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Benvenuti nella nuova concessionaria Volkswagen

Tutte le novitĂ del 2012

Visti da vicino I responsabili ST

Il modello Ragusa prima nel bio-export

Valeria Solarino da Modica a Venezia


sommario_ in questo numero: Pag. 4-5 Le lettere dei clienti Pag. 7-9 ST protagonista all’Automotive Dealer Day Pag. 10-13 Signori, ecco il Gruppo Volkswagen Pag. 15-17 Audi, un anno di successi Pag. 18-19 Le novità Audi 2012 Pag. 20-21 Una bella festa per l’Audi Q3 Pag. 22 Ford, premio Chairman 2011 Pag. 23 Nuovo Ford Ranger, instancabile e accattivante Pag. 24-25 Ford, le novità 2012 Pag. 26-28 Valeria Solarino, da Modica al Red Carpet Pag. 29 Così la stampa parla di noi! Pag. 30-31 Novità Suzuki 2012; nuova Swift Sport Pag. 32 Ortopedia, il futuro è nei nuovi materiali Pag. 33 “Range Rover Evoque, un amore a prima vista” Pag. 34-35 Tutta la gamma Land Rover e Range Rover 2012 è alla ST Pag. 36-37 Giovanni Lavaggi, il pilota ingegnere Pag. 38 Nuova Fiat Panda Pag. 39 Nuova Fiat Freemont Pag. 40 Nuova Lancia Voyager Pag. 41 Lancia Thema Pag. 42 Nuova patente a 17 anni, cosa c’è da sapere Pag. 43 ST Ford anche a Modica Pag. 44 ST è veicoli commerciali Fiat Pag. 45 ST è veicoli commerciali Ford Pag. 46-47 Gerry McGovern, il papà della Range Rover Evoque Pag. 48-51 Evoque in festa Pag. 52-56 Visti da vicino. I responsabili commerciali ST Pag. 57 ST Finanzia Pag. 58-59 I colori della Sicilia nei gioielli Damiani Pag. 60-61 Sposi in Fiat 500 Pag. 64 Caravaggio a Siracusa Pag. 65 Noleggi Sergio Tumino, la garanzia della convenienza

Pag. 66-67 Le magie di Lancôme Pag. 68-69 Enzo Maiorca, una vita in apnea Pag. 70-72 Giulia Bongiorno, l’avvocato dei grandi processi Pag. 73 ST e Agos, una partnership per finanziamenti su misura Pag. 76-79 Con l’Adventure Club ST, le emozioni del Tour Experience 2011 Pag. 80-81 Al largo di Ragusa, la piattaforma Vega Pag. 82-83 Val di Noto, tesori da riscoprire Pag. 84-85 La leggenda di Bianca di Navarra Pag. 86-87 Antiquariato nell’ibleo Pag. 88-89 Un viaggio nell’archeologia Pag. 90-91 Maria Cristina Elmi Busi Ferruzzi, Lady Coca Cola Pag. 92-93 Questa è terra di poeti, scrittori e politici Pag. 94-95 Paul Bricius, la birra artigianale siciliana Pag. 97 ST Assicura Pag. 98-99 Il “modello Ragusa”, la provincia più ricca del Sud Italia Pag. 100-101 Ragusa prima in Italia nell’export di prodotti biologici Pag. 102-103 Le Beauty Farm e le terme della Sicilia Pag. 104 Alimentazione, occhio alle “trappole” Pag. 105-107 Centri assistenza ST, sempre al vostro fianco Pag. 108 La carrozzeria, per piccoli e grandi interventi Pag. 109 Servizio pneumatici, il massimo per la vostra sicurezza Pag. 110-111 Un usato così nuovo? E’ usato garantito ST Pag. 112 Workshop di pittura per bambini Pag. 114-115 ST sponsorizza e promuove Pag. 116 Fitness Day, successo per la terza edizione Pag. 117 Decreto Semplificazioni, D.L. del 9 febbraio 2012 Pag. 118 Eventi e manifestazioni a Ragusa e provincia Pag. 119 Nel prossimo numero di ST Magazine Editore: Studio Della Casa S.a.S. Via Emilia Ovest 1014 - 41123 Modena Tel. 059/8396080, www.studiodellacasa.it; Postatarget Magazine - tariffa pagata - DCB Centrale/PT Magazine ed./aut.n.50/2004 valida dal 07/04/2004 - Magazine 2 n. 2 - Aut. Trib. Forlì n. 29 del 1999 - Direttore responsabile: Marco Pederzoli; Direttore editoriale: Stefano Della Casa; Redazione: Dino Della Casa, Paolo Pignatti, Marco Pederzoli; Coordinamento grafico: Studio Degò/MO; Art work: Chiara Ottolini; Foto: Paolo Pignatti - Ufficio stampa Sergio Tumino; Stampato in esclusiva per l’Editore Della Casa: Arbe (MO). Azienda con qualità certificata BVQI A norma dell’art. 7 della legge n. 196/2003 il destinatario può avere accesso ai suoi dati, chiederne la modifica o la cancellazione oppure opporsi al loro utilizzo scrivendo a: Studio dott. Della Casa S.a.s. – Via Emilia Ovest 1014 - 41123 Modena (MO)

Si ringrazia la Dott.ssa Rita Benedetto consulente marketing e qualità della Sergio Tumino S.P.A. per la professionale collaborazione.

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Editoriale

Il piacere di sorprendere “L’uomo può credere all’impossibile, non crederà mai all’improbabile”. Questo scriveva il celebre Oscar Wilde alla fine del secolo XIX e, come succede per tutti i grandi della letteratura, le sue parole sono in qualche modo profetiche anche per noi. Al giorno d’oggi è sempre più difficile sorprendere, emergere, distinguersi. Tanto che spesso, pur di essere credibili, si cerca l’impossibile. Noi della ST andiamo invece controcorrente. Abbiamo deciso innanzitutto di continuare a mettere nero su bianco la nostra realtà, affinché il lettore possa soffermarsi su di essa e possa “toccare con mano” le nostre parole e le nostre promesse. Noi non aspiriamo all’improbabile né tanto meno all’impossibile: l’onestà e la trasparenza sono i nostri valori più importanti, nel lavoro come nella vita. Anche in questo numero di ST Magazine, quindi, abbiamo deciso di raccontarci per quello che siamo, ovvero una concessionaria auto realmente leader nel nostro settore, che nonostante il difficile momento congiunturale ha tagliato di recente un altro grande traguardo: siamo diventati anche concessionari Volkswagen. Di qui anche la scelta della nostra copertina. Continueremo naturalmente ad offrire tante anteprime e tante novità su tutti i marchi che rappresentiamo, da Land Rover e Range Rover ad Audi, da Fiat a Suzuki, passando per Ford, Lancia e i veicoli commerciali Fiat e Ford. Ma non solo: come sempre faremo parlare i nostri clienti e le eccellenze della nostra grande regione, la Sicilia, che ha sempre tanto da raccontare anche a noi stessi siciliani. Ripercorreremo storia, leggende e curiosità locali, associandole sempre al mondo dell’auto. Perché in fin dei conti è proprio grazie all’automobile se oggi possiamo conoscere, stringere amicizie sincere, informarci ed informare. In altri termini, dopo il successo ottenuto coi numeri precedenti del nostro magazine, vogliamo riservarci ancora il piacere di sorprenderci. E di sorprendervi. Buona lettura e arrivederci in concessionaria! Sergio Tumino Amministratore Delegato ST S.p.A.

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Lettere dei Clienti D. Ho sentito dire che se monto degli pneumatici non omologati rischio una multa e il sequestro. Esattamente cosa significa? R.F. Modica R. Lei ha sentito bene. Una modifica del codice della strada, che si adegua a normative europee, ha inasprito le sanzioni per chi utilizza pneumatici non conformi. Gli pneumatici per auto devono essere omologati, cioè rispondere a regolamenti e norme che definiscono caratteristiche dimensionali, prestazioni ed integrità strutturale. E’ fondamentale che all’atto dell’acquisto di gomme per auto si controllino i fianchi: su almeno uno dei due deve essere stampata una marchiatura composta dalla lettera E maiuscola chiusa in un cerchio o minuscola in un riquadro, seguita da un numero di una o due cifre (Paese che ha rilasciato l’omologazione) e un numero di almeno sei cifre (identificazione dell’omologazione stessa). Se si utilizzano pneumatici diversi e non omologati si rischiano sanzioni pecuniarie e soprattutto la confisca del treno completo di gomme. Ma non si preoccupi: se lei utilizza il servizio pneumatici ST, tutte le nostre gomme sono delle migliori marche e omologate a norma di legge. D. Abbiamo una piccola azienda agricola a Vittoria. Quale veicolo commerciale ci consiglierebbe fra tutti quelli che vendete? P.G. e F.G. Vittoria

Rita Benedetto Responsabile marketing e comunicazione della ST

R. Conosco il vostro territorio e credo di aver capito quale attività fate. Io,dopo essermi consultata con i nostri responsabili commerciali, suggerirei il Defender, lo storico veicolo della Land Rover che non ha eguali come fuoristrada e mezzo ideale per attività come la vostra. L’ultima versione è stata equipaggiata con un nuovo motore turbodiesel di 2,2 litri e soddisfa le normative Euro 5. Essendo in versione autocarro può usufruire di importanti vantaggi fiscali. Per ulteriori informazioni e prove su strada può contattare la nostra concessionaria Land Rover a Ragusa. D. Siamo una coppia con un figlio di 10 mesi. Per il suo trasporto siamo interessati ai migliori seggiolini. Lei cosa ci può consigliare? D.M. e P.R. Ragusa R. Debbo dire, con piacere, che ricevo continuamente lettere per il trasporto dei minori in macchina. Già nei precedenti numeri di ST Magazine avevo risposto sull’attuale normativa. La lettera della giovane coppia di Ragusa mi offre l’occasione per dire a loro, come a tutti coloro che hanno il problema di bimbi in auto, che adesso, in commercio e presso i nostri centri accessori, si possono acquistare “seggiolini auto” omologati di nuova generazione, con proprietà antimicrobiche. La massima tranquillità per voi e la massima sicurezza per loro, perché possono ridurre le decelerazioni dell’auto sino a -18 g (rispetto ai 55 g, attuale valore consentito dalla normativa ECE per gli impatti). Sono dotati di ammortizzatore idraulico; hanno una doppia protezione laterale ed eliminano le cariche batteriche fino al 99,9%!

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lettere dei clienti

D. Ho letto su un mensile i nomi dei 10 modelli di auto più importanti e significativi del 2011. Di questi ben 4 sono in vendita presso di voi, se ben ricordo: Audi Q3, Ford Focus, Lancia Nuova Ypsilon e Range Rover Evoque. Complimenti! M.M. Ragusa R. Ho letto anch’io quel servizio e mi permetto di aggiungere una quinta vettura, da pochi giorni in vendita da noi: il nuovo Maggiolino della Volkswagen. Perché, come avrà letto nell’editoriale e avrà visto in 4 pagine dedicate di questo ST Magazine, dall’inizio dell’anno siamo i nuovi concessionari per Ragusa e provincia del prestigioso marchio di Wolfsburg. Posso, gentile lettore, darle un altro numero molto significativo? Dal primo gennaio 2012 il nostro gruppo offre una gamma di ben 82 modelli, dalle “piccole” Fiat 500 o Volkwagen Up alle “medie” Fiesta, Audi A3, Lancia Delta per arrivare alle “grandi” Range Rover Sport, Audi A6, Lancia Thema e Voyager… 82 modelli che vanno poi moltiplicati nelle varianti per colori, motorizzazioni, accessori e personalizzazioni! D. Ho acquistato una vettura presso una concessionaria di Catania. Ora vorrei sostituire personalmente olio e filtro e, conseguentemente, poter resettare il contachilometri e azzerare il computer di bordo. Posso farlo? R. E’ una domanda tecnica e complessa per me. L’ho girata al nostro responsabile service ed ecco la sua risposta che trovo molto interessante ed esauriente: “Un’officina, soprattutto quella di una concessionaria ufficiale, non può certificare del “fai da te” perché l’azzeramento del computer di un’auto attesta l’avvenuta manutenzione in conformità con le procedure previste dalla casa costruttrice. La manutenzione ha importanti aspetti, soprattutto per la sicurezza. Per esempio il lubrificante, che deve essere quello prescritto dal costruttore. La procedura della casa automobilistica prevede, in occasione di ogni intervento, il collegamento all’unità diagnostica per rilevare il sorgere di problemi e gravi guasti.” Conclusione: una officina della rete ufficiale, per la qualità dei servizi, per la garanzia dei pezzi sostituiti, per i ricambi originali e non rigenerati, per la professionalità del proprio personale e per le attrezzature che utilizza, è sempre da preferire al “fai da te” e al meccanico “sotto casa.” D. Vorrei acquistare un’auto usata. Ho già visitato saloni specializzati e l’ho cercata anche su internet. Ma ho paura di un acquisto incauto. G.P.G. Siracusa R. Ha perfettamente ragione a temere un acquisto pericoloso ed imprudente. ST ha creato una divisione usato che propone vetture che abbiano superato questi test: meccanica e componenti elettronici perfettamente efficienti, tagliandi regolarmente eseguiti e documentati, revisioni effettuate secondo la legge e documentate attraverso la carta di circolazione, carrozzeria ed interni in buone condizioni e conformi all’età della vettura ed al chilometraggio, pneumatici in buono stato con battistrada almeno al 50%, assenza di sinistri significativi. Per questo un usato ST è sempre certificato e garantito.

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premi

ST protagonista

all’Automotive Dealer Day

Anche l’edizione 2011 dell’Automotive Dealer Day, evento riservato ai concessionari auto di tutta Italia e incentrato sui rapporti tra gli stessi concessionari e le case automobilistiche, ha visto protagonista la concessionaria Sergio Tumino, che ha partecipato con un proprio intervento a questo evento giunto alla sua nona edizione. All’appuntamento hanno preso parte oltre 4200 operatori della distribuzione auto, per 80 relatori e 36 workshop. Complessivamente i lavori sono durati 3 giorni, per un totale di 35 ore di convegni. In un’area espositiva di 7000 metri quadrati sono stati presenti 90 espositori, con 3

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locali di Verona (la città in cui si è svolto l’evento) coinvolti. Nel corso dell’Automotive Dealer Day, è stata resa nota l’indagine condotta da DealerSTAT sulla soddisfazione dei concessionari nel rapporto con le case automobilistiche. Dal 2004 DealerSTAT studia la soddisfazione dei concessionari nel rapporto con la casa automobilistica attraverso l’indagine annuale condotta da Quintegia in collaborazione con alcuni docenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Lo studio coinvolge le reti dei principali marchi operanti in Italia che rappresentano il brand nell’attività di vendita autovetture. Complessivamente sono stati 36 i marchi


esaminati e 3450 le concessionarie coinvolte. L’attività di ricerca ha richiesto 68 giorni di rilevazione in cui si sono avuti oltre 20.000 contatti utilizzando un mix di canali: e-mail, fax e recall telefonico. L’ampia partecipazione dei concessionari ha testimoniato l’interesse verso l’iniziativa, nella considerazione della crescente attenzione che le case automobilistiche ripongono verso i risultati e la qualità della relazione con i propri partner commerciali. Lo studio DealerSTAT, peraltro, nasce nel 2004 come esercizio di ricerca indipendente, promosso da Quintegia con il contributo di docenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il lavoro beneficia pertanto della supervisione scientifica dei Dipartimenti di Statistica ed Economia a garanzia della qualità dei dati e delle elaborazioni. Si tratta di un’indagine che, a differenza di quanto accade in altre circostanze dove questa analisi viene sviluppata dalle associazioni di marca o su commissione dei costruttori stessi, è svolta da un interlocutore indipendente che esprime relazioni ed attività con tutti gli attori della filiera, case automobilistiche, concessionari ed aziende del settore. Fin da subito la tutela dell’anonimato dei rispondenti, l’imparzialità e la confidenzialità nel trattamento delle informazioni ricevute, e l’attenzione nell’estendere la ricerca a tutti i dealer di ogni rete, hanno caratterizzato l’indagine DealerSTAT e ancora oggi ne rappresentano i tratti distintivi. Ogni questionario viene esaminato con attenzione, si analizza la coerenza e la qualità dei dati ricevuti e qualora necessario si operano le opportune verifiche. Gli autori dello studio intendono continuare in questa

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direzione, nell’intento di contribuire con questo strumento al miglioramento della qualità della relazione tra case e reti. L’indagine DealerSTAT è rivolta ai titolari di tutte le aziende concessionarie in Italia che rappresentano almeno un brand fra i 36 esaminati attraverso un contratto di vendita autorizzato. La logica imprenditoriale alla base del sistema di rilevazione prevede, in caso di più mandati per lo stesso marchio, che questi vengano esaminati con un singolo questionario di valutazione. Il campione di intervistati, pari al 40% dei dealer italiani, è rappresentativo della realtà nazionale e riflette l’adeguata distribuzione delle principali caratteristiche delle reti distributive considerate, come la localizzazione per area geografica e la dimensione. Il campione è composto negli anni da concessionari che rinnovano la partecipazione e da un flusso naturale di nuovi rispondenti che consente un certo dinamismo. L’analisi prevede l’aggiornamento del database di riferimento, operato sistematicamente attraverso il network di relazioni instaurato con le case automobilistiche ed il contatto diretto dei concessionari. Quali sono dunque i Top brand nella soddisfazione dei dealer? Al vertice della classifica si trova Volvo, mandato N. 1 nella soddisfazione dei dealer, in seconda posizione Lexus, entrambi marchi che nell’ultimo anno hanno registrato un trend crescente significativo nei giudizi. Seguono Ford e Nissan fra i generalisti e molti altri premium. Sono 15 i marchi a presentare valutazioni positive. Qual è poi il mandato preferito dai dealer italiani? Qual è il mar-


premi

Rita Benedetto Master in Dealer Management L’edizione 2011 dell’Automotive Dealer Day, oltre a vedere un intervento in prima persona dello stesso titolare della ST, Sergio Tumino, ha registrato anche la consegna alla responsabile marketing e comunicazione della concessionaria, Rita Benedetto, del diploma in Dealer Management. Il riconoscimento arriva a seguito della frequentazione, avvenuta con profitto, di uno specifico corso sulla gestione di una concessionaria auto. L’esperienza acquisita e l’attitudine di Rita hanno fatto il resto, facendo meritare alla responsabile marketing e comunicazione della ST questo prestigioso riconoscimento.

chio con i concessionari più fedeli? I dealer che si dichiarano intenzionati a proseguire nella loro attività, mantenendo o cambiando marchio, hanno espresso la loro preferenza segnalando uno dei 36 brand esaminati. Ford è il mandato preferito dai concessionari italiani e con il più alto tasso di fedeltà dei propri dealer. Spazio è stato dedicato da questa indagine anche alla valutazione dei programmi dell’usato, con quello di Volvo che si è mostrato uno dei più apprezzati tra i brand specialisti e Ford tra i marchi generalisti. Per conoscere nel dettaglio tutti i risultati, si può consultare il sito internet ufficiale dell’evento, all’indirizzo www.dealerday.it. L’appuntamento con la X edizione dell’Automotive Dealer Day è fissato per il 15, 16 e 17 maggio 2012.

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Signori, ecco il gruppo Volkswagen Il 2012 ha visto un’altra importante acquisizione per la Sergio Tumino. A fare parte dell’ormai grande famiglia della concessionaria è entrato infatti per la prima volta un altro grande marchio tedesco dalla lunga tradizione, sinonimo di elevata affidabilità: Volkswagen. Per presentare al meglio l’inedita acquisizione è stata organizzata una grande festa, cui hanno preso parte centinaia di persone tra amici e clienti della concessionaria. Ma un’altra grande festa continuerà durante tutto l’anno, perché sono tanti i nuovi modelli 2012 prodotti da

questa casa. La compatta Polo, ad esempio, viene arricchita nella versione top di gamma denominata Highline con alcuni accessori molto interessanti, tra cui i nuovi cerchi in lega da 16 pollici “Rivazza” abbinati a pneumatici 215/45 R16, i cristalli posteriori e il lunotto oscurati e le luci direzionali statiche. Nonostante il valore commerciale di questi accessori superi i 500 euro, alla Sergio Tumino il listino della Polo Highline rimane invariato, a tutto vantaggio della clientela. Per quanto riguarda la lista di accessori a pagamento, l’utilitaria

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Da quest’anno, la Sergio Tumino offre ancora di più ai propri clienti: è arrivata in concessionaria tutta la gamma Volkswagen.


eventi

della casa di Wolfsburg guadagna invece dei nuovi pacchetti di accessori studiati appositamente per semplificare l’offerta ed aumentare la convenienza della vettura. Ad esempio si può optare per il Comfort Pack che dispone del climatizzatore automatico Climatronic e dei sensori di parcheggio Park Pilot, con un risparmio di circa il 30% rispetto all’acquisto dei singoli accessori. Seguendo l’esempio precedente, anche la Golf MY

2012 migliora la propria convenienza, offrendo alla propria clientela il Design Pack, che comprende nella propria dotazione i proiettori anteriori bixeno, le luci posteriori con tecnologia LED e i cerchi in lega “Porto” da 17 pollici. Anche la monovolume Golf Plus è disponile con altri sei pacchetti scontati dal 25 e il 35%. La recente berlina Passat, disponibile pure nella declinazione station wagon, può essere invece ordinata con il ricco

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Business Pack che comprende il navigatore satellitare RNS 315, la predisposizione bluetooth dedicata al telefono cellulare, connessione Aux e USB, computer di bordo, il dispositivo controllo pressione pneumatici, il cruise control e infine il volante multifunzione. Da non dimenticare è pure il Suv di segmento premium Touareg, che riceve alcuni aggiornamenti tecnici al propulsore V6 3.0 litri TDI, grazie ai quali incrementa la propria


potenza massima da 240 a 245 CV e contemporaneamente diminuisce le proprie emissioni inquinanti di 6 g/km di CO2. Contemporaneamente guadagna anche il set di accessori R-Line Pack - disponibile per le motorizzazioni V6 TDI 3.0 litri e V8 TDI 4.2 litri - che si distingue per una serie di accessori estetici e aerodinamici studiati per aumentare la sportività della vettura. Tra gli accessori offerti nel nuovo pacchetto 2012 si segnalano anche nuove appendici aerodinamiche, i cerchi in lega da 20 pollici modello “Mallory”, l’assetto sportivo e i sedili ad alto contenimento R-Line. Ecco poi, tra tutta la gamma Volkwagen, anche l’ultima arrivata, ma non per questo meno importante: up! In soli 3,54 metri, la city car disegnata dall’italiano Walter de Silva garantisce alti livelli di comfort per quattro adulti con un bagagliaio ai vertici della categoria per la quantità di spazio disponibile. Le sue superfici pulite e l’impiego di soluzioni raffinate come il cristallo per il portellone posteriore ricordano i tablet e gli smartphone più tecnologici e di tendenza. Molto dotata dal punto di vista tecnologico, la up! alla Sergio Tumino ha di serie tutti i dispositivi di sicurezza oggi irrinunciabili, come il sistema elettronico di controllo della stabilizzazione ESP, l’antibloccaggio ABS con l’antipattinamento ASR e quattro airbag. La city car è high-tech anche nell’abitacolo dove il maps+more, di serie su tutta la gamma, diventa un insostituibile compagno di viaggio. Non si tratta di un semplice navigatore satellitare portatile: essendo integrato nell’elettronica della vettura, maps+more è in grado di trasformarsi in un prezioso trainer che, attraverso il display touchscreen, dispensa consigli per contenere i consumi e guidare quindi in modo più ecologico. Non solo: quando l’auto entra in riserva, si attiva immedia-

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eventi

tamente il navigatore, indicando al guidatore la via per raggiungere il distributore più vicino. Il maps+more comprende altre importanti funzioni come il bluetooth, per telefonare in tutta sicurezza o ascoltare direttamente nell’impianto audio dell’auto la musica caricata su smartphone e tablet. Tutti questi sistemi rendono “facile” la up!, anche perché proprio la semplicità è alla base della filosofia di questo nuovo modello. Non è infatti difficile scegliere la up!, grazie a un’offerta razionale che prevede due versioni, take up! e high up!, con un potente e moderno motore 1.0 benzina 75 CV. E, in un momento particolare come quello attuale, l’innovativo finanziamento up!grade agevola il cliente che, con rate da 50 o 100 Euro al mese, può acquistare la high up! top di gamma senza dovere necessariamente affrontare la spesa in un’unica soluzione.

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Audi, un anno di successi

incontra

Mirare alla concretezza rifiutare l’effimero fare attenzione ai dettagli essere animati dalla passione non abbattersi, non arrendersi

Il dott. Giuseppe Tartaglione, laureato in Giurisprudenza, è stato Vice Presidente della SEAT S.A. con responsabilità per il Marketing e la Vendita. In precedenza è stato Membro del Consiglio di Amministrazione presso diverse aziende del settore automobilistico quali la Magneti Marelli e la Fiat Powertrain Technologies. Ecco le domande rivolte al Dott. Tartaglione, che ci ha concesso questa intervista. In un anno di recessione, dove i principali competitori accusano flessioni dell’ordine del 20%, il vostro gruppo migliora la sua posizione, quali sono le motivazioni di questa performance? Il Gruppo Volkswagen è da sempre un global player e, grazie a questa strategia di espansione in atto, oramai da diversi decenni è presente in differenti Paesi di tutti i continenti. Questa politica internazionale di crescita permette un programmato bilanciamento delle performance nei mercati e, di conseguenza, un risultato totale positivo. Oltre a questo ci sono altri fattori determinanti per la crescita del nostro Gruppo quali, tra gli altri, una programmazione strategica, una pianificazione di nuovi prodotti, un lavoro di squadra con obiettivi comuni e una forte motivazione di tutte le parti. La crisi, iniziata nell’estate del 2007 e ben lungi dall’essere terminata, cosa ha cambiato nelle abitudini degli italiani al momento di acquistare una vettura? Sicuramente non è cambiato il rapporto con l’automobile. Certamente sono cambiati i tempi decisionali che si sono allungati, influenzati purtroppo da un clima di generale incertezza e instabilità.

Giuseppe tartaglione, 60 anni, manager internazionale, dal maggio 2007 è presidente e amministratore delegato di volkswagen group italia.

In alto il Dott. Tartaglione davanti alla sede della Volkswagen Italia a Verona; a fianco Federica Pellegrini testimonial del marchio Audi.

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“il concessionario Audi è da sempre l’elemento base delle nostre attività commerciali” La soppressione degli incentivi per l’acquisto delle vetture, di cui voi avete un’ampia gamma, sembra non avervi penalizzato più di tanto. Quali contromisure avete preso? Noi abbiamo una gamma prodotti variegata, capace di soddisfare le esigenze dei clienti più disparati. Da quando il mercato è tornato ad essere libero, ossia non è più influenzato dagli incentivi, il prezzo non è più l’unica leva per la vendita di un’automobile. Da quel momento la partita si gioca con prodotti di qualità, tecnologicamente avanzati e che offrano ancora il piacere di guida. E in questi termini le nostre vetture sono vincenti. Oggi il Gruppo VOLKSWAGEN è il primo gruppo in Italia tra le case automobilistiche estere; è un traguardo che vi stimola o non guardate alla classifica, ma solamente a mantenere e migliorare la qualità dei vostri prodotti? Indubbiamente ci soddisfa essere i primi, ma questo non basta. Anzi, ci dà lo stimolo per continuare a fare bene, a mantenere alta la qualità dei nostri prodotti e dei nostri servizi, a motivare tutti quelli che lavorano con noi e che s’impegnano ogni giorno per il raggiungimento di questi risultati e per la soddisfazione dei nostri clienti. In Italia Mercedes e BMW erano il biglietto da visita degli imprenditori e dei professionisti di successo. In pochi anni l’AUDI ha occupato il loro posto e continua a macinare record di vendita e qualità. A cosa è dovuto questo meritato successo? Il cambiamento dell’Audi è iniziato da diversi anni. Esso è dovuto a una strategia ben definita e programmata che oggi sta dando i propri frutti, alla capacità e al coraggio di continuare il piano degli investimenti in tecnologie innovative anche in momenti non facili. E questo è capito ed apprezzato dai nostri clienti.

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incontra

Nella pagina accanto: Tartaglione con Adriano Galliani Amministratore delegato AC Milan. Sotto: Tartaglion con Thiago Silva, il fortissimo difensore del Milan e della nazionale brasiliana. In questa pagina: Giuseppe Tartaglione con Simona Ventura, sopra assieme al team Mantova Corse, in basso a sinistra con Micheal Frisch (direttore Audi Italia), a destra con l’Audi Polo Team.

I coreani, che oggi si presentano con vetture belle e di qualità a prezzi molto interessanti, saranno i vostri concorrenti più agguerriti o ci sarà una riscossa degli europei e degli americani? La competizione è globale. Il nostro compito è l’attuazione delle strategie e dei programmi, cercando sempre di essere migliori dei nostri più vicini competitors. Quale importanza e investimenti assegna al concessionario, che ci sembra cambiato in meglio negli ultimi cinque anni? Il concessionario è da sempre l’elemento base delle nostre attività commerciali. Le responsabilità, le difficoltà operative delle sue attività rispecchiano il cambiamento dei tempi e, di conseguenza, del mercato. La complessità sta nell’esigenza di avere una sempre maggiore attenzione al dettaglio pur non perdendo mai di vista il risultato finale, ossia la soddisfazione dei nostri clienti.

