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intervista

elisa claps

Il ministro Fitto sulla manovra finanziaria e il Pdl pugliese

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Anno I n.12 - 22 maggio 2010

Editoriale di Gianvito Magistà

ma TUTTO QUESTO HA UN SENSO?

Arrestato il sospetto omicida Danilo Restivo

Direttore responsabile: Giovanni Magistà

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Settimanale

Editore: Converprint s.r.l.

sangue pugliese in afghanistan

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talia e Canada unite nel dolore. Lunedì hanno perso la vita vicino ad Herat il sergente Massimiliano Ramadù, di Velletri (Roma) ed il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, nato a Grumo Appula ma residente a Bitetto. E poi martedì, a Kabul, un veicolo kamikaze ha tolto la vita al Colonnello Geoff Parker, di Oakville. Per l’Italia sono 24 i caduti in Afghanistan dal 2004, mentre sono 147 i canadesi che non hanno fatto più ritorno a casa dal 2002, inclusi un diplomatico ed una giornalista: la percentuale più alta di decessi tra tutte le nazioni che partecipano alla missione ‘Enduring Freedom’, un missione che dal 2001 viene definita di pace. Una missione voluta fortemente da Bush che chiedeva la testa di Bin Laden dopo l’attacco agli Stati Uniti dell’11 settembre. Ci hanno fatto credere che prima o poi i talebani sarebbero stati sconfitti ed il loro leader condannato a morte come Saddam Hussein, altro piccio della famiglia Bush sin dai tempi della guerra del Golfo. Nel caso dell’Iraq, con la scusa delle armi di distruzione di massa - poi mai realmente ritrovate - gli Usa hanno invaso un paese ricco di petrolio, ne hanno preso il controllo e ucciso il loro leader, comunque un dittatore sanguinario che non meritava di comandare una nazione. A questo punto la domanda è lecita: ma vale realmente la pena mandare i nostri ragazzi (e ragazze) a morire così lontani da casa, in missioni che sembrano non portare da nessuna parte? Il Canada si è letteralmente rifiutato di sbarcare in Iraq, esponendosi alle ire di Bush. E alla fine, questa, sembra essere stata la scelta giusta. Berlusconi, invece, non ha mai voluto contraddire il suo “amico di giochi” George W. Dopo la morte di Ramadù e Pascazio è bene che ci si faccia un’esame di coscienza. I politici tutti dovrebbero farlo. E dovrebbero chiedersi se il gioco valga la candela. Se valga la pena continuare a sacrificare giovani italiani per portare pace e libertà in un Paese ingestibile che, Bush prima ed Obama adesso, crede di poter tenere sotto controllo. La realtà, purtroppo, è diversa. Dopo 8 anni e mezzo, i talebani incutono ancora terrore in Afghanistan, uccidono i nostri soldati, programmano attentati in tutto il globo e, cosa più disarmante, l’esercito che viene definito il più importante e potente del mondo, coadiuvato tra l’altro dai servizi segreti che vengono definiti i più all’avanguardia del mondo, non hanno idea di dove si trovi Bin Laden. O almeno così ci vogliono far credere. Ma qui entriamo in un discorso più delicato e che, in un momento di lutto come questo, preferiamo non affrontare. Ma arriverà il tempo.

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basilicata/Record

molise/Regione

fiat di melfi, 5 milioni di auto

sulla sanità iorio litiga con berlusconi

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puglia/Maltempo

calcio/Serie B

il freddo uccide il mare e le ciliegie

gallipoli retrocede, lecce rinvia

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redazione@suditalianews.com

tremonti, il nuovo robin hood di Vincenzo Magistà

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l ministro delle finanze, Giulio Tremonti, nelle vesti di novello Robin Hood. Ve lo immaginate? Basco con penna, stivali e arco con le frecce, girare per le foreste dei palazzi del potere, assaltare le casseforti dei ricchi per distribuire manciate di monete ai poveri. Ha promesso che farà proprio così. Illustrando le linee generali della prossima manovra economica, ha rassicurato gli italiani: non ci saranno nuove tasse. I soldi si troveranno prendendoli dai ricchi, da coloro che esportano soldi all’estero e ridistribuendoli tra le fasce deboli. Fra i tagli previsti ce ne sarebbero in arrivo anche per i ricchi parlamentari, che guadagnerebbero il 5% in meno. Se Tremonti si trasformasse in Robin Hood sarebbe davvero bello. E importante come segnale politico. Forse l’Italia non uscirebbe dalla crisi, il sud resterebbe sempre isolato, ma il segnale sarebbe forte e restituirebbe credibilità alle istituzioni, offuscate da scandali e immobilismo. Tuttavia nutriamo forti dubbi sulla riuscita del progetto e sulle reali intenzioni di Tremonti. Lo deduciamo da due episodi accaduti nello stesso momento in cui il ministro si proponeva come Robin Hood. La Rai, la tv pubblica che si finanzia coi soldi dei cittadini, ha deciso di licenziare Santoro. Il popolare giornalista non è gradito a Berlusconi. Il licenziamento sarà consensuale, gradito allo stesso Santoro. E sarebbe stato strano il contrario. Santoro, infatti, avrà una buonuscita di 2 milioni di euro. In pratica, per la Rai non sarà un risparmio, ma un raddoppio dei costi. E questo è togliere ai ricchi? Nella stessa giornata, un gruppo di parlamentari ha presentato una proposta di legge per dare oltre allo stipendio anche la pensione a sindaci e assessori comunali. Non ci sono parole.


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inistro, che clima politico c’è dopo gli eventi di questi giorni? “Il Governo è impegnato a varare la manovra finanziaria. Non c’è aria diTangentopoli come qualcuno vorrebbe far credere. Si guarda più alle cose concrete e a trovare soluzioni alla grave crisi che ci attanaglia. L’ottimo lavoro che il presidente Berlusconi e il ministro Tremonti hanno fatto a livello europeo, dovrà avere un seguito coerente anche in Italia. Per questo, il Governo sta preparando una manovra finanziaria che credo sarà approvata entro la fine del prossimo mese. Per quanto riguarda gli scandali, siamo di fronte ad episodi singoli e per questo le conseguenze riguarderanno i singoli non il Governo Nè siamo di fronte a Tangentopoli. Sia perché non sono coinvolti i partiti, sia perché quello che leggiamo è solo frutto di anticipazioni giornalistiche, non c’è alcuna sentenza”. Che manovra sarà? “Sarà una manovra coerente con tutto quello che abbiamo fatto finora. Ricordo che quando varammo la prima manovra triennale di questo Governo, con tagli notevoli anche alla spesa pubblica, si gridò allo scandalo, si disse che era un atteggiamento irresponsabile. Alla luce di quanto accaduto in Grecia credo che se non avessimo fatto quella manovra, oggi staremmo vivendo noi il clima della Grecia. Proprio quella manovra ci consente di non essere nelle condizioni di Grecia, Spagna e Portogallo e di essere più vicini alle altre nazioni europee. Le quali, peraltro, stanno predisponendo anch’esse severe manovre fiscali. La nostra manovra andrà soprattutto nella direzione del contenimento della spesa pubblica”. Quindi sarà una manovra pesante, di 25 miliardi e forse più? “Sarà intanto una manovra triennale, ma più che pesante, sarà responsabile.Una manovra, insomma, che ci consenta di mantenere sotto controllo la spesa pubblica e che al tempo stesso non pe da di vista le prorità dell’azione di governo. Una manovra rigorosa, così come rigoroso dovrà essere il successivo controllo della spesa”. Le dimissioni del ministro Scajola potrebbero aver allungato o complicato il percorso del piano per il sud? “Non credo, perché questo lavoro, al quale io ho collaborato, era già in fase molto avanzata. Il piano era già quasi pronto e resta una delle priorità del Governo Berlusconi. Superato questo momento si procederà a vararlo per centrare gli obiettivi che ci siamo posti a favore del mezzogiorno, dalle infra-

Regioni/Molise

Sanità, un dramma

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politica/Intervista al ministro per le Regioni sul Governo e la Puglia

Fitto, pronto il rilancio strutture, all’innovazione, al rapporto con il credito da parte delle aziende in cerca di sviluppo”. Secondo lei c’è la possibilità della nascita di un partito del sud, anche alla luce della creazione della corrente di Fini all’interno del Pdl? “Mi pare che di questo fantomatico partito si parli troppo e inutilmente. Io non credo che ci siano le condizioni politiche e culturali per far nascere un partito del genere”. E se Fini e Lombardo, che ha anche preso le distanze dal Pdl, si unissero? E se si mettesse insieme anche la Poli Bortone? E se si aggiungessero gli altri movimenti sparsi qua e la in ogni regionel del sud, questa prospettiva crescerebbe? “Lombardo è un caso eclatante di trasformismo politico, lo hanno capito tutti. L’azione di Fini è all’interno del Pdl, non all’esterno. Il presidente della Camera pone delle questioni forti, ma le pone dentro il Pdl e questo è molto importante e fa la differenza rispetto ad altre iniziative esterne. E con

Fini, sul mezzogiorno, non credo che il Governo abbia diversità di vedute. Egli punta al federalismo esattamente come il Governo ed è su questa linea che le iniziative possono convergere. Chi crede che per il rilancio del sud serva un altro partito si sbaglia. Al sud basterà quello che farà il Pdl, per il semplice fatto che essendo il sud un ampio serbatoio di voti per il partito di Berlusconi, il Pdl non ne potrà tradire le aspettative. E se fosse vero il contrario, il Pdl non otterrebbe, nelle regioni del mezzogiorno il consenso che invece ottiene”. In Puglia però ha perso le elezioni. “Il Pdl e le liste collegate, in Puglia, hanno ottenuto circa il 44 per cento dei consensi. Quello pugliese è stato il miglior risultato del Pdl alle regionali in tutta Italia. Come si può sostenere che abbiamo perso? D’altra parte, se Berlusconi ha respinto le mie dimissioni dal Governo, è stato perché ha dovuto prendere atto dei numeri”. Quindi, pace fatta fra lei e Berlusconi?

puglia/Sulla sanità la giunta regionale fatica a trovare un’intesa

Non passa la mini riforma della sanità pugliese

“Non c’è stata né guerra, né pace, ma una valutazione serena sulle cose accadute e sulle scelte da compiere, né è prevalsa l’obiezione di chi contestava la mancata alleanza con l’Udc, un partito che si è capito chiaramente che con noi non si sarebbe mai alleato”. C’è stato chi ha remato contro di lei nel dopo-elezioni? “Gli avversari ci sono sempre ed io sono abbastanza abituato a confrontarmi con tutti. Se qualcuno ha una visione diversa ha il diritto di esporla e noi il dovere di confrontarci, ma purchè tutto avvenga nell’ambito del Pdl”. Cambierà qualcosa nel Pdl pugliese? “Cambieranno molte cose. Finirà la stagione delle nomine e ci si confronterà molto più direttamente all’interno, attraverso i congressi. Finora si è andati avanti col metodo delle nomine e delle cooptazioni. Adesso si misurerà il consenso e si valuteranno le idee e le presenze sul territorio, e le cose cambieranno”. (v.m.)

maltempo/Puglia

Distrutte le ciliegie

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ia libera al piano delle internalizzazioni nelle ASL pugliesi e rinvio di almeno una settimana per la legge omnibus sulla sanità. Lo ha stabilito la giunta Vendola. Che ha iniziato a discutere sulle riforme sanitarie dell’assessore fiore. In particolare la nomina non politica e la formazione dei direttori generali oltre a nuovi percorsi di accreditamento per i privati. 15 punti da inserire in un maxi omnibus di fine legislatura in cui far confluire altri provvedimenti finali e urgenti. Dall’agricoltura allo svilup-

Anno I - n.12 – 22 maggio 2010 Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Bari n. 14 del 3 marzo 2010 Direttore responsabile Giovanni Magistà Proprietario ed Editore Converprint s.r.l. Stampa Multicom Media Service 101 Wingold Avenue, M6B 1P8 Toronto, Ontario (Canada) Telefono: 416-785-4311 ext. 239 Direzione-Redazione-Pubblicità Via Polignano 5 - Conversano E-mail redazione@suditalianews.com

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po, passando per la sanatoria dei balneari. Tornando alla sanità l’esecutivo ha deciso di fissare i paletti per introdurre in Puglia le società in house. Le aziende pubbliche incaricate di cancellare i servizi affidati in questi anni all’esterno dalle ASL. Entro 15 giorni sarà presentata una legge che indicherà, sul modello di sanità service a Foggia e nella ASL di Taranto, le regole per costituire e gestire le società. Le due già costituite, peraltro, dovranno adeguarsi ai criteri fissati che verranno controllati da un nucleo regionale.

