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Detto con Stile stile@stiletv.it

Annozero e Raiperunanotte, StileTV cresce per Voi di ALFONSO STILE direttore responsabile

on oltre 125mila accessi web singoli, Rai per una notte è stata la trasmissione più vista della storia, su Internet, in Italia. Anche StileTV ha contribuito a questo incredibile risultato, registrando oltre 5mila visite e ricevendo numerosi elogi da parte degli utenti per la qualità e la fluidità delle immagini, trasmesse in diretta streaming con una risoluzione migliore rispetto alla maggior parte dei portali e delle web-tv autorizzate alla messa in onda, grazie alla potenza ed affidabilità delle connessioni Internet di Convergenze Spa, di cui il nostro network dispone. I complimenti che abbiamo ricevuto direttamente dalla redazione di Annozero, invece, ci pregiamo condividerli con tutti i nostri affezionati Lettori e Telespettatori. Anche noi di StileTV siamo convinti che l’informazione non si può interrompere, la stampa deve essere libera. Per questo, abbiamo deciso di trasmettere Rai per una notte, sposando l’iniziativa mediatica organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dall’USIGRAI, che ha rappresentato una sorta di sciopero bianco per la difesa della liber6

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tà di stampa. L’evento del 25 marzo scorso al Paladozza di Bologna, è stata una grande risposta allo stop imposto ai talk show dal Cda della Rai in occasione delle Regionali 2010. È doveroso ricordare i numerosi ospiti che, nell’occasione, hanno espresso il proprio pensiero, in forma libera e democratica: Giovanni Floris, Marco Travaglio, Daniele Luttazzi, Roberto Benigni, Mario Monicelli, Gillo Dorfles, Gad Lerner, Emilio Fede, Sabina Guzzanti, Riccardo Iacona, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Elio e le Storie Tese, Milena Gabanelli, Giulia Innocenzi, Trio Medusa, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Filippo Rossi, Barbara Serra, Vauro e Antonello Venditti. La messa in onda integrale di Rai per una notte sul nostro network è stata autorizzata dallo staff tecnico di Annozero e dalla FNSI: StileTV è stata l’unica emittente della provincia di Salerno a trasmettere l’evento in diretta streaming su web, un’altra soddisfazione che condividiamo con tutti Voi e che non è passata inosservata al dott. Santoro, il quale ci ha poi invitati ed ospitati negli studi RaiDue per assistere ad Annozero dal vivo. Ringrazio l’ing. Rosario Pingaro, sua moglie Antonietta, tutto lo staff Convergenze, il nostro responsabile tecnico Ivan De Rosa e la nostra redattrice web Angela De Rosa per l’impeccabile professionalità dimostrata nella realizzazione di un collegamento così prestigioso per la nostra emittente.


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l’Editorialerosso

La vittoria di Pirro A cura di

CARMINE CARAMANTE

Alle Regionali, Berlusconi sperava nel “cappotto”, che invece non c’è stato. Fidarsi del Cavaliere la grave colpa di Fini

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tando ai dati delle elezioni europee di un anno fa, il centrosinistra avrebbe dovuto vincere solo in due regioni, Toscana ed Emilia Romagna, tradizionali ed inespugnabili roccaforti. Invece, è andata diversamente e, per poco, il centrodestra non è stato battuto in Piemonte (8.000 voti in meno) e nel Lazio, seppur la competizione sia stata falsata dall’assenza, dovuta esclusivamente a puerili responsabilità dei vertici, della lista del Pdl nella provincia di Roma. Berlusconi, seppur nascondendolo abilmente, si aspettava molto di più da questa tornata elettorale. Voleva e pretendeva il suo plebiscito, quello che potesse definitivamente legittimarlo nei confronti di tutto ciò che gli è accaduto in questi ultimi 15 mesi: scontri istituzionali con la Magistratura e la Suprema Corte, difficoltà interne al partito, scandali che lo hanno visto protagonista anche della cronaca rosa. Cercava l’investitura, insomma. Quella vittoria netta che lo avrebbe lanciato indisturbato verso l’annunciata “stagione delle riforme”. Ma il cappotto non c’è stato. E, soprattutto, non era previsto l’exploit clamoroso della Lega, che ormai ha ribaltato e messo seriamente in discussione gli equilibri interni alla maggioranza di governo. Solo rispetto ad un anno fa, il partito di Bossi è passato dal 15% a rappresentare un terzo dei voti della coalizione. La Lega ha due presidenti di Regione (Veneto e Piemonte) e governa da sola, con il Pdl all’opposizione, in nove province del Nord. Particolari

tutt’altro che da sottovalutare, che i leghisti metteranno sul piatto per fare ulteriori pressioni e per ottenere quel “federalismo reale” sognato da almeno 15 anni. Ma Bossi e i suoi sodali non hanno fatto i conti con Gianfranco Fini, il co-fondatore del Pdl, un uomo politico che, seppur faticosamente ed in modo confuso, sta cercando di uscire da un isolamento nel quale si è trovato per una sua grave colpa: quella di essersi fidato di Berlusconi. Una Direzione Nazionale, alla quale abbiamo potuto assistere in diretta tv, che ci ha divertito non poco. Una vera e propria sit-comedy: sguardi tesi, sorrisi beffardi, dita puntate contro l’altro e parole ai limiti della censura. Ma, questa volta, avevano deciso di andare in pubblica piazza, e non credo inconsapevolmente, bensì per un preciso disegno, quello di mettere Fini in minoranza in mondovisione, punire il ribelle dimostrandogli di non avere nulla in mano, pochi seguaci destinati alla diaspora. Ma non è e non sarà così. I numeri non tornano. I finiani parlano di votazione truccata, con Verdini che contava anche gli assenti. Di sicuro, il quadro si sta facendo sempre più chiaro. Il Presidente della Camera non punta a mettere il governo in ginocchio, né a creare una corrente. Ha solo fatto capire che ha un gruppo (si parla di circa 50 tra deputati e senatori), che lo userà in Parlamento e nel partito e che cercherà di farlo crescere per un obiettivo a medio-lungo termine: le Politiche del 2013, alle quali, grazie a tutto ciò, punta ad ottenere la candidatura a Premier del centrodestra.


Cortina di Farro

Caldoro, il presidente della porta accanto A cura di

LUCIANO FARRO

tefano Caldoro è il nuovo Governatore della Regione Campania. Ha battuto il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, abbastanza nettamente, anche se a quest’ultimo va riconosciuta la capacità di essersi saputo imporre all’interno del Pd: la sua candidatura gli apre, di diritto, la strada alla leadership campana. Caldoro, per chi ha avuto modo di conoscerlo, è il classico politico che non ti mette in imbarazzo; impatta con la gente con semplicità, quasi a dare ragione al suo volto dai tratti somatici “del bravo ragazzo”. Eppure è un politico quasi di lungo corso e la sua esperienza amministrativa è di tutto rispetto. Consigliere regionale della Campania, deputato, sottosegretario e ministro, oltre che leader del Nuovo Psi, rappresentano un curriculum che dovrebbe far di lui un timoniere tale da garantire una buona navigazione alla guida della Regione Campania. Il buco della Sanità e il riequilibrio di bilancio, oltre al rilancio dell’immagine della Campania nel mondo, rappresentano obiettivi imprescindibili e dai quali dipenderà il futuro della coalizione. A proposito di coalizione, Caldoro è il secondo presidente di centro-destra che approda alla guida della Regione Campania; l’altro fu Rastrelli nel 1995 e la sua esperienza si frantumò contro “la stagione dei ribaltoni” inaugurata da Mastella. L’altro vincitore, morale e materiale, è il pre-

sidente della Provincia, Edmondo Cirielli, che batte il Ministro Mara Carfagna 4-0. Sic! I quattro consiglieri regionali eletti in provincia di Salerno che hanno appoggiato Caldoro, ossia Alberico Gambino, Giovanni Baldi, Eva Londo e Giovanni Fortunato (il quinto è Cobellis dell’Udc) sono tutti espressione di Cirielli, mentre alla Ministra Carfagna non resta che consolarsi con la sua elezione a Napoli... dove, evidentemente, è “stata bene appoggiata” visti i risultati fallimentari di Salerno. A Cirielli spetta, dunque, indicare l’Assessore salernitano in Giunta con Caldoro e, quasi certamente, sarà Giovanni Romano, sindaco di Mercato San Severino, già indicato in campagna elettorale unanimemente dalla componente di Cirielli. Romano rappresenta la punta di diamante del centro-destra salernitano, essendo riconosciuto il suo alto senso del dovere, moralità, etica e capacità amministrativa, in definitiva, una vera risorsa per il territorio salernitano. L’augurio, prescindendo da vincitori e vinti, è quello di togliere alla Campania l’etichetta di Regione-spazzatura, dove la camorra presidia e controlla tutto (secondo Saviano), per far capire che non è questa, bensì è fatta di gente d’ingegno e laboriosa, dove il patrimonio culturale e delle bellezze naturali è unico al mondo. Maggioranza e opposizione mettetecela tutta, risolleviamo la nostra bella Regione!

Vittoria netta su De Luca, e Cirielli batte la Carfagna... Ora bisogna risollevare l’immagine della Regione Campania STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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ESCLUSIVA

Marino-Miano, pace fatta in diretta su StileTV A cura di

ALFONSO STILE

embrava impossibile, nessuno lo avrebbe mai osato immaginare. Invece, è successo davvero. Precisamente il 29 marzo scorso, data in cui StileTV ha organizzato e trasmesso, in diretta streaming su web, uno Speciale per seguire l’esito delle elezioni Regionali, in tempo reale, e commentare i risultati con i principali esponenti politici del territorio. Ad onorarci con la loro partecipazione, anche il sindaco di Capaccio, Pasquale Marino, e l’assessore provinciale all’Agricoltura, Mario Miano, fino a quel momento “nemici dichiarati”, più volte beccatisi in passato e soprattutto nel corso delle ultime Provinciali, dove dai vari palchi allestiti per i comizi, si sono apostrofati a vicenda con epiteti non propriamente delicati (palazzinaro uno, castagnaro l’altro). E così, anche nei nostri studi, era iniziato l’ennesimo velenoso botta e risposta, a distanza, tra i due: il primo ad accomodarsi è il Sindaco per antonomasia di Capaccio, subito sopra le righe senza peli sulla lingua. Poi arriva l’alfiere di Cirielli nel Cilento, che replica piccato per le rime senza esitare un secondo. Parole grosse che lasciano presagire una feroce polemica quando, i due, si ritrovano faccia a faccia davanti alle nostre telecamere: in quel momento, i contatti online al nostro portale (registrati per noi da Convergenze Spa) arrivano alle stelle. Nessuno vuol perdersi lo Scontro tra Titani. Che, puntualmente avviene. Il battibecco è sottile, poi diretto, infine aspro e dai toni

offensivi. E degenera. A quel punto, nelle vesti di direttore-conduttore mi vedo costretto a prendere in mano la situazione, riportare la calma e ricordare ai presenti che lo spirito di StileTV è un altro, ovvero quello di creare occasioni utili ad alzare il livello del dibattito e del confronto, in maniera democratica, per offrire ai telespettatori esempi e segnali positivi, dando voce ai protagonisti locali di ogni ambito. Così, invoco una stretta di mano in diretta tra i due, l’occasione per mettere una pietra sul passato, accantonare l’astio e riprendere un dialogo personale ed istituzionale che può solo giovare alla nostra comunità. Marino e Miano acconsentono: le parole si ad-

dolciscono, entrambi rievocano trascorsi intrisi di stima reciproca, la storia delle loro famiglie, il rispettivo amore per la politica e il territorio. Ed arriva la stretta di mano, tra gli applausi, a suggellare finalmente una pace in cui nessuno credeva. Un mese dopo, all’inaugurazione della Festa del Carciofo di Gromola, i due addirittura si elogiano ed abbracciano a vicenda: senza quella stretta di mano, non sarebbe mai accaduto. Di questo ne sono certo e fiero. Ringrazio Pasquale e Mario per aver dimostrato, attraverso il loro gesto, di aver compreso realmente che la gente è stufa di vedere liti e risse verbali. Insieme, hanno firmato il manifesto più bello. Ora, avanti così.

