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toronto

Sannicandro di Bari le dedica un parco

Anno I n.19 - 10 luglio 2010

Editoriale di Gianvito Magistà

toronto

Domenica 18 il pic-nic della Federazione dei Pugliesi

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Direttore responsabile: Giovanni Magistà

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

sos mozzarella

solidarietà ai giornalisti in italia

S

piccolo, vuole parteci-

pare alla protesta che ieri ha visto scioperare i giornalisti italiani (giovedì quelli della carta stampata) contro il ddl Alfano sulle intercettazioni. Il compito di noi giornalisti è quello di informarVi, cari lettori, ma in Italia questo diritto viene spesso calpestato.

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E con questo disegno di legla libertà di stampa sarebbe definitivamente in gravissimo pericolo. Non è una questione

QUEI CIALTRONI ADESSO SONO COMPATTI

A

ud Italia News, nel suo

ge, qualora fosse approvato,

redazione@suditalianews.com

assalto alla bruna molise/Industria

di destra o di sinistra. Questa è una protesta a tutela dei cittadini a cui potrebbe essere negato il diritto ad una libera informazione. Ecco perchè questa settimana l’Editoriale resta in bianco.

Meglio una colonna vuota oggi, che un bavaglio alla bocca e delle bende agli occhi domani.

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claps/Novità

puglia/Clamoroso

due uomini intorno ad elisa. il dna conferma

un tesoro nei rifiuti e un altro perso per strada

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la it holding di isernia, un giallo milionario > P.3

di Vincenzo Magistà

ltro che cialtroni. I meridionali hanno risposto con eleganza e fatti concreti alle offese del ministro Tremonti. Dimostrando di essere di tutt’altra pasta. Mentre il ministro dell’economia si affannava a trovare nei e difetti nelle iniziative regionali finanziate dallo Stato e dall’UE, al fine di preparare l’ulteriore attacco al Meridione, il sud si è messo al lavoro, per dimostrargli che stavolta ha torto. Marcio. Ma, in fondo, la strigliata di Tremonti è servita. E’ servita a far capire ai meridionali che non possono e non devono continuare a farsi deridere e scippare. E così, appena dopo l’insulto di Tremonti, persino Fitto e Vendola, nemici per la pelle, hanno saputo mettere da parte le polemiche per lavorare insieme. Si può definire storico l’incontro di martedì scorso, a Roma. I due personaggi più in vista della Puglia, protagonisti anche della politica nazionale, hanno rimesso le armi in fondina e si sono stretti la mano. Obiettivo, lavorare insieme per il bene del sud e della loro regione, la Puglia. Ed hanno immediatamente raggiunto un risultato. Insieme rimoduleranno i progetti da finanziare coi fondi Fas e recupereranno le risorse necessarie riprendendosi dai Comuni i soldi non spesi. E lavoreranno per progetti interregionali come l’alta velocità della linea ferroviaria Bari-Napoli. Se si aggiunge che discorsi del genere Fitto li ha fatti anche con gli altri governatori del sud, emerge un quadro confortante. Per la prima volta, forse, da quando è scomparsa la Cassa per il Mezzogiorno ed è comparsa la contribuzione ordinaria, il sud individua una strada comune per consolidare risorse e progetti ed attuarli propositivamente. Ci volevano le sferzate spesso offensive di Tremonti, probabilmente. Ma è certo che il sud ha trovato una forza che prima non aveva, la compattezza.


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basilicata/Quest’anno scongiurate le restrizioni

Tanta acqua, anche troppa U

na situazione così ottimale non la si registrava da tempo. Nelle dighe lucane l’acqua quest’anno, come del resto pure nel 2009, per fortuna non manca. Basti pensare che se esattamente due anni fa nelle cinque dighe della regione erano contenuti 265 milioni di metri cubi di acqua, oggi ce ne sono circa 676, ben oltre il doppio. Una condizione così favorevole si è registrata solo nel 2006: un’annata record per i bacini d’acqua lucani. Ma passiamo all’analisi singola di ogni invaso. Iniziamo dal maggiore, quello di Montecotugno, in agro di Senise, che con i suoi 530 milioni di mc di capacità, rappresenta il punto nodale dello schema idrico jonico-

ropa. Le portate derivate della diga sono destinate a usi plurimi (potabile, irriguo, industriale) della Basilicata e della Puglia. Attualmente l’invaso contiene 437 milioni di metri cubi di acqua, oltre l’ottanta per cento della sua portata massima. Per avere un dato migliore bisogna risalire al 2006, quando, di questi tempi, si erano raggiunti ben 458 milioni di metri cubi. In ottime condizioni anche l’invaso del Pertusillo. Posto nel mediocorso del fiume Agri, costruito tra il 1957 ed il 1962, contiene 110 milioni di metri cubi, appena 15 in meno rispetto allo stesso periodo del 2009. Per la sua capienza e per le caratteristiche del suo bacino imbrifero questa diga rappresenta uno dei punti di for-

regione/Il Tar rimanda alla Corte Costituzionale il problema dei consiglieri

Puglia, rebus Consiglio I

l Tar Puglia non scioglie il rebus sul numero dei consiglieri di via Capruzzi e rinvia alla Corte Costituzionale il nodo della scelta tra 70 o 78 eletti. Dovranno dunque attendere ancora, sicuramente mesi, gli otto “esclusi” che avevano fatto ricorsi all’indomani del voto. I giudici non se la sono sentiti di risolvere la questione per via amministrativa. Anche perché le contraddizioni tra legge e statuto della Puglia sono decisamente marcate. Lo statuto fissa a 70 il numero dei consiglieri. La legge elettorale, invece, oltre ad un premio di maggioranza, assicura un premio di governabilità sulla scorta del “Tatarellum” che garantisce una ripartizione fissa del 60% dei seggi alla maggioranza e il 40 all’opposizione. Applicato ai risultati delle ultime elezioni il premio avrebbe portato a 78 il numero, ma l’ufficio elettorale della

lecce/Rimpasto al Comune

Perrone al bivio P

eggio dell’ottovolante. Il rimpasto al Comune di Lecce un giorno scende, l’altro sale, in una corsa che sembra non voler finire mai. E’ un anno che Perrone, il sindaco, cerca di rimettere ordine in giunta dopo l’uscita degli esponenti di Io Sud. Lunedì ha incontrato i giornalisti e si è lasciato andare all’ottimismo. “E’ solo questione di ore, ormai tutto è pronto” ha dichiarato ai cronisti, che non hanno perso tempo a titolare “rimpasto fatto”. Ad oggi, però, non solo non è fatto un bel niente, ma sembra che la situazione sia tornata in alto mare. E Perrone è costretto ad attendere venerdì sera (ieri per chi legge, ndr) il rientro da Roma del ministro Fitto per incontrare per l’ennesima volta dirigenti e consiglieri del suo partito, il Pdl, per tentare di sanare i contrasti che ci sono, nonostante il previsto allargamento dell’esecutivo a 14 assessori. Perrone avrebbe scelto i quattro nuovi assessori tutti fra le fila del Pdl. Sarebbero Gaetano Messuti, Nunzia Brandi, Damiano D’Autilia, Gigi Coclite. Una scelta che ha creato molti mugugni. Proprio quelli che si tenterà di addolcire con l’aiuto di Fitto. Sul piano politico, perse le speranze di recuperare la Poli Bortone, il sindaco sembra aver incartato qualcosa con l’Udc che, con la nomina ad assessore di D’Autilia potrebbe portare in consiglio un suo rappresentante, Andrea Corvaglia. Una lettera d’intenti col partito di Casini dovrà essere esaminata dal direttivo del Pdl leccese.

corte di appello, al momento della proclamazione, escluse il premio di governabilità. Ora La trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale sospende il giudizio dinanzi al Tar. Ma la mancata decisione avrà importanti riflessi soprattutto sul versante politico. Il centrosinistra, infatti, può contare su una maggioranza molto risicata in aula. Può contare su 37 consiglieri, 26 ne ha il centrodestra, tre i ‘Moderati e popolari’ e quattro l’Udc, partito per il quale il centrodestra denuncia un ‘corteggiamento’ sempre più serrato da parte del centrosinistra. Sul fronte politico le reazioni sono state ovviamente contrastanti. Con il governatore Vendola e il centrosinistra che tifano per 78 consiglieri e il centrodestra, con in capo l’europarlamentare Tatarella che chiedono i 70 anche in nome della riduzione dei costi della politica. Il capogruppo del Partito Democratico Antonio De Caro condivide la scelta del Tar. “Continueremo a governare - spiega Decaro - anche senza premio di govenabilità, al contario di quello che accade in altre Regioni’’ (il Lazio dove sono stati proclamati 74 consiglieri). “Tuttavia - conclude- è singolare che il centrodestra si appelli alla incostituzionalità di una legge da loro votata”. Gli otto esclusi, invece, tra cui Alfonso Pisicchio, consigliere comunale a Bari e l’ex assessore regionale Enzo Russo, affidano al loro legale il commento. “Abbiamo fatto un passo avanti nel riconoscimento del diritto di questi consiglieri a entrare in Consiglio regionale”. E’ infatti la spiegazione dell’avvocato Aldo Loiodice coordinatore degli otto candidati. “Il diritto dei consiglieri - ha spiegato - esiste ed è stato riconosciuto nella legge regionale” ma il Tar “non lo può concludere con una sentenza per il semplice motivo che c’è un dubbio di costituzionalità”. “Per questo si va alla Corte - ha aggiunto a risolvere il dubbio. E questo avverrà nel giro di cinque-sei mesi”. “La Corte si pronuncerà sul dubbio – ha sottolineato - non sulla incostituzionalità. La legge c’è e i candidati che hanno fatto ricorso si vedono riconoscere il diritto ad andare in Consiglio. E lo faranno quando la Corte avrà fatto la sua sentenza”. “La certezza - ha concluso - non poteva venire dalla Corte d’Appello: una cosa è certa, che la Corte d’Appello ha sbagliato”. Esulta, invece, l’eurodeputato Salvatore Tatarella col suo comitato in difesa dello statuto. “E’ una vittoria dell’impegno e della ragione”. “C’è un problema - afferma Tatarella - che coinvolge una norma di rango costituzionale come lo Statuto ed il suo eventuale conflitto con altre previsioni legislative. La Consulta ha la precipua funzione di esprimersi su conflitti di

