Issuu on Google+

mici di Gesù Crocifisso A Rivista del Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso”

In caso di mancato recapito inviare al CPO di Macerata per la restituzione al mittente previo pagamento resi

Luglio - Agosto 2012 - Anno XIII n. 4

SOMMARIO 2. P. A. Pierangioli 3. P. A. Pierangioli 4. P. R. Cecconi 5. Coltorti M. Grazia 6. Manuela Peraio 7. Filippo Magni 8. P. L. Temperilli 9. Vari 10. Vari 11. P. A. Pierangioli 12. Piera Iucci 13. Redattore 14- 15.

La volontà di Dio al primo posto La vita di fede IV - Meditiamo con il vangelo di Marco XVII – La santità è amore di M. Maddalena Marcucci VII incontro mondiale delle Famiglie: Santi sposi - Santa Gianna Beretta Molla VII incontro mondiale delle Famiglie: Le parole del Papa nella Messa che ha concluso l’Incontro delle famiglie La Madonna della Stella e gli amici di Gesù Crocifisso Peregrinatio Crucis Consacrazioni Amici Aggregati Ventennale MLP Incontro Responsabili a Giulianova Testimonianze


7 – La volontà di Dio al primo posto

2

Luglio 2012

di P. Alberto Pierangioli

S

e la “fede” era la stella luminosa Dio. Poi andava avanti con forza e del cammino di san Paolo della nessun ostacolo umano poteva tratteCroce; “la volontà di Dio”, che nerlo. E quanti ostacoli umanamente massima, altissima perfezione è il egli chiama “Divin Beneplacito”, era insuperabili incontrò nel suo camino cibarsi in puro spirito di fede e di la strada sicura in cui camminava e di fondatore, missionario, direttore di amore della divina volontà. Oh dolce guidava le anime. Valenti studiosi del anime! Gesù, che gran cosa ci avete insegnasanto rilevano che la prima espressioQuando gli ordini mendicanti to con parole ed opere di eterna ne della sua spiritualità è data dalla fecero ricorso al papa contro la nuova vita!” (L I,491). conformità alla volontà di Dio, con fondazione, scriveva: “Vedo l’opera Nella volontà di Dio, Paolo accetta un’irremovibile fiducia nel Padre, sula terra. Mi preparo a tutto, abbandoogni prova. Scriveva a Marianna l’esempio di Gesù. Dalla meditazione nandomi nel Divin Beneplacito”. Girelli: “Conviene prendere le percosassidua della passione, aveva appreso Quante malattie, incomprensioni, se che vengono dall’alto e soffrirle soprattutto l’accettazione piena della persecuzioni dovette affrontare! Ma pacificamente, con amorosa mansueVolontà di Dio. Gesù, avviandosi alla superava tutto, se era certo di fare la tudine, dalla mano dolcissima del passione, esclama: “Bisogna che il volontà di Dio. Era sempre molto gran Padre celeste. Così passa il temmondo sappia che io amo il Padre e incerto nell’accettare la direzione spiporale che minaccia tempesta e si fa faccio quello che il Padre mi ha rituale delle anime, anche di Agnese come il vignaiolo che, comandato» (Gv 14,31). quando viene la tempeNel Getsemani: sta, si ritira nella capan«Padre mio, se è possibina fino a quando sia pasle, passi da me questo sata e sta in pace. Così calice! Però non come noi, in mezzo a tante temvoglio io, ma come vuoi peste stiamocene ritirati tu!».( Mt 26,38-42). A noi nella capanna della diviinsegna: “Non chiunque na volontà, compiacenmi dice: Signore, doci e facendo festa che Signore, entrerà nel si adempia in tutto il regno dei cieli, ma colui sovrano divino che fa la volontà del Beneplacito” (L III,753). Padre mio che è nei cieli Egli perfeziona una ( Mt 7,21). Il santo ricormeravigliosa espressione dava continuamente questi di S. Teresa di Gesù: insegnamenti. Qualunque “Credo che la croce del cosa succedesse, non si nostro dolce Gesù avrà turbava, ma diceva: poste più profonde radici “Lasciamo fare a Dio, sia Elia, Emanuela, Adalberto, Laila, Paolo, Fedora si connel vostro cuore e che fatta la volontà di Dio. sacrano a Gesù Crocifisso, per metterlo al primo posto. canterete: “patire e non Voglio solo quello che morire”; oppure: “o vuole Dio”. patire o morire”; oppure ancora Scrive ad Agnese Grazi: Grazi. Ma si arrendeva di fronte alla meglio: “né patire né morire”, ma “L’altissima perfezione consiste volontà di Dio. Le scriveva: solamente la totale trasformazione nell’essere unito alla Volontà di Dio; “Giacché così è la Santissima nel divino Beneplacito” (L II,440). e chi è più unito e trasformato in queVolontà di Dio, che io seguiti a diriIl frutto più grande della partecisto Divinissimo Beneplacito, quello è gerla, eccomi pronto. O voglia Iddio pazione alla passione di Gesù doveva il più umile, il più povero di spirito, il che io viva per adempire tutte le essere l’abbandono pieno alla volontà più perfetto, il più santo. La Volontà Volontà del mio Sommo Bene! Non del Padre celeste. E’ impressionante di Dio detta del Beneplacito si conodubiti che faremo la Volontà di Dio, l’insistenza di Paolo nel raccomandasce dall’evento delle cose e perciò seguiti sempre a domandare questa re questo abbandono, fino a dire: l’Anima amante si quieta in tutto ciò grazia a Gesù. Quando, quando sare“Così Padre è piaciuto a te, così che accade (eccetto il peccato), prenmo morti a tutto, per vivere solo al piace anche a me”. Raccomandava dendo tutto dal gusto di Dio e si comnostro Dio?” (Max A. L.L.p.1391). di chiedere questo dono nella comupiace che in ogni cosa si faccia il La conformità alla volontà di Dio nione, lasciandosi cibare e digerire da Divin Beneplacito; cibandosi della non era una rassegnazione passiva e Gesù e diventare capaci di reagire Divina Volontà, come disse Cristo, quasi stoica, tanto che il santo distinagli avvenimenti con gli stessi sentiche il suo cibo era il far la Volontà gue tre gradi di adesione alla volontà menti di Gesù. del Padre” (Confr Max A. di Dio: “Gran punto è questo: è gran Questo è il cammino sicuro di L.L.p.1642-43).). perfezione il rassegnarsi in tutto al santità per tutti: mettere sempre al Il santo, prima di prendere ogni divino volere; maggior perfezione è il primo posto la volontà di Dio nostro decisione, rifletteva, pregava, si convivere abbandonata, con grande albertopier@tiscali.it sigliava per conoscere la volontà di indifferenza, nel divino Beneplacito; In copertina: Immagine della Madonna della Stella