IL MIRACOLO DI STILETV L’assessore provinciale Mario Miano abbraccia il sindaco Pasquale Marino durante la cerimonia d’inaugurazione della Festa del Carciofo STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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IL PROBLEMA

Lonardo Mastella, Conte e Gambino: tre spine per Caldoro A cura di

ALFONSO STILE

nalizzare il netto successo di Stefano Caldoro alle recenti Regionali è la semplice cronaca di un trionfo annunciato. L’esito delle urne non ha fatto altro che confermare le proiezioni della vigilia, e il centrodestra ha potuto così festeggiare un’affermazione limpida, travolgendo il povero Vincenzo De Luca (agnello sacrificale di un centrosinistra disgregato) e spezzando l’egemonia della cricca Bassolino-Valiante dopo dieci anni. Nonostante le polemiche sui presunti “legami pericolosi” del coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino con il clan dei Casalesi, la gente ha votato convinta Caldoro, seconda scelta per rinuncia dello stesso Cosentino ma non per questo da meno. In fondo, non tutti i mali vengono per nuocere. Il nuovo Governatore della Campania, infatti, ha sciorinato grandi qualità diplomatiche oltre ad una notevole capacità di saper interagire con cittadini e alleati grazie ad un aplomb da perfetto gentleman. Inoltre, ostentando un curriculum professionale e politico eccellente, oltre ad una fedina penale limpida come la sua vittoria, risulta alquanto credibile. Pertanto, nonostante alcune ombre e certi processi della magistratura in corso, ci corre l’obbligo di dare fiducia a Caldoro e alla sua squadra, nella speranza che possa realmente condurre la nostra

UNA POLTRONA PER DUE Il nuovo Governatore della Campania, Stefano Caldoro, con il suo mentore Nicola Cosentino

regione fuori dal tunnel, risanando la sanità, rilanciando il turismo, favorendo l’occupazione e assicurando la legalità. Già... legalità. Al riguardo si pone un interrogativo evidente: come si comporterà il nuovo Presidente nei confronti degli eletti Roberto Conte, Alberico Gambino e Sandra Lonardo Mastella? Su Conte (ex Pd), primo e unico eletto nella lista Alleanza di Popolo con 10.460 voti, pende una condanna in primo grado a 2 anni e 8 mesi di reclusione per concorso esterno in associazione camorristica (la ministra Carfagna ha già chiesto la sua “testa”); Gambino (ben 27.194 preferenze per lui), condannato in primo grado per peculato ad 1 anno e 6 mesi (pena sospesa grazie all’indulto), è stato recentemente anche indagato per lottizzazione abusiva nella sua Pagani dalla procura della Repubblica di Nocera; per la moglie di Clemente Mastella (10.940 voti), vige addirittura il divieto di dimora in Campania per l’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che la vede indagata (insieme ad altre 63 persone) per presunti episodi

Ecco tutti i nomi dei papabili assessori di corruzione e concussione di esponenti dell’Udeur. Dopo lo champagne, arriverà dunque il veleno per Caldoro? Riposti i calici, infatti, dovrà nominare la nuova Giunta regionale. Staremo a vedere. Intanto, tra i nomi dei papabili assessori, circolano quelli di Giovanni Lettieri (presidente dell’Unione Industriali di Napoli), Massimo Grimaldi (fedelissimo di Caldoro a Caserta), Pasquale Sommese (Udc), Armando Cesaro (figlio del presidente della Provincia di Napoli, Luigi, e dirigente nazionale dei giovani del Pdl), Vito Amendolara (direttore Coldiretti), Ermanno Russo (alle Attività Produttive), Fulvio Martusciello (Personale) e la consigliera provinciale Francesca De Pascale (l’ex valletta televisiva dovrebbe vedersela con Giovanni Romano, attuale assessore provinciale, per la delega all’Ambiente). Sulla poltrona di presidente del Consiglio regionale, infine, potrebbe accomodarsi Alessandra Mussolini. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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CAPACCIO PAESTUM PASQUALE MARINO HA GIÀ ANNUNCIATO LA PROPRIA RICANDIDATURA NEL 2012. E GLI ALTRI?

Chi pensa di fare il

SINDACO? A cura di

ALFONSO STILE

L’attuale primo cittadino di Capaccio Paestum è il più votato della storia. Batterlo sarà un’impresa proibitiva. Per tutti. Italo Voza, Paolo Paolino, Vincenzo Patella, Pasquale Quaglia, Vincenzo Di Lucia, Nicola Ragni, Gaetano Fasolino, Vincenzo Sica, Franco Sica, Roberto Ciuccio e Lorenzo Tarallo: questi i nomi dei possibili “aspiranti” sindaci. Qualcuno è già all’opera, molti non lo diranno mai. Per ora.

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el corso degli ultimi Consigli comunali, Pasquale Marino lo ha anticipato e ribadito più volte, senza usare mezzi termini: alle prossime elezioni del 2012 sarà ancora in pista, sarà di nuovo lui il candidato forte del centrosinistra a Capaccio Paestum. Una mossa da navigato uomo politico, con la quale il primo cittadino capaccese non solo ha dato un segnale forte alla sua maggioranza, ma anche bruciato tutti sul tempo mettendo in guardia gli aspiranti rivali ed in riga gli uomini che lo affiancano. L’annuncio della sua riproposizione a sindaco, con così largo anticipo, rappresenta il più efficace dei modi per serrare i ranghi della sua Amministrazione e dimostrare solidità ad una minoranza consiliare che, con un manifesto a settimana, s’ingegna nel seminare zizzania per incrinare l’attuale stabilità e credibilità governativa nella speranza di andare alle urne prima del previsto (cosa molto difficile). Non solo: Marino, con il suo arrocco, potrà d’ora in avanti misurare, sull’attuale scacchiera politica, la fiducia dei suoi fedelissimi e stanare possibili falsi alleati o infimi doppiogiochisti, costringendo gli indiani ad uscire allo scoperto. Dunque, chi vorrà puntare alla massima carica cittadina, tra due anni dovrà misurarsi con Pasquale Marino, il Sindaco per antonomasia della città dei

Templi, l’uomo più votato della storia del nostro comune, capace di vincere, con ampi margini, ogni volta che si è candidato, portando sempre a termine il proprio mandato. E gli altri? Chi, oggi, sta pensando di sfidare il campione? Vista la lontananza dell’appuntamento elettorale, è azzardato fare nomi e pronostici. Ci sono, però, “voci di corridoio” che girano in città, così come riunioni sottaciute, incontri clandestini, prenotazioni di candidati da inserire nelle liste ed ambizioni di potere assoluto che affiorano, incontrollabili, in diversi esponenti politici locali. Molti sono già all’opera: alcuni lo confermeranno presto pubblicamente, qualcuno continuerà a navigare sott’acqua, altri non lo diranno mai. Per ora. Così, proviamo a farlo noi... PAOLO PAOLINO Ogni volta che c’è da mettere schede nelle urne, lui si candida a sindaco. Il Puc non è proprio come lo sognava nelle sue pubblicazioni, cosa che non digerisce manifestando il mal di pancia con mirate sortite sui giornali denuncianti il presunto dissesto economico dell’ente civico. A Paolo comandare piace, ubbidire molto meno. Anzi per niente. Il suo nome è sinonimo di competenza e profonda conoscenza della macchina burocratica, ma col tempo è finito in saldi e quindi a disposizione del miglior offerente che an-


drà a bussare alla sua porta. E lui sarà felice di aprirgli, chiunque sia. ITALO VOZA È l’unico degli aspiranti ad aspettare che siano gli altri a proporlo come sindaco. Dicono che, quella davanti al ristorante Nettuno, sia diventata una processione: ogni giorno va qualcuno a chiedergli che intenzioni abbia, con la smania di schierarsi con lui. E questo ha messo Italo a pensare. In grande. Forse non si candiderebbe mai contro Marino (nel centrosinistra). Ecco perché Alberico Gambino si è fatto dare il numero del Nettuno da uno di famiglia, Raffaele Barlotti. Non per prenotare un tavolo, ovviamente. PASQUALE QUAGLIA Farà di testa sua nel centrodestra, chiedendo all’amico Gambino il conto del sostegno datogli alle Regionali, cioè l’investitura ufficiale di candidato a sindaco del Pdl. E Gambino, a quel punto, non potrà tirarsi indietro (uhmm...) per evitare di dimostrare che non conta nulla nel partito. Magari ne parleranno davanti ad una pizza, al Nettuno... Una cosa è certa: nessuno potrà placare la fame di rivalsa di Pasquale Quaglia dopo la defenestrazione subita al Consorzio. Ponte Barizzo è con lui. VINCENZO PATELLA Per chi non lo avesse ancora capito, la sua recente candidatura alle Regionali è stata in realtà un test per il 2012, utile a misurare il proprio appeal elettorale, la portata del suo bacino di voti ed a riprendere confidenza con i cittadini che aspira a governare. Di recente, infatti, lo si vede più spesso in giro e più presente agli appuntamenti di spicco sul territorio: le ambizioni hanno bisogno di riscontri diretti. VINCENZO DI LUCIA Quattro volte candidato al Consiglio comunale, quattro volte eletto (con parecchi voti). Due candidature alla Bcc, due successi. Insomma, uscire dalla propria Oasi e puntare su se stesso al prossimo giro è diventata più di una convinzione per lui. Corteggiato a lun-

go e quasi sedotto dall’Udc, potrebbe rappresentare l’uomo della concordia nella coalizione di centrodestra. Non è un ferrato oratore essendo schivo, ma è un aspetto superabile se metterà in campo fatti e non parole. Le famiglie più influenti di Paestum saranno felici di sostenerlo, con la scontata investitura dell’assessore provinciale Mario Miano a rafforzare le sue credenziali. Tutto questo potrebbe far di lui un avversario da non sottovalutare. Se in campo scenderà Italo Voza, però, le carte in tavola cambieranno per l’Udc, maestra nel captare i venti... NICOLA RAGNI Tra la stesura di un manifesto e l’altro contro l’Amministrazione (è diventato ormai il suo hobby preferito), sta seriamente pensando di voler fare il sindaco. L’idea gli piace da matti e non lo fa dormire la notte. Così pure lui ha chiesto asilo politico all’Udc, preoccupandosi che i suoi seguaci Franco Longo e Maria Vicidomini lo seguissero. Nick è uno che le carte comunali le sa leggere. E pure scrivere. A molti non risulta simpatico, ma se c’è riuscito Pietro Desimone a fare il sindaco, allora tutto è possibile. VINCENZO SICA Nella clinica per rifugiati politici dell’Udc si è ricoverato pure lui. Ha chiesto un letto a Mario Miano, che gli ha subito fatto la radiografia. Dopo un lungo peregrinare, il dottore di Borgonuovo è ora fiducioso di aver trovato il partito che gli possa offrire una seconda chance, mettendo sul tavolo i voti presi alle Provinciali a testimonianza che ha ancora tanti elettori, pazienti e libretti su cui poter contare. Dice di avere fatto tesoro degli errori del passato e di avere la diagnosi giusta per curare il Comune. Prima, però, dovrà mettersi in fila e convincere il primario De Mita, al quale si presenterà con la ricetta e la raccomandazione di un caro amico (medico): Luigi Cobellis. GAETANO FASOLINO L’ex senatore e deputato, sotto sotto, sta passando al setaccio i “suoi”. Lon-

tano dal potere non riesce proprio a stare, così gli è rivenuta voglia di fare il sindaco. Vuol tornare a “contare” qualcosa a Capaccio, e non c’è pensione dorata che possa compensare questo sfizio. Per essere di nuovo Re nel mazzo di carte (anche Fante gli andrebbe di lusso...), sa bene quali tasti toccare. Come un pianista. FRANCO SICA Fare il sindaco è un’ipotesi che più che tentarlo, lo incuriosisce . Attualmente, è l’unico esponente del Pdl ad abbozzare un’opposizione partitica al di fuori del Consiglio comunale. Nonostante ciò, potrebbe essere faticoso mettere d’accordo tutto il centrodestra sul suo nome: solo l’intervento di Eva Longo, in tal senso, potrebbe aiutarlo nell’ardua impresa. LORENZO TARALLO Lui e Marino sono una cosa sola, per carità. Non tradirebbe il Sindaco per nulla al mondo. E non lo farà. Ma Lorenzo, nella sua mente, riconta i tanti voti che porta al Pd ogni volta. Ed un pensierino più ardito, spesso, lo fa. Crede che sia giunta l’ora di chiedere al partito di aiutare lui, sennò “Fino a quando dovrò fare il gregario?” continuerà a ripetersi insofferente. È questo a frustarlo, ma deve prima chiedere a Valiante cosa è bene per lui (cioè rassegnarsi visto che Marino è candidato). Ecco perché aveva tanto sperato di far accomodare l’amico Pasquale a Palazzo Sant’Agostino, così lui avrebbe fatto più il sindaco che il vice. ROBERTO CIUCCIO Il superassessore resterà tale fino al 2012, servendo il Sindaco e pronto a correre ancora con lui. Pare che da destra e perfino la Carfagna, però, s’informino spesso sul canuto Roberto. Del resto, non è mica colpa sua se i voti che tiene in cassaforte fanno gola. Anche i calciatori in grado di fare la differenza hanno richieste continue: ecco, Ciuccio è uno che può farti vincere la partita. Per questo gli fanno la corte. Cosa potrebbe mettere in campo, e mettersi in testa, se gli proponessero di fare il capitano della squadra? STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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ATTUALITÀ APPROVATE LE INDICAZIONI OPERATIVE DEL PIANO SPIAGGIA

