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Benedizione Eucaristica CANTO: TANTUM ERGO Tantum ergo Sacramentum veneremur cernui et antiquum documentum novo cedat ritui: praestet fides supplementum sensuum defectui.

Diocesi di Acireale Genitori Genitoque laus et jubilatio, salus, honor, virtus quoque sit et benedictio: Procedenti ab utroque compar sit laudatio. Amen.

Seminario Vescovile

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia

C: Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli nei secoli. A: Amen DIO SIA BENEDETTO Dio sia benedetto. Benedetto il suo santo Nome. Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo. Benedetto il Nome di Gesù. Benedetto il suo Sacratissimo Cuore. Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare. Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima. Benedetta la sua santa e Immacolata Concezione. Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre. Benedetto san Giuseppe, suo castissimo Sposo. Benedetto Iddio, nei suoi angeli e nei suoi santi. CANTO FINALE: SANTA MARIA DEL CAMMINO Mentre trascorre la vita, solo tu non sei mai: Santa Maria del cammino sempre sarà con te. Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni, Maria, quaggiù! Cammineremo insieme a te verso la libertà. 8 Ti aspettiamo al prossimo incontro di preghiera

Veglia di preghiera comunitaria Giovedì 16 gennaio 2014

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NELLA CAPPELLA MINORE DEL SEMINARIO È POSSIBILE RICEVERE IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE E LA DIREZIONE SPIRITUALE


CANTO DI INGRESSO: POPOLI TUTTI Mio Dio, Signore, nulla è pari a te. Ora e per sempre voglio lodare il tuo grande amore per noi. Mia roccia tu sei, pace e conforto mi dai. Con tutto il cuore e le mie forze sempre io ti adorerò.

Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re, mari e monti si prostrino a Te, al tuo nome, o Signore. Canto di gioia per quello che fai, per sempre Signore con Te resterò, non c’è promessa non c’è fedeltà che in Te.

Ti supplichiamo Signore, aiuta i potenti della Terra Santa perché lavorino per la giustizia e la pace. Tutti rinuncino alle false soluzioni della violenza, delle armi e della guerra. Dona loro la saggezza di essere attenti alle necessità di tutti, soprattutto dei più vulnerabili e di chi è oppresso ingiustamente.

Signore vero Giudice, ti preghiamo per i magistrati e tutti i membri delle forze armate che giorno per giorno con la loro vita e il loro lavoro si impegnano per garantire l’ordine pubblico e la giustizia, dona loro sicurezza di vita e speranza affinché continuino il loro servizio a favore della società.

Signore Gesù che fosti condannato ingiustamente dagli uomini per aver portato nel mondo la Verità, con la forza della tua croce, accompagna i prigionieri reclusi da regimi oppressori, i perseguitati a causa del tuo nome affinché guardando a te possano accogliere la propria croce e seguirti sul Calvario, avendo come modello tenace la santità dei martiri, per essere testimoni autentici e fedeli delle tue promesse.

Padre Santo e Misericordioso, che vedi i segreti dei cuori, tu solo riconosci l’innocenza e puoi ridonare una vita nuova a chi ha provato l’amarezza della colpa; ascolta la nostra preghiera per i carcerati, perché nella loro pena siano confortati dalla fiducia e dalla speranza cristiana, e tornando alle loro case siano accolti nella comunità con amore.

C: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. A: Amen. C: Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. A: E con il tuo spirito. Guida: Fame e sete sono due bisogni che definiscono l’uomo nelle sue necessità più essenziali e richiamano un desiderio irrefrenabile, che non si può soffocare, un anelito profondo, non superficiale, che chiede di essere appagato. Ma c’è chi ha fame e sete non solo del cibo materiale! “Si tratta di persone che scrutano attorno a sé alla ricerca di ciò che è grande, della vera giustizia, del vero bene che non si accontentano della realtà esistente e non soffocano l’inquietudine del cuore, quell’inquietudine che rimanda l’uomo a qualcosa di più grande e lo spinge a intraprendere un cammino interiore [...] sono persone dotate di una sensibilità interiore, che le rende capaci di udire e vedere i deboli segnali che Dio manda nel mondo e che in questo modo rompono la dittatura della consuetudine”, diceva papa Benedetto XVI. La Beatitudine che prendiamo in considerazione oggi parla di chi desidera ardentemente la giustizia del Regno di Dio, inaugurata da Cristo, ossia una vita pienamente conforme alla volontà divina. Vengono alla mente le invocazioni della preghiera del «Padre Nostro», che si trova al centro del Discorso della Montagna: «Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà». Spesso anche nel credente sono ancor troppo vive la fame e la sete delle cose terrene, e il cuore si smarrisce in cerca di soddisfazioni umane. La Beatitudine, invece, racchiude l’invito a desiderare per la nostra vita ciò che 2 è veramente essenziale. Senza fame e sete di giustizia, nessun cristiano può vivere con pienezza le istanze della propria vocazione e diffondere intorno a sé lo spirito evangelico.

