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Le Comunità Insieme Periodico dell’Unità Pastorale di Ponteranica Luglio - Agosto - Settembre 2017

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia dei santi Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di san Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Seminare Speranza!


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico dell’Unità Pastorale di Ponteranica Luglio - Agosto - Settembre 2017

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia dei santi Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di san Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Seminare Speranza!

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Sommario Impegno e testimonianza compito di tutti

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Spazi tra le frecce!

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Sotto la lente: Gli Oratori di Ponteranica 7/9 Eucaristica e amore coniugale

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Comunità Ramera

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Comunità Ponteranica e Rosciano 18/25 Ponteranica Associazioni 26 Anagrafe delle parrocchie 27

Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010. Direttore responsabile: Agazzi Davide In Redazione: Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Flavio, don Sergio. Progetto grafico: Stefania Castelli Lay out e Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 335 6095928 Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il 22 settembre 2017. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 11 settembre 2017.

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L’ESTATE E IL CRE movimenti di una sinfonia h!, arriva finalmente l’estate. Ci sono le ferie!! E poi finisce la scuola, ragazzi felici! Tutti contenti!! O quasi… Perché, certo!, ci sono anche le note dolenti: per chi lavora avere i figli in libertà tutto il giorno è un bel problema… E magari le finanze e il lavoro non consentono a tutti di andare in ferie! Il CRE, quando nacque nelle nostre parrocchie una cinquantina d’anni fa (si chiamava allora Soggiorno, Oratorio feriale, GREST…), voleva essere una risposta anche a questi problemi: dare sollievo ai genitori, divertimento ai ragazzi, offrire una vacanza anche a chi non se la poteva permettere. Era un pezzo di quel patto educativo diffuso e condiviso, non scritto, nel quale ciascuno – famiglia, parrocchia, scuola, società sportiva, associazione – sentiva di essere uno strumento di un’“orchestra” educativa che suonava a più voci lo stesso spartito musicale. In questi decenni gli “spartiti musicali” si sono moltiplicati, le orchestre frammentate ed oggi ciascuno suona il suo brano e si sente orchestra per conto suo. Ci si rende conto che un brano complesso come la vita non sia scritto per un solista - e non possa essere eseguito da un solista - per quanto bravissimo. Si è consapevoli di aver bisogno degli altri, se non altro perché non ci sono il tempo e le risorse per fare tutto da soli… ma il feticcio culturale della libertà assoluta ci ha illusi che gli altri possano essere tutti solo delle comparse del nostro percorso personale. Avete presente quei suonatori ambulanti che si incontrano talvolta in città: lui suona il suo violino mentre dall’amplificatore appoggiato lì vicino il file mp3 esegue l’accompagnamento dell’orchestra. Ecco, siamo diventati tutti un po’ come quel suonatore ambulante, primi violini solisti in cerca del solo accompagnamento. Che da qualche parte si può comprare, come tutto. E ci sentiamo così completi, orchestra. Non ci sfiora neppure più il pensiero che possano esserci brani musicali scritti per far sì che ogni rigo, ogni strumento sia diverso e complementare all’altro, e dall’insieme dei diversi suoni, dei diversi temi, dal suono delle trombe e dei timpani, dei violini e dei corni, dei contrabbassi e degli ottavini

si liberi l’armonia di un solo bellissimo tema musicale. Abbiamo perso il concetto di sinfonia: questo termine significa ‘accordo di suoni’, viene dal greco sýn – con, insieme - e un deriv. di phōn , suono. Un insieme armonico di suoni. Quando ci tocca stare insieme diventa un problema: se siamo tutti solisti, chi rinuncia al suo tema? E chi accetta il ruolo del “file mp3” che accompagna? La sensazione che le famiglie spesso chiedano anche agli oratori di fare gli “erogatori di servizi”, di far scendere il caffè – quanto richiesto, e solo quanto richiesto - ogni volta che qualcuno mette l’euro nella macchinetta, è forte. Come lo è la consapevolezza che non ci venga riconosciuta – a noi come agli altri enti educativi - la possibilità di sentirci parte del loro progetto educativo. E’ chiaro che per suonare la sinfonia educativa occorre condividere un brano e una direzione, mettersi in gioco, riconoscere il ruolo degli altri, ascoltare, accordarsi, accettare di mettere al servizio del progetto comune le proprie competenze… Il CRE è solo la punta dell’iceberg, una delle manifestazioni di un progetto educativo sul quale i nostri oratori stanno operando una trasformazione epocale: da un anno abbiamo affidato il coordinamento degli oratori (che ormai pensiamo solo insieme: oratori di Ponteranica, non oratorio di questa e oratorio di quella parrocchia) ad un’operatrice educativa, Chiara Acerbis. Siamo convinti che occorra investire risorse – anche economiche – nelle competenze e nelle proposte educative. E lo stiamo facendo. Contemporaneamente abbiamo istituito una Equipe educativa degli oratori con il compito di affiancare la coordinatrice e i volontari nella progettazione e nella realizzazione delle proposte educative. E con queste risorse ci stiamo affacciando a interloquire con le famiglie, il territorio, con le associazioni, con l’Amministrazione comunale, nella speranza di veder riconosciuta e condivisa una sinfonia – quella della crescita dei nostri ragazzi – attorno alla quale riunirci in orchestra. Don Sergio e don Flavio


la Parola

Impegno testimonianza compito di tutti L

a lettera ai Romani è l’unica lettera indirizzata da Paolo a una comunità non fondata da Lui. Quando scrive questa lettera la Chiesa di Roma era costituita da cristiani provenienti per la maggioranza dal paganesimo e da una minoranza di ebrei convertiti a Cristo che per primi avevano portato il Vangelo a Roma. Questa realtà sta per dividere la Chiesa di Dio in due blocchi, e Paolo, partendo dai problemi che lo preoccupano per l’armonia di questa comunità, espone le sue idee intorno alle maggiori questioni della fede cristiana in modo unico per la loro ampiezza ed unicità. Non si sa se prima di Paolo ci sia stata a Roma l’opera apostolica di Pietro, è comunque certo che sul difficile cammino della giovanissima comunità cristiana le parole di Paolo diventano importantissime per formazione e fondamentali e restano tali anche per la Chiesa di ogni tempo. L’aspetto più caratteristico del suo annuncio si basa fondamentalmente su “Cristo unica speranza di salvezza per gli uomini (15,12) senza più alcuna distinzione tra Ebrei e Gentili”. Sul testo del capitolo 16, qui in parte riportato, mi si chiede di evidenziare l’importanza delle relazioni che si annodano tra le Chiese e le persone che sono state di aiuto e di supporto a Paolo siano esse donne o uomini nominati attraverso i saluti e le raccomandazioni da Lui lasciate. Dalle sue parole mergono nomi greci, romani e giudaici, si indovinano differenti condizioni sociali, e di fatto si trova un lungo elenco di saluti ai più svariati personaggi dei quali Paolo parla sempre con delicatezza ed amore e pur essendo “laici”, termine non ancora né usato né conosciuto, di-

“Vi raccomando Febe, nostra sorella diaconessa della chiesa di Cencre: ricevetela nel Signore, come si conviene ai credenti, e assistetela in qualunque cosa abbia bisogno; anch’essa infatti ha protetto molti, e anche me stesso. Salutate Prisca e Aquila miei collaboratori in Cristo Gesù; per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa. E ad essi non io soltanto sono grato, ma tutte le Chiese dei Gentili; salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa. Salutate il mio caro Epeneto, primizia dell’Asia per Cristo. Salutate Maria, che ha faticato molto per voi. Salutate Andrinico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia; sono degli apostoli insigni che erano in Cristo già prima di me. Salutate Ampliato, mio diletto nel Signore. Salutate Urbano, nostro collaboratore in Cristo, e il mio caro Stachi. Salutate Apelle che ha dato buona prova in Cristo. Salutate i famigilari di Aristobulo. Salutate Erodione mio parente… salutatevi gli uni gli altri con il bacio Santo. Vi salutano tutte le chiese di Cristo. (Romani cap. 16. e seg.)

chiara che tutti si sono affaticati per il Regno di Dio. Nomina Prisca e Aquila suoi collaboratori in Cristo, Urbano e Andronico e Giunia compagni di prigionia e gli amici Aristobulo, e Trifena che si affaticarono nel Signore e Filologo e Giulia, Nereo e sua sorella santi nel

Signore, e insieme a tutti gli altri manifesta le responsabilità che ogni membro di ciascun gruppo si è assunto e uniti hanno formato una comunità ricca e attiva che dopo aver superato le difficoltà e le divergenze è diventata primizia della Chiesa di Cristo. Mi sembra molto riduttivo, dopo aver letto con rinnovato interesse le appassionate parole che Paolo rivolge ai Romani, commentare un ultimo capitolo di una così importante lettera, ma diventa comunque un invito rivolto a tutti per ripensare e valorizzare la presenza dei laici, così richiesta e voluta dal Concilio Vaticano II nelle nostre realtà ecclesiali oggi. Nel mondo contemporaneo possiamo affermare che le Vie dello Spirito vanno riconosciute nella progettualità e nella realtà della Chiesa dove le ragioni dei laici sono dettate dall’esperienza di vita e dove le diversità dei doni e dei ministeri portano ad una sintonia e ad una completezza. Nella partecipazione alla vita della Parrocchia si realizza la vera fraternità ed una reciproca dipendenza; oggi ogni credente è di fatto chiamato ad un ampio contributo attivo e fraterno, poiché è necessario l’apporto di tutti per poter annunciare la salvezza ai deboli, agli indifferenti, agli increduli e per formare le nuove generazioni. Preghiamo tutti e insieme perché le nostre Parrocchie, costituite Unità Pastorale, si sentano una cosa sola e insieme si stimolino con la forza dell’amore di Cristo a realizzare la missionarietà della Chiesa, dove Sacerdoti, Consacrati e Laici, coi propri doni e carismi che li distinguono, siano uniti nel testimoniare e nell’annunciare la Signoria di Dio e la Salvezza operata e donata da Gesù al mondo intero. Giovanna

