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Gioie s e m p r e

Ispirazioni per acquisti preziosi


Gioie s e m p r e


Con il supporto di: Federazione Nazionale Dettaglianti Orafi

Associazione Orafa Lombarda

Progetto editoriale Studio EffeErre, Gloria Belloni Progetto grafico e art direction Monica Roncaglia Stampa Grafimar srl, Italia


Sommario I gioielli: preziosa espressione di personalità PerchÊ chiedere consiglio al gioielliere La materia dei sogni Pezzo unico o produzone seriale Questione di look o di stile? Come indossarli Il portagioie base. Un passo alla volta Ripasso di buone maniere Rinnovare le occasioni di sempre Non mi annoiare mai L’insolita cornice I gioielli del segno Fonti bibliografiche e crediti

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I gioielli, preziosa espressione di personalità Viaggi, tempo per sé, benessere psico-fisico, qualità dell’abitare, ultimi ritrovati tecnologici. Ai giorni nostri, il lusso ha trovato nuove espressioni e forme rispetto a un tempo e, sebbene i gioielli non ne siano gli unici rappresentanti, è innegabile che metalli e pietre preziose abbiano segnato la storia dell’umanità più di ogni altra materia. Un gioiello ben disegnato, risplendente di luce, dalle proporzioni armoniose certo colpisce la nostra attenzione, ma è singolare che il suo vero valore risieda, in realtà, in ciò che è più difficile vedere e anche valutare, ovvero nella qualità dei materiali e della lavorazione, spesso oggetto di controversia anche tra gli esperti, come accade per un buon vino. Gli elementi da conoscere per essere certi del proprio acquisto sono molti. Ma è proprio questa scarsa visibilità del vero valore – paradossale no, per un oggetto che ha nell’esibizione la sua ragion d’essere? – a rendere un gioiello così infinitamente prezioso. Sempre, ben oltre il suo costo.

Non per tutti. Ma incorruttibili È grazie a ritratti e a dipinti, appartenenti anche ad epoche molto antiche, che è stato possibile ricostruire gran parte della storia del gioiello. Sì, perché nel passato metalli e pietre preziose erano davvero difficili da reperire. Ecco allora che nasce già in tempi lontani la pratica di smontare gioielli già usati per ricrearne di nuovi.

Non per tutti. Ma incorruttibili Orefice e gioielliere sono stati per molto tempo sinonimi. Solo nel 1600 si separano le strade: agli orefici il compito di creare monili realizzati con metalli nobili, ma senza pietre, mentre ai gioiellieri l’onere e l’onore non solo di impreziosire i gioielli con diamanti e pietre preziose, ma anche quello di garantire l’esclusività della produzione. Ovvero che ogni oggetto sia realmente un pezzo unico.

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Lusso per dovere Il lusso, nei secoli passati, era naturalmente legato al potere politico: rappresentava un dovere, per sovrani e potenti, esibire con orgoglio gioielli e sfarzose corone. Nel Duecento furono promulgate le prime leggi suntuarie, allo scopo di ridurre l’eccessivo sfoggio di oggetti di lusso, riproposte anche da Luigi XIV con esito pessimo. L’ostentazione della ricchezza divenne un diritto di chiunque se lo potesse permettere. Cronisti del ‘500 riportano: “Sulle teste di quelle popolane splendevano perle e corone ricchissime. Io stesso vidi spose di calzolai portare balze di panno d’oro e vesti ricamate con perle”. Nell’Ottocento i legislatori gettano la spugna. Inizia quel processo che oggi chiamiamo ‘democratizzazione del lusso’. Il gioiello non può più essere considerato un privilegio dei nobili ma, questo sì, esclusiva espressione di stile.

Regalo eccellente Il valore eterno e così fisico dell’oggetto prezioso gratifica più di ogni altra cosa la persona che lo riceve. Un incomparabile concentrato di simboli affettivi, concreti e intangibili al tempo stesso; fatto per vivere sia nella dimensione privata dell’intimo sentimento sia in quella pubblica, come sigillo di un importante scambio. Un gioiello dura in eterno e allo stesso tempo stimola quel desiderio di effimero spesso non confessabile, ma che appartiene innegabilmente a ognuno di noi. È in fondo a questo tema che abbiamo dedicato le pagine che state leggendo. Al piacere di scegliere, di acquistare e di portare un gioiello.

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Perché chiedere consiglio al gioielliere Lasciarsi abbagliare dall’affare può essere davvero molto pericoloso. Specialmente quando si parla di gioielli con diamanti, pietre preziose e perle. Il rischio è quello di ritrovarsi con oggetti di cui, all’occorrenza, non si è in grado di dimostrare il valore. Fare un buon affare significa pagare il giusto prezzo per ciò che si acquista, nel rispetto di tariffe stabilite in base a parametri internazionali. Lo stesso discorso vale per chi ritiene che approvvigionarsi di pietre o perle nei Paesi di origine sia più conveniente. Spesso lo è a tal punto che potreste scoprire di aver acquistato un prodotto davvero scadente al suo giusto (basso) prezzo, tenendo conto che le garanzie di qualità sono davvero limitate in questo caso. Oltre alle gemme più conosciute, esiste poi sul mercato un’infinita di pietre, a prezzi più contenuti, che potrebbero fare al caso vostro se non siete alla ricerca di un gioiello estremamente importante ma dalla composizione cromatica gradevole. Su tutti questi aspetti è bene poter disporre delle corrette informazioni che solo un gioielliere professionista può darvi. Poter essere certi di un corretto rapporto qualità prezzo non è l’unico motivo per rivolgersi a un gioielliere di fiducia. Vi è, infatti, un’ampia gamma di servizi che questi può offrirvi, a partire dal suggerimento per un regalo, fino alle certificazioni sui materiali, ai servizi di riparazione e cura dei vostri preziosi e, in molti casi, alla possibilità di realizzare gioielli sulla base di vostre indicazioni, disegni o riutilizzando gioielli che già possedete.

Se non si ha un gioielliere di fiducia: da dove cominciare Acquistare un gioiello non è come comprare un chilo di ciliegie. Nessun gioielliere si aspetterà mai da voi un acquisto alla prima visita. È con questa tranquillità che dovete affrontare il vostro ingresso in negozio, piccolo o grande che sia. Purtroppo, per ovvie ragioni di sicurezza e nonostante i progressi tecnologici, le gioiellerie spesso intimoriscono proprio per le necessarie barriere fisiche. Non preoccupatevene. Entrate e chiedete. Informazioni, consigli, chiarimenti su termini che avete sentito da un’amica, ma che non vi sono chiari. E ancora: delucidazioni sulle differenze di prezzo e qualità, consigli per l’occasione sia che si tratti di un regalo o di un gioiello per voi e qualunque altra cosa vi venga in mente. In base all’attenzione e alla cura che riterrete di aver ricevuto, nonché alla chiarezza delle informazioni ottenute, potrete valutare se quel gioielliere merita la vostra fiducia. Prendetevi il tempo necessario.

