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Successo per il tradizionale pic-nic del “La Motta”

Dall’Italia gli studenti premiati con borse di studio

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Anno I n.23 - 7 agosto 2010

Editoriale di Gianvito Magistà

che bravi gli studenti meridionali

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

sole di puglia

VENDOLA E TREMONTI, LA POLITICA DI TROPPO

di Vincenzo Magistà a quando Nichi Vendola, Governatore della Puglia, ha deciso di candidarsi alla guida della sinistra italiana in funzione anti-Berlusconi, il rapporto fra il Governo centrale e la Puglia è cambiato. Un mese fa c’era stato un accenno di disgelo, un incontro tra Vendola e il ministro Fitto che lasciava ben sperare. Poi, però, Tremonti ha guastato i piani ad entrambi, facendo chiaramente capire quale sarà la musica da qui in avanti. Perchè mai un governo di centro-destra dovrà venire incontro ad una regione come la Puglia guidata da chi si propone per sconfiggere Berlusconi alle prossime elezioni? Il primo assaggio di questa guerra che potrebbe durare tre lunghi anni, è arrivato la settimana scorsa, quando Tremonti, fra la sorpresa generale, ha detto no al piano presentato da Vendola per ripianare il deficit sanitario della Puglia. Al piano avevano detto sì il ministro della Sanità e i tecnici del Ministero dell’Economia. Ma il ministro Tremonti ha telefonato a Vendola e lo ha gelato: non se ne parla nemmeno, almeno per adesso. Il tentativo del ministro dell’Economia è abbastanza chiaro: mettere in difficoltà la Puglia e sulla graticola Vendola. Fare terra bruciata intorno al Governatore avversario in pectore di Berlusconi, immobilizzarlo nelle secche del patto di stabilità, inguaiarlo con i debiti di una Sanità sempre meno efficiente, così da fargli perdere consistenza politica. Saranno assurde, ma queste sono le regole della politica. Se al governo ci fosse stato il centro-sinistra e alla guida della Puglia un Governatore di centro-destra candidato in pectore alle elezioni politiche sarebbe successa la stessa cosa, al contrario. Ecco perché la politica farebbe meglio a rimanere fuori dall’amministrazione. In questo caso a pagarne le conseguenze non sarà Vendola, e men che mai Tremonti, ma i cittadini.

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l Ministero dell’Istruzione ha reso noto i numeri sugli esami di maturità di quest’anno ed il dato che spicca è l’alta percentuale di superbravi al Sud. La Puglia è al primo posto come numero assoluto di 100 e lode: ben 631 studenti hanno ottenuto il massimo dei voti, l’1,8% del totale. E’ della Calabria, invece, la percentuale più alta: 2,1% e 362 liceali con la lode. Insomma, due regioni del Meridione sono quelle che hanno il maggior numero di ragazzi tra i migliori d’Italia. Ma anche Sicilia e Campania non scherzano, grazie al maggior numero di scuole con più di 12 lodi assegnate. Molto basso, per fare un paragone con un’importante regione settentrionale, il dato relativo alla Lombardia: soltanto 256 lodi, pari allo 0,5% dei diplomati in regione. Quindi i ragazzi meridionali sono più bravi di quelli settentrionali? Stando ai numeri, almeno quelli degli ultimi due anni, è proprio così. Ovviamente il commento della Lega Nord non si è fatto attendere troppo a lungo: “C’è uno sbilanciamento troppo netto tra Nord e Sud ha affermato Davide Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia. - Bisogna riflettere sul criterio della meritocrazia”. Per dirlo in parole povere: siete tutti raccomandati. Dunque, secondo la Lega, i professori meridionali sono ignoranti e non meritevoli di un posto di lavoro al Nord (rivedere a tal riguardo il nostro Editoriale del 17 aprile scorso, “Nord vs Sud: il pericolo esiste”) e gli studenti del Sud sono raccomandati. Tutto ciò non dovrebbe sorprendere più di tanto: i leghisti hanno un’idea stereotipata dei meridionali e nessuno potrà mai convincerli del contrario. Però la cosa dà comunque fastidio, soprattutto a quei ragazzi che, per tutto l’anno scolastico, sacrificano allo studio i loro pomeriggi, per cercare di ottenere il massimo dalla propria carriera studentesca. E non dev’essere nemmeno piacevole sentirselo dire da persone che occupano poltrone pubbliche. Il fenomeno delle raccomandazioni, nella scuola italiana, è palese. Ma non si limita solo agli istituti del Meridione. C’è da sottolineare, poi, che non si può arrivare a prendere 100 e lode per puro caso. Ottenere il massimo agli esami di maturità è un calcolo matematico, basato sulle prestazioni degli anni di liceo, non solo sugli esami in sè per sè. Quindi, in definitiva, la lode non si può regalare per raccomandazione, ancor più perchè metà della commissione esaminatrice è esterna. La Lega ha perso un’altra occasione per restare in silenzio e fare una figura migliore. Ma in fin dei conti non è il loro obiettivo: loro vogliono solo le poltrone di “Roma ladrona”.

redazione@suditalianews.com

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foto today ®

restivo, non c’è dna sanità/Il disavanzo

> P.5 crisi/Melfi e Termoli

la fiat impaurisce molise e basilicata > P.3

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Speciale in tavola

l numero di Sud Italia News di sabato prossimo, 14 agosto, sarà interamente dedicato all’enogastronomia delle nostre regioni. Affronteremo un viaggio nella cultura, nella storia e nelle tradizioni della cucina di Puglia, Basilicata e Molise, con la speranza di fare un gradito regalo estivo ai nostri lettori.

il governo dice no al piano pugliese > P.2


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7 agosto 2010

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è il si di Palazzo Chigi alla riapertura dei termini per la presentazione del piano di rientro della sanità pugliese. La regione avrà tempo fino al 30 settembre per inviare altra documentazione, mentre il 15 ottobre è la data ultima fissata per sottoscrivere l’intesa. Nel decreto legge il governo parla di una concessione alla regione sulla possibilità di integrare le carte sui disavanzi nonostante il mancato accordo dello scorso 29 luglio. Quando il ministro dell’economia Tremonti impose lo stop proprio per approfondimenti di natura tecnica. A far sobbalzare dalla sedia il governo regionale, però, è stata la lettera di accompagnamento al decreto. Un elenco di condizioni alle quali la regione deve sottoporsi per garantirsi la firma del governo al piano di rientro dai deficit della sanità pugliese da 450 milioni di euro. In particolare il programma analitico dell’operatività degli interventi rispetto agli obiettivi. Il blocco del turn over deve contenere i provvedimenti in materia di tetti di spesa per i privati accreditati adeguandoli alla normativa nazionale. Entro il 30 settembre, è imposto nella nota, la regione deve adottare le misure per il riordino della rete ospedaliera. Ma, soprattutto, è questo il passaggio chiave l’esecutivo pugliese dovrà sospendere da subito, entro il 6 agosto, l’applicazione amministrativa della legge sull’internalizzazione dei servizi sanitari in precedenza appaltati all’esterno dalle Asl. Si tratta di 4000 precari, in parte già assunti, che potrebbero vedersi stoppato l’iter burocratico in attesa della pronuncia della Corte costituzionale visto che la legge fu impugnata dal governo. E comunque Palazzo Chigi chiede che la cancellazione avvenga per legge regionale entro il 30 settembre, proprio nelle parti in cui il governo ritenne incostituazionali gli effetti. L’ultima postilla sul punto prevede che laddove vi fosse il via libera della Consulta la regione dovrà predisporre misure finanziarie adeguate per rispettare gli impegni economici. Resta, dunque, il nodo dei precari della sanità. Dove il muro contro muro governoregione continuerà fino a settembre. La disputa in realtà è iniziata ben prima e tocca inevitabilmente l’aspetto politico-ideologico del provvedimento. Opposte le reazioni dal mondo politico pugliese all’arrivo del decreto. Il governatore Vendola parla di “gesto di buon senso che ripara il torto subito il

foggia/Il deficit comunale

Un buco profondo

C’

emergenza/Il governo non accetta il piano dei tagli proposto dalla Regione

Puglia, sanità bloccata 29 luglio”. Ma il governatore non tiene conto nella valutazione della lettera d’accompagnamento inviata il giorno dopo dal governo. Per il capogruppo del Pdl Rocco Palese “il governo ha mostrato grande responsabilità e disponibilità nei confronti della regione, Ora Vendola faccia quello che non ha fatto sinora”. Dal

un’esecuzione a freddo della regione più dinamica del mezzogiorno”. Più morbido il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna. “Governo e regione smettano di litigare e tornino serenamente alla discussione sui tavoli tecnici per il bene dei cittadini”. Francesco Iato

emergenza/Il governo impone un piano di rientro entro il 15 settembre

Sanità, ultimatum al Molise 15

settembre 2010, e questa volta sarà l’ultima chiamata. Non è esagerato pensare che alla fine dell’estate più lunga della sua storia politica il Molise si giocherà buona fetta del suo futuro davanti al Tavolo tecnico per la valutazione delle misure per il Piano di rientro dal deficit sanitario, che si riunirà entro quella data. Tre anni; da tanto dura un cammino che finora si

