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meredith

La voglia di normalità di Amanda e Raffaele

Anno II n.41 (84) - 15 ottobre 2011

Editoriale di Gianvito Magistà

il lavoro stressante dei calciatori

cassano

Il barese incanta in campo e sorprende ai microfoni

> P.3

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

> P.8

Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

il molise decide > P.2

chi ha ucciso sarah? la tv

I

S

ono le 5 del mattino. Fuori è ancora buio, ma qualcuno è già in movimento. Un signore chiude la porta di casa, si sistema la giacca e la sciarpa intorno al collo, i primi accessori acquistati in Canada appena immigrato, e si incammina verso una fermata dell’autobus per quella che sarà una lunga giornata. L’inverno è rigido. Piove a dirotto o c’è un metro di neve. E l’autobus si fa attendere, come al solito. Bisogna districarsi tra i sentieri di neve ormai grigia, vecchia di qualche giorno, stando attenti a non scivolare o a non farsi schizzare dalle auto che passano accanto. Perché il cappotto che il signore possiede è uno solo e gli dovrà durare per tutta la stagione. Dopo dieci minuti d’attesa, i guanti non bastano più. Per fortuna si ferma qualche altro italiano e tra una chiacchiera e l’altra ci si dimentica della temperatura. L’autobus arriva e tutti vanno all’assalto: non c’è spazio all’interno, ma almeno, per la mezz’ora di viaggio, si starà caldi. Forse troppo, da cominciare a sudare. Il posto di lavoro è una gigantesca fabbrica che anche nelle giornate più belle e soleggiate sembra di un grigiore tristissimo. Saranno otto ore intense, a volte dieci. Con un capo che dice cose che il signore non capirà mai. E gli griderà in faccia in caso di errori, rischiando anche di perdere quella fonte di pochi dollari giornalieri che serviranno a sfamare la propria famiglia, giunta dall’Italia con tante speranze e negli occhi il sogno di una vita nuova. L’uomo deve imparare in fretta, deve lottare contro gli altri. Deve farsi valere. E non importa se oggi è andata bene, perché domani si ricomcia daccapo. A sera il ritorno a casa. La cena in famiglia, una sigaretta sull’uscio e poi a letto, sfinito. Domani la battaglia quotidiana ricomincerà. Questo è quanto molti emigrati italiani hanno dovuto affrontare nei decenni scorsi, appena giunti in Canada. Oggi in Italia la situazione non è così drammatica, ma il concetto di fondo non cambia poi così tanto quando si parla di precarietà. E poi c’è qualcuno che va al lavoro in Porsche e Ferrari, ogni giorno. Per guadagnarsi da vivere tira calci ad un pallone una o due volte alla settimana. Se non sta bene viene messo in panchina, a riposo. Ristoranti, discoteche e locali chic fanno a gara per ospitarli, gratuitamente s’intende. E guadagnano milioni di euro all’anno. Nel giro di una settimana, Ibrahimovic, il calciatore più pagato della serie A italiana (9 milioni di euro l’anno) ha dichiarato di non avere più stimoli e poi Cassano (3 milioni di euro) ha raccontato di essere stressato e che quindi tra tre anni, quando avrà poco più di 32 anni, si ritirerà. Il lavoro è lavoro, ci mancherebbe altro. E può dare problemi a qualsiasi livello. Però ogni tanto, certi personaggi, dovrebbero pensarci due volte prima di aprire bocca. Non fosse altro per rispetto. O non esiste più nemmeno quello al mondo?

redazione@suditalianews.com

la realtà degli ufo > P.7

barletta/Crollo

suicidio/A Bari

sagre/Sannicandro

ex campione di hockey si lancia contro un treno

connubio tra olive dolci e miss italia

> P.5

> P.7

nessuna polemica ai funerali delle donne > P.3

di Enzo Magistà

l caso Avetrana, l’omicidio di Sarah Scazzi, sembrava chiuso. E invece no. A leggere le motivazioni dell’ultima sentenza della Cassazione, che comunque fa rimanere dietro le sbarre (ma non si sa ancora per quanto) sia Sabrina che Cosima Misseri, c’è da rimanere a bocca aperta. La Cassazione rimprovera senza mezzi termini alla procura di Taranto di aver fatto arrestare per omicidio due persone (Sabrina e Cosima) senza prove certe, anzi, solo con deboli indizi. Un po’ come per Meredith, anzi, se vogliamo, ancora peggio. Perché nel caso di Avetrana, scrive la Cassazione, non si sa nè dove nè quando nè come e si ha solo qualche pallida idea del perché sia stata uccisa Sarah. Insomma, niente. Per questo, il Riesame è stato invitato a ristudiare il caso dando risposte certe ai tanti quesiti posti dalla Cassazione. E per questo è molto probabile che mamma e figlia possano essere rimesse in libertà molto presto. A breve, infatti, potrebbero trovarsi ad avere a che fare con la sola accusa di concorso in occultamento di cadavere, che gli aprirebbe la possibilità della scarcerazione. La Procura dice di avere nuovi elementi a supporto della propria tesi e li farà valere nel corso della nuova udienza del Riesame, ma il numero di coloro che storcono il naso sembra essere cresciuto. Di fatto, un anno dopo il delitto, potremmo trovarci nel buio più assoluto ancora a chiederci: ma chi ha ucciso Sarah? Una risposta noi ce l’avremmo: la televisione. E’ stato il circo mediatico e quello televisivo in particolare, a fare le indagini, a trovare l’assassino, i testimoni, gli innocenti e ad emettere la sentenza. Tutto in forma virtuale, ovviamente. Senza riscontri processuali. L’assassino di Sarah, quindi, è la tv. E allora, la si processi, dandole, se sarà giusto, anche l’ergastolo.


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15 ottobre 2011

puglia/I progetti per migliorare il futuro dei giovani

Università, i fondi I

Sopra: il governatore uscente Iorio; sotto: uno degli sfidanti, Cristiano Di Pietro

