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Novembre 2013 Periodico d’informazione sociale, culturale e sportiva del Punto Blu di Monticelli Terme (PR) Registr. Tribunale di Parma n° 5/92 Iscrizione R.O.C. n° 10461 - Anno XVIX n° 122- Novembre 2013

L’EDITORIALE DI UMBERTO TOMASELLI

Dracula è tornato sotto le spoglie di una donna Cinque anni fa nel settembre 2008 scoppiò la più grave crisi finanziaria, più grave ancora di quella del 1929/30. Gli effetti sono stati, forse, meno gravi di quelli di ottant’anni fa, ma la massa di debiti inesigibili da digerire è ben maggiore di allora. Le cause le conoscono ormai anche i bambini delle elementari: vanno da eccessi immobiliari finanziati a credito, la crisi dell’euro, le follie della Grecia, le banche che percepiscono denaro a tasso quasi zero dalle banche centrali europee e lo lesinano alla clientela che lo paga a prezzi proibitivi. Per cercare di uscire da questa profonda crisi con lo spauracchio del famigerato “spread” (ovvero il differenziale tra il tasso di rendimento di un’obbligazione e quello di un altro titolo preso a riferimento), il Presidente Napolitano, dopo la caduta di Berlusconi, nominò il più devastante governo della storia: il governo Monti, tutti tecnici, professori della Bocconi!, super manager. Data la loro esperienza (tutti sapevano l’inglese quindi potevano parlare con tutto il mondo!), dovevano risolvere i nostri guai in un breve lasso di

tempo. Tutti avete potuto notare come è andata; peggio di prima. Ma… ma fra questi ministri vi era anche una donna, diciamo un vampiro. Infatti ha offeso prima i giovani in cerca di occupazione “choosy ovvero schizzinosi” cosi li ha definiti, poi gli esodati cioè coloro che si sono licenziati e che non hanno più trovato un misero posto di lavoro ed infine i pensionati, bloccando l’adeguamento per chi percepiva 1.500€ mensili lordi, ovvero 1.200€ netti. Non si è preoccupata di quelli che percepivano e che continuano a percepire 30.000,50.000, 90.000 € al mese. Finalmente se ne è andata e attualmente insegna all’Università a Torino (chissà cosa impareranno quei poveri studenti). E’ vero, se ne è andata fuori dal Governo, ma ha lasciato uno strascico indelebile, infatti dopo l’assurda riforma del lavoro e delle pensioni, che continua a fare danni, ecco per gli aspiranti pensionati donatori di sangue un’altra tegola sulla testa e nel portafoglio, targata Fornero. Ci mancava solo questa, in un’Italia che fatica molto ad essere generosa specialmente in alcuni pe-

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PERIODICO FONDATO NEL 1992

MONTICELLI TERME fuori dai denti

“villa maria luigia”

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lampedusa

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lettere al giornale

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SPORT

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1913-2013: Cento anni di Parma Calcio Testo ed immagini nel paginone centrale

XVIII Memorial Gasparini Decimo titolo per El Wafa Mille atleti presenti

Servizio e foto a pagina 6

Montechiarugolo: il Comune piu’ virtuoso d’Italia Umberto Tomaselli

IL 21 settembre nella Sala del Trono nel Palazzo del Duca a Senigallia, in provincia di Ancona , il Sindaco Luigi Buriola e l’assessore Maurizio Olivieri hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento della settima edizione del Premio Comuni Virtuosi, alla presenza del Ministro dell’ambiente Andrea Orlando. Montechiarugolo beneficerà di un “ audit” energetico gratuito,

ossia di uno studio gratuito in ambito energetico, fornito dal Polo tecnologico per l’energia di Trento, sponsor dell’iniziativa. E’ la seconda volta che il nostro Comune riceve l’ambito riconoscimento, lo scorso anno emerse nella categoria Impronta Ecologica. Una veloce crescita nella realizzazioni delle politiche ambientali. L’associazione dei “Comuni Virtuosi” nasce nel 2005 grazie all’assessore

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il Punto - Novembre 2013

Spendere senza soldi

fuori dai denti - Umberto Tomaselli

Altra medaglia di un “Comune virtuoso”

A Montechiarugolo il Premio di Eccellenza del Coordinamento Agende 21 Locali italiane. Umberto Tomaselli

Al Comune di Montechiarugolo è stato assegnato un altro riconoscimento nell’ambito della xv assemblea nazionale del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane. La cerimonia di premiazione del concorso, si è svolta lo scorso 21 settembre a Padova, “Spendere senza soldi”, organizzato dal KYOTO CLUB nell’ambito della 2.a categoria (Comuni fino a 20mila abitanti). “Spendere senza soldi” è il nome del premio d’eccellenza,(sostenuto dalla Fondazione Cariplo). Nel corso della cerimonia di premiazione, fatta dal Direttore del Coordinamento Agenzie locali 21 italiane Daniela Luise al nostro vice sindaco Angelo Scalvenzi accompagnato dall’assessore al Bilancio Marco Vignali, sono state illustrate le motivazioni del premio rivolto ai Comuni che hanno attivato interventi con risorse proprie generando cosi degli investimenti. Il Comune di Montechiarugolo con una popolazione di circa10.600 abitanti, è uno dei pochi Comuni in possesso della Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001-2008. Il Comune, attraverso investimenti

propri e risorse regionali e sviluppando anche una buona leva finanziaria, ha avviato alcuni progetti miranti alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Come il progetto “Helios” che prevede la realizzazione di impianti fotovoltaici nel territorio comunale che conseguono un risparmio di 550 TEP grazie alla produzione di 2.850.000 kwh di energia solare e la copertura del 155% dei costi elettrici delle utenze comunali. Il progetto “Un NEGAwatt” ha come target il risparmio energetico con la diminuzione dei consumi elettrici (-1.000.000 di kwh/ anno) e riduzione di emissioni, grazie all’uso dei LED nell’illuminazione pubblica. Tra i vantaggi spiccano la diminuzione dell’inquinamento luminoso, il contenimento dei costi per manutenzione e risparmio sui costi di gestione dell’impianto. Con gli utili dai progetti, per il miglioramento della vivibilità e dei servizi della città è stata realizzata una pista ciclabile. Nel ritirare il premio il Vice sindaco Angelo Scalvenzi ha sottolineato. “Siamo onorati di ricevere questo premio di eccellenza “Spendere senza soldi” che rappresenta il riconoscimento alla nostra Amministra-

A sx Marco Vignali e a dx Angelo Scalvenzi

zione, che da alcuni anni è particolarmente attenta all’ambiente, intervenendo in modo deciso nel campo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, con interventi che non hanno mai gravato sul bilancio, ma anzi lo hanno aiutato. Abbiamo installato impianti fotovoltaici sui tetti dei nostri edifici pubblici e realizzato (è entrato in funzione da due anni) un parco solare in una cava dismessa. Altro progetto in corso di realizzazione riguarda la sostituzione di tutti i corpi illuminanti dell’illuminazione pubblica. Un altro progetto riguarda la costruzione in bioedilizia e bioarchitettura di un fabbricato: grazie ad una convenzione urbanistica il soggetto attuatore (privato) cederà gratuitamente 7 alloggi che andranno ad implementare il patrimonio di edilizia pubblica comunale. Abbiamo inoltre completato un intervento di ristrutturazione energetica ed adeguamento sismico della scuola materna statale, intervenendo anche sull’involu-

cro esterno mediante un “cappotto termico” per migliorare l’efficienza e ridurre i consumi energetici. Crediamo che iniziative come il premio di eccellenza “Spendere senza soldi” siano importanti per confrontarci e scambiarci idee ed opinioni su un tema cosi delicato quale l’ambiente in cui viviamo, e soprattutto su come sia possibile intervenire nonostante i limiti cui noi Comuni siamo soggetti”. Il premio ha riconosciuto le innovazioni di Montechiarugolo in campo ambientale, e soprattutto la capacità di realizzarle nonostante le restrizioni di cui sono vittima gli enti locali. L’obbiettivo del Kyoto club e Agende 21 Locali italiane di far conoscere agli amministratori e ai tecnici degli Enti Locali le opportunità offerte dagli strumenti di finanziamento disponibili agli Enti pubblici, attraverso l’aggiornamento dei contenuti, la classificazione degli strumenti e la diffusione di buone pratiche già realizzate, è sicuramente positivo.

Dracula è tornato. Sotto forma di una donna Continua dalla 1^ pagina

riodi dell’anno (d’estate) e soffre di una forte carenza di donatori di sangue, la Fornero li punisce. Sembra che non voglia incentivare e favorire le donazioni di sangue, di midollo, ma anche forse le mamme che usufruiscono dei permessi maternità e i famigliari o i congiunti, che assistono i disabili (legge 104), devono recuperare i giorni di regolare permesso dal lavoro presi per aiutare il prossimo, oppure rinunciare al 2% della pensione. In pratica, se una persona ha fatto il

donatore regolarmente per tutta la vita, deve recuperare 160 giorni di lavoro…ovvero più o meno 9 mesi. Un tempo che non toglie nè aggiunge niente al pensionamento ma che suona come una assurda presa in giro. Non si tratta di un gran risparmio per le casse dell’INPS, nel bilancio 2012 le giornate dei donatori sono costate 79 milioni su un bilancio di spesa previdenziale e assistenziale che è stata superiore ai 261 miliardi. All’INPS ora non sanno come interpretare questa norma capestro ideata per i donatori di sangue op-

pure attendere che i vari ministri si pronuncino. Infatti l’INPS ha chiesto ai dicasteri competenti come comportarsi per l’accredito dei contributi e il conteggio delle giornate. Se il Governo non interviene con urgenza a sanare l’incresciosa situazione, che invece di promuovere e incentivare i giovani, penalizza quei lavoratori che compiono un atto nobile verso il prossimo, vi è il rischio di vedere una costante diminuzione dei donatori con effetti negativi su malati, ospedali e centri trasfusionali. Questo a discapito di tanti la cui

E’ un ente che opera per statuto “a favore di un’armoniosa e sostenibile gestione dei propri territori, diffondendo verso i cittadini nuove consapevolezze e stili di vita all’insegna della sostenibilità, sperimentando buone pratiche attraverso l’attuazione di progetti concreti ed economicamente vantaggiosi, legati alla gestione del territorio, all’efficienza ed al risparmio energetico, a nuovi stili di vita e alla partecipazione attiva dei cittadini”. Bene dunque per il nostro Comune, nel campo energetico, ora però sarebbe importante dedicare altrettanto impegno ad altri settori ed avere il plauso dei cittadini. Ad esempio dedicare più attenzione (visto l’esubero dei tecnici permanentemente seduti alla scrivania e mai visti sul territorio!) alla situazione strade in tutto il territorio con buche, avvallamenti e asfalto disgregato. Ci sono case e bar abbandonati e chiusi diventati veri e propri ricoveri di ratti o, come in via Marconi, marciapiedi ricoperti di guano di piccioni. Lungo le vie e il centro le auto viaggiano a velocità spaventose, basterebbe installare qualche autovelox. Panchine mancanti, oppure rotte e mai verniciate. Viali, leggi Calestani che porta alla Chiesa, impraticabile appena piove per le buche. Il viale di Montepelato Nord è coperto da foglie e castagne diventando una lastra scivolosa spe-

Appuntamenti ed incontri Giovedì 17 novembre PARMA FILM FESTIVAL presso il Palazzo Civico di Montechiarugolo “Omaggio a Antonio Marchi” Dalle ore 15 Inaugurazione della mostra di fotografie dal set del film Donne e soldati. Domenica 24 novembre – Monticelli Terme GRANDE MERCATO in collaborazione con ASCOM

vita è appesa a quella sacca di sangue che potrebbe non essere più disponibile grazie all’assurdità di una legge targata Elsa Fornero, alias Dracula.

Domenica 8 dicembre Basilicagoiano PRESEPE VIVENTE 2013, con il tradizionale mercatino di hobbisti, sfilata con figuranti e concerto gospel. Lunedì 23 dicembre alle ore 21 presso il Polivante Pasolini di Monticelli Terme AUGURI IN MUSICA con la Montechiaurgolo Folk band Tullio Candian e il Coro La Rosta di Tortiano

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cialmente per le persone anziane. La strada che conduce alla Casa di Cura è completamente sprovvista di marciapiedi. In un paese termale, quindi con acqua, dovrebbero esserci delle fontane con getti continui, invece una è rotta e l’altra, quella progettata dal “genio” della piazza, per attivarla bisogna utilizzare secchio e ombrello. Ora mi chiedo come mai, a differenza di Montecchio, nel nostro Comune non si fanno le lottizzazioni, le urbanizzazioni primarie, ovvero strade, marciapiedi, cordoli ecc. Quali controlli vengono fatti dall’Ufficio Tecnico sulle nuove lottizzazioni, visto che vengono abitate case senza abitabilità e certificato di agibilità. Ecco, basterebbe avere un occhio di riguardo per queste piccole cose ed avere un riconoscimento da parte dei cittadini.

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TAM TAM & LUDONAUTA I ragazzi di età compresa tra i 10 e i 14 anni hanno la possibilità di incontrarsi, giocare, fare laboratori il sabato mattina, alla ludoteca di Monticelli Terme. Ludonauta a Monticelli - Mercoledì 11 dicembre: Aspettando S. Lucia, facciamo festa Ludonauta a Basilcanova - Venerdì 20 dicembre: Festeggiamo insieme l’arrivo di Babbo Natale

E inoltre … ogni mercoledì a Monticelli e il 1^ e 3^ venerdì alle Ghiare di Basilicanova ci saranno giochi, laboratori, letture ed altre sorprese! Info: ludoteca comunale 0521/657519

Incontri con l’autore L’ assessorato alla Cultura e la biblioteca comunale hanno ideato una rassegna di appuntamenti con autori 28 novembre con Sara Rattaro 5 dicembre Cristiano Cavina

Tutti gli incontri si terranno all’Hotel delle Rose a Monticelli Terme alle ore 21, moderati dalla la giornalista della Gazzetta di Parma Laura Ugolotti.


