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toronto

Il pic-nic dei bitettesi per il Beato Giacomo

Anno I n.18 - 3 luglio 2010

Editoriale di Gianvito Magistà

il ddl che non piace a nessuno

toronto

Federazione Pugliesi, festa per i 10 anni

> P.5

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

gargano di sangue

> P.4

rossana a processo processi/Taranto

foto today ®

iovedì il Canada festeggiava il suo 143° compleanno e mentre qui scoppiavano i fuochi d’artificio, in Italia scoppiava la rivolta contro il ddl Alfano sulle intercettazioni, già rinominato “legge bavaglio”. A cominciare da Piazza Navona a Roma, il centro della protesta, un pò in tutte le piazze della Penisola la gente ha manifestato il proprio malessere verso un disegno di legge che potrebbe mettere in serio pericolo la democrazia e la libertà di stampa in Italia. La protesta è stata organizzata dalla Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, ma nelle piazze sono scesi anche comuni cittadini e politici, non solo giornalisti. L’Anm, associazione nazionale magistrati, ha mandato una lettera di solidarietà alla Fnsi in cui il proprio presidente spiega che “i magistrati sono uniti ai giornalisti nella difesa dei fondamentali principi della libertà d’informazione e della legalità, messi a rischio dal ddl sulle intercettazioni. L’Anm, in piena sintonia con la Fnsi, ha ripetutamente denunciato i gravissimi rischi per la sicurezza dei cittadini e la libertà d’informazione derivanti dal disegno di legge del governo in materia di intercettazioni”. E ancora, continua il presidente Palamara in maniera più preoccupata “questa riforma limita drasticamente la possibilità per le forze dell’ordine e per la magistratura di individuare gli autori di reati di particolare allarme sociale e pregiudica in modo inaccettabile il diritto dei cittadini di essere informati su fatti di interesse pubblico”. Una legge del genere finirebbe non solo per proteggere i politici, ma anche i mafiosi, i delinquenti e chiunque avrebbe qualcosa da nascondere. Tornando alla protesta, in ambito politico c’è da dire che l’Udc si è schierata apertamente con Pd ed Italia dei Valori, ed altri partiti di opposizione. Il capo dello Stato, Napolitano, aveva già espresso da tempo i suoi dubbi sul ddl. Ma anche all’interno del Pdl ci sono malumori: quelli del solito Fini che ormai è in rotta totale con Berlusconi. Il Presidente della Camera ha pubblicamente invitato tutti ad una seria riflessione sul ddl e ha tenuto a sottolineare che nel partito c’è un grave problema di legalità. Ma allora a chi piace questo benedetto ddl? Evidentemente solo a Berlusconi. E a Bossi che, per avere via libera su altre tematiche a lui care, non ha interessi a contraddire il leader della maggioranza. Dal canto suo, il capo del governo è molto irritato dall’ultima uscita di Fini e ritiene che le sue affermazioni non siano compatibili con il ruolo che ricopre. E perchè mai? Fini non può avere le sue opinioni? Questo purtroppo è il vero problema interno del Pdl: o fai come dice il capo o sei fuori. Ha davvero un bel modo di esprimere la libertà, il Popolo della...libertà.

redazione@suditalianews.com

FEDERALISMO, IL SUD spera in FITTO

di Vincenzo Magistà Italia si incammina sempre più decisamente verso il federalismo fiscale. Il Governo ha approvato le ulteriori linee guida per l’attuazione della riforma tanto voluta da Bossi, e adesso toccherà al Parlamento fare il resto. Ci vorrà ancora del tempo, e non mancheranno ostacoli da superare, ma la linea, questa volta, è tracciata, ed è molto più netta che in passato. Le ultime resistenze sono state vinte e va consolidandosi la convinzione che il federalismo servirà ad appianare molti problemi, non solo finanziari. Anche il sud ha trovato il modo di sentirsi se non garantito, almeno protetto. Berlusconi ha affidato a tre ministri del nord il compito di varare la riforma federalista, ma li ha affiancati ad un ministro del sud, Fitto, al quale ha dato in mano un portafogli ricco di sostanze, i fondi Fas destinati alle aree sottosviluppate. Toccherà a Fitto fare il cane da guardia di Bossi e Calderoli, e tutti e tre dovranno poi vedersela con Tremonti, per l’assegnazione di compiti e risorse in tema di fiscalità. Adesso i problemi che si pongono sono due: riuscirà Fitto ad essere all’altezza del compito? E il sud farà altrettanto, cambiando registro? Alla prima domanda si può tranquillamente rispondere che da solo Fitto non potrà garantire nulla. Il ministro dovrà essere affiancato, nella sua azione, perlomeno da tutti i presidenti delle regioni meridionali (prevalentemente di centro-destra) e creare con essi un cartello politico-istituzionale capace di contrapporsi alla Lega Nord. Prima questo tavolo si aprirà, meglio sarà, per tutti. Più difficile la risposta al secondo quesito. Se il sud non capirà in maniera definitiva l’importanza del momento, allora non ci saranno speranze. Se, invece, comprenderà che il suo futuro è nelle sue mani, le cose potranno cambiare. Sul fatto che ci riesca, tuttavia, restano molti dubbi.

L’

G

> P.3 regioni/Polemiche

regioni/Fiere

allarme di astore per il molise in crisi

la puglia brilla all’expo di shangai

> P.2

> P.7

a giudizio per mobbing anche il vescovo > P.4

> P.5


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3 luglio 2010

regioni/L’attività del consiglio nel mese di giugno

Basilicata, l’aula lavora S

Il Banco di Napoli

economia/In uno studio Svimez i perché del difficile rapporto con le imprese

Banche, al sud il problema è il nord L

a grande ristrutturazione del sistema bancario che ha interessato l’Europa e l’Italia fra gli anni 90 e 2000 ha ottenuto il risultato di ingrandire le banche del nord a scapito di quelle dell’Italia meridionale. Le grandi banche del nord hanno fatto incetta di istituti medio-piccoli nelle varie regioni del sud, e talvolta hanno inglobato anche grosse banche come il Banco di Napoli, diventando egemoni sul mercato e, soprattutto, squilibrando l’accesso al credito. In pratica, il fenomeno che già esisteva, la raccolta al sud, la somministrazione al nord, si è pericolosamente accentuato. Per le imprese meridionali ottenere finanziamenti e aperture di credito è diventato sempre più difficile. Nè le piccole-medie banche che sono rimaste riescono ad essere concorrenziali, nonostante gli sforzi che fanno. La rete bancaria indigena meridionale sia pure molto estesa, attraverso le reti delle Banche Popolari e di Credito Cooperativo, non è in grado di soddisfare la domanda, e talvolta non riesce nemmeno ad essere concorrenziale. A documentare tutto ciò adesso provvede uno studio elaborato dallo Svimez, curato da Luca Giordano e Antonio Lopes, che ha definito i contorni del rapporto sempre più difficile, al sud, fra credito e imprese. Dallo studio emerge che il divario fra le due aree del Paese si allarga anche per effetto di questo fenomeno. Anche se non dovrebbe essere così. Le banche del sud, infatti, nell’ultimo decennio hanno mostrato molta più aderenza al territorio, molta più consapevolezza delle esigenze della imprenditoria locale, molta più affidabilità, ma sono risultate perdenti sul piano dei numeri e degli affidamenti. Le banche meridionali, secondo lo Svimez, hanno dimostrato di essere efficienti, allineandosi per efficienza di costo e di profitto a quelle del nord, tuttavia, la crescita di sportelli ha premiato quasi esclusivamente le grandi banche del nord, passate dal 58 al 66 per cento, mentre le piccole del sud si son dovute accontentare di un misero un per cento. Il fatto incredibile, non manca di sottolineare lo Svimez, è che nonostante le piccole banche del sud siano più vicine e, in fondo, più utili, alle imprese del territorio, queste ultime non abbiano col sistema bancario del sud un rapporto ottimale, anzi, quando si tratta di definire accordi di un certo impegno, preferiscono i grandi gruppi del nord.

In questo senso, suggerisce Svimez, si deve lavorare per arrivare ad una decisa inversione di tendenza. Le imprese del sud devono capire che piccolo è bello, e che il rapporto con la piccola banca locale può soltanto favorire l’accesso al credito, perché la banca locale è necessariamente più vicina al territorio, lo conosce meglio e di conseguenza può servirlo meglio. Lo Svimez segnala che in Italia il sistema bancario si è evoluto in modo incoerente con la domanda di

sostegno finanziario delle imprese. E’ come una giungla, nella quale vige la legge del più forte più che quella del mercato. Per questo -conclude la ricerca- è lecito attendersi che la crisi finanziaria internazionale, attraverso il generalizzato calo di fiducia del sistema bancario, si traduca in un repentino inasprimento del razionamento del credito per le imprese più opache localizzate nel sud e valorizzi, invece, quelle più meritevoli.