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in Famiglia

Spazi tra le frecce E

ssere presenti, lo sappiamo tutti, è importante. La presenza dei genitori è richiesta ovunque: a casa, a scuola, nelle associazioni genitori, nelle associazioni sportive, nei CRE, nelle attività di tempo libero dei figli, anche solo come taxisti. Il tutto in quello che sarebbe denominato “tempo libero”. Quel famoso tempo libero in cui, oltre che essere partecipi della vita dei figli, dedicarsi all’informarsi rispetto a quello che succede nel mondo, in cui pensare e meditare, in cui se si è credenti pregare, o in cui leggere un libro, non dimenticando di fare attività fisica, indispensabile vista la vita sedentaria che conduciamo. Il tempo libero è anche quello che possiamo dedicare alla comunità, al luogo in cui e alle persone con cui viviamo, in infinite possibili forme che si declinano dall’impegno politico a quello sociale o religioso. Dimenticavo. Ci sono anche i tempi trascorsi in coda. Difficile riuscire a gestire tutte queste richieste. Se si resta in una logica in cui alla lettura dei bisogni deve corrisponderne il soddisfacimento, il compito che le famiglie dovrebbero assolvere è improbo. Certo ogni età, anche in relazione ai contesti frequentati, ha bisogni diversi. Al nido, dato che il bambino ancora non può raccontare quello che gli è accaduto e che ha fatto, occorre che la famiglia collabori strettamente e quotidianamente. Già alla scuola dell’infanzia la modalità con la quale essere presenti cambia: la possibilità di scambi di informazioni è ancora quotidiana, ma la mole d’informazioni che serve passarsi è decisamente inferiore e i genitori possono collaborare partecipando al Comitato genitori. Il passaggio dalla scuola dell’infanzia alla primaria, con quel cancello da non valicare, segna tangibilmente che deve cambiare la modalità di relazione tra genitori e insegnanti. La scuola, pur lasciando i genitori sul cancello, li vuole a quel cancello per riprendere i figli. Il dialogo c’è ancora, ma si è spostato su un piano che non è più quotidiano, perdendo così quei tratti di vicinanza e familiarità che sino a qui avevano caratterizzato i rapporti con le agenzie educative. L’aspetto valutativo e prestazionistico che, seppur attutito dall’importante attenzione per gli aspetti educativi, la scuola porta con sé ci fa vedere i nostri figli “con altri occhi” e favorisce la costruzione, faticosa, di quella separazione indispensabile per crescere. A scuola, mentre i figli

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imparano a leggere e a scrivere, i genitori imparano a lasciare andare i propri figli. Sono bambini ormai grandi. Ancora piccolo, vero. Ma grandi. Molto più di quanto non riusciamo a riconoscergli. Devono iniziare ad arrangiarsi. Per fare un esempio semplice: non dobbiamo portargli la cartella. Dobbiamo comprargliela, quindi esserci, ma lasciare che siano loro a sceglierla, portarla1 e gestirla, fisicamente e metaforicamente. Lasciarli andare significa affidarli e affidarsi ad altri. Nel termine affidare è implicito, perché la sua radice etimologica ce lo racconta, il fidarsi. Dobbiamo fidarci per lasciare andare. Fidarci dei nostri figli. Dobbiamo pensare che hanno le forze e le capacità per farcela, e che la scuola sta chiedendo loro uno sforzo che possono affrontare in autonomia. È soprattutto questa la collaborazione che la scuola chiede ai genitori: insegnare ai figli

Segui la freccia. Questo libro racconta la vita di un bambino in un paese in cui per ogni situazione esistevano frecce che indicavano quale fosse la cosa giusta da fare. Finché un giorno si chiese cosa potesse esserci nello spazio tra le frecce. Inizia così un viaggio di scoperte e avventure, alcune pericolose. Per poterle raccontare occorre che altri scoprano questi luoghi, deciderà di spostare tutte le frecce creando grande scompiglio. Le frecce ritorneranno presto al loro posto, ma lui ora incontra altre persone negli “spazi tra le frecce”.


a fare a meno della presenza di un adulto che li sostenga passo dopo passo. Compito tra i più ardui e per certi aspetti paradossale: riuscire ad avere una presenza che porti a non averne bisogno. I compiti a casa sono tra gli esempi più emblematici. Il controllo della cartella, del diario e dei quaderni dei primi giorni di scuola, se fatto in modo troppo attivo, porterà i piccoli alunni a sapere che a casa “ci pensa la mamma, che sa sempre qual è la cosa più giusta da fare”. Tanto a una mamma basta un messaggio WhatsApp per avere sotto controllo cosa c’è da fare, quasi meglio del figlio che è stato a scuola. Questo bisogno di essere sicuri2 toglie spazio a quella cura per l’autonomia e si trasforma nel giro di poco nel bisogno dei figli di avere il genitore presente per fare i compiti. Bisogno che poi si ritrova in classe nei bambini che hanno bisogno di chiedere continue conferme rispetto allo svolgimento della consegna. Per procedere hanno bisogno che l’adulto abbia visto, verificato che sia giusto. Non si fidano di se stessi. O sentono di non avere il permesso di muoversi in autonomia. La fatica che incontriamo a lasciare andare i figli permettendo che possano sbagliare è legata, senza saperlo, al fatto che gli occhi esterni che la scuola ha sui nostri figli li sentiamo come occhi su di noi. Questo può far sentire il genitore, seppure non sia nelle intenzioni delle insegnanti, di nuovo sui banchi di scuola, giudicato. Instaurare un buon dialogo tra famiglia e scuola potrà permettere ad entrambe le parti di essere presenti senza diventare reciprocamente invasive.

Purtroppo la capacità di dialogare, ovvero accettare visioni e punti di vista che possono essere anche diversi dal nostro, è una delle criticità del mondo contemporaneo3. Né la scuola, né i genitori, né i contesti aggregativi fanno eccezione in questo. Quando capita un problema il rischio è che ci si arrocchi in difesa. Gli spazi a disposizione per una costruzione reciproca sono resi deboli dalle personali, normali, fragilità dell’una e dell’altra parte. La conseguenza è che si cerca di far in modo che ognuno si occupi di un compito che, ben delimitato, consenta di essere presenti senza rischiare pericolose sovrapposizioni che minino le proprie convinzioni. Così, rispetto a questioni educative fondamentali, ci si è reciprocamente estromessi. Gli insegnanti sentono di non poter dire alcune cose ai genitori, perché i figli sono sempre giustificati e le colpe pare stiano dalla parte degli insegnanti, e i genitori sentono di non poter dire alcune cose agli insegnanti, perché la responsabilità e la causa è sempre nei bambini e nell’educazione ricevuta mentre la metodologia e l’atteggiamento in classe restano argomenti indiscutibili. I necessariamente diversi punti di vista restano tali, impedendo a entrambi l’arricchimento del proprio. Arricchimento che non significa necessariamente dover cambiare idea, ma potrebbe anche richiederlo. E questo a sua volta significherebbe correre il rischio di scoprire che abbiamo sbagliato, o che ci sono cose che non conosciamo e che quindi abbiamo bisogno degli altri. Non è sempre così, certo. Quella descritta è una situazione estrema, ma purtroppo

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in Famiglia

capita spesso. Nel mezzo ci sono i bambini, o i ragazzi, che hanno bisogno di avere spazi in cui sperimentare che possono entrare nel mondo con le proprie gambe. Ogni tanto pare che ci dimentichiamo che siamo stati bambini anche noi e che abbiamo combinato le nostre marachelle, o almeno così le avevano definite gli occhi dei genitori. Per noi erano spazi di decisione, di autonomia, e ci sono stati fondamentali per imparare a prendere delle decisioni e per scoprire, come dice un bellissimo libro per ragazzini, “gli spazi tra le frecce”4, ovvero gli spazi che esistono tra le regole e le giuste richieste degli adulti: spazi di creazione di sé, spazi

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di esplorazione e invenzione. Certo, in questi spazi, dice il libro, ci si può anche fare male. Ma si può anche trovare qualcuno che ci curi. La collaborazione tra adulti è importante, ma occorre fare attenzione a non riempire tutto: progettiamo con cura, ricordandoci che esistono anche loro con idee, passioni, rabbie e gioie proprie. Un progetto molto dettagliato sarà un progetto sicuro, senza rischi, ma non permetterà l’esistenza di “spazi tra le frecce”, ovvero di libertà, o di intimità5. E chi non rischia non educa. Il termine sicurezza etimologicamente significa senza cura, sine-cura. L’educazione invece è la cura per eccellenza. Chi sta sicuro vuol dire che non si sta assumendo il rischio che l’educare comporta. E tra i rischi c’è anche quello di lasciare andare i figli, in contesti e con adulti che abbiamo valutato idonei ovviamente. Dall’altra parte gli adulti che si prendono la responsabilità di farsi carico di un pezzo della vita dei nostri figli devono a loro volta assumersi dei rischi. Certo le denunce che oggi si verificano alla minima incomprensione (o anche errore, perché è solo chi non fa mai nulla che non sbaglia mai), non aiutano ad arrischiare il prendersi responsabilità di questo tipo. Meglio condividere tutto. Eppure ai ragazzi servono persone che li vedano in modi diversi, non tanti adulti tutti conformati su un’uguale visione del mondo e di loro nel mondo. E servono anche spazi in cui non essere visti, per poter crescere, per maturare senso il d’intimità e di riservatezza tipici della vita adulta. Servono anche le assenze, purché queste non siano deleghe in bianco ma spazi di reciproca fiducia. Simona Colpani

Pesa tanto, è vero. E i pediatri dicono che storterà le loro schiene. Ma pesa meno delle gerle di un tempo, e i tratti di strada che devono fare non sono così lunghi. 2 Il termine sicuro etimologicamente significa sine cura, ovvero senza cura. 3 Zygmunt Bauman, il sociologo e filosofo che ha coniato il termine “società liquida”, in una conferenza tenuta a Milano nel 2013 all’interno del percorso “Meet the media guru”, ha sottolineato che “nell’era digitale vanno recuperati il dialogo e la cooperazione, ovvero bisogna mantenere sempre vivo l’interesse per chi la pensa in maniera diversa e non accettare semplicemente di rispecchiarsi con chi a pensa allo stesso modo” (in “Zygmunt Bauman, Il muro di vetro” A cura di M.G. Mattei, Egea SPA, 2014 p.11) 4 Isabel Minhòs Martins, Andrés Sandoval, Segui la freccia, ed. Terre di Mezzo 2014 5 Non stupisce che poi i ragazzi utilizzino i social network come luoghi in cui mettere anche informazioni che dovrebbero attenere all’area dell’intimità.

