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mici di Gesù Crocifisso Mensile del Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso”

Santità e vita interiore

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tutto quello che facciamo, fare della propria vita una n fedele è santo nella misura che rassomiglia a continua offerta d’amore. È mettersi spesso una mano Dio, è in intima comunione con Dio, vive alla sul petto, per adorare e amare Dio presente nel nostro presenza di Dio, l’unico vero santo. Noi invece, quando interno, come ci assicura Gesù: “Chi mi ama sarà sentiamo parlare di santità, istintivamente pensiamo alle amato dal Padre mio. Noi verremo a lui e prenderegrandi cose da fare. La Chiesa proclama santo un crimo dimora presso di lui” (Gv 14,23). stiano che ha praticato le virtù “in grado eroico”; ma San Paolo della Croce si meravigliava che ci fosse questo non significa fare gesti eroici, eccezionali, signiuna persona che non pensasse continuamente a Dio, non fica fare la cose ordinarie “in modo straordinario”. vivesse sempre alla presenza di Dio. Questo era uno dei Gesù nei 30 anni di vita a Nazareth doveva apparire un punti fondamentali che inculcava giovane molto ordinario, se i suoi ai suoi discepoli e chiedeva se Battesimo di Maria Donata. concittadini si meravigliano S.Gabriele: 16/08/2003 fosse sempre accesa la lampada quando lo vedono predicare e davanti Signore e intendeva la compiere miracoli; Gesù era Filampada della fede. glio di Dio, ma esternamente apAlla comunione con Dio non pariva un uomo ordinario. si arriva in un momento; essa riSan Gabriele era stimato un chiede un esercizio d’amore conottimo giovane dai suoi confratinuo, un impegno costante di totelli; ma per 30 anni fu abbandogliere e mettere: togliere dalla nato nel sepolcro della chiesa del mente e dal cuore tante cose inuticonvento di Isola, chiuso dallo li, ingombranti e mettere frequenStato; quando poi fu riesumato e temente il pensiero di Dio e delle si verificarono tanti miracoli sulcose di Dio. L’esercizio della vita la sua tomba, diversi confratelli interiore consiste proprio nel visi chiedevano perplessi: “Da dovere alla presenza di Dio, praticave vengono questi miracoli? Che re tutto ciò che aiuta a ricordarsi cosa ha fatto di straordinario?”. di Dio e stare uniti a Lui. Ma il suo santo direttore, il ven. Dio presente in noi santifica il P. Norberto Cassinelli, spiegava: nostro interno e l’interno santifi“Questo giovane ha lavorato cato rende santa anche la vita con il cuore”. esterna. Questa è la santità eroica Lavorare con il cuore: ecco il che la Chiesa ha riconosciuto sosegreto della santità. Se la santità prattutto in tanti giovani santi, in è amore, lavorare con il cuore san Gabriele, nei bambini di Fatima, Francesco e Giacinvuol dire amare, fare tutto con amore e per amore, esseta, nel B. Pio Campidelli, in tanti santi apparentemente re unito profondamente alla sorgente dell’amore, che è tanto ordinari. La santità cresce in proporzione con la coDio. Viviamo in un tempo in cui conta solo ciò che apmunione profonda che realizziamo con Dio. Come Amici pare: è la civiltà dell’effimero. Dio invece guarda il cuodi Gesù Crocifisso, dobbiamo aspirare a questa santità di re, vuole una comunione di amore con Lui. amore e di comunione con Dio: una santità ordinaria agli La vita interiore ci porta a “rivestirci di Gesù Criocchi del mondo, ma straordinaria agli occhi di Dio. sto” (Fil 3,5), cioè a fare tutto “in Cristo, con Cristo, per Cristo”. È camminare sulla terra con la mente riP. Alberto Pierangioli volta al cielo. È avere Dio sempre presente, offrire a Lui

Settembre 2003 – Anno IV n. 9 Aut. del Trib. di MC n. 438\99 del 17-12-1999 Sped. Ab. Post. Art. 2 com. 20\c L.662\96 - MC Tecnostampa – Recanati - C. c. p. 11558624 Dir. R. Tonino Taccone – Red. P. Alberto G. Pierangioli P. San Gabriele 2 - 62010 Morrovalle MC T. 0733.221273 - C. 349.8057073 - Fax 0733.222394 E-mail albertopier@tiscalinet.it http://www.passionisti.org/mlp/amici