La giunta ha chiarito che l’internalizzazione dei servizi non equivale a trasformare in assunzioni gli 8000 operatori interessati e gestiti dalle società esterne per mense, ausiliarato, pulizie e guardiania. In generale ci sarà in miglioramento dell’occupazione e l’applicazione dei contratti della sanità privata. Ma non sarà semplice mettere ordine in un settore in cui c’è gran confusione tra gare scadute, proroghe decennali e condizioni di lavoro precarie e diversificate. Francesco Iato

economia, la ricchezza di un anno, distrutta in una notte. Quello che viene definito l’oro rosso di un triangolo che comprende Conversano, Turi e Castellana, l’intera produzione di ciliegie, è andato perso per il freddo, la grandine e la pioggia caduti nella notte fra giovedì e venerdì scorsi. Un incredibile nubifragio la cui violenza ha staccato i frutti maturi dalle piante e danneggiato irreparabilmente la qualità ancora in maturazione, la famosa “ferrovia”. I campi allagati hanno fatto il resto, impedendo la raccolta dei frutti ancora rimasti sulle piante. Un disastro. Così lo definisce anche il consigliere regionale Michele Boccardi (Pdl) che nella mattinata di venerdì ha fatto un sopralluogo nelle campagne fra Conversano e Turi, patria della ciliegia ferrovia, la più pregiata del mercato italiano. La raccolta delle ciliegie era appena iniziata, e i prezzi sul mercato locale erano incoraggianti, in attesa dell’arrivo della ferrovia previsto per i primi di giugno. Ma il maltempo inusuale di questi giorni ha cancellato i sogni dei produttori, mettendo in ginocchio l’economia dei comuni che traggono sostentamento proprio dalla coltivazione dell’oro rosso.

l Molise che sta cercando di rimettere a posto i conti del proprio disastrato sistema regionale rischia il tracollo. Un tracollo che sarebbe economico, finanziario, ma forse addirittura istituzionale. L’ultimo incontro che le delegazione guidata dal Commissario per il rientro dal deficit, ovvero il Presidente della regione Iorio, e i tecnici dei ministeri di Economia e salute, hanno tenuto a Roma è stata persino drammatica. A fine anno il Molise avrà accumulato per il biennio 2009-2010 qualcosa come centodieci milioni di euro di debito che nessuna delle manovre finora adottate riuscirà a coprire. Il Molise da tempo era stato avvertito dal governo; “dovete coprire con vostre risorse il 2009, ovvero quei sessantanove milioni di euro che non siete riusciti a coprire. Per il 2010, se sarete virtuosi, accederete al Fondo per la salute delle regioni e non ci saranno problemi”. Eppure il Molise ha fatto finta di niente, negando l’evidenza come fanno certi mariti scoperti in flagrante dalle mogli. Sì, perché ormai tra il centrodestra di Iorio al governo del Molise e quello di Berlusconi al governo del Paese la frattura è netta. Iorio, infatti, come tutti i presidenti presi alle strette, aveva sperato fino all’ultimo che il governo gli permettesse di utilizzare i fondi Fas, quelle risorse europee destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate, per coprire il debito. Ma non solo il governo gli ha detto no, ma ha pure rincarato la dose, subordinando l’erogazione di tutti i fondi Fas al Molise al rientro dal debito sanitario. Chi era alla riunione parla di uno Iorio scuro in volto, teso; quello Iorio che ai molisani aveva detto solo qualche giorno prima: “Andrò personalmente a Roma, non sono un commissario qualsiasi, il governo ascolterà le mie ragioni”. Un Presidente, insomma, che ci aveva messo la faccia, scommettendo sul fatto che il governo amico non lo avrebbe lasciato solo. Il governo è stato gelido, invitando perciò il Molise ad avviare ulteriori manovre per i cinquantanove milioni che mancano. Altro aspetto da analizzare era il piano di rientro, ovvero quel documento che, una volta ripianato il debito, dovrà assicurare una riorganizzazione della rete sanitaria che eviti di produrre altri deficit in futuro. “Il Molise è sulla buona strada – scrive il governo – ma il piano dev’essere più incisivo”, il che vuol dire che occorrono tagli ancora più netti e dolorosi alla rete degli ospedali della regione. Iorio, stravolto, esce dall’incontro vaneggiando un ricorso al Tar contro il governo, che avrebbe la colpa di aver inasprito la propria posizione da un giorno all’altro. Per una parte è vero; quel governo romano spendaccione finora ben calzava con l’allegra gestione clientelare del Molise. Ma due fattori hanno inciso, rivelando il tessuto economico e politico del Molise fragile come foglia al vento. La crisi internazionale, che obbligherà gli italiani a sacrifici ulteriori e pesanti, con il governo impegnato a trovare soldi ovunque pur di evitare di alzare le tasse. Al primo vero banco di prova il Molise si ritrova ad avere una situazione disastrosa. Deve trovare sessantanove milioni di euro, altrimenti non riceverà nemmeno i fondi Fas che in parte ha già impegnato per salvare lo zuccherificio e l’Arena, due operazioni peraltro criticatissime, bollate con l’aggettivo clientelare che sta dominando la gestione politica del centrodestra di Iorio. Ecco, dunque, lo spauracchio della paralisi istituzionale. Non è un caso se da mesi, ormai, nel dibattito politico più pacato e di confronto venga paventato lo spettro della perdita dell’autonomia regionale. La regione ha perso negli ultimi due anni pezzi importanti di servizi e risorse, come varie sedi decentrate di enti o tagli a numerose strutture. Il federalismo rischia di non avere posto per il Molise, o per lo meno per un Molise che, “piccolo e bello”, finora ha goduto di benefici superiori ai propri meriti gestionali. Trecentomila abitanti entro i propri confini, quasi un milione fuori; è la fotografia di una regione che ormai si sente scritta a matita sulla mappa istituzionale italiana. Stefano Ricci


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afghanistan/In un attentato ad Herat ucciso anche un soldato pugliese

Abbiamo pagato un prezzo troppo alto

Il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni di Bitetto, vittima ad Herat

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in da piccolo, Luigi, aveva desiderato indossare la divisa, quella divisa che da sempre vedeva indossare al padre. A diciannove anni il giovane perito industriale, diplomatosi all’istituto industriale di Bitonto, conosce Antonella Ranieri, due anni più piccola di lui. Tra i due nasce da subito una tenera storia d’amore di quelle che piacciono anche alle famiglie dei due giovani. Un bel rapporto che induce il padre della ragazza, Sabino, un piccolo imprenditore con un’impresa di rivestimenti strutturali in asfalto, ad offrirgli un lavoro e lo assume. Ma Luigi che ha da sempre in mente la divisa dopo sei mesi si dimette per partire volontario nell’esercito. “Ti ringrazio, ma la mia strada è un’altra. Mi disse”, racconta Sabino Ranieri con gli occhi

lucidi, singhiozzando all’aeroporto di Ciampino a Roma, mentre dell’aereo C130 scende la cassa con all’interno il feretro. Intanto, mentre il capo dello stato, Giorgio Napolitano con i presidenti di Camera e Senato e il ministro della Difesa accolgono le salme dei militari rimasti uccisi, Maria, la mamma di Luigi, per un momento sviene, la sorreggono mentre le bare si dirigono all’istituto di medicina legale della capitale per l’autopsia e il riconoscimento delle famiglie. “Voglio andare a vederlo per l’ultima volta”, dice a voce alta Antonella che insieme ai genitori del caporal maggiore, promosso primo caporal maggior, sale sul pullman messo a disposizione dallo stato maggiore della difesa. “Mio figlio era orgoglioso di indossare la divisa, quella divisa

afghanistan/Le reazioni nel suo paese

Bitetto piange il suo eroe

afghanistan/L’agguato

Cronoca di una morte

che ha onorato con il prezzo della vita” dice il padre orgoglioso e ferito al tempo stesso ad un ufficiale dell’esercito del servizio accoglienza. Poi arriva zio Piero, il fratello della mamma, uno zio al quale Luigi era particolarmente affezionato: “io con il padre l’ho accompagnato il giorno nel quale si arruolò. Prima di partire il mese scorso mi disse telefonicamente che avrebbe fatto di tutto per prendere qualche giorno di licenza e rientrare per gli inizi di luglio, quando io avevo deciso di venire in Italia”. Si perché zio Piero vive negli Stati Uniti, dove il giovane martire della pace era andato subito dopo il diploma a fare una breve vacanza. “Voleva portarci la fidanzata”, continua lo zio che poi scoppia a piangere singhiozzando: “io non ci credo ancora non mi sembra vero, non può essere vero”. Intanto, la salma arriva alla camera ardente dell’ospedale militare del “Celio” dove l’esercito ha curato l’allestimento della camera ardente. “Mio figlio è uno dei tanti figli del sud che hanno pagato a caro prezzo l’amore e la fedeltà verso lo Stato. Spero”, continua l’ispettore di polizia “che questo ingiusto tributo di sangue finisca quanto prima”. Poi giovedì mattina nella basilica di santa Maria degli Angeli i funerali di stato officiati dall’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelli. Nel pomeriggio il feretro ha raggiunto Bitetto dove il sindaco Jacovelli ha allestito una camera ardente nella sala consiliare comunale. Venerdì pomeriggio, infine, tutta la città di Bitetto si è raccolta intorno a Luigi e alla sua famiglia per tributare l’ultimo saluto al militare che ha perso la vita per portare pace e democrazia in una parte caldissima del mondo come l’Afghanistan. Un ringraziamento particolare al ministro della Difesa, Ignazio Larussa l’ha rivolto al padre del primo caporal maggiore bitettese “per l’alto senso di responsabilità e grande dignità dimostrata, nonostante il grande dolore”. Ma il sentimento del ministro certamente non ridarà nulla di quanto quest’uomo, fedele servitore dello Stato ed esempio per i figli, insieme alla famiglia ha perso. Nicola Mangialardi

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rano le sette e un quarto di un lunedì come tanti altri passati tra i commilitoni, quando all’improvviso un boato fa saltare per aria il mezzo blindato che stava guidando dalla base verso Bala Murghab, un “Lince”. Una bomba rudimentale, con tutta probabilità azionata da un radiocomando a distanza fa saltare il quarto mezzo militare di un’autocolonna internazionale a quindici chilometri dalla meta. A pilotare il blindato, un giovane neanche venticinquenne di Bitetto, il caporal maggiore Luigi Pascazio che muore insieme ad un altro suo compagno all’istante. La notizia, fa subito il giro del mondo e rimbalza, ovviamente, come un fulmine a ciel sereno a Bitetto, in via Montegrappa, al civico sei, dove al primo piano di quell’abitazione abitava lo sfortunato militare. A suonare il campanello, alle otto e mezza, il generale Emanuele Sblendorio, comandante dell’esercito in Puglia, che insieme ai militari dell’unità psicologica dell’esercito danno la nefasta notizia alla mamma, Maria Lettieri, una quarantanovenne casalinga, che crolla tra le braccia dell’ufficiale affranta dal dolore. Poi, lo stesso generale telefona in questura, a Bari, dove comunica la stessa cosa al padre Angelo Michele Pascazio, ispettore di polizia di cinquantanove anni. A casa, intanto arriva il Prefetto di Bari, Carlo Schilardi, il Questore, Giorgio Manari e il sindaco di Bitetto, Giovanni Iacovelli. Poco dopo arriverà a casa di Luigi, a quella casa che Luigi aveva lasciato il 27 aprile del 2006, quando si arruolò come volontario di ferma prestabilita per poi cercare di indossare la divisa della polizia come il padre. Luigi, alla sua prima missione all’estero, era partito lo scorso 20 aprile e prima di questa era stato impegnato in tre missioni in Italia. Nicola Mangialardi

le condoglianze da toronto

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in forma solenne un lungo applauso ha accompagnato quella bara avvolta nel tricolore mentre veniva trasportata al cimitero comunale per la sua tumulazione che lascia un vuoto in tutte le persone che hanno conosciuto il primo caporal maggiore Luigi Pascazio e che non lo dimenticherà mai. Nicola Mangialardi

DIGA PERTUSILLO, NIENTE TOSSICITà

Non sono risultati tossici i campioni di acqua prelevati nella diga del Pertusillo, in provincia di Potenza, dopo l’avvistamento di una macchia rossastra sulla superficie del bacino. Gli esami hanno evidenziato tuttavia la presenza di carica batterica, anche se inferiore ai limiti di legge.

scuola, protesta in basilicata

Minacciano di non effettuare attività didattica nel prossimo anno accademico se il disegno di legge sull’organizzazione dell’Università dovesse essere approvato dal Parlamento. Sono i numerosi ricercatori delle facoltà di Agraria, Scienze e Ingegneria dell’Università degli studi della Basilicata. Hanno simbolicamente occupato il rettorato.

puglia, sequestro DI sigarette

E’ stato fermato mentre percorreva l’autostrada A14, all’altezza di Acquaviva delle Fonti (Ba), e dopo un controllo i militari della Guardia di Finanza di Taranto hanno rinvenuto e sequestrato all’interno dell’auto un carico di oltre 1300 stecche di sigarette di contrabbando. L’uomo un 59enne pregiudicato, è stato arrestato.

