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Maggio 2013

L’EDITORIALE DI UMBERTO TOMASELLI

Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 conv. in L. 27/02/2004 n° 46 - art. 1 comma 1, DCB Parma - Pubblicità inferiore al 50% - Costo unitario € 1,00 - Abbonamento annuo per ogni destinazione € 18,00 (€ 16,00 per pensionati), compresa tessera Punto Blu.

PERIODICO FONDATO NEL 1992

Periodico d’informazione sociale, culturale e sportiva del Punto Blu di Monticelli Terme (PR) Registr. Tribunale di Parma n° 5/92 Iscrizione R.O.C. n° 10461 - Anno XVIX n° 119- Maggio 2013

MONTICELLI TERME POLITICA

bambini bielorussi

corsi e ricorsi

frane in appennino

Sigaretta elettronica… E non solo In Svizzera in una giornata con un referendum e la partecipazione di circa il 70% della popolazione hanno detto no alle liquidazioni miliardarie del manager 59enne bloccandogli quella da 72 milioni di euro perchè già guadagnava 40 milioni di franchi l’anno. In Italia i boiardi di Stato dopo il referendum sul finanziamento ai partiti hanno trovato il modo di cambiargli il nome e addirittura aumentandolo di cento volte tanto e utilizzandolo senza giustificazioni a scopo personale. Non ci sono parole per descrivere questi tipi di politici, dire opportunisti è un complimento. Sono mariuoli che usciranno dai processi con l’aiuto di avvocati compiacenti, continueranno a bere champagne e mangiare aragoste avendo già trafugato i miliardi in Svizzera e altri paradisi fiscali. Non si accontentano, dopo il lauto stipendio, e auto blu, sistemare mogli, amanti parenti amici degli amici in posti da sogno. No, rubano chi 5 chi 10 chi 20 milioni di euro mentre imprenditori soffocati da tasse si suicidano. Non sono neanche in grado di fare un governo in breve tempo. Cosa gliene frega dei minatori del Sulcis (chi ne parla più), di quelli che lavorano nelle fonderie dell’ILVA di Taranto dove un bambino nasce già con cellule tumorali in corpo. Non c’è nessuna differenza tra i politici del Nord e quelli del Sud, basta vedere a Parma. Scelte scellerate, per favorire i poteri forti, hanno costruito un forno inceneritore perché questo è il suo vero nome non “termovalorizzatore”, di per sé antiquato che, bruciando 130 mila tonnellate di rifiuti altrettante tonnellate di polveri sottili, invaderà le campagne e i paesi a valle

della ciminiera ad un tiro di schioppo da un’azienda, la Barilla, che produce pasta. I risultati negativi si vedranno a breve. E’ vero che chi produce rifiuti li deve smaltire sul proprio territorio, ma è anche vero che c’erano altri tipi d’ impianti come quello ad “estrusione a freddo” di Vedelago. A proposito di fumo i famosi politici di cui sopra, compreso il Ministero della Sanità, si sono mai occupati dell’immissione sul mercato delle sigarette elettroniche? Se fanno bene o male , ormai sono state acquistate acquistate da mezzo milione di persone con un giro d’affari di 100 milioni di euro l’anno. A sottolineare i rischi connessi con la “vacatio legis” è l’Adoc che spiega come sia in crescita di circa il 25% nell’ultimo anno il numero di fumatori di sigarette elettroniche. C’è il pericolo della contrapposizione sempre in agguato, durante le festività di Natale sono stati sequestrati più di 3.000 pezzi. Le sigarette elettroniche stanno vivendo un momento di forte crescita ma, oltre ai possibili effetti dannosi- secondo l’Associazione dei consumatori- non vi è certezza sulla reale efficacia come supporto all’eliminazione del vizio. L’Adoc ritiene che le sigarette elettroniche debbano essere innanzitutto regolamentate e vendute come dispositivi medici e farmaci, come avviene in altri Paesi europei quali: Austria e Danimarca, inoltre necessitino di un’etichettatura più chiara e completa, visto che ad oggi vi è segnato solo la raccomandazione di utilizzarle lontano dai bambini. La sigaretta elettronica è stata al centro delle cronache non per le malattie polmonari ma per

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PARMA F.C.:

100°

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Largo al “Governissimo”

Nasce la Terza Repubblica all’insegna dei buoni propositi Giovanna Piazza

Governo col botto: “Puntavo ai politici” Umberto Tomaselli

Abbiamo visto tutti com’è andata, mentre finalmente al Quirinale il governo di Enrico Letta giurava, un disoccupato di 49 anni Luigi Preiti apriva il fuoco colpendo due carabinieri e una passante. Reso inoffensivo dai carabinieri ha subito detto: “cosa ho fatto? Non lo so. Non so spiegare; non potevo più mantenere mio figlio, volevo colpire i politici, non ho potuto raggiungerli e ho sparato ai carabinieri, volevo fare un gesto eclatante in un giorno importante: non odio nessuno in particolare ma

sono disperato, volevo suicidarmi ma non avevo più colpi”. Questo è quello che si è appreso dai media. Non contenti però hanno parlato in qualsiasi ora del giorno e della notte i soliti soloni che, invece di un caso ”isolato”, traevano legami con forze occulte pronte a un colpo di Stato. Solidarietà a chi è stato coinvolto nella sparatoria e anche a questo povero disgraziato che voleva liberarsi dalle catene di schiavo della malattia e dipendenza da videopoker, disoccupato e alla fame costretto a vivere dai genitori anziani. Costui non è certo uno “squilibrato” come ce lo vorranno far credere e in particolare i politici tutti;

bianchi rossi e verdi che non hanno capito da anni che la gente si ammazza perché non sa più cosa mangiare. Loro continuano a rubare miliardi nella Sanità e intascare milioni in tangenti. Dopo questo fatto isolato hanno già aumentato le auto blu e rinforzato le guardie del corpo. Chi fomenta allora la rabbia dei cittadini? Tutto il sistema politico, nessuno escluso, mentre il disagio avanzava, loro giocavano e parlavano a vanvera. In questo Stato molte cose non vanno da anni, la Giustizia non funziona, delinquenti che rubano e non sono puniti

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Questo è l’anno delle novità, delle prime volte, delle stravaganze, l’anno di Papa Francesco, delle avventure di “Re Giorgio”, della morte di Belzebù, della riesumazione di Davide contro Golia, della rifondazione della DC (dicono alcuni maligni), l’anno della nascita della Terza Repubblica. Dunque, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, quando mi sono sentita augurare un buon “duemila-e-credici” è iniziata una nuova era e mai avrei immaginato che l’ironia avrebbe fatto capolino “tutto l’anno”. A febbraio le elezioni, poi il delirio. Incarichi di Governo falliti, franchi tiratori, i 10 saggi, un movimento ostruzionista come primo partito alla Camera, poi ad aprile, sull’onda delle elezioni del Capo dello Stato, dopo una partenza pessima, la situazione si sblocca e succedono cose che noi umani non avremmo mai immaginato. Un plauso all’originalità della trama di “Benvenuto Presidente!” con Bisio, davvero grasse risate, ma poi è stato annunciato il Napolitano bis e ho pensato che

al Quirinale fosse arrivato il copione sbagliato. Per la prima volta nella storia della Repubblica un Capo dello Stato viene rieletto per il secondo settennato e, ciliegina sulla torta, trattasi del primo Presidente comunista con una veneranda età di 88 anni. Dopo la rielezione, ecco arrivare l’incarico a Letta, 46 anni, uno dei più giovani presidenti del Consiglio della storia repubblicana, stessa stempiatura di Alfano che diventa irrimediabilmente il suo vice, come predetto da Grillo, che metaforicamente mi ha fatto pensare a un boia che minaccia di tagliarti la testa per poi dire “te l’avevo detto che te l’avrei tagliata!”. Largo al “governissimo”, accolto bene dai mercati, con Pd e Scelta Civica nel ruolo di comparse e protagonista Berlusconi, nella nuova veste di statista, che si elegge a padre costituente della Terza Repubblica. Un esecutivo di larghe intese, non tecnico come quello di Monti, ma politico, con Lega astenuta e M5s, Sel e Fratelli d’Italia all’opposizione. Ma veniamo alla squadra di governo. Ventuno ministri di estrazione politica diversa continua a pag 2

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Largo al “Governissimo” continua da pag 1

(9 al Pd, 5 al Pdl, 3 a scelta civica, 4 vari) tra cui sette donne, sei supercattolici e tre esponenti di partiti non facenti parte della coalizione al governo (tra cui la Bonino dei radicali). Altri due primati: per la prima volta un ministro africano (e pure donna), e un ministro campione olimpico. Poi, finalmente, il discorso di insediamento, o meglio, la favo-Letta, che per la prima volta, pone al confezionamento una data di scadenza diversa da quella istituzionale: ottobre 2014, salvo che il Governo non riesca ad attuare le riforme costituzionali che si tentano di fare dagli anni settanta. Nell’immediato, affinché non si muoia di solo risanamento, è previsto il congelamento dell’Imu sulla prima casa e il rinvio dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, l’introduzione di un reddito minimo per le famiglie bisognose, una soluzione strutturale per gli esodati, la semplificazione della burocrazia per le aziende. Più in generale una riforma del welfare secondo il principio “blairiano” women and children first, con ammortizzatori sociali, pensioni più flessibili, staffetta padrifigli. Una scuola moderna in linea con lo standard europeo, un rinnovato sostegno all’ambiente, alla tecnologia e alle energie rinnovabili. Ma soprattutto una serie di riforme costituzionali che portino alla governabilità del Paese, a partire dalla riforma elettorale. Un programma ambizioso che, facendo un collage dei programmi al Governo, mette d’accordo tutti, ma lascia forti perplessità su come coprire i tagli. Servono subito 15 miliardi e l’Ocse scuote la testa. Lotta dura all’evasione fiscale con responsabilità penale per chi sbaglia (tutti sicuri di aver fatto una dichiarazione fiscale corretta?!), eliminazione dei rimborsi elettorali, tagli alle Province e azzeramento dello stipendio dei ministri. Previsti aumenti per tasse sui giochi, lotterie, per accise su alcol e tabacco

e tassazione dei capitali italiani in Svizzera. Qualcosa risparmieremo anche con la diminuzione degli interessi passivi sui Btp, grazie alla fiducia data al nuovo Governo dai mercati (lo spread scende perché i mercati si fidano e dunque piazziamo sul mercato il nostro debito a un tasso d’interesse più basso), inoltre l’Italia, a livello europeo, sta uscendo dalla procedura per disavanzo eccessivo e questo potrebbe portare a vincoli meno stringenti per il futuro. Anche se è lecito pensare che l’Europa concederà margini di manovra maggiori sugli obiettivi di risanamento solo nel caso in cui la spesa vada a sostenere la crescita e non a restituire una tassa sugli immobili che colpisce in primis i ricchi e che l’Italia era l’unica a non avere. Comunque, se tutto va come dice il caro vecchio Draghi, nel secondo semestre dovrebbe ricominciare a crescere il Pil, ma l’impressione è che tutto questo non sia sufficiente. Letta, da buon doroteo, ha detto: “Dobbiamo ricominciare con la decenza, la sobrietà, lo scrupolo della gestione del padre di famiglia”, Berlusconi, in perenne campagna elettorale, pensa a togliere l’Imu sulla prima casa e a restituire quella già versata e si auto elegge capo della Convenzione per le riforme per usare meglio il legittimo impedimento, il Pd va alla deriva senza una guida, dilaniato da lotte interne, Monti è rimasto nel camerino e Grillo ne colpisce uno per punirne cento e dimostra, lui e i suoi, tutta l’incompetenza e il pressapochismo che finora avevamo solo sospettato. E l’Italia? Ancora un po’ sulle sue, tiene duro, come sempre, e scalpita per uscire dalla crisi con o senza Imu e favolette alla faccia del governo ladro arriverà anche la primavera!

fuori dai denti- leggiamo tra le righe dicendo la verita’ Giuseppe Ginexi

Se il “Caimano” vince sugli errori altrui è un problema Da questi mesi di panorama politico, cosa possiamo dedurre? Che l’Italia è sempre più in difficoltà e che le possibilità di una ripresa economica e sociale latitano. Già le elezioni nazionali avevano evidenziato più di una criticità. Per prima cosa è morto il partito dei radicali (come è successo con Rifondazione Comunista nel 2008). Qualcuno potrebbe dire che non è una grave perdita. Potrebbe anche darsi, ma la storia dice che per certi aspetti hanno reso il nostro paese moderno. Se non fosse stato per loro, vivremmo ancora secondo i canoni ecclesiastici medioevali : se oggi possiamo divorziare o abortire (meglio interrompere una gravidanza che scaricare un bimbo appena nato in un cassonetto) lo dobbiamo a loro. Il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto raccoglierne l’eredità (visti anche i voti “rubati” a Pannella e soci) per portare quel rinnovamento

e spirito di modernità di cui la nostra casta necessitava. Anche qui le buone intenzioni sono rimaste solo intenzioni. Ignorando l’opinabile occupazione di Montecitorio, si è dimostrata demenziale l’incapacità di dialogare con le altre componenti del Parlamento. Il Popolo italiano ha dato a Grillo una grande occasione (1° partito per numero di voti alla Camera); peccato che sia mancata la maturità. “I muro contro muro” difficilmente sono produttivi. Inoltre se al primo incarico importante si creano subito delle fazioni interne, si perde credibilità. Parlare del PD è ormai stucchevole. Dalla diatriba interna con Renzi, alla vittoria risicata delle elezioni con tanto di sorpresa del fatto che diversi elettori di sinistra abbiano votato Grillo (dove pensavano li prendessero i voti.. dalla Lega Nord? Ridicoli…), passando per gli affannosi giorni di Bersani nel tentativo di allestire il

Governo col botto continua da pag 1 una volta arrestati, la burocrazia abnorme che spegne la speranza degli onesti di vedere riconosciuti i propri diritti, e gli imprenditori che falliscono perché la Pubblica amministrazione non paga. La soluzione ai tanti problemi italiani non è quella di parlare di un “disperato” ma di capire quali sono gli assi portanti del sistema per farlo cambiare in meglio ricordandosi che esistono differenze di vedute e interessi da concordare lasciando correre le appartenenze politiche. Purtroppo ancora nei giorni scorsi qualcuno ha cercato di colpevolizzare un certo urlatore come la causa scatenante del fatto davanti a Palazzo Chigi. No, ancora una volta stanno dimostrando (non tutti) la loro totale sordità nei confronti di una Nazione che non sopporta più i loro privilegi e le loro incapacità di far fronte ai problemi che ci assillano e ci rendo-

nuovo governo. Ultimo pezzo della galleria degli orrori è l’elezione del Presidente della Repubblica. Premesso che da italiano son ben felice che non sia stato eletto Prodi (l’uomo che ha svenduto la lira come carta straccia), non è possibile fare una figura di merda (perché questo è stato) del genere. La cosa terrificante è che Silvio lo sapeva: il giorno di Prodi, Pdl e Lega sono usciti dall’aula, certi che gli avversari sarebbero caduti nel tranello. Dopo settimane di problemi, discussioni e figuracce, bastava che il partito si mostrasse compatto … non sono stati capaci. E adesso? Adesso la situazione dice , che, se si votasse domani Berlusconi vincerebbe a mani basse. Non avrebbe nemmeno bisogno di comprarsi un Balotelli o di promettere chissà cosa. Nel biennio 2011-12 è stato detto in tutti i contesti (dal bar di paese alla stanza dei bottoni della

Sigaretta elettronica…

no aggressivi. In un momento come questo, dove nel paese ci sono forti difficoltà economiche, chiunque parla come politico alla popolazione deve moderare i toni e pesare bene le parole che dice, tenendo conto che non tutti quelli che lo ascoltano sono persone equilibrate e contrarie alla violenza. Un sincero augurio di buon governo a un giovane preparato come Enrico Letta che sinceramente farà meglio di un Prodi che ci ha portato nell’euro senza un criterio monetario ed un Monti che per farsi bello con la “smilza” Merkel ci ha resi sempre più poveri. L’unica cosa giusta fatta da questo tecnico (si fa per dire) è quella di aver trascinato fuori dal governo “donna Elisa Fornero”. Ogni notte prima di dormire io prego che se ne vada anche fuori dall’Italia, come da lei detto in una intervista, avendo accettato di fare il Ministro pur non essendone capace.

un caso di esplosione. Una donna, mentre era in auto con un’amica, e mentre metteva il dispositivo che usava per smettere di fumare in carica, è esploso. Chiaramente ha fatto denuncia ai Carabinieri e ora i Nas accerteranno se l’incidente sia da attribuire a un guasto al carica batterie o alla sigaretta elettronica. A questo punto possiamo porci una domanda. Quei novecento politici che hanno rovinato l’Italia non potevano fare leggi chiare invece di cercare il mantenimento della sedia di pelle su cui posano il deretano? No, d’altronde cosa può interessare a Monti della legge sulle sigarette, lui che ha dichiarato redditi relativi al 2011 per 1.092.068 euro o a Veltroni che ne ha dichiarati nel 2011 235.000 o al povero Casini con soli 116.074. Quello che mi fa più pena è il distruttore di partiti Gianfranco Fini che con la clamorosa esclusione dalle votazioni riceverà una liquidazione chiamata di “reinserimento”

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Ue)che lui era il colpevole, che la sua politica scriteriata aveva creato il debito. Tutte cose vere, per carità, ma che sono già state dimenticate. Alla fine della querelle presidenziale, dopo la riconferma di Napolitano (evento mai accaduto da quando esiste la Repubblica), lo stesso Vendola ha dichiarato “ E’ stata la vittoria di Silvio” … Una vittoria ottenuta sugli errori degli altri, che dopo il tonfo del Governo Prodi del 2008 (come dimenticare Mastella declamare in parlamento la poesia di Neruda), hanno riavuto l’occasione che la maggioranza degli italiani auspicava. Si è sempre detto che i rapporti si cementificavano quando le parti trovano un nemico comune da combattere (pensate ai rapporti idilliaci tra USA e U.R.S.S. durante la seconda guerra mondiale)…Come visto, non sempre purtroppo è così.

