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Le Comunità Insieme Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Aprile-Maggio 2012

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Pasqua 2012

La festa della Pasqua: lo stupore dell’indicibile


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Aprile-Maggio 2012

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Pasqua 2012

Riposare per fare festa

La festa della Pasqua: lo stupore dell’indicibile

In copertina: Joan Miro La canzone dell’usignolo (1940)

Sommario Riposare per fare festa pag. 2 La Festa legge di vita e di intelligenza

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Il giorno di festa è quello in cui ho provato felicità

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Il lavoro: dono paradossale della crisi

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La Comunità di Ramera

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Le Comunità di Ponteranica e Rosciano 19

Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010. Direttore responsabile: Agazzi Davide In Redazione: Davide, Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Cristian, don Flavio, don Sergio. Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 035 29 50 29 Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il 1 giugno. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 21 maggio.

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voro non interessa come si passa la domenica, ma sta a cuore che il lavoraella condizione tore riposi o, se è giovane, odierna è difficile che viva un momento di riuscire a vivere evasione. il tempo libero, in parti- Il cristiano vero non ricolare la domenica, come posa per tornare al lavoro, tempo della festa. La do- ma riposa per fare festa. menica, anche per il cre- Il recupero della festa è dente con buone inten- una questione di senso e zioni, appare attratta dal- di coscienza per l’uomo. la sfera del “fine settima- non si realizza solo con na”. L’uomo di oggi ha un aumento di spazi e di inventato il tempo libero, tempi liberi, ma con una ma sembra aver dimen- nuova qualità del rapporticato la festa. to con il tempo che dà La domenica è vissuta in senso a ciò che accade genere più come “tempo per l’uomo e non solo a libero”, nel quadro del ciò che egli produce e co“weekend” che tende a struisce nei giorni lavodilatarsi sempre più come rativi. La vita come dono tempo di dispersione ed è ciò che viene celebrato evasione. Il tempo del ri- nel giorno della festa. La poso è vissuto come un vita non è solo prodotto intervallo tra due fatiche, delle mani dell’uomo che l’interruzione dell’attività lavora, contiene un selavorativa. Privilegia il di- greto che bisogna esplovertimento, la fuga dalle rare e portare alla parola. città. Il sabato-domenica La vita richiede un tempo è spesso tempo di disper- diverso dal tempo prosione e frammentazione. duttivo: il tempo della In una società “fondata grazia e della gioia, delsul lavoro” e sulla pro- l’incontro e del libero duzione, il tempo della dono. Per questo nella fefesta sembra vuoto, im- sta si incontra Dio e il produttivo, in-utile. A una prossimo. società organizzata sul la- Riposare per fare festa:

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è una grande sfida per noi credenti e per ogni uomo e donna che lavora. Si Tratta di percepire il riposo come sforzo per scoprire costantemente la bellezza della vita, una vita nuova. Gesù di Nazareth ha riposato tre giorni nel sepolcro, nelle profondità della morte per far germogliare la vita, la festa eterna. La risurrezione “è la più grande mutazione” mai accaduta, il “salto” decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova che riguarda il Nazareno, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l’intero universo. (BENEDETTO XVI, Discorso al Convegno di Verona) La festa trova il suo centro di gravità nella risurrezione di Gesù, il mistero che si rinnova ogni domenica, ogni festa! Vogliamo germogliare, risorgere, vivere? Riposiamo per Lui, per noi! Buona Pasqua! don Cristian, don Flavio, don Sergio


La Parola

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a festa nel corso dei secoli e in tutte le civiltà è sempre stata elemento essenziale del culto, mediante riti che si ripetono per rendere grazie ai propri dei. Nella Bibbia c’è nell’Antico Testamento un calendario festivo molto articolato legato ad eventi storici vissuti dal popolo e, all’interno della festa, si evoca il passato nella memoria dell’antica liberazione che ha visto come protagonisti i propri padri; ogni festa vissuta nella gioia mette in contatto con Dio che sempre agisce incessantemente per il suo popolo, l’eletto. Il Sabato è il giorno per eccellenza in cui vengono celebrate le varie feste da Israele, giornata tutta consacrata al servizio di Dio, perché per Israele come ci dice il libro della Genesi, la consacrazione del Sabato nasce dall’istante in cui il Signore cessò l’opera della creazione – Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.(Gen. 2,3). In seguito, quando poi il popolo conquista la sua libertà dopo la schiavitù in Egitto ed inizia il suo cammino di indipendenza nel deserto, è avvertito da Dio per bocca di Mosè di non uscire il Sabato dalle proprie tende per raccogliere il cibo che il Signore giornalmente gli manda dal cielo per osservare il massimo riposo in onore del suo Creatore e liberatore. Da allora il Sabato è vissuto dal popolo di Israele nel riposo e nella gioia, perché riconosce in questo comando il patto eterno di predilezione pattuito da Dio con Israele suo prediletto e malgrado i molteplici fatti storici avvenuti nello scorrere dei secoli, ancora oggi il Sabato, giorno santo, costituisce per il popolo ebraico una pausa periodica per richiamare alla mente la sovranità di Dio sull’universo, l’uguaglianza di tutti gli uomini davanti a Lui e l’elezione particolare di Israele. Anche Gesù ha vissuto ed osservato con scrupolosità le feste ebraiche nella sua vita ma ha realizzato con il suo sangue la Nuova Alleanza, vera e rinnovata festa di Pasqua che conferisce nuovo valore e dà un senso nuovo alle molteplici feste che sono vissute nel suo Nome nella Chiesa pellegrina sulla terra. La celebrazione del mistero pasquale riattualizzato nell’Eucarestia domenicale raduna la comunità dei credenti la Domenica, giorno che ricorda la Risurrezione di Cristo e diventa punto di partenza della settimana e segna la novità radicale della festa cristiana, festa il cui vero significato è legato al dono di salvezza operata da Cristo sulla Croce per tutta l’umanità.

La Festa legge di vita e di intelligenza Ed è in questo giorno, “il giorno del Signore”, che siamo invitati “Osserva il giorno ad aprirci ed a metterci in rela- del sabato per sanzione prima col Signore Gesù e tificarlo, come il Sipoi con i fratelli, prima di tutto in gnore tuo Dio ti ha famiglia dove ci si riscopre soggetti comandato. Sei gioramati nel rapporto coniugale, nel ni lavorerai e farai rapporto con i figli e con i genitori, ogni tuo lavoro; ma e di seguito con la comunità tutta; il settimo giorno è il è proprio in questo scambio di sabato in onore del stima, di amore e di serenità che Signore, Tuo Dio: siamo invitati a dimenticare le fa- non farai alcun latiche feriali per trovare spazio di voro, né tu né tuo fiincontro con Dio, con il prossimo glio né tua figlia, né e con il creato. il tua schiavo né la La domenica vissuta come gior- tua schiava, né il tuo no di festa è il giorno dove il Si- bue né il tuo asino, gnore ci invita ad accoglierlo per né il tuo bestiame, far festa con Lui “Verrò a far né il forestiero che festa con voi” come ci dice il libro dimora presso di te, dell’Apocalisse, ed è così che si perché il tuo schiavo recupera il vero significato del ri- e la tua schiava si riposo settimanale perso quasi ra- posino come te. (…) dicalmente per impegnare il tempo Il Signore tuo Dio ti della festa come puro divertimen- ordina di osservare to, come spazio di evasione per- il giorno del sabasonale in cui perdono valore gli to.” affetti, i legami, i sentimenti, i si(Deut. 5, 12-15) lenzi e i tempi per riflettere sul significato profondo della vita. La festa diventa tale se siamo capaci di riconoscere il dono del nostro tempo, della nostra vita, delle relazioni che ci fanno sentire uomini e donne, genitori e figli, e soprattutto perché ci porta a riscoprire sempre meglio e con profondità Colui che crea e redime la nostra libertà per ritrovare noi stessi nella relazione con Dio e con il prossimo. È in questo ritrovare noi stessi e nel giusto rapporto con Gesù Cristo nostro Redentore che possiamo vivere con gioia e serenità il giorno di festa che ci dona la possibilità di riconoscerci persone libere da orari, dal lavoro, da relazioni imposte per continuare a credere e a ringraziare. Giovanna

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Famiglia...

Il giorno di festa è quello in cui ho provato felicità Anche se giriamo tutto il mondo alla ricerca della felicità, o la portiamo già con noi, o non la troveremo. (R.W. Emerson filosofo statunitense – 1803 –1882)

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on so se vi è mai capitato di vedere un bambino piccolissimo che ride di gusto. Con la sua risata riesce a contagiare e a trascinare con sé, nel mondo della spensieratezza, anche gli adulti. Ridono per un pezzetto di carta stracciato e nuovamente stracciato davanti a loro, o per una testa scossa come per dire di no velocemente, o per una lingua che esce e poi velocemente sparisce in bocca, o per delle mani che si coprono il viso e poi lo lasciano apparire, magari accompagnato da un cucù. La saggezza popolare ci ha tramandato giochi come il tratta buratta, il din don campanon. Sono giochi tanto belli quanto semplici. Così semplici, così a portata di mano, da farceli dimenticare. Chi di noi sceglie di giocare con un bambino prendendo un pezzetto di carta e facendogli vedere che lo strappiamo, o dandoglielo in mano perché giochi a strapparlo? Spesso scopriamo quanto possa essere divertente per caso. Scrivendo, mi sono ricordata di quando mio figlio ha ricevuto uno dei suoi primi regali da conoscenti in visita: aveva sette mesi. Non guardò il gioco neppure per un istante, ma si divertì tantissimo con la carta con cui era stato impacchettato. Non è un caso che tra i giochi di un asilo nido ci sono le carte delle uova di Pasqua: fanno un rumore bellissimo, luccicano, sono davvero più grandi del bambino che le muove… è una vera festa. La felicità è fatta di istanti, e saper gioire è frutto del saper cogliere e vivere l’istante. Per certi aspetti, la felicità è anche un po’ irresponsabile. Non penso che sto creando disordine, non penso che mi sto sporcando, non penso che strappando una carta poi non l’avrò più. Mi godo questo momento senza pensare che domani non sarà così.(1) Un bambino che pensa a quello che farà dopo non sta giocando: sta facendo una cosa che gli piace. Il gioco, quello che porta gioia, è fatto della capacità di godere dell’istante, il cui unico tempo

