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Le Comunità Insieme Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Ottobre-Novembre 2015

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano - Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

O T A G E L L A IN ENDARIO L A C L I

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LI G I T T U CON TNTAMENTI APPUCOMUNITÀ IN

IL SALUTO A DON CRISTIAN


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Ottobre-Novembre 2015

“Pregate il padrone della messe…”

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano - Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

ATO IN ALLEENGDARIO L A IL C

2016

LI UTTI G CON T TAMENTI APPUCNOMUNITÀ IN

IL SALUTO A DON CRISTIAN

Sommario Un calendario per 3

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Grazie a tutti

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Ramera in festa 2015

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Scelte coraggiose

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Anagrafe delle Comunità

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Comunità Ponteranica e Rosciano Il mese di novembre e il ricordo dei nostri defunti

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Le veglie mariane a Rosciano quest’anno dedicate al progetto dell’Unità Pastorale

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Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010.

Direttore responsabile: Agazzi Davide

In Redazione: Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Cristian, don Flavio, don Sergio.

Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 035 29 50 29

Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il 27 novembre 2015. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 14 novembre 2015.

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È

una parola forte di Gesù, contenuta nel capitolo 10 del vangelo di Luca. Egli stesso infatti si è reso conto che “la messe è abbondante, ma gli operai sono pochi”. E ciò vale sempre. Non soltanto ora. in ogni tempo la Chiesa ha fatto e farà i conti con lo squilibrio tra il lavoro immenso e la scarsità dei suoi realizzatori. La dimensione vocazionale è elemento sostanziale della Chiesa. Essa è organizzata come il corpo umano: ciascun membro è rilevante, unico, speciale, afferma san Paolo. Non possiamo essere tutti piede o mano o occhio. Non possiamo, fuori di metafora, essere tutti papà, mamma, diaconi, vescovi, missionari, laici impegnati, volontari, catechisti. Però tutti possiamo vivere una di queste dimensioni in ordine alla nostra felicità ed alla costruzione della Chiesa, suo mistico corpo. Il calo numerico delle vocazioni in ogni dimensione di particolare consacrazione al servizio di Cristo nella Chiesa in Occidente pone serie domande sul futuro dell’annuncio del Vangelo. Nella nostra diocesi di Bergamo, in particolare, la diminuzione dei preti impegnati negli Oratori pone e porrà sempre più la questione se sia giusto sguarnire gli oratori di tale presenza essenziale a fronte della copertura di ogni parrocchia con un parroco. Si esigono probabilmente scelte assai coraggiose che sappiano fare i conti con le proteste degli adulti. Infatti, ciò che emerge a livello esperienziale è che i ragazzi ed i giovani non oppongono resistenza alla sottrazione dei curati mentre invece gli adulti cristiani fanno sentire fortemente la loro voce nel momento che alcune parrocchie si vedono sottrarre la figura del parroco. Al solito seguiamo la voce del più forte. E ci attestiamo sulle sue posizioni per evitare scontri talvolta insanabili. La paura però del conflitto non può farci correre il rischio di non accompagnare il percorso dei giovani nella ricerca del progetto di Dio iscritto nel loro cuore. I nostri predecessori nella guida delle comunità parrocchiali sostenevano che prima di chiudere un oratorio si dovrebbe chiudere la chiesa. L’accompagnamento dei giovani dovrebbe stare a cuore ai cristiani adulti più del proprio personale accompagnamento nella fede. Ciò presuppone formidabile spirito di sacrificio ed adattamento alle esigenze altrui. Pure