molise/Domani e lunedì si elegge il nuovo presidente della Regione

Tutto pronto per il voto P

oche ore ancora e il Molise conoscerà il volto del suo futuro politico. Unica regione a votare in questa tornata elettorale, la piccola Regione ha sviscerato nella campagna elettorale che ha contrapposto i quattro candidati numerosi temi che certamente rimbalzeranno sui tavoli politici nazionali. Tante le prime volte in queste elezioni, a cominciare dal numero di candidati. Settecento e passa al Comune di Campobasso due anni fa, oltre cinquecento alle provinciali del maggio scorso, “appena” più di trecento per le regionali, in questo senso un fatto certamente nuovo. Ma sono nuovi rispetto agli assetti nazionali anche gli schieramenti. Anzitutto il centrodestra, che appoggia un Michele Iorio che ha trovato la sua candidatura al terzo mandato per il rotto della cuffia. A settembre, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale quel decreto in realtà approvato molto tempo prima che punisce i governatori spendaccioni. Tant’è che Iorio è in ballo eccome, anzi è il favorito, sostenuto, e questa è la novità, da una coalizione così unita che pure l’Udc è dentro, nonostante la sua distanza da Berlusconi a livello nazionale. Non c’è Futuro e Libertà, tirata per la giacchetta al punto da rompersi e non presentare liste. Fini, d’altronde, a Iorio gliel’aveva giurata. Dall’altra parte Paolo Di Laura Frattura, padre democristiano ex presidente della giunta, lui stesso ex esponente forzista, vincitore delle primarie del centrosinistra in nome di una candidatura moderata, l’unica in grado di affrontare Iorio. E così arriva anche un’altra prima volta, quella di un centrosinistra unito, tutte le sigle insieme per sostenere Paolo, sette per la precisione, come quelle per Iorio. C’è anche Di Pietro, di solito sempre in rotta con Ruta, che ha creato Alternativ@ fuoriuscendo dal Pd, e c’è suo figlio Cristiano, candidato nel partito di papà non senza polemiche. E le prime volte che non finiscono prevedono anche l’esordio di due formazioni, destinate comunque ad alimentare il dibattito politico dopo le elezioni. Anzitutto i grillini, che con il giovane Antonio Federico segnano l’esordio del movimento Cinque Stelle, outsider insieme con la Destra dell’altro candidato, Giovancarmine Mancini. Beppe Grillo in Molise non ha risparmiato le sue bordate alla partitocrazia regionale, passando tre giorni in regione e creando interesse e subbuglio. Ed è la prima volta di un nuovo partito che vuol essere una stampella per Berlusconi negli equilibri di governo: Grande Sud. Miccichè si è letteralmente trasferito in Molise per l’esordio elettorale del partito, “atto finale dell’unificazione delle forze e dei movimenti che si battono per il Sud”. Fra tanti esordi e novità i sondaggi, tuttavia, sembrano aver indicato la rotta, accreditando della vittoria la continuità di Michele Iorio. Stefano Ricci

nfrastrutture come pensioni per studenti, laboratori, centri didattici, trasformazione di ex edifici o monasteri in plessi di studio e ricerca. Questi in sintesi gli interventi previsti dal finanziamento statale dei Fas alla Regione Puglia. “Una pagina di buona politica”, la definisce il governatore Vendola al fianco dei quattro rettori degli atenei regionali. Loro, i magnifici, gongolano perché la Puglia brilla nel Mezzogiorno per assegnazione di fondi e per l’innovazione proposta ad ogni latitudine. Tanto da meritarsi un primato tra le regioni meridionali. Nel tacco dello stivale, infatti, giungono ben 365 milioni di euro, di cui 115 aggiuntivi rispetto alle previsioni e con un plafond di premialità che la Puglia otterrà sui fondi ordinari del prossimo anno. Il governo ha ritenuto ammissibili progettazioni su edilizia universitaria e scolastica, diritto allo studio e ricerca. I rettori di Lecce, Foggia, Bari e del Politecnico del capoluogo li hanno illustrati uno per uno, ricordando il lungo iter necessario all’elaborazione e alla messa in atto delle progettazioni, spesso trasversali con l’impegno congiunto di enti locali e privati. 16 in totale gli interventi a Lecce per 70 milioni di euro di finanziamenti. Verranno ristrutturati, tra gli altri, il collegio Tomasseo a Brindisi, la sede distaccata, dove sorgeranno alloggi a studenti, lo storico monastero delle Olivetane che diventerà centro di ricerca sull’agricoltura, il Ciasu, centro ricerche di Fasano con 5 milioni di euro. Su Foggia spicca la ristrutturazione della caserma Mia-

le, ex scuola di polizia. Un rudere che continuava a costare un milione di euro di fitti passivi allo Stato. Al suo posto nascerà un centro residenziale universitario. L’ateneo di Bari ha proposto, invece, il primo lotto dell’ambizioso progetto del Campus due, 75 milioni di euro dirottati su Valenzano dove sorgerà la facoltà di agraria accanto allo Iam, l’istituto agronomica e a Biologia. Per il rettore Corrado Petrocelli la conferma della bontà dell’intuizione di qualche anno fa. Mentre al Politecnico di Bari è stata messa in cantiere la ristrutturazione dell’edificio ex Inail di Mungivacca destinata ad ostello per gli studenti con la realizzazione dai 700 ai 1400 posti. E poi il capitolo decisivo della ricerca applicata all’industria, un settore in cui la Regione ha inanellato importati tasselli. A ricercatori e laboratori andranno 105 milioni di euro. Grazie ai fondi si tenterà di connettere concretamente i quattro distretti tecnologici pugliesi col mondo accademico e scientifico al fine di realizzare innovazioni di progetto e di prodotto. “Su sette regioni meridionali - ha commentato Vendola - la Puglia fa la parte del leone perché è di gran lunga al di sopra delle altre. Dopo di noi, la Sardegna con 301 milioni, la Campania, sede di ben sette Università, con 118 milioni di euro. Dunque abbiamo lavorato bene e le Università hanno fatto progettazioni di qualità. La Regione s’è spesa perché insieme gli atenei si sviluppassero come un sistema universitario regionale integrato”. Francesco Iato

basilicata/Il termovalorizzatore Fenice di Melfi

I primi colpevoli A

benzina/Il Consiglio di Stato ha dato l’ok

Bonus, via libera S

otto l’albero di Natale, quest’anno i lucani patentati, che ne hanno fatto richiesta, potrebbero ottenere l’accredito sull’apposita card, del discusso bonus benzina. Il Consiglio di Stato, infatti, ha sbloccato l’erogazione di circa 38 mln di euro destinati agli automobilisti della Basilicata e delle altre sei regioni italiane dove si estraggono petrolio e gas. Accogliendo un ricorso dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, il Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza con cui in luglio il Tar aveva congelato il Fondo istituito per finanziare uno sconto sui carburanti agli abitanti delle regioni interessate. A chiedere la sospensiva al Tar Lazio era stata la Regione Veneto, che in base all’art. 45 della legge 99/09 figura tra i beneficiari della misura pur non ospitando attività upstream e quindi non contribuendo al Fondo, che viene alimentato da un’apposita maggiorazione delle royalty sulla produzione di greggio e gas. Proprio quest’ultima circostanza sta alla base della decisione del Consiglio di stato di rovesciare l’ordinanza del giudice di primo grado. “Appare di difficile praticabilità -scrive la IV sezione del Consiglio di Stato nell’ordinanza depositata lo scorso 5 ottobre - una sospensione dei decreti ministeriali impugnati nei limiti dell’interesse della Regione Veneto, stante l’assoluta mancanza di indicazioni normative dei criteri e delle modalità di determinazione della quota del Fon-

