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Sommario

Introduzione 3 Il Digitale è Politico qualche riflessione sull’Università 4 Disuguaglianze nella comunità studentesca a fronte dell’emergenza 8 Didattica digitale prima dell’emergenza 10 Didattica digitale durante l’emergenza 11 Lezioni 11 Esami 13 Lauree 15 Lauree triennali 15 Lauree magistrali 16 Discussione tesi 16 Graduation Day 17 Laboratori e seminari 17 Tirocini 19 Erasmus+ 20 Libri e biblioteche 22 Modalità alternative di ricerca 24 Idoneità linguistiche (SLAM) 25 OFA 26 Tasse 26 Borse di studio 27 Alfabetizzazione digitale del corpo docente 27 Rappresentanti degli studenti 28 Conclusione 29 Bibliografia 30 Contatti 31 2


Introduzione

Questo documento è stato redatto dalle e dai rappresentanti degli studenti e militanti di Sinistra Universitaria - UDU Statale, lista di rappresentanza all’interno dell’Università degli Studi di Milano. Siamo studentesse e studenti del più grande ateneo di Milano e della Lombardia, che ogni giorno si impegnano per un’Università più accessibile, pubblica e laica. Abbiamo per prime e primi subito i disagi causati dalle chiusure preventive delle Università di Lombardia e Veneto, per poi osservare l’aumento dei contagi del virus in tutto il Paese e la sua diffusione in tutto il mondo, che ha costretto quasi tutti gli enti universitari del pianeta a sospendere le lezioni frontali. In una situazione surreale, dove scontiamo anni di tagli sulla sanità e paghiamo la gretta ingordigia degli industriali che non chiudono le fabbriche nelle zone con più contagi, cerchiamo di ricostruire una normalità nello studio. Ci siamo tuttavia trovati di fronte ad una situazione fortemente compromessa da ripetuti mancati investimenti sulle infrastrutture informatiche di Ateneo, dall’impreparazione di molti docenti e la mancanza di supporto dell’Università. Fortunatamente abbiamo trovato anche diversi docenti pronti a venirci incontro, che non possiamo che ringraziare per la loro disponibilità. Allo stesso modo anche l’Università dopo un primo periodo di assestamento sembra avviarsi verso una sua “ordinarietà”. Lo spirito vuole essere, come sempre, quello di critica costruttiva. Come sindacato studentesco ci riconosciamo come portavoce di un soggetto che ha necessità spesso antitetiche rispetto alle Università, quindi la controparte studentesca. Ma per noi la realtà, specie in un momento di crisi, è un quadro tutto da dipingere, e ciò che studiamo la migliore tavolozza che ci possa essere fornita. Nel seguente documento cercheremo di analizzare nella maniera più completa e aggiornata possibile l’evoluzione della didattica 3


digitale nel nostro Ateneo, per capire gli errori, le migliorie e le modifiche possibili e pensare a un modello che possa diventare strutturale per il futuro, sia per fare fronte a simili emergenze nel tempo a venire, sia per avvicinarci, anche solo telematicamente, al grande progetto dell’istruzione universitaria disponibile per tutti, senza limitazioni fisiche, temporali ed economiche.

Il Digitale è Politico: qualche riflessione sull’Università

L’Università in Italia si è, negli ultimi 30 anni, organizzata goffamente per assecondare le velleità di cambiamento delle classi dirigenti italiane. L’attuale ripartizione dei fondi ministeriali avvantaggia gli atenei centro-settentrionali rispetto a quelli del Sud, favorendo una fuga di cervelli interna ben gradita da istituzioni e borghesia: mani e menti utilizzabili tanto come sottoproletariato quanto come nuova dirigenza sradicata dal territorio. La linea di divisione Nord-Sud si impone anche sul coinvolgimento nel Processo di Bologna: non si ferma alla Linea Gotica, ma non va neanche molto più in là. Chi oggi chiede l’abolizione del valore legale della laurea è rafforzato nella sua posizione da una maggiore integrazione del sistema dei grandi atenei nell’accademia europea rispetto a quella che possono vantare le “Università di serie B”1. In questo scenario di drammatica disuguaglianza tra i diversi atenei della penisola, è andata ad innestarsi l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di SARS-CoV-2. Le Università sono dovute correre ai ripari, cercando in ogni modo possibile di garantire una continuità didattica, ma anche si sono rivelate protagoniste nel pubblico attraverso la ricerca e la terza missione. L’ospedale Luigi Sacco di Milano, centro di eccellenza per il contrasto alle malattie infettive assieme allo Spallanzani di Roma, è dal 1974 anche Polo Universitario ospitante il corso di laurea in Medicina 1 Un esempio è la distribuzione di Università Europee nel territorio nazionale, fortemente sbilanciata verso il Centro-Nord.

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e Chirurgia, alcune Scuole di Specializzazione e i corsi di laurea triennale in infermieristica, tecnica della riabilitazione psichiatrica e logopedia per l’Università Statale di Milano. D’altra parte, il Politecnico di Milano attraverso i Dipartimenti di Scienze e Tecnologie Aerospaziali, di Energia, di Chimica Materiali e Ingegneria Chimica Giulio Natta sta attualmente producendo gel igienizzante che fornisce alle Aziende Socio Sanitarie Territoriali, assieme a mascherine filtranti. I temi della ricerca e della sanità sono dunque balzati al centro del discorso pubblico, focalizzandosi su un generale e ampiamente condiviso, quanto spesso ipocrita, biasimo delle politiche di riduzione della spesa sanitaria intraprese da tutti i governi che si sono succeduti, senza particolari distinzioni di colore politico. Per ciò che attiene maggiormente all’ambito universitario, tema all’ordine del giorno è il numero chiuso a Medicina che ha creato un impoverimento progressivo dell’offerta di medici. Valutazione e programmazione degli accessi sono egualmente figli di una volontà di controllo tutta liberale: nulla è fuori posto, nulla può essere fuori schema, tutto può essere catalogato, valutato e preorganizzato2. L’UDU ha sempre mostrato una posizione critica nei confronti dell’accesso programmato all’istruzione universitaria perché questo va spesso e volentieri traducendosi in una giustificazione per il sottofinanziamento statale, secondo la logica che vede l’istruzione come “servizio” offerto da un’universitàazienda a degli studenti-consumatori: questo tipo di lettura non coglie il potenziale trasformativo che ha l’università nella società ed è soprattutto figlia di scelte di politica economica che hanno remato contro ricerca e innovazione. L’imposizione del numero programmato per le lauree medicosanitarie aveva un corollario: la cancellazione dell’emergenza. Dato un numero ridotto e calcolato di medici che viene annualmente formato, ne consegue una riduzione fortissima della disponibilità di personale da impiegare in caso emergenziale - specie in vista 2

cfr. Stefan Collini, Speaking of Universities, Verso 2017.