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Questioni tecniche: niente è banale Le perle coltivate sono da considerarsi un’imitazione? Quelle di ‘Majorca’ sono vere? Che differenza c’è tra brillante e diamante? Per un regalo di laurea meglio un anello o un pendente? Con un orologio impermeabile posso stare tranquilla in caso di bagno in mare? Non esistono domande sciocche o banali quando si tratta di scegliere un oggetto prezioso. E se ancora qualche dubbio rimane, fatevi pure mostrare gioielli per capire meglio le varie opzioni e possibilità.

Le garanzie Se il gioiello o l’oggetto prezioso che intendete acquistare è di marca, sarà la stessa casa produttrice a fornire certificati di garanzia completi anche a copertura di eventuali difetti o danni. In tutti gli altri casi, i gioiellieri sono in grado di garantire, oltre al titolo dell’oro e dell’argento, l’autenticità delle pietre preziose con appositi certificati. Vi sono poi certificazioni specifiche per diamanti singoli di valore rilevante, effettuati da laboratori cui i gioiellieri si rivolgono, e poi consegnati nell’apposita confezione di garanzia. I diamanti, le perle o le pietre preziose di minore valore, possono comunque essere certificati su richiesta.

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La materia dei sogni Oro. Base per eccellenza di ogni gioiello. Cosa c’è da sapere? Qualche informazione e curiosità da tener presente prima di avventurarvi in gioielleria. Per ottenere poco più di 30 grammi di oro occorrono circa 3 tonnellate e mezzo di minerale greggio (roccia) e circa 38 ore lavorative di un operaio. Questo oggi, che le condizioni sono infinitamente più agevoli di quando si cominciò a estrarlo. Se fosse possibile accumulare tutto l’oro estratto fino ad oggi si otterrebbe un blocco grande quanto una decina di villette a schiera. Quanta fatica per così poco. Eppure è da tempi antichissimi che Egizi, Aztechi, Indiani e Cinesi sanno come lavorarlo per ottenere gioielli di raffinata e sapiente fattura, esposti nei musei di tutto il mondo. Una ricchezza della terra che è anche ricchezza dell’anima, ci ricorda Humphrey Bogart, investito da una tempesta che gli sottrae la polvere d’oro, nel Tesoro della Sierra Madre: chi intende farne cattivo uso, mal sorte lo colga.

Il titolo e il punzone In Italia vi sono banche autorizzate a importare oro dall’Ufficio Italiano Cambi e i Banchi dei Metalli Preziosi che acquistano oro e riforniscono l’industria. Questi ultimi effettuano una prima lavorazione e lo dividono in piccole pezzature. Quindi, un privato non può acquistare direttamente oro. Per legge, orafi e gioiellieri sono obbligati a marchiare gli oggetti prodotti dichiarando il titolo dell’oro, ovvero la pecentuale di oro fino contenuta (in genere 750) e un altro marchio inscritto in un esagono, con una stellina sulla sinistra. Vi sono una sigla a due lettere - che corrispondono alla provincia italiana in cui il fabbricante lavora - e un numero. Come per le targhe automobilistiche.

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Ma dove? Gran parte dell’oro estratto nel mondo finisce in Italia per diventare gioiello.Qui si trasformano 172 tonnellate d’oro, mentre in tutti gli Stati Uniti appena 65, per dare un’idea. Esistono delle vere e proprie zone di produzione DOC ben distinte per tipologia e caratteristiche della produzione. A Vicenza la gioielleria nasce nel Rinascimento grazie ad artigiani specializzati nella lavorazione con pietre preziose, mentre è successiva la produzione di catene di ogni tipo. Più recente è la tradizione di Valenza Po, in provincia di Alessandria avviatasi grazie a Vincenzo Morosetti. Di ritorno da un viaggio in Sudamerica, folgorato dai colori delle sue terre e delle sue pietre iniziò a realizzare splendidi gioielli policromi e finemente decorati, caratteristica con cui si identifica oggi l’intera produzione della zona, decisamente prestigiosa e richiesta da tutto il mondo. Ad Arezzo si parla di produzione industriale, mentre il Sud Italia, in particolare Napoli vanta un importante polo produttivo di stampo artigianale fortemente influenzato dalla vicinanza agli altri popoli del Meditrerraneo e alla presenza di corallo nei suoi mari. L’area lombarda è meno connotata dal punto di vista produttivo, ma importante per l’efficienza commerciale abbinata alla produzione.

L’oro nero non era il petrolio? E solo quello. Oggi si pubblicizza una gran varietà di colori per quanto riguarda l’oro. È bene sapere che in molti casi, come ad esempio per le sfumature cioccolato o addirittura nere, si tratta di trattamenti superficiali destinati ad inevitabile usura. Quindi, in caso decidiate di acquistare un ciondolo in oro total black riservatelo alla sera e fate attenzione al tessuto dell’abito che non deve essere ruvido. L’oro nei colori blu, con sfumature azzurre o ametista invece può essere considerato ‘reale’: per usare un termine tecnico si tratta di ‘composti intermetallici’ anche questi, tuttavia, piuttosto fragili. Al rosso (o rosa) e bianco siamo da tempo abituati: si tratta di leghe di oro giallo e, rispettivamente, variabili quantità di rame, nichel o palladio (non allergico, quest’ultimo). Se trovate in giro gioielli dai riflessi verdastri, non sono gli occhi che vi fanno brutti scherzi: si tratta di una lega oro-argento. I metalli sono quasi tutti bianchi o grigiastri in origine. Insieme al rame, l’unico a differenziarsi è l’oro che, in natura, è solo esclusivamente di un bel giallo caldo.

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Pezzo unico o produzione seriale? La prima domanda che potremmo porci è: cosa intendiamo per ‘gioiello di design’? La seconda è: come intendiamo utilizzare un gioiello? È un accessorio moda o un oggetto che si colloca al di fuori del tempo, il cui valore va cercato esclusivamente nell’accuratezza della fattura e nella preziosità dei materiali? La confusione che si genera non è poca. I moderni processi produttivi hanno consentito, col tempo, di agevolare la produzione di gioielli su ampia scala con eccellenti risultati che soddisfano anche il legittimo desiderio di apparire alla moda a prezzi accessibili. Ancora una volta, per orientare la nostra scelta, è indispensabile il consiglio di un bravo gioielliere. Se intendiamo acquistare un gioiello, non di grande firma, è l’unica persona in grado di spiegarci le modalità di realizzazione e garantire l’esatto valore del nostro acquisto.

Dal progetto CAD al gioiello Fase di ingegnerizzazione del prodotto per la produzione industriale.

Dagli ANNI ‘20 a oggi Negli Anni ’20 Van Cleef & Arpels inventa una montatura ‘fantasma’, passata alla storia come ‘serti invisible’: ogni segno di giuntura tra le pietre è perfettamente nascosto. Un esempio di come un buon ‘progetto’, innovativo anche dal punto di vista tecnico, può portare a una piccola rivoluzione estetica del gioiello.