questo genere”. Molto duro, infine, il giudizio del parlamentare del Pd Francesco Boccia. “E’ incomprensibile e imbarazzante la decisione del Tar Puglia. Mi dispiace dirlo perché rispetto sempre le sentenze ma non i rinvii alla Ponzio Pilato”. “Confondere la Corte Costituzionale con una propaggine del Tar - aggiunge Boccia - dà il senso della proporzione del corto circuito in cui versa la giustizia amministrativa nel nostro Paese”. “Mi sarei aspettato continua il deputato Pd - un si o un no e avremmo accettato il giudizio”. Francesco Iato

termoli/Il Sindaco

Niente più elemosine

Diga di Monte Cotugno

Sinni. Realizzata lungo il corso del fiume Sinni tra il 1970 ed il 1982, è la più grande diga in terra battuta d’Eu-

puglia/Alla Regione

La Settima divide A

T

ermoli avrà presto un’ordinanza antiaccattonaggio. A firmarla sarà il sindaco Di Brino, che a questo proposito ha firmato un’ordinanza secondo la quale non sarà più possibile trovare ai semafori o agli angoli delle strade persone che chiedono l’elemosina. Il provvedimento, che al nord ha sollevato polemiche e dibattiti dopo la sua adozione da parte di numerose amministrazioni leghiste, nelle intenzioni del sindaco c’è la volontà di rendere Termoli una città più sicura. Al di là dell’immagine pietosa di una donna, spesso accompagnata da un figlio minore, che chiede l’elemosina, per Di Brino si nasconde un vero e proprio racket. A vigilare sul rispetto dell’ordinanza saranno i vigili urbani, ai quali presto potrebbe essere affidato anche il compito di vigilare sulle persone senza fissa dimora che vagano in città. Sempre Di Brino, infatti, ha annunciato l’intenzione di emettere un’altra ordinanza proprio in tema di bivacco per le strade cittadine.

lla Regione Puglia ci sono due opposizioni. La prima è quella che formalmente si definisce tale e fa capo al Pdl. Comprende anche partiti satelliti come La Puglia Prima di Tutto e I Pugliesi. E’ forte di 25 consiglieri, la maggior parte dei quali del Pdl. La seconda opposizione è rappresentata dai 4 consiglieri dell’Udc. Un’opposizione morbida, quasi maggioranza. Al momento di definire le presidenze delle sette commissioni consiliari è prevalsa la linea di confermare gli accordi del passato: sei presidenze alla maggioranza, ed una, la settima, all’opposizione. Si, ma a quale opposizione? Il Pdl si è subito fatto avanti, ma la maggioranza di centro-sinistra ha sbattuto la porta, scegliendo l’altra opposizione, l’Udc, alla quale ha dato i suoi voti per l’elezione del neo-consigliere De Leonardis a presidente. Un vero e proprio schiaffo in faccia di Vendola a Fitto proprio nel momento in cui i due iniziavano a dialogare sul piano istituzionale, a Roma, su come impiegare i fondi Fas per la Puglia. Lo strappo barese ha avuto già conseguenze politiche. Per protesta, i consiglieri dell’opposizione ufficiale e degli altri partiti di minoranza, si sono dimessi in blocco, azzoppando la commissione. Adesso, il tentativo di ricucitura è nelle mani del presidente del consiglio, Introna.

za dello schema idrico Jonico-Sinni. Eccellente anche lo stato di salute della diga di San Giuliano che, con 77 milioni di metri cubi, ha eguagliato il livello di dodici mesi fa. Situata alle porte di Matera, è una delle opere principali del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto. Lo sbarramento sorge dove il fiume Bradano si restringe bruscamente in una forra rocciosa incisa nelle formazioni calcaree in cui si sviluppa il corso del fiume. L’estensione è di 1.000 ettari distribuiti tra i territori comunali di Grottole, Matera e Miglionico. Dal 1976 è Oasi naturale regionale, e dal 1989 è Oasi del WWF Italia. Situazione tranquilla anche per il Camastra e il Basentello, che contengono rispettivamente 21 e 26 milioni di metri cubi di acqua. Insomma si può affermare, con relativa tranquillità, che c’è acqua a sufficienza per affrontare il caldo di questi mesi e perché possa rimanerne anche una riserva per il prossimo anno. Alessandro Boccia

Anno I - n.19 – 10 luglio 2010 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa Multicom Media Service 101 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano E-mail redazione@suditalianews.com


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ino ai primi giorni di febbraio 2009 nello stabilimento dell’Ittierre di Pettoranello del Molise, in provincia di Isernia, a nessun sindacalista era stato concesso mettere piede. Pettoranello era il regno del lusso nel settore dell’abbigliamento con marchi come Ferrè, Malo, Extè. Ma era anche il feudo di Tonino Perna, imprenditore dal passato non esattamente immacolato, visto che lui e la sua famiglia erano già stati coinvolti in due crac, quello della Pantrem, produttrice dei jeans Pop 84 per capirci meglio, avvenuto alla fine degli anni ’80 e quello della Gtr. Quando le organizzazioni sindacali hanno messo piede a Pettoranello, era ormai troppo tardi. L’It Holding aveva fatto il “botto”. Un botto da 1150 milioni di euro di cui 550 infragruppo, cioè all’interno dello stesso gruppo e altri 600 con i creditori esterni. E con 1500 dipendenti tra diretti e indotto che all’improvviso vedevano traballare paurosamente il loro futuro. Il “colpo” per il Molise è stato tremendo, basti tenere presente che da sola l’Ittierre rappresenta il 10% del pil regionale. Ma tutta la storia del gruppo che faceva capo a Tonino Perna e che dal febbraio 2009 è commissariato, corre sul filo del rasoio. A cominciare dai troppi debiti e per troppi anni. Basti pensare che al momento del ricorso alla legge Marzano, l’It Holding aveva in cassa meno di 20 milioni. Insomma la liquidità era pari a zero. In realtà, si è scoperto dopo, Tonino Perna era da

L’entrata dell’azienda Ittierre

industria/Il caso della It Holding scioltasi al sole improvvisamente

Moda, il giallo di Isernia

montaguto/Riattivata la 90 Bari-Napoli

Riapre la statale

sempre abituato a lavorare con poco capitale suo e molto fornito invece dalle banche. Ma a Perna giocare con il rischio è sempre piaciuto e molti esperti di cose di economia ritengono che non sia un caso che la It Holding abbia chiesto l’ombrello della Marzano proprio pochi giorni prima di saldare un prestito con una banca. Il crac dell’Ittierre ha destato subito in Molise un grande allarme sociale, ma a muoversi, prima di tutti, anche prima della politica, sono stati i faso-

nisti. Il primo presidio l’organizzarono proprio loro, il 12 febbraio 2009. Incuranti del rigido inverno molisano i titolari dei laboratori del Molise, ma anche della Puglia e dell’Abruzzo, non esitarono a dormire sotto una tenda e poi a incatenarsi dinanzi ai cancelli dello stabilimento sollecitando i pagamenti arretrati. Con pochi risultati per la verità. Dal 12 febbraio 2009, giorno dell’inizio della gestione affidata ai commissari Stanislao Chimenti, Andrea Ciccoli e Roberto Spada, poche cose sono cambiate.

agricoltura/Centinaia di aziende in ginocchio

Fascia jonica, verde in crisi L’

