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tradizioni

calcio

Il “Tarantismo” nel Salento tra sacro e profano

Il Lecce ha scelto il suo nuovo allenatore

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Anno II n.25 (68) - 25 giugno 2011

Editoriale di Gianvito Magistà

EVviva la dieta mediterranea

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

puglia mondiale

redazione@suditalianews.com

voto estero: ha ancora un senso? scriveteci

di Vincenzo Magistà ul Corriere della Sera di lunedì scorso, rispondendo ad una lettrice, Sergio Romano ha aperto una interessante riflessione sull’attualità del voto degli italiani all’estero, come già due settimane fa aveva fatto Sud Italia News nel numero dell’11 giugno. Secondo Romano, così com’è regolato oggi, il voto dei 3 milioni di italiani sparsi nel mondo non solo sarebbe inutile, ma anche pericoloso. “Che ne sanno dell’Italia di oggi gli emigrati di 30 anni fa?” si chiede Romano. E ricorda le manipolazioni, le forzature che si fanno con quei voti. Che sono tanti. Di qui la proposta: riservare il voto solo agli emigrati freschi (massimo10 anni di assenza dall’Italia) e stringere le circoscrizioni. La proposta ci sembra interessante, ma ancor più potrebbe esserlo il dibattito che potrebbe aprirsi direttamente con gli emigrati. Loro che ne pensano? Sono contenti di com’è regolato oggi il loro voto da italiani all’estero? Come lo modificherebbero? E’ un dibattito che vorremmo aprire su queste colonne, ospitando liberamente il parere di tutti i Lettori, per arrivare ad una proposta che possa esser presa in considerazione dal parlamento italiano che ben presto, volente o nolente, dovrà occuparsi della riforma elettorale. Perciò chi ha le idee chiare sul problema ci scriva. Il dibattito è aperto.

S

U

na delle tracce d’italiano durante gli esami di maturità in corso di svolgimento in questi giorni, dal titolo “Siamo quello che mangiamo?”, affrontava il problema dell’alimentanzione, ma in particolare si soffermava sull’importanza della dieta mediterranea. Con l’arrivo dell’estate, tanta gente, in tutto il mondo, ha cercato in maniera maniacale ogni tipo di soluzione possibile per perdere i chili di troppo ed ogni genere di dieta (spesso più per aspetti legati all’aspetto fisico che ad un discorso di benessere e salute, ma questo è un altro tema). Molti italiani hanno speso una montagna di soldi per rincorrere sogni e promesse di dimagrimento quasi utopistiche, con l’unico risultato di alleggerire il portafoglio (e non il corpo...) e cadere in depressione, per così dire, a causa dei mancati progressi di fronte alla bilancia. Eppure, proprio noi italiani (ed in particolare i meridionali), viviamo nella patria del benessere alimentare, siamo la capitale mondiale della dieta mediterranea, ritenuta ormai la migliore al mondo per i benefici che offre alla salute. A Pioppi, in provincia di Salerno, esiste l’Associazione per la Dieta Mediterranea, fondata grazie alla collaborazione di due professori statunitensi, Ancel Keys e Jeremiah Stamler, autori di un importantissimo studio denominato “Seven Countries Study”: diversi anni fa, prendendo in considerazione le abitudini alimentari di sette nazioni diverse (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Usa e Jugoslavia), si scoprì che il rischio di infarti era di gran lunga inferiore nei Paesi mediterranei. Inoltre, la dieta mediterranea è stata riconosciuta nel 2010 dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità, per le caratteristiche non solo benefiche dal punto di vista della salute personale, ma perché riesce a promuovere anche l’interazione sociale: i pasti in compagnia, le tradizioni legate alle festività e tutto quel mondo legato alle canzoni popolari, i racconti e le leggende. Anche nella stessa Italia il tipo di alimentazione incide sulla possibilità di incorrere in malattie cardiovascolari. Secondo uno studio Istat, le regioni con il minor numero di infarti registrati sono quelle meridionali o comunque del centro-sud: Puglia, Basilicata, Molise, Sicilia, Calabria, Marche, Abruzzo e Toscana. Con le uniche eccezioni “nordiche” del Friuli Venezia Giulia e della Liguria, con quest’ultima il cui consumo di pesce fresco non ha nulla da invidiare a quello delle regioni meridionali. Allora, se ogni tanto non fa male concedersi una gigantesca hamburger di Angus canadese con patatine fritte, ricordiamoci che un po’ di pasta, olio d’oliva, pesce, frutta, verdura, legumi ed un bicchiere di vino fanno bene a corpo ed anima. Ma le nonne italiane (e i nonni) questo lo sapevano già.

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lo ‘smemorato’ avetrana/Cosima

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puglia/Regione

feste/Campobasso

la corte ha deciso: 70 consiglieri; ora rischio elezioni?

domani la sfilata dei ‘misteri’ del corpus domini

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nuovi indizi contro la zia di sarah > P.5

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basilicata/Nuova entità politica in Regione

C’è il Terzo Polo I

Sopra: la sede della Regione Puglia; sotto: la sala consiliare

regione/Il consiglio regionale eletto nel 2010 dovrà tagliare 8 consiglieri

Puglia, pericolo urne? I

l consiglio regionale della Puglia non può salire a 78 consiglieri. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale dichiarando l’illegittimità di un comma della legge elettorale pugliese del 2005. I consiglieri dovranno rimanere 70, anche se gli otto esclusi dalle regionali del 2010 (Pisicchio, Lemma, Clemente, Cozzoli, Russo, Caiolo, Borracino e Calò) ipotizzano scenari alternativi e addirittura apocalittici sul piano politico. C’è chi auspica che il Tar ratifichi la validità del premio di governabilità (60% di seggi alla maggioranza e 40 all’opposizione) stabilito dalla Consulta. In sostanza vogliono che il Tar Puglia (il promotore della questione di costituzionalità) ristabilisca le proporzioni nei 70 eletti “cacciando” tre o quattro della minoranza e facendo entrare altrettanti “esclusi” a vantaggio del centrosinistra. Su questo, però, l’avvocatura della Regione Puglia ravvisa la mancata citazione dei consiglieri da estromettere, dunque bocciando che i giudici possano esprimersi in tal senso. Ma c’è anche chi considera persino nulle e da rifare le ultime elezioni, proprio alla luce della sentenza della suprema Corte. Lo sostengono i legali di uno dei ricorrenti, Clemente. Si tratta di una competizione, dicono gli avvocati Martino e De Michele, falsata dalla cancellazione di una legge che per la consulta non andava applicata. In effetti la norma censurata, contenuta nella legge elettorale regionale, recepisce il meccanismo del premio aggiuntivo di maggioranza (cosiddetto “doppio premio”) previsto dall’art. 15, comma 13, della legge statale n. 108 del 1968, modificandone parzialmente il contenuto. In particolare, è stato riformulato il numero 6 del comma 13 di detta disposizione, sostituendo il riferimento alla cifra elettorale regionale conseguita dalla lista regionale con quello ai voti riservati al candidato Presidente risultato eletto. In tal modo, a prescindere dalla “improprietà” di tale tecnica legislativa (come già evidenziato dalla Corte: sentenza n.196 del 2003), la disposizione regionale determina, ove ricorrano i presupposti per la sua applicazione, un aumento del numero dei seggi consiliari indicato dallo statuto. Ne discende un contrasto tra la norma legislativa regionale e la norma statutaria, con conseguente violazione dell’articolo 123 della Costituzione. La Corte, dunque, ha bocciato l’allargamento ma non ha placato le polemiche che da oltre un anno vedono contrapposti gli schieramenti, ma anche i comitati nati per il rispetto dello statuto e la riduzione dei costi della politica. Francesco Iato

