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mici di Gesù Crocifisso Mensile del Movimento Laicale Passionista “Amici di Gesù Crocifisso”

Santità e consacrazione

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dai valori del mondo e donazione piena a Dio, secondo ei primi mesi del 2003 abbiamo riflettuto la spiritualità dell’amore, appreso da Gesù Crocifisso, sesulla “santità”: condo l’insegnamento di san Paolo della Croce. - Siamo tutti chiamati alla santità. - Santi nel mondo per La consacrazione solenne è un’offerta d’amore a santificare il mondo. Gesù Crocifisso, per la propria santificazione e per la sal- La santità passionista, la santità dell’amore. - La santità vezza dei fratelli. Con questa consacrazione, tutto deve del quotidiano. diventare santo e sacrificio d’a- Maria, la Tuttasanta, e il cammimore a Dio, gioie e dolori: la vita no di santità. di una mamma di famiglia con i Il 18 maggio e l’8 giugno divermille piccoli sacrifici, il lavoro quosi Amici hanno fatto da laici la contidiano del lavoratore e dello stusacrazione solenne a Gesù Crocifisdente, la vita sacrificata dell’anziaso. Che relazione c’è tra santità e no, del malato, della persona sola, consacrazione? Tutti siamo stati la lotta continua di tutti per resistere consacrati nel battesimo; è Dio alle seduzioni del mondo. che ci ha “consacrati”, cioè ci ha Ma non ci si può illudere di ofresi “santi”, donandoci la sua sanfrire il mondo in sacrificio a Dio, se tità, la sua vita, facendoci suoi figli. non si muore al mondo e alla sua La santità è un dono gratuito di mentalità. Bisogna rendere concreta Dio; ma è un seme che noi dobbiala separazione dal mondo con dei mo coltivare e sviluppare. tagli precisi. «Non potete servire Nella messa crismale del giodue padroni», dice Gesù (Mt 6,24). vedì santo il vescovo consacra il Anzi, poiché il principio del mondo crisma, con il quale si consacra il è l’egoismo, non conformarsi a cristiano nel battesimo, nella cresiquesto mondo, significa non essere ma, nella ordinazione sacerdotale egoisti, ma amare ed essere vicini ed episcopale. Tutti i battezzati forspecialmente a chi soffre, essere mano perciò un popolo santo. Solo buon samaritano per tutti. comprendendo la Consacrazione Ecco quindi alcuni gradini di Battesimale possiamo capire il sisantità da salire, come esigenza delgnificato della consacrazione laicala consacrazione battesimale e pasle passionista, perché la consacrasionista: zione battesimale è la base di ogni Prima messa solenne di P. Michele Pomili. 1. Tendere alla santità, vivendo altra consacrazione. Civitanova: 27/05/2003 da laici la Spiritualità Passionista. Concretamene consacrarsi vuol 2. Fare della vita una continua offerta di amore. dire tendere seriamente alla santità, secondo la propria 3. Conoscere, meditare, amare e fare amare Gesù vocazione. La consacrazione non cambia la vocazione di Crocifisso. ciascuno, ma la rende “sacra”: il matrimonio, la vita reli4. Riconoscere e servire Gesù Crocifisso nei crocifissi. giosa, la vita sacerdotale, o qualsiasi altro stato scelto alla Ci consacriamo a Gesù Crocifisso per le mani di luce di Dio. Maria, la Tuttasanta e ci affidiamo a Lai, perché sia Fare la Consacrazione Solenne a Gesù Crocifisso è modello e sostegno della nostra consacrazione e del prendere coscienza della consacrazione battesimale, rincammino di santità. novarla liberamente, impegnarsi a viverla pienamente P. Alberto Pierangioli nel proprio stato, come cammino di santità, separazione

Giugno 2003 – Anno IV n. 6 Aut. del Trib. di MC n. 438\99 del 17-12-1999 Sped. Ab. Post. Art. 2 com. 20\c L.662\96 - MC Tecnostampa – Recanati - C. c. p. 11558624 Dir. R. Tonino Taccone – Red. P. Alberto G. Pierangioli Viale Passionisti 54 – 62019 Recanati Mc T. 071.7574283 - C. 349.8057073 - Fax 071.7574405 E-mail albertopier@tiscalinet.it http://www.passionisti.org/mlp/amici


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Il missionario di Gesù Bambino: B. Lorenzo Salvi