La statale durante i lavori

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opo 170 giorni, riapre la Statale 90 che collega la Puglia alla Campania. Un evento che, solo fino a qualche settimana fa, sembrava impossibile. La Protezione Civile ha mantenuto fede alla promessa fatta in primavera quando, il sottosegretario Guido Bertolaso, annunciò che, sia la tratta ferroviaria sia la statale, sarebbero state riattivate entro l’estate. I collegamenti tra le due regioni sono stati interrotti da una frana che, da ben 4 anni, minacciava di scendere a valle. Un pericolo temuto dalle popolazioni dei piccoli comuni del foggiano e dell’avellinese. Il loro grido di allarme, però, è caduto sempre nel vuoto. Fino allo scorso gennaio, quando la “bestia” (come l’hanno soprannominata gli esperti) ha sprigionato una forza tale da far colare a picco milioni di metri cubi di terra e fango, invadendo, prima la Statale 90 delle Puglie e, pochi giorni dopo, i binari. Un disastro ambientale immane. Tanto che, per le sue caratteristiche, la frana di Montaguto (il comune campano interessato dall’evento) è la più grande d’Europa. Il comitato di cittadini che si occupa della frana, parlò di una tragedia annunciata. La frana non sommerse solo l’asfalto e i binari ma anche l’economia di paesini come Savignano, Greci, Panni, Bovino, ecc. Per raggiungerli, le auto deviavano seguendo percorsi alternativi scomodi. Per non parlare dei 100 giorni di interruzione della tratta Foggia-Benevento. Ora, la Statale 90, riapre al traffico. In realtà si tratta di una “nuova” statale. Quella storica non è stata ancora liberata e poiché la frana la sovrasta pericolosamente, si è preferito ricavare una bretella lunga 400 metri che corre parallela alla “vec-

chia” arteria. Il miracolo è stato reso possibile dal duro lavoro degli uomini della Protezione Civile e dei militari dell’Esercito che, giorno e notte, hanno rimosso la terra. Si calcola che sia stato tolto non meno di un milione di metri cubi di terra. La riapertura della Statale 90 è un evento di grande importanza per le popolazioni locali. Più importante della riattivazione ferroviaria. E’ sulla strada, infatti, che si muove l’economia dell’intero territorio. Piccole botteghe ed attività commerciali sono state costrette a chiudere perché, con l’interruzione della strada, molti automobilisti rinunciavano a percorrerla. Puglia e Campania si riuniscono anche con il traffico veicolare. La riapertura della strada, però, non significa che la frana non esista più. Gli studiosi precisano che, attraverso particolari interventi, sarà possibile rallentarla ma mai fermarla. E’ stato perciò necessario intervenire sulle fonti naturali che si trovavano nei pressi all’apice della frana e che, appesantendo il terreno, ne facilitavano lo scivolamento verso la valle. Sono stati creati impianti di decanalizzazione che hanno deviato i corsi d’acqua. La “bestia” si è trasformata in una vecchia signora che ha rallentato il suo passo. Non avanza più di oltre 2 metri al giorno ma, al massimo, di 90 centimetri. Sulla frana resterà puntato l’occhio vigile di una particolare telecamera (l’interferometro) che, giorno e notte, registra ogni minimo movimento inviando, in tempo reale, i dati alla centrale di Roma. Come a dire che ,la bestia, per ora, potrebbe essersi solo addormentata. Enza Calitri

agricoltura jonica è in coma. In crisi profonda. Dall’inverno scorso è stato un crescendo di disastri, con piogge rovinose che hanno distrutto qualsiasi raccolto e in molti casi isolato anche gli appezzamenti per via delle strade allagate e dei ponti crollati. A Palagianello, centro agricolo a venti km da Taranto, è sorto un Tavolo Verde che raggruppa le associazioni di categoria e denuncia la situazione alle istituzioni. Il Tavolo è oberato di lavoro, non ce la fa più ad organizzare manifestazioni e incontri. Ogni giorno è una ininterrotta sequenza di calamità che si susseguono ormai a ritmo continuo. Quando non dovrebbe piovere più del necessario, in inverno, tutto il litorale jonico da Taranto a Metaponto viene investito da nubifragi e mareggiate. E’ stato così per quasi tutto l’inverno. La forza delle tempeste talvolta è stata così violenta da far rompere gli ormeggi alle navi ancorate davanti al porto di Taranto. Non a caso, una di queste navi ha finito per spiaggiarsi nella sabbia di Marina di Castellaneta. Quando, invece, dovrebbe piovere, in estate, arriva la siccità e, colmo della sventura, i terreni della fascia ionica non hanno acqua nemmeno dai tubi dell’irrigazione. E infatti, pur esistendo a pochi km dal litorale il più grosso invaso in terra battuta, la diga di Monte Cotugno, a Senise, capace di oltre 500 milioni di metri cubi di acqua, dall’invaso non arriva nemmeno una goccia di acqua ai campi jonici. Che muoiono nella siccità. Ormai, il comparto è allo stremo. Quest’anno sono andate quasi completamente perse tutte le coltivazioni che hanno fatto negli anni la ricchezza

della zona: dagli agrumi agli ortaggi, alla frutta (uva, pesche e albicocche). Si sono salvate solo le fragole, che però vengono coltivate per lo più in serra. Nel territorio di Senise, a pochi passi dall’invaso che contiene riserve di acqua per due anni, sono andate distrutte le coltivazioni del pregiato peperone che alimenta l’economia della zona. Gli agricoltori, per questo, hanno iniziato ad abbandonare i terreni ed a vendere le loro aziende. I fortunati. Perchè chi non ha santi in paradiso è costretto al fallimento. Nel solo mese di febbraio, ha rilevato il Tavolo Verde, in provincia di Taranto sono state vendute alle aste giudiziarie 196 aziende agricole, mentre l’80 per cento delle oltre 7mila aziende agricole della provincia è indebitato con le banche. Dopo tante suppliche, mercoledì scorso, 7 luglio, una delegazione di agricoltori jonici è stata ricevuta in Senato in audizione dalla Commissione Agricoltura. Gli agricoltori hanno chiesto aiuto per l’ennesima volta, ma nelle stanze attigue si discuteva la manovra finanziaria del Governo che prevede ulteriori tagli anche all’agricoltura. Per questo se ne sono tornati a casa con una sola certezza: abbandonare tutto al proprio destino, ormai nel tarantino l’agricoltura non è più conveniente, non produce reddito ma solo debiti. Le cose, purtroppo, non vanno diversamente nel settore collegato, quello della zootecnia. Proprio in questo periodo, a causa del caldo, come se non bastasse, le mucche stanno producendo il 20 per cento di latte in meno. (v.m.)

In compenso le promesse si sono sprecate. Dapprima i commissari garantirono ai dipendenti che l’azienda non avrebbe subito alcun ridimensionamento alla fine però sono stati messi in cig 500 lavoratori senza che ci sia mai stato un confronto su un piano industriale. Poi si è passati alla fase dello “spezzatino”. La legge prevede che il compito primario dei commissari straordinari sia quello di salvaguardare il patrimonio professionale ed occupazionale nel suo insieme. E’ vero invece il contrario: i commissari stanno smembrando la Ittierre. Le fonti sindacali dicono che è già stato venduto il marchio Malo e che si stanno preparando i bandi per Ferrè e Ittierre. Il tutto, tenendo naturalmente all’oscuro i lavoratori di quanto accade. Ma non è tutto. Infatti, se i lavoratori rischiano di rimanere sulla strada, lo stesso non si può dire delle consulenze d’oro decise dai commissari. E così, mentre il fatturato del Gruppo ittierre si è dimezzato in un solo anno, passando dai 600 milioni del 2008 ai 300 del 2009, i tre commissari si sono assegnati compensi milionari a cranio. Latita, scusate il gioco di parole, anche la giustizia. La Procura di Milano nel marzo scorso ha chiuso l’indagine relativa alla vicenda It Holding. Secondo il pm milanese Carlo Nocerino, Tonino Perna oltre al reato di frode doganale deve rispondere anche di false fatturazioni. C’è chi giura però di aver visto l’ex patron dell’Ittierre sfrecciare per Isernia con tanto di occhiali scuri a bordo di una fiammante auto sportiva. Antonietta Ruoto

ricerca/Accordo a Bari

Aerei ad elettricità? I

n futuro avremo anche gli aerei ad elettricità? Quello che qualche decennio fa sembrava impossibile, le auto elettriche, oggi è realtà. Perchè, allora, escludere a priori che lo stesso possa avvenire anche per gli aerei? A questo suggestivo e rivoluzionario obiettivo punta l’accordo di collaborazione che qualche giorno fa hanno sottoscritto a Bari la Avio, società italiana leader nel settore della propulsione aerospaziale, e il Politecnico del capoluogo pugliese. La Avio ha uno stabilimento a Brindisi con 600 addetti, mentre il Politecnico di Bari ha una sezione di ricercatori interamente dedicata allo sviluppo di tecnologie innovative nel settore dell’aerospazio e dell’energia. Partendo dalle esperienze già fatte in questo laboratorio, i ricercatori, col contributo dei tecnici della Avio, sperimenteranno la possibilità di generare energia da fonti rinnovabili applicandola a propulsori aerospaziali. Potrà sembrare fantascienza, ma in teoria si verificheranno le possibilità che un aereo ha di poter ricavare il carburante, ad esempio, dall’energia solare. Se la sperimentazione riuscisse sarebbe una vera e propria rivoluzione, non solo in termini di risparmio economico, ma anche, e soprattutto, in termini di riduzione di emissioni inquinanti, e quindi di salvaguardia dell’ambiente. I rappresentanti della Avio e del Politecnico di Bari danno molta importanza all’accordo, sostenendo che rappresenta una concreta opportunità di diversificazione della filiera aeronautica regionale e nazionale anche verso il settore dell’energia e ambiente che sarà un motore di crescita di grande rilevanza nel prossimo futuro. Secondo il preside della Facoltà di Ingegneria del Politecnico, prof. Dell’Aquila, l’accordo di collaborazione con l’Avio sarà una sfida per i ricercatori baresi a confrontarsi con le applicazioni industriali delle loro attività di ricerca, e nello stesso tempo è una grossa opportunità per il territorio pugliese di avere a disposizione una massa critica di ricerca in un settore di punta per la Puglia. L’intero mondo accademico ed imprenditoriale pugliese guarda con interesse agli sviluppi di questa intesa che è stata salutata positivamente anche dalle istituzioni, Regione in testa, che hanno presenziato alla cerimonia di stipula dell’accordo. (v.m.)