è quello delle sue regole, senza un prima e senza un dopo. È un istante d’eternità. Forse, è un istante di paradiso. È un tempo fuori dal tempo, dove ieri e domani perdono il loro significato. È così che i bambini finiscono con il dimenticare di fare i compiti… Il giorno di festa è quello in cui ho provato felicità(2). Chissà se era di domenica, di lunedì, o se era giorno di Pasqua. Non si può programmare, segnare in agenda, il giorno in cui essere felici. Chi di noi è in grado di essere felice “a comando”? Come si fa ad essere felice solo perché il calendario riporta una certa data? La data può essere quella del Natale, della Pasqua, ma anche quella del compleanno del coniuge, del figlio, dei genitori, … Al tempo stesso, una data segnata sul calendario è in grado di suscitare gioia. Quando la mattina mi sveglio e mi ricordo che è domenica e non mi devo alzare presto, ….. beh, quello da solo è per me motivo di gioia! Ma anche quando un bambino legge sul calendario, o gli viene detto, che il giorno dopo è quello della gita, o quello del suo compleanno, gioisce. Gioisce se la gioia fa già parte di lui. Le prime “santa Lucia” lasciano i bambini perplessi. È verso i tre anni che la storia inizia a cambiare. L’attesa fiduciosa(3), che è presente quando un bambino (ma anche un adulto) ha già un’idea di cosa potrà accadere, alimenta la gioia che si proverà. Noi adulti viviamo condizionati dal tempo e dalle logiche del tempo, con i suoi rapporti di causa effetto: se sistemo, poi ho la casa in ordine; se pulisco, poi ho la casa pulita; se vado a lavorare, poi ho lo stipendio, se compro o faccio questo gioco, poi mio figlio è felice, se gli do questa occasione, poi sarà più bravo, …. È così. Lo abbiamo imparato. La vita ce lo ha insegnato. I bambini ci mettono un po’ ad imparare che ogni azione ha un effetto. Iniziano a scoprirla intorno ai sei mesi, ma la comprensione di cosa sia la relazione di causa effetto evolve nel tempo. Lo sanno le maestre che preparano schede di verifica sulla successione temporale e sul “perciò” per la seconda e la terza elementare. La Pasqua è proprio la rottura della logica della causa effetto. Impieghiamo tanto tempo a far capire ai bambini che ogni gesto ha una conseguenza logica…. E poi celebriamo la Pasqua, la rottura della logica e della causa/effetto. La resurrezione si pone al di fuori della logica della causa/effetto. È l’evento che esce dalla dimensione temporale: è l’evento che rompe il tempo, per accedere alla dimensione del “senza tempo”, dell’”eterno”. È il “per sempre”. Quante volte i bambini vogliono una cosa per sempre… pensano che una cosa sia per sempre…. La dimensione del senza tempo


la possediamo appena nati. Il concetto di eternità ci appartiene dalla nascita. Poi impariamo che non è così, che ci sono le leggi della logica, del causa effetto, … che esiste il mondo della scienza, il mondo del misurabile, il mondo che può essere letto, analizzato, circoscritto, raccontato, a volte manipolato. Capita che a volte sia così. Altre volte invece dobbiamo fare i conti con tutto ciò che non è misurabile, quantificabile, controllabile. Il pianto, una risata, la tristezza, la leggerezza dell’essere… Impossibile misurarli. Quali strumenti abbiamo per costruirla? Convinti della causa effetto compriamo un gioco pensando che il riceverlo – dato che è stato chiesto - generi la felicità. Non sempre è così. Incontro bambini che non sono felici se ricevono un gioco, ma piangono e si disperano se non ce l’hanno. Cos’è che dà la gioia? Questo gioco la dà per i primi cinque minuti, poi il giorno dopo, arrivati stanchi dalla scuola materna, o nervosi perché torniamo dal lavoro e loro sono stati con i nonni o con la baby sitter, gli mostriamo quel gioco che gli piaceva tanto… e non sortisce l’effetto sperato! Scopriamo, come adulti, i limiti della causa effetto. Per la felicità, per le emozioni in generale, il principio della causa effetto non basta. Occorre andare oltre. I bambini conoscono già la felicità: l’hanno scoperta con un pezzetto di carta stracciato davanti a loro, o con un giro sulle spalle di papà! Questo significa che anche noi la conosciamo, perché anche noi siamo stati bambini. Se non siamo felici è perché l’abbiamo smarrita, ma possiamo certamente ritrovarla. I bambini in questo ci possono aiutare. Quando ci chiamano mostrandoci qualcosa che li ha stupiti dedichiamo loro tutta la nostra attenzione: sono felice per qualcosa che hanno visto, e sono fiduciosi di potercela comunicare. Se guardiamo con giudizio di valore quello che ci mostrano, vedremo solo qualcosa che già conosciamo e che non ci potrà stupire. Se, al contrario, andiamo oltre quello che vediamo noi per provare a guardare quello che i bambini ci mostrano, potremo scoprire un mondo che, nonostante sia tutti i giorni sotto i nostri occhi, ci resta sconosciuto!

Il racconto di Maurizio Fusina su “Noi genitori e figli” né è un esempio. Egli racconta che una volta ha chiesto a dei bambini quante zampe avesse un cavallo, ed un bambino gli ha risposto chiedendogli “Quanti cavalli ha una zampa?” La prospettiva del bambino era completamente diversa, ma dalla sua altezza non poteva che avere quella domanda a cui rispondere! Di questo hanno bisogno i bambini: sguardi che vedano oltre. Sguardi che vedano oltre il capriccio il bambino che sa sorridere, oltre l’errore la possibilità di fare giusto. È il modo di guardare dell’artista: sa farci vedere il bello in ciò che ai più sembra scontato, normale. Ogni bambino ha bisogno di occhi che lo vedano speciale, opera d’arte. Ma la vera opera d’arte (che proprio in quanto tale resta ammirata attraverso i tempi senza appartenere al tempo) ha bisogno di continui ritocchi, di uno sguardo critico. Dire che un bambino è irrequieto perché lo eravamo anche noi da piccoli, o che parla male perché anche noi abbiamo imparato tardi non aiuta a sentirsi opere d’arte uniche e per questo preziose. Vedere che ci sono aspetti da correggere non è negare la gioia del godere dell’altro, è permettere al bambino di scoprirsi capace di crescere. Una volta ho letto, non ricordo più dove, che le storie non servono per insegnare ai bambini che esistono i draghi. Questo lo sanno già. Le storie servono per insegnare loro che possono essere sconfitti. Anche noi adulti dobbiamo ripassare questa lezione. Tutti al villaggio sanno che esiste il drago, i più non ne parlano neppure per fingere che tutto vada bene. A vincere il drago non è mai il cavaliere più famoso, ma quello armato di passione e di amore, di fiducia, di speranza. Sa che il drago c’è, non chiede ad altri di sconfiggerlo, va con tutta la paura che ha, e vince. È lo sguardo diverso che ci fa trovare la forza prima di riconoscere il drago, poi di affrontarlo e sconfiggerlo. Simona Colpani

1) La felicità è lontana dalla rivendicazione, dal senso di “giusta paga” per un impegno messo in passato. Questo argomento porterebbe lontano. È giusto attendersi una “ricompensa” dopo il lavoro: se lavoro il campo e semino il grano, è giusto che io poi raccolga i frutti. Se ho studiato e mi sono impegnato, è giusto che io prenda un bel voto. Se ho lavorato bene, è giusto che io guadagni bene. In questa logica il raccolto, il bel voto, un buon guadagno non danno gioia, danno soddisfazione, compiacimento: sono attesi. È la dimensione del dono che porta con sé gioia, ed il dono non è una ricompensa. È come il per-dono: arriva gratuitamente. 2) La festa è il momento per essere felici o dell’essere felici? Lancio e lascio aperta questa domanda un po’ filosofica. 3) La radice etimologica di fiducia è la stessa di fede, ma è anche la stessa di fecondo. Ricordo un epitaffio che recita “femina feconda felix feto” (la donna feconda è felice per il feto).


Vicariato Consiglio Pastorale Vicariale Vicariato 5 Almenno san Salvatore–Ponteranica–Villa d’Almè

“Il lavoro: dono paradossale della crisi” Una interessante lettura sociologica del tema del Programma pastorale diocesano

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opo l’incontro del gennaio scorso dedicato al tema del Programma pastorale diocesano La famiglia, il lavoro e la festa, riletto alla luce di alcuni testi biblici, il Consiglio pastorale vicariale ha continuato l’approfondimento del tema in chiave sociologica nella serata svoltasi il 29 febbraio che, oltre la presenza dei consiglieri del CPV, ha visto nutrita partecipazione di sacerdoti ed operatori parrocchiali del Vicariato, oltre a diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali e del mondo del lavoro. La relazione sul tema della serata, Il lavoro dono paradossale della crisi, è stata proposta dal prof. Dario Nicoli, docente di sociologia economica e del lavoro presso l’Università Cattolica di Brescia. Al relatore, prima di addentrarsi nella sua esposizione, è stato chiesto di spiegare ragioni e senso del titolo del suo intervento. Il prof. Nicoli ha esordito affermando che intendeva anzitutto porre in evidenza come l’attuale crisi economica si sia paradossalmente rivelata provvidenziale in quanto ha imposto la necessità di riconsiderare l’attuale modello economicosociale su cui si fonda l’organizzazione ed il mercato del lavoro che condizionano fortemente la vita delle persone. La crisi ci offre un regalo: la riscoperta della dignità e valore del lavoro rispetto alle logiche di mercificazione e conseguente decadenza dello stesso. C’è dunque bisogno di un’etica del lavoro prima di ogni modello organizzativo che ponga al centro la dignità della persona e la giustizia sociale. Il lavoro è infatti condizione

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indispensabile che fa sentire e rende la persona membro della società. Dopo aver richiamato le teorie di alcuni filosofi dei secoli scorsi circa l’organizzazione del lavoro e della società, tra i quali Marx, il prof. Nicoli è di nuovo tornato sul tema della decadenza del lavoro elencandone alcuni aspetti. Primo fra tutti il mondo della finanza: oggi non è più importante il lavoro ma il mercato finanziario, gli investimenti in borsa. Un secondo aspetto va attentamente considerato. In Italia prevale la presenza del lavoro intellettuale. La nostra Nazione ha più insegnanti e studenti poiché il percorso degli studi risulta più lungo rispetto a quello degli altri Paesi europei. Così, paradossalmente, in questo tempo di crisi mancano ogni anno in Italia circa 120.000 tra elettricisti, meccanici, calzolai, panificatori, ascensoristi, agricoltori, ecc. Come se il lavoro, espresso attraverso queste professioni artigianali, sia da considerarsi solo per i ragazzi meno intelligenti o meno capaci a scuola. In realtà il lavoro, anche manuale, genera cultura. Altro elemento paradossale è lo stesso welfare. Nel riferirsi alla cassa integrazione, il prof. Nicoli ha osservato come il suo frequente ricorso per il sostegno ai lavoratori ed aziende in crisi, possa costituire una forma di disimpegno per l’azione delle imprese a migliorare la propria produzione. La cassa integrazione rischia di inibire la capacità dell’impresa a cogliere le sfide del mercato e non contribuisce a creare nuova occupazione, soprattutto giovanile. Riprendendo il tema dell’etica del lavoro, ha evidenziato come il lavoro risulti “buono” quando concorre a costruire il bene comune. Il lavoro è espressione di collaborazione, interazione tra la persona e la società. Concludendo il suo intervento, il Prof. Nicoli ha accennato alla famiglia ed alla festa: attenzioni del programma pastorale diocesano strettamente correlate al lavoro. In merito alla famiglia ha osservato che la nostra organizzazione sociale e del lavoro non favorisce la promozione della famiglia stessa. Anche in tema di occupazione giovanile, il continuo ricorso a contratti a tempo determinato ed a progetto, non invita i giovani a sposarsi o generare figli. La festa deve essere dedicata al riposo, alle relazioni in famiglia ed in comunità, ma soprattutto al ringraziamento dei doni ricevuti dal Signore, dei doni espressi col lavoro personale e ricevuti dal lavoro degli altri. Maurizio Mazzocchi


