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A mici di Gesù Crocifisso Rivista del Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso”

Settembre - Ottobre 2007 - Anno VIII n. 5

SOMMARIO † La Testimonianza della santità † La testimonianza si fa vita † La Croce principio universale di unità † San Paolo della Croce e santità dei laici † E. Faggiano: Vescovo dalle mani bucate † La famiglia oggi e le sue crisi † Romilde: una giovane di 99 anni † Lettere al Direttore † Testimonianze S. Paolo della Croce: (Fondatore dei Passionisti: 03-01-1694, Ovada AL – Roma: 18-10-1775.


Amici di Gesù Crocifisso

La testimonianza della santità Settembre

Il



molteplici, e adatte alla vocazione di ciascuno”. Convegno Ecclesiale della Chiesa a Verona (ottobre 2006) ha chiamato i cattolici italiaIl Papa ha confermato questa convinzione elevando ni a testimoniare Cristo Crocifisso e Risorto agli onori degli altari, accanto a un colosso come P. prima di tutto con la santità della vita. Paolo VI aveva Pio, anche tanti santi della vita ordinaria: i coniugi Luidetto che oggi il mondo non ha bisogno di semplici gi e Maria Beltrame Quattrocchi, i bambini Francesco maestri, ma di testimoni, cioè di maestri santi che insee Giacinta di Fatima, i giovani Piergiorgio Frassati, Pio gnano prima con la vita e poi con la parola. Il mondo Campidelli, Grimoaldo Santamaria... attuale, sempre più lontano da Dio, è spesso scettico di Ogni giorno, rinnovando al Signore la Promessa di fronte alle parole anche più belle; ma non può non riamore, preghiamo: “Fa che io ti ami e ti faccia amaflettere di fronte a esempi e modelli eroici di santità. re”. Voglio credere che rivolgiamo con sincerità al SiGiovanni Paolo II, per chiamarci alla «nuova evangnore la preghiera di aiutarci non solo ad amarlo, ma gelizzazione», ci ha richiamato alla santità come vocaanche a farlo amare. Dobbiamo chiedere al Signore zione per tutti, ci ha aiutato a scoprire che i santi sono che metta nel nostro cuore l’anelito che egli sia conoanche oggi in mezzo a noi, in tutte le età e stati di vita, sciuto e amato da tutti. Certamente non ama il Signore, elevando agli onori degli altari tanti beati e santi. non è un suo vero “amico” chi non s’impegna a farlo amare anche dagli altri. Il fuoco vero o si espande o si La santità è amore e l’amore diventa testimonianza. spegne. Non si può non parlare della persona che si ama. Il nostro L’amore è ingegnoso, dimovimento è nato da un corso ceva s. Paolo della Croce e di esercizi spirituali sulla sanlo ha dimostrato con la sua tità; ma dobbiamo avere idee vita di grandissimo contemchiare sulla santità. La santità plativo e apostolo del Crociè un dono ricevuto da Dio nel fisso. In un eccesso di amobattesimo, da accogliere e fare re scriveva ad Agnese Grazi: fruttificare nel proprio stato di “Vorrei essere tutto fuoco vita. Nel 2003 dedicammo un di amore. Vorrei che venisanno intero a riflettere sulla se in noi tanto fuoco di casantità. Mi auguro che ci abbia rità, fino a bruciare non soaiutato ad avere idee più chialamente chi ci passa vicino, re sulla santità. I primi santi rima anche i popoli lontani, conosciuti dalla Chiesa furono affinché tutti conoscessei martiri, perché avevano dato ro ed amassero il sommo la prova suprema di amore e Bene”. Aiutare tutti a brutestimonianza, dando la vita ciare di amore: ecco la vera per il Signore. La Chiesa vesantità! nera come santi i bambini di Nella preghiera dataci da Betlemme che testimoniarono Gesù, ripetiamo da 2000 Gesù solo con il loro sangue. anni tante volte: “Venga il Giovanni Paolo II ricorda tuo Regno”. Guardandoci che la santità è “la misura alta attorno, oggi scorgiamo più P. Francesco: sacerdote novello, San Gabriele: 21-07-07 della vita cristiana”. Scrive il regno del male che il regno nella Lettera Apostolica per il di Dio. Perché? Vediamo molto più attivi i missionari Nuovo Millennio (nn. 30-32): “Questa è la volontà di del male che i missionari di Dio. E’ forse un segno che Dio, la vostra santificazione” (1Ts 4,3). È un impegno siamo poco santi. che riguarda tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado. RiLa santità parla da sola e conquista. S. Gabriele viscordare questa elementare verità, ponendola a fondase i pochi anni di vita religiosa chiuso in un convento: mento della programmazione pastorale all’inizio del non poteva neppure parlare con la gente. Eppure tutti nuovo millennio, potrebbe sembrare qualcosa di scarlo ricordavano per quel profumo di santità che emanasamente operativo. Si può forse “programmare” la va dal suo volto. E questa santità ha fatto di lui il più santità? In realtà, porre la programmazione pastorale grande missionario passionista. nel segno della santità significa esprimere la convinGesù grida dalla croce: “Ho sete”. Ha sete di anizione che, se il Battesimo è un vero ingresso nella sanme, sete di amare ed essere amato, sete di salvare tuttità di Dio, sarebbe un controsenso accontentarsi di ti. una vita mediocre, vissuta all’insegna di un’etica minimalistica e di una religiosità superficiale. Chiedere a Ogni vero cristiano deve essere assetato di Cristo e un catecumeno: “Vuoi ricevere il Battesimo?” signifidella salvezza dei fratelli, assetato di amare Gesù e di ca chiedergli: “Vuoi diventare santo?”. Questo ideafarlo amare. Questo è essere vero testimone e missiole di perfezione non va equivocato come se implicasnario di Cristo. se una sorta di vita straordinaria, praticabile solo da P. Alberto Pierangioli alcuni “geni” della santità. Le vie della santità sono


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La testimonianza si fa vita Ottobre

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uando la Chiesa esamina la vita di un cristiadi rispondervi alla luce del Vangelo. Oggi no, morto in concetto di santità, in vista di più che mai i cristiani sono chiamati a essere parteuna possibile canonizzazione, esamina prima cipi della vita della società, senza tirarsi indietro, pordi tutto se ha praticato le virtù cristiane “in grado eroitando in essa una testimonianza ispirata al Vangelo. co” nel proprio stato, cioè nella vita ordinaria vissuta I singoli cristiani, le comunità e i vari gruppi ecclenella famiglia e nella società; allora lo dichiara “venesiali devono essere attenti a raccogliere i segni di rirabile” e fa continuare il cammino verso la canonizchiesta di aiuto, di luce, di speranza che si manifestano zazione. E’ nella vita quotidiana che il cristiano deve intorno a noi. dare la prima testimonianza. Quando sulla tomba di Per quanto riguarda la famiglia, ricordo che essa è il san Gabriele dell’Addolorata, dopo 30 anni dalla morluogo privilegiato dell’esperienza e della trasmissione te, incominciarono a fiorire i miracoli più straordinari, dell’amore e della fede. Spetta prima di tutto alla fadiversi confratelli che lo avevano conosciuto si chiedemiglia comunicare i primi elementi della fede ai provano stupiti: “Ma che cosa ha fatto di straordinario pri figli, sin da bambini. questo giovane, morto E’ la famiglia la prima a 24 anni, dopo poco «scuola di preghiera», più di 5 anni di vita rel’ambienti in cui inseligiosa?”. Il suo santo gnare quanto sia impordirettore, il venerabile tante stare con Gesù, P. Norberto Cassinelli, ascoltando i Vangeli rispondeva: “Gabriele che ci parlano di lui. I ha lavorato con il cuoconiugi cristiani sono re”: è la santità dell’ori primi responsabili di dinario, la santità delle quella iniziazione alla piccole cose, la santivita cristiana, che dona tà dell’amore. Ricordo il seme che fruttifica una discepola di s. Paoper tutta la vita. Al cenlo della Croce, la ven. tro della testimonianza Lucia Burlini, analfae dell’impegno missiobeta, che si è santificata nario ci sono poi tutti passando la vita a tessequegli uomini che, pur re in un sottoscale umiavendo ricevuto il batdo e buio, dedicando il Amici di Gesù Crocifisso di Moricone RM si stringono intorno tesimo, non hanno lea P. Francesco di Feliciantonio nel giorno tempo disponibile alla gami di piena comuniodella sua consacrazione sacerdotale. preghiera e ad opere di ne con la Chiesa. Sono carità. San Paolo della i cristiani battezzati, ma oramai non praticanti e spesso Croce ha insistito sempre sui doveri del proprio stato, non più credenti, ma che forse attendono, anche inconcome “la santità segreta della croce”. sapevolmente, che qualcuno ravvivi in loro il fuoco e Il Concilio ha ricordato che i fedeli laici debbono la luce della fede e dell’amore. santificarsi nell’ordinaria vita professionale, familiare Nella vita quotidiana, nel contatto giornaliero nei e sociale; debbono guardare alle attività della vita quoluoghi di lavoro e di vita sociale si creano tante occatidiana come occasione di unione con Dio e di servizio sioni di testimonianza e di comunicazione del Vangelo. degli uomini. La santità deve iniziare nella famiglia, Qui si incontrano battezzati da risvegliare alla fede, ma nelle cose che il Signore permette giorno per giorno, anche sempre più numerosi uomini e donne, giovani secondo la vocazione di ciascuno, facendo tutto sotto e fanciulli non battezzati, seguaci di altre religioni o lo sguardo di Dio e per amore di Dio, con un occhio di nessuna religione. Si tratta a volte di rivitalizzare sempre rivolto a Dio e uno rivolto al prossimo! Essere la speranza e la fede nei battezzati che vivono lontani straordinari nella vita ordinaria: ecco la santità possibidalla Chiesa, o di fare anche un vero primo annuncio le a tutti, in tutte le vocazioni e in tutte le età. del Vangelo. Questo impegno di frontiera deve esseOccorre per questo una fede adulta, «pensata», capare fatto proprio da ogni movimento cristiano che deve ce di unire in Cristo i vari aspetti della vita. Solo così i sentirsi chiamato all’evangelizzazione. cristiani saranno capaci di vivere la sequela e la testiProprio per questo è importante la presenza signifimonianza di Cristo nel quotidiano, fatto di famiglia, cativa dei fedeli laici nei vari ambienti della vita socialavoro, studio, tempo libero e manifestano la speranza le. Alle volte un sorriso, una parola amichevole, un geche portano nel cuore (Cf. 1Pt 3,15). sto di carità non richiesto, una testimonianza concreta Il progetto della Chiesa per una nuova evangelizzadi fede può portare luce che cambia una vita. Chi aiuta zione dei cristiani tende a questo obiettivo di fede maun fratello a trovare la via della salvezza ha messo al tura, secondo le varie età e capacità, cercando di unire sicuro la propria salvezza. ascolto, celebrazione e testimonianza di fede. I cristiani devono essere continuamente attenti a coP. Alberto Pierangioli gliere le sfide che provengono loro dalla vita e cercare