8 – La vita di fede Agosto 2012

S

di P. Alberto Pierangioli

de la SS. Trinità. an Vincenzo Maria Entriamo dunque Strambi inizia la seconspesso in questo tempio, per da parte della prima bioadorarvi in spirito e verità la grafia di S. Paolo della Croce, SS. Trinità. Oh! questa sì che “La spiritualità di San è una devozione assai subliPaolo della Croce”, con un me!». denso primo capitolo, intitolato “Camminare in pure fede”, presentando la fede Un cammino di fede come prima virtù del santo fondatore. Premette alcune Scrive san Vincenzo M. precisazioni interessanti: “La Strambi: “Il p. Paolo ebbe fede è il fondamento sulla cui non solo la fede necessaria a stabilità s’innalza tutto l’ediogni cristiano per salvarsi, ma ficio delle virtù cristiane e nel la fede eccellente che forma i tempo stesso è la guida sicura santi” (ib.p. 13) Questa fede per camminare serenamente egli inculcava anche a tutte le tra le tenebre di questa vita e anime che guidava nel camraggiungere il cielo. Per quemino di santità. sto le anime che Dio chiama a Spesso noi diciamo che grande santità si riposano con stiamo facendo “un cammifiducia e pace sulla divina no di fede”, cioè un cammirivelazione, seguendo come no cristiano, un cammino di loro guida la fede ricevuta da santità alla luce della fede. Dio in un modo straordinario. Dio stesso è la guida di queTra queste anime privilegiate sto cammino, con la sua Paolo, Elia, Adalberto leggono la parola di ci fu Paolo della Croce” (p. Dio, per approfondire la propria fede parola, con i suoi sacramenti, 13). Egli ha basato tutta la sua con la sua Chiesa. La fede ci vita sulla fede, che lo ha è stata data come dono da sostenuto nelle innumerevoli Dio nel Battesimo, insieme difficoltà che ha dovuto supeOh! quanto grida davanti a Dio alla grazia. La fede vera è gioiosa rare. Non meraviglia quindi che quel sacro silenzio d’amore! Seguiti fiducia in Dio Padre, anche quando è anche il cammino di santità che a non far caso di visioni immaginasofferta, perché non è la fede di uno addita alle persone da lui dirette sia rie, né di quei lumi ecc, cerchi Dio, schiavo ma la fede di un figlio che basato sulla pura fede. La fede ritorcerchi l’amore, e non dubiti, che non può dubitare dell’amore del na in ogni pagina delle sue lettere, non sarà ingannata. La via sicura è padre. come fondamento di tutto il cammila santa fede, il fare orazione in La fede è come una lampada: per no spirituale. viva fede» (L L 1391-92, etc). evitare che si spenga, va alimentata “Il giusto vive di fede”, ripete “Vivere di fede” significava per continuamente, con la preghiera, con continuamente a tutti, e intende dire il santo vedere ogni cosa, lieta o trilo studio, con buone letture, specialche tutta la vita deve essere illuminata ste, con gli occhi di Dio, accettare mente della Parola di Dio, con i sacradalla fede. È l’unica strada per arrivaogni cosa da Lui, abbandonarsi nelle menti, specialmente con l’Eucaristia, re a Dio. Diceva: “La fede, nella sua sue braccia, vivere continuamente che è il “sacramento della fede”. oscurità, è più chiara del sole; più alla presenza di Dio. Diceva: “Io non L’invocazione che dobbiamo ripetere sicura del fatto che la mia pelle è mia, posso capire come mai si possa tropiù spesso deve essere questa: perché si basa su Dio, che non s’invare qualcuno che non pensi sempre “Signore, accresci la mia fede”. ganna e non può ingannare; è l’unica a Dio”. Per questo ripeteva che l’oraNelle difficoltà, chiediamo aiuto a garanzia contro gli inganni della zione deve durare 24 ore al giorno. Colei che è beata, perché ha creduto. natura e del demonio”. Insisteva molto sulla grazia dell’inaDobbiamo preferire quelle preghiere «Vorrei che camminassimo in bitazione di Dio in noi: «State in casa che non solo ci mettono in comunione fede». Questo è il suo continuo vostra! Voi siete il tempio di Dio vivo. con Dio, ma ci aiutano a conoscerlo augurio, il suo programma, il suo Visitate spesso questo santuario intemeglio e ad approfondire la sua parocriterio di fondo nel giudicare ogni riore. Vedete se le lampade sono la. Se facciamo questo cammino con stadio e fenomeno di vita interiore. accese», e intendeva “le lampade serietà, eviteremo tanti dubbi di fede e Scrive in poesia ad Agnese Grazi, della fede, speranza, carità”. quando si presenteranno, sarà più che è arricchita da Dio di doni parOsservava: “Alcuni hanno una facile superarli. Diamo alla nostra ticolari: «Questa è la vera via: “La grande devozione di andare a visitafede anche una dimensione familiare fede oscura guida sicura del santo re i luoghi santi e i templi magnifici. e comunitaria. Se ci saranno difficoltà Amor; o qual dolcezza, la sua cerNon disapprovo questa devozione. e lotte, saremo meglio difesi, perché tezza mi reca al cuor!” (L L p. Ma la fede ci dice che il nostro internon saremo mai soli. 1323). E ancora: “Preghi in pura no è il vivo tempio di Dio, e vi risiealbertopier@tiscali.it fede, con riposo d’amore in Dio.


4

IV - MEDITIAMO CON IL VANGELO DI MARCO Gesù, il re umiliato e percosso per la moltitudine (15,16-20) di P. Roberto CecconiCP

C

arissimi Amici, proseguendo il nostro cammino al seguito di Gesù, venuto a dare la vita per liberarci dal male ed introdurci nella comunione con Dio, siamo giunti al racconto che narra di nostro Signore deriso nella sua regalità. Procediamo con la lettura-ascolto del brano scritturistico. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

La regalità di Gesù derisa dai soldati Dopo che Pilato ha consegnato Gesù perché fosse crocifisso (Mc 15,15), i soldati conducono la loro vittima nel pretorio, cioè all’interno del palazzo in cui abita il governatore nel periodo in cui si trova a Gerusalemme. A questo punto i militari convocano tutta la truppa. In tal modo, quanto stanno per fare può avere un “pubblico” piuttosto consistente. Fatto ciò, i soldati rivestono Gesù di un mantello di porpora, il classico abbigliamento dei re, e gli pongono sul capo una corona di spine. A questo punto iniziano a salutarlo dicendogli: «Salve, re dei Giudei!». Più volte questo titolo viene utilizzato nei confronti del Signore durante il racconto della Passione: nel momento in cui i sommi sacerdoti presentano per la prima volta Gesù a Pilato (Mc 15,2), quando il governatore chiede alla folla se vuole che sia liberato (Mc 15,9), nel frangente in cui Pilato domanda definitivamente ai suoi interlocutori che cosa vogliono che egli faccia di Gesù (Mc 15,12), quando, sul Calvario, i soldati compongono la scritta con il motivo della sua condanna (Mc 15,26), da ultimo, nel momento in cui i sommi sacerdoti e gli scribi si fanno beffe del Signore appeso alla croce (Mc 15,32, dove troviamo l’espressione «re d’Israele»). La constatazione che l’espressione

«re dei Giudei» ricorra così spesso nel racconto della Passione ci spinge a ritenere che tale titolo, di fatto, esprima una verità: Gesù, in quanto Messia, è il «re dei Giudei». I soldati, che credono di prendersi gioco di lui, di fatto “proclamano” l’altissima dignità del Signore, rendono omaggio all’autentico re. Ma cosa sta succedendo a questo sovrano? Se i suoi avversari possono condannarlo, deriderlo, crocifiggerlo, dobbiamo concludere che Gesù sia stato sconfitto ed ora è in balia dei suoi antagonisti?

I lineamenti del re Gesù No, il Signore non è un re che ha perso la guerra ed ora non può Gesù coronato di spine far nulla per sé e per il suo popolo. In qualsiasi momento sari, ma di liberare la moltitudine delle potrebbe chiamare il suo “esercito” genti dalla schiavitù del peccato (Mc per sbaragliare i propri avversari. Al 10,45), di riportare l’uomo all’intima momento del suo arresto, infatti, ecco comunione con Dio (Mc 14,24) ed alla come si rivolge ad uno dei suoi comconversione (Mc 1,15). pagni intervenuto con la forza nel tenPer attuare questo, egli ha scelto la tativo di fermare la folla sopraggiunta via del servizio e del dono della proper arrestare Gesù: «Rimetti la tua pria vita (Mc 10,45), perché, nell’infispada al suo posto, perché tutti quelli nita sapienza di Dio, era il sentiero da che prendono la spada, di spada moripercorrere per ricondurre l’uomo alla ranno. O credi che io non possa prefede e ad una vita improntata al servigare il Padre mio, che metterebbe zio, alla promozione dell’altro. subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?» (Mt 26,52-53). Gesù dunque in ogni momento è in La Buona Notizia grado di annientare i suoi nemici, addirittura basterebbe soltanto la potenza della sua parola (cf. Gv 18,6). Il Signore continua a chiamare Il Signore dunque è veramente un ogni persona di buona volontà a re, ma non secondo le nostre categorie seguirlo incondizionatamente. Un mentali. Egli è un sovrano mite ed discepolato di questo tipo può portare umile. Non è un caso che, nel suo ad essere partecipi degli stessi oltraggi ingresso trionfale a Gerusalemme, subiti da lui. Tuttavia, queste prove mentre viene acclamato come re, egli non possono togliere al cristiano la si presenti cavalcando un asinello gioia di essere in comunione con (cf. Mc 11,1-11). È un segno per dire, Gesù: «afflitti, ma sempre lieti»; implicitamente, che rinuncia all’uso «poveri, ma capaci di arricchire della forza, simboleggiata dal cavallo. molti»; «gente che non ha nulla e inveGesù rifiuta l’uso della potenza ce possediamo tutto!» (cf. 2Cor 6,10). militare perché il suo intento non è . quello di dominare suoi propri avverrobi.cp@libero.it


XV - “LA SANTITÁ É AMORE” di Madre M. Maddalena Marcucci I CARATTERI DEL DIVINO AMORE: Gesù sacramentato, centro di attrazione di Maria Grazia Coltorti

Sono venuto a portare il fuoco sulla terra” (Lc 12,49)

Nel Tabernacolo c’è il fuoco a cui ricorre l’anima che ama Dio, per alimentare il suo amore. Anche se nascosto, l’anima trova il Signore e vola verso di Lui attratta dal fuoco che Gesù sacramentato emana. Con Lui riposa, gode, ama, canta il cantico dell’amore. Ma, sottolinea la nostra Madre Marcucci, come alcune anime trovano questo ristoro ai piedi di Gesù, così molte altre, pur sapendo che lì c’è il Signore, restano fredde e insensibili davanti a Lui. Tutto ciò è penoso, dice la Marcucci, ma la maggior parte delle colpe di questa situazione ricade su esse stesse. Bisogna riuscire a capire che le cose spirituali sono molto diverse da quelle materiali e che le consolazioni dello spirito sono differenti da quelle percepite dai sensi. Se non si comprende e accetta questa verità non si riesce a gustare le pure gioie e consolazioni che vengono da Dio all’anima. Le anime che riescono a trovare la gioia e la felicità in questo Sacramento, ci riescono per mezzo della luce oscura della fede e non per le impressioni ingannatrici dei sensi.