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di un ricambio generazionale assente. La mancanza di medici ed il sostanziale disinvestimento tanto nelle lauree a ciclo unico quanto nelle scuole di specializzazione è emersa in tutta la sua drammaticità ad un paese che vorrebbe fare gli ospedali da campo, ma non ha nessuno da mandarci. È verosimile che una proposta di superamento del numero programmato nazionale per il corso di laurea di Medicina e chirurgia possa tornare all’ordine del giorno nel post-emergenza: come dovremmo valutarla? Il tema era già stato sollevato in maniera più elettoralistica che pragmatica dal precedente ministro Bussetti, ma rimase chiuso nel dimenticatoio. Ora il discorso si fa più pressante e lo stesso attuale ministro Manfredi ha ammesso una sua volontà a percorrere questa direzione. Una tale manovra non andrebbe ad aumentare il personale operativo nell’emergenza naturalmente, tuttavia potrebbe diventare parte di un piano di rifinanziamento più complessivo del sistema sanitario in cui il pubblico potrebbe fare la sua parte, conscio delle macerie che dovrà raccogliere dalla pandemia. È troppo presto per valutare la proposta, segnaliamo solo la necessità che possa far parte di una strategia più ampia visti i noti problemi che, nelle condizioni attuali, renderebbero un’apertura indiscriminata più dannosa che altro: le borse di specializzazione, così come i docenti e gli spazi per la didattica necessitano di un allargamento che vada di pari passo con quello del numero di studenti. Nell’impossibilità di erogare didattica in presenza, l’Università in Italia deve oggi affrontare l’elefante nella stanza della didattica: la digitalizzazione. Abbiamo buone ragioni per essere sospettosi davanti alle “novità”: la parcellizzazione della didattica, spinta all’omologazione dall’introduzione dei CFU, ha appiattito la dimensione personale dell’insegnamento e dell’apprendimento; il rapporto docentestudente si perde a favore della replicabilità assoluta della nozione, della necessità di valutare di continuo le prestazioni dell’uno e dell’altro. Tuttavia, non si è affermata in Italia una prassi comune legata alla didattica a distanza. I primi MOOC (Massive Online Open 6


Courses)3, introdotti più di dieci anni fa negli Stati Uniti, si erano rivelati un insuccesso dal punto di vista del completamento dei percorsi didattici4. Ciò ha smorzato gli entusiasmi rispetto ai MOOC anche dentro la Conferenza dei Rettori (CRUI), che nel 2018 aveva in un documento evidenziato come questi fossero da intendersi esclusivamente come integrativi rispetto alla didattica tradizionale5. Ad oggi sono poche le Università italiane che mettono a disposizione MOOC, tra queste i Politecnici di Torino e Milano. La Conferenza nel documento evidenziava la necessità di fare passi avanti nelle Learning Analytics, andando cioè a sfruttare i dati delle piattaforme universitarie per migliorare una cucitura su misura dello studente dell’apprendimento e per unire le sue prestazioni alle richieste del mondo del lavoro tramite strumenti come gli open badges. Su questo fronte l’Italia si muove molto in ritardo rispetto ad altri paesi europei, dove è anche più forte la consapevolezza studentesca sulle tematiche della privacy. Nell’Università di Ghent (Belgio Fiammingo), la rappresentanza studentesca informa le matricole dell’uso dei loro dati da parte dell’Ateneo, mostrando anche le distorsioni di tale sistema, come la valutazione non trasparente sulla base del controllo degli accessi alle piattaforme di Ateneo6. Viene da chiedersi perché quindi così tante resistenze rispetto a delle pratiche che complessivamente permetterebbero alle Università di acquisire un controllo maggiore su didattica e mondo del lavoro (aiutando a realizzare un “panopticon didattico”)? Una prima, non scontata risposta è che grosse fette del baronato universitario non hanno intenzione di fare passi avanti verso gli studenti-lavoratori, gli ospedalizzati o chiunque potrebbe non recarsi a fare lezione “in presenza”. Questo spiega la poca 3 Si tratta di corsi completi di determinati insegnamenti, erogati esclusivamente online 4 Visualizing patterns of student engagement and performance in MOOCs, Coffrin, Corrin, De Barba e Kennedy in “LAK ‘14: Proceedings of the Fourth International Conference on Learning Analytics And Knowledge”, 2014 5 Tecnologie Digitali per l’Apprendimento/Insegnamento (nel ciclo I Magnifici Incontri CRUI 2018), Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Udine 2018 6 Standpunt-Learning Analytics en Privacy, Gentse Studentenraad, 2019

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propensione di molti docenti ad erogare contenuti online ed a non informarsi attivamente verso il fornire materiali digitali per l’apprendimento. Prevediamo che la didattica digitale aprirà diverse discussioni nel breve periodo all’interno delle governance accademiche: da una parte la possibilità di differenziare l’offerta formativa proponendo “lauree di serie B” a costi di iscrizione ridotti (superando quindi il valore legale del titolo) sulla base della quantità di contenuto digitale erogato. Questo sarebbe in linea con il sogno di lauree brevi intercettato solo a metà dall’introduzione della 3+2. Dall’altra una nuova interpretazione dei corsi a numero programmato, riservando i corsi fisici a chi supera un test, lasciando ad accesso libero i contenuti digitali. L’UDU, nel suo XIII Congresso, ha ribadito la necessità di adottare degli strumenti di didattica digitale per agevolare lo studio per lavoratori ed altre categorie più fragili, ma si è categoricamente pronunciata contraria rispetto all’implementazione dei MOOC come sostitutivi della didattica in presenza e come palliativi al sottofinanziamento degli Atenei. Rispetto a ciò l’autonomia universitaria rappresenta ancora oggi un potenziale rischio per un pari trattamento degli studenti.

