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bari

ricette

La lunga “maratona”: a tavola già dal tramonto del 24

Provate in Canada le pietanze tipiche di Puglia, Molise e Basilicata

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Anno I n.43 - 24 dicembre 2010

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

redazione@suditalianews.com

Editoriale

di Gianvito Magistà

BUON NATALE A CHI è LONTANO

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l Natale, la festa probabilmente più sentita e vissuta intensamente nel mondo cattolico cristiano. Insieme alle celebrazioni religiose, già di per sè molto importanti, intorno a questa ricorrenza esiste un intreccio incredibile di tradizioni secolari che sono entrate a far parte del nostro tessuto sociale. E se in Canada, ormai, il consumismo sfrenato ha quasi cancellato del tutto il vero significato del Natale, in Italia anche solo la cura maniacale con cui si prepara il presepe, ad esempio (ancor prima dell’albero), serve a farci ricordare perchè ogni anno ci riuniamo il 24 e 25 dicembre con la nostra famiglia. Appunto, la famiglia. Un altro elemento fondamentale del Natale. Come leggerete in questo numero speciale, su una cosa non c’è differenza tra le regioni e i popoli: riunirsi intorno ad una tavola insieme ai propri cari. Vi accompagneremo in un viaggio nelle tradizioni ed abitudini di Puglia, Basilicata e Molise in questo periodo dell’anno, vi faremo scoprire - o ricordare - come si festeggia il Natale in questi luoghi e a tavola. Infine vi daremo la possibilità di provare alcune ricette tipiche, anche in Canada, così da potervi sentire, almeno idealmente, più vicini ai vostri cari oltreoceano: quando il telefono non basta, possiamo provare con il sapore. Ed infine, il nostro augurio più speciale va proprio a chi passerà questi giorni da solo o comunque lontano dagli affetti più profondi. Buon Natale a tutti da Sud Italia News.

la festa più bella dell’anno

basilicata

Sui Sassi di Matera il presepe vivente più grande del mondo

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molise

Fuoco e zampogne simboli di tradizioni antichissime

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Sud Italia News si ferma per le Feste. Il prossimo appuntamento con il nostro inserto, dunque, è fissato per sabato 8 gennaio 2011. Felice anno nuovoai nostri lettori.


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puglia/Dai presepi viventi a quelli di cartapesta

Antica tradizione C

rescono anno dopo anno i presepi viventi in provincia di Bari. Sono ormai tantissime le location dove vengono allestite le rievocazioni della nascita del Bambin Gesù nei vari centri del Barese. Un ideale percorso del turismo presepiale barese che parte dall’ipogeo di Carbonara dove una cinquantina di comparse danno vita al presepe nelle serate di festa con una riproposizione, sempre

Il Lungomare di Bari, di solito molto trafficato, sarà deserto a partire dal pomeriggio della vigilia

bari/Dal tramonto del 24 al pranzo del 26, tavola e famiglia al centro di tutto

Maratona gastronomica C

apitone e cartellate sono gli emblemi del Natale sulle tavole dei baresi. Al milanese panettone Motta, Bari risponde con i dolci fatti in casa, castagnelle, paste reali di mandorle, bocconotti di mandorle o ricotta, mostacciuoli e, ovviamente, le cartellate ricoperte di vin cotto. Secondo l’antica tradizione barese che affonda le sue origini prima nelle consuetudini marinare e, poi, in quelle mercantili, il giorno della vigilia di Natale le famiglie siedono a tavola al calar del sole, ovvero quando pescatori e commercianti sono tornati dalla lunga giornata di lavoro che precede il Natale. Una tavola, quella del ventiquattro sera, che come da usanza propone ai commensali tredici diverse pietanze, ovviamente tutte rigorosamente a base di pesce e verdura con l’attenta esclusione delle carni. A farla da padrona è sicuramente l’assortimento di pesce crudo e cotto con baccalà e, soprattutto, il capitone al forno accompagnato da una foglia di alloro. Ma, anche, focaccia e verdura non sono da meno con le immancabili rape lesse o stufate che siano e i finocchietti. Non c’è che dire, una tavola sicuramente mediterranea e oltremodo abbondante, innaffiata dal buon vino novello per tutto il pasto, mentre ad accompagnare i dolci sono i rosoli, di limone, cioccolato, mandarino o al limite un buon nocino artigianale della Murgia. E mentre la notte di Natale prende sempre più corpo e la cena della vigilia volge al termine, per le strade si odono i botti assordanti dei fuochi pirotecnici. E tra un giro di tombolata, una partita a sette e mezzo, intorno a gremitissimi tavoli il cui vocìo dei giocatori sovrasta ogni velleità di vincita, tocca ai più piccoli scartare i doni stipati sotto l’albero da Babbo Natale. Intanto si avvicina la mezzanotte e c’è chi preferisce viverla in casa con parenti ed amici facendo nascere il bambinello con la tradizionale processione per le stanze di casa e la recita delle poesie dei bambini davanti alla natività. Non pochi sono i baresi che, invece, preferiscono vivere l’emozione religiosa della Messa di mezzanotte. Nel borgo antico barese, poi, nei pressi della Cattedrale e della Basilica, chioschi e chioschetti con una cioccolata calda o caldissime pettole, creano una suggestiva cornice che colpisce oltre la vista anche l’olfatto di quanti appena usciti dalla chiesa tra un augurio e l’altro si lasciano tentare dalle prelibate offerte gastronomiche delle bancarelle. Il giorno di Natale, poi, la tradizione vuole che i nonni aspettino a casa