pisticci/Il Tinchi adesso rischia la chiusura

L’ospedale spogliato P

senatore Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri “l’invito al governatore a non strumentalizzare il suo ruolo con leggi elettorali come quella sulle internalizzazioni”. Ma per il centrosinistra, Antonio Maniglio del Pd, “è evidente la disonorevole marcia indietro del governo Berlusconi che non aveva alcun appiglio tecnicocontabile, ma voleva solo eseguire

er quasi trent’anni fiore all’occhiel- cittadini. Intanto gli esponenti del Parlo della sanità del materano, so- tito Democratico lucano proprio non ci prattutto per quel reparto di ostetricia e stanno a dover passare come chi rema a ginecologia dove a volte non bastavano favore di una sottrazione delle funzioni i nidi per ospitare tutti i neonati. Oggi, sanitarie dell’ospedale di Tinchi. Qualcuno, tra le istituzioni e i cittaperò, dell’ospedale di Tinchi di Pisticci, che d’inverno serve un bacino di circa dini in mobilitazione permanente, ave50 mila cittadini che d’estate diventano va anelato ad una sorta di cospirazione 300 mila, rimane ben poco. Col tempo, di matrice politica contro il nosocomio. infatti, sono spariti i già citati reparti di Per questo motivo i rappresentanti del Ostetricia e Ginecologia, nonché quello partito di Bersani hanno chiesto che di Pediatria e di Medicina. Rimangono la questione torni nei ranghi di un diun laboratorio analisi, aperto dalle 8 alle battito serio tra i gruppi consiliari. Dai consiglieri regionali 20, un ambulatorio Vincenzo Viti, Luca di chirurgia per due Braia, Giuseppe sedute settimanali, D’Alessandro, Vinnon attrezzato per cenzo Santochirico, gli interventi più Marcello Pittella, complessi, uno di Gennaro Straziuso endocrinologia e diaa Pasquale Roborbetologia attivo solo tella c’è unanimità dalle 8 alle 14, e fino d’intenti nel doa pochi anni fa punto cumento che porta di riferimento di tutta la loro firma, nel la regione per gli indefinire l’ospedale terventi alla tiroide, di Tinchi come una il servizio dialisi, la risorsa strategica radiologia e un pronnell’ambito del rito soccorso per le L’ospedale Tinchi di Pisticci ordino del sistema piccole medicazioni. Pertanto per i casi più complessi, attra- sanitario dentro la rete del servizio verso un’ambulanza medicalizzata, il sanitario integrato con una funzione paziente viene immediatamente trasferi- di organizzazione e selezione dell’into all’ospedale di Policoro. A difesa di tera domanda che viene dall’universo quel che rimane dell’ospedale di Tinchi costiero appulo-calabro-lucano. Nel è sorto un comitato, che insieme a quel- frattempo prende forma una mozione lo dei cittadini attivi di Bernalda e Me- del Consiglio regionale della Basilicata taponto, sta lottando da un mese. Sulla con la quale si impegna la Giunta revicenda l’assessore regionale alla Sanità, gionale a ridefinire organicamente enMartorano, ha fatto sapere che l’ospeda- tro il 31 dicembre 2010, l’articolazione le di Tinchi non sarà smobilitato, perché del sistema sanitario regionale, che salil pronto soccorso resterà attivo per tutte vaguardi i presidi territoriali esistenti, le 24 ore, così come rimarranno in fun- specificandone contenuti, funzioni e zione tutti gli attuali servizi. Un progetto servizi, compreso quello di Tinchi. Alessandro Boccia che, però, non piace assolutamente ai

sta rivelando un vero e proprio calvario. Quando rivinse le elezioni, tre anni fa, il governo regionale di centrodestra credeva che il passaggio del Governo da Prodi a Berlusconi favorisse un ritorno della manica larga, della possibilità di lasciare così com’era l’indebitata sanità molisana, visto che in fondo si tratta di un servizio pubblico essenziale. Per questo come prima cosa obbedì al Tavolo tecnico e aumentò le aliquote regionali di Irap e Irpef, e promise di razionalizzare gli ospedali, sei pubblici e tre privati. Mai, forse, il Presidente della Regione si sarebbe aspettato di dover fronteggiare un cammino così ostico e soprattutto senza sconti; colpa di un ministro, Tremonti, con il quale Iorio ormai è ai ferri corti. Un cammino di rientro dal deficit che si intreccia con il percorso per il contenimento della

to nel mirino del ministro dell’Economia per una gestione troppo disinvolta della finanza pubblica. Iorio lì ha capito che qualcosa andava fatto, e allora ecco diventare operativi, seppur con gradualità, quei tagli agli ospedali di Agnone, Larino e Venafro che verranno ridotti a succursali di quelli di Termoli, Campobasso e Isernia. Eppoi la sanità privata, vero e pesante nodo da affrontare. Anzitutto via una delibera da duecento milioni di euro che copriva il Centro di specializzazione e ricerca della Cattolica dai costi fuori budget. Una delibera che i tecnici del Tavolo tecnico avevano definito nel verbale “esempio di una gestione approssimativa della finanza pubblica”. E poi taglio del 5% al Neuromed, clinica della famiglia dell’eurodeputato Patriciello, arrivato da Bruxelles per sputare vele-

Il Governatore Iorio sembra quasi in preghiera per chiedere una soluzione alla crisi spesa pubblica, e che si fa presto ad associare strumentalmente alla stagione degli sprechi clientelari. Iorio lo sa, e per questo ha compiuto un passo per volta, cercando di dilatare i tempi per arrivare alla prossima estate, preludio alle regionali, senza dover operare tagli drastici e soprattutto antielettorali. Un cammino che aveva dato buoni risultati, fino allo scorso 18 giugno, quando è successo l’ennesimo cambio di fronte che non ti aspetti. E’ il premier che scrive, e in una deliberazione ultimativa intima Iorio a prendere provvedimenti strutturali entro un mese. Mai Berlusconi aveva speso una parola contro un Governatore, come Michele Iorio, che ormai sembra entra-

no contro Iorio. Ma non basta. Il governo vuole di più, e al Molise ha chiesto misure strutturali. Entro il 15 settembre, perché negli ultimi due verbali del Tavolo è scritto chiaramente che ormai sussistono le condizioni per rimuovere Iorio dall’incarico di Commissario governativo per il Piano di rientro. Se venisse rimosso, Iorio sarebbe di fatto un Governatore senza portafoglio, visto che il bilancio regionale è per il 75% fatto di spese in sanità. Una batosta in vista delle elezioni, ma soprattutto un brutto segnale di accerchiamento da parte del Partito della Libertà a un Governatore che forse si è fatto troppo ingombrante. Stefano Ricci

è chi parla di 200 e chi di 400 milioni di euro di debiti. Una cosa è certa. Il buco finanziario del Comune di Foggia è così grave da aver spinto la Corte dei Conti ad intervenire. Il sindaco, Gianni Mongelli, è speranzoso e lotta per salvare la città dal tracollo. La Corte dei Conti, invece, è stata chiara. Per le casse comunali non vi sarebbe alcuna possibilità di ripresa e i tentativi della classe politica sono stati giudicati una “missione impossibile”. Eppure Gianni Monelli ci crede. Tanto da aver rinunciato alle vacanze per studiare le centinaia di carte che si sono accumulate sulla sua scrivania. Per evitare il peggio sarà necessaria una manovra correttiva che riduca i costi e tagli il superfluo. Ma cosa c’è più da tagliare in una città ridotta all’osso? Da mesi, Foggia, è una discarica a cielo aperto. La politica del risparmio ha costretto gi amministratori a non rinnovare Gianni Mongelli il contratto ai circa 100 operai addetti alla pulizia delle strade e alla raccolta dei rifiuti. Non si è giunti a questa situazione nel giro di pochi mesi. I debiti sono una storia vecchia. Un’eredità passata di mano in mano. Una patata bollente di cui nessuno si è mai voluto occupare, fino a quando la bomba è esplosa. I bene informati ne parlavano da tempo ma, alla politica, non è mai convenuto chiarire. Si conoscono i responsabili ma si evita di farne i nomi per non alzare un ulteriore polverone. Si spera nella giustizia. Affinché si faccia chiarezza e i colpevoli paghino. Intanto si cerca la soluzione migliore e che arrechi il minor danno possibile ad una città già ferita. Il tessuto economico e sociale sono lacerati da tempo. Mancano le infrastrutture. Non vi è alcun segnale di ripesa economica e i soli investimenti riguardano l’edilizia. Il “mattone” è la carta vincente ma, spesso, è un settore controllato dalla criminalità. Per salvare Foggia a nulla è servita la manovra da 30 milioni di euro varata qualche settimana fa. La più grande che la storia locale ricordi. I debiti accertati sono 200 milioni di euro. Ma nessuno sa dire a quanto ammontino quelli fuori bilancio. In più ci sarebbero altri debiti. Tutti da definire e da chiarire. Cifre altissime che sfuggirebbero agli stessi addetti ai lavori. Dichiarare il fallimento della città, significherà consegnarla nelle mani di un commissario prefettizio che, da bravo ragioniere, farà ulteriori tagli. Un pericolo che tutti tenteranno di evitare. Da qualche settimana, la situazione è precipitata. Da quando il sindaco ha informato la stampa, le poche banche che concedevano fiducia non erogano più prestiti ed hanno chiuso le porte e…le cassaforti. Enza Calitri

Anno I - n.23 – 7 agosto 2010 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa Multicom Media Service 101 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano E-mail redazione@suditalianews.com


