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Settembre-Ottobre 2010 Euro 2,00

Editore: Pixel - Aut. Trib. Ancona n. 12 del 27/06/2003 • POSTE ITALIANE SPA Sped.in abb. postale D.L. 353/2003 Conv. in L: 27/02/2004 n. 46 Art. 1, Comma 1, DCB Ancona -

ALL’INTERNO IL PROGRAMMA COMPLETO

CREPET

Maschilismo e violenza: generazioni in lotta

SPECIALE OCULISTICA Le eccellenze di Ancona Parlano Mariotti e Sprovieri

TIC NERVOSI CHI NON NE HA?


sommario

EDITORIALE

Scoperto l’interruttore della paura

RICERCA

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Rapporto con l’ex... e il bene dei figli

RUBRICA DI PAOLO CREPET Chi non ne ha?!

8-9

Ancora troppa violenza contro le donne

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DOSSIER - TIC NERVOSI Vediamoci chiaro 10-11 Ancona eccellenza internazionale

FOCUS - SPECIALE OCULISTICA

CUP unico per la sanità

REGIONE MARCHE

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12-13

Telemedicina, primo dottorato di ricerca

UNIVERSITA’ CAMERINO

Ecco il Clubino per gli under 12

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L’

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BANCA POPOLARE DI ANCONA

20 SPECIALE TERZA ETA’ EXPO 23-26 Il nuovo progetto Inrca a Camerano

INRCA

A Gabicce arriva MEMO

28-29

TURISMO PER TUTTI

Sanità pubblica e privata, l’opportunità del CUP

SANIDOC

Gabicce Mare 38 Numana 39

32-33

COMUNI A CONFRONTO

Medicina antroposofica

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MEDICINE ALTERNATIVE La totalizzazione dei contributi

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DALLA PARTE DEL CITTADINO In preparazione AGENDA della SALUTE 2011

Sarà in edicola nel mese di dicembre la seconda edizione dell’Agenda della Salute. Sapere a chi rivolgersi e dove andare è per ogni famiglia un bisogno primario di sicurezza e serenità. L’agenda è composta da un vademecum istituzionale con dati e informazioni di natura sociale e assistenziale sulle strutture esistenti sul territorio, più una parte pubblicitaria a cui possono partecipare strutture e aziende private, studi associati e professionisti del settore sociosanitario, servizi, ambiente turismo sociale, etc.. Per prenotare spazi: 071-2901110 oppure 349-7616159 EDITORE PIXEL REDAZIONE via Valenti, 1 - 60131 Ancona - Tel. 071.2901110 - www.senzaeta.it - info@senzaeta.it Direttore: Gabriele Costantini. Capo Redattore: Riccardo Milani. Hanno collaborato: Lorenzo Ricci, Mauro Ragaini, Luigi Sfredda, Daniele Gattucci, Lino Rignanese, Julian Burnett, Giulia Zenni, Marco Traini, Gabriele Ferretti, Laura Berrettini, Valentina Pierucci. Comitato scientifico SENZAETA’: Direttore prof. Paolo Crepet, prof. Paolo Busilacchi, direttore Scuola Ecografia, radiologo, prof.ssa Marieli Ruini, antropologa, Università La Sapienza, avv. Giovanni Conti, legale, dott.ssa Maria Lucchetti, Inrca, dott.ssa cav. Paola Michelacci, Turismo sociale. Stampa ROTOPRESS Loreto Registrazione Trib. Ancona n. 12 del 27/06/2003 • POSTE ITALIANE SPA Sped.in abb. postale D.L. 353/2003 Conv. in L: 27/02/2004 n. 46 Art. 1, Comma 1, DCB Ancona Abbonamenti Versamento con bollettino postale intestato a Pixel, Via Valenti, 1 - 60131 ANCONA c/c 75639823 - 10 euro per 6 numeri Chiuso in redazione 6 settembre 2010

di Paolo Crepet estate appena finita ha lasciato ancora una volta molto sangue nelle famiglie italiane. Non parlo delle vittime di mafia e di camorra, alla cui realtà questo paese sembra essersi arreso, ma di quelle tragedie intrafamiliari che qualche sociologo ottimista sperava fossero diventate icone di una orrenda realtà ottocentesca. Uomini che uccidono mogli, fidanzate, amanti, spesso in maniera orrenda, con pugnalate o colpi di pistola in testa, come in una esecuzione malavitosa. C’è chi commenta che ciò è il colpo di coda di una cultura maschilista che non si rassegna a riconoscere alle donne dignità di pensiero e di libertà, ma non credo che tutto possa essere racchiuso e spiegato soltanto all’interno di un confronto tra potere maschile e anelito di dignità per le donne. Credo si tratti di una questione assai più complessa che ha a che fare con l’educazione. Dietro ad ogni uomo che uccide, stupra, violenta una donna, c’è infatti una donna, una madre. Se le donne, tutte le donne, avessero riconosciuto o assimilato il cambiamento culturale per il quale soltanto alcune di loro – da generazioni hanno duramente lottato, il mondo sarebbe diverso e le donne stesse sarebbero molto più sicuro e libero. Ma le cose non sono andate così e ancor oggi ci sono migliaia di madri, pur appartenenti ad una generazione che ha sentito parlare di “macismo” e di libertà, che continuano ad educare i propri figli maschi più o meno come nell’ottocento. Sarebbe bello e civile vedere che le mamme italiane (e i papà ovviamente visto che l’educazione la fanno i genitori e non un genitore soltanto) non vogliano più tutelare e giustificare la violenza dei loro figli maschi. Faccio un esempio: il bullismo. Quanti genitori giustificano atti d’intimidazione dei propri figli nei confronti dei più deboli? Come non capire che certa violenza dell’adulto nasce e prospera proprio nella tarda infanzia e prima adolescenza? Punire severamente un bullo oggi significa dunque prevenire il violento di domani. Mi chiedo: quante madri, quante famiglie sono davvero coscienti dell’importanza di stigmatizzare precocemente piccoli atti di violenza e di far prevalere il senso del rispetto dell’altro? Non sono così propenso a pensare che siano tante.


MINISTERO DELLA SALUTE | OSPEDALI

Ricoveri ospedalieri diminuiti del 3,7% nel 2009 Tassi di ospedalizzazione in regime ordinario e day hospital - SDO 2009 250,00 200,00 150,00 100,00

regime ordinario

giorni; le dimissioni con DRG chirurgico rimangono stabili intorno al 41%, con una degenza media preoperatoria che scende lievemente a 1,91 giorni (1,99 nel 2007 e 1,97 nel 2008). La percentuale di parti cesarei si mantiene su valori elevati: 38,4 %, con valori massimi registrati in Campania (62,2%), Sicilia (53,1%) e Molise (48,4%). Va precisato che alla data di stesura dell'analisi preliminare, i termini per l’invio dei dati relativi al secondo semestre di attività non sono ancora decorsi: ove mancanti, i dati 2009 sono stati integrati con i dati del periodo corrispondente dell’anno 2008, per rendere più agevole il confronto fra le diverse realtà regionali e con gli anni precedenti. Inoltre, la regione Sardegna non ha inviato dati per l’anno 2009, per cui nelle stime effettuate è stato ipotizzato, per questa Regione, un volume di ricoveri pari a quello registrato nel 2008. La copertura delle strutture ospedaliere, come di consueto, si mantiene prossima al 100% e garantisce una elevata affidabilità della fonte informativa SDO.

day hospital

Prevenzione e controllo dell’influenza La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace e sicuro per prevenire l’influenza e le sue complicanze. Il Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio ha emanato la Circolare con le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza stagionale 2010-2011 che tengono conto dell’attuale Livello di allerta pandemica per il virus AH1N1. Al momento, nei paesi dell’Emisfero sud, entrati nella stagione invernale, l’andamento appare stabile o in lieve incremento. La composizione del vaccino per la prossima stagione 2010-11 per l'emisfero settentrionale è la seguente: - antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1), ceppo "Pandemico"; - antigene analogo al A/Perth/16/2009 (H3N2); - antigene analogo al ceppo B/Brisbane/60/2008.

ITALIA

Calabria Sicilia

Basilicata

Campania Puglia

Abruzzo Molise

Marche Lazio

Umbria

Toscana

Emilia Romagna

Friuli

Liguria

Trento

Veneto

Lombardia Bolzano

50,00 Piemonte

attività (acuti, riabilitazione e lungodegenza, regime ordinario e day hospital) è poco inferiore a 185 per 1.000 abitanti, in discreta diminuzione rispetto al 193 per 1.000 del 2008 e al 198 per 1.000 del 2007. La riduzione più evidente si registra nel tasso di ospedalizzazione per acuti che passa, per il ricovero ordinario, da 127 per 1.000 abitanti del 2008 a 122 del 2009 e per il ricovero diurno da 58 a 54 per 1.000. La degenza media è sostanzialmente stabile da diversi anni e pari a 6,7

Valle D’Aosta

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n Italia diminuiscono i ricoveri ospedalieri. E, parallelamente, perdono quota le giornate di degenza, ovvero i giorni trascorsi dai pazienti nei nosocomi. Nel 2009 in Italia, in base ai risultati dell'analisi preliminare effettuata dal Ministero della Salute, si registra una sensibile diminuzione del numero di ricoveri erogati in tutte le Regioni. L’attività ospedaliera stimata per l’anno 2009 si consoliderebbe su 11.655.010 ricoveri, in diminuzione del 3,7 % rispetto all’anno 2008. Le giornate di degenza stimate risultano pari a 73,04 milioni, riducendosi del 3,1 % rispetto all’anno precedente. Il tasso di ospedalizzazione del 2009 comprensivo delle varie tipologie di


Scoperto l’interruttore della paura

RICERCA | MEDICINA

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volte la paura ci paralizza, altre volte ci dà quella forza inaspettata, o ancora, ci dà il coraggio di affrontare un pericolo e combatterlo. Tre reazioni ben diverse e contrapposte che non scegliamo consciamente, ma che sono determinate da una particolare classe di neuroni, detti cellule di tipo I, presenti nell'area cerebrale dell'amigdala. A rivelare questo meccanismo è uno studio pubblicato su 'Neuron', frutto del lavoro congiunto dei ricercatori dello European Molecular Biology Laboratory di Monterotondo (Roma) e della GlaxoSmithKline. Gli scienziati, in altre parole, hanno identificato non solo la zona del cervello, ma anche le specifiche cellule neuronali che determinano la reazione dei topi ad uno stimolo che induce paura, abbinando all'approccio farmaceutico e genetico la risonanza magnetica funzionale. I risultati dimostrano che la scelta di immobilizzarsi o no a causa della paura è un compito davvero duro per il nostro cervello. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno monitorato l'attività di determinate cellule nel cervello di

Non siamo noi a decidere quando e quanto avere paura. Le diverse reazioni che possiamo avere sono determinate da una particolare classe di neuroni, detti cellule di tipo I

topi, sottoposti a stress da paura, modificati geneticamente in modo che solo tali cellule contenessero un recettore chimico specifico per un farmaco. Una volta iniettato, il farmaco bloccava l'attività elettrica delle cellule con recettore, permettendo di determinare il ruolo di questi neuroni di tipo I dell'amigdala nel controllo della paura. Per misurare la paura nei topi, i ricercatori li hanno addestrati ad associare un segnale acustico ad un'esperienza negativa. "Quando abbiamo inibito que-

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sti neuroni, non è stata una sorpresa vedere che i topi avevano perso l'istinto di immobilizzarsi - spiega Cornelius Gross, coordinatore dello studio all'Embl poiché la reazione è controllata dall'amigdala. Ci ha invece meravigliato vedere che manifestavano altri comportamenti di valutazione del rischio, sollevandosi sulle zampe posteriori. Sembrava che non avessimo bloccato la paura, ma solo modificato la loro risposta da passiva accettazione ad attiva strategia di affronto. Queste

funzioni non erano mai state attribuite all'amigdala". Per capire quali altre zone del cervello fossero coinvolte in questa risposta, i ricercatori hanno scansionato il cervello con risonanza magnetica, e scoperto che il passaggio da paura passiva ad attiva era associato anche all'attivazione della corteccia cerebrale. "Anche noi uomini conclude - ci immobilizziamo di fronte a un rischio. Capire come avviene il passaggio da reazione passiva a strategia attiva, può farci adattare meglio allo stress".

“Farmaci migliori senza trascurare i costi”

igliorare l’assistenza farmaceutica, razionalizzare l’uso dei farmaci, ridurre i costi. Sono i tre obiettivi che la Regione Marche intende conseguire attraverso il “Prontuario terapeutico ospedale territorio” (Ptor). L’adozione del nuovo strumento di prescrizione è vincolante per tutte le strutture dell’Asur (Azienda sanitaria unica regionale), per le Aziende ospedaliere e per l’Inrca. Disciplina la somministrazione dei farmaci ‘ad alto costo’, normalmente prescritti nelle strutture ospe-

daliere e utilizzati nel territorio (come quelli dell’HIV) o indicati dai medici specialistici per l’utilizzo domiciliare. “Il Prontuario è uno strumento indispensabile per un’economica gestione del farmaco in ospedale e sul territorio - sottolinea l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani - Non rappresenta un semplice elenco di medicine disponibili, ma promuove un uso appropriato dei farmaci, con un occhio di riguardo ai costi. Sollecita, da parte dei medici, comportamenti che sappiano valorizzare l’utilizzo razionale dei farmaci all’interno di un governo clinico che abbini l’autonomia professionale all’evoluzione scientifica e alla spesa sostenuta dalla collettività”. Quella farmaceutica, rileva l’assessore, è in continua crescita e richiede misure di contenimento adeguate. Il Ptor è costituito da un elenco di farmaci abitualmente prescrivibili all’interno degli ospedali. E` stato stilato da un’apposita Commissione regionale su base ‘rigorosamente scientifica’, attraverso una sintesi dei prontuari ospedalieri delle cinque Aree vaste.

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H

RUBRICA | SCUOLA PER GENITORI o letto molti dei suoi libri specialmente quelli che riguardano i figli, bambini e adolescenti fino dall'inizio della mia esperienza di mamma. Ora i miei figli hanno 13 (Giulia) e 6 anni (Matteo). Ma la vita mi gioca un brutto scherzo. Mi sto avviando alla separazione con mio marito. Non avrei mai pensato di dover affrontare questa esperienza e invece... Sono molto preoccupata per i miei bambini. D'altra parte il mio rapporto con mio marito non è recuperabile e penso che continuare sarebbe come condannare i miei figli a vivere una menzogna. E penso che sia ancora peggio. Mi faccio seguire da uno psicologo, ho fiducia in lui. Ma per i bambini mi dice che se io ritrovo la forza e la serenità loro mi seguiranno. Non mi ha detto che può aiutare anche loro. Lei che cosa ne pensa? Ci sono altre cose che posso fare per i miei figli? Avrei caro sapere il suo pensiero... avere una sua linea guida. Purtroppo abito a Firenze e quindi non ci sono i suoi Centri per genitori e famiglia. Posso anche leggere dei libri su Sua indicazione. Grazie infinite. Paola Cara Paola, innanzitutto sono pienamente d’accordo con lei che continuare un rapporto che non ha più senso sia come allevare i propri figli nella falsità e

Non trasformiamo il rapporto con l’ex in una battaglia... per il bene dei figli

PAOLO CREPET

P nell’inganno. Quindi, per quanto sia dura e difficile, le consiglio di andare avanti in questo modo, cercando di non trasformare il rapporto con il suo ex in una battaglia campale. I figli hanno bisogno di sicurezze, anche se scomode. E di tranquillità. Negli ultimi dieci anni in questo paese la percentuale delle separazioni e dei divorzi è raddoppiata, quindi nessuno può trovare scandaloso decretare la fine di un matrimonio quando le condizioni non sono più quelle favorevoli. Ciò che lei deve fare in questa situazione è non trasformare una separazione in una contesa di figli, di permessi, di affidamento. I bambini hanno bisogno di

La rubrica del prof. Paolo Crepet per la rivista Senzaetà affronterà il tema delicato del cambiamento della società, della famiglia e dei complicati rapporti genitori-figli, con le devianze che ne seguono.

Per scrivere al prof. Crepet e alla sua Scuola per Genitori: scuolagenitori@vi.artigianinet.com crepet.paolo@gmail.com www.scuolagenitori.it www.impresafamiglia.it

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sichiatra e sociologo è nato a Torino nel 1951, ha collaborato e collabora con numerose istituzioni pubbliche tra le quali il Censis e l’Organizzazione Mondiale della Sanità Regione Europea. E’ stato Membro dell’Unità Operativa del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Trieste nell’ambito della ricerca “Salute mentale e stress” e Consulente Associato al King’s College di Londra. Dal 1992 al 1995 è stato Consulente dell’Osservatorio Nazionale per lo studio delle tossicodipendenze in ambiente carcerario del Ministero di Grazia e Giustizia. E’ stato professore di “Psichiatrica Sociale II” presso l’Istituto di Psichiatria e Psicologia Medica a Napoli.

sapere quale è il loro luogo prevalente (quindi non due camerette uguali). Poi tutto il resto, se c’è serenità sufficiente, si accomoderà. Un ultimo consiglio: attenzione all’affido congiunto. Si tratta di una norma di senso comune ma non sempre di buon senso. Un figlio non è un pacco da spostare a piacimento da un luogo all’altro della città.


PILLOLE | Come comunicare attraverso il respiro n dispositivo unico nel suo genere consente di offrire alle persone con sindrome di 'locked in' la possibilità di comunicare con l'esterno e ai disabili di guidare con facilità la loro sedia a rotelle, senza nemmeno sfiorarla. Lo strumento è stato messo a punto al dipartimento di Neurobiologia del Weizmann Institute (Israele), che funziona attraverso il respiro del paziente. L'innovativo apparecchio identifica i cambiamenti della pressione dell'aria all'inter-

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no delle narici e li traduce in segnali elettrici. Una paziente con sindrome di 'locked-in', cioè 'imprigionata' nel proprio corpo a seguito di un ictus, senza possibilità di muoversi né di comunicare, è riuscita a imparare come mettere in pratica il sistema in alcuni giorni e a mandare ai propri familiari il primo 'messaggio' dopo sette mesi di oblio. Un altro paziente vittima di un incidente stradale ha persino affermato, utilizzando proprio il nuovo sistema, che esso è molto più facile da usare rispetto ad altri. Oltre alla comunicazione, il dispositivo potrà servire anche come meccanismo per il movimento delle sedie a rotelle: due inspirazioni significheranno 'avanti', mentre due espirazioni vorranno dire 'indietro', e così via.

Perché alcuni farmaci antiepilettici fanno aumentare i rischi di suicidio?! econdo uno studio tedesco pubblicato sulla rivista 'Neurology' vi sarebbe un maggior rischio di suicidio per chi assume alcuni farmaci contro l'epilessia. L’avvertimento è stato lanciato dopo che l'agenzia regolatoria americana Food and Drug Administration (Fda) ha richiesto l'aggiunta di avvertimenti ad hoc sulle confezioni di questi medicinali. Il nuovo studio ha preso in considerazione i dati del United Kingdom General Practice Research Database dal 1989 al 2005. Fra i pazienti epilettici seguiti, circa 44.300 persone, 453 hanno tentato il suicidio e 78 sono morti entro quattro settimane dal tentativo. Dalle osservazioni è emerso che questi comportamenti sono tre volte più comuni fra i pazienti in cura con farmaci di nuova generazione a rischio di

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depressione, rispetto alle persone che non assumono questi prodotti. Secondo gli esperti, comunque, i risultati dovranno essere confermati da studi ulteriori, condotti con un numero superiore di pazienti. In particolare, l'indagine evidenzia che alcuni tra i farmaci più nuovi, come levetiracetam, topiramato e vigabatrin, aumentando il rischio di depressione espongono al pericolo di togliersi la vita. Al contrario i prodotti più 'tradizionali' come lamotrigina, gabapentin, carbamazepina e valproato, sono in questo senso sicuri.

Un enzima ripara i danni del DNA causati dal sole er la prima volta un team di ricercatori ha visto come funziona un enzima in grado di riparare i danni al Dna causati dal sole. Il team della Ohio State University (Usa) diretto da Dongping Zhong, descrive come e' riuscito a osservare il 'comportamento' dell'enzima fotoliasi. Iniettando un singolo elettrone e un protone in un filamento di Dna danneggiato le due particelle subatomiche hanno guarito il danno in pochi miliardesimi di secondo. Il team ha sintetizzato del Dna in laboratorio, esponendolo poi alla luce ultravioletta e producendo così danni simili a quelli dovuti alle scottature, ben noti ai maniaci della tintarella. Poi i ricercatori hanno aggiunto l'enzima e, utilizzando impulsi di luce ultraveloci, hanno

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scattato una serie di "istantanee" capaci di rivelare come l'enzima ripara il Dna a livello atomico. Questo prezioso enzima è posseduto da tutte le piante e da molti animali, proprio per riparare i gravi danni legati al sole. Solo i mammiferi ne sono privi. Gli esseri umani possiedono alcuni enzimi che possono contrastare i danni da raggi Un, ma si tratta di particelle meno efficienti.

Ecco il robot chirurgo intelligente l robot messo a punto dalla Duke University un giorno potrebbe eseguire operazioni senza l'aiuto umano anche su pazienti veri e non solo sui tacchini attualmete impiegati come cavie. Il robot viene guidato da un programma che acquisisce in tempo reale i dati di un'analisi a ultrasuoni, ricavandone le istruzioni per il 'chirurgo meccanico'. Nell'esperimento la biopsia ha esaminato un tessuto che simulava una prostata umana in cui è stato inserito un acino d'uva che mimava

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un tumore. Il robot è riuscito a prelevare otto campioni dell'acino con un'accuratezza del 93 per cento. Il prossimo passo, scrivono gli autori, sarà testare il sistema su un manichino e su un vero seno umano.