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di 260.000 euro e una pensione di 6.200 euro al mese netti. Quando leggo queste cifre, mi viene sempre in mente la donna più odiata dagli italiani. Quella che in una pessima sceneggiata napoletana con lacrime ha rovinato non solo i pensionati italiani, ma anche le aziende che con la sua legge non riescono ad assumere giovani disoccupati. Questo ministro (scritto in minuscolo) ha recentemente ammesso: “Sto pensando di lasciare l’Italia” sono abbattuta, sto pensando di andare a lavorare a Monaco di Baviera. Carissima ministro, se decidesse di andarci in treno e avesse dei ritardi sarei onorato di spedirla personalmente… le lascio indovinare come. D’altronde, cara Elsa, ti capisco. Tu non hai colpa di niente come quando hai confessato giustamente: “ non so fare il ministro” detto nel discorso all’Istituto Stensen di Firenze,: “ho accettato perché me lo ha chiesto Mario Monti”. Una gaffe del ministro del-

continua da pag 1 le lacrime che, ammesso ve ne fosse bisogno, confessa di essere inadeguata al suo ruolo. Cara Elsa, dopo quarant’anni di lavoro con le tasse applicate dal tuo caro Monti e la tua legge di m…a mi hai fatto perdere molti soldi sulla pensione e penso a quei poveri cristi che percepiscono ancora la minima di 460 euro mentre Amato ne prende 31.000 il mese. Io, Elsa, ti comprendo quello che non capisco è come tutte le notti tu riesca a dormire con tutte le preghiere che ogni sera faccio per te e (non solo io) e per tutti i tuoi colleghi ministri e sottosegretari. Cara Elsa, hai capito bene, io prego per te, per i Ministri e per tutti voi tecnici affinché qualcuno ci liberi di voi. Cara Elsa, se tu dovessi avere sensi di colpa e non sapessi dove andare a finire in miseria, vieni pure a casa mia un piatto di lenticchie per te ci sono sempre, ti penso sempre e scusami, ma ora vado a iniziare le preghiere per te.


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Belzebù o il Divo Giulio?

Umberto Tomaselli Si è spento a 94 anni Giulio Andreotti politico, scrittore e giornalista. E’ stato sicuramente il più famoso politico italiano esponente della Democrazia Cristiana e protagonista della vita politica per tutta la metà del ventesimo secolo. Dal 1945 è stato presente nelle assemblee legislative italiane dalla Consulta Nazionale all’Assemblea Costituente e poi nel Parlamento italiano dal 1948 come deputato fino al 1981 e poi come senatore a vita. La notizia della sua morte ha fatto il giro del mondo d’altronde è stato sette volte Presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte Ministro degli Esteri, tre volte Ministro delle Partecipazioni Statali, due volte Ministro delle finanze, Ministro del Bilancio e Ministro dell’Industria, una volta Ministro del Tesoro, ministro dell’Interno (il più giovane della storia repubblicana a soli trentaquattro anni) Ministro dei Beni culturali e Ministro delle Politiche comunitarie. A soli 28 anni era già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e questo fu l’inizio di una serie di cariche che gli attribuirono il nome di Belzebù. La sua firma compare sui maggiori passaggi cruciali della storia legislativa del Paese, dalla legalizzazione dell’aborto alla decisione di adottare l’inno d’Italia fino al trattato di Mastricht. Sicuramente con la scomparsa di Giulio Andreotti l’Italia perde un protagonista politico, uno dei più grandi e un uomo che ha fatto la storia di questa Nazione partendo dalla ricostruzione post-bellica,

sapendo anche difendere la democrazia e la libertà in anni difficili. Giulio Andreotti era un personaggio controverso e ironico, molto ironico al punto da prestarsi a imitazioni, caricature senza mai querelare nessuno. Prodico di battute come:” a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina” oppure “il potere logora chi non c’è l’ha”, basti pensare allo spirito che solo un anno fa a novembre dopo un breve malore che sembrava lo portasse all’aldilà il divo Giulio scrisse a Dagospia per smentire:”In questi giorni mi giungono voci inesistenti su un mio ricovero per aggravamento della salute. Capisco che molti attendono un mio passaggio a miglior vita, ma io non ho…fretta e ringrazio tutti coloro ai quali sta a cuore la mia salute e in particolare il signore per l’ulteriore… proroga”. Dopo tanti anni di potere Andreotti dopo aver attraversato gli anni del terrorismo, fu uno dei protagonisti del sequestro Moro, fu implicato nel processo di Palermo per associazione mafiosa e vicinanza ai boss di Cosa Nostra per un bacio a Totò Riina. Né usci assolto dopo un lungo processo, definito il “processo del secolo” Ora in tanti si scateneranno a scrivere cose dette o non dette, di essere uscito indenne da tutte le inchieste dei magistrati, ben ventinove. Uscito indenne dai tanti scandali politicofinanziari dal dopoguerra fino agli anni 90. Il Divo Giulio è stato l’emblema dell’astuzia applicata alla politica e alla finanza nonché al clero con cinismo astuzia e intelligenza. Agli storici tocca dunque scrivere le pagine della sua storia

LETTERE AL DIRETTORE Salviamo l’unica area di verde pubblico attrezzato di Basilicagoiano Egregio direttore, Approfittiamo del vostro spazio per dare maggior risonanza ad un problema che colpisce in primis i residenti di Basilicagoiano, ma anche quelli del Comune tutto. L’argomento è già stato trattato sulla Gazzetta di Parma con due articoli (per ora) ed una lettera al direttore; sul web, tramite la pagina Facebook “Basilicagoiano La Villa Parlante”; ed anche tramite un’interrogazione in consiglio comunale in data 07.03.2013 Pensiamo che “Il Punto” sia il canale ideale per mettere al corrente tutta la cittadinanza del Comune di Montechiarugolo che non conosce la questione per approfondirla meglio. Basilicagoiano gode di un solo parco pubblico attrezzato per il gioco dei bambini, ed è quello intitolato alle Piccole Vittime dell’Olocausto sito nel quartiere vicino le scuole medie. Il parco ha circa 30anni,e dal 1998 viene svolta la manutenzione dal Circolo Cornelio Ghiretti tramite una convenzione retribuita dal Comune che si aggira sui 2500€ annui (la convenzione per il 2013 deve ancora essere stipulata, ma crediamo che più o meno la cifra dovrebbe essere quella). Negli ultimi anni però il circolo si è permesso di installare su questa area di VERDE PUBBLICO un gazebo, un ricovero attrezzi, ed una doppia pavimentazione: Una lungo un lato del campo da bocce.

Una sotto il gazebo, che viene allestito con seggiole e tavolini dove le persone giocano a carte e consumano gli acquisti fatti presso il chiosco gestito dal circolo (utilizzo del chiosco, in un primo tempo autorizzato nelle convenzioni, poi tolto dal 2006 ad oggi) Nel dicembre del 2012 la convenzione è scaduta e, ad oggi, non è ancora stata rinnovata. Nella consulta frazionale del 19.03.2013 è stato dichiarato dal Presidente del Circolo, che la nuova convenzione sarebbe già pronta. Anzi, sarebbe anche già stata firmata, se il segretario non fosse stato assente a lungo. Circa un anno fa, il Circolo ha perso la sua sede presso il campo sportivo parrocchiale e ha iniziato un iter per farne una nel parco pubblico. Hanno chiesto un preventivo presso un’azienda di Traversetolo per la realizzazione di una costruzione in legno. Sono anche già state

eseguite delle indagini geologiche in vista della costruzione della sede. Per quasi un anno, nessuno in tutto il Paese è stato informato sulla questione, anche negli incontri della consulta frazionale ha regnato la totale omertà, l’argomento non è mai stato citato. Nel totale silenzio, il 16.12.2012, il Circolo ha inviato ai suoi soci la lettera natalizia in cui viene annunciata la prossima realizzazione della nuova sede specificando come la spesa sarebbe stata, in parte, coperta da un contributo dell’Amministrazione Comunale. Come è possibile che un Comune anteponga gli interessi di pochi individui alle necessità della cittadinanza? Perchè non si cerca una location alternativa visti i diversi edifici sfitti ed in disuso che ci sono nella frazione? E’ corretto che, chi ha deciso di abitare vicino ad un parco, si trovi dall’oggi al domani un Circolo come vicino di casa? È giusto spendere soldi pubblici e ridurre il verde pubblico nell’interesse di pochi tesserati? In questi mesi abbiamo raccolto più di 100 firme di protesta a questa decisione, senza che venissero prese in considerazione dal Sindaco. Lo stesso Sindaco ha fatto un infelice paragone con altre due realtà comunali: Il “Rugantino” di Basilicanova ed il “Punto Blu” di Monticelli.

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Dal R.U.E. ,cioè il Regolamento Urbanistico Edilizio, (verificabile direttamente sul sito del Comune) l’area del parco non è considerata “Area Per Servizi” come, invece, quelle dei due circoli,ma è un’area destinata a verde pubblico. Il regolamento non prevede la costruzione di circoli privati su verde pubblico. I circoli privati sono strutture che svolgono attività riservate ai soli soci e l’accesso deve poter essere controllato come avviene ad esempio al circolo Punto Blu, al circolo Rugantino, Arci Tortiano etc.etc. Sul sito del Comune è possibile consultare il programma elettorale sottoscritto dal Sindaco Buriola Luigi in data 04.05.2009, dove all’articolo 7 viene sottolineato l’impegno della Giunta a “evitare lo sfruttamento indiscriminato del suolo, agire sul costruito, trasformando e riqualificando”. Privare una comunità di una parte del suo verde, tra l’altro l’unico attrezzato, è una contraddizione evidente, soprattutto se si pensa che nessuna delle alternative proposte in consulta di frazione è stata presa in considerazione (negozi sfitti, vetrine vuote, edifici pubblici inutilizzati) Ci sorgono ulteriori domande:Non si rischia di creare un precedente, secondo il quale, qualunque associazione potrebbe

pretendere una porzione di verde pubblico ed un aiuto finanziario per costruire la propria sede? Ma quando sarà firmata questa nuova convenzione, saranno detratti al Circolo i soldi per questi mesi in cui non ha svolto nessuno dei servizi di manutenzione del parco? Chi pagherà l’eventuale variante urbanistica per consentire la edificabilità dell’area? Son stati valutati i potenziali disagi che verranno recati agli abitanti del quartiere residenziali?(viabilità, parcheggi, rumore, sicurezza) Perché il presidente del circolo Ghiretti dà già per approvata la costruzione della sede su verde pubblico con anche un aiuto del Comune? Ha forse già ricevuto promesse verbali da parte del Sindaco Buriola Luigi? Il nostro non è un capriccio qualunque, ma solo un grido di allarme in difesa del buonsenso e del rispetto di tutti i cittadini. Grazie per la disponibilità Distinti Saluti . Luca Mattioli (Rappresentante dei cittadini per la tutela del parco Piccole Vittime dell’Olocausto)


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Help for Children: nostri volontari da Monticelli alla Bielorussia Prosegue il progetto Chernobyl dell’associazione Help for Children di Parma, supportata sul territorio da diversi cittadini, dai circoli Punto Blu e G. Verdi e dal Comune di Montechiarugolo. A fine giugno arriveranno otto bambini bielorussi di età compresa tra gli 8 e i 12 anni (di cui 6 femmine e 2 maschi), accompagnati dalla traduttrice Irina e dalla dottoressa Natalia, che monitorerà il loro stato di salute, in quanto affetti da tumori del sangue, fortuGiovanna Piazza

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Domenica 2 giugno presso Teatro al Parco PR h. 17.30

Danza Modern-Jazz / Hip-Hop / Break Dance/ Latino Sabato 1° giugno arena Punto Blu ore 20.00

Karate, judo e ginnastica artistica

Sabato 8 giugno ore 18.00 ARENA PUNTO BLU

Musica (violino piano chitarra e batteria)

Giovedì 13 giugno salone infer. R.Grasselli Punto Blu ore 18.30

natamente in fase di remissione. Ospiti del circolo Punto Blu, in collaborazione con il Circolo Verdi, rimarranno per tutto il mese di luglio, tranne la settimana dal 5 al 12, durante la quale alloggeranno all’Hotel Rivabella di Rimini. Il consueto viaggio in Bielorussia, che precede l’arrivo dei bimbi, ha visto partire da Monticelli un gruppo di 18 persone (tra cui l’assessore Fontanesi) le quali, dopo la tratta aerea Bergamo-Kiev, sono arrivate fino a Reciza

Alcuni dei bambini che verranno ospitati a Luglio. Nelle altre foto la comitiva dei nostri volontari, guidati dall’assessore V. Fontanesi, all’imbarco aereo e ospiti delle autorità bielorusse locali.

in pullman, per poi ripartire il 5 maggio. L’accoglienza in loco è stata meravigliosa e il Sindaco ha ringraziato di cuore per tutto quello che viene fatto per loro sia qui che presso i loro istituti. In particolare il montascale, offerto da Circolo Verdi, Rugantino, alcune ditte del territorio e Comune di Montechiarugolo, era stato mandato a gennaio ed è già in funzione, e ora l’assessore Fontanesi ha preso l’impegno di fornire a un centro disabili due scaldabagno elettrici, perché attualmente stanno lavando i bambini con l’acqua fredda. Tra i 18 monticellesi partiti alla volta di Reciza c’erano anche alcuni pescatori del Circolo Verdi, che in loco hanno partecipato a una gara di pesca e si sono gentilmente offerti di far avere ai pescatori bielorussi una canna da pesca nostrana. Se qualcuno volesse dare una mano, può rendersi disponibile nel periodo di luglio o donare abiti 8-12 anni rivolgendosi a Donatella Panicammi o alla pediatra dott.ssa Musetti. Anche le donazioni sono ben accette (Banca Popolare dell’Emilia Romagna – ag.di Monticelli T. Intestazione: Ospitalità ragazzi bielorussi iban: IT 65 U 05387 65820 000001461206). Ricordiamo che è possibile, tramite Help for Children, ospitare in famiglia un bimbo bielorusso. La richiesta ha dei tempi di lavorazione, perciò, se qualcuno fosse interessato per ospitare ad agosto o a dicembre, è necessario che si metta subito in contatto con l’associazione o con Donatella.

Studenti ed anziani socializzano insieme Martedì 16 aprile la giovane corale dell’Istituto Bodoni di Parma ospite del Circolo G. Verdi al P.B. Calorosissima accoglienza ha riservato il Circolo anziani “G. Verdi2 agli studenti della Corale dell’Istituto Tecnico “Bodoni” di Parma, accompagnati dalle rispettive insegnanti: -Lucia Consigli, maestra del coro -Alessandra Sciacco, corista -Emanuela Pezzoni, ufficio stampa e riprese per la scuola -Andreina Novari, coordinatrice e realizzatrice dello spettacolo -Isa Guastalla. lettrice. Giunta in pullman da Parma, dopo la fine delle regolari lezioni, martedì16 aprile

scorso, alla corale ed agli accompagnatori circolo G. Verdi ha offerto un lauto spuntino, prima di dare inizio allo spettacolo, organizzato col contributo del Coordinamento degli Orti, del Comitato Anziani, della Provincia di Parma e dall’associazione “Voglia di leggere”. Canti, video e letture hanno ravvivato l’intera esibizione del gruppo che ha riportato alla memoria momenti di storia del nostro paese, raccogliendo consenso, applausi e partecipazione diretta ai canti degli anziani presenti nel salone.

