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lutto

molise

E’ scomparso Mons. Ruppi, arcivescovo di Lecce

Emozioni a Larino per la festa di San Pardo

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Anno II n.22 (65) - 4 giugno 2011

Editoriale di Gianvito Magistà

l’ennesimo sogno rubato

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

QUAL è LA VERITà?

redazione@suditalianews.com

con alfano, il pdl diventa sudista

di Vincenzo Magistà a partita delle amministrative si è chiusa con la sconfitta di Berlusconi. Anche il sud ha lanciato un segnale di stanchezza. Il Cavaliere è il grande sconfitto delle elezioni di maggio. Ma il governo non cadrà, e non si andrà alle elezioni anticipate come si prevedeva in un primo momento in caso di sconfitta. La ragione sta nel fatto che ha perso anche Bossi. Se la Lega, come si pensava, avesse guadagnato consensi rispetto ad un Pdl in caduta libera, immediatamente Bossi avrebbe messo la vittoria all’incasso, chiedendo la testa di Berlusconi. Così non è stato, e da sconfitto, Bossi non può chiedere ad un altro sconfitto, Berlusconi, di andarsene. Al contrario, ad entrambi conviene rinserrare le fila, programmare il rilancio, visto che ci sono ancora due anni perché scada la legislatura in corso. Berlusconi, intuendo il pericolo prima di Bossi, è già corso ai ripari. Mercoledì ha indicato il suo successore alla guida del partito, che non si chiamerà più Pdl. Il suo successore è Angelino Alfano, ministro della giustizia, siciliano. Sarà lui, una volta che il consiglio nazionale avrà modificato lo statuto, il segretario unico del partito e toccherà a lui riorganizzare il fu Pdl per tentare di risalire la china in vista delle politiche del 2013. Non sarà facile. Il Pdl a guida sudista (fra i suoi amici più stretti Alfano ha il ministro pugliese Fitto) irrita il partito del nord, a cominciare da Tremonti e Scajola, che avrebbero voluto prendere il suo ruolo e potrebbe facilitare una diaspora verso la Lega. Ma Alfano, dalla sua, ha la simpatia di molti ambienti vicini al Pdl che si erano ormai stancati di Berlusconi e chiedevano novità. Ha, inoltre, al suo fianco il sud, che resta, nonostante i balbettii delle amministrative, un’area geografica sostanzialmente di centrodestra, che in Alfano potrebbe vede il suo possibile rilancio.

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ari tifosi italiani di calcio, prepariamoci a quella che sembra dover essere un’altra estate bollentissima, non tanto per le temperature che ci aspettanno, quanto per il probabile (ed auspicabile) terremoto di un ennesimo scandalo, quello del calcio-scommesse. Il pensiero ovviamente vola al 1980 quando a pagare furono soprattutto Milan e Lazio con la retrocessione in serie B. E poi, naturalmente, per altre situazioni, la più fresca Calciopoli nel 2006, i cui processi penali sono ancora in corso oggi. Proprio dopo quella fatidica estate in cui la nazionale italiana riuscì anche a vincere il Mondiale di Germania, la gran parte dei tifosi e degli addetti ai lavori si erano illusi che il calcio italiano fosse stato definitvamente pulito da criminalità, corruzione e mele marce. Purtroppo, invece, la realtà è diversa e sembra proprio che il crimine sia ben radicato all’interno del sistema. Per carità, il problema del calcio-scommesse non è solo ed esclusivamente una caratteristica italiana, dal momento che ci sono cascati ultimamente anche i tedeschi. Ma è lo stesso un’altra durissima batosta per lo sport preferito dal popolo italico, che già non attraversa un momento felicissimo. L’indagine partita da Cremona si è finora basata principalmente su incontri di Lega Pro e serie B. Ma nelle ultime ore la possibilità che si sposti anche sul massimo campionato è davvero altissima. Anzi, secondo gli investigatori è solo questione di tempo. L’organizzazione (o le organizzazioni) criminale, tramite alcuni contatti nel mondo del calcio, compravano determinate partite su cui poi andavano a scommettere a colpo sicuro. Ma come spesso capita, c’è sempre un anello debole. In questo caso si tratta del portiere 27enne Marco Paoloni, oggi al Benevento, ma fino a pochi mesi alla Cremonese. Sommerso dai debiti ha fatto di tutto pur di comprare partite a favore dell’organizzazione criminale, provando addirittura a drogare con del sonnifero alcuni suoi ex compagni di squadra. E proprio da quella vicenda è poi partita l’indagine che ha portato ai risultati di cui leggiamo sui giornali. Tra i calciatori arrestati, oltre ai volti noti come Signori, Bettarini e Doni, figura anche Antonio Bellavista, di Bitonto (Ba), ex calciatore e capitano del Bari fino al 2008. Per lui 249 presenze e 5 gol con la maglia biancorossa. Un veterano, un simbolo del Bari degli ultimi anni, che purtroppo però è caduto nella rete. La sensazione è che siamo soltanto agli inizi dell’ennesimo scandalo calcistico. L’unica speranza è che siano presi seri provvedimenti contro chi ha sbagliato. Perché oltre al denaro, questi criminali hanno rubato il sogno del pallone a migliaia di tifosi appassionati, onesti e pazienti.

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CILIEGIE, è FESTA comunali/Ballottaggi

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tasse/Puglia

turismo/Bari

vendola aumenta l’imposta sul reddito, sarà crisi?

il porto pugliese sempre più meta preferita

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puglia e basilicata, disfatta per il pdl > P.2

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comunali/Ai ballottaggi il partito di Berlusconi vince solo in 3 città

Puglia, Pdl in crisi D

ilaga anche in Puglia, come nel resto d’Italia, il centrosinistra alle amministrative ottenendo riultati lusinghieri un po’ dovunque. Nelle sei province i sindaci in corsa hanno premiato la coalizione allargata ora alla sinistra radicale (Sel), ora al centro dell’Udc. Ma andiamo con ordine partendo dal Salento e dalla tanto attesa supersfida di Nardò dove Marcello Risi (centrosinistra) ha battuto (56,29%) l’avversario di centrodestra Antonella Bruno (43,71%). In provincia di Taranto vince Vito De Palma a Ginosa. Nel testa a testa a Grottaglie s’impone Ciro Alabrese (centrosinistra), che ha ottenuto il 52,37 per cento contro il 47,62 per cento di Michele Santoro (centrodestra). Giorgio Grimaldi (centrosinistra) è invece il nuovo primo cittadino di San Giorgio Ionico (70,06%). Trasferendoci in capitanata sono 4 i centri del Foggiano in cui si rinnovavano le amministrazioni comunali. A San Giovanni Rotondo Luigi Pompilio (centrodestra) supera l’esame: è il nuovo sindaco col 52,49 per cento rispetto al 47,5 di Francesco Bertani (centrosinistra). A Sannicandro Garganico Vincenzo Monte del Terzo Polo col 52,29 per cento ha la meglio su Nicandro Marinacci del Pdl (47,7%), mentre a San Marco in Lamis festeggia Angelo Cera (Udc) col 58,54 per cento. In quanto a Orta Nova, Iaia Calvo (centrosinistra e Udc) sopravanza col 53,92 per cento il candidato avversario Michele Porcelli. In provincia di Bari il centrosinistra si afferma anche, se il Pdl strappa qualche roccaforte come accaduto a Casamassima. A Modugno ha vinto Massimo