n attesa che venga definito il nuovo ufficio della Presidenza del consiglio regionale, in Basilicata nasce una nuova entità politica, non istituzionale, perché il regolamento del Consiglio regionale non lo consente, senza un nome, distante sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. I consiglieri regionali Roberto Falotico (Per la Basilicata), Franco Mollica (Mpa) ed Ernesto Navazio (Io amo la Lucania) hanno costituito un intergruppo di consultazione permanente: “un’iniziativa prettamente politica”, un “nuovo polo aperto alle questioni di merito” ma “distante dal centrodestra e dal centrosinistra”. Una sorta di laboratorio permanente dopo le analisi fatte a Lagopesole nei mesi scorsi. Per Navazio, Mollica e Falotico, che hanno presentato alla stampa l’iniziativa, si tratta di “una scossa alla staticità della Regione Basilicata e una battaglia contro le relazioni occulte del palazzo”. E a partire da questo concetto le citazioni filosofiche sono state sparate a raffica. Da Navazio che ha scomodato Euclide, “Basta in consiglio con la sola geometria della retta tra Pdl e Pd”, per poi aggiungervi Seneca: “Non esiste vento a favore se non si conosce la rotta per il porto d’arrivo”. Mollica non è stato da meno con Socrate: “Chi vuole muovere il mondo, inizi a muovere se stesso”. Poi i messaggi al Pd: “Non si possono trasformare in fantasmi i rappresentanti di circa 36 mila voti, che hanno sostenuto le tre liste”. E subito dopo la rivendicazione: “I nostri voti valgono il 40 per cento di tutta l’opposizione alle scorse regionali”. La nascita del nuovo intergruppo ha scatenato non poche reazioni. Il coordinatore regionale di Fli, il senatore Egidio Digilio, saluta positivamente la nascita del nuovo soggetto politicoistituzionale “che di fatto rompe l’egemonia della minoranza pretesa dal Pdl.

Roberto Falotico

Adesso anche in consiglio regionale, come accade nei consigli provinciali e comunali di Potenza e di Matera, sia il centrosinistra che il centrodestra devono fare i conti con la nuova area politica terzopolista”. Per Gaetano Fierro, ex consigliere regionale e attualmente Presidente del Coordinamento Regionale UDC-Basilicata “il Terzo Polo, superando tatticismi ed egoismi territoriali, condizionamenti pesanti, lentamente prosegue nel proprio cammino. Lo abbiamo visto nella composizione, in alcuni comuni importanti, di liste del Terzo Polo con risultati interessanti (Pisticci, Melfi, Rionero), come nel nascente nuovo Polo a livello regionale che si presenta come un evento politicamente da leggere in chiave positiva per il semplice fatto che trattasi di movimenti politici che si sono spostati verso il centro provenendo dal centrodestra. Auspichiamo, da ultimo, che l’esempio dato dai terzopolisti a livello regionale venga seguito, con la nascita del Terzo Polo, nelle province e nei comuni della Basilicata”. Alessandro Boccia

barletta/In attesa di un chiarimento nel Pd

Giunta transitoria puglia/Trovati i candidati manager delle Asl

Sanità, ore decisive E’

scattata l’ora X per la nomina dei nuovi manager della sanità pugliese. Infatti si attende solo il rientro del governatore Vendola dall’America. A lui il compito di validare il lavoro portato avanti negli ultimi quindici giorni dall’assessore alla salute Fiore. Che ha dovuto prendersi diversi “no grazie” tra le candidature (30 in tutto) a seguito delle riduzioni degli stipendi previsti per i direttori generali. Molti degli “stranieri”, provenienti da fuori regione, hanno desistito per mensili troppo bassi. E Fiore s’è visto spuntare anche l’arma del premio di produzione sulle indennità dalla maggioranza. La ricognizione, tuttavia, pur tra mille difficoltà, è proseguita spedita valutando i profili dei candidati (o ricandidati come i 10 in carica) e su quelli più adatti a guidare ciascuna delle sei Asl. Uno dei nodi è stato il rispetto dell’accordo politico col Partito Democratico. Quattro le nomine già programmate, Bat e Taranto, Brindisi (con l’uscita di Rollo) e sarebbe ancora allo studio su Lecce (dove la commissaria Ciannamea si è insediata da neanche 4 mesi). Si è aggiunto il nodo Bari, con le dimissioni anticipate di Pansini, e il possibile spostamento di un direttore affidabile e “fedele” come Colasanti. Sul resto delle poltrone il rimescolamento delle carte avverrà in ottobre: nelle aziende ospedaliere universitarie (Bari e Foggia) e nei civ degli Irccs (De Bellis e Oncologico), per le quali, però, è necessaria l’intesa con le università e con il ministero. Nel frattempo il centrodestra è sceso in campo, chiedendo

L’on. Fiore, assessore alla Sanità

al presidente del consiglio regionale Onofrio Introna una informativa urgente del presidente Vendola sulle nomine così come prevede la legge 4 del 2010. Rocco Palese, capogruppo Pdl, spiega che il comma 12 dell’art. 24 di quella legge non è stato impugnato dalla Corte Costituzionale che, invece, bocciò gli articoli riguardanti le stabilizzazioni e quelli già corretti in sede di piano di rientro. La legge, insomma, è in vigore e prevede che la nomina avvenga «previa acquisizione dei pareri di legge e del parere del consiglio regionale». In sostanza prima di procedere alle nomine definitive e alla firma dei decreti, gli atti dovranno essere sottoposti al parere della conferenza dei sindaci dei territori e, come detto, al vaglio del parlamentino di via Capruzzi. Con tanti saluti a chi auspicava la chiusura immediata del cerchio delle indicazioni. (f.i.)

E’

vero che in Italia, e soprattutto in politica, nulla è più definitivo del provvisorio, ma al sindaco di Barletta Nicola Maffei non va giù l’idea che la sua prima giunta del secondo mandato sia definita “balneare”. Chiamatela pure “transitoria”, intende dire, ma senza denigrare il lavoro di chi è stato chiamato a comporla. “E’ vero”, dice il primo cittadino, “non sarà né tecnica né strettamente politica ma era la migliore scelta possibile”. E così, dopo 40 lunghi giorni dalle elezioni che hanno sancito la vittoria del centrosinistra, Barletta ha un suo esecutivo, rappresentato cioè dai primi dei non eletti nei partiti della maggioranza, decisione presa in attesa di un accordo al tavolo politico, e di un chiarimento in casa del Pd. Sono 8 i nuovi assessori, vice sindaco Antonio Carpagnano, in quota al partito socialista, a cui vanno le deleghe all’Ambiente, Legalità e controllo del territorio. Gli altri sono: Pasquale Guerrieri (Partito Democratico), Affari Generali, manutenzioni; Pasquale Corcella (Partito Democratico), Infrastrutture e Grandi Progetti; Sante Giuseppe Mascolo (Italia dei Valori), Edilizia e Coordinamento attuazione 167; Massimo Mazzarisi (Sinistra e Libertà), Bilancio, Fiscalità, Demanio e Patrimonio; Domenico Caporusso (Federazione della Sinistra), risorse umane, Servizi e Innovazione; Michele Maffione (La Buona Politica), Attività Produttive. Il Sindaco ha trattenuto per il momento la delega alla Pianificazione ed Assetti del Territorio che doveva andare a Rosa Cascella (Pd) che ha però declinato l’invito. Sarebbe stata l’unica donna in giunta. Il primo cittadino, lo ricordiamo, aveva posto dei paletti precisi: i nuovi assessori “devono avere chiare competenze, motivazioni nel coinvolgimento, disponibilità a tempo pieno, nessuna parentela con i consiglieri comunali ed assenza di conflitti di interesse”. Per il