NUTRIZIONISTA IN SCUOLA DI TRANI

Si chiama “La salute vien fruttando” ed è un progetto di una scuola elementare di Trani che ha puntato sull’educazione alimentare. In classe una nutrizionista e una psicologa per spiegare ai bambini l’importanza del cibo e soprattutto della frutta.

Due colpi in due notti. Le indagini si concentrano su un gruppo specializzato di San Severo (Fg) e proprio in quella zona è stato ritrovato uno dei due tir rubati dall’azienda di Mesagne. Sei persone incappucciate si sono introdotte nell’azienda ed hanno rubato 28 tonnellate di carciofini in salamoia, per un danno stimato in 300mila euro.

Le istituzioni di Bitetto a Roma per i funerali

La bara di Luigi Pascazio

Sparano alcuni colpi di pistola contro il portone di un’abitazione di Sannicola, nel leccese. Due ventenni del posto sono stati denunciati dai Carabinieri per danneggiamento aggravato, porto abusivo di armi sportive ed esplosioni pericolose in pubblico. Gli investigatori ritengono si sia trattato di una semplice bravata.

MESAGNE, LADRI DI CARCIOFINI

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on è giusto morire in questo modo. Luigi era un ragazzo che amava la vita, il suo lavoro ed il mare”, balbetta singhiozzando nella sua auto davanti a casa di Luigi, Francesco Novielli un amico d’infanzia dello sfortunato militare. “Sono costernato, non riesco ad esprimere quello che ho nel cuore per la perdita di un giovane concittadino, figlio di una famiglia per bene e di lavoratori”, dichiara il sindaco di Bitetto, Giovanni Jacovelli che si dice costernato e sgomento per questa assurda vicenda. “La nostra città di Bitetto non dimenticherà mai l’eroico impegno di questo giovane figlio caduto per i più alti e nobili valori che un Paese civile ha il dovere di perseguire sia in patria che all’estero”, aggiunge il vice sindaco Donato Lacalamita che mercoledì scorso ha presieduto un consiglio comunale monotematico per discutere sull’accaduto. Intanto, venerdì scorso per tutta la giornata è stato decretato un giorno di lutto cittadino con la chiusura delle scuole, mentre durante i funerali solenni celebrato dall’arcivescovo metropolita della diocesi di BariBitonto, monsignor Francesco Cacucci. Tutti i negozi e le attività commerciali hanno chiuso le serrande in segno di lutto. “Intitoleremo una strada del paese alla memoria di questo caduto”, il coro unanime che arriva dal consiglio comunale tutto che si è stretto intorno alla famiglia Pascazio – Lettieri. Poi, dopo la celebrazione del rito funebre

notizie in brevE LECCE, PALLINI CONTRO PORTONE

Il Sindaco di Bitetto

a tragica vicenda del giovane Luigi Pascazio ha colpito anche i cuori dei pugliesi a Toronto ed in particolare dei suoi concittadini facenti parte dell’Associazione Bitettese. Ampio spazio alla storia del soldato pugliese caduto in Afghanistan è stato dato durante la puntata di martedì scorso del programma radiofonico “Finestra sulla Puglia” condotto da Grazia Piccolo, anche lei di Bitetto, nonchè presidente della Federazione dei Pugliesi in Ontario. La Piccolo ha colto l’occasione per inviare, da parte sua, della Federazione e di tutti i bitettesi di Toronto e GTA, le più sentite condoglianze a parenti e amici di Pascazio sia in Italia che in Canada. A ricevere il messaggio di cordoglio è poi intervenuto via telefono il sindaco di Bitetto, dott. Iacovelli, che in setti-

mana ha partecipato ai funerali di stato a Roma. “Purtroppo questo è un momento molto tragico per la città ed in particolare per i genitori del ragazzo - ha affermato il sindaco durante la trasmissione - Si piange un giovane di 25 anni andato in Afghanistan con tanto entusiasmo per sposare il progetto di pace, ma è morto”. Proprio poche settimane fa il sindaco Iacovelli era stato di nuovo ospite telefonico della trasmissione di Radio CHIN, ma per un evento gioioso e festoso come le celebrazioni in onore del Beato Giacomo. Ora i bitettesi si augurano che lo stesso Beato, a breve Santo, possa accogliere tra le sue braccia lo sfortunato giovane concittadino che ha pagato con la sua vita la voglia di poter dare la libertà ad un Paese in guerra.

LECCE, PICCHIATO PER 100 EURO

E’ accaduto martedì a Lecce. La vittima, che vive delle offerte dei passanti e dei commercianti, mentre rincasava, è stato aggredito con una mazza di legno da tre individui, che si sono impossessati di 100 euro e del Postamat.

ARBORE, SUCCESSO A TARANTO

Dopo aver solcato i palcoscenici di Cina, Usa e Canada, il maestro Renzo Arbore ha chiuso la XVIII edizione della Stagione concertistica Eventi Musicali di Taranto. Per la prima volta due orchestre diverse, quella sinfonica della Magna Grecia e quella “napoletana” hanno suonato insieme. Un modo nuovo per combinare la musica.


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Onofrio Introna

Regioni/Puglia

Le nomine allo sbando L’

unico punto fermo è la presidenza del consiglio ad Onofrio Introna. Sul resto delle cariche di via Capruzzi il centrosinistra regionale è allo sbando. A pochi giorni dalla seduta d’insediamento del 27 maggio la quadra appare lontana. Le divisioni tagliano a metà segreterie di partito e gruppi regionali. E le diplomazie sono al lavoro febbrilmente per far combaciare aspirazioni dei singoli ed esigenze di coalizione. L’organigramma prevede l’assegnazione di sette presidenze di commissione, due vice presidenti del consiglio, di cui

uno all’opposizione e di due segretari di presidenza. Nella maggioranza sono quattro i partiti che si contendono i posti di comando: partito democratico (18 consiglieri), Sinistra e libertà (dieci consiglieri), Puglia per Vendola (quattro consiglieri) e Italia dei Valori (cinque consiglieri). Negli ultimi giorni le trattative hanno così suddiviso le caselle disponibili: tre presidenze al Pd con la vice presidenza, due all’Idv, una a testa per Sel e Puglia per Vendola e alla civica del governatore l’altro posto di segretario di presidenza, oltre

ad un segretario di presidenza all’Udc, forza di opposizione. Allo stesso scudocrociato, peraltro, è stata sottratta la presidenza della settima commissione (lo statuto) che per prassi dal 2004 veniva assegnata alla minoranza. In cambio i casiniani hanno incassato il posto nell’ufficio del presidente del consiglio. L’assetto trovato, però, deve ora combaciare all’interno dei partiti incastrando ambizioni personali degli eletti, equilibri tra correnti e aspirazioni dei territori. Un autentico rompicapo che sta mettendo in serie difficoltà il partito di maggioranza relativa, il Pd, già provato dopo il braccio di ferro con governatore Vendola sui nodi della nomina della giunta e dell’indicazione del presidente dell’assemblea legislativa. E infatti uno dei veterani, il consigliere regionale Pino Romano osserva: “siamo ad un punto di non ritorno, si rischia la balcanizzazione del partito”. Romano è di area bersaniana. E racconta bene il disagio dei democratici. Le tre correnti interne, infatti, litigano sulle cinque caselle concesse al partito. La maggioranza bersaniana, anch’essa divisa, tenterà di superare le tensioni nel vertice di corrente convocato per lunedì prossimo 23 maggio. Giornata in cui s’incontrerà anche la pattuglia dei 18 eletti per sintetizzare l’assetto e i nomi che andranno a guidare i posti chiave di via Capruzzi. Al posto di capogruppo viene indicato lo stesso Romano, ma senza accordo con il predecessore Antonio Maniglio che potrebbe restare al suo posto se rifiuterà la vice presidenza dopo il siluramento alla guida dell’aula in favore del vendoliano Introna. Scalpitano anche i sei dell’area Emiliano. Reclamano almeno tre caselle per scongiurare la creazione di un gruppo autonomo. Il segretario del partito Sergio Blasi potrebbe accontentarli dando una presidenza ad Antonio De Caro, sostenuto anche dall’area socialista (l’onorevole Alberto Tedesco). Sugli scudi anche i territori, Taranto e la Bat in prima linea. L’idea è di dirottare Donato Pentassuglia e Ruggero Mennea in due presidenze chiave. Ma gli appetiti e i personalismi sono troppi. Francesco Iato

province/Scontro finale nella BAT per la sede ufficiale dell’ente

La lite Andria-Barletta P

roprio come nelle migliori tradizioni italiane, niente diventa più definitivo del provvisorio. E così, almeno per il momento e fino a prova contraria, Barletta ospita la Prefettura (che già c’è), Andria rimane la sede legale, Trani il polo giuridico e culturale della provincia pugliese a tre teste. Eh sì perché tra quattro anni la situazione potrebbe cambiare e diventare così “operativo” l’emendamento all’articolo 1 dello statuto del nuovo ente che prevede la dislocazione a Barletta del polo politico – istituzionale, ad Andria quello dell’ordine e della sicurezza pubblica e a Trani il polo giuridico e culturale. Insomma il pasticcio è servito, tutto è cambiato per rimanere sempre uguale, e così una provincia nata per unire continua a non far altro che dividere. E pensare che era stata istituita, con la legge 148 del 2004, sotto i migliori auspici. Provincia “policentrica” viene definita nel decreto del presidente del consiglio dei Ministri, significa che i tre capoluoghi devono contribuire a far superare la visione localistica e dare al cittadino una migliore qualità possibile dei servizi. Dunque fino al trasferimento definitivo degli uffici la situazione rimane quella preesistente con Barletta, città capofila della nuova provincia, sede della Prefettura individuata dal Governo, e adesso sistemata negli uffici di uno stabile di proprietà della confraternita del Real Monte di Pietà. E Andria quindi che ospita Presidenza, Giunta e Consiglio della provincia policentrica nella sede dell’Istituto tecnico agrario, un tempo di proprietà della provincia di Bari, passato ora nella disponibilità del nuovo ente. Una soluzione che definire condivisa è eccessivo, raggiunta dopo ben tre concitate sedute di consiglio provinciale solo con la maggioranza semplice. Ai comitati di lotta per “Barletta provincia” l’idea di non essere il cuore della provincia per cui tanto hanno combattuto non va

La Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Barletta

giù per alcun motivo, e per ottenere la sede legale sono disposti ad alzare barricate, ma al tempo stesso non vogliono privarsi dell’ufficio territoriale di Governo che, dicono, è stato assegnato loro direttamente dal Ministro degli Interni. Ma poiché la legge istitutiva separa i poli, dove c’è la Prefettura non ci può essere il Consiglio, dove c’è la sede legale quindi non può coesistere il polo istituzionale. Alla possibilità di cambiare l’attribuzione della prefettura, già operativa da tempo a Barletta, si è arrivati ripescando un vecchio accordo del 28 luglio 2006 tra i sindaci del territorio che prevedeva appunto la dislocazione della prefettura e della questura ad Andria; quella della Provincia a Barletta insieme al comando della guardia di finanza; e dei carabinieri a Trani. L’accordo venne poi “rinnegato” dal sindaco di Barletta, Nicola Maffei, con la conseguenza che a decidere fu il governo che attribuì la prefettura a Barletta (insieme alla guardia di finanza) e la questura ad Andria, rimandando – come sosteneva anche la legge istitutiva della provincia - la de-

cisione sulla sede legale al Consiglio provinciale una volta eletto. Intanto la provincia ha già i suoi dipendenti al lavoro provenienti da Bari e Foggia. Sigla della Provincia è Bt. Si attende intanto di definire lo stemma, nessuno di quelli scelti con un concorso pubblico (e premiati con complessivi 10mila euro) possono essere utilizzati in quanto non rispettano i canoni dell’araldica. La provincia di Barletta – Andria – Trani conta in tutto 10 comuni. Oltre ai tre capoluogo ci sono anche, in rigoroso ordine alfabetico, Bisceglie, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia, Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola e Trinitapoli. E la più piccola di Puglia per superficie occupata e numero di abitanti - cioè 1.530 chilometri quadrati e 380.787 residenti. Ma potrebbe raggiungere presto, almeno in fatto di popolazione, i numeri di Brindisi che ora ha 400.974 residenti se riuscisse a tirare dentro anche Corato (45.214 abitanti), che al momento si è tirata fuori con un referendum poco prima dell’approvazione in Parlamento. Giovanni Di Benedetto

regioni/Basilicata

Via al totonomine è

ormai in piena attività il nuovo governo regionale della Basilicata. Dopo le nomine dei direttori generali, sono giunte quelle dei commissari dei due Consorzi per lo sviluppo industriale della Provincia di Potenza e di quella di Matera e del neo commissario dell’Arbea, l’Agenzia della Regione Basilicata per le Erogazioni in Agricoltura. Nessuna novità. I tre nuovi commissari erano in lizza già da tempo. All’Asi di Potenza per sostituire il neoeletto consigliere regionale Ernesto Navazio (Io amo la Lucania) è stato nominato Donato Salvatore. Segretario regionale del Partito socialista e vice sindaco del Comune di Avigliano. Come commissario del Consorzio industriale di Matera è stato scelto, invece, Gaetano Santarsia, ex assessore del Pd del Comune di Matera e della Provincia. All’Arbea, l’ente erogatore dei fondi all’Agricoltura invece, arriva Andrea Freschi che negli scorsi anni ha ricoperto l’incarico di dirigente generale dapprima del Dipartimento Agricoltura, poi Ambiente e infine Attività Produttive della Regione Basilicata. C’è da ricordare poi la conferma a commissario dell’Ato unica rifiuti di Sabino Altobello e di Luigi Gianfranceschi, nuovo dirigente generale del consiglio regionale. Nel frattempo all’interno della coalizione di centrosinistra, continuano le frizioni. Su tutte quelle tra i Popolari uniti ed il Pd accusato di “ prendersi tutto”. Nonostante la “tregua” del consiglio regionale, il partito di Antonio Potenza mostra ancora “insofferenza” per le ultime vicende che hanno riguardato la coalizione e le nomine della giunta e non solo. Ironicamente i Popolari Uniti mettono alla berlina il partito locale guidato da Roberto Speranza: “Qui, in Basilicata, l’ordine del giorno che di fatto è stato varato dai vertici del Pd si muove intorno ad un concetto di questo tipo: il partito che prende un voto in più nella coalizione si prende tutto: consiglieri del listino, presidente, Assessori, Direttori Generali, vertici di tutte le

La sede della Regione Basilicata

Istituzioni possibili e immaginabili”. Anche nel centrodestra le acque non sono poi così tranquille. Da subito, i consiglieri regionali centristi Roberto Falotico e Franco Mollica, che hanno appoggiato il candidato governatore del Pdl, Nicola Pagliuca, si sono distaccati dal resto dell’opposizione, votando alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Folino (Pd), anziché Franco Mattia (Fi-Pdl). Ma è nel partito di Berlusconi che sta montando una diatriba che intenderebbe mettere in dubbio l’esito elettorale. Sergio Lapenna, primo dei non eletti, ha presentato un esposto alla Regione e alla magistratura per denunciare la presunta ineleggibilità di Mariano Pici (primo degli eletti). Si attende il verdetto della magistratura e della giunta per l’elezione prima di mettere la parola fine sulle passate elezioni, anche perché, nell’ultimo giorno utile per presentare ricorso, in tribunale è giunto anche un esposto di Giuseppe Mariani che, sulla carta, è il terzo dei non eletti sempre nella lista del Pdl, con cui chiede il riconteggio delle preferenze, che a suo dire, gli consentirebbe di diventare il primo dei non eletti. Insomma una “guerra” tutta interna che rischia di rendere ancora più incandescente il clima all’interno del partito del premier. Alessandro Boccia

regioni/Molise

Regna l’incertezza

I

ncertezza è l’unica parola paradossalmente certa nel panorama politico del Molise. A pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale di Campobasso il Presidente dell’ente D’Ascanio è ancora dimissionario, e il centrosinistra ha tempo fino al 30 maggio per ricompattarsi intorno a lui e portare a fine mandato una delle legislature più travagliate. Uno scenario che rischia di essere anche più confuso se ci si proietta a fine 2011, quando il Molise sarà l’unica regione d’Italia a votare per il rinnovo del Consiglio e del governo regionale. Quello che fino a poche settimane fa sembrava inamovibile, infatti, è diventato improvvisamente insicuro. Il Presidente della regione Iorio sembrava invincibile, e il Pdl del Molise una corazzata capace di vincere nel 90 % degli enti chiamati al voto negli ultimi anni. Una coalizione che negli anni ha imbarcato decine di transfughi da un centrosinistra ridotto a percentuali al di sotto del 10 %, eccezion fatta per l’Italia dei Valori del molisano Di Pietro, che veleggia poco oltre il 30. Lo scenario politico però rischia di mutare in modo imprevisto. Complice l’aggravarsi della crisi internazionale, che sta agendo sul Molise come una specie di falange macedone. Da una parte, infatti, sta cominciando a deflagrare con decine di aziende in crisi, agricoltura allo stremo ed edilizia in forte calo, e dall’altro non permette al governo nazionale di aiutare Iorio nel cammino di rientro dal debito del sistema sanitario regionale. Iorio dovrà annunciare ai molisani nuove tasse, il secondo aumento in tre anni. Roba da brividi per chiunque governi una comunità, elemento capace di far crollare quella fiducia e quel senso di sicurezza che sembravano spariti dal volto di Iorio appena uscito dall’ultima riunione romana con il governo proprio sulla sanità. Il governatore molisano si trova improvvisamente in un vicolo cieco, e gli eventi non giocano a suo favore. Dall’altra parte, il centrosinistra ha forse l’opportunità irripetibile di mettere a frutto questa insperata difficoltà del centrodestra, ma

occorre ancora molto. Anzitutto, ritrovare la compattezza, superando più che le divisioni i personalismi tra esponenti del Pd e dell’Idv. Quindi, individuare il leader, il candidato vincente, colui che deve farsi carico della sintesi politica e della proposta alternativa. L’aria sembra cambiata nel Pd, dove persino il Presidente del partito Ruta sembra intenzionato a mettere da parte i rancori verso Di Pietro. Si fiuta la grande occasione, meno male; l’assenza di un’alternativa finora in Molise ha pericolosamente sbilanciato l’ago della gestione politica verso l’occupazione tentacolare del potere. Il primo banco di prova è proprio la Provincia di Campobasso. Mancano pochi mesi al voto, e a Palazzo Magno in questi cinque anni nel centrosinistra è successo di tutto. Persino che l’allora segretario regionale del Pd, Annamaria Macchiarola, da consigliere provinciale guidasse la ricerca della sfiducia per D’Ascanio, esponente dello stesso Pd. Alla fine la Provincia è diventata praticamente un monocolore Idv, e i toni sembravano irrimediabilmente votati all’insulto e alla rottura. Ma, complici le sonore sconfitte elettorali e i diktat arrivati da Roma, che minacciavano il commissariamento dei partiti, ora la coalizione sembra voler ritrovare dialogo e compattezza. D’altronde, un primo segnale negativo per Iorio era arrivato negli ultimi tempi proprio dalla Provincia. Iorio aveva avvicinato vari esponenti della maggioranza, credeva di aver in pugno la situazione con un nugolo di persone pronte a saltare lo steccato ideologico tra i due schieramenti e far cadere la Provincia. Per il momento non c’è riuscito, e il centrosinistra ha tempo fino al 30 maggio per dargli torto, offrendo a D’Ascanio una maggioranza capace di lanciare un segnale forte di coesione in vista delle regionali. Che sia arrivato il momento di pensare al dopo Iorio? Probabilmente a questo più che il centrosinistra ci starà pensando una parte del Pdl, legato ad alcuni assessori stanchi soprattutto della seconda parte del ticket che da anni accompagna Michele Iorio.


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22 maggio 2010

industria/La Fiat è il fiore all’occhiello della produttività lucana

A Melfi 5 milioni di auto U

claps/Arrestato a Londra il sospettato numero 1

Restivo dentro L

a svolta tanto attesa alla fine c’è stata. L’unico indagato dell’omicidio di Elisa Claps, Danilo Restivo, è stato arrestato, non però nell’ambito dell’inchiesta sulla studentessa potentina, ma in relazione alla morte di Heather Barnett, la sarta 48enne, sua vicina di casa, uccisa nel 2002 e mutilata a Bournemouth. A stabilirlo i magistrati inglesi sulla scorta delle prove raccolte dalla polizia del Dorset che mercoledì lo aveva fermato. La sensazione che si fosse sul punto di una svolta cruciale era peraltro abbastanza chiara. Per i detective britannici, infatti, sarebbe stato un vero smacco dover rilasciare Restivo per la terza volta. In questo senso, alcune fonti vedono in questa repentina accelerazione della vicenda la volonta’ delle autorita’ locali di agire prima dei colleghi italiani, in modo da evitare l’estradizione del loro sospettato numero uno, che, su mandato della procura di Salerno che sta indagando sulla morte di Elisa, è stato sottoposto ad un prelievo di dna. E a proposito di dna, da Salerno si è appreso che la perizia autoptica eseguita sul cadavere della Claps ha confermato che la salma ritrovata a marzo appartiene effettivamente alla ragazza scomparsa nel ‘93, ma non ha portato al rinvenimento di alcuna traccia genetica estranea a quella della giovane. Il responso del professore Francesco Introna, secretato dalla Procura di Salerno, inizialmente per un mese, e poi per altri venti giorni a partire dal 9 maggio, è stato possibile grazie all’esame di un osso e in seguito ad un confronto del dna fornito dalla famiglia Claps. Il codice genetico di Restivo, non appena sarà stato fornito agli inquirenti della procura di Sa-

lerno, verrà confrontato con gli esiti della perizia autoptica e con gli esami di laboratorio su altri reperti rinvenuti nel sottotetto della chiesa e nei locali attigui. Intanto, per la prima volta, Antonio Claps ha parlato della vicenda di sua figlia e dell’inchiesta: “Io non credo più nella giustizia. Il nostro è un Paese di pagliacci, di pagliacciate, barzellette’’. L’anziano padre, esprimendo la sua rabbia, ha annunciato che non andrà ai funerali di Elisa. “Resterò qui, a piangerla da solo”. Un altro attacco duro, rivolto però alla Chiesa potentina definita “manchevole, inadempiente, omertosa”, è arrivato invece dall’avvocato della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta, che ha inviato una lettera durissima al Papa e ha accusato l’arcivescovo, monsignor Agostino Superbo, di aver fornito una versione ‘’non credibile’’ del primo ritrovamento del cadavere da parte del viceparroco. Una versione che, invece, monsignor Superbo non ha mai cambiato, al punto da scegliere - alcuni giorni dopo il 17 marzo - di non tornare più sulla vicenda del ritrovamento del cadavere della ragazza fino a quando le indagini non si saranno concluse. Ma l’aspetto più inquietante della lettera dell’avvocato Scarpetta al Pontefice è quello che riguarda don Mimì Sabia, per decenni parroco della Santissima Trinità, morto il 10 marzo 2008: “Mi risulta difficile credere - ha scritto l’avvocato - che il parroco non fosse a conoscenza di alcunché”. La legale ha fatto anche riferimento a chi frequentava la canonica della chiesa, in particolare gli iscritti al centro Newman: anche per loro è “difficile” credere che nessuno sapesse. Alessandro Boccia

na Punto Evo 1.4 da 105 cavalli, 5 porte, di colore rosso. E la 5 milionesima vettura prodotta nello stabilimento SATA della Fiat di San Nicola di Melfi, una delle fabbriche di automobili più produttive del mondo. L’evento è stato festeggiato con una vera e propria cerimonia alla presenza delle autorità istituzionali regionali e provinciali, del presidente di Confindustria Basilicata, del vescovo della Diocesi di Melfi e del direttore dello stabilimento lucano. Ripercorrere le tappe principali del sito produttivo lucano dove oggi si realizzano i modelli Punto Evo, Grande Punto e Punto Classic, consente di apprezzare il ruolo da protagonista che il Gruppo Fiat ha giocato nell’evoluzione organizzativa della fabbrica in Europa. Tutto ha avuto inizio nel settembre del 1993 quando cominciarono ad uscire dalla linea di produzione di San Nicola di Melfi le prime Fiat Punto. I lavori di costruzione della fabbrica erano cominciati appena due anni prima. Il modello divenne subito un best-seller premiato dal pubblico e dalla critica internazionale in tutte le sue versioni: dalla prima Punto (che continuò ad essere prodotta fino al 1999) alla seconda serie (nata nel 1999 e ancora in vendita con il nome di “Punto Classic”); dalla Grande Punto che debuttò nel 2005 alla nuovissima Punto Evo nata nel settembre del 2009. Come dimenticare poi la Lancia Ypsilon - l’altro modello che ha contribuito in modo significativo allo storico traguardo dei 5 milioni di vetture prodotte a Melfi che ha totalizzato più di 870.000 unità