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7 agosto 2010

politica/La senatrice condivide la scissione ma resta con Io Sud

Adriana non va con Fini “C

ondivido la scelta di Fini di abbandonare il Pdl, ma non vado con lui”. La senatrice Adriana Poli Bortone non cambia idea. Per settimane è stata corteggiata da Fini, che aveva - fra l’altro - la necessità di trovare il decimo senatore necessario per costituire anche al Senato il gruppo dell’Fli, il movimento nato da una costola del Pdl. Ha tentennato, la tentazione era forte, ma alla fine ha riunito i suoi e ha deciso di continuare da sola l’esperienza di Io Sud, che può contare, in Puglia, su una forza elettorale del 3 per cento. Non molto per aspirare ad occupare un ruolo in Parlamento, ma un buon punto di partenza visto nell’ottica dell’impegno territoriale, nelle amministrazioni

comunali, in primo luogo, dove Io Sud ha una discreta rappresentanza. Per le politiche, poi, c’è in piedi tutto un discorso con l’Mpa, il movimento politico siciliano di Raffaele Lombardo che in Puglia ha anche un deputato, Luciano Sardelli. Con l’Mpa, Io Sud ha sottoscritto nei giorni scorsi un patto federativo che punta, ovviamente, tutte le sue carte sul sud. Sia la Poli che Lombardo sono in posizione critica nei confronti di Berlusconi e del Pdl, nonostante la Poli sia stata eletta al Senato col Pdl e Lombardo abbia potuto ottenere una discreta squadra di parlamentari grazie all’accordo elettorale di due anni fa col Cavaliere. Le cose, però, hanno preso una direzione diversa dai programmi. Lombardo, Governatore della Sicilia,

Il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini

ne ha preso atto e ha deciso di prendere le distanze. La stessa cosa ha fatto Adriana Poli Bortone, arrivata nel Pdl attraverso lo stesso percorso di Fini, dal Msi. La Poli fu anche ministro nel primo governo Berlusconi, un incarico alle politiche agricole che gli venne dato da Tatarella, vice-premier. Tuttavia, il rapoporto col Pdl si è logorato a causa delle pressioni esercitate sul premier dalla Lega. In un partito che spesso si è trovato a dover subire le imposizioni di Bossi e Tremonti, la Poli Bortone si è trovata sempre più isolata, tanto da decidere di prendere una strada autonoma, e da giudicare, oggi, il suo ex alleato Bossi un golpista. Bossi - sostiene la Poli - punta al golpe perché è inammissibile che un ministro continui a provocare giornalmente il sud. E di fronte alle provocazioni di Bossi, la Poli ha deciso di non rimanere ferma. Il suo movimento si è impegnato a difendere il sud su tutti i fronti, anche votando contro il governo, com’è già accaduto, ad esempio, sulla questione delle quote latte che hanno favorito solo alcuni produttori del nord mentre gli agricoltori e gli allevatori del sud non hanno ottenuto nemmeno la proroga delle scadenze nel pagamento dei contributi. Anche Fini punta al sud. Gran parte della sua futura forza elettorale la prenderà, l’ex capo di An, dal Mezzogiorno, ma non dalla Poli Bortone. La senatrice gli rimprovera di averla scaricata, dopo anni di stretta collaborazione, per favorire Alfredo Mantovano, altro leader storico di An in Puglia. Due anni fa, la Poli era candidata ad entrare nel governo, ma alla fine, Fini le preferì Ronchi per garantire il sottosegretariato agli interni a Mantovano. La Poli si è ricordata dello sgarbo, e all’insistenza di Fini per passare nel suo nuovo partito, ha risposto di no. Sulle critiche a Berlusconi, siamo d’accordo, ma sul resto no, gli ha risposto, preferisco andare da sola. Vincenzo Magistà

La senatrice Adriana Poli Bortone

melfi/Il processo per i tre licenziamenti Sata

Fiat, giorni di attesa B

isognerà attendere ancora per conoscere il destino dei tre operai, di cui due delegati Fiom, della Fiat Sata di Melfi licenziati dall’azienda. Il giudice del Tribunale della cittadina federiciana, Emilio Minio, che, nella seconda udienza del processo, ha ascoltato altre testimonianze si è riservato di emettere la sentenza nei

perché tutto quello che sta accadendo, con la volontà della Fiat di richiedere le deroghe al contratto, conferma l’idea di mettere in discussione le libertà sindacali delle persone. Speriamo - ha concluso Landini - che la decisione del giudice arrivi in tempi rapidi”. Alessandro Boccia

molise/I lavoratori della Powertrain non nascondono le preoccupazioni

Fiat in Serbia. E Termoli? L

e preoccupazioni crescono dentro lo stabilimento Fiat Powertrain di Termoli. Crescono come crescevano le aspettative per il futuro dello stabilimento molisano, vero “motore” per l’economia regionale. Quando arrivò in località Rivolta del Re, nel costituendo nucleo industriale di Termoli, aprì a fine anni Settanta le porte del mondo del lavoro per tremila molisani. Un numero che in oltre trent’anni si è ridotto a duemilacinquecento, ma che fa dello stabilimento molisano di gran lunga la prima fabbrica del Molise. La vicenda legata allo stabilimento di Pomigliano, dove il 22 giugno un referendum ha cambiato la storia delle relazioni tra sindacato e aziende, sem-

te, è delicato. Fuori dai cancelli l’aria è più mesta del solito. “Cosa vuole che diciamo, la situazione è quella che è, i timori dopo l’annuncio che Fiat aprirà in Serbia aumentano tra noi”. Chi parla in modo ufficiale è Filippo Monaco, oltre trent’anni in Fiat come amministrativo, da dirigente di reparto, e una vita nella sinistra in politica. “Tra noi la notizia dell’intenzione di Fiat di aprire in Serbia circola da oltre un anno. La parola chiave è Kragujevac”. E’ la quarta città della Serbia, quella dove Fiat sta costruendo un mega impianto per migliaia di lavoratori. Alla fine gli investimenti nei Balcani potrebbero portare a trentamila posti di

Proteste a Termoli

bra destinata ad incidere a cascata sulla fabbrica molisana. Tre aree, due per altrettanti tipi di cambio e una per un motore, il Fire, che ha segnato la storia più recente dei successi made in Fiat. Oltre quei tornelli non si può andare, i vertici regionali dello stabilimento rifiutano l’ingresso ai giornalisti; il momento, evidentemen-

lavoro. “Non è solo la Serbia che preoccupa, ma anche la Polonia –aggiunge Monaco-; in realtà la paura è che le produzioni tecnologiche vengano trasferite in Paesi, come quelli dell’Est, pronti a dare a Fiat incentivi e aiuti perché fuori dall’Unione Europea, come nel caso della Serbia”. Lo stabilimento di Termoli è stato quello che ha sperimentato l’auto-

mazione prima di quello di Melfi, dove Fiat ha impiantato il modello produttivo giapponese. E’ anche quello dove per primo Fiat ha trovato il placet dei sindacati per applicare la flessibilità, senza il tanto clamore suscitato dalla vicenda Pomigliano. “E’ vero – spiega Monaco -, tutto questo era Fiat a Termoli. Il problema secondo noi è proprio questo, ovvero quello di capire se i vertici hanno intenzione di continuare a investire su una fabbrica che finora è stata antesignana, assecondando le evoluzioni e le non sempre facili dinamiche chieste da Fiat”. La preoccupazione principale, quella che accresce l’ansia, “è la mancanza di un piano industriale che disegni il nostro futuro. Il motore che produciamo, il multijet, che è un’evoluzione del motore fire, ha avuto una nuova evoluzione, che ha portato sul mercato il piccolo ed efficiente motore multiair”. In sostanza, Termoli prima significava produzione dei motori altamente tecnologici di Fiat, cosa che non è oggi. “Esatto; la produzione di questo motore è stata collocata in Polonia, e il timore è che non ci sia spazio nemmeno per i nuovi cambi a Termoli, se dovesse decidersi la produzione in Serbia”. Non è possibile sapere di più, Fiat non dice altro che non sia “prepararsi alla revisione degli accordi sindacali negli stabilimenti del Mezzogiorno”. “Sì, ma cosa significa questo per noi che abbiamo già dato tutto quello che potevamo?” Per Monaco occorre “che Fiat non assuma decisioni dure e minacciose, come il licenziamento di Musacchio, colpevole in fondo solo di essere un dirigente Fiom, sindacato contrario all’accordo di Pomigliano. Bisogna parlare con i sindacati, un accordo è possibile. Questa fabbrica – chiude Monaco con un sorriso amaro – ha prodotto motori il 25 dicembre, il 15 agosto, nelle notti di festa. Sarebbe il caso che Fiat lo ricordasse, perché qui stiamo lasciando la nostra vita”. Stefano Ricci