Gatti (centrosinistra), con ben il 62,28 per cento dei voti rispetto al 37,71 per cento di Giuseppe Vasile (centrodestra). A Noicattaro Sozio ha battuto, col 58 per cento dei voti, l’avversario del centrosinistra Luigi Rizzo (41,94%). A Ruvo più risicato, ma comunque decisivo il vantaggio (53,99 per cen-

to) di Nicola Ottombrini (centrosinistra), nuovo sindaco, nei confronti di Matteo Paparella del centrodestra (46 per cento). A Casamassima vince Mimmo Birardi (centrodestra) col 58,96 per cento. Battuto Alessio Nitti (41,03) del centrosinistra. Francesco Iato

tasse/Per ripianare i disavanzi della sanità

E Nichi alza l’Irpef

basilicata/Le elezioni comunali lucane confermano il trend nazionale

Melfi e Pisticci al centrosinistra V

incono Livio Valvano a Melfi e Vito Di Trani a Pisticci i ballottaggi delle amministrative in Basilicata. In particolare nella città federiciana dopo quasi quindici anni il centrodestra passa all’opposizione con l’anima socialista cittadina che torna ai fasti del passato. Il nuovo sindaco di Melfi è stato eletto grazie al voto di 5.678 cittadini che tradotto in termini percentuali rappresenta il 62,87 per cento. Rispetto al primo turno Valvano ha replicato quasi gli stessi voti: solo sei in meno (il 13 maggio ne furono contati 5.684). Ovviamente l’affluenza al secondo turno è stata minore (circa 1.500 elettori in meno) e questo ha permesso a Livio Valvano di passare dal 49,19 per cento al quasi 63. Una differenza di 14 punti. Valvano ha anche avuto dalla propria parte il sostegno in più, rispetto al primo turno, dei candidati Fernando Stabile e Barbara Sassone. Anche la sfidante al ballottaggio, in ogni caso, ha migliorato i propri numeri. Mina Sassone di “Io amo la Lucania”, che non ha stretto alleanze con nessuno degli altri candidati esclusi al primo turno, è passata dai 2.632 voti del 13 maggio ai 3.352 del secondo turno. In pratica, ha aumentato le preferenze di 720 unità passando così dal 22,77 al 37,12 per cento. Senza nemmeno immaginare la possibilità di ribaltare il risultato finale comunque sono andati “persi” i voti del primo turno del Pdl che avevano votato Pina Carbone che si era “meritata” la preferenza di 2.033 melfitani. Per il neo primo cittadino “è la vittoria della gente, l’espressione di una coalizione di centrosinistra che ha saputo muoversi e che si è presentata con un progetto serio e ben articolato alla comunità di Melfi. E’ la vittoria di una città che vuole ripartire e giocare un ruolo di pri-

mo piano sullo scacchiere regionale”. Diversa la situazione a Pisticci. La sfida di Vito Di Trani con Andrea Badursi nei pronostici era meno scontata. In ogni caso anche nella località del Metapontino il centrosinistra torna a governare dopo che 5 anni fa era stato eletto con il centrodestra Michele Leone. Di Trani ha migliorato la propria

percentuale rispetto al 13 maggio di circa 30 punti. Dal 25,87 è passato al 54,87 per cento, raggiungendo i 4.886 voti rispetto ai 2.754 del primo turno. Scarto anche migliore per lo sfidante Andrea Badursi che è passato dal 17,80 per cento con 1.895 voti al 45,15 per cento con 4.023 voti. Alessandro Boccia

campobasso/De Matteis presidente della Provincia

L’insediamento “B

eh, che volete, salendo le scale della Provincia mi sono reso conto che l’esperienza politica ancora non mi ha dato tutti gli strumenti per non sentire il peso della responsabilità”. Rosario De Matteis non ha organizzato cerimonie particolari per il suo insediamento in Provincia. La sua morale, per quasi quarant’anni di politica, è sempre quella di un uomo nato sotto l’ombra della montagna, il Matese. Essere operativo, fattivo, stare vicino alla gente, ascoltarla una per una. E infatti il suo successo è andato oltre i partiti, sancendo l’immagine di una persona benvoluta e stimata. Toni bassi, civili, incarna quello stile un pò tignoso e cocciuto del molisano, capace nel silenzio di portarsi dentro un cuore grande. L’ha chiamato il suo primo giorno di scuola. Il primo saluto è per il Presidente uscente, Nicola D’Ascanio, che l’aspetta in presidenza per passargli il testimone. Un colloquio a due, senza telecamere; “Mi ha dato qualche buon consiglio, certo, serve sempre. Nicola milita nel centrosinistra, l’altra sponda politica, ma siamo amici e lui ha gestito quest’ente prima di me”.

È politico navigato, De Matteis, ma ha sempre coltivato qualcosa che lo rende ancora attuale, una componente che gli leggi negli occhi e che è un misto di ingenuità e voglia, perché no, di dare qualche volta spazio ai sogni. “Penso ai giovani; è a me che viene data un’opportunità, con questa elezione. L’opportunità di fare qualcosa per loro, di restituirgli un’idea di futuro che gli appartiene.” Lo dice e capisci che è davvero così, e lo cogli dalle smorfie quando si torna a rimestare nelle beghe politiche. “La giunta? Guardi, stanno dialogando i partiti, quando decideranno io so che avrò a disposizione persone capaci, a me tocca pensare alle scuole, alla cultura, e alla Formazione”. Sì, la Formazione, la prima richiesta già finita sul tavolo della Regione. “Credo che i tempi siano maturi perché la Regione ci trasferisca il capitolo della Formazione, così che possiamo avere un migliore concetto di prossimità”. Quindi le interviste a giornali e tv; “Sì, ma le facciamo tutte insieme, no? Mica una ciascuno, via”, si schernisce. Poi tocca ai dipendenti, per il saluto ufficiale al nuovo presidente. Stefano Ricci

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ia libera all’aumento dell’Irpef in Puglia per ripianare i disavanzi finanziari della sanità. La decisione è stata assunta dal governatore Vendola all’indomani dei ballottaggi per le amministrative. E il provvedimento ha scatenato un’autentica “rivolta” nella maggioranza e tra i sindacati. Il Partito democratico è sul piede di guerra e annuncia battaglie nei prossimi consigli regionali (13 e 27 giugno), tra cui è inserito quello di fine mese sulle variazioni di bilancio e sull’approvazione del consuntivo 2010. Visti i numeri risicati del centrosinistra non c’è da stare tranquilli. Anche perché l’Italia dei valori e un pezzo dei democratici, i quattro dell’ala Emiliano, annunciano ipotesi concrete di ammutinamento. Il rischio è che escano dalla maggioranza offrendo solo appoggio esterno a Vendola. Sull’aumento dell’imposta sul reddito s’erano in realtà già scatenati i sindacati. I segretari di Cgil, Cisl e Uil, Giovanni Forte, Luigi Colecchia e Aldo Pugliese, lo hanno dichiarato apertis verbis al presidente Vendola che l’aumento dell’Irpef è una iattura in questa fase di crisi. In concreto il ritocco entrerà in vigore con la pubblicazione del decreto del commissario sulla Gazzetta Ufficiale e sarà dello 0,30 per cento (circa 84 euro) per i possessori di redditi imponibili sino a 28 mila euro (1 milione e mezzo di contribuenti), dello 0,50 per cento per tutti gli altri. Ad esempio per chi percepisce uno stipendio di 56 mila euro l’anno l’imposta sarà di 141 euro. Tali aliquote, infatti, si aggiungeranno a quella minima già in vigore dello 0,90 per cento su tutti i redditi soggetti a imposta che saranno dichiarati nel 2011 (in totale si arriverà all’1,20 per cento per i redditi sino a 28 mila euro, a 1,40 per quelli superiori). Sulle buste paga e i cedolini pensionistici il prelievo avverrà da gennaio 2012. L’applicazione sarà per scaglioni, nel senso che i possessori di reddito superiore a 28 mila euro, pagheranno lo 0,30 per cento su quella somma e lo 0,50 sulla parte di reddito superiore. L’assessore Pelillo ha spiegato che

la Regione nell’applicazione dell’addizionale Irpef ha comunque tenuto conto delle indicazioni dei sindacati e ha chiesto al governo centrale di modulare l’applicazione dell’addizionale per coprire il disavanzo sanitario. Dunque non ha applicato lo 0,50 per cento per tutti. L’addizionale dello 0,50 per cento fu applicata negli anni 2008 e 2009 solo sui redditi superiori a 28 mila euro e abolita nel 2010. Pelillo ha anche evidenziato che l’applicazione dello 0,50 sui redditi superiori a 28 mila euro non avrebbe garantito la copertura del disavanzo. Il disavanzo ancora da coprire per l’anno 2010 è di 96,6 milioni di euro (il buco totale è stato di 335 milioni di euro circa). Nel frattempo, però, ci sono anche buone notizie ad alleggerire il quadro fosco, contestato dalle opposizioni (“troppi sprechi nella sanità”). In particolare saranno esclusi dal pagamento di un euro sulle ricette i cosiddetti pensionati sociali, quelli che percepiscono una pensione minima (circa 60 mila in Puglia) con un gettito inferiore di 2 milioni di euro. Fondi che saranno recuperati dai risparmi in più ottenuti dall’applicazione del piano di rientro dai debiti della Puglia, sottoscritto a novembre 2010 col governo centrale. Francesco Iato