momento è l’unica soluzione possibile in attesa che i partiti del centrosinistra trovino finalmente un accordo, che finisca cioè quella “guerra di bande” che secondo l’opposizione ha caratterizzato i primi giorni del governo di centrosinistra. Secondo Maffei “la scelta di un esecutivo rappresentato dai primi dei non eletti nei partiti della maggioranza alle consultazioni elettorali è stata operata per garantire il rispetto degli assetti concordati al tavolo politico. Obiettivo, quest’ultimo, che difficilmente sarebbe stato raggiungibile e condiviso optando per una Giunta tecnica che, tra l’altro, è stata sempre non condivisa dai referenti politici. L’individuazione delle nuove deleghe assessorili è frutto di un lavoro compiuto dal sottoscritto in piena autonomia e discrezionalità, offrendo sempre disponibilità al dialogo e all’ascolto dei partiti della coalizione”. Intanto il tempo stringe, entro il 30 giugno bisogna approvare il Bilancio di previsione la cui bozza è stata preparata dai componenti della giunta uscente. Giovanni Di Benedetto

Anno II - n.25 (68) - 25 giugno 2011 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com


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gastronomia/Vendola a New York per presentare le bontà pugliesi

Orecchietta ‘yankee’

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rande successo per il gemellaggio gastronomico della Regione Puglia con New York nell’ambito dell’iniziativa che vedrà la cucina pugliese protagonista in questo scorcio d’estate. “Non siamo migliori di altre regioni, siamo soltanto diversi, e siamo felici di offrirvi la nostra diversità come un dono”. Così il presidente Nichi Vendola ha commentato l’evento alla conferenza stampa “La Puglia: crocevia di culture e incontri nel Mediterraneo”, che si è svolta nel Palazzo Eataly di New York. C’erano l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefano, il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, il governatore internazionale Slow Food Antonello Del Vecchio e Francesco Tatò console italiano a New York. L’iniziativa pugliese a New York si sta dimostrando - secondo gli organizzatori - un vero e proprio successo, tanto che il patron di Eataly Oscar Farinetti ha annunciato di voler ospitare ancora per 15 giorni le eccellenze pugliesi, vista la risposta di pubblico superiore ad ogni aspettativa. Ventimila visitatori al giorno (50% americani e 50% turisti) per una selezione di prodotti pugliesi, mai presentata sinora a New York, acquistati da Eataly in parte da importatori americani, in parte importati direttamente dall’Italia. Sino al 15 luglio, dunque, proseguirà la promozione della Puglia agroalimentare nei 5mila metri quadrati del megastore americano, “così - ha spiegato Farinetti - da avere il tempo di importare altri prodotti e continuare a raccontare una tradizione agroalimentare ed enogastronomica che tanto attrae l’America e New York, che hanno mostrato tanta curiosità di conoscere, imparare ed assaggiare le eccellenze della Puglia”. Soddisfatti e pienamente gratificati dalle bontà di casa nostra anche i giornalisti, la crema di quelli europei e americani che hanno degustato quattro piatti pugliesi: polpo in pignata, orecchiette al pomodoro con caciocavallo, agnello arrosto su letto di fave e cicorie, torta di mandorle con marmellata di ciliegie ferrovia, in abbinamento a vini pugliesi. Francesco Iato

conferenza/In Italia

Molisani nel mondo A

pplausi, abbracci, strette di mano di chi si rivede nella terra d’origine provenendo dai quattro angoli di un pianeta che ha accolto la diaspora dell’emigrazione molisana. La quarta Conferenza dedicata ai molisani nel mondo è stata un successo da questo punto di vista. Nel mondo vivono quasi un milione di molisani di prima, seconda e terza generazione. Un’enormità se si confronta con i circa trecentotrentamila residenti nel fazzoletto di terra della regione. Una conferenza che si è divisa tra Campobasso, Isernia e Termoli, a voler indicare che nessuno dei territori della regione è stato escluso dal fenomeno migratorio. Decine i delegati confluiti in Molise per partecipare ai lavori, e tra loro molti giovani, quelli che la Regione l’hanno vissuta nei racconti dei genitori e dei nonni che l’hanno lasciata tanto tempo fa. Un decano è Tony Vespa, che a Montreal è un’autorità. “In Canada vivono oltre trecentomila molisani, che costituiscono una comunità forte e integrata, ormai. Sono molisani molti dei luminari degli ospedali del paese, dei dirigenti di aziende ed enti pubblici, figli che fanno orgogliosi i padri che vissero tante difficoltà per cercare una vita migliore”. “Siamo tanto lontani fisicamente quanto vicini alle nostre radici; qui vivono ancora i miei genitori e i miei fratelli, c’è un pezzo della mia vita”. Chi parla è Leo Di Bernardo, giornalista del quotidiano in lingua italiana Il Globo, a Sydney. Con lui l’inseparabile Michelle, dirigente della locale Camera di Commercio, già vicesindaco di Hobart, città alle porte della metropoli australiana. Insieme tengono le fila dell’associazione che raccoglie oltre quindicimila molisani che si dividono fra Australia e Tasmania. È un piacere notare tanti volti giovani provenire dal Sud America. Marcelo Carrara non ha ancora trent’anni; i suoi nonni lasciarono Colli a Volturno quando sua madre aveva cinque anni, destinazione Mar del Plata. Oggi è “locutor” in una radio che inonda la regione argentina della moli sanità, con i suoi riti e le sue tradizioni trapiantate a migliaia di chilometri. Rivedersi, certo, ma anche discutere insieme su come valorizzare questo patrimonio. Alla fine nel documento finale l’ennesima dichiarazione di intenti, ma ancora nessuna traccia della legge regionale sull’emigrazione, che ormai da anni attende un varo che certificherebbe la riunificazione vera fra le tante anime molisane per il mondo. Stefano Ricci

aeronautica/La Boeing conferma la collaborazione con Alenia

E a Parigi la Puglia vola D

a Parigi la conferma per lo sviluppo pugliese nel settore dell’aeronautica. E’ successo al salone specializzato della città parigina dove sono stati confermati gli investimenti di Alenia a Foggia e a Grottaglie, comprese le unità di dipendenti necessarie. Ad annunciarlo è stata la vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, che ha incontrato a Parigi al salone aeronautico di Le Bourget, l’a.d. di Alenia Aeronautica, Giuseppe Giordo, che ha confermato l’importanza strategica degli investimenti a Grottaglie e a Foggia. “Giordo - ha detto Capone - ha garantito l’accordo con la Boeing sulla realizzazione degli stabilizzatori orizzontali per la nuova versione del B787 Dreamliner, il modello Dash 9”. Il nuovo accordo, ha assicurato Giordo alla vice presidente della Puglia, è tale da assicurare ad Alenia una quantità di produzione superiore a quella che era prevista all’origine del programma, quindi l’impatto sul personale degli stabilimenti pugliesi non può che essere positivo. E’ molto soddisfatto l’amministratore delegato di Alenia Aeronautica, Giuseppe Giordo, dell’accordo raggiunto con Boeing per la prosecuzione della partecipazione della società di Finmeccanica al programma per il 787 Dreamliner che vede coinvolti gli stabilimenti pugliesi di Foggia e Grottaglie. Non solo ritiene che l’intesa non penalizzi Alenia, ma pensa che alla lunga i ritorni economici

