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Comune di Calvello

Chiesa

Santa Maria de Plano


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Notizie storiche Il Monastero di S. Maria de Plano è costituito da una chiesa e da un chiostro ad essa adiacente. La denominazione de Plano deriva dalla natura del luogo in cui sorge il complesso monastico. Il piano infatti costituisce la naturale via di accesso al paese e segna l’inizio della valle dell’Ischia che si apre verso il lato sud - est del paese. La costruzione esiste alla data del 1145 quando al Monastero di Santa Maria de Plano vengono donati dei terreni da parte di “Matheus de Calvelli” signore del castello di Calvello. Lo stesso Matteo nel 1147, alla presenza della moglie Olimpia e dei figli Guglielmo e Berardo, donò al Priore di S. Pietro de Cellaria la chiesa, fuori le mura, della Santissima Trinità. Nel 1160 Rogerio, nipote di Matteo, fece altre donazioni di terreni al Convento di Santa Maria de Plano. I due cenobi iniziarono un periodo di splendore che durò fino al 1379, quando con la morte dell’ultimo abate, cominciò la decadenza. Dopo circa due secoli di abbandono, il papa Sisto V, con bolla del 1587, assegnò il Convento ai francescani che lo ricostruirono quasi interamente affrescando l’intero chiostro. La permanenza di questo ordine religioso a Calvello si protrasse fino al 1866, anno in cui i beni ecclesiastici furono trasferiti al Regno d’Italia.

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Il cenobio di S. Pietro de Cellaria Sorge nella valle dell’Ischia a circa 6 Km dal paese. Il complesso, oggi gravemente danneggiato, è costituito da una chiesa ad unica navata e da due corpi addossati, dove erano ubicate le “celle” che ospitavano i monaci (donde il nome). Con la morte di Antonio (1379), ultimo abate della Congregazione di S. Maria di Pulsano, anche il Cenobio di S. Pietro de cellaria fu abbandonato. Nel 1587assegnato ai francescani il cenobio riprese vigore. Al milleseicento risalgono gli affreschi che decorano le volte, le pareti del coro e l’abside. Abbandonato dai francescani nel 1866, il complesso fu ceduto nel 1927 ai contadini che lo trasformarono in masseria e deposito agricolo.

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Architettura La chiesa, a pianta basilicale, è una tipica costruzione benedettina, massiccia e compatta. Vi si accede attraverso uno splendido portale in pietra con colonne culminanti con capitelli in stile corinzio ornati con foglie d’acanto. Le colonne sorreggono un architrave sormontato da un arco a tutto sesto. Un secondo portale di ingresso si trova sul facciata laterale della chiesa. Entrambi i portali sono stati realizzati alla fine del XIII secolo dallo scultore Melchiorre di Montalbano. Sempre sulla facciata principale tre grandi finestre rettangolari danno luce alle tre navate in cui si divide la chiesa. 4

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Portale d’ingresso: capitello in stile corinzio.

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Formella dell’architrave.

Il portale laterale è costituito da due paraste con capitelli corinzi affiancate da colonne terminanti con capitelli decorati da motivi vegetali che ornano anche l’arco sovrastante. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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La navata centrale, separata da quelle laterali da colonne a sezione quadrata in pietra viva sormontate da archi, ha una copertura a capriate di legno.

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Sul tabernacolo una piccola statua del Cristo. Il Redentore è in piedi su nubi bianche. Benedice e con la sinistra sventola un gonfalone. L’opera è della prima metà del 1700. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Tutti gli arredi della chiesa sono stati realizzati tra la fine del Settecento e gli inizi del 1800. Il pulpito in legno risale al periodo fra il 1790 e il 1810. Ha una base poligonale chiusa in alto da una cornice decorata con motivi a punta di freccia. 8

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Sul retro dell’altare maggiore si trova il coro ove i monaci recitavano le preghiere quotidiane. Il coro in legno realizzato fra il 1790 e il 1799 presenta pregevoli intarsi. E’ costituito da diversi stalli che corrono lungo le tre pareti. Le sedute sono separate da braccioli finemente lavorati. Le spalliere sono decorate da figure geometriche. Il coro è chiuso in alto da capitelli lineari.

