Page 4

Generated by Foxit PDF Creator © Foxit Software http://www.foxitsoftware.com For evaluation only.

La grande missione del P. Pio, in un mondo sempre più egoista e lontano da Dio, è stata quella di riportare gli uomini alla sorgente dell’amore, ai piedi del Crocifisso. I segni e i frutti di questa missione sono sotto gli occhi di tutti: fiumane di gente che accorrono da tutto il mondo per partecipare alla sua Messa di 2-3 ore, vissuta con intensità e sofferenza indicibili; le confessioni come conversioni, con 10-15 ore di confessionale al giorno; miracoli e segni straordinari di ogni genere, i Gruppi di Preghiera; la Casa Sollievo della Sofferenza. Ma la santità del P. Pio, riconosciuta dalla Chiesa, non sta nei segni straordinari, sta nel suo amore ardente per Gesù Crocifisso e per le anime, nell’accettazione amorosa della volontà di Dio, nella sua sottomissione alla Chiesa, nel perdono ai suoi nemici, nell’impegno indefesso per la salvezza delle anime. A 30 anni dalla morte, la Chiesa riconosce la sua santità e lo addita come modello e intercessore a tutti i fedeli. Il 2 maggio, milioni di fedeli, a Roma, a S. Giovanni Rotondo e, attraverso la televisione, in tutto il mondo, hanno esultato per la glorificazione di questo umile e generoso figlio di S. Francesco. E’ il trionfo della santità, fondata sull’amore e sulla partecipazione generosa alla croce di Cristo, per la salvezza del mondo. DOLORE E AMORE Pensieri del P. Pio Il Padre Pio fu una vittima d’amore. Il dolore e l’amore sono le due “coordinate” del suo itinerario spirituale, del suo insegnamento e della sua attività. Ho spigolato alcuni pensieri del nuovo Beato e li presento a tutti gli Amici, per conoscere il vero P. Pio e non fermarci solo ai fatti straordinari della sua vita. Questi pensieri sembrano usciti dalla penna e dall’esperienza mistica di S. Paolo della Croce. E’ bene rileggerli e meditarli durante il mese del S. Cuore, il mese dell’amore. Amore e dolore, vissuti abbracciando il Crocifisso, offrendosi con Gesù al Padre, come vittima di espiazione. Il dolore come prova dell’amore; l’amore che sa capire, accettare e trasfigurare il dolore. (P. A. P.) - “L’amore si conosce nel dolore. Niente desidero fuorché amare e soffrire. L’anima mia si va stemperando di dolore e di amore, di amarezza e di dolcezza nello stesso tempo. Un misto di dolore e di dolcezza si contrastano contemporaneamente e riducono l’anima in dolce e amaro deliquio. L’unico pensiero della mia anima, che continuamente la martirizza, è di amare questo Dio. Vuole amarlo a dispetto di tutto. Gesù si è talmente invaghito del mio cuore, che mi fa ardere del suo fuoco divino, del suo fuoco di amore” - «Gesù mi dice che nell'amore è lui che diletta me; nei dolori invece sono io che diletto lui. Sì, io amo la croce, la croce sola; l'amo perché la vedo sempre sulle spalle di Gesù. Oramai Gesù vede benissimo che tutta la mia vita, tutto il mio cuore è votato tutto a lui ed alle sue pene”. - “Gesù quando vuol darmi a conoscere che mi ama, mi dà a gustare della sua passione le piaghe, le spine, le angosce... Quando vuol farmi godere, mi riempie il cuore di quello spirito che tutto è fuoco, mi parla delle sue delizie. Ma quando vuole essere dilettato Lui, mi parla dei suoi dolori, m'invita, con voce insieme di preghiera e di comando, ad offrire il mio corpo per alleggerirgli le pene”. - “Non voglio altri che Gesù solo, non desidero altro che le sue pene. Sono disposto anche a restare privo per sempre delle dolcezze che Gesù mi fa sentire, sono pronto a soffrire che Gesù mi nasconda i suoi belli occhi, purché non mi nasconda il suo amore, perché ne morrei. Ma essere privato di soffrire non mi sento, mi manca la forza”. - “Gesù, uomo dei dolori, vorrebbe che tutti i cristiani l'imitassero. Ora Gesù questo calice l'offrì anche a me; io l'accettai, ed ecco perché non me ne risparmia. Il mio povero patire vale a nulla, ma Gesù se ne compiace, perché in terra l'amò tanto. Quindi in certi giorni speciali, in cui maggiormente soffrì su questa terra, mi fa sentire ancora più forte il patire. Ora non dovrebbe questo solamente bastare per umiliarmi e cercare di essere nascosto agli occhi degli uomini, perché sono stato fatto degno di patire con Gesù e come Gesù? ». - « L'esemplare su cui bisogna rispecchiarsi e modellare la vita nostra è Gesù Cristo; ma Gesù ha scelto per suo vessillo la croce, perciò egli vuole che tutti i suoi seguaci devono battere la via del Calvario, portando la croce, per poi spirare su di essa.. Solo per questa strada si perviene a salvezza». - « Bisogna umiliarsi, vedendo che siamo così poco padroni di noi medesimi ed amiamo tanto la comodità

maggio 1999  

n. 80: maggio 1999 Maria e l’obbedienza nella fede “Voi siete miei Amici” Gv 15,14 Generated by Foxit PDF Creator © Foxit Software http://ww...

Advertisement