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STraDE NUOVE Giornalino anno I - n. 2 - mensile maggio 2008 Redazione parrocchia San Giuseppe Artigiano diffusione interna Materiali e collaborazioni si intendono forniti a titolo gratuito

AC

a cura dell’ . . parrocchiale san Giuseppe artigiano

Messaggio del parroco Carissimi, in poco tempo siamo già al secondo numero di questo giornalino parrocchiale. L’entusiasmo sta riprendendo e la voglia di fare pure! Andiamo avanti con speranza e generosità! Facciamo il possibile che aumentino i collaboratori perché la Parrocchia sta crescendo anche di numero e ciò che c’è da fare è bene che sia fatto da molti e non che pochi facciano molto! Questo giornalino vuole essere anche un modo concreto per unirci di più come fratelli e sorelle che lavorano insieme nella Vigna del Signore. Ho visitato tutte le famiglie ed ho notato la sete che le persone normali hanno di Dio e della sua Parola! Questa sete ci deve spingere a nutrirci di Dio attraverso la frequenza alla vita della Comunità specie la Domenica, giorno del Signore, ma anche agli altri incontri formativi. Fraternamente!

don Salvatore Camillo parroco SOMMARIO:

Editoriale Editoriale

messaggio del parroco editoriale

Tempo, tempo… ma in che tempo viviamo!!!! pag.1

hai qualcosa da dirci? pag.2 – 3 – 4 – 5 Il santo del mese Pag.5 Il buon Samaritano Pag.6 spazio ai ragazzi pag.7 pag.7 “Giocherelliamo Giocherelliamo” Giocherelliamo Pag.8 Se desideri ricevere il nostro giornalino inviaci una e-mail all’indirizzo:

stradenuove@hotmail.it

Qualche settimana fa mi è stato chiesto dal nostro parroco, don Salvatore, di accompagnarlo nella benedizione delle case del quartiere… Io ho accettato con entusiasmo, mi sembrava l’occasione giusta per conoscere un po’ le famiglie che ci abitano vicino ma che per vari motivi non incontriamo mai… La situazione di molte famiglie non è , però, delle migliori, in molte case ho trovato dei volti tristi, persone che hanno molti problemi e che cercano conforto dal parroco, ma quando quest’ultimo chiede: “Perché non venite a messa la domenica? ” rispondono: “Non abbiamo tempo”. Ebbene si, la vita frenetica di oggi non ci dà più neanche un’ora di tempo la settimana da dedicare al Signore… Oggi siamo presi da talmente tanti impegni e preoccupazioni, che ci siamo dimenticati che lo scopo della nostra vita è essere felici… Dedichiamo il nostro tempo a tante cose dimenticandoci tutto ciò che ci circonda, che cosa è davvero buono e utile per la nostra vita… Ma ci siamo mai chiesti cosa cerchiamo? È questa la vita che ci aspettiamo?

Continua a pag. 3

STRADE NUOVE PAG. 1


Hai qualcosa da dirci??? PRIMA PARTE Qualche giorno fa Gabriele mi ha invitato a scrivere un articolo per il giornalino parrocchiale. Ho pensato, condividendo con gli altri responsabili, che sarebbe stato utile descrivere in maniera sintetica l’identità della “Comunità Magnificat”, le origini e le fondamenta su cui essa poggia la propria vita comunitaria. Ciò con l’intento di favorire una maggiore conoscenza reciproca e creare quindi le condizioni per una più proficua collaborazione ed una auspicata unità con le varie realtà presenti nella nostra parrocchia. ( “Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione “Ef. 4,4 ) Chi siamo La Comunità Magnificat, sorta nel 1978 a Perugia, è una comunità di alleanza nata nella corrente del grande movimento cattolico conosciuto come Rinnovamento nello Spirito (Charismatic Renewal in ambito internazionale). Essa è presente in varie regioni d’Italia , in Romania, oltre a nascenti realtà in Turchia ed in Sud Africa ed è costituita da varie cellule chiamate “Fraternità”. É stata riconosciuta come associazione privata di fedeli di diritto diocesano dal vescovo di Perugia-Città della Pieve il 15 ottobre 1995. La Comunità è membro dell'Associazione Rinnovamento nello Spirito Santo e dell'International Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships (Fraternità Cattolica Internazionale delle Comunità Carismatiche di Alleanza), associazione privata di fedeli di diritto pontificio eretta dal Pontificio Consiglio dei Laici il 30 novembre 1990.