La Comunione sulla mano C

on questo articolo completo la riflessione iniziata nello scorso numero del nostro giornale interparrocchiale in ordine a cogliere il senso di tale gesto e restituirgli verità. Il fedele prega, canta, ascolta, risponde alle invocazioni del celebrante e comunica al Corpo del Signore. Uscire dalle panche per andare processionalmente all’altare è, a pensarci bene, azione completamente affidata al singolo fedele. È gesto assolutamente suo. Segretamente e pienamente suo. Ecco la ricchezza umana e cristiana del gesto di ricevere la comunione sulla mano. Ci riferiamo alla serietà e bellezza del credente che si avvicina all’altare. Tale finezza e semplicità vengono da un certo modo di vivere e rapportarsi ai nostri fratelli e sorelle. Muoversi in assemblea è quasi danzare incontro allo Sposo. Ci ricorda la danza del re Davide attorno all’Arca del Signore Dio. L’avvicinarsi all’altare processionalmente è il cammino della Chiesa, del popolo di Dio che procede per la festa della vittoria e della liberazione dalla schiavitù. Assomiglia tanto all’incontro delle vergini che vanno incontro allo Sposo per l’appuntamento d’amore e degli uomini sofferenti che seguono l’Agnello. Per questo motivo è assai importante comporre in modo ordinato le due file. Come sarebbe bello non voler accedere alla comunione superando tutti ma recandosi in fondo alla fila preparandosi pazientemente, pregando e cantando. Tal-

volta si ha l’impressione che proprio questo camminare insieme verso il Signore debba svolgersi in fretta, il più velocemente possibile. O che le particole non siano sufficienti per tutti e possano mancare. In realtà l’esperienza ci conferma che con quanta maggiore calma ci muoviamo tanto più precisamente e serenamente ciascuno trova il tempo e lo spazio adeguati. Noi cristiani riceviamo la comunione in piedi. Stare in piedi, diritti, è gesto rivelatore della dignità che Cristo Gesù ci ha regalato. È il regalo della grazia del Signore che, come con la suocera di Simone e la ragazza dodicenne, standoci di fronte dice: Talità kum. Ossia: Alzati e cammina! Il gesto d’inchinarsi è modo assai discreto e delicato di dire la riconoscenza. Senza altra parola che non sia: Amen. Così sia. Davvero. Per

me! È commovente stare alla presenza del Re, che con il suo amore raggiunge tutti. E però più importante di tutti gli altri gesti è protendere le mani avanti a sé. Quasi nello slancio del desiderio di incontrare “l’amato del mio cuore”, secondo le parole dello stupendo Libro del Canto dei Canti del Primo testamento. Per sussurrare il riconoscimento che il regalo è veramente prezioso ed atteso. Infatti “presentare entrambe le mani, una sull’altra” (la sinistra sopra la destra, per chi si serve preferibilmente della mano destra e viceversa per chi utilizza la mano sinistra) è preparare il trono per il Re, l’Amato accolto nella fede povera e nuda. Le mani aperte, stese, l’una appoggiata all’altra, che accolgono il Pane è azione assai differente dall’afferrare quasi al volo, come talvolta purtroppo facciamo, il Corpo di Cristo. Sono le nostre mani disarmate che si scambiano la pace e vogliono non possedere il Signore, piegarlo alle proprie necessità, bensì rendersi disponibili alla sua presenza, alla sua azione. Senza forzature, senza fretta. Con pace calma. Tutto ciò avviene sull’omphalos, ossia sull’ombelico della nostra chiesa parrocchiale e di tutte le chiese. Esso è punto ideale, invisibile: ai piedi dell’altare, è il punto di congiungimento del cielo con la terra, del divino con l’umano. Lì il nostro corpo, ossia la nostra vita, entra in comunione col Corpo di Cristo. Lì i fidanzati uniscono i loro corpi, tutto ciò che sono, per tutta la vita. Lì portiamo il corpo dei nostri cari defunti. Così nelle differenti situazioni della vita il nostro corpo è trasformato a immagine di colui che ci ama della stessa tenerezza di Dio.

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

don Flavio

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Calendario pastorale

A P R I L E

1 DOMENICA

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delle palme SS. Messe festive con lettura della Passione del Signore. 15: PRIME CONFESSIONI 2 LUNEDì della settimana santa 8 -18: s. Messe 16-18: Confessioni III media 20.30: confessione comunitaria giovani adulti dai Padri Sacramentini 3 MARTEDì della settimana santa 8 e 18: s. Messe 16-18: confessioni I superiore 4 MERCOLEDì della settimana santa 8 e 18: s. Messe 15 - 16.30: gruppo biblico 15: Confessioni medie 17: Confessioni elementari 5 GIOVEDì SANTO 8: Ufficio e lodi mattutine 9.30: Celebrazione in Chiesa cattedrale della Messa crismale 17: prove chierichetti. 21: Celebrazione della Cena del Signore con rito della lavanda dei piedi ai ragazzi di III media e I superiore. Reposizione dell’Eucaristia nella chiesina della scuola materna. 22.30 - 8: Adorazione notturna (iscriversi per il turno della notte) 6 VENERDì SANTO Digiuno e astinenza 8: Ufficio e Lodi mattutine Adorazione eucaristica fino alle 12 in chiesina. 15: Via Crucis e bacio al Cristo morto 16: prove chierichetti 16-18: confessioni. 21: Celebrazione della Passione del Signore e processione con Cristo morto 7 SABATO SANTO 8: Ufficio e Lodi mattutine 9-12: Confessioni 10.30: prove chierichetti. 14.30: Benedizione delle uova 15 - 18.30: Confessioni. 21: Veglia pasquale – battesimo di Sebastian 8 DOMENICA PASQUA DI RISURREZIONE Sante Messe: ore 7.30; 9 (nella chiesa s. Giorgio); 10.30; 18. 9 LUNEDì Lunedì dell’Angelo 9: s. Messa. 10 MARTEDì Gita al paese di don Cristian (14-18.30) Iscrizioni in segreteria parrocchiale entro mercoledi 4 aprile 12 GIOVEDì 20.30: 1° incontro fidanzati presso i Padri Sacramentini 14 SABATO In serata Commedia teatrale ragazzi di Valbrembo 15 DOMENICA in Albis 15.30: celebrazione del Battesimo 17 MARTEDì 20.45: Incontro catechiste Cresima 18 MERCOLEDì 17: confessioni IV elementare 17: V elem. - visita anziani 19 GIOVEDì 20.30: 2° incontro fidanzati 20 VENERDì Festa San Giorgio 17: I media visita anziani 20.30: confessioni genitori prima Comunione 20.30: scuola di preghiera in Seminario 21 SABATO 15: prove Messa di prima comunione 17.30-19.30: incontro e cena famiglie III elementare alla festa Festa San Giorgio 22 DOMENICA III di Pasqua Festa San Giorgio 10.30: Messa di prima Comunione 23 LUNEDì Festa liturgica San Giorgio martire 20.30: Messa e processione 24 MARTEDì Festa San Giorgio 25 MERCOLEDì Festa San Giorgio Serata con Mago-Magone


30 LUNEDì 1 MARTEDì

2 MERCOLEDì 3 GIOVEDì 5 SABATO 6 DOMENICA

8 MARTEDì 9 MERCOLEDì 10 GIOVEDì 11 VENERDì 12 SABATO 13 DOMENICA 15 MARTEDì 16 MERCOLEDì 17 GIOVEDì 18 VENERDì

19 SABATO

20 DOMENICA 21 LUNEDì 22 MARTEDì 24 GIOVEDì 25 VENERDì

26 SABATO 27 DOMENICA

28 LUNEDì 31 GIOVEDì

Festa di San Giorgio Festa dei lavoratori 18 s. Messa in suffragio di Sandro Bassanelli 20.30: santo Rosario - grotta della Madonna di Lourdes a Rosciano 17: IV elementare visita anziani 20.30: 4° incontro fidanzati. Festa della mamma (s. Messa e cena) V di Pasqua 10.30: anniversari di Matrimonio Pranzo comunitario. 16: Battesimo Pellegrinaggio mariano al Santuario della Madonna delle grazie di Ardesio 17: confessioni V elementare. 20.30: 5° incontro fidanzati 17: Confessioni I media. Chiesa san Giorgio: Concerto VI di Pasqua Pellegrinaggio al Monastero Mater Ecclesiae sull’isola san Giulio (NO) 17: confessioni III elementare 20.30: 6° incontro fidanzati 16: confessioni cresimandi 20.30: confessioni genitori nella chiesa di Ponteranica 20.30 scuola di preghiera in Seminario 15: prove del rito della Cresima nella chiesa di Ponteranica 18: s. Messa e domanda di ammissione al sacramento della Cresima per I media ASCENSIONE DEL SIGNORE 15.30: Celebrazione delle Cresime – chiesa parrocchiale di Ponteranica 21: Incontro presentazione CRE Pellegrinaggio mariano 20.30: 7° incontro fidanzati Pellegrinaggio vicariale al santuario Madonna dei Campi di Sorisole 18: incontro cresimati con i ragazzi di III media e pizzata. 21: presentazione vacanza a Bormio. 17: Ordinazioni presbiterali in Cattedrale SOLENNITA’ DI PENTECOSTE 10.30: s. Messa per la festa dei bambini della scuola materna 10.30: s. Messa per la chiusura dell’anno catechistico a Rosciano con la parrocchia di Ponteranica. Pranzo al sacco. Giochi. Iscrizioni al CRE (dal 28 maggio al 1 giugno; ore 16 - 19) 21: Consiglio pastorale vicariale. 20.30: santo Rosario – grotta della Madonna di Lourdes a Rosciano chiusura mese mariano. ore 20.30: 8° incontro fidanzati

Ramera

28 SABATO 29 DOMENICA

20.30: 3° incontro fidanzati Pausa festa di San Giorgio Festa San Giorgio 21: Consiglio pastorale vicariale Festa di San Giorgio Convegno diocesano caritas parrocchiali IV di Pasqua Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni Festa di San Giorgio Festa di San Giorgio

M A G G I O

26 GIOVEDì 27 VENERDì

APRILE

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Per tutte le sere feriali del mese di maggio santo rosario alle 20,30 nei luoghi indicati sull’apposita locandina che si ritira in chiesa.