Il gioiello cinetico Un anello di forma classica che si apre a ventaglio su piani ellittici, trasformandosi da tutto oro a tutto diamanti.

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Il gioiello d’arte Oltre il design: il gioiello d’arte O è un pezzo assolutamente unico, sspess spesso un concentrato di audacia fformale, una sfida tra l’artista e i lilimiti imposti dalle dimensioni e dalla funzione dell’oggetto.

Il gioiello moda 1900 L’Esposizione Universale 19 L’E ’Esposizione Universale: le esigenze dell’alta aristocrazia e della nuova borghesia bo viaggiano su binari paralleli. Si intuisce che il gioiello non può essere più solo per l’elite.

Anni ‘70 Cartier e Bulgari affiancano alle collezioni tradizionali alcune linee di gioielli più accessibili. Il dettaglio di un gioiello, come la pantera di Cartier, rafforza la sua espressività e si trasforma in marchio declinabile su altri tipi di prodotto: pelletteria, accessori, orologi.

2000: le griffe della moda È ll’er l’era ra delle ricerche di mercato. Da cui emerge che il settore se etto dei gioielli è uno dei pochi, in ambito lusso, ancora ancor a no non raggiunti dal fashion. Da allora non c’è casa di moda che non abbia introdotto una sua linea di preziosi.

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Questione di look o di stile? Mixare è la parola d’ordine del ventunesimo secolo, in fatto di moda. Tuttavia, se nel campo dell’abbigliamento le sperimentazioni sono ampiamente concesse, anche a costo di sbagliare qualche acquisto, con i gioielli bisogna stare più attente e non solo per ovvii motivi economici. La parola stile è legata alla personalità, al proprio modo di interpretare gli abiti e gli accessori che si indossano: rimane spesso invariato per lungo tempo, pur evolvendo insieme ai nostri gusti e alle stagioni della vita. Sì alle interpretazioni più originali, allora, e a qualunque idea che aiuti a esprimere con eleganza e misura le proprie inclinazioni. Ma guai a tradire un gioiello, trattandolo come un accessorio di poco conto visto che, per definizione, la sua preziosità è eterna. Tranquille: lui non vi abbandonerà mai. Nessuno ama rientrare in una ‘tipologia’, ma c’è da scommettere che qualche somiglianza con almeno una di quelle proposte la troveremo mo tutte.

Miss Bon ton al lavoro (il nuovo classico)) Potrebbe impiegare alcune settimane a scegliere il dolcevita color cammello che soddisfi le sue elevate esigenze in termini di qualità. Le tendenze vanno e vengono, mentre il suo mantra resiste: ‘nessuna icona di stile è mai stata vittima dello shopping selvaggio’. Anche se giovane, rischia talvolta di apparire un po’ ‘vecchio stile’. Non sbaglia un acquisto e il suo guardaroba è praticamente eterno.

La ‘Persemprequaranta’ Può avere cinquanta, sessant’anni e oltre, ma nella sua mente è rimasta a quando si sentiva al top del fascino e dell’energia, appunto ai quaranta. Se in passato si è strizzata in minigonne vertiginose e issata su tacchi da trampoliere, oggi non è più disposta a fare sacrifici in nome della moda. Vuole tutto ma senza effetti collaterali. Attenta ai dettagli, con ‘ostentata nonchalance’. Il suo potere non va sottovalutato.

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La trend setter Ha un talento invidiabile. Non parla mai di shopping. Senza alcuno sforzo, con stile, capi originali e incredibilmente di tendenza, rigorosamente senza marca, sembrano esserle piovuti addosso e le stanno davvero benissimo. Una camicia scovata in un mercatino appena fuori Delhi, un maglione fatto a mano da un’amica, una sciarpa trovata anni fa in un qualche bazaar, da qualche parte... La trend setter non appare solo elegantemente naturale. Lo è. Di questa pasta sono fatte le vere icone della moda, da Haudrey Hepburn a Kate Moss.

La vintage a oltranza Una volta il vintage destava qualche sospetto (se quel vecchio abito è ancora in giro è semplicemente perché nessuno ha il coraggio di indossarlo); oggi è sinonimo di prestigio. Ci sono capi che possono attrarre solo chi è troppo giovane per ricordarsi di una determinata epoca - è il caso degli anni ’80 – o fatti di materiali davvero troppo superati. Poi c’è il vintage propriamente detto: abbigliamento appartenente a un’era pre-brand che richiede una certa competenza per essere realmente apprezzato e ben indossato. In fondo, al giorno d’oggi, l’arte del ‘saper reinventare’ è la vera essenza del fashion.

La cacciatrice di affari È assolutamente figlia del nostro tempo, indipendentemente dall’età. Sa distillare il meglio delle passerelle di ogni stagione ed è in grado di rappresentarlo attraverso capi e accessori acquistati a meno della metà dei prezzi che una griffe richiederebbe. Oggi, è difficile distinguere un capo di marca da uno che non lo è: molto dipende dallo ‘stile’ di chi lo indossa. Spesso la nostra ‘regina dell’acquisto a prezzi convenienti’ appare meglio vestita di una fan del design.

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Come indossarli Prima fondamentale regola: il gioiello deve far risaltare al massimo la vostra personalità. Non il contrario. Quindi, pochi monili per volta, senza dimenticare che nonostante la parentela etimologica tra le parola gioco e gioiello, l’eccesso rischia facilmente di produrre un effetto ordinario. Ammesso solo in caso di bijoux, non di oggetti preziosi. È utile tenere presente, per facilitare la scelta in funzione delle occasioni, che idealmente i gioielli si dividono in tre grandi categorie: • gioielli sportivi: sono quelli che indossiamo ogni giorno, che ci fanno sentire ‘a posto’ • gioielli ‘ogni tanto’: indipendentemente dall’importanza, si tratta di monili adatti al giorno o alla sera ma che riserviamo a qualche occasione particolare e che, comunque, non mettiamo tutti i giorni • gioielli da ‘gran sera’: il collier molto ricco, l’orologio con diamanti e tutti quei gioielli che in generale risulterebbero fuori posto se non a un galà.

Anello Se è molto importante, va indossato da solo, lasciando al massimo la fede, specie di giorno. Vietate le commistioni con la bigiotteria. Tra le interpretazioni particolarmente raffinate: anello chevalière, a castone largo, derivato dall’anello a sigillo, sul mignolo o sull’indice per un look urbano e dandy. Di bell’effetto gli anelli contrariè (quando le estremità non chiudono al centro e sono impreziosite da due tipi diversi di pietre) con perle bianca e nera, sia per il giorno sia per la sera. In caso di anelli fantasia con pietre di colore, attenzione all’accostamento con l’abito. Sempre attuali le fasce, ma con un occhio alle proporzioni porzioni delle dita. Montature a giorno: classiche e chic, non sempre comode per chi indossa sciarpe e maglie. glie. Due parole per fidanzate e ‘affini’: la mano sinistra è quella generalmente dedicata alla promessa, quindi riservata a fedi e anelli di fidanzamento. A meno che non siate sposate: in questo caso l’anello di fidanzamento può stare sulla destra perché la promessa per eccellenza è già rappresentata dalla fede. Ne tengano conto le single che, per evitare fraintendimenti, dovrebbero lasciare la sinistra libera.