Disuguaglianze nella comunità studentesca a fronte dell’emergenza A questo punto occorre però chiederci: ha senso continuare a fare lezione in una situazione che di normale non ha nulla? Tantissimi colleghi e colleghe vivono nelle zone più colpite, l’ombra della malattia e della morte si allunga sulle nostre comunità. Concentrarsi è difficile, ancora di più grazie all’accresciuto rischio di rimanere fagocitati dai social, diventati ormai l’unica possibilità di interfacciarsi con il mondo esterno dalle nostre stanze: una possibilità che paghiamo in termini di concentrazione e attenzione. 8


Questa situazione, nonostante l’Università voglia procedere nel segno del business as usual, di normale ha ben poco. I problemi che affrontano gli studenti non sono legati solo alla contingenza della malattia, ma spaziano in differenti ordini di ragioni: la maggior parte di noi ha connessioni internet scadenti che costituiscono un impedimento materiale allo studio; alcuni hanno parenti malati che generano preoccupazioni e ansie; altri ancora possono trovarsi rinchiusi 24 ore su 24 in un appartamento di scarsa metratura e questo può generare una serie di problemi di concentrazione, di condivisione degli spazi, quando non disturbi mentali più marcati; la routine dello studio in biblioteca per molti è spezzata; una sola domanda ci sorge spontanea: possiamo davvero far finta di essere nella normalità? Ha senso quindi fare lezione? Non lo sappiamo. Non ci interessa appellarci ad un presunto senso di responsabilità, o fare finta che tutto vada come prima. Quello che percepiamo è la necessità di fare in modo che questa situazione porti gli svantaggi minori possibili alla comunità studentesca, perché all’uscita non ci sarà nessuna carezza. Pensiamo che questa occasione sia utile per fare un bilancio su cosa voglia dire didattica digitale nel concreto, cosa possa migliorare e come e perché il tema non debba scomparire ad emergenza terminata.

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Didattica digitale prima dell’emergenza La situazione legata alla didattica online dell’Università degli Studi di Milano nel periodo che antecede il blocco causato dal COVID-19 è da riferirsi principalmente alla Facoltà di Scienze e Tecnologie, più nello specifico al Dipartimento di Informatica. L’Unimi offre un servizio di video lezioni registrate dai professori durante le lezioni frontali in aula7. Per accedere al sito basta aver registrato le proprie credenziali di accesso Unimi tramite il servizio UniCloud8, le quali vanno rinnovate ogni anno da parte degli studenti per necessità di autenticazione. Chiaramente sono i professori a scegliere se registrare e poi caricare o meno le lezioni frontali in classe, ma tendenzialmente si possono trovare video lezioni per quasi tutte le materie. Naturalmente sono evidenti alcuni problemi derivati da questa modalità di didattica e questi dipendono da materia a materia e quindi dal tipo di lezione registrata. Per fare un esempio, la qualità audio-video dipende dall’anno in cui sono state registrate e caricate le lezioni sul sito e dal posizionamento della telecamera; sono presenti anche le lezioni di laboratorio, ma non sempre risultano attendibili visto che cambiano a seconda dei mezzi con cui lo studente è tenuto a lavorare (e quindi anche con le tecnologie che mette a disposizione l’Ateneo); non è possibile fare domande al professore e quindi interagire durante la lezione, tranne per quelle materie che propongono la diretta in tempo reale della lezione. Per far fronte a situazioni di ulteriore disagio, a seguito della chiusura forzata dell’Università, i professori del Dipartimento si sono organizzati per assicurare una serie di migliorie: i professori dei corsi di laboratorio e di alcuni corsi offrono tramite la registrazione schermo e tramite servizi come Microsoft Teams una 7 Reperibili al sito: https://vc.di.unimi.it/ 8 https://www.unimi.it/it/studiare/servizi-gli-studenti/servizi-tecnologici-e-online/servizi-unicloud, che corrispondono alle vecchie credenziali SILab

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lezione più approfondita sull’argomento trattato, provvista di una sezione chat dedicata all’interazione con lo studente (utilizzato principalmente per porre domande da parte degli studenti durante la lezione) e molti hanno registrato delle lezioni più inerenti al corso seguito dell’anno corrente.

Didattica digitale durante l’emergenza Questa sezione del documento vuole analizzare i principali organi che compongono la struttura della didattica digitale sviluppatasi durante la chiusura dell’Università. Dopo una presentazione di come l’Ateneo ha gestito e messo in pratica le diverse forme di digitalizzazione di questi servizi, vengono valutate positività e negatività delle azioni e proposte eventuali modifiche e migliorie al servizio.

Lezioni

Il primissimo problema che si è riscontrato con la chiusura dell’Università è stato quello delle lezioni, che erano già iniziate per moltissimi corsi dell’Ateneo. Le modalità di lezione online sono state varie e fortemente diversificate tra loro, portando sia a vari ritardi nella pubblicazione delle stesse, sia una confusione generale per gli studenti (e per i professori). Se molti professori si sono celermente attivati per iniziare subito una didattica a distanza, caricando presentazioni in Power Point sui loro siti Ariel (o facendoseli attivare, se non presenti prima), pubblicando diverse dispense e districandosi tra le molte applicazioni per proseguire le lezioni in streaming, questo non è stato sicuramente il percorso seguito da tutti. 11


La piattaforma Ariel, nei primi giorni la più utilizzata da professori e studenti, si è spesse volte bloccata per l’altissimo numero di utenza: problema non nuovo per tutti gli studenti dell’Ateneo, che si sono spesso trovati a vedere i servizi online bloccati per l’afflusso di utenti (vedasi tutte le volte che si cerca di iscriversi a un esame allo scoccare della mezzanotte). Nonostante il problema sia stato in parte risolto dal servizio di CTU dell’Ateneo, speriamo che questo non capiti anche quando l’utenza online sarà quella condizionata dalle necessità di iscrizione all’esame (che porta comunque a un alto numero di accessi). Dopo una prima fase di assestamento, durata comunque fin troppo tempo per essere accettabile (professori che si sono rifiutati di caricare le lezioni online o hanno iniziato settimane dopo la chiusura dell’Università non sono mancati, così come le lamentele rivolte ai rappresentanti degli studenti per via di questa situazione) in diversi casi, i professori si sono attrezzati per la pubblicazione delle registrazioni. I principali problemi riscontrati dagli studenti in questo momento non riguardano quindi più (o non solo più) l’assenza di contenuti, ma il suo contrario. Gli studenti lamentano che la quantità di materiale pubblicato sui siti Ariel sia in molti casi fin troppo prolifica da parte del professore. Così le lezioni pre registrate, dove il docente, non più limitato dalla didattica frontale, quindi dai leggeri ritardi, dalle interruzioni, dalle domande, registra una video lezione dove la quantità di informazioni fornite è molto maggiore rispetto a una normale lezione frontale, costringendo gli studenti a interrompere la lezione più volte per rielaborare i concetti elencati. Questo nuovo carico di informazioni intacca il sistema di CFU dichiarati per ogni esame. Il caricamento dei file ha, a sua volta, creato scompiglio soprattutto per la poca chiarezza dei professori. Alcuni hanno deciso di caricare file solo su Ariel, altri di caricare file metà su Ariel e 12


altri su Teams e altri di utilizzare solamente Teams per qualsiasi comunicazione. Abbiamo riscontrato molti problemi di accesso da parte degli studenti che non riuscivano a partecipare alla lezione a causa dei codici di accesso a Teams non perché fossero errati, ma piuttosto perché se si provava ad accedere da diversi dispositivi (come tablet, cellulari e pc) dava errore. Errore di facilitazione che per tutti noi ha, al contrario, creato più scompiglio di prima da tutti i punti di vista. Inoltre un altro problema che si è presto posto è stato quello relativo agli orari di lezione: molti professori hanno deciso di mantenere gli orari invariati alle lezioni normali creando sovrapposizioni anche online. Sono girate alcune comunicazioni da parte di alcuni professori riguardo a delle indicazioni di massima sulla durata e quantità delle lezioni online da fornire agli studenti. Dalle nostre ricerche tuttavia non risulta nessun comunicato pubblico in merito, né alcuna comunicazione inviata ai rappresentanti degli studenti: un regolamento relativo a questo tipo di lezioni, in relazione anche al tema degli studenti frequentanti e non frequentanti e in relazione allo stabilire il corretto numero di CFU per insegnamento sarebbe sicuramente utile per tutti, professori e studenti

