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il mondo greco

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Le fonti della storia greca

4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

16 16 16 17 17

S TO Ri A

LA CIVILTÀ GRECA Una terra di monti e isole Le colonie greche nel Mediterraneo Gli scambi commerciali Una nuova organizzazione Nel cuore della pòlis La pòlis di Sparta La pòlis di Atene La religione dei Greci Le Olimpiadi

DAL MITO ALLA STORIA Le dodici fatiche di Eracle • Giasone alla conquista del vello d’oro Oriente e Occidente a confronto Le guerre persiane La rivalità tra Atene e Sparta Il regno di Macedonia e Filippo II Alessandro Magno

18 Cultura e arte in Grecia 18 La filosofia e la scienza 19 La storia e i viaggi di Erodoto 20

Protagonisti della Storia

Pericle

22 Cittadinanza e Costituzione

VIAGGIO NELLA DEMOCRAZIA 23 SE HAI CAPITO USA LE

24

i popoli dell’ italia antica

26 26 26 27 27 28 29

L’età dei metalli

30 31 32 33 34 34

GLI ETRUSCHI

La civiltà dei Camuni Palafitte e terremare La civiltà nuragica La migrazione dei Celti I Villanoviani

I più antichi popoli d’Italia Una terra ricca e prospera La società etrusca Le città dell’Etruria La religione Il culto dei morti

35 Abili inventori 36 Espansione… 36 … e decadenza degli Etruschi 37 SE HAI CAPITO USA LE

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la storia di roma

40 DALLE ORIGINI ALLA 41 Il territorio 42 DAL MITO ALLA STORIA

44 45 46 47 47 48 50 50

REPUBBLICA

La leggenda di Romolo e Remo • Il ratto delle Sabine Il periodo della monarchia La società romana

L’organizzazione repubblicana Dalle guerre di difesa… … alle guerre di espansione Le guerre puniche Le lotte sociali Le leggi delle XII tavole

51 Cittadinanza e Costituzione

I DIRITTI DELL’UOMO E L’UGUAGLIANZA 52 La riforma agraria e i fratelli Gracco 53 La crisi della repubblica 54 L’esercito, una macchina da guerra 56

Protagonisti della Storia

58 59 60 61 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 70 71 71

NASCE L’IMPERO

Caio Giulio Cesare

Augusto e i suoi successori La famiglia I bambini L’educazione e la scuola La religione Le abitazioni romane Tutte le strade portano a Roma I viaggi e i commerci Le terme Il tempo libero a Roma

Il cristianesimo L’impero diventa cristiano

La crisi dell’impero I Germani

L’impero si divide Le invasioni barbariche

72 SE HAI CAPITO USA LE


il mondo greco

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L’anno scorso hai studiato la storia di alcune civiltà sviluppatesi nel Mar Mediterraneo: • la civiltà cretese (2500-1450 a.C.), nata a Creta, un’isola del Mar Mediterraneo; • la civiltà fenicia (1650-200 a.C.), sorta lungo le coste del Mediterraneo orientale; • la civiltà micenea (1600-1200 a.C.), sorta nel Peloponneso, una penisola della Grecia. Quest’anno il nostro viaggio inizia dalla Grecia, culla della civiltà greca. h er ? e

DOVE?

MAR NERO

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ITALIA GRECIA ASIA MINORE Atene Micene

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Sparta Cnosso

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Gerusalemme

FENICIA PALESTINA

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QUANDO?

he n? 2500 a.C.

2000 a.C.

1500 a.C.

1000 a.C.

500 a.C.

Nascita di Cristo

C R E T E S I F E N I C I MICENEI G R E C I

Osserva le diverse linee del tempo, che indicano i periodi di sviluppo delle civiltà del Mediterraneo e della civiltà greca.

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PERCHE? W

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Teatro costruito dai Greci a Segesta (Sicilia).

Le fonti della storia greca Delle civiltà cretese e micenea sono rimasti pochissimi testi scritti, che sono stati decifrati solo in tempi recenti. La civiltà greca, invece, è una delle più conosciute tra quelle dell’Età Antica, perché di essa ci sono rimaste: • fonti visive (sculture, pitture su oggetti in ceramica); • fonti materiali (templi, teatri, resti di abitazioni, utensili, vasi); • fonti scritte (poesie, poemi, tragedie, commedie, trattati di filosofia, trattati scientifici, dimostrazioni di teoremi matematici…). Dalle terre in cui ebbe origine, la civiltà greca si diffuse in una vasta area che andava dal Mediterraneo orientale all’Italia meridionale, dove troviamo ancora oggi monumenti e tesori archeologici di straordinaria importanza.

PAROLE CHIAVE CIVILTÀ CRETESE CIVILTÀ FENICIA CIVILTÀ MICENEA CIVILTÀ GRECA

c Per ciascuna civiltà del Mediterraneo scrivi sul quaderno dove nacque e quando si sviluppò.

Teatro costruito dai Greci a Taormina (Sicilia).

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il mondo greco

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LA CIVILTÀ GRECA here?

DOVE?

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Intorno all’850 a.C. in Grecia si sviluppò una grande civiltà, organizzata, come altre civiltà che l’avevano preceduta, in città-stato. I Greci fondarono numerose città, le abbellirono con templi, statue, monumenti e inventarono un nuovo modo per governarle. Inoltre inventarono il teatro, le gare sportive, le monete; scrissero poesie, tragedie e commedie. I primi scienziati, astronomi, geografi, storici, filosofi, artisti furono greci. La civiltà greca si sviluppò per circa 700 anni. hen?

QUANDO? 850 a.C.

776 750 a.C. a.C.

Nascita delle città-stato greche

508 a.C.

Colonizzazione della Magna Grecia

La democrazia ad Atene

490-479 a.C.

Guerre tra Greci e Persiani

335 a.C.

Le città-stato greche perdono l’indipendenza

146 a.C.

Roma sottomette la Grecia

Prima Olimpiade

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PASSATO chiama PRESENTE

Oggi la Grecia è uno stato unitario. Una delle sue maggiori risorse è il turismo, favorito dalla bellezza delle coste e dal fascino degli splendidi monumenti, numerosi soprattutto nella capitale Atene. Nella fotografia a destra puoi vedere un piccolo porto: pesca e commercio marittimo sono molto fiorenti, tanto che la Grecia possiede la quarta flotta mercantile al mondo.

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Il porto dell’isola di Lipsi.


S TO Ri A

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perche sorsero poleis indipendenti?

Una terra di monti e isole La Grecia è costituita da una penisola che si protende nel Mediterraneo e da centinaia di isole disseminate nel Mar Egeo. Il territorio è prevalentemente montuoso; per questo il paese non è adatto all’agricoltura, praticata solo nelle pianure difficilmente irrigabili per la scarsità d’acqua dei fiumi. Gli spostamenti via terra, inoltre, sono sempre stati molto difficoltosi. Questa conformazione geografica incise profondamente sullo sviluppo della civiltà greca, infatti: • determinò il sorgere di tanti piccoli stati indipendenti, formati da una sola città e dal territorio immediatamente circostante; • causò l’emigrazione verso altre regioni affacciate sul Mediterraneo, fra cui la Magna Grecia; • spinse molti Greci a dedicarsi all’artigianato, in particolare alla lavorazione del ferro. Come Fenici e Micenei, anche i Greci divennero abilissimi commercianti e navigatori, e migliorando le tecniche di navigazione poterono estendere i propri commerci verso altri paesi.

La Grecia era principalmente la terra dell’ulivo, una pianta che cresce facilmente e non ha bisogno di molte cure. Ulivi e viti venivano coltivati nelle zone collinari, l’orzo e il grano nelle piccole pianure e nelle vallate.

vite

ulivo

orzo e grano

Le montagne greche erano coperte di boschi popolati da animali come l’orso, il lupo, il cinghiale e il cervo. Nei vasti territori coperti di arbusti e bassa vegetazione vivevano lepri, pernici e quaglie. Venivano allevati maiali, capre e pecore; le api fornivano il miele. Nelle isole e lungo le coste era importante la pesca.

cervo

lupo

lepre pecora

cinghiale

ape pesci

La regione montuosa detta delle Meteore, nel centro-nord della Grecia.

quaglia

capra

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il mondo greco

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perche i greci fondarono molte colonie?

Le colonie greche nel Mediterraneo Tra l’VIII e il VII secolo a.C. migliaia di Greci partirono dalla madrepatria e si spinsero fino alle coste del Mar Nero, dell’Africa, dell’attuale Francia. Molti sbarcarono sulle coste dell’Italia meridionale, da Napoli a Taranto, e su quelle della Sicilia, dove i terreni erano particolarmente fertili. Questa parte dell’Italia dove i Greci fondarono le loro colonie fu chiamata Magna Grecia. Le ragioni che spinsero i Greci a emigrare nel corso di circa due secoli furono principalmente due: • la crisi economica di molti contadini, proprietari di piccolissimi appezzamenti, spesso costretti a indebitarsi e a vendere il loro podere ai grandi proprietari; • l’aumento della popolazione, che rendeva ancora più drammatica la carenza di terre fertili. I primi coloni furono soprattutto agricoltori alla ricerca di terre coltivabili; dunque, a differenza dei Fenici, fondarono colonie di popolamento, cioè vere e proprie città che diventavano indipendenti dalla madrepatria. Solo in un secondo tempo, quando cominciarono a esportare in tutto il Mediterraneo i loro manufatti e a importare materie prime, i Greci fondarono colonie come quelle fenicie (empori) sotto forma di scali commerciali. La colonizzazione greca diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo non solo le merci ma anche la lingua, la religione, la scrittura, l’arte e, più in generale, il modello di vita delle pòleis greche.

PAROLE CHIAVE CRISI ECONOMICA AUMENTO DELLA POPOLAZIONE COLONIE DI POPOLAMENTO

c Seguendo la traccia delle pa-

role chiave spiega i motivi che spinsero i Greci a fondare colonie nel bacino del Mediterraneo. • Che cos’è una colonia di popolamento? • Qual è la differenza fra le colonie greche e quelle fenicie?

GALLIA

Città della Grecia Principali colonie greche Territori colonizzati Magna Grecia

leggi la CARTA Marsiglia

M A R

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Trebisonda

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Otranto GRECIA MAR Crotone Imera Messina EGEO Delfi Locri Selinunte Reggio Micene Samo Naxos Agrigento Atene Catania Olimpia Gela Siracusa Sparta

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Bisanzio

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N E R O

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Cerca ed evidenzia sulla carta le principali colonie della Magna Grecia e della Sicilia: Agrigento, Siracusa, Messina, Reggio, Napoli, Paestum.

Olbia


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S TO Ri A

hat?

che cosa commerciavano i greci?

Gli scambi commerciali

tessuti

piombo

olio

papiro

ferro

porpora

FENICIA

stagno Con lo sviluppo della navigazione, il commercio con le allegname vetro tre regioni del Mediterraneo antico divenne ben presto la argento miele principale attività economica della Grecia. vino rame cavalli La navigazione si svolgeva durante la primavera e l’estate. avorio schiavi Nella cartina puoi vedere i prodotti esportati e importati. belve ceramiche marmo lana Tra i principali prodotti che i Greci esportavano Olbia GALLIA c’erano l’olio, il vino e moltissimi manufatti artigianaPONTO EUSINO Marsiglia Emporion li, come vasi di ceramica, (MAR NERO) ILL IBERIA ETRURIA IR Sinope Mesembria IA oggetti di metallo lavorato, CORSICA Roma Bisanzio PONTO TRACIA armi, gioielli, statue, utenTaranto SARDEGNA CIA BALEARI sili, tessuti di lana e oggetMISIA ADO CAPP GRECIA LIDIA ti di cuoio. IC I A SICILIA CIL CARIA Cartagine Anche gli schiavi venivano Atene Siracusa Agrigento NUMIDIA RODI venduti o acquistati come M A R CIPRO CRETA vere e proprie «merci». M E D I T E R R A N E O Importavano invece prodotBerenice ti alimentari, soprattutto GETULIA LIBIA frumento, e alcuni materiali Menfi EGITTO preziosi, come i metalli, l’aMAR vorio e l’ambra, scarsamente ROSSO presenti nel loro territorio.

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PASSATO chiama PRESENTE

Lo sviluppo dei commerci internazionali fu certamente uno dei principali motivi della comparsa delle prime monete. Qui a fianco puoi vedere alcuni esemplari di monete greche che risalgono al IV secolo a.C. Le prime monete coniate nelle città della Lidia erano di elettro, una lega d’argento e oro che nei fiumi della regione si trovava allo stato naturale. Nei tempi antichi il valore delle monete variava a seconda della quantità di oro, di argento o di elettro che contenevano. Oggi anche in Grecia si usa l’Euro, monete e banconote hanno un valore convenzionale, ben diverso dal valore della carta o del metallo con cui sono fabbricate. Monete e banconote dell’Euro.

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il mondo greco

hat?

che cos’era la polis?

Una nuova organizzazione

Un nobile greco servito da un’ancella.

PAROLE DELLA STORIA

Pòlis: città-stato della Grecia antica. La pòlis comprendeva sia il centro urbano, cinto da mura, sia il territorio circostante.

PER STUDiARE

• •

• •

Rispondi alle seguenti domande. Che cos’era la pòlis? Quali erano le differenze tra le pòleis greche e le città micenee? Quali erano gli elementi comuni a tutte le pòleis greche? Come era composto l’esercito greco? Chi erano gli opliti?

L’equipaggiamento dell’oplita era costituito dal grande scudo (hóplon), da un elmo col pennacchio, dalla corazza di bronzo, dagli schinieri (le placche di bronzo dei gambali) e da una lunga lancia di legno.

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Nelle città micenee il potere era nelle mani del re e dell’aristocrazia, cioè di famiglie ricche e potenti proprietarie di vasti terreni coltivati da contadini e schiavi. Oltre al compito di governare, ai nobili spettava anche quello di combattere, perciò a proprie spese dovevano equipaggiarsi con armi, armature e cavalli. Il popolo, formato da contadini e artigiani, non possedeva terre e non combatteva in guerra, pertanto non partecipava nemmeno al governo della città. Il passaggio del potere da un unico individuo a un numero ristretto di cittadini segnò l’inizio dell’organizzazione politica che i Greci definirono pòlis (al plurale pòleis). Non erano tanto le case e gli edifici pubblici a costituire la pòlis, ma l’insieme dei cittadini che abitavano quel territorio e che si sentivano uniti perché avevano le stesse leggi, una propria moneta e un proprio esercito. Ogni pòlis, quindi, era una comunità indipendente e autonoma. Le pòleis avevano però due elementi in comune: i cittadini parlavano la stessa lingua, il greco, e adoravano gli stessi dèi. Atene, Sparta e Tebe furono le pòleis più importanti dell’antica Grecia, ma ebbero un’organizzazione politica molto diversa l’una dall’altra.

L’esercito greco Nell’antica Grecia l’esercito era formato principalmente da fanti che combattevano a piedi, gli opliti, dal nome greco hóplon che indicava lo scudo rotondo che portavano in battaglia, decorato con i simboli della pòlis o dell’esercito. Le formazioni oplite erano molto rapide negli spostamenti e per questo mantennero a lungo la supremazia sui campi di battaglia; erano spesso affiancate da arcieri, lanciatori di giavellotto, frombolieri (tiratori con la fionda) e, talvolta, dalla cavalleria. Nelle battaglie per mare i Greci disponevano di un’agile flotta costituita da triremi, navi con tre file di remi poste lungo i fianchi e una grande vela quadrata.


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S TO Ri A

hat?

quali caratteristiche AVEVA una polis greca?

Nel cuore della pòlis La città della pòlis sorgeva in un luogo strategico facilmente difendibile, ma anche in posizione tale da favorire, o almeno non ostacolare, i commerci. La posizione ideale era dunque su una collina nei pressi del mare, così da avere un porto vicino. L’acropoli («città alta») sorgeva sulla sommità della collina ed era circondata da spesse mura che dovevano servire da protezione per la popolazione in caso di attacchi nemici. Vi si trovavano vari templi dedicati agli dèi e in particolare alla divinità che proteggeva la pòlis.

Nelle città più grandi vi erano anche lo stadio e il teatro.

La città era circondata da mura che si collegavano a quelle dell’acropoli.

Il porto sorgeva sulla costa e, se si trovava lontano dalla città, era collegato a questa attraverso una strada fortificata.

L’agorà era la piazza principale, il centro della vita cittadina, ed era ornata di statue e circondata da portici. Qui si teneva il mercato e si svolgevano le assemblee pubbliche: tutti i cittadini maschi e liberi intervenivano nelle decisioni politiche che si dovevano assumere.

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il mondo greco

Who?

chi governava a sparta?

La pòlis di Sparta

PAROLE DELLA STORIA

Oligarchia: deriva dalle parole greche olígoi «pochi» e árkhein «comandare». Indica il governo di un ristretto numero di persone.

PAROLE CHIAVE SPARTIATI PERIECI ILOTI

c Sottolinea nel

testo il ruolo che questi tre gruppi di cittadini avevano nella società spartana.

A Sparta anche le ragazze venivano educate all’esercizio fisico, affinché potessero avere figli sani e robusti.

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Sparta e Atene furono le più grandi e famose pòleis del mondo greco. Sparta si trovava al centro della penisola del Peloponneso, non era dunque sul mare, e la sua ricchezza derivava dall’agricoltura. I campi venivano coltivati dagli schiavi, che costituivano la maggior parte della popolazione. Lo Stato era governato da una oligarchia, formata da un piccolo gruppo di aristocratici, gli spartiati, appartenenti alle famiglie nobili. Essi godevano di tutti i diritti civili e politici, possedevano la maggior parte delle terre e si dedicavano all’esercizio delle armi e alla guerra. I commercianti, gli artigiani e gli allevatori, detti perieci, erano uomini liberi, ma non potevano ricoprire cariche pubbliche. Le terre dei nobili erano lavorate dagli schiavi prigionieri di guerra, detti iloti. La principale occupazione dei nobili spartiati era la guerra; fin da piccoli, infatti, erano addestrati a diventare bravi e coraggiosi soldati e si sottoponevano a grandi sacrifici per essere pronti a servire la patria con le armi. I bambini appena nati venivano esaminati dagli anziani e se erano deboli o mostravano qualche malformazione venivano abbandonati e lasciati morire. I bambini maschi sani erano affidati, dopo i sette anni, a educatori pubblici e andavano a vivere in caserma, lontano dalla famiglia, dove erano sottoposti a costanti esercizi fisici per prepararli alla guerra.

Leggi lA FONTE Plutarco, uno storico vissuto in Grecia nel I secolo d.C., descrive così l’educazione dei giovani spartani.

Fin da bambini venivano sottoposti a una durissima disciplina: imparavano appena a leggere e a scrivere perché l’importante era diventare forti e coraggiosi. Venivano rasati a zero, abituati a camminare scalzi e a mangiare poveri pasti alla mensa comune. Si insegnava loro a essere sempre contenti del cibo che ricevevano, a non avere paura del buio e a rimanere soli.

• Sottolinea nel documento le frasi sulla vita dei bambini a Sparta che ti hanno colpito di più e confrontale con quelle dei tuoi compagni.


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Who?

chi governava ad atene?

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La pòlis di Atene Atene, a differenza di Sparta, sorgeva sul mare ed era dotata di un grande porto, il Pireo. Governata inizialmente da una oligarchia, a poco a poco divenne una città fiorente di traffici e di commerci e perciò commercianti e artigiani entrarono ben presto in conflitto con i nobili per l’esercizio del potere. Per limitare lotte e vendette il legislatore Dracone emanò le prime leggi scritte, che erano molto severe. La svolta verso un governo democratico si ebbe con Solone, che sostituì al privilegio della nascita quello della ricchezza, permettendo ai cittadini non nobili, ma arricchitisi con il proprio lavoro, di partecipare al governo della pòlis. Ogni cittadino ateniese partecipava alla vita della città, all’organizzazione dello Stato e all’assemblea popolare, dove venivano prese le decisioni che riguardavano l’intera popolazione. Erano ancora esclusi dal voto gli stranieri, le donne e gli schiavi. Quella ateniese è la prima forma di democrazia della storia e ha costituito per secoli un esempio di libertà.

Il ruolo della donna Le donne nell’antica Grecia non potevano studiare, erano escluse dall’attività politica e dalla vita sociale, si occupavano solo della casa e dell’educazione dei figli. Nelle abitazioni più grandi vivevano relegate in una zona separata, il gineceo. Potevano uscire raramente e sempre accompagnate dal marito o da uno schiavo. Solo le mogli dei commercianti e degli artigiani lavoravano, aiutando i mariti nei loro affari. A Sparta, invece, le donne godevano di una libertà sconosciuta alle altre donne greche.

PAROLE DELLA STORIA

Democratico: che si ispira ai principi della democrazia e si pone a livello del popolo. Il termine democrazia deriva dal greco démos, «popolo», e cràtos, «potere», e significa letteralmente governo del popolo.

Leggi lA FONTE L’educazione dei giovani ateniesi viene raccontata così dal filosofo ateniese Pitagora. Non mancano certo la cura del fisico e la severità ma, appena il fanciullo può capire ciò che gli viene detto, subito gli viene insegnato ciò che è giusto e ciò che è ingiusto, quel che è bello e quel che è brutto, ciò che è santo e ciò che è sacrilego, quello che è bene fare e quello da non fare.

• Quali erano gli aspetti più importanti dell’educazione ad Atene? Confrontali con quelli dell’educazione a Sparta. • Quale dei due modelli ti sembra più simile a quello dei nostri giorni?

PAROLE CHIAVE OLIGARCHIA DRACONE SOLONE DEMOCRAZIA

c Utilizzando le parole chia-

ve ricostruisci l’organizzazione politica nella città di Atene.

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il mondo greco

Who?

quali erano gli Dei della grecia?

Santuari e oracoli divini

La religione dei Greci

Gli dèi greci erano onorati in luoghi sacri, i santuari, ciascuno dei quali era consacrato a una divinità. Vi affluivano fedeli da ogni parte della Grecia per rivolgere domande alla divinità stessa e per sentire il suo responso. Le risposte erano affidate ai sacerdoti e alle sacerdotesse, intermediari degli dèi attraverso gli oracoli, messaggi che spesso non erano chiari e avevano, quindi, bisogno di interpretazioni.

Svolgendo i loro scambi commerciali, i popoli antichi non si scambiavano solo prodotti materiali, ma anche idee, abitudini di vita e spesso addirittura le credenze religiose. I Greci erano politeisti e nell’VIII secolo a.C. erano arrivati ad avere un numero elevato di divinità, assimilate dai vari popoli con i quali essi svolgevano i loro commerci. Queste divinità avevano caratteristiche umane: provavano sentimenti e litigavano fra loro, ma erano potentissime e immortali. Inoltre intervenivano nella vita degli uomini per aiutarli o per ostacolarli.

I Greci credevano che gli dèi abitassero in cima al Monte Olimpo, la montagna più alta della Grecia. Le divinità più importanti erano Zeus, padre degli dèi, ed Era, sua moglie, protettrice dei matrimoni. Accanto a loro Atena, simbolo della saggezza e protettrice delle arti e delle scienze, e Poseidone, dio del mare. In ordine di importanza vi erano poi Ermes, messaggero degli dèi e protettore dei mercanti, Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, Ares, dio della guerra. Infine Apollo, ispiratore di poeti e cantori, Artemide, dea della caccia, Efèsto, dio del fuoco, Demetra, dea della fecondità e dell’agricoltura, Diòniso, dio del vino e dell’ebbrezza.

Leggi l’ immagine A Delfi, dove sorgeva il santuario del dio Apollo, una sacerdotessa, la Pizia, masticando foglie di alloro e in uno stato simile al delirio dato dalla febbre, emetteva profezie sempre molto difficili da interpretare. • Osserva la Pizia, sulla sinistra, che tiene in mano un ramo di alloro, la pianta sacra ad Apollo.

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S TO Ri A hat?

com’erano onorati?

Le Olimpiadi I santuari non erano solo centri religiosi ma anche sede di manifestazioni sportive. Nel santuario di Olimpia, uno dei più famosi insieme a quelli di Delo e di Delfi, si svolgevano ogni quattro anni le Olimpiadi, giochi sportivi dedicati a Zeus, ai quali partecipavano atleti maschi di ogni regione della Grecia (le donne avevano però i loro giochi in onore di Era). Durante lo svolgimento dei giochi ogni guerra doveva essere sospesa e gli atleti che gareggiavano dovevano impegnarsi con tutte le loro forze per la gloria personale e per quella della loro città. Le Olimpiadi si svolsero per la prima volta nel 776 a.C. e furono un evento talmente straordinario che i Greci iniziarono a contare gli anni del loro calendario a partire da quella data. Le competizioni duravano sette giorni e prevedevano gare di ogni tipo: la lotta, il lancio del giavellotto, il salto in lungo, il lancio del disco, la corsa, il pugilato, la corsa dei cavalli… I premi erano simbolici e consistevano in corone di alloro e di mirto. Al rientro nelle città d’origine gli atleti erano accolti come eroi.

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PASSATO chiama PRESENTE

Le Olimpiadi si svolgono ancora oggi, in ricordo degli antichi giochi greci. In questa occasione gareggiano gli atleti dei cinque continenti, cioè di tutto il mondo. Svolgi una breve ricerca e scopri quali delle antiche discipline olimpiche sono disputate ancora oggi alle Olimpiadi. • Che cosa simboleggiano i cinque anelli?

Questa pittura su ceramica rappresenta con molto dinamismo un incontro di pugilato. Dipinto su vaso di ceramica che rappresenta un gruppo di atleti impegnati nella gara di corsa durante le Olimpiadi.

Leggi lA FONTE Nella fotografia puoi vedere il Discobolo, statua scolpita dall’artista greco Mirone, che rappresenta un atleta mentre si appresta a lanciare il disco. Mirone è riuscito, con grande abilità, a modellare in modo armonioso i movimenti del corpo e l’esattezza dei muscoli tesi nello sforzo.

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DAL MITO ALLA STO RIA I Greci ci hanno lasciato moltissime fonti scritte, che ci permettono di conoscere la loro religione e il loro modo di pensare. Essi hanno scritto miti, racconti e tragedie che parlano dei loro dèi e dei loro eroi, personaggi leggendari capaci di compiere grandi imprese. Ricordiamo qui alcune delle imprese compiute da Eracle, simbolo di forza fisica e di coraggio, e l’avventuroso viaggio in Colchide intrapreso da Giasone alla conquista del vello d’oro.

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Scultura che raffigura Eracle intento a catturare una cerva. Eracle sfida Acheloo per sposare Deianira.

racle è più conosciuto con il nome di Ercole, che gli fu dato dai Romani. Eracle era figlio di Zeus e di una regina di nome Alcmena. Era, la moglie di Zeus, terribilmente gelosa del piccolo, mandò due enormi serpenti nella culla per ucciderlo, ma Eracle, già fortissimo, li affrontò coraggiosamente soffocandoli.

Le dodici fatiche di Eracle Diventato adulto, Eracle si sposò. Un giorno Era lo fece impazzire ed egli uccise sua moglie e i suoi figli. Quando ritornò in sé, sconvolto dal proprio gesto chiese alla Pizia, sacerdotessa di Apollo, come espiare il crimine commesso. Gli venne ordinato di mettersi al servizio del re Euristeo, che lo costrinse ad affrontare dodici terribili prove, tra cui l’uccisione di un leone, di un mostro a molte teste e di uccelli carnivori, oltre alla cattura di una cerva, di un cinghiale e di un toro. Grazie alla sua enorme forza, Eracle superò tutte le prove, compiendo anche molte altre imprese. Eracle è il più famoso degli eroi greci perché, eliminando i mostri, rese più facile la vita degli uomini. • Ricordi quale altro personaggio, studiato lo scorso anno, con le sue gesta liberò i giovani ateniesi da un odioso tributo?

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S

econdo il mito, Giasone, figlio del re di Iolco, per riconquistare il trono che era stato di suo padre avrebbe dovuto impadronirsi del vello d’oro, la pelle di un montone alato, che si trovava nel bosco sacro al dio Ares custodito da un enorme drago.

Giasone alla conquista del vello d’oro PONTO EUSINO (MAR NERO) COLCHIDE TRACIA BITINIA

Samotracia Cizico Iolco

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A S I A M I N O R E

EGEO GRECIA CIPRO CRETA

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FENICIA

Giasone era figlio di un re, ma suo zio Pelia si impadronì del trono e si rifiutò di lasciarlo a Giasone se non avesse ottenuto il vello d’oro, che si trovava nella lontana Colchide (sulle coste del Mar Nero). Giasone organizzò una spedizione di giovani, con i quali partì su una nave di nome Argo; dal nome della nave, Giasone e i suoi compagni vennero chiamati Argonauti. Gli Argonauti dovettero superare numerose prove, tra cui il passaggio attraverso le Simplegadi del Bosforo, rocce magiche che si allontanavano e si avvicinavano e, se una nave si trovava nel mezzo, ne veniva stritolata. Giunti alla meta, conobbero la figlia del re della Colchide, Medea, che si innamorò di Giasone e lo aiutò a impadronirsi del vello d’oro, ingannando il dragone che lo custodiva.

Anticamente la Colchide era una regione ricca di metalli pregiati, è quindi possibile che il mito del vello d’oro sia nato in riferimento ai primi avventurosi viaggi di mercanti greci alla ricerca di merci preziose. Nella carta qui a fianco puoi osservare la rotta seguita approssimativamente dagli Argonauti.

Un moderno dipinto (fine del 1800) che raffigura la partenza degli Argonauti dalla Colchide per fare ritorno a casa.

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il mondo greco

Oriente e Occidente a confronto L’Impero persiano nel VI secolo a.C.

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Battaglie

La Grecia era diventata una delle più evolute civiltà del Mediterraneo, con colonie disseminate sulle coste dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa. Venne così a contatto con l’Impero persiano, governato da Dario, chiamato il «Re dei Re», che voleva espandere i confini del proprio regno verso Occidente. Per opporsi, la maggior parte delle pòleis greche unì le proprie forze contro il comune nemico sotto la guida di Atene. Who?

chi vinse? MAR

Maratona (490) E g e o Tebe Corinto Atene Salamina Sparta (480)

Efeso

Le guerre persiane

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Nel 490 a.C. Dario organizzò una grande spedizione contro Atene, con una flotta di oltre cento navi per traR IO NI sportare un esercito di 25 000 uomiCRETA O ni. Nella piana di Maratona si svolse una grande battaglia, durante la quaDario il le l’esercito ateniese riuscì a sconfiggere quello persiano, molgrande to più numeroso. Dieci anni dopo Serse, successore di Daseduto rio, riprese la guerra, forte di un potente esercito e di una sul trono. grande flotta. Gli Ateniesi affrontarono nuovamente con coraggio la potente flotta persiana e con piccole ma velocissime La maratona navi riuscirono a sconfiggerla a Salamina nel 480 a.C. A Maratona si combatté una battaI Persiani rinunciarono al progetto di annientare la Grecia e glia storica per la sopravvivenza di da allora Atene diventò la città più potente tra le pòleis. Atene e della Grecia. La notizia del-

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la vittoria sui Persiani fu affidata al soldato Filippide, che corse fino ad Atene percorrendo più di 40 chilometri! Sfinito dalla fatica, morì subito dopo il suo arrivo. In ricordo di questa straordinaria impresa, ancora oggi alle Olimpiadi si corre la maratona, una prova di corsa su un percorso lungo quanto la distanza tra Maratona e Atene.

hat?

che cosa accadde dopo?

La rivalità tra Atene e Sparta Sconfitti i Persiani, Atene e Sparta cercarono entrambe di ottenere la supremazia sulla Grecia. Dopo una lunga guerra, chiamata guerra del Peloponneso, Sparta riuscì ad avere la supremazia su Atene, ma la guerra aveva indebolito a tal punto entrambe le città che, più tardi, esse non riuscirono a difendersi dall’attacco del popolo dei Macedoni.


S TO Ri A

Who?

chi erano i macedoni?

Il regno di Macedonia e Filippo II A nord della Grecia si estendeva il regno di Macedonia. Il re macedone Filippo II, che era stato educato a Tebe e aveva conosciuto la grande civiltà greca ma anche le sue rivalità interne, aveva deciso di intromettersi nelle discordie che dividevano le pòleis allo scopo di sottometterle e condurle alla conquista dell’Impero persiano. L’esercito macedone, organizzato in falangi, sconfisse Tebani e Ateniesi, ma Filippo non riuscì a portare avanti il suo progetto perché fu assassinato.

Filippo II, re di Macedonia, ritratto su un medaglione d’oro.

Alessandro Magno Nel 336 a.C., alla morte di Filippo, il trono passò al figlio Alessandro, che aveva solo vent’anni. Era stato allievo del grande filosofo greco Aristotele, che aveva curato la sua educazione ispirandogli amore per l’arte e la letteratura. Intelligente e audace, addestrato alla guerra e abilissimo nel comandare l’esercito, Alessandro riuscì a realizzare il suo progetto di sconfiggere l’Impero persiano. Dopo aver sottomesso la Grecia, sbaragliò i Persiani e conquistò Siria, Fenicia, Palestina ed Egitto, dove fondò la meravigliosa città di Alessandria. Riprese poi a marciare verso Oriente e raggiunse la fertile valle dell’Indo. Fissò la capitale del suo vasto impero in Mesopotamia, a Babilonia, dove morì misteriosamente nel 323 a.C. a soli trentatré anni. La sua impresa fu certamente uno degli eventi più straordinari della storia e per questa ragione Alessandro venne chiamato Magno, cioè «Grande». Alla sua morte l’impero fu diviso nei tre regni di Macedonia, Egitto e Siria, che dominarono il Mediterraneo orientale per circa duecento anni, fino a che caddero sotto il dominio dell’Impero romano. Il periodo di circa due secoli che seguì la morte di Alessandro Magno fu detto Ellenismo (da hellenikos, che significa «greco») e fu caratterizzato dalla prodigiosa diffusione della cultura greca nel mondo antico.

Alessandro Magno.

La falange macedone La falange era una formazione da guerra formidabile. Ogni fante era armato con un piccolo scudo, una spada e una lancia lunga fino a 7 metri. I soldati delle prime file avanzavano con le lance abbassate verso il nemico, mentre gli altri le puntavano verso l’alto, pronti ad abbassarle per colmare i vuoti di quanti cadevano davanti a loro. Ai fianchi la falange era protetta dalla cavalleria.

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il mondo greco

Cultura e arte in Grecia W

La Grecia può essere considerata la culla della civiltà occidentale; molta parte della nostra cultura deriva infatti dalla civiltà greca. hat?

CHE COSA PRODUSSE LA CULTURA GRECA?

La filosofia e la scienza Il periodo ellenistico fu caratterizzato da una notevole circolazione di uomini e di idee in ogni camFanciulla sull’altalena, po. Il rinnovamento sul piano culturale che ne sedelicata pittura del 440 a.C. guì riguardò varie discipline. La filosofia: Platone e Aristotele scrissero opere PAROLE CHIAVE sull’origine del mondo, sulla libertà, la verità, la giustizia, la democrazia, che continuano a essere letFILOSOFIA te e studiate ai nostri giorni. Aristotele. La matematica: a Euclide e a Pitagora dobbiamo i princiMATEMATICA pi geometrici e matematici che sono ancora alla base delle nostre conoscenze (per esempio, la tavola pitagorica). La fisica: Archimede di Siracusa scoprì la causa FISICA del galleggiamento dei corpi, la carrucola e la vite perpetua, un ingegnoso strumento per solleASTRONOMIA vare e trasportare l’acqua. I Greci utilizzeranno le loro conoscenze matematiche anche nel campo MEDICINA dell’astronomia. Eratostene dimostrò che la Terra è sferica e riuscì a calcolarne la circonferenza. Aristarco di Pitagora. Samo affermò che la Terra ruota intorno al Sole, da lui ARTE considerato al centro dell’Universo (teoria eliocentrica), ma la sua teoria non ebbe fortuna perché troppo lontana c Utilizza la traccia dalla comune esperienza di chi vedeva ogni giorno il Sole data dalle parole chiave per sintetizsorgere e tramontare. A essa si opponeva la teoria geocenzare oralmente ciò trica di un altro astronomo del periodo, Claudio Toloche hai studiato. meo, che poneva la Terra al centro dell’Universo. Le conoscenze di medicina dei popoli del Vicino Oriente furono riprese dai Greci e arricchite. Il primo grande medico fu Ippocrate, che cercò di trovare le cause naturali di Ippocrate. Una molte malattie e i metodi migliori per curarle. raffinata Anche l’arte greca, sviluppatasi in vari campi, giunse a una producoppa zione di altissimo livello: scultori e architetti come Fidia e Mirone dipinta. realizzarono magnifiche statue, grandi templi e teatri; famosi ceramisti produssero vasi raffinati, decorati con figure rosse su fondo nero e viceversa; non mancarono poi poeti, tra cui il più grande fu Omero, scrittori di commedie e tragedie, musicisti e attori.

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S TO Ri A

La storia e i viaggi di Erodoto I Greci furono grandi storici e raccontarono nei loro testi le imprese e le conquiste del loro tempo. Le vicende della guerra del Peloponneso furono raccontate da Tucidide, mentre le guerre persiane furono descritte da Erodoto, un greco nato in una città dell’Asia Minore e vissuto ad Atene. Erodoto fu il più grande storico dell’antichità. Nelle sue Storie descrisse con ricchezza di particolari le imprese dei popoli antichi, divenendo una fonte di conoscenza per i popoli contemporanei e per quelli delle epoche successive. Erodoto si distinse anche come geografo, perché raccolse e riferì, durante i suoi numerosi viaggi in Egitto, in Fenicia, a Babilonia e sulle coste meridionali del Mar Nero, notizie sui popoli dell’Europa e dell’Asia.

Erodoto.

Leggi il documento La carta geografica che vedi qui sotto riproduce quella disegnata dal greco Erodoto, che visse tra il 485 e il 425 a.C. • • • •

Quali continenti sono rappresentati? Qual è il più vicino alla realtà? Secondo te, i Greci conoscevano meglio l’Europa mediterranea o quella settentrionale? Perché? Quali continenti non compaiono nella carta di Erodoto? Perché?

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Protagonisti della Pericle

Ritratto di Pericle. Il Partenone.

Stile dorico.

Il culmine della potenza ateniese fu raggiunto negli anni tra il 461 e il 429 a.C., quando la vita politica della città fu dominata da Pericle, una delle più grandi personalità della storia antica. Durante tale periodo la democrazia ateniese fu perfezionata e ampliata. Pericle era nato ad Atene intorno al 500 a.C. Nella sua Storia delle guerre del Peloponneso lo storico Tucidide ci presenta così la personalità di Pericle: Un uomo senza dubbio non corrotto e saggio, intelligente, con una grande capacità di convinzione sui suoi concittadini. Cosicché, se Pericle vedeva che il popolo si spingeva verso qualche impresa non giusta o stolta, subito lo atterriva con l’impeto dell’eloquenza; e quando lo vedeva tremante, lo sollevava in alto incoraggiandolo. Per ricostruire la pòlis di Atene, devastata dalle guerre persiane, Pericle mise all’opera i maggiori architetti, scultori e pittori. Sull’acropoli ordinò la costruzione di un tempio dedicato alla dea Atena, il Partenone, dallo stile semplice e austero, che fu decorato dallo scultore Fidia. All’ingresso dell’acropoli vennero costruiti i Propilei, un maestoso ingresso a scalinata con una doppia fila di colonne. Inoltre Pericle fece ampliare il porto del Pireo, che divenne il più grande porto commerciale della Grecia.

Stile ionico.

www INTERVISTA

Stile corinzio.

Lungo il perimetro dei templi correva un colonnato, le cui colonne ebbero uno stile diverso secondo il periodo in cui furono erette.

a PERICLE

Sei un giornalista. Immagina di incontrare Pericle in carne e ossa all’indomani di fastidiose chiacchiere che riguardano la sua persona. Deve difendersi dall’accusa di aver sperperato il denaro dei cittadini e degli alleati per ricostruire Atene. • Formula, scrivendole sul quaderno, alcune domande con le relative risposte.

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Protagonisti della

Il teatro della città sacra di Delfi.

Pericle educa i suoi concittadini alla democrazia Per educare il popolo, Pericle si servì di un mezzo efficacissimo: il teatro. Il teatro era una scuola, la scuola del popolo. Per questo Pericle volle che gli Ateniesi potessero assistere a rappresentazioni drammatiche, come le tragedie. Esse avevano un alto valore educativo, sia perché la grande poesia di Eschilo, Sofocle ed Euripide (i massimi autori) ingentiliva e illuminava gli animi, sia perché induceva gli spettatori alla moderazione e alla saggezza e comunicava messaggi dal forte contenuto politico. Affinché tutti gli Ateniesi potessero assistere agli spettacoli fu costruito di fianco all’acropoli un teatro, dedicato al dio Dioniso, che poteva contenere circa 30 000 spettatori. Come tutti i teatri greci era scoperto ed era composto da gradinate di pietra disposte a settore circolare. Ai piedi Le gare teatrali delle gradinate c’era uno spazio pianeggiante chiamato orchestra, dove si disponeva il coro. Di fronte alle gradinate Ogni anno ad Atene venivano organizzate delle gare teatrali, alle trovava spazio il palcoscenico, dove gli attori recitavano, quali partecipavano gli autori rialzato rispetto all’orchestra e collegato a essa tramite alcupiù famosi che si presentavano ni gradini. con opere nuove. Gli spettatori pagavano come tassa d’ingresso due oboli; ai nulAl vincitore andava in premio latenenti tale somma veniva fornita dallo Stato. Per assistere aluna corona di edera. Lo stesso le rappresentazioni, che duravano alcuni giorni, i poveri non premio spettava anche al cittapotevano lavorare, perciò Pericle fece loro assegnare dallo Stato dino più generoso, che sosteneun compenso, convinto che erano soprattutto il ceto medio e i va a proprie spese la preparazione dei costumi e delle mapoveri che dovevano migliorare e divenire degni della città di schere per lo spettacolo. Atene. Gli attori erano tutti uomini, che interpretavano anche i personaggi femminili, e recitavano portando una maschera.

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Cittadinanza e Costituzione

VIAGGIO NELLA DEMOCRAZIA

Alcuni esempi di ostraka, cocci d’argilla sui quali i cittadini greci esprimevano il loro voto.

Alcune schede utilizzate ogg i per votare nel corso delle elezioni.

L’idea di democrazia era sconosciuta nelle antiche civiltà orientali e si diffuse proprio a partire dall’esperienza della pòlis. Ad Atene, infatti, nacque la prima forma di democrazia, in cui il popolo poteva influire sulle scelte che lo riguardavano e contribuire alla soluzione dei problemi. Fu ben presto chiaro che la democrazia non dipendeva solo dalla libertà di scelta, ma anche dal desiderio dei cittadini di partecipare e di impegnarsi nella ricerca del bene comune, del bene, cioè, di tutta la comunità e non solo del singolo individuo. Quella ateniese era una democrazia diretta: ad Atene ogni abitante maschio partecipava alle assemblee e dopo aver discusso votava per alzata di mano. Le decisioni approvate dalla maggioranza dei cittadini diventavano leggi. Oggi in Italia e in altre parti del mondo abbiamo una democrazia indiretta, o rappresentativa. Sarebbe infatti impossibile far votare per alzata di mano tutti i cittadini di uno stato, uomini e donne, su ogni legge. Si tengono, pertanto, le elezioni, nelle quali per mezzo di schede elettorali tutti i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età (18 anni) eleggono i propri rappresentanti al Parlamento (che è formato da Camera dei Deputati e Senato) con il compito di discutere e approvare le leggi (vedi a pag. 83 di geografia). In Italia vi è solo un caso nel quale il popolo è chiamato a esprimersi direttamente, quando viene indetto un referendum, nel quale i cittadini devono pronunciarsi direttamente su una questione particolare, esprimendo la propria volontà con un sì o con un no.

PER STUDIARE • • • •

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Rispondi alle seguenti domande. Dove nacque la prima democrazia? Che cosa s’intende per «bene comune»? Qual è la differenza tra democrazia diretta e indiretta? Da chi viene eletto il Parlamento? Come si divide? Qual è il suo compito? Qual è l’unica manifestazione di democrazia diretta in Italia?


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LA CIVILTÀ GRECA here?

MAR EGEO

DOVE?

Scrivi sulla carta al posto

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giusto il nome delle due pòleis più importanti dell’antica Grecia. hen?

QUANDO?

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Collega con una freccia gli avvenimenti alle

M E D I T E R R A N E O

rispettive date sulla linea del tempo. Colonizzazione della Magna Grecia

Nascita delle città-stato greche

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850 a.C. 776 a.C.

Prima Olimpiade

750 a.C.

Le città-stato greche perdono l’indipendenza

490-479 a.C.

Guerre tra Greci e Persiani

335 a.C.

Nascita di Cristo

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CHE COSA?

Completa evidenziando le differenze tra Sparta e Atene.

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Sparta:

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PERCHE?

Elenca alcune tra le principali conoscenze e scoperte degli antichi Greci nei diversi campi del sapere indicati. Matematica e Fisica:

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Astronomia: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....

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Medicina:

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i popoli W

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CAMUNI

VENETI CELTI

LIGURI

PICENI

DOVE?

Intorno al 2000 a.C., mentre le civiltà mesopotamiche e la civiltà egizia avevano raggiunto il loro massimo sviluppo, la Penisola italica era abitata da pastori e agricoltori che non conoscevano la scrittura, non avevano città, non erano organizzati in stati; questi popoli parlavano lingue diverse e vivevano in villaggi di capanne. Nel corso del II millennio, come vedrai, questi popoli attraversarono varie fasi di sviluppo arrivando, nei primi secoli del I millennio a.C., alla situazione illustrata dalla carta. Popoli italici

ETRUSCHI

Etruschi Colonie greche Colonie fenicie

UMBRI SABINI

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dell’italia antica Nella penisola italica la rivoluzione neolitica, che portò alla nascita dell’agricoltura e dell’allevamento, iniziò intorno al 7000 a.C., circa duemila anni dopo rispetto al Vicino Oriente, dove si svilupparono le prime civiltà agricole. Nello stesso periodo l’uomo imparò a lavorare il rame e successivamente il bronzo. Nell’Italia meridionale il clima mite e le terre fertili favorirono la diffusione dell’agricoltura e dell’allevamento e, di conseguenza, la formazione dei primi centri abitati. Nell’Italia centro-settentrionale, invece, la rivoluzione agricola arrivò più tardi e in tempi diversi da zona a zona: nei terreni montuosi e nelle pianure paludose era infatti più facile far pascolare il bestiame che coltivare la terra; inoltre, le fitte foreste che ricoprivano gran parte di quei territori favorivano più che altro la caccia. A partire dall’VIII secolo a.C., i Fenici e in seguito i Greci presero a navigare lungo le coste italiane dove fondarono numerose colonie. L’incontro con i coloni fenici e greci, che avevano uno stile di vita più evoluto, portò le popolazioni italiche a conoscere la scrittura e a svilupparsi più rapidamente. Si diffusero così anche in Italia la lavorazione del ferro, la coltivazione del frumento e poi quella della vite e dell’ulivo.

PAROLE CHIAVE PENISOLA ITALICA RIVOLUZIONE NEOLITICA COLONIE SCRITTURA

c Seguendo la traccia data dalle parole chiave, spiega qual era la situazione nella nostra penisola migliaia di anni fa.

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QUANDO?

hen? 4000 a.C.

3100 a.C

S U M E R I

2000 a.C

1500 a.C

750 a.C

1000 a.C

BABILONESI

800 a.C

Nascita di Cristo 400 a.C

ASSIRI

E G I Z I F E N I C I G R E C I C I V I L T À Invenzione della scrittura

Massimo splendore della civiltà egizia

I T A L I C H E Etruschi

Massimo sviluppo della civiltà fenicia

Celti

Colonizzazione della Magna Grecia

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i popoli dell’italia antica

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L’età dei metalli hat?

CHE COSA AVVENNE NEL CENTRO-NORD DELLA PENISOLA?

Verso la fine del III millennio a.C. nella penisola italica si verificarono importanti mutamenti con l’arrivo di popoli indoeuropei. Sono stati infatti rinvenuti, in varie località della valle del Po e dell’Italia centrale e meridionale, numerosi oggetti di rame (asce, pugnali, punte di frecce) e d’argento (anelli, bracciali, monili), metalli fino ad allora sconosciuti nella penisola.

La civiltà dei Camuni alto) compare La rosa camuna (in oni rupestri spesso nelle incisi ed è diventata a della Val Camonic gione Lombardia. il simbolo della re

Al III millennio a.C. risalgono le misteriose incisioni rupestri (oltre 200 000) trovate in alcune vallate alpine, in particolare in Val Camonica, una valle lombarda in provincia di Brescia, che documentano la presenza in queste zone di montagna di un’interessante civiltà, quella dei Camuni. I Camuni praticavano l’allevamento e l’agricoltura e fabbricavano armi in rame.

Palafitte e terremare

PAROLE DELLA STORIA

Terramara: è una parola che deriva dall’antico dialetto emiliano terra marna, cioè «terra grassa». I terreni che si trovavano dove in passato c’erano le terremare erano particolarmente fertili, grazie ai rifiuti organici depositati lì per secoli dagli antichi abitanti.

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Nel corso del II millennio a.C. fece la sua comparsa in Italia il bronzo, utilizzato dai popoli che si erano insediati soprattutto nella Pianura padana e sulle rive dei laghi di Garda e di Varese, dove si svilupparono dei villaggi di palafitte. Le palafitte erano abitazioni rialzate da terra o dall’acqua, sorrette da lunghi pali sui quali poggiavano. Gli abitanti si proteggevano in questo modo dagli animali selvatici e dalle frequenti inondazioni dei fiumi. Più a sud, nell’Emilia-Romagna, i villaggi su palafitte sono stati chiamati terremare e Terramaricoli i loro abitanti. I Terramaricoli praticavano un’agricoltura assai progredita e allevavano bovini, pecore, maiali e cavalli.

Leggi l, iMMAGiNE Ai Terramaricoli si deve il curioso oggetto in pietra che vedi qui a fianco. Serviva per produrre forme metalliche. Il metallo fuso veniva versato negli incavi e poi lasciato raffreddare. I manufatti così ottenuti servivano probabilmente da ornamento.


W

S TO Ri A

hat?

CHE COSA ACCADDE IN SARDEGNA?

La civiltà nuragica Tra le culture che si svilupparono in Italia tra il II e il I millennio a.C. vi è quella nuragica della Sardegna, così chiamata dal nome delle sue tipiche costruzioni, i nuraghi, ancora oggi visibili sul territorio. Il commercio con i Cretesi e i Micenei prima, i Greci e i Fenici poi, favorì lo sviluppo dell’estrazione dei minerali metallici, molto richiesti dai mercanti e dall’artigianato locale, perché nel frattempo erano state introdotte nuove tecniche per la lavorazione dei metalli. All’interno dei nuraghi sono state ritrovate armi e statuette di bronzo che rappresentano guerrieri, ad attestare che si trattava di una civiltà che praticava la guerra con frequenza.

Statuetta nuragica che raffigura un arciere armato anche di pugnale.

, Leggi l iMMAGiNE A destra puoi osservare la tipica costruzione della civiltà nuragica: il nuraghe, una sorta di torre a forma di tronco di cono, costruita con grandi blocchi di pietra posti gli uni sugli altri a secco (cioè senza l’impiego di calce per far aderire le pietre). Una scala a chiocciola interna portava alla terrazza sovrastante, mentre le piccole feritoie ai lati permettevano agli arcieri di scagliare frecce da una posizione riparata. Intorno ai nuraghi sorgeva il villaggio della gente comune che, in caso di pericolo, trovava rifugio e protezione nella fortezza.

Uno dei circa 7000 nuraghi ancora presenti in Sardeg na.

Who?

chi giunse in Italia dall’europa centrale?

La migrazione dei Celti Si pensa che tra il 2000 e il 1200 a.C. gruppi di popolazioni provenienti dall’Europa centrale e orientale si siano distribuiti in varie regioni dell’Europa occidentale, in Svezia, Inghilterra, Grecia e Italia. Si sa che intorno al 400 a.C. scesero nella Penisola italica popolazioni celtiche, che si spinsero fin nell’Italia centrale, attaccando molte città. Queste genti non volevano conquistare nuove terre, ma solo ottenere ricchi bottini con il saccheggio. I Celti conoscevano la lavorazione del ferro, ma ignoravano la scrittura. Sappiamo che amavano la musica e i racconti fantastici. Ancora oggi, specie in Irlanda e nel Galles, sopravvive il ricordo delle loro leggende. I Celti vivevano in villaggi di capanne, circondati da mura fortificate per potersi difendere dai nemici.

Elmo celtico lavorato «a sbalzo». Si tratta di un oggetto prezioso usato in occasione di cerimonie.

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i popoli dell’italia antica

Who?

chi sviluppo un’importante civilta nel centro italia?

I Villanoviani

PAROLE DELLA STORIA

Necropoli: parola che deriva da due termini greci, nekrós «morto» e pólis «città», e che significa «città dei morti». Indica quello che oggi noi chiamiamo cimitero.

Una delle più importanti civiltà del ferro italiane fu quella villanoviana, che si diffuse dal fiume Reno, in Emilia, fino al Tevere. La civiltà villanoviana deriva il suo nome dalla località di Villanova, vicino a Bologna, dove si trovava uno dei suoi più antichi insediamenti. Dall’Emilia i Villanoviani si espansero in gran parte dell’Italia centrale, nelle Marche, nel Lazio e fino alla Campania. I loro insediamenti assunsero sempre più le caratteristiche di vere e proprie città, costruite su alture poco distanti dal mare. Questo modello di città sarà ripreso dagli Etruschi, considerati i più diretti discendenti della civiltà villanoviana. I Villanoviani introdussero l’incinerazione, cioè l’uso di bruciare i corpi dei defunti e di custodirne le ceneri in urne cinerarie, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici. Un fuso in bronzo con i suoi contrappesi, usato dalle donne villanoviane per filare la lana.

Leggi l, iMMAGiNE I Villanoviani deponevano le ceneri dei defunti in grandi vasi di terracotta nera a forma di doppio cono, chiamate urne biconiche, che venivano decorati con motivi geometrici e coperti da una ciotola o da un elmo. Il corredo funebre era composto da piccoli oggetti in metallo e terracotta che erano appartenuti al defunto e veniva calato insieme all’urna in tombe a forma di pozzo. Le tombe erano situate fuori dei villaggi, nelle necropoli. Nel Lazio le urne erano invece a forma di capanna.

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Urna cineraria villanoviana.

Urna laziale «a capanna».


S TO Ri A

I più antichi popoli d’Italia Who?

chi erano?

Al tempo delle migrazioni dei popoli indoeuropei l’Italia era già abitata da genti diverse. I Liguri, che abitavano l’Italia nord-occidentale e l’attuale Francia, vivevano tra ripide montagne, praticavano la pastorizia e sfruttavano le risorse del mare pescando e commerciando.

I Veneti erano conosciuti come bravi allevatori di cavalli ed esperti navigatori di fiumi e di mare. I Veneti erano anche abili nella lavorazione di oggetti in bronzo. Nelle loro tombe gli archeologi hanno ritrovato molti modellini di cavalli in bronzo.

L’Italia peninsulare, corrispondente al territorio che va attualmente dalle Marche alla Calabria, era un vero e proprio mosaico di popoli: Piceni, Umbri, Sabini, Latini, Sanniti, Dauni, Messapi, Bruzi...

Stele dei Liguri. Raffigura in modo schematico un guerriero armato di pugnale.

Piceni e Umbri furono i primi e i soli a saper lavorare l’ambra, una resina fossile importata dal Nord Europa attraverso il porto di Adria, sul Mar Adriatico.

Sanniti, Sabini, Dauni, Iapigi, Messapi, Lucani e Bruzi si dedicavano soprattutto alla pastorizia e all’agricoltura; costruivano cittadelle fortificate chiuse da mura; in alcuni casi le cinte murarie erano molto estese e comprendevano anche terreni agricoli e pascoli. Talvolta si davano al saccheggio dei villaggi vicini, dando il via a piccole guerre locali.

La Sicilia era abitata da Sicani, Elimi e Siculi. I Siculi arrivarono in Sicilia intorno al 1400 a.C. e occuparono i territori popolati dai Sicani, antichi abitanti dell’isola fin dal 3000 a.C.

PER STUDiARE Svolgi una ricerca sulla storia del territorio in cui vivi e scopri quale antico popolo vi abitava migliaia di anni fa. Puoi farlo cercando in biblioteca nella sezione dedicata alla storia locale oppure navigando in Internet.

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i popoli dell’italia antica W

GLI ETRUSCHI

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dove sorse la loro civilta? ere Tev

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Volterra

Fra le popolazioni italiche, gli Etruschi ebbero un ruolo molto importante per la storia dell’Italia antica e in particolare, come studierai, per quella della civiltà romana. Circa la loro origine non abbiamo certezze. Alcuni storici pensano che provenissero dalla Lidia, una regione dell’Asia Minore, altri che fossero un popolo italico forse discendente dai Villanoviani. Gli Etruschi furono valenti agricoltori, formidabili commercianti, artigiani esperti, abili ingegneri. Ebbero contatti con i coloni greci che fin dall’VIII secolo si erano insediati nell’Italia meridionale e in Sicilia e ciò influenzò moltissimo la loro cultura. Furono gli Etruschi, probabilmente per l’influenza greca, a portare in Italia, come mezzo di scambio, la moneta.

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QUANDO? 800 a.C.

Nasce la civiltà etrusca

600 a.C.

Massimo splendore della civiltà etrusca

260 a.C.

Nascita di Cristo

Crollo della potenza etrusca

Suonatore di flauto doppio. Affresco sulle pareti di una tomba etrusca.

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Sacerdote (àugure) etrusco.

30

PASSATO chiama PRESENTE

Una passione che ha origini lontane e che unisce popoli antichi e contemporanei è quella per le scarpe. Devi sapere che gli Etruschi avevano una vera passione per questi accessori e i calzolai dell’Etruria offrivano collezioni che andavano dal sandalo leggero con liste dorate al calzare stringato per tutti i giorni (foto sopra). C’erano poi scarpe per la pioggia, ma il massimo dello chic erano quelle con la punta all’insù (foto a sinistra) per uomo e donna.


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S TO Ri A hat?

che cosa sapevano fare?

Una terra ricca e prospera

L’Etruria era una terra dalla ve-

L’Etruria, antica terra degli Etruschi, era un territorio getazione ricca e varia: vi si compreso tra i fiumi Arno e Tevere, nelle zone dove oggi trovavano ulivi, viti, ma anche boschi con alberi di si trovano le regioni Toscana, Lazio e Umbria. alto fusto. Era una terra Come puoi osservare nella carta della pagina precedente, particolarmente fertile, era un territorio molto esteso e presentava condizioni naturali tanto da impressionare davvero favorevoli all’insediamento umano. Vi erano infatti i popoli vicini per l’abbonterreni d’origine vulcanica, molto fertili e adatti all’agricoltudanza dei raccolti di grano, ra; ricchi giacimenti di minerali, che garantivano preziose mache potevano rendere anterie prime; una costa affacciata sul mare che da loro prese il che quindici volte il seminato. nome di Tirreno (gli Etruschi erano chiamati Tirreni dai Greci), nelle cui acque s’incrociavano i commerci delle più floride civiltà del MediterraNelle vaste zone boschive dell’Etruria vineo, prime fra tutte vevano uccelli, cerquella greca e quella vi, cinghiali e cavalfenicia, con le quali gli li. Particolarmente Etruschi stabilirono diffuso era l’allevaforti legami commermento di maiali, ma ciali. Gli Etruschi, inanche di pecore e cafatti, erano i soli in Italia pre, dalle quali ottenevano latte, formaggi e a possedere una flotta lana. I bovini, invece, venimercantile. Specchio etrusco in bronzo finemente inciso.

ulivo

vite

grano

cinghiale

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vano allevati soprattutto per essere utilizzati nell’aratura dei campi. maiale

I minerali e il sale Gli Etruschi seppero far fruttare tutte le ricchezze della loro straordinaria terra e in particolare quelle minerarie del sottosuolo. In Etruria si estraevano rame, stagno, piombo, argento, ambra e soprattutto ferro nell’isola d’Elba. Gli Etruschi furono inoltre capaci di costruire alla foce del Tevere grandi bacini d’acqua marina, le saline, nelle quali rimaneva depositato il sale dopo che l’acqua era evaporata.

bue ghiandaia

Carrello cerimoniale in bronzo.

31


i popoli dell’italia antica

Who?

chi governava nelle citta-stato?

PAROLE CHIAVE DODECAPOLI LUCUMONE ARISTOCRAZIA CONTADINI SERVI SCHIAVI

c Utilizza le parole chia-

ve come traccia per esporre a voce ciò che hai studiato sulla società etrusca.

La società etrusca Gli Etruschi non ebbero mai uno stato unitario ma tante città-stato indipendenti l’una dall’altra come le póleis greche. Le città facevano parte di una confederazione commerciale e religiosa che si chiamava dodecapoli (parola greca che significa «dodici città»). Ogni anno i rappresentanti della dodecapoli si riunivano nel tempio del dio Voltumna a Volsini Novi (l’attuale Bolsena) per celebrare i riti religiosi. Il potere in ogni città era tenuto da un sovrano, il lucumone, che era anche il capo dell’esercito e il capo religioso. Il lucumone era aiutato nel suo compito dall’aristocrazia, alla quale appartenevano i ricchi commercianti, i proprietari terrieri, i mercanti e in seguito anche gli artigiani che avevano fatto fortuna. Vi erano poi i piccoli artigiani e i contadini, ma la maggior parte della popolazione era composta da servi, i cittadini più poveri, che lavoravano nei campi o nelle miniere insieme agli schiavi, prigionieri delle popolazioni italiche sottomesse. Copia romana di trono etrusco del V secolo a.C.

La libertà delle donne etrusche Presso gli Etruschi la donna viveva in condizioni di libertà sconosciute presso gli altri popoli antichi. In famiglia non era sottoposta all’autorità del marito, era libera di uscire di casa per partecipare a cerimonie religiose, ma anche a spettacoli, feste, danze e banchetti. Dopo il matrimonio poteva conservare i propri beni, mantenere il suo cognome e trasmetterlo ai figli insieme a quello del marito. La donna etrusca curava molto l’abbigliamento: comunemente indossava il chitone, una tunica con lunghe maniche di lino o di lana; per le feste amava adornarsi di bellissimi gioielli e usava cosmetici. Molte donne etrusche sapevano suonare il flauto. Donna etrusca raffigurata su un sarcofago.

32

Donna con gioielli e una raffinata acconciatura.

• Svolgi una breve ricerca per confrontare la condizione delle donne etrusche con quella delle donne delle civiltà studiate finora.


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S TO Ri A

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che cosa sapevano fare?

Le città dell’Etruria Gli Etruschi furono grandi costruttori di città. Conoscevano molto bene le città della Magna Grecia alle quali si ispirarono per fondare le loro, fondendo la preziosa esperienza dei Greci ai caratteri della loro civiltà. Generalmente le città etrusche sorgevano su alture vicino ai fiumi, in modo da controllare il territorio e disporre di riserve d’acqua. Le alture garantivano anche la difesa. Nella scelta del luogo dove costruire la città si assicuravano che fosse facilmente raggiungibile per i commerci. Come nelle póleis greche, il tempio sorgeva nella zona sopraelevata e custodiva le statue delle divinità. Le strade delle città erano lastricate e già esistevano pozzi, fognature e acquedotti. A partire dal VI secolo, per difenderle dalle aggressioni nemiche, le città furono difese da alte mura di pietre squadrate, unite senza calce, nelle quali si aprivano porte ad arco. Gli Etruschi fondarono molte città nell’Italia meridionale, centrale e nella Pianura Padana, fra cui Veio, Cerveteri, Tarquinia, Volsini, Vulci, Perugia, Volterra, Siena, Arezzo, Chiusi, Bologna, Mantova, Capua, Nola, Pompei, Ercolano.

Leggi lA FONTE La fondazione di una città doveva seguire un rituale ben preciso, un’atmosfera di sacralità avvolgeva tutto il rito. Questa la descrizione di uno storico latino. In un giorno stabilito attraverso presagi favorevoli, il fondatore aggioga a un aratro col vomere di puro rame un toro bianco a destra e una vacca bianca a sinistra. Egli traccia quindi un solco, e tiene il vomere obliquo in maniera che le zolle siano rivoltate verso l’interno. La terra ammucchiata in questo modo indica le future mura della città, il solco indica il confine. Nei luoghi stabiliti per le porte l’aratro viene alzato.

Descrivi il rito di fondazione delle città etrusche rispondendo a queste domande. • Quali segni dovevano precedere il rito? • Quali animali venivano legati all’aratro? • Che cosa rappresentava la terra ammucchiata?

33


i popoli dell’italia antica

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perche Li RiCORDiAMO?

Leggi l, iMMAGiNE Nella fotografia puoi osservare un modello di fegato di animale in bronzo, suddiviso in dodici caselle con i nomi delle varie divinità. Serviva agli aruspici per interpretare i segni che apparivano sull’organo dell’animale sacrificato. Ogni irregolarità era letta come un messaggio divino.

La religione Gli Etruschi erano un popolo molto religioso e sottomesso agli dèi e ogni città aveva la sua divinità. Gli dèi etruschi ricordano molto quelli greci: Tinia corrispondeva a Zeus (come lui esercitava il suo potere con il fulmine e i tuoni), Uri a Era, Nethus a Poseidone, Menerva ad Atena e Turan ad Afrodite. Tutti insieme gli dèi formavano il grande tribunale dell’aldilà, dove i genii (guardie) conducevano l’anima del defunto a un processo che si concludeva o con una condanna o con un’assunzione in paradiso. Gli Etruschi pensavano che ogni evento della natura, il volo degli uccelli come la caduta di un fulmine, fosse un segno del volere degli dèi. Per questo gli àuguri, i sacerdoti che cercavano di scoprire il significato di questi segni attraverso le arti divinatorie, svolgevano un ruolo molto importante. Grande rilievo era dato alla lettura delle viscere degli animali sacrificati: gli aruspici erano i sacerdoti capaci di leggerle e di prevedere attraverso di esse il futuro.

Il culto dei morti

Interno della Tomba dei Rilievi dipinti, a Cerveteri.

PER STUDiARE Sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande, poi esponi a voce. • Come interpretavano il futuro gli Etruschi? • Come concepivano l’aldilà? • Quali erano le loro usanze riguardo la sepoltura dei defunti? Confrontale con quelle degli altri popoli che hai studiato.

34

Presso gli Etruschi aveva grande importanza il culto dei morti. Come gli Egizi, anche gli Etruschi credevano che la vita continuasse dopo la morte e per questo costruivano i loro cimiteri come vere e proprie città dei morti, le necropoli. Queste sorgevano fuori delle mura della città. Le tombe erano simili a vere e proprie case, complete di tutto quanto sarebbe servito al defunto per la vita nell’aldilà. Gli Etruschi, come i Villanoviani, bruciavano i cadaveri e raccoglievano le ceneri in urne. Con il tempo però abbandonarono questa usanza e iniziarono a deporre i defunti in casse di legno o in sarcofagi di pietra o di terracotta.


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Abili inventori Una delle più importanti invenzioni degli Etruschi fu la struttura ad arco. Le porte d’accesso alle città che si aprivano nelle mura avevano questa forma. Per costruirle utilizzavano una base in legno attorno alla quale sistemavano, partendo dal basso, delle grosse pietre a forma di cuneo dette conci. Per ultima era inserita al centro una pietra chiamata chiave di volta, che impediva all’intera struttura di cadere.

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chiave di volta

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Porta dell’Arco, ingresso prin cipale della città di Volterra.

La lavorazione dei metalli Gli Etruschi furono grandi esperti anche nella lavorazione dei metalli non preziosi. Avevano ideato forni a due camere sovrapposte: in quella superiore mettevano i minerali da fondere, in quella inferiore veniva acceso il fuoco. Vi erano vere e proprie «zone industriali» in prossimità di Vetulonia e Populonia. I forni erano talmente numerosi, soprattutto nell’isola d’Elba, che a causa della molta fuliggine i Greci chiamavano l’isola Aithalía, «la fumosa».

Gli Etruschi furono orafi raffinati: inventarono le tecniche della filigrana, realizzata unendo fra loro fili d’oro sottilissimi, e della granulazione, ottenuta saldando piccole sfere d’oro a formare motivi ornamentali. Gli Etruschi furono anche abili ceramisti, realizzarono terrecotte, statue e pregevoli sarcofagi. La produzione di vasi in bucchero, una ceramica che imitava il metallo, divenne molto ricercata. Era realizzaGioiello etrusco. ta mescolando argilla e polvere di carbone ed era cotta in forni sigillati in cui veniva completamente bruciato l’ossigeno presente nell’aria. Questo le conferiva un colore nero e lucente.

Vaso in bucchero.

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PER STUDiARE Segui le parole in colore per fare una sintesi orale di ciò che hai studiato.

Leggi l, iMMAGiNE Dai numerosi affreschi che adornano le tombe scopriamo che gli Etruschi erano un popolo pacifico, amante dei piaceri della vita e poco incline alla guerra. Prevalgono infatti scene di danza, di giochi sportivi e di banchetti. Negli affreschi vediamo gli Etruschi banchettare semisdraiati su letti, appoggiati a dei cuscini. Gli Etruschi amavano la musica, che ascoltavano in diversi momenti della giornata. Lo strumento più usato era il flauto. Apprezzavano anche l’attività fisica: erano frequenti le gare sportive e fra gli sport più diffusi c’erano il pugilato, la corsa dei cavalli e il lancio del giavellotto.

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hen?

quando si sviluppo la civilta etrusca?

Territori etruschi Aree etrusche con presenza di Latini Espansione in Campania Espansione in Emilia

CELTI Melzo

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i popoli dell’italia antica

Espansione... Gli Etruschi furono abili costruttori di navi ed esperti marinai. Dotati di una potente flotta, solcarono il Mediterraneo importando materie prime e oggetti di lusso ed esportando metalli, grano, vini e prodotti artigianali. Dalle città della dodecapoli gli Etruschi partivano per sottomettere le popolazioni italiche e per fondare stazioni commerciali, a sud nelle attuali Campania e Lazio, a nord nella Pianura padana. In quel periodo di massima espansione politica e commerciale alcuni re di origine etrusca giunsero, come studierai, a governare Roma. Nella loro ricerca di estendere verso sud i loro domini, gli Etruschi si scontrarono con le potenti città della Magna Grecia e per ottenere il controllo dei traffici nel Tirreno si allearono con Cartagine, una potente colonia fenicia.

... e decadenza degli Etruschi Le dodici grandi città etrusche non strinsero mai un’alleanza militare fra loro e per questo furono ben presto ricacciate definitivamente verso nord. Intorno al 600 a.C. i Romani, cacciati i re etruschi, ripresero il governo della propria città. La decadenza della civiltà etrusca iniziò nel secolo successivo, con l’invasione della Pianura padana da parte dei Celti. Nel III secolo a.C. le ultime città etrusche caddero sotto il potere di Roma. Si concluse così la potenza di questa ingegnosa civiltà.


SE H AI CA PITO USA LE

I POPOLI DELL’ITALIA ANTICA

TRENTINOALTO ADIGE

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here? VALLE D’AOSTA

DOVE?

Colora con il verde le regioni che hanno preso il nome dai loro più antichi abitanti, con l’azzurro quelle che hanno cambiato nome. • La tua regione è . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Il suo nome deriva dagli antichi abitanti? Sì • Con quali popoli commerciavano gli Italici?

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ABRUZZO MOLISE

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FRIULIVENEZIA GIULIA

CAMPANIA

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PUGLIA BASILICATA

CHE COSA?

SARDEGNA

Segna con una  le affermazioni corrette.

CALABRIA

I Siculi occuparono i territori dei Sicani. I Villanoviani incenerivano i defunti. SICILIA

I Celti conoscevano la scrittura.

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I Sardi vivevano nei nuraghi. hen?

QUANDO?

Indica sulla linea del tempo i momenti di massimo splendore e quello di decadenza degli Etruschi. 800 a.C.

600 a.C.

260 a.C.

Nascita di Cristo

W

Metti in ordine i seguenti avvenimenti della storia etrusca numerandoli da 1 a 4. Guerre contro le popolazioni italiche.

Invasione dei Celti nella Pianura padana.

Ultime città etrusche sottomesse da Roma.

Re etruschi sul trono di Roma.

hy?

perche?

Scrivi sui puntini le attività per le quali ricordiamo la civiltà etrusca. ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

37


la storia Un popolo di pastori e agricoltori si organizza in villaggi sulle alture del Lazio: è l’inizio della storia di Roma che, nell’arco di un millennio, diventerà la capitale del mondo antico.

DOVE?

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LE ORIGINI E LA MONARCHIA Territorio di Roma nel periodo della monarchia

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ROMA REPUBBLICANA CONQUISTA IL MEDITERRANEO

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EGITTO

All’inizio Roma è guidata da un re e dagli aristocratici. Durante la monarchia Roma si trasforma da villaggio in città, conquistando le terre vicine.

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Domini di Roma nel periodo della repubblica

I secoli della repubblica vedono la conquista dell’Italia meridionale e l’espansione dei domini su tutte le terre che si affacciano sul Mediterraneo.

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QUANDO?

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La civiltà romana durò complessivamente più di dodici secoli. Per gli storici ebbe inizio nell’VIII secolo a.C. e terminò nel V secolo d.C. 753 a.C.

509 a.C.

MONARCHIA Fondazione di Roma

38

Roma diventa una repubblica

31 a.C.

III secolo d.C.

476 d.C.

I M P E R O

REPUBBLICA Nasce l’Impero romano

L’Impero entra in crisi

Cade l’Impero romano d’Occidente


di roma Se osservi la cartina di Roma nel periodo imperiale, ti accorgerai che molte città europee ancora oggi esistenti sono state fondate dai Romani. ROMA IMPERIALE Impero romano nel 106 d.C. (massima espansione)

BRITANNIA Reno

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Acquedotto romano costruito nel I secolo d.C. a Segovia, in Spagna.

Roma TRACIA ASIA MINORE GRECIA

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PAROLE CHIAVE

MAR MEDITERRANEO ARABIA

A F R I C A EGITTO

MONARCHIA

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Nel periodo dell’impero i domini di Roma raggiungono la massima espansione.

Al tempo dell’imperatore Augusto l’Impero romano si estendeva dalla Britannia fino al Vicino Oriente e comprendeva tutte le terre affacciate sul Mediterraneo, toccando tre continenti (Europa, Asia, Africa). Quasi tutte le vicende dei popoli antichi finirono con la conquista a opera dei Romani: così fu per gli Egizi, gli Ebrei, i Greci… I Romani fondarono dunque l’ultimo grande impero dell’antichità, erede di tutte le maggiori civiltà fiorite in precedenza nel Mediterraneo. I confini dell’impero furono protetti con fortificazioni come il Vallo di Adriano, nel nord della Britannia.

REPUBBLICA IMPERO

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Con l’aiuto delle parole chiave, spiega quali sono i tre periodi che caratterizzano la storia di Roma.

Teatro romano presso Leptis Magna, in Libia.

39


La storia di roma

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DALLE ORIGINI ALLA REPUBBLICA here?

dove sorse il primo nucleo di roma?