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Sotto la lente

Gli Oratori di Ponteranica I

primi a lavorare insieme sono stati i catechisti dei ragazzi dell’iniziazione cristiana, quelli cioè che preparano i ragazzi a ricevere i sacramenti, fino alla seconda media per intenderci. Da più di dieci anni i contatti fra gli oratori erano frequenti e i ragazzi delle nostre parrocchie si preparavano e celebravano la Cresima insieme. E facevano il Cre insieme. Negli ultimi anni anche negli altri gruppi i catechisti hanno iniziato a scambiarsi informazioni e collaborazioni. Ora si è iniziato a lavorare trasversalmente fra le parrocchie sulle diverse fasce d’età. Ma la novità più importante travalica il settore del catechismo e riguarda gli oratori in sè stessi. Non solo per la novità dell’Unità Pastorale, ma anche per la triste novità – dopo la nomina a parroco di don Christian – della “scomparsa” della figura del curato dell’oratorio. Non ci sono più preti giovani da mandare negli oratori. Negli ultimi 10 anni 60 dei 120 oratori bergamaschi sono rimasti senza il curato. Fra questi, anche quello della Ramera (a Ponteranica non c’era già più da tempo). L’Equipe Pastorale, che stava lavorando a tracciare i primi passi dell’Unità Pastorale, ha colto l’importanza del momento. Soprattutto la necessità di non limitarsi alle “lamentazioni” per la circostanza, ma di ripensare l’esperienza degli oratori, una sorta di ripartenza a più mani. Così per mesi si è dedicata all’organizzazione del primo impor-

tante appuntamento che attendeva gli oratori insieme: l’organizzazione del CRE estivo. Non più il CRE della Ramera aperto a tutti, ma il CRE degli oratori di Ponteranica. Non un CRE “oasi estiva” isolata da tutto il resto della vita dell’oratorio, ma un’esperienza inserita in una proposta a tutto campo e per tutto l’anno di attività dell’oratorio. Quella del CRE è stata l’occasione per “testare” anche una figura laica a capo di tutta l’organizzazione. La buona esperienza estiva ha indotto dunque l’Equipe Pastorale a cercare di dare continuità a quanto di buono vissuto, allargando così gli orizzonti di intervento: perché non pensare ad un educatore, un coordinatore laico con il compito di coordinare non solo il CRE ma le attività ordinarie degli oratori? Ne è venuta subito, consequenziale, una seconda considerazione importante: potrà una persona da sola affrontare un compito come questo? Non sarà importante metterle accanto un gruppo di collaboratori che l’aiu-

Non è che non esistano più gli oratori di Ramera e di Ponteranica Alta, esistono!, ma insieme e si chiamano Oratori di Ponteranica. Nella nascente Unità Pastorale uno degli ambiti più coinvolti dall’impresa di armonizzare i progetti e condividere le risorse sono proprio gli oratori, nei loro diversi ambiti, soprattutto formativo e ricreativo. Oratori che dallo scorso anno hanno una coordinatrice laica, Chiara Acerbis, una equipe educativa composta da membri delle tre parrocchie ed ora, fresco di produzione, anche un progetto per gli adolescenti.

L'incontro dell'Equipe Pastorale con l'Equipe degli oratori, agli inizi di maggio, per la presentazione del progetto adolescenti

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Sotto la lente

tino a progettare e organizzare? Peraltro questa impostazione ha subito trovato riscontro anche nelle indicazioni diocesane, così l’Equipe Pastorale - dopo aver sentito i Consigli per gli Affari Economici delle Parrocchie - ha dato vita a questo nuovo Progetto per gli Oratori. Sì, sono stati sentiti i CPAE perché - per la prima volta - si è trattato di non affidarsi più solamente alle energie dei preti o dei volontari, ma di coinvolgere figure professionali. La prima scelta che abbiamo fatto è stata dunque quella di decidere di investire nuove cospicue risorse, anche economiche, nella formazione e negli oratori. E abbiamo potuto apprezzare in questo - al di là delle situazioni economiche più o meno floride delle nostre parrocchie - il convinto sostegno dei nostri amministratori parrocchiali. Il progetto dunque è nato con la consulenza di una Cooperativa Sociale che ci ha indicato una educatrice, Chiara Acerbis, e ci ha supportato

nella realizzazione del progetto stesso, sotto la supervisione degli organismi diocesani preposti. Il secondo passaggio è stato quello di circoscrivere gli ambiti di intervento: non si poteva pensare di far partire un progetto che raggiungesse fin dall’inizio ogni aspetto della vita dei nostri oratori. Chiedere troppo poteva significare far naufragare tutto. Così l’Equipe Pastorale ha scelto di privilegiare come ambito iniziale quello dei pre/adolescenti, un settore che non aveva ancora una tradizione unitaria e che anche negli oratori non aveva una strutturazione già consolidata: un ambito ancora

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Sotto la lente

Progetto Oratori

da costruire, insomma. E da costruire insieme. Il terzo passaggio è stato quello di chiedere ai parroci di indicare un gruppo di persone delle diverse parrocchie che avessero a cuore gli oratori ed i temi educativi e potessero affiancare Chiara. È nata così l’Equipe Educativa degli Oratori. E’ formata dalla Coordinatrice e da Manuel Sigismondi, Diego Comini, Mirella Genini, Katia Offredi, Ettore Pellegrinelli, Samantha Bonazzola, Carla Bianchi. Da un anno l’Equipe Educativa degli Oratori affianca la Coordinatrice con l’obiettivo primario

di consolidare e organizzare la proposta per i pre/adolescenti. Non è dunque un caso che il primo risultato di questo lavoro sia stato proprio un progetto organico e interparrocchiale per loro, i teen-agers. Un progetto non nato da riunioni “cerebrali” ma da un confronto costante con i diversi gruppi ed i loro educatori, insieme ai quali quest’anno sono state consolidate o sperimentate tante iniziative. Nel Progetto Adolescenti sono confluite in modo organico esperienze diverse dei nostri oratori, i tentativi non coordinati con i quali in questi anni abbiamo sperimentato risposte ai bisogni di questo segmento formativo degli oratori, analizzandone i punti di forza e di debolezza: si è partiti dal prendere atto di una certa frammentazione delle proposte, della scarsa strutturazione dei percorsi, del bisogno di supporti professionali; ma anche del bisogno di creare spazi di ascolto per i ragazzi, di accompagnarli, di proporre esperienze di aggregazione e relazione buona, valorizzare i loro talenti e ogni nuova possibile forma di espressione (teatro, cinema, musica, sport), di aiutarli nel confronto sulle domande etiche e della vita, di individuare nuovi animatori e di coordinarli in un unico gruppo animatori. Le proposte da fare ai ragazzi sono state così coordinate su quattro livelli: aggregativo, formativo, spirituale, caritativo. Il progetto è molto ben costruito ed articolato. Verrà presentato alla comunità e agli oratori all’inizio del nuovo anno pastorale 2017/18. U.P.

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Sotto la lente/Sacramentini

Eucaristia I

l tempo che ci è dato da vivere, diventa “tempo di salvezza” nella misura in cui è illuminato e sostenuto dalla consapevolezza che Dio ci accompagna, ci giuda, ci illumina perché la vita sia piena e saporita. Sull’esempio di Gesù, è soprattutto la preghiera che illumina i nostri giorni e i nostri passi con la luce della fede. Ma, il momento più alto della nostra preghiera, sia a livello comunitario che individuale, è certamente la celebrazione dell’Eucaristia, nel giorno del Signore.

1. Eucaristia e tappe della vita La nostra esistenza è fondamentalmente caratterizzata da queste grandi tappe: nascita, infanzia, scolarizzazione, progressiva crescita fisica, morale, intellettuale, fino al raggiungimento della maturità, vista come capacità di prendere decisioni libere e responsabili, e realizzarle in un concreto progetto di vita. Ebbene, in questa nostra esistenza si innesta il cammino della fede non come un elemento che si aggiunge o parallelo, ma come parte integrante della vita di ogni persona. L’iniziazione cristiana è questo cammino di crescita che prima ci fa rinascere figli di Dio, e poi ci configura progressivamente a Cristo; un cammino scandito dalla celebrazione dei sacramenti del Battesimo, Confermazione e Eucaristia. Mentre il Battesimo e la Confermazione li riceviamo una sola volta, l’Eucaristia accompagna il cammino di tutta la nostra vita, in ogni sua stagione, nei suoi momenti belli e tristi. Essa è l’appuntamento settimanale col Signore vivo e risorto che ci invita alla comunione con lui. È la mensa dove è imbandito quel cibo solido e sostanzioso che ci nutre e ci fa crescere fino alla maturità di Cristo. È il sacramento che abbraccia le scelte e gli avvenimenti importanti della nostra vita (matrimonio, funerali, festa patronale, cresime…), che trovano proprio nella celebrazione dell’Eucaristia il luogo naturale in cui si integrano nel mistero di Cristo. Ma, perché le scelte più importanti e i momenti più significativi e impegnativi dell’esistenza sono scanditi dall’Eucaristia? Perché essa non si aggiunge, come una verniciatura, a questi avvenimenti, ma ne è al cuore, li sostiene, li nutre e li illumina in modo vitale dal di dentro.

