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Le Comunità Insieme Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Luglio - Agosto - Settembre 2015

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano - Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

"Cristo è tutto e integro presente in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo" (dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

Globalizzare la solidarietà


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Luglio - Agosto - Settembre 2015

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano - Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Verso l’Unità Pastorale di Ponteranica Ecco l’Équipe Pastorale di Accompagnamento (ÉPA)

"Cristo è tutto e integro presente in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo" (dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

Globalizzare la solidarietà

Sommario Date voi da mangiare

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Alimentare è più che cibare

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Globalizzare la solidarietà

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Sprechi demagogia e cibo buttato

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Comunità Ramera

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Estate 2015 Ponteranica in festa 16-17 Verso l’Unità Pastorale di Ponteranica 20 Comunità Ponteranica e Rosciano 20/27 Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010. Direttore responsabile: Agazzi Davide In Redazione: Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Cristian, don Flavio, don Sergio. Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 035 29 50 29 Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il 25 settembre 2015. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 11 settembre 2015.

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Dopo le assemblee parrocchiali del settembre 2014 e un periodo di riflessione dei nostri Consigli Parrocchiali, il percorso verso l’Unità Pastorale delle nostre comunità di Ponteranica, Ramera e Rosciano ha segnato un altro punto con l’istituzione di questo organismo – l’èquipe pastorale d’accompagnamento - che inizia a dare visibilità al percorso di questi mesi. Per capire cosa è successo e a che punto siamo del percorso facciamo un passo indietro e tracciamo a grandi linee le caratteristiche dell’Unità Pastorale (UP) che ci attende. Non siamo i soli, e neppure i primi ad avviarci su questo sentiero. Quello di collegare un certo numero di parrocchie in una UP è un progetto che riguarda la Diocesi di Bergamo intera e che ha già coinvolto molte parrocchie. Non è dunque una “velleità” dei sacerdoti o dei Consigli Pastorali di Ponteranica: è una richiesta arrivata nel 2014 dal Vescovo Francesco che, considerata la vicinanza geografica/sociale delle nostre comunità (sono tutte nello stesso Comune) e le esperienze di collaborazione già esistenti, ha chiesto che ci incamminassimo sul percorso per arrivare all’Unità Pastorale di Ponteranica. L’UP è in effetti un insieme di parrocchie, vicine e affini geograficamente e culturalmente, che uniscono e condividono le diverse risorse di ciascuna per coordinare meglio alcuni settori della vita pastorale. Le parrocchie non saranno dunque cancellate ma collegate, per coordinare meglio alcuni settori della vita pastorale, per condividere con esse esperienze, proposte, celebrazioni e cammini di formazione, aprendosi al confronto. Ogni Parrocchia, pur conservando e custodendo le proprie tradizioni, dovrà aprirsi alle comunità vicine. Il tutto avverrà in modo strutturato, non lasciato agli “alti e bassi” della sensibilità e della buona volontà dei singoli sacerdoti o laici. Come avverrà questa “strutturazione”? 1 Sarà anzitutto una decisione del Vescovo Francesco: sarà lui a decidere - con un Decreto Vescovile - l’istituzione della nostra Unità Pastorale. Raccogliendo il lavoro preparatorio

fatto dalle comunità nel Decreto si indicheranno le linee di sviluppo dell’UP, e da queste dipenderanno decisioni importanti come quella della distribuzione dei sacerdoti. 2 Ci sarà la nomina di un organismo, l’équipe pastorale - composta da un piccolo gruppo di membri di tutte le parrocchie -, che dovrà gestire tutti gli ambiti di collaborazione. 3 Anche la presenza dei sacerdoti sarà pensata sull’intera UP e non più sulle singole parrocchie; 4 Ai laici pure sarà chiesto di “lavorare” e collaborare allargando l’orizzonte a tutte le comunità. 5 Ripercussioni ci saranno infine anche nella gestione delle strutture: non servirà più che si moltiplichino strutture perché ogni parrocchia ne abbia una sua, ma ci si organizzerà perché le strutture esistenti e quelle eventualmente da creare siano a servizio di tutte e tre le comunità. Nei mesi scorsi abbiamo cercato di comprendere il progetto insieme ai Consigli Pastorali. Ora siamo nella fase in cui, accanto al lavoro di riflessione ed elaborazione - che continua - vorremmo cominciare a condividere con le nostre comunità parrocchiali, con tutti non solo gli “addetti ai lavori”, questo cammino e i suoi sviluppi. Per prendere le prime decisioni ed elaborare questi orientamenti abbiamo iniziato a sfruttare una delle opportunità offerte dalle UP, la creazione di una èquipe pastorale di accompagnamento che – come dice il nome – avrà il compito di portare le nostre comunità fino alla istituzione dell’UP di Ponteranica. L’équipe è composta da otto membri: i due parroci don Flavio e don Sergio, e due rappresentanti per ogni comunità parrocchiale (Francesca Merigo e Renzo Baggi per Ponteranica, Veronica Bassanelli e Emilio Buscaini per Ramera, Simona Colpani e Fabio Cavaioli per Rosciano). Si è riunita per la prima volta il 23 maggio ed ha iniziato a lavorare proprio dalla necessità di raccontare alle nostre comunità l’Unità Pastorale e dai passi necessari per cominciare a renderla “visibile”. don Sergio, don Cristian, don Flavio


La Parola

Date voi da mangiare I

l racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci è presente con particolari differenti in tutti quattro i Vangeli, e questo indica quanto tale fatto prodigioso abbia scosso l’attenzione di molti e il ripensamento di tanti. Il cuore del racconto ha comunque un’unica prospettiva: Gesù si fa pane per tutti donando se stesso agli uomini”. Nel leggere i diversi resoconti varie sono le sfumature che si possono cogliere confrontando quanto ci viene detto nel Vangelo di Matteo dove nel racconto che precede la moltiplicazione dei pani i discepoli vengono descritti come un gruppo diverso dalla folla, che non ha però ancora delineato il suo compito. Ora, proprio in questa occasione inizia qualcosa di nuovo e di diverso: Gesù agisce con e per mezzo dei discepoli, la loro piccola comunità viene educata e impegnata dalle parole di Gesù a favore degli altri. E’ proprio in questa circostanza che vediamo la preoccupazione dei discepoli per quella moltitudine di uomini stanchi e affamati per aver seguito Gesù, e sono proprio loro che chiedono al Maestro di invitarli ad andare nei villaggi vicini per provvedere al loro cibo e trovare un luogo per riposare. Gesù non vuole interrompere il bel rapporto stabilito tra lui e la folla che lo ha seguito per un’intera giornata e risponde ai suoi che non è necessario allontanarsi da lui e sulla loro proposta, indica un programma d’azione mai immaginato, programma che li coinvolge personalmente per soddisfare le necessità della folla: “date voi da mangiare a loro”. Qui i discepoli pur manifestando il loro desiderio di agire riconoscono

“Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati: Sul far della sera gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: “il luogo è deserto è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Ma Gesù disse loro; “Voi stessi date loro da mangiare” Gli risposero “qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!” Ma Gesù disse loro “non occorre che vadano”… prese i cinque pani e i due pesci alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e loro alla folla. (Mt. 14,13-20) la loro incapacità, come possiamo sfamare tutti se “abbiamo qui soltanto cinque pani e due pesci”? Gesù non si arrende di fronte alla limitatezza dei suoi e col suo intervento li rende capaci di realizzare il compito che ha affidato a loro: così pronunzia la preghiera di benedizione, spezza i pani, poi li dà ai discepoli ed essi alla folla così sono loro che distribuiscono pani e pesci e tutti sono saziati. La richiesta fatta da Gesù ai discepoli “date voi da mangiare” sembra che sia stata seguita negli anni trascorsi dai molti che si preoccupano di sfamare gli abitanti del pianeta; e in modo particolare quest’anno l’esposizione Universale di Milano “EXPO” vede impegnati in questo molti Stati del mondo che insieme tentano di riuscire a risolvere il problema dell’alimentazione e offrire così la possibilità di dare cibo a tutti

e sconfiggere la fame causa di dolore e morte. Di fronte al problema della fame noi cristiani corriamo il rischio di pensare che se si vuole essere Chiesa ci si deve preoccupare prima di tutto del pane per il mondo, il resto viene dopo. Il miracolo sopra descritto ci dice chiaramente che Gesù non è indifferente alla fame degli uomini, ai loro bisogni materiali, tanto che dona in abbondanza, lo dimostra il fatto che quando tutti hanno mangiato si raccolgono ancora dodici ceste piene, eppure erano più di cinquemila persone! Questa sovrabbondanza è la benedizione promessa a chi apre la mano al povero: il pane si moltiplica dividendolo e tanti hanno usufruito del dono di Gesù che agisce per mezzo dei suoi discepoli formandone una comunità impegnata a favore degli altri ma educata all’azione dalla Parola di Dio. I bisogni materiali vanno collocati nel giusto contesto e in un loro giusto ordine: prima viene Dio, poi la sua parola, il giusto orientamento della vita e la disponibilità reciproca a condividere. Il Maestro ha indicato ai suoi discepoli che nel pane spezzato e donato si colma ogni insufficienza e si sazia la fame mediante il dono e l’amore per l’altro. Se il cuore dell’uomo non è buono, nessun’altra cosa può diventare buona e quando gli aiuti che ci si propone di dare hanno messo da parte le strutture religiose, morali e sociali contando solo su strutture materiali non si può governare la storia, La Bontà di cuore può venire solo da Colui che è la Bontà e il Bene. In questo mondo non viviamo solo di pane ma dell’obbedienza a Dio e solo quando cresceranno questi sentimenti riusciremo a procurare pane per tutti. Giovanna

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Famiglia

Alimentare è più che cibare Melius abundare quam deficere

“M

eglio abbondare che scarseggiare” - “Melius abundare quam deficere” Se penso al cibo penso ad una tavola imbandita, e tavola imbandita mi fa venire in mente la favola “Le tre noci magiche” che la sera mio papà mi raccontava. Le noci in questione avevano il potere di esaudire, rompendole, ognuna un solo desiderio. Occorreva pensarlo e poi schiacciare la noce. Il cavaliere caduto in disgrazia, cui erano state fatte dono, scelse di schiacciare la prima noce per una tavola imbandita di ogni ben di Dio. Ricordo ancora l’elenco di pietanze e l’abbondanza che mio papà descriveva con minuzia di particolari per prendere tempo e farci venire sonno, ma che in me apriva l’immaginazione a spettacolari tavolate. Solo la noce successiva fu per riavere cavallo e armatura. Quando scoprì che la principessa era stata catturata dal drago, ruppe l’ultima noce per poterla salvare. Prima di tutto c’è stata la richiesta di cibo. Potersi cibare a sazietà viene prima di tutto, di qualsiasi ricchezza. E la ricchezza ama ma-

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nifestarsi a tavola. Lo testimoniano anche i reperti storici: piatti, vasi, stoviglie decorate hanno ornato ricche tavole imbandite di millenni fa come quelle di oggi. Che la ricchezza sia nulla senza cibo lo ha capito bene Re Mida1. Solo la pietà di Dionisio lo salva da morte certa. Una pietà che tutto il suo oro non ha potuto comprare ma che ottiene perché gli viene concessa. Nella preghiera del Padre Nostro l’unica richiesta di dono indipendentemente da quello che faremo noi è “dacci oggi il nostro pane quotidiano”. E anche il vangelo parla di abbondanza. Alle nozze di Cana Gesù compie il suo primo miracolo per dare così tanto vino da permettere di continuare a festeggiare con serenità. Non dà “il giusto”. Abbonda. Abbondare è il suo stile. Numerosi sarebbero gli esempi. Il più celebre è forse quello dei pani e dei pesci: “Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».”2 Perché tra i miracoli che sceglie di fare Gesù pensa al cibo, garantendo abbondanza? Anche quando disse ai discepoli di tornare a gettare le reti non ne presero per il “pane quotidiano”, ma tanto da rischiare di romperle. Perché? Mi piace pensare che, oltre alla lettura simbolica, ce ne sia anche una molto concreta. Il cibo ci alimenta. E ci alimenta

significa molto più che “ci tiene in vita”. Alimenta passione, affetti, emozioni, vigore, energia, voglia di vivere, … Quando si è tristi o preoccupati chissà perché il cibo è il primo a venire chiamato in causa. A qualcuno si chiude lo stomaco, qualcuno non smetterebbe più di mangiare… L’abbondanza nel cibo è sempre stata cercata, lo sarà sempre. Poter mangiare bene e a sazietà è piacere. Abbondanza e cibo di qualità (la terra ove scorre latte e miele) sono promesse “divine”3. Abbondanza è un bene. Quello che non va bene è sprecare, come sottolineato nel vangelo di Giovanni quando riporta le parole di Gesù che dice: “perché nulla vada perduto”. L’abbondanza può produrre spreco, ma non è così automatico. Di fronte allo spreco, al cibo buttato via o fatto marcire, dato che tutti sappiamo che non è bene, si ricorre a volte al “si stava meglio quando si stava peggio”, ovvero al rimpiangere i tempi in cui di cibo ce n’era così poco da vedere tutti attorno al tavolo a mangiare senza far cadere una briciola senza permettersi di esprimere commenti sulla qualità o il gusto di ciò che si mangiava, anche perché, vista la fame, tutto era buono. Non ha senso rimpiangere il tempo delle vacche magre in tempo di vacche grasse! Altrimenti è vero che non siamo proprio mai contenti… Tutti abbiamo detto frasi come “non si gioca con il cibo”, o “non si spreca,


Famiglia ci sono bambini che muoiono di fame e voi avanzate quello che avete nel piatto”. Di solito questi ammonimenti non sortiscono grandi risultati. Ciò che consente di non sprecare il cibo non è la risposta a una legge, a un dovere, a una regola, e neppure un rispetto sociale ed etico verso chi non conosco e non vedo. Anche perché il pane che avanzo non potrà in nessun modo arrivare al bambino che sta morendo di fame. La questione va ben oltre il pezzetto di pane avanzato a tavola. Se fosse come per il vecchio Epulone, che facendo cadere dalla propria tavola alimenta chi non ha cibo, sarebbe già un bene. Per non sprecare serve sentire, più che sapere, che ciò che ho nel piatto ha un valore che va ben al di là del valore economico. Chi lavora la terra sa quanta fatica e quanto tempo ci sia dietro ad un raccolto. Chi cucina sa quanto tempo richieda. “È il tempo dedicato alla mia rosa che l’ha resa così speciale” diceva il Piccolo Principe. Il tempo di cui parlo non è il tempo oggettivo, misurato con l’orologio. È un tempo intenso, quello in cui penso per l’altro, cercando l’idea giusta per farlo stare bene. Allora posso anche cucinare un cibo veloce, ma ci metto cura. E quel cibo non potrà essere sprecato perché è carico di valori che vanno oltre ciò che si può vedere. Il tempo che gli dedico, che sia nella coltivazione, o nella scelta, 1