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Capitolino isola Tiberina

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Celio

Aventino

Intorno alla metà dell’VIII secolo a.C. il popolo dei Latini fondò un piccolo villaggio sul colle Palatino, nei pressi del fiume Tevere, nel Lazio. Nel vicino tratto di fiume l’acqua era poco profonda e vi sorgeva un isolotto, l’isola Tiberina, che rendeva facile attraversare il corso d’acqua. Nella lingua etrusca il guado, cioè il punto dove si può attraversare il fiume, era detto rumon, così il villaggio venne chiamato Roma. Con il passare del tempo, Roma si estese ai villaggi sorti sui colli circostanti e divenne una vera e propria città.

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Secondo la tradizione, il territorio di Roma comprendeva sette colli, uno dei quali, il Palatino, ospitò il primo centro abitato. hen?

QUANDO? 753 a.C.

Fondazione di Roma

509 a.C.

A Roma nasce la repubblica

403 a.C.

275 a.C.

Conquista dell’Italia

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264 a.C.

146 a.C.

Guerre puniche

52-44 a.C.

Cesare al potere

PASSATO chiama PRESENTE Oggi Roma è la capitale della Repubblica italiana, una città con più di 3 milioni di abitanti che conserva intatto il fascino del suo passato. Le tracce della sua storia millenaria sono visibili nelle vie e nelle piazze, ricche di statue, palazzi, templi, iscrizioni. Ovunque sono presenti testimonianze della sua storia, dal Foro al Colosseo, dalle terme alle basiliche, a ricordare che in passato Roma fu caput mundi, cioè centro del mondo.

I maestosi resti dell’Anfiteatro

40

Flavio (Colosseo) e dei Fori imp eriali.


S TO Ri A

Sia la pianura che i colli erano coperti da una fitta macchia mediterranea: lecci, pini marittimi, oleandri e arbusti aromatici, come mirto, rosmarino e lavanda.

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Ponte Sisto, sul Tevere, sostituisce dal XV secolo un antico ponte romano.

leccio

rosmarino mirto

lavanda pini marittimi

hat?

che cosa favori lo sviluppo di roma?

Il territorio

La macchia mediterranea era popolata da Gli antichi indicavano con il nome Latium una regione più piclupi, cervi, volpi, daini cola dell’attuale Lazio; essa comprendeva la pianura che si estene cinghiali... de a sud del corso inferiore del Tevere, fino al Mar Tirreno, e i ColGli animali di allevamenli Albani, rilievi di natura vulcanica che si alzano quasi al centro to più diffusi erano gli ovini di questa pianura. I popoli latini insediatisi nella regione prati(pecore e capre) e i bovini. Per i Latini la pecora era talcavano l’allevamento e l’agricoltura, utilizzando i fertili suoli vulmente importante, che pricanici dei colli e gli ampi pascoli delle pianure ricche d’acqua. ma dell’introduzione della Roma deve gran parte della sua fortuna alla felice posizione geomoneta serviva come unità grafica che favorì gli scambi commerciali. Sorgeva, infatti, al cendi misura nei baratti. I bovini, tro di diverse vie di comunicazione, tra le quali: oltre a fornire carne e latte, • quella che univa l’Etruria alle ricche città della Magna Grecia; erano utilizzati come animali da • il Tevere, navigabile fino al mare, che permetteva di tratrasporto o da tiro.

sportare le merci verso i territori interni; • la via Salaria, che collegava Roma alle coste dell’Adriatico e facilitava il trasporto del sale, importantissimo per la conservazione dei cibi, tanto da venir considerato mezzo di scambio come il denaro.

lupo

pecora

bovini cervo

volpe

41


DAL MITO ALLA STO RIA Quando Roma era ormai diventata grande e potente, per cantarne la gloria nacque la leggenda sulla sua origine, narrata dal grande poeta Virgilio nell’Eneide e dello storico latino Tito Livio. Romolo e Remo vengono abbandonati in una cesta nelle L’eroe troiano Enea, sfuggito con il padre e il figlio alla distruzione di Troia, acque del Tevere approdò, dopo una lunga navigazione, sulle coste del Lazio, alla foce del Tevere. (affresco). Qui viveva il popolo dei Latini, guidati dal saggio re Latino, che accolse Enea e gli diede in sposa sua figlia Lavinia. Il figlio di Enea, Ascanio, divenuto adulto fondò una nuova città, Albalonga. Dopo circa tre secoli un traditore, Amulio, cacciò il legittimo re, Numitore, ne uccise i figli maschi e costrinse la figlia Rea Silvia a farsi sacerdotessa, affinché non vi fossero eredi legittimi di Albalonga. Ma della giovane s’innamorò il dio Marte e dalla loro unione nacquero due gemelli: Romolo e Remo. Appresa la notizia della nascita dei bambini, Amulio ordinò che venissero subito uccisi, ma un servo mise i gemelli in una cesta e la affidò alle acque del Tevere, che la spinsero sulla riva vicino al colle Palatino. Qui i gemelli furono trovati da una lupa, che li allattò fino a quando il pastore Faustolo li salvò. Diventati adulti e conosciuta la loro storia Romolo e Remo tornarono ad Albalonga, cacciarono Amulio e restituirono il trono al nonno Numitore; poi si recarono sulla riva del Tevere nel luogo in cui erano stati salvati Rispondi alle domande. dalla lupa e decisero di fondare una città. • Secondo te, qual è il significato Per stabilire chi dei due avrebbe dato il nome alla città e capire più probabile della leggenda? la volontà degli dèi, Romolo e Remo osservarono il volo degli Far capire che Roma ha origini uccelli: chi ne vedeva di più avrebbe regnato sulla città. nobili e divine. Il destino scelse Romolo: egli prese un aratro e tracciò il solco Ricordare che Roma nasce sacro per indicare dove sarebbero sorte le mura della nuova città. da semplici pastori e contadini. Remo, pieno di gelosia, oltrepassò il solco insultando il fratello; Ammonire che Roma Romolo allora lo uccise e divenne così il primo re della città, non poteva essere insultata. che in suo onore fu chiamata Roma. Era il 21 aprile del 753 a.C. • Quali sono gli elementi della leggenda che corrispondono a fatti reali? Evidenziali nel testo.

La leggenda di Romolo e Remo

42


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oma era nata, ora c’era il problema di popolarla. Ecco che cosa narra la leggenda.

Il ratto delle Sabine Romolo raccolse i pastori delle zone circostanti, ma mancavano le donne. Come fare? Pensò a uno stratagemma. Organizzò una festa alla quale invitò i Sabini, popolazione vicina, con mogli e figlie. Mentre la festa si svolgeva, a un segnale convenuto i giovani romani rapirono le donne sabine, costringendo gli uomini a fuggire. Questi, però, ritornarono poco tempo dopo, guidati da Tito Tazio, con l’intento di liberare le loro donne e di vendicarsi dell’offesa ricevuta. Una fanciulla, Tarpea, aprì loro le porte della città. I Sabini si lanciarono contro i Romani, ma appena iniziò la battaglia le fanciulle subito intervennero per riportare la pace; molte di loro infatti si erano già affezionate ai nuovi sposi romani e non potevano tollerare che venisse sparso il sangue dei loro congiunti. La vicenda ebbe così una conclusione pacifica: Romolo e Tito Tazio regnarono insieme sulla città e Sabini e Romani si fusero in un solo popolo.

La rupe Tarpea La rupe Tarpea si trova su un lato del colle Campidoglio: da qui, secondo un’antichissima tradizione, venivano gettati i traditori dello stato. Il luogo fu poi collegato dalla leggenda a Tarpea, la fanciulla che aprì le porte di Roma. In realtà, Tarpea morì uccisa dagli stessi Sabini che, temendo un inganno, la soffocarono sotto il cumulo dei loro scudi.

Il ratto delle Sabine, raffigurato in un dipinto moderno del XVIII secolo.

43


La storia di roma

PAROLE

DELLA

STORIA

Monarchia: governo di una sola persona: dal greco mónos «solo» e árkhein «comandare». Senato: dal latino senex «vecchio»; il senato era formato dagli anziani delle famiglie nobili. Repubblica: dal latino res publica «cosa pubblica». Indica una forma di stato in cui il potere è esercitato da tutti i cittadini.

Il periodo della monarchia Who?

chi governava a Roma?

Per un periodo di circa 250 anni, dal 753 a.C. al 509 a.C., Roma fu una monarchia, guidata da un re il cui potere non era ereditario: quando un re moriva, bisognava sceglierne un altro. Il re veniva eletto dal senato, un’assemblea formata da rappresentanti delle ricche e nobili famiglie discendenti dai primi fondatori della città. Il re deteneva tutti i poteri: comandava l’esercito, amministrava la giustizia, promulgava le leggi, era il capo religioso. Di questo lungo periodo la tradizione ricorda solo sette re, forse quelli legati ai momenti di maggior sviluppo di Roma.

Ritratto di senatore romano (affresco).

I sette re di Roma Romolo, latino, mosse guerra ai popoli vicini conquistando le terre dei Sabini. A lui si fa risalire la fondazione della città e la creazione del senato.

Numa Pompilio, sabino, cercò di trasmettere al popolo i valori della religione e della virtù. Edificò templi e altari, fra i quali quello in onore del dio Giano.

Anco Marzio, sabino, fece costruire il porto di Ostia ed edificare il ponte Sublicio, primo ponte della città.

Tarquinio Prisco, di origine etrusca, sottomise alcune popolazioni ai confini del Lazio e realizzò importanti opere pubbliche.

Tullo Ostilio, latino, fu un re guerriero; distrusse la città di Albalonga ed estese il dominio romano su tutto il Lazio.

Servio Tullio, anch’egli di origine etrusca, costruì la prima cinta di mura intorno a Roma.

PER STUDiARE Ricerca nel testo le risposte alle seguenti domande. • Tra il 753 e il 509 a.C. chi governò Roma? • Leggi l’origine di ciascun re: che osservazioni puoi fare? • Chi fu l’ultimo re e perché con lui terminò la monarchia?

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Tarquinio il Superbo, di origine etrusca, fu l’ultimo re di Roma. Governò con arroganza e per questo fu cacciato da una rivolta popolare. Con la sua cacciata ebbe inizio la repubblica.


S TO Ri A

Who?

chi viveva a roma?

La società romana A Roma esistevano tre classi sociali: i patrizi, i plebei e gli schiavi. I patrizi erano gli aristocratici discendenti dai patres, i padri fondatori di Roma. I patrizi possedevano gran parte delle terre ed erano i soli che potevano far parte del senato e accedere a tutte le cariche pubbliche. I plebei costituivano la maggior parte della popolazione. Potevano essere ricchi artigiani, contadini, commercianti o piccoli proprietari di terre. Avevano vari obblighi, primo tra tutti quello di andare a combattere quando Roma era in pericolo, ma erano esclusi dalla vita pubblica della città. Diventavano parte di questo gruppo sociale anche i cittadini facoltosi caduti in disgrazia, i clientes, che si mettevano al servizio delle nobili famiglie per ottenere aiuto. Gli schiavi erano prigionieri di guerra oppure malfattori condannati per avere rubato e ucciso. Erano anche persone che non potevano pagare i debiti contratti: a Roma, infatti, chi non poteva pagare un debito diventava schiavo del creditore. Di solito gli schiavi lavoravano la terra, allevavano il bestiame ed esercitavano umili mestieri. Il padrone poteva venderli o ucciderli, ma anche decidere di donare loro la libertà. I pochi che avevano la fortuna di ottenerla erano detti liberti. La liberazione di uno schiavo.

Scena di banchetto in una casa patrizia.

Il potere delle gens La società romana si fondava sulle gens, che erano gruppi di famiglie legate tra loro da parentela e unite per amministrare il potere politico. A capo di ogni gens vi era un pater familias, cioè un capofamiglia maschio, che aveva potere assoluto sui beni e sui familiari. Le famiglie più importanti si riunivano nei comizi curiati e partecipavano al governo della città; un numero ristretto di patrizi formava il senato e consigliava il re.

PAROLE CHIAVE PATRIZI PLEBEI CLIENTES SCHIAVI LIBERTI

c Utilizza le parole chiave

per fare una sintesi di ciò che hai studiato.

La bottega di un venditore di coltelli.

45


La storia di roma

L’organizzazione repubblicana Who?

chi governo roma dopo la caduta dei re?

PAROLE CHIAVE REPUBBLICA SENATORI CONSOLI

c Con l’aiuto

delle parole chiave esponi a voce l’organizzazione repubblicana di Roma.

Patrizi romani.

PAROLE DELLA STORIA

Dittatore: dal latino dictare «comandare». Oggi indica chi s’impadronisce illegalmente del potere e lo esercita con metodi autoritari.

Dopo aver cacciato l’ultimo re, Tarquinio il Superbo, nel 509 a.C. circa, cessò la monarchia e iniziò un nuovo tipo di governo, la repubblica. Il passaggio dalla monarchia alla repubblica fu abbastanza facile, perché vi era già a Roma un gruppo di cittadini, i senatori, che affiancavano il re. I senatori divennero i veri governanti della città. Al posto del re furono creati due consoli, che rimanevano in carica per un solo anno. I consoli eseguivano le decisioni del senato e rappresentavano Roma in ogni occasione. In caso di eccezionale pericolo, l’organizzazione repubblicana prevedeva che i consoli venissero sostituiti da un dittatore, che esercitava tutti i poteri ma che rimaneva in carica solo sei mesi. Si creò di fatto una repubblica oligarchica, cioè governata dai pochi che, per ricchezza o per nascita, potevano accedere alle più importanti cariche pubbliche. Ciò creò gravi tensioni con i plebei.

Il senato romano.

La formula che indicava lo Stato romano era Senatus PopulusQue Romanus, cioè «il Senato e il Popolo di Roma». Su molti monumenti dell’antica Roma, la sigla S.P.Q.R. indica che furono eretti per decisione pubblica.

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W

S TO Ri A hat?

che cosa accadde nel periodo della repubblica?

Dalle guerre di difesa… Fin dalla sua nascita Roma fu al centro di numerose guerre. Nei primi tempi furono guerre di difesa, soprattutto dai popoli confinanti. Etruschi, Equi, Sabini, Volsci e Latini vedevano in Roma, che si espandeva oltre le sue mura, una minaccia crescente e dunque decisero di contrastarla. La principale nemica di Roma fu la città etrusca di Veio, che fu conquistata e distrutta dai Romani nel 396 a.C., dopo un memorabile assedio che pare sia durato dieci anni, come quello di Troia. Alcuni anni più tardi i Celti, che i Romani chiamavano Galli, da tempo insediatisi nella Pianura padana, scesero verso Roma, la sconfissero, la saccheggiarono e la incendiarono.

Guerrieri sanniti.

… alle guerre di espansione Dopo aver vinto i popoli circostanti, Roma estese le sue conquiste a tutta l’Italia, incontrando una forte resistenza. Tra il 343 e il 290 a.C. si scontrò con i Sanniti, che abitavano una zona montuosa dell’Italia centro-meridionale, oggi appartenente alle regioni Abruzzo e Campania. Le guerre ebbero risultati alterni e i Sanniti inflissero ai Romani dure sconfitte. Quella subita nelle gole di Caudio fu particolarmente umiliante perché i soldati romani, disarmati, furono obbligati a passare in segno di sottomissione sotto le cosiddette forche caudine, una specie di giogo costruito con le lance. Tuttavia Roma non si arrese e alla fine conquistò tutta la Campania. Dopo la vittoria sui Sanniti gli interessi di Roma si volsero alle ricche città della Magna Grecia. Taranto, una delle più importanti, chiese aiuto a Pirro, re dell’Epiro (odierna Albania). Nel 280 a.C., spinto dalla speranza di ampliare i suoi domini, Pirro sbarcò a Taranto con un forte esercito e una ventina di elefanti da combattimento. Questi animali, in un primo momento, portarono lo scompiglio nell’esercito romano, che però imparò ben presto a difendersi dagli elefanti con il fuoco, si riorganizzò e sconfisse Pirro presso la città di Malevento, che in ricordo della vittoria fu ribattezzata Benevento. Roma divenne così padrona di tutta l’Italia meridionale fino allo stretto di Messina.

Busto di Pirro, re dell’Epiro.

Una vittoria... finta L’espressione vittoria di Pirro è un modo di dire che indica una vittoria ottenuta a carissimo prezzo, molto simile a una sconfitta. Si riferisce alle vittorie di Pirro nella guerra contro Roma, che egli ottenne a prezzo di gravi perdite senza raggiungere gli obiettivi che si era proposto.

PER STUDiARE Utilizzando la traccia data dalle parole in colore, ripeti a voce i nomi dei popoli e delle battaglie che Roma affrontò prima per conquistare l’Italia meridionale.

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La storia di roma

y Wh ?

perche Roma combatte cartagine?

Le guerre puniche

La parte anteriore delle navi romane era armata di rostro, una trave con la punta di ferro che serviva per aprire ampi squarci nel fianco delle navi nemiche.

Dopo aver conquistato quasi tutta l’Italia peninsulare, Roma si scontrò con Cartagine, una ricca e potente città fenicia sulle coste dell’Africa settentrionale (odierna Tunisia). Cartagine dominava i traffici commerciali del Mediterraneo ed estendeva i suoi domini anche alla Sicilia, isola importantissima per la sua posizione e per la grande produzione di grano. Per Roma e Cartagine fu inevitabile scontrarsi per la supremazia sul mare e così tra il 264 e il 146 a.C. si affrontarono in tre guerre, dette puniche (da Puni, nome con cui i Romani chiamavano i Cartaginesi).

La prima guerra punica PER STUDiARE Sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande. • Perché Roma e Cartagine diventarono nemiche? • In quante guerre si affrontarono? • Dove si combatté la prima guerra punica?

Fu combattuta quasi interamente per mare tra il 264 e il 241 a.C. All’inizio Roma si trovò in svantaggio, perché non disponeva di una flotta adeguata, ma in poco tempo il console Caio Duilio fece preparare una flotta di 120 navi che, al largo delle acque di Milazzo, in Sicilia, ebbe la meglio sulla flotta cartaginese. Al termine della guerra i Romani divennero i padroni non solo della Sicilia, ma anche della Sardegna e della Corsica.

Il corvo girava su un perno e, una volta calato, permetteva il passaggio sulla nave nemica.

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L’arma segreta di Roma I Romani, abituati a combattere sulla terraferma, cercarono di ricreare in mare le condizioni a loro più congeniali. Il console Caio Duilio fece attrezzare ogni nave con un ponte mobile, detto corvo, munito di uncini. Al momento della battaglia, quando le navi erano vicine, il corvo veniva lasciato cadere sul bordo della nave nemica e la agganciava, permettendo così la lotta corpo a corpo fra gli equipaggi avversari.


S TO Ri A

La seconda e la terza guerra punica La seconda guerra punica ebbe per protagonista Annibale, valoroso generale cartaginese, che ideò un piano molto audace: partire dalle colonie fenicie in Spagna e attraversare le Alpi con l’intento di far ribellare le popolazioni italiche contro Roma, per poi sconfiggerla. Nel 218 a.C., attraversò la catena alpina e, con un esercito dotato anche di elefanti, raggiunse l’Italia centrale e sconfisse i Romani presso il Lago Trasimeno. Roma volle allora affrontarlo in campo aperto, ma a Canne, in Puglia, nel 216 a.C. Annibale riuscì ad accerchiare e quasi annientare l’esercito romano. Dopo Canne i Romani armarono un nuovo esercito al comando del console Publio Cornelio Scipione. Con una mossa a sorpresa egli sbarcò in Africa e si diresse verso Cartagine, obbligando Annibale a ritornare in patria. Lo scontro decisivo avvenne a Zama, vicino a Cartagine, nel 202 a.C. Annibale fu sconfitto da Scipione, che fu soprannominato l’Africano. Roma aggiunse ai suoi possedimenti le colonie cartaginesi della Spagna e impose a Cartagine condizioni di pace durissime. La terza guerra punica, più che una guerra, fu una spedizione punitiva. Nel 146 a.C. Roma, preoccupata per la crescente prosperità cartaginese, attaccò Cartagine, l’assediò e la rase al suolo. Sulle sue rovine fu sparso il sale, segno che la città era definitivamente distrutta.

Roma conquista il Mediterraneo Vinta Cartagine, Roma non aveva più rivali nel Mediterraneo occidentale, così diresse le sue mire verso la Grecia e i territori del Mediterraneo orientale. Ai suoi domini, già molto estesi, Roma aggiunse nel 133 a.C. il regno di Attalo, re di Pergamo, in Asia Minore, che lo stesso re alla sua morte decise di lasciare in eredità a Roma. A questo punto l’intero Mediterraneo si trovò sotto il controllo dei Romani, che arrivarono a chiamarlo mare nostrum («mare nostro»).

Elefante da combattimento travolge un soldato romano. Raffigurazione di Annibale in una scultura del XVII secolo.

Leggi lA FONTE Le fonti romane descrivono Annibale come un nemico dotato di grandi qualità. Così scrive di lui lo storico Cornelio Nepote: Egli è stato il più grande dei condottieri; ogni volta che combatté contro i Romani in Italia sempre ne uscì vincitore.

Tito Livio nella sua opera aggiunge: Mangiava e beveva solo quando era necessario, dormiva e vegliava di giorno e di notte senza orari fissi.

• Dopo la lettura di queste fonti, che idea hai di Annibale? Trova almeno tre caratteristiche della sua personalità e parlane con i compagni.

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W

La storia di roma

hat?

che cosa accadde nella societa romana?

Le lotte sociali

Contadino che ara il campo aiutato dai buoi.

Durante il periodo repubblicano Roma allargò i propri confini fondando colonie, combattendo numerose guerre e stringendo alleanze con le città e le regioni confinanti. Mentre era impegnata nelle guerre a sud e a nord del suo territorio, Roma dovette affrontare una grave crisi interna provocata dalle lotte fra patrizi e plebei. Il malcontento della plebe era cresciuto nel tempo soprattutto per motivi economici: mentre i ricchi proprietari si arricchivano sempre più impadronendosi delle nuove terre conquistate, i plebei dovevano abbandonare il proprio lavoro per partecipare alle guerre, ma raramente ricevevano una parte del bottino; così, a guerra finita, si ritrovavano spesso più poveri di prima. Già nel 490 a.C. i plebei, esasperati, si erano ribellati per cercare di difendere i loro interessi. I patrizi avevano resistito a lungo pur di mantenere i loro privilegi. Tuttavia quando i plebei avevano minacciato di abbandonare Roma, i patrizi istituirono tribuni della plebe, magistrati eletti dal popolo che dovevano proteggere la plebe da qualunque ingiustizia. Ai tribuni era riconosciuto il diritto di veto: dicendo semplicemente «Io vieto» potevano impedire con il loro voto che venissero deliberate leggi sfavorevoli alla plebe. y Wh ?

perche La plebe protestava?

Le leggi delle XII tavole Alcune leggi delle XII tavole.

PER STUDiARE Ricerca e sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande. • Per quale motivo crebbe il malcontento della plebe? • Chi rappresentò i plebei dopo la ribellione?

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Nonostante i miglioramenti ottenuti dai plebei, la tensione a Roma rimaneva forte: i plebei chiedevano un codice di leggi scritte, che permettesse a ogni cittadino di conoscere i propri diritti e i propri doveri. Nel 451 a.C. fu nominata una commissione composta da patrizi e plebei che elaborò le leggi delle XII tavole, chiamate così perché le leggi furono incise su dodici tavole di bronzo ed esposte nel foro affinché tutti i cittadini ne potessero prendere visione. Con esse divenne realtà l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, anche se i plebei non potevano ancora essere eletti consoli ed era vietato loro il matrimonio con i patrizi. Lo ius, cioè il diritto romano, valeva per tutti i cittadini e anche le sentenze emesse dai giudici durante i processi diventavano legge. I Romani ci hanno lasciato leggi e norme di convivenza civile così significative che ancora oggi vengono studiate nelle università italiane e straniere.


Cittadinanza e Costituzione

I DIRITTI DELL’UOMO E L’UGUAGLIANZA Nel mondo antico vi erano profonde ingiustizie e disuguaglianze. Anche a Roma solo un numero ristretto di persone, i patrizi, godeva di privilegi e di tutti i diritti, mentre i plebei dovettero lottare a lungo prima di veder riconosciuti alcuni dei loro. Tra gli uomini liberi, i cittadini romani si ritenevano superiori rispetto a tutti gli altri abitanti delle terre conquistate. Le donne, però, vivevano in condizioni di subordinazione, prima all’autorità del padre e poi a quella del marito; non potevano disporre dei loro beni, svolgere attività economiche e accedere a cariche pubbliche. Gli schiavi, poi, erano utilizzati nelle campagne, nelle città, nelle miniere per svolgere i compiti più duri. Alcuni vivevano in condizioni disumane, altri servivano nelle ricche case patrizie e la loro vita era meno faticosa, ma tutti comunque, in quanto schiavi, non avevano diritti: la schiavitù rendeva gli uomini dipendenti unicamente dal proprietario. Dopo secoli di ingiustizie oggi le cose sono molto cambiate, anche grazie a numerosi conflitti, come quelli fra patrizi e plebei, che hanno portato ad affermare il principio di uguaglianza. Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo approvata dall’ONU nel 1948 si legge: TUTTI GLI UOMINI NASCONO LIBERI E UGUALI.

Uno schiavo romano.

Anche nella Costituzione italiana vengono affermati i diritti inviolabili dell’uomo: Art. 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Facendoti aiutare dall’insegnante, procurati la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e ricerca quali altri diritti vi sono elencati; poi stabilisci quali sono i più importanti per te e confronta le tue opinioni con i compagni.

Tu e questo ragazzo african o avete gli stessi diritti... e gli stessi doveri!

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W

La storia di roma

hat?

che cosa fu fatto per risolvere i conflitti?

La riforma agraria e i fratelli Gracco

I fratelli Tiberio e Gaio Gracco. La loro madre, Cornelia, era figlia di Scipione l’Africano, il vincitore di Annibale.

PAROLE DELLA STORIA

Guerra civile: è una guerra combattuta fra cittadini (dal latino civis «cittadino») dello stesso stato.

PER STUDiARE Utilizza le domande come schema per riferire quello che hai studiato. • Per quale motivo i cittadini di Roma erano scontenti dopo le vittorie riportate? • Quali furono le proposte dei Gracchi? • Quali gruppi sociali si contrapposero?

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Le conquiste portarono a Roma grandi ricchezze e migliaia di prigionieri di guerra, poi utilizzati come schiavi, ma proprio questa prosperità fu causa di discordia fra i Romani. Il bottino di guerra, infatti, non veniva distribuito fra tutti: la maggior parte delle terre occupate veniva assegnata ai grandi proprietari terrieri (latifondisti), che già possedevano vasti appezzamenti di terreno, e quasi niente restava ai piccoli proprietari. Molti agricoltori che avevano combattuto per Roma, al termine dei conflitti tornavano a casa e si ritrovavano con le terre inselvatichite e più poveri di prima. Così per sopravvivere dovevano cedere le terre ai patrizi e lavorare per loro come dipendenti (clientes). Questo stato di insoddisfazione popolare fu la causa delle guerre civili. Nel 133 a.C. fu eletto tribuno della plebe Tiberio Gracco, il quale propose una riforma agraria con la quale stabiliva la quantità massima di terra che ogni latifondista poteva possedere. La terra eccedente doveva essere distribuita ai contadini più poveri. Accanto a Tiberio si schierò il ceto dei plebei (o popolare), che riuscì a ottenere l’approvazione della riforma. Contro Tiberio si schierarono i patrizi e i grandi proprietari terrieri riuniti nel partito senatorio. Nacque un grave tumulto che ebbe come conseguenza l’assassinio di Tiberio e la sospensione della riforma. Dieci anni più tardi il programma di Tiberio fu ripreso dal fratello Gaio Gracco, eletto tribuno nel 123 a.C. Egli fece approvare una legge che abbassava il prezzo del grano in modo che anche i più poveri potessero averne a sufficienza. Gaio Gracco ottenne un così vasto consenso popolare che i patrizi, preoccupati, si sollevarono contro di lui accusandolo di essere un tiranno. Scoppiarono perciò gravi disordini durante i quali Gaio Gracco, per non cadere nelle mani dei nemici, si fece uccidere da un servo fedele. Con la morte dei fratelli Gracco fallì ogni possibilità di attuare la riforma agraria. Statua detta «l’arringatore» che ritrae un tribuno della plebe.


W

S TO Ri A

hat?

che cosa accadde in seguito?

La crisi della repubblica Dopo la scomparsa dei fratelli Gracco i contrasti fra patrizi e plebei non cessarono: il senato continuava a difendere i propri privilegi e le condizioni di vita del popolo erano sempre più precarie. La situazione precipitò quando furono eletti consoli Caio Mario, rappresentante del partito popolare, e Lucio Cornelio Silla, capo del partito senatorio. Ambedue erano uomini politici esperti e ambiziosi e avevano al loro fianco un esercito fedele. Mario realizzò una riforma dell’esercito le cui conseguenze furono importantissime; infatti fu permesso ai proletari di arruolarsi volontariamente e fu concesso loro uno stipendio che permetteva loro di equipaggiarsi e diventare, così, soldati di professione. Da allora in poi, dopo ogni vittoria, i soldati ricevevano parte del bottino di guerra, una specie di «pensione» sotto forma di assegnazione di terre. In questo modo i soldati divennero più fedeli ai propri generali che non allo stato. La guerra civile fra Mario e Silla fu terribile; alla fine prevalse Silla, che marciò con il suo esercito contro Roma per scacciare Mario e i suoi seguaci. Era la prima volta che un esercito romano marciava contro la repubblica stessa. Dopo la vittoria, Silla si proclamò dittatore a vita e fece compilare le liste di proscrizione, con i nomi dei seguaci di Mario dichiarati fuori legge. Costoro potevano essere uccisi da chiunque e i loro beni furono confiscati. Ritiratosi a vita privata, Silla morì per malattia pochi anni dopo. Dopo la guerra civile tra Mario e Silla vi furono aspre lotte per il potere fra i generali di Roma; tra questi emerse Pompeo, successore di Silla. Egli si alleò con il ricchissimo Licinio Crasso, rappresentante dell’aristocrazia, e con il giovane Caio Giulio Cesare che, pur appartenendo a una nobile famiglia, era un esponente dei popolari, molto amato dalla plebe per la concretezza delle sue idee democratiche e la semplicità del suo linguaggio. Nel 60 a.C. Pompeo, Cesare e Crasso strinsero un triumvirato, con il quale si divisero il potere e le terre da governare.

Caio Mario.

Lucio Cornelio Silla. Pompeo è portato in trionfo su un carro.

PAROLE DELLA STORIA

Triumvirato: dal latino tres «tre» e vir «uomo». Indica un patto stretto fra tre uomini.

PER STUDiARE Con l’aiuto delle domande scrivi sul quaderno una sintesi di quello che hai studiato. • Quali effetti ebbe la riforma dell’esercito effettuata da Mario? • Come si concluse la guerra civile tra Mario e Silla? • Da chi era formato il primo triumvirato?

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La storia di roma

PAROLE DELLA STORIA

Soldato: deriva da solidus, la moneta d’oro che i legionari ricevevano come compenso per il loro servizio.

leggi l’ immagine Osserva l’immagine del soldato romano. Com’era il suo equipaggiamento?

y Wh ?

perche roma era invincibile?

L’esercito, una macchina da guerra Le grandi conquiste di Roma furono possibili grazie all’efficienza dell’esercito, che estese i confini dell’impero e li difese per più di cinque secoli. Qualsiasi cittadino di età compresa tra i 17 e i 60 anni era un soldato; il servizio militare, almeno agli inizi, non aveva una durata fissa ed era considerato un privilegio, i soldati, infatti, dovevano armarsi a proprie spese. Nel I secolo a.C. ci fu la riforma dell’esercito voluta da Mario e quello del soldato diventò un mestiere. I soldati di professione venivano pagati, così anche i nullatenenti potevano permettersi il costo dell’equipaggiamento, e una volta arruolati erano tenuti a prestare servizio per almeno 25 anni. L’esercito era suddiviso in legioni di 4 000 - 6 000 fanti; ciascuna legione era poi divisa in coorti, centurie e manipoli. I cittadini benestanti formavano la cavalleria: ogni cavaliere doveva provvedere alle spese per due cavalli e per un attendente (un aiutante).

Armi e tecniche di battaglia

Scrivi accanto a ciascun elemento il numero corrispondente che trovi elencato qui sotto. 1. Giavellotto 2. Scudo di legno e cuoio 3. Corazza in lamelle di metallo 4. Elmo di ferro 5. Spada 6. Tunica

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Nelle immagini a destra puoi osservare due temibili armi da guerra dell’esercito romano. La catapulta, che serviva per lanciare le pietre oltre le mura nemiche; l’ariete, usato per sfondare le porte delle città assediate. Per proteggersi dalle frecce dei nemici i Romani misero a punto la tecnica della testuggine: i soldati si riunivano in gruppo e avanzavano compatti riparandosi su tre lati e in alto con i loro scudi.

catapulta

ariete

• Ricordi un’altra temibile formazione da guerra di una civiltà testuggine che hai studiato?


S TO Ri A

Gli accampamenti romani

PER STUDiARE

Durante i faticosi spostamenti delle campagne militari, i soldati organizzavano accampamenti (castrum) che avevano sempre le stesse caratteristiche. Alcuni soldati esperti stabilivano il luogo per l’accampamento, generalmente un terreno pianeggiante. Qui venivano tracciate due lunghe strade che si incrociavano ad angolo retto, chiamate cardo e decumano, alle cui estremità erano sistemate le porte. Tutto intorno veniva scavato un fossato e si alzava una palizzata in legno. Non mancavano mai, al centro dell’accampamento, un altare per i sacrifici agli dèi e le tende dei comandanti. Disposti lungo linee rette stavano i magazzini, le tende dei legionari, le cucine. tenda degli ufficiali

porta decumana

• • • •

Esponi a voce ciò che hai studiato utilizzando le domande come traccia. Dove si trovava di solito il luogo prescelto per l’accampamento? Come si chiamavano le due strade tracciate a croce? Che cosa si trovava al centro del campo? Da che cosa puoi capire l’origine romana di molte città italiane?

tenda del console

porta cardinale

via cardinale (cardo)

palizzata

via decumana (decumano)

posto di guardia

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fossato

PASSATO chiama PRESENTE

Il protrarsi delle guerre, anche per molti anni, faceva sì che gli accampamenti si trasformassero in taluni casi in veri e propri centri abitati. Sono numerose le città italiane che hanno avuto questa origine e presentano ancora la tipica pianta con le strade perpendicolari degli accampamenti romani.

Una veduta di Pavia, città di origine romana.

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Protagonisti della Caio Giulio Cesare Cesare fu eletto console nel 59 a.C. e subito ottenne il comando delle truppe della Gallia Narbonense, l’attuale Francia meridionale, già controllata da Roma. Il resto della Gallia era invece abitato da popoli guerrieri che Cesare, in otto anni di combattimenti, dal 58 al 51 a.C., riuscì a sottomettere. Quando Pompeo, approfittando della morte di Crasso, sciolse il triumvirato e si fece eleggere console unico, il senato (che guardava con crescente preoccupazione ai successi militari di Cesare), fu influenzato da Pompeo e impose a Cesare di congedare l’esercito. PER STUDiARE Vercingetorige, Invece di obbedire, Cesare marciò su Rocapo dei Galli, sconfitto ma con le sue legioni dando così inizio Ricerca e sottolinea nel da Cesare nel 52 a.C. testo le risposte alle alla seconda guerra civile. seguenti domande. Gli eserciti di Cesare e di Pompeo si batterono aspramente; alla fi• Quali territori conquistò ne nel 48 a.C. Cesare sconfisse Pompeo a Farsalo, in Tessaglia Cesare? (una regione della Grecia), e lo inseguì in Egitto dove Pompeo fu • Quale fu la causa della assassinato per ordine del giovane re egiziano Tolomeo, che penseconda guerra civile? sava così di ottenere l’amicizia del vincitore. Cesare non ap• Come si concluse? provò mai il gesto di Tolomeo perché, anche se nemico, Pom• Perché Cesare fu peo era un grande condottiero; così allontanò Tolomeo dal assassinato? trono d’Egitto e vi insediò Cleopatra, la di lui sorella. Tornato a Roma Cesare si fece nominare console, tribuno della plebe e pontefice massimo e si dedicò a realizzare L’uccisione il suo progetto politico che aveva come di Cesare. obiettivi la costruzione di imponenti opere pubbliche e leggi in favore della plebe. Ma un gruppo di aristocratici e senatori capeggiati da Bruto e Cassio lo considerarono un nemico della repubblica e un futuro tiranno, congiurarono contro di lui e lo uccisero mentre si recava in senato il 15 marzo del 44 a.C. (il giorno delle idi nel calendario romano).

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Protagonisti della

Il soldato di Roma Cesare, capo indiscusso del partito democratico, fu uno dei personaggi più importanti della storia romana. Dotato di capacità politiche e militari eccezionali, fu molto amato e ammirato, ma ebbe anche nemici temibili. Ecco come lo ritrae il grande Cicerone, un suo oppositore politico di parte aristocratica, prefetto del senato. Cesare ebbe impegno, equilibrio, memoria, cultura, attività, prontezza, diligenza. In guerra aveva compiuto grandi gesta, anche se fatali per lo stato. Non aveva avuto per molti anni altra ambizione che il potere.

Lo storico Svetonio lo descrive così nella sua opera Vita dei Cesari: Cesare era di alta statura, aveva una carnagione chiara, florida salute. Nella cura del corpo fu alquanto meticoloso al punto che non solo si tagliava i capelli e si radeva con diligenza, ma addirittura si depilava, cosa che alcuni gli rimproveravano. Sopportava malissimo il difetto della calvizie per il quale spesso fu offeso e deriso. Dicono che fosse anche molto ricercato nel vestire.

Denario (moneta) recante sul dritto il ritratto di Cesare.

PER STUDiARE Nella descrizione fatta da Svetonio emergono particolari precisi sull’aspetto e sulle abitudini di Cesare. • Quali? Prova a riportarli sul quaderno.

Cesare non fu soltanto un grande condottiero e un abile politico ma anche uno scrittore molto apprezzato. Nella sua opera De bello gallico descrive sotto forma di diario la guerra in Gallia, mentre nel De bello civili racconta la guerra civile contro il senato.

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INTERVISTA a GIULIO CESARE

Tra i ricordi delle aspre battaglie con i Galli, quale episodio è stato più significativo degli altri? Sicuramente la resa del loro capo, Vercingetorige, che aveva mostrato doti di grande stratega, coraggio e dignità. In quale modo? Subito dopo la sconfitta egli convocò l’assemblea dei suoi e ricordò loro che era solo sua la responsabilità della guerra e del suo esito disastroso. Lasciò loro la scelta se ucciderlo o consegnarcelo. Dopo la vittoria quale fu la reazione di Roma? Ho ancora il cuore pieno di gioia pensando ai venti giorni di feste solenni di ringraziamento che mi furono tributate. • Adesso prova tu! Formula, scrivendole sul quaderno, alcune domande (con le relative risposte) che ti piacerebbe porre a Giulio Cesare per soddisfare dubbi e curiosità.

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la storia di roma

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NASCE L’IMPERO hat?

che cosa condusse alla sua nascita?

Marco Antonio.

PAROLE DELLA STORIA

Province: così venivano chiamati i territori conquistati da Roma. Impero: dal latino imperium «comando», oggi indica una forma di governo che unisce popoli e stati diversi sotto un’unica guida, quella dell’imperatore.

PER STUDiARE

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Segui la traccia delle parole in colore e sintetizza sul quaderno quello che hai studiato.

La morte di Cesare creò gravi disordini a Roma e i congiurati dovettero fuggire in Oriente, lontano dal furore del popolo. Contro di loro si schierarono Marco Antonio, luogotenente di Cesare in Gallia, Ottaviano, nipote ed erede di Cesare, ed Emilio Lèpido; i tre, nel 43 a.C., formarono il secondo triumvirato. Un anno dopo gli eserciti di Antonio e Ottaviano sconfissero a Filippi (in Macedonia) Bruto e Cassio. Dopo la vittoria, ad Antonio furono affidate le province d’Oriente, a Ottaviano quelle d’Occidente e Lepido divenne pontefice massimo, cioè capo del potere religioso. Ma l’alleanza era destinata a spezzarsi e in breve si giunse alla terza guerra civile. Antonio rimase in Egitto, dove sposò la regina Cleopatra, mentre Ottaviano, tornato a Roma, gli sollevò contro il senato accusandolo di nutrire troppe ambizioni. Gli eserciti di Antonio e Ottaviano si affrontarono nella battaglia navale di Azio (sulla costa occidentale della Grecia) nel 31 a.C. e Ottaviano ottenne una vittoria schiacciante. Antonio e Cleopatra, sconfitti, si uccisero, e così Ottaviano rimase l’unico padrone di Roma. Ottaviano, uomo molto astuto e prudente, riuscì a poco a poco a ottenere dal senato le cariche più importanti: tribuno della plebe, proconsole di tutte le province e pontefice massimo. Nel 27 a.C. il senato gli conferì il titolo di Augusto, che significa «degno di venerazione», e il prenome di imperatore, che significa «generale vittorioso». Da questo titolo assunto da Ottaviano prese nome l’impero, la nuova forma di governo da lui inaugurata.

hen?

QUANDO? 31 a.C.

Ottaviano diventa imperatore

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Nascita di Cristo

46 d.C.

Claudio conquista la Britannia

106 d.C.

Massima espansione dell’Impero romano con Traiano

II secolo d.C.

Fine delle guerre di conquista


W

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S TO Ri A

Vallo di Adriano

DOVE?

Province senatorie Province imperiali

BRITANNIA Reno

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L’imperatore Ottaviano Augusto.

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EGITTO lo Ni

Who?

chi furono gli imperatori?

Augusto e i suoi successori Ottaviano Augusto, eliminata la parte avversa, riportò finalmente la pace dopo le feroci guerre civili. Sotto di lui ebbe inizio un periodo di prosperità, la pax romana, destinata a durare per circa due secoli. Ottaviano governò saggiamente e in breve tempo riformò lo Stato romano. Suddivise le province in senatorie, affidate all’amministrazione del senato, e imperiali, sottoposte alla diretta autorità dell’imperatore, che ne nominava i governatori. Le province imperiali erano i territori di frontiera, dov’era concentrato il maggior numero di truppe. Augusto mantenne sempre un rapporto molto stretto con la plebe, alla quale elargiva benefici e offriva giochi grandiosi nel circo. Si impegnò a migliorare la vita a Roma, mantenne efficienti gli acquedotti e costruì nuovi edifici pubblici. Preferì consolidare le conquiste di Roma piuttosto che ampliarle e diffuse il modo di vivere romano in tutte le province. Lingua, religione, costumi e leggi di Roma si diffusero ovunque, insieme a nuove strade, ponti, anfiteatri e terme. Alla sua morte, nel 14 d.C., dopo un regno lunghissimo, il potere passò al figlio adottivo Tiberio. Per circa 200 anni si succedettero al potere varie dinastie, che si tramandarono il titolo di padre in figlio; durante questo periodo ripresero le guerre di espansione. L’imperatore Claudio, verso il 46 d.C., conquistò la Britannia (attuale Gran Bretagna) e nell’anno 106 d.C., con Traiano, Roma raggiunse la sua massima estensione: i suoi confini arrivavano fino alla Mesopotamia.

L’Ara Pacis, altare eretto da Augusto per celebrare le sue vittorie.

L’imperatore Traiano.

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la storia di roma

La famiglia La famiglia a Roma era la cellula fondamentale della società; essa comprendeva non solo il marito, la moglie e i loro figli, ma anche i familiares, cioè i figli dei figli, i nonni, gli zii e gli schiavi. Il pater familias, il capofamiglia, aveva su tutti un potere illimitato.

Il ruolo della donna: una vita in casa Le donne dovevano ubbidire al padre e, dopo sposate, al marito. Dovevano essere brave mogli e madri, stare in casa a filare e a dirigere il lavoro delle ancelle. Raramente incontravano le amiche e partecipavano alla vita pubblica. Nei periodi della monarchia e della repubblica lo stile di vita delle signore romane (matrone) era semplice e austero, ma con l’impero esse divennero più esigenti nel modo di vestire. Quelle di classe sociale elevata indossavano una lunga tunica sulla quale vestivano la stola (una veste a maniche lunghe di cotone o seta). Amavano portare gioielli vistosi, truccarsi il viso, usare profumi e creme ed esibire complicate acconciature realizzate dalle mani esperte delle schiave.

La carriera politica

Il ruolo dell’uomo: il cursus honorum

La carriera politica comprendeva diverse cariche, distinte in maggiori e minori. Le magistrature minori comprendevano i questori, che punivano chi non rispettava le leggi; gli edili, che stabilivano quali lavori pubblici realizzare; il pretore, che dirigeva i tribunali. Alle magistrature maggiori appartenevano il censore, che vigilava sul patrimonio dello stato e sul comportamento dei cittadini; il console, che comandava l’esercito e il dittatore, che sostituiva i consoli in momenti eccezionali.

Compito primario per gli uomini fu sempre quello di servire lo stato. Un ricco cittadino romano avrebbe trovato cosa di poco conto dedicarsi a professioni che oggi noi riteniamo socialmente utili (medico, architetto…); l’unica occupazione ritenuta degna era dedicarsi alla carriera politica. Chi aspirava alle cariche pubbliche aveva davanti a sé un percorso organizzato per tappe: ogni magistratura si poteva esercitare a partire da una certa età e per un certo numero di anni, poi si passava alla successiva. A questa scala ideale veniva dato il nome di cursus honorum.

Magistrato romano.

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PER STUDiARE Rileggi le notizie sulla condizione della donna nella civiltà etrusca e individua differenze e somiglianze rispetto alla condizione della donna romana.


I bambini Fin dalla nascita i figli maschi ricevevano un trattamento speciale dal padre, che oltre al nome dava loro un piccolo portafortuna, la bulla, da portare appeso al collo fino alla maggiore età (17 anni), quando veniva restituito al padre in cambio della toga. I padri romani erano molto affezionati anche alle figlie femmine, alle quali davano graziosi nomignoli (Uccellino, Mammina…). L’infanzia per le bambine era piuttosto Bulla in lamina d’oro breve: la maggiore età arrivava già a 12 anni, quando po- ritrovata a Pompei. tevano sposarsi.

Bambino romano che gioca.

L’educazione e la scuola Nei tempi più antichi l’educazione dei ragazzi avveniva in casa a cura del padre, che insegnava ai figli maschi a leggere, scrivere, far di conto e faceva loro imparare a memoria le leggi delle XII tavole. Alla madre spettava l’educazione delle figlie, che dovevano svolgere i lavori domestici e occuparsi della casa. Alla fine del III secolo d.C. furono organizzate le prime scuole pubbliche, dove insegnavano maestri greci dai quali i bambini imparavano il greco. Solo le famiglie benestanti potevano permettersi di mantenere i figli a scuola. Verso i dodici anni la maggior parte dei ragazzi lasciava gli studi; quelli che proseguivano venivano affidati a un grammaticus, con il quale apprendevano la poesia greca e latina, l’aritmetica e la geometria. Dopo i sedici anni chi voleva intraprendere la carriera politica lo faceva sotto la guida di un rètore, che insegnava l’arte di parlare e di scrivere in modo efficace e persuasivo. Le ragazze ricche studiavano come i maschi fino all’adolescenza, poi la preparazione si differenziava: le fanciulle si dedicavano alla danza, al canto, alla cetra.

I divertimenti dei bambini I giochi più diffusi fra i bambini nell’antica Roma erano le trottole di legno, i birilli, i cerchi con i sonagli e la palla. Le bambine giocavano con bambole di legno, terracotta o cera. I giochi che andavano per la maggiore erano nascondino e moscacieca. Altri svaghi erano giocare «ai soldati», inseguire un aquilone o attaccare alcuni topi a un carrettino per poi vederli correre all’impazzata in mezzo alla gente.

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la storia di roma

Altare domestico che raffigura i Lari.

Il Pantheon, a Roma, tempio dedicato a tutti gli dèi.

Affresco che rappresenta alcune divinità romane.

PER STUDiARE Sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande. • Quali furono le principali divinità romane? • Quale altro popolo aveva divinità simili? • Quali erano le divinità che proteggevano la famiglia? • Come si chiamavano gli spiriti dei defunti?

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La religione Fin dalle origini i Romani venerarono molti dèi identificati con le forze della natura; a essi dedicavano offerte e sacrifici per ottenere favori. A questo scopo si rivolgevano a Cerere, dea dei raccolti e dell’agricoltura, Vesta, dea del focolare, Giano, padre della vita e della natura, Saturno, dio del grano appena seminato. I Romani erano molto aperti e tolleranti nei confronti delle altre religioni e venerarono spesso le divinità dei popoli con i quali entrarono in contatto. Le maggiori divinità furono, infatti, le stesse dei Greci, anche se chiamate con nomi diversi: Giove (Zeus), Giunone (Era), Venere (Afrodite), Minerva (Atena), Marte (Ares), Nettuno (Poseidone). Il dio Marte. La casa e la famiglia erano protette dai Lari e dai Penati. Ogni romano ne venerava le immagini e invocava la loro protezione. Un culto a parte era riservato ai Mani, gli spiriti dei defunti, che dovevano essere onorati con particolari cerimonie e sacrifici perché vegliassero sui Lare che esegue un familiari ancora in vita. passo di danza.


impluvium

Le abitazioni romane

tabliunum

S TO Ri A

atrium

La maggior parte delle informazioni che abbiamo sulle case romane provengono da Pompei e da Ostia. Queste due città si sono preservate quasi intatte nei secoli, protette da spessi strati di lava la prima, dal fango la seconda.

peristiliun

La domus La domus era la casa dei ricchi, quasi sempre a un solo piano, senza finestre aperte sull’esterno. In genere la domus era ampia, anche se destinata a una sola famiglia. Dalla strada attraverso un ingresso si cubicoli accedeva all’atrium, una grande sala con un’apertura sul tetto dalla quale riceveva aria e luce. In corrispondenza dell’apertura, in basso, c’era l’impluvium, una vasca poco profonda dove si raccoglieva l’acqua piovana. In fondo all’atrio si trovava di solito il tablinum, la stanza in cui si ricevevano gli ospiti; questa era affacciata con un lato sul triclinium, la sala da pranzo, e con un altro sul peristilium, un giardino circondato da un portico a colonne. Vi erano poi le stanze dei servi, il bagno, la cucina e le camere da letto dei proprietari (i cubicoli). Le pareti delle stanze erano spesso affrescate e i pavimenti coperti di mosaici dai colori vivaci; le case dei ricchi avevano acqua corrente in cucina e nei bagni, collegati alle fogne della città.

cucina triclinium

leggi l’ immagine Con l’aiuto dei disegni che raffigurano una domus e un’insula, scrivi sul quaderno le differenze tra i due tipi di abitazione.

L’insula L’ insula era un grande edificio con molti piani (anche cinque), suddiviso in piccoli appartamenti, nel quale generalmente viveva in affitto la plebe. Le finestre che si aprivano sulle strade erano prive di vetri e venivano chiuse con delle imposte di legno. Nell’interno, l’edificio aveva un cortile o un giardino; al piano terra, dove abitavano gli inquilini più benestanti, si trovavano anche varie botteghe. Le condizioni di vita degli abitanti delle insulae erano precarie: non avevano gabinetti, acqua corrente e nemmeno camini. Per scaldarsi e cucinare usavano i bracieri, per illuminare le stanze le lanterne, con il rischio di rimanere intossicati dal fumo o di incendiare l’intera insula, costruita principalmente con l’uso del legno.

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la storia di roma

Tutte le strade portano a Roma

Pietra miliare lungo un’antica strada romana.

Le strade romane Dopo aver fatto scavare un ampio fossato sino a scoprire uno strato roccioso, i Romani provvedevano a ricoprire il fondo con grosse pietre, creando così una robusta massicciata. Su di essa gettavano due strati: uno di piccole pietre, l’altro di sabbia e pietrisco, su cui veniva appoggiata la carreggiata o lastricato (chiamato stratum, da cui deriva la parola «strada»), formato da grosse pietre squadrate. La superficie della strada era «a schiena d’asino», leggermente più alta al centro e più bassa ai lati, dove si trovavano dei canaletti di scolo.

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I Romani costruirono nel tempo una rete stradale imponente e destinata a durare nei secoli, in grado di collegare ogni parte dei territori conquistati per facilitare gli spostamenti militari e i commerci. Durante il periodo imperiale l’estensione della rete stradale costituiva una delle più grandiose opere realizzate nel mondo antico. Lungo i margini delle strade, a ogni miglio (un miglio corrisponde a 1480 m), si trovava una pietra, la pietra miliare, che indicava la distanza di quel punto dal centro di Roma, il foro. Con l’estendersi della rete stradale fu istituito un servizio di posta con corrieri a cavallo e con gli stationari, agenti di polizia la cui presenza limitava il pericolo di imboscate da parte di briganti o di popolazioni ostili. Nella foto in alto puoi osservare la via Appia, la più antica strada romana, fatta costruire dal console Appio Claudio Cieco nel 312 a.C. Le strade principali prendevano il nome dal console che le aveva fatte costruire e per questo erano dette vie consolari. Alla loro inaugurazione veniva eretto un arco sul punto da cui partivano. Un’altra caratteristica delle strade romane era lo sviluppo in linea retta dei tracciati: la via Appia, per esempio, si sviluppa in linea retta per 60 km.

Leggi lA FONTE Ecco come lo scrittore greco Procopio descrive la via Appia. La via che collega Roma a Capua è larga tanto da permettere il transito di due carri che procedano in senso opposto. Essa è tutta in pietra molare durissima. Appio fece levigare, spianare e tagliare a spigoli netti le pietre, poi le fece connettere tra loro senza calce, né altro materiale adesivo. Ma esse stanno insieme tanto perfettamente da dar l’idea di un tutt’unico.

• Perché i Romani costruirono tante strade? • Che cosa collocarono lungo le strade? • Da chi, queste strade, prendevano il loro nome?


S TO Ri A BRITANNIA

tessuti

oro

porpora

papiro

argento

olio

legname

rame

vetro

miele

ferro

cavalli

piombo

SLAVONIA

OCEANO SARMAZIA

GERMANIA

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marmo

ceramiche

grano

ARMENIA

frutta

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sale

SIRIA

Leggi lA carta

CILICIA

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Cartagine Ostia: 3-5 AFRICA giorni

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LIBIA

EGITTO

Osserva con attenzione la carta dei commerci e la relativa legenda ed elenca sul quaderno quali prodotti venivano importati a Roma, da quali province provenivano e quanto tempo impiegavano ad arrivare.

I viaggi e i commerci Essendo un popolo di conquistatori, i Romani entrarono ben presto in contatto con altri popoli, altre abitudini, altre civiltà: da tutti assimilarono qualcosa e poterono così ampliare le loro conoscenze. I Romani viaggiavano molto; si spostavano gli eserciti, i funzionari dello stato e i mercanti. Chi poteva permetterselo viaggiava anche per il piacere di conoscere. Lungo le strade non mancavano mai boschetti alla cui ombra i viaggiatori potevano rinfrescarsi e riposare, con sorgenti d’acqua e piccoli tabernacoli per pregare. I viandanti potevano sostare nelle mansiones o negli hospitia, veri e propri alberghi, ma anche rifocillarsi presso le osterie o acquistare cibo e vino nelle tabernae. Nel I secolo d.C., durante la pax romana, aumentarono le produzioni dell’agricoltura e dell’artigianato e così i commerci ebbero un nuovo impulso. I traffici furono favoriti dall’uso di una moneta unica e dalla vasta rete di strade e di porti. Roma aveva bisogno di molti più prodotti di quanti ne producesse e pertanto importava grano dalla Sicilia, spezie, perle e gemme dall’Oriente. Il mare continuò a essere la via preferita per i commerci e proprio per far fronte alle cresciute esigenze venne costruito il porto di Ostia.

in cui Il porto di Ostia era munito di magazzini, navi. dalle ata sbarc e merc era depositata la

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la storia di roma

Le terme

Bagnanti alle terme vestite con un curioso costume «a due pezzi».

Le terme erano edifici pubblici dove tutti, dal povero al potente, potevano recarsi ogni giorno per fare bagni caldi e freddi, ginnastica, sauna e massaggi. Erano tra i principali luoghi di ritrovo e di svago, dove era possibile rilassarsi, incontrare gli amici e addirittura tenere riunioni di affari; spesso vi erano anche delle biblioteche. I Romani, che avevano una vera passione per le terme, le costruirono ovunque; le più importanti furono quelle volute a Roma dall’imperatore Caracalla nel 212 d.C. Le terme avevano locali separati per uomini e donne, ed erano alimentate dai grandi acquedotti, straordinarie opere di ingegneria, costruiti per provvedere alle necessità giornaliere degli abitanti di Roma.

Dentro le terme

Terme romane a Bath, in Ing

hilterra.

PAROLE CHIAVE CALIDARIUM

Dopo essersi spogliato in una sala apposita, il cliente entrava in un locale caldo e pieno di vapore, il calidarium. Per rinfrescarsi con gradualità passava poi nel tepidarium, dove gli inservienti lo sottoponevano a piacevoli massaggi con l’olio d’oliva. Infine passava nel frigidarium nel quale poteva immergersi in un tonificante bagno freddo. Le terme erano riscaldate con un sistema ingegnoso e funzionale: l’aria era riscaldata in una caldaia sotto il caldaia pavimento (ipocausto) e poi distribuita nei vari locali, attraverso condutture interne ai muri. calidarium

frigidarium

ipocausto

TEPIDARIUM FRIGIDARIUM

c Cerca nel testo

il significato delle parole chiave e riscrivilo sul quaderno con parole tue.

piscina all’aperto tepidarium palestra

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spogliatoio


S TO Ri A

Il tempo libero a Roma Nell’antica Roma le giornate lavorative terminavano nel primo pomeriggio e il resto della giornata era dedicato alle attività ricreative e alle terme. Le occasioni per divertirsi non mancavano, vi erano infatti circa 180 festività legate a ricorrenze politiche o religiose. Gli adulti si dedicavano ai giochi ginnici, poiché l’esercizio fisico era considerato importantissimo. Alcune di queste attività venivano svolte nel Campo Marzio, uno spazio pubblico dove si trovavano le palestre (gymnasia) e le terme. Più di tutto i Romani amavano gli spettacoli drammatici a teatro e la corsa delle bighe e delle quadrighe, carri trainati da due o quattro cavalli che disputavano appassionanti gare nel Circo Massimo (un circuito di forma ellittica). Un altro spettacolo che riscuoteva grande successo erano i giochi dei gladiatori nel Colosseo. I gladiatori erano in genere schiavi che si affrontavano in combattimenti all’ultimo sangue o che lottavano contro belve feroci portate a Roma dalla lontana Africa. Il Colosseo è il più celebre anfiteatro romano. Deve il suo nome a un’enorme statua di Nerone, chiamata il «Colosso», che si trovava nelle vicinanze. Poteva ospitare fino a 87 000 spettatori. Sotto il pavimento c’erano le celle dove i gladiatori e gli animali venivano rinchiusi prima dei combattimenti.

Il termine gladiatore deriva da gladium, la spada corta usata dai soldati romani.

I Romani amavano moltissimo anche i giochi d’azzardo, fra i quali prediligevano i dadi, ma poiché questi giochi erano illegali venivano permessi solo durante le feste dei Saturnali, simili al nostro Carnevale, che si celebravano a dicembre. Il Colosseo.

I giochi nel circo Lo storico satirico Giovenale diceva: Il popolo domanda due cose sole: pane e giochi (panem et circenses).

I giochi nel circo venivano offerti dall’imperatore o dai ricchi patrizi, che così facendo controllavano sempre l’umore del popolo. Fu l’imperatore Claudio a chiamare sportulae gli spettacoli pubblici che offriva al popolo. La sportula originariamente era la cesta che conteneva il cibo da mangiare durante gli spettacoli e da essa ebbe origine la nostra parola sport.

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La storia di roma

Il cristianesimo Who?

chi era gesu?

I simboli di Cristo La croce rappresenta la crocifissione di Gesù. Il pesce è stato preso a simbolo di Cristo salvatore perché le lettere che compongono la parola greca ichthys «pesce» sono in greco le iniziali della frase «Gesù Cristo figlio di Dio salvatore».

L’immagine del pastore con la pecora sulle spalle è il simbolo di Gesù, Buon pastore di anime. L’ancora a forma di croce simboleggia la salvezza eterna. La barca simboleggia l’uomo in viaggio verso la meta eterna. L’agnello è Gesù martire.

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Durante l’impero di Ottaviano Augusto nella provincia romana della Palestina nacque Gesù. Egli percorse la Palestina annunciando il vangelo, la «buona novella»: un messaggio spirituale con il quale affermava l’uguaglianza fra gli uomini, la carità verso tutti e l’esistenza di un dio creatore e padre di tutti gli uomini. Intorno a lui si radunarono crescenti folle entusiaste. Dai sacerdoti, preoccupati per la sua popolarità, fu accusato di essere un falso profeta poiché si proclamava «figlio di Dio» e per questo fu messo a morte nel 33 d.C. sotto l’imperatore Tiberio. Il messaggio di Gesù era temuto dai sommi sacerdoti perché in contrasto con la loro religione, per loro infatti era impensabile che Gesù fosse figlio di Dio; anche i Romani, che occupavano la Palestina, non vedevano con favore il sorgere di una nuova religione che poteva portare il popolo alla disubbidienza nei confronti dell’imperatore. I seguaci di Gesù Cristo (dal greco Christós «Unto», consacrato da Dio) furono detti cristiani. I cristiani furono considerati veri nemici dello stato e contro di loro furono messe in atto per volere degli imperatori vere e proprie persecuzioni. Migliaia di cristiani tra il I e il III secolo d.C. vennero imprigionati e costretti a rinnegare la propria fede o messi a morte. Le persecuzioni più sanguinose furono quelle ordinate dagli imperatori Nerone nel 64 d.C. e Diocleziano nel 303 d.C. In questi secoli furono moltissimi i martiri, cioè le persone che per non tradire la propria fede arrivarono a sacrificare la vita. I cristiani seppellivano i loro morti nelle catacombe, gallerie sotterranee dove si riunivano per onorarne la memoria e per pregare. Le catacombe di Domitilla, a Roma.


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S TO Ri A

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che cosa cambio con il cristianesimo?

L’impero diventa cristiano Il cristianesimo continuò a diffondersi nell’impero e si affermò anche nelle classi sociali più influenti. A Milano nel 313 d.C. l’imperatore Costantino emanò un editto, cioè un ordine scritto, con il quale riconosceva ai cristiani la libertà di culto e faceva restituire i beni confiscati durante le persecuzioni di Diocleziano. Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio proclamò il cristianesimo religione ufficiale dell’impero, vietò ogni rito pagano e fece chiudere i templi, decretando così la fine del paganesimo. Ritratto marmoreo di Costantino.

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Il sogno di Costantino La leggenda racconta che Costantino, in lotta con Massenzio, suo rivale nella conquista del trono imperiale, prima dello scontro decisivo a Ponte Milvio avesse fatto un sogno. Nel sogno Costantino aveva visto una croce con sotto la scritta in hoc signo vinces, «con questo segno vincerai». Costantino si convertì così al cristianesimo e fece dipingere sulle sue insegne il simbolo di Cristo, formato dalle lettere XP (che sono le prime due lettere sovrapposte della parola greca ΧΡΙΣΤΟΣ, cioè «Christòs»). Di certo sappiamo che la battaglia fu a lungo incerta, ma poi le truppe di Costantino ebbero la meglio e Massenzio morì affogato nel Tevere. Era il 28 ottobre del 312 d.C.

PASSATO chiama PRESENTE

Dopo l’editto di Costantino i cristiani furono finalmente liberi di celebrare pubblicamente i loro riti e lo fecero scegliendo luoghi di culto che avevano come modello le basiliche dell’impero. La basilica era un edificio utilizzato nell’antica Roma come luogo di riunioni pubbliche e di amministrazione della giustizia. Generalmente sorgeva nella zona del foro e al suo interno ci poteva essere la tribuna (da cui la parola tribunale), dove alcuni magistrati esercitavano la funzione di giudice. Dal IV secolo d.C. le basiliche vennero riadattate come luoghi di culto cristiano.

struire giudiziaria fatta co Resti della Basilica . zio en ss Ma e or erat nel 308 d.C. dall’imp

La Basilica di San Giovanni in Laterano fu probabilmente la prima basilica cristiana, costruita su un terreno donato da Costantino poco dopo l’editto di Milano.

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La storia di roma

DIMINUZIONE DELLA PRODUZIONE AGRICOLA EPIDEMIE SPESE DELL’ESERCITO CRISI ECONOMICA

c Utilizza le parole chiave come traccia per sintetizzare sul quaderno ciò che hai studiato.

I Germani sapevano lavorare i metalli, con i quali realizzavano oggetti raffinati.

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PAROLE CHIAVE

La crisi dell’impero

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che cosa causo la crisi?

L’impero cominciò a manifestare segni di crisi a partire dalla fine del II secolo d.C. Con la fine delle guerre di conquista cessò anche l’affluenza di ricchi bottini e di schiavi, che fino a quel momento avevano coltivato le grandi proprietà terriere. Ciò portò a una diminuzione della produzione agricola, con il conseguente aumento dei prezzi dei prodotti. Inoltre scoppiarono varie epidemie, fra cui quella gravissima di peste, che fece strage tra la popolazione. I confini dell’impero, minacciati dalle invasioni dei popoli vicini, dovevano essere sorvegliati continuamente dall’esercito e ciò comportava spese enormi per il mantenimento delle legioni. Per far fronte alle eccezionali spese dell’esercito vennero aumentate le tasse, cosa che provocò una grave crisi economica. La miseria spinse sempre più persone a vivere di furti e di rapine, le strade divennero insicure e anche il commercio diminuì. Il disordine era generale e la crisi dell’impero si fece molto seria. Who?

chi viveva oltre i confini imperiali?

I Germani Ai confini settentrionali dell’impero vivevano i Germani, popoli seminomadi che abitavano le grandi foreste dell’Europa centrale. I Romani li chiamavano barbari, perché non appartenevano alla loro civiltà e perché si esprimevano in una lingua per loro incomprensibile. I Germani vivevano in villaggi di capanne, praticavano la caccia, l’allevamento e anche l’agricoltura, ma con tecniche agricole rudimentali. La loro economia dipendeva in gran parte dalle razzie e dai saccheggi nelle province romane. La società germanica era strutturata in clan (gruppi familiari molto estesi), riuniti in tribù che erano governate da un re eletto dall’assemblea dei guerrieri. Le varie tribù costituivano poi un popolo. I principali popoli germanici erano i Vandali, i Visigoti, i Goti, i Longobardi, gli Eruli, i Franchi e i Sassoni.

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che cosa produsse la divisione?

Franchi

Slavi

Unni

Vandali

Ostrogoti

Longobardi

Visigoti

Danu

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MAR NERO

Nel III secolo l’impero passò da una crisi all’altra Roma Costantinopoli finché, nel 284 d.C., l’imperatore Diocleziano, Tig ri E u per poter amministrare un territorio tanto vasto, frate Vandali MAR MEDITERR ANEO decise di affidare il governo a una tetrarchia: due Augusti (imperatori) avrebbero governato uno in Occidente e uno in Oriente, e due Cesari (vice Impero romano d’Occidente imperatori) avrebbero sostituito gli Augusti alla Impero romano d’Oriente loro morte. La soluzione non funzionò e scatenò rivalità tra i pretendenti alla successione. Le lotte cessarono solo con Costantino, che nel 330 d.C. spostò la capitale delMonumento ai Tetrarchi. l’impero da Roma a Bisanzio (oggi Istanbul), in Oriente, chiamandola Costantinopoli. A Costantino successe Teodosio, il quale stabilì che alla sua morte, avvenuta nel 395 d.C., l’impero sarebbe stato diviso in due parti: • l’Impero romano d’Occidente, con capitale Milano; • l’Impero romano d’Oriente, detto «bizantino», con capitale Costantinopoli. PAROLE DELLA STORIA Visigoti

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perche L’impero d’occidente cadde?

Tetrarchia: governo di quattro persone.

Le invasioni barbariche Per molto tempo i Romani avevano arginato i Germani che, attratti dalle ricchezze di Roma, premevano ai suoi confini con sempre maggiore forza. Verso la fine del IV secolo, però, la situazione precipitò a causa di un imponente movimento migratorio. Gli Unni, genti provenienti dall’Asia, si riversarono sulle popolazioni germaniche, che sospinte da questa avanzata travolsero i confini dell’impero. I Visigoti arrivarono fino a Roma, la saccheggiarono (410 d.C.) e andarono a stabilirsi in Spagna; i Vandali assediarono e distrussero nuovamente la città nel 455 d.C. Infine, hen? nel 476 d.C. il re degli Eruli QUANDO? Odoacre conquistò l’Italia e depose il giovane imperatore Ro455 d.C. 395 d.C. 410 d.C. molo Augustolo: fu la fine dell’Impero romano d’Occidente, ETÀ ANTICA ma non della civiltà romana, che vive ancora oggi grazie alla I Visigoti saccheggiano Roma sua cultura giunta fino a noi.

Il Medioevo Con la caduta di Roma ebbe inizio il Medioevo. Il termine significa «età di mezzo» e indica un periodo di passaggio dall’età antica a quella moderna, il cui inizio è fissato con la scoperta dell’America nel 1492.

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OCEANO ATLANTICO

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L’impero si divide

Angli Sassoni

S TO Ri A

Divisione dell’Impero romano

476 d.C.

M E D I O E V O Cade l’Impero romano d’Occidente

I Vandali saccheggiano Roma

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ROMA: IL PERIODO DELLA MONARCHIA

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DOVE?

Completa il testo con i termini adatti.

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• Roma fu costruita in una zona del . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . abitata dai … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............……… . Essi fondarono Roma sul colle … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , nei pressi del fiume … … … .........……….. , che arriva fino al Mar … … … … . . . . . . . . . .… … … . . hat?

QUANDO?

CHE COSA?

Completa il testo e rispondi alla domanda. • Roma fu fondata nel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Nello stesso periodo che cosa accadeva in Grecia? .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Rispondi a voce alle seguenti domande. • Che cosa ricordi dei re di Roma? • Quali erano le funzioni del re? • Quanti re secondo la tradizione governarono Roma? Che cosa determinò la fine della monarchia?

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ROMA: IL PERIODO DELLA REPUBBLICA hat?

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CHE COSA?

PERCHE?

Scrivi le risposte sui puntini.

Scrivi la risposta sui puntini.

• Che cosa significa la parola repubblica? ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Nella repubblica chi prese il posto del re? ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Con quali compiti?

• Perché le leggi delle XII tavole ebbero tanta importanza? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................

............................................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................

................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................

Sintetizza sul quaderno le tappe dell’espansione di Roma in Italia e nel Mediterraneo.

QUANDO?

CHi?

Completa il testo con i

Completa il testo con i

termini adatti.

termini adatti.

• Dal …………. . al … . . … … … . , anno della massima espansione, Roma da repubblica divenne un ………………… … … … … … … … … … … … . Nei primi due secoli di grande prosperità, regnò la cosiddetta ………………… … … … … … … … … … … … .

72

ho?

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ROMA E L’IMPERO hen?

• Sotto l’impero di … … … … … . . . . . … nacque il … … … … . … … … … . . . . . … . . . , destinato a diventare religione ufficiale dell’impero nel … … … … . . . … … . , con l’editto dell’imperatore ………….............………………… .

hat?

CHE COSA?

Sintetizza a voce. • In quale secolo l’impero cominciò a manifestare segni di crisi? • Quali ne furono le manifestazioni più evidenti? • Quando finì l’Impero romano d’Occidente?


Indice di 74

G EO GR A F A i

l’italia in europa e nel mondo

74 L’Italia e i suoi abitanti 75 Lingue e religioni in Italia 76 La patria Europa 78 L’Europa nel mondo 79 Cittadinanza e Costituzione

GLI ORGANI DELL’UNIONE EUROPEA 80

l’italia e le sue regioni

82 Cittadinanza e costituzione

L’ORGANIZZAZIONE DELLO STATO ITALIANO 84 GLI ENTI LOCALI 86 Come studiare le regioni 88 VALLE D’AOSTA 88 Territorio e ambiente 88 Le province della Valle d’Aosta 89 Popolazione e lavoro 90 PIEMONTE 90 Territorio e ambiente 91 Popolazione e lavoro 92 Le province del Piemonte 94 LOMBARDIA 94 Territorio e ambiente 95 Popolazione e lavoro 96 Le province della Lombardia 98 TRENTINO – ALTO 98 Territorio e ambiente 99 Popolazione e lavoro 100 Le province

ADIGE

del Trentino – Alto Adige 101 VENETO 101 Territorio e ambiente 102 Popolazione e lavoro 103 Le province del Veneto 105

FRIULI – VENEZIA GIULIA

105 Territorio e ambiente 106 Popolazione e lavoro 107 Le province

del Friuli – Venezia Giulia 108 LIGURIA 108 Territorio e ambiente 109 Popolazione e lavoro 110 Le province della Liguria

111 EMILIA – ROMAGNA 111 Territorio e ambiente 112 Popolazione e lavoro 113 Le province

dell’Emilia – Romagna 115 SE HAI CAPITO USA LE 116 TOSCANA 116 Territorio e ambiente 117 Popolazione e lavoro 118 Le province della Toscana 120 UMBRIA 120 Territorio e ambiente 121 Popolazione e lavoro 122 Le province dell’Umbria 123 MARCHE 123 Territorio e ambiente 124 Popolazione e lavoro 125 Le province delle Marche 126 LAZIO 126 Territorio e ambiente 127 Popolazione e lavoro 128 Le province del Lazio 130 LAZIO 130 Territorio e ambiente 131 Popolazione e lavoro 132 Le province dell’Abruzzo 133 MOLISE 133 Territorio e ambiente 133 Le province del Molise 134 Popolazione e lavoro 135 SE HAI CAPITO USA LE

136 CAMPANIA 136 Territorio e ambiente 137 Popolazione e lavoro 138 Le province

della Campania 140 PUGLIA 140 Territorio e ambiente 141 Popolazione e lavoro 142 Le province della Puglia 144 BASILICATA 144 Territorio e ambiente 144 Le province della Basilicata 145 Popolazione e lavoro 146 CALABRIA 146 Territorio e ambiente 147 Popolazione e lavoro 148 Le province della Calabria 149 SICILIA 149 Territorio e ambiente 150 Popolazione e lavoro 151 Le province della Sicilia 153 SARDEGNA 153 Territorio e ambiente 154 Popolazione e lavoro 155 Le province della Sardegna 156 SE HAI CAPITO USA LE


l’italia in europa chi vive in italia? W

ho?

L’Italia e i suoi abitanti La popolazione italiana, oggi, è di oltre 59 milioni di abitanti; 100 anni fa arrivava appena a 30 milioni: in un secolo è raddoppiata. Questi dati sono forniti ogni dieci anni dall’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, che ha il compito di censire, cioè di accertare con esattezza, il numero di persone che vivono nel nostro paese.

PAROLE DELLA GEOGRAFIA

Censimento: indagine periodica fatta per aggiornare i dati che riguardano la popolazione.

