all’altezza delle “Tavole Palatine”, proprio per sollecitare il Governo a firmare il decreto che prevede risorse a sostegno di chi è stato danneggiato dalle abbondanti piogge e la nomina di un commissario per gestire l’emergenza. L’ordinanza assegna ai territori della Basilicata, ed in particolare del metapontino, colpiti dall’alluvione del marzo scorso, 7 milioni di euro stanziati dal Governo nazionale che si sommano ai 7,5 milioni messi a disposizione dalla Regione Basilicata. “Siamo solidali – ribadiscono i componenti del Comitato Terre joniche – con le popolazioni di Liguria e Toscana, colpite da lutti e danni dell’alluvione, per le quali il governo ha già stanziato circa 70 milioni di euro. Ma chiediamo che altrettanta attenzione sia riservata alle popolazioni di Puglia e Basilicata, che da otto mesi attendono la firma di un decreto e fondi per la ripresa e la tutela dei territori. Non ci muoveremo da qui finché non avremo ottenuto atti concreti”. Anche la Regione Puglia ha previsto fondi per le popolazioni danneggiate. In particolare una compartecipazione finanziaria di 1.500.000 euro che si sommano ai 100 mila euro già impegnati nei mesi scorsi. La somma complessiva, tutta disponibile, proviene dal capitolo di Protezione civile, sulle emergenze (un milione) e da un’apposita disposizione legislativa approvata nel luglio scorso (finanziata per 500.000 euro) per fronteggiare i danni alle infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico. Alessandro Boccia

la visita/Il Capo dello Stato nel weekend anche a Barletta, Turi e Conversano

Napolitano, viaggio a Bari S

i sono aperte alle dieci di ieri mattina, con l’arrivo a Bari del ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha preceduto di pochi minuti il Presidente Giorgio Napolitano e signora Clio, le celebrazioni ufficiali per la giornata delle Forze Armate al Sacrario dei Caduti d’Oltremare. Dopo la cerimonia a Japigia, il Capo dello Stato si è spostato in Piazza Umberto I, angolo via Crisanzio, per rendere omaggio al monumento dedicato alle vittime della strage fascista di via Niccolò Dell’Arca del 28 luglio 1943. Nel pomeriggio, poi, il Presidente della Repubblica ha partecipato nell’Aula Magna dell’Università degli Studi Aldo Moro al Convegno “Rotta a Sud Est. Bari e la Puglia per lo sviluppo del paese”, al quale hanno partecipato anche il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il Presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli, il Rettore dell’Università “Aldo Moro” Corrado Petrocelli, il Presidente della Fiera del Levante Gianfranco Viesti e l’editore Alessandro Laterza. Subito dopo l’appuntamento all’università il Capo dello Stato è andato a Barletta, prima in Prefettura dove ha incontrato i parenti delle vittime del crollo di Via Roma, poi il Presidente è andato a visitare il cratere del crollo della palazzina avvenuto esattamente un mese fa.

Oggi il presidente Napolitano farà visita al carcere di Turi, alle celle dove furono detenuti, durante il fascismo, Antonio Gramsci e Sandro Pertini. Poi il capo dello Stato, sempre accompagnato dalla moglie Clio, andrà a Conversano dove incontrerà le autorità alla Pinacoteca comunale per partecipare al pala San Giacomo

alla celebrazione del novantesimo anniversario della morte di Giuseppe Di Vagno, deputato socialista assassinato nel 1921. Dopo Conversano il Presidente Napolitano raggiungerà l’aeroporto di Bari dal quale decollerà l’aereo presidenziale per riportarlo a Roma dopo la due giorni barese. Nicola Mangialardi

notizie in brevE la sagra dei “cicce cuotte” Nel subappennino dauno li chiamano “cicce cuotte”: chicchi cotti, dolce tipico del periodo. A Sant’Agata di Puglia ogni anno gli dedicano una sagra. La preparazione è semplice: al grano bollito si aggiungono cioccolato fondente, noci tritate, chicchi di melagrana e vin cotto. Per la festa santagatese sono stati utilizzati dieci chili di grano.

polignano, riapre cappellone Dopo i lavori di restauro è tornato al suo antico splendore il cappellone di San Vito della chiesa matrice di Polignano a Mare (Ba). Un restauro reso possibile grazie al contributo della Regione Puglia, della Sovraintendenza alle Belle Arti di Bari, della Provincia, del Comune e alla generosità dei tantissimi fedeli.

nardò, cacciatore ferito Spara ad un gruppo di quaglie che si stava levando in volo, ma finisce col colpire l’amico. E’ accaduto a Nardò. Protagonista un cacciatore 40enne del posto che ha ferito involontariamente un suo amico 37enne, giudicato guaribile in una ventina di giorni. Per il 40enne è scattata una denuncia a piede libero d’ufficio da parte del locale commissariato per lesioni colpose.