figli e nipoti per lo scambio degli auguri, mentre in cucina è ripartita l’organizzazione del pranzo, questa volta, a base di teglie di pasta fatta in casa e carne: agnello, cappone o fagiano. Dopo pranzo, una breve “giocata” in famiglia e via a passeggio alla ricerca dei più tradizionali presepi della città e dintorni, statici o viventi, non ha importanza. A chiudere la prima parte delle fe-

stività natalizie, Santo Stefano, quello che negli usi delle ricorrenze patronali paesane, viene chiamato il lunedì della festa. Un giorno nel quale sulle tavole campeggiano i brodi di verdure, quasi a voler sancire una sorta di riconciliazione con lo stomaco dopo il gran tour de force della sera della vigilia e del giorno di Natale. Nicola Mangialardi

presepe vivente di Giovinazzo, così come lo sono insieme all’amministrazione comunale i frati cappuccini di Triggiano che però utilizzano come ambientazione della natività le strade del paese. Borgo antico e un’intera comunità che si trasforma in un presepe a Binetto, dove l’intero centro storico diventa un insieme di rappresentazioni che offrono ai visitatori la possibilità di degustare bruschette,

Presepe vivente a Conversano (Ba)

in chiave francescana, degli antichi mestieri pugliesi: il calzolaio, il cestaio, il vasaio, le ricamatrici, l’osteria e il mastro d’ascia. Non meno affascinante è il presepe vivente allestito, ormai, da quasi trent’anni, nella parte quattrocentesca del convento dei frati minori a Bitetto, dove nel periodo natalizio sono diverse decine di migliaia i visitatori che fanno la fila per vedere quella rappresentazione ideata dai frati francescani. Ma come a Bitetto, anche a Bitonto, alla chiesa di San Leone sono i frati minori a rendere vivente il presepe ormai da un quindicennio. Sono I frati francescani cappuccini, invece, gli organizzatori per il secondo anno del

vino, dolci tipici e rosoli. Non meno suggestivi i presepi viventi di Mola, Grumo, Monopoli, Alberobello. E in questa tradizionale cornice di presepi animati si incastonano a Putignano, il giorno di Santo Stefano, i festeggiamenti della Propaggine, il rito che dà ufficialmente il via al lungo periodo del Carnevale più antico e famoso del sud Italia. Nell’ambito presepiale, da citare la secolare tradizione pugliese ed in particolare quella leccese, che risale alla fine del 1700. Vere e proprie opere d’arte, ancora oggi, vengono prodotte con la cartapesta nel Salento ed in alcuni casi, anche con la famosa pietra leccese. (n.m. e g.m.)