Amici di Gesù Crocifisso

B. Bernardo Silvestrelli, secondo fondatore.

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esare Pietro Silvestrelli nasce in un bel palazzo gentilizio di Roma, il 7 novembre 1831. Il padre Giantommaso è un nobile e ricco di Tuscania; la madre, Teresa Gozzani, appartiene ai marchesi di S. Giorgio di Casale Monferrato (AL). I Silvestrelli avevano una cappella di famiglia e un precettore ecclesiastico per l’assistenza scolastica e la formazione cristiana dei figli. Cesare è di bell’aspetto, intelligente, colto, intraprendente, sa trattare con tutti. Frequenta con successo la scuola del Collegio Romano dei Gesuiti. Cura molto anche la sua preparazione religiosa sotto la guida del precettore. Probabilmente segue con interesse la vita politica; il fratello Luigi sarà deputato al Parlamento. È fornito di molte qualità naturali che metterà al servizio di Dio nella congregazione passionista. Una sosta imprevista al convento passionista di S. Eutizio, VT, dopo una partita di caccia, lo mette a contatto con la vita passionista. Poco dopo, a 23 anni, fa l’esperienza di un mese nel convento passionista dei Santi Giovanni e Paolo. Partendo, regala un crocifisso d’avorio a ogni familiare. Alla loro meraviglia, spiega: “Non si può mai sapere cosa succederà”. Ma lui già sa che a casa non tornerà più: andrà direttamente al noviziato passionista sul Monte Argentario. Dopo un mese però deve interrompere il noviziato per motivi di salute. Resta comunque in convento per iniziare gli studi di teologia in preparazione al sacerdozio. Il 22 dicembre 1855 è ordinato sacerdote. Rimesso in salute, rinnova la domanda di essere passionista, viene di nuovo accolto e inviato nel noviziato di Morrovalle (MC). Qui prende l’abito e il nome di P. Bernardo Maria di Gesù. Ben presto arriverà a Morrovalle anche Francesco Possenti, Gabriele dell’Addolorata; ne nascerà un bella e santa amicizia. Al primo impatto Bernardo, che di mondo se ne intende, esclama: “Riuscirà questo damerino?” La ricercatezza esagerata, forse si, ma l’eleganza non è un peccato. Ma presto dovrà dire di lui: “Questo damerino passerà davanti a tutti”. Entrambi hanno la fortuna di avere la direzione spirituale del ven. P. Noberto Cassinelli. Nell’aprile del 1856 emette la professione religiosa ed inizia la lunga militanza nella congregazione passionista. Mette a frutto cultura e santità come insegnante e direttore degli studenti di teologia e maestro dei novizi. Per le sue capacità di governo viene eletto superiore e consultore provinciale e per 25 anni ricoprirà la carica di superiore generale. Per umiltà cerca di sfuggire, di ritirarsi; a ogni rielezione si protesta incapace di governare la congregazione; ma i confratelli vedono in lui il perfetto superiore, esigente e paterno, legato alle sane tradizioni e aperto alle istanze del nuovo, che insegna più con l’esempio che con la parola e lo rieleggono al primo scrutinio. Nel 1893, per evitare la rielezione, non partecipa al capitolo generale; ma mentre è in fuga, gli appare San Gabriele, che gli comanda di tornare al capitolo. P. Bernardo, non potendo sfuggire alla volontà di Dio, torna e dà tutto se stesso con infaticabile impegno. Sotto il suo governo la congregazione prende nuovo impulso e si espande sia in patria che all’estero. Alla sua morte il numero dei religiosi, delle case e delle province è raddoppiato. Apre nuovi conventi in Italia, e in varie nazioni d’Europa e d’America. Cura la formazione intel-

lettuale e spirituale dei religiosi; fonda i seminari minori e apre uno studentato internazionale a Roma per i giovani passionisti. Rubando il tempo al sonno, scrive libri preziosi, veri gioielli di ascetica e di storia dei primi tempi passionisti, per tramandare ai posteri il genuino spirito del fondatore e gli esemplari e modelli migliori della vita passionista. Vuole che non vada perduta tanta ricchezza di santità. Scrive per animare i confratelli, per formare la coscienza religiosa e passionista. Invia lettere pastorali, dialoga con tutti, visita comunità sia in Italia che all'estero, stimola ognuno ad essere fedele al carisma passionista. E c'è il suo esempio. Irreprensibile in tutto viene chiamato “1a regola vivente” e salutato come il “secondo fondatore”. È stimato dai papi per la sua santità e per le sue doti umane. Leone XIII lo chiama “santissimo uomo”; Pio X dice ai Passionisti: “Voi avete un santo per superiore generale”. Molti, ma inutili i tentativi per crearlo cardinale. Gli ultimi anni li passa nella preghiera e nella solitudine. Cambia spesso convento per sfuggire a continue visite che lo distolgono dal raccoglimento. Muore il 9 dicembre 1911 a Moricone Rm, come da lui predetto, per una caduta mentre sale una scala breve ma ripida. Giovanni Paolo II lo dichiara beato il 16 ottobre 1988. Un giorno Bernardo, pensando a Gabriele, aveva detto: “Quel ragazzo me l'ha fatta, ma io lo raggiungerò”. Lo ha raggiunto in tutti i sensi. Francesco Valori