questo è grande atteggiamento di fede. Il brano del Vangelo lucano, ricordato all’inizio di questo editoriale, contiene alcuni elementi preziosi per scoprire l’identikit di colui che il Signore desidera mettere al servizio della crescita della sua amatissima Chiesa. Anzitutto Gesù ci chiede di pregare il Padre suo affinché mandi “operai” nella sua messe. È assai interessante l’espressione usata: operai. Ossia: coloro che operano, fanno concretamente. Inoltre tale espressione può richiamare una certa umiltà. Essere poveri in spirito significa pure essere coscienti di essere non i costruttori bensì i collaboratori del Regno di Dio. Ma nel capitolo 10 del Vangelo di Luca possiamo sostare, ancora per un momento, in ordine ad ascoltare profondamente due affermazioni circa il comportamento dei discepoli inviati a due a due dal Signore, in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Le espressioni assai simili concernono il cibo ossia il nutrimento, dato come ricompensa: “Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno …” e “ … mangiate quello che vi sarà offerto, …”. Coloro che sono chiamati dovrebbero aver imparato a non volere altro di ciò che viene loro presentato. E ciò vale per le richieste del Vescovo, il lavoro pastorale, il cibo soprattutto: “Dimmi come mangi e ti dirò chi sei”. Il Signore ci chiede di ascoltare intimamente i giovani nei loro sogni, desideri, progetti, per proporre loro faticosamente e pure intelligentemente uno stile di vita cristiano affinché possiamo suscitare dentro di loro la voce che sempre li chiamerà a realizzare il progetto della gioia nella loro esistenza. Forse dovremmo interrogarci maggiormente circa il nostro grado effettivo di servizio ai semi di vocazione che Dio Padre continua a far crescere col nostro fondamentale aiuto. L’anno pastorale che apriamo ci sollecita in modo discreto e forte nel contempo a tale cura delle vocazioni. È vero: ci sono tante altre incombenze. Pur tuttavia questa è,in ordine di importanza, principale a giudicare dal ruolo che alcuni accolgono a fronte della crescita di tutto il corpo. Il Signore ci concederà forza e coraggio in tale ardua impresa per la gioia dei nostri giovani. don Flavio e don Sergio


Calend ario Pa storale

Verso l’Unità Pastorale

2015/2 0

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in Co 365 gior munità ni l’ann o e anch e più...

Un calendario per 3

PARROCC SS. ALESSA HIA NDRO E VINCE NZO MA RTIRI IN PONTE PARROCC RANICA HIA DELLA TRASFIG URAZIONE IN ROSC IANO

E MADO

PARROCC HIA S. MICHEL ARCANG E ELO NNA DEL CARMINE

I

l calendario pastorale non è proprio una novità assoluta per le nostre parrocchie. Però è la prima volta che lo pubblichiamo in questo formato grande e, soprattutto, tutte e tre le parrocchie insieme. Il cammino dell’unità pastorale inizia a dare i suoi frutti, ed in qualche modo bene interpreta quanto andiamo dicendo da mesi a proposito dell’Unità stessa: non cancella le nostre specificità ma diventa il luogo dove conoscerle e condividerle. Sul calendario troverete una le informazioni relative alla vostra comunità parrocchiale e nello stesso tempo potrete conoscere: le iniziative fatte insieme dalle tre comunità e quelle specifiche e diverse per ciascuna. Nella colonna di sinistra sono riportati gli impegni delle parrocchie di Ponteranica e Rosciano; nella colonna di destra quelli della parrocchia della Ramera. Alcuni colori contraddistinguono le iniziative: l’azzurro quelle interparrocchiali, vicariali o diocesane, cioè quelle che vanno oltre i “confini” della singola parrocchia. In lilla sono contrassegnati gli impegni dei tempi forti (Avvento e Quaresima) o quelli legati al culto dei defunti. In verde gli impegni di catechesi dei ragazzi o di formazione alla Parola di Dio (le Lectio, i Centri di Preghiera nelle famiglie… ). Arancio è il colore delle iniziative delle Comunità religiose (Beatitudini o Padri Sacramentini). Il calendario esce in allegato al Notiziario parrocchiale di ottobre, in questo numero in versione ridotta. Beatitudini e saCramentini