Dall’ultimo censimento sono emersi alcuni dati importanti: • la popolazione si sta allontanando dalle grandi città per trasferirsi in località più piccole dei dintorni; • negli ultimi anni l’Italia, come molti altri paesi industrializzati, ha registrato un rallentamento nella crescita della popolazione, fino alla cosiddetta «crescita zero» (ciò significa che il numero dei bambini che nascono è uguale a quello delle persone che muoiono, quindi la popolazione non aumenta); • le persone vivono più a lungo, perché le condizioni igieniche sono migliorate e la medicina ha fatto molti progressi nel curare malattie che un tempo erano mortali; questo fa sì che ci siano sempre più persone anziane; • sono aumentate le persone straniere, con cultura e tradizioni diverse dalla nostra, che vengono in Italia per cercare lavoro e condizioni di vita migliori. Molti di loro si sono perfettamente integrati nella nostra società, che sta diventando sempre più una società multietnica.

La densità della popolazione In Italia la densità media di popolazione è di 196 abitanti per km2. Questo dato indica quante persone, in media, abitano in un chilometro quadrato: si ottiene dividendo il numero degli abitanti di un territorio per i chilometri quadrati della sua superficie. La densità della popolazione è più alta nelle pianure, nelle grandi città e nelle zone costiere. È bassa in montagna e in collina.

74


e nel mondo Lingue e religioni in Italia

Tedesco Ladino

z ven Pro

La lingua ufficiale del nostro paese è l’italiano. Dialetti di origine Altre Friulano italica lingue Franco Veneto Lombardo Provenzale Numerosi, però, sono i dialetti, che si sono forSloveno Gallo-Italici Sardo Veneti mati nel corso dei secoli e che, ancora oggi, caAlbanese Toscani Piemontese Greco Centrali ratterizzano le diverse regioni italiane. Emiliano-romagnolo Ligure Catalano Meridionali In alcune zone, soprattutto in quelle di confine, Meridionali estremi Marchigiano ci sono poi delle minoranze linguistiche, cioè Toscano gruppi di persone che oltre all’italiano parlano una seUmbro conda lingua: in Valle d’Aosta si parla il franco-proLaziale Abruzzese venzale o patois (pronuncia: «patuà»); in Alto Adige il Molisano tedesco; nella Venezia Giulia lo sloveno; in alcune Pugliese valli delle province di Trento, Bolzano e Belluno il laCampano Salentino dino; in alcune regioni del Sud l’albanese; in alcune Lucano zone della Sardegna il catalano. Sardo ale

Calabrese

Siciliano

PAROLE CHIAVE CRESCITA ZERO In Italia la maggior parte della popolazione professa la religione cristiana cattolica, ma esistono anche minoranze di religione ebraica, protestante (un gruppo importante è quello dei Valdesi, che vivono in alcune vallate piemontesi), ortodossa, buddista e musulmana. Quest’ultima, in seguito all’aumento dell’immigrazione dal Nord Africa, è oggi la più numerosa e l’Islam è la seconda religione presente nel nostro paese.

SOCIETÀ MULTIETNICA MINORANZE LINGUISTICHE

c Ripeti con parole tue quali sono le ca-

ratteristiche della popolazione italiana, utilizzando le parole chiave sopra elencate.

75


l’it ali a in eur op a e nel mo nd o

La patria Europa Fino a pochi anni fa, se un cittadino italiano voleva recarsi in Francia, in Germania, in Spagna o in Austria, quando passava il confine doveva fermarsi alla dogana, esibire i documenti, dichiarare quali merci e oggetti portava con sé. Lo stesso accadeva per chi dalla Francia, dalla Germania e dagli altri paesi europei veniva in Italia o viaggiava per l’Europa. Da qualche decennio ciò non avviene più perché, insieme ad altre nazioni europee, l’Italia fa parte dell’Unione Europea (UE).

Il cammino verso l’Unione Europea Stati aderenti all’Unione europea Stati che adottano l’euro

MAR DI NORVEGIA Z

LA N

E V

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IA RV EG O N

Stoccolma

AL TI CO

Tallinn

ESTONIA LETTONIA Riga

B

M A R E D E L

A

Copenaghen

N O R D

Vilnius

M

RUSSIA

REGNO UNITO

Minsk

PAESI BASSI

IRLANDA

Berlino

Varsavia

Amsterdam Londra

Bruxelles

GERMANIA

BELGIO

Lussemburgo

Parigi

POLON IA

Berna

SVIZZERA

Vaduz

SLOVEN

Lubiana

Monaco

PORTOG

ALLO

ANDORRA

I

T

A

L

U C R A I N A

I

IA

SLOVACCHIA

Bratislava Budapest

Chisinau

UNGHERIA Zagabria

CROAZIA Belgrado BOSNIASERBIA ERZEGOVINA

ROMANIA

Sarajevo

A

MONTENEGRO Roma

Podgorica

S PA G N A

Bucarest

BULGARIA

Sofia Skopje

MACED ONIA IA AN B AL GRECIA

Tirana

Madrid

VA DO

LIECHTENSTEIN Vienna AUSTRIA

OCEANO

leggi la CARTA

Kiev

Praga

REP. CECA

LUSSEMBURGO

FRANCIA

BIELORUSSIA

Dublino

Lisbona

Mos

LITUANIA

R

DANIMARCA

PRINCIPATO DI MONACO

76

Helsinki Oslo

AT L A N T I C O

Osserva la carta dell’Europa ed elenca sul quaderno i 27 stati che attualmente fanno parte dell’Unione Europea. Poi sottolinea in rosso quelli che hanno adottato l’euro come moneta nazionale.

DI A

I A

I S L AN DA

Reykjavik

L MO

Dopo la Seconda guerra mondiale i governi europei si convinsero che l’unione duratura fra i loro stati avrebbe favorito la pace e lo sviluppo economico. Il primo passo verso l’Unione Europea fu la creazione nel 1957 della Comunità Economica Europea (CEE), a cui aderirono Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Negli anni successivi si strinsero ulteriori accordi e si unirono altri stati, finché, nel 1993, nacque l’Unione Europea, che attualmente comprende 27 paesi. Altre nazioni, hanno chiesto di aderire ed è previsto prossimamente l’ingresso della Turchia, della Croazia e della Macedonia. A partire dal gennaio 2002, inoltre, banconote e monete in euro hanno sostituito le monete nazionali in 16 stati dell’Unione Europea.

M A R

TURCHIA

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Atene

MALTA

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M E D I T E R R A N E O CIPRO


W

G EO GR A F A

i

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Che cos’e l’unione europea?

Possiamo paragonare l’Unione Europea a un grande condominio. Prima del 1993 ogni stato europeo era paragonabile a un’abitazione dove un guardiano fermava all’ingresso i visitatori chiedendo loro la carta d’identità e dove nessuno poteva trattenersi senza il permesso dei padroni di casa. Oggi è come se tutti i cittadini dell’Unione Europea facessero parte dello stesso condominio: possono viverci, circolare liberamente, contribuire con somme di denaro che vadano a vantaggio di tutti, partecipare alle assemblee e decidere insieme agli altri condomini su molte questioni.

ESSERE CITTADINO EUROPEO SIGNIFICA... Risiedere per sei mesi in qualsiasi stato della UE senza dover richiedere nessun permesso di soggiorno. Circolare liberamente evitando il controllo dei bagagli e dei documenti alle frontiere degli stati della UE. Far valere i propri diritti rivolgendosi al Parlamento europeo qualora uno di questi diritti dovesse essere negato. Studiare e lavorare ovunque, poiché non servono procedure complicate. Se vuoi studiare in uno dei paesi dell’Unione, puoi utilizzare le borse di studio del programma Erasmus: circa un milione di giovani fino a oggi ha potuto frequentare lezioni, studiare, sostenere esami con coetanei di altri paesi.

A

I S S R

U

sca

Essere curati se ci si ammala durante un viaggio o si abita in uno stato dell’Unione diverso dal proprio, ricevendo le medesime cure mediche a cui abbiamo diritto nel paese d’origine. Avere diritto a una protezione diplomatica se ci si trova in difficoltà mentre si è all’estero, in quanto è possibile ricevere ospitalità e aiuto presso l’ambasciata di uno qualsiasi degli stati della UE: di fronte al resto del mondo siamo innanzitutto cittadini europei.

MA R

O

CA SP IO

A

S

I

A

Come avrai capito, abitare nel «condominio Europa» è per te una vera fortuna. Moltissime persone, provenienti soprattutto dall’Africa, chiedono ogni anno di poterci vivere. Gli stati dell’Unione stanno concordando una politica europea per l’immigrazione stabilendo dei criteri precisi, validi per tutti, per concedere permessi di soggiorno agli extracomunitari e per combattere l’immigrazione clandestina.

77


l’it ali a in eur op a e nel mo nd o

L’Europa nel mondo Abbiamo parlato finora del condominio Europa e di quello che rappresenta per te che ci abiti. Osservando la carta, però, puoi renderti conto che in confronto ad altre zone della Terra l’Europa occupa solo una piccola parte, anche se molto popolata e molto ricca. Il Nord America, come la UE, ha un elevato tenore di vita dei suoi abitanti, ma ci sono anche terre molto vaste, affollate e povere che il condominio Europa ha il dovere di aiutare, contribuendo al loro sviluppo e offrendo aiuti umanitari.

Regioni del mondo a cui sono destinati gli aiuti della UE Europa orientale, Caucaso, Asia centrale Asia Africa settentrionale, Medio e Vicino Oriente Africa, Caraibi, Pacifico America Latina

148 850

OCEANO

OCEANO

48

77 1000

450

OCEANO

ATLANTICO

PACIFICO

170

PACIFICO 4 200

24

OCEANO INDIANO

340 Denaro investito dalla UE nel 2000 (in milioni di euro) Aiuti umanitari Progetti di cooperazione e sviluppo

Ogni singolo stato europeo mette a disposizione parte delle proprie risorse per aiutare il resto del mondo: in che modo?

Sostegni umanitari Offrendo riparo, cibo e assistenza medica alle popolazioni colpite da catastrofi naturali (terremoti, alluvioni, siccità) o dalla guerra.

78

Sicurezza alimentare

Assistenza sanitaria

Offrendo le conoscenze e gli strumenti per gestire al meglio le risorse naturali, in modo che ogni paese possa soddisfare da sé i propri bisogni.

Vaccinando le popolazioni contro le epidemie più rischiose e informando sui pericoli per la salute causati da alcune malattie.


Cittadinanza e Costituzione

GLI ORGANI DELL’UNIONE EUROPEA L’Unione Europea è nata da pochi anni e sta muovendo i primi passi: l’importante è che tutti gli stati e i governi si impegnino per aiutarla a crescere. Anche i singoli cittadini devono sentire questo sentimento europeo e arricchirsi culturalmente studiando le lingue e approfondendo la conoscenza di costumi, storia, arte delle altre nazioni con le quali si deve convivere in piena collaborazione. Perché ciò sia possibile, l’UE è dotata di organi che ne garantiscono il funzionamento. I più importanti sono: • il Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini della UE; • il Consiglio europeo, che rappresenta i singoli stati membri; • la Commissione europea, che ha il compito di difendere gli interessi generali dell’Unione. Il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo, in Francia. I suoi membri si chiamano eurodeputati e vengono eletti ogni 5 anni direttamente dai cittadini europei. Il Parlamento non ha il potere di fare le leggi, ma orienta le scelte dell’Unione per quanto riguarda i problemi sociali, l’ambiente, il controllo dell’immigrazione extracomunitaria, la politica estera (cioè i rapporti con gli altri stati). Il Consiglio europeo si riunisce in una capitale almeno due volte l’anno. È formato dai capi di stato o di governo dei 27 paesi membri. Ha il compito di stabilire i grandi obiettivi dell’Unione e di decidere quali leggi adottare. La Commissione europea ha sede a Bruxelles, in Belgio, ed è composta da 27 commissari, uno per ogni stato membro. Propone nuove leggi e vigila che quelle già approvate vengano rispettate da tutti gli stati dell’Unione. La sede della Commissione europea, a Bruxelles.

Il palazzo del Parlamento europeo, a Strasburgo.

E il futuro? ropea non L’Unione Eu cessita ne è perfetta, ti. miglioramen i u n ti n o c i d e a te! Tocca anch cia he la UE fac Cosa vuoi c ? o non faccia con classe Discutine in segnante. e l’in i compagni

79


l’italia e le che cosa sono le regioni? W

hat ?

Sondrio

VALLE D’AOSTA

LO M BA R D IA

Verbania Varese

Lecco

Como

Biella Vercelli Torino

Cuneo

Savona Genova

Imperia

Ferrara Bologna

Ravenna

EMILIA-ROMAGNA Cesena Forlì La Spezia Carrara Rimini Pistoia Pesaro REP. DI Prato Massa SAN MARINO Ancona Lucca Urbino Pisa Firenze Arezzo MARCHE Livorno TOSCANA Macerata Perugia Siena Ascoli Fermo Capraia Piceno (LI) UMBRIA Elba Grosseto Teramo Terni (LI) L’Aquila Giglio (GR)

Rieti

Viterbo

Asinara (SS )

Olbia

Sassari

ar i o n et t

ABRUZZO Isernia

Roma Frosinone

MOLISE

Campobasso

Latina Arcipelago della Maddalena (OT)

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Isole Tremiti (FG)

Chieti

L A Z I O CITTÀ DEL VATICANO

Pescara

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Caserta Isole Ponziane (LT)

Napoli

Bari

P U G L I A

C A M PA N I A Potenza

Avellino

Matera

Salerno

Brindisi Taranto Lecce

BASILICATA

Capri (NA)

Nuoro

Barletta Trani Andria

Benevento

Ischia (NA)

Tempio Pausania

Foggia

SARDEGNA Oristano Tortolí Lanusei

Costume tipico in Sardegna.

Villacidro Iglesias S. Pietro (CA )

Cosenza

Sanluri

CALABRIA

Cagliari Isole Eolie (ME)

Ustica (PA)

S. Antioco (CA )

Vibo Valentia

Messina Isole Egadi (TP)

Pulcinella, tipica maschera di Napoli, in Campania.

80

Crotone

Catanzaro

Carbonia

Reggio di Calabria

Palermo Trapani

S I C I L I A Caltanissetta

Catania Enna

Agrigento

Pantelleria (TP)

Isole

Pela g

Lampione

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ie (A g) Lampedusa

Siracusa Ragusa

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LIGURIA

Rovigo

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Bergamo Monza Novara Brescia Milano Mantova Lodi Pavia Cremona Piacenza Parma Asti Alessandria Modena Reggio Emilia PIEMONTE

Aosta

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Sbandieratori ad Asti, in Piemonte.

Come stabilito dalla Costituzione, la legge fondamentale dello Stato italiano, l’Italia è suddivisa in 20 regioni amministrative. Questa suddivisioTR E NTI NO ne permette di amministrare meglio il territoALTO ADIGE FRIULIBolzano rio. Ogni regione è «una porzione di territorio Belluno VENEZIA Udine GIULIA definito da confini, che presenta elementi parGorizia Trento Pordenone VENETO Trieste ticolari che la caratterizzano», è quindi una reTreviso Vicenza Verona altà geografica, storica e culturale a sé. Venezia Padova


LA CARTA D’IDENTITÀ DELL’ITALIA

sue regioni La città capitale d’Italia è Roma, dove risiede il Capo dello Stato e hanno sede il Governo e il Parlamento. Ogni regione ha una città capoluogo di regione ed è divisa in province. La Costituzione autorizza le regioni a emanare leggi proprie in alcuni settori specifici: sanità, ambiente, istruzione. Cinque regioni hanno ottenuto dallo Stato italiano una maggiore autonomia nella gestione del territorio, in quanto isole (Sicilia e Sardegna) e in quanto regioni di confine in cui convivono popolazioni con tradizioni e lingue diverse (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia). Sono chiamate regioni a statuto speciale perché hanno leggi proprie e possono prendere decisioni importanti in diversi settori. All’interno del territorio italiano ci sono due piccoli stati indipendenti: Città del Vaticano, che si trova all’interno della città di Roma, e la Repubblica di San Marino, situata tra l’Emilia-Romagna e le Marche.

La Città del Vaticano è lo stato più piccolo del mondo; la sua superficie è inferiore a mezzo km2 e i suoi abitanti sono circa un migliaio. Lo stato è sorto nel 1929 per assicurare al Papa, capo della Chiesa cristiana cattolica, un’indipendenza assoluta da ogni governo del mondo.

Superficie: 301 317 km2 Popolazione: 59 131 287 abitanti Densità: 196 abitanti per km2 Capitale: ROMA Stati confinanti: Francia, Svizzera, Austria, Slovenia Regione più estesa: Sicilia Regione più abitata: Lombardia Regione meno abitata: Valle d’Aosta

PAROLE CHIAVE REGIONI AMMINISTRATIVE REGIONI A STATUTO SPECIALE STATI INDIPENDENTI

• Perché il territorio italiano è suddiviso in 20 regioni amministrative? • Individua sulla carta le regioni a statuto speciale e spiega perché si differenziano dalle altre. • Quali stati indipendenti si trovano all’interno del territorio italiano? Dove sono situati?

La Repubblica di San Marino è un piccolo stato indipendente di soli 61 km2 che, pur mantenendo la sua autonomia, è legato all’Italia da accordi politici ed economici. A San Marino usano la stessa lingua e la stessa moneta italiane; si stampano anche francobolli originali, molto ricercati dai collezionisti.

81


Cittadinanza e Costituzione

L’ORGANIZZAZIONE L’Italia per oltre ottant’anni (dal 1861 al 1945) è stata una monarchia, cioè uno stato governata un re. Con la Costituzione del 1948 l’Italia è diventata una repubblica parlamentare, in cui il potere spetta al popolo, che lo esercita eleggendo i suoi rappresentanti in Parlamento.

Il Presidente della Repubblica Il Presidente della Repubblica ha il compito di garantire e di controllare il rispetto della Costituzione e rappresenta l’unità del paese. Leggi attentamente quali sono le sue funzioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

firma le leggi del

nomina il

è il capo supremo della

Parlamento

Governo

Magistratura

formato da

formato da

Camera dei Deputati

Senato della Repubblica

POTERE LEGISLATIVO (discutere e approvare le leggi)

Presidente del Consiglio

Consiglio dei ministri

POTERE ESECUTIVO (applicare le leggi)

formata da

Magistrati o giudici

POTERE GIUDIZIARIO (far rispettare le leggi)

Come puoi vedere dallo schema, il Presidente della Repubblica partecipa a tutti e tre i poteri dello Stato italiano. Infatti: • promulga le leggi approvate dal Parlamento, cioè le firma e le rende operative; • nomina il Presidente del Consiglio (che a sua volta sceglie i ministri per formare il Governo); • presiede il Consiglio Superiore della Magistratura; • vigila affinché gli organi dello stato (Parlamento, Governo e Magistratura)

rispettino la Costituzione.

82


DELLO STATO ITALIANO Il Parlamento Il Parlamento è formato da due assemblee, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, i cui membri sono eletti da tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 18 anni d’età per la Camera e i 25 per il Senato. PARLAMENTO Camera dei Deputati

Senato della Repubblica

630 deputati

315 senatori Candidati al Senato

Candidati alla Camera

Cittadini elettori (dai 18 anni in su)

Cittadini elettori (dai 25 anni in su)

IL CAMMINO DI UNA LEGGE una legge è proposta

da un parlamentare

dal Governo

da 500 000 cittadini

viene discussa e poi approvata da

Il principale potere del Parlamento è quello di proporre, discutere e approvare le leggi, che sono le regole indispensabili perché una comunità possa convivere pacificamente nel rispetto dei diritti di tutti. Lo schema qui a fianco illustra il cammino di una legge, dal momento della proposta a quello in cui diventa obbligatorio rispettarla.

PER STUDiARE Informati e rispondi alle domande.

Camera dei Deputati

Senato

• è firmata dal Presidente della Repubblica entro un mese dalla sua approvazione; • è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello stato per informare i cittadini; • entra in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione.

• Chi è l’attuale Capo dello Stato italiano? • Come si chiama l’attuale Capo del Governo? • Come si chiamano gli attuali Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato? • Secondo te, perché il potere dello stato è diviso in tre parti e affidato a organismi diversi e indipendenti?

83


Cittadinanza e Costituzione

GLI ENTI LOCALI

Regione VALLE D’AOSTA

TRENTINO- FRIULIALTO ADIGE VENEZIA GIULIA VENETO LOMBARDIA

Pesaro Ancona Urbino Macerata Fermo

PIEMONTE

EMILIALIGURIA ROMAGNA

Provincia

Lo Stato italiano, per poter amministrare meglio il territorio, si avvale degli enti locali. Regioni, province e comuni sono organi amministrativi direttamente a contatto con le esigenze della popolazione.

TOSCANA

MARCHE UMBRIA

Macerata

ABRUZZO LAZIO

MOLISE CAMPANIA

PUGLIA BASILICATA

SARDEGNA

SICILIA

e

CALABRIA

Comun Macerata

La regione La regione è l’ente locale con maggiori poteri, infatti può approvare leggi valide nel proprio territorio. Nel capoluogo di regione ha sede il consiglio regionale, guidato dal presidente della regione; il presidente è aiutato nei suoi compiti dagli assessori. Ogni cinque anni, con le elezioni amministrative, i cittadini eleggono il presidente della regione e i consiglieri.

Ten ze della re e p m o c gione Le

Assistenza sanitaria

Istruzione professionale

Tutela dell’ambiente

(per i giovani che vogliono imparare un mestiere)

Attività economiche

84

Lavori pubblici

Turismo


rov

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mp

ze della p

in cia

La provincia emana regolamenti validi nel suo territorio, ma non può avere leggi proprie, quindi deve fare riferimento a quelle regionali e nazionali. Gli organi amministrativi, eletti direttamente dai cittadini, hanno sede nel capoluogo di provincia e sono formati dal presidente della provincia e dal consiglio provinciale. Nel capoluogo hanno sede anche la prefettura, che controlla le amministrazioni provinciali e comunali, la questura, che coordina le forze di polizia, e il tribunale, dove si svolgono i processi.

co

La provincia

eTen

Tutela dell’ambiente

Manutenzione delle strade provinciali

Lavoro

Il comune È la parte amministrativa più piccola in cui è divisa la Repubblica italiana; i comuni possono differire molto gli uni dagli altri, per esempio per numero di abitanti o per estensione. Il comune è amministrato dal sindaco, eletto direttamente dai cittadini con elezioni amministrative insieme ai membri del consiglio comunale. Il sindaco nomina poi gli assessori, con i quali forma la giunta comunale. Il luogo dove lavora l’amministrazione comunale si chiama municipio.

Edilizia scolastica

Trasporti pubblici

Tenz e del com e p m o c une Le

Sport e tempo libero

Salute e igiene pubblica

Servizi sociali

Lavori pubblici

Gestione di asili nido e scuole materne

Sicurezza pubblica

Raccolta rifiuti

85


l’it ali a e le su e re gio ni

Come studiare le regioni Nelle prossime pagine affronterai lo studio delle regioni d’Italia. Ti presentiamo ora gli strumenti che ti aiuteranno a compiere questo viaggio lungo la penisola italiana come un vero REPORTER.

Una carta fisico-politica ti permetterà di ricavare informazioni sugli aspetti fisici e antropici del territorio. Osserva la legenda.

gio ni l’it ali a e le su e re

Una piccola carta politica dell’Italia con la regione evidenziata in rosso ti mostrerà la sua posizione rispetto al territorio italiano.

VALLE D’AOSTA Per ogni regione troverai un elenco delle attività lavorative. Un grafico ti indicherà le percentuali degli occupati nei tre settori e dei disoccupati.

Confine di stato Confine regionale

Capoluogo di regione Capoluogo di provincia Città o paese Traforo Passo o valico Monte Fiume Grotta Scavo archeologico

Alcune domande ti guideranno nella lettura della carta geografica.

Un areogramma ti mostrerà le percentuali di montagna, collina e pianura che compongono il territorio della regione.

here?

DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale REGIONE A STATUTO SPECIALE 2 Superficie: 3 263 km Popolazione: 124 812 abitan2 ti Densità: 38 abitanti per km Capoluogo: AOSTA Province: Aosta

leggi la CARTA

W

Strada importante

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Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina la Valle d’Aosta? • A quale altro stato appartiene il Monte Bianco? E il Cervino? • Come si chiama il fiume che ? attraversa la regione? Da dove nasce • Individua sulla carta i trafori autostradali della Valle d’Aosta.

territorio? Che cosa caratterizza il Who?

ano è una delle cinque recon cime chetasuper hen?tuosa, gioni italian la vetta più e aestatut spicca o speci tra quest

Quando si sono formati i

SETTORI PRODUTTIVI

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5,4% PRIMARIO

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• Agricoltura: cereali, patate, vino. • Allevamento: bovini da latte. • Produzione di legname.

25% SECONDARIO

• Produzione di energia elettri ca (esportata anche in Piemonte).

• Industrie casearie

(in particolare fontina).

• Artigianato del legno (scultura, incisione, intaglio).

69,6% TERZIARIO • Commercio (vendita di prodotti artigianali).

• Turismo (sia estivo sia invernale).

vie, skilift) permettono di sciare su centin aia di chilometri di piste, attrezzate anche con sistemi di innevamento artificiale. Sul ghiacciaio del Plate au Rosa (sul Cervino) si pratica anche lo sci estivo. Nel fondovalle numerosi castelli e fortezze sono un’ulteriore attrattiva per i turisti.

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PAS SAT O chia ma PRE SEN TE

Il folclore

La rubrica PASSATO chiama PRESENTE ti permetterà di approfondire alcuni aspetti della storia e del folclore e di conoscere un personaggio significativo legato alla regione.

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Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

La Valle d’Aos i 4000 m ale. di altitudine; Gliilabitan Biancoo,(4807 oltre m). QUANDO? Monttie parlan al dialetto opa, alta d’Eur valdostano, l’italiano e che conflu il franc ese.iIl territorio è solcato da numerose valli, È la regione meno popol la città sorge ata d’Itali a, ma scono in un’ampia vallata centrale dove il reddito medio per abitante è più alto di Aosta. rispet abbon e to i a quello fredd nazio molto i nale. La ricche zza Il clima è alpino, con invern e. della regione connell’av piogg enti frequer saput o svilup danti nevicate, ed estati freschesta pare in modo armonico le risorse dispo nibili: bellezze naturali, abbondanza di corsi d’acqua, vie di comunicazione. Valle d’Aosta

Ar c o e r e s t i d el teatro roma no di Aos t a.

G EO GR A F

Territorio e ambiente d’Aosta è la più piccola fra le reLa VallePop olazioletame monentelav oro gioni italiane ed è compne

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Autostrada

Ad Aosta il 30 e 31 gennaio di ogni anno si tiene la Fiera di Sant’Orso, in cui tutti gli artigia ni della regione, falegnami, fabbri, ricamatrici e scalpellini, espongono i loro raffinati lavori. Vengono messi in mostra mobili in noce riccamente decorati, attrezzi per lavora re i formaggi, utensili per la cucina, splendidi basso rilievi, i tradizionali sabot (zoccoli) e i prezio si pizzi di Cogne. Durante la fiera ai visitatori viene offerto di bere dalla «grolla», un partico lare contenitore di legno in cui si mesco lano caffè caldo, grappa e spezie.

Spunti per la ricerca

• Recati in un’agenzia di viaggi e raccogli materiale illustrato sulle più importanti stazioni sciistiche valdostane. Quali sport vi si praticano? Vi si svolgono eventi sportivi importanti? • Cerca notizie su questi eventi e sui campioni di ieri e di oggi.

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Troverai anche numerosi spunti

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per la ricerca.


G EO GR A F A

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• Per memorizzare gli aspetti più significativi di ciascuna regione fotocopia e completa la seguente scheda e utilizzala per organizzare le informazioni che trovi nel libro.

REGIONE W

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Who?

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DOVE Si trova?

Chi ci abita?

• La regione è situata nell’Italia: settentrionale.

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• La regione ha uno statuto: ordinario. speciale. • Capoluogo: . . . . ............................. • Province: . . . . . . . . . .............................

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COLORA LA REGIONE

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Che cosa caratterizza il territorio?

• Superficie: … … … … … … … … … … . km2 • Il territorio è prevalentemente: • Catene montuose e cime più alte:

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• Laghi:

• Colline:

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• Mari:

• Pianure:

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• Clima:

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Who?

Quali attivita vi si svolgono?

• La maggior parte della popolazione è occupata nel settore:

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secondario • Industrie: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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• Allevamento o pesca:

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• Artigianato:

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terziario • Turismo: montano. balneare. città d’arte. religioso. • Altro: ..........................

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l’it ali a e le su e re gio ni

VALLE D’AOSTA

here?

DOVE Si trova?

REGIONE A STATUTO SPECIALE Superficie: 3 263 km2 Popolazione: 124 812 abitanti Densità: 38 abitanti per km2 Capoluogo: AOSTA Province: Aosta

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina la Valle d’Aosta? • A quale altro stato appartiene il Monte Bianco? E il Cervino? • Come si chiama il fiume che attraversa la regione? Da dove nasce? • Individua sulla carta i trafori autostradali della Valle d’Aosta.

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Zona: Italia settentrionale hat?

Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La Valle d’Aosta è la più piccola fra le regioni italiane ed è completamente montuosa, con cime che superano i 4000 m di altitudine; tra queste spicca la vetta più alta d’Europa, il Monte Bianco (4807 m). Il territorio è solcato da numerose valli, che confluiscono in un’ampia vallata centrale dove sorge la città di Aosta. Il clima è alpino, con inverni molto freddi e abbondanti nevicate, ed estati fresche con frequenti piogge.

Le province della Valle d’Aosta Aosta , il capoluogo dell’unica provincia della regione, si trova alla confluenza del torrente Buthier con la Dora Baltea, nel punto in cui la valle è più ampia. È contornata da un magnifico scenario alpino e la pianta quadrata della città ci svela le sue origini: un accampamento romano divenuto poi un vero centro urbano. Numerosi sono i monumenti e le testimonianze del passato, come le antiche mura, l’Arco di Augusto e la Porta Pretoria.

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Ar c o e r e sti de l t e at r o roma no di Aos t a.


G EO GR A F A

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro La Valle d’Aosta è una delle cinque regioni italiane a statuto speciale. Gli abitanti parlano, oltre al dialetto valdostano, l’italiano e il francese. È la regione meno popolata d’Italia, ma il reddito medio per abitante è più alto rispetto a quello nazionale. La ricchezza della regione sta nell’aver saputo sviluppare in modo armonico le risorse disponibili: bellezze naturali, abbondanza di corsi d’acqua, vie di comunicazione.

SETTORI PRODUTTIVI 5,4% PRIMARIO • Agricoltura: cereali, patate, vino. • Allevamento: bovini da latte. • Produzione di legname.

25% SECONDARIO • Produzione di energia elettrica (esportata anche in Piemonte).

La risorsa turismo

• Industrie casearie

Il 25% della popolazione attiva valdostana, cioè una persona su quattro, è impegnata in attività legate al turismo, il settore su cui la regione fonda la sua ricchezza. Sono numerosi gli alberghi di fondovalle e i rifugi in quota, che si possono raggiungere grazie a una fitta rete di strade e sentieri. D’inverno un gran numero di impianti di risalita (funivie, seggiovie, skilift) permettono di sciare su centinaia di chilometri di piste, attrezzate anche con sistemi di innevamento artificiale. Sul ghiacciaio del Plateau Rosa (sul Cervino) si pratica anche lo sci estivo. Nel fondovalle numerosi castelli e fortezze sono un’ulteriore attrattiva per i turisti.

• Artigianato del legno (scultura,

www Il folclore

(in particolare fontina). incisione, intaglio).

69,6% TERZIARIO • Commercio (vendita di prodotti artigianali).

• Turismo (sia estivo sia invernale).

PASSATO chiama PRESENTE

Ad Aosta il 30 e 31 gennaio di ogni anno si tiene la Fiera di Sant’Orso, in cui tutti gli artigiani della regione, falegnami, fabbri, ricamatrici e scalpellini, espongono i loro raffinati lavori. Vengono messi in mostra mobili in noce riccamente decorati, attrezzi per lavorare i formaggi, utensili per la cucina, splendidi bassorilievi, i tradizionali sabot (zoccoli) e i preziosi pizzi di Cogne. Durante la fiera ai visitatori viene offerto di bere dalla «grolla», un particolare contenitore di legno in cui si mescolano caffè caldo, grappa e spezie.

Spunti per la ricerca • Recati in un’agenzia di viaggi e raccogli materiale illustrato sulle più importanti stazioni sciistiche valdostane. Quali sport vi si praticano? Vi si svolgono eventi sportivi importanti? • Cerca notizie su questi eventi e sui campioni di ieri e di oggi.

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PIEMONTE DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale

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Superficie: 25 402 km2 Popolazione: 4 352 828 abitanti Densità: 171 abitanti per km2 Capoluogo: TORINO Province: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli.

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente Il territorio della regione è prevalentemente montuoso. La catena delle Alpi da nord a sud-ovest e l’Appennino ligure a sud-est formano un confine naturale. I rilievi hanno un aspetto aspro e scendono rapidamente verso la pianura; non vi sono le Prealpi come nelle altre regioni alpine e da ciò deriva il nome della regione, che significa «ai piedi dei monti». Il Piemonte è ricco di corsi d’acqua, tutti affluenti del Po, che attraversa la regione da ovest a est. In pianura i campi coltivati e gli insediamenti urbani con le zone industriali hanno sostituito parte degli ambienti naturali. Il clima è rigido sui rilievi, continentale in pianura e in collina, con inverni freddi ed estati calde.

leggi la CARTA

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Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina il Piemonte? • Da quale monte nasce il Po e quali sono i suoi affluenti di destra e di sinistra? • Come si chiamano le zone collinari? • Hai trascorso una vacanza in Francia. Quale traforo devi percorrere per tornare a Torino?


G EO GR A F A SETTORI PRODUTTIVI

Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro Nel Novecento il numero dei residenti nella regione è aumentato notevolmente a causa del forte flusso migratorio proveniente soprattutto dal Sud d’Italia. Coloro che erano in cerca di lavoro, infatti, vedevano nelle grandi industrie del Piemonte una concreta possibilità di occupazione. Oggi la popolazione è arricchita anche dalla presenza di molti extracomunitari.

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3,7% PRIMARIO • Agricoltura: riso (1° posto in Italia), grano, mais. Vini pregiati (Barolo, Barbaresco, Barbera e Moscato). Tartufi (famosi quelli di Alba).

• Allevamento: bovini e suini.

35,9% SECONDARIO • Industria meccanica (automobili, treni, robot industriali).

• Piccole e medie industrie (della lana, dolciarie, del vino).

• Industria elettronica.

60,4% TERZIARIO • Commercio. • Servizi bancari e assicurativi. • Turismo.

La Fiat e i Gianduiotti A Torino ha sede la più grande industria automobilistica italiana, la Fiat, con le aziende a essa collegate (industrie chimiche di vernici, materie plastiche e pneumatici). Dopo alcuni anni di crisi, il settore si è ripreso e sono stati aperti alcuni stabilimenti anche nel Meridione d’Italia, favorendo il ritorno di molti lavoratori emigrati nelle proprie terre d’origine. Torino è anche famosa per la produzione di cioccolatini. Sono rinomati i Gianduiotti, che prendono il nome da Gianduia, maschera del Carnevale. Il turismo è legato soprattutto alle località sciistiche. Le più conosciute sono quelle del grande comprensorio noto come Via Lattea, che ha in Sestriere la stazione più importante. Molto frequentate sono anche le cittadine sul Lago Maggiore e le città d’arte. Sviluppato è anche il turismo religioso, con la visita al Colle don Bosco o al Duomo di Torino, dove è conservata la Sacra Sindone (il lenzuolo in cui si ritiene sia stato avvolto il corpo di Gesù dopo la morte). Spunti per la ricerca • Fai un’inchiesta sulle marche d’auto possedute dalle famiglie dei tuoi compagni di classe e rappresenta su un grafico i dati che hai raccolto. • Cerca notizie sulla coltivazione del riso e sulla vita nelle risaie della regione.

Montaggio di un’auto alla FIAT.

PER STUDiARE Completa il testo, anche con l’aiuto del grafico. • Il settore primario occupa il .……... % dei lavoratori. • Si coltivano cereali, al primo posto spicca la produzione di ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

• Il Piemonte vanta la più importante industria . . . . . . . . . . ................................... d’Italia. • I suoi cioccolatini più famosi .......... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . prendono il nome dalla . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................................

• Il settore terziario occupa il .……... % della popolazione. • Le principali attività del terziario .... sono . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

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La Mole Antonelliana è il simbolo di Torino. Fu realizzata tra il 1863 e il 1889 dall’architetto Alessandro Antonelli. Oggi è sede del Museo Nazionale del Cinema.

Le province del Piemonte Torino si trova alla confluenza del Po con la Dora Riparia. Fu fondata dai Romani e la sua struttura a scacchiera ricorda le sue origini di castrum (accampamento) romano. Per numero di abitanti ed estensione è la quarta metropoli italiana. È ricca di monumenti e di eleganti palazzi; in uno di essi ospita il Museo egizio, secondo per ricchezza di reperti solo a quello de Il Cairo, in Egitto. Le Olimpiadi invernali del 2006 hanno dato a Torino uno slancio internazionale e un forte impulso al turismo nella città. Alessandria è soprattutto un ricco centro commerciale agricolo, ma sono presenti anche diverse industrie, alcune delle quali tipiche, come quelle dei profumi e dei cappelli.

Asti , capoluogo del Monferrato, è un mercato agricolo di grande importanza per le uve e i vini (Barbera, Freisa, Grignolino e lo spumante che prende il nome dalla città).

Biella è uno dei centri italiani più importanti dell’industria laniera.

Cuneo è il capoluogo della più vasta provincia del Piemonte e il suo nome significa «incuneata fra le valli». Importante centro agricolo e del bestiame, possiede anche industrie tessili e chimiche.

Novara è situata al centro di una pianura ricca di risaie; è anche un importante nodo stradale e ferroviario. P ano r ama

d i C u neo ; s u l l o s f o n d o le A l p i m a r i t t im e .

Verbano-Cusio-Ossola è la provincia che ha per capoluogo Verbania, situata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. Per la sua posizione geografica privilegiata, il turismo è molto sviluppato.

Vercelli sorge al centro di una fertile pianura che produce circa il 60% del riso italiano. Le campagne del Vercellese, allagate da aprile a ottobre, creano un ambiente simile a quello delle lagune. Le risaie nella campagna di Vercelli.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Nel I millennio a.C. il Piemonte era abitato da popolazioni provenienti dalla Gallia (l’attuale Francia), tra cui i Taurini, da cui ha preso il nome la città di Torino. Nel II secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della regione, che si concluse nel corso del I secolo d.C. Durante il Medioevo (dal 476 d.C. al 1492) la regione fu occupata prima dai Longobardi, poi dai Franchi. Nel XII secolo la dinastia dei Savoia iniziò a impadronirsi del Piemonte, unificandolo. In un periodo di lotte per il predominio, il ducato dei Savoia fu l’unico che riuscì a difendere la propria autonomia e a rafforzarsi. Con i Savoia ebbe inizio il Risorgimento, il processo che portò all’unificazione dell’Italia. Dal 1861 al 1864 Palazzo Carignano, a Torino, sede Torino è stata la prima capitale del del Museo del Risorgimento. Regno d’Italia.

L’incontro fra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II di Savoia, a Teano, nel 1860.

Il folclore

i Asti. al Palio d o c i r o t s e Giovani donne in costum

Il personaggio San Giovanni Bosco, nato nel 1815 a Castelnuovo d’Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco), fu sacerdote ed educatore attivissimo. Fondò la congregazione dei Salesiani, che oggi conta in tutto il mondo più di 130 centri di educazione per i bambini meno abbienti. Alla base del suo pensiero c’era la convinzione che era meglio «prevenire, non reprimere» e che dunque i giovani meno fortunati non avessero bisogno di carcere, ma di un luogo in cui trovare affetto, attenzione, gioia.

Il Palio di Asti risale al 1275. Si corre con 21 cavalli per le vie del centro storico. Nelle settimane precedenti la gara i contendenti cercano di propiziarsi la vittoria con cene, riti e scherzi che durano fino al giorno della corsa, che è preceduta da un corteo storico di milleduecento figuranti in costume medievale.

osco. vo Don B o u ln e t s a di Ca Panoram

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LOMBARDIA

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DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale 2

Superficie: 23 844 km Popolazione: 9 545 441 abitanti Densità: 400 abitanti per km2 Capoluogo: MILANO Province: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina la Lombardia? • Come si chiama la catena delle Alpi che confina con la Svizzera? • Quali sono i principali fiumi della regione? • Quali i principali laghi?

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La superficie della Lombardia si divide quasi equamente tra pianura e zone montuose. Le colline, di origine glaciale, rappresentano il graduale passaggio dalle cime montuose alla pianura alluvionale. I fiumi sono numerosi e alimentati dai ghiacciai e dai numerosi laghi. La Lombardia dispone anche di molti canali artificiali, chiamati navigli. Il clima nella zona pianeggiante è continentale, con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde e afose; è più mite vicino ai laghi e all’interno delle vallate alpine, che i monti proteggono dalle correnti fredde provenienti da nord.


G EO GR A F A

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SETTORI PRODUTTIVI 1,6% PRIMARIO • Agricoltura: orzo, mais, riso, soia. • Allevamento: bovini e suini (1° posto).

37% SECONDARIO • Produzione di energia elettrica (1° posto). • Industrie chimiche, elettroniche, informatiche. • Piccole e medie industrie (calzature, abbigliamento e moda, mobili).

61,4% TERZIARIO • Commercio (sia all’ingrosso, sia al dettaglio). • Settore finanziario (banche, assicurazioni, borsa).

• Attività legate alla pubblicità e alla ricerca. • Turismo (nelle zone dei laghi Maggiore, di Como e di Garda; nelle località montane e sciistiche di Livigno e Bormio; nelle cittadine termali come Boario e Sirmione).

PER STUDiARE Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro La Lombardia è tra le regioni italiane con il reddito pro capite (cioè per persona) più alto. La ricchezza delle acque, la fertilità del terreno, le numerose vie di comunicazione hanno contribuito allo sviluppo della regione. Essa ha il maggior numero di abitanti, molti dei quali provenienti da altre regioni. La Lombardia è infatti la prima regione italiana per l’industrie, il commercio, l’editoria e gli impianti sportivi.

La moda e il design Mentre Como, sin dall’Ottocento, è la città italiana della seta, Milano è oggi il centro della moda. È qui, infatti, che i più importanti stilisti italiani propongono le nuove collezioni, che poi verranno esposte nei più bei negozi del capoluogo lombardo e in tutto il mondo. La regione è però all’avanguardia anche nel design, nell’architettura, nell’arredamento: tutte arti che mettono insieme la ricerca del bello con l’industria e il commercio.

Completa il testo. • Il settore secondario occupa il . . . . . . . . . . . . . . . . % della popolazione. • Le principali piccole e medie industrie sono quelle di ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................

• Il settore terziario occupa il . . . . . . . . . . . . . . . . % della popolazione. • Per settore finanziario si intendono . . . ................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................

Spunti per la ricerca

• Chiedi in un negozio di elettrodomestici quali sono prodotti in Lombardia e osserva se sono a basso consumo energetico. • Fai una ricerca sullo smaltimento dei rifiuti e sul loro riciclaggio in Lombardia.

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Le province della Lombardia

Milano , con più di un milione di abitanti, è il capoluogo della Lombardia. Sorge nel cuore della Pianura padana ed è il nodo più importante delle vie di comunicazione stradali e ferroviarie dell’Italia settentrionale. Conserva monumenti importanti, come il Duomo e il Castello Sforzesco, ma è soprattutto una città moderna. Vi si trovano le sedi di banche, società finanziarie, case editrici e redazioni di giornali, oltre agli studi di numerose emittenti televisive e radiofoniche. Milano è sede anche di prestigiose università, musei e teatri. L’ultima cena, dipinta da Leonardo da Vinci, si trova a Milano, nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.

Brescia è situata ai piedi delle Prealpi lombarde. È uno dei maggiori poli industriali d’Italia per le fabbriche metalmeccaniche e di armi. In piazza della Loggia si può ammirare l’omonimo e imponente palazzo rinascimentale.

Monza nel maggio del 2004 è divenuta capoluogo della provincia Monza e Brianza. È un importante centro industriale, commerciale e sportivo (autodromo).

Bergamo è divisa in Bergamo Bassa, in pianura, tà alta. a della cit Bergamo, una vedut

moderna e attiva, e Bergamo Alta, ricca di edifici antichi di grande valore storico e artistico.

Varese è ricca di ville e giardini ottocenteschi, ma

Mantova sorge sulle sponde del fiume Mincio.

è conosciuta soprattutto per le industrie di calzature, abbigliamento ed elettrodomestici.

Ricca di importanti monumenti, come il Palazzo Ducale, oggi è un centro agricolo e industriale molto importante.

Como si trova all’estremità ocLecco , sul ramo orien-

cidentale del lago omonimo. È una città moderna e un importante centro turistico.

tale del Lago di Como, è un centro industriale e commerciale molto attivo.

Pavia , circondata da colline, si trova vicina al punto di incontro del Ticino con il Po. Tra il IV e l’VIII sec. d.C. fu capitale del regno longobardo.

Cremona si trova sulla riva si-

Lodi sorge sull’Adda.

Il Palazzo Ducale di Mantova.

nistra del Po ed è famosa per la produzione di violini e di altri strumenti ad arco. Ospita la Scuola Internazionale di Liuteria (arte di chi fabbrica o ripara strumenti musicali).

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La sua economia si basa sulla produzione agricola e su quella lattiero-casearia.

Sondrio è il capoluogo più settentrionale della Lombardia; di tradizioni agricole, oggi punta la sua economia sul turismo invernale.


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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Nella regione, invasa dai Galli, nascono nel I millennio a.C. Lodi e Brescia. Nel III sec. a.C. i Romani iniziano la conquista della regione, ma sono i Longobardi che nel Medioevo le danno il nome di Longobardia. Segue il dominio dei Franchi e quello degli imperatori di Germania, che nel VII secolo vengono cacciati dalla coalizione dei liberi comuni. Si succedono le dinastie dei Visconti e degli Sforza, poi varie dominazioni straniere, finché la regione, dopo essere stata annessa al Regno di Sardegna nel 1859, entra a far parte del Regno d’Italia.

o Sforza a Francesc Le nozze tr . ti aria Viscon e Bianca M

Il folclore

Il Castello Sforzesco a Milano.

Il panettone è il dolce tipico della Lombardia e la sua nascita è legata a una leggenda. Toni era il garzone di un uomo ricco ed esigente, che spesso organizzava feste e cene a casa sua. La sera di una vigilia di Natale il cuoco preparò una cena memorabile e si sparse la voce che il dolce sarebbe stato sublime. Al momento di toglierlo dal forno, però, in cucina si accorsero che si era tutto bruciacchiato. In aiuto del cuoco arrivò Toni, che aveva appena fatto per sé e per i suoi amici un pane lievitato mescolato a canditi e uva passa. Il «pan di Toni» non era altro che il panettone che oggi conosciamo, che fu offerto ai commensali con grande successo.

Il personaggio Publio Virgilio Marone nacque a Mantova nel 70 a.C. ed è considerato uno dei più grandi poeti latini. Scrisse l’Eneide, poema scritto in elogio di Roma in cui si racconta della fuga di Enea, principe troiano, dopo la distruzione della sua città. Enea arrivò nel Lazio dove, dopo aver sconfitto Turno, re dei Rutuli, sposò Lavinia, figlia del re Latino. I Troiani si unirono così alle popolazioni locali e Virgilio attribuisce ai loro discendenti la fondazione di Roma. Affresco ritrovato a Ercolano che raffigura Enea ferito.

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TRENTINO-ALTO ADIGE

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DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale REGIONE A STATUTO SPECIALE Superficie: 13 607 km2 Popolazione: 994 703 abitanti Densità: 73 abitanti per km2 Capoluogo: Trento Province: Bolzano, Trento

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente Il Trentino-Alto Adige occupa la parte più settentrionale dell’Italia. I monti principali sono, a nord, le Alpi Venoste e le Alpi Atesine e, a est, le Dolomiti. Le valli principali si diramano in numerose valli secondarie e sono per lo più scavate da antichi ghiacciai. Oltre ai corsi d’acqua, vi sono numerosi laghi, tra cui quelli di Carezza, di Tovel, di Molveno e l’estremità settentrionale del Lago di Garda. Il clima è alpino, con inverni molto freddi e abbondanti nevicate ed estati fresche. In primavera soffia da nord un vento caldo e asciutto, il föhn.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina il Trentino-Alto Adige? • Quali cime superano i 3000 metri? • Quali fiumi attraversano la regione? • Individua sulla carta le principali valli del Trentino.

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro Il Trentino-Alto Adige è una regione molto sviluppata, al primo posto in Italia per il reddito pro capite. L’agricoltura, benché limitata dalla natura montuosa del territorio, è molto produttiva, perché praticata con sistemi moderni. Grazie alla ricchezza di acque, le centrali idroelettriche forniscono circa un quinto dell’energia elettrica di cui l’Italia necessita e alimentano le numerose industrie regionali. Il settore turistico ha avuto una crescita eccezionale: la bellezza dei paesaggi, l’esteso comprensorio sciistico, il numero di servizi alberghieri, in località come Cavalese, San Martino di Castrozza, Moena e Madonna di Campiglio, occupa quasi il 65% della popolazione attiva.

L’artigianato del legno L’artigianato del legno ha una tradizione molto antica nella regione ed è particolarmente sviluppato in Val Gardena, dove quest’arte si tramanda fin dal Seicento. La lavorazione oggi è sempre più raffinata, tanto che a Ortisei esiste anche una scuola di intaglio. Gli oggetti tipici della produzione gardenese sono le statuine del presepe, le figure religiose e i giocattoli.

SETTORI PRODUTTIVI 5,8% PRIMARIO • Agricoltura: mele della Val di Non, uva (vini pregiati).

• Allevamento: bovini (produzione latte).

26,1% SECONDARIO • Produzione di energia elettrica. • Industria alimentare (prodotti caseari) e del legno.

68,1% TERZIARIO • Turismo (estivo e invernale).

PER STUDiARE Completa il testo. • Il settore primario occupa il .……....... % della popolazione. • L’agricoltura si basa sulla produzione di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

• La produzione di energia elettrica copre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . del fabbisogno nazionale. • Il settore terziario è alimentato dal ....... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

• La lavorazione del legno è tipica della Val . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Spunti per la ricerca

• Cerca informazioni su quali strumenti si usano per lavorare e intagliare il legno. • Quale tipo di legno è più adatto per la produzione di oggetti artistici?

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Le province del Trentino-Alto Adige Trento, di origine romana, sorge sulla riva sinistra del fiume Adige. Nel Medioevo fu sede di un principato vescovile e a quel periodo appartengono numerosi monumenti, come il castello del Buonconsiglio, che fu residenza dei vescovi, il Duomo e la Basilica di Santa Maria Maggiore. La città è sede di università, ha numerosi musei e vi si svolgono importanti manifestazioni culturali.

Il castello del Buonconsiglio.

Uno scorcio di Bolzano.

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Bolzano si trova tra le valli dell’Adige e dell’Isarco. Conserva numerosi monumenti medievali, tra cui il Duomo, ed è sede ogni due anni del consiglio regionale, in alternanza con Trento. Nella sua provincia si parlano l’italiano e il tedesco, lingue studiate entrambe nelle scuole.

PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Abitata in epoca antica da popolazioni celtiche, la regione fu poi colonizzata dai Romani. Caduto l’Impero romano passò sotto il Regno di Germania. Più tardi fu annessa all’Impero asburgico d’Austria, in cui rimase fino alla Prima guerra mondiale (1918), quando divenne italiana. Dopo la Seconda guerra mondiale (1946), fu istituita la regione a statuto speciale, con le due province autonome di Trento e di Bolzano. L’imperatore Massimiliano d’Asburgo.

Il folclore

In diverse località del Trentino il 5 dicembre viene festeggiato San Nicola. A Vipiteno, in provincia di Bolzano, ha luogo un lungo corteo composto da personaggi bizzarri come il Krampus, un pauroso demonio. Questi, insieme a un angelo e a San Nicola, visita le case dove ci sono dei bambini. San Nicola chiede come si sono comportati durante l’anno, mentre il diavolo minaccia di aggredirli. Il santo invita poi i bambini a pregare e l’angelo consegna loro i doni.

Il personaggio

Nel 1991 nel ghiacciaio del Monte Similaun, nell’alta Val Senales, fu scoperto il corpo di un uomo perfettamente conservato, vissuto fra il 3350 e il 3100 a.C. Fu chiamato Ötzi. Aveva il corpo martoriato da cicatrici e fratture, risalenti a prima della morte. Indossava un berretto, una pelliccia e un paio di pantaloni e portava con sé un’ascia con la lama di rame. Era morto per un colpo di freccia. Oggi possiamo osservare questo prezioso reperto nel Museo archeologico di Trento.

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Ricostruzione dell’aspetto di Ötzi.


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VENETO

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DOVE Si trova?

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Zona: Italia settentrionale Superficie: 18 399 km2 Popolazione: 4 773 554 abitanti Densità: 259 abitanti per km2 Capoluogo: VENEZIA Province: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente Le montagne occupano la zona più settentrionale della regione; tra le vette più elevate ricordiamo le Tre Cime di Lavaredo e le Pale di San Martino, entrambe nel massiccio delle Dolomiti. L’unico grande ghiacciaio è quello della Marmolada (3343 m). La zona pianeggiante, suddivisa in alta e bassa pianura, degrada fino alla costa, che comprende le zone del delta del Po e la laguna veneta. Il clima è alpino al nord, afoso in estate e freddo e umido in inverno nelle pianure, mite e ventilato lungo le coste.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina il Veneto? • Come si chiama la catena montuosa che segna il confine con l’Austria? E quella che la divide dal Trentino-Alto Adige? • Individua le zone collinari presenti sul territorio veneto. • Da quali fiumi è solcata la Pianura veneta?

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SETTORI PRODUTTIVI 3,7% PRIMARIO • Agricoltura: mais e soia (1° posto in Italia), vino e barbabietole da zucchero (2° posto).

• Allevamento: bovini e suini.

38,8% SECONDARIO • Grandi industrie (siderurgiche, meccaniche, navali).

• Piccole e medie industrie (calzature, pellame, abbigliamento, ottica, calzature sportive).

• Artigianato (vetro soffiato e merletti).

57,5% TERZIARIO • Turismo (estivo, invernale e delle città d’arte).

PER STUDiARE Completa il testo. • Nel settore primario il Veneto è al primo posto per la produzione di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Il Veneto vanta le seguenti piccole e medie industrie: ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Il ................... . . . . . . . . . . è al primo posto nel settore terziario ed è sviluppato per . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro A partire dalla seconda metà del secolo scorso il Veneto è diventato una delle regioni più avanzate d’Italia. L’agricoltura è specializzata, l’industria è diffusa su tutto il territorio, il turismo e i servizi sono sviluppati. Per questi motivi il Veneto ha oggi un reddito pro capite superiore alla media nazionale, mentre la disoccupazione è più bassa che in altre regioni.

Il turismo Il terziario è al primo posto nel Veneto per il numero di persone impiegate e per il reddito prodotto. Grande importanza ha il turismo, dovuto sia alle attrattive di Venezia e delle altre città d’arte, sia alle località di mare (Jesolo) e di montagna (Cortina d’Ampezzo). Oltre alle bellezze naturali e artistiche, ogni anno migliaia di turisti vengono attratti dalle iniziative culturali proposte, come gli spettacoli lirici a Verona, il Carnevale, la Biennale d’arte e la Mostra del cinema a Venezia, la Fiera campionaria a Padova, la Partita a scacchi a Marostica. Spunti per la ricerca

• Fai una ricerca, a tua scelta, su una delle iniziative culturali della regione. • Anche le zone del delta del Po rappresentano un’attrattiva naturalistica di grande interesse. Cerca notizie e illustrazioni sulla flora e sulla fauna.


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Le province del Veneto Venezia è una città unica al mondo: è costruita su una serie di banchi fangosi, circa 120 isolette, all’interno della laguna. Le sue origini risalgono al V sec. d.C., quando gli abitanti della vicina terraferma si stabilirono sulle isole per sfuggire alle invasioni dei Goti. A Venezia si possono ammirare importanti monumenti, come la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Ponte di Rialto, gli edifici lungo il Canal Grande e le numerosissime chiese. Anche le isole più note della laguna richiamano ogni anno migliaia di turisti, che apprezzano i prodotti artigianali di Murano (vetri) e Burano (merletti) e l’arte di Torcello (la sua Basilica risale all’anno 1000).

Verona è attraversata dall’Adige e sorge ai piedi dei Monti Lessini. La sua posizione centrale rispetto alle vie di comunicazione tra l’Italia settentrionale e l’Europa hanno favorito il suo sviluppo industriale. Il monumento più noto della città è l’Arena (I sec. d.C.), uno dei più importanti anfiteatri di epoca romana rimasti.

Un scorcio di Piazza San Marco, a Venezia.

Padova si trova a poca distanza dai Colli Euganei. Le industrie tessili, alimentari, metalmeccaniche e le attività commerciali affiancano la produzione agricola. La città è sede di un’antica università e conserva importanti monumenti, come la Basilica di Sant’Antonio, e opere d’arte, fra cui i famosi affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni.

Vicenza , ai piedi dei Monti Berici, conserva magnifici palazzi del Quattrocento e del Cinquecento. È famosa per l’industria tessile e per l’artigianato orafo.

Rovigo, nella pianura del Polesine, presenta tra i vari monumenti paLa Ba si li c a d i S a n t ’A n t o n i o , a P a d o va .

lazzi signorili, un monastero del XIII secolo e una chiesa a pianta rotonda. La sua economia è basata sull’agricoltura e sulle industrie alimentari.

Belluno è il capoluogo della provincia più settentrionale del Veneto. Il suo territorio, interamente montuoso, comprende Cortina d’Ampezzo, Misurina e Pieve di Cadore, famose mete del turismo soprattutto invernale. Treviso è un importante centro agricolo; famoso è il suo radicchio rosso. Negli ultimi anni ha avuto anche un buon sviluppo industriale. Il Canale dei Buranelli, a Treviso.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Nel Medioevo, mentre nelle città della terraferma si affermavano le signorie, Venezia diventò una potente Repubblica marinara, detta «la Serenissima», che finì per controllare tutta la regione e anche alcune zone del Mar Egeo. Nel 1796 il Veneto, occupato da Napoleone Bonaparte, a capo dell’esercito francese, fu ceduto all’Austria. Dopo sette decenni di dominio austriaco, nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia. Veduta di Venezia medievale, con il Palazzo dei Dogi e la Basilica di San Marco.

Il folclore

Pi a zz a Ca s t e l l o a M ar o st i ca .

Ramses II.

A Marostica, in provincia di Vicenza, il secondo fine settimana di settembre, negli anni pari, si tiene una spettacolare partita a scacchi con pedine viventi: persone vestite in costume che si muovono sulla pavimentazione della piazza situata davanti al castello usata come scacchiera. La competizione ha origine da un episodio del 1454. Due signori che desideravano in sposa la stessa donna decisero di risolvere la questione senza spargimenti di sangue: il vincitore della partita a scacchi avrebbe ottenuto la mano della fanciulla, il perdente quella della sorella minore.

Il personaggio Giovan Battista Belzoni, nato a Padova nel 1778, insofferente dell’ambiente ristretto della sua città, iniziò a viaggiare giovanissimo. Girò l’Europa facendo vari mestieri, poi propose al viceré d’Egitto il progetto di una macchina per l’irrigazione delle campagne. L’apparecchio idraulico non ebbe successo, ma l’intraprendenza di Belzoni lo portò a realizzare un’impresa ben più importante. In Egitto, infatti, egli contribuì al recupero del busto colossale del faraone Ramses II, nascosto nella sabbia, alla scoperta della più grande e decorata tomba della Valle dei Re, appartenente a Seti I, e al ritrovamento dell’ingresso della piramide di Chefren. Nella terra dei faraoni il padovano ebbe modo di dimostrare tutto il suo ingegno e divenne famoso in tutta Europa come archeologo ed egittologo.

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FRIULI-VENEZIA GIULIA

Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente Il Friuli-Venezia Giulia può essere diviso in cinque zone: la fascia alpina, quella prealpina, l’alta e la bassa pianura e la costa. A sud delle Alpi, le Prealpi Carniche e Giulie digradano verso la pianura in una serie di colline di origine glaciale. La pianura è la continuazione orientale di quella padano-veneta; la linea delle risorgive segna il confine tra l’alta pianura, arida e sassosa, e la bassa pianura, fertile e coltivata. Le coste sono basse e lagunari tra le foci del Tagliamento e dell’Isonzo, alte e rocciose quelle triestine. Il clima è temperato nella zona costiera e alpino sui rilievi. I venti tipici sono la bora, fredda e impetuosa che spira da nord-est, e lo scirocco, caldo e umido, da sud-est.

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DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale REGIONE A STATUTO SPECIALE Superficie: 7 858 km2 Popolazione: 1 212 602 abitanti Densità: 154 abitanti per km2 Capoluogo: TRIESTE Province: Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina il Friuli-Venezia Giulia? • Com’è suddiviso il territorio? • Quali sono le principali catene e i monti più elevati? • Elenca i fiumi principali della regione.

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro Lo sviluppo agricolo e industriale della regione hanno frenato negli ultimi decenni l’emigrazione, intensa fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. La posizione della regione, al confine con l’Austria e gli stati balcanici, ha favorito il commercio, ma ha anche creato diversi problemi di convivenza tra i vari gruppi etnici. Per la presenza di minoranze slave e tedesche e per i suoi trascorsi storici, la regione è a statuto speciale. SETTORI PRODUTTIVI 2,9% PRIMARIO

I vini e la pesca

• Agricoltura: soia, mais, orzo, frumento, patate, mele, pere.

• Allevamento: bovini, suini (prosciutti pregiati come il San Daniele).

33,7% SECONDARIO • Produzione di elettrodomestici. • Industrie tessili, meccaniche e alimentari.

63,4% TERZIARIO • Commercio. • Servizi (banche, assicurazioni). • Turismo estivo (spiagge di Grado e Lignano Sabbiadoro) e invernale (stazioni sciistiche di Tarvisio).

PER STUDiARE

Anche se l’agricoltura ha perso importanza attraverso gli anni, sulle colline della regione si praticano coltivazioni specializzate e di qualità, prima fra tutte quella della vite, destinata alla produzione di vini eccellenti (Collio, Pinot, Cabernet, Merlot). La pesca ha un certo peso economico, in particolare l’allevamento dei molluschi.

Completa il testo. • La produzione agricola tipica delle colline friulane è . . . . . . . . . . . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• È diffuso l’allevamento dei ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Le principali attività industriali sono ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Nel settore terziario ha un notevole peso economico il ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Le principali località turistiche sono ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Pesca con le reti nella laguna friulana. Spunti per la ricerca

• Cerca informazioni sull’altopiano del Carso e sulle caratteristiche fisiche di quel territorio.


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Le province del Friuli-Venezia Giulia Trieste sorge al confine con la Slovenia e si affaccia sul Mar Adriatico. Divenne città commerciale e portuale nel Settecento in quanto sbocco marino per l’Impero austro-ungarico. Oggi il suo porto è il secondo in Italia dopo quello di Genova. È sede di università e vi si possono ammirare palazzi ottocenteschi e la Piazza Unità d’Italia, la più grande piazza italiana affacciata sul mare.

Gorizia sorge sull’Isonzo, al confine sloveno. Circondata da dolci colline, è famosa per la coltivazione della vite e la produzione di ottimi vini.

Udine , in passato importante mercato agricolo, oggi ha raggiunto un buon sviluppo industriale nei settori alimentare (birra, grappa), meccanico e tessile.

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Pia zz a Un i tà d’ I ta l i a a T r i es te .

Pordenone è capoluogo di provincia dal 1968 ed è sede di una delle maggiori concentrazioni industriali italiane nel settore degli elettrodomestici.

PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Nel II sec. a.C. la regione fu conquistata dai Romani, che vi fondarono le colonie di Forum Iulii (attuale Cividale) e di Aquileia. Fu poi occupata dai Longobardi e dai Franchi e nel Medioevo divenne territorio della Repubblica di Venezia. Napoleone Bonaparte nel 1796, dopo aver sconfitto gli Austriaci, la cedette all’Impero d’Austria. Nel 1866 la parte occidentale fu annessa al Regno d’Italia, mentre la parte orientale divenne italiana solo dopo la Prima guerra mondiale (1918). Alla fine della Seconda guerra mondiale (1945) nacque ufficialmente il Friuli-Venezia Giulia, mentre due territori (Dalmazia e Istria) entrarono a far parte della Iugoslavia.

Fibula longobarda del VII secolo d.C.

Il personaggio

. i Miramare Il castello d

All’ingresso di Trieste, sul mare, sorge il romantico castello di Miramare, costruito nel 1860 per ospitare Massimiliano d’Asburgo e la moglie Carlotta. Quando la Francia offrì a Massimiliano il trono del Messico egli accettò e partì lasciando la moglie da sola nella loro splendida residenza. Carlotta, dopo due anni, stravolta dalla notizia della fucilazione del marito da parte dei ribelli messicani, impazzì per il dolore.

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DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale Superficie: 5 422 km2 Popolazione: 1 607 878 abitanti Densità: 297 abitanti per km2 Capoluogo: GENOVA Province: Genova, Imperia, La Spezia, Savona

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali stati e regioni confina la Liguria? • Come si chiama il tratto di mare che la bagna? • Quali catene di monti caratterizzano il territorio ligure? • Come si chiama il colle che segna il confine tra le Alpi e gli Appennini?

Tipico paesaggio della Val Trebbia. Scorcio di Vernazza, una delle Cinque Terre.

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LIGURIA Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La Liguria è una delle più piccole regioni d’Italia. È disposta ad arco sul Golfo di Genova ed è costituita da una stretta fascia di terra tra le montagne e il mare. I monti sono vicinissimi alla costa, per cui non esistono vere e proprie pianure. I fiumi principali, tutti a carattere torrentizio, sono il Magra, il Vara, il Roia. La costa è quasi esclusivamente rocciosa, caratterizzata da ripidi pareti a picco sul mare, le falesie. Le piccole isole di Gallinara, Bergeggi e Palmaria emergono di fronte alla costa. Il clima è abbastanza mite, sia per la vicinanza con il mare che per la presenza delle Alpi, che riparano la regione dalle correnti fredde provenienti da nord.


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SETTORI PRODUTTIVI

Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro La Liguria ha un reddito medio più basso rispetto alle altre regioni settentrionali. Il tasso di disoccupazione, pur essendo inferiore alla media nazionale, è fra quelli più alti dell’Italia del Nord. La natura montuosa del territorio e le difficoltà d’irrigazione non hanno favorito l’agricoltura. Per rendere coltivabili i fianchi delle montagne i contadini ricorrono alla pratica del terrazzamento. Rilevante è la pesca, anche se soddisfa solo il bisogno locale. Il settore secondario si è sviluppato negli anni Sessanta con l’industria pesante e con i cantieri navali, ma il settore più importante è il terziario.

Il mare e le sue risorse La prevalenza del settore terziario nell’economia ligure è legata all’attività portuale e allo sviluppo turistico. I porti liguri gestiscono il 16% del traffico marittimo italiano, fornendo un consistente lavoro alla regione. Il turismo è una vera e propria tradizione. Già nell’Ottocento molti italiani e stranieri, soprattutto inglesi, soggiornavano anche in pieno inverno sulle coste liguri per godere del clima mite. Sui promontori a picco sul mare e nelle deliziose insenature si alternano splendide località, come le Cinque Terre, Portofino, Portovenere e Rapallo sulla Riviera di Levante, Alassio, Albenga e Sanremo sulla Riviera di Ponente. Spunti per la ricerca

• Ricerca notizie sul porto di Genova, sulle merci che vi arrivano e quelle che partono. • Fai una ricerca sulla coltivazione dei fiori nella Riviera di Ponente.

2,2% PRIMARIO • Agricoltura: primizie di frutta e ortaggi, olive e olio d’oliva, fiori (circa la metà della produzione italiana).

• Pesca.

21,2% SECONDARIO • Industria pesante (lavorazione di metalli, acciai e derivati).

• Cantieri navali.

76,6% TERZIARIO • Turismo (balneare). • Commercio. • Attività portuali.

PER STUDiARE Completa il testo. • Il settore secondario occupa il . . . . . . . . . . . % della popolazione. • Il . . . . . . . . . . . . . ............... alimenta il settore terziario, con l’attività . . . . . . . . . . . . . . . . .......... e il ……………… • In estate la regione è frequentata da molti turisti . . . . . . . . . . . . . . . . ..................................

• Le principali località turistiche della Riviera di Levante sono . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................. . . . . . . . . . . . . . . . . .................................. . . . . . . . . . . . . . . . . ..................................

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Le province della Liguria Genova , capoluogo della regione, ebbe il suo periodo più fiorente tra l’XI e il XVI secolo, quando divenne una ricca e potente Repubblica marinara. Il suo porto è da sempre un importante nodo per gli scambi commerciali. La città conserva notevoli testimonianze del passato: il Palazzo Ducale, la Cattedrale di San Lorenzo, numerose altre chiese e palazzi. A Genova si può visitare l’acquario più grande d’Italia e uno dei più importanti d’Europa.

Palazzo D uca le a Genova.

La Spezia è un porto molto attivo; vi si trova un arsenale militare, dove vengono costruite e armate le navi militari.

Savona è un importante centro industriale; il suo porto (il secondo della regione) rappresenta un importante sbocco al mare per l’industria piemontese.

Imperia e la sua provincia vivono soprattutto di turismo e floricoltura. Ottimo il suo rinomato olio d’oliva.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Nel III sec. a.C. l’antico popolo dei Liguri fu sottomesso dai Romani; nel Medioevo si susseguirono Bizantini, Longobardi e Franchi, poi nel periodo feudale il territorio fu diviso in contee e marchesati. Nell’XI secolo diventò Repubblica marinara. Nel 1805 passò nelle mani di Napoleone e qualche anno dopo la regione venne annessa al Regno dei Savoia. Durante il Risorgimento, grazie all’opera di Giuseppe Mazzini, la regione ebbe un ruolo importante nel processo di unità dell’Italia.

Il folclore

Il Festival di Sanremo è il festival canoro più famoso d’Italia e d’Europa; si tiene ogni anno al Teatro Ariston di Sanremo, in provincia di Imperia. Le prime edizioni, dal 1951 al 1954, furono trasmesse per radio, successivamente la manifestazione divenne un evento televisivo. Si tratta di una competizione tra canzoni mai cantate prima, composte da autori e interpreti italiani, valutati da una giuria tecnica, ma anche da semplici cittadini.

Il personaggio

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Dipinto che celebra l’esulta nza dei Genovesi per la cacciata degli Austriaci.

Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451. Navigatore per scopi commerciali, nel 1492, partendo dalle coste della Spagna con tre piccole navi, la Nina, la Pinta e la Santa Maria, intraprese un lungo viaggio di scoperta. Anche se ancora non era provato che la Terra fosse sferica, egli ne era certo e perciò decise di puntare verso Occidente allo scopo di raggiungere le Indie. Dopo due mesi di navigazione l’equipaggio avvistò la terra: non si trovavano però sulle coste dell’India, bensì su un’isola dell’arcipelago delle Bahamas. Cristoforo Colombo aveva scoperto l’America.


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EMILIA-ROMAGNA here?

DOVE Si trova?

Zona: Italia settentrionale

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Superficie: 22 117 km2 Popolazione: 4 223 264 abitanti Densità: 191 abitanti per km2 Capoluogo: BOLOGNA Province: Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell’Emilia, Rimini

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente L’Emilia-Romagna è la sesta regione d’Italia per estensione. Le cime più elevate si trovano nell’Appennino ToscoEmiliano, che corre lungo il confine con la Toscana, e sono: il Monte Cimone (2165 m), il Monte Cusna (2121 m), il Monte Falterona (1654 m), dove nasce il fiume Arno, e il Monte Fumaiolo (1407 m), dove nasce il fiume Tevere. La pianura si allarga verso il Mar Adriatico, che ha un litorale basso e sabbioso. Nella parte nord-orientale troviamo le Valli di Comacchio, bacini di acqua salmastra separati dal mare dai depositi alluvionali del Po. Il clima è continentale nella Pianura padana e sui rilievi, più mite sulla riviera adriatica.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali regioni confina l’EmiliaRomagna? • Nel territorio regionale come sono distribuiti i rilievi e la pianura? • Indica il nome dei principali monti e passi appenninici presenti nel territorio. • Quali fiumi attraversano la regione?

Uno scorcio delle Valli di Comacchio.

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro L’Emilia-Romagna è fra le regioni più ricche d’Italia, con un reddito medio molto alto e con un tasso di disoccupazione tra i più bassi del paese. Le città hanno avuto uno sviluppo graduale, che ha permesso il sorgere di servizi adeguati; per questo la regione gode di un’alta qualità della vita.

Il turismo e il mare SETTORI PRODUTTIVI 4,3% PRIMARIO • Agricoltura: grano (1° posto in Italia), barbabietole da zucchero, ortaggi e frutta.

• Allevamento: suini (salumi regionali, prosciutto di Parma).

35,2% SECONDARIO • Industria alimentare (parmigiano, grana...), tessile, meccanica

Per molti, oggi, l’Emilia-Romagna significa divertimento e mare. La riviera romagnola, con i noti centri di Cervia, Rimini, Riccione, Cesenatico, Cattolica, offre infatti attrezzature turistiche efficienti e più economiche che altrove. Anche il turismo d’arte attrae ogni anno migliaia di visitatori, così come le località termali (Salsomaggiore Terme).

(macchine sportive).

60,5% TERZIARIO • Commercio.

• Turismo (balneare).

PER STUDiARE Completa il testo. • I principali prodotti agricoli sono ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• L’allevamento maggiormente diffuso è quello dei . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Il settore terziario è alimentato dal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Le principali mete turistiche sono ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• I punti di forza del turismo in Emilia sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Spunti per la ricerca

• Salumi e formaggi sono i prodotti più comuni dell’industria alimentare dell’EmiliaRomagna. Fai un’indagine su alcuni prodotti tipici della regione. • Cerca informazioni e fotografie sulla zona delle Valli di Comacchio, in particolare sulla flora e sulla fauna tipiche.


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Le province dell’Emilia-Romagna

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Bologna è di origine etrusca; caratteristici sono i portici che fiancheggiano le vie e il colore rossastro dei mattoni con cui sono state costruite case e torri. Tra i monumenti più importanti ricordiamo la Basilica di San Petronio, il Palazzo del Podestà e le due torri: Garisenda e degli Asinelli. Bologna è sede industriale e uno dei principali nodi ferroviari d’Italia.

Il centro s torico di Bologna.

Ferrara è tra le più belle città d’Italia. Si può ammirare, nel cuore della città, il maestoso Castello degli Estensi, circondato da quattro massicce torri e dalle acque di un fossato. La sua economia si basa sull’agricoltura e, nelle Valli di Comacchio, sull’allevamento delle anguille. Il Castello degli Estensi.

Forlì-Cesena si trova in un’ampia zona pianeggiante. La sua economia si basa sui prodotti agricoli e sulle industrie alimentari.

Modena è al centro di una zona agricola. La città e la provincia sono sede di varie industrie, fra cui le famose fabbriche di automobili Ferrari e Maserati.