Esami

Ad eccezione della Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali (SPES), la Statale utilizza generalmente un’organizzazione semestrale della didattica. La chiusura dell’Ateneo è quindi arrivata a sessione finita per la maggior parte degli studenti, ma non per quelli di Via Conservatorio che, avendo le lezioni organizzate im trimestri costituiscono un vero e proprio “tester” per gli esami online. L’Ateneo ha dapprima negato ogni possibilità di svolgere esami 13


scritti, chiedendo per quanto possibile di convertirli in esami orali (ricordiamo che nelle facoltà umanistiche e giuridiche la quasi totalità degli esami è orale) da sostenersi tramite Microsoft Teams. Questo purtroppo ha portato ad una situazione di forte incertezza tra i docenti sul da farsi; la maggior parte o ha svolto l’esame orale o l’ha rimandato in attesa di maggiori indicazioni. Una ristretta minoranza ha scelto di accettare ugualmente tracce scritte verbalizzando poi il voto come un esame orale. La situazione di incertezza si è acuita ancora di più nelle facoltà scientifiche, dove la somministrazione di esami orali è più difficile. Non è mancato chi ha colto l’occasione per rimandare sine die il proprio esame anche se questo era orale. Successivamente sono stati permessi gli scritti, concedendo ai docenti due modalità: “online su carta” e “e-proctoring”. La prima prevede che lo studente si colleghi in video (ragionevolmente tramite Teams) e, una volta assegnata la traccia, svolga il compito su un foglio di carta da casa. Successivamente lo studente dovrà scannerizzare (anche tramite telefono) il compito ed inviarlo via email al docente, che potrà così monitorare lo svolgimento. Il problema principale di questa modalità di implementazione è che non più di 20 persone possono svolgere l’esame, il che è di grande impedimento per i corsi di più di 50 persone. La seconda, che sarà avviata dal 16 Aprile 2020 in via di sperimentazione, prevede l’installazione di un software sul computer dello studente che limiti alcune funzioni di chat e navigazione in internet, consentendo di rispondere a dei questionari sulle piattaforme Mirror Esami o Moodle. Rispetto a questa modalità ci sono davvero troppi pochi elementi per fornire una valutazione chiara in questo momento, soprattutto perchè nel momento in cui questo documento giunge alla sua fase finale di elaborazione, questo servizio non è stato ancora attivato. 14


Ci è dispiaciuto vedere la chiusura dell’Ateneo rispetto a quella che pensiamo sarebbe potuta essere una vera innovazione della didattica, ovvero quella di permettere di svolgere alcuni esami sotto forma di papers, assegnando cioè una traccia ed una data di consegna, permettendo una risposta libera ed articolata (con la necessità di citare fonti, un utile esercizio per la scrittura della tesi). Molti nostri colleghi nel resto d’Europa utilizzano questa modalità di esame che secondo noi rispecchia la missione di investigazione e ricerca dell’Università, stimolando la ricerca di informazioni e risposte nuove. Rispetto a ciò si è persa un’occasione per portare linfa nuova in quella che rischia di essere solamente una consuetudine (l’esame) più che una verifica della capacità di applicare le conoscenze. Oltre ciò, l’e-Proctoring appare come uno strumento potenzialmente invasivo della nostra privacy, rispetto al quale sono garantite pochissime sicurezze nella gestione dei dati e della loro conservazione a posteriori.

Lauree >Lauree triennali

L’Università Statale ha sospeso a metà del mese di febbraio le sessioni di laurea, che sarebbero iniziate la settimana successiva per le Facoltà del settore scientifico e nell’arco di qualche settimana per le facoltà di Giurisprudenza e di Studi Umanistici. Le ipotesi sulla modalità dello svolgimento delle lauree sono state diverse nelle prime settimane; la migliore delle condizioni prevedeva la discussione di tesi del laureando in presenza solo con la commissione e massimo cinque persone in aula, a distanza di sicurezza. Si è deciso infine, visto l’aggravarsi della situazione, di consentire l’esame di laurea da remoto, sospendendo in alcune Facoltà la discussione. Il voto di laurea, per gli studenti che non discuteranno, sarà pubblicato sulla pagina Ariel del laureando a 15


partire dalla fine di marzo e durante il mese di aprile. La nostra lista di rappresentanza chiede che le tempistiche vengano ridotte, con la possibilità da parte delle segreterie didattiche interessate di comunicare l’esito alla fine della settimana della sessione di laurea: visto che la decisione avviene in quel frangente, le tempistiche d’attesa non ci sembrano giustificate. Questo permetterebbe ai laureandi triennalisti l’inserimento della data di laurea quanto prima all’interno del CV, dato che fino al giorno in cui non viene notificato allo studente la conferma della laurea questo non può dichiararsi laureato. L’obiettivo che ci poniamo è l’omogeneizzazione delle modalità delle sedute di laurea triennale tra tutte le Facoltà del nostro Ateneo, nei limiti delle differenti caratteristiche dei settori didattici.

>Lauree magistrali

Se per le lauree triennali si è deciso di sospendere quasi nella totalità dei corsi la discussione delle tesi, per le lauree magistrali è rimasta la sicurezza di discuterle in modalità telematica, tramite piattaforma Microsoft Teams. L’Università degli Studi di Milano lascia forte autonomia alle Facoltà, forse quasi eccessiva, considerati i ritardi nella comunicazione dei calendari di laurea e lo stato di apprensione degli studenti che esigevano delle risposte a domande a cui neanche chi come noi rappresentanti degli studenti sapeva rispondere. Sarebbe utile avere un regolamento di laurea unico, nel quale siano segnalate almeno le differenze esistenti tra i vari corsi di laurea, data anche la quantità di regolamenti presenti in rete sul sito di UniMi (che spesso forniscono informazioni discordanti).