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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eresa d’Ávila: chi era e cosa può ancora insegnare a noi uomini del XXI secolo? Teresa nasce il 28 marzo 1515 ad Ávila e muore il 15 ottobre 1582 ad Alba de Tormes. È stata una religiosa e mistica spagnola, fondatrice delle monache e dei frati Carmelitani Scalzi. Importante figura della Controriforma cattolica, fu proclamata santa da papa Gregorio XV (1622). Spesso capita di sentire e vedere cristiani stanchi, demotivati, che vivono la propria fede con difficoltà. Molti si chiedono: “Dov’è Dio?”. Molti si sforzano di cercarlo nella propria vita quotidiana, nelle persone che incontrano, nei poveri e nel mondo. Sì, è vero, Dio si può trovare anche qui. Ma se io vi dicessi che dimora già dentro di noi? Diventa necessario quindi fare un passaggio inverso: da fuori a dentro. Abbandoniamo cose, elementi, persone che rischiano di deviarci dal vero fine della nostra ricerca. Intraprendiamo invece un profondo cammino di ricerca, che ci porti alla presenza di Dio. A questo punto entra in scena Teresa d’Avila, autrice del Castillo interior (Il castello interiore, 1577), propone ad ogni cristiano volenteroso di ricerca un vero e proprio cammino spirituale, attraverso l’uso di simboli ed immagini, in grado di far comprendere a tutti messaggi sennò incomprensibili alla maggior parte non aventi infarinature teologiche. Ma cosa sono i simboli? Sono immagini, tratte dalla vita quotidiana, in grado di evocare qualcosa di quanto vogliono comunicare. Il simbolo rivela e nasconde allo stesso tempo: esso mostra, non vuole però dimostrare nulla; s’impone e convince non con la forza del ragionamento, ma semplicemente con la sua bellezza e la sua verità. Il simbolo è linguaggio universale poiché parla a tutti, aiutando ciascuno ad attingere dalla propria esperienza quotidiana ciò che è significativo e vero; allo stesso tempo è anche linguaggio ambiguo, poiché può essere interpretato con significati diametralmente opposti a quelli intesi dall’autore. Teresa d’Avila per parlare del cammino che ogni persona deve fare verso il centro della propria vita, Gesù, utilizza l’immagine del CASTELLO. Esso possiede molte stanze, di cui una centrale, la più importante, dove c’è intimità fra Dio e l’anima. La santa distingue interno ed esterno. Le descrizioni utilizzate sono completamente

Dov’è Dio? La spiritualità di Teresa d’Avila: Il castello interiore opposte: l’esterno è caratterizzato dall’istintualità che rischia di incatenare l’uomo a sé, mentre l’interno è il luogo più bello che potremmo immaginare. Ogni uomo può decidere se rimanere fuori o entrare nel castello. Quest’ultima SCELTA è una seconda conversione, decisione radicale per Dio, è riscegliere di essere cristiani in modo più consapevole e deciso: è la via dell’interiorità, cammino fedele di preghiera. Teresa invita tutti gli uomini a vivere in profondità la loro vita e ricercare il vero incontro con Dio, sottolineando che questa è la decisione più importante da prendere e sarà necessario essere coerenti e perseveranti in essa. Ma per entrare in questo castello è necessario passare attraverso la PORTA della preghiera: pregando poco a poco ci si libera dalle nostre schiavitù, dai nostri condizionamenti. Solo così ci viene donato il coraggio di affrontare nuove scelte e situazioni. Pregare significa quindi sia varcare questa porta, tappa obbligatoria per entrare in questo castello interiore, sia cambiare la nostra immagine abituale di Dio. Infatti, soltanto decidendo di intraprendere questo viaggio giungeremo a comprendere meglio chi è Dio, accorgendoci di quanto sia sbagliata la nostra concezione attuale di Lui. La santa indica anche il materiale di questo luogo: infatti, esso è fatto di DIAMANTE. Come mai questa precisazione sul materiale? Il castello è l’anima, la persona. E la persona è preziosa agli occhi di Dio (Is 43, 6): nel nostro spirito abbiamo ricchezza immensa, potenzialità grandissime, tesori nascosti e meravigliosi. Quest’immagine diventa così invito pressante a scoprire la preziosità dei doni di Dio; inoltre essa, oltre a sottolineare la preziosità, indica anche la solidità del materiale (il diamante è infatti in assoluto il più resistente e duro) e la durezza dell’opera di Dio nella vita umana. Con questa immagine Teresa pone l’accento

anche sull’unità: il cammino dell’interiorità è in ordine a progressiva unificazione, e pregare è anche seguire il progetto che Dio ha sulla nostra vita. Ma chi è la persona così importante che vive in questo castello, verso la quale scegliamo di tendere tutti i nostri sforzi? Il Re che abita in questo castello, nell’ultima stanza, è Dio. Lui dà significato a tutto il cammino che bisogna fare per incontrarlo, il castello infatti non sarebbe così prezioso senza la sua presenza. Ogni nostra aspirazione umana dovrebbe tendere verso questo Re. Solo a questo punto la santa spiega il cammino necessario per incontrare il Re. Esso è caratterizzato da sette stanze: perché proprio sette? Teresa sceglie questo numero per il valore simbolico intrinseco: SETTE è infatti il numero della pienezza, della totalità. È però fondamentale che l’attenzione del pellegrino, che decide di compiere questo viaggio spirituale, sia sempre rivolta verso la stanza centrale: nella quale “avvengono le cose di grande intimità fra Dio e l’anima”; infatti c’è il rischio di perdersi inutilmente nella stanza in cui si è giunti, senza ricordarsi più di Dio, il Re, che abita poco più oltre. Inoltre in questo cammino, il nostro essere sarà pian piano trasformato dall’incontro sempre più profondo e completo con Dio; una volta arrivati alla meta del viaggio, ci accorgeremo di come anche il nostro modo di pregare si sarà sempre più trasformato. Questo itinerario spirituale modificherà e illuminerà tutto l’essere, le potenze e le virtù di chi si sarà messo in cammino, fino a farle diventare simili a Dio. Teresa d’Avila propone nella sua opera un percorso preciso, ma ognuno può seguire strade differenti: “questo castello possiede molte stanze”, ma il percorso che ognuno prenderà sarà unico e originale da quello degli altri. Fabio Aguti

(prima parte)


Il tempo di Quaresima è stato un faticoso e lieto cammino che ha visto impegnati noi cristiani nel desiderio di rinascere ad una vita nuova. Anche il terreno più arido e secco, se segnato dalla grazia del Signore, può far germogliare piante e fiori. A tutti i ragazzi della catechesi nel giorno delle ceneri era stato consegnato un bulbo da custodire e coltivare in casa, segno della vita che germoglia, silenziosamente. Nella gioia della Pasqua del Signore ecco in chiesa tanti fiori, il giardino della Risurrezione! Ecco la nostra vita, fiore profumato dall’essenza di Gesù, per un giardino nuovo, una comunità di fratelli riconciliata e redenta.

Portiamo il profumo del Signore risorto in ogni casa, diffondiamolo nelle nostre famiglie. Come i fiori, incredibilmente unici e meravigliosi, coloriamo e rendiamo vivaci le nostre relazioni quotidiane. BUONA PASQUA di cuore a tutti! Auguri di una santa Pasqua di gioia al nostro parroco Don Flavio, a Don Sergio, ai reverendi padri Sacramentini, a tutte le famiglie della comunità, ai piccoli, ai ragazzi, adolescenti e giovani; auguri di consolazione e di pace per i fratelli e le sorelle anziane e ammalate; auguri di un incontro speciale con il Dio vivente per quanti faticano a credere in Lui. Portandovi tutti nella mia preghiera, Don Cristian

din don dan...

Carnevale 2mila12 Anche quest’anno allegre mascherine hanno colorato le vie di Ponteranica nella sfilata di domenica 19 febbraio, tra puffi, zorro, principesse e streghe, maschere veneziane e quant’altro… Il martedì grasso ha concluso il carnevale 2012 con un bellissimo pomeriggio in oratorio, tutti mascherati, giocando a tombola e portando a casa ricchi premi. Grazie a chi ha condiviso questi momenti di festa! Complimenti a tutti i bambini per le loro maschere!

parazione alla Cresima. Grazie ai genitori, alle catechiste, ai papà che hanno dato una mano e soprattutto ai nostri ragazzi così belli e simpatici che hanno condiviso la preghiera, la riflessione, il gioco e la mensa in un grande clima di amicizia e fraternità! Cari ragazzi buon cammino verso il grande dono dello Spirito Santo! La nostra esperienza di cresimandi in ritiro spirituale a Castione della Presolana è stata un momento di grande condivisione. Vogliamo ringraziare di cuore tutte le nostre catechiste che, con pazienza e generosità, ci hanno consentito di vivere questi due giorni. Grazie ai Don, in particolare a don Cristian che, con la sua simpatia, riesce a comunicarci gli importanti valori della vita. Ringraziamo i papà che hanno dedicato due delle loro Il gruppo dei cresimandi

Ecco i nostri papà in festa! sabato 17 marzo oratorio Ramera

Ritiro cresimandi a Castione I ragazzi di seconda media delle nostre parrocchie hanno vissuto uno stupendo ritiro di due giorni a Castione della Presolana, in pre-

giornate a giocare con noi!!! Speriamo che si siano divertiti anche loro in nostra compagnia. Siamo riconoscenti a Valentina e Manuel che si sono preoccupati del nostro nutrimento fisico. A quello spirituale ci pensa don Cristian!!! Mille grazie a tutti!!! Alessandro e Daniele

Amici cari, vogliamo ringraziare voi tutti per il ritiro che abbiamo trascorso in allegria. Ringraziamo in particolar modo i genitori e le catechiste che si sono offerti ad accompagnarci in questa tappa del nostro percorso di fede. Siamo grati anche a don Cristian che oltre ad essere la nostra guida spirituale ci ha divertiti con la sua allegria. È stata una grande esperienza, dal punto di vista spirituale anche perché abbiamo condiviso dei momenti di preghiera e di divertimento.