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Lettera agli Amici

Per soffrire meglio e soffrire meno

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arissimi Amici, riprendiamo le nostre riflessioni, per comprendere meglio come vivere il momento presente della nostra vita, soffrendo senza afflizioni per il passato e preoccupazioni per l'avvenire. Dio è bontà e misericordia infinita, ci ama con amore di predilezione e vuole che tutti gli uomini siano felici. Ci ama non perché siamo buoni, ma perché Lui è buono. Dobbiamo semplicemente far credito a questo suo amore. La croce che Lui ci ha offerto è la Sua non la nostra, per questo è sempre quella giusta e ricca del Suo aiuto. S. Teresa del Bambino Gesù era tanto convinta di questa verità che diceva di non chiedere mai sofferenze al Signore perché sarebbero state sue. Quindi prive dell’aiuto divino. La pazienza è una virtù tanto necessaria ai sani e ai malati, ai giovani e agli anziani, ai poveri e ai ricchi che pagano il loro benessere a caro prezzo. Pazienza in tutto e con tutti, anche noi siamo pesanti con i nostri limiti e miserie quindi dobbiamo vincere noi stessi e gli altri dominando ogni avversità che mette alla prova questa virtù. S. Gregorio Magno dice: “Per me l'esercizio della pazienza è superiore a tutti ì miracoli perché la vera pazienza ama ciò che sopporta”. Un atto di amore perfetto rende preziosa la nostra sofferenza ed è il mezzo più potente ed efficace per arrivare presto e più facilmente alla santità. È facilissimo compiere un atto di Amore di Dio, si può fare in ogni momento, in ogni circostanza. Amare Dio non è un atto della sensibilità ma un atto della volontà elevato infinitamen-te al di sopra della sensibilità. Sarà l'anima a dire: “Mio Dio, ti amo”. Nel dolore sofferto con pace e pazienza l'anima esprime il suo atto dì amore più forte, dicendo: “Perché ti amo, mio Dio, accetto e soffro tutto per Te”. L’invocazio-

ne più bella e completa che si possa dire è: “Sia fatta la tua volontà”. Il soffrire passa, la sofferenza offerta resta! Ed ecco un decalogo bello e confortante del dolore: 1. Soffrire con fede nell' Amore personale di Dio. 2. Soffrire accettando il dolore dalle mani di Gesù e viverlo con Lui. 3. Soffrire pregando per avere la forza e il coraggio necessario. 4. Soffrire vivendo il momento presente. 5. Soffrire con pazienza in ogni contrarietà. 6. Soffrire tacendo: parlare poco con le creature e molto con Dio. 7. Soffrire sorridendo: il sorriso del malato è il più meraviglioso atto di fede. 8. Soffrire sperando: è Lui il padrone della vita. 9. Soffrire amando: tutto per amore di Dio. È un trionfo! 10. Soffrire pensando al Paradiso che è un dono, ma anche un premio meritato: “Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (1Cor 2,9). Non dobbiamo poi dimenticare mai che accanto a noi c'è “una Madre amorosa e dolorosa”. La sua vita fu tutta permeata di sofferenze dall’inizio alla fine. Unita al suo Figlio nella passione e oggi associata a Lui nella gloria, è la nostra avvocata e protettrice presso il Padre. La Corona del Rosario sia sempre l’arma di difesa e di conforto di giorno e nelle notti insonni. Il Crocifisso ci sia luce e guida per dare maggiore valore alle nostre sofferenze che, unite alle sue, diventano mezzo di salvezza per noi e per tante anime bisognose del1a sua misericordia. Amica di Gesù Crocifisso