AUGURI ALLA COMUNITà

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arissimi amici, in occasione delle imminenti festività voglio augurare a tutti voi un Buon Natale e un sereno Anno nuovo! Mi piacerebbe che il Natale porti con sé il dono del coraggio e della speranza, perché anche se viviamo tempi difficili, anche se gli effetti della crisi economica si ripercuotono sui lavoratori, sugli anziani, su tanti giovani precari, non possiamo privarci della possibilità di immaginare un orizzonte migliore. Sono tante le iniziative che la Regione Puglia ha messo in campo per rilanciare le azioni di promozione dell’immagine della nostra regione presso le comunità dei pugliesi nel resto del mondo e per costruire e consolidare le reti di collaborazione, di cooperazione e di scambio tra i sistemi socioeconomici e culturali pugliesi con le comunità dei pugliesi nel mondo. Nel nuovo anno continueremo a perseguire quegli obiettivi, che contribuiranno ad aggiornare il quadro di conoscenza, in termini qualitativi e quantitativi, sulla comunità pugliese complessivamente residente all’estero e a indirizzare e supporta-

re il network delle associazioni formalmente riconosciute dalla Regione Puglia. Così come continueremo a sostenere e tutelare i pugliesi residenti all’estero in particolari condizioni di disagio socioeconomico. Dobbiamo impegnarci insieme perché le nostre virtù civiche e i nostri buoni sentimenti possano diventare impegno civile, affinché nessuno debba sentire la festività come insultante per la propria condizione di difficoltà. Mi auguro che queste feste possano far rivivere in tutti noi nuovi sentimenti di pace, di fratellanza e di solidarietà, i veri anticorpi ad una società indifferente ed egoista. Auguri.

carte o a tombola. Ed è con questo pensiero che Vi porgo i miei più calorosi e sentiti Auguri di un Sereno Natale e di un Felice 2011, nel segno della Pace, della Speranza e di tantissima Gioia. Con tanta simpatia, Laura Albanese (Deputato Provincia dell’Ontario)

Nichi Vendola (Presidente Regione Puglia)

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ari amici pugliesi e simpatizzanti, Natale è l’evento più lieto dell’anno, ispiratore di pace e di armonia. Vivissimi auguri per il Santo Natale e Anno 2011 dalla Federazione Pugliesi in Ontario

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are Amiche e Cari Amici di Sud Italia News, in questo periodo, come credo avvenga per molti di voi, vengo avvolta dai ricordi della mia infanzia a Taranto. Come dimenticarsi di quelle tradizioni natalizie: il classico cenone della vigilia a base di cozze, frutti di mare e pesce, i dolci tipici come le carteddate e le pettole, le riunioni in famiglia e fra amici, giocando a

olgo l’occasione per augurare a tutti i miei connazionali italiani, qui all’estero ed in Italia, i migliori per questi giorni. Vorrei porre a tutti i miei corregionali pugliesi degli auguri particolari in occasione delle feste natalizie e di fine d’anno. A voi tutti un Buon Natale, in famiglia se possibile, ma in atmosfera di serenitá e di pace. Che l’Anno Nuovo vi porti felicitá, prosperitá e soprattuto salute. Auguri infiniti, Joe Volpe (Deputato al Parlamento)

Anno I - n.43 – 24 dicembre 2010 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com


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matera/La Natività vivente più grande al mondo

Presepe tra i Sassi M

atera come la Betlemme di 2000 e più anni fa. Sarà il magico scenario dei Sassi, già patrimonio dell’Unesco, a fare da cornice ad uno degli eventi più suggestivi di questo Natale in Basilicata. Dal 28 al 29 di dicembre sarà infatti messo in scena, nell’antico rione materano, un presepe vivente. Non uno qualsiasi e i numeri dell’evento da soli bastano a dimostrarlo: 1000 i figuranti, provenienti da ogni parte del mondo, che daranno vita all’incantevole evento. L’idea è venuta all’Unpli, l’Unione nazionale delle pro loco d’Italia, ed ha da subito ottenuto il sostegno del Dipartimento delle attività produttive della Regione Basilicata, al quale si è aggiunto poi il patrocinio del Senato italiano oltre che il supporto della Provincia di Matera, della pro loco locale, dell’ Apt e delle varie associazioni di volontariato che operano sul territorio. Lo scopo è quello di veicolare, attraverso la rappresentazione, un messaggio di amore e solidarietà per tutta l’umanità. Da piazza San Pietro Caveoso a via Madonna delle Virtù, per 700 metri circa, i visitatori avranno la sensazione di essere ritornati indietro nel tempo, percorrendo le strade dei Sassi popolate da antichi artigiani, soldati romani, pastori, mercanti dell’epoca. A metà del percorso verrà invece posizio-

