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Premio letterario Batti libro

“ La parola ai giovani �


MASSIMO TEODORI, Risorgimento laicoGli inganni clericali sull'Unità d'Italia

Recensione

Questo libro, scritto da Massimo Teodori e pubblicato da Rubettino, ci dà una visione più pulita e neutra sull'Unità d'Italia. Il breve saggio, dai contenuti politici e non, ci fa ripercorrere le idee forza che furono alla base del ricongiungimento dell'Italia alla moderna civiltà europea. Viene presa in esame la Lettera agli italiani del Papa Benedetto XVI in cui, in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, si vuole sottolineare l'aiuto dato dalla Chiesa per quel raggiungimento. Teodori , però, ci fa capire che la laicità è stato il collante fondamentale per l'unificazione delle correnti politiche che hanno formato l'Italia, sia quelle monarchiche e liberali sostenute da Cavour, sia quelle democratiche rappresentate da Garibaldi e Mazzini. In breve lo scrittore ci vuole mettere in guardia da una rilettura del Risorgimento italiano antilluministica e antidemocratica.

Stefano Cabani Classe V ATIE Istituto Professionale Istruzione Superiore “E. Barsanti”, Massa

Francobollo dedicato alla Marina Militare. Sono raffigurati lo stemma e la portaerei Cavour.


COMMENTO AL LIBRO “C’ERA UNA VOLTA UN VATICANO”

Il libro analizza in modo originale se pur documentato un problema di grande attualità. Il giornalista Massimo Franco ha magistralmente sintetizzato una serie innumerevole di notizie e dati storici, tutti verificabili e riscontrabili, in modo scientifico e accurato tentando di collegare più fatti ed eventi per poter rispondere alla domanda iniziale: perché la Chiesa Cattolica sta perdendo peso in Occidente? E’ tale domanda infatti a muovere l’intera riflessione. Una riflessione certamente articolata, complessa e ricca di riferimenti storici, culturali e filosofici del passato, del presente e perché no, anche del futuro. Sarebbe ovviamente impossibile ripercorrere tutte le tappe di questa inchiesta ma vale la pena sottolineare che il passaggio fondamentale viene intravisto dall’autore nel difficile rapporto istauratosi tra la Cristianità e per la precisione tra la Chiesa Cattolica e la Costituzione dell’Unione Europa dal momento che sia l’attuale pontefice che il suo predecessore non sono stati in grado di garantire che le radici cristiane dell’Europa entrassero a pieno titolo nel panorama culturale di questa grande organizzazione. Certamente però l’aspetto prettamente religioso dell’attività della Chiesa Cattolica e quello più approfondito dall’autore ovvero le relazione istaurate col resto del mondo, riguardano ambiti differenti. E qui emergono con più forza le critiche e i retroscena svelati dall’autore stesso circa la forza o meno che i vertici della Chiesa hanno esercitato, e tutt’oggi esercitano, sulle sorti dell’andamento del destino umano. Senza dubbio Massimo Franco, per quanto si sforzi di elaborare un testo il più possibile oggettivo e fondato più su fatti che su mere opinioni, non sembra risparmiare critiche, anche severe, in merito a gaffe, scelte sbagliate, errori e debolezze della Chiesa Cattolica e dei suoi rappresentanti, mettendo così in luce come le decisioni adottate da quest’ultima siano apparse palesemente in contrasto con quelli che sarebbero dovuti essere i principi-guida di un’istituzione plurisecolare e fortemente connessa con valori morali che per secoli si è cercato di tutelare. Certamente, il suo compito è stato agevolato proprio da una serie di eventi che hanno caratterizzato questi ultimi anni a cavallo tra la fine di un secolo e l’inizio di un altro. Non è dato comprendere in tutto ciò se l’autore, nel corso della propria ricerca, abbia quasi sperato di poter


rispondere diversamente a quella domanda iniziale a cui vuole giungere, ossia che lui stesso non possa rammaricarsi dell’esito dell’ inchiesta stessa. Sicuramente l’aspetto più delicato e traumatico che ha rischiato di far vacillare le fondamenta del Vaticano,cioè lo scandalo pedofilia, viene analizzato con lucidità e al contempo in maniera più asettica possibile se pure appare come il dato più significativo, attraverso il quale il libro induce il lettore a pensare che a questo scandalo sia da attribuire la maggior parte della perdita di peso in Occidente della Chiesa Cattolica. Spietato infine, appare il resoconto dei maldestri tentativi da parte del Vaticano di arginare fenomeni come quello appena citato e soprattutto dell’incapacità di arrestare il dilagare dell’islamismo oltre i confini dell’Oriente e del mondo prettamente arabo all’interno della società occidentale cui sostanzialmente la vera perdita d’influenza e autorevolezza, insomma il prestigio che per secoli l’ha caratterizzata sia oggi ridimensionato. Pare che alla fine per l’autore ciò sia dipeso più da fattori interni che esterni che poi inevitabilmente si sono riversati in ambito pubblico. Sta di fatto che il libro apra con un importante interrogativo e concluda con un ulteriore interrogativo: siamo forse di fronte ad una svolta epocale in cui gli equilibri tra Oriente e Occidente rischino ineluttabilmente di mutare così come alcune profezie avevano amaramente annunciato?

Margherita Persiani II A Liceo Classico P. Rossi

Nell'era contemporanea la parola crociata viene usata per indicare attività e lotte caratterizzate da un forte afflato culturale o sociale


RECENSIONE DEL LIBRO: C’ERA UNA VOLTA IL VATICANO di MASSIMO FRANCO

Questo libro prende in considerazione uno degli argomenti più spinosi e delicati con cui la nostra società ha avuto e, anche recentemente, sta’ avendo a che fare: il “tramonto” del Vaticano. Attraverso le pagine del suo scritto, l’autore, Massimo Franco, ha elencato quelle che a suo parere sono le cause più significative per le quali la Chiesa, un tempo così forte e potente, sta perdendo importanza. Le domande sono tante. E le risposte non sono così semplici da stabilire. Perché, il peso a livello internazionale della Chiesa sta’ diminuendo a vista d’occhio? Qual è il motivo scatenante che ha determinato la crisi della Santa Sede? Forse i vari scandali di cui essa è stata protagonista? O la società stessa che, dai tempi delle Crociate e dell’Inquisizione, è profondamente cambiata? Probabilmente entrambe le cose, unite ad altri fattori. Una delle cose che l’autore sottolinea più volte è che, ad esempio, dopo la morte dell’amatissimo Papa Wojtyla, la situazione si è ulteriormente incrinata. Certo i problemi esistevano già sotto Giovanni Paolo II, ma, da quando il suo posto è stato preso da Benedetto XVI, le cose non sembrano essere migliorate. E se si può dire che il primo fosse stato abile nel “nascondere” o meglio tenere a bada le problematiche, stessa cosa non si può affermare per il secondo ed attuale pontefice. Senza contare gli scandali di pedofilia che hanno incrementato la sfiducia degli europei (e non solo) nei confronti della Chiesa. Sembra quasi che, ogni passo fatto dalla suddetta, sia sbagliato e che la stia portando verso la decadenza. Una lotta continua per riprendere il suo posto nella vita della popolazione cristiana, nei cuori di tutti i credenti che, amareggiati, hanno perso la fiducia nell’episcopato. Tutto ciò che, secondo questo libro, rappresenta la Chiesa (ai giorni nostri), è la dimostrazione lampante delle nostre debolezze e non dei nostri punti di forza, come dovrebbe essere. E di certo questo imporsi in maniera negativa e chiusa nei confronti di argomenti delicati come l’eutanasia o il preservativo non è di aiuto. In fondo la nostra è una società che nemmeno contribuisce alla ripresa della Santa Sede. Tutti i valori inculcati una volta da questa sono stati sostituiti da feste pagane e commerciali come Halloween e da una generazione di giovani che, sia per i motivi elencati sin ora, sia per


“ignoranza”, non sono interessati alla religione o alla chiesa in generale. L’unica speranza è che, questo momentaneo indebolimento della Santa Sede sia solo il principio di un cambiamento radicale che riconferirà a quest’ultima il suo originale potere di interlocutore in tutto il globo.

Trillo Nicole III A Liceo Pellegrino Rossi

Papa Woityla ha pubblicamente espresso richieste di perdono per quelli che ha considerato come i peccati commessi da cattolici durante i secoli.