Protesta alla fabbrica Fiat di Melfi

prossimi giorni. Nelle scorse settimane la Fiom-Cgil aveva presentato il ricorso contro la Fiat per condotta antisindacale. I tre sono stati messi fuori dalla casa automobilistica torinese, poiché avrebbero ostacolato il percorso di un carrello robotizzato che riforniva di materiale operai che invece lavoravano regolarmente. Per la Fiom, i licenziamenti sono illegittimi in conseguenza del comportamento antisindacale della casa automobilistica torinese: il provvedimento provocò la protesta dei tre operai che, per due giorni, salirono sulla “porta Venosina”, un antico monumento all’ingresso del centro storico di Melfi. Davanti alla “porta” vi fu anche una manifestazione. Sulla vicenda è intervenuto il segretario regionale dell’organizzazione sindacale, Emanuele De Nicola. “Sono stati ascoltati - ha commentato De Nicola - tre testimoni che facevano parte della gerarchia aziendale della Fiat e due lavoratori, a sostegno degli operai licenziati, di sigle sindacali diverse dalla nostra. Siamo comunque fiduciosi sull’esito del procedimento”. Davanti al Tribunale di Melfi, ad attendere l’esito dell’udienza un presidio di operai della Fiat e dell’indotto al quale ha partecipato anche il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini: “Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare - ha detto - ed ora non ci resta che aspettare. Pensiamo di avere ragione, anche

Criminalità/Bari

Interviene il Viminale

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a risposta dello stato all’escalation criminale dei giorni scorsi in provincia di Bari, non si è fatta attendere. Bitonto, dopo l’omicidio di Michele Cipriano, è stata passata al setaccio con una raffica di perquisizioni, controlli e denunce. Stessa musica a Capurso: dopo l’omicidio di Luigi Cannone, 52 anni, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni e controlli estesi anche a Valenzano e Adelfia. Cannone era un personaggio scomodo all’interno della criminalità organizzata: il suo omicidio potrebbe essere maturato all’interno del suo stesso gruppo criminale e non a causa del clan opposto, quello dei Di Cosola. Intanto mercoledì a Roma il sottosegretario Mantovano ha presieduto la riunione al Viminale del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in provincia di Bari: “gli uomini ci sono già” ha detto Mantovano “bisogna puntare su indagini di qualità”. Dello stesso avviso il procuratore Laudati che chiede più magistrati e investigatori specializzati. Per rafforzare il coordinamento in questa direzione, lunedì a Bari arriveranno gli uomini del servizio centrale operativo della polizia.


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7 agosto 2010

rifiuti/Bari corre ai ripari

Gli sceriffi dell’igiene B

energia/Fotovoltaico record. Primi nel mondo per le centrali solari

Tutto il sole della Puglia P

uglia, terra di sole. E di energia. La Puglia, con le sue centrali, è la regione italiana che produce più energia, di tutti i tipi. Dal carbone, dal gas, dal petrolio, ma anche dal vento, dalle biomasse e, soprattutto, dal sole. D’ora in poi dovremmo chiamarla la regione dell’energia solare. Eh, si, perché in Puglia si ricava più energia dal sole che in qualsiasi altra parte del mondo, il 3,9 per cento della produzione globale. Non c’è dubbio che in Puglia ci siano tutte le condizioni per ottenere un risultato del genere. La Puglia è una delle regioni più calde e assolate d’Italia, ed è logico che questo dono del Signore debba essere sfruttato al meglio, specialmente in tempi in cui s’avverte sempre più preponderante la necessità di energia pulita. Ma la Puglia ha fatto molto meglio anche di altre regioni che di sole ne hanno di più, come la Sicilia, ad esempio. Questo grazie alle scelte politiche della Regione e degli enti locali, che hanno favorito gli insediamenti di centrali solari, recuperando ampi spazi incolti e i solai di case, impianti industriali e quant’altro fosse utile ad impiantare pannelli al silicone. Tuttavia, però, se da un lato ne guadagna l’aria, dall’altro ne perde il paesaggio. Si stanno levando sempre più proteste da parte di chi non condivide l’abbruttimento del territorio a causa delle centrali solari. Immense distese di pannelli neri tappezzano sempre più il territorio di sgradevoli macchie, deturpando il panorama. Talvolta, le centrali solari sono sorte anche in prossimità di siti storico-culturali, determinando un accostamento incoerente. Ad oggi, le centrali solari si possono costruire ovunque, in base alle dimensioni. Ma può bastare anche un piccolo impianto a deturpare l’ambiente. La pulizia non sempre si coniuga con la bellezza, ma di questo gli ambientalisti preferiscono non parlare, anche se anch’essi sollecitano l’approvazione di norme regionali che impongano divieti o limiti all’iniziativa sregolata degli imprenditori privati. E per questo, la Regione ha bloccato il progetto per la costruzione della più grossa centrale solare del mondo, capace di produrre elettricità per una città come Napoli. Ma per farlo bisognerà occupare una superficie grande come 150 stadi di calcio, forse un po’ troppo. Tuttavia, nonostante questi problemi territoriali, il solare in Puglia cresce a macchia d’olio. Nel 2008 i megawatt prodotti erano 53. Un anno dopo, sono diventati 214, e la Puglia è arrivata a fornire il 18,8 per cento dell’energia solare prodotta in tutt’Italia. In pratica la stessa quantità che si produce in Francia, Spagna e Porotogallo messe insieme. La produzione di energia solare ha creato anche occupazione. In

Italia si è stimato che nel 2010 saranno ben 332mila gli occupati nel settore. Fatte le dovute proporzioni, nel campo dell’energia rinnovabile in Puglia ci saranno alla fine dell’anno non meno di 60mila occupati. Ma a guadagnarne di più sarà l’aria. La Puglia ha due aree fra le più inquinate d’Italia, Taranto e Brindisi, mentre altre, come Manfredonia e Bari lo stanno per diventare. Buona parte dell’inquinamento proviene dall’anidride carbonica degli scarichi

automobilistici, ma anche da quella che producono le centrali elettriche tradizionali, le più grandi delle quali si trovano a Brindisi e Taranto. La Regione Puglia è intenzionata ad incrementare il progetto delle energie rinnovabili, che trova spazio anche nell’eolico, ma deve stare attenta a non compromettere l’equilibrio paesaggistico del proprio territorio. E’ una sfida alla quale gli amministratori regionali hanno detto di non voler rinunciare. (v.m.)

ari non è come Napoli o Palermo, dove i rifiuti si trovano sparsi per strada. Ma nemmeno può vantarsi di essere una città pulita. Anzi, con l’estate, la produzione di rifiuti cresce e la città spesso si trova a dover fronteggiare l’emergenza. Negli ultimi tempi sta anche aumentando il malcostume di scaricare fra i rifiuti di tutto, nonostante le campagne comunali per la differenziata. Appena si lascia il centro della città, ci si imbatte in sconcezze di ogni tipo. A fianco dei cassonetti dell’immondizia stracolmi ci sono vecchi televisori, materassi, ceramiche da bagno, ed anche prodotti pericolosi per l’ambiente e le persone. Il Comune, per questo, ha deciso di mettere un freno. Fra qualche giorno entreranno in azione quelli che sono stati definiti gli “sceriffi dell’igiene”, veri e propri vigili che controlleranno i rifiuti e faranno anche multe agli sporcaccioni. Si apposteranno nei pressi delle zone più calde della città, e alla prima infrazione entreranno in azione. Ad esempio, a Bari è vietato scaricare rifiuti, anche ben sigillati, nelle ore diurne, ma è un divieto poco rispettato. Chiunque verrà scoperto a depositare buste nei cassonetti in pieno giorno, si beccherà una multa. Per non parlare di chi lascia, o getta per strada rifiuti speciali, come le vecchie cucine a gas, i medicinali o i resti del pranzo. Ci saranno nove squadre di vigili dell’igiene in giro per la città. Al loro fianco anche pattuglie della polizia municipale col compito di redigere i verbali di multa. Gli sceriffi sarebbero dovuti entrare in attività già da qualche settimana, ma non sono mancate le polemiche sul loro utilizzo. Adesso manca poco perché entrino in attività, solo il disbrigo di alcune pratiche amministrative, ma, promette il sindaco Emiliano, prima di Ferragosto, la città sarà pulita come non mai, grazie agli sceriffi. (v.m.)

sanità/Smentita la presenza abnorme di metalli nel sangue dei bovini tarantini

Sulle mucche solo bufale U

na vera e propria bufala – come si dice in gergo giornalistico che ha ulteriormente messo in allarme i cittadini di Taranto e provincia, ed in particolare gli allevatori, già penalizzati dalla vicenda delle pecore contaminate dalla diossina. Un fulmine violento, spaventoso, in una situazione di per sè stessa affatto serena. “I bovini allevati a Taranto e dintorni sono contaminati da metalli pesanti”. L’annuncio è dirompente. Dopo le pecore e le capre, anche i bovini risentono dell’atmosfera inquinata dai fumi delle grandi industrie. Immediatamente scatta l’allarme. I quotidiani locali titolano sulle prime pagine. La notizia viene dagli ambientalisti, che sono andati a scovare una ricerca datata 2004 -pubblicata su una rivista internazionale di medicina veterinaria - partita dagli studi condotti da una studentessa tarantina per la sua tesi di laurea. Dalla ricerca, per altro mai portata a termine fino in fondo per mancanza di fondi, viene fuori che su 180 bovini macellati, 60 sono affetti da una patologia ai bronchi, ai polmoni, ai linfonodi mediastinici ed al fegato: in questi organi ci sono tracce elevate di metalli pesanti. La ricerca – secondo le prime notizie - sarebbe stata condotta nei laboratori delle università di Napoli e Bari. Così i primi lanci di agenzie di stampa, dai quali vengono redatte le prime pagine dei giornali locali. Peccato che pochi abbiano avuto l’accortezza di approfondire. Quando si parla di inquinamento ambientale, l’allarme scatta facilmente a Taranto, spesso senza controlli e verifiche. A ridimensionare la questione è il TG Norba, con una intervista alla involontaria protagonista di questo procurato allarme. Nell’intervista è la stessa professionista – una giovane veterinaria di Massafra - a gettare acqua sul fuoco. “Le lesioni accertate sul 30% dei capi macellati sono del tutto beni-

notizie in brevE pertusillo, concerto brest Uno scenario unico per un altrettanto unico appuntamento. Sul palco montato per l’occasione sulla riva del “lago di pietra del Pertusillo” ad esibirsi in concerto la celebre orchestra bielorussa di Brest. Formazione al completo con i 37 elementi e i due solisti del teatro dell’opera di Seul; il tenore Son Young ed il soprano Yumi Chong. Proposti Bach, Rossini, Mozart e Renato Carosone.