Pioggia di euro su Capaccio Inoltre, via libera della Regione Campania al finanziamento del Piano Strategico TIL “Magna Graecia” ed al PIF “Piana del Sele” Dalla REDAZIONE

l Consiglio comunale di Capaccio Paestum ha approvato le indicazioni operative per la redazione del Piano Attuativo di Utilizzo della Fascia Costiera (Piano Spiaggia). Gli indirizzi sono scaturiti dalle determinazioni della maggioranza, esplicitate in riunioni ufficiali con il tecnico incaricato, e dal dibattito emerso in Consiglio comunale in occasione dell’approvazione della delibera con la quale si è dato mandato all’ing. Renato Cristiano di predisporre il piano definitivo. Gli elementi sostanziali contenuti nella delibera di indirizzo sono legati al potenziamento della passeggiata pedonale sul fronte mare, alla relativa carreggiata e alla possibilità di prevedere piazze e slarghi da inserire al termine di ogni spartifuoco in direzione del mare. Inoltre, è prevista una nuova mobilità e l’aumento delle vie di accesso all’arenile. Rispetto all’insediamento di nuovi stabilimenti balneari, si è dato mandato al tecnico di prevedere un cospicuo incremento di nuove concessioni che il Comune metterà a bando dopo l’approvazione definitiva del Piano Spiaggia. Buone notizie anche sul fronte finanziamenti. La Regione Campania

ha approvato il Piano Strategico per la Valorizzazione dei Beni Culturali “Magna Graecia”, presentato dal Tavolo Istituzionale Locale (TIL), rappresentato dal Comune di Agropoli, in qualità di capofila, e costituito dai Comuni di Capaccio Paestum, Albanella, Altavilla Silentina, Giungano, Roccadaspide, Trentinara, Ascea, Casalvelino, Castel San Lorenzo, Laureana Cilento, Torchiara, dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Campania. Il TIL ‘Magna Graecia’, finanziato complessivi 10 milioni di euro, è lo strumento attraverso il quale si procederà a valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico del territorio. “Ringrazio tutti i Comuni e gli enti che sono parte attiva di questo progetto integrato - ha spiegato il Sindaco di Capaccio, Pasquale Marino - per la prima volta, il territorio fa davvero sistema e si propone per una pianificazione e progettazione sinergica che darà di sicuro i risultati sperati. Questo finanziamento rappresenta un punto di partenza dal quale iniziare un cammino finalizzato ad una valorizzazione del sistema turistico e culturale del nostro comprensorio. Infine, mi corre l’obbligo di riconoscere alla mia squadra amministrativa e, in particolare, ai miei giovani consiglieri, la lungimiranza e la capacità di guardare al futuro, mettendo insieme più Comuni in modo

da giungere rapidamente al risultato”. La Giunta regionale della Campania ha approvato anche la graduatoria provvisoria dei progetti ammissibili a finanziamento relativi al PSR 2007/ 2013 – Progetti Integrati di Filiera (PIF). Tra questi, il progetto denominato “Filiera Ortofrutticola Piana del Sele”, è stato ritenuto ammissibile a finanziamento ed inserito al 1° posto della graduatoria provvisoria: il Comune di Capaccio Paestum sarà beneficiario di oltre 1,5 milioni di euro per i seguenti interventi: - Euro 300mila per il potenziamento dell’acquedotto comunale; - Euro 410mila per la sistemazione della strada rurale Via Case Bruciate; - Euro 430mila per la sistemazione della strada rurale Via Vignone; - Euro 420mila per la sistemazione della strada rurale Torricelle. “In queste settimane stiamo raccogliendo i frutti di quanto seminato nella prima metà del mandato amministrativo in termini di progettazione nell’ambito delle misure Por – sottolinea il portavoce dell’Amministrazione civica, Carmine Caramante – possiamo orgogliosamente annunciare che ammontano a circa 60 milioni di euro i finanziamenti, a valere sulle varie misure regionali, intercettati dalla nostra Amministrazione comunale, i quali nei prossimi due anni si tradurranno in opere pubbliche fondamentali per lo sviluppo e il ridisegno del territorio”.

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LA POLEMICA

“Spostare Dalla REDAZIONE

a scatenato un vespaio di polemiche la proposta di spostare il Museo Archeologico Nazionale da Paestum a Capaccio Scalo, lanciata e fatta propria dal vicesindaco Lorenzo Tarallo, in diretta, durante il talk show Detto con Stile. “Consentirebbe a migliaia di turisti di fermarsi anche nel centro cittadino - ha spiegato Tarallo - dove ci sono tantissimi negozi che, oggi, sono completamente tagliati fuori da tali flussi. In questo momento di

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È il chiodo fisso del vicesindaco di Capaccio, Lorenzo Tarallo. L’Amministrazione comunale si dissocia, la Cipriani ribatte: “Soluzione illogica” grande crisi, sarebbe un toccasana per gli affari di tante attività commerciali e ristorative che insistono lungo Via Italia, Viale della Repubblica e Via Magna Graecia. Questo favorirà, di riflesso, la creazione di nuovi posti di lavoro. Ritengo che tutti i cittadini capaccesi abbiano il diritto di

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poter usufruire realmente dei vantaggi derivanti dai beni archeologici e culturali che la nostra splendida città possiede. Inoltre, sotto il Museo c’è ancora tanto da scavare per riportare alla luce tesori nascosti: faremo leva soprattutto su questo, nelle sedi opportune, per trasferire tutto a Capaccio

Scalo, magari nel nuovo polo culturale che realizzeremo nei pressi di Piazza Santini”. Parole-bomba riprese dai principali organi di stampa locali e provinciali, così come dall’Amministrazione civica retta dal sindaco Pasquale Marino, che ha subito preso le distanze: “Perseguire progetti che riguardano eventuali spostamenti del Museo in altri luoghi del territorio comunale, non è assolutamente nelle nostre intenzioni. Tra l’altro, questo tipo di decisioni spettano esclusivamente al Ministero dei Beni Culturali ed alle sovrintendenze da esso delegate, ed è bene sottolinearlo onde evitare che qualcuno


il Museo” possa pensare che, da parte nostra, non vi sia conoscenza delle prerogative e funzioni che attengono ai comuni”. Tarallo, però, non si è scoraggiato, rilanciando così: “Sono una persona che riflette e si documenta adeguatamente prima di parlare. Quanto indicato nello studio di fattibilità della Sovrintendenza sull’area archeologica è molto chiaro...”. Sulla questione, è intervenuto l’esperto Mario Bruno Bambacaro : “Si tratta di una proposta molto forte ed interessante. Sotto l’attuale sede del Museo, infatti, è lecito pensare che vi siano numerose altre strutture risalenti all’epoca Romana e Greca, visto che alcuni

resti sono già visibili attraverso i pavimenti in vetro presenti nel museo stesso. Si potrebbe dar esito a nuovi scavi, quindi, con tutta la risonanza internazionale, in ambito archeologico e turistico, che investirebbe positivamente Paestum”. Non si è fatta attendere l’opinione della direttrice del Museo, Marina Cipriani: “Spostarlo è un’idea inattuabile, nonché una soluzione illogica e del tutto impraticabile a livello burocratico. Ritengo sia più corretto ragionare in un’ottica diffusa, immaginando la realizzazione di un’altra struttura a tema, che non rappresenti un doppione del Museo ma che sia in grado d’integrare ed arric-

chire, autonomamente, l’itinerario storico ed archeologico che, oggi, si snoda tra Paestum ed il museo narrante di Hera Argiva a Gromola. L’attuale sede del Museo, invece, essendo dislocata in prossimità dell’antica agorà greca, giace indubbiamente su altre rovine, la maggior parte delle quali, però, sono state già recuperate in occasione dei lavori effettuati per ricavare i magazzini sotterranei dove sono conservati i numerosi reperti che, per mera mancanza di spazio, non è possibile esporre. È più che ragionevole pensare, infatti, che scavare ancora oltre l’attuale superficie di sedime non porterebbe a grandi risultati in termini di scoperte. Lo

studio della Sovrintendenza? È chiaro, ma non prevede di certo la desertificazione di Paestum. Si tratta, appunto, di idee e di ipotesi progettuali, le quali, a mio avviso, avrebbero un effetto negativo se applicate in toto”. Insomma, acclarato come utopistico lo spostamento del Museo, va detto che, però, Tarallo un punto l’ha centrato: anche Capaccio Scalo ha bisogno di “un pezzo di storia di Paestum” da sfruttare. Quindi, l’ipotesi di realizzare una nuova struttura espositiva, a tema, potrebbe mettere tutti d’accordo. Il nuovo polo culturale, in tal senso, sarebbe la soluzione ideale.

LA VIGNETTA by MaxLux

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LA SVISTA CLAMOROSA GAFFE DELL’AUTOREVOLE QUOTIDIANO BRITANNICO

Daily Mail: “Paestum è una città del Nord Italia” A cura di

ALFONSO STILE

quantomeno suggestivo, non vi pare? Pensate un po’, il maestoso tempio di Cerere che si perde nella nebbia padana, o quello di Nettuno che si specchia nel Lago di Garda, adagiato magari sulla penisola di Sirmione! Su imbeccata dell’autorevole quotidiano britannico Daily Mail, qualche disattento lettore del Regno Unito potrebbe immaginarlo per tutta la vita o darlo addirittura per vero: v’immaginate facoltosi turisti inglesi che chiedono di Paestum al casello di Lambrate? O una bella famigliola di Liverpool che si affanna nel Padovano alla ricerca dei reperti della nostra area archeologica? La prendiamo con ironia, ma c’è poco da ridere. Clamorosa, infatti, è la gaffe riportata sul portale online del Daily Mail (www.dailymail.co.uk/ sciencetech): nell’articolo inerente alla notizia del recente ritrovamento di antichi vasi di epoca Romana nelle acque di Palinuro, poi consegnati al Museo Archeologico Nazionale diretto dalla Cipriani, la nostra amata Paestum viene indicata come una città “nel Nord dell’Italia”! Leggere per credere: nell’intervista rilasciata dal responsabile della spedizione sottomarina inglese, Dougie Combe, protagonista del sensazionale ritrovamento a largo del Golfo di Policastro, Paestum viene testualmente così descritta: “(…) They were then handed over to an archaeology

Il racconto dell’importante scoperta archeologica... macchiata da un’imperdonabile gaffe Ecco la pagina online che il Daily Mail ha riservato alla scoperta di decine di vasi risalenti all’epoca Romana nelle acque antistanti Capo Palinuro. Oltre alle foto, decine sono i post rilasciati dai lettori del Regno Unito sul ritrovamento al largo del Golfo di Policastro.

museum in the historic Graeco-Roman city of Paestum, in northern Italy”. Sconcertante, non credete anche Voi? Si sta parlando di un sito archeologico di rilevanza planetaria, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco... mica di uno sperduto paesino della Val Padana o del Trevigiano (con tutto il rispetto)? Esilarante, al riguardo, è il post alla notizia rilasciato da un lettore inglese, tale Roger Darce di Londra: “If Paestum counts as northern Italy then I’m a banana. It’s 85km (50 miles) SOUTH of Naples (and Pompeii, roughly corresponding to Italy’s shin)”. Ovvero, traducendo: “Se Paestum è una città del Nord Italia, io sono una banana!”. Continuiamo a prenderla con ilarità, ma, ripeto, ci sarebbe da piangere. La nostra Redazione ha provveduto ad inviare una richiesta di rettifica alla

redazione del Daily Mail, segnalando il grossolano errore geografico senza lesinare un certo risentimento. Credo, però, che ciò debba indurci a riflettere sul fatto che l’unicità del patrimonio archeologico di Paestum non sia ancora degnamente nota a livello internazionale, fattore che penalizza il nostro territorio in termini di visibilità e sviluppo turistico. Bisognerebbe investire di più in termini di promozione all’Estero, incentivando la divulgazione delle nostre bellezze storiche parallelamente a quelle enogastronomiche e paesaggistiche, prendendo parte ai principali Saloni mondiali ed europei inerenti il Turismo e l’Archeologia. Ed autonomamente, laddove possibile. Aprire tali “orizzonti” è costoso, certo, ma investendo nel modo giusto, si può iniziare un discorso nuovo e proficuo. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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IL FATTO 15 maggio 1979: elicotteri e 100 carabinieri assediano un casolare di Albanella...

