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Le Comunità Insieme Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Ottobre - Novembre 2014

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

UNITÀ

PASTORALE

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OTTOBRE 2014 ASSEMBLEA PARROCCHIALE


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Ottobre - Novembre 2014

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

UNITÀ PASTORALE

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5 OTTOBRE 2014 ASSEMBLEA PARROCCHIALE

Sommario Fusione a caldo? Unità Pastorale Comunità Ramera

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Inserto Assemblea Parrocchiale del 5 ottobre 2014 15/18 I Sacramentini

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Comunità Ponteranica e Rosciano 20/25 Anagrafe delle parrocchie 26 Le Associazioni

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Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010. Direttore responsabile: Agazzi Davide In Redazione: Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Cristian, don Flavio, don Sergio. Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 035 29 50 29 Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il 26 settembre 2014. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 16 settembre 2014.

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Nutrire il cuore e la vita utriamo la nostra esistenza di tante cose: stiamo lasciando alle spalle il periodo estivo dove ciascuno ha trovato modo di rifocillarsi, di trovare serenità e pace di fronte ad un ritmo così frenetico che ci assale durante tutto il resto dell’anno. Nonostante il maltempo abbiamo nutrito le nostre vacanze di riposo, di distensione, di passeggiate nella natura, di visite al alcune città, di tuffi in piscina o al mare, di sane letture, di allegre giornate al Cre o alle sagre delle nostre comunità … Ora è tempo di riprendere il cammino che ci vede impegnati a scuola, al lavoro, alla catechesi, all’allenamento, al servizio di volontariato, in parrocchia o in missione. La nostra vita cristiana, che ha diritto a conoscere strane pause, si lascia ancora provocare dagli stimoli che la santa madre Chiesa ci affida nel cammino dell’anno liturgico. In particolare desideriamo accogliere la lettera pastorale che il nostro Vescovo Francesco ci consegna per questo nuovo anno pastorale dal titolo “Donne e uomini capaci di Eucaristia”. È evidente la continuità con il cammino iniziato lo scorso anno con “Donne e uomini capaci di Vangelo” che ha aperto il percorso triennale di attenzione alla catechesi degli adulti. L’icona biblica da cui parte la nuova lettera pastorale “Donne e uomini capaci di Eucaristia” è il testo di Atti 2,42-48: “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà

e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.” Siamo convinti tutti che non è facile vivere l’Eucaristia domenicale e masticarla perché sia vita quotidiana. Ci viene in aiuto il Santo Padre, il Papa Francesco che così si esprime in una sua catechesi: “A Messa si va consapevoli di essere peccatori e dunque bisognosi di perdono, di essere perciò accolti e rigenerati. E se qualcuno non si sente bisognoso della misericordia di Dio, non si sente peccatore allora è meglio che non vada a messa”… L’Eucaristia non è qualcosa che facciamo noi; non è una nostra commemorazione di quello che Gesù ha detto e fatto. No. È proprio un’azione di Cristo, attraverso la quale il Signore «si rende presente in mezzo a noi», entra «nella nostra esistenza» e ci nutre della sua parola… Viviamo l’Eucaristia con spirito di fede, di preghiera, di perdono, di penitenza, di gioia comunitaria, di preoccupazione per i bisognosi e per i bisogni di tanti fratelli e sorelle, nella certezza che il Signore compirà quello che ci ha promesso: la vita eterna”. Ripartiamo allora da qui, dall’Eucaristia… l’assemblea parrocchiale di domenica 5 ottobre ci introdurrà alla condivisione. In dicembre il Vescovo Francesco incontrerà i gruppi liturgici del nostro Vicariato proprio a tal proposito. Buon cammino a tutti! don Cristian, don Sergio, don Flavio


Unità pastorale

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fine marzo scorso il vicario episcopale mons. Lino Casati è venuto ad incontrare noi sacerdoti per invitarci a verificare con le nostre tre comunità (Ramera, Ponteranica e Rosciano) la possibilità di intraprendere il cammino verso L’Unità Pastorale. Cos’è l’unità pastorale? Non è presto detto, si tratta di un progetto importante e complesso. È forse più facile iniziare con il dire cosa non è: non è l’abolizione delle parrocchie, non è il loro accorpamento, non è l’abolizione della loro autonomia amministrativa... Partendo dall’esistente, perché questa è la premessa fondamentale, potremmo dire che il progetto punta ad incoraggiare la collaborazione pastorale tra le parrocchie raccogliendo le esperienze di collaborazione pastorale già in atto da noi come altrove. Per quanto possa essere la prima volta che ne sentiamo parlare i progetti di Unità Pastorale (UP, per esser più sintetici) esistono da diversi decenni all’estero e in numerosissime diocesi italiane che, prima di noi, si sono trovate nella prospettiva di armonizzare e condividere le sempre più ristrette risorse pastorali. La Chiesa di Bergamo arriva in retroguardia, come è accaduto per il Diaconato Permanente, ma già entro la fine di quest’anno il 10% delle parrocchie della nostra diocesi sarà in regime di UP. L’obiettivo è quello di individuare il maggior numero possibile di ambiti di condivisione e integrazione fra le nostre parrocchie, organizzandoli in modo stabile e duraturo, con una struttura permanente e condivisa (l’equipe pastorale, fatta di laici e preti delle parrocchie) a coordinarne le attività. Il vicario del vescovo ci ha lasciato alcune indicazioni operative: per noi sacerdoti l’impegno

Non è l’abolizione delle parrocchie, non è il loro accorpamento, non è l’abolizione della loro autonomia amministrativa... ad incontrarci mensilmente (lo facevamo già in modo meno sistematico) per confrontarci e condividere le nostre riflessioni e le nostre programmazioni pastorali. Poi il compito di riflettere con i nostri Consigli Pastorali e insieme con loro di armonizzare le nostre prassi e i nostri calendari pastorali; e, sempre con i Consigli Pastorali, di preparare le nostre comunità parrocchiali. Infine ha indicato un tempo, da valutare comunque in itinere, di circa due anni per arrivare alla istituzione ufficiale dell’UP e alla nomina del moderatore da parte del Vescovo Francesco. Noi sacerdoti, pur consapevoli delle difficoltà e dell’impegno, crediamo in questa proposta del Vescovo. Sappiamo che l’impegno (e magari anche qualche penitenza da imporre all’orgoglio di campanile) che ci apprestiamo

a chiedere a noi stessi e alle nostre comunità sono lungimiranti e puntano a non coglierci impreparati dinanzi al futuro. Siamo rassicurati dal fatto che non partiamo dal nulla, l’avvedutezza di chi ci ha preceduto ci ha fatto già trovare esperienze di incontro e di collaborazione tra le nostre parrocchie. Inoltre l’esperienza - ormai quadriennale - della programmazione pastorale comune e della collaborazione fra Rosciano e Ponteranica certamente è significativa al riguardo. In questo numero del notiziario vogliamo cominciare ad offrire, a chi voglia informarsi, alcuni ragguagli tratti dal documento (Intrumentum Laboris) studiato dalla Diocesi su questo nuovo percorso delle nostre comunità. Buon cammino

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Unità pastorale

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on la scelta delle UP si riscrive il volto della parrocchia, innestando una modalità nuova nello stile delle relazioni e nell’attività pastorale, in vista della costruzione di comunità più consapevoli della vocazione dei singoli: - consente di superare la facile identificazione della parrocchia con il ruolo e la persona del parroco, resa forte dalla tradizionale residenzialità del parroco stesso. - tende a privilegiare la priorità della “comunità”, che meglio esprime e promuove il senso di comunione e la conseguente corresponsabilità dei laici. - è dettata anche da oggettive necessità: l’urgenza di rendere presente il Vangelo in ambiti molto spesso sovra-parrocchiali; la costante diminuzione e il progressivo invecchiamento del clero, che non consentono più una gestione delle parrocchie

così come avveniva nel passato. Tale scelta può diventare una opportunità e presentarsi in questo momento come una chiamata provvidenziale per la Chiesa e la sua missione nelle nostre terre di antica evangelizzazione. Non è una semplice scelta di carattere organizzativo, ma una sollecitazione per le nostre comunità, e per ogni cristiano, a smuoversi da situazioni di immobilismo e di ripetitività, per esprimere in modo coinvolgente e leggibile la fede in Gesù Cristo, salvatore del mondo e la missione da Lui affidata alla Chiesa.