brindisi, truffa all’inps Ancora una truffa ai danni dell’Inps. A Brindisi la Guardia di Finanza ha denunciato 49 persone, tutti falsi braccianti che, grazie alla complicità del titolare di un’azienda, percepivano indebitamente contributi destinati all’agricoltura. Il danno all’istituto di previdenza ammonta a 250mila euro, gli illeciti sarebbero stati commessi tra il 2005 e il 2009.

lecce, lotta per le insegne Chi non ha rispettato il “piano del colore e dell’arredo” dovrà sborsare 516 Euro. I commercianti però sollevano molte perplessità: non è chiaro se sia sufficiente pagare o se invece bisognerà anche cambiare l’insegna, sostenendo nuove spese. Per fare chiarezza, invocano un incontro con il comune, ma l’assessore all’urbanistica non ha dubbi: il centro storico di Lecce va tutelato e non può esserci spazio per le insegne deturpanti.

rapina tra turisti a vieste Una rapina ha seminato il panico tra i villeggianti del centro turistico di Pugnochiuso, a Vieste. Due banditi, hanno fatto irruzione negli uffici amministrativi. Minacciando gli impiegati, si sono fatti consegnare il denaro in cassaforte, circa 70mila euro. Assicurato il bottino, sono fuggiti a bordo di un’auto nella quale li attendevano altri due complici.

molise, incidente mortale Nuovo grave incidente stradale in Molise. Questa volta la vittima è un 30enne. Stava percorrendo la provinciale 166 che collega Bonefro e Casacalenda quando si è scontrato frontalmente con un camion. La violenza dell’impatto ha distrutto la vettura e stroncato il giovane, sul colpo. Il camion era guidato da un uomo di San Giuliano di Puglia che rientrava a casa dopo la giornata di lavoro.

gne – dice la dottoressa - e la contaminazione da polveri di metalli, e non da metalli pesanti, è assolutamente fuori dalla possibilità di contaminare la catena alimentare. In più – aggiunge - si è parlato di patologie epatiche, che non sono mai state riscontrate. La ricerca, incompleta, è rimasta fine a se stessa, essendo tra l’altro l’unica condotta, quindi senza alcun parametro di confronto, senza termine di paragone”. L’allarme rientra. Anche perchè contemporaneamente sia l’ufficio di prevenzione dell’ASL che l’ARPA – l’agenzia regionale per il controllo dell’ambiente - escludono qualsivoglia possibilità di rischio per la salute umana. “I controlli sono severi e costanti – rassicurano le istituzioni preposte - le lesioni riscontrate in alcuni bovini rientrano nella norma e non costituiscono alcun rischio”. A ruota seguono le smentite delle università. Quella di Bari sostiene addirittura di non aver mai condotto alcuna ricerca in tal senso e quella di Napoli ribadisce che lo studio – assolutamente sporadico ed a fini didattici e non epidemiologici - resta un fatto

isolato e senza conseguenze possibili. “La bufala”, intanto, ha messo scompiglio. Per l’ennesima volta Taranto è la città dei veleni. Non che non sia del tutto vero, anzi. L’episodio la dice tutta sul clima che si vive nel capoluogo ionico. E’ un clima di tensione e di apprensione. Giustificato dalla presenza delle grandi industrie e delle loro ciminiere ininterrottamente in funzione. Per questo basta poco a diffondere il panico, con le conseguenze che si possono immaginare. In questo caso, in particolare, gli allevatori per qualche giorno hanno temuto il peggio. Dopo l’abbattimento delle greggi di pecore e capre contaminate dalla diossina, hanno temuto che la stessa sorte potesse toccare ai bovini. E sarebbe stato davvero il colpo di grazia per la categoria, ormai da tempo in seria difficoltà. “Qualcuno ha strumentalizzato la notizia – si giustifica la dottoressa di Massafra - volendo leggere nella mia ricerca cose che non sono scritte”. Sulla vicenda è calato il sipario nel giro di pochi giorni. Francesco Persiani

il ‘lucania film festival’ Si svolgerà a Pisticci dal 10 al 13 agosto la rassegna Lucania Film Festival. Parteciperanno una quarantina di corti che saranno proiettati nel centro storico e poi concerti e spettacoli. Tra gli ospiti l’attore regista lucano Rocco Papaleo che l’11 agosto proietterà il suo film di successo dedicato alla sua terra “Basilicata coast to coast”.

stordita tra carcasse di gatti L’hanno trovata stordita nella sua casa di Ceglie Messapica, in mezzo a carcasse di gatti morti. Un’anziana maestra in pensione, non si vedeva in giro da un po’ di giorni e così qualcuno ha dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani che l’hanno trovata quasi stordita, forse proprio a causa dei miasmi emanati dalle carcasse di animali, e l’hanno condotta in ospedale. Ora sta bene.


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7 agosto 2010

claps/Scoperta a sorpresa della Scientifica

notizie in brevE matera, provincia in bus

Elisa, quel dna non è di Danilo S

i infittisce sempre di più il mistero sulla morte di Elisa Claps. Da Salerno arriva, infatti, la notizia che non sono riconducibili a Danilo Restivo, indagato per omicidio, le tracce di dna, appartenenti a due uomini e isolate tra i numerosissimi reperti sequestrati nel sottotetto e nei locali attigui della Chiesa della Trinità di Potenza, dove il 17 marzo scorso è stato ritrovato il cada-

Con 14 escursioni, in partenza da Matera e dalle strutture ricettive della costa jonica, l’amministrazione provinciale ha avviato il servizio “Provincia in Bus”, finalizzato a muovere flussi turistici alla conoscenza di beni ambientali, sapori e spettacoli del territorio. Gli itinerari, in partenza anche dal metapontino, raggiungeranno molte località lucane fino al 26 settembre.

vere di Elisa Claps. Lo ha stabilito il gruppo di periti coordinato dal professor Vincenzo Pascali, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università Cattolica di Roma. Gli esiti degli accertamenti genetici sono stati già trasmessi al Gup di Salerno, che aveva disposto la consulenza. I periti hanno isolato il dna di Restivo da una tazza e da un bicchiere dell’uomo, sequestrati alcuni

è possibile la ‘regione salento’?

Danilo Restivo

Elisa Claps

puglia/Extracomunitari nel basso Adriatico

Clandestini a vela U

na volta erano barconi rimediati in qualche rimessaggio, riparati alla men peggio. Poi arrivò l’era dei gommoni, che in tre ore collegavano l’Albania con le coste del Salento. I carichi umani dall’altra sponda dell’Adriatico arrivavano così, a decine, ogni notte, alimentando per anni un traffico clandestino di enormi proporzioni. Dalle coste albanesi, in un decennio, sono partiti e arrivati nel Salento oltre un milione di disperati in fuga dall’est. Uomini, donne e bambini di tutte le età, persino incinte, sfidando il mare, il clima, i controlli. Fino a quando Italia e Albania non raggiunsero un accordo, e la Guardia di Finanza non sbarcò nel Paese delle Aquile sequestrando tutti i gommoni e mettendo fine al traffico costato anche centinaia di vite umane. Per un paio di anni, i soli carichi arrivati in Puglia dall’Albania clandestinamente sono stati quelli di droga e, talvolta, di armi. Ma da qualche tempo sono ricomparsi i viaggi della speranza. Appena iniziata l’estate, motovedette della Guardia di Finanza e delle Capitanerie di Porto hanno fatto una clamorosa scoperta. I clandestini non arrivano più stipati su gommoni o su vecchie barche da pesca, ma su barche a vela. In questo modo riescono a mimetizzarsi nel traffico turistico che in questo periodo affolla il basso Adriatico. Apparentemente sembrano barche da diporto, normali turisti a spasso per l’Adriatico. In realtà, nelle stive ci sono

decine e decine di clandestini. Vengono dall’estremo oriente, dallo Sri Lanka, dall’Iraq, dall’Afghanistan, e per arrivare in Puglia ci mettono mesi. Si imbarcano in Grecia o in Turchia, attraversano silenziosamente il mar Egeo, lo Jonio e il basso Adriatico e vengono scaricati, anzi, abbandonati al loro destino, sulle spiagge salentine. Proprio il silenzio di queste imbarcazioni ha insospettito i militari pugliesi. Quando le motovedette le incrociano, le contattano via radio, ma non ricevono risposta. Spengono le luci e sfilano via, inseguite, non sempre con successo, dai radar. In alcuni casi sono state raggiunte e i finanzieri hanno fatto la scoperta. Anzichè vacanzieri, hanno trovato clandestini. Ogni notte, sono almeno una decina i viaggi di questo tipo, e quasi tutti giungono a destinazione. Lo si deduce dalle scoperte che avvengono sulla terraferma. All’alba, infatti, i clandestini abbandonati in riva al mare vagano sperduti lungo le strade che conducono alle città, bagnati fradici, in cerca di qualche indicazione, di qualcuno che li aiuti. E’ sulla terraferma che i controlli sono più facili, e permettono di intercettarli. Finora, nei primi due mesi dell’estate, sono stati circa un migliaio i casi di clandestini scoperti nel Salento, in molti casi già rimpatriati, in altri assegnati ai centri di accoglienza per stranieri che chiedono, ad esempio, asilo politico. Fra loro ci sono intere famiglie, bambini compresi.