La riduzione dell’inquinamento vi vede da sempre in prima linea. Può informarci sulle novità che ci saranno nei prossimi anni? Il Gruppo Volkswagen sta lavorando con un impegno assiduo sulla riduzione delle emissioni e dei consumi dei propri prodotti. Le strade sono tante e, a oggi, le stiamo percorrendo tutte. L’elettrico non sarà l’unica soluzione per il contenimento del Co2 e continueremo a lavorare su diversi fronti e su differenti tecnologie, sempre alla ricerca del prodotto migliore. Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco, Pinot Nero, Champagne, Romanèe Conti, Château Margaux: a quali di questi eccellenti vini accosterebbe le AUDI? Champagne, indubbiamente! Grazie Presidente! Gian Paolo Galloni

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In casa Audi il 2012 è ricco di novità: alcune riguardano miglioramenti estetici, tecnologici e aggiornamenti nelle motorizzazioni, altre sono vere e proprie new entry nel listino della casa tedesca.

le novità

2012

Audi

Partiamo da queste ultime, presentando la Audi A1 Sportback, che è stata proposta in anteprima mondiale al Motorshow di Bologna ed al Salone di Tokyo. La versione 5 porte della “piccola” di casa Audi riprende tutti gli elementi del design della 3 porte ed è proposta in 5 motorizzazioni, tutte quattro cilindri sovralimentate TFSI e TDI. La nuova Audi A1 Sportback ha le stesse dimensioni, in lunghezza e larghezza, della sorella a 3 porte; solo il tetto è più alto per garantire ai passeggeri posteriori un maggiore comfort, anche grazie a sedili ridisegnati. E’ possibile, come optional, avere il tetto e le arcate sopra le portiere colorati a contrasto con il resto della carrozzeria. Un tocco estetico che conferisce alla A1 Sportback una sua precisa identità. Per quanto riguarda la scelta delle motorizzazioni, si parte con la 1.2 TFSI da 86 cavalli, poi i 1.4 TFSI da 122 e 185 CV e, per le versioni diesel, la 1.6 TDI con 90 o 105 CV. Successivamente sarà introdotta sul mercato anche la versione 1.4 TFSI, un motore che ha la particolarità di utilizzare 2 o 4 cilindri a seconda delle esigenze di guida, garantendo il maggior risparmio di carburante e di emissioni di CO2. Alla fine del 2011, in casa Audi, è stato presentato anche un importante restyling della A4, bestseller della casa di Ingolstadt. La A4 2012 beneficia di rinnovamenti in quasi tutte le sue componenti, partendo dal design, con il cofano motore che offre oggi una curvatura più accentuata, le prese d’aria nel paraurti sono state ridisegnate come anche le griglie d’area-

zione ed i fendinebbia. La A4 Allroad si distingue, inoltre, per i fendinebbia rotondi e le applicazioni cromate sulla griglia. I gruppi ottici anteriori e posteriori sono nuovi, a tecnologia led, e sono disponibili anche in versione adattiva e luci di svolta dinamiche. La gamma dei colori, disponibile in 15 versioni, presenta per la A4 2012 4 nuove livree. Gli interni prevedono nuovi volanti, sportivi e classici, e la leva sul piantone dello sterzo è stata ridisegnata, come pure la chiave d’accensione. Inoltre sono state riviste alcune funzioni, come il riscaldamento ed i comandi del cambio automatico, il tutto per rendere ancora più intuitiva la gestione della A4. La nuova A4 2012 definisce nuovi parametri di riferimento anche per quanto riguarda i motori. Nonostante molti propulsori abbiano incrementato potenza e coppia, i consumi sono calati mediamente dell’11%. Per quanto riguarda le versioni berlina e Avant, sono disponibili 6 motori TDI e quattro a benzina che danno vita a 23 combinazioni di motore e cambio. Tutti i motori sono sovralimentati e giovano dell’iniezione diretta, mentre il sistema Start&Stop e il sistema di recupero dell’energia sono di serie su tutti i modelli. In termini di consumi, la più parca della famiglia è l’A4 2.0 TDI con 136 CV. Nella versione berlina consuma in media 4,2 litri ogni 100 chilometri, con emissioni di CO2 di soli 112 grammi per chilometro. La nuova A4 2.0 TDI in versione 163 CV consuma 4,4 litri per 100 chilometri ed emette 115 grammi per chilometro di CO2. Completano la gamma

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dei diesel altri tre motori a 4 cilindri con potenza massima rispettivamente di 120, 143 e 177 CV ed il 3.0 V6 TDI, a sei cilindri, con potenze di 204 e 245 CV. Anche per quanto riguarda i motori a benzina la gamma A4 rispecchia lo stato dell’arte. Una novità nella famiglia è il nuovo 1.8 TFSI, disponibile per la berlina e la Avant. Con 170 Cv di potenza e 320 Nm di coppia questo quattro cilindri assicura una propulsione sportiva. Nella A4 berlina i consumi medi si attestano a 5,6 litri ogni 100 chilometri (emissioni di CO2 pari a 134 g/km). Rispetto al modello precedente i


new entry

consumi sono diminuiti del 19%. Il nuovo 1.8 TFSI presenta molte innovazioni, che riguardano il sistema di gestione delle valvole e della loro corsa, l’innovativo sistema di gestione termica, l’impianto d’iniezione, il turbocompressore e l’integrazione del collettore di scarico nella testata. Il motore pesa 35 chilogrammi in meno e vanta un attrito interno molto ridotto. Il motore a benzina di base è il 1.8 TFSI 120 Cv. Il 2.0 TFSI, disponibile anche per la A4 Allroad Quattro come unico motore a benzina, ha una potenza massima di 211 Cv. Il top di gamma è il 3.0 TFSI, disponibile in due varianti: nella A4 il V6 272 Cv verrà introdotto in un secondo momento, mentre nel modello di punta sportivo S4 eroga ben 333 Cv.

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Quando le novità sono in arrivo, la Sergio Tumino è sempre in prima linea. Così è stato anche per l’esordio della nuovissima Audi Q3, presentata in anteprima in concessiona-

Una bella festa per l’Audi Q3 Sportiva, moderna, ricca di tecnologia al servizio delle prestazioni, Audi Q3 è una vera Audi già a partire dal design: le linee da coupé ne sottolineano il temperamento sportivo, i gruppi ottici pronunciati caratterizzano l’intera carrozzeria, il lunotto molto piatto rimarca il carattere aggressivo della vettura. L’equipaggiamento di serie può essere integrato con molti optional che arrivano direttamente dai segmenti superiori. Tra questi, i fari direzionali adattivi adaptive light per i proiettori xeno plus, che consentono di illuminare perfettamente la strada anche in curva. Un assistente di

parcheggio perfezionato avvisa il conducente anche in caso di ostacoli che si trovano ai lati del veicolo. Nell’ambito dell’infotainment, Audi Q3 propone un intero sistema modulare di componenti, le cui punte di diamante sono il sistema di navigazione con disco fisso MMI plus e il sistema audio Surround Sound Bose. Nell’ambito delle motorizzazioni, Audi Q3 utilizza la tecnologia TFSI®, unendo i vantaggi di efficienza e dinamismo del FSI® con quelli del turbocompressore. Questa combinazione ottimizza il livello di efficienza dei propulsori. Audi Q3 2.0 TFSI è disponibile in versione da

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ria con una grande festa, degna di un’ospite d’eccezione.


eventi

170 CV (125 kW) o da 211 CV (155 kW), e vanta un’eccezionale economia di esercizio nel consumo di carburante: solo 7,5 l/100 km nel ciclo combinato. La versione più potente fa accelerare la vettura in 6,9 secondi da 0 a 100 km/h, consentendole di raggiungere la velocità massima di 230 km/h. Il motore da 211 CV unisce la trazione quattro con la trasmissione a sette marce S tronic, per cambi di marcia più rapidi e una guida più sportiva. In altri termini, alla Sergio Tumino la mobilità di nuova generazione è arrivata, e si chiama Audi Q3.

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premi

Ford,

premio Chairman 2011 E sono tre. Per il terzo anno consecutivo, la Sergio Tumino si è aggiudicata il premio “Chairman”, come una delle migliori concessionarie Ford in Italia. Si tratta di un riconoscimento particolarmente prestigioso di cui la concessionaria va orgogliosa, dal momento che i criteri di assegnazione del premio non guardano soltanto ai risultati delle vendite, ma anche all’intera organizzazione. Un risultato di squadra, quindi, ottenuto grazie al lavoro e all’impegno quotidiano di tutto lo staff. A consegnare il Chairman 2011 a Sergio Tumino è stato lo stesso Gaetano Thorel, presidente di Ford Italia. “Il punto Ford di Ragusa – ha dichiarato poi lo stesso presidente Thorel – conferma come il Gruppo guidato da Sergio Tumino sia stato capace di crescere con miglioramenti strutturali e relativi a tutti i processi possibili. Qui si investe molto in termini di denaro e di risorse umane e il risultato è ottimo, a partire da un’accettazione clienti pensata in maniera moderna”. “Cerchiamo sempre – ha dichiarato Sergio Tumino al momento della consegna del premio – di pensare alla nostra attività in maniera moderna e in modo che possa essere gratificante per i nostri clienti. Siamo felici di constatare ancora la stima che il nostro presidente nazionale ci manifesta”. Infine, ancora il presidente Thorel ha concluso: “Sono 120 gli imprenditori ai quali abbiamo affidato in Italia il nostro marchio. Con loro non c’è solo un rapporto formale, ma una collaborazione di dipendenza reciproca. Per Ford, la rete dei venditori è fondamentale, così come è molto utile conoscere il territorio dove presentiamo i nostri prodotti. L’Italia è una sola ma al suo interno vi sono differenze profondissime che si riverberano anche sul mercato delle auto”.

Da sinistra: la Signora Pasanisi, Massimo Pasanisi Presidente di Ford Europa, Sergio Tumino, la signora Tumino, Gaetano Thorel Presidente di Ford Italia e la Signora Thorel.

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new entry

Il successo dei modelli Pick-Up nasce negli Stati Uniti dove, da molti anni, è il modello di automezzo più venduto.

Nuovo Ford Ranger,

instancabile e accattivante

La sua particolarità nasce dal cassone, che sostituisce il baule, che permette di caricare grandi volumi di oggetti, montato su una carrozzeria di fuoristrada che consente di guidare una vera e propria vettura in grado di affrontare qualsiasi percorso. Negli anni i Pick-Up si sono evoluti e, da spartani mezzi per uso commerciale con solo 2 posti a disposizione (guidatore e passeggero), oggi dispongono di cabine per 5 persone che non hanno nulla da invidiare alle migliori berline presenti sul mercato. In Europa, e più precisamente in Italia, questi mezzi stanno conoscendo un rilevante successo solo negli ultimi anni, da quando cioè le caratteristiche di capacità di carico e traino sono state abbinate ad interni più consoni ai nostri gusti. Inoltre, i Pick-Up in Italia sono omologati come autocarro, con un notevole risparmio in termini di tassazioni.

Leader mondiale di questo settore è sicuramente Ford, che ha lanciato sul nostro mercato il nuovo Ranger, best-seller di vendite negli Stati Uniti. Sempre a suo agio su strada e fuoristrada Ranger, grazie alla sua potenza e affidabilità, è in grado di affrontare tutte le sfide, anche le più difficili. Il nuovo Ranger completamente rinnovato negli esterni, rafforza la sua presenza dominante e non passa inosservato. Gli interni sono stati ridisegnati e offrono il massimo del comfort, garantito da numerose funzioni con comandi posizionati in maniera ergonomica e da optional come i sedili in pelle, che rendono la guida più rilassata sui tragitti più lunghi così come su quelli più brevi. Disponibile in tre allestimenti (XL, XLT e LIMITED) e in due differenti carrozzerie (Super Cab e Cabina Doppia), Ranger offre livelli crescenti di spazio e lusso, con soluzioni innovative

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pensate per soddisfare ogni esigenza. Inoltre è disponibile in due motorizzazioni, con cambio manuale o automatico, con tre modalità di trazione: 4x2 per normali condizioni di guida, 4x4 per fondi stradali con scarsa aderenza e condizioni di guida fuoristrada leggero, 4x4 marce ridotte per condizioni di guida fuori strada impegnative. I nuovi tessuti degli interni e i nuovi sedili in pelle a doppia tonalità (su LIMITED) creano un ambiente di lavoro elegante, moderno e confortevole. Un telaio rigido e sospensioni robuste garantiscono una guida stabile e sicura su ogni tipo di terreno. Le diverse configurazioni della cabina e le possibilità di scelta relative alla trasmissione, alla motorizzazione e ai vari livelli di equipaggiamento, consentono al Ranger di adattarsi perfettamente a ogni tipo di necessità.


Ford, le novità 2012 Kuga Titanium S Ford Kuga aumenta il suo appeal con l’introduzione di un nuovo modello di punta, la Kuga Titanium S. Progettata per attirare l’attenzione di chi non accetta compromessi, dispone di nuove luci diurne a LED, cerchi in lega da 17 pollici, uno spoiler posteriore più grande, nuovi fari riflettori e interni rifiniti. Kuga Titanium S vanta lo stesso sistema intelligente di trazione integrale del resto dei modelli Kuga, confermando questo crossover come la miglior vettura nella sua categoria sia per guidabilità sia per il design. Tale sistema è progettato per reagire immediatamente a qualsiasi cambiamento nelle condizioni del manto stradale, applicando automaticamente potenza alle ruote quando è necessaria.

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Sono tantissime le sorprese che Ford ha riservato per il 2012, dalla BMax alla Focus ST station wagon, dalla Kuga alla Mondeo tutte le più importanti novità di Ford si possono ammirare e provare nella sede ST Ford a Ragusa (Zona Industriale III Fase). Per una maggiore conoscenza della gamma Ford vi illustriamo le caratteristiche di alcuni modelli già in concessionaria.


new entry

Nuova Focus ST Alla Sergio Tumino è arrivata anche la versione definitiva della prima vettura sportiva globale Ford, la nuova Focus ST. Nata con il marchio Sport Technologies, questo nuovo modello combina prestazioni entusiasmanti con una tenuta eccezionale e un design accattivante. Alimentata da un motore EcoBoost Ford da 2,0 litri abbinato a una trasmissione manuale a sei rapporti, Focus ST offre un eccellente connubio di prestazioni ed efficienza. Il motore leggero, totalmente in alluminio, sviluppa una potenza massima in uscita di 250 CV, combinata con una coppia massima pari a 360 Nm, riducendo comunque le emissioni di CO2 e i consumi di carburante di oltre il 20 % rispetto alla generazione precedente di Focus ST. Oltre al modello a cinque porte, Ford propone l’elegante Focus ST station wagon, per un’offerta davvero unica nel segmento. Il motore più piccolo è nella Focus Ford ha ampliato la sua gamma di motori EcoBoost con l’aggiunta di un nuovissimo motore da 1,0 litri a tre cilindri che si può ritrovare in Focus, C-MAX e B-MAX. In particolare, Ford ha presentato due versioni di questo motore nella Focus, con 100 CV e 120 CV e trasmissioni manuali rispettivamente a cinque e sei rapporti. Nonostante le piccole dimensioni, però, tale propulsore offre potenza e prestazioni paragonabili a un motore tradizionale da 1,6 litri ed emissioni inferiori a 120g/km di CO2.

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Valeria Solarino, da Modica al Red Carpet I fatti parlano sempre più di tante parole. E allora, prima

professionista alla scuola del celebre Teatro Stabile.

al Nice Film Festival, per l’interpretazione di Angela in

di fare il suo nome ecco i fatti: premio “Pasinetti” per

Dopo qualche esperienza sul palcoscenico viene notata e

“Viola di mare”. Nel corso del 2011, ha recitato nel film

l’attrice al Festival di Venezia 2007 per il film Valzer di

scelta da Mimmo Calopresti per un piccolo ruolo nel film

“Ruggine”.

Salvatore Maira, nomination come migliore attrice ai

“La felicità non costa niente” (2003).

Così, del resto, la racconta il sito internet specializzato

David di Donatello 2008 per il film “SignoraEffe” di

E’ l’inizio di una carriera rapidissima: nello stesso anno

www.mymovies.it: “Impara ad amare il teatro grazie alla

Wilma Labate, nomination come migliore attrice ai Nastri

interpreta il ruolo di Maja nel film “Fame chimica” di

madre interprete. Molto spesso, infatti, la piccola Valeria

d’Argento 2010 per il film “Viola di mare” di Donatella

Paolo Vari e Antonio Bocola e, sempre nel 2003, veste i

seguiva la donna nei suoi spettacoli, acclamandola in

Maiorca. A soli 32 anni, è già un ottimo biglietto da visita

panni di Bea, una delle ragazze conosciute dai tre giovani

platea o sbirciando dietro le quinte, mentre questa si

per la celebre Valeria Solarino, classe 1979, padre sicilia-

protagonisti del film “Che ne sarà di noi” di Giovanni

accingeva a entrare in scena.

no (modicano, per la precisione) e madre torinese. Valeria

Veronesi, suo attuale compagno.

Folgorata dal meraviglioso mondo del palcoscenico, la

è nata il 4 novembre, sotto il segno dello Scorpione, a El

Il 2005 è l’anno della consacrazione: interpreta il ruolo

ragazza lascia la Facoltà di Filosofia di Torino per studiare

Morro de Barcelona, in Venezuela, e dopo aver studiato

di Linda, accanto al versatile Fabio Volo nel film di

recitazione al Teatro Stabile di Mauro Avogadro. Ormai

per quattro anni presso la facoltà di Lettere e filosofia

Alessandro D’Alatri, dal titolo “La febbre”. Nel 2006

ventiquattrenne, esordisce sul grande schermo nel ruolo

dell’Università degli Studi di Torino, dove era iscritta al

recita nel film “Viaggio segreto” di Roberto Andò. Nel

dell’amante di Mimmo Calopresti ne La felicità non costa

corso di laurea in Filosofia, inizia la sua attività di attrice

2009 viene premiata come migliore attrice femminile

niente.

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speciale

Poi, si tramuta nell’oggetto del desiderio di due amici in

Minuti”. Nel 2007 la Solarino appare in “Manuale d’amore

“Fame Chimica”, sconvolgendo l’esistenza di Giuseppe

2 - Capitoli successivi” diretta dal compagno Giovanni

Sanfelice in “Che ne sarà di noi”. Tra il 2005/06, è un’uni-

Veronesi, indossa i panni dell’(in)consolabile Assunta in

versitaria che si mantiene danzando sul cubo ne “La Febbre”,

“Valzer” e intreccia una deleteria relazione con Filippo Timi,

nonché la misteriosa sorella di Alessio Boni in “Viaggio segre-

nel drammatico “SignorinaEffe”.

to”. Gira anche il videoclip della band dei Negramaro “Tre

Dodici mesi più tardi, Valeria viene scritturata in “Caos

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speciale

Calmo” tratto dall’osannato romanzo del cognato Sandro Veronesi.

Renato Vallanzasca (Kim Rossi Stuart), il criminale che negli anni Settanta

La troviamo, inoltre, nel thriller “Holy Money” per la regia di Maxime

terrorizzò l’interà città di Milano.

Alexandre. La stellina in ascesa ha un sogno nel cassetto: lavorare con

Il 2011 inizia con la partecipazione a Manuale d’amore 3, sempre diretto

Nanni Moretti. In attesa che il sogno si avveri, il compagno Veronesi la

da Giovanni Veronesi. Ma la vede anche tra i protagonisti di “Ruggine”,

mantiene in esercizio affidandole il ruolo di Haifa in “Italians” (2009),

film drammatico di Daniele Gaglianone con Filippo Timi e Stefano

ma è con “Viola di mare” (2009) di Donatella Maiorca che Valeria può

Accorsi”.

confermare la propria presenza sulle scene in un ruolo di primo piano.

Il prossimo film di Valeria Solarino sarà “Anita”, una produzione italo

Nel 2010 arriva per lei la grande occasione: recitare sotto la direzione di

portoghese che intende celebrare l’unità d’Italia. Il film si concentra sulla

Michele Placido in “Vallanzasca - Gli angeli del male” (2010), film pre-

figura di Anita Garibaldi (Valeria Solarino), la brasiliana amata dall’eroe

sentato alla 67° Mostra del Cinema di Venezia che racconta le gesta di

dei due mondi che lo seguì in Italia e proprio lì trovò la sua fine.

A pag. 26: Valeria Solarino al Festival di Venezia 2011 A pag. 27: alcune immagini della Solarino durante la presentazione di suoi film. In questa pagina una particolare scena di “Vallanzasca, gli angeli del male” con Kim Rossi Stuart e alcune locandine di pellicole da lei interpretate.

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Cosi’ la stampa parla di noi! E

“EVOQUE”

IL FASCINO DI UN ESCLUSIVO BRINDISI

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sclusivo, elegante, affascinante ed imprevedibile, a tratti emozionante, senza dubbio di grande charme. Aggettivi che possono racchiudere e custodire come in uno scatto fotografico, i tanti elementi che hanno caratterizzato la serata dello scorso 1 ottobre nei suggestivi locali dell’ex centrale elettrica di Vittoria, ora Galleria di Arte Contemporanea, che ha ospitato l’esclusiva serata dedicata al lancio ufficiale della nuova Range Rover Evoque, organizzata dalla St Sergio Tumino. I luoghi sono stati fedele specchio di un atteso evento, che ha visto la partecipazione di oltre 800 persone, tra potenziali ed attuali clienti desiderosi di assistere alla presentazione ufficiale di una vettura, da sin troppo tempo attesa sul mercato, che cambia il modo di concepire un Suv. Immaginate quando in una location, tutti gli elementi che la compongono siano perfettamente scelti, come le tonalità di una tela, per esaltare poi l’attrazione della serata. Dunque le persone presenti, l’ambientazione tra tecnologia ed arte, gli allestimenti in total black, come gli abiti da sera dei tantissimi ospiti, cocktail e musica sono stati il fil rouge che ha consentito di trascorrere una serata glamour ed intrigante, potendo ammirare la Nuova Range Rover Evoque, una vettura su cui la stampa internazionale ha speso fiumi di parole, che è stata immortalata nei siti web di tutto il mondo e che soprattutto è stata attesa per oltre due anni. Di “Lei” si è parlato in tutti i saloni automobilisti mondiali, ottenendo innumerevoli commenti positivi al punto che molti, pensate ben 18 mila in tutto il mondo, hanno sottoscritto il contratto di acquisto senza averla vista dal vivo o provata, ma basandosi esclusivamente sulle immagini e le informazioni veicolate dalla casa madre. L’entusiasmo durante la serata organizzata a Vittoria, era palpabile, non solo perchè si è materialmente avuta la possibilità di vedere a distanza ravvicinata un’auto di cui tanto si è parlato, ma soprattutto perchè è stata la protagonista di una cornice ricreata ad hoc, in un contesto in cui esserci è stata una scelta di gusto, di desiderio e di piacere. L’esclusività poi dell’ appuntamento ha creato quella giusta atmosfera che solitamente si respira in quei luoghi dove l’arte incontra la storia e apre le porte al futuro...in questo caso automobilistico. Ma l’arte è stata vissuta anche attraverso la mostra fotografica del maestro Peppino Leone, “Eros”, faranno parte della sua prossima pubblicazione, già decantata dalla stampa nazionale. Un evento nell’evento per vivere quella voglia di conoscenza e condivisione che soltanto nelle “grandi” occasioni si avverte. L’appuntamento del 1 ottobre è stato preceduto da altre iniziative promosse dalla St Sergio Tumino per condividere con i propri clienti la presentazione di Range Rover Evoque. Lo scorso settembre, in due distinte iniziative, il “padrone di casa” ha organizzato una cena esclusiva ed elegante con quei clienti che si sono fidati a tal punto del loro intuito e dei consigli esperti dispensati dal team della St Sergio Tumino, da aver acquistato la vettura senza averla vista né provata, memori della professionalità del gruppo e della casa madre. Tra l’altro è da sottolineare che una buona quota di contratti sono decisamente “ in rosa”. Si, infatti la Nuova Range Rover Evoque, soprattutto nella formula coupè, ha conquistato

ottobre/novembre 2011 fREETImE

fREETImE ottobre/novembre 2011

EvoquE

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EvoquE

Nuo o desigvN iN casacoupé Ra Nge Rov eR

Un nUovoper sUccessoTUmino sT sergio obile io di un’autom unico per il lanc la filosofia di sT. Un evento agli, in linea con esso per casa di nnesimo succ e attento ai dett rica della città è impeccabile centrale elett e speciale. Lo stile quello della ex la nuova rang è rosso ario eto scen Lo sul tapp sergio Tumino. alla presenza contemporanea. so 1 ottobre, galleria d’Arte in quella riflettori lo scor to, ai vittoria, oggi offer trata ha e mos che si è nata di casa rang le non ma ssibi rover evoque L’ulti impo ati. nte. vola mille invit atto con il suo tto stile locali e di circa a presa di cont delle autorità n attento, in perfe ibilità di una prim lusso degli interni e il desig soli uomini. Una il occasione, la poss non è un suv per catezza dello stile, a dal total look ri tempi, evoque apprezzare la ricer e una diva d’alt e a fare. La serat com riesc irare sT ante solo amm eleg e range rover. ti l’occasione di particolare, com regalare agli ospi perfetta in ogni io Tumino. presentazione al femminile, per chic, targato serg ento altamente è stata concepita nero e fucsia, ue e vivere un’ev evoq dell’ è n coup il nuovo desig

E

o scenario è quell o della ex Centr ale elettrica della d’Arte Contempo città di Vittoria, ranea. Lo stile oggi Galleria è impeccabile la filosofia di Sergi e attento ai detta o Tumino. Star gli, in linea con della serata la nuov successo annu nciato per la baby a Range Rover Evoque. Un Range Rover, acqu automobilistica istata dagli aman inglese già prima presenza delle ti autorità locali e del lancio uffici ale. Lo scorso primo della casa di circa mille invita prima presa di conta ti, la Range Rove Ottobre, alla tto con il suo volan r Evoque offre degli interni e il te. E sin da subit la possibilità di design attento, o se una ne può appre in perfetto stile zzare la ricercatezz è un suv per soli Range. Elegante a, il lusso uomini. E la serat come una prima a di presentazione, femminile, per donna, Evoque regalare agli ospit dal total look nero non i il piacere di vivere e fucsia, è stata concepita al un evento altam ente chic targa to Sergio Tumino.

La grande festa organizzata per la presentazione ufficiale della Range Rover Evoque ha oltrepassato i confini della concessionaria ed è approdata su diverse testate di costume. Del resto, dove c’è Evoque c’è moda, quindi raccontare un evento che parla di lei è narrare della tendenza del momento. L’eleganza di quest’auto, che emerge fin da un primo sguardo grazie alla sua silhouette perfetta e ben calibrata, si è meritata quindi l’attenzione di tanta stampa specializzata e non, anch’essa invitata alla Sergio Tumino per assistere a questo grande esordio. Tutti d’accordo, tra i giornalisti, nel descrivere Range Rover Evoque come una vettura di indubbio prestigio e dalle straordinarie prestazioni. Del resto, Range Rover ha saputo guadagnarsi nel tempo e di diritto la fama di marchio premium caratterizzato da affidabilità, eleganza ed elevato livello di sicurezza. Tutte caratteristiche, queste ultime, che si ritrovano anche sulla nuova arrivata Range Rover Evoque, capace di stupire positivamente la stampa.

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notizie


Novità Suzuki 2012, nuova Swift Sport

La più importante novità di ST per il modello Suzuki è la nuova sede in via Di Vittorio 187. Migliorata nell’esposizione dei modelli e per i servizi post-

Rispetto alla versione normale, la Swift Sport è più lunga di 4 cm (in totale, 3,89 metri), per via dei nuovi fascioni paraurti. Spiccano, nel fontale, la doppia grigliatura a nido d’ape e i fari allo xeno di serie, una rarità nella categoria; si continua con i cerchi di lega specifici da 17 pollici, mentre in coda ecco lo spoilerino sul tetto. Completano la lista delle modifiche i nuovi gruppi ottici posteriori, il

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vendita. Per la gamma è arrivata la nuova Suzuki Swift Sport.


new entry

finto estrattore che ingloba i due terminali di scarico e, al centro, la terza luce di stop. Per quanto riguarda gli interni, da segnalare i sedili sportivi rivestiti con un tessuto speciale, le finiture d’alluminio per la pedaliera, il pomello del cambio ed i quadranti della strumentazione. Inizialmente disponibile nella versione a 3 porte, successivamente è prevista anche la 5 porte. Ma la vera novità è il motore, un 1.6 litri con 136 CV a 6.900 giri, capace di spingere la Swift Sport fino a 195 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi. La nuova Swift Sport si presenta sul mercato con una ricca dotazione di serie che comprende ESP, 7 airbag, keyless push start system, clima automatico, radio CD/MP3, presa USB, Bluetooth®, cruise control, volante in pelle, cerchi in lega da 17”, doppio terminale di scarico, spoiler posteriore, minigonne, fari HID allo Xeno, fendinebbia, vetri anti UV, privacy glass e vernice metallizzata.

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persone

Dr. Antonio Zisa, neo primario di Ortopedia e Traumatologia a Modica

“Ortopedia, il futuro è nei nuovi materiali” Qual è il futuro dell’ortopedia? Quali sono le tendenze in atto? E in questo senso come è organizzata la provincia di Ragusa, storicamente centro di eccellenza in questa particolare specialità medica? ST Magazine ne ha parlato con Antonio Zisa, già dirigente medico a Ragusa e recentemente chiamato a dirigere l’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Maggiore di Modica. Dr. Zisa, può presentarsi innanzitutto ai lettori di ST Magazine? Ho 50 anni, sono originario di Ragusa, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia nel 1987 e, prima di arrivare a dirigere l’unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Maggiore di Modica, ho lavorato all’ospedale civile di Ragusa. Oggi, nella medicina e nelle scienze in generale, è sempre più importante il lavoro di equipe. Da quante persone è

Il Dr. Zisa con la sua nuova Kuga nello shoow room ST Ford

composta la sua squadra e quali sono le risposte che vi proponete di dare al paziente? Attualmente sono affiancato da 7 colleghi. A tale proposito, mi piace pensare alla mia equipe come ad un’orchestra, in cui ognuno ha il suo strumento da suonare, però tutto deve procedere in armonia. Il nostro obiettivo, infatti, deve essere quello di dare risposte positive ai pazienti. Ortopedia e Traumatologia sono due ambiti che racchiudono molti interventi. Può fare qualche esempio? In effetti la casistica dei nostri pazienti è piuttosto varia. Riceviamo sia traumatizzati da incidenti stradali e da incidenti sul lavoro come pure casi di patologie di elezione da trattare con chirurgia protesica o ricostruttiva. Qual’è una delle tendenze che stanno emergendo nell’ortopedia? Si va sempre più nella direzione di una scarsa invasività o “mini

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invasività”, rispettando quanto più possibile i tessuti. Negli ultimi anni c’è stata una progressiva e sostanziale riduzione delle incisioni chirurgiche, con il passaggio a una chirurgia decisamente meno invasiva. Anche la somministrazione di farmaci è diminuita. Dall’altra parte, abbiamo a che fare con inediti materiali molto interessanti: nuove leghe, titanio, tantalio, etc. Quanto contano le nuove tecnologie nell’ortopedia? Tantissimo. Ad esempio, nella chirurgia artroscopica possiamo avvalerci di schermi a LED e oggi siamo in contatto costante con colleghi da tutto il mondo. L’ultima domanda non riguarda la sua professione ma la sua auto. Come si è trovato alla Sergio Tumino? Sono cliente da anni, perché in questa concessionaria ho trovato professionalità e disponibilità. Tanto che recentemente sono tornato alla Sergio Tumino per acquistare una Ford Kuga.


persone

“Range Rover Evoque, un amore a prima vista”

Giusy Rosso, presidente dei Giovani Imprenditori Edili dell’ANCE di Ragusa

C’è un volto nuovo e pieno di energia nel settore dell’edilizia italiana: è quello della dott.ssa Giusy Rosso, Procuratore Generale dell’azienda Edilsystem S.r.l. e, dal 2010, presidente dei Giovani Imprenditori Edili dell’ANCE di Ragusa. Originaria di Comiso ma ragusana da sempre, laureata in economia aziendale, Giusy è da tempo un’affezionata cliente della Sergio Tumino e, recentemente, è tornata a far visita alla concessionaria per acquistare l’ultima nata di casa Range Rover, la straordinaria Evoque. Dott.ssa Rosso, può spiegare innanzitutto perché la sua scelta è ricaduta su Range Rover Evoque? Perché si tratta di un’auto che risponde a diverse esigenze personali: ha una grande versatilità, mi garantisce un elevato livello di sicurezza, è agile nella guida e, non da ultimo, ha un design accattivante. Apprezzo moltissimo i suoi angoli smussati e il suo profilo aerodinamico. Non da ultimo, c’è l’aspetto della sostenibilità ambientale.

1986 nel campo dell’edilizia e dell’impiantistica, con una specializzazione in produzioni ad alto contenuto tecnologico e qualitativo. La nostra struttura dispone di ingegneri, progettisti, geometri e disegnatori, per incontrare ogni tipo di esigenza. Tra i nostri committenti annoveriamo tra gli altri diverse compagnie telefoniche (Telecom, Vodafone, Telecom Italia Mobile) oltre a Nokia Italia, Blixer, Poste Italiane, Amministrazione Militare, Hewlett-Packard Italiana S.r.l., Conad Sicilia. La nostra attività si estende su tutto il territorio nazionale, con squadre qualificate di maestranze ed operai, dedicate sia alla costruzione sia alla manutenzione di complessi industriali e civili. Oggi inoltre, pur continuando a portare avanti il settore dell’edilizia, ci siamo avvicinati anche al comparto immobiliare e turistico, forti dell’esperienza maturata negli anni.