do in ipotesi spettante alla Regione medesima (tenuto conto altresì che il Fondo stesso non risulta alimentato da alcuna somma proveniente da tale Regione, ciò che non può non confortare il richiamato giudizio di recessività del relativo interesse)”. Pertanto il massimo giudice amministrativo, anche alla luce del danno che da un blocco dell’erogazione verrebbe alle sette regioni interessate, ha stabilito che l’erogazione delle somme debba proseguire, rinviando una valutazione dell’effettiva fondatezza delle richieste del Veneto alla discussione di merito. Quest’ultima, si ricorda, è in programma per marzo 2012. Soddisfazione per il buon esito della vicenda è stata espressa dai parlamentari lucani del Pdl, promotori dell’iniziativa a favore dei lucani. “Non si tratta - hanno precisato i senatori Guido Viceconte e Cosimo Latronico e l’onorevole Vincenzo Taddei - di un provvedimento una tantum, ma che durerà negli anni in relazione alle campagne di estrazioni petrolifere. Sulla card i lucani avranno l’importo di due annualità, tra i 230 e i 240 euro, per complessivi 80 milioni di euro. Il top degli accrediti verrà con il raddoppio delle estrazioni. Tutto questo è importante e propedeutico per quanto si sta facendo con la definizione del Memorandum, finalizzato a un utilizzo ottimale delle risorse e all’impiego per opere come le infrastrutture vitali per la crescita della Basilicata”. Alessandro Boccia

d una svolta l’inchiesta sull’inquinamento da metalli pesanti provocato dal termovalorizzatore “Fenice” di San Nicola di Melfi. Per la Procura della Repubblica di Potenza, che da due anni indaga sulla vicenda, ci sono già i primi responsabili. Si tratta dell’ex direttore dell’Arpab, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente di Basilicata, Vincenzo Sigillito, in carica dal 2006 al 2010, e del coordinatore del dipartimento provinciale di Potenza, Bruno Bove. Entrambi, accusati di disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio, sono stati arrestati e posti ai domiciliari. In pratica, per gli inquirenti l’impianto di Melfi ha inquinato le falde acquifere, ma l’Arpab non ha comunicato i dati sull’inquinamento ambientale agli enti pubblici lucani. Il gip di Potenza, Tiziana Petrocelli, su richiesta del pm Salvatore Colella, ha inoltre disposto il divieto, per due mesi, di ricoprire cariche direttive per l’attuale e l’ex procuratore responsabile dell’impianto “Fenice”, Mirco Maritano e Giovanni De Paoli. Immediata la replica della dirigenza di “Fenice” che, in uno “spirito di massima collaborazione e trasparenza”, fa sapere di volersi “mettere a disposizione dell’autorità giudiziaria al fine di chiarire quanto prima tutti gli aspetti della vicenda, con la certezza che verrà chiarita la correttezza del proprio operato”. L’impianto di Melfi, precisano i vertici aziendali, “è in possesso di tutte le autorizzazioni definitive per operare, l’autorizzazione all’esercizio rilasciata dalla Regione Basilicata nel 2000 e rinnovata nell’ottobre 2010 dalla Provincia di Potenza”: si tratta di “un’autorizzazione definitiva”, e “valida fino a ottobre 2020”, a cui si aggiunge “l’esclusione di qualsiasi effetto nocivo per la salute”. “Le sorgenti di contaminazione concludono i dirigenti della società che gestisce l’impianto - sono state individuate ed eliminate”.

Nel frattempo i carabinieri del Noe e del reparto operativo del comando provinciale dell’Arma di Potenza, nell’ambito della stessa inchiesta stanno verificando la regolarità di alcune assunzioni effettuate proprio all’Arpab: per quest’ultima vicenda, sono stati emessi quattro avvisi di garanzia, uno dei quali notificato all’attuale assessore regionale Erminio Restaino, che ha espresso piena fiducia nella magistratura. Alessandro Boccia

Il termovalorizzatore Fenice

Anno II - n.41 (84) - 15 ottobre 2011 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com


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meredith/Amanda e Raffaele tra famiglia ed amici

Voglia di normalità A

Il luogo del crollo

barletta/Ai funerali delle cinque donne nessuna polemica, solo i ricordi

Commozione e rispetto A

lla fine tutto rientrato in nome del ricordo e del rispetto. Laici e Chiesa d’accordo, la fiaccolata silenziosa in memoria delle cinque vittime del crollo della palazzina di Via Roma a Barletta c’è stata. E c’è stata anche la veglia di preghiera organizzata nella Cattedrale dalla Diocesi. Polemica chiusa sul nascere, l’amministrazione comunale e la Curia temevano contestazioni e animi agitati lungo il corteo, niente di tutto questo. Solo tante lacrime e commozione, soprattutto al passaggio dei familiari delle vittime che hanno chiesto “verità e giustizia”. Alla partenza del corteo l’unica voce quella del parroco della chiesa di San Giacomo, don Sabino Lattanzio: “se queste cinque donne sono morte il lavoro nero non c’entra, la colpa piuttosto è della superficialità

quando i tecnici comunali eseguirono un sopralluogo senza ravvisare nessun rischio imminente, e lo scorso 3 ottobre quando la palazzina si sbriciolò. Punto secondo: chiarire le cause delle lesioni e verificare se siano legate ai lavori di demolizione dell’edificio adiacente. Punto terzo: stabilire l’incidenza delle lesioni sul crollo. Punto quarto: attestare la legittimità o meno delle procedure urbanistico-edilizie inerenti l’intero isolato, con particolare riferimento alla ristrutturazione dell’immobile adiacente a quello crollato. Sotto la lente dei due consulenti della procura finirà la deliberà approvata dal consiglio comunale nel 2006 che autorizzava l’intervento sulla palazzina demolita, nonostante lo strumento attuativo del piano regolatore non consenta interventi del

genere sul singolo immobile ma obbliga ad agire sull’intera maglia da riqualificare. Punto quinto: verificare la congruità della tecnica di demolizione dell’immobile contiguo a quello crollato e quella di sgombero delle relative macerie. Punto sesto: andrà verificata, di conseguenza, la congruità delle direttive impartite dal direttore dei lavori Giovanni Paparella che è stato iscritto nel registro degli indagati. I punti sette e otto, infine, indicano genericamente ai periti di verificare le cause del crollo e di “fornire tutto quanto utile per l’accertamento del fatto e l’individuazione dei responsabili ai vari livelli”. In tutto 9 gli indagati con le accuse di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e disastro colposo. Giovanni Di Benedetto