Recensione del libro "Risorgimento laico" di Massimo Teodori

Massimo Teodori, nato nel 1938 in provincia di Ascoli Piceno, oltre ad essere un apprezzato scrittore e noto storico, fu tra i fondatori nel 1956 e i rifondatori nel 1961 del Partito Radicale. Fu per tre volte deputato alla Camera e nel 1991 si dimise dalla Camera dei deputati, per entrare a far parte del gruppo formato da socialisti, verdi e radicali al Senato della Repubblica. Durante il suo impegno politico si distinse per la sua caparbietà nel portare avanti grandi battaglie sulla laicità, sui diritti civili e contro la corruzione. Proprio sul tema della laicità dello Stato, Teodori, ha scritto molti libri di successo e, sulla stessa lunghezza d'onda, si trova il libro ''Risorgimento Laico, gli inganni clericali sull' Unità d' Italia'', che ripercorre le controversie clericali durante il Risorgimento e la storia politica italiana del dopo guerra, confrontata all'attuale panorama politico. Teodori afferma infatti che nella ''Seconda Repubblica'', dopo la fine del partito cattolico della Democrazia Cristiana, la Chiesa è dovuta intervenire in prima persona nella politica italiana con una forte pressione sui "partiti cristiani", e, sempre secondo Teodori, la Chiesa è colpevole di una falsificazione storica, che ha il suo apice nella lettera di Papa Benedetto XVI, "Lettera all'Italia" per i 150 anni dell'Unità d'Italia perchè il Pontefice riconosce ai Cattolici i meriti più grandi nel processo di unificazione nazionale. Su questo punto l'autore attacca veementemente il discorso papale, affermando che il nostro Risorgimento fu sostanzialmente laico, e gli atti di intolleranza di stampo anticlericale furono dovuti all'oppressione della Chiesa, che si opponeva duramente alle nuove prospettive di modernità! L'autore focalizza la sua attenzione sulla scena politica appena antecedente all'unificazione nazionale, in cui, durante il governo da parte della destra moderata e liberale, vennero varate numerose leggi che appunto guardavano con lungimiranza alla modernità, come nel 1859 la riforma


dell'istruzione che introduceva la scuola pubblica. Anche a questi tentativi di modernizzazione la Chiesa cattolica reagì, nel 1864, con il Sillabo che presentava e condannava tutti gli errori delle correnti di modernità, come il liberismo. L'autore dà ampio spazio anche all'opera di quelli che possiamo considerare i baluardi dell'anticlericalismo radicale, come Cattaneo, Garibaldi, Cavallotti e Mazzini, e della Massoneria, rappresentata dal sindaco di Roma Nathan, di grandi pensatori come Benedetto Croce, Ruffini ed Amendola, ritenuti padri della grande eredità liberale. Infatti Teodori dimostra che fu proprio la laicità a fare da collante di tutte le correnti politiche che hanno creato lo Stato italiano. Alla fine del suo libro l'autore torna ai nostri giorni e conclude portando l'attenzione del lettore su un possibile panorama politico futuro che si rifaccia all'oscurantismo e al reazionismo del Sillabo di Pio IX.

Giovanni Baudinelli IA Liceo Classico P. Rossi

Simbolo della Massoneria. La squadra è talora detta rappresentare la materia, ed il compasso lo spirito o la mente.


"C'era una volta un Vaticano" di Massimo Franco

Massimo Franco, giornalista politico del Corriere della Sera, ha voluto con questo saggio illustrare il nuovo volto della Chiesa in Occidente, la quale si trova ad affrontare oltre che alla crisi della società in generale anche una propria crisi interna, che ne mette in dubbio l'identità e il peso che essa possiede. Questa istituzione millenaria si ritrova infatti a dover fronteggiare un mondo nel quale ricopre un ruolo quasi di secondo piano, con una società indifferente al messaggio cristiano, istituzioni laiche nelle quali anche solo un consiglio pare essere ingerenza ecclesiastica. La Chiesa perciò deve rassegnarsi al suo nuovo ruolo di minoranza creativa che lotta affannosamente contro trovate commerciali, come Halloween, più allettanti e, come pare, più radicate anche dell'andare a messa. Come si può immaginare tutto ciò ci suggerisce indirettamente la drastica diminuzione dei fedeli, ma non solo: sta diminuendo infatti anche il numero dei seminaristi. Franco adduce come prima causa di questo crollo un problema d'immagine e comunicazione che la Chiesa ha riportato a seguito dello scandalo della pedofilia, non debitamente gestito, il quale, additato più come peccato che come crimine, ha provocato un'ondata di sdegno e disgusto da parte dei fedeli e delle vittime. Non giovano inoltre le continue lotte tra cardinali rappresentate da accuse e smentite, il che mostra mancanza di coesione interna, dato alieno rispetto al passato, quando la Chiesa era un fronte compatto, sinonimo di una sfera costituita da potere e superiorità. Il nuovo Vaticano, gestito da Benedetto XVI (capro espiatorio di questa crisi e meno carismatico del precedente Woityla), continua comunque a perseguire una linea di intransigenza nei confronti di vari argomenti, come ad esempio il divorzio, il matrimonio civile, le nozze omosessuali, il che ha comportato che l'immagine ricevuta dal mondo sia quella di una istituzione incapace di stare al passo con i tempi, ancorata più a problemi marginali piuttosto che a una rivisitazione interna delle proprie priorità. Nella politica la Chiesa non riveste più un ruolo, non viene rappresentata adeguatamente in quanto il partito Democristiano non vince le elezioni dal 1994; l'unico modo rimasto per


farsi ascoltare è appoggiare i progetti di politici che talvolta hanno repentinamente cambiato idea sulla necessità di aiuto da parte della Chiesa, come hanno fatto ad esempio Berlusconi e Bossi, che inizialmente mostravano grande riguardo, o quantomeno rispetto nei confronti del Vaticano. Questo per quanto riguarda l'Occidente; Franco ha delineato infine la condizione della religione cristiana nel Medio Oriente, e quanto emerso dall'analisi risulta un nuovo quadro a tinte fosche, molto lontano e diverso rispetto a quanto si pensa. Il "Vicino Oriente", come è stato chiamato dal Vaticano in virtù dei rapporti diplomatici, sta infatti soffocando in modo inesorabile la componente cristiana presente, stretta da costrizioni di ordine politico e altre più pressanti come attentanti, rapimenti e omicidi a sangue freddo: possiamo affermare che la convivenza stia perciò giungendo a un punto di rottura, dopo tanti secoli di rispettiva sopportazione. Il Vaticano sta attraversando un periodo di transizione da cui non sappiamo ancora con quale volto emergerà, ma, come sosteneva Madre Teresa di Calcutta, "la vita è una sfida, affrontala".

Ivana Senka 2^ A Liceo Classico "P.Rossi" Massa.

La globalizzazione è un fenomeno di crescita delle relazioni e degli scambi, il cui effetto è una decisa convergenza economica e culturale.


Recensione C'era una volta un Vaticano di Massimo Franco

Massimo Franco, nato nel '54, attualmente commentatore e inviato politico del Corriere della Sera e in precedenza editorialista di Avvenire e inviato di Il Giorno e poi di Panorama, ha scritto il saggio “C'era una volta un Vaticano”, un libro, pubblicato recentemente da Mondadori. L'autore affronta le cause della crisi che sta investendo l'istituzione bimillenaria e mette in dubbio le capacità della chiesa cattolica di superare questo crollo. Lo scrittore ci dice, infatti: ”nell'immaginario collettivo il Vaticano è sul punto di crollare” e “il Micro Stato universale dell'occidente accanto agli USA sembra di colpo non all'altezza della sua fama internazionale”. Una particolare e approfondita attenzione, l'autore, la dedica allo scandalo della pedofilia, che secondo l'opinione pubblica, tali abusi erano già presenti in precedenza, ma di questi non si era mai fatta parola. Quello che, secondo l'autore, ci lascia basiti è che dalla chiesa questi non sono stati ritenuti reati e che siano sempre stati celati. Un'altra causa di tale crisi è la diffusione delle feste pagane, come Halloween, considerate dalla Chiesa intossicante proprio perchè stanno pian piano sminuendo i valori delle feste sante. Si parla di quel paganesimo che ha fatto togliere dalle scuole il crocifisso perchè ritenuto da alcuni diseducativo e irrispettoso per persone di altre religioni. Un'altra attenzione è dedicata a Obama. La santa istituzione contesta il premio Nobel dato al presidente per la sua posizione sull'aborto, in contrasto con la posizione di Madre Teresa di Calcutta che proprio quando ricevette il premio sottolineò la disumanità dell'aborto. L'autore affronta anche la situazione tra il cattolicesimo e la politica italiana. Come dice Franco, dopo la caduta del DC e dello scandalo Mani Pulite, la chiesa si è dovuta appoggiare ad altri partiti come Forza Nuova e il PDL, ma anche la Lega, inizialmente non disponibile, si è mostrata favorevole ad una strategia catto-pagana, anche se qualche cardinale la pensa diversa, il partito gli tiene testa. Il cattolicesimo è definito quindi “senza casa”. Infine tratta dell'islam sostenendo che nell'oriente ormai i cristiani siano in via d'estinzione, e che sia verificato un isolamento di questi. Tutto ciò probabilmente è stato velocizzato dal conflitto tra Bush-Blair e Saddam Hussein. Trovo questo libro attuale, concreto e scorrevole soprattutto per il linguaggio che Franco usa. L'autore parla senza peli sulla lingua, facendo


emergere tutti i quei problemi che circondano la chiesa e che vengono oscurati da questa. Provo stima per Massimo Franco per aver trattato questi temi con il rischio di ricevere molte critiche.