Amici di Gesù Crocifisso PENSIERO PASSIONISTA – Settembre / Ottobre 2007

LA CROCE PRINCIPIO UNIVERSALE DI UNITA’

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a morte di Gesù in croce ha immesso nella storia un dinamismo di unificazione universale. Nel Crocifisso si realizza l’incontro di Dio con l’umanità, degli esseri umani tra di loro e della creazione in tutte le componenti. Tale unificazione è perfetta nel Cristo-Capo, ma nella storia è ancora in via di compimento. Sarà attuata in pienezza nella ricapitolazione universale, quando il Risorto condurrà l’umanità e la creazione nell’unità della Trinità. Questa è una delle prime certezze che gli apostoli, guidati dallo Spirito Santo, hanno chiarito nel presentare l’identità della comunità cristiana. Il potere unificante del Crocifisso permea la comunità cristiana, ma tende ad amalgamare anche gli ebrei e l’intera umanità.

Fabio, Patrizia, Gabriele

I. UNITA’ DELLA COMUNITA’ CRISTIANA



Nel descrivere la comunità cristiana, gli Atti degli Apostoli segnalano sempre la caratteristica dell’unità. I primi cristiani “attendevano con un cuor solo alla preghiera, con le donne e Maria, la madre di Gesù”, At 1,14. “Tutti i credenti stavano riuniti insieme e avevano tutto in comune”, Ib 2,44. “Unanimemente alzavano la voce a Dio nella preghiera”, Ib 4,24. “Tutti stavano insieme uniti e concordi”, Ib 5,12. Dall’uso delle parole è chiaro che si parla di un’unità speciale. È un concetto creato apposta per esprimere il vincolo nuovo che lega i credenti tra di loro. Non è il semplice stare insieme del raduno ebraico, yahad o yahadaw. Per indicarlo in lingua greca hanno inventato parole e frasi che neppure esistevano: omotùmaton, o epì to autò, che significa avere gli stessi pensieri e sentimenti, o essere l’uno nell’altro. Tale unità è possibile solo se si condivide la stessa vita, come avviene tra i battezzati. Solo chi è morto e risorto per radunarci così può chiedere e produrre tale livello di unità. Col crescere numerico e l’espandersi geografico, le comunità cristiane non riuscirono a vivere l’unità della comunità apostolica. Le difficoltà del vivere insieme emersero con violenza. Apparve subito chiaro che cre-

dere e seguire Gesù non aveva eliminato la debolezza umana e le tentazioni del diavolo, il cui stesso nome significa mettere divisione. Il caso della comunità di Corinto Dalle lettere di San Paolo conosciamo la situazione della comunità di Corinto. Fondata tra il 50 e il 52, diventò subito fiorente per numero e vitalità, ma vi esplosero tutti i problemi, comprese le divisioni. Oltre un quarto della lettera è dedicato a sanare i conflitti che tormentavano i primi anni di vita della comunità. Vi erano attriti nel modo di celebrare l’Eucaristia, nel gestire i doni spirituali, nell’interpretare alcune norme morali, nel seguire diversi predicatori, persino nel vedere il ruolo di Paolo. L’Apostolo non si limita a rimproveri disciplinari o esortazioni morali, ma punta dritto sulla motivazione teologica fondamentale: Cristo crocifisso e morto per fare di noi un solo corpo. Richiamandosi alla caratteristica primigenia della comunità secondo gli Atti degli Apostoli, invita “ad essere tutti unanimi nel parlare, che non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetto accordo nella mente e nel pensiero”, 1Cor 1,10. E continua: “Mi è stato riferito che ciascuno di voi dice: Io sono di Paolo. Io invece sono di Apollo. E io di Cefa, e io di Cristo. Ma Cristo è diviso? Forseché Paolo è stato crocifisso per voi?”, Ib 1,12-13. Era passato nella comunità, forse per una missione, un predicatore brillante e raffinato, Apollo, che aveva incantato i più colti. Paolo parlava un greco semplice, fatto di contrasti e paradossi, che per alcuni poteva suonare ruvido. Per questo fecero tifo per il forestiero. Altri erano venuti a sapere che Pietro, Cefa, era il capo degli apostoli, e si appellavano a lui in contrapposizione a Paolo. Forse altri provenivano dalla comunità originaria di Gerusalemme che aveva conosciuto Gesù, perciò si ritenevano legati solo a lui. Paolo si sentì ferito da queste partigianerie, perché la comunità l’aveva fondata lui tra enormi sacrifici, con fallimenti ma anche consolazioni pastorali. Soprattutto era preoccupato per l’integrità della fede, come risulta dal resto della lettera. È assurdo dividere il Crocifisso! C’è il rischio di falsare la fede, il vangelo e il cristianesimo proprio sul nascere. Si è battezzati nel nome di Cristo, non di Apollo, Pietro o Paolo. Si è salvati dalla croce di Cristo, non dalle prediche di un bravo oratore. Il cristianesimo non è una filosofia, come le tante che circolavano tra i Greci, ma una persona da incontrare e da vivere, Cristo morto e risorto. Il concetto di divisione è espresso con la fortissima parola SKISMA, scisma, che Paolo usa solo in questo caso, e nella bibbia appare molto di raro. Significa lacerazione violenta come quando si strappa una stoffa. Come dire: divider-


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vi significa lacerare il Crocifisso, che è il vincolo della vostra unità.

II. UNITA’ DEL GENERE UMANO Un altro problema cruciale della chiesa primitiva fu il rapporto con l’ebraismo. Gesù è figlio del popolo ebraico, popolo della rivelazione e della promessa. Si è presentato come il compimento della rivelazione e della promessa, ma ha realizzato tale missione in maniera diversa da come il popolo e i dirigenti l’aspettavano. Da qui la rottura drammatica che l’ebraismo non ha mai accettato. Anche oggi per la religione ebraica gli altri popoli sono considerati pagani, compresi noi cristiani. Gli apostoli, quantunque ebrei, ubbidirono al comando di Gesù di predicare il vangelo ai pagani e a tutti i popoli. Ma l’incomprensione tra ebraismo e cristianesimo ha provocato ad ambedue innumerevoli sofferenze, all’inizio e lungo i secoli. L’apostolo Paolo manifesta il dolore di questa divisione con termini toccanti, personalmente lacerato nella sua appartenenza sia al popolo ebraico che al Cristo crocifisso e risorto. Ma egli dimostra appassionatamente che, quantunque la divisione permanga nella storia per misteriosa macchinazione del Maligno, essa è stata oggettivamente superata nel sangue di Cristo Crocifisso. La Lettera agli Efesini, cristiani convertiti dal paganesimo, contiene uno dei punti più chiari in cui egli spiega questa tesi. “In Cristo Gesù, voi, un tempo lontani, siete divenuti vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, che ha fatto dei due popoli una sola unità abbattendo il muro divisorio, annullando nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti con le sue prescrizioni, per formare in se stesso, dei due popoli, un solo uomo nuovo, e per riconciliare entrambi con Dio in un solo corpo mediante la croce, dopo avere ucciso in se stesso l’inimicizia”, Ef 2,1316. Versando il suo sangue per tutti, Cristo ha radunato tutti in un corpo nuovo dove circola lo stesso sangue, cioè la nuova vita indicata col linguaggio del sangue. Così facendo ha distrutto le due barriere che dividevano: il muro e la legge. L’immagine del muro è presa dal tempio di Gerusalemme, dove una parete fisica separava l’atrio dei giudei da quello dei visitatori pagani. Tale discriminazione muraria produceva un’avversione tale che i due gruppi non si sopportavano. Gli ebrei disdegnavano i pagani. Un’iscrizione ammoniva che se un pagano varcava il muro rischiava la morte. A loro volta i pagani disprezzavano talmente gli ebrei che Tacito li definisce “nemici del genere umano”. L’altro muro, in senso figurato, era la legge, che divideva non solo gli ebrei dai pagani, ma anche gli ebrei tra di loro. Invece di essere vincolo di unione con Dio e tra gli uomini, i rabbini l’avevano ridotta a un ginepraio di interpretazioni legalistiche, nel quale la gente non sapeva più come muoversi per trovare la salvezza.