manda e Raffaele sono tornati alla vita normale. O quasi. Per ritrovare la normalità, la loro vita da ragazzi, ce ne vorrà di tempo. Ma intanto ci provano, con l’aiuto delle famiglie. Dopo l’assoluzione in appello dall’accusa di aver ucciso la loro amica Meredith Kercher, Amanda Knox e Raffaele Sollecito stanno rientrando pian piano nelle loro abitudini, cercando di riconquistare giorno dopo giorno fiducia in se stessi, nella società che li circonda, nella giustizia. E intanto cercano anche di mantenere la privacy. Amanda, soprattutto, inseguita da tutti i network televisivi americani che vorrebbero intervistarla in esclusiva, a suon di milioni di dollari. Una rete si sarebbe spinta sino ad offrire due milioni di dollari per averla protagonista di una trasmissione in prima serata. E ad Amanda ed alla sua famiglia quei soldi sì che farebbero comodo. E’ la stessa cifra che la famiglia Knox, compresa la nonna pensionata, hanno speso per poterla difendere adeguatamente ed assicurarle la vicinanza e l’assistenza durante i processi di primo e secondo grado. Ma lei per il momento non vuol saperne. Il papà le ha fatto già cambiare cinque residenze per sottrarla alle telecamere ed alla curiosità dei giornalisti. E lei, praticamente reclusa in casa, è riuscita, finora, solo a farsi brevi passeggiate ed a mangiare una pizza con le amiche. Stesso destino per Raffaele Sollecito, che vive con i suoi nella villa di Bisceglie, a pochi Km da Bari, in riva al mare. Per poter rivedere il mare, che ha sognato per quattro anni, e che ama alla follia, ha dovuto attendere la notte, certo che nessuno lo avrebbe seguito e visto. Lo hanno, invece, inseguito e salutato, a Bisceglie, i suoi amici e conoscenti quando ha dovuto recarsi in città, al Municipio, col padre, per sbrigare alcune pratiche. Ma la cosa

Raffaele Sollecito

che gli ha fatto più piacere è stato il poter riabbracciare, da uomo libero, il suo avvocato difensore, Maori, che è andato a fargli visita martedì scorso. Con lui sono andati al ristorante ed hanno fatto a gara a chi mangiava più gamberi crudi. Anche per lui, tuttavia, non sarà semplice poter tornare alla vita normale. Lo aiuterà lo studio, che non ha mai sospeso anche quand’era in carcere, ma soprattutto la vicinanza della famiglia e degli amici. Dopo la sentenza della Corte d’Assise d’appello, si attende adesso il deposito delle motivazioni, che dovrà avvenire entro il 1 gennaio prossimo. Dopo di che, è probabile che la procura generale faccia ricorso, così come preannunciato nell’immediatezza della sentenza. Ci saranno altri 45 giorni di tempo. Poi, tutto passerà, eventualmente, nelle mani della Cassazione, che non ci metterà più di un anno per definire in maniera inappellabile la questione. Il legale di Sollecito è abbastanza fiducioso sull’esito del giudizio di terzo grado. Enzo Magistà

tarantini/Si è presentato lunedì a sorpresa

Giampy in Tribunale

sarah/Il processo Scazzi non verrà spostato

Si resta a Taranto I

I soccorritori

di chi avrebbe dovuto compiere i controlli e non lo ha fatto”. E poi ha continuato: “non siamo un popolo di incivili così come anche involontariamente qualcuno ci ha fatto apparire, siamo un popolo onesto che lavora onestamente, viviamo di poco, le famiglie si aiutano, i genitori mantengono i figli sposati, ma viviamo onestamente”. E sulle magliette nere della gente i nomi delle quattro operaie e della ragazzina: “Antonella, Giovanna, Matilde, Maria, Pina: siete cinque angeli e vegliate su Barletta. Resterete per sempre nei nostri cuori”. Il resto è storia, una palazzina di due piani che crolla, un’inchiesta che cerca di accertare la verità. Attraverso gli otto quesiti che il magistrato della procura di Trani Giuseppe Maralfa, titolare del fascicolo, ha posto ai due consulenti, l’ingegnere Antonello Salvatori e l’architetto Margherita Aledda, gli stessi che hanno lavorato sul crollo della casa dello studente a L’Aquila durante il terremoto in Abruzzo. Punto primo: i periti dovranno verificare la “lesività” (ossia il grado di lesioni) presente sullo stabile crollato lo scorso 30 settembre,

l processo sull’omicidio di Avetrana, quello di Sarah Scazzi, resta nella sua sede giurisdizionale naturale, al Tribunale di Taranto. Così ha deciso la Suprema Corte di Cassazione, rigettando un ricorso presentato dai legali di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, le due principali imputate, accusate di omicidio in concorso tra loro. Una decisione per certi versi scontata, poiché solo tre processi, nella storia repubblicana italiana, sono stati spostati per incompatibilità ambientale, nessuno da quando è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale, nel 1989. Incompatibilità ambientale: era sostanzialmente questa la motivazione della richiesta avanzata dagli avvocati Franco Coppi di Roma e Lillino Marseglia di Taranto - alla quale si sono poi associati anche i legali degli altri 11 imputati - determinata principalmente, a loro dire, dalla pressione mediatica che il caso ha determinato, coinvolgendo emotivamente tanto l’opinione pubblica, quanto gli stessi inquirenti e magistrati giudicanti. Una richiesta legittima nella forma, ma evidentemente non nella sostanza, tanto da essere rigettata dalla Cassazione. Ma la cosa che ha destato maggiore meraviglia - ed ha fatto scalpore facendo anche prematuramente cantare vittoria ai ricorrenti - è stata che lo stesso procuratore generale della Corte abbia sostenuto la tesi della difesa delle due principali imputate. L’attesa e le speranze per i legali difensori sono durate una notte: all’indomani il deposito della

sentenza, con il rigetto del ricorso. Il massimo organismo giudicante, dunque, conferma una linea di condotta consolidata: un processo può essere spostato dalla sua sede giurisdizionale naturale solo e soltanto in presenza di gravi condizionamenti nei giudici inquirenti, giudicanti e popolari. Ma proviamo per un attimo a pensare, in caso di accoglimento del ricorso, cosa sarebbe successo. Si sarebbe creato un precedente importante. Per qualunque altro processo analogo, la difesa avrebbe potuto chiedere la medesima incompatibilità ambientale e la Cassazione, a fronte del precedente, non avrebbe potuto far altro che omologare la decisione. Del resto c’è da chiedersi: il processo di Perugia (quello dell’omicidio di Meredith), quello di Cogne (la Franzoni che uccide il figlioletto) non hanno forse avuto la stessa risonanza mediatica? Certamente sì, ma i processi si sono regolarmente svolti nelle loro sedi naturali. Così sarà anche per il delitto di Avetrana. Dopo la pausa in attesa della decisione della Cassazione, il processo riparte, a tamburo battente. Le udienze preliminari si susseguiranno, secondo quanto si apprende dal Gup, anche nei giorni festivi. Entro il 27 novembre prossimo dovrà essere chiusa questa fase che vede alla sbarra 13 imputati, con posizioni diverse. Ma all’opinione pubblica interessa sapere chi ha ucciso Sarah e dunque se Cosima e sua figlia Sabrina verranno, per il momento, rinviate a giudizio. Francesco Persiani

