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anno 3 - n. 23 mensile maggio 2010 Redazione parrocchia San Giuseppe Argiano diffusione interna Materiali e collaborazioni si intendono forni a tolo gratuito

io r a m m so pag. e editorial io del Messagg parroco storale a P a t i s i V

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pag. 4,5,6 ale pag. i d n o m 7,8,9 Giornata i n cazio pag. per le vo a e t r ’a l a e 10,11 La music o llo spirit pag. e d . z i v r e s incontri i l g e d a t 12,13 Fes pag. o s 14 Congres i t ministran don pag. a a t 15 -16 Intervis e Salvator

In coperna il logo dei 25 anni della nostra parrocchia (01/05/1985 01/05/2010) e il simulacro di San Giuseppe,durante la processione dei festeggiamen in suo onore, momento di festa per tua la Comunità. 2

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Passo dopo passo Eccoci di nuovo qui, forse con una domenica di ritardo, ma sempre pronti ad informarvi di quello che c’è stato nella nostra parrocchia e di tutti i momenti intensi trascorsi in quest’ultimo mese. Il lavoro dei nostri ragazzi continua imperterrito, nonostante i loro impegni sia scolastici sia parrocchiali. In questo mese di maggio appena passato abbiamo approfondito la visita pastorale, un momento di grazia per la nostra comunità, ma non meno importanti sono stati il 13°anniversario della dedicazione della Chiesa, l’inizio dei festeggiamente per i 25 anni della comunità parrocchiale e la festa di San Giuseppe del 1°maggio. stradenuove


Attraverso il Consiglio Pastorale si è cercato di arrivare a queste occasioni, importanti per tutta la Comunità,attraverso la cooperazione di tutte le realtà che operano all’interno della Parrocchia. L’augurio è quello di continuare questo cammino unitario perchè una vera comunità ha bisogno di camminare, passo dopo passo, verso quell’unica meta che è Gesù Cristo.

Gabriele Camillo

messaggio del parroco Siamo a giugno, mese in cui si concludono le attività formative e si programmano le attività estive. Abbiamo vissuto, negli ultimi due mesi, esperienze e momenti bellissimi. La Pasqua, le Cresime,l’Anniversario della Dedicazione della Chiesa, la Visita pastorale del Vescovo, la Festa di San Giuseppe, il XXV della Parrocchia, le Prime Comunioni, la Pentecoste. Un tempo ricco di eventi e di soddisfazioni. Siano rese grazie a Dio! Ora è in cantiere la programmazione delle attività estive che devono essere occasione per tutti, piccoli e grandi, di vivere momenti distensivi e di svago. Ci sia disponibilità e collaborazione da parte di tutti per la buona riuscita delle varie iniziative. Buone vacanze.

don Salvatore, parroco stradenuove

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dal 30 aprile al 2 maggio

Visita

Che cos’e’ la Visita Pa storal

e

La Visita Pastorale è “un segno della presenza del Signore che visita il suo popolo nella pace”. Con tale segno il vescovo esercita il suo ministero, quello cioè di essere immagine viva di Gesù Buon Pastore che cura il gregge, animato da vera carità pastorale, al fine di continuare l'opera di Cristo, Pastore eterno. La Visita Pastorale è quindi “una delle forme, collaudata

dall'esperienza dei secoli, con cui il vescovo mantiene contatti personali con il clero e con gli altri membri del popolo di Dio. È l'occasione per ravvivare le energie degli operai evangelici, lodarli, incoraggiarli e consolarli, è anche l'occasione per richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria vita cristiana e ad un'azione apostolica più intensa” (Apostolorum succesores).A norma del Codice di Diritto Canonico la Visita Pastorale, costituisce inoltre uno dei doveri più espressivi del vescovo che ha l'obbligo di visitare tutta la diocesi almeno ogni cinque anni, spinto dallo stesso entusiasmo evangelico degli apostoli e dall'esempio dei pastori della Chiesa di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Il vescovo ha già ordinariamente un rapporto stretto e personale con