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o nel cucinarlo… racconta del valore di cui è stato alimentato il cibo e di cui è quindi ricco. Il cibo porta con sé sostanze nutritive misurabili e quantificabili da un’analisi chimica, ma è anche ricco di altre sostanze. I bambini, che non si fanno ingannare dalla realtà che si vede, lo sanno così bene che amano farsi imboccare (cosa che tornano a fare gli innamorati) o, proprio per lo stesso motivo, vogliono mangiare da soli anche quando metà del cibo finisce per terra o spalmato sulla faccia. Nel farsi imboccare il cibo racconta amore donato e cura, nel voler far da soli racconta indipendenza resa possibile dalla certezza della presenza di amore4. Questa esperienza costituisce la premessa per poter accogliere il valore etico che il non sprecare porta con sé, inclusa quella dei bambini poveri che vivono in Africa, o a due isolati da casa mia. Sprecare è non valorizzare. Un bambino che si siede di fronte ad un piatto e non vuole assaggiare, o spilucca, non dà valore. Ha valore ciò che piace, ciò che si ama. Il cibo è e deve essere gioco, ovvero portatore di gioia, di felicità, di piacere, di soddisfacimento. Tutte emozioni, o stati d’animo, o sentimenti che viviamo solo se non diamo per scontato l’avere ciò che ci capita. Alimentarsi è la prima cosa che il neonato fa, agisce5. Non è scontata. E la può agire solo nella relazione con la mamma.

Re Mida aveva ottenuto in dono di trasformare in oro tutto ciò che avresse toccato. Inizialmente entusiasta, acclamato e adorato dal popolo per questo incredibile prodigio che avrebbe reso tutto ricchi, si accorge dell’inganno di tale ricchezza quando tentando di mangiare si accorge che il cibo, appena toccato, si trasforma in oro, decisamente non commestibile! Giovanni 6, 11-13 “Io darò al vostro paese la pioggia al suo tempo: la pioggia d’ autunno e la pioggia di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo frumento, il tuo vino e il tuo olio; farò anche crescere nella tua campagna l’ erba per il tuo bestiame; tu mangerai e sarai saziato.” (Dt 11,14-15) quando un bambino grande continua a volersi fare im-

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Mette tutte le sue energie nel succhiare, e al termine è così stanco da addormentarsi. Il bambino scopre qui il piacere, che è piacere di sazietà, di essere ascoltati, di essere abbracciati. Questa relazione, proprio perché indispensabile, alimenta non solo il neonato, ma l’amore della relazione. Cibo è sempre relazione, anche quando cerca di escluderla. Per il neonato il cibarsi è un tutt’uno di molteplici esperienze: dal sapore che cambia di volta in volta, ai profumi che vengono dalla mamma ma anche dal latte che ha in bocca, dall’essere abbracciato e sentirsi accolto, al toccare con le mani, al guardare ed essere guardati negli occhi. Tutte esperienze che insegnano, ovvero segnano internamente, il bambino d’amore. E che per questo costituiranno tutto ciò che cercherà nell’amore: toccare ed essere toccati e abbracciati, essere guardati negli occhi, insieme al piacere della bocca con i baci, al piacere dell’olfatto che è odore dell’altro6. Se poi aggiungiamo una musica di sottofondo che nella sua struttura porti con sé quel battere pulsante del cuore della mamma e il ritmo del suo respiro, si raggiunge la pienezza conosciuta da piccini. Il cibo è amore, racconta di quello dal giorno in cui siamo nati. E l’amore è abbondanza, ben oltre il bisogno. L’amore regala, sazia nell’abbondanza, non si risparmia. Simona Colpani

boccare nonostante abbia tutte le abilità per farlo da solo sta raccontando che o lui o il genitore hanno bisogno di vedere manifestato l’amore, e cioè non sono così sicuri che, se non lo vedono agito, ci sia. La prima cosa che un neonato fa è respirare, funzione fisiologica mai scontata, consentita da condizioni chimiche e fisiche. Ma succhiare è un gesto che il bambino agisce e continuerà ad agire, sicuramente supportato da riflessi e dall’istinto, ma deve metterci la sua forza, la sua energia per riuscirci. Sottovalutiamo spesso il peso dei profumi, degli odori. Ma chi vende profumi sa quanto questo senso sia centrale nella relazione d’amore, infatti tutte le pubblicità di profumi raccontano di attrazione.

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Globalizzare la solidarietà C

ari fratelli e sorelle, buongiorno! Sono grato per la possibilità di unire la mia voce a quelle di quanti sieMessaggio te convenuti per del santo padre questa inauguraFrancesco zione. È la voce del in occasione Vescovo di Roma, dell'inaugurazione che parla a nome di Expo Milano 2015 del popolo di Dio

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pellegrino nel mondo intero; è la voce di tanti poveri che fanno parte di questo popolo e con dignità cercano di guadagnarsi il pane col sudore della fronte. Vorrei farmi portavoce di tutti questi nostri fratelli e sorelle, cristiani e anche non cristiani, che Dio ama come figli e per i quali ha dato la vita, ha spezzato il pane che è la carne del suo Figlio fatto uomo. Lui ci

ha insegnato a chiedere a Dio Padre: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. L’Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente! In particolare, ci riunisce il tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Anche di questo dobbiamo ringraziare il Signore: per la scelta di un tema così importante, così


Sotto la lente... essenziale… purché non resti solo un “tema”, purché sia sempre accompagnato dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano. Vorrei che ogni persona – a partire da oggi –, ogni persona che passerà a visitare l’Expo di Milano, attraversando quei meravigliosi padiglioni, possa percepire la presenza di quei volti. Una presenza nascosta, ma che in realtà dev’essere la vera protagonista dell’evento: i volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente o nociva. Il “paradosso dell’abbondanza” – espressione usata da san Giovanni Paolo II parlando proprio alla FAO (Discorso alla I Conferenza sulla Nutrizione, 1992) – persiste ancora, malgrado gli sforzi fatti e alcuni buoni risultati. Anche l’Expo, per certi aspetti, fa parte di questo “paradosso dell’abbondanza”, se obbedisce alla cultura dello spreco, dello scarto, e non contribuisce ad un modello di sviluppo equo

e sostenibile. Dunque, facciamo in modo che questa Expo sia occasione di un cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – ad ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame. Penso a tanti uomini e donne che patiscono la fame, e specialmente alla moltitudine di bambini che muoiono di fame nel mondo. E ci sono altri volti che avranno un ruolo importante nell’Esposizione Universale: quelli di tanti operatori e ricercatori del settore alimentare. Il Signore conceda ad ognuno di essi saggezza e coraggio, perché è grande la loro responsabilità. Il mio auspicio è che questa esperienza permetta agli imprenditori, ai commercianti, agli studiosi, di sentirsi coinvolti in un grande progetto di solidarietà: quello di nutrire il pianeta nel rispetto di ogni uomo e donna che vi abita e nel rispetto dell’ambiente naturale. Questa è una grande sfida alla quale Dio chiama l’umanità del secolo ventunesimo: smettere finalmente di abusare del