Parma è ricca di monumenti, tra cui il Battistero e la Cattedrale; ha un’importante tradizione nel campo della musica lirica: a Busseto nacque il grande musicista Giuseppe Verdi. Piacenza , vicina al confine con la Lombardia, è sede di industrie ed è un importante mercato agricolo.

Ravenna nel VI secolo fu capitale dell’Impero bizantino in Italia; sono di questo periodo le numerose chiese (San Vitale, Sant’Apollinare in Classe...) dove si possono ammirare i famosi mosaici bizantini.

Interno della Basilica di San Vitale, con volte ricoperte di preziosi mosaici.

Reggio nell’Emilia ha sviluppato, oltre all’agricoltura, numerose attività commerciali e industriali.

Rimini , grosso centro della riviera romagnola, è una delle stazioni balneari più importanti d’Europa.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Abitata nel VI-V secolo a.C. dagli Etruschi, la regione fu in seguito occupata dai Celti. Dal III secolo a.C. si insediarono nella regione i Romani, che costruirono la via Emilia. Dal V secolo d.C. Ravenna e la Romagna, a est, restarono dominio bizantino, mentre il territorio a ovest della via Emilia fu occupato prima dai Longobardi, poi dai Franchi. Nel Medioevo, dopo i comuni, sorsero importanti signorie. In epoca moderna, dopo la conquista di Napoleone Bonaparte, la regione passò allo Stato pontificio fino al 1861, anno in cui fu annessa al Regno d’Italia. Sala del Tricolore nel Municipio di Reggio nell’Emilia. La città adottò per prima, nel 1797, il tricolore, che poi divenne bandiera italiana.

Il folclore Una leggenda legata a Sant’Ilario narra che un giorno il santo, arrivato a Parma con un paio di scarpe rotte, se ne facesse confezionare da un ciabattino del luogo un paio nuove, lasciandogli quelle vecchie. Il mattino seguente il ciabattino ritrovò nel suo laboratorio le scarpe del santo come nuove. Da allora ogni anno, in occasione della festa di Sant’Ilario, scarpine di pasta frolla fanno bella mostra nelle vetrine dei pasticceri. di l Vescovado Affresco ne t’Ilario. an S a raffigur Parma che

Il personaggio L’Emilia-Romagna è patria di grandi musicisti e cantanti di fama internazionale. Uno tra questi è stato Luciano Pavarotti, nato a Modena il 12 ottobre 1935. Nel 1960 interpretò con successo il personaggio di Rodolfo nella Bohème di Puccini e da allora conquistò fama mondiale esibendosi nei teatri più famosi del mondo. Pavarotti è ricordato anche per il suo impegno sociale. Ne è testimonianza la manifestazione Pavarotti & Friends, che per più di dieci anni ha riunito a scopo benefico i più famosi artisti di musica pop e creato un curioso legame tra musica classica e musica leggera. Luciano Pavarotti si è spento nella sua città natale nel 2007 lasciando un grande vuoto nel mondo della musica italiana e nel cuore dei suoi ammiratori.

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L’ITALIA SETTENTRIONALE

SE H AI CA PITO USA LE

Where?

DOVE Si trova?

Colora le regioni secondo le indicazioni. In ciascuna regione scrivi poi il capoluogo corrispondente. Valle d ’Aosta Piemonte Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna What?

che cosa caratterizza il territorio?

Rispondi sul tuo quaderno alle seguenti domande.

Who?

• Qual è la più piccola regione italiana? • Quale occupa la parte più settentrionale d’Italia? • In quale regione si trovano le Valli di Comacchio? • In quale regione nasce il fiume Po? • Quale regione si affaccia ad arco sul golfo di Genova? • In quale regione si trova il ghiacciaio della Marmolada? • Qual è la regione nella quale in inverno soffia la bora? • In quale regione si trova il lago più grande d’Italia? Come si chiama questo lago? quali attivita vi si svolgono?

Completa la tabella con il nome della regione in cui si svolgono le seguenti attività.

ATTIVITÀ

REGIONE

Artigianato del vetro soffiato

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Turismo balneare nella riviera romagnola

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....................

Produzione del prosciutto San Daniele

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....................

Sci estivo sul Plateau Rosa

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Artigianato del legno in Val Gardena

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....................

Centro della moda italiana

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....................

Produzione di fiori

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....................

Industria automobilistica Fiat

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TOSCANA

DOVE Si trova?

Zona: Italia centrale Superficie: 22 993 km2 Popolazione: 3 638 211 abitanti Densità: 158 abitanti per km2 Capoluogo: FIRENZE Province: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente Come puoi osservare sulla carta, il territorio toscano è occupato per la maggior parte da colline, ricoperte di olivi, cipressi e vigneti. Le pianure sono il Valdarno inferiore, la Versilia, situata ai piedi delle Alpi Apuane, e la Maremma, un tempo paludosa. Le coste sono basse e sabbiose, tranne in corrispondenza del Monte Argentario. A poca distanza dalla costa ci sono le sette isole dell’Arcipelago Toscano, di cui la più grande è l’Elba. Il clima è mediterraneo lungo le coste, dove risente dell’influenza del mare, e temperato nella zona interna appenninica. La costa dell’Isola d’Elba.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali regioni confina la Toscana? • Qual è l’aspetto del territorio più caratteristico della Toscana? • Quali sono e dove si trovano le cime più elevate della regione? • Quali città toscane attraversa il fiume Arno prima di sfociare nel Mar Tirreno? • Quali sono gli altri fiumi che attraversano la Toscana?

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro Anche se lo sviluppo non è uniforme nelle varie zone, la Toscana è una regione con un reddito piuttosto alto, che si avvicina a quello delle regioni settentrionali. L’agricoltura si è specializzata negli ultimi decenni e le industrie di piccole e medie dimensioni sono attive in molti settori, ma è nel turismo, in continuo sviluppo, che la regione impiega la maggior parte della sua popolazione.

SETTORI PRODUTTIVI 3,9% PRIMARIO • Agricoltura: olive, uva, cereali, frutta.

• Allevamento: ovini, suini, bovini.

29,3% SECONDARIO • Piccole e medie industrie (del marmo, della lana, alimentari).

66,8% TERZIARIO • Turismo (balneare e d’arte).

La varietà del turismo La Toscana conta circa 120 milioni di visitatori l’anno, che si distribuiscono tra località rinomate come la Versilia e l’isola d’Elba, le stazioni termali (Montecatini, Chianciano) e le numerose città d’arte: Firenze, Pisa, Siena, San Gimignano, Volterra, Arezzo. Oltre ai resti etruschi e romani, la regione conserva monumenti medievali e capolavori del Rinascimento. In particolare a Firenze hanno operato artisti come Giotto, Cimabue, Masaccio, Piero della Francesca, Botticelli, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Donatello… Di più recente sviluppo è l’agriturismo, diffuso nelle campagne e sulle colline. La porta principale del Duomo di Firenze.

PER STUDiARE Completa il testo. • I prodotti principali dell’agricoltura sono

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e vengono coltivati sulle

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• I settori più sviluppati dell’industria toscana sono ..... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................

Spunti per la ricerca

• Cerca notizie sulla Maremma prima della bonifica. • Nel testo sono citati alcuni grandi artisti del Rinascimento toscano. Scegline uno e fai una breve ricerca sul tuo quaderno.

• La Toscana è una delle regioni a più alta densità turistica perché ........................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................

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Le province della Toscana

Il Ponte Vec chio a Firenze.

Livorno , sviluppatasi come porto con Cosimo I de’ Medici, è sede di cantieri navali, raffinerie, industrie chimiche e meccaniche. La sua provincia include l’isola d’Elba. È sede dell’Accademia navale militare, fondata nel 1881.

Firenze , patria di Dante Alighieri, massimo poeta italiano, è il capoluogo della regione. Sorge sulle rive dell’Arno, circondata da colline. Culla del Rinascimento, tra il Quattrocento e il Cinquecento ebbe il massimo sviluppo e fu un importante centro culturale, artistico e finanziario. Al periodo compreso tra il Duecento e il Cinquecento risalgono i principali monumenti: il Duomo con la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto, il Battistero, Palazzo Vecchio e la Loggia della Signoria, Palazzo Pitti. Le sue collezioni d’arte, specie quella della Galleria degli Uffizi, sono tra le più importanti del mondo. Firenze è sede Università europea. Lucca ha un centro storico medievale racchiuso da mura ben conservate. L’economia della provincia è legata al turismo e all’agricoltura.

Pistoia sorge ai piedi dell’Appennino, a nord-ovest di Firenze. In provincia è diffusa la floricoltura.

Piazza dei Miracoli a Pisa con il Duomo e la famosa Torre pendente.

Pisa , nel Medioevo, fu Repubblica marinara, oggi si trova a 10 km dal mare a causa del progressivo avanzamento della costa per l’accumulo dei detriti trasportati dal fiume Arno. Medievale è anche il complesso monumentale di Piazza dei Miracoli, che comprende il Duomo, il Battistero, il Camposanto e la Torre pendente.

Massa e Carrara sono cresciute a tal punto da congiungersi. La provincia si estende ai piedi delle Alpi Apuane ed è nota per il marmo e le industrie legate alla sua lavorazione.

Prato è capoluogo di provincia dal 1992 ed è famosa per l’industria tessile.

Arezzo , città natale di Francesco Petrarca, è un importante centro culturale. Nella Chiesa di San Francesco si trova il celebre ciclo di affreschi della Leggenda della Croce di Piero della Francesca. La città è nota per l’artigianato orafo.

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Grosseto sorge nella Maremma, zona un tempo paludosa resa fertile dalle bonifiche fatte tra Ottocento e Novecento. Ha avuto un buon sviluppo industriale e commerciale. Molto frequentata la fascia costiera.

Siena (nella foto) si sviluppa su tre colli, al centro di una zona agricola. Tra il XII e il XIII secolo ebbe un grande sviluppo economico grazie alla sua importanza come sede di banche e commerci. Nella Piazza del Campo si svolge il Palio.


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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Nel corso del I millennio a.C. in Toscana si sviluppò una delle principali civiltà del mondo antico, quella degli Etruschi, che fondarono molte città indipendenti fra loro. Nel II secolo a.C. la regione fu occupata dai Romani, che costruirono numerose vie di comunicazione e fondarono Firenze, ai piedi dell’etrusca Fiesole. Nel Medioevo la Toscana subì l’invasione dei Longobardi e dei Franchi. Nell’epoca dei comuni ebbe inizio un lungo periodo di sviluppo economico e culturale. Nel Rinascimento Firenze fu capitale dell’arte sotto la famiglia Medici, una delle più importanti dinastie italiane; nel Settecento divenne poi granducato, governato dalla famiglia dei Lorena. Nel 1861 la Toscana, con un plebiscito, entrò a far parte del Regno d’Italia, di cui Firenze fu capitale dal 1865 al 1870.

Rovine del teat ro romano di Fi esole.

Il folclore

racino. tra del Sa Un momento della gios

La giostra del Saracino, rievocazione storica in costume medievale, si svolge ad Arezzo nel periodo estivo. È un antico gioco cavalleresco che consiste nel colpire con una lancia, dopo una breve rincorsa a cavallo, un bersaglio posto sullo scudo di un fantoccio (Buratto); il tutto senza farsi colpire da una mazza imbracciata dal Buratto stesso e azionata da un meccanismo a molla. Nato come esercizio militare, divenne poi una manifestazione nella quale i cavalieri si sfidavano durante particolari celebrazioni per dimostrare la propria abilità.

Il personaggio Lorenzo de’ Medici fu signore di Firenze nella seconda metà del Quattrocento. Nipote di Cosimo de’ Medici, assunse il potere poco più che ventenne. Possedeva tutte le qualità necessarie per assicurare un buon governo, infatti riformò le istituzioni e risolse con diplomazia e intelligenza le rivalità fra gli stati di Milano e Venezia. Il suo amore per l’arte e la cultura gli fece guadagnare l’appellativo di Magnifico i più grandi artisti e letterati del tempo trovarono ospitalità e lavoro presso la sua corte. Anche numerosi pittori, fra cui Antonio del Pollaiolo, Filippo Lippi e Sandro Botticelli, crearono per lui opere eccezionali. Nella scuola da lui fondata per i giovani artisti studiò, fra gli altri, anche Michelangelo.

Ritratto di Lorenz o de’ Medici, detto il Magnifico.

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UMBRIA

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Che cosa caratterizza il territorio?

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Territorio e ambiente here?

DOVE Si trova?

Zona: Italia centrale Superficie: 8 456 km2 Popolazione: 872 967 abitanti Densità: 103 abitanti per km2 Capoluogo: PERUGIA Province: Perugia, Terni

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Con quali regioni confina l’Umbria? • Quali aspetti caratterizzano il territorio della regione? • Quali rilievi superano i 1500 metri di altezza? • Quali importanti fiumi scorrono in Umbria?

Le famose cascate delle Marmore.

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L’Umbria, una delle più piccole regioni d’Italia, non ha sbocchi sul mare. Tra le montagne e le colline, che coprono gran parte del territorio, si aprono numerose valli, percorse da altrettanti fiumi. Il fiume Velino, unendo le sue acque a quelle del Nera, forma la Cascata delle Marmore. Al confine con la Toscana si trova il Lago Trasimeno, il quarto lago più grande d’Italia. Nonostante la lontananza dal mare, il clima dell’Umbria è di tipo mediterraneo, con estati calde e secche e temperature invernali relativamente miti. Solo nelle zone interne l’inverno è rigido e nevoso.


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SETTORI PRODUTTIVI 3,7% PRIMARIO • Agricoltura: cereali, barbabietole da zucchero, olive, uva, ortaggi (tipica la produzione di lenticchie e di tartufi neri).

• Allevamento: bovini, ovini, suini.

32,1% SECONDARIO • Industrie siderurgiche, tessili,

calzaturiere, alimentari, dolciarie.

64,2% TERZIARIO • Turismo (d’arte e religioso).

PER STUDiARE

Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro L’Umbria è stata in passato terra di emigrazione, a causa della povertà delle risorse agricole. Oggi però è una delle regioni dove è più alta la qualità della vita; il tasso di disoccupazione è basso, come anche quello di criminalità, e l’ambiente naturale è stato in gran parte conservato. L’agricoltura è in crescita grazie alla modernizzazione delle tecniche, e così anche l’industria. Fiorente è l’artigianato, specializzato nella lavorazione di ceramiche, ferro battuto, rame, legno, cuoio e merletti. Il turismo rappresenta uno dei principali settori del terziario.

Completa il testo. • Il settore produttivo che occupa il maggior numero di lavoratori è . . . . .......................... • I prodotti agricoli più importanti sono ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

• Le città che attraggono il maggior numero di turisti sono . . . . . . . . . . . . . . . . .......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Il turismo Circa due milioni di turisti italiani e stranieri visitano ogni anno l’Umbria, attratti dalla bellezza del paesaggio, dalle manifestazioni culturali, come il Festival dei Due Mondi (cultura e arte) di Spoleto, e dalle città d’arte. A parte Perugia, le mete più frequentate sono Assisi, legata al nome di San Francesco e alla sua Basilica con gli affreschi di Giotto, Todi, Gubbio, Città di Castello. In via di sviluppo è l’agriturismo, che trova sede nelle cascine e nelle case di campagna.

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Le province dell’Umbria Perugia è sorta sulla cima di un colle e si è poi sviluppata lungo le sue pendici. Ebbe molta importanza nel periodo etrusco e nel Medioevo: nel Trecento i signori di Perugia controllavano tutta la regione. Tra il XIII e il XV secolo furono costruiti la Fontana Maggiore, il Palazzo dei Priori e la Cattedrale di San Lorenzo. Sede dell’Università per stranieri, è oggi un importante centro turistico e culturale.

Terni sorge sulle rive del fiume Nera e conserva resti roLa Fontan a Maggiore e, sullo sfondo, la Loggia di Braccio, a Perugia.

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La storia

Coperchio di urna, cultura degli Umbri.

Il folclore

mani e monumenti medievali. La città ha un aspetto moderno poiché è stata quasi interamente ricostruita dopo la Seconda guerra mondiale. La sua economia si basa sulla produzione di energia elettrica.

PASSATO chiama PRESENTE L’Umbria fu abitata dagli Umbri, stanziati sulla riva sinistra del Tevere, e dagli Etruschi, sulla sponda opposta. Nel III secolo a.C. la regione venne conquistata dai Romani i quali, per garantirsi i collegamenti con Roma e il Mar Adriatico, costruirono la via Flaminia. Alla caduta dell’Impero romano, la regione fu al centro delle lotte tra gli Ostrogoti e i Bizantini, finché nel IV secolo divenne ducato longobardo. In seguito Carlo Magno la tolse ai Longobardi e la cedette al Papa. Il dominio della Chiesa durò fino al 1861, anno in cui, dopo un plebiscito popolare, fu unita al Regno d’Italia.

Per la festa del Corpus Domini a Spello, in provincia di Perugia, la strada che verrà percorsa dalla processione viene ricoperta di immagini sacre disegnate e poi colorate con migliaia di petali di fiori di vari colori. Lo spettacolo dell’Infiorata delle strade è così suggestivo che ai visitatori viene data la possibilità di salire ai piani superiori delle case per godersi lo spettacolo dall’alto.

Il personaggio

San Francesco, detto «il poverello d’Assisi» nacque ad Assisi intorno al 1181 da una ricca famiglia di commercianti. Il padre Pietro vendeva stoffe in tutto il Ducato di Spoleto e per Francesco si prospettava un futuro negli affari di famiglia. Nel 1054 scoppiò una guerra tra Assisi e Perugia e Francesco si arruolò, ma fu catturato e rinchiuso in carcere. L’esperienza lo cambiò profondamente: si convertì, rinunciò alle ricchezze e si dedicò completamente ai poveri, ai malati e alla preghiera, vivendo a stretto contatto con la natura. Lo stile di vita semplice ebbe ben presto dei seguaci. Nacque così l’ordine dei Francescani, riconosciuto in seguito dalla Chiesa.

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MARCHE

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DOVE Si trova?

Zona: Italia centrale Superficie: 9 694 km2 Popolazione: 1 536 098 abitanti Densità: 158 abitanti per km2 Capoluogo: ANCONA Province: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino

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leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi.

hat?

Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La regione, compresa tra gli Appennini e il mare, si affaccia sul Mar Adriatico. Il territorio è prevalentemente collinare e montuoso, tuttavia i rilievi che appartengono all’Appennino umbro-marchigiano non raggiungono grandi altezze. I fianchi delle montagne digradano in numerose catene collinari. La costa è alta e rocciosa solo a nord di Pesaro e presso Ancona, dove si trova il promontorio del Monte Conero. Il clima è generalmente temperato, ma presenta caratteristiche diverse da zona a zona.

• Quali regioni confinano con le Marche? • Qual è la cima montuosa più elevata della regione? • Quali caratteristiche presentano le coste del litorale marchigiano? • Perché i fiumi hanno carattere torrentizio? • Individua sulla carta i porti più importanti della regione.

L’abbazia di Cingoli (Macerata).

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SETTORI PRODUTTIVI 2,6% PRIMARIO • Agricoltura: grano (fra le prime in Italia), barbabietole da zucchero, girasoli, olive, uva (produzione di vini rinomati).

Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

• Allevamento: bovini e suini. • Pesca (4° posto in Italia).

Popolazione e lavoro

39,3% SECONDARIO

Per il reddito pro capite, le Marche si trovano in una posizione intermedia tra le ricche regioni del Nord e quelle del Sud. La crescita economica si deve alle piccole imprese, dislocate in città di medie dimensioni, efficienti e socialmente ben organizzate. L’agricoltura negli ultimi decenni è stata modernizzata.

• Piccole e medie industrie (abbigliamento, mobili, elettrodomestici, calzature).

• Industrie della carta e degli strumenti musicali.

58,1% TERZIARIO • Turismo (soprattutto estivo).

Fisarmonica.

PER STUDiARE Completa il testo. • La produzione più importante del settore primario è . . . . . . . . . . . . . ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• L’attività della . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . è al quarto posto in Italia. • La regione è famosa per le industrie della . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e degli ......... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Il ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . alimenta il settore terziario.

La produzione della carta Tra i primi centri europei per la produzione della carta c’è Fabriano. Qui, nel tempo, si sono sviluppate anche alcune importanti innovazioni nel processo di lavorazione, come inserire il proprio marchio di fabbrica all’interno del foglio. Oggi a Fabriano esistono ancora molte cartiere in cui la carta è fabbricata a mano.

Spunti per la ricerca

• Raccogli notizie sulla nascita dell’industria cartaria nella regione. • Cerca la ricetta delle famose olive all’ascolana.

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Laboratorio artigianale per la fabbricazione della carta.


Le province delle Marche

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Ancona sorge sulla costa adriatica, vicino al promontorio del Conero. Di origine greca, è stata importante anche in epoca romana grazie alla sua posizione sul mare. Il suo monumento romano più conosciuto è l’Arco di Traiano.

Ascoli Piceno sorge sul fiume Tronto; di epoca romana, oggi deve il suo sviluppo economico all’estrazione del travertino, una pietra usata nelle costruzioni.

Pesaro e Urbino è la provincia più estesa delle Marche. Pesaro è sede di mobilifici e di fabbriche di ceramica; Urbino è famosa per il Palazzo Ducale e l’Università per stranieri.

Arco di Traian o ad Ancona; sull o sfondo il Duomo di San Ciriaco.

Fermo è città capoluogo da pochi anni; conserva

Macerata conserva antiche mura medievali. È cen-

importanti resti romani e medievali.

tro agricolo e commerciale.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Nel corso del I millennio a.C. quasi tutto il territorio delle Marche era occupato dai Piceni, a eccezione delle città di Numana e Ancona, fondate dai Greci, e dei territori a nord dove erano stanziati i Galli Senoni. Nel II secolo a.C. la regione fu interamente conquistata dai Romani. Nel XIII-XV secolo le Marche furono divise in vari ducati, assorbiti successivamente dallo Stato pontificio. Nel 1860, dopo la battaglia di Castelfidardo tra l’esercito piemontese e le truppe pontificie, le Marche furono annesse al Regno di Sardegna e poi al Regno d’Italia. Il Palazzo Ducale di Urbino.

Il personaggio

Giacomo Leopardi, uno dei più importanti poeti dell’Ottocento, nacque a Recanati, in provincia di Macerata, nel 1798. Ricevette una rigida educazione, che non compromise, però, il suo amore per lo studio e per la poesia. Tra le sue dolci e malinconiche poesie ricordiamo L’infinito, La sera del dì di festa, Il sabato del villaggio, A Silvia. Ritratto di Giacomo Leopardi.

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DOVE Si trova?

Zona: Italia centrale Superficie: 17 236 km2 Popolazione: 5 943 308 abitanti Densità: 345 abitanti per km2 Capoluogo: ROMA Province: Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo

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LAZIO

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Che cosa caratterizza il territorio?

Osserva la carta e rispondi. • Quali regioni confinano con il Lazio? • Quali sono le cime montuose più elevate dell’Appennino laziale? • Quali sono i laghi più importanti del Lazio? • Quali zone pianeggianti sono presenti nella regione?

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Territorio e ambiente Il territorio del Lazio è molto vario. I rilievi, disposti da nord-ovest a sud-est, sono formati dalle cime dei Monti della Laga, al confine con l’Abruzzo, dai Monti Reatini, i Monti Sabini, i Simbruini, gli Ernici. Le colline, per lo più di origine vulcanica, come i Monti Volsini, i Cimini, i Sabatini e i Colli Albani, costituiscono l’Antiappennino laziale. Le pianure si trovano vicino alla costa: in passato acquitrinose e infestate dalla malaria, sono state bonificate e rese zone agricole. I due principali fiumi sono il Tevere e il Liri. Il clima è marittimo lungo le coste, temperato sulle colline, continentale sui rilievi.


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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro L’economia della regione gravita tutta intorno a Roma; la capitale offre infatti innumerevoli possibilità di lavoro, vi risiede oltre la metà degli abitanti del Lazio e vi si trova la maggior parte degli uffici pubblici, delle banche, dei servizi. Le altre province, soprattutto Rieti e Viterbo, devono far fronte al problema dello spopolamento e a un’economia in prevalenza agricola.

Il turismo Il turismo per il Lazio è una risorsa economica molto importante. Roma, ma anche gli immediati dintorni con località di interesse archeologico (Ostia Antica, Tivoli, Vulci, Tarquinia e Cerveteri), esercitano un forte richiamo. Il turismo balneare e quello invernale registrano notevoli presenze nelle isole Ponziane, lungo il promontorio del Circeo, sulle spiagge di Gaeta, nelle zone dei laghi vulcanici e nelle stazioni sciistiche del Terminillo. Inoltre sono numerosi i luoghi di interesse storicoartistico, come i Castelli Romani, Viterbo e l’Abbazia di Montecassino.

SETTORI PRODUTTIVI 2,4% PRIMARIO • Agricoltura: ortaggi, frutta, barbabietole da zucchero, cocomeri.

• Allevamento: ovini, bovini, suini, bufale (produzione di mozzarelle).

• Pesca.

19,3% SECONDARIO • Industrie meccaniche, farmaceutiche, cartotecniche, tessili, alimentari.

78,3% TERZIARIO • Uffici della Pubblica Amministrazione e dei ministeri. • Turismo (d’arte, religioso, balneare, montano). • Banche, assicurazioni.

Spunti per la ricerca

Roma, dal dopoguerra, è la capitale del cinema italiano. Alla fine degli anni Quaranta Cinecittà era considerato lo stabilimento cinematografico più avanzato d’Europa. Qui si sono girati i più importanti film del «neorealismo». • Fai una ricerca sul significato di «neorealismo» e su uno dei film legati a questa corrente artistica.

PER STUDiARE Completa il testo. • Il settore delle attività economiche più sviluppato è ............................... • L’agricoltura produce ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................

• I settori industriali più importanti sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................

• Il turismo rappresenta

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• Oltre a Roma, le altre zone che offrono attrattive turistiche sono

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Veduta di Ostia antica.

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Le province del Lazio Roma è una delle più importanti città del mondo ed è la capitale d’Italia. Sorge sulle rive del Tevere su sette colli: Palatino, Aventino, Celio, Esquilino, Capitolino, Quirinale, Viminale. È il nodo principale della rete di comunicazioni stradali e ferroviarie del Lazio e di tutta Italia. Dispone di due aeroporti, Fiumicino e Ciampino. È il maggior centro politico-amministrativo dello Stato. Le testimonianze dell’antica civiltà romana sono imponenti: tra queste ricordiamo il Campidoglio, il Colosseo, il Foro, le Terme di Caracalla e di Diocleziano, il Pantheon. Roma conserva anche famosi monumenti del Rinascimento, del Seicento e del Settecento. Nel cuore di Roma il piccolo stato della Città del Vaticano, con la Basilica di San Pietro, i Palazzi, i Musei e i Giardini vaticani, è la capitale del mondo cattolico.

Il C a m pi d o g l i o.

L’area archeologica del Foro Romano e del Foro Palatino con la Colonna Traiana e la Basilica Ulpia.

Latina è una città moderna, fondata nel 1932 in se-

Frosinone si trova in Ciociaria, una regione del La-

guito alla bonifica dell’Agro Pontino. Oggi è la seconda città del Lazio per popolazione ed è sede di industrie farmaceutiche, elettroniche e alimentari.

zio meridionale. Un tempo centro agricolo, oggi è sede di numerose industrie. In provincia vi sono la stazione termale di Fiuggi e l’Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto da Norcia, distrutta dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale e in seguito ricostruita.

Viterbo fu libero comune e residenza di numerosi papi e vide il massimo splendore tra i secoli XII e XIII. È famosa per le terme: le sue sorgenti erano già note agli Etruschi e ai Romani.

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rmin il M o n t e Te T em p i o di S an F r an ce s co s ul

l o.

Rieti sorge ai piedi del Monte Terminillo, dotato di impianti sciistici. Di epoca medioevale sono il Duomo e il Palazzo vescovile.


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G EO GR A F A

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Nel II secolo a.C. la regione fu riunita sotto il dominio di Roma, che grazie alle sue conquiste militari divenne la città più importante del Mediterraneo ed estese i suoi domini su gran parte dell’Europa, sulle coste dell’Africa e in Asia, nel Vicino Oriente, creando così uno dei più vasti imperi del mondo antico. Nel corso del Medioevo Roma fu il centro del mondo cristiano. La Chiesa acquisì un grande potere, estese il suo controllo su tutta la regione e lo mantenne fino al 1870, quando, dopo l’occupazione di Roma da parte dell’esercito italiano, lo Stato Pontificio fu annesso al Regno d’Italia. Da quell’anno Roma diventò capitale d’Italia. Monumento al bersagliere, presso Porta Pia, luogo in cui l’esercito italiano entrò in Roma nel 1870.

Il folclore Il 15 agosto a Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, si celebra la Madonna della Stella. Una lunga processione accompagna la statua della Madonna attraverso le vie del borgo medievale. Una volta giunto in piazza, il corteo viene accolto da un’infinità di esplosioni festose, che anticipano l’inizio del rodeo dei butteri maremmani. In questa occasione i giovani si sfidano a cavallo nella «lacciatura» al galoppo, ossia nella cattura, per mezzo di una corda, di un torello che dovranno atterrare e marchiare a fuoco nel minor tempo possibile. Un buttero della Maremma.

Il personaggio Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, nacque a Roma il 28 ottobre 1871 e morì il 21 dicembre 1950. Fu noto per le sue composizioni in dialetto romanesco, che riuscì a elevare a lingua. Ben presto le sue opere lo resero un personaggio molto popolare. Si manteneva con i guadagni editoriali, le collaborazioni giornalistiche e la lettura dei suoi sonetti in lunghe tournée in Italia e all’estero. Il 1° dicembre 1950 fu nominato senatore a vita, venti giorni prima della sua morte. Tra le sue opere più famose Quarantotto sonetti, Favole romanesche, Caffè concerto, Storie.

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ABRUZZO

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DOVE Si trova?

Zona: Italia centrale Superficie: 10 763 km2 Popolazione: 1 309 797 abitanti Densità: 122 abitanti per km2 Capoluogo: L’AQUILA Province: Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Quali regioni confinano con l’Abruzzo? • Quali sono le vette più elevate della regione? • Quali sono i fiumi principali? La vetta del Corno Grande.

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L’Abruzzo è una regione prevalentemente montuosa e collinare, in cui sono presenti le vette più elevate dell’Italia peninsulare, nel massiccio del Gran Sasso d’Italia (Corno Grande) e in quello della Maiella (Monte Amaro). Procedendo verso la costa, le catene appenniniche lasciano spazio ai rilievi collinari, spesso soggetti a frane e smottamenti e caratterizzati dal fenomeno erosivo dei calanchi. La pianura è costituita da una stretta fascia costiera lungo il litorale. Il clima, condizionato dalla presenza della catena montuosa appenninica, è mediterraneo sulla costa, con inverni miti ed estati ventilate, e continentale nell’interno. Sui rilievi si alternano estati fresche e inverni rigidi, con abbondanti nevicate.


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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro L’economia abruzzese ha avuto negli ultimi anni un discreto sviluppo, dovuto soprattutto alla spinta del settore terziario. Il settore primario ha invece subito una flessione e quello secondario non ha avuto incrementi significativi. L’occupazione è cresciuta con un discreto ritmo, anche se è presente una certa disomogeneità, con aree avanzate e zone (soprattutto quelle interne) con una crescita economica scarsa.

SETTORI PRODUTTIVI Fiori di zafferano.

3,6% PRIMARIO • Agricoltura: grano duro, orzo, barbabietole da zucchero, patate, frutta, tabacco, zafferano, liquirizia.

Il turismo

• Allevamento: ovini (6° posto in Italia).

Il terziario, che occupa più del 66% dei lavoratori, è basato sul turismo. Si tratta di un turismo sia balneare (Roseto degli Abruzzi, Giulianova, Francavilla al Mare) sia montano. Sull’Appennino Abruzzese sono infatti sorte numerose stazioni sciistiche (Campo Imperatore, Pescasseroli, Roccaraso). In crescita è anche il turismo legato ai parchi nazionali, all’interno dei quali si può osservare un’ampia varietà di piante e animali protetti.

29,9% SECONDARIO • Industrie chimiche, meccaniche, tessili e alimentari (derivati del latte come mozzarella, scamorza, pecorino).

• Artigianato: ceramiche, merletti al tombolo, coltelli, tappeti.

66,5% TERZIARIO • Turismo (balneare, montano, nei parchi).

PER STUDiARE Completa il testo. • In Abruzzo prevalgono le colture di

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• I principali settori industriali sono

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• La regione è famosa per la produzione artigianale di

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• Il

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alimenta il settore terziario.

Stabilimento balneare sul litorale di Francavilla al Mare. Spunti per la ricerca

• Cerca notizie e illustrazioni sulla flora e sulla fauna del Parco Nazionale d’Abruzzo. • Ricerca notizie sulla Fontana delle 99 cannelle, a L’Aquila, e sulla leggenda a essa collegata.

Il Lago Barrea nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

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l’it ali a e le su e re gio ni

Le province dell’Abruzzo L’Aquila sorge in una conca tra il Gran Sasso e i monti Velino e Sirente. Fondata nel XIII secolo su progetto di Federico II di Svevia, conserva diversi monumenti: il Castello, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio e la Fontana delle 99 cannelle (a destra). Oggi nella provincia si sono sviluppate attività scientifiche e tecnologiche (astrofisica, geofisica, fisica nucleare).

Pescara è una cittadina moderna che si è sviluppata intorno al porto. È il più importante centro industriale della regione.

Teramo fu un’importante città romana e medievale. Del Medioevo è anche il borgo di Civitella del Tronto.

Chieti , centro di attività artigianali e mercato agricolo, è oggi anche una città industriale. Veduta di Teramo.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Nel II secolo a.C. i Romani sconfissero le popolazioni locali ed estesero il loro dominio su tutta la regione. Nel corso del Medioevo l’Abruzzo fu occupato dai Longobardi e dai Franchi. Nel XII secolo passò sotto il dominio dei Normanni ed entrò a far parte del Regno di Sicilia, poi Regno di Napoli, che nel Settecento passò ai Borboni. Il loro dominio fu interrotto quando sul trono di Napoli salì Giuseppe Bonaparte, che governò per circa dieci anni, fino alla disfatta dell’impero napoleonico. Dopo il ritorno dei Borboni, nel 1860 si unì al Regno d’Italia. Ferdinando IV di Borbone.

Il personaggio

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Gabriele d’Annunzio nacque a Pescara nel 1863; è considerato uno dei più importanti poeti e drammaturghi italiani. Si distinse per la sua vivacità d’ingegno e per il temperamento sanguigno e passionale. Tra le sue opere ricordiamo le poesie La pioggia nel pineto e Settembre, il romanzo Il fuoco e la raccolta Novelle della Pescara. Fu uomo d’azione e partecipò a imprese militari nel corso della Prima guerra mondiale.


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MOLISE

Il Molise è la regione meno estesa d’Italia dopo la Valle d’Aosta. La superficie è divisa equamente tra zone di montagna e collinari. Le aree pianeggianti si limitano alla fascia costiera. Il clima è di tipo continentale, con inverni generalmente freddi ed estati calde. Sulla costa è più dolce; in estate soffiano brezze che rendono più gradevoli i mesi caldi.

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente

G EO GR A F A

DOVE Si trova?

Zona: Italia centrale Superficie: 4 438 km2 Popolazione: 320 074 abitanti Densità: 72 abitanti per km2 Capoluogo: CAMPOBASSO Province: Campobasso, Isernia

L’abitato di C olli a Volturno, vicino Isernia.

Le province del Molise Campobasso è divisa in due parti: una moderna, in pianura, e una antica, sulle pendici del colle dominato dal Castello Monforte, di origine longobarda. L’economia è basata sull’agricoltura e sull’artigianato. Le attività industriali sono limitate, fatta eccezione per la città portuale di Termoli, dove ha sede uno stabilimento di montaggio della Fiat.

Isernia è un mercato di prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento. Nel 1979 è stato scoperto un importante insediamento del Paleolitico, risalente a 700 mila anni fa.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Quali regioni confinano con il Molise? • Come si chiama il tratto appenninico che attraversa la regione? • Come si chiamano i monti al confine con il Lazio? E quelli al confine con la Calabria? • Qual è la cima più elevata della regione?

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l’it ali a e le su e re gio ni

Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro

SETTORI PRODUTTIVI

La regione Molise è stata istituita solo nel 1963; prima era unita all’Abruzzo in un’unica regione. È una terra di emigrazione e, benché a partire dagli anni Settanta i grossi flussi migratori si siano interrotti, l’economia, fondata sull’agricoltura, è ancora debole e il tasso di disoccupazione abbastanza alto. Piantagione di tabacco.

Il turismo

6,4% PRIMARIO • Agricoltura: barbabietole da zucchero, tabacco, girasoli, uva, olive, frumento (produzione di pasta).

• Allevamento: ovini e caprini (produzione di formaggi), pollame, animali da cortile.

30,3% SECONDARIO • Industrie alimentari (oleifici, caseifici, pastifici, zuccherifici).

• Artigianato (pizzi al tombolo, ferro battuto, campane, coltelli).

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63,3% TERZIARIO • Pubblico impiego. • Turismo estivo (Termoli) e invernale (Campitello Matese, Capracotta, Frosolone).

www La storia

Spunti per la ricerca • Cerca notizie sulla fabbricazione di campane ad Agnone, in provincia di Isernia.

PASSATO chiama PRESENTE

Anticamente la regione era abitata dai Sanniti, poi fu conquistata dai Romani. Nel Medioevo si alternarono i Longobardi, i Franchi e i Normanni. Questi ultimi la divisero in feudi e uno di essi fu assegnato ai conti francesi De Molinis, dai quali deriva il nome Molise.

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Un’importante risorsa turistica, non ancora sfruttata adeguatamente, è costituita dai luoghi di interesse archeologico e artistico. Nel 1979, durante gli scavi per la superstrada Napoli-Vasto, sono stati ritrovati i resti di uno dei più antichi insediamenti preistorici. Oggi questo insediamento è sede di un importante e interessante museo.

Il folclore

La Carrese è una festa tradizionale durante la quale sfilano e gareggiano carri trainati da buoi. Era già diffusa in tutta la regione in epoche antichissime. I carri sono decorati con fiori di carta e rami d’ulivo, a cui sono appesi doni votivi per i santi. Nata come rito propiziatorio per i futuri raccolti, è diventata poi una festa religiosa.


L’ITALIA CENTRALE

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DOVE Si trova?

Colora le regioni secondo le indicazioni. In ciascuna regione scrivi poi il capoluogo corrispondente.

Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise What?

che cosa caratterizza il territorio?

Rispondi sul tuo quaderno alle seguenti domande. • In quale regione si trova il promontorio del Monte Conero? • Qual è l’unica regione dell’Italia centrale che non si affaccia sul mare? • In quale regione si trova il massiccio del Gran Sasso? • Qual è la regione più piccola dell’Italia centrale? • In quale regione scorrono i fiumi Tevere e Liri? • Qual è la regione dell’Italia centrale occupata per la maggior parte da colline? Who?

quali attivita vi si svolgono?

Completa la tabella con il nome della regione in cui si svolgono le seguenti attività.

ATTIVITÀ

REGIONE

Industria cinematografica

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Turismo religioso e produzione del tartufo nero

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Produzione di zafferano e liquirizia

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Estrazione del marmo

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Artigianato della produzione delle campane

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Centro europeo nella produzione della carta

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CAMPANIA

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Che cosa caratterizza il territorio?

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DOVE Si trova?

Zona: Italia meridionale Superficie: 13 590 km2 Popolazione: 5 790 187 abitanti Densità: 426 abitanti per km2 Capoluogo: NAPOLI Province: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno

Territorio e ambiente La Campania presenta vari paesaggi: l’Appennino nella zona interna, l’Antiappennino, la zona costiera, su cui si aprono alcune ampie pianure, e le isole. A nord dell’Appennino Campano i rilievi, di natura calcarea, soggetti a frane, sono ricchi di grotte. Di origine vulcanica sono invece i rilievi dell’Antiappennino, nel quale si ergono il Vesuvio, uno dei principali vulcani attivi d’Europa, i colli dei Campi Flegrei e il cono spento di Roccamonfina. Le zone pianeggianti si sviluppano lungo il corso dei fiumi. Il clima è mediterraneo: secco d’estate e piovoso in autunno e in primavera. Solo sull’Appennino, in inverno, sono frequenti le nevicate.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Quali regioni confinano con la Campania? • Descrivi le caratteristiche delle coste, specificando il nome dei golfi e delle isole che appartengono alla regione. • Quale catena montuosa attraversa la regione? • Quali sono e dove sfociano i due principali fiumi?

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro La Campania, pur avendo sviluppato agricoltura, industria e turismo, non riesce a garantire occupazione a tutti i suoi abitanti, che hanno un reddito pro capite fra i più bassi d’Italia. Anche a causa dell’alta densità di popolazione sono diffusi problemi sociali di vario genere.

SETTORI PRODUTTIVI 4,8% PRIMARIO • Agricoltura: uva, olive, frutta, ortaggi (soprattutto pomodori della qualità San Marzano).

Il turismo Una delle voci più importanti del terziario è il turismo, legato a località famose come Capri, Ischia e la Costiera Amalfitana. Anche gli scavi di Ercolano e i templi greci di Paestum richiamano ogni anno migliaia di turisti, così come Pompei, la città sepolta sotto le ceneri da una terribile eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Ancora oggi è possibile visitare le case e le vie e vedere le impronte che i corpi delle vittime lasciarono nella cenere indurita, nelle posizioni in cui si trovavano al momento del disastro.

• Allevamento: pecore, capre, bufale (dal cui latte si ricava la mozzarella).

24,4% SECONDARIO • Industrie alimentari (pastifici, caseifici, conserviere), tessili, petrolchimiche, farmaceutiche, metallurgiche, elettroniche. • Artigianato (lavorazione di corallo e madreperla, porcellana, piastrelle).

70,8% TERZIARIO • Pubblico impiego. • Turismo (balneare, storico e artistico).

PER STUDiARE Completa il testo. • I principali prodotti agricoli della Campania sono ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

• Le industrie campane operano nei settori ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

Resti romani a Ercolano.

Tempio di Atena a Paesum.

Spunti per la ricerca

• Raccogli materiale fotografico e notizie sul turismo in Campania, in particolare quello nelle isole dell’Arcipelago campano. • Svolgi una ricerca sugli antichi centri di Ercolano e Pompei.

• Il . . . . . . . . . . . . . . ....... è una delle voci più importanti del terziario. • I più famosi siti archeologici della Campania sono ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

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Le province della Campania Il M a s ch i o An g i o i no.

Napoli , città storica e artistica di grandissima impor-

i to del Plebisc Uno scorcio di Piazza

i. a Napol

tanza, si estende sul golfo omonimo, ai piedi del Vesuvio. È la più grande città dell’Italia meridionale e il suo porto è uno dei più attivi di tutto il Mediterraneo. Purtroppo non mancano i problemi dovuti alla disoccupazione, alla mancanza di abitazioni, alla carenza di servizi. Tra i suoi monumenti ricordiamo il Maschio Angioino, il Palazzo Reale e la Reggia di Capodimonte.

Avellino , capoluogo dell’Irpinia, ha subito gravi danni durante il terribile terremoto del 1980. La provincia è povera di risorse e cerca di frenare la disoccupazione con lo sviluppo del terziario.

Benevento , anticha città romana, poi longobarda, è ricca di monumenti. Oggi è un importante nodo stradale, centro agricolo e sede di industrie alimentari.

Caserta sorge ai confini della Pianura campana. È nota per la maestosa reggia borbonica, meta di numerosissimi turisti.

La Reggia di Caserta.

Salerno , città portuale, è sede di industrie alimentari, tessili e meccaniche. In provincia la Costiera Amalfitana comprende le località di Amalfi, Positano, Ravello e Vietri. Uno scorcio della costa amalfitana.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Dopo gli Etruschi, i Greci colonizzarono la Campania e fondarono diverse città, tra le quali Napoli. Conquistata dai Romani, questa terra divenne molto apprezzata per la sua bellezza e per le notevoli risorse. Nel Medioevo lo sbarco dei Normanni diede inizio all’unificazione dell’Italia meridionale, portando Napoli al livello dei più influenti centri dell’Europa e del Mediterraneo.Successivamente la Campania diventò possedimento francese sotto gli Angioini e gli Aragonesi. Più tardi, per il malgoverno spagnolo, la regione cadde in uno stato di grave decadenza economica. Nel 1738 i Borboni presero possesso della regione, dando vita a un regno indipendente. Nel 1860 Garibaldi consegnò a Vittorio Emanuele II di Savoia tutta l’Italia meridionale da lui conquistata, e l’anno successivo la Campania entrò a far parte del Regno d’Italia.

Miniatura dal Codice Chigi raffigurante lo scontro tra Angioini e Aragonesi.

Il folclore San Gennaro è il patrono di Napoli. Visse tra il III e il IV secolo d.C., fu vescovo di Benevento e morì martire per non avere mai rinnegato la propria fede durante la persecuzione di Diocleziano nel 305 d.C. La sua fama è legata alla inspiegabile liquefazione del suo sangue. Il sangue, normalmente raggrumato, è contenuto in due ampolle di vetro e in certe particolari date e circostanze diventa liquido, dando luogo al famoso miracolo di San Gennaro. I fedeli napoletani vivono questo momento con grande emozione, dando vita a un autentico spettacolo di fede e di folclore.

Il personaggio Eduardo de Filippo, nato a Napoli nel 1900 e morto a Roma nel 1984, è stato uno dei massimi interpreti del teatro dialettale italiano. Figlio di attori e commediografi crebbe, con il fratello Peppino e la sorella Titina, nell’ambiente teatrale, rivelando fin da giovanissimo le sue straordinarie doti interpretative. Studiò la commedia dell’arte, in cui gli attori recitano quasi improvvisando, per poi confrontarsi con le forme più prestigiose del teatro contemporaneo. Diede al dialetto napoletano fama e dignità; grazie a lui la commedia dialettale entrò a far parte del «teatro d’arte». Tra le sue opere ricordiamo Napoli milionaria, Filumena Marturano, Il sindaco del rione Sanità, Gli esami non finiscono mai.

Eduardo de Filippo nello spe ttacolo Le voci di dentro.

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PUGLIA

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DOVE Si trova?

Zona: Italia meridionale Superficie: 19 358 km2 Popolazione: 4 069 869 abitanti Densità: 210 abitanti per km2 Capoluogo: BARI Province: Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto

leggi la CARTA • Quali regioni confinano con la Puglia? • Come si chiama il canale che mette in comunicazione l’Adriatico con lo Ionio? • Come si chiamano le isole a nord del promontorio del Gargano? • Quali sono i fiumi della Puglia?

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Osserva la carta e rispondi.

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente Il territorio della Puglia presenta quattro tipi di paesaggio: a nord il Tavoliere, una vasta pianura attraversata da fiumi; a nord-ovest il promontorio del Gargano, con il massiccio del Monte Calvo; al centro le Murge, un’ampia zona collinare, con un’altezza media di 600 metri, che digrada verso l’Adriatico; a sud il Salento, una sottile penisola che forma il «tacco» dello stivale. La regione è ricca di rocce calcaree, caratterizzate dal fenomeno del carsismo. Il clima è mediterraneo, con estati lunghe, secche e calde e inverni temperati.

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro In Puglia, nonostante il forte flusso emigratorio della metà del Novecento, la popolazione ha continuato a crescere. Due i motivi: l’alto tasso di natalità e l’aumento del fenomeno dell’immigrazione, spesso clandestina, di albanesi, SETTORI PRODUTTIVI turchi e asiatici. La popolazione si concentra lungo la fascia 9,1% PRIMARIO costiera che va da Barletta a • Agricoltura: olive (1° posto in Italia per la Brindisi, e in particolare a Baproduzione di olio), uva (da tavola e da vino), ortaggi, grano, tabacco, mandorle, fiori. ri e nella sua provincia. • Allevamento: ovini. Anche se il reddito pro capite è • Pesca: cozze e ostriche. al di sotto della media nazionale, la 26,3% SECONDARIO Puglia è una regione in fase di sviluppo, • Industrie siderurgiche, chimiche, petrolchimiche, alimentari e raffinerie. dove anche la disoccupazione è in calo. 64,6% TERZIARIO

Il turismo Il clima favorevole, la lunga e suggestiva costa, i paesaggi carsici delle Murge, le testimonianze delle civiltà che si sono succedute sul territorio fanno della Puglia una regione dalle potenzialità turistiche eccellenti. Il promontorio del Gargano, con Vieste, Peschici e l’arcipelago delle isole Tremiti, Gallipoli e tutto il Salento sono località note al turismo balneare. Molto frequentate sono anche le città d’arte, Alberobello con i suoi trulli, le grotte di Castellana e Altamura.

• Commercio (legato ai porti di Bari e Brindisi). • Turismo.

PER STUDiARE Completa il testo. • La Puglia è la prima in Italia per la produzione di ................................... • Le industrie della Puglia sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................................

• Il settore terziario è alimentato da . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

• Le località balneari di maggiore interesse turistico sono .................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................................

Spunti per la ricerca

• Cerca notizie sull’Acquedotto pugliese, costruito per risolvere il millenario problema della penuria d’acqua nella regione. • Fai una ricerca sui trulli, le antiche abitazioni contadine simbolo della Puglia.

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Le province della Puglia Bari è la seconda città dell’Italia meridionale, dopo Napoli, per il numero di abitanti e anche uno dei porti più attivi del Mar Adriatico. Comprende una parte medievale e una zona nuova ottocentesca. I monumenti principali sono la Cattedrale, la Chiesa di San Nicola e il Castello Svevo. Molto attivo è il quartiere dove si svolge la Fiera del Levante, uno degli appuntamenti commerciali più importanti del Mediterraneo.

Barletta-Andria-Trani è una nuova provincia, istituita

I l C a s t el l o S v e vo a B ar i.

nel 2004. Barletta si trova sulla costa adriatica, presso la foce dell’Ofanto. Andria sorge alle pendici delle Murge; vicino si può visitare Castel del Monte, che fu residenza di Federico II di Svevia. Trani, anch’essa sul mare, fu centro commerciale attivo nel Medioevo, di cui conserva importanti testimonianze.

Brindisi sorge su una piccola penisola tra due insenature che formano un porto importante per i traffici con il Medio Oriente e la Grecia. Conserva resti romani e chiese medievali. La sua economia è fondata sulle attività agricole e sulle industrie di trasformazione, come oleifici e pastifici.

Foggia è situata in pianura, proprio al centro del Tavoliere. La sua economia si basa da sempre sull’agricoltura e sul turismo; oltre alle rinomate località del Gargano, è molto frequentata San Giovanni Rotondo, meta di pellegrinaggi perché è il luogo dove visse Padre Pio da Pietrelcina.

aio. al Marin o t n e m u n disi con il mo Scorcio del litorale di Brin

Lecce , principale città barocca dell’Italia meridionale, è ricca di palazzi e chiese. È sede di rilevanti attività economiche: industrie tessili, alimentari, del legno e del tabacco.

Taranto deve la sua origine ai Greci. Conserva testimonianze di quel passato nel Museo archeologico nazionale. È un’importante base navale della Marina militare. La chiesa dedicata a Padre Pio a San Giovanni Rotondo.

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La chiesa di Santa Croce a Lecce.


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PASSATO chiama PRESENTE

La storia Nell’VIII secolo i Greci sbarcarono in Puglia, nella pianura di Taranto, e iniziarono a colonizzare la regione. In seguito la Puglia fu conquistata dai Romani, che ne potenziarono i porti, fondamentali per i traffici con l’Oriente. Nel Medioevo cadde sotto il dominio dei Normanni e quindi degli Svevi, sotto i quali conobbe un periodo di prosperità economica. In seguito, sotto gli Angioini, seguì una fase di decadenza, che cessò solo dopo il XVII secolo con l’ingresso nel Regno delle due Sicilie dei Borboni. Nel 1861 la Puglia entrò a far parte del Regno d’Italia. Miniatura del XIII secolo d.C . che raffigura Federico II di Svevia.

Il folclore In Puglia la settimana che precede la Pasqua è densa di cerimonie religiose. A Calimera, in provincia di Lecce, vive ancora una comunità che parla il griko, derivante dal greco. Durante la Settimana santa alcuni di loro propongono canti antichissimi, tramandati di padre in figlio, che raccontano la passione di Cristo. I cantori, suonando la fisarmonica e mimando, danno vita nelle strade a una vera e propria rappresentazione.

Il personaggio Il secolo XIII fu per la Puglia un periodo di grande splendore sotto il regno di Federico II di Svevia. Egli favorì lo sviluppo artistico ed economico della regione e di tutta l’Italia meridionale sottoposta al suo dominio; costruì castelli, come quello di Altamura, e la famosa Castel del Monte è a pianta ottagonale, ha otto torri ottagonali e fortezza di Castel del Monotto stanze per piano. Nell’architettura medievale il numero otto te; riorganizzò l’esercito; era simbolo dell’equilibrio dell’universo. fondò l’Università di Napoli e diede vita alla prima Scuola letteraria italiana, la cosiddetta «scuola siciliana». Il sovrano fu aperto alle altre culture e religioni, fatto molto raro per quei tempi.

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BASILICATA

here?

DOVE Si trova?

Superficie: 9 995 km2 Popolazione: 591 338 abitanti Densità: 59 abitanti per km2 Capoluogo: POTENZA Province: Matera, Potenza

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Quali regioni confinano con la Basilicata? • Da quali mari è bagnata la regione? • Quale monte s’innalza al confine con la Calabria? • Come si chiama e dove si trova la principale area pianeggiante? • Qual è il fiume più lungo e dove sfocia?

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Zona: Italia meridionale hat?

Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La zona interna occidentale della Basilicata è occupata dai monti dell’Appennino Lucano. I rilievi diventano più alti andando verso sud, dove si incontrano i monti Volturino, Sirino e Pollino. A nord si trova un antico vulcano spento, il Vulture. La parte orientale dell’Appennino presenta un insieme di colline di natura argillosa e soggette a frane. I fiumi sono anche detti fiumare, perché caratterizzati da piene in inverno e secche estive. I laghi naturali sono di origine vulcanica e si trovano sul Monte Vulture. Le coste sul Mar Ionio sono basse e rettilinee, alte e rocciose quelle sul Mar Tirreno. Il clima è mediterraneo lungo i litorali e continentale sull’Appennino, con inverni molto freddi.

Le province della Basilicata Potenza sorge a 819 metri di altezza e ha un centro storico di origine medievale. L’agricoltura e il commercio danno impulso all’economia insieme al terziario, sviluppato nel settore del pubblico impiego.

Matera è una città moderna perché costruita intorno agli

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enza. Veduta di Pot

anni Cinquanta. Prima di allora gli abitanti vivevano in case scavate nel tufo, che oggi costituiscono la zona dei Sassi.


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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

SETTORI PRODUTTIVI 9,2% PRIMARIO

Popolazione e lavoro

• Agricoltura: frutta, ortaggi, olive, uva, barbabietole da zucchero, patate, tabacco.

La Basilicata è una regione con un basso reddito pro capite e con un forte tasso di disoccupazione. A causa delle scarse risorse, gran parte della popolazione è stata costretta a emigrare. Nell’economia l’agricoltura ha ancora grande importanza ma a causa del terreno montuoso le colture sono difficoltose. L’industria ha avuto uno sviluppo limitato e si basa sulle piccole e medie imprese.

• Allevamento: ovini, caprini, suini, asini (usati come mezzo di trasporto).

28,4% SECONDARIO • Industrie chimiche e alimentari, cementifici. • Produzione di energia da gas metano. • Artigianato (ceramiche, tappeti, legno).

62,4% TERZIARIO • Pubblico impiego. • Turismo.

Il turismo Il turismo è ancora poco sviluppato anche se la regione conserva uno dei beni architettonici che l’Unesco ha incluso tra quelli di importanza mondiale: i Sassi di Matera. Si tratta di antiche abitazioni scavate nel tuU no s c o fo (roccia di origine vulcanica), collegate fra rci o de i S a ssi di Ma te ra . loro da cunicoli e viuzze e dotate di porte e finestre. Abitate fino ad alcuni decenni fa, poi evacuate per moSpunti per la ricerca tivi di igiene e sicurezza, oggi vengono ristrutturate e so• Raccogli notizie e illustrazioni sulle fiumare, i corsi d’acqua della no un luogo molto suggestivo da visitare. Basilicata.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

La storia della Basilicata inizia nel VII secolo con i Greci, che vi fondarono numerose colonie. Poi i Romani si impossessarono della regione, che chiameranno Lucania (da lucus, bosco). Si succederanno poi Visigoti, Ostrogoti, Bizantini, Saraceni e Longobardi. Dopo i Normanni la Basilicata ebbe un periodo di tranquillità, al quale ne seguì uno di decadenza, con gli Angioini. Infine, dopo una lunga dominazione borbonica, nel 1861 la regione entrò a far parte del Regno d’Italia.

Il tempio di Era a Metapontum.

Il folclore

Tra le feste di carattere contadino, curioso è il Carnevale di Satriano (Potenza). Durante i festeggiamenti un uomo vestito da albero gira di casa in casa, chiedendo doni, che vengono poi distribuiti fra tutti. È una festa molto antica, che si ispira ai riti per la fertilità.

L’uomo travestito da albero.

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CALABRIA

DOVE Si trova?

Zona: Italia meridionale Superficie: 15 081 km2 Popolazione: 1 998 052 abitanti Densità: 132 abitanti per km2 Capoluogo: CATANZARO Province: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio di Calabria, Vibo Valentia

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Il porto, il borgo e il Castello di Scilla.

hat?

Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La Calabria si trova all’estremità sud-occidentale della penisola, si allunga tra due mari ed è separata dalla Sicilia dallo Stretto di Messina. I monti occupano circa metà del territorio, così come le zone collinari. Le pianure sono rare e si trovano lungo le coste, alla foce dei fiumi. Solo il Crati, il Neto, il Tacina e il Mesima sono fiumi dalla portata regolare, gli altri hanno portata variabile e sono detti fiumare. Non ci sono laghi naturali ma bacini artificiali, usati per la produzione di energia elettrica. Le coste ioniche sono basse e sabbiose, quelle tirreniche alte e rocleggi la CARTA ciose. Il clima è mediterraneo Osserva la carta e rispondi. lungo le coste, sull’Ap• Quali regioni confinano con la Calabria? pennino è invece conti• Qual è la forma caratteristica della nentale, con abbondanti regione? nevicate invernali. • Qual è la principale catena montuosa e quali i massicci? • Da quali mari è bagnata la Calabria? • Quali golfi si aprono nella costa?

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Il caratteristico abitato in Pentadattilo, sull’Aspromonte.


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SETTORI PRODUTTIVI 11,7% PRIMARIO • Agricoltura: uva (produzione di vini rinomati), frutta (2° produttore italiano di agrumi: arance, mandarini, cedri e bergamotti, dai quali si ricavano profumi), olive, cereali.

• Allevamento: capre, pecore. • Pesca: pesce spada.

19,4% SECONDARIO Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro

• Piccole e medie imprese (alimentari, tessili, della lavorazione del legno, cementifici).

• Centrali idroelettriche (alimentate dai bacini artificiali della Sila).

La Calabria è una delle regioni più povere d’Italia. Il tasso di di- 68,9% TERZIARIO soccupazione è tra i più elevati e il reddito pro capite tra i più bas- • Turismo (soprattutto estivo). si del nostro paese. Molti lavorano nel settore primario, ma le • Pubblico impiego. tecniche agricole arretrate, il terreno in gran parte montuoso e la PER STUDiARE scarsità d’acqua non consentono buoni risultati.

Il turismo Nonostante l’inadeguatezza dei servizi e delle strutture, un posto di primo piano nel terziario lo ha il turismo. Lungo la costa si trovano infatti zone di grande bellezza naturale: Scalea, Paola, Amantea, Tropea, Capo Rizzuto. Anche le località dell’interno stanno conoscendo un’interessante valorizzazione, specialmente sulla Sila e sull’Aspromonte. Lo sviluppo di questo settore, tuttavia, è frenato dalle difficoltà legate alle comunicazioni stradali interne. Spunti per la ricerca • Fai una ricerca sulla Sila, raccogliendo notizie sull’ambiente naturale e su come sono organizzati i servizi turistici. • Cerca notizie sull’origine delle comunità albanesi presenti in alcune zone delle attuali province di Cosenza e Catanzaro.

Completa il testo. • La Calabria è ai primi posti in Italia nella produzione di .......................... • Nel settore secondario è impiegato solo il . . . . . . . . . . . . . . . . % della popolazione. • Le imprese che operano nel settore industriale sono ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................................

• La zona dove si produce energia elettrica è quella della ..................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................................

• Le zone turistiche maggiormente rinomate sono .................................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................................

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Le province della Calabria Catanzaro sorge sul Mar Ionio. Fondata nel X secolo dai Bizantini, è oggi un importante mercato agricolo.

Cosenza , situata tra i rilievi costieri e il massiccio della Sila, è una delle città più antiche della Calabria. È un centro agricolo e commerciale.

Crotone fu un’importante colonia greca. Conserva, sul luogo dove sorgeva l’acropoli, un castello fortificato cinquecentesco. È il principale centro industriale dell’intera regione. Vibo Valentia , capoluogo di provincia dal 1992, come CroVeduta di Catanzaro e del viadotto Bisantis, il secondo al mondo per ampiezza di luce dell’arco.

tone, punta la sua economia sul turismo.

Reggio di Calabria è la città più popolata della Calabria e sede del consiglio regionale. Colonia greca, nel 1908 fu quasi completamente distrutta da un terribile terremoto.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Attorno all’VIII secolo a.C. la Calabria fu colonizzata dai Greci, che lungo le coste fondarono numerose colonie. Dopo il dominio romano, si contesero il potere su queste terre Visigoti, Ostrogoti, Bizantini e Longobardi. Con la conquista dei Normanni la regione ritrovò pace e stabilità politica. In seguito il dominio spagnolo e poi quello dei Borboni determinarono un periodo di decadenza. Il plebiscito del 22 ottobre 1860 sancì l’annessione al Regno di Sardegna e l’anno dopo al Regno d’Italia.

Chiesa bizantina a Stilo.

Il folclore

La seconda e la terza settimana di maggio a Crotone, in occasione della festa della Madonna di Capocolonna, si organizza una magnifica sagra del pesce, con canti e balli folcloristici. Durante la giornata tutti gli abitanti del paese si uniscono nella processione che segue l’immagine della Vergine per 12 chilometri, dal Duomo al santuario di Capocolonna. Il ritorno dal santuario è quanto di più spettacolare e suggestivo si possa immaginare poiché avviene via mare, con un corteo di barche.

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Il personaggio Renato Dulbecco, scienziato, nato a Catanzaro nel 1914, si è laureato in medicina all’Università di Torino a soli 22 anni. Dopo una seconda laurea in fisica, si è trasferito negli Stati Uniti, dove il suo lavoro di ricerca sui virus della poliomielite è stato fondamentale per mettere a punto il vaccino di Sabin. Nel 1975 per le sue scoperte sui virus tumorali gli è stato conferito il Premio Nobel per la medicina.


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hat?

Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La Sicilia è l’isola più grande del Mar Mediterraneo e la regione più meridionale dell’Italia, da cui è separata da un breve tratto di mare, lo Stretto di Messina. È una regione a forte rischio sismico poiché è attraversata dal rift, la frattura che divide la placca africana da quella euroasiatica, e vi si trovano tre vulcani attivi, lo Stromboli, Vulcano e l’Etna. Il territorio è prevalentemente montuoso e collinare, le zone pianeggianti sono le piane di Catania e di Gela e la Conca d’oro, alle spalle di Palermo. Il clima è mediterraneo, con estati anche molto calde, battute da venti di scirocco nordafricani che fanno salire le temperature anche al di sopra dei 40 °C. Gli inverni sono miti, con scarse precipitazioni specie sulla costa meridionale.

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SICILIA

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DOVE Si trova?

Zona: Italia insulare REGIONE A STATUTO SPECIALE Superficie: 25 711 km2 Popolazione: 5 016 861 abitanti Densità: 195 abitanti per km2 Capoluogo: PALERMO Province: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani

La spiaggia di Cefalù (Palermo).

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Quali mari bagnano la Sicilia? • Quale forma ha l’isola? Quali sono gli arcipelaghi che la circondano? • Quali catene montuose ci sono nella regione? Qual è la vetta più elevata? • Quali sono i principali fiumi siciliani?

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SETTORI PRODUTTIVI 8,8% PRIMARIO • Agricoltura: agrumi (1° produttore nazionale), uva, olive, ortaggi, mandorle (per l’industria dolciaria).

• Allevamento: capre, pecore. • Pesca: tonno (1° posto in Italia), pesce spada.

18,4% SECONDARIO • Industrie estrattive (presenza di giacimenti di petrolio e gas naturale),

chimiche, meccaniche, alimentari e dei materiali da costruzione.

72,8% TERZIARIO • Turismo. • Pubblico impiego. • Commercio.

PER STUDiARE Completa il testo. • In Sicilia gli addetti al settore primario sono il . . . . . . . . . . . . . . . %. • I prodotti agricoli più importanti sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• La Sicilia ha il primato per la pesca del .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • In Sicilia ci sono industrie estrattive per la presenza di giacimenti di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro Nonostante le notevolissime risorse economiche, la Sicilia ha gravi problemi sociali e di occupazione dovuti alla scarsa valorizzazione delle risorse locali da parte dell’amministrazione pubblica e alla presenza della criminalità organizzata, che ha impedito la crescita delle aziende. L’agricoltura è da sempre una delle voci più importanti dell’economia della regione, mentre il settore secondario occupa meno del 20% dei lavoratori: una delle percentuali più basse d’Italia.

Il turismo Il miglioramento delle reti di comunicazione ha facilitato, negli ultimi decenni, l’aumento dei turisti italiani e stranieri nella regione. Le zone più visitate per le bellezze naturali sono Taormina, Cefalù e le isole, ma sono molto frequentate anche le aree di interesse storico, ricche di testimonianze delle numerose civiltà che si sono succedute nel passato (Greci, Romani, Saraceni, Normanni, Svevi).

...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Le zone maggiormente visitate dai turisti in Sicilia sono ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Spunti per la ricerca

• Cerca notizie sulla mattanza, la tradizionale pesca dei tonni. • Fai una ricerca su alcuni piatti tipici della cucina siciliana, scrivendo sul tuo quaderno anche una ricetta.


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Le province della Sicilia

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Palermo sorge sul golfo omonimo, ai margini della Conca d’oro. Circondata da agrumeti, oggi è una città agricola, artigianale e commerciale. Molti turisti sono attratti dalle testimonianze del suo passato; i monumenti più noti sono il Palazzo dei Normanni, la Cattedrale e la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti. La Cattedrale di Palermo, con le alte torri di epoca normanna.

Caltanissetta si trova al centro dell’isola. Un tempo era importante per l’industria estrattiva dello zolfo, oggi vi si svolgono attività prevalentemente agricole.

Agrigento è una città agricola. Fu colonia della Magna Grecia, di cui è rimasta la zona archeologica della Valle dei Templi.

Catania , ai piedi dell’Etna, fu distrutta nella se-

Il Tempio della Concordia ad Agrigento.

conda metà del Seicento prima da una colata di lava, poi da un terremoto. Fu ricostruita nel XVIII secolo con una pianta regolare. Centro del commercio ortofrutticolo, è sede di industrie alimentari, meccaniche, elettroniche.

Messina è una città moderna, ricostruita dopo le di-

Trapani è il più importante porto della Sicilia per

struzioni provocate dal terremoto del 1908 e dalla Seconda guerra mondiale. Oggi il suo porto la rende un importante nodo per gli scambi commerciali.

la pesca del tonno. Lungo la costa una serie di saline la separa da Marsala, famosa per il suo vino.

Enna si trova a 931 metri di altezza. Nella sua provincia, nei pressi di Piazza Armerina, si trova il complesso archeologico di una grandiosa villa romana.

Siracusa comprende una parte antica, sull’isola di Ortigia, e una moderna sulla terraferma, dove sorge una delle maggiori aree industriali del Meridione (industrie petrolchimiche). Ragusa sorge su un colle ai piedi dei Monti Iblei ed è il capoluogo di provincia più meridionale d’Italia.

Saline nella provincia di Trapani.

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PASSATO chiama PRESENTE

La storia

In Sicilia si sono succeduti molti popoli di origini diverse, ognuno dei quali ha lasciato testimonianze. I Fenici e i Greci furono i primi a fondarvi colonie. A essi seguirono i Romani, che giunti nel III secolo a.C. incrementarono le coltivazioni di grano, tanto da rendere l’isola il «granaio di Roma». Caduto l’Impero romano, l’isola fu occupata dagli Arabi, dai Normanni e dagli Svevi, sotto i quali conobbe un periodo di prosperità. Questi popoli lasciarono una forte impronta nella cultura locale. In seguito fu dominata da Francesi e Spagnoli, ma il malgoverno e un’economia basata sul latifondo, la grande proprietà terriera, portarono decadenza politica e sociale. Nel 1861, dopo la liberazione promossa da Garibaldi, fu annessa al Regno d’Italia. Dal 1948 è una regione a statuto speciale.

Dipinto che rievoca lo sbarco di Garibaldi a Marsala con i Mille, il 5 maggio 1860.

Il folclore

upi. era dei P p O ’ l l e d i g g a Alcuni person

Una delle più importanti tradizioni siciliane è l’Opera dei Pupi. Si tratta di marionette, alte anche più di un metro, mosse abilmente dai burattinai per interpretare storie che rievocano le gesta epiche di eroi in lotta contro i Saraceni o contro animali e creature fantastiche, oppure narrano le vite dei santi. Si raccontano anche le imprese di Garibaldi e storie di briganti. Questa tradizione ha origini spagnole e nell’Ottocento si diffuse in tutta l’isola. Nel maggio 2001 l’Opera dei Pupi è stata dichiarata dall’Unesco «capolavoro del patrimonio orale e materiale dell’umanità».

Il personaggio Il greco Archimede nacque intorno al 287 a.C. a Siracusa ed è considerato uno dei più grandi matematici e uomini di scienza dell’antichità. A lui si devono molte invenzioni, come quella della vite perpetua e della carrucola, e la legge sul galleggiamento dei corpi. Durante la Prima guerra punica, essendo la Sicilia governata dai Cartaginesi, Archimede contribuì alla difesa della sua città dall’attacco romano realizzando ingegnose armi da guerra, fra cui gli specchi usati per incendiare le navi romane. La sua fama fu grande anche tra i Romani che, quando invasero la città, ebbero l’ordine di catturarlo vivo. Ma quando un soldato entrò in casa di Archimede, lui era così intento a risolvere un problema che, interrogato su quale fosse il suo nome, non rispose: così fu ucciso.

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SARDEGNA here?

DOVE Si trova?

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Zona: Italia insulare

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Che cosa caratterizza il territorio?

Territorio e ambiente La Sardegna è la terza regione d’Italia per estensione, dopo Sicilia e Piemonte. Presenta un territorio prevalentemente montuoso e collinare, di origine geologica molto antica. Le pianure coprono una parte limitata della regione, la più estesa è quella del Campidano, tra il Golfo di Oristano e quello di Cagliari. Le coste sono in larga parte alte e rocciose, a eccezione di quelle in corrispondenza della pianura. I fiumi, a carattere torrentizio, sono ricchi d’acqua in inverno e quasi asciutti in estate. Dighe artificiali convogliano le acque in bacini per l’irrigazione. Il clima è mediterraneo, con estati ventilate, calde e secche e inverni brevi e piovosi.

REGIONE A STATUTO SPECIALE Superficie: 24 090 km2 Popolazione: 1 659 443 abitanti Densità: 69 abitanti per km2 Capoluogo: CAGLIARI Province: Cagliari, Carbonia-Iglesias*, Medio Campidano (Sanluri-Villacidro)*, Nuoro, Ogliastra (Tortolì-Lanusei)*, Olbia-Tempio*, Oristano, Sassari *Nuove province in via di definizione.

leggi la CARTA Osserva la carta e rispondi. • Quali mari bagnano la Sardegna? • Dove si trova la Costa Smeralda? • Descrivi le caratteristiche della costa sarda (golfi e isole). • Come si chiama il principale gruppo montuoso? E la sua cima più elevata? • Quali sono i principali fiumi della regione e in quali mari sfociano?

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Who?

Chi ci abita? Quali attivita vi si svolgono?

Popolazione e lavoro La Sardegna è tra le regioni meno densamente popolate d’Italia. Un tempo tra le più povere, ha avuto negli ultimi decenni un certo sviluppo, legato in gran parte al turismo. Ancora basso è il reddito pro capite, con un tasso di disoccupazione elevato.

Il turismo Il turismo rappresenta sicuramente la voce più importante del settore terziario. Ogni anno sbarcano nella regione un gran numero di turisti italiani e stranieri. I litorali più conosciuti e frequentati si trovano nel nord-est dell’isola: la Costa Smeralda, la Gallura, l’Arcipelago della Maddalena. I turisti, oltre a essere attratti dalla bellezza del mare e delle coste, apprezzano anche il patrimonio storico e culturale: i nuraghi (antiche abitazioni preistoriche) e le testimonianze archeologiche dei Fenici e dei Romani.

PER STUDiARE Completa il testo. • Le principali coltivazioni dell’isola sono

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• L’allevamento di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . è molto diffuso. • I settori industriali più importanti sono . . . . . . . . . . . . . . ...........................

SETTORI PRODUTTIVI 6,2% PRIMARIO • Agricoltura: ortaggi (pomodori, carciofi), barbabietole da zucchero, agrumi, mandorle, olive, uva (produzione di vini pregiati), querce da sughero (usato per l’artigianato).

• Allevamento: pecore, capre (1° posto in Italia).

• Pesca: tonno.

21,9% SECONDARIO • Industrie estrattive (piombo, zinco, carbone), petrolchimiche, termoelettriche. • Artigianato: tappeti, arazzi, oggetti in sughero, gioielli in filigrana, ferro battuto, ceramiche, ceste.

71,9% TERZIARIO • Turismo (soprattutto estivo). • Pubblico impiego. • Commercio.

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• Le principali attrattive turistiche dell’isola sono

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• I litorali maggiormente frequentati sono

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Spunti per la ricerca

• Fai una ricerca sulla lavorazione del sughero in Sardegna. • Raccogli notizie e illustrazioni sui nuraghi.


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Le province della Sardegna

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Cagliari sorge sul golfo omonimo. Fondata dai Fe-

Sassari ha visto il succedersi di diverse domina-

nici, conserva monumenti di varie epoche, fra cui la Chiesa di San Saturnino, la più antica dell’isola (V secolo), il Duomo, il castello e le mura medievali.

zioni, che si possono riconoscere nel sovrapporsi di diversi stili nei suoi monumenti. Oggi è un importante centro commerciale.

Nuoro fonda la sua economia sull’agricoltura e sulla pastorizia, ma anche sul terziario. Ospita un museo sulle tradizioni popolari.

Oristano , al centro della costa occidentale, è sede di un fiorente mercato agricolo.

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Veduta di Cagliari.

La regione autonoma della Sardegna, nel maggio 2005, ha istituito quattro nuove province, non riconosciute a tutti gli effetti dallo Stato italiano: Carbonia-Iglesias (con capoluoghi Carbonia e Iglesias); Medio Campidano (con capoluoghi Sanluri e Villacidro); Ogliastra (con capoluoghi Lanusei e Tortolì); Olbia-Tempio (con capoluoghi Olbia e Tempio Pausania).

