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Le Comunità Insieme Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Ottobre - Novembre 2013

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Missionari... a casa nostra! Iniziamo anche nelle nostre comunità l’esperienza dei Centri di Preghiera nelle famiglie


Le Comunità Insieme

Editoriale

Periodico interparrocchiale a cura delle Comunità di Ponteranica

Ottobre - Novembre 2013

Parrocchia della Trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e Vincenzo in Ponteranica Parrocchia di S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine in Ramera di Ponteranica

Missionari... a casa nostra! Iniziamo anche nelle nostre comunità l’esperienza dei Centri di Preghiera nelle famiglie

Sommario Abramo Padre, esempio dei credenti pag. 3 Una Comunità... tutta casa e chiesa

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Guide esemplari

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Comunità Ramera

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Anagrafe delle parrocchie 16 I Sacramentini

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Comunità Ponteranica e Rosciano

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Le Associazioni

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Registrazione Trib. di Bergamo n° 17 del 1/07/2010. Direttore responsabile: Agazzi Davide In Redazione: Enrico, Franco, Margherita, Simona, Vincenzo, don Cristian, don Flavio, don Sergio. Stampa: Centro Grafico Stampa Tel. 035 29 50 29 Articoli e files possono essere spediti a: info@centrograficostampa.it

Il prossimo numero uscirà il il 29 novembre. Gli articoli dovranno essere consegnati entro il 15 novembre.

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Capaci di Vangelo Crede nel Dio di Gesù? I miei genitori hanno voluto che fossi credente sin dalla mia più tenera età: cammin facendo ho smesso di credere. È già arduo confidare in se stessi, nelle persone che si affacciano alla porta di casa, nella vita stessa che porta con sé incertezze e delusioni… Oggi molte persone si definiscono credenti: poi si scopre che non conoscono neppure Gesù di Nazareth… E’ vero. Rischiano di credere a un Dio tutto loro, impastato di fantasia e di esperienze della vita, senza studiare, ricercare, contemplare il volto di Colui che dicono essere il fondatore della loro religione. Gesù di Nazareth è una persona che si è giocata la vita non da scherzo! Ha fatto discutere per secoli e secoli. Quindi non è facile credere. Dunque lei pensa che sia necessaria una formazione nella fede? Siano indispensabili lo studio della Scrittura, la catechesi degli adulti, la formazione delle giovani generazioni? Nessuno è mai nato cristiano, maestro e teologo. A credere si impara. Si cerca di credere fidandosi di una parola, come un bambino si fida della voce della sua mamma. Certamente la formazione è necessaria nella vita di un credente, specie se genitore, se educatore, se fratello maggiore che si affianca alle giovani generazioni. Del resto riconosciamo tutti che la formazione sta alla base di ogni cammino di vita, di ogni approccio alla realtà. In fondo nessuno rinuncia nella sua esistenza alla libertà di pensiero e di volontà. Se un uomo smette di cercare indebolisce la sua capacità naturale di saper dire il perché delle cose, il perché aderisce a

una proposta di fede o meno. Alla Chiesa di Bergamo è affidato il mandato di riflettere sulla catechesi degli adulti: Perché e come fare catechesi? Quali strade per essere uomini e donne capaci di Vangelo? Uomini e donne di Vangelo … hai utilizzato un’espressione forte, affascinante e rischiosa … chissà mai se ve ne sono qui da noi … E’ un cammino … è uno stile di vita, è un traguardo fiducioso e faticoso. Eppure mi accorgo che ci sono: i modelli autentici da prendere in considerazione ci sono sempre stati e ci saranno. E se altri vogliono essere veri credenti, vogliono fare il salto di qualità tale che richiede un’adesione sincera ad una vita sempre più evangelica, debbono tentare di essere uomini e donne sorprendenti, singolari nella loro stranezza, fedeli imitatori di un Dio che guarda in faccia a questa umanità con gli occhi liberi e penetranti di Gesù. D’altronde non mi insegni tu prete che Vangelo sta per buona notizia, vita sorprendente? Allora condivido calorosamente il bisogno di riflettere sulla formazione personale degli adulti: buon cammino se ti siedi ancora ad ascoltare il Rabbino di Nazareth! don Cristian, don Sergio, don Flavio


La Parola

Abramo Padre, esempio dei credenti

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a lettera pastorale 2013/014 del nostro Vescovo Francesco chiede un forte impegno e una particolare attenzione alla formazione di donne e uomini capaci di annunciare e testimoniare il Vangelo nei luoghi dove vivono e illuminare con la luce di Cristo ogni rapporto familiare e sociale. La fede che ci viene donata fa parte della nostra vita, non è una virtù astratta ma è per un cammino da compiere per tutto il tempo che ci è dato da vivere. L’esempio di come accogliere questo dono fondamentale lo troviamo nel primo libro della Bibbia nella persona di Abramo quando inizia un nuovo cammino seguendo la Parola del Signore e crede a quanto Dio gli ha detto. Con Abramo inizia una lunga storia che ha ancora molto da insegnare all’uomo di oggi, è la storia di un Dio che ricerca l’uomo e si fa presente al mondo in modo nuovo e sconosciuto: “esci dalla tua terra a va dove ti mostrerò…”: Dio si fa presente all’uomo per cambiare la si tuazione precedente e per donare cose nuove: la chiamata di Dio ad Abramo promette un popolo, la terra e la benedizione per tutti i popoli della terra. Abramo con la sua risposta diviene esempio fondamentale di docilità e ubbidienza alla chiamata di Dio, la pronta adesione alla sua volontà si può considerare quasi una scommessa tra Dio e l’uomo: la fede che il Signore chiede ad Abramo è una fede particolarmente difficile che gradualmente viene testimoniata senza alcuna esitazione.

“Il Signore disse ad Abramo: “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela verso la terra che ti indicherò”. Farò di te una grande nazione e ti benedirò e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra. (Gn. 12, 1-3) Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: “Abramo!” Rispose “Eccomi!”. Riprese. “Prendi tuo Figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che ti indicherò” (Gn. 22,1 – 2) Abramo si fida di Dio, abbandona le sue certezze, la sua casa, le sue ricchezze, e fin dall’inizio segue la voce di Colui che gli ha indicato una nuova via e una nuova vita fidandosi completamente delle sue promesse. Nel capitolo 22 della Genesi viene descritta la richiesta del sacrificio di Isacco, qui troviamo una risposta che potremmo dire di una fede folle e totale; Abramo non si domanda niente, ma fa tutto quello che Dio gli chiede. Questa è la fede biblica, Dio va creduto, va ubbidito, questa è una fede perfetta che ci fa pellegrini in dipendenza con Dio; Abramo ci insegna, nel suo cammino difficile e oscuro, a porre la nostra fiducia nel Signore che sappiamo aver sempre manifestato il suo amore per l’umanità nel corso della storia, tanto da inviare al mondo il suo unico figlio Gesù che con la sua Morte e Resurrezione ha portato la salvezza ad ogni donna e ad ogni uomo. La società in cui viviamo insegna

molte cose il cui fondamento principale è la realizzazione dei propri progetti, del proprio benessere e molto altro ancora, Abramo con la sua vita ci insegna che la nostra esistenza viene ridimensionata e indirizzata dalla Parola del Signore sia nelle difficoltà sia nelle gioie piccole o grandi che incontriamo quotidianamente. Per meglio conoscere la volontà del Signore la sua Parola e le sue richieste la Chiesa di ogni tempo ha sempre proposto momenti di formazione e di studio per gli adulti, per gli adolescenti e per i piccoli, infatti una catechesi ben fatta aiuta a crescere nella fede, a rafforzare la relazione di amicizia personale con il Signore attraverso un dialogo di ascolto e di amore che dona al cuore certezze e speranze assopite, capacità di amore, di perdono e di vita, nella certezza che Dio ci dona cose impensabili e per noi impossibili. A noi è chiesto solo lo sforzo e l’impegno di trovare i tempi e i luoghi per meglio conoscere Gesù e per ringraziarlo di essere cristiani. Giovanna

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I Centri di Preghiera nelle Famiglie

Missionari... a casa nostra! Parte anche nelle nostre comunità parrocchiali l’esperienza dei CENTRI DI PREGHIERA NELLE FAMIGLIE. Per ritrovare lo spirito dei primi cristiani, per essere più vicini a chi ci vive accanto, per riportare la preghiera nelle nostre case

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primi cristiani non ebbero da subito una prassi liturgica e spirituale propria. Negli Atti degli apostoli leggiamo che essi – in continuità con le loro origini ebraiche – continuarono per diverso tempo a frequentare il tempio di Gerusalemme, seguendo la prassi celebrativa del culto ebraico (Cfr. At 2, 46; 3, 1; 5, 12.42; 21, 26-30; 22, 17). Pur non avendo interrotto la partecipazione ai momenti liturgici israelitici, da subito si realizzò però una celeMi piace immaginare brazione specificala Chiesa come una mente cristiana: la casa. All’inizio era “fractio panis” (la proprio così: la co- frazione del pane, munità dei cristiani cioè l’attuale celenon aveva luoghi brazione eucaristica). propri, ma si riuniva Fin dall’inizio, a nelle case: le case del- questo scopo le la Chiesa. L’imma- piccole comunità gine della casa cristiane si radudice un appro- narono nelle case, do, una meta. accolte da famiglie In tempi in cui di battezzati che l’abbandono, la di- dispo nevano di spersione e la lonta- spazi sufficienti e nanza sono diffusi, il che presero il dono di una casa, da nome di “Domus Ecclesiae”. noi così fortemente La Chiesa dei primi percepito, offre sicu- tempi era una corezza e pace. munità fatta di (Il vescovo Francesco) famiglie e dunque nelle famiglie è stata per i primi due secoli della vita della Chiesa la forma normale della comunità. Man mano le comunità si strutturavano si arti-

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colava sempre più anche il ruolo di queste case, dette le Domus Ecclesiae, le case della chiesa: vi si celebravano il battesimo e l’eucaristia, si pregava insieme; si leggeva, ascoltava e commentava la Parola di Dio. Nella lettera ai Romani si legge che a Roma Paolo saluta Prisca e Aquila e “la comunità che si riunisce nella loro casa” (Rm 16, 3-5). Nelle “Chiese domestiche” si incontravano fianco a fianco “giudei e greci”, ossia cristiani provenienti dall’ebraismo e altri dal paganesimo; “schiavi e liberi” “maschi e femmine”, poiché le comunità domestiche erano ovviamente miste e, anzi, spesso guidate e organizzate da donne dato il legame stretto tra donna e casa. Era una famiglia di sangue allargata, comprendeva battezzati di tutti gli strati sociali – cittadini o schiavi, ricchi o poveri, intellettuali o illetterati – che si riconoscevano nella comune categoria teologica di “fratelli”. Fu dunque nelle “Chiese domestiche” che maturò a poco a poco - molto prima che nella cultura civile - la coscienza di una vera “uguaglianza” di fondo tra tutti i battezzati, a qualunque etnìa, sesso, condizione sociale appartenessero. In questo contesto matura anche la vicenda dello schiavo Onèsimo raccontata da San Paolo nella lettera a Filemone. Onèsimo era il giovane schiavo compagno di cella di San Paolo a Roma. Era

fuggito dalla Frigia in cerca di libertà dopo aver derubato il suo


padrone FILEMONE, di Colossi. In cella Onesimo era stato convertito e battezzato da San Paolo, ed ora la legge lo rispediva al suo padrone Filemone, un cristiano. L’Apostolo sapeva cosa disponesse la legge per lo schiavo al suo ritorno a casa, forse anche la morte in croce. Così scrive all’amico Filemone, che pure aveva battezzato, ricordandogli la sua fede cristiana: “Ora non accoglierlo più come uno schiavo. Egli è molto più che uno schiavo: è per te un caro fratello. È carissimo a me, tanto più deve esserlo a te, sia come uomo