La sua descrizione lascia capire che la scelta è stata ponderata... In effetti, prima dell’acquisto mi sono informata, dal momento che cercavo una vettura adeguata sia alla strada sia al fuoristrada, ma che garantisse comunque un alto livello di comfort.

Cosa è importante oggi nell’edilizia e in particolare nell’edilizia siciliana? Garantire qualità (la nostra azienda è certificata secondo la norma UNI EN ISO 9001) e soprattutto, in una regione come la nostra a forte vocazione turistica, dobbiamo ricostruire il futuro delle nostre città preservando il passato, con interventi di ristrutturazione e conservazione del nostro patrimonio artistico non dimenticando di guardare al futuro con strutture avveniristiche e con un’architettura biosostenibile.

Veniamo ora alla sua attività. Può illustrare brevemente la sua azienda? Edilsystem, con sede in Zona Industriale II Fase a Ragusa, opera dal

Un’ultima domanda: come si è trovata alla Sergio Tumino? Molto bene. Ho trovato persone competenti e qualificate, che hanno saputo rispondere alle mie esigenze.

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Giusy Rosso e la sua Range Rover Evoque


Alla ST i sogni diventano realtà. Presso la concessionaria è infatti possibile ammirare e toccare con mano tutta la gamma Land Rover e Range Rover. A cominciare dalla rinnovata Land Rover Defender, realizzata ad hoc per vivere al massimo ogni avventura. Disponibile sia nella versione a passo da 90 sia in quella a passo da 110, è la versatilità allo stato puro. Il 110, tra l’altro, è disponibile sia a 5 sia a 7 posti. Sulle strade di tutti i giorni è un mezzo che si impone e si

distingue tra le normali station wagon. Poi, quando è il momento di affrontare situazioni difficili, percorsi sterrati e strade sconnesse, dà il meglio di sé, offrendo tutta l’affidabilità e la sicurezza che servono. Irrinunciabile. Continuando la splendida rassegna dei gioielli Land Rover disponibili alla ST, si incontra la Land Rover Freelander 2, il modo nuovo di vivere la mobilità quotidiana. Distinta da un inedito look più sportivo anteriore e posteriore, si avvale ora anche di un nuovo motore

diesel da 2,2 litri 150 CV ad alta efficienza. Il modello TD4 E è dotato di un cambio manuale a sei velocità e di un sistema intelligente Stop/ Start migliorato. Su questa versione è disponibile anche il cambio automatico a sei velocità con CommandShift®. Da notare pure i cerchi in lega da 16’’ a cinque razze, disponibili anche in cinque splendide varianti alternative. All’interno trionfano nuovi finiture e materiali, con rivestimento in tessuto, regolazione del sedile del guidatore in sei po-

Tutta la gamma Land Rover e Range Rover 2012 è alla ST

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sizioni e regolazione manuale del sedile del passeggero in quattro posizioni, aria condizionata, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori e chiusura centralizzata. Una scelta ancora più vasta di opzioni include fra le altre il tetto apribile e il caricatore cd da sei dischi nel cruscotto, affidabile in fuoristrada. Per chiudere in bellezza la gamma Land Rover, ecco poi Discovery 4, con la sua presenza su strada altamente raffinata e al passo coi tempi. I suoi esterni sono stati recentemente rinnovati e gli interni evidenziano una straordinaria maestria di realizzazione artigianale. Il propulsore 3,0 litri TDV6 da 210 CV si rivela potente ed economico. Tali caratteristiche conferiscono a questo veicolo un’eccezionale versatilità, per una combinazione perfetta di stile e dinamicità. Passando alla gamma Range Rover che si può ritrovare alla ST, si inizia con un’autentica emozione nuova di zecca: Evoque, profilo elegante e affascinante con la pratica aggiunta delle cinque porte. Combinazione perfetta di spazio e maneggevolezza, adotta una tecnologia d’avanguardia che la rendono l’auto con i consumi più contenuti in tutta la storia del brand Range Rover. In concessionaria si può anche già ordinare il modello eD4 diesel a trazione anteriore che aiuta a ridurre ancora di più i consumi. Ricchissima anche la gamma di colori, finiture e dettagli di lusso, secondo tre grandi temi progettuali: Pure (l’espressione più autentica della concept car LRX, da cui deriva Evoque), Prestige (massimo lusso) e Dynamic (rivisitazione sportiva del design della Evoque). Questa vettura è tra l’altro piaciuta tanto fin dal suo esordio che è stata scelta come l’auto di Eva Kant, la celebre eroina dei fumetti, storica fidanzata di Diabolik. Ma se proprio non si accettano compromessi, allora alla ST si può anche chiedere il non plus ultra: Range Rover, declinabile negli allestimenti HSE, Vogue, Supercharged e Autobiography. Comfort, raffinatezza e comodità sono le sue caratteristiche sono di serie. Se poi si unisce a tutto ciò lo straordinario motore diesel LR-TDV8 da 4,4 litri con il cambio a otto velocità, che offre grande potenza ed economia nei consumi, si capisce perché Range Rover merita senz’altro la posizione di leadership nella propria categoria di riferimento. All’interno, l’allestimento include sedili in pelle Blenheim, nuovi inserti con incisioni “Range Rover” e un impianto audio Harman/Kardon® con 11 altoparlanti. L’esterno è rifinito con la cornice della griglia anteriore Santorini Black, le bocchette d’aerazione laterale in tinta con la carrozzeria, i fari allo xeno e un’ampia gamma di straordinari cerchi in lega, tra cui l’opzionale cerchio da 20” con razze a V. Anche la scelta di colori per la carrozzeria è ricca e ne vanta di nuovi, come il Firenze Red, l’Indus Silver e l’Aintree Green. Ultimo ma non per importanza, per aggiungere ancora più euforia e sportività a una gamma che ha già tante emozioni da regalare, non manca Range Rover Sport, l’assoluto fatto vettura, anch’essa disponibile nelle versioni SE, HSE, Supercharged e Autobiography. Ogni dettaglio su questo gioiello è studiato nei minimi particolari, dal parabrezza acustico ai sensori per il parcheggio. L’eccezionale sistema Terrain Response®, brevettato da Land Rover, è di serie ed è stato migliorato grazie alle nuove funzioni Hill Start Assist, per una più facile partenza in salita, e Gradient Acceleration Control, per un controllo più sicuro dell’accelerazione in discesa. In altri termini, alla ST non c’è che l’imbarazzo della scelta per guidare fin da subito il proprio modello Land Rover o Range Rover preferito.

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new entry


Giovanni Lavaggi, il pilota ingegnere Durante la sua carriera in Formula Uno, gli inglesi che traducevano letteralmente dall’italiano lo soprannominarono simpaticamente “Johnny Carwash”. Ma ciò, al di là della battuta, non rende ragione all’umanità di questo personaggio, vero gentleman delle corse e non solo, nato ad Augusta il 18 febbraio 1958. La sua carriera diversa da quella di tanti piloti di Formula Uno, si percepisce già da come dà il benvenuto ai navigatori sul suo sito ufficiale, www.giovannilavaggi.com: “Forse cercavi proprio me, forse sei stato spinto dalla curiosità verso il mondo della Formula 1 in cui molti di voi credono che i piloti abbiano qualità da extraterrestri e vivano tra belle donne e fiumi di dollari. Beh, forse qualcuno ci riesce, ma nella maggior parte dei casi la nostra è una vita di sacrifici, dove bisogna avere coraggio, costanza e tanta, ma tanta voglia di lavorare. Il nostro è uno sport dove in un attimo sei alle stelle e un attimo dopo sei sbattuto fuori, ma alla fine sapete che cosa conta? Sapete quale è la cosa più importante? Siete voi, voi gente, pubblico, tifosi, perché senza la vostra passione non ci sarebbe l’impegno delle case automobilistiche, degli sponsor, degli organizzatori e noi non correremmo. Ecco perché non mi sento un extraterrestre, né un superuomo, ma uno di voi, con la stessa identica passione, forse un po’ più determinato (qualcuno dice che ho proprio la “testa dura”), e sicuramente con tanta fortuna dalla mia parte”. A rendere ancora più originale la sua vicenda è l’inizio tardivo nel mondo delle competizioni, rispetto a quella che è la norma. Così racconta sempre Lavaggi: “Sarà stato l’odore di olio bruciato, o il fragore dei bolidi luminosi alla “3 ore notturne di Siracusa”, oppure le scorrerie sulla Abarth 1000 bialbero di mio padre (già, perché allora con le macchine da corsa si andava in giro per le strade e ne bastava una un po’ tortuosa per fare allenamento), fatto sta che mi è sempre stato impossibile immaginare la mia vita lontano dalle competizioni con tutto ciò che avesse un motore. Papà smise di correre nel ’63, quando avevo solo 5 anni, quindi le emozioni a cui mi riferisco, le ho vissute praticamente in fasce, eppure il fascino delle sue imprese era talmente grande che conservo ancora nella memoria dei flash

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nitidissimi, come quello di mia madre seduta tra gli spalti, con il viso tra le mani, per non guardare le peripezie di mio padre, impegnato in una furibonda rimonta, dopo il mancato avviamento della macchina ad una partenza ancora tipo “Le Mans”. E’ logico dunque che il mio grande sogno fosse quello di fare il pilota ed è pienamente giustificata la frase più ricorrente che mi si rivolge: “Chissà che emozione trovarsi a correre con una Formula 1!”. E vi dirò di più: la mia più grande aspirazione era riuscire a gareggiare nel Campionato di Formula 3, che consideravo già come un traguardo impossibile da raggiungere. Eppure, non ero per niente emozionato al mio primo Gran Premio ad Hockenheim, né ai successivi e neanche al primo test ufficiale a Silverstone in cui ho avvertito solo un certo “timore reverenziale” verso una vettura ed un ambiente che non conoscevo a fondo. Era stato sicuramente più emozionante fare tre-quattro giri dietro Senna all’Estoril, quando nel 1992 ero collaudatore della March ed appariva ancora lontano e forse irraggiungibile il giorno in cui avrei potuto gareggiare con una Formula 1. E’ difficile spiegare come un avvenimento tanto agognato possa essere vissuto con freddezza, ma credo che nel mio caso non è il raggiungimento dell’obiettivo in sé che mi tocca, ma piuttosto ciò che ci sta intorno. Quando, per la prima volta, mi sono seduto al volante di una Formula 3, a Varano alla fine della stagione 1984, raggiungendo quella che costituiva la massima aspirazione in appena un anno di corse, mi sono reso conto che quello che consideravo il mio punto d’arrivo era, in effetti soltanto l’inizio, e che i miei eroi non erano dei “Superman”, ma degli esseri umani come me e quello che erano in grado di fare loro, potevo farlo anch’io. Così, con la stessa convinzione, ho cominciato a pormi obiettivi sempre più ambiziosi, uno dopo l’altro, convinto che esiste sempre qualcosa di più da conquistare, ma allo stesso tempo consapevole di potermi ritenere soddisfatto, qualunque fosse il traguardo massimo raggiunto. Ero infatti conscio delle difficoltà a cui andava incontro un ragazzo che cominciava la carriera di pilota a 26 anni. “Va forte, ma è già vecchio”, sentivo ripetere sul mio conto, e così nessuno se l’è sentita di scommettere sul sottoscritto e mi sono ritrovato a fare non solo il pilota ma anche il manager, l’addetto stampa e il procacciatore di sponsor... Ho dovuto lottare contro il tempo, fare acrobazie con budget sempre molto limitati, accettando, talvolta, anche situazioni di scarsa competitività pur di accedere a categorie superiori. E’ stata dura, ma tant’é, in Formula 1 ci sono arrivato, a dispetto dello scetticismo di molti (ma non di chi aveva potuto osservarmi da vicino) e soprattutto grazie alla mia caparbietà”.

“Ecco perché non mi sento un extraterrestre, né un superuomo, ma uno di voi, con la stessa identica passione, forse un po’ più determinato (qualcuno dice che ho proprio la “testa dura”), e sicuramente con tanta fortuna dalla mia parte”.

Abbandonata l’attività agonistica in F1, Lavaggi ha trovato motivazioni nel continuare la carriera di pilota dando sviluppo alle proprie valenze in campo tecnico e manageriale. Ha, dapprima, gestito una Ferrari 333 SP nel Campionato del Mondo Sport Prototipi, con la quale ha ottenuto molti podi ed i successi a Magny Cours e a Monza, nella prestigiosa 1000 Km, che ha vinto nel 2001. Successivamente, nel 2006 ha progettato personalmente e realizzato in proprio un prototipo per la classe LMP1, ribattezzato Lavaggi LS01. Con esso ha partecipato alla Le Mans Endurance Series in coppia con Xavier Pompidou e Wolfgang Kaufmann, migliorando i propri risultati in linea coi progressi nello sviluppo dell’auto.

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Nuova Fiat Panda La nuova Fiat Panda, terza genererazione di un’auto storica e fondamentale per il mercato italiano, è finalmente arrivata. Presentata ufficialmente al Salone di Francoforte, la nuova Fiat Panda è cresciuta nelle dimensioni (lunghezza 365 cm, larghezza 164, altezza 155 cm, passo 230 cm) e soprattutto nelle ambizioni, oggi proposta non più come seconda macchina ma come veicolo in grado di ricoprire il ruolo di unica vettura di famiglia. La nuova Fiat Panda reinterpreta le linee del modello precedente, ma con soluzioni stilistiche più arrotondate, che ricordano la Fiat 500. La tabella colori della carrozzeria prevede 10 tonalità, mentre le ruote da 14 e 15 pollici possono essere dotate di cerchi in lega di due design differenti o cerchi in acciaio con altrettante tipologie di copriruota. Gli interni della nuova Fiat Panda riprendono elementi cari del passato, come il tascone portaoggetti, mentre la leva del cambio è “attaccata” alla plancia come nel modello precedente. Figlie della modernità sono invece le 5 porte, da cui si accede a un abitacolo in cui spiccano i sedili, realizzati per essere confortevoli anche nei lunghi viaggi. La versatilità della nuova Panda è incrementata dalla presenza dell’optional “cargo box”, che permette di abbattere in avanti il sedile del passeggero anteriore per caricare anche i colli più lunghi o usufruire di un tavolino. L’abitabilità gode dell’incremento delle dimensioni rispetto al passato, (+10 cm, +1 cm, + 6 cm rispettivamente in lunghezza, larghezza ed altezza), ma anche di accorgimenti quali l’adozione di schienali assottigliati per i sedili. La nuova Fiat Panda condivide con la Lancia Ypsilon la rinnovata piattaforma sviluppata dal Gruppo Fiat per automobili di segmento A e B. I propulsori previsti per il lancio della nuova Panda sono tre benzina e un turbodiesel. Per i benzina partiamo dai 65 CV dello 0.9 litri TwinAir passando ai 69 CV del 4 cilindri 1.2 Fire, per tornare al bicilindrico sovralimentato di 85 CV. Il 1.3 Multijet di seconda generazione debutta nella variante da 75 CV, dotata di sistema start&stop di serie, come i due bicilindrici ad accensione comandata. Sempre in ottica di riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2, la nuova Fiat Panda adotta il suggeritore di cambio marcia GSI (Gear Shift Indicator). Nei mesi successivi alla commercializzazione arriveranno poi le motorizzazioni bi-fuel 0.9 TwinAir Turbo Natural Power da 80 CV (benzina/metano) e 1.2 EasyPower da 69 CV (benzina/GPL). A livello di sicurezza attiva e passiva, la nuova Panda offre di serie 4 airbag, ABS con BAS - Brake Assist System, ovvero il sistema che applica automaticamente la massima pressione frenante nelle manovre di emergenza - poggiatesta anteriori con cinematismo “anti colpo di frusta”, gruppi ottici con funzione “luci diurne”. Il divanetto posteriore è dotato di attacchi Isofix per assicurare i seggiolini dei più piccoli e di poggiatesta, per i più cresciuti e per gli adulti. L’interconnettività prevede il sistema “Blue&Me-Tom Tom Live” e permette di utilizzare il cellulare e i dispositivi multimediali a distanza, tramite i comandi remoti posti sul volante, oltre all’impianto audio con lettore CD/mp3.

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Come Marchionne aveva promesso arrivano le prime autentiche novità di casa Fiat e Lancia. La Panda, la terza serie sempre più “Italia che piace”, sempre più vettura dell’anno. Il mito continua. La Fiat Freemont (ora anche in versione 4x4) è la crossover tanto attesa dal mercato. La Lancia Voyager, eleganza che incontra lo spazio. La Lancia Thema, l’autentica nuova ammiraglia italiana. Tutte le vetture Fiat e Lancia si possono ammirare e provare alla ST a Siracusa. Oltre ai nuovi modelli è presente tutta l’attuale gamma 2012.


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Nuova Fiat Freemont Con Fiat Freemont a trazione integrale, l’offerta del Crossover di casa fiat è completa ed incontra le richieste del mercato, cioè una vettura per la famiglia, ampia, confortevole, con un equipaggiamento di serie completo, adatta a tutte le condizioni di asfalto e con un prezzo concorrenziale. Grazie alla sua configurazione con 7 posti di serie, questa macchina, la prima nata dalla fusione fra Fiat e Chrysler, si è presentata sul mercato come adatta a qualsiasi richiesta. Con una lunghezza di oltre 4,88 metri, e la versatilità delle configurazioni dei sedili posteriori Fiat Freemont consente una capacità di carico senza eguali nella sua categoria, dimostrandosi adatta sia ad un uso professionale che per diletto. La ricca dotazione di accessori di serie rende questa vettura già completa, inoltre è disponibile in due versioni, Freemont e Urban, così da poter soddisfare anche l’automobilista più esigente. L’allestimento Freemont offre un elevato livello di contenuti di serie: 7 posti con terza fila vera, “child booster”, climatizzatore automatico trizona, trip computer con bussola, Cruise Control, sistema Keyless entry, cerchi in lega da 17”, fari fendinebbia, tecnologia TPMS, ESP con Hill Holder + sistema ERM (Sistema Anti Ribaltamento), presa USB – AUX-IN e radio CD/MP3 touch screen con schermo a colori da 4,3” e comandi al volante. Ancora più comfort e praticità con l’allestimento Urban, che rispetto a quello precedente si arricchisce dei seguenti contenuti: tecnologia Bluetooth®, accensione automatica dei fari, specchietto elettrocromico, volante e pomello cambio in pelle, sensori di parcheggio posteriori, barre longitudinali sul tetto, vetri posteriori oscurati, sedile guidatore con regolazione elettrica a sei vie più quattro vie lombari e specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente. Anche le due motorizzazioni, 2.0 MultiJet di seconda generazione, da 140 o 170 CV, permettono di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. Ad una vettura così completa mancava solo un ultimo passaggio: le quattro ruote motrici. Freemont è diventata ancora più “all-terrain” grazie al lancio della versione a trazione integrale

abbinata alle motorizzazioni 2.0 Multijet 2 da 170 Cv e 3.6 benzina V6 da 280 Cv, entrambe con cambio automatico a 6 marce. Già ordinabile presso la concessionaria Sergio Tumino, il versatile Freemont AWD adotta la trazione integrale attiva, un sistema tecnologicamente sofisticato che, analizzando le condizione di aderenza della strada e lo stile di guida del guidatore, decide autonomamente quando ripartire trazione alle ruote posteriori. In questo modo, il sistema AWD garantisce trazione aggiuntiva, nessuna limitazione di percorso e maggiore sicurezza qualunque sia la superficie stradale o le condizioni atmosferiche.

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Finalmente è disponibile, nella nostra concessionaria, la Lancia Voyager, la monolume a 7 posti che ha preso il posto della Phedra.

Nuova Lancia Voyager Attualmente la Voyager è in vendita nell’unico allestimento Gold, che presenta una ricca dotazione di serie, comprendendo i cerchi di lega da 17”, fendinebbia, cristalli oscurati, specchietti ripiegabili elettricamente, porte posteriori e il portellone a comando elettrico, interni in pelle e i sedili anteriori e posteriori riscaldabili e il sistema a scomparsa Stow ‘N Go per seconda e terza fila. La nuova consolle, include due prese di corrente da 12 volt, i comandi del climatizzatore automatico trizona con regolazioni separate e il moderno sistema U-Connect a comandi vocali, con collegamento Bluetooth, radio con lettore CD/MP3, sei altoparlanti e presa Usb. Completano il quadro delle dotazioni di serie il Cruise Control, l’Abs, il sistema di monitoraggio della pressione pneumatici e i sensori di parcheggio. Grazie alla ricca dotazione di serie, la lista degli optional risulta particolarmente ridotta: oltre alla vernice metallizzata, si possono aggiungere il Pack Light Plus, che include proiettori Bi-Xeno con correttore automatico dell’assetto e le sospensioni autolivellanti con controllo dell’altezza, e  il Pacchetto Comfort, con sistema di accesso Keyless, maniglie esterne cromate e sensori pioggia. Per quanto riguarda la multimedialità, all’U-Connect si può richiedere il Media Center System con touchscreen da 6,5 pollici, hard disk da 30Gb, telecamera posteriore per il parcheggio. Per chi desidera il massimo, infine, è disponibile il Dvd Entertainment System, con due schermi da 9 pollici per i passeggeri della seconda e terza fila,  con tanto di cuffie wireless e telecomando. La nuova Lancia Voyager è disponibile in due motorizzazioni Euro 5; il brillante diesel 2.8 litri eroga una potenza di 163 CV e una coppia di 360 Nm. I consumi e le emissioni di CO2, invece, sono ridotti a 7,9 l/100 km nel ciclo misto, mentre le emissioni sono pari a 207 g/km. Per la motorizzazione a benzina, sarà a breve disponibile il 3.6 V6 a sei cilindri, che disporrà di una potenza di 287 CV e una coppia di 344 Nm. I consumi si attesteranno a 10,8 l/100 km nel ciclo misto, le emissioni CO2 a 252 g/km. A queste performance è abbinato un sofisticato cambio automatico a sei velocità con convertitore di coppia, che offre una spaziatura degli innesti ravvicinata e un inserimento di marcia sempre morbido e confortevole.

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Nell’ottobre scorso abbiamo presentato, nella nostra concessionaria Lancia, la Lancia Thema, la berlina a trazione posteriore che ha sancito il rientro dello storico marchio italiano nel mercato delle ammiraglie di lusso.

Nuova Lancia Thema Disponibile negli allestimenti Gold e Platinum, è possibile scegliere tre motorizzazioni: il V6 a benzina Pentastar di 3.6 litri da 292 CV con cambio automatico a otto rapporti e i V6 turbodiesel VM di 3.0 litri da 190 CV e 224 CV, entrambi dotati di cambio automatico a cinque rapporti. La nuova Lancia Thema è lunga 5,084 m, larga 1,891 m e alta 150,7 cm e vanta un passo di ben 3,051 metri. Nell’abitacolo, il largo impiego di materiali soft touch, rivestimenti interni di pregio con la disponibilità di sedili di pelle riscaldati e della plancia ricoperta di pelle Poltrona Frau, inserti di legno su consolle centrale, pannelli, porte e volante rendono la nuova Lancia Thema un salotto lussuoso e confortevole per ogni tipo di viaggio. La plancia è impreziosita da cromature discrete e da un cruscotto dal design innovativo con illuminazione Sapphire Blue, la stessa tonalità dell’illuminazione a Led dell’abitacolo. In tema di confort, sulla nuova ammiraglia Lancia si segnala la presenza di due pannelli sottoscocca di materiale composito, cristalli laterali laminati e di pannelli fonoassorbenti nelle cavità dei passaruota, per garantire la miglior insonorizzazione possibile dell’abitacolo. Il motore a benzina Pentastar V6 di origine Chrysler eroga una potenza di 292 cavalli a 6.400 giri/min e una coppia massima di 353 Nm a 4.800 giri/min con emissioni di CO2 pari a 199 g/km. Il consumo dichiarato e rilevato nel ciclo combinato di omologazione è di 8,3 l/100km. La Thema V6 a benzina raggiunge una velocità massima di 230 km/h e ha un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi. Il motore diesel Euro 5, viene presentato con due livelli di potenza, da 190 e 224 CV. Quest’ultima versione ha una coppia massima di 550 Nm costanti da 1600 a 2800 giri/min., entrambi abbinati a un cambio automatico a 5 rapporti. Anche quando si parla di accessori, la nuova Lancia Thema si pone ai massimi livella della categoria. Offre, infatti, una dotazione che comprende numerosi dispositivi di sicurezza attiva e passiva, tra i quali il Keyless Enter-N-Go e l’Active Pedrestrian Protection per limitare i danni al pedone in caso di urto accidentale. Sono di serie anche i fari allo xeno autoadattativi.

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La patente a 17 anni, cosa c’è da sapere A partire dal 21 aprile 2012 si potrà guidare l’auto a 17 anni. E’ stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il regolamento su una delle novità più attese introdotte dal Codice della Strada varato nel 2010, la cosiddetta “guida accompagnata”, cioè la possibilità per i diciasettenni di esercitarsi un anno prima nella guida di un’automobile in vista del conseguimento della patente B. Chi vorrà farlo, però, dovrà essere già in possesso di patente A, non potrà guidare da solo, ma in presenza di un accompagnatore che abbia conseguito la patente B da oltre 10 anni, e solo dopo aver frequentato un apposito corso propedeutico presso le autoscuole. Ecco comunque nel dettaglio come si ottiene il permesso di esercitarsi alla guida a partire dai 17 anni. Possono richiedere l’autorizzazione alla guida accompagnata coloro che hanno già compiuto 17 anni e sono in possesso di patente A in corso di validità sulla quale non gravano provvedimenti di revoca o sospensione. Possono essere designati fino a tre accompagnatori, che devono avere un’età non superiore a 60 anni e devono essere titolari da almeno dieci anni di patente B o superiore, con esclusione di quelle speciali, in corso di validità. Anche nel caso degli accompagnatori la patente deve essere in regola e questi non devono aver subito provvedimenti di sospensione negli ultimi cinque anni. L’aspirante automobilista già in possesso di patente di guida A, dovrà presentare agli uffici della Motorizzazione Civile competente per territorio un’istanza per l’autorizzazione alla guida accompagnata firmata anche da un genitore. L’ufficio, effettuate le verifiche, rilascia una ricevuta di presentazione dell’istanza che consente al minore di iscriversi ad un corso di formazione propedeutico alla guida accompagnata presso le autoscuole. Al termine del corso l’autoscuola consegna al minore un

attestato di frequenza che va presentato alla Motorizzazione, che rilascia finalmente l’autorizzazione con cui l’aspirante patentato si potrà esercitare. Questa contiene i nominativi degli accompagnatori designati e rimane valida fino al compimento del 18° anno di età; per continuare le esercitazioni dovrà dunque essere presentata istanza per il conseguimento della patente B e ottenere il cosiddetto “foglio rosa”. Il corso di formazione ha durata di almeno dieci ore effettive di guida. Le lezioni sono individuali e ciascuna lezione non può avere durata superiore a due ore giornaliere. L’auto con la quale il 17enne può esercitarsi deve avere rapporto potenza/peso non superiore a 55 kW/t e comunque potenza non superiore a 70 kW, ovvero la stessa limitazione in vigore per i neopatentati. La vettura impiegata nell’esercitazione deve essere munita sia all’anteriore che al posteriore di un contrassegno recante le lettere “GA” (acronimo di “Guida Accompagnata”) di colore nero su fondo giallo retroriflettente. Il contrassegno deve essere ben visibile e naturalmente non ostacolare la visibilità dal posto di guida e da quello occupato dall’accompagnatore. I 17enni che hanno ottenuto l’autorizzazione ad esercitarsi alla guida sono soggetti alle stesse limitazioni in vigore per i neopatentati, come limiti di velocità più bassi: 100 km/h (invece di 130) in autostrada e 90 km/h (anziché 110) sulle extraurbane principali. Durante la guida accompagnata deve essere presente un solo accompagnatore e non si possono trasportare passeggeri. L’autorizzazione alla guida accompagnata può essere revocata in caso di violazioni al Codice della Strada che comportano l’interdizione alla guida sia durante l’esercitazione, sia durante la guida individuale di moto con la patente di cui il 17enne è già in possesso.

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ST Ford anche a Modica La qualità del servizio è da sempre uno dei cardini della filosofia della Sergio Tumino. In tale ottica, tutta la gamma Ford si può ritrovare anche nella sede di Modica, dove personale specializzato e professionale è a disposizione per supportare ogni cliente nella scelta del modello più confacente alle sue esigenze. L’ampia gamma Ford, del resto, offre una vasta gamma di opzioni: dalla Ka alla nuova Fiesta, dalla Fusion alla nuova Focus, dalla nuova C-Max alla Kuga, per non parlare di Mondeo, S-Max, Galaxy e del nuovo Ranger. Naturalmente, per ogni singolo modello si possono richiedere finanziamenti personalizzati, all’insegna della massima flessibilità. Ma non solo: rivolgersi alla ST, significa moltiplicare le proprie garanzie, dal momento che la concessionaria è pronta ad assistere ogni proprio cliente in tutta la fase post vendita, occupandosi non solo di tagliandi ed eventuali riparazioni, ma anche di tutte le pratiche connesse al mondo dell’auto. Scegliere ST, è puntare sul partner giusto per la propria mobilità.

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ST è

veicoli commerciali Fiat Alla Sergio Tumino è presente tutta la linea di automezzi Fiat Professional, partner di chi utilizza il proprio mezzo per lavoro. In concessionaria potrete trovare e provare la gamma al completo, come il nuovo Fiat Scudo, il nuovo Fiorino e l’intramontabile Ducato. Potenti, economici, adatti a qualsiasi esigenza lavorativa, i mezzi Fiat Professional offrono completezza di gamma e di motorizzazioni, come il Fiorino, disponibile in 2 motorizzazioni benzina o Natural Power, 1.4 litri per 73 o 70 CV e una motorizzazione diesel Multijet da 1.3 litri con 75 o 95 CV. Il Fiat Scudo è disponibile in 2 motorizzazioni, entrambi Multijet, una da 1.560 CC e 90 CV ed una da 1.997 CC disponibile in 2 versioni, 128 o 163 CV.

Per non parlare del Fiat Ducato, disponibile in 4 motorizzazioni, tutte Multijet, che vanno da 1.956 CC a 2.999 CC rispettivamente con 115 e 177 CV. Oltre ad un’ampia selezione per quanto riguarda le motorizzazioni Fiat propone, per tutti i suoi automezzi, diverse versioni per il trasporto persone o merci, fino agli allestimenti autocarro per Ducato, Scudo e Strada. Gli automezzi Fiat Professional godono di garanzia di 24 mesi e della rete di assistenza più diffusa in Italia. Inoltre, le continue promozioni permettono di acquistare il veicolo prescelto a condizioni altamente vantaggiose ed alla portata di tutti. I responsabili vendite della Sergio Tumino saranno lieti di aiutarvi nella scelta del mezzo più adatto alle vostre esigenze ed illustrarvi le condizioni economiche più vantaggiose per la vostra azienda.