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il Punto - Novembre 2013

Scuola Materna Statale di Monticelli Terme Inaugurati i lavori di adeguamento sismico e riqualificazione energetica

Sabato 5 ottobre sono stati ufficialmente inaugurati i lavori di adeguamento sismico e riqualificazione energetica della Scuola Materna Statale di Monticelli Terme. Alla cerimonia erano presenti: Luigi Buriola, Sindaco di Montechiarugolo,Angelo Scalvenzi, Vicesindaco e Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Montechiarugolo, Elena Chierici, Assessore all’Istruzione del Comune di Montechiarugolo, Maurizio Olivieri, Assessore all’Ambiente del Comune di Montechiarugolo ed i progettisti Arch. Alberto Bocchi

e Ing. Paolo Landini La manifestazione si è conclusa con un aperitivo offerto dalla ditta B.S.F. srl di Parma presso i locali del Circolo Verdi. Nell’ambito di un vasto programma di messa in sicurezza e riqualificazione energetica di tutti gli immobili di proprietà del Comune ed in particolare degli edifici scolastici, il complesso edilizio è stato oggetto di valutazione per quanto riguarda la vulnerabilità sismica, contestuale ad un intervento di miglioramento dell’efficienza energetica sull’involucro esterno della scuola. Da fine maggio sino al

termine dell’a.s. 2012/13 il servizio della materna è stato provvisoriamente trasferito presso la scuola primaria di Basilicagoiano. Questo piccolo disagio ha consentito la realizzazione dei lavori in massima sicurezza. La scuola ora è più sicura: sono state realizzate strutture aggiuntive nella direzione perpendicolare ai setti principali del fabbricato, attraverso pareti in cemento armato, al fine di avere elementi che possano resistere ulteriormente alle sollecitazioni. I setti sono stati realizzati all’esterno del tamponamento perimetrale dell’edificio, con note-

Basilicagoiano: Novità per parco e rotatoria Parco: Verrà riqualificato con un bando aperto a tutti. Rotatoria: si va per avvocati Mercoledì 16 ottobre si è svolta la consulta frazionale di Basilicagoiano all’insegna di urla e maleducazione, sinonimo di un paese che si sta spaccando sulla questione del Parco “vittime dell’Olocausto”. Il Sindaco Buriola (accompagnato dagli assessori Olivieri e Scalvenzi) ha confermato definitivamente le decisioni prese dall’Amministrazione per risolvere la questione. Il parco verrà riqualificato perché necessita di un intervento per migliorarne il servizio e la fruibilità per i cittadini. A differenza di quanto detto nei mesi precedenti, l’A.C. non parteciperà economicamente alla costruzione di nessuna struttura, per i vincoli economici del patto di stabilità. Verrà quindi realizzato un bando per tutte le associazioni (nello specifico ancora i vincoli e le modalità di partecipazione sono da definire) per la costruzione, a proprie spese, di una struttura che rimarrà comunque di proprietà del Comune e accessibile a tutti i cittadini. Il Sindaco ha sottolineato che il progetto lascerà l’area verde al 90% come è oggi. Non saranno quindi modifiche strutturali importanti, ma solo un mi-

glioramento delle strutture già esistenti (vedi capanno attrezzi, gazebo e bagni) che saranno accorpate in un’unica soluzione. Questa soluzione ha, in parte, sedato gli animi della comunità. Se da una parte c’è la soddisfazione per una maggior trasparenza della situazione, ancora restano diversi punti su cui discutere. Il più critico è la questione di un ipotetico bar dentro al parco. Se è vero che ci sarà un circolo accessibile a tutti (soci e non), i bar della zona avranno un concorrente in più soprattutto nella stagione estiva. L’A.C. ha ribadito come, per colmare il vuoto di Basilicagoiano in termini di sede per l’associazionismo, la soluzione ideale sarebbe riqualificare la vecchia scuola elementare, ma al momento non ci sono né i soldi né le condizioni (patto di stabilità) per far partire i lavori. Finalmente ci sono state novità sul fronte della rotatoria da collocare nell’incrocio dell’ex farmacia. Dal 2010 l’intera area è vincolata alla realizzazione di una rotatoria, ma l’impresa, a cui appartiene l’intero edificio, ad oggi non ha iniziato nessun la-

voro. L’assessore Scalvenzi ha annunciato una grande novità. L’Amministrazione ha deciso di intraprendere una via legale contro l’impresa che non ha rispettato gli accordi presi nel 2010. In questi anni si è sempre cercato una soluzione di compromesso, ma non trovando presupposti positivi si è deciso di impugnare il vincolo dell’Articolo 18

firmato dalle due controparti. La rotatoria, quindi, si farà, fermo restando che

gli iter burocratici e legali in Italia hanno sempre dei tempi molto lunghi.

Novità: Webcam in Consiglio Comunale Approvata dopo SOLO due anni la richiesta avanzata da parte della Consulta di Basilicanova di portare la webcam nel nostro Consiglio Comunale. Va giustamente ricordato che anche il Consigliere di Minoranza, Bonatti, presentò a suo tempo un’ interrogazione a riguardo. Ma poco importa. Finalmente è stata approvata, malgrado le lunghe tempistiche. Anche se, da più parti, proprio in Consiglio Comunale lo scorso 26 settembre, data in cui si è approvato il regolamento

per la webcam, si sono espressi dubbi in merito all’efficacia di questo mezzo di “trasparenza”, poiché viene adottato a meno di un anno dalle prossime elezioni. Forse, bisogna poi essere sinceri, non molte persone alla fine utilizzerebbero questo servizio, però resta un’opportunità che DEVE essere data ai cittadini, e una punta di amaro resta se si pensa al fatto che siamo il fanalino di coda della Pedemontana, e che gli altri Comuni hanno approvato questa iniziativa prima della nostra. Ancora non si sa

vole riduzione dell’impatto del cantiere sugli ambienti interni della scuola. Per migliorare l’efficienza energetica ed aumentare il comfort abitativo, è stata realizzata una coibentazione esterna “cappotto termico” e

sono stati sostituiti tutti i serramenti con moduli in PVC a vetrocamera “basso emissivo”. Per ridurre i consumi si è intervenuto sull’impianto termico.

Patto di amicizia Rechitsa

Una delegazione bielorussa in visita a Montechiarugolo Dopo la sottoscrizione, nel maggio 2012, di un Patto di amicizia con la Provincia di Rechitsa (nella regione bielorussa di Gomel), ci sono state diverse occasioni di scambio tra la comunità di Montechiarugolo e quella bielorussa. Nel mese di settembre il Sindaco Buriola si è recato in visita ufficiale a Rechitsa e il nostro Comune ha ospitato, dal 20 al 25 ottobre, una delegazione bielorussa composta da tra imprenditori agricoli, autorità di Rechitsa e due interpreti. Il Patto di Amicizia si pone infatti come obiettivo non solo lo sviluppo di relazioni finalizzate sia all’aiuto socio-sanitario a minori colpiti dall’inquinamento radioattivo, ma anche lo sviluppo di iniziative culturali e scambi tra operatori economici impegnati in attività produttive in espansione nello stato bielorusso. Durante il soggiorno la delegazione bielorussa ha avuto modo di visitare importanti realtà produttive locali, come la Mutti spa di Basilicanova, la Parmalat di Collecchio, il caseificio Gennari , il salumificio la Felinese, la Conad di Felino, la Stazione Sperimentale Stuard e un allevamento zootecnico. La delegazione è

stata ricevuta anche dal vicepresidente della Provincia di Parma Pier Luigi Ferrari la delegazione proveniente dalla regione bielorussa di Gomel. La delegazione era accompagnata dal presidente dell’Associazione Help for children di Parma Giancarlo Veneri, impegnata da anni nella difesa della salute dei bambini e ragazzi che hanno riportato malattie in conseguenza del grave incidente alla centrale nucleare. Con loro Valerio Fontanesi assessore alle Attività produttive del comune di Montechiarugolo gemellato con la provincia bielorussa di Rechitsa. Capidelegazione Gennady Korezky presidente dell’Unione pubblica caritativa internazionale “Help for Chernobyl children” e Nesterovic Piotr. “ E’ stata un’occasione di conoscenza e scambio di informazioni sulla nostra realtà economica e agroalimentare. Della delegazione facevano infatti parte anche alcuni imprenditori agricoli privati interessati in particolare alle nostre eccellenze – spiega Ferrari che ha ringraziato in particolare Veneri per la passione e la tenacia che mette nel suo lavoro – A loro ho confermato la nostra disponibilità a intrattenere relazioni”.

quando potremo effettivamente seguire le scelte dell’Amministrazione via internet; quello che è certo, e che lascia ben sperare, è però il fatto che questo iter è effettivamente iniziato. Aspettiamo quindi di poter vedere il primo Consiglio Comunale in streaming.

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il Punto - Novembre 2013

La cuoca Maria va in pensione Lascia dopo 37 Anni il Nido di Monticelli Il giorno 27 settembre la cuoca Maria Mazza ha terminato la sua esperienza lavorativa presso l’asilo nido “Bollicine” di Monticelli terme. E’ stata una figura importante per tanti bambini e tante famiglie, in quanto ha iniziato il proprio percorso tanti anni fa: era il 1 ottobre del 1976, il giorno d’apertura di questo nido che allora era composto da tre sezioni con un personale composto da una cuoca, tre insegnanti e sei educatrici. Maria in quegli anni ha svolto diversi ruoli: educatrice, ausiliaria, aiuto cuoca fino ad arrivare, finalmente, nell’ottobre del 1992 al ruolo di cuoca che ricoprirà per vent’anni. In tutti questi anni ha visto crescere tante generazioni, diventando una figura fondamentale per tante famiglie e un’importante elemento di continuità. In tanti la ricordano impegnata a preparare, oltre ai pasti quotidiani, tanti momenti di festa, di partecipazione, di aggregazione per bambini e adulti come le feste di Natale, le feste di fine anno

Anche quest’anno in occasione della sera di San Luca, si è tenuta la Festa sociale dell’ospedale “Villa Maria Luigia” di Monticelli. Ancora una volta i dipendenti si sono ritrovati insieme ad amici e parenti nella cornice dell’Hotel

delle Rose per passare una gradevole serata insieme. Oltre ai dipendenti, ha presenziato anche il Sindaco Luigi Buriola per dare merito ad una realtà importantissima del nostro Comune. Come ogni anno due dipendenti hanno ricevuto la targa d’oro per la loro

lunga attività in clinica. Il Dr. De Bernardis ha premiato Paola Margini (vent’anni di attività) e Gennarino Liuzzi (vent’anni di attività). Appuntamento per il prossimo anno.

scolastico, serate in cucina e compleanni… In tutte queste occasioni non mancava mai la sua “impronta” personale, la sua decorazione, che curava in ogni dettaglio con tanto passione! L’ultimo giorno ha festeggiato con le colleghe il suo futuro e meritato riposo , salutando tutti i bimbi a cui ha regalato una confezione a testa di bolle di sapone. Grazie e Buona Pensione!! Polo d’Infanzia Bollicine

Nuova via dedicata ad Andrea Borri A dieci anni dalla morte Andrea Borri, questo sarà il nome di una delle nuove vie di Monticelli Terme, lo ha annunciato il Sindaco Buriola lo scorso 28 settembre durante il convegno “Parmigiano Reggiano, il buon nome della qualità. Il contributo di Andrea Borri alla promozione del made in Parma alimentare” presso il Castello di Montechiarugolo. Al convegno hanno partecipato diverse persone. Bernardo Borri presidente della fondazione Borri, Pierluigi Ferrari Vicepresidente della Provincia di Parma ad assessore all’agricoltura e alle attività produttive ed Andrea Bonati Presidente della sezione di Parma del Consorzio Parmigiano Reggiano. Tra

Cena Sociale “Villa Maria Luigia”

gli altri, anche Albino Ivardi Ganapini, Ovidio Bussolati, Riccardo Deserti, Natalia Borri e Giampaolo Mora. Borri infatti è stato notaio, consigliere comunale, parlamentare e presidente della Provincia di Parma.

Il piu’ virtuoso d’Italia é Montechiarugolo Continua dalla 1^ pagina

comunale di Colorno Marco Boschini deciso come- si legge su “Informagiovani d’Italia”- a confrontarsi con altri giovani amministratori che la pensavano come lui, ovvero volevano creare un’associazione che diventasse un catalizzatore per tutti i Comuni virtuosi italiani. Si tratta dunque di Comuni che amano il loro territorio, hanno a cuore la salute, la felicità e le prospettive dei propri cittadini e adottano delle politiche di buona amministrazione ispirate alla sostenibilità ambientale, alla partecipazione dei cittadini e al cambiamento dal basso. Stimolando l’adozione di nuovi stili di vita dei cittadini si garantiscono il risparmio econo-

mico, risparmi sull’energia consumata, la riduzione dei rifiuti e contemporaneamente si migliora la qualità della vita delle persone. Montechiarugolo è stato dichiarato Comune più virtuoso d’Italia per aver realizzato non un progetto specifico per la gestione sostenibile del territorio, ma per essere riuscito a impostare l’intero governo con un’ottica di sostenibilità. Fra le medaglie che Montechiarugolo può vantare ci sono certificazioni ambientali che dimostrano l’acquisto di energia 100% rinnovabile, la certificazione energetica degli edifici pubblici, l’incremento della raccolta porta a porta dei rifiuti, piani per la riduzione che hanno coinvolto anche gli asili, la valorizzazione di piste ciclabili, la fontana

Il Sindaco Buriola e l’Assessore Olivieri al premio di Senigallia

pubblica di acqua minerale e un notevole impianto fotovoltaico comunale e tante altre cose. Il sindaco Buriola ha ricordato che l’adesione all’associazione ha consentito di collaborare proficuamente con altri Comuni che hanno scelto con determinazione questa strada, consentendo anche di accedere alle buone pratiche messe in atto dagli altri enti. Sappiamo- ha continuato il sindaco- che abbiamo molta

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strada da fare, che magari non siamo davvero i più virtuosi, che come e meglio di noi ci sono tanti amministratori che ogni giorno cercano di impegnarsi al loro meglio e fanno cose bellissime per e con le loro comunità. Dedichiamo il premio anche a loro, e cercheremo di essere dei degni portabandiera di questo impegno diffuso. Nella nostra relazione di partecipazione c’erano diversi progetti, sottolinea l’asses-

sore all’ambiente Maurizio Olivieri, alcuni come quello della riqualificazione completa dell’illuminazione col contratto di disponibilità; ci sembrano davvero innovativi, ma crediamo che ciò che più emerge e si impone dalla nostra piccola esperienza è l’importanza in generale della politica ambientale anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

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il Punto - Novembre 2013

Decoro urbano: “Art save the city” Dal nord Europa all’America la “Street Art” arriva a Parma. E a Montechiarugolo?