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2. L’amore coniugale Innamorarsi, sposarsi e costruire una famiglia è il sogno e la vocazione della stragrande maggioranza dell’umanità. Quando coloro che si amano scoprono che il loro amore non è altro che una scintilla dell’amore stesso di Dio partecipato al cuore dell’uomo e vogliono viverlo nella luce dell’amore di Dio rivelato in Cristo, esso diventa Sacramento. Certo, anche l’amore tra l’uomo e la donna è stato scosso e indebolito dal peccato e quindi ha bisogno di essere redento e riportato al suo splendore originale. Per questo il Padre ha mandato tra noi il Figlio suo amatissimo per ricondurci all’amore vero, quello che trova la sua pienezza solo in lui e grazie a lui, quell’amore che Gesù ci comunica col dono dello Spirito, lo Spirito dell’amore. Il matrimonio cristiano altro non è che l’amore sponsale redento dall’amore di Dio, l’amore tra un uomo e una donna che s’innesta nell’amore stesso di Cristo, che ci ha amato fino al dono di sé; un


Sotto la lente/Sacramentini

e amore coniugale fa “un solo corpo” con Cristo e tra noi. Dunque, dal costato di Cristo che muore sulla croce, nasce la Chiesa. Questo evento fa eco al racconto della creazione dell’uomo che leggiamo nel libro della Genesi. Dio creò Adamo e poi Eva plasmandola sulla costola tolta dal costato dell’uomo addormentato. In questo “racconto teologico” si esprime allo stesso tempo la pari dignità dell’uomo e della donna, e la relazione vitale che li lega: l’uomo e la donna sono complementari l’uno all’altra e quindi chiamati nell’amore coniugale, a non essere più due, ma “una sola carne”. Dio che è comunione crea l’uomo e la donna per la comunione nell’amore; l’amore coniugale, quindi, è l’amore stesso di Dio comunicato alle sue creature. Gesù sulla croce, come Adamo, si addormenta nella morte e dal suo costato nasce la Chiesa, sua sposa, chiamata a essere con lui “una sola carne”, un solo corpo. Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, Cristo continua a donare se stesso alla Chiesa, sua sposa, invita ciascuno di noi alla comunione di amore con lui, a nutrirci alla mensa della sua Parola e del suo Corpo e Sangue.

4. Eucaristia e amore coniugale amore, perciò, che si caratterizza come amore aperto al dono della vita, un amore fedele e incrollabile nella buona e nella cattiva sorte. Quando questo amore è maturo e pronto per il passo decisivo, gli sposi fanno il reciproco dono di se stessi nella mutua promessa di fedeltà fino alla morte, dentro una celebrazione eucaristica.

3. L’amore di Cristo L’Eucaristia continua a rendere presente il Cristo che ci ama, e che sulla croce, espressione massima del suo amore, non solo muore per noi, ma ci comunica la sua stessa vita nel soffio vitale dello Spirito. I Vangeli raccontano che un soldato, per accertarsi della morte di Gesù, gli diede il “colpo di grazia” trafiggendogli il cuore con la lancia; dal suo costato trafitto uscì sangue e acqua, che i Padri della Chiesa leggono come simboli dei due sacramenti fondamentali della Chiesa: il Battesimo, per il quale rinasciamo figli di Dio, e l’Eucaristia, che ci

Se ogni amore, se ogni donazione, se ogni disponibilità al servizio nasce e si nutre alla sorgente dell’amore che è Cristo, è soprattutto l’amore tra gli sposi che trova nella partecipazione all’Eucaristia quella linfa vitale che nutre, mantiene vivo e fa crescere il loro amore; solo così esso può attraversare indenne le tempeste della vita, diventare sempre più forte e maturo. La partecipazione fedele all’Eucaristia ravviva il dono reciproco e l’impegno alla fedeltà. L’Eucaristia, quindi, non si aggiunge all’amore coniugale come qualcosa di esteriore o come una semplice pratica cristiana tra le tante, ma ne è al cuore e ne svela il mistero. La partecipazione all’Eucaristia domenicale mantiene l’amore sposale innestato nell’amore di Cristo, come il tralcio nella vite, lo nutre e lo rafforza perché sia un amore capace di dare la vita, come Cristo dà la vita, un amore fedele, come Cristo è fedele, un amore indissolubile, come Cristo non viene meno alle sue promesse. p. Fiorenzo Salvi, sss

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Comunità Ramera

XXII RASSEGNA DIALETTALE “Ol mèi del teàter bergamàsch” settembre – ottobre – novembre 2017 - Inizio spettacoli ore 21,00

RAMERA

Sala “Itineris” – oratorio Ramera via Ramera, 96 – Ponteranica (BG) Sabato 16 settembre 2017 Compagnia teatrale “La Meridiana” – Mapello “Mal che la ‘ndaghe…” commedia comicissima in tre atti in bergamasco Sabato 23 settembre 2017 Compagnia dialettale “I Sgrinapole d’è l’Intradèch” – Entratico “Villa Artemisia” commedia brillante in due atti in dialetto Sabato 30 settembre 2017 Compagnia Stabile “Il teatro del Gioppino” – Zanica “Gioppino acchiappa fantasmi” commedia musicale in bergamasco divisa in due atti Sabato 07 ottobre 2017 Compagnia teatrale “Franco Barcella” – San Paolo d’Argon “Sarto per signora” commedia in due atti in dialetto bergamasco Sabato 14 ottobre 2017 Compagnia teatrale di Sforzatica Sant’Andrea “La liquidassiù” commedia in bergamasco divisa in tre atti Sabato 21 ottobre 2017 Compagnia teatrale dialettale “I Brinacc” – Sedrina “Dienterò öna star” commedia comica in tre atti in dialetto bergamasco Sabato 28 ottobre 2017 Compagnia teatrale “Don Michele Signorelli” – Predore “Bastava na bota” commedia brillante in due atti in bergamasco

Sabato 04 novembre 2017 Compagnia Stabile di Prosa “Carlo Bonfanti” – Treviglio “Donna fugata” commedia brillante in due atti tradotta in dialetto bergamasco INGRESSO € 7,00 – RIDOTTO € 5,00 (posti totali disponibili n. 210) Abbonamento con poltrona numerata riservata per 8 spettacoli € 50,00 Per informazioni prenotazioni ed abbonamenti 035 575408 – 340 5639267 Segreteria oratorio 035 575789

Carissimi tutti, una bella notizia: giovedì 15 giugno 2017 ricorrerà il 60° anniversario dell’ordinazione presbiterale di don Gianangelo Morelli. L’anniversario altamente significativo per don Gianangelo è motivo di ringraziamento al Signore per il suo servizio alla diocesi ed alla nostra parrocchia nei 23 anni della sua permanenza nella tanto amata Ramera. La santa Messa concelebrata delle ore 10.30, nella solennità del Corpus Domini, domenica 18 giugno, sarà presieduta da don Gianangelo; dopo la Messa, circa le 12.30, andremo a mangiare al ristorante Grotta azzurra; alle 16 faremo festa in Oratorio. Chi vuole può realizzare ed offrire torte, dolcetti, offrire bibite. Menù della festa con don Gianangelo: Antipasti di terra e di mare – tortino – bufala; primi piatti: Risotto alla pescatora – Fusilli, di pasta fresca fatta in casa, con melanzane e zucchine; secondi piatti: fritto misto – tagliata con rucola e grana – contorno di verdure; dolce: fragole con gelato o al limone; acqua – vino – caffè. Euro 20,00 a persona. Chi desidera partecipare al pranzo si iscriva in segreteria parrocchiale da lunedì a venerdì, dalle ore 15 alle ore 17.30. don Flavio

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Comunità Ramera

CPAC - Centro di Primo Ascolto

e coinvolgimento vicariale della Caritas RESOCONTO ATTIVITÀ 2016

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Il numero indica quante persone sono venute in contatto con il CPAC durante ogni anno; considerando che varie persone sono venute in contatto per più anni, complessivamente nel periodo 2009 – 2016 sono state incontrate 239 persone. Dietro ogni persona c’è quasi sempre una famiglia, composta spesso da 4-5 persone, quindi possiamo dire che nel periodo 2009 – 2016 il CPAC ha incontrato e dato sostegno a circa 1000 persone provenienti da un bacino di circa 40000 abitanti (principali paesi sono Villa d’Almè, Almè, Sorisole, Ponteranica, Paladina, Almenno S.S.).

A partire dal 2015 circa il 40% delle persone incontrate sono famiglie italiane (26 famiglie sul totale di 59 assistite nel 2015), mentre negli anni precedenti erano circa il 15 – 20%. Il numero delle famiglie italiane è in costante aumento da almeno 8 anni, mentre stiamo assistendo ad un calo delle famiglie non-italiane. Le problematiche che tutte queste famiglie portano con sè sono: la perdita di lavoro, difficoltà a mantenere i figli, difficoltà nelle relazioni familiari, separazioni, sfratto.

Questi dati a nostro avviso hanno almeno queste letture: Esiste una fascia di famiglie italiane che a causa della perdita di lavoro si trova in difficoltà economica, ma anche di mancanza di relazioni interne ed esterne alla famiglia. Sono persone già fragili o che lo sono diventate dopo anni di lotta per recuperare una vita normale, hanno utilizzato i loro risparmi e probabilmente anche aiuti di parenti, finchè hanno potuto, ma ad un certo punto non ce la fanno più e si trovano loro malgrado costrette a rivolgersi ai servizi sociali,

RAMERA

on alcuni dati sintetici il CPAC del nostro 5° Vicariato vuole restituire alle comunità parrocchiali, con le quali maggiormente è impegnato, il proprio sentito ringraziamento come segno di presenza ed impegno attorno alle situazioni di bisogno alle quali anche le comunità stesse devono sentirsi sensibilizzate.