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orenzo Salvi è un uomo che ha speso la sua vita al servizio di Dio e non si è mai fermato tanto da meritare l’appellativo di “moto perpetuo”. Altra sua caratteristica è stata la mitezza e l’umiltà che apprese alla scuola di Gesù bambino e della famiglia di Nazareth. Tutto questo quando la sorte lo aveva fatto nascere a Roma, in ambiente aristocratico, il 30 ottobre 1782 da Antonio e Marianna Biondi, nel palazzo dei conti di Carpegna. Il padre è l’amministratore di questa nobile famiglia e a quel tempo questo significava godere quasi dei privilegi della famiglia stessa. Appena un mese dopo la mamma muore, per fortuna non ne subisce gran trauma; infatti questo lo saprà solo prima della sua ordinazione sacerdotale. Attende agli studi sotto la guida dei precettori dei Carpegna e frequenta il vicino Collegio Romano, dove incontra come compagno di scuola S. Gaspare del Bufalo e diventa discepolo del camaldolese don Mauro Cappellari, che sarà papa col nome di Gregorio XVI. A 19 anni diventa religioso e sceglie i passionisti, che ha conosciuto tramite la forte personalità ed oratoria di S. Vincenzo Maria Strambi. Il padre tenta di trattenerlo e gli chiede di attendere ancora un anno e aggiunge: “Per un anno non mi parlare né di preti, né di frati”. Lorenzo obbedisce, ma scaduto l’anno, si presenta puntuale al padre e chiede: “Ho obbedito, ma ora mantieni la promessa”. Il signor Antonio non può non stare ai patti. Trascorre l’anno di noviziato al monte Argentario e fa la professione religiosa il 20 novembre 1802. Viene ordinato sacerdote a Roma il 29 dicembre 1805. Soffre anche lui per la soppressione dei conventi decretata da Napoleone; dal 1811 al 1814 si rifugia nel piccolo convento di Pievetorina (Mc). Passata la bufera napoleonica, è consigliere provinciale, superiore di varie comunità,

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P. Michele Pomili con i suoi genitori. S.Gabriele: 26/05/03.

compresa la casa generalizia dei Santi Giovanni e Paolo a Roma, dove ha come vice il B . Domenico Barberi. Lorenzo è uomo attivo e contemplativo, e anche un ottimo organista. Ha il dono della profezia e delle estasi. Opera molti fatti prodigiosi. E’ un missionario instancabile e ottimo direttore spirituale. Tanti lo ricercano come guida per la sua pietà, il suo zelo instancabile, la sua prudenza. Almeno 260 i corsi di missioni ed esercizi spirituali da lui guidati. Gradito e richiesto predica ad ogni ceto di persone, dalle monache di clausura ai carcerati, con frutti abbondanti. La sua parola è efficace perché accompagnata dall’esempio di una vita santa e da molti fatti prodigiosi. Ma la sua caratteristica è la tenera devozione a Gesù bambino che a Pievetorina (Mc) nel 1812 gli era apparso e lo aveva guarito da una grave malattia. Da quel momento il mistero di Betlem, «il più dolce, il più soave dei misteri», diventa l’anima della sua ascesi e mistica personale, del suo apostolato e dei suoi scritti. A propagarne la devozione vi si impegna con un voto particolare e con la scrittura di molti libri. Con l’immagine di Gesù bambino, che lui chiama affettuosamente «il mio dolce imperatorino», opera non pochi miracoli. Lo battezzano «il missionario di Gesù bambino». Betlem, a suo dire, “è 1a prima pubblica scuola di tutte le virtù». Lorenzo, uomo attivo e concreto, vive ed insegna la beatitudine dei “piccoli” ai quali il Signore si compiace di rivelare “i misteri del regno dei cieli». La “piccola via dell’infanzia spirituale», che sarà poi percorsa e diffusa da santa Teresa di Lisieux, è la risposta di Lorenzo alle sfide culturali e sociali del suo tempo, che propone altre categorie e altri parametri. Non senza emozione ancora oggi possiamo ammirare alcuni «Gesù bambino» in cera costruiti da lui, che scrive anche un libro per insegnare a costruirli. Fonda anche l’associazione chiamata il “Drappello della Sacra Culla” e ne pubblica il regolamento. Nato quando l’illuminismo aveva già offuscato molte menti, Lorenzo parla di un Dio che per amore si veste di umanità e che, diventato bambino, invita tutti a camminare in semplicità di cuore. Nel 1856, pur non sentendosi in forza, obbedisce all’invito dei superiori di recarsi a Capranica (VT) per visitare alcuni infermi che desiderano una sua benedizione. Va, ma avverte che non vi starà più di tre giorni. Arriva il 9 giugno 1856; accoglie i visitatori, confessa i penitenti, benedice i malati, conforta i sofferenti. Il 12 giugno muore per un ictus. “Abbiamo perduto il nostro santo», dice la gente commossa mentre fa incetta di reliquie. Prima che Lorenzo sia riportato in convento, vogliono che il suo corpo venga condotto in processione per tutto il paese; le guardie a stento riescono a difenderlo dall’eccessiva devozione. E’ sepolto nel convento di S. Angelo di Vetralla VT. Giovanni Paolo II lo proclama beato il primo ottobre 1989. Francesco Valori