La caduta di questo muro non significa che ogni legge sia abolita. La fede in Cristo instaura il regime della grazia, nella quale domina la legge dell’amore nella libertà. Anche se questo passo parla solo di giudei e pagani, dall’insegnamento di Paolo è chiaro che l’unione nel Cristo crocifisso include tutti gli esseri umani, e addirittura il cielo e il cosmo. Piacque al Padre “di riconciliare in Cristo tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli”, Col 1,20. Nel Crocifisso restiamo sempre uniti Nulla sfugge al potere unificante del sangue del Crocifisso sparso per nostro amore. Per comprendere il valore assoluto di questo principio teologico occorre tenere lo sguardo aperto sul mistero pasquale nella sua totalità. Solo perché è morto per tutti ed è risorto da morte Cristo è in grado di offrire a tutti la possibilità di essere nuovi passando dalla morte alla vita. È quanto avviene nel battesimo. Divenendo membra del Corpo Mistico, siamo partecipi del Corpo Risorto del Cristo. Rendendoci membra del suo corpo, Cristo ci rende ontologicamente impossibile dividerci. Egli ha ucciso in sé l’inimicizia. Com’è possibile essere nemici se si è parte dello stesso corpo? Se si trattasse di un corpo in senso figurato – società, gruppo, famiglia – conflitti e divisioni sarebbero possibili, come sempre avviene. Ma in un corpo fisico la scissione è impensabile, perché esso è biologicamente solidale. L’unità del corpo mistico è molto più profonda che nel corpo fisico. Questo principio dottrinale proietta luce di speranza e di consolazione sulla vita concreta del cristiano, specie nella spiritualità passionista. Ci sentiamo umiliati dalle esperienze di conflitti che ci coinvolgono come cristiani e dalle divisioni che lacerano la società odierna. Denominazioni cristiane sono in contrasto tra loro sull’interpretazione della parola e dell’opera salvifica di Cristo. Molti cristiani sono in disaccordo sul modo di vivere la fede. Diversi battezzati credono di poter conciliare la sequela di Cristo con appartenenze contraddittorie. Famiglie nascono nel sacramento che unisce in Cristo ma poi si sfasciano nel divorzio e nell’infedeltà. Per non dire della frammentazione dei rapporti che strazia la comunità internazionale, specie in certe aree geografiche, perfino con motivazioni religiose. Guardando il Crocifisso possiamo sempre dire: in lui restiamo uniti. Possiamo non capirci e persino rifiutarci, ma il Crocifisso ci tiene uniti in sé. Noi dividiamo, separiamo, strappiamo l’unità, ma il Crocifisso ha già ricomposto nel suo sangue questi frammenti, e in lui resta sempre la possibilità di ricostruire l’unità. Per i battezzati questo è certo perché il sangue del Crocifisso purifica e santifica il corpo mistico. Per l’umanità in genere è certo in potenza e nella speranza. Gabriele Cingolani cp




Amici di Gesù Crocifisso Il vescovo dalle mani bucate

Mons. Eugenio R. Faggiano

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ugenio Raffaele viene alla luce a Salice Sacroce carica di spine pungenti con l’intenzione di conlentino (LE) il 28 gennaio 1877 da Donato tinuare in mezzo a voi una vita di sacrificio e di apostoe Concetta Leuzzi. Ha la fortuna di nascere lato con una dedizione completa per il vostro bene”. in una famiglia di fede e di preghiera. Nel 1892, lui ha La diocesi che ha sofferto per il lungo semiabbanquindici anni, arrivano in paese i missionari Passionisti dono, riprende vita. Riapre subito il seminario chiuso e ne rimane attratto; vuole farsi anche lui passionista. I da otto anni. Apre anche un seminario estivo. Mons. familiari rimangono sorpresi ed increduli, ma lui è deFaggiano viene subito apprezzato e stimato sia dal cleciso. Si rimette a studiare, consegue la licenza media ro che dal popolo e per le sue iniziative riceve appreznecessaria per essere ammessi al noviziato e nel nozamento anche dal Papa. Chiama i missionari per rivembre del 1893 parte per Paliano (Frosinone). Veste svegliare e sostenere la fede di l’abito il 20 dello stesso mese ed “quelle popolazioni tanto buone emette la professione religiosa il ma poco coltivate”. È un vesco21-11-1894. vo di stile, diremmo oggi, postÈ costretto poi ad interrompeconciliare. Si sposta con i mezzi re gli studi per due anni (1898 pubblici o a dorso di mulo quan– 1900) e a vivere fuori dal condo è necessario. Nel 1938 inizia vento per il servizio militare, la visita pastorale che lo porterà dando prova di essere un gioin tutte le parrocchie della diovane “pio, modesto, edificante, cesi. Incontra tutti, ascolta tutti ammirato dai compagni e dai super conoscere le concrete necesperiori”. Rientrato in convento, sità della sua chiesa. continua gli studi e viene ordinaSegue i sacerdoti con paterto sacerdote il 31-05-1903. no e vigile amore esortando ed È vicemaestro dei novizi dal ammonendo. È umile e povero. 1903 al 1906; poi sta due anni a Tutto quello che ha è per i poveRoma per un corso di perfezionari e i bisognosi, sacerdoti o femento; dal 1908 al 1914 è diretdeli che siano; lo chiamano “il tore degli studenti. Con lo scopvescovo dalle mani bucate”. Ripio della prima guerra mondiale porta a Cariati gli uffici della Cuviene richiamato come cappelria che i precedenti amministralano militare negli ospedali del tori apostolici avevano trasferito E. Faggiano: Vescovo dalle mani bucate presidio di Brindisi dove “si pronelle proprie sedi. Nel 1953, nel diga con abnegazione all’assi50° del suo sacerdozio, i festegstenza religiosa dei malati, dei feriti e dei moribondi”. giamenti durano un’intera settimana. Nell’occasione il Rientrato in convento viene eletto superiore provinciavescovo riceve una lettera autografa di Pio XII che lo le nel 1925 e, suo malgrado, è confermato nel capitolo elogia e si congratula con lui per quanto ha fatto; viene successivo. In questo incarico si mostra molto attivo insignito del titolo di assistente al soglio pontificio e ed oculato. Collabora ad un mensile religioso con arriceve dal comune di Cariati la cittadinanza onoraria e ticoli sulla Madonna e sulla coltivazione dei fiori. Nel una medaglia d’oro. 1931 viene eletto all’unanimità maestro dei novizi e Il rettore del seminario attesta: “Tutto il clero ammisi trasferisce a Laurignano (Cosenza). Quarantaquattro ra il proprio vescovo per lo zelo e le virtù e ne ricononovizi si avvarranno della sua guida illuminata. Uno sce le opere; le riconoscono anche i buoni che lo venedi loro dirà: “bastava guardarlo per sentirsi spronato rano per l’austerità di vita e lo spirito di sacrificio”. È a camminare con fervore di spirito”. Gli uomini stanormai quasi ottantenne e lascia la diocesi rimpianto da no fermi ma le notizie girano e giungono alle orecchie tutti. Si ritira a Manduria, lontano dai problemi e daldelle alte cariche ecclesiastiche. C’è una necessità ed le difficoltà del governo di una diocesi, per prepararsi, Eugenio Raffaele sembra l’uomo giusto a risolverla. Il “nella quiete e nella solitudine al grande passaggio”. venerdì santo del 1925 il vescovo di Cariati (Cosenza) Per questo momento chiede che venga accesa la canmons. Giuseppantonio Maria Caruso è oggetto di un dela portata da Roma come ricordo della proclamazioattentato durante la processione del Cristo morto; lane del dogma dell’Assunta. Sarà la Madonna, di cui è scia la diocesi per tornare al paese natale. Dopo vari stato sempre devoto, a confortarlo negli ultimi giorni amministratori, il 26 novembre 1935 Eugenio Raffaele della sua vita. Muore all’alba del 2 maggio del 1960. riceve dal Vaticano la designazione a vescovo di CariaLe sue spoglie riposano nel cimitero della Madonna ti. Fa di tutto per sfuggire all’incarico, ma a Roma sand’Itria a Cirò Marina. Si è iniziato il processo di canono che è persona prudente e illuminata, umile e aperta nizzazione. al dialogo e Pio XI non accetta la rinuncia e il 15 feb(Cfr. Pierluigi Di Eugenio: “Sotto la Croce appasbraio 1936 riceve la nomina pontificia e 19 aprile viene sionatamente”) consacrato vescovo a Manduria (TA). Nella sua prima lettera pastorale confessa: “ho accettato il non lieve peso dell’episcopato, mi sono addossato la pesante Francesco Valori


Amici di Gesù Crocifisso

La filantropia cristiana come “buona educazione” Gesù modello di delicatezza e amore

misericordia ogni persona, anche chi lo faceva soffrire. Da qui, secondo san Paolo della Croce, deve scaturire amabilità e gentilezza in ogni persona verso ogni altra persona. Guardare e trattare tutti con la filantropia divina diventa pazienza, comprensione, cortesia nel linguaggio, prontezza nell’ascolto ed aiuto in tutto quello che è possibile, apprezzando, incoraggiando e pregando.