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La manifestazione si è conclusa coi ringraziamenti del presidente del Circolo ARCI “G. Verdi” a tutti gli inter-

venuti che hanno ricambiato per la calda accoglienza ricevuta.

Tesseramento punto blu - 2013

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il Punto - Maggio 2013

Da Monticelli al Museo del Centenario del Parma F. C. una divisa sociale completa del 1919

Il nostro concittadino Sevag Uluhogian ha donato il prezioso cimelio del papà Leone, difensore crociato dal 1918 al 1921. Il Punto Blu ancora una volta è stato punto di riferimento per un gesto che sta facendo parlare l’appassionata tifoseria parmigiana in occasione del Centenario. Al nostro presidente Beppe Dello Russo, in-

fatti, si é rivolto l’amico e socio Sevag Uluhogian, manifestandogli l’idea di voler donare al museo del Centenario del Parma F. C. una divisa completa del sodalizio parmigiano, ritrovato in un ripostiglio di casa ed

appartenuto al papà Leone, difensore del Parma degli albori, esattamente dal 1918 al 1921. Detto fatto, tramite il nostro socio Giorgio Iotti, vicepresidente del Centro di Coordinamento del Parma Club, sono

stati avviati i contatti con i responsabili dell’organizzazione. Prima con Francesco Frignani, al quale è stata consegnata la divisa presso il nostro Centro, e poi con il giornalista Giuseppe Squarcia, responsabile del

Settore Crociato. Inutile dire, e questo lo si era capito da subito, quale sia stato l’impatto alla vista del prezioso cimelio da parte del Comitato organizzatore del Museo. Per questo, in accordo con la responsabile

dell’ufficio Stampa del Parma Calcio, signora Rancati e con l’AD Leonardi, il comitato ha deciso che la divisa ritrovata a Monticelli sarà la sorpresa della celebrazioni ufficiali del Centenario, che avrà

luogo il 16 dicembre 2013 presso l’auditorium del Paganini. Sotto le due pagine che la rivista sportiva PARMA MAGAZINE ha dedicato all’evento il 5/5/2013

VERSO IL CE NTENARIO IN UNA SACCA D'EPOCA, IL PEZZO PREGIATO DEL CENTENARIO L'eroica muta Crociata del 1918 indossata dall'intrepido Leone Uluhogian

Di Leone Uluhogian non sono state rintracciate, al momento, immagini in Maglia Crociata, ma soltanto questa che lo ritrae, all'epoca in cui giocava nella nostra squadra, pilota su un'auto da corsa nell'edizione del 1919 della Parma-Poggio di Berceto. Nell'altra foto, Leone in età più matura, stimato medico.

a cura di Giuseppe Squarcia

E

bastato il fugace tam tam estraneo all’ufficialità, di quelli che in una provincia come la nostra viaggiano spediti e vengono recapitati a destinazione con il tocco di una magia.

Sevag Uluhogian mostra la sacca in cui il padre conservava la divisa del Parma del 1918 completa, con tanto di scarpe di cuoio correlate

Il Parma Footbal Club si è così ritrovato, consegnato dentro un contenitore originario dell’epoca, il pezzo più pregiato del suo Centenario , appartenuto a un proprio calciatore, che giocò nelle sue fila tra il 1918 e il 1921, giunto dalla soffitta impolverata della dimora di uno dei figli, tramite mani e passaparola di tifosi, appassionati e collezionisti. Nell’elegante sacca cartonata in tela, con rifiniture in pelle, pervenuta in ottimo stato sul tavolo di raccolta del comitato che si occupa dell’organizzazione e dell’allestimento della mostra ‘Cento anni di emozioni Crociate’, è custodita, ancora intatta, l’intera divisa ufficiale del Parma delle origini, incanto che non si vuole ancora pubblicamente svelare, per conferirle, prossimamente, la solennità che merita. Era l’abbigliamento da gioco, scarpe comprese, di Leone Uluhogian, giovane ventenne studente di origini armene (nacque il 10 ottobre 1897 a Tadem, nell’Armenia storica, l’attuale Turchia), iscritto alla facoltà di Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo, dove si trasferì, all’indomani della disfatta di Caporetto,

dall’Università di Padova, dopo aver conseguito la maturità nel collegio armeno Moorat-Raphael di Venezia, in cui era stato inviato alla vigilia della prima guerra mondiale dalla famiglia per compiere i suoi studi.

durante la guerra, nella cura di feriti e malati. Protesse e salvò ebrei e ricercati, rischiando per sé e per la sua numerosa famiglia (la moglie Maria Sinan, armena di Costantinopoli, gli donò cinque eredi, di cui uno premorì bambino).

Leone, che perse gran parte dei famigliari nel genocidio armeno del 1915, giocò nelle formazioni del nostro club, da difensore, mentre studiava.

Intrepido, audace e impavido, praticò, oltre al calcio, altre discipline sportive, quali la caccia e l’automobilismo, partecipando, già giovanissimo, alle prime edizioni della Parma-Poggio di Berceto.

Una volta laureatosi con il massimo dei voti, nel 1922, cominciò subito a svolgere la professione con molti interinati nel Parmense, in particolare nel nostro Appennino. La mancanza della cittadinanza italiana per lungo tempo gli impedì di partecipare a concorsi pubblici negli ospedali. Aprì, allora, una casa di cura a Bozzolo, nel Mantovano, che, poi, trasferì a Parma, in via Traversetolo. Aperto e generoso, con la sua auto Topolino, attrezzata ad ambulanza, accorreva,

A Sevag, l’unico figlio che ne seguì le orme professionali (è un conosciuto e apprezzato medico specializzato in Urologia, Ortopedia e Traumatologia e in Medicina Legale, già primario all’ospedale di Borgotaro, chirurgo nella casa di cura Villa Verde di Reggio Emilia), trasmise la passione per il gioco del pallone (è cresciuto in Pulcini e Allievi dell’Audace, ha corso e difeso, pure lui, in squadre dilettantistiche del nostro territorio, per

San Leo, Aquila, a fianco degli ex Crociati Fontana e Cervi, Borgotaro e Brescello e in diverse Coppe dei Bar), lasciandogli, dopo la sua morte, nel 1964, ancora in pieno vigore, ma battuto da un male che non perdona, il ricordo di quell’eroica muta Crociata. Meraviglia delle meraviglie. Reperto unico, a cui vanno dedicati scena e riflettori. Testimonianza che l’erede, nel solaio della propria abitazione, a Monticelli Terme, stimolato dagli amici del Circolo Punto Blu, attenti alle vicende del Parma Calcio, riferimento della vita sociale della ridente località pedemontana, ha riesumato e recuperato, “per donarla, nella ricorrenza del suo Centenario, al club” – sono le sue parole. Un gesto che papà Leone, Crociato ardito e valoroso, avrebbe apprezzato. Giuseppe Squarcia Settorecrociatoparma.it

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il Punto - Maggio 2013

Arte, libri, fiori e poesie a Monticelli Grande successo per la mostra di Michelle. Per lei una serata anche durante le selezioni di Miss Italia Nel “Salotto del Lallo”, al parco delle Terme, a Monticelli, si è svolta una mostra di Michelle Popescu dopo il successo ottenuto pochi giorni fa presso la galleria d’arte Santa Croce. Intervistata per l’occasione dalla nostra concittadina Giada Basili per TV Magazine e visto il riscontro ottenuto, ci è venuto naturale chiederle come fa a conciliare l’intensa attività artistica con la casa e le bimbe. Michelle ci ha risposto semplicemente cosi: Vivo ogni giorno come se fosse il primo del resto della mia vita. La prima cosa che penso, quando mi sveglio, è questa: ho davanti a me una nuova giornata

per costruire quello per cui penso valga davvero la pena di vivere. E’ tutto cosi chiaro… Certo, forse un po’ utopistico, eppure cosi necessario. Perché, è vero, vale la pena lottare per realizzare i propri so-

gni e avere la vita che si vuole, ma vale soprattutto la pena vivere per sognare. Questo auguro alle mie bimbe, avere grande

passione nella vita, per non smettere mai di sognare.

“Vendetta non paga pegno” L’ argomento trattato risulta pericoloso e scomodo anche se attuale. L’autrice utilizza la forma del thriller per affrontare problemi sociali. In questa terza opera affronta le problematiche ‘del diverso.’ ‘ Il diverso nella specie animale viene aggredito fino all’eliminazione’ affermazione fattale dall’etologo Danilo Mainardi in una intervista. L’autrice dimostra che nella specie umana l’atteggiamento verso il ‘diverso’ non si diversifica di molto. Nel gruppo si ride soprattutto di ‘lui’. ‘Non sempre- sostiene l’autrice – esistono influenze psico-sociali ad orientare gli individui sessualmente, ma esitono

problematiche genetiche. Si nasce con un corpo da maschietto con un cervello da femminuccia. Dissociazione tra psiche e corpo, mentre la psiche dovrebbe viaggiare insieme all’identità corporea imposta dal contesto in cui l’individuo vive.’ E’ un thriller intrigato e il lettore resta ingannato se pensa che abbia la soluzione del problema sin dalle prime pagine. Sino all’ultimo non avrà incontrato l’assassino. Perché in questo caso il ‘Diverso’, dopo aver subito un atto denigratorio per offendere la sua dignità già offesa dalla diversità’, riuscirà a riappropriarsi del suo onore riscattandosi. Perché, come afferma

Roberto Zirri supera l’esame “Florcert”

“A piedi nudi sui sassi” Poesie di Lorenza Ferrari

Karlstad (Svezia) Aprile 2013 - Si sono svolti presso la scuola Statale “John Bauer Gymnasiet’’, gli esami per il conseguimento del titolo di Floral Design Europeo Certificato. Fioristi provenienti da diverse scuole europee, hanno sostenuto un esame davanti ad una Commissione di Esperti internazionali provenienti da: Svezia, Mikael Sörensson e Sara-Lisa Ludvigsson – Finlandia, Ulla Tolonen – Italia, Silvia Romagnoli – Olanda, Sjouke Bouius – Croazia, Blanka Plazman. L’esame ha coinvolto gli allievi per oltre 100 ore.

E’ nell’intensità di uno sguardo che si avverte la profondità di un’anima. Forse non è da tutti, forse non è così per tutti, ma anche se personalmente conosco poco Lorenza, io questa sensazione l’ho percepita. Abbiamo in comune la passione di scrivere, il desiderio forte di materializzare emozioni e sentimenti su fogli bianchi, di estrapolare da un’anima turbolenta quel bisogno di darsi forma, di gridare la sua essenza; di domandarsi il perché di tutto, di affacciarsi al mistero della vita, anche senza

Per l’Italia, accompagnato da responsabili della scuola EAFA, ha superato l’esame l’ allievo della ‘’GS Giordano Simonelli school’’, Roberto Zirri di Monticelli Terme (PR) . Il tema riguardava la pittura dell’artista Ivan Rabuzin e il progetto assegnato consisteva in una decorazione e una realizzazione di un bouquet, oltre ad una parte teorica, dove gli allievi hanno dovuto documentare e dimostrare sicurezza e padronanza del mestiere e della lingua inglese. La certificazione FLORCERT (EUROPEAN CERTIFICATE OF FLORAL DESIGN), è

l’unica riconosciuta dalla Commissione Europea, che tra l’altro, annualmente, ne finanzia la realizzazione. Roberto è fra i soli cinque fioristi italiani ed il primo Emiliano ad ottenere la certificazione europea e verrà inserito nel registro ufficiale europeo dei Flo-

ral Design (www.florcert. eu). Sicuramente per lui, per le capacità che ha dimostrato durante la preparazione e per l’ottimo esame sostenuto, ci sarà un sicuro futuro ricco di soddisfazioni.

Avviso Avoprorit Il 24 maggio alle ore 20.30 presso il salone parrocchiale della chiesa TRADIZIONALE TOMBOLA BENEFICA Il 25 maggio al mattino dalle ore 9 alle 13 presso la Casa della Salute (ambulatorio Avoprorit) GIORNATA DEL RESPIRO. Controlli del Prof. CACCIANI, PNEUMOLOGO.

comprenderlo. Lorenza Ferrari è una giovane donna, madre e medico che ha lasciato la sua professione da poco per dedicarsi alla famiglia, allo studio e alla scrittura. “A PIEDI NUDI SUI SASSI” è la sua prima raccolta di poesie e brevi prose, pubblicata di recente e reperibile nelle librerie. Il titolo racchiude già il senso di un cammino libero e senza veli su un percorso di sassi ignoto e tortuoso, come la stessa vita. Questa è stata la mia personale interpretazione, ma, leggendo le sue poesie cosi profonde e un po’ sofferte, è tangibile quel senso di dubbio,

Eva Eismann : ‘Sapere di ave ricevuto Giustizia può lenire la sintomatologia da disturbo posttraumatico.’ Lo puoi ordinare presso le librerie Feltrinelli della città.

paura, scontentezza e… precarietà di fronte al destino. Segno questo di grandi menti. Leggendo le sue poesie, ho avuto la chiara configurazione di una sagoma bionda e delicata che si incammina dubbiosa su quella strada di ciottoli con la consapevolezza di volerlo fare, con la curiosità di voler capire e con la certezza e lo stupore di fare parte di un cosmo misterioso e infinito che sa regalarci la luce ineguagliabile e perfetta di una stella. Ma forse non tutti sono più capaci di guardare le stelle… Olivia

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il Punto - Maggio 2013

FRANE E ALLAGAMENTI

E’ infine arrivata la seconda stangata offerta dal Governo Monti, la TARES! stanno e usare criteri più equi.

Massimiliano Fenga Ebbene si, non bastava l’IMU ( Imposta Municipale Unica) per fare cassa allo Stato, da quest’ anno subentra anche la nuova Tariffa Rifiuti E Servizi (TARES). Ma cosa è questa nuova Tariffa? Or bene, non bisogna farsi ingannare dal nome, poichè di “tariffa” ha ben poco. Infatti già il nome tariffa non è che uno specchio per le allodole, la TARES è una TASSA bella e buona che subentra ed ingloba le vecchie tariffe (quelle vere): la TIA e la TARSU (Tariffa di Igiene Ambientale; Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani). Ma non solo, la TARES a differenza delle altre due, non è una semplice tassazione SOLO sul servizio rifiuti, ma è una tassa su TUTTI i servizi indivisibili di un Comune (illuminazione, verde pubblico, polizia municipale etc etc) e ANCHE sullo smaltimento dei rifiuti; inoltre, come l’IMU, è stata fatta passare dal Governo come una tassa voluta dai Comuni, quando invece, la maggior parte, non avrebbe voluta. Tanto è vero che gli enti locali possono decidere di variare solo piccole percentuali sull’intera tassa richiesta dallo Stato. Per capire meglio le dinamiche di questa nuova tassa sul nostro territorio abbiamo fatto alcune domande all’Assessore Olivieri ed all’Assessore Vignali. DOMANDE A OLIVIERI Quando entrerà in vigore nel nostro Comune? Su disposizione del governo da questo anno 2013. Sarà dunque nella prossima bolletta rifiuti o, se ci saranno ancora incertezze sul calcolo, nella seconda rata. Questo anche se in realtà la TARES non è legata solo alla copertura del costo del servizio rifiuti, ma contiene anche una quota giustificata con la copertura delle spese generali e i servizi comunali indivisibili (luce, strade, etc…), ma in realtà va a compensare minori trasferimenti statali. TARES una scelta virtuosa oppure no? Certamente NO, e per molti motivi: 1. Da anni cerchiamo di fare pagare i rifiuti come un servizio (tariffa) in base alla produzione di rifiuti e non ai numeri delle persone (o, ancora peggio, ai metri delle unità immobiliari): Questo ci ha consentito di applicare sconti che incentivano la diminuzione della produzione

di rifiuti (difficile invece diminuire i propri metri!). La Tares ci riporta indietro di anni ad una tassa difficile da modulare e poco flessibile. 2. Per le aziende e le attività, in particolare è un danno triplo: già pagano con un contratto a livello commerciale lo smaltimento dei rifiuti delle loro attività, poi il servizio rifiuti con un ulteriore danno di non potere più detrarre l’IVA (ciò dovuto alla trasformazione da tariffa a tassa) che però come importo sarà sempre conteggiato. Infine ci sarà un ulteriore costo computato semplicemente sui metri. 3. È attribuita ai Comuni che “ci mettono la faccia” ma di fatto è decisa e determinata a livello statale (non un euro va ai Comuni più di quanto ricevano ora dallo Stato, anzi, se il gettito si rivelasse superiore ai trasferimenti soppressi, la parte eccedente rimarrebbe nelle casse dello Stato), e non ha alcun legame diretto con le spese che dice di voler coprire. 4. Anche se volesse attribuire i costi di questi servizi ai cittadini, è determinata con criteri inadeguati (non si capisce perché uno che ha una casa più grande usi di più l’illuminazione pubblica…): è di fatto una tassa sulla casa e le attività produttive e commerciali, una tassa sul patrimonio sotto (mal)mentite spoglie, senza gradualità e detrazioni. Chi ci guadagna è soprattutto lo Stato, che incasserà cifre consistenti, cifre che utilizzerà per risparmiare sui trasferimenti ai Comuni, e maggiori introiti di IVA, perché le Aziende non potranno più detrarsi l’IVA relativa al servizio (pagheranno infatti una tassa…). Non è che la cosa sia un male di per sè (lo Stato siamo sempre noi), però per chiarezza ed equità si dovrebbero dire le cose come