Anno II - n.22 (65) - 4 giugno 2011 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa NewsWeb Printing & Distribution 105 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano (Ba) E-mail redazione@suditalianews.com


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molise/Caso Neuromed

Patriciello innocente P

Michele Misseri torna ad Avetrana

avetrana/Ennesimo colpo di scena nel giallo dell’omicidio di Sarah Scazzi

Michele torna a casa C

osima Serrano Misseri è in carcere dal 26 maggio scorso, esattamente a nove mesi dal giorno della scomparsa di Sarah Scazzi, il 26 agosto 2010. Quattro giorni dopo suo marito Michele viene scarcerato. Ora è libero, il contadino di Avetrana. Gli sviluppi dell’inchiesta non lo vedono più accusato di omicidio, ma “solo” di soppressione di cadavere. Per questo reato i termini di custodia cautelare sono scaduti da tempo. E’ la stessa Procura a chiedere al gip di rimettere l’uomo in libertà. Ma quella di Michele è una libertà “vincolata”. Vincolata dalla presenza assillante della figlia maggiore, Valentina, che - come nella tradizione familiare - decide quello che il padre può e deve fare. E’ necessario, anzitutto, che Michele ribadisca a tutti che ad uccidere Sarah è stato lui. Niente di meglio che un’intervista concordata con due amiche giornaliste. Le croniste sono in casa prima ancora che il contadino di Avetrana vi giunga dal carcere. Sono proprio loro ad aprirgli la porta e ad aggredirlo con domande e telecamere. Michele, superato un attimo di esitazione e incredulità, dimostra ancora la ormai collaudata capacità di stare al gioco. Fa il suo ennesimo show. Corda alla mano - comprata nuova dalle croniste, per la bisogna - conferma ancora: “Sarah l’ho uccisa io, nel garage. Cosima e Sabrina sono innocenti. Ecco come l’ho strangolata, girandole una corda intorno al collo e stringendo forte”. Tutta l’Italia si accorge della farsa. Gli avetranesi, in particolare, sono indignati. “E’ un’offesa alla nostra intelligenza - dice il vice sindaco nelle interviste alle tv - è evidente che si tratti di una messinscena. Le due giornaliste erano d’accordo con Valentina e quest’ultima ha convinto il padre a recitare, per l’ennesima volta”. Anche in Procura, a Taranto, l’irritazione degli inquirenti è alle stelle. “Ma davvero pensano di poterci prendere in giro?”, dice il procuratore Franco Sebastio. “Il contadino è comunque inaffidabile - prosegue il magistrato - da tempo non teniamo più conto delle sue dichiarazioni. Abbiamo raccolto ben altri elementi per far luce sull’omicidio di Sarah. Michele Misseri, al momento del delitto, non era neanche presente, è intervenuto solo dopo su richiesta della figlia e della moglie”. Ma Michele è un fiume in piena. Ha voglia di parlare liberamente, anche se la figlia Valentina glielo impedisce. E dopo un paio di giorni di clausura assoluta tra le mura della sua villa di via Deledda, esce per fare qualche lavoretto in giardino. I cronisti sono assiepati oltre il cancello. Sulle prime l’uomo - chiamato a gran voce dai giornalisti - non risponde. Ammicca, guarda verso la strada, è tentato

dall’avvicinarsi, ma resiste. Continua a potare i suoi alberelli, a colpi di accetta. Alla seconda uscita, però, cede alla voce suadente di una giornalista. “Quando andrai a mettere un fiore sulla tomba di Sarah?” è la domanda che lo sblocca. “Quando uscirà il colpevole” è la risposta. “Ma come, hai detto di essere tu il colpevole, cosa dici ora?” “Stanno facendo tutto loro” ribatte Michele. Risposta sibillina. “Loro” chi? Gli inquirenti o le donne di casa sua? Non lo sapremo. Perché interviene la figlia Valentina che lo rimprovera, gli ordina di tacere ed inveisce contro i giornalisti. Michele Misseri torna in casa senza fiatare. Difficile fare previsioni su quel che accadrà. Il protagonista di questa oscura vicenda è alla sua nona - se non decima

- versione dei fatti. Gli inquirenti, ormai, non ne tengono più conto. Battono piuttosto le loro piste. Come quella del fioraio che dice di aver sognato. Il cosiddetto superteste ha detto di aver visto proprio Cosima Serrano prendere per i capelli Sarah, mentre era in strada, costringerla a salire in auto e riportarla a casa. Per essere un sogno, è troppo dettagliato. Intanto verrà controllata dai Ris dei carabinieri l’Opel Astra della donna, dove potrebbero esserci ancora tracce della piccola vittima. Poi gli inquirenti potrebbero andare in Germania, ad ascoltare la ex commessa del fioraio, alla quale l’uomo aveva raccontato l’episodio come fatto reale, non in versione di sogno. La verità è comunque ancora lontana. Francesco Persiani

otrebbero presto aprirsi quei portoni rimasti chiusi per i sigilli posti dalla magistratura nell’estate del 2004, quando dispose il sequestro della Fondazione Pavone, a Salcito. La vicenda oggetto dell’indagine e del relativo processo conclusosi in Appello con l’assoluzione dell’eurodeputato Aldo Patriciello, ha inizio a metà anni Novanta. La Fondazione viene costituita dalla famiglia Pavone, che lascia alla chiesa la propria fondazione costruita intorno a una struttura che per volontà indicano dover essere adibita a struttura riabilitativa. Nel 2004 il centro viene acquisito dall’istituto Neurologico Mediterraneo di Pozzilli, di proprietà della famiglia Patriciello, che l’adibisce a struttura sanitaria, indicandone nella riabilitazione la sua finalità. La magistratura indaga, e alla fine coinvolge sei persone nell’inchiesta: Aldo Patriciello, oggi eurodeputato del gruppo dei Popolari, suo cognato Mario Pietracupa, all’epoca manager del Neuromed e oggi vicepresidente della giunta regionale, Erberto Melaragno e Giovanni Di Rienzo, il primo come presidente dell’istituto e il secondo come direttore generale del settore Sanità della Regione. Gli altri due coinvolti sono Sergio Di Vico, dirigente dell’allora Asl di Campobasso, e don Orlando Di Tella, all’epoca presidente della Fondazione Pavone. Le accuse per tutti vanno dall’abuso d’ufficio al tentativo di malversazione all’abuso edilizio. Per don Orlando anche l’accusa di aver violato i sigilli durante il periodo del sequestro. Per il pm Fabio Papa, insomma, la destinazione originaria era stata cambiata per favorire Patriciello. Lui, l’eurodeputato, si era messo da subito a disposizione della magistratura, senza opporre nessun impegno dovuto al suo mandato. In primo grado Patriciello, Pietracupa e gli altri erano stati condannati a un anno e sei mesi, con l’aggiunta, per il solo don Orlando, di altri quattro mesi per violazione dei sigilli. Solo Sergio Di Vico usciva di scena già in primo grado. Con la sentenza d’appello è caduto anche il reato che aveva portato alla condanna, l’abuso d’ufficio. Assoluzione per tutti, tranne che per don Orlando, al quale il tribunale infligge quattro mesi per violazione di sigilli. Soddisfazione di tutti, anche se è presto per dire che la Fondazione presto sarà operativa, visto che nel frattempo la Regione, impegnata nel difficile cammino per il piano di rientro, difficilmente potrà soddisfare eventuali richieste di Neuromed per una revisione dell’accreditamento. (s.r.)

turismo/La Royal Carribean felice di sbarcare nel capoluogo pugliese

Bari, un hub di alto livello I

l Porto di Bari si conferma sempre più scalo di primaria importanza per le crociere nel Mediterraneo. Da questa stagione, alla corposa flotta di navi della Costa e della Msc si è aggiunta anche la maestosa “Voyager of the Seas”, della Royal Caribbean, capace di ospitare circa 4mila crocieristi. La nave ha fatto per la prima volta scalo a Bari martedì scorso, e per tutta la stagione estiva tornerà nel capoluogo pugliese ogni martedì per sbarcare ed imbarcare passeggeri da portare in giro per tutto il Mediterraneo. Alla “prima” della Voyager of the Seas hanno voluto assistere le autorità comunali, provinciali e regionali che hanno dato il benvenuto all’equipaggio della nave ed ai crocieristi. E’ stata anche l’occasione per fare il punto sullo sviluppo del traffico crocieristico nel porto di Bari, cresciuto negli ultimi anni di quasi il doppio. Una crescita destinata ad aumentare, anche perché i responsabili della Royal Caribbean hanno annunciato che a partire dall’anno prossimo Bari verrà inserita come meta stabile negli itinerari del Mediterraneo, diventando quasi un hub per la compagnia di crociere più importante del mondo. La nave arrivata a Bari, la Voyager for the Seas, è ritenuta una delle

dieci navi da crociera più lussuose del mondo. E’ stata costruita per assicurare molta più autonomia negli spazi concessi ai crocieristi e quindi molto più comfort. Porta in vacanza soprattutto americani, che arrivano in Italia in aereo, sbarcando a Roma.