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Pastorale tutti i presbiteri, le comunità religiose e le parrocchie, tuttavia è proprio la Visita Pastorale che intensifica e rende visibile tale stretto legame del Pastore con il suo gregge, presentandosi a tutti come principio e fondamento dell'unità nella Chiesa diocesana. Quindi la Visita Pastorale è un evento che coinvolge la nostra comunità parrocchiale: Gesù, il Pastore, nella persona del vescovo, viene a confermare la nostra fede. La Visita Pastorale è infatti una forte esperienza del Signore Gesù. Inoltre essa vuole essere “risveglio”, “proposta”, “risposta”, aiuto a un progetto di vita cristiana e formazione di una comunità cristiana. E con tale spirito che la nostra parrocchia San Giuseppe Artigiano ha accolto e vissuto la Visita Pastorale del nostro vescovo mons. Lucio Angelo Renna, nei giorni dal 30 aprile al 2 maggio. Il vescovo ha incontrato gli artigiani, i lavoratori, i professionisti, gli organismi pastorali, i catechisti, i ministri e i stradenuove

collaboratori del parroco, le associazioni e i movimenti ecclesiali presenti. Ha ascoltato le persone che liberamente hanno voluto parlare con lui. Ha visitato gli ammalati. Ha incontrato tutti i bambini del catechismo di iniziazione cristiana, i ministranti e l'ACR, incontro che si è trasformato in un dialogo bellissimo, costellato di domande e risposte vivaci senza trascurare l'insegnamento all'amore verso il prossimo e con momenti di forte commozione per alcuni argomenti toccanti. Ha incontrato i giovani e i giovanissimi delle varie realtà parrocchiali, esortandoli alla testimonianza, unica arma del cristiano per vincere la diffidenza di chi è lontano dalla Chiesa. Nell'incontro con i catechisti ha esortato tutti a stare vicino ai giovani, ai bambini e alle famiglie, per essere testimoni credibili dell'amore di Cristo, senza lasciarsi prendere dallo sconforto nei momenti di difficoltà che inevitabilmente

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si presentano durante il cammino cristiano. Ha presieduto le celebrazioni liturgiche, facendo in modo che la Visita Pastorale diventasse una profonda esperienza di preghiera, finalizzata a riscoprire il centro del nostro essere Chiesa: Parola, Preghiera, Eucarestia e Sacramenti, Fraternità e Formazione. In conclusione, è stata una Visita Pastorale ricca di insegnamenti che ha lasciato tanta gioia e tanta voglia di continuare ad operare nella nostra amatissima parrocchia, sostenuti anche dal programma di vita che ci suggerisce il Servo di Dio don Felice Canelli: “Non una mattina senza preghiera.

Non un lavoro senza una buona intenzione. Non una gioia senza uno sguardo di riconoscenza a Dio. Non una buona azione senza umiltà. Non un'offesa senza indulgente perdono. Non una riunione tra parenti, amici, colleghi, senza un ricordo della presenza di Dio. Non una colpa osservata negli altri senza un giudizio attenuante. Non una sofferenza senza conforto. Non un povero senza aiuto. Non un torto senza sollecita riparazione. Non un proposito senza fedele esecuzione. Non una sera senza esame di coscienza. Non un giorno senza meditazione. Non una setti mana senza ora di adorazione.”

Rita Vaccarella 6

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Giornata Mondiale per le Vocazioni

Carissimi amici di Strade Nuove, la Chiesa universale ha celebrato, lo scorso 25 aprile, la giornata per le vocazioni, ed in virtù di questo evento mondiale mi accingo a scrivervi questa lettera per annunciarvi una bella notizia: io l’ho incontrato!!! Nel corso della mia vita posso affermare con certezza di aver incontrato il Cristo Risorto. Ho incontrato Cristo nella gioia: aveva il volto di un amico; ho in-

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contrato Cristo nell’amore: aveva il volto della fami-glia; ho incontrato Cristo nella collaborazione: aveva il volto della parrocchia; ho incontrato Cristo nel mistero del suo corpo e del suo sangue: aveva il volto di un sacerdote; ho incontrato Cristo nella sofferenza: aveva il volto di un ammalato; ho incontrato Cristo nel dolore: avevo una spalla su cui piangere. Sì carissimi amici, fino ad ora il mio incontro con Cristo non è stato un evento di natura mistica, ma di natura personale: ho incontrato il volto di Cristo nel volto di chi mi sta accanto. Nel volto del fratello c’è il volto del Signore, non dimentichiamolo mai perché solo se ci sforziamo di riconoscere il suo volto nei tanti volti potremo gridare a cuore aperto: io l’ho incontrato. L’incontro con Cristo non può non cambiare la nostra vita. L’incontro con