Pel첫 Giulia IA Liceo Classico P. Rossi

Nobel per la pace 2009 a Barack Obama: "per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli"


“Dio è morto.” M. Franco, C’era una volta un Vaticano Probabilmente Nietzsche avrebbe risolto con questa frase il motivo del declino della Chiesa in Occidente. La verità è, però, tutt’altra cosa. Nel saggio “C’era una volta un Vaticano”, l’autore mette in dubbio la capacità della Santa Sede di riemergere, dilaniata dagli scandali sulla pedofilia e dalla crescente presa di posizione di un Europa che vede nelle ricorrenze pagane, tra cui Halloween, le proprie radici. Ma è davvero possibile che il Vaticano stia per tramontare? Forse “un Vaticano”, precisa l’autore. L’istituzione bimillenaria deve fare i conti ora con i conflitti pubblici tra cardinali e con l’intrinseca macchina del potere; quell’istituzione che per secoli ha trasmesso e sostenuto nel mondo i valori occidentali e più recentemente ha indirizzato enormi masse di elettori si trova, adesso, di fronte ad una svolta epocale. L’impressione è che il malessere affondi le radici negli ultimi decenni del secolo scorso, ma che sia stata la fine della guerra fredda a rivelarne la profondità e i contorni, costringendo anche il Vaticano a rivedere i suoi paradigmi. Il nemico è uno Stato laico, un’Europa laica, spesso indifferente alla religione. La verità, forse, è che oggi siamo liberi di essere noi stessi; davanti a questo la Chiesa rimane spiazzata. Oggi sembra lei, totalitaria. L’appoggio inaspettato arriva, tuttavia, dall’ex blocco comunista, che si innalza contro il modello laico francese a difesa delle radici cristiane. Interessante, infine, è l’atteggiamento del Vaticano riguardo alla religione musulmana, vicino alle posizioni della Lega, contrarie alla costruzione di nuove moschee: vi è il timore di una contaminazione islamica contro la quale l’identità cristiana non sembra in grado di produrre anticorpi. L’Europa ha le sue radici nella religione cristiana, nella Chiesa. Una cosa è certa: un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente. Il testo si presenta come una sorta di pamphlet dettato da uno stile spesso ripetitivo, ma pur sempre preciso e linguisticamente accattivante. Andrea Filippini, classe V D Liceo Scientifico Enrico Fermi, Massa

Disegno a corredo del contributo di Francesco Guccini in Play a song for me, riproduzione dell'originale contenuto in un articolo di Muzak, 1974


“C’ERA UNA VOLTA UN VATICANO”, di Massimo Franco

Con il suo saggio “C'era una volta un Vaticano”, Massimo Franco si propone di comprendere e di chiarire perché la Chiesa stia perdendo peso in Occidente: questo fenomeno può sorprendere, spaventare o rallegrare, a seconda delle inclinazioni personali; ma non credo che possa stupire. In realtà, esso ha un'origine piuttosto lontana nel tempo, tanto che già Schopenhauer lo aveva presentato come un qualcosa di inevitabile, per lo meno in Europa. Con il senno di poi, non si può negare che Schopenhauer avesse ragione: se il libero pensiero fosse stato combattuto con una fermezza ancora più intransigente di quella dell’Inquisizione, non è errato credere che non ci sarebbe stato alcun Galilei, né tantomeno Nietzsche, con la sua “Morte di Dio”, né Marx o Engels e neppure lo stesso Schopenhauer, forse il più grande tra gli “sbugiardatori” delle vecchie filosofie e della religione. Forse, il tempo si sarebbe fermato al Medioevo e non avrebbe mai visto il progresso. Ma ora, per dirla con Schopenhauer, “è un po’ troppo tardi per bruciare tutti i libri”, perché ormai il Cristianesimo è in crisi, sta annaspando, e questo ce lo assicura proprio “C’era una volta un Vaticano”, che rappresenta una lucida e precisa dimostrazione di quanto affermato. Il nuovo millennio appare palesemente come uno spartiacque della storia: esso ha definitivamente dato addio a quella tradizione teologica, filosofica e religiosa che ha accompagnato l’Europa dal Medioevo fino al mondo postmoderno, quello della cibernetica e dell’intelligenza artificiale. Questo “silenzio di Dio” ha portato certamente confusione in chi ha assistito al crollo delle certezze morali ed è stato sconvolto dal nichilismo e dalla vertigine del vuoto esistenziale; ma ha anche promosso l’affermarsi di nuovi ordini politico-sociali, di nuovi stili di vita e persino, forse, di nuovi valori. Ed è proprio con questo nuovo mondo che il Vaticano fatica a tenere il passo: sembra, ad esempio, che l’ “Europa di Halloween”, con le sue


ritualità pagane, si stia affermando a dispetto delle festività cattoliche, ormai avvertite prevalentemente come feste consumistiche. Il numero dei sacerdoti in Europa è in netta diminuzione, così come la presenza dei cattolici in Medio Oriente, dove peraltro da tempo sono vittime di persecuzioni e violenze inaudite; l'Unione europea ha rifiutato di inserire nella costituzione del 2004 precisi riferimenti alle comuni radici cattoliche; la Corte dei diritti umani di Strasburgo si è apertamente dichiarata contraria all'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici; lo scandalo della pedofilia dilaga ovunque, rafforzando la posizione dei nemici della Chiesa e insinuando nei fedeli dubbi e perplessità; i vescovi imprigionati in Belgio con l'accusa di essere coinvolti nello scandalo della pedofilia, hanno dovuto rispondere delle loro azioni davanti alla legge e al tribunale di Stato, non più al Vaticano; aborti, eutanasia, matrimoni tra omosessuali ed altri temi scottanti si insinuano e si rafforzano anche in paesi di matrice fortemente cattolica, come la Spagna; con il crollo della Democrazia Cristiana, il Vaticano ha perso la propria rappresentanza politica; con il centro-destra e con il centro-sinistra italiani ci sono stati problemi e difficoltà e, negli ultimi tempi, le autorità ecclesiastiche sono apparse incapaci di convogliare i fedeli nelle scelte politiche ritenute più opportune. Tutto questo, insieme a molto altro, è analizzato con precisione e chiarezza, nonché con lodevole onestà intellettuale, da Massimo Franco. Si percepisce, in questo libro, un certo timore, che è poi la preoccupazione di un giornalista cattolico per la confusione che vige in un' istituzione così determinante per la nostra cultura; ma comunque questo timore rimane velato, quasi nascosto, e non influenza la lucidità delle argomentazioni. Il vero interrogativo che emerge è se il tramonto del Cattolicesimo in Europa possa coincidere con il tramonto del ruolo stesso della civiltà europea: è difficile infatti pensare che un'entità così vasta e eterogenea possa rimanere unita e stabile se priva di un tale comune denominatore. Non a caso, Franco nota come la “bolla morale” cattolica e quella finanziaria di Wall Street siano scoppiate simultaneamente: forse, Goldman Sachs e il Vaticano sono due facce della stessa medaglia; forse, il venir meno di queste due “culture dell'infallibilità” non è altro che un riflesso


dell' “oscura consapevolezza del collasso che sta colpendo profili diversi dell'identità occidentale”. “C'era una volta un Vaticano” è un libro scomodo: è infatti scomodo per il mondo politico italiano, ma soprattutto per il Vaticano stesso. Sebbene si serva di tutta la raffinata garbatezza del suo stile, Massimo Franco non fa sconti e non risparmia nomi, cognomi, episodi sgradevoli e motivi di imbarazzo: un intero capitolo, infatti, è dedicato allo sterminato elenco delle “gaffe” delle autorità vaticane. Insomma, se prima si pensava che dentro i Sacri Palazzi ogni parola venisse discussa e analizzata e che la macchina vaticana rappresentasse un meccanismo magnificamente funzionante, oggi non si può non notare che la confusione, il disagio e l'incertezza regnano sovrani. Secondo il giudizio dell'autore, tale disordine non è tanto la causa della crisi del sentimento religioso in Occidente, quanto piuttosto il sintomo più preoccupante di questa minacciosa malattia.

LORENZO CERAGIOLI

VD

LICEO SCIENTIFICO “ENRICO FERMI” MASSA

Arthur Schopenhauer : Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre.