potrebbero essere superiori a quanto preventivato: “Il nostro business plan - ha detto durante una conferenza stampa al Salone di Le Bourget - si basava su 1.022 unità, Boeing ne ha già venduti 1.000 e secondo le loro previsioni di mercato si potrebbe arrivarne a vendere 2.700 unità. Penso quindi che saremo molto più coinvolti di quanto avessimo previsto a inizio programma”. Giordo ha quindi detto che il 787 Dreamliner “continua ad essere uno dei programmi strategici più importanti per Finmeccanica” e ha sottolineato che con l’intesa si sono raggiunti tre obiettivi importan-

ti: mantenere una competenza tecnologica, difendere il lavoro e continuare il rapporto forte con il gruppo americano. “Con Boeing - ha spiegato Giordo sui termini dell’intesa - abbiamo risolto tutte le questioni ancora aperte sugli stabilizzatori orizzontali e sulle sezioni della fusoliera. Saremo unico fornitore per la serie 800 (il primo modello già in produzione del 787, ndr), fornitori per non meno del 50% per lo stabilizzatore e tutta la fusoliera della serie 900 (il nuovo modello, ndr) e unico fornitore per lo stabilizzatore e la fusoliera se si dovesse fare la serie 1000”. (f.i.)

notizie in brevE bari, spiagge più belle Nel giro di 15 giorni le spiagge libere del litorale barese saranno rimesse a nuovo. I lavori lungo 40 Km di costa costeranno al comune 500 mila euro. Saranno risistemati gradini, corrimano arrugginiti e recinzioni, ridipinte le panchine e creati percorsi pedonali. Le aree interessate sono Palese-Santo Spirito, Fesca-San Girolamo ed i lidi Pane e Pomodoro e Torre Quetta.

‘puglia tipica’ a lucera La Puglia delle tradizioni e del folklore sarà di scena a Lucera (Fg) questo weekend grazie alla II edizione di ‘Puglia tipica’: una grande festa del “Made in Puglia”, organizzata dall’Unione Regionale delle Pro Loco. Ciascuna metterà in mostra i propri prodotti caratteristici, dal caciocavallo di Monteleone alle cipolle di Acquaviva. Previste anche visite guidate ed itinerari del vino.

la festa della bruna anche in giapponese Il sito internet festadellabruna.it è stato tradotto anche in lingua giapponese perché - ha spiegato il curatore del sito, Michele Cancelliere - “abbiamo notato quante siano le persone incuriosite, devote o in qualche modo legate alla tradizionale Festa della Bruna”, che si svolge il 2 luglio a Matera. Cancelliere ha spiegato che il sito, nell’ultimo anno, ha ricevuto oltre 500 mila visualizzazioni.

molise, tessera sconti per i turisti A Montenero di Bisaccia (Cb), la più piccola tra le località balneari del Molise, hanno deciso di puntare sulla convenienza delle vacanze con una tessera sconti da utilizzare nei vari esercizi del paese. Presto la tessera sarà operativa, e consegnata a tutti i villeggianti della marina. Una buona opportunità, secondo il sindaco, per farsi conoscere ed apprezzare.

lecce, inps premiata L’Inps di Lecce premiata per la qualità dal Ministero della funzione pubblica. La selezione è stata effettuata da circa 140 valutatori esperti, che hanno decretato l’Inps di Lecce come vincitore nel campo della prevenzione ed assistenza, per aver saputo coniugare puntualmente efficienza ed economicità. Ora l’obiettivo è pianificare la modernizzazione e l’innovazione telematica.

immersioni, disabile pugliese da record Paolo De Vizzi, 37enne di Manduria (Ta), ha superato il record mondiale di immersione subacquea per diversamente abili, raggiungendo la profondità di 62,3 metri con bombole caricate ad aria-ambiente. L’impresa, ottenuta nelle acque di Gallipoli a 3 miglia dall’isola di Sant’Andrea, è stata ripresa dalle telecamere di Telenorba e Linea Blu che faranno un servizio.

potenza, salma della II guerra

Il Boeing 787 Dreamliner

C’era anche la salma di un soldato di Ruoti (Pz) caduto nella II Guerra Mondiale, tra le 128 rimpatriate da Russia e Moldavia. Solo 9 sono state identificate, tra cui quella del soldato lucano, i cui resti sono stati restituiti alle famiglie.


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foggia/Cittadini esasperati

Sporcizia in città L

Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri

avetrana/Depositato un nuovo fascicolo contro la signora Misseri

Nuovi indizi su Cosima S

abrina Misseri e Cosima Serrano devono restare in carcere. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Taranto, rigettando il ricorso avverso l’ordinanza del gip Martino Rosati, presentato dai loro legali, Franco Coppi e Nicola Marseglia (per Sabrina) e Francesco de Jaco e Luigi Rella (per Cosima). Al momento non si conoscono le motivazioni della decisione, che i giudici si sono riservati di depositare nei prossimi giorni. Ma è evidente che almeno sussista il pericolo di inquinamento delle prove, ragione sufficiente a determinare il prolungamento della carcerazione. Altrettanto evidente è che le ragioni dell’accusa hanno prevalso su quelle della difesa, sulla base dell’esame dei nuovi elementi presentati dalle parti. La Procura della Repubblica ha depositato un nuovo incartamento agli atti d’indagine, un fascicolo di 200 pagine. Fascicolo che contiene nuovi elementi raccolti nel corso delle ultime indagini a carico, soprattutto, di Cosima Serrano, la donna che, seppur non attivamente in fase dell’omicidio della piccola Sarah Scazzi, avrebbe avuto un ruolo fondamentale prima, durante e dopo il crimine. A carico della donna ci sono sostanzialmente gravi indizi di colpevolezza in merito al tentativo reiterato di depistare le indagini, attraverso la subordinazione di possibili testimoni, le pressioni sul marito Michele perché si accollasse ogni responsabilità scagionando la figlia, ma soprattutto in relazione ad un presunto sequestro della povera ragazzina, avvenuto per strada ad Avetrana, poco prima dell’omicidio. Fondamentale, a questo proposito, la testimonianza (poi ritrattata) del fioraio Giovanni Buccolieri, l’uomo che raccontò, pochi giorni dopo la scomparsa di Sarah e quando ancora non si sapeva della sua morte, di aver visto Cosima alle 14 circa del 26 agosto 2010 a bordo della sua Opel Astra rincorrere la ragazzina che stava tornando verso casa sua, raggiungerla, scendere dall’auto e intimarle con perentorietà di salire a bordo. Il fioraio raccontò che nell’auto intravide anche la sagoma di una ragazza robusta accovacciata sul sedile posteriore, con i capelli legati dietro la nuca da un elastico. La descrizione lascia pensare a Sabrina. Ma, come è noto, il fioraio due giorni dopo ritrattò la deposizione, dicendo di aver raccontato un sogno e non la realtà.