i è concluso con alcuni rinvii alle commissioni di competenza e con l’approvazione di due atti l’ultimo consiglio regionale di Basilicata di fine giugno. In primis l’assemblea ha subito approvato all’unanimità una delibera della giunta con la quale si autorizza la variazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio nel Comune di Nova Siri. Poi a maggioranza è stato dato il via libera a una delibera dell’esecutivo regionale con la quale vengono stabiliti i criteri e le modalità di concessione di contributi a favore degli emigrati lucani nei Paesi dell’America latina per il 2010 per fornire opere, beni e servizi anche di carattere sanitario. Sempre a maggioranza è stato approvato il conto consuntivo per il 2009 del Consiglio regionale. Alla seconda e alla quarta commissione sono state rinviate, “per procedere in maniera più approfondita”, le sei proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti il reddito sociale minimo; gli spazi di confronto al femminile; il sostegno al consumo dei prodotti agricoli; la riduzione del prezzo della benzina; le provvidenze a favore degli affetti da tumori; la formazione per i parenti dei pazienti affetti da patologie di tipo cronico degenerativo. Il rinvio è stato suggerito dal presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino (Pd), che ha richiamato una disposizione del regolamento “che prevede -ha spiegato- che il presidente possa iscrivere all’ordine del giorno e rinviare alle commissioni i progetti di legge pendenti alla fine della precedente legislatura”. Approvato a maggioranza, su proposta del presidente della giunta, Vito De Filippo, un disegno di legge per la proroga al 31 dicembre della gestione straordinaria commissariale dell’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura, in scadenza il 30 giugno. De Filippo aveva chiesto l’inserimento del provvedimento nell’ordine del giorno “in via eccezionale”. Contraria l’opposizione di centrodestra. “Non condivido questo provvedimento -ha evidenziato il consigliere Nicola Pagliuca (Pdl)- perché il commissariamento, deciso nel 2006, sarebbe dovuto durare solo un anno”.

finanziaria/Il senatore denuncia una situazione ormai fallimentare

Astore, allarme per il Molise “U

n momento così forse il Molise non l’aveva ancora vissuto. E’ crisi in tutti i settori, la già scarsa competitività si è erosa, i debiti aumentano ovunque, e il secondo anno di crisi rischia di lasciare strascichi molto pesanti”. L’analisi è del senatore del gruppo Misto Giuseppe Astore; parole che sono la fotocopia di quelle usate da chi in questi mesi si trova a commentare fatti di un’evidenza palmare. L’analisi è facile, il Molise ormai è sull’orlo del fallimento istituzionale; meno facile è trovare una soluzione a un novero di problemi strutturali. “Abbiamo la ricostruzione post sisma ferma a un terzo del totale; mentre San Giuliano di Puglia è stata ricostruita persino con abbondanza, il resto dei Comuni del cratere sismico a stento ha avviato la ricostruzione pesante. Abbiamo quasi duemila persone ancora nelle case di legno. Il Governo ha tolto ogni fondo dalla passata Finanziaria, e in più ha chiesto indietro le agevolazioni fiscali e previdenziali sinora godute”. La situazione è grave, e neanche questa è una novità, nella sanità regionale. “Come fa Iorio a scrivere una lettera a Tremonti insieme con la Polverini, Scopelliti e Caldoro? Loro, appena eletti, possono dire di aver ereditato un disastro, ma Iorio? Come fa a dire che ha ereditato problemi undici, dico undici anni fa? Si vedano i bilanci della sanità di quando ero io assessore prima di lui, e così si avranno tutte le risposte”. Ma la lista è lunga; “l’autostrada Termoli San Vittore è stata inserita dall’ultimo Cipe tra le opere principali per il prossimo decennio, dico decennio, non è che Iorio voglia sempre giocare con le

Il senatore Giuseppe Astore

parole…” I tagli del governo contenuti nella manovra, poi, sono per Astore una mannaia durissima. “La Lega non solo vuole spingere su un federalismo che non aspetta che gradualmente le regioni possano adeguarsi riallineando le soggettive criticità. Il risultato sta nel fatto che dall’anno prossimo il Molise, se tutto resterà com’è, dovrà rinunciare a 43,1 milioni di euro di spesa corrente, che nel caso della nostra regione è pari al 15% del totale. Quello che non si dice – aggiunge Astore – è che saranno revocati tutti quei finanziamenti per opere pubbliche non impegnati negli ultimi tre anni. Gli articoli 14 e 19 della manovra, poi, castigano quelle regioni che hanno avuto problemi con il patto di stabilità, che nel caso del Molise vuol dire aver sforato di circa 60 milioni”. Astore si è impegnato “in-

sieme con la senatrice foggiana Mongiello per un emendamento che chiede di inserire fondi per la ricostruzione post sisma”. Quindi “il no agli articoli relativi al blocco del patto di stabilità”. Ma per Astore “Iorio non può credere di gestire questa emergenza da solo dicendo solo bugie. Il mio appello è a un tavolo regionale istituzionale per trovare risposte urgenti”. Ma il parlamentare va anche oltre, e coglie la palla al balzo per avviare dal punto di vista politico un discorso che ha un preciso obiettivo: le regionali del 2011. “Mi sento il padre putativo del centrosinistra, e perciò rivolgo un appello alla mia coalizione a mettere da parte divisioni e individualismi per avviare un progetto vincente”. Come dire che a volerlo cercare un candidato valido il centrosinistra ce l’ha, è il suo padre putativo.

Infine una curiosità: tutte le votazioni sono state effettuate tramite l’ausilio del nuovo sistema elettronico. Alessandro Boccia

campobasso/Provincia

Come farsi del male

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l mandato del Presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio scadrà fra pochi mesi, ma la sensazione è che la maggioranza di centrosinistra riuscirà anche in così poco tempo a farsi male da sola. Il rimpasto del Presidente ha aperto un braccio di ferro con l’Italia dei Valori; tre assessori nominati non graditi al partito, e da lì una vera e propria guerriglia politica che ha avuto il suo apice nella prima seduta di consiglio. Il Presidente dell’assise Perugini la convoca; in prima convocazione l’Italia dei Valori lascia l’aula, idem l’opposizione e manca il numero legale. Alla seconda, però, di presenze ne bastano nove; la seduta si apre con la parola a Cristiano Di Pietro, che fino ad allora aveva evitato ogni dichiarazione pubblica. Comunica all’aula che l’Idv si ritiene svincolato dalla coalizione di centro sinistra. “Ogni argomento portato in Consiglio verrà valutato singolarmente dal gruppo Idv a livello amministrativo e dalla segreteria di partito a livello politico”. Più chiaro di così; eppure qualcosa succede. Succede che in aula mancano quattro consiglieri del centrodestra, Micone, Fierro, Notartomaso e Frenza. Numeri pesanti, perché la maggioranza del Presidente, quella maggioranza rabbattata, rabberciata, ricostruita con quel Pd che solo un anno fa voleva sfiduciarlo tiene, e con undici voti approva l’ordine del giorno, compreso il bilancio consuntivo. Apriti cielo; partono subito le conferenze stampa con i j’accuse degli uni verso gli altri. Per Cristiano Di Pietro “L’assenza dei quattro consiglieri del centro destra conferma che c’è un accordo che parte da lontano tra D’Ascanio, il Pd e il centro destra; non è un caso che proprio ora Roberto Ruta crei l’Alternativ@. D’Ascanio sapeva benissimo cosa sarebbe successo non rispettando le indicazioni dell’Idv per la composizione della Giunta; l’Idv si tira fuori dalla maggioranza -ha ripetuto- ma ora siamo curiosi di vedere cosa accadrà nel centro destra, quali provvedimenti saranno presi nei confronti degli assenti e se davvero, come si sente dire, saranno espulsi”. Così effettivamente dovrebbe essere, visto che il coordinatore regionale Pdl Ulisse Di Giacomo ha tuonato contro i dissidenti annunciando provvedimenti disciplinari. “L’enfatizzazione di Cristiano Di Pietro è segno di debolezza -fa eco qualche stanza più in là in un’altra conferenza stampa D’Ascanio-, di fatto è l’Idv che con le sue ambiguità agevola il centrodestra e genera confusione”. Poi aggiunge caustico: “Ho deciso di nominarlo assessore alla Difesa del presidente con il compito di difenderlo da possibili inciuci con Iorio”. Cambiare tutto per non cambiare nulla, insomma; nessuno vuole davvero far cadere anzitempo l’amministrazione provinciale, e le schermaglie sembrano né più né meno che un gioco di visibilità politica.

Anno I - n.18 – 3 luglio 2010 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa Multicom Media Service 101 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano E-mail redazione@suditalianews.com


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3 luglio 2010

taranto/L’ex sindaca accusata di truffa

Di Bello-story U

n’operazione finanziaria che non andava assolutamente conclusa. Mancavano i presupposti minimi perché l’ex banca OPI -gruppo Banca Intesa- concedesse al Comune di Taranto un prestito di ben 250 milioni di euro da utilizzare per l’emissione di BOC, Buoni Ordinari Comunali. Funzionari della banca ed amministratori dell’epoca -siamo nel 2004, giunta guidata dal sindaco Rossana Di Bello- forzarono pesantemente la mano, traendone vantaggi reciproci. Sindaco e giunta rimasero in carica, malgrado la situazione finanziaria fosse disastrosa, e la banca trasse un enorme vantaggio economico dagli interessi del prestito. Questa, in estrema sintesi, la motivazione del rinvio a giudizio di otto dei 24 indagati disposta dal GUP di Taranto, Pompeo Carriere, su richiesta del PM, Remo Epifani. A giudizio andranno -a partire dall’udienza del 1° ottobre- l’ex sindaco Rossana Di Bello, il suo vice, Michele Tucci, l’ex dirigente dell’Ufficio Risorse Finanziarie del Comune, Luigi Lubelli e cinque funzionari della banca in questione. Assolti gli assessori, giudicati inconsapevoli, salvo impugnazioni del PM. Tutti gli imputati, a vario titolo, dovranno rispondere dei reati di abuso d’ufficio e violazione delle leggi finanziarie. Veniamo alle cifre, astronomiche per un’amministrazione comunale, per quanto di un grosso capoluogo. Un prestito di 250 milioni di euro che sarebbe costato, con gli interessi, 446 milioni e mezzo. La cifra va quasi al raddoppio. Per una cassa che era già più che all’asciutto: i debiti -molti fuori bilancioerano già nell’ordine di qualche centinaio di milioni. Malgrado questo evidente segnale di inaffidabilità, la banca OPI concesse il prestito, ottenendo formali e stringenti obbligazioni per la restituzio-