31 anni fa, l’arresto del boss Raffaele Cutolo A cura di

ALFONSO STILE

iamo tornati proprio lì, in quel vecchio cascinale a dir poco introvabile, ben celato com’è, da un labirinto di verdi campagne ed impervi sentieri. Sono passati 31 lunghi anni da allora, ma quel grigiastro casolare in località Bosco sembra ancora avvolto da un velo tetro ed arcano. A localizzarlo tra i campi di Albanella, quel 15 maggio del 1979, furono gli elicotteri dei carabinieri: quasi cento per l’esattezza quelli dei reparti speciali che parteciparono all’operazione che portò all’arresto di Raffaele Cutolo, indiscusso e temuto capo della Nuova Camorra Organizzata, il quale, in quel rudere di grezza costruzione trasformato in un autentico bunker, aveva trovato adeguato rifugio da latitante. Ai militari dell’Arma che fecero irruzione, seppur armato fino ai denti Cutolo non oppose resistenza, ma la sua prosopopea: “Chi ti credi di essere? Il generale Dalla Chiesa, per caso? Solo lui meriterebbe lo sfizio di arrestare un grande capo come me”, disse digrignando all’appuntato che gli mise le manette. Poi, intravedendo il colonnello Bario, comandante dei carabinieri di stanza a Napoli, esclamò testualmente: “È giusto che per arrestare un capo si muove un altro capo”. Al blitz prese parte anche il maresciallo Costantino Trapani, allora coman34

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IL COVO BUNKER Ecco il cascinale di Albanella dove Cutolo fu scovato ed arrestato (foto esclusiva StileTV)

dante della stazione dei carabinieri di Albanella. Abbiamo seguito la scia della sua inconfondibile Fiat 131 bianca e lo abbiamo rintracciato. Titubante, ha preferito congedarsi scusandosi, sigillando quella cerniera di silenzio ed omertà chiusa da 31 anni. Avremmo voluto chiedergli cosa rappresentò quel giorno di maggio per tutta la comunità di Albanella, cosa gli manifestarono i suoi concittadini all’indomani dell’arresto e, soprattutto, se si sentisse ancora fiero di aver contribuito al successo dell’operazione. Tutto qui. Semplicemente. Alla fine, però, tutto ciò che volevamo sapere dalla sua bocca... lo abbiamo visto negli occhi degli albanellesi. Parole poche, voglia di non ricordare tanta: se per molti è stato il momento in cui la legge ha prevalso sul crimine, l’inizio della fine per la NCO e l’affermazione finale dello Stato sul boss

imprendibile... per tutti loro resterà sempre una pagina brutta, un’onta indelebile, una data maledetta che, ancora oggi, adombra la dignità, l’orgoglio e la tranquillità del paesino immerso nel verde della Piana del Sele. Un amaro ricordo da soffocare, forse ancora per paura e per mera rassegnazione, che sopravvive ancora solo nella memoria di coloro i quali furono testimoni indiretti dell’arresto del boss per antonomasia della camorra. Perché Raffaele Cutolo non era un delinquente qualunque. E mai lo sarà, visto che, a 31 anni di distanza, c’è ancora chi teme di pronunciare il suo nome alimentandone finanche il mito. Ad Albanella, infatti, terminò solo la latitanza di uno dei criminali più pericolosi ed influenti con cui l’Italia abbia dovuto fare i conti, ma non il suo potere, che solo il tempo, l’età e il carcere duro hanno potuto assottigliare


L’ex capo della NCO trascorse gli ultimi giorni di latitanza nel cascinale bunker in località Bosco. Ancora oggi, un impenetrabile muro di mistero ed omertà cinge la tranquilla cittadina salernitana fino a renderlo “l’ultimo superstite di una criminalità ormai sepolta, un pesce fuor d’acqua”, come dichiarò il giudice Carlo Alemi, semmai un giorno fosse rimesso in libertà. Ma chi era davvero ‘o professore, come lo chiamavano i suoi fedelissimi? La sua “storia” ha ispirato romanzi e perfino un film (Il Camorrista), intrisa com’è di sangue, efferatezza ma anche del carisma, se così possiamo dire, di quel giovane figlio di un mezzadro di Ottaviano vessato dai suoi padroni, capace di mettere in piedi una potente organizzazione a delinquere che terrorizzò Napoli e la Campania negli anni Ottanta, allacciare accordi con le cosche della n’drangheta e gl’intoccabili padrini siciliani della mafia newyorkese, fino al punto di costringere lo Stato a scendere a patti con lui in occasione del sequestro di Ciro Cirillo, esponente della Dc rapito dalle Brigate Rosse il 27 aprile del 1981. Cutolo, sollecitato da diversi esponenti della Democrazia Cristiana e dai servizi segreti, mediò con i sequestratori ottenendo la liberazione di Cirillo. In cambio del “favore”, chiese il riconoscimento della seminfermità mentale e trattamenti di favore per sé ed i suoi affiliati, ma non li ottenne mai: anzi, per ferma volontà dell’allora Presidente Sandro Pertini, fu confinato nel carcere di massima sicurezza dell’Asinara. Condannato a quattro ergastoli da scontare in regi-

me di 41 bis, nel 2004 (dopo 25 anni consecutivi di galera), ha chiesto la grazia (negata) al presidente della Repubblica, Ciampi, “perché stanco e desideroso di trascorrere il resto dei suoi giorni a casa”. Oggi ha 69 anni, è rinchiuso nel penitenziario di Terni nella stessa cella che fu di Bernardo Provenzano. Una vita dietro le sbarre, ma da uomo d’onore. Cutolo, infatti, non si è mai pentito. Perché? Lo rivelò egli stesso in un’intervista che ha fatto epoca, decretando il suo declino: “Mi sono pentito davanti a Dio, ma non davanti agli uomini. La dignità è più forte della libertà, non si baratta con nessun privilegio. È da anni che i magistrati provano a convincermi. Nel ‘94 il procuratore Greco, per il quale ho molto rispetto, mi disse: starai in una villa con tua moglie. Rifiutai. E sono orgoglioso di aver sempre resistito alla tentazione. Penso che la legge sui pentiti sia un’offesa alla gente onesta e alle famiglie delle vittime”. Nel 2007, dal carcere di Novara, ha querelato lo scrittore Roberto Saviano, per averlo indicato, in un passaggio del libro Gomorra, come mandante dell’omicidio di una bimba, Simonetta Lamberti. Sul noto motore Google di Internet, alla voce “Raffaele”, Cutolo è da anni al primo posto. A lui sono dedicati numerosi video e social forum: è il boss più “cliccato” della rete.

UNA VITA DIETRO LE SBARRE DA UOMO D’ONORE Alcune immagini di repertorio di Raffaele Cutolo durante i processi che lo hanno condannato a quattro ergastoli da scontare in regime di 41 bis. Dopo Poggioreale, Ascoli Piceno e l’Asinara, oggi è detenuto presso il carcere di massima sicurezza di Terni, nella cella che fu di Bernardo Provenzano. Nel 2005 ha chiesto la grazia (negata) al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, definendosi “stanco e malato”. SopraNnominato o’ professore, oggi ha 69 anni. Non si è mai pentito. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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L’ALLARME

Marsili inquieto, le coste campane a rischio tsunami Il cono del vulcano sommerso a 150 km a sud del Golfo di Napoli, potrebbe crollare all’improvviso generando l’onda anomala: esperti in allerta dopo le ultime rilevazioni Dalla REDAZIONE

coste della Campania sono a rischio tsunami, comprese quelle del Cilento, della Piana del Sele e del Golfo di Policastro. Ad annunciarlo è stato il prof. Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nonché uno dei massimi esperti al mondo, a margine dei risultati delle ultime ricerche compiute sul Marsili, il più grande vulcano d’Europa, sommerso a 150 chilometri dalle coste campane e “sorvegliato speciale” dagli studiosi, insieme al Vesuvio e all’Etna. “Potrebbe succedere anche domani - ha affermato Boschi - le ultime ricerche mostrano che il cono del vulcano non è robusto e le sue pareti sono fragili. Inoltre, abbiamo misurato la camera di magma che si è formata negli ultimi anni, che ha raggiunto dimensioni ragguardevoli. Questo significa che il vulcano è attivo e potrebbe eruttare all’improvviso”. Il Marsili si erge per 3mila metri dal fondale marino, mentre il suo cratere è a 450 metri dalla superficie del mare: imponente anche la sua struttura, lunga 70 km e larga 30, secondo le recenti rilevazioni degli scandagli. Intorno al vulcano, si sono osservate diverse emissioni idrotermali con una frequenza ultimamente elevata, e proprio queste, unite alla debole struttura delle pareti, potrebbero causare crolli anche più pericolosi di una eventuale eruzione. Due rilevazioni significative, seppur contenute, che

È il vulcano attivo più grande d’Europa Nella foto, il Marsili rilevato col multibeam sonar (Immagine CNR)

hanno allarmato gli studiosi: “La caduta rapida di una notevole massa di materiale - spiega Boschi scatenerebbe un potente tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia, provocando disastri incalcolabili”. I dati forniti dalle strumentazioni, in pratica, descrivono come una “pentola bollente dal coperchio tappato” la camera di magma incandescente che si è formata e che oggi raggiunge le dimensioni di 4 km per 2. Non si sa con esattezza quando sia avvenuta l’ultima eruzione del Marsili: le sue fumarole furono riprese, nel 1990, da un video-robot di ricercatori americani. Ma i “segnali” emessi dal vulcano sottomarino hanno indotto gli esperti a tenerlo sotto osservazione, e l’ultima campagna iniziata lo scorso mese di febbraio con la nave oceanografica “Urani”a del Cnr, ha destato preoccupazione. Le frane rilevate indicano una instabilità impossibile da ignorare: “Il cedimento delle pareti - conclude Boschi - muoverebbe milioni di metri cubi di materiale, e ciò genererebbe un’onda anomala di grande potenza. I dati raccolti ora sono precisi, ma è impossibile fare previsioni. Il rischio è reale e di difficile valutazione. Sarebbe necessario un sistema continuo di monitoraggio, ma è costoso e complesso

da realizzare”. L’Etna ed il Vesuvio, in questi anni, sono stati costellati da rilevatori in grado di “avvisare” se c’è il rischio di un’eruzione, almeno con un certo margine di preavviso. Il Marsili, invece, è sommerso nel mar Tirreno (esattamente 150 km a sud del Golfo di Napoli) e quindi privo di sonde pronte ad “ascoltare” i suoi eventuali brontolii: bisognerebbe installare una rete di sismometri attorno al cono vulcanico collegati a terra ad un centro di sorveglianza, progetto finora ignorato dallo Stato e dalle regioni a rischio. Per quanto riguarda le coste cilentane e sapresi, va ricordato che non meno pericoloso è considerato anche un altro vulcano sommerso della cintura Tirrenica, ovvero il Palinuro, la cui origine risale a meno di due milioni di anni fa. La pericolosità di questi vulcani è legata al fatto che possono essere definiti una vera e propria “cintura di fuoco” immersa negli abissi, formata dal Marsili, il Valinov, il Palinuro, il Glauco, il Sisifo e, più a sud, dai vulcani emersi delle Eolie. Il loro risveglio potrebbe essere drammatico per tutti i paesi costieri della Calabria, della Campania e della Basilicata. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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RELIGIONE BENEDETTA L’EFFIGIE DELLA MADONNA A PONTE BARIZZO

Il Cilento è “Terra di Maria” A cura di

ANGELA DE ROSA

abato 1° maggio scorso, presso la nuova rotatoria sita in località Ponte Barizzo di Capaccio, si è tenuta la solenne cerimonia di Affidamento del Cilento alla Madonna promossa dalla Diocesi di Vallo della Lucania. Nell’occasione, il vescovo Giuseppe Rocco Favale ha benedetto una grande effigie in ceramica decorata, dipinta dal maestro Mario Romano di Gioi Cilento e realizzata a Vietri sul Mare, riportante la scritta “Benvenuti nel Cilento, Terra di Maria” e la raffigurazione di alcuni santuari mariani e luoghi di grande attrazione turistica ricadenti nel territorio della Diocesi cilentana. Sulla ceramica sono rappresentati, inoltre, i 54 stemmi dei Comuni che compongono la Diocesi di Vallo della Lucania ed il logo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Al centro delle maioliche è raffigurata, in bassorilievo di terracotta decorata, la Madonna, patrona del Cilento. Alla dedicazione hanno partecipato i Sindaci dei 54 comuni, numerose autorità religiose, civili e militari della Campania oltre a centinaia di fedeli. Sentite le parole di mons. Favale durante il cerimoniale e la benedizione della ceramica: “Tutti insieme, con questo rito religioso, abbiamo affidato la Comunità diocesana e il Cilento alla nostra Madre celeste. Questo solenne atto, che tutte le 54 Amministrazioni comunali hanno di buon grado accettato e condiviso, vuole essere per noi non solo un gran-