Eucaristia: mistero di fede La fede è necessaria per amare Dio e per accostarsi al l’Eucaristia, mistero di fede, lo è ancora di più. Il riposo che l’anima trova in Gesù è il riposo della fede che, anche in mezzo ad aridità e insensibilità inimmaginabili, fa dire: - Qui c’è Colui che l’anima mia ama, che si immolò sulla Croce per me e continua a farlo. La fede ci assicura senza ombra di dubbio che nel Tabernacolo c’è Gesù fino alla fine del mondo. La fede poggia sulla parola di Dio e quindi non può ingannare: “ io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”(Mt 28,20). Attraverso di essa si trovano le consolazioni che mai potranno darle le creature. Essa si basa sulle parole di Gesù che è la Verità per essenza, la Parola eterna

Il P. Generale presiede l’Eucarestia nel convegno del MLP

che non cambia mai. Chi crede e poggia sulla parola di Dio è forte e potente come Lui. Chi crede in Dio vivrà in eterno. Per questi motivi l’anima riposa in pace e tranquillità. Quando ci sentiamo abbattuti e oppressi dal dolore, proviamo ad andare al Tabernacolo a contemplare e trovare riposo presso Gesù, a pensare come Egli è lì per noi, per essere nostra guida, maestro, difesa e forza...tutto questo è possibile solo con la fede, fondamento solido, stabile e sicuro di tutte le nostre gioie; senza di essa non c’è per l’anima riposo e pace.

Eucaristia: sacramento d’amore L’anima che veramente ama Dio arderà sempre dal desiderio di consumarsi di amore per Lui, di avvicinarsi a Gesù Sacramentato per alimentare e ravvivare il fuoco del suo amore. E’ impossibile che l’anima non si senta attratta da Lui e non corra, appena può, sia a riceverlo nel suo cuore che per visitarlo nel tabernacolo. “ Quanto sono amabili le tue dimore, Signore degli eserciti! L’anima mia brama gli atri del Signore e si sente venir meno per il desiderio di entrare in essi e restare unita al mio Signore” (Sal 83,2-3). Gesù mostra loro le qualità che

l’amore deve avere per essere vero e sicuro: continua immolazione nel silenzio, nella solitudine, nell’oblio; privazione di ogni conforto sensibile; riposo tranquillo e pace; Se si lascia con indifferenza, potendo farla, una Comunione o una visita a Gesù, si dà un chiaro segno che l’amore è imperfetto. Non si comprende come sia importante avvicinarsi ancora all’eterno amico. Stando con Gesù la carità cresce dentro di noi. In Lui l’anima si sente unita a tutte le anime sante e, soprattutto, si sente unita a Maria, a quel cuore purissimo e amante che ama Gesù e vive in Lui. Chi comprende bene queste cose non si affligge per nessuna separazione dalle persone amate: in Gesù trova tutti e a tutti vive unito, convinto che fuori di Gesù non esiste né amore, né amicizia. In Lui gli affetti naturali e legittimi diventano soprannaturali e santificano. Per poter amare davvero è necessario amare in Gesù. E’ così che queste anime amanti possono adempiere il precetto della carità: “ Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13, 34) e poi aggiunge: “ Rimanete nel mio amore” ( Gv 15,9). colt.mgrazia@libero.it

5


VII INCoNtro MoNDIaLe DeLLe faMIGLIe

6

SaNtI SPoSI di Manuela Peraio

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA

G

ianna Beretta nacque a Magenta (diocesi e provincia di Milano) il 4 ottobre 1922, decima dei 13 figli dei coniugi Alberto Beretta e Maria De Micheli. Già dalla fanciullezza accoglie con piena adesione il dono della fede e l’educazione limpidamente cristiana, che riceve dagli ottimi genitori e che la portano a considerare la vita come un dono meraviglioso di Dio, ad avere fiducia nella Provvidenza, ad essere certa della necessità e dell’efficacia della preghiera. La Prima Comunione, all’età di cinque anni e mezzo, segna in Gianna un momento importante, dando inizio ad un’assidua frequenza all’Eucaristia, che diviene sostegno e luce della sua fanciullezza, adolescenza e giovinezza. In quegli anni non mancano difficoltà e sofferenze: cambiamento di scuole, salute cagionevole, trasferimenti della famiglia, malattia e morte dei genitori. Tutto questo però non produce traumi o squilibri in Gianna, data la ricchezza e profondità della sua vita spirituale, anzi ne affina la sensibilità e ne potenzia la virtù. Negli anni del liceo e dell’università è giovane dolce, volitiva, e riservata, e mentre si dedica con diligenza agli studi, traduce la sua fede in un impegno generoso di apostolato tra le giovani di Azione Cattolica e di carità verso gli anziani e i bisognosi nelle Conferenze di San Vincenzo. Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1949 all’Università di Pavia, apre nel 1950 un ambulatorio medico a Mesero (un comune del Magentino); si specializza in Pediatria nell’Università di Milano nel 1952 e predilige, tra i suoi assistiti, mamme, bambini, anziani e poveri. Mentre compie la sua opera di medico, che sente e pratica come una «missione», accresce il suo impegno generoso nell’Azione Cattolica, prodigandosi per le «giovanissime» e, al tempo stesso, esprime con gli sci e l’alpinismo la sua grande gioia di vivere e di godersi l’incanto del creato. Si interroga, pre-

gando e facendo pregare, sulla sua vocazione che considera anch’essa un dono di Dio. Scelta la vocazione al matrimonio, l’abbraccia con tutto l’entusiasmo e s’impegna a donarsi totalmente «per formare una famiglia veramente cristiana». Si fidanza con l’ing. Pietro Molla e vive il periodo del fidanzamento, nella

gioia e nell’amore. Ringrazia e prega il Signore. Si sposa il 24 settembre 1955 nella basilica di San Martino in Magenta ed è moglie felice. Nel novembre 1956 è mamma più che felice di Pierluigi; nel dicembre 1957, di Mariolina; nel luglio 1959, di Laura. Sa armonizzare, con semplicità ed equilibrio, i doveri di madre, di moglie, di medico, e la gran gioia di vivere. Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di gravidanza, è raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore; insorge un fibroma all’utero. Prima del necessario intervento operatorio, pur sapendo il rischio che avrebbe comportato il continuare la gravidanza, supplica il chirurgo di salvare la vita che porta

in grembo e si affida alla preghiera e alla Provvidenza. La vita è salva, ringrazia il Signore e trascorre i sette mesi che la separano dal parto con impareggiabile forza d’animo e con immutato impegno di madre e di medico. Trepida, teme che la creatura in seno possa nascere sofferente e chiede a Dio che ciò non avvenga. Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, è pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura: «Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui». Il mattino del 21 aprile 1962, dà alla luce Gianna Emanuela e il mattino del 28 aprile, nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, tra indicibili dolori, dopo aver ripetuto la preghiera «Gesù ti amo, Gesù ti amo», muore santamente. Aveva 39 anni. I suoi funerali furono una grande manifestazione unanime di commozione profonda, di fede e di preghiera. Fu sepolta nel cimitero di Mesero, mentre rapidamente si diffondeva la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore e di martirio che l’aveva coronata. «Meditata immolazione», così Paolo VI ha definito il gesto della beata Gianna ricordando, all’Angelus domenicale del 23 settembre 1973, «Una giovane madre della diocesi di Milano che, per dare la vita alla sua bambina sacrificava, con meditata immolazione, la propria». È evidente, nelle parole del Santo Padre, il riferimento cristologico al Calvario e all’Eucaristia. Fu beatificata da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994, nell’Anno Internazionale della Famiglia. Il 16 maggio 2004, a Roma in Piazza San Pietro, dallo stesso Giovanni Paolo II fu proclamata Santa, erano presenti il marito Pietro i figli e i nipoti..