sia come credente. Dunque se mi consideri tuo amico, accogli Onèsimo come accoglieresti me. E se egli ti ha offeso o se deve restituirti qualcosa, metti tutto sul mio conto. Ecco la garanzia scritta di mia mano: io, Paolo, pagherò per lui. Vorrei però ricordarti che anche tu hai qualche debito verso di me: mi devi te stesso”. A Dura Europos, in Siria, si trovano i resti di una delle più antiche Domus mai ritrovate. La città, che era allora un crocevia di popoli e religioni diverse (ellenica, romana, ebraismo, mitraismo, cristianesimo…) fu rasa al suolo nel 256 d.C. e mai più ricostruita. Riscoperta dagli archeologi nel 1920, conserva ancora diversi edifici religiosi. La Domus è databile, grazie a un graffito, all’anno 232 e può essere definita una delle “chiese” più antiche del mondo. Si tratta di una struttura a due piani, quello superiore probabilmente utilizzato come abitazione, ed il pianterreno a disposizione della comunità, articolato con una serie di sale intorno ad un cortile centrale: la sala dove si riuniva la comunità, quella che serviva per la festa dopo la preghiera, ed anche un piccolo battistero per l’iniziazione cristiana, l’unica sala decorata a riprova che era il cuore dell’edificio. Ritrovarsi a pregare e meditare la Parola di Dio nelle famiglie non è dunque una cosa nuova, e neppure una stramberia: non lo è perché, come abbiamo appena letto, la Chiesa è nata così, nelle case e nelle famiglie. Non lo è perché da decenni ormai molte parrocchie hanno ripreso questa forma pastorale comunitaria. Cosa può offrire alle nostre comunità parrocchiali, oggi, questa esperienza al punto da indurre i Consigli Pastorali ed i sacerdoti a riproporla con impegno? Alcune considerazioni, frutto di riflessioni sul nostro essere cristiani oggi: ritrovarsi e incontrarci

nelle nostre case ci rende anzitutto più “vicini”, ci aiuta a curare le relazioni con chi ci vive accanto. Senza uno stile di fraternità e di vicinanza la nostra testimonianza cristiana perde di sapore. Inoltre è sempre più raro, poi, veder pregare nelle nostre case. Un misto di pudore, indifferenza, rispetto umano ed altro ancora fa sì che persino un segno di croce fatto insieme prima dei pasti sia una cosa troppo impegnativa nelle famiglie… In quali case ci si ritrova? In quelle che accettano di mettere la loro casa a disposizione per questo momento di preghiera, comunicandolo ai sacerdoti. Cosa si fa nei Centri di Preghiera? Dopo un momento di accoglienza si inizia la preghiera: si ascolta un brano della Parola di Dio e un breve commento. Si condividono le riflessioni che suscita. Si raccolgono i frutti della riflessione in una preghiera conclusiva. Chi è invitato nei Centri di Preghiera? Tutti possono prendervi parte, liberamente, senza che sia necessario un invito personale. Le famiglie ospitanti e gli animatori del Centro possono poi provvedere comunque ad invitare le persone che vivono nel palazzo o nel vicinato. Come sostenere l’iniziativa dei Centri di Preghiera nelle Famiglie? - Partecipandovi in prima persona, superando la timidezza, per arricchirsi e arricchire gli altri partecipanti. - Facendola conoscere portando i volantini informativi nella propria via, o nel palazzo, o parlandone con i vicini. - Mettendosi a disposizione per animare e coordinare la preghiera in un Centro. - Aprendo la propria casa e comunicando la propria disponibilità all’accoglienza dei vicini che vogliono pregare insieme.

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Famiglia...

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e penso ai miei figli, m’immagino le attività che potranno svolgere, le scuole o i corsi che vorranno e che potrò permettermi di fargli frequentare, le esperienze che vorranno o che potrò consentirgli di vivere nella vita, come andare all’estero per alcuni mesi e possedere una lingua straniera. Cerco di intravedere quale potrebbe essere il futuro giusto per loro, quello per cui sono nati. La religione cattolica la chiama vocazione: realizzare ciò a cui si è chiamati. In tutti i popoli ed in tutte le culture esistono leggende o storie che raccontano del bisogno che ogni uomo ha di trovare la propria strada. Segno che non è così scontato e così semplice riuscirci! Quello che facciamo tutti i giorni tende proprio a questo: con-

Guide esemplari “Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, per tanto, è un’abitudine” Aristotele sentire ai propri figli di potersi realizzare, di essere bravi, soddisfatti di sé, riconosciuti, apprezzati. Incontrando tanta gente, scopro che i bambini ed i ragazzi che sono felici non sono necessariamente quelli che hanno fatto tante esperienze o che vivono in una casa grande, bella e pulita. Anche quelli, ovviamente. Ci sono però bambini e ragazzi, ma anche adulti, che hanno stoffa da vendere pur non avendo avuto tante opportunità di tipo culturale. Non è possibile distinguere chi nella vita avrà successo e sarà felice solo guardando quante esperienze hanno potuto vivere. Dove hanno imparato ad essere così tenaci, ad essere leader? La risposta può venire da un’interessante ricerca condotta da un gruppo di psicologi. Essa riguarda un gruppo di bambini di quattro anni e i marshmallow (ovvero quelle caramelle che i miei figli chiamano “mollicioni”). I ricercatori hanno chiesto ad ogni bambino di stare per cinque minuti da solo in una stanza, seduto di fronte ad un tavolo. Su questo tavolo era appoggiato un piattino con un marshmallow. Ai bambini è stato detto che se fossero riusciti a resistere e a non mangiare la caramella, al termine dei cinque minuti ne avrebbero ricevute due. Alcuni bambini sono riusciti a resistere: hanno annusato, leccato, guardato la caramella o si sono

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girati in modo da non vederla per riuscire a non cedere alla tentazione. Altri hanno resistito solo un paio di minuti, altri ancora appena chiusa la porta si sono mangiati la caramella. La cosa interessante è che i ricercatori hanno voluto incontrare dieci anni dopo quei bambini divenuti ormai adolescenti. La domanda che si sono posti è se le strategie utilizzate dai bambini a quattro anni fossero cambiate nel tempo e se avessero “influenzato il loro sviluppo successivo, per esempio durante l’adolescenza. E le differenze che hanno riscontrato continuano ad essere strabilianti. … i bambini che avevano tenuto duro e non avevano mollato durante i test a 4 – 5 anni, sono diventati degli adolescenti più capaci di altri nei rapporti sociali e soprattutto più resistenti alle frustrazioni della vita. Di fronte agli ostacoli e alle difficoltà sono in grado di accogliere la sfida e di affrontarla con i propri mezzi, mostrando un buon grado di fiducia in sé, convinti di potercela fare. … Dall’osservazione di questi ragazzi alla fine delle scuole superiori risulta che i giovani capaci di attendere sono diventati dei bravi studenti, in grado di concentrarsi, di tradurre in parole le proprie idee e di difenderle con adeguate argomentazioni. Mentre per il gruppo di ragazzi che avevano mostrato di non sapersi controllare, il destino scolastico è comprensibilmente più fallimentare: per studiare ed applicarsi occorre infatti saper tollerare le frustrazioni e le limitazioni imposte dalla vita scolastica. E non solo per gli impegni di studio, ma anche nei rapporti con i coetanei”1. I bambini che sanno attendere crescono con una maggior fiducia in se stessi. Non sono né il sapere l’inglese, né il saper nuotare, né il saper danzare ad offrire questa forza di carattere. Se proposti e gestiti bene, i corsi certo sono un’occasione per cimentarsi con la fatica, con l’impegno, con il resistere, oltre che offrire occasioni di conoscenza. Ma il vero banco di prova sono le infinite situazioni offerte dalla vita: trattenersi dalla voglia di strappare un gioco dalle mani dell’amico o saper aspettare il proprio turno, posticipare la soddisfazione di mangiare una caramella a dopo pranzo, attendere di essere usciti dal supermercato per mangiare il pane comprato dalla mamma, attendere il momento in cui si è seduti a tavola per mangiare, o in cui c’è l’intervallo per guardare le figurine che mi piacciono molto, o per bere quella sorsata d’acqua dalla bottiglietta che ho nello zaino… Come fa un bambino ad imparare ad attendere, caratteristica che la storia dei marshmallow ci ha mostrato condizionare fortemente il credere in sé


e nella vita? Come impara ad attendere con fiducia che la mamma tornerà a prenderlo a scuola, o a dormire nel proprio letto con la certezza che non gli accadrà nulla di male, o ad attendere che sia l’ora della nanna per avere il ciuccio? Quante volte di fronte ad un bambino che piange gli spieghiamo, gli raccontiamo,… e lui continua a piangere? Sono momenti in cui si dice che i figli “mettono alla prova”. Quale è la prova che ci chiedono di affrontare? Riuscire a resistere per portare a compimento quello che gli abbiamo detto! Dal nostro esempio imparano due cose fondamentali: cosa è vero e cosa no di ciò che gli diciamo, e come si fa ad aspettare e a resistere. Ci sono diversi tipi d’intelligenza2: quella che si possiede per nascita, quella che matura come conseguenza dai percorsi scolastici o di esperienze che si vivono, e c’è anche un’intelligenza emotiva, ed è quella che, come i più recenti studi hanno dimostrato, condiziona fortemente tutte le altre. L’intelligenza emotiva in parte è legata a caratteristiche personali, ma si struttura con le esperienze di vita quotidiana: sono le esperienze emotive che vivo tutti i giorni che mi faranno essere una persona capace di attendere e di credere, od una persona convinta che i fortunati siano gli altri. La capacità di credere in se stessi che sostiene ogni atto creativo la impariamo dall’esempio delle persone che frequentiamo: ogni persona può incidere nella nostra vita offrendoci l’occasione di credere in noi stessi. Ovviamente, però, i genitori, soprattutto nella prima infanzia, hanno un ruolo privilegiato. Nell’adolescenza il ruolo privilegiato lo assume il gruppo sociale che si sceglie o che ci si trova a frequentare (anche se la scelta è in parte legata alla capacità critica elaborata in precedenza). Saper resistere come quei bambini delle caramelle. Ci sono stati momenti in cui mi sono detta: “Belle parole, ma se io non ce la faccio più, come posso resistere?” Ho imparato che in quei momenti ciò di cui abbiamo bisogno è la stessa cosa di cui hanno bisogno i nostri figli: nessuna parola, ma qualcuno vicino che ci offra concretamente un esempio. Ricordo il senso di rabbia che mi dava il 1 2

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sentirmi inadeguata ed incompetente nel gestire i pianti del mio primo figlio. Mi chiedevo se lo avevo viziato, se non riuscivo a capirlo o a farmi capire, insomma mi facevo prendere da quelle che amichevolmente chiamo “paturnie”. Poi arrivava mio papà, se lo prendeva in braccio, lo portava a fare un giro per la stanza mostrandogli ora un quadro, poi un gioco, poi una pianta, poi gli faceva strappare una foglia,… poi lo metteva a terra e lui iniziava a giocare. Lo aveva semplicemente distratto. Il gioco di forza che stava nascendo tra me e lui perché voleva qualcosa che non potevo o volevo dargli era stato semplicemente detonato. Senza parole. Con i fatti. E quei fatti erano stati anche per me una lezione più efficace della pila dei miei libri. Alla fine avevamo vinto tutti. Capii allora che quello era il modo giusto per condurre mio figlio verso l’obiettivo in modo autorevole. Mi sono interrogata spesso su quale fosse il confine tra l’essere autorevole, autoritaria, permissiva o addirittura assente. Nessuno pensa di essere assente o permissivo, altrimenti non lo farebbe. Ci hanno insegnato così bene che il meglio per la crescita di un figlio è l’essere autorevoli, che tutti ci sforziamo di esserlo. Il modo in cui lo siamo però è così diverso che possiamo cadere in una delle altre tre tipologie senza neppure accorgercene. Le parole e le definizioni non aiutano. Solo gli esempi concreti3 di chi ci sta attorno possono essere guida. Accanto agli esempi serve la forza per cambiare: i nostri figli possono cambiare e crescere solo se noi siamo disposti a cambiare e crescere. Così, con il nostro esempio, potremo essere le loro guide. Insomma, come direbbe Calvino, “l’umanità pare debba tenersi per mano”. Simona Colpani