PONTE BARIZZO IN FESTA Centinaia i fedeli che hanno partecipato alla solenne cerimonia di affidamento del Cilento alla Madonna. Impeccabile la disponibilità della comunità di Ponte Barizzo e della locale parrocchia guidata da don Silvestro

de atto di amore nei confronti della Madonna, la Donna più grande e più nobile che l’umanità abbia generato, essendo Lei diventata la Madre di Dio, ma anche un invito a riconoscerci una sola grande famiglia, la famiglia del Cilento, che ha scelto come comune madre Maria. Grazie a questo affidamento, il nostro Cilento diventerà così Terra di Maria. Saremo, per questo, stimolati e impegnati a far sì che diventi, sempre più, luogo di si-

gnorile accoglienza, di vera fraternità e di sviluppo spirituale, sociale ed economico, dove soprattutto i nostri giovani possano trovare lavoro e tranquillità. A testimoniare questa dedicazione, la magnifica ceramica che darà il benvenuto ai turisti nella Terra di Maria”. Il nostro network StileTV ha ripreso l’evento grazie all’impeccabile supporto tecnico di Convergenze Spa e agli allestimenti della Fashion Eventi. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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EVENTI V EDIZIONE DEL SALONE INTERNAZIONALE DI PAESTUM

Cracco, Esposito e Bottura esaltano la Mozzarella di Bufala Dalla REDAZIONE

uattro giorni all’insegna dell’eccellenza, dal 29 aprile al 2 maggio scorsi, hanno visto come protagonista assoluto il cosiddetto oro bianco di Paestum, nel magnifico scenario dell’area archeologica, per il V° Salone Internazionale della Mozzarella di Bufala Campana Dop e dell’Alimentazione Mediterranea, realizzato dal Consorzio di Tutela del formaggio Mozzarella di Bufala Campana, dalla Regione Campania, per il tramite dello Stapa CePICA di Salerno, dalla Provincia di Salerno, dal Comune di Capaccio Paestum e dalla Camera di Commercio di Salerno, con la Sovrintendenza per i Beni Archeologici delle province di Salerno e Avellino. Presenti, all’inaugurazione: il sindaco di Capaccio, Pasquale Marino; l’assessore provinciale all’Agricolutura, Mario Miano; il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, Luigi Chianese; gli assessori comunali Vincenzo Di Lucia, Antonio Iannelli e Salvatore Nacarlo; i consiglieri comunali Raffaele Barlotti, Carmine Caramante, Pinello Castaldo e Francesco Barlotti; i sindaci di Giungano e Trentinara, Franco Palumbo e Lorenzo Fraiese; il presidente della BCC di Capaccio, Enrico Di Lascio (tutti nella foto). Un long weekend all’insegna della regina della tavola campana, con decine di stand, degustazioni e momenti di confronto con la realizzazione di laboratori del gusto sui prodotti tipici e 44

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tradizionali, di incontri a tema con i più importanti esponenti della gastronomia italiana e workshop. Un evento “a basso impatto ambientale” per rispettare la natura: i numerosi spazi espositivi sistemati nell’area archeologica, infatti, sono stati realizzati in materiali riciclabili; assaggi e brindisi sono stati serviti in monouso di mater-Bi, innovativo materiale completamente biodegradabile. I DATI DEL CONSORZIO La filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop continua a rivestire un’indiscutibile rilevanza economica. Il numero di caseifici certificati ed autorizzati, al 31/12/2008, ammonta a 126 (48 soci e 78 fruitori), distribuiti su tutto il territorio che comprende le province di Caserta (61), Salerno (48), parte di quella napoletana (9), il basso Lazio e il Foggiano. Nel 2009, sono state prodotte circa 34mila tonnellate di Mozzarella di Bufala Campana (+7% rispetto al 2008), di cui il 16% esportato in Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera e Giappone.

LEZIONI D’ECCELLENZA Sublimi le degustazioni curate dai grandi nomi dell’enogastronomia italiana presso il ristorante Nettuno: ha aperto la kermesse il noto chef napoletano Gennaro Esposito, seguito da Massimo Bottura, lo chef “tecnoemozionale”. Al sabato, è stata la volta di Carlo Cracco, punta di diamante della cucina creativa italiana, e Luca Gardini, miglior sommelier d’Europa. Ed ancora due stelle della cucina campana, Raffaele Vitale e Paolo Barrale. Competenti gli approfondimenti con Luigi Cremona e la varietà dell’offerta enogastronomica del Parco Nazionale del Cilento con Maria Riina, Giovanna Voria e Vitantonio Lombardo. Enzo Coccia, acclamato pizzaiolo, ha illustrato tutti i segreti della vera pizza napoletana; Marco Oreggia, tra i massimi esperti e divulgatori dell’olio extravergine d’oliva, ha condotto una degustazione dedicata alle sue espressioni mediterranee. Nella sezione dedicata al vino, degustazione comparata fra mozzarella e Greco di Tufo condotta da Luciano Pignataro.


TIPICITÀ

Organizzata dalla locale Associazione “Santa Maria Goretti” presieduta da Carmine Somma

Gromola in Festa per il carciofo Igp di Paestum A cura di

DONATELLA FERRARA

Si è tenuta in località Gromola di Capaccio, a fine aprile, la II Edizione della Festa del Carciofo, organizzata dalla locale Associazione “Santa Maria Goretti”, presieduta da Carmine Somma. Ad inaugurare la manifestazione il vescovo di Vallo della Lucania, mons. Giuseppe Rocco Favale; il sindaco di Capaccio Paestum,

Pasquale Marino; l’assessore provinciale all’Agricoltura, Mario Miano; la presidente dell’Ept di Salerno, Marisa Prearo, e il presidente della Bcc di Capaccio, Enrico di Lascio. Nell’enorme area fieristica allestita dalla Fashion Eventi presso il campo sportivo di Gromola, sono state organizzate tante prelibate degustazioni di piatti tipici a base del sublime carciofo tondo di Paestum Igp, durante serate danzanti allietate da spettacoli musicali. Il videoservizio completo sulla Festa del Carciofo è visibile su StileTV.

Il taglio del nastro del sindaco Marino e la benedizione del vescovo di Vallo

CINEMA La XV Edizione, tenutasi a Salerno, ha affrontato il tema dell’identità nelle culture contemporanee

L’appeal del Linea d’Ombra Festival sui giovani A cura di

VERONICA POTO

Il mondo del cinema, della tv, della musica e dello spettacolo, in generale, è oggetto di un sempre più crescente interesse da parte dell’universo giovanile, smanioso di essere informato, informarsi e dare il proprio contributo a eventi, manifestazioni, incontri, festival e concerti inerenti lo showbiz. A tal fine, sono nate una serie di iniziative proprio con l’intento di favorire la simbiosi tra cul-

tura e giovani. Interessante e molto seguita, in tal senso, è stata la XV Edizione del Linea d’Ombra – Festival Culture Giovani, che ha tenuto banco a Salerno dal 14 al 18 aprile con un carnet ricco di ben 80 eventi dedicati a cinema, musica, teatro, letteratura e performing art. Il festival, quest’anno, ha affrontato il tema dell’identità nelle culture contemporanee e ha ospitato vari artisti da tutto il pianeta, molti dei quali selezionati in collaborazione con le maggiori scuole di cinema di Italia, Belgio ed Irlanda. Un’edizione che ha visto i giovani come i protagonisti principali nelle vesti di autori e selezionatori di

film e opere in concorso, nonché come partecipanti alle varie attività. Tra i numerosi spazi creativi, meritano un cenno il workshop “Costruire l’identità: il personaggio nel cinema e nella scrittura”

dedicato a 15 giovani, che ha ospitato la sceneggiatrice Giovanna Koch, lo scrittore Silvio Perrella e il regista Stefano Incerti. Molto interessante, inoltre, il progetto visivo-fotografico ideato da Oliviero Toscani, in cui erano presenti professionisti che fotografavano i salernitani. Alcune di queste foto saranno poi inserite in una mostra che si terrà nel 2013. Il dato certo è che l’apporto dei giovani è proficuo in ogni campo, soprattutto in quello artistico, poiché con la carica vitale che li contraddistingue, la loro energia e la loro linfa creativa, possono fare tanto per la crescita e il rinnovamento dell’arte in Italia.

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L’INVIATO VERONA Tra gli oltre 4mila espositori, anche le principali aziende vitivinicole di Paestum e del Cilento

Vinitaly 2010, il vero gusto del made in Italy A cura di

MARCO NAPOLEONE

4.213 espositori, 151.216 visitatori, 2.643 giornalisti, 92.325 mq di superficie espositiva: in questi numeri è racchiusa l’importanza di Vinitaly 2010, il Salone internazionale del vino e dei distillati di Verona che raccoglie visitatori da ogni parte del mondo. Dal 1967, rappresenta un evento irrinunciabile per gli operatori, accompagnando lo sviluppo di un settore che è diventato il miglior ambasciatore del made in Italy nel mondo, il rappresentante d’eccellenza del sistema agroalimentare di qualità. Vinitaly è l’unica esposizione diretta all’intera categoria di produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici e giornalisti. Quanto alla qualità e allo stile del salone 2010, non posso che elogiare l’intero Paese: dalla Sicilia al Südtirol, l’Italia, con le sue meravigliose differenze culturali, linguistiche e ideologiche, continua a conservare, innovare e proporre quella che si può definire, senza presunzione alcuna, la cultura del buon bere. Vinitaly 2010 si rivela sempre più, oltre che come evento nazionale di enologia, il salone del buon gusto gastronomico, dell’intrattenimento e del design. Dalla cortesia con cui si viene accolti dagli espositori e dai sommelier, all’efficacia delle proposte, dalla ricerca

architettonica degli stand al “retrogusto” di mercato popolare, la fiera del vino italiano offre davvero un respiro di ottimismo che lascia sperare bene per l’economia del Paese. Non mi riferisco tanto al fatturato, compromesso ormai dalla concorrenza internazionale, quanto alla capacità di potersi affermare come realtà “madre” della cultura del vino e del convivium. Fortunatamente, riesco sempre a ritagliarmi un pezzettino di tempo per parteciparvi in qualità di appassionato, e stavolta come inviato di StileTV, in modo da poter degustare le novità presentate in esclusiva, salutare qualche amico e rimettere all’attenzione dei Lettori un accurato reportage. Il Salone è organizzato in padiglioni dedicati alle Regioni italiane, all’interno dei quali le aziende sono suddivise in stand. La Regione Campania, purtroppo, paga dazio a causa dell’inefficienza degli enti preposti: spesso, infatti, si è trovata a dover esporre i propri prodotti in condizioni vergognose, con i produttori relegati in angoli angusti e poco visibili. Quest’anno la situazione è leggermente migliorata ed anche le cantine nostrane hanno avuto uno spazio decente e abbastanza funzionale per il contatto con gli utenti. Fa rabbia pensare di essere penalizzati da incompetenze organizzative nonostante non si abbia nulla da invidiare alle altre regioni per quanto concerne la qualità dei prodotti. Ecco ora la mia personalissima classifica dei migliori vini degustati in fiera! Premetto

che è un parere espresso da un semplice appassionato, libero da vincoli contrattuali di guide specializzate e affini, ma non per questo non attendibile. Anzi!

prima di essere messo in commercio. Vellutato e armonico, dal tannino sontuosamente levigato, di grande struttura. Punto debole? Il prezzo: 85 euro circa.

1°classificato Respiro aglianico Cilento (Azienda Alfonso Rotolo, Rutino - Sa). Ma come, un vino cilentano al primo posto? Ma siamo impazziti? No, non lo siamo, abbiamo solo promesso di cercare di essere quanto più oggettivi possibile. Forse un pochino campalinisti, ma oggettivi. Respiro è il vino che più mi ha impressionato: elegante, coinvolgente, deciso, straordinario per rapporto qualità-prezzo. Assolutamente da provare.

3°classificato Sessantanni Primitivo di Manduria (Feudi di San Marzano, Taranto). Il nome si riferisce all’età dei vigneti che generano questo vino. Gran bel prodotto che spicca decisamente nel panorama vinicolo pugliese; da accompagnare a piatti importanti e consistenti. Il problema della Puglia è lo stesso della Campania e del Sud in generale: lo snobismo della stampa specializzata.

2°classificato Urlo (Tenimenti Ruffino, Bagno a Ripoli - Fi). Sublime blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Alicante e Petit Verdot. Sicuramente la novità più interessante di Vinitaly 2010. Un ottimo vino con un’enorme processo di marketing e di pubblicità alle spalle che lo ha fatto diventare grande ancora

In conclusione, credo che ci sia davvero da credere nel valore e nella cultura del vino italiano come viatico di distinzione ed eccellenza sul mercato internazionale, un mercato in cui possiamo ancora ritenerci “condottieri” a fianco (e sottolineo a fianco) solo dell’eterna rivale Francia, un giorno, forse, nostra auspicabile alleata. Intanto, noi abbiamo Vinitaly e loro non hanno Vinfrance!