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ST è

veicoli commerciali Ford

La Sergio Tumino è lieta di presentare alla propria clientela l’offerta di un marchio prestigioso e conosciuto come Ford per il settore dei veicoli commerciali. Un’offerta completa, che inizia con la Fiesta Van, capace di incontrare ampiamente le esigenze e le aspettative dei clienti commerciali che desiderano un veicolo furgonato di dimensioni ridotte, grazie alla sua capacità di coniugare la praticità di un furgone con lo stile e la fruibilità di un’autovettura. Passiamo poi al Transit, disponibile nelle versioni Van, Combi e Connect, a seconda delle esigenze di utilizzo. Il Transit Van è destinato al trasporto merci, offre una cabina spaziosa e riccamente allestita, oltre naturalmente ad una grande capacità di carico. Il Combi è perfetto per chi deve trasportare persone e materiale da lavoro. Il Connect vanta dimensioni compatte, ma è ideato, progettato e realizzato sulla base degli stessi standard intransigenti della più grande gamma Ford Transit. Qualunque cosa trasporti, questo veicolo estremamente versatile ti offre tutto ciò che ti serve per ottimizzare produttività e rendimento della tua attività. Con la capacità di lavoro di un furgone e le caratteristiche di guida di un’automobile, Transit Connect è il furgone ideale per i professionisti. Per chi utilizza il proprio automezzo per lavorare in condizioni particolarmente avverse, Ford propone il Ranger, sempre a suo agio su strada e fuoristrada. Grazie alla sua potenza e affidabilità, è in grado di affrontare tutte le sfide, anche le più difficili. Il nuovo Ranger completamente rinnovato negli esterni, rafforza la sua presenza dominante e non passa inosservato. Gli interni sono stati ridisegnati e offrono il massimo del comfort, mentre la trazione 4x4, disponibile anche con le marce ridotte, consente di arrivare veramente ovunque. Completano l’offerta ilTourneo, dedicato al trasporto passeggeri con la possibilità di allestirlo fino a 17 posti ed il Transit Chassis, ideale per gli allestimenti speciali.

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Gerry McGovern,

il papà della Range Rover Evoque “Gerry McGovern, Land Rover Design director & chief creative officer Gerry McGovern nasce a Coventry (a 150 km. da Londra) nel 1956. Si laurea in design industriale al Politecnico di Lanchester. Nel 1978 si trasferisce a Detroit per lavorare per la Chrysler. Torna nel Regno Unito come senior designer al fianco di Peter Horbury (poi capo design Volvo) e Moray Callum (Car Ford Design). Nel 1999 varca di nuovo l’Oceano assunto dalla Ford per dirigere e ringiovanire il Lincoln Mercury design. Ritorna definitivamente in Inghilterra nel 2003 a Londra per diventare il responsabile di tutti i nuovi design-project della Land Rover e Range Rover. ”La mia filosofia di lavoro, ha recentemente dichiarato, è la stessa della Land Rover perché è una casa automobilistica che ha le sue radici nel puro design”.

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persone

Gerry Mc Govern, inglese doc, occhi azzurro oceano, 56 anni portati con giovanile fascino anche se lontano dal classico stereotipo anglosassone. Dal 2004 è design director per la Land Rover e la Range Rover. E’ considerato il padre del nuovo stile della maison. Nel 2008 Mc Govern è stato eletto nel Board della Land Rover. Enzo Ferrari definì la Jaguar E-Type la più bella vettura mai disegnata. Anche lei ha una vettura che definirebbe la più bella? Se prendiamo lo stesso periodo per me fu la Lincoln Continental per design e tecnologia. Però mi riesce difficile rispondere per il presente appiattimento della creatività e della produzione (per evidenti ragioni di costi). Per esempio la E-Type adesso non potrebbe essere prodotta perché mancherebbe della attuale normativa come il crash-test ecc. ecc. L’evoluzione tecnologica e le conseguenti sfide nell’automotive sono uguali per tutti brand. E’ proprio il design che può differenziare la sfida. Come proprio la Range Rover Evoque che possiede tutta la tecnologia Land Rover ed un suo unico, incopiabile design. Cosa non ha messo nella realizzazione dell’Evoque che invece avrebbe desiderato? Forse gli specchietti più piccoli. L’Evoque è una vettura perfetta. Pensi che uno dei pochi, se non unici casi, dove il prodotto finale è migliorato rispetto al concept-car.

A pag 46 McGovern fotografato al Motor Show 2011 con Arturo Frixa Direttore Generale Land Rover Italia. In questa pagina, in alto McGovern con la sua “creazione”, la Range Rover Evoque. Al centro con Daniele Maver presidente della Land Rover Italia. Sotto con il management della Land Rover Europa

L’Evoque è una vettura globale, ossia uguale tanto per il mercato europeo che quello asiatico che quello americano. Questo concetto di globalità che problemi può dare ad un chief-designer? Ci sono piccoli dettagli per ogni mercato ma appunto sono solo dettagli. Bisogna sempre conservare l’essenza che fa parte del DNA della Land Rover ossia mai frammentare, mai pensare a specifici progetti per singoli mercati. Essere “performance” in tutti i terreni della competività. E’ il design il canale che deve trasmettere la differenza. Per questo la nostra gamma ha un alto indice di gradimento in tutto il mondo ma in modo uniforme senza picchi di vendita in un paese piuttosto che in un altro. Le indico cinque grandi vini: il Barolo italiano, il Brunello italiano, il Romanè Contì francese, lo Chateau Margò francese, lo Zinfadel Californiano, il Dom Perignon francese. A quale di questi vini accosterebbe l’Evoque? Da estimatore anche se dilettante dico, senza dubbio, ad uno dei due Italiani. Ci parli un attimo di lei. Cosa porta abitualmente nella sua valigia il chief-designer della Land Rover? La valigia è anche quella dei sogni. Allora io,che credo di essere un buon ambasciatore del “bel vivere” porto sempre prodotti di lusso e di classe, per esempio credo che il mio personal tailor sia tra i migliori di Londra. Ma c’è una cosa che da un anno e mezzo non manca e non mancherà mai dalla mia valigia, la foto di mia figlia.

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Evoque in festa

tanti amici per una

nuova “stella”

Le grandi idee meritano sempre grandi eventi. Così è stato anche per Evoque, l’ultima arrivata di casa Range Rover, il cui esordio sul mercato è stato salutato alla Sergio Tumino con una grande festa, degna delle migliori occasioni. Tantissimi gli amici intervenuti per celebrare il debutto di un’auto fuori dal comune, una vettura unica nel suo genere, che ha concretizzato un sogno iniziato con la presentazione a Detroit nel 2008 della LRX, ora materializzatasi in Evoque. Quello che colpisce a primo impatto è il design, questa linea

di cintura inclinata e la robusta spalla che rendono la vettura dinamica e atletica. Altri elementi che danno possanza alla vettura ma allo stesso tempo tanta agilità sono le ruote collocate proprio ai quattro angoli dell’auto e i gruppi ottici con un elegante gioco di grafia, l’utilizzo sontuoso del led sia nella parte anteriore sia in quello posteriore dove gli stop si trasformano in un petalo in 3D. Insomma, tanta cura nei dettagli, per un’auto che emana tanta luce: il tetto panoramico completa il quadro: chi è a bordo può vivere completamente l’ambiente esterno, sia

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un centro urbano che in grandi spazi. La diretta discendente della LRX è la versione 3 porte (la coupè), cui si affianca la 5 porte, più alta di 50 mm e più ampia, ma che mantiene inalterato quello che è il fascino di Evoque. Questa vettura trae la sua aspirazione dalle metropoli: il designer ha voluto creare un’auto che interagisse perfettamente con l’ambiente cittadino. Quello che colpisce è una soluzione di architettura di interno, ossia un gioco di intersezioni orizzontali e verticali del cruscotto e della consolle centrale, che


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creano una linearità particolare e sportiva. Tre diversi tipi di design esterno che si riflettono a tre tipi di design interno sviluppando tre temi distinti: Pure, decisamente attuale; Prestige, caratterizzata da una forte richiamo al lusso; Dynamic, marcatamente audace e sportiva. Un auto che crea empatia, cerca di mettere in correlazione l’allestimento e la configurazione con il gusto del cliente. Non sono temi progressivi, sono tre filosofie diverse che rispecchiano le esigenze di tutti. L’Evoque sfoggia una gamma di tecnologie che consentono ad ogni singolo

componente del veicolo di funzionare a regime ottimale, assicurando prestazioni ed economia nei consumi e abbassando al contempo i livelli di emissioni nocive. L’Evoque con cambio manuale è la prima Range Rover a disporre di un sistema avanzato Stop-Start in grado di ridurre i consumi di carburante e le emissioni di CO2 del 3%. Inoltre, un indicatore ad hoc suggerisce al conducente la marcia ottimale da utilizzare, migliorando ulteriormente il risparmio di carburante. I modelli con cambio automatico utilizzano la trasmissione di ultima generazione AW F-21 a sei rapporti,

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ampiamente perfezionata per una migliore efficienza operativa, con migliorie che interessano l’ottimizzazione degli ingranaggi del cambio, il controllo del minimo avanzato, l’adozione di un fluido a bassa viscosità, nonché la riduzione delle perdite da attrito. L’impiego di un motorino elettrico per il servosterzo contribuisce ad una riduzione del 2% dei consumi di carburante. Gli attriti nel motore sono stati ridotti, e il Sistema di Gestione Intelligente recupera parte dell’energia che andrebbe altrimenti persa, con il risultato di un miglioramento nei consumi che si aggira intorno al


4,5%. Infine, completano le credenziali di efficienza dell’Evoque gli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, la struttura leggera ed il design aerodinamico della carrozzeria. Ogni singolo miglioramento documenta l’attenzione al dettaglio riservata dai nostri Ingegneri allo sviluppo dell’Evoque, con un risultato complessivo dall’impatto straordinario. I valori di consumo risultanti sono i migliori mai ottenuti da una Range Rover. Tale effetto

positivo si estende anche alle emissioni. La versione con motore a benzina Si4, che accelera da 0 a 100 km/h in soli 7,6 secondi, presenta emissioni di CO2 pari a soli 199 g/km e percorre 100 km con 8,7 litri di carburante (consumo combinato). La contenuta cilindrata di questo propulsore riduce le emissioni di CO2 fino al 20% rispetto a quelle prodotte da motori a benzina di maggiore cilindrata e di pari potenza. Il 190 CV diesel SD4

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eventi

accelera da 0 a 100 km/h in soli 8,5 secondi, con emissioni di 169 g/km di CO2 e consumi di 6,4 l/100 km. E nella versione a due ruote motrici, con motore da 150 CV, l’Evoque produce solo 129 g/km di CO2, consumando circa 4,9 l/100 km. L’Evoque è stata progettata per fornire in una dinamica di guida sportiva e coinvolgente, tutte le caratteristiche di compostezza e precisione tipiche di Range Rover. Particolare attenzione è stata dedicata alla precisione ed agilità dello sterzo alle basse velocità, per una guida cittadina scattante e divertente. Alle caratteristiche di agilità dell’Evoque contribuiscono la leggerezza, la compattezza e il basso centro di gravità. Gli ingegneri Range Rover hanno ottimizzato la rigidità dei sistemi del telaio e la struttura della

scocca, e hanno accuratamente messo a punto le componenti delle sospensioni indipendenti, per creare una fusione perfetta di agilità e comfort di marcia. Combinato con una geometria delle sospensioni progettata per avvantaggiarsi al meglio del basso centro di gravità dell’Evoque, il servosterzo elettronico a rapporto variabile e proporzionale alla velocità contribuisce alla straordinaria precisione e prontezza di guida dell’Evoque anche alle basse velocità. Divertentissima da guidare in città, le prestazioni dell’Evoque in fuori strada sono quelle di una vera Range Rover. L’EPAS modifica la sua risposta in base alle necessità e alla velocità, fornendo una maggiore assistenza a bassa velocità per migliorare la manovrabilità, ma riducendo il proprio intervento a

velocità più elevata, per offrire al guidatore maggiore sensibilità e stabilità. Uno speciale parabrezza laminato acustico, già impiegato sulle Range Rover di maggiori dimensioni, riduce ulteriormente il rumore aerodinamico e aiuta ad eliminare il rumore ad alta frequenza della combustione. L’attenzione al dettaglio non ha trascurato alcun elemento, dal rumore della chiusura della portiera a quello degli interruttori, fino al ronzio dei motorini elettrici dell’Evoque. Ogni suono è stato ottimizzato o ridotto, per realizzare un veicolo silenzioso e dotato di una qualità sonora armoniosa. Range Rover Evoque fornisce inoltre un aggiornamento alla già

affermata tecnologia del Sistema di Controllo della velocità in discesa (HDC). Il sistema legge i livelli di pendenza della strada in maniera continua e regola di conseguenza la pressione del freno, limitando la velocità in discesa ad un livello selezionabile dal conducente e mantenendo una guida scorrevole e sicura. Il sistema Gradient Release Control (GRC) rilascia progressivamente i freni quando la vettura effettua una partenza su una discesa ripida. Analogamente, il dispositivo di Assistenza alla Partenza in salita (Hill Start Assist) fa proprio quello che il suo nome indica, ossia mantiene frenato il veicolo il tempo necessario per una corretta partenza in salita. Se l’Evoque inizia ad indietreggiare, la velocità viene limitata, consentendo al conducente di frenare e ripartire. Un altro punto saliente della dinamica Evoque è il Controllo della Stabilità in Rullio (RSC), che impiega sensori giroscopici e algoritmi di rilevamento del carico per anticipare le possibili situazioni di rovesciamento, applicando anche, ove necessario, l’adeguata forza frenante alle ruote esterne.

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Biagio Catalano, classe 1973, è responsabile commerciale del marchio Audi. Figura professionale ed esperta all’interno della concessionaria, lavora alla Sergio Tumino dal 2003. In precedenza, sempre per conto della Sergio Tumino, ha rivestito un ruolo di responsabile commerciale per Volvo, Land Rover e Mazda per poi fare una esperienza in Ford, ora è Audi Manager. “Da un punto di vista commerciale – ha spiegato Catalano – la gamma Audi si rivolge indubbiamente a una fascia “alta” di clientela. Rispetto alle concorrenti del suo segmento, questo marchio si contraddistingue per le innovazioni all’avanguardia che garantisce in termini di contenuti tecnologici. Un fattore, questo, che pone Audi ai vertici della propria categoria di riferimento”. Dal carattere energico della A1 alla dinamicità della A3, Audi dà infatti il meglio di sé in ogni modello, con un crescendo che continua con l’aggressiva A4, l’elegantissima A5, la super tecnologica A6, la sportiva A7, la prestigiosa A8, per non parlare della compatta ed efficiente Q3, del Suv di nuova generazione Q5, della straordinaria potenza della Q7, delle emozioni che regala la TT o delle prestazioni sbalorditive della R8.

ST Audi Biagio Catalano

visti da vicino ST presenta i suoi responsabili commerciali

ST Volkswagen Luigi Messina Luigi Messina, ragusano, classe 1972, da oltre 11 anni lavora presso la Sergio Tumino. Dopo una precedente esperienza come responsabile commerciale Ford, ora è diventato brand manager Volkswagen, l’ultimo marchio in ordine cronologico acquisito finora dalla Sergio Tumino. Punti di forza del brand Volkwagen, come ha ricordato lo stesso Messina, sono la qualità dei modelli e il valore che, proprio per questo motivo, essi mantengono nel tempo.

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Classe 1985, originario della Tunisia, Adam Couch lavora alla Sergio Tumino dal 2007 e attualmente è responsabile commerciale del marchio Fiat. Avendo ormai maturato una profonda esperienza su questo brand, Couch è disponibile anche a suggerire il modello Fiat più confacente alle proprie esigenze. Per quanto riguarda la gamma, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dall’intramontabile 500, divenuta ormai un vero e proprio “cult”, si può passare alla grintosa Panda, alla confortevole Punto, al funzionale Doblò, all’elegante Bravo, senza dimenticare ovviamente la potente Freemont, il muscoloso Sedici e la geniale Idea. Ancora, non si deve dimenticare a tal proposito la flessibilità che offre la gamma Fiat anche in termini di alimentazione, all’insegna della massima libertà di scelta. Oltre ai motori diesel e benzina, sono già diversi i modelli che si possono richiedere di serie a metano (Punto, Qubo, Doblò, Panda Classic) o GPL (500, Punto, Bravo, Idea e Panda Classic).

ST Fiat Chouch Adam

ST Lancia Orazio Giuntini Orazio Giuntini è nato a Catania il 2 luglio 1985 e lavora alla Sergio Tumino dal novembre 2009. Attualmente è il responsabile commerciale del marchio Lancia. “Questo brand – ha dichiarato Giuntini – si caratterizza per stile e distintività, eleganza nelle finiture e una grande cura dell’estetica”. Il marchio Lancia, tra l’altro, è oggi ancora più in armonia con l’ambiente, grazie alla motorizzazione bi-fuel sui modelli Musa 1,4 da 77 CV e Ypsilon 1,2 da 69 CV. In altri termini, Lancia ha oggi più che mai una filosofia vincente che guarda al futuro, grazie al suo forte impegno in uno sviluppo sostenibile.

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Marco Tornatore, nato a Caltanissetta nel 1967, lavora alla Sergio Tumino dal 2003 e attualmente è responsabile commerciale dei marchi Land Rover e Range Rover, dopo una precedente esperienza come brand manager del marchio Ford. “Negli anni – ha spiegato Tornatore – la gamma Land Rover e Range Rover si è sempre più migliorata anche dal punto di vista estetico e funzionale, ponendosi quindi ancora una volta un passo avanti rispetto alla concorrenza”. In effetti, per rendersene conto, basta pensare all’ultima arrivata di casa Range Rover: Evoque, bellezza e maneggevolezza allo stato puro, con grandi prestazioni sia su strada sia fuoristrada. Ma non solo: Land Rover è Defendfer, Freelander 2 e Discovery 4, mentre Range Rover, oltre alla già citata Evoque, è anche Range Rover e Range Rover Sport. Tutte proposte, in altre parole, per chi non accetta compromessi.

ST Land Rover Marco Tornatore

ST Suzuki Roberto Tumino Roberto Tumino, ragusano, classe 1975, lavora alla Sergio Tumino fin dalla fondazione della concessionaria, ovvero dal dicembre 1996. Dopo varie esperienze e diversi incarichi, attualmente è brand manager del marchio Suzuki. “La gamma di questa casa – ha spiegato Tumino – si contraddistingue per essere “senza sorprese”, dal momento che dispone di molte dotazioni di serie e ha uno standard di qualità elevato su tutti i propri modelli”. In effetti, Suzuki è storicamente un marchio che dà già tanto fin dalle versioni “entry level” di ogni modello. E, per quanto riguarda i modelli, c’è solo l’imbarazzo della scelta: dall’agile Alto alla grintosa Splash, dalla dinamica Swift al poderoso Jimny, dalla scattante SX4 alla confortevolissima Grand Vitara.

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ST Ford Emanuele Guastella Emanuele Guastella, classe 1962, lavora con Sergio Tumino fin dall’inizio degli Anni Novanta e, assieme a lui, ha visto nascere la grande avventura imprenditoriale di questa concessionaria. Attualmente è responsabile commerciale del marchio Ford. Per lui si tratta di un ritorno a questo brand, dopo anni trascorsi a sviluppare i brand Fiat e Lancia nella sede siracusana della ST e dopo la gestione della sede di Modica. “In un momento di forte contrazione commerciale – ha detto Guastella – il marchio Ford si caratterizza per un ottimo rapporto qualità/prezzo”. L’ampia gamma Ford, del resto, è pronta a rispondere a più esigenze, con le agili Fusion, Ka e Fiesta, l’elegante nuova Focus, la dinamica C-Max, la prestigiosa Mondeo, per non parlare dell’insuperabile Kuga, della spaziosa S-Max e della grande Galaxy. In altri termini, una scelta che permette a ogni cliente diverse valutazioni e che, naturalmente, può sempre avvalersi dei finanziamenti ST, flessibili e su misura in ogni situazione.

ST Ford sede Modica Giancarlo Giudice Giancarlo Giudice, originario di Modica, classe 1970, lavora alla Sergio Tumino dal 2004. Attualmente, è responsabile della sede di Modica, dopo precedenti esperienze come commerciale a Ragusa e come responsabile commerciale Fiat e Lancia a Siracusa, sempre per conto della Sergio Tumino. Presso la sede di Modica della ST è possibile acquistare tutta l’ampia gamma proposta dalla concessionaria, da Fiat a Ford a Lancia, da Land Rover ad Audi, da Volkswagen a Suzuki, senza naturalmente dimenticare la grande offerta sull’usato. All’interno della sede modicana, personale specializzato e altamente professionale, che segue corsi di formazione periodici e specifici, è infatti pronto ad assistere la clientela per ogni esigenza in fatto di mobilità.

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Mario Di Fatta, di origini palermitane, è attualmente responsabile del servizio di noleggio della Sergio Tumino. Di lunga esperienza nel settore dell’automotive, dal momento che lavora in concessionaria fin dal momento della sua apertura, avvenuta alla metà degli Anni Novanta, Di Fatta è approdato alla gestione del renting della ST nell’aprile 2008. Il servizio di noleggio della Sergio Tumino è specializzato nel renting a breve termine, per un massimo di 30 giorni. Si possono noleggiare tutti i modelli dei marchi rappresentati dalla Sergio Tumino e, inoltre, la concessionaria è disponibile anche per effettuare il servizio renting per occasioni speciali, come matrimoni, ricevimenti, etc.

ST Rent Mario Di Fatta

ST Usato Sebastiano d’Angelo Sebastiano D’Angelo, ragusano, classe 1972, lavora alla Sergio Tumino dal 2000 ed è attualmente responsabile della divisione Usato. Da sempre, per la filosofia della concessionaria, usato significa investire nella qualità. Nel vasto panorama delle vetture rimesse in vendita, che comprende tutte le marche, si apre infatti un mondo di convenienza. La garanzia minima è di un anno, ma a seconda dei modelli e dello stato del veicolo essa può arrivare fino a 3 anni. Prima di essere riproposta sul mercato, ogni singola auto che arriva alla Sergio Tumino è ispezionata in ogni minimo dettaglio, subendo oltre un centinaio di controlli alle sue componenti elettriche, meccaniche e di carrozzeria. Eventuali pezzi da sostituire sono rimpiazzati soltanto con ricambi originali, affinché l’usato certificato Sergio Tumino sia solo ed esclusivamente un usato di qualità.

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Acquistare l’auto dei propri sogni pagando coi tempi che si desidera? Alla Sergio Tumino si può. La concessionaria mette infatti a disposizione un’ampia scelta di sistemi di finanziamento, particolarmente flessibili per incontrare le singole esigenze dei clienti.

ST Finanzia

Guidare l’automobile che si è sempre desiderata, alla Sergio Tumino non solo è possibile, ma è anche particolarmente conveniente. La concessionaria, grazie al consolidato partenariato con realtà di lunga esperienza nel settore del credito al consumo, ha sviluppato pacchetti estremamente vantaggiosi per acquistare ogni modello della vastissima gamma offerta, da Fiat, a Ford a Volvo, passando per Audi, Land Rover, Range Rover, Lancia, Suzuki fino all’ultima arrivata in famiglia: Volkswagen. Naturalmente, i vantaggi dei finanziamenti ST si possono provare anche sull’usato, per una doppia convenienza. Accedere ai finanziamenti ST per acquistare l’auto dei propri desideri è semplice e immediato. E’ infatti sufficiente prendere un appuntamento in concessionaria, dopodichè, in tutta tranquillità e nella più assoluta riservatezza, il personale commerciale è a disposizione per ascoltare le esigenze individuali di ogni cliente e proporre un ventaglio di soluzioni per un finanziamento “su misura”. Una grande e apprezzata peculiarità dei finanziamenti ST sta del resto nell’estrema flessibilità degli stessi. Una volta concordato il finanziamento, il personale della concessionaria è inoltre sempre a disposizione per chiarimenti, informazioni ed eventuali rifinanziamenti della cifra residua.

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l’azzurro del cielo, il verde della terra, il blu del mare

i colori della Sicilia

nei gioielli Damiani “Il brutto si copre, lo sciocco si adorna, l’elegante si veste”. Lo scrisse il celebre Honoré de Balzac e, da sempre, questa considerazione è cara a Giorgio Grassi Damiani, patron del Damiani Group assieme ai fratelli Guido Roberto e Silvia. “Un gioiello – afferma Damiani - si può sempre indossare purché metta a proprio agio e non ostenti. Le nostre creazioni hanno un pensiero libero e trasversale. Ogni epoca stabilisce in maniera diversa i valori del proprio sistema delle arti visive. A noi occorre un anno e mezzo di lavoro solo per pensare e creare prodotti inusuali e talvolta provocatori. La parola chiave è “ri-specializzazione”. Valorizzare al massimo il made in Italy integrale e recuperare quella credibilità di mercato che è stata la chiave di volta del successo della nostra casa, ma anche dell’arte orafa italiana nel mondo”. Il gioiello contemporaneo Damiani è una galassia nelle cui spire convivono mondi caratterizzati da forme, materiali e significati quanto mai diversi. Dall’alta gioielleria all’accessorio moda, dall’amuleto alla scultura, dall’ornamento all’investimento. “L’ornamento – dice ancora Damiani - è la vocazione primaria del gioiello della nostra maison. Ci rende più belli, sia che si tratti di pezzi unici come quelli dell’alta gioielleria, sia di produzioni

Giorgio Damiani

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speciale

seriali, come i gioielli “pret a porter”. Se il gioiello è una scultura, il corpo ne diventa una superficie espositiva per concetti preziosi in miniatura. Se è un simbolo, comunicano chi siamo, la nostra identità, le nostre aspirazioni. La materia preziosa suggella questi simboli per l’eternità. Se è un talismano ha valore taumaturgico di viatico tra terra e cielo, religione e paganesimo. Se è un accessorio il valore del materiale subisce il fascino di quello creativo per una durata che non vuole essere eterna. Se è un investimento, il dono della natura, le gemme e i metalli preziosi, diventano un bene rifugio”. Un leader nell’arte orafa dal 1924 La storia Damiani inizia a Valenza, capitale riconosciuta della migliore tradizione gioielliera italiana, con Enrico Grassi Damiani che nel 1924 comincia a disegnare e produrre gioielli con diamanti, piccoli capolavori dell’arte orafa. Il suo erede, Damiano, continua la tradizione aggiungendo alla creatività ricerca ed innovazione, come l’in-

castonatura a lunette d’illusione, per evidenziare la luminosità delle pietre. La terza generazione, che continua in passione, creatività ed impegno, vede i fratelli Guido Roberto, Giorgio e Silvia ai vertici del gruppo Damiani, un brand ormai considerato il leader mondiale nella gioielleria rigorosamente made in Italy. Damiani ha ottenuto 22 Diamond International Awards, l’oscar mondiale nella gioielleria (un record!). Tutte le incastonature sono rigorosamente a mano. Non esistono due gioielli Damiani uguali. Le materie prime sono acquistate direttamente alla fonte, oro e pietre preziose già all’uscita delle miniere del Sud Africa; le perle, appena pescate, nei mari del Giappone. Dal 2007 la Damiani Group è quotata in borsa. Tra le tante celebrità che hanno indossato Damiani, si possono citare Jennifer Aniston, Sharon Stone, Sofia Loren, Isabella Rossellini, Nastassja Kinski, Brad Pitt, Milla Jovovich e Gwyneth Paltrow.

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Sposi in Fiat 500 Il giorno più bello con l’auto dei propri sogni? Alla Sergio Tumino si può. Tanto che Gianfranco e Katja si sono rivolti al servizio renting della concessionaria per noleggiare in occasione del loro matrimonio la vettura sulla quale hanno sempre desiderato fare il loro primo viaggio da novelli sposi: una bellissima Fiat 500 rossa. Tra le peculiarità del servizio renting della Sergio Tumino, del resto, c’è proprio anche la possibilità di noleggiare tutti i modelli desiderati, tra l’ampia gamma dei marchi rappresentati dalla concessionaria. E, cosa ancora più importante, si tratta sempre di auto nuove o con pochissimi chilometri, per la massima soddisfazione del cliente. Tornando a Gianfranco e Katja, che si sono sposati precisamente il 3 settembre scorso, hanno trascorso un bellissimo weekend a bordo della loro Fiat 500 rossa fiammante, invitando poi

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speciale

parenti e amici al castello di Donnafugata, dove era in programma il pranzo nuziale. Il bell’edificio ottocentesco (al contrario infatti di quanto il nome possa far pensare, non si tratta di un vero e proprio castello medievale, bensì di una sontuosa dimora nobiliare del tardo Ottocento) ha quindi fatto da cornice alle foto dei novelli sposi e della loro Fiat 500, invitata d’eccezione in un contesto di allegria e felicità. Oltre al servizio per matrimoni, il renting della Sergio Tumino è specializzato nel breve termine, ovvero nel noleggio fino a 30 giorni. Si tratta di un servizio comodo e dinamico per diversi profili di cliente e per tutti coloro che, a condizioni assolutamente vantaggiose e con le più alte coperture assicurative, vogliono vivere l’emozione di guidare l’auto dei propri sogni senza dovere acquistarla.

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MSC... e la Fantasia Si dice che i nomi siano conseguenza delle cose. Allora forse non è un caso se l’ultimo gioiello di MSC Crociere si chiama Fantasia

L

a nave che è già stata ribattezzata “la più bella del mondo”, non può che scatenare le fantasie dei viaggiatori più esigenti, con un’offerta di servizi e di spazi che la rendono uno dei giganti del mare a livello mondiale, nonché – anche questo non è poco – la più grande mai costruita finora da un armatore europeo. Il suo battesimo del mare è avvenuto il 18 dicembre 2008 a Napoli, con una madrina d’eccezione: Sophia Loren, emblema dello stile italiano nel mondo. I numeri, naturalmente, sono tutti da record: 137.936 tonnellate di stazza, 333 metri di lunghezza, 66,8 di altezza, 38 di larghezza, per una superficie totale di 450.000 metri quadrati. Per dare un’idea delle dimensioni, si può considerare che Fantasia è lunga 6 volte la torre

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di Pisa o come un palazzo di 23 piani. I suoi ponti sono complessivamente 17 e ben 25 gli ascensori, di cui 2 panoramici per non perdere mai l’occasione di godersi al meglio ogni attimo della propria vacanza. La capienza massima di persone a bordo è di 3959 passeggeri e 1325 membri dell’equipaggio. Le cabine sono invece 1637, di cui 107 suite. Ma a parte queste cifre, Fantasia detiene una particolarità che la rende unica tra le navi da crociera: è la prima ad ospitare un’esclusiva “Area Vip”, denominata MSC Yacht Club, formata da 99 suite, “butler service” (maggiordomi in stile inglese sempre a disposizione), conciergerie dedicata 24 ore su 24, area esterna con piscina skydome, due vasche idromassaggio jacuzzi, bar, solarium, lounge panoramico a


prua con chef dedicato, accesso riservato alla MSC AUREA SPA. Tutti gli ambienti MSC Yacht Club, che si estendono su una superficie di 4.300 metri quadrati, sono realizzati con materiali di pregio, che vanno dalla radica di noce delle pareti ai pannelli decorativi alcantara, dagli arredi in wengé alle scalinate in cristallo Swarovski, dai lucernai in vetro di Murano alle sale da bagno rivestite in marmo. Ovviamente tutto ciò rappresenta solo il piatto d’ingresso di un menù ricchissimo, che mette a disposizione 27.000 metri quadrati di spazi pubblici, tra cui 5 piscine (di cui una, “I Tropici”, con copertura scorrevole), 12 vasche idromassaggio, un acquapark, 18 bar e 4 ristoranti, dove non manca ovviamente la ricercatezza con proposte che

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contemplano, solo per fare qualche esempio, escursioni nella raffinata cucina francese o nelle saporite tentazioni messicane. La già citata MSC AUREA SPA, è il regno del benessere: luci soffuse, musiche rilassanti e vista mare fanno da sottofondo ad un ambiente che comprende talassoterapia, trattamenti termali, palestra e area relax. E per il divertimento? Anche in questo caso, l’offerta è invidiabile, con il teatro L’Avanguardia da 1603 posti, il casinò, la discoteca con privé, il cinema in 4D e la virtual area con simulatore di Formula Uno. Già in funzione a pieno regime, MSC Fantasia effettua crociere nel bacino del Mediterraneo. Non rimarrà comunque ancora per molto l’unica nave a vantare servizi così esclusivi.