Ci scusiamo con soci, lettori e cittadini monticellesi se la redazione non ha dato questo annuncio, come preavviso, nel numero scorso de “il Punto”. Presi, come siamo sempre del resto, dai mille problemi dovuti alla gestione quotidiana del nostro Centro ed alle tante iniziative che porta avanti, a volte può capitare di dimenticare qualcosa. E noi come volontari ci scusiamo della svista. Il “Premio Stelle di S. Donnino” era giunto lo scorso anno alla sua quinta edizione con notevole successo, non solo per il riconoscimento dato alle persone che si sono contraddistinte nella nostra comunità, ma anche per la particolare cornice in cui avveniva la consegna del premio che avuto la partecipazione “fissa” della Corale lirica Renata Tebaldi, diretta dal bravissimo maestro Sebastiano Rolli. Per volontà degli enti promotori (parrocchia, Amministra-

Giuseppe Ginexi

Vi è mai capitato di passeggiare in paese (ma questo vale per tutte le città del mondo) e guardare con malinconia palazzi o strutture fatiscenti chiedendovi se un giorno avrete davanti uno spettacolo migliore? La Street Art può essere la soluzione giusta. Non si tratta di vandalismo né tantomeno di imbrattare i muri con delle bombolette spray (vedi quelli che ci sono sotto la Banca Monte), ma di un nuovo concetto di arte che potrebbe valorizzare strutture già esistenti abbandonate all’incuria del tempo e degli agenti atmosferici. Nel mondo sono tante le immagini che raffigurano questo senso di estetica e bellezza, forse povero ma di grande effetto. Qualche esempio? La “Est Side Gallery” di Berlino è un museo a cielo aperto. Questa è una risposta semplice, ma i turisti della capitale tedesca hanno apprezzato i tanti murales che qua e là si ergono sui palazzi della città.

A Stoccolma per esempio l’artista Herr Nilsson ha dipinto diversi murales raffiguranti alcune celebri figure femminili delle fiabe, che interagiscono con l’ambiente e le persone circostanti. E che dire di Banksy che con i suoi stencil ha decorato tante città da Bristol a Londra, fino a New York, dove adesso è possibile vedere una vera mostra di tutti i suoi lavori? Lui è senza dubbio il più famoso, ma allo stesso tempo ha uno stile diverso dagli altri. Nelle sue “opere” l’aspetto puramente decorativo lascia spazio a delle immagine provocatorie che potrebbero (ad oggi) urtare la sensibilità di politici, amministratori e benpensanti. Non siamo pronti per questo, ma per il

Il “Premio Stelle di San Donnino” diventa biennale

resto credo proprio di sì. Qualche tempo fa a Parma è stato indetto un weekend dedicato alla Street Art patrocinato da diversi enti (Regione, Provincia, Università, Confcommercio...). In poco tempo angoli e pareti della città hanno “preso vita”. Molti di voi, magari, li avranno visti. Sarebbe bello se anche nel nostro Comune si potesse mettere in atto una riqualificazione artistica. A pensarci bene, infatti, le “tavole” da decorare non mancano. Per carità, io non ne sarei capace, ma magari artisti locali lo farebbero anche gratis dandoci grandi soddisfazioni. Magari potrebbe essere un punto dei futuri programmi elettorali.

zione comunale e giornale “il Punto”) da quest’anno è stato deciso di farlo diventare biennale per motivi di “spending revue” (come si dice oggi). La crisi economica generale ha colpito anche i nostri enti, che si sono visti costretti a rivedere e ridurre le uscite, cercando di lasciare inalterate, il più possibile, le iniziative. Per questo il “Premio S. Donnino” è diventato biennale e lo rimarrà fino a quando la ripresa economica non ci consentirà di riportarlo all’annualità. Intanto questa nostra distrazione ci ha consentito di verificare l’attaccamento dei monticellesi alla manifestazione per le numerose segnalazioni ricevute dalla gente che ci chiedeva, sorpresa, notizia del fatto. La cosa ci ha fatto piacere, ma ci scusiamo lo stesso per la dimenticanza. ARRIVEDERCI AL SAN DONNINO 2014. GDR

Il Parmigiano Reggiano e i Politici Umberto Tomaselli Non si finirebbe mai di citare testimonianze che elogiano il PR-RE, questo prodotto conosciuto in tutto il mondo: fra le tante curiosità che si riferiscono a questo intramontabile formaggio ricordiamo la pagina in cui l’allora celebre Cristoforo di Messisbugo descrive in un suo ricettario seguito da esempi di menu la “cena privata” da lui fatta preparare il 17 gennaio 1543 dove come secondo vi erano “piatti sei di Parmigiano”. Lo stesso commediografo Molière in tarda età soleva nutrirsi soprattutto di Parmigiano. Era l’agosto del 1976 quando a Monticelli iniziò (proseguita fino al 1995) la

prima “Festa del Parmigiano-Reggiano”. Un evento con convegni, dibattiti e vendita promozionale, la prima manifestazione in Provincia e forse in Regione. Intervennero personaggi famosi dello spettacolo, cultura, giornalisti e politici come Ave Ninchi, lo scrittore Luigi Veronelli e il sen. Fabio Fabbri. Nelle edizioni che seguirono intervennero professori universitari come Butturini, Flamini, il prof. Annibaldi e l’on. Gian Paolo Mora. Nella terza edizione, voluta e creata dall’assessore al turismo Gianni Mingori parteciparono il prof.. Bonomi e Andrea Strata. Nel 1979 la crisi ciclica colpiva il settore del PRRE; al convegno parteciparono l’on. Covatta per il

Psi, l’on. Amadei per il Psdi e l’on. Mora Presidente del Consorzio del PR-RE per la DC. Nel 1980-e 1981 vi furono interventi di professori ed economisti. Nel 1982 dei politici fu presente l’assessore provinciale Claudio Talignani.Nel 1982 il convegno fu imperniato sul tema: “problemi e prospettive nel settore zootecnico e lattiero caseario”. Relatore l’assessore regionale all’agricoltura Alfonso Terzi. 1984 presenti il prof. Fausto Cantarelli, prof. Antonio Domenichini, dott. Vezzani, dott. Capelli e il vice presidente della Provincia Claudio Talignani. 1985 il tema riguardante : “la produzione del PR-RE e la politica comunitaria”, fu sviluppato dal funzionario dott. Antonio Picchè

dell’assessorato regionale con la conclusione dell’assessore provinciale Gianni Giordani. Nel 1986, dopo alcuni anni di perdita di importanza, si tentò il rilancio con qualche polemica della minoranza con scambi di lettere al giornale e al convegno la parola passò agli agricoltori con il solito intervento di professori universitari e nessun politico di spicco. 1987 dodicesima edizione, al convegno sul Parmigiano mancava solo il Consorzio!!! Scelta criticata dal sindaco Carboni. Anche in questa edizione “forfait” dei politici, sia locali che nazionali. 1988 tornano i politici come l’on. Giulio Ferrarini capogruppo del Psi della commissione ambiente e territorio della Camera, l’on.

Carla Barbarella ministro dell’agricoltura del Governo ombra del Pci e l’on. Gian Paolo Mora presidente del Consorzio. 1990 I politici (tornano c’è odore di elezioni) Gian Paolo Mora, l’on. Onelio Prandini. on. Paolo Cristoni, on. Alessandro Duce e il presidente della provincia Claudio Magnani. 1991 Per la prima volta è presente (senza intervenire nel dibattito) l’on. Borri, ci sono anche gli on.li Duce e Grilli; quest’ultimo critico sulle linee quadro regionali, poi il consigliere regionale Truffelli e il senatore Mora. 1991 Ad affrontare i problemi del PR-RE fu il ministro Giovanni Goria. 1992 Tornano Fabio Fabbri, Fausto Cantarelli, Gianni Riccò e infine il sen. Mora. 1993 Nessun politico presente.

1994-1995 all’insegna della totale mancanza di politici e ultima edizione traslocata poi a Basilicagoiano. Abbiamo fatto questo excursus di vent’anni di una interessante manifestazione citando i politici che vi hanno partecipato e che, nell’intenzione degli organizzatori (venendo a conoscenza delle problematiche del settore) se ne facessero carico in Parlamento. Questo non è mai successo, anzi, in un anno non fu presente neppure il Consorzio del PR-RE, con strascico di polemiche. Diciamo questo poiché alcuni giorni fa, nel commemorare l’on. Borri sia a Parma che a Montechiarugolo, qualcuno ha sottolineato che avrebbe promosso nel mondo il ParmigianoReggiano. Pur abitando a

un chilometro dalla sede del convegno di Monticelli in vent’anni ha partecipato solo una volta come ospite senza intervenire. Dirò di più, in quegli anni era Presidente della Commissione RAI. Gli fu chiesto di avere una troupe per riprendere la manifestazione, ma non fu possibile averla. Il sindaco Carboni mi chiese (avendola conosciuta a Radio Parma e presentatrice di vari spettacoli a Monticelli) di interpellare Manuela Merlo occupata alla RAI di Bologna. Gentilissima inviò una troupe, presente poi tutti gli anni fino all’ultima rassegna. Qui proprio l’on. Borri il PR-RE lo avrà certamente pubblicizzato, ma non a Monticelli; se poi lo ha fatto in altre parti del mondo, ben venga.

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il Punto - Novembre 2013

XVIII° Memorial Gasparini: Decimo successo per El Wafa

Record assoluto di presenza alla kermesse: Circa 1000 partecipanti El Wafa del Cus Parma ha vinto per la decima volta sulla distanza di km. 12,7 in 42’3” la diciottesima edizione del “Memorial Gasparini”. Un circuito molto bello a detta dei tanti partecipanti, organizzato dal Punto Blu in collaborazione con il Circolo Verdi e la perfetta organizzazione tecnica del Toccalmatto di Camillo Fragni. Una gara non semplice con planimetria alta e bassa. Oltre al vincitore El Wafa, al secondo posto si è piazzato

Simone Conforti del Casone Noceto, che ha avuto un lungo testa a testa con il nostro giovane concittadino Pietro Cabassi. Tantissime anche le donne partecipanti. Tra esse le prime assolute sono state: Carolina Baldi (Atl. Manara), Elisa Adorni (Cittadella) e Lisa Ferrari (Cus Parma). Oltre seicento i podisti non competitivi che hanno ravvivato il percorso in una variopinta esplosione di colore delle proprie tute sociali.

GLI SPONSOR L’ennesimo successo del memorial Gasparini giunto alla diciottesima edizione con la partecipazione di 942 podisti di cui 357 competitivi, organizzata dal Punto Blu con la collaborazione del Circolo “G.Verdi”, è stato dovuto a diversi fattori. Innanzitutto l’instancabile lavoro dei volontari nella preparazione e organizzazione della corsa sotto l’aspetto tecnico-burocratico, compresa la preparazione dei premi ogni anno graditi dai partecipanti. Premi che, ricordiamo, sono dati dagli sponsor ,come sempre ditte che vogliamo ancora una volta ringraziare per la disponibilità come la BARILLA, MUTTI Spa, PARMALAT, CONAD-MONTICELLI TERME, LITOSTAMPA, BORMIOLI LUIGI, CAVICCHI, IL PARMENSE, e dai sostenitori : ADMETA, ALLEANZA TORO ASSICURAZIONI,

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Fiocco Azzurro in Redazione Il 15 ottobre è nato Marco Ronchini. A lui e alla mamma Giovanna Piazza e al papà Lucio i migliori auguri per un bellissimo futuro ricco di felicità e soddisfazioni.