ne della somma. “La Banca -dice il GUP nella motivazione del rinvio a giudizionon avrebbe dovuto concedere il prestito obbligazionario, nella maniera più assoluta. Non c’erano le condizioni di sostenibilità del debito, se solo si fosse tenuto nel giusto conto il bilancio di previsione, senza considerare tutto il resto”. Di qui l’ingiusto vantaggio per l’istituto di credito, che sapeva di mettere a segno una operazione puramente speculativa, fatta al solo scopo di ottenere il pagamento degli interessi. Ma anche il vantaggio per gli ex amministratori che, attraverso questa scellerata condotta, procuravano intenzionalmente un ingiusto profitto per se stessi, evitando o ritardando la dichiarazione di dissesto e le possibili conseguenze. Dissesto che -come è notoarrivò inesorabile, ed aggravato dall’ulteriore debito contratto, esattamente due anni dopo, nell’aprile del 2006, quando ormai la cifra complessiva dei debiti era giunta a ben mille milioni di euro, un miliardo. Tradotto in lire -in questo caso giova ancora ricordare la vecchia valuta- duemila miliardi! Il più grosso e devastante dissesto della storia repubblicana dei comuni italiani! Ma dove sono finiti tutti questi soldi? Per la totalità della somma il mistero è ancora da chiarire, e forse chiarito non sarà mai. Di certo i 250 milioni di prestito obbligazionario contratto con Banca OPI servirono, indebitamente, per far fronte alle spese correnti, violando il vincolo di destinazione del prestito. Servirono, per intenderci, anche a pagare i famosi “stipendi d’oro” a svariati dirigenti e dipendenti comunali che -tra il 2004 ed il 2005- riuscivano a portare a casa anche paghe tra i 50 ed i 100 mila euro al mese… Un’azione dolosa. Questo il giudizio del GUP, che coincide perfettamente con

polemiche/Barletta vuole il primato sulla sanità

BAT, lite sulla Asl

Il sindaco di Barletta, Nicola Maffei

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ultima conferenza dei sindaci, lo scorso 21 giugno, si è risolta con un nulla di fatto. Il primo cittadino di Barletta Nicola Maffei ha preso tempo e chiesto di poterne riparlare con più calma. Forse torneranno a riunirsi dopo l’estate ma la polemica infuria e quello della sede legale dell’Asl, dopo la storia della dislocazione degli uffici periferici dello Stato all’interno dei comuni della nuova provincia pugliese, ha tutta l’aria di un nuovo tormentone. E pensare che il presidente Francesco Ventola lo aveva chiesto quasi fosse una preghiera: “cerchiamo la coesione politica e non litighiamo”. Parole inascoltate, neanche a dirlo. Esaurita, non senza polemiche, la questione della dislocazione della sede legale, individuata ad Andria almeno per il momento, la discussione si è spostata ora sulla scelta della sede degli uffici dell’Asl Bat, sistemati da qualche anno ad Andria in uno stabile di proprietà privata che costa all’azienda quasi 50mila euro l’anno di affitto. Con i tagli imposti dalla manovra finanziaria si tratta, per molti, dell’ennesimo sperpero di denaro pubblico. E così le guerre di campanile proseguono. Da Barletta chiedono il trasferimento degli uffici dell’Asl all’ospedale “Dimiccoli” o in alternativa nel vecchio nosocomio “Umberto I”, strutture che già fanno parte del patrimonio dell’azienda e per le quali non si dovrà pagare un fitto mensile. Quasi fosse un’azione militare di accerchiamento. Ruggiero Mennea,

consigliere regionale del Pd, si è rivolto direttamente al Direttore generale della Asl, Rocco Canosa, intimandogli di non perdere tempo e provvedere al trasferimento definitivo a Barletta della Direzione generale Asl di concerto con l’Assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore. Poi l’altro consigliere regionale del Pd, Filippo Caracciolo, che ha chiesto la convocazione urgente di una nuova Conferenza dei sindaci con all’ordine del giorno la proposta di Barletta. Alcune associazioni di Andria non ci stanno e citano l’esempio della sede della Prefettura, individuata a Barletta ma sistemata in un edificio di proprietà di una Confraternita che costa all’ente oltre 300 mila euro l’anno, una cifra esorbitante se si pensa che nelle altre due città capoluogo ci sono immobili comunali. Nessuno vuole cedere, si deciderà tutto nella prossima conferenza dei sindaci che deve essere convocata dal primo cittadino di Andria Nicola Giorgino. Nella discussione si è inserito anche il primo cittadino di Trani Giuseppe Tarantini che ha messo a disposizione un immobile comunale solo da ristrutturare. Secondo i soliti ben informati ci sarebbe già un accordo politico in favore della città di Trani, ma di questi tempi non si può mai sapere. La proposta licenziata dall’assemblea dei sindaci sarà poi al vaglio della Regione Puglia che dovrà mettere la parola fine all’ennesima guerra di campanile. Giovanni Di Benedetto

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L’ex sindaco di Taranto, Rossana Di Bello

quello del Tribunale Civile, che parla di “malafede” degli amministratori, che spinsero così le finanze della città verso il baratro, sapendo di imboccare una strada senza uscita e senza ritorno, ed anche dei funzionari della banca, troppo esperti per incorrere in errori e violazioni così macroscopiche. Tre gli amministratori artefici del disastro, secondo le risultanze dell’udienza preliminare: Luigi Lubelli, un “fine” ragioniere, con il prestigioso e centrale incarico di dirigente dell’Ufficio

Risorse Finanziarie del Comune. Egli per primo -dice il GUP- sapeva in quale difficile situazione si trovassero già le finanze comunali. Lubelli sapeva bene quale era la realtà dei bilanci, quelli veri, non quelli “truccati” con crediti inesistenti o inesigibili e i debiti nascosti. E con lui i politici, quelli alla guida della giunta: il sindaco, Rossana Di Bello, ed il suo vice ed assessore al Bilancio, Michele Tucci. Per loro dichiarare il dissesto nel 2004 -ma forse avrebbero dovuto farlo anche

prima!- sarebbe stato un fallimento politico e -cosa non trascurabile- sarebbero incorsi nelle conseguenze personali previste dal testo Unico sugli Enti Locali per malversazione. Ma i problemi vennero solo rimandati e, di conseguenza, aggravati per le casse comunali e per i cittadini. Cittadini che ancora oggi -a distanza di anni- continuano a pagare quei debiti contratti per interesse e per giunta con arroganza, non per superficialità. Francesco Persiani

comuni/Il sindaco Perrone non riesce a definire il rimpasto della giunta

Lecce, governo difficile I

l puzzle resta insoluto. In sindaco di Lecce, Paolo Perrone, non riesce a definire il rimpasto della sua giunta a quasi un anno dall’uscita dalla maggioranza della senatrice Adriana Poli Bortone, che era vice-sindaco, e dei suoi consiglieri. E ormai le nuove elezioni si avvicinano, il tempo stringe, il problema va risolto. Magari fosse facile. Perrone ci sta tentando in tutti i modi. Dapprima ha cercato di stemperare la tensione con la Poli Bortone, poi ha cercato nuovi alleati, quindi ha sperato nelle elezioni regionali, e infine ha convinto dei consiglieri di Io Sud a tornare nella casa madre, il Pdl. Ma, nonostante tutti questi tentativi, il nodo non si scioglie. L’ultimo, in ordine di tempo, dicevamo, è stato il riuscito riaggancio di Martini e Cairo, due consiglieri che erano usciti dalla maggioranza insieme alla Poli Bortone ed erano confluiti nel movimento Io Sud. Per farli tornare alla casa madre, Perrone ha dovuto promettere ad uno di essi, Martini, un posto in giunta, l’assessorato all’Urbanistica. Operazione facile sulla carta, ma solo sulla carta, perché quando si è passati alla pratica attuazione, sono emerse le difficoltà. Per poter garantire l’Urbanistica agli ex di Io Sud, Perrone deve attivare un meccanismo di quasi totale rimpasto della giunta, ed allargare l’esecutivo di ben 4 unità, portandolo da 10 a 14. Ma, nonostante la nuova torta da spartire, ancora i conti non tornano. Di fronte alla torta, infatti, gli appetiti son cresciuti, e ad un anno dalle elezioni, un posto in giunta, adesso, lo inseguono tutti. Troppi. Se il sindaco il rimpasto lo avesse fatto un anno fa, adesso la situazione sarebbe stata certamente molto più tranquilla. Nel Pdl è scattata la corsa alla poltrona, sono iniziati i veti incrociati, e si rischia di rompere tutto. Come se non bastasse, da Roma arrivano voci sempre più allarmanti. In Parlamento c’è una proposta che potrebbe ben presto diventare legge con l’approvazione della Finanziaria in base alla quale, in ottemperanza al criterio del contenimento della spesa pubblica, si dovranno drasticamente ridurre i posti in giunta nei comuni capoluoghi. E così, mentre oggi Lecce può arrivare ad un massimo di 14 assessori, in base alla nuova norma non potrebbe averne più di dieci. Se Perrone facesse in tempo a varare il nuovo esecutivo allargato non ci sarebbero problemi, perché mancherebbero i tempi tecnici per azzerare la situazione e ritornare a dieci poltrone. Ma se arriverà prima la Finanziaria, Perrone non potrà allargare l’esecutivo. Ed è questione di giorni, al massimo due-tre settimane. Per questo, il sindaco ce la sta mettendo tutta,

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Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone

in questi giorni, per tentare di chiudere le varie trattative aperte. Sembra sempre sul punto di definirle, quando arriva la richiesta di qualcuno, l’insoddisfazione di qualcun altro, e bisogna ricominciare tutto daccapo. Questo fine settimana potrebbe essere davvero

decisivo. A condurre la trattativa potrebbe subentrare il ministro Fitto, che finora ha voluto rimanerne fuori. Ma, siccome i problemi principali sono nel Pdl, Fitto che è il massimo esponente del partito in Puglia ed a Lecce, non potrà più disinteressarsene.

claps/Intanto ritrovato il secondo orecchino

Restivo in udienza è

stata aggiornata al 28 luglio l’udienza di mercoledì a Londra che ha visto Danilo Restivo, arrestato in Gran Bretagna per l’omicidio della sua dirimpettaia, la sarta 48enne Heather Barnett, e accusato in Italia per la morte della studentessa Elisa Claps, comparire brevemente per una decina di minuti, in videoconferenza, dinnanzi alla corte di Westminster di Londra. Oggetto dell’udienza, il mandato di arresto europeo spiccato su richiesta dei magistrati della Procura generale di Salerno. Le autorità italiane, infatti, hanno chiesto l’estradizione di Restivo, ma la magistratura inglese ha protratto la custodia in carcere dell’uomo fino all’inizio del processo, previsto per il 24 settembre prossimo.