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iampaolo Tarantini si è presentato a sorpresa, lunedì scorso, in Tribunale a Bari, per assistere al secondo dei tanti processi che lo riguardano. Si trattava di una vicenda nella quale è coinvolto anche un consigliere regionale, socio di una società concorrente alla sua nella vendita di protesi e attrezzature sanitarie. Ben vestito, con un Rolex al polso, Tarantini non è apparso in cattive condizioni economiche come sostiene, anzi, tutt’altro. Di questo, sia i giornalisti che hanno cercato di intervistarlo, sia tutte le persone che lo hanno incontrato, sono rimasti sorpresi. Mentre Giampy si presentava in aula elegantemente vestito, infatti, un settimanale usciva in edicola con una intervista a sua moglie che declinava tutta un’altra situazione economica della sua famiglia, stretta fra i debiti e le necessità di dover mandare a scuola due bambine a Roma. Ma Tarantini non ha voluto affrontare né questo né altri argomenti ed è scappato via alla conclusione dell’udienza, che è stata interlocutoria. La nuova inchiesta aperta dalla procura di Napoli, intanto, è ancora alle prese con

problemi procedurali. Tolta la competenza a Napoli, non si sa ancora a chi spetti continuare le indagini. Le procure di Roma e Bari hanno cercato di trovare un’intesa, dividendosi il fascicolo. Roma si è detta competente per affrontare la questione della tentata estorsione a Berlusconi, mentre Bari dovrebbe approfondire l’altro aspetto sollevato da Napoli e cioè il tentativo di Berlusconi di indurre Tarantini a fargli raccontare il falso ai pm in relazione alla fornitura di escort per i festini a casa sua. Ma non è detto che questa linea venga accettata. Nel frattempo, però, anche il Csm sta andando avanti nell’esame dell’esposto inviato dall’ex pm Scelsi contro il procuratore Laudati, accusato di aver rallentato a Bari l’inchiesta Tarantini-escort. Il Csm ha ascoltato sei pm baresi ed il capo dei Gip, Lovecchio, per verificare quello che hanno già detto sia Scelsi che Laudati. Ma l’esame sembra non essere ancora terminato. Dal Ministero di Giustizia, intanto, lunedì prossimo partiranno ispettori ministeriali per Napoli e Bari. La vicenda si fa sempre più intricata. (e.m.)


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garibaldi/La visita

Anita a Bitetto I

Sopra e sotto: Peter Jaks

bari/Il momento no dello sport canadese colpisce anche il capoluogo pugliese

L’hockey piange ancora C

ontinua il momento drammatico nel mondo dell’hockey su ghiaccio e questa volta la tragedia colpisce addirittura la Puglia. Quella appena passata è stata un’estate molto triste per gli appassionati dello sport più amato dai canadesi, con la morte di tre giocatori della NHL. Morti tutte legate, quasi sicuramente, alla depressione. Peter Jaks, svizzero di 45 anni, la settimana scorsa ha deciso di farla finita lanciandosi contro un treno presso Bari Santo Spirito, zona periferica del capoluogo pugliese. Perché l’abbia fatto e perché in Puglia, resta un mistero. Jaks, ex giocatore e dirigente dell’Ambrì Piotta, squadra del Canton Ticino militante nella serie A svizzera, da due anni faticava a trovare un lavoro fisso. Dal 2009, infatti, dopo un’esperienza poco fortunata come direttore sportivo della sua ex squadra, veniva chiamato saltuariamente a commentare le partite dell’Ambrì Piotta su RSI, la televisione della Svizzera italiana. Al suo gesto potrebbe aver contribuito anche la separazione dalla moglie. Jaks, che detiene molti record nel campionato svizzero, è scomparso da casa il 2 ottobre. Aveva avvisato alcuni famigliari che sarebbe andato in Repubblica Ceca a trovare la mamma, che vive lì. Invece l’ex campione svizzero ha raggiunto l’Italia ed è stato visto in vita per l’ultima volta alla stazione ferroviaria di Potenza, dove ad alcuni carabinieri aveva raccontato di esservi giunto per errore quando da Roma cercava di prendere un treno per tornare a Bellinzona, in Svizzera. Sia in Italia che nel suo Paese si sono susseguiti appelli televisivi di amici e famigliari che invitavano “Peterone” - il suo soprannome ai tempi di Ambrì - a tornare a casa. Anche il giocatore italocanadese Hnat Domenichelli, in lacrime, è apparso in tv. Però evidentemente Jaks aveva già preso la sua decisione. Il 5 ottobre era a Bari e ha atteso la morte sul binario sul quale stava passando il treno che dal capoluogo pugliese portava a Foggia. Il macchinista ha raccontato che l’uomo non ha fatto nulla per evitare l’impatto. Si é risaliti alla sua identità grazie ad un tatuaggio sul braccio e ad alcuni effetti personali. Peter Jaks, nato in Repubblica Ceca, ma trasferitosi quasi subito in Svizzera con la famiglia, ha totalizzato 487 gol e 406 assist in 809 partite nella serie A svizzera. Ha giocato per la maggior parte del tempo con l’Ambrì Piotta, squadra di un villaggio di 300 anime nella Svizzera italiana, ma ha vinto 3 campionati e 2 Continental Cup con Lugano e Zurigo. In 149 gare con la nazionale rossocrociata, ha realizzato 45 gol e 44 assist, partecipando a due Olimpiadi, due Mondiali e due Mondiali Under20. Gianvito Magistà

n occasione dei festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, l’amministrazione comunale di Bitetto in collaborazione con le scuole del territorio e della “Società Operaia di Mutuo Soccorso”, hanno invitato ed organizzato una serie di incontri con la pronipote del simbolo di quella unità, l’Eroe dei due Mondi, Giuseppe Garibaldi. La ultra ottantenne professoressa Anita Garibaldi, ha così deciso di trascorrere una intera giornata a Bitetto in compagnia dei bitettesi che l’hanno accolta con il calore della fiamma che arde nel focolaio dell’interesse storico dei fatti che riguardano il proprio paese. Una mattinata ad incontrare e discutere con gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari al liceo, delle problematiche e della ricostruzione storica legata all’Unità d’Italia. La presidente della fondazione che porta il nome del suo bisnonno il pomeriggio dello scorso sabato otto ottobre dedicandosi alle cerimonie ufficiali insieme ai rappresentanti della civica amministrazione, sindaco, Stefano Occhiogrosso in testa. Prima la cerimonia di accoglienza ed il successivo corteo partito dalla scuola elementare per andare a scoprire, in corso Garibaldi, la targa commemorativa dell’evento, affissa nel posto nel quale ce n’era un’altra che ricordava il passaggio del capo dei mille da Bitetto, all’epoca della risalita verso Teano della spedizione. Dopo la targa, a causa dell’improvviso ed inaspettato maltempo la cerimonia è proseguita nella sala consiliare del comune dove l’erede di Garibaldi ha ricevuto il saluto del presidente della società operaia, sodalizio con il quale dopo il suo passaggio da Bitetto, l’eroe intrattenne una corrispondenza epistolare. A seguire, poi, la gradita ospite ha preso parte alla presentazione del libro “Bitetto all’epoca dell’unità d’Italia”, nel corso della quale il professor Lino Fazio ha illustrato una dettagliata relazione storica sugli eventi e i fatti che caratterizzarono quel periodo storico. Infine, l’iniziativa si è conclusa con una piacevole performance musicale con l’esibizione della soprano Annalisa Carbonara. Nicola Mangialardi