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Bracciale Vale sempre la stessa regola: da solo può catalizzare con eleganza l’attenzione, tenendo conto che avete anche l’orologio. Se ne mettete più di uno accertatevi che i bracciali abbiano qualcosa in comune. Per esempio, sì a più bracciali tennis di colori diversi. Con le perle ne basta uno, così come per i bracciali a schiava. I bracciali charms, ancora molto in voga, si prestano di per sé ad essere arricchiti nel tempo con più ciondoli, quindi non occorre aggiungere altro, sono già abbastanza ricchi. Se in oro e voluminoso, va accostato ad un anello dallo stile simile e comunque in oro dello stesso colore. Più difficile l’abbinamento bracciale e collana: bisogna fare davvero attenzione a proporzioni e dettagli dell’abito per evitare effetti stridenti.

Orecchini Inizialmente riservati agli uomini come massimo simbolo di virilità e di coraggio militare. Che dire? I tempi cambiano. Certo è che oggi una donna dovrebbe indossarli ogni giorno, specie in caso di orecchie forate. Basta un semplice punto luce. Le clip sono invenzione relativamente recente, molto in voga negli anni Cinquanta. Elegante l’insieme orecchini-anello od orecchini-bracciale. A lobo sono molto versatili, mentre per i pendenti occorre prestare maggiore attenzione alle proporzioni del viso.

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Collane e pendenti Girocolli in perle o diamanti sono adatti ad ogni occasione sia di giorno sia di sera. Con un abito dalla profonda scollatura, che inviterebbe naturalmente all’uso di una bella collana, si può osare una soluzione meno scontata optando per un abbinamento orecchini e anello o bracciale e lasciando libero il collo. Le pietre semipreziose, gli smalti, coralli, turchesi, perle keshi e barocche, una volta riservate al giorno, sono oggi perfette anche per la sera d’estate, quando a cocktail e cene all’aperto si è perfette con morbidi caftani o lunghi abiti colorati. I pendenti possono anche essere mescolati tra loro stile bracciali charms, sempre cercando di evitare l’effetto gitano, più adatto alla bigiotteria di sapore etnico che ai gioielli veri e propri. Attenzione comunque al tipo di laccio o nastro che si utilizza se si sceglie qualcosa di diverso dalla classica catena: che sia sempre in ordine e abbinato all’abito. Sbizzarrirsi con le lunghezze è un must. No invece a collane tradizionali con scollature asimmetriche o spalle scese. In questi casi meglio optare per ‘collari’ aderenti.

Spille

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Relativamente poco utilizzate negli ultimi anni, le spille sono in realtà monili molto versatili, oltre che oggetti davvero affascinanti, capaci di veicolare attraverso motivi simbolici, significati anche complessi. Bastano un pizzico di gusto per la sperimentazione e di fantasia per studiare abbinamenti inediti e valorizzare così gioielli spesso ereditati, oppure vere sculture opera di rinomati designer acquistati per vera passione. A parte l’uso classico, sui revers della giacca, oggi le spille sono perfette appuntate sulle cinture alte in tessuto o pelle sottile, su eccentrici cappellini bon-ton, a sottolineare il punto centrale di una scollatura a “v” in un abito lungo, trasformate temporaneamente in ciondolo, come fermezza di sciarpe o scialli indossati sul cappotto da giorno, sulle borsette da sera, a chiudere un foulard in perfetto look anni ’80, su stole di seta pesante e, se lo stile personale lo consente, come decorazione in un’acconciatura raccolta da sposa.


L’orologio A parte le vera e propria versione gioiello, da riservare rigorosamente alla sera come protagonista della mise, anche gli orologi da giorno si possono prestare ad eleganti interpretazioni. Belli quelli con il cinturino intercambiabile da intonare all’abito o all’umore. È chic indossare un orologio da uomo, sempre che non sia troppo ingombrante. Un cronografo supertecnologico, può servire a enfatizzare il proprio lato sportivo. Ma anche l’orologio del nonno, opportunamente abbinato a un cinturino moderno e femminile, è di classe. A cene particolarmente formali, evitare comunque l’orologio da giorno e se non se ne possiede uno da sera, nasconderlo piuttosto nella borsetta.

Lui Con estrema moderazione. Al lavoro: gemelli (anche con perle), spille di appartenenza a un gruppo sportivo o a un’associazione. Anello, solo nel caso lo si sappia davvero portare, così come fibbie-gioiello per la cintura e copribottoni. Nel tempo libero, ciondoli e bracciali in oro, platino, cuoio e caucciù, ma senza strafare. Il vero must rimane sempre l’orologio, col quale spesso lo stile di un uomo si identifica. Sì ad osare la cipolla, con adeguato abbigliamento.

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Il portagioie base. Un passo alla volta Se grazie a genitori, fidanzati o mariti vi è possibile contare su un corredo di gioielli iniziale, è un buon vantaggio. Altrimenti, visto che i tempi sono ormai maturi per concedersi qualche gratificazione senza dover per forza attendere l’intervento di una persona cara od occasioni speciali, potreste decidere di pianificare nel tempo una serie di acquisti oculati e razionali. Si tratta, in effetti, di trasformare questa impegnativa – non nascondiamolo – forma di shopping in un valido processo di investimento a lungo termine. Con il tempo i gioielli acquisteranno valore, a patto che siano scelti con criterio, e costituiranno un insostituibile patrimonio affettivo, oltre che economico, per le generazioni future.

Il filo di perle. Intramontabile versatilità Con una chiusura poco vistosa ma molto preziosa Meglio puntare sulla qualità e sulle dimesioni delle perle che sulla quantità. In futuro si potrà abbinare un anello.

Gli orecchini Donano luce al viso e si adattano perfettamente a qualunque stile, sia di giorno sia di sera. Se con diamanti rappresentano un investimento quando pesano almeno mezzo carato ciascuno. In alternativa, i classici bottoni in oro.

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L’orologio Elegante e raffinato, da portare ogni giorno. È un acquisto non facile, considerate le esigenze di praticità che deve assolutamente soddisfare. Tuttavia la scelta è davvero vastissima. Più avanti si potrà arricchire il corredo con un modello da sera: più impegnativo, può essere considerato un gioiello a tutti gli effetti.

L’anello con diamante Unica eccezione all’autoregalo. È tradizione che, almeno il primo, sia un dono. Ma si sa, i tempi cambiano: se nulla si profila all’orizzonte, soprassedere alla regola senza problemi. Se invece, pensate si tratti di una questione di tempo, orientatevi verso il pendente, perfetto punto luce per il décolleté. A parte i classici solitari con montatura a griffe, in grado di regalare massima luce al diamante, considerate anche soluzioni dal design innovativo: oltre che eleganti sono spesso molto pratiche e adatte a uno stile di vita attivo.