Alcuni operai del SATA con la prima e la cinquemilionesina auto prodotta

tra la prima serie (1995 - 2003) e la seconda (2002 - 2005). Da sottolineare che il 18 giugno 2009 lo stabilimento lucano ha ottenuto -prima fabbrica in Italia- la certificazione Silver Level del WCM (World Class Manufacturing), metodologia internazionale di organizzazione del ciclo produttivo. Il percorso di miglioramento del WCM prevede tre tappe intermedie -Bronze, Silver, Gold- prima del traguardo finale del World Class Level. Soddisfazione per l’ambito obiettivo è stata espressa dal governatore lucano De Filippo che ha definito “la produzione della cinquemilionesima auto uno straordinario traguardo non solo per la prima industria del Paese, ma anche

energia/Puglia in testa per le fonti alternative, ma le domande sono troppe

Vento e sole, che caos

foto today ®

appalti/Inchiesta sulla pubblicità stradale

Arresti a Lecce A

rresti choc a Lecce, per i personaggi che sono finiti ai domiciliari: Flavio Fasano, ex potentissimo amico di Massimo D’Alema, che ospitava a casa sua quando il leader dei democratici era presidente del consiglio e veniva eletto nel collegio di Gallipoli, città di cui Fasano era sindaco, e Gino Siciliano, esponente storico della destra leccese. Compromesso storico in odore di corruzione, questa l’accusa che la procura di Lecce rivolge ai due, che però si difendono sostenendo di non aver mai commesso illeciti nella loro attività amministrativa. Fasano e Siciliano sono finiti nei guai per un appalto milionario relativo alla cartellonistica stradale. Quando Fasano era assessore alla Provincia di Lecce si fece promotore di un appalto per la rimozione dei cartelli stradali lungo le strade provinciali e la gestione dei nuovi spazi pubblicitari. L’appalto venne gestito attraverso una società pubblica, la Lupiae Servizi, di cui era presidente Siciliano. Un affare da 1,3 milioni di euro, affidato ad una cordata di aziende specializzate nel campo della promozione. Secondo la procura, l’appalto fu pilotato. Fasano e Siciliano, in altri termini, si sarebbero accordati per tenere il bando il

più possibile riservato e poi per farlo vincere alla cordata amica. A sostegno dell’accusa ci sarebbero alcune conversazioni telefoniche fra i due, intercettate nell’ambito di un’altra inchiesta, molto più vasta, riguardante la criminalità organizzata operante nel Salento ed in particolare nella zona di Gallipoli. Nell’ambito di queste intercettazioni sarebbe emerso l’interessamento di Fasano, avvocato di un indagato, per l’appalto relativo alla cartellonistica. Vennero disposte ulteriori indagini ed alla fine il pm Valeria Mignone ha optato per la richiesta di arresti domiciliari per i due, richiesta convalidata dal gip Andrea Lisi. Tuttavia non ci sarebbe traccia di tangenti, né di soldi transitati sui conti correnti dei due. Fasano, a quanto sembra, chiedeva solo di poter impegnare nei lavori necessari per la pubblicità stradale, suoi raccomandati. E lo stesso avrebbe fatto Siciliano. Proprio questo particolare ha fatto andare su tutte le furie l’ex presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, noto penalista leccese ed ex parlamentare, presidente della Commissione Moro, che ha parlato di provvedimenti esagerati da parte della magistratura leccese. Nell’inchiesta sono coinvolte altre 9 persone.

per la Basilicata e per tutti i lavoratori lucani che, con grande impegno, professionalità e non senza sacrifici, sono riusciti a mantenere alti i livelli di produttività”. Entusiasmo è stato espresso anche dai sindacati, per i quali si tratta di “ un avvenimento che premia il lavoro di tanti giovani che hanno vinto la scommessa di fare dello stabilimento lucano la punta più avanzata della produzione di autoveicoli in Europa” e secondo i quali “questo risultato è soprattutto di buon auspicio affinché a Melfi si continui a produrre per consentire al polo dell’auto di essere la locomotiva della ripresa economica e produttiva della Basilicata”. Alessandro Boccia

foto today ®

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caos sulle rinnovabili in Puglia. L’ultima tegola riguarda l’installazione dei parchi eolici off shore, ovvero di impianti eolici installati in mare. “Fabbriche di morte” che hanno fatto guadagnare al neo assessore all’ambiente Lorenzo Nicastro la maglia nera di Greenpeace. Infatti sul sito mondiale dell’organizzazione in difesa dell’ambiente Puglia e Florida sono sullo stesso piano nell’aggressione ai gabbiani sgozzati dalle pale eoliche con tanto di video dimostrativo. Ma sugli off shore è nato anche l’ennesimo contenzioso tra regione Puglia e governo Berlusconi. Con Palazzo Chigi che ha avocato a se la competenza sull’autorizzazione degli stessi impianti in mare. Decisione che ha innescato la protesta ufficiale dell’assessore Nicastro che ha inviato una nota al ministro Stefania Prestigiacomo. Nicastro chiede la valutazione di merito della regione, in particolare sui riflessi degli impianti su pesca e ambiente laddove gli stessi sorgano al largo delle coste pugliesi. Ed in effetti ci sono diverse richieste del genere sulle quali c’è già stato il parere positivo del governo (100 pale a Manfredonia, 50 a Chieuti). Ma off shore a parte a

preoccupare la regione è proprio l’intero capitolo delle rinnovabili (fotovoltaico, eolico e biomasse). Allo stato la Puglia rischia il collasso sull’energia verde. Se ne produce, infatti, troppa (il 100% dell’intero fabbisogno regionale), ma soprattutto s’è accumulata una pioggia di domande inevase per nuove installazioni. Moltissime rischiano di restare al palo innescando contenziosi giudiziari e proteste da parte degli operatori del settore. Sul piatto ci sono investimenti per miliardi di euro dal Gargano al Salento. Basti pensare che per installare un megawatt di eolico servono 1,5 milioni di euro e 3,5 per un fotovoltaico. L’escalation delle richieste, in effetti, è partita dal 2005 con l’allargamento delle maglie e delle agevolazioni sull’energia verde. Una serie di semplificazioni e di incentivi varati dalla prima giunta Vendola che hanno trasformato l’intero territorio regionale in El Dorado del business delle rinnovabili e promosso la Puglia indiscussa regina italiana nella produzione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici. La proliferazione di domande, però, ha mandato in tilt il sistema. Lo confermano le oltre 1000 richieste nel cassetto

di nuovi impianti per 31.373 megawatt di potenza. A fronte delle 70 autorizzazioni concesse negli ultimi cinque anni con 1556 megawatt di potenza a regime, non tutti entrati in funzione. Gli ambientalisti sono in rivolta per i danni lamentati a paesaggi e zone rurali e non vogliono altri pugni nell’occhio. I proponenti, invece, chiedono risposte agli assessorati allo sviluppo e all’ecologia, responsabili del doppio nulla osta previsto sulle rinnovabili. Al collasso, infine, gli uffici regionali che dovrebbero evadere l’inevaso autorizzatorio e attivare centinaia di conferenze dei servizi. Attualmente la media è di una cinquantina al mese che tuttavia non bastano a smaltire il pauroso arretrato. A complicare le cose, recentemente, è intervenuta in materia pure la Corte costituzionale che ha escluso la liberatoria dei comuni sugli impianti fino ad un megawatt, rimettendo alla regione i compiti sul via libera. La Corte, inoltre, ha introdotto la cancellazione delle limitazioni al fotovoltaico previsto nelle zone di pregio naturale. E come se non bastasse lo stesso assessorato all’ecologia ha rimesso pochi giorni fa alla regione la verifica e la concessione dei nulla osta agli impianti fotovoltaici inferiori al mezzo megawatt di potenza. Insomma una babele infinita di interessi contrapposti e difficoltà interpretative. Tanto che l’opposizione ha chiesto al governatore Vendola di riferire con urgenza in consiglio regionale. E la stessa giunta ha affrontato l’argomento in una delle prime sedute monotematiche rafforzando uffici e personale gli assessorati competenti. Chissà se basterà a sbrogliare l’intricata matassa. Francesco Iato


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22 maggio 2010

toronto/La vicenda di Maria Barbella a teatro

Una storia lucana U

Ferrandina (Mt)

il personaggio/Una ragazza di Ferrandina

La follia di Maria C

hi era Maria Barbella? In pochi al di fuori della Basilicata conoscono la tragica storia di questa sfortunata ragazza, emigrata con la famiglia da Ferrandina, in provincia di Matera, a Mulberry Bend, New York, nel 1892. Dopo aver vissuto qui per circa un anno, Maria Barbella incontrò un giovane anch’egli di origini lucane, Domenico Cataldo, di Chiaromonte. Lei lavorava in una sartoria ed ogni giorno passava davanti alla sedia di un lustrascarpe, Cataldo appunto, che ne approfittava sempre per attaccar bottone e corteggiarla. Il corteggiamento durò un po’, ma alla ragazza non dava per niente fastidio. D’altronde Domenico Cataldo era un ragazzo ben curato, veniva dalla stessa regione italiana, era scapolo, aveva un lavoro che gli rendeva bene e aveva voglia di metter su famiglia con una brava ragazza delle sue parti. Cominciarono a vedersi di nascosto ed il padre protettivo di Maria, scoperto il tutto, le vietò di continuare la storia. Cataldo non si rassegnò, continuò a corteggiarla e finalmente, forse anche vista l’insistenza e le promesse di matrimonio, la ragazza si fece convincere e si lasciò andare. Si dice che lui la drogò con una bevanda acquistata e poi abusò di lei. Da quel momento in poi lui cambiò radicalmente. Divenne scontroso e non voleva più sentir parlare di matrimonio. Anzi, dopo le incessanti pressioni da parte di lei, Domenico Cataldo ammise di avere moglie e figli in Italia, dove ormai aveva deciso di tornare a breve. Anche la madre di Maria cercò di intervenire nella vicenda chiedendo a Ca-

taldo di sposare la figlia, ma lui non volle sentir ragioni, a meno che non gli si pagasse 200 dollari. E così, il 26 aprile 1895, la ragazza lo raggiunse in un bar dove stava giocando a carte, chiedendogli ancora una volta, minacciosa, di sposarla. Lui rispose con un “Solo un porco ti sposerebbe”, frase che mandò su tutte le furie Maria Barbella che, estraendo un coltello dallo scialle, lo usò per ferirlo a morte alla gola. Dopo l’arresto fu mandata per due mesi presso le durissime carceri di New York, “Le Tombs”, dove fu processata diventando la prima donna ad essere condannata alla sedia elettrica negli Stati Uniti. Dopo la sentenza di morte, quindi, fu trasferita presso il carcere di Sing Sing. Da questo momento la vicenda di Maria Barbella si intreccia con quella di Cora Slocomb, statunitense che aveva sposato il nobile friulano Detalmo di Brazzà e che si era trasferita in Italia. Nonostante tutto, la nobildonna, che si batteva per i diritti dei poveri e dei diseredati, venne a conoscenza della storia della ragazza lucana e la prese talmente a cuore che tornò a New York per aiutarla. Dopo tante peripezie e con l’aiuto gratuito dei tre avvocati più importanti della città, riuscì ad ottenere il processo d’appello, che durò 24 giorni. La giuria questa volta si pronunciò per la non colpevolezza perché la donna non era capace di intendere e di volere a causa degli abusi ricevuti da Domenico Cataldo. Maria Barbella cominciò così una nuova vita. Si sposò (anche se poi il marito la abbandonò scappando in Italia), ebbe un figlio e dal 1902 non si sono più avute sue notizie.