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L’OPINIONE LA TV SFERICA SECONDO IL FAMOSO GIUDICE D’ORIGINE ROCCHESE

Francione: “La Rete è l’unico spazio democratico rimasto” A cura di

PIERFRANCESCO PALATTELLA (Segue dal numero precedente)

La Rai è del popolo italiano tutto. Una realtà o un’utopia? “La natura iperpopolare della RAI non la utopizzo di certo io, ma l’affermò la Commissione di Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi, la quale nel ‘Documento di indirizzo sul pluralismo’ (1997) sottolineava che ‘con il termine di pluralismo s’intende la rappresentazione, nei mezzi di comunicazione, della pluralità di cui è composta la società’. Ciò che rappresenta un dovere per l’intero sistema radiotelevisivo diventa un obbligo per ciascun mezzo radiotelevisivo gestito dal servizio pubblico, che motiva la sua esistenza (e il suo finanziamento attraverso il canone) nel suo essere dalla parte di ogni cittadino, evitando ogni sorta di subordinazione a partiti, poteri o interessi. Non si tratta solo di garantire ai diversi soggetti e alle diverse idee di essere rappresentati, ma anche e soprattutto di assicurare al cittadino il diritto di essere compiutamente informato e di poter avere accesso ai mezzi di comunicazione”. Ci spiega meglio questa potestà attiva del cittadino sul diritto di informazione? “Si tratta di un diritto reale di accesso che si esprime soprattutto come diritto a non essere esclusi dall’informazione attiva. Il documento della Commissione fornisce elementi per assicurare il pluralismo politico, etnico, religioso etc., ma soprattutto il pluralismo sociale: ‘Il servizio pubblico deve rappresentare l’autonomia e la dialettica delle realtà sociali

del nostro Paese in tutta la loro ricchezza, dando voce anche a chi spesso voce non ha. Il tutto deve tradursi, per ogni genere televisivo e per l’insieme degli spazi informativi, nel richiamo esplicito e nella rappresentazione di tutte quelle realtà sociali, a cominciare dal mondo del lavoro, e di tutte quelle problematiche sociali e culturali emergenti (femminismo, ambientalismo, problemi della terza età, immigrazione e rapporti Nord-Sud) che, trovandosi in condizione di debolezza sul piano degli strumenti informativi e nei confronti degli interessi forti, risultano largamente penalizzate. Garantire l’accesso al sistema informativo, anche in forma diretta, rappresenta un dovere esplicito del sistema pubblico radiotelevisivo’. Sembra un vero proclama costituzionale della Commissione per regolare, democraticamente, l’accesso attivo alla RAI di ogni cittadino”. Internet è ormai destinato ad assurgere al ruolo di leader assoluto nel campo dei media? A cosa potrebbe portare questo in futuro? “Lei ha richiamato il settimo potere da me prima non citato: il Cyberspazio. È l’unico spazio sferico e non piramidale attualmente veramente democratico e a click di popolo. Talmente democratico, forte e potente, che già le grinfie delle altre caste si muovono per accaparrarselo o censurarlo. La Rete è l’unico sistema capace, oggi, di gestire la controinformazione, per abbattere le altre sei caste e creare un mondo realmente sferico. Il Cyberspazio, però, ha un senso in rapporto a quello che io chiamo ulespazio (spazio materiale = dal greco ulè, materia). Bisogne tessere con la Rete l’informazione somma: i media tradizionali sono in mano ai forti ed è necessario siano riconquistati dai deboli. Immediata-

mente dopo la diffusione di questa consapevolezza, dobbiamo scendere in strada e, di continuo, pacificamente e gandhianamente (come si sta facendo in questi giorni in seguito ad azioni antipolitiche diffuse via web), per reclamare i nostri diritti calpestati. L’uguaglianza sulla carta dei cittadini non è tale nel mondo reale, mentre la stessa costituzione prevede che si usi ogni mezzo democratico per ricostituire la parità. Noi Antiartisti reclamiamo il nostro sacrosanto diritto di accesso ai media forti per diffondere la nostra arte, poesia, drammaturgia! Basta coi forti che diventano sempre più forti! Noi, privi di mezzi economici, abbiamo più diritto di loro ad accedere, in maniera attiva, ai megasistemi dell’informazione, essendo ciò garantito dalla Costituzione agli artt. 2 e 3 e imposto dall’art. 3, 2° co.: ‘È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’. ‘Chiunque sia un uomo libero non può starsene a dormire’, diceva Aristofane. Parafrasandolo, potremmo dire che, oggi, chiunque sia un uomo libero non può starsene a pigiare il telecomando come un matto o a sfogarsi inutilmente su Internet. Scendiamo nelle strade, accerchiamo pacificamente i palazzi del potere per manifestare la nostra protesta di massa! Andiamo a gridare: ‘Invece del digitale terrestre, dateci l’alare stellare!’. L’universo dell’informazione è grande. È di tutti e per tutti. Ma che lo sia davvero. Nei sei poteri dominanti il monito è unico: ‘Spacchiamo la piramide e moliamo la sfera!’. Intanto, che la Rete sia con noi!”. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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CALEIDOSCOPIO AMBIENTE - Organizzata dai consorzi Lidi e Albergatori

EDITORIA - La Bonifica delle Terre Salernitane

“Pinetiamo”, raccolti oltre 70 quintali di rifiuti

Nuovo tour letterario dello storico Chieffallo

Ha preso il via, il 31 marzo scorso, l’iniziativa promossa dal Consorzio Albergatori “Paestum In” e dal Consorzio Lidi, denominata Pinetiamo - Ripuliamo la pineta di Capaccio Paestum. Ben 70 i quintali di rifiuti rimossi dalla vegetazione, che la Sarim ha poi provveduto a raccogliere per smaltirli. “Sono entusiasta del fatto che gli operatori turistici capaccesi abbiano deciso di intraprendere questo tipo di iniziative - ha sottolineato il sindaco di Capaccio, Pasquale Marino - che sono il segno di una nuova consapevolezza imprenditoriale, basata sul legame tra attività ed ambiente”. “Pinetiamo” non ha rappresentato una mera pulizia della pineta, né tantomeno è stata organizzata per puntare il dito contro eventuali responsabilità dell’attuale Amministrazione comunale: gli operatori turistici locali, con la loro presenza attiva e con le loro energie, hanno voluto lanciare un appello alle amministrazioni e agli organi concernenti la pulizia e il decoro della pineta, e più in generale del 50

territorio, per porre fine all’indifferenza che, fino ad oggi, ha imperato. “L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’entusiasmo e alla volontà del Consorzio Albergatori e Consorzio Lidi di Paestum – ha spiegato Biancaluna Bifulco, operatrice turistica capaccese - ringraziamo l’assessore Eugenio Guglielmotti, che è venuto a porci gli auguri di buon lavoro, così come tutti i volontari e collaboratori che hanno dedicato una giornata a questa iniziativa, dimostrando di avere serietà e spirito di collaborazione, ma soprattutto di tenere a cuore il nostro territorio. Ovviamente, una singola iniziativa che non preveda un prosieguo, sarebbe solo un ennesimo slogan ‘puliamo la pineta’. Il nostro obiettivo, invece, è quello di riuscire a realizzare questo compito almeno due volte al mese. Sono convinta che, unendo le nostre forze, saremo in grado senza dubbio di realizzare questo progetto. Naturalmente, ci auguriamo di poter contare sulla collaborazione di Legambiente e di altre associazioni di volontariato”. Lisa Pinto

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Dal prossimo mese di maggio, parte il tour di presentazione del libro “La Bonifica delle Terre Salernitane”, ultimo lavoro letterario del noto storico Domenico Chieffallo (nella foto, a sinistra), edito dal Centro di Promozione Culturale per il Cilento. Lo scrittore agropolese, nella pubblicazione, si è sacrificato in laboriose ricerche in archivi di Stato, comunali e biblioteche nazionali per trattare il fenomeno del bradisismo (spostamento verticale della crosta terrestre) specie lungo la fascia costiera salernitana, causa di un autentico sconvolgimento sullo stato dei luoghi dando origine alla formazione di terreni paludosi. Tuttavia, nel corso dei secoli, il fenomeno non ha interessato soltanto le zone vicino al mare, bensì pure anche l’entroterra fra la Piana del Sele ed il Vallo di Diano, rendendo necessarie opere di prosciugamento e bonifica per rendere i terreni fertili per la semina ed il pascolo. Il Chieffallo, scrittore arguto di vasta cultura letteraria, ha pubblicato fino-

ra una trentina di opere, tutte di grande interesse storico-scientifico. Già nel 1996, affronta tale tema delle aree malsane di Agropoli e di Paestum ed ora ritorna sul problema con maggiore acuità con leggi e decreti del Consiglio di Stato emanati fin dal 1839, tendenti a normalizzare le zone palustre e l’esistenza degli Agricoltori salernitani attraverso la nascita dei Consorzi di Bonifica, che hanno consentito di utilizzare nel modo migliore i fondi di pianura senza pericolo per la propria salute e quella degli animali d’allevamento. Un’opera validissima, dove sono esposti importanti recuperi di aree acquitrinose attraverso il gravoso impegno dell’uomo. Il volume, originale nella stesura, è documentato con notizie e foto d’epoca, dettagli di spesa, dati statistici e riferimenti legislativi. Un’efficace testimonianza che riporta come sia stato possibile sconfiggere il paludismo e la malaria nelle terre del Sele, Alento, Bussento e Vallo di Diano. Matteo Galdi


RICONOSCIMENTI - Il graduato della Polizia penitenziaria in congedo riceverà la Medaglia d’Oro al merito di servizio

Vincenzo Buccella e il ricordo delle 5mila lire di premio ricevute dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa Gli anni Settanta volgevano al termine. Quel giorno, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa era in visita a Cuneo, alla Casa di reclusione di Fossano. Proprio quel giorno, l’Agente di Custodia Vincenzo Buccella (per tutti Franco) si distingueva in un’importante operazione di servizio tesa a prevenire la commissione di gravi reati. Il generale Dalla Chiesa premiava personalmente il giovane con 5.000 lire (di tasca propria) e lo indicava quale soggetto meritevole di lode

ministeriale. Dopo 35 anni in divisa (di cui 27 a Salerno), dal 1° febbraio

GIUNGANO - L’ultimo singolo della cantante su iTunes

La consacrazione di D’Aria Quando D’Aria (all’anagrafe Maria De Lucia) comincia a calcare la scena musicale italiana, sfiorando giovanissima la vittoria a Castrocaro, era solo un’interprete debuttante ed entusiasta delle sue aspirazioni di ragazzina. Oggi, la cantante giunganese doc è sulla cresta dell’onda più che mai grazie alla nuova identità di autrice. L’artista (nella foto), dotata di una meravigliosa voce melodica, si accosta al pop-dance con naturalezza, grazie all’aiuto fruito da Ron, Claudio Passivanti e Bulgaro. I suoi versi esprimono eventi ed ansie di una generazione cresciuta senza idonei di riferimenti per trovare certezze nel domani. Il mondo di D’Aria è uno sguardo aperto sul futuro, in una ricerca poetica forte di verità, amore e realtà del passato, celebrato con il pop-rock internazionale degli anni

‘60 e ‘70: il suo ultimo singolo Prendi il mio silenzio, in vendita online su iTunes, ne rappresenta la prova. La vita quotidiana della cantante cilentana si snoda tra la ricerca professionale e l’impegno civile per la tutela dei diritti umani. Un segnale tangibile proposto dall’artista che, nel profondere amore verso il suo affezionato pubblico, si prodiga per le persone meno fortunate. Matteo Galdi

2010, Franco Buccella (nella foto, al centro), ora graduato della Polizia penitenziaria,

è in congedo. La lode non è ancora arrivata. Ma, per Franco, cambia poco o nulla. Il ricordo rimane. Come è indelebile il segno di una carriera esemplare, fatta di serietà e senso del dovere. Il riconoscimento più bello è quello tributatogli dal rispetto e dall’affetto dei colleghi, vecchi e nuovi, e dal prossimo conferimento della Medaglia d’Oro al merito di servizio. Chissà, forse passeranno altri 30 anni, ma il ricordo ed il riguardo per una carriera esemplare rimarranno per sempre.

CAPACCIO

LA LETTERA

Una nuova associazione al Rettifilo

A Capaccio più spazio per giocare

Presso la canonica della parrocchia di Santa Rita, si è costituita l’Associazione “Vivi Rettifilo”. Tra i principali obiettivi, quelli di: animare la locale comunità che, nonostante i numerosi residenti, ha difficoltà ad emergere; farsi portavoce dei problemi e delle necessità della contrada; proporre iniziative socio-culturali e sportive. Questo il direttivo eletto dai circa 60 soci: Emilio Quaglia (presidente), Giusy Migliaccio (vicepres.), Luigia D’Angelo (tesoriera), Valentina Migliaccio (segretaria). I consiglieri sono Aldo Corcillo, Rosanna Mazzaccaro, Mario Ciuccio, Almerindo Merola, Rosario Alberico, Franco Bamonte, Gerardo De Rosa, Giuseppe Di Palma, Angelo Mitrano, Giovanni Di Giovanni e Sonia Di Filippo.