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Bracciale tennis, girocollo a rivière e veretta con diamanti Un pezzo alla volta, col tempo. La parure si comporrà da sé. Va solo ricordato che montature in oro giallo o rosa sono più versatili per il giorno. Stessa cosa vale per il castone rispetto alla montatura a griffe, più impegnativa.

Anello importante con pietre di colore e diamanti Via libera a gusti e carattere. Con gemma di almeno un carato se intendete fare un buon investimento. Per completare un’eventuale parure potranno seguire, nell’ordine, orecchini, collier e bracciale.

Gli orecchini con perle a lobo Semplici o abbinati a diamanti. Eventualmente in parure con il collier.

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Pendente prezioso Si presta a diverse interpretazioni interp e usi cambiando semplicemente la catena.

Gioielli per l’uomo Sebbene il portagioie sia oggi meno variato di un tempo – pensate che in epoca rinascimentale uomini e donne indossavano, in una vera e propria competizione di sfoggio, esattamente gli stessi tipi di gioielli – anche questi sono per certi versi soggetti alle mode, fermo restando che l’orologio è oggi il gioiello da uomo per eccellenza. I gemelli sono stati sostituiti dai più pratici copribottoni e le spille da revers sono generalmente preferite ai fermacravatte. Oltre al platino e all’oro, sì alle perle per i gemelli, delicate ma non leziose. Via libera a gusti e fantasia per bracciali e collane riservandoli, però, al tempo libero piuttosto che al lavoro.

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Ripasso di buone maniere Una gaffe, anche se in apparenza innocente, può compromettere la riuscita di un regalo o creare una stridente caduta di stile. Per non rischiare, ecco qualche piccola nota. Le mode e i comportamenti cambiano, ma sensibilità e buona educazione saranno sempre apprezzate.

Fidanzamento L’ anello con diamante non è in discussione. Qualche piccola avvertenza è però d’obbligo. Anche se piccolo, il solitario non sfigura, quindi privilegiate la qualità più che la grandezza: l’amore si nutre di sostanza, non di apparenza. In caso di divorzio rimane a lei, a meno che non si tratti di un oggetto di famiglia, mentre se il matrimonio non avviene proprio deve essere restituito. Rappresenta l’impegno d’amore per eccellenza e bisogna tenerne conto se le intenzioni non sono più che serie. In questi casi scegliere altri tipi di gioielli. Per lui: orologio classico o gemelli, oggetti che potrà portare con sé per sempre.

Il giorno delle nozze È d’obbligo scegliere gioielli di colore bianco. Bene platino, oro bianco, diamanti e perle. Meglio evitare gli anelli poiché l’unico o che la sposa indosserà è la fede. Lui si ricordi di portare l’orologio regalatogli per il fidanzamento, sempre che sia di tipo classico.

Alla nuora

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Un gioiello di famiglia o un gioiello con perle. Va bene anche nche un monile con zaffiro che potrà essere indossato il giorno no del matrimonio dal momento che secondo una tradizione, ne, a dir vero non italiana, pare che portare qualcosa di blu ill giorno delle proprie nozze sia di buon auspicio. Sempre che non on si tratti di un anello. In questo caso lo si riserverà a occasioni successive. uccessive.


Da un uomo a un’amica Questione molto delicata. Per un dono prezioso a un’amica sposata, è d’obbligo scegliere un oggetto legato alla casa o alla professione piuttosto che un gioiello da indossare, poiché il gesto potrebbe essere interpretato come un’invasione nella sfera affettiva più intima. Piccoli vassoi o ciotole portadolci, accessori da scrivania in argento, minisculture di design. Se invece parliamo di una donna libera o di relazioni diverse dal matrimonio, valutate bene il tipo di impegno cui siete disposti e chiedete apertamente consiglio al gioielliere. Dalla spilla alla parure per tutti i giorni, la scelta è pressoché infinita ma è molto importante tener conto anche della sensibilità dell’altra persona, senza strafare.

Quando l’amore finisce In caso di rottura del fidanzamento, l’etichetta consiglia di restituire eventuali doni, specie se è lei a metter fine alla ‘promessa’. In caso sia stato lui a chiudere il rapporto, la scelta è libera, fermo restando che i gioielli possono essere venduti o trasformati in nuovi monili. Gioielli e anelli di famiglia vanno sempre restituiti. In caso di divorzio, invece, nessuno dei due coniugi è tenuto a restituire i doni preziosi ricevuti, a meno che non si riesca a dimostrare che questi rappresentino un bene di famiglia e, quindi, rientrino di diritto nella suddivisione.

Simbologie Il rosso rubino è passione e gioia, lo zaffiro porta pace, lo smeraldo fecondità. Se volete fare un regalo davvero particolare, informatevi sulle simbologie e virtù magiche delle pietre anche non preziose attingendo alle mille tradizioni: il dono avrà così doppio valore. La turchese porta ricchezza, mentre l’ametista aiuta a combattere l’ubriachezza, nonché la malinconia. L’ambra protegge da incendi e naufragi, scampati i quali si può passare a risolvere i propri problemi coniugali grazie all’agata. Insomma, chiedete al gioielliere e non vi sarà difficile trovare una storia che aiuti a dare al vostro piccolo pensiero un sapore di leggenda.

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Rinnovare le occasioni di sempre Risolveremo in due parole la questione delle occasioni classiche, in parte perché conosciamo tutti quali siano e poi perché quello che sappiamo è generalmente corretto. Ci limiteremo a un breve vademecum di ripasso.

Battesimo COSÌ NON SI SBAGLIA MAI Ciondoli, braccialettini, facili parure anche accordandosi tra parenti e amici (ognuno contribuisce), cucchiaini per la pappa con la tipica impugnatura a L, più utili di quanto si pensi, succhiotti in argento. L’argento è un materiale notoriamente antisettico e da sempre utilizzato per oggetti dedicati ai bebè. Album portafoto con decoro prezioso. PER CHI AMA OSARE Oggetti in oro o in argento che probabilmente non verranno utilizzati subito, ma andranno a costituire una specie di piccolo tesoro in età adulta: quaderni bianchi con una copertina preziosa, segnalibri in argento inseriti in un libro di particolare valore personale o spirituale, diamante certificato o pietra legata al segno zodiacale del bebè.

Comunione e cresima

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COSÌ NON SI SBAGLIA MAI Orologi. Primi gioielli ‘veri’ e se si tratta di una ragazza: braccialetti, catenine da usare tutti i giorni, ciondoli. Sì ai nomi incisi: fanno sentire importanti e unici possessori di un oggetto prezioso, cosa molto significativa per i giovani. PER CHI AMA OSARE Anche qui, visto che è l’anima a dare valore all’oggetto, è bello ispirarsi alle vere passioni ni o al carattere di chi riceverà il regalo (spille con simboli legati alla musica, allo sport al cinema. Penne, righelli, compassi d’argento per chi ama lo studio). Difficile capire se tali passioni sono destinate ad essere soppiantate da qualcos’altro a breve, ma almeno in futuro resterà un oggetto a ricordare quell’emozione e che qualcuno un tempo aveva riconosciuto quel ‘talento’ in noi.