musica/Ad agosto torna il Festival di Orsara (Fg)

A scuola di jazz

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Billy Harper

già in moto la macchina organizzativa dell’Orsara Musica Jazz Festival, rassegna che dal 3 all’8 agosto vivrà la sua 21esima edizione. Sono ora aperte le iscrizioni ai seminari di musica jazz che si terranno nei giorni della manifestazione. Per informazioni su costi e modalità di partecipazione si può consultare il sito ufficiale dell’evento, www.orsaramusica.it. Lezioni e masterclass saranno tenuti da

Billy Harper, David Weiss, Lucio Ferrara, Silvia Donati, Greg Burk, Marco Panascia e Luca Santaniello. Orsara Musica Jazz Festival è la rassegna jazz più longeva della Puglia. Dal 1990 propone concerti, seminari, attività divulgative, conferenze e interazioni fra differenti espressioni artistiche. La manifestazione si caratterizza come luogo di pratica musicale e riflessione sull’improvvisazione e i seminari sono tra i suoi punti di forza. Il Festival punta infatti ad arricchire le proprie attività offrendo attività complementari alla fruizione passiva degli eventi attraverso attività seminariali residenziali che raccolgono docenti ed allievi dall’Italia e dall’estero. I corsi attivati quest’anno riguardano Sax, Tromba, Chitarra, Contrabbasso, Batteria, Piano, Canto, World Air Training e rappresentano una straordinaria occasione per entrare nel mondo del Jazz attraverso la guida di personalità che ne hanno fatto la storia. Fatta anche di numeri: il palco di Largo S.Michele ha ospitato circa 1.000 artisti che si sono esibiti davanti a 300mila spettatori per oltre 1.800 ore di concerti, coinvolgendo musicisti e visitatori da oltre 50 paesi del mondo.

na vicenda poco conosciuta al di fuori della Basilicata sarà al centro di una serie di eventi nella GTA il prossimo weekend. Si tratta della triste storia di Maria Barbella, ragazza emigrata con la famiglia da Ferrandina (Matera) negli Stati Uniti e diventata la prima donna ad essere condannata alla pena di morte nel nuovo mondo. La conferenza itinerante “Italiani fuori – tra sogni e speranze” organizzata da Francesco Montefinese e l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto, vedrà la partecipazione del Console Generale d’Italia Dott. Gianni Bardini oltre agli interventi di Martin Stiglio, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Manny Di Lecce, Presidente del Basilicata Cultural Society of Canada e Francesco Veronesi, Responsabile di redazione del Corriere Canadese. Nella prima serata di appuntamenti, giovedì 27 maggio, verrà presentato il libro “La signora di Sing Sing” di Idana Pucci ed il lavoro teatrale, liberamente ispirato dallo stesso libro, “Maria Barbella – dal braccio della morte alla vita”, realizzato dalla compagnia teatrale “Senza Teatro” di Ferrandina, scritto ed interpretato da Davide Di Prima, Adriano Nubile, Francesco Evangelista e Marianna Regina. Il lavoro di Idana Pucci, basato su fonti d’epoca, ripropone un’appassionante vicenda di fine Ottocento che conserva intatta la sua pregnanza sia per la storia dell’immigrazione verso i paesi ricchi dell’Occidente sia – e soprattutto – per le battaglie civili e legali ancora oggi condotte contro la pena di morte. E la stessa suspense ed emozioni

che provoca la lettura del libro, si potranno rivivere in presa diretta sabato 29 alle 6:30pm con la rappresentazione teatrale presso l’Holy Cross Catholic Academy di Woodbridge, al 7501 di Martin Grove Road. L’opera della compagnia teatrale lucana fa letteralmente rivivere l’odissea della giovane tra il suo paese d’origine e gli Stati Uniti d’America. Il programma si concluderà domenica 30 maggio con un incontro presso la sede del Basilicata Cultural Society al 28 Roytec Road, Suite 15, a Woodbridge. In questa maniera, secondo gli organizzatori, si intende manifestare un tributo ed un segnale di considerazione ai lucani e agli italiani che con orgoglio, passione e laboriosità, lontani dal proprio paese, hanno continuato a mantenere alto il livello dell’ italianità.

Export di lusso i chiama “Progetto Logistica agroalimentare” ed è nato con la finalità di sostenere ed aumentare le esportazioni delle piccole e medie imprese italiane operanti nel settore agroalimentare. A tale proposito, la Puglia ha fatto da sfondo ad una ‘mission’ da parte delle Grandi Catene Distributive Organizzate statunitensi che hanno incontrato le piccole e medie aziende italiane, preventivamente selezionate sulla base dei loro profili tecnici, nell’ottica di avviare nuove e durature collaborazioni commerciali. Cinque giornate, in giro per le più belle e caratteristiche località pugliesi, tra aziende, masserie, cantine, castelli e ville, tra cui Masseria Torre Coccaro e Masseria Maizza nel Brindisino, Villa Romanazzi nel Barese e pastifici, caseifici ed altre location tra Martina Franca, Conversano e Barletta. “Grandi volumi, qualità costante e certezza di arrivo del prodotto”: sono questi, a detta del dr. Giuseppe Lamacchia, direttore dell’ICE di Bari – Istituto per il Commercio Estero – gli obiettivi di tale progetto. Obiettivi molto ambiziosi, attraverso cui si punta ad organizzare l’offerta italiana dei prodotti di alta qualità perché possano accedere ai circuiti più importanti della grande distribuzione organizzata americana che usa lo strumento del “private label” per la commercializzazione dei prodotti di grande livello qualitativo provenienti dal nostro Paese. L’iniziativa ha visto la partecipazione di 30 aziende provenienti da quattro regioni

-Puglia, Sicilia, Toscana, Friuli- che rappresentano un primo gruppo di imprese che ha proposto una gamma variegata di produzioni tipiche del “made in Italy”: quelle che la Grande Distribuzione americana cerca, puntando all’alta qualità, alla garanzia dell’origine, ma anche alla continuità ed alla costanza dei volumi. Di particolare interesse si sono rivelati i cosiddetti “incontri Business to business” tra aziende americane ed aziende pugliesi ed italiane in generale per approfondire la reciproca conoscenza e degustare i prodotti. Una sorta di “confronto tecnico” tra i produttori e gli operatori specializzati nei settori della logistica e delle certificazioni di qualità, volto ad analizzare le principali criticità che le imprese italiane devono superare nell’esportazione verso gli USA. In questo contesto, si inserisce l’ICE che rappresenta il braccio operativo del Ministero dello Sviluppo Economico, la cui missione principale è l’’internazionalizzazione delle aziende. Il progetto logistica agroalimentare, dunque, rappresenta un elemento qualificante, in quanto va al di là della classica offerta della promozione e cerca di avvicinare l’offerta spesso caratterizzata da una molteplicità di aziende che diversamente non sarebbero in grado di dialogare e di rifornire questi gruppi della grande distribuzione statunitense che hanno bisogno di grandi volumi, qualità costante e certezza di arrivo del prodotto. Pamela Spinelli

‘SERATA INSIEME’ BASILICATA

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ontinua l’apprezzabile lavoro dell’AGIC – Associazione Giovani Italo Canadesi – con la serie di serate in onore di una regione italiana. Le ‘Serate Insieme’, così denominate, hanno cadenza mensile e vengono organizzate dall’associazione giovanile per poter scambiarsi idee e migliorare o imparare - il proprio italiano. Il tutto, scoprendo ogni volta una zona d’Italia. Dopo il successo della ‘Serata Insieme’ dedicata alla Puglia nel marzo scorso e ad altre regioni nei mesi precedenti e ad aprile, l’AGIC presenta la serata dedicata alla Basilicata che si svolgerà mercoledì 26 maggio a partire dalle 7:30pm. Luogo d’incontro per stare in compagnia, conoscere nuovi amici davanti ad una pizza, una bibita o un dessert, è sempre il ristorante Vecchio Frak a Little Italy, più precisamente al 690 di College

Le previsioni della raccolta del grano per l’annata del 2010 non sono delle migliori. Tutta colpa del tempo instabile che ha portato troppe piogge nei mesi invernali. E se il caldo dovesse scoppiare all’improvviso sarà anche peggio. Si rischia di avere il cosiddetto grano slavato. Preoccupati i coltivatori foggiani.

matera, scuola di design

agroalimentari/Un progetto a Brindisi

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notizie in brevE foggia, grano in pericolo

Street. L’AGIC invita tutta la comunità a partecipare per passare un po’ di tempo in allegria e cerca di coinvolgere soprattutto i più giovani a prendere parte a questo evento sempre più in crescita. Inoltre, durante la ‘Serata Insieme’ dedicata alla Basilicata, ci sarà un annuncio importante riguardo uno spettacolo teatrale a Toronto nel weekend, per il quale si potranno anche acquistare biglietti in loco. Insomma, un’occasione diversa e divertente per passare una serata di mezza settimana dopo lo stress del lavoro insieme ad un gruppo di amici, ragazzi simpatici, allegri ed innamorati della propria terra d’origine. Tra i presenti si possono trovare italiani di seconda e terza generazione, ma anche giovani emigranti direttamente dall’Italia con cui si potrà discorrere in italiano. Il tutto per apprezzare ancora di più la nostra italianità.

Le previsioni della raccolta del grano per l’annata del 2010 non sono delle migliori. Tutta colpa del tempo instabile che ha portato troppe piogge nei mesi invernali. E se il caldo dovesse scoppiare all’improvviso sarà anche peggio. Si rischia di avere il cosiddetto grano slavato. Preoccupati i coltivatori foggiani.

basilicata, soldi per la statale 18

Su proposta dell’assessore alle infrastrutture, la Giunta regionale della Basilicata ha assegnato al Comune di Maratea (Pz) un contributo di 15 mila euro per effettuare attività di controllo sulla strada statale 18 ‘Tirrena Inferiore’ nel tratto in località Rasi, interessato da frane.

tremiti e viggiano su francobollo

Sono rappresentate anche le Isole Tremiti e Viggiano (Pz) tra i francobolli delle località turistiche più importanti d’Italia che andranno in vendita dal 4 giugno. Le altre due sono Courmayeur in Valle d’Aosta e Todi in provincia di Perugia.

potenza, tornano i termosifoni

Considerato che in città la temperatura è ancora piuttosto bassa, il sindaco di Potenza ha emesso un’ordinanza per autorizzare la riaccensione degli impianti di riscaldamento nei condomini e negli uffici. Gli impianti potranno funzionare per tre ore al giorno fino a quando le condizioni atmosferiche non miglioreranno.

campobasso, nuovo palazzetto

A Campobasso domenica è stato inaugurato il “Palaunimol”, il palazzetto dello sport universitario. 2700 metri quadrati omologati per le gare federali di basket, pallavolo e calcetto, 350 posti a sedere e tre palestre di supporto. Il tutto alla vigilia dei giochi universitari italiani che per la prima volta si terranno in Molise.

frizzi per il premio barocco

Sarà ancora una volta Fabrizio Frizzi a condurre il Premio Barocco, che per l’edizione 2010 si prepara a tornare nel suo luogo d’origine, Gallipoli, dove la manifestazione è nata 41 anni fa. L’appuntamento è per il 7 Giugno dal Teatro Italia, in diretta su Rai Uno, in prima serata.

visita la puglia in bicicletta

Tanti i turisti stranieri, amanti delle due ruote, che arrivano in Puglia, pronti ad esplorarne ogni angolo, anche il più nascosto. Da Castel del Monte, alla Valle d’Itria al Salento, alla scoperta del paesaggio, delle masserie e dei borghi di cui la Puglia è costellata. E’ l’obiettivo della Southern Visions, una realtà nata dal sogno di un giovane ed intraprendente pugliese.