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lasciando da parte l’orgoglio o la vergogna e rendendo evidente un disagio fino allora nascosto. I dati ci indicano che questa fascia di persone andrà aumentando nei prossimi anni. Il calo delle famiglie non-italiane negli ultimi anni potrebbe essere letto alla luce dei cambiamenti dei flussi migratori che stanno avvenendo; tutte le persone che abbiamo incontrato negli ultimi anni sono in Italia da molto tempo e regolarizzate, non vediamo arrivi di nuovi immigrati, forse per-

ché gran parte degli arrivi in Italia sono di profughi o richiedenti asilo, che hanno percorsi di accoglienza prestabiliti. Le famiglie che incontriamo portano gli stessi problemi delle famiglie italiane, ma aggravati da situazioni economiche più precarie, dalla fragilità di vivere in un paese straniero, dalla assenza di forti legami con il territorio; queste famiglie hanno quindi una resistenza limitata e se non trovano un adeguato sostegno si spostano in altri Paesi. In collaborazione e lavoro di rete con gli assistenti sociali dei comuni di Villa d’Almè, Almè, Paladina, Sorisole, Ponteranica, Almenno S.S., e le S. Vincenzo di Villa d’Almè ed Almè, vengono distribuite dal CPAC borse di generi alimentari e di prima necessità. Negli ultimi anni l’impegno in termini di quantità borse è notevole, perché pur essendo diminuito il numero di persone che sono assistite c’è una frequenza di accesso più elevata. I generi provengono in parte dalle varie raccolte fatte nelle parrocchie (circa 7000 kg raccolti nel 2016), il resto è acquistato utilizzando i fondi Caritas (4800 € spesi nel 2016 per acquisto di generi, sul totale di spesa generale di 10400 €). Sempre in collaborazione con gli assistenti sociali, stiamo cercando di recuperare risorse da destinare a borse lavoro. Nel 2016 sono state attivate due borse lavoro di 6 mesi (1800 € ciascuna); l’avanzo di cassa a fine 2016 è destinato ad altre due borse lavoro nel 2017.


ENTRATE 2016 IN CASSA DA GESTIONE 2015 CONTRIBUTO COMUNE VILLA D'ALMÈ DA SCUOLA DI ITALIANO PER STRANIERI OFFERTE DA PRIVATI OFFERTE DA GRUPPI OFFERTE DA PARROCCHIE DEL VICARIATO OFFERTA DA ASSOCIAZIONE BONDEKO TOTALE ENTRATE 2016

! ! ! ! ! ! ! !

2.847,05 5.000,00 122,40 1.510,00 550,00 1.935,00 2.000,00 13.964,45

USCITE 2016 ACQUISTO ALIMENTARI CENTRO DI PRIMO ASCOLTO SPESE SCUOLA DI ITALIANO PER STRANIERI SOSTEGNO PERSONE BISOGNOSE SPESE DI GESTIONE (BANCA, CANCELLERIA) ATTIVAZIONE 2 BORSE LAVORO (DURATA 6 MESI CAD.) TOTALE USCITE 2016

! ! ! ! ! !

4.773,33 267,85 1.560,81 182,25 3.600,00 10.384,24

IN CASSA AL 31/12/2016 (Destinato a borse lavoro 2017)

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BILANCIO CARITAS 2016

! 3.580,21

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Proposta accolta...

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uest’anno, nel percorso catechistico dei ragazzi che hanno ricevuto per la prima volta l’Eucarestia, le famiglie hanno raccolto una proposta caritativa che ha voluto portare nella pratica vissuta il tema della comunione e della condivisione. L’impegno si è tradotto concretamente nel dono da parte di ogni bambino di una piccola spesa fatta assieme ai propri genitori a favore delle persone bisognose e “prossime” assistite dal Centro di Primo Ascolto e Coinvolgimento del 5° Vicariato, di cui anche la nostra parrocchia della Ramera fa parte. I generi donati sono stati simbolicamente presentati all’altare durante la presentazione dei doni della celebrazione della Prima Comunione di domenica 7 maggio scorso, e sabato 27 maggio le catechiste ed alcuni ragazzi accompagnati dai genitori si sono recati direttamente alla sede del CPA a Villa d’Almè per consegnare il frutto della loro raccolta. Qui sono stati accolti da alcuni volontari, che hanno illustrato il modo di operare a contatto con le varie forme di fragilità presenti

sul territorio. La visita ai locali del Centro ha permesso ai ragazzi di scoprire come attenzione, ascolto e rispetto siano le prime forme di accoglienza per persone in difficoltà, non sempre e solo economiche. I bambini hanno ascoltato attentamente quanto riferito dagli operatori. La visita è proseguita nel locale magazzino, piccolo ma ben strutturato, dove hanno riposto le loro “spese” che saranno smistate per contribuire alla preparazione delle borse da distribuire in base a regole precise condivise dal gruppo di volontari. Il percorso è risultato stimolante e le catechiste hanno infine lanciato qualche spunto per far riflettere i nostri ragazzi che famiglie con bimbi come loro, e che vivono non molto lontano, possano trovarsi in situazioni non facili. Questa proposta non si conclude, ma può proseguire anche nel percorso catechistico del prossimo anno pastorale 20172018, cercando di trovare altre forme di condivisione e dono. Daniele e Giovanna Drago

BabyCRE 2017 S

ta per iniziare una nuova avventura che ci vede impegnati in prima persona! Il mondo è la nostra casa e tutti, dal più piccolo al più grande, siamo parte di questa casa. E come siamo destinatari di beni, così siamo chiamati a custodire la preziosità, rispettarne il valore, riconoscerle l’importanza. L’impegno del BabyCRE deve essere occasione di “restituzione” affinché l’essere casa sia ancora più vero per te, per me, ma pure per chi ci passa accanto e ci è affidato. Il mondo va custodito… anche il nostro habitat locale, fatto di doni e relazioni delicate e fragili, di giochi, risate, pianti e fatiche. L’uomo, sin dall’inizio, è stato invitato a svolgere il compito del giardiniere, del custode che si prende cura, non spreca, riconosce. Ciò vale per il nostro cortile, ossia il nostro BabyCRE a partire dal rispetto dell’acqua nei bagni, alla mensa, etc. Riconosciamoci, quindi, custodi e non padroni per proclamare: “Signore, me-

ravigliose sono le tue opere”. Il BabyCRE 2017 si terrà da lunedì 3 luglio a venerdì 4 agosto. Dalle ore 8 alle ore 9.30 i bimbi saranno affidati ed accolti dalle educatrici; dalle ore 15.30 alle ore 16 saranno affidati ai genitori o a persone da loro indicate per tornare a casa. Il BabyCRE sarà realizzato nei giorni dal lunedì al venerdì. È rivolto a tutte le bimbe ed a tutti i bimbi che hanno frequentato l’anno scolastico presso una Scuola dell’Infanzia ed alle bimbe ed ai bimbi che hanno frequentato la classe I o II della

Scuola primaria. La quota di iscrizione settimanale è invariata: euro 70,00. Il versamento avverrà all’atto della iscrizione. I fratelli iscritti avranno uno sconto di 10,00 euro. Occorre provvedere alle bimbe ed ai bimbi il seguente materiale: zainetto con cambio (mutande, maglietta, pantaloncini); cappellino; lenzuolino, federa e cuscino per i bimbi che il pomeriggio riposano; pannolini (per coloro che ne necessitano). Le iscrizioni verranno effettuate nella nostra bellissima Scuola dell’Infanzia Ramera nei giorni: mercoledì 21 giugno e venerdì 23 giugno, dalle ore 8 alle ore 9.30; mercoledì 28 giugno e venerdì 30 giugno, dalle ore 15.45 alle ore 16.15. Per eventuali informazioni contattare Ornella 333 88 98 376. Vi aspettiamo per un’altra estate meravigliosa!… “come le tue opere, Signore”! A presto. don Flavio e le educatrici


"A Gesu' piacevano i banchetti"

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el corso di questo cammino in preparazione alla prima comunione abbiamo lavorato molto sulla comprensione della messa nelle sue parti. Ci siamo accorti che quando entriamo in casa nostra o di qualcun altro la prima cosa che facciamo è quella di salutare, anche quando entriamo in chiesa facciamo il segno della croce come saluto a Gesu'; poi con i nostri ospiti o se siamo ospiti noi si passa alla fase della conversazione, comodi, seduti, un po parliamo e un po ascoltiamo proprio come a messa: glori-

fichiamo il Signore e ascoltiamo la sua parola (I lettura-Saldo-II lettura e Vangelo); solitamente poi se andiamo a trovare qualcuno si porta un presentino : un fiore alla padrona di casa, un dolce da condividere o un buon vino da gustare insieme, ecco anche alla messa succede la stessa cosa si fa l'offertorio! Ma la parte migliore è quella in cui noi ci possiamo sedere a tavola con i nostri ospiti o da ospiti, proprio come a Messa quando possiamo partecipare all'eucarestia : è GESU' che si dona a NOI! quale migliore

dono può farci un amico se non quello di dividere il cibo con noi? A Gesù piaceva sedere a mangiare con quelli che incontrava; il primo miracolo l'ha fatto alle NOZZE di Cana (GV 2,1-12); da Simone si siede a pranzo (LC 7,36-50) e si siede anche con i peccatori e i pubblicani (MC 2,13-17) e per salutare i suoi discepoli non sceglie forse L'ULTIMA CENA? Siamo contenti di essere stati invitati a questo grande banchetto che è l'eucarestia, ora la nostra festa è completa!! I ragazzi che hanno ricevuto la Prima Comunione

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Ponteranica&Rosciano

Comunità Ponteranica&Rosciano

Vita della Comunità Rosciano - 8 aprile Meditazione musicale sulla Passione Anticipata al sabato sera rispetto alla versione domenicale delle altre edizioni, anche quest’anno

la Parrocchia di Rosciano ha offerto l’opportunità di iniziare la Settimana Santa con la Meditazione sulla Passione. Ad animare la parte musicale una “vecchia conoscenza”, il Gruppo Ottoni dell’Istituto Musicale Superiore

Ponteranica - 9 aprile Le prime confessioni LA PRIMA RICONCILIAZIONE Nella Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa, hanno ricevuto per la prima volta il Sacramento della Riconciliazione: AMERIO GIULIA - ANTONACCI ALESSANDRO - BELOTTI ALICE BURINI PIETRO - CARMINATI

Rosciano - 8 aprile Meditazione musicale sulla Passione 18

Donizetti (meglio conosciuto come il Conservatorio) di Bergamo sotto la direzione del Maestro Massimo Capelli. Di autori vari le toccanti meditazioni che si sono alternate ai brani musicali. Nel saluto iniziale don Sergio ha evidenziato anche quest’anno una partecipazione significativa ma ampiamente al di sotto delle aspettative che un’iniziativa culturale e di qualità come questa può suscitare. Sottolineando che non va a merito delle nostre comunità.


