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UN GIORNO PER RICORDARE SECOLI DI LOTTE E DI CONQUISTE SOCIALI, POLITICHE E CIVILI


“Uomo, sai essere giusto? E' una donna che te lo domanda: non vorrai toglierle questo diritto. Dimmi, chi ti ha dato il sovrano potere di opprimere il mio sesso? La tua forza? Le tue capacitĂ ?â€? (Dichiarazione dei diritti della donna e della Olympe de Gouges, 1791)

cittadina,

Olympe de Gouges


“Riteniamo chiare le seguenti verità : che tutti gli uomini e le donne sono stati creati uguali; che il Creatore ha attribuito loro alcuni diritti inalienabili; che tra questi sono la vita, la libertà, la ricerca della felicità ; che, per garantire tali diritti, devono essere costituiti governi i cui giusti poteri derivino dal consenso di coloro che sono governati. Ogni qualvolta una forma di governo impedisca la realizzazione di questi scopi, coloro che ne sono danneggiati hanno il diritto di rifiutare obbedienza e di adoperarsi per l'istituzione di un nuovo governo, che abbia a suo fondamento quei principi, e dia ai suoi poteri una organizzazione tale da sembrare loro la più adeguata a garantire loro sicurezza e felicità”. (Seneca FaIls Convention, Seneca FaIIs, New York, July 19-20, 1848, Declaration of sentiments e Resolutions, in Susan B. Anthony, Elizabeth Cady Stanton e Matilda Joslyn Gage (a cura di), History of Woman Suffrage, vol. I, Rochester, Susan B. Anthony, 1881, pp. 70-72)


1889: iI primo Congresso della Seconda Internazionale Socialista a Parigi approvò il principio del diritto alle donne ad avere una retribuzione pari a quella degli uomini.

Copenaghen 29 agosto 1910: Seconda conferenza delle Donne dell’Internazionale socialista; istituzione della “Giornata delle donne” su proposta della leader socialdemocratica tedesca Clara Essner Zetkin 

Clara Essner Zetkin


DIVERSE IPOTESI SULLA GENESI DELLA GIORNATA DELLA DONNA •1908: a New York, 129 operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l'8 marzo (o il 25 secondo alcuni), il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento. Ci fu un incendio doloso e le 129 operaie prigioniere all'interno dello stabilimento morirono arse dalle fiamme. • marzo 1857: a New York, centinaia di operaie tessili avevano scioperato per protestare contro i bassi salari, contro il lungo orario di lavoro, contro il lavoro minorile e le inumane condizioni di lavoro. Le stesse fonti parlano anche di una forte repressione da parte della polizia e fanno risalire al 1859 la costituzione di un sindacato delle operaie tessili. • 1909,: le operaie tessili della fabbrica nuovaiorchese "Triangle Shirtwaist Company", che produceva le camicette alla moda di quel tempo, le "shirtwaist" appunto, cominciarono uno sciopero, pare scegliendo l´8 marzo come data di avvio della protesta. La lotta, dopo diversi azioni brutali e repressive da parte della polizia e dopo una lunga trattativa, terminò il 24 dicembre 1910 con il "Protocollo di Pace", nel quale venne riconosciuto il diritto a regole per l´orario ed il salario.


19 marzo 1911: Prima celebrazione della Giornata Internazionale della Donna in Europa. un milione di donne marciò per le strade di Svizzera, Austria, Danimarca e Germania, chiedendo il diritto al voto, la fine della discriminazione sessuale per le cariche pubbliche ed il diritto alla formazione professionale. Il movimento divenne universale, e nel 1913 le donne americane decisero di far coincidere la loro festa nazionale con quella individuata dall´Internazionale Socialista.

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L’8 marzo nasce ufficialmente per ricordare la prima manifestazione delle operaie di Vyborg (Pietrogrado) dell´8 marzo 1917 che diede l´avvio alla rivoluzione di febbraio: nel giugno del 1921 la Seconda Conferenza Internazionale delle donne comuniste, che si tenne a Mosca nell´ambito della Terza Internazionale, adottò formalmente quella data come "Giornata Internazionale dell´Operaia".


legge n. 242 del 19.6.1902 c.d. legge Carcano: dettava norme, seppur minime nei contenuti, a tutela delle donne lavoratrici; vietava alle donne di qualsiasi etĂ  i lavori sotterranei ; limitava a dodici ore l'orario massimo giornaliero prevedendo un riposo di due ore ; vietava, ma solo alle donne minorenni, il lavoro notturno . La tutela che la legge garantiva alle lavoratrici madri si sostanziava nella introduzione del divieto di adibire le puerpere al lavoro "se non dopo trascorso un mese da quello del parto" . Si tratta della prima forma di concedo di maternitĂ  in Italia ď ˝ Legge n. 510 del 1910 : istituzione delle casse di maternitĂ  con la funzione di erogare alle lavoratrici madri durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro una prestazione economica di carattere assistenziale.