mafia garganica, arrestato latitante Si era nascosto nel doppio fondo di un armadio nella stanza dei suoi bambini per sfuggire all’arresto. Dopo oltre 2 anni di latitanza alla fine Enzo Miucci, 27 anni, è stato trovato dai carabinieri nella sua abitazione a Monte Sant’Angelo. Miucci teneva le redini dei clan mafiosi del comune garganico, dopo la cattura del boss Franco Li Bergolis e del suo luogotenente Pacilli.

lecce, pane di zucca in piazza La novità è stata lanciata dai panificatori salentini nell’ambito della quattro giorni “Pane in piazza” che si è svolta in piazza Sant’Oronzo a Lecce. I maestri panificatori hanno realizzato sculture di pane con l’impasto di lievito madre e farina di zucca. Un’ idea piaciuta molto ai visitatori i quali hanno potuto anche osservare in diretta le fasi della realizzazione del prodotto.

orsara, fucacoste e zucche Martedì ad A Orsara è tornata la notte dei “fucacoste e delle cocce prijatorie”. Un rito che si celebra il giorno dopo Halloween, dal quale si distingue nonostante il simbolo delle due feste sia lo stesso: la zucca. Le zucche di Orsara sono defunti da onorare con le preghiere. I fucacoste invece sono falò accesi per indicare alle anime del Purgatorio la via del Paradiso.

halloween, zombie a bari Parata di zombie nel centro di Bari per Halloween. Scheletri, medici col camice insanguinato e orribili streghe hanno animato il pomeriggio dei baresi. Partenza da piazza del Ferrarese, dove il corpo di ballo ha danzato sulle note di Thriller, passeggiata in via Sparano e ritorno nei vicoli della città vecchia.


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sisma/Un parco per non dimenticare le vittime

Il Molise ricorda L

Sopra: il luogo dell’omicidio; sotto: la vittima

bari/21 anni, incensurato, probabilmente testimone dell’omicidio Diomede

Ucciso l’amico del boss D

ue clan in guerra per contendersi spaccio ed estorsioni tra i quartieri Carrassi e San Pasquale. Da un lato la cosca storica dei Diomede, dall’altro il nuovo gruppo con a capo i fratelli Caracciolese. Sarebbe questo lo scenario criminale nel quale è maturato l’omicidio di Alessandro Marzio, il 21enne incensurato, freddato domenica scorsa con una raffica di proiettili, sotto casa sua, in via Dei Mille. In questa direzione portano gli ultimi sviluppi delle indagini. Nel registro degli indagati per il delitto sono finite quattro persone. Le stesse sottoposte lunedì scorso alla prova stub per riscontrare la presenza di tracce di polvere da sparo su mani o vestiti. Il nome più pesante è quello di Giacomo Caracciolese, 27 anni, presunto boss reggente del rione San Pasquale. Caracciolese, coinvolto nell’omicidio di Orazio Porro nel 2009, è stato assolto a maggio di quest’anno dalla Corte di Assise per non aver commesso il reato. Non sono bastate le testimonianze di due poliziotti e di un cittadino extracomunitario, che avrebbe raccontato di esseri scontrato con Caracciolese pochi istanti prima dell’omicidio e lo avrebbe visto fuggire subito dopo. Per gli investigatori, Caracciolese, è diventato negli ultimi anni un elemento di spicco della criminalità barese. Nel quartiere sarebbe riuscito ad imporre le sue regole e le sue “tariffe” ai commercianti. La gestione del racket delle estorsioni la prima attività, ma anche lo spaccio di sostanze stupefacenti. Attorno a lui c’è poi uno stuolo di giovani leve, spregiudicate, pronte a tutto. Una trentina di pericolosi criminali che stanno approfittando dei vuoti di potere per accreditarsi nel mondo della mala. Da qui sarebbe partito l’ordine per eliminare Alessandro Marzio, che faceva da autista a Cesare Diomede, il pregiudicato freddato il 28 agosto nello stesso quartiere. Marzio frequentava il boss ammazzato e il suo entourage. Anzi, il sospetto è che abbia assistito all’omicidio due mesi fa del 38enne, figlio del boss Biagio, da anni egemone nei quartieri Picone e Carrassi. Lui era uno dei quattro rampolli della cosca mafiosa guidata da Giuseppe Diomede (detto “il cantante” o anche Pinuccio Diò). Qualcuno ha riferito agli inquirenti di aver visto il 21enne spesso in compagnia di Diomede. Gli indizi fanno quindi supporre che i due omicidi siano legati. Sono stati tra l’altro freddati con le stesse modalità. Nicola Mangialardi