Studiare fin da bambini protegge dall’Alzheimer pplicarsi allo studio durante l’infanzia genera delle modifiche a livello cerebrale in grado di difendere il cervello dallo sviluppo dell'Alzheimer. Sono queste le conclusioni di una ricerca pubblicata su Brain che spiega perché le persone che studiano più a lungo hanno un rischio inferiore di sviluppare la demenza. La ricerca, guidata da un gruppo di studiosi inglesi e finlandesi dell'University of Cambridge guidati da Carol

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Brayne, ha visto coinvolte 872 persone. Studi effettuati negli ultimi anni hanno sempre constatato che il livello di istruzione e il rischio di demenza sono inversamente collegati e si era addirittura calcolato un calo dell'11% nel rischio di demenza per ogni anno in più passato sui libri. Il nuovo studio ha dimostrato che l'istruzione nel corso della prima infanzia sembra generare determinati cambiamenti nel cervello in grado di difenderlo dalla demenza.

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Tic nervosi... chi non ne ha?! DOSSIER | TIC NERVOSI

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DI RICCARDO MILANI

ra i disturbi nervosi più frequenti e meno gravi, però fastidiosi, i tic spesso suscitano il sorriso di chi li nota, e l’imbarazzo di chi li ha. Chi non si è mai mordicchiato le unghie o arrotolato nervosamente i capelli? Eppure se un gesto ripetuto e inopportuno viene manifestato in un contesto non adatto come il lavoro o con estranei, l’immagine ne viene lesa, accentrando l’attenzione in negativo sul soggetto. I tic nervosi sono, però, piccoli gesti che significano uno stato d’animo. Ma cosa significano realmente questi segnali del nostro corpo? Arrotolarsi i capelli o toccare delle cose in mano sono dei modi per scaricare energia interna e trasformarla in gestualità. La cosa curiosa è che ogni gesto può avere una motivazione. Mordicchiare la penna, per esempio, o mangiarsi le unghie sono gesti aggressivi che indicano rabbia che non viene esplicitata a parole. Il sentimento di rabbia resta dentro di

I tic più comuni

sé e viene espressa con la gestualità in modo automatico, appena avvertito dalla coscienza. I tic possono avere sia un’origine organica che un’origine funzionale, cioè non giustificata da una condizione medica. “I tic nervosi – ci spiega la psicoterapeuta Elena Perera – costituiscono una somatizzazione dell’ansia, ovvero un conflitto troppo forte che il soggetto non riesce a mentalizzare e simbolizzare, quindi esprime sottoforma di sintomo somatico, motorio in molti casi. La zona colpita dal tic ha a che fare con la causa del tic stesso”. A livello psicologico, il tic può essere dovuto a stanchezza o a insicurezza paura o rabbia. A livello neu-

- Tic motori (i più comuni, di carattere improvviso e breve. Oltre a quelli riferiti in precedenza si ricordano le varie mioclonie) - Tic vocali (l'emissione di suoni non voluti. Comprende grugniti, parole dette senza intenzione, ecc.) - Tic comportamentali (ecolalia, coprolalia, ecc.) Oltre a quelle principali esistono altre tipologie: - Tic distonico (un susseguirsi di movimenti coordinati con un fine inesistente ma presunto, es. saltare) - Tic sensitivo (quando esso è scatenato da una stimolazione esterna, soventemente riscontrato nelle persone affette da sindrome di Tourette) - Tic transitorio (riscontrabile in età infantile)

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rologico, invece, p u ò esserci un alterazione dei nostri circuiti del cervello con stereotipie di comportamento, accade anche negli animali ad esempio il cane che si mordicchia compulsivamente le zampe. “I tic più frequenti – continua la psicologa Perera – sono quelli che riguardano le parti del viso, il mezzo più potente che abbiamo per esprimere le emozioni”. La maggior parte delle persone che soffrono di tic nervosi hanno delle norme interne rigide e sono impossibilitati di esprimere pensieri o sentimenti a causa dei meccanismi inconsci automatici che pren-


DOSSIER | TIC NERVOSI

“Le nevrosi sono di tutti, si esprimono soltanto con modalità differenti e differenti intensità”

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Un termine ‘cavalleresco’

origine della parola TIC va ricercata nella medicina Veterinaria: si è osservato che alcuni cavalli avevano il vizio di battere l'arcata dentale superiore sul bordo della mangiatoia o del box.... TIC TIC TIC... producendo un caratteristico rumore. Chi si occupa di cavalli sa bene che è un difetto grave: il cavallo mangiando perde parte della sua avena e nel contempo riempie lo stomaco d'aria, causandosi stati di malessere. Inoltre i cavalli "ticcosi" possono influenzare i cavalli più giovani, che copiano il gesto. Dall'inizio del 1700 il termine tic viene utilizzato anche per l'uomo conservando lo stesso significato descrittivo: "movimento vizioso, inopportuno, sgraziato". I tic sono presenti in tutti noi e non costituiscono in genere una preoccupazione dal punto di vista medico. Ma possono diventare fonte di disturbo per il paziente affetto qualora siano causa di disagio sociale, o determinino una alterata qualità della vita.

dono il sopravvento sulla volontà e sulla coscienza. “Le nevrosi sono di tutti – conclude la Perera – si esprimono soltanto con modalità differenti e con intensità differenti”. Per migliorare il disturbo, si può adottare un metodo anche da soli. Soffermarsi su cosa si pensa in quel momento e cosa si prova. Autocritica, autosservazione, sviscerare le cause e le modalità con cui si presentano questi problemi, i tempi, i luoghi e le relazioni. I sentimenti sono spesso legati a dei pensieri, è importante fermarsi e chiedersi: cosa sto provando?

I DISTURBI DA TIC: TRANSITORI E CRONICI I Disturbi da Tic si suddividono in due principali tipologie: 1 - tic transitori: si verificano in diversi bambini con un picco d’età compreso tra i 5 e i 9 anni; in ordine di frequenza le parti del corpo più interessate sono gli occhi, il volto, il collo, le spalle e le braccia. 2 - tic cronici: durano più di un anno e possono essere accompagnati da nuovi tic, l’età di insorgenza è compresa tra i 5 e i 9 anni con un picco d’incidenza attorno ai 7 anni; i maschi ne sono affetti con frequenza 3 volte maggiore rispetto alle femmine. I bambini affetti da tic cronici possono presentare balbuzie, deficit di attenzione, disturbi nell’apprendimento, difficoltà di concentrazione.

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FOCUS | SPECIALE OCULISTICA

Vediamoci chiaro...

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li occhi sono lo specchio dell'anima. Avere occhi vivaci e brillanti è sinonimo di benessere, ma è necessaria, da parte nostra, una cura costante e attenta che deve tener conto di alcune regole fondamentali, dall'alimentazione agli esercizi oculari, e che può essere arricchita da alcuni semplici rimedi naturali di sicuro effetto. Gli occhi ci permettono di vedere e la vista stessa può e s s e r e influenzata da fattori genetici, fattori climatici e dovuti all'invecchiamento. E' indispensabile, comunque, alla salute dei nostri occhi prestare attenzione ad una serie di piccoli ma basilari aspetti della nostra vita quotidiana. Alimentazione: E' indispensabile per il nostro organismo il giusto apporto di vitamine A, B e C, minerali e oligoelementi: contro tensione e affaticamento degli occhi sono particolarmente indicati ortaggi come sedano, caro-

ta, spinaci, indivia e prezzemolo. Sonno: Dormire le ore necessarie rappresenta un altro aspetto importante nella cura dei nostri occhi. Esercizio: I muscoli oculari hanno bisogno di essere tonificati e la ginnastica oculare

apporta dei benefici non solo in campo estetico, migliora infatti la vista in modo considerevole. Come proteggere gli occhi in ufficio?! Il riscaldamento, il fumo, il computer, sono tutti nemici della salute dell’occhio. Evitate di fissare lo schermo del pc a lungo, e fate brevi pause; controllate che l’illuminazione non sia troppo intensa (controlla che sul video sulla tastiera non ci siamo strani riflessi); mantieni una distanza tra i 50 e i 70 centimetri dallo schermo; riposate ogni tanto gli occhi chiudendo le palpebre per qualche secondo o massaggiandole con leggeri movimenti circolari. Blu, verdi o nocciola gli occhi possono mutare le proprie sfumature ogni giorno ma restano l o "specc h i o dell'anima".

NO agli occhiali - gadget comprati in spiaggia elli da vedere, molto economici, ma che possono anche essere pericolosi per la vista. Lo sono molti degli occhiali venduti come gadget nelle riviste oppure nelle bancarelle e nei bazar, da sempre nel mirino dell’Associazione Nazionale Fabbricanti Prodotti Ottici (Anfao). A lungo andare lenti di qualità scadente, spiega Anfao, possono provocare danni alla retina o al cristallino o peggiorare la predisposizione alla congiuntivite. Certottica, l’Istituto italiano di certificazione dei prodotti ottici che ha effettuato i test di prova per attestare la conformità ai requisiti essenziali alla direttiva europea, ha rilevato la non conformità alla marcatura CE. In linea generale, gli occhiali che risultano fuori norma possono avere: lenti diverse

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l’una dall’altra, filtri incapaci di fermare i raggi ultravioletti più nocivi, colori fuorvianti per chi guida l’automobile e non può permettersi di scambiare il giallo del semaforo con il rosso. Il tutto accompagnato dall’assenza della marcatura CE indelebile, indispensabile per garantire la regolarità del modello. Dei negozi di ottica ci si può fidare. Meno garantiti gli acquisti fatti altrove. Vengono proposti occhiali alla moda, che piacciono molto ai giovani e hanno costi ridicoli. Ma Anfao mette in guardia sui danni che possono essere provocati, con uso lungo e continuato, da modelli di fabbricazione imperfetta. Nausea, cefalea e congiuntiviti acute sono i più diffusi. Occorre, invece, proteggersi correttamente dal riverbero.

Come scegliere gli occhiali da sole

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elle passeggiate estive e nei weekend al mare, durante le vacanze o in giro per la città, è bene proteggere i nostri occhi dai raggi ultravioletti sempre in agguato! Ma anche da vento, sabbia, acqua salata o ricca di cloro, spesso fonti di irritazioni ed arrossamenti. Sapete che la sabbia aumenta l’intensità del riverbero dei raggi del sole del 15%, mentre acqua di mare, lago e piscina, ma anche la neve li rendono fino al 30% più intensi? Una non corretta esposizione al sole e scarsa protezione degli occhi, a causa dell’azione dei raggi UV, può favorire nel tempo l’insorgenza di patologie gravi come congiuntiviti o cheratiti. Appena il 14% della popolazione adulta protegge gli occhi in modo adeguato. Lo evidenziano recenti sondaggi condotti in Europa e negli Usa. Scegliete gli occhiali da sole con cura, in relazione al luogo in cui vi trovate, al tipo di attività che praticate, al tempo che trascorrete all’aperto. Importanti da considerare tre caratteristiche tecniche dell’occhiale: capacità di assorbimento dei raggi, tipo e colore delle lenti.


Problemi di vista!?

FOCUS | SPECIALE OCULISTICA

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er poter vedere nitidamente, la cornea e il cristallino devono focalizzare i raggi luminosi sulla retina e più precisamente sulla macula. Se i raggi luminosi non vengono focalizzati in maniera corretta sulla retina, l’immagine che si ottiene risulta sfocata. Questo viene definito come difetto refrattivo o difetto di vista. I difetti di vista sono la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia. Possono essere corretti con occhiali, lenti a contatto o tramite un intervento di chirurgia refrattiva. Indipendentemente dal mezzo, lo scopo è comunque quello di spostare il punto messa a fuoco dei raggi luminosi sulla retina.

Ipermetropia

Nell’occhio ipermetrope la curvatura della cornea non è sufficiente per la lunghezza oculare che è ridotta rispetto a quella di un occhio normale. I raggi luminosi provenienti da oggetti sia vicini che lontani non ven-

Se i raggi luminosi non vengono focalizzati in maniera corretta sulla retina, l’immagine che si ottiene risulta sfocata. Questi difetti vengono corretti con lenti, occhiali o tramite la chirurgia Anisometria

gono messi a fuoco sulla retina, bensì su un piano dietro di essa: in questo caso, l’ipermetrope vede male gli oggetti vicini e in parte anche quelli lontani.

Astigmatismo

E una condizione dovuta ad

Iridologia: dagli occhi un aiuto per la salute a millenni l'uomo ha compreso che l'occhio è una parte molto importante del corpo. Oggi lo studio dell’occhio permette di valutare l'energia vitale, lo stato di salute e le emozioni della persona. Questo metodo di analisi è noto come iridologia e consente di studiare le predisposizioni dell’organismo a manifestare disturbi psichici e fisici, mediante un'attenta osservazione della struttura dell'iride che viene confrontata con delle particolari mappe dette topografie dell'iride. Esaminando i segni, i colori e le macchie dell'iride gli studiosi hanno infatti determinato e localizzato gli organi ai quali i segni, colori, macchie, fanno riferimento. Ma esiste anche un secondo livello di lettura: questi segni connessi agli organi

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una deformazione della cornea: le immagini, a qualunque distanza, appaiono indistinte, schiacciate e distorte lungo una certa direzione che dipende da quella dell’asse dell’astigmatismo. Normalmente la cornea ha una forma sferica; nell’occhio astigmatico, invece, essa presenta un profilo ellissoidale (ovale). Essendo la curvatura della cornea irregolare, i raggi luminosi provenienti dagli oggetti non vengono rifratti ugualmente in tutte le direzioni, ma cadono su piani diversi tra loro rispetto alla retina.

Presbiopia

diventano portatori d'informazioni sull'organo stesso, soprattutto in caso di malattie croniche o ereditarie. Attraverso lo studio del colore di fondo, delle colorazioni sovrapposte e di altri segni, diventa possibile fare un quadro preciso delle predisposizioni patologiche dei soggetti. Il cervello invia costantemente all’occhio le sensazioni ricevute dalle cellule e, in caso di problemi, appaiono sull’iride macchie, fessure e anelli di varie densità e colorazione.

Per accomodazione si intende la naturale capacità del cristallino, attraverso piccolissimi movimenti, di cambiare la messa a fuoco a seconda della distanza degli oggetti. Lentamente, dopo i 40 anni, tale capacità tende a ridursi a causa dell’indurimento del cristallino. La presbiopia è la perdita di accomodazione dovuta all’età. Chi ne è affetto fatica a mettere a fuoco in rapida successione immagini distanti e vicine, ha difficoltà nella lettura e nelle attività da vicino.

Si tratta di una possibile complicazione legata potenzialmente a tutti i problemi di refrazione. L’anisometropia è infatti una condizione nella quale vi è una grande differenza nel difetto refrattivo tra i due occhi. Può trattarsi di gradazioni diverse dello stesso difetto o della presenza, nello stesso soggetto, di difetti refrattivi diversi.

Occhiali o lenti a contatto?

Normalmente i difetti visivi vengono corretti mediante occhiali o lenti a contatto. Per la miopia si utilizzano lenti negative (con effetto divergente) che spostano indietro il punto di concentrazione della luce, neutralizzando l’eccessiva curvatura corneale. L’ipermetropia, invece, può essere corretta con lenti ad effetto convergente. Anche per l’astigmatismo (spesso associato a miopia o ipermetropia) e per l’anisometropia si usano occhiali o lenti a contatto. In quest’ultimo caso, però, la correzione con occhiali fornisce immagini nitide ma sdoppiate, mentre se la lente a contatto non è ben tollerata l’occhio con difetto maggiore viene poco utilizzato.

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FOCUS | SPECIALE OCULISTICA

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Oculistica ad Ancona,

e Marche e il comprensorio di Ancona sono considerate in Medicina e Chirurgia, per la materia Oculistica, ai vertici nazionali: gli specialisti che abbiamo qui rappresentano un concentrato di qualità, esperienza e specializzazione. Senzaetà, sia direttamente che attraverso il sito internet, riceve decine di richieste di informazione proprio riguardo alle malattie dell’occhio e della vista in genere. Parimenti, tantissime sono le persone che ci chiedono di poter venire nelle Marche ad operarsi o semplicemente a farsi visitare dai nostri specialisti, la cui fama internazionale evidentemente è ben riposta. Una regione dunque a fortissimo indice di attrazione per l’Oculistica. Tentando di rispondere alle domande più frequenti che ci arrivano in redazione, abbiamo intervistato e sentito il parere di alcuni specialisti proprio in questo settore. A parte il prof. Giovannini direttore della Clinica Universitaria della

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E in Pediatria?

oculistica pediatrica è un settore dell’oftalmologia che si occupa dello sviluppo della funzione visiva fin dai primi mesi di vita con lo scopo di verificare che tale sviluppo avvenga in modo corretto e armonico. L’oculistica pediatrica è in grado di esaminare l’occhio del bambino, valutare la presenza di difetti refrattivi e di patologie oculari associate al fine di poter dare la terapia adeguata che consenta il miglior sviluppo visivo. Il reparto di Oculistita Pediatrica dell’Ospedale Salesi ha come direttore il dott. Vincenzo Abbasciano. Valentina Pierucci

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facoltà di Medicina di Ancona, considerato il luminare della degenerazione maculare senile, della terapia fotodinamica laser e della terapia iniettiva intravitreale, hanno risposto al nostro appello anche il prof. Cesare Mariotti,professore associato presso la clinica oculistica universitaria degli ospedali riuniti di ancona , specialista della chirurgia vitro retinica e il dott. Carlo Sprovieri,dirigente medico presso la stessa clinica. specialista del segmento anteriore (cataratta e glaucoma). Abbiamo inoltre rivolto al dott. Nicola Germele, libero professionista formatosi nella medesima struttura, alcune domande posteci dai nostri lettori riguardanti la chirurgia refrattiva laser per la correzione dei difetti visivi.

Parliamone con... Prof. Cesare Mariotti Dirigente Clinica Oculistica Universitaria di Ancona

La situazione generale dell’Oculistica nell’area vasta di Ancona “soffre” della contraddizione di essere un polo d’eccellenza grazie alla presenza della Clinica Oculistica Universitaria, fra i più importanti centri a livello nazionale e internazionale, ma con tutta la fatica di mantenere tali livelli in un periodo di rivolgimenti così profondi e ampi da non risparmiare anche la Sanità. Occorre dunque tener conto sempre più della necessità e dell’opportunità di avere a disposizione strutture di day surgery, la cui mancanza si fa sentire, inserendo nell’eccellenza (se non si può fare a Torrette) anche l’Inrca con le sue future nuove strutture e la rete degli ospedali minori (per cui vanno presi impegni più importanti) come Osimo, Jesi e Senigallia con la loro attività decentrata. L’appello del prof. Cesare Mariotti che insieme al prof. Giovannini dirige la Clinica oculistica universitaria, non è di quelli che passa inosservato: da tempo infatti c’è questo nodo da sciogliere. La clinica resta il centro specializzato per la chirurgia retinica ed ogni patologia degenerativa maculare in età avanzata (AMD); l’ospedale di Torrette per l’attività chirurgica del glaucoma, mentre per l’attività di ricerca

la struttura ideale potrebbe in futuro essere proprio la nuova sede Inrca di Camerano “abbracciata” dalla fattiva collaborazione e presenza dell’Università stessa. Il prof. Mariotti ha appena moderato, facendo gli onori di casa, il congresso internazionale intitolato “La Miopia” che si è tenuto a Fermo, con luminari e scienziati di tutto il mondo e illustri ricercatori e chirurghi che hanno trattato temi di grande interesse, con un movimento di persone, durante l’arco del convegno, di tremila presenze! A lui chiediamo le ultime novità in fatto di cure e tecnolo-

A Fermo per “La Miopia” esperti da tutto il mondo

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evento ha superato le più rosee aspettative. Grande la soddisfazione deglli organizzatori: Università Politecnica delle Marche, Fondazione Retina 3000, OO Group e Città di Fermo. E' stata una due giorni che ha portato nel territorio fermano circa 3000 persone impegnando, per l'occasione, tutte le strutture ricettive delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata. Al simposio intitolato “La miopia” ha evidenziato le più recenti soluzioni, raggiunte dalla ricerca medica, per la prevenzione e la cura della miopia.


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eccellenza internazionale gie, emerse dalle relazioni. “Oltre all’impiego rivoluzionario delle staminali retiniche illustrato nella relazione di Da Cruz – afferma Mariotti – con l’impianto di cellule pigmentate sotto la macula coltivate in vitro, novità emergono da quel mondo in movimento che sono i farmaci e dalle nuove terapie anti VEGF, ossia contro i fattori di crescita liberati dalle patologie della macula”.

Dott. Carlo Sprovieri Ospedali Riuniti Torrette Ancona

E’ specialista della chirurgia della cataratta anche a scopo refrattivo, cioè da anni riesce ad intervenire, durante la consueta operazione di asportazione, anche nella correzione di altri e ulteriori difetti visivi preesistenti. “Cioè - ci spiega il dott. Carlo Sprovieri - quando dobbiamo mettere il paziente sotto operazione, cerchiamo una volta per tutte di far togliere l’occhiale, sia correggendo il difetto visivo da lontano che quello da vicino. Infatti oggi è possibile nell’unica soluzione intervenire anche nella presbiopia”. Ovviamente, occorre specificare non in tutti i casi e in tutti i pazienti è possibile ma nella maggioranza delle volte si interviene grazie ai cristallini artificiali dedicati, sempre più specifici, che possono arrivare a correggere difetti visivi diversi, persino a volte l’astigmatismo.