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Ho una bella notizia! Cristo non può lasciarci così come ci ha trovati. Chi dice di aver incontrato Cristo, ma il suo cuore non subisce cambiamento, vuol dire che non ha incontrato Cristo, ma ha incontrato soltanto un’immagine riflessa di sé. La metànoia del nostro cuore è un evento non facile,ma come sono solito dire: tra il dire ed il fare c’è di mezzo il cominciare. Per cambiare il nostro cuore, bisogna rispondere alla domanda che Gesù ci rivolge ad ogni battito del nostro cuore: «Mi ami tu?» (Gv. 21). Dinanzi ad una richiesta di amore chi mai rimarrà avaro? Chi mai può chiuderà il proprio cuore? Chi mai potrà rifiutarsi? Eppure molto spesso chiudiamo il nostro cuore all’amore di Cristo. Molto spesso ci allontaniamo dal volto di Cristo. Molto spesso turiamo i nostri orecchi alla voce del Padre che ci dice: «Tu sei il figlio mio, l’amato!». Più e più volte ci siamo allontanati da casa come il figliuol prodigo. Ci siamo sottratti dalle mani della benedizione paterna e siamo fuggiti

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verso paesi lontani in cerca d’Amore. All’inizio tutto questo ci sembra assolutamente incredibile! Perché dovrei allontanarmi dal luogo in cui posso incontrare colui che è Amore, che mi dona Amore e che mi chiede amore? Non è una voce assordante quella di Dio Padre! È la voce di un padre che molto ha pianto e molte morti ha sofferto. È la voce che può essere sentita solo da coloro che si lasciano toccare dall’Amore. Elia stava sul monte, per incontrare il Signore. Dapprima si alzò un vento impetuoso, ma il Signore non era nel vento. Poi ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Poi seguì un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Alla fine ci fu il sussurro di una brezza leggera. Quando Elia percepì questo mormorio, si coprì il volto perché riconobbe la presenza del Signore. Nella tenerezza del Signore la voce era un tocco ed il tocco era una voce (cf. 1Re 19, 11-13). Vigiliamo perché incontrare la voce del Signore richiede attenzione.

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Io l’ho incontrato Alla domanda posta a Pietro da Gesù, che abbiamo avuto modo di considerare prima, ascoltiamo una risposta decisa da parte di Pietro: «Signore, tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene». Gesù, allora, trasforma questo sentimento in atteggiamenti concreti: «Pasci le mie pecorelle». L’incontro col Cristo Risorto deve necessariamente prendere corpo in atteggiamenti tangibili e visibili. Ci dice l’apostolo Giacomo nella sua lettera “fides sine operibus mortua est” (cf. 2,14-20). Saranno tali opere che permetteranno a chi ci è accanto di incontrare nel nostro volto il volto del Risorto. È questo quello che permette la nascita di una vocazione: la testimonianza. È stata la testimonianza di tutte quelle persone postemi accanto dal Signore, come vi scrivevo all’inizio di questa lettera, che ha suscitato la mia vocazione. Hanno contribuito maggiormente tutte quelle persone che ho incontrato in parrocchia, ventre di ogni vocazione, che per me sono stati e sono tutt’ora