Alcuni elementi portanti I cambiamenti di mentalità e di disegno pastorale chiedono: il ripensamento e il rinnovamento

delle parrocchie, per farle crescere nella comunione e nella fraternità, nella gioiosa consapevolezza del proprio compito missionario e non solo di conservazione delle pratiche religiose. La qualificazione della figura del sacerdote chiamato ad essere uomo di relazione e al servizio della fede della comunità, che egli presiede nella comunione. La valorizzazione della vita consacrata per il suo richiamo profetico al primato del Regno e alla dimensione escatologica della vita cristiana, oltre che per il suo servizio pastorale, educativo e caritativo. La valorizzazione della ministerialità laicale, per promuovere comunità fraterne, a servizio del bene comune. La parrocchia, caratterizzata dalla corresponsabilità, ha bisogno di laici convinti e generosi, capaci di serena e critica collaborazione e perciò stesso abilitati a gestire re-

Le Unità Pastorali sono un’opportunità e un cambio di mentalità che riguarda tutti. Non sono certo “una trovata pastorale” e riguardano più che mai i laici. 4


Unità pastorale sponsabilità entro progetti fondati e condivisi.

Ci sono già delle UP a Bergamo Nella prima metà degli anni ’70, a Bergamo, sono sorte alcune esperienze di collaborazione e di vita comune fra preti impegnati in parrocchia. Si trattava di piccole forme di presbiterio (in particolare in alcune parrocchie della Val di Scalve e nell’Alta Val Serina e Brembana): evidenziavano una prima sensibilità, seppur minoritaria, verso modalità di pastorale condivisa. Nelle piccole comunità di montagna già si evidenziava il bisogno di condividere le risorse. Non si parlava ancora di UP: si puntava soprattutto sul presbiterio, cioè sulla vita comune fra preti, anche se vi era già un sentore diffuso riguardante la necessità di superare l’atteggiamento “campanilista” della pastorale. È nella prima metà degli anni

‘90, dopo il Convegno “Dare alla Chiesa di Bergamo un volto conciliare” (1990-1991), che si inizia a parlare di UP, e già si afferma che le UP sono in funzione della parrocchia e non una sua alternativa. Nel Consiglio presbiterale del 7 giugno 2000, viene presentato il lavoro di una Commissione incaricata di studiare la fattibilità delle UP. Viene individuata l’Alta Val Brembana come luogo idoneo a motivo della collaborazione e dell’affiatamento di lunga data fra il clero e in ragione dell’omogeneità territoriale. A conclusione del Sinodo (2007) vengono istituite ufficialmente le prime tre UP tuttora esistenti (Val di Scalve, Bassa Val Serina, Val del Riso: scelte anche per permettere alle piccole parrocchie di mantenere la loro specifica identità pastorale). Attualmente, in diocesi, vi sono varie esperienze-forme di pastorale d’insieme. Sono fra loro differenti so-

Cristiani in uscita, per una Chiesa madre e maestra di civiltà...

prattutto per il diverso ruolo dei presbiteri: un parroco o più parroci; un prete responsabile di uno o più settori di varie parrocchie; un prete che è vicario ma ha quasi in toto la pastorale di una specifica parrocchia; la scelta di vita co-


Unità pastorale mune o meno fra preti; il ritmo più o meno frequente degli incontri fra preti... è finora assente l’équipe di preti, diaconi, religiosi e laici.

Come si configura una Unità Pastorale? Finalità e natura dell’UP L’UP è un insieme di parrocchie che, senza perdere la propria identità, sono chiamate a camminare insieme, fraternamente, sulla base di alcuni criteri orientativi. Le forme di Unità pastorale possono essere diverse ma hanno in comune questi tratti: sono forme organizzate di collaborazione tra più parrocchie, stabilite in modo organico, permanente e riconosciuto dal Vescovo. Si caratterizzano per un programma pastorale condiviso e per un organismo pastorale unitario”

Criteri per la istituzione delle UP I criteri elencati di seguito non devono essere necessaria-

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mente tutti presenti per l’istituzione delle UP. Omogeneità territoriale fra parrocchie geograficamente vicine. Appartenenza di più parrocchie allo stesso Comune. Elementi di affinità cresciuti nel tempo. Sperimentate scelte di collaborazione in vari ambiti. Esistenza sul territorio di particolari realtà e istituzioni comuni alle diverse parrocchie. Se non proprio tutti, le nostre parrocchie rispettano vari di questi criteri. Leggendoli si comprende perché il Vescovo ci abbia chiesto di considerare questo percorso.

Figure di riferimento dell’UP: ruoli e responsabilità Le UP possono essere istituite secondo diversi modelli. Avranno un sacerdote moderatore, nominato dal vescovo e dovranno dotarsi di una Équipe Pastorale (EP), che sarà l’organo di programmazione, accompagnamento e verifica. Il prete Nelle UP si possono ipotizzare le seguenti tipologie di presenza-azione del clero: • UP con un solo parroco; • UP guidate da un solo parroco con più vicari; • UP con più parroci (con o senza vicari) tra i quali il vescovo sceglie un moderatore. Il moderatore

I principali compiti del moderatore consistono nel convocare, presiedere, verificare e rappresentare gli organismi dell’UP. Tali compiti verranno sempre precisati nel Decreto vescovile di nomina sulla base della realtà nella quale sarà chiamato a operare. L’Équipe Pastorale Dell’EP, oltre al moderatore, faranno parte: • uno o più sacerdoti indicati dal presbiterio dell’UP; • un diacono permanente, se presente sul territorio dell’UP; • un religioso, indicato dagli Istituti presenti nell’UP, nel nostro caso i Padri Sacramentini; • uno o due laici per ogni parrocchia, eletti dai Consigli Pastorali Parrocchiali; L’Equipe pastorale, che durerà in carica 5 anni, avrà il compito di coordinare le parrocchie nelle attività comuni.

Quali le tappe per arrivare all’Unità Pastorale? Nell’istituzione delle UP si possono prevedere varie tappe. A livello parrocchiale • Attuazione di incontri (vescovo, vicario generale, vicario episcopale delle UP e altri componenti) con le comunità coinvolte, preceduti da precedenti riflessioni dei Consigli pastorali parrocchiali, dei catechisti. • Organizzazione di incontri fra rappresentanze delle


Unità pastorale parrocchie coinvolte per elaborare insieme un primo progetto pastorale dell’UP. • Definizione e nomina dell’Equipe Pastorale e attuazione di un condiviso percorso formativo dei suoi componenti. • Attuazione di momenti formativi per tutte le parroc-

chie coinvolte (su documenti del Concilio, su temi riguardanti la ministerialità, sulla corresponsabilità pastorale, su alcuni elementi organizzativi e di gestione delle strutture e dei beni economici). • Proseguimento del percorso, anche attraverso l’accompagnamento previsto della

Commissione in vista di una traduzione adeguata delle scelte condivise. • Istituzione ufficiale dell’UP da parte del vescovo e nomina del moderatore.

Telefonare a: don Sergio 035 57 18 67; sagrista 338 67 20 902; don Flavio 035 57 11 40; segreteria 035 57 57 89.