ANNA - CREMASCHINI CHIARA DONADONI NICOLO' - FORZA ANGELICA - GATTI BROLETTI ELISA - LAVELLI CRISTIAN - LEIDI CHIARA - MALACARNE CRISTIAN - MAZZOLENI THOMAS - MINETTI CAROL ELENA - MUSITELLI MARIANNA - OFFREDI MIRKO - PIAZZALUNGA FILIPPO - PISELLA MIRIAM - POMA SOFIA - ROMANO BEATRICE - ROSSI ELISA - SALAROLI MICHELE - SARTIRANI FRANCESCO - SCOTTI AGATA - SOZZI SARA - VALLI ESTER - VARGIU MIRKO - ZANETTI JESSICA - ZANETTI SILVIA. Nella cornice di una bella celebrazione, costruita sulla parabola evangelica del Padre Misericordioso la Comunità parrocchiale con i suoi catechisti ed le famiglie ha accompagnato questo gruppo di bimbi a conoscere la bellezza di essere perdonati. Solo dall’essere perdonati e dalla sua consapevolezza scaturisce la forza di perdonare. Al termine della celebrazione in oratorio, proprio come nella parabola del Vangelo, tutto si è concluso con una festa.

Ponteranica - 9 aprile Le prime confessioni

28 aprile Ricordo del pittore Mario Gotti Il ventotto aprile scorso è venuto improvvisamente a mancare il pittore Mario Gotti. Aveva ottantasei anni ma, per gli amici e i conoscenti che lo apprezzavano, oltre che per la sua arte, anche per le sue qualità umane, la notizia della morte è giunta inaspettata e dolorosa. Mario Gotti era di Sorisole, eppure quanti, anche a Ponteranica, possono dire di avere un suo disegno o dipinto! Quando ci si rende conto della quantità di opere disseminate nelle case o nelle varie chiese e cappelle, si capisce quanto il pittore sia stato prolifico e generoso, anche con la nostra comunità parrocchiale. Fino all’ultimo è stato un uomo pieno di idee, creativo, dall’incontenibile vitalità nel voler fare. Cosa non del tutto scontata ad un’età che spesso, anche nel mondo degli artisti, è segnata da un senso di generale stanchezza e di naturale decadimento dell’ispirazione. E’ venuto a mancare in un giorno di primavera, la stagione dei fiori e della rinascita della natura, che lui tanto ha voluto rappresentare nei suoi quadri. Lo si potrebbe infatti definire un cantore della natura, dall’innato e spontaneo senso poetico. Quanti pittori gli invidiavano quella speciale tavolozza dei verdi, nelle sue infinite tonalità, dai toni chiari sui teneri germogli e i luminosi steli della vegetazione spontanea, fino ai più cupi cipressi e roveri, trascoloranti nell’azzurro. Un’interminabile lezione della natura, fatta propria attingendo ad

un innato talento trasfuso nelle sue opere grazie ad una singolare combinazione di impeto e di immediatezza. Era facile intravedere in Mario quell’innocenza di sguar28 aprile do e di spirito che lo rendeva suRicordo delUno pittore bito amico e fraterno. spirito Mario Gotti libero che, per farci capire l’origine della sua passione artistica, ricordava l’incontro significativo con il pittore Ferruccio Locatelli, che lo osservava incuriosito e lo incoraggiava mentre, ancora bambino, disegnava con un gessetto figure ed animali sul sagrato della chiesa di Sorisole. Il suo era un mondo di affetti, di nostalgia dell’antico, di care memorie, a tratti melanconiche, appartenenti ad una civiltà contadina ormai scomparsa. Un universo di piccole vallate, radure, casolari, sparsi tra Ponteranica, Sorisole e Bruntino. Tutti luoghi amati, perché abbracciati da quel grande e verde mantello che è il Canto Alto. Era la sua montagna, dal profilo inconfondibile, quasi sempre presente nei suoi paesaggi anche se talvolta veniva sublimata fino a diventare una vetta alpestre, oppure mimetizzata nella dolce linea di una collina coltivata a vigneto. Poi c’erano le nature morte, fiori e frutti in posa, che Mario ha ben ha saputo rappresentare senza accademismo, ma con una profondità che rimanda subito al

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senso del bello, al divenire, a quell’attimo fuggevole in cui è possibile carpire l’essenza delle cose. Tanti spunti, più cromatici che descrittivi, riuniti in una visione d’insieme tramite un sottile bilanciamento di forze e di linee, segno di un equilibrio in senso più ampio tra natura e storia. E qui, per raggiungere tali risultati, ha giocato un ruolo importante l’influsso dei suoi amici più cari: Mario Cornali e Candido Baggi. Infine la pittura sacra, così semplice ed immediata. Nella camera ardente, ai piedi della bara, stava sul cavalletto un suo dipinto della Risurrezione. Sembrava che ancora si parlassero il pittore e Gesù: “Signore, sono qui, prendimi con Te: passeggeremo insieme lungo i sentieri dei tuoi paesaggi ed io ti sarò cantore per sempre”. La morte di Mario Gotti è una perdita che lascia un vuoto. Ma quello che resta, la sua opera, non nasconderà mai i tratti della sua umanità, costituita da quel senso di sostanziale sorriso alla vita e di spirito di fraternità che solo uomini appassionati possono trasmettere. Pietro Donini

Ponteranica - 30 aprile Le Prime comunioni Per qualche istante l’imprevisto dell’ultimo minuto ci ha costretti sulla strada in attesa che si aprisse il cancellino del “mare” (i bimbi conoscono con questo nome il cortiletto della Scuola dell’Infanzia, punto di ritrovo e di partenza del corteo verso la chiesa). Risolto l’inghippo tutto è girato per il meglio, il sole, il clima di festa, i parenti, la bella celebrazione preparata dai catechisti e dai genitori. A ricevere l’Eucarestia per la prima volta quest’anno sono stati: GIULIO MANGILI - ELISA PICCINELLI - LEONARDO ELICE - MADDALENA CHIODI - MATTIA GIRELLI - CRISTIAN GENCHI - MATTEO CASIZZI ALESSANDRO ZANGA - ROBERTA IAGULLI - ALLEGRA FOIADELLI MOEZ ARJOUN - ALESSANDRO BERLANDA - GRETA MONTANI CRISTIAN FACCHINETTI - ALICE BOSATELLI - BEATRICE FORZA SARA BONETTI - THOMAS LOCARINI - CARLOTTA MAFFIOL ETTI ILARY GOTTI - LAURA SERIGHELLI - NOEMI LUSSANA - GIULIA TOGNI - ELISABETTA SACCHIERO - SOFIA CORNOLTI - GLORIA DE VITA - THOMAS REGAZZONI - LUDOVICA BELOTTI.


Rosciano - 1 maggio L’apertura del mese del rosario

Le nostre parrocchie hanno aperto insieme il Mese di Maggio nella chiesa di Rosciano (faceva ancora troppo freddo per andare alla Grotta). Ad introdurre l’iniziativa dei rosari una serata di meditazione e un’elevazione musicale alla Madonna offertaci dal Coro dell’Università della Terza Età di Bergamo e dal Coro La Polifonica di Albino, diretti dal maestro Laura Saccomandi e accompagnati dall’organista Francesco Maffeis.

14 maggio - Mezzoldo Sabato 13 e domenica 14 maggio siamo stati a Mezzoldo con i ragazzi di 5^ primaria. I genitori hanno subito aderito con entusiasmo a questa iniziativa. Sono stati due giorni dove don Lorenzo ci ha guidati in un percorso di attività e preghiera dal tema “L’esplorazione”. Si sono create delle squadre miste dove i ragazzi hanno imparato a stare assieme non solo ai soliti amici ma anche ad altri compagni che non avrebbero mai scelto. Hanno giocato con entusiasmo a giochi mai fatti anche se naturalmente non è mancato il pallone! Hanno esplorato il torrente in cerca di ogni tipo di essere che si muoveva... con enorme soddisfazione ed ottimi risultati. Noi catechiste riteniamo che questo tipo di attività sia molto importante per i nostri ragazzi perché li aiuta ad aprirsi agli altri ed apprezzarsi anche nelle diversità, a scoprire la natura e le loro capacità. Sono passaggi che li aiutano a crescere

e rafforzare il loro legame. Grazie di questa opportunità che don Sergio ci ha dato sia da parte nostra che dei genitori.

con i fiocchi e i controfiocchi! Così, anziché partire dalla chiesa dei padri sacramentini per Ci abbiamo già provato in altre salire a Rosciano recitando il occasioni ma ogni volta che il Rosario abbiamo messo in atto nostro Vicariato decide di tro- il piano B e siamo rimasti advarsi a Rosciano deve fare i dirittura “a tetto”, come si dice conti con la pioggia. E che piog- nel nostro dialetto, nella chiesa gia, questa volta, un temporale parrocchiale. Dopo il Rosario

Rosciano - 19 maggio Il pellegrinaggio mariano vicariale

Le catechiste

il Vicario don Raffaele ha presieduto l’Eucarestia concelebrata da alcuni sacerdoti del vicariato, ultimo atto dell’anno pastorale vicariale 2016/17. Nell’omelia don Raffaele ha ringraziato e invitato le nostre parrocchie ad intensificare la loro collaborazione.

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il primo anno di falegnameria presso l’istituto CFP presso centro studi TINO SANA ad Almenno San Bartolomeo. Per la sua scuola ha realizzato un modellino in legno in scala 1:25 della facciata principale della nostra chiesa parrocchiale. Per la realizzazione del modellino, Stefano ha impiegato circa 20 giorni, realizzato in legno massello, alcune lavorazioni sono state eseguite utilizzando martello e scalpello. Il modellino é stato esposto per tre giorni alla fiera dei mestieri in via Sentierone.

