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Le Comunità Insieme Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Luglio - Agosto - Settembre 2016

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano - Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

“A te si stringe l’anima mia...”

La gioia dell’Amore


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Luglio - Agosto - Settembre 2016

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano - Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

“ A te s i s t ri n ge l ’ a n i m a m i a . . . ”

La gio ia de l l ’ Am or e

La missione riguarda ogni cristiano Pure me

L

Sommario Il matrimonio come dono buono della creazione

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Essere figli

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Amoris Laetitia La gioia dell’amore

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Comunità Ramera

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Anagrafe delle parrocchie 19 Comunità Ponteranica e Rosciano 20/25 L’Unità Pastorale

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Ponteranica Associazioni Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010. Direttore responsabile: Agazzi Davide In Redazione: Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Flavio, don Sergio. Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 035 29 50 29 Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il 23 settembre 2016. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 12 settembre 2016.

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a missione è creare un ponte tra Gesù e le persone. Il missionario – ogni cristiano – trasmette agli altri la sua esperienza, la sua cultura, parla con i suoi comportamenti della sua fede, così da favorire un incontro diretto tra la persona e Gesù stesso. Nessuno si arroga tale impegnativa missione: sarebbe vuota presunzione. Occorre essere chiamati ed inviati, come i discepoli. La missione riguarda ogni cristiano, riguarda anche te. Ogni giorno il Signore ti chiama e ti manda. Pur sapendo di essere ancora in situazione di apprendimento – e quando mai diventeremo professionisti dell’annuncio? – è necessario incominciare ad esercitarsi. È far passare agli altri la ricchezza accumulata. Nella storia della Chiesa ogni millennio ha avuto un “motore” speciale: nel primo millennio il monachesimo, nel secondo il prete con l’invenzione delle parrocchie. Questo nostro, il terzo, è stato definito da san Giovanni Paolo II il millennio dei laici. Ed in realtà si può costatare come in ogni attività pastorale la presenza e l’operato dei cristiani laici sia assai credibile ed autorevole. La presenza numerica e l’autorevolezza di noi preti va scemando poiché il Signore vuole ciò? È lui che sceglie i suoi portavoce. Ci stiamo interrogando per cogliere i “segni dei tempi nuovi”: il Signore può essere all’origine di questo cambiamento? Il Signore Dio può dare un orientamento nuovo alla sua Chiesa, evidentemente. Noi possiamo essere artefici di tale cambiamento. Il nostro ruolo di preti, oggi, è di dare slancio alla presenza laicale, restando dietro le quinte. Dobbiamo essere contenti che in rilievo siano donne ed uomini sposati, nubili e celibi, che si dedicano alla costruzione della fraternità cristiana. La vera libertà consiste nell’accogliere il ruolo che in quest’epoca storica il Signore Dio ritiene fondamentale perché sia a servizio dell’unità. È questo il vero regalo di fraternità cristiana. Gli Apostoli non portano se stessi, così come il cristiano non annuncia una sua filosofia. Siamo invece testimoni di Cristo, inviati con la ricchezza del suo potere. In questa estate, ovunque saremo, daremo fiducia e speranza alle persone che incontreremo. Senza nem-

meno accorgercene diventeremo diffusori di ciò che abbiamo nel cuore. Le convinzioni che ci animano, la speranza che ci sorregge, l’amore verso tutti diventeranno sorgente di incontri, scambi di parole, confronto di convinzioni, susciteremo, nell’amore di Cristo, atteggiamenti di fiducia rinnovata. La serena fiducia in Dio e la coscienza di aver svolto con impegno la propria missione accompagnano e sostengono pure in caso di fallimento. Sappiamo, essendo persone impegnate nel servizio al nostro prossimo, quante volte ci scontriamo con le fatiche ed i corrosivi interni ed esterni. Inviati da Dio e ricchi della sua potenza, dobbiamo saper fronteggiare situazioni umanamente senza esito ed apparentemente inconcludenti. Fa parte della nostra missione cristiana la serena convinzione che Dio sa trarre il bene da tutto e comunque. Ed in tal modo ci ritroveremo capaci di dare consigli e consolare con parole che nascono da una sorgente altra che non siamo noi. Le nostre povere parole, se affidate alla potenza dello Spirito di Dio, assumono la dolcezza sua e la pervicace ed ostinata forza dell’amore che mai si ferma di fronte alle resistenze umane. Ciò che sembra impossibile si realizza. Persone apparentemente dure, lentamente cambiano atteggiamento e comprendono, assumono atteggiamenti più cordiali. Il Signore ci chiede di fidarci del suo Spirito d’amore. “Né pane, né bisaccia, né due tuniche, né denaro …“ la vera, unica ricchezza è la fiducia confidente in Dio: Lui solo converte i cuori. Questo nostro atteggiamento mette bene in luce che puntiamo tutto su di Lui: da Lui siamo inviati, andiamo con il suo potere, lasciamo a Lui trarre le conclusioni più opportune. “Chiedi loro di viaggiare leggeri, senza bagagli e provviste poiché ciò che conta veramente è il regalo deposto nelle loro mani, non i preparativi dettati dalla logica umana. Ci possiamo meravigliare se troppo spesso la nostra testimonianza ed il nostro annuncio risultano poco credibili? Forse stiamo calpestando le tue consegne...”. don Flavio e don Sergio


La Parola

Il matrimonio come dono buono della creazione

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ei due racconti qui ri- Dio creò l’uomo a sua immagine; a imma- Come dice papa Francesco portati il matrimonio gine di Dio lo creò; maschio e femmina li nell’Amoris Laetitia (n.9) al è visto come dono creò. (Gen. 1,27) Il Signore Dio disse: centro della famiglia troviamo buono della creazione, per non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio la coppia del padre e della Israele il matrimonio inizial- fare un aiuto che gli sia simile: ….e il Si- madre con tutta la loro storia mente era considerato sem- gnore plasmò, con la costola che aveva d’amore aperta al dono dei plicemente come “opera di tolta all’uomo, una donna e la condusse figli:“ la tua sposa come vite Dio” al pari della creazione all’uomo. Allora egli disse: - Questa è carne feconda nell’intimità della tua dell’uomo. della mia carne e osso delle mie ossa. La si casa; i tuoi figli come virgulti Non erano i riti a santificare chiamerà donna perché dall’uomo è stata di ulivo intorno alla tua mensa. il matrimonio, ma la santifi- tolta. – Per questo l’uomo abbandonerà Ecco com’è benedetto l’uomo cazione derivava dall’atto suo padre e sua madre e si unirà a sua che teme il Signore.” (Salmo creativo di Dio che lo istituisce moglie e i due saranno una sola carne. 128) Con questa immagine come incontro nell’uguadi serenità e pace viene deGen 2,18; 22-24 glianza tra uomo e donna, scritta la benedizione divina l’espressione “ossa delle mie ossa” evidenzia un’idea su ogni famiglia umana e soprattutto cristiana, che di completamento dell’uomo, come avviene nel- pur nelle imperfezioni e difficoltà terrene, può fin l’unione fisica sponsale dove l’uomo e la donna d’ora essere fonte di grande felicità e di pace, formano una sola carne; così anche la nascita del quando vive nella luce e nel timore di Dio, per rifiglio, frutto del matrimonio, esprime un’opera della trovarsi un giorno nella famiglia della SS. Trinità di creazione divina. cui quaggiù è l’immagine vivente. Fin dall’inizio dei tempi Dio ha fatto della coppia Oggi siamo dinanzi a forme familiari nuove, ognuna umana, origine della famiglia, la Sua immagine più con un diverso rapporto col mondo intorno a sé; completa e il Suo segno capace di esprimere, grazie molte sono le coppie di fatto che per una errata scelta all’amore che la compone, un tratto della ricchezza di libertà convivono senza vincoli giuridici dimenticando dell’Amore divino che circola all’interno della SS. che il vero dono è essere sempre l’uno per l’altro nelTrinità e così rendere evidente e presente l’amore l’unità nell’incondizionato dono di amore. Di fronte a queste sempre più numerose convivenze, di Dio tra gli uomini. Storicamente nella Bibbia il matrimonio dopo la molte volte accettate con benevolenza e come una caduta è sì un dono della creazione ma contaminato realtà “moderna”, possiamo con convinzione sempre dal peccato, tanto che alle domande sulla possibilità affermare che anche se la famiglia non è tutto, è di ripudio permessa da Mosè, nel Vangelo di Matteo anche però all’origine di tutto, non basta a se stessa, al cap. 19, 1-8, Gesù afferma “all’inizio non fu così”. ma è fatta per raggiungere il traguardo e la ricchezza E’ pur vero che in ogni vicenda familiare di qualsiasi di tutti, ha il compito di custodire la rivelazione e tempo vi è un mistero nascosto e indecifrabile a annunciare l’amore di Dio e se oggi siamo alle causa della fragilità e della povertà umana, anche prese di una crisi di legalità e di valori dobbiamo, se la grazia di Dio è sempre presente nell’unione per fedeltà a Dio, rendere testimonianza dell’inesponsale, realtà che Lui ha posto tra gli uomini per sauribile effusione silenziosa del suo amore. Le parole pronunciate nel libro del profeta Osea ci parlare di Sé. Il Dio Trinità si è voluto esprimere nella famiglia riportano a pensare e ad aver fiducia nell’azione con un preciso piano basato sull’amore, sulla rela- del Signore che assicura la forza del suo amore e la zione e sull’alterità; il fare famiglia non è una qualità della sua alleanza: “Ti farò mia sposa per necessità pratica o psicologica ma è un preciso sempre, ti farò mia sposa nel diritto e nella giustizia, piano di Dio anche se noi pretendiamo di sapere nella benevolenza e nell’amore, ti fidanzerò con me tutto sulla famiglia e pensiamo di fissarne i limiti nella fedeltà e tu conoscerai il Signore.” (2,21 -24). Giovanna nel suo raggio d’azione.

