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I GRANDI AMICI DEL CROCIFISSO Beato Pio da Pietrelcina (1887 - 1968) Il due maggio il Papa ha iscritto nell’elenco dei Beati il P. Pio da Pietrelcina, uno dei più grandi santi del nostro tempo. Non è un santo “normale”, perché la sua vita è costellata di fenomeni straordinari. Nato a Pietrelcina (Bn) il 25 maggio 1987, a 16 anni, diventa Cappuccino. Incomincia subito la sua ascesa mistica e il suo calvario. Malattie e dolori atroci di ogni genere: la scienza non riesce a spiegare come un fisico possa resistere a questa devastazione, specialmente quando la febbre arriva a 48 gradi. Il 10 agosto 1909, a 22 anni, credendo che fosse vicino alla morte, gli viene anticipata l’ordinazione sacerdotale, Il giovane cappuccino corrisponde pienamente alla grazia di Dio; alle prove delle continue malattie aggiunge penitenze terribili e una vita di continua preghiera. Il demonio, prevedendo il male che gli avrebbe arrecato, si scatena contro di lui, lo assale continuamente e lo tortura in modo indicibile. Nel 1918 il P. Pio si stabilisce definitivamente a S. Giovanni Rotondo. Qui lo attendeva il compimento del disegno misterioso di Dio: fare lui un crocifisso vivente. Il 5 agosto 1918, mentre stava confessando i collegiali, P. Pio ebbe una esperienza mistica, che cosi descrive al suo direttore spirituale: «Fui preso dal terrore alla vista di un personaggio celeste. Teneva in mano una specie di arnese, simile a una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata e sembrava che da essa uscisse fuoco. Il personaggio scagliò con tutta violenza quell'arnese sulla mia anima. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che stavo confessando di andarsene perché mi sentivo male e non avevo più la forza di continuare. Questo martirio durò senza interruzione fino al giorno 7. Cosa io soffrii in questo periodo non so dirlo. Mi sembrava che mi strappassero le viscere. Da quel giorno mi sono sentito ferito a morte. Sento nel più intimo dell'anima una ferita sempre aperta e mi fa spasimare assiduamente». Probabilmente si trattava della ferita del costato, che il Padre riuscì a tenere nascosta ai confratelli fino al 20 settembre, quando si aprirono anche le ferite dei piedi e delle mani. Quella mattina Padre Pio era solo in chiesa per il ringraziamento dopo la Messa. Stava inginocchiato nel coro sopraelevato, di fronte a un grande crocifisso di legno. In quei giorni l'Europa piangeva per le vittime della guerra che infuriava su vari fronti e per quelle della febbre spagnola che decimava le popolazioni. P. Pio, sempre sensibilissimo al dolore, forse quella mattina stava pregando per tutti quei morti. Ad un certo momento gli accadde qualcosa di misterioso. Ecco come la descrive al suo direttore spirituale. «Mi trovavo seduto in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa, quando venni sorpreso da un torpore simile a un dolce sonno. Tutti i miei sensi, interni ed esterni, come anche le stesse facoltà dell'anima, si trovarono in una quiete indescrivibile. Mentre ero in quello stato, vidi dinanzi a me un misterioso personaggio simile a quello visto la sera del 5 agosto, con la differenza che questo aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. La sua vista mi atterrì. Provai delle sensazioni che non saprei descrivere. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore che sobbalzava nel petto. Quando il misterioso personaggio se ne andò, mi ritrovai con le mani i piedi e il costato traforato che grondavano sangue. Immaginate lo strazio che provai allora e che provo continuamente tutti i giorni. La ferita del cuore getta assiduamente sangue, specie dal giovedì sera fino al sabato. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i miei gemiti e non toglie da me queste ferite. Mi lasci pure il dolore e lo strazio, ma mi tolga questi segni esterni che mi sono di confusione e umiliazione indescrivibili».. Il P. Pio cercò di tenere nascosto il fatto anche in convento. Ma non fu cosa facile. Iniziava così il grande martirio dello stimmatizzato del Gargano; un martirio di 50 anni: sofferenze atroci, umiliazioni continue, visite mediche, studi di teologi e di scienziati, persecuzioni, ripetute condanne da parte del S. Uffizio, accuse, calunnie. Le stimmate scompariranno misteriosamente solo al momento della morte del P. Pio, il 23 settembre del 1968. Una vita di continua crocifissione ha portato P. Pio all’unione perfetta con Gesù Crocifisso, ad essere per oltre 50 anni un crocifisso vivente. Scriveva: “Cosa dirti, figlia mia, del mio stato? Sono sempre sospeso sul duro patibolo della croce, senza conforto e senza tregua“. E ancora: “Sono in croce, sono disteso sul letto dei miei dolori… Prega molto non perché il Signore mi faccia discendere dalla croce, ma perché discenda il fuoco dall’alto e consumi presto la vittima”. E’ stato davvero consumato, ma a fuoco lento, il fuoco dell’amore.

maggio 1999  

n. 80: maggio 1999 Maria e l’obbedienza nella fede “Voi siete miei Amici” Gv 15,14 Generated by Foxit PDF Creator © Foxit Software http://ww...

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