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22 maggio 2010

notizie in brevE polizia offesa via telefono

Manda “a quel paese” un agente della Polizia postale di Campobasso e si becca una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Un signore di Trento, che aveva chiamato i militari per lamentarsi di pubblicità ricevute da un gestore telefonico, ha perso la pazienza e li ha accusati di non aver risolto il suo problema.

incidente sul lavoro a brindisi

Il Direttore della Monteco, la ditta che gestisce il servizio di nettezza urbana a Brindisi, è rimasto ferito martedì cadendo nel capannone dell’azienda. E’ stato ricoverato all’ospedale Perrino per gravi contusioni. I sindacati puntano il dito contro la mancata sicurezza del capannone.

taranto, riaprono le statali

foto today ®

ecco la fiera del levante che brucia. due milioni di danni feste patronali/San Severo

Fuochi e fede L

a seconda domenica di maggio, a San Severo (nel foggiano) si festeggia la Madonna del Soccorso. Un rito antichissimo ma che, nell’ultimo trentennio, ha acquistato maggiore popolarità per via dei cosiddetti “fujenti” (letteralmente, coloro che corrono). Sono le centinaia di componenti delle dieci confraternite cittadine che onorano la Santa Patrona, accendendo le batterie di fuochi al passaggio della statua. Ma l’originalità della tradizione è la corsa dei fujenti che formano un lungo serpente umano che corre seguendo il ritmo delle batterie. I fuochi, infatti, hanno esplosioni di diversa entità, con pause, scoppi deboli che emettono un crescendo di rumori fino alla cosiddetta “scappata”, ossia, il botto finale. La statua lignea di colore scuro della Madonna del Soccorso, arrivò a San Severo nel 1564, portata dai monaci agostiniani provenienti dalla Sicilia. Ma soltanto tre secoli dopo la Madonna fu nominata Santa Patrona e le fu dedicata una festa (prima era riservata ai Santi Severo e Severino). La Vergine stringe nella mano destra alcune spighe di grano, un ramo d’olivo e un grappolo d’uva. Per questo è tutt’ora invocata come protettrice dei campi e ogni volta che vi è siccità, tempeste o altri pericoli per le coltivazioni. I festeggiamenti duravano una settimana e già allora si sparava in segno di saluto. Quegli spari, nel corso dei secoli, si sono evoluti in vere e proprie batterie che ogni rione allestisce cercando di superare, in quantità e rumori, i rioni avversari. Tanto che nell’ultimo giorno di festa c’è persino la premiazione del comitato che ha realizzato la batteria con il miglior ritmo. Per gli studiosi delle tradizioni popolari, il fujente è il simbolo della trasforma-

zione e dell’evoluzione della religiosità arcaica. Anche la religione, insomma, deve stare al passo coi tempi e le batterie rendono la festa del Soccorso accessibile anche ai più giovani che, attraverso la corsa, esprimono la loro devozione avvicinandosi alla festa patronale. Ogni anno si contano i feriti (fortunatamente mai gravi). Piccole ustioni, abiti bruciati e lesioni causate non tanto dai fuochi, quanto dalle cadute e dagli spintoni che si danno e si ricevono per poter correre. Ma la devozione per la Madonna si dimostra soprattutto nel coraggio di osare e di partecipare alla corsa collettiva, simbolo della fuga dalla morte e dal dolore. Si corre sotto lo sguardo materno della Madonna che, in sosta, ammira il gesto di devozione e di saluto dedicatoLe. La Madonna, infatti, portata in processione a spalla, “visita” tutti i quartieri e assiste allo spettacolo. Nonostante gli sforzi, è

processo ‘faida del gargano’

La procura antimafia di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Angelo Gioacchino Grilli, accusato di concorso nell’omicidio di Matteo Mangini, ucciso a Manfredonia il 2 settembre 2001. Secondo gli inquirenti l’omicidio maturò nella faida del Gargano per il controllo del mercato della droga.

Un momento della festa della Madonna del Soccorso

sempre stato inutile qualsiasi tentativo di sospendere la corsa o di ridurre l’intensità dei fuochi. Nel 2002 ci provò il locale commissariato di Polizia ma i devoti in-

Ma quando arriva l’estate?

Pescatori arrabbiati

escatori in subbuglio in tutta Italia per l’introduzione, dal primo giugno, di una rete da pesca a “maglia allargata” che dovrebbe eliminare il pesce da scarto, quello cioè da ributtare in mare. Protesta originale a Monopoli, con tanto di prova sul campo, o sul mare in questo caso. Nell’esperimento svolto lunedì, in cui sono state montate le reti vecchie su una barca e le reti nuove su un’altra, prima che partissero al largo per la pesca, si è notato che la prima ha riportato a riva 270 euro di pescato, con 44 Kg di scarto, mentre le nuove reti hanno prodotto 165 euro di pescato e 21 Kg di scarto. Una perdita di 200 euro a giornata per i pescatori, circa 20mila all’anno. Le istituzioni si riuniranno per prendere una decisione.

sorsero, tanto da bloccare l’uscita della Madonna dalla Chiesa. Senza i fuochi, la città non avrebbe reso il giusto omaggio alla sua Protettrice. Enza Calitri

maltempo/Spiagge aperte ma deserte per l’inconsueto freddo

pesca/Le nuove reti

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lima pazzo nel sud Italia. La primavera quasi non s’è vista. Ed alla vigilia dell’estate, sembra molto lontano anche il caldo. Sperando nel bel tempo, la Regione Puglia aveva fissato al 15 maggio l’apertura della stagione balneare. Gli altri anni, infatti, i lidi avevano aperto il primo giugno, ma molti si erano lamentati per aver perso 15 giorni di mare. Quest’anno, la Regione ha deciso di anticipare. Ma sabato e domenica scorsi, le spiagge erano vuote. Anche i lidi già attrezzati e con la biglietteria aperta hanno dovuto mantenere gli ombrelloni chiusi. Il tempo non è stato cle-

Ci vorranno dieci giorni per la riapertura della SP14 in provincia di Taranto, quella che collega l’agro di Castellaneta e Palagiano alla statale ionica e alle località balneari. Almeno un mese, invece, per la SP12, gravemente danneggiata dall’ultima alluvione in prossimità del famoso ponte sul fiume Lato.

mente. Non solo la pioggia, ma anche i venti da nord hanno fatto abbassare le temperature costringendo parecchia gente a tirare nuovamente fuori dagli armadi gli impermeabili, anziché indossare il costume da bagno. A Potenza ha fatto talmente freddo che l’amministrazione comunale ha autorizzato nuovamente l’accensione dei termosifoni nelle case e negli uffici pubblici. Nel capoluogo lucano, nell’ultimo week end, 15 e 16 maggio, si sono avuti anche 7 gradi, dieci-dodici in meno della media stagionale. Il problema del maltempo, in Pu-

glia, si è sovrapposto a quello non meno importante della scomparsa della sabbia. Mai come quest’anno le coste pugliesi hanno sofferto il problema dell’erosione, che si manifesta già da qualche anno. Le mareggiate sempre più forti dell’inverno trascorso hanno riscucchiato al largo la sabbia degli arenili, restringendo le spiagge. E così, soprattutto nel Salento, lidi che disponevano di quattro-cinque file di ombrelloni, sono riusciti a malapena ad alzarne due. Lo stesso fenomeno è stato registrato lungo la fascia jonica della Basilicata, nel metapontino. Ma mentre in Basilicata i comuni e la Regione non hanno avuto grandi difficoltà a recuperare la sabbia persa e a rimpinguare gli arenili, in Puglia la cosa non è stata possibile. La Regione, infatti, aveva individuato un vero e proprio giacimento di sabbia al largo di Brindisi ed aveva anche disposto che si potesse dragare e portare sulle spiagge bisognose. Senonchè gli enti territoriali brindisini si sono opposti per non danneggiare l’equilibrio naturalistico dei fondali marini e la sabbia è rimasta lì, in fondo al mare. Il problema, tuttavia, dovrà essere affrontato e risolto nel più breve tempo possibile. Di questo passo, infatti, la Puglia rischia di perdere le sue spiagge e il turismo subirebbe un colpo senza precedenti. Anche se, se ci fosse, basterebbe il sole a rallegrare gli operatori del settore. Ma il sole, quest’anno, purtroppo, non si vede ancora.

bari, presentata la nuova alfa

Ritorna la Giulietta, un simbolo dello stile automobilistico italiano. La nuova media sportiva è stata presentata ufficialmente al prefetto di Bari. Si prevede di venderne 40mila nel 2010 e si presenta come l’erede della 147, sfida definitiva a Bmw Serie 1 e Audi A3.

ritrovamento archeologico nel materano

Una gigantesca ed antica fornace del VII-VI secolo a.C.è stata spostata e trasportata per mezzo di una grossa autogru a Montescaglioso. Il reperto archeologico è stato trovato per caso durante alcuni lavoro. E’ da considerare alla stregua di un altoforno dei nostri giorni. Tempo un anno e potrà essere messa a disposizione dei visitatori.

taranto, neonato scomparso

Il giallo è sempre più fitto sulla scomparsa del neonato, trovato per caso da una donna in un cassonetto dei rifiuti nel centro cittadino di Taranto ed affidato ad uno sconosciuto. Sono passati due giorni dall’avvio delle indagini dei carabinieri, ma è come cercare un ago in un pagliaio, con i pochissimi elementi che si hanno a disposizione.

demolita una villa nel salento

A Casalabate è stata abbattuta una villetta abusiva estesa su una superficie di circa 100m quadrati, con tanto di giardino alberato, edificata sul mare, quindi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Sulla costa sono circa 70 le abitazioni abbattute.


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22 maggio 2010

serie a/Il Bari chiude bene

pro1/Verso i playout

Puglia contro Abruzzo

Una stagione da record

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omenica scorsa, con il 2-0 al San Nicola contro la Fiorentina, si è chiusa una stagione storica per il Bari, fatta di grandi soddisfazioni e record, come quello dei gol segnati, 49, che eguaglia il campionato ‘94/’95. E poi un decimo posto che nessuno si aspettava la scorsa estate, quando dopo la vicenda Barton i tifosi erano molto scettici sulla squadra allestita. “E’ stata una annata straordinaria. Per questo voglio ringraziare tutti. Volevamo salutare nella maniera migliore i nostri tifosi e ci siamo riusciti” - così si congeda Ventura. Matarrese parla invece del futuro: “A giorni diremo chi sarà il nuovo direttore sportivo. Carlo Osti è in cima alla lista dei papabili, ma nel caso troveremo comunque una persona che sia all’altezza della situazione”.

serie b/Festa rimandata

Lecce, che peccato! G

rande delusione venerdì sera al Via del Mare per i quasi 30.000 spettatori giunti per spingere il Lecce verso la Serie A. La squadra di De Canio ha giocato bene per quasi tutto l’incontro, andando anche in vantaggio e controllando la gara sino ad una decina di minuti dal termine. Poi il Cesena ha ribaltato il risultato. Ma lo champagne è stato conservato in frigo. I salentini hanno 5 punti di vantaggio, proprio sui romagnoli, a due gare dal termine e considerando che non hanno mai sbagliato due partite consecutive, i tifosi possono restare ottimisti. Vicenza-Lecce sarà trasmessa su Rai International domani mattina alle 9 di Toronto.