uci che si accendono in cima a mille giunchi, che fluttuano con il vento come il grano ancora verde delle campagne molisane col vento di primavera. Insieme creano un effetto che è di memoria e speranza, che accentua le intime sensazioni di chi passa sotto quegli steli attraverso quindici possibili percorsi di meditazione. È un altro simbolo, l’ultimo, quello più atteso dalla comunità di San Giuliano di Puglia; è il parco della Memoria. Il 31 ottobre del 2002 un terremoto scuote la zona dei monti Frentani; l’epicentro è tra le campagne di Bonefro e San Giuliano di Puglia. Crolli sporadici, pericolosi, in almeno quattordici Comuni, ma è a San Giuliano di Puglia che nel raggio di pochi metri muoiono trenta persone. Un’anziana donna muore per strada per infarto, un anziano resta intrappolato nell’auto su cui piomba un pezzo di casa. Poco distante, ventisette bambini tra i sei e i dieci anni e una loro maestra restano sepolti sotto le macerie della scuola elementare “Jovine”. È una tragedia; la lotta dei soccorsi serve solo a fermare l’emorragia di morte innocente, salvando dalle macerie tanti bambini. La scuola diventa simbolo dell’incuria, dell’ingordigia, della delinquenza di costruire male e al risparmio, magari per lucrare di più. Nove anni dopo è lo stesso silenzio del cimitero, poco fuori dal paese, ad accogliere decine di persone che piangono mentre la campana della memoria suona i rintocchi per ricordare quella sciagura che commosse il mondo. Poi la campana smette il suo suono lugubre, e inizia a suonare a festa. “Sì, a festa – dice il presidente del comitato vittime della scuola Anto-

nio Morelli – perché la vita deve andare avanti. La nostra, quella dei genitori di quei bambini, oggi serve per una sola cosa: per dire basta, mai più bambini morti per colpa di un paese che si dice civile, che sia per una scuola che crolla o un’alluvione che invade. Mai più”. Dopo il cimitero, ecco il parco della Memoria; l’ultimo simbolo accoglie un corteo silenzioso, dove vengono deposte le corone di fiori in memoria. Vengono appoggiate a una colonna, al centro del nuovo monumento che sorge sul luogo che fu della scuola crollata. È l’unica colonna della scuola, l’unica che non crollò sotto i colpi di un sisma non così distruttivo, diranno le perizie, ma preferì restare in piedi. Non cadde sui bambini a spegnere la loro beata innocenza, ma restò, unica, in piedi a ricordare i vivi che con la coscienza non si può giocare. Realizzato da architetti italospagnoli, il progetto per il Sindaco Barbieri “rappresenta il simbolo più atteso dalla comunità, quello che riunisce un’unica anima e un unico pensiero. Ci sono i genitori di Vito Scafidi, studente morto a Rivoli sotto il solaio della scuola dov’era a lezione. E c’è il Sindaco di Cerzeto, piccolo centro calabrese spazzato via da una frana ripresa in diretta tv. “Volevano venire pure da Viareggio, da altri luoghi simbolo delle tragedie italiane, ma dove li mettevamo?”, dice Morelli. “Basta piazze o monumenti alla memoria, basta”; per il nono anno può bastare, i sangiulianesi si chiudono dopo una fiaccolata in una veglia di preghiera. È così da nove anni, così sarà per sempre. Stefano Ricci

sisma/Mancano ancora molti fondi per la ricostruzione

A Foggia si aspetta policoro/Il caso dei fidanzatini morti nell’88

Altri colpi di scena N

uovo colpo di scena nella vicenda legata alla morte dei fidanzatini di Policoro, Luca Orioli e Marirosa Andreotta, trovati morti nel bagno di casa di lei il 23 marzo del 1988, in circostanze ancora da chiarire. A distanza di ventitrè anni dal fattaccio, sono stati ritrovati i vestiti che Luca indossava la sera in cui morì. Sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato a Roma, su disposizione della Procura di Matera, presso i laboratori dell’Università La Sapienza. Proprio dove nell’ottobre del 1996, venne condotta la prima perizia. La loro assenza è stata messa in luce in occasione della estumulazione della bara il 17 dicembre del 2010, per effettuare la seconda autopsia condotta dal professor Francesco Introna sui resti dei due giovani. Al momento però gli abiti non sono ancora stati esaminati. Ad opporsi alle operazioni di riconoscimento, previste per venerdì scorso nella sede del Commissariato di Polizia a Scanzano Jonico, l’avvocato Francesco Auletta e la signora Olimpia Orioli. “Alla base del diniego - ha precisato l’avvocato Auletta - l’assenza di un verbale che descriva i contenuti del cartone, la inidoneità dei luoghi e, in proposito, abbiamo chiesto che l’apertura avvenga in presenza dei consulenti di parte e presso l’Istituto di medicina legale di Foggia che è dotato di attrezzature innovative”. Nel commissariato di Scanzano Jonico erano presenti anche un fami-

gliare e un legale della famiglia Andreotta. Nel frattempo sulla vicenda interviene anche il professor Giancarlo Umani Ronchi che eseguì la prima autopsia nel 1996. “Ho presenziato personalmente a tutte le fasi di ricomposizione delle salme”, ricorda Umani Ronchi, ordinario di medicina legale all’Università romana “compreso l’osso ioide - assicura - e gli organi interni analizzati per valutare un eventuale impatto nocivo del monossido di carbonio”. Non ha dubbi il professore, dopo la prima autopsia, tutte le parti dei corpi dei due giovani, furono rimesse a posto. “Lo possono testimoniare - riferisce - anche i collaboratori della polizia scientifica e i consulenti di parte presenti quel giorno. Per quanto riguarda l’osso ioide del ragazzo, non ritrovato nella seconda riesumazione, Umani Ronchi chiarisce: “Non so come possa essere sparito. Al massimo si può pensare a una dimenticanza del personale dell’obitorio che si occupa di ricucire i corpi dopo l’esame autoptico”. E poi aggiunge: “Circa l’ipotesi di strangolamento, questa è stata esclusa dalla mia analisi. Ricordo di aver scritto nella perizia: c’è una lesione di un corno dell’osso ioide di Luca dovuto alle tecniche dell’autopsia”. Insomma, spiega, “si trattava di una piccola e comune lesione che può essere provocata dai medici stessi”. Alessandro Boccia