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testimonianza di un vero ed intenso rapporto di amicizia con Gesù. Quotidianamente prego Gesù dicendogli: «Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, fa che dalle mie azioni e dalle mie parole la gente possa capire quanto ti voglio bene e fa che dopo averlo capito possa amarti ancor più di quanto io ti voglio bene» Impegnamoci tutti a far sì che dalla nostra amicizia con Gesù possa scaturire una testimonianza così forte da far nascere vocazioni sante che possano dire al mondo intero: IO L’HO INCONTRATO! Vergine Maria, Madre della Chiesa, custodisci con tenerezza ogni piccolo germoglio di vocazione: possa divenire albero rigoglioso, carico di frutti per il bene della Chiesa e dell’umanità intera. Amen. Vicino a voi nella preghiera,

sem. Marco della Malva

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International Christian Music Event La bellezza per bellezza come l’arte per l’arte, non fa parte della prospettiva cristiana. La vera bellezza è “una via verso il trascendente, verso il mistero ultimo, verso Dio. L’arte, in tutte le sue espressioni è il momento in cui si confronta con i grandi interrogativi dell’esistenza, coi temi fondamentali da cui deriva il senso del vivere, può assumere una valenza religiosa e trasformarsi in un percorso di profonda riflessione interiore e spiritualità.” (incontro di Papa Benedetto XVI con gli artisti del 21/11/2009). Con queste parole Corrado di Gennaro moderatore generale della Comunità Magnificat Dominum apre i lavori del Convegno Culturale: “La musica e l’arte al servizio dello Spirito” con il patrocinio di: Arcidiocesi di Foggia-Bovino, Università degli Studi di Foggia, Conservatorio di Musica e di Stato Foggia, Comune di Foggia e Provincia di Foggia. Dopo i saluti alle varie autorità civili e ecclesiastiche si entra nell’argomento con l’esibizione dei Wakeup Gospel Project e Mario Rosini con il canto “Io scelgo te” suscitando in tutti i presenti magnifiche sensazioni. Subito dopo c’è stato l’intervento di Mons. Antonio Parisi, consulente per la

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liturgia della CEI, che ha esposto una relazione sul tema, parlando prima in generale dell’educazione alla musica che non viene più presa in considerazione come una volta né nelle scuole né nei conservatori, e poi allacciandosi alla musica, quella che viene cantata in Chiesa. “Bene o male in Chiesa si canta!” perché sta nell’esperienza di noi cristiani. Qualcuno ha sostenuto che “Dio è musica”. Quando si parla di canto sacro non si parla di note e spartiti, ma di canto e preghiera, canto e liturgia. Ci sono alcuni canti come l’alleluja che se non vengono cantati sono falsi, ecco perché nella Chiesa ci si deve formare al canto liturgico. La Chiesa è soprattutto il primo luogo dove ogni domenica c’è l’arte della musica e dove i cori non sono un concerto, ma sono la testimonianza di una bellezza che attraverso l’arte si eleva a Dio e arriva a tutti coloro che partecipano alla celebrazione domenicale. Se un giorno riusciremo a far restare le persone sedute nei banchi dopo la messa, vuol dire che questa bellezza è arrivata nei cuori delle persone e che la musica e i cantori sono il mezzo con cui il Signore si fa presente, ecco perché l’importanza di un coro che riesca a far can-

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La Musica e l’Arte al servizio dello Spirito

tare tutta la Comunità; ha sottolineato inoltre che nella Chiesa c’è bisogno di persone che vengano dal conservatorio, che amano e conoscono la musica e la sua arte per poterla trasmettere agli altri, a partire dai più piccoli, perché la bellezza dell’arte porta i suoi frutti ancor di più se viene messa al servizio e se viene offerta a Dio. L’arte e la musica sono due strumenti capaci di testimoniare la bellezza dedicata a Dio. Dopo l’intervento di Mons. Antonio Parisi si è tenuta la “Tavola Rotonda” “La bellezza salverà il Mondo” moderata da Amerigo Vecchiarelli, caporedattore di Sat2000,

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dove sono intervenuti Michele Paulicelli musicista, autore, cantante e attore di “Forza Venite Gente”, Leann & Carl Albrecht artisti della Integrity International/GMI, Graziano Leserri Direttore del Wakeup Gospel Project, Antonio Calò in arte Bungaro cantautore, e Mario Rosini dove ognuno di loro ha raccontato la propria esperienza sia artistica e spirituale della testimonianza attraverso la musica. La conclusione è stata curata da Luciana Leone musicologa e direttrice editoriale edizione RNS. Nel viaggio di ritorno riflettevo sul pomeriggio appena passato il nostro scopo, il nostro motivo di andare a quel convegno era per conoscere Michele Paulicelli, in quanto è l’autore del musical che stiamo preparando come gruppo giovanissimi, ma mi sono resa conto che questo incontro ha suscitato in me un emozione grandissima, l’intervento di Parisi e le testimonianze degli artisti hanno risposto ad alcune domande che da tempo erano rimaste col punto interrogativo.