giardino che Dio ci ha affidato, perché tutti possano mangiare dei frutti di questo giardino. Assumere tale grande progetto dà piena dignità al lavoro di chi produce e di chi ricerca nel campo alimentare. Ma tutto parte da lì: dalla percezione dei volti. E allora non voglio dimenticare i volti di tutti i lavoratori che hanno faticato per l’Expo di Milano, specialmente dei più anonimi, dei più nascosti, che anche grazie a Expo hanno guadagnato il pane da portare a casa. Che nessuno sia privato di questa dignità! E che nessun pane sia frutto di un lavoro indegno dell’uomo! Il Signore ci aiuti a cogliere con responsabilità questa grande occasione. Ci doni Lui, che è Amore, la vera “energia per la vita”: l’amore per condividere il pane, il “nostro pane quotidiano”, in pace e fraternità. E che non manchi il pane e la dignità del lavoro ad ogni uomo e donna. Grazie. Papa Francesco

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Sotto la lente...

Sprechi demagogia e cibo buttato

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precare il cibo equivale a rubare al tavolo dei poveri e degli affamati». Con queste parole, pronunciate il 5 giugno 2013 in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, papa Francesco commentava i più recenti dati relativi allo spreco di cibo nel mondo: «Un fenomeno – aveva aggiunto il Pontefice – tanto più spregevole se si considera che purtroppo sulla Terra molte persone e molte famiglie patiscono fame e malnutrizione». Che non tutto il cibo prodotto venga consumato è un fatto universalmente noto, ma non tutti forse si rendono conto del-

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l’entità effettiva dello spreco. I dati e le cifre più completi sul fenomeno risalgono al 2011. L’anno precedente l’Istituto svedese per l’alimentazione e la biotecnologia di Goteborg era stato incaricato dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, di svolgere una ricerca sullo spreco di cibo nel mondo. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati in un rapporto intitolato “Perdite e sprechi alimentari globali”, presentato in occasione del congresso internazionale Save the food! (Risparmia il cibo!), organizzato dalla FAO e dalla Interpack 2011 e svoltosi nel maggio del 2011 a Dussel-

dorf, in Germania. 1/3 del cibo viene sprecato Si stenta a crederlo: ogni anno circa un terzo del cibo prodotto per il consumo umano va sprecato. Si tratta di circa 1,3 miliardi di tonnellate di derrate, perse in una delle fasi che costituiscono la catena alimentare, dalla coltivazione (e allevamento) al consumo. La ricerca è stata condotta distinguendo prodotti di origine vegetale e animale (ulteriormente divisi: cereali, frutta e verdura, latticini, carne, pesce…) e individuando nella catena alimentare cinque fasi: la produzione agricola, l’insieme costituito da raccolto, trasporto


e immagazzinamento, la lavorazione, la distribuzione e il consumo. I ricercatori hanno inoltre operato una distinzione classificando come “perdita di cibo” tutto ciò che di commestibile va perduto durante la produzione, il raccolto, le fasi immediatamente successive al raccolto e la lavorazione, e come “spreco di cibo” gli alimenti gettati via nella fase della vendita al dettaglio e durante gli stadi finali del consumo, a causa delle scelte e dei comportamenti di commercianti e consumatori. Anche i poveri sprecano Infine sono state individuate nove aree geografiche, calcolando per ciascuna perdite e sprechi. È grazie a quest’ultima organizzazione dei dati che è emersa una realtà inaspettata. Sembrerebbe ovvio che quello del cibo sciupato – sia esso perso o sprecato – sia un fenomeno che si verifica solo o quasi unicamente nei Paesi industrializ-

zati, nei quali il cibo abbonda e la produzione alimentare è tale da superare talvolta la domanda, al punto che interi raccolti vengono distrutti invece di essere immessi sul mercato. Invece succede anche nei Paesi in via di sviluppo e in proporzioni enormi. Il totale di 1,3 miliardi di tonnellate si divide infatti come segue: circa 670.000 tonnellate dissipate nei Paesi industrializzati e 630.000 nei Paesi in via di sviluppo. Sensibilmente diverso, però, è il peso di perdite e sprechi. Nei Paesi industrializzati gli sprechi, nel corso della commercializzazione e dopo l’acquisto da parte dei consumatori, incidono per il 60% e le perdite, nelle fasi precedenti, per il 40%. Nei Paesi in via di sviluppo la situazione si capovolge: le perdite, dalla produzione alla lavorazione, ammontano al 60% e gli sprechi imputabili al commercio al dettaglio e al consumo finale contano per il 40%. Nei Paesi industrializzati, come

LE CIFRE DELLo SPRECo Nei Paesi industrializzati lo spreco di cibo imputabile all’incuria dei consumatori è quasi pari alla quantità totale netta di cibo prodotto nell’Africa subsahariana: rispettivamente 222 e 230 milioni di tonnellate. Il cibo sprecato al consumo, dopo l’acquisto al dettaglio, in Africa subsahariana e in Asia meridionale e sudorientale va da sei a undici chilogrammi all’anno per persona, mentre in Europa e in America Settentrionale oscilla tra 95 e 115 chilogrammi. In Africa subsahariana e in Asia meridionale e sudorientale la produzione di cibo annua è di 460 chilogrammi per persona, 120-170 dei quali vanno perduti. In Europa e in America Settentrionale la produzione di cibo annua per persona è di 900 chilogrammi, con una perdita di 280-300 chilogrammi. Nell’Unione Europea, secondo stime aggiornate al 2014, sono più di 100 milioni le tonnellate di cibo inutilizzato ogni anno. Se nulla verrà fatto per rimediare, nel 2020 saranno circa 126 milioni di tonnellate.

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si è detto, succede che la produzione superi il fabbisogno: una parte dei raccolti allora viene distrutta oppure venduta come cibo per animali. Un altro fattore che determina perdite di cibo è dato dagli standard di qualità: i prodotti che non li soddisfano – per peso, dimensione, forma o perché durante la lavorazione e il trasporto hanno subito danni – non raggiungono i mercati. Le rigorose date di scadenza inoltre comportano altre rilevanti perdite. Quanto agli sprechi, si devono sostanzialmente al fatto che la maggior parte delle persone si possono permettere, per I dati della FAO reddito, e considerano lecito, per (Food and educazione e formazione, acquiAgriculture Organization stare cibo in quantità e varietà of the United superiori al fabbisogno effettivo. Nations) Al contrario, nei Paesi in via di sulla fame nel mondo (2014), sviluppo larghi strati di popolacon indicati zione non si possono permettere in rosso i Paesi di buttare via niente, tanto meno dove il cibo. Ne acquistano piccole la situazione è peggiorata. quantità, spesso solo lo stretto