mesi fa dalla polizia inglese, insieme ad altri oggetti personali, nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio della sarta Heather Barnett, e inviati in Italia per l’estrazione del dna, su richiesta della magistratura di Salerno. Il profilo genetico dell’indagato è stato poi confrontato, con esito negativo, con i dna di due uomini, estratti dai periti genetisti da residui di liquido seminale ritrovati nel sottotetto della Chiesa della Trinità e nel sottostante circolo culturale Newman di Potenza. Commentando la notizia il legale della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta, ha fatto sapere “di aspettarsi nulla dall’incidente probatorio. Che si trovino tracce del dna di Restivo nel sottotetto è -secondo l’avvocato- improbabile e del tutto inessenziale”. Nel frattempo, all’indomani della perquisizione compiuta dalla squadra mobile di Potenza, dalla Dia di Salerno e dalla polizia postale, nell’abitazione dei coniugi Restivo a casa Santa di Erice, nel trapanese lo scorso 27 luglio, si

apprende che Danilo ha sempre potuto godere di “ferree coperture” in ambito familiare sia mediante l’allontanamento da Potenza, prima verso varie località italiane e poi presso l’Inghilterra, sia tramite l’utilizzo di sistemi di comunicazione estremamente riservati. Anche grazie alla protezione che gli è stata assicurata negli anni dai genitori, il 39enne si è sottratto per molto tempo alle indagini e alle sbarre. Così i pubblici ministeri di Salerno, Rosa Volpe e Luigi D’Alessio, definiscono il contesto ovattato in cui ha vissuto l’indagato nel decreto di perquisizione. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati ai coniugi Restivo numerosi supporti informatici e lettere scritte da Danilo ai genitori e alla sorella. Sono stati anche acquisiti appunti legati all’interesse dei genitori per la vicenda processuale del figlio, compresa una piantina della Chiesa della Santissima Trinità. Alessandro Boccia

mostre/Molta curiosità a Margherita di Savoia

La Gioconda è nuda I

l mistero non lo risolve di certo, al za ai lati, e l’esibizione di una nudità massimo lo alimenta. E così senza statuaria”. La “Gioconda nuda”, seveli è ancora più affascinante di quella condo alcuni critici, viene consideesposta al Louvre di Parigi. Esce per rata il ritratto di una cortigiana o la la prima volta dalla Toscana e si mofigurazione simbolica della Natura, stra in pubblico a Margherita di Sadella fertilità, della grande madre, anvoia la “Gioconda nuda” di Leonardo che di una prostituta sacra. Il percorda Vinci, o meglio ideata forse da lui so espositivo al torrione di Margherima eseguita da un suo allievo, Salai, ta di Savoia ospita opere e documenti al secolo Gian Giacomo Caprotti. Un relativi al fenomeno della Gioconda dipinto ambiguo, nell’espressione del e del suo mito. Nell’itinerario c’è anvolto c’è il sorriso della Gioconda, il che la dissacrazione dadaista di Marresto del corpo è quasi privo di femcel Duchamp, artista del XX secolo, minilità, quasi avesse la doppia natura che anticipa una serie di manipoladi uomo e di donna. Secondo alcuni zioni del quadro di Leonardo. La mostudiosi è una delle due Monna Lisa stra presenta anche una selezione di dipinte da Leonardo, una andò perduopere, documenti e immagini con cui ta per sempre. Il responsabile del musi confrontano tutte le Monna Lisa seo “Ledel Mononardo do, dal da Vinci” CinqueAlessancento ad dro Vezoggi. “Il zosi sotorrione stiene che di Marfu proprio gherita Leonardo è pronto ad invenper ditare queventare sta icoun munografia, seo”, dice “meno il sindaco divulgaGabriella ta, quasi Carlucci, censura“quanta” per do sarà l’epoca. completo “Si tratta ospiteredi un’idemo anche azione l’annunstraordiciata monaria e stra sugli originaimpresle”, dice, sionisti, “ c h e da Corto presenta a Moanalogie net”. La La Gioconda nuda di Leonardo e varianti mostra ririspetto alla Gioconda del Louvre: la marrà aperta tutti i giorni, dalle 9.00 frontalità dello sguardo nella rotazioall’1.00, fino al 30 settembre. Previne del ritratto di spalla, la posizione ste visite gratuite per le scuole. Indelle mani, la concezione spaziale del gresso 5 euro. paesaggio, con le colonne in evidenGiovanni Di Benedetto

Si è costituito un movimento che intende promuovere un referendum per l’istituzione della ‘Regione Salento’. L’obiettivo dell’associazione è “di riproporre un’idea antica che fa sognare tarantini, brindisini e leccesi per far sì che i salentini possano finalmente autodeterminare il loro destino. L’istituzione di una Regione Salento autonoma sarebbe indispensabile per ragioni economiche e storico-antropologiche” si legge in una nota.

terremotati ancora senza casa in molise Otto anni dopo il terremoto, in Molise ci sono famiglie che ancora non rientrano nelle loro case. E’ quanto denuncia il senatore molisano del gruppo Misto Giuseppe Astore che sulla questione ha presentato in settimana un’interpellanza urgente al presidente del Consiglio Berlusconi. All’iniziativa hanno aderito anche altri parlamentari di gruppi di diverso orientamento politico.

isernia, lite e fucilate Finisce a fucilate una lite di famiglia per l’eredità a Castel del Giudice (Is). Autore della sparatoria un 55enne che a fatica è stato bloccato e arrestato dai carabinieri. Vero bersaglio era il fratello che è riuscito a fuggire, mentre un altro parente è rimasto leggermente ferito. Il 55enne, arma in pugno, ha cominciato a cercare il fratello in paese tra il panico dei passanti fino all’arrivo dei carabinieri.

annibale in molise Al Museo Sannitico di Campobasso è possibile visitare una mostra che ripercorre tracce inedite del passaggio in Italia del cartaginese Annibale, acerrimo nemico di Roma, che sostò in Molise. Nemmeno un mese fa sono affiorate tracce che testimoniano il suo passaggio. Nel sito archeologico vi sono tracce che vanno dal quarto secolo a.C. fino al 1.300, in periodo longobardo.

successo per i borghi lucani “Il progetto Ospitalità nei Borghi ha visto la partecipazione di circa venti tra i comuni più rappresentativi della regione e ha portato a risultati esaltanti attivando, primi nel mondo, interventi di valorizzazione con istallazioni scenografiche in grado di risvegliare l’attenzione sulla bellezza di un patrimonio, forse, unico al mondo”. Lo ha detto l’assessore alle attività produttive, Restaino.

lui vende gioielli, lei lo minaccia Un 70enne tarantino aveva pensato di cedere gioielli ad un negozio di compravendita. La moglie è andata su tutte le furie e lo ha minacciato con un coltello quando ha scoperto che il negoziante aveva già rivenduto gli oggetti. E’ intervenuta la polizia.


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7 agosto 2010

toronto/Il 21° picnic del ‘La Motta Social Club’ di Modugno

Odori e sapori di casa

Le famiglie Perrone, Sgovio, Piccolo e Lacalamita

S

ono sapori di casa quelli che centinaia di persone, domenica scorsa, hanno provato alla Boyd Conservation Area per il 21° picnic annuale del ‘La Motta Social Club’, associazione di modugnesi. Pasta al pomodoro, salsiccia barese, ma anche frittate, focacce ed altre prelibatezze, bagnate da buon vino e, per qualcuno, dalla grappa fat-

ta in casa. E’ durato fino a sera questo convivio delle famiglie modugnesi di Toronto e non solo. In mattinata la Santa Messa ha aperto la giornata, che poi è proseguita nel verde del parco. Domenica perfetta per chi ha deciso di passare la giornata con amici e parenti. Il meteo di questa strana estate asciutta, ha contribuito: sole e 28°C, con qual-

Un momento durante la Messa

cuno che ha dovuto anche cercare refrigerio sotto l’ombra degli alberi. Dopo il pranzo, il relax e la spensieratezza. I più giovani si sono divertiti con frisbee e palloni, mentre i più grandi hanno preferito delle lunghe chiacchierate tra una passeggiata e l’altra. E poi, passione che qui non si è mai persa: quella per le bocce. Un picnic del genere, però, riapre anche il dibattito sulla partecipazione dei giovani nelle attività dei club. Domenica i ragazzi c’erano, ma come al solito erano in netta minoranza. Cosa li spinge a non passare una bella giornata all’aperto insieme ad altre persone? Non si tratta di una festa da ballo o di una riunione, ma di un picnic all’aperto. E’ questa la domanda che sembra ossessionare Frank Sblendorio, presidente del La Motta e tanti altri. La realtà è che i ragazzi italocanadesi sentono una forte appartenenza all’Italia, ma quella al paesino di provenienza non esiste più. In ogni caso, è un gran peccato che i ragazzi non apprezzino il tempo passato assieme a chi è veramente italiano. La nostra cultura non è soltanto la Ferrari, la moda e la Nazionale di calcio. La nostra cultura è molto più di quello e si può imparare solo rimanendo in contatto con chi la può insegnare: i nonni o i genitori. La vita va avanti e si invecchia. Sarebbe un peccato perdere questo anello di congiunzione tra Italia e Canada. Giovani, svegliatevi! (g.m.)