Quando Bari diventerà sede di punta delle navi Royal Caribbean, i crocieristi americani arriveranno direttamente in aereo a Bari e da Palese si imbarcheranno in pochi minuti sulla loro nave. Proprio su questo puntano i veritici della RC per incrementare i loro passeggeri.

notizie in brevE cellule cerebrali nello spazio Per la prima volta, la ricerca sui tumori cerebrali è arrivata nello spazio, grazie a un progetto internazionale che coinvolge l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e le università La Sapienza di Roma e del Kentucky. Un milione e mezzo di cellule sono rimaste in orbita per un mese, in un micro satellite e sono rientrate mercoledì notte sulla Terra con lo Shuttle.

mola, in vespa per l’europa Fabio Boccuzzi e Valentina Lorusso, 34enni di Mola di Bari, laureati ed in cerca di lavoro, insieme da 15 anni, gireranno con la loro Vespa per tutta l’Europa, 20 mila chilometri. Sostenuti dai genitori e da qualche sponsor, ammortizzeranno in parte le spese con il couchsurfing. Obiettivo Capo Nord. Li potremo seguire tappa per tappa sul loro sito, www.stradeinmovimento.com.

a bari i bimbi di chernobyl 400 bambini sono arrivati a Bari da Chernobyl e saranno ospitati per un po’ da varie famiglie del centro e sud Italia. La maggior parte rimarrà comunque in provincia di Bari dove 16 anni fa è partito il progetto che prevede la loro permanenza ogni anno durante le feste natalizie e d’estate. A coordinare arrivi e ospitalità è un’associazione di Modugno che ormai riunisce 600 famiglie.

molise, gli angioini di colletorto Celebrata a Colletorto la tradizionale sfilata dei cortei storici, che ricorda l’antica presenza angioina sotto il regno di Giovanna I. A sfilare vari gruppi arrivati, oltre che dal Molise anche dall’Abruzzo e dalla Puglia, con gli Angioini di Lucera e i Battitori di Carbonara. Ai piedi della torre merlata si è svolto il tradizionale omaggio dei gruppi storici alla regina, interpretata da una ragazza del paese.

gallipoli, premio barocco a rischio La manifestazione in programma lunedì prossimo su Rai Uno in diretta dal porto potrebbe praticamente non tenersi più. Manca ancora il contributo economico del comune, circa 70mila euro. Il Comune sta cercando una soluzione, ma il sindaco informa che aveva già comunicato più volte delle difficoltà nel reperire somme a causa dei tagli del governo alle manifestazioni e spettacoli.

monopoli ed il pesce biologico Si conclude domenica a Monopoli la rassegna di Biolfish, dedicata all’acquacoltura biologica e alla pesca sostenibile, tra convegni, workshop e degustazioni. Nei giorni scorsi i ristoranti del centro storico hanno proposto il meglio dei piatti mediterranei a base biologica, dove protagonista è soprattutto il pesce azzurro, ricco di Omega-3.

a brindsi il negroamaro wine festival

La “Voyager of the Seas”

Successo a Brindisi per il Neogroamaro Wine Festival. Migliaia di visitatori si sono divisi tra piazza Vittoria e piazza Mercato. Sessanta le aziende espositrici di vini, di specialità enogastronomiche e di olio.


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ospedali/Tanti interventi in termini di prevenzione

Sanità modello L

a Basilicata rappresenta un’eccellenza nell’ambito della politica sanitaria. Numerosi gli interventi a sostegno della popolazione lucana, in termini di prevenzione e avvicinamento dell’utenza ai poli ospedalieri. Il 2010 infatti è stato un anno cardine per la programmazione sanitaria.

di organizzazione, gli schemi di atti emessi dalle Aziende sanitarie Asp e Asm, dall’Azienda Ospedaliera San Carlo, dall’Irccs – Crob di Rionero in Vulture. Il 2010 è stato caratterizzato dall’avvio del Dipartimento Interaziendale regionale di EmergenzaUrgenza Sanitaria (Dires), che opera

Gli Stati Generali della Sanità, tenutosi pochi mesi fa, in cinque giornate intense di analisi e di confronto, sono stati dedicati a tempo pieno ad affrontare macroaree specifiche di attività, con la partecipazione di esperti della materia, degli operatori del settore, del volontariato e delle rappresentanze dei cittadini in un approccio bottom-up alle tematiche. Ne è risultato un quadro generale della Sanità lucana, la cornice in cui inserire il nuovo Piano della Salute, un atto che garantisca i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), senza comprometterne l’appropriatezza e l’efficienza e che migliori l’organizzazione dei servizi sanitari nella rete di assistenza alla persona e alla comunità. Assicurare l’equilibrio economico-finanziario nella gestione delle risorse programmate per il servizio sanitario regionale è stato il principio ispiratore delle direttive vincolanti finalizzate al contenimento della spesa sanitaria. Per evitare duplicazioni di strutture, garantire la continuità dell’assistenza e dell’integrazione tra ospedale e territorio e protocolli congiunti e contestuali, si è proceduto anche a uniformare, secondo criteri condivisi

come struttura operativa unitaria a carattere interaziendale per organizzare e gestire la rete regionale del 118 in sostituzione dell’Ente Basilicata Soccorso. In relazione al nuovo piano della prevenzione nazionale 2010-2012 sono state rafforzate tutte le attività. La Regione Basilicata ha riorganizzato, potenziandoli, gli screening oncologici e anche nel 2010 è stata assicurata la campagna vaccinale per gli anziani e i soggetti a rischio. Il 2010 è stato un anno importante anche per la riorganizzazione dei servizi offerti alle comunità. I Pois, acronimo per “Piani di Offerta Integrata di Servizi”, mirano a fornire ai cittadini servizi sanitari, sociali, assistenziali e educativi direttamente sul territorio, vale a dire nel momento e nel posto in cui servono, superando le vecchie logiche articolate su plessi accentrati erogatori di servizi ai quali i cittadini dovevano recarsi. Quanto alle politiche di inclusione sociale, è stato varato un nuovo programma, che si propone di mettere a regime la misura di contrasto alle condizioni di povertà e di esclusione sociale prevista dalla legge del 2007 sulla “cittadinanza solidale”.

sanità/Strutture specializzate e di qualità per il benessere dei cittadini

Più salute per i lucani L

a Basilicata è una regione dai piccoli numeri su un territorio molto vasto. Una condizione che può essere letta come un handicap ma che la politica regionale ha cercato di trasformare in vantaggio. Essere in pochi può essere, infatti, un vantaggio quando l’obiettivo è quello di costruire un modello che garantisca più salute e terapie di alto livello. E vanno proprio in questa direzione le scelte del governo regionale. Un’amministrazione eccezionalmente stabile è apparsa subito come un elemento a favore per l’elaborazione di una politica che, pur nel necessario contenimento e rigore dei costi, ha saputo tagliare dove è stato possibile e investire in qualità e in eccellenza. Così i piccoli ospedali, nati negli anni Cinquanta dai sacrifici e dalle richieste di salute dei territori, si sono specializzati. A Tricarico e ad Acerenza sono attivi due centri di riabilitazione per malati acuti e cronici collegati alla Fondazione Don Gnocchi, istituto privato specializzato e molto noto a livello nazionale. Così a Chiaromonte opera un’altra struttura speciale che aiuta a guarire dai disturbi dell’alimentazione, specialmente dalla bulimia e dall’anoressia. Si chiama “Centro Gioia”, gestito da personale