> Discussione Tesi

Attualmente, la discussione della tesi in via telematica (per alcune lauree triennali e per tutte le magistrali, a ciclo unico o biennali) non permette la presenza di altri individui all’interno della “stanza telematica”, oltre alla commissione d’esame e al 16


candidato. In alcune università sul territorio nazionale è possibile la presenza di parenti del candidato in misura telematica. La nostra proposta è quella di poter avere garantita questa possibilità anche all’interno del nostro Ateneo, magari limitando la presenza ad un numero ristretto di parenti, anche solo ai genitori, che certamente non eguaglia una discussione di tesi in presenza, ma permetterebbe alle famiglie di partecipare al momento più rappresentativo del percorso accademico del candidato.

>Graduation day

Nelle ultime settimane, anche d’accordo con le altre rappresentanze studentesche, abbiamo proposto un Graduation Day: un giorno in cui, alla fine di questa emergenza, sulla quale è al momento impossibile fare pronostici, venisse celebrata una cerimonia che restituisse quella sacralità del momento di proclamazione dei laureati nella sessione di marzo. Ci teniamo particolarmente che questi ne abbiano la possibilità, specie i triennalisti che per alcune Facoltà non hanno avuto l’opportunità di discutere la propria tesi neppure in modalità telematica e che non hanno potuto gioire al momento della proclamazione insieme ad amici e parenti.

Laboratori e seminari

Le attività di didattica a distanza di e-learning sono state attivate, oltre che per le lezioni, anche per quelle attività integrative che figurano nei piani di studi di noi studenti sotto il nome di laboratori. La questione delle attività dei laboratori e dei seminari è stata però affrontata solo successivamente e questo ha creato una serie di disagi per molti studenti e studentesse. In prima battuta si è verificato un ritardo nell’erogazione degli stessi e, quindi, una compromissione della carriera degli studenti i quali, spaesati, in molti hanno preferito scegliere attività integrative differenti a quelle dei laboratori. I disagi maggiori li hanno subiti soprattutto gli studenti all’ultimo anno del loro ciclo di studi, i quali si sono trovati nell’incertezza di poter acquisire gli ultimi 3 17


CFU per il conseguimento della laurea. Non è positivo constatare che alla fine del mese di marzo ancora molti laboratori mancassero di siti didattici specifici attivati sulla piattaforma informatica di Ateneo Ariel e che l’Ateneo si sia preoccupato di assicurare una continuità didattica dei corsi a scapito di quella, pur importante e non secondaria, dei laboratori. Il problema principale riguarda dunque una necessità di chiarezza da parte dell’Ateneo e dei corsi di laurea a proposito di queste attività: mentre infatti alcuni laboratori hanno attivato il rispettivo sito didattico, altri non dispongono ancora del loro sito specifico, mettendo così in difficoltà tutti gli studenti che si erano precedentemente iscritti. La situazione non migliora se si volge lo sguardo a quei corsi di laurea che prevedono come attività integrative la possibile sostituzione dei laboratori con i seminari: anche per quanto riguarda questi ci si è trovati di fronte ad una mancanza di siti didattici specifici e di una chiarezza sullo svolgimento degli stessi. Questo evidente ritardo nell’erogazione dei laboratori sta già producendo un problema di calendarizzazione, perché molti docenti ancora non hanno provveduto a dare comunicazione di quale sarà la modalità di recupero delle lezioni perse. Per quei laboratori che sono stati attivati, la comunicazione della loro attivazione è stata data in forma personale, tendenzialmente via mail. Questo aspetto è positivo perché permette di arrivare al singolo studente interessato e garantisce una sicura efficacia nella risposta, tuttavia le pagine di molti corsi di laurea ancora mancano di un prospetto sull’attività didattica online dei laboratori. Questo dimostra una confusione nell’assetto di gestione dell’emergenza da parte dell’Ateneo che a volte pare centralizzare le decisioni ed altre volte preferisce delegare ai propri organi minori, mettendo spesso e volentieri in difficoltà questi ultimi. Il tutto si ripercuote naturalmente su studenti e studentesse i quali, sempre in balia di comunicazioni oscillanti, non sono riusciti a garantire una piena e completa continuità dell’attività didattica. 18


Riteniamo dunque che i problemi relativi all’erogazione dei laboratori e delle attività didattiche integrative non siano da circoscrivere alla loro essenza, quanto piuttosto alla gestione che l’Università ha loro riservato. Infatti, laddove si sondano le opinioni degli studenti di quei laboratori che sono stati attivati, esse sono generalmente positive: il motivo di ciò va visto nella specificità della didattica del laboratorio, partecipativa e interattiva, che presuppone un lavoro complementare tra docente e studente per raggiungere l’apprendimento, specificità che riescono a cogliere gli strumenti tecnologici a nostra disposizione. La compattezza dei numeri degli studenti iscritti per classe è infatti ben colta da diverse piattaforme utilizzate per svolgere didattica online che raggiungono le migliori prestazioni laddove sono utilizzate da uno scarso numero di utenti.

Tirocini

A seguito delle direttive ministeriali, i tirocini sono stati interrotti insieme a tutte le altre attività curriculari. Questo ha portato a delle ovvie conseguenze, come l’impossibilità di laurearsi nella prossima sessione di laurea (per coloro che hanno scelto di intraprendere il tirocinio al quinto anno); l’impossibilità di entrare in tesi nei tempi prestabiliti, sia per la tesi sperimentale che per la tesi compilativa. In particolare, per quanto riguarda la tesi sperimentale, la situazione si aggrava perché l’attività di ricerca richiesta dai relatori di tesi dovrà essere quotidiana e per la durata di un anno. Gli studenti che hanno aderito al progetto Erasmus +, per i quali la partenza è prevista a partire da ottobre 2020, nel caso non riuscissero a completare il periodo di tirocinio sarebbero impossibilitati a partire. La sospensione del tirocinio si affianca alla sospensione dei laboratori, perciò al rientro sarebbe impossibile recuperare tutte le ore perse di entrambi in contemporanea. 19


Coloro che si sono prenotati presso un ente dovranno aspettare che lo studente che li precede recuperi queste ore; ciò porterebbe inevitabilmente ad un ritardo, non solo di chi sta svolgendo il tirocinio, ma anche di chi lo dovrà svolgere successivamente. Proposte risolutive che possono aiutare ad alleviare od eliminare questi problemi sono i tirocini online: un docente di Facoltà viene incaricato di svolgere videolezioni in cui vengono spiegate le procedure essenziali da svolgere per il CdL. Sarebbe corretto che venissero caricate lezioni con una durata pari al quantitativo di ore perse e che le medesime fossero reperibili in qualsiasi momento, in modo tale da non intralciare le lezioni online. Notiamo, in prima battuta da parte dell’Ateneo una assenza di posizione sul tema, unita a una posizione sibillina del MIUR: il decreto dell’8 aprile 2020 pubblicato dal Ministero infatti parla di possibilità future di svolgimento dei tirocini online (soprattutto per le lauree professionalizzanti), ma non spiega nulla in merito.