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Amici di Gesù Crocifisso

IV Giornata di Spiritualità a San Gabriele

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omenica 2O luglio 2OO3: anche quest’anno un numeroso gruppo degli Amici di Gesù Crocifisso si è ritrovato al Santuario di San Gabriele per confermare la propria adesione alla spiritualità Passionista, così bene compresa, vissuta e testimoniata da San Gabriele dell’Addolorata. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è fantastico. Nella parte alta del massiccio del Gran Sasso, inondato di sole, tra crepacci e burroni, piccole cenge di neve spiccano ancora per il loro bianco candore che insieme al tenue verde degli alberi elevano con la loro bellezza un canto d’amore al Creatore. Tutti abbiamo avuto l’impressione di essere stati chiamati qui da Qualcuno, così numerosi e felici di essere insieme. San Gabriele ci ha “coccolati” con una giornata serena e piena di pace: il Gran Sasso stagliato nitido come non mai ci ha fatto pensare a quante volte anche il giovane santo lo avrà contemplato nella sua imponenza, andando con il pensiero al Signore; a ritemprarci dal caldo di quest’estate rovente abbiamo avuto anche un lieve venticello che ci ha accompagnato per tutta la giornata. Alle nove ci siamo riuniti nella Cripta, davanti all’Urna di San Gabriele, per il Canto delle Lodi. Siamo in tanti, forse circa 400, provenienti da Macerata, Morrovalle, Recanati, Montecosaro, Civitanova, P. S. Elpidio, S. Elpidio a Marre, Fermo, Giulianova, Fossacesia, Roccaraso, Rivisondoli, Roma ecc. Lo spirito si è potuto abbandonare al Signore che, con le parole e la vita di San Gabriele, ha parlato ad ognuno di noi facendoci capire il suo progetto per noi e soprattutto qual’è la via e il modo con cui ci vuole santi. Dopo aver passato un anno a riflettere sulla santità come meta di ogni cristiano, e soprattutto come meta alla portata di tutti, non poteva esserci un luogo più adatto per gli Amici per concludere il discorso. A questo scopo ci è stato molto utile il racconto, ricco di contenuti, della strada percorsa dal nostro Santo per raggiungere la santità, che ci ha fornito il nostro infaticabile Padre Alberto: un cammino veloce verso la Santità, vero blitz di amore e di dedizione di vita Passionista. Alle ore 11.OO Il P. Francesco Cordeschi, fondatore della Tendopoli, presiede la messa solenne nella grande basilica, concelebrata da P. Alberto e P. Bruno de Luca. Nell’omelia il Padre Francesco, riflettendo sull’essere Amici di Gesù Crocifisso, ci ha ricordato che il Signore ci ha chiamati a percorrere questa strada nella Famiglia Passionista e ci chiede una scelta di vita radicale. Il Padre Francesco, con il suo caratteristico tono acceso, ci ha additato l’unico esempio possibile per degli Amici di Gesù Crocifisso, cioè Gesù stesso, sulla croce, che si dona fino alla fine, dando tutto di se stesso a noi per la nostra salvezza… e così anche noi siamo chiamati a dare la nostra vita a Gesù, spendendola per i nostri fratelli, soprattutto i più soli ed emar-

ginati, riconoscendo Gesù stesso “nascosto” nei più bisognosi. Nel pomeriggio ci siamo ritrovati di nuovo nella cripta, per il canto dei Vespri e la recita del Santo Rosario meditato con pensieri di San Gabriele. A conclusione di questa bellissima giornata non poteva esserci meglio di una raccolta e partecipata Via Crucis all’aperto, accompagnati dai pensieri di Santa Gemma Galgani, di cui quest’anno ricorre il centenario. Tutti gli Amici sono stati coinvolti dalle parole della “povera Gemma” che veramente nella sua vita ha accompagnato Gesù al Calvario, e hanno avuto modo di riflettere, in una maniera forse nuova, sulla Passione del Signore e sul nostro coinvolgimento in essa. Tornando a casa, dopo questa giornata piena, portiamo nel cuore una immagine nuova del nostro grande Santo conosciuto come “il Serafino di Maria” che ci indica in Maria la via più semplice e più sicura per raggiungere a santità e quindi il Cielo. Ci siamo salutati con la consapevolezza che questa giornata di luglio è ormai divenuta, forse anche per desiderio di San Gabriele, la giornata degli Amici di Gesù Crocifisso e quindi siamo certi che ci rivedremo fra un anno attorno all’urna di San Gabriele. M. Grazia C. e Riccardo R.