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10 luglio 2010

Il camion incidentato e le monete sparse sull’autostrada

incidente/Si ribalta un camion con due milioni

Monete sull’A14 N

on capita tutti i giorni di percorrere l’autostrada e dover frenare di colpo per non “investire”migliaia di monetine. E’ quel che è accaduto ai viaggiatori dell’autostrada A/14 nei pressi della città di Foggia. Non hanno creduto ai loro occhi. Monete da uno e due euro ovunque. Non si trattava di un’allucinazione. Le monete erano state perse da un blindato che trasportava ben due milioni di euro, divisi in pacchetti da

1.500 e 3.000 euro. Una cifra notevole che, il blindato proveniente da Cesena, avrebbe dovuto consegnare ad una banca del barese. Durante la corsa, per motivi da accertare, un pneumatico è scoppiato. L’autista ha tentato di evitare il peggio ma il blindato era una scheggia impazzita. Per diversi metri ha strisciato contro il guard-rail, poi si è ribaltato. Nell’impatto si è aperto il portellone posteriore e i pacchetti di monete sono sbalzati via, rompendosi e provocando

una pioggia di euro. L’autista e il suo collega, fortunatamente, hanno riportato solo lievi ferite. Qualche automobilista ha parcheggiato l’auto nella piazzola di sosta, attendendo pazientemente l’arrivo dei soccorsi. I più, invece, hanno approfittato dell’inaspettato colpo di fortuna, riempiendosi le tasche di monetine presi da una collettiva euforia. Signore che riponevano le monete nella borsa. Uomini che facevano la spola tra la strada e l’auto gettando le monete alla rinfusa sui sedili posteriori. Una corsa a chi ne prendeva di più, per poi fuggire prima dell’arrivo delle pattuglie. A guastare la festa, cogliendo di sorpresa gli improvvisati ladri, sono stati due carabinieri liberi dal servizio. La coppia di militari, notata la strana folla e la coda di auto parcheggiate e capito quanto accaduto, hanno bloccato tutti e allertato la Polizia Autostradale. Non è stato facile controllare tutti, invitandoli a non toccare quel tappeto luccicante di euro. Nel frattempo, però, gli automobilisti più svelti avevano portato via una bella somma e si erano già messi in fuga con il loro bottino. Si calcola, infatti, che manchino almeno diecimila euro. E, se la Polizia avesse ritardato, la cifra sarebbe stata ben più elevata. La Zecca dello Stato, qualche ora dopo, ha provveduto ad inviare un mezzo vuoto per poter caricare le monete. Il denaro è ripartito per Bari solo in tardissima serata. Per ore, infatti, gli uomini dell’Autostrada, muniti di scope, hanno spazzato per accumulare le monete. Piccole montagne di euro deposte ai lati della carreggiata. Lavoro non facile, dal momento che le monete, erano finite ovunque. Persino nei cespugli. Scene surreali. Decine di poliziotti che vigilavano affinché nessuno cedesse alla tentazione. Operai con le scope che “pulivano” per liberare la carreggiata dal prezioso materiale e

agroalimentare/La denuncia della Coldiretti per latte, grano, pomodoro

Made in Puglia dall’estero I

n Puglia è scattato l’allarme per salvaguardare la tipicità dei prodotti locali. A farsene promotrice è la Coldiretti, l’associazione che raggruppa il maggior numero di agricoltori e aziende agricole. Nel mirino sono finiti tre prodotti in particolare, quelli che meglio di tutti rappresentano l’agroalimentare pugliese: pomodoro, pasta, mozzarella. Senza peli sulla lingua, Coldiretti ha denunciato l’invasione di salsa cinese, di latte tedesco e di grano asiatico. In pratica, parte del pomodoro targato Puglia che si vende in tutto il mondo non è affatto prodotto in Puglia, ma addirittura in Cina. Arriva con le navi già in barattolo e in Puglia viene solo etichettato. Così diventa “prodotto pugliese”, anche se di pugliese ha solo l’etichetta. L’80 per cento del grano che serve per produrre la pasta pugliese non è quello del Tavoliere, ma arriva dalle più disparate parti del mondo: dal Canada, dall’Australia e persino dal Bangladesh. In Puglia viene macinato e utilizzato per produrre pasta e pane. Anche per questo, quest’anno il grano del Tavoliere (definito il granaio d’Italia, perché in Capitanata si produce il 70 per cento del grano italiano) si vende senza prezzo, non ha mercato. E mentre il grano muore nei campi, nel porto di Bari attraccano giornalmente navi cariche di grano destinato a rifornire molini e pastifici di Puglia e Basilicata. Ma l’aspetto più scandaloso riguarda le mozzarelle. E’ il formaggio fresco più ricercato, simbolo della gastronomia pugliese. Ebbene, denuncia la Coldiretti, ormai il latte e la cagliata necessari per produrre il fior di latte arrivano dalla Germania. Giornalmente, decine e decine di autocisterne attraversano il confine per rifornire i caseifici. E per dimostrarlo, la Coldiretti pugliese ha spedito suoi emissari al Brennero. Lì sono stati intercettati i camion provenienti dalla Germania ed è stato filmato il loro itinerario. Tutti diretti in Puglia, a scaricare latte nei nostri caseifici, mentre da noi le stalle chiudono. Un sistema che deve cambiare, perché a rimetterci non è soltanto l’economia, ma anche l’ambiente. Tanti autoarticolati in giro per le strade pugliesi a scaricare merce che si produce in Puglia creano un inquinamento da Co2 enorme. Ogni giorno almeno 1500-2000 mezzi sono impegnati in questo lavoro che avvelena l’aria. E la Coldiretti adesso ha

deciso di scendere in piazza per denunciare l’aggressione al made in Puglia.

Battaglia non facile. Quasi persa in partenza.

traffico bloccato. Il tutto sotto lo sguardo addolorato degli automobilisti che si sarebbero volentieri impossessati di qualche “souvenir”. Gli automobilisti che hanno rubato le monete, rischiano una denuncia per furto. Sarà difficile riuscire ad identificarli. Una curiosità. Sembra che, tra i ladri di monete, vi fosse anche un raffinato signore a bordo di una Ferrari. L’uomo, con fare calmo, ha parcheggiato la sua fuoriserie e poi si è elegantemente gettato tra la folla per raccogliere gli euro. Enza Calitri

andria/Incredibile

Tesoro nel cassonetto I

ncredibile, ma vero. Un signore di Andria ha distrutto l’intero patrimonio di famiglia, gettandolo nel cassonetto dei rifuiti. L’uomo, al culmine di una lite famigliare legata proprio alla conservazione dei beni tenuti in cassaforte, ha aperto il forziere, ha prelevato tutto ed è sceso in strada, buttando ciò che aveva nel primo cassonetto dei rifiuti che ha trovato. Proprio tutto: soldi in contanti, titoli di stato e obbligazioni, assegni, oro e gioielli. “Basta - ha gridato a moglie e figlia - sapete cosa c’è? Che io il tesoro lo distruggo!” Le donne non hanno creduto che dicesse sul serio e non gli hanno dato peso. Ma l’uomo è stato di parola. Solo che dopo qualche ora gli è venuto il rimorso. Si è reso conto di aver fatto una sciocchezza ed è tornato sui suoi passi. E’ sceso in strada e si è diretto nuovamente al cassonetto. E qui la sorpresa! Il cassonetto era vuoto, i rifiuti - tesoro compreso - erano stati prelevati, nel frattempo, dal camion dell’immondizia. Colto dalla disperazione è corso in casa ad avvisare moglie e figlia e con loro si è messo alla caccia del camion della nettezza urbana. Lo ha rintracciato, però, in discarica. Proprio allora il camion aveva finito di scaricare nel tritatore i rifiuti raccolti nella zona in cui il signore abita. E la constatazione è stata drammatica quanto la risposta degli addetti alla discarica: ormai non si può fare più niente, soldi, titoli e gioielli sono stati maciullati e trasportati automaticamente fra tutti gli altri rifiuti raccolti in giornata. Nè è stato possibile convincere gli addetti a bloccare l’impianto per scavare nell’immondizia nell’improbabile ricerca del tesoro. Gli operai non hanno ceduto nemmeno di fronte all’offerta di un lauto compenso, 10 mila euro. La discarica non si poteva bloccare, sarebbe stato commesso il reato di interruzione di pubblico servizio. Alla famiglia, disperata, non è restato che tornarsene a casa fra le lacrime.

claps/La scoperta del dna di altre persone getta nuova luce sulle indagini

Elisa, due aggressori? A

d una svolta le indagini sull’omicidio di Elisa Claps. Due diversi dna sono stati estratti da residui di liquido seminale trovati su un materasso che era nel sottotetto della chiesa della SS. Trinità, dove il 17 marzo scorso venne rinvenuto il cadavere della ragazza. Un terzo dna è stato isolato dai periti nominati dal gip di Salerno sui residui di sperma rinvenuti, invece, su uno strofinaccio sequestrato nei locali del centro culturale Newman, che ha sede nei locali della canonica. I dna appartengono a due persone di sesso maschile. Due dei dna sono, infatti, risultati sovrapponibili e, dunque, sono di una stessa persona. Il terzo è risultato diverso dai primi due, e, dunque, di un’altra persona. La circostanza è stata riferita, nel corso di un incontro tra periti, che si è svolto a Roma, dal professor Vincenzo Pascali, direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che coordina i consulenti. I dna saranno confrontati con quello di Danilo Restivo, unico indagato per il delitto di Elisa Claps e detenuto nel Regno Unito per l’omicidio di una sarta

inglese. Il confronto potrebbe svolgersi già nei prossimi giorni. La notizia ha scatenato non poche reazioni. Per Rocco Galasso, presidente del centro culturale Newman, “quei locali sono a disposizione di tutte le attività parrocchiali e di certo non li si utilizza per appartarsi”. Duro, invece, il commento di Gildo Claps, il fratello di Elisa, che ha definito il sottotetto della Trinità poco più di una squallida alcova. Il fratello della studentessa ha poi sferrato un feroce attacco al presidente del centro Newman, all’arcivescovo di Potenza e a don Vagno, il sacerdote brasiliano che avrebbe scoperto il cadavere tempo prima del 17 marzo. L’avvocato della famiglia Claps, invece, si è rivolto nuovamente al Papa chiedendo una risposta alla lettera inviata lo scorso 20 maggio per avere chiarimenti sulle presunte complicità nell’occultamento del cadavere. E sempre alla Chiesa ha fatto appello il presidente dell’osservatorio sui diritti dei minori per invitarla ad aprire celermente un processo di beatificazione della piccola martire.