VII INCoNtro MoNDIaLe DeLLe faMIGLIe

Le parole del Papa nella Messa che ha concluso l’Incontro delle famiglie

«

La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi». Sono parole di grande realismo, quelle che Benedetto XVI affida alle famiglie in chiusura del VII incontro mondiale di Milano. Il Papa sa bene che la famiglia, sottoposta a repentini e violenti cambiamenti sociali in tutto il mondo, vive una profonda crisi ed è, sovente, oggetto di attacchi, nonché vittima di delegittimazione politica. Ma, senza negare i problemi, Papa Ratzinger apre alla speranza, perché le famiglie – a cominciare da quelle che hanno partecipato all’Incontro mondiale - custodiscono «l’amore, l’unica forza che può veramente trasformare il mondo». E così l’omelia della solenne celebrazione eucaristica – davanti a un’assemblea che, col colore delle bandiere e delle tante famiglie, restituisce la dimensione autenticamente cattolica - si trasforma in un vibrante appello a riscoprire la grande dignità della famiglia cristiana e la sua responsabilità dentro la Chiesa e la società. Una responsabilità che il cardinale Angelo Scola ha richiamato nel suo saluto introduttivo, affermando che «quando  i cristiani sanno essere testimoni risultano propositivi di vita buona in una società plurale come la nostra». Benedetto XVI invita le famiglie ad «evangelizzare non solo con la parola, ma per “irradiazione”, con la forza dell’amore vissuto». Del resto, è  proprio nei gesti di ogni giorno la fede si gioca: nel modo con cui si vivono gli affetti, ci si impegna nel lavoro, si celebra la festa. E’ questo il messaggio forte del VII incontro mondiale della famiglie: la vita quotidiana   è il teatro della vocazione ordinaria della famiglia cristiana: «nella misura in cui vivrete l’amore

reciproco e verso tutti – sottolinea il Papa - diventerete un Vangelo vivo, una vera Chiesa domestica». Parole molto intense il Papa le ha dedicate alla coppia: in poche righe una vera e “propria teologia nuziale”. «Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche. (…) Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi

non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera. E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro». La fecondità della coppia, poi si allarga alla procreazione, «generosa e responsabile», dei figli, e alla società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali». Per questo il Papa, in un contesto educativo spesso tentato di scorciatoie “manualistiche”, chiede agli sposi di farsi carico fino in fondo dei propri figli:  «In un mondo dominato dalla tecnica, trasmettete loro le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità». A quanti, poi, «pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze

dolorose di fallimento e di separazione», alle persone e alle famiglie “dal cuore ferito” il Papa dedica un pensiero molto affettuoso, un balsamo per tanti: «Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica». Poi le incoraggia a rimanere unite alle loro comunità», alle quali, però, il Papa chiede di realizzare adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza». In chiusura di un Incontro mondiale dedicato a “Famiglia, lavoro e festa” il Papa riserva, infine, poche ma incisive parole a una delle emergenze sociali di oggi: l’equilibrio tra lavoro, festa e tempi della famiglia. Benedetto XVI, che nella “Caritas in Veritate” ha esaltato il valore-bussola della gratuità, denuncia «la mentalità utilitaristica» che «tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali». Ma - insiste - «il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico e al bene della famiglia», perché, tra gli effetti collaterali, produce corsa ai consumi e disagio nelle famiglie. C’è bisogno, allora, di lavorare per «armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa». Per gli stessi motivi, una famiglia che voglia dirsi cristiana «pur nei ritmi serrati della nostra epoca», è chiamata a «non perdete il senso del giorno del Signore», ossia «l’oasi in cui fermarsi per dissetare la nostra sete di Dio». Filippo Magni (preso da www.family2012.com)

7


8

LA MADONNA DELLA STELLA E GLI AMICI DI GESU’ CROCIFISSO Sintesi della relazione del p. Luciano al pellegrinaggio degli A.G.C. il 24 maggio 2012 di P. Luciano Temperilli

L

a venuta degli A.G.C. a questo appuntamento con la Madonna porta a riflettere sui due grandi motivi che coinvolgono la nostra storia, come passionisti e come amici di Gesù Crocifisso: La presenza dei passionisti in questo Santuario dal 1884 e la nascita del movimento proprio in questo luogo nel 1989. Infatti è importante riflettere e interpretare alla luce della fede la storia e la nostra storia perché “in effetti, la storia è il luogo della realizzazione progressiva delle possibilità di futuro contenute nella vita e nella morte del Crocifisso-Risorto. Noi possiamo parlare di una rivelazione continua nel senso che non abbiamo mai finito di spiegare le ricchezze del mistero di Cristo, così nell’ordine dell’esistenza come in quello del linguaggio della fede. Dio conta sulla nostra interpretazione degli eventi Lungo tutta la storia ci sono eventi che sono come manifestazioni di Dio nel senso che ci aiutano a comprendere il suo disegno sul mondo e sull’uomo. Dopo il Vaticano II, si utilizza volentieri l’espressione «segni dei tempi» per indicare fenomeni che, sul piano umano, sociologico, culturale, caratterizzano i bisogni e le aspirazioni di un’epoca” (Conferenza Episcopale Canadese) La storia dei passionisti qui inizia nel 1884. La proposta di assumere la custodia del santuario della Madonna della Stella capitava in un momento in cui il Superiore generale, p. Silvestrelli, pensava al come ricostruire la Provincia della Pietà a cui anche lui apparteneva. Nessun ritiro era sfuggito alla soppressione; i religiosi vivevano in case private dove formavano generalmente piccole comunità. P. Silvestrelli aveva accettato già la custodia del santuario della Madonna di Casale presso Rimini nel 1878, quindi la nuova proposta di accogliere altro santuario mariano lo attirava .I passionisti videro nel ritiro della Stella un ulteriore segno della benevolenza divina per la loro restaurazione come Provincia della Pietà. In questa luce si comprende anche il disegno di portare alla Madonna della Stella i resti mortali di s. Gabriele

dell‘Addolorata nel 1892 che sarebbe così tornato nella diocesi da cui era partito. La storia degli amici inizia nel 1989. Nel vostro sito è ricordato che il Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso” (AGC) ha avuto origine dalla richiesta di alcuni laici al P. Alberto Pierangioli di voler vivere da laici più intensamente la spiritualità passionista, come i Terzi

Ordini laicali degli Ordini religiosi. Nell’agosto del 1989 il P. Alberto guidava un corso di esercizi spirituali per laici, presso il santuario passionista della Madonna della Stella PG, svolgendo il tema “La santità è amore” ispirato agli scritti di Sr. Maria Maddalena Marcucci. Le nostre due storie sono incastonate nell’evento delle apparizioni della Madonna, di ricordiamo il 150 anniversario, al fanciullo Righetto. “Le rivelazioni particolari - sottoli-

neano sempre i vescovi- hanno per finalità di orientare l’agire cristiano in situazioni concrete e particolari della vita individuale e collettiva. Esse sono destinate a chiarificare ai credenti l’agire morale, spirituale e religioso. Le rivelazioni particolari riguardano anzitutto l’agire pratico e la spiritualità.”. Le apparizioni della Madonna allora della Stella hanno detto qualcosa di particolare alla Chiesa italiana dell’800 e seguitano a “dire” dire qualcosa di particolare alle chiese locali, ai pellegrini e, certamente, a noi che vi facciamo riferimento. Infatti «Un Santuario – ha detto Mons. Comastri– nasce da una intensa e inattesa irruzione del Cielo nelle vicende della terra. E questa irruzione non è una intrusione, ma è un dono, è una grazia, è una luce che rimane legata al luogo e parla alle generazioni successive.”. Il messaggio della Madonna si presenta estremamente semplice ed è nello stile di Maria. Si riduce all’affermazione: “Righetto, sii buono! ” “Apparendo a Righetto ed esortandolo alla bontà, la Vergine Maria ci indica il cammino, lungo il quale ci precede e ci accompagna ….Nel termine “bontà”, infatti, è compendiato tutto un itinerario: si tratta di passare dal buio alla luce, dal peccato alla grazia, dall’egoismo alla generosità, dal risentimento alla riconciliazione, dalla chiusura in sé all’accoglienza dell’altro, dall’autosufficienza alla fraternità. “(Mons. Renato Boccardo)  Partendo allora dal dato di fatto che il movimento è sorto in questo Santuario, in luogo dove la Vergine seguita a prendersi cura dei cristiani e della Chiesa indicando come soluzione e progetto “la bontà” si può affermare che il movimento degli A.G. C. ha un carisma mariano. Infatti come il “fiat” della Vergine ha portato Gesù nel mondo così la risposta degli A.G.C alla Parola di Dio, quando effettivamente inizia a circolare in pienezza, rende visibile e storicamente efficace quello che è la realtà profonda della Chiesa: Gesù, il Vivente.


Peregrinatio Crucis

Peregrinatio Crucis a Trasacco, guidata dal Parroco Don Francesco

Trasacco accoglie Gesù Crocifisso Appena sono terminate le grandi nevicate, diverse famiglie di Trasacco hanno aperto le loro case per accogliere Gesù Crocifisso, con la partecipazione di molte persone che si sono unite agli Amici di Gesù. Il gruppo è stato animato e confortato dalla presenza del parroco don Francesco,che ci ha accompagnati in questa missione, e ci ha animati con le sue catechesi,durante questo cammino. C’è stata una frequenza assidua da parte di molte coppie di sposi; il clima in ogni famiglia è stato sereno e accogliente. Abbiamo potuto riflettere non solo su Cristo Crocifisso, morto in croce per nostro amore, ma abbiamo contemplato anche la sua risurrezione. Inoltre abbiamo pensato anche ai tanti “crocifissi” che il Signore mette vicino a noi e che spesso i nostri occhi non vedono. Abbiamo pregato il Crocifisso che ci illumini e ci aiuti a compiere la nostra missione accanto ai crocifissi. AGC di Trasacco.