"C'era una volta un Vaticano" di Massimo Franco Recensione di Mattia Baldini

Noto saggista, giornalista e scrittore italiano, Massimo Franco ha lavorato come editorialista per importanti testate giornalistiche tra cui l'Avvenire, il Giorno e Panorama, diventando infine commentatore e inviato politico del Corriere della Sera. Nel 2011 vince l'Amalfi International Media Award con il saggio "C'era una volta un Vaticano". In questa opera Franco affronta la forte crisi che sta travolgendo la chiesa cattolica. Viene messo seriamente in dubbio il fatto che la Santa Sede sia in grado di uscire dal profondo senso di smarrimento da cui è avvolta, situazione che porta a pensare che il Vaticano sia sul punto di affondare. Grande importanza è data al tema della pedofilia, che ha sconvolto la Chiesa, facendo nascere scandali e rivelando fatti di cui non si era a conoscenza. Il dubbio sorge spontaneo e lo stesso Franco si domanda perché se queste erano situazioni già note all'interno del Vaticano e se tali abusi non fossero venuti alla luce, quando la Chiesa avrebbe potuto porvi rimedio? Perché queste verità non sono emerse prima ma affiorano solamente adesso? E' però da notare come il Cattolicesimo sia stato duramente attaccato per questi maltrattamenti, quando invece la pedofilia che si consuma nelle famiglie e nei paesi del Terzo Mondo è trattata con un diverso e più volubile trattamento. Franco afferma inoltra che ulteriori cause della crisi sono state feste pagane come quella di Halloween; il mancato appoggio di fazioni politiche italiane ed europee; gli attacchi da parte del laicismo francese, diventato ormai modello per l'intera Unione Europea e, infine, l'integralismo islamico e il sempre più piccolo numero di fedeli in Asia e in Medio Oriente. Tutti fattori che hanno contribuito ad un tale crollo; per quanto riguarda Halloween sembra che questa festa pagana abbia attentato direttamente alle radici del Cattolicesimo, rendendo molte delle feste cristiane solamente simboli terreni, prive di un vero significato spirituale, legate ormai più al lato economico piuttosto che a quello religioso, e facendo sì che venisse tolto dalle scuole il crocifisso, simbolo imprescindibile della religione cattolica; riguardo alla politica, la Chiesa non ha mai più trovato in tempi recenti dei sostentamenti che avrebbero potuto aiutare la causa cattolica. Infine l'Islam si è rivelato una vera e propria minaccia per l'Occidente, una fede capace di annientare la maggioranza cattolica in un


periodo relativamente breve. Concludendo Franco lascia intravedere un barlume di speranza in tutto questo buio, ovvero sia la possibilità che la Chiesa esca da questa condizione, seppure rimodellata profondamente e non totalmente brillante come un tempo. Grande è la capacità di questo saggio di spaziare tra politica e religione senza mai cadere in ambiti superficiali e pur trattando temi attuali e delicati, centro indiscusso della fede cattolica mondiale, riesce a non essere banale ma anzi molto interessante. La lettura è adatta a giovani e adulti, credenti e non.

Mattia Baldini IA Liceo Classico Pellegrino Rossi

Presso le civiltà antiche la crocifissione era molto diffusa. Il primo documento che vi fa riferimento si trova nella letteratura sumerica.


“C’era una volta un Vaticano” Massimo Franco

In “C’era una volta un Vaticano” l’autore Massimo Franco ci presenta una analisi accurata della situazione vaticana venutasi a creare col passaggio da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI. Quest’ultimo raccoglie l’eredità pesante di un pontefice che con i suoi numerosi viaggi ed un uso sapiente e moderno dei media si è dimostrato un comunicatore di rara potenza, capace di toccare cuori in ogni angolo del mondo. Scemato il fulgore mediatico Benedetto XVI pur essendo un intellettuale ed un esegeta di altissima levatura, si ritrova a dover affrontare una lunga serie di ombre che attaccano la Chiesa su più fronti. Cominciando da quelle che si potrebbero definire questioni veniali come la presa di posizione contro Halloween, l’autore affronta via via tematiche più complesse toccando le autonomie tra Santa Sede e clero americano; i dissidi interni e le lotte di potere tra i cardinali italiani fino ad arrivare alle questioni più spinose quali gli scandali sulla pedofilia e l’abbandono delle comunità cristiane nei paesi di religione musulmana. Dalla caduta del comunismo la chiesa non ha più un grande nemico cui contrapporsi, ma deve relazionarsi, soprattutto in Europa, con una “società liquida” di cui è difficile catturare l’attenzione perché oramai indifferente ad un cattolicesimo che non viene più riconosciuto come unico detentore del potere morale in occidente. Indipendentemente dal merito delle varie considerazioni viene da chiedersi a chi l’autore si voglia rivolgere con quest’opera. Sembra quasi che una parte delle problematiche che sottolinea nell’Istituzione clericale le abbia riportate nel suo libro. L’esempio principale è quello della “società liquida” oramai disinteressata alle questioni religiose, così come un lettore medio si troverà sicuramente disinteressato ad un opera che presuppone una conoscenza di tecnicismi vaticani e politica internazionale che vada oltre la mera infarinatura. Non essendo questo un romanzo di genere non viene richiesto una prosa avvincente, ma un esposizione fluida ed accessibile: invece i concetti vengono spesso frammentati e sparsi per poi essere ripetuti più e più volte ma senza arrivare mai all’approfondimento esaustivo di una tematica.


Insomma,proprio come in alcune gaffe della Santa Sede, la situazione appare talvolta nebulosa; come se in più di un occasione non ci si fosse soffermati a rileggere un omelia o un passaggio. A questo proposito citando la “sindrome belga” ci viene detto del gesto fortemente iconoclasta della gendarmeria belga arrivata addirittura a scoperchiare “le cripte dei due cardinali” (PAG.113); mentre poco più avanti (PAG.143) nel riportare lo stesso episodio ci parla dell’apertura della tomba di un cardinale. In sintesi per rivolgersi ad un pubblico già formato sull’argomento l’autore avrebbe dovuto mettere maggior attenzione alla forma; mentre per rivolgere ad un lettore digiuno sarebbe stato opportuna una prosa più divulgativa.

Michele Caruso Classe III A Liceo Classico Rossi Massa

Zygmunt Bauman ha mosso la critica alla " Società liquida", alla mercificazione delle esistenze, creando l'appellativo "Homo consumens".


Risorgimento Laico, di Massimo Teodori

L'unità d'Italia: i 150 anni dalla storica data, a lungo sognata, ambita dallo stesso Dante già nel 1200 (e rotti...), del suo compimento non sarebbero potuti cadere in tempi peggiori. Anno 2011: una nuova crisi ha colpito il mondo occidentale in toto, a cui si devono aggiungere anni di una propaganda federalista-separatista un tantino anacronistica (sì, beh, dopo 150 anni forse è ormai tardi per ripensarci...). Eppure i festeggiamenti ci sono stati, anche più di quel che ci si aspettava: numerosi i discorsi, numerosissimi i libri a ricordo degli ideali, dei sogni, del sangue versato per fare l'Italia. Diciamocelo: ora ci sentiamo tutti più orgogliosi di cantare il nostro inno, bellissimo, nato dalla penna di uno di quei ragazzi che ha dato la vita per la sua patria, già nel suo cuore (come di molti altri) prima ancora di essere effettivamente, ufficialmente, fondata. Stupisce, addolora, anzi, se proprio vogliamo essere retorici, ritrovare, tra i libri sopracitati, il pamphlet di Teodori, Risorgimento Laico, ben documentato, sì, storicamente ineccepibile, per carità, ma che non ha ragione d'essere. Il noto giornalista-politico parte infatti dall'idea che gli ideali laici allora alla base dell'unità vengano oggi messi in disparte, nascosti volutamente dal Vaticano, che avrebbe in questi 150 anni acquisito sempre più peso politico: a esempio di ciò spiccherebbe l'affermazione di papa Benedetto XVI, contenuta nella lettera agli italiani, che recita ciò : <L'identità nazionale degli italiani, così fortemente radicata nelle tradizioni cattoliche, costituì in verità la base più solida della conquista dell'unità politica.>. Ora, queste parole vengono, nel pamphlet descritte come “ambigue”, al cui interno si “celerebbe una visione contraffatta del Risorgimento”, e assumono subito un alone oscuro: in realtà il papa intendeva descrivere una realtà spesso dimenticata: cosa univa gli italiani allora? La lingua? I “Promessi Sposi” del Manzoni uscì nel 1840: difficile che nel 1848 tutta Italia parlasse fiorentino... La cultura? Dipende da quel che si intende: più del 70% degli italiani era analfabeta, impossibile che conoscesse iliade e odissea, o, un po' più contemporanei, gli scritti di Foscolo (un grande patriota anche lui di un'Italia inesistente) o Leopardi, ingenuo credere che gli importasse... Era la cultura popolare il collante tra paesi ancora oggi così diversi (popolare, popolo, siam lì...), cultura popolare legata a


tradizioni popolari, guarda caso tradizioni religiose: sorprende, oggi, che fino a cinquant'anni fa nei paesini di montagna si sapesse la Divina Commedia a memoria. Eppure la gente ci era affezionata, così come era affezionata alla propria Chiesa: questo è un dato di fatto, così come dato di fatto, che nessuno mette in dubbio, è l'alta componente laica del Risorgimento, legata però maggiormente alla politica, a quella che sarebbe stata l'organizzazione, prima militare e dopo statale dell'Italia unita, su modello dell'illuminismo e degli ideali napoleonici d'oltralpe. Nessuno dimentica Garibaldi, eroe laico, nessuno dimentica Cavour ne tantomeno la sua massima “libera Chiesa in libero Stato”: non è la laicità di allora ad essere oggi messa in discussione. E se oggi possiamo ben dire che varie furono le fondamenta dello Stato Italiano, ancor più si deve affermare che esse si sono arricchite ad ora di 150 anni di storia comune, e di quelli nessuno mai potrà dubitarne.