Nel frattempo, investigatori e consulenti sono tornati sul luogo del delitto: il gip di Salerno ha infatti autorizzato nei giorni scorsi i periti a eseguire nuovi accertamenti sui materiali presenti nel sottotetto, e a verificare la presenza di scarpe nella canonica, per poi confrontarne le suole con le tracce ritrovate intorno al cadavere. I periti hanno svolto nuovi sopralluoghi: la prima tappa è stata proprio il sottotetto: i consulenti hanno eseguito alcuni calchi in una parte corrispondente al luogo dove è stata fatta un’apertura negli assi di legno del sottotetto. Proprio qui la polizia scientifica ha quindi prelevato alcuni campioni di bitume dalle travi e da un bidone che i periti hanno individuato dall’esame di alcune foto. Nei locali della canonica, invece, l’obiettivo delle ricerche dei tecnici sono state le scarpe: intorno al cadavere di elisa sono state infatti individuate delle impronte che potrebbero essere confrontate con le suole delle calzature eventualmente trovate nei piani inferiori della chiesa. Alessandro Boccia

notizie in brevE noci, auguri all’abbazia L’abbazia della Madonna della Scala di Noci (Ba) compie 80 anni. Famosa soprattutto per la sua biblioteca che raccoglie ben 87mila libri ed un laboratorio di restauro, che ha lavorato su mille volumi pervenuti da Firenze dopo l’alluvione. Tra le iniziative per l’anniversario, un libro celebrativo, una mostra fotografica ed un concerto.

aggressione a carbonara Una donna di 34 anni è stata aggredita e picchiata con grande ferocia, mercoledì, mentre andava al lavoro. Era sulla bici e stava percorrendo la strada che da Carbonara porta a Ceglie del Campo, alle porte di Bari. Qualcuno l’ha colpita alla testa con una spranga di ferro, poi abbandonata sul piazzale di una scuola elementare. La donna è ricoverata in gravi condizioni.

clandestini salvati in mare Trentanove immigrati clandestini, afghani e turchi di etnia curda, sono stati tratti in salvo dalla Guardia Costiera di Gallipoli. Erano a bordo di una barca a vela in balia del mare in tempesta e rischiavano di schiantarsi sugli scogli. I due scafisti, due turchi di 31 e 35 anni, sono stati arrestati.

bari, disagi per furto di rame Disagi ad una linea telefonica della torre di controllo dell’aeroporto di Bari, sono stati causati dal furto di oltre 400 metri di cavo conduttore in rame. I ladri hanno reciso una linea sulla strada provinciale 156 ed i tecnici hanno impiegato alcune ore per localizzare l’interruzione e ripristinare il collegamento. Indagini della polizia sono in corso per identificare i responsabili del furto.

aggredito da pitbull in molise Un bambino di sette anni è stato aggredito da un pitbull a Pozzilli (Is). Il bimbo stava giocando in una zona periferica del paese. A causa delle lesioni riportate è stato trasferito all’ospedale “Santo Bono” di Napoli, dopo i primi soccorsi ricevuti al “Santissimo Rosario” di Venafro (Is). Il cane è stato catturato e i Carabinieri stanno cercando il proprietario.

108 anni a santeramo Giovedì ha compiuto 108 anni il “nonno della Murgia”. Rocco Marsico, lucido e partecipe, ha festeggiato con i parenti e i concittadini di Santeramo in Colle, nel barese. Ha fatto il panettiere per tantissimi anni nel forno da lui stesso aperto ed oggi lasciato al figlio. E’ sopravvissuto alla moglie ed a tre dei suoi sei figli.

il pollino dona un pino Il Parco del Pollino dona un Pino loricato al FAI e domani ci sarà la cerimonia ai Piani di Pollino. Il percorso, immerso nella faggeta, parte da Colle dell’Impiso, attraversa Piano di Vacquarro fino a raggiungere 1800 metri, nel cosiddetto “giardino degli dei”. Il raduno sotto il Pino loricato “adottato” dal Fai è previsto per le 12,30. Lì si svolgerà la cerimonia di scopertura della targa celebrativa della donazione.


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gemellaggio/A Sannicandro di Bari

Il Toronto Park I

naugurato domenica, quattro luglio, il parco dedicato alla città del mondo che ospita il più grosso numero di emigrati sannicandresi. Si chiama “Toronto Park” e si estende su di una superficie di oltre dodici mila metri quadrati ed è costato alle casse del piccolo comune dell’hinterland barese oltre quattrocento mila euro, fondi reperiti grazie all’emissione di buoni ordinari comunali, sei anni fa, nel lontano 2004. Un parco ricco di attrazioni, con giostrine per i bambini, panchine, un’area attrezzata per i concerti e, poi, anche il piccolo chiosco per bere e degustare qualcosa di tipico. Ad inaugurare il parco, alla presenza di un rappresentante della comunità dei sannicandresi in Ontario, l’anziano Joe Di Geso, è stato lo stesso primo cittadino, l’avvocato Antonio Baccelliere. “Con l’inaugurazione di questo parco si dà il via all’assolvimento di un reciproco impegno assunto sia da noi che dalla civica amministrazione di Toronto”, commenta soddisfatto il sindaco che aggiunge: “Questo progetto che, poi, prevede l’intitolazione di una strada dedicata a Sannicandro a Toronto, viene da lontano, cioè da quando l’allora, ed ancora oggi vice sindaco canadese, Joe Pantalone, formalizzò, in ossequio alla nostra comunità residente a Toronto, la volontà di toponomare una strada al nostro piccolo paese. La cosa ci inorgoglì fin da subito al punto di avviare le procedure per realizzare quest’opera”. Non sta nella pelle Baccelliere e, più di lui, il prof. Nicola Racanelli, consigliere delegato alla cultura e al turismo

che anticipa le intenzioni dell’amministrazione: “In autunno vorremmo realizzare un gemellaggio sia con i nostri emigrati in Canada che negli Stati Uniti e vorremmo partire proprio da Toronto dove risiede la comunità più nutrita. Anche perché confidando sulla grande generosità dei sannicandresi sparsi per il mondo e sull’enorme potenziale turistico che ci riviene dal castello potremmo, in questo modo - continua Racanelli - rinsaldare i rapporti con i nostri concittadini sparsi qua e la per il pianeta e rilanciare l’attività promozionale e turistica del nostro piccolo centro, in modo da creare anche interessanti occasioni di sviluppo occupazionale”. Un proposito davvero geniale quello dell’amministrazione comunale di Sannicandro che, come si suol dire, “prenderebbe due piccioni con una fava”, vale a dire potenziare i rapporti con i generosi emigrati e su queste basi puntare ad un eventuale risvolto turistico del paese. Non c’è che dire. Davvero geniale. Adesso, però, da palazzo di città si attendono, come formalizzato in una lettera arrivata, dalla municipalità di Toronto, ad aprile del 2003, quand’era sindaco Lastman, che arrivino notizie dal comune d’oltre oceano in merito all’intitolazione della strada, evento che di fatto catapulterebbe i due comuni nel vortice della formalizzazione di un atto di gemellaggio. “Sono contento”, commenta commosso Joe Di Geso, l’anziano emigrato che mostra gelosamente e tiene stretta tra le mani la lettera d’impegno