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I danni del terremoto a Carlantino (Fg)

ove anni dopo, la ricostruzione nei paesi del Subappennino Dauno è ancora lontana dall’essere terminata. Il 31 ottobre del 2002 un violento sisma provocò il tragico crollo della scuola elementare “Jovine” a San Giuliano di Puglia, in Molise, ma causò anche enormi danni in diversi paesi della provincia di Foggia. Il Comune più danneggiato fu Casalnuovo Monterotaro, dove ancora oggi sono numerosi gli edifici puntellati, in attesa dei lavori di ristrutturazione. Ma per eseguire il restauro dei fabbricati servono soldi; e i finanziamenti ancora non sono stati erogati a sufficienza. La denuncia arriva dai sindaci dei 23 paesi della Capitanata interessati dal sisma, che si sono riuniti a Casalnuovo nel giorno del nono anniversario: qui, per i danni alle abitazioni private, sono stati stanziati 32 milioni e mezzo di euro; ma, secondo i calcoli del Comune, ce ne vorrebbero ancora più di 24. Complessivamente, i danni accertati in provincia di Foggia ammontavano a 180 milioni di euro; finora ne sono stati erogati, in tutto, 63. Secondo le stime del sub commissario

delegato, Giuseppe Capriulo, ce ne vorrebbero altri 144. I rubinetti del Governo adesso sono chiusi: ma al Molise sono stati assegnati 346 milioni di fondi Fas. I sindaci riuniti a Casalnuovo hanno chiesto alla Regione Puglia di intervenire, affinché Palazzo Chigi adotti un provvedimento analogo anche per il Subappennino dauno, dove a subire danni ingenti furono anche Celenza Valfortore e Carlantino: in quest’ultimo caso sono state sistemante solo le abitazioni classe A (la prima abitazione con ordinanza di sgombero totale) mentre restano ancora senza interventi sei abitazioni di classe B (la prima abitazione con ordinanza di sgombero parziale) e 18 di classe C (la prima abitazione senza ordinanza di sgombero). Restano insoluti anche i problemi legati al bilancio comunale che, a causa dei mancati introiti delle tasse locali, si è ulteriormente aggravato: i proprietari delle case soggette a ordinanza di sgombero, infatti, hanno beneficiato dell’esenzione parziale dell’I.C.I. e della Tarsu, ma i Comuni non hanno diritto al relativo rimborso. Pietro Loffredo


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deliceto/La sagra dell’agroalimentare pugliese

Pane, olio e olive

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Sopra: l’assessore Elena Gentile; sotto: Phil Zita

pugliesi nel mondo/Elogi per i canadesi e Phil Zita dall’ass. Gentile

Nasce il nuovo Consiglio E’

nato il Consiglio Direttivo dei Pugliesi nel Mondo. L’organismo regionale che tiene legati alla terra d’origine i 400 mila conterranei emigrati all’estero secondo i dati dell’Aire. La giunta sarà presieduta dal governatore Vendola con due vice e conterà nove membri. Dentro i delegati di cinque delle 30 comunità internazionali arrivati a

che entra nel direttivo per lo sforzo profuso sul fronte della comunicazione. Per Filippo Zita, delegato per i pugliesi in Canada, “molto bisognerà fare per continuare il ruolo di ponte e di collegamento tra le comunità. Soprattutto abbiamo in mente di rafforzare l’esposizione dei prodotti pugliesi che potranno essere così conosciuti dai canadesi. Sul fronte

della comunicazione il progetto Eradius ha avuto il grande merito di arricchire di contenuti una finestra sempre aperta con la Puglia e le sue varie realtà culturali, turistiche, enogastronomiche con la Puglia che ora vogliamo arricchire con una vetrina di prodotti da esporre in tutti i settori”. Francesco Iato

basilicata/Il convegno che si è svolto a Matera

La nuova emigrazione A

Bari per gli stati generali del consiglio generale. “Assessori” simbolici i delegati di Montreal, Chicago, Basilea, Sidney e Buenos Aires oltre a capofila delle comunità regionali del nord Italia. L’elezione del direttivo s’intreccia all’attivazione della fondazione e della partnership con i privati che partirà a breve. Obiettivo rafforzare il ruolo delle associazioni sparse nel pianeta. Grazie al sostegno della Regione Puglia, nel 2011 un finanziamento di 500 mila euro gli emigrati sono diventati ambasciatori e facilitatori negli scambi e nel commercio di prodotti regionali, dall’enogastronomia all’industria d’eccellenza, dalla cultura alle tradizioni dei comuni d’origine. Per l’assessore Elena Gentile al welfare: “Abbiamo messo in campo una visione moderna e innovativa che ha intercettato anche le seconde e terze generazioni di coloro che lasciarono la Puglia nei secoli scorsi, figli, nipoti e pronipoti. E’ su di loro che la regione punta decisamente per continuare questa sfida a mantenere saldi i legami con la terra d’origine. Vivacissimo negli ultimi anni il ruolo della comunità canadese