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Ramera 8

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Consiglio pastorale del Vicariato 5 Almenno san Salvatore - Ponteranica – Villa d’Almè

levato come il gruppo giovani vicariale, indipendentemente dal numero delle presenze, incontri non poche difficoltà a stabilizzarsi ed avere una sua identità. Questi dati impongono dunque una rivisitazione di tale proposta vicariale. lla vigilia dell’estate, i Consigli la pastorale del lavoro insieme a Mons. Sandro Assolari, referente pastorale vicariale e presbite- Sergio Anesa componente del- dei gruppi missionari, ha conferrale si sono ritrovati nel Centro l’Osservatorio diocesano sul lavoro mato il calo di presenze riscontrato Emmaus di Almè per verificare il e Tarcisio Plebani delle Acli. negli anni precedenti, soprattutto cammino compiuto nell’anno pa- La verifica delle attività svolte è in occasione di alcune iniziative storale. proseguita con gli interventi dei tradizionalmente rivolte a tutte le L’incontro è stato introdotto dalla presenti. Non sono mancate con- comunità parrocchiali come la riflessione del Vicario locale, don siderazioni critiche in merito alla Cena del povero e Piccole storie … Raffaele Cuminetti, il quale ha ri- stessa “utilità” del Consiglio pa- di grande stile. Buona invece è richiamato l’attenzione dei presenti storale vicariale, vista anche la fa- sultata la partecipazione alla Veglia attorno a tre questioni di fondo tica ad avere al suo interno il rap- missionaria dell’ottobre scorso. Gli per leggere e comprendere quanto presentante di ciascuna della 16 stessi incontri vicariali dei gruppi la dimensione vicariale, nelle sue parrocchie, obiettivo mai raggiunto missionari vedono normalmente attività e iniziative annuali, sia re- nel corso dei suoi cinque anni di la presenza di sole quattro o cinque almente accolta e vissuta nelle attività. Occorre inoltre curare parrocchie. Sarà dunque necessario nostre parrocchie. La prima que- maggiormente il collegamento tra ripensare alcune iniziative e cercare stione “sta nel renderci conto che il Programma pastorale diocesano nuove proposte che rivitalizzino lavorare insieme tra parrocchie non e quello del Consiglio vicariale. Ci l’attività missionaria a livello vicaè dovere, ma segno evangelico della si è anche chiesti come dare con- riale. fraternità”. tinuità nelle parrocchie a ciò che Mons. Assolari ha concluso il suo La seconda questione concerne al suo interno viene discusso. intervento rilanciando la proposta l’impegno di ogni singola parroc- Per il secondo anno consecutivo di un cammino specifico di forchia a costruire rapporti di colla- è stato espresso unanime apprez- mazione per i gruppi missionari borazione superando resistenze zamento al ciclo di incontri di for- valorizzare e caratterizzare il loro e steccati nelle comunità. mazione rivolto a tutti gli operatori impegno ed attività. Infine, riferendosi ai componenti parrocchiali del Vicariato, svolto Infine una valutazione positiva da dei Consigli pastorale e presbite- nell’autunno a Villa d’Almè da don parte di don Flavio Rosa, parroco rale, don Cuminetti, ha posto la Giovanni Gusmini. Da qui l’invito della Ramera e referente della terza questione: “Dal consiglio pa- a riproporre l’iniziativa per il pros- Commissione famiglia, circa l’atstorale vicariale ciascuno deve cer- simo autunno. tività de La Casa di Almenno san care di portare nella sua parrocchia Don Giovanni Crippa, della Com- Salvatore per separati e divorziati. il senso e la bellezza di lavorare in- missione vicariale Catechisti, ha “Si tratta di un cammino di preghiesieme tra parrocchie, anche se può espresso soddisfazione per gli in- ra, formazione e condivisione delle costare fatica” contri vicariali dei catechisti du- esperienze che vede particolarmente E’ seguita, attraverso una scheda rante i quali, attraverso un lavoro coinvolti i dieci partecipanti che atdi sintesi, l’illustrazione dei mo- svolto nei gruppi dei Catechisti tualmente la frequentano”. menti vicariali dell’anno pastorale secondo le fasce d’età dei ragazzi La serata si è conclusa con i saluti appena conclusosi. Tra questi l’at- loro affidati, si sono messe a con- ed i ringraziamenti a mons. Alestività del Consiglio pastorale vi- fronto proposte ed esperienze di- sandro Assolari e don Giacomo cariale che si è riunito cinque verse. Rota. A seguito della chiusura della volte di cui tre incontri aperti Il cammino vicariale dei giovani, Casa san Giuseppe di Botta di Seanche ad altri operatori parrocchiali ha riferito don Giorgio Carobbio, drina, purtroppo, si trasferiranno sui temi della catechesi degli adulti curato di Almè e referente del presto a Zogno. con la testimonianza di una cate- Gruppo giovani, è risultato un po’ Un saluto ed un grazie, infine, a chista, delle Unità pastorali con faticoso. La media delle presenze don Ezio Rovelli, parroco della mons. Lino Casati, Vicario episco- agli incontri mensili ed altre inizia- Roncola destinato alla parrocchia pale per le Unità pastorali, e del tive è stata infatti attorno ai venti di Capriate san Gervasio. lavoro con don Cristiano Re, di- giovani in rappresentanza di solo Maurizio Mazzocchi Segretario del CPV rettore dell’Ufficio diocesano per tre o quattro parrocchie. È stato ri-

Dalla verifica dell’attività le fatiche e le attese del Vicariato

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i considero collaboratrice di Dio stesso e colei che rialza le membra cadenti del suo corpo che è la Chiesa”. Queste sono le parole che santa Chiara rivolge a sant’Agnese di Praga ed a noi sue figlie. Esse bene esprimono anche oggi la nostra missione nella Chiesa: rimanere, stare nella ricerca di Dio Colui che è il centro della vita, l’unica ricchezza a sufficienza, ed in questa relazione portare l’umanità intera. Tutti i grandi contemplativi sono stati grandi intercessori perché chi più si avvicina veramente ed esistenzialmente al Signore più si rende prossimo e compagno di viaggio degli uomini ed entra nella comunione che congiunge cielo e terra. Intercedere è fare un “passo tra”, interporsi fra due parti, indicando un prendere seriamente in considerazione la relazione con Dio e con l’altro. L’intercessione non ci porta a ricordare a Dio i bisogni degli uomini perché Egli infatti “sa di cosa abbiamo bisogno”, ma porta noi ad aprirci all’altro facendone memoria davanti a Dio e ricevendo di nuovo l’altro da Dio. Questo duplice movimento, camminare tra Dio e l’uomo, stretti fra l’obbedienza alla volontà di Dio su di sé, sugli altri e sulla storia, e la misericordia e la compassione per gli uomini nelle loro situazioni, nelle loro

Sulla scorta di articoli pubblicati nei numeri precedenti del nostro giornale interparrocchiale, pubblichiamo con viva riconoscenza la testimonianza di una suora di clausura del monastero della Clarisse di Boccaleone circa la preghiera di intercessione

La fatica del credere sofferenze, trova la sua immagine nel Cristo crocifisso che stende le sue braccia sulla croce per portare a Dio gli uomini suoi fratelli. Nell’intercessione si impara ad offrirsi a Dio per gli altri e vivere concretamente nel quotidiano questa offerta. Ma la preghiera di intercessione diventa più vera perché è fatta da uomini e donne che sperimentano quotidianamente la fatica del credere e dell’aderire a Dio, cercare il suo volto, vivere la sequela del Cristo povero e crocifisso e conformarsi ai suoi sentimenti in un cammino di conversione e scoperta delle proprie ferite che nel Signore diventano feritoie di grazia e misericordia per la propria e altrui vita. Nella piena solidarietà con gli uomini peccatori e bisognosi, chi intercede entra nelle situazioni umane in comunione con Dio ed i fratelli salvati dalla Pasqua di Cristo; vive davanti a Dio nella posizione del crocifisso, a braccia stese, da povero, in fedeltà umile e nascosta. Oggi molti sono tentati dal fare, comunicare, progettare, produrre

e chiedere a Dio ciò che non è in potere dell’uomo. Stare davanti a Lui per il mondo apre il cuore alla grazia che salva, lo sguardo a riconoscere la sua azione nel mondo. Vive sulla propria carne l’impotenza del silenzio che scava il cuore e si nutre solo della fede nella sua Parola di vita; impara la dimensione dell’attesa fiduciosa che diviene mite speranza. Sperimenta l’inutilità del servo che gioisce solo di poter servire e non vede subito il frutto della sua offerta. Conserva la relazione con il fratello, con l’umanità custodendola con amore nella preghiera. L’intercessione non è solo qualcosa da fare, ma è soprattutto l’essenza di una vita che si lascia “scavare” da Dio e si apre ad un amore più grande a Lui e ai fratelli. Accoglie l’umiltà di Dio che ha bisogno di noi, che si commuove di fronte alle sofferenze dei suoi figli; chiede di collaborare con Lui perché, attraverso la preghiera, l’umanità incontri il suo amore fedele ed eterno e divenga un canto di lode e ringraziamento.