Una zona del Toronto Park

La targa del Toronto Park a Sannicandro di Bari

di Joe Pantalone, “mi sembra che con l’inaugurazione di questo parco si stia iniziando a realizzare un sogno che avvicina sempre più la nostra terra natìa a quella che, generosamente, ci ha ospitato e fatto crescere e vivere nel benessere, in un momento nel quale le difficoltà del nostro paese non ci consentivano di vivere agiatamente qui dove siamo nati”. Resta, a questo punto, da vedere se quell’impegno è, ancora, valido oggi e, soprattutto, nel caso lo sia, quali sono i tempi che porteranno l’amministrazione comunale di Toronto, oggi guidata dal sindaco Miller, a varare il provvedimento di denominazione di una strada della metropoli nordamericana a Sannicandro. Intanto, in quell’angolo tra via Sandro Pertini e via Nicola Casamassima, troneggia sontuosa, quasi spavalda, la targa marmorea del Toronto Park, dove subito i sannicandresi residenti in loco hanno deciso di passare il proprio tempo libero, magari sognando un giorno, non molto lontano, la realizzazione di un ponte ideale tra le due realtà, proprio, attraverso un gemellaggio che avvicini sempre più i sannicandresi del Canada a quelli residenti a Sannicandro. Ma, per scomodare un altro antico e popolare adagio, è proprio il caso di dire: “Se son rose fioriranno”, anche se a Sannicandro ci si aspetta che lo facciano, fuori stagione. Per il prossimo autunno. Staremo a vedere. Nicola Mangialardi

tradizioni/Novità a Putignano

Un carnevale anche d’estate

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utignano capitale del carnevale anche d’estate. La manifestazione “Le notti dei giganti di carta” promossa dal 2 al 4 luglio dalla Fondazione Carnevale del presidente Giancarlo Di Paola con il direttore artistico Carlo Bruni, in collaborazione con il Comune di Putignano, ha supe-

con il “Cantastorie” dedicato ai bambini, e fra balli popolari e sapori della tradizione non sono rimasti a bocca asciutta nemmeno gli adulti. Per non deludere proprio nessuno, la Fondazione Carnevale ha pensato anche agli sportivi e ai tifosi: su un maxi schermo sono state trasmesse tutte le

feste/Il 18 luglio l’annuale picnic della Federazione dei Pugliesi in Ontario

Una domenica spensierata L

a Federazione dei Pugliesi in Ontario, domenica 18 luglio, organizza il terzo picnic annuale ed invita tutta la comunità a partecipare. Il barbeque avrà inizio alle ore 11:30 e l’evento si terrà alla Fifty Point Conservation Area, situata tra le città di Hamilton e Stoney Creek. Il parco è molto grande ed è diviso in aree. Quella prenotata dalla Federazione dei Pugliesi in Ontario è il “Winona Pavilion”. Il barbeque e le bibite saranno gratuite ed offerte direttamente dalla Federazione. Invece si dovrà pagare 12 dollari ad automobile per il parcheggio. Durante la giornata, da spendere in allegria, ci saranno anche tanti giochi per passare un pò di tempo insieme e divertirsi. Per qualsiasi tipo di informazione sul picnic e sulle indicazioni stradali, si può contattare Teresa Losurdo al numero telefonico 905-679-9108. Anche gli altri membri dell’esecutivo saranno felici di dare ulteriori informazioni a chi è interessato a prendere parte a questa festa.

Un momento del carnevale estivo

rato ogni più rosea aspettativa. Il pubblico locale ha premiato l’iniziativa ed i consensi sono arrivati in termini di pubblico anche dal grande afflusso di turisti registrato in particolar modo per la sfilata dei carri allegorici e delle maschere. Tantissimi anche gli emigrati della provincia di Bari che rientrando in Puglia per le ferie estive hanno pensato bene di fare tappa al carnevale di Putignano. Al termine della coloratissima parata, più e meno giovani si sono trasferiti in piazza per una inedita e divertentissima “Battaglia dei cuscini”. Non solo maschere e cartapesta in questa tranche estiva della 616ª edizione del Carnevale di Putignano. Per tre giorni il suggestivo borgo antico si è animato di personaggi fantastici

partite serali dei Mondiali di calcio, e poco importa se il tifo non era per gli Azzurri. Ad animare in musica la manifestazione carnascialesca ci hanno pensato due prestigiosi ospiti musicali che si sono alternati sul grande palco allestito per l’occasione: il 2 luglio è stata la volta dei Radiodervish accompagnati dalla Banda di Sannicandro ed il 3 luglio Roy Paci e Aretuska hanno fatto cantare e ballare il numeroso pubblico con un concerto esplosivo in salsa caraibica. Il carnevale tornerà a febbraio prossimo, per una 617ª edizione che già si annuncia piena di interessanti proposte. Lo slogan scelto è “Bentornati bambini!”. Divertimento assicurato. Rossana Paolillo


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Un momento concitato della festa per la Madonna della Bruna

matera/Celebrata la suggestiva festa patronale in onore della Madonna

L’assalto alla Bruna è

un legame che dura da sei secoli, quello che unisce i materani alla Madonna Santissima della Bruna, patrona della città. Lo si celebra, come da tradizione, il 2 luglio in quello che a Matera viene definito “il giorno più lungo”. Sacro e profano che si intrecciano nei festeggiamenti che cominciano all’alba per terminare a tarda notte. Cronaca di una giornata intensa nella quale a svegliarsi per primi, per venerare la Madonna di origini bizantine, sono i quartieri più antichi della città dei Sassi le cui vie vengono percorse dai figuranti della “processione dei pastori”. Si rende omaggio così al Quadro della Vergine, il cui passaggio è scandito dal rumore dei botti pirotecnici. Nel frattempo i cavalieri, in settanta circa a fare da scorta al carro processionale, si radunano lungo le vie e nei vicinati. E’ sempre in mattinata che la statua della Madonna viene portata nella chiesa del

rione “Piccianello”, per poi essere condotta nel pomeriggio in processione sul carro trionfale lungo le strade principali della città. I “tre giri” simbolo di presa di possesso della città da parte della Madonna patrona si compiono invece nel piazzale del Duomo, prima che la statua stessa, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, venga deposta in Cattedrale. Si rievoca in tal modo la leggenda, una delle numerose che affollano la memoria popolare, che narra di una giovane e sconosciuta signora che avrebbe chiesto ad un contadino di ritorno dai campi di farla salire sul suo carretto per accompagnarla a Matera. Arrivati proprio nel Rione Piccianello la donna, dai tratti orientali, si sarebbe trasformata improvvisamente nella statua che oggi si venera nella città dei Sassi, chiedendo al contadino di voler così entrare, proprio su di un carro ben addobbato, ogni anno in città. Cuore pulsante e squisitamente profano di

tutto l’evento è da sempre la sfilata del carro trionfale. In piazza Vittorio Veneto, durante il rito del cosiddetto “strazzo”, ogni materano, circondando

il carro, cerca di afferrarne una piccola immagine di cartapesta, un frammento, per conservarlo in simbolo di devozione o per mostrarlo, a mo’ di trofeo, ai concittadini. Ad allestire il carro il cartapestaio che si aggiudica l’assegnazione della gara che viene indetta ogni anno per scegliere il maestro che meglio raffigurerà, modellando con la cartapesta appunto, la scena prescelta dal Vescovo, ispirata, come di consuetudine, a passi o parabole del Vangelo. La data di consegna del carro è quella del 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo. E’ in questa occasione che, di sera, il carro trionfale viene benedetto dal Vescovo ed esposto alla cittadinanza ed ai curiosi che intendono, prima del 2 luglio, ammirarlo in tutta la sua interezza. Anche quest’anno si è consumato per un soffio, nel rispetto della tradizione, a pochi metri dal suo ingresso in piazza Vittorio Veneto il rito dello “strazzo” del carro. Scortato dai cavalieri con cavalli bardati di fiori di carta e velluti, il grande e luminoso galeone di cartapesta era ispirato per l’occasione al tema del sacerdozio ed all’esempio del curato d’Ars, e dedicato a Francesco Nicoletti, il maestro d’arte scomparso a febbraio. In pochi istanti, dinanzi ad un bagno di folla, centinaia di fedeli hanno trafugato e strappato frammenti, statue, pannelli, o semplici elementi decorativi, vere e proprie “reliquie propiziatorie” da custodire per l’anno che verrà. Terminata l’edizione 2010 della “Bruna” la si ricorderà per la presenza di numerosissimi turisti stranieri, per la partecipazione, all’inizio contestata, del sindaco di Potenza, Vito Santarsiero e, nota particolarmente lieta, per l’assenza di gravi incidenti. Alessandro Boccia

eventi/Torna il Battiti Live nelle piazze del sud

Musica d’estate

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nche quest’anno Melpignano, piccolo centro del basso Salento, si appresta a vivere la grande emozione della Notte della Taranta. Un’emozione che anche quest’anno condivideranno 100 mila persone, tanti sono gli spettatori attesi per il 28 agosto nella grande piazza del piccolo paesino del Salento. La Notte della Taranta è ormai conosciuta in tutto il mondo, anche in Cina, dove due anni fa si è tenuto, in una piazza di Pechino, un riuscitissimo concerto, ed è la manifestazione che più di ogni altra caratterizza l’estate musicale pugliese. L’edizione del 2010 sarà un matrimonio fra tradizione e moderno. Tutta la manifestazione, che dura complessivamente due settimane, dal 13 al 29 agosto, sarà dedicata alla musica di tradizione e a quella elettronica. Nata con l’intento di valorizzare la “pizzica”, la Notte ha finito per arricchirsi di altri contenuti musicali sempre coerenti con la musica popolare espressa dai canti e dai balli tipici del Salento. Il maestro concertatore di quest’anno sarà Ludovico Einaudi, reduce da importanti successi internazionali. E’ stato proprio Einaudi ad illustrare il programma della nuova edizione che avrà ospiti davvero eccezionali con la cantante portoghese Dulce Pontes, considerata una delle più fulgide stelle della world music e tra le maggiori interpreti di tradizione del fado, la cantante greca Savina Yannatou, che dopo aver percorso la strada della tradizione e della musica rinascimentale ha scoperto un grande amore per l’improvvisazione vocale, il jazz, l’avanguardia; il dj e polistrumentista turco