M. Ammaniti, Crescere con i figli, Oscar Mondadori, pag. 23-25 La teoria delle intelligenze multiple è di H. Gardner, professore di pedagogia e psicologia all’università di Harvard. Secondo lui esistono sette tipi di intelligenze diverse e relativamente indipendenti tra di loro. Non dunque sette abilità cognitive che riflettano una qualche intelligenza unitaria e sovraordinata, ma proprio sette moduli mentali distinti, anche se interagenti. Le sette intelligenze emotive delineate da Gardner sono: i. linguistica, i. logico-matematica, i. visivo-spaziale, i. musicale, i. corporeo–cinestesica, i. interpersonale, i. intrapersonale. Secondo R. J. Stemberg invece esistono tre forme di intelligenza: analitica, pratica e creativa. Le due teorie sono considerate integrabili. Penso che sia uno dei motivi per cui una trasmissione come la Tata abbia tanto successo: poche parole e fatti concreti.

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

La visita ai degenti in ospedale D

alla Lettera di san Giacomo apostolo: «Chi è malato, chiami vicino a sè i preti della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati». La visita agli ammalati nelle case ed ai degenti in ospedale è essenziale gesto di amore di colui che per mandato del Vescovo ha la responsabilità di una parrocchia. La malattia è situazione assai difficile, talvolta, da vivere. L’incertezza circa la propria condizione, le notizie sintetiche dei medici, la preoccupazione dei propri familiari, sono aspetti che determinano la condizione di chi soffre. La mia esperienza mi fa dire che è estremamente importante la visita del parroco. Ogni volta ho incrementato la convinzione che è servizio difficilmente sostituibile. Con la visita del prete è Gesù stesso, come afferma l’introduzione alla preghiera nella benedizione delle famiglie, che entra nella stanza di ospedale mediante il corpo e le parole di un suo ministro. Certo, frequentemente è neces-

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sario tempo non esiguo per recarsi all’ospedale, parcheggiare, cercare e trovare la persona degente. Ho capito da subito che ciò comporta di essere cercati in parrocchia ed al ritorno mi sento dire: «Non l’ho trovata!» con accento di rimprovero. Pago pedaggio! Non mi importa. Non è tempo perso. Anzi, a mio avviso, è uno dei modi migliori che ho di vivere il tempo a disposizione dei miei fratelli e sorelle nella fede. E pure delle persone che non condividono la mia stessa fede cristiana. Sì, perché tutti, ma proprio tutti, anche coloro che dicono di non credere hanno piacere di ricevere la visita del parroco. È grande la gioia di chi riceve la visita del prete: perchè negarla? I familiari ed i parenti hanno sempre tanta paura che il proprio caro, ammalato, «capisca» o «penserà di essere arrivato alla fine». Quindi frequentemente evitano in ogni modo la visita del prete. Ho il massimo rispetto di ciò ma penso convintamente sia preoccupazione infondata. In questo percorso mi avvalgo della preziosa vicinanza e della gioia di condividere la visita agli ammalati di due ministri straordinari dell’eucaristia: Michelis

Maria e Nessi Margherita. Hanno iniziato il loro servizio con don Franco e lo stanno continuando pure con me. A loro va pure sempre la mia sincera riconoscenza perchè svolgono questo servizio pastorale con generosità e discrezione. Alcune persone puntualmente e con grande precisione mi informano circa i degenti in ospedale: Luisa Lazzarini ed Apollonia Sigismondi in particolar modo, ed altre persone. Infine, un appello maturato dentro il Consiglio pastorale parrocchiale: fatemi sapere chi è all’ospedale; coloro che sono a casa hanno già comunicato il proprio desiderio della visita. I degenti all’ospedale soprattutto sono assai felici di ricevere la visita del parroco. Coraggio! Non preoccupatevi. Fatevi avanti e comunicatemi il maggior numero possibile di dati in modo tale che possa fare visita: l’ospedale, il reparto, il padiglione, il numero della stanza. Tutti i dati sono utili. Vi ringrazio per la collaborazione e l’aiuto che intenderete offrirmi per svolgere in maniera maggiormente capillare tale visita dal valore altamente umano e cristiano. don Flavio


50° anniversario della morte del Beato Giovanni XXIII “Esattamente cinquant’anni fa, proprio in queste ore, il Beato Giovanni XXIII lasciava questo mondo”

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on queste parole il Santo Padre Francesco esordiva nel suo discorso di benvenuto ai pellegrini della diocesi di Bergamo riuniti nella Basilica Vaticana, guidati dal Vescovo di Bergamo sua Eccellenza Monsignor Francesco Beschi. Anche noi della Ramera, accompagnati dal nostro vicario don Cristian, che in ogni momento ci è stato vicino e ci ha aiutato a vivere in comunione sincera questi momenti tanto profondi e pieni di spiritualità. Sono iniziati, il giorno prima, con la partecipazione alla preghiera dell’Adorazione Eucaristica, nella ricorrenza del Corpus Domini, in San Pietro e presieduta dal Santo Padre Francesco, proseguita il giorno successivo con il canto delle Lodi in San Paolo fuori le mura pre-

sieduta dal Vescovo di Bergamo e seguita dalla Lectio Magistralis tenuta dal Cardinale Paul Poupard, che in prima persona ha vissuto e ci ha spiegato lo sviluppo degli avvenimenti che avevano portato all’apertura del Concilio Vaticano II. Nel pomeriggio (del 3 giugno), ricorrenza del cinquantesimo della morte di Papa Giovanni XXIII, il momento più importante del pellegrinaggio con la celebrazione dell’Eucarestia in San Pietro presieduta dal Vescovo di Bergamo e al termine della quale si è tenuto l’incontro con il Santo Padre. Un’esperienza che difficilmente chi era presente potrà dimenticare sia per la spiritualità del momento sia per la commozione vera fra tutti i pellegrini con il loro Vescovo e con il Santo Padre nel ricordo

di Papa Giovanni. La conclusione poi il giorno successivo con la celebrazione dell’Eucarestia in San Giovanni in Laterano, presieduta dal Vescovo di Bergamo in ringraziamento per quanto in questi giorni abbiamo vissuto e per quanto lo Spirito Santo ha infuso nei nostri cuori. Sono stati tre giorni di sentita e profonda comunione, tra di noi e con tutti i pellegrini, nei quali guidati dal nostro vicario don Cristian abbiamo potuto rinfrancarci nella fede nel ricordo del Beato Giovanni XXIII confortati dalle parole del Santo Padre Francesco che ci ha fatto capire quanto possa essere importante il messaggio che Giovanni XXIII ci ha lasciato: “Oboedentia et pax” questo il motto di Papa Roncalli e queste, obbedienza e pace, sono pietre miliari che devono guidare il nostro cammino sorretti dallo Spirito Santo. Un grazie al Vescovo di Bergamo, alla chiesa di Bergamo tutta e un ringraziamento particolare al nostro vicario don Cristian che ha saputo farci assaporare nel giusto modo e con il dovuto fervore spirituale questa esperienza che credo abbia contribuito a meglio trasmetterci la freschezza che deve sorreggere la nostra fede. Un grazie e una preghiera per il Santo Padre che ci ha fatto sentire la Sua vicinanza: senta sempre vivo il nostro affetto e la nostra partecipazione al Suo Ministero. A breve Papa Giovanni XXIII verrà proclamato Santo e anche questo potrà essere un altro momento nel quale rafforzare la nostra fede nel suo ricordo e nel cercare di interiorizzare e vivere ogni giorno ciò che ci ha suggerito durante tutta la Sua vita, come ci ha spiegato il Santo Padre Francesco al termine del Suo incontro: “Custodite il suo spirito, approfondite lo studio della sua vita, imitate la sua santità. Lasciatevi condurre: il Signore farà tutto il resto“.

Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Emilio Buscaini

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Rio 2013: un’emozionante slancio di Fede E

dopo Colonia 2005, e Madrid 2011 eccomi qui a raccontare Rio 2013 da volontario di Casa Italia. Sono partito da Bergamo il 13 luglio alla volta di Roma dove ho incontrato i miei compagni di viaggio, un gruppo di ragazzi e ragazze da tutta Italia, con i quali sarei partito per Rio per aprire Casa Italia, una “casa” per tutti i pellegrini italiani lontani da casa. Siamo atterrati a Rio, dopo aver fatto scalo a Francoforte, domenica mattina. Subito abbiamo lasciato i bagagli e ci siamo immersi nella vita mattutina di Rio. Abbiamo passato la prima settimana della nostra permanenza a Rio allestendo Casa Italia, per renderla accogliente e calda proprio come la casa di un amico che ci accoglie. Dalla mia permanenza a Rio ho sicuramente imparato ad apprezzare lo spirito di accoglienza e di apertura dei brasiliani, disponibili in tutto e per tutto. Finito di preparare è giunto finalmente il centro della nostra esperienza di volontari: l’accoglienza dei pellegrini circa 8000 italiani ci stavano raggiungendo a Rio e si aspettavano di trovare degli amici che li avrebbero accolti… Arriva la domenica 21 agosto e iniziano i lunghi arrivi all’aeroporto internazionale di Rio degli aerei con a bordo i nostri tanto attesi pellegrini. Il centro della giornata mondiale della gioventù è sicuramente stato l’arrivo di papa Francesco; un “giovane” tra i suoi giovani. Si poteva toccare l’entusiasmo e la fede dei giovani che con grande gioia aspettavano l’ospite d’onore della grande festa. I giorni centrali sono stati fantastici, emozioni uniche e sensazionali, che ti segnano dentro, che ti fanno capire che con la fede si può

tutto. Molti i momenti in cui i giovani hanno potuto sentire la vicinanza del papa e rispettivamente il papa ha potuto sentire l’amore dei suoi giovani. Tutti ci porteremo sempre nel cuore ciò che papa Francesco ci ha detto e comunicato con i suoi gesti e con le sue parole. A causa del maltempo non abbiamo potuto raggiungere il “campus fidei” di Guaratiba e tutti gli eventi sono cosi stati spostati sulla spiaggia di Copacabana. Quasi 3.500.000 di giovani, in questa suggestiva cornice, si sono fermati nel silenzio a pregare con il papa, ad ascoltarlo e a dimostrare la loro fede al mondo intero. Durante il suo discorso della veglia papa Francesco ci ha detto che il campo della fede non è un luogo fisico, ma siamo noi, dove Dio ogni giorno semina la sua Parola, il papa ci ha pregato di diventare terreno buono e accogliente per questo dono che ci viene fatto. Per concludere, durante l’omelia papa Francesco ha spiegato il tema e ha consegnato il mandato a noi giovani: “ANDATE E FATE DISCEPOLI TUTTI I POPOLI”. La cosa che più mi resterà impressa è la frase che ciha lasciato come mandato la domenica: “ANDATE SENZA PAURA PER SERVIRE. Cari giovani, nel ritornare alle vostre case non abbiate paura di essere generosi con Cristo, di testimoniare il suo Vangelo. Anche per voi è così. Portare il Vangelo è portare la forza di Dio per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell’egoismo, dell’intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo. Cari giovani: Gesù Cristo conta su di voi! La Chiesa conta su di voi! Il Papa conta su di voi!” GRAZIE PAPA FRANCESCO! Luca Foiadelli

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Ripensando all’estate trascorsa… Lascio spazio alle fotografie per raccontano i sorrisi, le storie di amicizia, l’impegno, la generosità, la freschezza della vita e la voglia di divertirsi che ha animato il cuore dei nostri bambini, dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani nelle esperienze estive. Semplicemente dico GRAZIE a chi si è impegnato intensamente nel progettare e realizzare ciò che abbiamo vissuto: animatori e animatrici, giovani, mamme e papà, e tutti gli amici dell’oratorio che collaborano silenziosamente per il buon esito di ogni attività. A tutti auguro una buona ripresa dell’anno pastorale, della scuola e di ogni impegno famigliare dopo la pausa estiva.