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Famiglia

Essere figli

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a genitori ci viene più facile pensare ai figli che pensarci figli. Eppure molte delle scelte che compiamo in loro favore dipendono da ricordi, vissuti dell’infanzia o da abitudini apprese in tempi in cui non ci si interrogava sul giusto o sullo sbagliato: semplicemente era normale ciò che accadeva in casa propria, così come lo è ciò che accade oggi in ognuna delle nostre abitazioni. Poi crescendo le strade si dividono: c’è chi continua a pensare che ciò che accade in casa propria sia oltre che normale giusto e chi, al contrario, vuole discostarsi dal solco tracciato dalla famiglia. Tra i primi c’è chi dice

“Si fa così, perché così si è sempre fatto. I miei genitori mi hanno insegnato che….”1, tra i secondi si colloca chi afferma: “Non farò mai come i miei genitori hanno fatto con me. Ricordo quanto mi pesava….”. Poi ci sono come sempre le vie di mezzo. In realtà, più o meno consapevolmente, più o meno incisivamente, siamo tutti condizionati dalla nostra storia. È inevitabile. E questo significa che il contesto in cui cresciamo ha molto potere su di noi2. Essendo un potere che si gioca nella semplicità della quotidianità viene esercitato o sottovalutato e non utilizzato quasi senza rendersene conto. Ciò che noi desideriamo e speriamo può

coincidere, o almeno così può apparire, con desideri e speranze dei nostri genitori. Li abbiamo resi felici. E questo è il grande sogno, l’ambizione di ogni figlio. Una mamma un giorno mi disse che sua madre era morta prima che lei potesse dimostrarle che ce l’aveva fatta sposandosi e avendo una figlia. Ma un’altra mi raccontò che quando rimproverava i figli la sua mamma (la nonna dei bambini) scendeva dal suo appartamento al piano di sopra e “sistemava la faccenda a modo suo”. I genitori devono essere perno, fulcro, riferimento univoco, che non vacilla. Ma devono anche sapere quando è il momento di fare un

“L’albero” racconta la storia di un bambino che gioca con un albero. Tra i due c’è grande amore reciproco, fino a quando il bambino cresce e diventa un ragazzo. Ad ogni bisogno del ragazzo l’albero risponderà in prima persona, senza farsi aiutare da nessuno, felice di aver potuto fare qualcosa per il suo “ragazzo”, che per lui resta tale anche quando in realtà è uomo maturo, o anziana persona. La puntuale risposta, commovente per la dimensione di dono totale, non consente al ragazzo di divenire uomo trovando risposte che rispettino e mostrino gratitudine, tanto che ogni volta avuta la risposta il ragazzo “sparisce”. Torna solo quando ha bisogno. Come l’Albero dà tutto, così il ragazzo prende tutto. Fino all’ultimo.

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“Molte persone agiscono per tutta la vita in una certa maniera perché considerano valido quel modo di agire che hanno assimilato dall’infanzia, come per osmosi: «a me hanno insegnato così», «questo è quello che mi hanno inculcato»”, in Papa Francesco, Amoris Laetitia, esortazione apostolica sull’amore nella famiglia, EDB 2016, p.189 tanto potere richiederebbe altrettanta consapevolezza, ma purtroppo raramente è così.

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Famiglia

passo indietro e lasciare possibilità di scelta, e anche di errore, ai figli. Seppur ne abbia le possibilità, il genitore non è chiamato a dare sempre e subito risposta a tutti i bisogni del figlio. Il compito dei genitori è alimentare i propri figli: di speranze, di sogni, di passioni, di saperi, di domande, di curiosità. E di piacere. Questo darà loro l’occasione di potersi prendere delle soddisfazioni. Di scoprire come, dove e quando poter trovare le risposte. Nell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” papa Francesco scrive: “La cosa fondamentale è che la disciplina non si tramuti in una mutilazione del desiderio, ma in uno stimolo per andare sempre oltre. Come integrare disciplina e dinamismo interiore? Come far sì che la disciplina sia un limite costruttivo del cammino che deve intraprendere un bambino e non un muro che lo annulli o una dimensione dell’educazione che lo inibisca? Bisogna saper trovare un equilibrio tra due estremi ugualmente nocivi: uno sarebbe pretendere di costruire un mondo a misura dei desideri del figlio, che cresce sentendosi soggetto di diritti ma non di responsabilità. L’altro estremo sarebbe portarlo a vivere senza consapevolezza della sua dignità, della sua identità singolare e dei suoi diritti, torturato dai doveri e sottomesso a realizzare i desideri altrui.”3 Alimentare, e quindi anche educare, il piacere passa attraverso l’educazione alla fatica. Ma non una fatica fine a se stessa, un po’ masochista, o in virtù di un vantaggio che verrà in un tempo che un bambino non riesce ad immaginare. Bensì quella fatica che quasi non sento perché ciò che sto facendo mi piace. La fatica che non pesa. È quello che capita a nostro figlio quando lotta per 3

imparare a camminare: prova e riprova instancabilmente. Fino a che, per il nostro bisogno di proteggerlo o di fare presto, lo mettiamo nel passeggino anche quando potrebbe camminare. O lo imbocchiamo senza mettere un cucchiaio anche nella sua mano. O togliamo noi i quaderni dalla sua cartella. O ci attiviamo per trovare risposte alle sue domande. Ci sembra di aiutarlo, di lasciargli tempo solo per essere felice. In realtà è come se lo stessimo privando del cibo, come se mangiassimo noi per lui dal suo piatto. Si indebolirà. E quando si è deboli non si è liberi neppure di gustare una bella giocata. Il Papa scrive che occorre distinguere “adeguatamente tra atto «volontario» e atto «libero »”4, perché è “facile confondere la genuina libertà con l’idea che ognuno giudica come gli pare”5. In questa distinzione si colloca una delle questioni più delicate relative alle scelte che come genitore si devono assumere. Quando il papa scrive che “Non ha senso «lasciare che scelga con libertà», poiché di fatto non può scegliere”6 riporta al dovere genitoriale di scegliere per dare una guida ai figli. Essendo adulti conosciamo bene la fatica e la delusione, a volte il dolore, di non aver potuto e poter tutt’ora fare tutto quello che si desidererebbe. Questo a volte ci spinge a permettere

ai nostri figli di poter scegliere anche laddove non dovrebbero, dove anzi sarebbe nostra responsabilità farlo. Capita soprattutto con i bambini piccoli, perché tutto sommato concedere ciò che chiedono non ci cambia molto, o lo facciamo così volentieri che anche quando una domanda potrebbe essere eccessiva non ci pesa. Fargli mangiare un pacchetto di patatine mentre sono seduti nel carrello della spesa, o lasciar prendere loro una caramella dalla nostra borsa, ci pare tutto sommato una richiesta esaudibile. Seppur consapevoli che la loro richiesta non sarebbe da esaudire, ci viene da chiederci “Perché farli aspettare?” 7 Crescendo le questioni aumentano in complessità e capire qual è la questione per la quale non devo mollare e quale quella rispetto cui posso permettere a mio figlio di “esercitare” la sua capacità di scelta diventa difficile. Per discernere occorre sapere per cosa stiamo preparando i figli, per quale tipo di vita, di società, perché da grandi utilizzeranno, su questioni fondamentali questa volta, quello stile appreso da bambini quando erano “seduti nel carrello della spesa” e in quelle altre questioni che ci parevano di poco conto. Abbiamo il dovere di fargli conoscere la varietà e ricchezza delle possibilità di scelta. Le diverse esperienze che

Ibidem, paragrafo 270, p.187 Ibidem, pag.189 5 Ibidem, pag. 25 6 Ibidem, pag. 189. In realtà in questo passaggio il Papa fa esplicito riferimento alle dipendenze. Ritengo che l’affermazione possa in realtà venire estesa a tutte le situazioni di fragilità, della prima infanzia come dell’età adulta: ogni volta che ci viene chiesto di svolgere un compito per noi difficile non possiamo che andare a pescare tra i pochi saperi che possediamo. La vera libertà viene quando posseggo gli strumenti che mi consentono di discernere tra diverse opzioni riuscendo a ponderare benefici e svantaggi delle diverse opportunità. 7 La risposta a questa domanda richiederebbe un articolo intero. La questione centrale è che solo il limite dà valore all’esistente. Ma detta così sembra una frase moralistica. 5 4


Famiglia

doniamo loro, anche quando protestano perché vorrebbero altro, diventaranno infatti quegli strumenti che gli consentiranno di essere liberi. Nell’offrire le nostre scelte dobbiamo al tempo stesso stare attenti a non correre il rischio di essere troppo restrittivi, imponendo solo i punti di vista genitoriali senza lasciare ai figli quello spazio d’espressione che ci potrà stupire. Occorre guidare e al tempo stesso ascoltare. Il confine tra il momento in cui imporsi e quello in cui ascoltare non può essere dettato dal pianto o dall’opposizione del bambino. Lui lotta per quello che vuole ora, senza sapere che attendendo potrà scoprire realtà più intriganti. Farlo attendere, o dirgli di no, significa costruire la sua capacità di

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essere libero. Così come fare esercizio di scelta. Dobbiamo stabilire un ambito, in casa e fuori, in cui loro abbiano facoltà di decisione, mantenendo al contempo contesti in cui doverosamente siamo noi a scegliere. Con il passare del tempo questi ambiti devono trasformarsi, modificarsi. Ciò non significa, come mi chiese una volta una mamma, diventare incoerenti. Mano a mano il figlio cresce deve modificarsi il suo spazio di libera azione e noi dobbiamo cambiare il nostro modo di essere presenti: dal controllo dello spazio, ovvero dal dover sapere dove sono e cosa stanno facendo indispensabile quando sono piccoli, al lasciare quello spazio che consenta loro di costruire il proprio stile, interiorizzando le norme, le re-

gole, i principi, imparando progressivamente a decidere quando è indispensabile applicarle rigidamente e quando invece è possibile essere flessibili8. Da soli è impossibile riuscire a costruire il giusto equilibrio. Snodo fondamentale è la dimensione sociale. Se pensiamo di crescere i nostri figli facendo affidamento solo su noi stessi, finiremo come “L’albero”9. Storia quasi romantica, ma tragica. Racconta di una capacità di amare totale, così assolutistica che non lascia spazio di crescita all’eterno “ragazzo” della storia. È lo spazio dell’assenza, della mancanza, che attiva la capacità di ricerca, di scoperta. Così come lo spazio della pluralità di sguardi e di relazioni. Serve ricordarsi di essere figli, ma anche fratelli o sorelle, amici, compagni, colleghi, perché la dimensione sociale disegna confini flessibili che favoriscono il cambiamento. Bowlby ha scritto che per crescere bene è indispensabile avere un luogo dove sentirsi amati e al sicuro indipendentemente dai risultati, dalle prestazioni, con la possibilità di sbagliare e con la certezza di non essere soli che significa, in caso di errore o difficoltà, di avere genitori che ci proteggeranno rimettendoci in carreggiata, senza negare l’errore. Avere un luogo dove stare bene e sentirsi amati per quello che si è, non per quello che si fa, significa avere la certezza di poter andare bene, anche nell’errore. E avere il permesso di poter sbagliare offrirà la sicurezza necessaria a poter osare ed essere così efficacemente e serenamente liberi, permettendosi di essere se stessi. Con queste attenzioni la propria casa è e sarà luogo “della misericordia”, per utilizzare il linguaggio di Papa Francesco. Simona Colpani

“… l’ossessione non è educativa, e non si può avere il controllo di tutte le situazioni in cui un figlio potrebbe trovarsi a passare. […] si tratta di generare processi più che di dominare spazi. Se un genitore è ossessionato di sapere dove si trova suo figlio e controllare tutti i suoi movimenti, cercherà solo di dominare il suo spazio. In questo modo non lo educherà, non lo rafforzerà, non lo preparerà ad affrontare le sfide. Quello che interessa principalmente è generare nel figlio, con molto amore, processi di maturazione della sua libertà” Ibidem, par 261, pag. 182. Shel Silverstein, L’albero, Salani editore.