Erasmus+

Gli studenti italiani che stanno effettuando un periodo di mobilità accademica all’estero hanno dovuto affrontare diverse difficoltà legate anche alla scarsa efficacia di comunicazione da parte degli atenei ospitanti e di provenienza. Per avere un quadro più ampio di come si sta evolvendo la situazione in Europa abbiamo chiesto agli studenti attualmente all’estero che si sono rivolti a noi per chiederci aiuto, di fornirci informazione riguardo al modo in cui la loro università ospitante prosegue con l’attività didattica. Notiamo che buona parte delle università in Europa ormai si è organizzata per proseguire con la didattica online, ma ci sono ancora eccezioni come ad esempio alcune università in Germania che stanno tardando nell’organizzarsi. Abbiamo addirittura registrato alcune università tedesche che invitavano gli “exchange-students” ad annullare il proprio programma di mobilità perché non è prevista un’attivazione della didattica online. 20


Tendenzialmente le università si stanno affidando alle proprie piattaforme come Moodle oppure utilizzano le piattaforme convenzionali come Microsoft e Google. Altre università invece hanno rimodulato i corsi in progetti di scrittura e ricerca per continuare con un approccio più pratico alla didattica. Nel complesso però stiamo osservando una forte disomogeneità nel modo in cui le università si stanno organizzando. Agli studenti Erasmus comunque è stata data la possibilità di interrompere il proprio programma di mobilità anche e soprattutto per evitare il rischio di perdere tutto il semestre. Viste le enormi difficoltà che molti studenti italiani all’estero stanno affrontando per riuscire in qualche modo a rientrare in Italia si sta osservando che alcune università permettono ai propri studenti di sostenere degli esami nella propria università di provenienza nonostante questi siano ancora iscritti nelle università dove stanno passando il periodo di mobilità. Per quanto questa idea possa sembrare aiutare gli studenti non può presentare una soluzione definitiva al problema e non sembra del tutto corretta e conforme ai regolamenti. Infine vogliamo ribadire l’importanza che agli studenti Erasmus venga posta massima attenzione e assistenza sia da parte della nostra università che da parte degli organi statali competenti. Molti studenti all’estero si sono trovati in grosse difficoltà e le informazioni che sono loro giunte sono spesso state confuse o poco chiare. Il Gruppo Esteri nazionale di UDU - Unione degli Universitari si è dovuto attivare per offrire assistenza agli studenti che altrimenti non sarebbero riusciti a trovare risposta presso le istituzioni. Per quanto riguarda l’attività didattica, è fondamentale che lo studente in Erasmus riceva tutto il supporto necessario e chiare indicazioni rispetto a come muoversi per proseguire nel proprio percorso accademico.

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Libri e biblioteche

La preparazione in vista degli appelli di esame e delle sedute di laurea rischia di essere compromessa irrimediabilmente a causa della scarsità, se non assenza, e della difficoltà di reperimento delle risorse didattiche necessarie in formato digitale. Gran parte della popolazione studentesca non ha materialmente a disposizione i testi indicati nei programmi d’esame o i materiali indispensabili per la stesura degli elaborati di laurea. Allo stato attuale, sui siti Ariel, da qualche settimana, sono disponibili informazioni, materiali didattici (documenti, diapositive, audio o video) e avvisi utili al proseguimento delle attività didattiche a distanza. Ricordiamo, inoltre, che in considerazione della situazione sanitaria nazionale, le biblioteche restano evidentemente chiuse; ciò nonostante, grazie al lavoro da remoto dei bibliotecari, rimangono accessibili le risorse digitali, e attive le sospensioni e le proroghe per i prestiti. Allo stato odierno, anche su nostra pressione, è in corso l’implementazione delle banche dati, soprattutto per le facoltà scientifiche e i relativi corsi. L’area in cui si evidenziano maggiori criticità è quella umanistica, in considerazione della minor disponibilità di volumi in formato digitale (e-book). Nonostante l’università auspichi a una riapertura delle biblioteche a breve termine, riteniamo che la situazione protratta di emergenza necessiti di misure celeri. Gli studenti devono poter reperire il materiale didattico loro necessario. Il diritto allo studio deve essere garantito e reso effettuale nel minor tempo possibile. Consideriamo, pertanto, le misure finora messe in atto solo un primo passo nella direzione del contenimento dell’emergenza. Ci è stato segnalato che alcuni docenti stanno sostituendo le lezioni con materiali didattici supplementari. Vogliamo a tal proposito ricordare che, come ha ribadito l’Università, non è considerata valida la didattica che non prevede un’interazione con il docente, tramite audio o video-lezioni. Con l’obiettivo primario di agevolare gli studenti e garantire loro 22


un diritto effettuale, allo studio, riteniamo necessario prendere altri provvedimenti e laddove possibile implementare le misure già in itinere. Nel merito, chiediamo che i materiali didattici siano resi disponibili su Ariel per tutta la durata del semestre in modo da consentire agli studenti di accedere a risorse che evidentemente sono fondamentali per la preparazione all’esame e in generale l’accesso alla cultura. I cataloghi digitali vanno ulteriormente potenziali, soprattutto in quei settori disciplinari in cui è assicurata minore copertura, come gli studi umanistici. Laddove possibile e a condizione che non siano recati ulteriori disagi agli studenti, riteniamo necessario ripensare la calendarizzazione degli esami e delle sedute di laurea in direzione di una loro posticipazione. Le difficoltà crescenti con cui si confrontano gli studenti nella loro preparazione didattica quotidiana devono essere prese in considerazione e devono essere affrontate con tutte le misure necessarie. Riteniamo altresì che la mole didattica prevista dai singoli corsi vada ripensata; i programmi, ove possibile, devono essere ridotti compatibilmente con i contenuti, gli obiettivi, e cfu assegnati, dai singoli insegnamenti. Oggi più che mai, l’Università ha il compito di agevolare la preparazione degli studenti e consentire per quanto possibile il proseguimento della loro carriera accademica. Riteniamo che l’accesso alla cultura vada garantito a tutti, e alla luce della situazione emergenziale che coinvolge non soltanto la nostra Università, ma l’intero quadro nazionale e internazionale, chiediamo che le Case Editrici si mobilitino in prima persona rendendo disponibili gratuitamente, o in saldo, e-book in formato digitale, e laddove possibile eliminando, almeno in questa fase di criticità, i diritti di copyright. Consapevoli delle difficoltà che anche il corpo docenti sta riscontrando e dell’impegno che continua ad assicurare, chiediamo che venga instaurato un dialogo proficuo con la popolazione studentesca. Il confronto docente-studente sta alla base di ogni logica educativa, e allo stato attuale riteniamo che rappresenti un punto fondamentale che non va dimenticato. 23