Chi fa vera memoria di Gesù Crocifisso, che non ha risposto agli oltraggi con maledizioni o vendetta, deve manifestare sempre nella vita benevolenza e pazienza. Nella spiritualità di S. Paolo della Croce la “buona educazione”, nella vita comunitaria, nella famiglia e nel luogo del lavoro, deve essere un atteggiamento che comporta la pratica di molte virtù che sono frutto del ricordo della filantropia divina che apparve con gli uoLa buona educazione rende mini nella vita e passione di Gesù Cristo, che fu con tutti sempre “mite e umile di cuore” ( Mt, 11,29). graditi al Signore Paolo meditava molto la prima lettera di Pietro che e amabili alle persone. tra l’altro dice: “Amatevi intensamente di vero cuoPaolo raccomanda continuamente ai religiosi e ai re, gli uni gli altri”(1Pt 1,22). S. Pietro usa l’imperalaici da lui diretti, “la buona educazione”, come virtù tivo, dà un comando ai cristiani: “amatevi…”, e ne umana e cristiana. Questo atteggiamento doveva aiutadà la ragione: “siete stati rigenerati per mezzo della re a evitare qualunque cosa potesse essere meno graparola di Dio viva ed eterna”. Siete rifatti creature dita al prossimo. In questo, il santo scende a particonuove mediante i sacramenti del battesimo, cresima ed larità che possono sembrare minuzie, ma sono segni eucaristia che sono frutto della passione che Gesù ha non solo di buona educazione ma anche di vera santità sofferto in obbedienza al Padre celeste e per amore dee delicatezza cristiana, come essere attenti nel tossire, gli uomini. nello sputare per non creare disturbo agli altri; esseIl cristiano, se vuole essere coerente con la sua dire attenti quando si smorzano i lumi per evitare che il gnità di figlio adottivo lume faccia fumo che di Dio, deve assumere reca disturbo. In modo le caratteristiche della particolare vuole che filantropia di Dio (cf il responsabile di una Tit 3,4) come si è rivecomunità o di una falata nella vita di Gesù: miglia sappia essere benevolenza, mitezza, affabile con tutti, saplonganimità, pace (cf pia ascoltare con paGal 5,22-23); deve cerzienza, sappia comcare di piacere al prosprendere, incoraggiasimo, come Cristo che re e dare risposte adenon cercò di piacere a guate e non con animo sé stesso, ma sopportò alterato. con pazienza e mitezA Teresa Palazzi, za gli oltraggi dei suoi che si trovò ad avere P. Luciano parla agli Amici a S. Gabriele: 20-5-07 oltraggiatori e fu accopiù responsabilità e gliente verso tutti (cf lavoro in famiglia alla morte del babbo, non si stanca Rm 15,2-3.7). di raccomandare “di conservare il cuore tranquillo, e S. Pietro raccomanda varie sfumature della filantroraccolto in Dio, così avrete più occasione di esercitare pia autentica vissuta ed insegnata da Gesù: “Siate tutle sante virtù, massime la pazienza, la mansuetudine, ti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli la carità, l’umiltà del cuore ed il silenzio” (Let. ai laici, altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, 676). E ancora: “Continuate a tenere il cuore tranquilumili; non rendete male per male, né ingiuria per lo e rivolto al cielo e fuggite la fretta e l’ansietà, così ingiuria, ma al contrario rispondete benedicendo”. avrete la vera pace” (Let.ai laici, 677). “Quando vi senLa ragione di questo atteggiamento è l’imitazione di tite turbata e mossa all’impazienza, è tempo di tacere Cristo: “oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e e serrare la lingua fra i denti, per non lamentarsi, né soffrendo non minacciava vendetta” (1Pt 2,21-23; risentirsi, né giustificarsi” (Lett.ai laici,679). 3,8-9). Questa virtuosa e “buona educazione” porta il granPaolo della Croce contemplando assiduamente Gesù de dono della pace del cuore a chi la vive e aiuta gli nelle sue relazioni con i paesani, con i discepoli, con il altri a mantenersi nella pace o a ricuperarla. La “buona popolo, a Nazaret, nella vita pubblica e nella sua paseducazione” rende la vita familiare più serena e aiuta sione, imparò non solo ad essere umile, paziente, ma tutti a sostenersi reciprocamente per vivere felici nel ad avere un animo benevolo, un animo pieno di amore Signore, come Paolo augurava ai religiosi e ai laici da sviscerato come quello di Dio Padre che ci ha donalui diretti. to Gesù e come quello di Gesù che non ha risparmiaP. Fabiano Giorgini CP to nulla per il nostro bene, trattando con benignità e




Amici di Gesù Crocifisso

LA FAMIGLIA OGGI E LE SUE CRISI I - Introduzione



Un ultimo elemento di crisi, ultimo ma non meno importante, va visto nel declino della fede nelle copSe si apre qualsiasi dizionario della lingua italiana, pie: ad essa a volte viene riservato un posto molto mare si cerca la parola famiglia, si legge di solito che è ginale nella vita a due, senza quindi avere una vita di quel nucleo di persone costituito da genitori e figli, che fede vissuta insieme (a volte capita che uno solo dei vivono insieme. Se però ci guardiamo attorno, ci acconiugi si ponga il problema delle religione), senza corgiamo che la famiglia è cambiata rispetto agli anni avere un momento di preghiera in famiglia; ma altre passati. volte la religione e la fede non hanno proprio alcun poSenz’altro possiamo affermare che essa ha subito, sto nella vita familiare. nel secolo che si è concluso, delle molteplici trasforMa, la famiglia, comunque, riveste un’importanza mazioni. Dalla famiglia patriarcale, in cui nella stesfondamentale per il costituirsi della società. Senza di sa casa vivevano insieme più generazioni (nonni, figli, essa, non può esserci neppure la società stessa. nipoti, nuore, ecc…) si è passati a quella nucleare, in Abbiamo detto di questo intreccio: ci sono anche sicui ci sono solo i genitori ed i figli.Ma le trasformaziotuazioni familiari che danno modo di sperare ad una ni non sono avvenute solo a livello dei diversi modi soluzione diversa del problema della famiglia oggi. di aggregarsi, bensì anche a livello interno. Ad essere Anche se, a livello di modello sociale, si evidenzia una cambiati sono, soprattutto, i rapporti reciproci fra i vari vita di coppia diversa dal passato, ci sono sempre colomembri ed il modo di “stare insieme”. ro che continuano a scegliere di sposarsi e di celebrare Quella che una volta veniva considerata come la “fail proprio matrimonio in chiesa. miglia legale”, cioè quella E’ vero pure che, a volte, si regolarmente costituitasi alcelebra il matrimonio religiomeno con un atto civile, non so non perfettamente cosciensi presenta più come un moti di ciò che si sta facendo, ma dello a livello sociale. Infatti è anche vero che ci sono sposi abbiamo coppie non sposate, che credono in questo sacrache vivono sotto lo stesso tetmento e si sforzano di viverto, anche con figli; coppie che lo come tale. La speranza può si sono separate e poi rispoessere letta proprio in queste sate e quindi hanno costituito coppie che scelgono il sacraun nuovo nucleo familiare del mento e si sforzano di viverlo quale, spesso, fanno parte anin maniera coerente alla loro che i figli del precedente mafede. Tali coppie diventano trimonio ecc… da “traino” per altre, col loro La famiglia sta attraveresempio e con la loro testimosando un periodo in cui si nianza. intrecciano crisi e speranze. Un fattore importante, che Per quanto riguarda le crisi, non bisogna trascurare, è che innanzitutto abbiamo quella per formare una famiglia c’è della vita, si vive nella conbisogno di maturità e di contraddizione o di paura del sapevolezza di ciò che si comettere al mondo un figlio, stituisce. Il matrimonio non oppure di volerlo a tutti i codeve essere una scelta qualsti, anche ricorrendo alla prosiasi, fatta per comodità o creazione medicalmente assiperché così fanno tanti. Il mastita; nello stesso tempo c’è trimonio è una vocazione e, anche il rifiuto totale di una solo se vissuto come tale, dà gravidanza ed il ricorso alluogo ad una famiglia che è l’aborto. La vita che dovrebpiù solida e cosciente del ruoMario e Simona felici con 5 bellissimi fiori be essere accolta ed amata, lo che occupa e del compito in quella “culla” che le è proenorme che ha da svolgere. E’ significativo ricordare pria, come la famiglia, viene invece proprio da essa in un’affermazione della Carta dei diritti della Famiglia, un certo senso rinnegata. un documento della Santa Sede, che dice che “Gli spoAltra crisi possiamo riscontrarla nell’amore, che non si, nella naturale complementarietà che esiste tra uomo viene più vissuto come un sentimento nel quale c’è il e donna, godono della stessa dignità e di eguali diritti a dono ed il rispetto reciproco ma, spesso, come qualcoriguardo del matrimonio” (art. 3c). sa di materiale: come una semplice ricerca di piacere Uomo e donna, messi sullo stesso piano, con l’idenpersonale ed egoistico. Ciò genera una profonda incritica dignità di persona umana, costituiscono, col manatura nel rapporto di coppia, perché viene meno quel trimonio, la prima cellula della società ma anche una fattore unitivo e oblativo che invece è fondamentale piccola chiesa domestica, nella quale i figli potranno per l’unione della coppia stessa.