In tal senso - conclude Sprovieri - la cataratta può ormai essere considerato non più soltanto un’operazione da fare in età senile ma si può anticipare ai primi difetti anche in via preventiva, attorno ad esempio ai cinquant’anni”. A lui abbiamo chiesto anche quanta parte ha la tecnologia applicata oggi ad ogni operazione del chirurgo: “I macchinari fanno parte ormai della prassi medica e sono sempre più sofisticati e importanti - ha detto Sprovieri - soprattutto perché danno sicurezza alla mano del chirurgo e quindi al paziente garanzia di riuscita. Fra l’altro, proprio per ciò che concerne la branca oculistica, la strumentazione, fra diagnostica, terapeutica, chirurgica etc, ha una delle gamme più estese per numero e tipologia di macchinario di tutti i comparti della Medicina”.

Quattro domande sul laser

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L’operazione: come e perchè

a chirurgia refrattiva è una tecnica che ridisegna la cornea del paziente (la parte trasparente davanti all'iride) per correggere il difetto refrattivo (miopia - ipermetropia con e senza astigmatismo). Viene effettuata mediante un laser guidato da un computer, programmato con una serie di misurazioni estremamente precise, condotte pre-operatoriamente (l'ordine di grandezza del tessuto asportato è il micron). La capacità del chirurgo è nel saper gestire le informazioni derivanti dalle misurazioni pre-operatorie e coordinarle per ottenere i migliori risultati.

Risponde il dott. Nicola Germele ostituirà mai completamente la mano del chirurgo? “Non la sua esperienza o la capacità di controllo nell'uso della macchina. Il paragone è quello della Ferrari che produce auto da corsa, ma non tutti sono dei piloti come Alonso”. Davvero è lo strumento più sicuro? “Il laser ad eccimeri nasce negli anni 70 e gli effetti biologici vengono valutati negli anni 80. La cheratectomia fotorefrattiva mediante laser ad eccimeri (PRK) inizia nel 1988, mentre la tecnica Lasik (Laser in situ Keratomileusis) celebra quest'anno i venti anni. Sono ormai 22 anni che si effettuano interventi di chirurgia refrattiva, con un numero di pazienti ogni anno che, solo in Europa, supera 5 milioni.

Una tecnica innovativa che “resiste” 22 anni dovrebbe essere sicura. In un recente studio europeo, ed in accordo con dati internazionali, i pazienti che hanno beneficiato della chirurgia refrattiva, sono nel 98% dei casi entusiasti e la raccomanderebbero ad altri. Sicura però non significa esente da rischi. Come in tutte le procedure chirurgiche, esistono complicanze potenziali ed effetti collaterali; alcune di questi, come la presenza di aloni attorno agli oggetti erano molto più comuni con i primi laser che trattavano una parte di cornea molto più piccola di quelli di oggi”. Le controindicazioni ? “Le controindicazioni assolute sono: il cheratocono, la cataratta, le infezioni erpetiche, le malattie del tessuto connettivo ed autoimmuni (artrite reuma-

toide, lupus, etc.), mentre le controindicazioni relative sono il diabete ed il glaucoma”. Questi macchinari hanno un'evoluzione, nel senso che la ricerca può ancora andare avanti... o abbiamo raggiunto il top? “Esistono ancora sfide affascinanti solo parzialmente risolte, ad esempio nella correzione della presbiopia o nella cura del cheratocono. Ma esistono altri laser: dieci anni fa si iniziò a sperimentare un'alternativa all'uso dei microcheratomi manuali per creare una lamella di tessuto corneale (dello spessore di circa 120-160 micron) nella Lasik, con un nuovo laser detto a femtosecondi (capace di liberare un raggio laser dell'ordine di grandezza del micron). Oggi il laser a femtosecondi (giunto alla 5a generazione) è una vali-

da opzione a quella fase iniziale manuale. La moderna chirurgia per la rimozione della cataratta inizia nel 1967 con Charles D. Kelman ed è una tecnica manuale effettuata mediante facoemulsificazione (uso di ultrasuoni per frammentare ed aspirare il cristallino). Da pochi anni si sperimenta l'impiego di un laser a femtosecondi per la rimozione della cataratta, con vantaggi in termini di precisione, riproducibilità e quindi maggiore garanzia di risultati ottimali, naturalmente sempre sotto la guida del chirurgo. Lo stesso laser a femtosecondi sembra promettente per ripristinare l'accomodazione nella presbiopia o per ridare trasparenza nelle fasi iniziali della cataratta (per fotolisi), consentendo di procrastinare l'intervento stesso”.

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MEDICINA |

Spesa sanitaria: le Marche tra le regioni più virtuose

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li esperti del Cerm (Competitività Regolazione Mercati) hanno realizzato uno studio, connesso all’introduzione del federalismo fiscale e dei costi standard, in cui hanno preso in esame il rispetto, da parte delle Regioni, della programmazione delle risorse dedicate alla Sanità. Dallo studio è emerso che le Marche sono l’unica Regione con i conti in equilibrio che non solo ha rispettato la programmazione delle risorse ma, addirittura, avrebbe potuto spendere di più di quanto stanziato a programma per il 2009, dimostrando così il più elevato livello di efficienza in Italia. Lo studio del Cerm ipotizza quale possa essere la spesa sanitaria complessiva di ogni singola Regione se, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), fossero adottati i livelli di efficienza di un pool di cinque Regioni (tutte a statuto ordinario) caratterizzate

Le Marche sono l’unica Regione con i conti in equilibrio dimostrando il livello più alto di efficienza in Italia dall’equilibrio di bilancio e da un ottimo livello di erogazione delle prestazioni sanitarie. Le Marche sono l’unica Regione, in equilibrio di bilancio, a ottenere una performance migliore rispetto allo standard, essendo ipoteticamente creditrice, nei confronti dello Stato, qualora fossero adottati i criteri di questo studio, di 94,90 milioni di euro (il +3,3% rispetto al finanziamento del 2009). Il finanziamento del

2010, rispetto al trend di spesa previsto in 80-90 milioni di euro, assegna alle Marche un incremento di risorse di circa 20 milioni, insufficienti rispetto alle performance standardizzate sull’efficienza delle cinque Regioni

di riferimento. Ciò dimostra che le azioni messe in atto, a livello regionale, sono dovute alle disposizioni varate dal Governo con il Patto per la Salute 2010-2012 ed alla manovra finanziaria approvata dal Parlamento. “Mentre il Governo taglia pesantemente anche sulle risorse per la Sanità - commenta l’assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani - la Regione ha fatto e sta facendo fronte a questa mannaia con una manovra strutturale che salvaguarda i servizi. Lo studio del Cerm, che rappresenta una prima vera ‘simulazione’ dell’applicazione del federalismo e dei costi standard, evidenzia come le Marche siano la Regione più virtuosa in Italia per spesa e qualità dei servizi”.

Arriva l’Azienda Marche Sud a Sanità marchigiana riparte dagli “Ospedali Riuniti Marche Sud”. Non si fermerà, anzi, l’integrazione nell’ambito dell’Area Vasta 5 sarà ancora più rapida. La manovra finanziaria del Governo ha messo il piede sull’acceleratore del processo di integrazione tra la Zona Territoriale 12 di San Benedetto del Tronto e della Zona Territoriale 13 di Ascoli Piceno. L’integrazione sanitaria nel Sud delle Marche come al Nord, per migliorare le strutture, l’organizzazione e la tecnologia, tenendo in grande considerazione le risorse umane che dovranno essere motivate da una Sanità il cui quadro generale ci colloca ai primi posti in Italia in termini di qualità dei servizi. “In un contesto nazionale che sta cambiando – precisa l’assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani davanti ai direttori Asur Ciccarelli, Novelli e Rinaldi e ai primari delle due zone territoriali – l’idea poteva essere quella di abbandonare i progetti in essere, ma accadrà il contrario. L’obiettivo è quello di rilanciare con forza il lavoro che la fine della legislatura aveva interrotto, la formulazione della legge sugli Ospedali Riuniti”. Integrazione sì, ma anche razionalizzazione delle risorse. Per questo si renderà necessaria, il prima possibile, la costituzione dell’Azienda Ospedaliera Marche Sud, dislocata su due plessi Ascoli e San Benedetto, così come ha affermato Carmine Ruta, dirigente del Servizio Salute.“Il Governo – continua

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L’assessore regionale alla Salute Almerino Mezzolani, il dirigente Carmine Ruta e il direttore Asur 13 Rinaldi

Ruta – ci ha passato venti milioni di euro invece che ottanta. Proprio questi tagli ci spingono ad accelerare il processo di integrazione”. I tempi sono stati accelerati sull’approvazione del Piano Sanitario e sulla rideterminazione della legge 13 del sistema sanitario. r.m.


REGIONE MARCHE | CUP UNICO

CUP UNICO: 800-098798 le Marche tra le prime ad avviare il servizio “

Un forte impegno per mantenere la Sanità come fiore all’occhiello delle Marche, un servizio che offre grandi vantaggi al cittadino e che contribuisce a ridurre le liste d’attesa”. Il Presidente Gian Mario Spacca alla presenza dell’assessore alla Sanità Mezzolani, del direttore generale del Servizio Salute Ruta e del direttore di Ospedali Riuniti Tosolini ha presentato ufficialmente il CUP unico regionale, che partirà come servizio il 13 settembre prossimo. “Dopo la strategia finanziaria che ci ha consentito

Per chiamare il CUP regionale Il numero verde da telefono fisso 800098798 è gratuito. Il numero 199419891 da cellulare è a carico dell’utente

di riequilibrare i conti della sanità e che ha reso le Marche una delle Regioni più virtuose – ha detto Spacca – ora passiamo alla fase di riorganizzazione gestionale nel segno dell’efficientamento e dell’integrazione dei servizi a cominciare dalle prenotazioni, servizio primario per il cittadino. E’ questa la filosofia del nuovo Piano sanitario regionale”. “Abbiamo bisogno di mantenere alte la tecnologia e l’efficienza in rete attraverso questo ulteriore servizio integrato – ha ribadito Almerino Mezzolani –

se vogliamo rimanere al vertice delle Regioni italiane, così come ci vedono i dati positivi finora registrati a livello nazionale. Il Cup regionale è un tassello essenziale per la qualità del servizio, oltre che per agire direttamente sulla riduzione delle liste d’attesa”. “Questa è solo la fase d’avvio – ha precisato Carmine Ruta – a

Il presidente Spacca alla presenza dell’assessore alla Sanità Mezzolani, del direttore generale del Servizio Salute Ruta e del direttore di Ospedali Riuniti Tosolini ha presentato ufficialmente il CUP unico regionale

regime, si prevede una riduzione dei tempi d’attesa anche del 25%, grazie all’apertura delle agende di appuntamenti di ogni struttura ospedaliera”. Le prenotazioni ambulatoriali e le visite in genere saranno infatti smistate su ogni struttura del territorio, dove ci sono di volta in volta posti liberi, evitando sovrapposizioni e lunghe file. Il servizio di prenotazione unico dal 13 settembre affida ad una cooperativa la gestione di due call center, uno a Pesaro e uno a Fermo, con 58 operatori (la metà sono disabili) che saranno in rete con 800 postazioni di raccolta da strutture ospedaliere e sociosanitarie, oltre a 1450 medici di base, 170 pediatri e 527 farmacisti. Saranno oltre 6000 le agende gestite per 4,5 milioni di prestazioni da effettuare e circa 3 milioni di prenotazioni annue.

Sanità in Regione: “Mantenere il trend positivo” odo strategico e punto focale della ripresa dei lavori dopo l’estate, è stato in Regione l’argomento della Sanità. “Abbiamo caratterizzato questi primi mesi di legislatura con il massimo impegno nell’opera, delicata e difficile, nel periodo di massima crisi congiunturale, di efficientamento dell’intero Sistema sociosanitario marchigiano”. Così ha esordito l’assessore regionale Almerino Mezzolani, non nascondendo il periodo che l’ente regionale sta attraversando, alla pari di tutte le altre istituzioni, a causa dei tagli alle risorse

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e alla stretta economica che impongono razionalizzazioni persino nel settore Sanità, dove pure i servizi base non devono essere toccati. “La situazione è sempre più complessa: fin da subito sono venuti meno oltre 60 milioni di euro sugli 80 di trasferimenti dalla Stato e se parliamo solo dei servizi sociali, circa 25 milioni di euro all’anno per i prossimi 4 anni – ha ribadito Mezzolani – Abbiamo allora accelerato la riorganizzazione e la riforma del sistema sanitario regionale ottenendo diversi risultati positivi, come attestato dalla speciale

classifica nazionale che nel 2009 riconosce alle Marche il posto di seconda regione d’Italia per avere tutti i conti a posto e il sistema sanitario efficiente. Ma se vogliamo mantenere questo trend dobbiamo anche accelerare il percorso di riforme verso due direzioni. La prima, di aspetto normativo, riguarda il sistema amministrativo della sanità, ad esempio per il ruolo delle farmacie sul territorio, punto nevralgico come elemento propulsivo e informativo e per il Cup unico di prenotazione. La seconda, relativa al rafforzamento del sistema sociosanitario con più

controllo e una politica di sviluppo basata sugli accordi di programma già avviati. Stiamo lavorando poi per una nuova stagione di potenziamento delle strutture, cito due esempi su tutti, la nuova sede Inrca a Camerano e l’ospedale di Fermo. C’è inoltre una terza direzione verso cui l’impegno regionale si sostanzia: il reperimento di nuove risorse per non autosufficienti. La sfida è arrivare al traguardo dei 100 minuti di assistenza pro capite garantiti. Uno sgravio per le famiglie, un sostegno alle fasce deboli come atto dovuto.

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La telemedicina entra all’Università di Camerino UNIVERSITA’ CAMERINO | TELEMEDICINA

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offerta formativa di Dottorati di Ricerca dell’Università di Camerino per l’anno accademico 2010-2011 si arricchisce di una nuova ed innovativa proposta, un Dottorato in e-Health and Telemedicine. “La sanità elettronica (ehealth) – sottolinea il Prof. Francesco Amenta, coordinatore del dottorato, da anni impegnato attivamente affinché sanità elettronica e telemedicina divengano discipline insegnate nelle Università – consiste nell’impiego, la trasmissione, l’archiviazione e l’utilizzo di dati sanitari in forma digitale in supporto dell’assistenza sanitaria, sia a livello locale che a distanza. Il termine telemedicina, non sempre impiegato in maniera corretta, indica l’utilizzo delle tecnologie della informazione e delle telecomunicazioni per fornire servizi sanitari indipendentemente da barriere geografiche, temporali, sociali e culturali. Nonostante il crescente sviluppo, anche in termini di servizi erogati al grosso pubblico, delle applicazioni della sanità elettronica e della telemedicina l’impegno in formazione universitaria degli operatori sanitari che utilizzeranno tali tecnologie non è elevato”. Le attività del Dottorato saranno erogate in lingua inglese anche per attrarre giovani stu-

Attivato dall’Università di Camerino il primo Dottorato di Ricerca italiano in e-Health and Telemedicine

diosi stranieri verso una nuova frontiera delle moderne scienze sanitarie. Il programma del dottorato è disponibile nel sito Unicam al seguente indirizzo http://web.unicam.it/laureati/dottorato/documenti/eHealt h_Tel_SAS.pdf. Il Dottorato di Ricerca in Italia e-Health and Telemedicine è il primo in Italia nel settore e no dei pochi attualmente esistenti in Europa.

e-health e telemedicina

La e-Health consiste nell’uso delle procedure telematiche nei servizi di assistenza sanitaria, sia a livello locale che a distanza. La telemedicina è un servizio ben noto, che si concretizza in determinate aree cliniche e

Università degli Studi di Camerino Piazza Cavour 19/f - 62032 Camerino (MC) Dottorato in e-Health e Telemedicina http://web.unicam.it/laureati/dottorato/documenti/eHealth_Tel_SAS.pdf

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assistenziali a beneficio dei pazienti e degli operatori sanitari con procedure a distanza. Aree di rilievo sono quelle della cardiologia e della radiologia, ma hanno notevole rilievo le procedure di Homecare per il monitoraggio a distanza di pazienti affetti da malattie croniche, un settore questo in via di sviluppo, secondo anche gli auspici della Commissione

Europea. La stessa Europe Digital Agenda pone in grande rilievo i servizi sanitari e di telemedicina digitalizzati, la formazione del personale e l’attività di ricerca, nel cui ambito si pone proprio la proposta dell’Università di Camerino.


ECONOMIA E SOCIETA’ | UBI BANCA - Banca Popolare di Ancona

Ubi Banca, Clubino ed Enjoy: simpatici, dinamici... under 12! L

a Banca Popolare di Ancona, da sempre attenta alle esigenze della famiglia, ha lanciato CLUBINO, un programma dedicato ai bambini da 0 a 12 anni abbinato ad un libretto di deposito a risparmio. Si tratta di un vero e proprio Club riservato ai giovanissimi con regali, proposte vantaggiose e un vivace sito internet con giochi e attività interattive. Il CLUBINO è rappresentato da un gruppo di giovani risparmiatori che raccontano le loro avventure per realizzare piccoli grandi progetti grazie all’aiuto di UBI Banca Popolare di Ancona: da Franci Guadagno, il più giovane e saggio della banda, sempre fedelmente accompagnato dal cane Fido, a Primo Libretto, il vero genietto del risparmio; da Mari Sparmi, la maga dello shopping conveniente a Giampa Ghetta, che

inventa un gioco al secondo, fino a BUBI. Il deposito a Risparmio offre un tasso dell'1% senza spese e con la polizza infortuni inclusa. Si differenzia dalle altre offerte presenti sul mercato grazie ad una serie di iniziative che partono dal coloratissimo regalo di benvenuto che i piccoli titolari riceveranno all’atto di sottoscrizione: una scatola contenente una cassettiera Giotto con pennarelli, pastelli e altri articoli di cancelleria; la guida al CLUBINO con la storia dei personaggi e i dettagli dell’iniziativa; la carta CLUBINO (che riproduce una vera e propria carta di credito) e degli adesivi che riproducono i personaggi del CLUBINO. Ma non è tutto: se a settembre di ogni anno il deposito sarà pari o superiore a una delle soglie previste (euro 1.000, 1.500, 2.000, 2.500, 3.000, 7.000) i

giovani risparmiatori riceveranno direttamente a casa un altro regalo, differenziato in base alla soglia e all’età del bambino. Tutte le informazioni sull’iniziativa, nonché giochi, premi e offerte sono disponibili sul sito www.clubino.ubibanca.com. Un altro prodotto sempre dedicato al mondo dei giovani è la carta prepagata ENJOY abbinata al Circuito internazionale MasterCard, uno strumento di pagamento comodo e innovativo; un’alternativa sicura, economica e pratica rispetto al contante. Grazie alla sua semplicità ed economicità è particolarmente apprezzata dai più giovani. Enjoy è una Carta prepagata ricaricabile dedicata alle persone fisiche maggiorenni che viene rilasciata in “pronta consegna” direttamente al momento della richiesta; è dotata di un proprio

identificativo IBAN, oltre ad un proprio numero Carta (o numero PAN), che consente di inviare e ricevere bonifici in euro, accreditare lo stipendio, domiciliare le utenze ed effettuare ricariche di telefoni cellulari, oltre alle operazioni di prelevamento contanti e pagamento acquisti nei negozi che espongono il logo MasterCard. Alla carta viene associato gratuitamente anche un servizio di SMS che garantisce maggiore sicurezza ai clienti, grazie all’invio automatico, al cellulare del titolare della carta, di avvisi relativi a tutte le operazioni di acquisto POS e prelevamento contante di importo superiore a 100 euro. Infine, tutti i titolari di carta Enjoy partecipano all’operazione a premi denominata Enjoy People; un programma per cui verranno attribuiti punti per ogni tipo di operazione.


PROGETTI EUROPEI | SERVIZI SOCIALI

L’impresa sociale diventa un’opportunità anti crisi

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cambiare buone pratiche a sostegno dello spirito imprenditoriale delle imprese sociali. Condividere linee d’azione negli appalti pubblici sociali fra regioni d’Europa. Questo è il progetto europeo di cooperazione interregionale cofinanziato dal programma Interreg IVC e dal fondo europeo di sviluppo regionale. “L’impresa sociale precisa l’assessore Luchetti - va sostenuta perché possa sempre più sviluppare nuove strade alternative alla tradizionale economia capitalistica, guardando, oltre che alla crescita del profitto, soprattutto alla valutazione del lavoro e quindi dell’occupazione. Questo progetto mira a rafforzare l’efficacia delle politiche pubbliche regionali nel promuovere e sostenere l’imprenditoria sociale, quale fattore per lo sviluppo economico locale e la competitività territoriale”. Promosso dalla Regione Marche - Servizio Istruzione Formazione e Lavoro, il progetto dedica un’attenzione particolare alle tematiche sociali e coinvolge un partenariato di 9 soggetti pubblici provenienti da 7 Paesi dell'Unione Europea. “In un periodo di crisi come quello che stiamo attraversan-

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do la cooperazione sociale assume una funzione strategica, in quanto capace di assicurare occupazione nello specifico settore del no profit e di favorire l’inserimento di persone in difficoltà”. Per l’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti, riflettere sui temi delle politiche pubbliche e delle imprese sociali è stata un’occasione importante di confronto con altri Paesi europei. “La realtà marchigiana si è dimostrata vitale nel rinnovarsi e sviluppare le potenzialità di una formula, quella cooperativa, che permette di creare nuove opportunità lavorative, soprattutto ai giovani, alle donne e a persone con livelli medio alti di istruzione, a dimostrazione che anche un’attività di servizio può essere un modello economico di riferimento che oltre al profitto guarda alla tutela del lavoro. Il contesto di impresa diffusa che caratterizza l’economia della Regione, cos’ come il persistere di una dimensione comunitaria e solidale che connota la società civile e istituzionale, hanno favorito l’individuazione della forma cooperativa come lo strumento efficace per affrontare i problemi di inclusione lavorativa”. Le parole di Luchetti. “Le Pubbliche amministrazioni – ha concluso

Parla l’assessore Marco Luchetti: “L’impresa sociale, una risorsa in grado di creare occupazione e favorire l’inserimento di persone in difficoltà”

Luchetti – devono sostenere questo terzo settore, rafforzando l’efficacia delle politiche pubbliche regionali e locali di welfare a favore dell’imprenditoria sociale, aumentando la capacità di individuare i fabbisogni dell’economia sociale e dando più vigore all’economia sociale, con il trasferimento di buone pratiche dai territori dove sono già stati raggiunti risultati tangibili e misurabili in termini di supporto alle imprese sociali a Paesi con meno esperienza”.