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necessario per il consumo quotidiano, e le utilizzano tutte. In compenso, grandissime quantità di prodotti vanno perdute per cause diverse: impiego di tecnologie inadeguate, sia nella fase della produzione che in quella della lavorazione dei prodotti, scarsità di insetticidi e concimi, di silos, granai e magazzini in grado di proteggere i raccolti da insetti, parassiti e agenti atmosferici, infrastrutture – strade, ferrovie – inadeguate, che non consentono un rapido e regolare trasporto dei generi alimentari, difetti, sempre per mancanza di tecnologie moderne, nella confezione e nell’imballaggio, che ne compromettono la conservazione, costringendo a disfarsene, a meno che fame e ignoranza del pericolo, non inducano a mangiarli ugualmente, rischiando intossicazioni, avvelenamenti e malattie. A questi fattori di perdita si aggiungono, in molti Stati, soprattutto africani, i danni

derivanti dai conflitti armati che costringono milioni di persone ad abbandonare raccolti e bestiame di cui nessuno più si cura. Altri beni alimentari vanno perduti nella distruzione di negozi, magazzini, case e raccolti, dati alle fiamme e devastati. Tanto ingenti quantità di cibo inutilizzato, oltre a porre inevitabili interrogativi morali, comportano danni economici, dispendi superflui di energia, di risorse umane e naturali – acqua, terreni fertili, carburanti… – e costi notevoli in termini di smaltimento dei rifiuti (non solo derrate alimentari, ma anche confezioni, imballaggi…). Oltre a ciò, nei Paesi poveri, in via di sviluppo, accrescono povertà, malattie e conflittualità sociale, aggravando i problemi di sopravvivenza di centinaia di milioni di persone. Anna Bono (da La Roccia-maggio-giugno 2015)


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Quelli che a Bergamo danno da mangiare ai poveri Ogni giorno, solo a Bergamo, centinaia di persone vengono sfamate dalle mense dei poveri. In città le principali sono tre: quella del Patronato San Vincenzo, quella dei frati Cappuccini e il “Posto caldo” gestito dal Servizio Esodo di don Fausto Resmini. Nel gennaio scorso, è stata inaugurata la nuova sede della mensa di don Fausto, all’angolo tra via Foro Boario e via Bono. Un nuovo spazio, in muratura, bello e accogliente, quasi un ristorante, dove centinaia di persone potranno sedersi al caldo e mangiare un pasto dignitoso. Queste realtà di carità, sono sostenute da un esercito di bontà e di accoglienza che mette a disposizione parte del suo tempo per chi ha bisogno di cibo e di un sorriso che faccia sentire meno soli e abbandonati al proprio destino. «I volontari», spiega don Davide Rota, superiore del Patronato San Vincenzo, «appena fai qualcosa arrivano subito. Sembra che il mondo sia pieno di gente che aspetta solo che qualcuno faccia il primo passo per andargli dietro. Io non ho cercato qualcuno, sono arrivati loro. C’è di tutto, donne di famiglia, adulti, ragazzi, di città, di provincia, anziani, giovani. Per coordinarli non serve formarli, basta fargli fare qualcosa».

E nelle nostre comunità parrocchiali... N

ella nostra parrocchia della Ramera, come già è avvenuto nel tempo di Quaresima, nel mese di settembre o al più tardi di ottobre realizzeremo una raccolta di generi alimentari e di altri articoli per la casa che destineremo al Centro vicariale di primo ascolto e coinvolgimento di Villa d’Almè. Le condizioni di sempre più numerose famiglie sono ogni giorno più difficili. La crisi economica, di cui difficilmente vediamo la soluzione, pone in difficoltà un numero crescente di persone. Come comunità par-

rocchiale, con l’aiuto di Daniele e Giovanna Drago ed Anna Patrizia Colombi, che operano come volontari nel Centro vicariale a nome della nostra parrocchia, ci dedicheremo a questo ulteriore passo verso maggiore solidarietà. La prossimità dimostrata verso chi è nel bisogno è sempre grande e quindi sono sicuro si manifesterà di nuovo nel prossimo futuro in ordine ad aiutare famiglie italiane e di altra nazionalità. Nel Centro di primo ascolto i volontari appunto, come dice il titolo, ascoltano anzitutto chi si trova

in difficoltà e cercano di rispondere alle necessità di ciascuno nei limiti consentiti dalle possibilità del Centro. Continueremo nel prossimo anno tale ricerca di uno stile di vita aperto alla solidarietà, alla quale ci invita soprattutto il nostro Vescovo Francesco con la riflessione a partire dalla parabola del buon samaritano che sarà il riferimento di tutta la nostra diocesi nel prossimo anno pastorale.

N

pomodori e passate di pomodoro, 40 kg di piselli in scatola, 20 di tonno e sgombri, 15 di sale, 60 di zucchero, 30 kg di biscotti e fette biscottate, 70 kg di zucchero, ecc… (caffè. marmellate, omogeneiz-

z a t i , mais, fagioli, ceci). Il supporto prosegue lungo l’anno con quanto viene portato nei cesti posti nelle nostre chiese. Questo materiale dei cesti alimenta anche una dispensa alimentare situata in casa parrocchiale a Ponteranica, a cui si attinge quando si presentano situazioni di emergenza o i numerosi questuanti occasionali che si rivolgono al parroco. Anche una parte delle offerte messe a disposizione dal gruppo missionario viene utilizzata per il sostegno ad alcune famiglie in difficoltà.

elle parrocchie di Ponteranica e Rosciano non c’è una Caritas parrocchiale e finora non siamo riusciti a mandare volontari al Centro di Ascolto Vicariale di Villa d’Almè. Esiste un gruppo missionario che con la sua attività supporta e in qualche caso supplisce l’attività caritativa della comunità. Non potendo supportare il Centro di Primo Ascolto con nostri volontari lo sosteniamo attraverso la raccolta di viveri annuale (lo scorso febbraio abbiamo raccolto 9 quintali di generi alimentari. Giusto per esemplificare: circa 350 kg di pasta, oltre 100 di riso, 30 kg di farina gialla e 25 di farina bianca, 90 kg di

don Flavio

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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Se sarò un buon parroco lo devo tanto anche a voi… C

arissimi amici, come sapete il Vescovo Francesco ha dimostrato la sua fiducia nei miei confronti nominandomi parroco e affidandomi la comunità cristiana di GRIGNANo. Grignano è una parrocchia di millesettecento abitanti, è comune di Brembate e si trova al confine della diocesi sul versante milanese. Prima di tutto desidero condividere con voi la gratitudine che devo alla grande bontà del Vescovo: Egli mi ha chiesto di essere pastore di una comunità e io ho accordato la mia filiale risposta di obbedienza, mantenendo fede alla promessa fatta al suo compianto predecessore sette anni fa. E così eccomi dunque parroco: gioia, tristezza e trepidazione sono sicuramente i primi sentimenti che stanno abitando il cuore in questi giorni. Gioia di partire e di poter continuare a servire il Signore e la sua Chiesa; tristezza per il distacco da questa bella comunità che in questi anni è stata la mia famiglia; trepidazione per il domani che mi attende in particolare nel pensare alle grandi responsabilità che dovrò assumere e per la paternità che sarò chiamato a vivere in prima persona. Qui alla Ramera posso dire che sono cresciuto nella fede e ho consolidato il mio impegno di essere prete: sono convintissimo che tutto quello che qui ho vissuto in questi quasi sette anni arricchiranno il mio servizio pastorale; le persone che mi hanno amato, accompagnato nella preghiera e mi hanno lasciato in eredità luminosi esempi nella fede e nella carità continueranno a risuonare nella mia mente per un ministero fruttuoso e raggiante. Non dimenticherò la cura e l’amore che tanti hanno messo nel servizio al quale la Provvidenza li ha chiamati: consiglieri, catechisti, collaboratori nella liturgia e nel canto, baristi, animatori, volontari per le feste, gruppi e associazioni, papà e mamme, insegnanti e tante altre presenze silenziose e discrete che hanno speso tempo per amore alla comunità. Inoltre,