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imparare ad amare ed a vivere, in modo pieno, nella bene dell’altro. Non è facile Amare, ma non società. è impossibile. Uomo e donna, sullo stesso piano della dignità umaL’amore trasforma la persona, le fa iniziare una vita na, e del rispetto reciproco, possono guardare al matridiversa, nuova e più piena. Con questo sentimento monio come ad un progetto fatto insieme, loro due col sembra di rinascere, ci si rende conto di esistere realSignore, e del quale non si mente. Potremmo dire che può fare a meno per affronl’uomo si riscopre proprio tare la vita futura in modo nell’amore. Amore che non cosciente e responsabile. è solo sensibilità, o solo passione, bensì è, e deve esMa tutto ciò può avvenisere sempre più, volontà di re solo se si parte dal consibene. Deve diventare dono derare il matrimonio quale all’altro, fatto con dediziochiamata vocazionale, perne e responsabilità. ché solo così realmente la coppia sente di essere coinOra, se proviamo a trasfevolta in un cammino insierire tutto questo, nel rapporme a Cristo. to di una coppia, cosa succede? Innanzitutto il dono La famiglia, quale “chiedi sé, per l’altro, diventa sa domestica”, è chiamata in modo esclusivo e pieno. a prendere parte attiva sia Sappiamo bene come la paalla vita della Chiesa che rola Amore non abbia un sialla vita della società: è ingnificato univoco, ma ora, dispensabile il suo contriciò che interessa, è parlarne buto in tutti e due gli amnell’ambito del rapporto di biti. coppia. Proprio come “chiesa doL’amore fra i coniugi domestica”, la famiglia, come vrebbe essere la manifeci ricorda il Direttorio di stazione più completa delPastorale Familiare, essenl’amore umano: un farsi do inserita nello stesso midono ed un donarsi contistero della Chiesa, è chianuo, momento dopo momata a prendere parte attiLuigi e Mina, ringraziano il Signore per i 10 anni di matrimento, senza rinunciare monio, i tre bellissimi fiori e il quarto in arrivo. va alla sua missione, nelle all’essere per l’altro. E’ un modalità che le sono prodonare e donarsi reciproco, senza pretendere nulla in prie (cfr.n.135). Tutto ciò avviene sempre in virtù delle cambio; è volere che l’altro sia felice. L’uomo e la dongrazie che le scaturiscono dallo stesso sacramento. I na, si completano in questo modo. E rafforzano il loro coniugi cristiani, quindi, allo stesso modo come ricerapporto. vono l’amore di Gesù, così devono trasmetterlo agli altri, diventando così non solo una “comunità salvata” Nel donarsi reciprocamente, l’uomo e la donna non ma anche “salvante” (cfr. Familiaris Consortio, 49). perdono la loro personalità, il loro essere se stessi, ma si completano diventando “una sola carne”, e non solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico ed affet1 - Primo elemento di crisi: tivo. Spesso si considera l’unione sessuale quale punto l’amore di partenza dell’amore, mentre essa è l’apice di questo grande sentimento, ne è il momento culminante e rafBisognerebbe partire dal concetto di amore che oggi forzativo. si ha e vedere poi quale realmente sia il significato di questa parola, che viene tanto usata, a volte in modo Parlare di amore sponsale vuol dire parlare di un improprio, ma della quale, non sempre, ne viene visamore “particolare”, nel quale, mentre ci si dona all’alsuto il profondo valore. Il significato di questo termitro, si riceve dall’altro, ed il proprio “io” si trasforma ne, bellissimo, viene spesso identificato con sessualiin un “noi”, senza però perdere le sue caratteristiche. tà, con qualcosa di materiale: basta dare un’occhiata a Potrebbe apparire forse strano, o contraddittorio, ma certi tipi di riviste e prestare attenzione ai tanti “mesè ciò che accade nell’amore fra i coniugi, per questo saggi” che circolano fra le persone. è un rapporto “speciale” rispetto alle altre manifestazioni di questo sentimento. Il diventare un “noi” non L’amore, quello vero, quello con la “A” maiuscotoglie nulla al proprio “io” di ciascuno dei due, ma lo la, viene troppo spesso dimenticato, non considerato arricchisce delle proprie caratteristiche e potenzialità. se non per dire solo che è “superato”. Amare signifi(continua) (Da: www.bioeticaefamiglia.it) ca volere ciò che è bene per l’altra persona, cercare di comprendere, accogliere, aiutare l’altro. Amare è andare… contro la stessa nostra volontà, a volte, per il Dott.ssa Adele Caramico Stenta




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ROMILDE

Una giovane di 99 anni piena di vita!

Il

12 giugno 2007, all’età di 99 anni, è volata al cielo Pantalei Romilde, membro dell’Istituto secolare Mater Misericordiae di Macerata. Aveva stampato da tempo il ricordino della sua morte, bisognava aggiungere solo la data. Aveva scritto: “Accetta, Padre Santo, questa indegna tua serva, che dopo essersi offerta a Te ogni giorno sull’altare del Sacrificio di Gesù per le mani di Maria Santissima, si presenta oggi al cospetto della tua divina Maestà portata per mano dall’Angelo tuo Santo. O Dio, fa che quanti rimangono sulla terra siano ricolmi di celeste benedizione e grazia per lo stesso Cristo nostro Signore. Così sia!”. Dal 1993, quando aveva partecipato a un corso di Esercizi spirituali degli Amici presso la Madonna della Stella PG, era rimasta molto legata al nostro cammino. Per una decina di anni ci ha fatto continuamente dono delle sue riflessioni e testimonianze, pubblicate spesso sulla nostra rivista, a volte anonime, a volte con il suo nome. Abbiamo un ricco materiale, in cui Romilde, con linguaggio semplice e profondo, si mostra grande apostolo dell’amore di Dio. Per ricordarla con gratitudine agli Amici scelgo alcuni pensieri dalle ultime lettere ricevute da lei, quando aveva 97 anni, ma ancora piena di lucidità e di vita! P. Alberto C.P.

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Il Signore stesso ci ha condotto per la “sua via”. Per vivere santamente, abbiamo sentito la necessità di aiutare gli altri a santificarci nelle varie circostanze della vita e nell’apostolato, per essere “testimoni” di quell’amore che Lui ha acceso nel nostro cuore! Spesso mi domando: “Signore, come vuoi che io ti ami?” Poi mi sono chiesto se potrò essere in grado di conoscere a fondo “quale amore Lui vuole da me” e mi sono trovata a chiedergli di “amarlo come Lui vuole che io lo ami”. Nell’amore di Dio non c’è misura, perché la misura è personale! La mia lunga vita serve a scoprire “il perché e il come io debbo amare”! Senza mettere limiti alla volontà di Dio, è “giorno dopo giorno, passo dopo passo, per tutto il tempo da Lui stabilito”, ricominciando sempre da capo! Il traffico dei talenti lo dobbiamo fare in tanti modi diversi, purché lo si faccia per renderne conto a Dio. Siamo stati creati per la sua gloria e questa deve essere la prime cosa da fare per dimostrare di essere stata fatta a sua immagine e somiglianza e che tutti possano vedere Lui in noi. La nostra vita è divina: essere per poter dare! Perché creandoci Dio ci ha comandato di essere santi? Perché sapeva di poter contare su di noi! Lo Spirito Santo che è in noi, opera la nostra santificazione. Non ostacoliamo la sua attività! Gettiamo in Lui tutta la nostra miseria umana e accettiamo tutto con profonda riconoscenza! Ravviviamo tutto quello che è in noi! Nella Quaresima abbiamo cercato di avviarci alla santa Pasqua, per cantare l’Alleluia con gli Angeli e i santi del cielo. Continui a fare di me l’offerta al Signore ed io continuerò a pregare e corrispondere all’amore che il Signore vuole da me.

“Lode e gloria al Signore che ci ama”. Macerata 6-2-2005 Carissimo padre Alberto, questa lettera arriva dopo avere ricevuto il suo scritto. Sono contenta che le copie del mio libretto, “A TE CHE SOFFRI”, siano arrivate regolarmente: spero che lo scritto abbia fatto del bene a coloro che lo hanno ricevuto. Usandolo, Macerata: 8-2-05 mi ricorda il momento in cui l’ho Carissimo Padre, ho ricevuto il scritto, perché le parole mi uscivasuo scritto graditissimo. Andare a no dal cuore. La preoccupazione letto spossati è una gran bella cosa, è stata di non spendere molto per perché gli abbiamo dato tutto di noi! la stampa, perché le copie sono Ero giovane quando dovevo sostenestate diffuse gratuitamente. Don re la famiglia con il mio lavoro ed Giovanni vorrebbe fare stampauna sera ero andata a letto più tardi re un libretto con tanti miei pendel solito e mi ero distesa così spossieri, ma forse uscirà solo dopo la sata che mi sembrava di dover morimia morte. Se può fare del bene, re. Mi è venuta accanto la Madonna non mi oppongo. Lei ha avuto le ed io l’ho pregata di portarmi con sé. mie confidenze fin dal principio, Romilde una giovane di 99 anni Ella mi ha guardato con tanta teneperché è stato il primo depositario rezza e mi ha detto: “E alla tua famidel lavorio della grazia nella mia anima e continuo a glia chi penserà?”. Questo suo interrogativo mi ricorfarlo con tutta li­bertà: anche le due parole che mi scridò la promessa fatta a mia madre che avrei pensato io ve, come può, mi fanno tanto bene e il pensiero di esalle necessità future della famiglia, dopo il fallimento sere presente nella sua preghiera mi fa sentire unita a del nostro negozio. La Madonna si trattenne un po’ con lei sull’altare. Questa unione spirituale mi offre la posme fino a quando potei prendere sonno, per ritemprare sibilità di vivere meglio la mia vocazione. le forze per il giorno dopo. Sperai tanto che la MadonIl comando del Signore: “Siate santi, perché io na mi avrebbe provveduto un lavoro e così è stato! Fui sono Santo” ci è arrivato al cuore appena nati; poi, provata poi da una grave malattia e il mio martirio durò con l’aiuto della Grazia, abbiamo fatto un cammino. ancora per 15 anni, tempo necessario perché ì fratelli