PASSATO chiama PRESENTE

La storia

Colonizzata dai Fenici e poi dai Cartaginesi, la Sardegna fu poi conquistata dai Romani, che dovettero far fronte alle rivolte delle popolazioni dell’interno. Alla dominazione romana seguì quella bizantina; poi la regione passò sotto il controllo delle repubbliche marinare di Pisa e di Genova. In seguito subentrò la Spagna, che condusse la Sardegna a un lungo periodo di decadenza, terminato nel Settecento quando l’isola passò ai Savoia e poi al Regno d’Italia. Dal 1948 la Sardegna è una regione autonoma a statuto speciale.

Il folclore

A Oristano, l’ultima domenica di Carnevale e il martedì grasso si festeggiano con la famosa Sartiglia (dal termine spagnolo sortija «anello»). L’origine è legata agli antichi tornei in cui cavalieri al galoppo dovevano infilare con una lancia un anello sospeso a una fune. La gara è preceduta da sfilate con fanciulle vestite in costumi tradizionali, da canti e da balli.

Pavimento a mosaico di un’antica casa roman a a Nora (Cag liari).

Il personaggio

Eleonora d’Arborea è stata una regina sarda, vissuta verso la metà del XIV secolo. Il padre, giudice del regno d’Arborea, la diede in sposa al genovese Brancaleone Doria per allearsi con quella potente famiglia, nemica degli Aragonesi, che già controllavano vaste zone della regione. Alla morte del padre e del fratello, un’assemblea elesse Eleonora come reggente; lei sconfisse gli Aragonesi e arrivò a governare su tutta l’isola. Morì di peste nel 1403. La ricordiamo per avere dato vita alla Carta de Logu, un insieme di leggi che per la loro modernità rimasero in vigore fino al 1827.

155


CAPI I A SE H LE USA

TO

L’ITALIA MERIDIONALE E INSULARE

Where?

DOVE Si trova?

Colora le regioni secondo le indicazioni. In ciascuna regione scrivi poi il capoluogo corrispondente.

Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna What?

che cosa caratterizza il territorio?

Rispondi sul tuo quaderno alle seguenti domande. • Dove si trova la pianura del Tavoliere? • In quale regione si trovano i monti Volturino, Sirino e Pollino? • Come si chiama la regione posta all’estremità sud-occidentale della penisola italiana? • In quale regione si trova il vulcano Vesuvio? • Come si chiama il tratto di mare che separa la Sicilia dalla punta più meridionale della penisola? • In quale regione si trova il massiccio montuoso del Gennargentu? Who?

quali attivita vi si svolgono?

Completa la tabella con il nome della regione in cui si svolgono le seguenti attività.

ATTIVITÀ

REGIONE

Artigianato dei tappeti, ceramiche e legno

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Centrali idroelettriche sulla Sila

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Turismo in Costa Smeralda

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Produzione di agrumi

156

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Primo posto nella produzione di olio

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................

Turismo nella costiera amalfitana

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..........................


Indice di

SC i E N Z E

158

alla scoperta dell’uomo

160

IL MOVIMENTO E IL SOSTEGNO

160

Lo scheletro e le ossa Il sistema muscolare

162 163 Il movimento 163 Le articolazioni 164 164

IL NUTRIMENTO E L’ENERGIA L’apparato digerente

166 Educazione alimentare

ALIMENTI E SALUTE 168 168 169 169 170 171 172 173 174

L’apparato circolatorio Il sangue I vasi sanguigni Il cuore La circolazione del sangue

L’ENERGia E LA forza

192 194 Catene di energia 195 Le forze 195 L’attrito 196 Le leve 197 La forza di gravità 198

Protagonisti delle Scienze Una mela per… Newton!

200 La forza magnetica 201 La forza elettrica 202 L’elettricità in casa 203 Le centrali elettriche 204 Le fonti di energia 206 Educazione ambientale

IL PROBLEMA ENERGIA 207 SE HAI CAPITO USA LE

Contro virus e batteri

L’apparato respiratorio La respirazione

L’apparato escretore

208

osserviamo l’universo

175 SE HAI CAPITO USA LE

210 210 211 212 212 213 214 215

Il Sistema solare

176

IL COORDINAMENTO E IL CONTROLLO DEL CORPO

176 177 177 178 178 179 179 180 182 184 185 187 187

Il sistema nervoso

188

LA RIPRODUZIONE E LA NASCITA

L’encefalo Le cellule nervose I riflessi L’intelligenza

Gli organi di senso Il tatto La vista La luce L’udito Il suono L’olfatto Il gusto

189 La gestazione 190 Educazione all’affettività

SOMIGLIANZE E DIFFERENZE 191 SE HAI CAPITO USA LE

Il Sole Pianeti e altri corpi celesti

La Terra e i suoi movimenti Il movimento di rotazione Il movimento di rivoluzione

La Luna La gravitazione universale

216 SE HAI CAPITO USA LE


alla scoperta Fra tutte le incredibili forme di vita che esistono sulla Terra, l’uomo è davvero l’essere più straordinario e complesso.

Che cosa lo rende così particolare? Osserva che cosa distingue la specie umana da tutte le altre specie animali e vegetali.

Il movimento e il sostegno L’uomo è un vertebrato, capace di movimento come tutti gli animali. A differenza di questi, però, ha una posizione eretta e arti che gli permettono di afferrare e manipolare oggetti grazie alle mani.

Il coordinamento e il controllo del corpo L’uomo controlla i suoi movimenti con il cervello e interagisce con l’ambiente attraverso i sensi: riceve segnali a cui risponde con movimenti opportuni. Ma l’uomo è capace anche di controllare i suoi pensieri e le sue emozioni e, a differenza degli altri viventi, sa inventare, immaginare, progettare, parlare… Tutte funzioni superiori proprie della specie umana, che costituiscono l’intelligenza.

158


dell’uomo

PAROLE CHIAVE VERTEBRATO

Il nutrimento e l’energia L’uomo è un mammifero onnivoro: appena nato si nutre del latte materno e in seguito, crescendo, di cibo di origine animale o vegetale, che è in grado di rielaborare. Si rifornisce di ossigeno respirando l’aria.

CERVELLO E SENSI MAMMIFERO ONNIVORO VIVIPARO

c Spiega il significato di ogni

parola chiave, specificando che cosa rende l’uomo diverso dagli altri animali.

La riproduzione e la nascita L’uomo è un viviparo e quindi genera individui già formati. Per gli esseri umani, però, la riproduzione è un avvenimento complesso, regolato non solo dalle leggi della natura, ma anche da leggi sociali e morali. Mettere al mondo dei figli è un gesto di amore e di responsabilità, è la scelta di due persone che decidono insieme di collaborare alla formazione e alla crescita di una nuova vita.

159


all a sco per ta del l’u om o

W

IL MOVIMENTO E IL SOSTEGNO

hy?

perchE ci muoviamo?

Il movimento è una funzione caratteristica degli animali, perciò anche degli uomini: permette loro di procurarsi il cibo, di fuggire i pericoli, ma anche di giocare, di comunicare con gli altri, di svolgere le innumerevoli azioni di cui è fatta la vita. Le parti del corpo che permettono il movimento sono il sistema scheletrico e il sistema muscolare.

PAROLE DELLE SCIENZE

Sistema: in biologia è l’insieme delle parti che concorrono alla stessa funzione. scatola cranica mascella

cassa toracica clavicola scapola costola sterno colonna vertebrale bacino

mandibola

Lo scheletro e le ossa What?

che cosa sono?

Lo scheletro è la struttura rigida che sostiene il corpo in posizione eretta e che protegge alcuni importanti organi interni. È formato da circa duecento ossa dure e compatte, al cui interno c’è il midollo osseo, un tessuto molle che le nutre e che produce le cellule del sangue.

arto superiore omero ulna radio mano

arto inferiore femore rotula perone tibia piede

160

Scheletro della testa Lo scheletro della testa è formato dalle ossa della faccia e dalla scatola cranica, un insieme di ossa piatte che si incastrano le une nelle altre in modo da formare un «casco» che protegge il cervello.

Scheletro del tronco Lo scheletro del tronco comprende: • la cassa toracica, formata da 2 clavicole, 2 scapole, dallo sterno e da 12 costole, lunghe ossa che, come sbarre di una gabbia, proteggono il cuore e i polmoni; • il bacino, formato da ossa piatte che, come in un cestino, contengono l’intestino e gli organi per la riproduzione; • la colonna vertebrale, la struttura principale del corpo, che sostiene la testa e permette la posizione eretta.

Scheletro degli arti Lo scheletro degli arti superiori e inferiori è formato dalle ossa lunghe del braccio e della gamba, cui si collegano le piccole ossa del piede e della mano. Più di un quarto delle ossa dello scheletro si trova nella mano, per permetterle di compiere con precisione tutti i suoi movimenti.


SC i E N Z E Le ossa crescono con il corpo e, a seconda della loro funzione, si suddividono in ossa lunghe, come quelle di braccia e gambe, corte, come quelle del calcagno, piatte, come quelle del cranio, del bacino e le scapole. La colonna vertebrale, o spina dorsale, è formata da piccole ossa ad anello, le vertebre, sovrapposte le une alle altre in colonna. Fra una vertebra e l’altra c’è una sostanza semirigida, la cartilagine, che permette alla colonna di flettersi. Nel foro centrale delle vertebre passa il midollo spinale, da cui partono i nervi che si diramano in tutto il corpo.

osso lungo: femore

osso piatto: scapola osso corto: calcagno vertebra cartilagine

colonna vertebrale

PAROLE CHIAVE SCHELETRO MIDOLLO OSSEO SCATOLA CRANICA CASSA TORACICA BACINO

Educazione alla salute Durante la crescita le ossa possono subire malformazioni a causa di posizioni scorrette. La colonna vertebrale, per esempio, può deformarsi provocando la scoliosi. Attenzione, dunque!

COLONNA VERTEBRALE VERTEBRE CARTILAGINE

Pratica sport all’aria aperta e fai lavorare i muscoli. Assumi una posizione corretta tenendo la schiena dritta nel banco e al computer.

c Qual è la funzione svolta da cia-

scuna delle parti elencate?

Non restare per ore seduto davanti alla TV.

161


all a sco per ta del l’u om o W

Il sistema muscolare

hat?

CHE COS’E?

pettorale deltoide

bicipite

tricipite

Le ossa non potrebbero muoversi se non ci fossero i muscoli, la cui azione consente il movimento delle ossa nelle articolazioni. I muscoli ricoprono lo scheletro, a cui sono attaccati per mezzo dei tendini. La nostra muscolatura è formata da muscoli volontari e involontari. I muscoli volontari sono formati da tessuto muscolare striato, cioè a fasce, e vengono chiamati volontari perché rispondono ai comandi che diamo loro attraverso il cervello. Li usiamo per compiere la maggior parte dei movimenti: correre, tagliare il cibo, afferrare la palla… I muscoli involontari sono di tessuto muscolare liscio; il loro movimento non dipende dalla nostra volontà, perciò sono in attività anche mentre dormiamo e regolano il movimento degli organi interni (polmoni, stomaco, intestino…). Il cuore è un muscolo speciale: è un muscolo involontario, ma è formato da tessuto striato.

addominali

quadricipite

gemello

Grazie ai muscoli non solo possiamo muoverci, ma anche mostrare le nostre emozioni: nel viso, infatti, abbiamo più di 100 muscoli, che ci permettono le diverse espressioni facciali.

PAROLE CHIAVE ARTICOLAZIONI TENDINI MUSCOLI VOLONTARI MUSCOLI INVOLONTARI

c Spiega le funzioni di articolazioni e tendini. • Sottolinea nel testo le definizioni di muscoli volontari e involontari e spiega con qualche esempio le differenze tra i due tipi di muscoli.

162


W

SC i E N Z E hy?

perche i muscoli si muovono?

Il movimento I muscoli volontari sono formati da fasci di fibre sottili, molto resistenti ed elastici, in grado di contrarsi (accorciarsi) e allungarsi, facendo così muovere le ossa a cui sono attaccati per mezzo dei tendini. I muscoli lavorano a coppie antagoniste: quando uno si accorcia tirando l’osso dalla sua parte, l’altro si allunga. Osserva.

bicipite rilassato

tricipite rilassato

tricipite contratto bicipite contratto

Quando il muscolo 1 si contrae, si gonfia e si accorcia, tirando verso di sé l’osso a cui è collegato. Il muscolo 2, di conseguenza, si rilassa e si allunga.

Per fare il movimento contrario, il muscolo 2 si contrae e tira l’osso verso di sé, mentre il muscolo 1 si distende.

Le articolazioni Come vedi, muscoli e ossa permettono di flettere le ginocchia, muovere le dita, piegare le braccia… Questa flessibilità è data dalle articolazioni, che sono il punto di contatto fra due ossa: le tengono vicine, ma libere di muoversi. muscolo

I tendini legano i muscoli alle ossa.

PER STUDiARE Spiega con parole tue come funzionano i muscoli antagonisti.

I legamenti sono fasce di tessuto robusto che tengono unita l’articolazione.

All’interno dell’articolazione ci sono la cartilagine, un tessuto elastico che attutisce gli urti, e il liquido sinoviale che, come l’olio con gli ingranaggi, la lubrifica.

163


all a sco per ta del l’u om o

IL NUTRIMENTO E L’ENERGIA What?

che cosa serve al corpo?

Per svolgere le loro funzioni tutte le parti del corpo hanno bisogno di nutrimento e di energia. Le sostanze nutritive servono per costruire le cellule, che si rinnovano continuamente; l’energia, invece, è la forza che occorre per muoverci, divertirci, studiare. Energia e sostanze nutritive si ricavano dal cibo: l’apparato digerente lo trasforma in sostanze utilizzabili dall’organismo; l’apparato circolatorio trasporta queste sostanze in tutto il corpo; l’apparato respiratorio procura l’ossigeno grazie al quale le sostanze si trasformano in energia; infine l’apparato escretore elimina le sostanze di rifiuto che si producono durante i vari processi.

L’apparato digerente

ghiandole salivari

Where

?

denti

dove avviene la digestione?

esofago stomaco

Il processo che ci permette di ricavare le sostanze nutritive dagli alimenti si chiama digestione ed è compiuto dagli organi dell’apparato digerente in varie fasi.

fegato

Digestione nella bocca Il cibo introdotto nella bocca viene sminuzzato dai denti e im-

pancreas intestino tenue

bolo

pastato con la saliva, diventando una massa morbida, il bolo, che viene inghiottito.

Digestione nello stomaco Attraverso l’esofago il bolo giunge nello stomaco, dove i succhi chimo intestino crasso

Digestione nell’intestino Il chimo passa poi nel primo tratto dell’intestino (intestino te-

intestino retto ano

164

gastrici lo decompongono in sostanze più semplici. Lo stomaco, che è una specie di sacca elastica con le pareti di fibre muscolari, contraendosi lo rimescola e lo impasta, trasformandolo in una poltiglia semiliquida chiamata chimo.

chilo

feci

nue), un tubo lunghissimo ripiegato all’interno dell’addome, dove subisce altre trasformazioni. Qui infatti la bile prodotta dal fegato e i succhi prodotti dal pancreas scompongono ulteriormente il chimo, fino a ridurlo a un liquido ricco di sostanze nutritive detto chilo. Completata così la digestione, i residui di cibo non assorbiti finiscono nell’intestino crasso, da cui vengono eliminati sotto forma di feci.


SC i E N Z E villo intestinale vasi sanguigni

What?

Come termina la digestione?

Nell’intestino le sostanze nutritive, ormai digerite e ridotte in parti piccolissime, possono essere assorbite. L’assorbimento avviene attraverso i villi intestinali, piccole piegoline che rivestono le pareti dell’intestino, ricchi di vasi sanguigni. Attraverso i villi, le sostanze nutritive passano nel sangue, che le porta a nutrire tutte le cellule.

PAROLE CHIAVE BOCCA ESOFAGO STOMACO INTESTINO FEGATO PANCREAS VILLI INTESTINALI

c Utilizza le parole chiave

per descrivere il percorso del cibo e le sue trasformazioni durante la digestione.

Educazione alla salute I denti sono formati da tessuti particolari, duri e resistenti perché ricchi di sali minerali. Hanno un ruolo importante nella digestione, perché un cibo masticato male rende la digestione più lenta e faticosa. Per digerire bene, conservare una dentatura sana e un bel sorriso è perciò necessario curare l’igiene della bocca, seguendo alcune semplici regole: usa spazzolino, dentifricio e filo interdentale dopo ogni pasto, perché i residui di cibo sviluppano batteri che corrodono lo smalto provocando la carie; fai controllare periodicamente dal dentista lo stato dei tuoi denti; mangia alimenti ricchi di calcio e sali minerali; evita i dolciumi e i liquidi troppo caldi o troppo freddi.

165


Educazione alimentare

ALIMENTI E SALUTE Mangiare è una funzione vitale: il nostro corpo ne ha bisogno per rifornirci di sostanze per crescere e rinnovare le cellule. Queste sostanze sono i principi nutritivi, che però non si trovano in tutti i cibi nella stessa quantità e che svolgono funzioni diverse. In base alle sostanze nutritive che contengono e alla funzione che svolgono, gli alimenti si classificano in tre gruppi: • cibi che svolgono una funzione costruttiva: producono le cellule del nostro organismo e riparano i tessuti danneggiati; • cibi che svolgono una funzione energetica: procurano energia al corpo; • cibi che svolgono una funzione protettiva o regolatrice: controllano le funzioni biologiche e difendono l’organismo da alcune malattie. Poiché ogni alimento svolge un’azione ben precisa, un’alimentazione corretta deve essere varia, per fornire tutte le sostanze necessarie.

Gli alimenti costruttori

I legumi fo r contenuti niscono proteine preziose .

a costi

Sono quelli che contengono le proteine, le quali servono alla costruzione delle cellule e sono indispensabili a un organismo in crescita come il tuo. Alimenti ricchi di proteine sono la carne, il pesce, le uova, il latte e i suoi derivati, i legumi (fagioli, ceci, lenticchie…); la combinazione di cereali e legumi (pasta e fagioli, riso e piselli) è un’ottima fonte di proteine.

Gli alimenti energetici Contengono carboidrati, sostanze di origine quasi sempre vegetale che forniscono energia immediatamente utilizzabile; sono il pane, la pasta, le patate, lo zucchero… Anche i grassi costituiscono una riserva di energia, ma quando sono in eccesso si depositano nell’organismo causando danni gravi; sono contenuti in olio, burro, salumi.

166


Gli alimenti regolatori e protettivi Contengono: • vitamine, che proteggono da alcune malattie e contribuiscono allo sviluppo dell’organismo; sono la frutta, la verdura, gli ortaggi… • sali minerali, che servono a formare ossa e denti e a proteggere la pelle; si trovano in quantità sufficiente in molti cibi (ortaggi, frutta, cereali, latte, pesce…). Quasi tutti gli alimenti contengono anche acqua, ma poiché al nostro organismo ne serve molta, bisogna comunque berne in grande quantità. L’acqua infatti è l’elemento principale di tutti i liquidi corporei (sangue, saliva, succhi gastrici, sudore, urina) e aiuta a eliminare le scorie dal corpo. Le fibre non servono a nutrire il corpo ma agiscono come una «scopa», perché contribuiscono a eliminare le scorie. Se non ce ne sono abbastanza nei cibi, le sostanze di rifiuto della digestione restano nel corpo più del dovuto. Le fibre sono contenute in verdura, frutta e cereali.

Educazione alla salute La quantità di energia di cui l’organismo ha bisogno varia a seconda dell’età, del lavoro che si svolge, dello sport che si pratica e anche del clima in cui si vive. L’energia sviluppata dagli alimenti si misura in calorie e per mantenere il corpo sano bisogna che le calorie assunte non superino quelle consumate. Per un’alimentazione equilibrata segui alcune semplici regole: a ogni pasto mangia pane o riso o pasta; consuma in abbondanza frutta e verdura; mangia carne una sola volta al giorno; limita i dolci e gli alimenti ricchi di grassi e condimenti; non mangiare fuori dei pasti e fai merenda con un frutto. • • • •

Quali sostanze sono contenute, in prevalenza, nei tuoi cibi preferiti? Mangi spesso patatine e dolciumi? Scegli sempre gli stessi alimenti o mangi un po’ di tutto? Pensi che la tua alimentazione sia corretta? Spiega il perché.

167


all a sco per ta del l’u om o

Donare sangue è importante perché molte persone che hanno subìto un incidente o un intervento chirurgico possono essere salvate grazie a una trasfusione di sangue. Ma attenzione, non tutti hanno lo stesso tipo di sangue. Ne esistono diversi tipi, classificati nei 4 gruppi sanguigni A, B, AB, ZERO. In caso di trasfusione si può ricevere solo sangue del proprio gruppo o di un gruppo compatibile. Il sangue del gruppo zero è il più «prezioso» perché può essere ricevuto da tutti. In una goccia di sangue ci sono circa 250 milioni di globuli rossi, 16 milioni di piastrine e appena 375000 globuli bianchi.

W

Donatori di vita

L’apparato circolatorio hat?

CHE COS’E?

La funzione dell’apparato circolatorio è quella di distribuire a tutte le cellule del corpo le sostanze nutritive assorbite dall’intestino e l’ossigeno proveniente dai polmoni. Contemporaneamente permette anche il recupero delle sostanze di rifiuto, che verranno poi eliminate. L’apparato circolatorio è formato da: • un tessuto liquido, il sangue; • una rete di canali in cui esso scorre, i vasi sanguigni; • un muscolo, il cuore.

Il sangue Nel corpo di una persona adulta scorrono circa 5 o 6 litri di sangue, formato da una parte liquida in cui sono immerse cellule di diverso tipo. La parte liquida si chiama plasma, è di colore giallastro e vi sono sciolte le sostanze nutritive. Le cellule del sangue sono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.

Globuli rossi

Globuli bianchi

Piastrine

I globuli rossi sono cellule che trasportano l’ossigeno e raccolgono l’anidride carbonica prodotta come sostanza di rifiuto. Contengono l’emoglobina, che è di colore rosso.

I globuli bianchi sono cellule che difendono l’organismo da batteri e virus: quando riconoscono una sostanza estranea, la circondano e la distruggono.

Le piastrine sono corpuscoli che fanno coagulare il sangue in caso di ferite, formando una crosticina che lo ferma. Senza le piastrine, moriremmo dissanguati anche per una piccola ferita.

168


SC i E N Z E vena giugulare

I vasi sanguigni I vasi sanguigni sono i canali in cui scorre il sangue. Le arterie trasportano il sangue ricco di ossigeno dal cuore verso le varie parti del corpo. Sono robuste ed elastiche e il sangue vi scorre velocemente. Le vene trasportano il sangue carico di sostanze di rifiuto dalle diverse parti del corpo verso il cuore. Sono più sottili e il sangue vi scorre lentamente. I capillari sono canali sottili come capelli, che giungono a ogni singola cellula del corpo; in essi avviene lo scambio di sostanze tra le cellule e il sangue.

arteria carotide arteria aorta

vena cava

Il cuore Il cuore è un muscolo involontario, grande quanto un pugno, che si trova nella gabbia toracica, tra i polmoni. Funziona come una pompa: quando si distende si riempie di sangue, quando si contrae spinge il sangue nelle arterie, che lo portano in tutto il corpo. Il cuore è diviso in due parti separate non comunicanti: in una passa il sangue arterioso, nell’altra il sangue arteria aorta polmonare venoso. vena cava Ogni parte, a sua volta, è superiore divisa in due cavità: quelvene la superiore, detta atrio, polmonari comunica con quella infeatrio atrio riore, detta ventricolo. destro sinistro

PAROLE CHIAVE ventricolo sinistro

sangue ricco di ossigeno sangue ricco di anidride carbonica

ventricolo destro

Il cuore batte Quando il cuore si contrae per pompare il sangue, noi diciamo che «batte». Il cuore si contrae e si rilascia all’incirca ogni secondo, ininterrottamente, per tutta la durata della nostra vita. Se premi con un dito sulla parte interna del polso puoi sentire le pulsazioni del cuore.

SANGUE VASI SANGUIGNI CUORE

c

Dopo aver riletto il testo, spiega le funzioni delle parti che compongono l’apparato circolatorio.

169


all a sco per ta del l’u om o polmone destro arteria polmonare

La circolazione del sangue

polmone sinistro

Il sangue percorre i vasi sanguigni seguendo un doppio percorso.

vena polmonare

Piccola circolazione

Nella piccola circolazione il sangue, ricco di anidride carbonica e povero di ossigeno, viene spinto dal cuore ventricolo destro del cuore nell’arteria polmonare, che lo porta ai polmoni; qui il sangue si libera dell’anidride carbonica, si rifornisce di aorta ossigeno e torna al cuore.

vena cava

arteria polmonare

atrio destro ventricolo destro

Grande circolazione

capillari venosi

capillari arteriosi

Collega ogni parte alla sua funzione.

170

atrio sinistro ventricolo sinistro

A questo punto inizia la grande circolazione: il sangue, ricco di ossigeno, parte dal ventricolo sinistro e passa nell’aorta, l’arteria più grande del corpo, che si ramifica in arterie sempre più piccole fino a diventare capillari. I capillari raggiungono tutte le cellule dell’organismo, dove «consegnano» ossigeno e sostanze nutritive e raccolgono anidride carbonica e sostanze di scarto. I capillari si riuniscono poi in vasi sanguigni più grandi, le vene, che riportano il sangue carico di sostanze di rifiuto fino al cuore. Qui il sangue riprenderà il suo ciclo.

PER STUDiARE

globuli bianchi

permettono la coagulazione del sangue

piastrine

permettono il trasporto dell’ossigeno

globuli rossi

vena polmonare

trasportano verso il cuore il sangue ricco di scorie

arterie

parte dal cuore ed è l’arteria più grande

vene

trasportano il sangue ricco di ossigeno

aorta

difendono il corpo dai microrganismi dannosi


Contro virus e batteri I batteri e i virus sono organismi piccolissimi visibili solo al microscopio elettronico. I batteri possono entrare nell’organismo attraverso bocca, naso, ferite, causando malattie a volte lievi, a volte molto gravi. Per combatterli esistono le difese naturali del corpo umano: il sangue circola più velocemente, di conseguenza la temperatura corporea si alza (febbre), mentre i globuli bianchi attaccano i germi, assorbendoli e distruggendoli. Se l’organismo è forte, in breve tempo il numero dei batteri diminuisce e inizia la guarigione. La scoperta di farmaci come gli antibiotici ha fornito un grande aiuto nella lotta contro questo tipo di malattie. I virus sono circa 50 volte più piccoli dei batteri. Sono parassiti, quindi possono vivere solo come ospiti all’interno di un’altra cellula. Non possono essere distrutti dagli antibiotici. Alcuni virus provocano malattie molto lievi, come il raffreddore e l’influenza, altri producono malattie terribili come l’AIDS. Per malattie molto gravi occorre rinforzare le difese del corpo con i vaccini. Il vaccino è formato da batteri o virus indeboliti che vengono immessi nel nostro organismo: essi non sono in grado di scatenare la malattia, ma obbligano il nostro corpo a produrre gli anticorpi specifici per quel virus o quel batterio. Gli anticorpi restano poi nell’organismo, che così, se fosse nuovamente attaccato, sarebbe già pronto a difendersi.

www

virus

batterio

PAROLE DELLE SCIENZE

Patogeni: responsabili di una malattia.

PASSATO chiama PRESENTE

Louis Pasteur, chimico e biologo francese vissuto nella seconda metà dell’Ottocento, può essere considerato l’inventore della vaccinazione e il fondatore della moderna immunologia. Questa parola indica quella parte della medicina che studia il modo in cui un organismo resiste all’azione di germi patogeni. Studiando alcune gravi infezioni che colpivano il bestiame, Pasteur scoprì che gli animali diventavano immuni se venivano iniettati loro i batteri non vitali della malattia stessa. Le sue scoperte hanno permesso la prevenzione di malattie che un tempo erano mortali per l’uomo.

Louis Pasteur nel suo labora

torio.

171


all a sco per ta del l’u om o W

L’apparato respiratorio hy?

PERCHE respiriamo?

PAROLE

DELLE

SCIENZE

L’apparato respiratorio ha lo scopo di rifornire di ossigeno le cellule e di eliminare l’anidride carbonica. Nelle cellule, infatti, l’ossigeno dell’aria entra in contatto con le sostanze prodotte dagli alimenti e ne provoca una lenta combustione, che produce calore ed energia necessari alle attività vitali. Durante questo processo si produce anche anidride carbonica, un gas velenoso che deve essere eliminato.

Combustione: reazione che si verifica quando una sostanza si trasforma bruciando.

laringe

bocca

trachea

faringe

W

narici

hat?

CHE COS’E l’apparato respiratorio?

Osserviamo gli organi che costituiscono l’apparato respiratorio e il percorso dell’aria nel corpo. Attraverso la bocca o il naso l’aria entra nel corpo. Passa nella faringe, poi nella laringe, infine nella trachea, un tubo lungo circa 12 cm. La trachea si divide in due grossi tubi, i bronchi, che a loro volta si dividono in rami sempre più piccoli. Alla fine di ogni ramo ci sono piccole sacche piene d’aria, gruppo di alveoli gli alveoli polmonari, ricoperti di capillari. Attraverso le polmonari con rete pareti degli alveoli, il sangue entra in contatto con l’aria di capillari e avviene lo scambio: cede anidride carbonica e si carica di ossigeno. Tutti gli alveoli sono racchiusi in due masse spugnose ed elastiche, i polmoni, che sono protetti all’interno della gabbia toracica. bronchi

polmoni bronchioli

sezione di alveolo

L’epiglottide

alveolo

sangue

ossigeno anidride carbonica

172

cibo epiglottide chiusa

Le vie respiratorie e l’apparato digerente, come vedi nel disegno sopra, hanno la parte iniziale in comune. L’epiglottide, una piccola valvola ad aletta posta dietro la lingua, si chiude ogni volta che si inghiotte del cibo, per evitare che finisca nelle vie respiratorie. A volte però succede che l’epiglottide non si chiuda in tempo e un po’ di cibo «vada per traverso», finendo nella trachea. Allora cominciamo a tossire per liberare l’apparato respiratorio.

corde vocali esofago laringe


SC i E N Z E

La respirazione La respirazione, cioè lo scambio continuo tra aria esterna che entra nei polmoni e aria interna immessa nell’ambiente, avviene mediante l’azione di un muscolo, il diaframma, che compie due movimenti: l’inspirazione e l’espirazione.

PAROLE CHIAVE

Inspirazione

BOCCA aria che entra polmoni dilatati

NASO FARINGE LARINGE

Espirazione

TRACHEA aria che esce

diaframma contratto

BRONCHI Con l’inspirazione il diaframma si contrae, la gabbia toracica si allarga e i polmoni si dilatano, riempiendosi d’aria ricca di ossigeno.

polmoni contratti

ALVEOLI POLMONARI POLMONI

c Descrivi il percorso dell’aria diaframma rilasciato

nell’apparato respiratorio usando le parole chiave elencate.

Con l’espirazione il diaframma si rilassa, la gabbia toracica si restringe e i polmoni vengono compressi, costringendo l’aria ricca di anidride carbonica a uscire attraverso il naso e la bocca.

Educazione alla salute Molte malattie possono colpire l’apparato respiratorio: il raffreddore, l’influenza, la faringite, la bronchite… Non sono malattie gravi, ma non devono essere trascurate. Possiamo difendere la nostra salute seguendo alcune norme igieniche: cambiare spesso l’aria negli ambienti chiusi; respirare il più possibile aria pura; evitare sbalzi di temperatura e correnti d’aria; non fumare e non stare accanto a chi fuma.

173


all a sco per ta del l’u om o W

L’apparato escretore hy?

PERCHE eliminiamo le sostanze di rifiuto?

PAROLE CHIAVE RENI URETERI VESCICA URETRA GHIANDOLE SUDORIPARE PORI

c Con l’aiuto delle parole

chiave spiega a che cosa serve l’apparato urinario, quali funzioni svolgono le sue parti, che cosa viene eliminato dalla pelle e in che modo.

174

Nello svolgimento delle funzioni vitali, l’organismo produce varie sostanze di rifiuto che devono essere eliminate; se ne occupano gli organi che formano l’apparato escretore: • acqua e sali minerali sono eliminati polmoni pelle attraverso la pelle, con il sudore; • l’anidride carbonica viene eliminata dall’apparato respiratorio; • il fegato elimina alcune proteine e reni zuccheri in eccesso e riduce la presenza nel sangue di sostanze eccitanti fegato come il caffè e l’alcool; • le sostanze non utilizzabili contenute nel cibo vengono espulse attraverso l’ano, sotto forma di feci, dall’ultima intestino parte dell’intestino; • le sostanze liquide di scarto contenute nel sangue sono eliminate sotto forma di urina dall’apparato urinario. What?

Da Che cosa e composto l’apparato urinario?

I reni sono gli organi principali dell’apparato urinario. Si trovano nella parte bassa della schiena e hanno la forma di due fagioli grandi come un pugno. Il sangue passa attraverso i reni molte volte al giorno: essi lo filtrano e lo depurano, trattenendo i rifiuti che esso trasporta. Le sostanze liquide filtrate dai reni formano l’urina, che scende goccia a goccia attraverso due arteria canali, gli ureteri, e si raccoglie nella vescica. renale La vescica è un serbatoio elastico; quando è piena, uno stimolo nervoso ci spinge a fare pipì per svuotarla. L’urina viene espulsa attraverso un canaletto chiamato uretra. La pelle è un organo che, tra le altre funzioni, provvede anche a eliminare acqua e sali in eccesso sotto forma di sudore. ureteri Questo viene prodotto dalle ghiandole sudoripare, che si trovano nella pelle, uretra ed esce attraverso piccole aperture chiamate pori.

vena renale

reni vescica


IL CORPO UMANO

What?

CHE COSA?

SE H A USA I CAPITO LE

Completa gli schemi con le informazioni che hai appreso, poi esponi ad alta voce.

APPARATO DIGERENTE serve a trasformare il cibo in ................. . . . . . . . . . . . . . . . . . utilizzabili dall’organismo mediante il processo della . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

APPARATO CIRCOLATORIO

APPARATO RESPIRATORIO

serve a distribuire le

rifornisce l’organismo di ........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......... che prende dall’. . . ............... .

....................................................

alle cellule e a recuperare le ....................................................

è formato da •bocca, dove il cibo viene ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e diventa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ; •esofago, che collega la bocca allo ....... . . . . . . . . . . . . . . . . ; •stomaco, dove il cibo viene «smontato» dai . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . e diventa .............. ; •intestino, dove il cibo viene ulteriormente trasformato dalla ............................... e dai succhi del ......... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e diventa ............... . . . . . . . . . .

..................

è formato da

è formato da

• . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , che porta ossigeno alle cellule, formato da globuli rossi, . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , piastrine e una parte liquida, il . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ;

• . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e .................. , da cui entra l’aria. L’aria attraversa poi la . . . . . . . . . . . .................. , la . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...................... e la . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............. ;

• vasi sanguigni, suddivisi in . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e vene, che si suddividono a loro volta in vasi sempre più sottili fino a diventare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ;

•bronchi, ramificazioni della . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che penetrano nei . . . . . . . . . . . . . . . . .......... ;

• cuore, che pompa il . . . . . . . . . . . . . . . nei . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• polmoni, organi spugnosi dentro i quali, negli ........................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............ , avviene lo scambio tra ossigeno e .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................... .

Il cibo digerito è poi assorbito dai ........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

SISTEMA SCHELETRICO

SISTEMA MUSCOLARE

APPARATO ESCRETORE

sostiene il . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e protegge gli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ; vi si attaccano i . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

.................................................... ....................................................

elimina le . . . . . .............................. derivanti dall’utilizzo delle sostanze nutritive.

è formato da

è formato da

è formato da

• . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , che lavorano a . . . . . . . . . . . . . . . . . . antagoniste.

•reni, che . . . . . . .......................... e depurano il sangue;

•ossa, al cui interno c’è il ................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ;

•scatola .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , che protegge il cervello; •cassa ...... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , formata dalle ...... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ; •bacino, che contiene l’. . . . . . . . . . . .................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ;

• colonna

..................................;

• arti superiori e

.......................

serve a

........................................

I muscoli possono essere volontari, • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........ , attraverso i quali passano le sostanze liquide cioè . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , oppure da eliminare che formano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , come il cuore l’. . . . . . . . . . . . . . . ; e lo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I muscoli sono attaccati alle ossa per mezzo dei . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• vescica, una .................. elastica in cui si raccoglie l’urina;

I muscoli muovono le ossa grazie alla presenza delle . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

• . . . . . . . . . . . . . . . . . . , che è un tubicino attraverso il quale si espelle ...................

175


all a sco per ta del l’u om o

sistema nervoso centrale

sistema nervoso autonomo

IL COORDINAMENTO Why?

perche servono controllo e coordinamento?

Il nostro corpo è formato da tanti organi e apparati che devono funzionare tutti insieme. È necessario, dunque, controllare e coordinare tutte le funzioni vitali dell’organismo. Questo compito è svolto dal sistema nervoso, una perfetta «centrale di comando» che ordina al cuore di pulsare, alle gambe di camminare, ci avverte se è il momento di mangiare o di dormire, ci guida nell’ambiente in cui siamo. Dal sistema nervoso dipendono anche tutte le funzioni superiori, che sono caratteristiche ed esclusive dell’uomo: pensare, parlare, comprendere, voler bene…

sistema nervoso periferico

176

midollo spinale

nervo spinale

W

Il sistema nervoso hat?

CHE COS’E?

L’organo di controllo di tutto il sistema nervoso è l’encefalo, racchiuso nella scatola cranica; esso riceve e decodifica tutte le informazioni che gli arrivano dalle varie parti del corpo o dall’ambiente esterno e decide le risposte dell’organismo. Collegato all’encefalo è il midollo spinale, un lungo cordone di tessuto nervoso che passa attraverso i fori delle vertebre. Svolge un compito molto delicato: raccoglie i comandi dell’encefalo per trasmetterli ai muvertebra scoli e comunica al cervello gli stimoli ricevuti dagli organi di senso. Encefalo e midollo spinale formano il sistema nervoso centrale. Vi è poi il sistema nervoso periferico, formato dai nervi, lunghi filamenti che dal midollo spinale si diramano in tutto il corpo. I nervi possono essere paragonati a fasci di cavi elettrici, attraverso i quali viaggiano, ad altissima velocità, gli impulsi nervosi. Infine vi è il sistema nervoso autonomo, composto da nervi che si diramano dal midollo allungato. Esso controlla tutte le funzioni involontarie (respirazione, pulsazioni del cuore, digestione...).


SC i E N Z E

E IL CONTROLLO DEL CORPO corteccia cerebrale

L’encefalo

cervello

cervelletto

Quello che chiamiamo comunemente «cervello», in realtà, è solo una delle parti in cui è suddiviso l’encefalo. Il cervello vero e proprio, formato da materia molle grigia e bianca, è diviso in due emisferi cerebrali da un solco centrale. Lo strato esterno del cervello si chiama corteccia cerebrale e presenta numerosi solchi e rilievi che ne aumentano la superficie. Il cervello ordina al corpo tutte le azioni volontarie, cioè quelle che noi decidiamo di fare: per esempio, riceve un’immagine, riconosce che si tratta di un gatto, ordina alla mano di accarezzarlo. Ogni zona della corteccia ha una funzione diversa: una controlla il linguaggio, un’altra le emozioni, un’altra la memoria… Il cervelletto coordina i movimenti e ci permette di tenere il corpo in equilibrio. Il midollo allungato collega il cervello al midollo spinale e, come hai visto, ha il compito di regolare i movimenti involontari dei muscoli, come il battito cardiaco o il ritmo del respiro.

ENCEFALO

Le cellule nervose

MIDOLLO SPINALE

Il sistema nervoso è formato da miliardi di cellule particolari chiamate neuroni. Ogni neurone è formato da un corpo cellulare da cui partono numerosi filamenti: alcuni brevi, i dendriti, uno lungo, l’assone, che collega la cellula a un altro neurone in modo che l’impulso nervoso passi da una cellula all’altra. Le cellule nervose sono molto delicate; a differenza delle altre, se vengono danneggiate da un trauma, da una malattia o da una droga non si riformano più. nucleo

assone

nervo

dendriti fibra nervosa assone

corpo cellulare

zona di collegamento tra due neuroni (sinapsi)

midollo allungato

PAROLE CHIAVE

NERVI NEURONI

c Con l’aiuto delle parole chia-

ve rispondi alle domande. • Da quali parti è composto l’encefalo? Quali funzioni ha ciascuna? • In quale parte del corpo si trova il midollo spinale? Qual è la sua funzione? • Come si chiamano le cellule nervose?

Più assoni formano una fibra nervosa; fasci di fibre nervose formano un nervo.

177


all a sco per ta del l’u om o

I riflessi

Come hai visto, è sempre l’encefalo a «ordinare» i movimenti, sia quelli involontari degli organi interni sia quelli volontari: quando decidi di muovere un braccio, l’encefalo invia uno stimolo ai muscoli, che si contraggono muovendo le ossa. Esistono anche movimenti non comandati dall’encefalo ma dal midollo spinale, che elabora stimolo e risposta prima 1. Le dita afferrano il 2. Il pericolo è avvertito ancora che arrivi l’ordine dal cervello. bicchiere pieno di latte, dal midollo spinale, che riQuesta reazione si chiama arco riflesso ma il latte scotta! sponde immediatamente. ed è la risposta veloce e involontaria a uno stimolo che rappresenta un pericolo: per esempio, se tocchi un oggetto che scotta, la sensaI sogni e la memoria zione di calore passa attraverso i nervi e arriva al Osserva una persona addormentata. midollo, che la riconosce come pericolosa e ordiA volte ha un’espressione completamente na ai muscoli della mano di allontanarsi, senza rilassata e, a volte, compie gesti bruschi, sorride, fa delle smorfie, pronuncia parole aspettare la risposta del cervello. o frasi: sta facendo un sogno. I sogni sono I riflessi hanno dunque una funzione protettiva: «avventure fantastiche» in cui spesso sucla sensazione di dolore arriva al cervello, ma il ricedono cose stranissime, irreali. Eppure i schio di distruggere la mano con il calore è già stasogni sono strettamente legati alla realtà: to evitato. in essi, infatti, si rivivono in forma diversa gli avvenimenti e le emozioni della vita quotidiana. È il cervello che, mentre il corpo riposa, lavora, «rimontando» le esperienze della persona come se fossero gli spezzoni di un film. All’origine dei sogni c’è dunque la memoria, cioè la capacità del cervello di ricordare.

178

L’intelligenza Il sistema nervoso è complesso e alcuni aspetti che riguardano il pensiero e le emozioni sono ancora sconosciuti. È proprio il cervello, e l’intelligenza a esso collegata, che ha fatto dell’uomo la specie terrestre dominante, permettendogli di prendere il sopravvento sugli altri esseri viventi. L’intelligenza non dipende dalla quantità di neuroni che si possiedono, ma dal numero di collegamenti tra neuroni: più numerosi sono i collegamenti, maggiore è la quantità di informazioni, quindi le conoscenze, che il cervello possiede. Per aumentare questi collegamenti (compensando così la perdita di neuroni dovuta all’età) è necessario allenare e stimolare continuamente il cervello, tenendolo in esercizio con lo studio, la lettura, l’ascolto.


SC i E N Z E

Gli organi di senso Why?

Recettori della pelle

perche sono importanti?

Alcune parti del corpo (naso, lingua, occhi, pelle, orecchi) hanno il compito di raccogliere informazioni sul mondo che ci circonda in modo che il cervello «decida» come reagire. Questi organi sono dotati di cellule nervose, i recettori, ciascuno dei quali è specializzato nel captare un solo tipo di stimoli (odori, sapori, colori…). Attraverso i nervi trasmettono gli stimoli al cervello, che li interpreta trasformandoli nelle percezioni di un suono, di un’immagine, di un profumo…

Il tatto L’organo di senso più esteso del nostro corpo è la pelle, che lo riveste interamente ed è la sede del tatto. Ha la funzione di raccogliere gli stimoli termici (caldo, freddo), quelli tattili (liscio, ruvido, molle, duro), quelli del dolore. Infatti sotto lo strato di pelle più esterno e sottile, l’epidermide, si trova uno strato più profondo, il derma, che contiene moltissimi recettori e terminazioni nervose. I recettori non sono distribuiti in modo uniforme su tutto il corpo, ma sono più numerosi in alcune zone, come labbra, polpastrelli, pianta dei piedi, che risultano perciò più sensibili delle altre.

PER STUDiARE Cerca nel testo la risposta alle seguenti domande. • Che cosa sono i recettori? • Che cos’è l’epidermide? • Che cos’è il derma? • Dove si trovano i recettori della pelle?

pressione

dolore

pelo poro sudoriparo

freddo

recettore del dolore

epidermide

recettore del freddo

ghiandola sudoripara

muscolo erettore del pelo

sfioramento

derma

ghiandola sebacea

recettore della pressione

Le funzioni della pelle La pelle, oltre a essere la sede del tatto, svolge altre funzioni: • è impermeabile e protegge il corpo bloccando le sostanze che dall’esterno potrebbero infettare gli organi interni; • regola la temperatura del corpo mantenendola costante. Quando all’esterno fa freddo, trattiene il calore; quando fa caldo, abbassa la temperatura con la produzione di sudore.

179


all a sco per ta del l’u om o

La vista Gli organi della vista sono gli occhi, che raccolgono gli impulsi luminosi e li trasmettono al cervello, che li trasforma in immagini. Gli occhi sono collocati in due cavità del cranio chiamate orbite; sono molto delicati e sono protetti da piccoli organi accessori: • le sopracciglia e le ciglia impediscono al sudore e alla polvere di entrare negli occhi, irritandoli; • le palpebre li proteggono dal freddo e dalla luce troppo intensa; • le ghiandole lacrimali producono le lacrime, che servono a mantenerli sempre umidi e puliti.

L’occhio e la macchina fotografica funzionano in modo simile. L’iride corrisponde al diaframma e permette l’ingresso della luce; il cristallino corrisponde all’obiettivo e la retina alla pellicola. Sulla retina si forma un’immagine rimpicciolita e capovolta, che viene trasmessa al cervello, il quale ha il compito di «raddrizzarla».

cornea

PAROLE CHIAVE

pupilla

retina

What?

nervo ottico cornea

PUPILLA IRIDE CRISTALLINO RETINA

iride retina

pupilla cristallino

c Dopo aver riletto il testo, descrivi il funzionamento dell’occhio utilizzando le parole chiave.

180

cristallino

nervo ottico

che cosa accade quando vediamo?

CORNEA

NERVO OTTICO

iride

Osserva il disegno qui sopra. • I raggi luminosi attraversano la cornea, una membrana trasparente che riveste l’occhio. • Penetrano poi nell’occhio attraverso la pupilla, il foro centrale che vedi al centro dell’occhio. Intorno alla pupilla si trova l’iride, un anello variamente colorato (di azzurro, marrone, verde...) provvisto di muscoli che fanno dilatare o restringere la pupilla per far entrare più o meno luce. • La luce attraversa quindi il cristallino, che si trova dietro la pupilla. Il cristallino funziona come una lente che proietta le immagini sulla retina, dove arrivano capovolte e rimpicciolite. • La retina, attraverso il nervo ottico, invia l’immagine al cervello sotto forma di impulsi nervosi; i neuroni li elaborano e ricompongono l’immagine reale.


W

SC i E N Z E

hy?

PERCHE abbiamo due occhi?

I nostri due occhi occupano sul viso due diverse posizioni, entrambe frontali, perché così collocati possono fornire al cervello immagini tra loro simili, ma non identiche, dello stesso oggetto, visto da due diverse angolazioni. Il cervello confronta e combina le due immagini, in modo da elaborare un’immagine tridimensionale, che riproduce altezza, larghezza e profondità dell’oggetto, i suoi rilievi e la distanza a cui si trova. Gli uccelli, che invece hanno gli occhi in posizione laterale, vedono gli oggetti senza muovere la testa, ma percepiscono immagini piatte.

PER STUDiARE Indica con una  le affermazioni giuste. La pupilla è la parte colorata dell’occhio. Sulla retina si formano immagini capovolte. Il cristallino funziona come una lente. Le lacrime sono una sostanza irritante per l’occhio.

Educazione alla salute Gli occhi sono organi delicati da proteggere con cura. Non esporli a luci troppo intense: al mare o sulla neve proteggili con occhiali da sole di buona qualità. Non affaticarli passando troppe ore guardando gli schermi di computer e televisore. Leggi e studia con luce adeguata. Non strofinare gli occhi con le mani sporche. Talvolta, per un difetto del cristallino, le immagini lontane appaiono sfuocate e confuse: questo difetto si chiama miopia e si corregge con occhiali da vista. Invecchiando non si vedono bene, invece, gli oggetti vicini a causa della presbiopia.

Laboratorio di SCIENZE Per capire in che modo le immagini si formano sulla retina costruisci una scatola fotografica. 1. Sostituisci una delle due facce più piccole di una scatola da scarpe con un foglio di carta da lucido. 2. Fai un foro di circa mezzo centimetro al centro della faccia opposta. 3. Chiudi la scatola con il coperchio, oscura l’ambiente e poni il foro di fronte a una candela accesa. Osserva: come appare l’immagine della candela sulla carta da lucido? ....................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Concludi: come accade per la scatola fotografica, anche l’immagine che si forma sulla retina è . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . rispetto all’oggetto.

181


W

all a sco per ta del l’u om o

hat?

CHE COSA OCCORRE PER VEDERE?

La luce

. Corpo trasparente

Corpo traslucido.

Per vedere gli oggetti intorno a noi non bastano gli occhi, occorre che ci sia luce. Perché? Che cos’è la luce? La luce è una forma di energia che si propaga in linea retta ad altissima velocità. I corpi che emettono luce propria (come il Sole, le stelle, una candela, una lampadina…) sono sorgenti luminose, naturali o artificiali, sempre visibili. Nella maggior parte dei casi, invece, i corpi non emettono luce, ma diventano visibili solo quando, illuminati, rimandano la luce fino ai nostri occhi: sono corpi illuminati. Quando i corpi vengono colpiti da raggi luminosi si comportano in modo diverso. Alcuni si lasciano attraversare dalla luce, permettendo di vedere quello che c’è dietro di loro: sono corpi trasparenti (come l’aria, il vetro, l’acqua). Altri si lasciano attraversare dalla luce solo in parte, perciò non si distingue bene ciò che sta dietro di essi: sono corpi traslucidi (come la carta velina, la carta oleata, una stoffa leggera). Altri ancora (la maggior parte) non lasciano passare la luce, perciò nascondono ciò che c’è dall’altra parte e dietro di loro si forma una zona buia (l’ombra): sono corpi opachi.

Più veloci della luce: è possibile? Corpo opaco.

Nell’Universo non esiste niente di più veloce della luce: essa riesce a percorrere 300 000 km in un solo secondo, cioè all’incirca la distanza fra Terra e Luna. Distanza: 384 400 km La luce li percorre in 1,3 secondi circa

182


SC i E N Z E

PAROLE CHIAVE

I fenomeni luminosi Quando la luce colpisce una superficie liscia e lucida, il raggio rimbalza e torna indietro in una sola direzione. Questo fenomeno si chiama riflessione e accade, per esempio, utilizzando lo specchio, che è perfettamente liscio. Quando, invece, la luce passa da un corpo trasparente a un altro corpo trasparente di diversa densità (per esempio dall’aria all’acqua), il raggio viene deviato e cambia direzione. Questo fenomeno si chiama rifrazione; puoi vederlo immergendo un cucchiaio in un bicchiere d’acqua: il cucchiaio ti apparirà spezzato.

CORPI TRASPARENTI CORPI TRASLUCIDI CORPI OPACHI RIFLESSIONE RIFRAZIONE

c Spiega con parole tue il significato delle parole chiave.

I colori La luce, che a noi sembra bianca, in realtà è un fascio di sette colori, quelli dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, violetto. Quando un raggio luminoso colpisce un corpo, alcuni raggi colorati vengono assorbiti, altri rimbalzano: sono questi i raggi che noi vediamo. L’oggetto, quindi, ci appare del colore dei raggi rimbalzati.

• La foglia è verde perché . ....................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

tutti i colori tranne il verde.

• Il carbone è nero, cioè privo di colori, perché assorbe tutti i raggi colorati.

• Il foglio è bianco perché respinge tutti i raggi colorati.

Laboratorio di SCIENZE Immergi uno specchio leggermente inclinato in una bacinella d’acqua. Fai in modo che una fonte luminosa colpisca lo specchio nell’acqua. Tieni un cartoncino bianco davanti allo specchio per intercettare la luce riflessa. Osserva: che cosa appare sul cartoncino bianco? . . ....................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . .

Concludi: questo esperimento dimostra che . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

183


W

all a sco per ta del l’u om o martello incudine

condotto uditivo

CHE COS’E?

canali semicircolari

L’udito

nervo acustico

L’organo che ci permette di percepire suoni e rumori è l’orecchio. In genere pensiamo che sia costituito solo dalla parte che vediamo, in realtà quella è solo la parte esterna di un organo molto complesso, che si trova collocato in gran parte all’interno della testa. La parte esterna si chiama padiglione auricolare e grazie alla sua forma raccoglie i suoni e li convoglia nel condotto uditivo, che si addentra nel capo. Il condotto è chiuso in fondo dal timpano, una sottile membrana elastica che, quando è colpita da un suono, vibra come la «pelle» di un tamburo. La vibrazione del timpano si trasmette a tre ossicini, martello, incudine e staffa, che con il loro movimento la amplificano e la trasmettono alla chiocciola. La chiocciola è un piccolo tubo a spirale ricco di ricettori acustici simili a piccoli «peli». Queste cellule nervose trasformano le vibrazioni in segnali nervosi che, attraverso il nervo acustico, arrivano al cervello.

staffa padiglione auricolare

timpano

tromba di Eustachio

chiocciola

PER STUDiARE Seguendo le parole in colore descrivi il percorso del suono all’interno dell’organo uditivo. Numera le seguenti parti dell’orecchio nell’ordine in cui vengono raggiunte dalle onde sonore.

Timpano. Nervo acustico. Padiglione auricolare.

184

W

Chiocciola. Condotto uditivo.

hat?

hy?

perchE manteniamo l’equilibrio?

L’orecchio è anche l’organo dell’equilibrio. Al suo interno, infatti, si trovano i canali semicircolari, tre piccole strutture che non servono per udire ma che ci consentono di camminare diritti e di percepire i cambiamenti di posizione del corpo, mantenendo l’equilibrio. All’interno di questi canali, infatti, c’è un liquido detto endolinfa che si muove con il muoversi della testa; quando si sposta, speciali terminazioni nervose comunicano i suoi movimenti al cervello, che stabilisce in quale posizione si trova il corpo e ordina ai muscoli di riportarlo in equilibrio.


W

SC i E N Z E hy?

perchE udiamo suoni e rumori?

Il suono Quando viene colpito da un suono il timpano vibra, come mai? I suoni assomigliano alle onde che si producono nell’acqua quando vi si getta un sasso: dal punto in cui è caduto partono onde circolari sempre più ampie e lontane. I suoni si diffondono allo stesso modo: gli oggetti che vibrano trasmettono nell’aria circostante le loro vibrazioni, formando onde sonore sferiche che si diffondono sempre più lontano. Le onde sonore, per propagarsi, hanno quindi bisogno di un mezzo che possa vibrare: il più comune è l’aria, ma i suoni si propagano anche nei liquidi e nei solidi. Nel vuoto, invece, dove non c’è materia, i suoni non si diffondono. La velocità di propagazione del suono dipende dal mezzo; nell’aria è di 340 metri al secondo, nei liquidi è più veloce, ancora più veloce nei solidi. Ciò accade perché le molecole che compongono i solidi e i liquidi sono più vicine l’una all’altra, perciò trasmettono meglio le vibrazioni. In ogni caso la velocità del suono è molto inferiore a quella della luce: per questo, durante un temporale, prima vediamo il lampo, poi udiamo il tuono, nonostante i due fenomeni avvengano nello stesso momento.

La voce e le corde vocali Il suono della voce è prodotto dall’aria che, uscendo dai polmoni, passa nella gola e fa vibrare alcuni piccoli organi elastici, le corde vocali. Se appoggi la mano sulla gola mentre parli, puoi percepirne le vibrazioni. Nella bocca, poi, i movimenti della lingua e delle labbra trasformano quei suoni in parole.

Corde vocali aperte.

Se conti i secondi che sep arano il lampo dal tuono, puoi calcolare la distanza approssimativa tra te e il fulmine.

Laboratorio di SCIENZE Appoggia su un tavolo una candela accesa, poi avvicina alla candela un coperchio e percuotilo forte con una posata. Osserva: che cosa succede? .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................

Concludi: la fiamma che trema a ogni colpo dimostra che ............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................

Corde vocali chiuse.

185


all a sco per ta del l’u om o 1 secondo

suono acuto: alta frequenza

1 secondo

suono grave: bassa frequenza

onde sonore

Le caratteristiche del suono I suoni sono diversi l’uno dall’altro per intensità e altezza. L’intensità, cioè il volume e la forza del suono, dipende dall’ampiezza delle onde sonore e si misura in decibel. L’altezza dipende dalla frequenza delle vibrazioni: un suono alto o acuto corrisponde a molte vibrazioni al secondo, un suono basso o grave corrisponde a poche vibrazioni. L’uomo può percepire solo suoni che hanno una certa frequenza: se le onde prodotte da una fonte sonora sono molto fitte (fischietto per cani) o molto distanziate (battito di ali di una farfalla) non possono essere percepite da un orecchio umano e si chiamano ultrasuoni. Solo alcuni animali sono in grado di percepire gli ultrasuoni, per esempio alcune specie di insetti, i delfini, i cani. ostacolo I pipistrelli emettono ultrasuoni per orientarsi nell’oscurità.

eco

Il suono a volte produce il fenomeno dell’eco. Accade quando le onde sonore si propagano nell’aria per una certa distanza, finché colpiscono un ostacolo che le rimanda indietro: si verifica allora la riflessione del suono.

Educazione alla salute Suoni e rumori sono molto importanti nella nostra vita perché ci permettono di comunicare con il mondo esterno. Tuttavia viviamo in ambienti inquinati da un’enorme quantità di rumori, alcuni dei quali troppo intensi. I rumori eccessivi danneggiano l’orecchio, che è un organo delicato, e producono alterazioni del sistema nervoso, provocando mal di testa e irritabilità. Per ridurre l’inquinamento acustico è opportuno seguire alcuni accorgimenti: evita di urlare o di fare rumori non necessari in classe o per strada; tieni basso il volume di radio, riproduttore stereo e TV; evita l’esposizione a fonti sonore eccessive. Per difendersi dalle malattie che colpiscono l’orecchio, inoltre, è necessario seguire una corretta igiene: lavare le orecchie ogni giorno con acqua e sapone senza usare bastoncini rigidi; proteggersi da colpi d’aria e raffreddori; non usare gocce per le orecchie senza la prescrizione del medico.

186


W

recettori olfattivi hat?

bulbo olfattivo

SC i E N Z E nervo olfattivo

fossa nasale

CHE COS’E?

L’olfatto

W

L’olfatto è la capacità di percepire gli odori. L’organo di questo senso è il naso. Gli odori sono piccole particelle che si diffondono nell’aria e che, con la respirazione, entrano nelle fosse nasali e stimolano i recettori e i nervi olfattivi. Il cervello riceve e interpreta queste sensazioni scegliendo il comportamento più adatto: l’avvicinamento se si tratta di un profumo gradevole, l’allontanamento se è un odore sgradevole.

cavità nasale

hat?

Due sensi influenzabili

CHE COS’E?

Olfatto e gusto sono sensi che si influenzano a vicenda, perché sia la bocca sia il naso comunicano con la gola: il sapore del cibo è, dunque, la somma delle percezioni gustative e olfattive. È per questo che, quando siamo raffreddati, non solo sentiamo poco gli odori, ma il cibo ci sembra senza sapore.

radice della lingua

Il gusto

Il gusto è la capacità di percepire i sapori grazie alla lingua, organo del gusto, e alle tante piccole sporgenze che si osservano sulla sua superficie: le papille gustative. Questi recettori sono distribuiti sulla lingua in aree ben precise, ciaacido scuna delle quali riconosce un determinato sapore. salato

amaro

acido salato dolce

PER STUDiARE Scrivi nel quadratino a quale senso si riferisce ogni parola utilizzando le iniziali:

O = olfatto

G = gusto

V = vista

U = udito

T = tatto

papille gustative

padiglione auricolare

lingua

retina

epidermide

pupilla

recettori termici

naso

timpano

fosse nasali

chiocciola

nervo ottico

Scrivi per ogni senso l’organo interessato. gusto

udito

olfatto

tatto

vista

....................... . . . . .

............................

............................

............................

. . . . . . . . ....................

187


all a sco per ta del l’u om o

W

tube uterine hat?

LA RIPRODUZIONE A che cosa serve l’apparato riproduttore?

ovaia

ovulo

L’apparato riproduttore degli esseri viventi ha la funzione di dar vita ad altri individui simili ai genitori, che assicurino la sopravvivenza della specie. Nell’uomo, come in tutti i viventi più complessi, la riproduzione è sessuata, con organi diversi nel maschio e nella femmina, perciò la nascita di un nuovo organismo è possibile solo con la collaborazione di individui di sesso diverso. L’apparato riproduttore produce le cellule sessuali che, unendosi, danno vita a un nuovo essere umano.

ovaia

vagina

utero

W

vescicole seminali

dove si trova?

prostata testicolo

testicolo

spermatozoo

here?

pene

Nella donna l’apparato riproduttore si trova all’interno dell’addome: è formato dalle ovaie, che producono le cellule sessuali femminili, dette ovuli. L’organo in cui si forma una nuova vita è l’utero. Nell’uomo l’apparato riproduttore è esterno: è formato dai testicoli, che producono le cellule sessuali maschili, chiamate spermatozoi. Questi escono dal corpo attraverso il pene.

PAROLE CHIAVE SPERMATOZOI PENE OVAIE

a n do v ie n e q u La fe co nd az ion e a v c e a un ovu lo. nis un o sp e rm a t o z oo s i u

OVULI TESTICOLI UTERO

Tre giorn i do po l a fe condazio ne l ’em b r i on e è c o m p os t o d a o tt o c el l u l e , d e t t e b l as t o m e ri .

c Indica con una F o una M, se la parola chiave si riferisce all’apparato femminile o maschile.

188

L a c ell u l a f e c o n d at a i nc o m i nc ia a c re s c e r e e a sdo pp ia r s i.


SC i E N Z E

W

E LA NASCITA

hat?

CHE COS’E?

La gestazione Occorrono nove mesi perché si formi un nuovo essere umano. Questo periodo, durante il quale il piccolo si sviluppa nel corpo della madre, si chiama gravidanza o gestazione. Dal momento in cui avviene la fecondazione, l’ovulo incomincia a suddividersi e a moltiplicarsi, formando un grappolo di cellule chiamat0 embrione. Dapprima le cellule sono tutte uguali, poi incominciano a differenziarsi, formando organi e apparati del bimbo che nascerà. Dopo due mesi le varie parti del corpo sono riconoscibili e l’embrione prende il nome di feto. Il bambino in formazione cresce protetto nell’utero che, come un nido elastico, si allarga a poco a poco per poterlo contenere. Nell’utero il feto è immerso nel liquido amniotico, che lo protegge dagli urti, ed è nutrito attraverso il cordone ombelicale, che lo collega al corpo della madre. Quando è pronto per nascere, il bambino si prepara a uscire mettendosi a testa in giù con braccia e gambe raccolte. Al momento del parto l’utero si contrae spingendolo fuori dal corpo materno attraverso la vagina. Ora il neonato può vivere da solo, il cordone ombelicale non gli serve più, perciò viene tagliato; gli resterà un nodino in mezzo alla pancia: l’ombelico.

PER STUDiARE Usando i termini specifici, descrivi lo sviluppo di un essere umano durante la gestazione.

Dop o

un m e s e l’ e mb ri o ne m is ur a 5 0 mm .

D a l q u i n t o m e s e i n p o i il f e t o s i m u ov e e p e r c e p i s c e l u c i e s u o n i .

189


Educazione all’affettività

SOMIGLIANZE E DIFFERENZE Genitori e figli Tutti i bambini nascono allo stesso modo, ma sono tutti differenti gli uni dagli altri: ogni bambino che viene al mondo è unico. Anche se assomiglia a qualcuno della famiglia e ha ereditato dai genitori il colore della pelle o la forma del naso… non è identico a nessun altro. A volte se un uomo e una donna non possono avere bambini ne adottano uno. Se un bambino viene adottato vuol dire che i suoi genitori naturali non hanno potuto tenerlo con sé e hanno preferito farlo vivere in una famiglia che possa renderlo felice. Quando non siamo nati da colei che chiamiamo mamma, non abbiamo caratteristiche fisiche uguali ai nostri genitori, ma siamo talmente vicini al loro cuore che spesso impariamo a muoverci, a parlare e a sorridere come loro. A volte possiamo venire da paesi lontani e avere anche un diverso colore della pelle, ma siamo ugualmente felici perché la nostra famiglia è speciale.

Maschi e femmine Noi ci differenziamo, oltre che per le caratteristiche fisiche, anche perché riceviamo fin da piccoli una serie di informazioni e di abitudini diverse, a seconda del nostro sesso, dalle persone con cui viviamo. Perciò le bambine talvolta si vestono in modo differente dai maschi e spesso fanno giochi diversi… Il modo di stare insieme e di giocare, però, si può cambiare. Così ad alcune bambine può piacere giocare a pallone mentre ad alcuni bambini può piacere coccolare gli orsacchiotti, a tutti invece piace andare in bicicletta o dondolarsi sull’altalena. Le persone sono diverse non tanto perché sono maschi o femmine, ma perché ognuno è unico, con propri gusti, proprie simpatie, la propria personalità.

190


IL CORPO UMANO

What?

CHE COSA?

SE H A USA I CAPITO LE

Completa gli schemi con le informazioni che hai appreso, poi esponi ad alta voce.

SISTEMA NERVOSO

ORGANI DI SENSO

serve a controllare le funzioni del corpo, riceve gli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . dal mondo esterno ed elabora le .................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

hanno il compito di cogliere le informazioni sul mondo esterno e di inviarle al . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

è formato da

sono

•cellule chiamate

........................

W

Comprende: •l’............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , racchiuso nella scatola cranica;

APPARATO RIPRODUTTORE serve per

. . . . . . . ..............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................ .

è formato da

•il naso (organo dell’olfatto) •organi dell’apparato femminile: sensibile agli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l’. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e le ................... , che producono gli ................... ; •la lingua (organo del . . . . . . . . . . . . . . . ) sensibile ai

.................................

•il ........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , che passa nei fori delle vertebre;

•la pelle (organo del . . . . . . . . . . . . . . . . . ) sensibile a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

•i ............ . . . . . . . . , che si diramano in tutto il corpo.

•gli

L’encefalo, a sua volta, è formato da: ........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

•gli . . . . . . . . . . . . . . (organi dell’udito) sensibili a . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

...................................................

(organi della sensibili alla luce.

........................

.................)

•organi dell’apparato maschile: il . . . . . . . . . . . . . . . . . . e i .................. , che producono gli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .......................... . Quando uno spermatozoo si unisce a un . . . . . . . . . . . . . . . . ...... e avviene la . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ......................... si sviluppa un nuovo individuo.

hen?

QUANDO?

Riordina le fasi della riproduzione numerandole da 1 a 5. Parto.

Sviluppo del feto.

Sviluppo dell’embrione.

Produzione di ovuli e spermatozoi.

Fecondazione. What?

CHE COSA?

Segna con una  se le affermazioni sono

V (VERE) o F (FALSE).

V

F

• Le cellule nervose danneggiate si riproducono velocemente. • Per proteggere l’organismo i riflessi danno una risposta veloce agli stimoli. • Pensare, parlare, ricordare sono funzioni che dipendono dal cervello. • Un’intelligenza maggiore dipende da un numero maggiore di neuroni. • I sensi dell’olfatto e del gusto hanno in comune una parte del corpo. • I recettori della pelle si trovano nello strato più superficiale. • Gli occhi sono due per vedere più lontano.

191


, l L energia «Energia» e «forza» sono parole che usiamo in molte occasioni, ma sono difficili da spiegare e spesso le confondiamo l’una con l’altra. Hai l’energia per Gli scienziati, invece, danno loro un signi- andare in bicicletta? ficato ben distinto e preciso.

, , CHE COS E L ENERGiA? W

ha t ?

W

L’ energia è una caratteristica che sta dentro un corpo (vivente o non vivente): è la capacità di compiere un lavoro, di sviluppare un movimento, di svolgere un’attività. here?

dove si trova?

L’energia è ovunque perché tutto ciò che accade è riconducibile all’energia: la barca si muove grazie all’energia del vento, le ruote della bicicletta girano grazie all’energia dei muscoli, la lampadina si accende grazie all’energia elettrica… Esistono dunque varie forme di energia.

L’energia eolica, dovuta al vento che soffia… L’energia meccanica, che permette il movimento di una macchina…

192

L’energia elettrica, dovuta alle cariche elettriche…

L’energia muscolare, che permette a uomini e animali di muoversi…

… e anche l’energia idrica, dovuta al movimento dell’acqua; l’energia termica, posseduta da un corpo caldo per l’agitazione delle sue molecole; l’energia chimica delle sostanze combustibili; l’energia solare posseduta dal Sole; l’energia nucleare che si trova negli atomi di cui è fatta la materia...


e la forza , CHE COS E LA FORZA? ha t ?

W

La forza è l’azione esercitata su un oggetto, la causa fisica capace di farlo muovere, di fermarlo o di deformarlo. W

Con quanta forza spingi sui pedali?

here?

dove si trova?

La forza non si vede ma si vedono i suoi effetti. Puoi osservarli, per esempio, nella forza muscolare che usano gli atleti.

La forza dello sportivo deforma l’arco per scoccare la freccia.

La forza del portiere ferma il pallone per pararlo.

La forza dell’atleta mette in moto il giavellotto per lanciarlo.

PAROLE CHIAVE ENERGIA

Si dice che un corpo è in stato di quiete quando sta fermo, in stato di moto quando cambia la sua posizione. Una forza agisce ogni volta che: • un corpo fermo viene mosso; • un corpo in movimento viene fermato; • la forma di un corpo viene modificata.

FORZA

c

Sottolinea nel testo le definizioni delle parole chiave. Spiega poi con parole tue la differenza tra di esse.

193


L’e ner gia e la fo rz a

Catene di energia Why?

perche l’energia si trasforma?

Abbiamo visto che l’energia si presenta sotto forme diverse. Quando viene usata essa si trasforma, passando da una forma all’altra: l’energia compie una catena ininterrotta di trasformazioni. La prima e più importante fonte di energia è il Sole: la vita sulla Terra dipende dalla sua luce (energia luminosa) e dal suo calore (energia termica). L’energia solare si diffonde dappertutto, trasformandosi senza sosta. Il Sole produce energia luminosa, che con la fotosintesi viene trasformata dalle piante in energia chimica. Uomini e animali mangiano le piante e trasformano l’energia chimica presente nelle piante in energia muscolare. Quando compi uno sforzo (giochi, corri...) l’energia muscolare si trasforma in movimento e diventa energia meccanica.

L’energia termica del Sole muove l’aria e causa il vento.

Il Sole produce anche energia termica, che genera correnti d’aria che portano alla formazione dei venti. La forza del vento produce energia eolica. L’energia eolica fa girare le pale degli aeromotori, trasformandosi in energia meccanica. Gli aerogeneratori trasformano l’energia meccanica in energia elettrica. I resti di organismi vegetali e animali, accumulatisi nel tempo e rimasti sepolti per migliaia di anni, si sono trasformati in giacimenti di carbone, petrolio, metano, sostanze che contengono energia chimica. Bruciando, queste sostanze producono energia termica, usata per il riscaldamento, ed energia meccanica, che aziona i motori delle macchine. Quando viene utilizzata, l’energia si trasforma e, in parte, si disperde, ma non si distrugge mai.

Aeromotori per trasfo rmare l’energia eolica in energia elettr ica.

194


SC i E N Z E

Le forze What?

che cosa fanno?

Esistono molti tipi di forze: la forza di gravità, la forza magnetica, la forza elettrica… Tutte, in genere, agiscono seguendo alcune leggi naturali. Un corpo mantiene il suo stato di quiete o di movimento finché non interviene una forza a modificare il suo stato.

Esempio: una palla resta ferma finché non viene lanciata. Una volta in moto non si fermerebbe se non fosse frenata dall’attrito dell’aria e da quello del suolo. Esiste una relazione tra la forza, il peso e la velocità.

Esempio: più una palla pesa, più occorre forza per lanciarla, e viceversa; meno pesa, più veloce può essere lanciata, e viceversa. Quando una forza agisce su un corpo, il corpo reagisce con una forza uguale e contraria. Esempio: se per spostare un oggetto applichi una forza uguale al suo peso, l’oggetto non si muove. Per muoverlo devi applicare una forza maggiore del suo peso.

L’attrito Quando un oggetto si muove a contatto con un altro, si crea una forza che ostacola il movimento, chiamata attrito. L’attrito è maggiore se la superficie è ruvida, minore se è liscia. Per facilitare il movimento, bisogna ridurre l’attrito, per questo motivo si oliano gli ingranaggi delle macchine. A volte invece l’attrito è utile: se i polpastrelli delle dita fossero lisci, non ci sarebbe attrito e gli oggetti che afferriamo scivolerebbero dalle mani; se i pneumatici delle auto fossero lisci, il veicolo slitterebbe pericolosamente sull’asfalto.

Educazione alla salute Ora che sai come agiscono le forze, puoi capire quanto è importante, in auto, allacciare le cinture di sicurezza. Quando l’auto parte ti senti sbilanciato all’indietro, perché il tuo corpo tende a stare fermo, ma una frenata improvvisa ti può proiettare bruscamente in avanti, perché mantieni il tuo stato di moto, e può farti sbattere contro il parabrezza o il sedile anteriore, con gravi conseguenze. Le cinture ci tengono al sicuro perché ci trattengono contro i sedili. Ricorda sempre: siediti sul sedile posteriore, accanto al fratellino agganciato nel seggiolino, e allaccia le cinture!

195


L’e ner gia e la fo rz a Leva di primo genere:

P

F

R

fulcro (F) al centro. Leva di secondo genere:

P

R

F

Le leve

What?

che cosA SONO?

Fin dai tempi più antichi l’uomo ha inventato macchine con cui compiere lavori pesanti con il minimo sforzo. La più semplice di queste macchine è la leva. Molti degli oggetti che usiamo sono leve. La leva è formata da un’asta rigida che può ruotare intorno a un punto fisso, il fulcro. Alle sue estremità agiscono due forze: una è la resistenza, cioè la forza da vincere, l’altra è la potenza, cioè la forza applicata da noi. A seconda della posizione di fulcro, potenza e resistenza, si hanno tre tipi di leva; osserva le immagini a sinistra. Osserva ora nei disegni qui sotto la posizione del fulcro, che rende vantaggiosa, svantaggiosa o indifferente una leva di primo genere.

resistenza (R) al centro. Leva di terzo genere:

R

P

F

P

F

R

P

Fulcro più vicino a R: leva vantaggiosa.