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V - La passione di Gesù nell'esperienza mistica di santa Maria Faustina Kowalska Impetrare la Misericordia per le anime

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ssere simile a Gesù: è questo il desiderio ardente da cui sono accomunate tutte quelle anime il cui cuore ama dello stesso amore dell’Amato. Ecco perché Suor Faustina, ormai alla fine della sua vita terrena, esprime ancora una volta la sua piena adesione alla volontà divina, la sua radicale offerta per il mondo intero: «0 mio Gesù, gli ultimi giorni dell’esilio siano completamente conformi alla Tua santissima volontà. Unisco le mie sofferenze, le mie amarezze e l’agonia stessa alla Tua santa Passione e mi offro per il mondo intero per impetrare l’abbondanza della divina Misericordia alle anime». E nel vivere tale esperienza si accresce in lei la sete delle anime: «Oggi per un lungo momento ho provato la Passione del Signore e tutto a un tratto ho conosciuto che sono tante le anime che hanno bisogno di preghiere. Sento che mi trasformo tutta in preghiera, per impetrare la Misericordia divina per ogni anima. 0 mio Gesù, Ti accolgo nel mio cuore, come ostaggio di Misericordia per le anime». Il cuore della nostra Santa è così umile e semplice da poter penetrare il cuore stesso di Dio. Ed in questo gran cuore comprende che il Dio della misericordia è il Dio dell’amore gratuito che si dona senza misura: «0 Dio, con una sola parola avresti potuto salvare migliaia di mondi. Un solo sospiro di Gesù avrebbe soddisfatto la Tua giustizia. Ma Tu, o Gesù, hai affrontato per noi una Passione tanto tremenda, unicamente per amore. La giustizia del Padre Tuo sarebbe stata appagata da un Tuo unico sospiro e tutto il Tuo annientamento è opera esclusiva della Tua Misericordia e di un inconcepibile amore»`. L’Amore eterno nascosto nel cuore del Padre trova la piena manifestazione nel cuore del Figlio immolato sulla croce. È nel cuore squarciato del Cristo Crocifisso che l’uomo trova la vita. È proprio in questo cuore che l’eterno abbraccio tra il Creatore e la sua creatura trova il suo nuovo inizio.

l’ira di Dio, Faustina cominciò a chiedere all’angelo di attendere ancora per dare tempo al mondo di fare penitenza. All’improvviso però si trovò al cospetto della Santissima Trinità e non ebbe il coraggio di ripetere la supplica, ma quando nella sua anima sentì la forza della grazia di Gesù, cominciò ad implorare Dio perché mostrasse ancora la sua misericordia al mondo peccatore. Le parole con cui pregava le udiva interiormente, nel profondo della sua anima e, nel pronunciarle, si rese conto che l’angelo non riusciva più ad infliggere il giusto castigo ai peccatori. Il castigo di Dio era stato allontanato dalla terra. Le parole che componevano la supplica a Dio da parte di Suor Faustina erano le seguenti: «Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Nostro Signore Gesù Cristo, per i peccati nostri e del mondo intero; per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi”. Il mattino seguente, trovandosi in cappella, Faustina senti nuovamente nel suo cuore le parole con le quali aveva pregato la sera precedente e, sulla base di esse, Gesù le insegnò la coroncina della misericordia e le indicò il modo di recitarla usando la comune corona del Rosario. Tramite questa preghiera vengono offerti a Dio Padre il Corpo e il sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo, Figlio di Dio, cioè non la stessa natura di Dio, che è comune al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo e come tale non può essere offerta a Dio Padre, ma la divina Persona e la sua Umanità. Si tratta quindi di offrire tutta la Persona del Figlio di Dio Incarnato, poiché Egli ha dato se stesso per noi quale offerta e sacrificio. (continua) Sr. Francesca D. Ligurgo CP

La devozione alla Divina Misericordia

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el trattare il tema della Passione di Gesù in Suor Faustina ci sembra doveroso fare riferimento almeno a due delle forme di devozione alla Divina Misericordia che immancabilmente hanno uno stretto legame con la stessa Passione. La prima è la coroncina della divina misericordia, dettata da Gesù a Suor Faustina il 13 e il 14 settembre del 1935, nella casa di Vilnius. Faustina era nella sua cella ed ebbe la visione di un angelo, venuto a castigare la terra per gli innumerevoli peccati. Vedendo questo segno del-

Peregrinatio Crucis 2003 a Macerata, presso la famiglia Giandomenico.