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fossero in grado di lavorare. Di quella malattia non ne vale a un amore che è divino. Negli esercizi, ho più sofferto. Anche se altre volte ho avuto a che fare Gesù mi aveva fatto capire che dovevo ricomincon sorella morte, non era giunta la mia ora fino ai miei ciare da capo in novità di vita. Rifornita di tanto amore 97 anni attuali e non mi sono mai arresa. Anche adesso e fede, mi sento forte e spero di essere sempre vittovado a letto stanca, ma non da morire. Nelle sue mani riosa e fedele, con la sua misericordia. Ricordo il bene si sta sempre bene e si realizza la nostra Messa. ricevuto e tutta la gioia della mia anima nell’aderire al suo amore. Il dolore non mi spaventa, anzi mi attacco La nostra età ci condiziona abbastanza perché ci riad esso per riparare e ripetere la mia offerta continua. chiede più tempo nel dover fare le solite cose, ma è Anche se con tanta fatica, debbo essere serena, anche bello poter dire al Signore di completare Lui quello quando l’inferno sembra scatenarsi contro di me. Gesù che noi non abbiamo potuto fare. Crocifisso conAccettare la tinui ad attirarcollaborazio­ne mi a sé e a fare degli altri ridi me quelchiede un granlo che vuole. de sforzo, ma è Partecipo spinecessario, per ritualmente al arrivare agli alministero dei tri che vengono sacerdoti che si dopo di noi: faprendono cura ranno un po’ a di me con la modo loro, ma preghiera e il faranno sempre sacrificio, unil’opera di Dio! to al sacrificio Come è beldell’altare, con lo pensare che Lui e per Lui. Dio si china su Quando vi pendi noi con tutso di notte, con to il suo amore, i pericoli della giorno e notte, strada, mi sento per comunicardi essere un anFesta intorno a Romilde, nel 2003, 70° di professione dei voti ci e infonderci gelo protettore la sua vita divina, per trasformarci in creature deifiaccanto a voi, che andate alla ricerca della pecorella cate, che lo riflettono dovunque e in tanti modi! Se ci smarrita. Non sono in ozio, ma nelle mani di Dio, per fosse dato di conoscere il nostro nulla e la potenza di continuare la mia missione sulla terra. Dio che agisce in noi, ci troveremmo a vivere nella Macerata 17-10 2004 giustizia e nella verità volute pienamente da Dio. Tutto I miei Esercizi sono andati benino, perché nonostanquesto lo si può compiere solo raggiungendo il massite il poco silenzio dell’ambiente, ho trovato tempo per mo di un amore seriamente corrisposto. Io nel silenzio isolarmi e riflettere su quanto mi ero proposto. C’è staposso solo pregare perché possiamo raggiungere queto un colloquio tra me e il Signore. Alla mia domanda: sto e così la nostra santità diventi anche santificazione “Perché mi hai amato tanto?”, Egli mi ha risposto: degli altri, come Dio vuole! Abbia pazienza nel legger“Perché tu mi potessi amare con lo stesso amore”. mi, perché ho voluto far entrare tutto in questo piccolo E poi: “Perché mi hai fatto incontrare la sofferenspazio di carta. Il I9 compirò i miei 97 anni e il 23 è za tanto presto?”. Ecco la risposta: “Affinché ti all’anniversario del mio Battesimo, che festeggerò con lenassi a portare la tua croce e insegnassi agli altri le sorelle e nella S. Messa. a valorizzare la sofferenza”. Il Signore negli incontri Macerata: 10- 01- 2005 in cappella ci ha richiesto più tempo da dedicare a Lui Carissimo Padre, le feste natalizie sono passate. A e di stare poi di più insieme alle sorelle, di imparare Gesù è piaciuto tenermi sulla croce, cioè di farmi ria chinare il campo senza parlare, in certi avvenimenti posare con Lui sulla croce. Ho capito che è bello moindesiderati. Lui d’ora in poi non sarà solo il mio prerire con Lui. Sono arrivata a 97 anni e non conto più sente, ma anche il mio “fotografo”; questo mi ha molgli anni, se non che sto per arrivare a 100. La mia vita to scosso. Gesù mi vuol dire molte cose per la mia vita sarà lunga fino a quando non avrò terminato il disegno interiore, affinché la mia anima possa sentirsi amata di di Dio su di me. Arriverà il tempo in cui non potrò più un amore noto a Lui, che vuol farne una foto da farmi scrivere, ma ora la carta e la macchina da scrivere anammirare un giorno!... Il mio cammino ricomincia sotcora obbediscono ai miei battiti, come quelli del cuore. to una luce nuova, senza pensare alla mia età, perché Senza scherzare, a ogni battito corrisponde un atto di non è mai troppo tardi; il suo disegno va compiuto coamore! Le prove hanno tentato di gettarmi a terra, ma munque. non ce l’hanno fatta. Chi è rialzata da Lui è sempre più Pantalei Romilde forte. Se la misura dell’amore resta senza misura, equi-

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LETTERE AL DIRETTORE 1. Amici Aggregati “Caro P. Alberto, con immensa gioia voglio dirti che stasera, tornando da lavoro, ho trovato il pacchetto con il tuo libro e le stupende immaginette di Gesù con la Promessa di Amore. Sono molto felice di essere stato accolto tra gli Amici di Gesù Crocifisso e aggregato ala Fraternità di Morrovalle. Ancora una volta Gesù mi ha voluto fare un dono di amore facendomi scoprire la vostra Famiglia Passionista. Adesso che ho ricevuto il libro “Voi siete miei Amici” e il programma annuale di formazione, come mi devo comportare da lontano per essere unito alla fraternità, quando ha le sue riunioni? Carmelo di Paderno Dugnano MI”.

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tano lo stesso cammino di fede, per quanto è possibile, seguendo il programma annuale del movimento, che viene pubblicato ogni anno nella rivista di dicembre o di gennaio.

2. Programma formativo 2008.

“Carissimo Padre, so che il 29 settembre ci sarà la riunione del Consiglio Nazionale, che, come primo impegno, dovrà stabilire il programma formativo degli Amici per il 2008. Stimo ottimo il programma che abbiamo portato avanti negli ultimi 4 anni: Conoscere, amare, seguire, testimoniare Gesù. Sono molto interessata a conoscere verso quale programma ci si orienta per il prossimo anno. Il cammino formativo di un movimento non può certamente essere improvvisato, o scelto a caso. Carissimo CarmeDeve tenere conto lo, mi auguro che il del cammino che fa mio libro ti sia utile. la Chiesa che è in Fu scritto per essere Italia e il cammiusato negli incontri no della Famiglia dei gruppi, ma anPassionista, ma che per la preghieanche della situara e meditazione zione reale del nopersonale. Lo scostro movimento. In po del libro è quelquesti giorni, rileglo di aiutare i fedeli gendo il nostro Staa meditare la parola tuto, mi ha colpito di Dio e non acconmolto l’importante tentarsi solo delcapitolo III sulla le preghiere voca“Formazione Spili. Gli Amici hanno rituale”. Penso che ordinariamente due conosciamo poco il incontri al mese, Piccoli Amici al ritiro delle famiglie a S. Gabriele nostro Statuto. Non più una giornata di sarebbe bene di ritiro mensile. In ogni incontro ordinariamente iniziascegliere per alcuni anni come programma formativo mo con un canto, invocazione dello Spirito Santo, indi spiegare e approfondire concretamente il capitolo vocazione della Madonna (per es. una posta di Rosadella “Formazione spirituale” degli Amici? ”. rio), Promessa di amore a Gesù Crocifisso. Maria Poi, nel primo incontro mensile, si legge dal libro “Voi siete miei Amici” la meditazione stabilita nel programma annuale; chi guida aggiunge brevi spiegaCarissima Maria, ti ringrazio per la domanda molto zioni e suggerimenti. Segue un tempo di silenzio e ripertinente che mi fai e per le indicazioni che suggeflessione personale. Segue poi la condivisione: ognurisci. Prima delle vacanze estive, avevo ricordato ad no, secondo le proprie possibilità, manifesta con parole alcuni responsabili il prossimo impegno di scegliere semplici e brevi, che cosa gli suggerisce la parola letta il programma formativo degli Amici per il 2008, da e meditata e lo fa come testimonianza rivolta ai fratelfare nel Consiglio Nazionale del 29-09-07. Notavo li, o come preghiera rivolta al Signore. Questa condiche una scelta così importante non può improvvisarsi visione occupa la maggior parte del tempo. Si termina nel Consiglio Nazionale, ma è indispensabile andare prendendo un impegno comunitario, si prega per intena questo appuntamento preparati alla scelta. Chiedezioni particolari, si ringrazia il Signore, si danno avvisi vo anche delle indicazioni e suggerimenti concreti prie notizie, si comunicano eventuali nuove iniziative. ma del Consiglio. Rinnovo questa domanda a tutti gli Amici, che hanno a cuore un cammino serio del nostro Nel secondo incontro si approfondisce il tema del movimento: mandateci presto, per lettera o per e-mail, mese, come esposto nelle prime due pagine della ridei suggerimenti concreti per la scelta del programma vista; oppure un altro argomento formativo preso dalformativo, meglio ancora se il programma riguarderà la rivista, o scelto da chi guida, secondo le esigenze non solo un anno, ma sarà a lungo raggio. Ringrazio della Fraternità. Gli Amici che vivono in luoghi dove anticipatamente tutti coloro che risponderanno a quenon vi sono gruppi degli Amici e sono aggregati a una sto appello. Fraternità, cercano di mettersi in preghiera nei giorni e nell’ora degli incontri della Fraternità, per fare da lonP. Alberto Pierangioli


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TESTIMONIANZE Consacrazione in preparazione al matrimonio

ragazza che conosco l’ha vista e mi ha chiesto chi era quel santo; gliel’ho regalata e le ho spiegato in breve la vita di S. Gabriele e lei l’ha messa insieme a quella della Promessa d’Amore che le avevo dato tempo fa. C’è tanto bisogno di Dio e dei suoi santi! Il desiderio buono penso esista in ogni persona, poi dipende dalla risposta di ognuno, ma c’è bisogno di Dio e di ciò che ci conduce al paradiso. Con Marco mio marito tutte le sere leggiamo qualche punto della Passione dal libro “Voi siete miei amici”. Amiamo tanto questo libro. “É meraviglioso”, dice Marco, come è meravigliosa la Passione di Gesù, come dice san Paolo della Croce..