Ramera

Oratorio San Giovanni Bosco

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

Don Cristian

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Ramera

Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

CALendARIo PAStoRALe 1 Martedì 2 Mercoledì 3 Giovedì 4 Venerdì

ottobRe

5 Sabato 6 Domenica 7 Lunedì 8 Martedì 9 Mercoledì 10 Giovedì 11 Venerdì 13 Domenica 14 Lunedì 16 Mercoledì 18 Venerdì

19 Sabato 20 Domenica 23 Mercoledì 25 Venerdì 26 Sabato 27 Domenica

n o v e M b R e

28 Lunedì 29 Martedì 30 Mercoledì 31 Giovedì 1 Venerdì 2 Sabato

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3 Domenica 4 Lunedì 6 Mercoledì 7 Giovedì 8 Venerdì 9 Sabato 10 Domenica 13 Mercoledì 15 Venerdì 16 Sabato 17 Domenica 20 Mercoledì 22 Venerdì 24 Domenica 27 Mercoledì 29 Venerdì

Inizio mese missionario e del santo Rosario La casa ad Almenno S.S. 20.45 chiesa di Rosciano: formazione Centri di preghiera. 20.30: 17 1° Incontro genitori- figli II el. - catechesi elementare 20.45 animatrici III superiore San Francesco 16 - 18: adorazione eucaristica 17 inizio catechesi medie 18 - 19 I incontro III media e pizzata 15 preparazione battesimo del 13.X. XXVII Tempo Ordinario 10.30 mandato animatori ed ospitanti centri di preghiera 16 Battesimo di Seminati Jacopo e Pietro 20.45 incontro formazione Catechisti 11 Matrimonio di Massimo e Maria 17 catechesi elementare 15-16.30 I incontro gruppo biblico Nel pomeriggio, incontro vicariale e S. Messa l’associazione vedove bergamasche: 15 accoglienza, Vespri, meditazione 16 adorazione – Confessioni 17 S. Messa Beato Giovanni XXIII Memoria del Beato Giovanni XXIII 16 - 18 adorazione eucaristica 17 catechesi medie 16.30 1° incontro I superiore Centro di preghiera: Gen 12, 1 – 9: la vocazione di Abramo XXVIII TO 16: Battesimo di Filippo, nipote di Emma Burini. Pulizie oratorio III superiore 16 s. Messa 17-18 Confessioni IV elementare 17 catechesi elementare. San Luca Evangelista 16 - 18: adorazione eucaristica 17 catechesi medie 18 1° Incontro II – III superiore Pizzata e partecipazione a scuola di Preghiera Centro di preghiera: Genesi 12, 10-20 (Gen 20, 1-18): Abramo in Egitto 15 preparazione Battesimo del 27\10 XXIX TO Giornata missionaria mondiale Ritiro III elementare 20 GVG5 ad Almè 16 s. Messa 17-18 Confessioni V elementare 17 catechesi elementare 20.30 Veglia missionaria aperta a tutti alla Ramera 16 - 18 adorazione eucaristica 17 catechesi medie 17-18 Confessioni I media Centro di preghiera. Genesi 13, 1 – 17: Abramo e Lot. 20.45 incontro genitori III media 21 consiglio pastorale vicariale 16-17.30 confessioni libere di II media XXX TO Ritiro II media a Ponteranica 10.30 Battesimo di Messina Nicolò Giovanni 15.30 – 18.30: Scuola Preghiera Casa della Botta 20.30: TRIDUO DEI MORTI 20.30: TRIDUO DEI MORTI 17-18: Catechesi elementari 20.30: Confessioni in parrocchia 16-17.30 Confessioni adulti in parrocchia 18 prefestiva della solennità Tutti i Santi Messe secondo l’orario festivo. 15 santo Rosario al cimitero. Commemorazione dei fedeli defunti 8 – 18 Messe in chiesa parrocchiale 9.30 santo Rosario al cimitero 10 Messa al cimitero. XXXI TO 10.30 oppure 16 Battesimi San Carlo Pulizie oratorio II superiore 20.30: La casa ad Almenno S.S. 17 catechesi elementari 20.45 Incontro Catechisti 16 - 18 adorazione eucaristica 17 catechesi medie 21 Consiglio pastorale parrocchiale - II incontro. Ded. Basilica Lateranense Raccolta di san Martino Incontro vicariale di animazione vocazionale per adolescenti; Incontro vicariale di animazione vocazionale per giovani XXII TO Ritiro II elementare Incontro diocesano catechisti col Vescovo 17 catechesi elementari 16 - 18 adorazione eucaristica 17 catechesi medie Centro di Preghiera. Genesi 14, 18 – 15, 18: la promessa e benedizione di Dio. 16.30: Ritiro V elementare XXXIII TO Giornata vicariale del Seminario 20 GVG5 ad Almè 17 catechesi elementari Vicariato – Consiglio Presbiterale – 20.30 Teatro s. Carlo di Villa d’Almé: I incontro di formazione per i gruppi parrocchiali con don Giovanni Gusmini 16 - 18 adorazione eucaristica 17 catechesi medie Cristo Re Diocesi - Chiusura anno della fede Festa del Corpo musicale Ramera Ritiro I media a Ponteranica Vicariato – 15.30 – 18,30 – Scuola di Preghiera alla Casa della Botta 17 catechesi elementari 16 - 18 adorazione eucaristica 17 catechesi medie Vicariato - 21 consiglio pastorale


COMUNITÀ PARROCCHIALE SANT’ANTONIO DI PADOVA VIA PIETRO RUGGERI, 36 – PIAZZA SANT’ANTONIO - ZONA VALTESSE - BERGAMO IN VISTA DELL’AVVENTO… …PER PREPARARCI AL NATALE… DAL 7 OTTOBRE AD INIZIO DICEMBRE OGNI LUNEDÌ E GIOVEDÌ ALLE ORE 20,45 NELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SANT’ANTONIO VIENI E ASCOLTA UNA PAROLA PER LA TUA VITA UN CICLO DI CATECHESI - FATTA DA UN’EQUIPE DI LAICI - PER UN CAMMINO DI FEDE: PER OFFRIRE A GIOVANI, ADULTI ED ADOLESCENTI – DAI 16 ANNI IN SU UN APPROFONDIMENTO DELLA FEDE VIVENDO UN’ESPERIENZA DELLA CARITÀ CHE APRA ALLA SPERANZA proposta per una catechesi per tutti - giovani e adulti Quest’anno, a conclusione dell’Anno della Fede, nella comunità parrocchiale di sant’Antonio di Padova, nella zona Valtesse a Bergamo, ci sarà un itinerario di catechesi per giovani e adulti, allo scopo di riscoprire il proprio Battesimo, che della fede cristiana è la porta. Si tratta di una sorta di missione (aperta a tutti, sia parrocchiani sia non parrocchiani, praticanti o solo credenti, più o meno incerti), una missione che si sviluppa lungo un paio di mesi, con due incontri settimanali - precisamente il lunedì ed il giovedì alle 20.45 (nell’ex-chiesina a lato della parrocchiale) -, per ascoltare una Parola viva per la nostra concreta esistenza quotidiana, in modo da illuminare la gioia e la fatica del nostro credere personale. ‘Vieni e ascolta’: l’annuncio della salvezza portata da Cristo - salvezza che si rinnova e s’incarna ogni giorno per ciascuno sarà fatto da un’équipe di laici (gente normale, come noi) accompagnata da un padre domenicano. Ciò allo scopo di trasmettere un’esperienza vissuta nella società odierna, nelle difficoltà e contraddizioni del nostro tempo, guardando con speranza alle opportunità che anche oggi lo Spirito non lascia mancare alla vita della Chiesa. Non resta che provare a partecipare ad uno o due incontri per scoprire se e come questa occasione riguarda il nostro cammino (più o meno avanzato, più o meno spedito) di ricerca di quella Verità che si è offerta - e tuttora si dona - in Gesù Cristo, che ci incontra personalmente nella Chiesa, attraverso la predicazione del Vangelo vissuto.

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Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

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RAMERA IN FESTA 2013 B

ellissima esperienza, splendida questa nostra Ramerainfesta2013! Il tempo meteorologico è stato perfetto. Non possiamo recriminarci alcunché. Abbiamo fatto tutto il possibile. Grazie a tutti di cuore: è l’espressione che in tanti ci rivolgiamo reciprocamente. C’è stato pure un segno, magari piccolo ma per noi importante: nel corso delle riunioni di preparazione della festa abbiamo deciso unanimemente di sospendere i fuochi d’artificio per riguardo di coloro che sono preoccupati a motivo della perdita del lavoro o delle difficoltà economiche. La festa si è conclusa con la processione in onore della nostra patrona la Beata Vergine Maria del monte Carmelo: sulla strada provinciale, la preghiera di coloro che transitavano nell’altro senso di marcia ci ha consolato, vedendo il richiamo alla dimensione spirituale in cui tante persone si sono lasciate portare anche soltanto in forza dell’immagine della Madre di Dio, la partecipazione di tante persone, il coraggio di passare sulla strada provinciale in una fascia oraria importante del tardo pomeriggio di una domenica estiva. Pure la preghiera di inizio giovedì 29 agosto in teatro

all’aperto ha costituito un forte momento spirituale. I ragazzi e gli adolescenti che hanno collaborato ci hanno regalato una grande testimonianza di precisione e professionalità con le quali hanno vissuto il proprio servizio volontario.

Ci rassicurano questi nostri ragazzi che prossimo ben sperare per il futuro: ci sarà ancora spazio per un ricambio generazionale che conduca a buon termine questa serena espressione di aiuto gratuito, generoso, solidale, concreto.