Ponteranica - Stefano e la facciata della nostra chiesa Stefano Zanetti ha 15 anni, vive a Villa d’Almé ma ha le sue radici a Ponteranica. Frequenta

21 maggio - Ritiro cresimandi Per il nostro ritiro questa volta siamo andati a Sotto il Monte Giovanni XXIII, ospiti dei padri missionari del PIME. Non solo i ragazzi ed i catechisti, ma anche le famiglie, un buon gruppo di genitori. Ad animare la giornata sono state infatti alcune ragazze cooperanti dell’istituto del Pime, Chiara & Chiara e Silvia. I nostri percorsi sono stati paralleli e mentre i ragazzi riflettevano insieme a Chiara e Silvia, l’altra Chiara ha animato il gruppo dei genitori. Si è trattato di una triplice proposta: la riflessione, molto bella e condotta con l’animazione e i lavori di gruppo (anche per i genitori), la Messa insieme ai fedeli che visitavano la casa natale di Angelo Roncalli e la visita interattiva alla casa di Papa Giovanni, bellissima e coinvolgente grazie alle nuove tecnologie che ci hanno immersi nella storia del Papa e della sua famiglia. La bella giornata ci ha permesso di pranzare all’aria aperta e di gustare anche la pausa pranzo come momento di fraternità. Abbiamo concluso la giornata con una visita al giardino della pace vicino alla chiesa parrocchiale di Sotto il Monte.


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Come vanno i conti

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delle nostre comunità parrocchiali?

la manutenzione ordinaria degli immobili e degli impianti per 2.454,34 € (3.304,89 € nel 2015) le imposte e le tasse (Imu, Tares, Consorzio di bonifica e altro) per 6.233,90 € (+ 192 € rispetto al 2015), le spese generali e amministrative (comprensive di luce, gas e telefono) per € 21.488,66 (- 6.718,49 € rispetto agli oltre 28.000 del 2015). Sostanzialmente invariate (circa 12.600 €) le spese per le attività pastorali e per il catechismo della parrocchia e dell’oratorio Per un totale di 61.892,56 € rispetto agli 87.014,67 del 2015 (- 25.122,11 €).

Ponteranica La situazione finanziaria della parrocchia di Ponteranica al 31 dicembre 2016 evidenziava una situazione passiva di 210.713,95 € (erano 281.682,11 € nel 2015, e 323.279,98 € nel 2014) determinata dalla differenza tra le passività che assommano a 273.168,51 € (debiti verso la banca e privati) e le attività (cassa e depositi bancari) che ammontano a 62.454,56 €. L’utile dell’esercizio è stato di 70.968,16 €. Nel corso del 2016 i debiti sono dunque diminuiti di € 59.793,83 € di cui 49.793,83 € per la restituzione della quota capitale del mutuo contratto con la Banca Popolare di Bergamo e 10.000 € per la restituzione del prestito concesso da un privato. E’ dunque ragionevole pensare che nel corso dei prossimi 3-4 anni potremo azzerare la nostra attuale situazione debitoria per quanto concerne il mutuo bancario. Le entrate più significative sono state relative a (la variazione segnalata in più o in meno fra parentesi riguarda il bilancio del precedente anno 2015): le offerte di qualsiasi tipo (elemosine delle messe, offerte per uffici dei defunti del venerdì, matrimoni, funerali, battesimi) per € 66.891,00 (nel 2015 erano state 59.396,10 €), le varie attività che hanno riguardato la Parrocchia e l’oratorio per € 21.597,00 (- 2.472,02 €) i contributi vari, per 7.696 € rispetto ai 2.804 dell’anno precedente: contributo per oneri di urbanizzazione dal Comune (3.822,10 €) e contributo della Curia Diocesana che ci paga gli intererssi passivi del mutuo contratto con la banca (2087,00 €). I ricavi del Mangiafesta e di altre piccole iniziative di sostegno (25.159,00 € contro i 30.457,30 del 2015). Per un totale di 132.860,72 € (+ 4.248,18 €). Tra le uscite, quelle più rilevanti hanno riguardato: le assicurazioni per 3.716,31 € (-1.527,00 € rispetto al 2015)

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Carità: nel 2016 le parrocchie di Ponteranica e Rosciano hanno distribuito per attività caritative circa 20.000 euro provenienti dalle intenzioni delle Messe per i defunti, dalle attività del gruppo missionario, dalle offerte per le missioni – anche dalla parrocchia di Rosciano - e da alcune collette (eccettuate le intenzioni delle messe per i defunti, 15.224,00 euro). E’da segnalare l’attività della nostra dispensa per i poveri, che si alimenta attraverso quel che arriva nei cestoni in fondo alle nostre chiese parrocchiali e che distribuisce ai bisognosi che si rivolgono alla parrocchia, anche se è difficile quantificare l’entità degli alimenti distribuiti. A sostegno del Centro di Primo Ascolto Vicariale nel 2016 abbiamo consegnato oltre 12 quintali di generi alimentari provenienti dalla raccolta organizzata casa per casa un sabato del mese di aprile. Considerazioni Il quadro economico migliore rispetto al 2015 non è dovuto tanto ad un aumento delle entrate, quest’anno solo lievemente cresciute, quanto al contenimento delle spese (25.000 euro in meno rispetto all’anno precedente) dovuto fatto di non aver dovuto coprire interventi straordinari. Quantomeno si segnala un arresto del calo delle offerte che in questi anni di crisi economica non ha risparmiato neppure i bilanci parrocchiali. Le nostre parrocchie mantengono la scelta di non fare richieste economiche ed accettare offerte spontanee. A breve interverremo sulla stabilità del terrazzone fra la sala dell’Angelo e la sala giochi dell’oratorio, ponendo in opera un consolidamento della soletta delle aule sottostanti per una spesa di circa 20.000,00 €. Entro l’anno – permessi permettendo – sarà realizzato il restauro conservativo delle antiche porte (risalgono al 1500) della chiesa parrocchiale, molto degradate: ma va segnalato che anche in questo caso – come per il polittico del Lotto e per il cartiglio di San Pantaleone - la copertura dei costi del restauro non peserà sui fedeli e sulle casse parrocchiali ma sarà offerta da benefattori esterni. Per le imminenti celebrazioni dei 600 anni della parrocchia (settembre 2018) si vorrebbero sensibilizzare però tutti i


Comunità Ponteranica&Rosciano

fedeli, non a nuovi acquisti o spese, ma a sostenere il recupero di almeno qualcuno dei “pezzi” della nostra storia che ancora non hanno avuto i necessari interventi conservativi e di restauro: la sacrestia, l’organo, le balaustre dell’altare che sono letteralmente erose dall’umidità… Con il CPAE valuteremo le nostre possibilità e chiederemo aiuto alla comunità.

Rosciano La situazione finanziaria della parrocchia si è chiusa al 31 dicembre 2016 le attività che assommano a 20.477,14 € e nessuna passività. Il disavanzo dell’esercizio è stato di 8579,78 €, determinato dalle maggiori spese rispetto alle entrate, come di seguito riportato. La variazione segnalata, in più o in meno, fra parentesi riguarda il bilancio del precedente anno 2015. Le entrate più significative della parrocchia sono state quelle relative alle varie offerte dei fedeli: Offerte delle messe domenicali e feriali € 8.791,42 (+ 1.746,42), per la celebrazione dei Sacramenti € 3.430,00 (oltre 2.000 € in più rispetto all’anno precedente, anche per il significativo numero di matrimoni celebrati nel 2016) per le candele della Grotta € 15.534,00 (praticamente invariate, a cui – ovviamente – vanno sottratte le spese per le candele e i ceri alla cereria), attività parrocchiali (la pesca di beneficenza e le iniziative varie € 4.755,00 €). Il totale delle entrate per il 2016 è ammontato a 34.644,76 €. Nel 2015 erano state 40.764,65, e la differenza significativa proveniva dal fatto che in quell’anno erano entrate alcune rendite immobiliari di anni precedenti relative ad affitti di un pezzo di terreno della Parrocchia a Enti dello Stato. Le voci più significative delle uscite hanno riguardato: le manutenzioni ordinarie per 929,50 (-521,00 €) le imposte e le tasse (Imu, Tares, Consorzio di bonifica e altro) per 3.244,10 € (-384,69 €), spese generali di amministrazione ordinaria (utenze, rimobrsi, gestione ambienti) per 12.223,25 € (- 359,89 rispetto al 2015) Acquisto arredi e dotazioni: la tensostruttura per l’area della Grotta, più un soffiatore per le foglie e altre dotazioni per gli ambienti e i volontari per un ammontare di 14.350,00 € (nell’anno precedente si era speso poco o nulla). Assicurazioni per le strutture e le attività parrocchiali 1.500,00 € Manutenzioni straordinarie sugli immobili 5.465,33 (283,37). Il totale delle uscite per il 2016 è ammontato a 43.224,54.

Considerazioni Nel corso del 2016 abbiamo proceduto all’acquisto di una tensostruttura e relativi tavoli e panche per le attività primaverili/estive del Santuario per un costo complessivo di 11.500 €. Le valutazioni fatte in merito ad un ipotetico limitato periodo di affitto della tensostruttura hanno portato alla conclusione che con l’esborso dell’equivalente dell’affitto di quattro/cinque anni avremmo potuto comprare la struttura. Così si è proceduto all’acquisto, con l’intento di garantire dal maltempo le messe alla Grotta, le attività parrocchiali e l’eventuale ospitalità di gruppi provenienti dall’esterno. La spesa evidentemente non ha potuto essere coperta con le entrate ordinarie, esigue per una piccola comunità come Rosciano. Per il futuro ci saranno alcune manutenzioni straordinarie da affrontare (il tetto della chiesa di San Marco in Maresana, la messa in sicurezza della chiesetta di San Lucio). Anche l’area del Santuario necessiterebbe di un ripensamento e una integrazione degli attuali spazi e di miglioramenti negli arredi e nell’estetica dell’ingresso. È evidente che, stante l’attuale livello delle offerte dei fedeli, dovremo trovare altre forme di finanziamento.