Diciott’anni COSÌ NON SI SBAGLIA MAI Orologi classici per lui. Collana di perle o primo gioiello importante per lei. Se non si è parenti stretti, perfetti i gioielli componibili come bracciali charms cui aggiungere ciondoli col tempo o collane non preziosissime ma con elementi intercambiabili. PER CHI AMA OSARE Vale quanto detto appena sopra, con una precisazione che semplifica tutto: a diciott’anni gusti e interessi dovrebbero essere abbastanza definiti. Sì quindi a spille simboliche, piccoli oggetti preziosi legati ad hobby e sport puntando sull’originalità. Aggiungere dettagli in argento e placchetta con nome al microfono della cantante in erba è cosa fattibile, basta muoversi con un minimo di anticipo. Per le sportive: ricordatevi che il tennis bracelet non si chiama così a caso: fu il celebre amuleto di Chris Evert.

Matrimoni Come regola generale: i parenti stretti generalmente si dedicano ai regali importanti, che ‘fanno famiglia’ per intenderci. Mentre gli amici possono puntare su qualcosa di più p originale (ed economico) dedicato alla coppia. COSÌ C NON SI SBAGLIA MAI Oggetti per la casa, meglio se dal design attuale, i portacandele non sono obsoleti, vassoi e vasellame sempre ricordando che gli spazi nelle case d’oggi non sono più quelli di una volta. Una cornice, ap patto che non sia scelta a caso, va sempre bene. CHI AMA OSARE Se si conoscono particolari passioni culinarie degli sposi giocare su queste: completo prezioso per il sushi, set per fonduta al cioccolato con dettagli in argento, cofanetti con accessori in argento per amanti del vino e così via. Pentole in argento sono oggetti da veri intenditori. Se il budget non permette pezzi di design o vasi importanti, gli sposi apprezzeranno curati e originali set da tavola pensati solo per la coppia. Da non escludere l’high tech: chiavette USB ‘preziose’ con le foto del matrimonio.

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Genitori, nonni & co Vietato trattare compleanni e anniversari importanti come tutti gli altri. I fondamentali sono ‘quelli tondi’ (30, 40, 50, 60 anni... per gli anniversari si aggiunge il 25°). COSÌ NON SI SBAGLIA MAI Si tratta di occasioni tutto sommato prevedibili con un certo anticipo, quindi l’ideale è cercare di costruire un percorso da portare avanti con coerenza nei successivi appuntamenti. Utilizzare queste occasioni per aiutare mamme e mogli a costruirsi una parure importante (valgono alleanze famigliari), sì a sottolineare la funzione di oggetti in argento altrimenti troppo classici ad esempio riempiendo di pregiati sigari o di dolci davvero particolari, una scatola per i nonni. PER CHI AMA OSARE Se c’è uno spunto, come ad esempio la passione per i libri, è possibile inaugurare una specie di mini-collezione: di segnalibri preziosi. Di scatole portaprofumo in argento o di penne portaspezie. Laa scelta ielliere, è pressoché infinita. L’aiuto di un gioielliere, te è molto utile. Questo vale ovviamente anche e soprattutto per gli orologi.

Al passo con i tempi Oggi anche le occasioni regalo sono in parte mutate quantomeno nel peso o e nel significato. Questo è dovuto al fatto che le relazioni sociali sono più fluide, in continua evoluzione, ma tali cambiamenti non le rendono certo meno degne di essere celebrate te nei momenti più importanti. Ecco allora ora qualche spunto per rinfrescare le idee e su vecchie e nuove occasioni.

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Arriva un bebè Da non confondere con il battesimo. Qui il regalo va fatto alla mamma. “Il più bel regalo è il tuo affetto, il nostro piccolo, il fatto che tu mi stia vicino...bastano i fiori”. Sono cose che le mamme dicono perché non sta bene pretendere un regalo per un momento in fondo così ‘naturale’ nella vita di una donna. Per i mariti d’oggi, ammessi anche nelle sale parto, non è difficile convincersi che mettere al mondo un bimbo meriti un premio. Un bell’anello con una pietra preziosa, magari uno smeraldo, simbolo di fecondità, è un ottimo modo per dirle che è stata davvero brava e la farà sentire una regina. Ne ha bisogno.

Under 18 Tra ragazze. È spesso in questi anni che si cementano le amicizie più importanti, molte volte destinate a durare, magari più dei matrimoni. Sono momenti che non vanno sottovalutati. Se sentite il bisogno di dire a un’amica che le volete davvero bene, perché non farlo con un piccolo gioiello? Non è necessario che sia un oggetto molto costoso: un bracciale charms è perfetto. Ne esistono di mille tipi. Una sola nota per i maschi: non è sdolcinato regalare alla vostra amica o più che amica qualcosa di (almeno un po’) prezioso e femminile. Conferisce quel tocco di stile che vi aiuterà a distinguervi. Se non volete essere fraintesi, usate l’ironia con ciondoli dai significati particolari e riferiti alle vostre o sue passioni, fissazioni o, desideri. Nomi o messaggi fateli incidere su un bel ciondolo invece che su un Ipod. Non è detto che sia più costoso, anzi.

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Diversi colori In caso di coppie multiculturali: informatevi sulle diverse tradizioni e fatevi aiutare dal gioielliere, anche per non incorrere in gaffes riguardanti le diverse convinzioni religiose. Il bello degli oggetti preziosi è che parlano una lingua internazionale: non esiste cultura in cui non abbiano enorme importanza e riconoscimento. Come regola generale, tenete conto che i gioielli, anche importanti e specialmente in oro giallo, sono un regalo di nozze molto apprezzato da spose arabe, indiane e africane. Sono ampiamente concesse variazioni con perle e diamanti, in caso ce lo si possa permettere.

Gli altri matrimoni (il secondo, il terzo...) Non sono matrimoni di serie B. Gestire la questione dei regali però è un po’ più difficile per parenti e amici rispetto alle prime nozze, se non altro perché i novelli sposi dovrebbero avere case già attrezzate di tutto punto o quasi e non sempre è facile capire cosa abbiano conservato dai precedenti matrimoni. D’altra parte ci si può permettere un regalo semplicemente bello e non necessariamente utile. Sì a oggetti in argento dal design ricercato, orologi da tavolo, set da tavola per due, utensili in argento per la cucina, veri propri pezzi d’arte e sculture preziose, oggetti antichi in argento se lo stile della coppia lo suggerisce.