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Messa per il mandato animatori cre

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Ramera 10

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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apa Francesco ha ritenuto importante che la Chiesa dedichi riflessione pastorale particolarmente attenta alla realtà della famiglia, considerati i grandi cambiamenti avvenuti a livello sociale, culturale ed ecclesiale. Per questo ha indetto due Sinodi dei Vescovi: il primo nell’ottobre 2014 ed il secondo nel 2015; di ciò si sta ormai parlando da mesi ed anche le nostre comunità sono state direttamente coinvolte riflettendo e rispondendo ad un questionario invito nell’autunno scorso a tutte le diocesi del mondo. Ora la segreteria del Sinodo ha elaborato un documento, l’Instrumentum laboris, nel quale sono messe in evidenza le problematiche maggiori suscitate dalle risposte: tra di esse vi sono le questioni concernenti “i separati, divorziati o risposati”. Senz’altro abbiamo avuto modo di seguire in questi mesi il dibattito che si è aperto nella Chiesa su tali tematiche; pure alcuni cardinali hanno avanzato le loro riflessioni e proposte, come per esempio il card. Kasper, che ha avanzato l’ipotesi di maggiore apertura ai divorziati risposati anche sul versante della ricezione dei sacramenti (Confessione e Comunione) mentre invece altri hanno messo in evidenza la complessità di queste situazioni ed hanno invitato a posizioni più prudenti per non venir meno alla dottrina ed alla disciplina cattolica. Insomma, la discussione è aperta e quindi sarà importante seguire gli sviluppi dei prossimi Sinodi. Sappiamo però che non si tratta soltanto di elaborare norme nuove (più aperte o più tradizionali) ma di leggere con maggiore profondità le situazioni di vita in cui separati, divorziati o risposati vengono a trovarsi e rispondere a domande esistenziali, morali e religiose che in modo forte tali persone pongono alla Chiesa ed

La famiglia e La casa per persone separate, divorziate e risposate alla società. Pensando sia ai coniugi sia ai loro figli. Certamente tutto ciò, come ci insegna Papa Francesco, deve essere fatto col cuore pieno di comprensione e misericordia, puntando al bene autentico di queste famiglie. La Chiesa più che mai è chiamata ad essere comunità attenta ed accogliente per accompagnare questi nostri fratelli e sorelle in un profondo e proficuo cammino di fede. Il gruppo La Casa nella nostra diocesi di Bergamo cerca precisamente di mettersi al servizio di tali cammini, a fianco di queste

persone ed a disposizione delle parrocchie. Le sue attività sono indicate in un apposito depliant a disposizione di tutte le parrocchie e pure nelle nostre parrocchie di Ponteranica od anche sul sito internet: www.lacasabg.it (telefono 035.278224, don Zanetti). A tutti chiediamo l’impegno di essere vicini con la preghiera e l’aiuto a coniugi, figli, parenti, amici coinvolti in queste situazioni matrimoniali, affinché davvero sappiano di essere amati dal Signore e dalla sua Chiesa.


In allegra compagnia a preparare gli addobbi

amici in visita a don Cristian in ferie

altri amici in visita a don Cristian in ferie

Come gruppo animatori abbiamo lavorato con passione dal mese di aprile, per regalare ai nostri piccoli l’avventura del cre. Come tanti oratori, anche noi abbiamo accolto con entusiasmo il tema che la Diocesi ha proposto, in collaborazione con le sorelle chiese di Lombardia. È una traccia sulla quale si è costruito ogni momento del cre: entrare a piano terra per vivere una relazione nuova, un’amicizia sorprendente, imparando a custodire per costruire qualcosa di autentico e uscire rinnovati, segnati, edificati. Tutto questo giocando, plasmando lavoretti, camminando, danzando, facendo teatro, salutando, amando e facendo brillare il mondo che ci circonda. Il nostro cre ha accolto 230 ragazzi delle nostre tre parrocchie e di altre comunità; ha visto impegnati 75 animatori che hanno cercato di vivere un’esperienza unica di fraternità e di ricerca nello spirito educativo; alcune mamme ci hanno aiutano negli aspetti più pratici perché tutto potesse andare per il meglio. La realtà più bella è ciò che abbiamo riscoprendo al cre: ognuno di noi è chiamato a gustare una relazione particolare con Colui che venne ad abitare in mezzo a noi. Ringraziamo i nostri parroci Don Flavio e Don Sergio, il nostro simpaticissimo curato Don Cristian, i nostri coordinatori Nicola, Ilaria e Greta e tutte le famiglie della nostra comunità che ci hanno affidato i bimbi più belli del mondo. Ringraziamo tutti coloro che hanno permesso di realizzare questa bella esperienza che ogni anno colora il nostro oratorio. Gli animatori del cre di Ponteranica Animatori cre 2014

Ramera

Ci siamo incontrati a PIANO-TERRA

Oratorio San Giovanni Bosco

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Vacanza estiva a Salice d’Ulzio Un gruppo di trentaquattro ragazzi ha accolto la proposta di vivere l’annuale vacanza estiva che quest’anno ha avuto come traccia il film Ratatouille presso l’Hotel Splendid in autogestione a Salice d’Ulzio, provincia di Torino. I ragazzi hanno condiviso molte gioie, molte fatiche personali, dubbi e incertezze soprattutto nella fede che nascevano dalle provocazioni lanciate nella preghiera del mattino: Imparare a gustare la vita, i sapori, le fatiche, sapendo che non si è mai soli anche se spesso messi alla prova: dietro un piccolo semplice uomo può svelarsi un grande artista! Purtroppo ci sono stati alcuni modi di fare e scherzi che non hanno contribuito a rendere sempre serena la vacanza: speriamo che chi li ha progettati si sia accorto di aver macchiato un’esperienza che ogni anno si dimostra preziosa per tutti. Ringraziamo di cuore Carla con le sue bimbe Irene e Iris che ci hanno sostenuto con il servizio in cucina e con la condivisione di alcuni aspetti che possono migliorare la vita di gruppo. Diciamo grazie a Pier Giacomo presenza sempre molto generosa, a Nicola per tutto l’impegno e la passione ci mette da anni, a Thomas e a Sebastiano per l’esperienza di servizio in cucina, agli animatori e a tanti collaboratori che ci hanno sostenuto nel realizzare questa avventura piemontese.