Siamo parte della grande famiglia del Rinnovamento nello Spirito Nella sua essenza il Rinnovamento nello Spirito è una corrente di grazia che, dove è giunta ed è stata accolta, ha rinnovato qualsiasi realtà. Negli ambienti più diversi e senza distinzione di persone, essa ha suscitato e continua a suscitare un rinnovamento spirituale che trasforma radicalmente i cuori e la vita, orientandola decisamente verso Dio e, di conseguenza, verso l'uomo. In coloro che hanno fatto questa esperienza è possibile notare una netta distinzione tra il prima e il dopo, sia che si tratti di persone già credenti e impegnate, sia che si tratti di non praticanti o non credenti. Il punto discriminante è costituito dall'effusione dello Spirito, una grazia che comunica un'esperienza di Dio molto forte, capace di coinvolgere tutto l'essere (intelligenza, emozioni, sentimenti ...), rendendo coscienti della chiamata alla santità intesa come l'essere uniti a Dio nel vincolo della carità. Di qui la scelta decisa a camminare su questa via, in una conversione continua, verso la maturità umana e cristiana. Abbiamo una vocazione missionaria La missione di evangelizzazione infatti, è la vocazione principale e originaria della Comunità. Una comunità che vive la comunione fraterna a sua volta si apre alla missione e va a portare dovunque la Luce e la Vita che le è stata gratuitamente donata. Questo progetto di Dio è affascinante. Pensare che Dio ci ha chiamati ad inserirci in questo movimento di amore per liberare il mondo dalla tristezza e dall’egoismo fa trasalire la gioia dal nostro cuore. Perciò preghiamo affinché cresca la collaborazione e la comunione fra tutte le realtà parrocchiali per sperimentare concretamente lo slogan: “Più comunione tra di noi per vivere più missione fuori di noi”.

UN INVITO A TUTTA LA COMUNITA’ PARROCCHIALE: “Sogniamo insieme il sogno di Dio”. La comunità Magnificat e, più in particolare quella parrocchiale, è parte di un quadro che non è mai compiuto in modo definitivo, ma che continuamente si arricchisce di nuovi sprazzi di luce, di nuovi particolari, di una nuova ed eternamente cangiante bellezza. L’artista che crea il capolavoro è, naturalmente Dio, che insegue il Suo sogno creativo di infinito ed eterno amore per tutta l’umanità, ma anche un sogno affascinante : una comunità parrocchiale viva ed unita. Ma se la mano creatrice è quella di Dio, i colori e i pennelli sono costituiti da tutte le realtà parrocchiali, nessuna esclusa. E’ per questo motivo che ciascuno è chiamato a contemplare ciò che l’amore di Dio costruisce attraverso l’operato di ogni fratello e di ogni sorella che sono chiamati a far parte di questo capolavoro. La Vergine Maria ci aiuti in questo arduo compito ed interceda per tutta la Comunità Parrocchiale. Amen