Peregrinatio Crucis a Morrovalle Siamo giunti al termine della Peregrinatio Crucis 2012 a Morrovalle. Hanno camminato due crocifissi nel centro del paese, sia nelle famiglie degli AGC che in altre famiglie. A Trodica, frazione di Morrovalle, hanno peregrinato quattro crocifissi: due soprattutto presso case di malati e anziani soprattutto di appartenenti al gruppo; questa pre-

ghiera si è svolta per lo più al pomeriggio. Una coppia di Amici si è occupata con grande dedizione di un intero quartiere, dove tutte le famiglie hanno accolto con fede e devozione il crocifisso. Il quarto crocifisso è stato accompagnato da alcune sorelle degli AGC principalmente nelle giovani famiglie delle parrocchie di Trodica e Villa San Filippo, non aderenti al gruppo. Toccante è stata l’esperienza di due giovani sposi che in un primo momento avevano pensato di organizzare una serata di preghiera con amici e conoscenti, ma quando hanno ricevuto il crocifisso con i testi della Via Crucis, si sono talmente commossi che hanno preferito contemplarlo nella loro intimità. Quest’evento è stato accompagnato da molti ringraziamenti, soprattutto da parte di persone che, non avendo mai fatto questo tipo di esperienza, si sono meravigliati di come fosse bello pregare e amare Gesù crocifisso. I nostri assistenti, quando hanno potuto, non hanno mancato, di essere presenti nella guida della preghiera. La Peregrinatio Crucis si è conclusa nella Settimana Santa con la famiglia di Benedetta, bambina malata di leucemia che ora è ricoverata all’ospedale Bambin Gesù di Roma, perché purtroppo la malattia è peggiorata. Ha bisogno di tante preghiere da tutti. Nadia Montecchiari

mo si potesse risolvere. Ci sono stati dei momenti di sconforto, da farci pensare che Gesù ci avesse abbandonato, ma anche tante preghiere. Ora nasce spontaneo dal nostro cuore un “Grazie a Gesù, perché è sempre per noi sostegno nella fede, conforto nella prova, forza e coraggio per affrontare le difficoltà di ogni giorno e ha benedetto la nostra famiglia, riportando la pace e la serenità. Emilia e famiglia

Peregrinatio a Fossacesia CH Venerdì 23 marzo siamo stati a pregare a casa di Lidia Polsoni, amica di Gesù Crocifisso di Fossacesia. Non potendo più frequentare regolarmente gli incontri di fraternità per motivi di famiglia ha voluto che ci riunissimo nella sua abitazione. Infatti, accudisce la suocera Angiolina di 98 anni, che non può più camminare ma è molto lucida mentalmente. Angiolina ci ha accolti con molta gioia e si è entusiasmata a vedere tanta gente intorno a lei. Ha partecipato attivamente alla preghiera e a seguito tutto con molto interesse. È stata un’esperienza positiva che ci ha arricchito spiritualmente e che vorremmo ripetere ancora. Ringraziamo il Signore per tutto quello che ci dona. Paola de Simone

A Civitanova Marche Abbiamo accolto per tre giorni il Crocifisso in casa mia e di mia suocera Egilda. Avere Gesù con noi, vicino, vicino, per tre giorni è stata un’esperienza commovente e bellissima! Hanno partecipato molti amici ai nostri incontri di preghiera e sono convinta che Gesù Crocifisso ha toccato il cuore di molti! Barbara Mazzoli

Giulianova: Grazie a Gesù. Anche quest’anno abbiamo accolto con gioia nella nostra famiglia Gesù Crocifisso, che è intervenuto e ha risolto qualcosa che noi non sperava-

Peregrinatio a Fossacesia da Polsoni Lidia

9


CoNSaCrazIoNI

10

Consacrazioni a Fossacesia il 22-4-12

passi fino all’approdo tra gli AGC. Sembrava che mi stesse osservando e incoraggiando. Arriva il fatidico momento della Messa di consacrazione. Mi chiamano, vado all’altare tranquilla, pronunzio la mia consacrazione, ricevo il Crocifisso e il segno passionista. Apparentemente è sembrato che non fosse cambiato nulla, ma qualcosa è cambiato ad un livello molto profondo, perché ora appartengo a Lui e alla Famiglia Passionista! Mi sono sentita beata perché sono approdata in una casa, ho un luogo di appartenenza, una famiglia. Ringrazio il Signore, Santa Gemma e le “guide passioniste” che in questi anni di cammino mi hanno presa per mano e condotta fin qui. De Simone Maria Pia

Maria Pia, Gentilina, Anna Maria e Franco si consacrano a Gesù Crocifisso a Fossacesia

La giornata di Ritiro e Consacrazioni a Fossacesia è stata animata dal P. Alberto, con una catechesi sulla lectio divina passiologica. Dalla catechesi è emersa che lettura, meditazione e colloquio si intrecciano tra loro e che è possibile a tutti farli. Dopo il pranzo comunitario ben organizzato e preparato dalle nostre cuoche c’e’ stata l’adorazione eucaristica guidata da Padre Marcello. Durante la messa delle Consacrazioni, concelebrata da P. Alberto e P. Marcello, ci sono state 4 consacrazioni e tutti abbiamo rinnovato le nostre promesse. Infine un momento di festa e di gioia ha concluso questa bella giornata. Paola De Simone

Molto è cambiato nel profondo Il giorno della mia prima consacrazione, sotto il poster preparato per l’occasione, con scritto “Tu sei un popolo consacrato a Dio”, spiccava una bellissima foto di S. Gemma Galgani, la santa che ha guidato i miei

Gioia della consacrazione perpetua

Gesù Crocifisso ed essere vicini a chi soffre. Fare la consacrazione perpetua è stata per me una grande gioia e una grande grazia, anche se debbo fare ancora molta strada. Sanducci Paola

Consacrazioni a Morrovalle La giornata di ritiro e consacrazioni a Morrovalle del 6 maggio è iniziata con la bellissima catechesi del P. Alberto: “Ai piedi della Croce c’è sempre Maria”. L’emozione è stata grande nel vedere in prima fila i volti giovani di Elia, Emanuela e del cucciolo Paolo insieme alla mamma Laila, il volto emozionato di Fedora e di Adalberto, giovane papà di 2 stupendi bimbi, alla 1° Consacrazione. Non meno gioiosi, sono stati gli Amici che hanno fatto il Rinnovo: Teresa, Tiziana, Dina, Pietro ed Elena, proveniente dalla fraternità di Montecosaro. Commosse nella fede, anche Paola di Macerata e Luciana di Porto S. Elpidio, per la loro consacrazione perpetua. Non posso non ringraziare l’instancabile Laura ed i suoi amici che hanno dato alla cerimonia, con le loro musiche, un profumo di celestiale serenità. Al termine, da bravi marchigiani, non abbiamo fatto mancare pizze e dolci a volontà per tutti, chiudendo così una straordinaria giornata.

Dopo un lungo cammino di 20 anni tra gli AGC ho chiesto di fare la consacrazione perpetua a Gesù Crocifisso. Mi sono preparata pregando e meditando la Passione di Gesù e accogliendo in casa il Crocifisso della Peregrinatio Crucis. Mi sento un po’ privilegiata di aver conosciuto questo movimento, perché Nadia Montecchiari approfondendo questa spiritualità, ho imparato a guardare con un’altra prospettiva la mia vita e le varie situazioni. Non voglio fare tutto da me, ma mi affido sempre a Gesù Crocifisso e alla Madonna, che con il suo silenzio, mi dà tanti insegnamenti. Cerco di non mancare mai agli incontri della Fraternità di Macerata e a quello settimanale della preghiera di intercessione, molto sentito, anche da altre persone che si uniscono a noi. Con la preghiera e il Gruppo dei consacrati a Morrovalle nostro esempio cerchiamo di amare e fare amare


aMICI aGGreGatI

11 di P. Alberto Pierangioli

Carissimi Amici/e, il 19 maggio, nell’incontro dei responsabili a Giulianova, abbiamo parlato anche degli Amici Aggregati lontani. Vi comunico in breve quanto abbiamo stabilito. 1. Sono considerati amici/e aggregati quegli iscritti che vivono in luoghi dove non vi sono Fraternità degli Amici, ma desiderano vivere come effettivi la spiritualità passionista. 2. Sono aggregati a una Fraternità lontana, dove ci sarà una persona che farà da collegamento. 3. Per il momento sono accolti come Aggregati solo iscritti che hanno la posta elettronica personale o di un familiare che si presta a fare da collegamento, salvo poche eccezione. 4. Come Assistente nazionale, invierò direttamente agli aggregati catechesi e comunicazioni generali, come a tutti. 5. I responsabili incaricati del rapporto con gli Aggregati cureranno l’invio di relazioni, informazioni e iniziative particolari, riguardanti la Fraternità, utili all’Aggregato. 6. Gli Amici Aggregati si uniscono spiritualmente in preghiera con la Fraternità assegnata, nei due incontri mensili. Nel primo incontro fanno la stessa meditazione scelta ogni anno dal libro “Voi siete miei amici”; nel secondo incontro la catechesi mensile: se è possibile, nello stesso giorno e ora; altrimenti appena possibile. 7. dopo due anni di fedeltà al cammino, gli Amici Aggregati possono chiedere all’Assistente nazionale di fare la consacrazione solenne a Gesù Crocifisso, studiando insieme, caso per caso, la realizzazione pratica. Invio elenco degli incaricati del rapporto con Aggregati e un primo elenco degli Amici Aggregati. Chi desidera fare questo cammino e non è compreso in questo elenco, può farne richiesta all’assistente p. alberto P.

