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>> Galilei: keep on going! L'o ccupazione al Galilei continua, la succursale in via Battisti è stata chiusa, l'entusiasmo e la voglia di fare sono in progressivo aumento a differenza del clima di tensione nel confronti dell'esterno che sta diminuendo rendendo l'atmosfera nell'edificio sempre più serena e positiva: mai nessuno sta con le mani in mano, tutti si danno da fare per dimostrare che la nostra vuole essere una protesta forte ma soprattutto sensata, l'obiettivo non è perdere ore scolastiche ma fare in modo che le medesime guadagnino importanza sotto un punto di vista sociale e politico. La scuola è nostra, siamo noi a renderla viva, vogliamo ridarle forza e vigore. Voraci parassiti vogliono succhiare tutta la sua linfa vitale, cancellare l'importanza che essa ha, per noi, per tutti: difenderla non è quindi una possibilità ma una necessità. Essendo la terzo giorno, l'organizzazione interna ha ormai uno schema piuttosto stabile: la giornata procede in modo ordinato, ci sono due o tre assemblee al giorno e attività al mattino e al pomeriggio. Molto rilevante è sicuramente il corso di lettura, discussione e, in caso, modifica del documento „L'A ltraRiforma“ prodotto dall'UdS quest'anno. Essa è un'alternativa alla riforma attualmente contestata, em poichè non intendiamo limitarci a protestare, vogliamo cambiare le cose proponendone di nuove. Continuano anche le opere di „ristrutturazione“, ci stiamo infatti mobilitando per rendere la nostra scuola un luogo migliore sotto tutti i punti di vista. Grande importanza viene data ai contatti e al sostegno reciproco tra le varie scuola superiori e gli universitari: anche loro si stanno infatti opponendo ai tagli e al degrado degli atenei. L'o ccupazione prosegue in un clima di collaborazione e rispetto reciproco e non mancano i contatti con i professori per non restare troppo indietro con il programma scolastico: alcune classi si stanno organizzando per trovarsi all'esterno dell'edificio e continuare a seguire in minima parte il percorso formativo. Perseveriamo quindi nella nostra protesta che, ribadiamo, è appena cominciata.

Se volete scriverci o inviarci dei contributi, contattateci a: studentipreoccupati@gmail.com

Studenti

per una scuola migliore

preOCCUPATI informazioni e opinioni dalle scuole occupate di Trieste Numero 3 – 11 Novembre 2010

IN QUESTO NUMERO:

>> La lotta paga: ora non molliamo la presa! studenti convocati in Provincia sull'edilizia: ma non è che l'inizio, siamo determinati a continuare I primi effetti delle mobilitazioni studentesche si fanno sentire: la Provincia ha convocato i rappresentanti di tutte le scuole triestine per oggi alle 18.30 in Piazza Vittorio Veneto, al fine di discutere della situazione critica dell'edilizia scolastica nella nostra Provincia. E' solo il primo passo, un piccolo riconoscimento della nostra protesta e proprio per questo non dobbiamo sentirci appagati. Ma non per questo dobbiamo dimenticare che le risposte dalle istituzioni iniziano ad arrivare, e questa è la più grossa smentita per chi non ritiene le occupazioni uno strumento utile di lotta.

Continua a pagina 2

>> Mostra sull'edilizia

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organizzata da tutte le scuole per venerdì sotto i portici del Dante

>> Galilei: keep on going!

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>> La lotta paga: ora non molliamo la

>> Mostra sull'edilizia

presa! continua dalla prima pagina

organizzata da tutte le scuole per venerdì sotto i portici del Dante

studenti convocati in Provincia sull'edilizia: ma non è che l'inizio, siamo determinati a continuare L'incontro con la Provincia nasce dalla nostra richiesta di firmare il patto firmato l'anno scorso a seguito di una caduta di un controsoffitto al Liceo Oberdan. Patto che non ha sortito i suoi effetti, vista la situazione a dir poco critica degli edifici scolastici triestini. Si va dai casi più eclatanti (come il Dante dove ieri si è svolto un incontro con i Consiglieri Regionali triestini e con l'Assessore provinciale Tommasini) a quelli dove a causa della mancanza di spazi un diritto sancito dal D.P.R. 567 come quello all'aula autogestita non viene minimamente rispettato. Ma l'edilizia è solo il primo punto sul quale siamo determinati a continuare: sono ancora molti gli aspetti della scuola che non ci piacciono e che vogliamo cambiare, e siamo ancora convinti dello strumento 'o ccupazione' per raggiungere obiettivi finora insperati. Se fossimo in una società più sensibile ai problemi comuni e meno indifferente all'impegno personale per il miglioramento della comunità, atti violenti e illegali come l'o ccupazione non sarebbero necessari. Ma purtroppo stampa e opinione pubblica hanno mostrato per l'ennesima volta di svegliarsi solamente di fronte ad atti eclatanti come il nostro. Atti che continueranno ad oltranza, come è stato stabilito dai rappresentanti di tutte le scuole, ovvero finché tutte le nostre richieste non saranno prese in carico e non saranno discusse assieme a noi studenti. A chi ci chiede di fare un passo indietro rispondiamo che stiamo solo attendendo concreti passi in avanti dalle nostre controparti, e che non stiamo occupando trascinati da una sorta di 'estetica del conflitto' post sessantottina, ma spinti da esigenze materiali e da obiettivi precisi. Obiettivi sui quali lavoreremo finché riusciremo a resistere nelle nostre scuole occupate e autogestite dagli studenti, anche in collaborazione con i professori che decidono di aderire alla nostra protesta e alle nostre rivendicazioni. LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE!

Aprire le scuole e le tematiche delle nostre occupazioni alla cittadinanza: da questa idea parte la mostra fotografica sull'edilizia scolastica della Provincia, programmata per venerdì pomeriggio sotto i portici del Liceo Dante, in Via Giustiniano. Gli studenti di tutte le scuole si sono mobilitati per raccogliere le testimonianze visive del degrado degli edifici scolastici triestini e per finanziare economicamente il progetto. Ora è tutto pronto e siamo in grado di anticiparvi qualche testimonianza dalle scuole triestine.

DA VINCI-SANDRINELLI



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