Il servizio fotografico della manifestazione è stato curato da Paolo Gandolfi e Mattia Boschi. Per chi fosse interessato alle foto, è possibile scaricarle dal sito: www.centropuntoblu.com

CLASSIFICHE ASSOLUTE UOMINI 1 Abdel I. A. El wafa (Cusa Parma) 42’37” 2 Simone Conforti (At. Casone Noceto) 43’19” 3 Pietro Cabassi (Circolo Minerva) 43’30”

DONNE 1 Carolina Baldi (Atletica Manara) 47’48” 2 Elisa Adorni (Cittadella 1952) 50’16” 3 Lisa Ferrari (Cus Parma) 50’43”

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il Punto - Novembre 2013

Toccalmatto: più di 970 i partecipanti, un succeso! In una giornata bella d’autunno erano più di 970 i podisti a Toccalmatto. La competitiva di km 11.700 è stata vinta da Claudio Tanzi Italpose PC, 2° Massimo Corradi, soc. Arvedi CR, 3° Albbau Abdal Illch, 4° Felice Tucci, 5° Fabio Terzoni, 6° Marco Mazzoni, 7° Luigi Bersani, 8° Gianluca Cola, 9° Andrea Genchi, 10° Michele Orsi (questi i primi 10 ossoluti) Le donne: 1° Carolina Baldi Manara, 2° Lara Mustet, 3° Luisa Ferrari, 4° Francesca Giuffredi, 5° Juliana Macoppi, 6° Patrizia Bozzani, 7° Katia Ronchini, 8° Michela Gotelli, 9° Mara Fagandini, 10° Carmela Guglielmo. Buona la partecipazione alla camminata. Oltre i gruppi di Parma e Piacenza, il gruppo Atc Porcari di Lucca il Gruppo Pasotti di Broni, Aws Cermignano ecc… Immancabile l’Assessore Lorella Orlandelli del Comune di Fontanellato sempre presente a tutte le iniziative sportive ed in modo particolare alle marce che si tengono nel territorio da Lei ritenute lo sport per eccellenza, dove si nota l’impegno e l’abnegazione degli atleti nello sport puro non quello del facile guadagno. Nelle foto di Beppe Dello Russo momenti diversi della gara tra vincitori assoluti, gruppi ed atleti vari. Sul sito www.centropuntoblu.com troverai tutte le foto

I PREMIATI Bambini a -10 anni. 1° Bergianti Gabriele 2° Olivetti Tommaso 3° Carnevali Michele Bambine a – 10 anni 1° Alissa Rocca 2° Rebecca Piazza 3°Martina Piazza Femmine 11-13 anni 1° Ana Vasula 2° Carra Mirka 3° Dalula Garli 4° Corradi Pamela 14-15 anni 1° assoluto Diego Ferandola 1° assoluta Bergianti Jessica

Scuola Materna: Cuccioli al via

Settembre: la Scuola dell’Infanzia Capitano Micheli apre le sue porte ai cuccioli di tre anni per iniziare, mano nella mano coi “grandoni” di quattro e cinque anni, la splendida avventura alla scoperta del mondo: dentro e fuori di loro. Attese, timori, pianti e sorrisi, nostalgia di casa e nuovi amici,giochi e risate, sorprese e conquiste… Uno, due, tre, partenza… VIA! Ha inizio il viaggio. Auguri a tutti e che il cammino sia gioioso e ricco di meraviglie!

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Parma Calcio: 100 anni di spo Wembley 1993- Coppa delle Coppe. Primo trionfo europeo

Gabriele Balestrazzi

Da dove iniziamo...? Da quando bastavano sogni di serie C per avere un Tardini strapieno ad ammirare gli ultimi acuti del più grande calciatore parmigiano di sempre: Bruno Mora? Dalle foto in bianco e nero degli stranieri Vycpalek e Korostelev, con il rigore della promozione del ‘54? Dai gol di “Orazio da Morbegno de’ nobili Rancati”, come scriveva Corrado Corti per esaltare la classe di un calciatore da categoria superiore?... ....Da una punizione che sbatte sul ginocchio di Pioli e regala quasi casualmente una meritatissima B, con tutti noi sotto il diluvio di Sanremo? Da una palla

a campanile al 90° che Torresani colpisce al volo e finisce all’incrocio della porta del Mantova, dando il via (quando già tanti delusi stanno lasciando il Tardini) alla strepitosa rimonta di Maldini che sarà suggellata da Bonci a Trieste e da Ancelotti a Vicenza ? Dalla traiettoria, vista e rivista e quasi impossibile, di Minotti a Wembley?..... ........Dal gol con un solo passaggio BallottaAsprilla ? Da Melli due volte sotto la curva nord (la B di Sacchi e la A di Scala nel derby), davanti alla “ramata” già piegata anni prima da Barbuti?..... .....Da Salsano e Zola che si ingigantiscono per segnare anche di testa? Dal teenager Buffon che ipnotizza il femomeno Ronaldo

sul dischetto?..... Dalle beffe a Zanier (tiro cross di Sega sempre nella benedetta Vicenza) e a Pellicanò (Fontolan sotto le gambe)?................Dalla meteora Walem che non ne imbrocca una, ma al 92’ con la Juve si inventa un geniale esterno sinistro, e trova Crespo che fa “transitare” Ferrara e poi infila come avesse la stecca da biliardo e fa “venir giù” lo stadio?........ ......Dalle sviolinate eleganti di Gilardino? Dal tiraccio sbilenco di Junior che regala l’ultima beffa-Coppa (per ora....) alla Vecchia signora? Dal ragazzino Nicola Berti che per segnare con il Bari si fa tutto il campo nella nebbia, e non sa che il signor Pezzella annullerà l’impresa accorgendosi della nebbia solo a pochi

minuti dalla fine?.....Da Stefano Cuoghi che dopo anni di disciplina perfetta vuole lasciare la firma nella sera di Wembley e scappa avanti, poi vede Melli libero sulla sua destra ma neppure ci pensa a passargli la palla, perchè il terzo gol lo vuole segnare e lo segna lui?...... .....Da Taffarel (“ma siamo andati in Brasile per acquistare un portiere ?!?.”...) che diventa sottofondo per le rimesse del portiere anche quando lui ha lasciato il Parma da anni....? Da Nevio Scala che con il pollice alzato fa il giro del campo dopo 7 anni da favola....? Dalla maglietta del “debito saldato” del bresciano concreto e provvidenziale Tommaso Ghirardi....? Da Ernesto Ceresini che ci crede sempre: crede nella rimonta

Partita dal Punto Blu la storica divisa del Parma di Leone Uluhogian difensore crociato dal 1918 al 1921

Parma 1992- Primo trionfo. Coppa Italia conto la Juve

Milano 1995 - Finale di Coppa Uefa contro la Juventus

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ort, vittorie, emozioni e sogni di Maldini, crede nella spiritata genialità di Arrigo Sacchi e alla fine crede nel sogno della serie A, anche se sarà il figlio Fulvio a viverla e a dedicargliela?....... .....Dal “pacifico” e impertinente mitra di Boghossian a San Siro e da Crippa che per vincere la supercoppa conclude una percussione dei calciatori bianchi che lì sembrano gli All Black del rugby....? Da Dino Baggio che si abbassa di testa, sempre al Meazza, e da Chiesa che piomba sul velo di Crespo, a Mosca, per le due coppe Uefa che sono forse le due massime vette tecniche di quegli anni d’oro....? Da Tino che, ancora nella Scala del calcio , si inventa che Scala vuol fare tirare a lui la punizione, e poi la mette all’incrocio di

Rossi e cancella l’imbattibilità del Milan di Capello? ....Dalla sregolatezza, ma con talento, di un Boranga o un Ascagni, o dalle promesse mancate di Macina o Bertoneri....? O dal destro con il contagiri che Cassano mette sulla testa di Palladino?...... Una telecronaca lunga 100 anni. Una lunghissima emozione (perchè il calcio è solo un gioco, ma quando è solo un gioco pulito può emozionare davvero), nella quale c’è spazio perfino per applaudire le prodezze degli avversari, dal tacco di Mancini all’eterno Totti al gol numero 200 di Roby Baggio. Lo spettacolo effimero ma trascinante di quando il pallone è a misura d’uomo: perchè se il Parma di Scala

o Malesani è quello più vincente, il Parma più bello è forse quello più perdente, nella breve disastrosa estate di Zeman però illuminata dalla vittoria sul mitico Real Madrid e da un’utopia di gioco che è a sua volta nella storia del calcio. Il calcio oggi dominato dagli spezzatini imposti dalla tv, il calcio della città blindata e a volte ferita (l’asilo invaso dai tifosi interisti nel giorno della B sul campo). Ma anche il calcio dell’ambulanza regalata alla Pubblica dai Boys e della “festa della squalificazione” dopo la prima breve apparizione in Europa, perchè a volte è vero che l’importante è partecipare... Cento anni dopo, non abbiamo ancora vinto lo scudetto e forse non lo vin-

ceremo mai. Ma questa festa che mette insieme il Parma di Verdi, il Parma delle serie B e C (e D...), il Parma dei debiti e del fallimento ma anche della rinascita, il Parma del crac ma anche delle coppe, il Parma delle gioie e delle delusioni fino al Parma di Ghirardi e Leonardi, di Donadoni e Fantantonio, racconta una pagina non secondaria (anche per l’immagine e il “marketing” del made in Parma) della storia complessiva della nostra città. E questa improvvisata telecronaca virtuale è anche un grazie, del cronista che si immagina parte di una gigantesca “ola” con tutte le generazioni che hanno affollato il vecchio Tardini, ai mille e mille protagonisti di una festa lunga cent’anni.

Da Barbuti a Cassano. Che campioni per il Tardini. Il Parma di Nevio Scala la pagina storica più bella

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Mosca 1999 - Finale di Coppa Uefa contro il Marsiglia

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Foto1 Massimo Barbuti Foto2 Nevio Scala Foto3 Alessandro Melli Foto4 Marco Osio Foto5 Thomas Brolin Foto6 Faustino Asprilla Foto7 Gianluigi Buffon Foto8 Gianfranco Zola Foto9 Hristo Stoichkov Foto10 Hernan Crespo Foto11 Fabio Cannavaro Foto12 Lilian Thuram Foto13 Dino Baggio Foto14 Juan S. Veron Foto15 Adriano Foto16 Antonio Cassano

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il Punto - Novembre 2013

Lampedusa, la vergogna dell’Europa Gli USA spiano il mondo

Cercasi una soluzione europea funzionale al problema Giuseppe Ginexi

Le immagini dei cadaveri di Lampedusa hanno fatto il giro del mondo creando sgomento in tutti i cittadini del mondo. E’ possibile nel 2013 morire in quel modo? E’ possibile viaggiare in condizioni di sicurezza così precarie nella speranza di trovare un futuro? Domande queste con risposte ovvie, ma che con i fatti non trovano riscontro. Ricordo anni fa quando c’era stato il boom di profughi albanesi che raggiungevano le coste della Puglia con i gommoni della speranza. Erano gli anni ’90 e aldilà dell’Adriatico c’era una sanguinosa guerra civile. Migliaia di profughi si riversarono verso le coste italiane correndo rischi di ogni genere. In tutti questi anni si sarebbe potuto fare molto per gestire al meglio questi inconvenienti, ma così non è stato. Forse ci si è cullati

nella speranza di non dover rivivere certe situazioni, o forse c’è stata la presunzione di consapevolezza di chi pensa di poter risolvere qualsiasi problema al momento. Fatto sta che le guerre civili africane hanno riacutizzato il problema. I Libici prima e i Siriani oggi. Cittadini qualsiasi costretti a fuggire dall’orrore della guerra civile. L’ultimo disastro è agghiacciante. Centinaia di morti e pochissimi sopravvissuti su un barcone pericolante. Vedi le immagini del mezzo e pensi che almeno il viaggio fosse gratis ed invece no. La tratta sul Mediterraneo è costata oro ad ognuno di loro. I più ricchi hanno potuto permettersi un posto al sicuro, ma i più poveri si sono ritrovati nella stiva a morire come topi. La domanda è.. ma questi profughi sperano di cambiare la loro vita venendo a Lampedusa o in Sicilia o in generale in Italia? Certamente no.

Anche in Africa sanno che il nostro è un paese alla deriva. Semplicemente noi siamo la porta d’ingresso meridionale dell’Europa. Se al tempo della II° guerra questo fu un vantaggio perché gli alleati dall’Africa si spostarono in Sicilia e risalirono la penisola, oggi non è più così. Il Governo quindi deve alzare la voce verso l’Unione Europea affinché si prenda carico del problema e trovi delle soluzioni applicabili, perché non può essere la modifica/cancellazione della “Bossi-Fini” l’unica soluzione . Non è possibile che il Mediterraneo oggi sia ancora navigato

da questi barconi della speranza che attraccano in Italia scaricando centinaia di clandestini per volta. Ci vuole un progetto condiviso da tutti, che prelevi in patria questi profughi di guerra per collocarli direttamente nei paesi disponibili ad accoglierli. La situazione di adesso, infatti, sta facendo solo gli interessi di scafisti senza scrupoli che si arricchiscono sulla pelle di povere persone. Speriamo non ci sia bisogno di altri morti per progredire verso il buonsenso.

Carceri piene? Rivediamo la gestione degli stranieri La notizia degli ultimi giorni ha dell’incredibile. Sia il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che il Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri notificano un grosso problema che affligge il nostro paese: le carceri troppo piene. A luglio 2013 il Ministro aveva fatto questa denuncia: “ Al 30 giugno 2013 sono presenti 66028 detenuti a fronte di una capienza regolare di 47022. Il governo metterà in atto un piano-carceri per avere 10000 posti nuovi”. Che ne sia stato fatto di questo piano, non è dato sapere, resta che la situazione ancora non è migliorata. Ecco quindi che ritorna in auge una soluzione già usata, con notevoli aspetti negativi, nel 2006: l’Indulto, un provvedimento che causa l’estinzione

della pena. In questo modo centinaia di delinquenti verranno rimessi in strada liberi di tornare alla loro vita. Ma se nella tua vita non hai fatto altro che rubare, cosa potresti mai fare una volta uscito? Una pena è come una punizione. Se una persona viene condannata ad un certo periodo di detenzione è giusto che paghi le proprie colpe. E’ come un genitore che mette in punizione il figlio e poi dopo due giorni lo lascia libero di fare come se niente fosse. Il figlio tornerà a sbagliare, è naturale. Una punizione o una pena ha validità solo se dimostra intransigenza. La soluzione al problema può essere quella di rivedere la gestione degli stranieri. Va bene le frontiere aperte (in America ed in Australia non è così) e la fratellanza dei popoli, ma il tutto deve procedere nel

rispetto del regole. Se dal Marocco o dalla Moldavia o dal Paraguay vengo in Italia per dare un senso alla mia vita, devo farlo in maniera corretta. Non è pensabile che uno si trasferisca in un paese straniero per fare il delinquente. Quanti articoli si leggono ogni giorno di rapine, furti, violenze di gruppo fatte da stranieri? Su Libero ed il Giornale almeno sei o sette articoli al giorno, negli altri quotidiani una breve c’è sempre. Che dire di quel bravo ragazzo che a Milano ha aggredito a Luglio un passante a colpi

Se entrando in casa trovaste il vostro migliore amico mentre ravana tra i vostri dati personali, i vostri documenti, non lo sbattereste fuori? Non lo minaccereste? Non si incrinerebbero i rapporti tra di voi? Credo che il ragionamento, seppure semplicistico, possa essere portato anche sul piano politico internazionale. 46 Milioni di telefonate controllate solo in Italia, leader europei spiati, cimici nella ambasciate degli “Alleati” mi fa pensare che forse tanto Alleati non siamo. Anche perché non è la prima volta che gli USA abusano dei loro servizi segreti o delle basi Nato per fare i loro comodi sen-

di ascia reo di non avergli dato una sigaretta? Ormai in Italia girare alla sera in una città qualsiasi è un’avventura per cuori impavidi. La soluzione è semplice. Uno straniero che non rispetta la legge non deve essere incarcerato, ma spedito a casa sua. Poi là decidano di fare come vogliono, metterlo in prigione o lasciarlo libero non sarà più un nostro problema. In questo modo le carceri saranno meno piene e forse i delinquenti stranieri saranno meno tentati a venire in Italia per fare danni.