Ho chiesto al direttore di StileTV di fare un articolo sul giornale, e lo ringrazio per avermi dato questa possibilità. Ho fatto un’intervista ai miei amici di classe della scuola media di Capaccio Scalo, e tutti pensano che non c’è troppo spazio per giocare, non c’è cura degli alberi e degli animali. Solo il parco La Collinetta va bene per stare all’aperto, ma è troppo poco. Chiediamo al sindaco della nostra bella città di fare qualcosa per noi piccoli, perché è bravo e sono sicuro che ci ascolterà. Grazie a tutti per l’attenzione. Orlando Montechiaro Alunno di 4a elementare

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ECCELLENZE INFRASTRUTTURE E SERVIZI ALL’AVANGUARDIA PER IMPORSI SUL

Convergenze, successi in linea FONDATA NEL 2005 DA QUATTRO GIOVANI CAPACCESI, OGGI È LA PRIMA AZIENDA DI TELECOMUNICAZIONI DELLA PROVINCIA DI SALERNO

A cura di

ALFONSO STILE

la storia di quattro ragazzi che, partendo da zero, arrivano a competere con le grandi multinazionali. Ma non è la trama di un film o un esempio targato Nord Italia. Questa storia, vera, è tutta capaccese. È quella di Rosario e Grazia Pingaro, Gianluca Mandetta e Giovanni Prearo (cui, poi, subentrerà Vito Palladino), soci fondatori, nel novembre del 2005, di Convergenze Spa, azienda che produce ed offre servizi di telecomunicazione. All’epoca, tutti poco più che trentenni, avevano appena un installatore a dargli una mano. Oggi, invece, occupano ben 7 tecnici specializzati, 2 impiegati nell’area amministrativa e 3 collaboratori esterni, oltre ad una ramificata serie di partners, sellers e fornitori che, complessivamente, creano un indotto lavorativo che sfiora le 90 unità. Da un fatturato di quasi 300mila euro nel 2006, sono passati ai 1,9 milioni del 2009, a fronte di circa 5.000 clienti. Numeri che classifi-

ROSARIO PINGARO Presidente e Amministratore delegato di Convergenze Spa. Nel 2004, ha vinto il prestigioso Premio “Marrama” indetto dal quotidiano Il Denaro.

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MERCATO E CREARE OCCUPAZIONE. CE L’HANNO FATTA

GIOCO DI SQUADRA Affiatamento e sinergia sul posto di lavoro sono le prerogative dello staff di Convergenze per assicurare un elevato e costante standard qualitativo dei servizi forniti alla clientela

cano Convergenze come la prima azienda del settore, in assoluto, nella provincia di Salerno, nonché la prima, a livello infrastrutturale, della regione Campania. Con la propria rete wireless, infatti, copre oggi l’85% del territorio provinciale, portando Internet in comuni dove altre compagnie telefoniche non arrivano (soprattutto in quelli dell’Alto Cilento e del Vallo di Diano) ed offrendo i seguenti servizi: ADSL terrestre, telefonia fissa tramite VOIP (Voice Over IP), WLR (Wholesale Line Rental) e ULL (Undundling Local Loop), servizio fax a valore aggiunto (fax su email e invio fax tramite email), numerazioni non geografiche (840, 848 e 800), hosting per siti e portali web, video streaming (Live e Vod) e posta elettronica certificata (PEC). In pratica, Convergenze mette a disposizione dei clienti tutti i principali servizi telefonici (fisso, fax, e-mail, Internet), garantendo maggiore efficienza tecnica ed una economicizzazione dei costi in bolletta rispetto agli altri operatori (senza pagare il canone Telecom, ovviamente). Fino a ieri, inoltre, l’erogazione di tali servizi era subordinata alla capacità delle tecnologie implementate dalla stessa Telecom Italia. Oggi, invece, grazie ad un notevole e mirato investimento, Convergenze sta realizzando una propria infrastruttura direttamente all’interno della centrale telefonica Telecom di Capaccio Scalo, da sfruttare in totale autonomia ed indipendenza. Ciò consentirà all’azienda capaccese di offrire servizi innovativi, come ad esempio telefonia fissa ai costi più economici del VOIP e l’ADSL a 20 Mega (basti pensare che, attualmente, l’ADSL più veloce offerta dai più importanti operatori sul mercato, viaggia in generale a 7,2 Mega). La medesima infrastruttura (operativa entro il prossimo mese di giugno), permetterà a Convergenze di offrire, in futuro, il servizio denominato UBL (Ultra Banda Larga), la cosiddetta VDSL2, capace di garantire connessioni fino a 50 Mega simmetrici (cioè sia in download che in upload): al momento, tale tecnologia è ancora in via di sviluppo, e dovrebbe arrivare sul mercato nel 2011. Successi e prospettive che rendono ancora più luminoso il futuro di Convergenze, capace d’imporsi in un settore complesso come quello delle telecomunicazioni, e soprat-

tutto di fare impresa al Sud in un momento difficile, dal punto di vista economico, come questo. Una bella storia made in Paestum, dunque, di cui è fiero Rosario Pingaro, Presidente e Amministratore delegato di Convergenze, anima di un’azienda divenuta modello per i giovani imprenditori del territorio. Pochi, però, sanno che lui, l’ingegnere, è sempre lì... dietro i 4 monitor giganti, nel suo ufficio, a controllare la situazione. È il capo. Ma anche il primo ad arrivare e l’ultimo a rincasare, la sera. Con quale spirito affrontate gli impegni del vostro lavoro? “Lavoriamo ogni giorno per far percepire, ai nostri dipendenti e collaboratori, quanto sia importante il gioco di squadra e l’attaccamento all’azienda per il raggiungimento di obiettivi comuni. Sinergia ed affiatamento sono alla base di tutto ciò che facciamo, poiché ci consentono di massimizzare il rendimento”. Qual è il segreto dei vostri successi? “Garantire un livello qualitativo dei servizi costante e migliore rispetto alla concorrenza, costruito sull’affidabilità e l’autonomia delle nostre connessioni, oltre che sulla capacità di esprimere risposte immediate in termini di assistenza, attraverso personale competente ed interventi diretti sul posto, laddove altre compagnie si servono di call center ad opzioni preselezionate e registrate costringendo i clienti a lunghe trafile ed attese prima di ricevere l’informazione richiesta o che un eventuale problema tecnico venga risolto”. Le tariffe Convergenze sono convenienti? “Siamo molto competitivi nell’offrire il miglior prodotto possibile ad un giusto prezzo, evitando di far leva su offerte commerciali clamorose quanto azzardate. Abbiamo tariffe ottime sui servizi VOIP ed in linea con il mercato riguardo Internet, offrendo però un minimo di banda garantito, non approssimato per eccesso… Oggi, infatti, la gente esige prima di tutto serietà e qualità, e noi ci preoccupiamo di garantire ciò in tutti i servizi che eroghiamo”. Il prossimo obiettivo aziendale? “Tra pochi giorni saremo in grado di offrire l’ADSL a 20 Mega. Un risultato straordinario, in attesa dell’Ultra Banda Larga”. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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ECONOMIA DISTRIBUIRÀ, IN ESCLUSIVA, LA FAMOSA BIRRA BELGA

Donato Alonzo, l’uomo che ha portato la Bavik in Italia A cura di

ALFONSO STILE

er la prima volta, in 116 anni di storia, l’antica birreria belga Bavik ha deciso di esportare sul mercato italiano i propri pregiati prodotti, aprendo una serie di trattative con imprenditori nostrani per pianificare le strategie commerciali da adottare in un settore complesso quale quello della distribuzione dei marchi di birra. In un contesto di concorrenza internazionale, a spuntarla è stato Donato Alonzo, 52 anni, noto product manager originario di Castel San Lorenzo e capaccese d’adozione, il cui progetto ha convinto i vertici della Bavik a concedere in esclusiva alla sua società, la Feeling Import/Export Srl di Capaccio, la distribuzione dell’intera gamma di birre in ben 11 regioni d’Italia (Campania, Puglia, Lazio, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna). In base all’accordo, Alonzo ha messo a punto e reso già operativa una fitta rete di seller esperti per dar luogo ad una copertura capillare del CentroSud, assegnando concessioni per provincia: l’obiettivo è quello di immettere sul mercato italiano, nell’arco di un lustro, ben 10mila ettolitri annui. Il colosso Bavik produce birra ad alta fermentazione dal 1894, ed è una delle due uniche aziende al mondo ad utilizzare botti di rovere per la stagionatura: i marchi più venduti sono la Bavik Pils classica e la Petrus (conosciuta come la “birra di San Pietro”). Un risultato di prestigio, dunque, per Donato Alonzo, la cui esperienza nel

DONATO ALONZO Il presidente della Feeling Import/Export Srl mostra orgoglioso i prodotti Bavik

PRESTO, ANCHE UNA JOINT VENTURE PER ESPORTARE I PRODOTTI DI ECCELLENZA DEL CILENTO IN BELGIO E FRANCIA settore risale al 1988, anno in cui inizia ad occuparsi di ristorazione, realizzazione di pub, birrerie e locali. L’intesa con la Bavik rappresenta un traguardo importante di un percorso professionale fatto di sacrifici e passione, che ha portato Alonzo alla consacrazione definitiva nelle vesti di direttore delle vendite della Planet Beverage di Capaccio Paestum, divenuta in pochi anni una delle prime aziende distributrici di food&beverage della provincia di Salerno, con un fatturato annuo che ha sfiorato, nel 2009, i 5 milioni di

euro. Allo stesso tempo, la Feeling ha individuato, tra le principali estensioni future del proprio business, la creazione di una joint venture con la Bavik per esportare direttamente i prodotti enogastronomici di eccellenza del territorio di Paestum e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in considerazione del fatto che la stessa Bavik è titolare centinaia di ristoranti, pizzerie, pub, wine bar, birrerie, gastronomie e locali di consumo in tutto il Belgio e nel nord della Francia. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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IL BILANCIO IL DIRETTORE MARINO ILLUSTRA I DATI DELL’ESERCIZIO 2009

La crisi economica avanza, la BCC di Aquara rilancia l Consiglio d’Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Aquara ha approvato il Bilancio d’esercizio per l’anno 2009. In un periodo in cui la crisi finanziaria ed economica imperversa a livello internazionale, la BCC di Aquara continua a raccogliere le speranze di migliaia di risparmiatori ed imprese: la fiducia dei risparmiatori è tutta racchiusa nella strabiliante crescita dei depositi, saliti a 177 milioni di euro (+11% rispetto all’anno precedente); quella degli imprenditori, invece, è riscontrabile nella crescita degli impieghi (prestiti), che hanno raggiunto i 102,5 milioni di (+4%). I numeri ottenuti dalla BCC di Aquara diventano ancora più significativi se confrontati con il sistema creditizio tamento dell’utile d’esercizio, fermanazionale. La crescita di capitale e ri- tosi a 1,1 milioni di euro (-49%), ma, serve è stata del +15,1% contro il come spiega lo stesso direttore Mari+6,4% della media nazionale, un abis- no, “un calo degli utili, in un periodo di so di solidità e stabilità finanziaria crisi, non è solo fisiologico ma, per certi che fornisce garanzie anche per il fu- versi, desiderabile, in quanto consente a turo della Banca. famiglie ed imprese di sostenere minori Il direttore, Antonio Marino, è rag- costi di indebitamento. La BCC di Aquara, giante: “Abbiamo superato ogni più ro- per superare tale crisi, ha messo in campo sea aspettativa di cresciun fenomenale impegno ta, grazie ad una vicinansociale di grande concreza di valori e di intenti tezza, preferendo la strache mette in connessione da della riduzione dei tasla nostra banca alla realsi spontanea e generaliztà sociale in cui opera. La zata alla contrattazione su gente sente la BCC di richiesta di clienti”. Aquara come una vera In effetti, con la sfavobanca ‘familiare’, che ANTONIO MARINO revole congiuntura Direttore della BCC di Aquara ascolta e risolve i probleeconomica si sono rimi anziché aggiungere burocrazia. Stia- dotti di molto i tassi di interessi, nello mo lavorando affinché questo grande at- specifico l’Euribor, e questo ha portatestato di stima non venga mai tradito”. to ad una naturale riduzione del marC’è da considerare, tuttavia, il rallen- gine d’interesse, in conseguenza del

fatto che i prestiti erogati dall’istituto sono agganciati a tale parametro. Marino precisa, infine, che “quando la crisi avanza, non basta stimolare i consumi con la riduzione dei tassi, bisogna pensare anche ad iniezioni sull’economia reale, ed è per questo che abbiamo deciso di espanderci aprendo una nuova filiale nella città di Salerno e una nuova sede amministrativa a Capaccio”. È proprio il caso di dire che la crisi non spaventa, anzi può fare da trampolino di lancio. Simone Pepe STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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VOLTI NUOVI È IL PIÙ GIOVANE COMPONENTE DEL CONSIGLIO DEI DELEGATI