L’agenda dell’assessore Luchetti n nutrito calendario di incontri sulle tematiche della scuola e del lavoro, caratterizza il mese di settembre per l’assessore regionale Marco Luchetti. Il giorno 9 settembre Luchetti ha presenziato all’inaugurazione delle nuove Officine dell’ITIS Marconi e dell’Ipsia Pieralisi di Jesi. A Urbania, il 13 tavola rotonda del Comune su “Scuola d’autunno o Autunno della scuola”. Il 16 settembre si è svolta l’iniziativa del PD “Istruzione, Formazione, Lavoro” , tavola rotonda nell’ambito della festa nazionale del Partito. Il 20, riunione del Comitato i Sorveglianza del Por Marche sui fondi FSE 2000-2006,già interamente utilizzati come scritto nel rapporto finale. Il 21 settembre, convegno sulla Cantieristica pubblica a cura della Uilm,a Roma,con i metalmeccanici.Il giorno 30 settembre in Regione l’assessore ha incontrato gli assessori provinciali sul tema della disabilità e lavoro per concertare le linee guida sul Lavoro per Disabili.Il 5 ottobre poi si tiene la riunione con il personale del servizio per garantire un buon lavoro di squadra. Il 9 settembre è fissata la tavola rotonda del FIDAE sulle Marche per il tema “Scuole cattoliche paritarie nel sistema unico nazionale di istruzione e formazione”. Il 10 ottobre ha luogo la 60° Giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro alla quale partecipa anche il presidente Spacca.

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Ancona... città universitaria

OSSERVATORIO | UNIVERSITA’

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Ancona e la sua Università è al decimo posto fra le città italiane. Merito degli insegnamenti, dell’offerta didattica... e dei locali di intrattenimento

DI GABRIELE FERRETTI

on il termine “città universitaria” non si intende solo il fatto che in una città si trovi un ateneo più o meno prestigioso, ma anche, e soprattutto, che la città stessa organizzi e metta a disposizione vari tipi di servizi (dalle attività culturali a quelle ricreative) in funzione di chi frequenta la sua università. Nelle Marche l’ateneo che ogni anno accoglie il maggior numero di studenti è l’Università Politecnica delle Marche ad Ancona, che nella classifica delle migliori università italiane stilata dal Sole 24 Ore, si colloca al decimo posto nella graduatoria nazionale. Questo è sufficiente a fare del capoluogo marchigiano una “città universitaria”, con tutto ciò che comporta questa definizione? Ciò che induce uno studente a compiere una scelta così importante come quella dell’ateneo non è solo la qualità dell’offerta didattica, ma anche l’entità dei prezzi per gli alloggi, la qualità della vita che la città ha da offrire ad uno studente dopo lunghe ore passate sui libri. È proprio a causa di queste due problematiche che l’Università di Ancona perde punti sia nella classifica italiana, sia nell’indice di gradimen-

to dei suoi stessi iscritti. Infatti, in corrispondenza del parametro “attrattività”, con il quale si intende la percentuale degli studenti immatricolati da fuori regione, la Politecnica si piazza al trentesimo posto nella graduatoria relativa a questa voce. Da qui si può intuire come debba esistere un motivo, o più di uno, che scoraggi gli studenti, soprattutto quelli che vengono da fuori regione, ad iscriversi all’università di Ancona. Il primo di questi motivi si può

rintracciare proprio nella difficoltà di trovare un alloggio il cui prezzo non sia eccessivo. Questione questa che sta a cuore non solo a chi viene da fuori regione, ma anche a quegli studenti marchigiani che non potendo fare i pendolari debbono affittare un appartamento. Purtroppo il problema dei prezzi è unito all’ubicazione piuttosto dispersiva delle diverse facoltà. Infatti, la facoltà di Economia si trova in centro, quella di Ingegneria si trova nel quartiere Tavernelle, mentre quella di Medicina presso gli Ospedali Riuniti di Torrette. Parlando di ragazzi molto giovani, bisogna considerare che un altro motivo che può scoraggiare lo studente da fuori regione è il fatto che Ancona non gode di una buona fama di “città universitaria”. Ciò che lamentano gli studenti sono appunto le poche occasioni di svago e di ritrovo offerte dai locali del capoluogo, ad eccezione fatta per le feste universitarie organizzate dalle discoteche, anch’esse però abbastanza difficili da raggiungere per uno studente che non possegga un mezzo di trasporto proprio. Eventi piuttosto rari paragonati a quelli di città come Urbino e Macerata che forniscono comunque agli studenti servizi di questo tipo con cadenza set-

timanale. Non c’è dubbio che chi studia ad Ancona possa ugualmente organizzarsi tramite eventi “fai da te”, come feste in casa o simili, tuttavia questo è un privilegio di cui può godere solo chi dispone di un appartamento. Queste mancanze, non dipendono certamente dall’università di Ancona, quanto piuttosto dagli stessi locali che dovrebbero di organizzare eventi per la numerosa comunità studentesca. Se volessimo dare ora una risposta alla domanda che ci siamo posti in apertura sul considerare il capoluogo una città universitaria o meno, la risposta sarebbe certamente negativa. Tuttavia, nonostante queste difetti di carattere “ricreativo” l’Università Politecnica delle Marche, attira ogni anno un numero considerevole di nuove immatricolazioni. Questo sta evidentemente a significare che c’è qualcos’altro che attira i nuovi studenti e questo può essere identificato nell’alta qualità dell’offerta didattica fornita allo studente. Pertanto quel decimo posto nella graduatoria nazionale è dovuto non solo alla preparazione dei docenti e degli studenti che escono dall’Università di Ancona, ma anche dal buon giudizio di chi si iscrive che sembra più attratto dall’insegnamento che dalle feste danzanti a cui potrà partecipare.

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Il Geriatrico del futuro è a Camerano: l’Inrca rilancia

PROGETTO INVECCHIAMENTO | INRCA

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o ha detto Spacca: “Sarò il presidente che inaugura la nuova sede Inrca a Camerano! Quindi entro questa legislatura”. Obiettivo dell’incontro fra la Giunta regionale e i vertici Inrca è stato, infatti, non solo lo spostamento del Geriatrico e la rivoluzione sanitaria che tale notizia comporta, ma anche il punto sull’evoluzione del Servizio sanitario regionale e il nuovo Inrca, ora che il “Network nazionale sull’invecchiamento e la longevità attiva” sta per essere formalizzato e avviato. Una rete che avrà come soggetto coordinatore proprio l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Inrca di Ancona, unico Irccs tra i 42 esistenti, che opera nell’area della Geriatria e Gerontologia. “Il progetto Inrca – Agenzia nazionale per l’invecchiamento, ribattezzato Network dal Ministero per la Salute – ha affermato Gian Mario Spacca – rientra tra i progetti prioritari della legislatura. Perciò abbiamo organizzato questo incontro, che avvia rapporti più fluidi tra i soggetti coinvolti nel Network stesso. I punti su cui lavorare sono diversi, innanzitutto occorre velocizzare la realizzazione della nuova sede. Abbiamo le risorse e il progetto, occorre far sì che il crono programma sia accelerato e rispettato nelle sue scadenze. I lavori saranno avviati nel settembre del prossimo anno, per conclu-

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La Giunta regionale e gli organi Inrca insieme per l’evoluzione del Servizio Sanitario Regionale e per la progettazione del nuovo Inrca

La Giunta regionale con il presidente Spacca e gli altri assessori al tavolo con gli organi dell’Istituto di Ricerca INRCA dersi entro il 2014. Accanto alla sede del nuovo Inrca, altro punto su cui lavorare è la governance del Network. Il Comitato d’indirizzo sta per essere costituito, in modo da entrare subito nella fase operativa del progetto”. Il Presidente è poi intervenuto sull’iniziativa inerente la messa in rete dei piccoli ospedali. “Nella programmazione regionale – ha continuato Spacca – rilevante è anche il coordinamento Regione-AsurInrca per la gestione dei piccoli ospedali regionali. Una funzione che fornisce all’Inrca ancora maggior autorevolezza, come coordinatore del Network nazionale sull’invecchiamento”. L’assessore alla Sanità, Almerino Mezzolani, ha ricor-

dato come “questo progetto inserisce ancor più a pieno titolo le Marche nel novero delle Regioni d’eccellenza in materia sanitaria”. Il dirigente del Servizio Salute della Regione, Carmine Ruta, ha illustrato i dettagli del progetto, dando l’dea di come sarà concretamente la nuova struttura sanitaria. Una realtà semplice, razionale e all’avanguardia, in grado di consentire al meglio la funzionalità dell’Istituto, sempre più vera e propria agenzia per l’invecchiamento. Il direttore generale dell’Inrca, Antonio Aprile e il presidente del Comitato d’indirizzo e verifica dell’Istituto, Don Vinicio

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Albanesi, nei loro interventi si sono focalizzati sulla realtà sanitaria regionale, con attenzione sulle attività e sui dati inerenti gli anziani. Formazione dei medici in base alla geriatrizzazione delle competenze, strutture di lungo degenza e standard di qualità, ricerca, accompagnamento alla morte, gli argomenti trattati. “Quasi la metà dei ricoveri – ha detto Don Vinicio Albanesi – registrati nelle Marche nel corso del 2009 in strutture per adulti, ha riguardato over 65enni. Questo dato da solo fa capire la rilevanza del progetto Inrca – longevità attiva”.

Il nuovo scenario: la rete della fragilità

l dirigente del Servizio Salute della Regione Marche Carmine Ruta ha spiegato, durante la presentazione del progetto Inrca, come si evolve l’intera area metropolitana di Ancona a livello socio-sanitario con sostanzialmente la diversificazione fra la ‘rete delle acuzie’, cioè le emergenze sanitarie che vengono curate dall’insieme delle reti cliniche dell’Azienda Ospedali Riuniti di Torrette e dal sistema Università/Ricerca con la ‘rete delle fragilità’, vale a dire quanto messo in piedi dall’Inrca e dalla rete H con l’apporto del nuovo Network/Agenzia per l’invecchiamento.


PROGETTO ANZIANI | INRCA

Il piacere del camminare... E’

DI ENRICO PACIARONI

ormai dimostrato che è possibile raggiungere una buona vecchiaia in salute seguendo corretti stili di vita. In particolare: non fumare in modo assoluto; seguire un’alimentazione sana e adeguata ai propri bisogni; praticare un’attività fisica regolare, e coltivare un opportuno impegno mentale. Fra queste ultime raccomandazioni, il piacere del camminare rappresenta una modalità di cura e di prevenzione adeguata per una buona longevità attiva. Sotto questo aspetto risulta molto interessante il libro del filosofo Duccio Demetrio “Filosofia del camminare”, una specie di breviario laico, cosi definito dallo stesso autore, nel quale vengono sottolineati il significato filosofico e le diverse modalità pratiche del “camminare” in rapporto agli obiettivi desiderati. La lettura del libro risulta, secondo me, molto interessante, nonché utile strumento per far conoscere, fino in fondo, l’impor-

tanza del Progetto dell’Inrca “Invecchiare con cura” che vuole coinvolgere soprattutto operatori sanitari, politici, cittadini tutti e il mondo della scuola e dei giovani. Nella pratica medica di tutti i giorni il piacere del camminare è una modalità di cura di fondamentale importanza. Il semplice esercizio fisico, praticato tutti i giorni, modulato in rapporto all’età e al sesso, sebbene abbia sicuramente effetti positivi su alcuni parametri vitali quali la pressione arteriosa, la glicemia, la coagulazione del sangue, il peso corporeo, il tono muscolare e quello del calcio delle nostre ossa, non è sufficiente. Per raggiungere un buon invecchiamento la domanda da farsi è: come vengono spiegati i brillanti risultati ottenuti recentemente dall’attività fisica in generale sugli aspetti cognitivi dei pazienti affetti da demenza senile? Per raggiungere tali risultati occorre andare oltre il semplice esercizio fisico e trovare il pia-

cere del camminare, far partecipare la mente all’impegno fisico. Nel camminare sono fondamentali l’attenzione all’osservazione, la stimolazione della curiosità e l’interesse in generale per il mondo che ci circonda: contemplare il paesaggio, partecipare alla vita della natura, della comunità locale, sentirsi emozionalmente vivi. In altri termini, all’attività fisica va associata quella mentale: l’emozione della scoperta dei luoghi, dei loro odori, dei loro colori, l’incontro di persone, amici o anche estranei, la ricerca di nuove occasioni di incontri, di emozioni e di arricchimenti interiori. Al di là dei grandi esempi, religiosi, storico-letterari lungo un magico e particolare cammino, più o meno simbolico a noi non rimane che assaporare il piacere del camminare per un invecchiamento in salute: il camminare come stile di vita con la curiosità di voler conoscere, associando quindi il movimento fisico ad un interesse di con-

sapevolezza mentale. Questo stile di vita dovrebbe coinvolgere soprattutto i ragazzi. Alla luce delle riflessioni riportate, il Progetto dell’Inrca che propone corretti stili di vita fin dalla giovane età, ci sembra necessario e utile non solo ai fini della preservazione della salute, ma anche del rispetto per l’ambiente in cui si vive e, infine, per una sostenibilità dei costi sanitari e sociali, nonché per un progresso civile dei cittadini e delle generazioni future, nei diversi livelli sociali. Lo storico Franco Cardini, nel delineare le tappe del progresso dell’umanità, “Camminare, cavalcare, navigare, più tardi volare” ha voluto sottolineare la libertà raggiunta nel tempo dall’uomo; ma io penso che tale sentimento di orgoglio vada mitigato dall’umiltà per poter apprezzare le piccole cose osservate lungo le nostre strade e, soprattutto, per la necessità di una ricerca di sé in una sfida ad affrontare il significato profondo dell’esistenza.

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PROGETTO INVECCHIAMENTO | INRCA

La palestra modello dell’Inrca per tenere in forma gli anziani U

DI LORENZO RICCI

na palestra dedicata all’attività fisica degli ultracinquantenni. La sta realizzando l’Inrca nell’ambito del progetto “Salute e benessere ad ogni età”, promosso dall’Istituto allo scopo di favorire la diffusione di pratiche motorie tra gli anziani, e rientra all’interno del più ampio progetto “Invecchiare con cura”, dedicato alla prevenzione delle malattie dell’invecchiamento attraverso corretti stili di vita. Il progetto nasce dal presupposto che elementi fondamentali per un invecchiamento in salute e in benessere siano una adeguata e costante attività fisica e una corretta alim e n t a z i o n e . “Un’adeguata e costante attività fisica, unita a una corretta alimentazione, è un presupposto fondamentale per un invecchiamento in salute - ha affermato Antonio Aprile,

Massimo Boemi, responsabile del settore Corretti Stili di Vita, il direttore generale Inrca, Antonio Aprile e Roberto Antonicelli, direttore Cardiologia direttore generale dell’Inrca Non stiamo quindi parlando ginnastica riabilitativa, ma di vero e proprio movimento fisico orientato alla prevenzione di sindromi geriatriche”. La struttura si troverà al di fuori del recinto dell’Istituto e sarà aperta a tutti. Il progetto e la palestra saranno operativi da ottobre. Essa si distinguerà tuttavia dalle comuni palestre sotto diversi aspetti: la presenza di una supervisione sanitaria, il perseguimento del wellness

Imparare a muoversi, imparare ad invecchiare... facendo volontariato benefici che il volontariato porta nella popolazione anziana continuano ad essere supportati evidenze scientifiche.“I volontari anziani hanno migliorato il loro stato di salute fisico e psicologico” ha detto la dott.ssa Fengyan Tang, docente presso la University of Pittsburgh School of Social Work. “Molti dei pazienti anziani riportano un aumento della sensazione di benessere e una maggior senso di soddisfazione. Inoltre, il rischio di mortalità

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risulta essere ridotto, se comparato ai soggetti anziani non volontari”. Alcuni mesi fa, sono stati riportati i risultati riguardanti uno studio iniziale su un programma di volontariato gestito da anziani all’interno di scuole pubbliche. I risultati hanno mostrato che, attraverso la loro attività di volontariato, gli anziani potevano ridurre il rischio di declino cognitivo. Al momento, è possibile constatare anche che non tutte le attività di volontariato generano gli

stessi benefici. Infatti, in alcuni studi recenti pubblicati nella rivista The Gerontologist, la dott.ssa Tang ha condotto una ricerca con 207 volontari di età media di 72 anni, i quali dedicavano circa sei ore alla settimana ad un programma di gestione volontaria di servizi quali preparazione di pasti o assistenza nell’utilizzo del computer. I risultati dimostrano quanto sia importante l’organizzazione dell’attività nel raggiungimento di benefici per i volontari. Infatti,

anziché del fitness, l’utilizzo di programmi di training orientati a specifici bisogni del soggetto che progredisce nell’età, l’impiego di tecnologie che garantiscano un lavoro in sicurezza anche a persone in età avanzata. “Le palestre ordinarie sono generalmente orientate verso un target giovanile – ha sottolineato il dott. Massimo Boemi, responsabile del settore Corretti Stili di Vita – e ciò fa sì che gli anziani le rifuggano perché temono il confronto, ma anche perché non trovano programmi e attrezzature adatti a loro”. “Quella presso l’Inrca – ha concluso Roberto Antonicelli, direttore Cardiologia dell’Inrca - sarà una palestra pilota che intende porsi come modello da applicarsi ad altre strutture sia pubbliche che private”. Il progetto “Salute e benessere ad ogni età” non si limita però solo a questo. Esso prevede, infatti, anche una serie di incontri con esperti del settore finalizzati a informare la popolazione anziana della necessità di un’equilibrata attività fisica.

gli anziani riportano di aver ottenuto un maggiore “beneficio nella sfera socio-emotiva soprattutto quando i programmi hanno previsto un maggiore supporto ai volontari dal punto di vista dell’organizzazione”.


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erzaetàexpo è un’iniziativa promossa dalla Provincia di Ancona, dalla Cooperativa Sociale “Idea” e dall’Inrca. Grazie alla collaborazione di numerosi Enti pubblici e privati, la prima edizione ha avviato un percorso di studio e approfondimento finalizzato a comprendere i “nuovi” bisogni della persona anziana. Oggi, di fronte al progressivo innalzamento dell’età media e dunque dell’aspettativa di vita, famiglie, Amministrazioni Pubbliche, Imprese, Università e Associazioni non possono esimersi dal riesaminare la fase della cosiddetta Terza e Quarta Età. Le politiche, i servizi ed i prodotti rivolti all’anziano, pensati per una società strutturalmente diversa da quella attuale,

spesso perdono la loro efficacia. Se l’obiettivo è di garantire una longevità attiva, è fondamentale pensare ad innovativi strumenti e soddisfacenti risposte, in termini

di servizi e prodotti, alla crescente domanda di benessere e migliore qualità della vita. L’invecchiamento della popolazione può rappresentare un’op-

portunità per lo sviluppo della Comunità locale. Il mercato guarda con grande attenzione alle esigenze del crescente numero di consumatori over 65. L’offerta di nuovi prodotti e servizi di qualità contribuisce a creare nuove opportunità di crescita in diversi settori: sanità, sociale, turismo, formazione, lavoro, benessere, tempo libero, cultura, economia, istruzione. In questa ottica, Terzaetàexpo vuole rappresentare un momento di discussione e confronto sulla longevità attiva per le Istituzioni, le Associazioni che operano nel settore, la sanità ed i ricercatori. Lo spazio della fiera sarà diviso in 3 aree: • area congressuale; • ampia superficie espositiva; • area spettacolo.