nata la grotta dove sarà messa in scena la Natività. Il presepe più grande e suggestivo del mondo costituirà, inoltre, un invito alla riscoperta di Matera e dei suoi tesori culturali e paesaggistici. Lo sfondo è sempre quello dei Sassi, ma sono invece più ridotte le dimensioni del presepe del maestro lucano Francesco Artese, allestito nella sede Rai di via Teulada a Roma, che occupa una superficie di 60 metri quadri e si estende in altezza per circa 7 metri. Nell’opera del maestro di Grassano svetta il campanile di San Pietro Caveoso e si può ammirare la chiesa di Sant’Antonio Abate, con all’interno Santa Chiara, la patrona della telecomunicazione. La Chiesa Rupestre di San Nicola dei Greci, con i suoi antichi affreschi murari, accoglie la Natività. A rendere più magico lo scenario sono le tenue luci dei lampioncini posti ad illuminare gli stretti vicoli della città, cui si aggiungono quelle “pulsanti“ che si intravedono all’interno delle case e, ancora, gli effetti luminosi che scandiscono le varie fasi del giorno. Le statuine sono in terracotta, fatte artigianalmente, con costumi in uso nel XIII sec., fermano ognuno la propria immagine nell’atto di quello straordinario evento, che otto secoli prima fu ricordato a Greccio da S. Francesco di Assisi. (a.b.)

Matera, con i suoi Sassi, farà da cornice al presepe vivente più grande del mondo

eventi/Sagre, mercatini e concerti nel cartellone 2010 delle festività

Il Natale in Lucania M

ercatini, presepi viventi, concerti: è ricco il cartellone degli eventi che scandiranno le festività natalizie in Basilicata. Il più spettacolare quello che si terrà a Matera il 28 ed il 29 di dicembre quando nel suggestivo rione dei Sassi verrà allestito un presepe vivente che conterà ben 1000 figuranti. Città del presepe per antonomasia è, invece, Grassano, luogo natale del maestro presepista Francesco Artese, dove in esposizione restano le miniature dell’artista. Singolare concorso al comune di Tursi, sempre in provincia di Matera, dove l’amminitrazione cittadina premierà la vetrina più bella ed il balcone meglio addobbato per le festività. Fino al 30 di dicembre a Potenza, nel capoluogo, per le vie del centro faranno la loro comparsa i mercatini di Natale, con tanto di spettacoli itineranti di clown e musicisti. Il giorno di Santo Stefano, Grumento Nova riscopre i piaceri della cucina di una volta e porta in piazza la famosa “Zeppola di Natale”: ciambelle ricoperte di zucchero che la tradizione vuole si consumino a ridosso del venticinque. Una sagra dedicata ai dolci, cui si affiancheranno mostre e degustazioni di altri prodotti tipici. A Nemoli, la notte di Natale si accende il tradizionale falò che verrà ravvivato di continuo dagli abitanti sino alla notte dell’Epifania. “Arte e gusto” a Lauria dove, in occasione dei giorni di festa, verrà allestito un mercatino per promuovere l’artigianato locale e la buona cucina del posto. Aria di festa anche a Melfi, la città federiciana in provincia di Potenza, dove in aggiunta ai presepi in mostra ed alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, montata nel centro cittadino, ad abitanti e curiosi sarà offerto uno spettacolo di luci laser che illuminerà i cieli del Vulture. Sempre nel Vulture, a Lagopesole, l’evento musicale “In die Natalis” il tradizionale concerto di Natale con l’orchestra di fiati della regione Basilicata, nel castello di Federico II. A Natale in Lucania la tradizione si riscopre soprattutto in tavola.