Modalità alternative di ricerca

Con l’avvio delle lezioni, la problematica più sentita dagli studenti è stato la difficoltà a reperire i materiali di studio (oltre quelli pubblicati online sulla piattaforma Ariel). Infatti, a causa dei giusti rallentamenti nella grande distribuzione e della chiusura delle librerie, diventa fisicamente quasi impossibile trovare i libri di studio-se non tramite la diffusione di scansioni. La quasi totalità dei materiali in uso, però, è protetta dal diritto d’autore senza possibilità di diffusione-rendendo quindi passibile di denuncia una riproduzione per più del 20% del contenuto. Pensiamo che l’accesso alla cultura vada liberalizzato, ovviamente lasciando che gli autori e gli editori possano far valere i propri diritti sulle pubblicazioni. Quanto contestiamo è il fatto che in campo accademico non ci sia una libera circolazione dei contenuti, e quando questo succede è perché l’editore ha lucrato tanto che non è più interessato a sorvegliare su questo argomento. Tuttavia, se il mercato delle fotocopie non ha alcun controllo, chi fa circolare materiali in rete è punito severamente. Si tratta del settore dove la riproducibilità del contenuto è più alta-e quindi che viene controllato di più. Se già in condizioni normali il costo dei testi rappresenta una componente forte del costo dello studio (con spese di almeno 500 euro all’anno), il sistema in queste condizioni ha dimostrato tutte le sue fragilità e inadeguatezze. Per questo motivo per noi l’Ateneo deve attivarsi e adottare un protocollo di fruizione dei contenuti imponendo l’applicazione delle licenze Creative Commons su tutti i materiali in adozione. Si tratta di licenze non esclusive (che non escludono cioè la registrazione di altri diritti sulla stessa opera, ad esempio per gli usi commerciali di questa) che possono essere applicate gratuitamente sulle opere per permetterne una fruizione libera. L’Università Statale di Milano ha già delle buone pratiche che muovono in questa direzione, prima fra tutte il pubblicare tutte 24


le riviste scientifiche in Open Access. Ciò è conforme alle Linee Guida CRUI del 20099 e con la Dichiarazione di Berlino del 200310 che sancivano la necessità di investire nella libera fruizione dei prodotti della ricerca scientifica. Ci rendiamo conto del fatto che l’accessibilità delle riviste scientifiche e lo smantellamento dell’oligopolio sui libri di testo siano cose diverse. Pensiamo che questa crisi abbia però messo in luce come si sia arrivati ad un punto di non ritorno-e per questo è necessaria un’azione decisa, che si configuri come parte di un’ecologia dei saperi in grado di realizzare appieno un accesso libero alla cultura.

Idoneità linguistiche (SLAM)

Lo SLAM sta cercando di dare informazioni attraverso la pagina ufficiale di Ateneo. Tuttavia per lungo tempo l’ultima comunicazione presente sul sito è stata fin troppo ottimistica, volendo riprogrammare tutto a dopo il 3 aprile, una delle date intermedie indicate dal Governo poi modificata, con il rientro alla normalità posticipato a data da definirsi. È dunque necessario che lo SLAM avvii un’organica riprogrammazione dei propri esami che esuli dalle mere situazioni di necessità legate alle esigenze di laurea. Oltre ciò, troviamo discriminatoria, nell’ambito degli esami finora organizzati, la richiesta di possedere un computer (considerata la situazione economica di molti studenti). Tuttavia, i corsi del Centro Linguistico d’Ateneo SLAM rivolti a studenti, personale tecnico-amministrativo e personale docente sono erogati con modalità a distanza. Notiamo comunque che sono molti gli studenti che non ricevono risposta alle e-mail da parte dello SLAM.

OFA

Attualmente non sono disponibili notizie precise riguardo allo 9 Riviste ad Accesso Aperto-Linee Guida, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Roma, 2009 10 Dichiarazione di Berlino-Accesso aperto alla Letteratura Scientifica, Berlino, 2003

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svolgimento dei laboratori e degli esami che riguardano gli studenti che devono adempiere agli obblighi formativi aggiuntivi. Non sono state apportate modifiche riguardo alla nuova situazione didattica né sulla pagina dedicata all’emergenza Covid-19 né in quelle dedicate ai singoli corsi di laurea. Si richiede dunque un aggiornamento tempestivo sulla pagina dedicata alle nuove misure adottate per l’emergenza COVID-19, in modo da rendere fruibili più facilmente le nuove indicazioni.

Tasse

Vista la delicata situazione che noi tutti stiamo attraversando chiediamo chiarimenti in merito al pagamento della seconda rata. Tanti studenti dovranno affrontare la rateizzazione, altri il pagamento completo entro fine maggio, così come modificato dall’Università. Molti degli studenti lavoratori hanno per il momento visto sospeso il loro stipendio, altri hanno visto meno il sostentamento delle loro famiglie per via della precaria situazione economica e lavorativa. Chiediamo dunque una proroga o un congelamento del pagamento per evitare ulteriori more, in quanto andrebbero a gravare il costo della tassa. Molte sono le preoccupazioni, tra cui la sospensione della carriera. In merito al nuovo decreto sull’economia nazionale vi sono ancora forti dubbi e non tutti potrebbero ricevere il mantenimento che permetta loro di adempiere al pagamento della seconda rata, soprattutto quanti non sono lavoratori dipendenti ma autonomi, con partita IVA o sono costretti a lavorare in nero. Stiamo valutando tutte le possibilità per aiutare gli studenti e le studentesse in difficoltà con il pagamento delle tasse, le eventuali more e i pagamenti per le lauree. Nel più breve tempo possibile faremo delle richieste pubbliche all’Università per risolvere la situazione.

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Borse di Studio

Essendo il mantenimento della borsa di studio vincolato al conseguimento di una determinata soglia di CFU entro la sessione estiva (soglia più alta in Lombardia rispetto alle altre regioni italiane in virtù del Protocollo Regione-MIUR del 2001), siamo preoccupati per la possibilità pratica di molti studenti di sostenere detti esami per via delle difficoltà tecniche che si sono palesate. La nostra proposta è quella di abbassare la soglia dei CFU necessari per il mantenimento della borsa di almeno 10 crediti, in modo da permettere a tutti gli studenti più pesantemente colpiti dall’interruzione della didattica di non trovarsi a rimetterci finanziariamente. Rispetto alle Borse di Servizio di Ateneo, al momento della stesura non è pervenuta alcuna comunicazione.