Anche le donne si cimentano nel gioco delle bocce

emigrazione/A Lagopesole, presso il castello

Aperto il museo L’

emigrazione ha segnato la storia della Basilicata, ed ancora oggi è un fenomeno che riveste particolare importanza, anche se sono cambiate le destinazioni di chi emigra. Una volta si partiva dalla Lucania per le Americhe. Oggi i giovani scelgono l’Europa o il nord Italia. Una volta emigravano le braccia, i contadini o gli edili. Oggi emigrano i cervelli, i neo-laureati all’università di Potenza e gli specializzandi. Ma dell’emigra-

toronto/Nell’ambito del “progetto ponte”

In arrivo i ragazzi di Modugno P

artiranno la vigilia di Ferragosto le 2 accompagnatrici e i 10 studenti modugnesi, vincitori delle borse di studio per la mobilità internazionale, co-finanziate dalla Regione Puglia nell’ambito del piano 2008/2009 degli “Interventi in favore dei Pugliesi nel mondo”, ai sensi della legge regionale n. 23/2000. I ragazzi si fermeranno 12 giorni in Canada dove oltre alle comunità degli emigranti modugnesi di Toronto potranno visitare il parlamento dell’Ontario e il parlamento federale ad Ottawa. Otto ragazze e due ragazzi nel periodo di loro permanenza visiteranno le Niagara Falls. L’attuazione del progetto, redatto dalle due accompagnatrici, le dottoresse Maricla Poscia e Elisa Bellomi, prevede che la realizzazione dell’iniziativa avvenga con la collaborazione delle due comunità modugnesi dell’Ontario: “la Motta social Club” e la “Colonia Modugnese”. Ad attendere il gruppo all’aeroporto Pearson di Toronto i due dinamici presindenti, Frank Sblendorio e Joe Sgovio che come primo atto ufficiale della visita coinvolgeranno il gruppo nell’ambito dell’annuale raduno ferragostano del

pic nic presso le Suore Minime. Particolarmente interessante sarà il soggiorno del gruppo, nel primo weekend presso le famiglie dei loro parenti e, poi, l’incontro, a Woodbridge, presso la sede del “La Motta” con i ragazzi italocanadesi che nell’estate del 2006 furono ospitati a Modugno dall’amministrazione comunale. “E’ un momento bellissimo, di alta e grande integrazione sociale, che apre orizzonti infiniti, per le due comunità”, ha commentato il sindaco Rana prima della partenza del gruppo da Modugno. Il gruppo, dopo il breve periodo iniziale presso i loro parenti alloggeranno presso il college universitario di Toronto “St. Michael’s”. I ragazzi, cinque provenienti dall’istituto di istruzione secondaria superiore “T. Fiore” di Modugno e cinque dal liceo scientifico “E. Amaldi” di Bitetto non stanno nella pelle per l’entusiasmo tanto che, insieme, alle loro accompagnatrici, prima hanno realizzato una pagina su Facebook e poi cimentati nella realizzazione di una serie di messaggi che hanno coinvolto, anche, i ragazzi del 2006, molti dei quali oggi sono brillati universitari. Il programma della

Il gruppo dei ragazzi con il sindaco Rana

visita prevede, poi, oltre agli appuntamenti ufficiali, la possibilità per il gruppo di poter vivere autonomamente le esperienze di socializzazione con la realtà canadese in modo da comprenderne le peculiarità e le varie sfaccettature. L’auspicio è quello che questo tipo di iniziativa possa diventare un percorso stabile e che si possa allargare anche alla, sia pur

striminzita, comunità dei modugnesi residente in Quebec dove grazie all’ultima visita della delegazione modugnese sta per nascere la prima comunità di emigrati. Non meno interessante è la possibilità, prevista dal progetto, di istituire permanentemente uno sportello dell’iniziativa che si chiamerà, appunto, “ponte”. Nicola Mangialardi

zione di una volta resta vivo il ricordo, anche perché ha prodotto ricchezza, tradizioni, costume. E non sono pochi i lucani trapiantati in tutto il mondo che hanno saputo affermarsi con le loro attività, diventando protagonisti della vita sociale, imprenditoriale e culturale degli stati nei quali sono andati a vivere. All’emigrazione, la Regione Basilicata ha sempre dedicato particolare importanza, tanto che c’è un apposito ufficio del consiglio regionale destinato a promuovere iniziative sull’argomento. A presiedere la Commissione regionale dei Lucani nel Mondo è Pietro Simonetti, già consigliere regionale, che da anni sta ricostruendo la storia dell’emigrazione lucana. Adesso, la Commissione ha deciso di aprire un vero e proprio museo dell’emigrazione. La sede del Museo è stata individuata nel castello di Lagopesole, un maniero federiciano nel quale si svolgono annualmente molte iniziative culturali. Nello stesso castello, insieme al museo, Simonetti vuole aprire la sede di un centro studi per i giovani discendenti dei lucani all’estero. Il centro avrà la funzione principale di insegnare ai giovani la lingua italiana. Proprio in questi giorni, un’anticipazione delle finalità del Museo è rappresentata dall’apertura di una mostra sull’emigrazione in Uruguay e Argentina. La mostra si sviluppa in quattro sezioni ed è stata curata dal pittore argentino di origini lucane Tomas Ditaranto. Vi sono esposte immagini dell’emigrazione verso i due paesi sudamericani negli anni ‘70 ed una sezione è dedicata ai costumi lucani di quegli anni. La Commissione ha in programma di realizzare altre iniziative dello stesso tenore, che punteranno a valorizzare i contenuti storico-culturali dell’emigrazione. La mostra che resterà aperta per tutto il mese di agosto è stata inaugurata dal presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo e dal presidente del consiglio regionale Vincenzo Folino.


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basket/Dopo due sconfitte a sorpresa, gli azzurri sono quasi eliminati

tiro a segno/Mondiali

Italia, è davvero dura P

er la nazionale azzurra di pallacanestro le qualificazioni agli Europei 2011 potrebbero già essere compromesse a causa delle sconfitte in casa contro Israele ed in trasferta in Lettonia. Lunedì scorso a Bari nemmeno i 5.000 del Palaflorio sono riusciti a spingere gli azzurri ad una vittoria su Israele, che avrebbe forse dato più fiducia a Bargnani e compagni. La prima scelta assoluta dei Toronto Raptors non riesce, da solo, a far girare una squadra che sarebbe da rifondare completamente. Il Mago e l’altro Raptor Belinelli hanno messo a segno 20 punti ciascuno, cioè 40 sui 71 dell’intera squadra. Seppur giocando un basket non eccezionale. C’era anche il presidente del CONI Petrucci al Palaflorio lunedì per cercare di portare fortuna ai ragazzi di Pianigiani, che nel primo quarto lasciavano ben sperare. Poi però, purtroppo, l’Israele ha preso le misure di una squadra azzurra troppo disattenta in difesa ed imprecisa in attacco. Gli israeliani emergono alla lunga grazie alla loro superiorità riuscendo ad andare a canestro ripetutamente e poi ad amministrare il vantaggio, sino alla fine dell’incontro. A fine gara il ct Pianigiani si è detto deluso, ma anche consapevole di un veloce riscatto dei suoi giovedì sera in Lettonia. Riscatto che, però, non è arrivato. Infatti i ragazzi italiani sono caduti anche a Riga, in una partita tiratissima fino all’ultimo secondo e persa poi per un solo punto, 69 a 68. Una sconfitta nata dalla disarmante imprecisione sotto canestro e dai tiri liberi: negli ultimi atti di partita gli errori di Belinelli e Mancinelli sono stati purtroppo decisivi. Bargnani è ancora il punto di riferimento della squadra azzurra, ma non

Sorpresa pugliese!

calendario

della nazionale

2/8 5/8 8/8 11/8 17/8 20/8 23/8 26/8

1 2 3 4 5

Italia-Israele 71-79 Lettonia-Italia 69-68 Italia-Finlandia Montenegro-Italia Israele-Italia Italia-Lettonia Finlandia-Italia Italia-Montenegro

N

on se l’aspettava nemmeno lei, Eliana Nardelli, 23 anni di Candela, in provincia di Foggia e nessuno ci avrebbe scommesso nemmeno un centesimo. Ed invece la ragazza pugliese è riuscita a portare a casa un bellissimo bronzo, dietro due cinesi, ai Mondiali di tiro a segno, nella specialità carabina 10 metri femminile. La medaglia regala anche un pass all’Italia per le Olimpiadi di Londra 2012 nella stessa specialità. La Nardelli, prima di questa prestigiosa prestazione, occupava la posizione numero 114 del ranking della federazione internazionale e 4 anni fa, nell’ultima competizione iridata, si classificò soltanto 84a. Davvero una bella sorpresa per lo sport italiano e pugliese.