Maria Chiara Furfori III A Liceo Classico Rossi

XXX canto Purgatorio, Virgilio affida l'Autore a Beatrice che appare a Dante vestita con un velo candido, cinta di ulivo, il mantello verde e la veste rosso acceso.


Risorgimento laico ed anticlericale di Massimo Teodori

Secondo Massimo Teodori il movimento risorgimentale, fu sostanzialmente laico e divenne anticlericale per colpa della Chiesa, che si oppose contro tutte le soluzioni moderne che lo Stato propose. Ci fu così una lotta tra il vecchio stato clericale e quello nuovo e allora per la prima volta, la Sinistra e la Destra moderata furono concordi nel ritenere che la Chiesa si intromettesse in fatti che non la riguardarono. Il libro punta sull'evidenziare come molte leggi, quale quella del 1871 di Cavour: “Libero Stato e libera Chiesa” e quella del 1859 di Casati, sulla riforma dell'istruzione pubblica venissero boicottate dalla Chiese, che rispose con il sillabo di Papa Pio IX, in cui si condannavano gli errori della modernità. La Chiesa voleva combattere il Risorgimento portatore di libertà, laicità e d emancipazione umana, condannando la filosofia cavouriana “di uno stato diviso dalla Chiesa”. L'autore in varie parti suggerisce un parallelismo con la storia odierna in cui la Chiesa si intromette nei fatti civili, come in campo medico sull'uso delle cellule staminali o contro la fecondazione assistita. Il libro dà ampio spazio al pensiero anticlericale di Cavallotti, Garibaldi e Cattaneo. Quest' ultimo padre del liberalismo radicale, critico nei confronti della Chiesa, ispirato ad un Illuminismo scientifico e soprattutto, sostenitore di un federalismo laico per realizzare l'Unità d'Italia senza la monarchia. L'autore non dimentica neppure la massoneria spesso citata nelle pagine di questo libro, attraverso il pensiero di Adolfo Modeo, Jemolo, Croce, Salvemini, e non sempre in accordo sulla funzione di questa organizzazione; considerata da Garibaldi come contenitore in cui versare qualsiasi liquido. L'autore infine si chiede cosa sia rimasto di quello spirito laico che aveva pervaso tutto il Risorgimento, e nella sua risposta emerge che nulla è rimasto. Infatti raramente nelle aule parlamentari si respira quella passione morale e consapevolezza storica; lo spitito laico è completamente morto. Il saggio prende in esame un problema che oggi evidenzia il rapporto tra Chiesa e Stato Italiano, su problematiche sociali e morali talvolta molto distanti. Certo, secondo me, la Chiesa di oggi non è più quella che censurava ogni tipo di innovazione moderna, ma si è aperta verso alcuni aspetti sociali anche se permangono divergenze per ciò che riguarda la scienza e la tecnologia. Il libro, esprime


in modo chiaro le diverse posizioni politiche e idealistiche dei pensatori del Risorgimento, che per svecchiare la mentalità dei vecchi Stati, ha dovuto scontrarsi con le posizioni di una Chiesa sorda ad ogni novità, chiusa in se stessa. Colpisce particolarmente la concezione sul Federalismo di Cattaneo, perchè è un idea politica che si è fatta strada, oggi più che mai, anche se in modo diverso e probabilmente sbagliata, ma che potrebbe essere realizzata sempre modificandone taluni aspetti, in modo da conservare l'identità di ogni regione. Il saggio ha uno stile semplice e chiaro, spiega in modo dettagliato quali fossero i pensieri di coloro che combatterono per un'Italia Unita e, attraverso riferimenti storici ed ampia documentazione ti trascina all'interno dell'epoca, fra le sue problematiche, rendendo partecipe il lettore. E' inoltre una lettura utile e interessante, che fa riflettere e fa fare dei paragoni con l'epoca attuale; si vede ad esempio come la legge Siccardi, approvata da Massimo d'Azeglio nel 1850, che poneva fine ai privilegi di cui il clero godeva come il diritto di asilo nelle chiese e conventi, la censura sui libri, i tribunali riservati e il privilegio di cui godeva ancora la chiesa sugli immobili non tassati, che il nostro nuovo governo ha revocato. Leggere il libro quindi permette a noi giovani, in una rapida carrellata di pensieri e ideali di esplorare il difficile compito di chi, attraverso il Risorgimento, costruì la nuova Italia e di acquisire al tempo stesso maggior consapevolezza delle problematiche attuali che purtroppo non si distaccano molto da quelle di un tempo.

Rubina Galeotti III A Liceo Classico Rossi

Le Leggi Siccardi del 1850 abolirono i privilegi goduti dal clero cattolico, allineando la legislazione piemontese a quella degli altri stati europei.


Recensione di “C'era una volta un Vaticano” di Massimo Franco

“Le parole e gli sguardi di quegli uomini e quelle donne provenienti da ogni parte del mondo, trasmettono un senso di disorientamento: quasi di precarietà”. Queste parole sembrano riassumere tutto il contenuto del saggio di Massimo Franco. Affrontando la profonda crisi della Santa Sede, il libro si concentra su due tematiche: il tema della pedofilia e il difficile rapporto tra cattolicesimo e politica italiana. Per ciò che riguarda “l'emergenza orchi”, si mette in luce come i reati legati alla pedofilia, riguardanti figure religiose, siano ora trattati come crimini effettivi e non devianze da risolvere nella cerchia ecclesiastica. Adesso l'opinione pubblica si trova davanti una situazione per cui è impossibile non farsi delle domande. Franco pone l'accento sul fatto che non vi sia soltanto un calo dei fedeli ma anche di sacerdoti, come a voler dimostrare che il problema sia non solo esterno, ma parte dalla struttura stessa del vaticano. Dall'altra parte, il secondo tema del saggio tratta il tramonto “di un ceto politico- cattolico” che non ha più voce per portare avanti le proprie posizioni. Dall'introduzione della festa di Halloween alla figura di Obama, fino al legame Musulmani-Cristiani, il libro non si presta solo ad una trattazione sistematica della situazione riguardante la Chiesa, ma non può fare a meno di sollevare nel lettore un velato senso critico nei confronti di una problematica che riguarda non solo fedeli e credenti. Il saggio, grazie ad uno stile diretto e complessivamente di facile comprensione, si adatta in particolar modo ai giovani che si trovano ad affrontare tutti i problemi della società moderna.

Giacomo Mattei 3^ A Liceo Classico “P. Rossi” Massa

La rapa era usata ad Halloween in Irlanda e Scozia, ma gli immigrati in Nord America usavano la zucca, disponibile in quantità molto elevate


MASSIMO TEODORI “Risorgimento Laico” Ed. Rubbettino – 2011 Per capire fino in fondo questo libro è fondamentale la citazione iniziale di George Orwell: “Se la libertà significa qualcosa, allora significa diritto di dire alle persone cose che esse non vogliono sentire”. Infatti, la prima sensazione dopo la lettura è proprio di smarrimento e d’incredulità, poiché elimina progressivamente ogni convinzione sul rapporto Stato – Chiesa, così come ogni pregiudizio sull’immagine cattolica dell’Italia risorgimentale e la sua reale posizione nei confronti della Santa Sede. Nel testo dunque regna l’intenzione piuttosto chiara di informare in maniera oggettiva, cercando di distruggere quel concetto de “l’ignoranza è forza” (sempre citando Orwell), che è stato ed è ancora super utilizzato da chi detiene il potere. L’obiettivo diventa quindi quello di scardinare le credenze e le ideologie comuni, nate nel risorgimento, ma che hanno effetto tuttora. Tra queste, quella che potrebbe sorprendere maggiormente è il binomio destra-chiesa e sinistra-stato laico, che sembra aver messo radice, specialmente in Italia. Teodori, infatti, rivela efficacemente come sia stato lo spirito liberale dei primi statisti (considerati globalmente di destra) a essersi opposto per primo al potere ecclesiastico che non ha mai riconosciuto di fatto l’autonomia italiana. Come reazione contraria si respira quindi l’enorme voglia di uno stato laico, europeo e liberale, che aleggia in tutto il libro, che è coraggioso e comprensibile. È coraggioso, perché ha il coraggio di informare un popolo che, sommerso da spazzatura mediatica, ha un bisogno estremo di verità. È comprensibile, perché scritto in maniera concreta e chiara, oltre ad essere arricchito da fonti consultabili alla fine del libro. Da sottolineare è inoltre tutto l’ultimo capitolo, inquietante e profetico, nel quale disegna una futura Italia, sempre più oscurantista e religiosa, regredita per alcuni aspetti all’epoca di Pio IX e del suo Sillabo. Mi auguro che questo sia solamente la fine del libro e non, realmente, la fine dell’Italia. Lorenzo Mosti, VA Linguistico Pascoli Massa