i cervelli servono investimenti, e ai giovani un po’ di coraggio. E’ questo, in sintesi, il messaggio venuto dal dibattito sull’emigrazione intellettuale e sulle prospettive di sviluppo in Basilicata organizzato a Matera dalla neonata sezione lucana dell’Associazione Laureati Luiss. Un confronto a più voci che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria e dell’università. Tanti i dati snocciolati. Ad esempio è emerso che su 30 mila lucani iscritti all’università ben 23 mila scelgono di frequentare corsi fuori dai confini lucani, e poi che dei lucani che si laureano fuori dai confini regionali, ben il 70 per cento decidono di non tornare in Basilicata. I “dottori” lucani, infatti, dopo la laurea scelgono la Lombardia e subito dopo l’Emilia Romagna per cercare un futuro concreto e più accessibile. Lo dice lo Svimez nel suo rapporto 2011 che sottolinea, tra l’altro che nelle aree marginali di cui fa parte anche la Basilicata, la struttura produttiva è debolissima. Le difficoltà sono difficili da superare se, come ha sottolineato il direttore generale dell’Università Luiss, Pier Giorgio Celli “l’Italia è un Paese in cui non c’è più passione, in cui mancano gli anticorpi della crisi. Dobbiamo innanzitutto restituire ai giovani il gusto di tornare e di progettare e impegnarsi. Se c’è una possibilità di uscire dal momento che stiamo vivendo, è legata ai giovani; devono imparare a rischiare, ad avere corag-

gio in un Paese che di coraggio ne ha pochissimo”. Imprese e politica, per Celli, debbono ritrovare un equilibrio. “Molto spesso le imprese hanno considerato comodo appoggiarsi alla politica per avere benefici e quando sono venuti a mancare, si sono appoggiate da altre parti, togliendo posti di lavoro”. Per il governatore lucano Vito De Filippo, tra i protagonisti del dibattito, la soluzione è “nello sviluppo di ricerca e innovazione, negli incentivi alle imprese che spendono per migliorare i cicli produttivi e nel reddito ponte. Si tratta di un processo lungo ma se riusciamo a invertire la tendenza, avremo utilizzato le difficoltà del presente per garantire la serenità del futuro”. Per De Filippo, “l’Obiettivo 2012, il documento condiviso con le forze sociali, sta tutto nel salto di mentalità necessario. La coesione - ha aggiunto - è uno degli elementi su cui lavorare sempre”. Anche il mondo imprenditoriale ha voluto contribuire al dibattito. Pasquale Natuzzi ha ricordato che “se non si riescono ad attrarre né imprese né cervelli il rischio è il territorio diventi deserto. Occorre una visione strategica che permetta di affrontare gli scenari sempre più difficili imposti dalla globalizzazione”. Concetto più o meno rimarcato dal presidente di Confindustria Basilicata, Pasquale Carrano, per il quale “vanno intercettati flussi ed occasioni per le giovani generazioni radicandosi in termini di innovazione e idee”. Alessandro Boccia

Deliceto

ono due simboli della dieta mediterranea e, in particolare, della gastronomia della provincia di Foggia, cui sono legati da un connubio indissolubile. Stiamo parlando del pane e dell’olio, a cui a Deliceto, sui Monti Dauni, è stata dedicata una festa che ha richiamato un buon numero di visitatori. Mille modi e ricette semplici per preparare e condire questi elementi fondamentali del mangiar sano “made in Capitanata”: c’erano i crusc’l, ossia il pane abbrustolito, ad accompagnare i ceci con le cotiche. E poi, ancora, il pancotto e i biscotti, come le tradizionali “pastette”, per comporre le quali, oltre agli ingredienti tradizionali come farina, uovo e zucchero, si utilizza l’olio extravergine d’oliva. A Deliceto esistono due frantoi, che producono circa tremila quintali di olio all’anno, che fruttano quasi 200 mila euro. L’oliva è del tipo ogliarola, cresce in collina a più di cinquecento metri di altitudine e dà un prodotto piuttosto leggero, dolce e di bassa acidità. La festa di Deliceto è stata un’oc-