Il cenone della vigilia, il pranzo del venticinque e del ventisei per consuetudine dedicata al consumo di tutti gli avanzi delle portate preparate nei due giorni precedenti. Quello che proprio non può mancare in casa di ogni lucano che si rispetti sono la minestra di scarole, verze e cardi (che viene cotta in brodo di tacchino e salami con aggiunta di formaggio grattugiato e a pezzettini), il baccalà lesso con peperoni “cruschi” (seccati al sole e calati per pochi secondi nell’olio d’oliva bollente); le pettole (pasta lievitata fritta con alici). Mentre i secondi piatti possono variare a seconda dei gusti e delle diverse aree della regione, la pasta fat-

ta in casa resta la regina delle portate delle feste. Dagli “strascinati” ai ravioli ripieni di ricotta l’importante è che li si accompagni sempre con un buon ragù. Menzione a parte meritano i dolci. I più ricercati risultano i “calzoncelli” o “ boconotti” (panzerotti fritti ripieni di salsa di ceci o castagne lesse cui talvolta si aggiunge del cioccolato) o le cartellate (dei nastri di una sottile sfoglia di pasta, ottenuta con farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su sé stessa sino a formare una sorta di “rosa” con cavità e aperture, che poi viene fritta in abbondante olio). Alessandro Boccia

Il castello di Lagopesole ospiterà il concerto di Natale dei fiati della regione Basilicata

Grassano riprodotto come un presepe dall’artista Francesco Artese

basilicata/Auguri dal Governatore De Filippo

Non ci sono confini A

ll’Altra Basilicata: quella degli emigrati, durante il lungo e travagliato secolo trascorso, nelle Americhe del Sud e del Nord, nel Canada, nei grandi Paesi europei e in Australia; quella sparsa nel Mondo al seguito di missioni umanitarie, di solidarietà e di pace civili, religiose e militari; quella dei lavoratori e degli imprenditori, degli studenti e dei ricercatori, degli scienziati e degli artisti. A tutti voi rivolgo il mio pensiero e i migliori Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2011. La Basilicata non ha mai interrotto la ragnatela di fili sottili, a volte invisibili, ma forti ed indistruttibili, che la lega ai suoi figli lucani all’estero. Ragnatela per molti anni affidata alle parole d’inchiostro scritte a mano e trasportate dai treni, dai bastimenti e dagli aerei in lunghi interminabili viaggi; ai pensieri e alla memoria individuale e collettiva dei parenti, degli amici, dei compaesani. Rinsaldata e rinvigorita, negli ultimi decenni, grazie al mondo della comunicazione multimediale globale dei satelliti, di internet, dei telefonini, dei videotelefoni, delle teleconferenze, dei mezzi di trasporto che consentono oramai di poter alzarsi, lavorare e mangiare in un continente, dormire e digerire sorvolandone un secondo, svegliarsi in un terzo. Tutto quanto in poche ore. La Regione ha contribuito a consolidare e sviluppare i rapporti con i suoi concittadini fuori dai confini nazionali, anche attraverso il sapiente e certosino lavoro svolto dalla Commissione regionale dei Lucani all’estero, promuovendo e sostenendo, anche economicamente, le innumerevoli associazioni di corre-

gionali costituite in tanti Paesi. Un’attenzione particolare è stata rivolta alle giovani generazioni di origini lucane, nate all’estero ma con forti legami emotivi con la nostra terra, scaturiti dai racconti e dalle nostalgie dei genitori e dei nonni. Abbiamo finanziato, pur nel risaputo momento di crisi e ristrettezze economiche internazionali e italiane, master di alta formazione rivolti alle giovani eccellenze lucane verso l’estero e di origini lucane verso la Basilicata. La Regione partecipa alle più importanti iniziative di promozione economica internazionale: voglio ricordare la recente presenza, nello scorso mese di maggio, all’Expo internazionale di Shanghai, con uno stand molto visitato dagli operatori turistici e commerciali dedicato ai beni culturali, all’ambiente e all’energia. Di nuovo Auguri, anche a nome della Giunta e del Consiglio Regionale, dal Vostro Presidente, Vito De Filippo (Presidente Regione Basilicata)


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molise/Gli zampognari, tradizione che rapisce