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«La Chiesa vive dell’Eucaristia» Nuova Enciclica di Giovanni Paolo II

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iovanni Paolo II ha inviato a tutta la Chiesa la sua quattordicesima Enciclica: “ECCLESIA DE EUCHARISTIA”, cioè “La Chiesa vive dell’Eucaristia”, firmata simbolicamente il Giovedì Santo, durante la Messa Vespertina in Coena Domini, all’inizio del triduo pasquale, per ricordare che l’Eucaristia è memoriale e frutto della Passione di Gesù, che si è immolato per noi sulla Croce e rinnova continuamente il suo sacrificio sugli altari di tutto il mondo. Durante l’anno santo abbiamo meditato ampiamente sul mistero eucaristico. Nell’Enciclica del Papa possiamo trovare molti spunti pratici per approfondire ancora il tema. Ne riportiamo qualche tratto saliente in alcune puntate.

Carattere cosmico dell’Eucaristia Da quando ho iniziato il mio ministero di Successore di Pietro, ho sempre riservato al Giovedì santo, giorno dell’Eucaristia e del sacerdozio, un segno di particolare attenzione, inviando una lettera a tutti i sacerdoti del mondo. Quest’anno desidero coinvolgere più pienamente l’intera Chiesa in questa riflessione eucaristica, anche per ringraziare il Signore del dono dell’Eucaristia e del sacerdozio: «Dono e mistero». Se, proclamando l’anno del Rosario, ho voluto porre questo mio venticinquesimo anno nel segno della contemplazione di Cristo alla scuola di Maria, non posso lasciar passare questo Giovedì santo 2003 senza sostare davanti al «volto eucaristico» di Cristo, additando con nuova forza alla Chiesa la centralità dell’Eucaristia. Di questo «pane vivo» essa si nutre. (n. 7). Quando penso all’Eucaristia, guardando alla mia vita di sacerdote, di vescovo, di Successore di Pietro, mi viene spontaneo ricordare i tanti momenti e i tanti luoghi in cui mi è stato concesso di celebrarla.... Questo scenario così variegato delle mie celebrazioni eucaristiche me ne fa sperimentare fortemente il carattere universale e, per così dire, cosmico. Si, cosmico! Perché, anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l’Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull’altare del mondo. Essa unisce il cielo e la terra. Davvero è questo il mysterium fidei che si realizza nell’Eucaristia: il mondo uscito dalle mani di Dio creatore torna a Lui redento da Cristo. (n. 8)

La centratità dell’Eucaristia

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La Chiesa vive dell’Eucaristia. Questa verità non esprime soltanto un’esperienza quotidiana di fede, ma racchiude in sintesi il nucleo del mistero della Chiesa. Con gioia essa sperimenta in molteplici forme il continuo avverarsi della promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20); ma nella sacra Eucaristia, per la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Signore, essa gioisce di questa presenza con un’intensità unica. Da quando, con la Pentecoste, la Chiesa ha cominciato il suo cammino pellegrinante verso la patria celeste, il Divin Sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza. (n. 1)

Dal Mistero pasquale nasce la Chiesa. Proprio per questo l’Eucaristia si pone al centro della vita ecclesiale. Lo si vede fin dalle prime immagini della Chiesa, che ci offrono gli Atti degli Apostoli: «Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (2,42). Nella «frazione del pane» è evocata l’Eucaristia. Dopo duemila anni continuiamo a realizzare quell’immagine primigenia della Chiesa. E mentre lo facciamo nella celebrazione eucaristica, gli occhi dell’anima sono ricondotti al Triduo pasquale: a ciò che si svolse la sera del Giovedì santo, durante l’Ultima Cena, e dopo di essa. (n. 3)

Le luci e le ombre L’Eucaristia, presenza salvifica di Gesù nella comunità dei fedeli e suo nutrimento spirituale, è quanto di più prezioso la Chiesa possa avere nel suo cammino nella storia. Si spiega così la premurosa attenzione che essa ha sempre riservato al Mistero eucaristico. (n. 9) A questo impegno di annuncio da parte del Magistero ha fatto riscontro una crescita interiore della comunità cristiana. Non c’è dubbio che la riforma liturgica del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo sacrificio dell’altare. In tanti luoghi, poi, l’adorazione del Santissimo Sacramento trova ampio spazio quotidiano e diventa sorgente inesauribile di santità. La devota partecipazione dei fedeli alla processione eucaristica nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo è una grazia del Signore che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa. Altri segni positivi di fede e di amore eucaristici si potrebbero menzionare. Purtroppo, accanto a queste luci, non mancano delle ombre. Infatti vi sono luoghi dove si registra un pressoché completo abbandono del culto di adorazione eucaristica. Sì aggiungono, nell’uno o nell’altro contesto ecclesiale, abusi che contribuiscono ad oscurare la retta fede e la dottrina cattolica su questo mirabile sacramento. Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva del Mistero eucaristico. Inoltre, la necessità del sacerdozio ministeriale, che poggia sulla successione apostolica, rimane talvolta oscurata. e la sacramentalità dell’Eucaristia viene ridotta alla sola efficacia dell’annuncio. Di qui anche, qua e là, iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede. Come non manifestare, per tutto questo, profondo dolore? L’Eucaristia è un dono troppo grande, per sopportare ambiguità e diminuzioni. (n. 10) (continua) Giovanni Paolo II