Fiorentini: “La fiera come opportunità”

Feliziani e i progetti dell’Asur

Assessore, che cosa può rappresentare la Fiera della terza età per gli operatori economici del settore? “Sicuramente la possibilità di partecipare ad un evento dedicato ad un settore in forte evoluzione, con le istituzioni impegnate a ridisegnare le politiche attive per la terza età alla luce dei nuovi bisogni e delle nuove necessità che stanno emergendo. Aumentano le patologie invalidanti ma anche la richiesta di una nuova e più alta qualità della vita. La disponibilità di strutture e sevizi socio assistenziali deve procedere di pari passo ad una offerta di qualità della vita adeguata anche in condizioni di età particolarmente avanzata”. Quali sono le richieste principali degli operatori socio-sanitari? “La ridefinizione di politiche attive, in linea con un contesto profondamente mutato negli ultimi anni, vede come protagonisti gli operatori socio sanitari perché con il loro impegno quotidiano sono in grado di valutare l’efficacia delle scelte direttamente sul campo. Quindi la necessità principale è quella del coinvolgimento e della consultazione permanente rispetto alle scelte politico istituzionali.Emerge anche un forte bisogno di formazione continua rispetto all’evoluzione sociale e tecnologica”. Quali progetti state portando avanti per sostenere il settore? “Cerchiamo di lavorare sull’aspetto sociale della vita degli over 65 con interventi che sicuramente hanno risvolti positivi con funzione di prevenzione e attenuazione degli stessi aspetti patologici. Oltre questa iniziativa, fortemente sostenuta dalla provincia, ricordo il progetto Info-coop per la valorizzazione culturale e l’accesso alle nuove tecnologie per gli anziani residenti nelle zone territorialmente disagiate, oppure il progetto per la diffusione in tutti i comuni dell’attività e della pratica sportiva”. Gli over 65 devono essere considerati una “risorsa”. Come si può riuscire a valorizzare la figura dell’anziano? “Dobbiamo renderli protagonisti nel volontariato, nell’apprendimento culturale, nel presidio del territorio e nell’esperienza lavorativa”.

Di cosa si occupa l’Area Integrazione Socio Sanitaria dell’Asur? “Le aree di intervento proprie dei Servizi di Integrazione sono definite dalla Lg 328/2000 e dall’Atto Aziendale. Riguardano: Anziani, Minori, Salute Mentale, Handicap, Malattie terminali, Hiv/Aids, Dipendenze Patologiche, Ristretti in Carcere,Migranti,Servizi Territoriali”. Quel è l’attuale condizione dell’anziano nella regione Marche? “La popolazione della nostra regione è fra le più longeve. Si vive certamente di più. Ora l’obiettivo è quello di poter vivere meglio. “Meglio in salute”. Per prima cosa fare molta prevenzione delle malattie croniche ed invalidanti. Modulare gli stili di vita. Educare ad una corretta alimentazione. Fare uso dei farmaci solo quando necessario”. Alcuni dati... “40.000 persone in condizioni di parziale/non autosufficienza. Di queste 30.000 circa con vari disturbi riferiti a stati più o meno precoci stabilizzati di demenza. Un quotidiano consumo di farmaci significativo (almeno 5 tipologie di farmaci diversi al giorno). Ipertensione e diabete in crescita”. Qual è la politica dell’Asur nei confronti della terza età? “Lo sforzo è quello di poter offrire servizi sociali e sanitari di “prossimità”. Sempre meno in residenze assistenziali e riabilitative, sempre più a domicilio”. Quali sono gli obiettivi da raggiungere e quali le criticità? “Trasferire quote di risorse del fondo sanitario dalla residenzialità in acuto (Ospedale) al territorio (Distretti). Riorganizzare qualitativamente e quantitativamente le reti di presa in carico e di sostegno. Riorganizzare la residenzialità. Soprattutto nelle aree Montane”. Cosa significa essere anziani oggi nella regione Marche? “Poter contare su vari “sistemi di aiuto” consolidati ed efficaci. Essere ascoltati. Essere protagonisti del proprio divenire. Avere una corretta valutazione medico-legale delle proprie patologie su tutto il territorio regionale e conseguentemente avere tutti i presidi e gli ausili di diritto”.

Segreteria e soggetto proponente: IDEA Cooperativa Sociale - 071-907958 - www.terzaetaexpo.com


VENERDI’ 1 OTTOBRE Sala A 10:00-12:00 INAUGURAZIONE E TAVOLA ROTONDA Gian Mario Spacca Presidente Regione Marche Patrizia Casagrande Esposto Presidente Provincia di Ancona Fiorello Gramillano Sindaco di Ancona Carla Virili Assessore Provincia di Ancona Gianni Fiorentini Assessore Provincia di Ancona Antonio Aprile Direttore generale INRCA Giovanni Feliziani Responsabile servizi di integrazione socio-sanitaria ASUR Marche Graziano Fioretti Segretario Generale UIL Marche Gianluca Gregori Università Politecnica delle Marche Antonio Defazio Presidente Cooperativa Sociale Idea Moderatore: Bruno Gambarotta (scrittore e giornalista) 14:30-18:30 UNA CASA SU MISURA DI ANZIANO: LA SFIDA DELLA DOMOTICA Presentazione del Progetto JADE “Joining Approaches for the integration and Development of transnational knowledge clusters policies related to independent living of Elderly" Fabrizio Costa Dirigente Servizio Artigianato Industria Energia Regione Marche

Venerdì 1 ottobre Bruno Gambarotta

Le nuove tecnologie a sostegno della terza età Ennio Gambi Università Politecnica delle Marche, DIBET Nuovi strumenti informatici innovativi per una casa a misura di anziano Flavio Corradini Università di Camerino, Dipartimento di Matematica e Informatica La Leaf House si tinge d'argento: le nuove tecnologie di Building Automation e la Robotica per il miglioramento della qualità della vita Cristina Cristalli Gruppo Loccioni Una nuova Qualità nell'Abitare Angela Bianchi Cosmob Conclusioni Fabrizia Lattanzio Direttore scientifico INRCA Moderatori: Assunta d’Innocenzo Direttore A&A (Abitare e Anziani) Annalisa Morini CNR-ITC (Istituto Tecnologia per la Costruzione)

Tecnologia ed anziani: luci ed ombre Fiorella Marcellini U.O. Aspetti Psicosociali dell'Invecchiamento, INRCA

SPETTACOLI

CasAmica: Realizzazione di una smart house come residenza pre-dimissione destinata a pazienti anziani Lorena Rossi Laboratorio di Bioinformatica, Bioingegneria e Domotica, INRCA

010 1 Ottobre 2 barotta Bruno Gam

010 2 Ottobre 2 na ta Jimmy Fon

010 3 Ottobre 2 nera a Leonardo M

noto giornalista RAI, sarà il testimonial di apertura

Sabato 2 ottobre Jimmy Fontana Concerto. Presenta il Magicomico Walter giullare della magia

Domenica 3 ottobre Leonardo Manera Spettacolo con il famoso comico di Zelig. Presenta il Magicomico Walter giullare della magia

ORE 18.30

ORE 18.30

INGRESSO GRATUITO


SABATO 2 OTTOBRE Sala A 9:30-13:00 LA TELECARDIOLOGIA NEL TERRITORIO: UN PONTE SUL FUTURO La telemedicina: stato dell’arte Francesco Amenta Tecnologie e telecardiologia Fabio Padiglione Telecardiologia: applicazioni attuali sul territorio e negli ospedali (Live presentation) Christian Corinaldesi e Manuela Mengarelli Telecardiologia e scompenso cardiaco: applicazioni nel monitoraggio a domicilio (Live presentation) Marco Marini Telecardiologia: applicazioni nell’anziano Roberto Antonicelli Moderatori: Gian Piero Perna, Marco Mazzanti 14:30-18:30 LA MUSICOTERAPIA PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DELLA VITA DEL PAZIENTE ANZIANO Presentazione e programmi dell’Istituto di arti, terapie e scienze creative: nuova sede di Agugliano (AN) Stefano Centonze Musicoterapista, Presidente del Polo Mediterraneo di Musicoterapia Neurofisiopatologia dell’invecchiamento Roberto Calamo Specchia Medico Specialista in neurochirurgia La musicoterapia nelle strutture geriatriche: letteratura, ipotesi di lavoro, valutazione Roberto Bellavigna Musicoterapista Direttore della Rivista Internazionale OnLine www.musicoterapia-anziani.eu Dimensioni emotive della relazione della persona anziana nella dinamica istituzionale Niccolò Cattich Il suono dimenticato: musicoterapia nella prevenzione terziaria della demenza con un gruppo di pazienti anziani Stefano Centonze Musicoterapista Presidente del Polo Mediterraneo di Musicoterapia

Sala B 9:30-13:00 GLI INTERVENTI A TUTELA DELLA TERZA E QUARTA ETA’ Gli interventi della Regione per tutelare l’anziano Luca Marconi Assessore Politiche sociali Regione Marche Pacchetto Welfare INPDAP Giorgio Fiorino Direttore Regionale INPDAP Marche La nuova invalidità civile M. Antonio Antonellis Direttore Regionale INPS Marche Risultati preliminari dello studio ABUEL sulla prevalenza di fenomeni di abuso nei confronti di persone anziane M. Gabriella Melchiorre, Mirko Di Rosa Centro di Ricerca Socio-economica e Modelli Assistenziali per l'Anziano, INRCA Servizio Telefonico INRCA per la raccolta di segnalazioni inerenti episodi di abuso e maltrattamento verso le persone anziane: TAM (Telefono Anziani Maltrattati) Cosetta Greco Centro di Ricerca Socio-economica e Modelli Assistenziali per l'Anziano, INRCA L’attività dell’anziano dopo il pensionamento. L’impegno sociale produce benessere? Sergio Lucesoli Presidente A.N.A.P. Confartigianato Prov. di Ancona La professionalità dello Psicologo nell’ambito della Terza Età Bernardo Gili Presidente Ordine Psicologi Regione Marche Servizi Aci a domicilio e altre iniziative Debora Pittori Aci Ancona Moderatore: Raffaella Dubbini Dirigente Provincia di Ancona

14:30-16:30 ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI NELLE MARCHE. BISOGNI E RISPOSTE Impegno della Provincia a favore della non autosufficienza Gianni Fiorentini Assessore Politiche sociali, della migrazione e della Famiglia Provincia di Ancona Domanda che cresce e si differenzia, risposte da qualificare e consolidare. Il quadro legislativo nazionale e regionale Franco Pesaresi Direttore Asur 4 Senigallia Il fondo sociale per la non autosufficienza. Una esperienza in corso per tenere gli anziani in casa Giovanni Santarelli Dirigente Programmazione sociale Regione Marche Anziani non autosufficienti nelle Marche. Le indifferibili risposte Fabio Ragaini Gruppo Solidarietà Percorsi di accompagnamento del care giver nei servizi domiciliari per non autosufficienti Alessandra Cantori Coordinatore Ambito Territoriale e sociale XIII Osimo I servizi residenziali per anziani non autosufficienti Franco De Felice Docente di Psicologia dell’organizzazione dei servizi socio sanitari, Università di Urbino Centro diurno per anziani “Licio Visintini”: funzioni e potenzialità Goffredo Brandoni Sindaco del Comune di Falconara Marittima Moderatore: Gianni Fiorentini Assessore Politiche sociali, della migrazione e della Famiglia Provincia di Ancona 17:00-18:30 BADANTI E NON SOLO. UN NUOVO WELFARE PRIVATO? Il quadro internazionale Giovanni Lamura Centro di Ricerca Socio-economica e Modelli Assistenziali per l'Anziano, INRCA Il ruolo del lavoro privato di cura nell'assistenza dell'anziano non autosufficiente in Italia: opportunità e sfide Carlos Chiatti Centro di Ricerca Socio-economica e Modelli Assistenziali per l'Anziano, INRCA La realtà della Regione Marche Paolo Mannucci Dirigente del Servizio Politiche Sociali Regione Marche La violenza agita e subita nelle relazioni di cura: i risultati del progetto DIADE Loredana Ligabue Consorzio Anziani e Non Solo, Carpi (MO) Storia di una badante - Fuori dall’ombra Yevheniya Baranova Associazione Culturale Italo-Ucraina “Nadiya”, Brescia Moderatore: Filippo Masera Coordinatore Ambito Territoriale e sociale XII Chiaravalle

Sala C 11:30-13:30 LONGEVITA’ ATTIVA: NUOVI STILI DI VITA, OPPORTUNITA’ E BISOGNI ESPRESSI DALLA PERSONA ANZIANA Introduzione Marco Luchetti Assessore Formazione, Istruzione, Lavoro Regione Marche Network Nazionale sull’Invecchiamento e la Longevità Attiva: una Authority per promuovere nuovi stili di vita Antonio Aprile Direttore Generale INRCA Anziani come consumatori: nuove prospettive di analisi Gian Luca Gregori Preside Facoltà Economia, Università Politecnica delle Marche Anti-Aging o Healthy Aging: il pensionamento come reinvenzione di un ruolo sociale Fabrizia Lattanzio Direttore Scientifico INRCA Anziani e formazione a distanza. L’esperienza della Rete locale Info Coop Alessandra Millevolte Responsabile Formazione “Laboratorio delle Idee” Proposta di legge di iniziativa popolare Luigi Di Vittorio Vice Presidente Nazionale Auser


DOMENICA 3 OTTOBRE Sala B

Sala A 14:30-18:30 INVECCHIARE CON CURA

9:30-11:00 COMPUTER E MUSICA A TUTTE LE ETA’

Gli anziani del Comune di Ancona Antonio Aprile Direttore Generale INRCA Fabrizia Lattanzio Direttore Scientifico INRCA Fiorello Gramillano Sindaco di Ancona

L’evoluzione della musica dagli anni ‘70 ad oggi Andrea Vellini Joyancona S.C.

Anziani e farmaci P. D‘Avella Presidente Federfarma Marche

11:30-13:30 LABORATORIO: IL CERCHIO DEI TAMBURI

Ascoltare, organizzare e creare musica con il PC Davide Giordani Joyancona S.C.

Saper mangiare, sapersi muovere M. Boemi Responsabile UOSD Corretti stili di vita, INRCA DOMANDE E RISPOSTE

Conduttori: Stefano Centonze, Roberto Bellavigna Iscrizioni on line su www.artiterapielecce.it, previo versamento della quota di ¤Eur o 20,00, o presso il desk dell'Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative. Per la partecipazione al laboratorio: 1. consigliato l'uso di strumento proprio; 2. obbligo di abbigliamento sportivo; 3. rilascio attestato di partecipazione.

TRE GIORNI PER LA TERZA ETA’ EVENTI • SPAZI ESPOSITIVI • SPETTACOLI ESPOSITORI ISTITUZIONALI E COMMERCIALI • CONVEGNI, MEETING E CONGRESSI FORMAZIONE ACCREDITATA ECM • PERCORSO DELLA LONGEVITA’


A proposito di infermieri l’Asur 7 corre ai ripari

SANITA’ | ASUR 7

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DI PAOLO ANTOGNINI - AREA INFERMIERISTICA

a “complessità assistenziale” è un tema ancora molto dibattuto e spesso confuso con i “carichi di lavoro”in ambito assistenziale. Da alcuni anni a questa parte, le innovazioni introdotte nei meccanismi di gestione delle aziende sanitarie pubbliche e private, hanno determinati la necessità di realizzare nuovi strumenti organizzativi finalizzati alla razionale rilevazione di indicatori dell’assistenza su criteri oggettivi, riproducibili e verificabili. Tale approccio si rende indispensabile in un’organizzazione che si basa sempre di più su logiche di governo clinico finalizzate alla determinazione e alla misurazione delle linee di produzione delle prestazioni

Tre ospedali uniti in rete na rete telematica che utilizza internet, ma anche ponti radio dedicati nella rete degli ospedali del Camerte. Dietro al progetto ci sono i tecnici informatici della Zona Territoriale 10 e quelli dell’Università di Camerino. Il presidio ospedaliero di Camerino si trova così ad essere collegato a quello di San Severino e Matelica... in tempo reale. Le telefonate, ma anche le immagini, corrono alla velocità di un click. “E’ con orgoglio presentare questo progetto – sottolinea il direttore della Zona Territoriale 10 di Camerino, Massimo Marconi – convinti che la medicina oggi debba utilizzare tutti gli strumenti per andare incontro alle esigenze del paziente, ma deve anche mirare a migliorare il lavoro degli operatori sanitari”. Le strutture di Camerino, San Severino e Matelica possono scambiarsi informazioni in una frazione di secondo, proprio questa tecnologia e la rapidità di una diagnosi può salvare vite umane.

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sanitarie. Questa esigenza, tuttavia, può essere soddisfatta solo a condizione che si proceda alla ridefinizione dei modelli organizzativi e gestionali attualmente in uso e alla formulazione di soluzioni più aderenti al nuovo assetto conferito al sistema sanitario e alle nuove competenze che, in particolare, nella professione infermieristica prevedono profondi cambiamenti scientifici in termini di metodologia e strumenti da applicare per garantire nuove funzioni prevalentemente orientate al risultato e non semplicemente all’esecuzione di attività. In quest’ottica il metodo di misurazione della complessità assistenziale (ICA) si pone come sistema organizzativo integrato” capace di facilitare alcuni meccanismi di funzionamento fondamentali per attivare il cambiamento attraverso la creazione di basi-dati appropriate dal punto di vista metodologico e quindi capaci di supportare il professionista nel processo decisionale di identificazione, progettazione, attuazione e verifica delle proprie attività finalizzate alla risoluzione degli obiettivi attraverso risultati verificabili. Con il Progetto formativo di miglioramento l’Ufficio Infermieristico della ZT7 cerca di

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affrontare la tematica attraverso sia la lettura multidimensionale del fenomeno che con l’applicazione della “metodologia ICA”. Tale metodologia valuta le possibile strade per determinare e governare la complessità assistenziale con una forte attenzione alla realtà operativa: Unità Assistenziali e di Servizio tutto questo si concretizza con la produzione di dettagliate informazioni capaci di garantire da un lato tutti gli aspetti fondamentali per la cura e il miglioramento delle perfomance e dall’altro informazioni strategiche per il management, indispensabili per creare le condizione operative.

L’Indice di complessità assistenziale (ICA) permette di governare la “complessità” attraverso diverse fasi che vanno dalla determinazione ed analisi dei processi alla definizione di un “nomenclatore assistenziale” tipizzato per Unità Operative e Servizi con il fine di misurare sia la complessità che le classi di gravità/criticità. La metodologia permetterà di “pesare” in modo oggettivo e coerente il fabbisogno di risorse e i relativi costi con l’obiettivo non ultimo di inserire modelli organizzativi orientati alla “presa in carico” in sistemi multidimensionali diretti alla persona assistita e al professionista.

L’OMBRA DELLE FORBICI SULLA SANITA’ MARCHIGIANA

furia di parlare della Finanziaria e su i suoi effetti su tutti i settori della Pubblica Amministrazione si rischia di dire cose già sentite e strasentite. Che la politica dello Stato continui pervicacemente a perseguire la logica delle lacrime e sangue, sorda alle richieste di molti, Regioni comprese, è altra cosa nota. Che non è vero che la sordità si estenda proprio a tutte le richieste e che comunque ci siano le solite lobbies che portano qualcosa a casa, è certo. Ma la situazione appare in tutta la sua gravità. E non c’è rassegnazione di deleghe dei governatori che tenga. I tagli imposti alla spesa pubblica di Regioni, Enti locali e strumentali sono veramente molti e, per quel che riguarda la nostra realtà, si riper-

cuotono pesantemente sulla sanità. La quale, comunque, non è che in questi anni non abbia fatto la sua parte. In questi cinque anni, l’esigenza di bilancio ha dettato regole scritte e non scritte e ci ha spinti al limite. Basta poco per non essere in grado di offrire al cittadino quei servizi ritenuti essenziali. Operatori in sottorganico, ma anche strutture che devono necessariamente essere sottoposte a revisione. Strumentistica sanitaria a rischio deperimento in presenza di fondi sempre più esigui. Ma soprattutto la difficoltà di tutti di accettare un sistema prossimo al collasso che, con pecche notevoli, ha tuttavia sempre garantito prestazioni sanitarie a tutti. di Luigi Sfredda

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Il Turismo diventa futuro... A Gabicce arriva MEMO

FOCUS | TURISMO PER TUTTI

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di JULIAN BURNETT

abicce Mare è stata selezionata a livello europeo per ospitare nel settembre 2011 il Campionato Mondiale di Ciclismo per giornalisti, un evento che attirerà nelle Marche l’attenzione dei

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media di mezzo mondo. Mentre una delegazione di Gabicce con in testa il sindaco Corrado Curti è andata a Lierde (Belgio) dal 17 al 20 settembre 2010, invitata all'edizione di quest'anno a presentare la città marchigiana (con le sue peculiari attrattive non solo balneari) e l'anteprima del Campionato del prossimo

Paola Michelacci analizza il dato 2010. Tiene il Turismo sociale, ma la sfida è nel congressuale

anno, i “soliti” che investiranno sull’evento sostenendo le scarse risorse pubbliche, sono gli imprenditori alberghieri locali. Prima fra tutte la dott.ssa P a o l a Michelacci che con alcuni illuminati “colleghi”, dimostra una sana lungimiranza e spirito di collaborazione. Ancora una volta mettendo mano per primi ai portafogli e investendo di tasca propria su Turismo e Territorio sono i diretti interessati ad essere chiamati in causa… Dott.ssa Paola, Lei è proprietaria del Grand

Hotel Michelacci di Gabicce mare e con la holding di famiglia di una catena alberghiera di 14 grandi strutture sia al mare che in montagna. In attesa dei dati ufficiali di arrivi e presenze, come le è sembrata questa estate appena trascorsa? “Molto meglio della scorsa estate. E’ vero che gli Italiani ci hanno salvato la stagione e concordo con le previsioni di chi afferma che ormai possiamo scordarci le percentuali di presenze che vedevano l’80% di stranieri e il 20% di italiani, sulle nostre spiagge. Adesso mi basterebbe riuscire a raggiungere un 50%.... Quest’anno abbiamo visto comunque tedeschi, inglesi, belgi… non possiamo lamentarci. Lei sa che mai e poi mai bisogna piangersi addosso! Piuttosto analizziamo il dato e… cerchiamo di fare meglio…”. La sua, di analisi? “Il dato principale, nella percentuale più grande di turisti italiani, dice che continua a dare risultati il turismo sociale, quello dei seniores, per intenderci. Significa che, se i figli sono occupati, a portare in vacanza i piccoli devono essere i nonni. Luglio è ormai il mese più proficuo e infine, riguardo alle richieste, ormai non si può prescindere da comodità, full optional, servizi e completezza


FOCUS | TURISMO PER TUTTI

dell’offerta, anche a livello territoriale”. Ma le istituzioni vi aiutano? “Qui il Comune sta facendo miracoli. Questa opportunità del campionato del mondo di ciclismo è comunque una buona cosa e andava sostenuta… Non ci tiriamo mai indietro. Purtroppo le istituzioni sono delle sfingi: devo ancora capire quale sia la strategia o la programmazione per la promozione turistica che la regione metterà in piedi… Speriamo di saperlo in tempi brevi, è già molto tardi per prevedere anche noi albergatori le stagioni future… di pari passo con gli enti locali”. Che cosa funziona e quindi dove si potrebbe spingere, per la promozione internazionale delle Marche? “Mi sembra che le fiere stiano vivendo un grande periodo di attenzione. In particolare quando abbiamo fatto vedere la nostra terra all’estero, tutti ci hanno fatto i complimenti e hanno “scoperto” le Marche… le bellezze, la cultura e l’arte, i prodotti enogastronomici…

Booking Center

P.zza Giardini Unità d’Italia, 1 61011 Gabicce Mare (PU) Tel. 0541-954361 Fax 0541-954544 info@michelacci.com

Certo, non bisogna fermarsi qui. Il segreto è rilanciare, muoversi, pensare sempre a qualche cosa di nuovo”. che Paola Sappiamo Michelacci ha in serbo per fine anno una novità eclatante. Possiamo anticipare qualcosa? “La mia sfida è ora sul Turismo congressuale. Sono convinta che la richiesta salirà e serviranno strutture all’altezza. Per questo stiamo per inaugurare il Progetto MEMO”. Non ci tenga sulle spine: cos’è Memo? “Il Meeting Events Michelacci Organization: una struttura dotata della più elevata tecnologia per ospitare congressi internazionali. La sala l’ho ideata guardando l’Hilton di

MEMO è la novità: una struttura dotata della più elevata tecnologia per ospitare congressi internazionali

Roma ma all’interno del GHM di Gabicce abbiamo fatto un capolavoro senza uguali: abbiamo portato qui da recenti esperienze di livello mondiale, studiate da valenti progettisti europei e realizzate una prima volta solo in Cina per l’Expo,

alcune linee di reti ad alta tecnologia che permettono collegamenti sofisticati e velocissimi, con 21 maxivideo alle pareti che trasmettono percorsi museali marchigiani ma possono anche, quando ci sono i congressi, riprodurre brochure, informazioni, linee di moda o singoli prodotti aziendali… Una sala polivalente nera e argento che ha anche un pavimento incredibile, tutto argentato, speciale per chi adora il ballo, dal tango al latino americano…”. Brillano gli occhi pensando alle lussuose feste natalizie, oltre che ai meeting aziendali di un certo livello. Siamo sempre a Gabicce, terra di confine fra le Marche e… il futuro.