F

R

Fulcro più vicino a P: leva svantaggiosa.

potenza (P) al centro. P

PAROLE CHIAVE FULCRO RESISTENZA POTENZA

c Spiega che cosa indica

ogni parola chiave.

196

F

R

Fulcro equidistante da R e P: leva indifferente.

PER STUDiARE Osserva i disegni qui sopra e indica con una  se le affermazioni sono V (VERE) o F (FALSE). • Una leva di primo genere è vantaggiosa se il fulcro è più vicino alla resistenza. • Una leva di primo genere è vantaggiosa se il fulcro è alla stessa distanza tra potenza e resistenza. • Una leva di primo genere è indifferente se il fulcro è più vicino alla potenza. • Una leva di primo genere è svantaggiosa se il fulcro è più vicino alla potenza.

V

F


SC i E N Z E

La forza di gravità

y Wh ?

PERCHE LE COSE CADONO A TERRA?

Perché tutte le cose cadono sempre verticalmente verso il basso? La causa di questo fenomeno è la forza di gravità, che la Terra esercita su tutti i corpi attirandoli verso il proprio centro. • La forza di gravità si misura con il

peso, che è la

forza con cui un corpo è attratto dalla Terra, e dipende dalla massa, cioè dalla quantità di materia di cui è fatto un corpo: maggiore è la massa, maggiore è la forza di attrazione.

La forza muscolare ci permette di saltare, ma la forza di gravità ci riporta a terra.

La massa terrestre è molto grande, quindi la Terra esercita un’elevata forza di gravità. Se ci si allontana sempre più dalla Terra, però, la sua forza di gravità diminuisce fino ad annullarsi. Dove non c’è più gravità terrestre, si verifica il fenomeno dell’assenza di peso, come dimostrano gli astronauti che «galleggiano» nello spazio. Sulla Luna i corpi sono più leggeri perché la massa lunare è minore e attrae i corpi più debolmente. Come vedi, dunque, la massa di un corpo rimane sempre la stessa, ma il suo peso può variare. La forza di gravità della Terra ci attrae e ci permette di restare ancorati al suolo e di stare in piedi in qualunque parte del pianeta. Questa forza è un caso particolare della legge della gravitazione universale (vedi pag.ina 215), che nell’Universo fa sì che i corpi celesti si attraggano e spiega le orbite dei pianeti e il moto dei corpi celesti nello spazio.

PAROLE CHIAVE

c Sottolinea nel testo le definizioni di peso e di massa. Poi completa le frasi.

PESO MASSA

• Sulla Terra i corpi hanno pesi diversi perché è diversa la loro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Lo stesso corpo ha un . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........ diverso sulla Terra e sulla Luna perché, a parità di massa, è diversa la forza di gravità che viene esercitata.

197


Protagonisti delle Una mela per… Newton! Isaac Newton, considerato una delle più grandi menti di tutti i tempi, nacque in Inghilterra nel 1642, lo stesso anno in cui morì Galileo. Fin da giovane si distinse per la sua viva intelligenza e per la bravura nello studio. Durante la sua vita si dedicò all’astronomia, alla fisica, alla matematica.

Isaac Newton. Secondo Newton maggiore è la massa dei corpi celesti, più forte è l’attrazione che li lega; ma più i corpi sono lontani tra loro e meno l’attrazione agisce.

I suoi studi più importanti riguardarono il movimento dei corpi e a lui si deve la scoperta della legge della gravitazione universale, grazie alla quale è possibile calcolare le orbite dei pianeti e spiegare il moto dei corpi celesti. La tradizione vuole che Newton iniziasse a dedicarsi a questo argomento un giorno in cui era seduto sotto un albero di mele e una mela gli cadde sulla testa. Incominciò a chiedersi allora come mai la mela, così come ogni altro corpo, cada sempre perpendicolarmente al terreno, verso il centro della Terra, e non di lato o verso l’alto. Pensò, dunque, a una forza di attrazione dei corpi celesti e scoprì che essi si attraggono in proporzione alle loro masse e in relazione alle distanze che li separano. Diede a questa forza il nome latino di gravitas («peso»).

o della mela che Sarà vero l’aneddot wton? cadde in testa a Ne

198


Protagonisti delle Nessuno prima di lui aveva esposto questi principi in modo altrettanto chiaro. Le sue conoscenze sono state utilizzate, in seguito, da altri scienziati per ampliare gli studi sul moto dei corpi celesti. Newton dimostrò che, secondo la legge di gravitazione universale, più una massa è grande (e la Terra ha la massa più grande di tutto ciò che le sta sopra), maggiore è la sua forza di attrazione gravitazionale e niente che abbia una massa inferiore potrà liberarsi dalla sua attrazione, se non con grande sforzo. Pensa, infatti, all’enorme quantità di energia che occorre per staccare i razzi dal suolo e farli sfuggire all’attrazione terrestre!

www INTERVISTA

ad ISAAC NEWTON

Newton, lei si è occupato anche di ottica: a quali conclusioni è giunto? Mi sono accorto che nella luce bianca (la luce solare) sono presenti tutti i colori. Infatti ho visto che un raggio di luce che attraversa un prisma triangolare di vetro si scompone in una serie di raggi diversi che riproducono i colori dell’arcobaleno; poi, con una lente e un altro prisma, ho ricomposto la luce bianca. Ho dimostrato così anche quello che succede con l’arcobaleno, dove a funzionare da prisma sono le goccioline di umidità sospese nell’aria. Straordinario! Ha inventato qualche strumento particolare? Sì, un telescopio più piccolo e potente di quelli disponibili ai miei tempi, in grado di ingrandire i corpi celesti senza alterarne i colori.

ce ne la l u I l p r i s ma s c o m p o l ’ i r i d e. l e b ia nc a n e i c o l o r i d

Ci dica la verità: la storia della mela… è proprio vera? Beh, è vero che dalla finestra della mia casa in campagna, a Woolsthorpe, mi sarà capitato di vedere una mela cadere dall’albero. In ogni modo questo aneddoto può dimostrare quanto si possa trarre ispirazione dagli eventi di tutti i giorni per giungere con lo studio a scoperte anche molto importanti.

Un mo d e ll o de l t e l es c o p i o inventat o da Newton.

199


l’ ENE RG IA e la fo rz a y Wh ?

La forza magnetica perche la calamita attrae gli oggetti di ferro?

Molti decorano il proprio frigorifero con oggetti che restano attaccati alla sua superficie per mezzo di piccole calamite. Come mai non si staccano? La calamita ha la proprietà di attrarre oggetti di ferro: questa forza di attrazione si chiama forza magnetica. Essa agisce in uno spazio limitato, che viene definito campo magnetico. La forza magnetica agisce secondo linee ben precise, le linee di forza, che diventano visibili se spargi su un foglio della polvere sottile di ferro e poi ci metti sopra una calamita a barra. Laboratorio di SCIENZE 1. Prendi due calamite a barra e della limatura di ferro. Poni nella limatura le calamite disposte con i poli opposti uno di fronte all’altro. Osserva: la limatura si dispone in linee di forza continue tra i due poli opposti.

2. Gira una delle due calamite. Osserva: che cosa succede alla limatura? ......... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Concludi: i poli opposti di due calamite si ....... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . mentre i poli uguali si . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Alle estremità di una calamita ci sono due punti in cui si concentrano gli effetti magnetici: vengono chiamati polo magnetico nord e polo magnetico sud. Questi poli hanno forze opposte. I poli di segno opposto si attraggono, quelli di segno uguale si respingono.

La Terra si comporta come una grossa calamita perché nel nucleo interno contiene grosse quantità di ferro. Il suo campo magnetico è molto potente, perciò ogni calamita lasciata libeNord magnetico Nord geografico ra di ruotare (come l’ago della bussola) orienta uno dei suoi poli verso il Polo Nord, nei pressi del quale si trova uno dei poli magnetici terrestri. Il polo nord magnetico, però, non corrisponde al Polo Nord geografico, ma dista da esso alcuni chilometri. Asse di rotazione

200


SC i E N Z E

La forza elettrica

What?

che cos’e?

La materia è formata da atomi, composti a loro volta di particelle chiamate protoni, neutroni ed elettroni. Se si strofinano fra loro due corpi può accadere che alcuni elettroni liberi di un corpo si trasferiscano negli atomi dell’altro, creando uno spostamento di elettroni. Poiché gli elettroni possiedono naturalmente una carica elettrica negativa, il corpo che li cattura si carica di elettricità negativa, quello che cede elettroni rimane carico di elettricità positiva (posseduta dai protoni). Quando un corpo è carico di elettricità, attira o respinge altri corpi: cariche uguali si respingono, cariche diverse si attraggono. Questa forza di attrazione o repulsione è la forza elettrica. Quando gli elettroni si accumulano in un corpo e vi restano fermi si forma elettricità statica, che non può far funzionare un apparecchio elettrico. Perché un apparecchio funzioni è necessario che ci sia passaggio di elettricità, cioè un flusso di elettroni che si sposta da un corpo con elettroni in eccesso (carica negativa) a un corpo con pochi elettroni (carica positiva). Questo movimento si chiama corrente elettrica ed è in grado di far funzionare apparecchi di vario tipo (per esempio gli elettrodomestici).

La pila è un generatore di corrente elettrica. Le due estremità (poli) hanno carica diversa, una positiva e l’altra negativa. Quando i due poli vengono collegati si crea un flusso costante di elettroni, una corrente elettrica che accende la lampadina.

PAROLE CHIAVE ELETTRONI FORZA ELETTRICA CORRENTE ELETTRICA

c Leggi il testo e trova la

definizione di ogni parola chiave.

Laboratorio di SCIENZE 1. Prepara dei piccoli pezzetti di carta. Strofina un righello di plastica con un panno di lana e avvicinalo alla carta. Osserva: che cosa succede? . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Perché? ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2. Gonfia due palloncini e strofinali con un panno di lana. Avvicinali tenendoli per il nodo. Osserva: come si comportano? . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Perché?

........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

........................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

201


l’ ENE RG IA e la fo rz a

L’elettricità in casa what?

a che cosa serve e come si usa?

Come hai visto, l’elettricità è una forma di energia, capace di esercitare una forza. Si presta a molteplici usi e si trasforma facilmente: diventa energia termica negli asciugacapelli e nei ferri da stiro; produce movimento nel frullatore e nella lavatrice; genera luce nelle lampadine... La usiamo in così tanti modi al punto che, quando manca, nelle nostre case non funziona più nulla. L’elettricità viene trasportata dalle centrali, in cui viene prodotta, fino alle nostre abitazioni utilizzando tralicci e pali, che sorreggono una fitta ragnatela di cavi conduttori. Questi ultimi sono rivestiti di materiali isolanti per evitare che si entri direttamente in contatto con l’elettricità, che è molto pericolosa. I cavi elettrici sono di rame, perché questo metallo è un buon conduttore di elettricità, cioè si lascia percorrere facilmente dagli elettroni. Sono buoni conduttori tutti i metalli, l’acqua, il corpo umano. Altri materiali, invece, come la plastica, il vetro, la gomma, il legno, sono isolanti perché ostacolano il passaggio di elettroni, dunque di corrente elettrica. Per questo motivo i fili e le prese sono rivestiti di plastica, che impedisce il contatto involontario con l’elettricità.

Educazione alla salute Il nostro corpo, composto in gran parte di acqua, si lascia attraversare facilmente dall’elettricità, con vari effetti: ustioni dovute all’aumento di calore, contrazione dei muscoli, arresto del cuore. Quindi… attenzione! Non utilizzare apparecchi elettrici con le mani bagnate o i piedi scalzi. Non tenere apparecchi elettrici sul bordo della vasca mentre fai il bagno. Non infilare oggetti nelle prese di corrente. Non utilizzare apparecchi elettrici se i cavi sono sfilacciati o in cattivo stato.

202


Le centrali elettriche Da quando l’uomo ha scoperto l’energia elettrica, circa due secoli fa, ha imparato a usarla in moltissimi modi, perciò è necessario produrne in gran quantità. Pensa a tutti gli usi domestici e a quelli industriali: se manca l’elettricità si fermano le attrezzature negli ospedali, si bloccano gli aeroporti, i treni, gli uffici, le industrie, non funzionano gli elettrodomestici, gli ascensori, gli impianti di illuminazione… Insomma, la vita si paralizza!

In realtà l’energia non si «produce» ma si ottiene dalla trasformazione di altre forme di energia: questa trasformazione avviene nelle centrali elettriche. Nelle centrali idroelettriche si ottiene corrente elettrica sfruttando l’energia del movimento dell’acqua; nelle centrali termoelettriche bruciando combustibili; nelle centrali nucleari sfruttando l’energia contenuta nell’uranio, un materiale radioattivo che può essere molto pericoloso. Tutte le centrali hanno, comunque, un funzionamento simile. Osserva quello di una centrale idroelettrica.

bacino artificiale

Una diga trattiene l’acqua che alimenta un bacino idrico.

linee ad alta tensione

diga

condotta forzata

turbina

Quando si aprono le paratie della diga, l’acqua precipita attraverso condotte forzate e la sua forza mette in moto una turbina.

trasformatore

generatore

La corrente elettrica passa nei cavi dell’alta tensione e viene trasferita ovunque.

La turbina mette in moto un generatore che trasforma l’energia di movimento in energia elettrica.

203


l’e ner gia e la fo rz a

Le fonti di energia

What?

a che cosa serve e come si usa?

Fin dall’antichità l’uomo ha usato le fonti energetiche che la natura gli metteva a disposizione per svolgere le sue attività: l’energia dell’acqua per far girare i mulini e macinare il grano, del vento per gonfiare le vele e navigare, degli animali per lavorare i campi e per il trasporto… Poi ha imparato a utilizzare l’energia del vapore per far funzionare macchine, treni, battelli. In seguito, lo sviluppo delle industrie e delle macchine hanno reso necessario il rifornimento costante e abbondante di energia. Oggi consumiamo quantità di energia sempre maggiori e questo è un grave problema. Dove prendiamo l’energia che ci serve? Possiamo raggruppare le fonti energetiche sostanzialmente in due gruppi.

Fonti non rinnovabili

CARBONE

Sono quelle che, una volta utilizzate, non si ricostituiscono e sono perciò destinate a esaurirsi. Sono l’uranio e i combustibili fossili, carbone, petrolio, metano, che si estraggono da giacimenti sotterranei. Sono definiti «combustibili fossili» perché hanno avuto origine dai resti di piante e animali vissuti milioni di anni fa e rimasti sepolti nelle profondità della crosta terrestre. Rappresentano una fonte energetica molto sfruttata per produrre energia elettrica, per il riscaldamento domestico, per alimentare le automobili.

MET ANO ..

e. PETROLIO asolio, cherosen enzina, g

gono b da cui si otten

204

URANIO


SC i E N Z E

Fonti rinnovabili Sono alternative ai combustibili tradizionali e, a differenza di quelli, sono pulite (cioè non inquinano) e non si esauriscono mai. Sono il Sole, il calore interno della Terra, il vento, l’acqua, la biomassa. Esse tuttavia presentano alcuni svantaggi: riescono a fornire una quantità di energia ancora insufficiente a soddisfare il fabbisogno del mondo moderno e per il momento il loro sfruttamento è piuttosto costoso.

IDRICA ACQUA: ENERGIA È l’energia del movimento di caduta di grandi masse d’acqua raccolte in laghi artificiali, che azionano generatori di elettricità.

SOLE: ENERGI A SOLARE È quella delle radiazioni del Sole, catturata con pannelli solari che la trasformano in calore o in elettricità. La sua distribuzione sulla Terra dipende dalla latitudine e dalle ore di luce della giornata.

CALORE: ENE RG IA GEOTERMICA È quella del calore interno della Terra, che produce violenti getti di vapore che escono con forza dalle spaccature della crosta terrestre. In superficie si formano geyser e soffioni, sfruttati per la produzione di energia elettrica.

VENTO: ENERGIA EOLICA È l’energia di movimento del vento, sfruttata per far girare grandi eliche che a loro volta azionano generatori elettrici. Può essere utilizzata solo nelle zone con venti intensi e regolari.

SE ENERGIA DA BIOMAS S i ottiene con impianti che utilizzano i prodotti di scarto di origine vegetale e animale, quindi anche i rifiuti urbani e agricoli. Presentano anche il vantaggio dell’eliminazione dei rifiuti.

205


Educazione ambientale

IL PROBLEMA ENERGIA Il nostro stile di vita richiede quantità crescenti di energia e gran parte di quella che usiamo si ottiene bruciando combustibili, le cui riserve diventano sempre più esigue. L’uomo moderno deve risolvere due importanti problemi: il risparmio energetico e il grave inquinamento che l’impiego di questi combustibili produce. La combustione di carburanti riversa nell’atmosfera gas di scarico altamente inquinanti. Si calcola che nell’ultimo secolo lo sviluppo industriale abbia provocato un aumento del 30% di anidride carbonica nell’aria. La conseguenza, oltre ai danni per la nostra salute, è l’«effetto serra»: i gas formano una cappa che avvolge la Terra e trattiene il calore. Ne deriva che il pianeta si sta progressivamente riscaldando, con il conseguente rischio di scioglimento dei ghiacci polari, che costituiscono una riserva d’acqua e l’alternarsi di periodi di siccità a periodi di piogge insistenti e violente, che provocano alluvioni. D’altro canto la ricerca scientifica e tecnologica non ha ancora prodotto risultati soddisfacenti: i nuovi motori non inquinanti, inventati finora, danno prestazioni scarse con costi di fabbricazione elevati. La sfida del nostro futuro è riuscire a produrre l’energia che ci occorre senza mettere in pericolo la sopravvivenza del pianeta e di conseguenza la nostra. Ecco perché i governi di molti paesi stanno diventando sempre più attenti all’ambiente.

RISPARMIARE ENERGIA È UN DOVERE DI TUTTI, ANCHE TUO! • Spegni le luci che non usi. • Non lasciare la televisione, il computer, lo stereo in stand-by

(con la lucina rossa accesa) quando non li utilizzi: continuano a consumare elettricità. • Non lasciare i caricabatteria collegati alla presa di corrente quando non stanno caricando nessun apparecchio. • Abituati a compiere a piedi o in bicicletta i tragitti brevi.

206


SE H A USA I CAPITO LE

L’ENERGIA E LA FORZA What?

, CHE COS E?

Completa le definizioni. • CHE COS’È L’ENERGIA? È la capacità di un corpo di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ; non si crea e non si distrugge, si può solo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • CHE COS’È LA FORZA? È l’azione esercitata su un corpo, capace di .................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . , di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e di . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • CHE COS’È UNA LEVA? È una semplice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che permette di .................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ; è costituita da . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • CHE COS’È LA FORZA DI GRAVITÀ? È . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che la Terra esercita sui corpi. Si misura con il . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e dipende dalla . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . di un corpo. • CHE COS’È L’ELETTRICITÀ? È una forza che dipende dal movimento degli . . . . . . . . . . . . . . . . .................. ; si trasmette attraverso i conduttori elettrici, come metalli e . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................. . Non si trasmette attraverso i materiali isolanti, che sono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .................. . y Wh ?

PERCHE?

Rifletti e rispondi alle domande. • Perché si fa largo uso di elettricità? ................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Perché gli attrezzi di un elettricista hanno i manici di plastica?

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Perché l’ago della bussola si sposta sempre verso il Nord?

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

...................................................

• Perché i corpi cadono dall’alto verso il basso?

What?

• Perché uno stesso corpo ha un peso diverso sulla Terra e sulla Luna?

.................................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

................................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

................................................

, CHE COS E?

Colora i riquadri distinguendo i due tipi di fonti energetiche. FONTI NON RINNOVABILI vento

carbone biomassa

FONTI RINNOVABILI metano

acqua

Sole uranio

petrolio calore della Terra

207


osserviamo Wh

DOVE?

er e?

Dove si trova la fonte primaria di quell’energia e di quella vita che hai imparato a conoscere nelle pagine precedenti? Dov’è la Terra e dunque dove ci troviamo noi che su di essa viviamo? Alza lo sguardo verso il cielo e osserva la volta celeste: tu sei una piccola parte dell’Universo, l’immenso spazio cosmico dove la vita ha avuto inizio.

W

QUANDO?

he n ?

L’Universo ha avuto origine circa 18 miliardi di anni fa da un’enorme esplosione, detta Big Bang, avvenuta in una nube primordiale di materia compressa e caldissima. Lo scoppio proiettò nello spazio la materia originaria, che progressivamente si raffreddò dando origine ai corpi celesti. La spinta prodotta da Le distanze nell’Universo sono quell’esplosione iniziale contitalmente grandi che si misurano nua ancora oggi: i corpi celesti in anni luce. Un «anno luce» si allontanano sempre più equivale alla distanza che la lul’uno dall’altro e l’Universo è ce percorre in un anno. in continua espansione. La luce viaggia a una velocità di

CHE COSA? W

hat ?

Nello spazio cosmico si muovono stelle, pianeti e altri corpi celesti, che vengono genericamente chiamati astri. L’astronomia è la scienza che studia i corpi celesti.

208

300 000 km al secondo e in un anno percorre circa 950 miliardi di km. Riesci a farti un’idea di quanto è grande l’Universo?

Noi siamo qui!


l’universo Le stelle sono un numero incalcolabile, noi riusciamo a vedere solo quelle più vicine. Sono giganteschi ammassi di gas in cui si concentra un’enorme energia, che si manifesta con violente esplosioni. Per questo motivo le stelle emettono luce e calore. Quando le osserviamo ci sembrano tutte sullo stesso piano, come su un telo, in realtà si trovano a distanze diverse dalla Terra. A seconda dell’immagine suggerita dalla loro disposizione nella volta celeste, gli uomini le hanno raggruppate in costellazioni cui hanno attribuito nomi fantastici legati alla mitologia. La costellazione più nota è quella dell’Orsa Maggiore, la più bella è Orione (nella fotografia a destra). Le stelle sono raggruppate in enormi ammassi stellari chiamati galassie. Ogni galassia contiene miliardi di stelle e nell’Universo esistono miliardi di galassie. La galassia che vedi raffigurata nella fotografia grande è quella dove siamo noi: si chiama Via Lattea e ha l’aspetto di un’immensa spirale, con lunghi bracci di gas, polvere e stelle. Anche i pianeti sono corpi celesti, però non emettono né luce né calore. Sono molto più piccoli delle stelle, intorno alle quali ruotano: la Terra, per esempio, ruota intorno al Sole. Attorno a molti pianeti ruotano altri corpi più piccoli, anch’essi privi di luce propria, detti satelliti: il satellite della Terra è la Luna.

PAROLE CHIAVE UNIVERSO

c Spiega che cos’è l’Universo, come si è formato, che cosa comprende.

209


os ser via mo l’u niv er so W

Il Sistema solare

hat?

CHE COS’E?

Il Sistema solare è formato dal Sole e dall’insieme dei corpi celesti che gli ruotano intorno ed è situato in uno dei bracci della grande spirale della Via Lattea.

Il Sole

nucleo

Il Sole è la stella più vicina a noi ed è il centro del Sistema solare. Per avere un’idea della sua grandezza considera che il suo raggio è circa 110 volte il raggio della Terra. Come tutte le stelle, è composto di gas incandescenti che raggiungono temperature altissime. All’interno del Sole si verificano reazioni nucleari che trasformano l’idrogeno in elio, sprigionando una grandissima quantità di energia. Questa, poi, si irradia nello spazio sotto forma di luce e calore. Le tremende esplosioni provocano getti di gas incandescenti che, come lingue luminose, s’innalzano per migliaia di chilometri sulla superficie solare. La Terra è nella terza orbita. Si trova a una distanza tale dal Sole da consentire la presenza di acqua allo stato liquido, che permette forme di vita come la nostra. Venere, tra Mercurio e la Terra, è circondato da una coltre di gas che riflette nello spazio la luce del Sole, perciò nel cielo appare più luminoso di una stella.

macchie solari

Sulla superficie solare si possono individuare anche delle zone scure, le macchie solari, il cui studio ha permesso di comprendere che il Sole ruota su sé stesso. Le macchie solari corrispondono a forti campi magnetici, appaiono più scure perché hanno una temperatura inferiore al resto della superficie solare.

210

Mercurio è il pianeta più piccolo e più vicino al Sole.

Marte è chiamato «pianeta rosso» per le rocce color ruggine da cui è ricoperto. È stato esplorato da satelliti terrestri.


SC i E N Z E

Pianeti e altri corpi celesti Fanno parte del Sistema solare migliaia di corpi celesti: pianeti, satelliti, asteroidi, meteore e meteoriti, comete. Tutti, a causa della forza di attrazione del Sole, che li costringe a ruotargli intorno, descrivono una traiettoria ellittica chiamata orbita. I pianeti sono otto. Saturno è il più spettacolare: possiede una serie di anelli composti di frammenti di ghiaccio e polvere che gli ruotano intorno.

PAROLE DELLE SCIENZE

Ellittica: a forma di cerchio leggermente schiacciato. Plutone, scoperto nel 1930, fu considerato un pianeta per quasi 50 anni. Nel 1978, però, si scoprì che le sue dimensioni erano molto inferiori di quelle stimate fino allora e in seguito si osservò che Plutone aveva caratteristiche diverse dagli altri pianeti. Così, dal 2006, non è più considerato un pianeta, bensì un «pianeta nano».

Nettuno è il pianeta più lontano dal Sole. È circondato da nubi di ghiaccio e metano.

PER STUDiARE Urano occupa la penultima orbita. È avvolto da dense nubi di materiale gassoso che gli conferiscono un colore verde azzurro.

• • • •

Sottolinea nel testo le risposte alle seguenti domande. A che cosa è dovuta l’immensa energia del Sole? In quale forma l’energia arriva sulla Terra? Che cosa si è capito osservando le macchie solari? Che cos’è l’orbita? Scrivi in ordine il nome dei pianeti, incominciando dal più vicino al Sole.

Laboratorio di SCIENZE Giove è il pianeta più grande, costituito prevalentemente da dense sostanze gassose.

1. Appallottola un foglio di carta di giornale. 2. Lega la palla che hai ottenuto a una corda e falla roteare sopra la tua testa. Osserva: che cosa succede se lasci improvvisamente la corda? . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..................

È ciò che succede alla Terra e agli altri pianeti: la corda rappresenta la forza di attrazione del Sole (in questo caso tu), che tiene «legati» a sé i suoi corpi celesti (la palla di carta).

211


os ser via mo l’u niv er so

La Terra e i suoi movimenti

y Wh ?

PERCHE La TERRA si muove?

PAROLE DELLE SCIENZE Asse terrestre: linea immaginaria che passa per i poli.

La Terra ha una forma sferica, leggermente schiacciata ai poli, con l’asse terrestre leggermente inclinato. Dal Big Bang in poi il nostro pianeta, come gli altri del Sistema solare, non ha mai smesso di muoversi. Catturata dall’enorme forza di attrazione che il Sole esercita sugli astri più piccoli, la Terra è entrata nella sua orbita. Come tutti i pianeti del Sistema solare, la Terra compie due movimenti: • un movimento di rotazione su sé stessa; • un movimento di rivoluzione intorno al Sole.

Il movimento di rotazione

Aurora boreale.

La Terra ruota intorno al proprio asse terrestre con un movimento da ovest verso est, in senso antiorario: è per questo motivo che abbiamo l’impressione che il Sole sorga a Oriente e tramonti a Occidente. Questo movimento dura un giorno solare. La conseguenza del moto di rotazione è l’alternanza di ore di luce e di ore di buio, il dì e la notte; l’insieme del dì e della notte costituisce il giorno, cioè il tempo dell’intera rotazione, suddiviso in 24 ore. I raggi del Sole arrivano paralleli sulla Terra e, poiché essa è sferica, illuminano solo la metà di superficie rivolta verso il Sole: la zona illuminata ha il periodo di luce (il dì), nella zona in ombra è notte.

PAROLE CHIAVE

Asse terrestre

N Polo Nord

ROTAZIONE O

RIVOLUZIONE

c Spiega in che cosa consistono i due

Notte

movimenti di rotazione e di rivoluzione della Terra e quali conseguenze determinano.

S

212

Polo Sud

E


SC i E N Z E

Il movimento di rivoluzione Per compiere l’intero percorso della sua orbita, la Terra impiega un anno solare, cioè 365 giorni e 6 ore circa. Come vedi nell’illustrazione, a causa della forma dell’orbita la Terra non si trova sempre alla stessa distanza dal Sole.

Con le 6 ore che superano i 365 giorni dell’anno civile si forma ogni quattro anni un giorno in più, che si aggiunge al mese di febbraio: è l’anno bisestile.

V E R A I M A R P 21 marzo

I N V E R N O

Equinozio di primavera

21 giugno Solstizio d’estate

ES TA T E

Il moto di rivoluzione e l’inclinazione dell’asse terrestre determinano l’alternarsi delle stagioni e una diversa durata del dì e della notte nei vari momenti dell’anno. Le stagioni cambiano non a causa della maggiore o minore distanza dal Sole, ma per l’inclinazione dell’asse terrestre che, durante il percorso, espone al Sole in maniera diversa le due metà del pianeta (la metà a nord e la metà a sud): una è più riscaldata, l’altra meno. Quando in un emisfero è estate, in quello opposto è inverno; quando in un emisfero è primavera, in quello opposto è autunno. L’equinozio è il passaggio dall’inverno alla primavera (21 marzo) e dall’estate all’autunno (23 settembre). In quelle date il dì e la notte hanno esattamente la stessa durata: 12 ore. Il solstizio è il passaggio dall’autunno all’inverno (22 dicembre) e dalla primavera all’estate (21 giugno). Durante il solstizio d’estate le ore di luce raggiungono la massima durata: 16 ore; durante il solstizio d’inverno, invece, si ha la notte più lunga dell’anno.

22 dicembre Solstizio d’inverno

23 settembre Equinozio d’autunno

N U N T A U

O

PER STUDiARE Indica con una  se le affermazioni sono V (vere) o F (false). • Le stagioni dipendono dalla distanza dal Sole.

V F

• Negli equinozi notte e dì hanno la stessa durata. • Quando nel nostro emisfero è estate, nell’altro è inverno. • Un emisfero è più riscaldato dell’altro a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre.

213


os ser via mo l’u niv er so W

La Luna hat?

CHE COS’E?

y Wh ?

La Luna è l’unico satellite naturale della Terra ed è l’astro più vicino a noi. La sua superficie presenta ampie distese pianeggianti, corrugamenti e crateri causati dalla caduta di meteoriti. Non può esserci vita perché non ci sono né acqua né aria. La Luna compie tre movimenti: • ruota su sé stessa; • ruota intorno alla Terra; • ruota, insieme alla Terra, intorno al Sole. Per ruotare intorno alla Terra e su sé stessa la Luna impiega lo stesso tempo, circa 28 giorni, perciò mostra alla Terra sempre la stessa faccia. PERCHE la luna ci appare diversa ogNi notte?

LE FASI LUNARI

214

Da falce sottile la Luna «cresce» fino a diventare un grande cerchio, poi «decresce» finché sparisce del tutto, per poi apparire nuovamente come falce. Ciò accade perché la Luna non emana luce propria, ma riflette quella del Sole, e dalla Terra possiamo vedere solo la sua parte illuminata rivolta verso di noi. La Luna, però, si muove intorno alla Terra e le porzioni visibili della parte illuminata cambiano nel corso dei 28 giorni: sono le fasi lunari, che durano circa una settimana ciascuna.

Luna nuova

Primo quarto

Luna piena

Ultimo quarto

La Luna si trova tra la Terra e il Sole, rivolge verso di noi la parte non illuminata e noi non possiamo vederla.

La Luna comincia a mostrare la parte rivolta verso il Sole, a ovest, che diventa sempre più ampia.

La Luna appare come un disco luminoso perché rivolge verso di noi tutta la faccia illuminata.

La Luna mostra la parte rivolta verso est, che diminuisce gradatamente.


SC i E N Z E

La gravitazione universale

y Wh ?

perchE gli astri si attraggono tra loro?

La Terra, essendo più grande, esercita sulla Luna una forza di attrazione che la mantiene in orbita attorno a sé. Ma anche la Luna esercita un’attrazione sulla Terra, anche se più lieve (pari a un sesto di quella terrestre), che è causa delle maree. Il Sole, che ha una massa enorme, attira entrambe. Tutta la struttura dell’Universo si spiega mediante l’azione della forza di gravità, come enuncia la legge della gravitazione universale, una delle leggi fondamentali che regolano l’Universo: tutti i corpi celesti si attraggono tra loro in base alla loro massa e alla loro distanza; la forza di gravità aumenta con l’aumentare della massa e diminuisce con l’aumentare della distanza (rileggi pagina 197).

PER STUDiARE

www

PASSATO chiama PRESENTE

Nel 1606, Galileo Galilei osservò per primo, con il telescopio, la superficie della Luna. Più di sei secoli dopo, nel 1969, la navicella spaziale Apollo 11 atterrò sulla Luna e l’astronauta Neil Armstrong poté camminare sul suolo lunare. Da allora l’esplorazione del Sistema solare ha fatto grandi progressi e le sonde spaziali terrestri hanno raggiunto molti astri celesti: Giove, Mercurio, Venere, la cometa di Halley e perfino Plutone. Particolare interesse è stato dedicato a Marte, che, secondo gli scienziati, sarebbe il più adatto ad accogliere la vita, perché possiede condizioni ambientali più «simili» (o meno diverse) da quelle della Terra. Così su Marte sono atterrate diverse sonde che hanno scattato fotografie, analizzato i gas dell’atmosfera ed esaminato campioni di suolo, come ha fatto il Phoenix Mars Lander, l’ultima sonda partita dalla Terra nell’agosto del 2007 e attero rata sul «pianeta rosso» nel Neil Armstrong fu il primo uom a. Lun a sull are min maggio 2008. a cam

Rispondi alle domande. • Perché la Luna cambia continuamente aspetto? • Che cosa sono le fasi lunari? • Quanto peserebbe sulla Luna un corpo che sulla Terra pesa 54 kg? • Quanto peseresti su Marte, sapendo che su quel pianeta la forza di gravità è un quinto di quella terrestre? • Quanto peseresti su Giove, dove la gravità è tre volte più grande di quella terrestre?

La sonda Phoenix Mars Lander sul pianeta Marte.

215


CAPI I A SE H LE USA

TO

L’UNIVERSO

Where?

dove ci troviamo?

Metti in ordine dal più grande al più piccolo numerando da 1 a 4. Via Lattea

Universo

Terra

Sistema solare

What?

che cosa sono?

Completa le definizioni. • Gli astri sono

........................................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Le stelle sono

.......................................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Le galassie sono

..................................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• I pianeti sono

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

• I satelliti sono

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

• Le costellazioni sono

. . . . . . . . . . . . ..............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

y Wh ?

PERCHE?

Completa le frasi. • I pianeti ruotano intorno al Sole perché

....................................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Sulla Terra si alternano il dì e la notte a causa della

................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• Sulla Terra si alternano le stagioni a causa della

.......................................

................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

When?

quando?

Completa con la data di inizio di ciascuna stagione e rispondi. Autunno

. . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Primavera

....................................................

Inverno Estate

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

• Quanto tempo dura il movimento di rotazione della Terra? • Quanto tempo dura il movimento di rivoluzione?

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

• Quanto tempo impiega la Luna a girare intorno alla Terra? • Osserva la Luna questa sera: in quale fase si trova?

216

. . . . . . . . . . . . .............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................


220

Indice di M A T EM A iT CA numeri interi e decimali

221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231

Le potenze Le potenze del 10 I polinomi e le potenze I numeri relativi Operare con i numeri relativi I numeri razionali: le frazioni e i numeri decimali Frazioni complementari Frazioni equivalenti Frazioni proprie, improprie e apparenti Confrontare le frazioni Frazioni e numeri decimali

218

232

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233 Dalla frazione all’intero 234 Problemi sulle frazioni 235

272 VERIFICA SE HAI CAPITO! 274

la gEOMETRiA solida E piana

276 Segmenti e angoli 277 Poligoni e triangoli 278 Quadrilateri 279

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280 Circonferenza e cerchio 281

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282 Disegno geometrico 283 Trasformazioni simili 286 Le isometrie

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287

Le quattro operazioni

291

236 VERIFICA SE HAI CAPITO! 238

270 Misure di valore 271 La compravendita

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288 Il perimetro dei poligoni 290 Il perimetro: formule dirette e inverse

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240 L’addizione 241 La sottrazione

292 La misura della circonferenza 294 Calcolare l’area

242

295

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243 La moltiplicazione 244

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245 La divisione 246 Divisioni particolari 247

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248 249 250 251 252 253 254 255 256

Multipli e divisori I numeri primi Criteri di divisibilità Lo zero e l’uno nelle quattro operazioni Le espressioni I problemi Problemi ed espressioni La percentuale Calcolo della percentuale

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296 Area dei poligoni regolari 298 L’area del cerchio 299

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300 Classifichiamo i solidi 301 La superficie dei solidi 303

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304 Il volume 305 Misurare il volume 306 Volume del parallelepipedo e del cubo 307

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308 VERIFICA SE HAI CAPITO! 310

statistica, probabilita e logica

262 Lunghezza, capacità e massa

310 312 313 314 315

Ildiagrammacartesiano,l’istogramma,ilcartogramma L’ideogramma Moda e media Dalle percentuali agli areogrammi Costruisci un areogramma

263

316

257

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258 Lo sconto

259 VERIFICA SE HAI CAPITO! 260

MiSURARE GRANDEZZE www appuntamento con gli ESERCIZI

264 Le misure di superficie 265

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266 Le misure di tempo 267

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317 Il calcolo della probabilità 320 Classificazioni e relazioni 322 Frasi per... ragionare

323 VERIFICA SE HAI CAPITO!


numeri interi Sai bene che i numeri naturali sono infiniti, essi si possono ordinare in successione in maniera che ogni numero sia maggiore di quello precedente, e minore di quello successivo. Nella vita di tutti i giorni, quando dobbiamo indicare una grandissima quantità, usiamo i numeri che fanno parte della classe dei milioni e dei miliardi. Prova a leggere i seguenti esempi:

CONTINENTE

ABITANTI

Africa

7963000000

Asia Europa America Oceania

• gli abitanti della Terra sono circa: 6 118 682 000 seimiliardicentodiciottomilioniseicentoottantaduemila. • gli abitanti della Terra sono divisi in cinque continenti, osserva la tabella qui a lato.

3750000000 Per leggere questi grandi numeri devi sempre tenere presente che: • Se sono formati da 7, 8 o 9 cifre intere appartengono 702 433 000 alla classe dei milioni; 832 809 000 • Se sono formati da 10, 11, 12 cifre intere appartengono 37 440 000 alla classe dei miliardi. Sarà sicuramente più semplice imparare a leggerli e a scriverli, se li scomponi in base al valore posizionale delle cifre con l’aiuto della seguente tabella:

Classe delle migliaia

CONTINENTE Classe dei miliardi Classe dei milioni h

da

Classe delle unità semplici

u

h

da

u

h

da

u

h

da

u

Africa

7

9

6

3

0

0

0

0

0

0

Asia

3

7

5

0

0

0

0

0

0

0

Europa

7

0

2

4

3

3

0

0

0

America

8

3

2

8

0

9

0

0

0

3

7

4

4

0

0

0

0

Oceania

RICORDA I grandi numeri non si usano solo in matematica! Pensa infatti a discipline come la geografia e le scienze: avrai sentito, per esempio, le espressioni: «milioni di cellule», oppure «milioni o miliardi di abitanti».

ESERCIZI 1. Sul quaderno scrivi in cifre i seguenti numeri. • tremilionitrecentoquarantamilacinquecentoundici. • novemilioniquattrocentotrentamilaseicentodue. • unmiliardoduemilionicentosessantamila. • settecentoottantamilaseicentonovantadue.

218


e decimali Valore delle cifre di un numero Ogni numero, come ben sai, è composto di cifre. Per esempio il numero 3 426 è composto da quattro cifre: il 3, il 4, il 2 e il 6. Ogni cifra ha un suo valore specifico, che non dipende dalla posizione che essa occupa nel numero. Ma vi è un altro valore, molto importante, che è dato dalla posizione che la cifra occupa nel numero: è il valore posizionale. Osserva nel numero 18 451 la posizione occupata dalle singole cifre.

VALORE POSIZIONALE VALORE SPECIFICO

una decina di migliaia

otto unità di migliaia

quattro centinaia semplici

cinque decine semplici

una unità semplice

1

8

4

5

1

uno

otto

quattro

cinque

uno

Come hai visto, la cifra 1 nel numero 18 451 compare due volte. Partendo da destra, rappresenta le unità semplici, partendo da sinistra, invece, rappresenta le decine di migliaia.

ESERCIZI 1. Qual è il valore specifico e il valore posizionale delle cifre dei seguenti numeri? 58 • 396 • 4 273 • 72 365 • 434 • 8 285 • 99 929 • 2 426 512 2. Scrivi sul quaderno i numeri corrispondenti alle seguenti parole. ottomilaquattrocentodue • ventisettemilatrecentoquattro cinquecentomilacinquanta • tremilioniduecentosette.

219


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con gli ESERCIZI

1. Scrivi in lettere i seguenti numeri.

dieci unità e otto decimi = . . . . ............................

5 465 266

345 984

56 785 000

ventidue unità e cinque decimi = ....................

876 000

2 345 655

67 890 000

zero unità e due decimi = . . . . . ............................

4 980 775

349 925

21 765 428

7. Scrivi i seguenti numeri in lettere. 2. Ordina la seguente serie di numeri in ordine crescente. 14 056 897 • 789 000 565 • 768 000 656 13 879 000 • 453 780 000 • 409 800 009 867 000 999 • 537 690 432 • 12 000 310

10,8 =

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

212,7 =

31,2 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................ 40,5 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................ 110,7 =

3. Ordina la seguente serie di numeri in ordine decrescente. 69 236 590 • 65 458 098 • 59 876 000 69 579 943 • 65 783 412 • 59 432 765 69 145 000 • 59 119 943 • 65 999 000

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

35,9 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................ 538,8 =

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

83,4 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

8. Scomponi i seguenti numeri. 4. A ogni numero aggiungi 1 unità di migliaia. 88 798 • 67 845 • 324 690 12 450 900 • 754 555 • 19 673 27 654 625 • 986 500 • 345 986

13,7 = 1 da, 3 u, 7 d

5. Completa ogni relazione con un numero decimale, come nell’esempio.

290,85 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

7,9 <

................

0,08 > 0,07

6,32 =

30,7 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................ 969,56 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................ 152,3 =

715,25 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

.............

89,7 >

.............

4,07 < . . . . . . . . . . .

12,89 <

98,5 >

.............

45,9 = . . . . . . . . . . .

0,8 >

0,12 > . . . . . . . . . . .

23,40 >

76,45 < 3,73 >

...........

.............

0,015 =

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

...........

................

9. Completa. 999 998 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

................

850 000 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

700 000 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

450 000 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

990 000 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

..........................

525 000 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

.............................

350 000 +

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ....

= 1 000 000

6. Scrivi i numeri in cifre. otto unità e tre decimi = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . dodici unità e nove decimi =

zero unità e quattro decimi =

220

61,5 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

...........

0,001 = 0,001 1,9 >

cinque unità e sei decimi =

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................

. . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . .


M A T EM A T i CA Per scoprire come usare la calcolatrice per il calcolo delle potenze o per trovare delle potenze... curiose, vai a pagina 129 del quaderno operativo.

Le potenze PROVA

Leggi il testo del problema, osserva il disegno e completa! Guardando dalla finestra ho visto passare 5 sultani, ognuno con 5 mogli. Ogni moglie aveva 5 figli e ogni figlio aveva 5 gattini. Quanti gattini sono passati sotto la mia finestra? Numero dei sultani: 5 Numero delle mogli: 5 × 5 = . . . . . . . . . . Numero dei figli: . . . . . . . . . . × 5 = . . . . . . . . . . Numero dei gattini: . . . . . . . . . . × 5 = . . . . . . . . . . Sotto la mia finestra sono passati . . . . . . . . . . gattini. Quando devi moltiplicare un numero per se stesso più volte, puoi scrivere il prodotto così: 5 × 5 × 5 × 5 = 54 che si legge «cinque alla quarta». 54 è una potenza. Un numero moltiplicato più volte per se stesso si chiama potenza.

RICORDA esponente: indica quante volte devi moltiplicare la base per se stessa.

54 base: è il fattore che viene ripetuto

Per elevare a potenza devi moltiplicare la base per se stessa tante volte quante ne indica l’esponente. Per convenzione (la convenzione è una specie di accordo fra matematici):

= 625 potenza: è il prodotto di tanti fattori uguali alla base, quanti ne indica l’esponente

• qualsiasi numero elevato a 0 è uguale a 1; (es. 50 = 1) • qualsiasi numero elevato a 1 è uguale a se stesso; (es. 51 = 5)

ESERCIZI 1. Calcola sul quaderno il valore delle seguenti potenze.

A. 75 = .......... . . . . . . . . . . . . . . . . . B. 56 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64 =

.......... . . . . . . . . . . . . . . . . .

93 =

...........................

46 =

.......... . . . . . . . . . . . . . . . . .

27 =

...........................

83 =

.......... . . . . . . . . . . . . . . . . .

38 =

...........................

2. Scrivi i seguenti prodotti sotto forma di potenze e calcolane il valore. 6 × 6 × 6 × 6 = . . . . . . . . . . = . . . . . ..... 4×4=

=

..........

7×7×7×7=

..........

..........

=

. . . . . .....

3×3×3×3×3×3=

. . . . . .....

9×9×9×9=

. . . . . .....

..........

=

=

..........

221


numeri

Le potenze del 10 PROVA

Adesso che sai calcolare le potenze, completa le seguenti uguaglianze. 100 = ..... 101 = ..... 104 = 10 × 10 × 10 × 10 = . . . . . 105 = .......... × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . = 100 000 106 = .......... × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . SÌ

È facile calcolare le potenze del 10?

NO

Perché? Perché l’esponente è uguale al ................................................................................................................... ....................................................................................................................................................................................

Quindi, che cosa basta fare per calcolare una potenza del 10? ............................................................................. ...............................................................................................................................................................................

Per calcolare le potenze del dieci devi scrivere il numero 1 seguito da tanti zeri quanti ne indica l’esponente della potenza.

Per semplificare la lettura e la scrittura di «grandi numeri» vengono utilizzate proprio le potenze del dieci. Nel nostro sistema di numerazione, il valore di posizione di ogni cifra può essere indicato usando una potenza del dieci. Osserva la tabella. Classe dei miliardi

Classe dei milioni

Classe delle migliaia

Classe delle unità semplici

h

da

u

h

da

u

h

da

u

h

da

u

1011

1010

109

108

107

106

105

104

103

102

101

100

ESERCIZI 1. Calcola le seguenti potenze come nell’esempio.

2. Trasforma i seguenti numeri in potenze del dieci come nell’esempio.

103 = 10 × 10 × 10 = 1 000

1 000 000 = 106

104 = .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

100 000 =

1010 =

1 000 000 000 =

........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

107 = .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 106 = .............. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

222

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...............................

10 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................ 100 =

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................

1 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................................


M A T EM A T i CA

I polinomi e le potenze PROVA

Sull’abaco è rappresentato un numero. Scrivi il numero rappresentato sull’abaco tenendo conto del valore posizionale delle cifre: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Lo stesso numero può essere scritto sotto forma di espressione aritmetica, così: (1 × 100000) + (2 × 10000) + (4 × 1000) + (7 × 100) + (3 × 10) + (5 × 1) = migliaia (k) unità semplici

100 000 + . . . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . . + . . . ......... = 124 735

h

Un’espressione aritmetica, formata dalla somma di più prodotti, si chiama polinomio.

da

u

h

da

u

Hai già imparato come scrivere le potenze del 10, puoi quindi scrivere il polinomio del numero 124 735 in questo modo: (1 × 105) + (2 × 104) + (4 × 103) + (7 × 102) + (3 × 101) + (5 × 100) = = 100 000 + 20 000 + 4 000 + 700 + 30 + 5 = 124 735 Il polinomio è un’espressione aritmetica formata da più termini. Scrivere un numero sotto forma polinomiale significa scomporlo e rappresentarlo come somma di potenze del 10.

ESERCIZI E PROBLEMI 1. Sul quaderno trasforma i seguenti polinomi in numeri naturali.

3. Risolvi i seguenti problemi utilizzando il concetto di potenza.

(3×103)+(2×102)+(7×101)+(6×100) =

A. Sopra 7 scaffali di un negozio ci sono 7 scatole

(2×106)+(8×105)+(7×104)+(3×103)+(2×102) = (9×109)+(2×108)+(5×107)+(4×106)+(1×105)+(2×104)=

2. Scrivi i seguenti numeri sul quaderno sotto forma di polinomio numerico.

di videogame; ogni scatola contiene 7 videogame. Quanti sono i videogame in tutto?

B. Per la festa della scuola, 9 mamme acquistano 9 sacchetti di caramelle. Se ogni sacchetto contiene 9 caramelle, quante caramelle ci saranno per la festa?

A. 1 258 • 45 789 • 50 026 • 56 987 • 2 548 B. 45 870 • 258 963 • 125 004 • 1 258 456 223


numeri

I numeri relativi I numeri naturali si riferiscono a delle quantità o grandezze. Esistono anche quantità espresse con numeri preceduti dal segno + o –. In questo caso i numeri si chiamano relativi. PROVA

Osserva attentamente la tabella delle temperature registrate in alcune città italiane in un giorno d’inverno. TEMPERATURE IN ITALIA Bolzano

–5°

Venezia

–1°

Milano

–3°

Firenze

Perugia

Roma

+2°

Napoli

+6°

Potenza

+5°

Qual è stata la città più fredda d’Italia? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........................... Quale città è stata la meno fredda? ........................................................................................................................ I numeri preceduti dal segno +, come +2 o +5, si dicono numeri positivi. I numeri preceduti dal segno –, come –1 e –3 si dicono numeri negativi. RICORDA tituito dai L’insieme dei numeri relativi è cos Puoi rappresentare i numeri relativi eri negativi. numeri positivi, dallo zero e dai num

sulla linea dei numeri così: negativi

–8

–7

–6

–5

–4

positivi –3

Andando verso sinistra il valore diminuisce.

–2

–1

0

1

2

Lo zero divide i numeri positivi da quelli negativi.

3

4

5

6

7

8

Andando verso destra il valore aumenta.

I numeri relativi ti servono quando devi quantificare situazioni in cui ci sono valori positivi e valori negativi (lo zero è il termine di riferimento): la profondità del mare, l’altezza delle montagne, le temperature, …

Confronta le coppie di numeri e scrivi >, < oppure =. – 8 ..... +1

224

+ 3 . . . . . –1

+ 1 . . . . . +6

– 2 . . . . . –6

07 ..... 7


M A T EM A T i CA

Operare con i numeri relativi Con i numeri relativi che hai appena scoperto puoi eseguire operazioni che con i numeri interi non potevi eseguire! PROVA

Osserva la linea dei numeri, rifletti e rispondi. • Puoi eseguire la sottrazione + 5 – 9? SÌ NO Dal numero 5 puoi togliere 9? • Prova a eseguire la sottrazione sulla linea dei numeri. –7

–6

–5

–4

–3

–2

–1

0

1

2

3

4

5

6

7

6

7

Partendo da 5 fai 9 salti indietro sulla linea dei numeri. Dopo 5 salti raggiungerai lo zero; continua facendo altri 4 salti e raggiungerai – 4. Allora potrai scrivere che + 5 – 9 fa . . . . . . . .. . . . • Prova adesso a eseguire: – 3 + 7 = . . . . . .. . . . . . –7

–6

–5

–4

–3

–2

–1

0

1

2

3

4

5

Ricorda che il segno positivo (+) ti indica di procedere sulla linea dei numeri verso destra, mentre il segno negativo (–) ti indica di procedere verso sinistra.

ESERCIZI 1. Sul tuo quaderno disegna la linea dei numeri ed esegui gli spostamenti seguendo la successione indicata.

2. Riscrivi sul quaderno i seguenti numeri relativi in ordine crescente, partendo cioè dal più piccolo.

A. 0 + 5 – 4 + 7 + 2 + 3 – 4 – 8 + 1 – 10

A. – 3, + 5, – 6, – 11, + 4, + 11, – 8, 0 B. + 12, + 4, + 9, – 1, – 3, – 7, – 13, – 2

A che numero sei arrivato?

.....

B. – 3 – 4 + 7 + 8 – 11 – 5 + 6 + 9 – 12 + 3 A che numero sei arrivato?

.....

C. – 4 – 5 + 10 + 7 – 4 – 6 – 1 + 12 + 3 – 0 A che numero sei arrivato?

.....

D. 2 – 7 + 4 – 2 + 3 – 5 + 1 – 9 – 3 + 10 A che numero sei arrivato?

3. Rispondi calcolando a mente: + 1 400 – 1 400 = .......... – 50 + 50 = . . . . . . . . . . + 350 – 340 = . . . . . . . . . . – 900 – 901 = ..........

.....

4. Quale numero manca nelle seguenti operazioni? Scrivilo sui puntini. + 1 900 + ..... = 2 500 + 200 – . . . . . = 110 . . . . . + 820 = 1 000 + 840 + . . . . . = 1 340

225


numeri

I numeri razionali: le frazioni e i numeri decimali Oltre ai numeri interi devi saper usare anche i numeri razionali, cioè le frazioni e i numeri decimali. Ricorda che frazionare significa dividere l’intero in parti uguali.

Nell’immagine puoi osservare che la pizza è stata frazionata in 7 parti uguali. Ogni parte rappresenta l’unità frazionaria. Luca è molto goloso e ne mangia 3 parti su 7. 3 è la frazione che rappresenta la parte di pizza mangiata da Luca. 7 PROVA

Una frazione rappresenta un certo numero di unità frazionarie. Ricordi che cosa sono il numeratore, il denominatore e la linea di frazione?

3 7

il . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . : indica il numero delle parti che si considerano la . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . : indica il segno di divisione il . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . : indica il numero di parti in cui si divide l’intero

Anche un insieme di oggetti può essere considerato un intero: quindi anche il seguente insieme può essere frazionato.

I 3 delle 12 palline sono gialle. 4

Per calcolare il valore di una frazione devi fare due operazioni: 1.devi dividere il numero che rappresenta l’intero in tante parti quante ne indica il denominatore: in questo modo trovi il valore dell’unità frazionaria; 2.devi moltiplicare il valore dell’unità frazionaria per il numeratore.

ESERCIZI 1. Scrivi la frazione corrispondente alla parte colorata.

2. Calcola sul quaderno il valore delle seguenti frazioni, come nell’esempio. 3 di 21 = (21 : 7) × 3 = 3 × 3 = 9 7

A.

226

2 di 16 = 8 5 di 28 = 7 7 di 63 = 9

B. 3 di 35 = 5 4 di 36 = 6 1 di 18 = 2


M A T EM A T i CA

Frazioni complementari Gianni e Luca sono molto golosi, ma Gianni lo è più di Luca! PROVA

La cioccolata rappresenta l’intero. Luca e Gianni dividono la cioccolata in quattro parti. Quanto vale ogni parte, in frazione? . . . . . L’intero è formato da . . . . . parti. L’intero, in frazione, vale 4 . 4

Adesso Gianni si mangerà 3 parti di cioccolata. Colora le 3 parti di Gianni. Quante parti di cioccolata si mangerà Luca? . . ... Colora le parti di Luca con un colore diverso. Gianni potrà mangiare 3 parti su 4 di cioccolata; quindi ne mangerà i . . . . . . .....

Luca potrà mangiare 1 parte su 4 di cioccolata; quindi ne mangerà . . . . . . ..... 3 1 Le frazioni e si dicono frazioni complementari perché insieme formano un intero. 4 4 3 1 4 Infatti + = cioè l’intero. 4 4 4

Laura divide 9 caramelle con la sua amica Lucia. Lei ne prende 5 e ne lascia 4 per Lucia. 5 4 9 di Laura + di Lucia = 9 9 9 Se addizioni le due frazioni trovi il valore dell’intero in frazione.

Due o più frazioni si dicono complementari se la loro somma è uguale all’intero.

ESERCIZI 1. Colora in ogni figura la parte che manca per formare l’intero e completa la relazione. 3 + 4

=1

2 + 4

=1

6 + 8

=1

3 + 5

=1

5+ 8

=1

4+ 6

=1

227


numeri

Frazioni equivalenti Osserva le frazioni che rappresentano la parte colorata delle figure e indica con una crocetta la risposta esatta. • Se raddoppio solo il numeratore di una frazione, il valore della frazione ottenuta è: minore

uguale

maggiore

• Se raddoppio solo il denominatore di una frazione, il valore della frazione ottenuta è: minore

uguale

maggiore

• Se raddoppio sia il numeratore sia il denominatore, il valore della frazione ottenuta è: minore

uguale

maggiore

• Se divido per 2 sia il numeratore sia il denominatore, il valore della frazione ottenuta è: minore

uguale

maggiore

1 3

2 3

1 2

1 4

1 2

2 4

4 6

2 3

RICORDA Quando due frazioni rappresentano la stessa parte dell’intero, si dicono equivalenti. Per ottenere una frazione equivalente a un’altra devi applicare la proprietà invariantiva delle frazioni che dice: «se si moltiplica o si divide per uno stesso numero il numeratore e il denominatore di una frazione, il valore della frazione ottenuta non cambia».

ESERCIZI 1. Applica la proprietà invariantiva delle frazioni, completando in modo da ottenere una frazione equivalente a quella data. 3 10 5 8 2 16 = ..... = 5 = ..... = 2 = ..... = 2 4 12 16 ..... 15 3 20 ..... 7 21 32 ..... 2 6 18 4 49 3 = 10 = ..... = 2 = ..... = 7 = ..... 3 8 72 7 14 8 ..... 4 ..... 28 ..... 56 2. Cerchia la frazioni equivalenti. 2 3 e 3 4

228

2 4 e 5 10

3 6 e 9 18

1 4 e 2 8

4 8 e 5 10

9 7 e 10 12


M A T EM A T i CA

Frazioni proprie, improprie e apparenti Adesso classifichiamo le frazioni in base al loro valore. Rappresentiamo la frazione 3 . 5

0

3 5 La frazione è minore dell’intero . 5 5 Possiamo scrivere: 3 5 < 3 : 5 = 0,6 < 1 5 5

1

Se una frazione ha valore minore dell’intero si chiama frazione propria. In questo tipo di frazione, il numeratore è minore del denominatore. PROVA

8 Considera adesso la frazione . 5 Come vedi non ti basta un intero per rappresentarla.

0

1

8 La frazione è ......................... dell’intero. 5 8 5 Puoi scrivere che: . . . . . 5 5 Infatti il suo valore è 8 : 5 = 1,6 > .....

2

Se la frazione indica una quantità maggiore dell’intero si dice frazione impropria. In questo tipo di frazione, il numeratore è maggiore del denominatore.

Rappresentiamo adesso la frazione 15 . In questo caso, 5 per rappresentarla, devi prendere tre interi.

Puoi scrivere: 15 5 > 5 5 Il suo valore è 15 : 5 = 3 interi.

0

1

2

3

ESERCIZI Se a una frazione ha valore di uno o più interi si chiama frazione apparente. In questo tipo di frazione, il numeratore è uguale o multiplo del denominatore.

1. Cerchia di blu le frazioni proprie, di rosso quelle improprie e di verde quelle apparenti. 3 5

3 6

7 6

8 6

9 9

8 8

6 8

9 1 12 11

4 4

5 4

4 3

7 7

6 7

229


numeri

Confrontare le frazioni Prova a confrontare due frazioni aiutandoti con una rappresentazione grafica. PROVA

3 5 Confronta due frazioni che hanno lo stesso denominatore: e . 7 7 Colora la parte corrispondente alle due frazioni. 3 7 5 7 Quale rettangolo hai colorato di più? Quello corrispondente alla frazione . . . . . Quindi puoi scrivere che: . . . . . > . . . . .

Se due frazioni hanno lo stesso denominatore è maggiore quella che ha il numeratore maggiore.

PROVA

5 5 Prova, adesso, a confrontare due frazioni che hanno lo stesso numeratore: e . 6 9 Colora la parte corrispondente alle due frazioni. 5 6

Quale rettangolo hai maggiormente colorato?

5 9

Quindi puoi scrivere che: . . . . . < . . . . .

Quello corrispondente alla frazione . . . ..

Se due frazioni hanno lo stesso numeratore è maggiore quella che ha il denominatore minore.

Osserva attentamente: confrontiamo una frazione impropria e una propria: 7 e 4 . 5 5 7 5 4 5 Quindi possiamo scrivere che:

ESERCIZI

Se confrontiamo una frazione propria e una impropria, è maggiore la frazione impropria.

7 4 > . 5 5

1. Rappresenta le frazioni e confrontale usando i segni < o >. 3 2 3 .... 2 4 2 .... 2 4 2 4 4 2 4 8 8 230 4

2 6 3 6

2 6

....

3 6


M A T EM A T i CA

Frazioni e numeri decimali PROVA

Ricordi che cosa sono le frazioni decimali? Osserva bene e scrivi la frazione corrispondente alla parte colorata.

L’intero è stato diviso in 10 parti. La frazione corrispondente alla parte colorata è . . . . . . .....

L’intero è stato diviso in 100 parti. La frazione corrispondente alla parte colorata è . . . . . .

L’intero è stato diviso in 1000 parti. La frazione corrispondente alla parte colorata è . . . . . . .....

.....

Le frazioni che hanno come denominatore 10, 100 e 1 000 sono frazioni decimali.

Dalla frazione decimale al numero decimale Ricorda che la frazione rappresenta una divisione; quindi puoi trasformare una frazione decimale in un numero decimale. 27 = 2,7 perché 27 : 10 = 2,7 10 64 = 0,64 perché 64 : 100 = 0,64 100 2 753 = 2,753 perché 2 753 : 1 000 = 2,753 1 000

Per trasformare una frazione decimale in un numero decimale devi scrivere il numeratore della frazione e, partendo da destra verso sinistra, scrivere la virgola dopo tante cifre quante sono gli zeri del denominatore.

Viceversa puoi trasformare anche un numero decimale in frazione decimale. 4,5  45 perché 4,5 = 45 : 10 Per trasformare un numero decimale in una 10 frazione decimale devi scrivere al numeratore 2,73  273 perché 2,73 = 273 : 100 il numero senza la virgola e al denominatore 100 scrivere 1 seguito da tanti zeri quante sono le cifre decimali del numero. 0,274  274 perché 0,274 = 274 : 1 000 1 000

231


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con gli ESERCIZI

1. Calcola sul quaderno il valore delle seguenti frazioni.

A.

5 di 40 = 8 7 di 81 = 9 2 di 12 = 3

B. 47 di 56 =

C.

4 di 36 = 6 6 di 80 = 10

1 di 50 = 2 7 di 33 = 11 5 di 63 = 7

D. 35 di 55 = 3 di 28 = 4 3 di 24 = 6

2. Colora in ogni disegno la parte indicata dalla frazione, calcola la frazione complementare, colorala con un colore diverso ed esegui lâ&#x20AC;&#x2122;addizione delle 2 parti. 1 4

1 + 4

.....

=

4 6

4 4

4 + 6

.....

=

5 + 8

.....

3. Collega con una freccia le frazioni equivalenti, come nellâ&#x20AC;&#x2122;esempio. 3 7

5 8

6 9

10 16

4 9 2 6

2 5

1 3

12 28

2 3

10 25

4. Confronta le frazioni mettendo il segno < o >. A. 4 ..... 4 C. 2 . . . . . 1 9 5 3 3 3 ..... 5 6 ..... 6 7 7 8 10 5 ..... 5 10 . . . . . 3 8 3 7 7

B. 3 ..... 2 6 9 8 7 3

232

.....

.....

6 4 6 7 6

D.

2 4 5 9 4 7

.....

.....

.....

3 4 4 9 8 4

8 12

5 8

.....

=

7 12

7 + 12

.....

.....

=

.....

5. Completa in modo da ottenere le frazioni richieste. 4 6 9 21

A. frazioni proprie 3 5

4

7

....

....

5

....

....

....

6

9

....

3

B. frazioni improprie 7 5

....

8

11

....

9

....

6

....

....

7

....

4

C. frazioni apparenti 7 7

5

....

4

11

....

6

....

8

....

....

3

....

6. Trasforma sul quaderno le seguenti frazioni decimali in numeri decimali. 12 70 233 9 3 34 100 10 1 000 100 10 1 000 7. Trasforma sul quaderno i seguenti numeri decimali in frazioni decimali. 0,48 0,023

1,2 4,81

7,43 0,7

0,02 2,13

3,4 0,003


M A T EM A T i CA

Dalla frazione all’intero Hai scoperto come da un intero puoi calcolare il valore di una frazione. Come si può, partendo da una frazione, risalire all’intero dal quale è generata? PROVA

Risolviamo il seguente problema. All’allenamento di basket sono oggi presenti 12 giocatori, che sono i 4 dell’intera squadra. 7 Quanti sono gli atleti che compongono l’intera squadra? La squadra intera è

..... .....

L’intero è quindi diviso in . . . . . . . . . parti. Ogni parte è un’unità frazionaria, cioè Rappresentiamo i 4 : 7

..... .....

Da quanti giocatori è formata un’unità frazionaria? Da . . . . . . . . . giocatori. Se un’unità frazionaria è formata da 3 giocatori, quanti saranno i giocatori di 7 unità frazionarie?

Dobbiamo moltiplicare il valore dell’unità frazionaria per 7:

3 × 7 = ...............

Per calcolare l’intero da una frazione devi: 1. dividere il numero dato per il numeratore della frazione; 2. moltiplicare l’unità frazionaria per il denominatore.

ESERCIZI e problemi 1. Dalle frazioni date calcola l’intero. 3 15 biscotti sono i di . . . . . 5 6 54 figurine sono i di . . . . . 9 3 9 cioccolatini sono i di . . . . . 4 6 24 matite sono i di . . . . . 8 3 12 pennarelli sono i di . . . . . 4 20 soldatini sono i 10 di . . . . . 12

2. Risolvi i seguenti problemi sul quaderno. A. Nella classe di Luigi oggi sono presenti 15 bam3 bini che corrispondono ai 4 dell’intera classe. Da quanti alunni è composta la classe?

B.Caterina sta leggendo un libro di storie fantastiche. Ha già letto 72 pagine che corrispondono agli 8 9 dell’intero libro. Da quante pagine è formato il libro? C.Un ciclista ha percorso 35 km, cioè i 78 dell’intero percorso di gara. Quanti chilometri è lungo l’intero percorso? Quanti ettometri?

233


numeri

Problemi sulle frazioni Leggi il problema e osserva come puoi calcolare la frazione di un intero espresso da un numero.

3 di 12 4 abbiamo diviso il 12 per 4 e abbiamo moltiplicato il risultato per 3. Per calcolare i

Davide ha 12 palline, ne regala i 3 . 4 Quante palline regala Davide?

intero

frazione

1 (unità 4 frazionaria)

n° di palline di Martina

12

:4

3

×3

3 (n° palline 4 regalate)

3 di 12 = 12 : 4 × 3 = 9 4

9

ESERCIZI e problemi 1. Risolvi i seguenti problemi trovando prima la frazione complementare.

A. Caterina sta leggendo un libro di 180 pagine.

Fino a ora ne ha lette i 7 . Quante pagine deve 12 ancora leggere Caterina?

B. Il nonno ha 64 caramelle. Se dà a ciascuno dei

suoi 3 nipotini 2 delle caramelle, quante cara8 melle gli restano?

C. Per il suo compleanno, Caterina riceve in regalo dei soldi: € 55 dai nonni, € 38 dagli zii e € 75 dai genitori. Caterina decide di tenere nel suo salvadanaio i 10 della somma totale, mentre con 12 la restante parte acquisterà delle nuove matite. Quanti euro avrà a disposizione Caterina per acquistare le matite?

234

D. Nella scuola di Alessandro ci sono 391 alunni, di cui gli 11 sono maschi. Quante sono le femmine? 23 E. In un negozio ci sono in vendita 2 534 DVD e in una settimana ne vengono venduti 548. Nella seconda settimana ne vengono venduti i 5 . 14 Quanti DVD rimangono invenduti dopo due settimane?

F. Un pastore aveva un grosso gregge di pecore. La metà è entrata nell’ovile; la metà della metà è fuggita; il rimanente è ancora sul prato a brucare l’erba. Sono 45 pecore. Quante pecore formano il gregge?


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con i PROBLEMI

Risolvi sul quaderno i seguenti problemi inserendo i dati nel diagramma a blocchi e scrivendo poi la relativa espressione.

1. Alessandro ha due sacchetti di caramelle: uno contiene 24 caramelle e l’altro ne contiene 32. Alessandro decide di distribuire 6 caramelle a ciascuno dei suoi 5 amici. Quante caramelle restano ad Alessandro?

24

6

.....

4. Alessandro sta leggendo un libro di 180 pagine, la prima settimana ne legge i 3 del totale, men5 tre la seconda settimana legge 15 pagine. Quante pagine gli mancano per terminarlo?

.....

+

×

.....

.....

− .....

[(24 + ..... ) – (6 × . . . . . )] = [. . ... – ..... ] = ..... Risposta: ............................................................................. ............................................................................................. .............................................................................................

5. Il nonno di Caterina va a fare la spesa dal fruttivendolo. Compra 1 kg di mele e spende 1,98 euro, 2 kg di pere e spende 2,04 euro e un ananas che costa 1,05 euro. Se paga con una banconota da 20 euro, quanto riceve di resto? 6. La videoteca della scuola contiene 56 videocassette e 32 dvd. La bibliotecaria distribuisce alla V A 8 videocassette di scienze e 3 dvd di storia; alla V B 9 videocassette di geografia e 5 dvd di storia. Quanti dvd e cassette rimangono nella videoteca? 7. Sul treno Milano-Roma viaggiano 830 passeggeri. Alla stazione di Bologna scendono i 3 dei passegge10 ri; a quella di Firenze scendono 86 passeggeri. Quanti passeggeri arrivano a Roma?

2. Alessandro possiede un album di figurine dei calciatori. La mamma gli regala 56 figurine, il nonno 105 e un suo amico 23. Se per completare l’album servono 560 figurine, quante ne mancano ad Alessandro per completarlo? 3. Per organizzare la festa di compleanno di Caterina, la sua mamma compra 25 palloncini a € 0,10 l’uno, 3 confezioni di piatti colorati a € 2,15 ciascuna e una torta millefoglie a € 25. Quanto spende la mamma di Caterina?

235


I C AI T O F I R V E CAP

AI SE H

!

1. Osserva l’esempio e completa. miliardi h

da

milioni u

h

da

migliaia u

h

da

unità semplici u

h

da

u

1011 1010 109 108 107 106 105 104 103 102 101 100 5

5 008 000 000

0

0

8

0

0

0

0

0

0

= (5 × 109) + (8 × 106)

3 000 900 000

=

. . . . ..............................

700 000 400

=

. . . . ..............................

1 000 005

=

. . . . ..............................

800 600

=

. . . . ..............................

2. Osserva l’esempio e completa. 9 460 300 000  9 000 000 000 + 400 000 000 + 60 000 000 + 300 000 80 570 000 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

400 100 300 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

8 460 209 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

573 642 

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

3. Riscrivi i seguenti numeri nel riquadro e sulla linea dei numeri.

5

−3

........

1

3

−1

−5

0

< . . . . . . . . < . . . . . . . . <. . . . . . . . . < . . . . . . . . < . . . . . . . .

4. Completa scrivendo nelle targhette i numeri indicati dalle frecce. ...........

...... . . . . .

...........

...........

-10

236

...........

...........

...........

...........

0

...........

...........

+5

...........

...........


VERI

F SE H AI C I C A APIT O 5. Scrivi accanto a ogni figura la frazione che corrisponde alla parte colorata e scrivi sotto se si tratta di frazione propria, impropria o apparente.

.....

.....

.....

.....

.....

.....

. . ...................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

6. Colora con il rosso la parte indicata dalla prima frazione, con l’azzurro la parte corrispondente alla frazione complementare e completa.

1 + 2 = 3 =1 3 3 3

3 + 4

..... .....

=

..... .....

=

.....

7. Completa scrivendo le frazioni sotto 3 = 10

.....

45 = 100

........

7 = 1 000

...........

78 = 10

.....

462 = 100

........

125 = 1 000

...........

0,7 = 8,6 =

.....

.....

.....

9,15 =

.......

7,04 =

.......

.......

.......

..... .....

=

..... .....

=

.....

5 + 8

..... .....

=

..... .....

=

.....

8. Inserisci nella tabella le unità (u), i

forma di numero decimale o viceversa.

.....

4 + 6

decimi (d), i centesimi (c), i millesimi (m). u

d

c

m

7 unità e 2 millesimi 

. . . . . . . ....... ....... .......

4 unità e 7 centesimi 

. . . . . . . ....... ....... .......

0,009 =

......... .........

2 unità e 8 decimi 

. . . . . . . ....... ....... .......

0,326 =

.........

4 unità e 385 millesimi 

. . . . . . . ....... ....... .......

.........

9. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi. 5 di una corsa lunga 7 280 km. Quanti chilometri ha percorso? Quanti ne deve ancora percorrere?

A. Un ciclista ha percorso i

B. Un fioraio ha venduto la metà dei fiori che aveva. Quanti fiori in frazione ha venduto? Quanti ne deve ancora vendere?

C. Di una strada lunga 720 m ne sono stati asfaltati

i 5 . Quanti metri devono ancora essere asfaltati? 6 D. Un operaio deve spazzare un salone che ha l’area di 54 m2. Ne ha spazzati prima i 4 , poi ancora i 9 3 . Quanti metri quadrati deve ancora spazzare? 9

237


le quattro Abbiamo visto l’anno scorso che i nomi e i segni, che adoperiamo oggi per le operazioni, non erano conosciuti, per esempio, dagli Egizi, dai Greci o dai Romani, perché si usano «solo» da circa 500 anni. Ecco come venivano indicate le quattro operazioni in uno dei primi libri di aritmetica del 1478: 2 et 6 fa 8 2 de 6 resta 4 2 fia 6 fa 12 2 in 8 intra 4

noi scriviamo: 2 + 6 = 8 6−2=4 2 × 6 = 12 8:2=4

Esaminiamo, ora, alcuni schemi usati anticamente per la moltiplicazione. Sarà un’occasione diversa per verificare la tua capacità di calcolo.

Schema a crocetta Lo schema a crocetta era adoperato soprattutto per la moltiplicazione di numeri a due cifre e permetteva di scrivere immediatamente il risultato. Alcuni ritengono che da questo schema derivi il segno x che usiamo noi oggi. Osserva come si moltiplica 37 x 85.

3

7 7 x 8 = 56 3x8

7x5 3 x 5 = 15

8 3 1

5 4

5

7 x 5 = 35 3 + 7 x 8 + 3 x 5 = 74 7 + 3 x 8 = 31

37 x 85 = 3145 238

Si moltiplicano i numeri della colonna di destra (7 x 5). Si scrive 5 sotto il 5 e si riporta 3. Si scrive il riporto 3. Si moltiplica in croce: (7 x 8) e (3 x 5). Si addiziona 3 + 56 + 15 = 74. Si scrive 4 e si riporta 7. Si scrive il riporto 7. Si moltiplica la colonna di sinistra (3 x 8). Si addiziona 7 + 24 e si scrive 31.


operazioni

Osserva come veniva eseguita con questo schema la moltiplicazione 528 x 36.