Anna Sara del Buono 11


Azione Cattolica Italiana Il 2 giugno i ragazzi dell’ A.C.R. sono andati a S.Paolo Civitate per l’ a.c.r. day; qui tra balli, divertenti giochi e momenti di preghiera è avvenuto il passaggio per i ragazzi di 14 anni da accierrini a giovanissimi. Questo importante passaggio è stato rappresentato simbolicamente da un percorso a ostacoli che doveva essere attraversato dai ragazzi bendati, una volta attraversato il percorso venivano sbendati e accolti come giovanissimi. Questo momento per quanto riguarda la mia esperienza personale mi ha segnato profondamente, forse per il crescere di categoria in un lampo o forse perché è stata un’ esperienza diversa da quelle a cui ero abituato: non avevo mai visto tanti ragazzi come me, della mia stessa età, che dovevano anche loro attraversare quegli ostacoli per giungere alla meta,infatti il percorso indicava una serie di difficoltà che nel tempo abbiamo attraversato per giungere al punto di arrivo dove comincerà un nuovo percorso fatto di nuovi ostacoli che grazie alla parola di Cristo saremo in grado di superare nel tempo e che ci porteranno avanti di categoria nell’ azione cattolica e anche come preparazione cristiana… questa nuova salita che si protrae verso di me e verso gli altri nuovi giovanissimi non sarà pesante se avremo la volontà di superarla con l’aiuto di Gesù attraverso la sua parola, ma questo sarà possibile solo se, come è stato detto nel vangelo di martedì, saremo in grado di accoglierla senza ripensamenti o preoccupazioni. Tale passaggio coincide con il passaggio dalle scuole medie alle superiori che implicherà delle scelte di vita che saranno impegnative per il futuro orientamento nella vita sociale. La formazione nel settore giovanissimi potrà costituire un supporto di fede alla preparazione scolastica e alle scelte a essa connessa che influenzeranno la nostra vita come cittadini e come cristiani.

Marco Florio 12

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Festa degli incontri

Alcune immagini della festa degli incontri svoltasi a San Paolo

Una foto al Congresso dei ministranti a Torremaggiore.

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12° Congresso dei ministranti Anche quest'anno il nostro gruppo Ministranti della parrocchia San Giuseppe Artigiano ha preso parte agli incontri presso il Seminario Diocesano del “Gruppo Samuel”, organizzati dal Centro Vocazionale Diocesano, durante i quali i gruppi ministranti delle parrocchie della diocesi si ritrovano per approfondire il significato dell'essere ministrante sotto la guida di don Pietro Fabrizi. Tema dell'anno è stato “Le parti della S. Messa”, identificando ogni momento della liturgia con un particolare organo del corpo umano. Inoltre, come “compito per casa” ogni gruppo Ministranti doveva analizzare la figura di un santo proposta e rappresentarla il successivo incontro attraverso cartelloni, scenette o particolari simboli legati al santo. Il nostro gruppo, sotto la guida della nostra responsabile Giuseppina Di Gioia, si è impegnato assiduamente e i frutti sono maturati con la conquista del secondo posto lo scorso 5 giugno al 12° Congresso dei Ministranti, svoltosi presso la parrocchia San Nicola e Spirito Santo di Torremaggiore, in un pomeriggio gioioso e giocoso insieme a tutti gli altri ministranti della diocesi. Ringraziamo il nostro parroco don Salvatore Camillo e la nostra responsabile che con grande pazienza e sacrificio si prendono cura di noi e anche il seminarista Marco Della Malva che ci dà una mano nel preparare il servizio all'altare nei momenti forti dell'anno liturgico. P.S. Tutti i bambini e i ragazzi che con gioia vogliono servire il Signore possono chiedere informazioni a don Salvatore Camillo oppure a Giuseppina Di Gioia oppure a noi ministranti dopo la S. Messa.