Il nostro carissimo Adelio con la sua presenza silenziosa, fattiva, discreta, ci offre sempre più una forma di esempio incredibilmente generoso. A lui la riconoscenza più grande e commossa che ingloba tutte le altre gratitudini a tutte le volontarie ed a tutti i volontari. Le collaboratrici, i collaboratori e coloro che si stanno aggiungendo, le coppie giovani hanno lavorato ciascuno con significativa responsabilità e puntualità. Ciascuno ha portato a questa festa il proprio personale ineguagliabile contributo. La parrocchia va avanti in questo modo grazie alla preziosa discreta presenza di tante persone le quali non chiedono nulla se non di poter offrire ciò che sanno fare con amore a beneficio di tanti fratelli e sorelle. È forte l’amore alla comunità parrocchiale e l’aiuto di cui personalmente beneficio da tali preziosissime collaborazioni poiché mi permette di non avere preoccupazioni finanziarie. La nostra parrocchia, probabilmente, potrà utilizzare circa 35.000,00 euro quale ricavo da tutti gli sforzi compiuti insieme. La sintonia e la gioia di lavorare

tutti insieme è palpabile, si respira. In tal modo all’inizio dell’anno pastorale a settembre ed al suo termine a maggio ci sono i due battenti di una stessa porta che apre su tutte le altre collaborazioni pastorali. Per questa edizione della festa abbiamo acquistato il forno, il mantenitore, l’abbattitore ed altre preziose apparecchiature, le quali vanno il più possibile salvaguardate poiché sono frutto di tanto lavoro, e per il cui utilizzo si chiede una partecipazione esigua a fronte delle spese che la parrocchia deve costantemente affrontare in ordine a mantenere tutto in una dimensione di funzionamento il più possibile sicura ed efficiente. Questi lavori costanti di manutenzione e rinnovamento

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Parrocchia S. Michele Arcangelo e Madonna del Carmine

delle strutture, che sono gestite da un gruppo di volontari, permettono alle associazioni della nostra realtà di Ponteranica di creare ciascuna le proprie iniziative pure in forza della preziosa collaborazione della nostra comunità parrocchiale tutta intera. Continuiamo il nostro percorso con il cuore pieno dei ricordi tenerissimi di questo inizio così promettente e che quindi fa ben sperare circa il proseguimento della nostra vita di fede fraterna ed amicale. A tutti, con grande stima e sincera gratitudine, auguro un sereno percorso di crescita nell’amore e nella fede in Cristo nostro unico Signore. don Flavio

Lanfranchi don Simone è un giovane presbitero della nostra diocesi, la cui famiglia abita nella nostra parrocchia in via I maggio, 18. Sabato 5 ottobre e domenica 6 ottobre inizierà il servizio di parroco delle parrocchie di Cassiglio, Ornica e Valtorta. Noi preghiamo per don Simone affinché il servizio pastorale impegnativo che sta per incominciare sia sereno ed a gloria unicamente di Dio. Di seguito riportiamo i giorni delle celebrazioni di immissione in qualità di parroco delle tre parrocchie: Cassiglio: domenica 6 ottobre alle ore 16; Ornica: sabato 5 ottobre alle ore 19.30; Valtorta: domenica 6 ottobre alle ore 11. Il Signore Dio ti protegga sempre, don Simone!

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Giacomo Sirtoli Anni 85 † 2 giugno 2013

Franco Simonini Anni 85 † 30 luglio 2013

Maria Lusci ved. Boroni Anni 86 † 3 giugno 2013

Luigia Consonni ved. Zanetti Anni 85 † 8 agosto 2013

Sono tornati alla casa del Padre

Domenico Begnis Anni 75 † 8 agosto 2013

Carlo Giavazzi Anni 75 † 19 giugno 2013

Vittoria Lazzaroni Anni 95 † 1 settembre 2013

Albino Previtali Anni 85 6 luglio 2013

Giorgio Capelli Anni 67 † 3 settembre 2013

Maria Pisoni Anni 92 † 30 maggio 2013

Pietro Cornolti Anni 79 † 1 giugno 2013

Giuseppina Gregis Anni 85 † 4 giugno 2013

Antonia Fontana ved. Barbera Anni 74 † 9 giugno 2013

Santina Masserini Anni 84 † 27 maggio 2013

Mario Pasta Anni 83 † 30 luglio 2013

Giorgio Arnoldi Anni 48 † 3 settembre 2013

Marisa Carfagno Anni 76 † 5 settembre 2013

Maria Bianca Tonani Anni 80 † 12 settembre 2013

Giannina Maffeis ved. Bertocchi Anni 86 † 17 giugno 2013

Ponteranica e Rosciano

HAnno RICEVuTo IL BATTESIMo

Il 2 giugno MOSE’ DONGHI di Roberto e Lara Cornolti TOMMASO PERONA di Luca e Francesca Rota ALESSANDRO GAROFANO di Elio e Gerardina Cipriano LUCIA FOGNINI di Renzo e Paola Azzi VERONICA ISABELLA ROSSI di Luca e Sara Offredi LORENZO BOSATELLI di Omar e Stefania Giovacchini Il 16 giugno

NICOLO’ CORNOLTI di Fabrizio e Anna Sigismondi EDOARDO ARIOLDI di Daniele e Claudia Mafessoni Il 30 giugno EMMA MARIA FUMAGALLI di Folco e Raffaella Vitari Il 21 luglio LUCA BRIONI di Alessandro e Nicoletta Zanetti il 22 settembre Emma Magitteri di Diego e Sara Brognara Eila Superchi

di Simone e Roberta Manenti Isabel Joy Gotti di Remo e Cinzia Manenti Matteo Federici di Andrea e Robeta Consonni

HAnno RICEVuTo IL BATTESIMo ALLA RAMERA

a RoSCIAno Il 23 giugno GEA BACUZZI di Stefano e Simona Perego Il 30 giugno ALESSIA MALAVOLTA di IVAN e Ketty Zambelli

21 aprile 2013 BETTINELLI GABRIELE di Bettinelli Paolo Carlo e Zambelli Daniela

23 giugno 2013 ALLEGRETTI VALENTINA di Allegretti Marco e Viviani Lucia BAGGI SOFIA di Baggi Tomas e Maria Vilar da Silva BAGGI REBECCA di Baggi Tomas e Maria Vilar da Silva

28 aprile 2013 GEROTTI FLAVIO di Gerotti Giovanni e Tolotti Sara

30 giugno 2013 MAPELLI CRISTIAN di Mapelli Mauro e Aldegani Monica

PonTERAnICA SIGISMONDI DIEGO con ROTA SARA IL 15 GIUGNO LUMINA LUCA con VIGANO’ ELENA IL 15 GIUGNO CACCIA ANDREA con BAGGI SARA IL 29 GIUGNO POLI PIETRO con LOCATELLI LAURA IL 5 LUGLIO ORIANI MATTEO con PEREGO PAOLA IL 6 SETTEMBRE TIRONI DIEGO con ZANARDI SARA IL 13 SETTEMBRE

9 giugno 2013 MONTANO VILELA LUCA di Osvaldo Montano e Vilela Cynzia FULCO NICOLE Di Fulco Luca e Tarchini Tamara

29 settembre 2013 GHILARDI MATTIA di Ghilardi Marco e Rinaldi Daniela SIGISMONDI ILARIA di Sigismondi Manuel e Casizzi Milena

10 marzo 2013 TOGNI SAMUELE MARIA di Togni Manuel e Carniti Simona

MATRIMonI

RoSCIAno BRESCIANI MARCO con MEDICI FABRIZIA IL 15 GIUGNO SPADA FABIANO con STARACE MICHELA IL 22 GIUGNO SIGNORELLI NICOLA con FIORENDI MICHELA IL 30 AGOSTO

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Sacramentini

L’Eucaristia come missione Le comunità sacramentine d’Italia sono in cammino verso il “Capitolo Provinciale”, che si terrà nel febbraio 2014. Anche la comunità sacramentina di Ponteranica si sta preparando a questo importante momento, con l’obiettivo di “riaccendere la passione per la missione eucaristica”.

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egli articoli pubblicati durante l’anno pastorale 2012-2013, abbiamo ripercorso l’esperienza di San Pier Giuliano Eymard, fondatore della nostra Congregazione, nel 50° anniversario della sua canonizzazione. Da questo numero, vogliamo soffermarci maggiormente sulla vita della nostra comunità religiosa, così da condividerla con voi. Sappiamo già quale sarà, per i sacramentini italiani, l’evento più importante del nuovo anno pastorale: il Capitolo Provinciale, che si terrà a febbraio del 2014. Il Capitolo Provinciale La nostra Congregazione è suddivisa in Province: una di queste è proprio l’Italia, che conta circa 20 comunità, presenti in quasi tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni, la Provincia italiana è diventata “internazionale”, in quanto il Superiore Provinciale ha responsabilità anche sulle comunità presenti in Austria, Spagna, Camerun e Senegal. Vi è ancora un forte legame, inoltre, con il Congo (ex-Zaire), che da pochi anni è diventato anch’esso Provincia. Il Capitolo Provinciale è la massima autorità all’interno di una Provincia: è formato da un rappresentante di ognuna delle comunità, oltre ad alcuni rappresentanti dell’intera Provincia. Viene celebrato ogni 4 anni, con il compito di eleggere il Superiore Provinciale e il suo Consiglio, chiamati a guidare e animare la Provincia negli anni successivi. Ma il Capitolo ha anche

un compito non meno importante: fare una verifica della situazione e elaborare un “Progetto di Provincia”, per aiutare l’intera Provincia a raggiungere gli obiettivi riconosciuti come “prioritari” nella sua vita e nella sua missione. Al servizio dell’Eucaristia Da alcuni anni, tutta la nostra Congregazione è impegnata a “riaccendere la passione per la missione eucaristica”. Definita ormai con chiarezza la sua missione – ossia il suo compito nella Chiesa e nel mondo – alla luce del Concilio Vaticano II, ora si sottolinea la necessità di svolgere questa missione eucaristica con “passione”, cioè con ardore, con entusiasmo, con convinzione, per essere veramente apostoli dell’Eucaristia, sull’esempio del Padre Eymard. In verità, questa “passione” per l’Eucaristia è sempre stata presente nella nostra Congregazione, e siamo certi che la gente di Ponteranica ne abbia fatto esperienza diretta nel corso di questi 90 anni della nostra presenza qui, iniziata nel giugno del 1923. Anche attualmente, la nostra comunità vive così la sua missione, grazie al buon numero di religiosi ancora attivi e dinamici che la compongono; ma la situazione complessiva della nostra Provincia sacramentina è diversa: le nuove vocazioni sono pochissime, l’età media dei nostri religiosi si alza, le forze cominciano a venire meno, l’entusiasmo si spegne e la “passione” cede il posto alla “routine”.

Una passione da riaccendere Da qui la necessità di “riaccendere” questa passione, questo ardore appassionato per la nostra missione: è questo l’obiettivo che si propone anche il nostro Capitolo Provinciale, insieme alla individuazione di alcune priorità sulle quali concentrare le energie, gli sforzi, l’impegno di tutti i religiosi della Provincia. Il Capitolo si svolgerà a febbraio; ma, già in questo mese di settembre, la nostra comunità sacramentina è impegnata nel primo momento della preparazione ad esso, ossia il momento della “Memoria”. Mettendoci in ascolto gli uni degli altri, siamo chiamati anzitutto a fare memoria “grata” del nostro cammino personale all’interno della Congregazione; inoltre, siamo chiamati a evidenziare ciò che ci ostacola oggi nel nostro cammino, dando un senso anche alle dimensioni della fatica e del fallimento; infine, siamo chiamati a esprimere gli orientamenti e le indicazioni che, come comunità, vogliamo realizzare. Con l’obiettivo di riaccendere in noi – e in tutta la Chiesa – la passione per l’Eucaristia: celebrata, adorata, vissuta.

Nelle foto: La celebrazione interparrocchiale del Corpus Domini, nel cortile dei Padri Sacramentini, nel giugno scorso

p. Flavio Fumagalli

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e vincenzo in Ponteranica

Vita della Comunità Giugno NUOVO CONSIGLIO DELL’ORATORIO Una struttura più snella rispetto al passato, non ridondante e complementare rispetto al Consiglio Pastorale. E’ nato così il nuovo Consiglio dell’Oratorio, con l’intento di affiancare don Sergio nella gestione di questa importante realtà della comunità parrocchiale. Quindi con una vocazione più “operativa”. Ma anche con l’obiettivo di un maggior coinvolgimento dei laici e delle famiglie. E soprattutto con il compito di mettere a fuoco la figura del coordinatore laico dell’oratorio. In una delle ultime sue riunioni il Consiglio Pastorale

ha infatti condiviso il pensiero di don Sergio di affidare ad Ottavia Foiadelli il compito di coadiuvarlo nel coordinare le attività oratoriane, e di avviare così la valutazione delle necessità del nostro oratorio e la definizione della figura del coordinatore. I membri del Consiglio sono: don Sergio, Ottavia Foiadelli, Damiano Tironi, Mariella Baggi, Cristina Poma, Simona Cornolti, Guido Turani, Angelo Sozzi.