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Auguri alla Famiglia Passionista in una Pasqua di sangue

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el contesto del presente momento di passione e morte di tanti nostri fratelli nel mondo invio gli Auguri di Buona Pasqua a tutta la Famiglia Passionista. Gesù seguita ad essere umiliato in tantissime persone. La Settimana di Passione diventa mesi ed anni di sofferenze per molti popoli specialmente nel tessuto più fragile quale quello dei bambini. Il mondo sembra trasformato in un grande Calvario e non è soltanto l’Iraq, la Palestina e Israele, ma anche le altre ottanta e più guerre dimenticate presenti attualmente nel mondo. Voglio ricordare, una tra le altre, la guerra che imperversa da cinque anni nella Repubblica D. del Congo con gli oltre tre milioni di morti; una guerra che la Congregazione vive nel proprio corpo per la presenza di molti nostri religiosi congolesi e belgi, presenti nella zona controllata dai guerriglieri e parte nella zona controllata dai governativi, con tutte le difficoltà di sicurezza di vita, di comunicazioni e con le restrizioni, povertà, violenza e morte che una guerra comporta. Non ci sono giustificazioni per quanto accade in Congo, in Iraq, in Israele e in Palestina o in altri luoghi di conflitto; come non ci sono per le violenze di regime, perpetrate per esercitare e conservare il potere, o per il terrorismo sia esso sistematico o di piccoli gruppi. Come Famiglia Passionista siamo contrari a tutto questo. La nostra posizione è chiara: chiamati per vocazione ai piedi della Croce vogliamo guardare e amare il mondo con gli occhi e il cuore del Crocifisso. E con Lui staremo sempre dalla parte delle vittime, chiunque esse siano, senza differenze. Ma avere il cuore del Crocifisso significa che anche quando si fa buio su tutta la terra rimane sempre viva la speranza di un nuovo giorno assola-

to e pieno perché la resurrezione è certa. La terra è bagnata dal sangue dei martiri anche nei giorni nostri. Ricordiamo i beati Martiri passionisti di Daimiel, il Beato Bossilkov, P. Carl Schmitz e tanti altri che sono morti per una giusta causa sia in Congregazione che fuori Congregazione. Carissimi, è nella certezza della resurrezione e nella speranza viva di cieli e tempi nuovi con pace su tutta la terra, che formulo gli auguri di Buona Pasqua. Preghiamo con tutta la Chiesa: “Ave, o croce, unica speranza. In questo tempo di passione accresci nei fedeli la grazia, ottieni alle genti la Pace”. Ricordo con particolare affetto i laici della Famiglia Passionista e voglio ora ricordare con commozione un componente della Famiglia Passionista morto nella guerra in Iraq. Alle celebrazioni dei 150 anni della presenza passionista in America (USA) ha partecipato anche il giornalista della televisione NBC News, David Bloom di 39 anni con la sua sposa, facenti parti del movimento laicale della Provincia di S. Paolo della Croce. Nel suo apprezzato intervento in aula David disse tra l’altro: «La pace per noi passionisti nasce dal cuore trafitto di Gesù, dal Calvario dobbiamo comprendere perché e come dobbiamo operare per la pace». L’ho conosciuto per un breve giorno, vitale ed entusiasta. Inviato corrispondente nella guerra d’Iraq è morto per embolia il 6 aprile passato mentre su un Tank riprendeva in piena guerra quanto accadeva. Siamo vicini con la preghiera alla sposa e alle sue tre bambine. Dio sia il riposo di David e la consolazione della famiglia. P. Ottaviano D’Egidio Superiore Generale C.P.

Cristo, Gesù Hanno di nuovo piegato il tempo come un giunco e sull’arco hanno deposto esanime il corpo di Dio. Cristo, Gesù tenerissimo, le tue piaghe hanno l’ululato sofferto e lungo delle sirene di fabbrica e dei barconi del porto. Cristo, Gesù solo, la tua morte è dentro di noi che ci ribelliamo contro chi piaga il fratello di miseria e di fame. Cristo, Gesù noi, sul mare abbiamo districato alghe di dolore e debolezza. Cristo debole ma non ci siamo fermati sicuri di scoprirti come noi insultato e morto. E tua madre che ha intrecciato nel seno culla d’amore ora conta chiodi, spine e bambini che muoiono di fame. Cristo, Gesù innocente. Ottaviano D’Egidio

Nuova curia provinciale: P.Pierluigi D’Eugenio, P.Fernando Taccone, P.Ottaviano D’Egidio (Generale), P.Piergiorgio Bartoli (Provinciale), P.Natale Panetta, P.Vincenzo Fabri.