lecce/Alcune intercettazioni confermerebbero il sospetto della Poli Bortone

Droga in Comune, il dubbio F

ra i componenti del consiglio comunale di Lecce c’è chi si droga. Il sospetto era stato sollevato qualche tempo fa dalla senatrice Adriana Poli Bortone che con una interrogazione aveva sollecitato il sindaco Perrone a far fare il test antidroga a tutti i consiglieri. Si può immaginare con quale risultato. Tutti si erano ribellati, ritenendosi offesi, ma poi erano anche venuti fuori alcuni consiglieri che si erano detti pronti a sottoporsi al test. Ma che tipo di test? Si era aperta una discussione che aveva finito per portare l’argomento in soffitta. Nel frattempo, però, la Procura della Repubblica ha messo a segno una operazione antidroga che ha riaperto il problema. Nelle intercettazioni telefoniche allegate alle ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei componenti della banda criminale, infatti, ce ne sarebbero alcune compromettenti. Un pusher, secondo alcune voci, avrebbe più volte affermato, parlando con altri membri della stessa organizzazione, di aver fornito quantitativi di droga ad un consigliere comunale e ad un parlamentare. Nessun reato, ma sul piano morale e politico, molto imbarazzo. La Poli, allora, aveva ragione? O già sapeva dell’inchiesta e dei contenuti delle intercettazioni? La polemica è immediatamente riesplosa, infiammando tutto il consiglio comunale, all’interno del quale è stata rispolverata la proposta di sottoporre i con-

siglieri ai test antidroga. Ha iniziato a farlo il sindaco, che fatto il test, ne ha pubblicato i risultati invitando i suoi colleghi a fare altrettanto. Ma subito la Poli gli ha contestato il metodo usato, che non sarebbe, secondo la senatrice, adeguato. Nel bel mezzo della nuova polemica, finalmente, la Procura della Repubblica ha deciso di tenere una conferenza stampa per chiarire in maniera definitiva che nell’inchiesta sulla droga a Lecce non sono coinvolti amministratori comunali e tantomeno parlamentari. Ma le precisazioni della Procura hanno solo affievolito la polemica, non azzerandola. E infatti, in tanti hanno rilevato che prendere droga per uso personale

non è un reato e per questo la Procura non ha amministratori iscritti nel registro degli indagati. Ma prendere droga è disdicevole per un consigliere comunale e questo la procura non lo ha escluso. Secondo la Poli Bortone, quindi, il pericolo che a palazzo Carafa siedano consiglieri abituati agli stupefacenti resta in piedi. Per questo, continua la senatrice, dovrebbe diventare obbligatorio, anche alla Provincia, imporre i test antidroga. A Lecce si voterà l’anno prossimo per rinnovare il consiglio comunale e questa vicenda entrerà certamente di diritto nella campagna elettorale che è già iniziata. Enzo Magistà

notizie in brevE BARI, SEQUESTRO DI RAME Nell’ambito di una operazione congiunta, agenti della Polizia ferroviaria di Bari e quelli del Corpo forestale dello Stato, hanno trovato e sequestrato nella sede di un rottamatore di Bari 11 tonnellate di rame di provenienza per ora non accertata. Gli agenti del Corpo forestale hanno poi sequestrato l’area, di 4.000 mq, dove sorge l’azienda di rottamazione riscontrando anche violazioni ambientali.

TARANTO, SINDACI CONTRO TAGLIO DEI TRENI Per protestare contro i tagli disposti da Trenitalia ad alcuni treni a lunga percorrenza che collegano il capoluogo jonico con Roma e Milano, il Pd provinciale ha organizzato un sit in nel piazzale antistante la stazione ferroviaria. I 29 sindaci dei comuni della provincia erano insieme “per protestare contro scelte aziendali che ancora una volta penalizzano il nostro territorio” ha commentato il presidente della Provincia.

BARI: AUTO IN FIAMME, UN FERITO Domenica notte, nel quartiere San Paolo di Bari, un uomo di 31 anni ha riportato ustioni al volto e ad un braccio nel tentativo di spegnere le fiamme che, partite da una vettura parcheggiata poco distante, si sono propagate, avvolgendo anche la sua automobile. Soccorso dagli operatori del 118, guarirà in una decina di giorni. La polizia sta indagando sull’accaduto.

sotto sequestro il castello di oria Il Castello Svevo di Oria (Br) è stato posto sotto sequestro dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi per abusi edilizi che sarebbero stati realizzati dalla società proprietaria dell’immobile. I militari hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari nei confronti di otto persone per abusivismo edilizio, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata in danno dello Stato.

taranto, era a pisa il giovane scomparso E’ stato rintracciato a Pisa il 25enne di Taranto che dal 2 ottobre non dava notizie di sé. Il giovane, apparso in buone condizioni di salute, studiava a Roma da cinque anni. I suoi coinquilini avevano trovato la sua camera perfettamente in ordine: c’erano la valigia, il computer, dal quale il ragazzo non si separava mai e il telefono cellulare spento. La sorella, in settimana, aveva anche fatto un appello nella trasmissione della Rai “Chi l’ha visto”.

muro lucano, è emergenza frane “E’ emergenza frane” a Muro Lucano (Pz): il sindaco, in un comunicato, ha reso noto che “sono circa 20 le località interessate da smottamenti e frane” e che “sono state emesse dieci ordinanze di chiusura dei tratti viari e di due sgomberi nel centro abitato. Inoltre in località Varco della Chianca è crollato il ponte che collega con Ricigliano (Sa)”. La settimana prossima ci sarà un consiglio comunale straordinario per discutere del problema.


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puglia/Nel capoluogo si sono riuniti i maggiori esperti pugliesi e lucani per parlare del fenomeno

Convegno a Bari: gli UFO esistono I

l problema non è crederci o non crederci. Ma casomai, capire cosa sono. Sì, perché il fenomeno degli UFO, gli oggetti volanti non identificati, è sotto gli occhi di tutti, quindi è reale. Tutto ciò è emerso sabato scorso dal 1° Convegno Ufologico del CUN Puglia e Basilicata, organizzato a Bari dagli esperti e studiosi delle sezioni delle due regioni del Centro Ufologico Nazionale. Il CUN, da più di 40 anni, studia con un approccio scientifico il fenomeno degli UFO ed è tra i centri più antichi e seri del mondo. Gli esperti pugliesi e lucani di ufologia, quindi, si sono riuniti nel capoluogo pugliese e hanno presentato al folto pubblico presente in sala una serie di relazioni per illustrare notizie e studi sulla materia. E far capire che gli UFO ci sono, ma bisogna indagare su che cosa sono, senza escludere a priori l’eventuale loro origine extraterrestre. Al convegno ha preso parte anche il presidente del Centro Ufologico Nazionale, Vladimiro Bibolotti, che si è soffermato a parlare del fenomeno dal punto di vista storico e scientifico. Che gli UFO esistono e che interessano in maniera non indifferente anche alla politica, ne è la dimostrazione che negli anni sono stati tanti i politici che hanno provato, con interrogazioni al Parlamento dell’Unione Europea o all’ONU, ad esempio, a chiedere di ottenere maggiori informazioni per il bene dei popoli. L’ultimo in ordine di tempo, il leghista Borghezio. Di questo ha parlato il Coordinatore regionale della Puglia, Mauro Panzera, di Lecce.