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legge n. 416 del 1917: estendeva il divieto di lavoro notturno alle donne di qualsiasi età, anche se le eccezioni erano numerose e limitavano la portata innovativa della norma.  legge 1176 del 1919: prevedeva l’ammissione delle donne a coprire tutti i pubblici impieghi esclusi soltanto quelli che implicassero poteri pubblici giurisdizionali, o l'esercizio di diritti o potestà politiche nonché quelli attinenti alla difesa militare dello Stato. 


“Testo Unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia”(Il Regio Decreto legge 22 marzo 1934 n. 654): istituzione dell’ "Opera nazionale per la protezione della maternità e dell'infanzia" avente la funzione di provvedere all'assistenza delle gestanti e delle madri bisognose o abbandonate e dei minori che versassero in condizioni di abbandono; divieto di adibire le donne al lavoro nell’ultimo mese precedente la data del parto ; l'astensione obbligatoria post partum veniva fissata in sei settimane; obbligo di conservazione del posto con riferimento al periodo di assenza obbligata e facoltativa; riposo durante la giornata per provvedere all'allattamento


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” Art 3 Foto:http://150anniinsieme.blogspot.com/2011/03/festanazionale-del-17-marzo.html

“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione” Art 37 comma I


⋆legge n. 860 del 26 agosto 1950 (Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri): sancisce il divieto di svolgimento di lavori pesanti durante il periodo di allattamento (art.4); divieto di licenziare le lavoratrici durante il periodo di gestazione e durante il periodo, pari ad otto settimane dopo il parto, di astensione obbligatoria dal lavoro; periodi di riposo per provvedere all'allattamento (art. 10) 1956: le donne sono ammesse ad accedere alle giurie popolari e ai tribunali minorili (la norma rimane in vigore fino al 1978 

1963: viene stabilita la nullità del licenziamento a causa di matrimonio

1964: le donne acquistano la possibilità di diventare magistrati ⋆ Nota bene: testo aggiornato con le modifiche apportate dalla legge 8 marzo 2000, n.53 Nota bene: la presente legge è stata abrogata dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della

maternità e della paternità”, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53


1969: viene abolito il reato si adulterio femminile. Nello stesso anno è approvata la legge sul divorzio 

Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 "Tutela delle lavoratrici madri”: • divieto di licenziamento in gravidanza • Astensione obbligatoria dal lavoro per maternità della durata complessiva di 5 mesi Corresponsione di un’indennità dell’80% della retribuzione per tutto il periodo di astensione dal lavoro • Possibilità di allungare il periodo di astensione da lavoro 1974: con il referendum viene mantenuta la legge sul divorzio che può essere richiesta da ambi i coniugi 1975 riforma del diritto di famiglia: - obbligo di reciproca fedeltà, assistenza morale e materiale - comunione dei beni - patria podestà ad entrambi i genitori - conservazione del proprio cognome per le donne sposate - istituzione dei consultori familiari 


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legge n. 903 del 1977: “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro” . viene riconosciuto a livello legislativo il principio generale di parità di diritti, con la predisposizione di strumenti idonei a contrastare le discriminazioni sul lavoro. 1977: Tina Anselmi è nominata ministro. E’ il primo ministro donna della storia italiana 22 maggio 1978: viene approvata la norma per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza 

1979: Nilde Jotti diventa presidente della camera dei deputati 1981: il referendum abrogativo della legge sull’aborto non ha successo. Abolizione del motivo d’onore come attenuante nell’omicidio del coniuge infedele

1986: la Commissione Nazionale per la parità uomo e donna elabora il “Programma azioni positive”: aziende e sindacati devono tutelare la donna nelle fasi di accesso, carriera e retribuzione femminile

Legge n.979/90: indennità di maternità per le libere professioniste


1992: la legge stabilisce che il 30% dei candidati nelle liste per le elezioni amministrative siano donne

Legge n.66 del 1996: lo stupro è riconosciuto come delitto contro la persona ( e non contro la morale come in precedenza) 1997: Istituzione presso gli uffici del Ministro per le Pari Opportunità della Commissione per la promozione e lo sviluppo dell'imprenditorialità femminile e dell'osservatorio per l'imprenditorialità femminile

Decreto del Ministro dell'Agricoltura del 13 ottobre 1997: istituzione dell'Osservatorio Nazionale per l'imprenditoria femminile ed il lavoro in agricoltura.

Legge n.40 dell’8 marzo 2001: Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori


Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151: “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”  Decreto legislativo 11 aprile 2006 n. 198: “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna” 


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Il tasso di occupazione femminile aumenta, ma rimane inferiore a quello degli uomini, anche se le donne rappresentano la maggioranza degli studenti e dei laureati. Le donne continuano a guadagnare in media il 17,8% in meno degli uomini per ogni ora lavorata e questa cifra rimane stabile. Le donne sono ancora molto sottorappresentate nelle economico e politico posizioni decisionali, anche se la loro quota è aumentata nell'ultimo decennio. La divisione delle responsabilità familiari è ancora molto diseguale tra uomini e donne. Il rischio di povertà è maggiore per le donne rispetto agli uomini. Le donne sono le principali vittime della violenza di genere e le donne e le ragazze sono più vulnerabili al traffico di esseri umani. fonte: European Commission Employment, Social Affairs and Inclusion http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=418


DI OGGI

DI DOMANI….



Festa delle donne