Caravaggio a Siracusa Siracusa,

crocevia di popoli, viaggiatori e artisti, offre

l’opportunità di ammirare uno dei capolavori più belli di

Michelangelo

Merisi, detto il Caravaggio: il Seppellimento di Santa Lucia.

Caravaggio a Siracusa, in fuga da Malta e ospite dell’amico Mario Minniti, dipinse questa meravigliosa pala d’altare, probabilmente consegnata il 13 dicembre 1608, ricorrenza della festività di Santa Lucia, patrona della città. Il Seppellimento di Santa Lucia è una pala di grandi dimensioni (408 x 300 centimetri). In uno spazio per metà dominato dalla nuda parete incombente, con la massa dei personaggi caratterizzata da sfasature prospettiche e da scorci audaci, accentuati dai tagli di luce radente, Caravaggio costruisce qui uno dei suoi massimi capolavori. I giganteschi becchini, bloccati nel loro rude plasticismo, convergono verso il corpo molto scorciato della santa, oltre il quale si allinea la piccola schiera muta e dolente degli astanti, mentre sulla destra si stagliano le figure di profilo del vescovo benedicente e dell’armigero in corazza. La gamma cromatica, tipica delle opere tarde, è mantenuta su tonalità brune ma di una luminosità calda e ambrata che smorza i colori, interrotta solo dai bianchi grigiastri e dalla macchia di rosso vivo del mantello del diacono. Il tutto indagato da una luce tagliente che modella le forme e

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dossier

svela dettagli – i visi, le mani, le pieghe delle vesti – di altissima qualità. È evidente comunque che la grande invenzione del dipinto sta proprio nell’originalità dell’impianto compositivo: lo scaglionamento delle figure, svincolato da rigide leggi prospettiche, riesce a dilatare la profondità spaziale e, lasciando i personaggi come in un proscenio, quasi sull’orlo della tela, esalta l’atmosfera drammatica dell’evento.  Il pittore ambienta la scena in un plausibile spazio catacombale, per il quale trae ispirazione da luoghi reali visitati durante il suo soggiorno a Siracusa. Il meraviglioso quadro di Caravaggio è oggi custodito, e visitabile, presso La Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, che sorge sul luogo in cui il 13 dicembre dell’anno 304 d.C. S. Lucia subì il martirio. I Siracusani costruirono, dopo la pace costantiniana (Editto di Milano, 313 d.C.), una chiesa dedicata alla martire della quale, a seguito delle distruzioni causate dalla dominazione araba e dai vari terremoti, nulla ci è giunto.


primo piano

Noleggi Sergio Tumino, la garanzia della convenienza Non è vero che per guidare un’auto bisogna acquistarla. Alla Sergio Tumino ci sono anche altre soluzioni. Chi vuole godere del comfort di un’auto nuova senza gli oneri legati all’acquisto, può optare per il “renting”, una soluzione pratica ed economica per andare ovunque nella massima spensieratezza. A fronte di un canone predefinito e al riparo da eventuali aumenti del mercato, il cliente può infatti stipulare un contratto che prevede l’utilizzo della vettura senza doversi preoccupare non solo dell’acquisto, ma anche degli oneri legati alla sua gestione. Per i tagliandi, i bolli e gli interventi di manutenzione, c’è infatti la Sergio Tumino, che rimanendo proprietaria dell’auto si accolla tutte le spese ad essa legate. Questa soluzione si rivela particolarmente indicata per le aziende e i liberi professionisti, dal momento che offre la possibilità di guidare automobili sempre nuove, sicure e controllate nei minimi dettagli, rispondendo quindi alla doppia esigenza di sicurezza e di alta rappresentatività necessarie nel mondo del lavoro e non solo. Tra l’altro, per offrire un servizio ancora più esclusivo a chi sceglie la soluzione del “renting”, la concessionaria offre pacchetti dedicati ed estremamente convenienti, che permettono di progettare anche un’eventuale flotta aziendale su basi vantaggiose ed economiche.

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Mario Di Fatta, responsabile del servizio noleggio della Sergio Tumino


Le magie di Lo scrittore tedesco Patrick Süskind, nel suo bestseller “Il profumo”, scrive: “Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell’apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l’aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c’è modo di opporvisi”. In qualche modo, queste considerazioni possono spiegare anche la fortuna di un “Luxury Brand” come Lancôme. In tutto il mondo, questo marchio è diventato sinonimo di bellezza. Una reputazione guadagnata sul campo e grazie all’affetto di milioni di clienti che ogni giorno preferiscono puntare sulla serietà di un brand che ha come mission da 75 anni la bellezza. In che modo? puntando sull’alta qualità dei suoi prodotti. Ma cosa acquistano gli italiani e come si sta muovendo oggi il mercato della cosmesi? ST Magazine lo ha chiesto al Dott. Alberto Noè, milanese, 41 anni, dal 2011 direttore generale di Lancôme Italia, dopo un passato già ricco di esperienze in aziende francesi. Tra l’altro, lo stesso Noé è il primo cliente Lancôme, come ammette lui stesso, nella sua valigia, accanto all’immancabile Ipad, c’è sempre Visionnaire. Dott. Noé, quali sono innanzitutto le tendenze che stanno venendo avanti nel settore della cosmesi? La grande tendenza del momento è sicuramente la ricerca dell’innovazione, della qualità e delle tecnologie più avanzate. I consumatori sono diventati più esigenti e scelgono prodotti sofisticati come Visionnaire che, a tre mesi dal lancio, si è rivelato il grande break through del mercato dell’antietà. Negli ultimi anni si è stretta sempre più la forbice tra i sessi, nel senso che l’uomo entra sempre più in profumeria e può arrivare ad acquistare più prodotti di una donna.

Alberto Noè Direttore Generale Lancome Italia

In cosa si distinguono dunque oggi gli uomini dalle donne quando entrano in profumeria? La donna è molto più fedele a un prodotto rispetto all’uomo. Se una donna scopre i benefici di una crema per il viso, difficilmente la cambierà. L’uomo, al contrario, è molto più curioso in questo senso ed è più portato a sperimentare le novità. La fedeltà della donna tuttavia sparisce quando si parla di colore nel make-up, un’esperienza che lei vive come un gioco e che la porta a cambiare spesso e a secondo dell’umore. Parlo principalmente di smalti e rossetti, il cui colore varia a secondo del momento della giornata e dell’occasione. Per questo motivo lanciamo una linea di rossetti (Rouge in Love) studiati per i diversi momenti della giornata: Jolis Matins, Boudoir Time, Tonight is My Night.

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passion

All’interno di un simile contesto, qual è la strategia di marketing che adotta Lancôme? Per quanto riguarda i profumi, crediamo molto nella valorizzazione delle “radici” di un brand. Trésor di Lancôme è un grande classico della profumeria, ha in sé dei valori di femminilità ed eleganza che si tramandano da madri in figlie. Per questi prodotti utilizziamo una comunicazione “emozionale”, spot televisivi che sembrano dei veri cortometraggi d’autore e con attrici internazionali. Per prodotti di skin care puntiamo su una comunicazione più scientifica che focalizzi l’attenzione sui risultati e sulle promesse prodotto e che valorizzi il know-how dei nostri Laboratori di Ricerca. Con il make up osiamo decisamente di più: comunicazioni con un taglio più giovane e fashion. La campagna del nostro mascara Doll Eyes ne è un esempio, le 3 top model più famose del momento si trasformano in bellissime icone con “ciglia da bambola”.

Sul sito internet ufficiale di Lancôme: www.lancome.it si possono trovare non solo tutte le novità in lancio ma anche utili consigli sull’utilizzo dei prodotti.

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Enzo Maiorca

Enzo Maiorca, una vita in apnea E’ di Siracusa ed è nato il 21 giugno 1931 uno dei più grandi apneisti che l’Italia e il mondo abbiano mai conosciuto: Enzo Maiorca, una figura alla quale ST Magazine intende in queste due pagine rendere un doveroso omaggio. Queste alcune sue note biografiche, riportate sul suo sito ufficiale www.enzomaiorca.it: “...ha imparato a nuotare a 4 anni e presto ha cominciato ad andare sott’acqua, anche se, secondo una sua stessa confessione, aveva una gran paura del mare. Ma non si pensi che poi, una volta diventato campione, gli sia passata. Anzi, alle giovani leve ripete sempre quanto sia salutare il mare, quanto sia importante averne paura e non prenderlo mai sottogamba. Da ragazzo ha fatto gli studi classici conditi sempre da una gran passione per lo sport, per lo più di quelli legati all’acqua, come è ovvio (come la subacquea o il canottaggio), anche se ha praticato pure la ginnastica. In quegli anni praticò anche la pesca subacquea immergendosi a 3 o 4 metri di profondità, ma la sua cultura di rispetto della natura e degli essere viventi lo portarono a rinunciare a quel tipo di attività. Un bel giorno, invece, un amico medico gli mostra un articolo in cui si parlava di un nuovo record di profondità a - 41 metri strappato a Bucher da Falco e Novelli. E’ l’estate del 1956 e Maiorca rimane fortemen-

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te suggestionato da quell’impresa. Dopo una breve riflessione, decide di entrare in competizione con quei grandi nelle immersioni in apnea e si impegna allo spasmo per strappare il titolo di uomo che è andato più in profondità negli abissi marini. Nel 1960 corona il suo sogno toccando - 45 metri, battendo il brasiliano Santarelli il quale, nel Settembre dello stesso anno, si riappropria del titolo raggiungendo i - 46 metri; il primato dura poco perchè già in Novembre Enzo raggiunge i - 49 metri. E’ l’inizio di una grande era che lo vedrà sulla scena per 16 anni, fino al 1976. A questo punto decide di astenersi dal mare fino al 1988 quando, per le proprie figlie Patrizia e Rossana (entrambe celebri nel mondo per una bella serie di record mondiali d’immersione in apnea), raggiunge il suo ultimo record di -101 metri. Ha partecipato nel 1978 ad una particolare spedizione scientifica di ricerca nel triangolo delle Bermuda. Nel Giugno del 1990 partecipa a degli esperimenti presso il centro di fisiologia e patologia dell’immersione dell’Università di Buffalo, negli Stati Uniti, diretto dal prof. Lungdreen. L’11 Giugno 1993 è protagonista nel ritrovamento del sommergibile Veniero scomparso nel 1925. Nel 1994, nel corso della XII Legislatura, è stato senatore della Repubblica e ha ritenuto di non doversi candidare per la successiva.


...Dopo una breve riflessione, decide di entrare in competizione con quei grandi nelle immersioni in apnea e si impegna allo spasmo per strappare il titolo di uomo che è andato più in profondità negli abissi marini.

Per la sua attività sportiva, Maiorca ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: - Medaglia d’Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica (1964) - Tridente d’Oro di Ustica - Premio letterario del C.O.N.I. per il libro “A capofitto nel turchino” (1976) - Stella d’Oro al merito sportivo del C.O.N.I. - Medaglia d’Oro al merito di Marina (non solo per lo sport ma anche per la difesa nell’ambiente, nel 2006). Oltre alla famiglia e allo sport, Maiorca ama la campagna, gli animali e la lettura, in particolare la mitologia classica e l’archeologia fenicio-punica. Ha dedicato e dedica la sua vita con impegno forte e costante alla salvaguardia profonda ed efficace del patrimonio marino e naturalistico”.

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life style


Giulia Bongiorno

l’avvocato dei

grandi processi

L’età non deve ingannare: ha solo 45 anni, ma ha già alle spalle dei processi che molti avvocati sognano per tutta la vita. Segno di professionalità, esperienza, passione per il proprio lavoro.

Si tratta naturalmente di Giulia Bongiorno, la nota penalista palermitana che vanta una doppia carriera, giudiziaria e politica. Figlia di Girolamo Bongiorno (docente di diritto processuale civile nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma e prima all’Università di Palermo), si è laureata nel 1989 in giurisprudenza all’Università di Palermo. Il 16 luglio 1992 diviene procuratore legale nel distretto di Palermo ed entra nello studio dell’avvocato penalista Gioacchino Sbacchi. Oggi è avvocato penalista patrocinante in Cassazione e appartiene al foro di Roma. Ha fatto parte, dal 1993, del collegio di difesa di Giulio Andreotti dalle accuse di associazione mafiosa, e dal 1996 dapprima come sostituto processuale poi come componente del collegio difensivo insieme al Prof. Franco Coppi, che la chiama a Roma, di entrambi i processi contro il senatore a vita. Dal 2002 la Bongiorno è titolare di un proprio studio legale.

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In seguito ha difeso, tra gli altri, il noto presentatore e divulgatore scientifico Piero Angela (in un processo per diffamazione) e l’imprenditore Sergio Cragnotti. Molti probabilmente la ricorderanno anche impegnata nell’ambito della giustizia sportiva, difendendo il calciatore Stefano Bettarini accusato di scommesse illecite. Ella sostenne in questa occasione che Bettarini era un “maniaco degli sms” e che le sue previsioni sui risultati delle partite erano “chiacchiere da bar smentite dai fatti”. Il giocatore ricevette 5 mesi di squalifica. Anche Francesco Totti si è affidato a lei in seguito alla sua squalifica dal campionato Europeo del 2004 (quando sputò in faccia a Christian Poulsen, un calciatore danese). La linea difensiva della Bongiorno verté sul fatto che la “prova tv” fosse una trappola, realizzata da una telecamera puntata sul giocatore per tutta la partita. Il giocatore fu condannato a tre giornate di squalifica contro le quattro richieste dall’accusa. Sempre la Bongiorno ha inoltre difeso tra gli altri Vittorio


dossier

Emanuele di Savoia dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso, e associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, nell’ambito di un’indagine legata al casinò di Campione d’Italia. Difende ugualmente Clementina Forleo, coinvolta sia nella querelle riguardante le pressioni subite da alcuni politici durante le indagini sulle scalate bancarie, sia nell’azione disciplinare dovuta al presunto utilizzo illegittimo di alcune intercettazioni telefoniche. Nel giugno 2007 si è occupata della pratica di separazione di Gianfranco Fini dalla moglie Daniela Di Sotto e nel 2008 ha assunto la difesa di Raffaele Sollecito, uno degli indagati per l’omicidio di Meredith Kercher, noto come “delitto di Perugia”, dove l’imputato è stato condannato a 25 anni di reclusione in primo grado, poi assolto per non aver commesso il fatto il 3 ottobre 2011 in secondo grado. Intensa è anche la sua attività politica. E’ stata eletta deputato alla Camera alle elezioni politiche del 21 aprile 2006 nelle fila di Alleanza Nazionale. La sua circoscrizione elettorale è la XV. E’ stata rieletta nel 2008 nelle liste del Popolo della Libertà. Nella XVI Legislatura è stata eletta presidente della Commissione Giustizia della Camera, continuando comunque ad esercitare la professione forense. Il 15 settembre 2009, per conto di Gianfranco Fini, ha presentato querela contro Vittorio Feltri. Nel luglio 2010 ha lasciato il gruppo parlamentare del Popolo della Libertà alla Camera, per aderire a Futuro e Libertà, il partito guidato guidato da Gianfranco Fini. Il 13 febbraio 2011 ha partecipato alla manifestazione “Se non ora, quando?” per il rispetto e la dignità delle donne. E’ stata docente a contratto di Diritto processuale all’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli e ha pubblicato il libro: “Niente altro che la verità. Come il processo Andreotti ha cambiato la mia vita”. Ha fondato insieme a Michelle Hunziker Doppia Difesa, una fondazione onlus per assistere le donne vittime di discriminazioni, violenze o abusi. E’ stata poi tra i fondatori dell’associazione “veDrò”, del cui comitato scientifico è presidente. A proposito di questo incarico, merita un approfondimento anche la stessa associazione veDrò, che è A pag 70 l’avvocato Bongiorno al momento della assoluzione di Raffaele Sollecito. In questa pagina con il figlio Ian e la locandina dell’associazione Doppia Difesa da lei fondata.

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stata fondata nel 2005 e organizza un evento annuale a Dro, in provincia di Trento. “veDrò” focalizza la sua attenzione su alcuni temi tra cui: economia, tecnologia, politica, cultura, lavoro, comunicazione. Il suo principale obiettivo è quello di analizzare le problematiche del paese in chiave prospettica e senza opinioni precostituite, stimolare discussioni tra i partecipanti e proporre idee che possano essere risolutive delle criticità analizzate. L’evento annuale si caratterizza per la trasversalità dei suoi partecipanti, che hanno in comune il tratto generazionale. Tra i suoi fondatori ci sono Enrico Letta e la stessa Giulia Bongiorno. L’obiettivo principale dell’associazione è di creare un nuovo modo di pensare basato sulle dinamiche e le esperienze contemporanee. L’Associazione, attraverso la formulazione di proposte, cerca di affermare nuovi punti di vista e nuovi modi di affrontare i problemi. Per esempio, delle innovazioni sono state apportate nel campo degli OGM. veDrò ha contribuito anche alla creazione del neologismo “Pimby” (Please in My Backyard), che diversamente da “Nimby” (Not In My Backyard), è basato sulla ricerca di soluzioni innovative per la realizzazione di infrastrutture e il coinvolgimento della popolazione locale nei progetti, per poter assicurare il rispetto delle sue esigenze.

In alto l’avvocato Buongiorno con Giulio Andreotti sotto con Maria Latella direttrice del settimanale A, e la showgirls Michelle Hunziker, durante la presentazione di Doppia Difesa

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assistenza e manutenzione

ST e Agos Ducato, una partnership per finanziamenti su misura La Sergio Tumino non offre soltanto la più ampia gamma auto adeguata ad ogni esigenza, ma permette anche di finanziare gli interventi di riparazione e manutenzione che sono effettuati sulla propria auto e non ricompresi nella garanzia.

Nella foto: Sergio Tumino ( a sinistra) con Luigi Senesi, direttore delle Reti Commerciali di Agos Ducato. Per questo, ST opera a fianco di Agos Ducato, realtà leader nel settore del prestito al consumo. In particolare, Agos Ducato è una società finanziaria da più di vent’anni presente sul mercato italiano. Offre un’articolata gamma di prodotti finanziari attraverso una rete di oltre 240 filiali distribuite su tutto il territorio e presso migliaia di punti vendita convenzionati in tutti i settori merceologici. Nell’ambito del settore autoveicoli, Agos Ducato offre ai clienti della Sergio Tumino finanziamenti per l’acquisto di auto nuove e usate, ricambi, interventi di carrozzeria e officina, leasing. Per l’acquisto di autoveicoli sono disponibili per il cliente finale prodotti finanziari a rata costante ma caratterizzati da un elevato livello di flessibilità, offrendo ad esempio: la possibilità di scegliere se estinguere dopo un primo periodo di rimborso con cifra prestabilita, o se rifinanziarla, attraverso rate predeterminate; l’opportunità di suddividere il pagamento in due periodi con rate di diverso importo; la possibilità di saltare anche due rate all’anno - agosto e dicembre - per tutta la durata del finanziamento. Inoltre Agos Ducato offre, tramite il prodotto “Pongi”, l’opportunità (per i clienti che effettuano rimborsi con regolarità) di cambiare l’importo della rata e la durata del finanziamento, durante il periodo di rimborso. Tale opportunità viene offerta per un totale di 2 volte all’anno (ogni 6 mesi) per tutta la durata del finanziamento, senza alcuna spesa aggiuntiva e con tasso di interesse (TAN) invariato. Tutti i piani finanziari Agos Ducato prevedono la possibilità di abbinare al finanziamento sottoscritto una copertura assicurativa vita e infortuni facoltativa, denominata “Coperto”. Entrando nello specifico del finanziamento ai servizi di manutenzione, è possibile chiedere finanziamenti per diversi interventi meccanici, di carrozzeria, installazione di optional aggiuntivi anche successivi all’acquisto del mezzo (ad esempio cerchi in lega) e tagliandi. A tal proposito Agos Ducato ha lanciato un prodotto, “Tasso Zero”, caratterizzato da TAN zero e TAEG zero, volto a finanziare importi cosiddetti “small-ticket” (da 99 € a 499 €), con durata da un minimo di 3 a un massimo di 6 mesi senza costi per il cliente finale, al netto dell’imposta di bollo e della

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spesa di invio rendiconto di fine rapporto. Possono comunque essere finanziati anche importi più elevati, con tabelle a rata costante con TAN e TAEG diversi da zero, per importi fino a 5.200 €, con rimborsi da 6 a 36 mesi. Per accedere al finanziamento, al cliente viene richiesto di presentare documento di identità, codice fiscale e documentazione di reddito (ultima busta paga se cliente dipendente, modello Unico per clienti autonomi, cedolino pensione se pensionato). Esclusivamente per il prodotto “Tasso Zero” per small-ticket, il cliente non è tenuto a presentare il documento di reddito. Ultimo ma non meno importante, per il cliente è possibile eventualmente richiedere di rifinanziare il residuo, grazie al prodotto “Agos Ducato Maxirata”. Allo scadere della maxirata, infatti, il cliente può estinguere pagando in un’unica soluzione la stessa maxirata, oppure scegliere di rifinanziarla alle condizioni contrattuali pattuite anticipatamente, al momento della sottoscrizione del contratto. Questo assicura al cliente finale la massima trasparenza, garantendogli sin dall’inizio le condizioni che andranno a regolare l’esercizio della sua scelta (sia in caso di estinzione che di prosecuzione nel pagamento delle rate). L’offerta finanziaria Agos Ducato garantisce trasparenza e affidabilità, accuratezza nell’analisi finanziaria del cliente finale, esiti in tempi veloci, ampiezza della gamma prodotti finanziari. Agos Ducato è parte di un gruppo internazionale facente capo a Crédit Agricole (attraverso Crédit Agricole Consumer Finance, azionista maggioritario) e a Banco Popolare. L’appartenenza a due dei più importanti gruppi bancari europei e italiani, la presenza capillare su tutto il territorio nazionale e l’assistenza continua e tempestiva nel post-vendita garantiscono al cliente finale la serietà e l’affidabilità del servizio offerto; caratteristiche che rendono Agos Ducato l’operatore leader nel settore, forte di uno specifico know-how nel comparto autoveicoli. Questi punti di forza di Agos Ducato sono alla base della partnership con il Gruppo Tumino, che hanno dato origine ad una proficua collaborazione proseguita e consolidata nel tempo.


la Sicilia da gustare “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” Dante Alighieri, Inferno, XXVI, vv. 118 - 120

Conoscere la Sicilia più autentica, più vera, più bella e soprattut-

Dalla terra del Barocco con i suoi borghi storici, che racchiude i

to più gustosa? Da oggi si può, sotto l’egida ideale del più grande

tesori siciliani protetti dall’Unesco, al distretto dell’ Etna e di Taor-

viaggiatore di tutti i tempi: Ulisse. E’ nata infatti “Le Soste di Ulis-

mina, dalla costa tirrenica alle Eolie, dai vigneti attorno a Palermo

se”, un’associazione che si prefigge lo scopo di soddisfare il turi-

sino al mare di Menfi e Agrigento, nulla manca nei suggerimenti

sta gastronomicamente attento. Con l’ausilio di un percorso che

de “Le Soste di Ulisse”. Strutture alberghiere dal lusso discreto,

comprende oltre una quarantina di strutture associate in tutta

grandi hotel storici e nuovi boutique resort del vino o del benes-

l’isola, “Le Soste di Ulisse” vuole raccontare una storia di sapori,

sere, dove l’ospite possa sempre sentirsi come a casa. La filosofia

ambienti, bellezze paesaggistiche e prodotti di pregio, tutti apparte-

delle Soste di Ulisse rivive proprio nei ristoranti e nelle cantine, che

nenti al territorio siciliano. Si tratta in altri termini di una selezione

offrono al viaggiatore, ieri come oggi, un percorso del gusto nel-

di ristoranti e alberghi d’eccellenza, attenti alla qualità dei prodotti

la tradizione del cibo e del vino con le sue diversità da una parte

proposti e della vita, che offrono un percorso gastronomico d’ec-

all’altra dell’isola. Raccontano una terra che esprime produzioni di

cellenza ma non solo. “Le Soste di Ulisse” significa infatti anche

accertata eccellenza e varietà, trasformate ogni giorno con magia,

cultura. L’associazione intende non a caso riproporre, sul modello

professionalità e gusto da chef pluripremiati o da giovani esordien-

dei “Gran Tour” del Settecento e dell’Ottocento, un viaggio tra pae-

ti. Viaggiare attraverso Le Soste di Ulisse significa quindi abbinare

saggi incantevoli aperti sul blu del mare, nel silenzio immobile delle

cibo e cultura, storia e tradizione, nel contesto di un’isola come la

colline interne, tra vulcani ed isole, dove tradizione e modernità si

Sicilia che da sempre rappresenta un incontro e una sintesi di tutto

fondono a perfezione.

ciò che il Mediterraneo può offrire.

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vetrina

Bye Bye Blues Patrizia Di Benedetto cMichelin

Al Duomo Natale Briguglio

Osteria dei Vespri Alberto Rizzo

Antica Filanda Nuccia/Pina/Nina/Pinuccia

Casa Grugno David Tamburini cMichelin

La Fenice Claudio Ruta

II Giardino degli Ulivi Cristhian Busca

Locanda Don Serafino Vincenzo Candiano cMichelin

Principe di Cerami Massimo Mantarro cMichelin

Antica Dolceria Bonajuto Pierpaolo Ruta

Capofaro Riccardo Di Giacinto

Oinos Ivo Vatti

Broccia Daniela Cappelli

Hycesia Gaetano Nanì

Duomo Ciccio Sultano ccMichelin

Fattoria delle Torri La Gazza Ladra Peppe Barone Accursio Craparo cMichelin

Al Fogher Angelo Treno

www.lesostediulisse.it

Gourmet/Restaurants

Charme/Hotel

Wineries

Bye Bye Blues Osteria dei Vespri Nangalarruni Antica Filanda Capofaro Broccia Hycesia La Capinera Al Duomo Casa Grugno Il Giardino degli Ulivi - San Pietro Principe di Cerami - San Domenico Oinos Duomo La Fenice Locanda Don Serafino Antica Dolceria Bonajuto Fattoria delle Torri La Gazza Ladra Al Fogher La Madia

Agrirelais Baglio di Pianetto Belli Resort Antica Filanda Hotel Cassisi Capofaro Malvasia & Resort Hotel Signum Hotel Quartara Grand Hotel San Pietro Hotel Villa Schuler Shalai Resort Donna Carmela Hotel Caol Ishka Hotel Locanda Don Serafino Eremo della Giubiliana Hotel Palazzo Failla Hotel Villa Carlotta La Foresteria

Tasca d’Almerita Duca di Salaparuta - Florio Baglio di Pianetto Tenuta delle Terre Nere Feudo Maccari Riofavara Cos Planeta Donnafugata Firriato

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La Capinera Pietro D’Agostino cMichelin

Nangalarruni Giuseppe Carollo

La Madia Pino Cuttaia ccMichelin


Con l’Adventure Club ST, le emozioni del Tour Experience 2011

Vivere l’avventura nella sua dimensione più autentica è un tratto comune a molti proprietari di Land Rover. Per questo la Sergio Tumino, sabato 24 e domenica 25 settembre scorsi, ha organizzato il grande raduno “Land Rover Experience”, salutato da un numero di presenze che ha oltrepassato ogni migliore aspettativa. Unico requisito richiesto: possedere una Land Rover acquistata alla Sergio Tumino. Per il resto, massima libertà di vivere tante emozioni all’aria aperta. Un appuntamento, in altri termini, cui non si poteva mancare, e così è stato. Il raduno, organizzato dalla concessionaria in ogni particolare, ha visto la partecipazione di diversi equipaggi, tutti mossi dalla medesima passione per il fuoristrada e per l’esplorazione di suggestivi percorsi in mezzo alla natura. L’evento non ha deluso le aspettative. Dopo il ritrovo di tutti gli equipaggi in piazza della Libertà a Ragusa, la straordinaria “carovana” Land Rover si è diretta verso alcuni dei luoghi di più grande interesse naturalistico della provincia, tra passi e mulattiere, tragitti on road e off road, per trascorrere un fine settimana a diretto contatto con la natura. Durante l’evento sono state organizzati trial e prove di abilità che hanno esaltato le straordinarie qualità delle vetture Land Rover nel percorrere ogni sentiero, anche il più impervio e accidentato. Il pranzo conclusivo del raduno ha visto tutti gli equipaggi darsi appuntamento presso la Cantina Gulfi di Chiaramonte Gulfi, che merita senz’altro una presentazione. “Il ristorante “Locanda Gulfi” – si legge nel sito ufficiale - con i suoi ambienti raffinati e curati, accoglie i propri clienti per un viaggio nei sapori della terra di Sicilia. Lo Chef Carmelo Floridia, nativo di Modica, paese già ricco di una straordinaria cultura gastronomica, di arte barocca e di storia antica ha appreso la più raffinata arte di fusione tra la cucina siciliana tipica, e i vini prodotti nelle terre dell’Azienda Agricola Gulfi. La cucina siciliana, è noto,

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Un grande raduno con tanti amici per “vivere” Land Rover al 100%


eventi

risente di tutte le vicende storiche e culturali che hanno fatto dell’isola un posto magico, caldo e ricco di sorprese. La cucina siciliana è molto complessa ed articolata, grazie ai contributi ereditati da tutte le culture che nel tempo si sono stabilite in Sicilia: Magna Grecia, i dolci arabi e le frattaglie cucinate alla maniera ebraica, le prelibatezze dei “Monsù”, i cuochi francesi delle famiglie nobiliari, passando però per un uso dei prodotti siciliani. Bandito il burro, per un uso quasi esclusivo dell’olio extravergine d’oliva, nel caso del nostro ristorante è servito solo l’olio extravergine prodotto dall’Azienda Agricola Gulfi. Particolare attenzione ai prodotti del territorio, dalla carne al pesce

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rigorosamente del Mediterraneo, agli ortaggi provenienti dalle nostre campagne. Vastissima selezione di prodotti sotto il presidio Slow-food; dai formaggi ai salumi, oppure la cipolla bianca di Giarratana, mandorla di Avola, pistacchi di Bronte. Notevole impegno dedicato al pane, nella ricerca di grani antichi e di semole autoctone che rispecchiano la naturalità e il sapore del pane di una volta anche grazie all’utilizzo di lievito madre. La nostra continua ricerca della qualità e della salubrità fanno del nostro ristorante, un luogo di “riscoperta” delle più sane tradizioni in chiave moderna ed elegante”. Ogni momento del Land Rover Experience by Sergio Tumino è stato caratterizzato da un’atmosfera amichevole e altamente socializzante, interpretando lo spirito più autentico per il quale era stato pensato questo raduno. Da parte

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eventi

sua, la concessionaria ha offerto ai partecipanti un’organizzazione completa di assistenza logistica, road book, colazione, lunch e gadget. Del resto, dalla costante formazione del personale attraverso periodici corsi d’aggiornamento, fino all’acquisto delle più avanzate attrezzature per garantire puntualità ed efficienza nel servizio di assistenza, nulla alla Sergio Tumino è lasciato al caso, bensì risponde alla volontà di porsi quale referente credibile ed affidabile per tutto ciò che concerne l’ambito del fuoristrada. Da tale volontà, nascono anche gli eventi come questo Land Rover Experience, dove l’aspetto tecnico e quello umano si sono uniti insieme, formando un cocktail di emozioni indimenticabili. Tutti coloro che hanno aderito a questa manifestazione, hanno infatti esternato pareri entusiastici, ritenendo l’iniziativa un’utile occasione per conoscere le “qualità nascoste” di una Land Rover, pur guidando al contempo in completa sicurezza.