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Amici di Gesù Crocifisso

Riflessioni al termine degli Esercizi Spirituali

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i siamo ritrovati in 60 a questo primo corso di Esercizi Spirituali, 4-9 agosto, presso il Santuario di San Gabriele, animati dal P. Alberto, con il tema “La Sequela di Cristo”. Abbiamo in iniziato questo corso partendo dalla domanda: “Perché siamo qui?”. Unica e convinta è stata la nostra risposta: il Signore ci ha chiamati! In questi giorni, nelle catechesi, abbiamo riflettuto sull’incontro con Cristo “ecco io sto alla porta e busso, se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò da lui e lui con me” (Ap. 3,2). Entusiasti abbiamo aperto la porta del cuore al Signore, individuando nella meditazione, nella preghiera, nell’Eucaristia, i mezzi per incontrarlo. Abbiamo imparato a riconoscerlo nei fratelli! Una volta incontrato il Cristo, abbiamo riflettuto sulla nostra sequela di Cristo, verificando nel concreto i suoi insegnamenti e confrontando il nostro impegno cristiano nella vita di famiglia e nel nostro stato sociale. Abbiamo individuato Cristo maestro e modello, approfondendo la nostra conoscenza-intimità con lui, la nostra imitazione! Ci siamo messi nella condizione che per essere discepoli di Cristo Crocifisso, non possiamo non rinnegare il nostro “io” individuando lui come “unico Signore”. Abbiamo concluso le riflessioni, con la verifica della nostra sequela e amore per Cristo, approfondendo nel concreto l’affermazione che il Signore rivolse a Simon Pietro “mi ami tu più di costoro?”. Questo a grandi linee è ciò su cui abbiamo meditato sotto la guida assidua del nostro assistente spirituale. In una delle sue introduzioni alla catechesi, P. Alberto ci faceva notare che “lo scopo degli esercizi spirituali non era quello di sentire cose nuove, ma rinnovare l’incontro forte e personale con Cristo, riflettere sulla sua vita e sui suoi insegnamenti e confrontare con essi la nostra vita”. Per quello che mi riguarda, io non so se sono riuscito nell’intento di entrare totalmente in queste riflessioni, rimanere in meditazione solo con me stesso, per uscirne alla fine un altro, secondo il motto “intra totus, mane solus, exi alius”, so però di aver vissuto momenti forti e

coinvolgenti, momenti in cui era palpabile la presenza del Signore in mezzo a noi!!! Momenti forti sono stati la preghiera comunitaria, la celebrazione dell’Eucaristia, l’esperienza del deserto, la riconciliazione con Dio tramite la confessione, la Via Crucis con le riflessioni della patrona del M.L.P. Santa Gemma Galgani, le testimonianze di alcuni di noi. Ora però che torniamo nelle nostre famiglie, nel nostro ambiente quotidiano, inizia il momento della prova, inizia la fase più difficile! Facciamo in modo che l’esortazione di San Giovanni “figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” diventi un nostro fermo proposito. Troppe volte in questi giorni, ascoltando le confidenze di qualcuno, ho provato emozioni intense, ammirazione… Troppe volte, confrontandomi con questi comportamenti, ho chiesto scusa al Signore per le mie mancanze… So come voi che nella vita ci sono momenti difficili; l’importante è ritornare con la mente agli insegnamenti di questi giorni, a questi propositi! Facciamo in modo che “il rinnegamento di se stessi”, la vittoria sul proprio “io”, sul proprio “orgoglio” “l’accettazione della propria croce” prevalga sempre; solo così riusciremo a fare quel salto di qualità “da una vita buona ad una vita santa”, tante volte auspicato nelle nostre riflessioni. Il Signore non ci vuole “né freddi né tiepidi”, ci vuole ardenti del suo amore!!! È questo l’augurio che faccio a me a tutti voi, perché possiamo incontrare e seguire Cristo, per diventare suoi veri discepoli. Come Coordinatore Nazionale del M.L.P. rivolgo a tutti gli “Amici di Gesù Crocifisso” l’esortazione a ricordarvi nelle vostre preghiere di tutto il Movimento Laicale Passionista. Non tutti hanno la fortuna di vedersi guidati con tanta assiduità e tenacia; possa il Signore predisporre che altri religiosi si dedichino con uguale impegno a questo ministero e siano di guida e riferimento per quei laici che vogliono seriamente approfondire il carisma di San Paolo della Croce. Da parte mia un arrivederci a presto ed un ricordo quotidiano nella preghiera. Franco Nicolò Primo corso Esercizi Spirituali: 4-9 agosto 2003.

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Amici di Gesù Crocifisso

Echi degli Esercizi Come annunciato, presso il santuario di San Gabriele si sono svolti i due corsi di esercizi spirituali per gli Amici di Gesù Crocifisso, animati dal P. Alberto, con il tema: “La sequela di Cristo”. Al primo corso, 4-9 agosto, hanno partecipato 60 Amici. Al secondo corso, 11-16 agosto, hanno partecipato circa 30 coppie, con 50 bambini. Pubblichiamo alcuni echi relativi specialmente al primo corso; altri nei pubblicheremo nei prossimi numeri.