Il soffitto della cantoria è decorato con finte architetture che creano l’illusione di una fuga prospettica verso l’alto. Al centro vi è lo stemma dell’ordine francescano. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Una iscrizione attesta la data di costruzione dell’organo: 1804 Il palco che sorregge l’organo fu costruito fra il 1790 e il 1810. Il controsoffitto del palco è decorato da figure geometriche a forma ottagonale. All’interno presentano un motivo vegetale circolare disposto attorno ad un fiore. Anche il frontale del palco è decorato con motivi vegetali.

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Navata destra Il primo altare a edicola contiene la statua di un francescano. Mancano gli attributi iconografici per l’identificazione. La statua torce il busto verso sinistra indicando con la mano destra la croce posta nella mano sinistra: si crea così un movimento a serpentina molto dinamico che anima l’opera risalente alla seconda metà del 1700. 12

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“Madonna con bambino e vescovo benedicente con S. Eligio e S. Biagio” Nel secondo altare troviamo l’affresco attribuito a Felice Vitale di Maratea. L’esecuzione del vescovo presenta infatti forti rassomiglianze con quello raffigurato nell’altro affresco.

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S. Eligio CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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S. Biagio 16

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La terza nicchia contiene un Cristo crocifisso scolpito verso la fine del 1600. La scultura denota tutta l’attenzione dello scultore verso l’anatomia del corpo: si noti con quanta cura sono resi le costole, le braccia, i nervi dei piedi. Il volto emana grande sofferenza. L’opera è pervasa da forte tensione. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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“Vergine che dona il cingolo a S. Tommaso” Altri Santi raffigurati: Santa Lucia, Santa Caterina d’Alessandria, Santo Stefano, S. Antonio da Padova. Attribuito a Felice Vitale di Maratea ( 1601-1652)

S. Tommaso riceve dalla Vergine il cingolo quale simbolo di castità e di purezza. 18

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L’iscrizione S. Tommaso riporta anche la data di esecuzione dell’affresco: 1580. La chiesa non è ancora francescana: lo sarà a partire dal 1587. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Santa Caterina di Alessandria.

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Santo Stefano raffigurato con le pietre sulla testa: strumenti del suo martirio. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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S. Antonio con il libro a ricordo delle sue memorabile prediche e il giglio simbolo di purezza. 22

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“Vescovo benedicente e fanciulle da lui dotate” Attribuito a Felice Vitale di Maratea (1601-1652). Si riferisce all’episodio secondo cui il Santo avrebbe fornito la dote a tre fanciulle che altrimenti non si sarebbero potute sposare.

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Il dipinto raffigura San Gianuario protettore di Marsico Nuovo alla cui diocesi appartenevano a quel tempo le chiese di Calvello. Il Santo indossa i paramenti da vescovo. 24

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La statua di Santa Lucia si presenta con una colorazione molto vivace. La Santa regge il calice contenente gli occhi. Ci si potrebbe trovare di fronte ad uno scultore locale fortemente conservatore che recupera modelli piÚ antichi, come parrebbe dall’imperfezione di alcune parti come la mano che regge il calice, oppure cosa meno certa la statua sarebbe piÚ antica, ridipinta alla fine del 1700 o inizi del 1800. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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La nicchia realizzata fra gli anni 1790-1810 ha quasi integralmente ricoperto un precedente affresco da cui emerge un S. Lorenzo riconoscibile per la graticola simbolo del suo martirio. Il Santo indossa sontuosi abiti diaconali resi preziosi da riusciti accostamenti cromatici. Da notare il delicato ombreggiare del volto. L’opera, tra le piÚ interessanti presenti a Calvello, attribuita ad Attilio de Laurentis, risale agli anni 1625-1649. 26

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La statua raffigura S. Antonio Abate con i classici attributi iconografici:le fiamme, il campanello e il maialino. L’iscrizione ci informa che la statua è stata scolpita nel 1774 e ridipinta dai fedeli il 24 novembre 1906. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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La statua di San Rocco risale agli anni 1800-1824. La vivacità dei colori ci richiama la statua di Santa Lucia presente nella stessa chiesa. Il Santo è raffigurato con il cane che portava il cibo al Santo. 28