Incaricati: Morrovalle MC:

P. Bruno De Luca: Cipolletti Laura: Civitanova M. MC: Garbuglia Tarquini M.Letizia: Giulianova Lido te: Erasmi Olga: Di Pompeo Giulia: fossacesia CH: Marino Gina

brunodeluca6@gmail.com lauretta.cipolletti@vodafone.it maria.letizia.g@alice.it olga.erasmi@alice.it – giudqan@alice.it marinogina@virgilio.it

Cel. 339.6117954. C. 340.3647460 C. 328.6770985 C. 347.8057363 C. 328.8741073 C. 340.3736050

amici aggregati Morrovalle: Cavallasca antonella-Marco, Cismondi Mariangela, Cortigiani fabrizio, equizi Maria Laura, falceri franca, Pilloni elena, Pugliese Gaetano, Valeriano antonella. Civitanova: Bassoni Moreno e Monica, Bomboi Isabella-Naso Davide, Papa Lucia, Saviano Gianna, trastullo Concetta Giulianova: argiolas Patrizio, asci rosella, Baffigo Barbara, Coluccio rosita, Carruba Paolo, D’adamo Pasqualina, Di Cicco Massimiliano, Kohler Marina, Scerbo riccardo, Sr. M.assunta Balducci. Fossacesia: figliola Giovanni e teresa, Mattioli Vittorio e Lanci Donata, Pellegrini rita, D’aloisio Gabriele. Da assegnare, senza email: ronci anna Maria, Capatti Cristiano, Benvenuti Massimo e Pasqualina, Ursini eleonora, Mariotti anna Maria, Setti Fabio e Maria, Malizia Tiziana, Fazzi Giuseppe e Dina, Mastropasqua Savina.

Dalla Svizzera alla consacrazione davanti a S. Gabriele Carissimo padre, siamo felici ed emozionati per la grazia enorme che abbiamo ricevuto al santuario di S. Gabriele il 28 aprile: la gioia di poterti conoscere personalmente, di immergerci, anche se per breve tempo, nella spiritualità passionista, ora a noi così cara e vitale e lì, davanti a san Gabriele, aver fatto la consacrazione perpetua a Gesù Crocifisso, come Amici Aggregati, nel 150° anniversario della salita al cielo del giovane santo. Dopo tante prove e sofferenze, il Signore ci ha guidati dalla Svizzera all’Abruzzo, per diventare, come coppia, membri della Famiglia Passionista. Antonella e Marco

Unita in meditazione di nuova amica aggregata Caro padre, ieri sera mi sono unita in preghiera alla fraternità di Morrovalle, alla quale sono stata aggregata da poco tempo. Mi trovavo a pregare nei giardini vaticani. Avevo letto qualche ora prima la catechesi da lei preparata per maggio: “ai piedi della Croce c’e sempre Maria”. In quei luoghi la lettura sembrava ancora più bella di quella che avevo letto qualche ora prima a casa. La frase che mi ha colpito di più è: “oceano di dolore e di amore, il sangue di Gesù e le lacrime di Maria”; è talmente bella che dovrei scrivere troppo per commentarla. Mi sono anche chiesta come ha fatto Maria a non chiedere a Gesù “scendi dalla croce”, come dice nella catechesi. gni mamma lo avrebbe fatto; ma lei, perfezione totale dell’amore di Dio, è rimasta fedele al suo sì fino all’ultimo. Queste meditazioni che lei scrive per noi sono meravigliose. Io leggo molto e riesco ormai a capire ciò che è meraviglioso da ciò che è superficiale. (Elena Pilloni).


VeNteNNaLe MLP: 27-30 aPrILe 2012

12

di Piera Iucci

Q

storia”, che conteneva fotografie e filni”. È seguita la solenne mati pazientemente reperiti e che ha Concelebrazione Eucaristica presiedususcitato la commozione e l’entusiata dal Padre Generale, Ottaviano smo dei presenti. Allo stesso tempo è D’Egidio. Nel pomeriggio, la confestato bello e un po’ triste riconoscere renza di Padre Leone Masnada tante persone che hanno lavorato per il Superiore Provinciale della Sicilia e movimento: alcune già chiamate dal Coordinatore C.E.B, ha spiegato il Signore, altre con cui non si hanno più significato del titolo del convegno e ha contatti, altre ribadito il concetto che i laici sono e invecchiate ma devono diventare sempre più i nuovi presenti! Il filmaprotagonisti della Chiesa d’oggi. to montato Riguardo ai laici passionisti, è necessoprattutto da M. sario che siano più uniti tra loro. Ha Rosa, è stato fissato in alcuni punti i fondamenti molto interessandella spiritualità dei laici passionisti: te ed avvincente spiritualità nel quotidiano, spiritualità tanto da essere della gioia e della speranza, spiritualigradito anche da tà dell’amicizia con Gesù Cristo, spirichi partecipava tualità di comunione ecclesiale, spiriper la prima volta tualità di un servizio responsabile. ad un convegno. Nell’ultima giornata ci ha fatto visita Nel pomeriggio P. Jesùs M. Aristin che ha risvegliato si è svolta la trale nostre coscienze con la proiezione dizionale Via del video “JPIC nel carisma Crucis all’aperto, Passionista”. Il dott. Piergiorgio Liverani parla al convegno del MLP animata dai rapHa concluso il convegno la presentanti delle Concelebrazione presieduta dall’assisei Province stente nazionale, P.Pino Schinello. I Passioniste italiane. Radunati poi nel partecipanti al convegno si sono detti che piaceva a tutti: “Dall’antica sorsalone dello Stauros c’è stata una conun arrivederci, senza dire come e gente veniamo... sospinti dallo divisione e riflessione di alcuni laici quando. Si vedrà in seguito chi riceveSpirito”. Si decise anche che il convedelegati dalle Province. rà l’eredità di organizzare un nuovo gno fosse soprattutto una festa. Si è La domenica è stata veramente una convegno. svolto dal 27 al 30 aprile, con partecifesta. Al mattino Piergiorgio Liverani, Presto saranno pubblicati gli atti panti provenienti da tutte le province giornalista, scrittore, dirigente del convegno con i testi al completo passioniste, con 135 residenti che, dell’Azione Cattolica e del delle conferenze, delle omelie, del sommati ai pendolari della domenica, Movimento per la vita, ha tenuto la commento delle stazioni della via crusi è raggiunto il numero di oltre 400 conferenza dal titolo: “Considerate presenze. cis ed altro. Sarà possibile prenotarli. fratelli la vostra vocazione”, un vero La prima doverosa cosa, il venerdì itinerario di spiritualità laicale per il sera nella cripta, è stata il saluto al piera.iucci@gmail.com nostro tempo. Un’esortazione forte ai padrone di casa, S. Gabriele laici a non sprecadell’Addolorata. Il superiore del conre il tempo che ci è vento, P. Natale Panetta, ci ha dato il stato donato, con il ben venuto, lieto che tale avvenimento compito importansi svolgesse sotto la protezione del te di vivere nel grande santo, durante le celebrazioni dei 150 anni dalla morte del Santo. Il mondo la nostra sabato si è entrati nel pieno nel convespecifica spirituagno con il saluto e la presentazione di lità di laici. M. Rosa Fraccaro, coordinatrice Liverani ha insistinazionale e di P. Pino Schinello, assito molto sul constente nazionale. cetto che è necesPartecipanti al convegno del MLP E’ seguita la proiezione del filmasario “diventare to: “Immagini e voci della nostra veri laici cristiauando nel 2011, nella riunione del coordinamento nazionale del Movimento Laicale Passionista, si disse che nel 2012 fosse giusto celebrare il ventennale della fondazione del Movimento (1992 – 2012), tutti i presenti furono d’accordo. Si approvò anche il titolo

Ci siamo ritrovati accanto a S. Gabriele a pregare e a riflettere, nel Convegno del M.L.P., che ha celebrato il XX anniversario della sua nascita. Mi sono rivista nel video della storia del Movimento Laicale molto ben fatto nel primo Convegno al quale partecipai a San Gabriele nel 2004 e poi in quello di Mascalucia in Sicilia nel 2006. Sono momenti molto forti dove si fa il “pieno” spirituale e si riporta nei propri ambienti tutto quello che abbiamo vissuto e ricevuto. Molto toccante la Via Crucis. I relatori Pier Giorgio Liverani e Padre Leone Masnata hanno ben definito la figura del laico passionista che si identifica nel cristiano che cammina, a fianco dei religiosi passionisti, nel proprio stato laicale, per “santificarsi nel mondo e santificare il mondo” Paola De Simone


Incontro responsabili a Giulianova

I

l 19 maggio 2012 si è svolto presso la parrocchia dell’Annunziata a Giulianova Lido TE un incontro nazionale dei membri del Consiglio Esecutivo degli AGC, dei Coordinatori, Vice Coordinatori e Assistenti Spirituali delle Fraternità. I partecipanti sono stati circa 40, provenienti da 14 Fraternità; sono mancati all’appello, per vari motivi, i rappresentanti delle Fraternità di Macerata, Recanati, Moricone e Bari. Dopo il saluto del, P. Alberto Pierangioli, Assistente N., la Presidente, Piera Iucci, ha spiegato il motivo dell’incontro e la necessità di uno scambio di informazioni e suggerimenti, per favorire l’unione tra le fraternità e tra i responsabili, con momenti di condivisione e di comunione. Nella lettera di convocazione dell’incontro era stato chiesto ai responsabili di portare una relazione scritta, rispondendo a un questionario di sei domande, con lo scopo di aiutare le Fraternità a fare un’analisi attenta della propria situazione non solo numerica e quantitativa, ma anche qualitativa, formativa e partecipativa, fornendo informazioni necessarie per avere un profilo più preciso del nostro Movimento. Gli iscritti al movimento dal 1990 al 2012 sono stati oltre 3000. Di questi ricevono la rivista circa 1500. Hanno un legame con le Fraternità organizzate oltre 600, che frequentano regolarmente o saltuariamente i nostri incontri a vario livello. Questo il questionario inviato: 1. Quanti sono gli iscritti alla Fraternità? 2. Quanti sono coloro che partecipano regolarmente agli incontri? 3. Quanti partecipano agli esercizi spirituali, ritiri, a corsi e manifestazioni degli AGC? 4. Nel primo incontro si fa la Lectio Divina? 5. Come si prepara la consacrazione solenne a Gesù Crocifisso? 6. Richieste e proposte particolari.