sagre/Sannicandro

Olive dolci e bellezza H

Con l’ottima moderazione di Fortunato Dello Russo, ex preside barese, sono intervenuti anche l’avvocato Gaetano Anaclerio, Responsabile provinciale del CUN Bari, che ha fatto notare come, nei rari casi conosciuti in cui c’è stato un conflitto a fuoco nei cieli tra aerei e UFO, a sparare per primi siamo stati sempre noi. A seguire hanno parlato Gianvito Magistà, nostro caporedattore e membro di lunga data del Centro Ufologico Nazionale, che ha dimostrato come gli UFO non sono un fenomeno moderno, ma che l’Uomo, sin dalla preistoria, ci ha lasciato le prove di avvistamenti nelle caverne, nei testi antichi e nei dipinti. Poi è toccato a Paolo Bergia, con un’interessante disamina su Scienza, scienziati e scientisti. A completare l’ottima riuscita del convegno, anche gli interventi di ospiti esterni al CUN, come Antonio De Comite, presidente del CUI, il Centro Ufologico Ionico e Riccardo Giuliani, presidente dell’ADIA, associazione di astrofili con sede a Polignano a Mare. Con quest’ultimo si è ribadita l’importanza del connubio tra l’esperienza degli ufologi e quella degli astrofili, con i loro osservatori. Il pubblico ha gradito l’evento, che quasi sicuramente verrà ripetuto. Se siete stati anche voi testimoni di avvistamenti ed eventi ufologici, potete contattare in maniera riservatissima il nostro esperto Gianvito Magistà al numero telefonico 416-785-4311 ext. 239 o via e-mail all’indirizzo redazione@ suditalianews.com. E’ importante aiutare la ricerca e lo studio del fenomeno.

a sfidato le improvvise serate quasi invernali, la sagra delle olive di Sannicandro di Bari, che da venticinque anni viene organizzata nel week-end della seconda settimana di ottobre. A scaldare la festa i prodotti tipici locali: olive dolci, ottimo pane, focaccia, vino di annata, pomodori secchi conservati in olio di oliva, frutta locale di stagione, olive in salamoia e olio extra vergine d’oliva di ottima qualità. Ma accanto alle genuine prelibatezze della agricoltura barese anche tante iniziative culturali e di intrattenimento come il concerto di Umberto Tozzi e tantissime mostre di pittura, visite guidate al castello Normanno-Svevo, la mostra mercato di piante e dell’artigianato locale ed esibizioni canore. In tutta questa cornice la vera star è, però, sempre stata una ed una sola. Sì, perché nonostante la presenza di tutte le miss pugliesi selezionate per il concorso di Miss Italia 2011 con la sannicandrese Mayra Pietrocola, la bella 21enne che con il suo metro e 72 di fascino si è laureata, a Montecatini vice Miss Italia di quest’anno, che ha fatto da madrina all’appuntamento di quest’anno, la regina resta l’oliva dolce. Ad essere premiata quest’anno l’oliva da tavola dalle dimensioni record di 12,01 grammi di peso. Come dire la sagra di quest’anno è stata inaugurata con il fascino della bellezza femminile Made in Puglia con la sagra delle olive dolci che ha voluto festeggiare in abbinamento, anche, la bellezza femminile. Nel corso della manifestazione inaugurale che, neanche, la pioggia è riuscita a fermare il sindaco Antonio Baccelliere, il vice presidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri e il consigliere regionale Michele Boccardi, in rappresentanza di Comune, Provincia e Regione hanno consegnato alle reginette della bellezza pugliese targhe ricordo in segno di gratitudine ed orgoglio di una terra verso queste ragazze che sono diventate di fatto le testimonial della bella e genuina Puglia. Nella speranza che gusto e bellezza, insieme a patrimoni paesaggistici e storico culturali, possano continuare ad attrarre nel barese sempre più maggiori flussi turistici provenienti da tutta Italia e dall’estero. (n.m.)

Da sinistra: Vladimiro Bibolotti, Fortunato Dello Russo e Mauro Panzera

Il presidente del CUN, Vladimiro Bibolotti

altamura/Il famoso cuoco della tv fa da maestro a giovani disoccupati

Vissani insegna in masseria Il pubblico

murgia/Quest’anno sono in leggero ritardo

Funghi, l’attesa P

er la prima “cacciata” bisogna aspettare ancora un po’, essenzialmente la pioggia ad essere precisi. Troppo caldo prima ed eccessivo freddo poi non favoriscono la loro uscita. Per cui i cercatori di funghi della domenica non si affannino, bisogna aspettare qualche settimana, la pazienza non è mai troppa quando si devono trovare i cardoncelli. Non pensate alle quantità industriali degli altri anni, ogni stagione che passa sono sempre di meno, quelli che ci sono però sono buoni e genuini. L’importante è saperli riconoscere, rigorosamente vicino ai cardi, e sulla terra aspra e brulla della Murgia. E se proprio non potete farne a meno e avete fretta, allora potete rivolgervi alle serre o alle fungaie se preferite. Non avrà lo stesso fascino che andarli a cercare, ma i funghi sono buoni lo stesso. Anzi, forse sono anche più buoni, trattati biologicamente e lontano da agenti atmosferici o inquinanti. A Minervino Murge, piccolo centro della nuova provincia che al fungo cardoncello dedica ogni anno una sagra, la caccia è già cominciata. I risultati non sono incoraggianti,

ma il clima più rigido e le piogge che verranno lasciano ben sperare. “In altri tempi”, dice Peppino, noto cercatore di funghi della zona, “a settembre già si poteva raccogliere, adesso le stagioni non esistono più e anche i funghi tardano a venire fuori”. A questo bisogna aggiungere anche la questione dello spietramento selvaggio avvenuto negli ultimi anni sulla Murgia e la mancanza di animali che pascolano liberamente. “Concimavano il terreno”, dice Peppino, “adesso molte masserie neanche ce li hanno più, troppi costi e troppi rischi”. E allora i funghi coltivati sono l’unica soluzione, non sfigurano affatto, e per la sagra già sono stati prenotati 3 quintali. La temperatura in cui nascono e si riproducono è costante, “li trattiamo come se fossero dei figli”, dice Antonio Brizzi, commerciante di funghi, “li produciamo e li vendiamo, dal produttore direttamente al consumatore senza passaggi intermedi”. I prezzi ora? Dai 6,50 fino ai 10 euro al chilo, quelli spontanei possono arrivare anche a 18, 20 euro al chilo. Fate voi. E buon appetito. Giovanni Di Benedetto