Nel mandato di arresto già notificato al 39enne, viene contestato l’omicidio volontario di Elisa Claps, aggravato perché compiuto nell’atto di commettere violenza sessuale, per motivi abietti e con crudeltà. Il processo che lo vede coinvolto in Gran Bretagna, con l’accusa di omicidio, inizierà con l’udienza preliminare ‘dichiarativa’, durante la quale il giovane potentino si proclamerà davanti al giudice “colpevole” o “innocente”. Intanto è stato ritrovato, grazie alla tac, l’altro orecchino di Elisa. Il medico legale non lo aveva trovato durante il primo esame del cadavere; mentre gli investigatori lo avevano cercato a lungo perché l’orecchino poteva far capire dove la ragazza era stata aggredita dal suo assassino.


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3 luglio 2010

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a recrudescenza della faida del Gargano cade come un macigno sul tavolo del nuovo questore di Foggia. Due omicidi nel giro di pochi giorni una “forte scossa” per Maria Rosaria Maiorino, la prima donna in Italia a dirigere una Questura. Mentre Maiorino s’insedia la città di Manfredonia diventa scenario di nuovi fatti di sangue che rinverdiscono l’annosa e cruenta faida del Gargano. Omicidi e lupare bianche che scolpiscono la storica lotta tra due famiglie di allevatori del Gargano. Gli ultimi due omicidi nel giro di una settimana nella città sipontina. Botta e risposta. Vendette senza fine. Le indagini si concentrano sulla faida tra i Libergolis e i Romito. La sera del 27 giugno il primo morto ammazzato. E’ Michele Romito, figlio del boss Franco. Ucciso come suo padre, con un’esecuzione di stampo mafioso in piena regola: una trentina i colpi esplosi con tre armi da fuoco da almeno due sicari, che a bordo di un’auto scura hanno affiancato la Y 10 su cui viaggiavano la vittima e suo zio. Quest’ultimo, zio Mario Luciano, 44 anni, viene ferito alla mascella e viene ricoverato all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Michele e Mario Luciano sono, rispettivamente, figlio e fratello di Franco Romito, il boss della mafia garganica ucciso il 21 aprile dello scorso anno a Manfredonia assieme al suo autista, Giuseppe Trotta, con una quarantina di colpi di fucili e mitraglietta. La polizia recupera sull’asfalto 26 bossoli: 20 di kalashnikov, 3 di fucile a pallettoni e altrettanti di pistola calibro 7.65. La pista privilegiata dagli inquirenti porta alla famiglia Libergolis, di Monte Sant’Angelo: in nottata vengono eseguite numerose perquisizioni a Manfredonia, oltre a sette stub. La prova viene eseguita nei confronti di affiliati al clan Libergolis. La spaccatura tra i Romito e i Libergolis - un tempo alleati - è nata dopo gli arresti del 2004, quando emerse il ruolo dei Romito di confidenti dei carabinieri, per cercare di incastrare gli esponenti di spicco del clan dei montanari. Ma la vendetta arriva puntuale come un orologio: dopo meno di 72 ore. Il 30 giugno il secondo morto ammazzato. Leonardo Clemente, sorvegliato speciale di 33 anni, nipote del boss della mafia garganica Ciccillo Libergolis - assassinato lo scorso 26 ottobre - viene ucciso nel primo pomeriggio in un bar in via Gargano, alla periferia di Manfredonia, che l’uomo gestisce da poche settimane. A sparare - secondo la ricostruzione della polizia - due persone, con i volti coperti da passamontagna, giunte sul luogo dell’agguato a bordo di un’automobile. Clemente si sarebbe accorto

notizie in brevE contromano sulla statale Ha imboccato contromano e ubriaca a bordo della sua Fiat 600 la SS16 bis, all’altezza di Barletta, zig-zagando tra le auto. Bloccata dai carabinieri, li ha aggrediti e presi a calci e pugni. Ma alla fine è stata arrestata, processata per direttissima e condannata ad un anno e sei mesi di carcere.

nuovo libro sulla puglia

Il luogo della sparatoria

manfredonia/Due omicidi in tre giorni. La faida colpo su colpo

Gargano, un’infinita scia di sangue dell’arrivo dei sicari. Cerca di chiudere la porta d’ingresso ma proprio in quel momento i killer fanno fuoco, esplodendo un proiettile con un fucile a canne mozze. Il sorvegliato speciale è colpito in pieno petto. L’uomo fa pochi passi indietro. Cerca riparo dietro al bancone. I sicari entrano nel bar. Sparano una seconda volta, senza andare a segno, e poi fuggono. Gli assassini vendicano così la

Di Paola contro Emiliano M

i dimetto da consigliere di amministrazione della fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari perché il presidente Michele Emiliano mi “ha messo in scadenza”, come lui stesso ha dichiarato”, con queste parole il patron degli aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, si è dimesso dal consiglio di amministrazione della

Il vescovo in aula

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l Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, Vincenzo Petrocelli, ha chiesto al GUP il rinvio a giudizio per il vescovo della diocesi del capoluogo, monsignor Benigno Papa, e per il suo ex vicario, monsignor Nicola Di Comite. Entrambi sono accusati del reato di “mobbing” nei confronti della signora Cosima Matichecchia, per circa 20 anni segretaria della LUMSA, struttura di formazione universitaria ecclesiale, della quale Di Comite è presidente. Secondo l’accusa i due alti prelati avrebbero omesso di intervenire –nella loro qualità di massimi esponenti dell’ente di istituzione ecclesistica- in difesa della donna, oggetto -secondo l’accusa- di ripetute vessazioni e sottili maltrattamenti sul luogo di lavoro, da parte del direttore della LUMSA, anch’egli sacerdote, don Antonio Panico, e di una docente, Marinella Sibilla. La segretaria in questione -dopo le vessazioni subite, stando alle accuse- venne per giunta licenziata, con l’avallo del vescovo e del suo vice.

in riva al golfo. Le indagini continuano a ritmo serrato. Le risposte stentano ad arrivare. A breve sarà rafforzata la presenza delle forze dell’ordine tra Manfredonia e Monte Sant’Angelo. Previsto l’arrivo di una ventina di carabinieri della Compagnia d’Intervento Operativo e del personale investigativo, per garantire un controllo ancora più capillare del territorio.

petruzzelli/Il socio privato sbatte la porta e se ne va dalla Fondazione

taranto/Monsignor Papa rinviato a giudizio

Monsignor Benigno Papa

morte di Michele Romito. Proprio nei confronti di sei presunti affiliati al clan Romito la polizia esegue gli esami stub subito dopo l’omicidio di Leonardo Clemente che era stato condannato a 5 anni per mafia e armi nel maxiprocesso alla mafia garganica ed era stato scarcerato tre anni fa. Dieci persone ritenute vicine alla famiglia Romito sono irreperibili subito dopo il delitto. C’è clima di tensione

Direttore della LUMSA ed insegnante sono già da tempo sotto processo, mentre per i due monsignori -per i quali in prima istanza la Procura chiedeva l’archiviazione- è stata una richiesta di nuovi accertamenti da parte del GIP a far aprire il processo. Ora tocca al GUP decidere, di fronte alla richiesta di rinvio a giudizio appena formulata. La sentenza è attesa per la fine del mese di luglio. Gli avvocati di parte civile, costituitisi per conto della presunta vittima e dei loro familiari, hanno chiesto un risarcimento di danni per oltre un milione e mezzo di euro. Per loro ci sono pochi dubbi. “I due prelati hanno chiare responsabilità omissive, che li hanno resi correi di una vicenda deplorevole e sorprendente. Il vescovo in particolare -sostiene la difesa di parte civile- non avrebbe esercitato i suoi poteri di tutela e vigilanza imposti dal suo essere al vertice gerarchico della Curia e -di conseguenza- della LUMSA, sua diretta emanazione”. Non regge, per i legali della presunta vittima, la tesi del non conoscere i fatti, del non essere stati messi al corrente, tesi sostenuta in aula dal vescovo in persona. A smentirlo ci sono gli atti del consiglio di amministrazione dell’Ente Universitario -sottolineano i legali- tutti firmati proprio da monsignor Benigno Papa. Compreso quello ultimo, cioè il licenziamento della segretaria. In seguito a questa vicenda la donna dichiara di aver subito gravi danni alla salute, tanto da aver dovuto ricorrere -tra l’altro- alle cure di uno psichiatra. Nella prossima udienza -prima della sentenza- le arringhe della difesa dei due alti prelati che, con certezza e convinzione, continuerà a sostenere l’estraneità ai fatti ed ai reati contestati ai loro assistiti. Francesco Persiani

Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli. Per attenti osservatori e addetti ai lavori la decisione dell’unico socio privato della fondazione, che per aderire al nuovo progetto di rilancio del politeama barese aveva versato la somma di ottocento mila euro, era nell’aria già da parecchio tempo. Forse già da quando qualche mese fa arrivò a Bari il maestro Riccardo Muti, proprio su forte pressione di Di Paola. Una decisione che arriva all’indomani di un lungo periodo

meno dipendente dai sempre più problematici finanziamenti pubblici”. Prima di lasciare definitivamente il c.d.a., Di Paola respinge al mittente (leggasi Emiliano), le accuse di aver tentato di voler imporre al’interno della Fondazione, una sua politica di gestione. “Non è affatto vero che in un qualsiasi contesto societario un socio non possa comandare, considerando che io non ho mai pensato di farlo nel contesto della fondazione, ma credo che sia un preci-

Si chiama Benvenuti in Puglia, è tradotto in inglese, ed è l’ultimo volume dedicato alla scoperta della terra pugliese. Un libro di fotografie a raccontare la storia della Puglia attraverso le sue bellezze, storico-architettoniche, paesaggistiche, folkloristiche ed enogastronomiche. Edito da Capone Editore.

maratea, statale pronta Una buona notizia per chi intende trascorrere le vacanze a Maratea. E’ stato riaperto al traffico, in entrambe le direzioni e senza alcuna limitazione, il tratto della SS18 “Tirrena inferiore”, chiusa a febbraio per la caduta di pietre e costoni di roccia. Le barriere paramassi sono state ultimate, grazie ai lavori eseguiti dall’Anas e dal dipartimento della difesa del suolo della regione Basilicata.

centenaria a melpignano Anna Petrachi, “mescia Nina” come la chiamano tutti in paese è la prima donna di Melpignano (Le) a compiere cento anni. Non li dimostra affatto: è vigile, lucida ed anche l’aspetto contribuisce a regalarle un ventennio in meno. L’intera comunità si è radunata in piazza San Giorgio per balli e canti, e soprattutto una torta gigante.

monteroni, uomo si suicida Monteroni (Le) è sotto choc per il suicidio di un noto imprenditore che si è lanciato dalla scogliera di Roca: prima è stata trovata l’auto, poi il cadavere è stato notato in mare da alcuni bagnanti. L’uomo aveva preannunciato il gesto con una telefonata ad uno dei figli, che aveva allertato i carabinieri. Da chiarire le motivazioni del gesto.

matera, spari in centro

Di Paola con il sindaco Emiliano

durante il quale Di Paola continuava a chiedere ad Emiliano maggiore partecipazione e trasparenza nella gestione. “Lo statuto” tuona Di Paola, in evidente polemica con Emiliano, sindaco di Bari e presidente della Fondazione Petruzzelli, nel corso della conferenza stampa con la quale ha reso pubblica la sua decisone “assegna un ruolo gestionale come componente del consiglio d’amministrazione al socio fondatore privato”. Non lesina stoccate al sindaco ex magistrato buttandola, anche, sul sarcasmo. “La differenza tra sponsor e socio fondatore sfugge, evidentemente, al nostro “cultore del diritto ed è sancita, anche, dalla diversa entità dei versamenti corrisposti. E’ noto, da tempo, al presidente Emiliano” continua come un fiume in piena Di Paola “il mio tentativo di contribuire alla crescita e rilancio della fondazione con proposte concrete, soprattutto, per quanto riguarda una migliore governance dell’ente, una gestione più trasparente e per una internazionalizzazione del teatro, il tutto nella logica di rendere la fondazione

so diritto-dovere di un qualsiasi socio amministrare”. Con queste parole l’ex componete del consiglio di amministrazione del Petruzzelli chiude la sua amara, ma ormai preannunciata conferenza stampa. Ma proprio quando sta per varcare l’uscio della porta qualcuno tra i giornalisti commenta ad alta voce: “Il Petruzzelli non è mica l’unico teatro pugliese”. Frase che deve aver colpito l’orgoglio dell’amministratore unico della Seap tanto da farlo ritornare sui suoi passi e rivolgendosi ai giornalisti ancora presenti in sala replica: “è vero che il Petruzzelli non è l’unico teatro della Puglia ma è vero che il politeama barese è certamente un simbolo e la sua gestione può farlo diventare un polo d’attrazione per l’intera regione aiutandola a crescere e a diventare, anche dal punto di vista culturale, una realtà territoriale da prendere come punto di riferimento sia per quanto concerne i rapporti con i paesi transfrontalieri che si affacciano sul Mediterraneo che per l’intero Mezzogiorno d’Italia”. Nicola Mangialardi

Dopo Francesco Di Cuia, 26 anni, non ce l’ha fatta nemmeno il giovane romeno che era con lui. Entrambi erano rimasti gravemente feriti domenica sera in una sparatoria in pieno centro a Matera. I carabinieri hanno fermato un uomo di 31 anni di nazionalità marocchina. E’ accusato di duplice omicidio. Le indagini proseguono.

brindisi, banda sgominata Dodici arresti a Brindisi per un’operazione contro una banda di estorsori e rapinatori responsabile di ben 45 episodi criminali. Il gruppo era capeggiato da un 28enne. A tutti è stata contestata l’associazione a delinquere. L’operazione ha visto impegnati 80 agenti di polizia. Decisive per le indagini le intercettazioni telefoniche e ambientali.

molise, post sisma lento Non c’è pace per la ricostruzione del Molise che rischia di rallentare. A peggiorare le cose il disaccordo tra i comuni del cratere sismico.


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toronto/Si è svolto l’annuale pic-nic dei bitettesi

In 200 per il Beato Giacomo G

rande festa domenica scorsa per l’Associazione Bitettese di Toronto, che ha festeggiato il Beato Giacomo. Come da consuetudine, anche quest’anno è giunto in Canada un padre del Convento che ha speso del tempo con la comunità e ha officiato tutte le funzioni religiose. Padre Filippo D’Alessandro era alla sua prima volta in Canada ed è rimasto molto affascinato dalla comunità italiana “molto affiatata, che mantiene le tradizioni, la lingua ed il cibo” ci ha dichiarato. “Qui ci sono dei veri bitettesi, forse più originali di quelli che ci sono ormai in Italia” ha continuato a raccontare il padre.

Una domanda è d’obbligo: a che punto è il processo di santificazione del Beato Giacomo? “Credo che siamo agli sgoccioli. Nel dicembre scorso la Congregazione Casa dei Santi ha fatto firmare dal Papa il decreto delle qualità eroiche del Beato - spiega padre D’Alessandro - E’ molto importante. Rimane solo l’esame medico della Congregazione sul miracolo presentato. Questo avverrà ad ottobre. Se la commissione dà parere favorevole ci sarà solo da decidere la data. Ed ovviamente ci sarà una grande festa, anche qui a Toronto”. Oltre alla consueta processione, alla Messa e alla distribuzione del pane benedetto, l’Associazione Bitettese con-

Padre D’Alessandro con alcuni esponenti dell’Associazione Bitettese

Alcuni esponenti dell’Associazione Bitettese

segna, ogni anno, due gagliardetti ad un paio di concittadini per riconoscere la loro presenza all’interno del club. In questa edizione sono stati riconosciuti due membri più giovani dell’associazione, Domenico Occhiogrosso e Francesco De Santis, che da tempo portano in spalla la statua del Beato. Ma com’è il rapporto giovani-Chiesa a Bitetto? “Il nostro paese è molto fortunato al riguardo, perchè molto religioso - dice padre D’Alessandro - però in generale non è facile. Tante cose già si son fatte e si stanno facendo, ma la società di oggi, com’è organizzata, non ci aiuta - continua con un pò di amarezza il padre - La società cosidetta progredita di oggi vende felicità a buon prezzo. Ma la vera felicità si trova facendo qualche sacrificio in più. Però è anche vero che la Chiesa dovrebbe imparare a parlare il linguaggio dei giovani e questo è uno sforzo che bisognerebbe assolutamente fare”. Giornata perfetta dunque, anche se chiusasi un pò in anticipo a causa di un acquazzone nel tardo pomeriggio.

domani/Messa, processione e pic-nic per la Madonna di Costantinopoli

Colonia Bitrittese in festa

Bitritto

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itritto è un paese con poco più di 10.000 anime nella parte sud-occidentale di Bari, da cui dista appena 10 chilometri. Una realtà così piccola, che però ha dato tantissimo al mondo con l’emigrazione. Infatti Bitritto è uno di quei paesi dell’entroterra barese da cui è emigrato un numero davvero consistente di persone. A Toronto esiste la Colonia Bitrittese che raccoglie almeno quelli della zona. L’associazione nasce nel 1962, in piena emigrazione italiana in Canada, ed oggi fa parte della Federazione dei Pugliesi in Ontario.