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Al largo di Ragusa, la piattaforma Vega Per molti anni il suo nome era legato soprattutto a quello della stella più brillante della costellazione della Lyra. Da una quaratina d’anni, invece, è anche quello della piattaforma petrolifera più grande d’Italia: Vega, a circa 12 miglia dalla costa sud della Sicilia, al largo di Pozzallo. Del resto, l’esistenza degli idrocarburi in Sicilia è conosciuta fin dai tempi più remoti. Ne parlano tra gli altri due famosi storici del I secolo dopo Cristo: Diodoro Siculo nella Biblioteca Storica e Plinio il Vecchio, che menziona l’Oleum Agrigentinum nella sua Naturalis Historia. La produzione di petrolio in Sicilia è iniziata con la scoperta dei giacimenti nelle aree di Ragusa, nel 1950, e di Gela, nel 1956. L’esplorazione in mare, cominciata nel 1959, individuò alcuni giacimenti minori, ma solo nel periodo 1978-80, con l’acquisizione di dati sismici 3D, fu

possibile interpretare i risultati e individuare la struttura di Vega e la sua estensione. Operando in condizioni ambientali spesso difficoltose, la piattaforma adotta tecnologie d’avanguardia per la sicurezza del personale e dell’ambiente circostante ed è stata progettata per resistere a sollecitazioni ambientali estreme quali, per esempio, venti fino a 180 Km/h, onde marine di 18 metri, terremoti fino al 9° grado della scala Mercalli. La piattaforma Vega è munita di un sistema di sicurezza combinato di rivelazione gas/incendio e arresto di emergenza che garantisce un alto livello di protezione. Dal febbraio del 2000 il sistema di gestione ambientale è stato certificato Iso 14001. Il giacimento si trova sotto il livello del mare, a una profondità variabile tra i 2400 e i 2800 metri, e si estende su una superficie di circa 28 chilometri quadrati. La

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produzione è stata avviata nell’agosto del 1987 e attualmente interessa 20 pozzi. Il contratto di noleggio per la gestione e la trasformazione della petroliera in deposito galleggiante, ovvero in Floating Storage Offloading (FSO), è stato assegnato da Edison al consorzio CEM; in seguito, a CEM sono stati assegnati i lavori per la costruzione del sistema di ormeggio (Yoke) e i servizi per l’operazione di connessione alla boa SPM (Single Point Mooring), entrambi su progetti Edison. Il greggio estratto dai pozzi può essere convogliato indifferentemente a uno di tre collettori situati in superficie, sulla piattaforma. Due di questi sono collegati a due linee di produzione per la stabilizzazione del greggio, mentre il terzo collega il pozzo a un separatore di prova per le prove di produzione. Dalla piattaforma Vega il greggio viene trasferito,


dossier

tramite una condotta flessibile e coibentata, alla FSO Leonis che lo distribuisce alle diverse cisterne di carico e se necessario lo riscalda con vapore. La FSO funge anche da terminale per il caricamento delle navi cisterna che trasportano il greggio prodotto dal Campo Vega. La piattaforma è presidiata ininterrottamente, 24h su 24h, e il regolare funzionamento di tutti gli impianti è monitorato in Sala Controllo. L’impiego del personale è regolato da una turnazione che prevede 14 giorni a bordo e 14 giorni di riposo a terra. L’accesso al campo Vega per l’avvicendamento del personale e degli eventuali tecnici incaricati di manutenzioni straordinarie avviene in elicottero dall’eliporto di Siracusa o con mezzi navali dal porto di Pozzallo. Al fine di ottemperare alle nuove normative europee in materia di doppio scafo, Edison ha sostituito l’ex galleggiante a singolo scafo Vega Oil con la nuova unità di tipo Aframax Leonis, a doppio scafo e doppio fondo. L’11 luglio 2008 la FSO Vega è stata sconnessa dalla SPM con lo sganciamento, telecomandato a distanza, delle flange di accoppiamento. I lavori per la trasformazione della Leonis in deposito galleggiante sono iniziati nel bacino di carenaggio di Trieste con la pulizia, la sabbiatura e la verniciatura

dello scafo, e la pulizia e manutenzione delle casse del carico e di zavorra. Sono stati poi eseguiti i lavori di rinforzo strutturale di fasciame, bracci e colonne, e i lavori propedeutici per l’installazione e per l’ancoraggio del galleggiante al sistema di ormeggio. Le attività sono proseguite nel cantiere di Punta Cugno, situato nel porto di Augusta, con l’adeguamento degli impianti per la ricezione del greggio prodotto dalla piattaforma Vega, e di quelli per le operazioni di allibo sulle petroliere adibite al trasporto del greggio agli impianti di raffinazione. In accordo alle normative minerarie vigenti relative alla sicurezza e salute dei lavoratori, sono stati adeguati tutti i sistemi di sicurezza per la rilevazione degli incendi e degli accumuli di H2S, e i sistemi di segnalazione, di allarme e di spegnimento. Il galleggiante inoltre è dotato di mezzi di salvataggio collettivi e individuali, dei servizi sanitari, e dei servizi di comunicazione e di trasporto del personale sia con elicottero che con mezzi nautici. Il galleggiante è in possesso di tutte le autorizzazioni per operare nell’ambito della concessione mineraria e del codice della navigazione e relativa regolamentazione. Tutto il progetto di trasformazione, costruzione e collaudo finale è certificato dall’ente preposto: Registro Navale Italiano, RINA.

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La costruzione dello Yoke e del Tanker Beam, e il ripristino strutturale delle cerniere, dei perni e dei cuscinetti reggispinta sono stati effettuati dal consorzio CEM nel cantiere di Punta Cugno, con il supporto delle officine meccaniche locali. L’assemblaggio finale e l’installazione sulla FSO Leonis del tanker beam e dello yoke sono stati eseguiti nel cantiere di Punta Cugno con l’utilizzo di adeguati mezzi di sollevamento reperiti in loco. In particolare lo yoke, del peso di 550 tonnellate, è stato sollevato da due gru della capacità totale di 1200 tonnellate dotate di sistemi di controllo e sicurezza altamente sofisticati. Tutta l’operazione di sollevamento e accoppiamento è stata gestita dalle maestranze locali. Il sistema di sollevamento dello yoke per le manovre di connessione della FSO Leonis alla boa SPM è stato fornito e azionato dalla società Fagioli, società altamente qualificata nel ramo dei sollevamenti speciali. Terminati i lavori di conversione e di completamento del sistema di connessione, la Leonis è stata rimorchiata da Punta Cugno sino al sito della connessione, circa 22 km al largo del porto di Pozzallo. Tutte le operazioni di disormeggio, ormeggio e traino sono state eseguite dagli operativi (piloti, ormeggiatori, rimorchiatori) del porto di Augusta.


Val di Noto, tesori da riscoprire Innanzitutto vale la pena di fare una precisazione grammaticale. Sebbene sia sempre più diffusa la lezione femminile, ovvero “La Val di Noto”, la forma corretta è quella maschile: “Il Val di Noto”. Il troncamento della parola “Val”, infatti, in questo caso sta ad indicare non “valle”, che giustamente sarebbe femminile, ma “vallo” (che vuole naturalmente l’articolo maschile), ovvero la denominazione delle unità geografiche in cui la Sicilia era divisa in epoca arabo-normanna: assieme al Val di Noto infatti vi erano il Val di Mazara e il Val Demone. In ogni caso, il Val di Noto è il territorio della Sicilia orientale che geograficamente corrisponde alla punta a sud dell’isola,

individuata tra la provincia di Ragusa, di Siracusa e parte delle province di Catania e di Caltanissetta. Tra tutte le città del Val di Noto, i comuni di Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli, nel 2002 sono entrati nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, grazie al barocco siciliano. La particolarità di questa “identità” comune per le città, deriva soprattutto dalla mirabile ricostruzione avvenuta in seguito al terremoto del Val di Noto del 1693. Vi sono infatti degli esempi mirabili dell’arte e dell’architettura tardo-barocca di cui costituiscono un momento di sintesi, presentando notevoli caratteri

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di omogeneità urbanistica ed architettonica. A fronte di queste caratteristiche, il circuito delle città del Val di Noto è stato iscritto nel registro dell’Unesco. Questo importante risultato sta determinando una positiva ricaduta economica nell’intera area, a fronte di un aumento delle presenze turistiche nella zona e per la nascita di molteplici strutture ricettive. In particolare, le quattro motivazioni che hanno portato all’inserimento del Val di Noto tra i siti più importanti del mondo sono: un’eccezionale testimonianza dell’arte e dell’architettura del tardo Barocco; rappresentano il culmine e l’ultima fioritura del Barocco europeo; la qualità di questo patrimonio è risaltata


tempo libero

anche dall’omogeneità, causata dalla contemporanea ricostruzione delle città; le otto città sono in permanente rischio a causa dei terremoti e delle eruzioni dell’Etna. Nella sola città di Ragusa, sono ben 18 i monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio, la Chiesa S. Giovanni Battista, la Chiesa Santa Maria dei Miracoli, la Chiesa di Santa Maria dell’Itria, la Chiesa di S. Filippo Neri, la Chiesa e Convento di S. Francesco Immacolata, la Chiesa San Giorgio, la Chiesa e Convento di S. Maria del Gesù, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria delle Scale, il Palazzo della Cancelleria Vecchia, il Palazzo Cosentini, il Palazzo Battaglia, il Palazzo Bertini, il Palazzo La Rocca, il Palazzo Sortino Trono, il Palazzo Zacco e il Palazzo Vescovile. A Modica, invece, i monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco sono 3 e precisamente la Chiesa di S. Pietro, la Chiesa di San Giorgio e la Chiesa del Carmine. Oltre ai diversi altri monumenti di Catania e Caltagirone, importanti sono anche nel Val di Noto quelli di Scicli, ovvero la Chiesa di S. Giovanni Evangelista, la Chiesa di S. Michele Arcangelo, la Chiesa di S.Teresa, il Palazzo Beneventano, il Palazzo Spadaro e il Palazzo Veneziano Sgarlata. Non tutti sanno, infine, che proprio a Noto, centro ideale dell’omonimo vallo, c’è anche una nuova figura in odore di santità. Si tratta del Beato Pietro Gazzetti (1617 - 1671), predicatore del Seicento di origini modenesi, che svolse la sua missione proprio a Noto, dove già in vita, per le opere buone che produsse, si guadagnò la fama di “beato”. Tuttavia, il Val di Noto non significa solo monumenti, ma anche paesaggi naturali ricchi di fascino. A tal proposito, si ricorda

la bellissima Riserva Naturalistico-Archeologica di Pantalica, anch’essa nell’elenco del patrimonio UNESCO. Pantalica è un canyon naturale, scavato nelle rocce calcaree dai due fiumi Anapo e Calcinara. Nei costoni rocciosi che incombono a strapiombo sul letto dei due corsi d’acqua, furono ricavate, in età preistorica (età del bronzo) innumerevoli tombe a grotticella artificiale (se ne contano circa 5.000 ) suddivise in cinque diverse necropoli, che danno alle rocce l’aspetto di immensi alveari. Alla sommità del costone roccioso, sul pianoro, si trova l’Anaktoron, ossia il palazzo principesco, unica testimonianza abitativa del sito. La necropoli fu utilizzata anche in

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età bizantina. La riserva ricade nei territori di Sortino, Ferla, Cassaro, Buscemi e Palazzolo Acreide, ma l’ingresso ufficiale si trova nei pressi di Ferla e Cassaro. Lungo il corso del fiume si sviluppa una magnifica vegetazione di platani, di oleandri, di salici, di pioppi, di biancospini, di lentischi, di euforbie e di tante altre varietà della flora locale. Nelle acque cristalline del fiume, grazie alla sua natura torrentizia, dimorano la trota siciliana e la trota fario. Sul fondale si aggira la tinca, mentre è possibile trovare anche le anguille e i granchi di fiume. Nel cielo, invece, è possibile vedere volare al di sopra delle alte rupi il falco pellegrino e la rara aquila di Bonelli.


La leggenda

di Bianca di Navarra Potessero parlare, i muri del castello di Donnafugata racconterebbero anche una leggenda. Quella della regina Bianca di Navarra, da cui probabilmente non correttamente si fa risalire l’origine del nome (l’etimologia corretta, secondo l’opinione che va per la maggiore, sarebbe infatti una libera interpretazione e trascrizione del termine arabo “Ayn as Jafat”, ovvero “Fonte della Salute”, che in “siciliano” diviene Ronnafuata, da cui la denominazione attuale). La costruzione attuale risale infatti al tardo Ottocento, anche se il sito ospitò una dimora nobiliare già da tempi ben più antichi, tuttavia successivi a quelli di Bianca di Navarra, una figura che appartiene comunque alla storia siciliana. Chi era costei? Bianca di Evreux o Bianca I di Navarra (1387 – 1441) fu regina consorte di Sicilia dal 1402 al 1409, regina di Navarra dal 1425 al 1441, consorte del futuro re di Aragona, Valencia, Sardegna, Corsica, Maiorca e Sicilia, Conte di Barcellona e delle contee catalane dal 1458 al 1479, Giovanni II di Aragona. Dagli storiografi siciliani è chiamata semplicemente la regina Bianca. Figlia terzogenita del re di Navarra, conte d’Évreux e duca di Nemours, Carlo III di Navarra detto il Nobile e di Eleonora Enriquez, figlia secondogenita del re di Castiglia e León, Enrico II di Trastamara, a Catania il 21 maggio del 1402 sposò per procura Martino I detto il Giovane, re di Sicilia, da quando era rimasto vedovo, nell’anno 1401, della regina Maria di Sicilia (figlia del re Federico III). Sempre nel dicembre 1402, dopo che tra agosto e ottobre erano morti i due fratelli maschi, mentre la sorella maggiore Giovanna veniva dichiarata ufficialmente erede al trono di Navarra, Bianca fu riconosciuta seconda nella linea di successione al trono. Bianca raggiunse la Sicilia nell’autunno dello stesso anno e il 26 dicembre del 1402, con entrambi i coniugi presenti, celebrò il matrimonio con Martino il Giovane (figlio primogenito del re della corona d’Aragona Martino I il Vecchio e della sua prima moglie Maria de Luna, figlia del conte de Luna e signore di Segorbe (Castellón), don Lope, e di Brianda d’Agaout). Divenuta regina di Sicilia, Bianca prese possesso, il 17 luglio del 1404, della Camera Reginale costituita dai possedimenti di Siracusa, Paternò, Mineo, Vizzini, Lentini e Francavilla. Quando il marito, nell’estate del 1408, su richiesta di suo padre, Martino I il Vecchio, re della corona d’Aragona,

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raccolse un esercito ed organizzò la spedizione per riconquistare agli aragonesi la Sardegna, la giovane Bianca venne nominata reggente del regno di Sicilia (“Vicaria”) ed esercitò il potere reale con un certo polso, lottando contro alcuni nobili che volevano approfittare dell’assenza del re. Martino il Giovane arrivò in Sardegna nell’ottobre del 1408 e il giudice di Arborea nonché duca di Narbona Guglielmo III marciò verso il cagliaritano, dove l’esercito aragonese aveva la base; gli eserciti si scontrarono a Sanluri il 4 luglio del 1409, dove Martino vinse la battaglia e gli alleati del giudice, i genovesi, dovettero lasciare l’isola. Il giudicato tornò ad essere vassallo dell’Aragona. Tuttavia, Martino il Giovane contrasse la malaria e il 25 luglio morì. Dopo la morte di Martino il Giovane, avvenuta a Cagliari, suo padre, Martino I di Aragona, divenne anche re di Sicilia col nome di Martino II e confermò la nuora, Bianca, come “Vicaria” del regno, dichiarandola reggente del regno di Sicilia. A Parigi, sempre nel 1409, Bianca fu fidanzata con Ludovico di Baviera detto il barbuto (1368 -1447), figlio primogenito di Stefano III di Baviera, duca di BavieraIngolstadt e di Taddea Visconti. Non si arrivò però al matrimonio perché il fidanzamento fu rotto prima della fine dell’anno. Nel 1410, Bianca fu quindi fidanzata con Edoardo di Bar, figlio del duca di Bar Roberto I e di Maria di Francia. Quando l’anno successivo Martino I di Aragona morì, la giovane Bianca si trovò a lottare con il vecchio Bernardo Cabrera, conte di Modica, che voleva sposarla per impadronirsi di tutta quanta la Sicilia. E qui si colloca la leggenda: ovvero la fuga della regina Bianca di Navarra, che sarebbe stata imprigionata nel castello dallo stesso conte Bernardo Cabrera, il quale aspirava appunto alla sua mano e soprattutto al titolo di re. In realtà, come si anticipava, pare che la costruzione del castello sia successiva alla leggenda. La storia narra comunque che al tempo di Bernardo Cabrera e Bianca di Navarra si formarono due partiti avversi: quello della regina Bianca (con il suoi fedeli Sancio Riuz de Lihori, Antonio Moncada, Enrico IV Rosso, Riccardo Filangieri e Vitale Valguarnera e quello del potente Cabrera, con Giovanni Montalto, Antonio Barresi e altri. Nel luglio 1413, alla morte della sorella, Giovanna, Bianca divenne anche erede al trono di Navarra.


speciale

Anche il matrimonio con Edoardo di Bar non andò in porto perché il fidanzato di Bianca, che nel 1411 era divenuto il duca di Bar, Edoardo III, nell’ottobre 1415 fu ucciso nella Battaglia di Azincourt. Bianca aveva lasciato la Sicilia in quello stesso 1415 per rientrare in Navarra dove, essendo la maggiore delle figlie superstiti, il 28 ottobre del 1416, a Olite, suo padre, Carlo III il Nobile, la nominò ufficialmente erede al trono di Navarra. Dopo l’accordo del 5 novembre del 1419, Bianca, il 5 dicembre dello stesso anno, sposò per procura, a Olite, il duca di Peñafiel e futuro re della corona d’Aragona, Giovanni, figlio secondogenito del re della corona d’Aragona e di Sicilia, Ferdinando, e di Eleonora d’Alburquerque. Giovanni si recò in Navarra per incontrare Bianca

ed il 10 giugno del 1420 il matrimonio fu celebrato nella cattedrale di Pamplona. Alla morte del padre, Carlo III, nel 1425 Bianca divenne regina di Navarra assieme al marito Giovanni, che si autoproclamò re di Navarra. La regina Bianca ed il re Giovanni furono incoronati, a Pamplona, il 15 maggio 1429. Bianca lasciò il governo nelle mani di Giovanni, che in quegli anni era coinvolto nelle questioni interne della Castiglia assieme al fratello, Enrico (erano detti gli infanti d’Aragona), e dopo le sconfitte subite, nel periodo 14281429, la Navarra dovette cedere alla Castiglia alcune zone di confine. Dopo essere stato in prigione, suo marito Giovanni fu esiliato dalla Castiglia col fratello Enrico e i due seguirono il fratello, il re d’Aragona, Alfonso V,

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nell’impresa italiana, dove furono sconfitti e catturati dai genovesi alla battaglia di Ponza, e quindi consegnati al duca di Milano, Filippo Maria Visconti. Il 15 febbraio 1437, il re di Francia, Carlo VII, gli concesse il ducato di Nemours, che era stato di suo padre. Bianca morì il 3 aprile 1441, a Santa María la Real de Nieva, in Castiglia, dove il marito Giovanni era rientrato per riprendere la guerra civile accanto al fratello Enrico contro il contestabile di Castiglia, Álvaro de Luna, lasciando il governo della Navarra al figlio maggiore, Carlo. Bianca fu tumulata nella chiesa del monastero di Nuestra Señora de la Soterraña di Santa María la Real de Nieva. Un libro dedicato alla Regina Bianca di Navarra, il cui titolo è il nome della stessa regina, è stato scritto dallo storico siciliano Vincenzo Fallica.


Antiquariato nell’Ibleo

Prima di condurre un breve excursus sull’interessante e affascinante mondo dell’antiquariato siciliano, è bene definire cosa si intende con questo termine. Comunemente, antiquariato è la raccolta ed il commercio di libri, mobili, opere d’arte e oggetti antichi. In senso estensivo, la parola indica anche il settore di attività di un antiquario. Si tratta peraltro di una passione che l’uomo si porta dietro fin dall’antichità. I Romani, durante l’età ellenistica (fine IV – fine I sec. a.C.), già pagavano grandi somme di denaro per acquistare le pitture e le sculture dei maestri greci del periodo classico. Visto che, spesso, l’originale non era nemmeno ottenibile, iniziò allora la tendenza a realizzare varie copie di esso, consentendo a queste opere di sopravvivere, con qualche probabilità in più, nel corso del tempo. Durante il Medioevo divennero particolarmente ricercati i manoscritti latini e greci, copiati nelle corti e nei monasteri dagli amanuensi. Nel periodo rinascimentale cominciò la ricerca dei codici e, specialmente nella città di Roma, si realizzarono grandi scavi per ricercare opere del passato, che spesso venivano esportate. Fino alla formazione di una società borghese, l’antiquariato restò esclusivamente appannaggio delle famiglie aristocratiche; solamente verso la fine del Settecento nacque la figura dell’antiquario moderno, che vende o attraverso un’asta o tramite la sua bottega.

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history

E’ bene anche sapere che la definizione di “oggetto d’antiquariato” varia da fonte a fonte, da prodotto a prodotto e da anno ad anno, ma esistono alcuni concetti ormai consolidati. In linea generale, un pezzo d’antiquariato è un oggetto, un mobile, un libro, etc. prodotto in un periodo anteriore considerato di valore per la sua bellezza o rarità. Ad esempio, negli Stati Uniti si definisce oggetto d’antiquariato un articolo che ha almeno da 50 a 100 anni ed è collezionato o desiderabile a causa della rarità, condizione, utilità o altra caratteristica unica. Venendo all’oggetto d’antiquariato per eccellenza, il mobile, la sua bellezza sta indubbiamente in gran parte nella storia che racchiude, storia di abili mani che hanno saputo e sanno parlare attraverso il tempo. Ogni mobile è specchio dell’epoca in cui è stato costruito e delle successive fasi che ha attraversato; ossia è testimone oculare di tutti gli accadimenti storici occorsi durante il suo “tempo-vita”.

Alcune volte, l’intenzionalità artistica di certi mobili fa sì che la sua funzione d’uso non esista o per lo meno che resti in secondo piano, rifuggendo così alla schiavitù della funzionalità. Diversi sono gli stili artistici che si possono riconoscere in un mobile. I più importanti si possono racchiudere nelle seguenti categorie: Gotico, Rinascimento, Pieno Rinscimento, Primo 600, Barocco, Barocchetto / Rococò, Rococò, Neoclassicismo, Restaurazione, pieno 800 e Liberty. Per quanto riguarda la Sicilia, i mobili d’antiquariato di più facile reperibilità, e tuttavia molto preziosi e ricercati, sono quelli di epoca settecentesca e ottocentesca, caratterizzati da intarsi e lavorazioni ricche di particolari. In particolare, l’epoca neoclassica è caratterizzata dall’utilizzo di legni esotici, come il mogano ed ebano. Per le sedie, si utilizzano però più comunemente noce e faggio. Le decorazioni sono spesso costituite da greche o “cani correnti”, ghirlande, festoni, fogliette d’acanto, palmette, ovoli, cerchi, fiocchi e nodi, anfore, vasi, cornucopie, rosette, margherite, colombe. Il periodo della Restaurazione è invece contraddistinto da legni scuri (palissandro, mogano, noce) con intarsi e filetti chiari. Le decorazioni sono spesso date da sottili filetti che riquadrano le superfici. Altri motivi sono cerchi, ovali, raggiere, stelle, particolari zoomorfi. I materiali utilizzati nel pieno Ottocento continuano ad essere il noce, il mogano rosso, il palissandro, il faggio, etc. Le decorazioni sono però caratterizzate da un intaglio pesante che riprende motivi gotici, rinascimentali, barocchi e rococò. Ultimo ma non per importanza, nel Liberty sono impiegati tutti i tipi di legni, con intarsi e inserimenti di legni rari e esotici. Le decorazioni sono, come è noto, motivi naturalistici: alberi, rami, foglie, fiori, frutta, glicine, fior di loto, rose, ninfee, figure femminili allungate, festoni e motivi floreali giapponesi stilizzati, uccelli, farfalle e insetti.

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Un viaggio nell’archeologia Il cosidetto Parco Archeologico della Neapolis (dal greco “nuova città”), che ospita la maggior parte dei monumenti classici della Siracusa greca e romana, fu realizzato con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno tra il 1952 ed il 1955, con lo scopo di riunire in un unico ed organico complesso i maggiori monumenti di quell’antico quartiere. Prima della costituzione di questo “Parco”, dall’estensione di 240.000 mq., i monumenti si trovavano in un contesto

molto frazionato di proprietà private. Proprio all’ingresso del parco troviamo la “Basilica di S. Nicolò dei Cordari” (XI secolo d.C.), che oggi accoglie un ufficio turistico. Ma il primo vero monumento che si propone alla visita del parco è l’”Anfiteatro Romano” (II-IV secolo d.c.), posto quasi di fronte alla basilica, che rappresenta una delle realizzazioni edilizie più rappresentative della prima età imperiale

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romana. Immediatamente a ovest dell’Anfiteatro incontriamo l’“Ara di Ierone II” (III secolo a.C.), che rappresenta la terza grande opera monumentale che ci è pervenuta dell’antico quartiere della Neapolis . Più avanti, sulla destra, nelle immediate vicinanze del “Teatro Greco” (V secolo a.c.) che è il più grande teatro della Sicilia ed uno dei maggiori dell’intero mondo greco, si incontrano le “Latomie”, tra cui la più interessante è la “Latomia del Paradiso”, attraverso cui si giunge alla più famosa delle grotte di questo parco: quella detta “Orecchio di Dioniso”, che costituisce la maggiore attrazione, assieme al teatro greco, per i turisti che visitano Siracusa. Fuori dal recinto del Parco Archeologico, più a Sud, all’inizio della cosiddetta Via Panoramica che porta alla sommità del colle Temenite, vi è un Teatro Arcaico scavato nella roccia con cavea rettilinea anzichè curva, detto “Teatro Lineare”. Per completare il quadro dei rinvenimenti archeologici nel Parco bisogna menzionare le opere di esplorazione, eseguite negli anni ‘50, riguardanti soprattutto il “ Santuario di Apollo Temenite”. Ai limiti orientali del Parco Archeologico all’incrocio tra viale Teracati e via Romagnoli, visibile dall’esterno, vi è la “Necropoli Grotticelle”, con le sue numerose tombe scavate nella roccia, tra cui quella detta “Tomba di Archimede”. Gli orari di visita sono i seguenti: tutti i giorni compresi i festivi dalle ore 9.00 a 2 ore prima del tramonto. Anche la provincia di Ragusa nasconde tanti tesori, a cominciare dagli altopiani iblei. Scrive in un suo studio Veronica Grassia: “È da qui che nascono i numerosissimi corsi d’acqua, il fluire dei quali ha indelebilmente segnato il paesaggio e le sorti dell’area iblea; poco più che ruscelli nella maggior parte dei casi, essi, scorrendo, hanno inciso nel tavolato calcareo ibleo miocenico una rete di gole disposte a raggiera attorno al Monte Lauro, che dei Monti Iblei è la vetta più alta. Sono le “cave”, così familiari a chi vi è cresciuto e così misteriose agli occhi dei turisti, affascinati dalla scoperta di un vero e proprio canyon nell’angolo estremo d’Italia. Oggi paradisi naturalistici, immersi nel verde di una ricca ed intricata vegetazione, le cave hanno accompagnato e in parte deciso la vicenda storica praticamente di tutta la cuspide sud-orientale della Sicilia, dai primi momenti di antropizzazione fino all’età moderna; ad Ispica, per esempio, gli anziani ricordano bene quando, durante il secondo conflitto mondiale, gli abitanti dovettero lasciare la collina bersagliata dai bombardamenti e rifugiarsi nelle grotte della cava, veri bunker creati dalla natura. Attraversando le cave del tavolato ibleo, specialmente nelle aree gravitanti attorno a Modica, Ispica, Scicli, Rosolini, Noto, Avola, Cassibile, finanche a Palazzolo e Sortino, i segni della presenza dell’uomo nelle cave, evidenti dalla preistoria ad oggi, hanno permesso di cogliere elementi talvolta illuminanti su aspetti e momenti storici e soprattutto preistorici, spesso poco noti. Non può essere casuale, per esempio, che i più antichi materiali ceramici di importazione greca ad oggi documentati in Occidente, forse anteriori alla fondazione della stessa Pitecussa e comunque alle prime fondazioni greche in Sicilia, provengano da due siti profondamente legati ad una cava: la Valle del Marcellino (Villasmundo) e Modica. I rinvenimenti nel primo sito risultano dall’esplorazione di


Sicilia tour

un centinaio di tombe ubicate su ambedue le sponde del fiume Marcellino: un gruppo di esse è di origine castellucciana ma presenta evidenti segni di riutilizzo nel corso dell’VIII secolo, cui si può riferire la maggior parte. Sono inoltre emersi corredi databili tra la metà del VI e il V secolo a.C. deposti in tombe a camera più antiche, riutilizzate. Particolare importanza rivestono i materiali ceramici, nell’ambito dei quali è possibile distinguere prodotti locali di imitazione greca e manufatti greci importati. Nel primo caso si tratta di manufatti con decorazioni di tipo geometrico attestate nelle altre necropoli della facies di Pantalica Sud e affini a quelli di coeve necropoli calabresi; essi si segnalano tuttavia per la precisione nella realizzazione delle forme e dei moduli decorativi, sicché risulta agevole coglierne le derivazioni, riconducibili soprattutto all’area euboico-cicladica. Tra i materiali di sicura importazione greca bisogna ricordare una coppa a semicerchi penduli di produzione euboica, databile agli inizi dell’VIII secolo; un’altra “à chevrons” di tipo euboico-cicladico, riferibile al secondo quarto dell’VIII secolo, costituirebbe l’oggetto più arcaico; una kotyle “aetòs 666,” essendo il vaso più antico ritrovato a Pitecussa, è solitamente associata alla fase iniziale delle prime colonie occidentali e si data tra il secondo ed il terzo quarto dell’VIII secolo; infine una coppa di Thapsos del terzo quarto dell’VIII secolo. La presenza, in un sito come quello della Valle del Marcellino, di materiali greci così arcaici, individua nelle vie fluviali le più idonee alla penetrazione verso l’interno. Questa ipotesi è avvalorata dal fatto che il Marcellino giunge sin quasi a Pantalica, costituendo così una fondamentale via di accesso a quel mondo indigeno che fin dall’età di Thapsos aveva avviato un proficuo dialogo con il mondo greco. Il sito eponimo dell’età del Medio Bronzo, per altro, prossimo alla Valle del Marcellino, non può non aver irradiato nel suo bacino una benefica influenza. I contatti, mantenuti per circa sei secoli (XV-IX secolo a.C.) da Thapsos col mondo cipriota, miceneo, maltese, insomma

col mondo orientale, dovettero senza dubbio promuovere un avanzamento culturale del mondo indigeno che attorno ad essa gravitava. Si spiegherebbero così anche i chiari rapporti intessuti da Pantalica, che di Thapsos sarebbe la discendente diretta, con l’orizzonte egeo. I dati emersi a Villasmundo testimoniano allora a favore di un continuità delle importazioni greche lungo l’VIII secolo, consentendo di affermare che la Sicilia, nel periodo precedente la colonizzazione, dovette essere tutt’altro che estranea alle correnti commerciali elleniche. Essi, inoltre, permettendo di stabilire una sincronia tra le più antiche importazioni greche nell’area basso-tirrenica continentale e quelle nella costa ionica siciliana, contribuiscono a delineare un quadro di insieme organico e strutturato, all’interno del quale trovano posto rapporti con il mondo greco non più episodici ma regolari e continuati. I prodotti d’importazione a Villasmundo potrebbero in tal modo interpretarsi come prova archeologica del processo che dovette precedere le ktíseis di Leontinoi e Megara Hyblaea; è ormai acquisito, infatti, che la sequenza di date tramandateci dalle fonti relativamente alla fondazione delle colonie va intesa come la cristallizzazione di un processo assai lungo e complesso che, nei primi momenti, dovette prevedere esplorazioni, brevi insediamenti, scambi con gli indigeni volti ad acquisire quei beni di cui i nuovi arrivati non potevano ancora disporre: si pensi a quei prodotti agricolopastorali di cui i Monti Iblei sono particolarmente ricchi. E dal cuore degli Iblei, da Modica, proviene il più antico nucleo di materiale greco-arcaico ad oggi noto in quest’area, proveniente dai corredi di due tombe della necropoli indigena. La rassegna dei materiali corinzi tardo-geometrici ed euboico-cicladici dall’area iblea evidenzia la presenza di coevi gruppi umani sulle aree stesse dei contesti siculi che hanno restituito notevolissimi ripostigli; basti pensare a quello modicano del Mulino del Salto (X secolo a.C.), a quello di Giarratana o ancora a quello di Castelluccio

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sull’Irminio. La circostanza, tutt’altro che casuale, trova una spiegazione nelle modalità di accesso e di penetrazione nel territorio: i percorsi seguiti per raggiungere l’interno dovettero essere spesso i medesimi, come testimonia del resto l’esistenza di itinerari non solo ellenistici e romani, ma anche moderni, ricalcanti percorsi assai antichi... La posizione strategica di Modica, con lo sperone roccioso che si protende a controllo del percorso naturale della cava su cui sorge, dovette agevolare lo sviluppo di un centro indigeno egemone, catalizzatore degli altri insediamenti ad esso prossimi, nell’epoca stessa in cui Hybla, poco distante, fungeva da capitale di quel comprensorio”.