Si è passato quindi alla lettura delle relazioni delle Fraternità presenti, frutto del lavoro dei Consigli di Fraternità: Castellano, Civitanova e Gruppo Famiglie, Fossacesia, Giulianova, Madonna della Stella, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio, Roccaraso, San Nicolò a Tordino, San Tommaso di Canterbury, Villa Lempa. Sono state lette anche le due relazioni inviate da Macerata e Recanati.

Incontro Responsabili a Giulianova Ogni fraternità ha risposto in modo più o meno esauriente alle domande. Ne è venuta fuori una discreta informazione della situazione del movimento. Dalle relazioni sono emerse luci e ombre di ogni Fraternità. Ci sono Fraternità vive, piene di iniziative, cresciute di numero e di spessore, con la Lectio Divina molto partecipata, con molti membri impegnati anche nelle attività parrocchiali, specialmente come ministri straordinari dell’Eucaristia e come catechisti. Non mancano problemi per alcune Fraternità. È stato un vero incontro fraterno, sereno e fruttuoso. L’ottimo pranzo, preparato dalla Fraternità di Giulianova, è stato un momento di grande comunione. Nel primo pomeriggio ci sono stati due incontri specifici: uno per le segretarie delle Fraternità e uno per gli incaricati degli Amici Aggregati. Nell’incontro per le segretarie, Maraessa Rita di Giulianova e facente parte della segreteria nazionale, ha illustrato le modalità di raccolta e di trasmissione delle informazioni sugli

iscritti per rendere il lavoro omogeneo e ha spiegato come compilare i registri e gli elenchi e come trasmetterli ogni anno alla segreteria nazionale. Nell’incontro con i responsabili degli Amici Aggregati, il P. Alberto ha spiegato come portare avanti questo impegno che reputa tanto utile e fruttuoso per centinaia di Amici che non hanno la possibilità di partecipare alla vita di una Fraternità, per motivi di lontananza. La fraternità di Giulianova si è impegnata al massimo per rendere fruttuosa e piacevole la giornata. Ha preparato anche un pranzo al di sopra di ogni aspettativa. La parrocchia, con il parroco don Ennio di Bonaventura, ha messo a disposizione locali e la cucina attrezzata della parrocchia. Rucci Riccardo ha sintetizzato così i sentimenti di tutti: “Ringrazio gli organizzatori e gli Amici di Giulianova per la fruttuosa giornata passata insieme, per le testimonianze, per la buona organizzazione e l’ottimo pranzo. Ogni volta che ci si riunisce, si respira sempre una boccata di aria nuova, ci fa pensare a quello che facciamo e a quello che c’è ancora da fare. In questo modo si torna a casa con il desiderio di  fare ancora di più e meglio, con l’aiuto di Dio”. Rita Maraessa ha manifestato così i sentimenti della Fraternità di Giulianova: “Grazie per la forza e la volontà che ci avete trasmesso di andare avanti, senza fermarci, nonostante le difficoltà. Spero che tutti i responsabili abbiano recepito il messaggio di far parte effettivamente della Famiglia Passionista e di volere credere sul serio a questo cammino. Chi ha più forza e più fede si dovrà ora impegnare per aiutare le Fraternità in difficoltà”. (Libero sunto del Verbale dell’incontro).

13


teStIMoNIaNze

14

Ero morta dentro, Gesù mi ha ridato luce e speranza Caro padre, non finirò mai di ringraziarti perché mi stai conducendo in un cammino di fede, che mi ha fatto amare più intensamente Gesù. Le catechesi mi hanno illuminato sul perchè della Passione, che io non avevo ben capito. Vedo ora con più chiarezza quanto è stato grande l’Amore che Gesù mi ha donato e continua a donarmi. La morte e risurrezione di Gesù mi hanno fatto rinascere a vita nuova. Ero morta dentro, una voragine mi si era aperta vicino, ma una luce si è accesa, la croce era vicino a me ed io mi sono attaccata fortemente ad essa. Gesù non si è fatto attendere, mi ha confortato e mi ha ridato speranza e serenità. Ora mi sento sicura perchè sento che Lui mi è vicino, mi abbandono e mi lascio guidare da Lui con fiducia. Amo Gesù e spero che alla fine della mia vita terrena, sia degna di stare fra le sue braccia misericordiose. Con questa fede, chiedo di poter fare la Consacrazione Perpetua a Gesù Crocifisso, un desiderio che ho coltivato, fin dalla mia prima Consacrazione. Far parte della Famiglia Passionista, è per me motivo di immensa gioia Germana Germani

Riuscirò a mettere Gesù al primo posto Da quando ho iniziato a partecipare agli AGC, ho imparato a conoscere di più Gesù e a riflettere sulla sua Parola. Grazie al suo amore, io non mi sento più solo, potendo colloquiare con Lui e trovare conforto e grande forza. Con la prima consacrazione fatta a Morrovalle il 6 maggio e con l’aiuto dell’assistente spirituale riuscirò a mettere al primo posto Gesù per fare tutto quello che Lui vuole da me. Vitali Paolo

Vorrei essere come il chicco di grano Prima di incontrare gli AGC ero molto superficiale, anche sul vero significato delle feste, come la Pasqua. Ora mi sento diversa e fortunata di

una frustata invisibile. È una crocifissione spirituale, psicologica e morale che colpisce tutta l’esistenza e tutta la persona. Una volta colpiti in tal modo, non siamo più gli stessi; per amore o per forza si cambia. Non mi paragono certo a Maria, ma nel nostro piccolo, trovo delle anaLaila e il figlio Paolo logie con la crosi consacrano a Gesù Crocifiso cifissione spirituale che ha colpito famiglia, lavoro, relazioni avere l’assistente spirituale e tanti sociali. Tutto insomma. Non so dove Amici che mi hanno avvicinato Dio ci voglia condurre; posso solo dire all’amore di Gesù. Così è nata in me con certezza che “sono nel mondo, ma l’esigenza di conoscere più profondanon mi sento di questo mondo”. Ero a mente Gesù, amarlo, accettando la mia Milano per un corso di aggiornamento vita con la gioia nel cuore. Nonostante professionale ospitato in un Hotel le sue difficoltà, sto imparando ad scelto dalla società di formazione che amare gli altri, senza l’ira per ogni ha organizzato il corso. Potevo usucontrarietà. Vorrei essere come il chicfruire gratuitamente di molti trattaco di grano, che morendo, porta frutto, menti di benessere che sono offerti pronta a sacrificare la mia vita per gli dalla direzione dell’hotel, struttura di altri, come Gesù ha fatto per me. prima categoria. Fanno anche la “docRingrazio l’assistente per quello che cia emozionale”. Potevo approfittare mi ha insegnato e anche per la propodell’occasione per rilassarmi e staccasta di fare la prima consacrazione re la spina, senza fare niente di male. insieme a mio figlio Paolo. Ora la mia Più guardavo questo lusso e più sentivita sarà sempre accompagnata dalla vo una tenaglia al cuore. Non ho fatto Promessa di Amore. nessun trattamento, anche se tutto era Castignani Vitali Laila gratuito. Quante persone non si sarebbero lasciate sfuggire un’occasione come questa. Non mi sento un eroe per questo e non mi riconosco alcun meriLa fede quando il to. La sola idea di fare trattamenti di Calvario non finisce mai benessere mi dava un senso di disagio. Ho preferito rimanere in camera a ripassare il programma del corso e a Anna sta migliorando. Auguriamopregare. Ho pensato, mentre ero in ci che continui così. Dopo quasi cinhotel, a quando andai Roma con que anni di questo tipo di vita nel Giovanni per trovare mia moglie che quale tutto si è ribaltato, a volte mi era in ospedale con Anna. Eravamo sembra che il calvario non debba mai ospiti dei Servi di Maria alla Pontificia finire. Ogni giorno offro a Dio e alla Università Marianum. Avevamo una Vergine le mie ansie e le mie paure. stanza proprio da convento, semplice. Ieri sera, stavamo guardando la prima Bisognava uscire dalla camera per parte del bel film su Maria di andare in toilette. Per me e per Nazareth. Mi ha colpito la scena di Giovanni quello era il paradiso. Non Maria quando abbraccia Gesù bambic’erano trattamenti di benessere e no, che mentre stava giocando cade e avevo un bambino di tre anni da accusi ferisce leggermente. Mentre Lo dire. Il bagno in camera avrebbe fatto abbraccia, ha una visione flash del comodo....Ma....il Cielo toccava la Calvario e flagellazione. Ogni volta terra. che Gesù veniva colpito, anche Maria Fabrizio - Firenze si dibatteva come se fosse colpita da