I responsabili della Comunità Magnificat

STRADE NUOVE PAG. 2


Continua da pag. 1 Il 25 maggio festa del Corpus Domini, termina l’anno catechistico. Questo è stato per me un anno molto faticoso, poiché i ragazzi, che mi sono stati affidati, erano difficili da gestire, molto turbolenti e poco rispettosi. E dire che ce l’ho messa tutta non rende l’idea! Ho cercato di trasmettere ai ragazzi il messaggio meraviglioso di Gesù, pensando che, se fossi riuscita a far capire loro che essere cristiani significa sentirsi parte di una stessa famiglia dove ci si aiuta, ci si incoraggia e si è felici di ritrovarsi con i fratelli, si sarebbero sentiti parte di questa comunità. Non so se almeno in qualcuno di loro il seme buttato possa dare frutto, (come è successo con gli altri ragazzi negli anni passati). LO SPERO! Purtroppo molti ragazzi vivono in una realtà famigliare e ambientale che soffoca ogni scintilla di amore, di onestà e di educazione. Ogni anno in questo periodo penso di lasciare l’incarico di catechista, perché sento la frustrazione di non riuscire ad essere per loro un punto di riferimento, una guida o un’amica, e sebbene io li ami e mi senta vicino a loro, non è possibile instaurare un legame, forse perché ci incontriamo poco, oppure perché sentono un dovere venire al catechismo, non so… Fortunatamente in parrocchia ci sono anche dei ragazzi molto in gamba, i ragazzi dell’ACR. Lo spettacolo che hanno organizzato il 27 aprile è stato bello ed emozionante, specialmente quando il filmato ha ripercorso la storia della nostra parrocchia, perché mi sono resa conto di quanta strada sia stata fatta, quanti eventi abbiamo vissuto e che, nonostante le difficoltà, siamo ancora qui e attraverso l’entusiasmo di questi ragazzi ritroviamo in noi la voglia e la speranza di fare qualcosa di buono. Per questo mi sento di dire “Grazie Ragazzi!” Voi mi fate ancora sperare che essere catechista serve a formare bravi cristiani.

Maria Affinito

L L’’a an ng go ol lo o d de el ll le e c cu ur riio os siit ta a’’ Cari amici, conoscete le 10 “P”? Come? Cosa sono le 10 “P”? Mio padre me le ha insegnate appena sono stata in grado di capire. Ve le spiego; sono 10 parole che iniziano con la P. 1ª P 2ª P 3ª P 4ª P 5ª P 6ª P 7ª P 8ª P 9ª P 10ª P

Prima Pensa Poi Parla Perché Parole Poco Pensate Portano Pena

La riflessione si fa più profonda se pensiamo che ormai anche i bambini, che dovrebbero dedicare il loro tempo libero al gioco, hanno la settimana piena di impegni tra scuola, palestra, piscina, e attività varie (e forse superflue)… Ormai il tempo dei bambini è gestito completamente dagli adulti, e i risultati li notiamo tutti i giorni anche nella nostra parrocchia: per loro c’è giusto il tempo di portarli un oretta al catechismo e i più fortunati riescono a partecipare alla messa domenicale… Ma siamo sicuri che questa sia la cosa migliore per la loro formazione educativa? Siamo sicuri che ormai nel nostro tempo non abbiamo più bisogno del Signore, o meglio che gli si possa dedicare solo il tempo residuo (se c’è)? È facile poi lamentarsi quando nelle nostre famiglie sorgono dei problemi, a volte create proprio dai figli! Con un po’ di rassegnazione verrebbe da dirmi: “Questo purtroppo è il nostro tempo!”, ma l’insegnamento cristiano non me lo permette, anzi mi fa pensare che se questi sono i problemi il Signore ce li ha affidati per affrontarli e per dargli testimonianza. Per questo rivolgo un invito a tutti: “Fermiamoci!”. Aiutiamo i bambini a riscoprire il “tempo libero”, diamogli la possibilità di vivere più tempo la parrocchia cercando di insegnarli quelli che sono i veri valori cristiani, ma soprattutto cerchiamo di farli giocare tra loro per un divertimento “sano”. Facciamo si, che i bambini, siano la speranza di un futuro migliore. Infine, mi rivolgo agli adulti, anche voi, dedicate il giusto tempo al Signore, impegniamoci tutti a formare una vera comunità, dove poter condividere momenti ricreativi e di condivisione, ma soprattutto di fare un vero cammino insieme verso il Signore! Cerchiamo quella felicità che solo la fede può aiutarci a trovare, anche nell’affrontare i problemi quotidiani. Vedrete che alla fine, il nostro TEMPO riusciremo a cambiarlo per davvero!