Mai delusa della scelta

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aro Padre, nonostante abbia la possibilità di partecipare ad altri corsi di Esercizi Spirituali, sento che il Signore mi orienta verso il gruppo degli Amici di Gesù Crocifisso e non sono mai delusa della mia scelta. In particolare il tema trattato in quest’anno mi ha toccato personalmente, perché mi ha portato a riflettere sulla mia risposta alla chiamata del Signore che ho avuto fin dalla mia giovinezza e che ha guidato le mie scelte di vita. Il cammino che ho intrapreso e nel quale proseguo non è privo di ostacoli e a volte è difficile dare una risposta totale alla chiamata di Gesù. Proprio per questo le riflessioni sulla sequela di Gesù nella vita quotidiana sono state davvero preziose per capire l’adesione che ogni cristiano deve dare all’amore e alla imitazione di Gesù per essere veramente alla sua sequela. Forte dell’esperienza vissuta, trasformo il mio “grazie” in preghiera per te e per il movimento che con tanto amore conduci. Franca Fermani

“Mi vuoi bene”

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urante la giornata di deserto, mi sono soffermata a meditare sul vangelo di Giovanni (21,15-19): “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu sai che ti voglio bene”. Gli disse: Pasci per mie pecorelle”. Mentre leggevo e rileggevo questo brano, ho sentito che la domanda di Gesù era rivolta a me e il rispondere “sì” mi sembrava tanto scontato quanto impegnativo. Debbo imparare a vedere in tutte le pecorelle amate da Gesù altrettante anime a me vicine e bisognose di aiuto per tornare al Signore. Ma come fare? Io lavoro e ho mille impegni e il tempo per me è sempre poco. Ma poi penso Alcuni Amici al 1° Corso che basta di Esercizi: 9/8/2003. cominciare

con un geAmici al 1° Corso di sto, una paEsercizi: 9/8/2003. rola, un sorriso, ed ecco che l’amore si moltiplica. Tornando a casa sarò più serena, perché ho capito che il Signore mi ama così come sono e che da me non pretende niente di difficile, ma solo un po’ di amore e di buona volontà, per pascere le sue pecorelle. Sandra Salustri

I frutti del silenzio “concreto”

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o vissuto altre volte la giornata di deserto durante gli Esercizi, ma stavolta l’ho vissuta in modo diverso, senza distrazioni. Sono rimasta nei locali del convento, vicino a tanti altri, eppure il colloquio con Gesù mi ha accompagnato costantemente. Ho parlato con Lui di tante cose: della mia vita, dei miei difetti, di tutto ciò che da Lui ho ricevuto, che è molto di più di quanto io abbia dato. Ho parlato anche delle mie difficoltà ad essere sempre in sintonia con i suoi insegnamenti, del mio rammarico di non essere adeguata alla grandezza del suo amore; l’ho ringraziato per quanto ha fatto, fa e farà per i miei cari. L’ho pregato di concedere i suoi doni a chiunque ne abbia bisogno. A volte sono rimasta in silenzio accanto a Lui e mi sentivo davvero in silenziosa compagnia. Gesù non mi rimproverava, benché gli dicessi che, leggendo i brani datici come “Acqua per il deserto”, mi ritrovavo tra coloro che non sempre scelgono di perdere la propria vita per Lui, che temo di essere il seme caduto su terreno sassoso, che a volte ho l’impressione di amare il prossimo a parole, ma poco con i fatti, che forse sono troppo tiepida con Lui. Anzi mi sentivo incoraggiata da Lui, perché mi ha fatto capire che Lui non è venuto a condannare, ma a salvare. Noto anche che se il silenzio interiore ha favorito l’intimità con Dio, ho apprezzato moltissimo anche il silenzio concreto. Mi sono resa conto che tante parole sono solo rumore vano, critiche o ostentazione della propria bontà.... In conclusione, questa giornata di deserto è stata diversa, senza un minuto di “pesantezza” e mi auguro che in futuro ci sia sempre più spazio per questi momenti di così profonda intimità con Gesù. Fiorella Morlacco

Esperienza bellissima

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arissimo Padre, il ritiro a San Gabriele con le coppie e tanti bambini è stato per noi un’esperienza bellissima, vissuta in un clima di pace e di serenità; soprattutto si respirava la presenza dell’amore di Dio. Contiamo di continuare questo cammino. Ricordati di noi nelle tue preghiere. A presto. David, Roberta e figli