Alfabetizzazione digitale del corpo docente

Data la contingenza e l’emergenzialità della situazione, molti docenti si sono trovati spaesati, disabituati a dover condividere il loro sapere su piattaforme completamente digitalizzate. Alcuni di essi si sono anche rifiutati, come abbiamo scritto, in un primo periodo ad abbracciare queste necessarie misure telematiche. Non per tutti è una colpa: per molti è naturalmente più corretto e semplice impartire la lezione ex cathedra, come si è abituati a fare da millenni, per quanto possano esserci dei sostanziali nuovi ausili a questa didattica, oltre che le lavagne e il gesso da disegno. Riteniamo comunque che sia necessaria una alfabetizzazione digitale di tutto il corpo docente, così come è richiesta una sicura conoscenza della lingua inglese a tutti gli accademici per la ricerca. Non possiamo permetterci di ricadere un domani in una tragica situazione internazionale simile e ripetere gli errori del passato, le mancanze e i ritardi che non hanno aiutato né gli studenti ad apprendere, né i professori ad insegnare, nei tempi sempre più stretti e risicati che si hanno per l’insegnamento 27


universitario. Nell’ottica di migliorare del tutto il servizio, di rendere questa didattica online uno strumento utile per tutti anche in tempi più sicuri e tranquilli, chiediamo che l’Ateneo compia un doveroso servizio di insegnamento e verifica a tutti i propri dipendenti nei riguardi dell’uso delle strutture informatiche.

Rappresentanza studentesca

Fin dall’inizio dell’emergenza, con la chiusura delle Università che ha anticipato di diverse settimane la quarantena obbligatoria per tutta la popolazione italiana, i rappresentanti degli studenti di tutte le liste si sono attivati e resi disponibili ad aiutare i docenti e la direzione dell’Università ad affrontare al meglio la crisi, diffondendo – nella maggior parte dei casi – informazioni corrette e confermate dall’Ateneo, a differenza dei molti che ascoltavano voci di corridoio e notizie assolutamente non sicure, messe in giro da anonimi terzi. Partendo dai rappresentanti nei singoli Dipartimenti, passando a quelli nelle Facoltà e arrivando fino agli organi superiori della direzione universitaria, le liste studentesche sono sempre state un’utile cassa di risonanza per le decisioni dell’Ateneo, cercando quanto possibile di coordinarsi con i professori per rispondere correttamente alle domande degli studenti. Ci auguriamo che questo lavoro proficuo per tutti, Ateneo, liste di rappresentanza e studenti, possa continuare, e che i contatti tra rappresentanti e Ateneo sia sempre così: unitario, propositivo, utile per aiutare tutta la comunità accademica.

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Conclusione

La situazione non è più considerabile ormai emergenziale e contingente: ci avviamo, sperando di sbagliarci, a una situazione che si protrarrà per i prossimi mesi, e che sicuramente interverrà sulla didattica primaverile e sulla sessione estiva accademica. Per questo motivo le proposte e le richieste che sono state elaborate in questo documento vogliono essere non misure tampone, ma vere e proprie modifiche, anche sostanziali, al sistema della didattica dell’Ateneo, per tramutarlo, almeno per questo periodo, in un sistema completamente informatizzato. Siamo sicuri che tutti sapremo trarre degli insegnamenti utili da questa chiusura forzata degli Atenei: la prospettiva è quella di ampliare la didattica online a tutto l’anno, permettere ai molti che per motivazioni diverse (lavoro, distanza, handicap fisici o mentali, simili emergenze o impossibilità di partecipazione fisica alle lezioni e alla vita universitaria generale) possano comunque essere studenti e studentesse dell’Ateneo, in forme sempre nuove e che si adattano ai tempi che mutano. Tuttavia, vogliamo sottolineare con forza come la didattica a distanza non può e non deve essere considerata come un palliativo al sottofinanziamento: questo è un pensiero che è e sarà dietro ad ogni nostra azione in questo campo, nella situazione di pandemia come nei tempi che verranno.

Finito di impaginare il 14 Aprile 2020

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Bibliografia Speaking of Universities, Stefan Collini, Verso 2017 Visualizing patterns of student engagement and performance in MOOCs, Coffrin, Corrin, De Barba e Kennedy, LAK ‘14: Proceedings of the Fourth International Conference on Learning Analytics And Knowledge, 2014 https://dl.acm.org/doi/10.1145/2567574.2567586 Riviste ad Accesso Aperto-Linee Guida, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Roma, 2009 https://www.crui.it/riviste-ad-accesso-aperto-linee-guida.html Tecnologie Digitali per l’Apprendimento/Insegnamento (nel ciclo I Magnifici Incontri CRUI 2018), Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Udine 2018 https://www2.crui.it/crui/magnifici_incontri_crui_2018/ Tav1B%20-%20Tecnologie%20Digitali%20per%20 l’ApprendimentoInsegnamento.pdf Standpunt-Learning Analytics en Privacy, Gentse Studentenraad, 2019 https://gentsestudentenraad.be/static/files/2fc9d65f-2d0b4953-a233-a9b293d07dc2-Standpunt_Learning_Analytics__ Privacy.pdf Documento Politico del XIII Congresso dell’Unione degli Universitari, Unione degli Universitari, 2018 Coronavirus: misure urgenti per la comunità universitaria, Università degli Studi di Milano, 2020 https://www.unimi.it/it/coronavirus-misure-urgenti-la-comunitauniversitaria 30


Contatti Facebook: https://www.facebook.com/su.udustatale/; https://www.facebook.com/UduMilano/ Instagram: https://www.instagram.com/su.udustatale/ Sito: https://suudustatale.wordpress.com/ Mail: su.udustatale@gmail.com Milano, Viale Sarca, 173 Numeri di telefono utili: -Coordinatore metropolitano di UDU Milano: Giuseppe Ingoglia, +39 327 364 8103 -Coordinatrice di Sinistra Universitaria – UDU Statale: Uma Brandolino, +39 348 819 9693 Struttura nazionale: Unione degli Universitari Facebook: UDU – Unione degli Universitari Instagram: udu_unionedegliuniversitari Sito: http://www.unionedegliuniversitari.it/ Mail: organizzazione@unionedegliuniversitari.it Twitter: UDU Roma, via G.B Morgagni, 27 Coordinatore nazionale: Enrico Gulluni Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/ it/ o spedisci una lettera a Creative Commons, PO Box 1866, Mountain View, CA 94042, USA.

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La Statale ai temi del CoViD-19 _ UDU Statale  

Nell'emergenza Coronavirus, anche la nostra Università si è trovata costretta a chiudere le proprie sedi, ma le attività didattiche sono pro...

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