Gabriele

Che ve ne pare? Riflettete gente, riflettete.

Maria Affinito STRADE NUOVE PAG. 3


Ciao ragazzi! Noi siamo il Gruppo Ministranti della parrocchia San Giuseppe Artigiano (i chierichetti!!!) e attraverso il giornalino vogliamo annunciare (Udite, udite...) il secondo posto ottenuto da noi al X Congresso dei Ministranti, che ha avuto luogo il 30 aprile presso la parrocchia San Giovanni Battista a San Paolo di Civitate, a conclusione di un anno di incontri mensili svolti al Seminario Diocesano. Per il nostro gruppo resta il rammarico di non essere riusciti a conquistare il primo posto, andato ai “padroni di casa” di San Giovanni Battista, ma, nonostante tutto, siamo contenti di aver potuto sempre prendere parte agli incontri in Seminario di don Angelo Valente, durante i quali non solo ci viene spiegato l’amore di Gesù per noi, ma abbiamo anche l’occasione di incontrarci e confrontarci con i ragazzi di altre parrocchie. Tutto il Gruppo Ministranti ringrazia particolarmente i catechisti, Pina e Marco, e don Salvatore, che negli incontri settimanali del nostro gruppo ci aiutano a capire l’amore di Dio e l’importanza del servizio all’altare. Ehm, stavamo dimenticando…Invitiamo tutti i bambini e i ragazzi che vogliono condividere con noi la gioia del servizio all’altare a chiedere informazioni a noi ministranti per sapere i giorni e gli orari degli incontri.

Gruppo Ministranti

Con ACR…… sempre piu’ in alto!!!! Verrebbe da dire “piccoli Acierrini crescono” guardando la buona riuscita della serata spettacolo realizzata il 27 aprile scorso nei locali della nostra parrocchia. Il nostro duro impegno sembrerebbe essere stato premiato da quanti hanno avuto il piacere di essere dei nostri quella sera. Non è stato solo un esibirsi ma un modo bello e sano di stare insieme divertendosi… onorando così il vero senso della festa per San Giuseppe Artigiano. È stato bello soprattutto vedere il coinvolgimento di tante persone che pur non conoscendoci si sono messi in gioco emozionandosi con i nostri canti. Speriamo al più presto di coinvolgervi con nuove iniziative. Per il momento invitiamo i nostri amici più piccoli (i frequentanti il catechismo delle classi IV e V elementare e I, II e III media) alla grande Festa che stiamo preparando per loro giovedì 29 maggio e che avrà inizio alle ore 16 per concludersi con la Santa Messa celebrata dal nostro amato parroco don Salvatore Camillo. Come è ovvio, l’intera serata sarà animata dai VSC e dai mitici ragazzi dell’ACR.