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Testimonianze Davanti al Crocifisso

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aro Padre, anche quest’anno il Crocifisso è arrivato a casa mia. E’ sempre un grande avvenimento quando arriva e di solito mi faccio in quattro per invitare più persone possibili a fargli visita. Questa volta non è stato così; ho pensato che fosse stato più utile pregare silenziosamente in piccoli gruppi dove di solito ci si raccoglie meglio ed è stato molto bello. Una sera ho sorpreso le mie bambine più piccole a dire il rosario insieme davanti al Crocifisso e questa è stata per me una grande gioia ed ho capito l’importanza della nostra testimonianza nei loro confronti. Ringrazio Dio perché si è reso visibile ai miei occhi e prego per tutti coloro che sono ancora nel buio. Fiorella

re. L’anno scorso quando io e Sandro abbiamo fatto la Consacrazione insieme è stato come vivere per qualche minuto in Paradiso, come se il Signore mi avesse fatto vivere per arrivare a quel momento. Non so come spiegarti, non è facile esprimere certi stati dell’animo, ma una cosa posso dirla con certezza: Dio ci ha fatti per essere felici, non di una gioia umana, ma di una gioia divina che in questa vita dobbiamo ricercare ma che solo al suo cospetto potremo vivere per sempre. Letizia e famiglia

Un incontro fruttuoso

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artedì 17 giugno 2003 il nostro gruppo degli “Amici di Gesù Crocifisso” della fraternità di S. Giovanni Battista di Fossacesia CH ha avuto la gioia di passare una Rinnoviamo la consacrazione serata insieme a P. Alberto. Erano previste le consacrazioni il 25 Maggio 2003, ma per un piccolo incidente al P. Alaro Padre, ci scusiamo per il ritardo con cui inviamo berto sono state rinviante ad altra data. Così il Padre ha la nostra richiesta per il rinnovo della Consacrazione a Gepensato bene di incontrarci a conclusione dell’anno formasù Crocifisso, ma speriamo che venga comunque accolta. tivo. C’è stato un bel dialogo tra di noi per approfondire al Quando l'anno scorso abbiamo chiesto di fare la prima meglio il tema della santità nel quotidiano e nello stato in consacrazione avevamo molti dubbi, ma abbiamo voluto cui ci si trova. La vita deve diventare preghiera quando si è fidarci del Signore e accettare il grande dono che ci voleva in salute, ma soprattutto nella malattia e nella prova. Se fare. In quel giorno abbiamo fatto molte promesse al Sinon si ha molto gnore, con l'imtempo per le meEsercizi delle famiglie. La Messa dell’Assunta, pegno di manteanimata dai «Piccoli Amici», guidati da Livio. ditazioni, bisonerle durante gna supplire duquesto anno. rante il giorno Oggi ci rendiacon piccole giamo conto che culatorie, per renon siamo riustare sempre in sciti a mantenere contatto con fino in fondo Dio. C’è stata quelle promesse, poi la S. Messa al contrario di in onore di S. Lui che invece Gemma, per tutci è stato sempre te le nostre invicino, anche se tenzioni. Natua volte eravamo ralmente la seranoi a non accorta si è conclusa gerci della Sua con un rinfresco. presenza. DuranUn grande ringraziamento, per il lavoro svolto, va anche al te questo anno ci sono stati per noi momenti difficili. È nostro assistente spirituale, P. Bruno De Luca. Si deve a lui proprio in questi momenti che il Signore ci faceva un regase nella nostra parrocchia esiste il gruppo degli “Amici di lo bellissimo: non ci permetteva di perdere la fiducia in Gesù Crocifisso” e se è rimasto vivo. Lui e ci dava tutto il Suo amore nel quale trovavamo la Paola de Simone forza per andare avanti. Per questo vorremmo rinnovare la nostra consacrazione a Gesù, per ringraziarlo del Suo amore e per impegnarci ad amarlo sempre di più, con la sicuGrazie, per la vostra vicinanza rezza che vivere il cammino degli Amici di Gesù Crocifisarissimo P. Alberto e carissimi “Amici di Gesù croso ci aiuta a mantenere viva la nostra fede. Ti ringraziamo cifisso”; innanzitutto ci scusiamo per non esserci più fatti di cuore per tutto l'amore con cui segui i nostri gruppi. sentire e vedere negli incontri a Giulianova; purtroppo la Roberto e Mariangela vita ci lascia sempre poco tempo per le cose belle. Ci siamo persi un po’ per strada; cose che voi non avete fatto, Qualche minuto di Paradiso! perché ci siete stati sempre vicini, con il giornalino degli aro P. Alberto, si avvicinano i ritiri spirituali e so “Amici di Gesù Crocifisso”, e sicuramente anche con le quanto ti stai affannando per organizzare tutto; prego semvostre preghiere! Vi chiediamo con tutto il cuore di pregapre Dio e la Madonna e il tuo angelo custode perché ti aiure per noi, perché oggi la Famiglia è attaccata da tutte le tino e ti sostengano nel portare avanti gli “Amici di Gesù parti e anche noi ci sentiamo in balia di questo malessere, Crocifisso”. Io posso dirti che per me fare parte di questa che colpisce la nostra società. Ma il Signore ci è vicino, famiglia è un dono grande, se ci penso mi viene da piangeanche grazie a Voi!! Leggere tante testimonianze è sempre