Gli inquirenti non ci credono, tanto da averlo accusato del reato di false dichiarazioni rese al PM. Del resto la stessa moglie del fioraio conferma che suo marito raccontò anche a lei la stessa storia, senza specificare che si trattasse di un brutto sogno. Buccolieri, inoltre, rese partecipe del racconto anche una ragazza che all’epoca faceva la commessa nel suo negozio. Vanessa Cerra - questo il nome della ragazza - si è poi trasferita per lavoro in Germania, dove i magistrati la interrogheranno nei prossimi giorni attraverso una procedura di rogatoria internazionale. Siamo insomma alle ultime battute dell’indagine. Entro la metà del mese di luglio la procura dovrebbe chiudere

l’inchiesta e chiedere al gup il rinvio a giudizio per madre e figlia con l’accusa di omicidio volontario per Sabrina e concorso in omicidio per la madre, mentre per entrambe ci sarà l’accusa di concorso in soppressione di cadavere. Nel frattempo Michele Misseri, tornato libero, continua a rilasciare contraddittorie e banali interviste spesso costruite ad arte - nell’estremo tentativo di imbrogliare ancora di più la matassa, a vantaggio di moglie e figlia. Un tentativo maldestro di accollarsi nuovamente la responsabilità dell’omicidio, senza saper spiegare, però, questi suoi strani comportamenti. Francesco Persiani

a situazione va lentamente migliorando, dopo che gli addetti alla manutenzione del verde hanno ricevuto gli stipendi di marzo. Le spettanze arrivano col contagocce e, di conseguenza, gli operai delle coop lavorano a singhiozzo. Il risultato è desolante: dal centro alla periferia, i giardini pubblici di Foggia sono diventati vere e proprie discariche a cielo aperto. Per avere un’idea del degrado complessivo del capoluogo dauno, è sufficiente fare una passeggiata nella villa comunale. Erbacce in ogni angolo del polmone verde della città e sporcizia, amplificata dalla mancanza di senso civico dei foggiani, che preferiscono gettare i rifiuti a terra anziché nei cassonetti. Il Giardino delle fragranze e il Parco giochi sono in condizioni pietose. L’emergenza rifiuti che periodicamente colpisce la città - a causa della crisi finanziaria di Amica, l’azienda speciale per l’igiene urbano - è solo la punta dell’iceberg di un degrado diffuso. Il parco giochi di via De Petra, nei pressi del tribunale, è ridotto da mesi a una giungla di erbacce, che inghiotte scivoli e altalene. Anche i residenti della zona intorno a Piazza Padre Pio, un tempo una delle aree verdi più belle e tranquille del capoluogo dauno, hanno perso la pazienza. Negli ultimi giorni è cominciata, anche se a rilento, la rimozione dalle aiuole di cartacce, plastica e soprattutto bottiglie di vetro sparse ovunque. Rabbia e preoccupazione nelle parole dei cittadini davanti a questo spettacolo desolante: “Bisogna stare attenti anche a camminare - racconta un anziano -, c’è una porcheria che fa schifo”. “E’ peggio di una discarica - aggiunge una signora -, non si può passare nemmeno sui marciapiedi, è una vergogna”. “Questo scempio non c’era mai stato - è l’amara considerazione di un’altra cittadina -, un bambino qui non può venire a giocare”. A questo punto, non serve più solo protestare per il pessimo servizio di raccolta dei rifiuti: i foggiani stanno dimostrando un’assoluta mancanza di senso civico, che li porta a creare vere e proprie discariche a cielo aperto anche nei polmoni verdi della città. Pietro Loffredo

claps/Il presunto assassino di Elisa non convince i giudici inglesi

Restivo lo “smemorato” S

poradiche ammissioni, mezze frasi e apparenti contraddizioni. Si può sintetizzare così la deposizione di Danilo Restivo nel corso del processo inglese nel quale è accusato dell’omicidio di una sarta sua vicina di casa. Il trentanovenne, incriminato del delitto di Elisa Claps, per la prima volta ha parlato della sua ossessione di tagliare ciocche di capelli alle ragazze. Prima aveva sempre negato. Per spiegare questa sua mania, comparsa sin da quando aveva 15 anni, ha anche tirato in ballo don Mimì Sabia, il defunto parroco della chiesa della Trinità, nel cui sottotetto è stato ritrovato il corpo della studentessa. Proprio don Mimì lo avrebbe aiutato a smettere. Quanto al rapporto con Elisa, l’imputato ha raccontato di essere stato sempre attratto da lei, ma di essere stato rifiutato. Nel corso della lunga deposizione, durata quattro giorni, non sono mancati riferimenti al giorno della scomparsa della sedicenne. Nulla di nuovo è, però, emerso. Ripercorrendo quei momenti Danilo, che ha più volte ribadito la sua totale innocenza, ha spiegato di non aver mai saputo che quella chiesa di Potenza avesse un sottotetto e di non aver mai avuto le chiavi della stessa. Ma soprattutto ha confermato di essersi ferito ad una mano nel cantiere delle scale mobili, cadendo. Una ricostruzione che, però, non ha convinto il pm inglese. Per il magistrato di Sua Maestà si è ferito con il coltello usato per pugnalare Elisa. Tanti poi i “non so” e i “non ricordo” usati da Restivo nel

corso del lungo interrogatorio. E’ successo quando gli è stato chiesto perché il suo dna sia stato trovato sul maglione della studentessa. In definitiva Restivo ha confermato la sua versione dei fatti, per entrambi i delitti. Quella che da sempre racconta. Nessun colpo di scena, dunque. Ora sarà compito della giuria giudicare se siano più convincenti le parole del 39enne o il castello accusatorio assemblato dalla procura

della Corona. La sentenza è attesa per la prossima settimana, con ogni probabilità prima del 2 luglio, giorno in cui a Potenza in piazza Don Bosco, verranno celebrati i funerali della Claps. Il giorno precedente sarà aperta una camera ardente, nell’aula magna del liceo classico “Quinto Orazio Flacco”, che la giovane frequentava quando scomparve, il 12 settembre del 1993. Alessandro Boccia

notizie in brevE lavoro ed unità, il convegno della cisl I 150 anni di storia unitaria: il lavoro ed il sindacato per lo sviluppo e la libertà. E’ il tema del convegno organizzato dalla Cisl di Taranto. L’iniziativa è stata presieduta da Giulio Colecchia, segretario generale della Cisl Puglia. In primo piano i temi del lavoro e la prospettiva sindacale della Cisl soprattutto nel Mezzogiorno.

melfi, arresto per lesioni personali Un giovane di Melfi è stato arrestato dai carabinieri con le accuse di violenza privata, lesioni personali e minacce. L’uomo, a detta della fidanzata che ha sporto anche una denuncia, per motivi di gelosia avrebbe aggredito la donna prima con minacce e successivamente con schiaffi e pugni, tanto da essere costretta a ricorrere alle cure dei sanitari.

basilicata, ospedali pieni di forestieri Nel 2010 i pazienti non lucani che si sono rivolti alle strutture sanitarie lucane sono aumentati del 21% rispetto all’anno precedente, con un valore economico delle prestazioni di circa 58,5 milioni di euro: per quanto riguarda l’ospedale San Carlo di Potenza sono stati effettuati 4.767 ricoveri, con una crescita del 10% e un fatturato di 15,8 milioni di euro.