Paterno Dugnano MI. Carissimo padre, innanzitutto volevo dirvi che siete sempre nei miei pensieri, ogni giorno faccio la mia Promessa d’amore a Gesù crocifisso e sento nascere dentro me, anche se fra tante paure, il desiderio di prendere ogni giorno anch’io la mia croce, bramare di imitare nostro Signore Gesù Cristo per vivere con lui la passione e le sofferenze che subì per noi. Leggendo il tuo libro, mi è piaciuta tantissimo la frase che hai scritto a pagina 257: “Gesù deve rivivere ogni giorno in noi; dobbiamo dare a Gesù Antonella Amici in ascolto nel grande ritiro del 20 maggio a S. Gabriele la possibilità di poter ancora pensare, parlare e agire su questa terra per mezzo nostro”. Queste tue parole mi hanno gonfiato il cuore di gioia da farmi Piccoli commossi davanti a Gesù emozionare al pensiero di poter essere un giorno un Carissimo padre, da tanto tempo dovevo scriverti per suo umile e saggio testimone; nonostante il mio imperaccontarti l’esperienza della “Peregrinatio Crucis”. gno giornaliero di migliorarmi, penso ai miei peccati; a Abbiamo avuto la grazia di ospitare a casa nostra Gesù volte questo mi fa pensare di non essere degno di aspidurante la Settimana Santa. Per noi è stato come aspetrare alla santità in quanto peccatore, ma sento dentro tare l’arrivo di una persona cara, che non vedi da tanto di me la convinzione che se un giorno riuscirò ad avere tempo; come bambini in attesa di meravigliosi doni, ci il coraggio di donarmi completamente anima e corpo a poniamo in attesa di ricevere gli immensi doni spiriDIO, come ha fatto Gesù, tutto sarà possibile. tuali che puntualmente Gesù ci dà, senza risparmiarsi. Mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo invito per il Così Gesù è entrato nella nostra vita caotica, piena di ritiro di agosto; purtroppo, nonostante il grande desiproblemi, ma in quei giorni ci è sembrato di avere una derio, penso che non sarà possibile. Visto che il prossiforza in più, un aiuto più concreto, sentiamo la vera mo anno mi sposo, prima del matrimonio vorrei fare la “Presenza di Dio”, che dovremmo sentire sempre; il mia consacrazione a Gesù Crocifisso. So che è un pasfatto di “vedere il Crocifisso” nella sua maestà, ce lo fa so molto importante, e spero di esserne degno. Tutti i sentire più vicino. giorni chiedo al Signore di aiutarmi a camminare insieC’è stata anche più partecipazione da parte delle fame a lui; ti ringrazio del libricino sulla consacrazione, miglie che invitiamo, forse perché è un appuntamento che sicuramente mi aiuterà a prendere coscienza del che ogni anno si rinnova. Poi quest’anno ho voluto fare vero significato della consacrazione solenne. Come ti una nuova esperienza. Vedendo i miei piccoli molto ho già anticipato, sono molto felice perché l’anno prospresi dalla presenza di Gesù in casa, ho invitato degli simo mi sposerò e insieme alla mia fidanzata consacreamichetti, come Andrea di 3 anni, Martina di 6 anni remo e quindi renderemo indivisibile il nostro amore ecc, per pregare un po’ insieme e poi fare merenda indavanti a Dio, vivendo insieme le gioie e i dolori; ogni sieme. É stato un pomeriggio molto movimentato, ma volta, come già da 15 anni, che riusciamo a superare quei pochi minuti passati nel vedere questi piccoli preinsieme gli ostacoli della vita, ringraziamo il Signore gare sotto la Croce sono stati stupendi! Poi il distacco che ci da la forza di farci amare l’uno con l’altra. è stato quasi doloroso; abbiamo sentito come un vuoto, Carmelo Gagliostro tant’è vero che al posto di Gesù abbiamo lasciato per un po’ i fiori e la statua della Mamma Maria, prima di rimetterla vicino all’ingresso da dove ci guarda tutto l’anno. Mille volte grazie, perché ci dai la possibilità Apostolato spicciolo nella di ricevere queste grandi gioie. Ci sentiamo tanto priSvizzera vilegiati perché facciamo parte di questa grande famiglia passionista! Stamattina tenevo una piccola immagine di S. Gabriele nel sacchetto che porto per andare al lavoro. Una Simona Brugnini

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Signore, grazie perché esisto

Gesù è l’Amico più grande

Caro padre, vorrei manifestarti come ho riscoperto il senso della vita, per grazia e misericordia del Signore Appartengo al movimento degli Amici di Gesù Croche ci attira a sé, anche dalle strade la più lontane, se cifisso. Sento il forte richiamo interiore di approfondinoi lo vogliamo. Con il dono della Fede nulla è imre il significato di essere “amica” del Signore. Gesù è il possibile. La Fede non è una teoria; non ci si può acnostro Amico più grande. Quanto ci ama! Contemplancontentare della fede avuta da bambini. La fede non è do la santa Croce, sento dolore e desiderio di abbracuna devozione, ma è la presenza di una Persona molciare Gesù, chiedendogli perdono. Il silenzio mi aiuto concreta, Gesù, che ta ad avvicinarmi di guida la nostra vita. più a lui, senza parole, Seguire Gesù non è aprendo il cuore, chieuna marcia trionfadendogli solamente le, ma un cammino di amore, per riuscire ad fedeltà da rinnovare amarlo, come lui desiogni giorno. Non siadera essere amato. mo noi i padroni delMaria Mair la nostra vita: possiamo esserne i custodi e gli amministratori, ma non i padroni. La vita Come è bella ha veramente un senso la famiglia se la si basa sull’Amore. É così che la si vive che prega! con gioia, con sereniAncora Amici al Santuario di S. Gabriele il 20-5-07 Carissimo padre, è tà, con forza. Vivendo stata una grande festa, in ogni momento ogni cosa con te, Signore, con l’Euavere il Crocifisso in casa nostra; è stato un continuo caristia, sacramento dell’Amore. Tu sei il nostro punto via vai di gente vicina e lontana. Davvero beata la fafermo, come dice una canzone: “La Stella polare sei miglia che prega! Camminiamo con Dio e con Gesù Tu… Tutto gira intorno a Te, in funzione di Te”. Il Salvatore per valorizzare le sofferenze e la solitudine dono della vita non è uno scherzo, ma un grande dono; delle persone anziane e sole, aiutare i poveri. Come è aiutaci a riscoprirlo. Non tutti hanno capito di avere bella la famiglia che prega, aperta alla vita, che accodentro di sé un Gigante che sei Tu, una Presenza Viva, glie i figli come un dono, una famiglia dove regna la che non si vede, ma c’è; come un bimbo dentro il seno pace e la gioia. Ora non posso fare tante cose che fadella mamma: è silenzioso e non si vede, ma c’è: prima cevo prima, perché ho la sofferenza dentro casa. Non o poi si sente che è presente. Accresci in ognuno di noi posso lasciare mio marito che ha tante sofferenze. Anquesta consapevolezza, questa voglia di vivere con Te, ch’io ho le mie sofferenze. Ma ringrazio il Signore che di non scoraggiarci nei momenti più duri, con situazioha tanto sofferto per noi. ni che sembrano impossibili da affrontare. Tu, Signore, Piancatelli Ada e Gino sei il nostro “senso”. Grazie perché esisto! Mina Morlacco

Non sono mai sola

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Con grande commozione ripenso alla mia terza consacrazione a Gesù Crocifisso. È stata una cerimonia bellissima; ho sentito il Signore vicino a me, come non mai! Lui mi parlava e mi diceva: “Ora sei tutta mia”. La mia salute è precaria. Ma dopo la consacrazione ho offerto a Gesù tutti i miei dolori e mi sono sentita consolare. A quelli che mi chiedono se non ho paura di vivere sola, rispondo: “Io non sono mai sola, perché ho sempre Gesù con me”. Prego il Signore che mandi su di me il suo Spirito Consolatore e mi dia la forza di sopportare tutto per suo amore. Ho fatto a Gesù la promessa solenne di amarlo e farlo amare; anche per questo ho in casa mia un gruppo di preghiera, per pregare e fare pregare e per meditare e mettere in pratica la Parola di Dio. Tarquini Lina.