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Sotto la lente...

Amoris laetitia La gioia dell’amore Esortazione apostolica sull’amore nella famiglia

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n questo nostro tempo caratterizzato dal progresso tecnologico, dall’avvento della globalizzazione e dei “social”, dal crescere dei flussi migratori di intere popolazioni e dal sorgere della crisi economica che rendono precari gli equilibri internazionali, l’opinione pubblica, spinta da un liberalismo secolarizzato tendente sempre più a generare nuovi modelli socioculturali che esaltano i valori individualistici (carriera, successo, indipendenza) della persona, ha messo in crisi ciò che per secoli è stato il sogno ed il progetto di vita da realizzare d’intere generazioni di giovani: la famiglia. A questo alto ideale di vita dell’uomo, la Chiesa Cattolica ha sempre guardato con stima e riconoscenza. Per questo, ancora oggi, con rinnovato vigore apostolico e forza spirituale (senza

dimenticare l’esigenza e le fatiche che tale ideale comporta) la Chiesa intende riqualificarne la vocazione parlando a tutto campo della dimensione che genera e alimenta ogni vissuto familiare: l’amore nella famiglia. Lo scorso 8 Aprile, in Vaticano, è stato pubblicato un’importante documento ecclesiale redatto da papa Francesco: l’esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia, sull’amore nella famiglia. Tanti hanno recepito quest’evento come un grande dono della provvidenza, a motivo della ricchezza, della profondità, della novità, della semplicità e freschezza di stile del messaggio contenuto in quel testo che il Papa ha consegnato alla Chiesa. Si tratta, questa volta, di un documento che è per tutti. Per semplicità di linguaggio e chiarezza espositiva, Amoris laetitia

è un documento accessibile a tutti coloro che desiderano crescere nell’amore coniugale e familiare, occuparsi delle famiglie

Ci illuminano le parole di san Giovanni Paolo II: «Il nostro Dio, nel suo mistero più intimo, non è solitudine, bensì una famiglia, dato che ha in sé paternità, filiazione e l’essenza della famiglia che è l’amore. Questo amore, nella famiglia divina, è lo Spirito Santo». La famiglia non è dunque qualcosa di estraneo alla stessa essenza divina. Questo aspetto trinitario della coppia ha una nuova rappresentazione nella teologia paolina quando l’Apostolo la mette in relazione con il “mistero” dell’unione tra Cristo e la Chiesa (cfr Ef 5,21-33). Amoris Laetitie 11 7


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«Si unirà a sua moglie e i due saranno un’unica carne» (Mt 19,5; cfr Gen 2,24). Il verbo “unirsi” nell’originale ebraico indica una stretta sintonia, un’adesione fisica e interiore, fino al punto che si utilizza per descrivere l’unione con Dio: «A te si stringe l’anima mia» (Sal 63,9), canta l’orante. Si evoca così l’unione matrimoniale non solamente nella sua dimensione sessuale e corporea, ma anche nella sua donazione volontaria d’amore. Il frutto di questa unione è “diventare un’unica carne”, sia nell’abbraccio fisico, sia nell’unione dei due cuori e della vita e, forse, nel figlio che nascerà dai due, il quale porterà in sé, unendole sia geneticamente sia spiritualmente, le due “carni”. Amoris Laetitie 13 e curare l’educazione integrale dei figli. Papa Francesco con un linguaggio semplice ma efficacemente concreto, lungo i suoi 325 paragrafi dell’esortazione apostolica, tratta di argomenti complessi e delicati riguardo la vita di coppia e familiare, riuscendo però, sempre, a suscitare un sentimento di gioia e di speranza nel cuore del lettore. Di cosa si tratta precisamente? Perché si parla tanto di questo nuovo documento ecclesiale?

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Partiamo dal titolo, Amoris laetitia (in italiano, la gioia dell’amore). È il titolo che papa Francesco ha scelto appositamente per la sua esortazione apostolica postsinodale sull’ amore nella famiglia. Esso trae origine (come è consuetudine nella Chiesa) dalle primissime parole significative che inaugurano questo scritto del Papa: “LA GIOIA DELL’AMORE che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa” (Amoris laetitia, 1). Le prime due parole che danno il titolo al documento, amoris laetitia, non intendono evocare un sentimentalismo superficiale infarcito di passione, né tanto meno richiamare norme di comportamento morale riguardo la coppia e la famiglia, si tratta piuttosto di parole che risuonano nella Chiesa con autentico spirito profetico e che annunciano al mondo intero, attraverso la voce del successore di Pietro, l’amore gioioso di Cristo per la famiglia. Con questa esortazione apostolica, papa Francesco si fa portavoce e profeta del pensiero e delle speranze della Chiesa sulla famiglia e per la famiglia. Esso, desidera mettere in evidenza il legame fecondo che intercorre tra gioia e amore vissuto quotidianamente nella realtà coniugale e familiare. Possiamo pertanto

affermare che i due termini scelti per coniare il titolo dell’esortazione apostolica, amoris e letitia, sono come i due stipiti di una porta, attraverso la quale si schiude davanti al lettore, la prospettiva positiva della realizzazione di ogni uomo chiamato ad amare.


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Come nasce Amoris laetitia? La tipologia di questo documento si definisce con linguaggio ecclesiale, esortazione apostolica post-sinodale. Si tratta di un testo

ufficiale che il Papa ha elaborato raccogliendo il frutto dei lavori Sinodali dei Vescovi della Chiesa Cattolica sulla famiglia (Sinodo significa, camminare insieme ed è l’assemblea dell’episcopato cattolico che ha il compito di aiutare il Papa, con i suoi consigli e riflessioni, riguardo la vita ed il governo della Chiesa). Nel nostro caso Amoris laetitia raccoglie, addirittura, il lavoro svolto da ben due Sinodi consecutivi sulla famiglia: il Sinodo straordinario del 2014 ed il Sinodo ordinario del 2015; quest’ultimo, preceduto anche da un’ampia consultazione (attraverso un questionario fatto circolare nelle Parrocchie di tutto il mondo) del popolo di Dio. Amoris laetitia, nasce quindi come un documento ecclesiale, frutto di una nuova ed inedita dinamica sinodale promossa da papa Francesco, che ha visto coinvolti, nel lungo e complesso lavoro sinodale tutti gli stati di vita e le vocazioni della Chiesa: Papa, Vescovi, Pre s b i te r i , Diaconi, religiosi e laici battezzati (singoli e famiglie). Il Papa, per elaborare Amoris laetitia è ricorso, dunque, ad un cammino di discernimento riguardo la pastorale del matrimonio e della famiglia, avvalendosi non solamente della tradizio

«A rischio di banalizzare, potremmo dire che viviamo in una cultura che spinge i giovani a non formare una famiglia, perché mancano loro possibilità per il futuro. Ma questa stessa cultura presenta ad altri così tante opzioni che anch’essi sono dissuasi dal formare una famiglia».[14] In alcuni paesi, molti giovani «spesso sono indotti a rimandare le nozze per problemi di tipo economico, lavorativo o di studio. Talora anche per altri motivi, come l’influenza delle ideologie che svalutano il matrimonio e la famiglia, l’esperienza del fallimento di altre coppie che essi non vogliono rischiare, il timore verso qualcosa che considerano troppo grande e sacro, le opportunità sociali ed i vantaggi economici che derivano dalla convivenza, una concezione meramente emotiva e romantica dell’amore, la paura di perdere la libertà e l’autonomia, il rifiuto di qualcosa concepito come istituzionale e burocratico» Amoris Laetitie 40

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Entro tale quadro, questo breve capitolo raccoglie una sintesi dell’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e la famiglia. Anche a questo riguardo citerò diversi contributi presentati dai Padri sinodali nelle loro considerazioni sulla luce che ci offre la fede. Essi sono partiti dallo sguardo di Gesù e hanno indicato che Egli «ha guardato alle donne e agli uomini che ha incontrato con amore e tenerezza, accompagnando i loro passi con verità, pazienza e misericordia, nell’annunciare le esigenze del Regno di Dio». Allo stesso modo, il Signore ci accompagna oggi nel nostro impegno per vivere e trasmettere il Vangelo della famiglia. Amoris Laetitie 60