Ramera

Per un giardino fiorito…

Oratorio San Giovanni Bosco

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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Oratorio San Giovanni Bosco

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

PassParTù! Di’ soltanto una parola CRE 2MILA12

Le nostre parrocchie di Ponteranica propongono anche quest’anno la bellissima avventura del Cre, accogliendo il messaggio lanciato dalla nostra diocesi, in collaborazione con le altre diocesi sorelle della Lombardia. Affidiamo a tutte le famiglie alcune informazioni importanti per prepararsi a vivere questo mese di gioia e di allegria. Il Cre inizia lunedì 18 GIUGNO e termina venerdì 13 LUGLIO . Per

quest’anno lasciamo respirare i ragazzi una settimana dopo le fatiche scolastiche e li lasciamo divertire una settimana in più a luglio. Orario della giornata dalle 9 alle 12. dalle 14 alle 17,30. Ci sarà la possibilità della mensa. Possono partecipare i ragazzi dalla prima elementare alla terza media. Per i ragazzi di terza media ci sarà un fine settimana insieme il 14 e 15 luglio. Le iscrizioni al Cre si ricevono in SEGRETERIA PARROCCHIALE alla Ramera da Lunedì 28 maggio a venerdì 1 giugno dalle ore 16 alle ore 19. E’ prevista una serata di presentazione del Cre alle famiglie lunedì 21 maggio alle ore 21 presso l’oratorio della Ramera. Fate passaparola presso gli amici o parenti che vengono da fuori paese perché si iscrivano per tempo, prima dell’inizio del Cre. Per questioni di carattere organizzativo non si ricevono iscrizioni a Cre iniziato!! Per i ragazzi dalla prima superiore in avanti c’è la possibilità di partecipare al Cre come animatori ai quali è chiesto di frequentare con serietà e fedeltà alcuni in-

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l 5 febbraio i ragazzi di seconda media della Parrocchia si S. Antonio che si stanno preparando a ricevere la S. Cresima, hanno avuto una giornata di ritiro presso l’oratorio della Ramera di Ponteranica grazie alla disponibilità di don Cristian Mismetti. Sono stati guidati nell’analizzare la personalità degli Apostoli Pietro e Paolo e, attraverso un filmato, a scoprire come i primi testimoni di Cristo hanno affrontato il compito che Dio ha chiesto loro fidandosi di quel “gigante invisibile” che è lo Spirito Santo. Un primo momento di lavoro nella mattinata, dove i ragazzi guidati da Don Cristian hanno dimostrato molto impegno e ascolto. Il pranzo al sacco è stato un piacevole intervallo e dopo aver giocato a palle di neve e a pallone nel campo completamente innevato, sono rientrati per un momento di riflessione con le catechiste. La giornata è terminata con la S.Messa celebrata dal Don, con la partecipazione di tutti i genitori e la presenza del Parroco don Roberto. È stato un momento molto intenso, i ragazzi hanno chiesto la possibilità di ripetere l’esperienza. Grazie Don Cristian! Mariarita, Manuela, Monica, Cinzia

contri di formazione: domenica 15 APRILE – domenica 29 APRILE – domenica 13 MAGGIO – domenica 3 GIUGNO Quota d’iscrizione alla settimana di Cre: Euro 15 Quota d’iscrizione alla mensa giornaliero Euro 5 Quota d’iscrizione alle gite: verrà segnalata in seguito sui fogli appositi che le famiglie riceveranno tramite la catechesi o chiedendo direttamente a Don Cristian e che si consegneranno alle iscrizioni, così da portarle già compilate durante il Cre. Vacanza estiva a BORMIO Dal 29 luglio all’8 agosto 2012 per ragazzi dalla prima media alla terza superiore. Sarete raggiunti da tutte le informazioni tramite le locandine che saranno distribuite. Presentazione vacanza alle famiglie: Venerdì 25 maggio 2012 alle ore 21 in oratorio alla Ramera. Pellegrinaggi del mese di maggio Martedì 8 maggio: Ardesio (solo pomeriggio) Martedì 15 maggio: Isola di San Giulio (Orta - Novara) (tutto il giorno). Martedì 22 maggio: Antegnate (solo pomeriggio) Orari, costi e modalità di iscrizioni saranno indicate prossimamente sulle apposite locandine. Martedì 10 aprile: gita di Pasqua in Val Gandino, nella terra d’origine di Don Cristian. Iscrizioni in segreteria parrocchiale entro martedì 3 aprile. Costo della gita 25,00 Euro. Ore 14: partenza dal sagrato della Ramera. Visita al museo e Basilica di Gandino. Messa e buffet a Cazzano Sant’Andrea. Partenza per il rientro ore 18,30-19.


La 45° Assemblea AVIS annuale sezione Ramera

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l 17 febbraio 2012 alle ore 21, presso l’oratorio della parrocchia della Ramera, si è riunita l’Assemblea annuale ordinaria dei Soci. In qualità di presidente ero un po’ scettico sulla buona riuscita dell’assemblea, perché la sig.ra televisione trasmetteva il festival di Sanremo e temevo che la presenza dei soci fosse scarsa. Invece devo chiedere scusa a tutti perché ho du-

bitato del vostro spirito di avisini: la presenza del 25% dei soci è un grande successo, reso ancor più grande dalla presenza del nostro Sindaco e del rappresentante provinciale ossia il consigliere del gruppo giovani, che hanno dato vita ad un attivo dialogo tra i soci e le autorità presenti. Le donazioni effettuate durante tutto l’anno sono state 148 con una media annua di 3,15. Quest’anno 11 soci non hanno mai donato. Colgo l’occasione per ricordare ai soci che sono idonei per la donazione di donare sangue, così facendo si partecipa attivamente alla vita associativa della sezione e si è

protagonisti nella diffusione del gesto della donazione. In conclusione: ringrazio coloro che, silenziosamente, operano con spirito di dedizione e generosa disponibilità nell’interesse della sezione perché l’avisino da sempre accorre nel momento del bisogno e poi ritorna nel silenzio senza presentare conti o titoli di favore ad alcuno. Colgo l’occasione per rinnovare il mio più sentito ringraziamento a tutti i presenti, che hanno reso testimonianza al 45° anniversario della fondazione della sezione, e chiedo scusa ai soci che non sono presenti nella foto storica della serata: vi offrirò da bere la prossima volta che ci incontriamo.

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Il presidente Avis Ramera equiparata comunal Rovelli Sergio

L’Associazione Ponteranica Attiva augura a tutti i cittadini di Ponteranica Buona Pasqua!

Lettera volontari

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ari amici, sono un volontario che come tanti altri presta un poco del suo tempo libero in parrocchia, specialmente nei due momenti di festa che si svolgono uno in primavera (festa di san Giorgio) e l’altro a fine estate (Ramera in festa). Mi sono permesso di scrivere queste poche righe per esprimere un mio pensiero dopo queste ultime due feste. Avvenimenti che, perso nalmente, mi hanno dato molte soddisfazioni. Il perché di tutto ciò è subito detto: - in primo luogo ho visto come tante persone della comunità sanno interagire tra loro; volontari che fin dai primi momenti della preparazione delle strutture e delle

varie attrezzature riescono ad aiutarsi facendo il meglio che possono senza guardare chi fa di più o chi meno, chi da più del suo tempo o chi ne da meno. Qui apro una piccola parentesi: mi troverete tutti d’accordo nel dare un elogio particolare ad una delle colonne portanti dell’oratorio, il nostro ADELIO, che si adopera, non solo nei momenti di festa, bensì durante tutto l’anno affinché tutto sia riposto e conservato al meglio. In secondo luogo, ho visto lavorare sodo tanti volontari soprattutto durante l’ultima festa con l’inter venire di persone in sostituzione se in quella o in quell’altra sera mancavano persone, al lavaggio, in pizzeria o in altro reparto senza

alcuna lamentela da parte di alcuno. Da ultimo, ma non è meno importante, ho visto un’armonia, nello svolgere ciascuno il proprio compito che mi hanno fatto capire come è bello stare tutti insieme, dandomi quel senso di appartenenza alla nostra comu nità. Appartenenza che mi riempie il cuore. Grazie a tutti voi! Mi sento una persona davvero fortunata nell’aver trovato non solo ottimi amici ma anche validi collaboratori. Spero che con il passare del tempo diventeremo sempre più numerosi e, come il tempo dà qualità al vino, il tempo dia anche a noi maggior gioia di donarci e metterci in gioco. Grazie a tutti!

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

APRI LA PORTA AL MONDO Questa volta regalati un viaggio restando a casa. Regalati la condivisione di momenti preziosi con chi non avresti mai pensato di incontrare. Regalati una esperienza nuova, una storia da ascoltare, un’amicizia in più. Regala a te ed alla tua famiglia un ricordo unico, da conservare insieme. Il mondo ti sta aspettando, a casa tua. Ospita una famiglia dal 30 maggio al 3 giugno. Cara famiglia, papa Benedetto XVI ha convocato il VII Incontro mondiale delle Famiglie a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012. Pure alle famiglie della nostra Chiesa di Bergamo è chiesto di aprire le porte all’accoglienza per condividere insieme con Cognome: BOSCO Nome: GIOVANNI MELCHIORRE Nato il: 16/08/1815 da papà Francesco e mamma Margherita A: Castelnuovo d’Asti (frazione Becchi) oggi Castelnuovo Don Bosco Morto il: 31/01/1888 a Torino Beatificazione: 02/06/1929 da papa Pio XI Canonizzazione: 01/04/1934 da papa Pio XI Ricorrenza: 31 GENNAIO Stato civile: CELIBE Professione: SACERDOTE Il suo motto: “Da mihi animas, coetera tolle” (Dammi le anime, prenditi tutto il resto). Alcune sue frasi: «Io non ho fatto niente. È la Madonna che ha fatto tutto».

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VII Incontro mondiale delle famiglie Milano 2012 tante famiglie questo importante evento di fede.

3° periodo: eventuale disponibilità per un periodo più ampio.

PERCHÈ ACCOGLIERE UNA FAMIGLIA:

COSA SAPERE E COSA FARE PER DARE LA PROPRIA DISPONIBILITA’:

- per aprirsi alla universalità della Chiesa ed alla mondialità; - per mettere in pratica l’ospitalità cristiana; - per collaborare con le diocesi lombarde.

CHE COSA È CHIESTO: - Uno spazio fisico, ad ancor più del cuore, per accogliere una famiglia proveniente dall’Italia, dall’Europa o da un altro Paese del mondo. QUANDO: puoi scegliere tre diversi periodi: 1° periodo: dal 29 maggio (pomeriggio) al 3 giugno (mattino); 2° periodo: dal 1° giugno (pomeriggio) al 3 giugno (pomeriggio);

- l’accoglienza alle famiglie ed alle comunità è Coordinata dal Comitato organizzatore del VII Incontro mondiale, in collaborazione con gli Uffici di pastorale familiare delle diocesi, parrocchie, associazioni e movimenti. - per motivi organizzativi, si cercano orientativamente ad un’ora di viaggio dalla Fiera Milano city. - comunica la tua disponibilità alla tua parrocchia o alla tua associazione o movimento che provvederà ad inviare il modulo di adesione al comitato organizzatore di Family2012. Per info: 02 87213180 accoglienza@family2012.com www.family2012.com

segni particolari:

«Vogliatevi bene come fratelli. Fate del bene a tutti, del male a nessuno... Dite ai miei ragazzi che li aspetto tutti in Paradiso». «Chiamatela Ausiliatrice. Essa gode tanto nel prestarci aiuto».

Un profondo amore per Dio e per tutti i fratelli, soprattutto i piccoli e poveri. Una profonda devozione alla Madonna. Fondamenti della sua attività: l’amicizia con i giovani (che spesso erano orfani senza famiglia), l’istruzione e l’avvicinamento alla Chiesa. Inventore dell’oratorio inteso come famiglia. Fondatore della Congregazione dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Maria aiuto dei cristiani).


Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine Rendiconto anno 2011 Conto Economico

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Buona Pasqua 15


Gruppo Diocesano

LA CASA INCONTRI di ASCOLTO e di PREGHIERA per persone SEPARATE, DIVORZIATE O RISPOSATE, ogni primo martedì del mese Almenno San Salvatore presso il Chiostro vicino all’Oratorio via Cappuccini n.3.