Come ha deciso di muoversi il nostro Comune di fronte a questa nuova tassa? Siamo tenuti ad applicarla (se non lo facessimo lo Stato ci toglierebbe comunque la cifra che vuole risparmiare). Nella bolletta sarà però distinta dal servizio vero e proprio. I cittadini potranno così vedere che il servizio rifiuti presenta, per il terzo anno, una diminuzione dei costi (circa l’1-1,5%), risparmio ampiamente annullato dalla Tares, che vedranno segnata a parte. Per le attività produttive e commerciali, siamo riusciti ad arrivare ad una diminuzione del 3% circa, per cercare di attenuare per quanto era possibile il danno dell’Iva e la Tares stessa. Segnalo che comunque la materia è in continua evoluzione e potrebbero anche esserci novità rispetto all’istituzione del tributo. DOMANDE A VIGNALI Durante il Consiglio Comunale del 15 Aprile 2013 è stato specificato che la TARES quest’anno sarebbe stata maggiorata di 1 euro, da devolvere ai terremotati dell’Emilia, e di una quota del 5%, voluta invece dall’ente Provincia di Parma. Ma la Provincia ha giustificato ai Comuni questa scelta? Se si, in che modo? 1. Come precisato in Consiglio Comunale, il tributo provinciale del 5% non è una novità (era già così con la TARSU, è rimasta con la TIA1, con la TIA2 alla quale era arrivato Montechiarugolo), pertanto non c’è alcunché da giustificare, se non a ritroso nell’anno di istituzione che a mia memoria è molto remoto. Relativamente al tributo di solidarietà viceversa, è di iniziativa regionale e per la precisione si tratta per il Comune di Montechiarugolo di una cifra di 7.800 euro, che ad abitante quindi significa circa 70 centesimi. Prima l’IMU ed ora la TARES, cosa pensa di queste due nuove tasse introdotte dal Governo, ma soprattutto che effetti pensa possano avere su un territorio come il nostro? Per la Tares, sono d’accordo con l’Assessore all’ambiente quando dice che un sistema di “tassazione” del servizio smaltimento basato ancora sui metri quadrati, allontani in qualche modo dal tema della raccolta differenziata, in quanto non è premiante rispetto a comportamenti virtuosi. Ma dal punto di vista strettamente del bilancio comunale gli effetti sono indifferenti, in

La storia del “Gorillo” Umberto Tomaselli

quanto la tassa deve unicamente coprire i costi del servizio, non ci possono essere pertanto margini negativi né tantomeno positivi. Per l’IMU la risposta è necessariamente più articolata. A livello generale o teorico, ognuno di noi può avere le proprie legittime idee o convinzioni sul tema (imposta giusta o no, detassare la prima casa o no etc…). Ma, dato che l’Amministrazione non può scegliere se applicare o meno determinate imposte ma può solo decidere quelle che sono le aliquote per i singoli casi, la scelta dell’Amministrazione è stata quella di mantenere le aliquote base per la prima casa e per gli immobili destinati ad attività produttive. Tra l’altro in materia di prima casa (che è il tema maggiormente discusso e più rilevante per noi, visto che il territorio di Montechiarugolo ha una caratteristica prevalentemente residenziale), dall’analisi che abbiamo effettuato abbiamo notato che la scelta dell’Amministrazione di applicare l’aliquota base del 4 per mille, ha consentito di mantenere l’esborso sulla prima casa in linea (ma mi spingo a dire anche leggermente inferiore…) con quello dell’ICI, imposta molto meno discussa. Quindi le conseguenze sono contenute. Ben diverso sarebbe il ragionamento se ci fossimo trovati a dovere scegliere tra un eventuale incremento di aliquota della prima casa ed il sacrificio di uno o più servizi comunali ai cittadini (nido, assistenza anziani, ludoteca, servizi sociali etc…). La scelta non è così teorica, visto che ad oggi risultano totalmente azzerati i trasferimenti erariali agli Enti Locali, e noi l’abbiamo evitata solo grazie a nuove entrate consistenti, diverse dalle tasse (vendita energia solare) o risparmi. In questo caso, dovremmo chiederci quali potrebbero essere gli effetti negativi sui cittadini perdendo di taluni servizi che vanno spesso a risolvere situazioni di vera necessità e sono di supporto alle famiglie e alla possibilità di lavoro, a fronte di un risparmio fiscale, certamente positivo ma non molto consistente: per fare un esempio, un incremento di 0,05 punti percentuali dell’IMU sulla prima casa, per un’abitazione media del Comune significa un aumento di circa 35 euro all’anno. Comunque siamo riusciti ancora ad evitare la scelta e confidiamo di non doverla fare, anche perché il quadro normativo sulla materia sembra che sarà effettivamente variato (speriamo in meglio…) come si apprende oggi dalla stampa.

TEDESCHI Di Tedeschi Gigi

Quando succedono disastri, come le frane che hanno colpito il nostro Appennino, conosciuto fin dai tempi dei romani come il più instabile dal punto di vista sismologico, ci si chiede: la colpa di chi è? Non certamente nostra e vostra, ma esclusivamente di chi ha amministrato quelle zone: Ovvero Regione, Provincia e Comuni. Viene, però, da chiederci: “La Comunità montana dov’era in tutti questi anni? A togliere i ricci alle castagne o guardare se nascevano più porcini o galletti”? Il conto salato degli interventi li pagheremo sempre noi, sommati a quelli provocati dal disastroso Governo Monti. Chi ha concesso licenze per costruire in zone instabili, le scene viste in televisione di capannoni e case crollare come birilli e vedere le persone attonite perdere tutto quanto in esse contenuto con i tanti sacrifici fatti, tutto ciò prende veramente al cuore. Ebbene noi non corriamo il pericolo frane ma il pericolo allagamenti si, non cosi gravi come nella bassa. Sono bastati tre-quattro giorni di pioggia e in tutto il Comune ci sono stati problemi di cantine e garage allagati. Ci soffermiamo su Monticelli, su una zona che riguarda lo stadio, il quartiere Casalini e Via Marconi. Sulle cause abbiamo fatto una ricerca storica interpellando persone a conoscenza del fenomeno ed è emerso che la colpa è il “Gorillo”, un canale che attraversa a sudovest Monticelli. Agli inizi degli anni venti per irrigare i campi, non essendoci acqua dolce ma salata anche a diversi metri di profondità, un gruppo di agricoltori fra cui Borrini proprietario dei terreni a nord del paese, praticamente dove ci sono gli stabilimenti termali, finanziò un imponente lavoro. Fu posato un tubo sotto il ponte della Parma portando l’acqua fino alla zona dove sorge l’attuale fabbrica di prefabbricati. Da qui con fossati aperti, passando davanti al quartiere Casalini costeggiando

l’area Zinelli fu intubato in corrispondenza della casa Dalcò per sbucare nel parco termale vicino alla piscina arrivando fino a S.Anna. Durante i lavori di costruzione del complesso “Ileana” la condotta fu danneggiata provocando una ostruzione parziale che con il tempo ha praticamente ostruito la condotta e quindi il rigurgito e la fuoriuscita attuale dell’acqua a valle e nelle varie cantine. Per anni il “Gorillo” fu gestito dai contadini che ne usufruivano per l’irrigazione, il Presidente era Don Bruno Riva. In seguito la gestione passò alla Bonifica, per anni i contadini pagavano q questo ente 1.200.000 lire cadauno ma la manutenzione era inesistente, fino a quando qualche consigliere andò dal Presidente della Bonifica minacciando di non pagare più quella gabella non arrivando più acqua data la mancanza di manutenzione. Tuttora la gestione è della Bonifica ma la manutenzione è sempre zero. A incrementare gli allagamenti, come ci ha detto un ex consigliere del primo consorzio, il sig. Caggiati, è l’acqua piovana e “sorgiva” che proviene dalla costa e dalla zona della chiesa vecchia. Esiste allora una soluzione per mettere in sicurezza le zone di allagamento? Si, basterebbe eseguire una tubazione che raccogliesse le acque della costa della chiesa e quelle dietro allo stadio e venissero convogliate nel rio delle Fontane quasi sempre vuoto. Se il lavoro non lo può fare un ente inutile come la Bonifica (poiché paghiamo un bollettino, meglio tassa, ma per che cosa?) intervenga almeno il Comune!

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1 Si è conclusa nei giorni scorsi presso l’arena Punto Blu il 2° torneo di calcio a 5 femminile “Donne nel pallone- Trofeo QUEEN”. Al torneo hanno partecipato 6 squadre (Felix, Polisportiva Inzani, MT 1960, Carignano, Circolo G. Verdi, La Zia/La Merenda) , che si sono scontrate in due gironi. Dopo la fase delle semifinali si sono qualificate per la sfida terzo/quarto posto, Carignano e ASD MT 1960, quest’ultima ha poi prevalso sugli avversari 7-3, dopo un primo tempo piuttosto equilibrato. Nello scontro per il primo/secondo posto la ASD Felix si è imposta sulla Polisportiva Inzani per 6-4 ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi con il risultato di 3-3. Anche quest’anno le ragazze si sono battute sul campo come leoni… anzi leonesse, dando spettacolo di bel calcio e di-

mostrando ancora una volta al pubblico presente che il Calcio non è solo uno “sport da uomini”. Un bell’applauso va quindi a tutte le partecipanti e un augurio perché possano essere d’esempio ad invogliare sempre nuove partecipanti ad eventi come questo. Dopo le premiazioni delle varie squadre partecipanti, finaliste e non, sono stati assegnati i premi per meriti individuali: Miglior portiere - Cecilia De Filippo Miglior giocatore - Ilaria Saracchi Capocannoniere - Jasmine Tuffanelli Gli organizzatori e il Centro Punto Blu ringraziano i partecipanti : le societá, l’UISP, gli arbitri ed il pubblico, e vi danno l’appuntamento all’anno prossimo col “3° Donne nel Pallone – Trofeo QUEEN”.

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GIOCO Polisportiva Parma: oltre lo sport, il lavoro. Uno spazio sul giornale del Punto Blu di Monticelli è un onore per la Polisportiva Gioco Parma. Ringraziare il giovane gruppo della Redazione è il minimo che possiamo fare. Seguo il giornale dalle origini, lo leggo sempre tutto, ne apprezzo i contenuti e la capacità di coinvolgere la gente; vedo anche le sviste di battitura, ma questa è una mia deformazione professionale che chiedo di perdonarmi. Un giorno feci osservare a Beppe che qualche firma in più… Mi prese alla lettera, ma subi-

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to non sapevo cosa scrivere della Polisportiva. Le nostre attività? Sono già visibili nel calendario del podista, con alcune foto significative: handbike, basket, wheelchairhockey, acquaticità, nuoto, tiro a segno, danza, missione nelle scuole. E allora? Come in un gioco di carte è arrivato il jolly. E di questo parliamo. A metà dello scorso mese di aprile la Polisportiva e il Comune di Parma hanno indetto una conferenza stampa nella sede del Coni. Relato-

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nne nel pallone”.

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ri: Giovanni Marani - Assessore allo Sport del Comune di Parma, Walter Antonini - Assessore allo Sport della Provincia di Parma, Marco Tagliavini - Presidente della Polisportiva Gioco, Alberto Michelotti - Socio Onorario della Polisportiva Gioco (“Io sono qui” ha dichiarato l’arbitro emerito, mettendo in gioco tutta la sua disponibilità e il grande cuore). Erano presenti Consiglieri e Dirigenti della Gioco, con esponenti dei vari settori di attività; Delegati del CONI, del CIP, dell’ANMIC, di alcune Amministrazioni Comunali del Territorio e di varie Associazioni sportive e di volontariato. C’era spazio anche per il Punto Blu, assente giustificato, ma vivo nei nostri progetti che guardano al futuro, dove lavoro e sport possono diventare un binomio vincente. Questa è la novità della conferenza stampa: mentre continuano le trentennali attività sportive per disabili, si aprono nuovi progetti

1 relatori Marani, Michelotti, Tagliavini, Antonini 2 Cristina Merusi, Sindaco di Sala Baganza, si diverte sulla handbike con il Presidente della Polisportiva (festa del 1° maggio) costruiti insieme con Enti ed Associazioni. Una Polisportiva riorganizzata con nuove forze giovanili responsabili, a servizio del Territorio e della Comunità. “Vogliamo impegnarci in uno sforzo di sintesi e di potenziamento di tutto quello che è sport per disabili a Parma e provincia, portando la nostra esperienza a servizio di chi come noi frequenta il mondo della disabilità: Enti di promozione e tutti quei soggetti che trattano altri aspetti della disabilità a

noi preclusi, come il lavoro o l’assistenza” ha dichiarato Marco Tagliavini; “in un momento storico, economico e politico dove incertezza e divisioni sembrano farla da padrone, la Gioco crede nella possibilità di poter stringere alleanze e costruire ponti, che la portino a realizzare i sogni dei suoi soci, dei suoi volontari, della collettività di Parma tutta.” Nelle prossime puntate daremo conto dei passi in questa direzione.

Inaugurata Domenica 5 Maggio la scuola materna “Sacro Cuore” di Finale Emilia

Il Punto Blu di Monticelli, attraverso il gruppo dei giovani volontari “Amici di Silvia Mantovani”, è stato presente fin dalla prima ora nella tragedia del terremoto emiliano che ha colpito i nostri cugini romagnoli. Tramite gli amici dell’ 6 UFFICIO VENDITE della OPOE CONS. 7 COOP. AGR. P.A., tutti noi siamo stati presenti da subito, ripetiamo, con testimonianza di affetto e solidarietà, siamo stati presenti sabato 27 ottobre scorso, quando i nostri giovani volontari con auto e pulmini hanno fatto visita alla scuola materna Sacro Cuore offrendo loro un ricco Foto1 ASD Felix 1° class. rinfresco ed un assegno Foto2 Polisportiva di 2300 euro raccolto con Inzani 2° class. le loro iniziative, e siamo Foto3 A.S.D. M.T. 3° calss. stati presenti domenica Foto4 Circolo Verdi 5 maggio scorso alla Foto5 Saracchi Ilaria inaugurazione ufficiale (Miglior Giocatrice) (l’apertura è avvenuta oltre Foto6 Tuffanelli Jasmine un mese prima) della nuova, (Capocannoniere) grande, confortevole e, Foto7 De Filippo Cecilia soprattutto, antisismica (Miglior Portiere) Scuola Materna “Sacro Cuore.