Mercan Dede che da anni sperimenta la fusione di elettronica e tradizione folklorica del suo paese. In più ci saranno, come sempre, cantanti e ballerini del Salento fra cui il gruppo Sud Sound System. Einaudi ha spiegato che l’impegno di quest’anno sarà nella ricerca di un suono nuovo, moderno, ma legato alla tradizione, un punto di vista musicale fedele all’antichità ma proiettato nel nuovo. Per questo verrà approntata una super orchestra composta da tamburelli, voci, corfe, percussioni, organetti, fisarmonica e strumenti tipici come, ad esempio, il putipù. Il concertone della notte del 28 agosto sarà diviso in nove sezioni, una la prosecuzione dell’altra, durante le quali i ritmi incalzanti della pizzica si fonderanno con quelli dell’elettronica. L’intero festival della Notte della Taranta sarà come sempre itinerante. Il clou sarà il concerto del 28 agosto, ma gli spettacoli di piazza inizieranno il 13 e andranno avanti fino al 29 con la sola pausa del 15. Alla manifestazione saranno interessati tutti i comuni della Grecìa Salentina, il cui consorzio finanzia insieme alla Regione l’intera manifestazione. La grande macchina organizzativa è già partita da tempo. A fine agosto, nel basso Salento arriverà gente da ogni parte d’Italia creando non pochi problemi alla viabilità ed all’ospitalità. Gli alberghi della zona sono praticamente già tutti esauriti, ma gran parte degli spettatori non avrà bisogno di andare a riposarsi perché trascorrerà la notte in piazza a ballare e cantare, fino all’alba di domenica 29. (v.m.)

Venti operatori russi, in settimana, sono stati a Matera per partecipare alla rassegna “Italia a tavola”, che ha già coinvolto Firenze per il nord nell’ambito del programma “L’agroalimentare italiano come strumento trainante del Made in Italy in Russia”, seguito all’accordo stipulato lo scorso anno tra il Ministero dello Sviluppo Economico, Unioncamere e Assocamerestero.

risucchiata dal treno E’ stata risucchiata dal vuoto d’aria provocato dalla velocità del treno la donna rumena di 40 anni che è stata travolta e uccisa dall’Eurostar Lecce-Roma nel foggiano. La donna stava camminando ai lati dei binari al momento del passaggio del treno. L a tragedia si è verificata a poca distanza dal luogo dove due anni fa in un incidente fu travolto e ucciso suo marito.

borgata rimessa a nuovo Nella borgata di Tramontone, a pochi Km da Taranto, 60 famiglie vivevano da circa 25 anni in attesa che quell’area fosse ripulita e resa dignitosa. I residenti hanno aspettato tanto fino a quando, esasperati dalle condizioni in cui versava quello spaccio ormai ricettacolo di drogati e spazzatura, si sono autotassati e, spendendo la somma di 10mila euro, l’hanno rimessa a nuovo.

molise, pedofilo condannato Terza condanna in Molise per gli autori degli abusi sessuali su minori avvenuti a Jelsi (Cb) e che hanno provocato sconcerto negli ultimi mesi in tutta la regione: il giudice Falcione ha inflitto nove anni di carcere al muratore 33enne finito in carcere lo scorso anno. L’uomo era protagonista di incontri con sesso di gruppo che coinvolgevano anche suo suocero e altre parenti minorenni.

musica/Ad agosto il Salento si infiamma

Notte della Taranta

notizie in brevE operatori russi a matera

Lo staff di Radionorba: Alan Palmieri, Titta De Tommasi, Marco Montrone, Roberta De Matthaesis

è

targato sud lo spettacolo musicale itinerante più importante d’Italia, al via questa settimana da Matera. Si chiama Radionorba Battiti Live e quest’anno giunge all’ottava edizione. Dopo la scomparsa dello storico Festivalbar, è rimasto l’unico evento che riesce a portare il meglio della musica italiana in più piazze. “Questa ottava edizione è un altro tassello sulla strada che ci porta al decennale”, sottolinea il presidente di Radionorba Marco Montrone. “Passano gli anni e da una festa quasi privata il Radionorba Battiti Live si è trasformato in un evento di livello nazionale, l’unico nel suo genere in Italia dopo la spiacevole scomparsa del Festivalbar. È un evento importante per la valorizzazione di tutto il nostro territorio di copertura ed è anche una delle poche occasioni per far fruire la musica gratuitamente. Tra i nostri punti di forza c’è sicuramente la presenza di un cast composto da numerosi artisti di valore nazionale e internazionale”. Dopo la città dei sassi, il Radionorba Battiti Live farà tappa a Bari il 18 luglio, a Lecce il 25 luglio, e nella nuova provincia di Barletta, Andria e Trani, a Margherita di Savoia il 1° agosto e a Bisceglie il 13 agosto. Una cinquantina i nomi che si alterneranno sul palco nell’arco delle cinque serate: ci saranno, tra gli altri, Gigi D’Alessio, Enrico Ruggieri, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Francesco Renga, che a Matera ritroverà il suo ex chitarrista ai tempi dei Timoria, Omar Pedrini, e poi Irene Fornaciari, Max Gazzè, Paola Turci, i Lost, il vincitore di Sanremo Valerio Scanu, Arisa, Paolo Meneguzzi, Malika Ayane, i Due di Picche Neffa e J Ax, Nina Zilli, i Fin-

ley, Simone Cristicchi, i talenti lanciati da Amici, Emma Marrone, Loredana Errore, Pierdavide Carone e Davide Flauto, e ancora i pugliesi Sud Sound System, Apres la Classe e La fame di Camilla, Povia, Noemi, Fabrizio Moro e altri nomi amatissimi: Marco Carta, Marco Mengoni, i Sonohra, gli Zero Assoluto. Anche quest’anno tutte le tappe del tour saranno trasmesse in diretta sia su Radionorba che su Telenorba, con un impegno di circa 120 persone per ogni tappa. Lo scorso anno in tv sono stati registrati ascolti da record. Tra le novità di quest’anno, un palco di produzione francese, a bassissimo impatto ambientale, che per il trasporto richiede solo un tir: una struttura mobile, che viene montata velocemente e in assoluta sicurezza. La scenografia sullo sfondo del palco sarà virtuale, mentre è prevista la coreografia di un balletto firmato da uno dei talenti del sud, il ballerino professionista Adolfo Marazita, già in forza a spettacoli importanti come il Bagaglino e Fantastico. A condurre tutte le tappe per la prima volta ci sarà una coppia fissa, composta dal direttore artistico di Radionorba, Alan Palmieri, e dalla neo conduttrice della radio Roberta de Matthaeis. “E’ l’occasione per guardare in faccia la gente che ogni giorno ci ascolta per radio e viceversa”, spiega Palmieri. “La radio è un mezzo bellissimo, ti permette di raggiungere tutti, ma a un certo punto si sente il bisogno di andare tra la gente, anche per percepire il grado di soddisfazione verso il nostro lavoro. Gli ascolti quest’anno ci hanno premiato, siamo certi che ne avremo riscontro anche nelle piazze”. Antonio Procacci

staminali a campi All’ospedale di Campi Salentina sarà attivata per la prima volta in Italia la sperimentazione clinica della terapia cellulare di staminali midollari dell’adulto. I pazienti saranno trattati con un farmaco generato da staminali midollari, estratte da un pool di donatori adulti. Primi pazienti due bambini baresi malati di diabete ed un lucano malato di Sla.

lecce, scuola di teatro In scena per imparare a fare l’attore giocando. Per apprendere i meccanismi del dialogo, della mimica, di come costruire le scene. Sul palco piccoli attori in erba, protagonisti del Cantiere dei Piccoli, laboratorio teatrale ideato a Lecce e rivolto a bambini di età compresa dai 5 agli 11 anni. Una vera e propria scuola teatrale estiva.

otranto, onori a professore Al professor Hubert Houben, ordinario nella Facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento, è andata la cittadinanza onoraria di Otranto per i fondamentali e originali contributi alla conoscenza storica della città dal Medioevo all’età protomoderna, in cui ha posto in risalto i caratteri del microcosmo idruntino, nel bivalente rapporto tra Bisanzio e l’Occidente.