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Successi scolastici e professionali Un must il regalo di laurea da interpretare oggi anche nelle sue varianti (un pensiero prezioso per le lauree cosiddette brevi così come per le seconde lauree e master impegnativi, tappe comunque importanti). Qualunque sia il percorso scolastico, l’ingresso nel mondo del lavoro va oggi più che mai sottolineato con un segnale di incoraggiamento. Per chi ama la tradizione: penne (meglio se leggere e dal design moderno) con personalizzazione e comunque adeguate al profilo professionale, portabiglietti da visita in pelle e argento. Più originali che preziosi, anche perché di rapido consumo, gli oggetti high tech in versione o semi-preziosa: chiavette USB, accessori per PC o iPod e simili. Non per tutte le tasche ma perfetti anche per autopremiarsi in occasione di un successo professionale, i cellulari con finiture in oro, argento, platino o con pietre preziose per vere career woman.

In azienda Per i clienti, collaboratori o dipendenti, come riconoscimento per i risultati ottenuti. Dall’orologio, all’oggetto da collezione, alla pietra preziosa in confezione personalizzata. Un bravo gioielliere potrà essere di grande aiuto nella scelta, anche in vista delle successive occasioni.

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Non mi annoiare mai Certo di gioielli non se ne acquistano tutti i giorni e, prima o poi, arriva il momento in cui si sente bisogno di qualche variazione sul tema. Non è mai troppo presto per pensare a come ‘far crescere’ il vostro portagioie e, allo stesso tempo, ottimizzare gli acquisti.

Regalo seriale, gioiello mai uguale Non è nuova, ma, credete, funziona, l’idea di regalare o farsi regalare ad ogni occasione importante – ad esempio anniversari, od ogni 5° compleanno - una differente versione dello stesso gioiello. Si può cominciare da uno stesso bracciale nei diversi colori dell’oro per poi continuare con le verette, oppure da anelli dello stesso modello cambiando di volta in volta il colore delle pietre. Prima dell’acquisto accertatevi, però, che i gioielli siano comodi anche indossati fino a tre o quattro per volta.

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Il gioiello che si trasforma Un anello formato da più parti a incastro con cui creare più varianti, collier venduti in abbinamento a set di elementi o ciondoli di diversi colori, materiali o forme da cambiare a seconda dell’umore o della situazione. Troverete bracciali componibili che, legati insieme diventano collana. Fino ad arrivare a vere e proprie opere d’arte in cui le singole parti di un gioiello si muovono, scorrono, si ricompongono, ruotano su se stesse assumendo un aspetto sempre diverso.

Orologi e cinturini Certo il cinturino di un orologio si può cambiare in qualunque momento, portandolo dal gioielliere od orologiaio di fiducia. Esistono però in commercio orologi già dotati di set di cinturini intercambiabili, oggi non più solo disponibili in colori diversi, ma anche in materiali più o meno preziosi, ideali per chi ama cambiare idea, abito o situazione all’ultimo minuto.

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L’insolita cornice Continuiamo a regalare cornici, in ogni occasione comandata. Ma bisogna ammetterlo: spesso ci appare una scelta anonima, una sorta di ultima spiaggia del regalo dovuto. D’altra parte, non sempre si conoscono gusti e personalità delle persone cui dobbiamo fare un regalo: occorre un presente, possibilmente in tempi rapidi ed ecco là, lo dice anche la zia, con una cornice non si sbaglia mai.

Fatela vostra Classica, o dal design modernissimo c’è n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche. Se possibile, evitate però di regalarla senza averla prima personalizzata un minimo. In caso siate a corto di idee, cercate foto che vi vedano ritratti con la persona cui è destinato il regalo, oppure optate per un divertente collage di immagini tratte da riviste e messaggi scritti da voi.

Un regalo che si tocca con mano La cornice è anche il perfetto completamento per un regalo in qualche modo immateriale: è il caso del viaggio scelto dagli sposi come regalo di nozze. Invece di veder finire il vostro nome su una lista accanto all’importo versato, in maniera, tutto sommato, un po’ incolore, realizzate voi un biglietto di viaggio divertente e inseritelo in una bella cornice. Gli sposi sostituiranno il segnaposto con le foto scattate in luna di miele e avranno di voi un ricordo tangibile. Per la laurea, cercate immagini divertenti legate alla futura professione. Ancora più facile con i nonni: recuperate foto particolari, vostre o loro, attuali o d’altri tempi e dedicate un po’ di tempo a scegliere delle belle parole per un biglietto d’accompagnamento.

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Non solo sposi Testimoni e parenti stretti saranno gratificati da belle cornici, consegnate a festeggiamenti avvenuti, con già inserite le vostre o le loro foto scattate il giorno delle nozze. Se le volete utilizzare come bomboniere, sarà elegante personalizzarle con parole o un’immagine da inserire all’interno, oltre alla consueta incisione. Un modo anche per renderle vive e attuali. Con un po’ di fantasia ve la caverete, considerando che oggi si fotografa di tutto, a partire dai nascituri ancora nel pancione.

Magic moments Se un momento è stato o sarà davvero da incorniciare, fatelo, senza timore di sembrare scontati. L’importante, ancora una volta, è regalare l’emozione di un ricordo o di una promessa. Lettere, poesie, pensieri, piume, fiori, il biglietto aereo di un viaggio che intendete fare con la persona amata, un’e-mail importante, i biglietti per uno spettacolo. Tutto si presta, purché sia fatto con cuore e buon gusto.

Ritorno al futuro Per gli irriducibili amanti dell’high tech o per i giovanissimi che non hanno mai visto un rullino fotografico... nemmeno in foto, vietato in ogni caso rinunciare allo stile. Esistono ora in commercio cornici digitali in argento, belle e affidabili per un futuribile stile retrò. Che dire: più avanti di così...

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I gioielli del segno Ispirarsi allo zodiaco può essere un ottimo punto di partenza per un regalo. Nessuno dice di crederci, ma tutti diamo una sbirciata all’oroscopo se ne abbiamo uno sottomano. Che lo si prenda sul serio o meno, è un modo discreto e garbato di personalizzare un regalo prezioso.

Ariete Viola in tutte le sue sfumature dallo zaffiro all’ametista. Cristallo di rocca per sbollire l’ardore e rubino per riequilibrare l’energia. Utile a questo scopo anche il diaspro rosso.

Toro La turchese come simbolo di ricchezza. Le pietre verdi gli portano fortuna: smeraldo, giada, crisoprasio, berillo, malachite.

Gemelli Smeraldo, pietre dai colori chiari come l’opale o l’acquamarina per compensare la volubilità tipica di questo segno.

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Cancro Timido, riservato e spesso insicuro è governato dalla luna. L’opale chiaro e soprattutto le perle sono le sue gemme. Il metallo è l’argento, ma va bene tutto ciò che è bianco.

Leone Il diamante incarna alla perfezione la sua forza. Può essere di qualunque tipo, dimensione e taglio.

Vergine Smeraldi, giade e tormaline supportano la sua creatività. Gli portano fortuna il quarzo cedrino o rosa.

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Bilancia Il suo colore è l’azzurro cielo, quindi sì a zaffiri e lapislazzuli. Gioielli in oro rosa o con quarzo dello stesso colore possono diventare veri amuleti.

Scorpione Rubino e topazio imperiale. L’opale nero asseconda il suo misterioso fascino.