COMUNALE DI PONTERANICA

“Per essere utile agli altri non serve volare basta volere”

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Sono tornati alla casa del Padre

Patelli Gabbriella in Cornaro Anni 75 † 12 febbraio

Nava Eliseo Anni 80 † 14 febbraio

Baggi Tarcisio Anni 90 † 27 febbraio

Bertola Ferruccio Anni 64 † 4 marzo

Se mi ami non piangere! Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine, e in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami. Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio, dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli Falconi Paolo al confronto.Mi è rimasto l’affetto per te: una tenerezza che non ho mai conosciuto. Anni 76 Sono felice di averti incontrato nel tempo, † 15 febbraio anche se tutto era allora così fugace e limitato. Ora l’amore che mi stringe profondamente a te, è gioia pura e senza tramonto. Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi, tu pensami così! Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine, pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme, Bassanelli Romilda nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità. Anni 75 Non piangere più, se veramente mi ami! † 11 marzo 2012 Sant’Agostino

Telefonare a don Sergio sagrista don Flavio segreteria

035 57 18 67 338 67 20 902 035 57 11 40 035 57 57 89

Hanno ricevuto il Battesimo

Ramera:

Ponteranica:

12 febbraio 2012 OFFREDI LORENzO di Gianluigi e Molteni Rossella nato il 27 settembre 2011

Il 19 febbraio PREVITALI GIULIA di Michele e Rizzi Roberta

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il 4 marzo FICI MATTIA Di Antonino e Teocchi M. Angela


Vita della Comunità Il notiziario nuovo Siamo al secondo numero di questo evento speciale che è Le Comunità Insieme, il notiziario interparrocchiale delle comunità parrocchiali di Ponteranica, Ramera e Rosciano. E a colori. Abbiamo già spiegato che nella scelta del nome della testata – ammettiamo, non particolarmente originale… – c’è un pezzo della storia che ha portato alla sua nascita. Il notiziario di Ponteranica infatti, si chiamava La Comunità. Quando lo estendemmo alla Comunità di Rosciano (che non aveva un notiziario) la testata divenne Le Co-

munità. Avendo la parrocchia di Ramera un notiziario intitolato Insieme, il nuovo giornale non poteva che chiamarsi così. E’ un piccolo-grande segno di dialogo e comunione. E queste due righe sono l’occasione per dire grazie alle persone che rendono possibile che arrivi nelle nostre case: alla “redazione”, a chi procura la pubblicità (e dunque anche a chi sponsorizza) e raccoglie gli abbonamenti, ai correttori delle bozze, agli impaginatori, agli smistatori, etichettatori e infine ai distributori. Ogni tanto va ricordato che dietro ogni frutto c’è anche tanto lavoro e impegno.

11 febbraio Festa della Madonna del Rosario di Lourdes a Rosciano La presenza del santuario dedi-

cato alla Madonna di Lourdes ha contribuito nel tempo a fare della comunità di Rosciano e della sua chiesa un luogo privilegiato di questa speciale devozione degli ammalati alla Madonna. Nel giorno della memoria liturgica delle apparizioni della Madonna alla grotta di Massabielle la comunità di Rosciano – beneficiando quest’anno di una giornata sì decisamente fredda ma non disturbata dal maltempo – ha vissuto il ricordo di questo avvenimento con devozione e partecipazione. Si sono celebrate due S. Messe (alle 10.30 ed alle 17.00): un buon numero di persone ha raggiunto Rosciano anche per la messa del mattino, più nutrito il gruppo dei partecipanti alla messa pomeridiana. Nell’omelia don Sergio ha messo l’accento sulle “richieste” che la Madonna di Lourdes ha fatto all’umanità nelle sue apparizioni: la preghiera, la carità, la conversione.

18 febbraio La raccolta per l’Operazione Mato Grosso

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

Conosciamo gli amici dell’associazione Operazione Mato Grosso da qualche anno e stiamo imparando ad apprezzarne l’impegno e la dedizione. Non abbiamo battuto il record nella raccolta anche quest’anno… lo scorso anno eravamo andati oltre i 14 quintali di cibo raccolto, quest’anno ci siamo fermati intorno ai 12. Al di là dei numeri è sempre una bella festa della solidarietà questo pomeriggio in cui genitori e ragazzi si alternano a collaborare - chi ci mette l’auto e scarrozza i volontari, chi “osa” suonare i campanelli e chiedere i viveri, chi smista, riordina, pesa, inscatola tutto il materiale che arriva - con l’obiettivo di aiutare le popola-

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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zioni più povere del Perù. Ma anche quello di sensibilizzare la nostra comunità sull’importanza della solidarietà nel tessuto della vita sociale. L’iniziativa si è chiusa anche quest’anno con la cena delle famiglie durante la quale una coppia di volontari dell’OMG ha raccontato qualcosa dell’esperienza missionaria per alcuni mesi in Perù. L’esperienza è servita ancora ad evidenziare, come in un negativo fotografico, le molte porte chiuse: non solo perché il sabato pomeriggio molti sono fuori casa ma anche perché molti altri sono forse “troppo in casa”, incapaci di accorgersi di quel che succede, nel bene e nel male, fuori dalla loro abitazione. Anche questa volta non hanno dunque sentito il campanello…

19 febbraio Il Carnevale Una giornata fredda, non certo primaverile, ci ha accompagnato nella domenica della sfilata di carnevale. Ma, come si usa dire in queste occasioni, a scaldarci è stato l’entusiasmo e l’allegria. Un pomeriggio di festa a cui hanno partecipato grandi e piccoli delle nostre parrocchie, con le loro maschere e con il loro entusiasmo. La sfilata, che si

“inverte” alternativamente ogni anno, quest’anno è partita dall’oratorio della Ramera per concludersi all’Auser (che ringraziamo ancora per l’ospitalità) dove tutti insieme abbiamo condiviso un momento di merenda e di gioco. Il nostro oratorio ha contribuito alla manifestazione con tante e diverse maschere, ma soprattutto con un folto e variopinto gruppo di puffi dove spiccavano un Gargamella davvero terrificante e un Grande Puffo in versione don Sergio. Un grazie grande alle mamme che hanno aiutato nella realizzazione dei costumi.

22 febbraio Le Ceneri e l’inizio della Quaresima Il giorno delle ceneri si volta pagina, e lo si capisce anche solo entrando in chiesa dove si nota subito che sono scomparsi fiori e anche il Crocifisso che campeggia sull’altare sembra ancora più nudo senza tutto l’apparato delle candele e degli ornamenti che normalmente gli fanno compagnia. E’ un gesto ancora molto sentito quell’imposizione delle ceneri sul capo, che riempie la nostra grande chiesa anche nelle messe feriali

di solito decisamente meno partecipate. Tanti i bimbi ed i ragazzi, e anche un po’ di quei genitori che pure si affacciano di rado da queste parti. E’ un gesto bello nella sua ruvidità: ricorda che la quaresima è il “tempo delle pulizie”, in cui prendere coscienza non solo che siamo polvere, ma anche che la polvere del peccato si deposita sulla nostra vita rendendo tutto più grigio e sporco. Durante la celebrazione don Sergio ha ripreso l’immagine pasquale del chicco di grano che muore nel terreno per rinascere. Al termine della Messa è stata distribuita a tutti i presenti una manciata di chicchi di grano da seminare nel terreno, con l’appuntamento a quando – una volta cresciuto al termine della quaresima – quel grano “rinato” sarà il simbolo della risurrezione di Gesù nella Settimana Santa.

Quaresima Vicariato/La Messa quaresimale dei giovani È vero, dobbiamo ammetterlo ci costa fatica svegliarci tutti i venerdì di quaresima quando ancora il sole non è ancora nato per andare alle messe vicariali nelle varie zone del nostro vicariato. Perchè? qualcuno potrebbe chiederselo e la risposta che mi verrebbe è un semplice sorriso con un commento: perchè è bello condividere la fatica con un amico, perchè è bello iniziare la giornata dicendo un GRAzIE durante l’Eucarestia. Durante la settimana riusciamo a trovare tempo per tutto: lo sport, la musica, la lettura, lo studio, lo shopping, la tv, ma facciamo fatica a trovare del tempo da dedicarGLI, eppure è solo GRAzIE a Lui che possiamo fare tutto ciò e credo che fare questa fatica ne valga la pena. (Sara)


Febbraio/marzo All’alba la preghiera dei ragazzi delle medie Per tutti i lunedì di quaresima un bel gruppo di ragazzi delle medie si è dato appuntamento in oratorio per un breve momento di preghiera e la condivisione della colazione. Un modo diverso ma bello per iniziare insieme la settimana; ricordandoci di ringraziare il Signore per tutto quello che ci viene regalato, e la bellezza di poterlo fare insieme ai nostri amici. Grazie alle mamme che si sono rese disponibili per prepararci una buonissima cioccolata, e che poi hanno fatto anche un perfetto servizio taxi permettendo a tutti quelli che vanno a scuola fuori dal paese di poter partecipare. (Ottavia)

Le Via crucis itineranti nella nostra comunità Ogni settimana la Via Crucis ci porta da un capo all’altro della comunità meditando la passione di Gesù attraverso percorsi un po’ diversi dalle canoniche 14 stazioni a cui siamo abituati. Quest’anno, non senza qualche difficoltà nell’organizzazione delle congestionate serate della vita parrocchiale (abbiamo sospeso gli uffici funebri del venerdì sera per tutta la quaresima, data la difficoltà a sostarli altrove), le

abbiamo riportate nel loro contesto naturale del venerdì. Abbiamo iniziato il 24 febbraio con la Via Crucis vicariale, questa volta “giocata” in casa: siamo partiti dalla chiesa del PP. Sacramentini e siamo saliti (è il caso di dirlo, vista la morfologia del territorio) fino alla chiesa di Rosciano guidati nella preghiera e nella riflessione da don Omar con un gruppo di giovani dell’oratorio di Sorisole. La settimana successiva la riflessione quaresimale si è svolta sul sagrato della chiesa, molto partecipata e animata dai ragazzi della catechesi con i loro catechisti e genitori, che hanno preso spunto dall’episodio della passione in cui i soldati romani si giocano ai dadi le vesti di Gesù. Il gioco dei dadi e la veste di Gesù, simbolo del suo dono, sono stati il filo conduttore della meditazione proposta. La settimana successiva siamo saliti nella cornice suggestiva di Castello, dove abbiamo concluso nella chiesa di San Rocco. È stata poi la volta della Costa Garatti (partendo dalla chiesa di Rosciano) dove abbiamo meditato una serie di testimonianze sull’esperienza della Passione che si vive dentro le nostre famiglie quando incrociano le esperienze dolorose della malattia, delle discordie e separazioni, delle incomprensioni tra genitori e figli. Il 23 marzo ci siamo portati nella zona della Madonna dei Campi

ed – essendo alla vigilia della giornata del ricordo dei martiri cristiani – ci siamo lasciati guidare dalla testimonianza dei martiri del nostro tempo. Pure l’ultima tappa del nostro itinerario quaresimale è stata estremamente simbolica: tre cortei si sono snodati, in un comune percorso di preghiera, dalle tre chiese parrocchiali di Ponteranica, Ramera e Rosciano per convergere alla chiesa dei Padri Sacramentini, dove abbiamo concluso insieme la preghiera.