In allegra compagnia a preparare gli addobbi

Facce da Cre

Squadra vincitrice del torneo di calcetto

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La grande famiglia del Cre

babyCRE2014 Circa quaranta bimbi e bimbe sono stati accolti negli ambienti della nostra Scuola dell’infanzia Ramera nelle cinque settimane del BabyCRE2014, che abbiamo realizzato nell’intero mese di luglio. È stata un’esperienza assai importante soprattutto per merito delle educatrici Ornella, Carla, Martina e Federica, le quali sono state coadiuvate da alcune mamme e nonne. Tanta creatività ha caratterizzato questa edizione: il riciclo di materiali semplicissimi, ordinari ha por-

tato la fantasia al potere. La piscina ha costituito un ottimo e sano divertimento, purtroppo limitato a motivo del tempo non eccellente. Abbiamo seguito la traccia del racconto di Gulliver per sprigionare la cascata di messaggi che sono perfettamente giunti ai nostri amatissimi bimbi e bimbe. L’ambiente adibito ordinariamente alla Scuola dell’infanzia, è stato adattato e “messo in scena” per la ricostruzione fantastica ma non staccata dalla realtà in cui viviamo. Serietà e gioia si sono coniugate facendo

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

scorrere le cinque settimane che non bastano mai, soprattutto ai genitori che affatto disdegnano tale preziosissimo e stimato aiuto alle famiglie del territorio. Vi diamo appuntamento per l’edizione BabyCRE2015 anticipandovi che ci saranno importanti novità che renderanno ancor più apprezzabile, movimentato, piacevole ed entusiasmante questo servizio che da alcuni anni viene attuato con grande amore per i bimbi che sono il nostro futuro. don Flavio

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Centenario della morte del Vescovo Radini Tedeschi Giacomo Maria dei conti Radini Tedeschi (Piacenza, 12 luglio 1857 – Bergamo, 22 agosto 1914) fu ordinato presbitero nel 1879. Prete sensibile e aperto alle problematiche sociali del suo tempo si rivelò un ottimo pastore specialmente nel suo servizio episcopale nella nostra diocesi dal 1905 al 1914. L’ordinazione episcopale gli fu conferita personalmente da papa Pio X nella Cappella Sistina. Quale proprio segretario scelse don Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII. E’ quindi doveroso farne memoria in questo anno che ha visto la gloriosa canonizzazione del suo segretario, che ebbe a definire il suo amato vescovo “ la stella polare del mio sacerdozio”. Il caro presule continui dal cielo a essere faro luminoso per la nostra Chiesa di Bergamo e i suoi pastori. 14


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Assemblea parrocchiale

Domenica 5 ottobre Il contenuto principale su cui rifletteremo è l’Unità Pastorale. Riguarda tutti e... ognuno...

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opo il periodo delle vacanze e delle ferie riprendiamo il nostro lavoro parrocchiale comunitario insieme con tante persone che fanno tante cose belle nel segreto della loro esistenza. Vengono nel cuore tanti volti e tante storie: occasioni di incontro, relazioni che non hanno il tempo necessario per consolidarsi, promesse non mantenute e soprattutto esistenze spezzate che hanno camminato per le vie segrete dell’amore alla nostra terra, alla famiglia ed agli amici. Dentro queste storie ci sono pure le nostre intessute del comune amore alla Chiesa, alla Scrittura che contiene la Parola, che tenterà di riunirci nuovamente attorno alle povere proposte delle comunità parrocchiali. La vita delle nostre comunità parrocchiali non è fatta soltanto di cose da fare o iniziative. Ogni iniziativa e proposta nasce da scelte e le scelte vengono da valutazioni. La comunità è e deve essere sempre più tutta un insieme di riflessioni e valutazioni per capire quali sono i modi migliori di predicare, celebrare, riunirsi, in base alle esigenze del Vangelo ed alla mentalità della gente. Inizia un nuovo anno pastorale ossia un nuovo percorso che cercheremo con tutte le nostre forze e possibilità di percorrere insieme. A volte sembra che i tanti progetti, riunioni, iniziative, programmi servano a ben poco. Altre volte cresce l’entusiasmo ed il desiderio di dare e fare di più. Davanti a noi si aprono continuamente, ogni giorno, stimoli e promesse autentiche di pienezza e di vita. C’è modo e modo di ripartire. Evidentemente.

L’esperienza mi fa dire che quando qualcuno parte convinto e con qualche idea, qualcosa accade in seguito ed altri si aggiungono all’avventura e condividono entusiasmo e risorse. Ciò che maggiormente ci sta a cuore, lo abbiamo detto e ripetuto tante volte, è la sacra Scrittura, la Parola di Dio. Il segreto della vita, alla ricerca del quale tutti ci muoviamo, è nel vangelo di Gesù. Far conoscere la buona notizia, dentro tante notizie di orrore, custodire tale tesoro preziosissimo ma mai custodito gelosamente, è l’obiettivo di fondo di tutti i nostri sforzi, progetti ed iniziative. La parrocchia esiste per questo: affinché il tesoro venga indicato, celebrato e gustato. Le dimensioni più importanti anche durante quest’anno pastorale sono concernenti il lavoro continuo di approfondimento e conoscenza della Scrittura affinché il Vangelo sia veramente la luce della nostra vita di ogni giorno; la cura per la liturgia ed in particolare per la messa della domenica, la quale ci riunisce per educarci alla grazia e ad una vita di gratitudine; l’esercizio della fraternità per stare insieme e saggiare un possibile stile di vita cristiana. Ad alcuni appare inadeguato, e banale persino, ciò che le nostre parrocchie di Ponteranica propongono. La mentalità che ci circonda di frequente non ci trova in sintonia. Non riusciamo a condividere tutti i valori che ci vengono presentati dalla

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Assemblea parrocchiale cultura e dalla mentalità diffusa: spesso essere cristiani è avere altri valori esistenziali. È la via umile, anzi, umilissima del cristianesimo. Noi siamo stranieri in questo mondo pur vivendo apparentemente come tutti gli altri uomini su questo nostro pianeta Terra. La fede cristiana attende ogni giorno di essere accolta in modo vero da persone concrete e sinceramente autentiche. Quindi, l’altezza e la profondità del Vangelo, come afferma san Paolo, vanno comunicate e condivise, con parole semplici e comprensibili, a tutti coloro che sono persone “pensanti”. La vita umana è una cosa seria ed alta. Il Vangelo riconosce queste caratteristiche della vita umana. La Chiesa deve mettercela tutta a riconoscere questo valore sublime e nel contempo semplicissimo. Nel nostro piccolo pezzo di mondo che è Ponteranica scopriamo sempre più quali legami incidono in maniera determinante sulla qualità della nostra vita. Il valore della famiglia ed il compito dell’educazione dei figli appaiono il luogo decisivo della costruzione della vicenda umana. La famiglia e l’educazione costituiscono il tessuto decisivo dei legami, sostengono gli affetti più duraturi e le solidarietà più coraggiose. La famiglia, la scuola, la parrocchia con l’oratorio, l’amministrazione comunale possono lavorare “in rete”. Questo sforzo di valutare e trovare i modi migliori di annunciare il Vangelo e costruire la comunità viene chiamato “discernimento pastorale”. Tale discernimento si realizza dentro la par-

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rocchia: nella ricerca comune che, a partire da ciò che è stato fatto e si sta facendo, cerca di trovare i percorsi migliori per ciò che si potrà o si dovrà realizzare. Quindi, in qualità di responsabili delle nostre parrocchie di Ponteranica e servitori di esse, noi ministri ordinati abbiamo scelto di mettere all’inizio dell’anno di noi cristiani, ossia l’”anno pastorale”, l’assemblea parrocchiale. Essa si svolgerà la mattina di domenica 5 ottobre. Il motivo principale è dato dal significato e dall’importanza di ascoltarsi, scambiarsi opinioni, passioni, attese, entusiasmi, fatiche, precisazioni, idee e progetti. Certamente non aspettandosi che soltanto altri realizzino ma preventivando un personale coinvolgimento, quan-