Tra mare e collina per rivivere la storia e provare emozioni!! Un nuovo modo di intendere l’accoglienza, spazi eleganti, attenzione per i dettagli e premure d’altri tempi. Favolose strutture aperte tutto l’anno: la punta di diamante è il Grand Hotel Michelacci **** a seguire, la Residenza del Grand Hotel ****, l’M Glamour Hotel **** inaugurato a Pasqua 2008 e infine, per i più giovani l’Hotel Maremonti *** Un’oasi ricreativa la moderna Beauty Farm “Maison d’O”, 4 piscine e ampi soggiorni relax sul mare. In quest’atmosfera antica prepariamo Matrimoni, Banchetti, Pranzi di Lavoro, Cene di Gala, Meeting ed Incentives di sicuro successo. Residences al mare, a Gabicce e Cattolica nelle zone più esclusive. Sull’Appennino Emiliano ToscoRomagnolo Country House “La Casetta” e dimora storica “Palazzo Michelacci”. Sull’Alpe di Siusi in Alto Adige, per gli appassionati della montagna, “Residence Sciliar”. Novità dell'estate 2010, il Bed & Breakfast "Maison D' O" - l' elegante villa nel giardino del Grand Hotel - che ha avuto un grande plauso da parte della clientela giovane.

Palazzo MIchelacci, il primo hotel d’Europa specializzato in soggiorni per non vedenti

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La Musica per ridurre i disturbi di Alzheimer

CASE DI CURA | GRIMANI BUTTARI

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L’American Accademy of Neurology ha indicato la musicoterapia come una tecnica specifica per migliorare lo stato funzionale e ridurre i disturbi di Alzheimer

DI ROBERTO CALOSCI - MUSICOTERAPEUTA

a circa 18 mesi, l’offerta assistenziale della Fondazione “GrimaniButtari” di Osimo si è arricchita di un servizio di Musicoterapia, gestito dal musicoterapeuta, prof. Roberto Calosci in collaborazione con le dott.sse Nicoletta Sabbatini e Eva Elisei educatrici professionali presso la Casa di Cura Grimani Buttari. Da un punto di vista scientifico, la musicoterapia è un ramo della scienza che tratta lo studio e la ricerca del complesso suonouomo per indagare gli elementi diagnostici e i metodi terapeutici ad esso inerenti. Da un punto di vista terapeutico, la musicoterapia è una disciplina paramedica che usa il suono e tutte le variabili definibili “musicali”, sia per produrre effetti regressivi, sia per aprire canali tali da favorire la stabilizzazione ed il recupero delle facoltà compromesse di un paziente. La musicoterapia è un insieme di tecniche, mediante le quali è possibile operare per agevolare l’attuazione di un progetto di integrazione spaziale, temporale e sociale della struttura funzionale dell’Handicap, attraverso l’utilizzo di parametri sonori. Nel 2001 l’American Accademy of Neurology ha indicato la musicoterapia come una tecnica speci-

fica per migliorare lo stato funzionale e ridurre i disturbi del comportamento eventualmente associati alla malattia di Alzheimer. In tale ambito, la musicoterapia cerca di rispondere a deficit attenzionali, e comportamentali affiancandoli ad altri interventi terapeutici messi in atto dall’equipe socio-sanitaria. Nei malati di Alzheimer la musicoterapia rappresenta dunque un supporto importante alla terapia farmacologica tradizionale diretta a contrastare gli aspetti di una patologia destinata ad un inevitabile e progressivo peggioramento. Questa valenza terapeutica-riabilitativa inserisce di diritto questa disciplina nel quadro degli approcci non farmaco-

logici importanti nel rallentamento del decorso della malattia. All’interno della Grimani-Buttari il progetto di musicoterapia è rivolto a gruppi di Ospiti affetti da uno stato degenerativodemenziale di livello medio e grave. Il servizio è attualmente strutturato in sedute di circa 45 minuti a cadenza settimanale. L’equipe socio-sanitaria individua i partecipanti in base ai livelli cognitivi e comportamentali omogenei e seleziona gli obiettivi in funzione dei bisogni riabilitativi individuali rilevati dai Progetti Educativi Individualizzati. L’intervento è finalizzato sia al contenimento dei disturbi della sfera affettivacomportamentale , riducendo gli stati allucinatori, ansiosi e depressivi, sia al mantenimento delle capacità cognitive e foneti-

che residuali. Gli Ospiti hanno a disposizione un opportuno strumentario a cui si approcciano liberamente a seconda delle risorse cognitive e delle abilità manuali. L’ambiente è organizzato in modo tale da promuovere una relazione interpersonale ed intrapersonale che consenta il ripristino e il mantenimento delle funzionalità residue. Da un punto di vista temporale sono previsti cicli di 8 – 12 sedute al termine dei quali si procede a momenti di verifica attraverso opportune scale di valutazione da parte dell’equipe socio-sanitaria per verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi inizialmente ipotizzati. La valutazione viene completata mediante l’osservazione e l’analisi dei filmati e delle registrazioni prodotti in ogni seduta

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Sanità pubblica e privata... l’opportunità è il CUP unico L

a Sanità, esattamente come altri ambiti e settori della società, non è immune da luoghi comuni. Si tratta di credenze, che poi, contrariamente a quanto si possa pensare, sono le stesse in tutto il mondo, più o meno diffuse e più o meno aderenti alla realtà dei fatti. Per esempio la differenza di efficienza tra strutture pubbliche e private, l’abuso di risorse da parte dei cittadini, l’utilità dei ticket… Ne abbiamo parlato con il presidente SaniDoc Filippo Bambara. Com’è la situazione della Sanità marchigiana? “La nostra Regione è piena di eccellenze. Moltissimi sono i lati positivi, grazie anche al

contributo delle strutture private. Quello che è senza dubbio vero è che le strutture sanitarie private consentono l’accesso pressoché immediato ai servizi abbattendo i tempi di attesa tipici degli ospedali pubblici. Fin dal tempo delle mutue il sistema sanitario italiano è stato un mix tra pubblico e privato e tale sistema, sostanzialmente, ha funzionato abbastanza bene”. Proprio da qualche giorno è attivo, per la Regione Marche, il CUP unico... “Come tutte le cose nuove, secondo me ha bisogno di un periodo di assestamento. Bisogna dare tempo per migliorare e rendere realmente effi-

ciente il sistema. Sono sicuro che la Regione ha intenzione e abbia già fatto i dovuti calcoli per garantire in un immediato futuro un servizio migliore valorizzando al massimo questa opportunità. Sicuramente il volere un CUP unico è un grandissimo passo avanti per la Sanità regionale. D’altronde, come in tutte le

SaniDoc ha firmato un accordo con CNA, Coldiretti e Confcommercio di Avellino

Dopo un intenso lavoro preparatorio e le molte difficoltà superate, SaniDoc con grande senso di responsabilità ha sottoscritto un importante accordo con la CNA, Coldiretti e la Confcommercio della Provincia di Avellino. L'accordo vede coinvolti 23 strutture sanitarie (Soci Promotori SaniDoc) e circa 40.000 Utenti (Soci Sostenitori SaniDoc). Questo accordo è l'ennesima dimostrazione della volontà di offrire ai cittadini dei servizi sanitari che rispondono all'appropriatezza, alla qualità ed economicità”. Queste le dichiarazioni di Filippo Bambara, presidente della SaniDoc durante la firma degli accordi. Il presidente Bambara ha inoltre garantito, al Presidente e Vice Presidente degli odontotecnici Avellinesi iscritti alla CNA, che non vi sono pregiudizi a qualsiasi richiesta di adesione alla SaniDoc da parte di studi e strutture odontoiatriche operanti nel territtorio anche se al momento della

richiesta sono privi dei requisiti richiesti. E' compito, previsto nello statuto della SaniDoc, standardizzare ed uniformare i processi della rete attraverso i supporti tecnici. A breve vi sarà una conferenza stampa indetta dagli attori che hanno siglato l'accordo, nel mese di Novembre avrà inizio una campagna di prevenzione gratuita dedicata agli iscritti con il coinvolgimento delle strutture e professionisti aderenti a SaniDoc. La prevenzione che sarà attuata mensilmente per ogni branca riguarda: Odontoiatria, Ortognatodonzia, Oculistica, Urologia, Dermatologia, Otorino e così via sino a completamento delle branche specialistiche aderenti a SaniDoc. Entro la fine dell'anno vi sarà un convegno laddove parteciperanno rapprentanti della Sanità Campana, Sigle Sindacali, Rappresentanti di categoria e tutti coloro in rappresentanza dell'Utenza, ovviamente non mancherà la stampa.

Da sinistra Tarantino, Confcommercio Avellino, Fierro Segretario CNA Avellino, Vigorita Coldiretti Avellino, Bambara Presidente SaniDoc, Manzo Resp. Strutture Sanitarie Avellino e Graziosi Direttore SaniDoc

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Filippo Bambara, presidente SaniDoc: “La Sanità marchigiana è un’eccellenza, ma possiamo fare meglio unendo le forze fra pubblico e privato” cose, occorre un periodo di avvio e sperimentazione che non mancherà di aggiustare domanda e offerta e dove ci si accorgerà senz’altro l’opportunità di metter einsieme pubblico e privato. Infatti quest’ultimo settore non può essere lasciato indietro”. Come? “Visto il grande afflusso di domande e bassi costi di prestazione, bisogna assolutamente prendere in considerazione tutte le strutture sanitarie. Perchè se chiamo il CUP unico non posso prenotare una prestazione anche nelle strutture sanitarie accreditate? Proprio quelle strutture di cui parlavamo prima. Si potrebbero abbassare i costi e diminuire di gran lunga le liste d’attesa, forse unica piaga della Sanità regionale. Le strutture private hanno un costo inferiore, proprio perchè il costo gestionale fa parte del costo complessivo”.


Quindi le strutture private, insieme a quelle pubbliche per abbattere i costi e le liste d’attesa... “Sì, lavorare insieme, evitando le prestazioni in regime di intramenia, cioè quelle prestazioni erogate presso i presidi pubblici a pagamento”. Può dirci qualcosa sulle strutture accreditate? “Con l’accreditamento cessavano i rapporti convenzionali e si dava luogo al nuovo sistema, per la verità con un percorso lungo e complesso, che in qual-

che regione pare non sia ancora terminato. Purtroppo negli ultimi tempi si è verificato un “ritorno di fiamma” del citato contrasto ideologico tra pubblico e privato nella sanità e in parecchi casi le strutture sanitarie private, seppure regolarmente accreditate, sono state sottoposte ad attacchi e rilievi, spesso ingiusti e strumentali”. Come può SaniDoc aiutare il cittadino? “Innazitutto abbattendo la spesa sanitaria a beneficio del cittadino contribuente, posto

che le prestazioni erogate dalle strutture SaniDoc sono omnicomprensive dei costi gestionali, con l'integrazione della nostra rete al SSN. Il cittadino avrebbe così "sotto casa" le strutture accreditate con un’assistenza capillare senza fare centinaia di chilometri. Abbattendo le liste di attesa, la possibilità nel pubblico di erogare più prestazioni con il solo pagamento del ticket e meno intramuraria (LIA). Comunicando al numero verde SaniDoc i disservizi, costi delle

prestazioni, orari delle prestazioni, richiesta di consulenze, richiesta di strutture accreditate aderenti e tempi di attesa, si potranno cambiare e migliorare le cose. Il presente invito è rivolto anche a tutte le strutture private e professionisti esclusi dalla possibilità di erogare prestazioni presso le strutture pubbliche che hanno interesse di far parte delle rete e sistema SaniDoc. Un grande progetto di trasparenza”. r.m.

Villa Silvia: terapia e riabilitazione contro le dipendenze

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ontinua il nostro viaggio tra le strutture aderenti a SaniDOC.

CASA DI CURA VILLA SILVIA

A fare di Villa Silvia un centro pilota regionale per il problema della dipendenza dall’alcol è il suo reparto di Alcologia, vera eccellenza sin dal 1963, anno in cui la clinica fu fondata dal prof. Nicola Aliotta. In grado di ospitare fino a 50 pazienti (42 in regime di accreditamento), la clinica si occupa in generale della diagnosi e cura delle patoCasa di Cura Villa Silvia Via A. Garibaldi, 64 Senigallia (AN) Tel. 071.7927961 info@villasilvia.com

Per chi volesse ulteriori informazioni e conoscere nomi e recapiti degli associati: Numero Verde: 800912294 Presidenza: 071/887011 071/887012 www.sanidoc.it info@sanidoc.it E’ possibile tesserarsi presso le strutture aderenti e le sedi CNA della provincia di Ancona

Dott. Aliotta, quando suo padre aprì Villa Silvia, l’alcolismo era più un problema di ‘vinismo’ connesso con la cultura contadina del territorio. Quanto è mutato da allora il fenomeno? “Molto. Oggi l’età media degli alcolisti è di 25 anni: quasi dimezzata. Ad abusare dell’alcol, spesso associato ad altre sostanze tossiche come la cocaina, sono sempre in maggior numero i giovani, che tramite l’assunzione rituale, cercano di adeguarsi a stili di vita condizionati dall’attuale e spietata società dei consumi. Il modello di bevute del binge drinking è quello anglosassone: vita normale nei giorni feriali e sballo il fine settimana. Il percorso riabilitativo che proponiamo ha come fine il recupero dei valori fondamentali, primo fra tutti il rispetto per la persona. Il paziente deve ritrovare la sua vera identità. ristabilendo la capacità di una corretta relazione fra il sé e il fuori di sé”. Avete progetti in questo senso? “Inaugureremo a Piticchio di Arcevia il nostro Centro Post Cura San Nicola, una struttura direi unica che permetterà agli stessi operatori di Vincenzo Aliotta, direttore di Villa Silvia seguire il paziente logie psichiatriche e neurologiche con una particolare attenzione “verso la malattia alcolica” con un approccio multidisciplinare. Direttore generale della Casa di Cura è Vincenzo Aliotta, con il quale parliamo del protocollo terapeutico, il cui obiettivo è la riabilitazione psicofisica e sociale del paziente. “Durante la degenza - ci spiega il dott. Aliotta - vengono somministrate le terapie mediche ed eseguite una serie di esami, accertamenti strumentali ed indagini psicodiagnostiche. Il paziente viene, inoltre, supportato da terapie individuali e di gruppo e con interventi mirati, non solo alla riappropriazione dello schema corporeo, ma anche alla liberazione delle energie creative ed espressive. Il programma riabilitativo prevede il coinvolgimento dei familiari tramite gruppi di informazione e sensibilizzazione verso la malattia alcolica guidati da personale di area psicosociale affiancati dai rappresentanti dei gruppi di automutuo aiuto (Alcolisti Anonimi e Al-Anon)”.

dalla fase ospedaliera sino alla riabilitazione completa secondo un’ottica di filiera. L’intero programma, più efficace proprio perché caratterizzato da una filosofia d’intervento fondata su una continuità terapeutica, prevede anche intensi momenti di terapia eccupazionale (ergoterapia) in un contesto ambientale di grande bellezza e armonia”. Il fine del recupero riabilitativo? “Il recupero della dignità della persona e delle sue motivazioni più profonde, anche attraverso la riscperta della propria spiritualità”.

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RUBRICA | LE OPINIONI

Con MSC Crociere, Aics e Prima Rete insieme per Ancona

Dal punto di vista legale

Come si regola la classe medica per evitare responsabilità?

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on un patto di collaborazione fra Prima Rete e AIcs, Associazione Italiana Cultura e Sport del presidente Giorgio Sartini, sostenuto dalla rivista specializzata in Turismo Sociale e congressuale “Senzaetà”, si è tenuta domenica 12 settembre a bordo della nave crociera “Armonia” della MSC un briefing per programmare alcune tappe importanti che vedranno Ancona protagonista. Infatti le navi da crociera hanno anche l’importante funzione sociale di costituire luogo di aggregazione, per giunta mobile e dotato di una dinamicità senza uguali, dove organizzare eventi di ogni tipo. Dagli incontri delle associazioni come l’Avis agli anniversari, dagli spettacoli ai corsi di ballo, dai meeting aziendali ai corsi di formazione, fino a premiazioni di prestigio e serate di gala. “Una location ideale – ha detto Sartini – per le numerose manifestazioni dell’AIcs. Molto di più, se guardiamo alle esigenze della nostra comunità marchigiana, questa collaborazione fra soggetti così attivi è un’opportunità per fare qualcosa insieme e rivitalizzare il nostro tessuto sociale”.

Avv. Giovanni Conti, Roma

casi di mala sanità sono sempre più frequenti, direi meglio che è più facile venirne a conoscenza tramite stampa e televisione. Il più delle volte le accuse riguardano diagnosi e terapie omesse o inesatte. Le statistiche giudiziarie mostrano però che circa il 65-70% dei giudizi di responsabilità nei confronti di sanitari si conclude con la loro assoluzione, sia in sede civile che in sede penale. Ma questo non tranquillizza la classe medica: una causa è pur sempre un brutto incidente; le assicurazioni dei medici disdettano le polizze o aumentano enormemente i premi; le voci malevole e diffidenti girano comunque. Intanto ti buschi una denuncia, poi va’ a spiegare alla gente che avevi ragione. E allora i medici tendono a tutelarsi con la cosiddetta “medicina difensiva”: per diagnosticare il caso basterebbero poche analisi, esperienza ed intuito? Niente affatto. Se un domani la diagnosi dovesse rivelarsi carente sarebbe difficile dimostrare di avere voluto evitare al paziente accertamenti inutili e in molti casi invasivi. E allora abbondiamo! Per accertare se una donna in menopausa che accusa perdite mestruali sia a rischio di cancro dell’endometrio prescriviamole una tranquillizzante isteroscopia, cioè un intervento fortemente invasivo. Basterebbero controlli ecografici, visite e analisi regolari, l’esperienza del ginecologo? Non rischiamo! Per curare la tua influenza stagionale basterebbe la tachipirina, del brodo sostanzioso e un letto caldo? Ma fatti pure una settimana di antibiotici! Vedi mai! Raggi X, TAC, mezzi di contrasto? Metti! Come diceva Totò: virgola, punto, punto e virgola….. per non apparire provinciali. Oramai il medico si difende abbondando, spesso esagerando, e il paziente subisce un bombardamento di analisi e accertamenti superflui. Sicuramente nessuno potrà dire domani che quegli accertamenti non siano stati prescritti. Purtroppo l’eccesso di azioni giudiziarie nei confronti dei medici – azioni non sempre consigliate con giudizio e disinteressatamente - ha condotto a questo rapporto schizofrenico tra paziente e medico: la persona che dovrebbe aiutarti diventa il tuo nemico. Tra non molto assisteremo a cause contro medici accusati di avere esagerato in analisi, accertamenti e terapie. E’ la ruota che gira, e vedremo su questa rubrica come si valutano gli eccessi, sia quelli omissivi che quelli prescrittivi. Ma intanto riponiamo fiducia nel nostro medico, senza stressarlo. E se non ci ispira più, cambiamolo: meglio un congedo educato che una causa in Tribunale. I Tribunali, se li conosci li eviti.