Schema a reticolo «a gelosia» Lo schema a reticolo era in uso nei paesi arabi. In Italia era detto «schema a gelosia» (da «geloso»; gelosia, in questo caso, si riferisce alle persiane che, messe alla finestra, 5 difendevano da sguardi indiscreti).

2

8 3

1. Gli arabi crivevano il moltiplicando e il moltiplicatore ai lati di un rettangolo (o di un quadrato quando i due fattori avevano un numero uguale di cifre). 2. Ricordando che 36 = 30 + 6, applicavano la proprietà distributiva, cominciando a moltiplicare 528 x 3 decine (8 x 3 = 24, 2 x 3= 06, 5 x 3 =15).

5 1

2 0

5

6

4

3. Addizionavano in diagonale a cominciare dalle unità (8) e tenendo conto di eventuali riporti. 528 x 36 = 19 008

2. Moltiplicavano 528 x 6 (8 x 6=48, 2 x 6=12, 5 x 6=30) e scrivevano i risultati come indicato nello schema.

8 2

6

5 1

3

2 0

2

5 3

6

8

6 1

4 4

0

2

8

5 1

3

8

0

2

5

1 3

6

2 6

4

1

4

0

2

8

3 6

9 0

0

8

Esegui le moltiplicazioni usando la tecnica descritta sopra.

3

2

8

5

6

7 ........

4

7 ........

........

328 x 75 =

........

...............

7 ........

5 ........

2

2 ........

........

6

. .. . . . . .

56 x 27 =

5 ........

........

................

........

........

462 x 75 =

. . . . . . ..

. . . . . . . . . . . . . ..

239


Per scoprire come usare la calcolatrice per verificare la correttezza dei calcoli mentali e scritti, da te eseguiti, o per vedere se hai “azzeccato“ la stima del risultato di un’operazione, consulta le pagine dell’allegato riservate alla calcolatrice.

operazioni

L’addizione

Le proprietà dell’addizione sono: la proprietà commutativa, associativa, dissociativa.

I termini dell’addizione 545,703 + 74,2 1° addendo 545,703 + 2° addendo 74,200 = Somma 619,903

Prova 774,200 + 545,703 = 619,903

Sono stati aggiunti al secondo addendo 2 zeri per pareggiare le cifre.

RICORDA

PROPRIETÀ COMMUTATIVA

Cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia. Questa proprietà ti permette di ese guire la prova dell’addizione.

125 + 14 + 25 = 164 125 + 25 + 14 = 164 14 + 25 + 125 = 164

RICORDA

CIATIVA O S S A À T E I R P PRO loro addendi con la

e o più ia. Sostituendo du ltato non camb somma, il risu

8 = 120 93 + 12 + 7 + 0 100 + 20 = 12

PROP

RICORDA

RIETÀ DISSOC Sostituendo un IATIVA addendo con d ue o più adden sia uguale all’a di la cui somm ddendo sostitu a ito, il risultato non cambia. 450 + 25 0 = 700 400 + 50 + 20 0 + 50 = 700

ESERCIZI 1. Esegui in colonna e fai la prova. 74,25 + 276 + 8,365 =

9,443 + 42,6 + 0,35 =

86 + 795,7 + 1 249,85 =

2. Esegui applicando la proprietà associativa. 360 + 40 + 680 =

725 + 100 + 175 =

3. Esegui applicando la proprietà dissociativa. 23 + 145 = 260 + 86 + 91=

38 + 22 + 45 + 55 = 3,4 + 7,3 + 8,2 =

4. Completa la tabella dell’addizione. Leggi attentamente e rifletti! SÌ NO Hai occupato tutte le caselle? + 0 1 2 3 4 5 Quindi: nell’insieme dei numeri naturali l’addizione è sempre possibile. 0 Osserva come si comporta lo zero nella riga e nella colonna gialle: 1 addizionando a un qualsiasi numero lo zero, il numero rimane 2 invariato. 3 Infatti: 124 + 0 = . . . . . 4 0 + 26 = . . . . . 5 Per questo motivo, nell’addizione lo zero è l’elemento neutro.

240


M A T EM A T i CA

La sottrazione I termini della sottrazione 312,54 – 84,19 Minuendo Sottraendo Resto o Differenza

312,54 – 84,19 = 228,35

Prova 228,35 + 84,19 = 312,54

RICORDA

PROPRIETÀ INVARIANTIVA Aggiungendo o sottraendo uno stesso numero al minuendo e al sottraendo, il risultato non cambia. La proprietà invariantiva è molto utile per rendere più semplice il calcolo della sottrazione.

183 – 33 = 150 +17 +17

103 – 38 = 65 –3

200 – 50 = 150

–3

100 – 35 = 65

PROVA

Completa la tabella della sottrazione; poi rispondi alle domande. Hai occupato tutte le caselle? SÌ NO – 0 1 2 3 4 5 Infatti la sottrazione è un’operazione non sempre possibile 0 nei numeri naturali. 1 Osserva come si comporta lo zero nella colonna gialla: se da un numero si sottrae zero, si ottiene sempre il minuendo. 2 Infatti: 124 – 0 = . . . . . 3 92 – 0 = . . . . . 4 Puoi concludere che lo zero al sottraendo si comporta 5 come elemento neutro.

ESERCIZI 1. Calcola sul tuo quaderno e controlla il risultato con la prova.

A. 30 250 + 45 789 + 3 564 000 = 191 635 + 58 898 + 167 878 = 2 500 400 + 4 580 + 56 200 =

B. 3 400 + 10 750 + 850 020 = 25 480 + 785 + 236 = 89 506 + 4 500 + 23 400 =

C. 7,91 + 0,456 + 458 = 23,45 + 0,014 + 48,4 = 1 257 + 23,489 + 12,4 =

D. 45,147 + 9,456 + 2,47 = 75 + 2 547,56 + 0,97 = 85,57 + 2 569,36 + 3 =

E. 70 000 – 56 409 = 56 478 – 2 369 = 500 068 – 2 354 =

F. 2 500 – 256 = 64 508 – 78 900 = 564 800 – 23 507 =

241


www appuntamento

con gli ESERCIZI

1. Esegui sul quaderno le seguenti addizioni in colonna e controlla il risultato con la prova. A. 945 + 5,78 + 78 = 458,751 + 2 548,04 + 8,7 = 5 648,12 + 45,236 + 89 100,7 =

B.25 489 + 0,456 + 23,04 = 2 597,7 + 564 + 23,891 = 45 892 + 236,45 + 92,738 =

2. Calcola sul quaderno applicando la proprietà associativa.

A. 110 + 45 + 180 + 325 = 144 + 237 + 23 + 16 = 2 + 18 + 326 + 24 =

B.756 + 998 + 102 + 434 = 8 052 + 91 + 488 + 109 = 642 + 28 + 315 + 45 =

3. Riconosci la proprietà applicata? Scrivilo sotto ogni addizione.

A. 23 + 12 + 87 = 12 + 87 + 23 proprietà .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 + 40 + 17 = 50 + 40 proprietà .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 + 23 = 40 + 6 + 20 + 3 = proprietà .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

B.564 + 125 + 56 = 56 + 125 + 564 proprietà .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 450 + 25 + 150 = 600 + 25 proprietà .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59 + 4 + 235 + 78 = 59 + 4 + 78 + 235 proprietà .... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

4. Calcola mentalmente e scrivi il risultato.

A. 250 + 350 + 1 500 + 500 = 600 + 1 400 + 700 + 300 = 1 200 + 800 + 3 000 + 7 000 =

242

B.800 + 600 + 2 200 + 400 = 2 600 + 2 700 + 300 + 2 400 = 3 100 + 540 + 900 + 260 =

5. Esegui sul quaderno le seguenti sottrazioni in colonna e controlla il risultato con la prova.

A. 2 548,56 – 56,78 = B.5 239 – 561,45 = 567,68 – 458,4 = 2587,26 – 365,789 =

5627,4 – 2364,085 = 25 600 – 562,762 =

C.3 500,74 – 956,7 = D.25481,4 – 236,004 = 2368,789 – 930,65 = 25 781,236 – 0,5 =

23,458 – 0,125 = 584 – 56,899 =

6. Calcola sul quaderno applicando la proprietà invariantiva, come nell’esempio. 419 – 104 = = (419 – 4) – (104 – 4) = = 415 – 100 = = 315

A. 7 890 – 2 590 = 5 851 – 4 626 = 36 215 – 4 415 =

B.1 315 – 547 = 86 850 – 21 650 = 10 345 – 6 225 =

7. Esegui i calcoli indicati, come nell’esempio. (25 + 23) + (46 + 25) = 48 + 71 = 119 (45 + 25) – (89 – 39) = . . . . . . . . . . . . .......... = .............. (87 – 35) – (85 – 35) = . . . . . . . . . . . . .......... = .............. (49 + 31) – (26 + 24) = . . . . . . . . . . . . .......... = ..............

8. Calcola mentalmente e scrivi il risultato. 32 500 – 12 500 = 12 400 – 10 400 = 13 500 – 8 500 =

125 000 – 15 000 = 98 000 – 28 000 = 13 500 – 3 600 =


M A T EM A T i CA

La moltiplicazione I termini della moltiplicazione 3,35 × 4,7 Moltiplicando Moltiplicatore

Prodotto

3,35 × 4,7 = 2345 134000 15,745

×100 ×10

:1000

335 × Fattori 47 = 2345 134000 15745

}

Alla moltiplicazione si può applicare la proprietà commutativa, associativa, dissociativa e distributiva.

9,4× 3,5= 470 282 32,90

3,5× 9,4= 140 315 32,90

RICORDA

PROPRIETÀ COMMUTATIVA

Cambiando l’ordine dei fattori, il pro dotto non cambia. Questa proprietà è utilizzata anche per eseguire la prova della moltiplicazione.

RICORDA

6 × 3 × 5 × 2 = 180 18

×

10

= 180

PROPRIETÀ ASSOCIATIVA Sostituendo due o più fattori con il loro prodotto, il risultato non cambia.

RICORDA

30

×

24

= 720

5 × 6 × 3 × 8 = 720

PROPRIETÀ DISSOCIATIVA

fattori il cui proSostituendo un fattore con due o più il risultato non dotto è uguale al fattore sostituito, cambia.

RICORDA

PROPRIETÀ DISTRIBUTIVA 45 × (20 – 5) = 675

(20 + 4) × 5 = 120

(45 × 20) + (45 × 5) = 675

(20 × 5) + (4 × 5) = 120

900 + 225 = 675

100 + 20 = 120

Per moltiplicare una somma o una differenza per un numero, si possono moltiplicare separatamente i termini e poi addizionare o sottrarre i prodotti parziali ottenuti.

243


www appuntamento

con gli ESERCIZI

1. Completa la tabella della moltiplicazione poi rispondi alle domande. SÌ NO Hai occupato tutte le caselle? Quindi: nell’insieme dei numeri naturali la moltiplicazione è sempre possibile. Osserva come si comporta lo zero nella riga e nella colonna gialla: qualsiasi numero moltiplicato per 0 dà sempre . . . . Infatti: 124 × 0 = . . . . 0 × 26 = . . . . Nella moltiplicazione lo zero è l’elemento assorbente. Come si comporta il numero 1 nella riga e nella colonna verde? Qualsiasi numero moltiplicato per 1 dà sempre come risultato . . . . Infatti: 24 × 1 = . . . . 1 × 24 = . . . . Quindi, il numero 1 è l’elemento neutro nella moltiplicazione. × 0 1 2 3 4 5 0 1 2 3 4 5

2. Esegui sul tuo quaderno le moltiplicazioni e controlla il risultato con la prova. A. 54 × 69 = B. 458 × 231 = 98 × 23 = 695 × 245 = 235 × 74 = 2 150 × 329 = 481 × 52 = 1 506 × 287 = C.45,78 × 56 = D. 125,74 × 36 = 3,48 × 25 = 0,458 × 95 = 0,56 × 98 = 534,48 × 26 = 96,14 × 72 = 2,1 × 654 = E. 15,48 × 2,6 = F. 4,78 × 6,12 = 0,89 × 5,8 = 2,81 × 59,2 = 26,89 × 3,1 = 25,13 × 6,07 = 91,26 × 7,3 = 0,581 × 4,38 = 3. Esegui le moltiplicazioni applicando la proprietà associativa. A. 19 × 10 × 8 = B. 22 × 300 × 4 × 2 = 30 × 5 × 20 = 11 × 200 × 20 × 2 = 26 × 10 × 4 = 5 × 72 × 20 × 2 = 4 × 1 000 × 2 = 4 × 100 × 3 × 10 =

244

4. Esegui le moltiplicazioni applicando la proprietà dissociativa. A. 20 × 15 = B. 44 × 600 = 21 × 18 = 50 × 70 = 150 × 120 = 48 × 30 = 22 × 400 = 25 × 200 = 5. Esegui le moltiplicazioni applicando la proprietà distributiva. Scomponi un fattore nella somma di due addendi. A. 18 × 11 = B.17 × 11 = 35 × 16 = 54 × 26 = 66 × 15 = 14 × 12 = 21 × 16 = 16 × 13 = 6. Calcola mentalmente e scrivi il risultato come negli esempi. 30 × 70 = 3 × 7 × 100 = 2 100 300 × 60 = 3 × 6 × 1 000 = 18 × 1 000 = 18 000 A. 40 × 60 = . . . . . B. 40 × 90 = ..... 70 × 90 = . . . . . 80 × 70 = ..... 120 × 50 = . . . . . 130 × 20 = ..... 180 × 30 = . . . . . 150 × 40 = .....


M A T EM A T i CA

La divisione I termini della divisione 446,4 : 36 Dividendo Divisore Quoziente 446,4 : 36 = 12,4 prova 12,4 × 36 = 446,4

Alla divisione si applicano le proprietà invariantiva e distributiva. RICORDA

250 : 50 = 5 ×2

×2

500 : 100 = 5

250 : 50 = 5 :10

PROPRIETÀ INVARIANTIVA Moltiplicando o dividendo per uno stesso numero (diverso da zero) entrambi i termini della divisione il risultato non cambia.

:10

25 : 5 = 5

RICORDA

PROPRIETÀ DISTRIBUTIVA

(35 – 10) : 5 = 25 : 5 (35 : 5) – (10 : 5) = 5 7 – 2 =5

Per dividere una somma o una differenza per un numero si possono dividere separatamente i termini e poi addizionare o sottrarre i risultati parziali ottenuti.

PROVA

Completa la tabella della divisione, poi rispondi alle domande. SÌ NO Hai occupato tutte le caselle? : 0 1 2 3 4 5 Quindi: la divisione è un’operazione non sempre possibile nell’insieme dei 0 numeri naturali; occorre che il dividendo sia . . . . 1 Qualsiasi numero diviso 1 dà sempre come risultato . . . . 2 Infatti: 12 : 1 = . . . . 25 : 1 = . . . . 3 Puoi concludere che l’1 al divisore si comporta come elemento neutro. 4 Come si comporta lo zero? 5 • Quando il dividendo è 0 il risultato è sempre . . . . • Se il divisore è 0 il risultato è sempre impossibile. • La divisione 0 : 0 è indeterminata (casella rossa).

245


operazioni

Divisioni particolari Divisioni con il quoziente decimale. • Hai visto che ci sono delle divisioni che hanno il resto; in questo caso, puoi continuare il calcolo mettendo la virgola al quoziente prima della parte decimale.

1404 15 135 93,6 54 45 90 90 //

Divisioni con il dividendo minore del divisore. • Quando il dividendo è minore del divisore, il quoziente comincia per zero. Anche in questo caso puoi continuare il calcolo mettendo la virgola al quoziente subito dopo lo zero.

La prova

36 80 00 0,45 360 320 400 400 ///

93,6 × 15 = 4680 936 1404,0

Divisioni con il divisore decimale. • Quando il divisore è un numero decimale, prima di eseguire la divisione devi applicare la proprietà invariantiva, cioè devi moltiplicare dividendo e divisore per 10, 100 o 1 000, in modo che il divisore risulti intero.

La prova

0,45 × 80 = 36,00

42 : 1,2 ×10

×10

420 12 36 35 60 60 //

ESERCIZI 1. Esegui le seguenti divisioni (se c’è il resto trova tre cifre decimali).

A. 2 185 : 37 = B. 85 412 : 21 = C. 53 : 64 = 4 967 : 23 = 2 346 : 45 = 27 894 : 48 =

246

46 527 : 79 = 254781:52= 156742:34=

78 : 89 = 23 : 34 = 51 : 67 =

D. 18 : 21 = 639 : 73 = 49 : 53 = 80 : 92 =

E. 2 045 : 4,5 = F. 325,7 : 1,5 = 3 648 : 2,3 = 12548 : 1,4 = 206,4 : 7,2 =

24,89 : 0,5 = 236,4 : 3,4 = 25,45 : 4,6 =


www appuntamento

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con gli ESERCIZI

1. Esegui le seguenti divisioni fino ai centesimi, se necessario.

A. 94,75 : 38 = 126,9 : 63 = 2 705,2 : 76 =

B.572,86 : 69 = 243,25 : 3,7 = 4 709 : 8,5 =

C.1 704 : 6,7 = 546,82 : 0,35 = 679,3 : 0,48 =

D.6,485 : 8,4 = 95,2 : 0,36 = 468,4 : 0,75 =

2. Esegui le seguenti divisioni fino ai centesimi, se necessario.

A. 399 : 162 = 1 946 : 754 = 740,9 : 0,245 =

B.807,36 : 36,1 = 908,25 : 7,35 = 12 706 : 0,263 =

C.34,80 : 2,42 = 483,8 : 75,3 = 7 907 : 24,4 =

D.846,5 : 0,615 = 18 420 : 654 = 37 296 : 745 =

3. Esegui le seguenti divisioni fino ai centesimi, se necessario.

A. 4 376,25 : 98 = 27 205,4 : 3,55 = 962,74 : 8,25 =

B.646,71 : 6,72 = 867,36 : 0,84 = 19,346 : 0,193 =

C.974,12 : 7,6 = 2 746,91 : 700 = 43 758 : 8,80 =

D.5 572 : 0,624 = 721,36 : 4,27 100,465 : 9,9 =

4. Calcola a memoria, scrivi il risultato e confrontalo con quello di altri compagni.

A. 10 000 : 5 = 10 000 : 50 = 10 000 : 5 000 =

B.45 000 : 1 000 = 80 000 : 8 000 = 95 000 : 950 =

C. 100000 : 100000= 100 000 : 1 000 = 100 000 : 100 =

D.300 000 : 30 = 300 000 : 300 = 300 000 : 3 000 =

5. Calcola a mente e scrivi il risultato: quanto tempo hai impiegato per fare gli esercizi delle colonne A, B, C, e D?

A. 381 : 381 = 600 : 200 = 300 : 150 = 400 : 40 = 500 : 250 =

B.9 000 : 900 = 9 000 : 90 = 9 000 : 9 = 9 000 : 9 000 = 9 000 : 90 000 =

C.80 : 800 = 100 : 200 = 200 : 400 = 500 : 100 = 600 : 1 : 9200 =

D.8 : 16 = 10 : 20 = 40 : 80 = 30 : 60 = 1:2=

6. Calcola il quoziente esatto eseguendo le divisioni fino ai millesimi, se necessario.

A. 110,2 : 3,8 = 139,2 : 2,9 = 22,36 : 0,43 = 7 055 : 8,5 =

B.106,6 : 0,41 = 7,2 : 0,45 = 3,225 : 0,129 = 832,5 : 22,5 =

C.4 991,4 : 5,31 = 177,84 : 0,312 = 1 670,4 : 4,64 = 199,64 : 0,217 =

D.5 112 : 14,2 = 4 228,7 : 8,63 = 3,068 : 0,236 = 129,36 : 1,54 =

247


operazioni

Multipli e divisori Per ogni gruppo di tre numeri, scrivi due moltiplicazioni e due divisioni. Con i tre numeri 8, 7, 56 posso scrivere: 8 × 7 = 56 7 × 8 = 56 56 : 7 = 8 56 : 8 = 7 56 è multiplo di 8 e 7. I fattori 8 e 7 sono anche divisori di 56.

5, 40, 8

6, 7, 42

63, 9, 7

8, 72, 9

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

× ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

.....

: ..... =

.....

Si dice multiplo un numero che ne contiene un altro un numero esatto di volte. Si dice divisore un numero che è contenuto un numero esatto di volte in un numero dato.

Completa il grafo, scrivendo i numeri che mancano e il valore della freccia verde. Dove scriverai i multipli comuni (cioè, i multipli sia di 6 sia di 8)? ......

+8

......

......

......

......

......

......

......

......

+6 + .... ..... .

......

......

......

......

......

......

...... . . ....

Ripassa con il rosso la freccia che dice: «è multiplo di...» e con l’azzurro quella che dice: «è divisore di…». 35

70

250

125

45

90

130

65

450

248

150

110

220

350

700

900

Per scoprire come usare la calcolatrice per il calcolo dei multipli o per trovare dei multipli... curiosi, vai a pagina 125 dell’allegato.

450


M A T EM A T i CA

Numeri primi

divisori

Osserva il grafico e scrivi i divisori di ogni numero. 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1

divisori di 1 (. . . . . )

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 numeri

div. di 2 (. . . . . , . . . . . ) div. di 3 (. . . . . , . . . . . ) div. di 5 (. . . . . , . . . . . ) div. di 7 (. . . . . , . . . . . ) div. di 11 (. . . . . , . . . . . )

div. di 4 (. . . . . , . . . . . , . . . . . ) div. di 6 (. . . . . , . . . . . , . . . . . , ..... ) div. di 8 (. . . . . , . . . . . , . . . . . , ..... ) div. di 9 (. . . . . , . . . . . , . . . . . ) div. di 10 (. . . . . , . . . . . , . .... , ..... ) div. di 12 (. . . . . , . . . . . , . .... , ..... , ..... , ..... )

Numeri primi

Numeri composti

• 1 ha un solo divisore. • Tutti i numeri hanno come divisore 1. Tutti i numeri sono multipli di 1. • I numeri che hanno solo due divisori (1 e se stessi), si dicono numeri primi. • 2 è l’unico numero pari che ha due divisori. 2 è un numero primo. • Ogni numero è multiplo e divisore di se stesso. • I numeri che hanno più di due divisori si dicono numeri composti.

Il matematico greco Eratostene, vissuto tra il 296 e il 196 a.C., inventò un metodo per distinguere i numeri primi dai numeri composti. Chiamò questo metodo «kòskinon» (= setaccio, crivello, vaglio). Il setaccio è un arnese usato per separare le parti più fini da quelle più grosse. Il metodo di Eratostene consiste, appunto, nell’eliminare i numeri non primi, lasciando scritti i numeri primi, come sei in- 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 vitato a fare nell’esercizio seguente: • cancella 0 e 1; • cancella i multipli di 2, eccetto il 2; • cancella i multipli di 3, eccetto il 3; • cancella i multipli di 4, eccetto il 4; • cancella i multipli di 5, eccetto il 5; • cancella i multipli di 7, eccetto il 7.

I numeri non cancellati sono i numeri primi minori di 100.

20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99

249


operazioni

Criteri di divisibilità Indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false. • 7 è divisore di 56.

V

F

• 39 è divisibile per 2. V

F

• 81 è multiplo di 3.

V

F

• 80 è divisibile per 2.

V

F

• 29 è multiplo di 2.

V

F

• 5 è divisore per 75. V

F

Abbiamo già visto che, per stabilire se un numero è multiplo di un altro, basta dividere il primo per il secondo. Se il quoziente è esatto, il primo numero è multiplo del secondo, mentre il secondo è divisore del primo. Esaminiamo alcune regole pratiche per stabilire se un numero è divisibile per un altro, senza eseguire la divisione. In ogni gruppo di multipli dei vari numeri, c’è un intruso. Cancellalo con un trattino e verifica, anche aiutandoti con la calcolatrice, la validità delle regole scritte. Un numero `e divisibile per 2, se `e pari.

Mult. di 2: 16 38 504 567 1 346 3 290

Un numero è divisibile per 3, quando la somma delle sue cifre è un numero divisibile per 3.

Mult. di 3: 24 39 111 213 2 346 7 254 18 27 504 673 1 839 5 640

Un numero è divisibile per 4, quando le ultime due cifre sono due zeri o formano un numero divisibile per 4.

Mult. di 4: 12 48 100 216 1 400 2 672 54 36 500 832 1 224 4 700

Un numero è divisibile per 5, quando termina per 0 o per 5.

Mult. di 5: 15 60 100 726 2 300 4 525

Un numero è divisibile per 6, quando `e pari e la somma delle sue cifre è divisibile per 3.

Mult. di 6: 582 9 252 6 174 7 650 3 708 236 3 540 7 902 5 688 5 346

Un numero è divisibile per 9, quando la somma delle sue cifre è un numero divisibile per 9.

Mult. di 9: 18 45 180 819 1 278 7 687 63 72 279 648 3 654 5 319

Un numero è divisibile per 10, quando termina per 0.

Mult. di 10: 30 65 150 670 1 200 1 360

Indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false. • 2 563 è divisibile per 2. V

F

• 3 è divisore di 4 333.

V

F

• 3 750 è divisibile per 5. V

F

• 4 è divisore di 9 732.

V

F

F

• 10 è divisore di 7 870. V

F

• 8 793 è multiplo di 9.

V

F

• 28 540 è multiplo di 5. V • 9 è divisore di 87 539. V

F

• 7 870 è multiplo di 10. V

F

250


M A T EM A T i CA

Lo zero e l’uno nelle quattro operazioni Completa le seguenti addizioni. 6+0=0+6=6 0 + 18 = 18 + 0 = 18

Completa le seguenti sottrazioni. 8–0=8 0–5=–5

Come vedi, lo 0 non produce alcun effetto: si dice che `e neutro per l’addizione.

Se lo 0 si trova al sottraendo, non modifica il minuendo. Se è al minuendo, bisogna ricorrere ai numeri relativi.

500 + 0 = .... . . . . .

452 + . . . . . . . .. = 452

730 – 0 = . . . . . . . . .

270 – ......... = 270

0 + 800 = .... . . . . .

.........

+ 327 = 327

826 – 0 = . . . . . . . . .

.........

53 + 0 + 7 = . . . . . . . . .

..................

48 – 0 + 2 = . . . . . . . . .

329 – ......... = 329

+ 0 = 470

Completa le seguenti moltiplicazioni. 8×0=0×8=0 Lo 0 è assorbente per la moltiplicazione perchè «assorbe» (annulla) tutto.

– 0 = 847

Completa le seguenti moltiplicazioni. 1×6=6×1=6 L’1 non produce alcun effetto: si dice che è neutro per la moltiplicazione.

250 × 0 = .... . . . . .

593 × . . . . . . . .. = 0

600 × 1 = . . . . . . . . .

860 × ......... = 860

0 × 628 = .... . . . . .

.........

× 386 = 0

1 × 400 = . . . . . . . . .

.........

× 746 = 746

35 × 0 × 17 = . . . . . . . . .

624 × . . . . . . . .. = 0

25 × 1 × 10 = . . . . . . . . .

.........

× 1= 534

Completa le seguenti divisioni. :7 0

0 : 0 = qualsiasi numero

:8 0

0

0

×7

×8

Come vedi 0 : 7 = 0 perchè 0 x 7 = 0. Se lo zero, quindi, si trova al dividendo, il risultato e sempre zero, perchè 0 moltiplicato per qualsiasi numero dà sempre 0. Per questa motivo, 0 è multiplo di qualsiasi numero.

9:1=9 Se il divisore è uno, il risultato è uguale al dividendo.

Infatti: 0 : 0 = 1 perche` 1 x 0 = 0 0 : 0 = 2 perche` 2 x 0 = 0 0 : 0 = 3 perche` 3 x 0 = 0

1:0=?

2:0=?

3:0=?

Le divisioni con zero al divisore si dicono impossibili perchè non esiste un numero che, moltiplicato per 0, dia come risultato 1, 2, 3, ...

7:7=1

73 : 73 = 1

Ogni numero diviso per se stesso dà come risultato uno.

Esegui le seguenti divisioni. 386 : 1 = .... . . . . .

826 : 0 = . . . . . . . . .

0 : 384 = . . . . . . . . .

392 : 392 = .........

0 : 594 = .... . . . . .

0 : 532 = . . . . . . . . .

2 650 : 1 = . . . . . . . . .

874 : 0 = .........

791 : 0 = .... . . . . .

648 : 1 = . . . . . . . . .

864 : 864 = . . . . . . . . .

0 : 0 = .........

251


operazioni

Le espressioni Una successione di operazioni come la seguente si chiama espressione.

24 – 6 + 36 – 10 + 3 = 47 In una espressione le parentesi indicano le operazioni da eseguire per prime. Quando in espressioni con solo addizioni e sottrazioni non ci sono parentesi, le operazioni si eseguono nell’ordine in cui sono scritte.

Calcola il valore delle seguenti espressioni 8 – (2 + 1) = … … …

19 – 9 + 9 = … … …

4 905 – 5 – 900 + 100 = …..……

8 – 2 + 1 = ………

19 – (9 + 9) = … … …

4 905 – 5 – (900 + 100) = …..……

Quando è necessario, metti le parentesi per indicare l’operazione da eseguire per prima, in modo da ottenere i risultati scritti, come nell’esempio. 15 – 6 + 7 = 16

59 – 9 + 1 = 51

80 – 40 + 10 – 20 = 50

15 – (6 + 7) = 2

59 – 9 + 1 = 49

80 – 40 + 10 – 20 = 30

In genere, quando le operazioni da eseguire per prima sono moltiplicazioni o divisioni, non si mettono le parentesi. Quindi, quando non ci sono le parentesi, bisogna eseguire prima le moltiplicazioni e le divisioni, poi le addizioni e le sottrazioni come indicato negli esempi dell’esercizio seguente.

7 × 7 + 3 = 52 7 × (7 + 3) = 70

60 : 6 – 4 = 6 60 : (6 – 4) = 30

40 : 4 + 1 = 11 40 : (4 + 1) = 8

PROVA

Per risolvere un’espressione con le parentesi devi procedere nel modo seguente: • prima esegui i calcoli dentro la parentesi tonda:

24 – {1 + [7 + (6 x 2) – 9] – 4} =

• poi le operazioni dentro la parentesi quadra:

24 – {1 + [7 + . . . . . – 9] – 4} =

• infine esegui le operazioni dentro la parentesi graffa:

24 – {1 + . . . . . – 4} =

• esegui i calcoli finali:

24 – . . . . . = 24 – 7 = . . . . .

ESERCIZI 1. Esegui sul quaderno le seguenti espressioni.

A. 56 – [4 + (7 × 5) + 1 – (4 × 5)] = (6 × 8) – (2 × 7) + [14 + (3 × 6) – 4] =

252

B. [63 – (9 × 5)] + 2 – (4 × 4) + 5 = [(72 + 9) : 9] + [28 – (3 × 5) – 12] =


M A T EM A T i CA

I problemi Per risolvere un problema devi seguire il seguente percorso operativo: 1° devi analizzare la situazione iniziale; 2° passare alle operazioni da eseguire; 3° valutare i risultati ottenuti. Esemplifichiamo quanto detto nel seguente problema. La famiglia di Alessandro è composta da 4 persone. Ciascuna persona consuma 150 g di pane al giorno. Quanto spende la famiglia di Alessandro alla settimana se il pane costa € 1,65 al chilogrammo?

1° momento

Devi individuare le domande nel testo.



Quanto si spende alla settimana?

2° momento

Devi ricercare i dati del problema nel testo.



• 4 persone • 150 g di pane consumato al giorno da ogni persona • 7 giorni • € 1,65 al chilogrammo

I dati di un problema possono essere impliciti: sono i dati non espressi nel problema (per esempio i giorni della settimana, i mesi dell’anno…)

• Calcolo quanto pane viene consumato al giorno dalla famiglia di Alessandro. (con una moltiplicazione). • Calcolo quanto pane viene consumato in una settimana (con una moltiplicazione). • Calcolo quanto si spende alla settimana (con una moltiplicazione).

3° momento

Devi progettare un algoritmo risolutivo.



4° momento

Devi eseguire i calcoli progettati.



• • • •

5° momento

Devi scrivere la risposta e, possibilmente, valutare il risultato.



La famiglia di Alessandro spende € 6,93 alla settimana.

(150 x 4) = 600 g (600 x 7) = 4 200 g 4 200 = 4,2 kg (4,2 x 1,65) = € 6,93

253


operazioni

Problemi ed espressioni Quando esegui i calcoli per trovare la soluzione di un problema, puoi anche inserire i dati nel diagramma a blocchi. Alessandro, Andrea e Caterina hanno unito le loro figurine per riuscire a completare l’album. Alessandro ne aveva 52, Andrea 34 e Caterina 42; ma 12 figurine di Caterina sono state tolte perché erano doppioni. Di quante figurine è composto l’album?

Domanda: da quante figurine è composto l’album?

DATI

RISOLVO

52  figurine di Alessandro

(52 + 34) = 86

 figurine di Alessandro e Andrea

42  figurine di Caterina

(42 - 12) = 30

 figurine di Caterina

12  doppioni di Caterina

(86 + 30) = 116  figurine totali

34  figurine di Andrea

PROVA

Prova adesso ad inserire i dati nel diagramma a blocchi. Poi inserisci i dati anche nella relativa espressione a fianco. Esegui e controlla il risultato. [(52 + . . . . . ) + (. . . . . – 12)] =

52

+

= [. . . . . + . . . . . ] =

Per scoprire come usare la calcolatrice per risolvere i problemi, vai a pagina 122 del Quaderno operativo.

= 116

+

Per impostare un’espressione aritmetica devi: • scrivere tra le parentesi tonde le operazioni da eseguire per prime; • scrivere tra le parentesi quadre le operazioni da eseguire per seconde; • scrivere tra le parentesi graffe le operazioni da eseguire per ultime.

ESERCIZI 1. Risolvi il diagramma e scrivilo sotto forma di espressione. 12

16

15

20

5

+

{[( . . . . . . . . . . . . . + +

= {[ . . . . . . . . . . . . . + + +

254

.............)

= {. . . . . . . . . . . . . + =

.............

+

.............]

.............

+

.............]

+

+

.............

.............}

.............

+

=

+

. . . . . . . . . . ... }

............. }

=

=


M A T EM A T i CA

La percentuale A scuola di Gianni è stata fatta un’inchiesta sul gioco del calcio e del basket. PROVA

Osserva il quadrato; esso rappresenta il numero dei bambini intervistati. I quadratini gialli rappresentano il numero dei bambini che giocano a calcio e quelli di colore verde quelli che giocano a basket. Conta i quadratini gialli. Sono . . . . . Conta tutti i quadratini. Sono . . . . . Allora puoi scrivere che: 55 bambini su 100 giocano a calcio, oppure che: 55 bambini giocano a calcio. Puoi dire che il «cinquantacinque per cento» dei bambini giocano a calcio e scrivere 55%. Conta i quadratini verdi. Sono . . . . . Tutti i quadratini sono . . . . . Allora puoi scrivere che: .....

bambini su . . . . . giocano a basket,

oppure che: .. . . . bambini giocano a basket. Il «..... per cento» dei bambini giocano a basket e scriverai . . . . .

55 si scrive 55% e si legge 55 per cento. 100 45 si scrive 45% e si legge 45 per cento. 100

RICORDA Le frazioni con il denominatore uguale a 100 si possono anche scrivere sotto forma di percentuale. Il numeratore è detto tasso percentuale.

Qualsiasi frazione può essere trasformata in percentuale. Leggi con attenzione: Durante l’allenamento di basket, Alessandro riesce a fare 6 canestri su 20 tiri. Calcola la percentuale di canestri che riesce a fare Alessandro. 6 canestri su 20 cioè 6

20

Trasformiamo la frazione in divisione: 6 : 20 = 0,3 Trasformiamo il numero decimale in una frazione decimale con denominatore 100: x 10 30 3 0,3 30% 10 x 10 100

Per trasformare una frazione in percentuale devi: 1.dividere il numeratore per il denominatore; otterrai così un numero decimale; 2.trasformare il numero decimale in frazione decimale; 3.trasformare la frazione decimale in una frazione equivalente con numeratore 100.

255


operazioni

Calcolo della percentuale Vediamo ora come si calcola la percentuale. Alla festa di compleanno di Caterina, il 30% dei 20 partecipanti sono maschi. Quanti maschi ci sono alla festa? Procedi nel seguente modo:

• trasforma la percentuale in frazione: 30 30% = 100 • calcola il valore della frazione: 30 di 20 = (20 : 100) × 30 = 6 100 • I maschi che partecipano alla festa sono 6.

Per scoprire come usare la calcolatrice per il calcolo delle percentuali o per trovare altri esercizi interessanti, vai a pagina 130 del Quaderno operativo.

Calcolre ora il totale di cui è stata considerata una percentuale. Il 25%, cioè 75 alunne di una scuola, frequentano il corso di pittura. Quante sono le alunne di quella scuola? Tu conosci già come fare a trovare l’intero di una frazione: • trasforma la percentuale in frazione: 25 25% = 100 25 corrispondono a 75: • calcola l’intero sapendo che i 100 (75 : 25) × 100 = 300 • Le alunne che frequentano quella scuola sono 300.

Calcolare a quale percentuale corrisponde una frazione o un numero decimale Caterina aiuta la mamma a cucinare i biscotti: preparano 50 biscotti, di cui 15 sono al cioccolato. Calcola la percentuale che rappresenta i biscotti al cioccolato. Procedi nel seguente modo: • scrivi il dato 15 su 50 sotto forma di frazione e trasforma la frazione in numero decimale: 15 (15 : 50) = 0,3 50 • trasforma il numero decimale in frazione decimale con numeratore 100: × 10 0,3 = 3 = 30 10 × 10 100 • trasforma la frazione decimale in percentuale 30 = 30% 100 •Caterina e la mamma hanno cucinato il 30% di biscotti al cioccolato.

256


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1. Completa la seguente tabella. Percentuale

Frazione

Numero decimale

24%

24 100

0,24

35%

3. Calcola sul quaderno le seguenti percentuali. A. 10% di 5 400 B. 25% di 500 50% di 5 240 20% di 2 540 25% di 3 600 5% di 15 285 4. Calcola sul quaderno il valore dell’intero.

54 100

A. 525 = 15% di . . . . . 0,48

432 = 12% di . . . . . 5 040 = 40% di . . . . . 49 = 7% di . . . . .

B. 630 = 30% di ..... 480 = 40% di ..... 576 = 8% di ..... 723 = 10% di .....

8% 75 100 72% 0,03

2. Calcola la percentuale di: • 12 pesci azzurri in un acquario di 60 pesci sono il .......... . • 24 palline rosse in un sacchetto di 48 palline sono ..... • 25 figurine in un album da 200 figurine sono il ..... • 50 alunni biondi in una scuola di 250 alunni sono il ..... • 28 matite appuntite in una scatola di 112 matite sono il .. . . .

5. Scrivi le seguenti frazioni sotto forma di percentuale. Segui l’esempio. 6 = 6 : 8 = 0,75 = 75% 8 A. 5 B. 1 25 2 25 8 100 10 4 4 16 5 35 18 70 20 20 3 50 60

6. Risolvi i seguenti problemi sul quaderno.

A. Il 12% del pubblico di un teatro corrisponde a

C. Luigi acquista un nuovo gioco per il suo game boy

120 spettatori. Quanti spettatori ci sono in quel teatro?

che costa € 72. Paga il 18% con i suoi risparmi, mentre la nonna paga la parte restante. Quanti euro deve pagare la nonna?

B. La Toscana ha un territorio di circa 22 900 km2. L’8% è occupato dalle pianure, il 67% dalle colline, il 25% dalle montagne. Calcola quanti chilometri quadrati all’incirca sono occupati da pianure, colline e montagne.

D. Andrea ha collezionato 48 biglie gialle e blu. Se le biglie gialle sono il 60%, quante sono le biglie gialle e le biglie blu?

257


operazioni

Lo sconto PROVA

Leggi attentamente il testo e poi completa. Carlo deve acquistare un regalo per il compleanno di Marco. Nella vetrina della cartoleria sono esposti alcuni giocattoli. Su un videogioco, che costa € 64, viene praticato lo sconto del 30%. Quanto pagherà Carlo il videogioco? Per prima cosa devi calcolare quanti euro risparmia Carlo, che sono pari al 30% del totale: 30% di 64 = (. . . . . : 100) × . . . . . = . . . . . Poi, per trovare quanto spenderà Carlo, basterà togliere dal prezzo del gioco il valore dello sconto applicato:

Per calcolare il prezzo della merce scontata devi: • calcolare la percentuale dello sconto; • sottrarre al costo della merce lo sconto calcolato.

.....

– 19,20 = . . . . .

RICORDA Lo sconto è il ribasso del prezzo di una merce; è la percentuale che indica quanti euro si risparmiano ogni 100 euro spesi.

ESERCIZI 1. Osserva i prodotti e i loro prezzi, poi calcola il prezzo scontato. Prezzo € 1 200 Sconto 15%

Prezzo € 750 Sconto 20%

Prezzo € 80 Sconto 5%

Prezzo € 1 800 Sconto 25%

• In quale negozio è più conveniente acquistare un televisore? Esegui i calcoli sul quaderno e rispondi. TV & TV € 503 Sconto 25%

258

Elettrodom € 475 Sconto 12%

Radio-TV € 463 Sconto 18%


VE

1. Osserva i disegni dove vedi tutti gli indumenti che una famiglia ha comprato in un periodo di saldi. Poi rispondi.

SE H R I F I C A AI C APIT O

€ 150

€ 165

€ 105

€ 75

€ 225

€ 240

!

• Quanto ha speso la famiglia di Diego per comprare tutti gli indumenti sapendo che su ogni indumento viene praticato uno sconto del 30%? • Quanto avrebbe speso senza lo sconto? • Quanto ha risparmiato in tutto?

2. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi sulla percentuale.

A. Il 45% degli alunni di una scuola possiede una

C. Gli oceani del nostro pianeta occupano una su-

bicicletta da corsa. Quanti alunni della stessa scuola possiedono una bicicletta da corsa?

perficie di 362,1 milioni di chilometri quadrati, cioè il 71% della superficie totale. Quanto misura la superficie totale della Terra?

B. Caterina ha riordinato la sua libreria, perché è finita la scuola. Si rende conto di avere 25 libri di lettura e 25 libri di storia e geografia. Calcola la percentuale dei libri di lettura.

3. Segna con una  la risposta giusta

A. Alessandro acquista una mountain bike che co-

sta € 435,00. Paga il 30% con i suoi risparmi e chiede al babbo gli euro mancanti. Quanti euro deve pagare il babbo? Il babbo deve dare ad Alessandro € 304,50. Il babbo deve dare ad Alessandro € 314,85. Il babbo deve dare ad Alessandro € 309,50.

D. Gli alunni di una scuola primaria sono 423. 5 I 9 frequentano il tempo pieno; gli altri solo la scuola della mattina. Quanti sono gli alunni che frequentano il tempo pieno. Quanti non lo frequentano?

B. Per il compleanno di Andrea, la famiglia Rossi, composta di 5 persone, si reca in pizzeria. Ognuno di loro ordina una pizza che costa € 8,50 e una bevanda che costa € 2,85. Papà e mamma prendono anche il caffè, che costa € 1,25 la tazzina. Quanto spende il babbo di Andrea? Il babbo spende € 45,35 Il babbo spende € 47,85 Il babbo spende € 59,25

259


misurare Negli anni scorsi abbiamo imparato a usare unità di misura utilizzate quasi dappertutto nel mondo e con le quali abbiamo a che fare quando, per esempio, comperiamo un litro di latte, un chilo di pane, un metro di stoffa... Grandezza

Nome

Simbolo

lunghezza

metro

m

massa

kilogrammo

kg

tempo

secondo

s

intensità di corrente elettrica

ampere

A

temperatura

kelvin

K

quantità di sostanza

mole

mol

intensità luminosa

candela

cd

superficie

metro quadrato

m2

volume

metro cubo

m3

tempo

minuto ora giorno

min h d

ampiezza angolare

grado

°

volume (capacità

litro

l

Le unità di misura adoperate, con i relativi multipli e sottomultipli, fanno parte del Sistema Internazionale di misura (SI) stabilito nel 1960 dalla maggior parte delle nazioni del mondo per rendere più facili soprattutto gli scambi commerciali. Nelle tabelle di fianco sono riportate: le unità che appartengono al SI o che sono ammesse; alcuni prefissi del SI per formare il nome dei multipli e dei sottomultipli delle unità. Nello schema e nella tabella qui sotto, puoi osservare l’organizzazione delle unità di lunghezza, di massa e di capacità. x 1 000

kilom Nome

Simbolo

giga-

G

1 000 000 000 = 109

mega-

M

1 000 000 = 106

kilo-

k

1 000 = 103

etto-

h

100 = 102

deca-

da

10 = 101

deci-

d

0,1 = 10-1 10-2

centi-

c

0,01 =

milli-

m

0,001 = 10-3

micro-

μ

0,000 001 = 10-6

nano

n

0,000 000 001 = 10-9

260

x 10

etto- deca-

: 10

: 100

deci- centi-

: 1 000

milli-

m

m

m

m

m

m

l

l

l

l

l

l

g

g

g

g

g

g

g

1 000

100

10

1

1 10

1 100

1 1 000

k

h

da

h

d

c

m

km

hm

dam

m

dm

cm

mm

hl

dal

l

dl

cl

ml

hg

dag

g

dg

cg

mg

Moltiplica per

1 = 100

(unità)

x 100

kg


grandezze BMI: Indice di massa corporea Tra l’altezza e il peso di una persona si può stabilire un rapporto che viene chiamato BMI (Indice di Massa Corporea). Questo indice non deve essere né troppo basso né troppo alto, ma come puoi notare dai seguenti scontrini, buono.

PESO: ALTEZZA:

1,83 × 1,83 = 3,3489 67,1 : 3,35 = 20,02

67,1 kg 183,0 cm

TABELLA PESO IDEALE età uomo donna 20 30 40 50 60

Con l’aiuto della calcolatrice puoi calcolare l’Indice eseguendo queste operazioni: • Moltiplica per se stesso il numero che indica la tua altezza (espressa in metri). BMI • Arrotonda il risultato ai centesimi. (bodily mass index) • Dividi il tuo peso per il numero ottenuto con l’operazione precedente. • Arrotonda alle unità. Il numero ottenuto è il tuo indice di massa corporea.

73 75 78 80 82

67 69 72 74 75

INDICE DI MASSA CORPOREA

20 0 - 18 19 - 25 26 - 30 31 - 40 + DI 40

BASSO BUONO ALTO ELEVATO MOLTO ELEVATO

Osserva le tabelle che indicano, per ogni sesso, il rapporto medio fra l’età, il peso e la statura.

Maschi

Femmine

età

peso

statura

6

22

118

6

21

116

7

25

122

7

23

118

8

27

130

8

26

128

9

30

134

9

29

131

10

33

138

10

32

137

11

35

144

11

35

145

13

42

155

13

45

157

15

54

168

15

51

162

17

62

174

17

54

162,5

19

65

177

19

57

163

età peso statura

261


misura

Lunghezza, capacità e massa Conosci già le unità di misura di queste tre grandezze. Ecco qui riportate le tabelle dei multipli e sottomultipli delle tre unità di misura fondamentali: • il metro (m) è l’unità di misura fondamentale della lunghezza; • il litro (l) è l’unità di misura fondamentale della capacità; • il chilogrammo (kg) è l’unità di misura fondamentale della massa.

Misure di lunghezza MULTIPLI chilometro km

UNITÀ

ettometro hm

×10

decametro dam

×10

SOTTOMULTIPLI

metro m

decimetro dm

×10

:10

centimetro cm :10

millimetro mm

:10

Misure di capacità MULTIPLI

UNITÀ

SOTTOMULTIPLI

ettolitro

decalitro

litro

decilitro

centilitro

millilitro

hl

dal

l

dl

cl

ml

×10

×10

:10

:10

:10

Misure di massa MULTIPLI megagrammo Mg ×10

UNITÀ

h di kg

da di kg ×10

SOTTOMULTIPLI

chilogrammo ettogrammo decagrammo kg hg dag ×10

:10

grammo g

:10

decigrammo centigrammo milligrammo dg cg mg :10

262

:10

grammo g

:10

:10


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1. Completa le seguenti tabelle.

A.

kg

hg

dag

g

19

...... . . . .

..........

..........

...... . . . .

.......... ..........

B.

l

dl

cl

..........

0,17

..........

..........

..........

..........

..........

..........

6

..........

..........

..........

..........

..........

..........

..........

..........

800

..........

..........

6 200

..........

..........

28

..........

dam

m

dm

..........

..........

..........

86,21

600

..........

..........

295

36

..........

..........

77

...... . . . .

..........

885

..........

2. Completa le seguenti uguaglianze.

5. Cerchia in ogni numero la cifra che corrisponde all’unità di misura. A. 125,45 dg B. 0,45 dam 124 kg 458,78 kg 145 mm 0,04 hl 45,789 hm 145,78 dm 1 487 mm 47,78 cl 0,75 l 4,78 m 45,789 dal 456 cm

A. 234,45 m = . . . . . . . . . . . . . . . hm = . . . . . . . . . . . . . . . km 257 km =

... . . . . . . . . . . . .

45,78 hg = 125 l =

m=

dg =

...............

....... . . . . . . . .

...............

dal =

dam

...............

g

dl

...............

B.6,85 l = ..... . . . . . . . . . . hl = . . . . . . . . . . . . . . . dal 52489 dm =

...............

45,78 dam = 45,78 cl =

...............

.. . . . . . . . . . . . . .

456,4 dg =

m=

dm =

l=

...............

.....

hm

...............

...............

hg =

cm

6. Aggiungendo e togliendo, uguaglia la prima misura alla seconda come nell’esempio.

dl

...............

dag

59 mm + 1 mm = 0,6 dm 13,8 cm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........... = 70 mm

3. Sul quaderno trascrivi le misure in ordine crescente.

7 g . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........... = 0,2 dag 4,8 Mg . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ......... = 5 000 kg

0,99 m; 2,12 m; 6 dm; 400 mm; 98 cm; 13 hm; 1,12 km; 1 hm; 1 km; 15 dam

495 l . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................ = 5 hl

4. Sul quaderno riscrivi le misure dell’esercizio precedente, espresse in decimetri, in ordine decrescente. 8. Metti il segno >,

A. 824 dam

C.

dal

hm

7. Calcola a memoria e rispondi a voce. 3500 m e 1 500 m sono . . . . . . . . . ...... km 46 mezzi kg + 27 kg sono . . . . . .......... kg 300 hl meno 180 hl sono . . . . . . ......... l

< o = tra le seguenti coppie di misure.

9 hm

B. 0,628 kg

68 cm

5,9 dm

308 dag

692 m

6,99 hm

973 g

250 dm

2,5 dam

832 hg

348 km

3,48 dam

1,238 kg

1 256 m

12,56 km

946 dg

641 hg 32 hg 974 dg 83,2 kg 123,8 g 9,46 hg

C.602 ml 84,3 l 8 dal 155 dl 13,43 l 849,3 dl

6,02 dl 84,3 dal 8 000 cl 25,5 l 1 343 dl 0,849 dal

263


misura

Le misure di superficie Siamo in V, hai già iniziato in IV a studiare le misure quadrate e sai già trovare l’area del rettangolo, del quadrato, del triangolo e pure del rombo e del trapezio. L’anno scorso hai già conosciuto le misure di superficie delle figure piane: ecco la scala dei multipli e dei sottomultipli del metro quadrato (m2). Prendine visione e completa l’esercizio. MULTIPLI chilometro quadrato km2

UNITÀ

ettometro quadrato hm2

×100

decametro quadrato dam2

×100

SOTTOMULTIPLI

metro quadrato m2

×100

decimetro quadrato dm2 :100

centimetro quadrato cm2

:100

millimetro quadrato mm2

:100

PROVA

In 1 m2 ci sono:

. . ...................

dm2

. . ...................

cm2

. . ...................

mm2

2

15 dm2 = . . . . . . . . . . . . . . . ...... m2

1m

15 dm2 = . . . . . . . . . . . . . . . ...... cm2

2

1dm

2

1 dm

1 dm 2

1dm

1m

Colora 8 cm2 di blu e trasforma:

1 cm

1m

Colora 15 dm2 di verde e trasforma:

8 cm2 = . . . . . . . . . . . . . . . . . .... dm2 8 cm2 = . . . . . . . . . . . . . . . . . .... mm2

Le misure agrarie Per misurare l’estensione dei terreni vengono utilizzate le misure agrarie: l’ettaro (ha), l’ara (a) e la centiara (ca). Osserva nella tabella la corrispondenza con le misure quadrate. ×100

ha

a

ca

ettaro hm2

ara dam2

centiara m2

:100

264

×100

:100

RICORDA L’esponente 2 posto vicino alla marca indica che le misure di superficie hanno due dimensioni: lunghezza e altezza. Per questo motivo, passando da una marca all’altra si procede di 100 in 100. La marca si riferisce sempre alle ultime due cifre della parte intera del numero.


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1. Esprimi in centimetri quadrati l’area delle figure disegnate qui sotto su carta millimetrata.

..........

mm2 = .......... cm2

..........

mm2 = .......... cm2

..........

2. Indica il valore posizionale di ogni cifra, come nell’esempio, e scomponi.

480,25 hm2

dam2

82 m2 =

4 km2 – 80 hm2 + 25 dam2

34 hm2 =

............................................................

79 960 hm2 0,8 598

A. 25 cm2 = . . . . . . . . . . . . . . . dm2

Scomposizione

............................................................

............................................................

m2

............................................................

...............

9 096 m2 =

180 dam2 =

B.9 m2 = . . . . . . . . . . . . . . . dm2 22,35 dm2 =

...............

............................................................

8 049 mm2 =

890,60 cm2

............................................................

...............

9

e 68

9,68

=

28 m2 e 85 dm2 =

dam2

...............

968

m2

m2

600 hm2 =

...............

km2

C.49 dam2 = . . . . . . . . . . . . . . . a

40 km2 e 27 hm2 =

...............

km2

...............

hm2

37 dm2 e 93 cm2 =

...............

dm2

...............

cm2

...............

cm2

25

e 60

dm2

9 dm2 e 24 mm2 =

=

............... ...............

...............

0,30 m2 =

cm2

dam2

4,60 m2 =

dam2 dm2

...............

mm2

...............

dm2

...............

mm2

...............

...............

8,70 dam2 =

...............

116 cm2 e 82 mm2 =

2 500 m2 =

dm2

dm2

cm2

...............

...............

...............

hm2

148 cm2 =

m2

689 dm2 e 48 cm2 =

cm2

...............

80 000 dam2 = m2

hm2

...............

1,2 991 km2

dam2

dam2

hm2

...............

48 km2 =

Intero

km2

...............

............................................................

Decimale

cm2

...............

8,652 dm2

3. Scrivi sotto forma di numero decimale e intero.

mm2 = .......... cm2

..........

4. Esegui le seguenti equivalenze.

2 680 dm2 =

87,4206 m2 894,92

mm2 = .......... cm2

a

a

...............

...............

a

ha

a

D.350 ca = . . . . . . . . . . . . . . . dam2 5,90 ca = 280 a = 8 ha =

...............

...............

94 ha = 5 ha =

...............

m2

hm2

...............

...............

hm2

dam2

m2

265


misura

Le misure di tempo Ricorda che l’unità di misura del tempo è il secondo, che si indica con il simbolo s. Ecco la scala delle misure di tempo. ×12

anno

×n. giorni

giorno (d)

mese :12

×24

: n. giorni

×60

ora (h) :24

×60

minuto (min) :60

:100

:10

secondo (s)

decimo di secondo

centesimo millesimo di secondo di secondo :10

:10

:60

:1 000

:10

(da 28 a 31)

MULTIPLI

UNITÀ

SOTTOMULTIPLI

I sottomultipli del secondo vengono utilizzati per registrare i tempi delle gare sportive. PROVA

Ricordi che cosa significa un lustro, un decennio, un secolo e un millennio? Completa. ×5

ANNO

...........

×2

..........................

...........

...........

:10

×10

DECENNIO

...........

×10

..........................

...........

. . . . . . . . . . . . . . ............

...........

:100

Gli anni bisestili Per fare il giro attorno al Sole, la Terra impiega esattamente 365 giorni, 6 ore, 13 minuti e 53 secondi. Per recuperare le sei ore eccedenti, ogni quattro anni si aggiunge un giorno al mese di febbraio. L’anno di 366 giorni è chiamato anno bisestile.

ESERCIZI 1. Completa le frasi. In un anno ci sono . . . . . . . . . . . giorni.

In un minuto ci sono . . . . . . . . . . . decimi di secondo e in

In un giorno ci sono . . . . . . . . . . . ore.

un secondo ci sono . . . . . . . . . . . centesimi di secondo.

In un’ora ci sono . . . . . . . . . . . minuti.

Un lustro sono . . . . . . . . . . . anni e un secolo ........... anni.

Quanti secondi in un’ora? . . . . . . . . . . .

Un millennio sono . . . . . . . . . . . anni.

266


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1. Scrivi, anche con l’aiuto della calcolatrice, la durata equivalente a quella indicata. 1 d  = ......... h

48 h  = ....... . . d

1 d e 12 h  = . . . . . . . . . h

1 h 20 min  = . . . . . . . . . min

70 min  = . . . . . . . . . h . . . . . . . . . min

135 min  = . . . . . . . . h . . . . . . . . . min

1 min 15 s  = ......... s

3 min 20 s  = ......... s 720 s  = ......... min

2. Completa scrivendo la durata di ogni unità. 1 settimana  = . . . . . . . . . d

1 mese  = . . . . . . . . . o . . . . . . . . . o . . . . . . ... o ......... d

1 lustro  = . . . . . . . . . anni

1 anno  = . . . . . . . . . o . . . . . . . . . d

2 d  = ......... h

1 millennio  = . . . . . . . . . anni

1 decennio  = . . . . . . . . . anni

1 secolo  = . . . . . . . . . anni

3. Prima di risolvere i problemi sul tuo quaderno, osserva come si eseguono le addizioni e le sottrazioni con le misure di tempo.

h 2 3 3 8 9

min 55 + 10 + 25 = 90  1h 30 min 30

Un pilota, durante le tre tappe di un rally, ha registrato i seguenti tempi: 2 h 55 min, 3 h 10 min, 3 h 25 min. Qual è il tempo totalizzato nelle tre tappe? Qual è il tempo impiegato in media in ogni tappa?

Per rispondere alla prima domanda, se non vuoi contare a mente, puoi addizionare in colonna, prima i minuti e poi le ore. Otterrai 8 h 90 min. Cambiando i 90 minuti con 1 h e 30 min, otterrai il tempo totalizzato nelle tre tappe (8 h + 1 h 30 min = …). Per rispondere alla seconda domanda, devi calcolare la media aritmetica e dividere il risultato per tre.

Lia è partita per la gita alle 7 h 30 min ed è ritornata alle 19 h 15 min. Per quante ore è stata in gita?

Per rispondere alla domanda, se non vuoi contare a mente, puoi sottrarre in colonna per gruppi: prima i minuti e poi le ore. Per poter eseguire 15 – 30, cambio una delle 19 ore in 60 min che, aggiunti ai 15 min, mi danno 75 min. Posso, quindi, sottrarre i minuti: 75 – 30 = 45 e le ore: 18 – 7 = 11.

h 8 19 7 11

4. La tabella riporta gli orari di alcuni treni della linea ferroviaria Torino - Roma. Completala.

partenza da Torino

arrivo a Roma

tempo impiegato

7 h 10 min

13 h 55 min

. . . . . . . . . . . . . . ..........................

8 h 20 min

15 h

. . . . . . . . . . . . . . ..........................

13 h 55 min

20 h 36 min

. . . . . . . . . . . . . . ..........................

15 h 20 min

23 h 57 min

. . . . . . . . . . . . . .........................

min 60 15 – 30 = 45

267


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con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi.

A. Per prepararsi a una gara, un ciclista, nel mese di febbraio, si allena ogni giorno percorrendo 110 km al mattino e 40 km al pomeriggio. Quanti chilometri percorre in una settimana? E nel mese? Se in media quel ciclista percorre 42 km, quante ore di allenamento farà nel mese di febbraio?

B. Il babbo di Silvia, che abita a Firenze, fa il rappresentante di giocattoli e ogni settimana fa i seguenti percorsi: 3 volte va e torna da Livorno (90 km), 5 volte va e torna da Prato (18 km) e 2 volte va e torna da Pistoia (35 km). Quanti chilometri percorre in media sapendo che lavora 6 giorni la settimana?

C. Un camion ha percorso in un anno 54 510 km. Con un litro di carburante ha percorso in media 11,5 km. Quanti litri di carburante ha consumato? Quanti litri in media al mese?

D. Un operaio comincia il suo lavoro alle 8 e smette alle 18. Se sospende il lavoro per 1 ora e mezzo per il pranzo e 40 minuti per una sosta, quante ore lavora al giorno effettivamente? Quante ore la settimana di 6 giorni?

E. In una cisterna sono stati versati 245 l di olio di girasole e 21,9 dal di olio di arachidi. Quanti ettolitri di olio sono stati versati nella cisterna? Se il miscuglio viene messo in contenitori di 4 l, quanti contenitori verranno riempiti?

F. Un contadino possiede un terreno di 10 ha. Coltiva 694 are a grano, il rimanente a orzo. Quante centiare di terreno coltiverà a orzo?

G.Un appezzamento di terreno ha la superficie di 2 860 m2. Quante are? Se per lavorarlo si spende € 38 ogni ara, quale sarà la spesa?

H.Un contadino, per concimare il suo terreno che misura 4 ha, utilizza 1,6 kg di concime per ogni decametro quadrato. Quanti chilogrammi di concime gli serviranno per concimare tutto il terreno?

268

I.

Al supermercato la mamma ha comprato una confezione di bibite che contiene 18 bottiglie da 0,75 l e una confezione di lattine da 33 cl ciascuna. Le due confezioni hanno lo stesso prezzo. Qual è la più economica? Spiega correttamente perché.

L. Una sartoria utilizza 744 m di stoffa per confezionare abiti da uomo e 862 per confezionare abiti da donna. Quanta stoffa viene utilizzata in totale? Se per confezionare un abito da uomo occorrono 3 metri di stoffa e per uno da donna 2 m, quanti abiti verranno confezionati in tutto?

M. Un viticoltore ha prodotto 5,6 hl di vino.

4 Ne vende i 5 a € 6,50 al litro e il resto lo imbottiglia in fiaschi della capacità di 2 l che vende a 9,40 euro al fiasco. Quanto incassa dalla vendita di tutto il vino?

N. Due pullman partono alla stessa ora da due città distanti 350 km e si vanno incontro. Il primo percorre 40 km l’ora e il secondo 30 km l’ora, tenendo conto delle fermate. Dopo quante ore si incontreranno e a che distanza dal luogo di partenza?


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M A T EM A T i CA

con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Osserva gli schemi e indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false.

PESO LORDO PESO NETTO

TARA

PESO LORDO

• Il peso lordo comprende il peso netto e la tara.

V

F

• La tara è una parte del peso lordo.

V

F

• Se dal peso lordo tolgo la tara, resta il peso netto.

V

F

• La carta che avvolge la merendina è il peso netto.

V

F

• Se dal peso lordo tolgo il peso netto, resta la tara.

V

F

TARA PESO NETTO 2. Completa la tabella.

3. Completa la tabella.

peso netto scatoletta di pelati vasetto di marmellata cassetta di arance autocarro

400 g

23 kg ..............

peso lordo

peso netto

475 g

18,5 kg

g

. .. . . . . . . . . . . .

g

..............

tara

225 g . . . .. . . . . . . . . .

kg

kg 1 800 kg

625 g

..............

g

25,5 kg

750 g

4 800 kg

42,5 kg

tara .............

peso lordo kg

20 kg

125 g

250 g

150 g

..............

..............

kg

g

45 kg

4. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi.

A. Un autocarro carico di sabbia pesa in tutto 12,5 megagrammi. Se vuoto pesa 5,3 megagrammi, quanti chilogrammi di sabbia trasporta?

B. Un cestino pieno di merendine pesa 2,5 kg. Qual è il peso netto, se il cestino vuoto pesa 6,3 hg? Se le merendine vengono vendute a € 3,20 il chilogrammo, quanto si incassa dalla vendita di tutte quelle contenute nel cestino?

C. Dentro un cestino, che vuoto pesa 2,5 hg, la mamma di Lucia ha riposto 6,5 hg di biscotti. Qual è il peso lordo? Quanto ha speso la mamma se quei biscotti costavano € 4,20 al chilogrammo?

D. Sugli scaffali di un supermercato ci sono 125 pacchi di biscotti, ciascuno dei quali ha il peso lordo di 4,75 hg. Se in ogni pacco ci sono 450 g di biscotti, di quanti chilogrammi è la tara totale?

269


misura

Misure di valore Il nostro sistema monetario utilizza sette banconote e otto monete. Se tu avessi una moneta per tipo e una banconota per tipo di quale somma disporresti? Valore delle monete: € ................... Valore delle banconote: € ................... Totale: € ...................

Rispondi alle domande scrivendo, nei cerchi che indicano le monete, i valori possibili per raggiungere il valore totale richiesto. Quattro monete hanno un valore totale di 10 cent. Quali potrebbero essere? Quattro monete hanno un valore totale di € 1. Quali potrebbero essere? Cinque monete hanno un valore totale di € 1. Quali potrebbero essere? Cinque monete hanno un valore totale di € 2. Quali potrebbero essere?

Nei prezzi dei prodotti sono sempre indicati i centesimi. Solo nel caso dei carburanti vengono indicati anche i millesimi. In questo caso, l’importo da pagare in contanti viene arrotondato ai centesimi (se la cifra dei millesimi è superiore o uguale a cinque, aumenta di 1 la cifra dei centesimi, altrimenti lascia i centesimi esistenti). Arrotonda i seguenti importi ai centesimi.

 € ................... € 65,268  € . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 15,484

 € ................... € 29,297  € . . . . . . . . . . . . . . . . . . . € 23,365

Quando devi scrivere un importo monetario in lettere (per esempio, quando compili un conto corrente postale), ricordati di separare con una sbarretta la parte decimale scritta sempre in cifre. Osserva gli esempi e completa.

270

 € ................... € 48,361  € ................... € 56,998

 € 463,75 settemilaquattrocentoventotto/00  € 7 428,00 milleottocentotrentasei/50  € ................... diecimilaquattrocentoottanta/00  € ................... quattrocentosessantatrè/75


M A T EM A T i CA

La compravendita Indica con una crocetta che cosa è il prezzo di un prodotto che hai appena acquistato. per il negoziante:

per te:

ricavo

ricavo

guadagno

guadagno

spesa o costo

spesa o costo

Completa la tabella.

RICORDA Per risolvere problemi che riguardano la compravendita, bisogna ricordare che: ricavo = spesa + guadagno spesa = ricavo – guadagno guadagno = ricavo – spesa perdita = spesa – ricavo

prezzo di vendita; costo o spesa guadagno del perdita del ricavo o incasso del negoziante del negoziante negoziante negoziante

1 kg di mele

€ 1,75

€ 0,45

..............

..............

un libro

. . .. . . . . . . . . . .

€ 12,00

€ 2,40

..............

un paio di jeans

€ 55,00

..............

€ 7,50

..............

un videogioco

€ 24,50

€ 28,50

..............

..............

una t-shirt

. . .. . . . . . . . . . .

€ 16,00

€ 4,50

..............

ESERCIZI e problemi 1. Risolvi i seguenti problemi sul quaderno.

A. Dalla vendita di 12 tostapane, un negoziante ha

guadagnato € 172,20. Se per comprarli aveva speso € 163,80, qual era il prezzo di vendita di ciascun tostapane? B.Un negoziante, poichè non riesce a vendere dei videoregistratori che aveva pagato € 145,50 l'uno, decide di abbassarne il prezzo, perdendo dalla vendita di ognuno € 15. Qual è il nuovo prezzo di vendita? Se ha venduto 15 videoregistratori, quanto ha incassato in tutto? Quanto ha perso in tutto? C.Un gelataio ha venduto 15 vaschette di gelato al prezzo di € 3,65 ciascuna. Se ogni vaschetta era costata al gelataio € 2,25, quanto ha guadagnato per ogni vaschetta venduta? Quanto ha guadagnato in tutto?

2. Completa la tabella. numero oggetti

costo unitario

costo totale

5 francobolli

€ 0,60

..............

2 giornalini

..............

€ 3,00

3 matite

€ 0,95

..............

2 astucci

..............

€ 18,60

3 album

€ 2,20

..............

271


I C AI T O F I R V E CAP

AI SE H

!

1. Risolvi i seguenti problemi sul quaderno.

A. Alessandro e Caterina decidono di dare una pic-

H. Il peso lordo di una cassetta di fragole è di 21 kg

cola festa. Comprano una torta che costa 15,60 euro, tre pacchetti di patatine che costano 0,80 euro l’uno e 10 lattine di aranciata che costano 0,60 euro l’una. Dividono la spesa in due parti uguali. Quanto spende ciascuno dei due bambini?

e la tara di 10 hg. È stata acquistata per 20 euro. Quanti cestini da 200 g si possono confezionare con le fragole della cassetta? Se ogni cestino viene venduto a 2,35 euro, quanto guadagnerà complessivamente il fruttivendolo?

B. La mamma di Alessandro decide di portare al cinema suo figlio e tre suoi amici. Se il biglietto di ingresso per gli adulti costa 12 euro e quello dei bambini costa 6,50 euro, quanto spende in tutto? Se la signora paga con una banconota da 50 euro, quanto riceverà di resto?

I.

Una cassa contiene dei prosciutti che pesano 168,8 kg e la tara è di 12,80 kg. Qual è l’incasso totale se ogni prosciutto viene venduto a 26,56 euro?

L. Inventa il testo di un problema e risolvilo con il seguente schema:

C. Un negoziante compra in un magazzino 30 magliette che costano 9,80 euro ciascuna. Qual è la spesa complessiva? Se dalla vendita delle magliette ricava 444 euro, qual è il suo guadagno?

D. Il babbo di Caterina acquista un nuovo computer e spende € 1 569. 1 Se il venditore realizza un guadagno pari a 10 della vendita, a quanto l’avrà acquistato dal fornitore?

E. Nel periodo di Pasqua un pasticcere ha acquistato molte uova di cioccolato, che ha pagato 7,90 euro ciascuna. Poiché ne rimangono invendute 32, il pasticcere decide di venderle ribassando il prezzo unitario di 1,05 euro. Quale sarà l’incasso effettuato dalla vendita delle 32 uova di cioccolato?

F. In una scuola, per la manutenzione dei compu-

ter, si spendono € 900 l’anno. Inoltre si acquistano 11 cartucce di inchiostro a colori per le stampanti che costano € 34,50 ciascuna e 15 cartucce di inchiostro nero che costano € 26,50 l’una. Qual è la spesa totale?

G. La nonna ha acquistato 3 confezioni di caffè aventi peso netto unitario di 250 g e tara di 20 g. Ha poi fatto versare il caffè in una scatola che vuota pesa 45 g. Qual è il peso complessivo che la nonna porta a casa?

272

PESO LORDO

TARA

– SPESA AL CHILOGRAMMO

PESO NETTO

× SPESA


VERI

F SE H AI C I C A APIT O

2. Segna con  se le uguaglianze sono vere (V) o false (F). • 7,15 km = 150 m

V

F

• 4,85 dal = 485 dl

V

F

• 0,575 hg = 57,5 g

V

F

• 13 cm = 1,3 m

V

F

• 123 l > 12,3 hl

V

F

• 6 kg > 600 g

V

F

• 0,18 hm < 1,8 km

V

F

• 902 hl < 900 dal

V

F

• 25 kg = 2,5 hg

V

F

• 9 dm = 9 000 mm

V

F

• 0,88 cl = 8,8 ml

V

F

• 18,5 hg < 1 850 da

V

F

• 3,13 m > 0,313 dm

V

F

• 731 ml < 7,31 l

V

F

• 73 kg > 0,73 Mg

V

F

3. Completa inserendo > , < o = .

4. Quanto manca?

736 hm2 ..... 73,6 dam2

63 dm2 + . . . . . . . . . . . . . . . = 1 m2

38 dam2 ..... 0,38 hm2

6 500 cm2 + . . . . . . . . . . . . . . . = 1 m2

7,9 ha ..... 79 a

25 cm2 + . . . . . . . . . . . . . . . = 1 m2

123 dam2 ..... 1 230 ca

2 000 m2 + . . . . . . . . . . . . . . . = 1 hm2

2,5 ha ..... 250 a

45 hm2 + . . . . . . . . . . . . . . . = 1 km2

!

5. Esegui sul quaderno le seguenti operazioni sulle misure di tempo. 3 h 35 min 50 s + 4 h 40 m 30 s =

17 h 34 m 24 s – 9 h 45 m 13 s =

(35 m 6 s) × 5 =

6. Segna con  la risposta giusta al seguente problema. In piscina, Andrea fa 10 vasche per allenarsi. Se per fare una vasca gli occorrono 9 min e 35 s, quanto tempo impiega per il suo allenamento? Andrea impiega 1 h 35 m 40 s Andrea impiega 1 h 55 m 50 s Andrea impiega 1 h 35 m 50 s

7. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi.

A. Un negoziante vende tre scatoloni di pacchetti di

B. Una scatoletta di tonno pesa 125 g. La tara pe-

biscotti per un totale di 213,75 euro, facendo un guadagno di 78,75 euro. Se ogni scatolone contiene 25 confezioni di biscotti, quanto è costata ciascuna confezione di biscotti al negoziante?

sa 35 g. Qual è il suo peso netto? Se il costo del tonno è di 7 euro al chilogrammo, quale sarà il prezzo di vendita?

273


La la geometria altezza

za

za gh

ez

lunghezza

lar

lar

gh

ez

za

lar

gh

ez

altezza

Tutti i solidi geometrici occupano uno spazio e hanno tre dimensioni: lunghezza, larghezza, altezza.

altezza

La geometria è la parte della matematica che ci aiuta a riconoscere le figure piane e le figure solide in relazione alle loro caratteristiche.

lunghezza

lunghezza

Le linee hanno una sola dimensione: la lunghezza.

larghezza

Le figure piane hanno due dimensioni: lunghezza, larghezza.

lunghezza

larghezza

lunghezza

I cinque poliedri convessi regolari (solidi Platonici) Nella geometria piana, come tu sai, esistono figure regolari: sono i poligoni che hanno i lati e gli angoli uguali, come il triangolo equilatero, il quadrato, il pentagono regolare, … Tra i vari poliedri, cioè tra i solidi limitati da poligoni, solo cinque sono regolari: il tetraedro (o piramide regolare), il cubo, l’ottaedro, il dodecaedro e l’icosaedro. tetraedro

274

esaedro o cubo

ottaedro

dodecaedro

icosaedro


solida e piana I cinque elementi e i solidi I solidi regolari stimolarono molto la fantasia e l’immaginazione dei Greci. Il filosofo Platone mise in relazione i cinque poliedri regolari con i cinque elementi che, secondo gli studiosi greci, costituiscono l’universo: il tetraedro con il fuoco, l’ottaedro con l’aria, il dodecaedro con l’etere (fluido misterioso presente nell’universo), il cubo con la terra, l’icosaedro con l’acqua.

fuoco

terra

aria

etere

Platone.

acqua

I cinque solidi continuarono a esercitare il loro fascino nei secoli. Tu, se vuoi, puoi divertirti a costruirli come indicato nei disegni qui sotto.