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na cornice suggestiva, quella dell’Antica Masseria dell’Alta Murgia, ha fatto da sfondo ad un particolare corso di cucina tenuto dal maestro dei fornelli più famoso d’Italia e apprezzato in tutto il mondo, Gianfranco Vissani. Diciotto giovani disoccupati si sono ritrovati nella masseria confiscata, qualche anno fa, alla mafia ed ora rinata sotto la direzione del grande e simpatico chef. Il corso, della durata complessiva di duecento ore, è stato organizzato dalla Assformez di Castellana Grotte e bandito dall’amministrazione Provinciale di Taranto, finanziato con i fondi della Regione Puglia del fondo sociale europeo della Comunità Europea. Una iniziativa che è, certamente, più di un semplice corso per questi giovani aspiranti artisti dei fornelli. Per loro questa iniziativa è una vera e propria speranza di ottenere una formazione pratica sul campo per poi cercare di entrare nel duro mondo del lavoro culinario. A tenere le lezioni, oltre al grande maestro, l’executive chef dell’Antica Masseria, Maurizio Urso. Una iniziativa, questa del corso di formazione, che attraverso il suo nuovo utilizzo ha dato una nuova veste ad un bene riportato alla legalità ed ora, realmente aperto ed al servizio del territorio. Un territorio, quello murgiano, dalle grandi tradizioni che è ancora da

valorizzare, anche, nella cucina, con un occhio particolare per i prodotti locali e assolutamente naturali come il famosissimo pane di grano duro cotto nei forni a legna di pietra e le tradizionalissime pignatte in terracotta all’interno delle quali si cuoce la pecora della zona. Negli occhi dei ragazzi, i diciotto aspiranti artisti dei fornelli, attualmente ancora disoccupati, come previsto dal bando, che hanno preso

parte al corso, la grinta, l’attenzione e, soprattutto, la voglia di imparare ed apprendere con la curiosità di conoscere tutti i trucchi e più nascosti segreti di questo lavoro per diventare un giorno, speriamo non tanto lontano, anche loro, dei artisti della cucina e forse degli ambasciatori nel mondo della cucina pugliese ed italiana più in generale. Nicola Mangialardi

Il cuoco Gianfranco Vissani


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GENOA - LECCE 7ª GIORNATA, SERIE A

(16/10, Stadio “Ferraris” di Genova, ore 15)

TV: -

PROBABILI FORMAZIONI Genoa (4-3-3): Frey; Rossi, Dainelli, Kaladze, Antonelli; Merkel, Veloso, Seymour, Jorquera, Palacio, Caracciolo. All.: Malesani Lecce (4-3-1-2): Julio Sergio; Oddo, Tomovic, Esposito, Mesbah; Strasser, Obodo, Giacomazzi; Pasquato; Ofere, Corvia. All.: Di Francesco

classifica

ultimo turno Lecce-Cagliari 0-2

nazionale/Show del barese in campo e ai microfoni: “Smetto tra 3 anni”

Cassano, gol e stress I

l Cassano show sembrava essere finito al 10’ del secondo tempo, quando Cesare Prandelli l’ha tolto per la standing ovation dopo la prima doppietta in azzurro. Invece il terzo tempo arriva dallo studio Rai nella pancia dello stadio Adriatico: “Ho 29 anni, sono da dieci in nazionale però ho solo 25 presenze, faccio sempre dentro e fuori. Sono stressato. Vorrei fare un buon Europeo ed un buon Mondiale, poi mi

ritiro. Smetto a 33 anni, voglio lasciare quando sto ancora bene”. Parole che divertono Prandelli (“Cassano fantastico? Sì, ma anche dopo la partita”, è il sorriso del ct) e lasciano di stucco i compagni. “Io no, lo stress non lo sento: voglio giocare ancora - dice De Rossi – poi magari tra quattr’anni a lui andrà più che a me”. “Era solo una battuta, io che ho 34 anni voglio giocarne altri 10 - commen-

GENOA

prossimo turno Lecce-Milan (23/10/’11)

7 punti (10° posto)

LECCE

3 punti (18° posto)

BARI - EMPOLI

10ª GIORNATA, SERIE B

(15/10, Stadio “San Nicola” di Bari, ore 15)

TV: -

PROBABILI FORMAZIONI Bari (4-2-3-1): Lamanna; Ceppitelli, Borghese, Dos Santos, Garofalo; De Falco, Donati; Rivas, Forestieri, De Paula; Marotta. All.: Torrente Empoli (4-4-2): Pelaotti; Vinci, Mori, Stovini, Regini; Buscè, Moro, Valdifiori, Saponara; Tavano, Cesaretti. All.: Aglietti

ultimo turno Reggina-Bari 3-1

prossimo turno Juve Stabia-Bari (22/10/’11)

classifica BARI

14 punti (10° posto)

EMPOLI

7 punti (17° posto)

Antonio Cassano

ta invece Buffon -: vedrete, la prossima volta se la rimangia”. “Vuol dire che lo coccoleremo”, dice un Montolivo meravigliato. Cassano come Ibrahimovic? No, perché Cassano è unico, come quando ammette che “al 70% me le vado a cercare, faccio delle belle cagate. Però non me ne perdonano una, anche quando faccio bene”. “Sono stressato, sono 13 anni, qualsiasi cosa che dico non va bene - continua Cassano -, quindi a 33 anni esco dal calcio e mi godo la famiglia, spero di avere altri due o tre figli”. E’ convinto che questa Italia si possa “togliere parecchie soddisfazioni”, lui intanto si è tolto lo sfizio di raggiungere un ex compagno nella classifica dei cannonieri azzurri. “Io come Totti? Normale che i gol li ho voluti - dice imitando anche l’intercalare del ‘Pupone’ - altrimenti avrei calciato fuori. Ogni tanto va bene qualche complimento, altrimenti mi massacrano sempre, del resto sono un pagliaccio dalla nascita”. “Sono 13 anni che mi gratto la testa e non va bene, qualsiasi cosa che dico non va bene - continua il talento di Bari vecchia -, quindi a 33 anni esco dal calcio e mi godo la famiglia, spero di avere altri due o tre figli. Il calcio per me è stata la cosa più bella del mondo, però ora sono un po’ stanco. L’abitudine mi stanca. Ho vinto poco? Se uno vince poco o tanto se lo è meritato. Se Buffon ha vinto tanto è perché se lo è meritato, io ho dato poco e quindi ho vinto poco. Comunque - prosegue - devo ringraziare Prandelli, lui mi ha dato fiducia e mi è stato veramente vicino quando tutti mi dicevano che ero grasso. Abbiamo un rapporto speciale, spesso ci sentiamo e mi ha dato lo slancio per fare bene anche con il Milan”. E cosa farà Cassano nel dopo-calcio? “Non so fare niente, nemmeno parlare scherza -, quindi non potrei fare l’opinionista perché direi solo cavolate”.


SIN n.41 2011