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nale sapienza apostolica, ma anche del vissuto esperienziale di tutti coloro che, a vario titolo, sono portatori della vocazione all’amore nelle famiglie. Struttura e contenuto di Amoris laetitia. L’esortazione apostolica postsinodale, Amoris laetitia si articola in 325 paragrafi raccolti in 9 capitoli. Seppur all’apparenza corposo, il testo, per contenuto, forma e linguaggio risulta comprensibile e dunque facilmente accessibile anche ad un pubblico non particolarmente esperto. Tanti documenti del Magistero della Chiesa, in passato, sono stati concepiti per definire una dottrina o per precisare norme e comportamenti pastorali. Questa volta invece, con Amoris laetitia, papa Francesco diventa animatore e guida del gregge affidatogli da Dio. Parla dal profondo del cuore entrando in dialogo non solo con le famiglie ma con ogni uomo di buona volontà. Si ha quasi l’impressione, in alcuni passaggi

dell’esortazione apostolica, di essere seduti attorno ad un focolare domestico per ascoltare dal vivo la voce sapiente e calorosa di un anziano che parla dei fatti del passato, di come affrontare i problemi del presente e valorizzare tutto ciò che siamo per farci sentire protagonisti del futuro. Un aspetto importante da considerare, riguardo Amoris laetitia, è il suo profondo legame teologico ed ecclesiologico con la sapiente dottrina espressa dal Concilio Vaticano II, in particolare nella Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et spes. L’esigenza di esprimere la buona novella del Vangelo di Cristo in forme e modi comprensibili al mondo contemporaneo, è stata una delle priorità del Concilio. Ebbene, Amoris laetitia ne è una risposta concreta. In particolare, riguardo l’annuncio della “buona e gioiosa novella” del Vangelo della famiglia, attraverso forme e linguaggi innovativi, il documento sinodale è assoluta-


Sotto la lente...

mente in sintonia con il mondo che ci circonda. Un secondo aspetto fondamentale che caratterizza Amoris letittia, è il recupero di una reale dimensione antropologica (visione dell’uomo e sull’uomo) dell’amore umano ed affettivo alla luce dell’amore di Cristo. In particolare, il legame tra queste due realtà d’amore, lo troviamo stupendamente espresso nei due capitoli centrali (IV e V) dell’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco. Il Papa invita ogni famiglia a “coltivare la forza dell’amore che permette di lottare contro il male che la minaccia” (Amoris laetitia, 119) ed esorta a crescere nella “carità coniugale” che è “l’amore che unisce gli sposi” (Amoris laetitia 120). Il Papa entra con grande delicatezza nelle pieghe del vissuto di coppia e familiare. Si sofferma a descrivere il senso profondo, originale, creativo e generativo dell’amore coniugale partendo dal suo significato biblico (capitoli: I, V, VII). Spiega l’originalità del rapporto esi-

stente tra famiglia, Gesù e la Chiesa (cap. III), si interessa dell’educazione etica e spirituale dei figli (cap. VII), di fornire i criteri da mettere in campo per una nuova pastorale capace di accompagnare le famiglie in difficoltà (cap. VIII). Dona indicazioni riguardo la crescita nella spiritualità dell’amore coniugale e familiare (cap. IX). In conclusione, mi piace pensare Amoris laetitia più come una sorta di manuale d’uso sull’amore nella famiglia che non come un documento magisteriale della Chiesa; un manuale utile alla buona riuscita, felice e feconda del progetto divino sulla famiglia. Del resto, papa Francesco, in questo documento esortativo, lascia trasparire chiaramente tutta la sua passione di pastore della Chiesa universale, tutto proteso ad incoraggiare, sostenere, esortare l’uomo e la famiglia nel progetto di Dio. Buona lettura! Diacono Fabio

«La Chiesa svolge un ruolo prezioso di sostegno alle famiglie, partendo dall'iniziazione cristiana, attraverso comunità accoglienti». Tuttavia mi sembra molto importante ricordare che l’educazione integrale dei figli è «dovere gravissimo» e allo stesso tempo «diritto primario» dei genitori. Non si tratta solamente di un’incombenza o di un peso, ma anche di un diritto essenziale e insostituibile che sono chiamati a difendere e che nessuno dovrebbe pretendere di togliere loro. Lo Stato offre un servizio educativo in maniera sussidiaria, accompagnando la funzione non delegabile dei genitori, che hanno il diritto di poter scegliere con libertà il tipo di educazione – accessibile e di qualità – che intendono dare ai figli secondo le proprie convinzioni. La scuola non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare. Questo è un principio basilare: «Qualsiasi altro collaboratore nel processo educativo deve agire in nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, anche su loro incarico». Tuttavia «si è aperta una frattura tra famiglia e società, tra famiglia e scuola, il patto educativo oggi si è rotto; e così, l’alleanza educativa della società con la famiglia è entrata in crisi».

Amoris Laetitie 84 11


Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Beato Luigi Palazzolo Testimone dell’amore Che l’Oratorio abbia il Curato non dipende da noi, ma che sia curato sì!

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ell’Anno santo della Misericordia è bello riscoprire personalità estremamente significative, eroi della carità, modelli dell’amore: uno di essi è il conterraneo beato Luigi Maria Palazzolo. Le Opere di misericordia «Dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, ospitare gli indigenti, educare adolescenti e giovani, privilegiando quelli poveri, offrire loro un futuro attraverso la scuola e l’istruzione, dare assistenza a malati e anziani... ». Le Opere di Misericordia (nella lettura classica, ma anche in una formulazione più attuale), vissute da don Luigi Palazzolo nell’Ottocento e continuate in tempi successivi da altre persone che ripercorrono le sue orme fino ai nostri giorni, sono cantico di lode e di tenerezza per i cristiani della nostra Chiesa, particolarmente nel corso di quest’Anno santo; sono un prezioso tessuto di umanesimo e di pietà in molte parti del mondo, dove operano donne ispirate dalle parole del loro fondatore e rafforzate dalla determinazione della sua collaboratrice, Teresa Gabrieli, cofondatrice della Congregazione delle Suore delle Poverelle.

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Una vocazione che viene da lontano Luigi aveva dovuto familiarizzare fin da piccolo con il dolore: ultimo di otto fratelli, ne era rimasto l’unico sopravvissuto; per di più, a dieci anni, aveva provato l’amarezza della morte del padre Ottavio. Per fortuna la madre, Teresa Antoine, aveva carattere dolce ed insieme forte, tanto da essere in grado di

gestire la famiglia, benestante, di educare il figlio a speciale sensibilità nei confronti dei poveri e degli ammalati, e d’essergli vicina con il consiglio nelle scelte che lui avrebbe fatte nel corso della vita da prete. Non si può non rilevare il parallelismo di questa donna con Margherita, mamma di Giovanni Bosco, il santo dei giovani vissuto nello stesso arco di tempo. All’amorevolezza educativa della madre si accompagnava la provvidenziale presenza di buoni sacerdoti che aiutarono l’adolescente a scoprire e a percorrere la vocazione al sacerdozio che il giovinetto avvertiva man mano che cresceva. Entrato nel seminario di Bergamo per gli studi di filosofia e di teologia, ne usciva prete il 23 giugno

1850 per l’ordinazione del vescovo Carlo Gritti Morlacchi. Il giovane sacerdote a 23 anni avrebbe potuto imboccare una strada per fare carriera, ma da subito, assegnato a servizio della parrocchia cittadina di S. Alessandro in Colonna, preferì il ministero pastorale nell’oratorio in località La Foppa, tra ragazzi e giovani, segnati dalla povertà materiale e morale, terribilmente severa all’epoca. Don Luigi, colto e intuitivo, aveva facilità di parola, ed era molto richiesto per la predicazione di Missioni popolari. Ma a poco a poco, anche su consiglio dell’amico e direttore spirituale mons. Pietro Luigi Speranza, doveva rinunciarvi, per concentrare l’attenzione sui suoi ragazzi. Per questi era l’eduPrete bergamasco (1827 - 1886), elevato al culto dei Beati da San Giovanni XXIII il 19 marzo 1963.


catore, il promotore di cultura con l’istituzione di scuole popolari, l’animatore del tempo libero con composizioni originali di storie di animazione per burattini tra i quali eccelleva la maschera bergamasca di Gioppino dai caratteristici tre gozzi, segni di comicità popolana e benevola, ma anche di povertà. La contemplazione di Cristo Crocifisso Il brillante commediografo non rinunciava a portare ai suoi giovani la sapienza del Vangelo ed il fuoco della preghiera che lui stesso viveva in prima persona. Era accaduto infatti che durante gli Esercizi Spirituali ai quali aveva partecipato nella casa dei Padri Gesuiti a S. Eusebio, Roma, nel 1869, aveva avuto una singolare ispirazione che descrisse negli appunti del ritiro e che avrebbe segnato la sua vita e la sua missione. Fu autentica svolta, come talora si legge nelle vite dei santi: contemplando Cristo Crocifisso «ignudo sulla croce» egli si votava a povertà eroica, al servizio dei più poveri. L’aveva già cominciato a fare, ed ora si trattava di portare a compimento la somiglianza a Gesù povero, alienando le rimanenti proprietà personali e

distribuendone il ricavato agli indigenti anche a sostegno delle sue attività. Povertà, la stessa di Cristo sulla croce, eobbedienza al Vescovo, al direttore spirituale ed ai superiori, erano le direttici delle sue azioni. Il fascino di questo prete di Dio dovette essere molto attraente se almeno quaranta giovani cercarono di imitarlo abbracciando la via del sacerdozio. Don Luigi fondatore con Teresa Gabrieli delle Suore delle Poverelle Ma nell’agenda di questo testimone della misericordia non poteva mancare la sollecitudine per le ragazze povere, spesso destinate a un’esistenza di miseria ed umiliazioni. Così nel 1864 fondava la Pia Opera di Santa Dorotea per l’assistenza e la promozione delle ragazze più sfortunate. Successivamente, nel maggio del 1869, constatando come la casa dell’oratorio femminile, che lui aveva messo a disposizione, rimanesse chiusa tutta la settimana, propose alle maestre della Pia Opera, che non avevano impegni di famiglia, di fissarvi la residenza. Immediatamente una giovane insegnante,

Teresa Gabrieli, accoglieva la proposta. Nasceva così, nella semplicità ma in maniera promettente, la Congregazione delle Suore delle Poverelle, di cui Teresa sarebbe stata cofondatrice e prima superiora. Era il 22 maggio 1869. Nelle ragioni del loro impegno di carità, il Palazzolo indicava la «scelta del più poveri», come si era abituato a fare lui stesso: «Io cerco e raccolgo il rifiuto di tutti gli altri - spiegava don Luigi - perché dove altri provvede, lo fa assai meglio di quello che io potrei fare; ma dove altri non può giungere, cerco di fare qualcosa io, così come posso ». Esemplare il fatto, registrato nel maggio e giugno 1995, delle sei Suore delle Poverelle morte per essere state contagiate dal virus di Ebolamentre curavano gli ammalati nell’ospedale di Kikwit, in Congo. Per questi «martiri della carità» che «avevano competenza infermieristica elevata e riconosciuta», come affermato dal Vescovo Francesco Beschi - e dunque coscienti dei rischi che correvano - è in corso il processo di canonizzazione. Mirabile caleidoscopio di radicalità e di fecondità dell’amore.