come ho chiesto al buon Dio nella preghiera, spero di far tesoro di ciò che i parroci Don Franco e Don Flavio mi hanno regalato: grazie a loro ho maturato tanta consapevolezza circa la responsabilità che sto per assumere. Ringrazio anche Don Sergio per la collaborazione pastorale e i momenti condivisi alla ricerca di un cammino verso l’unità pastorale. Con lui desidero ringraziare gli amici parrocchiani di Ponteranica e Rosciano per la costante accoglienza e collaborazione. Un pensiero specialissimo lo rivolgo a Padre Luca e alla comunità religiosa dei nostri padri sacramentini: questo cenacolo eucaristico ha sempre tenuto acceso in me l’amore all’Eucaristia e alla liturgia! Giunga uno speciale saluto a tutti i bambini, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani e le famiglie con cui ho camminato per le strade di questa nostra quotidianità, in oratorio, a scuola, al Cre, in montagna, nei ritiri, nelle sagre, nei pellegrinaggi e in tanti altri momenti che la storia ci ha regalato. Sono convinto che non mancherà la protezione dall’alto di tutti i nostri cari defunti: i tanti benefattori e amici che hanno segnato il recente cammino cristiano di questa nostra comunità, i numerosi volontari che mi hanno lasciato una grande scuola di carità alla quale ritornare. Chiedo perdono a tutti per tante mie negligenze che, nel corso del tempo, hanno segnato negativamente il nostro vissuto: dagli sbagli vorrei maturare e costruire qualcosa di nuovo! Al termine dell’estate avrò modo di ringraziare ancora questa mia amata comunità per tutto il bene che mi ha voluto e mi vuole; vi chiedo di pregare per me; vi attendo gioiosi per il mio ingresso ufficiale a Grignano (sarete debitamente informati a suo tempo) e per una visita ogni qualvolta lo vorrete: sarete sempre i benvenuti! Se davvero come diceva san Giovanni XXIII “Voluntas Tua pax nostra” mi rallegro nel Signore per questo dono e vi benedico di cuore. Don Cristian


Dalla scuola dell’infanzia... L

a scuola dell’infanzia “Ramera” accoglie 70 bambini dai tre ai cinque anni suddivisi in tre sezioni - Blu, Gialli e Rossi - e 20 bambini dai 24 ai 36 mesi nella sezioni Primavera – Coccinelle-. Ogni anno le insegnanti scelgono il tema che diventa lo sfondo integratore delle attività e delle esperienze di sezione e può essere anche la matrice di riferimento dei laboratori. Il tema di questo anno scolastico è: “Io...TU...IL MoNDo”. La scelta è dettata dalla volontà di avvicinare i bambini ad una graduale consapevolezza della propria identità, diversa, unica. Considerata già una finalità educativa imprescindibile da ogni progettazione, in questo momento storico si sente l’esigenza di porre un’attenzione viva al diritto dei bambini e delle bambine, di scoprire chi sono e cosa valgono. Cercare la propria impronta, provare a essere IO è la strada giusta per sentirsi bene con se stessi e di conseguenza stare bene con gli altri, tessendo relazioni positive e armoniche. Solo scoprendo la bellezza di un Io e di un Tu, si può assaporare e comprendere che è possibile appartenere ad un mondo da amare in tutte le sue sfumature e diversità. Nel tempo scuola, accanto alle attività educative

vissute dai bambini nelle proprie sezioni, nelle quali sono presenti bambini delle tre fasce d’età, sono proposti vari laboratori organizzati per gruppi omogenei. In particolare: Laboratorio di motoria Laboratorio manipolativo Laboratorio sensoriale Laboratorio d’Inglese Laboratorio teatrale Laboratorio di psicomotricità relazionale Laboratorio delle storie Laboratorio musicale Laboratorio di Religione Laboratorio di danza creativa Al primo piano, sulla parete centrale, circondata dai gli autoritratti dei bambini, trova tempo e spazio questa riflessione: La scuola dell’infanzia “Ramera” vuole essere il “luogo dei bambini” che liberamente trovano spazio e tempo per imparare a conoscere se stessi, scoprirsi unici facendo esperienze, curati da adulti consapevoli dell’importanza della scuola vissuta grande possibilità di espressione e crescita di ogni bambino e bambina. Alla prossima.

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

La coordinatrice Viviana

BABYCRE 2015 Cari genitori, pure quest’anno ci sarà il BabyCre: colorato, allegro, dal 29 giugno al 31 luglio. Si svolgerà nella nostra Scuola dell’Infanzia Ramera. Le iscrizioni potranno essere effettuate nel mese di maggio. Attendiamo con gioia di vivere il BabyCre con i vostri figli: sarà bellissimo! A presto. don Flavio

HANNO RICEVUTO IL BATTESIMO ALLA RAMERA

17 maggio 2015 Stella Rossi di Fabio e Ana Paula Da Silva

Per informazioni è possibile contattare Ornella al cellulare 333 88 98 376. 13


Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

DALLE MISSIONI BRASILE NORD-EST

Con sorpresa finale!!!

S

ono Giuliano come ogni anno con l’amico Fulvio ci rechiamo nelle missioni Cappuccine di Madre Rubatto, ove per 27 anni ha operato Suor Fausta Milesi, che dal cielo sempre ci accompagna. Noi ormai da 16 anni aiutiamo nelle varie strutture, accompagnati dalla preghiera dei nostri cari, dei parroci delle nostre parrocchie, da Gesù e da Maria. In questo nuovo viaggio in missione abbiamo lavorato per la maggior parte del tempo nella manutenzione della Scuola Don Valentino Lazzari, in Barra do Corda. Le Suore in questo convento sono 5 e ci accolgono sempre con allegria e semplicità. Tutto è andato per il verso giusto, il Besario (asilo nido) si pensa sarà ultimato per fine anno. La sorpresa è stata durante il viaggio di ritorno. Giunti all’aeroporto di Londra, all’imbarco per Milano, durante i normali controlli di biglietti aerei e passaporti, gli addetti dicendoci “sorry sorry”, ci trattengono i documenti e noi purtroppo non conosciamo l’inglese!!! Finalmente arriva un signore che in italiano ci comunica di essere in arresto per trasporto di droga dall’America Latina.