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Amici di Gesù Crocifisso un aiuto; anche nelle difficoltà, bisogna aprirsi alla Speranza, alla voglia di ricominciare e optare sempre per il bene. Vogliamo perciò, carissimi fratelli e sorelle, ringraziarvi di tutto cuore, e ringraziare P. Alberto. Vi abbracciamo tutti affettuosamente! Sentiamo di concludere che Cristo opera sempre nelle persone, nonostante la nostra testardaggine, a voler fare da soli, ad accettare Lui come guida della nostra vita; ma il suo amore è più testardo del nostro!… Dobbiamo ringraziarlo se riusciamo anche per un attimo a renderci conto che senza di lui, siamo allo sbando, senza meta vera! Non le nostre mete, che si rivelano sempre trappole, che c’impantanano nell’egoismo, nella superficialità, nella solitudine… Grazie per la vostra vicinanza spirituale; che il Signore vi benedica, e vi custodisca sempre nel suo amore! Gianni, Angela e Filippo Dozzi

La vera Sapienza

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o appena finito di leggere il libro della Sapienza ed ora provo a dirti che cosa sono riuscito a capire. La Sa-

pienza è lo Spirito di Dio che si trova dentro di noi e ci accompagna per tutta la nostra esistenza, nessuno escluso, compresi i peccatori più incalliti. Sta a noi dargli voce all’interno della nostra anima e seguire i suoi insegnamenti, che non sono altro che i comandamenti di Dio. Anche “l’empio” quando giudica “il giusto” lo fa, senza volerlo, con il metro della Sapienza; infatti, l’empio disprezza il giusto, perché si rende conto che la sua condotta di vita è sbagliata, ma non vuole correggersi. Ogni volta che noi sviamo dalla strada di Dio, la Sapienza ci parla nell’animo, mettendoci dentro quello stato di malessere interiore che viene dal peccato. Se ci ravvediamo sinceramente, ci accorgiamo che tutto sparisce e torna una grande pace interiore; allora anche tutto quello che ci capita di brutto scivola via senza angosciarci. La Sapienza è anche una guida spirituale e si fa trovare facilmente da chi la cerca. Leggendo queste parole, ho ripensato a molti tuoi insegnamenti ed ho concluso che la meditazione della parola di Dio porta alla ricerca della Sapienza in quanto Spirito di Dio e che la Sapienza è la strada che porta a Dio e quindi alla santità. Attendo qualche suo suggerimento e intanto incomincio a leggere il libro del “Siracide”. Nazareno Valori

Esercizi delle coppie e figli. S.Gabriele: 11-16 agsto 2003.

AMICI NEWS Prossimi appuntamenti: - Nei due corsi di Esercizi diversi Amici hanno fatto o rinnovato la Consacrazione Solenne a G. C. - Il 16 agosto, al termine degli Esercizi delle coppie, è stata battezzata MARIA DONATA LATTANZI, vero dono del Signore, come testimoniato nella rivista di luglio. - Con il mese di settembre riprendiamo il nostro cammino ordinario, con gli incontri delle Fraternità. - Ritiri Mensili a Morrovalle: 14 settembre; 19 ottobre; 9 novembre; 14 dicembre. - 20 settembre: Consiglio Nazionale degli Amici a Morrovalle. - 26.28 settembre: Consiglio Nazionale del MLP al Santuario di San Gabriele Te.

Ricordiamo al Signore i nostri defunti: Carbonari Senigagliesi Nicoletta di Montelupone Mc 26-6-2003 Antonio Falcone di Roccaraso Aq 8-5-2003 Gasbarro Pasquale di Pescocostanzo Aq 22-7-2003

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Un grazie sincero a coloro che hanno inviato offerte per le spese di stampa.


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