altamente qualificato. Fra le terapie il teatro, la danza, la musica, l’ippoterapia, e soprattutto la solidarietà con le altre pazienti. Due parole anche sull’Azienda ospedaliera S. Carlo di Potenza, il più grande ospedale della regione con le sue numerose specializzazioni, dove pulsa il cuore dell’organizzazione sanitaria della regione concentrato il 118, numero telefonico per chiamare i soccorsi di emergenza. Di qui partono le ambulanze e gli elicotteri per ogni parte della città e della Basilicata per i ricoveri più urgenti. Data proprio la vastità della Lucania, il 118 sta sperimentando un’innovativa campagna per riconoscere i primi sintomi dell’infarto acuto del miocardio. Perché più tempo si risparmia, più vite si salvano. Un’antenna satellitare, costruita in Basilicata, applicata su un’ambulanza del 118 sta sperimentando un nuovo modello per guidare i soccorsi. La struttura mobile, dotata delle più moderne attrezzature, invia all’ospedale S. Carlo, le analisi cliniche del paziente, dagli esami del sangue all’elettrocardiogramma, alle risonanze e alle tac, che sono lette in tempo reale dai medici specialisti. Anche in questo caso un modo per ri-

sparmiare tempo e per ricoverare il paziente, solo se necessario e nel centro migliore. Altrettanto moderno, costruito negli anni Novanta, è l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, il secondo in Basilicata. Ma la Basilicata sta investendo risorse ed energie in prevenzione. Da anni sono estesi a tutte le donne lucane gli screening per il tumore al collo dell’utero e, a partire dai cinquanta anni, la mammografia per individuare già dalle primissime lesioni il carcinoma del seno. E’ in programmazione lo screening per il tumore del colon retto per la fascia di popolazione più a rischio. La Basilicata, finora, ha registrato tra i numeri più bassi in Italia di casi di cancro (ricordiamo che a Rionero in Vulture opera il Crob, un istituto di cura dei tumori collegato direttamente con le strutture italiane di eccellenza nel campo). Purtroppo, però, l’abbandono di sane abitudini come la dieta mediterranea e l’acquisizione di scorretti stili di vita stanno portando i lucani ad ammalarsi di più. Di qui le campagne sponsorizzate dalla Regione contro l’obesità infantile, il ritorno all’alimentazione dei padri e al movimento per vivere di più e più a lungo.


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molise/Premiate le imprenditrici dell’anno

Donne di successo U

Sopra e sotto: il funerale del Mons. Ruppi

Monsignor ruppi/Scomparso domenica scorsa il vescovo della solidarietà

La Puglia è in lutto E’

stato definito da molti il vescovo della solidarietà. Monsignor Cosmo Francesco Ruppi, per 22 anni arcivescovo di Lecce, è morto nella sua Alberobello domenica scorsa. Aveva 79 anni. Era stato il protagonista dell’accoglienza alle migliaia di clandestini albanesi che negli anni Novanta invasero la Puglia, approdando su gommoni e natanti di fortuna sulle coste del Salento. Si rimboccò le maniche e trasformò il Regina Pacis da centro estivo per le vacanze dei bambini delle diocesi salentine, in un vero e proprio centro di accoglienza per immigrati clandestini. Grazie a quella intuizione molte vite umane furono salvate e quei clandestini albanesi arrivati quasi nudi in Puglia, oggi si sono costruiti un futuro in Italia e nel resto dell’Europa. Ruppi venne nominato arcivescovo di Lecce nell’88 ed ha continuato a reggere le sorti della diocesi fino a due anni fa quando, per raggiunti limiti di età, è andato in pensione, ritirandosi nella sua città natale, Alberobello, nella casa di riposo intitolata a Giovanni XXIII, da egli fatta costruire. Era stato anche vescovo di Termoli e Larino e prima di diventare vescovo aveva fatto da segretario all’arcivescovo di Bari, monsignor Nicodemo col quale, in veste di segretario, aveva partecipato ai lavori del Concilio Vaticano II voluto da Papa Giovanni XXIII. A Lecce era riuscito a costruire un nuovo Seminario e Papa Woityla volle ringraziarlo con una visita che durò due giorni. Era giornalista pubblicista e collaborava con molti giornali. La sua dote era la facilità con cui comunicava con la gente. Ogni domenica curava una seguitissima rubrica televisiva su Telenorba, emittente diffusa in Puglia, Basilicata e Molise ed ogni mattina raccontava la vita del santo del giorno sulla radio nazionale, la mattina presto, dopo il Gr1. Aveva scritto molti libri, l’ultimo dei quali presentato in Vaticano, proprio sulla vita dei santi. La sua forza erano la fede e il dialogo. Parlava con tutti ed anche coi politici, di qualsiasi parte. Li incontrava e li faceva incontrare perché si capissero e risolvessero i problemi della gente, alla quale parlava con un linguaggio semplice, quello della quotidianità. Colpito da un male incurabile quando era ancora arcivescovo di Lecce, ha combattuto contro la malattia senza farlo pesare a nessuno, come se nulla fosse e il venerdì prima di morire, con la stessa forza e con lo spirito di sempre, registrò la puntata della sua rubrica per Telenorba. Ma sentiva la morte vicina. E salutò i telespettatori dicendogli: “Non ci rivedremo più, vi abbraccio portandovi con me”. Enzo Magistà

na dedica speciale, da donna a donna, quella che la Camera di Commercio di Campobasso ha voluto per il premio alla memoria di Maria Rossi Sabelli. Premiare le imprenditrici che si sono distinte nel loro ruolo di donne capaci di portare avanti l’azienda come la famiglia, progredire insieme con i dipendenti facendo crescere aziende molto spesso ereditate dai padri. C’erano i figli di Maria Rossi Sabelli, nella sala Falcione dell’ente camerale, a consegnare quel premio intitolato alla madre, la cui biografia segna il percorso di una donna devota alla solidarietà. Nel 1917, dopo i primi studi medici, si prodigò nell’assistenza ai feriti che rientravano dal fronte. Il ricovero era stato predisposto presso l’attuale convitto Mario Pagano, nel centro città, a Campobasso. Dopo aver sposato Pasquale Sabelli, si dedicò a tante attività imprenditoriali, lasciando ovunque il segno. Gestì lo storico pastificio Guacci, quindi il panificio Sabelli, dedicandosi a promuovere l’educazione civica e agricola alle “donne rurali” dell’epoca, insegnando nelle scuole magistrali. Fu nel 1952 quando coronò il suo sogno, fondando la prima casa di cura privata in Molise, che porta il nome di Villa Maria, e all’epoca serviva i bacini della Puglia e del beneventano. Il premio che la ricorda è stato assegnato a due imprenditrici che secondo le motivazioni sono state in grado di raggiungere importanti traguardi, affermando l’identità femminile e un alto valore professionale. Tecla Vitale è stata premiata per aver saputo consolidare quella Vitale Motors ereditata dal padre e portata ai vertici tra gli autosaloni del centro sud. La particolarità sta anche nel fatto che abbia voluto, nel tempo, inserire diverse donne al vertice amministrativo della società. L’altra premiata, Elisabetta Di

Le imprenditrici premiate

Massa, lavora nello stesso campo, la sanità, della Rossi Sabelli, e non ha nascosto la sua emozione ricordando di non essere originaria del Molise, ma di aver dato tanto a questa terra che l’ha accolta quando si trasferì per amore. La Di Massa ha brevettato negli Stati Uniti e in Europa un apparecchio polifunzionale, l’Edm, per le terapie riabilitative ortopediche. Il suo staff, neanche a dirlo, è per il 90 % in rosa. Nel premio, organizzato insieme con la Consigliera di Parità del Molise Giuditta Lembo, erano previste anche sette menzioni d’onore, assegnate ad altrettante imprenditrici relativamente a quattro diverse sezioni, il consolidamento d’azienda, la prevalenza di occupazione femminile, la presenza sui mercati internazionali e i riconoscimenti ottenuti. Anna Montuori, Incoronata Del Rosso, Maria Rita Nasella, Maria Giuseppa d’Amico, Marisa Gentile, Anna Sammarone e Marina Colonna le donne premiate, che alla fine hanno celebrato con una foto ricordo di un premio che hanno dedicato a tutte le donne. Stefano Ricci