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Oliviero Giuliani

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BABY CRE 2016 Si misero in cammino... “Alzati e cammina.” Il regno non è fatto per gente che sta ad aspettare ma di persone che hanno deciso di incamminarsi. E il nostro viaggio continua... Perché partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni; è gioia che sa dar valore alla libertà. Molte volte siamo soli, sconosciuti e stranieri e tuttavia ci si sente a casa ovunque, partendo alla conquista del mondo. Anche noi vogliamo partire, anzi... Continuare il nostro viaggio, che è cominciato tanto tempo fa e che ancora si avventura pieno di sorprese, allegria, gioia, risate e pianti di bimbi, colori, musica e passi di danza leggeri come voli di gabbiani; perché tutta la vita è un cammino, tutta la creazione è un cammino ... e passo dopo passo siamo arrivati anche quest’anno al Baby-Cre 2016 che si terrà dal 4 luglio al 5 agosto presso la Scuola materna Ramera. E’ rivolto a tutti i bimbi che già frequentano la Scuola materna ed ai bimbi di 1° e 2° elementare, con le seguenti modalità: da lunedì a venerdì entrata dalle ore 8 alle ore 9.30, uscita dalle ore 15.30 alle ore 16. Materiale occorente da portare: • Zainetto con cambio (mutande, maglietta, pantaloncini …) • Cappellino • Lenzuolino, federa e cuscino (per chi fa la nanna) • Pannolini per chi necessita Costo settimanale: € 70,00 che verrà versato all’atto dell’iscrizione, € 10,00 sconto per i fratelli. Le iscrizioni verranno effettuate nei seguenti giorni alla scuola materna Ramera: • Lunedì 13 giugno dalle ore 8 alle ore 9.30; • Giovedì 16 giugno dalle ore 8 alle ore 9.30; • Lunedì 20 giugno dalle ore 8 alle ore 9.30; • Mercoledì 22 giugno dalle ore 15.45 alle ore 16. • Venerdì 24 giugno dalle ore 15.45 alle ore 16. • Lunedì 27 giugno dalle ore 8 alle ore 9.30 • Mercoledì 29 giugno dalle ore 15.45 alle ore 16. • Giovedì 30 giugno dalle ore 8 alle ore 9.30 Per eventuali informazioni, delucidazioni e dubbi… contattare Ornella al numero 333 88 98 376 Vi aspettiamo numerosi per un’altra estate fantastica! Camminiamo insieme! Qualcuno, colui che tutti cerchiamo, ci camminerà accanto. A presto, le educatrici.

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CAT P O N T E R A N I CA

Club Alcologico Territoriale Il CLUB si riunisce tutti i lunedì dalle ore 20.30 alle ore 22.30 presso la SALA 1 del CENTRO VIVACE Via Papa Giovanni XXIII - Ponteranica

Per informazioni: Tel.: 3452485510 E-mail: catponteranica@gmail.com

Pallavolo Esordienti

Nawres, Elena, Elisa, Giulia, Rebecca, Irene, Giulia, Lucrezia, Irene, Giovanni, Andrea, Edoardo, Nicodemo, Daniele, Davide, Ustyna, Gaia, Giulia, Chiara. Sono un gruppo Meraviglioso. Quest’anno 19 ragazze/i tra i dieci e i dodici anni hanno partecipato per la prima volta al campionato esordienti di pallavolo e hanno perso tutte le partite. Non importa, perché la felicità e la

gioia di partecipare ad una competizione per un gioco bellissimo come la pallavolo non li ha scoraggiati, anzi l’entusiasmo era alle stelle, perché l’atmosfera era quella di giocare per imparare uno sport, giocare per divertirsi, giocare per stare con i com-

pagni. Dopo ogni partita nonostante il risultato, hanno ricevuto comunque un premio, montagne di caramelle che i genitori ( a turno) portavano e lanciavano sul campo di gioco. Per qualcuno finire un campionato a due punti potrebbe essere umiliante, ma per questi ragazzi e per i loro genitori è stato un anno bellissimo. Si sono divertiti, hanno partecipato con entusiasmo e in alcuni momenti hanno anche sofferto, perché lo spirito della competizione quando si è di fronte ad un avversario è giusto che ci sia, ma con determinazione, hanno sempre tentato di vincere e di arrivare a quel numero 25 per cui l’arbitro avrebbe fischiato la fine del gioco. L’anno prossimo ci riproviamo e sicuramente arriveranno anche i risultati. I Vs. allenatori

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La prima confessione D

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omenica 20 marzo, festività delle Palme, 23 bambini di terza elementare della nostra Comunità hanno vissuto per la prima volta il sacramento della Riconciliazione. La giornata è stata intitolata “festa del Perdono” volendo con ciò mettere l'accento non tanto sulle mancanze e sulle negligenze dei ragazzi, quanto piuttosto sulla Misericordia di Dio, Padre che sempre aspetta, accoglie, abbraccia, perdona i propri figli. Anche il Papa ha voluto dedicare questo anno giubilare alla Misericordia di Dio. Essere accolti dalla Misericordia di Dio è, appunto, una festa, la festa del Perdono. Ciò ha stemperato il naturale “timore” che si prova nel riconoscere e confessare al sacerdote, ministro di Dio, le proprie colpe. E tutttavia questo momento non è stato affatto sottovalutato. Per ricevere il perdono è necessario riconoscere l'errore attraverso un profondo esame di coscienza. I ragazzi sono all'inizio di questo percorso, ma è indubbio che la coscienza cristiana va educata e soprattutto “esercitata”. I ragazzi sono stati aiutati ad affrontare questo processo grazie anche ad un foglio consegnato durante l'incontro di catechesi che precedeva la celebrazione del Sacramento. Sul foglio si poteva leggere: ti rin-

grazio perchè… ti chiedo scusa perchè… mi impegno a… Uno schema semplice per un esame di coscienza, ma utile anche per noi adulti. Domenica delle Palme, all'ingresso in chiesa, i ragazzi hanno trovato un nastro che in un certo senso impediva loro di entrare. Entrare in chiesa era invece possibile: bastava inchinarsi e passare sotto il nastro. Bisognava abbassarsi come segno di umiltà nei confronti di Qualcuno più grande di noi e poter così continuare il nostro cammino verso l'altare. Sono state lette poi delle invocazioni, è stata proclamata la Parola di Dio (Parabola dei talenti) e poi, mentre il coro ci accompagnava con musiche e canti, i ragazzi hanno iniziato ad accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. Personalmente è stato molto bello vedere il via vai dei nostri bambini verso il confessionale. Partivano un po' tesi accompagnati dalle catechiste e ritornavano invariabilmente sorridenti e soddisfatti. Mentre ritornavano al loro posto nei banchi tra i loro genitori i ragazzi hanno portato all'altare dei germogli, delle piantine oppure vasi in cui non era germinato nulla. Questi semi erano stati piantati du-

rante il ritiro tenutosi domenica 14 febbraio. Ciò che era successo ai semi è proprio quanto descritto dalla Parabola del Buon Seminatore che aveva guidato le riflessioni del ritiro. Alcuni erano già pianticelle robuste, altri erano deboli germogli, altri erano già seccati, alcuni non erano affatto germogliati. E' risultato evidente ai fanciulli che la Parola di Dio porta frutto laddove è accolta e coltivata. La cerimonia si è conclusa con un canto di ringraziamento e con un gesto simbolico. Ogni ragazzo aveva costruito un fiore, il fiore veniva donato ai genitori come segno di ringraziamento per il dono della vita e i genitori riportavano i fiori all'altare per ringraziare Dio del dono di un figlio: tutto ha inizio da Dio e tutto a Lui ritorna. E' evidente che il seme gettato è molto buono, come genitori sentiamoci sempre sollecitati a sostenere i nostri figli nel cammino della Fede. Il Sacramento non deve restare un episodio isolato, ma una tappa di un cammino lungo una vita. Cogliamo l'occasione per ringraziare don Flavio, Floria, Patrizia, Ginevra e Valentina per l'impegno e la generosità con cui hanno seguito i nostri bambini impegnandoci come genitori a fare la nostra parte.


Lorenzo Carrara

Caro Lorenzo; adèss tò e prope lagàt ol zàino a tèra, chèl zaino che to gh’è sémper üt drè. ‘Nda tdò eta de grand laurét, sebé sénsa öna mà, che öna bomba en tép de guèra l’ha t’ia portàt vià. To è semper laura come ü normal cürà ol to laurà per guadegnà ol pà. Angà l’òrt, stongià i piante, spacà sö la legna de fa lüs la pègna. Co la tò Lucia i cresit öna famèa de sés fiòi con sacrefésse e tant laurà a töcc gh’ì dacc la cà e gh’ì dacc en piö la òia de laurà e pregà. Innamuràt de montagna, quàt caminà! En d’öna zurnada da Potranga, Mut Cant, Selvì, Alben, Oltra l’Col, Serina ‘ndo to sé nasit, epo’ nzò amò a pé a Potranga lüghit. To séret ü autista de qualità: Bérghem – Roma e turnà ndré en trì dé, mé, ol mé fradél e ol Bassanèl. Con tè m’à est ol papa, coi Alpini m’à facc la sfilàda e la sira ‘nsö amò a Berghem de ulàda e te sémper al volant sénsa öna possàda. ‘Nda pàrochia e ‘ndol paìs ‘ndò l’gh’éra de fa to séret sémper prònt a aidà. Donadur de sangh, con tant amur, to portàet a spass fiöi pié de dulur. Òm discrét, i malàc to ndàet a troà, ma sensa stöfa, to ga disiet: mé so ché, se to ölet parlà e se de nò n’sa capes istess. Con tè el và via ü tochél de la nòstra stòria che la resta ‘nda memoria. Pörtròp tòt chél che l’nàss el mör nòter salüdat el mé löcia ol cör semper en regorderà la tò buna olontà. Caro amis per regordà töt ol tò bé u léber alt comé ona cà el sares mia assé. Adess da l’Aldelà a la zet da amò öna mà perché indaghe bé ndol so caminà. Ciao Lorenzo, sùra ol Canto alto da stassira el gh’è en piö öna stéla en mess ai otre l’è la piö bela.