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10 luglio 2010

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asquale Casillo rilancia l’offerta: adesso, è disponibile ad acquistare tutto il pacchetto azionario dell’Unione Sportiva Foggia, riportando in rossonero il tecnico boemo Zdenek Zeman e il direttore sportivo Peppino Pavone. Nelle scorse settimane, l’ex patron dei tempi d’oro della serie A, aveva annunciato l’intenzione di acquisire solo la metà delle quote sociali. Ora, dopo che gli otto ex soci hanno iscritto la squadra al prossimo campionato di Prima Divisione e alla luce dell’intenzione di questi ultimi di versare la fideiussione da 400mila euro, Casillo si rifà avanti. L’ex re del grano pone una condizione: la compagine societaria uscente deve onorare il pagamento dei debiti. “Vogliamo solo soffermarci sulla possibilità che il Foggia possa avere una società per i prossimi dieci anni, per rinverdire i fasti di un tempo” ha dichiarato il legale di Pasquale Casillo, Mario Antonio Ciarambino. Infatti Casillo guiderebbe una cordata composta da una decina di imprenditori forestieri, disposti a farsi carico di un notevole investimento economico, per programmare un campionato di alta classifica. E le voci di una disponibilità di Zeman e Pavone non sono campate in aria, perchè è lo stesso legale a confermarle, il che significa che ci sono stati già contatti per portare a termine questo progetto: “Sembrano disponibili a ripetere i tempi d’oro”, conclude Ciarambino. Ma se in città alcuni tifosi sognano con il passato, a qualcuno non è piaciuto per niente come Casillo è tornato alla carica. “Se Pasquale Casillo è davvero intenzionato ad acquisire tutto il pacchetto azionario dell’Unione Sportiva Foggia – ha fatto sapere Gianni Fran-

iscrizioni/Oggi i ricorsi

Il Barletta può sognare D

L’ex patron del Foggia in Serie A, Pasquale Casillo

foggia/L’ex patron vuole tutta la società e ha già il si di Zeman e Pavone

Casillo non si arrende

cavilla, amministratore unico dell’US Foggia - è doveroso che si rivolga, innanzitutto, a chi gestisce la società rossonera, anziché contattare gli organi di informazione”. Dopo la cessione delle quote da parte degli otto ex soci, Francavilla è il referente della società assieme ad Antonio D’Antini, un imprenditore di

Volturino, amministratore di una ditta di edilizia sanitaria e di un’altra di impianti di sicurezza industriali e non nasconde il fatto che si sia infastidito per il comportamento dell’ex re del grano. “Casillo rilancia, ma è un rilancio atipico, perché non va fatto con i comunicati stampa – continua l’amministratore unico - Gli accordi con il suo

legale erano altri, la proposta d’acquisto andava comunicata a noi e quindi finché non mi arriva niente non la prendo in considerazione. Non posso consultare giornali o siti internet per capire cosa vuol fare Casillo”. E probabilmente la soluzione a questa ingarbugliata vicenda la scopriremo nelle prossime ore. Infatti gli otto soci del Foggia hanno inviato tutta la documentazione alla Lega e la fidejussione per il pagamento delll’iscrizione al campionato sarà pronta per essere depositata entro oggi. Casillo aveva fatto sapere che l’offerta ufficiale di acquisto l’avrebbe inviata solo dopo questo passaggio. Ora si attende che dalle parole si passi ai fatti.

opo il Monopoli ed il Gallipoli, anche il Manfredonia rischia di salutare il calcio professionistico. Il club sipontino, che non ha presentato in tempo la domanda di iscrizione, è tra le squadre a rischio. Entro le 13 di oggi, il Manfredonia potrà presentare il ricorso. Anche se riammessi i sipontini dovranno scontare comunque una penalizzazione che va dai 3 ai 6 punti. Qualora non riuscisse a presentare il ricorso il Manfredonia rischierebbe la retrocessione in Eccellenza o addirittura potrebbe scomparire dal panorama calcistico nazionale. Da queste eventuali esclusioni potrebbe trarre giovamento il Barletta che spera nel ripescaggio in Prima Divisione. La società biancorossa ha avuto tra l’altro l’ok per l’agibilità dello stadio “Puttilli”, in dubbio fino a qualche giorno fa. Nessuna speranza di ripescaggio, invece, per il Brindisi che deve innanzitutto risolvere il problema della proprietà. Si era sparsa voce in città di un versamento di denaro sostanzioso da parte dei Barretta che avrebbe fatto presagire la richiesta di iscrizione in Prima Divisione. E’ stata una nota ufficiale del sodalizio biancoazzurro a fare definitivamente luce sulla vicenda. Nel comunicato, i due presidenti specificano che il versamento in questione altro non è se non la quota necessaria alla ricapitalizzazione della società, senza la quale non sarebbe stato possibile iscrivere la squadra al campionato di Seconda Divisione. Ma c’è anche il Potenza tra le squadre bocciate dalla Covisoc. A questo punto, anche i potentini, come il Manfredonia, avranno tempo fino alle 13 per depositare il ricorso. Poi il 15 luglio la Covisoc invierà il proprio parere vincolante al Consiglio Federale, che il 16 ufficializzerà le squadre iscritte ai campionati. Solo successivamente si procederà ai ripescaggi.

serie a/Ancora molte le trattative aperte

Bari e Lecce rinnovano lo staff foto today ®

Il tecnico Zdenek Zeman

gallipoli/Fallimento

Venerdì l’udienza

taranto/Campagna abbonamenti deludente

Tifosi cercasi

S

i terrà il prossimo 16 luglio davanti al giudice civile Massimo Orlando l’udienza di ascolto delle parti per decidere sulla richiesta di fallimento presentata dalla Procura di Lecce per il Gallipoli calcio, nell’ambito dell’inchiesta per truffa che vedrà comparire in settembre davanti al giudice penale della cittadina jonica il patron friulano della società giallorossa Daniele D’Odorico e il suo socio Christoph Concina. La pm Stefania Mininni, che sulla scorta della denuncia dell’ex patron Vincenzo Barba, nei mesi scorsi ha sequestrato le quote societarie e di recente ha bloccato anche metà del cartellino di un giocatore della compagine fresca di retrocessione, ha verificato il dissesto della società, che al 30 aprile scorso aveva maturato un “buco” nelle sue casse pari a 5 milioni di euro. E intanto mister Giuseppe Giannini ha querelato l’ex presidente Daniele D’Odorico che nel corso di alcune interviste lo aveva definito violento e “manesco”. Un finale d’avventura, per il “Gallo”, davvero amaro.

Quando rivedremo queste scene?

V

istoso calo degli abbonamenti per il prossimo campionato del Taranto. Lo stadio Iacovone destinato a restare vuoto per la prossima stagione calcistica. Così pare, stando agli abbonamenti venduti fino ad oggi dalla società rossoblu. E così mentre da un lato continuano gli acquisti per rinforzare la squadra, dall’altro si assiste ad un desolante e scoraggiante calo degli abbonamenti. Appena 445 contro 3000 dello

scorso anno. Un dato che può essere addebitato a diverse ragioni. I tempi ristretti della campagna abbonamenti o anche all’attuale situazione della squadra e dei suoi rinforzi. Tuttavia, dietro questa impressionante diminuzione, si nasconde anche qualcos’altro ossia la tanto discussa tessera del tifoso. Tanti considerano l’introduzione della stessa una illegittima limitazione della libertà personale e soprattutto di una grande passione. Nessuno parla esplicitamente, ma la vera ragione è proprio questa. Buone notizie per i vecchi abbonati comunque: il Taranto calcio ha deciso che per questo nuovo anno gli abbonati dello scorso campionato potranno usufruire di un diritto di prelazione valido per tutta la stagione regolare e per eventuali appendici. “Un gesto dovuto nei confronti di quanti ci sono stati vicini nel corso della scorsa stagione” - commentano i dirigenti jonici. “Non ce la sentiamo di penalizzare chi ha a cuore questi colori”, proseguono. Per questo motivo la prevendita dei singoli tagliandi verrà aperta con un giorno di anticipo per gli ex abbonati. Sarà necessario esibire la tessera dello scorso anno per assicurarsi un posto nel settore già occupato nella passata stagione.

Q

Claudio Garzelli

uando mancano poche ore all’inizio del ritiro, il Bari si ritrova con un buon lavoro in sede di calciomercato, ma con l’esigenza di provvedere all’acquisto di tre difensori per arrivare agli otto desiderati dal tecnico Giampiero Ventura. Uno potrebbe essere Coda, ma il calciatore dell’Udinese sembra intenzionato a rifiutare il passaggio al Bari per motivi di famiglia. Angelozzi sta cercando di convincerlo in tutti i modi. Gli altri due difensori che interessano al Bari sono Rinaudo del Napoli e Talamonti dell’Atalanta. Con questo terzetto, e con l’ingaggio ormai certo dell’esterno D’alessandro, il Bari si troverebbe a chiudere definitivamente la voce arrivi. Particolare attenzione va posta alla difesa: a nulla servirebbe segnare dei gol se poi se ne subissero in quantità. Intanto la società biancorossa, con una conferenza a sorpresa mercoledì, ha presentato il nuovo direttore generale. Si tratta di Claudio Garzelli, 60enne livornese, che dovrà tenere sotto controllo tutti gli aspetti amministrativi della società. In casa Lecce, invece, il giovane

presidente Pierandrea Semeraro, che in settimana ha preso il posto del padre, ha le idee chiare: no a spese folli e risultati legati al bilancio. Il primo risultato da presidente è stata la risoluzione della grana Giacomazzi: il capitano, vicino all’addio, ha invece firmato un contratto che lo legherà ai giallorossi per altri quattro anni da giocatore e successivamente come dirigente. Quasi nulla da fare, invece, per Angelo. Per il brasiliano quasi scontato l’addio con destinazione Parma. Tra gli arrivi, per ora si registrano quelli del centravanti uruguaiano Olivera e del baby terzino destro Donati, scuola Inter. Tante le trattative in corso. Si fanno i nomi di Brivio e Antenucci mentre sono in dirittura d’arrivo gli acquisti di altri tre giovani: Pettinari e Sini dalla Roma e Destro dall’Inter. Ritorni “romantici” nello staff tecnico: Roberto Rizzo, dopo la stagione eccezionale sulla panchina del Matera, farà l’allenatore in seconda e poi uno degli idoli della tifoseria, Fabrizio Lorieri – 140 presenze nel Lecce dal ‘95 al ‘99 - che farà l’allenatore dei portieri.


SIN n.19 2010