Musica ancestrale C

appello, mantello, ghette di lana legate da fili di corda o nervo. E quel sacco, da cui spuntano delle canne dall’inconfondibile suono del Natale. Capita ancora di vederli, gli zampognari, girovagare nelle città colorate per le feste natalizie. Un pezzo di tradizione secolare accolto sempre con benevolenza nelle case dove bussano per felicitare il Natale. Scapoli, Castelnuovo al Volturno e San Polo Matese; sono queste le località dove la tradizione zampognara molisana è radicata. Scapoli, inoltre, è la località impressa nella carta d’identità di questi strumenti dalle canne di diversa lunghezza e dal suono originale che hanno le zampogne molisane. Le montagne del Sannio custodiscono una storia fatta di vita semplice, legata al fuoco, alla tradizione, al rito. La storia del Molise si lega indissolubilmente alla zampogna; dalle storie popolari alla poesia, all’iconografia, decine sono gli esempi del suono magico che richiama le cornamuse del nord Europa. E loro, gli zampognari, in effetti l’Europa l’hanno girata tanto, nell’Ottocento. Ma poi la zampogna attraversa la storia del Molise nei suoi tanti sinonimi che sono nei cognomi di centinaia di famiglie ovunque in regione. Ciaramella, Totaro, Sampogna; tutti cognomi legati all’origine dello strumento per eccellenza simbolo della regione. Gli zampognari, inoltre, vengono richiesti sempre, nelle feste popolari della regione, mescolandosi a riti ancestrali come quello dell’Uomo cervo a Castelnuovo, o la Pagliara a Fossalto.

Sempre, poi, animano i piccoli borghi dell’alto Molise nel periodo di Natale con le loro nenie. Nella storia dei momenti legati al Natale, infatti, il loro ruolo è insostituibile nelle novene. Sono i giri natalizi che per nove giorni compiono presso chi li ingaggia per suonare nelle proprie case, per rivivere la tradizione più semplice e autentica della Natività molisana. La pastorale è la melodia che suonano non appena si apre la porta, regalando buon umore e un’immagine di pace. Due le tradizionali novene: quella dell’Immacolata, dal 29 novembre al 7 dicembre, e quella di Natale, dal 16 alla sera della vigilia. Lo zampognaro affronta la novena con devozione, regalando nelle case dove si reca un cucchiaio di legno con impressa l’effige di Gesù. E’ il simbolo che per tutti e nove i giorni lo zampognaro tornerà a visitare quella casa. Il sacco di vello di pecora che si gonfia e sbuffa note acide, profonde, racchiusi dalle casse di legno di olivo o ciliegio. I pastori zampognari si accompagnano, però, con un altro strumento dalla tradizione meno conosciuta: la ciaramella. La Biffera, come la chiamano loro, è un oboe con fori digitabili, e serve per suonare le parti soliste dei brani pastorali. Un fuoco intorno al quale riunire la famiglia, la neve che scende lenta, e una pace che si fa serena avvicinandosi al giorno più importante della tradizione cattolica. E’ questo il quadro che accompagna in Molise gli zampognari e quel suono che penetra nell’anima. (s.r.)

La ‘ndocciata di Agnone (Is)

molise/Il fuoco è l’elemento predominante dei riti natalizi della regione

Un “falò” di tradizioni C

molise/Gli auguri del Governatore Iorio

Il nostro orgoglio L’

occasione che mi viene offerta è graditissima per porgere a tutti i molisani che vivono in Canada e più in generale in nord America i miei più affettuosi auguri di un sereno Natale e di un felice e proficuo 2011. La comunità molisana nel mondo non smette di riempire d’orgoglio i corregionali, legati a loro da parentele, stima e amicizia. Ho voluto avviare in questi anni molte iniziative per la valorizzazione del Vostro prezioso ruolo, nella convinzione che i molisani all’estero siano il vero segno del Molise dell’era globalizzata. Per poco più di trecentomila molisani che vivono entro i confini regionali, quasi un milione ogni giorno porta alto il nome della nostra Terra. A loro rivolgo sempre il mio grazie, e rinnovo il mio impegno per il nuovo anno, a cominciare dalla prossima Conferenza dei molisani nel mondo, a continuare nell’opera di promozione di una storia bellissima, come quella dei molisani che vivono nei cinque continenti, che resiste all’avanzare delle generazioni. Punteremo proprio sulla possibili-

ulti pagani, riti propiziatori, che s’incentrano su un elemento naturale ancestrale: il fuoco. Sono le tradizioni legate al Natale del Molise, che animano la notte della vigilia, e accompagnano alla Messa di mezzanotte. Il Molise, a Natale, è un rosario di presepi viventi; poche regioni, in Italia, hanno borghi piccoli arrampicati sulla montagna rimasti semplici, che costituiscono location ideali per gli scalpellini, i pastori, i viandanti, i mercanti. A Carovilli il presepe vivente è rappresentato dai bambini e dagli animali della tradizione, come a Pesche, Guardialfiera, Montenero di Bisaccia. L’elemento dominante, tuttavia, resta il fuoco, un segno profondamente legato ai bisogni semplici di una vita semplice tramandata nella tradizione popolare. In Molise gli storici e gli antropologi parlano di un vero e proprio Natale igneo, che attraversa i luoghi della regione in modo pressoché uniforme. Si tratta in sostanza di falò, legati a una funzione purificatrice, crocevia tra rito e magia. Dalle Faglie alle Stucce, ai Favoni, fino alle minoranze croate dei Comuni di Montemitro, Acquaviva e San Felice, che li chiamano “smrk”.