40° di ordinazione presbiterale di don Elvio Nicoli Domenica 26 giugno festeggeremo don Elvio Nicoli per i suoi 40 anni di ordinazione presbiterale. Come tutti sanno è stato curato alla Ramera dal 1981 al 1987. Da allora è missionario in Costa d’Avorio. Ogni anno visita la nostra comunità parrocchiale, nella quale tante persone gli vogliono bene. Sempre. Con immutato affetto. Domenica 26 giugno celebrerà la santa Messa nella chiesa di san Giorgio alla Petos e la santa Messa delle ore 10.30 in chiesa parrocchiale. Consumeremo insieme il pranzo. Ciascuno condividerà con gli altri ciò che desidera con grande semplicità ed autenticità. Sarà un modo per stare insieme con don Elvio alcune ore e confermargli la nostra sincera amicizia e stima soprattutto in merito a ciò che sta vivendo in aiuto a tante persone in Costa d’Avorio.

Ramera

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don Flavio

SI SONO UNITI IN MATRIMONIO a Rosciano Fontana Giovanni con Testa Paola Sabato 21 Maggio 2016 Lanfranchi Matteo con Zanella Daniela Venerdì 27 Maggio 2016 Rebecchi Roberto con Golferini Chiara sabato 04/06/2016 Sammarco Ruggero con Berlanda Chiara sabato 11/06/2016

Sergio Fezzoli

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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omenica 5 giugno ho vissuto una giornata colma di serenità e gioia. E’ stato bellissimo avere accanto a me la mia famiglia, i miei parenti, tanti amici di Villa d’Adda, Ghisalba, Roma, Livorno, della mia attuale parrocchia della Ramera e … . Ho sentito tanta sincera amicizia e stima. Pure nella vita di un prete è importante avere stima ed affetto per continuare il servizio tanto impegnativo nella Chiesa. Io ho vissuto la festa insieme a tanti di voi per i 25 anni di ordinazione presbiterale con la consapevolezza di non aver sbagliato strada. Accanto a tantissimi errori sono sicuro di aver costruito tante cose belle insieme a tantissime persone, molte delle quali non sono potute essere presenti a motivo della distanza, ma che comunque sono state presenti con la preghiera. Al grazie per l’amicizia e la stima sincere, l’organizzazione della festa, la presenza, aggiungo il grazie per la preghiera ed i regali in

Grazie! denaro che consistono in euro 4.200,00. Queste offerte da subito ho chiesto di finalizzarle non a me bensì a due missionari. La rilevante cifra mi ha condotto a scegliere di distribuire il regalo a tre missionari: un Padre missionario in Brasile, una Suor missionaria ad Haiti ed un nostro prete diocesano, che tra pochi giorni inizierà la missione in Bolivia. Riparto con maggiore forza e carico del sostegno che mi ha fatto tanto bene e mi dà fiducia per il futuro. Dio vi benedica. don Flavio.

HANNO RICEVUTO IL BATTESIMO A PONTERANICA

26 Marzo 2016 Giosuè Ghidotti di Lucio e Baggi Chiara Aurora 3 Aprile 2016 Edoardo Zanchi di Alberto e Morgante Donatella Dante Offredi di Marco e Giupponi Cristina Ivy Magitteri di Alessandro e Merisio Leslie Caterina Fasola di Matteo e Mariotti Isabelle 3 Aprile 2016 Alessandro Colombi di Simone e Ianuario Emilia

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17 Aprile 2016 Tommaso Salaroli di Andrea e Oglialoro Alessia Elisa Donizetti di Mauro e Grigis Daniela 1 Maggio 2016 Sofia Arcadi di Raffaele e Fischetti Federica

Lorenzo Alfano di Antonio e Locatelli Paola Ludovica Rigè di Matteo e Gotti Alice 29 Maggio 2016 Matilde Caccia di Andrea e Baggi Sara Sofia Zanchi di Elio e Galdini Cristina

Massimo Roberto Bresciani di Marco e Medici Fabrizia Tommaso Carminati di Daniele e Milesi Norma ALLA RAMERA

26 marzo 2016 Matilde Brozzoni di Emanuele e Giupponi Cinzia

22 maggio 2016 Stella Filì di Francesco e Simona Ghirardi 22 maggio 2016 Mario Leone Rossi di Paolo e Milena Cortinovis 19 giugno 2016 Filippo Stefanìa di Maurizio e Elisabetta Rota

5 Giugno 2016 26 giugno 2016 Sofia Zorzi 15 Maggio 2016 Merelli Gabriele di Andrea Ilaria Pasinetti Gabriele Sigismondi di Mirko e Moude Arrigoni e De Maestri Paola di Marco e Dadda Daniela Gerosa 21 Maggio 2016 di Carlo e Gerosa Jasmine A ROSCIANO Jonas Ferdinand 29 Maggio 2016 di De Fanti Kwesi Nyamibetre 17 aprile 2016 Dennis Casimiro Vassalli e Sangiorgio Lorena Fabrizio Thomas di Nicholas di Nicola e Gotti Michela e Rota Norma 22 Maggio 2016 Elisa Battaglia 14 maggio 2016 5 Giugno 2016 di Giorgio Lorenzo Bonfanti Aurora Busi e Spadavecchia Lucia di Yari e Cerotto Elena di Giorgio e Nebbia Cristina


Anagrafe

Sono tornati alla casa del Padre

Norina Galozzi Anni 87 † 20 marzo 2016

Luciano Personeni Anni 66 † 5 Aprile 2016

Giovanni Trapletti Anni 85 † 9 Aprile 2016

Laura Coppola in Mafessoni anni 48 † 16 aprile 2016

Secondo Rossi Anni 78 † 5 maggio 2016

Paolo Piffari Anni 52 † 6 Maggio 2016

Lidia Cornolti Anni 88 † 10 Maggio 2016

Luigi Gotti Anni 83 † 13 maggio 2016

Gaetano Ubiali Anni 87 † 14 maggio 2016

Angela Messina in Maggioni Anni 59 † 25 Maggio 2016

Carlo Gambirasi Anni 92 † 26 maggio 2016

Gianni Milesi Anni 68 † 29 maggio 2016

Ernesta Sigismondi ved. Grumaglia Anni 92 † 26 maggio 2016

Zita Piazzalunga ved. Lussana Anni 90 † 17 giugno 2016

Carmela Lina Baggi Anni 86 † 15 maggio2016

Paolino Tarchini Anni 90 † 25 maggio 2016

Gesuino Angeloni Anni 75 † 6 Giugno 2016

Franco Pini Anni 84 † 8 giugno 2016

Emilia Bosatelli Anni 81 † 22 marzo 2016

Maria Luisa Solza Anni 63 † 24 marzo 2016

Lorenzo Carrara Anni 92 † 14 marzo 2016

Luigi Gazzetta † 24 Aprile 2016

Alessandra Traini ved. Paccanelli Anni 91 † 28 Marzo 2016

Franco Lorenzi Anni 77 † 27 Aprile 2016


Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Vita della Comunità

I RAGAZZI DI 5^ PRIMARIA A MEZZOLDO Nel percorso formativo del nostro oratorio ogni anno viene proposta ai ragazzi di 5^ primaria una escursione di due giorni, con l’intento di “cementare” il gruppo in vista dei percorsi della pre-adolescenza. Un bel gruppo di ragazzi dunque anche quest’ano ha accettato la proposta e nel fine settimana del 9/10 aprile insieme con don Lorenzo e le loro catechiste (che, pur mamme, hanno accettato di partecipare all’iniziativa!!) sono andati al Rifugio Madonna delle Nevi di Mezzoldo. Un sabato pomeriggio con temperature invernali, una domenica un po’ più mite, qualche camminata, giochi, preghiera… fino all’arrivo dei genitori e poi il ritorno. Con la consapevolezza di essersi conosciuti meglio e di aver rafforzato l’amicizia e la voglia di camminare insieme.

LE NOSTRE OPERE D’ARTE: MUFFE SUL POLITTICO DEL LOTTO. E IL CARTIGLIO DI SAN PANTALEONE VA AL RESTAURO

Il nostro polittico è come un bimbo sempre bisognoso di cure. Il restauro di qualche anno fa ha contribuito a risolvere molti problemi (compreso quello grave dei sollevamenti e distacchi di pittura dovuti agli sbalzi di temperatura del riscaldamento) ma

non il problema dell’altissima umidità della nostra chiesa, causa di episodiche lievi fioriture di alcune muffe sulla superficie delle tavole, a cui si sta rispondendo con una serie di interventi di carattere strutturale (lo scorso anno l’installazione di un deumidificatore nel retro del polittico e la realizzazione di alcune “feritoie” in goretex nei pannelli isolanti per favorire la traspirazione) e con interventi di pulitura dei restauratori. Nel frattempo è partito per il restauro (finanziato dalla Fondazione Credito Bergamasco) il cartiglio di San Pantaleone. Grazie a Sergio Lussana che si è reso disponibile con il suo furgone a portare la preziosa opera nel laboratorio di restauro De Beni a