Sagittario Turchese per placare la sua sete di nuove esperienze. Zaffiro.

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Capricorno Diamanti e onice nera interpretano alla perfezione il suo carattere fermo.

Acquario. Fantasioso e creativo. Per lui cristalli di rocca, acquamarina, avorio. Platino e oro i suoi metalli.

Pesci L’ametista favorisce la sua spiritualità .

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Immagini I gioielli riprodotti sono stati scelti a titolo puramente esemplificativo. Alcuni di essi possono essere fuori produzione o pezzi unici. In ogni caso, la gioielleria presso cui avete ritirato questa pubblicazione, non è tenuta a disporne dal momento che non si tratta di informazione pubblicitaria o promozionale riguardante specifici marchi o prodotti. I gioielli, preziosa espressione di personalità (pgg 6/7) Foto centrale: Collier di Crivelli. Pag 6: Dipinto murale, Tomba di Sennufer, 18a Dinastia; Sennufer con ‘l’oro dell’onore’, Muller, H.V., Thiem, E. The Royal Gold of Ancient Egypt, 1999, Touris & Co. Ltd. p.146 Pag 7: Petrus Sant’Eligio nella sua bottega. Christus, olio su tela, Metropolitan Museum of Art, New York. Wikimedia Commons; Ritratto con Ermellino, raffigurante la regina Elisabetta I attrribuito a William Segar, 1585. La regina indossa il famoso pendente Three Brothers. Wikimedia Commons; Il banchetto di Cleopatra, G.B Tiepolo, 1743-44, National Gallery of Victoria, Melbourne Yorck Pr. Licenza GFC. Perché chiedere consiglio al gioielliere (pgg 8/9) Foto centrale: Spilla di Trifari. La materia dei sogni (pgg 10/11) Foto centrale: Bracciale di Vendorafa. Pag.11: Catena Vicenza di Maria De Toni; orecchini di de Grisogono. Pezzo unico o produzione seriale? (12/13) Foto centrale: Spilla di van Cleef & Arpels Pag. 12: Progettazione di un anello con programma CAD; anello di Gabriele De Vecchi. Pag. 13: Bracciale di Babetto; spilla di Cartier; spilla di Lalique; bracciale di Versace Questione di look o di stile? (pgg 14/15) Foto centrale: pendente di Quaglia. Come indossarli (pgg 16/19) Pag.16: Anello di Arata Gioielli Pag. 17: Bracciale di Max Staurino; orecchini e anello di Alain Roure, anello Vhernier Pag. 18: Collier e orecchini di Graziella Group; spilla di Georg Spreng. Pag. 19: Orologi di Pierre Lannier e di Philip Watch; gemelli di Monile. Il portagioie base. Un passo alla volta (pgg 20/23) Foto centrale: Collana di perle di Mayumi Pag 20: Orecchini con diamanti di Crivelli e, in oro, di Nuovi Gioielli Pag. 21: Orologi di Clyda Watch e di Younger & Bresson; anello con diamante di Graff, anello in oro rosa con brillante di Luca Carati, Pag. 22: Bracciale tennis di Luca Carati; anello di Amin Luxury, anello in oro rosa e diamanti di Luca Carati; orecchini di Rajola. Pag. 23: Pendente a goccia di Luca Carati; pendente in oro giallo di Quaglia; gemelli di Luca Carati, bracciale di Kingli. Ripasso di buone maniere (pgg 24/25) Pag. 24: Anello di Fred Joailliere; orecchini con perle di Rajola; pendente Le Campanelle Chantecler collezione Le Marinelle (balena). Pag. 25: Tartaruga di Ottaviani; ciondolo Stroili Oro; anello di Allure, J&D Distribution.

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Rinnovare le occasioni di sempre (pgg 26/31) Pag. 26: Cucchiaino in argento di Zaramella; ciondolo con racchetta da tennis di Morellato; ciondolo con nome e iniziale di Crivelli. Pag. 27: Ciondolo di Pierre Lannier; orologio Hamilton; vasi di Argenteria Schiavon. Pag. 28: Scatola portasigari e fermalibri di Ottaviani. Pag. 29: Anello di Monile; bracciale con charms di Pierre Lannier. Pag.30: Mangalasutra, artigianato indiano; candelieri di Ottaviani. Pag. 31: Penne di Ottaviani; lampada con base in argento di Ottaviani. Non mi annoiare mai (32-/33) Foto centrale: anello di Van Cleef & Arpels. Pag. 32: Anello con elemento intercambiabile, Bluespirit; anelli di Vendorafa. Pag. 33: Anello a elementi mobili di Gabriele De Vecchi; orologio con cinturini intercambiabili di Yonger pour Elle. L’insolita cornice (pgg 34/35) Pag. 34/35: Cornici di Ottaviani. I gioielli del segno (pgg 36/39) Foto centrale: Ciondolo Starry Night di Celsius 1063. Pag. 36: Collana Rajola; anello di Crivelli; orecchini di Balocchi Preziosi. Pag.37: Pendente di Rovian; bracciale di Messika; orecchini di J&D Distribution. Foto centrale: spilla di Mauboussin. Pag. 38: Anello e orecchini di Vianna, J&D Distribution; anello di Balocchi Preziosi. Pag. 39: Anello di Jean-Marc Garel; anello di Balocchi Preziosi; spilla di Rajola. Si ringrazia: Rosanna Caucci per le illustrazioni alle pagine 14 e 15; Valerio Faccenda, esperto di tecnologia orafa per la preziosa consulenza. Illustrazioni alle pagine di 14, 22, 24 di Istockphoto® L’Editore è a disposizione degli aventi diritto per eventuali fonti iconografiche non identificate.

Libri consultati A. Ariata e altri, Gioielli arte e materia, 1990, AB Editrice. G. Bergamaschi, Oro!, 1984, Idealibri. M.C. Buccellati (a cura di), Buccellati. Arte in oro, argento e gemme, 2000, Skira. A. Cappellieri (a cura di), Eternal Platinum, 2008, Skira. S.G. Damiani, I gioielli, 1998, Mondadori. L. Lenti e D.L. Bemporad (a cura di), Gioielli in Italia, 1996, Marsilio. G.C. Munn, The Triumph of Love. Jewelry 1530-1930, 1993, Thames and Hudson Ltd. M. R. Omaggio, Il linguaggio dei gioielli, 2001, Zelig Editore. C. Phillips, Gioielli, breve storia dall’antichità a oggi, 2003, Rizzoli Skira. M. Portas and Optomen Television, How to shop with Mary, Queen of shops, 2007, BBC Books. M. Robbiani, Gli Orecchini. Mito e seduzione, 1990, l’Orafo Italiano Editore. M. Robbiani, La Spilla. Metamorfosi di un oggetto, 1990, l’Orafo Italiano Editore. L. Somaini, C. Cerritelli , Jewelry by Artists in Italy 1945-1995, 1995, Electa. M. Superchi, Dizionario gemmologico, 1999, l’Orafo Italiano Editore.

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Gioie sempre  

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