A destra la colonna del calendario della Ramera

A sinistra la colonna del calendario di Ponteranica e Rosciano

dioCesi e viCariato

Quaresima-avvento-tridui-uff. defunti

CateChesi e Preghiera

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Don Cristian

Grazie a tutti! N

on voglio lasciar circolare questo numero del nostro giornale interparrocchiale senza un semplice saluto dopo la lettera che vi avevo regalato nel precedente numero. Con questo breve spazio desidero ancora dire GRAZIE! Dico grazie al Signore per questi sette anni vissuti qui a Ponteranica, in particolare alla Ramera. Grazie ai ragazzi, agli adolescenti e giovani che con me si sono lasciati stupire da Dio e gli hanno aperto il cuore, grazie alle famiglie che mi hanno dato tanto, alle persone con cui ho condiviso la mia fede e il mio essere prete quotidianamente nelle piccole cose fino alle più grandi: nei pellegrinaggi e nelle sagre, negli

A tutti ricordo che

DOMENICA 18 OTTOBRE si compirà il mio servizio in questa nostra amata comunità con la Messa delle 10,30.

DOMENICA 25 OTTOBRE vi invito a condividere la gioia per il mio ingresso a GRIGNANO di Brembate per l’inizio del mandato pastorale come PARROCO nella Messa delle ore 10,30 (sarete informati dettagliatamente)

Raccomando una preghiera

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incontri di formazione e nelle cene di fraternità, nei cre e nelle vacanze estive, nella scuola e nel tempo libero … ringrazio tutti quanti e ciascuno singolarmente! Ringraziare significa RICONOSCERE quanto si è ricevuto e, contraccambiare, è il minimo, ma non so cosa io possa fare… sarebbe sempre poco. Chiedo anche umilmente perdono se posso aver recato del male a qualcuno o se non ho adempiuto sempre al mio dovere quotidiano!

Vi assicuro che il mio cuore vi porterà sempre con sé e continuerò a pregare per voi, per tutti. Prego specialmente per chi soffre nel corpo o fa fatica a credere nell’azione del buon Dio. La mia povera preghiera unita al dono più bello che quotidianamente è posto nelle mie fragili mani, l’Eucaristia, ci faccia sentire sempre al sicuro, sempre nelle mani di Dio. Con incredibile gratitudine, Don Cristian


Ramera in festa 2015 e centenario della chiesa parrocchiale

C

i ringraziamo tutti a vicenda per la positiva realizzazione della nostra festa patronale, sia nella novena di preghiera sia nelle manifestazioni della sagra popolare. Grazie all’Arcivescovo Monsignor Bruno Foresti e ai sacerdoti che hanno guidato la riflessione in queste giornate di grazia! Grazie a tutti i volontari e le volontarie di ogni settore, specialmente ai piÚ silenziosi e nascosti,

ai ragazzi, adolescenti e giovani che hanno dato entusiasmante impegno! Grazie agli sponsor e a tutti i segni di attenzione che abbiamo ricevuto! Un grazie speciale ai portatori del trono 2015. Grazie a tutti i benefattori della novena, senza dimenticare i nostri cari defunti, volontari e avi che con tanta buona volontĂ hanno costruito la nostra chiesa parrocchiale! Arrivederci al 2016!

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Gruppo portatori del trono 2015

Nel mese di maggio di quest’anno, anno in cui ricorre il centenario della costruzione della chiesa parrocchiale, l’impresa edile Cornaro & C. Snc ha provveduto al restauro del campanile mediante opere di manutenzione straordinaria, consistenti nella rimozione degli intonaci ammalorati e relativo rifacimento, nella tinteggiatura delle pareti esterne e della struttura in ferro che sorregge le campane. Questi interventi hanno conferito al campanile un rinnovato aspetto, garantendo una gradevole finitura estetica e completando quei lavori di manutenzione che qualche tempo fa hanno riguardato anche la chiesa parrocchiale attigua.