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Il quadro risalente al periodo 1624-1644 raffigura S. Michele Arcangelo che uccide il demonio. Con la sinistra regge la bilancia con la quale pesa le anime dei defunti. Da notare l’attaccatura alquanto infantile del braccio destro al torace. Si tratta certamente di un ex voto. L’iscrizione ne ricorda anche il committente: MICHAELANGELO C…TRISTIANI(US) P(RO) SUA DEVO(TIONE F(ECIT) F(ARE). CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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L’altare a edicola della navata destra della seconda metà del 1700, simmetrico e simile a quello dell’altra navata, ricopre anch’esso un precedente affresco. E’ formato da una base con stemma nobiliare e da colonne tortili in stile rococò Custodisce la statua di S. Antonio. Dai resti di un intonaco dal fondo blu, emerge l’iscrizione STEFANUS. L’uso della lettera F all’interno della parola che sostituisce la più antica “PH” indica che l’affresco risale al periodo 1190-1210. La presenza di questo Santo conferma i legami fra l’Abbazia di S. Stefano di Marsico Nuovo e i benedettini di Calvello. Furono infatti proprio i Conti di Marsico a donare ai benedettini chiese e terreni nel territorio di Calvello. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Navata sinistra Si tratta di Santa Caterina da Siena in quanto ai piedi è raffigurato il diavolo. In origine la statua aveva anche un angelo sulla spalla destra e una croce nella mano sinistra. 32

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La statua in legno di San Pasquale risale alla seconda metà del 1700. I due sostegni che emergono dal braccio sorreggevano gli angeli trafugati il 27/28 ottobre 1978. Gli angeli infatti costituiscono gli attributi iconografici del santo che qui è colto in atteggiamento di estasi. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Ciclo di S. Antonio L’interno del portale laterale di ingresso è decorato da un ciclo di scene che raffigurano i miracoli di S. Antonio. L’esecuzione della pittura sembra più interessata a far conoscere la grandezza del Santo.

S. Leonardo 34

S. Francesco CHIESA SANTA MARIA DE PLANO


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La scena rappresenta il miracolo della mula che si inginocchia davanti al Sacramento. Un uomo con un bastone cerca di farla rialzare. Due signori sullo sfondo assistono alla scena increduli

Dopo aver sferrato un calcio alla mamma un ragazzo per punizione si taglia la gamba. Il Santo lo guarisce. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Nella parte sinistra del quadro in fondo si vede una cassa contenente monete e preziosi. L’episodio si riferisce alla morte di un avaro e ricco signore, del quale in fase di imbalsamazione non fu trovato il cuore. S. Antonio stupisce i presenti dicendo che il cuore l’avrebbero trovato fra le sue ricchezze: il cuore venne infatti ritrovato fra le monete.

Il quadro ricorda l’episodio del banchetto a cui fu invitato S. Antonio per essere avvelenato: i signori increduli guardano il Santo che non avverte alcuna conseguenza del cibo avvelenato. 36

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Artisticamente più valido è l’affresco che si trova alla destra del portale: raffigura Santa Apollonia con la palma e la pinza con la quale le cavarono i denti. Stilisticamente l’immagine rimanda a prodotti realizzati nel primo quarto del 1600 e precisamente al ciclo di Girolamo Todisco. La Santa era invocata per la protezione contro il mal di denti. Interessante è anche lo scorcio raffigurante una chiesa con annesso campanile e monastero:l’autore sembra essersi ispirato all’intero complesso di S. Maria de Plano. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Madonna in trono con Bambino Fra le numerose opere d’arte custodite nella chiesa la più importante è certamente la statua lignea della Madonna di Santa Maria de Plano. La statua, dall’aspetto regale e maestoso, in puro stile bizantino raffigura la Madonna con il Bambino in grembo. La figura della Vergine è impostata frontalmente, ha il capo scoperto e con la mano destra regge una piccola sfera. La vergine siede in trono ed un manto le ricade dalle spalle fin sulle ginocchia. Il Bambino, che indossa una lunga tunica, è seduto sulla gamba sinistra e benedice. La statua è stata scolpita tra il 1240 e il 1260. 38

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I riccioli aggiunti in etĂ  barocca sono stati rimossi nel restauro della statua effettuato nel 1974. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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La statua della Madonna Immacolata è degli anni 1790-1810. In origine aveva l’aureola a forma di corona con le 12 stelle e ai lati dei piedi due angioletti. Di rilievo il panneggio del mantello e il contrasto cromatico del vestito rosa ornato di ricami e del mantello celeste punteggiato di stelle.