molise, arrestato camorrista Gianluca Pasquale Pagano, 41enne affiliato al clan dei casalesi, è un altro camorrista che finisce in manetta in Molise. L’uomo era stato scarcerato il mese scorso e la DDA di Napoli l’ha rintracciato a Venafro (Is). In passato erano stati arrestati altri esponenti dei casalesi che avevano stabilito la loro dimora a Toro e Bojano, in provincia di Campobasso.

aggredisce l’amico che lo ospita Litiga con l’amico che ospitava in casa e che non voleva andarsene e finisce accoltellato in ospedale. E’ quanto accaduto a Taviano (Le). A ferirlo al termine dell’acceso litigio un brindisino, con precedenti penali, da alcuni giorni ospite presso la sua abitazione. L’aggressore è riuscito a scappare in auto e far perdere le proprie tracce. Nessuna ferita grave per l’uomo aggredito.

lecce, al cuore non si comanda Preferisce vedere la propria fidanzata nonostante gli arresti domiciliari che gli impediscono di avere contatti con l’esterno e per questo torna in carcere un 20enne di Presicce (Le). Il giovane era stato arrestato il 3 maggio al termine di una notte brava e condannato ad un anno di reclusione ai domiciliari. Più volte pizzicato in compagnia della ragazza, per lui si sono riaperte le porte del carcere.

policoro, muore pescando

Danilo Restivo

Un uomo è morto in riva allo Jonio, a Policoro (Mt), dopo essere caduto su uno scoglio mentre stava pescando. Si tratta del 52enne Franco Martino. Secondo una prima ricostruzione del fatto, l’uomo ha avuto un malore, probabilmente un infarto, ed è caduto sullo scoglio, battendo la testa. A dare l’allarme altri pescatori.


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CORPUS DOMINI/Domani l’originale sfilata dei “Misteri” di Campobasso, carri di legno e metallo

Il Diavolo tenta la “Tunzella” L

a lingua rossa di fuoco a sberleffo di quegli umani che venerano i Santi, il volto nero di pece e quelle corna tentatrici della “Tunzella”, la giovane virtuosa che non cede alle sue tentazioni nemmeno per un sorriso. È il Diavolo che si dimena sul Mistero dedicato a Sant’Antonio Abate, che aiuta la donzella a vincere il Maligno. Una delle allegorie viventi che compongono la sfilata dei Misteri di Campobasso, una delle tradizioni in assoluto fra

le più originali del Mezzogiorno. Tredici, per la precisione, i Misteri, ovvero gli Ingegni, ovvero ancora delle macchine assemblate di metallo, legno e tessuti che tengono sospese figure umane che interpretano varie scene di vita sacra. A sorreggerle e portarle in processione squadre di venticinque persone, sempre le stesse, che compiono uno sforzo sovrumano sotto il sole cocente e i vestiti di scena per portarli in processione. “Uno, due, tre scannett’ all’ert”, “Uno, due, tre, staffe in su”, questa la traduzione letterale di una delle frasi celebri di questa tradizione, che non c’è campobassano che non conosca. Saranno in migliaia in città i turisti

che assisteranno a questa tradizione, alla quale si sta lavorando da mesi. La domenica del Corpus Domini, infatti, la giornata inizierà ben presto, con la vestizione dei Misteri, e decine di bambini come figuranti. Prima di quel giorno, la città è un fermento di bancarelle, sparse ovunque. Anche questa è una caratteristica ormai storica per questa tradizione. E proprio il contributo per la tassa del suolo pubblico pagata dagli ambulanti consente al Comune di fare cassa e riversarla sugli eventi di contorno alla sfilata. Intanto il cubo che in centro città ospita una sezione del museo dedicato ai Misteri e tutto il merchandising prodotto per l’evento. La maschera del Diavolo, inutile dirlo, la più gettonata. Per l’occasione l’evento d’eccezione poi sarà il concerto dei Pooh, una delle band che hanno segnato la storia della musica leggera italiana. Un impegno importante, hanno spiegato gli amministratori comunali illustrando in conferenza stampa i dettagli della settimana dei Misteri, che va ben oltre i centomila euro se si considerano le varie mostre fotografiche, i concorsi e gli eventi sportivi dedicati soprattutto ai più piccoli. Uno sforzo organizzativo che prevede soprattutto l’impegno massiccio delle forze del’ordine, come ogni grande evento. Rafforzate le presenze sul territorio di tutte le forze dell’ordine, per evitare soprattutto che le notti di festa diventino di tumulto e violenza. L’amministrazione comunale ha dovuto pure scongiurare lo sciopero dei vigili urbani, scontenti per i tagli a straordinari e indennità. Alla fine, però, tutto sembra davvero pronto, la festa, i colori, le parole e la lingua del Diavolaccio possono sfilare. Stefano Ricci

taranta/A Galatina l’antico rito superstizioso

Uno degli “Ingegni” di Campobasso durante la sfilata 2010

san severo/Gastronomia

Torcinello di 27 metri D

i questo passo, chissà dove si arriverà. Anno dopo anno, infatti, il record viene battuto. Nell’ultima occasione, il merito è tutto di un solo macellaio - a differenza dei tre dell’anno scorso -, che in poco più di otto ore ha realizzato il torcinello da guinness dei primati, arrivando addirittura a 27 metri e 70 centimetri, mandando in archivio i 21 metri e 65 centimetri del 2010. L’iniziativa, per il quarto anno consecutivo, si è svolta a San Severo ed è stata organizzata dall’Accademia del Lampascione - nata per celebrare il cipollotto selvatico -, nell’ambito della manifestazione “Daunia in festa”, finalizzata a promuovere le tipicità dell’enogastronomia del Foggiano. Ci vogliono quantità enormi di carne per realizzare questo prodotto di nicchia, tipico della gastronomia di Capitanata: 70 chili di intestino d’agnello, cui vanno aggiunte dosi massicce di prezzemolo, sale, pepe, aglio, peperoncino, pecorino, fegato, cuore e polmoni. Una serata all’insegna del buon cibo e della bellezza: tra lo stupore dei presenti - e soprattutto per la gioia del pubblico maschile - sono arrivate dalla Repubblica Ceca alcune reginette del concorso di bellezza miss Princess of the World, in programma nei giorni scorsi a Orsara di Puglia, che hanno improvvisato una sfilata decisamente insolita accanto al trofeo di carne. Il torcinello gigante - al centro di una sfida goliardica con i colleghi di Apricena - è stato realizzato da un macellaio del posto, Mauro Conforto, che sembra averci preso gusto, dato che ha subito dato la propria disponibilità a riprovarci l’anno prossimo. Una sfida nata per gioco, assolutamente per caso nella vicina Apricena, quando nel 2003 il macellaio Michele Sabatino, con alcuni amici, realizzò un torcinello da un metro, in occasione di una festa in piazza verso la fine dell’estate. Pietro Loffredo