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Ponteranica Associazioni

Festa per gli esami di cintura del Judo Club Ponteranica Con la chiusura della stagione si sono svolti gli esami di cintura per una ottantina di judoka piccoli e grandi appartenenti alla società capitanata dal Maestro Giovanni Rocco, che con l’aiuto di una commissione di judoka cinture nere ha snocciolato esami a ripetizione con esito positivo per tutti i partecipanti, emozionati e smaniosi di vestire la cintura del kju superiore. Preparati a dovere hanno saputo rispondere bene alle domande incalzanti della commissione severa e preparata composta dalle cinture nere Matteo Cornolti, Matteo Regazzoni, Allame Yassin. Alla fine della lunga ed estenuante giornata sono stati consegnati i diplomi e finalmente le coloratissime cinture, il tutto condito con scroscianti applausi e innumerevoli flash di macchine fotografiche da parte dei genitori, nonni fratelli presenti. I festeggiamenti poi si sono spostati il venerdì successivo in oratorio ad assaggiare le prelibatezze preparate per l’occasione dalle mamme dei Judoka. La festa si è protratta fino a tarda sera durante la quale l’insegnante ha premiato vari allievi meritevoli che nel corso dell’anno hanno partecipato all’attività agonistica. Il discorso conclusivo della festa ovviamente affidato all’insegnante non che presidente del Judo Club Ponteranica Giovanni Rocco è stato breve ma significativo, mettendo in evidenza come questa stagione sia stata ricca di soddisfazioni al di là del numero di iscritti, quest’anno se ne contano ben 120, anche il lato prettamente agonistico i risultati parlano da soli quarti al campionato nazionale CSI miglior società Bergamasca, con 5 campioni nazionali CSI, primi nel campionato provinciale CSI con 18 campioni provinciali, un risultato di tutto rispetto.Spicca su tutti il traguardo raggiunto da Allame Yassin gioiello della Società di Ponteranica che classificandosi al secondo posto al campionato regionale Fijlkam a conquistato i punti necessari per conquistare l’ambita cintura nera e la qualificazione alle finali del campionato italiano juniores Fijlkam a Roma.Questo risultato è stata la ciliegina a coronare una stagione straordinaria per il nostro atleta che ha girato in lungo ein largo l’italia alla conquista dei punti per ottenere la cintura nera.I complimenti del suo insegnante e di tutta la grande famiglia del Judo Club Ponteranica.

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Questo l’elenco dei ragazzi che hanno raggiunto il kyu successivo, CAMERLENGO GIULIA marrone,DELLA ,GIANNITTO CRISTIAN preverde,PASTA OMAR marrone,PESENTI MICHELE blu,PUTZOLU THANH verde,ULUNQUE PABLO preblu,VALSECCHI ALESSANDRO verde,CORNOLTI RICCARDO marrone,FACOETTI STEFANO blu,GEROSA FABIO blu, LANFRANCHI GIADA marrone,NAVA RICCARDO marrone,SANCHEZ AVRIL verde, IAVARONE ENRICO marrone, MIONE CATERINA verde,BOSIO FRANCESCO verde,CRISTINI MATTEO marrone,FIORONA LUCA verde, NOVELLI EDOARDO blu, NOVELLI NICOLO’preblu,SANGALETTI GABRIELE blu,CAVAIOLI SARA blu,LOCATELLI CARLO blu,SIGISMONDI MAURO arancio,SONZOGNI MICHAEL arancio,BACUZZI SAMUEL arancio,CANNISTRA’ ANTONIO arancio,CANNISTRA’ GIUSEPPE arancio,COMANA ALESSANDRO arancio,GHEORGHE EDUARD verde,SPINI CESARE arancio, MAROSSI MATTEO prearancio,CLEMENTE LEONARDO arancio,GOTTI DAVIDE arancio,MONZANI TOMMASO arancio,ROCCHI LEONARDO arancio,SALVETTI,TROPIA SILVIO arancio,IAGULLI REBECCA prearancio, PONTOGLIO KIZAAR prearancio,CORNOLTI MARIANNA arancio,PASTA ROBERTA arancio,BIELLI GIOVANNI gialla,BOLIS BENIAMINO gialla,CERIBELLI MARGHERITA gialla,CERIBELLI LORENZO gialla,CIANCIARUSO STEFANO gialla,FASOLA CAMILLA gialla,GIAMBELLINI SEBASTIANO gialla,LOSA ALESSANDRO gialla,MATTIOLO MATTIA gialla,MANDELLI MASSIMILIANO gialla,FORNOTRABUCCO SIMONA gialla,STACCHETTI PAMELA gialla,MONTANI GRETA gialla,PARIMBELLI ERIKA gialla, SCARPANTI DAVIDE gialla, TASSETTI ALESSANDRO gialla,VARGIU MIRKO gialla,BIELLI FEDERICO PREARANCIO, MONTANO VILELA LUCA pregialla,NOLLI TOMMASO gialla,PASTA ALEX pregialla,RAVASIO NICOLA gialla,.TURANI MORGAN gialla,GIAVAZZI CLAUDIO pregialla,SUARDI DANIEL pregialla.


Anagrafe “SPOSI PER SEMPRE” A PONTERANICA

Salvi Samuel e Piazzoni Daniela 22 aprile “SPOSI PER SEMPRE” A ROSCIANO

Mizio Paolo e Rota Sabrina 13 maggio Capelli Dario e Forcella Maria Grazia 8 giugno Colombi Simone e Ianuario Emilia 12 giugno HA RICEVUTO IL BATTESIMO A PONTERANICA

2 aprile 2017 Stella Rota di Edoardo e Gotti Pelizzoli Heidy Beatrice Vezzoli di Damiano e Pesenti Alessandra 23 aprile 2017 Rebecca Carminati di Andrea e Piazzalunga Federica 30 aprile 2017 Ernesto Nevola di Alberto e Conga Francesca 7 maggio 2017 Gaia Scarpellini di Alessandro e Ghilardi Roberta Noemi, Melissa Suardi di Enrico e Monterossi Gessica Federico Squintani di Marco e Pezzi Elisa 21 maggio 2017 Jacopo Burini di Silvio e Ghislanzoni Elisa Caterina Pisasale di Gabriel e Cecchini Manara Virginia Maria 4 giugno 2017 Zambelli Emma di Gianmario e Wilk Nadine

Sono tornati alla casa del Padre

Davide Casati Anni 87 † 14 aprile 2017

Giuseppina Salvi Anni 77 † 16 aprile 2017

Virginia Castelli Anni 83 † 10 maggio 2017

Giuseppe Orzero Anni 70 † 11 maggio 2017

Romano Forno Trabucco Anni 61 † 24 maggio 2017

Giorgio Ravasio Anni 53 † 28 maggio 2017

Laura Salvetti Anni 30 † 26 aprile 2017

Romano Gotti Anni 72 † 14 maggio 2017

HA RICEVUTO IL BATTESIMO A ROSCIANO

9 aprile 2017 Alessandro Rizzini di Marco e Cecca Valentina 13 maggio 2017 Lorenzo Tasca di Marco e Baroni Alessandra 4 giugno 2017 Doussu Morales Estella Alessandra di Tony e Joania Doussu Morales HA RICEVUTO IL BATTESIMO A RAMERA

15 aprile 2017 Alessio Terracciano di Carmine e Zanchi Sabrina 30 aprile 2017 Daniela Morales Rojas di Daniel Giovanni e Rojas Terrazas Jacqueline 28 maggio 2017 Pietro Doni di Paolo e Catalfamo Elena Caterina Ravasio di Andrea e Prometti Tamara

Pasqualina (Maria Pia) Pezzoli ved. Ferrari Anni 78 † 2 giugno 2017

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AGENDA DI PONTERANICA E ROSCIANO AGENDA DI RAMERA Don Sergio Scotti Parrocco scotti.sergio@gamil.com Casa Parr. Ponteranica tel. 035 571867 www.parrocchiediponteranica.it Silvano Ceruti tel. 338 6720902 Scuola dell’Infanzia tel. 035 574153 - fax. 035 4129232

PADRI SACRAMENTINI

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Prefestiva: Festiva: Feriale:

ore 18.30 ore 8.00 – 10.30 ore 17,00 (da lunedì a giovedì) ore 8,00 (venerdì e sabato) Luglio e Agosto S. Messa feriale alle ore 8,00 ore 20,00 (Ufficio defunti solo venerdì)

Festiva:

ore 18.30 (la quarta domenica del mese)

Festiva:

ore 18.30 (seconda domenica del mese)

Feriale

ore 18.00 al martedì di lugliuo e agosto

Prefestiva: Festiva: Feriale:

ore 19,00 ore 9.00 - 17.00 ore 18.00 (solo al giovedì)

Don Flavio Rosa Parrocco tel. 035571140 Casa Parr. Ramera cell. 340 6653939 Don Giacomo Locatelli cell. 3292707665 Scuola dell’Infanzia tel. 035 571385 Segret. parrocch. Ramera aperta da lun. a ven. ore 15.00-17.30 per certificati, Cineteatro tel.035 575789 parrocchiaramera@libero.it Pratiche Cisl Inas (lunedì mattina) ore 9.00-12.00 Ponteranica Attiva ponteranicaattiva@libero.it

Prefestiva: Festiva:

Feriale

ore 18.00 ore 7.30 – 9.00 (alla Chiesina di S. Giorgio alla Petos) 10,30 - 18,00 8.00 (dal 30 settembre) venerdì ore 16.00 adorazione eucaristica segue messa 18,00

Prefestiva Festiva Feriale

ore 17,30 ore 8,30 - 11,00 - 17,30 ore 7,00 - 17,30

Prefestiva Festiva

ore 18,00 ore 9,30

www.parrocchiediponteranica.it Gruppo Diocesano

la casa COMUNALE DI PONTERANICA

“Per essere utile agli altri non serve volare basta volere”

inconTri di ascolTo e di preGHiera per persone separaTe, DiVorZiaTe o risposaTe, ogni primo martedì del mese alMé presso il centro emmaus - via don a. iseni n.1.

Profile for Studio 5 Liguria srl

Lecomunitainsieme 2017 3  

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