L’attuale presidente è Saverio De Vincenzis, anima e grande sostenitore dell’associazione. Occupa questo ruolo già dal 1989, ma è consigliere dal 1978: una vita spesa per e nella Colonia Bitrittese. De Vincenzis ha lasciato la sua Bitritto nel 1965 ed è venuto in Canada a cercare fortuna, come tanti suoi concittadini. Oggi si gode la pensione, ma appena sbarcato nella terra della foglia d’acero si è impegnato in una compagnia di costruzioni, uno dei lavori più gettonati dagli italiani all’epoca. Poi, per 30 anni, ha lavorato in una warehouse di generi alimentari prima

di dedicarsi all’azienda di famiglia. Insomma, un grande lavoratore che è rimasto sempre affezionato alle sue radici bitrittesi. Come tutte le associazioni, anche la Colonia Bitrittese organizza eventi religiosi e non, per riunirsi, apprezzare un pò di tempo in compagnia e respirare un pò di atmosfera di casa. Il culto più importante nella città barese è quello verso Maria SS. di Costantinopoli, festeggiato ogni anno il primo martedì di marzo e preceduto, la domenica, da una famosa fiera. Per ovvie ragioni climatiche, la Colonia Bitrittese posticipa la festa e la processione in onore della Madonna all’estate, così da dare la possibilità anche ai più giovani di vivere questo evento ed organizzare un picnic all’aperto. Anche quest’anno la tradizione si ripete e domani, secondo De Vincenzis, saranno 600-700 le persone che si riuniranno per la manifestazione religiosa e ludica. La giornata si svolgerà nel parco di Vecerni Zvon (Evening Bell in inglese), Palgrave, a nord di Toronto. Alle 11 è prevista la Santa Messa, officiata da don Josie Mangialardi, di Palo del Colle, vecchia conoscenza della comunità. A seguire, intorno a mezzogiorno, la processione in onore di Maria Santissima di Costantinopoli, prima della distribuzione del pane benedetto. Normalmente, al pic-nic della Colonia Bitrittese prendono parte 400-500 persone, ma per domani ne sono previste qualche centinaio in più. Infatti molta gente arriverà anche dagli Usa, - complice la festa dell’indipendenza - dall’Italia e dal Venezuela. Durante la giornata ci saranno giochi per i bambini, un clown, un sorteggio di grandi premi e poi, fino a sera, un DJ. Insomma, tanto divertimento per chiunque vorrà passare una domenica in allegria. Per informazioni, Saverio De Vincenzis: 416-859-7446.

Un momento della processione

pugliesi/La Federazione ha compiuto 10 anni

L’anniversario

L’attuale Direttivo della Federazione dei Pugliesi in Ontario

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o scorso 29 giugno la Federazione dei Pugliesi in Ontario ha compiuto 10 anni di vita. Per dieci anni, i membri della Federazione, sono stati onnipresenti nella comunità, hanno ospitato delegazioni di politici, hanno concluso accordi importanti direttamente con la Regione Puglia ed in generale hanno permesso di riavvicinare il Canada al tacco d’Italia. Durante la puntata di martedì scorso del programma “Finestra sulla Puglia”, uno dei tanti traguardi raggiunti dalla Federazione, l’attuale presidente Grazia Piccolo ha tenuto a ringraziare tutte le persone che negli anni sono state fondamentali, prima per la formazione e poi per la crescita della Federazione dei Pugliesi in Ontario. Un grande ringraziamento, secondo la presidente, deve andare ad Emilio Alusio, “persona che ha creduto fermamente che i pugliesi potessero unirsi e creare un’organizzazione degna di rappresentare la Regione Puglia, ed è tramite la sua guida iniziale che la Federazione, oggi, può dichiararsi meritevole di celebrare il decimo anniversario”.

Alusio è stato in passato consultore presso la Regione. Insieme a lui, nel primo Direttivo c’erano anche Filippoantonio Zita, Franco Ruggiero, il compianto Domenico Trentadue, Bruno Lorusso e, appunto, Grazia Piccolo. “Oltre a tutti i presidenti attuali delle associazioni facenti parte della Federazione - continua la Piccolo - vorrei ricordare quelli che non ci sono più, esprimendo alle loro famiglie profonda gratitudine ed affetto: Domenico Trentadue, ex presidente della Colonia Modugnese nonchè primo tesoriere della FPiO, Rocco Russo ex presidente del Deliceto S.C. e direttore del consiglio della FPiO e Pino Cea ex presidente del Grumo Appula Bros”. La FPiO, in totale, ha avuto altri tre presidenti prima della Piccolo: Franco Ruggiero, Phil Zita e Len Romita. Infine Grazia Piccolo tende la mano a tutte quelle associazioni che non fanno parte della Federazione e le invita ad aggregarsi, perchè l’unione fa la forza e c’è solo da guadagnare. In fin dei conti si è tutti pugliesi.


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basilicata/A Potenza

Riapre il parco U

Un villaggio turistico a Rodi Garganico

puglia/Per la Regione sono più importanti le salvaguardie paesaggistiche

Stop ai villaggi turistici N

o a tre villaggi turistici a Castrignano del Capo, nel Salento, si ad uno previsto a Rodi Garganico, sul Gargano. E’ questa la decisione della giunta regionale pugliese in merito ai progetti d’insediamento turistico che prevedevano altrettanti varianti urbanistiche per la realizzazione. L’esecutivo guidato dal governatore Vendola ha preferito precludere iniziative non a misura del territorio. In linea con le scelte di bonifica del paesaggio balneare e di inibizione a tutti quegli interventi di edilizia invasiva. Che hanno in passato deturpato la costa pugliese creando non pochi scempi di natura ambientale attraverso la costruzione di decine di costruzioni abusive. Un passaggio decisivo, quello della compatibilità paesaggistica e la sostenibilità, anche per lo sblocco dei finanziamenti (diversi milioni di euro) previsti dagli accordi di programma alla base delle intese con i privati. La discussione sulla questione s’è svolta nel corso della seduta del 25 giugno al termine di un approfondito confronto a tratti aspro nell’ambito dell’esecutivo. In particolare non è stata autorizzata la sottoscrizione dell’accordo di programma, come invece chiesto dal sindaco del somune di Castrignano del Capo, utile alla realizzazione, in variante al Piano di fabbricazione, del complesso turistico in contrada “Porcinara”, proposto dalla ditta DF Tour. Stessa scelta è stata fatta per l’altro accordo, sempre in variante al Piano di fabbricazione, del progetto di un villaggio avanzato dalla ditta “Licci Sirio” in località “Mattara”. Il terzo elaborato, chiesto sempre

senise/Tubature vecchie

dal primo cittadino del piccolo centro salentino all’ulteriore variante proposta questa volta dalla ditta “Licci Sirio”. La giunta ha detto si, invece, all’autorizzazione nei confronti del presidente Vendola alla sottoscrizione dell’Accordo di Programma per la realizzazione, in variante al Piano Regolatore Generale vigente, di un insediamento turistico-ricettivo da parte della “Park Hotel Italia srl”, nel Comune di Rodi Garganico. Intanto la stessa giunta ha fatto partire, con qualche polemica da parte dell’opposizione, il bando da 20 milioni di euro per il bando sulla destagionalizzazione turistica. Incentivi a sportello (ovvero fino ad esaurimento) per imprese o gruppi di imprese da almeno 8 milioni di euro d’investimento.

commercio/Un padiglione e tanti incontri all’Expo di Shangai

E la Puglia va in Cina N

ei sette chilometri quadrati del padiglione dedicato all’Italia e allestito con materiali rigorosamente ecosostenibili, dal 24 giugno scorso e fino al 7 luglio, sfileranno le eccellenze made in Puglia. Uno spazio pensato come un luogo ideale e fisico dove è possibile vivere l’equilibrio tra le esigenze della vita moderna e il rispetto dell’ambiente. Non a caso quest’anno l’Esposizione Universale è dedicata al tema “Better city, better life” e vede l’intera Italia impegnata a presentare i settori che concorrono a migliorare la qualità

della vita nelle nostre città. In questo contesto la Regione Puglia presenta un programma articolato di iniziative promozionali che hanno lo scopo di far conoscere le eccellenze pugliesi sia nei settori tradizionali come la moda e il vino, sia nei settori più innovativi come le energie rinnovabili, le tecnologie ambientali e l’edilizia sostenibile. Sarà presente a Shanghai anche la Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone. “Il padiglione italiano all’Expo di Shanghai – ha detto – nei primi 50 giorni dall’apertura ha già totalizzato 2 milioni di visitatori

toriale fortemente innovativa che consisterà in una rassegna cinematografica di film girati in Puglia con la collaborazione dell’Apulia Film Commission. Il film di apertura è stato “L’uomo nero” di Sergio Rubini, proiettato domenica 27. Si tratta di un modo nuovo per promuovere l’industria cinematografica pugliese e mostrare le opportunità offerte dalla Puglia per la realizzazione di film e documentari nel proprio territorio. È anche l’occasione per mostrare ai cinesi le bellezze della regione, attraverso le scenografie poetiche e accattivanti dei film girati in Puglia. Moda,

puglia/A Brindisi

Peperone a rischio

Si pulisce la fontana

acqua non arriva ai campi e l’intera filiera produttiva del peperone DOC di Senise rischia il tracollo. Di acqua, paradossalmente, ce n’è in abbondanza in quello che è il comune dove ha sede la diga in terra battuta più grande d’Europa, ma i campi rimangono spesso a secco, a volte anche per settimane. Colpa del sistema di tubature fatiscente che disperde l’acqua pompata dall’invaso nei terreni circostanti senza che questa arrivi alle colture cui dovrebbe essere destinata. Mentre gli enti di competenza si rimpallano responsabilità la disperazione degli agricoltori aumenta e si palesa il rischio di abbandonare il lavoro nei campi. “L’acqua la vediamo ma non la possiamo utilizzare, - dice Giuseppe Pennella, presidente della filiera del peperone DOC - i contadini che perdono in questo modo il denaro investito saranno presto costretti ad abbandonare i campi”. L’appello affinché si salvi l’intera economia del paese arriva anche dallo stesso sindaco di Senise, Giuseppe Castronuovo: “Quello che chiediamo sono interventi di manutenzione mirati per difendere la filiera del peperone”.

l Settore Beni Monumentali del Comune di Brindisi ha appaltato, con carattere d’urgenza, i lavori di restauro e manutenzione della Fontana delle Ancore in piazza Cairoli. Le opere sono state affidate alla ditta “Rossi Srl” di Turi (in provincia di Bari) e dovranno essere ultimate entro novanta giorni dalla consegna. I lavori riguarderanno operazioni di disinfestazione delle superfici lapidee da muschi, licheni ed alghe e pulitura con spazzolini morbidi ed acqua distillata. Poi si passerà alla rimozione di tutti i depositi e le macchie accumulatisi nel corso degli anni, senza compromettere i materiali originali. Infine, si procederà alla fase di consolidamento e di protezione superficiale del monumento, sia nelle parti raffiguranti le ancore, sia nella vasca e nella balaustra, così da controllarne e fermarne il degrado. I lavori saranno seguiti dalla competente Soprintendenza per i Beni Architettonici per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