RICANDIDATURA

L’ molfetta/Premio alla carriera per Al Bano

Una vita in musica

Al Bano durante la premiazione a Molfetta

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a soddisfazione è averlo ricevuto nel pieno dei suoi anni, all’apice della carriera. “Di solito - dice - questi premi sono alla memoria, i protagonisti già non ci sono più quando vengono consegnati”. Scherza ma non troppo Albano Carrisi, di professione cantante, orgoglio della terra di Puglia, quasi fosse un ambasciatore della Puglia nel mondo, conosciuto tanto in Italia quanto all’estero. A Molfetta, lo scorso 27 maggio, ha ricevuto il premio “Una vita per la musica” nel corso del prestigioso appuntamento organizzato dalla Fondazione Musicale “Vincenzo Maria Valente” con la collaborazione del Comune. Soddisfatto ed emozionato, quasi fosse un’artista alle prime armi. Eppure

all’anfiteatro di Ponente era lui la star, l’ospite d’eccezione. Anche se il parterre degli ospiti non era niente male. Basti pensare ai presentatori della serata, Lorena Bianchetti della Rai e Mauro Dal Sogno di Radionorba. E poi, ultimi ma non da ultimi, la salentina Emma Marrone, protagonista dell’ultimo Festival di Sanremo, l’orchestra Filarmonica Mediterranea diretta dal Maestro Paolo Lepore e niente meno che Montserrat Caballè che in apertura ha interpretato la Carmen di Bizet in uno spettacolo live dalle mille emozioni. “E’ un premio che mi inorgoglisce e mi spinge ad andare ancora avanti”, ha detto Al Bano sul palco, “non sono un ambasciatore, sono un semplice cantante che gira il mondo e che ha dato tanto alla musica”. L’artista di Cellino San Marco, prima di far ascoltare i pezzi più famosi del suo sterminato repertorio, ha svelato un segreto: era di Molfetta la sua insegnante di italiano delle scuole medie. Ha confidato di conservare di lei un ricordo nitido e straordinario, “chissà che un giorno non riesca ad incontrala”, si è augurato. D’eccezione gli ospiti nella platea dell’Anfiteatro tra autorità civili, religiose e militari. Dietro le quinte anche Maria Scicolone, sorella di Sofia Loren, molto amica di Al Bano, con il quale ha inciso un album di canzoni napoletane. L’incasso della serata, realizzata in partnership con Telenorba, è stato devoluto alle associazioni Famiglia Dovuta e Agebeo Onlus. Giovanni Di Benedetto

on. Laura Albanese sarà ricandidata per il posto di Membro del Parlamento Provinciale dell’Ontario per la zona York South-Weston per la tornata elettorale del 6 ottobre prossimo. L’on. Albanese, viso conosciuto per tantissimi anni del notiziario in italiano su OMNI Television, proverà ad insediarsi nel governo provinciale per il secondo mandato consecutivo. “Sono onorata di accettare la candidatura liberale per la zona York South-Weston - ha dichiarato. - Sin dalla mia prima elezione nel 2007 ho cercato di lavorare con vigore e passione per ottenere i migliori risultati possibili per la gente di York South-Weston. Voglio concentrarmi sul migliorare la qualità della vita nella zona”. Laura Albanese vive nella zona York South-Weston da 30 anni, cioè da quando si è spostata definitivamente in Canada dalla Puglia.

L’on. Laura Albanese


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molise/A Larino la festa sentita anche all’estero

San Pardo nel cuore

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applauso di migliaia di mani che dà voce al rosso del tramonto di primavera, mentre quel santo, rivolto verso la piazza, rientra dopo tre giorni di processioni nella cattedrale. Una festa che ogni anno richiama migliaia di persone quella in onore di San Pardo, a Larino. E ogni anno parenti e amici chiamano in quel preciso momento, culmine della festa, i parenti lontani, i larinesi emigrati, che piangono insieme la nostalgia di un momento che è parte di loro, qualsiasi cosa stiano facendo in quel momento, a migliaia di chilometri di distanza. Un’esplosione di colori e di fede, questa è la festa di San Pardo, patrono di uno dei borghi più antichi e suggestivi del Molise. Centotrenta carri trainati da buoi e mucche, per un impegno di quasi trecento animali domati per mesi e preparati alla fatica. Su ogni carro i drappi e le coperte degli antichi corredi di famiglia, a fare da base a un tappeto di fiori di carta, rinnovati ad ogni anno, che costituiscono uno sforzo impressionante. Su ognuno dei carri, infatti, non se ne contano meno di cinquecento; tutti fatti a mano, tutti ogni anno. La devozione del popolo frentano per questo Santo ha radici millenarie. Secondo le tracce storiche era l’842 quando

i larinesi decisero di ricostruirsi quella storia massacrata dai Saraceni, che fecero razzie e compirono massacri. Per il comune senso religioso la figura di maggior spicco era quella di Primiano, un martire cristiano massacrato dai leoni nell’anfiteatro di Larino, più antico del Colosseo di quattro secoli. A sottrarne le spoglie, anni addietro, erano stati gli abitanti di Lucera, che l’avevano proclamato protettore della città, così com’è tuttora. Mentre i Larinesi erano in bellicoso cammino verso Lucera, si sono imbattuti nelle spoglie di quel vescovo, Pardo, venuto da Oriente. Decisero che quello era un segno, che la guerra non sarebbe servita, e riportarono il nuovo protettore su un carro trainato da buoi e vestito a festa con i fiori di primavera. La notte del 25 maggio una processione lunga chilometri illuminata dalle fiaccole apre la suggestione di tre giorni di processioni, in cui San Pardo si accompagna con la statua di San Primiano. Il 26, quindi il 27, con l’immensa scampagnata che precede il rientro del santo e coinvolge centinaia di tavolate di amici e parenti. Ogni anno, la dedica della comunità è in quella nostalgica telefonata ai larinesi lontani, che San Pardo ce l’hanno nel cuore. Stefano Ricci

Festa delle ciliegie a Conversano

© Luigi Calabrese

sagre/Conversano e Turi, in provincia di Bari, le capitali del frutto rosso

Ciliegie, città in festa S

i è rinnovato mercoledì 1 e giovedì 2 giugno, a Conversano, l’appuntamento con la tradizionale “Festa della ciliegia” giunta alla sua VIII edizione. Quest’anno la manifestazione ha avuto uno scopo benefico e umanitario: parte del ricavato dell’evento, infatti, è stato devoluta all’APO PUGLIA per promuovere stili di vita corretti e incoraggiare visite di prevenzione e ricerca clinica. Tra i fautori dell’iniziativa troviamo Coldiretti, ConfAgricoltura, Uimec-Uil-Copagri, FederAgri e Acli supportati da Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Conversano, Camera di Commercio e sponsor privati. La cittadinanza, come sempre, è stata parte attiva dell’evento. Numerosi gli stand e le occasioni per degustare prodotti tipici aventi come ingrediente base le ciliegie. I visitatori hanno potuto passeggiare all’ombra del Castello, assaporando le meraviglie culturali e gastronomiche della Città di Conversano. Anche quest’anno il programma è stato molto ricco. Dopo la consueta cerimonia di inaugurazione con la benedizione di mons. Domenico Padovano vescovo della Diocesi di ConversanoMonopoli alla presenza delle autorità civili, è stata aperta l’esposizione dei lavori realizzati dagli alunni delle scuole elementari e medie in concomitanza con il convegno su “Marchio e Territorio, sinergia vincente per la ciliegia del sud-est barese” promosso dalla rivista specializzata “L’Informatore Agrario”. Nel pomeriggio, inoltre, sono stati aperti tutti gli stand che hanno accolto i visitatori sino a tarda sera. Nella giornata di giovedì due giugno, invece, la mattinata è cominciata con l’apertura degli stand e con il concerto della banda “Gioacchino Ligonzo” Città di Conversano. Qualche ora più tardi l’intervento dei piccoli alunni della scuola dell’infanzia II circolo didattico via Firenze ha animato il pomeriggio con il progetto “A spasso nel tempo”. A seguire, infine, si è tenuto il concorso “Le 50 ciliegie d’oro”, gli spettacoli degli artisti di strada e la cerimonia di premiazione degli espositori e dei vincitori della gara. La ciliegia, tuttavia, non si celebra solo a Conversano. Anche a Turi, infatti, si renderà omaggio per il ventunesimo anno consecutivo, alla Ciliegia “Ferrovia”, la risorsa più preziosa, un prodotto assai prelibato, ormai riconosciuto per le sue innumerevoli proprietà organolettiche e terapeutiche, unica per lucentezza, sapore e calibro. Attraverso la Sagra, il noto frutto rosso è diventato anche occasione di attrazione turistica, culturale ed enogastronomica non solo per Turi, ma per tutta l’area del sud-est barese e per tutta la Puglia. I festeggiamenti partono oggi con il simbolico taglio del nastro, alla presenza

di autorità civili e religiose. A seguire saliranno sul palco la “ConTurBand”, con il concerto musicale itinerante, e il noto comico Gianni Ciardo, con le sue battute esilaranti e divertenti. Domenica mattina, invece, si svolgerà una gara podistica organizzata dall’associazione “Dof Amatori” e saranno aperti gli stand al pubblico. In serata le ragazze di Miss Italia sfileranno per contendersi la fascia

di ‘Miss Ciliegia Ferrovia’, titolo che consentirà, poi, alla vincitrice di proseguire le selezioni regionali verso le finali del noto concorso di bellezza. Ad accogliere i turisti provvederanno i ragazzi dell’associazione “Turisti in Tour”, i quali mostreranno ai numerosi visitatori la grotta di Sant’Oronzo, le Chiese e tutte le bellezze architettoniche, naturali e paesaggistiche che Turi offre.