Guardo Fulvio e dico: “Cosa abbiamo combinato?!” Ci accompagnano in una stanzetta, piantonati, in attesa di essere interrogati. Dopo circa 5 ore, con l’aiuto di un interprete, finalmente veniamo interrogati separatamente per un’ora e mezza. Poi scusandosi compilano i verbali e ci lasciano liberi, restituendoci i documenti. Allora chiedo se possiamo essere a conoscenza di quanto è successo e ci spiegano che qualcuno ha preso il biglietto attribuito alla mia valigia durante il chek-in in Sao Luis e l’ha messo su uno zaino pieno di droga. Mi congratulo con loro per l’efficiente lavoro svolto, infatti sullo zaino incriminato c’era indicato il mio nome. Finalmente con i nostri documenti e i biglietti aerei nuovi, gentilmente ci accompagnano all’imbarco. Avremmo dovuto partire alle ore 11 e invece siamo partiti alle ore 21, con arrivo a Milano alle ore 23, con tanto spavento e con le mogli, che preoccupatissime, ci aspettavano all’aeroporto di Linate dal primo pomeriggio. Ringrazio ancora immensamente i tanti benefattori che ci aiutano ad operare nella missione, con l’aiuto di Dio e anche di Suor Fausta, anche questa disavventura si è risolta per il meglio, nonostante il grande spavento! Peccato per la mia valigia che è ancora in giro per il mondo. Grazie di nuovo a tutti! Giuliano Moroni

Dalle missioni Brasile Nord-Est Scuola Valentino Lazzari

“La giornata della coscienza negra”

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ono Moroni Giuliano e anche quest’anno con l’amico Fulvio, grazie a Dio, abbiamo avuto la fortuna di essere presenti nella scuola dedicata a Don Valentino Lazzari, Vescovo di Barra do Corda fino al 6 gennaio 1983. In questa scuola il 20 novembre si ricorda e festeggia “la giornata della coscienza negra”. Ogni classe è frequentata da ragazzi di ogni colore, bianchi, neri e indios, le Suore Cappuccine di Madre Rubatto che la gestiscono accolgono tutti a braccia aperte, e ospitano anche noi con grande affetto. In questa giornata vengono allestiti stand, con oggetti artigianali, preparati da tutti i bambini che frequentano la scuola e sono venduti alla gente del posto a prezzi per noi irrisori. Questa manifestazione vuol far capire a tutti, specialmente a noi bianchi, che il colore della pelle, bianca o nera o mulatta,

davanti a Dio non conta. Dio ama tutti, senza differenze, senza discriminazioni, senza guardare il colore della pelle, e ci accoglie tutti insieme in un grande abbraccio. Questa scuola è grande e ovviamente ha sempre bisogno di manutenzione. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di dare una mano in questi lavori, grazie anche all’aiuto economico di tutti Voi benefattori che, con grande generosità, ci sostenete e ci permettete di continuare. Giuliano Moroni


La Sindone: immagine, icona, impronta dell’amore di Dio

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uaranta nove pellegrini di Ponteranica il 1 giugno scorso hanno potuto contemplare la Sindone di Torino, condividendo la preghiera con il Vescovo Francesco e gli altri 1700 pellegrini della nostra Chiesa locale. L’esposizione avviene per il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. Sappiamo che sul lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino è visibile l’immagine di un uomo che porta segni interpretati come dovuti a maltrattamenti e torture compatibili con quelli descritti nella passione di Gesù. La tradizione cristiana identifica l’uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro. La giornata si è aperta con una preghiera iniziale sul pullman e con la riflessione sulla vita consacrata alla quale è dedicato questo anno speciale.

Sono tornati alla casa del Padre

Alessandro taiocchi Anni 87 † 10 maggio 2015

E’ seguita la visita alla Sindone, breve ma intensa e unica! Alcuni pellegrini poi hanno visitato il centro storico e altri il museo diocesano ricco di opere d’arte e lieto di ospitare per l’occasione un meraviglioso dipinto del Beato Angelico che ritrae la scena della deposizione di Cristo dalla croce. Dopo pranzo visita alla casa madre dei salesiani nella zona di Valdocco, dove sorse il primo oratorio di Don Bosco. Alle 17, la celebrazione della Messa solenne presieduta dal vescovo Francesco nella maestosa basilica di santa Maria ausiliatrice, ha coronato questa giornata indimenticabile. Tutti i pellegrini con Don Cristian desiderano ringraziare di cuore il Vescovo e i collaboratori della Ovet che hanno permesso di vivere al meglio questa esperienza ecclesiale.

Giuseppe Casano Anni 70 † 15 maggio 2015

Evaristo Rocchi Anni 66 † 25 maggio 2015

Piera Giupponi ved. Milesi anni 89 † 26 maggio 2015

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Parrocchia S.Michele Arcangelo Madonna del Carmine Parrocchia S.Michele Arcangelo eeMadonna del Carmine Rendiconto 2014 Rendiconto anno anno 2014 CONTO ECONOMICO CoNTo ECoNoMICo ENTRATE OFFERTE ORDINARIE OFFERTE SACRAMENTI OFFERTE CANDELE

USCITE 24.042,15

ACQUISTO BENI

3.335,48

6.425,00

ACQUISTI-COSTRUZIONI IMMOBILI

4.049,28

6.436,53

MANUTENZIONE ORDINARIA

OFFERTE STRAORDINARIE

75.745,74

MANUTENZIONE STRAORDINARIA

ATTIVITÀ ORATORIALI - ENTRATE

50.760,78

SPESE LOCALI USO PASTORALI

ATTIVITÀ PARROCCHIALI - ENTRATE

26.503,89

ASSICURAZIONI

CONTRIBUTI DA ENTI DIOCESANI

33,20

CONTRIBUTI DAL COMUNE

12.387,69

CONTRIBUTI DA ENTI VARI

0

INTERESSI ATTIVI BAR - ENTRATE CINETEATRO - ENTRATE SCUOLA MATERNA - ENTRATE BUONA STAMPA-ENTRATE RIMBORSO DANNI DA ASSICURAZ. ENTRATE STRAORDINARIE

1,58

INTERESSI PASSIVI E SPESE BANCA SPESE ELETTR.,ACQUA, TELEF. SPESE UFFICIO E CANCELLERIA SPESE VARIE

35.839,97

REMUNERAZIONE PARROCO

12.566,70

REMUNERAZIONE VICARIO

311.150,70 6.228,00 0,00 1.684,64

REMUNERAZIONE ALTRI SPESE ORDINARIE DI CULTO

avanzo d'esercizio 2014 sitazione positiva anno 2012 sitazione positiva anno in corso 2013

3.487,30 260,44 10.889,24 1.119,23 126,39 3.840,00 960,00 0,00 2.585,38 37.655,25

ATTIVITÀ PARROCCHIALI - USCITE

16.020,00 0,00

BAR - USCITE

39.546,54

CINETEATRO - USCITE

13.548,17

SCUOLA MATERNA - USCITE

569.806,57

36,00

ATTIVITÀ ORATORIALI-USCITE

ATTIVITA' CARITATIVE

TOTALE RICAVI

6.018,23 16.480,20

303.619,06

BUONA STAMPA-USCITE

7.142,90

TRIBUTI VS. CURIA

4.344,00

IMPOSTE E TASSE

2.243,00

USCITE STRAORDINARIE

5.268,97

TOTALE COSTI

482.575,06

87.231,51 1.096,35

88.327,86

!