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Il ciclo di affreschi della chiesa costituisce una singolare sintesi delle vicende storiche legate alla presenza del benedettini a Calvello. Nell’abside di sinistra, dall’affresco alquanto rimaneggiato, emerge il volto aureolato di un Santo dalla fronte ampia e stempiata con cenni di rughe, capigliatura radente, barba lunga e ben pettinata, grandi occhi neri scrutano lo spettatore, sotto marcate sopracciglie e palpebre dal taglio a mandorla. L’espressione del santo appare austera e pensosa. L’affresco dipinto tra il 1190 e il 1210 raffigura l’Apostolo S. Paolo. E’ appena il caso di far presente che il legame con l’altro Apostolo, determinante per la diffusione del Cristianesimo, era testimoniato dalla denominazione dell’altro cenobio che era stato appunto denominato S. Pietro de cellaria. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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L’altare a edicola che anche in questo caso ricopre un precedente affresco è stato realizzato come l’altro della navata destra nella seconda metà del 1700. La base che funge da altare è decorata a stucco. Al centro si nota uno stemma gentilizio in cui si intravedono un leone rampante sormontato da tre stelle. In una zampa si vedono delle spighe di grano. Lo stemma è quello della famiglia Nardone. Le colonne tortili in stile rococò sono chiuse da capitelli in stile corinzio collegate da un architrave sormontato da una conchiglia con la testa di un putto. La nicchia contiene la statua di San Francesco, ritenuta fra le più belle esistenti a Calvello. Il santo è raffigurato con le stimmate e la ferita al costato. Anche le braccia accennano al movimento. 42

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Madonna con Bambino e angeli reggi corona. Dovrebbe trattarsi di un ex voto realizzato da un artista del luogo come dimostra. La resa grossolana degli angeli, il contorno netto della pennellata. 44

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L’opera avente carattere votivo si riferisce ad un fatto miracoloso accaduta ad un cacciatore, grazie alla intercessione della Vergine. La didascalia ci informa che nella notte del 20 settembre 1695 un certo Orazio fu svegliato nel cuore della notte da un gran rumore. Il fucile con cui sparò per difesa si ruppe in mille pezzi lasciandolo illeso. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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Nella sagrestia si trova un olio su tela di piccole dimensioni ma di grande fattura tecnica con forti influssi derivanti dal pittore spagnolo Esteban Murillo. Sant’Antonio è in adorazione del bambino che gli appare seduto su una nuvola. Indossa il classico saio marrone e nella mano destra tiene il giglio. Il dipinto è di un pittore napoletano della seconda metà del 1700. 46

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Nella sagrestia si trova un lavabo probabilmente usato dal sacerdote per purificarsi prima delle funzioni liturgiche. L’oggetto è formato da due parti:la parte superiore con mascherone per la fuoriuscita dell’acqua e quella inferiore costituita da una semplice vasca per contenerla. Il mascherone ricorda quelli che affiancano il portone di palazzo Nardone datato 1753 il che porta ad ipotizzare anche per questa una medesima datazione. Ma il gruppo in pietra potrebbe essere molto più antico ed è stato collocato in questa posizione verso la fine del 1700 quando venne modificata la zona absidale della chiesa. CHIESA SANTA MARIA DE PLANO

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L’ acquasantiera risale invece al periodo benedettino della chiesa. Una iscrizione lungo il bordo della vasca reca la data del 1564. E’ composta da una vasca circolare poggiante su una colonna a fusto retta da una base quadrata.

Finito di stampare Luglio 2010 grafiche Miglionico - Potenza


MARIA DE PLANO-calvello  

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