A.C.R. STRADE NUOVE PAG. 4


“HO SOGNATO IL CAMPO SPORTIVO” (tratto da un sogno dei parrocchiani di San Giuseppe Artigiano) E’ strano ma una mattina tutti i parrocchiani della Chiesa S.Giuseppe Artigiano si sono svegliati e per una coincidenza, che non vi so spiegare, avevano fatto tutti lo stesso sogno. Avevano sognato che a don Salvatore era venuta l’idea di ristrutturare il campo sportivo adiacente la Parrocchia. Nel sogno don Salvatore si era recato presso il Comune e lì era stato accolto dall’assessore allo sport, da alcuni consiglieri e dai tecnici del comune. Nella conversazione don Salvatore aveva espresso il desiderio di ristrutturare il campo e cercava una soluzione per realizzare questa idea. L’assessore, i consiglieri ed i tecnici ascoltato il desiderio espresso dal Parroco coralmente avevano risposto: “Abbiamo per voi la soluzione chiavi in mano senza alcun onere per la parrocchia. Facciamo ristrutturare il campo dalle imprese che stanno costruendo nelle vicinanze, dopotutto devono eseguire le opere di urbanizzazione!” Don Salvatore aveva pensato, oggi è il mio giorno fortunato questa notizia è un bel regalo di Pasqua per i miei parrocchiani. La notte di Pasqua dopo la celebrazione, don Salvatore, aveva reso partecipi i presenti della promessa arrivata dal Comune. Al suono della sveglia, tutti i parrocchiani si erano alzati con la voglia di vedere se il sogno si fosse realizzato. Una piccola folla, accomunata da questo sogno, si era riunito davanti alla Parrocchia per constatare che nulla era cambiato e che l’unico a beneficiare del campo era il cavallo che oramai da anni pascola su quello che doveva essere un campo sportivo. E’ proprio vero che i sogni sono lontani dalla realtà!. Oramai svegli, e pronti ognuno per iniziare la propria giornata di lavoro o di studio, la piccola folla vede da lontano delle mani che salutano, erano l’assessore, i consiglieri ed i tecnici che rivolgendosi alla piccola folla dicevano:

“Continuate a sognare!” Dimenticavo questo sogno è stato fatto prima della Pasqua 2006!.

Del Buono Ciro

Il Santo del mese San DOMENICO SAVIO (1842-1857) Domenico nacque il 2 Aprile 1842 a S.Giovanni di Riva, presso Chieri (Torino). Nella Prima Comunione a sette anni tracciò il suo progetto di vita: "Mi confesserò molto sovente e farò la comunione tutte le altre volte che il confessore mi darà licenza. Voglio santificare i giorni festivi. I miei amici saranno Gesù e Maria. La morte ma non peccati". Accolto dodicenne da D. Bosco nell'Oratorio di Torino, gli chiese di aiutarlo a "farsi santo". Mite, sempre sereno e lieto, metteva grande impegno nei doveri di studente e nel servire in ogni modo i compagni, insegnando loro il Catechismo, assistendo i malati, pacificando i litigi... Un giorno disse ad un compagno appena arrivato all'Oratorio: "Sappi che noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri". Procuriamo "soltanto di evitare il peccato, come un grande nemico che ci ruba la grazia di Dio e la pace del cuore, di adiempere esattamente i nostri doveri". Fedelissimo al suo programma, sostenuto da un'intensa partecipazione ai sacramenti e da una filiale devozione a Maria, gioioso nel sacrificio, fu da Dio colmato di doni e carismi. L'8 Dicembre 1854, proclamato il dogma dell'Immacolata da Pio IX, Domenico si consacrò a Maria e cominciò ad avanzare rapidamente nella santità. Nel 1856 fondò tra gli amici la "Compagnia dell'Immacolata" per un'azione apostolica di gruppo. Mamma Margherita che era scesa a Torino per aiutare il figlio sacerdote, un giorno gli disse: "Tu hai molti giovani buoni, ma nessuno supera il bel cuore e la bell'anima di Savio Domenico". E spiegò: "Lo vedo sempre pregare, restando in chiesa anche dopo gli altri; ogni giorno si toglie dalla ricreazione per far visita al SS.mo Sacramento... Sta in chiesa come un angelo che dimori in Paradiso". Morì a Mondonio il 9 Marzo 1857. I suoi resti mortali si venerano nella Basilica di Maria Ausiliatrice. La sua Festa si celebra il 6 Maggio. Pio XI lo definì: "Piccolo, anzi grande gigante dello spirito". STRADE NUOVE PAG. 5 E' patrono dei "Pueri cantores".