E’ già difficile oggi trovare un posto di lavoro e magari se sei fortunato percepire si e no mille euro al mese. A dire la verità c’è anche chi percepisce novantamila euro al mese di pensione come Mauro Sentinelli classe 1947 che arriva a quota 1.173.205 euro lordi l’anno. Ovvero 3.259 al giorno… ma questa è un’incongruenza di tutti quei buoni a nulla di qualsiasi colore che siedono imperterriti nel Parlamento italiano. Quello che stupisce ancora di più è l’ingaggio che percepiscono alcuni personaggi televisivi. Finalmente qualcuno credo- Brunettava all’attacco contro questi ingaggi con interrogazioni rivolte al presidente generale della Rai e signora Tarantola e al direttore generale Gubitosi . La prima è rivolta alla Luciana Littizzetto per il programma : “Che tempo che fa” su Rai 3. Per dieci minuti a puntata (con monologhi spesso volgari, e offensivi) percepisce 20.000 euro. La comica torinese, aggiunge Brunetta, ha tra l’altro partecipato all’ultima edi-

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fino in fondo. Di una cosa però sarei felice, se per una volta l’Italia e l’UE si alzassero in piedi sbattendo in faccia agli “amici” USA la minaccia di uscire dalla Nato e la chiusura delle loro ambasciate su suolo americano giusto per chiarire il concetto che: cari Stati Uniti, il fatto che abbiate vinto la Seconda Guerra Mondiale, non penso vi dia il diritto di fare i vostri comodi, sempre e comunque, fregandovene della nostra territorialità. Unica nostra sfortuna è che nel quadro globale l’UE, cosi come è strutturata, e l’Italia, con le sue pessime figure in politica estera, contano sempre meno, ne consegue che tutto scorrerà come se nulla fosse successo… come accade sempre dopotutto.

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za consultare l’Europa; basti pensare al caso di Abu Omar e agli 007 della CIA che hanno agito su suolo italiano qualche anno fa. Il caso Datagate, scoppiato alcuni mesi fa, a causa di una fuga di informazioni tramite l’ex-dipendente e informatico del NSA (National Security Agency) Edward Snowden, ha alzato un bel polverone e una notevole tensione tra gli Stati Europei e gli States: la Germania si è già mobilitata minacciando di espellere i diplomaticispia. L’UE chiede chiarimenti in virtù dei futuri accordi commerciali. Come ogni buona storia di spie, Washington si giustifica, l’Europa si indigna, la Russia mette benzina sul fuoco e la verità non salta mai fuori

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zione del Festival di San Remo condotto sempre da Fabio Fazio, suscitando diverse polemiche per l’ammontare dei compensi percepiti (600.000 euro per Fazio e circa 350.000 per la Littizzetto). Nel mirino di Brunetta è finito anche Roberto Benigni, che secondo alcune indiscrezioni per il prossimo show dedicato ai Dieci Comandamenti avrebbe concordato un cachet corrispondente a più di 4 milioni di euro. Sull’argomento è intervenuto anche il vice ministro per lo Sviluppo Economico Catricalà, che ha precisato che per il nuovo contratto di servizio che lega Stato e Rai, quest’ultima sarà obbligata a indicare in sovraimpressione se un programma è finanziato con i soldi del canone d’abbonamento.

Caro Catricalà anche se questi programmi fossero finanziati dai Cinesi, Russi o Americani non ti rendi conto che 4 milioni di euro sono 8 miliardi di vecchie lire e c’è gente che non arriva alla fine del mese, mangiando forse una volta al mese. Ah dimenticavo che tutti e tre questi personaggi sono di sinistra quelli dalla parte del popolo. Allora va bene cosi. E’ inaccettabile che chi paga il canone sia felice di dare tanti soldi a conduttori televisivi, compreso anche il Vespa nazionale. Se si spendessero meno soldi per questi presentatori o attori ne gioverebbero le casse della Rai e scenderebbe il costo del canone. Se qualcuno è contento di questa situazione vuol dire che il canone non lo paga.


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il Punto - Novembre 2013

Papa Francesco, che rock-star

CORSI E RICORSI Giuseppe Ginexi

Cinquanta anni fa... il disastro della diga del Vajont La nostra vita è fatta di disgrazie. Esistono malattie, incidenti, imprevisti di percorso che la “rovinano”. Non si può fare molto, se non vivere in maniera serena cogliendo l’essenza di ogni attimo. Chiaramente si deve stare attenti. Ci sono delle regole di comportamento da seguire, fatte appositamente per garantirci una maggiore incolumità. Ognuno di noi è “guardiano” di sé stesso... Ma se è lo Stato invece che non si preoccupa della nostra sicurezza? In questo caso accade la tragedia. Nel 1940 nel territorio di Erto e Casso (Friuli Venezia Giulia) la S.A.D.E. iniziò la progettazione di una diga lungo il corso del torrente Vajont. Il progetto prevedeva una diga ad arco a doppia curvatura in calcestruzzo di ben 2464,60mt complessivi. I lavori iniziarono nel 1957 e finirono a tempo di record per l’anno 1962. In quel periodo era la nata l’ENEL la società di energia elettrica monopolista del settore fino al 1999 e l’azienda costruttrice della diga aveva necessità di finire per venderla. La fretta è spesso cattiva consigliera, soprattutto quando comporta di saltare gli aspetti di controllo. La diga era perfetta, un gioiello di ingegneria, ma costruita nel posto sbagliato. Uno dei due lati poggiava sul versante di un monte... il monte “TOC”. Nel dialetto friulano con il termine “Toc” si indica qualcosa di marcio. Ed il monte era franoso come una “sbrisolona” mantovana. Tutti i cittadini della valle lo sapevano e non hanno

mai nascosto le loro perplessità nella costruzione di una diga su quel versante. In teoria le perizie tecniche avrebbero dovuto indicare le criticità in oggetto, ma non fu così. Come mai? Forse perché non sono state fatte bene, oppure sono state ignorate sperando che il deterioramento della montagna si sarebbe rilevato ininfluente, a piccoli pezzi per volta. Alle 22.39 del 9 Ottobre accadde il disastro. Una frana lunga 2km (composta da 270 milioni di metri cubi di rocce e terra) si staccò del monte finendo nel lago artificiale. L’impatto con l’acqua generò tre onde. Una si diresse verso l’alto sfiorando la frazione di Casso. La seconda si diresse verso le sponde del lago e distrusse alcune località nei Comuni di Erto e Casso. La terza (50 milioni di metri cubi di acqua) scavalcò il ciglio della diga (rimasta intatta) precipitando nella valle sottostante distruggendo la cittadina di Longarone. Si racconta che l’onda d’urto dovuta allo spostamento d’aria sia stato uguale (se non superiore) alla bomba atomica di Hiroshima. Sono morte ben duemila persona. Migliaia sono i corpi ritrovati senza vestiti ricoperti dal fango della frana. Centinaia quelli non ritrovati. Uomini e donne si sono ritrovati a piangere i loro cari perduti sconvolti ed arrabbiati, tramortiti dalla sensazione di colpevolezza che colpisce i sopravvissuti. I bambini sopravvissuti, privi di

famigliari, vennero spediti in vari orfanotrofi del nord Italia. Presi e messi lì abbandonati a sé stessi senza un adeguato supporto psicologico, lontani dalla propria terra, ma soprattutto dai loro amici. Per loro fu come morire. E lo Stato come si comportò dinanzi a tale disastro? Qui viene il bello… Sui luoghi della tragedia si presentò l’allora presidente del Consiglio Giovanni Leone, che, colpito dal tremendo spettacolo, promise alla popolazione giustizia. Poco dopo cadde il Governo e così la carica del Presidente, il quale nel processo sul disastro del Vajont divenne capo del collegio di avvocati delle Sade- Enel. Da giustiziere, divenne avvocato del diavolo. Non solo, riuscì anche a far valere qualche cavillo legale per non risarcire la morte di circa 600 vittime… Chapeau! Oggi Longarone è stata ricostruita dal ricordi di tanti e dal buon senso di altri. La diga è ancora lì, come ricordo di quello che è stato. La speranza è che tragedie simili non accadano più.

Giuseppe Ginexi

Io non sono mai stato un credente, né un cattolico, né un cristiano. Credo in Darwin e nell’evoluzione non in Adamo e la sua costola. Credo al Big Bang, alle glaciazioni ed alla Pangea e non al fatto che l’Universo sia stato fatto in sette giorni. La scuola poi non ha cambiato il mio pensiero, anzi, lo ha rafforzato negativamente. Leggi sui libri delle guerre di religione nella Germania del ‘600 o della strage di San Bartolomeo che nel 1572 ha ucciso in Francia migliaia di Ugonotti rei di essere protestanti e non cattolici. E Lorenzo Il Magnifico? La famiglia dei Pazzi ha cercato di ucciderlo (in Duomo tra le altre cose) per vendere Firenze ad un “regno più potente”: lo Stato della Chiesa capitanato dal Papa Sisto IV. Leggi i Promessi Sposi e conosci la vocazione di Don Abbondio e Fra Cristoforo e resti esterrefatto. E che dire di Petrarca che si fece prete per non pagare le tasse. Bai-passiamo poi la triste piaga dei preti pedofili perché vinceremmo troppo facilmente. Sono anti-clericale e Dante mi avrebbe spedito con i dannati nel girone degli eretici con Farinata degli Uberti, ma non sono mai stato cieco o sordo verso la realtà religiosa. Una persona può non credere, ma non può ignorare. Motivo per cui ho seguito con interesse la folla e la partecipazione che hanno caratterizzato l’elezione del Papa. Trovo in Francesco un uomo estremamente intelligente, consapevole del suo ruolo e dei suoi doveri. Quest’uomo ha capito la realtà in cui viviamo e sta lavorando per togliere al mondo religioso le ragnatele formatesi in questi anni. E’ un Papa amato dalle persone perché trasmette serenità, trasparenza e fiducia. Qualche settimana fa i lettori di Repubblica hanno assistito al bellissimo “botta e risposta” che il Pontefice ha avuto con il giornalista Francesco Scalfari. E’ sembrato di assistere ai rapporti

epistolari trai letterati della Storia. Riassumerne i contenuti sarebbe difficile, ma ho deciso di riprendere degli estratti dell’intervista che ne è seguita. Intanto credo sia già doveroso un plauso per un Papa che accetta il confronto e le critiche. Un “botta e risposta” su un quotidiano, alla mercè di tutti. Anche questo è un segno di grandezza. A maggior ragione se si affronta alla pari, senza provare disagio o disdegno per l’interlocutore non credente. Comunque vada, io resterò nella mia posizione. Spero comunque che Papa Francesco riesca nel

progetto di ristrutturazione del mondo cattolico. Se dovesse farcela, sarà un cambiamento epocale, l’inizio di una nuova era; un po’ come è successo alle grandi Rock-star... In bocca la lupo!

Un estratto del dialogo tra Papa Francesco e Scalfari tratto dal quotidiano “La Repubblica”

Tuttavia l’esortazione di Gesù, l’abbiamo ricordato prima, è che l’amore per il prossimo sia eguale a quello che abbiamo per noi stessi. Quindi quello che molti chiamano narcisismo è riconosciuto come valido, positivo, nella stessa misura dell’altro. Abbiamo discusso a lungo su questo aspetto. «A me — diceva il Papa — la parola narcisismo non piace, indica un amore smodato verso se stessi e questo non va bene, può produrre danni gravi non solo all’anima di chi ne è affetto ma anche nel rapporto con gli altri, con la società in cui vive. Il vero guaio è che i più colpiti da questo che in realtà è una sorta di disturbo mentale sono persone che hanno molto potere. Spesso i Capi sono narcisi». Anche molti Capi della Chiesa lo sono stati. «Sa come la penso su questo punto? I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato». … Lei si sente toccato dalla grazia? «Questo non può saperlo nessuno. La grazia non fa parte della coscienza, è la quantità di luce che abbiamo nell’anima, non di sapienza né di ragione. Anche lei, a sua totale insaputa, potrebbe essere toccato dalla grazia». Senza fede? Non credente? «La grazia riguarda l’anima». Io non credo all’anima. «Non ci crede ma ce l’ha». … Ma perché nessuno dei suo predecessori ha mai scelto quel nome? E secondo me, dopo di Lei nessun altro lo sceglierà? «Questo non lo sappiamo, non ipotechiamo il futuro. È vero, prima di me nessuno l’ha scelto. Qui affrontiamo il problema dei problemi. Francesco voleva un Ordine mendicante ed anche itinerante. Missionari in cerca di incontrare, ascoltare, dialogare, aiutare, diffondere fede e amore. Soprattutto amore. E vagheggiava una Chiesa povera che si prendesse cura degli altri, ricevesse aiuto materiale e lo utilizzasse per sostenere gli altri, con nessuna preoccupazione di se stessa. Sono passati 800 anni da allora e i tempi sono molto cambiati, ma l’ideale d’una Chiesa missionaria e povera rimane più che valida. Questa è comunque la Chiesa che hanno predicato Gesù e i suoi discepoli».”