Marzo Il tributo di Ponteranica all’arte: parte il “Ceresa” e ritorna il “Lotto” Non è una novità che nei secoli la nostra comunità parrocchiale abbia raccolto nelle sue chiese esse stesse molto belle - un patrimonio artistico significativo: opere di artisti noti (Lotto, Ceresa, Cariani, Cifrondi, Raggi, ed artisti del legno come i Caniana) ed anche opere e affreschi di autori ignoti ma non meno belle e preziose. Basti pensare agli antichi ex-voto di San Pantaleone, arte popolare che racconta la storia della comunità e della sua fede. In questi giorni è avvenuta una simbolica staffetta. Da una parte si è avviata a conclusione la vicenda del restauro e dell’esposizione del Polittico di Lorenzo Lotto, iniziata nel maggio 2010. Nell’ultimo anno la Sovrintendenza di Milano e i restauratori hanno valutato attentamente le condizioni climatiche della nostra chiesa (non ottimali, con tassi di umidità molto alti e sistema di riscaldamento non adeguato) e, scartate le tante ipotesi ventilate in questi mesi di studi e incontri con esperti di ogni tipo - teche di climatizzazione e quant’altro – hanno scelto di ricollocare

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tato di restauri e tornerà regolarmente “a casa” appena terminata la mostra, nel prossimo giugno.

18 marzo Il Triduo Defunti a Rosciano

18 marzo Il Torneo di calcetto

l’opera nella sua cornice lignea, tornando a nascondere quella marmorea che abbiamo ammirato in questi mesi e adottando una serie di accorgimenti protettivi e isolanti sulla parte posteriore della cornice. Quest’ultima è già in laboratorio per gli opportuni interventi e si prospetta che l’opera sarà rimessa al suo posto entro il mese di giugno. Intanto il Museo Diocesano “Bernareggi” e l’Accademia Carrara hanno organizzato da marzo a giugno la mostra “Carlo Ceresa (1609-1679). Un pittore lombardo tra realtà e devozione” per la quale hanno chiesto il prestito la nostra Madonna in gloria e Santi, opera di pregio del 1648 conservata nella chiesa di San Pantaleone. Non presentando le problematiche conservative particolari la tela del Ceresa non ha necessi-

Domenica 18 marzo per i ragazzi delle medie e elementari, abbiamo organizzato un torneo di calcetto. È stato bello vedere come nonostante il tempo minaccioso, tutti i ragazzi si siano divertititi e impegnati al massimo per giocare e stare insieme, con il semplice obiettivo di divertirsi e di giocare e non vincere chissà quale premio. Una bella giornata in cui l’oratorio ha preso vita! Grazie ai ragazzi in primis che hanno partecipato, grandi e piccoli; grazie ai genitori che si sono prodigati nel ruolo di arbitri, allenatori e spettatori; cogliamo l’occasione anche di ringraziare tutti quei genitori che nei giorni della catechesi e la domenica si rendono disponibili a tenere aperto il bar dell’oratorio; un servizio molto prezioso che serve a garantire controllo e accoglienza dei ragazzi, ma anche un servizio di cura degli ambienti. Il prossimo appuntamento è per domenica 1 aprile dove organizzeremo un torneo di pallavolo per tutti ragazzi e genitori, confidando in una bella giornata di sole, ma soprattutto nella presenza di tutti voi! (Ottavia)

Ad aprire il Triduo quest’anno è stata la Via Crucis che dalla chiesa di Rosciano ci ha portato alla Costa Garatti. In questo contesto abbiamo inaugurato questo momento speciale in cui la comunità ricorda i suoi defunti. L’ufficio comunitario con cui ultimamente inauguravamo il Triduo è slittato così al sabato sera: tantissime anche quest’anno sono state le intenzioni di preghiera affidate alla celebrazione comunitaria, e buona la partecipazione. E i defunti sono stati tutti menzionati per nome in un suggestivo momento della memoria e della speranza. Il Triduo si è chiuso anche quest’anno con la Messa domenicale anticipata alle ore 16.00 per permettere – al termine – lo svolgimento dell’incanto dei doni, un’antica tradizione delle nostre comunità che onora i defunti attraverso il sostegno alla comunità dei vivi. L’incanto dei doni ha visto la presenza di un nutrito gruppo di persone. Un grazie sentito alle signore che hanno preparato per l’occasione decine di confezioni di casoncelli fatti a mano, alle persone che hanno offerto parte dei doni e al Consiglio Parrocchiale organizzatore della cerimonia.


Il progetto

“Genitori in gioco”

per gestire lo SPAZIO/INCONTRO e lo SPAZIO/GIOCO In compagnia della topina grigiolina!!!

S

abato 3 marzo nell’accogliente Salone dell’Angelo, le famiglie dello “spazio gioco” e dello “spazio incontro” di Ponteranica si sono ritrovate per condividere una piacevole serata, con voglia di regalarsi un momento di allegria per grandi e piccini. Ed ecco che per una sera ai fornelli si mettono “in gioco” i papà: guidati da papà Nico, cuoco per eccellenza, e da una buona bottiglia di vino rosso,

fan saltare in padella dei gustosissimi scarpinòcc e una buonissima pasta al sugo per i più piccini. Ma anche le mamme non son da meno, perché da casa hanno portato dei succulenti secondi e tanti dolci da condividere. E con la benedizione di Don Sergio tutti a tavola a finire in fretta ciò che c’è nel piatto, perché dopo cena è attesa una sorpresa e sì sa che per i bambini (ma forse anche per i grandi?!) attendere

non è semplice… E allora forza che sparecchiamo e riordiniamo preparandoci, con un po’ di emozione, a piedi scalzi sulle nostre calde coperte a terra. Ed ecco che qualcosa di strano e simpatico compare: è arrivata la Topina Grigiolina, una sagoma di cartone che grazie alla voce di Daniela inizia ad animarsi e a chiedere l’aiuto di tutti i bimbi affinchè possa rivestirsi con i colori dell’allegria. E si sa che se chiesto nel modo giusto, l’aiuto dei bimbi non tarda ad arrivare, ed ecco che Grigiolina si colora di tutti i colori. Ormai l’ora è tarda e giusto per chiamare la nanna ci stringiamo tutti vicini e su invito di Daniela ogni genitore legge una dolce filastrocca della ninna-nanna. Un po’ stanchi ma felici della serata ci salutiamo, consapevoli che questi momenti che sappiamo regalarci piacciono sì ai nostri piccini, ma fanno assai bene anche a noi genitori !

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Lara

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Calendario pastorale DOMeNiCa 1

Lunedì 2 Martedì 3 Giovedì 5

Venerdì 6

a p r i l e

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Sabato 7

Domenica 8

Lunedì 9

Venerdì 13 Sabato 14 Domenica 15

Lunedì 16 Giovedì 19 Venerdì 20 Sabato 21 Domenica 22 Giovedì 26 Domenica 29

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delle palme - Raccolta per il Centro Parrocchiale 8,00 S. Messa Ponteranica 8,45 S. Messa e corteo delle Palme, partenza dal piazzale della Grotta Rosciano 10,00 S. Messa e corteo delle Palme, partenza cortile Scuola dell’Infanzia 17,00 S. Messa Rosciano 10,00 Preghiera Pasquale per i bimbi della Scuola dell’Infanzia Ponteranica 20,30 Confessione adulti Padri Sacramentini 15,00 Confessioni adulti Ponteranica 17,00 Confessioni ragazzi Ponteranica GiOVeDi’ SaNTO 8,00 Lodi mattutine Ponteranica 20,30 S. Messa “in Coena Domini” e lavanda dei piedi, segue Adorazione Ponteranica 20,30 S. Messa “in Coena Domini” e lavanda dei piedi, segue Adorazione Rosciano VeNerDi’ SaNTO 8,00 Lodi mattutine Ponteranica 15,00 Via Crucis Rosciano 15,00 Via Crucis Ponteranica 20,30 Azione Liturgica Rosciano 20,30 Azione Liturgica e processione con il Cristo Morto Ponteranica SaBaTO SaNTO 8,00 Lodi mattutine Ponteranica 15,00 Benedizione delle uova pasquali Ponteranica 16,00 Confessioni individuali Ponteranica 21,00 Veglia pasquale Rosciano 21,00 Veglia pasquale Ponteranica SaNTa paSQUa 8,00 -10,30 - 18,30 S. Messa Ponteranica 9,00 - 17,00 S. Messa Rosciano lUNeDi’ Dell’aNGelO 8,00 e 18,30 S. Messa Ponteranica 9,00 Gita di pasquetta 20,45 Gruppo delle coppie in oratorio Ponteranica 17,30 don Sergio celebra dai Padri Sacramentini 2a domenica di pasqua (della Misericordia) - Gita a Venezia 16,00 Battesimi comunitari Ponteranica 18,30 S. Messa alla Costa Garatti 20,45 Incontro catechisti in oratorio 20,30 Itinerario per i fidanzati Padri Sacramentini 20,00 Ufficio per i defunti Ponteranica 19,30 Cena delle famiglie in oratorio 3a domenica di pasqua 20,30 Itinerario fidanzati Padri Sacramentini 4a domenica di pasqua 10,30 Prime Comunioni Ponteranica 18,30 S. Messa a S. Rocco Castello


GiUGNO

20,30 Apertura mese di maggio - Rosario al Santuario della Grotta Rosciano Giovedì 3 20,30 Itinerario per fidanzati Padri Sacramentini Venerdì 4 20,45 Gruppo delle coppie in oratorio Domenica 6 5a domenica dopo pasqua - Raccolta Centro parrocchiale 11,30 Battesimi comunitari Ponteranica Lunedì 7 20,45 Incontro dei catechisti in oratorio Giovedì 10 20,30 Itinerario per fidanzati presso Padri Sacramentini Sabato 12 17,30 don Sergio celebra dai Padri Sacramentini Domenica 13 6a domenica di pasqua 15,00 Prime confessioni Ponteranica 18,30 S. Messa alla Costa Garatti Giovedì 17 20,30 Itinerario per fidanzati Padri Sacramentini Venerdì 18 16,00 Confessioni per cresimandi Ponteranica 20,30 Confessioni per genitori, padrini e madrine dei cresimandi Ponteranica Sabato 19 19,30 Cena delle famiglie in oratorio Domenica 20 aSCeNSiONe Del SiGNOre 15,30 Celebrazione delle Cresime Ponteranica Giovedì 24 20,30 Itinerario per fidanzati Padri Sacramentini Venerdì 25 20,30 Pellegrinaggio Vicariale al Santuario Madonna dei Campi Sorisole Sabato 26 Presentazione domande di ammissione alla Cresima Ramera Domenica 27 peNTeCOSTe 18,30 S. Messa a S. Rocco Castello Giovedì 31 20,30 Itinerario per fidanzati Padri Sacramentini Domenica 3 giugno SaNTiSSiMa TriNiTa’ - Raccolta Centro parrocchiale Festa degli anziani 11,30 Battesimi comunitari Ponteranica Giovedì 7 20,30 Itinerario per fidanzati Sabato 9 17,30 don Sergio celebra dai Padri Sacramentini 19,30 Cena del vicino Domenica 10 COrpUS DOMiNi 20,00 S. Messa e processione presso Padri Sacramentini Mercoledì 13 SaCrO CUOre Di GeSU’ Giovedì 14 15,00 Ritiro in chiusura dell’Itinerario per fidanzati Domenica 17 9a domenica del Tempo ordinario 16,00 Battesimi comunitari Ponteranica 18,30 S. Messa alla Costa Garatti Domenica 24 10a domenica del Tempo ordinario 18,30 S. Messa a S. Rocco Castello

M a G G i O

Martedì 1° maggio

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parrocchia della Trasfigurazione in rosciano parrocchia di SS. alessandro e Vincenzo in ponteranica

appUNTaMeNTi SeTTiMaNali

giovedì, ore 19,00: S. Messa a Rosciano venerdì, ore 20: Ufficio per i defunti a Ponteranica MeSe Di MaGGiO da lunedì a giovedì, ogni sera alle ore 20,00 Rosario nelle zone del paese che saranno indicate con un apposito volantino reperibile in chiesa parrocchiale Gli orari per le Sante Messe sono consultabili nell’ultima di copertina. Nel Calendario Pastorale vengono segnalate solo le eventuali modifiche.