L’emozione è stata tanta. Era tangibile da parte di tutti la gioia di una scommessa vinta, da quando gli infaticabili don Ettore e don Roberto scelsero la priorità dei bambini e degli anziani, prima ancora

delle chiese. Ebbene l’ inaugurazione di questo plesso, avvenuto a tempo di record, rappresenta una grande vittoria di un’intera comunità che ha trovato nella solidarietà di privati cittadini,

aziende di tutta l’Italia, quegli aiuti necessari a coprire interamente (o quasi) le spese. Fra tutti i benefattori erano presenti anche il Comune di Montechiarugolo con i giovani del Punto Blu e

l’azienda di prefabbricati in legno Giove. E la lotta non è finita. La rinascita è solo iniziata. Nella speranza che la natura cessi la sua ostilità. GDR


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il Punto - Maggio 2013

Un ricordo per Rina Gilioli Ved. Bocconi Mia madre è figlia di quel periodo della nostra storia dove alle donne la gioventù è stata sacrificata: i propri uomini venivano chiamati alla guerra e le loro giovani braccia dovevano sostituire gli stessi nel loro lavoro, sia nei campi che nell’industria. Non mi sorprende, per questa ragione, che il lavoro anche pesante non la spaventasse, non ci rinunciava, anzi ne era abituata. Prima di sette fratelli, solo l’ultima femmina, da subito ha avuto il ruolo di vice mamma nell’aiutare nelle faccende di casa e accudire i fratelli. Sposa giovane, ma non per quei tempi, il marito subito lontano e nemmeno la fede matrimoniale aveva originale, perché quella in oro era una tassa alla guerra; quella vera in oro, se la scambiarono solo al 25° anniversario di matrimonio. Dalla guerra mio padre è tornato, colpito dalla malaria, in Sardegna, non ha visto i campi di battaglia, ma credo che la malattia che a breve lo ha colto, sia stata frutto proprio di quell’esperienza, La vita serena tra loro non è durata molto perché presto la malattia lo ha colpito, e e si è trovata con tre figli da seguire, il marito in ospedale, la casa, il lavoro… cinque anni sempre con il patema del domani, non è stato facile, a pensarci ora. Il senso della famiglia le ha dato una grande forza anche nei momenti più duri. Principi ferrei i suoi, con cui spesso mi sono scontrato , ma capace di grande tolleranza, sino all’ultimo ha cercato di aiutare e non essere di peso. C’è chi l’ha parago-

nata a d un cannone, per questo suo non cedere alle difficoltà. Ricordare come viaggiava sulla sua vecchia bicicletta, anche più vecchia di lei, che non ha mai voluto cambiare, con le sporte della spesa appese al manubrio e quando vi ha rinunciato, è stata come una sconfitta, la prima. Poi l’intervento delle protesi alle ginocchia a ottanta anni per continuare a far la sfoglia, le marmellate, la conserva e mantenere in dignità la casa, la sua casa che con orgoglio finalmente poteva dire esser sua. Cose semplici, da far fatica per ricordare tutto, il suo sogno di fare la sarta, a cucire ogni cosa le capitasse e dopo il lavoro, l’uncinetto per distendersi. Giorno per giorno con grande dignità, il bisogno di far sempre qualche cosa, come le torte, “perché se viene qualcuno, devi poter offrire qualche cosa di buono col caffè”. Ritrovarsi coi fratelli ed i parenti nelle occasioni più disparate, una festa sempre,

non amava la televisione; l’immobilità degli ultimi tempi era più dura che la malattia stessa. Al mattino di quest’ultimo inverno, passando in camera per salutarla prima di andare al lavoro, riposata era serena e mi tranquillizzava “io qui sto bene, ci vediamo stasera”. Anche dopo che la vita si è spenta, nel suo volto la stessa calma serena proprio ancora come se pensasse a Noi e ci dicesse…. “Tranquilli io qui sto bene….ciao”…. Ciao mà. I circoli Punto Blu G.Verdi nel formulare le più sentite condoglianze ad Angelo, Gianfranco e Gianni, per volontà della mamma Rina, hanno devoluto un contributo economico alla Croce Azzurra di Traversetolo, così come il ricavato delle offerte, sostitutive dei fiori del funerale, è stato devoluto al Centro cure progressive (HOSPICE) di Langhirano.

Anniversario: Bertolini Bianca La Sig.ra Bianca ci ha lasciati da un anno; la ricordiamo fedele compagna del marito Pierino: per anni hanno condiviso assieme il negozio della macelleria di cavallo. Due persone indimenticabili affabili e cortesi. Dopo la scomparsa di Pierino, la sig. ra Bianca ha continuato assieme alla figlia Franca e adesso a continuare l’attività è il nipote Luca. Un raro esempio di continuità di un lavoro famigliare ormai scomparso.

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Bilancio comunale 2012. Parola ai gruppi

In discussione, nel Consiglio Comunale del 29/04/2013, l’argomento principe era il “rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2012”: praticamente l’approvazione del bilancio comunale dell’anno 2012. Coerentemente con le critiche espresse durante tutto l’arco dell’anno 2012, la minoranza ha espresso un voto negativo. Non pregiudiziale. Dobbiamo riconoscere meritorietà a chi ha stilato il predetto rendiconto e ha fatto quadrare le cifre. All’interno di predette cifre, però, nelle uscite si osserva in varie sottovoci una viscosità di orientamenti di spesa che non tengono conto della necessità di attuare, anche nella dimensione del nostro Comune, quel contenimento di spesa pubblica, specificatamente quella improduttiva. Una azione indispensabile per il futuro della nostra Nazione e la tutela delle generazioni a venire. Chi frequenta anche lavoratori privati e/o dipendenti di Aziende private avverte un

senso di provvisorietà, di scoramento, un timore, un allarmismo da insicurezza per il prossimo futuro, per se stesso e per la società che lo circonda. Questa è una percezione che non si ha quando si parla con persone, a vario livello, che gravitano nell’orbita del pubblico, anzi. Questi ultimi probabilmente si sentono tranquilli: ma sbagliano, non è così: devono sapere che la recessione, quando arriva, tocca tutti i cittadini: Grecia docet. Durante i lavori del Consiglio Comunale l’attenzione era anche per le notizie che arrivavano attraverso gli smart-phone: era in corso la presentazione del nuovo governo, presieduto da Enrico Letta, che in quegli stessi minuti ha ricevuto la fiducia dalla Camera dei Deputati. E’ stata una buona notizia. Il programma, anche se non accompagnato da cifre, è impegnativo ed esaltante allo stesso tempo. Dobbiamo lavorare tutti, tutti assieme, per contribuire alla realizzazione del medesimo. E lavorare per cinque

anni. Per cinque anni va perseguita una seria “spending review”, per ridurre spese e sprechi, ed ogni euro ottenuto dal contrasto all’evasione, deve servire a ridurre le aliquote alle troppe tasse che paghiamo. Dobbiamo riuscire a diminuire il costo del lavoro per unità di prodotto per tornare ad essere competitivi sui mercati internazionali, ciò non solo con le eccellenze e/o prodotti di nicchia. Perché, se non si crea, non si produce ricchezza, non si va da nessuna parte, non ci possono essere risorse da distribuire senza indebitare la Nazione e le future generazioni ulteriormente. Inoltre, e ciò è basilare ed in tema con l’argomento del quale si sta scrivendo, serve un’Amministrazione Pubblica onesta, amica del cittadino, volta a far tornare “attraente” il nostro paese. Questi gli obiettivi. Questi impegni sono indispensabili per tornare a crescere, con l’impegno di tutti e nell’interesse di tutti. Nella seduta del Consiglio Comunale del 15/04/2013, si è discusso

del bilancio di previsione per gli anni 2013, 2014 e 2015. In tale circostanza abbiamo espresso un giudizio positivo per le scelte del 2013 e negativo per i due anni seguenti. La scelta è stata motivata dal fatto che, a differenza degli anni 2014/2015, non è stato previsto, per il 2013, alcun aumento di tassazioni a carico dei cittadini di Montechiarugolo. Chiudiamo il nostro contributo di informazione alla cittadinanza con un augurio di buon lavoro al nuovo Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ed ai nuovi Ministri, in particolare ai Ministri Graziano Delrio e Flavio Zanonato, i quali, essendo Sindaci in carica, potranno, con le loro conoscenze di Amministratori locali, con la loro esperienza dare un contributo determinante nelle scelte “pratiche” che il nuovo Governo andrà a fare. Gruppo Consigliare “Attivi per Montechiarugolo” Virginio Minari

Il contesto nazionale in cui ci muoviamo, da alcuni anni a questa parte, presenta una serie di dati negativi come per esempio, giusto per citarne alcuni: PIL in calo, disoccupazione e debito pubblico in aumento. Proprio all’interno di questo contesto si evidenziano le difficoltà di amministrare un Comune come quello di Montechiarugolo, facendo fronte ai continui tagli che vengono effettuati dal governo centrale (di fatto quest’anno sono stati azzerati i trasferimenti) e dovendo rispettare i vincoli imposti dal Patto di Stabilità che limita in modo sostanziale la possibilità di spesa dell’ente. Nonostante le problematiche appena citate, il Consiglio Comunale lo scorso aprile ha approvato il bilancio di previsione 2013, un bilancio che a mio avviso è decisamente positivo, rispecchia il buon lavoro fatto dalla Giunta in questi ultimi anni e che ha permesso di affrontare tutte le criticità che si ripercuotono a livello locale senza ridurre i servizi essen-

ziali e senza aumentare la pressione fiscale. Sono in previsione investimenti importanti, tra i quali vorrei citare due opere di rilievo, messe in cantiere per l’anno in corso: la realizzazione di una nuova scuola dell’infanzia statale a Basilicagoiano e il rifacimento degli impianti di illuminazione pubblica con tecnologia LED. A causa dei vincoli imposti dal patto di stabilità, per poter realizzare queste opere sarà necessario cercare forme di finanziamento innovative, come il “contratto di messa in disponibilità” che verrà utilizzato per la sostituzione dei corpi illuminanti. Questa operazione, come già successo con l’operazione del parco fotovoltaico, permetterà, a fronte di investimenti iniziali, di conseguire dei risparmi e quindi liberare risorse da poter utilizzare per gli anni futuri. Inoltre la capacità dell’Ente di investire e pianificare anche con metodi innovativi, in particolare nel settore del risparmio energetico, ha

permesso negli anni scorsi, e speriamo sia così anche quest’anno, di partecipare a bandi di finanziamento, in particolare bandi regionali e far sì che ulteriori risorse vengano destinate al bilancio del nostro Comune. Un altro dato significativo che vorrei evidenziare è che anche quest’anno il Comune si impegna a destinare all’Azienda Pedemontana Sociale una cifra pari a € 1.175.000, questo per sottolineare che con tutti gli sforzi fatti non si è andati ad intaccare uno dei settori di maggiori necessità, ovvero il sociale. Per quanto riguarda gli altri capitoli si è cercato di mantenere in essere tutti i servizi già esistenti senza andare ad incrementare le tariffe, in modo da non aggravare ulteriormente la situazione cui sono sottoposte le famiglie e i cittadini. Per permettere tutto ciò, gli sforzi si sono concentrati sul contenimento dei costi, cercando si ridurli ove possibile e/o impegnandosi ad attuare politiche di riduzione negli altri casi.

Si procederà inoltre con il trasferimento di funzioni all’Unione Pedemontana, al fine di razionalizzare risorse e conseguire risparmi nel medio periodo. Ultimo dato importante che vorrei evidenziare è che la scelta forte dell’ente è stata quella di non voler incrementare la pressione fiscale. Vedremo cosa deciderà il governo per l’IMU, dato che in questi giorni si parla di una sua possibile abolizione, ma indipendentemente da ciò la scelta è stata quella di non incrementare le aliquote, che rimarranno uguali a quelle in vigore lo scorso anno. In sintesi, ribadisco il mio giudizio positivo su un bilancio che, pur approvato in un contesto sfavorevole, prevede investimenti, nuove opere, contenimento dei costi ed il mantenimento di tutti i servizi principali in essere, senza incrementi di tariffe e senza l’ incremento della pressione fiscale. Ivan Calzolari Gruppo “Insieme per Montechiarugolo”


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Vinitaly: una bella donna con un vestito stretto

Frizzante kermesse ma si può migliorare

Cosa vorrà dire cartone allo stand? Francesco Fenga Anna Paglino Con oltre 4000 espositori anche quest’anno Vinitaly si conferma la principale vetrina del vino Italiano. Oltre 140000 visitatori, di cui oltre il 35% proveniente dall’estero, si sono dati appuntamento a Verona dal 7 al 10 Aprile per degustare il meglio dell’offerta vinicola. I produttori erano raggruppati perlopiù per Regione, nei 12 padiglioni, rendendo facile la ricerca dei propri vini preferiti. Naturalmente era impossibile degustare tutti i vini presenti e quindi i visitatori hanno dovuto fare delle scelte, facendo dei personali eno-itinerari. Il nostro parere sui vini non è da esperti, siamo solo andati a cercare delle piccole storie di produttori che con passione ogni anno ci mettono a disposizione nuove emozioni gustative e fiducia nel lavoro. Nel nostro itinerario abbiamo scelto di inserire almeno un buon vino per ciascuna delle zone che frequentiamo per lavoro o per vacanza. Abbiamo cominciato con un Valdobbiadene prosecco superiore millesimato, morbido ed aromatico con un bouquet fruttato molto ricco prodotto da Vigna Sancol. Siamo poi rimasti “in zona” con il Valdobbiadene millesimato dry “quattro Tose” , anche questo con un buon sapore fruttato, prodotto da Rive del bacio. Sempre in Veneto abbiamo degustato il particolarissimo “Agricanto” di Paladin, un liquore a base di vino Raboso, con succo di ciliegie, mandorle, finissima grappa, piante officinali, spezie pregiate; molto adatto da bere quando si mangia cioccolato.

Abbiamo anche deliziato il palato con il Gavi di Gavi prodotto da “La Caplana” , ottimo vino bianco prodotto a Bosio nella zona DOC , sempre in zona Gavi da segnalare i vini di Guido Matteo. La zona dedicata alla Valtellina prevedeva su invito l’assaggio di molte delle specialità gastronomiche locali preparate sotto l’occhio vigile dello Chef Stefano Masanti (Stellato Michelin) accompagnato dal gradevole vino locale; e, mentre il gentilissimo chef ci spiegava i piatti e alcuni dettagli dell’organizzazione dell’evento si è unito per qualche minuto alla degustazione anche il neo-governatore della Lombardia, Maroni. Dalle brevi interviste ai produttori visitati l’impressione è che i

contatti avuti in fiera siano stati buoni; e in effetti in questo periodo di crisi era confortante vedere molte persone (trai quali molti stranieri) ai “tavolini delle trattative”. Unico grosso neo è stata la terribile gestione della viabilità: un caos da girone dantesco, scarse e criptiche le indicazioni, 90 minuti dal casello di Verona per arrivare ad un parcheggio, assalti furibondi per trovare un posto nelle navette per i parcheggi periferici e ovviamente un traffico da UFO… un poliziotto (che ha voluto restare anonimo e un po’ stressato dal caos) intervistato in proposito si è inginocchiato chiedendoci la grazia di fare sparire la fiera….. Sarebbe un peccato, ma bisogna fare attenzione alla logistica poiché, abusando della pazienza di visitatori ed espositori, si rischia di fare il gioco della concorrenza. Concludendo; una manifestazione che si può considerare un fiore all’occhiello per Verona, ma collocata nel posto sbagliato. Una bella donna con un vestito troppo stretto.

Foto sopra, Maroni presso lo stand della Valtellina. Foto sotto, il giovane cuoco Montechiarugolese Alex Agostinelli (dx) e lo chef Stefano Masanti

Antonia Torelli: la moglie infelice di Pier Maria Rossi Gli diede dieci figli, ma lui amava Bianca Pellegrini Irene Ferrari

Tra le 1500 schede del “Dizionario Biografico della parmigiane”, pubblicato recentemente, vi è anche quello di ANTONIA TORELLI. Figlia di Guido, primo conte di Montechiarugolo (per investitura dei Visconti), dove nacque nel 1406, a 22 anni andò in sposa a Pier Maria Rossi, conte di San Secondo, che aveva solo 15 anni, quindi 7 anni meno di lei. Era un matrimonio combinato a fini strategici, non certo un matrimonio d’amore. Pier Maria, di cui recentemente si sono celebrati i 600 anni della nascita, avvenuta il 25 marzo 1413, seguiva il padre nelle imprese belliche. A vent’anni entrava nelle armate viscontee e partecipò alla guerra tra Milano e Venezia, vincendo ben sette battaglie. I Visconti vittoriosi lo nominarono anche governatore di Ghiare d’Adda. Pier Maria aveva l’hobby di costruire castelli: gli piaceva progettarli, vederli nascere, arricchirli di affreschi, statue e decorazioni. Tra guerre e costruzioni di castelli, governatorati vari, non era mai a casa. In viaggi, considerati le strade e i mezzi di trasporto del quattrocento, perdeva un sacco di tempo. Nonostante tutti questi impegni e sebbene il matrimonio non fosse un matrimonio d’amore, tutto ciò non gli impedì di mettere incinta Antonia per dieci volte, visto che nacquero dieci figli. Nel Dizionario delle Parmigiane è riportato che il Rustici, nella sua “Cantilena”, ne tesse le lodi ”Prima ha Madonna Antonia per consorte Piena di consilii e di Sapientia E madre di Prudentia Che savrebbe guidare ogni paese”. Quindi doveva avere una qualche attrattività. Purtroppo però, intorno agli anni quaranta, stando sempre

alla corte viscontea, Pier Maria conobbe la Bianchina, e se ne innamorò perdutamente. La Bianchina (Bianca Pellegrini da Como) era già sposata con Melchiorre d’Arluno, che era ben più anziano, e lei non ci pensò due volte a piantarlo e a seguire Pier Maria, anche perché a Roccabianca le costruì un castello. Negli stessi anni (tra il 1446 e il 1463) Pier Maria costruì per lei anche il castello di Torrechiara, che fu l’apoteosi della celebrazione di questo amore, grande, ma pur sempre fedifrago. Pier Maria pose il Castello di Torrechiara sotto la protezione della Madonna e sulle rive della Parma fondò anche un monastero benedettino dedicato a Santa Maria della Neve. Era molto devoto alla Madonna, essendo nato nel giorno dell’Annunciazione e portandone il nome. Ma la sua religiosità non gli impedì di tradire pubblicamente sua moglie ed in questo modo così plateale, cioè addirittura costruendo due castelli ( e che castelli) per l’amante. E lei, la povera Antonia Torelli da Montechiarugolo, consumata dalle gravidanze e tradita così vistosamente, cosa fece? Cedette il campo alla rivale, perché, così saggia e prudente, capì che non c’era nulla da fare. Nel 1457, col suo seguito, si ritirò a Parma nel monastero delle benedettine di San Paolo, dove morirà nel 1468 (a sessantadue anni). Non si hanno notizie che il padre di lei, il Conte Guido, o altri familiari, si siano lamentati del trattamento riservato alla loro congiunta da Pier Maria. Non si sa mai che, potente com’era e amico com’era dei Visconti e degli Sforza, non gli facesse portar via il loro feudo montechiarugolese, da poco ricevuto! Ne’ Antonia ritornò a casa dal padre o da uno dei dieci figli. Il convento era la “casa protetta” di quei tempi.