Inizia in questo numero del Giornalino una rubrica di tipo Cosa fare prima dell’arrivo dell’ sanitario che illustra una serie di situazioni di emergenza nelle quali possiamo trovarci noi o i nostri amici o parenti o sconosciuti verso i quali abbiamo l’obbligo civile e cristiano di prestare soccorso; abbiamo altresì l’obbligo morale di prestare un “ buon soccorso “ ed evitare di peggiorare la situazione del malcapitato mettendo in pratica manovre o suggerimenti basati su convinzioni personali o , peggio, su credenze popolari errate. La rubrica sarà curata dal un medico specialista in Pronto Soccorso e Terapia d’Urgenza.

Entrambe le situazioni si manifestano con sintomi simili quali ,senso di irrequietezza, mal di testa rialzo della temperatura corporea, ronzii agli orecchi, sensazione di vertigini o nausea. Il colpo di sole è dovuto alla esposizione diretta del capo ai raggi solari per un tempo prolungato, mentre il colpo di calore è il severo disturbo causato da una temperatura troppo alta, associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione, a cui l’organismo non riesce ad adattarsi. Può manifestarsi anche in un ambiente chiuso oppure in un luogo dove non batte direttamente il sole. Piaccia o meno, fa caldo e, come per tutti i fenomeni naturali, l’organismo sa adattarsi con una notevole efficienza. Il corpo svolge correttamente le sue funzioni entro un certo intervallo di temperatura e, se ci si avvicina di molto al limite superiore, scatta un meccanismo di refrigerazione, vale a dire la sudorazione. Le ghiandole sudorifere secernono sudore e questo, evaporando, provvede a raffreddare la pelle. Ovviamente il sistema funziona finchè c’è acqua in eccesso nell’organismo; sudando molto senza reintegrare l’acqua persa, si riduce il volume del sangue e la pressione si abbassa, inoltre si perdono sali detti elettroliti (es. K ) fondamentali per l’attività elettrica cardiaca. La temperatura del corpo sale, sale compare vomito, cefalea, perdita di coscienza; ciò si verifica prima se a causa di forte umidità la sudorazione viene ostacolata.

La situazione può essere aggravata dall’uso di farmaci o droghe; infatti l’ecstasy e simili cancellano la sensazione di fatica e fanno aumentare la temperatura corporea e, complice l’ambiente chiuso e la fatica del ballo, fanno superare la soglia di adattamento e possono provocare collasso o arresto cardiaco. Il colpo di sole produce gli stessi sintomi per riscaldamento diretto del capo sotto i raggi del sole. Prevenzione: idratarsi a sufficienza, è sbagliato non bere durante la calura perché poi si suda. E’ opportuno evitare i luoghi chiusi e affollati ( ovviamente tenersi alla larga dalle droghe e simili). Proteggersi dall’azione diretta dei raggi solari con opportuno copricapo. Quando una persona ha subito un colpo di calore, la prima cosa da fare è portarla in un luogo fresco e cercare di abbassare la sua temperatura ventilandolo e applicando sul capo e sul corpo panni bagnati con acqua fresca. Se la persona è cosciente somministrare acqua fresca o succo di frutta , evitare alcolici, tè, caffè, altre bevande. Se l’infortunato tende a perdere coscienza, sdraiarlo a terra e coricarlo su un fianco in modo da evitare il soffocamento in caso di vomito. Inutile tentare di farlo rinvenire con schiaffi o scuotendolo. Chiamare un medico o il 118.

F.A.F.

“Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, preghiera. E' questo il grande programma per vivere felice, e fare molto bene all'anima tua e agli altri.” San Giovanni Bosco STRADE NUOVE PAG. 6


Spazio ai ragazzi: ragazzi CORPUS

CHI MANGIA DI QUESTO PANE,

DOMINI

VIVRa' IN ETERNO

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed Io in lui”. Gesù fa una grande rivelazione: chi ha fede in Lui si nutrirà di Lui e mangerà il suo corpo, berrà il suo sangue. E’ un linguaggio molto forte: i verbi “mangiare”, “bere”, sono gli stessi che vengono usati per mangiare un pasto. I discepoli, sentendolo parlare così, si sono quasi scandalizzati. Ciò che il Signore vuole dirci è il suo grande desiderio: abitare in mezzo agli uomini che egli ama, diventare egli stesso cibo per il cammino verso la pienezza della vita che l’uomo può trovare solo in Lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,51-58) In quel tempo Gesù disse: « Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Giovanni in questo brano del vangelo comprende l’Eucaristia – di cui oggi celebriamo la festa solenne - in modo originale. Lo si può notare da alcuni particolari presenti nel testo: anziché il termine “corpo” preferisce il termine “carne”, probabilmente per sottolineare il realismo dell’incarnazione contro chi tendeva, al contrario, negare al figlio di Dio la possibilità di assumere una vera e propria umanità. Il quarto vangelo non pensa soltanto all’Eucaristia-sacramento, ma all’intera esistenza di Gesù e al progetto di vita del discepolo. L’Eucaristia è rivelatrice della verità di Gesù in tutta la sua interezza. Gesù viene dal cielo, è colui che si offre per la vita del mondo. Sono questi i due aspetti che definiscono Gesù nella sua persona e nella sua missione. E il discepolo è colui che mangia e beve la carne e il sangue di Gesù. È colui che riconosce l’origine di Gesù e il suo significato di salvezza e di conseguenza l’accoglie e lo condivide.

E’ forse una Messa ben animata che produce l'Eucaristia? Forse in minima parte, ma non è certo qui l'importanza del nostro andare all'Eucaristia. C'è qualcosa di molto più decisivo: la fede non può che ricevere questo sacramento che segnala una presenza divina come nessun altra realtà: la fede si nutre di questo pane del Cielo che è Cristo stesso, pane indispensabile per la nostra vita, che altro non fa che alimentare la nostra libertà di amore, ci costituisce come comunità al punto che noi la Chiesa diventiamo il corpo di Cristo con orizzonti spalancati sulla vita eterna.

STRADE NUOVE PAG. 7


Giocherelliamo!!! Un enigmatico Menhir si è materializzato in piena preistoria... Aiutate i nostri amici cavernicoli a risolverlo! Orizzontali: 1. Sono lambite dal mare 6. Lanciano frecce 7. La TV di stato 8. Consonanti in voga 10. È circondata 12. L'oratore si rivolge a ... signori 13. Lo senti col naso 14. Restituiti 16. Altrimenti detto. Verticali: 1. Non le piace la verdura 2. Sull'orologio 3. Viscidi e sdrucciolevoli 4. Tra Cincia e Torrini 5. Uno per i tedeschi 9. Per essa e non per soldi 11. La prima desinenza verbale 14. Una preposizione articolata.

Cambio d'iniziale Dipartite Il Mar Rosso ed il Mar Giallo dan, per gli altri mari, un ballo. Xxxxx è pronto e sta suonando già la grande orchestra, quando entra nella sala, austero, l’illustrissimo Mar Nero che si scusa: “Il yxxxx porto per l’amico mio, il Mar Morto.”

Garibaldi e lo sbarco in Sicilia Indovinello

Quando in camicia scese dal vapore, col rosso che spiccava là sul fondo, divenne popolare ed una volta giunto a Marsala, si unì alla rivolta.

Le collaborazioni gratuite a questo giornalino sono sempre gradite, la redazione si riserva il diritto di sintetizzare gli articoli e le rubriche proposte in base agli spazi disponibili.

Soluzioni:

Si ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo numero. Vuoi partecipare inviaci il tuo materiale all’indirizzo:

stradenuove@hotmail.it STRADE NUOVE PAG. 8


02 maggio 2008