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Il bilancio 2011 Vi racconto, per esteso e senza la freddezza delle tabelle di bilancio (quelle sono pubbliche e sempre disponibili alla visione presso la segreteria parrocchiale), come sta la “cassa” delle nostre comunità. Vi troverete alcuni dati che vi aiutano a scoprire in modo semplice che, fatte le debite proporzioni, anche la comunità parrocchiale vive le stesse dinamiche ed affronta gli stessi problemi che ogni famiglia ha per far quadrare i propri conti. Vi renderete conto inoltre che la comunità vive della generosità di chi la frequenta ma anche impegnandosi nell’organizzazione di attività ed iniziative che – mentre la sostengono – sono utili alla vita ed alla promozione della comunità intera, anche quella che non si identifica con la comunità cristiana. I suoi spazi ed i suoi ambienti sono a disposizione di tutti. Ho omesso di parlare qui sotto – per entrambe le

Ponteranica Partiamo dai grandi numeri: nel 2011 sono entrati 153.807 euro e ne sono usciti 380.983, per un disavanzo passivo di 227.175 euro che abbiamo coperto con un fido bancario. Da dove le entrate? Circa 47.000 euro sono venuti dalle offerte raccolte alle messe, da quelle degli uffici funebri, dai matrimoni, battesimi e funerali celebrati in parrocchia. Altre 12.000 dalle offerte “straordinarie”, buste natalizie, benedizioni delle case e altre offerte consegnate direttamente al parroco, offerte per l’uso di ambienti parrocchiali, e quelle di alcune associazioni che donano alla comunità i proventi di qualche loro iniziativa. Circa 60.000 euro provengono dalle attività che la parrocchia organizza: il Mangiafesta, le cene, le lotterie, feste varie, parte della vendita dei ravioli. Il resto sono entrate varie di minore entità. Come abbiamo speso i 380.000 euro delle uscite? Circa 15.000 euro se ne sono andati per la gestione delle strutture (la gestione ma anche la manutenzione ordinaria, i contratti per la manutenzione di estintori e sistemi di sicurezza). 5.000 euro sono usciti

parrocchie – di tutta la parte relativa alla “carità” della comunità, che ha una sua rilevazione diversa e più discreta. Sono quegli aiuti che “passano solo di mano”, che vengono raccolti o offerti per i missionari e i poveri, e lì vanno. Mi limito a fare un cenno al solo gruppo missionario parrocchiale di Ponteranica – perché non si dimentichi e si sostenga il suo impegno – per ricordare che, con l’iniziativa dei ravioli, devolve ogni anno in comunità ed ai missionari che sostiene circa 13.000 euro. Analogo impegno a Rosciano sostiene la pesca di beneficienza che finalizza alla raccolta per le missioni e i bisognosi alcune delle raccolte dell’anno. Dal bilancio parrocchiale è esclusa anche la Scuola dell’Infanzia parrocchiale che ha una sua gestione autonoma e che – grazie al cielo e ai suoi bravi amministratori – riesce ogni anno, nonostante i continui tagli ai contributi statali, a chiudere in pareggio il suo bilancio.

per assicurare--- gli immobili e le attività parrocchiali e 3.990 in tasse allo Stato (così rassicuriamo chi pensa che la Chiesa non le paghi). Per le collaborazioni e compensi ai sacerdoti abbiamo speso 2.000 euro; per altre figure professionali (notai, geometri, ingegneri ecc.) abbiamo speso altri 9.000 euro. Acqua, luce e gas ci sono costati circa 13.000 euro. La gestione delle attività parrocchiali, dalle feste alle iniziative varie, alla stampa di foglietti e avvisi e relativa carta e fotocopiatori, attrezzature ecc. circa 25.000 euro. Aggiungendoci qualche altro balzello e spesa di entità minore siamo arrivati a necessitare, per le spese ordinarie di gestione della parrocchia, di 77.000 euro. Il resto delle spese, 303.934 euro, sono entrati nel cantiere della ristrutturazione della excasa parrocchiale per la sua trasformazione in Centro Pastorale parrocchiale. Nei primi mesi del 2012 la situazione debitoria del fido bancario è assestata intorno ai 200.000 euro. Ora, terminando i lavori del centro parrocchiale, affronteremo i pagamenti residui e accenderemo un mutuo a cui faremo fronte nei prossimi anni. Nella speranza che

le strutture, per buona parte restaurate negli ultimi 15 anni, non ci richiedano altri interventi troppo onerosi.

Rosciano Anche qui partiamo dai grandi numeri: nel 2011 abbiamo avuto entrate per 52.413 euro e uscite per 27.712 euro, per un saldo attivo di 24.700 euro. Una parte delle entrate, 12.000 euro, è “una tantum”: è il saldo dell’arretrato di svariate annualità di affitto da parte del Ministero dell’Interno per un ripetitore installato in Maresana su un terreno parrocchiale. Il resto proviene dalle offerte alle Messe e dalle candele al Santuario della Grotta, circa 30.000 euro; e dalle attività pastorali, feste, pesca di beneficienza e barettino, oltre 8.000 euro. Le uscite: 800 euro la manutenzione ordinaria, 255 euro le assicurazioni, 2.225 euro le tasse allo Stato. Per le collaborazioni di sacerdoti, religiosi o professionisti sono usciti 1.800 euro. La gestione delle strutture e delle attività ci è costata 7.424 euro (di cui 1.855 per la corrente e 1.450 per il gas del riscaldamento). Le spese di manutenzione straordinaria (re-


stauro statue madonna, nuovo impianto di illuminazione e risistemazione dell’area della Grotta, installazione sistemi anti-furto) ci sono costate 11.500 euro. Il resto, anche qui, è dato da qualche altro balzello e spese di entità minore. Nei primi mesi del 2012 Rosciano ha prestato 10.000 euro

alla Parrocchia di Ponteranica per far fronte alle sue spese di ristrutturazione della Casa Parrocchiale. La più rosea situazione economica di Rosciano si bilancia con la condizione delle numerose strutture della comunità (chiesa parr. a parte), obsolescenti e bisognose di

interventi, in qualche caso urgenti. L’esser riusciti ad accantonare qualche euro – unitamente ai proventi che ricaveremo dalla vendita di un immobile ormai in disuso – ci aiuterà ad affrontare a breve il grosso impegno della ristrutturazione della casa parrocchiale.

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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dal 18 agosto 2012 al 23 agosto 2012 18 AGOSTO - 1° Giorno: PONTERANICA - WUERZBURG 19 AGOSTO - 2° Giorno: ROTHENBURG - NOERDLINGEN AUGUSTA 20 AGOSTO - 3° Giorno: CASTELLI DI BAVIERA 21 AGOSTO - 4° Giorno: AUGUSTA - MONACO 22 AGOSTO - 5° Giorno: MONACO 23 AGOSTO - 6° Giorno: LINDERHOF - PONTERANICA Quota individuale di partecipazione in camera doppia euro 750.00 Base 40 partecipanti supplemento camera singola euro 170.00 Iscrizioni entro il 30 aprile (con versamento anticipo di euro 200,00)

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Agenda di Ponteranica e Rosciano

Agenda di Ramera

Don Sergio Scotti Parroco Casa Parr. Ponteranica tel. 035 57 18 67 scotti.sergio@gmail.com www.parrocchiediponteranica.it Silvano Ceruti tel. 338 67 20 902

Don Flavio Rosa Parroco Casa Parr. Ramera

tel. 035 57 11 40 cell. 340 66 53 939

Don Cristian Mismetti

tel. 035 57 01 81 cell. 347 88 94 972

Scuola dell’Infanzia

Scuola dell’Infanzia

Tel. 035 57 13 85

tel. 035 57 41 53 fax. 035 41 29 232

Orari SS. Messe a Ponteranica Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.30 Festiva: ore 8.00 – 10.30 Feriale: ore 17.00 (lunedì, mercoledì e giovedì) ore 8.00 (martedì, venerdì e sabato) ore 20.00 ufficio per i defunti (venerdì)

Chiesa di San Rocco al Castello Festiva:

ore 18.30 (la quarta domenica del mese)

Chiesa di San Girolamo Emiliani (alla Costa Garatti) Festiva:

ore 18.30 (la seconda domenica del mese)

Orari SS. Messe a Rosciano Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 19.00 Festiva: ore 9.00 (no luglio-agosto) ore 17.00 Feriale: ore 18.00 (giovedì - no luglio-agosto) Grotta della B.V. di Lourdes Festiva:

S. Marco in Maresana Festiva:

ore 17.00 (da maggio a fine settembre)

Segreteria parrocchiale Ramera: Aperta da lunedì a venerdì ore 14.30 – 17.30 Per certificati, anagrafe, abbonamenti, iscrizioni attività parrocchiali, informazioni programma parrocchiale, prenotazioni Cineteatro “Sala Itineris”, iniziative varie… tel. 035 57 57 89 E mail: parrocchiaramera@libero.it Pratiche Cisl Inas (lunedi mattino) ore 9.00-11.30 Ponteranica Attiva e mail: ponteranicaattiva@libero.it

Orari SS. Messe a Ramera Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.00 Festiva: ore 7.30 – 9.00 (alla Chiesina di S. Giorgio alla Petos) 10,30 - 18,00 Feriale 8.00 – 16.30 venerdì ore 16.00 adorazione eucaristica segue messa 18,00

Orari SS. Messe Padri Sacramentini Prefestiva Festiva Feriale Padri Sacramentini ordini@sacramentini.it

ore 17,30 ore 8,30 - 11,00 17,30 ore 7,00 - 17,30 tel. 035 57 10 15

Orari SS. Messe alla Madonna dei Campi ore 11.00 (luglio e agosto)

Prefestiva Festiva

ore 18,00 ore 9,30

Profile for Studio 5 Liguria srl

Le Comunità Insieme 02 2012  

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