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Si tratta di attrarre grossi gruppi in grado di realizzare ex novo o ristrutturare alberghi e strutture ricettive a condizione che almeno il 50% del realizzato sia costituito da strutture connesse. In particolare piscine olimpioniche, campi da golf da almeno 18 buche, centri benessere, auditorium da almeno 2000 posti o, ancora, ristoranti, centri benessere, bar e piste ciclabili. Il bando verrà certamente rifinanziato, ma il regolamento e la successiva attuazione si baserà sull’effettiva richiesta delle aziende. Obiettivo è quello di migliorare la ricettività, ma soprattutto di attrarre investitori in grado di potenziare le presenze e gli arrivi di turisti, soprattutto stranieri. Francesco Iato

n parco interamente riqualificato. E’ quello di Montereale, restituito simbolicamente alla cittadinanza di Potenza, dopo una serie di interventi costati 500 mila euro, reperiti grazie a fondi POR 2000-2006. In particolare sono stati recuperati due belvedere: quello sulla zona sud-est della città e quello sulla zona nord-ovest. Il primo rappresenta un’area storica di tale ambito urbano, che offre una veduta panoramica della città sul versante del fiume Basento; il secondo, altrettanto suggestivo si affaccia sul versante nord-ovest. Ambedue sono stati ripavimentati utilizzando due colorazioni di travertino, e sono stati delimitati da una nuova ringhiera a norma. Rivisto tutto il sistema dei percorsi interni del parco: sono state portate in evidenza tutte le aiuole esistenti attraverso nuove piantumazioni di alberi ed arbusti ed un viale alberato di tigli lungo la struttura del bocciodromo. Migliorato l’ingresso verso la piscina comunale con la realizzazione di alcuni camminamenti nell’area alberata e l’allargamento della carreggiata. E’ stato poi eliminato il residuo marciapiede esistente che non garantiva la sicurezza dei pedoni e sono stati così ricavati una ventina di nuovi posti auto che vanno a sostituire quelli soppressi lungo la strada che porta a via della Pineta. Perfezionata poi l’area contigua alla fontana principale, attraverso l’eliminazione delle aiuole poste attorno alla fontana, sostituite con lembi di prato che occupano una maggiore superficie. Fiore all’occhiello della struttura, infine, una nuova area giochi arricchita anche da attrezzi ginnici.

notizie in brevE ugento, uccide il figlioletto Tragedia famigliare ad Ugento (Le), dove un ragazzo di 25 anni, mercoledì, ha ucciso il figlioletto di due anni e ha provato poi a suicidarsi. Sui motivi del gesto c’è anche mistero, ma è chiaro che i rapporti con la moglie 23enne non erano idilliaci da un po’ di tempo. Al momento il ragazzo è ricoverato presso il Vito Fazzi di Lecce.

andria, preziosi in discarica Denaro contante, oro, gioielli, titoli di stato, buoni fruttiferi, i risparmi di una vita letteralmente finiti nell’immondizia della discarica di Andria. Sono stati gettati in un cassonetto da un uomo in un raptus di rabbia per una lite in famiglia. Tutta la famiglia si è precipitata alla discarica nel tentativo disperato di recuperare qualcosa, ma i gioieli sono finiti tra tonnellate di immondizia.

nubifragio nel materano A causa di un violento nubifragio abbattutosi giovedì tra i territori di Metaponto e di Pisticci, i Vigili del fuoco hanno effettuato interventi per la rimozione di alberi e per spegnere alcuni incendi di sterpaglia e macchia mediterranea, innescati da fulmini. Gli interventi per lo si sono verificati nelle contrade San Vito e Pozzitello di Pisticci e Metaponto e Pisticci scalo.

foggia, cade elicottero Sarebbe dovuto atterrare a Foggia per rifornirsi di carburante l’elicottero proveniente da Termoli che giovedì ha subìto un incidente sulla pista dell’aeroporto Gino Lisa. Quando è caduto, forse per un colpo di vento, era a due metri dal suolo. Mario giacchetti, 76 anni, è rimasto contuso e guarirà in sette giorni. Il figlio, Guido, di 48 anni, è rimasto illeso.

taranto, ospedale rosa L’ospedale SS Annunziata di Taranto è l’unico nosocomio in Puglia ad aver ricevuto il riconoscimento di tre bollini rosa perchè ospedale a misura di donna con percorsi di prevenzione e diagnosi di tumore al seno e parto indolore. Sono ormai 224 gli ospedali “in rosa”, cioè quelli che prestano attenzione alla donna in termini di strutture e prestazioni, sull’intero territorio nazionale.

il nostro cinema di successo

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L’Expo di Shangai

con una media di circa 40mila visitatori al giorno. Un boom senza precedenti se si considera che il tempo medio di attesa in fila per l’ingresso è di ben sei ore. A questo pubblico, la Regione Puglia con i distretti produttivi dell’Edilizia sostenibile, dell’Energia e dell’Ambiente mostrerà i propri progetti di sviluppo mettendo in diretto contatto imprenditori pugliesi e operatori cinesi. Le opportunità per le nostre aziende sono enormi se si considera l’attenzione mostrata dal mercato cinese nei confronti del made in Italy. L’export italiano ha toccato nel 2009 un valore di 6,6miliardi di euro, di questi 78 milioni provengono dalla Puglia”. Sono varie le iniziative in calendario. Tra le principali, la sfilata di Moda “Matrimonio all’italiana – stile pugliese” e, dal 27 al 4 luglio, un’azione di marketing terri-

turismo, industria cinematografica hanno lasciato il posto, il 2 luglio, alla prima tra le eccellenze pugliesi, l’energia da fonti rinnovabili. In programma un workshop che ha lo scopo di presentare l’esperienza pugliese in questo settore e il suo tessuto produttivo dinamico e in pieno fermento, denso di opportunità ancora inesplorate. Durante il workshop è stato presentato il progetto di un grattacielo rotante che ospita appartamenti e produce energia rinnovabile, le cui componenti saranno costruite da un’azienda pugliese. Ma la Puglia è anche eccellenza in settori tradizionali come la produzione del vino. A questo tema sarà dedicato un altro workshop, il 5 luglio, sull’onda del grande incremento della domanda cinese di vino e bevande pugliesi, addirittura del 1000 per cento negli ultimi tre anni.

Il cinema di Puglia e Basilicata premiato con i Globi d’Oro a Roma: Checco Zalone, attore rivelazione, Nicola Lacella, protagonista de ‘Il figlio più piccolo’, migliore attore esordiente, ‘Mine vaganti’, di Ozpetec, girato a Lecce, miglior film e ‘Focaccia Blues’, del barese Nico Cirasola, film da non dimenticare. Migliore opera prima per ‘Basilicata coast to coast’ di Rocco Papaleo.

molise, costrette a prostituirsi Attiravano ragazze rumene e polacche con la speranza di una carriera e poi le costringevano a prostituirsi in Molise. Una struttura transnazionale costituita da italiani, polacchi e rumeni è stata smantellata grazie ad un’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Campobasso, in collaborazione con carabinieri del Ros e la Procura di Katowice, in Polonia.


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3 luglio 2010

mercato/Ghezzal e Pulzetti nel capoluogo e si sogna ancora Giovinco

Bari e Lecce, bei colpi B

ari e Lecce hanno le idee molto più chiare dopo la soluzione delle comproprietà. La perdita alle buste, forse anche programmata, di Meggiorini, insieme al denaro riveniente dalla cessione di Bonucci alla Juve, hanno consentito al direttore sportivo del Bari, Guido Angelozzi, di mettere a segno alcuni colpi.

Intanto, vengono garantiti all’allenatore Almiron e Barreto, rilevati entrambi in comproprietà. Importante anche il rinnovo della comproprietà di Salvatore Masiello dall’Udinese, da dove in teoria dovrebbero arrivare anche Coda e Romero in prestito. Pare, però, che Coda non abbia nessuna intenzione di scendere in Puglia; di Romero invece

Il capitano della promozione, Giacomazzi, ormai vicino all’addio

basket/Ferrarese lascia forse anche per paura

Era minacciato

si parla molto bene nonostante la sua giovane età. Col Siena è stata rinnovata la comproprietà di Belmonte, ma dalla Toscana arrivano anche due pezzi pregiati: Ghezzal, semore dai senesi e Pulzetti dal Livorno. I due sono pedine che dovrebbero diventare fondamentali per il Bari della prossima stagione. Però il sogno (quasi) proibito resta Sebastian Giovinco, il giovane fantasista juventino. Il ragazzo, si dice, si starebbe convincendo ad un eventuale sbarco in Terra di Bari. Ma la trattativa è comunque molto difficile. In ogni caso bisognerà attendere il ritorno del ragazzo dalle vacanze negli Stati Uniti. Per la Juventus, però, non ci sarebbero problemi. Bisogna solo cercare di convincere la “Formica Atomica”. L’altro sogno nel cassetto sarebbe il ritorno di Ranocchia, in prestito dall’Inter. Sembra davvero il centrocampo, a questo punto, il reparto di forza del prossimo Bari: Gazzi, Almiron, Donati e Pulzetti al centro, Alvarez e Romero a destra e, al momento, Rivas a sinistra. I biancorossi inizieranno a lavorare il 15 luglio a Ridanna (provincia di Bolzano), dove si fermeranno fino al 30; dal 2 al 12 agosto proseguiranno la preparazione a Vittorio Veneto (provincia di Treviso). Inoltre il Bari, ad agosto, giocherà probabilmente un paio di amichevoli in Inghilterra, ma il calendario non è stato ancora predisposto. Dando uno sguar-