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

PONTERANICA ATTIVA ORGANIZZA

Incontri di formazione dei giovani: Nella Famiglia - Nella Scuola - Nel Lavoro

I

giovani sono il futuro della società, rappresentano le nostre speranze, il nostro obiettivo, la necessità di credere in un domani migliore di questo presente. Ovvietà sempre dette, da tutti ascoltate... da quanti recepite? Queste che ho definito ovvietà assumono oggi un ruolo sociologico ed antropologico diverso rispetto al recente passato. Fino a pochi anni orsono il paradigma sociale era molto semplice: nasci in famiglia, cresci, ti istruisci, entri nel mondo del lavoro e ti sposi, cioè formi una famiglia e tutto ricomincia; una sorta di elica infinita, il DNA della società, che per molto tempo ha ben rappresentato la vita umana. Ed oggi? Tutto questo è ancora valido? Non si tratta di mettere in discussione dei modelli, non si tratta di criticare, modificare, migliorare o peggiorare questa evoluzione sociale, si tratta molto più semplicemente di attestare come stanno le cose. Operazione non banale e sicuramente ricca di suggestioni. Credo ci voglia una massiccia dose di coraggio per riconoscerlo. È più comodo perdersi nei luoghi comuni (dai giovani d’oggi per arrivare alle condizioni climatiche…) che accettare che qualcosa nella nostra società sia cambiato. I giovani non sono più quelli di una volta… A dire il vero i giovani sono sempre giovani; è l’espressione “una volta” che non vale più. La FAMIGLIA un tempo cellula sopra la quale lo stato poggiava le sue fondamenta non è più! Dovremmo parlare di famiglie, bisogna riconoscere l’esistenza di stili familiari non solo diversi ma, a volte, in contrapposizione e per di più presenti nel medesimo nucleo. La SCUOLA, un tempo capace di trasformare il puer in uomo, oggi è completamente altro, il patto che la legava saldamente alla famiglia si è dissolto.

Il mondo del LAVORO, un tempo monolitico e inossidabile, capace di dare certezza e sicurezza, è radicalmente cambiato. Ed i GIOVANI? Continuano ad essere tali ma… quelli che sono stati un tempo giovani si sono resi conto di quanto sta accadendo? Pare che giovani e “ex giovani” parlino linguaggi diversi e facciano fatica a comprendersi. Di questo si parlerà in TRE incontri presso la SALA ITINERIS nella Parrocchia della Ramera VENERDI 2 OTTOBRE ORE 20,30 LA FORMAZIONE DEI GIOVANI NELLA FAMIGLIA Relatore Prof. IVO LIZZOLA docente di Scienze umane e sociali presso l’Università di Bergamo. Interverranno l’assessore alle politiche educative del Comune di Ponteranica Susanna Pini e le giovani del nostro territorio Eleonora Ghezzi e Francesca Noris. Moderatore: Prof. Claudio Buttinoni. VENERDI 23 OTTOBRE ORE 20,30 LA FORMAZIONE DEI GIOVANI NELLA SCUOLA Relatore Prof. CLAUDIO BUTTINONI docente presso le scuole superiori di Treviglio. Interverranno: sig. Carla Rondi, insegnante di sostegno Moderatore: don Lorenzo Flori. VENERDI 20 NOVEMBRE ORE 20.30 LA FORMAZIONE DEI GIOVANI NEL LAVORO Relatore Prof. STEFANO TOMELLERI docente di Sociologia dei fenomeni collettivi presso l’Università di Bergamo Interviene Damiano Fustinoni Moderatore: prof. Claudio Buttinoni. Margherita

La Madonna accolta meravigliosamente in Via Ponte Secco

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Sono tornati alla casa del Padre

Angela Gotti ved Rota Anni XX † 23 giugno 2015

Lucia Grossi in Natali Anni 59 † 29 giugno 2015

Filomena Rinaldi Anni 80 † 25 agosto 2015

Maria Piazzalunga Anni 89 † 28 agosto 2015

Maria Barachetti ved. Fiorona Alfonso Consonni Giovanna Gamba ved. Salvi Anni 91 Anni 79 Anni 74 † 20 luglio 2015 † 29 giugno 2015 † 7 luglio 2015

Rosa Bosatelli Anni 93 † 25 luglio 2015

Barbara Schiavi Pina Vigano in Quarti Gemma Rebucini Gianpier Lumassi Anni 89 Anni 48 Anni 67 Anni 71 † 29 agosto 2015 † 11 settembre 2015 † 16 settembre 2015 † 23 settembre 2015 SPOSI A PONTERANICA

Aldo Manzoni Luisa Locatelli Anni 80 Anni 64 † 29 settembre 2015 † 29 settembre 2015