Maria Cristina Elmi Busi Ferruzzi,

ladyCocaCola

«Era il 1976 quando mio marito ed io siamo rimasti abbagliati, affascinati, dal tepore, dalla luce, dal calore del mare e dall’ospitalità dei siciliani” 90


dossier Erano le 10.15 del 30 maggio 1960 quando fu prodotta la prima bottiglia della bevanda più famosa al mondo nello stabilimento di Catania. Oggi Sibeg Srl imbottiglia e distribuisce i prodotti a marchio The Coca-Cola Company in Sicilia e conferma la sua posizione di leadership indiscussa rappresentando uno dei principali attori dello sviluppo e dell’innovazione dell’economia siciliana. L’azienda detiene a oggi più del 50% del mercato delle bevande gassate in Sicilia, potendo vantare il primato nel dissetare e rinfrescare cinque milioni di consumatori siciliani. Sibeg rappresenta così un’importante realtà siciliana ma anche un modello per l’intero sistema Coca-Cola. «Era il 1976 quando mio marito Sergio Busi ed io, siamo rimasti abbagliati, affascinati, dal tepore, dalla luce, dal calore del mare e dall’ospitalità dei siciliani “racconta Maria Cristina Elmi Busi Ferruzzi, Presidente di Sibeg S.r.l.” Ma per la Sicilia erano tempi molto difficili. Si sarebbe scoraggiato anche il più esuberante degli imprenditori. Chi avrebbe rischiato? Chi poteva essere così lungimirante da capire il valore, il potenziale di questa isola benedetta dagli dei? Noi ci abbiamo creduto. Per noi era un investimento molto importante, sia finanziariamente sia come impegno fisico. E dopo tanti anni siamo stati premiati e abbiamo ancora un grande futuro davanti a noi». L’azienda occupa attualmente 204 dipendenti a cui si aggiungono 74 agenti promotori e un indotto di oltre 1.000 addetti. Nel 2010 ha registrato un risultato positivo con un fatturato di 113 milioni di euro e, alla fine del 2009, ha approvato un ambizioso programma d’investimenti industriali, per circa 28 milioni di euro, che si concluderà nel 2013. Gli investimenti comprenderanno, tra le altre attività, una nuova linea d’imbottigliamento dei prodotti PET e un totale rimodernamento dell’area produttiva. La decisione di lanciare questo programma d’investimenti non sarebbe stata possibile senza i risul-

tati incoraggianti sin qui ottenuti dalla Società. Parlando delle attività della famiglia Busi Ferruzzi non si può non parlare del resort di lusso Terre di Vendicari. Terre di Vendicari è un piccolo angolo di paradiso poco distante da un’oasi naturalistica di incomparabile bellezza, da un mare cristallino e dai capolavori architettonici del barocco siciliano. Il resort è il frutto dell’amore della famiglia Busi Ferruzzi per questo affascinante angolo di Sicilia. Poco distante dall’incontaminata oasi naturalistica di Vendicari, quella che era in origine una splendida masseria risalente al 1740 è oggi un agriturismo raffinato e confortevole, nel quale nessun

dettaglio sembra essere lasciato al caso. Siamo in una parte della Sicilia incontaminata e poco sconosciuta: la Sicilia dei muri a secco e delle “trazzere”, dei percorsi non asfaltati che tagliano i prati nel silenzio assordante delle campagne. E’ stato tutto questo, qualche anno fa, ad affascinare gli attuali proprietari, convincendoli a lanciarsi nell’impresa di recupero e di apertura al pubblico dell’edificio e dell’ampia area circostante, rigogliosa e curata. Un restauro che è stato condotto con amore e nel pieno rispetto della tradizione e dell’identità originaria del luogo.

A pag 90 in alto lo stabilimento Sibeg a Catania, sotto Maria Cristina Elmi Busi e suo marito Arturo Ferruzzi. In questa pagina alcune bottiglie di Coca Cola realizzate da artisti siciliani Sotto, il resort di Vendicari.

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Questa è terra di poeti, scrittori e politici

La Pira, Quasimodo Brancati

Tre grandi protagonisti della cultura italiana e della politica avevano in comune la terra natale: la Sicilia Sud-Orientale. Salvatore Quasimodo nacque a Modica (Ragusa) il 20 agosto del 1901. Subito dopo il catastrofico terremoto del 1908 andò a vivere a Messina, dove suo padre Gaetano, capostazione delle Ferrovie, era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione. Un’esperienza di dolore tragica e precoce che avrebbe lasciato un segno profondo nell’animo del poeta. Nella città dello Stretto Quasimodo compì gli studi fino al conseguimento nel 1919 del diploma. A quel periodo risale un evento di fondamentale importanza per la sua formazione umana e artistica: l’inizio del sodalizio con Salvatore Pugliatti e Giorgio La Pira, che sarebbe durato tutta la vita. Dal 1919 al 1926 visse a Roma per frequentare il Politecnico e laurearsi in ingegneria, ma gli interessi per le lingue latina e greca lo dissuasero presto da quel tipo di studi. Nel 1926 si impiega presso il Genio Civile di Reggio Calabria e nel 1929, trasferito a Firenze, fu introdotto da suo cognato Elio Vittorini nell’ambiente letterario della rivista “Solaria” dove conobbe Montale e Loria. Nel 1930 a Firenze pubblicò la sua prima raccolta di versi, “Acque e Terre” e nel 1932, trasferito a Genova, pubblicò Oboe Sommerso. Nel 1934 il poeta era a Milano, accolto nell’ambiente culturale milanese, e lasciato l’impiego al Genio Civile si dedica completamente alla poesia. Nel 1940 pubblicò la sua mirabile traduzione dei Lirici Greci ottenendo tali consensi che nel 1941 “per chiara fama” fu chiamato ad insegnare letteratura italiana al Conservatorio di

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Milano. Intanto, scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, il poeta ne fu profondamente sconvolto e maturò l’idea che la poesia dovesse uscire dalla sfera aristocratica del privato per interessarsi alle problematiche sociali e civili, intenta a “rifare l’uomo” abbruttito dagli orrori della guerra. Questo impegno si riscontra in tutte le successive raccolte poetiche di Quasimodo: Giorno dopo giorno (1947), La vita non è sogno (1949), La terra impareggiabile (1958). Nel 1950 il poeta ottenne il Premio San Babila, nel 1953 il premio Etna-Taormina, nel 1958 il premio Viareggio e nel 1959 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, che gli fece raggiungere una definitiva fama e a cui seguirono le lauree honoris causa dalla Università di Messina nel 1960 e da quella di Oxford nel 1967. Del 1966 è la pubblicazione di “Dare e avere”, sua ultima opera. Il 14 giugno 1968 morì a Napoli e il suo corpo fu trasportato a Milano per essere sepolto nel Cimitero Monumentale. Fiancheggiatore più che caposcuola dell’ermetismo, Salvatore Quasimodo affrontò come tema privilegiato la pena del vivere dell’uomo moderno, trovando nelle memorie dell’infanzia e nel fascino perpetuo della terra materna - una Sicilia densa di echi della grecità - al tempo stesso un motivo di consolazione e una misura del proprio dolore. Giorgio La Pira nacque il 9 gennaio 1904 a Pozzallo (Ragusa) in Sicilia. Si diplomò Ragioneria e poi si laureò in Giurisprudenza. Il giovane La Pira è affascinato da Gabriele D’Annunzio e


cultura

Tommaso Marinetti, dal loro ideale di cambiamento, legge molto e si avvicinò ad altre esperienze, condividendole con il suo gruppo di giovani amici di cui facevano parte anche Salvatore Quasimodo e Salvatore Pugliatti, futuro rettore dell’Università di Messina. Si trasferì a Firenze nel 1925 su invito del prof. Betti suo docente; in seguito, nel capoluogo toscano, diventò docente di Diritto romano. Tra il 1929 ed il 1939 svolse un’intensa attività di studio e di ricerca. Entra in contatto con l’Università Cattolica di Milano, avendo così l’opportunità di maturare la conoscenza e l’amicizia con Padre Gemelli e con Giuseppe Lazzati. Nel 1939 fondò e diresse “Principi”, rivista che voleva porre l’accento e difendere il valore della persona umana e della libertà. Il regime ne vietò la pubblicazione e La Pira fù costretto a nascondersi. Liberata Firenze l’11 agosto 1944, La Pira tornò all’insegnamento universitario. Iniziò a studiare e ad approfondire la cultura cattolica francese e l’economia anglosassone; sostenne il diritto universale al lavoro e l’accesso generalizzato alla proprietà. Il risultato di questo periodo di studio e riflessione fu un testo noto: “La nostra vocazione sociale: valore della persona umana”. Nel 1946 venne eletto all’Assemblea Costituente e nel 1947, insieme a Dossetti, Fanfani e Lazzati, diede vita a “Cronache sociali”. Durante la fase costituente lavorò nella “Commissione dei 75”, offrendo il proprio contributo per la formulazione dei principi fondamentali, che richiamavano in maniera esplicita la prospettiva personalista. Nel 1951 diventò sindaco di Firenze; ricoprendo tale carica, salvo brevi interruzioni, fino al 1965. Lavorò instancabilmente per il bene comune, fornendo prova dell’urgenza di tradurre in azioni concrete i principi non solo costituzionali, ma anche le richieste avanzate l’anno prima nel celebre saggio, che apparve su “Cronache Sociali”, dal titolo “Le attese della povera gente”, in cui sostenne la necessità e la possibilità di garantire a tutti un lavoro ed una casa. La sua opera di sindaco fu segnata da pregevoli realizzazioni amministrative e da straordinarie, quanto

necessarie, iniziative di carattere politico e sociale: furono ricostruiti i ponti Alle Grazie, Vespucci e Santa Trinità distrutti dalla guerra; venne creato il quartiere-satellite dell’Isolotto; si costruirono, in varie zone della periferia, moltissime case popolari; si riedificò il nuovo Teatro Comunale; si realizzò la Centrale del Latte. Si mobilitò per difendere il diritto all’occupazione di duemila operai fiorentini.Con spirito audace e profetico promosse innumerevoli iniziative di pace, suscitando nella città di Firenze una vocazione alla dimensione mondiale. Nel 1976, nel clima di depressione che colpisce il Paese, tra terrorismo e diffusa corruzione dei politici, Giorgio La Pira accettò la candidatura e tornò alla Camera dei Deputati, desiderando contribuire a rimettere nel circolo i valori della libertà e della liberazione e ridare forza applicativa ai ‘’principi’’ personalistici della Costituzione. Muorì il 5 novembre 1977. Il 9 gennaio 1986 è iniziato il processo di beatificazione. Vitaliano Brancati nacque a Pachino (Siracusa) nel 1907. Nel 1920 seguì la famiglia a Catania, città fondamentale per la sua formazione culturale e umana. Nel 1922 si iscrisse al Partito Nazionale Fascista e nel 1929 si laureò in Lettere con una tesi su Federico De Roberto. Si trasferì poi a Roma e iniziò a lavorare come giornalista per Il Tevere e, dal 1933, per il settimanale letterario Quadrivio. A questo periodo risalgono alcune opere d’ispirazione fascista che in seguito sarebbero state ripudiate: il poema drammatico Fedor (1928), il “mito in un atto” Everest (1931) e il dramma Piave (1932); a questi testi teatrali va aggiunto il romanzo “L’amico del vincitore”, scritto tra il 1929 e il 1930 e pubblicato nel 1932. Nel 1934 il romanzo “Singolare avventura di viaggio” venne sequestrato dalla censura fascista per immoralità; intanto Brancati iniziò a scrivere quello che in seguito avrebbe considerato il suo primo vero romanzo, “Gli anni perduti”. Nel 1936 iniziò a lavorare per il settimanale diretto da Leo Longanesi, “Omnibus”, che il regime fascista soppresse nel 1939. Dopo essere stato in Sicilia per alcuni anni come insegnante, nel 1941 lo scrittore tornò a Roma e pubblicò “Don Giovanni in Sicilia” e

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“Gli anni perduti”; al Teatro dell’Università conobbe l’attrice Anna Proclemer, che sposò cinque anni più tardi. Nel 1944 uscì sulla rivista Aretusa il racconto “Il vecchio con gli stivali” e due anni dopo Brancati si stabilì definitivamente a Roma. Nel 1949 apparve a puntate sul settimanale Il Mondo il romanzo “Il bell’Antonio” che nel 1950 vinse il Premio Bagutta. L’attività teatrale continuava intanto con testi come “Le trombe d’Eustachio” (1942), “Don Giovanni involontario” (1943), “Raffaele” (1946) e “La governante”: quest’ultima commedia fu bloccata dalla censura democristiana e nel 1952 fu pubblicata da Laterza insieme al pamphlet “Ritorno alla censura”. Separatosi dalla moglie nel 1953, Brancati morì a Torino il 25 settembre nel 1954. Nel 1955 fu pubblicato, rispettando le ultime volontà dell’autore, il romanzo incompiuto “Paolo il caldo” con prefazione di Alberto Moravia. Per il cinema Brancati lavorò alla sceneggiatura dei film “Anni difficili” (1947, da Il vecchio con gli stivali), “Signori in carrozza” (1951) e “L’arte di arrangiarsi” (1955) di Luigi Zampa, Fabiola (1949, dal romanzo omonimo di Wiseman) e “Altri tempi” (1952) di Alessandro Blasetti, “Guardie e ladri” (1951) di Mario Monicelli, “Dov’è la libertà” e “Viaggio in Italia” (entrambi del 1954) di Roberto Rossellini. A testimonianza della persistente vitalità dell’opera brancatiana vanno ricordate almeno alcune trasposizioni cinematografiche: del 1960 è il film “Il bell’Antonio” di Mauro Bolognini, con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, del 1973 la pellicola “Paolo il caldo”, diretta da Marco Vicario e interpretata, tra gli altri, da Giancarlo Giannini, Ornella Muti e Riccardo Cucciolla. Ecco cosa disse di lui Leonardo Sciascia: « Brancati è lo scrittore italiano che meglio ha rappresentato le due commedie italiane, del fascismo e dell’erotismo in rapporto tra loro e come a specchio di un paese in cui il rispetto della vita privata e delle idee di ciascuno e di tutti, il senso della libertà individuale, sono assolutamente ignoti. Il fascismo e l’erotismo però sono anche, nel nostro Paese, tragedia: ma Brancati ne registrava le manifestazioni comiche e coinvolgeva nel comico anche le situazioni tragiche».


Paul Bricius, la birra artigianale siciliana

La Paul Bricius & C0. nasce a Vittoria grazie alla passione di due amici per la birra, ma soprattutto condividendo la passione per farla e di produrla “manualmente” con tutti i mezzi e gli strumenti che si possono trovare nelle nostre cucine: pentole, mestoli, scolapasta, etc... Trascorsero molte ore insieme divertendosi, bevendo la loro birra e accostandosi a questo processo produttivo, che pur essendo vecchio di migliaia di anni, ancora oggi meraviglia ed incanta. Da questa idea partirono nel 2004, occupandosi sia della progettazione sia della costruzione di un impianto da 15 HL con cui, ancora

oggi, è prodotta la birra Paul Bricius. L’impianto si compone di tino d’infusione e bollitura, vasca di filtrazione, tini di maturazione, tutti in acciaio inox senza nessuna sofisticheria o aiuto tecnologico. La caldaia tutta aperta è riscaldata a “fiamma diretta” prodotta da bruciatori indipendenti: essa consente un processo di bollitura leggermente diverso rispetto a quello ottenuto con la caldaia riscaldata a vapore ma complicato da gestire. Questo procedimento richiede l’uso di metodi faticosi e impegnativi ormai abbandonati dai birrifici moderni, ma che consentono di esprimere al meglio l’estro e la fantasia dei birrai. Il gusto originale e inconfondibile della birra Paul Bricius è dovuto al “metodo artigianale” con cui è prodotta. La cura e l’attenzione con cui sono seguite tutte le fasi della produzione: dalla molitura del malto alla bollitura del mosto, dalla fermentazione all’imbottigliamento, fino all’assaggio finale prima dell’immissione sul mercato. Abbiamo avuto il piacere di intrattenerci con Fabrizio Traina e porgergli alcune domande. Cosa vi ha spinto a diventare produttori di birra? Abbiamo cominciato per gioco io e il mio amico Paolo, da qui il nome Paul Bricius, Paolo e Fabrizio. Ci facevamo ogni settimana la birra in casa, circa 30 litri, tutto questo succedeva circa 12 anni fa, e da lì è nata una passione, che ci ha portato a fare una società con altri due amici e dopo varie vicissitudini

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finalmente a commercializzare la nostra birra. Distribuite il vostro prodotto solo in Sicilia? Noi distribuiamo il nostro prodotto principalmente in Sicilia, ma abbiamo anche clienti in tutta Italia, che forniamo direttamente. A quali piatti della ricchissima cucina siciliana si può abbinare la vostra birra? Consigliamo di bere le nostre birre con i piatti tipicamente regionali: la bionda con piatti a base di pesce, la rossa con le carni, la scura con i formaggi freschi e i dolci. Quali sono i parametri per fare una birra di grande qualità: colore, sapore, profumo, schiuma? Magari sapessi quale sono tutte le peculiarità che fanno una birra gradita ad un vasto numero di consumatori; noi ci siamo limitati a fare delle birre che in primis sono gradite da noi e quindi successivamente le abbiamo proposte ai consumatori. Le materie prime da dove provengono? Oggi le materie prime provengono dal nord dell’Europa, ma dal prossimo anno utilizzeremo l’orzo che proviene dalle nostre terre. Abbiamo messo in coltura terreni vocati a questo scopo, ubicati al centro della Sicilia, e sicuramente il territorio darà una nuova impronta ai nostri prodotti. Avete un sogno nel cassetto? Realizzare una factory dove la gente possa venire a vedere come si fa la birra e a degustare i nostri prodotti.


Sicilia tour

Trascorsero molte ore insieme divertendosi, bevendo la loro birra e accostandosi a questo processo produttivo, che pur essendo vecchio di migliaia di anni, ancora oggi meraviglia ed incanta.

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web

La Sergio Tumino rafforza la sua presenza anche sul web.

ST è sempre più on line

Il sito internet ufficiale, www.sergiotumino.it, è stato arricchito con nuovi contenuti e inedite informazioni, per essere ancora più vicino a tutti gli amici e ai clienti della concessionaria. Chi è interessato ad acquistare un’auto nuova ma non ha ancora scelto la casa e il modello, può consultare il portale per chiarirsi le idee. Con alcuni semplici click si entra infatti nello straordinario universo della Sergio Tumino, che rappresenta i marchi Fiat, Lancia, Ford, Land Rover, Range Rover, Volkswagen, Audi e Suzuki, compresi i veicoli commerciali Fiat e Ford. E questo è solo l’inizio. Sul sito internet ufficiale della concessionaria è infatti possibile visionare anche le ultime offerte sull’usato, prenotare appuntamenti per manutenzioni e riparazioni, dialogare con i responsabili di ogni marchio. Il portale www.sergiotumino.it rappresenta in altri termini un altro tassello di quella trasparenza assoluta di offerte, prezzi e condizioni che ha contraddistinto questa concessionaria fin dalla sua fondazione.

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servizi

Quale migliore garanzia di quella di fidarsi degli amici? Per quanto riguarda l’assicurazione della propria auto, ST offre soluzioni all’avanguardia ed estremamente convenienti, che si riflettono in sicuri vantaggi per ogni cliente.

ST Assicura

Tanti sono in grado di offrire un’assicurazione, pochi sono coloro che sanno garantire un’assicurazione personalizzata, ovvero studiata ed elaborata sulle reali esigenze individuali. La Sergio Tumino può farlo grazie alla competenza e all’esperienza del proprio staff dedicato, sempre pronto a valutare assieme al cliente la migliore soluzione assicurativa. Rivolgersi a questa concessionaria per acquistare la propria auto, significa quindi ricevere un vero e proprio servizio “chiavi in mano”, perché tutte le pratiche che occorrono per mettere qualsiasi mezzo su strada (eventuale finanziamento per l’acquisto, targa, assicurazione, etc.) sono svolte internamente, senza attese da parte del cliente e con la massima rapidità. Essere leader nel proprio settore di riferimento, del resto, significa anche questo: offrire un servizio a 360 gradi, dove anche l’offerta assicurativa è valutata attentamente caso per caso. I preventivi, inoltre, sono chiari e trasparenti, come tutti gli altri aspetti del rapporto commerciale. Il cliente che si rivolge alla Sergio Tumino per assicurare la propria auto, avrà sempre al suo fianco consulenti specializzati in grado di chiarirgli ogni dubbio e di dargli le informazioni più dettagliate. Non è un caso del resto se questa concessionaria, portando avanti anno dopo anno una politica di “servizio globale” per i propri clienti, è cresciuta nel tempo fino a rappresentare un punto di riferimento per il proprio settore. Fare affidamento alla Sergio Tumino per la propria assicurazione, significa quindi puntare su professionalità e competenza.

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Nello Di Pasquale

Nello Di Pasquale rieletto sindaco di Ragusa nel 2011

Il “modello Ragusa” la provincia più ricca del Sud Italia

Ormai da alcuni anni, Ragusa non suscita più soltanto l’interesse di registi cinematografici, ma anche quello degli analisti economici. Questa città, per molti versi, rappresenta infatti un “unicum” all’interno della Sicilia, tanto che non sono mancati diversi servizi, giornalistici e non solo, su ciò che è stato ribattezzato “il modello Ragusa”. Ma cosa significa questa espressione? Lo stesso Comune di Ragusa, sul suo sito ufficiale, ha provato a rispondere scrivendo: “Ragusa è, anzitutto, la 1° in Italia per superficie immobiliare pro capite, con le sue grandi case in città, in campagna e al mare, ed è la 3° per produzione lorda vendibile dell’agricoltura, con il 47% della produzione ortofrutticola e floricola sotto serra: si pensi che il 6% appena della popolazione siciliana produce il 19,6% del reddito agricolo regionale. Ragusa è la 3° provincia italiana per tasso di sindacalizzazione, assicurando un grado di partecipazione, coesione e consapevolezza dei lavoratori sicuramente atipico per un contesto del profondo Sud. E’ la 4° per minor numero di truffe e la 6° per minor numero di fallimenti, a conferma della sua sostanziale “sanità” di comportamenti, quantomeno nei rapporti economici. E’ ancora il 3º polo italiano dei materiali lapidei (marmi, graniti, pietra locale) dopo Verona e Carrara, con le sue lavorazioni di Comiso e Frigintini, ed è la 1° per produzione di software per le segreterie scolastiche, nonché per un portale internet in campo giuridico, “Diritto & Diritti” (www.diritto.it), che è il più frequentato del settore, con oltre 1.100.000 pagine servite al mese: il che dimostra la presenza di potenzialità anche nel campo della Net-Economy. In Sicilia, Ragusa è la provincia con il più basso tasso di disoccupazione, con quella giovanile scesa dal 50,3% del 1991 al 33,4% del 1997, sia pure per effetto dei nuovi lavori parasubordinati e delle nuove identità lavorative a tempo determinato; è la 2° per numero di imprese (9,25 ogni 100 abitanti), a riprova di una cultura diffusa dell’intraprendere, del produrre, del mercato, nata già con i frazionamenti terrieri adottati dai Vicerè di Modica nel ’400 con la diffusione dell’enfiteusi: una storia che spiega anche il diverso e benefico controllo sociale che ancora preserva la provincia da fenomeni mafiosi gravi, e una diversa qualità della democrazia, che ha goduto di processi di alternanza politica sin dall’immediato

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reportage

dopoguerra, con ricadute positive anche per la moralità pubblica. Ciò non vuol dire che Ragusa è una provincia di “formiche”, dedite solo al lavoro, alla produzione, al guadagno; essa è infatti la 1° in Sicilia anche per numero di associazioni culturali e ricreative, ed ospita la 1° Scuola dello Sport sorta in Sicilia. La sua industria vanta il 60% della produzione lattiero-casearia dell’isola, il 60% della produzione di polietilene e dei materiali plastici per l’agricoltura, mentre il 35% del sangue raccolto in Sicilia dall’Avis ragusana rappresenta un esempio di eccellenza straordinario fra le imprese sociali dell’intera isola. Il tasso di crescita (11,3% nel quinquennio 91-95) è pari al dato nazionale, e decisamente superiore a quello, quasi stagnante, della Regione, mentre il reddito pro capite, nel 1997, era di 24 milioni (rispetto ai 18,8 di Catania e ai 16,5 di Agrigento), con una forbice fra classi agiate e classi povere fra le più basse del Meridione. Questo benessere è dovuto anche a un sistema di piccole e medie imprese, articolate in 6 raggruppamenti merceologici: agroalimentare e mangimistico, materiali e complementi per l’edilizia, marmi e graniti, legno-arredo, chimico-plastico e metalmeccanico-impiantistico. Significativo, sebbene molto frammentato, anche l’autotrasporto merci e passeggeri, mentre si è molto dilatato, quasi da società post-industriale, il settore terziario che, oltre alle attività commerciali, è cresciuto nel comparto dei servizi, sia alle imprese che alle persone....Forse è per questo che la gente ama vivere e vuol venire ad abitare in Provincia di Ragusa, l’unica in Sicilia che registra infatti un saldo migratorio attivo e, con Catania, un tasso di incremento demografico in pur lieve crescita. Avrà ragione?”.

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ragusa prima in Italia nell’export di prodotti biologici L’export ragusano, negli ultimi anni, ha registrato performance estremamente soddisfacenti diventando in proporzione l’area siciliana di maggiore esportazione. Una citazione a parte meritano senz’altro i prodotti biologici, per i quali la provincia iblea occupa il primo posto assoluto. Non bisogna infatti dimenticare che proprio il ragusano rappresenta uno dei più ricchi e forniti “orti” d’Europa, con produzioni di eccellenza che vanno dai pomodori, ai meloni, alle angurie a tutta un’altra serie di ortaggi. Ma cosa significa precisamente praticare “agricoltura biologica”? E quali vantaggi può offrire questa pratica? La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel livello di energia ausiliaria introdotto nell’agrosistema: nell’agricoltura convenzionale si impiega un notevole quantitativo di energia ausiliaria proveniente da processi industriali (industria chimica, estrattiva, meccanica, ecc.); al contrario, l’agricoltura biologica, pur essendo in parte basata su energia ausiliare proveniente dall’industria estrattiva e meccanica, impiega nuovamente la materia principalmente sotto forma organica. La filosofia dietro a questo diverso modo di coltivare le piante e allevare gli animali non è unicamente legata all’intenzione di offrire prodotti senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, ma anche (se non di più) alla fondata volontà di non determinare nell’ambiente esternalità negative, cioè impatti negativi sull’ambiente a livello di inquinamento di acque, terreni e aria. Nella pratica biologica sono centrali soprattutto gli aspetti agronomici: la fertilità del terreno viene salvaguardata mediante l’utilizzo di fertilizzanti organici, la pratica delle rotazioni colturali e lavorazioni attente al mantenimento (o, possibil-

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reportage mente, al miglioramento) della struttura del suolo e della percentuale di sostanza organica; la lotta alle avversità delle piante è consentita solamente con preparati vegetali, minerali e animali che non siano di sintesi chimica (tranne alcuni prodotti considerati “tradizionali”) e privilegiando la lotta biologica, tranne nei casi di lotta obbligatoria in cui devono essere usati i più efficaci principi attivi disponibili. Sono evitate inoltre tecniche di forzatura della crescita e sono proibiti alcuni metodi industriali di gestione dell’allevamento, mentre per la cure delle eventuali malattie si utilizzano rimedi omeopatici e fitoterapici limitando i medicinali allopatici ai casi previsti dai regolamenti. L’agricoltura biologica in Europa è stata regolamentata per la prima volta a livello comunitario nel 1991 con il Reg. (CEE) n° 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all’indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Nel giugno del 2007 è stato poi adottato un nuovo regolamento CE per l’agricoltura biologica, che abroga i precedenti ed è relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l’acquacoltura). Per quanto riguarda la salubrità dei prodotti biologici, alcuni studi hanno mostrato che pesche, mele e kiwi biologici hanno consistenza maggiore e contengono una maggiore quantità di sostanze nutritive e antiossidanti quali zuccheri naturali, vitamina C, beta-carotene e polifenoli, concordando con ricerche precedenti, come quella dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che nel 2002 ha rilevato una superiorità nutritiva di pesche, pere, susine e arance biologiche rispetto alla controparte convenzionale. I pomodori studiati a Davis indicano che la qualità del terreno sia un fattore chiave, ma non sembra essere il solo: per esempio la polpa dei frutti bio contiene meno acqua, e presenta dunque una concentrazione di nutrienti più elevata; un altro fattore è legato alle varietà scelte per la coltivazione biologica che sono spesso più pregiate. L’ipotesi più accreditata per spiegare questi dati è che le piante bio, non essendo aiutate dalla chimica a crescere e a difendersi, siano costrette a produrre da sole molte più sostanze protettive che hanno un effetto contro insetti, funghi e batteri. L’agricoltura biologica in questi anni ha sollevato molto interesse nei consumatori, pur rimanendo un mercato di nicchia, dovuto in larga parte ai prezzi più alti rispetto ai corrispettivi prodotti convenzionali. In Italia, uno dei paesi leader nella produzione biologica europea, interessa circa il 6,9% nel della superficie agricola, di cui più del 50% rappresentato da pascoli e foraggere. Oltre alle considerazioni di tenore ambientale, altri motivi che hanno spinto l’adozione di questo tipo di pratica agricola in generale sono state quelle di tenore imprenditoriale (i consumatori sono disposti a pagare di più per i prodotti biologici) o legate alla disponibilità di finanziamenti dell’Unione Europea per l’adozione di pratiche agricole eco-compatibili.