TETRAEDRO Per costruirlo occorrono quattro triangoli equilateri. In ogni vertice si incontrano tre triangoli.

CUBO Per costruirlo occorrono sei quadrati. In ogni vertice si incontrano tre quadrati.

OTTAEDRO Per costruirlo occorrono otto triangoli equilateri. In ogni vertice si incontrano quattro triangoli.

DODECAEDRO Per costruire il quinto solido platonico occorrono 12 pentagoni regolari, che sono poligoni regolari di cinque lati. In ogni vertice si incontrano tre pentagoni.

ICOSAEDRO Per costruirlo occorrono venti triangoli equilateri. In ogni vertice si incontrano cinque triangoli.

275


geometria

Segmenti e angoli Osserva gli esempi e completa la tabella scrivendo il numero delle figure corrispondenti. 1

2

3

4

5

n. figure 6

7

segmenti paralleli:

8

...... ......

segmenti convergenti:

2

segmenti divergenti: 10 9

......

......

9

segmenti incidenti:

...... ......

segmenti incidenti perpendicolari:

...... ......

Scrivi nelle tabelle i numeri delle figure corrispondenti. 1

2

6

4

7

angoli acuti .........

3

.... . . . . .

8

angoli ottusi .........

angoli retti

.........

.........

.........

5

10

9

angoli piatti .........

.........

angoli giro .........

.........

In ogni figura colora con il blu lâ&#x20AC;&#x2122;angolo convesso e con il rosso lâ&#x20AC;&#x2122;angolo concavo. Misura, poi, e scrivi lâ&#x20AC;&#x2122;ampiezza di ogni angolo. ......... ........ . .........

.........

.........

276

.........


M A T EM A T i CA

Poligoni e triangoli Il nome di un poligono dipende dal numero dei suoi lati. Come si chiamano i poligoni illustrati? Completa, scrivendo al posto giusto i loro nomi. decagono

pentagono

triangolo

ennagono

quadrato

ettagono

esagono

ottagono

. .................

..................

..................

..................

..................

..................

. . . . . . . . . . . . . .....

..................

Osserva i disegni e completa le frasi con le seguenti parole: equiangolo

regolare

equilatero

• Un poligono con tutti i lati uguali si dice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Un poligono con tutti gli angoli uguali si dice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Un poligono con tutti i lati e gli angoli uguali si dice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............... Come puoi definire, rispetto agli angoli, i triangoli illustrati? Completa, scrivendo al posto giusto il numero del triangolo che ha: • tre angoli acuti (acutangolo): . . . . . . • un angolo ottuso (ottusangolo): . . . .. . • un angolo retto (rettangolo): . . . . . .

2 3

1

Completa la tabella per classificare i triangoli rispetto ai lati e indica il numero degli assi di simmetria di ognuno. 1

2

3

n. figura

n. assi di simmetria

triangolo scaleno

. . . . . . . . ........

..................

triangolo isoscele

. . . . . . . . ........

..................

triangolo equilatero

. . . . . . . . ........

..................

277


geometria

Quadrilateri Osserva come possono essere classificati i quadrilateri.

quadrilateri:

trapezi: hanno una coppia di lati paralleli.



parallelogrammi: hanno due coppie di lati paralleli.

sono poligoni con 4 lati.

rettangoli: hanno quattro angoli retti. rombi: hanno quattro lati uguali. quadrati: hanno quattro angoli e quattro lati uguali.

Osserva le figure e i loro assi di simmetria e completa la tabella. 1

2

3

4

deltoide 5

7

278

6

8

n. figura

n. assi di simmetria

6

1

trapezio rettangolo

. . . . . . . ......... ..................

trapezio isoscele

. . . . . . . ......... ..................

trapezio scaleno

. . . . . . . ......... ..................

parallelogramma

. . . . . . . ......... ..................

rettangolo

. . . . . . . ......... ..................

rombo

. . . . . . . ......... ..................

quadrato

. . . . . . . ......... ..................


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M A T EM A T i CA

con gli ESERCIZI

1. Colora di blu i poligoni e di verde i non poligoni. Poi completa le frasi.

C

A

E

B

G F

D

I

H

• Le figure ..... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . sono poligoni perché . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. .....................................................................................................................................................................................

• Le figure ..... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . non sono poligoni perché . . . . . . . . . . . ............................ .....................................................................................................................................................................................

2. Rispondi e disegna. In un triangolo quante altezze puoi disegnare? Adesso disegnale.

1

2

B

A

C

A

3

B

B

A

C

C

3. Scrivi il nome sotto ai poligoni disegnati. . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . .

...................... ......................

. . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . .

......................

. . . . . . ................ . . . . . .................

......................

......................

4. Segna con una  se le affermazioni sono vere o false.

• Tutti i triangoli sono isosceli o scaleni.

V

F

• Tutti i triangoli isosceli sono anche equilateri.

V

F

• Un triangolo equilatero è sempre acutangolo.

V

F

• Tutti i rettangoli hanno i lati opposti congruenti e paralleli.

V

F

• Tutti i parallelogrammi non hanno i lati opposti congruenti e paralleli. V

F

• Un rombo ha gli angoli opposti congruenti.

V

F

• Tutti i rombi hanno i lati congruenti.

V

F

• Un quadrato ha i lati opposti paralleli.

V

F

• Tutti i quadrati non hanno i lati congruenti.

V

F

279


geometria

Circonferenza e cerchio Osserva i seguenti segnali circolari, che hanno, cioè, forma di circolo, di cerchio. Quali segnali indicano divieto? Quali indicano obbligo? Rispondi, completando ogni frase con una delle due parole scritte in rosso.

1

3

5

2

4

6

7

9

11

8

10

12

• I segnali rotondi con il bordo rosso indicano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • I segnali rotondi con lo sfondo azzurro indicano .................................... • Sapresti dire quale divieto o quale obbligo indica ciascun segnale? • Quali sono i due segnali che indicano la fine di uno o di tutti i divieti?

50

Negli esercizi delle prossime pagine impareremo a distinguere la circonferenza dal cerchio e a misurare entrambi. Cerchiamo, intanto, di conoscere alcune parole specifiche che si riferiscono al cerchio. PROVA

• Unisci il centro del cerchio con un punto qualsiasi della circonferenza: hai disegnato un raggio. Quanti centimetri misura il raggio della circonferenza disegnata? . . . . . . . . . . . . . . . . cm.

B

• Disegna il segmento AB unendo i due punti: hai disegnato una corda della circonferenza.

• Adesso disegna il segmento CD unendo i due punti.

A C

Il segmento che hai disegnato passa per il . . . . . . . . . . . . . . . . della circonferenza: hai disegnato il diametro.

• Quanti centimetri misura il diametro? . . . . . . . . . . . . . . . . cm. Conoscendo il raggio, puoi calcolare la misura del diametro senza misurarla con il righello? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

D

Perché? ...... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

RICORDA La circonferenza è una linea curva chiusa i cui punti sono tutti equidistanti dal centro. La parte di piano racchiusa dalla circonferenza si chiama cerchio.

280


www appuntamento

M A T EM A T i CA

con gli ESERCIZI

Una parte qualsiasi della circonferenza compresa tra due punti si chiama arco. Se l’arco va da un estremo all’alB CO AR tro del diametro si chiama semicirconferenza. C A

2. Colora la parte di cerchio compresa tra due raggi: hai colorato un settore circolare.

0

B A

0

D

Completa: il settore circolare è la parte di cerchio za semicirconferen

.................................................................................... ....................................................................................

1. Colora la superficie compresa tra il diametro e una delle due semicirconferenze: hai colorato un semicerchio.

3. Colora la parte di cerchio compresa tra le due circonferenze: hai colorato una corona circolare.

0

0

Completa: il semicerchio è la parte del cerchio

Completa: la corona circolare è la superficie

....................................................................................

....................................................................................

....................................................................................

....................................................................................

4. Osserva bene le seguenti figure piane; poi individua e colora i cerchi.

5. In ogni cerchio:

0

colora la circonferenza

0

0

disegna due raggi e un diametro

disegna due corde e colora un arco

0

disegna e colora una corona circolare

281


geometria

Disegno geometrico Nel quaderno operativo ci sono pagine dedicate al disegno geometrico e ti forniscono indicazioni utili su come utilizzare la riga, i due tipi di squadre, il compasso, per disegnare figure geometriche e, anche, motivi ornamentali geometrici.

1 60°

90°

30°

45°

45° 90° 2

Anche con il compasso puoi ottenere motivi ornamentali di diversi colori, come quello riprodotto a fianco. Devi prima di tutto innestare al compasso un pennarello, adoperando un attacco che si vende nei negozi specializzati. Nelle pagine dell’Allegato troverai le indicazioni necessarie per eseguire i motivi proposti in questa pagina.

Nel Quaderno operativo ci sono pagine dedicate al disegno geometrico e ti forniscono indicazioni utili su come utilizzare la riga, i due tipi di squadre, il compasso, per disegnare figure geometriche e, anche, motivi ornamentali.

282


M A T EM A T i CA

Trasformazioni simili Sovente avrai giocato con automobiline, trenini, aerei o barchette che riproducevano in scala ridotta i mezzi di trasporto esistenti nella realtà. Forse avrai già visto modelli o plastici di un progetto edilizio, di un territorio o di un statua, cioè riproduzioni in scala ridotta di edifici da costruire, di territori o statue. Avrai anche notato che da uno stesso fotogramma si possono ottenere fotografie di diverso ingrandimento e che quando si proietta una diapositiva o una pellicola cinematografica, l'immagine che compare sullo schermo ha la stessa forma di quella del fotogramma, ma ingrandita. Più lo schermo è lontano, più l'immagine appare ingrandita. Al contrario, invece, le cartine geografiche rimpiccioliscono in modo schematico la realtà, descrivendola in «scale» diverse. La «scala» che di solito trovi su una cartina geografica indica di quante volte le dimensioni della cartina sono più piccole delle dimensioni della realtà che descrive.

• Leggi le seguenti osservazioni e ingrandisci le figure. Per ingrandire una figura puoi adoperare griglie quadrettate diverse. Quelle di fianco hanno il lato di ogni quadratino di 3, 6 e 9 mm. Le figure ottenute saranno, quindi, il doppio e il triplo della prima.

Puoi ingrandire una figura adoperando anche griglie con il lato dei quadretti della stessa lunghezza. Osserva l’esempio: ciascun segmento della testa del cagnolino piccolo è 2 volte minore, cioè 1 di quello 2 corrispondente del cagnolino più grande. Possiamo dire che il rapporto di rimpicciolimento è di «1 a 2» (1 : 2). Il cagnolino grande, invece, rispetto a quello piccolo è ingrandito in scala 2 : 1 (2 a 1). Riproduci sulla griglia che rimane un terzo cagnolino in scala 3 : 1. Rispetto a questo, il cagnolino piccolo sarà in scala 1 : 3.

283


2 cm 2 cm

Osserva i due rettangoli disegnati a fianco. Confronta le dimensioni corrispondenti (altezza del primo con l’altezza del secondo e base del primo con la base del secondo) e indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false.

1 cm

geometria

• I due rettangoli hanno gli angoli uguali e i lati opposti sono paralleli.

V

F

4 cm

• Le dimensioni dei due rettangoli sono uguali.

V

F

1  1 : 2  0,5 2

V

F

V

F

2  2 : 4  0,5 4

V

F

V

F

• Il rapporto tra le dimensioni corrispondenti, cioè il quoziente tra le misure delle due altezze e quello delle due basi, è sempre lo stesso. • Possiamo dire che il rapporto tra le basi è di 2 a 4 e scrivere 2 o 2 : 4. 4 • Il numero che esprime il rapporto tra le due basi è 0,5. • Il numero che esprime il rapporto tra le due altezze non è 0,5.

Osserva la piantina di un appartamento e completa la tabella.

camera 1

bagno 1 soggiorno cucina

camera 2

camera 3

dimensioni dimensioni area sulla piantina reali in metri in centimetri in metri quadrati camera 1

2×2

4×4

16

camera 2

.......................

. . . . . . . . . .........

................

camera 3

.......................

. . . . . . . . . .........

................

soggiorno

.......................

. . . . . . . . . .........

................

bagno 1

.......................

. . . . . . . . . .........

................

bagno 2

.......................

. . . . . . . . . .........

................

cucina

.......................

. . . . . . . . . .........

................

corridoio

.......................

. . . . . . . . . .........

................

ripostiglio

.......................

. . . . . . . . . .........

................

corridoio

bagno 2 ripostiglio

scala 1 : 200

Disegna la piantina del tuo appartamento e della tua aula, facendo corrispondere a 100 cm delle misure reali 1 cm sulla piantina, cioè in scala 1 : 100. Ingrandisci sul tuo quaderno alcune delle seguenti figure. Accanto a ciascuna, scrivi la scala di ingrandimento applicata.

284


M A T EM A T i CA Dopo aver letto le seguenti osservazioni, completa la tabella. Nei disegni a fianco puoi osservare tre diverse riduzioni del territorio della Sardegna. Per verificare se le tre figure hanno forma costante, misura i segmenti corrispondenti e calcola il loro rapporto. Per esempio, calcola il rapporto tra i segmenti che rappresentano la distanza, in linea d'aria, tra Oristano e Nuoro e tra Nuoro e Sassari. Verifica, inoltre, se gli angoli formati da questi due segmenti hanno la stessa ampiezza nelle tre scale. Puoi concludere che le tre figure sono simili? La scala riportata sotto ogni figura ti indica di quante volte è stata rimpicciolita l'immagine della Sardegna. Nel primo Olbia disegno a destra, le dimensioni reali sono staSassari te ridotte di 3 600 000 volte. Possiamo dire, Olbia quindi, che qualsiasi distanza misurata sulla Nuoro Sassari carta corrisponde alla fra1 zione della disNuoro 3 600 000 tanza reale. Olbia Oristano Come puoi osservare negli Sassari Oristano Nuoro esempi forniti nella tabella, per calcolare le distanCagliari Oristano ze reali basta moltiplicare Cagliari la distanza sulla cartina Cagliari per il numero di volte in cui è stata rimpicciolita la scala 1 : 3 600 000 scala 1 : 4 500 000 sc. 1 : 7 200 000 regione sarda.

Cagliari-Oristano

Oristano-Nuoro

Nuoro-Sassari

sc. 1 : 3 600 000 distanza approssimata in cm distanza approssimata in km

2,5 cm 2,5 × 3 600 000 = 9 000 000 cm 90 km

1,9 cm

2,25 cm

..............................

. . . . . .........................

..............................

. . . . . .........................

..............................

. . . . . .........................

sc. 1 : 4 500 000 distanza approssimata in cm distanza approssimata in km

2 cm 2 × 4 500 000 = 9 000 000 cm 90 km

1,52 cm

1,8 cm

..............................

. . . . . .........................

..............................

. . . . . .........................

..............................

. . . . . .........................

sc. 1 : 7 200 000 distanza approssimata in cm distanza approssimata in km

1,25 cm 1,25 × 7 200 000 = 9 000 000 cm 90 km

0,95 cm

1,125 cm

..............................

. . . . . .........................

..............................

. . . . . .........................

..............................

. . . . . .........................

285


geometria

Le isometrie Isometria è una parola che deriva dal greco che significa «ugual misura». Lo scorso anno, hai scoperto un tipo di isometria: la rotazione. La rotazione ha: • un verso, che può essere orario o antiorario e indica da che parte ruota la figura; • un’ampiezza, misurata in gradi, che indica di quanto si sposta la figura; • un centro di rotazione, rappresentato dal punto intorno al quale ruota la figura. Ricordi la simmetria? La simmetria si ottiene con il ribaltamento di 180° di una figura. Tale ribaltamento avviene intorno a un asse di simmetria. L’asse di simmetria può essere interno o esterno alla figura, verticale, orizzontale o obliquo. RICORDA In tutti i poligoni regolari, il numero degli assi di simmetria è uguale al numero dei lati. PROVA

Osserva attentamente e rispondi. SÌ NO • La bandierina ha cambiato forma? • La bandierina ha cambiato dimensioni? SÌ NO • La bandierina ha cambiato posizione? SÌ NO I movimenti della bandierina si dicono traslazioni.

Il vettore è la freccia che indica come avviene lo spostamento sul piano e ci indica: • l’ampiezza della traslazione, cioè di quanti quadretti si sposta la figura; • il verso della traslazione, che può essere a destra, a sinistra, in alto o in basso. • la direzione della traslazione: orizzontale, verticale e obliqua.

286

RICORDA La traslazione è un movimento sul piano che non cambia la forma e le dimensioni della figura, ma solo la sua posizione.


www appuntamento 1. Segna il completamento giusto. A

M A T EM A T i CA

con gli ESERCIZI 2. Misura con il goniometro l’ampiezza degli angoli di rotazione.

gradi ............. in senso orario

A’ Le figure A e A’ si sovrappongono con: • una rotazione di 90° • una rotazione di 60° • una rotazione di 45° • una simmetria centrale

gradi ............. in senso orario

Il punto O si chiama: • origine della rotazione • vertice della rotazione • centro della rotazione • centro di simmetria

gradi ............. in senso antiorario

3. Completa la serie dei ribaltamenti: che cosa puoi notare?

4. Disegna sul quaderno le seguenti figure geometriche: triangolo isoscele, triangolo scaleno, rettangolo, parallelogramma, rombo, trapezio isoscele, pentagono, esagono. Poi traccia tutti gli assi di simmetria interni possibili e rispondi alle seguenti domande. • Quali sono i poligoni che non hanno assi di simmetria?

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...........................

• Quali sono i poligoni che hanno meno assi di simmetria di quanti sono i lati? . . . . . . . . . . . . . ........................... • Quali sono i poligoni che hanno tanti assi di simmetria quanti sono i lati? . . . . . . . . . . . . . . . . . ...........................

5. Esegui le traslazioni indicate dai vettori. Disegna la barchetta nelle posizioni indicate.

287


geometria

Il perimetro dei poligoni Il perimetro di un poligono è la misura del suo contorno. Sai già che per calcolare il perimetro di un poligono devi addizionare le misure dei lati: Perimetro = AB + BC + CD + DA Le formule che già conosci per calcolare il perimetro dei poligoni sono dette formule dirette. RICORDA Le formule dirette sono le formule che ti permettono di calcolare il perimetro e l’area dei poligoni conoscendone i lati, la base, l’altezza (o le diagonali nel caso del rombo). PROVA

Che cosa succede se il dato di un problema è il perimetro? Il perimetro di questo quadrato è 16 cm. I lati del quadrato sono . . . . . . . . . . . . . I lati del quadrato sono tutti . . . . . . . . . . . . . Puoi calcolare la somma di un lato conoscendone il perimetro? SÌ NO Quindi calcolo: .............

: ............. = .............

RICORDA Le formule inverse sono le formule che ti permettono di calcolare i lati, la base, l’altezza (o le diagonali) di un poligono conoscendone il perimetro o l’area.

Hai appena calcolato il lato del quadrato applicando una formula inversa.

ESERCIZI 1. Con il righello prendi le misure che ti servono per calcolare il perimetro dei seguenti poligoni. D

E

D D

C C E

C

B

B

A F A

288

A

B


M A T EM A T i CA

Sai che i poligoni regolari sono figure piane che hanno tutti i lati e tutti gli angoli congruenti. Osserva che: • i poligoni regolari possono essere suddivisi in tanti triangoli uguali, quanti sono i lati del poligono; • L’altezza del triangolo prende il nome di apotema del poligono; • L’apotema divide il triangolo in due parti uguali ed è perpendicolare al lato del poligono su cui cade. OTTAGONO

QUADRATO

apotema

PENTAGONO

apotema

RICORDA In un poligono regolare, l’apotema è il segmento che unisce il centr o del poligono con il suo lato divid endolo a metà .

apotema

PROVA

Qui sono disegnati tre esagoni regolari. Con il righello misura il lato e l’apotema di ciascun esagono e completa la tabella.

apotema

lato

apotema : lato

0,8 cm

1 cm

0,8 : 1 = . . . . . . . . . . cm

................ . .

..........

................ . .

..........

..........

: . . . . . . . . . . = 0,8 cm

..........

: 2 = . . . . . . . . . . cm

Dividendo la misura dell’apotema per la misura del lato ho ottenuto ........................................................ ........................................................

Posso concludere che il quoziente tra l’apotema e il lato di un poligono regolare è una costante chiamata numero fisso (nf).

Poiché

nf = apotema : lato

per calcolare il lato o l’apotema di un poligono regolare devi usare la formula: lato = apotema : nf apotema = lato × nf

poligono regolare triangolo equilatero

numero fisso 0,288

quadrato pentagono esagono ettagono ottagono ennagono decagono

0,5 0,688 0,866 1,038 1,207 1,374 1,538

289


geometria

Il perimetro: formule dirette e inverse Qui in tabella sono riportate le formule dirette e quelle inverse del perimetro dei poligoni. figura poligono qualsiasi

D

C E

formule dirette

formule inverse

p = somma dei lati p = AB + BC + CD + DE + EA

un lato = p – somma degli altri lati AB = P – (BC + CD + DE + EA)

p = lato × numero dei lati p = AB × 6

lato = p : 6 AB = p : 6

p = somma dei lati p = AB + BC + CA

un lato = p – somma degli altri lati AB = p – (BC + CA)

p = base + (lato obliquo × 2) p = AB + (BC × 2)

base = p – (lato obliquo × 2) AB = p – (BC × 2) lato obliquo = (p – base) : 2 BC = (p – AB) : 2

p = lato × numero dei lati p = AB × 3

lato = p : 3 AB = p : 3

p = (base + lato obliquo) × 2 p = (AB + BC) × 2

base = (p : 2) – lato obliquo AB = (p : 2) – BC lato obliquo = (p : 2) – base BC = (p : 2) – AB

p = (base + altezza) × 2 p. = (AB + BC) × 2

base = (p : 2) – altezza AB = (p : 2) – BC altezza = (p : 2) – base BC = (p : 2) – AB

p = lato × numero dei lati p = AB × 4

lato = p : 4 AB = p : 4

p = lato × numero dei lati p = AB × 4

lato = p : 4 AB = p : 4

p = somma dei lati p = AB + BC + CD + DA

un lato = p – somma degli altri lati AB = p – somma degli altri lati AB = p – (BC + CD + DA)

B

A

poligono regolare

D

E F

C B

A

triangolo scaleno

C B A

triangolo isoscele

C B

A

triangolo equilatero

C

B

A

parallelogramma D

C

B

A

rettangolo D

C

A

B

rombo

C D

B A

quadrato

D

C

A

B

trapezio

D

A

290

C

B


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con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Con un righello prendi le misure che ti servono per calcolare il perimetro dei seguenti poligoni. C

C

D

D

C C

E D

D

C

B B

A

B

A

A

B

A

A

B

2. Sul quaderno, calcola ciò che ti viene richiesto.

A.

D

D

A

D

AB = 12 cm BC = 7 cm P = 34 cm CD = ?

B

A

B.

C.

C

C

B

A

AB = 15,7 cm P = 51 cm BC = ?

AB = 1,7 dm BC = 1,9 dm DA = 2,1 dm P = 8,5 dm CD = ?

C

C

D. P = 8,6 cm AB = 3,2 dm BC = ?

B B

A

3. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi.

A. In un rettangolo la base misura 18 cm mentre

E. Un esagono ha il lato che misura 6 dm. Il lato

l’altezza è i 5 della base. Quanto misura l’altez9

di un ottagono è i del perimetro dell’esagono. 9 Calcola il perimetro dell’ottagono.

za? Quanto misura il perimetro?

B.Calcola il perimetro di un triangolo scaleno i cui lati misurano 12 cm, 17 cm mentre il terzo lato è i 3 del primo. 4

C.Due aiuole, una a forma di triangolo equilatero e l’altra di quadrato, hanno lo stesso perimetro di 132 cm. Quanto misura il lato dell’aiuola triangolare? Quanto misura il lato dell’aiuola quadrangolare?

D.Il papà di Luigi deve recintare una parte di giardino per le tartarughe. Egli pensava di costruire un rettangolo di 7 m e 5 m. Quanti metri di rete dovrà comprare?

2

F.Un

triangolo equilatero è isoperimetrico di un rettangolo che ha la base di 10 dm e l’altezza uguale al lato del triangolo. Calcola il perimetro del rettangolo, sapendo che il perimetro del triangolo misura 36 dm.

G.Un quadrato ha il perimetro di 36 cm. Un rombo 5

ha il lato uguale ai 7 del lato del quadrato. Quanto misura il perimetro del rombo?

H. In un trapezio isoscele le basi misurano 15 cm e 7 cm, mentre il lato obliquo misura 6 cm. Quanto misura il lato di un quadrato isoperimetrico al trapezio?

291


geometria

La misura della circonferenza Come misurare la circonferenza? Segui l’esperimento. PROVA

Procurati una lattina di aranciata o altra bevanda. Per misurare il bordo della lattina quale degli oggetti qui sotto disegnati useresti? Segnalo con una crocetta!

Sicuramente avrai scelto il nastro perché è l’oggetto che meglio si adatta al recipiente che vogliamo misurare. Prova adesso a misurare il bordo della lattina! 1. Circonda con il nastro la lattina e segna la misura.

2. Taglia il nastro nel punto della misura che hai preso. SÌ NO Distendi il nastro sul banco: è un segmento? Il segmento è la circonferenza rettificata della nostra lattina. Misura la circonferenza rettificata con il righello.

La circonferenza misura . . . . . . . . . . . . . . . cm Misura adesso il diametro della lattina: è di . . . . . . . . . . . . . . . cm. Confronta la circonferenza con il diametro. Quante volte la circonferenza contiene il diametro? . . . . . . . . . . . . . . . volte e . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............ diametro

Prova adesso a misurare la circonferenza di altri oggetti e ti accorgerai che il diametro è sempre contenuto tre volte e un pezzettino nella circonferenza. 14 Quel pezzettino è i del diametro. 100 Quindi se conosci il diametro puoi calcolare la circonferenza: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . × 3,14 = circonferenza

Per calcolare la misura della circonferenza devi: • moltiplicare la misura del diametro per il numero fisso 3,14, oppure • moltiplicare il doppio del raggio per il numero fisso 3,14.

292


M A T EM A T i CA

Anche per la circonferenza possiamo applicare le formule dirette e le formule inverse. Conoscendo... il raggio

il diametro

la circonferenza

della circonferenza

raggio Ă&#x2014; 6,28

diametro Ă&#x2014; 3,14

del diametro

raggio Ă&#x2014; 2

Calcolo la misura...

circonferenza : 3,14 diametro : 2

del raggio

circonferenza : 6,28

ESERCIZI 1. Dopo aver misurato con il righello la lunghezza del raggio, calcola sul quaderno la misura delle seguenti circonferenze.

2. Completa le tabelle.

A.

B.

raggio

diametro

circonferenza

4 cm

....................

. . . ........................

.................

10 cm

. . . ........................

.................

....................

37,68 cm

2,5 cm

....................

. . . ........................

raggio

diametro

circonferenza

.................

6 cm

. . . ........................

3,5 cm

....................

. . . ........................

.................

....................

28,26 cm

.................

....................

314 cm

3. Calcola sul quaderno il perimetro delle seguenti figure.

A.

C

D

A

B.

C. AB = 12 cm BC = 7 cm P=?

B D

A

B

AB = 6 cm P=?

C

AB = 9 cm P=?

D.

C

D

A

B A 0

B

OA = 3 cm OB = 5 cm P=?

293


geometria

Calcolare l’area PROVA

Calcola l’area delle seguenti figure usando come unità di misura quella indicata. Che cos’è l’area?

Unità di misura

L’area è la misura . . . . . . . . . . . . . . . ........................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...........................

Qual è l’unità di misura convenzionale? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...........................

A = ................

A = ................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...........................

Ricorda, inoltre, che due figure che hanno la stessa area sono equivalenti.

Come per il perimetro, anche per l’area possiamo costruire una tabella con le formule dirette e quelle inverse. figura triangolo scaleno, isoscele, equilatero

formule dirette

formule inverse

A = (base × altezza) : 2 A = (AB × CH) : 2

base = doppia A : altezza AB = (A × 2) : CH altezza = doppia A : base CH = (A × 2) : AB

C

A = base × altezza A = AB × DH

base = A : altezza AB = A : DH altezza = A : base DH = A : AB

C

A = base × altezza A = AB × BC

base = A : altezza AB = A : BC altezza = A : base BC = A : AB

A = (diag. maggiore × diag. minore): 2 A = (AC × BD) : 2

diag. mag. = doppia A : diag. min. BD = (A × 2) : AC diag. min. = doppia A : diag. mag. AC = (A × 2) : BD

A = lato × lato A = AB × BC

lato = quel numero che moltiplicato per se stesso dà la misura della superficie

C

A

B

H

parallelogramma D

A H

B

rettangolo D

A

B

rombo

C B

D A

quadrato

D

C

A

trapezio scaleno, D isoscele, rettangolo

A

294

B

C

H

B

somma delle basi = doppia A: altezza A = (somma delle basi × altezza) : 2 AB + CD = (A × 2) : CH altezza = doppia A : somma delle basi A = (AB + CD) × CH : 2 CH = (A × 2) : (AB + CD)


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con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Sul quaderno, calcola ciò che ti viene richiesto.

A.

D

C.

C

cm2

A

B

A = 95 AB = 12 cm DA = 10 cm CD = ?

D

C

A

B

D. B.

C

A

H

C

P = 60 cm A = 173,2 cm2 CH = ?

D

B

AB + BC = 24,32 dm BC = 10,22 dm A=?

AC = 49 cm 5 BD = AC 7 A=?

A

B

2. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi.

A. La diagonale maggiore di un rombo misura 35 cm,

E. Il lato di un quadrato misura 8 cm. Un rettango-

maggiore. Quanto misura la superficie del rombo?

lo, equivalente al quadrato, ha la base di 10 cm. Quanto misura l’altezza del rettangolo?

4 mentre la sua diagonale minore è uguale ai della 7

B.In un trapezio isoscele le basi misurano 34 cm e 47 cm, mentre l’altezza è uguale ai 5 della somma 9 delle basi. Calcola l’area del trapezio.

C. La

superficie di un quadrato misura 36 cm2. Calcola l’area di un rettangolo la cui base misura 15 cm e la cui altezza è uguale al lato del quadrato.

D.Il perimetro di un triangolo equilatero misura 54 cm. Calcola la misura della superficie di un parallelogramma la cui base misura 25,6 cm e la cui altezza è uguale ai 3 del lato del triangolo.

F. Un trapezio, equivalente a un rombo, ha l’area di 132 cm2. Quanto misura l’altezza del trapezio se la somma delle sue basi è 33 cm? Se la diagonale maggiore del rombo misura 22 cm, quanto misura la sua diagonale minore?

G. Il lato di un triangolo equilatero misura 15 cm, mentre la base di un rettangolo misura 12 cm. Calcola l’area di un triangolo isoscele che ha la base uguale al lato del triangolo equilatero e l’altezza uguale alla base del rettangolo.

6

3. Con il righello prendi le misure necessarie e calcola la misura della superficie delle seguenti figure piane.

A.

B.

A = ...... . . . . . . . . cm2

C.

A = . . . . . . . . . . . . . . cm2

A = . . . . . . . . ...... cm2

295


geometria

L’area dei poligoni regolari Osserva come possiamo scoprire la formula per calcolare l’area di un poligono regolare, partendo da diversi punti di vista e operando trasformazioni diverse. Abbiamo già visto che una delle caratteristiche di un poligono regolare è quella di poter essere diviso in tanti triangoli uguali quanti sono i suoi lati. Ogni triangolo ha per base un lato (l) del poligono e per altezza il suo apotema (a). Per calcolare l’area del poligono, quindi, basterà calcolare l’area di un triangolo e moltiplicare il risultato per il numero dei triangoli Osserva la figura. Ritagliando le varie parti come indicato e operando rotazioni e traslazioni, possiamo trasformare un poligono in un triangolo che ha per base la somma dei lati del poligono, cioè il perimetro, e per altezza l’apotema. Quindi, la formula per calcolare l’area è: perimetro × apotema : 2.

a l

l×a 2

l

 area di un triangolo

l×a x 5  area di 5 triangoli 2 area del pentagono

possiamo anche scrivere: A=l×a:2×5

a l x 5 = perimetro

l

A = perimetro × apotema : 2 

p×a =p×a:2 2

RICORDA Per calcolare l’area di un poligono regolare devi moltiplicare la misura del suo perimetro per la misura del suo apotema e dividere il prodotto per due: AREA = (perimetro × apotema) : 2

Completa la tabella che si riferisce ad alcuni poligoni regolari.

296

poligono

lato

apotema

perimetro

area

triangolo

5 cm

....................

cm

....................

cm

. . ..................

cm2

quadrato

12 cm

....................

cm

....................

cm

. . ..................

cm2

pentagono

7 cm

....................

cm

....................

cm

. . ..................

cm2

esagono

6,5 cm

....................

cm

....................

cm

. . ..................

cm2

ottagono

10,5 cm

....................

cm

....................

cm

. . ..................

cm2


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Anche dalla formula diretta dell’area dei poligoni regolari possiamo ricavare le formule inverse per calcolare il perimetro e l’apotema. Perimetro = (area × 2) : apotema

Apotema = (area × 2) : perimetro

ESERCIZI e problemi 1. Con il righello o la squadra misura il lato dei seguenti poligoni, l’area di ciascuno, e completa la tabella.

numero lati

lato

apotema

perimetro

area

pentagono

...........................

. . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

...........................

...........................

...........................

triangolo

...........................

. . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

...........................

...........................

...........................

ottagono

...........................

. . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

...........................

...........................

...........................

esagono

...........................

. . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

...........................

...........................

...........................

2. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi.

A. Un triangolo equilatero ha il perimetro di 27 dm.

E. Un’aiuola a forma di triangolo ha la base lunga

Calcola l’area di un esagono regolare che ha il lato uguale a quello del triangolo.

20 dm. Un parallelogramma è equivalente al triangolo e ha la base lunga 12 dm. Quanto misura l’altezza del parallelogramma?

B.Un rettangolo ha l’area di 17,28 m2 e la sua base misura 5,4 m. Calcola l’area di un pentagono regolare il cui lato è uguale all’altezza del rettangolo.

C.Un quadrato e un ottagono regolare sono isoperimetrici. Il perimetro del quadrato misura 36 cm. Calcola l’area dell’ottagono.

D.L’apotema di un esagono regolare misura 17,32 cm. Calcola il perimetro di un rombo avente il lato uguale al lato dell’esagono.

F.Un pentagono ha il lato uguale ai

3 del lato di 4

un quadrato di area 64 cm2. Quanto misura il lato del quadrato? (Tu sai che l’area del quadrato si trova moltiplicando ... quindi ... Quanto misura l’altra del pentagono?

G.Una

figura ha l’apotema che misura 68,8 cm. Il suo n.f. è 0,688. Di che figura si tratta? Calcolane l’area.

297


geometria

L’area del cerchio Il cerchio, come sai, è una figura piana che non ha lati. Come fare per calcolare la sua area? Osserva le figure e completa. PROVA

In ogni circonferenza è stato disegnato un . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . detto poligono inscritto. Il centro del poligono coincide con il centro del . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Che cosa succede man mano che aumenta il numero dei lati? SÌ NO • I lati del poligono diventano sempre più piccoli? Infatti, il perimetro del poligono diventa sempre più vicino alla misura della circonferenza. SÌ NO • La misura dell’apotema del poligono è sempre la stessa? Infatti aumentando il numero dei lati del poligono, la misura dell’apotema si avvicina a quella del raggio del cerchio. La differenza tra la superficie del cerchio e quella del poligono aumenta

o

diminuisce

?

.......................

Allora, puoi considerare il cerchio come un poligono regolare con un grandissimo numero di lati e l’area del cerchio, come hai già studiato, si trova moltiplicando il perimetro del cerchio, cioè la circonferenza, per il raggio e dividendo il prodotto per 2. A = (. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . × . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ) : . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

r C 2

Dalla formula diretta passiamo a ricavare le formule inverse per calcolare la circonferenza e il raggio. circonferenza = (area × 2) : raggio c = (A × 2) : r raggio = (area × 2) : circonferenza r = (A × 2) : c

298

Per calcolare l’area del cerchio devi moltiplicare la misura della sua circonferenza per la misura del suo raggio e dividere il prodotto per due: AREA = (circonferenza × raggio) : 2


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con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Misura il raggio, calcola l’area dei cerchi e scrivi il risultato nella tabella. 1

2

3

figura 4

5

raggio

area

1

. . . . . . . . . . . . . ... ................

2

. . . . . . . . . . . . . ... ................

3

. . . . . . . . . . . . . ... ................

4

. . . . . . . . . . . . . ... ................

5

. . . . . . . . . . . . . ... ................

2. Calcola l’area della parte colorata. C

0

A

B

0 B

A

0B = 1,5 cm AB = 0,5 cm

AB = 16 cm

3. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi. A. Un rombo ha il perimetro di 40 cm. Calcola l’area di un cerchio il cui raggio è uguale ai 3 del lato 5 del rombo.

B.Un quadrato, con lo stesso perimetro di un cerchio, ha il lato lungo 12,56 dm. Calcola l’area del cerchio.

C.Una pista circolare ha il diametro di 16 dam. Se un ciclista percorre la pista 18 volte, quanti chilometri percorre?

A

AB = 7 cm BC = 12 cm

A

B

0A = 3,2 cm

D.In una piazza di forma rettangolare, con i lati di 5,6 dam e di 45 m, viene posta una vasca di forma circolare con il raggio di 5 m. Calcola l’area della parte della piazza non occupata dalla vasca.

E. Caterina vuole ritagliare 9 dischi rotondi di cartoncino del diametro di 12 cm. Se Caterina ha un cartoncino di 4 000 cm2 le basterà per ritagliare tutti i dischi?

299


geometria

Classifichiamo i solidi I solidi geometrici possono essere classificati in poliedri e solidi di rotazione. poliedri

RICORDA I poliedri hanno tutte le facce piane. Nei prismi gli spigoli laterali sono tutti uguali tra loro. Nelle piramidi gli spigoli laterali si incontrano in un punto detto vertice. prismi

piramidi

solidi di rotazione

RICORDA I solidi di rotazione: â&#x20AC;˘ non hanno spigoli, â&#x20AC;˘ hanno almeno una faccia curva.

Le facce sono i poligoni che delimitano i poliedri.

I lati dei poligoni sono gli spigoli del poliedro.

La faccia con la quale il solido poggia sul piano è la base del poliedro.

I vertici dei poligoni sono i vertici del poliedro.

300


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La superficie dei solidi Per capire come calcolare la misura della superficie dei solidi, puoi prendere una scatola e aprirla.

RICORDA Ricorda che i solidi hanno tre dimensioni.

altezza

larghezza lunghezza

Le facce colorate del solido formano la superficie laterale. La somma della superficie laterale e della superficie delle due basi costituiscono la superficie totale del solido.

Il parallelepipedo

Lo sviluppo della superficie laterale corrisponde a un rettangolo. Questo rettangolo ha per base il perimetro del poligono di base e per altezza lâ&#x20AC;&#x2122;altezza del solido. Area laterale = perimetro di base Ă&#x2014; altezza Area totale = area laterale + area delle due basi

301


geometria

Il cubo Osserva bene lo sviluppo del cubo! Il cubo è un parallelepipedo formato da 6 facce quadrate. Completa: Come sono tra loro le facce del cubo? .................... Quante sono? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Quindi, per trovare la superficie laterale basta moltiplicare per

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ................

l’area

di una faccia. Per trovare la superficie totale basta moltiplicare per . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . l’area di una faccia.

Area laterale = area di una faccia × 4 Area totale = area di una faccia × 6

La piramide La piramide è un poliedro con una sola base. La base può avere forme diverse: quadrata, rettangolare, triangolare, … Osserva bene lo sviluppo della piramide qui a lato.

apotema a

vertice faccia laterale

l

spigolo base

Area laterale = area di una faccia × numero delle facce Area totale = area laterale + area di base

Il cilindro Il cilindro è un solido di rotazione. Esso ha tre facce: le due basi sono due cerchi uguali, mentre l’unica faccia laterale è un rettangolo incurvato. Area laterale = circonferenza di base × altezza Area totale = area laterale + area delle basi

302


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con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Completa le tabelle calcolando l’area laterale e totale. Parallelepipedi

Prismi a base esagonale

lunghezza larghezza

altezza

area laterale

area totale

lato base

altezza

area laterale

area totale

10 cm

7 cm

12 cm

. . .. . . . . . . . . . . . . . .

..................

4 cm

12 cm

. . . . . . . ......... ................

12 cm

8 cm

14 cm

. . .. . . . . . . . . . . . . . .

..................

7 cm

10 cm

. . . . . . . ......... ................

14 cm

9 cm

17 cm

. . .. . . . . . . . . . . . . . .

..................

5 cm

8 cm

. . . . . . . ......... ................

2. Unisci ogni sviluppo al proprio solido; poi calcola sul quaderno la superficie laterale e la superficie totale di ogni solido. 12 cm

1

2

9 cm

m

4c

4c m

3 4

7 cm 7,2 cm 5 cm 9 cm

3. Prima di risolvere i problemi, disegna la figura dei solidi.

A. Una

scatola a forma di parallelepipedo è alta 18 cm. la sua base ha le dimensioni che misurano 12 cm e 10 cm. Calcola l’area laterale e totale della scatola.

D.Una piramide a base quadrata ha l’apotema che

B.Si deve rivestire una scatola a forma di cubo con

E. Si devono verniciare le facciate di un palazzo a

lo spigolo di 0,5 m. Quanti metri quadrati di stoffa occorrono?

forma di parallelepipedo largo 35 m, lungo 50 m e alto 20 m. Quanto si spende se il costo per la verniciatura è di € 35 al metro quadrato?

C.Un

parallelepipedo a base rettangolare ha le seguenti dimensioni: lunghezza 21 cm, larghezza 3 della lunghezza e altezza 18 cm. Calcola l’area 7

laterale e totale del parallelepipedo.

misura 22 cm. Se lo spigolo di base misura 10 cm, calcola l’area laterale e totale della piramide.

F. Si devono rivestire di carta 40 scatole a forma di cubo con lo spigolo lungo 3 dm. Quanti metri quadrati di carta occorrono?

303


geometria

Il volume Tutti i solidi occupano uno spazio. Lo spazio occupato è detto volume. Il volume è una grandezza e, come tutte le grandezze, devo poterla misurare. Come fare? Lo scorso anno hai imparato a misurare la superficie dei poligoni, quest’anno scoprirai come misurare il volume dei solidi. PROVA

Quale sarà la misura campione per misurare il volume? • Osserva i solidi qui sotto disegnati e misura il loro volume servendoti dell’unità campione disegnata accanto a ognuno. Il numero di volte che la grandezza campione è contenuta nel solido è la misura del suo volume.

V = ............ . . . . . . . . . . . . . . . . . .

V = ..............................

V = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....

Quando misuri lo spazio occupato da un solido, misuri il volume di quel solido; infatti, il volume è il numero che esprime quante volte l’unità di misura è contenuta nello spazio occupato dal solido, cioè quante unità campione hai contato per misurare il volume.

RICORDA La misura dello spazio occupato da un solido è il volume.

PROVA

Misura il volume dei due solidi con l’unità campione disegnata e rispondi alle domande. Il volume del solido A misura .................. Il volume del solido B misura .................. I due solidi si dicono equivalenti. A

B misura campione

304

RICORDA nti. lume si dicono equivale vo o ss ste lo o nn ha e ch I solidi


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Misurare il volume Hai scoperto come misurare il volume dei solidi con misure campione. Ma anche per i volumi è necessario usare le unità di misura convenzionali. Osserva il disegno qui sotto. La misura del volume del parallelepipedo è 60 cm2. RICORDA

Un cubo con il lato di 1 cm è un centimetro cubo e si indica con 1 cm3.

1cm

L’esponente 3, posto vicino alla marca, indica che le misure di volume hanno tre dimensioni: lunghezza, larghezza e altezza.

Nel Sistema Metrico Decimale l’unità di misura fondamentale del volume è il metro cubo, il cui simbolo è m3, che equivale al volume di un cubo con lo spigolo lungo 1 metro. Le figure ti suggeriscono come si può riempire un cubo di cartone, con lo spigolo di 1 metro, utilizzando cubetti da 1 dm3.

Ti occorrono 100 cubetti da 1 dm3 per riempire la superficie di base, 1 000 cubetti per riempire tutto il cubo. Infatti: (10 × 10) × 10 = 1 000 dm3 uno strato

numero degli strati

numero complessivo dei decimetri cubi

Per misurare volumi molto piccoli si usano isottomultipli del metro cubo, per usare volumi grandi si usano i multipli. ×1 000

unità

h

×1 000

sottomultipli

m3 metro cubo

dm3 decimetro cubo

cm3 centimetro cubo

mm3 millimetro cubo

m3

dm3

cm3

mm3

da

×1 000

u

h

da

u

h

da

u

h

da

u

1

0

0

0

0

0

0

0

0

0

m3

dm3 :1 000

cm3 :1 000

mm3 :1 000

1 m3 = 1 000 dm3 1 m3 = 1 000 000 cm3 1 m3 = 1 000 000 000 mm3

305


geometria

Volume del parallelepipedo e del cubo Il volume del parallelepipedo Tu sai già trovare la superficie laterale e totale del parallelepipedo. Ora imparerai a trovare il volume. PROVA

Osserva il parallelepipedo. Le sue dimensioni sono: 4 cm di lunghezza, 3 cm di larghezza e 2 cm di altezza.

2

3 4 12 12

4 4

4

4 x 3 = 12

Le dimensioni della base ti servono per calcolare il numero dei cubetti che poggiano sulla base. Su questa superficie di base poggiano 4 cubetti per 3 file, cioè 12 cubetti. Il numero dell’altezza ti indica di quanti strati di 12 cubetti ciascuno è composto il parallelepipedo. Il volume si calcolerà, quindi, moltiplicando l’area di base (Ab) per l’altezza (h). V = Ab × h

12 x 2 = 24

4 × 3 × 2 = 24

Per calcolare il volume del parallelepipedo devi moltiplicare l’area della sua base per la misura dell’altezza: Volume = area di base × altezza

Il volume del cubo

4

Come per il parallelepipedo, 4 possiamo calcolare il volume del cubo. 4 La lunghezza del cubo è di 4 cubetti, la larghezza è pure di 4 cubetti e anche la sua altezza. 4 Quindi per calcolare il volume del cubo 4 4 devi moltiplicare l’area della sua base per 4 volte. 4 16 x 4 = 64 4 x 4 = 16 Quindi: Area della base = 4 × 4 = 16 cm2 Per calcolare il volume del cubo devi moltiplicare Volume del cubo = 16 × 4 = 64 cm3 la misura del suo spigolo per se stesso 3 volte: Volume = spigolo × spigolo × spigolo

306

16 16 16 16


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con ESERCIZI e PROBLEMI

1. Calcola il volume dei seguenti solidi usando come unità di misura un cubetto (

V = ........... . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

V = ..............................

2. Inserisci nella tabella le seguenti misure di volume.

m3 h

da

V = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .....

dm3 u

h

da

).

cm3 u

h

da

mm3 u

h

da

u

23,847 m3 567,458 dm3 0,258 dam3 85,478 cm3 254 789 523 mm3

3. Esegui le seguenti equivalenze.

A. 56 m3 = ..... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cm3 B. 12,4 cm3 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . m3 C. 2,45 m3 = . . . . . . ................. dm3 2,8 dm3 =

cm3

4,56 dm3 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . mm3

45 687 mm3 = ................ dm3

589 cm3 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . dm3

254 dm3 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . m3

12,456 dam3 = .............. dm3

0,45 m3 =

cm3

56 m3 = . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . cm3

45,789 dm3 = ................. cm3

mm3

45,789 dm3 = . . . . . . . . . . . . . . . . . cm3

12 547 mm3 = ................ cm3

.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

12,4 cm3 =

...................

4. Con il righello prendi le misure necessarie per calcolare il volume dei solidi disegnati.

5. Risolvi sul quaderno i seguenti problemi. A. Un parallelepipedo, a base quadrata, ha l’area di base di 900 dm2 e la sua altezza misura 5 dm. Calcola il suo volume in decimetri cubi, metri cubi e centimetri cubi.

B.Un cubo ha lo spigolo di 8 cm.

A

B

C

C.Un acquario a forma di parallelepipedo ha la base di 4 000 cm2. Sapendo che la sua altezza misura 6 dm, calcola il volume dell’acquario.

D.Il volume di un cubo è di 125 cm3 e il lato misura 5 cm. Trova l’area di base.

Calcola il suo volume.

307


I C AI T O F I R V E CAP

AI SE H

!

1. Scrivi accanto a ogni enunciato se è vero (V) o falso (F).

• I poligoni sono parti di piano delimitati da una linea spezzata chiusa. V

F

• Tutti i quadrilateri sono poligoni regolari.

V

F

• Tutti i triangoli sono poligoni.

V

F

• I quadrilateri sono poligoni che hanno 4 lati e 4 angoli.

V

F

• Non esistono poligoni con più di otto lati.

V

F

• I rombi hanno tre diagonali.

V

F

• I trapezi hanno almeno una coppia di lati paralleli.

V

F

• Tutti i parallelogrammi sono trapezi.

V

F

2. In ogni poligono traccia gli assi di simmetria e indica quali sono i poligoni regolari.

3. Collega ogni poligono alle formule che lo riguardano.

triangolo equilatero

P=l×4 A = l2

trapezio isoscele

rettangolo

P=l×3 A = (b × h) : 2

P = (l × 2) + B + b A = [(B + b) × h] : 2

quadrato

P = (b + h) × 2 A=b×h

4. Completa scrivendo la lunghezza delle parti indicate. poligono

308

lato

apotema

perimetro

area

....................

....................

90 cm

....................

....................

....................

72 dm

....................

2 cm

....................

....................

....................


VERI

F SE H AI C I C A APIT O

5. Completa inserendo al posto giusto gli elementi del cerchio qui indicati:

!

diametro • settore circolare • raggio corona circolare • semicerchio corda • circonferenza ............

............

............ ............

............ ............

............

6. Completa le equivalenze. 0,1 dm3 = ....... . . . . . cm3

0,00347 dm3 = . . . . . . . . . . . . mm3

66 600 dm3 = . . . . . . . . . . . . cm3

1 054 734 cm3 = . . . . . . . . . . . . m3

332,154 mm3 = . . . . . . . . . . . . cm3

0,54 m3 = . . . . . . . . . . . . cm3

7. Collega ogni solido al proprio sviluppo.

309


statistica Svolgere un’indagine statistica, come ricorderai, significa raccogliere ed elaborare dei dati per conoscere un certo fenomeno, per esempio l’andamento dei prezzi, l’occupazione, le preferenze dei cittadini per le vacanze, la scuola, il tempo libero... I risultati di queste indagini sono poi comunicati dai giornali, dai libri, dalla televisione, per mezzo di grafici, cioè di disegni schematici che forniscono una quantità di dati in maniera semplice e comprensibile. I grafici più usati sono i diagrammi cartesiani, gli istogrammi, gli ideogrammi, i cartogrammi, gli areogrammi.

Il diagramma cartesiano

5 4

Osserva il diagramma cartesiano che riguarda gli alunni iscritti alla scuola primaria, alla scuola secondaria di 1° grado e alla scuola secondaria di 2° grado negli anni scolastici indicati.

scuola primaria

3 2

scuola secondaria di 1° grado

1

scuola secondaria di 2° grado

0

1961-62

1971-72

1981-82

1991-92

2003-04

Indica con una  se le frasi sono V (VERE) o F (FALSE).

V

F

• Attualmente sono in diminuzione gli alunni di tutte le scuole. • Il maggior numero degli alunni della scuola primaria si è avuto nell’anno scolastico 1971-1972. • Il maggior numero degli alunni della scuola secondaria di 1° grado si è avuto nell’anno scolastico 1991-1992. Per una settimana, sempre alla stessa ora, registra con un termometro la temperatura esterna.

temperatura in gradi

30 20

Riporta i dati sul diagramma cartesiano e rispondi.

10

• La temperatura più alta si è registrata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

0

• In media la temperatura di questa settimana è stata di gradi

-10 Lun

310

Mar

Mer

Gio

Ven

Sab

. . . .............................


probabilita e logica 14

L’istogramma

12

milioni di addetti

10

Nel seguente istogramma puoi osservare in quali attività erano occupati i lavoratori italiani negli anni indicati.

8 6 4 2

Osserva l’istogramma e rispondi alle domande.

0 1951

1961

settore primario

1971

1981

settore secondario

1991

2007

settore terziario

• Quale settore ha registrato, tra il 1951 e il 2007, il maggiore aumento? • Quale settore, invece, ha avuto la maggior diminuzione?

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............

• In quale anno il secondario ha raggiunto il maggior numero di occupati? • Nel 2007, gli occupati nei tre settori erano più o meno di 20 milioni?

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............

Il cartogramma Osserva le tre cartine geografiche semplificate (cartogrammi).

olive

riso

uva

Completa le frasi scrivendo i nomi delle regioni che mancano. • Le quattro regioni in cui si producono più olive sono, nell’ordine … … … … … … … … … … … . . . . . . …………………… … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . … … … . . … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . … ….

• Le due regioni in cui si produce più riso sono, nell’ordine … . … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . … . . .... …………………… … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . … … … . . … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . …….

• Le quattro regioni in cui si produce più uva sono, nell’ordine … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . .......... …………………… … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . … … … . . … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . … … . . ..............

311


STATISTICA, PROBABILITÀ E LOGICA

L’ideogramma L’ideogramma è una rappresentazione formata da tante figure simboliche che danno un’idea di un fenomeno. Per esempio, per indicare il numero degli abitanti, possiamo adoperare il disegno di omini che rappresentano gruppi di 100 e 10 abitanti, come nell’esercizio seguente. La tabella ti fornisce la graduatoria delle regioni italiane in base al numero degli abitanti arrotondato alle migliaia. Gli ideogrammi ti indicano il numero degli abitanti (arrotondato alle decine) che ci sono, in media, per ogni chilometro quadrato della regione. Scrivi in cifre la densità di ogni regione e rispondi alle domande.

 100 abitanti

regione Lombardia 9 545 000 Lazio 2 5 943 000 Campania 3 5 790 000 Sicilia 4 5 097 000 Veneto 5 4 774 000 Piemonte 6 4 353 000 Puglia 7 4 070 000 Emilia R. 8 4 223 000 Toscana 9 3 368 000 Calabria 10 1 998 000 1

 10 abitanti

densità (abitanti/km2) .............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

regione 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Liguria 1 608 000 Sardegna 1 659 000 Marche 1 536 000 Abruzzo 1 310 000 Friuli V.G. 1 213 000 Trentino A.A. 995000 Umbria 873 000 Basilicata 591 000 Molise 320 000 V. d’Aosta 125 000

densità (abitanti/km2) .............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

.............

• Questa graduatoria corrisponde, secondo te, a quella riguardante la superficie delle regioni? … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................. • Qual è la regione con maggior densità di popolazione? … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................... • Qual è la regione con minor densità di popolazione? … … … … … … … … … … … … . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ...............................

312


M A T EM A T i CA

Moda e media Dalle indagini si possono ricavare altri importanti indicatori statistici. Per esempio: Qual è il dato con maggior frequenza? Quale città viene preferita? Quale gusto di gelato è preferito dagli alunni della classe terza? E anche: Qual è la media dei tuoi voti? Qual è la temperatura massima media di quest’anno? Qual è il peso medio degli zaini pieni di libri? A queste domande si può rispondere calcolando la moda e la media di un’indagine. Moda e media sono chiamati valori significativi; la moda indica la maggiore frequenza di un fatto, di una quantità, di una situazione, mentre la media indica quante volte un fatto, un’abitudine, una quantità si ripete mediamente. La media si ottiene addizionando tutti i dati ottenuti dalle registrazioni e dividendo la somma ottenuta per il numero delle registrazioni. Consideriamo l’indagine «peso degli zaini su un campione di 19 alunni» peso in kg

frequenza

7

7

8

6

9

4

5

10

2

4

8 7 6

3

• La moda dell’indagine è 7 kg perché ……..............……. • La media dell’indagine è 9 kg perché: (7 x 7) + (8 x 6) + (9 x 4) + (10 x 2) = 153 = 9 kg 17 17

problemi 1. Il giornalaio Pietro Bianchi, nella sua edicola di Milano, in una settimana ha venduto 482 copie del «Corriere della Sera», 427 copie di «Repubblica», 325 copie del «Quotidiano nazionale», 294 copie di «La Stampa», 740 copie della «Gazzetta dello Stato». Qual è la moda dei lettori? Quante copie di giornali vende Pietro in media al giorno? 2. Una famiglia, per il vitto, spende lunedì 55 euro, martedì 75 euro, mercoledì 63 euro, giovedì 80 euro, venerdì 48 euro, sabato 92 euro e domenica 105 euro. Quanto ha speso quella famiglia in una settimana? E in media al giorno?

2 1

7 Kg

8 Kg

9 Kg

10 Kg

RICORDA La moda è il dato dell’indagine che ha la frequenza maggiore. La media è il valore ottenuto sommando tutti i dati dell’indagine e dividendo il risultato per il numero dei dati.

3. La classe 5a A ha fatto un’indagine sulle stagioni dell’anno: 8 alunni preferiscono l’estate, 5 l’autunno, 7 la primavera e 4 l’inverno. Qual è la moda? 4. In un teatro, 266 persone hanno assistito allo spettacolo pomeridiano e 304 allo spettacolo serale. Qual è la moda? Qual è la media degli spettatori?

313


STATISTICA, PROBABILITÀ E LOGICA

Dalle percentuali agli areogrammi I dati relativi a un’indagine possono essere espressi anche in percentuale e rappresentati con altri due tipi di grafico. PROVA

È stata svolta un’indagine in una classe di 20 alunni: «Quale genere di film preferisci tra i seguenti: fantastici, comici, polizieschi o di animazione». Vengono riportati i dati in tabella.

• Completa la tabella esprimendo le frequenze in frazione e in forma percentuale. genere di film

frequenza

frazione

percentuale

fantastico

3

3 20

3 : 20 = 0,15 0,15 × 100 = 15%

comico

7

poliziesco

4

animazione

6

......

20 4 ......

......

...... ......

TOTALE

20

7 : . ..... = ...... × 100 = 35%

......

: 20 = ...... × . ..... = ...... %

......

...... ......

:

×

20 20

100%

• Riporta adesso i dati nel grafico. Il quadrato a lato esprime il totale dell’indagine, cioè il 100% delle preferenze.

• Il quadrato qui a lato è diviso in . . . .. quadretti. • I bambini che preferiscono i film fantastici sono . . . . . e in percentuale sono il 15%. Quindi coloro di verde 15 quadretti su 100.

• I bambini che preferiscono i film comici sono . . . . . e

314

= ...... = ...... %

......

. .....

in percentuale sono . . . . . Quindi coloro di arancione 35 quadretti su . . . . . • I bambini che preferiscono i film polizieschi sono ..... e in percentuale sono . . . . . Quindi coloro di blu . . . . . quadretti su . . . . . • I bambini che preferiscono i film di animazione sono ..... e in percentuale sono . . . . . Quindi coloro di giallo . . . . . quadretti su 100.

= fantastico

Questo tipo di areogramma viene detto areogramma quadrato.

= animazione

= comico = poliziesco


M A T EM A T i CA

Costruisci un areogramma Possiamo usare l’areogramma per evidenziare le percentuali. PROVA

Qui sono rappresentati i dati della pagina precedente, riportati in un areogramma. Segui l’esempio e completa il grafico e le percentuali.

• Film fantastici: 360° : 20 = 18° • Film comici: 360° : 20 = 18° • Film polizieschi: 360° : . . . . . = . . .. . • Film di animazione: . . . . . : . . . . . = . . . . .

18° × 3 = 54° ..........

18° × 7 = . . . . .

15%

18° × . . . . . = . . . . .

× ..... = ..... Nell’areogramma si divide il cerchio (360°) in tanti spicchi; l’ampiezza di ogni spicchio è proporzionale alla frequenza considerata. .....

.......... . . . . ......

Per dividere il cerchio in settori, bisogna partire dalla constatazione che, ruotando il raggio di un giro completo, si ottiene un angolo di 360° (angolo giro). Quindi, colorando tutto il cerchio, se ne colora il 100%. Per rappresentare il 15% di un dato, procedi così: 1. Traccia un cerchio e un suo raggio. 2. Stabilisci l’ampiezza angolare del settore. Sapendo che l’1% del cerchio corrisponde a un settore con l’angolo di 3,6°, il 15% del cerchio avrà un angolo di 3,6° × 15 = 54°. In pratica: (360° : 100) x 15 = 54° 1% 15% 3. Usando il goniometro, stabilisci l’ampiezza di 54° e traccia un nuovo segmento che unisce il centro con la circonferenza.

360°

100%

15% 54°

ESERCIZI 1. È stata svolta un’indagine su 30 alunni di una scuola sul numero di scarpe calzato. Osserva la tabella e rispondi alle domande. numero della scarpa calzata

= 1 alunno

frequenza

33 34 35 36 Qual è il numero di scarpa più calzato? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................. Quale il meno? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................. Tu a quale gruppo di alunni ti unisci? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..............................

315


www appuntamento

con gli ESERCIZI

1. Osserva bene l’ideogramma relativo all’indagine «quale frutto preferisci» su un campione di ragazzi; sul quaderno rappresenta i dati con la tabella di frequenza e poi disegna i relativi istogrammi e areogrammi. tipo di frutto

frequenza

fragole pere pesche ciliegie mele Leggendo la tabella di frequenza, rispondi alle seguenti domande.

• Qual è il numero totale del campione intervistato? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. • Qual è la moda dell’indagine? . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. • Qual è il dato che ha registrato la minor frequenza? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. 2. Qual è il luogo ideale per passare le vacanze? 20 alunni hanno risposto così. luogo di vacanza

frequenza

citta d’arte

2

alunno

mare

8

Piero

4

Sandra

5

campagna

2

Anna

3

Silvia

4

montagna

3

Paola

4

Andrea

3

lago

5

Enrico

4

Sara

4

TOTALE

20

Flavio

5

Mario

5

• Rappresenta i risultati con il grafico che preferisci.

• Qual è la moda? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Puoi calcolare la media? SÌ NO Perché? ........ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . .................................................................................

316

3. «Qual è il numero dei componenti della tua famiglia?». Un campione di 10 alunni ha così risposto. numero numero alunno componenti componenti

• Qual è la moda? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. • Qual è la media? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. • Rappresenta sul quaderno i dati dell’indagine con un areogramma o un istogramma.


M A T EM A T i CA

Il calcolo della probabilità Caterina osserva Andrea che estrae, a occhi chiusi, una pallina colorata da un sacchetto dove ci sono 8 palline verdi e 2 palline gialle. PROVA

Completa le frasi adoperando le parole certo, possibile, impossibile.

• È ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che Andrea peschi una pallina gialla. • È ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che Andrea peschi una pallina blu. • È ............... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . che Andrea peschi una pallina.

Quante probabilità ci sono che Andrea estragga una pallina verde? Andrea ha 8 possibilità su 10 di estrarre una pallina verde. Quindi la probabilità di estrarre una pallina verde è di 8 casi favorevoli su 10. 8 cioè 8 su 10, in percentuale 80%. 10 • Qual è la probabilità che Andrea estragga una pallina gialla? 2 possibilità su 10 e quindi 2 cioè 2 su 10; in percentuale 20%. 10 • Qual è la probabilità che Andrea estragga una pallina verde o gialla? 10 10 possibilità su 10 e quindi ; in percentuale 100%. 10 Possiamo esprimere la probabilità con una frazione:

ESERCIZI 1. Osserva bene le palline contenute nei tre sacchetti; poi rispondi alle domande.

• Da quale sacchetto è più alta la probabilità di estrarre una pallina gialla? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

• E una verde? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . • E una rossa? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . • Calcola la probabilità di estrarre: – una pallina gialla dal primo sacchetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. – una pallina verde dal secondo sacchetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ............................. – una pallina rossa dal terzo sacchetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................

317


STATISTICA, PROBABILITÀ E LOGICA PROVA

Prendi un dado o costruiscine uno e osservalo: ha sei facce e su ogni faccia ci sono dei punti (1, 2, 3, 4, 5, 6). I punti sono sistemati sulle varie facce con un certo ordine: per esempio, la faccia opposta a quella con 1 punto ha 6 punti (1 + 6 = 7), la faccia opposta a quella con 3 punti ha 4 punti (3 + 4 = 7), ...

Lanciando un dado, che cosa uscirà? Indica con una crocetta se ciò che dicono le frasi è certo, possibile, impossibile. • Uscirà un numero dispari.

C

P

I

• Uscirà un numero maggiore di 0.

C

P

I

• Uscirà un numero maggiore di 6.

C

P

I

• Uscirà un multiplo di 2.

C

P

I

• Uscirà un numero minore di 7.

C

P

I

Abbiamo visto che, lanciando una moneta, hai una probabilità su due che venga testa e una probabilità su due che venga croce. Se scommetti che verrà testa, la vittoria dipenderà dal caso. Osserva ora questa situazione: Sara, a occhi bendati, deve prendere una pedina della dama. Indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false. • Le probabilità che prenda una pedina bianca o una pedina nera non sono uguali.

V

F

• C'è 1 probabilità su 2 che prenda una pedina nera.

V

F

• È più probabile che prenda una pedina nera.

V

F

• La probabilità che prenda una pedina bianca è di 1 a 4.

V

F

• La probabilità che prenda una pedina nera è di 3 a 1.

V

F

Lanciando un dado, qual è la probabilità che esca un numero pari?

318

Per rispondere alla domanda, dobbiamo riflettere: i numeri che possono uscire sono 6. I numeri pari sono 3. Ci sono, quindi, 3 probabilità su 6 che esca un numero pari. Possiamo scrivere «3 su 6» anche così: 3 6 Indica con una crocetta se le frasi sono vere o false. • C'è 1 probabilità su 6 che esca il 4.

V

F

• La probabilità che esca il 3 è di 2 su 6.

V

F

• La probabilità che esca un numero dispari è di 5 su 6.

V

F

• La probabilità che esca un multiplo di 2 è di 3 su 6.

V

F

• La probabilità che esca un numero è di 6 su 6.

V

F

• La probabilità che esca il 7 è di 0 su 6.

V

F


M A T EM A T i CA

Lanciando due dadi puoi ottenere 12 punti. Questo numero, infatti, è il risultato di una delle 36 combinazioni possibili e lo posso ottenere solo con 6 punti di un dado e 6 punti di un altro. 1 La probabilità che esca 12 è, quindi, di 1 su 36 ( ). 36 Non è neanche certo che, dopo il lancio dei due dadi, ottenga come punteggio 7. Ma se dovessi scegliere tra i due risultati, 12 e 7, sceglierei 7 perché la probabilità che esca questo numero è di 6 su 36 6 ( ). Posso ottenere 7, infatti, con sei combinazioni: 36 (1, 6), (2, 5), (3, 4), (4, 3), (5, 2), (6, 1). Scrivi le percentuali che mancano, arrotondando ai centesimi.

Osserva quali numeri è possibile ottenere lanciando due dadi e qual è la probabilità di uscita di ciascuno di questi numeri.

Osserva il disegno riportato sopra e indica se le frasi sono vere oppure false. • Le combinazioni possibili lanciando due dadi sono 36.

V

F

• Il numero che ha minor probabilità di uscire è l’11.

V

F

• Il numero che ha maggior probabilità di uscire è il 7.

V

F

• La probabilità che esca 5 è 4 su 36.

V

F

• È più probabile che esca l’8 piuttosto che il 6.

V

F

• È più probabile che esca un numero pari piuttosto che dispari.

V

F

• È più probabile che esca il 6 piuttosto che il 10.

V

F

• La probabilità che i due dadi escano con lo stesso numero di punti è di 6 su 36.

V

F

319


STATISTICA, PROBABILITĂ&#x20AC; E LOGICA

Classificazioni e relazioni Completa il grafo scrivendo i numeri che mancano e il valore della freccia rossa. Dove scriverai i multipli comuni (cioè i multipli sia di 6 sia di 9)? Inserisci nel diagramma di Venn i numeri scritti. ......

+6

......

multipli di 6

multipli di 9

....... .......

.......

....... .......

....... .......

....... .......

....... .......

......

.......

......

......

......

......

......

......

+9 + .... ......

......

. . ....

Inserisci nel diagramma di Venn i numeri scritti nel riquadro. 45

49

54

60

1

multipli di 5

..............

multipli di 9

..............

..............

..............

2

3

4

5

divisori di 20

10

15

20

divisori di 15

....... .......

.......

.......

....... .......

.......

.......

Completa il diagramma di Venn, scrivendo al posto giusto i numeri scritti nel riquadro. multipli di 5

multipli di 2 35 54

37 57

40 60

48 65 ..............

..............

..............

.............. ..............

minori di 50

320

..............

..............

..............


M A T EM A T i CA

Inserisci nel diagramma di Venn, nel diagramma ad albero 20 24 e nel diagramma di Carroll i numeri nel riquadro:

.......

6

mul tipli di .......

di 6 tipli mul non

.......

mul tipli di

4

.......

6

.......

mul tipli di

multipli di 6

.......

6 li di ultip on m 4 n

.......

di tipli mul non

multipli di 4

30

45

multipli di 4

non multipli di 4

. . . . ......

..........

. . . . ......

..........

multipli di 6 non multipli di 6

.......

Osserva che cosa dicono le frecce e completa. è multiplo di

56

è multiplo di

......

è multiplo di

42

63

......

è multiplo di

......

28

......

è divisore di

è divisore di

è divisore di

è divisore di

è multiplo di

è multiplo di

è multiplo di

è multiplo di

7

......

9

......

è divisore di

8

......

è divisore di

è divisore di

6

......

è divisore di

Inserisci nello schema il numero dei solidi corrispondenti. 1

2

3 ......

poliedri

......

6

......

......

piramidi

......

prismi

4

parallelepipedi ...... ......

5

cubi

7

321


STATISTICA, PROBABILITÀ E LOGICA

Frasi per… ragionare Quando una frase può essere giudicata con sicurezza vera o falsa si dice che è una proposizione logica. Completa la tabella indicando se le proposizioni scritte sono vere o false. Riscrivi le frasi aggiungendo o togliendo la negazione «non» e attribuendo il nuovo valore di verità. V o F?

negazione della proposizione

V o F?

1 Il numero 13 è uno dei divisori di 39. . . . . . . . . . . . . . . . . .

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

2

La gallina è un rettile.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

3

Il cubo non è un solido.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

4

Il trapezio è un quadrilatero.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

5

Lo struzzo non è un uccello.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

6

21 è multiplo di 7.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

7

Palermo si trova in Liguria.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

8

La piramide è un solido.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

9

La mucca è un ruminante.

.................

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ........

.................

proposizione

Colora il quadratino accanto a ognuna delle due frasi che completano in modo logico la frase iniziale. • Se è un quadrato, allora...

• Se è un rombo, allora...

ha 4 angoli e 4 lati uguali.

è un quadrilatero.

non è un quadrilatero.

è un parallelogramma.

è un parallelogramma.

ha 4 angoli retti.

Osserva i poligoni e indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false.

• Tutti i poligoni sono convessi.

V

F

• Ogli poligono ha quattro vertici.

V

F

• Un solo poligono è triangolare.

V

F

• Alcuni poligoni sono parallelogrammi.

V

F

• Tutti i poligoni sono irregolari.

V

F

• Nessun poligono è un quadrilatero.

V

F

• Almeno un poligono è un trapezio.

V

F

• Almeno un poligono è un rombo.

V

F

• Qualche poligono è regolare.

V

F

• Non tutti i poligoni sono trapezi.

V

F

322


VE

1. Trasforma in percentuali i risultati di un’indagine svolta in

SE H R I F I C A AI C APIT O

una scuola di 200 alunni sul mezzo usato per recarsi a scuola. Rappresenta, poi, i dati con un areogramma circolare calcolando prima, con eventuali arrotondamenti, l’ampiezza angolare di ogni settore. mezzo

percentuale

scuolabus 86 = 86 : 200 = 0,43 = 43 = 43% 200 100 41 = . . . . . . . : 200 = . . . .. . . = . . . . . . . = . . . . . . . % auto 200 ....... 28 = . . . . . . . : 200 = . . . .. . . = . . . . . . . = . . . . . . . % bicicletta 200 ....... 45 = . . . . . . . : 200 = . . . .. . . = . . . . . . . = . . . . . . . % a piedi 200 .......

mezzo scuolabus

!

ampiezza angolare 3,6 × 43 = 154,8°

 155°

auto

3,6 ×

.......

=

.......

 ....... °

bicicletta

3,6 ×

.......

=

.......

 ....... °

a piedi

3,6 ×

.......

=

.......

 ....... °

2. L’areogramma circolare si riferisce alle materie di studio preferite dai 20 alunni di una classe quinta. Rappresenta gli stessi dati nell’areogramma quadrato.

15%

10%

10%

40%

25%

Matematica Scienze Storia e geografia Inglese Italiano

3. Osserva la tabella in cui sono riportate le spese che Luca affronta ogni giorno della settimana e rispondi alle domande.

• Qual è la moda? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • Calcola la media . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

giorno

spesa

lunedì

10 euro

martedì

4 euro

mercoledì

4 euro

giovedì

6 euro

venerdì

4 euro

sabato

15 euro

domenica

12 euro

323


I C AI T O F I R V E CAP

AI SE H

!

1. Nell'urna ci sono 10 cartoncini perfettamente uguali. Su ogni

cartoncino c'è scritta una delle 10 lettere che compongono la parola «statistica». Completa, indicando con una crocetta se l'estrazione della lettera scritta è un evento certo (C), possibile (P) o impossibile (I). Calcola, poi, come nell'esempio, la probabilità di ogni estrazione. S

T

A

T

I

S

T

I

C

A

probabilità



6 10





 60%

consonante



C

P

I



di 6 su 10

lettera S



C

P

I



di

.......

su

.......

 ....... 

.............



.......



.......

lettera C



C

P

I



di

.......

su

.......

 .. .. .. .. .. .. .. 

.............



.......



.......

lettera T



C

P

I



di

.......

su

.......

 ....... 

.............



.......



.......

lettera B



C



di

 ....... 

.............



.......



.......

vocale



C



di

.......

 ....... 

.............



.......



.......



C



di

.......

 .. .. .. .. .. .. .. 

.............



.......



.......

lettera alfabeto

P P P

I I I

6 : 10

0,60

.......

.......

.......

su

.......

.......

su

.......

su

.......

.......

2. Inserisci in ogni diagramma di Venn i numeri scritti in ciascun riquadro. 3

7

12

16

34

54

56

60

divisori di 21

..............

multipli di 3

multipli di 4

..............

multipli di 6

..............

..............

..............

..............

..............

..............

3. Indica con una crocetta se le frasi sono vere oppure false. • Se un triangolo ha un angolo retto, allora è un triangolo rettangolo.

V

• Se è un trapezio, allora è un poligono. • Se è un trapezio, allora è un quadrilatero.

324

F

• Se è un quadrilatero, allora è un trapezio.

V

F

V

F

• Se lanci un dado, allora è possibile che esca il 7.

V

F

V

F

• Se Renata è tua sorella, allora tu sei suo fratello.

V

F

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