classifica gruppo A Montenegro Israele Lettonia Finlandia Italia

(2-0) (1-0) (1-1) (0-1) (0-2)

* = si qualificano agli Europei le prime classificate dei tre gruppi, più le due migliori seconde. Le restanti sei migliori si incontreranno in un torneo aggiuntivo di qualificazione nell’agosto 2011

lega pro/Matera e Campobasso ok, Potenza no

Barletta in Prima

foto today ®

Un momento della gara contro l’Israele a Bari

riesce a terminare la partita perchè raggiunge anzitempo i cinque falli. Stessa sorte capita a Maestranzi, che insieme al Mago, era il più in palla giovedì sera. Le loro espulsioni, in un finale talmente concitato, hanno pesato parecchio sull’equilibrio dell’incontro e sul suo risultato finale. Pianigiani ammette, amaramente, di essere ormai già quasi fuori dalle qualificazioni, dopo solo due partite. Ma aggiunge anche che a questo punto bisognerà continuare ad allenarsi e a dare il massimo, senza guardare la classifica. Il prossimo incontro dell’Italia sarà domani al Palaflorio contro la Finlan-

dia, sconfitta giovedì dal Montenegro. Le qualificazioni agli Europei 2011 prevedono tre gironi, con le prime classificate più le due migliori seconde che si qualificano al torneo che si disputerà in Lituania l’anno prossimo. Detta così, la situazione degli azzurri è davvero drammatica, consideranto il fatto che si dovranno incontrare i fortissimi montenegrini per ben due volte. La speranza è cercare di rientrare almeno nel gruppo delle sei squadre migliori dopo le cinque qualificate che darà la possibilità di partecipare, nell’agosto 2011, ad un ultimo torneo di qualificazione per un solo posto supplementare. Gianvito Magistà

D

oveva essere una pura formalità e così è stato. Il consiglio federale ha detto sì al ripescaggio del Barletta in Prima Divisione (l’ex Serie C1). Dopo ben 15 anni, e dopo l’emozionante esperienza in Serie B, i biancorossi tornano a respirare aria di calcio che conta. La notizia che i tifosi aspettavano è arrivata nel pomeriggio di mercoledì, quando erano tutti davanti allo stadio. Dunque la politica dei piccoli passi ha pagato. Dopo la delusione dei playoff nella stagione scorsa la società è stata premiata. Una curiosità: in Prima Divisione il Barletta, oltre alle altre squadre pugliesi, troverà anche l’Andria. Il derby della nuova provincia pugliese è già una realtà. E sarà da non perdere.

Buone notizie anche per Matera e Campobasso ripescate in Seconda Divisione. Soluzione amara, invece, per il calcio potentino. Dopo aver perso la Lega Pro, i tifosi non vedranno la propria squadra giocare nemmeno in Serie D. Infatti la neonata società “Asd Viviani Potenza” ha chiesto l’iscrizione al campionato regionale di Eccellenza. E’ quanto è stato deciso al termine di una riunione convocata dal sindaco della città, Vito Santarsiero, per “salvare” il calcio nel capoluogo. L’Asd Viviani Potenza sarà presieduta dall’avvocato Aldo Morlino. Ieri, intanto, sono stati versati i 100mila Euro a fondo perduto alla Federcalcio per l’iscrizione, così come previsto dalle norme federali.

Appuntamenti d’Estate BARI

I

l Bari ha salutato Ridanna e lunedì si è riIntanto si è aggregato al gruppo anche il trovato nel ritiro di Vittorio Veneto, in procentrocampista Romero che si dice felice di vincia di Treviso, roccaforte della essere approdato in Puglia. “CreLega Nord i cui cittadini, però, si do che Bari sia la piazza giusta per sono abituati ed affezionati al Bari provare a fare bene - ha dichiarato il ed ai baresi dopo tanti anni. giocatore - anche grazie ai consigli Svanisce il sogno Giovinco che di un tecnico moderno e attento ai giovedì ha deciso di accasarsi a Pargiovani come Ventura”. ma. In settimana sia Angelozzi che Giovedì il Bari è anche tornato Ventura avevano provato ancora una alla vittoria nelle amichevoli estive, volta a convincerlo pubblicamente, dopo le due deludenti sconfitte per ma non c’è stato verso. I gialloblu lo 1-0 contro l’Al Nassr ed il Lumezhanno preso in presito dalla Juvenzane. Una vittoria in cui i biancotus con diritto di riscatto della metà. rossi hanno divertito, per 9-1 contro Jaime Romero A questo punto Angelozzi, seppur il Venezia. Sono i veneti che si porsenza fretta, si concentrerà sull’actano in vantaggio per 1-0, ma poi la quisto dell’ottavo difensore da dare a Ventusquadra di Ventura si sblocca e non c’è più stora. I nomi che circolano sono Marco Andreolli ria. Doppiette di Barreto, Castillo e Caputo e della Roma e Kamil Glik del Palermo. reti di Parisi, Romero e Rivas. (g.m.)

E’

lecce

arrivato il colpo di mercato che i tifosi I tifosi sperano che Piatti possa ripercorreaspettavano. Non sarà Nemeth, ma l’itare le gesta di altri argentini che hanno fatto la loargentino Ignacio Piatti promette fortuna in Salento, come Pasculli e davvero bene. Barbas. Si tratta di un centrocampista Un altro colpo di mercato a cui la avanzato che può giocare anche dirigenza lavora è il ritorno di Marisulla destra e rientra perfettamente lungo che, dopo la splendida stagionegli schemi cari a De Canio, il 4-3ne in prestito l’anno scorso con 13 1-2 ed il 4-3-3. reti, è tornato alla Sampdoria. Piatti arriva dall’Independiente Per lui non ci sarebbero problemi e si è legato al Lecce con un cona tornare al Lecce, ma i blucerchiati tratto quadriennale da 350mila Euro oppongono resistenza, almeno fino a stagione. Agli argentini vanno 3 al preliminare di Champions Leamilioni di Euro, più il 40% di ricavo gue. Poi, in caso di eliminazione, Ignacio Piatti per un eventuale futura cessione del potrebbero anche liberarlo. giocatore. In settimana due partite amicheQuesto tipo di accordo, infatti, era l’unico voli per i giallorossi: vittoria per 5-0 contro i dimodo per combattere l’agguerritissima concorlettanti del Tamai e per 3-1 contro la Triestina, renza di altre squadre, anche europee. fresca ripescata in Serie B. (g.m.)

ACQUISTI: Pulzetti (c, Livorno); Ghezzal (a, Siena); Almiron (c, Juventus); D’Ales-

ACQUISTI: Olivera (a, Penarol); Benassi (p, svincolato); Brivio (d, Vicenza); Donati (d, Inter); Munari (c, Palermo); Sini (d), Bertolacci (c, Roma); Gustavo (d, Palmeiras); Reginiussen (d, Schalke 04); Piatti (c, Independiente)

CESSIONI: Bonucci (d, Juventus); Meggiorini (a, Bologna); Kamata (c), Carobbio (c, Siena); Ranocchia (d, Genoa); Allegretti (c, Grosseto); Donda (c, svincolato)

CESSIONI: Cacia (a, Piacenza); Baclet (a, Vicenza); Marilungo (a, Sampdoria); An-

TRATTATIVE: Paolucci (a, Juventus); Lodi (c, Udinese); Glik (d, Palermo); Sau-

TRATTATIVE:

FORMAZIONE (4-4-2): Gillet; RINALDI, A. Masiello, RAGGI, S. Masiello; Alvarez, Gazzi, PULZETTI, ROMERO; Barreto, GHEZZAL. All.: Ventura

FORMAZIONE (4-3-1-2): Rosati; DONATI, GUSTAVO, REGINIUSSEN,

sandro (a, Roma); Rinaldi (d, Rimini); Raggi (d, Palermo); Romero (c, Udinese); M.Rossi (d, Parma)

ro (d, Boca Juniors); Pratali (d, Torino); Zoboli (d, Brescia); Andreolli

gelo (d, svincolato); Di Michele (a, Torino); Belleri (d, svincolato); Benussi (p, Palermo)

Nemeth (a, Liverpool); Destro (a), Khrin (c), Obinna (a, Inter); Antenucci (a, Catania); Tziolis (c, Siena)

BRIVIO; MUNARI, Giacomazzi, Mesbah; PIATTI; Corvia, OLIVERA. All.: De Canio

il ritiro Dove: dal 15 al 30 luglio a Ridanna (Bolzano); dal 2 al 13

il ritiro Dove: dal 15 luglio al 5 agosto a Tarvisio (Udine)

LE AMICHEVOLI

LE AMICHEVOLI

agosto a Vittorio Veneto (Treviso)

22/7 BARI - Rappresentativa Val Ridanna 11-0 25/7 BARI - Al Nassr Club 0-1 28/7 BARI - Lumezzane 0-1 5/8 BARI - Venezia 9-1 8/8 Triangolare BARI - Portogruaro - Cittadella (a Caorle) 11/8 BARI - Chievo (ore 20:30, sede da definire)

24/7 LECCE - Nazionale Montepaschi 28/7 LECCE - Rapp. Friuli Venezia Giulia 1/8 LECCE - Tamai 4/8 LECCE - Triestina

8-0 9-0 5-0 3-1


SIN n.23 2010