Assemblea parrocchiale do è possibile. Se il coinvolgimento personale non è praticabile, pure le idee sono assolutamente gradite ed importanti e possono aprire varchi essenziali. Deve mancare la pretesa che ogni proposta venga comunque sostenuta e realizzata perché è la propria ed è decisamente la migliore. Valutare, progettare, realizzare e verificare: sono i quattro passaggi necessari in ogni progetto e quindi anche in ogni progetto di fede cristiana. Puntualizziamo alcuni aspetti dell’assemblea: non possiamo parlare di tante dimensioni della nostra parrocchia. Facciamo una scelta. Tra questi quindi la centralità della preghiera liturgica comunitaria e la famiglia, la quale è al centro di ogni nostra attenzione. Cosa stiamo facendo? Come sviluppare più

profondamente la collaborazione e la crescita di ogni famiglia? Quali attese vivono i genitori per quanto concerne l’educazione dei figli in parrocchia e specificamente in oratorio? Il contenuto principale su cui rifletteremo è l’Unità pastorale che creeremo sempre più tra le nostre tre parrocchie: unire le forze per lavorare con maggiore consapevolezza e riflessione. Ciò anzitutto, e direi profondamente, riguarda noi ministri ordinati. Abbiamo iniziato a riflettere, pensare, confrontarci, lavorare insieme. ciò è assai stimolante poiché le differenti prospettive ed esperienze si coagulano originando visioni nuove e non ancora percorse. Ci sta già dando tantissimo questa collaborazione. Il primo frutto è la vostra gioia, di cui noi siamo collaboratori come afferma san Paolo. Mi riferisco alla gioia che nasce quando vedete i preti, il diacono ed i Padri sacramentini, lavorare insieme ad un unico progetto. Però non è sempre facile. Di frequente si ha l’impressione di dover come cominciare da capo. Ma ne vale la pena. Ci rimbocchiamo le maniche, dimentichiamo le piccole e grandi delusioni e proseguiamo verso l’obiettivo di diventare ciò che siamo: ministri ordinati ossia servi che appartengono all’Ordine, ad uno stile di vita comune che è la fraternità di e con Gesù. I vostri sacerdoti

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5 ottobre 2014

Nelle nostre tre parrocchie di Ponteranica Ramera e Rosciano La modalità di svolgimento dell’assemblea è la seguente: Ciascuna delle nostre parrocchie vivrà autonomamente ed in comunione con le altre questa bellissima forma di condivisione e confronto. Inizieremo la celebrazione della santa Messa domenicale nelle singole parrocchie alle ore 9. Ascolteremo le letture bibliche ed il commento proprio nell’omelia. Reciteremo il Credo ed in seguito nella preghiera dei fedeli chiederemo l’aiuto per la riflessione ed il confronto. Al termine della Liturgia della Parola usciremo dalle chiese parrocchiali e ci recheremo nei rispettivi oratori per suddividerci nei gruppi, secondo le modalità che saranno indicate, per riflettere e confrontarci sulla Unità Pastorale delle nostre tre parrocchie di Ponteranica, la famiglia e la liturgia. La durata di tale riflessione è di circa due ore, ossia dalle ore 9.30 alle ore 11.30. Alle ore 11.30 ritorneremo nelle singole chiese parrocchiali per continuare la celebrazione della santa Messa con la Liturgia eucaristica. Nella preghiera porteremo le nostre speranze, attese, progetti, passioni per la crescita nella fede di ciascuno e diremo grazie al Signore per ciò che ci avrà regalato di sperimentare nel confronto per il bene delle nostre comunità. È previsto il termine della celebrazione per le ore 12. 18

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Assemblea parrocchiale


Sacramentini

Il cammino della vita I

n questo articolo, che viene pubblicato all’inizio del nuovo anno pastorale, vogliamo parlare di alcuni eventi che hanno caratterizzato la vita della nostra comunità nel corso dell’estate. La morte di p. Leonardo La mattina del 24 luglio, all’età di 75 anni, è morto il nostro confratello p. Leonardo Bettoni, originario di Tavernola. Ufficialmente, apparteneva alla comunità sacramentina di Torino; ma, già da due anni, viveva nella nostra comunità e, da qui, si recava periodicamente all’ospedale di Bergamo per sottoporsi a una serie di terapie contro il tumore. Lo vogliamo ricordare su questo bollettino di Ponteranica, perché proprio qui ha trascorso una ventina d’anni della sua vita sacerdotale, quasi tutti dedicati al nostro Centro editoriale (“Centro Eucaristico”) che, nel 1970, aveva aperto la sua nuova sede in via Maresana. Qui è stato impegnato sempre come economo, ossia come amministratore delle attività editoriali del Centro, dandosi da fare anche come addetto alle spedizioni dei libri e delle riviste, con grande disponibilità e spirito di servizio. Così è stato fino alla metà degli anni ’90, quando l’attività editoriale è stata portata negli ambienti del seminario di via Longari. Dato che la nostra casa di via Maresana era situata nella zona di Costa Garatti, per diversi anni i padri del Centro hanno assicurato la celebrazione della Messa domenicale nella chiesetta di S. Girolamo; e, spesso, questo servizio era svolto proprio da p. Leonardo. Quindi, chi in quegli anni ha vissuto lì o ha partecipato alla Messa, avrà avuto modo di conoscerlo e penso che, ancora oggi, conservi un buon

ricordo della sua figura e del suo ministero. La partenza di p. Flavio Il 29 agosto, il superiore provinciale ha annunciato alla nostra comunità il mio trasferimento a Roma, per specializzarmi in “Storia della Chiesa”. Pensavo di intraprendere questi studi già subito dopo la mia ordinazione sacerdotale, nel 1993; invece, l’allora superiore provinciale mi aveva proposto di venire qui e di inserirmi nel nostro Centro editoriale, come direttore della rivista “L’Emanuele”. Non ricordo quanto avrebbe dovuto durare questo impegno; di fatto, è continuato per 19 anni: dopo 8 anni con “L’Emanuele”, nel 2002 sono passato a dirigere “La Nuova Alleanza” e poi, dopo la partenza di p. Vittore nel 2007, sono diventato anche direttore de “Il Cenacolo”, oltre che di tutto il nostro Centro. Nel 2012, ho passato le consegne a p. Fiorenzo, ma sono rimasto ancora qui fino ad oggi: in questi ultimi 2 anni, mi sono reso disponibile per vari servizi nella nostra chiesa di Valbona e nelle parrocchie di Ponteranica, fra cui la cura di questa pagina sul bollettino. Posso dire che, in questi 21 anni da me vissuti a Ponteranica, ho dato tanto ma

ho anche ricevuto tanto, soprattutto dalle persone più semplici. Per questo, sento il dovere di dire grazie a tutti voi e, insieme a questo, sento il dovere di chiedere perdono se, non sempre, ho saputo “spezzare la mia vita” per gli altri come quel Pane che ho spezzato ogni giorno, celebrando l’Eucaristia. La riconferma di p. Luca Sempre il 29 agosto, è stata annunciata la riconferma di p. Luca come superiore della comunità per altri quattro anni, fino al 2018. Lo vogliamo ringraziare per quanto ha fatto in questi primi quattro anni e preghiamo per lui il Signore, affinché continui a sostenerlo in questo suo prezioso servizio. In questi mesi estivi, inoltre, sono stati fra noi alcuni nostri confratelli missionari, rientrati in Italia per un periodo di riposo; attualmente, ne sono presenti tre, tutti bergamaschi: p. Giovanni Cividini, p. Agostino Dolci, p. Remo Rota. Ad oggi, però, la composizione della nostra comunità non è ancora definitiva; può darsi, quindi, che ci sia qualche nuovo arrivo o qualche altra partenza… Se così sarà, ne avrete notizia sul prossimo numero del bollettino.