7 giugno OLTRE CINQUECENTO PERSONE ALLA CENA DEI VICINI Alla sua quarta edizione la cena dei vicini continua a crescere.

Quest’anno a fronte di un numero di tavoli pressoché invariato (12 tavoli fra Rosciano e Ponteranica) la partecipazione, favorita dal bel tempo, è stata davvero notevole, oltre cinquecento persone hanno aderito. Straordinaria la partecipazione al tavolo di Rosciano, con circa ottanta presenze. Al di là dei numeri, l’iniziativa si conferma un bel momento di condivisione e fraternità, un’occasione speciale di conoscenza fra persone che vivono talvolta gomito a gomito senza riuscire a spezzare i muri dei ritmi quotidiani che ci isolano nelle nostre case e nella nostra solitudine.

28 giugno RIUNIONE CONGIUNTA DEI CONSIGLI PASTORALI Senza troppi squilli di tromba e con grande attenzione alla sostanza il 28 giugno scorso con la riunione congiunta dei consigli pastorali di Ponteranica/Rosciano e Ramera abbiamo abbattuto un altro “muretto” sul cammino della collaborazione fra le comunità parrocchiali di Ponteranica. La scelta di condividere la proposta pastorale dei centri di preghiera nelle famiglie per il prossimo anno pastorale ha spinto i Consigli Pastorali ad incontrarsi per la prima volta, a confrontarsi e coordinarsi sull’iniziativa. La serata, cordiale e positiva, è servita inol-

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tre alla conoscenza reciproca fra i membri dei consigli.

16 luglio ASSEMBLEA PARROCCHIALE A ROSCIANO L’avvio dei lavori di ristrutturazione della ex-casa parrocchiale di Rosciano ha dato il via alla fase operativa dell’insediamento della Fraternità delle Beatitudini, prevista per il mese di novembre. La ristrutturazione della ex-casa parrocchiale era già stata progettata - indipendentemente dall’arrivo delle Beatitudini - per supportare le attività parrocchiali e per ospitare un’eventuale famiglia che custodisse l’area della chiesa, altrimenti incustodita. L’arrivo della comunità non solo garantisce una presenza, ma anche l’animazione pastorale. L’assemblea è servita ad informare i parrocchiani circa l’impegno economico intrapreso e alcune scelte complesse (la vendita di terreni ed immobili per affrontare i costi della ristrutturazione) e a preparare l’arrivo della comunità.

17 luglio NOVENA E FESTA DI SAN PANTALEONE Nuova novena, nuovi “martiri”.

Anche quest’anno abbiamo preparato la festa di San Pantaleone meditando sui martiri del nostro tempo: le suore poverelle di Bergamo e Brescia morte in Africa negli anni ’90 per non abbandonare la loro gente colpita dal letale virus Ebola. Poi suor Maria Laura Mainetti, il vescovo mons. Juan Gerardi, il dott. Carlo Urbani, i martiri della rivoluzione russa e infine – una storia che pochi conoscevano – la vicenda dei martiri messicani: agli inizi del secolo scorso i cristiani messicani reagirono con le armi ad una incredibile persecuzione dello Stato laico e anticlericale. La guerra produsse migliaia di morti e tanti martiri, cristiani che lottarono con le sole armi della loro fede. Siamo arrivati alla festa e alla bella processione nutriti dal buon

esempio di tanti santi. Il bel tempo quest’anno ci ha soccorso, la processione ha potuto svolgersi serenamente e – come sempre – devotamente partecipata.

19/29 Luglio IL MANGIAFESTA E LE MERENDE San Pantaleone è anche festa e divertimento. Il MANGIAFESTA, la nostra sagra, è momento di comunità e di fraternizzazione, occasione di svago, di incontro e dialogo. Anzitutto tra i volontari, tanti e generosi, ma anche fra chi approfitta dell’occasione per qualche serata di relax. Il Mangiafesta ha anche l’obiettivo di sostenere la vita della comunità nelle sue necessità economiche. Dai proventi delle diverse attività

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e vincenzo in Ponteranica

(“ristorante”, bar, tombole e ruote, pesca di beneficienza) quest’anno sono stati raccolti e consegnati alla parrocchia 26.305,00 euro. Senza queste attività, con le sole offerte raccolte nelle collette delle S. Messe non potremmo certo pensare di affrontare le spese di gestione della parrocchia… Accanto alla sagra da qualche anno nel pomeriggio organizziamo – proprio per sottolineare il clima di festa – le “merende di san Pantaleone”, nei parchi del paese, con le mamme e i ragazzi. Un grazie sincero anche ai vo-

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Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e vincenzo in Ponteranica

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lontari e alle volontarie delle “merende”.

14/16 Agosto FESTA DI SAN ROCCO Anche san Rocco non ha tradito le attese quest’anno, bel tempo e buona partecipazione al Triduo predicato da P. Giansandro Cornolti. E’ stata l’occasione per accendere i riflettori su quell’angolo stupendo della nostra comunità che è Castello, immerso nel verde dei colli della Maresana, e sulla bellissima chiesetta di San Rocco in quei giorni visitata da molte persone anche di passaggio. Grazie ai tanti volontari che si prendono cura della chiesa e della festa e che con il loro impegno quest’anno hanno offerto alla comunità 3.150,00 euro, raccolti con l’incanto dei doni e nel “porta a porta” presso le famiglie.

29 agosto/1 settembre ROSCIANO/ FESTA DEL SANTUARIO DELLA GROTTA DI LOURDES La festa del Santuario della Grotta di Lourdes a Rosciano si celebra ai primi di settembre: fu proprio in settembre che nel lontano 1929 venne solennemente aperto al culto e inaugurato. Sempre più questa festa si caratterizza per la sua forte spiritualità mariana e per il legame con il santuario di Lourdes. Per il secondo anno ad animare le celebrazioni è stata, con la comunità delle Beatitudini, suor Caterina Angela

scelta di solidarietà con le famiglie in difficoltà, e di sobrietà in un momento in cui la comunità di Rosciano sta affrontando le spese di ristrutturazione della casa parrocchiale.

6 settembre L’INCONTRO CON I MISSIONARI che svolge il suo servizio pastorale proprio a Lourdes. Ad aprire le celebrazioni è stata in serata la veglia mariana di giovedì 29 agosto, con la benedizione dell’acqua lustrale proveniente dalla sorgente di Lourdes. Solenne, intimo e raccolto il rosario di venerdì sera. Sabato e domenica le celebrazioni eucaristiche sono state dedicate alla preghiera per gli anziani e i sofferenti. Grande la partecipazione alla Celebrazione eucaristica e alla preghiera di intercessione per gli ammalati di domenica pomeriggio. La festa si è chiusa con la concelebrazione serale, presieduta da don Sergio, concelebrata da don Matteo ,vicario di Trescore Cremasco (che accompagnava la confraternità della sua comunità, presente a solennizzare anche quest’anno la nostra serata conclusiva), don Flavio, P. Achille e P. Francesco dei Padri Sacramentini, dal diacono Fabio. Al termine abbiamo consegnato a suor Caterina centinaia di foglietti con le nostre preghiere da portare a Lourdes. Niente fuochi quest’anno – ha spiegato don Sergio – per una

Approfittando del periodo di vacanza che stavano trascorrendo a casa, a Sorisole, il nostro gruppo missionario ha incontrato ai primi di settembre padre Luigi Brugnetti, padre Vittorio Baggi e padre Andrea Agazzi. I tre sacerdoti, non più giovani ma ancora forti della fede e dallo Spirito che li ha animati in una scelta di vita così impegnata al servizio dei poveri in terra straniera, ci hanno raccontato con chiarezza e tanto entusiasmo la quotidianità nelle terre da loro conosciute, il contatto con le popolazioni, le fatiche ma anche le grandi soddisfazioni che hanno vissuto. Il profondo senso di riconoscenza


verso la terra d’origine, verso i familiari e le comunità che traspariva dai loro racconti ci ha emozionati e ci aiuta a continuare nel nostro operato in parrocchia anche per sostenerli con la preghiera e opere. Padre Luigi ci ha colpito dicendo che noi possiamo digiunare, pregare e condurre una vita di testimonianza del Vangelo ma solo Dio può chiamare alla vocazione. Le attività religiose e di servizio intraprese in Congo, in Brasile a “Belo Orizonte” e a “Forte Alegre” sono molte e tutte con grande successo: l’Adorazione al S. Sacramento è molto partecipata, ritiri spirituali per laici e per religiosi sono richiesti perché il popolo brasiliano mostra una fede semplice, genuina e spontanea che ormai in Europa non si vede più. P. Brugnetti in Congo è rimasto per quasi 40 anni, aveva tante parrocchie dove offriva formazione spirituale, catechesi ai bambini, alle famiglie e veniva aiutato dalle mamme dei villaggi anche per la distribuzione della Comunione agli ammalati con grande disponibilità. Ha continuato nel suo racconto “...In missione ho imparato ad essere “tenero”, tollerante e paziente… cose che non fanno parte del mio temperamento… ho imparato dalle mamme africane che si sacrificano… e sono sempre in prima fila per aiutare chi è nel bisogno…”.

I tre padri ci hanno raccontato anche che hanno offerto nei centri missionari dove hanno operato un grande aiuto anche nell’assistenza sanitaria, educativa, sociale alle popolazioni del Brasile e del Congo, perché vi è un grande bisogno e le popolazioni sono molto sensibili (Miriam).

7 settembre LA VEGLIA PER LA PACE

Anche noi abbiamo aderito all’invito di Papa Francesco di pregare e digiunare per la pace in Siria. Abbiamo le nostre comunità ad affidare all’intercessione di Maria la nostra preghiera. Ci siamo dati appuntamento al Santuario della Grotta di Lourdes a Rosciano per la Messa delle 19.00 in comunione con il Papa che iniziava la sua veglia a piazza San Pietro. Al termine della Messa è iniziata la preghiera che ci ha accompagnato ininterrottamente fino alle 24.00. Tante persone

hanno partecipato alla prima parte della veglia, diverse si sono alternate nello scorrere delle ore, anche famiglie coi loro ragazzi e bambini. Dopo le 22.00 il gruppo si è un po’ assottigliato ma una ventina di coraggiosi sono arrivati sino al termine. Poteva sembrare impegnativo trattenersi a pregare per cinque ore consecutive ma il tempo, davvero, è volato.