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Squarci di lettere È la quarta volta che rimedito il nostro libro Caro padre, ho trascorso questo tempo nella sofferenza fisica e spirituale, nelle prove permesse dal Signore. Nello stesso tempo però ho sperimentato la grazia del Signore che non mi ha lasciata un solo istante. La cosa commovente è che ogni giorno, casualmente, la parola di Dio che ascoltavo alla Santa Messa coincideva perfettamente con quella che tutte le mattine meditavo sul nostro libro “Voi siete miei Amici”. E’ la quarta volta che lo rimedito e ogni volta è nuovo, perché è il Signore che mi rende nuova. Non puoi immaginare cosa il Signore ha operato in me da quando ci conosciamo. Attraverso i suoi insegnamenti ho imparato a meditare, concretizzando nella quotidianità quello che il Signore vuole da me. Nelle cadute non mi sono mai scoraggiata, anzi, ogni volta, mi sento più forte e sicura. Non sono venuta al ritiro, per un’opera di carità, per stare vicina a una sorella in difficoltà. Mi è mancato il tuo ritiro, l’ho offerto al Signore e Lui mi dona sempre più di quello che merito. Sento tanto il Suo amore; spesso mi commuovo e penso come fa il Signore ad essere così buono con me, che sono tanto cattiva. Alla fine della Quaresima ringrazio il Signore per le amarezze, attraverso le quali, ho potuto gustare la sua grande misericordia. Non ho mantenuto pienamente i miei propositi, ma sono riuscita a fare più di quello che pensavo; per questo lodo ed amo il Signore più di ogni altra cosa al mondo. Insieme a lui sto sperimentando la santità del quotidiano. Ancora una volta il Signore mi ha risposto attraverso il suo giornalino, prezioso ed efficace. Mando l’indirizzo di due persone, che saranno felici di riceverlo. La Pasqua del Signore mi sta donando uno spirito nuovo, quello che mi sembrava impossibile lo sto vivendo con tanto amore. Per la Quaresima avevo fatto il proposito di seguire l’insegnamento di S. Paolo della Croce: «Operare, tacere, soffrire. Non ti lamentare, non ti giustificare, non ti risentire». Devo dire che sono cose meravigliose, se, per amore di Dio e del prossimo, si riesce a viverle. Per riuscire ho messo il mio cuore dentro il Cuore squarciato di Gesù: che esperienza! E’ una cosa che non si può descrivere e che non so neanche dire. Con questa grande gioia nel cuore, ti auguro buona Pasqua insieme a mio marito e ai miei figli e un grazie per le tue preghiere e per tutto quello che mi hai donato. Amica di Gesù Crocifisso Capitolo Provinciale Piet. S.Gabriele: 6-9 maggio 2003.

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Grandi cose ha fatto il Signore Carissimo Padre, scrivo per manifestarti la mia gratitudine e quella della mia famiglia per tutto quello che stai facendo per noi e per il nostro gruppo degli Amici di Gesù Crocifisso: le tue catechesi sono squarci di luce nel buio della fede che molte volte mi attanaglia, preso dalla routine dei gesti quotidiani. Ma Dio per mezzo tuo mi ha fatto capire una cosa importantissima, cioè che proprio nei nostri gesti quotidiani, anche se pieni di contraddizioni e di dubbi, avviene la nostra santificazione. Non è facile per chi come me è stato sempre attratto dalle cose del mondo, cercare di inserire il messaggio cristiano in tutti i contesti che si presentano davanti, ma è proprio con questa lotta interiore, ove il più delle volte esco perdente, avviene la mia crescita spirituale. Nelle riunioni del nostro gruppo non ho mai esternato tutto quello che di buono ha fatto il Signore per me e per la mia famiglia e questo mi dispiace molto, perché penso che potrei essere di aiuto a molti altri. Quando penso a quello che ero prima di conoscere veramente Gesù, capisco il Suo grande amore e il perché ci chiede di affidare ogni cosa a Lui. Questo gruppo che il Signore ha voluto formare con il nostro aiuto potrà diventare sempre più grande se ognuno di noi (io per primo) riuscirà ad abbandonare il proprio egoismo per cercare di portare avanti il piano che Dio ha preparato per noi. La tua figura, caro padre, è quella di un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio del Signore; per me questa è una delle tante certezze nel mistero della fede, te ne sono grato e ti chiedo di ricordarci tutti nelle tue preghiere noi faremo altrettanto con te. Mariano Moscetta