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Il bilancio 2014 si chiude con un avanzo di €87.231,51 che aggiunto alla situazione patrimoniale positiva al 31/12/2013 di € 1.096,35 ci porta ad un avanzo di gestione positiva di €88.327,86. La situazione finanziaria presenta una liquidità di €88.848,59 e debiti verso fornitori e vari per €49.251,73.= La momentanea difficoltà finanziarie segnalata all’inizio dell’anno 2014, dovuta al pagamento dei lavori di tinteggiatura della Chiesa e al nuovo impianto di riscaldamento della medesima, è stata superata senza difficoltà. Abbiamo potuto far fronte anche all’impegno finanziario per la sistemazione dell’organo della parrocchia che ha comportato la spesa di €11.407,00 e la sistemazione dei banchi per €1.950,00 (costi compresi nella voce “manutenzione straordinaria”). La gestione economica nell’anno 2014 non presenta variazioni degne di segnalazione sia nelle voci di entrata che nelle voci

di uscita, a dimostrazione di una grande attenzione rivolta alla conservazione dei beni della Parrocchia (frutto del prezioso lavoro di tanti volontari) e all’impiego delle risorse disponibili evitando ogni spreco. Il tesoretto accantonato nel 2014 ci permette di affrontare alcuni progetti nel corso del 2015: sostituzione della campana compromessa con una nuova campana - costo €14.500,00 + IVA; ristrutturazione torre campanaria - costo da definire sostituzione di alcune finestre della scuola materna costo ca. €15.000 sostituzione tappeto antitrauma (ormai obsoleto) nel cortile della scuola materna - costo da definire. Come sempre sarà nostra premura segnalare i fatti più rilevanti della gestione economica con comunicazioni durante le riunioni periodiche e nelle S. Messe festive. C.P.A.E.


Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

disegno

Telefonare a: don Sergio 035 57 18 67; sagrista 338 67 20 902; don Flavio 035 57 11 40; segreteria 035 57 57 89

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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HANNO RICEVUTO IL BATTESIMO a Ponteranica 19 aprile 2015 Letizia Cecchini Manara di Filippo Maria S.e Rampinelli Paola 3 maggio 2015 Marco Tropia di Giuseppee Campana Serena Emma Ghezzi di Luca e Comini Paola 17 maggio 2015 Luce Panza di Sergio e Linari Lucilla 23 maggio 2015 Mariam Bonomi di Matteo e Boelli Valentina 7 giugno 2015 Giambellini Jacopo di Graziano e Previtali Emilia Pellegrini Martino di Roberto e Gotti Alessia

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

a Rosciano 10 maggio 2015 Vanessa Giacomina Vassalli di Nicholas e Rota Norma 24 maggio 2015 Tommaso Longhi di Luca Giovanni e Pagan Francesca Alessandro Longhi di Luca Giovanni e Pagan Francesca 14 giugno 2015 Leonardo Brena di Michele e Clara Nadalutti

SI SONO UNITI IN MATRIMONIO a Ponteranica Passera Luca con Personeni Valentina 21 maggio 2015 Burini Silvio con Ghislanzoni Elisa 30 maggio 2015 Conti Agatino con Zanatta Roberta 15 giugno 2015

a Rosciano Damiani Enrico con Alborghetti Sonia 10 giugno 2015 Sonzogni Nicola con Ruggeri Elena 12 giugno 2015

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Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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PREGHIERA PER L’UNITA’ PASToRALE

“Dove due o più sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”. Signore, Nella nuova missione che ci hai affidato verso l’Unità Pastorale ti chiediamo di aprirci il cuore per essere testimoni di speranza, la stessa che ci permetta di sentirci più uniti e di far crescere sempre di più la fraternità tra le nostre comunità. Fa’ che non ci preoccupiamo di fare ma prima di tutto di ascoltare e di amare per raggiungere il cuore delle persone e comporre CoMUNITA’ VIVE. In questo lungo cammino stacci vicino, fa’che ascoltiamo, attraverso la tua parola, i tuoi suggerimenti, la tua voce che ci orienta, momento per momento, perché sia tu a guidarci nelle “molte cose da fare” mossi solo dall’amore. Da noi attendi dedizione, passione, inventiva, audacia, intraprendenza, solo con quella pace che viene dal sapere che stiamo compiendo la tua volontà. Signore fa’ che - guardandoci – possano dire delle nostre comunità “guarda come si amano!”. Amen


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Agenda di Ponteranica e Rosciano

Don Sergio Scotti Parroco

Casa Parr. Ponteranica tel. 035 57 18 67 scotti.sergio@gmail.com

www.parrocchiediponteranica.it

Silvano Ceruti tel. 338 67 20 902

Scuola dell’Infanzia tel. 035 57 41 53 fax. 035 41 29 232

Orari SS. Messe a Ponteranica Chiesa Parrocchiale (luglio e agosto)

Prefestiva: Festiva:

ore 18.30

ore 8.00 – 10.30

ore 18,30 (solo la prima domenica

del mese a Castello;

Feriale:

e la terza del mese alla Costa Garatti) ore 8,00

ore. 20,00 (Ufficio per i defunti solo al venerdì)

Chiesa di San Rocco al Castello Festiva:

ore 18.30

(solo la prima domenica del mese)

Chiesa di San Girolamo Emiliani (alla Costa Garatti) Festiva:

ore 18.30 (la terza domenica del mese)

Feriale:

ore 18,00 (al martedì)

Al Cimitero

Orari SS. Messe a Rosciano

Prefestiva: Festiva:

Feriale:

Chiesa Parrocchiale ore 19,00

ore 11.00 (in Maresana)

ore 17.00 (alla Grotta)

ore 18.00 (solo al giovedì)

ore 19.00 (solo al sabato)

Agenda di Ramera Don Flavio Rosa Parroco Casa Parr. Ramera Don Cristian Mismetti

tel. 035 57 11 40 cell. 340 66 53 939 tel. 035 57 01 81 cell. 347 88 94 972 Scuola dell’Infanzia Tel. 035 57 13 85 Segreteria parrocchiale Ramera: Aperta da lunedì a venerdì ore 15.00 – 17.30 Per certificati, anagrafe, abbonamenti, informazioni, prenotazioni Cineteatro, iniziative varie… tel. 035 57 57 89 E mail: parrocchiaramera@libero.it Pratiche Cisl Inas (lunedi mattino) ore 9.00-11.30 Ponteranica Attiva e mail: ponteranicaattiva@libero.it

Orari SS. Messe a Ramera

Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.00 Festiva: ore 7.30 – 9.00 (alla Chiesina di S. Giorgio alla Petos) 10,30 - 18,00 Feriale 8.00 – 18,00 (giugno) ore 8 (luglio-agosto) venerdì ore 16.00 adorazione eucaristica segue messa 18,00

Orari SS. Messe Padri Sacramentini Prefestiva Festiva

Feriale Padri Sacramentini ordini@sacramentini.it

ore 17,30 ore 8,30 - 11,00 17,30 ore 7,00 - 17,30 tel. 035 57 10 15

Orari SS. Messe alla Madonna dei Campi Prefestiva Festiva

ore 18,00 ore 9,30

LA CASA Gruppo Diocesano

COMUNALE DI PONTERANICA

INCONTRI di ASCOLTO e di PREGHIERA per persone SEPARATE, DIVORZIATE O RISPOSATE, ogni primo martedì del mese Almenno San Salvatore presso il Chiostro vicino all’Oratorio - via Cappuccini n.3.

www.parrocchiediponteranica.it “Per essere utile agli altri non serve volare basta volere”

Profile for Studio 5 Liguria srl

Lecomunitainsieme 2015 3  

Lecomunitainsieme 2015 3