PIGS ON STAGE: The cast of Animal Farm which is playing at the Cremorne Theatre. Source: The Courier-Mail


MASSIMO FRANCO, C'era una volta un Vaticano

“C'era una volta un Vaticano” è un libro di Massimo Franco in cui l'autore analizza la situazione della Chiesa in Occidente. Nel testo vengono argomentate alcune problematiche di natura etica, politica ed economica che il Vaticano, da alcuni anni a questa parte, si è trovato di fronte. L'analisi inizia a partire dal 2010 quando il Papa Benedetto XVI, riconoscendo le difficoltà interne alla Chiesa, crea un ministero con lo scopo di far riemergere quella gloria, quella potenza che da sempre avevano caratterizzato il Vaticano. Una grande “sconfitta”, se così si può chiamare, subita dalla Chiesa, è lo scandalo dei preti pedofili, che è stato causa di un allontanamento da parte di molti credenti a danno della Chiesa; infatti, da quando queste macabre notizie sono venute alla luce, una buona percentuale di fedeli ha smesso di frequentare i luoghi religiosi. Ciò che, secondo me, ha animato la decisione di queste persone, cioè, in semplici parole, non andare più in Chiesa, è stato il modo in cui il Vaticano ha affrontato il problema: nascondendolo. A questo punto sorge spontanea una riflessione: la Chiesa, in questo caso, si è contraddetta perché i suoi insegnamenti, come del resto la sua immagine, dovrebbero rispecchiare i canoni della religione cristiana, invece è apparsa al mondo con la stessa immagine percepita dagli occhi dei bambini che hanno subito le violenze sessuali, cioè tiranna, crudele, fredda. Purtroppo, poi, la Chiesa ha commesso un errore, grave quanto quello dei preti, cioè quello di tacere, di non punire severamente chi ha compiuto quegli orrori e di non fermare il fenomeno. Per questi motivi molti fedeli hanno deciso, giustamente, di abbandonare il loro cammino di fede intrapreso con la Chiesa, perché ovviamente viene a mancare la fiducia, in quanto un prete è un essere umano che dovrebbe rappresentare la purezza, la bontà, la pace, ma proprio perché essere umano può avere delle debolezze che lo inducono ad errare fino a quel punto, ma una complessità come quella rappresentata dalla compagine ecclesiastica, informata sui fatti, ha solo un modo di comportarsi ed è quello di far cessare le violenze e non, come testimoniato dai molti servizi televisivi e dalle testate giornalistiche internazionali, spostare tali preti, se così si possono chiamare, da una parrocchia all'altra permettendo loro di


continuare a commettere abusi e violenze. L'autore, poi, solleva un'altra questione: il rapporto tra la politica e il Vaticano, sottolineando come certa politica faccia sì che la Chiesa ingerisca nelle scelte etiche, sociali, culturali ed economiche del paese, grazie al voto di scambio. Questo non è accettabile in uno Stato che si dichiara laico, in quanto politica e Chiesa hanno compiti distinti che portano allo stesso fine: fare il bene comune. La politica dovrebbe agire per il benessere economico, sociale e culturale dei cittadini, la Chiesa dovrebbe prendersi cura delle loro anime. Un'altra fonte di indebolimento della Chiesa è la difficoltà a confrontarsi con le altre fedi religiose, soprattutto quella islamica, con la quale, invece, ci si dovrà rapportare sempre di più, ci si dovrà tollerare, altrimenti il cristianesimo corre il rischio della disfatta totale. Un altro punto importante evidenziato dall'autore, è la difficoltà del Vaticano ad aprirsi al mondo evoluto, più liberale, l'ostinarsi a non accettare le richieste degli omosessuali, l'uso del preservativo, l'aborto, il divorzio: questi sono “diritti” di un cittadino e la Chiesa dovrebbe aggiornarsi e non imporre il suo veto. L'autore mi ha aiutato a riflettere sul fatto che il Vaticano dovrebbe cercare di riacquistare credibilità presso una popolazione che per la quasi totalità non è più praticante, forse perché non ha più bisogno di attaccarsi ad una speranza, forse perché la Chiesa ne ha combinate un po' troppe, forse perché andare a Messa è da “sfigati”, è “antico”, forse perché la chiesa “parla bene ma razzola male”, di sicuro alla base della sua profonda crisi ci sono molti problemi, come tanti luoghi comuni, che la Chiesa dovrà smantellare, altrimenti la situazione non può che peggiorare. Vita Gabriele, classe V ATIE, Istituto Professionale I.S. “E.Barsanti” Massa

Voluti da Pio VII nel 1808 per la coccarda dei soldati rimasti fedeli, il Bianco e il Giallo divennero i colori della bandiera dello Stato


Recensione ‘Risorgimento laico’ di Massimo Teodori

Dopo ‘’Pannunzio. Dal ‘Mondo’ al partito radicale: vita di un intellettuale del ‘900’’, Massimo Teodori torna a scrivere, e lo fa con ‘’Risorgimento laico: gli inganni clericali sull’ unità d’ Italia’’, piccolo saggio che compie una retrospettiva sul contesto risorgimentale italiano, trovando alcune affinità con il panorama politico attuale, e analizzando lo scontro tra l’ideologia cattolica e quella laica che, con la vittoria di quest’ultima segnerà l’ingresso della nazione nell’ Europa moderna. L’autore inoltre presenta brevemente le varie correnti politiche che hanno contribuito all’unità d’Italia e i suoi protagonisti, da Cavour e la sua lungimiranza a Garibaldi e il suo fanatismo anticlericale. Nelle prime pagine, il libro è stancante, estremamente verboso e prolisso, con periodi troppo lunghi che stancano facilmente, ma si riprende e diventa più fluido nell’ultima parte; l’aspetto più fastidioso è il lessico, che cerca esageratamente di catalogare tutto, ma che alla fine risulta solo dannoso ai fini della scorrevolezza del testo. Tutto questo ha effetto in un libro che, togliendo la bibliografia e alcuni documenti come il discorso alle Camere pronunciato da Cavour inseriti nel libro come ignobile riempitivo, ha 89 pagine effettive. Dal punto di vista contenutistico, si nota come l’autore si soffermi molto sui difetti della Chiesa, conferendo implicitamente molto peso alle critiche su di essa, ma svilendo al tempo stesso le accuse che la Chiesa rivolge al movimento laico, facendole apparire tanto improbabili da renderle quasi delle macchiette. In più sembra quasi che faccia passare in secondo piano aspetti che potrebbero essere utili ai fini della discussione sul Risorgimento, come per esempio il ruolo che la Massoneria ha avuto (e ha ancora) nella politica e negli affari italiani. Dal libro emerge come esponenti politici di alto calibro non solo provengano da ambienti massonici, ma che addirittura abbiano prestato servizio nella Massoneria in qualità di Gran Maestro. E’ un fatto sconvolgente, se si pensa che associazioni private i cui scopi e interessi sono ignoti al pubblico abbiano tenuto le redini dell’Italia per decenni e decenni, ma ciò sembra passare inosservato agli occhi dell’ autore. Elaborare argomentazioni critiche nei confronti della Chiesa è ormai paragonabile a sparare sulla Croce Rossa; ed è ancora più facile farlo se si parte dal presupposto che il movimento


laico sia assolutamente nel giusto, come il sottotitolo del libro lascia intendere. In conclusione, ‘Risorgimento laico’ è un saggio troppo riduttivo.

Keivan Molai I A Liceo classico ‘P. Rossi’ (MS)

Gran Maestro rappresenta il vertice gerarchico all'interno della gerarchia massonica, ed è il custode della Tradizione Iniziatica.


Recensione al libro “Risorgimento laico” di Massimo Teodori

Lo storico Massimo Teodori scrive un’opera degna della sua reputazione: ben supportata da ricerche accurate e spinta dalla sua decennale esperienza politica. Proprio questa sua politica però forse corrompe un po’ la questione che cerca di risolvere: la Chiesa ha o no partecipato attivamente all’unione risorgimentale dell’Italia? Il libro analizza, infatti, la questione in seguito alla pubblicazione, in occasione del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, della «Lettera all’Italia» del pontefice Benedetto XVI, in cui il Papa rivendica un’effettiva partecipazione ecclesiastica nel processo di formazione dello Stato, cercando anche di rovesciare la convinzione che il Risorgimento sia stato «un moto contrario alla Chiesa». Ed ecco che emerge l’acredine di Teodori nei confronti degli ecclesiastici, astio comprensibile, se analizzato alla luce della sua carriera politica, improntata al liberalismo e all’anticlericalismo, partita unendosi alle organizzazioni giovanili (Gioventù Liberale) e universitarie (Unione Goliardica Italiana), più tardi diventando uno dei dirigenti del Partito Radicale, avvicinandosi poi a Forza Italia e infine candidandosi come indipendente. Nel libro sono presenti argomentazioni precise, supportate da citazioni di testi di legge, lettere, interventi pubblici, che esprimono una sentita perplessità nei confronti degli interventi che la Chiesa ha fatto negli ultimi tempi, volti, secondo l’ottica dell’autore, ad arrogarsi una complicità con i padri del Risorgimento che non ha ragione di esistere. Teodori risponde però a questi ragionamenti attraverso le parole di Papa Pio IX, che rispondeva in una lettera a Vittorio Emanuele II, assicurando che l’esercito non sarebbe mai arrivato a occupare Roma, ma che lui l’avrebbe impedito con tutte le sue forze. Importante è il suo capitolo sulla Massoneria, da lui considerata il collante e uno degli ingredienti fondamentali del nuovo Stato laico, in cui cita Ernesto Nathan, più volte Gran Maestro del Grande Oriente D’Italia e sindaco di Roma dal 1907 al 1913, sottolineando con grande intensità il suo patriottismo alla guida del blocco popolare della sinistra liberale laica, e rimarcando la sua convinzione, perfettamente allineata a quella dell’autore, che la Chiesa e il