Rinnovo la consacrazione piena di fede Abbiamo avuto il Crocifisso in casa per tre giorni. Sono stati tre giorni meravigliosi. Mia figlia ha invitato anche le coppie che stanno facendo con lei il corso di preparazione al matrimonio; hanno pregato con noi e ci hanno fatto tante domande sul nostro cammino di fede. Il Signore ha permesso tante pene nella mia vita, però mi ha dato anche tante grazie, soprattutto perché ha riempito di fede mia figlia e il suo ragazzo. Ringrazio di cuore il Signore e rinnovo la mia consacrazione a Lui più forte e piena di fede. Cardinali Rita


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La Consacrazione La fortuna di sentirsi chiamati

eterna”. Tu sei tutto per noi, Signore: sei la nostra forza, sei pieno di amore per noi e ci chiami a ricambiarti con lo stesso impegno. L’esempio eroico della nostra Bruna Ambrosi ci è di stimolo. Debbo imparare da lei ad accettare tutto con amore e in silenzio. Così dobbiamo dimostrare a chi ci conosce che siamo veri Amici di Gesù Crocifisso. Certo io non lo sono, perché faccio poco per Lui; ma il desiderio di far parte pienamente degli Amici di Gesù Crocifisso è grande: cercherò di fare meglio. Ubaldo Peretti

Carissimo Padre Alberto, accingendomi alla consacrazione a Gesù Crocifisso, ripenso alle tue parole, ai tuoi incontri ed alle letture che ho potuto apprezzare. Quale fortuna mi ha dato il Signore nell’affiancarmi una splendida persona che mi ha fatto conoscere te. Che grande grazia ci ha fatto il Signore dandoci la possibilità tramite la tua persona di prendere coscienza dell’amore che ci ha riversato il Cristo Crocifisso. Non sono assolutamente un santo, anzi sono sempre stato molto restio ad impegnarmi in approfondimenti e ritiri che per un ragazzo di una ventina d’anni appaiono lunLa mia vita è cambiata ghi e pesanti (credo che ognuno abbia tempi e capacità di apprendimento diversi), ma penso spesso a chi questa forÈ stata davvero una grande fortuna l’essere entrato a tuna non riesce a sentirla sua e soprattutto ai ragazzi miei far parte della Famiglia Passionista. Molte volte mi chiecoetanei. Posso testimoniare che l’immersione totale nella do se sono degno di tanta grazia che il Signore mi ha società moderna, concesso nel farmi nei suoi ritmi, freconoscere te e il nesie e rumori, namovimento degli scondono dal cuore Amici di Gesù la Sua voce. Sono Crocifisso. Per certo che molte questo voglio essepersone potrebbero re sempre più un apprezzare sicurafedele Amico di mente meglio di Gesù Crocifisso, me la chiamata del per ringraziarlo per Signore. Mi auguro tutte le sofferenze e prego che molti che ha patito per la abbiano la fortuna salvezza di un inche ho avuto io. degno peccatore Ringrazio di cuore come me e per attutti, ringrazio di tingere da Lui la cuore nostro Signoforza per superare re Gesù. Un able croci piccole e braccio. grandi che mi posGruppo famiglia a Civitanova: 5/4/2003. Danilo Coriolani sono capitare. Da quando ho cominciato questo cammino di fede la mia viTi offro e consacro tutto ta è cambiata, ma ho ancora tanta strada da fare. Confido nell’aiuto dei Santi, della Madre celeste e nei tuoi inseIn questo tempo tanto difficile per l’umanità, minacciagnamenti per migliorare sempre più. ta dalla violenza, dall’odio e dalla guerra, chiedo la grazia Gianni Gelao di rinnovare per la terza volta la mia consacrazione. O Gesù, ti consacro la mia anima, il mio cuore, il mio corpo e tutta la mia persona: pensieri, parole, opere, sofferenze, fatiche, speranze, gioie e tristezze. Ti supplico di prendere un possesso così forte di me che d’ora innanzi non abbia altra libertà che quella di mettere Te al primo posto, di amarti e farti amare, come tu ami me. Il mio amore ti sia gradito e mi santifichi. Santificami con il tuo Santo Spirito e concedimi la grazia di vivere nella Chiesa con fede e perseveranza, di essere collaboratore coraggioso fino al sacrificio della mia vita. O Maria, madre mia amatissima, illumina e guida il mio cammino di laico passionista, amico di tuo Figlio Crocifisso; offri a Lui la mia consacrazione e aiutami ad essere sempre fedele alla mia promessa di amore. Giuseppe Trerè

L’esempio di Bruna Accetto con tutto il cuore di fare la mia consacrazione perpetua a Gesù Crocifisso, perché sento di ripetere come San Pietro “Tu solo, Signore, hai parole di vita