Ilgruppo Ministranti 14

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Anno Sacerdotale Intervista a don Salvatore Salve don Salvatore, siamo giunti al terzo appuntamento della rubrica “Anno Sacerdotale” del giornalino Strade Nuove. Quando ha sentito la chiamata? All'età di 9-10 anni, durante gli anni della scuola elementare, frequentavo la parrocchia Croce Santa, e l'esempio di don Felice Canelli e di altri sacerdoti ha fatto nascere in me il desiderio di diventare sacerdote. Poi sono entrato in Seminario prima a San Severo, poi a Troia, poi a Manfredonia ed infine a Benevento. Durante gli anni in Seminario ho capito che il Signore mi chiamava alla vocazione sacerdotale per servirLo e stare vicino ai poveri. E dopo quanti anni di sacerdozio siete diventato parroco? Sono stato ordinato sacerdote il 10 settembre 1972 e sono stato vicerettore in seminario, poi viceparroco presso la parrocchia Madonna della Divina Provvidenza. Il

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1° maggio 1985 sono diventato parroco in questa parrocchia di nuova istituzione, quindi priva di tutto. L'aspirazione del sacerdote è diventare parroco? Per la maggioranza dei sacerdoti sì, ma non per tutti. Ci sono vari esempi di preti che lavorano nelle case di accoglienza, nei centri giovanili, nelle scuole come insegnanti, nella Caritas. Il parroco è l'incarico più comune. A me piace lavorare in parrocchia perché sono da 38 anni nelle parrocchie, 13 anni anni come viceparroco, 25 anni come parroco. Quali sono, secondo lei, le caratteristiche del buon sacerdote e quali quelle del buon parroco? L'attaccamento alla preghiera, l'evangelizzazione, che si traduce nella catechesi, la celebrazione dell'Eucarestia e dei sacramenti, la visita degli ammalati, la cura dei gruppi sono le caratteristiche del buon sacerdote e del buon parroco, poiché entrambi sono chiamati a ciò. E sopratutto all'annuncio della parola di Dio.

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Dopo 25 anni di lavoro in questa parrocchia, che avete “costruito”, siete contento dei risultati raggiunti? Beh, contento sì, perché abbiamo costruito una parrocchia da zero. Non c'era nulla e ora c'è una struttura adatta per il culto, la Chiesa parrocchiale, e alcuni locali adibiti a livello ricreativo (attività di oratorio) e formativo (catechesi, ritiri, giornate di spiritualità). Questo però non è tutto. Molta gente del quartiere ancora non frequenta la parrocchia ed è presente una mentalità religiosa legata solo ai sacramenti della Prima Comunione e della Cresima. Una volta ricevuti questi sacramenti per molti termina il contatto con la parrocchia. La maggioranza non fa un cammino costante di crescita nella fede. Qual è il vostro rapporto con i giovani e i giovanissimi della parrocchia? Ho sempre avuto un buon rap-

porto con i ragazzi e gli adolescenti, specialmente negli anni da viceparroco e nei primi anni in questa parrocchia. Da quando sono stato fuori San Severo per 2 anni, per l'amministrazione parrocchiale a Rignano, ho trovato cose diverse che hanno rallentato la ripresa. Pian piano stiamo “raddrizzando le cose”, recuperando un certo metodo e stile di cammino. Siamo giunti quasi al termine il dell'Anno Sacerdotale; Santo Padre ha proposto come modello il Santo Curato d'Ars. Come è stato vissuto da voi? L'ho vissuto cercando di approfondire la spiritualità del sacerdote negli incontri mensili con i sacerdoti della diocesi e negli incontri con i sacerdoti della vicaria, mettendo al centro la figura di san Giovanni Maria Vianney, il curato d'Ars. Grazie per la disponibilità. Alla prossima.

Carlo del Buono

Si ringrazia tu coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo numero. Le collaborazioni gratuite a questo giornalino sono sempre gradite. La redazione si riserva il dirio di sintezzare gli arcoli e le rubriche proposte in base agli spazi disponibili. Vuoi partecipare? Inviaci il tuo materiale all’indirizzo:

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Mggio 2010  

strade nuove maggio 210