Bagnoli, Belmonte, Filignano, Montefalcone, Pescopennataro, Pietrabbondante, Roccavivara, Poggio Sannita, Pietracupa, Sant’Angelo del Pesco. Falò a volte grandi altre piccoli, ma simbolici sempre. Ma nel panorama di un Natale dominato da una montagna semplice e dalla sua anima immutabile, due sono i momenti che spiccano, uno in provincia di Isernia, l’altro di Campobasso. Cominciamo da Oratino, piccolo borgo alle porte di Campobasso. Centinaia, migliaia di fusti di canne tenute insieme da rami flessibili di olmo. E’ la faglia, un cero votivo enorme, alto come il campanile della chiesa del paese. Oltre dodici metri preparati nei giorni del Natale da decine di persone che si procurano i legni e li comprimono nei cerchi di lacci di olmo fino ad ottenere un’enorme candela. Squadre di persone si alternano per trasportarla fino al piazzale della chiesa dopo un giro per i vicoli del paese. Un giro in cui la torcia viene tenuta orizzontalmente, e va verso la chiesa seguita da tutto il paese. Funi, corde, fili d’acciaio; finalmente viene issata, e poco prima del Natale

tà che i nostri giovani conoscano e apprezzino la loro terra d’origine e i loro “corregionali”, avviando iniziative di scambi e promozione culturali. Auguri, dunque, e arrivederci all’anno prossimo. Angelo Michele Iorio (Presidente Regione Molise)

Oratino (Cb)

viene accesa. Brucerà tutta la notte, la Faglia, nome che deriva dal latino facula, piccola torcia, come segno di devozione della comunità. Ma quella che forse più di tutte incarna la tradizione è la ‘ndocciata ad Agnone. E’ una gara di devozione e tradizione, quella di Agnone. Una torcia particolare, la ‘ndoccia, dalle mille origini. E’ una torcia polifiaccola a forma di ventaglio, che vengono portate per il paese a spalla, coperti da un pesante mantello che rende suggestiva la figura del portatore, che si fa carico di trasportare pezzi di abete bianco alti fino a quattro metri. Sei contrade i cui ‘ndocciari sfilano insieme per il corso dell’Atene del Sannio, dopo che nel tempo la tradizione che le voleva accese davanti alle case si è andata trasformando in una sfilata. Uno spettacolo di fuoco e luce, decine di ‘ndoccie che formano un’unica lingua di fuoco, che “schizza” ovunque crepitando per i fiocchi di ginestre che vengono apposti in cima alle torce mentre i portatori compiono vari giri su se stessi. Una notte, quella di Natale, che ha le sue tipicità anche sulla tavola molisana. Chi a pranzo non digiuna mangia in modo leggero; una zuppa di finocchi per accompagnare il baccalà, il più delle volte cucinato “arracanà”, ovvero al forno avvolto nella mollica di pane raffermo; qualche sottolio, un po’ di scarola, ma soprattutto i sinapi, broccoli selvatici, conditi dopo essere soffritti. Spaghetti con vongole, capitone e pesce per attendere il pranzo del 25, certamente più abbondante. Non c’è tavola del Molise in cui, il giorno di Natale, il pranzo non cominci con le lasagne, specie quelle in bianco. Diffuse anche quelle rosse, che vengono condite con un ragù che in Molise si ottiene cuocendo diversi tipi di carne, in ossequio alla varietà di allevamenti delle pianure e delle montagne della regione. Immancabili, poi, gli arrosti scottadito, conditi da sottoli fatti in casa, funghi e insalate. Infine, i dolci, di cui la tradizione molisana è un giacimento. Caragnoli, rose con il miele, calcioni, mostaccioli…basta così? Stefano Ricci


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