Bergamo. L’obiettivo è di rivedere il cartiglio in tutto il suo (ormai dimenticato) splendore per la festa patronale di fine luglio. GIUBILEO DEI RAGAZZI ALLO STADIO DI BERGAMO: AVANTI IL PROSSIMO!! Bellissima giornata, bellissima celebrazione!! Il Vescovo Francesco aveva invitato i ragazzi di tutta la diocesi a celebrare il loro Giubileo insieme allo stadio di Bergamo. Noi ne abbiamo approfittato per vivere tutta la giornata insieme. Siamo partiti in pochi dal sagrato della nostra chiesa per raggiungere a piedi la Maresana. Lì abbiamo festeg-


giato San Marco con la messa nell’omonima chiesetta per fare poi il pic-nic sul prato antistante. Ed eravamo già diventati una settantina. Nel primo pomeriggio siamo scesi a piedi fino al parco Goisis e poi allo stadio, e qui eravamo un centinaio. Allo stadio abbiamo vissuto una bellissima celebrazione. Il Vescovo Francesco è partito da questa frase, “Avanti il Prossimo!”, per dire che il prossimo non può aspettare in coda, deve essere al primo posto in uno sguardo di Misericordia. CINqUANTA ROSARI, UN POTENTE “PELLEGRINAGGIO” MARIANO DURATO UN MESE Quasi cinquanta “postazioni” anche quest’anno per i nostri rosari su e giù fra Rosciano e Ponteranica, da Valbona fin quasi in Maresana. E’ stato il nostro pellegrinaggio mensile, nel senso che è durato per tutto il mese di maggio. Non abbiamo preso pullman e non siamo stati via settimane, non abbiamo avuto bisogno di luoghi suggestivi: ogni sera, anche con l’ombrello in mano se serviva, siamo andati ad onorare Maria con questa bella preghiera, portandola accanto alle nostre case e indicandole le nostre famiglie, soprattutto quelle più bisognose del suo aiuto. In alcune serate abbiamo pregato anche insieme alle parrocchie di Sorisole e Ramera. Un sentito ringraziamento

agli animatori del rosario in ciascuna delle quattro postazioni serali (Silvano Ceruti a Ponteranica “alta”, Maria Caironi in Valbona, Francesca Merigo alla Madonna dei Campi, il diacono Fabio Cavaioli a Rosciano e Costa Garatti) e grazie alle numerose famiglie che anche quest’anno ci hanno ospitato. LE PRIME CONFESSIONI Quest’anno nel mese di maggio abbiamo celebrato solo le “Prime Confessioni”. Non le prime comunioni poiché per conformare le date fra le parrocchie di Ponteranica le abbiamo spostate al prossimo anno in 4^ elementare. Le cresime sono state posticipate da maggio alla fine di ottobre. Dunque, solo le prime Confessioni, una bella celebrazione costruita sulla parabola del Padre

Misericordioso e ben vissuta dai ragazzi e dai loro genitori. Il Sacramento è stato amministrato da don Sergio, don Lorenzo e padre Remo dei PP. Sacramentini. Al termine in oratorio era allestita la festa, anche quest’anno organizzata dal gruppo di catechismo di 4^ primaria (per la verità quei pochi ragazzi a cui le famiglie hanno permesso di partecipare, comunque bravissimi. Un peccato perché si tratta di una esperienza di servizio bella e divertente), organizzatori e camerieri impeccabili! Hanno ricevuto per la prima volta il sacramento della Riconciliazione: Beatrice Forza, Roberta

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

Iagulli, Mattia Girelli, Alice Bosatelli, Ludovica Belotti, Cristian Facchinetti, Elisabetta Sacchiero, Giulia Togni, Alessandro Zanga,

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Maddalena Chiodi, Matteo Casizzi, Giulio Mangili, Gloria De Vita, Allegra Foiadelli, Thomas Regazzoni, Greta Montani, Ilary Gotti, Laura Serighelli, Leonardo Elice, Sara Bonetti, Thomas Locarini, Alessandro Berlanda, Carlotta Maffioletti, Cristian Genchi, Elisa Piccinelli, Noemi Lussana, Sofia Cornolti GRAZIE OTTO!! Un grazie semplice e asciutto, com’è nello stile della persona, a Ottavia Foiadelli che, dopo diciott’anni di presenza assidua e responsabile nel nostro oratorio, ha dovuto “allentare la presa” a causa degli impegni lavorativi. Ottavia in questi anni è stata factotum in oratorio, con grande responsabilità e competenza, per ogni evenienza (feste, compleanni, catechesi, tornei, prenotazioni sale…) prima o poi tutti ci siamo rivolti a lei trovando sempre una risposta. Giovedì 9 giugno ci siamo ritrovati in oratorio per dirle grazie di tanta generosità. Le abbiamo detto che si trattava di un ringraziamento, non di un saluto perché i saluti si fanno quando qualcuno se ne va. Il suo passo indietro ci ha messi di fronte alla sua generosità ma anche alla necessità di assumerci tutti, le famiglie anzitutto, un po’ di responsabilità in più nel gestire l’oratorio.

LA CENA DEI VICINI Avete presente la meteorologia dei primi giorni di giugno? E’ parso persino impossibile riuscire a trovare una sera in cui mettere i tavoli in piazza senza prendersi un acquazzone. Qualcuno si è fatto intimorire ma anche que-

in tarda serata, quando ormai stavamo smobilitando: “audentes fortuna iuvat”, il destino favorisce chi osa, dicevano gli antichi…

st’anno fra Rosciano e Ponteranica abbiamo piazzato undici postazioni e in tanti abbiamo sfidato i temporali (in molti casi coprendoci le spalle con dei ripieghi “a tetto”). Come sempre si è trattato di un bel momento di fraternità, aperto con la lettura del messaggio delle parrocchie (quest’anno sul tema della misericordia) e con il pane benedetto da condividere. E il temporale è andato a rovesciarsi sulla zona di Sarnico, limitandosi a minacciarci con i suoi nuvoloni neri e qualche goccia d’acqua

nostri anziani, un uno/due come si dice in termini pugilistici che non ci ha messo al tappeto. Anzi, con il concorso del nostro gruppo missionario, del gruppo Caritas della Ramera, dell’Amministrazione comunale, del gruppo adolescenti parrocchiale, la festa è stata davvero ben gestita. La festa, che si svolge ogni anno alternativamente a Ramera o a Ponteranica, quest’anno era da noi. Alle 10.30 abbiamo celebrato la S. Messa nella chiesa di Ponteranica per poi portarci nel salone dell’Angelo per l’aperitivo

ANZIANI IN FESTA Il sabato sera la Cena dei Vicini, la domenica mattina la Festa dei


e il pranzo. Una novantina gli ospiti presenti, buon cibo, canti, tombole e – come si dice – ricchi premi. Un bella giornata di festa. ADOLESCENTI IN FESTA Dopo aver servito gli anziani ai tavoli per la loro festa il gruppo degli adolescenti, insieme con don Lorenzo, si è concesso una mezza giornata di “vacanza” per chiudere il cammino annuale di animazione catechistica. Una camminata sui colli della Maresana e poi la cena insieme, in oratorio. Mentre tutto - la scuola, le attività sportive, gli impegni familiari – sembra fare da centrifuga per disperdere la bellezza di camminare in gruppo, è bello che questi ragazzi sappiano apprezzare il dono di un tratto di strada percorso insieme.

INIZIO CRE È finalmente partito il CRE, dopo tanta preparazione e attesa: 230 fra animatori e ragazzi delle nostre parrocchie, insieme per un mese fra giochi, attività, piscina e gite… In bocca al lupo a tutti!!

Il lavoro del tavolo anziani D

a qualche anno si è creato sul territorio di Ponteranica il “tavolo anziani”, un luogo che raggruppa diversi enti, che sul territorio da anni si occupano di anziani, tra cui anche le parrocchie. Il tavolo è un luogo dove si sta cercando di riflettere e costruire delle azioni di sostegno e supporto a questa fasica della popolazione. La prima parte del lavoro è stata l’analisi dei dati anagrafici relativi alla popolazione del comune di Ponteranica, nella fascia over 65. Dopo questo piccolo lavoro di mappatura, si è cercato di individuare quali potevano essere le azioni da mettere in campo sul territorio. Si è scelto poi di intervenire sulle parrocchie di Ponteranica e Rosciano, perché Ramera ha un gruppo collaudato di persone della Caritas che è molto sensibile a questo tema e che da anni sta lavorando sul territorio. Sulla base di questo ragionamento, uno dei lavori pensato e condiviso dal tavolo è stato quello di provare a costruire, anche nelle altre zone una piccola rete di volontari, che possano essere da supporto a Don Sergio nella visita agli anziani. Esiste già una rete di solidarietà che si muove in autonomia, e questo è sicuramente molto importante, ed è indice del fatto che il territorio è sensibile a questo tema. Il lavoro che stiamo facendo adesso è quello di individuare delle persone che vogliono fare da “sentinella-antenna” nella zona in cui vivono, cercando di capire quale è la situazione delle persone anziani. Non si richiede niente di straordinario, si tratta di tenere il polso della situazione sulle persone che vivono sole, che possono avere bisogno di aiuti particolari o che semplicemente hanno piacere che qualcuno le passi a trovare. Siamo ancora nella fase preliminare della costruzione dei lavori, abbiamo individuato alcune persone che fanno da “sentinelle” in alcune zone. Se qualcuno di voi fosse interessato a saperne di più o a darci la sua disponibilità si può mettere in contatto con Don Sergio o Ottavia, che lo affiancherà in questo lavoro.