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OSSERVATORIO | DISEGUAGLIANZE

Diseguaglianze nella salute, essere uguali è un diritto

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DI PATRIZIA CARLETTI

ssere istruiti, avere un lavoro di qualità, essere inseriti in una buona rete di relazioni sociali, vivere in un paese in cui vi è giustizia sociale, sono condizioni che determinano fortemente la salute degli individui. Le persone che sono ai livelli socio-economici più bassi e con un precario accesso alle risorse economiche, sociali e culturali, più spesso rappresentati da donne, anziani, disabili e immigrati, si ammalano di più ed hanno una minore speranza di vita. Numerosi studi scientifici, svolti a partire dagli anni 80, dimostrano che le diseguaglianze socio-economiche hanno un peso rilevante nella aspettativa di vita e, in Europa come in Italia, la differenza nell’aspettativa di vita fra chi è più povero e chi è più benestante è mediamente di 7 anni. Inoltre l’attesa di una vita senza “disabilità” è di ben 17 anni più bassa nelle persone socialmente svantaggiate. Non si tratta di una questione ideologica E’ dimostrato che la ricchezza di un Paese dipende dallo stato di salute della popolazione e che le diseguaglianze nella salute comportano una riduzione delle capacità produttive, una conseguente riduzione delle entrate fiscali, un aumento dei costi sociali e della spesa sanitaria. Non siamo di fronte a differenze di salute casuali tra gruppi di

popolazione, dipendenti dalla “natura” o dalla genetica, ma siamo di fronte a differenze causate da diseguaglianze sociali che sono evitabili e che possono essere prevenute e contrastate solamente attraverso scelte politiche, locali e nazionali, economiche, di welfare e assistenziali. Le persone svantaggiate sul piano socioeconomico hanno maggiori difficoltà ad accedere alle cure di cui hanno bisogno perché sono più ai margini della società, meno istruite, meno raggiungibili dalle informazioni sulla prevenzione, sul funzionamento dei servizi e, come per gli immigrati, con maggiori ostacoli burocratici e linguistico-culturali. L'Osservatorio Marche Il compito del Sistema Sanitario Regionale, ispirato ai principi di equità e di universalismo, è quello di garantire l’accesso alle cure organizzando i servizi in modo da rispondere adeguatamente ai gruppi con maggiori necessità.

Tassi stardandizzati di ospedalizzazione degli uomini (x 1000) per reddito città di Ancona anni 1997/2000 reddito basso

140 100

reddito medio

60 reddito alto

20 1997

1998

1999

2000

Ciò significa perseguire “l’equità geografica”, “l’equità economica”, abolire le barriere culturali che escludono le minoranze e i gruppi più svantaggiati della società e favorire la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione della salute. Le indagini svolte dall’Osservatorio confermano che anche nella nostra regione vi sono diseguaglianze nella salute. Alcuni esempi: - tra i residenti nella città di Ancona sono le persone con reddito più basso a ricorrere maggiormente al ricovero ospedaliero; - per quanto riguarda le cadute negli anziani ultra65enni, sono le donne ad essere più a rischio; tra gli ultra74enni sono le donne ad essere più a rischio di vivere la condizione di isolamento sociale; - nel percorso nascita lo svantaggio colpisce le donne meno istruite e le immigrate: sono infatti queste a frequentare di meno i corsi di preparazione alla nascita, importanti per la gestione di eventuali problemi in gravidanza, per migliorare le condizioni del parto e favorire l’allattamento al seno. Le immigrate effettuano meno controlli in gravidanza e una su 7 effettua tardivamente la prima visita di controllo; - lo studio del profilo della popolazione immigrata (che oggi rappresenta circa il 10% della popolazione residente nelle Marche), mostra che trattandosi di soggetti giovani, la dimensione della domanda è limitata (minor ricorso al ricovero) e riguarda soprattutto eventi fisiologici quali il parto. Tuttavia si evidenzia che le immigrate ricorrono all’aborto con una frequenza doppia rispetto alle marchigiane e che gli uomini si ricoverano due volte di più dei marchigiani per incidenti e infortuni. Questo suggerisce il carattere prevalentemente preventivo degli interventi da realizzare, con effetto positivo anche sulla riduzione dei costi e dei

conflitti sociali. L’Osservatorio produce anche informazioni sull’adeguatezza delle risposte da parte dei servizi al fine di individuare dove concentrare gli interventi di miglioramento. In sintesi, quindi, è importante che il Sistema Sanitario Regionale disponga di informazioni tecnico-scientifiche per l’individuazione dei gruppi che sono più a rischio di perdere la salute al fine di attuare interventi in un’ottica di efficacia e di efficienza.

L’Osservatorio in breve Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute opera dal 2001. Produce informazioni tecniche sulla salute (analisi, elaborazione dati, produzione report) di gruppi vulnerabili che, essendo più a rischio, necessitano di interventi mirati. Progetta e realizza interventi di promozione della salute e percorsi assistenziali focalizzati su gruppi vulnerabili di popolazione. Le attività sono di rilevanza regionale sui temi della salute di gruppi quali immigrati, donne, dializzati, persone con lesione midollare. E’ punto di riferimento istituzionale regionale per i professionisti del Servizio Sanitario Regionale, per le associazioni di malati e cittadini. Ha stipulato accordi con il Ministero della Salute a seguito dei quali, dal 2007, la Regione Marche è capofila nazionale sui problemi di salute degli immigrati e coordina per la Commissione Salute Nazionale un Tavolo di lavoro sull’assistenza sanitaria agli immigrati.

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Osservatorio Epidemiologico sulle Diseguaglianze/ARS MARCHE Via G. da Fabriano 3, 60125 Ancona Tel 0718064103 diseguaglianze@regione.ma rche.it

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COMUNI A CONFRONTO | GABICCE MARE

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“L’obiettivo è favorire la crescita di una comunità solidale”

rrivando dalla statale panoramica, tra splendide viste, si giunge alla prima frazione del Comune, Gabicce Monte, quasi a picco sul mare, dalla quale si gode di un panorama stupendo per poi scendere verso Gabicce Mare, verso la spiaggia e i numerosi alberghi e ristoranti pronti ad accogliere tutti i turisti. Di fronte al problema della crisi economica che inevitabilmente ha coinvolto anche questo territorio, il Comune si è impegnato notevolmente nell'investire risorse economiche ed umane insieme agli altri enti locali e alle associazioni, sia nel campo della promozione turistica che dei servizi sociali. Il Comune di Gabicce Mare insieme agli altri 8 Comuni dell'Ambito territoriale sociale, concorre alla realizzazione di un sistema di servizi per la promozione e il mantenimento del benessere della popolazione, all’eliminazione delle situazioni che determinano stati di bisogno e di emarginazione, e promuove la realizzazione di programmi e attività di aggregazione sociale idonei a favorire l'autonomia e le opportunità di singole persone e gruppi. Il Comune, che ormai ha raggiunto una popolazione di circa 6.000 abitanti ed è titolare di un tasso di anzianità tra i più

GABICCE MARE

Gabicce Mare, il punto d’incontro fra Marche e Romagna alti del territorio, ha un’Assistente Sociale che lavora a tempo pieno incontrando persone e le famiglie in stato di difficoltà. Il bisogno delle famiglie si manifesta non solo in campo economico ma nella necessità di poter usufruire di servizi di sostegno adeguati che permettano di migliorare la propria condizione. Proprio nel campo dei servizi di sostegno alla famiglia il Comune, in collaborazione con l'Ats n. 1, l'Asur ed altre agenzie presenti sul territorio, ha istituito e potenziato sportelli informativi per gli immigrati, per le famiglie con congiunti affetti da problemi di salute mentale, sportelli per offrire consulenze psicologiche individuali e di sostegno alla genitorialità. Inoltre, il sostegno alle famiglie si concretizza tramite servizi socioeducativi di alta qualità rivolti ai minori: l'asilo nido che ospita circa 50

bambini, il centro estivo nei mesi L'assessorato ai servizi sociali nel di luglio e agosto, i contributi ed nome dell’assessore Rosina i sussidi economici e gli esoneri- Alessandri si è impegnato a livelrette delle refezioni e del traspor- lo di comunità sociale per favorito scolastico per i nuclei in diffi- re la crescita di una “comunità coltà, il sostegno alle funzioni solidale” e di una rete di soggetti genitoriali tramite il servizio che possano promuovere solidaeducativo domiciliare. Per quan- rietà e maggiore partecipazione to riguarda la disabilità sono pre- sociale, a questo proposito ha visti servizi di assistenza scolasti- potenziato le forme di associaca e domiciliare, interventi di zionismo e di partecipazione dei percorsi di borse-lavoro, servizi cittadini tramite una progettadi sollievo per le famiglie, inte- zione condivisa. grazione delle rette Rappresentati delle Associazioni di Volontariato con il Sindaco per le quali Curti e l'Assessore ai Servizi Sociali Rosina Alessandri il Comune contribuisce all'inserimento dei soggetti disabili presso istituti specializzati.

“Una Voce al Silenzio” nche a Gabicce Mare, in linea con lo sportello provinciale contro la violenza, l'associazione “Una Voce al Silenzio” è ora attiva, come aiuto e sostegno a tutela dei più deboli: bambini, donne e giovani. Ha aperto uno sportello presso il Creobicce di Via XXV Aprile. L’associazione non ha fini di lucro, svolge la propria attività di volontariato a tutela della famiglia contro ogni forma di violenza (fisica, sessuale e psicologica) nonché contro

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la minaccia di tali atti; la salvaguardia dei diritti dei minori, dei giovani e delle donne, all’istruzione, alla famiglia, alla libertà e alla salute, ed anche ad ogni forma di espressione, privata e pubblica, che garantisca uguaglianza di genere, benessere e autorealizzazione. L’associazione si avvale della professionalità e disponibilità di psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, di una consulente grafologa e anche di quattro avvocati.


COMUNI A CONFRONTO | NUMANA

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A colloquio con il Sindaco di Numana Marzio Carletti sulle politiche sociali

anti progetti per scoprire una “stagione” diversa per la città di Numana. Abbiamo chiesto al Sindaco Marzio Carletti di illustrarci le iniziative messe in campo dall’Amministrazione, rivolte alle famiglie. “La famiglia è certamente il nucleo fondante il tessuto sociale di una comunità e l’impegno deve essere costante. Oramai da qualche anno il nostro Comune organizza il servizio di colonie estive, alle quali partecipano sempre più bambini e provenienti anche da comuni limitrofi; il centro estivo, attivato dalla conclusione dell’anno scolastico fino a ferragosto, rappresenta un valido sostegno per i numerosi nuclei familiari impegnati nelle varie attività turistiche. Lo stesso spirito di attenzione alle esigenze della famiglia ha chiaramente improntato le scelte compiute dagli Assessorati al Turismo e alla Cultura nell’ambito della programmazione degli eventi per la stagione estiva 2010: ricordo a riguardo i numerosi appuntamenti pensati per i bambini e contraddistinti dalla presenza di attori, maghi, giocolieri, circensi e artisti di strada”. E per gli adolescenti? “Abbiamo messo il nostro entusiasmo al servizio dei giovani, con l’obiettivo ambizioso di aiutarli e accompagnarli nella realizzazione delle loro aspirazioni. E’

NUMANA MGG Italia srl, consiste nella disponibilità di un mezzo attrezzato per il trasporto di persone disabili, svantaggiate e di anziani; il mezzo ci verrà concesso in comodato gratuito grazie alla solidarietà delle aziende locali, disposte a sponsorizzare il progetto”. Infine che cosa si propone di offrire il Comune per il nuovo anno scolastico? “Con riferimento ai temi e alle problematiche della scuola la felice collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura, l’ufficio Servizi Sociali e l’Istituto comprensivo Giovanni Paolo II Numana-Sirolo ci consente di rispondere in modo puntuale alle esigenze che di volta in volta si palesano. Il Comune, oltre ad offrire il sostegno scolastico agli alunni disabili e il sostegno linguistico a quelli stranieri, attiva con oneri esclusivamente a proprio carico corsi di attività motoria e di educazione musicale nelle scuole sia dell’infanzia che primarie e in quest’ultime anche di lingua inglese con lettrici di madrelingua. Nei mesi di aprile e maggio il corpo di Polizia Municipale organizza gratuitamente per le scuole medie un corso preparatorio per il rilascio del certificato di idoneità alla guida del ciclomotore, rivolto agli studenti delle III classi. Per concludere sarà premura dell’Assessorato alle Politiche Sociali promuovere opportunità d’incontro tra genitori, educatori e le vari realtà che operano nel campo dello sport e del sociale ai fini di un confronto sulle problematiche giovanili”.

Scopri Numana: Turismo e Sociale così nata l’idea di offrire loro un’opportunità di aggregazione presso il nuovo centro civico di Marcelli. Si tratta di uno spazio interamente destinato ai nostri ragazzi , un luogo di riferimento anche e soprattutto nei mesi invernali, dove incontrarsi per sperimentare e condividere interessi e passioni ed invitare personaggi di rilievo delle diverse realtà artistiche, giornalistiche e sportive, dai quali apprendere i valori dell’impegno, del sacrificio e del rispetto delle regole. Particolare attenzione merita la nascita di una web radio, “Radio Bunny”. Questo progetto, già molto apprezzato, acquisterà valenze ulteriori, con la possibilità che verrà offerta ad alcuni dei nostri giovani di formarsi nei vari ruoli della comunicazione”. Nell’ambito delle iniziative rivolte all’accoglienza turistica, avete pensato anche a soggetti con disabilità motoria? “La sensibilità per i problemi legati alle difficoltà motorie impronta in modo determinante

il nostro operato. Numerose sono le iniziative realizzate e da realizzarsi in tal senso, tese a rendere la nostra terra, ricca di bellezze naturali, accessibile e fruibile da tutti. Così l’impegno di questa Amministrazione si è tradotto nel potenziamento dell’accessibilità al mare da parte di coloro che hanno impedimenti motori, sia destinando loro un maggior numero di parcheggi sia realizzando scivoli che conducono direttamente alla spiaggia (al momento gli scivoli sono 2 ma dalla stagione estiva 2011 diventeranno 3). Abbiamo inoltre offerto un nuovo prezioso servizio, dotando gli stabilimenti Parasol e Cavalluccio del J.O.B.: si tratta di una carrozzina che consente ai disabili di essere trasportati sulla sabbia e di fare il bagno in mare. Nell’ambito delle prospettive future vogliamo dare corso ad altri progetti nutriti dallo stesso spirito di attenzione alle problematiche che toccano la disabilità. Ci proponiamo dunque di portare a compimento l’abbattimento delle barriere architettoniche, quale opzione prevista nel sondaggio somministrato ai cittadini la primavera scorsa nell’ambito dell’iniziativa legata al bilancio partecipato. Infine il Comune ha di recente aderito al progetto “Mobilità garantita gratuitamente”. Sindaco, ci può illustrare meglio questo progetto? “L’iniziativa, promossa dalla

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La medicina antroposofica: dimensione fisica e spirituale

MEDICINA | MEDICINE ALTERNATIVE

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DI MAURO RAGAINI

pesso la malattia ci suggerisce o ci obbliga a cambiare concezione e stile di vita. La medicina antroposofica benché ancorata alla medicina convenzionale (occidentale) apporta vaste implicazioni perché coniuga gli aspetti fisici con quelli spirituali dell’uomo. Così il sistema terapeutico che possiamo definire olistico è un’arte medica peculiare ben spiegata nell’opera: “Elementi fondamentali per un ampliamento dell’arte medica secondo le conoscenze della scienza dello spirito” del filosofo austriaco Rudolf Steiner e Ita Wegman. La medicina antroposofica benché ancorata alla medicina occidentale e alle acquisizioni scientifiche di essa ha gettato lo sguardo oltre ed ha consolidato un ampliamento dell’arte medica fondata sulla conoscenza e sulla comprensione della realtà fisica, psichica e spirituale dell’uomo e del mondo. La medicina antroposofica è nata e si è poi sviluppata in Europa occidentale nel secolo scorso come estensione della medicina ufficiale secondo una visione dell’uomo tipica ma altrettanto originale del nostro

contesto socio-culturale. Tale scienza è totalmente incentrata sulla persona, sulla sua individualità e considera di primaria importanza tutto ciò che rende ogni individuo unico e diverso da qualunque altro. Infatti la parte fisica che resta sempre di primaria importanza è permeata dall’anima e dallo spirito che è il nostro Io. Le possibilità terapeutiche di una medicina ampliata e supportata dall’antroposofia guarda i bisogni terapeutici dell’uomo malato, concepito e visto nelle sue diverse dimensioni esistenziali: corporea, animica e spirituale. La medicina antroposofica valorizza nell’uomo malato gli elementi che esprimono la situazione animica, biografica, caratteriologica di ogni individualità, coinvolgendo l’ambiente sociale e culturale in modo da integrare tutti questi fattori nella decisione terapeutica. Per tale medicina la salute è il risultato continuamente generato a nuovo fra due forze polarmente contrapposte presenti da sempre all’interno dell’uomo: forze distruttive di malattia e costruttive di guarigione. Pertanto la salute non può essere considerata come

Il compito del medico... Il medico antroposofo considera e osserva l’uomo nella sua complessa unità andando oltre i sintomi fisici. Cerca di individuare l’origine profonda, spirituale di ogni disturbo. Amplia il proprio orizzonte fino a comprendere il modo in cui anima e spirito sono coinvolti nel processo che porta alla malattia. L’antroposofia chiede al medico di autoeducarsi sviluppando alcune facoltà percettive per approfondire la ricerca scientifica in aree non meno reali di quei fenomeni che di solito vengono studiati all’Università, uno sviluppo della capacità intuitiva o sesto senso indispensabile per raggiungere una maggiore percezione del corpo più sottile ed energetico. Il medico antroposofo quando è necessario prescrive anche farmaci convenzionali anche se predilige farmaci tratti dai regni della natura, il cui rapporto terapeutico con l’uomo è molto stretto in quanto legato ad una comune origine.

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uno stato finito, dev’essere sempre riconquistata con modalità diverse in ogni fase della vita, in ogni momento, da parte di ogni individuo. Si può affermare che esistono tante forme di salute per quanti sono gli esseri umani. Andando oltre i confini del corpo fisico postula l’esistenza di un corpo etereo intessuto di energia vitale, di un corpo astrale, dominato da sentimenti ed emozioni e dall’Io che coincide con psiche, coscienza e essenza divina. Sarebbe proprio il perfetto equilibrio tra corpo fisico e le tre diverse componenti del corpo energetico a condizionare lo stato di salute. Pertanto quando arriva la malattia occorre agire su più fronti ma è innanzi tutto necessario risalire alla causa del disturbo anche a livello spirituale. La medicina antroposofica si

…e quello delle medicine Per curare un paziente un medico antroposofo utilizza farmaci antroposofici, medicinali convezionali, farmaci omeopatici, colloqui individuali e anche molte altre terapie da quella artistiche a quelle riabilitative. La medicina antroposofica fin dalle sue origini avvertì l’esigenza di individuare farmaci e vari rimedi naturali per curare in modo antroposofico le persone malate, a base di minerali, piante ed astratti del mondo animale, elementi della natura che possono essere studiati e conosciuti nello stesso modo in cui si studia e si conosce l’uomo. I farmaci antroposofici hanno sempre lo scopo di rafforzare le difese proprie del paziente ed il lavoro non viene risparmiato all’organismo. Le sostanze curative estratte dai regni della natura, animale, vegetale e minerale vengono sottoposte ad uno speciale procedimento di lavorazione, trasformazione e purificazione. Il farmaco così individuato, preparato ed assunto potrà contribuire alla cura di un certo disturbo sul piano fisico e spirituale.

presenta come una pratica diagnostico-terapeutica che cura l’Uomo cercando la ragione di disfunzioni e malattie nelle disarmonie create nei suoi corpi sottili. Secondo questa prospettiva la malattia è sempre la conseguenza di un isolamento o dello staccarsi dall’organismo di un singolo processo, funzione o sostanza. La malattia contro tutte le apparenze, può essere una spinta verso l’evoluzione, un richiamo a trovare un nuovo ordine. Paradossalmente è un messaggio di amore che invita ad onorare la nostra vera natura, la nostra interezza, lasciando andare un vecchio assetto che ci ostacola e ci frammenta. Tale “lato umano” della medicina si pone il compito di integrare e risanare gli aspetti più freddi della tecnologia applicata in campo medico: è un metodo terapeutico attento e sensibile alle problematiche esistenziali dell’uomo e cerca di curare con un approccio scientifico anche i tormenti dell’anima.