Il Castello di Montechiarugolo

Un mito, Pier Maria. Valoroso guerriero, uomo colto e protettore delle arti, umanista esperto di molti saperi (conosceva bene il latino, parlava disinvoltamente francese e spagnolo) amante di musica e poesia (suonava e componeva poesie), si dilettava di aritmetica, che applicava alle fortificazioni e ai castelli (arrivò a possederne trenta). Ha ripristinato i bagni termali

di Lesignano, ristrutturato la Chiesa San Pietro Apostolo (nel castello di Felino), la Chiesa di San Lorenzo a Torrechiara, la Chiesa dell’Annunciazione a San Secondo. Ha costruito l’oratorio di San Bernardino a Roccabianca. Non si sa come abbia potuto fare tanto. Forse non dormiva mai. O forse c’è un po’ di esagerazione. Un gran m-i-t- o, ma non un gran m-a-r-i-t-o!

L’ANGOLO DI Olivia Cantoni E le stagioni passano con lo scandire degli anni, e siamo ancora qui, e sono sempre qui con i ritagli di una vita che non doveva essere la mia, con gli affetti immensi che mi sono rimasti, gli stessi che sconfiggono il tempo e mi aiutano a ridere. Amicizie che mi fanno sentire nel cuore quel vago tremore di stelle, ma l‘anima arrabbiata si perde ancora sul sentiero… Tutta questa luce mi tronca le ali e una pacata tristezza va bagnando i ricordi, come fosse rugiada. In un attimo, un concentrato di dolore antico mi accompagna come una corrente d’ombra. E’ una desolazione muta, senza sfogo…

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il Punto - Maggio 2013

VIDEOPARLANDO Lorenza Cassiani

MUSICANDO Renato Azzoni

Tom Cruise Attore e produttore cinematografico, classificato nel 2006 come una delle piĂš Potenti celebritĂ al mondo è diventato nel 2012 l’attore piĂš pagato di Hollywood, avendo guadagnato in tutto l’anno 75 milioni di dollari. Tom Cruise diventa attore quasi per caso. Mentre si allenava per partecipare ad una competizione locale di wresling, decise di perdere peso correndo su e giĂš per le scale di casa, ma, a causa di una caduta, si causò la lesione del tendine. Abbandonò la gara e iniziò ad interessarsi ad altre attivitĂ . Provò a partecipare ad una produzione scolastica di “Bulli e pupeâ€? interpretando con un notevole talento la parte a lui assegnata. Decise di trasferirsi

Sanremo in Jazz

a New York per diventare attore con il padre che gli chiese : “Quanto mi costerĂ tutto ciò?â€?. All’etĂ  di 17 anni seguĂŹ il suo istinto e si trasferĂŹ a New York promettendo a sè stesso di diventare famoso entro 3 anni. Si iscrisse a corsi serali di recitazione, abitando in un appartamento condiviso sbarcando il lunario con lavoretti occasionali. Dopo avere interpretato ruoli in film minori decise di trasferirsi a Los Angeles. Partecipò al cast per il film “I ragazzi della 56 strada “ di Coppola ottenendo una parte e aggiudicandosi una certa notorietĂ . Ridley Scott lo scelse per “Legendâ€?, ma il vero successo arriva nel 1985 quando il regista Tony Scott gira “Top Gunâ€?. Tom

Programma eventi

protagonista e non. In questi anni ha fatto parlare di sĂŠ, per i vari matrimoni con attrici famose e soprattutto per la sua adesione e il suo sostegno a Scientology, suscitando polemiche e interesse da parte dei media. Ma nonostante tutto secondo voi, pensando a quella scena nel film “Top Gunâ€? dove sfodera quel sorriso meraviglioso mentre si mette gli occhiali salutando la sua istruttrice, non viene spontaneo perdonargli qualsiasi cosa?

Cruise è il protagonista nei panni del Tenente Maverick e grazie al quale diventa una star. Il film fu record d’incassi e stabilĂŹ anche il record di prenotazione per l’acquisto della videocassetta. In quell’anno, sempre per il grande successo ottenuto dal film, negli Stati Uniti aumentarono gli arruolati nella aeronautica militare. In seguito girò una serie di film diretti da registi famosi avvalendosi di 3 nomination all’Oscar e 7 al Golden Globe come migliore attore ď ¨ ď ´ď Ľď Ł ď Żď Ž ď ?

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Sabato 25

Ore 16,30 apertura giochi, laboratori, locanda. Ore 17,30 Torneo Tiro con l’arco Ore 17,30 Spettacolo di artisti di strada Ore 18,00 Favola recitata Ore 19,00 Spettacolo teatrale in Castello Ore 20,00 Cena Medievale su prenotazione ď ‡ď ˛ď ľď °ď °ď Żď€ ď łď Łď Żď ľď ´ď€ ď –ď Ąď Źď€ ď ¤ď€§ď …ď Žď şď Ąď€ ď€ąď€ ď Ľď€ ď ď Žď “ď ?ď ‰ď€ ď ?ď Żď Žď ´ď Ľď Łď ¨ď Šď Ąď ˛ď ľď §ď Żď Źď Żď€ ď °ď ˛ď Ľď łď Ľď Žď ´ď Ąď Žď Żď€ş Ore 20,15 Danze esotiche Ore 21,30 Spettacolo di giocoleria col fuoco Ore 22,150 Musica Irlandesei ď ?ď Żď Žď ´ď Ľď Łď ¨ď Šď Ąď ˛ď ľď §ď Żď Źď Ż NB: gli stand dei giochi e dei laboratori chiuderanno ď€˛ď€ľď€­ď€˛ď€śď€ ď ­ď Ąď §ď §ď Šď Żď€  alle ore 19,00/19,30 ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď łď Ąď ˘ď Ąď ´ď Żď€şď€ ď ¤ď Ąď Źď Źď Ľď€ ď Żď ˛ď Ľď€ ď€ąď€śď€Źď€łď€°ď€  PotrĂ  cenare a self-service anche chi non si è ď ¤ď Żď ­ď Ľď Žď Šď Łď Ąď€şď€ ď ­ď Ąď ´ď ´ď Šď Žď Ąď€ ď ƒď Ąď Łď Łď Šď Ąď€ ď Ąď Źď€ ď ´ď Ľď łď Żď ˛ď Żď€Źď€ ď °ď Żď ­ď Ľď ˛ď Šď §ď §ď Šď Żď€ ď ¤ď Ąď Źď Źď Ľď€ ď Żď ˛ď Ľď€ ď€ąď€śď€Źď€°ď€° prenotato per la Cena Medievale. Chi ha prenotato ď ‰ď Žď §ď ˛ď Ľď łď łď Żď€ ď Ľď€ ď §ď Šď Żď Łď ¨ď Šď€ ď §ď ˛ď Ąď ´ď ľď Šď ´ď Š avrĂ  un menĂš piĂš ricco, il servizio al tavolo e il posto ď “ď °ď Ľď ´ď ´ď Ąď Łď Żď Źď Šď€Źď€ ď Łď Ąď śď Ąď Źď Źď Šď€ ď Ľď€ ď §ď Šď Żď Łď Żď Źď Ľď ˛ď Šď Ąď€ ď Łď Żď Źď€ ď Śď ľď Żď Łď Ż a vista per lo spettacolo di danza e giocoleria ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď ”ď Šď ˛ď Żď€ ď Łď Żď Žď€ ď Źď€§ď Ąď ˛ď Łď Żď€Źď€ ď †ď Ąď Źď Łď Żď Žď Šď Ľď ˛ď Ľď€  Domenica 26 ď †ď Ąď ­ď Šď Źď šď€­ď ƒď ¨ď Ąď Źď Źď Ľď Žď §ď Ľď€ ď€¨ď łď Śď Šď ¤ď Ąď€ ď ¤ď Šď€ ď †ď Ąď ­ď Šď §ď Źď Šď Ąď€ ď Łď Żď Žď€ ď °ď ˛ď Ľď ­ď Šď Żď€Š  Ore 10,30 Caccia al tesoro ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď ƒď ľď Łď Šď Žď Ąď€ ď ´ď Šď °ď Šď Łď Ąď€ ď Ľď€ ď ”ď Ąď śď Ľď ˛ď Žď Ąď€ ď ?ď Ľď ¤ď Šď Ľď śď Ąď Źď Ľ Ore 15,00 Apertura laboratori ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ąď Ąď Źď€ ď łď Ąď ˘ď Ąď ´ď Żď€ ď ƒď Ľď Žď Ąď€ ď ?ď Ľď ¤ď Šď Ľď śď Ąď Źď Ľď€ ď łď ľď€ ď °ď ˛ď Ľď Žď Żď ´ď Ąď şď Šď Żď Žď Ľ Ore 16,00 Apertura giochi Ore 17,00/18,30 Family-challenge - Torneo arco   Ore 18,00 Favola recitata ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď Ľď€ ď ?ď ľď łď Šď Łď Ąď€ ď ‰ď ˛ď Źď Ąď Žď ¤ď Ľď łď Ľ Ore 21,00 Spettacolo musicale alla locanda ď Œď Ąď€ ď łď Ľď ˛ď Ąď€ ď ˘ď Šď ˛ď ˛ď Ąď€ ď Ąď€ ď Śď Šď ľď ­ď Šď€Ąď€Ą ď ‰ď Žď Śď Żď€şď ?ď ľď Žď ´ď Šď€ ď ¤ď Šď€ ď ‰ď Žď Śď Żď ˛ď ­ď Ąď şď Šď Żď Žď Ľď€ ď ”ď ľď ˛ď Šď łď ´ď Šď Łď Ąď€ ď ¤ď Ľď Źď€ ď ƒď Żď ­ď ľď Žď Ľď€ ď€°ď€ľď€˛ď€ąď€ ď€śď€ľď€ˇď€ľď€ąď€š Ore 21,00 Spettacolo teatrale in castello ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď€ ď Żď€ ď ´ď Ľď Źď Ľď Śď Żď Žď Ąď Žď ¤ď Żď€ ď Ąď Šď€ ď Žď ľď ­ď Ľď ˛ď Šď€ ď€łď€´ď€¸ď€łď€ľď€ˇď€´ď€ˇď€šď€šď€ ď€¨ď ď Žď Žď Ąď€Šď€Źď€ ď€łď€łď€łď€šď€śď€¸ď€ľď€˛ď€ľď€ľď€ ď€¨ď ‹ď Ąď ˛ď Šď Žď Ľď€Šď€  A mezzogiorno sarĂ  aperto lo stand di cucina per la torta fritta ed i panini Il programma potrebbe subire variazioni ď ´ď Ľď Ł ď Żď Ž ď ?

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Avevo deciso che non avrei mai piĂš comprato un disco, ma quando ho letto su RaropiĂš, mensile di musica leggera, la recensione di questo cd, non ho resistito e, spinto dal desiderio piĂš sfrenato di metterlo nella mia collezione, l’ho comprato immediatamente. Sono canzoni che, in anni diversi, sono state presentate al festival e che Danila Satragno ha rivisitato in chiave jazzistica. La prima canzone è Nessuno mi può giudicare che Gene Pitney, cantante americano idolo delle ragazzine di allora, ha cantato in coppia con la debuttante Caterina Caselli, che, dopo una lunga carriera musicale, è diventata scopritrice di talenti come Pierangelo Bertoli e Bocelli. Nessuno mi può giudicare ha una stretta parentela con Fenesta ca lucive, ottocentesca canzone napoletana che la tradizione vuole sia stata musicata da Vincenzo Bellini. Franco Califano e Nisa hanno scritto le parole di La musica è finita, mentre la musica è di Umberto Bindi, grandissimo tessitore di tappeti musicali e la Vanoni e Mario Guarnera, giovanissimo cantante bolognese, la cui bravura non ha incontrato il consenso del pubblico e adesso è diventato un apprezzato pubblicitario. Con gli anni la manifestazione ha perso la sua connotazione musicale per diventare un enorme contenitore di tutto un po’. Nel disco sono inserite due canzoni abbastanza recenti:7000 caffè di Alex Britti e la meno conosciuta Colpevole di Nicola Arigliano, probabilmente il cantante piĂš anziano che si sia esibito al festival. Arigliano favoloso crooner- si pronuncia cruner- ha avuto un grande successo nei primi anni sessanta ed è poi tornato al jazz, la musica dei suoi inizi. Bruno Lauzi ha composto Almeno tu nell’universo, che una voce ormai fuori dal tempo, quella di Mia Martini, ha “indossatoâ€? meravigliosamente facendone un capolavoro. La canzone, negli anni, è stata incisa da Mina, Massimo Ranieri e Fausto Leali. Non poteva mancare una delle melodie italiane piĂš note nel mondo, cantata veramente da un sacco di interpreti come Ray Charles e Frank Sinatra, quella Nel blu dipinto di blu, che Modugno, autore insieme a Migliacci, e Johnny Dorelli hanno cantato al festival, non sapendo che la canzone sarebbe stata una bomba. Entrambi gli

interpreti dopo quel festival hanno girato film di buon successo, alternando esperienze teatrali e televisive alle canzoni. Lucio Dalla è l’autore, insieme a Paola Pallottino, di 4 marzo 1943. All’Equipe 84, complesso formato da ragazzi modenesi, che in quegli anni divideva il favore del pubblico giovanile con i Nomadi e i Camaleonti il compito di ripetere il brano. Migliacci è l’autore del testo, musicato da Jimmy Fontana, della canzone Che sarĂ , che i Ricchi e Poveri e Josè Feliciano piazzarono al secondo posto. Jimmy Fontana, inizi musicali di stampo jazzistico, negli anni sessanta è stato uno dei cantanti piĂš famosi. Evaporato il successo, ha continuato a comporre canzoni per altri. Diverso il discorso per Feliciano, che pur continuando ad essere una star nel mondo, da noi ha avuto solo quella canzone di grande successo. Nel 1968 il jazz approda a Sanremo con Louis Armstrong con una canzone da titolo Mi va di cantare, la cui seconda esecuzione è affidata a Lara Saint Paul, cantante italiana che in quel periodo era ospite di una trasmissione televisiva della domenica pomeriggio e che non ha avuto negli anni seguenti il successo di vendite che avrebbe meritato. L’ultima canzone del disco si intitola I sorrisi della sera, che però non è una canzone proveniente dal festival. Composta da Giacobetti e Savona è una canzone presentata a Studio uno, trasmissione televisiva del 1961 dal Quartetto Cetra. E’ stata incisa anche da Mina. La confezione del disco presenta qualche sbavatura: dai titoli sono “volati viaâ€? tutti gli accenti, il titolo della canzone di Dalla non è riportato per intero ed inoltre manca all’interno un libretto che racconti perlomeno chi è la cantante del disco. A questo rimedio io tramite internet: Danila Satragno è genovese,ha cantato spesso negli spettacoli co De Andrè, ed è anche un pochino parmigiana visto che il diploma in pianoforte jazz lo ha conseguito presso il Conservatorio di Parma. Tutto sommato un buon disco questo Sanremo in jazz.

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il Punto - Maggio 2013

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Attentati politici: un grido di aiuto nella direzione sbagliata. Da Bresci a Preiti, quando il patriottismo viene confuso con l’idiozia.