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il Punto - Novembre 2013

VIDEOPARLANDO Lorenza Cassiani

musicando Renato Azzoni

George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon‌e mia madre Questo angolo di cinema lo potrei dedicare a George Clooney, o magari a Brad Pitt o Matt Damon, ma vorrei raccontarvi l’incontro di mia madre con loro. Vi assicuro che è una storiella molto divertente e, per spiegare bene l’effetto che hanno avuto su di lei, vi scriverò le sue impressioni in dialetto ...rende meglio l’idea di questa insolita e originale avventura. Normalissima gita di paese con destinazione Liguria; meta Santa Margherita e per chi voleva c’era la possibilitĂ di prendere il battello e andare a Portofino. Solo parte del gruppo andò a Portofino, fra i quali c’era mia madre. Arrivati, quasi tutti andarono a fare una passeggiata al faro, mia madre preferĂŹ restare sul pontile seduta su una panchina ad osservare il mare e le varie imbarcazioni da sogno attraccate. Verso sera, il pontile era quasi deserto, quando vide arrivare un bellissimo Yacht dal quale scese il trio di attori definiti da lei : “TRI BEI RAGASS!!!â€?. Rimase lĂŹ ad osservarli per circa un’ora mentre scherzavano fra di loro. Erano in costume, a dorso nudo, abbronzati , capello corto e come potete immaginare in splendida forma. Mia mamma amante del cinema ma, soprattutto dei vecchi film, non aveva ben presente chi fossero esattamente, solo uno di loro le era familiare, ma non riusciva

a capire dove lo avesse visto. Si trattava di Clooney; ricordo vago, probabilmente, per la pubblicitĂ del Martini o per la serie Tv “E.R. Medici in prima lineaâ€?. Ma era stata colpita comunque dalla bellezza di tutti e tre, tanto è vero che quando parlava di loro diceva sempre: “MO CHE TRI BEI RAGASS!!!!â€?. Arrivò l’ora di andare a prendere il battello, e mentre si allontanava, sentĂŹ i camerieri dei ristoranti, i quali stavano preparando i tavoli fuori per la cena, dire che era arrivato lo Yacht di George Clooney. Allora capĂŹ chi era quel tipo, ma ormai era troppo tardi e doveva partire. Arrivata sul Pullman iniziò a raccontare chi aveva visto, ma parlò solo di Clooney, anche se continuava a dire : “MO CHE TRI BEI RAGASSâ€?. Potete immaginare l’amarezza degli altri per non essere stati li. Arrivata a casa continuava a ripetere la solita frase, tanto è vero che a me venne il dubbio che anche gli altri due fossero stati due attori. Il mattino seguente raccontai la storia in edicola e la signora del negozio mi disse: “Lo sai che Clooney è in vacanza in Italia con Brad Pitt e Matt Damon: guarda la foto sul giornale!â€?. Terminate le riprese di “Ocean’s Twelveâ€?, erano partiti insieme. Portai la foto dei tre a mia madre. Appena li vide, li riconobbe subito, e da allora ogni volta che li vedeva in

Tv si fermava a guardarli. Sarebbe stata un’ottima occasione per fare una foto con loro. Conoscendo mia madre si sarebbe avvicinata, facendosi capire, pur non parlando in inglese. I miei amici le dissero: “Deanna se ti avvicinavi per fare la foto ce li saremmo trovati a casa tua a mangiare i tortelli!!!â€?. Questa avventura è diventata una leggenda metropolitana come la mitica frase: “MO CHE TRI BEI RAGASS!!!â€?

Il Duca di Mantova

Feste, avventure galanti, sollazzi e scherzi: sono i passatempi preferiti del duca di Mantova e dei cortigiani che gli fanno corona. All’orizzonte c’è una fanciulla sconosciuta, che gli ha acceso i sensi: è una ragazza che vede sempre, accompagnata da una donna, all’uscita della chiesa. In attesa che maturi la nuova conquista ci sono le dame di corte, con cui passare il tempo e i lazzi del buffone di corte, abile schernitore dei mariti arrabbiati. Un cortigiano, senza che il buffone lo senta, racconta che Rigoletto ha un’amante. La ragazza però non è che la figlia del povero buffone. Un conte irrompe sulla scena e accusa il duca di avergli sedotto la figlia. Il buffone lo sbeffeggia ed il povero padre, fatto arrestare dal duca, maledice il buffone. Rigoletto,

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spaventato cerca rifugio nella propria casa, e nel tragitto viene avvicinato da un sicario, il cui nome è Sparafucile, che all’occorrenza potrebbe uccidere i suoi nemici. Rigoletto arrivato in casa scongiura Giovanna, la nutrice della figlia Gilda, di vegliare costantemente affinchè nessun estraneo entri mai nella casa. Il duca si introduce furtivamente nella povera abitazione e dichiara il suo amore a Gilda, spacciandosi per uno studente povero. La ragazza si avvede che è lo stesso giovane visto in chiesa, del quale è ormai innamorata. Intanto un gruppo di cortigiani organizza il rapimento della donna, che ancora credono l’amante di Rigoletto, facendosi aiutare dall’inconsapevole e povero buffone, che viene bendato e che capisce solo dopo che il rapimento si è consumato che gli è stata rapita la figlia Gilda. Tornato precipitosamente a corte viene deriso dai cortigiani, che gli impediscono di raggiungere la stanza dove il duca amoreggia con la figlia. Quando Gilda racconta al padre l’inganno di cui è rimasta vittima, Rigoletto decide di commissionare al sicario Sparafucile l’uccisione del duca. Rigoletto e Gilda arrivano presso la locanda di Sparafucile, sulle rive del Mincio, dove nel frattempo il duca tenta di sedurre Maddalena, sorella del sicario. Dopo un abbondante pranzo il duca si riposa in una stanza della locanda, mentre Rigoletto ordina alla figlia di partire alla volta di Verona dopo aver indossato abiti maschili. Gilda ritorna nei pressi della locanda e sente Maddalena pregare il fratello di uccidere, al posto del duca di cui si è invaghita, il mandante dell’omicidio. Sparafucile non cede alla proposta della sorella, ma dichiara che aspetterĂ fino a mezzanotte e ucciderĂ  al posto del duca, il primo uomo che entrerĂ  nell’osteria.. Gilda, sempre innamorata del duca, decide l’estremo sacrificio pur di salvargli la vita: fingendosi uomo chiede alloggio per la notte e viene pugnalata dal sicario. Rigoletto ritorna a portare la metĂ  della somma pattuita, ma, quando sente il duca canticchiare, sconvolto taglia il sacco e scopre la figlia Gilda morente, che gli chiede perdono e spira tra le sue braccia. Rigoletto pazzo di dolore si rende conto che la maledizione del vecchio cortigiano si è avverata. Rigoletto è un’opera musicata da Verdi su un libretto di Franco Maria Piave, tratta dal romanzo “Il re si diverteâ€? del francese Victor Hugo.

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il Punto - Novembre 2013

Laumas elettronica e Anmic sponsor della Gioco Polisportiva La famiglia Consonni dell’azienda di Basilicanova rinnova il suo impegno economico a sostegno dello sport disabile “Stringere alleanze e costruire ponti”: questo dichiarava Marco Tagliavini presentando la Polisportiva Gioco alla città; la frase riportata su queste pagine nello scorso luglio è il programma che si sta attuando, passo dopo passo. Il futuro della Gioco è una scommessa riposta in questa convergenza; Comune, Provincia, Enti pubblici, Industrie, Aziende, Associazioni di volontariato, Società sportive, ciascuno con il proprio carisma, ma con un denominatore comune: la volontà di mettersi a disposizione degli altri per fare rete, a vantaggio reciproco e soprattutto per la migliore qualità della vita dei cittadini. “È stata una scelta di famiglia” ha dichiarato Massimo Consonni a nome dell’azienda Laumas Elettronica, sponsor della Gioco nel settore basket carr, e tutta la famiglia – dai nonni ai nipotini – è sugli spalti al Palaciti a tifare per la squadra nelle partite in casa, mentre i giocatori con abbigliamento Erreà lottano in campo per la vittoria. Angelo Gandolfi, presidente e proprietario di Erreà, sottolineava lo stesso concetto quando consegnava le nuove divise alla Gioco: “Al primo posto noi Aziende dobbiamo mettere

i giovani ed essere disponibili a lavorare insieme con gli Enti e le Associazioni.” La Gioco persegue questa politica di sinergie. Ha iniziato un progetto con il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, che settimanalmente manda alcuni pazienti nella piscina di Moletolo, accompagnati dalla loro terapista, seguiti in acqua da istruttori abilitati, trasportati con il pulmino della Gioco da un autista volontario della Tep. Altro passo importante: Anmic e Gioco finalmente insieme, per offrire le diverse competenze ai cittadini: assistenza nel campo del diritto e pratica sportiva. Un binomio da tanto auspicato e ora diventato realtà, con la squadra di hockey in carrozzina elettrica che si chiama GIOCO-ANMIC. “Non è un problema di soldi” ha dichiarato Alberto Mutti, presidente dell’Anmic. “Lavoriamo in modo paral-

poesia in ricordo di zoraide campanini in mazzoni

A Zoraide Come posso tacere in quest’ora, densa così di pensier tumultuosi: mi sovvien tutto quanto di allora, quando il fato scriveva “Oggi Sposi”.

lelo per la miglior qualità della vita dei cittadini”. Stesso concetto ribadito dagli assessori Antonini e Marani: Provincia e Comune, pur senza tanti mezzi economici, stimolano le Associazioni a “fare rete per ottimizzare

le risorse e ottenere i migliori benefici per tutti.” In questo modo dopo 30 anni di attività innovative la Polisportiva Gioco guarda al futuro. Antonio Franceschetti

Lutto per la morte di Lorenzo Spreafico, Primario di ostetricia e ginecologia Grande uomo e grande medico…ma quando si tratta di cancro, si rimane comunque quasi sempre “un detenuto in attesa di giudizio” – così mi diceva qualcuno a cui ero molto legata… Dopo quattro anni di lotta contro questa malattia, il giudizio è sopraggiunto anche per il Dott. Lorenzo. Conosciuto a livello nazionale ed internazionale per le tecniche chirurgiche utilizzate, ha realizzato all’ospedale Franchini di Montecchio Emilia un importante centro di riferimento per il trattamento e la riabilitazione della patolgia del pavimento pelvico. Profes-

sionista di grande umanità, si è sempre distinto per la disponibilità verso le pazienti e per l’autorevolezza verso i colleghi. Lascia oggi un profondo vuoto tra tutti i collaboratori che hanno lavorato e sono cresciuti con lui…E anche a me, perché ricordo, come fosse oggi, quel magnifico giorno in cui, sfoderando uno dei suoi rassicuranti sorrisi, fece nascere mia figlia Rebecca… Olivia Cantoni

Era allor Don Ignazio alla guida di parrocchia e di associazione: chi in aiuto Divino confida in quel santo fiducia ripone. Nubi dense e anche squarci di cielo si presentano al nostro orizzonte: animati da fede e da zelo ci apprestiamo a combatter sul fronte. In pochi anni arrivano i figli, portan gioia ma pur sofferenza, e con questi anche i primi perigli stan provando la nostra esistenza. Ti ricordo col figlio “secondo”, per due mesi in ospedale: quante pene e dolore profondo per quel figlio che è a rischio mortale! Poi ancora in svariate occasioni

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l’assistenza nei vari interventi: quante pene e dolorose emozioni nel succedersi di non lieti eventi. Poi i bimbi si fanno più grandi, quanto tempo a studiare indumenti da tagliare e cucire: i più grandi dopo un po’ li daranno ai “seguenti”. Ed infine qualcuno si sposa e la mamma è ognor più presente, l’avvenire si tinge di rosa e per tutti la mamma è assistente. Poi un giorno (ah! che giorno funesto!) da Via Cecchi ti è giunto un messaggio: presentarsi in quel giorno al più presto per intraprendere il monitoraggio! Pur essendo iniziato il calvario mai una stilla ha bagnato il tuo volto, come un forte campion temerario il primario percorso hai risolto. Ma l’avverso destino spietato ha voluto piegar le tue membra: il tuo corpo si è arreso domato, le tue lacrime ognu-

no rimembra. Io vorrei queste stille serbare come perle in custodia dorata, perché possano a tutti additare la tua lotta presente e passata. Or mi inchino al tuo corpo silente: non c’è forza che possa appannare ciò che la tua tempra irruente ti ha portato ad amare e donare. Non invano hai calcato la Terra, la tua tomba non sia mai deserta, questo mondo che il corpo sotterra la tua forte virtù ha riscoperta. E se accade che a te manchi un fiore, per l’umana pigrizia o l’assenza, possa almen ciò che alberga nel cuore di chi amasti affermar la presenza.