TERRITORIO | MARCHIGIANI DELL’ANNO

Marchigiani dell’anno XXI Ancora tante emozioni insieme I

n prima fila in ogni settore della cultura, dell’arte, dell’intelligenza, del lavoro e dello sport: i marchigiani fanno sempre parlare molto di loro… e se lo meritano. Anche quest’estate infatti il premio più prestigioso e “longevo” della nostra regione, “I Marchigiani dell’Anno” ha fatto il pieno di vip e personaggi famosi tanto da suscitare ancora molta attenzione e apprezzamenti a distanza di 21 anni dalla sua prima edizione. “Ci siamo rinnovati – ha detto il promotore e organizzatore Giorgio Sartini, presidente dell’AICS regionale (associazione Italiana Cultura e Sport) - ed abbiamo aggiunto ai riconoscimenti il premio Ankon, in collaborazione con La Fonte-Il fortino napoleonico di Portonovo. Abbiamo poi intitolato il premio a Beniamino Gigli, abbiamo riservato un titolo per “una vita da marchigiano” (per esempio quest’anno è salita sul palco Natasha Stefanenko). Ma il segreto della longevità della manifestazione è sempre uno: il piacere di stare insieme e valorizzare quanto di bello e di buono fanno i marchigiani per le loro Marche!”. L’AICS ha infatti come primo obiettivo quello sociale di far stare insieme le persone, accomunare le personalità fra sport e cultura e valorizzare la nostra coesione sociale, uno dei punti di forza della comunità marchigiana. Il premio ha avuto nella cornice dell’hotel La Fonte, a luglio, un momento canoro di altissimo prestigio, grazie alla presenza di due tenori molto apprezzati e… marchigianissimi, Enrico Giovagnoli e Francesca Carli, lui di Pesaro e lei di Loreto. Giovanissimi, hanno già una gran bella carriera avviata come il duo Operapop. Per la Regione Marche, fra l’altro, hanno partecipato alla kermesse cinese cantando sul palcoscenico internazionale organiz-

Da sinistra la presentatrice Vanessa Gravina, l’artista Nazareno Rocchetti, Natasha Stefanenko che riceve il premio dal console russo Armando Ginesi e il conduttore Andrea Carloni zato per le celebrazioni di Matteo Ricci. Parlateci della carriera... “Nella nostra classe di conservatorio, luogo in cui ci siamo anche conosciuti io e Francesca. Anche il nostro progetto (Operapop) musicale ha cominciato a prendere forma, anche tra una chiacchierata e l'altra durante i nostri viaggi tra Pesaro e Loreto”. Con la Regione com’è stata l’esperienza cinese? “In Cina partecipammo alla serata di Gala delle celebrazioni della mostra dedicata a Padre Matteo Ricci. Come rappresentanti della tradizione musicale

Italiana, eseguimmo brani quali "O sole Mio" (cantato addirittura in cinese), "Con te partirò", "Nessun dorma", fino ad arrivare al "Brindisi" della Traviata (bissato!!). Bellissimo vedere il Presidente Spacca alzarsi durante il brano e invitare a brindare tutti gli invitati al suo tavolo tra i quali anche le alte cariche cinesi; ovviamente i cinesi, composti come sono, si sentirono "a disagio" in questa euforia ma poi si lasciarono andare e il risultato fu splendido!”. Questi i premiati: Andrea Cardinaletti, Nenella Impiglia, Franca Mancini, Daniele Tombolini, Giancarlo

Trapanese; Internazionale: Natasca. Ankon: Luciano Amileni, Elio Brutti, Daniele Duca, Az.Moncaro.

Chi sono gli Operapop li OPERAPOP nascono nel 2006 dopo diverse e molteplici esperienze canore; fondono due stili di canto, quello lirico e quello leggero, dando vita ad un originale duo pop. Finalisti del Concorso “Premio Mia Martini, volti e voci nuovi per l’Europa 2007”. Significative le partecipazioni nel 2009 a “Les folies au Moulin Rouge” con Pippo Franco, al Concerto di Gala del Premio Giornalistico "Press Award” a Washington D.C. e la vittoria al fianco di Little Tony della 7a puntata del programma televisivo di Rai 1: “I Raccomandati” 2009, condotto da Pupo, riesibendosi poi nella finale. Successivamente sono ospiti alle trasmissioni RAI: "La Vita in diretta" e a "Festa Italiana". Partecipano a due serate del programma Televisivo di Rai 1 "Mettiamoci all'Opera" condotto da Fabrizio Frizzi.

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SINDACATI | FSI

La Federazione Sindacati Indipendenti in prima linea per difendere gli OSS

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a Federazione Sindacati Indipendenti continua l’ottimo lavoro iniziato da tempo nei confronti degli OSS, Operatori Socio Sanitari, ma non solo. In fervente movimento la FSI, in difesa dei lavoratori e buttando un occhio al futuro del sistema italiano e delle professioni sanitarie. Il 24 settembre ad Udine, infatti, è stato organizzato un convegno nazionale per discutere un disegno di legge che cambierà la prospettiva giuridica per dare dignità professionale e prospettive di carriera a questa fondamentale professione del panorama sanitario italiano. Un tentativo di autoregolazione per molte persone che dedicano tanto lavoro al servizio degli altri. Dopo il convegno di Perugia del 19 Marzo scorso e l’apertura del tavolo di lavoro al Ministero della Salute, adesso l’appuntamento è a Udine proprio il 24 settembre. Ma come detto la Federazione Sindacati Indipendenti sta lavorando ininterrottamente anche in altri campi ed ambiti. Il 1 ottobre, per esempio, è stata indetta una tavola rotonda a Roma (in via Rieti) sulla “Libera professione intra ed extra ospedaliera, aspetti professionale, organizzativi e legali”. Il 22 ottobre, invece, ci sarà a Perugia un convegno dibattito sulle “Autonomie locali, la contrattazione collettiva dopo la manovra finanziaria”.

Buona pensione Claudio

La redazione di Senzaetà augura a Claudio Acacia (nella foto mentre riceve la targa-computer dai colleghi) buona pensione! Sempre vicino tutti, col sorriso sulle labbra, sicuramente si farà rivedere all’Inrca per continuare il lavoro iniziato molti anni fa per la Federazione Sindacati Indipendenti. Te lo sei veramente meritato questo traguardo della pensione, ma non ti sembra che tutto questo tempo sia passato troppo velocemente?


SINDACATI | SPI

Diciannove milioni di euro per le persone non autosufficienti I

l 2 agosto la Regione Marche e le organizzazioni sindacali confederali marchigiane Cgil, Cisl, Uil e i sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil hanno firmato un accordo il cui obiettivo è raggiungere, in quattro anni, dal 2010 al 2013, un livello assistenziale infermieristico e socio-sanitario di 100 minuti al giorno, contro gli attuali 50', in tutti i posti letto delle Residenze Protette convenzionati e nello stesso tempo di ridurre l'importo della retta a carico dei cittadini al 50 per cento della tariffa giornaliera, come previsto dalla normativa nazionale. Questo significa che la Regione Marche si impegna ad aumentare nelle residenze protette, che attualmente forniscono 50 minuti di assistenza, le somme necessarie per poterle incrementare nel periodo 2010-2013 dei minuti mancanti, completando l'assistenza a 100 minuti di tutti i 3.411 posti letto convenzionati. L’incremento dell’assistenza non comporterà un aumento della compartecipazione dei cittadini alla retta giornaliera, che anzi si ridurranno progressivamente. L’accordo prevede che le somme che eccedano da 41,25 euro al giorno verranno prima ricondotte a tale cifra e poi ridotte sino ai 33 euro dovuti. La riduzione arriverà ad un massimo di -247 euro nel 2013. La Regione impegna così fondi aggiuntivi, rispetto a quelli già a disposizione delle Zone ASUR, per riqualificare il sistema delle residenze protette per anziani e stanzia un fondo di 19.276.865,10 euro per il periodo 2010-2013, di cui 1.517.796,80 euro per l'anno 2010. Chiediamo una valutazio-

A colloquio con Emidio Celani, segretario generale dello Spi Cgil Marche sui livelli assistenziali infermieristici e socio-sanitari ne dell’accordo ad Emidio Celani, segretario generale dello Spi Cgil delle Marche “Si tratta di un atto molto importante che conclude una fase di contrattazione con la Regione Marche raccogliendo concrete volontà e risultati sul problema della non autosufficienza, venendo incontro alle pressanti attese degli anziani e delle loro famiglie. Ancora più significativa è questa intesa in quanto, in controtendenza con quanto avviene a livello nazionale con la manovra economica che taglia pesantemente le risorse alle Regioni ed agli Enti Locali, che non ripropone il fondo per la non autosufficienza e non riparte

quello previsto di 400 milioni, dimostra una tangibile sensibilità sui problemi reali delle persone specie quelle più in difficoltà. Il tema della non autosufficienza è troppo spesso scaricato sulle famiglie che devono affrontare, in solitudine, la drammaticità dell’evento con il suo pesante carico umano ed economico”. Piena soddisfazione, quindi, tutto bene… “L’accordo, come sempre accade in questi casi, è l’esito di una trattativa. Ci sembra un parziale ma importante risultato, che si aggiunge alle altre intese realizzate frutto dell’azione negoziale che in questi anni, con la regione Marche, abbiamo portato avanti sempre sul tema

della non autosufficienza come all’accordo sull’assegno di cura e il potenziamento dell’assistenza domiciliare per i non autosufficienti in ambito sociale. L’intesa sottoscritta ad agosto definisce molti aspetti importati, come le risorse da impegnare e le modalità di erogazione, ma lascia aperti alcuni aspetti determinanti che saranno materia di ulteriore confronto nel prossimo periodo a partire dalle convenzioni che le residenze protette dovranno sottoscrivere. Questo accordo, infine, rappresenta la scelta di una maggiore attenzione verso il territorio, sulla domiciliarità e sulla cronicità, a fronte di una concentrazione della fase di cura ad alta specializzazione”.

Cos’è il sindacato SPI Il Sindacato Pensionati Italiani (Spi) è il sindacato generale delle pensionate, dei pensionati e delle persone anziane aderenti alla Cgil; organizza e tutela i pensionati di tutte le categorie del lavoro, soggetti a qualsiasi regime pensionistico. Nato nel 1948, nello stesso anno della Costituzione italiana, lo Spi Cgil ne propugna l’attuazione e, in particolare, afferma il valore della solidarietà, promuovendo l’uguaglianza delle donne e degli uomini, in una società senza privilegi né discriminazioni, in cui siano sempre riconosciuti i diritti fondamentali della persona. Oggi, con la sua rete capillare di decine di migliaia di attivisti e volontari, tra uomini e donne, è a disposizione lungo tutto il territorio nazionale e all’estero per dare voce e risposte alle esigenze e ai diritti individuali e collettivi degli anziani.

A chi rivolgersi: comunicazionespi@marche.cgil.it

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SCAFFALE | LIBRI Medicina analogica La fisiologia, un modello comportamentale

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l testo propone l'innovativa idea che i meccanismi fisiologici siano un modelloguida per un sano comportamento. A differenza della comune medicina psicosomatica, che valuta l'aspetto psicoemotivo di talune patologie, la medicina analogica studia la fisiologia corporea e identifica i meccanismi comportamentali da riequilibrare per migliorare e potenziare ogni specifica funzione organica. Una visione che apre prospettive inedite: la fisiologia diventa guida capace di suggerire a ogni uomo quale sia il comportamento pro-salute e quale, al contrario, sia promalattia. Il tutto in un'opera semplice e chiara, indispensabile per il naturopata professionista e per chi si affaccia per la prima volta al vasto mondo della salute olistica. Il libro è diviso in quattro sezioni: introduzione al pensiero analogico; tabelle che sintetizzano le analogie comportamentali dei diversi sistemi fisiologici; lettura analogica di vari sintomi; tabelle che sintetizzano le analogie comportamentali di alcune tra le patologie più note.

Autori: Pirovano, Simeoni Editore: Tecniche Nuove Data di Pubblicazione: 2010 Pagine: 408 Prezzo: 39.00 euro

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Il farmacista 2010 Alimentazione e salute

iniziativa editoriale promossa dal Nobile Collegio Universitas Aromatariorum, nata per fornire al Farmacista uno strumento di aggiornamento e approfondimento costante della sua cultura professionale, in questa edizione 2010 tratta come tema generale l'alimentazione e i suoi riflessi fondamentali sulla salute. Un argomento di grande interesse per il pubblico, spesso mal informato o disorientato dalle pubblicità proposte dai media al riguardo, e che quindi vuole confrontare il suo bisogno di conoscenza con una fonte informata e competente. Il testo comprende una numerosa serie di monografie che affrontano i vari aspetti - preventivi, dietologici, psicologici, salutistici legati al legame fra alimentazione e salute che il farmacista deve conoscere per meglio consigliare i suoi clienti-pazienti. Gli autori dei contributi sono medici, farmacisti, ricercatori, psicologi e trattano la materia in maniera dettagliata ma concisa al tempo stesso, fornendo un'informazione precisa e spunti interessanti anche per il grande pubblico.

Autori: Vari Editore: Tecniche Nuove Data di Pubblicazione: 2010 Pagine: 200 Prezzo: 24.90 euro

Riabilitazione del linguaggio nell’adulto

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iabilitazione del linguaggio nell'adulto propone un programma di rieducazione dei disturbi fonoarticolatori basato sul metodo De Filippis ed è il risultato di anni di sperimentazione con pazienti in età adulta e geriatrica affetti da disartria e aprassia del linguaggio nell'ambito delle patologie di più frequente riscontro nella pratica riabilitativa. Le pratiche schede in cui si articola il programma forniscono al logopedista materiale di pronto utilizzo e stimolano il paziente a lavorare su parole e frasi per esercitare le funzioni articolatone più compromesse in questo tipo di disturbi. La chiave del programma è rappresentata dal continuo rimando, nelle schede, alla rappresentazione grafica delle posizioni articolatone e ai gesti-aiuto facilitanti. Obiettivo principale del manuale è il miglioramento della precisione nell'esecuzione dei movimenti articolatori, in particolare della lingua, delle labbra e del palato, per garantire al paziente un'efficace comunicazione verbale, con particolare cura agli aspetti ritmici, di controllo della velocità e di intonazione melodica. Il materiale si presta inoltre molto bene anche per la terapia con adolescenti. Autore: Pizzamiglio Stefano Editore: Centro Studi Erickson Data di Pubblicazione: 2010 Pagine: 390 Prezzo: 20.00 euro

Pandemie Virologia, patologia e prevenzione dell’influenza

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a storia dell'umanità è costellata di malattie infettive, molte di origine animale. E il caso dell'influenza, virus mutevole che ogni anno colpisce milioni di persone in forme più o meno leggere. Perché, a intervalli di qualche decennio, una variante particolarmente aggressiva di influenza diventa un agente sterminatore tra i più letali, come è avvenuto nel secolo scorso con la spagnola? Perché non siamo in grado di debellarla come abbiamo fatto, ad esempio, con il vaiolo? A partire da questi interrogativi, il libro esamina dapprima il concetto di virus dal punto di vista biologico, illustrando le strategie con cui esso sfrutta le cellule animali per replicarsi e diffondersi; ripercorre quindi la storia delle principali pandemie di influenza antiche e moderne, per poi soffermarsi sugli aspetti del contagio e della trasmissione su larga scala. Un'ultima parte è dedicata alle misure preventive da adottare in caso di un nuovo attacco pandemico da parte del virus.

Autori: Bologna, Lepidi Editore: Bollati Boringhieri Data di Pubblicazione: 2010 Pagine: 393 Prezzo: 32.00 euro

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Quando il lavoro non nobilita più l’uomo...

RUBRICA | LAVORO & PENSIONI

Gentile Dott Rignanese, le scrivo per sapere se mio marito (60 anni di età e 36 di contributi), avendo lavorato da oltre undici anni tutte le notti ininterrottamente in un magazzino ortofrutticolo, ha diritto ad andare in pensione anticipatamente. Nessun CAF sa dargli spiegazioni nè indicargli come fare la domanda. Siccome mia madre è affetta da Alzheimer e io lavoro ancora, mi farebbe piacere avere l'appoggio di mio marito. Grazie Tiziana da FIrenze

Gentile signora Tiziana, Entrando subito nel merito della sua domanda, specifico che suo marito, con l'età di 60 anni e con 36 anni di contributi, potrebbe andare in pensione con il beneficio dei lavori usuranti. Questo perché ha ininterrottamente e continuativamente espletato un lavoro notturno (come recita la legge dello stato sui lavori usuranti legge 335/99). ___________ Buongiorno, vorrei sapere quanto mi rima-

ne ancora da lavorare e se può usufruire dei benefici per lavoro usurante anche chi, oltre ad aver lavorato su linea di montaggio per 4 anni, ha anche lavorato per 10 anni in un’azienda di pulizie come operaia e come badante ai disabili. E’ possibile considerare ciò ai fini pensionistici, visto che ho anche un’ernia al disco e non riesco ad andare più avanti come prima? Sono nata il 04/12/1957 , lavoro dal 1977 e gli ultimi 5 anni con un part time. Grazie, Lucia

Gentile signora Lucia, I vari periodi contributivi possono essere totalizzati e ricongiunti in modo da avere una unica pensione e permettere così una valutazione totale ed omogenea. Avendo lei lavorato per un periodo di 4 anni in fabbrica alla linea di montaggio, può riscattare alcuni anni figurativi (legge sui lavori usuranti) e prenderne i benefici. Può considerarsi 'usurante' anche il lavoro svolto in aziende di pulizie perchè fatto continuativamente. L'attività di badante ai disa-

bili può ritenersi anch'essa usurante e l'ernia al disco di cui soffre può farle ottenere una pensione anticipata con assegno di invalidità ordinaria. La domanda di pensione deve esser epresentata all'Inps, purché abbia versato negli ultimi 3 anni i contributi relativi. Può aver diritto, inoltre, ad un aumento figurativo di contributi poichè ha iniziato nel 1977, avvalendosi della facoltà di una maggiorazione di tali contributi. __________

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Gentile Lino, vorrei un’informazione: sono nato il 07/03/1954, ho iniziato a lavorare il 01/01/1978 presso il Pronto Soccorso, seguendo la relativa turnazione, in più ho riscattato 1 anno e 3 mesi per prestazioni lavorative all’estero (in Germania) e 13 mesi di servizio

militare. Visto che nel d.m. del 19/05/1999 il lavoro usurante comprende anche l’attività presso il Pronto Soccorso, si può usufruire delle relative agevolazioni? Se sì, quando potrò andare in pensione? Gentile signor Giovanni, I 15 mesi fatti in Germania, possono essere aggiunti alla pensione facendo la domanda "per pensioni convenzionate con gli Stati Esteri", in cui verranno compresi anche i mesi del servizio militare. La legge ha stabilito e pubblicato l'elenco dei lavori usuranti: tra questi il Pronto Soccorso. Nel numero 39 della rivista Senzaetà abbiamo pubblicato il procedimento per andare in pensione con i lavori usuranti. Superando i 35 anni di contribuzione può, quindi, andare in pensione. Anche presentando la domanda di pensione entro quest'anno.


RUBRICA | DALLA PARTE DEL CITTADINO

La totalizzazione dei contributi ...allarga i confini

I

Il nostro esperto LINO RIGNANESE

n questo numero ci occupiamo della “totalizzazione dei contributi” che altro non è che il comlesso dei contributi versati e iscritti a più Gestioni. La novità è che diventa più facile. A chi appartiene al regime contributivo delle pensioni, verranno rimosse le previsioni che limitano la possibilità di cumulare tutti ‘gli spezzoni’ contributivi sia per il diritto che per la misura della pensione. A chi appartiene al vecchio regime contributivo delle pensioni, saranno ridotte dagli attuali 6 a 3 anni, il limite minimo di anzianità per aver diritto al cumulo degli spezzoni contributivi. La totalizzazione consente ai lavoratori che, nel corso della propria vita, hanno svolto attività diverse e sono stati iscritti a più gestioni pensionistiche, di ottenere un’unica pensione (di vecchiaia, anzianità, inabilità o ai superstiti) sommando

diversi periodi contributivi. La totalizzazione può essere chiesta da tutti i lavoratori dipendenti, autonomi, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori a progetto e liberi professionisti... ed è completamente gratuita.

I diversi regimi pensionistici

A partire dal 1° gennaio 1996 è in vigore il nuovo sistema previdenziale pubblico conseguente alla riforma ‘Dini’, operata con la legge n. 335/95 che fa convivere tre sistemi pensionistici: - il sistema retributivo - il sistema misto - il sistema contributivo Al sistema retributivo appartengono i lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano un’anzianità contributiva di almeno 18 anni. Nel lato opposto abbiamo il sistema contributivo, il nuovo sistema che sostituisce il sistema retributivo. In questo sistema rientrano i lavoratori che al 31 dicembre 1995 non avevano alcuna anzianità contributiva (che hanno iniziato a lavorare dopo il gennaio 1996). Nel sistema misto, infine, rien-

trano i lavoratori che avevano già un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, ma non tale da rientrare del sistema retributivo.

I requisiti

Il lavoratore, che non deve essere già titolare di pensioni in nessna gestione, può richiedere la totalizzazione se possiede determinati requisiti: - almeno 6 anni di contributi versati in ogni gestione assicurativa; - almeno 20 anni di contribuzione compessiva e 65 anni di età; - almeno 40 anni di contribuzione complessiva a prescindere dall’età. Il diritto alla pensione di inabilità si ottiene in base ai requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti dalla forma pensionistica nella quale il lavoratore risulta iscritto nel momento in cui si è verificato l’evento che determina l’invalidità. Il diritto alla pensione ai superstiti (per i lavoratori deceduti dopo marzo 2006) spetta se, al momento della morte, il

lavoratore aveva raggiunto i requisiti dalla gestione assicurativa in cui era iscritto. In entrambi i casi per il perfezionamento dei requisiti si prendono in considerazione tutti i contributi versati dal lavoratore alle gestioni in cui è stato assicurato.

La domanda

L’apposita domanda deve essere presentata dal lavoratore all’Ente presso il quale risultano versati gli ultimi contributi.

Potete fare domande riguardanti le pensioni all’esperto Lino Rignanese inviando una email a info@senzaeta.it

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La rivista della Famiglia Senzaetà n. 41  
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