Ringrazio Gesù per il dono della Famiglia Passionista Carissimo padre, oggi sono più tranquilla. Ascoltando le catechesi. rileggendole e riflettendoci su, mi sono tolta tanti dubbi. Avevo sempre paura di essere nel peccato. Gesù è misericordioso e ringrazio per la fede che mi ha donato, prego di approfondirla sempre più e di riuscire a trasmetterla con la mia vita, con la preghiera continua, camminando, lavorando, accettando il bene e il dolore, non sentendomi sola neanche nel momento della prova più pesante. Penso al sì di Maria e alla sofferenza di Gesù per la nostra salvezza e dico “Lode e gloria a Gesù e Maria”. Ringrazio Gesù che mi ha accolto nella Famiglia Passionista e prego il Signore di accrescere la mia fede ogni giorno di più. Morani Delia


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Un cammino che ha rinnovato la nostra vita

mio Gesù, dunque dubiterò di voi che siete il mio caro Padre, il mio sommo Bene? Dubiterò del perdono dei miei peccati, se per vostra misericordia mi avete lavato nel vostro preziosissimo sangue? Oh no, mio Dio, no, non dubito, in Voi confido». Giuseppina e Dino

Io e mio marito, dal 1990 facciamo parte degli Amici di Gesù Crocifisso. Ringraziamo Gesù per averci chiamati a far parte di questo cammino di fede che ha rinnovato la nostra vita. Ringraziamo anche te, caro padre, perché hai saputo trasmetterci e ci hai fatto capire che Dio non è giudice, ma Amore infinito che ha donato per noi suo Figlio, che con amore si è donato volonLa grazia della tariamente per la nostra salvezza. Peregrinatio Crucis In questi ultimi tre anni, il programma svolto di coÉ dalla nostra abitazione che la Peregrinatio Crucis noscere, amare e seguire Gesù è stato per noi una granin questo anno ha iniziato il suo cammino di grazia de luce, che ci ha fatto entrare ancora più in questo a Civitanova! Siamo stremati e stanchi quando ogni mistero di amore e seguire con più fede la spiritualità giorno tutto sembra andar male! Ma per una settimana passionista. Non si può rimanere indifferenti di fronte abbiamo respirato tanta pace! Davvero solo il Padre a tanto amore: è gioia grande sentirsi amati da Gesù. È é fonte inesauribile di comprenun amore che dona pace. Grazie, sione, di amore misericordioso, Gesù! di dolcezza infinita che perdona! In questi anni da consacrati, abNon ci sono state tante preghiere biamo fatto nostri gli impegni del ma un unico grande silenzio, una nostro statuto, offrendo a Gesù profonda penetrazione nel doloquelle cose che riusciamo a fare re della Croce, davanti alla quale nella nostra piccolezza, con l’aiunon ci sono servite né troppe pato della preghiera, della meditarole né inutili spiegazioni. É bazione, col servizio a chi ha bisostato aprire il nostro cuore e congno, con le opere di carità, stando segnare nelle sue mani la consavicino a chi soffre. Gesù ci dice pevolezza degli errori commessi, che dobbiamo donarci sempre, la precarietà della nostra esistenamando tutti come lui ci ha amaza, il faticoso cammino per uno ti: amando e perdonando anche stile di vita che sappia umilmente quelli che a volte ci fanno softestimoniare il suo amore. Invofrire. Ci ha insegnato ad amare cando ogni giorno la Vergine Mala croce. Non nascondiamo che ria e tutti i santi, abbiamo vissuto a volte viene lo scoraggiamento, la grazia di sperimentare l’amore ma Gesù ci ha indicato il luogo Giuseppina e Dino si consacrano per seminfinito di Dio per noi. pre a Gesù Crocifisso il 21-5-2000 dove andare ogni giorno per ricaLa nostra povera fede si é illuricarci di forza e di pace interiominata di luce nuova che ha scolpito nei nostri cuori re: è il banchetto della santa Messa, dove riceviamo il il senso profondo della Passione di Gesù che é morte pane quotidiano e dove tutti possiamo trovare l’amoe resurrezione al tempo stesso. Ci ha rinnovato il vare perfetto e incontrare l’Amore Crocifisso, ma vivo e lore insostituibile dell’Eucaristia e l’articolo di Padre presente nella santissima Eucaristia. Cingolani proprio sull’Eucaristia ha sottolineato con Grazie, Gesù, per averci dato una guida spirituale grande sapienza ed intelletto la strada per partecipare che ha saputo spiegarci il valore della santa Messa, vicon consapevolezza al Mistero eucaristico, ricordansto che in passato ci andavamo per tradizione, eravadoci della responsabilità di essere “memoria” di Gesù mo distratti e consideravamo il sacerdote noioso con la e sua presenza reale nel mondo. Il Signore abbia piesua omelia che ci sembrava non finisse mai. Ora è tuttà di noi e ci aiutaci ad accogliere tanta grazia e tutti i to cambiato: la Messa è una grazia grande in cui Gesù doni con cui riempie la nostra casa, ci aiuti a restargli ci dona i suoi insegnamenti con la sua Parola e con la sempre accanto, ci aiuti a “vivere donando la vita nelsua Passione si offre al Padre per noi ed offre anche l’amore” e ad interrogarci come ancora Padre Cingonoi al Padre. Come non essere attratti dal suo invito? lani ci ricorda, “sul senso che avrebbe la nostra vita e “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo. Prenche cosa varrebbe il nostro lavoro, il nostro spenderci dete e bevete: questo è il mio sangue”. Ti ringraziae logorarci quotidiano per la famiglia e la professiomo, Gesù, perché vuoi avere intimità con noi. Fa che ne, se tutto questo non diventasse quell’ostia, e non anche noi riusciamo a fare comunione con i fratelli, a entrasse dentro quel calice?”. Con questo quesito nel donare amore, a saperti testimoniare e a riconoscerti cuore restiamo in silenzio, unendoci nella preghiera a nei bisognosi. Gesù, aumenta la nostra fede, alimentatutte le famiglie che ospiteranno la Croce, condividenla con la tua grazia, aiutaci ad essere perseveranti nella do il loro dolore e le loro gioie. preghiera, che è l’arma che vince ogni battaglia. TerPatrizia mino con un pensiero di San Paolo della Croce: «O

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Amici di Gesù Crocifisso

Sacerdote: Ministro della carità e della misericordia

Il

23 giugno scorcarità e della misericordia. Esseso sono stato re sacerdote è donazione totale ordinato presbitero a Dio e ai fratelli ed è proprio per la preghiera consaquesto che Dio vuole in particocratoria di Mons. Lino Fumagallare da me; spero che con la sua li, nella Parrocchia di “Gesù Opegrazia riesca sempre ad essere raio” a Monterotondo alle porte pane spezzato per gli altri, perdi Roma. Un giorno indimentiché sacerdote non lo si è per sé cabile dell’amore di Dio, giorno stesso ma per gli altri. Ringrazio pieno di emozione e di gioia. Ciò tutti coloro che mi sono stati viOrdinazione sacerdotale di P. Sandro che è rimasto scolpito in me è cini in questo momento imporl’immensa misericordia di Dio e la sua fiducia sen- tante della mia vita, in particolare tutti gli Amici di za limiti che ha fatto di me un suo servo. Sì servo, Gesù Crocifisso, che hanno pregato tanto per me e cioè colui che segue le orme del Maestro Gesù, che mi hanno dimostrato tanto affetto e generosità. Non è venuto per servire e non per essere servito. Dio ho mancato e non mancherò di ricordare tutti nella ha mantenuto le sue promesse nei miei confronti santa Messa. accompagnandomi fino a diventare ministro della P. Sandro Pippa CP

Calendario Amici 09 settembre: 29 settembre: 30 settembre: 07 ottobre: 15-18 ottobre: 19 ottobre: 27-28 ottobre: 11 novembre: 25 novembre:

Ritiro mensile a Morrovalle Consiglio Nazionale Amici: Morrovalle: Ore 09,00-18,00. Consacrazioni Fraternità S. Tommaso e Porto S. Elpidio AP Ritiro mensile a Morrovalle Incontri e consacrazioni Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo AQ Festa di S. Paolo della Croce: Morrovalle, ore 21,00 Ritiro e consacrazioni Madonna della Stella PG Ritiro mensile a Morrovalle Ritiro e consacrazioni a Giulianova Lido TE

Consiglio Nazionale Amici

Morrovalle, 29 settembre, ore 09,00-18,00 Partecipano secondo lo Statuto (n. 42): Il Superiore Provinciale o delegato, Assistente Provinciale MLP, Consiglio Esecutivo, Coordinatori e Vice delle Fraternità, Animatori dei Gruppi, Cassiere generale e Assistenti spirituali.

Ricordiamo al Signore i nostri defunti: .

Un grazie sincero a coloro che hanno inviato offerte per le spese di stampa Settembre - Ottobre 2007 – Anno VIII n. 5 Autor. Trib. di MC n. 438\99 del 17-12-1999 Sped. Ab. Post. D.353/2003 (L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1, Comma 2, DCB Macerata Editoriale ECO srl - C. c. p. 11558624 Dir. Tonino Taccone – Redazione: P. A. Giuseppe Pierangioli Piazzale S. Gabriele 2 – 62010 Morrovalle Mc T. 0733/221273 - C. 349.8057073 - Fax 0733/222394 http://www.amicidigc.it E-mail albertopier@tiscali.it

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