casione per riscoprire i sapori più semplici e autentici, legati alla cucina tipica della Daunia e, più in generale della Puglia. Una cucina che non può prescindere dall’olio extravergine d’oliva, frutto di quei veri e propri monumenti che sono gli ulivi, di cui ne sono stati censiti ben sei milioni su scala regionale. In provincia di Foggia, la maggior parte della produzione è concentrata nel Tavoliere e nelle distese pianeggianti di Mattinata e Carpino, dove i panorami sono caratterizzati dalle infinite distese di ulivi. C’è poi la specificità della zona di Cerignola, dove si coltiva La Bella, l’oliva gigante a marchio dop che viene esportata in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord America e, da alcuni anni, in Russia, dove viene apprezzata come snack. Un vero e proprio biglietto da visita per l’agroalimentare della provincia di Foggia, che sta puntando sempre più sull’internazionalizzazione per far conoscere le tante imprese di alta qualità che operano sul territorio. Pietro Loffredo

molise/Trovato a Bojano, venduto per 9mila euro

Un maxi tartufo S

embra una pepita, e per certi versi vale oro. È il tartufo, ma soprattutto è quello di colore avorio a far impazzire raccoglitori ed estimatori. Nonostante lo sappiano in pochi, il Molise è una vera miniera di tartufi, capace ogni anno si sfornare pezzi unici da record. Come l’ultimo della serie, “cavato” in un bosco vicino a Bojano da Pierpaolo Di Sisto. Troneggia sulla bilancia con i suoi quasi seicentocinquanta grammi, e

in pochi minuti tra i compratori si è scatenata una vera e propria asta.Venduto a un prezzo top secret (ma si parla di circa novemila euro), il pezzo pregiato finirà di certo in mani lontane, sicuramente negli Emirati, o a Dubai, o ancora in Cina o Stati Uniti. Ma Pierpaolo ha voluto che questa caccia fortunata fosse indirizzata a uno meno fortunato. L’intero ricavato, infatti, andrà in beneficenza. Stefano Ricci

Pierpaolo Di Sisto con il maxi tartufo


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CESENA - LECCE

BARI - VERONA

11ª GIORNATA, SERIE A

14ª GIORNATA, SERIE B

(6/11, Stadio “Manuzzi” di Cesena, ore 15)

(7/11, Stadio “San Nicola” di Bari, ore 19)

PROBABILI FORMAZIONI

PROBABILI FORMAZIONI

Cesena (4-4-2): Antonioli; Comotto, Von Bergen, Rodriguez, Lauro; Ceccarelli, Parolo, Djokovic, Candreva; Mutu, Eder. All.: Arrigoni

Bari (4-3-3): Lamanna; Crescenzi, Borghese, Dos Santos, Garofalo; Rivaldo, Donati, Scavone; Defendi, Marotta, Caputo. All.: Torrente

Lecce (4-2-3-1): Benassi; Oddo, Carrozzieri, Esposito, Tomovic; Giacomazzi, Strasser; Cuadrado, Grossmuller, Olivera; Muriel. All.: Di Francesco

Verona (4-3-3): Rafael; Cangi, Maietta, Ceccarelli, Scaglia; Russo, Tachtsidis, Hallfredsson; D’Alessandro, Ferrari, Gomez. All.: Mandorlini

TV: -

ultimo turno Lecce-Novara 1-1

prossimo turno Roma-Lecce (20/11/’11)

TV: -

classifica

ultimo turno Grosseto-Bari 0-1

CESENA

3 punti (20° posto)

prossimo turno

LECCE

Torino-Bari (13/11/’11)

5 punti (19° posto)

classifica BARI

20 punti (7° posto)

VERONA

19 punti (8° posto)

cassano/Dopo la paura dei primi giorni, una certezza: il talento barese sta bene e giocherà ancora

Auguri Antonio, torna presto “T

i teniamo il posto, stai tranquillo”. Non poteva usare parole migliori l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani per riassumere il dialogo avuto con Antonio Cassano. La voglia del talento barese di tornare alla vita di tutti i giorni fatta di allenamenti, calcio giocato, trasferte e scherzi ai compagni di squadra è tanta. Dopo la paura vissuta in seguito alla sofferenza cerebrale di base ischemica, adesso Cassano può tornare a sorridere. Già perché la causa del suo malessere è legata ad un piccolo problema cardiaco risolvibile con un intervento non invasivo. Un forame ovale, vale a dire un piccolo foro al cuore che ha prodotto un embolo, il quale, salendo, ha creato una sofferenza, per fortuna transitoria, in un’area del cervello. Insomma, l’attaccante milanista dovrà sottoporsi ad un piccolo intervento nei prossimi giorni proprio per chiudere questo buchetto al cuore. Il mondo del calcio tira un sospiro di sollievo, Cassano tornerà ad incantare i tifosi che hanno assistito, preoccupati, all’ evolversi della situazione. Il peggio è passato e nella disgrazia il ba-

pro1/E il Foggia pareggia

pro1/Barletta e Andria ko pro2/Vittoria in trasferta

Risultati 10a Giornata (a) Benevento-Taranto 2-1 Como-Tritium 1-2 Foggia-Avellino 1-1 Lumezzane-Viareggio 1-0 Monza-Spal 3-1 Pro Vercelli 1892-Foligno 0-1 Reggiana-Pisa 1-0 Sorrento-Carpi 2-1 Ternana-Pavia 2-2