Perico Paolo Crippa Paolo Palumbo Michele Elitropi Damiano Gervasoni Abramo

Mangili Daniela, Giuseppina Locatelli Viviana Testori Marta Maffeis Laura, Angela Giupponi Annalisa

Regazzoni Simone Bonacina Andrea Moschen Enrico Goodfellow Jan

Panseri Francesca Gasparini Francesca Sana Raffaella Flori Daniela

SPOSI A ROSCIANO

20 giugno 2015 6 luglio 2015 3 settembre 2015 5 settembre 2015 26 settembre 2015 10 luglio 2015 25 luglio 2015 25 luglio 2015 3 ottobre 2015

HANNO RICEVUTO IL BATTESIMOA PONTERANICA

21 giugno 2015 Alessandro Rampinelli di Nico e Cattani Marta 21 giugno 2015 Lorenzo Ceribelli di Alessandro e Vantoni Eva 5 luglio 2015 Stefano Albino Rotini di Francesco e Baggi Sofia 26 luglio 2015 Ester Algisi di Simone e Facchetti Melissa 26 luglio 2015 Andrea Brioni di Alessandro e Zanetti Nicoletta 6 settembre 2015 Daniele Sigismondi di Diego e Rota Sara 6 settembre 2015 Christian Giuseppe Viganò di Ivan e Marino Anna 20 settembre 2015 Greta Lussana di Alessandro e Lorenzi Cristina

20 settembre 2015 Michele Federici di Andrea e Mangili Roberta E A ROSCIANO

21 giugno 2015 Leonardo Maria Novelli di Dario e Bonavolontà Giuliana 27 settembre 2015 Ettore Zambelli di Claudio e Olga Marchesi 27 settembre 2015 Davide Milesi di Antonio e Laura Brembilla 27 settembre 2015Alessandro Corna di Mauro Alessandro e Michela Cortinovis 27 settembre 2015 Alessandro Sarno di Alfonso e Flora Bonzi 4 ottobre 2015 Jacopo Assi di Giovanni e Francesca Valota

Telefonare a: don Sergio 035 57 18 67; sagrista 338 67 20 902 don Flavio 035 57 11 40; segreteria 035 57 57 89

HANNO RICEVUTO IL BATTESIMO ALLA RAMERA

21 giugno 2015 Cecilia Poli di Pietro Carmelino e Laura locatelli 5 luglio 2015 Sara Stacchetti Milla di Alessandro e Bentoglio Livia 2 agosto 2015 Federico Bassanelli di Davide e Personeni Veronica 20 settembre 2015 Kevin Bombardieri di Claudio e Serena Magone 27 settembre 2015 Leonardo Ghilardi di Marco e Rinaldi Daniela

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Il mese di novembre e il ricordo dei nostri defunti Come cambia il culto dei defunti: il suffragio per i defunti, la visita al cimitero, la cremazione L’origine del culto dei defunti Il ricordo religioso dei defunti è antichissimo, si pensa che i primi atti di culto stessi siano stati dei gesti per la commemorazione dei propri morti. Anche diversi secoli dopo l’arrivo del Cristianesimo ancora si celebravano culti pagani della morte che la Chiesa dei primi tempi non era riuscita ad incanalare verso la visione cristiana della morte per la nuova vita in Cristo. La Commemorazione dei defunti come la conosciamo arriva nel secolo X, quando sant’Odilone, che era abate di Cluny, dopo aver appreso da un pellegrino - dice una leggenda - dell’esistenza di un’isola da cui si sentivano le richieste di preghiere delle anime purganti ai fini della loro liberazione e della loro ascesa in cielo, varò una legge in cui tutti i monasteri della sua congregazione dovevano celebrare il 2 novembre il giorno dei morti, e a partire dal XIII secolo la commemorazione veniva ormai riconosciuta da tutta la Chiesa Occidentale.