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Beauty Farm

L’ambiente naturale, la variegata offerta gastronomica, i diversi trattamenti e le proprietà curative delle acque, costituiscono un mix ideale per il raggiungimento di quell’equilibrio psico-fisico che costituisce la base dello star bene della persona.

le Beauty Farm

e le terme della Sicilia

Tutto il mondo occidentale vanta una lunghissima tradizione di trattamenti termali. In particolare, si fa risalire al greco Ippocrate, “padre” della medicina, il primo trattato sullo studio delle acque dal punto di vista scientifico. Non si dimentichi inoltre che durante l’antico Impero Romano il fenomeno termale conobbe uno sviluppo enorme: alle Termae, come dicevano i latini, ci si andava non solo per rigenerarsi, ma anche per incontrarsi, ritrovarsi, trattare affari. Negli ultimi anni, il turismo termale è tornato al centro dell’attenzione grazie anche alla diffusione della cultura del benessere della persona e, di conseguenza, al piacere ed alla necessità di ristabilire un equilibrio fisico e mentale che spesso viene meno a causa dello stress della vita quotidiana. Oggi le terme sono sinonimo di un turismo rivolto ad un pubblico sempre più ampio. Per questo nelle centinaia di stabilimenti presenti in tutta Italia, ogni aspetto del soggiorno è curato con particolare attenzione. L’ambiente naturale, la variegata offerta gastronomica, i diversi trattamenti e le proprietà curative delle acque, costituiscono un mix ideale per il raggiungimento di quell’equilibrio psico-fisico che costituisce la base dello star bene della persona.

Di seguito, si fornisce una descrizione di alcuni dei migliori centri termali siciliani, in cui è possibile svolgere una molteplicità di trattamenti. In particolare, le Terme di Acireale hanno origini lontanissime; è nel I sec. d.C. che in prossimità delle sorgenti di acqua sulfurea proveniente dall’Etna, in contrada Reitana, vengono edificate le Tenne Romane ma sembra che le qualità terapeutiche fossero conosciute in epoche anteriori. Le acque sulfuree venivano già sfruttate nelle antiche Terme Xifonie di cui restano chiari segni nell’antico complesso termale di S. Venera al Pozzo. Durante il Medioevo alla fonte vengono attribuite proprietà ultratenene; si credeva, infatti, che il sangue di Santa Venera (la Patrona di Acireale), martirizzata proprio in quel luogo nel n sec. d.C., avesse rigenerato le acque rendendole miracolose. Nel 1873 sorgono i nuovi stabilimenti delle Tenne di S. Venera ed il Grand Hotel des Bains. Acireale diventa, così, un centro termale ma anche culturale di rilievo europeo, frequentato da personaggi d’alto proscenio come Richard Wagner. Nel 1987 avviene l’apertura del nuovo, moderno, stabilimento. Per quanto riguarda le Terme di Montevago, un’antica leggenda parla di Cinzio e Corinzia, due

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life style

giovani pastori della Valle del Belice che, indossate le bianche vesti da cerimonia, discesero il dolce pendio cosparso di ginestre dirigendosi alla Fonte sacra. Dai mille rivoli la calda e benefica sorgente sgorgava dalla terra feconda portando con la sua ininterrotta corsa una promessa di continuità che ben trova eco nell’umana aspirazione all’eternità. Consumati i sacri riti Cinzio e Corinzia rientrarono nella loro Grotta portando con sé questa speranza di immortalità. Molti secoli sono trascorsi ma la vena inestinguibile della calda sorgente continua a scorrere donando salute e bellezza a coloro che si bagnano nelle sue acque. Molto antiche e rinomate sono pure le Terme di Segesta. Qui, il nuovo stabilimento è stato realizzato nel 1958 e ampliato nel 1990 sulle vecchie e leggendarie Acque Segestane di straboniana memoria. Le origini mitiche di queste sorgenti le spiega lo storico Diodoro Siculo, affermando che le stesse ninfe prepararono ad Eracle queste fonti calde per dare refrigerio alle stanche membra del semidio nel suo leggendario tragitto da Piloro ad Erice. Un’altra leggenda è narrata da Dionisio da Alicarnasso secondo cui Enea lasciò nelle vicina Egesta parte dei profughi della distrutta Troia per popolare la nuova cittadella, scegliendo all’uopo i vecchi e quanti erano stremati di forze per il lungo viaggio perché potessero giovarsi del sicuro beneficio delle acque calde. Il significato concorde delle leggende spiega non solo l’esistenza storica ma anche la funzione terapeutica delle acque segestane, funzione nota fin da tempi remoti. Le Terme di Vulcano si trovano a cielo aperto, libere a tutti, alle spalle del Porto di Levante, in una pozza circondata da collinette sulfuree da cui fuoriescono soffioni caldi usati sia per insufflazioni (a debita distanza e con le dovute cautele), sia per applicazioni al corpo utili, soprattutto, per chi non può o non vuole fare l’immersione nei fanghi. Questi sono una miscela di argilla con alto contenuto di zolfo micronizzato e con potere radioattivo di circa 45 millimicrocurie per litro. Il pH acido, l’alto contenuto di zolfo, la temperatura tra i 40°C e gli 80°C per il continuo afflusso di gas caldi dalle sorgenti sotterranee in comunicazione, pare, col centro attivo del vulcano, assicurano la sterilità dei fanghi. In particolare, sull’isola si trovano due emergenze di acque ipertermali in corrispondenza delle quali l’acqua ed il gas, erompendo alla superficie, vengono a formare dei particolari fanghi di grande efficacia soprattutto per le malattie artreoreumatiche e, in associazione alla notevole insolazione e al clima, anche per alcuni problemi dermatologici come la psoriasi. Molto note sono anche le Terme di Lipari. Nei pressi dello stabilimento esiste una grotta sudatoria, testimonianza delle attività termali organizzate dagli stessi romani anche se erano frequenti in tempi ancora più antichi. Durante i lavori di ripristino dello stabilimento è stato scoperto l’impianto termale più antico del mondo, cioè un insieme di canalizzazioni con relativa caldaia risalenti, addirittura, al XVII sec. a.C., mentre si sviluppava la civiltà eoliana. Vengono chiamate San Calogero perché la leggenda racconta che il santo, per mettere in fuga i diavoli annidati nella località, fece sgorgare miracolosamente quelle sorgenti dalle acque salutari, a beneficio dei sofferenti. Ultime ma non meno importanti, ecco le Terme di Sciacca, località che trae l’origine del suo nome proprio dal latino ex aqua. Il suo patrimonio idro-termominerale è fra i più ricchi e completi del mondo; comprende, infatti, acqua sulfurea, salsobromojodica (detta dei Molinelli), bicarbonato-alcalina (acqua Santa), mediominerale (Fontana Calda) e tante altre varietà. Solo due delle sue numerose acque vengono, in atto, sfruttate: la salsobromojodica (dei Molinelli) ipotermale (32°C) usata per bagni, cure inalatorie ed irrigazioni ginecologiche e la sulfurea-salso-solfato-alcalino-terrosa, ipertermale (56°C), radio-attiva, incolore, odorante di idrogeno solforato; l’Acqua Santa è scomparsa in seguito al sisma della Valle del Belice del 1968 (ma si ritiene possa essere nuovamente reperita); l’acqua di Fontana Calda è invece usata dai saccensi per bibita. Famose sono anche le Grotte vaporose naturali di San Calogero le cui origini si perdono nella notte dei tempi; vuole la leggenda che siano opera di Dedalo il quale convogliò in questi antri i cocenti vapori che scaturivano dal sottosuolo. Queste grotte furono prima abitate dagli uomini primitivi del neolitico fino all’età del rame. La comparsa del flusso (intorno al 2000 a.C.), probabilmente, in conseguenza di un movimento tellurico, le rese inabitabili. Al principio dell’era cristiana furono rivalutate da San Calogero. Per chi infine fosse interessato a trascorrere periodi di relax nelle migliori beauty Farm della Sicilia, con tanto di acque termali, può consultare il sito internet www.beautyfarmonline.it.

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Maurizio Messina

parliamo di

ST Magazine incontra Maurizio Messina, consulente nutrizionale e vincitore del premio “Pi Greco Technology” per le sue innovazioni

Alimentazione,

occhio alle “trappole”

Ci sono persone che hanno la genialità nel sangue e che, seppure fin da giovani abbiano gettato le basi per una buona carriera in un settore promettente, avvertono presto che questa non può essere la sola e l’unica strada. Così guardano avanti, studiano, pensano, inventano...e alla fine, per merito, i risultati si vedono. Una simile premessa è necessaria quando si introduce una figura come quella del Dr. Maurizio Messina, modicano, 42 anni, laureato in Farmacia e oggi Consulente Nutrizionale in proprio.

Lei è stato insignito di recente anche di un importante riconoscimento. Può accennarne brevemente? Lo scorso anno a Roma, alla Camera dei Deputati, ho ricevuto il premio “Pi Greco Technology”, per le mie ricerche nel campo della telesegmentometria funzionale, ovvero un metodo innovativo per la captazione a distanza di particolari e specifici segmenti dello spettro elettromagnetico, correlato con le funzioni energetiche dei sistemi biologici. Questo studio ha consentito di approfondire la relazione comportamentale del corpo tra mente ed alimenti.

Dr. Messina, cominciamo con l’accennare alla sua attività. Di cosa si occupa normalmente? Offro consulenze nell’ambito dell’alimentazione, partendo spesso dall’individuazione di quelle che sono le cosiddette “intolleranze alimentari”.

Un’ultima domanda che esula dal suo campo di competenza. Come si è trovato alla Sergio Tumino? In questa concessionaria ho trovato un ambiente molto professionale, con persone motivate e competenti.

Oggi “intolleranze alimentari” è un’espressione che va molto di moda. Può spiegarci qualche cosa di più? Occorre fare una netta distinzione tra allergie e intolleranze alimentari. Un’allergia alimentare è irreversibile, un’intolleranza è temporanea. Spesso, tuttavia, quest’ultimo termine si utilizza impropriamente, ad esempio in correlazione al glutine. In questo caso, infatti, si tratta di una vera e propria allergia. Può fare qualche esempio di alimenti che spesso causano intolleranze? In questo caso, molto dipende dai soggetti e dal loro tipo di alimentazione. Ad esempio negli ultimi anni sono aumentate le intolleranze al pomodoro, che è pure un ortaggio molto importante, dalle proprietà antiossidanti e anti tumorali. Ciò è dovuto al fatto che, per permettere un suo consumo 12 mesi all’anno, sono stati effettuati incroci che ne hanno abbassato il pH, il quale da 4,7 – 4,9 è passato a una media di 4,2. Quindi è aumentata la sua acidità, causando talvolta problemi in alcuni soggetti. Non è tuttavia da demonizzare un prodotto come il pomodoro, che di norma fa benissimo alla salute. Altri alimenti che causano di frequente problemi di intolleranza sono le spezie e i formaggi. Nei casi di intolleranze alimentari, si dovrebbe sospendere per qualche tempo l’alimento o gli alimenti cui si è intolleranti, dopodichè il consumo può riprendere regolarmente. In generale, come ci si alimenta oggi? Male. Si mangia poca frutta e verdura, che invece sarebbero salutari, e si ingeriscono prodotti contenenti un alto quantitativo di grassi saturi idrogenati, responsabili di fare crescere il livello di colesterolo nel sangue.

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assistenza e manutenzione

Centri assistenza ST, sempre al vostro fianco Carmelo Cumbo responsabile Service ST

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La qualità di una concessionaria auto, si misura soprattutto nell’assistenza. E’ infatti durante la fase del post-vendita che inizia quel rapporto di fiducia con il cliente, per il quale devono essere predisposti servizi ad alta efficienza in grado di rispondere con efficacia, professionalità e rapidità anche a più interventi contemporaneamente. La Sergio Tumino, fin dalla sua fondazione, ha investito e continua ad investire molte risorse sull’eccellenza dei propri reparti service, al fine di garantire un’autentica soddisfazione a chi sceglie questa concessionaria. Quando una vettura entra all’interno di reparti service della Sergio Tumino, parte già con un vantaggio indiscutibile rispetto ad un intervento effettuato presso un’officina esterna. Il magazzino a gestione informatizzata e il dialogo costante tra la concessionaria e le varie case costruttrici, assicurano la disponibilità immediata di eventuali pezzi di ricambio. Inoltre, il cliente ha la sicurezza dell’utilizzo, sulla propria auto, di elementi esclusivamente originali e coperti da garanzia. Il medesimo discorso

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vale anche per la qualità dei liquidi tecnici impiegati: solo quelli suggeriti e raccomandati dalle case madri, per non rischiare di danneggiare componenti del motore o della carrozzeria. Ad attrezzature di ultima generazione sulle quali la Sergio Tumino investe costantemente, si associa poi il lato più importante, quello umano. Il team di meccanici in forza alla concessionaria ha tutte le caratteristiche di una squadra vincente, essendo coeso, motivato e, naturalmente, aggiornato. Se da un lato è vero infatti che il mondo dell’auto è in continua evoluzione, con innovazioni tecniche sempre più sofisticate, dall’altro lato è altrettanto vero che lo staff tecnico della Sergio Tumino frequenta periodici corsi d’aggiornamento per essere sempre in grado di fornire al cliente quella qualità di servizio e quella efficienza che sono requisiti fondamentali per una concessionaria leader nel proprio settore. Altro aspetto da non sottovalutare, che fa realmente della Sergio Tumino la scelta più giusta per la propria auto, anche durante tutta la fase post vendita, è il servizio a 360 gradi che la concessionaria


assistenza e manutenzione

riesce a garantire. Molte officine curano infatti soltanto aspetti e problematiche specifiche; al contrario, la Sergio Tumino assicura una copertura totale dal punto di vista dell’assistenza, comprendendo non solo gli interventi meccanici, ma appunto anche quelli riguardanti la carrozzeria, i tagliandi, i ricambi, i controlli periodici. Ovviamente, anche l’organizzazione è superiore: per ogni auto che entra nel service della concessionaria, è preparato un “foglio di lavoro”, in cui sono

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annotati di volta in volta tutti gli interventi effettuati. In tal modo, rimane traccia di tutta la “storia” dell’auto, a beneficio sia del proprietario sia dei meccanici, che in tal modo conoscono sempre la situazione della vettura in tempo reale. Ultimo ma non meno importante è l’aspetto delle tariffe applicate, concorrenziali e trasparenti a fronte di una qualità del servizio eccellente.


La carrozzeria, per piccoli e grandi interventi Per qualsiasi problema alla propria auto, la Sergio Tumino ha la soluzione. La concessionaria ha perciò realizzato un reparto service estremamente avanzato e competitivo, che non si ferma alle riparazioni od ai pezzi di ricambio, ma arriva fino alla carrozzeria. In particolare questo servizio si trova a Ragusa, nella zona industriale III Fase, e mette a disposizione tutto ciò che occorre per mantenere sempre la propria auto in perfetta efficienza, anche dal punto di vista estetico. Dal lavaggio alla lucidatura, dalla rimozione di eventuali graffi fino alla vera e propria sostituzione di parti del veicolo, la Sergio Tumino assicura interventi eccellenti pure nelle situazioni più complesse. Del resto, anche la carrozzeria è affidata esclusivamente a personale competente e professionale. L’impiego di strumentazioni ad alta precisione, l’utilizzo dei sistemi più avanzati del settore e di ricambi originali, conferiscono un ulteriore valore aggiunto, che si traduce in benefici concreti ed immediati per ogni cliente.

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assistenza e manutenzione

Servizio pneumatici,

il massimo per la vostra sicurezza Quello che si troverà per strada non si può mai sapere in anticipo, ma il cliente della Sergio Tumino può contare comunque su una certezza assoluta: l’assistenza della propria concessionaria in ogni situazione, anche quando si tratta di pneumatici. Una buca, un marciapiede “incontrato” durante un parcheggio, un asfalto particolarmente dissestato, possono infatti provocare diversi danni alle gomme. Il cliente della Sergio Tumino ha sempre diritto ad una diagnosi in tempo reale sullo stato di salute dei pneumatici della propria auto. Quando poi arriva il momento della sostituzione, un intero reparto specializzato è a disposizione per assicurare un intervento rapido e senza attese. Per ogni cambio gomme, inoltre, il cliente della concessionaria può usufruire delle speciali garanzie della Sergio Tumino, pensate e realizzate per proteggere contro ogni imprevisto. Per di più, sempre in ambito di pneumatici, da oggi c’è un servizio ancora più completo e vantaggioso: il ricovero degli pneumatici estivi o invernali, a seconda della stagione. Grazie agli ampi spazi a disposizione, la concessionaria ha infatti organizzato anche appositi centri di stoccaggio. Senza pensieri e con la massima garanzia, si possono quindi lasciare i propri pneumatici usati alla Sergio Tumino, in vista di rimontarli durante la stagione successiva. La professionalità e la qualità di un servizio, del resto, emergono dai particolari.

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Un usato così nuovo? è “Usato Garantito” ST

La convenienza è sempre di casa alla Sergio Tumino. La concessionaria mette infatti a disposizione anche centinaia di offerte riguardanti l’usato di qualità. Ogni veicolo infatti, prima di essere rimesso in vendita, è sottoposto a scrupolosi e rigidi controlli, per assicurare la massima affidabilità anche a chi punta su questa scelta. Nell’intento di offrire ad ogni cliente un servizio altamente qualitativo per ogni esigenza, la concessionaria ha infatti sviluppato al proprio interno uno speciale reparto dedicato completamente alla gestione dell’usato. Ogni vettura, prima di essere rimessa sul mercato, è quindi sottoposta ai test più scrupolosi, eseguiti con mezzi all’avanguardia per un controllo completo e generale su tutte le componenti. Dall’efficienza dell’impianto frenante al corretto funzionamento della trasmissione, dai dispositivi elettronici agli elementi meccanici e di carrozzeria, nulla viene trascurato per assicurare il pieno rispetto dei parametri che definiscono la “qualità Sergio Tumino”. Anche gli strumenti che più vengono utilizzati quando si viaggia su

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speciale usato

strada o si pratica il fuoristrada, sono opportunamente controllati ed eventualmente sostituiti soltanto con ricambi originali. Non è un caso, quindi, se la concessionaria è in grado di offrire vantaggiose garanzie per ogni automobile usata, nonché un’assistenza tecnica competitiva ed efficiente in ogni situazione. Il parco usato di Sergio Tumino si trova a Ragusa, in III Fase, presso la sede della concessionaria Suzuki e a Siracusa in C.da Targia, 26.

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incontri

Workshop di pittura per bambini

Non occorre essere per forza maggiorenni per entrare alla Sergio Tumino. Anche i bambini sono i benvenuti in concessionaria. ST ha infatti organizzato un simpatico workshop per i figli dei propri dipendenti (poi allargato volentieri anche agli amici e clienti), il cui tema era la pittura. Oltre 70 metri quadrati della concessionaria si sono quindi trasformati in un grande laboratorio, dove i più piccoli (si è trattato infatti di bambini delle scuole materne ed elementari) si sono divertiti a disegnare e a pitturare, seguiti da personale professionale. Una giornata diversa, in altri termini, che ha animato la concessionaria, una volta di più inserita nel proprio territorio e vicina ai propri dipendenti e alla società civile. Del resto, non è la prima volta e non sarà l’ultima che la Sergio Tumino coinvolgerà da vicino i bambini e i loro genitori in iniziative ricreative, dall’alto contenuto didattico ed educativo.

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ST sponsorizza&

Il marchio Sergio Tumino non significa solo un’ampia varietà di scelta tra i modelli delle case automobilistiche più famose e più prestigiose, ma anche un impegno concreto al fianco della società civile, per scopi culturali, ricreativi e sportivi. Per questo la concessionaria prosegue, nonostante il periodo congiunturale, nel proprio sostegno a diverse iniziative di aggregazione e vita sociale. Uno degli ultimi arrivi, in fatto di sponsorizzazioni, è stato il campionato italiano di Beach Rugby, ma tante sono le discipline sportive in cui la Sergio Tumino è storicamente presente, a cominciare dal basket e dal tamburello. In altri termini, si tratta

di una precisa volontà, da parte della proprietà, di promuovere non solo un concetto innovativo di mobilità, ma anche un vero e proprio “stile di vita”, fatto di numerosi momenti di aggregazione e condivisione. In altri termini la Sergio Tumino, attraverso il sostegno a tante iniziative che si svolgono sul proprio territorio di competenza, intende essere parte integrante e attiva di questo mondo, promuovendo uno stile di vita rivolto alle realtà più in movimento. Ecco quindi l’attenzione ai giovani, alle forme d’arte più innovative e agli appuntamenti più “cool”, senza tuttavia dimenticare la solidarietà e la beneficenza. In altri termini, la

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&promuove Sergio Tumino si trova a Ragusa e Siracusa e queste due città si possono ritrovare nella grande famiglia di questa concessionaria. Su tali basi è impostata del resto anche la formazione dei “team” che operano in tutte le sedi del Gruppo. Ogni componente del personale è infatti costantemente aggiornato anche in merito alle ultime tendenze e alle ultime mode in fatto di mobilità, affinché sappia rispondere sempre in maniera adeguata alle richieste provenienti dalla clientela.

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sport e sponsorizzazioni


sport e sponsorizzazioni

Fitness Day, successo per la terza edizione Per una volta, il proverbio “non c’è due senza tre” è quanto mai appropriato per descrivere il grande successo della terza edizione del Sergio Tumino Fitness Day, l’appuntamento organizzato annualmente dalla concessionaria per promuovere tra i propri amici e clienti la forma fisica e la vita all’aria aperta. La giornata ha proposto ai partecipanti diverse discipline, per un sabato all’insegna del divertimento e dello sport. Il Fitness Day by Sergio Tumino ha preso il via con una seduta di “groupcycling”, per poi passare a una mezz’ora di functional training. Ecco poi succedersi fit & boxe, balli di gruppo, ancora groupcycling, danza moderna, hip hop, di nuovo fit & boxe, danze caraibiche, aerobica, step, balli country e danze latino americane. L’adesione all’iniziativa è stata molto numerosa, segno che la passione per lo sport e la forma fisica è un valore accomuna tanti amici della concessionaria. Ospite d’eccezione per questa giornata speciale è stata una vettura che di “muscoli” e vita all’aria aperta se ne intende: la nuova Fiat Freemont, Suv di grande maneggevolezza ed elevata dinamicità, molto apprezzato sia nella versione a 5 sia in quella a 7 posti. Il suo cambio automatico a 6 rapporti e la sua trazione 4x4 rendono Fiat Freemont l’auto ideale per ogni stagione e per qualsiasi percorso.

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la pagina del consulente

Il Governo è intervenuto con il Decreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012 in materia di semplificazione e sviluppo, entrato in vigore il 10 febbraio e trasmesso alla Camera per iniziare l’iter parlamentare di conversione.

Decreto ‘Semplificazioni’ D.L. 5 del 9 febbraio 2012 Il Decreto ha toccato argomenti e ambiti importanti per i privati cittadini e per le imprese, nell’intento di semplificare norme e procedure della Pubblica Amministrazione che interessa proprio i soggetti privati protagonisti della vita del Paese.

che attesta il rispetto dei limiti delle emissioni inquinanti sarà emesso contemporaneamente alla ordinaria revisione dell’autoveicolo, quindi dopo quattro anni dall’immatricolazione e successivamente ogni due anni.

Un’analisi di alcune importanti misure: Rivista in particolare tutta la disciplina relativa al controllo delle imprese da parte della P.A., comprese le imprese agricole, che dovrà quindi essere ispirata ai principi di semplicità, razionalità, coordinamento. Per gli Uffici nasce l’obbligo di pubblicare nella proprie pagine web istituzionali e sul sito www.impresainungiorno.gov.it tutti i controlli cui sono soggette le imprese (classificate secondo la dimensione ed il settore di attività), specificando per ognuno di essi i criteri e le modalità di svolgimento. Queste misure applicative dovranno in ogni caso tenere conto di alcuni principi e criteri direttivi, fra cui: a. la proporzionalità dei controlli e degli adempimenti amministrativi legati al rischio potenzialmente scaturente dall’attività controllata; b. la cancellazione delle attività di controllo non necessarie rispetto alla tutela dell’interesse pubblico, evitando quindi duplicazioni e sovrapposizioni; c. il tenere conto dell’esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate antecedentemente, evitando così di procurare intralcio al normale esercizio delle attività delle imprese; d. la collaborazione amichevole con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità.

Posto Auto e Box: scompare anche il vincolo dell’invendibilità separata per i posti auto e i box, pertanto quest’ultimi diventano liberamente alienabili, anche separatamente dall’appartamento di cui sono pertinenza, a condizione che il nuovo proprietario li destini a pertinenza di un’unità immobiliare situata nello stesso Comune. S.c.i.a.: in ambito di Segnalazione certificata di inizio attività è stato disposto che le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà sono obbligatorie esclusivamente se richieste dalle legge. L’art. 19 della Legge 241/’90 non prevedeva tale disposizione. STUDIO DOTT. GIORGIO GIANNONE Studio di consulenza societaria e tributaria

Bonus assunzioni al Sud: il credito d’imposta viene prorogato di un anno. Tale proroga interessa i nuovi contratti a tempo indeterminato, e comprenderà tutte le assunzioni effettuate entro il mese di maggio del 2013. E’ quindi intenzione del Governo promuovere questo strumento agevolativo nelle regioni meridionali, riconoscendo un beneficio fiscale del 50% dei costi salariali sostenuti fino a 24 mesi successivi all’assunzione, distinguendo la tipologia di assunti in ‘svantaggiati’ e ‘molto svantaggiati’. Deve essere indicato in dichiarazione dei redditi e può essere utilizzato in compensazione entro tre anni dalla data di assunzione. Agevolazioni fiscali a favore di persone disabili: l’art. 4 prevede che i verbali delle commissioni mediche integrate devono riportare anche l’esistenza dei requisiti necessari per la richiesta di rilascio del contrassegno invalidi, nonché per accedere alle agevolazioni relative all’acquisto di autovetture. Inoltre, le attestazioni mediche necessarie per accedere a dette agevolazioni possono essere sostituite dal verbale della commissione medica integrata. Abrogato l’obbligo annuale del ‘bollino blu’: il certificato

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Eventi e manifestazioni

appuntamenti

a Ragusa e provincia

Anche quest’anno la primavera ragusana si presenta con numerosi appuntamenti tutti da vivere. Di seguito, si propone una selezione di alcuni tra i principali eventi delle prossime settimane.

1° aprile 2012, ore 18, Teatro Garibaldi di Modica, “Mamma Fausa”, di e con Alessandro Romano, Marcello Montalto, Salvatore Tringali. Regia di Alessandro Romano.

29 aprile 2012, ore 20, Auditorium Santa Teresa di Ragusa Ibla, “Quasimodo e Montale tra ermetismo, engagement e ricerca del Mistero” (musica classica)

15 aprile 2012, ore 18, Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, “Vladimir Spivakov International Foundation” (musica classica)

Da venerdì 4 maggio a domenica 6 maggio 2012, Ragusa, “Festival medievale con cerimonia del fuoco e corteo di tutti i protagonisti: la corte, i giullari, gli arcieri e i cavalieri, l’Ensemble, i musicisti afro, i danzatori, gli iocus. Previste rappresentazioni itineranti ogni 20 minuti”

17 aprile 2012, ore 21, CineTeatro Duemila, “Salvatore Giuliano” con Giampiero Ingrassia (teatro)

Da venerdì 4 maggio a domenica 6 maggio 2012, Donnalucata, “Sagra della seppia. La seppia in tutte le specialità: spaghetti al nero di seppia, seppie ripiene, insalata di seppie, spiedini di seppie e molto altro ancora”.

21 aprile 2012, ore 20, Camera di Commercio, “I quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra Pianoforte: Albert Tiu (Filippine)” (musica classica) 22 aprile 2012, ore 18, Teatro Garibaldi, “Il destino di vivere” di Gianni Garofalo. Produzione della Compagnia Teatrale Iblea con Gianni Garofalo, Alessandro Sparacino, Nicoletta La Terra, Sonia Grandis. 28 aprile 2012, ore 20, Camera di Commercio, “Melodías ibéricas - Chitarra: Pablo Lentini Riva (Italia), Mostra fotografica di Veronica Mecchia (Italia) (musica classica)

6 maggio 2012, ore 18, Teatro Garibaldi di Modica, “Buona pace stabile”, di Nausica Zocco. Regia di Tiziana Spadaro. 15 maggio 2012, ore 21, Teatro Garibaldi di Modica, “La trilogia degli occhiali”, testo e regia di Emma Dante. 26 maggio 2012, Scicli, “Festa della Madonna dell

29 aprile 2012, ore 18, Teatro Garibaldi di Modica, “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesserling. Regia di Carlo Ferreri. Con Simonetta Cuzzocrea, Vania Orecchio, Carmelo Gugliotta, Alessandra Pitino, Daniele Cannata, Emanuele Sipione.

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NEL PROSSIMO NUMERO DI ST MAGAZINE IL TRENO DEL BAROCCO, DA RAGUSA A SIRACUSA IN MAGGIOLINO A CAPOPASSERO E PUNTASECCA, IL MARE PIU’ BLU AUDI A3 VS RANGE ROVER EVOQUE, UNA SFIDA “TUTTA ROSA” L’ISOLA DI ORTIGIA, CANTATA DAI POETI SIN NELL’ANTICHITA’ A MODICA LA I° SCUOLA DI SCHERMA PER NON VEDENTI mondeo cOncept e kuga concept, l’evoluzione di ford ST Magazine non è solo un periodico di motori ma propone, da sempre, un’attenta visione del proprio territorio della sua cultura e della sua storia. Per questo, nel prossimo numero, con il nuovo maggiolino della Volkswagen scopriremo quelle splendide, incantevoli, uniche marine che vanno da Capopassero a Puntasecca, poi visiteremo l’Isola di Ortigia, autentico gioiello di arte e cultura. Una temibile ma gentile sfida tra signore che hanno acquistato due auto tra le piu’ desiderate dell’anno, l’Audi Q3 e la Range Rover Evoque. Infine, come da tradizione, ST Magazine si interesserà alla solidarietà avendo scoperto che a Modica è nata la prima scuola di scherma per non vedenti. Al prossimo ST Magazine amici lettori!

ST Magazine periodico della ST S.p.A. concessionaria Volkswagen, Ford auto e veicoli commerciali, Land Rover, Range Rover, Suzuki, Fiat auto e veicoli commerciali, Lancia, Audi, usato multimarche, noleggi

E-MAIL: INFO@SERGIOTUMINO.IT WWW.SERGIOTUMINO.IT 119


ST Magazine Aprile 2012  

Ripercorreremo storia, leggende e curiosità locali, associandole sempre al mondo dell’auto. Perché in fin dei conti è proprio grazie all’aut...

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