8 settembre La Festa degli Anniversari MATRIMONIO E’ sempre una bellissima festa. Trentacinque coppie hanno festeggiato insieme una data significativa del loro matrimonio. Diego e Flora i più giovani, al traguardo dei cinque anni. Franco e Amelia i veterani, con 60 primavere in coppia alle spalle. La condivisione di tante esperienze di fedeltà e dedizione, pure di fatica e impegno, è un buon incoraggiamento anche per i tanti giovani che oggi vivono l’esperienza di coppia giocando al ribasso, accontentandosi di navigare a vista e timorosi di assumersi l’un l’altra per la vita. La comunità parrocchiale ha condiviso la gioia e la festa di queste coppie e delle loro famiglie, augurando loro il classico “ad multos annos”, ancora per tanto tempo…

Ponteranica e Rosciano

Parrocchia della trasfigurazione in Rosciano Parrocchia di SS. Alessandro e vincenzo in Ponteranica

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8/10 settembre CONVIVENZA ADO/GIOVANI

13/14 settembre FESTA DELL’INCONTRO Venerdì 13 e sabato 14 settembre l’oratorio ha “riaperto i battenti” realizzando la Festa dell’Incontro: un’iniziativa pensata non solo per ridare il via ad un nuovo anno oratoriale, ma per offrire l’opportunità di conoscere alcune realtà presenti sul territorio che, con spirito laico, offrono l’occasione di incontro e conoscenza in un’ottica di aiuto e di sostegno molto semplice e alla portata di tutti. Il tutto è iniziato con una cena semplice ma molto conviviale in cui le famiglie che hanno partecipato seppur non conoscendosi, hanno saputo condividere non solo il cibo portato da casa ma anche il desiderio di incontrarsi e

L’esperienza di vivere insieme per qualche giorno, condividendo il tempo e gli spazi, impegnandosi nel servizio reciproco, è sempre un’esperienza importante. L’abbiamo vissuta con una decina di giovani intorno ai diciott’anni da domenica a martedì sera. Dentro questo “contenitore” un po’ di tutto: dall’impegno a tinteggiare un appartamento per una persona anziana, ai partitoni a carte; due ragazze di Petosino sono venute a raccontarci la loro esperienza estiva all’Arsenale della Pace a Torino;

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Simone ha cucinato, Miriam, Francesco, Marco e Andrea si sono presi il compito di rassettare la cucina dopo i pasti; insieme abbiamo lavorato alla preparazione della convivenza dei ragazzi più giovani, ai giochi per l’inaugurazione della catechesi… quante cose si possono fare insieme in due giorni.

conoscersi. Al termine della cena mentre i bimbi venivano invitati a giocare da un buono e gradito servizio di bebisitteraggio curato da Ottavia e alcuni adolescenti, don Sergio ha dato il via alla tavola rotonda in cui si sono presentati i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) di Ponteranica e Petosino, l’esperienza della mailing list di “Regalo e Presto” e quella del Baratto: esperienze che pur nella loro singolarità e peculiarità, hanno comunque alla base uno spirito di incontro, di rispetto per la natura, per le cose e per le persone e di aiuto. Al termine della serata ci si è dati appuntamento al pomeriggio successivo per vivere direttamente l’esperienza originale del “Baratto”in cui tutti, adulti e bambini erano invitati a “barattare”, cosa che può sembrare semplice, ma in un mondo in cui si è abituati ad acquistare e spendere con il “denaro” non è così facile saper ridare valore agli oggetti e riutilizzarli per scambiarli con altri. Un po’ titubante anch’io il sabato pomeriggio mi sono recata in oratorio con il mio “fagotto” di oggetti raccapezzati in soffitta e di cui volevo liberarmi ed ho allestito il mio piccolo angolo, accanto al bellissimo banchetto


di un bimbo sicuramente già più esperto di me nel baratto, visto la cura con cui aveva preparato il suo banchetto pieno di giochi da scambiare. Ad un certo punto il bambino si avvicina con tanto interesse al mio misero tavolino ricco di “cianfrusaglie” per me senza valore. Nella mia testa mi domando cosa ci sarà ti tanto interessante per un bimbo in mezzo alle mie cose, ad un certo punto vedo

che con molta attenzione afferra un presepio ricavato con una tegola del tetto, e mi dice: “io non ho il presepio e quest’anno lo voglio fare, questo sarà il mio primo pezzo!”, poi con tanta cura afferra quell’oggetto che per me non aveva più alcun valore, e mi chiede una borsa dove riporlo per non sciuparlo: il mio oggetto insignificante grazie a lui aveva riacquistato un grosso valore!!! subito dopo mi invita a scegliere

“qualcosa” dal suo banchetto per ripagarmi, e mi illustra un bellissimo libro di fiabe che sicuramente la mia bimba avrebbe gradito. Un po’ commossa per l’insegnamento ricevuto, prendo il libro lo ringrazio e ritorno al mio tavolino e inizio a barattare con i numerosi e coloratissimi banchetti che nel frattempo hanno riempito l’oratorio! Un’esperienza sicuramente da ripetere! (Lara).

Tante importanti novità nella vita delle nostre Comunità cristiane La FRATERNITA’ DELLE BEATITUDINI A ROSCIANO Per chi non ricordasse come è nata l’avventura delle Beatitudini a Ro sciano è utile un breve flash-back: nell’estate del 2011 il Vescovo Francesco offrì alla comunità parrocchiale di Rosciano la presenza della comunità religiosa per la collaborazione pastorale e per l’animazione del Santuario. La Fraternità lasciava la sede di Sovere dopo 13 anni di presenza. Quindi dal settembre 2011 con di screzione la comunità (composta da una famiglia: Fabio, diacono permanente, Bernadette e i loro tre figli) ha iniziato il suo inserimento nelle nostre parrocchie, risiedendo provvisoriamente in via Serena e iniziando a partecipare alle diverse iniziative. Nel mese di novembre, ultimati i lavori, la fraternità vivrà nell’ex-casa parrocchiale. Riapriamo dunque la casa di Ro -

sciano, rimasta disabitata in questi ultimi quattro anni. Sarà un punto di riferimento anche per gli abitanti della piccola comunità, sarà un prezioso collegamento con la parrocchia di Ponteranica con la quale da quattro anni si è stabilita una solida collaborazione. Facciamo un grande augurio dunque a Fabio, Bernadette, Teresa, Davide e Sara: il nostro cammino insieme possa essere una felice testimonianza della bellezza di incontrarsi da cristiani.

BENVENUTO DON LORENZO

Ai primi di agosto ho ricevuto una telefonata da mons. Davide Pelucchi, vicario generale del Vescovo Francesco: “ti devo parlare, puoi incontrarmi?”. È la

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telefonata temuta da ogni sacerdote, spesso prelude al trasferimento. Per fortuna mi ha subito rassicurato: vorrei proporti l’aiuto di un collaboratore pastorale festivo, il sabato e la domenica e nei periodi – apppunto – festivi. Sono “volato” da lui. Don Lorenzo ha 35 anni, è originario di Bergamo. Ordinato nel 2003 ha perfezionato poi gli studi biblici a Roma, Friburgo e Losanna, in Svizzera. Insegna nel nostro seminario diocesano dal 2009 e da allora è anche collabora-

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tore festivo a Caprino e Sant’Antonio d’Adda. Un augurio dunque anche a don Lorenzo, che inizierà la sua esperienza da noi nel mese di ottobre.

Brunella e suor Fausta. Ha vissuto con tanta generosità e simpatia quell’ingrato compito. Risiedendo nella comunità di Sorisole per il primo anno ha svolto il suo servizio alla nostra Scuola Materna, facendosi GRAZIE A amare ed apprezzare. Nel DON MARCO E secondo anno, preludio SUOR LUCIA, della conclusione della DESTINATI missione, la sua madre generale le ha permesso AD ALTRE di venire solo per la cateESPERIENZE chesi del venerdì e per il PASTORALI servizio liturgico alle messe egli ultimi quattro festive, chiudendo il anni don Marco ha servizio alla scuola matercelebrato ogni domenica na. Lo scorso agosto la nola Messa da noi, portandoci tizia del suo trasferimento il suo entusiasmo, la sua a Roma e – come sempre, fede, e pure un’ottima nello stile del suo istituto predicazione. Un dono religioso, in un battibaleno prezioso dunque, destina- – la sua partenza. Abbiamo to al selezionato gruppo avuto appena il tempo di dei mattinieri della messa salutarla nella Messa della festiva delle otto. In quel periodo ha svolto il suo ministero presso il Patronato di Sorisole, in aiuto a don Fausto Resmini, con svariati incarichi. Ora il Vescovo lo ha destinato alla Casa del Giovane di via Gavazzeni a Bergamo, chiedendogli nel contempo il servizio festivo a Brembate Sotto. A lui l’augurio e la gratitudine della nostra comunità per aver condiviso con noi questo tratto del suo percorso umano e cristiano.

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uor Lucia è stata una bella “meteora” per la nostra comunità. Arrivata fra noi nel triste frangente della chiusura della comunità delle suore, è rimasta appena due anni con la difficile missione di renderci meno amara la “pillola” della partenza di suor

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domenica, poco prima che partisse. Vogliamo dirle grazie per quanto ha vissuto tra noi, così bene nonostante le poche risorse di tempo a disposizione. Grazie per la sua silenziosa e sofferta obbedienza nel venire fra noi, così come nel partire. Le auguriamo di mantenersi forte e serena nella fede così come ci ha permesso di conoscerla.

RICORDO DI SUOR FAUSTA Il 21 giugno scorso ci ha lasciati per la casa del Padre suor Fausta Zona che per molti anni ha vissuto tra noi nel servizio alla nostra scuola materna e alla comunità. La vogliamo ricordare nelle parole semplici di questa breve testimonianza: “Ricordo con affetto Suor Fausta che ha insegnato per diversi anni nella nostra scuola materna conquistando la simpatia dei numerosi bambini ai quali ha trasmesso con entusiasmo i valori della vita. Ha saputo farsi apprezzare dai genitori e da tutto il personale della scuola instaurando un clima di confronto e di aiuto nel rispet-

to delle reciproche competenze. Anche quando per l’età e la salute malferma ha dovuto lasciare il suo incarico, non ha mai mancato di dare suggerimenti e consigli utili al buon funzionamento della scuola, ma soprattutto ha saputo mantenere con semplicità e con tenerezza un contatto con i bambini, sempre presente nei momenti di festa. Suor Fausta era sempre presente la domenica alla Santa Messa delle10,30 nel primo banco. Molte volte i bambini, prima di lasciare la Chiesa, correvano da Lei, e la salutavano agitando la manina. Ricevevano sempre un bacio stampato in fronte” (Enza). Telefonare a: don Sergio 035 57 18 67 sagrista 338 67 20 902 don Flavio 035 57 11 40 segreteria 035 57 57 89