Domenica nera per le pugliesi

Campobasso vede la zona playoff

Risultati 10a Giornata (B) Barletta-Feralpi Salò 0-1 Bassano Virtus-Siracusa 1-2 Cremonese-Virtus Lanciano 2-0 Latina-Andria Bat 5-2 Piacenza-Carrarese 0-3 Spezia-Portogruaro 0-2 SudTirol-Prato 2-2 Trapani-Frosinone 2-2 Triestina-Pergocrema 3-2

Risultati 13a Giornata (b) Arzanese-Milazzo 1-1 Chieti-Aprilia 1-1 Ebolitana-Paganese 0-0 Fondi-Perugia 0-2 Gavorrano-Campobasso 1-2 Isola Liri-Fano Alma J. 1-2 L’Aquila-Catanzaro 1-1 Melfi-Celano Olimpia 4-0 Neapolis-Giulianova 1-1 Vigor Lamezia-Aversa Norm. 0-0

CLASSIFICA 1 Frosinone 2 Pergocrema 3 Carrarese (-1 punto penalizz.) 4 Portogruaro 5 SudTirol 6 Cremonese (-6) 7 Barletta 8 Virtus Lanciano (-1) 9 Trapani 10 Siracusa (-3) 11 Triestina 12 Piacenza (-4) 13 Spezia 14 Andria Bat 15 Latina 16 Prato 17 Feralpi Salò 18 Bassano Virtus

CLASSIFICA 1 Paganese 2 Perugia 3 Catanzaro 4 Vigor Lamezia 5 L’Aquila 6 Campobasso 7 Gavorrano 8 Giulianova 9 Arzanese 10 Chieti 11 Neapolis 12 Aversa Normanna (-1 punto) 13 Aprilia 14 Isola Liri (-2) 15 Fondi 16 Melfi (-2) 17 Fano Alma J. (-3) 18 Ebolitana (-1) 19 Vibonese 20 Milazzo 21 Celano Olimpia

Taranto, brusco stop

CLASSIFICA 1 Ternana 2 Taranto (-1 punto penalizz.) 3 Sorrento 4 Lumezzane 5 Carpi 6 Como (-1) 7 Tritium 8 Pro Vercelli 1892 9 Pisa 10 Foggia (-1) 11 Avellino 12 Reggiana (-2) 13 Monza 14 Benevento (-6) 15 Spal (-2) 16 Pavia 17 Viareggio (-1) 18 Foligno (-3)

23 19 19 17 16 16 15 14 13 11 11 10 10 9 9 8 4 1

Prossimo Turno Avellino-Reggiana; CarpiFoggia; Foligno-Pisa; Lumezzane-Monza; Pavia-Pro Vercelli 1892; Spal-Ternana; Taranto-Como; Tritium-Benevento; Viareggio-Sorrento.

18 18 17 17 16 15 15 15 15 14 12 12 11 10 9 8 8 6

Prossimo Turno Andria Bat-Bassano Virtus; Feralpi Salò-Spezia; FrosinoneCremonese; Pergocrema-Trapani; Portogruaro-Barletta; Prato-Carrarese; Siracusa-Piacenza; Triestina-SudTirol; V. Lanciano-Latina.

26 26 25 24 24 21 20 19 17 15 14 14 13 12 12 11 11 11 11 11 4

Prossimo Turno Aprilia-Vigor Lamezia; Aversa Normanna-Ebolitana; CampobassoArzanese; Catanzaro-Vibonese; Celano Olimpia-Isola Liri; Fano Alma J.-Fondi; Giulianova-Gavorrano; L’Aquila-Melfi; Milazzo-Neapolis; Paganese-Chieti.

rese è stato fortunato perché l’ischemia avrebbe potuto lasciare tracce perenni o addirittura portarlo alla morte. Cassano, invece è vivo, anzi, pensa già ai suoi impegni ed è arrabbiato perché nonostante il “suo” Milan abbia dominato in Champions League qualche giorno fa, non è riuscito a vincere a Minsk, contro il Bate Borisov. Il pibe de Bari in questi giorni ha ricevuto tanti messaggi d’affetto e di solidarietà soprattutto dal suo quartiere “Bari vecchia”. C’è chi lo ha visto crescere, chi lo ha aiutato a superare momenti difficili, chi ricorda aneddoti del Cassano bambino, insomma, tutti si sono stretti intorno a lui, anche perché se questo angolo di città sta facendo parlare di sè al positivo, anziché essere ricordato solo per vicende legate alla malavita, è anche e soprattutto grazie all’attaccante milanista. Circa sei mesi il tempo di recupero, anche se per definire il ritorno Di Cassano all’attività agonistica bisognerà aspettare il post-intervento. A proposito: l’operazione sarà eseguita dal prof. Mario Carminati, primario di cardiologia dei difetti congeniti del Policlinico di Milano. Dunque il talento barese non dovrà neanche spostarsi, perché l’operazione si svolgerà presso l’ospedale Maggiore dove è ricoverato da domenica scorsa. I tifosi azzurri sperano di rivederlo in campo prima possibile anche perché all’orizzonte ci sono i campionati Europei di Polonia e Ucraina. Il monello del calcio italiano, ha colpito ancora, questa volta però ai cuori di tutti. Claudia Carbonara