Le immagini di Luigi Preiti con la faccia a terra hanno fatto il giro del mondo. Un uomo comune con un presente poco roseo visto il divorzio recente e la mancanza di un lavoro. Possono essere queste motivazioni sufficienti per un simile gesto? Certamente no! Sarebbe interessante capire quali ombrosi pensieri passino nella testa di certi individui. Pensare di fare un attacco politico con la speranza di passarla franca è da fantascienza. Il rischio è altissimo e le possibilità di riuscita basse. A volte si riesce a portare a termine la propria “missione”, ma a quale prezzo? Va bene voler dare un forte segnale di disagio, ma ci vuole razionalità. Nella migliore delle ipotesi si viene condannati a decine di anni di prigione, senza poter godere di nessuno sviluppo successivo al proprio gesto. Cercando di rapinare una banca si rischia una pena simile, guadagnandosi, però, un vantaggio concreto.

manodopera. La sera del 15 aprile (venerdì santo tra l’altro) il presidente va con la moglie al Ford’s Theatre per assistere alla commedia musicale “Our American Cousin”. Pochi minuti dopo che il presidente prende posto, John Wilkes Booth, un attore della Virginia, sale sul palco e gli spara in fronte al grido di “Sic semper tyrannis”, la frase che si narra abbia detto Bruto durante l’uccisione di Cesare. Quasi un secolo dopo l’America rivive lo stesso incubo. Il 22 novembre del 1963 John Fitzgerald Kennedy (Presidente numero trentacinque) si trova a Dallas (Texas) in visita ufficiale per sanare qualche malumore in merito ad uno scarso interesse verso la parte occidentale del Paese. Sceso dall’aereo sale con la moglie su una Limousine. Mentre l’auto si muove lungo il corteo presidenziale, viene colpito da una scarica di colpi di arma di fuoco. Nonostante la corsa all’ospedale, i colpi subiti sono mortali. Per l’omicidio viene arrestato Lee Harvey Oswald, operaio, attivista ed ex militare. L’uomo non confesserà mai, definendosi solo un capro espiatorio. Due giorni dopo verrà, a sua volta, ucciso, vanificando qualsiasi possibilità di conoscere la verità.

Correva l’anno 1865 quando Abramo Lincoln, il sedicesimo presidente americano, viene ucciso in un teatro di Washington. La storia è più che nota. Dal 1863 al ’65 Lincoln si batte con forza per l’abolizione della schiavitù in tutti gli Stati Uniti d’America, creando diversi problemi alle economia delle piantagioni del sud che basano buona parte dei loro profitti, sullo sfruttamento della

Ci sono filosofi che parlano di ciclicità della vita, un modo di pensare secondo cui gli eventi tendono a ripetersi. Non è questa la sede opportuna per discuterne la validità, ma non si può ignorare le affinità tra il caso di oggi e ciò che accade trentacinque anni fa.

La mattina del 16 marzo 1978 Giulio Andreotti sta per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia. Pochi minuti prima, l’auto che trasporta l’onorevole Aldo Moro dalla sua abitazione alle Camere, è intercettata in via Fani da un nucleo delle Brigate Rosse. I brigatisti si sbarazzano della scorta e rapiscono Moro. La sua prigionia dura ben cinquantacinque giorni, durante i quali i suoi carcerieri cercano di barattarlo con altri prigionieri politici. Fallite tutte le trattative, viene ucciso. Il suo cadavere verrà ritrovato a Roma il 9 maggio nel bagaglio di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, a pochi passi dalla sede del Partito Comunista (via delle Botteghe Oscure) e da quella della Democrazia Cristiana (Piazza del Gesù), di cui Moro era presidente. La situazione politica e sociale del Paese era molto simile a quella di oggi. Problemi economici rendevano la vita molto difficile e i partiti estremisti

trovavano così terreno fertile per le loro azioni. Oggi, fortunatamente, non abbiamo gruppi politici così faziosi, ma abbiamo ancora degli imbecilli. Luigi Preiti ha organizzato il tutto in venti giorni. Sapeva che il giorno della presentazione di Letta era quello più adatto, vista l’assenza delle singole scorte personali. Si era anche vestito in maniera elegante per non destare qualche sospetto. Nel suo piano c’è stata solo una falla; non aveva considerato che l’area sarebbe stata transennata per contrastare esagitati come lui. Preso dal panico ha sparato senza criterio, fallendo l’obbiettivo. Era arrivato a Roma da Alessandria per punire i politici che lo avevano rovinato, invece ha colpito un carabiniere provocandogli una lesione, che potrebbe obbligarlo alla sedia a rotelle. (il codice di Hammurabi in questo caso avrebbe optato per il suo rinomato “occhio per occhio dente per dente”). Preiti non è il primo (ma speriamo l’ultimo) individuo che crede che l’iniziativa privata sia la soluzione di ogni singolo male. La storia di Gaetano Bresci è inquietante in questo senso. Nell’anno 1900 decide di punire l’allora Re d’Italia Umberto I per gli eccidi e le violenze accorse nei moti popolari di Milano di due anni prima. La sera del 29 luglio a Monza lo uccide con diversi colpi di pistola. A quel tempo le azioni anarchiche erano di moda, ma che un uomo partisse dall’America in direzione Milano per fare giustizia è fin troppo commovente. Ci sono stati negli anni, anche, episodi dove non è morto nessuno. Come dimenticare Berlusconi grondante di sangue, che

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si affaccia dalla sua auto. La leggenda narra che un certo Massimo Tartaglia lo colpisca al volto lanciandogli una statuetta in ferro del Duomo. Anche la sinistra può vantare il suo “martire”. Il 14 luglio del 1943, infatti, Palmiro Togliatti è colpito da tre colpi di pistola mentre esce da Montecitorio con la compagna Nilde Iotti. Autore dell’attentato un certo Antonio Pallante, spaventato dalle conseguenze della politica filo-svoietica che Togliatti progetta per il dopoguerra italiano. L’evento ha un effetto boomerang con scontri e rivolte in tante piazze ed industrie italiane. La situazione sta degenerando. Sarà lo stesso Togliatti a risanare gli animi non appena uscito dall’ospedale. A volte le persone giocano a fare gli eroi senza

valutarne le conseguenze. A memoria, non ricordo nessun attentato che abbia portato qualcosa di buono, o, comunque, che abbia portato a qualche cambiamento . Il consolidamento della realtà preesistente, di solito è il passo successivo. Non è un caso, infatti, che dopo l’accaduto, sia da destra che da sinistra sia arrivato l’intento bipartisan della necessità di creare un blocco compatto che permetta ai moderati di combattere gli estremisti. Morale della favola, caro Preiti, non hai fatto altro che dare ancora più forza al tuo nemico. Come ad altri lungimiranti individui la storia non ti farà onore. Anzi, a differenza di altri illustri predecessori, fra cinquant’anni non ricorderemo nemmeno il tuo nome.


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il Punto - Maggio 2013

I nostri Appennini franano: Le spiegazioni del geologo Pasquale Armillotta Cosa sono le frane Le frane sono di per sé dei fenomeni naturali; tecnicamente sono definite come “lo scivolamento o il distacco di terreno o di roccia lungo un pendio”. I geologi hanno a disposizione una vasta terminologia per classificarle, ma, per gli abitanti dell’Appennino, che con questa realtà convivono da sempre, le frane rappresentano solo delle calamità, che periodicamente interrompono le comunicazioni viarie, talora isolano interi nuclei abitati quando, come purtroppo accade, non costringono la gente ad abbandonare le proprie abitazioni. Cause predisponenti e scatenanti naturali Le frane da sempre modellano i versanti della montagna e il nostro Appennino, da questo punto di vista, parte svantaggiato, in quanto i suoi versanti sono “fragili”, cioè costituiti in prevalenza da rocce argillose (cause predisponenti), molto sensibili alla degradazione per azione delle acque e che, una volta degradate, diventano facilmente instabili. In diversi casi le intense precipitazioni costituiscono la “causa scatenante” di un evento franoso, in quanto determinano l’appesantimento del terreno, la drastica riduzione delle sue resistenze meccaniche e “lubrificano” le superfici: così si verifica lo scor-

rimento delle frane. Se l’attività umana è spesso la causa di smottamenti e di piccole frane, con l’innesco e l’evoluzione delle grandi frane che solcano i versanti dell’Appennino l’uomo c’entra poco o niente, se non per il fatto che, come al solito, ha una memoria troppo corta. Una memoria corta che gli ha fatto dimenticare i ritmi e le dinamiche di un pianeta e di una natura che troppo spesso s’illude di dominare. Le frane ci sono da sempre La nostra montagna è caratterizzata da grandi frane – veri e propri giganti della natura – di origine antica, che nella loro storia spesso plurimillenaria hanno alternato periodi di attività ad altri di relativa calma: si tratta di un equilibrio temporaneo che può durare decenni o secoli. Non a caso sono note con il termine tecnico di “frane quiescenti” (che non vuol dire altro che frane dormienti): un esempio per tutti, la frana di Corniglio, che si è riattivata nel periodo 1994–1999, dopo una quiescenza di oltre novant’anni. Opportunità di insediamenti umani su frane Diversi centri abitati sono sorti su queste frane (e non è responsabilità esclusiva dell’espansione edilizia, a volte irrazionale, del dopoguerra, che spesso si è limitata semplicemente ad ampliare i nuclei storici). È stata una

scelta più o meno consapevole, condizionata dalla minore pendenza delle superfici, che rende più agevole l’insediamento, e dalla presenza di terreno coltivabile o adatto al pascolo (quelli che sul crinale e appena di là, verso il mare, sono chiamati “fondi di terra”), in luogo della nuda e sterile roccia. I periodi di quiescenza spesso plurisecolari hanno assicurato una relativa stabilità dei centri abitati. Il concetto di “rischio” è cambiato nel tempo Il problema è che nel tempo è cambiato il concetto di “rischio”. Quello che poteva andare bene per i nostri avi, e forse ancora per i nostri nonni, non può andare più bene per noi. Se nella situazione economica e sociale a carattere rurale gli insediamenti produttivi e abitativi potevano accettare eventi calamitosi periodici (non solo frane, ma anche alluvioni, sismi, eruzioni vulcaniche), in quanto la loro manifestazione comportava costi umani e danni alle cose tutto sommato limitati, allo stato di concentrazione demografica attuale, dello sviluppo economico e sociale del territorio, la loro ricorrenza porta a pesanti conseguenze e rischia di mettere a repentaglio la qualità della vita, quando non la vita stessa, di molte persone. Legame affettivo coi luoghi dissestati Nell’Appennino Parmense, fin dai primi decenni del ‘900, un Regio Decreto aveva decretato il consolidamento o il trasferimento di alcuni piccoli e medi centri abitati, minacciati dai movimenti franosi; ma, con poche eccezioni, se i consolidamenti sono stati attuati e sono di continuo aggiornati, i trasferimenti no. Il fatto è che, quando si è colpiti da un evento calamitoso, sia esso un’al-

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luvione, una frana o un sisma, è la popolazione stessa che si oppone a qualsiasi forma di spostamento e, superata la fase critica, riprende l’attività sul territorio senza abbandonare i primitivi insediamenti. È successo con il sisma del Friuli del 1976 ma, forse, il caso più eclatante è quello di Zambana, nella pianura del Fiume Noce, alle falde del Monte Paganella sulle Alpi Trentine. A seguito di una frana, negli anni ’70, i residenti furono trasferiti in una nuova area sicura, dove fu edificata Zambana Nuova, ma dopo poco più di un ventennio si è assistito a un contro-esodo verso il vecchio insediamento. C’è poco da fare, una certa dose di rischio è fisiologica se si vuole vivere (e abitare) sulla Terra e la sua prevenzione non è solo una questione tecnica, ma anche culturale. E l’azione dell’uomo Il quadro è abbastanza chiaro: terreni montuosi potenzialmente instabili, azione di degrado ed innesco della frana da parte dell’acqua, rischi una volta accettati ed ora non più, legami affettivi con i luoghi dissestati, ecc. Sui dati oggettivi, cioè sulla “pericolosità” del territorio si può intervenire poco, ma su quelli soggettivi? Attenzione, qualsiasi recriminazione deve fare i conti col “era necessario ma spesso non sufficiente”, ovvero, sentirsi dire cosa si sarebbe dovuto fare e non si è fatto è demagogia. Il ripristino e la messa in sicurezza “Dottore, la casa è lesionata, cosa devo fare?” chiede la gente di montagna. L’amara verità è che i costi di ripristino e la messa in sicurezza sono altissimi; e poi si passa al processo alle intenzioni “cosa si sarebbe dovuto fare?”. In fase di pro-

gettazione (“Dottore, da spendere poco”), con un carico economico piccolo, si può fare tantissimo. La prevenzione ha dei costi dell’ordine del 10% rispetto al ripristino e la messa in sicurezza. È evidente la miopia di privati ed amministrazioni. L’unica la strada: Conoscenza, Prevenzione, Manutenzione e Corresponsabilità Assicurare un futuro al territorio significa operare scelte di pianificazione (Conoscenza) che siano compatibili con le sue effettive potenzialità in termini di popolazione, vocazione, possibilità di sviluppo socio-economico e di tutti quegli aspetti che caratterizzano il sistema formato dall’ambiente e dalla comunità umana che lo abita. L’attenzione, quindi, si sposta dal tema del dissesto, alle scelte in proposito compiute nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), ricadute poi nel Piano Strutturale Comunale (PSC). Occorre rilevare il continuo confronto e la sinergia che coinvolge i tecnici e i ricercatori dei vari Enti coinvolti (Comune, Provincia, Regione, Università) per giungere a un quadro il più possibile condiviso che metta insieme in uno scenario oggettivo tutti

gli elementi che via via emergono col miglioramento della conoscenza sulle frane. Molto può essere fatto dall’uomo (Prevenzione) per inibire e/o rallentare e/o evitare il degrado idrogeologico e l’innesco delle frane, sia nelle pianificazione e realizzazione di nuove opere, sia nel mantenimento delle esistenti. Si parla di scelte opportune nella localizzazione delle nuove opere, nell’approfondimento delle indagini in fase di progettazione, nella costruzione di opere atte alla tutela delle opere stesse. Anche in questo caso, i costi sono relativamente alti, ma sempre circa il 10% dei costi per le azioni di ripristino e messa in sicurezza dopo l’evento calamitoso. Chi abita in montagna lo sa, occorre che l’acqua permei il suolo ai fini agricoli, ma deve anche essere convogliata verso fossi, rii e torrenti ed evitarne il ristagno, che facilita l’infiltrazione fino a quel “livello debole” del terreno che determina il movimento della frana. Il pensiero va alle tecniche di aratura, alla pulizia dei canali, dei corsi d’acqua e dei boschi, alla chiusura delle fessure sull’asfalto, ai terreni abbandonati, ai muri di contenimento che “non ce la fanno più”, ai

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pali di sostegno e contrasto che spesso emergono dal terreno, sintomo di disinteresse dopo la loro costruzione (Manutenzione), ecc. La chiave di volta rimane l’effettivo, sempre auspicato ma quasi mai attuato, coinvolgimento diretto dei cittadini in un atteggiamento di Corrensponsabilità su argomenti che li riguardano da vicino. Gli abitanti della montagna, le attività produttive della montagna, le istituzioni montane e centrali, i visitatori della montagna, tutti noi siamo chiamati a vedere e segnalare dissesti nuovi o l’aggravamento di quelli esistenti (ad esempio, la Comunità Montana Parma Est permette sul suo sito questo tipo di segnalazione), ad essere realisti ed onesti in fase di progettazione per una opportuna campagna geognostica, a porre in atto tutte le tecniche di manutenzione del territorio. Non arriviamo, così, a fermare le frane, ma per lo meno arriveremo a conoscere sempre più e meglio la natura che ci ospita e che ci accoglie, ad evitare di “violentarla”, a curarla sempre più e meglio, ed ella potrà essere per lo meno più madre che matrigna.