Il sogno del mercato barese, Sebastian Giovinco

do in casa giallorossa, invece, il Lecce ha risolto le comproprietà rinnovando quelle di Esposito, Cacia, e Munari. Il francese Baclet è tutto giallorosso, ma sarà quasi certamente girato al Vicenza per ottenere Brivio. Dall’Inter è arrivato Donati, 20enne pupillo dell’ex tecnico Mourinho che l’ha fatto anche esordire tra i “grandi” in Coppa Italia. Per lui prestito con diritto di riscatto di metà del cartellino. Se si conferma il campioncino di cui molti parlano, questo per il Lecce potrebbe essere stato un investimento molto importante. Per quanto riguarda

serie d/I lucani ora sperano nel ripescaggio

Emozione Matera M

C

Massimo Ferrarese

i sarebbero minacce verso la propria incolumità tra le motivazioni per la quale Massimo Ferrarese, la settimana scorsa, ha deciso di abbandonare la presidenza dell’Enel Basket Brindisi. Un biglietto di minacce è stato recapitato al presidente della provincia di Brindisi e, fino a qualche giorno fa, patron dell’Enel Basket. Qualcuno ha lasciato un foglietto, contenente frasi minacciose, sul parabrezza della sua auto. L’episodio risale a qualche settimana fa ma solo ora è trapelata la notizia. Ferrarese negli ultimi giorni è stato anche oggetto di aggressioni verbali. Tempo fa, mentre rincasava è stato avvicinato da un uomo che, dopo averlo insultato, lo avrebbe pure minacciato. Episodi inquietanti che si aggiungono ad un attentato avvenuto poco prima dell’elezione di Ferrarese a presidente della provincia. Qualcuno fece esplodere un’auto proprio davanti ad una delle sue sedi elettorali, al rione Sant’Elia. La pubblicazione della notizia da parte di un quotidiano regionale delle minacce subite dal presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, nonostante la stessa si riferisca a circostanze datate ed ampiamente descritte nei giorni scorsi, ha suscitato alcune reazioni contrastanti. Mentre l’interessato evita qualsiasi commento sull’accaduto, avendo scelto da tempo di segnalare l’accaduto ai competenti organi giudiziari, il movimento regio-

nale dell’UDC esprime piena e ferma condanna nei confronti di chi ha posto in essere questi gesti intimidatori nei confronti di Ferrarese, confermando la stima e la fiducia nei confronti dell’uomo, così come del politico. Il movimento “No al carbone”, invece, sostiene che Ferrarese abbia mistificato la realtà, raccontando di essere stato avvicinato da un ragazzo con la maglietta con la scritta “No al carbone” che gli avrebbe intimato di togliere lo sponsor “Enel” dalle magliette della squadra di basket. Come è noto, il patron Ferrarese, anche dopo questi atti intimidatori, ha deciso di porre in vendita le sue quote della società sportiva brindisina, approdata quest’anno nel massimo campionato nazionale di basket maschile. “No al carbone” coglie l’occasione per riaffermare la sua battaglia civile finalizzata ad ottenere una riduzione dell’utilizzo del combustibile fossile all’interno delle centrali elettriche brindisine. Ciò che è davvero disarmante è come in Italia - e soprattutto nel Meridione - le belle storie di compagini sportive che raggiungono grandi traguardi, sono destinate a dissolversi molto presto per colpa o della cattiva gestione dei dirigenti oppure, come in questo caso, per colpa di individui violenti. Vi immaginate minacce ai dirigenti dei Maple Leafs che non vincono dal 1967? Assolutamente no. L’Italia è troppo spesso un Paese ancora arretrato.

ai attesa fu più lunga. A quasi 15 anni di distanza dall’ultimo campionato disputato dal Matera Calcio in Lega Pro ora a separare i biancoazzurri dal ritorno in seconda divisione c’è solo la decisione finale della Federazione. I ragazzi di mister Rizzo, dal canto loro, ce l’hanno messa tutta; prima la conquista della coppa Italia che, di diritto ha fatto loro guadagnare i playoff, e poi la vittoria non scontata di domenica sul Pianura, grazie al gol di De Vecchis che di fatto fa ben sperare nel tanto atteso balzo di categoria. Una vittoria, quella sui campani, che non garantisce tuttavia al club biancoazzurro la promozione automatica nella serie superiore, ma assegna a questo ottime possibilità di ripescaggio, in caso di disponibilità di posti nella stessa Lega pro. Con diversi sodalizi che rischiano di non iscriversi all’ex campionato di C2 non è però azzardato ipotizzare che proprio la squadra del presidente Perniola possa raggiungere l’agognato l’obiettivo. A Matera, dove la scaramanzia è ovviamente d’obbligo, i tifosi in attesa del verdetto della Figc hanno già ringraziato squadra e dirigenza per l’ottimo risultato dei playoff con tanto di festeggiamenti durati sino a notte inoltrata. La stagione materana è stata davvero entusiasmante e la vittoria nei playoff arriva quasi a sorpresa. Infatti i biancoazzurri non hanno disputato un campionato da prime donne, ma hanno messo tantissimo impegno nella Coppa Italia di categoria, vincendola, e poi nel mini-torneo post stagionale. E le emozioni sono durate sino al termine. Infatti la rete di De Vecchis è arrivata proprio sul filo di lana, all’ultimo minuto di recupero del secondo tempo. Molti i tifosi giunti sul campo neutro di Chieti da Matera che hanno sospinto la propria squadra verso questo risultato storico. Poi, i ragazzi di Rizzo, sono stati accolti in città in maniera trionfante. Adesso si spera nel ripescaggio e nel derby col Potenza la prossima stagione.

gli acquisti, per ora arriva nel Salento il sudamericano Olivera. Nel mirino di De Canio restano i contesi Destro e Khrin, altri giovani promettenti del vivaio interista, Pettinari, Andreolli, Antenucci e Bertolacci che potrebbe restare giallorosso. Sicuro il divorzio da Angelo, quasi quello con il capitano Giacomazzi in scadenza di contratto. Il Lecce comincerà il ritiro il 16 luglio a Tarvisio (provincia di Udine) e vi resterà fino al 7 agosto. Per il momento non esiste ancora un calendario di amichevoli.

tennis/Wimbledon

Pennetta spenta

N

Senza Rizzo, però, che tornerà al Lecce in Serie A come allenatore in seconda di De Canio.

ulla da fare per il tennis italiano sull’erba di Wimbledon. Dopo le eliminazioni in campo femminile della Schiavone, della Errani e della tarantina Roberta Vinci, arriva la delusione anche per la brindisina Flavia Pennetta, testa di serie numero 10 del torneo. La Pennetta è stata eliminata al terzo turno dalla ceca Clara Zakopalova in due set col punteggio di 6-2, 6-3. Un match dove la nostra giocatrice era senza dubbio la grande favorita, si è chiuso abbastanza velocemente con la pugliese decisamente spenta e senza il giusto mordente. Purtroppo si spegne l’ennesimo sogno per l’azzurra che, dopo tanti successi con la Nazionale ed in tornei meno prestigiosi, aspetta ancora la consacrazione nello Slam.

ISCRIZIONI/Monopoli no

arbitri/Errore pugliese

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O

Il tecnico Roberto Rizzo

Foggia e Mondiale Barletta ok sfortunato

ospiro di sollievo per i tifosi del Foggia: la squadra prenderà parte al prossimo campionato di Prima Divisione Lega Pro. Depositati in Lega a Firenze tutti i documenti, la disponibilità dello stadio Zaccheria e la garanzia, da parte dei soci, della fidejussione. Il Foggia sarà iscritto al campionato il 10 luglio, con una penalizzazione blanda, si spera di 1 solo punto. Dovrà attendere ancora un pò, invece, il Barletta. La società ha presentato tutto il materiale per l’iscrizione in Seconda Divisione di Lega Pro, compresi i pagamenti. Nei prossimi giorni si conosceranno le squadre ammesse. Nuova compagine societaria, intanto, per l’Andria, in Prima Divisione. Ieri sera si è svolta la presentazione. A guidare la società azzurra sarà l’ex patron del Molfetta, Nicola Canonico, che ha acquisito il 50% del capitale. Sulla panchina confermato, per il prossimo campionato, il tecnico Aldo Papagni. Infine, dopo Gallipoli, si spegne anche il sogno del Monopoli. I Ladisa lasciano il calcio perchè non aiutati dalle istituzioni cittadine. Storia amara di una bella e sana società che è costretta a chiudere.

rmai di italiano ai Mondiali in Sudafrica rimane davvero pochissimo. E in campo non vedremo più nemmeno un rappresentante della nostra nazione da qui fino all’11 luglio. Infatti dopo l’eliminazione della squadra di Lippi, l’errore di un pugliese, domenica, ha messo fine alla speranza della terna arbitrale capeggiata dall’arbitro Rosetti, di svolgere il loro lavoro sino in fondo. Infatti il guardalinee Stefano Ayroldi, di Molfetta, è stato lo sfortunato attore di un brutto film andato in onda in mondo visione quando domenica non ha rilevato un evidentissimo fuorigioco con cui Tevez ha portato in vantaggio l’Argentina sul Messico. C’è da dire che Rosetti il dubbio l’ha avuto e, circondato dai messicani, si è rivolto ad Ayroldi per trovare conferme. Purtroppo per lui, l’assistente pugliese ha confermato la prima impressione, errata, convalidando la rete. Da lì la partita è praticamente finita. A causa di ciò la Fifa, in settimana, ha dato il benservito alla terna italiana, rispedendola a casa. Proprio come la Nazionale azzurra.


SIN n.18 2010