Quando, da un certo momento in poi, la Chiesa permise che i funerali si svolgessero alla luce del sole, mentre nei primi secoli si erano potuti svolgere solo di notte con torce che servivano sia ad illuminare la strada sia per testimoniare che il cristiano anche dopo la morte ha un destino di luce, i cristiani continuarono a portare le lampade accese per riaffermare la fede che il defunto non fosse morto ma semplicemente dormisse in attesa della sperata risurrezione finale promessa da Cristo. La Chiesa ha sempre considerato la sepoltura dei morti come una delle “opere di misericordia corporali”. Pregare per i defunti è dunque prendersi cura di loro e accompagnarli con la forza del nostro affetto e della nostra fede in questa attesa della risurrezione. E’ mantenere il legame che ci ha accomunati in vita. E’ non perdere di vista il sentiero che, anche dopo la morte, ci lega in un cammino comune. Il Catechismo della Chiesa a proposito dei defunti dice che “la nostra preghiera per loro

non solo può aiutarli, ma può anche rendere efficace la loro intercessione in nostro favore” (CCC 958). Pertanto la nostra preghiera, mentre alimenta una comunione di vita che ci è preziosa, ha una duplice finalità: di aiutare le loro anime a purificarsi, e di giovare a noi perché è come se aprissimo un varco tra noi e loro che ci permette di sentire quanto sia potente la loro intercessione davanti a Dio a nostro favore. L’offerta delle messe di suffragio, la visita ai cimiteri: basta il pensiero? Sempre il Catechismo della Chiesa ricorda “la preghiera per i defunti di cui la Sacra Scrittura già parla nel 2° libro dei Maccabei: «Perciò Giuda Maccabeo fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato»” (CCC 1032). E afferma che “fin dai primi tempi, la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi, in particolare il sacrificio eucaristico, affinché, purificati, potessero giungere alla vi-


sione beatifica di Dio. L’offerta delle Messe in onore dei defunti, con la relativa elemosina, scandalizza il nostro tempo che all’insegna del motto “basta il pensiero” sta liquidando buona parte delle millenarie pratiche del culto dei defunti. E’ una pratica letta come un “mercimonio”, per di più costa ed impegna ad andare a Messa: quante cose negative insieme!! Basta il pensiero, non serve altro… Ecco dunque che con il calo della frequenza alla Messa calano anche le intenzioni di suffragio per i defunti. Premettendo che nella nostra parrocchia celebriamo i Sacramenti, i funerali e le Messe senza mettere tariffe e senza chiedere nulla (a chi si informa diciamo che, chi può e vuole, può fare un’offerta libera) invitiamo a riflettere sul fatto che l’assennatezza degli avi, ben più generosi benché più poveri, si muoveva all’insegna del semplice e concreto principio che “nel ricordo dei morti, si aiutano i vivi”. L’offerta della Messa non “comprava” la Messa stessa, diveniva un modo per onorare i morti mettendoci del proprio - come si fa quando si acquista un regalo per qualcuno - e aiutava nel contempo la propria comunità cristiana con riconoscenza per aver condiviso la preghiera per i propri cari. Da qui l’offerta delle Messe per i defunti e la nascita di molte delle nostre tradizioni: dell’antichissimo LOTTO DEI MORTI, con l’offerta delle “grazie” da estrarre, o l’Ufficio dei Defunti del venerdì sera. Come in tutte le cose che contano, non basta il pensiero. E’ fondamentale ma non basta. Un gesto come la preghiera personale, la Messa, la visita al cimitero sono i segni che danno concretezza a quel che abbiamo dentro. Anche la visita ai cimiteri, appunto – come quella agli ospedali e ad ogni luogo che evochi la sofferenza, il dolore, la debolezza – è