scuola/Il Liceo Classico di Conversano ha riunito gli alunni di ieri e di oggi

Esorcismo salentino 150 anni di storia e lezioni Q

uando si parla delle celebrazioni e tradizioni religiose che spopolano in Italia, spesso sentiamo dire di sacro e profano mescolati insieme. Questo accade perché il Cristianesimo, nel tentativo di cancellare le abitudini popolari del periodo precristiano, ha sostituito le feste ed i riti pagani con i propri. Spesso sovrapponendo anche le date di celebrazione. La stessa cosa avviene per tutti quei rituali a carattere magico e superstizioso che sono ben radicati nelle varie culture popolari. E allora non c’è da sorprendersi se sacro e profano si ritrovano spesso assieme. Come avviene il 29 giugno a Galatina, in provincia di Lecce, quando si festeggia San Paolo con uno dei rituali più suggestivi ed antichi: il tarantismo. Si tratta, in pratica, di un vero e proprio esorcismo per guarire una persona dal morso di una taranta o tarantola. Nella tradizione popolare la vittima del morso è sempre una donna nubile in età di matrimonio, che a causa del veleno della tarantola si abbandona a convulsioni di tipo quasi epilettico, a movimenti che ricalcano quelli di un ragno, a momenti di depressione e malinconia e, a volte, anche di azioni dal richiamo sessuale o sacrilego. Per aiutare la malata a guarire, intervengono dei musicanti con la “pizzica”, suonata soprattutto a ritmo di tamburrelli. Il ballo, in un crescendo incredibile di musica e ritmo, serve a purificare dal veleno la donna morsa che alla fine cadrà per terra esausta, finalmente con la possibilità di un tranquillo riposo. Quello che oggi è un semplice ballo folkloristico, in passato era, secondo alcuni studiosi, un vero e proprio evento dagli incredibili effetti sociologici. Le persone credevano vera-

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La chiesetta di San Paolo a Galatina

mente nel tarantismo e nel rito della pizzica. Probabilmente era un simbolo di ribellione da parte delle donne. Il sintomo di frustrazioni interne e psicologiche a causa di una vita vissuta in una società maschilista. Con la “possessione” della taranta, le donne potevano sfogarsi, potevano compiere atti per quei tempi “deplorevoli”. Ed il tutto proteggendosi dietro la credenza diffusissima della pazzia momentanea derivante dal morso di una tarantola. Anche quest’anno, dunque, a Galatina continuerà la tradizione e la notte tra il 28 ed il 29 giugno, nella chiesa di San Paolo, si svolgerà la famosa messa-esorcismo. Seppure siano numerosi i gruppi folkloristici che fanno rivivere questa tradizione, la gente purtroppo non sente più in maniera forte l’evento cittadino. A Galatina, uno spettacolo così antico, intrigante e quasi esoterico, va perdendosi nella modernità e solo qualche curioso turista sembra saperne apprezzare la sua magia. Gianvito Magistà

a compiuto 150 anni, ma non li dimostra affatto, il Liceo Classico “Domenico Morea”. Per questo, domenica 19 giugno, per ricordare insieme i fasti di questo storico istituto scolastico e per rinnovare le tradizioni che lo hanno reso celebre negli anni, gli ex alunni hanno incontrato gli attuali studenti e docenti nella splendida cornice del Castello Marchione, sulla provinciale Conversano-Putignano. Il prestigioso liceo nacque, infatti, nel 1861 quando menti illuminate come quella del canonico Domenico Morea e del vescovo Giuseppe Mucedola sentirono la necessità di far sorgere in questa terra un’istituzione scolastica che garantisse la formazione delle giovani generazioni attraverso lo studio di materie prettamente umanistiche. Così come da progetto dei padri fondatori e come da orientamento dato dalla Riforma Casati, per 150 anni, il Liceo Classico “Domenico Morea” è stato la fucina delle classi dirigenti nel sud Italia e non solo. Un indirizzo questo che già Domenico Morea aveva dato, come testamento, in un discorso pubblico del 1895 in cui si legge: “Epperò io ho bene ragione a sperare che questi cari nostri giovani, formati a questa maniera e confortati da’ precetti e dagli esempii di moralità e di fede de’ loro egregi insegnanti, si dedicheranno agli studi […] con elevatezza d’intenti e per ideali nobilissimi emulando i compagni che qui li precessero e che oggi o nel ministero o nel foro o nella milizia o dalle cattedre onorano la Chiesa e la Patria”. Da allora la memoria storica del liceo è passata di generazione in generazione di studenti per 150 anni come fosse un testimone e, dopo l’incontro dello scorso 25 febbraio che ha riguardato il ruolo educativo della Chiesa in questa terra, domenica scorsa, gli stu-

denti che oggi siedono ai banchi del Morea hanno incontrato gli ex alunni affinché attraverso il confronto con questi ultimi sappiano mantenere sempre viva la fiamma della tradizione. Non a caso, l’evento si intitolava “La memoria della scuola nelle storie dei suoi alunni” ed ha avuto portata internazionale grazie alla partecipazione, in videoconferenza, della professoressa Anna Lasorella, ricercatrice presso la Columbia University di New York, al centro delle cronache scientifiche perché con il marito da anni si batte nella ricerca genetica contro il cancro, e il generale Giuseppe D’Accolti, addetto militare presso l’Ambasciata Italiana ad Abu Dhabi. Intervistati da un altro ex alunno, Gianni Giampietro,

giornalista di Raitre, sono poi intervenuti una serie di personaggi illustri che hanno frequentato il Morea: dal professor Francesco Paolo Fanizzi, docente di chimica presso l’Università del Salento, al giudice Vito Fanizzi, gip del Tribunale di Bari, dall’ingegner Luca Montrone, fondatore e presidente di Telenorba, al sindaco di Conversano Giuseppe Lovascio, al vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, mons. Domenico Padovano. Hanno allietato la serata le note del coro Jubilate, diretto dal M° Donato Totaro e formato da membri dei singoli cori parrocchiali delle parrocchie di Sant’Andrea Apostolo e del Sacro Cuore di Gesù. Annarita De Lucia

La serata al Castello di Marchione


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comproprietà/Tre giocatori riscattati dal Siena

Bari, i primi addii A

Sopra: il neo tecnico del Lecce, Eusebio Di Francesco; sotto: il ds Osti

lecce/Eusebio Di Francesco, ex Pescara, alla sua prima esperienza in A

Esordiente in panchina E

usebio Di Francesco parla già da allenatore del Lecce, nonostante la presentazione ufficiale avverrà solo lunedì. Ieri l’ormai ex tecnico del Pescara si è incontrato a Milano con il direttore sportivo Osti per firmare il contratto biennale con la società salentina. “I dirigenti del Lecce - ha detto Di Francesco - mi hanno subito fatto sentire importante. Mi hanno chiamato proponendomi un contratto e un programma interessante, ovviamente dopo aver parlato con i dirigenti del Pescara visto che avevo un contratto per un altro anno con i biancazzurri. Fenucci e Osti mi hanno fatto un’ottima impressione. A Lecce hanno dimostrato di volermi bene e di stimarmi. Questo per me è stato importante. Alla serie A non potevo dire di no. Devo anche ringraziare i dirigenti del Pescara, il presidente De Cecco e l’amministratore delegato Sebastiani che hanno capito la mia situazione. Saluto i tifosi e chi mi ha voluto bene, ma per me questo è solo un arrivederci”. E aggiunge: “Ero d’accordo con i dirigenti per continuare ad allenare il Pescara, a meno che non fosse arrivata una chiamata dalla serie A. Questo e’ accaduto, e quindi è stato naturale accettare il Lecce. Nella vita e nel lavoro alcuni treni passano una sola volta, e bisogna essere anche bravi a prenderli al volo”. Sulla sua nuova avventura in Salento, invece, Di Francesco ha affermato: “Ho parlato con il presidente Semeraro, con Fenucci, che mi dicono però potrebbe andar via e con il ds Osti. L’obiettivo è quello della salvezza. La società mi ha chiesto questo. Sulla squadra posso dire che punteremo su giovani di qualità e su giocatori esperti e con una gran voglia di fare ancora bene. Lecce è una piazza importante dove si può far calcio a ottimi livelli”. A sostituirlo a Pescara arriverà un tecnico che ha invece lasciato da poco la Puglia, Zdenek Zeman. Nella sua carriera da calciatore Di Francesco ha giocato per lui con la maglia della Roma dal 1997 al 1999 e quindi, in conferenza, ha provato a rassicurare i tifosi abruzzesi: “Con lui vi divertirete. E’ un grande allenatore. Con lui alla Roma sono stato bene. Zeman credo cambierà qualcosa percheé lui vuole giocatori che credono ciecamente in quello che fa. Zeman è l’allenatore ideale per Pescara. Mi ha detto che vuole incontrarmi per sapere qualcosa su alcuni giocatori che sono in rosa. Sono convinto che a Pescara farà bene”. E i tifosi salentini si augurano la stessa cosa per lui a Lecce.