Lunedì 7 Venerdì 11

Sabato 12 Domenica 13

Venerdì 18 Domenica 20 Venerdì 25 Domenica 27 Lunedì 28 Giovedì 31 Venerdì 1

Sabato 2

Domenica 3 Lunedì 4 Giovedì 7 Venerdì 8

Sabato 9 Domenica 10

Venerdì 15 Sabato 16 Domenica 17

Domenica 24 Venerdì 29

ore 20,45 Consiglio pastorale Centro parrocchiale 27A DEL TEMPO ORDINARIO - Banco vendita missionario Animazione 1a primaria S. Messa - Mandato a animatori dei centri preghiera ore 10,30 ore 11,30 Battesimi comunitari ore 21,45 Incontro catechisti FESTA LITURGICA DEL BEATO PAPA GIOVANNI ore 20,00 Ufficio dei defunti ore 20,30 Centro di preghiera nelle famiglie ore 9,00 Pellegrinaggio vocazionale ore 20,30 Veglia petali di rose - Beatitudini Ponteranica 28A DEL TEMPO ORDINARIO - Banco vendita missionario Animazione 2a primaria ore 18,30 S. Messa - Costa Garatti ore 20,30 Centro di preghiera nelle famiglie 29A DEL TEMPO ORDINARIO - Giornata missionaria mondiale Animazione 3a primaria - catechesi ore 15,30 Battesimi comunitari ore 20,30 Centro di preghiera nelle famiglie 30A DEL TEMPO ORDINARIO - Ritiro cresimandi ore 18,30 S. Messa a San Rocco a Castello ore 20,30 Celebrazione comunitaria della Riconciliazione e Confessioni Padri Sacramentini ore 18,30 S. Messa festiva della vigilia Ponteranica ore 19,00 S. Messa festiva della vigilia Rosciano SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI ore 8,00 - ore 10,30 S. Messa Ponteranica ore 9,00 - ore 17,00 S. Messa Rosciano ore 15,00 S. Rosario per i defunti Cimitero COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI ore 9,30 S. Rosario segue ore 10,00 S. Messa Cimitero ore 18,00 S. Messa Rosciano ore 20,00 S. Messa Ponteranica 31A DEL TEMPO ORDINARIO - Animazione 4a primaria ore 11,30 Battesimi comunitari ore 20,45 Incontro dei catechisti ore 20,30 Veglia Mariana - Beatitudini Rosciano Triduo dei defunti di Ponteranica Ufficio defunti in ricordo dei sacerdoti e religiose defunti Ponteranica ore 20,30 Consiglio pastorale Celtro parrocchiale ore 9,00 Pellegrinaggio vocazionale - Triduo defunti di Ponteranica ore 18,30 S. Messa per tutti i defunti della Comunità A 32 DEL TEMPO ORDINARIO - Triduo defunti di Ponteranica ore 10,30 S. Messa per i defunti dell’anno e giovani defunti ore 15,00 Adorazione ore 16,00 Lotto dei morti ore 18,30 S. Messa di chiusura del Triduo ore 20,30 Centro di preghiera nelle famiglie ore 18,00 Vespro solenne della Risurrezione - Beatitudini Rosciano 33A DEL TEMPO ORDINARIO - Giornata vicariale del Seminario Animazione 5a primaria ore 15,30 Battesimi comunitari ore 18,30 S. Messa alla Costa Garatti 34A DEL TEMPO ORDINARIO - CRISTO RE - Ritiro 1a secondaria ore 18,30 S. Messa a San Rocco a Castello ore 20,00 Ufficio dei defunti

n o v e M b R e

Venerdì 4 Domenica 6

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CALendARIo PAStoRALe

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Grande festa del Judo Club Ponteranica per la promozione di nuove cinture nere

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rande festa per le promozioni a cintura nera nel Judo Club Ponteranica, ebbene si tre dei nostri ragazzi di Ponteranica sabato 22 giugno hanno conseguito la cintura nera superando brillantemente gli esami federali tenuti da sei commissioni di maestri di alto grado, vale a dire da quinto dan (grado della cintura nera) in su. Gli esami si sono svolti a Ciserano nel palazzetto di via Cabina 5, la commissione ha torchiato ben benino i nostri judoka che tra teoria e pratica hanno snocciolato tutto il loro sapere acquisito in tanti anni di esperienza, ma soprattutto negli ultimi sei mesi. Loris Pampolini, Matteo Cornolti e Francesco Caglioni, aiutati dai loro uke (compagno che fa da spalla durante l’esecuzione delle tecniche) cinture marroni Paolo Carera e Matteo Regazzoni, si sono allenati tutti i giorni

nell’ultimo periodo per tre/quattro ore al giorno e parecchie domeniche da gennaio ad oggi. Ma ne è valsa la pena dopo tanti sacrifici l’ambito traguardo è arrivato, ancora una volta il judo dimostra che non é solo una disciplina sportiva ma é storia di vita. Con sacrificio, dedizione e volontà gli obbiettivi si raggiungono, questo e l’insegnamento ricevuto dal loro insegnante Giovanni Rocco che li ha seguiti passo passo nel loro cammino e ora può orgogliosamente dire di avercela fatta. Anche per lui non é stato facile sabato stare a bordo materassina a seguire gli esami dei suoi tre judoka. Per due ore ha camminato nervo-

A.S.D. PATTINANDO PONTERANICA A PONTERANICA “STELLE CHE BRILLANO SUI PATTINI A ROTELLE” Sul territorio bergamasco sono attive quattro società di pattinaggio artistico a rotelle, tra queste spicca sicuramente “PATTINANDO PONTERANICA” che dal 1996 offre un insegnamento di questa disciplina ad altissimo livello. A causa delle difficoltà logistiche e strutturali del territorio di Ponteranica siamo costretti ad usufruire anche di palestre extracomunali, sperando che il futuro riserbi servizi migliori. Questo sport meraviglioso richiede ampie superficie per allenarsi ed è per questo che il numero di atlete è limitato, ma ciò permette anche un livello qualitativo migliore ed una particolare attenzione ad personam per le atlete stesse. Quest’anno abbiamo ottenuto ottimi risultati e per alcune atlete il percorso agonistico terminerà a novembre 2013 (italiani UISP). Siamo lieti di presentarvi i nostri traguardi. Algieri Rachele nella categoria promozionale A2 ottava classificata ai campionati provinciali UISP e quinta ai campionati regionali. Broggi Sara nella categoria formula 3A prima clas-

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samente avanti e in dietro e, alla fine si e sciolto in un caloroso abbraccio con i suoi ragazzi stanco ma orgoglioso di questi judoka che tante soddisfazioni danno. Adesso il Judo Club Ponteranica può avvalersi di un totale di cinque cinture nere nello staff di insegnanti tecnici e di un nuovo diploma di allenatore conseguito a Roma il 2 agosto dopo due settimane di corso presso il Centro Olimpico Federale dal nostro insegnante Giovanni Rocco. Bene in bocca al lupo per una carriera judoistica luminosa e piena di soddisfazioni, ricordando sempre che la cintura nera per un judoka non è un punto di arrivo ma una partenza per fare sempre meglio in questo magnifico sport. Alla fine della giornata la dedica è andata al nostro judoka Michele Suardi e alla sua famiglia, protagonista purtroppo di una brutta disavventura capitatagli ormai più di tre mesi fa, ma per fortuna risolta nel migliore dei modi. Ringraziando anche i genitori che hanno seguito gli esami dei ragazzi sia da casa che a Ciserano, la storia continua alle prossime cinture nere.

sificata ai campionati provinciali UISP, campionessa regionale ai campionati regionali UISP, ottava classificata ai campionati italiani UISP, quarta ai campionati regionali FIHP. De Mizio Moira terza ai campionati provinciali UISP e diciassettesima ai campionati regionali UISP. Fiorona Chiara prima ai campionati provinciali livelli UISP e campionessa regionale UISP qualificata per le gare di novembre al campionato italiano UISP di livelli. Giupponi Giulia prima classificata ai campionati provinciali UISP e seconda ai campionati regionali livelli


UISP qualificata per il campionato italiano UISP di novembre. Guerini Nadia nona ali campionati provinciali UISP Promozionale A2. Leoni Elide prima al campionato provinciale UISP livelli e seconda al campionato regionale, qualificata per gli italiani di novembre UISP. Locatelli Federica prima classificata ai campionati provinciali Master UISP e nona classificata ai campionati regionali. Locatelli Maria ottava ai campionati provinciali UISP formula 2B e quindicesima ai campionati regionali. Pagliarino Francesca seconda classificata al campionato provinciale UISP formula 1C e decima al campionato regionale qualificata per il campionato italiano. Piazzoni Martina campionessa provinciale e regionale livelli

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a nostra associazione si trova di fronte ad un cambio naturale di generazione e quindi con mancanza di volontari, specialmente nella mansione di autisti. Le richieste di aiuto alla nostra Associazione sono sempre più in aumento e trovandoci a

UISP qualificata per il campionato di novembre. Piccinelli Sara quinta al campionato provinciale UISP formula 2B e nona al campionato regionale qualificata per gli italiani. Rota Elisa quarta al campionato provinciale promozionale A2 e diciassettesima a quello regionale. Il direttivo della Società e l’insegnante Rizzi Francesca sono molto contenti dei risultati ottenuti, ma soprattutto dello “spirito sportivo” dimostrato dalle nostre atlete. Vi aspettiamo il lunedì di settembre dopo l’apertura dell’anno scolastico presso la palestra della Scuola Media Don Lorenzo Milani alle ore 16.30 per una prova gratuita. Per info: Nosari tel 035/573325 – e-mail: piny.n@alice.it

“corto” di personale volontario siamo a volte costretti, nostro malgrado, a declinare le richieste che ci pervengono. Chiediamo alla popolazione di Ponteranica e Sorisole se fra di loro ci sono persone che si sentono di impegnare un po’ del

loro tempo in questa attività a beneficio della nostra gente. Chi fosse interessato a dedicare un po’ del proprio tempo libero, o anche solo per avere informazioni sull’impegno che i nostri volontari svolgono in questa Associazione, può recarsi in sede in via Papa Giovanni XXIII, presso Centro Vivace, da lunedì a venerdì dalle ore 9,30 alle 11,30 oppure telefonando al numero 035 577087. Vi ringraziamo per l’attenzione!


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Agenda di Ponteranica e Rosciano don Sergio Scotti Parroco Casa Parr. Ponteranica tel. 035 57 18 67 scotti.sergio@gmail.com www.parrocchiediponteranica.it Silvano Ceruti tel. 338 67 20 902 Scuola dell’Infanzia tel. 035 57 41 53 fax. 035 41 29 232

orari SS. Messe a Ponteranica Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.30 Festiva: ore 8.00 – 10.30 Feriale: dal lunedì a giovedì ore 17,00 Venerdì e sabato ore 8,00

Chiesa di San Rocco al Castello Festiva:

ore 18.30 (la quarta domenica del mese)

Chiesa di San Girolamo Emiliani (alla Costa Garatti) Festiva:

ore 18.30 (la seconda domenica del mese)

orari SS. Messe a Rosciano Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 19.00 Festiva: ore 9.00 ore 17.00 Feriale: ore 18.00

Grotta della B.V. di Lourdes Festiva: ore 17.00 (da maggio a fine settembre) S. Marco in Maresana Festiva:

ore 11.00 (luglio e agosto)

Agenda di Ramera don Flavio Rosa Parroco Casa Parr. Ramera don Cristian Mismetti

tel. 035 57 11 40 cell. 340 66 53 939 tel. 035 57 01 81 cell. 347 88 94 972 Scuola dell’Infanzia tel. 035 57 13 85 Segreteria parrocchiale Ramera: Aperta da lunedì a venerdì ore 14.30 – 17.30 Per certificati, anagrafe, abbonamenti, informazioni, prenotazioni Cineteatro, iniziative varie… tel. 035 57 57 89 e mail: parrocchiaramera@libero.it Pratiche Cisl Inas (lunedi mattino) ore 9.00-11.30 Ponteranica Attiva e mail: ponteranicaattiva@libero.it

orari SS. Messe a Ramera Chiesa Parrocchiale Prefestiva: ore 18.00 Festiva: ore 7.30 – 9.00 (alla Chiesina di S. Giorgio alla Petos) 10,30 - 18,00 Feriale 8.00 – 16.30 (dal 30 settembre) venerdì ore 16.00 adorazione eucaristica segue messa 18,00

orari SS. Messe Padri Sacramentini Prefestiva Festiva Feriale Padri Sacramentini ordini@sacramentini.it

ore 17,30 ore 8,30 - 11,00 17,30 ore 7,00 - 17,30 tel. 035 57 10 15

orari SS. Messe alla Madonna dei Campi Prefestiva Festiva

ore 18,00 ore 9,30

gruppo diocesano

LA CASA InContRI di ASCoLto e di PRegHIeRA per persone SePARAte, dIvoRzIAte o RISPoSAte, ogni primo martedì del mese almenno san salvatore presso il chiostro vicino all’oratorio - via cappuccini n.3.

www.parrocchiediponteranica.it

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Le comunità insieme 4 2013  

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