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urgono rimedi

L’intervista all’assessore di Tizzano Serena Brandini Massimiliano Fenga

Giorni difficili quelli per il nostro Appennino, che da Aprile verte in una situazione disastrosa. Le frane non lasciano tregua ai Comuni della fascia montana, che già anni fa aveva subito ingenti devastazioni nella zona di Corniglio. Ma ad oggi quale è veramente la situazione? Per fare chiarezza sulla situazione abbiamo voluto intervistare l’Assessore di Tizzano Val Parma, Serena Brandini. Innanzitutto, quale è la situazione da voi e quali sono stati i danni subiti? La situazione ad oggi è: tre gravissimi movimenti franosi in atto nelle frazioni di Boschetto, Capriglio Pianestolla e Musiara Inferiore; oltre ad un numero molto alto di altri smottamenti. La frana più grande dal punto di vista delle dimensioni è quella di Capriglio che si è estesa anche sul versante di Pianestolla investendo alcune abitazioni che nella notte il 13 aprile sono crollate lasciando 4 famiglie senza casa. La frana di Boschetto ha invece avuto gravissime ripercussioni sulla viabilità: è tuttora interrotta la Strada Massese, arteria di viabilità fondamentale per il collegamento tra la città di Parma e il polo produttivo del Prosciutto di Parma, Lagrimone. Ad oggi sono già stati ripristinati i primi collegamenti viari tramite piste d’emergenza con alcuni abitati rimasti completamente isolati (Lasagnana, Pratolungo-Capriglio), ma le condizioni dell’intera viabilità su tutto il territorio comunale restano critiche. La popolazione come ha reagito? La popolazione soprattutto quella delle frazioni di Capriglio e Pianestolla, maggiormente interessate dai movimenti franosi, che hanno visto crollare le case dei propri amici e parenti, ha vissuto giorni di terrore, angoscia e rabbia. Ora che la frana ha riacquistato un

andamento “normale” (la frana continua a muoversi di circa 20m/giorno, quindi l’avanzamento è visibile a vista d’occhio, ma molto più lento dei primi giorni) sta ricominciando a riposare, ma ci vorranno mesi per tornare alla normalità della vita quotidiana prefrana: il paesaggio intorno a loro si è completamente modificato e ... non è rassicurante. Accettare di dover vivere su un dirupo, non è facile. La solidarietà e la coesione di una comunità si vede nelle situazioni di difficoltà e la popolazione ha reagito in modo eccezionale: uniti, coesi e vicini a chi ha perso tutto. Solidali e collaborativi con tutti i volontari al lavoro sul territorio. Da qualche settimana la popolazione è supportata dal nucleo degli psicologi d’emergenza della protezione civile. Quali sono gli altri Comuni colpiti oltre al vostro? Nel nostro distretto, Corniglio prima di tutto: oggi a Sauna hanno evacuato famiglie, tra un paio di giorni la frana potrebbe essersi portato via l’intero paese. Anche Palanzano e Neviano hanno problemi soprattutto legati alla viabilità: nel comune di Neviano si contano più di 60 frane. Le istituzioni si sono già messe in moto? E soprattutto come? La Regione EmiliaRomagna ha richiesto al Governo Monti il decreto di stato d’emergenza da quasi un mese e ha messo a disposizione del Comune di Tizzano 75.000€ per il ripristino della viabilità, la Provincia ha inviato i suoi

tecnici da subito. Il 15 di aprile è stato effettuato un sopralluogo dai tecnici del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e Gabrielli ha già inoltrato tutta la documentazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. I nostri parlamentari Maestri e Pagliari hanno scritto anche ieri al nuovo esecutivo, ma purtroppo da Roma ad oggi non abbiamo avuto risposte. Il Comune di Tizzano ha già destinato all’emergenza frane i 100.000€ di avanzo di amministrazione dell’esercizio 2012, ma è impensabile che si possa far fronte alle conseguenze drammatiche di questo dissesto idrogeologico solo con risorse ordinarie di bilancio comunale: è necessario che il governo decreti quanto prima lo stato d’emergenza. solo così sarà possibile iniziare a programmare la bonifica del territorio, ma soprattutto anche le famiglie che hanno perso la propria casa potranno accedere ai contributi per la ricostruzione. Ricordiamoci che in Emilia il Governo ha riconosciuto alla popolazione il rimborso del 100% dei danni subiti. Secondo lei ci sono responsabilità riconducibili all’ intervento umano sul territorio? I geologi parlano di paleo-frane, cioè di frane dell’era della glaciazioni che prima o poi si sarebbero mosse. la manutenzione del territorio, in particolare quella dei campi (canali di scolo ecc) può aver influito solo per una percentuale molto bassa intorno al 10%: del resto non occorre essere degli esperti per guardare la frana di Capriglio e render-

si conto che l’incuria sola non può causare il crollo di una montagna intera. quando poi le montagne sono quattro che crollano una dopo l’altra nel giro di 5 giorni in un territorio ristretto come quello di un piccolo Comune montano, si capisce che i cambiamenti geologici sono costantemente in atto e a volte sono molto più repentini di quanto ci si possa immaginare. E’ dura da accettare, perchè dare la colpa a qualcuno con nome e cognome sarebbe molto più facile e liberatorio, ma questa è la realtà. Vuole fare un appello ai lettori? Vorrei rivolgere ai lettori del vostro giornale lo stesso appello che grazie a mezzi come Facebook ha raggiunto oltre 30.000 persone: “Amici, la stampa nazionale e le tv nazionali non ci danno attenzione, ma qui la situazione è veramente drammatica. Purtroppo viviamo in un paese in cui, se non vai in tv, non esisti, perchè non sei importante. E’ allucinate che le immagini di tutte le gravissime frane che hanno interessato Tizzano negli ultimi 5 giorni e più in generale tutto l’Appenino parmigiano non siano costantemente sotto gli occhi di tutti gli italiani attraverso le tv nazionali. Per questo mi sono impegnata a tenere aggiornati tutti voi tramite FB: ci rimane solo FB x far sapere cosa accade davvero. Vi prego fate girare le immagini e i video delle frane di Tizzano il più possibile. Se no, rimarremo per sempre trasparenti e inesistenti. Grazie di cuore a tutti!”

RUBRICA AGRI CULTURA Dottor Andrea Pizzaferri

L’agricoltura non frana Il ricordo delle abbondanti piogge e nevicate di quest’inverno, definite dai più “dei record”, è ancora vivido nella mente di molti, impegnati ancora a stilare i danni avuti e a stimare quelli che ne deriveranno nei prossimi mesi. Se cantine, garage, taverne, vani scale e ascensori sommersi hanno rappresentato per molti quasi una triste ovvietà sicuramente i pericolosi smottamenti e le devastanti frane che hanno caratterizzato e stanno ancora oggi flagellando le nostre montagne sono da iscrivere nei registri dell’eccezionalità … o così almeno c’è da sperare. I piccoli o grandi allagamenti cittadini sono principalmente da addebitare alla mancata pulizia dei chiusini e all’incuria dei fossi, oltre al fatto che l’eccessiva e spesso incontrollata recente urbanizzazione ha inglobato nel cemento corsi d’acqua e canali di scolo senza creare valide o possibili alternative. Un esempio che può aiutare a capire l’entità di tale fenomeno è rappresentato dal fatto che spesso quest’inverno abbiamo assistito a campi allagati ma fortunatamente a pochi torrenti in piena, nonostante le eccezionali precipitazioni, e ciò principalmente perché l’acqua piovana, nonostante spesso la terra non fosse più in grado di assorbirla, trovava interrotti naturalmente o artificialmente i normali percorsi che storicamente la facevano fluire nei nostri torrenti. Le abbondanti piogge e nevicate invece hanno solcato i nostri monti con profonde e vaste frane, dando vita ad uno scenario infernale in movimento. In questo caso, a brutalizzare il fenomeno si è aggiunto il progressivo abbandono dei terreni di montagna, sempre meno economici allo svolgimento delle attività agricole e quindi sempre più considerati un peso e sempre meno una risorsa. L’agricoltore sta poco alla volta abbandonando la montagna, un’emorragia che dura da decenni e che sembra non avere fine; la montagna quindi sta perdendo i suoi baluardi storici, che da sempre l’hanno accudita, tutelata ed assistita, aiutandola a sopravvivere. L’agricoltore è, soprattutto in montagna ma non

“il Punto”

Trimestrale di informazione sociale, culturale, ricreativa e sportiva. Autorizzazione del Tribunale di Parma n. 5/92 del 3/3/92 Direttore responsabile: Umberto Tomaselli Direttore editoriale: Giuseppe Dello Russo Capo redattore: Anna Paglino Coordinatore editoriale Giuseppe Ginexi Collaboratori: G. Balestrazzi, P. Capellazzi, G. Piazza, R. Azzoni, F. Fenga, O.Cantoni, V. Minari, L. Cassiani, S. Lori, A.Pizzaferri, M. Fenga, A. Leoni, I. Ferrari Correttrice bozze Paola Capellazzi Fotografie Mattia Boschi, Paolo Gandolfi, Agostino Leoni Responsabile pubblicità: Aldini Roberto Tipografia: LITOSTAMPA Monticelli T. Proprietà: Punto Blu Gestione Soc. Coop. a R.L. Tel. 0521-657783 Fax 0521-650703 www.centropuntoblu.com redazione@centropuntoblu.com c/c postale 11236437 Tiratura: 2.000 copie

solo, un operatore ambientale in grado di salvaguardare ben aldilà del proprio territorio di competenza: questo ruolo in Italia non è stato quasi mai considerato, a differenza di molti altri paesi, soprattutto del nordeuropea, dove questa fondamentale figura, riconosciuta dalla collettività e dalle pubbliche amministrazioni, prevede specifiche remunerazioni. L’agricoltore è equiparabile, per diversi aspetti, ad un operatore sociale il cui lavoro, se realizzato in modo consono, può apportare benefici dirette ed indiretti per la collettività. Purtroppo invece, da alcuni anni, si sta registrando anche in pianura la comparsa di ampi terreni incolti, che oltre ad essere un brutto e rischioso biglietto da visita per ogni territorio, può incrementare fortemente il verificarsi di pesanti disastri ambientali. I danni evitati che possono derivare dall’incuria, dall’abbandono e dalla cementificazione incontrollata di terreni agricoli devono trasformarsi in risorse che dovranno essere riconosciute a chi, con il proprio lavoro e la propria attività, sarà in grado di apportare benefici per l’ambiente e la collettività, soprattutto nelle zone più svantaggiate. I fondi a disposizione per le amministrazioni sono sempre meno, ma i danni che il nostro territorio correrà, se proseguirà il graduale abbandono da parte degli agricoltori “ambientalisti”, potrebbero diventare incalcolabili. Andrea Pizzaferri Gruppo AgricoloCulturale A. Bizzozero

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Lo sport

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FINESTRAGIALLOBLU Gabriele Balestrazzi Finalmente sta per finire ! Diciamolo: è stato forse il più brutto campionato degli ultimi decenni, e soprattutto le ultime giornate hanno riservato tanta noia.

poi, complice una inevitabile pausa, tutto è parso ormai scontato, e quel rilassamento ha finito per fare arrabbiare i tifosi (o almeno i più critici di loro).

Giusto riconoscere i meriti dei vincitori. “Antipatico” che sia, Conte ha svolto in questi due anni un lavoro straordinario. In una squadra che continua a non avere veri top-player (li sono al massimo Buffon e Pirlo: entrambi ancora bravissimi, ma ormai chiaramente nella parabola discendente della loro carriera), il tecnico bianconero ha sopperito con la fame e con il collettivo. E ha plasmato una Juve che, pur ben lontana da quella stratosferica dei Platini e Boniek o della superdifesa Buffon-Thuram-Cannavaro (acquistata al supermarket Parma....), ne sta quasi uguagliando i risultati.

Avesse fatto come Allegri (partenza disastrosa del Milan e poi bella rimonta) o come il Donadoni dell’anno scorso, oggi saremmo a celebrarlo con spreco di aggettivi. Senza contare che è importante il risultato: non se si segna al 1° o al 90°. Allegri, ad esempio, alla fine ha fatto il suo dovere: il Milan a sua disposizione, almeno quello con Balotelli, è da 2°/3° posto: quindi non è stato bravo a rimontare, ma semmai era stato deficitario nella partenza.

Il Parma è in serie A per il 23° anno sugli ultimi 24. Non è un dato da nulla, tanto più nell’anno del centenario. Certo: qualcuno ricorda i tempi di Wembley, della Uefa, del braccio di ferro con la Juve in campionato. Altri tempi, sì: ma (non dimentichiamolo mai, pur senza togliere nulla ai meriti dei protagonisti sul campo) anche altra struttura finanziaria, non proprio ortodossa. E allora godiamoci questo 10, e aggiungiamoci una lode. Chi, come me, ha vissuto i tempi, pur divertenti, dei Rubagotti, dei Bonci e dei Rizzati, sono certo che mi capirà......

Semmai, alla società bianconera e ai loro tifosi, andrebbe rimproverato il poco gusto del rispolverare quello slogan “31 scudetti”. E’ vero che in Italia calpestale le regole è...la regola, ma se si iniziasse a dare l’esempio dalle cose piccole (vero, sig. Agnelli premio Sport Civiltà al Teatro Regio?). Ma chiudiamo la parentesi bianconera e parliamo del nostro Parma. Il 10° posto (o i suoi dintorni: vedremo all’ultimo minuto) è un traguardo più che dignitoso. A Donadoni, in fondo, si può rimproverare solo di avere sbagliato a scrivere il “copione” di questo campionato. E’ stato talmente bravo all’inizio che

Un Monticelli Terme, retrocesso cerca un immediato riscatto

Quattro chiacchiere da bar... Andrea Leoni

Era un po che volevo parlare con il presidente, cosi, tanto per parlare del più e del meno sul mondo del calcio “minore”, proprio quattro chiacchiere al bar. L’occasione mi si è presentata quando ho saputo che il presidentissimo Groppi era stato in Sardegna per ritirare il premio per quaranta anni di attività nel calcio giovanile/scolastico; oltre a Ugo l’unico altro premio della nostra provincia lo ha ritirato il presidente del Parma calcio Ghirardi. Credo che per Ugo, che non è assolutamente ammalato di protagonismo, sia stata una sorpresa(me lo ha confermato lui stesso)ma nello stesso tempo una soddisfazione più che meritata per quello che ha fatto e soprattutto per quello che sta ancora facendo, quarant’anni di attività in un mondo dove non ci sono

guadagni ma solo spese, ci vuole una grande passione e un grande cuore, ma è piacevole sapere che la Federazione riconosce a queste persone i meriti guadagnati, è il caso di dire, sul campo. Non mi va di scrivere solo una celebrazione personale e solo per il premio ricevuto, i premi vanno e vengono ma le persone rimangono ed è di loro che ci si ricorda e allora sarebbe bello che tanti di quei bambini, tanti ormai uomini, che ha visto sgambettare sui campi di calcio gli tributassero un simbolico applauso o lo facessero sui social network, Ugo, chiudi gli occhi un momento e goditi questo applauso, se guardi bene tra quei volti vedi di sicuro anche quello del tuo amico avvocato che sicuramente starà sorridendo soddisfatto. Come ogni conversazione da bar che si rispetti, gli argomenti che abbiamo toccato sono i più disparati, si parla dell’impegno per

l’inizio del torneo “Prendi a calci una Palla”, che come da anni vedrà impegnate la compagini più giovani di tre province a darsi battaglia sui campi del centro sportivo, una bellissima manifestazione che dura ben più di un mese e che terrà come sempre impegnati i ragazzi del Castello. La conversazione si è poi spostata sulle difficoltà economiche che attanagliano molte società del settore giovanile, la federazione ha diffuso cifre da paura sul numero delle società sportive e calcistiche in particolare che hanno chiuso i battenti nel 2012. Per fare un esempio, una società come il Castello costa parecchie decine di migliaia di euro e con la carenza di sponsor che c’è, il costo degli affitti dei campi che salgono in continuazione, i soldi non sono mai abbastanza e bisogna ingegnarsi in tanti modi per potere dare di anno in anno la garanzia che tanti ragazzi possano continuare a gio-

Sergio Lori

care. Ricordate che queste società non si limitano solo a fare giocare i ragazzi, ma hanno anche una sorta di funzione pedagogica dato che insegnano ai ragazzi a stare in gruppo, il senso di appartenenza, il sacrificio, tutte cose che poi bene o male si porteranno in giro nel corso della vita. Abbiamo finito di bere il caffè e cosi ci salutiamo con Ugo, persona arguta e piacevole con cui è diver-

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tente conversare anche del più e del meno, mi ripropongo di sentirlo più avanti per fare un bilancio di venti anni di Castello, è si , perché’ la società tra breve compirà vent’anni e allora voglio proprio vedere cosa si inventeranno….. E’ ora di finire e di lasciarvi con i miei saluti……… Una cosa……non dimenticate l’applauso

In chi scrive un articolo, che poi va corretto, c’è sempre la paura di sbagliare. E, scrivere una retrocessione, fa ancora più tenerezza. Questa squadra è il Monticelli Terme, che non vorrei commentare. Purtroppo è capitato. Salito sugli allori dell’eccellenza da quando si chiamava Duca-Bannone, se non erro non era mai retrocesso. Quindi, la società termale , sbagliato o non sbagliato, si è ne resa conto che qualcosa non ha funzionato. Mancanza di ‘sponsor’, giocatori non all’altezza, modulo di gioco, scelte sbagliate, e non voglio entrare nel merito anche perché il Monticelli è la mia squadra del cuore. Sono tutte supposizioni che ci possono stare. Vorrei scrivere molto di più, ma lo spazio a mia disposizione è questo, solamente questo,

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per cui mi trattengo a pronunciarmi. C’è solo da dire di un’annata ben presto da dimenticare che non dovrebbe mai capitare. Purtroppo il calcio è fatto così. Ora pensiamo ad altro. Al torneo di calcio ‘Allievi’ trofeo Ecotek, che è quello che conta di più. La speranza è quella di rimboccarsi le maniche per risalire al più presto: forza Monticelli.

Numero Maggio 2013 - Il Punto news di casa mia  

Cronaca locale di Monticelli Terme e dintorni