Enrico


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il Punto - Novembre 2013

lettere aL GIORNALE - “ SE PEDALARE IN CAMPAGNA E’ MEGLIO DEI MARCIAPIEDI IN PAESE” - IL DIRETTORE RISPONDE “L’informazione prima di tutto!” Spett. Redazione, ho letto l’articolo apparso sul Vostro periodico nel mese di settembre titolato “Se pedalare in campagna è meglio dei marciapiedi in paese…”. Premetto che le cose che scriverò di seguito saranno esposte senza volontà alcuna di offendere e senza acredine, ma in totale tranquillità. Ora, a parte vari punti, di cui mi limiterò solo ad accennarne alcuni, che fanno dell’articolo un’accozzaglia informe di luoghi comuni e di imprecisioni, vorrei commentare l’articolo precisando alcuni aspetti fondamentali che potranno, a mio avviso, meglio definire l’assoluta inutilità di molte delle critiche rese all’Amministrazione. Ma andiamo per gradi. La frase iniziale “L’ennesima iniziativa ambientale…”, evidenzia, se non altro, una vitalità ed un’attenzione verso l’ambiente non comune e non vedo dove sia l’accezione negativa che se ne vuol dare. Per quanto riguarda le zanzare e gli insetti… mettiamoci anche l’erba bagnata e l’aria che se proveniente da nord può risultare fastidiosa e poi abbiamo veramente parlato del nulla. Per quanto riguarda i marciapiedi di colore diverso, sinceramente, me l’ha fatto notare chi ha scritto l’articolo: io non me n’ero mai accorto, forse perché durante la giornata, tra il lavoro, la famiglia ed il volontariato, faccio fatica anche a vedere il telegiornale. A parte questi pochi accenni relativi all’articolo di cui ho voluto evidenziare, sempre a mio avviso, l’inutilità e pur potendo scendere ancora verso e all’interno di altre affermazioni e critiche comparse nel “reportage”, vorrei ora passare al punto fondamentale dell’articolo: il “giornalista” non ha approfondito, riguardo alla ciclopedonale delle casse d’espansione Enza, non pubblicando uno dei dati fon-da-men-ta-li, (se non IL dato fondamentale) per poter, a giusto titolo, valutare e giudicare il rapporto peso/beneficio di un’opera pubblica: la cifra spesa dall’Amministrazione Comunale (e cioè, i soldi delle tasse dei cittadini residenti nel Comune) per la realizzazione di questa pista. Non conosco il motivo per cui non si sia riportato questo importantissimo dato, soprattutto in regime di “vacche magre”, dato che, all’interno del bilancio di un Comune così piccolo potrebbe risultare un peso per le casse Comunali. Poichè le chiacchiere son chiacchiere e sono differenti dai fatti e dai dati reali, sarei lieto di mettere a conoscenza la cittadinanza della spesa sostenuta per la realizzazione dell’opera contestata: 0 euro! Sì sì, avete letto bene: zero! Si dà il caso infatti, che sia stato “incassato” il diritto di aver restituite ( in ordine e fruibili) al Comune, da parte dei cavatori, le casse d’espansione. Il resto l’han fatto e reso possibile alcuni volontari (tra i quali l’Ass. Maurizio Olivieri). Proprio il Vostro articolo auspicava “non c’è nulla da inventare a Montechiarugolo ma solo da migliorare l’esistente” e ancora “coerenza e buonsenso non costano nulla”, senza sapere (o far finta di non sapere?) che è proprio quel che è avvenuto per le casse d’espansione Enza! Credo che, anziché denigrare gratuitamente l’operato del volontariato, bisognerebbe anzi sempre dire “grazie!” a chi s’impegna al di là dei propri impegni di lavoro e senza scopo di lucro. Credo si debba appoggiare e spronare chi “fa” e chi mette qualcosa a disposizione della collettività, togliendo tempo alla

propria persona, ai propri affetti e alle proprie passioni senza chiedere denaro e, il più delle volte (come anche in questo caso), senza prendersi meriti personali che invece gli spetterebbero. Anche per la citata escursione con 15 persone etichettata come “flop”, vorrei dire a chi ha scritto l’articolo che, anche in questo caso, la spesa a carico dei cittadini è stata pari a quella impegnata per la ciclabile e cioè ZERO euro. Anche qui è stato il volontariato a funzionare e a mettere la “manifestazione” a disposizione del Comune (sempre organizzata, a titolo di “cittadini attivi”, oltre che dal già citato Maurizio Olivieri, anche dall’agriturismo “Antica Cascina” di S.Geminiano, dalla famiglia Giuffredi e da altri che non mi dilungherò a citare per non tediare i lettori). Per quanto riguarda la pubblicità, non sarà forse risultata essere stata efficace ed il motivo è che i mezzi per promuovere sono stati facebook ed il passaparola (sempre a costo zero). Che la “ciclopedonale” venga utilizzata o meno, a questo punto, assume importanza solo per chi la percorre (io ci sono stato ed ho visto anche altre persone) e per chi ci si è impegnato per poter dire a tutti gli altri “ehi: guardate che adesso l’abbiamo sistemata e qui c’è un bel giro da fare”, il resto sono solo chiacchiere da bar e da comari di paese. Se a qualcuno non piace andar per carraie, pace: faccia altro, non sarò certo io a dire a questi come devono impegnare il loro tempo e a criticarli per ciò che fanno. Sottolineo il fatto che il premio Comuni Virtuosi si poggia anche su “opere” come possono essere, appunto, la ciclopedonale delle casse Enza. Concludo affermando che, ben vengano azioni di “cittadinanza attiva” che scoprono, promuovono ed esaltano (o almeno tentano di farlo) caratteristiche e peculiarità territoriali. Non vedo quindi nesso tra i marciapiedi di Monticelli e le pedalate nell’Enza. Suggerisco allo scrivente l’articolo preso da me in considerazione (ed è un suggerimento del tutto personale), di informarsi bene prima di scrivere cose vuote, superficiali, risibili e non attinenti alla realtà dei fatti: è facile starsene in cameretta a scrivere; lo è un po’ meno scrivere dopo un’attenta ricerca e confutazione ed è ancora meno facile impegnare il proprio tempo a favore degli altri. Di giornalismo “orizzontale” ne abbiamo già pieni i quotidiani e le tv, mentre il giornalismo d’inchiesta, se proprio lo si vuol fare, dovrebbe scendere anche in “verticale” per potersi definire “utile” e “d’informazione”. Il Vostro articolo mi ricorda un po’ quegli attempati signori che con le mani dietro la schiena, ai bordi dello scavo, guardano e criticano gli operai madidi dai 40° all’ombra che vanno, di pala e di piccone, a sostituire il tubo rotto, il quale permetterà a queste creature canute di poter far la doccia la sera stessa. Concludo, scrivendo che mi dispiace rilevare costantemente (in generale) la volontà di parlar male, screditare e cercare il marcio anche dove non ce n’è bisogno e dove, tra l’altro, il marcio non c’è. Credo che il tentare di creare interesse e seguito attraverso la ricerca del “sordido” e dello sporco sia una brutta, deleteria e poco etica abitudine, soprattutto per chi ha la possibilità di parlare ad un’ampia platea. Cordialmente. Aldo Cabrini

Al signor Cabrini “L’informazione prima di tutto” - dice lei. Ma quale? La sua? Lei che viene a Monticelli per diletto e passione ciclistica? - (Di questo la ringraziamo ed apprezziamo) - O l’informazione che viene dalla gente che vive la quotidianità delle frazioni comunali e per la quale il cicloturismo è solo un piacevole passatempo riservato a pochi? Dopo 22 anni di vita del nostro giornale, apprezzato da cittadini e non, da lettori e inserzionisti, riceviamo da lei una lezione di alto giornalismo “orizzontale e verticale” e noi aggiungeremmo anche “trasversale”, che noi non conoscevamo, abituati da sempre ad ascoltare e far parlare la gente del paese. Con tutto il rispetto per le escursioni ciclistiche sue o di decine e centinaia di amanti della natura, l’80 o 90% della gente del Comune si lamenta dello stato di degrado, di trascuratezza e di insicurezza (fondi stradali da piste da cross, una piazza deturpata da muri e invivibile, marciapiedi malmessi o inesistenti, zone al buio totale da anni nei centri abitati, ecc) e queste cose sono sotto gli occhi di tutti, compresi quelli dei curandi o di chi entra in paese solo di passaggio. L’articolo a firma di Giuseppe Ginexi, interpreta al 100% il pensiero della gente. Forse l’estensore è stato severo nelle espressioni, ma ha detto la sacrosanta verità. Non si dica che queste son chiacchiere di paese o di bar. Chi dice che le voci della gente siano chiacchiere, mentre quelle dei personaggi pubblici, e la sua siano verità assolute? Quante volte è stato il contrario! Intanto abbiamo accolto anche la sua voce e le rispondiamo. I lettori trarranno le loro conclusioni. Il nostro non è un giornale di regime o di consenso al sevizio di qualcuno. Queste denunce le facciamo da sempre non per denigrare, ma perché amiamo Monticelli e lo vorremmo vedere più bello e degno di essere un paese termale. Abbiamo lottato per decenni per ottenere i dossi di rallentamento nei viali di ingresso. Abbiamo lottato per mesi perché modificassero i tanti dossi di via Monte fatti in modo da sembrare più rampe di lancio che dossi, tanto che anche le ambulanze evitavano quella strada. Stiamo lottando da anni per i dossi in via Ponticelle e via Grespine (tolti dagli spartineve) da sempre una vera e propria via ciclopedonale naturale ad alta intensità di traffico. Come surrogato hanno messo quattro strisce di plastica, ormai divelte, come rallentatori, ma non servono a niente. La sua manifestazione cicloturistica è stata raffazzonata in una decina di giorni, ignorando totalmente le manifestazioni programmate da tempo dal Comune di Montechiarugolo col Punto Blu sotto il nome di” Settembre Monticellese”. Tanto è vero che uno e forse più assessori ignoravano l’esistenza della vostra passeggiata che lei sostiene in modo altisonante essere stata realizzata a COSTO ZERO. Per quanto la riguarda, Sig. Cabrini, il “costo zero”, ciò che lei dice che è stato “incassato” per il diritto di aver restituito (in ordine e fruibile) al Comune da parte dei cavatori le casse d’espansione, le ricordo che nel 1995 per gli abusi effettuati, le ditte escavatrici nelle cave furono multate per due miliardi e 767.433.000 milioni di cui un miliardo e 800.000 milioni di lire solo alla CCPL di Reggio E. Questo lo scrisse il “giornalista”, e attualmente assessore, Olivieri, sulla “Tribuna di Parma”, poi fallita. Pensi, con quei soldi, mai entrati nelle casse comunali, quante piste ciclabili si sarebbero potute fare, addirittura illuminate a giorno. Costo zero per il Comune, ma quanto è costata alle imprese private l’operazione piste ciclabili (opere pubbliche) e quanto le imprese hanno introitato dalle escavazioni? E’ più giusto sistemare delle piste ciclabili per pochi appassionati? O le strade, le luci e i marciapiedi delle frazioni che interessano oltre 10.000 abitanti, non tutti baldi atleti come lei, ma vecchi, donne e bambini? Al signor Luca Ferrari Le sue parole sulla personale scoperta dei magnifici luoghi che ha trovato nel percorso da lei fatto ci hanno fatto piacere, conoscendole noi da tempo ed essendo favorevoli a questi progetti. Siccome succede spesso che dal male e dalle cose brutte nascano il bene e le cose belle, siamo sicuri che questa polemica sarà costruttiva e le piste ciclabili golenali dell’Enza riceveranno tanta pubblicità ed attireranno tanti nostri lettori su quei sentieri sterrati. Noi per primi le andremo a percorrere, tempo permettendo. All’assessore Maurizio Olivieri Lo spirito e l’attività del “Punto” e del Punto Blu, l’assessore Maurizio Olivieri li conosce benissimo per essere stato, ancora ragazzo, fondatore e volontario del Punto Blu (fondatore e collaboratore del giornale “il Punto” è stato invece il fratello Simone) e successivamente, da amministratore, ha sempre proposto e condiviso il percorso iniziale. Il Punto Blu è sempre stato aperto a tutti, ha sempre accolto proposte valide e dato spazio a tutti in base alle disponibilità. Abbiamo da sempre avuto ottimi rapporti di collaborazione con l’Amministrazione, che ci ha affidato strutture in gestione per la nostra serietà e capacità organizzativa. Il giornale “il Punto” ha scritto sempre e tutto in modo libero e democratico, senza soggezione nè servilismi nei confronti di nessuno. Non siamo così prevenuti da voler vedere sempre e solo il male. Da ciò si capisce che, sig. Cabrini, non ha mai visto e letto “il Punto”, se non l’articolo in questione. Ci piace anche sottolineare in proposito che politici ed amministratori sono i nostri primi collaboratori (nel bisogno) e lettori, sia quando ne parliamo bene che quando diciamo male. Certo che il male non piace a nessuno. Apprezziamo la richiesta di aiuto dell’assessore Olivieri. Ma egli sa già che, quando ha avuto bisogno di aiuto dal Punto Blu, non ha mai dovuto bussare, perché le nostre porte sono sempre state spalancate, A DISPOSIZIONE! Il direttore responsabile La redazione tutta.