La cremazione e le ceneri in casa La Chiesa, com’è noto, ammette la cremazione dal 1963 e il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992 lo stabilisce, purché questa decisione non sia presa contro la fede nella resurrezione dei corpi. Non contraddice la dottrina cristiana della resurrezione dei corpi, dato che più semplicemente accelera il processo naturale di ossidazione. C’è però la contrarietà alla dispersione delle ceneri: per la fede cristiana, infatti, anche dopo la morte, la persona umana conserva anche simbolicamente la propria identità e la propria individualità, non si «disperde» nell’universo. E c’è anche la contrarietà alla conservazione delle urne in casa. Non solo perché potrebbe degenerare Funerali: chi sta fuori… in forme di culto eccessivo verso Accade sempre più spesso che di- il defunto, non lontano da quello verse delle persone che prendono pagano di molti secoli fa. Ma anche parte ai funerali religiosi stiano perché incede all’ennesima forma fuori dalla chiesa (per la verità ac- di “privatizzazione” degli aspetti cade anche ai matrimoni e ai bat- della vita e contribuisce ancora tesimi…) in attesa della fine del una volta a svilire il cimitero come rito. La ragione della presenza il luogo del culto e della memoria: forse è quella di un omaggio “laico” il defunto che mi porto a casa non al defunto, ma da non-credenti è solo mio – che ne sono il figlio, non si intende partecipare ad un il padre, il marito, il fratello - ma atto di culto religioso. Pur nel ri- ha vissuto una rete di relazioni spetto delle scelte di ciascuno più ampie, con persone che conpenso però che nella maggioranza servano nel cuore affetto, riconodei casi sia il frutto – per riguardo scenza, amicizia e magari il mio non oso pensare ad altre spiega- stesso desiderio di poter rendere zioni: ignoranza, eccesso di pro- l’omaggio di una visita, di un fiore, tagonismo, indolenza… – di un di una preghiera sul luogo della malinteso senso di laicità: nel fu- sepoltura. Senza dover per forza nerale, come nel matrimonio e suonare il campanello di casa. nel battesimo, al centro non sono Chiuso nell’intimità delle sue quatle convinzioni religiose di chi vi tro mura anche il defunto finisce prende parte, ma l’intenzione di per scomparire dalla vista e, inechi ha voluto che l’avvenimento vitabilmente, anche dalla memoria fosse celebrato religiosamente. di quel mondo che – pur non esPiù che la fede credo siano in sendo anagraficamente nella cergioco, appunto, il rispetto e forse, chia dei familiari più stretti – è più semplicemente, anche la buo- stato profondamente anche suo. na educazione. Accade anche a chi è credente di partecipare a riti civili senza che questo sminuisca o offenda la sua sensibilità religiosa.

messa in discussione dal solito “basta il pensiero”. In realtà questo rifiuto a frequentare i luoghi del dolore è la testimonianza di una fragilità e di una paura diffuse, e dunque del bisogno di illudersi che queste esperienze riguardino sempre e solo gli altri: noi ne stiamo alla larga. L’illusione porta a nascondere, evitare, esorcizzare ogni situazione che ci richieda il coraggio di affrontare la vita anche nei suoi risvolti faticosi. In tempi di analfabetismo e maggiore povertà anche culturale, le persone che incrociavano un funerale si facevano un segno di croce per onorare il defunto, e insegnavano anche ai piccoli a rispettare i defunti, ora che siamo istruiti siamo tornati alla buona vecchia superstizione dei gesti più volgari…

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Le veglie mariane a Rosciano quest’anno dedicate al progetto dell’Unità Pastorale

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a due anni, a Rosciano, ogni primo giovedì del mese da autunno a primavera, alle h 20:30 si svolge la veglia mariana con adorazione ed intercessione animata dalla Comunità delle Beatitudini e da qualche fedele laico delle parrocchie di Ponteranica. In queste veglie di preghiera in onore di Maria Santissima, particolarmente venerata nel santuario della Grotta di Rosciano, si ascoltano e si meditano alcuni brani di Vangelo riferiti al mistero della vita di Cristo e menzionati nel Santo Rosario. Vengono affidate alla Madonna diverse intenzioni di preghiera, comprese quelle scritte in un apposito libro custodito nella Chiesa di Rosciano. Gesù, vivo e presente nella Santissima Eucaristia esposta sull’altare è adorato e lodato con canti e preghiere. A Lui viene elevata una particolare supplica in favore dei presenti e delle sofferenze del mondo. Infine, al termine della serata, è solito intrattenersi brevemente attorno ad una bevanda e scambiare due parole in amicizia prima di tor-

nare alle proprie abitazioni. Per il nuovo anno pastorale, queste veglie mariane, saranno orientate e dedicate in modo particolare al progetto nascente dell’Unità Pastorale tra le Parrocchie di Ponteranica. Verranno letti e meditati alcuni testi signi-

ficativi del Magistero della Chiesa utili per crescere nella “Spiritualità di comunione” e nella corresponsabilità ecclesiale. Un’occasione preziosa quindi, offerta a tutti, per vivere un momento comunitario di amicizia, preghiera e formazione.