libro/A Ceglie Messapica

Senna e la Ferrari

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iorio: l’uomo che attirò Senna alla Ferrari”. E’ il titolo del libro di Roberto Boccafogli, attuale vicedirettore di “Quattroruote” e già direttore di “Autosprint”, che è stato presentato nel Castello Ducale di Ceglie Messapica dallo stesso autore e da Cesare Fiorio, l’uomo, appunto, che attirò Senna alla Ferrari e che è coautore del testo. Un volume denso di informazioni e di emozioni degli anni più belli vissuti dal manager italiano. Cesare Fiorio, infatti, è un uomo di successo e di multiforme attività nel mondo dello sport. Buon pilota dilettante da ragazzo, è stato poi direttore sportivo della Lancia e della Fiat. Divenuto team manager della Ferrari, ottenne subito le prime vittorie e iniziò trattative segrete con l’asso invincibile della Formula 1, Ayrton Senna, che convinse a firmare per la squadra di Maranello. Il libro offre un racconto avvincente di decenni di automobilismo internazionale, ricco di retroscena sconosciuti e corredato di immagini straordinarie che non si fermano al muretto dei box. Tra le tante cose, infatti, è documentata anche l’attività agonistica di Fiorio come campione internazionale di motonautica, nonché il record di traversata atlantica da lui conquistato con il “Destriero”.

barletta/Nel ritiro

Giocatori aggrediti “R

ifletterò nei prossimi giorni se sarà il caso di farmi da parte, perché mi rendo conto che fare calcio qui in queste condizioni è davvero difficile”: dura presa di posizione del presidente del Barletta (Prima Divisione), Roberto Tatò, dopo l’aggressione subita nel ritiro di Sturno (Avellino) da alcuni giocatori biancorossi, tra i quali il portiere Sicignano, da un gruppo di sedicenti ultrà, che pretendevano anche maggiore impegno dagli atleti. La squadra allenata da Cari aveva raggiunto la località irpina lunedì sera per allenarsi con serenità dopo la sconfitta rimediata nell’ultima giornata di campionato in casa contro il Feralpi Salò. I calciatori hanno ricevuto alcuni spintoni e Sicignano sarebbe stato colpito con un paio di ceffoni.

serie d/Perde a Francavilla e scivola a metà classifica

Il Martina precipita Risultati 9a Giornata (F) Jesina-Renato Curi Angolana 0-0 Luco Canistro-Riccione 3-0 Miglianico-Civitanovese 4-4 Olympia Agnonese-Teramo 1-2 Real Rimini-Santegidiese 0-3 Recanatese-Ancona 1-6 Sambenedettese-A.Val Sangro 3-1 San Nicolò-Isernia 4-2 Vis Pesaro-Atletico Trivento 1-2

Risultati 9a Giornata (H) Oppido Lucano-I. Camaldoli 1-1 Casertana-Irsinese 3-0 Città di Brindisi-Nardò 0-1 Francavilla-Martina Franca 2-1 Grottaglie-Ischia 1-2 Real Nocera S.-CTL Campania 0-1 Sarnese-Fortis Trani 5-1 Turris-Gaeta 2-0 Virtus Casarano-Viribus Unitis 2-0

Classifica Teramo 23 punti; Ancona 22; Atletico Trivento 18; Civitanovese, San Nicolò, Vis Pesaro 17; Sambenedettese, Recanatese, Isernia 13; Santegidiese, Riccione 11; Olympia Agnonese, Luco Canistro 10; Jesina 7; R.C.Angolana 6; A. Val di Sangro 5; Miglianico 4; Real Rimini 2.

Classifica Francavilla in Sinni 20 punti; Nardò, Ischia 18; Casertana 17; CTL Campania, Sarnese 16; Città di Brindisi, Virtus Casarano 15; Martina Franca, Turris 14; Internapoli Camaldoli 12; Fortis Trani 11; Irsinese 8; Real Nocera Superiore, Oppido Lucano 7; Gaeta 6; Grottaglie 5; Viribus Unitis 4.

Prossimo Turno Ancona-O. Agnonese; A. Val di Sangro-Vis Pesaro; Atl.Trivento-Luco Canistro; Civitanovese-Jesina; IserniaMiglianico; R.C.Angolana-Real Rimini; Riccione-Recanatese; SantegidieseSambenedettese; Teramo-San Nicolò.

Prossimo TurnO CTL Campania-Francavilla in Sinni; Fortis Trani-Casertana; GaetaReal Nocera S.; I.Camaldoli-Brindisi; Irsinese-Grottaglie; Ischia-V.Casarano; Martina Franca-Oppido Lucano; Nardò-Sarnese; Viribus Unitis-Turris.

SIN n.44 2011  

editoriale Dopo la paura il sollievo: potrà tornare a giocare entro sei mesi C’ è voluto un altro sforzo comu- G iovedì sera si è forse aper...

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