Gentile Direttore A proposito degli articoli sulle piste ciclopedonali nell’ultimo numero del Punto , sono a sottoporti precisazioni... e una richiesta di aiuto. Vado nell’ordine. Da alcuni articoli sembra che le piste ciclabili in un Comune siano inutili, o che siano in competizione e alternativa con opere con cui invece non hanno nulla a che fare. Il Consiglio Comunale, approvando recentemente il PAES (Piano di azione dell’energia sostenibile, frutto di un percorso partecipato dai cittadini) ha indicato come uno degli obiettivi per cercare di diminuire le emissioni inquinanti la promozione della viabilità alternativa. Le piste sono state realizzate per favorire proprio questa mobilità alternativa all’auto e lo sport all’aperto: non a caso anche questo progetto è stato riconosciuto nel darci il premio ‘Comune Virtuoso 2013’. Sono state realizzate gratuitamente come obbligo derivante dai lavori delle casse di espansione e credo sia doveroso metterli ora a disposizione di tutti. Del resto se il cronista si domanda «quanti cittadini hanno il tempo e la voglia di

farsi una pedalata la domenica pomeriggio» mi sento di rassicurarlo, almeno per la voglia: moltissimi, e anche al sabato e al giovedì, e anche una corsa o persino, qualcuno, una cavalcata! Il tempo non sempre, purtroppo, perché siamo oberati da tutto, e perché magari devono allontanarsi dal Comune (con l’auto!) o rischiare su strade trafficate. Invece oggi possono avere una alternativa più comoda: non è così facile avere 20 km di piste accanto a casa, e sinceramente non riesco a vederlo come un difetto (non è che ‘ci facciamo belli: le piste ci sono davvero!): forse il problema è che ancora non tutti lo sanno. Da qui la richiesta di aiuto: che “il Punto”, che è letto da tutti, ci aiuti e pubblichi le prossime iniziative di promozione di questi percorsi, magari anche il tracciato. Le cartine le abbiamo fatte: si trovano gratuitamente in biblioteca e in Comune, e anche su un sito: provincialgeographic.it‎. Grazie. Maurizio Olivieri Ass. ambiente Comune di Montechiarugolo

Gentile Direttore, sono uno della ‘quindicina’ fotografata a pag.5 dell’ultimo numero del “Punto” all’inaugurazione del percorso ciclopedonale della Fata Bema . Siccome c’ero,vorrei fare alcune precisazioni sugli articoli usciti sull’argomento (pagina 5 e 3), perché vorrei che i tuoi lettori le conoscessero. Non vedo come, all’apertura al pubblico di una pista, si possa parlare di ‘un flop’, come qualcuno ha scritto: forse 15 partecipanti non saranno molti, ma la pubblicità è stata fatta: ho spedito personalmente, per conto della società sportiva di cui faccio parte, decine di mail alle nostre famiglie e fatto promozione con locandine nei negozi, come concordato con il Comune. Poi il periodo di ferie, la partenza di buon ora alla domenica, il tempo che minacciava male han tenuto forse a casa molti che han preferito così: non mancheranno altre occasioni. Posso dirti però che han fatto male! Nel giro abbiamo scoperto, noi monticellesi da sempre

e sportivi, un percorso e posti che non solo non conoscevamo per niente, ma che non ci saremmo mai immaginati per estensione e bellezza, a due passi da casa: pronti per essere goduti da tutti, da San Geminiano a Montecchio e Tortiano, in mezzo al verde e a kilometri di piste, casse di espansione e laghetti: ti assicuro che la dicitura di ‘godere al meglio la convivenza con zanzare ed insetti» che compare a in un articolo non è una definizione che rende l’idea della bellezza del posto e degli animali che ci vivono. Una vera sorpresa e non mi vergogno a dire che ci siamo divertiti come bambini in gita, sia io che il presidente della asd Monticelli Terme 1960, Sandro Boni. La tengo breve: abbiamo deciso che useremo il percorso per i nostri allenamenti in bici e per le attività coi ragazzi. Ai lettori consiglio di fare un giro entrando dall’agriturismo di San Geminiano: il percorso è adatto a tutti. Luca Ferrari

AVVISO AI LETTORI Si chiede per cortesia di essere sintetici nelle lettere al giornale


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Un ricordo per i volontari defunti

Vittorio Ilariuzzi

Valerio Ilariuzzi

Enrico Bocchi

Cesare Giuffredi

Silvano Monica

Guido Ferrari

Volmer Lusuardi

Valentino Rocchi

Olindo Saccardi

Dante Simonetti

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Italia: saldi e ribassi Come smantellare il tessuto produttivo italiano nel peggiore dei modi Francesco Fenga Anna Paglino

Tutti ormai conosciamo la progressiva svendita delle aziende Italiane e in particolare di quelle gestite (si fa per dire) dalla classe politica. L’abdicazione progressiva dai vari settori industriali, a favore di potentati stranieri, ci sta portando in situazioni di sudditanza, da centri di potere oltreconfine, forse peggiore di quelle subite in periodi storici precedenti. Tutti conoscono le vicende legate ad acquisizioni di “italianissime” e grandi aziende italiane da parte di società estere (Parmalat, Telecom, Pernigotti …). Quello che (per ora) è un po’ meno noto è il lavorio di attacco finale a quanto è rimasto di buono nel panorama produttivo in Italia: le piccole e medie imprese. Che ne pensate di: - Contratti di lavoro molto flessibili - Ottima preparazione degli apprendisti - Contributo per ricerca e sviluppo fino al 80% - Contributo per gli altri investimenti fino al 50% - Formazione personale gratuita - Facile accesso alle principali vie di comunicazioni - Facilitazioni burocratiche

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ziative solo all’estero. Quando gli “stranieri” ci avranno sottratto anche le residue capacità imprenditoriali più sane e creative, la nostra classe politica avrà terminato l’incessante lavoro di dissoluzione dell’Italia. La situazione politica odierna è sotto gli occhi di tutti, e tutti aspettiamo (ancora non vedo da chi) una proposta seria e realizzabile per cambiare alla radice la vocazione anti-impresa della classe burocratica-politica italiana. Non bisogna inventare nulla, bisogna solo offrire alle aziende italiane le stesse condizioni. Negli USA hanno appena lanciato una campagna per riportare alcune produzioni sul loro territorio; 1800 iniziative gestite da enti locali che fanno a gara per attirare aziende offrendo loro facilitazioni di vario tipo. Loro hanno capito che non si può campare solo di terziario e finanza “creativa”; noi ancora no.

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“il Punto”

Trimestrale di informazione sociale, culturale, ricreativa e sportiva. Autorizzazione del Tribunale di Parma n. 5/92 del 3/3/92 Direttore responsabile: Umberto Tomaselli Direttore editoriale: Giuseppe Dello Russo Capo redattore: Giuseppe Ginexi Collaboratori: R. Azzoni, G. Balestrazzi, O.Cantoni, P. Capellazzi, L. Cassiani, F. Fenga, M. Fenga, I. Ferrari, V. Minari, A. Leoni, S. Lori, G. Piazza, A. Paglino, A.Pizzaferri, Correttrice bozze Paola Capellazzi Fotografie Mattia Boschi, Paolo Gandolfi, Agostino Leoni Responsabile pubblicità: Aldini Roberto Tipografia: LITOSTAMPA Monticelli T. Proprietà: Punto Blu Gestione Soc. Coop. a R.L. Tel. 0521-657783 Fax 0521-650703 www.centropuntoblu.com redazione@centropuntoblu.com c/c postale 11236437 Tiratura: 1.500 copie

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“Con Cassano si gioca in 10?”

“Con Cassano si gioca in 10”. Ho sentito diverse volte questa frase, da tifosi e anche da qualche collega. Forse c’è del vero, perché Fantantonio non ha nel podismo e nei recuperi la sua dote migliore. Però se lo togli dal campo che cosa te ne fai di 11 maratoneti, se poi nessuno di loro ha il guizzo o l’inventiva per un assist o una azione importante? Provo ad affrontare questo tema dopo aver visto il Milan affrontare due volte il Barcellona in Champions. Anche nei rossoneri c’è un calciatore che appare con evidenza nella fase discendente della sua carriera, e che non ha più (forse anche per una preparazione ancora approssimativa) la tenuta dei novanta minuti. Eppure, a parte Balotelli, nessun altro giocatore del Milan mi è sembrato in grado di creare problemi al Barcellona se non Kaka. Allora, al di là dei nomi, il problema è quello di sempre, forse ancor più evidente nel calcio ad alti ritmi di oggi: fino a che punto una squadra può permettersi il “peso” di un numero 10? Quando ho iniziato a guardare calcio, il numero 10 era spesso l’uomo intorno al quale una squadra veniva disegnata (Sivori, Rivera, Bulgarelli, De Sisti). Poi è arrivato, a partire dall’Olanda

degli anni ’70, il modello di un calcio più collettivo, dove l’uomodifferenza era più attaccante e più atletico (vedi Crujiff). Salvo poi tornare al modello anni ’60 – magari aggiornato – per i Platini o i Maradona. Ma ecco poi il Milan di Sacchi, dove “il leader era il gioco”, e le successive rigide imitazioni del suo 4-4-2: come quello che indusse Ancelotti (che però ha poi onestamente ammesso quell’errore) a ripudiare Zola e a rinunciare a Baggio. E una volta usciti dal sacchismo, si sono viste le soluzioni più diverse, anche perché certi 10 sono sembrati soprattutto dei 9,5 (come Del Piero); ma abbiamo avuto anche i Totti e, appunto, i Kaka e i Cassano. E qui siamo tornati a Fantantonio. Io so due cose: 1) nei gol del Parma di quest’anno c’è spesso il suo zampino, se non direttamente la sua firma; 2) se Cassano esce dal campo, dopo pochi minuti mi passa la voglia di guardare la gara, perché capisci che dagli altri non possono arrivare grandi emozioni. Morale: credo che Donadoni debba disegnare il Parma proprio come lo si faceva negli anni ’60. Scelga il migliore o i migliori partner d’attacco per Fantantonio (Amauri, Sansone, Palladino, ecc.), e solo a quel punto calcoli il numero di “corridori” o incontristi da schierare. Ma solo così il Parma potrà giocare con la “luce” accesa.

il Punto - Novembre 2013

F1: Vettel “Uber Alles”

Il tedesco entra tra le leggende dello sport Giuseppe Ginexi Si è concluso in India il Campionato di Formula Uno di quest’anno. Sicuramente uno dei più brutti, uno dei meno avvincenti e combattuti. Probabilmente la contemporanea uscita cinematografica del film “Rush” non ha aiutato in questo senso. Vedere la battaglia leggendaria tra Niki Lauda e James Hunt e paragonarla ai campionati degli ultimi anni, fa venire una gran voglia di cambiare canale e guardarsi una partita di Curling. Nonostante tutto è doveroso celebrare la stella di Sebastian Vettel. Il biondino tedesco è diventato a tutti gli effetti un campionissimo. Quattro titoli mondiali di fila sono riusciti solo a Fangio e a Schumacher. E’ un record da leggenda e gli va riconosciuto. Quest’anno è stato un cannibale in qualifica ed in gara lasciando agli altri solo le briciole. Ha affrontato tutta la pressione del favorito senza fare una piega, senza errore come solo i migliori sanno fare. E’ vero che guida una macchina strepitosa e camaleontica, capace di andare forte in rettilineo e volare in curva, prestante in tutti i circuiti, ma questo non può sminuire il suo capolavoro. Quando Schumacher ha vinto i sette titoli in Ferrari nessuno ha mai puntato il dito sulla non competitività degli avversari. Anzi, gli si è dato così tanto credito che non ci sono state lamentele quando gli unici anni con della concorrenza accettabile ha perso con Hakkinen ed Alonso. La Ferrari è stata disastrosa, ridicola ed imbarazzante. Il fatto che

Domenicali sia ancora a capo della gestione sportiva è un esempio concreto di come la situazione lavorativa in Italia è demenziale. La macchina non è mai stata competitiva. Lentissima al sabato sul giro secco da qualifica e troppe volte insulsa nella gara domenicale. Se guidi una Ferrari e non riesci a superare auto come la Sauber e la Force India, che hanno un budget quasi inesistente, hai un grosso problema. Con una macchina così neanche Alonso può fare i miracoli. Fernando ha fatto tanto, ha lottato come un leone con sorpassi e partenze lampo, ma alla fine è crollato anche lui. Nonostante la sua grinta e la sua cattiveria, nelle ultime gare ha perso smalto. Il regresso della “Rossa” al confronto del miglioramento degli altri

(Lotus e Mercedes su tutti) è qualcosa di preoccupante. A Maranello urgono seri e drastici provvedimenti. Basti dire che la macchina di quest’anno è stata progettata sulle ceneri di quella fallimentare dell’anno precedente. Evidentemente qualcuno credeva che innaffiando sul cemento potesse crescere l’erba. In ultimo voglio spendere due parole sulla Pirelli. Il suo ingresso in Formula 1 era stato accolto in pompa magna come il trionfo del prodotto italiano. Ebbene… un flop colossale. In due anni i pneumatici hanno solo dato dei problemi. Anche qui non ci sono stati miglioramenti, ma tante critiche da parte dei piloti che vedevano in pericolo la propria incolumità. Per non farsi mancare nulla anche la

decisione scandalo. A metà del campionato ha ritirato le forniture di quest’anno riproponendo quelle dell’anno precedente avvallando così le lamentele dei team (Red Bull in particolare) che non riuscivano ad esprimersi al meglio. Una decisione che ha indirizzato il campionato a favore del team più forte, rovinando così la grandezza del duo Sebastian Vettel – Adrian Newey.

a.s. terme monticelli Sergio Lori

Una squadra che va corretta considerato il potenziale che vale Visto il momento no, c’è qualcosa nella squadra che non funziona come dovrebbe, dopo una retrocessione che ci poteva anche stare, visto come erano andate le cose. Ora, invece, c’è solo da cambiare rotta. In campo ci va l’allenatore ed è lui che sa cosa fare e i giocatori anche. Ma uno dalla tribuna vede bene come ogni singolo si muove. Una squadra impostata male ? calo di tensione dopo novanta minuti ? Insomma c è un qualcosa che apparentemente non pia-

ce molto. Certo che 14 punti in undici partite, che si equivalgono a cinque pareggi, tre vittorie e altrettante sconfitte, non è da Monticelli, come previsto fin dall’inizio di campionato. Andare sul mercato ora non conviene, è come sbattere contro un muro. Quindi è un Monticelli che va messo bene in campo, corretto nei punti nevralgici e sostenuto dalla tifoseria, prima di tutto per non venire al campo solo per criticare la squadra del cuore. Poi gli stessi giocatori in campo de-

vono essere più aggressivi e compatti per non essere secondi a nessuno. Forza !! Monticelli.

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