Nella foto in basso: una celebrazione nella chiesa dei Sacramentini; alle estremità della foto: padre Luca (a sinistra) e padre Flavio (a destra). Nella foto in alto: il defunto padre Leonardo Bettoni.

p. Flavio Fumagalli

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Vita della Comunità 27 luglio 1735

Nei secoli Fedeli…

Abbiamo studiato il cartiglio settecentesco conservato nella chiesa di San Pantaleoneche racconta il patto – antico di oltre 500 anni – che lega i cristiani di Ponteranica a San Pantaleone e alla loro fede e che ogni anno si esprime nella Novena e nella Processione

È

il 27 luglio del 1735, esatta- BUS PROSECUTA, avendo solenmente 279 anni fa, la comu- nizzato con onori). nità parrocchiale di Ponteranica è in festa. Poi si spiega il motivo del carHa incaricato un pittore tiglio: il 27 febbraio di di mettere su una tela quell’anno, con una il motivo di tanta giopubblica consultazione ia. Ne viene fuori un dell’assise dei capifaartistico cartiglio, miglia e degli uooggi piuttosto malm i n i concio - conservato sulla controfacciata della chiesa di San Pantaleone. Nel cartiglio anzitutto si racconta l’antefatto: nel 1735 sono già più di duecento anni (QUADRAGINTA LUSTRIS ET ULTRA QUARANTA LUSTRI E PIU’; poiché un lustro sono cinque anni, appunto, oltre duecento anni) che Ponteranica festeggia San Pantaleone (HONORI-

adulti, la popolazione di Ponteranica aveva confermato con voto unanime (VNANIMI VOTO,) la volontà di continuare a venerare San Pantaleone come proprio Patrono (SVAM PLENE DEVOVIT CLIENTELAM, votò la sua totale “sottomissione”, devozione). Il 12 marzo la Santa Sede rispose positivamente alla richiesta riconoscendo la solennità e classificandola un RITO DI DOPPIA PRIMA CLASSE CON UFFICIO PROPRIO (DVPLICIS PRIMAE CLASSIS CVM OFFICIO PROPRIO). È da notare l’importanza del privilegio concesso dalla Sacra Congregazione dei Riti di considerare tale ricorrenza come di “doppia prima classe” cioè di primaria importanza secondo l’uso del concilio di Trento di dettare una precisa gerarchia tra le feste al fine di determinare quale rito e ufficio dovesse prevalere in caso di sovrapposizione Ponteranica iniziò così,


di anno in anno, di secolo in secolo, a vivere la SVAM PLENE CLIENTELAM, la sua totale devozione a San Pantaleone. A rafforzare la devozione era stato nel giugno del 1732 (ma sulla data esatta ci sono discordanze) un fatto prodigioso raccontato in uno degli ex-voto conservati nella chiesa di San Pantaleone: un certo Bergamoni era caduto accidentalmente dal campanile da un’altezza di più di quaranta metri senza farsi alcun male. Il fatto era stato attribuito al santo, a cui il Bergamoni si era in quel frangente raccomandato. Col crescere della devozione nei decenni successivi si pensò di ingrandire la vecchia chiesetta e si realizzò l’attuale. Ogni anno la festa veniva celebrata in modo sempre più solenne, col concorso anche delle popolazioni vicine. E si arrivò così a celebrarla attraverso una solenne Novena e Processione. La pratica delle novene trae ispirazione dagli Atti degli Apostoli (1,14),

dove viene narrato come la Madonna e gli Apostoli pregarono in modo assiduo e

concorde nei nove giorni compresi tra l’Ascensione di Gesù Cristo e la discesa in terra dello Spirito Santo durante la Pentecoste. Da diversi secoli, dunque, i cristiani di Ponteranica compiono questo gesto di fedeltà e amicizia nei confronti di Dio e di San Pantaleone. La Novena è la fedeltà feriale, l’amicizia di ogni giorno, non solo il giorno della festa, quando la chiesa si riempie, ma in un cammino quotidiano e prolungato. È il dirsi vicendevolmente – i Ponteranichesi e San Pantaleone - “puoi sempre contare su di me, giorno dopo giorno”. È il preparare la festa insieme. Per quando, al momento della festa, arrivano tutti gli altri invitati.

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica

23 agosto/ 1 settembre

Ragazzi e famiglie in vacanza a Vedeseta. Sveglia! giù dalle brande!

C

on un gruppo di bambini delle elementari e ragazzi delle medie abbiamo condiviso quest’estate una decina di giorni a Vedeseta presso la struttura del Campo Gulliver. Delle belle giornate di allegria, di serenità e spontaneità dove tutti si sono lasciati coinvolgere e trasportare. Tutti si sono spesi perché le giornate procedessero al meglio. Ed è stata davvero un’esperienza significativa per tutti. È stato il primo anno come oratorio, ma siamo certi che questo tipo di esperienze possano essere utili e lasciare un segno positivo nelle vite dei nostri ragazzi. Per essere la prima volta i numeri non erano altissimi ma, data la positività dell’esperienza, confidiamo nel passaparola per

riuscire a raccogliere maggiore fiducia dalle famiglie e aggregare un maggior numero di ragazzi. Non perchè a noi interessano i numeri, ma siamo certi del fatto che queste esperienze siano importanti. Ringraziamo di cuore i bambini che hanno deciso di parteciparvi, i ragazzi delle medie e le famiglie; ringraziamo di cuore Don Lorenzo

per essersi preso a cuore questa esperienza; ringraziamo gli animatori che si sono spesi perché l’esperienza funzionasse al meglio; ringraziamo le mamma che si sono occupate della cucina; ed infine ringraziamo don Sergio che ha deciso di scommettere su questa esperienza con ottimi risultati. Ci diamo appuntamento al prossimo campo, magari quest’inverno! (O.). Il Mangiafesta

Il mondo di Lucy nella Novena è stata una bella riflessione sulla vita

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Ponteranica e Rosciano

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NOVENA E FESTA DI SAN PANTALEONE: “Quando sono debole, è allora che sono forte” (San Paolo) Le immagini si riferiscono alla processione di quest’anno, molto partecipata e ben vissuta in quella che ci è parsa l’unica giornata di caldo e bel tempo del periodo. Del cattivo tempo ha risentito il Mangiafesta, diverse sono state le serate rovinate da pioggerelline o rovesci.

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Ponteranica e Rosciano

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UN’ESTATE DI CALAMITA’ NATURALI Quest’estate non sarà ricordata solo per il tormento della pioggia, ma anche per i temporali violenti, le grandinate, le cosiddette “bombe d’acqua”. In ogni caso, negli sprazzi di sole fra una pioggia e l’altra, siamo riusciti a fare tutte e tre le nostre processioni.

La mattina dell’Assunta è stata la grandine a dare un tocco… natalizio al ferragosto.

La sera del 28 luglio un temporale particolarmente ventoso ha sradicato una grande pianta di rovere nell’area del Santuario che – trascinandosi dietro altre tre piante - è rovinata sull’altare, sul crocifisso e su una trentina di sedie, provocando danni ingenti.

Ecco cosa diventa con la pioggia l’asciutta gola alla sinistra dell’altare al Santuario di Rosciano…

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IL TRIDUO DI SAN ROCCO Bella giornata anche per San Rocco. La predicazione del Triduo è stata curata da Padre Giansandro Cornolti. Gli siamo grati per questa fedeltà, rinnovata anche quest’anno nonostante la gravosità del nuovo impegno di Superiore Provinciale del suo Istituto. Buona la partecipazione nei giorni preparatori e, nel giorno della festa, alle diverse manifestazioni: la Messa del mattino, l’incanto dei doni, la processione. Alla processione ha partecipato per la prima volta quest’anno anche don Lorenzo.

Per il calendario dei prossimi mesi si rimanda al calendario pastorale in distribuzione con questo notiziario


LA FESTA DI ROSCIANO: Anche la festa di Rosciano è stata bella e partecipata, soprattutto il sabato e la domenica. Suggestive l'Unzione degli infermi, la veglia musicale e la fiaccolata del sabato sera. Molto intensa la Messa conclusiva di domenica. Al termine un po' di festa per tutti...