lla vigilia della chiusura delle trattative relative alle comproprietà, il Bari ha trovato la quadratura del cerchio con il Siena. Dopo una lunga trattativa che ha tenuto impegnati i direttori sportivi Angelozzi e Perinetti per tutto il pomeriggio di mercoledì, nella mattinata di giovedì è stato messo nero su bianco. Belmonte, Kamata e Carobbio saranno riscattati dal Siena; Ghezzal, invece, sarà riscattato dal Bari, cui andrà anche un conguaglio in denaro che i due direttori sportivi non hanno voluto precisare, ma che dovrebbe aggirarsi intorno a 1 milione e 350 mila euro. Questa operazione ha evitato il ricorso alle buste praticamente impossibile per il Bari a causa delle precarie condizioni economiche del club. In queste ore, mentre andiamo in stampa, Angelozzi è impegnato su altri due fronti calcistici sempre in tema di comproprietà: quello con la Juventus per Almiron e quello con l’Udinese per Barreto e Salvatore Masiello. Anche in questo caso Angelozzi dovrà assolutamente evitare il ricorso alle buste. Paradossalmente più facile sembra la soluzione con i friulani: Barreto tornerebbe ad Udine per circa 2 milioni e 700 mila euro e Masiello resterebbe momentaneamente a Bari, prima di essere venduto. Per Almiron, invece, la Juventus pare non abbia nessuna intenzione di effettuare il riscatto e nel caso in cui alle buste entrambe le

Il ds del Bari, Guido Angelozzi

società non facessero offerte, il centrocampista argentino resterebbe in biancorosso con tutto il peso del suo ingaggio di oltre 1 milione di euro all’anno netti che raddoppiano se si considera il lordo. Mercoledì, inoltre, il Grosseto ha esercitato l’opzione per l’acquisto della metà del cartellino del mediano Marco Crimi, classe 1990: l’operazione è costata circa 300 mila euro. Il giovane siciliano nella passata stagione ha disputato tre gare in serie A con il Bari e 17 con la maglia dei toscani. Possibile un controriscatto da parte dei baresi che dovrebbero però sborsare, nel caso, 100 mila euro.

mare/In settimana ha raggiunto le coste lucane

In kayak per l’Italia D

a Castellaneta Marina (Ta) a Marina di Pisticci (Mt). E poi Roseto Capo Spulico e Corigliano Calabro (Cs): ha costeggiato, nei giorni scorsi, le spiagge ioniche della Puglia, della Basilicata e della Calabria il velista milanese impegnato nella circumnavigazione dell’Italia in kayak. Guido Grugnola - che ha al suo attivo diversi campionati mondiali, una regata intorno al mondo in barca a vela e diverse prime discese sui torrenti delle

Alpi - è partito il 23 aprile da Trieste per circumnavigare l’Italia in kayak (circa duemila miglia), raggiungendo Ventimiglia e osservando da vicino le bellezze più nascoste delle coste italiane. Lungo il percorso ha raccolto immagini dei tratti più belli della costa, così come di quelli degradati. Le immagini sono disponibili sul sito www.rounditalycruise.it, sul quale è possibile anche seguire tutte le tappe della circumnavigazione. Nel 150°

crisi/La società che gestisce la discarica vorrebbe provare a salvare la squadra

Brindisi, calcio e rifiuti D

opo gli africani, gli australiani ed i baresi, ora ci sarebbe un’azienda brindisina interessata a prendere in mano le redini del Football Brindisi 1912, sempre più vicino al fallimento. Il terzo della storia. La ditta in questione è la “Nubile Srl” di Luca Screti che gestisce già da tempo la discarica di bacino dell’Ato Br/1. Un affare importante considerato il fatto che si tratta di rifiuti e per il quale la società ha già presentato al Comune un progetto d’impresa per risolvere l’emergenza legata allo smaltimento. In sintesi, la “Nubile Srl” chiede all’Amministrazione comunale una proroga di 5 anni dell’affidamento dei contratti già in corso per attivare la chiusura del ciclo dei rifiuti, a fronte di un investimento di 5 milioni di euro. In tutto questo, l’azienda si è detta pronta ad assicurare l’iscrizione del Football Brindisi al prossimo campionato. I tempi, però, sono strettissimi e le nubi temporalesche si fanno sempre più minacciose. Nemmeno un incontro direttamente in FIGC, a Roma, tra il vice sindaco di Brindisi ed il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Giancarlo Abete, tenutosi nel pomeriggio di martedì scorso, ha schiarito una situazione abbastanza drammatica. Il vice sindaco De Matteis, portavoce

del comune, ha praticamente fatto intendere che il Football Brindisi 1912 vorrebbe ripartire dalla serie D e non dalla Seconda Divisione della Lega Pro, dove quest’anno si era salvata con affanno, nonostante i grandi proclami di promozione dell’ex presidente ad inizio stagione. Prendere una decisione, però, non

sarà comunque possibile finché l’attuale società del presidente Pupino è ancora in vita. Prima il fallimento, in pratica, e poi la ripartenza dalla D o qualche campionato inferiore. A meno che la “Nubile Srl”, magari insieme a qualche altro sponsor, non si facciano veramente avanti con un’ottima offerta. (g.m.)

La squadra del Brindisi

Guido Grugnola nel suo kayak

anniversario dell’Unità d’Italia, l’impresa Rounditaly Cruise sarà un’occasione per attirare l’attenzione sulle coste della penisola e per evidenziare la necessità di tutelarne il delicato equilibrio. “Sono partito da più di un mese e il mio messaggio ‘scopriamo il patrimonio naturalistico delle coste italiane e salviamolo da ogni forma di abuso e degrado’ non è stato ancora colto - scrive Grugnola nel suo blog - Il litorale italiano, oltre a essere tra i più lunghi e vari tra quelli dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è davvero meraviglioso e merita di essere posto in primo piano nei programmi di tutela paesaggistica e ambientale”. Il viaggio servirà a dimostrare che è più facile scoprire baie di straordinaria bellezza e imparare a conoscere i segreti del mare a bordo di un mezzo dalle grandi qualità marine come il kayak, piuttosto che su un’imbarcazione più grande o motorizzata. Il kayak è, infatti, l’unica barca che esiste da millenni sempre uguale a se stessa e permette una navigazione anche a un solo metro di distanza dalla costa, muovendosi nel silenzio più assoluto e senza inquinare.

SIN n.25 2011  

S ul Corriere della Sera di lu- EditorialE Il Lecce ha scelto il suo nuovo allenatore U na delle tracce d’italiano durante feSTe/Campobasso...