papa soprattutto tenda a «boicottare le legittime aspirazioni umane, le ricerche della civiltà, le manifestazioni del pensiero», spingendola ad architettare «nuovi scuri per escludere la luce del giorno». Particolare è la analisi del problema lessicale che negli ultimi anni si è presentato dopo la “dichiarazione di guerra lessicale” dei clericali per delegittimare i termini laico e laicità, sia attraverso l’utilizzo di aggettivi volti a renderli accettabili anche per la Chiesa (laicità è accettabile solo se “sana” o “legittima”), sia distorcendone il significato(laicismo designa un’ideologia perversa e così via). Di molto si rammarica l’autore: in primo luogo del fatto che il laicismo stesso stia progressivamente scomparendo da qualsiasi istituzione della moderna Italia, forse a causa della dialettica fuorviante. Di questo fatto incolpa sia le forze politiche di destra e di centro-destra, opportunisticamente suddite delle gerarchie ecclesiastiche, sia le forze di centro-sinistra, eredi di una crisi politica del comunismo negli anni ’90, colpevoli di non aver dato abbastanza peso e rilevanza alle tematiche laiche. Certamente se lo spirito laico risorgimentale scomparisse definitivamente per Teodori «la nostra civiltà entrerebbe nel tunnel oscuro del fondamentalismo». È su quest’ultima considerazione che si chiude “Risorgimento Laico”, un’opera fortemente critica e negativa che non fa altro che difendere a spada tratta lo schieramento liberale, e alla fine forse pecca della stessa sterilità narcisistica che rimprovera ai radicali.

Mattia Branca II A Liceo Classico “P.Rossi” Massa

Statua equestre in piazza Duomo a Milano di Vittorio Emanuele II. Una simile si trova sull'Altare della Patria a Roma


"C'era una volta un Vaticano" Perché la chiesa sta perdendo peso in occidente. Massimo Franco

Lo scrittore e giornalista Massimo Franco in questo libro si propone di esporre in modo chiaro e comprensibile le varie cause della crisi che sta attraversando il Vaticano. Partendo dalla metà di questo decennio appena passato ha avuto luogo un intercalando di consensi nei confronti della Chiesa Cattolica. Questo fenomeno per la maggior parte è dovuto agli scandali partiti dagli Stati Uniti, paese quasi prettamente protestante ma con una forte minoranza cattolica, fino ad arrivare in Europa dove sono venuti alle luce episodi di pedofilia finora tenuti celati. A questo punto sorge una lecita domanda: "Da quanto tempo la Chiesa era a conoscenza di queste azioni spregevoli? "Vengono messi sotto accusa non solamente i pedofili all'interno della Chiesa ma anche chi li ha coperti per tutti questi anni. Si ha quindi la sensazione che la minaccia principale della Chiesa non provenga dai nemici della religione cattolica, ma addirittura dalla stessa comunità ecclesiastica che a questo punto si trova ad affrontare una crisi d'identità. Ad un certo punto nel libro viene fatto dall'autore un paragone degno di nota tra il Vaticano e Wall Street. La celebre sede della borsa di New York nei 2 o 3 anni scorsi si è trovata ad affrontare una crisi e gli "squali" per ripristinare la loro dignità hanno fatto opere di bene, così come per riparare ai danni provocati dai preti pedofili le diocesi hanno versato milioni di dollari alle vittime. Questo paragone seppur aspro e amaro purtroppo ha la verità in sé. Altro interessante argomento preso in esame da Franco è il fatto che non si possa dire che i preti non contino nulla nella politica italiana dato che appoggiano leader e partiti. Quando Berlusconi andò fare visita a Papa Giovanni Paolo che si trovava in ospedale fu chiaro che si stava formando una specie di Santa Alleanza ma non era Berlusconi ad avere bisogno della Chiesa quanto il contrario.


Sempre ritornando allo scandalo riguardo alla pedofilia ,che di fatto è l'argomento principale dell'intero libro, viene detto che non era stata una mossa astuta quella della Chiesa dell'attaccare i mass media, cercando di minimizzare questi episodi che come lo storico cattolico Cardini ribadisce “non erano solo peccati ma soprattutto crimini”. Nella conclusione del libro si trova l'argomento che riguarda i cristiani fedeli in Oriente e di alcune difficoltà che trovano per professare la propria fede. Una conclusione, a questa situazione potrebbe essere quella di far arrivare queste persone cattoliche dall'Oriente in Occidente arricchendolo con le loro straordinarie potenzialità. L’idea di fondo del libro è la situazione del Vaticano oggi in seguito alle varie crisi dovuti agli scandali riguardo alla pedofilia. Il testo in generale risulta pienamente comprensibile, con uno stile dettagliato e un linguaggio scorrevole. Il libro è risultato molto interessante riguardo alla condizione del Vaticano oggi, non solo per una questione religiosa quanto per la sua influenza nelle attività temporali e per la descrizione delle vicende interne. E’ consigliata la lettura di questo libro per avere la possibilità di un quadro generale della realtà di oggi riguardo a questa istituzione che si occupa in modo molto presente delle attività economiche e politiche.

Arianna Ambrosi 3BL Liceo Linguistico Pascoli Massa Carrara

Josè Clemente Orozco. L'educazione moderna , 1932 -1934, Dartmouth College, Hanover, New Hampshire, Stati Uniti.


Recensione di “C’era una volta un Vaticano” di Massimo Franco Massimo Franco é uno dei più apprezzati notisti e commentatori del “Corriere della sera” ma è conosciuto anche nel mondo della saggistica e, con “C’era una volta un Vaticano”, si è invece aggiudicato l’Amalfi International Media Award. Nel libro si tenta di rispondere a un interrogativo di grande attualità : la Chiesa sta perdendo peso in Occidente? E se sì, per quali motivi? È questo l’obiettivo di “C’era una volta un Vaticano” e, come è facile intuire, non si tratta certo di una questione di facile soluzione. Il saggio di Franco, tuttavia, riesce nel suo intento, partendo da una premessa originale: non è in crisi il Vaticano, ma piuttosto un Vaticano. Secondo la sua tesi, il momento difficile che la Chiesa sta oggi attraversando, prelude alla fine di un certo tipo Vaticano, quello che affonda le radici in Occidente. Di conseguenza, poiché la Santa Sede è stata un motivo di unità etica e morale del mondo occidentale, ci si chiede anche se questo comporti anche una crisi di un Occidente. La Chiesa di oggi vede ridursi il suo peso nelle questioni internazionali e, a causa di una scarsa coordinazione interna, viene continuamente fraintesa dai governi e, soprattutto, dai propri fedeli. Con l’analizzare le cause di tutto ciò, Massimo Franco ci mostra un’istituzione a tutto tondo, coinvolta nella maggior parte delle questioni cruciali per il nostro futuro, le quali, però, come è già stato anticipato, risentono scarsamente della sua opinione.Il libro inizia con il dimostrare che esiste un’attrazione nei confronti dei riti paganeggianti a scapito di quelli religiosi e prosegue illustrando i complicati rapporti fra il Presidente Obama e il Pontefice, spiegando le crisi parallele di Wall Street e della Santa Sede. Forse proprio quest’ultima parte può essere considerata la più originale di tutta l’opera, sia per la sorpresa del lettore di fronte a un paragone fra un’istituzione morale e una economica, sia per lo stile particolare che ricorda, in certi frangenti, “Le vite parallele” di Plutarco. Il libro continua analizzando la controversa figura del cardinale Tarcisio Bertone, parlando dello scandalo dei preti pedofili, riflettendo sul coinvolgimento della Chiesa nella politica italiana, ironizzando sull’innumerevole quantità di gaffe dovute alle incomprensioni interne e, infine, fornendo un quadro della situazione dei Cattolici anche nel Medio Oriente. Riguardo al registro utilizzato, va però segnalato che, nonostante si affrontino argomenti recenti, non mancano riferimenti a personaggi o fatti che risalgono a molto tempo addietro e di