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Sono tornati alla casa del Padre Mario Mauri Anni 78 † 10 giugno 2014

Alessandrina Pellegrini Anni 98 † 21 giugno 2014

Orlando Mazza Anni 74 † 2 luglio 2014

Pierino Perico Anni 74 † 10 giugno 2014

Giuseppe Frattini Anni 91 † 12 giugno 2014

Anita Magitteri in Burini Anni 64 † 4 luglio 2014

Rocco Aldo Fiorona Anni 83 † 17 giugno 2014

Alessandro Benicchio Anni 89 † 17 luglio 2014

Mario Bonacina Anni 90 † 21 luglio 2014

Ponteranica e Rosciano HANNo RICEVUTo IL BATTESIMo

padre Leonardo Bettoni Anni 75 † 24 luglio 2014

Giovanni Invernizzi Anni 79 † 29 luglio 2014

a Ponteranica e di D'Alessandria Laura Il 1 giugno Tommaso Gambirasio Simone Buccaro di Paolo e di Candelù Silvia di Buccaro e di Mazza Francesca Il 15 giugno Valentina Foppa Federica Rizzini di Mauro e Capelli Leila di Marco e di Cecca Valentina Giorgio Tassetti Marco Sala di Alberto Marco e Borata Laura di Mauro e di Decio Eleonora

Il 7 settembre Arianna Mangini di Alberto e di Ambrosi Silvia Anita Valli di Paolo e di Zorzi Silvia

Paolo Vischetti di Alberto

Samuele Cortinovis di Marco e di Cannistra Lorena

Tommaso Ferraguti di Andrea e di Belotti Pamela

Matteo Giuseppe Maria Pisasale di Gabriel e di Cecchini Manara Virginia Maria

MATRIMoNI

Andrea Locatelli Anni 15 † 28 agosto 2014

Patrick Lorenzi Anni 8 † 28 agosto 2014

Rigè Matteo con Gotti Alice il 7 giugno 2014

Marino Daniele con Zanetti Sara l’1 settembre 2014

Battaglia Giorgio con Spadavecchia Lucia il 21 giugno 2014

a Rosciano Zorzi Andrea con De Maestri Paola 6 giugno 2014 Baggi Tomas con Vilar Dasilva Maria De Los Remedios 7 luglio 2014 Barbosa De Oliveira Galiza Stallonio con Lo Verde Stefania Emanuela 12 luglio 2014

Gotti Manuel Guido con Rota Marta Maria il 18 luglio 2014 Carminati Andrea con Piazzalunga Federica il 30 agosto 2014

Maria (Mara) Milesi Anni 72 † 1 settembre 2014

Ramera

Maria Rita Ronzoni Anni 50 † 30 agosto 2014

Mario Epis Anni 76 † 4 settembre 2014

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Natale Giuseppe Minetti Anni 76 † 7 settembre 2014

BRUGNETTI Paolo di Giorgio e Giovenzana Daria

HANNo RICEVUTo IL BATTESIMo ALLA RAMERA

29 giugno 2014 BARACHETTI Daniele di Davide e Casati Nadia

6 luglio 2014 BELOTTI Filippo di Alessandro e Colnago Arianna


Giovanni Rocco guiderà il judo bergamasco Giovanni Rocco al timone del Judo CSI di Bergamo. Lo ha annunciato all’assemblea delle società il presidente provinciale a Bergamo e vicepresidente vicario del CSI nazionale,Vittorio Bosio. Il nuovo responsabile si avvarà della collaborazione di Flavio Testa, ( Judo Malegno ) e Cristiano Corna (Judo Dinamica),quindi il judo ciessino si rinnova con una ventata di fresco. Nelle parole di Bosio c’è tutta la soddisfazione per questa decisione, dando il via a una nuova era giovane e piena di nuovi traguardi da raggiungere. È stato lo stesso neo eletto Rocco, a scegliere i suoi collaboratori neanche a farlo apposta suoi coscritti, Rocco nel discorso di insediamento a ringraziato chi lo ha preceduto, ma soprattutto ricordato chi lo ha fortemente voluto come delegato provinciale,

ovvero il Maestro Franco Colombi delegato nazionale del CSI, e Giambattista Paris delegato regionale, in’oltre la sua candidatura era stata appoggiata anche dal Maestro Santo Pesenti presidente regionale della federazione (Fijlkam) alla quale appartengono tutte le società di judo a livello nazionale, mettendo il sigillo a una stretta collaborazione tra l’ente di promozione e la federazione. Il programma del nuovo anno judoistico sarà deciso durante la prossima assemblea che si terrà il 10 settembre,presso la sede del CSI a Bergamo in via Gleno, in quell’occasione Rocco illustrerà il programma del nuovo calendario, e le nuove strategie per confermare, se ce ne fosse ancora bisogno l’ascesa del judo targato Bg, che anche durante l’ultimo campionato italiano ( svoltosi a maggio a Salso Maggiore PR ) si è piazzato tra le più forti del judo nazionale CSI, questo grazie anche alla società dello stesso delegato provinciale ( Judo club Ponteranica)

che ha piazzato ben cinque atleti sul gradino più alto del podio, piazzandosi al sesto posto assoluto su 32 società presenti alla manifestazione nazionale. Quindi non ci resta che augurare buon lavoro al nuovo delegato con una punta d’orgoglio Ponteranichese, e un imbocca al lupo per il suo cammino in questa nuova avventura.


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orari SS. Messe a Ponteranica Chiesa Parrocchiale (da luglio e agosto) Prefestiva: ore 18.30 Festiva: ore 8.00 – 10.30 ore 18,30 (solo la prima domenica del mese a Castello; e la terza del mese alla Costa Garatti) Feriale: dal lunedì a venerdì ore 8,00

Chiesa di San Rocco al Castello Festiva: Feriale:

ore 11,00 ore 17,00 (alla Grotta) Giovedì ore 18,00 Sabato ore 19,00

Agenda di Ramera don Flavio Rosa Parroco Casa Parr. Ramera don Cristian Mismetti

tel. 035 57 11 40 cell. 340 66 53 939 tel. 035 57 01 81 cell. 347 88 94 972 Scuola dell’Infanzia Tel. 035 57 13 85 Segreteria parrocchiale Ramera: Aperta da lunedì a venerdì ore 14.30 – 17.30 Per certificati, anagrafe, abbonamenti, informazioni, prenotazioni Cineteatro, iniziative varie… tel. 035 57 57 89 e mail: parrocchiaramera@libero.it Pratiche Cisl Inas (lunedi mattino) ore 9.00-11.30 Ponteranica Attiva e mail: ponteranicaattiva@libero.it

orari SS. Messe a Ramera Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.00 Festiva: ore 7.30 – 9.00 (alla Chiesina di S. Giorgio alla Petos) 10,30 - 18,00 Feriale 8.00 – 16.30 (dal 30 settembre) venerdì ore 16.00 adorazione eucaristica segue messa 18,00

orari SS. Messe Padri Sacramentini Prefestiva Festiva Feriale Padri Sacramentini ordini@sacramentini.it

ore 17,30 ore 8,30 - 11,00 17,30 ore 7,00 - 17,30 tel. 035 57 10 15

orari SS. Messe alla Madonna dei Campi Al Cimitero Feriale:

Martedì ore 18,00

Prefestiva Festiva

ore 18,00 ore 9,30

gruppo diocesano

orari SS. Messe a Rosciano Festiva: Feriale:

ore 11,00 ore 17,00 (alla Grotta) Giovedì ore 18,00 Sabato ore 19,00

LA CASA InConTRI di ASCoLTo e di PRegHIeRA per persone SePARATe, dIVoRzIATe o RISPoSATe, ogni primo martedì del mese almenno san salvatore presso il chiostro vicino all’oratorio - via cappuccini n.3.

www.parrocchiediponteranica.it

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Le comunita insieme 4 2014  

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