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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AL SANTUARIO GROTTA DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO DI LOURDES

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

PROGRAMMA

Giovedì 1 settembre – GIORNATA PER GLI INFERMI

Ore 17.00 S. Messa alla Grotta e amministrazione dell’UNZIONE DEGLI INFERMI ore 20.30 Veglia Mariana per gli ammalati

Venerdì 2 settembre – GIORNATA PER LA RICONCILIAZIONE Ore 17.00 S. Messa alla Grotta ore 20.30 Veglia Mariana e celebrazione della Riconciliazione

Sabato 3 settembre – WEEK-END PER LE FAMIGLIE

DA SABATO POMERIGGIO «TENDATA» E WEEK-END FAMIGLIE Ore 17.00 S. Messa alla Grotta ore 20.30 Veglia Mariana e FIACCOLATAALLAGROTTA

Domenica 4 settembre – WEEK-END PER LE FAMIGLIE GIORNATA DELLA CONSACRAZIONE A MARIA In mattinata, attività WEEK-END FAMIGLIE (S. Messa alle ore 11.00 in San Marco in Maresana) Ore 17.00 S. Messa alla Grotta e Solenne Consacrazione a Maria al termine della celebrazione un momento di festa insieme

La festa sarà rallegrata con LA PESCA DI BENEFICENZA, IL GIOCO DELLA RUOTA, ADDOBBI, CANTI, FESTONI, LUMINARIE SABATO E DOMENICA, ANIMAZIONI PER I RAGAZZI con gli SCOUTS e il GRUPPO «LA STRADA»

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Unità Pastorale

Domenica 5 marzo 2017... È

una data che rimarrà nella storia delle nostre Comunità parrocchiali, sicuramente. E’ la data che il Vescovo Francesco ha scelto per istituire l’Unità Pastorale di Ponteranica, per rendere istituzionale il cammino di collaborazione fra le nostre comunità parrocchiali di Ponteranica, Ramera e Rosciano. Il 5 marzo 2017, prima domenica di quaresima, il Vescovo sarà fra noi per portare il Decreto di istituzione e per dare le prime linee di questa collaborazione stabile. Da quel giorno – pur continuando ad esistere giuridicamente – per il Vescovo le nostre parrocchie non saranno più da considerare singolarmente, ma come un tutt’uno, l’Unità Pastorale di Ponteranica, appunto. Non è esagerato definirla una data storica perché l’introduzione delle unità pastorali è certamente una riorganizzazione ed uno dei cambiamenti più significativi per l’istituzione-parrocchia da qualche secolo in qua. Le nostre parrocchie così come le conosciamo resistono più o meno dal Concilio di Trento (metà del 1500). La crisi del clero ed i cambiamenti sociali dell’ultimo secolo hanno prodotto problemi e prospettive nuovi, l’introduzione delle Unità Pastorali non è un capriccio “moderno” ma il tentativo di rispondere a delle esigenze concrete, in partico-

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lare ad uno stile di condivisione delle risorse (che sono sempre meno). Dopo l’istituzione dell’Unità Pastorale le nostre parrocchie continueranno ad esistere nella loro singolarità ma inizieranno un processo di condivisione delle risorse in molti degli ambiti della loro attività: • condivideranno i sacerdoti, che non saranno più assegnati alle singole parrocchie ma all’Unità Pastorale; • condivideranno l’utilizzo delle strutture parrocchiali, evitando inutili “doppioni” e ottimizzandone la gestione; • condivideranno le risorse logistiche per l’organizzazione delle attività catechistiche, pastorali, educative, la gestione degli oratori; Molte cose si fanno già insieme, dovremo solo meglio strutturare l’esistente. Sul altre cose dovremo avviare percorsi nuovi. Alcuni ambiti - quello amministrativo come quello delle feste patronali e altri ancora - rimarranno gestiti dalle singole parrocchie. Il cammino di preparazione è iniziato nel 2014 e da allora abbiamo fatto passi significativi. Non che tutto sia fatto, e d’altra parte l’istituzione dell’Unità Pastorale non è una meta ma è un punto di partenza. Istituirla significa che il Vescovo Francesco ha ritenuto, dopo tre anni di preparazione, che ci siano la “piattaforma” le fondamenta necessarie per iniziare ad edificare.


Festa per gli esami di cintura del

Judo Club Ponteranica

C

on la chiusura della stagione si sono svolti gli esami di cintura per una ottantina di judoka piccoli e grandi appartenenti alla società capitanata dall’allenatore Giovanni Rocco, che con l’aiuto di una commissione di judoka cinture nere ha snocciolato esami a ripetizione con esito positivo per tutti i partecipanti, emozionati e smaniosi di vestire la cintura del kju superiore. Preparati a dovere hanno saputo rispondere bene alle domande incalzanti della commissione severa e preparata composta dalle cinture nere Matteo Cornolti, Paolo Carera, Matteo Regazzoni, Allame Yassin. Alla fine della lunga ed estenuante giornata sono stati consegnati i diplomi e finalmente le coloratissime cinture, il tutto condito con scroscianti applausi e innumerevoli flash di macchine fotografiche da parte dei genitori, nonni fratelli presenti. I festeggiamenti poi si sono spostati il venerdì successivo in oratorio ad assaggiare le prelibatezze

preparate per l’occasione dalle mamme dei Judoka. La festa si è protratta fino a tarda sera durante la quale l’insegnante ha premiato vari allievi meritevoli che nel corso dell’anno hanno partecipato al campionato provinciale. Il discorso conclusivo della festa ovviamente affidato all’insegnante non che presidente del Judo Club Ponteranica Giovanni Rocco è stato breve ma significativo, mettendo in evidenza come questa stagione sia stata ricca di soddisfazioni al di là del numero di iscritti, quest’anno se ne contano ben 110, anche il lato prettamente agonistico i risultati parlano da soli terzi al campionato nazionale CSI miglior società Bergamasca, con 8 campioni nazionali CSI, primi nel campionato provinciale CSI con 14 campioni provinciali, un risultato di tutto rispetto. Questo l’elenco dei ragazzi che hanno raggiunto il kyu successivo: CAMERLENGO GIULIA blu, DELLA TORRE SEBASTIAN marrone,FALCONI ANDREA marrone, FAL-

CONI DAVIDE marrone,GIANNITTO CRISTIAN PREarancio,GIARDI, MAGNATI ALESSANDRO marrone, PASTA OMAR blu, MORETTI SARA PREblu,PESENTI MICHELE verde, PUTZOLU THANH PRTEarancio, TENGATTINI ILIYA marrone, TENGATTINI IONKO marrone, ULUNQUE PABLO PREverde, VALSECCHI ALESSANDRO PREarancio, CORNOLTI RICCARDO blu, FACOETTI STEFANO blu,GEROSA FABIO verde, LANFRANCHI GIADA blu, NAVA RICCARDO blu, PESENTI VALENTINA arancio, PESSINA ANDREA arancio, SANCHEZ AVRIL arancio, BROGGI BRUNO arancio,GARBARINO SILVIO marrone, IAVARONE ENRICO blu, MIONE CATERINA arancio, BOSIO FRANCESCO arancio, CRISTINI MATTEO blu, FIORONA LUCA arancio, MAZZOLENI THOMAS verde, NOVELLI EDOARDO verde, NOVELLI NICOLO’verde, PASTA LUCA verde, PESCE MARCO PREverde, ROTA SAMUEL verde, SANGALETTI GABRIELE verde, CAVAIOLI SARA verde, SIGISMONDI MAURO gialla, SONZOGNI MICHAEL gialla, BACUZZI SAMUEL gialla, CANNISTRA’ ANTONIO gialla, CANNISTRA’ GIUSEPPE gialla, COMANA ALESSANDRO gialla, DI TRIA NIKOLAY gialla, INNOCENTI DANTE gialla, GHEORGHE EDUARD arancio, NOVELLI EDOARDO verde,SPINI CESARE gialla, MAROSSI MATTEO PREgialla,ANGELONI RINALDO gialla, CLEMENTE LEONARDO gialla, GOTTI DAVIDE gialla,MONZANI TOMMASOgialla,PIZZABALLA ANNA gialla, ROCCHI LEONARDO gialla, SALVETTI ANDREA gialla, TROPIA SILVIO GIALLA, IAGULLI REBECCA gialla, PONTOGLIO KIZAAR gialla, GHISALBERTI MARTINA gialla, CORNOLTI MARIANNA gialla, PASTA ROBERTA gialla, PINTOSSI NADIA gialla, VHONRUFS MARTA blu.

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(nei mesi da marzo a giugno dalle 8,00 alle 12,00).

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Agenda di Ponteranica e Rosciano

Don Sergio Scotti Parroco

Casa Parr. Ponteranica tel. 035 57 18 67 scotti.sergio@gmail.com

www.parrocchiediponteranica.it

Silvano Ceruti tel. 338 67 20 902

Scuola dell’Infanzia tel. 035 57 41 53 fax. 035 41 29 232

Orari SS. Messe a Ponteranica Prefestiva: Festiva: Feriale:

Chiesa Parrocchiale ore 18.30

ore 8.00 – 10.30

ore 17,00 (da lunedì a giovedì)

ore 8,00 (venerdì e sabato)

ore. 20,00 (Ufficio per i defunti

Chiesa di San Rocco al Castello Festiva:

solo al venerdì)

ore 18.30

(la quarta domenica del mese)

Chiesa di San Girolamo Emiliani (alla Costa Garatti) Festiva:

ore 18.30 (seconda domenica del mese)

Feriale:

ore 18,00 (al martedì luglio e agosto)

Al Cimitero

Orari SS. Messe a Rosciano Prefestiva:

Chiesa Parrocchiale ore 19,00

Festiva:

ore 9.00

Feriale:

ore 18.00 (solo al giovedì)

ore 17.00

Agenda di Ramera Don Flavio Rosa Parroco tel. 035 57 11 40 Casa Parr. Ramera cell. 340 66 53 939 cell. 3292707665 Don Giacomo Locatelli Scuola dell’Infanzia Tel. 035 57 13 85 Segreteria parrocchiale Ramera: ore 15.00 – 17.30 Aperta da lunedì a venerdì Per certificati, anagrafe, abbonamenti, informazioni, prenotazioni Cineteatro, iniziative varie… tel. 035 57 57 89 E mail: parrocchiaramera@libero.it Pratiche Cisl Inas (lunedi mattino) ore 9.00-12,00 Ponteranica Attiva e mail: ponteranicaattiva@libero.it

Orari SS. Messe a Ramera

Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.00 Festiva: ore 7.30 – 9.00 (alla Chiesina di S. Giorgio alla Petos) 10,30 - 18,00 Feriale 8.00 (dal 30 settembre) venerdì ore 16.00 adorazione eucaristica segue messa 18,00

Orari SS. Messe Padri Sacramentini

Prefestiva Festiva Feriale Padri Sacramentini

ore 17,30 ore 8,30 - 11,00 - 17,30 ore 7,00 - 17,30 tel. 035 57 10 15 ordini@sacramentini.it

Orari SS. Messe alla Madonna dei Campi Prefestiva Festiva

ore 18,00 ore 9,30

LA CASA Gruppo Diocesano

COMUNALE DI PONTERANICA

“Per essere utile agli altri non serve volare basta volere”

INCONTRI di ASCOLTO e di PREGHIERA per persone SEPARATE, DIVORZIATE O RISPOSATE, ogni primo martedì del mese ALMÉ presso il Centro Emmaus - via don A. Iseni n.1.

www.parrocchiediponteranica.it

Profile for Studio 5 Liguria srl

Lecomunitainsieme 2016 3  

Le Comunità Insieme 2016 3

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