cui magari non tutti sono a conoscenza. Ciò significa che il saggio di Franco potrebbe non essere molto accessibile per un pubblico più giovane, anche se non bisogna scordarsi che abbiamo un mondo a portata di click e non ci mancano certo i mezzi per accedere tutte le informazioni necessarie a una completa comprensione del testo. D’altra parte, approfondire ulteriormente questi elementi (che comunque non impediscono assolutamente di capire i concetti chiave del libro, perché, come è già stato detto, si tratta solo di riferimenti) avrebbe potuto rendere la lettura forse un po’ troppo dispersiva per chi già ne ha sentito parlare. Quindi, la scelta di Franco non è assolutamente da criticare, ma da considerare a seconda dell’età del lettore. Tirando le somme, “C’era una volta un Vaticano” è diretto a chi vuole approfondire le proprie conoscenze su un Vaticano ed è un libro che non solo analizza le questioni affrontate in modo neutrale, super partes, senza schierarsi dalla parte di un particolare partito politico, ma mette anche il, o meglio un, Vaticano di fronte ai propri problemi senza ingigantirli o sottovalutarli. Tutto ciò contribuisce ad istituire un’utilissima lettura che ci aiuta a diradare la nebbia che avvolge la questioni riguardanti la nostra Chiesa e che ci spinge veramente a chiederci se il Vaticano che conosciamo oggi stia tramontando. Se così fosse, comunque, non ci si dovrebbe stupire più di tanto: la storia ci ha mostrato quante volte è cambiato il volto della Chiesa nel corso dei secoli. Basta pensare alla Cattività Avignonese; o ancora prima, al cambiamento dovuto alla legittimazione dei movimenti riformatori di S. Domenico e S. Francesco. Sono sicuramente esistiti momenti in cui la credibilità del Vaticano è stata messa a rischio, proprio come sembra accadere anche oggi. Non è però legittimo pensare che il Vaticano scomparirà per sempre dalle nostre vite: semplicemente, non sarà più lo stesso, nel bene o nel male. Perché comunque é la Chiesa che ha difeso e ha diffuso la nostra religione; e la nostra religione è ed è stata sempre il cemento che ha tenuto unita l’Europa, il suo chiodo fisso, il suo “pendolo di Foucault”. Non è possibile immaginare un Occidente senza il Vaticano: è possibile immaginarlo solo senza un Vaticano. Ludovico Orlandi IA Liceo Classico “P. Rossi” Massa

Immagine dalla copertina del libro "Vite parallele" di Plutarco, a cura di Antonio Traglia


Recensione del libro “C’era una volta il Vaticano” di Massimo Franco

“C’era una volta il Vaticano”, il nuovo saggio di Massimo Franco, è incentrato sulla crisi che, da un decennio, si è abbattuta sul Soglio Pontificio. I motivi che hanno portato alla decadenza dell’istituzione della Chiesa vengono affrontati e discussi dallo scrittore, con una certa obiettività e con un criticismo di fondo, anche se si percepisce un suo risentimento. Egli, infatti, pur trattando i mali del Papato, riconoscendone gli sbagli e non condividendone l’ operato, lascia intuire il suo spirito di rivalsa. L’argomento principale viene sviluppato analizzando le diverse sfaccettature; anche l’impostazione stilistica del libro è piuttosto frammentaria e specifica: i capitoli che affrontano le “malattie” della Chiesa sono a loro volta suddivisi in molteplici sotto-capitoli in modo che il lettore arrivi ad un quadro generale della situazione odierna. L’indagine condotta da Franco parte dal pontificato di papa Giovanni Paolo II arrivando ai giorni nostri, passando per lo scandalo della pedofilia che ha tolto il velo di Maya dallo Stato Vaticano, lasciando intravedere al mondo la sua vera essenza: un mondo corrotto e troppo spesso sopravvalutato, molto distante da ciò che si definisce una realtà idilliaca e che si è allontanato dalla sua funzione originaria, ovvero rappresentare un punto fermo per milioni di fedeli, nonché guidarli nella vita e nella religione. Un libro verità ben congeniato e chiarificatore, un'esortazione ad una ribellione interna per la purificazione dei costumi del clero, una bussola per coloro che hanno perso di vista il vero significato delle fede, evidenziandone le mancanze ed i passi falsi

Ciuffi Carlotta VAL Liceo Linguistico Giovanni Pascoli, Massa Carrara

"Velo di Maya" è la capacità di sfatare miti storici e credenze metropolitane


"Risorgimento laico : gli inganni clericali sull' unita d' Italia" Massimo Teodori Pubblicato da Rubbettino nel 2012 è un saggio storico in cui l'autore, esponente radicale, ripercorre le tappe e i momenti fondamentali del Risorgimento prima e dell'Italia unita poi. Il pamphlet si articola sullo scontro tra gli ideali laico-progressisti, su cui si fonda il nuovo regno, e la dura opposizione del mondo cattolico-tradizionale, diretta dalla Santa Sede. Sin dall' inizio - nell' introduzione - l'autore afferma di voler dimostrare una tesi: il messaggio di Papa Benedetto Sedicesimo nel suo discorso per il centocinquantesimo dell'unità d'Italia non è diverso per contenuto da quello del Sillabo di Pio Nono, pertanto, per impedire una nuova diffusione degli ideali cattolici, è necessario ripercorrere i personaggi, con i loro ideali, che hanno fatto l'Italia. Ruolo fondamentale ce l'ha dunque la storia e, pertanto, risulta necessaria una riflessione più articolata su di essa. L'opera presenta la pecca di basarsi su una concezione della storia intesa non come dimostrazione, ma come giudice, la quale condanna l'ideale cattolico-tradizionale, presentato come antagonista, a tutto vantaggio di quello laico. La storia-giudice, e la presentazione di questo dualismo, è però una semplificazione della realtà, in quanto non tiene conto della complessità dell'evento storico, che in quest'ottica viene strumentalizzato e non esposto; se infatti la storia è la ricostruzione dell’evento nella sua totalità, è preferibile che il lettore non venga condotto ( o condizionato ) nelle sue riflessioni, ma il semplice dato storico sarà sufficiente. Per quanto riguarda lo stile, esso testimonia tutta la partecipazione dell'autore nel comporre l'opera, la quale non si pone mai in modo critico nei confronti degli ideali laici, ma con l'unico scopo di dimostrare la superiorità di questi su quelli cattolici.

Aurelio De Iorio III A Liceo Classico P.Rossi

Armoiries du pape Pie IX : Écartelé en 1 et 4 d'azur au lion couronné d'or et en 2 et 3 d'argent aux deux bandes de gueules


Anno dopo anno, dalla piazzetta dei Ronchi dove avvenne il debutto della rassegna nell'estate del 2006, il premio Battì Libro è riuscito a definire il proprio spazio all'interno del panorama culturale apuano. Uno spazio ed una visibilità che si sono ulteriormente accresciuti nelle sue ultime edizioni che hanno visto il coinvolgimento delle scuole con una formula, sempre peraltro suscettibile di aggiustamenti, che si muove nell'ottica di riuscire a coinvolgere il maggior numero possibile di giovani.

L'obiettivo è di avvicinare gli studenti alla lettura, favorire la discussione in classe su tematiche che li possano far maturare come cittadini, approfondire le loro conoscenze non solo scolastiche, promuovendo così la creazione di un bagaglio interiore che li accompagnerà, accrescendosi, lungo vita. Partito senza enfasi ma con profonda serietà d’intenti, il premio è riuscito a consolidarsi, portando a Massa alcuni fra i protagonisti della cultura, dell'editoria e del giornalismo italiani. Tra gli altri ricordiamo Antonio Caprarica, Oscar Orefici, Andrea Biavardi, Oliviero Beha, Roberto Ippolito, Andrea Casalegno, Domenico Fisichella, Aldo Cazzullo e Arrigo Petacco. L’attività del premio è andata via via crescendo di pari passo con il riscontro di interesse da parte sia del pubblico che delle Istituzioni locali e ciò incoraggia a proseguire augurandosi di poter confermare questa tendenza anche per il futuro, sia pure nei limiti delle sempre crescenti difficoltà che si incontrano nel cercare di promuovere iniziative culturali. L'obiettivo prioritario del PREMIO BATTÌ LIBRO rimane, ora più che mai, promuovere la lettura e stimolare il dibattito su temi di attualità, al servizio della collettività, con l'auspicio che il seme lanciato possa germogliare e dare buoni frutti nelle coscienze.

www.battilibro.it


A tutti i giovani raccomando: aprite i libri con religione, non guardateli superficialmente, perchÊ in essi è racchiuso il coraggio dei nostri padri. E richiudeteli con dignità quando dovete occuparvi di altre cose. Ma soprattutto amate i poeti. Essi hanno vangato per voi la terra per tanti anni, non per costruivi tombe, o simulacri, ma altari. Pensate che potete camminare su di noi come su dei grandi tappeti e volare oltre questa triste realtà quotidiana. Alda Merini, da "La vita facile"

La parola ai giovani  

Il Premio letterario Battilibro analizzato dai giovani di alcune Scuole della città di Massa

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