foggia/La festa per la Madonna a Carlantino

Il busto di San Pardo (Foto: Luigi Calabrese)

basilicata/La festa di San Gerardo a Potenza

Ricotta e religione La Parata dei Turchi P

La preparazione della ricotta a Carlantino

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ono le autostrade dell’antichità. I tratturi, anticamente, rappresentavano le principali vie di comunicazione, tagliando montagne, valloni e pianure. Si partiva dagli altopiani abruzzesi per raggiungere il Tavoliere, dove le greggi trascorrevano l’inverno. E quando i pastori provenienti dall’Abruzzo e dal Molise si fermavano a Carlantino prima di proseguire con le pecore verso la provincia di Foggia, offrivano alla Vergine ricotta e formaggio, in segno di ringraziamento e devozione. Questo antico rito legato alla transumanza si ripete da secoli nel piccolo comune dei Monti Dauni. Le celebrazioni si svolgono in onore della Santissima Annunziata, ribattezzata dai carlantinesi “Madonna della Ricotta”. Anche quest’anno, i festeggiamenti per la santa patrona hanno richiamato tanti visitatori nel paese della diga di Occhito. Come è ormai tradizione, i pastori hanno lavorato il latte della mungitura delle pecore e delle capre, mostrando le fasi di produzione della ricotta e del formaggio fresco. Gli allevatori hanno donato otto quintali di latte, per prepa-

rare 120 chili di formaggio e 40 chili di ricotta. Ma come si preparano questi prodotti prelibati e genuini? Lo spiega Vincenzo Campanelli, allevatore di Carlantino: “Per ottenere il formaggio è necessaria un’ora, bisogna portare il latte a 38 gradi e aggiungere il caglio. Per fare la ricotta - aggiunge Campanelli - bisogna utilizzare il siero del formaggio, lo si fa arrivare a 60 gradi, si aggiunge il latte e quando raggiunge i 90 gradi esce il prodotto”. Si tratta di una festa che ha origini antichissime, che l’amministrazione comunale sta cercando di valorizzare anno dopo anno, come simbolo dell’appartenenza alla civiltà contadina. “Da tempo - racconta il sindaco di Carlantino, Dino D’Amelio - invito i miei colleghi dei Monti Dauni a fare squadra per valorizzare le nostre tradizioni in chiave turistica”. Fare sistema, dunque, è l’unico modo per consentire ai piccoli comuni della dorsale appenninica del Foggiano di valorizzare lo straordinario scrigno di tesori legati alle tradizioni e alle prelibatezze dell’enogastronomia. Pietro Loffredo

er i potentini rappresenta la festa più importante dell’anno. E’ quella in onore del santo patrono, San Gerardo vescovo, festeggiato il 30 maggio di ogni anno. Una ricorrenza preceduta da numerose manifestazioni, su tutte la “Parata dei Turchi”, che quest’anno ha portato a Potenza più visitatori del solito. Basti pensare che l’amministrazione comunale ha registrato oltre 60 mila passaggi nelle scale mobili della città: un dato di gran lunga superiore a quello dello scorso anno quando i passaggi furono 48 mila. La manifestazione, tra storia e leggenda, rappresenta la principale espressione della cultura popolare potentina. La tradizione fa risalire questo avvenimento al 1111 d.C. quando un gruppo di turchi guidati dal Gran Turco approda alle sponde del mar Ionio per poi inoltrarsi nei boschi della Basilicata e giungere nel capoluogo lucano. Il provvidenziale intervento di San Gerardo che invia una schiera di angeli ad illuminare la città permette ai soldati potentini di difendersi e mette in fuga gli stranieri spaventati dalla soprannaturale apparizione. Lungo tutti i quattro chilometri del percorso, vengono rappresentati, dai circa 800 figuranti, quattro ambientazioni che ricostruiscono la leggenda del Santo. Nella prima, il popolo potentino in festa commemora San Gerardo, nella seconda i turchi conquistatori sono pronti a combattere ma vengono fermati dal miracolo di San Gerardo che libera la città. La terza ambientazione rappresenta la devozione popolare dei potentini nel Medioevo e infine le rievocazioni storiche di Porta Salza. La storica parata dei Turchi si è conclusa in piazza Matteotti dove il sindaco Vito Santarsiero assieme a quello di Piacenza, città natale del Santo e ospite della parata, hanno chiuso i festeggiamenti con l’accensione della iacchera, un’enorme torcia. Musica, canti e concerti sono proseguiti fino a notte fonda. In conclusione, una curio-

sità: la presenza in città di 450 persone provenienti, con un treno storico, da Taranto. Si è trattato di un convoglio d’epoca composto da otto carrozze e due furgoni ex postali degli anni ‘20 e ‘30, trainati da una locomotiva elettrica assistita da un’altra motrice, risalente agli anni ‘60, recentemente recuperata e anch’essa restaurata con la livrea d’epoca. Alessandro Boccia

consolato/Pensioni

Problema risolto H

a creato un po’ di confusione ed agitazione la recente richiesta, da parte dell’INPS, della certificazione di esistenza in vita per chi percepisce la pensione italiana. La procedura richiesta prevedeva di recarsi presso le filiali della Western Union, creando non pochi disagi soprattutto a chi ha problemi di mobilità. Per questo motivo il Consolato Generale d’Italia informa che il 18 maggio scorso si è svolta una riunione con i rappresentanti dei Patronati in cui si è discusso ampiamente della questione. In particolare, il Console Bardini, tiene a far sapere tramite un comunicato che “in riscontro alle raccomandazioni inviate all’INPS a seguito della riunione, la Direzione Generale ha adesso assicurato che anche i certificati di esistenza in vita rilasciati dal Consolato e dalle autorità competenti canadesi sono accettabili dalla Western Union e quindi, per mezzo di tali certificati, potrà essere evitato a coloro che hanno problemi di mobilità di doversi recare di persona alla filiale della banca”.


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lega pro/Sconfitta in casa, finale playoff lontana

Taranto, dov’eri? I

l sogno della serie B resta intatto, ma adesso la strada si fa tutta in salita per il Taranto. Allo Jacovone finisce 1-0 per l’Atletico Roma la gara di andata della semifinale play-off. Si parte con il 3-4-3 caro a mister Dionigi con Bremec tra i pali, la difesa con Sosa, Colombini e Prosperi, in mediana Antonazzo, Giorgino, Di Deo e Garufo, e il tridente formato da Rantier, Sy e Girardi. Assenza importante quella di Coly: con il senegalese in campo gli jonici non avevano mai perso. Pronti via, il Taranto reclama per un presunto fallo di mano in area di Balzano. La replica dell’Atletico con il destro di Ciofani dal limite e sono le prove generali per il gol che arriva al minuto 12: buco nel cuore della difesa, Babù ha il tempo di controllare, mirare e centrare la porta. Il brasiliano tenta il replay poco più tardi, stavolta indirizza malissimo la palla. Finalmente si fa vivo

il Taranto. Palla d’oro di Sy per Girardi, l’Atletico fa muro sul quale s’infrange l’occasione dell’attaccante rossoblù. Ancora Sy, palla lunga per Rantier, sul destro del francese è pronto Ambrosi. Nel finale di frazione arriva anche il suo momento: botta al volo dell’undici tarantino, solo calcio d’angolo. Nella ripresa vien fuori l’esperienza e la qualità dei capitolini, bravi ad addormentare la partita. Ambrosi continua ad opporsi in tutti i modi, e quando non ci arriva il portiere la difesa è pronta agli straordinari. Ci manca solo la beffa finale, fortuna che non arriva: Ciofani non sfrutta l’erroraccio di Sosa in chiave difensiva. Mentre Baronio, pur giocando col freno a mano, sa ancora come rendersi pericoloso. L’incontro termina tra i fischi dei diecimila tarantini. Gara di ritorno domani allo stadio Flaminio di Roma.