serie d gironi f - h Risultati 34a Giornata (F) Atl. Trivento-Miglianico N.D. Casoli-Morro d’Oro 3-5 Centobuchi-Civitanovese 2-1 Luco Canistro-E.Cascinare 2-0 L’Aquila-A.Val di Sangro 0-2 Real Montecchio-Chieti 1-2 Recanatese-O.Agnonese 3-1 R.Curi Angolana-Campobasso 1-0 Santegidiese-Bojano 2-0 Classifica Chieti 67 punti; Santegidiese, A.Val di Sangro 63; L’Aquila 61; Civitanovese 58; Atl.Trivento 57; Recanatese 51; O.Agnonese 50; Casoli 44; Campobasso 43; Miglianico, Bojano, R.C.Angolana 41; Luco Canistro 40; Morro d’Oro 39; Centobuchi 37; Elpidiense Cascinare 15; R.Montecchio 14. I VERDETTI Promossa: Chieti Retrocesse: E.Cascinare e Montecchio Playoff (gara unica): Santegidiese-Civitanovese; A.Val di Sangro-L’Aquila Spareggio Playout: Bojano-Angolana Playout: Centobuchi-Bojano/Angolana; Morro d’Oro-Luco Canistro. Risultati 38a Giornata (H) Angri-Turris 0-1 Bacoli Sibilla-Ischia 0-0 Bitonto-Grottaglie 1-1 Fasano-Casarano 2-5 F.&C.Benevento-Casertana 1-2 Francavilla Fontana-Pomigliano 3-1 Matera-Ostuni 3-1 Pianura-Francavilla sul Sinni 2-2 Sant’Antonio Abate-N.Mugnano 3-2 Riposo: Pisticci Classifica N.Mugnano 79 punti; Pianura 70; Casarano 69; F.&C. Benevento 63; Sant’Antonio Abate 60; Casertana 58; Pomigliano, Francavilla sul Sinni 55; Matera 49; Grottaglie 48; Turris 47; Ostuni 44; Angri 40; Bitonto e Bacoli Sibilla 37; Ischia 36; Pisticci 35; Francavilla Fontana 31; Fasano 23. I VERDETTI Promossa: Neapolis Mugnano Retrocesse: Francavilla Fontana e Fasano Playoff (gara unica): PianuraSant’Antonio Abate; Casarano-F.&C. Benevento Playout: Pisticci-Bitonto; Ischia-Bacoli

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Il “funerale” del Gallipoli Calcio

serie b/I salentini tornano in Prima Divisione dopo solo un anno di B

Gallipoli in ‘lutto’ per un’amara retrocessione I

l Gallipoli purtroppo da domenica pomeriggio è di nuovo in Prima Divisione. Lunedì i tifosi hanno inscenato un vero e proprio funerale con tanto di cori, lumini e manifesti funebri. “Dopo una lunga ed interminabile agonia – si legge in uno di essi – munito del solo conforto dei tifosi, è scomparso il Gallipoli Calcio. Ne danno il felice annuncio Daniele D’Odorico, l’on. Barba, il sindaco Dott. Venneri, l’ass. allo Sport Cacciari, la giunta ed il consiglio comunale tutto. Si dispensa da piante, fiori, palloni e promesse. Si accettano donazioni da destinare al risanamento delle casse comunali”. E’ stata una serata quasi surreale, sicuramente amara per tutta la città ed i tifosi che hanno pagato più di tutti questa situazione. Ma soltanto un anno fa, di questi tempi, Gallipoli era in festa. La gente era per strada a cantare, con le bandiere giallorosse, a festeggiare la storica promozione in Serie B. E troppa gente a fare promesse, lamentano i tifosi. Il vicesindaco diceva che il Gallipoli non avreb-

be mai giocato una partita fuori casa ed invece ne ha fatte 22. L’ex patron Barba prometteva l’Europa da un palco in piazza, per poi abbandonare la squadra nelle mani di D’Odorico che l’ha portata sul baratro del fallimento. Anche il sindaco aveva promesso un nuovo stadio, di cui non esiste nemmeno il progetto. Insomma, dicono i tifosi, con la retrocessione del Gallipoli è retrocessa tutta la città. Un vero peccato, perché il Gallo a metà campionato sembrava potesse salvarsi senza grossi problemi. Poi tutto è precipitato irrimediabilmente. Le due dimissioni di Giannini da allenatore, con l’ultima in maniera polemica rilasciando dichiarazioni sconcertanti sulla situazione interna alla società (“Non ci sono nemmeno i soldi per mangiare, dobbiamo pranzare a nostre spese in Autogrill” disse a suo tempo il Principe). Poi la protesta dei giocatori, senza stipendi per mesi e ridotti sul lastrico. Infine i problemi giudiziari di D’Odorico che, secondo l’accusa, avrebbe creato una vera e propria truffa per acquistare la società.

Quest’ultima situazione, in particolare, adesso interessa maggiormente i tifosi gallipolini. Infatti dopo la retrocessione in Prima divisione subìta sul campo, c’è il pericolo di una ulteriore nei Dilettanti, imposta dalla giustizia. Si chiude così l’avventura sportiva del Gallipoli in Serie B, nella maniera peggiore immaginabile. Le ultime due giornate di campionato non serviranno a nulla, ma bisognerà lo stesso timbrare il cartellino. Il Gallipoli è penultimo in classifica con 40 punti ed il Mantova, in zona playout, ne ha 46 grazie al pareggio in extremis a Crotone. Anche se i giallorossi riuscissero a raggiungere i lombardi, questi ultimi hanno già a loro favore la classifica avulsa degli scontri diretti. Chissà se l’estate porterà consiglio e soprattutto un nuovo proprietario, possibilmente serio ed intenzionato a far tornare a sognare la città salentina. Al momento la situazione sembra davvero drammatica, ma la speranza di tutti, a questo punto, è di vedere il Gallipoli in Prima Divisione lottare per tornare subito in Serie B.

Basket/Scudetto donne

volley/Cambio di città

ciclismo/Giro d’Italia

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La Taranto La Taranto Maglia rosa che ride che piange tra gli ulivi

l Taranto Cras Basket si conferma campione d’Italia. Secondo scudetto consecutivo nella pallacanestro femminile, terzo della storia. Ha vinto gara 5 di finale contro il Famila Schio ed il Palamazzola -gremito di pubblico- è letteralmente esploso. Si festeggia, per la prima volta tra le mura di casa, uno scudetto che sembrava già conquistato dopo il parziale di 2-0. Ma le avversarie del Famila Schio sono state capaci di rimontare e pareggiare. E’ stata, senza dubbio, la finale tra le migliori cestiste italiane: 64 a 52 il risultato, al termine di una partita tiratissima. Le ragazze del Cras, a metà del terzo quarto di gioco, sono riuscite ad ottenere fino a 20 punti di vantaggio, sul parziale di 42 a 22. Le avversarie della Famila, mai si sono perse d’animo, ribattendo e recuperando puntualmente punti, senza però riuscire a passare in vantaggio. Dopo il suono della sirena, pacifica invasione di campo dei tifosi, a conclusione di una stagione all’insegna della correttezza e della sportività. Abbracci e bandiere tricolori per tutti: per le ragazze, protagoniste di un sogno divenuto realtà, per l’allenatore Roberto Ricchini, per il presidente ed il suo vice. Prima la promozione in Serie A del Brindisi maschile, poi lo scudetto femminile del Taranto ed in estate le qualificazioni agli Europei a Bari con Bargnani e Belinelli: il basket è sempre più di moda – e seguito – in Puglia. Speriamo che il giocattolo non si rompa presto.

a Prisma Taranto si trasferisce a Castellana Grotte (Ba). “Sono deluso. Amareggiato. Non è che mi hanno lasciato solo, ma ho sempre fatto tutto da solo. Ora non ne potevo più. Quel tempo e quel denaro lo dedicherò alla mia azienda, che opera nel sociale. Evidentemente Taranto, ma non i tarantini, non merita la pallavolo che ho saputo offrire”. Tonio Bongiovanni, ormai ex patron della Prisma Volley è come sempre un vulcano e si sfoga in privato. “Certuni -noti guastatori- mi accusano di aver tradito. A costoro rispondo con il silenzio di chi ha la coscienza a posto, per aver dato senza chiedere. Altri -dopo avermi osteggiato- oggi mi elogiano pubblicamente: anche loro non meritano risposte, perchè se la stanno dando da soli”. Insomma Taranto non ha più la serie A di pallavolo maschile. Ed ora che non c’è più questo biglietto da visita, tutti se ne dolgono. Ma cosa hanno fatto per tenerlo? “Poco, o niente -dice Bongiovanni- se escludiamo la buona volontà dell’amministrazione provinciale, di alcuni sponsor, di alcuni organi di informazione, tra cui Telenorba, che con lealtà e professionalità eccelsa è stata media partner della Società. Per il resto solo indifferenza e critiche a buon mercato”. Finisce così l’avventura pallavolo. Finiscono i weekend che hanno visto pieni di tifosi prima il Palafiom, poi il Palawojtyla di Martina Franca e -infine- dopo lunghe battaglie che qualcuno ha già dimenticato, il Palamazzola.

l Giro d’Italia è passato in Puglia in settimana. La decima tappa, martedì, partita da Avellino, si è conclusa a Bitonto (Ba) dopo un percorso di 230 Km. La vittoria è andata allo statunitense Tyler Farrar. Mercoledì, poi, ripartenza da Lucera (Fg) ed arrivo a L’Aquila per la tappa più lunga dell’edizione 2010: ben 262 Km.

aerobica/A Conversano

I Mondiali in Puglia

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a mercoledì è in corso a Conversano (Ba) la World Series Competition di Ginnastica Aerobica, tappa della Coppa del Mondo di questa specialità sportiva. Nei giorni scorsi, al Pala San Giacomo, si sono tenute le prove di gara ed oggi sarà la volta delle qualificazioni che porteranno poi alle finali di domani. Un importantissimo riconoscimento per il movimento di ginnastica non solo locale, ma per tutto il centro-sud italiano. La manifestazione sportiva coinvolge quindici nazioni, compresa l’Italia: Australia, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Iran, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna e Ungheria. Soddisfatto Giuseppe Lenoci, presidente del comitato organizzatore, che parla di un evento unico ed importante.

layout. Tutto è successo all’ultima giornata: il Foggia si è arreso clamorosamente in casa contro la Spal per 3-0, mentre l’Andria è stata punita dalla classifica avulsa che ha premiato il Ravenna. Entrambe le squadre nostrane, comunque, partono coi favori del pronostico. Ed entrambe saranno impegnate contro due squadre abruzzesi. Il Foggia andrà a giocare la gara d’andata a Pescina, mentre l’Andria a Giulianova, domani. Ritorno a campi invertiti la settimana succesiva. I satanelli rossoneri hanno chiuso il campionato con 6 punti di vantaggio sul Pescina, mentre gli andriesi addirittura con 8 sul Giulianova, ultimo in classifica ma ai playout a causa della retrocessione a tavolino del Potenza. L’importante sarà non perdere. Infatti nei playoff e playout di Lega Pro non esiste la regola dei gol fuori casa: se il totale reti è pari dopo la gara di ritorno, prevale la squadra meglio classificata in regular season.

pro2/Noicattaro a Vibo

Brindisi e Barletta, sarà dura P

layoff. Per Brindisi e Barletta la strada verso la Prima Divisione non sarà facilmente percorribile. I brindisini si stanno preparando per affrontare in casa domani la Cisco Roma, mentre il Barletta sarà impegnato, sempre in casa, contro il Catanzaro. Laziali e calabresi hanno chiuso il campionato poco dietro la Juve Stabia promossa direttamente dal primo posto. Le nostre compagini, col quarto e quinto posto, hanno disputato una buona stagione, ma sono rimaste molto distaccate dal trio sopracitato. Nonostante tutto le due pugliesi sono tranquille e stanno preparando al meglio la doppia sfida. Playout. Nella lotta per non retrocedere nei Dilettanti, invece, è rimasto invischiato il Noicattaro, ritrovatosi tra l’altro con l’allenatore esonerato dopo l’ultima giornata di campionato. Ora, il nuovo tecnico, ha avuto pochissimi giorni per preparare queste due ultime gare che valgono una stagione. I nojani sono impegnati nella sfida contro la Vibonese, squadra di Vibo Valentia. La gara d’andata si svolgerà in Calabria ed il Noicattaro proverà almeno a non perdere. L’ambiente è ovviamente molto scosso dalle ultime vicende societarie, ma il vice presidente si dice sicuro che i ragazzi riusciranno a restare in Seconda Divisione. Anche per sbugiardare scettici e malpensanti.

PROMOZIONE

PUglIESE

PLAYOFF (gir. a) Semifinali S.Paolo Bari-Altamura 3-0 (and.: 1-1) Canosa-Rutiglianese 1-0 (and.: 0-2) Finale San Paolo Bari-Rutiglianese PLAYOUT (gir. a) Palese-Ruvo 6-0 (and.: 5-0) Polignano-Molfetta 1-2 (and.: 3-3) Retrocesse Ruvo e Polignano PLAYOFF (gir. b) Semifinali Maruggio-Squinzano 2-1 (and.: 1-0) Martina-Alberobello 4-0 (and.: 2-0) Finale Maruggio-Martina PLAYOUT (gir. b) Carosino-Putignano N.D. (and.: 3-0) Mesagne-Erchie 3-0 (and.: 0-1) Retrocesse Erchie e Putignano


SIN n.12 2010