C.: O Padre, che esaudisci sempre la voce dei tuoi figli, ricevi il nostro umile ringraziamento e fa che in una vita giusta possiamo lavorare con rinnovata fiducia all’edificazione del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen. C.: Con la fiducia e la libertà di figli, cantiamo insieme la preghiera che Gesù ci ha insegnato. 7 Padre nostro


CANTO: LODI ALL’ALTISSIMO

CANTO PER L’ESPOSIZIONE: PANE DI VITA NUOVA

Tu sei Santo Signore Dio, Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei l’Altissimo, l’Onnipotente, Tu Padre Santo, Re del cielo.

Tu sei il Custode, Tu sei mitezza, Tu sei rifugio, Tu sei fortezza, Tu carità, fede e speranza, Tu sei tutta la nostra dolcezza.

Pane di vita nuova, vero cibo dato agli uomini, nutrimento che sostiene il mondo, dono splendido di grazia.

Tu sei trino, uno Signore, Tu sei il bene, tutto il bene, Tu sei l’Amore, Tu sei il vero, Tu sei umiltà, Tu sei sapienza.

Tu sei la vita, eterno gaudio, Signore grande Dio ammirabile, Onnipotente, o Creatore, o Salvatore di misericordia.

Tu sei sublime frutto di quell’albero di vita che Adamo non potè toccare: ora è in Cristo a noi donato.

Tu sei bellezza, Tu sei la pace, la sicurezza, il gaudio, la letizia, Tu sei speranza, Tu sei giustizia, Tu temperanza e ogni ricchezza. Guida: Dice il profeta Michea: «Il Signore tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe [...] Getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati» (7, 19). Ora il Signore cancella il peso dei nostri peccati e ribalta la nostra povertà con la grandezza della sua misericordia. In seguito porremo sulla nostra croce un’immagine che raffigura quattro testimoni che hanno offerto la loro vita per la giustizia; il loro esempio ci aiuti a tenere vivo il desiderio che si realizzi presto la giustizia di Dio. C.: Fratelli e sorelle innalziamo a Dio Padre Giusto e Misericordioso la nostra preghiera, cantando insieme il Canone: Misericordias Domini, in aeternum cantabo. 

O Dio della giustizia, non ti può comprendere chi semina la discordia, non ti può accogliere chi ama la violenza: dona a chi edifica l’onestà di perseverare nel suo proposito, e a chi la ostacola di essere sanato dalla scorrettezza e dall’ingiustizia che lo tormenta, perché tutti si ritrovino in te, che sei la vera pace.

Signore, 6 re di giustizia, ti preghiamo per la Chiesa, perché si presenti al mondo come portatrice di giustizia e di pace, desiderosa solo di mettersi al servizio degli uomini per la loro piena salvezza e liberazione.

Pane della vita, sangue di salvezza, vero corpo, vera bevanda, cibo di grazia per il mondo.

Pausa di silenzio.

Dal libro della Genesi (18, 1.17-33) Il Signore apparve [ad Abramo] alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso". Disse allora il Signore: "Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!". Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?". Rispose il Signore: "Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città". Abramo riprese e disse: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?". Rispose: 3 "Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque". Abramo riprese ancora a parlargli e disse: "Forse là se ne troveranno quaranta". Rispose: "Non lo farò, per riguardo a quei quaranta".


Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta". Rispose: "Non lo farò, se ve ne troverò trenta". Riprese: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei venti". Riprese: "Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci". Rispose: "Non la distruggerò per riguardo a quei dieci". Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione. Parola di Dio. Recitiamo il Salmo 96 a cori alterni (1-4.6-12) Il Signore regna, esulti la terra, gioiscano le isole tutte. Nubi e tenebre lo avvolgono, giustizia e diritto sono la base del suo trono. Davanti a lui cammina il fuoco e brucia tutt’intorno i suoi nemici. Le sue folgori rischiarano il mondo: vede e sussulta la terra. I cieli annunziano la sua giustizia e tutti i popoli contemplano la sua gloria. Siano confusi tutti gli adoratori di statue e chi si gloria dei propri idoli. Si prostrino a lui tutti gli dei!

Ascolta Sion e ne gioisce, esultano le città di Giuda per i tuoi giudizi, Signore. Perché tu sei, Signore, l’Altissimo su tutta la terra, tu sei eccelso sopra tutti gli dei. Odiate il male, voi che amate il Signore: lui che custodisce la vita dei suoi fedeli, li strapperà dalle mani degli empi. Una luce si è levata per i giusti, gioia per i retti di cuore. Rallegratevi, giusti, nel Signore, rendete grazie al suo santo nome.

Alleluia, Alleluia. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Alleluia. Dal Vangelo secondo Matteo (26, 57-66) In quel tempo, quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione. I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni». Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l'hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo». Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Parola del Signore. Riflessione del celebrante.

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Guida: Adesso compiamo un gesto simbolico: riponiamo in un piatto della bilancia, emblema della giustizia, il peso delle nostre colpe e delle ingiustizie da noi commesse e affidiamole alla misericordia del Giudice eterno che risulta sempre di gran lunga più grande dei nostri peccati. 5


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