Sopra: il ds del Bari Guido Angelozzi; sotto: Almiron

bari/Tanti i problemi da risolvere: dai contratti alla situazione societaria

Estate bollentissima I

n attesa di incontrare Vincenzo Matarrese per fare il punto sulla situazione e programmare in qualche modo il futuro, il direttore sportivo del Bari Guido Angelozzi ha già in cantiere una serie di incontri e contatti con i procuratori dei calciatori. In molti casi potrebbero essere proprio gli agenti a togliere le castagne dal fuoco alla società biancorossa che, è noto, dovrà operare una vera e propria dieta per affrontare il prossimo campionato di serie A. Le difficoltà finanziarie inducono il club barese a monetizzare tutto il monetizzabile e a realizzare economie strutturali a partire dagli ingaggi. Facciamo un esempio: la cessione di Almiron, non solo potrebbe portare quattrini nelle casse societarie, ma sgraverebbe il Bari dal suo ingaggio di circa un milione di euro netti che si traducono in due milioni lordi all’anno. Ma cedere Almiron non sarà facile per tre motivi: il primo è che l’argentino ha disputato un campionato mediocre; il secondo che difficilmente una squadra di B sarà disposta ad accollarsi l’onere di un ingaggio così alto, il terzo motivo è rappresentato da un laccio psicologico: le società sanno che il Bari non può assolutamente portarlo in serie B e giocheranno al ribasso di fatto strozzando la sua valutazione. Nella condizione di Almiron ci sono molti altri calciatori, da Donati a Langella, da Rivas a Ghezzal, giusto per fare qualche altro esempio. Ecco perché la mediazione dei procuratori può essere importante, i loro rapporti con gli allenatori, la disponibilità a spalmare gli ingaggi su più anni e rendere i cartellini più appetibili. Fanno eccezione pochi calciatori, i migliori: Gillet, Gazzi, Andrea Masiello, Huseklepp. Per loro sono già arrivate richieste concrete e Angelozzi cercherà di capitalizzare il massimo possibile. Sul fronte allenatore, intanto, non si registrano novità. Del resto senza sapere con precisione su quale organico contare è difficile fare una proposta in grado di essere valutata da ogni potenziale nuovo tecnico. Ma un fatto è certo: chiunque siederà sulla panchina barese saprà di dover operare in una situazione di emergenza, con una squadra costruita facendo ricorso a molti giovani al fine di non appesantire il tetto degli ingaggi. Ecco perché il nuovo allenatore sarà un tecnico giovane disposto a sacrificarsi, almeno per un anno, facendo di necessità virtù.

eccellenza/Playoff

lecce/Società

B

C

Bisceglie, Compratori che peccato dal Nord?

effa nel finale di partita per un bel Bisceglie nella gara d’andata della finale nazionale di Eccellenza contro il Due Torri di Messina. I pugliesi, in trasferta in Sicilia, hanno tenuto testa per quasi tutti i 90’ minuti ad una squadra fondata sullo zoccolo duro del Milazzo che l’anno scorso vinse il campionato di serie D. Quindi una vera e propria corazzata per l’Eccellenza e favorita per la promozione sin da inizio campionato. Ma il Bisceglie di gavetta ne ha fatta e non è arrivata impreparata a questo appuntamento. Terminata la stagione regolare al 3° posto in classifica, i biscegliesi hanno battuto dapprima il Terlizzi in rimonta in semifinale (2-1 in casa al ritorno dopo la sconfitta per 1-0 in trasferta) e poi il favorito Cerignola in finale, che aveva chiuso il campionato in testa insiema al Martina, poi promosso. E il Bisceglie, in Sicilia, era andato anche in vantaggio con l’ex giocatore del Bari Ingrosso. I padroni di casa sono usciti alla distanza e hanno trovato gol del pari in chiusura di primo tempo e la rete della vittoria all’87’. Domani ritorno a Bisceglie, con i pugliesi costretti a vincere. (g.m.)

molise/Un modo originale per ricordare il 150° anniversario dell’Unità

Lo sport entra nella storia È

un modo originale di ricordare la storia patria, quello che Andrea Zorzi, lo Zorro del volley italiano nel frattempo diventato giornalista, porta avanti in giro per l’Italia con Elena Donaggio. Rileggere la storia italiana attraverso i luoghi più significativi dello sport tricolore. “Sì, un viaggio in cui cerchiamo dei luoghi che più di altri possano rappresentare la connessione tra lo sport e le città in cui si sono svolti grandi eventi della storia italiana - racconta l’ex pallavolista. - Poi c’è un momento in cui incontriamo le scuole per parlare di sport e di competizione, che sono due grandi temi che secondo me vanno ripensati, e poi alla fine c’è anche un incontro con le istituzioni per promuovere lo sport all’aperto, visto che in Italia se ne fa poco. Se ne potrebbe fare molto di più, e a differenza degli altri poco costoso, quindi è una grande opportunità”.

A Campobasso l’incontro con gli studenti dell’Industriale, dopo aver fatto già tante tappe. “Tracce di sport è partito dalla Sardegna, siamo poi scesi in Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, adesso Molise,

Andrea Zorzi

quindi passeremo in Abruzzo e Lazio. Questa è solo la prima parte del viaggio, a ottobre faremo tracce di sport due, con le Regioni del nord Italia”. Non solo la scuola e le istituzioni, ma anche una visita al carcere di Larino. “Un giro al carcere anche perché, seppur in modo diverso, il carcere è un luogo dello sport - ha concluso Zorzi. - Spesso e volentieri all’interno del carcere si trovano persone che grazie allo sport hanno ritrovato motivazioni e modalità per stare meglio”. I risultati saranno elaborati solo alla fine, ma intanto già emerge un profilo preciso della passione dell’Italia sportiva. “L’idea è quella di un’Italia dove ci sono grandi esperienze di sport, spesso non sono collegate tra di loro. Persone che hanno grande competenza, molta passione, ma che fanno fatica a trovare un linguaggio comune”. (s.r.)

olpo di scena, un’offerta starebbe per cambiare la settimana più importante della storia recente del Lecce. Silenzio da Via Templari, ma un’offerta potrebbe accelerare l’operazione di cessione, proprio nelle prossime ore. A quanto trapela da ambienti particolarmente vicini alla società giallorossa nelle ultime ore di attesa il vice presidente Moroni avrebbe avviato dei contatti precisi, con un tandem di gruppi industriali del Nord Est, che avrebbero avanzato una concreta ipotesi di acquisto, dopo aver acquisito bilanci e stato del patrimonio del Lecce. Non c’è conferma, se si tratti o meno dell’accoppiata Geox-Zoppas, l’unica cordata che non ha smentito nei giorni scorsi l’interessamento al pacchetto di maggioranza del Lecce, un affare da 25-30 milioni di Euro. Ma tanta segretezza se da una parte non lascia possibilità di confermare con certezza la trattativa, dall’altra la avalla, perché è nel silenzio più totale, che si fanno i grandi business. Vedremo, queste ore sembrano quelle decisive per l’uscita allo scoperto.

PROMOZIONE PUGLIESE PLAYOFF GIRONE A Semifinali Canosa-Real Altamura 2-2 (andata: 0-3) L.Bitonto-San Severo 4-1 (andata: 0-1) Finale Real Altamura-Libertas Bitonto 2-0 (ritorno: domani) I VERDETTI (GIR. A) Promosso: Corato Retrocesse: Valenzano Japigia, Santeramo e Molfetta PLAYOFF GIRONE B Semifinali Gallipoli-Botrugno 2-2 (andata: 1-2) Galatina-Mottola 1-2 (andata: 2-1; passa il Galatina per la miglior posizione in classifica) Finale Botrugno-Galatina 1-2 (ritorno: domani) I VERDETTI (GIR. B) Promosso: Toma Maglie Retrocesse: Real Squinzano, L.Mariano Scorrano e Boys Brindisi


SIN n.22 2011