Tengo moltissimo alla mia consacrazione Desidero con tutto il cuore rinnovare la mia consacrazione. In questo primo anno ho cercato con la preghiera, la partecipazione quasi quotidiana alla santa Messa e la meditazione della Passione, di far crescere in me quei germi di pietà e di compassione che il Signore ho posto nel mio cuore. Nell’ultimo tratto della mia vita vorrei che questi sentimenti crescessero in me per poter dare lode e gloria al Padre, prova di amore a Gesù e ai fratelli crocifissi che incontro nel mio cammino. Accetto ogni giorno la volontà del Padre che si manifesta nella nostra famiglia, per prepararci all’incontro con Lui. In questo tempo non sono mancate gravi prove di salute in famiglia. Spero che San Gabriele ci dia una mano, per poter partecipare agli Esercizi Spirituali in agosto e rinnovare presso la sua tomba la mia consacrazione, alla quale tengo moltissimo. Magnarella Roberto

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Amici di Gesù Crocifisso Incontro con laici passionisti USA Il 3 maggio siamo state invitate dal P. Alberto ad accogliere alcuni fratelli del movimento laicale passionista degli USA, in pellegrinaggio in Italia e ospiti dei passionisti a Recanati, desiderosi di conoscere il nostro movimento laicale e la sua organizzazione. Quando ci siamo seduti a tavola con loro eravamo un po’ imbarazzate, anche perché il problema della lingua ci è sembrato subito un ostacolo invalicabile. Poi, grazie alla loro «guida», il P. Arthur Carrillo, che fungeva da ottimo interprete, si è iniziato a rompere il ghiaccio e lentamente si è entrati in un clima di fratellanza, dove la lingua non ha più alcun significato, perché la fede e l’amore di Dio hanno un linguaggio universale. Abbiamo parlato del nostro cammino come coppie di Amici e abbiamo mostrato le foto dei nostri incontri ed essi ci hanno parlato della loro Incontro Laici USA e Amici. esperienza. È Recanati: 3/5/2003. stato bello sentire che altri fratelli come noi vivono la spiritualità passionista e «comprendono» che la passione di Gesù è “la più grande e stupenda opera del Gesù divino amore”, come ci insegna

il nostro fondatore san Paolo della Croce. Un grazie particolare ai passionisti che ci hanno accolto proprio come sorelle. Ma... un grazie speciale anche ai nostri mariti che ci hanno permesso di fare questa bella esperienza. Letizia, Fiorella e Betta

Consacrazione di Maria Greghini. Morrovalle: 6/4/2003.

Capitolo Provinciale Dal 6 al 9 maggio la Provincia Passionista della Pietà, riunita presso il santuario di San Gabriele TE, ha avuto il suo 43° Capitolo Provinciale, composto da circa 70 religiosi e presieduto dal P. Generale, P. Ottaviano D’Egidio. Il Capitolo ha fatto una programmazione per i prossimi 4 anni e ha eletto il nuovo Consiglio provinciale della provincia PIET, così composto: P. Provinciale: P. Piergiorgio Bartoli Vice Provinciale e consultore per la vita comunitaria: P. Pierluigi di Eugenio Consultore per Apostolato: P. Fernando Taccone Consultore per la Formazione, Vocazioni e Studi: P. Natale Panetta Consultore per l’economia: P. Vincenzo Fabri. Alla Curia che ha terminato il mandato il nostro sincero ringraziamento e ai nuovi eletti gli auguri e la preghiera di tutti gli Amici di Gesù Crocifisso. P. A.

AMICI NEWS 8 giugno: Giornata di Ritiro e consacrazioni a Morrovalle 20 luglio: Giornata di spiritualità di tutti gli Amici di Gesù Crocifisso al Santuario di S. Gabriele, per imparare dal giovane Santo il cammino della “santità quotidiana”.

Esercizi Sp. Amici di G. C. e Laici impegnati Santuario di S. GABRIELE : Tel. 0861.97721 I corso: 04-09 agosto 2003: per tutti. II corso: 11-16 agosto 2003: per tutti, ma con orario adatto per coppie con bambini. Tema:“La sequela di Gesù” Guida: P. Alberto Pierangioli Inizio e fine: dal pomeriggio del lunedì al pranzo del sabato. Quota adulti: (camere doppie): € 25 x 5 = € 125,00 Quota adulti: (camere singole): € 30 x 5 = € 150,00 Ragazzi: fino a 4 anni, gratis. 5-14 anni, metà prezzo. Iscrizione (solo adulti): aggiunta di € 10,00, per spese di organizzazione.

Prenotazione:

P. Alberto Pierangioli - Viale Passionisti 54 - 62019 RECANATI MC Tel. 0733/75.74.283 – Cel. 349.805.70.73 Indicare: a quale corso si partecipa, se camera singola o doppia; indirizzo completo, con telefono. Nota Bene: le camere singole verranno attribuite secondo la disponibilità, per ordine di prenotazione

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Un grazie sincero a coloro che hanno inviato offerte per le spese di stampa.

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