PREGHIERA PER L’UNITA’ PASTORALE

“Dove due o più sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”. Signore, Nella nuova missione che ci hai affidato verso l’Unità Pastorale ti chiediamo di aprirci il cuore per essere testimoni di speranza, la stessa che ci permetta di sentirci più uniti e di far crescere sempre di più la fraternità tra le nostre comunità. Fa’ che non ci preoccupiamo di fare ma prima di tutto di ascoltare e di amare per raggiungere il cuore delle persone e comporre COMUNITA’ VIVE. In questo lungo cammino stacci vicino, fa’che ascoltiamo, attraverso la tua parola, i tuoi suggerimenti, la tua voce che ci orienta, momento per momento, perché sia tu a guidarci nelle “molte cose da fare” mossi solo dall’amore. Da noi attendi dedizione, passione, inventiva, audacia, intraprendenza, solo con quella pace che viene dal sapere che stiamo compiendo la tua volontà. Signore fa’ che - guardandoci – possano dire delle nostre comunità “guarda come si amano!”. Amen


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Il Tempio di Venere

EuRoquAttRo snc Via Papa Giovanni XXIII, 73 - 24011 ALMÈ (BG) Tel. 035 54 54 34 - Fax 035 54 38 86 e mail: alme@cattolica.it

di Gotti Mirko

COOPERATIVA RINASCITA via 4 Novembre,41 tel 388 56 08 269

24010Ponteranica(BG)-viaValbona,60 Tel./Fax035571092


Agenda di Ponteranica e Rosciano don Sergio Scotti Parroco Casa Parr. Ponteranica tel. 035 57 18 67 scotti.sergio@gmail.com www.parrocchiediponteranica.it Silvano Ceruti tel. 338 67 20 902

Agenda di Ramera don Flavio Rosa Parroco Casa Parr. Ramera don Cristian Mismetti

tel. 035 57 11 40 cell. 340 66 53 939 tel. 035 57 01 81 cell. 347 88 94 972 Scuola dell’Infanzia Tel. 035 57 13 85 Segreteria parrocchiale Ramera: Aperta da lunedì a venerdì ore 15.00 – 17.30 iniziative varie… tel. 035 57 57 89

Scuola dell’Infanzia tel. 035 57 41 53 fax. 035 41 29 232

orari SS. Messe a Ponteranica Chiesa Parrocchiale Prefestiva:

ore 18.30

Festiva:

ore 8.00 – 10.30

Feriale:

ore 17,00 (da lunedì a giovedì) ore 8,00 (venerdì e sabato) ore. 20,00 (Ufficio per i defunti solo al venerdì)

Chiesa di San Rocco al Castello Festiva:

ore 18.30 (la prima domenica del mese)

Chiesa di San Girolamo Emiliani (alla Costa Garatti) Festiva:

ore 18.30 (la terza domenica del mese)

Al Cimitero Feriale:

ore 18,00 (al martedì)

orari SS. Messe a Rosciano Chiesa Parrocchiale Prefestiva:

ore 19,00

Festiva:

ore 11.00 (in Maresana) ore 17.00 (alla Grotta)

Feriale:

ore 18.00 (solo al giovedì) ore 19.00 (solo al sabato)

gruppo diocesano

LA CASA COMUNALE DI PONTERANICA

“Per essere utile agli altri non serve volare basta volere”

InConTRI di ASCoLTo e di PRegHIeRA per persone SePARATe, dIVoRzIATe o RISPoSATe, ogni primo martedì del mese almenno san salvatore presso il chiostro vicino all’oratorio - via cappuccini n.3.

www.parrocchiediponteranica.it

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Lecomunitainsieme 2015 4  

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