teStIMoNIaNze

Una proposta molto interessante: che ne pensate? Ho riflettuto molto sulla tua catechesi di marzo, “Spiritualità Passionista e meditazione”, e devo ringraziarti per quello che hai scritto, poiché mi hai fatto capire il motivo della contemplazione e riflessione sulla Passione di Gesù: tutti abbiamo paura della sofferenza. In realtà la meditazione sulle sofferenze di Nostro Signore ci permette di capire meglio quanto Egli ha sostenuto per Amore nostro. Se comprendere e approfondire vuol dire memorizzare e fare proprio, ciò significa immedesimarsi di quelle sofferenze con l’emulazione e comportarci come Lui ha fatto e ci ha insegnato. Ecco allora il motivo di tali meditazioni: capire fino in fondo la sua opera divina per farla propria, emulando nel nostro piccolo i suoi comportamenti. E per questo occorre rinfrescare ogni giorno la memoria e la riconoscenza verso La Passione del Giusto. Aggiungo un aneddoto: durante i miei studi universitari, seguendo un ciclo di lezioni di una materia importante per il corso di ingegneria elettronica, il docente ci obbligò a scrivere in un foglio di carta le quattro formule matematiche fondamentali che sorreggono tutta la teoria magnetoelettrica. Questo foglio dovevamo appenderlo allo specchio del bagno così che ogni mattina, ci saremmo imbattuti in quelle formule, per cui alla fine, per forza o per volontà, sarebbero state assimilate e divenute parte del nostro bagaglio professionale e personale. Concordo con la necessità di riscoprire, approfondire, fare propria la Passione di Gesù. Ora, rapportando questa necessità alla mia vita di impegni professionali e familiari, sento che spesso la stanchezza e la pigrizia mi impediscono di dedicare tempo a questa reale necessità contemplativa. Spesso in auto uso quel tempo per pregare con il rosario o preghiere simili, ascoltando anche alle volte cd con testimonianze di fede o letture di libri religiosi. Per

15

Un marito eroico G e n t i l e padre, sono sposato e padre di un bimbo. Da circa un anno, la pace familiare è venuta meno. In concomitanza a cambiamenti fisici, mia moglie si è sentita più carina e il suo atteggiamenElia ed Emanuela to è profondasi consacrano a Gesù Crocifiso mente cambiato. In sintesi, presta eccessiva attenquesto, ho pensato che può essere zione a come appare agli altri, è facilutile raccogliere in più cd la lettura mente irritabile verso nostro figlio e delle tue meditazioni, magari precenei miei confronti è fredda e scostante. dute dalle preghiere introduttive, in Trascura nostro figlio e debbo sostimaniera che ogni traccia del cd sia tuirla in tutto. simile ad ogni incontro che teniamo Dopo mie insistenze, ha confessato presso le nostre fraternità. di non essere più innamorata di me, di Penso che questo ausilio possa aver preso “una sbandata platonica” essere utile non solo a chi sta in auto, per un collega, ora conclusa… ma anche a tutte quelle situazioni Non voglio separarmi da mia (anziani, casalinghe mentre fanno le moglie: sarebbe per me un fallimento faccende di casa, ecc) in cui risulta difcome cristiano e come padre. ficile poter leggere, ma ugualmente si Cercherò di affrontare questa espesente il desiderio di riflettere rienza come una dura prova per la mia sull’Amore Infinito di Gesù. Cosa ne fede, prova resa ancora più impegnatipensi? Non so se già esistono cd del va dallo sforzo di non far trapelare genere: nel caso esistano avrei piacere nulla del mio tormento interiore nei nell’acquistarli, altrimenti, avrei piarapporti con mio figlio. cere di aiutarti nel prepararli. Come in tante circostanze del pasLeopoldo Zanini sato, il Signore mi ha aiutato a superare difficoltà che apparivano insormontabili. Vicino a chi soffre Ora ho bisogno che mi dia la speranza e la capacità di aspettare. Il 23 marzo siamo stati a pregare a Magari, vedendo il legame tra me e casa di Lidia Polsoni Amica di Gesù mio figlio, mia moglie potrebbe rifletCrocifisso Non potendo frequentare i tere sull’importanza di una famiglia nostri incontri per accudire la suocera unita nell’amore; potrebbe seguire me quasi centenaria, ha voluto che ci riunise mio figlio a Messa, recuperando un simo nella sua casa. Angiolina, ancora pò di serenità interiore che le consenta lucida, ci ha accolti con gioia ed entudi ritornare a essere la persona di siasmo nel vedere tanta gente intorno a prima. lei. Ha partecipato attivamente alla preLa ringrazio per la sua vicinanza e ghiera. E’ stata una bella esperienza che per le sue preghiere. vorremmo ripetere ancora. Un marito Loreta e AGC Fossacesia


Signore, dacci sempre questo pane Il

nostro amico, Giuseppe Giulino di Torino, tanto prolifico di ottimi libri e opuscoli di spiritualità, ha ristampato presso l’Editrice Ancilla il suo volumetto di adorazione eucaristica “Signore, dacci sempre questo pane”. È un ottimo libretto per l’adorazione personale e comunitaria, dal prezzo tanto modico di un euro. Si può trovare nelle librerie cattoliche, che hanno le edizioni “Ancilla”.

Esercizi spirituali per AGC e laici impegnati Centro Spiritualità S. Gabriele (Te) Tel. 0861.9772101 - 0861. 97721 I corso: Tema: Guida: II Corso: Tema: Guida: Prenotazione:

6 agosto (Ore 16,00) – 11 agosto (Pranzo): per tutti. L’anno della Fede: Conoscere e vivere la Fede. P. Alberto Pierangioli e P. Bruno de Luca 15 agosto (Ore 16,00)–20 agosto (pranzo): per famiglie: Genitori e figli. Formazione e Testimonianza P. Luciano Temperilli e P. Alberto Pierangioli P. Alberto Pierangioli: P. San Gabriele 2- 62010 Morrovalle MC – C. 349.8057073 – albertopier@tiscali.it

Mobilitazione per l’anno delle Fede Con la Lettera apostolica “Porta fidei”, Benedetto XVI ha indetto l’Anno della fede: avrà inizio l’11-102012, ricordo di due eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il 50° dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal B.Giovanni XXIII e il 20° della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, dato alla Chiesa dal B. Giovanni Paolo II. Si concluderà il 24-11-2013, festa di Cristo Re, quando tutti saremo invitati a rinnovare solennemente la nostra professione di fede. Il Santo Padre vuole ricordarci ciò che gli sta più a cuore: l’incontro con Gesù Cristo e la bellezza della fede in Lui. Dobbiamo riflettere seriamente alla domanda drammatica posta da Gesù: «Il Figlio dell’uomo, quando tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?» (Lc 18, 8). Se la fede non riprende vitalità, diventando una profonda convinzione ed una forza reale, con l’incontro con Gesù Cristo, tutte le altre riforme rimarranno inefficaci. L’Anno della fede vuol aiutarci ad una nuova conversione a Gesù, con la riscoperta della fede, affinché tutti i credenti siano testimoni credibili e gioiosi del Signore crocifisso s risorto, capaci di indicare «la porta della fede» a tutti coloro che sono in ricerca.

Calendario degli Amici 01 luglio: 06-11 agosto: 15-20 agosto: 09 settembre:

Ritiro mensile a Morrovalle Corso di esercizi spirituali per AGC, Santuario di San Gabriele Te Corso di formazione per famiglie AGC, Santuario di S. Gabriele Te Ritiro mensile a Morrovalle

Ricordiamo al Signore i nostri defunti: Senesi Maria di Macerata: 04-06-2012

Un grazie sincero a coloro che hanno inviato la loro offerta per le spese di stampa Luglio-Agosto 2012 – Anno XIII n. 4 Autor. Trib. di MC n. 438\99 del 17-12-1999 Sped. Ab. Post. D.353/2003 (L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, Comma 2, DCB Macerata. Editoriale ECO srl - C. c. p. 11558624 Dir. Tonino Taccone – Red. P. Luciano Temperilli Piazzale S. Gabriele 2 – 62010 Morrovalle Mc T. 0733/221273 - C. 349.8057073 - Fax 0733/222394 E-mail albertopier@tiscali.it http://www.amicidigesucrocifisso.org


rivista luglio - agosto 2012