Carmine Frunzo, linfa verde al Consorzio di Paestum a appena 29 anni, ma uno sconfinato senso di attaccamento ed appartenenza alla sua terra, ereditato senza dubbio da papà Ugo, noto agricoltore capaccese, con il quale lavora fianco a fianco nell’azienda di famiglia, sita in località Scigliati-Sabatella. Per questa ragione, nonostante la verde età, ha deciso di candidarsi alle ultime elezioni del Consorzio di Bonifica di Paestum, riuscendo a spuntarla nella prima fascia. Carmine Frunzo è così diventato il più giovane membro del Consiglio dei Delegati dell’ente consortile pestano. Un risultato sorprendente per qualcuno, meritato per molti altri. Perché ha deciso di candidarsi alle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio del Sinistra Sele? “Conoscendo bene e vivendo ogni giorno le esigenze e le aspettative di noi giovani agricoltori di Capaccio, ho voluto mettermi in gioco per portare concretamente la nostra voce nel direttivo del Consorzio. Sono orgoglioso di esserci riuscito, ed ora sono a disposizione di tutti i consorziati al fine di avvicinare sempre di più l’ente ai beneficiari dei preziosi servizi che eroga sul territorio”. Chi l’ha sostenuta di più nella sua decisione di candidarsi? “Oltre alla mia famiglia, che mi ha dato tanta fiducia, devo ringraziare pubblicamente l’amico Roberto Ciuccio, il quale ha creduto fortemente nel sottoscritto accrescendo, in me, il desiderio di volermi assumere maggiori responsabilità per dare una svolta drastica all’azione amministrativa dell’ente. Credo che non avrei avuto la stessa voglia d’impormi se non ci fosse stato lui ad incoraggiarmi”.

Entusiasmo e voglia di fare Carmine Frunzo alle prese con alcune pratiche da sbrigare nella sede del Consorzio di Bonifica Sinistra Sele di Paestum: 29 anni, figlio dell’agricoltore Ugo Frunzo, è il pupillo del consigliere Roberto Ciuccio

Che idea si è fatto del nuovo Consiglio dei Delegati di cui è entrato a far parte? “Siamo un gruppo compatto ed omogeneo, forse per la prima volta in assoluto a dire di molti. Remiamo tutti dalla stessa parte, e questo mi lascia ben sperare per il futuro. Inoltre, c’è grande rispetto dei ruoli e, soprattutto, di tutti i consorziati, a disposizione dei quali è stata rimessa una grande esperienza”. Che rapporto ha con il presidente Vincenzo Fraiese? “Come Lei ha anche scritto in una recente intervista, è veramente ‘un uomo tutto d’un pezzo’. È parte attiva del consorzio ormai da più di vent’anni, durante i quali ha acquisito un’esperienza diretta incalcolabile. Sa prestare orecchio alla voce di tutti, soprattutto a quella dei consiglieri e consorziati più giovani, parlando poco

ma lavorando molto. Direi che è capace di far sentire ‘presidente’ anche te, visto che ha assegnato dei compiti precisi a ciascuno di noi, non solo per responsabilizzare il nostro ruolo, ma anche per renderci più operativi ed autonomi sul territorio. Con lui alla guida, il Consorzio farà passi da gigante, anche perché può avvalersi di consiglieri competenti come Roberto Ciucco e Luigi Ciliberti, senza nulla togliere agli altri, con i quali si è subito instaurata una spontanea armonia nel fare sistema”. Quali le priorità da affrontare? “Guardi il Sinistra Sele è uno dei migliori consorzi d’Italia, sfrutta tecnologie avanzate e dispone di un sistema d’irrigazione all’avanguardia. Dobbiamo quindi essere in grado di elevare ancora di più il livello di efficienza”. al.st. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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DOCUMENTI Sviluppo e progresso socio-economico di Capaccio Paestum:

Origini, storia ed attività del Con A cura del prof.

PAOLO PAOLINO

(Segue dal numero precedente il “Testo originale della Memoria legale di Gennaro Mangone per Università e Cittadini della Città di Capaccio contro l’Illustre Principe d’Angri” - Napoli, maggio 1771). “...I Cittadini appena bastavano per coltivare i territori adiacenti alla Città, e quei de’ luoghi asciutti : né i forestieri vi si arrischiavano per timore dell’aere cattivo, che non li permetteva dimorarci, per farne la coltura”. “…Questi sono i territori che, da boscosi e paludosi, che prima erano, essendo stai non più che da circa 50 anni principiati a renderli coltivabili dai Cittadini di Capaccio con sommo loro dispendio e fatica; e successivamente nel 1749 in 1750 a spese dell’Università essendosi formato un alveo di larghezza palmi 10 e di lunghezza un miglio, per far in esso imboccare l’abbondante sorgiva dell’acqua della Salza, e deporla nel fiume di Capodifiume, per cui si resero asciutti circa tremila tomola di territorio,che prima erano impraticabili, denominati le Marene, Cardogna, Tufarella, 68

Elice e tutto il recinto di Fiumarello… Tutti detti territori o sono stati chiusi e incorporati alle Difese dell’Ill. Principe d’ Angri, oppure incorporati fra quei territori da’ quali il medesimo si esigge i terraggi, per opera dell’ sui ministri e fittuari, per cui si vede, che l’esazione de’ terraggi che prima in tempo della liquidazione nel 1578 non era che in sole tt. 421, e decadute poi nel 1641 in sole tt. 145 in tempo dell’apprezzo, in oggi è avanzata in tt. 2000 in circa…”. “Non è giusto che l’Illustre Principe d’Angri intrometta nelle Difese un eccessivo numero di animali che non possono esser mantenuti, per farli poi pascere di continuo nei territori di Capaccio, e fra tanto mantenersi l’erba delle difese per riserba, come pratica e si è provato”. “Quella parte del territorio di Capaccio, che si dice la piana di Capaccio, è realmente, secondo il suo nome, tutto piano. Da secoli questo vasto territorio è stato tutto sommerso dall’ acque, che in copia grandissima ivi sorgono, d’onde è derivato di essere stato inservibile, in grave danno di quel Comune. Ma il male maggio-

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re si era, che queste acque ristagnate, corrompendosi nell’està, e venendo rimosse dalle bufale, le quali per rinfrescarsi del gran calore in quelle si tuffavano, cagionavano l’aere cattivissimo per quelle pestifere esalazioni, che era pericoloso ben anche passar da vicino per tai luoghi. Avendo l’Università e Cittadini con loro dispendio e fatica dato lo scolo all’acqua, non solo con quello grande Alveo di sopra notato, ma con fossi profondi, e larghi all’intorno di quei terreni, che ciascuno

Dall’archivio fotografico storico del Consorzio di Bonifica di Paestum Sopra Panoramica aerea della Piana del Sele dell’epoca In alto, a destra Ecco come si presentava l’area di Capo di Fiume

ha ridotti a coltura, si è in qualche maniera purificato l’aere, talché di presente ci si può abitare, come in fatti ci si abita per nove mesi all’anno, e si potrebbe in essi sicuramente dimorarci ancora per gli altri tre mesi dell’anno


documenti inediti e ricostruzione storiografica

Parte II

sorzio di Bonifica Sinistra Sele

col trattamento che nell’està vi fanno, oltre dell’esalazione cattiva, che promuovono, rovinano i fossi medesimi per cui è tenuto il Cittadino di continuo farli riparare con suo grave dispendio. Si aggiunga a tutto ciò che la bufala

Agosto, Settembre ed Ottobre, se le buffale non si andassero in tal tempo a tuffare ne’ piccoli ristagni, a’ quali non ancora si è dato lo scolo, perché quelle terre ove sono tali ristagni, dall’Illustre Principe d’Angri, e d’altri Cittadini suoi parziali si sono chiuse ad uso di Difesa. Oltre di che la sperienza fa vedere, che per tale cagione, ove sono bufale, l’aere è sempre cattivo e pericoloso. Or se un interesse privato possa recare un pregiudizio così notabile al pubblico sarà insussistente la do-

manda fatta all’Università, che non potessero intromettersi animali bufalini nel territorio di Capaccio ; se poi il pubblico interesse, come è doveroso, deve sempre prevalere, sarà riputata giusta e regolare la petizione dell’Università, poiché le bufale non già nel territorio aperto, ma nelle difese debbonsi tener racchiuse. Concorre con la causa pubblica anche la privata, mentre le bufale ritrovando sempre qualche poco d’acqua ristagnata ne’ fossi, che circondano i territori a coltura,

coi suoi grossi piedi devasta tanta erba, quanta basterebbe per nudrire più animali d’altra specie; ed in fatti si sa che quasi per tal riflesso la bufala più di ogni altro animale ha bisogno di erba“. (Continua nel prossimo numero)

La memoria legale di Gennaro Mangone rivolta ai cittadini capaccesi rappresenta una difesa degli interessi patrimoniali del Comune di Capaccio contro il Principe d’Angri, il quale si era appropriato illegittimamente di diverse proprietà demaniali STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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LAVORO

Il tuo curriculum vitae È il biglietto da visita per chi è in cerca di un lavoro: a cosa serve, come compilarlo e cosa deve contenere A cura del dott.

ENRICO BELLELLI Direttore del Centro per l’Impiego di Vallo della Lucania (Sa)

Cos’è? Il Curriculum Vitae è la sintesi concisa delle vostre esperienze di studio e di lavoro. Si invia per rispondere ad un annuncio su un giornale, per segnalarsi alle società di consulenza e di selezione che raccolgono candidature, per proporsi ad un’azienda. L’obiettivo finale è quello di ottenere la convocazione per un colloquio. Al CV va allegata una Lettera di presentazione o di autocandidatura che ne spieghi le motivazioni, senza ripetere i contenuti del curriculum. Un corretto curriculum deve: - creare una prima impressione favorevole; - suscitare interesse e invitare ad un approfondimento attraverso la convocazione ad un colloquio ; - essere corretto nella forma e completo nei contenuti; - essere preciso e conciso (spesso un selezionatore non dedica ad un curriculum più di 30 secondi!). Il CV non deve mai superare le due pagine; nel caso di ricerca del primo impiego, è sufficiente una sola pagina.

A cosa serve? Costituisce un inventario personale che permette di avere sotto gli occhi l’intera vita professionale di un individuo, e può essere utilizzato come presentazione ad un potenziale datore di lavoro. Il CV può diventare una traccia per l’esaminatore nel momento del colloquio e un utile promemoria nel momento finale della scelta del candidato. I contenuti Nella stesura del proprio CV, conviene: - focalizzarsi sulle informazioni veramente significative per la candidatura, omettendo quelle che non hanno collegamento con la posizione richiesta o che possono risultare penalizzanti; in ogni caso, è bene non barare; - evidenziare le proprie capacità, valorizzare le mansioni svolte, dare continuità alle esperienze esposte. Ogni curriculum deve essere lo specchio di chi lo scrive. Non esiste dunque il curriculum perfetto, ma tante versioni che dipendono dalle caratteristiche del mittente e dei

destinatari. Questo significa che bisogna aggiornare il CV ogni volta che si individua un posto di lavoro interessante per noi. Soprattutto in questo caso, per poter inviare un CV che abbia buone possibilità di essere preso in considerazione, occorre raccogliere molte informazioni sull’azienda e sulla sua organizzazione. Spesso si può trovare qualche spunto nei materiali che la stessa azienda produce per farsi conoscere sul mercato. Possono diventare utili anche le informazioni ottenute da chi già vi lavora e, a volte, il passaparola tra le conoscenze occasionali.

Centro per l’Impiego di Vallo della Lucania Via Stefano Passero, n.2 Tel 0974-4259 - Fax 0974-4605 www.centroimpiegovallo.too.it Orari: lun/mer/ven 8:30-12:00 mar/gio 8:30-12:00 e 15:30-17:00

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NON SOLO DIRITTO

L’immigrazione clandestina L’art. 10 bis della legge 94/09 punisce penalmente l’ingresso o la permanenza sul territorio italiano di cittadini stranieri “irregolari” A cura dell’avv.

ROSARIO BUCCELLA

Un tempo si parlava di immigrazione: ieri di immigrazione clandestina, oggi di reato di clandestinità. La società cambia ed il diritto si adegua. O almeno prova a farlo. Le norme sull’immigrazione dovrebbero bilanciare interessi diversi: da un lato, il principio di sovranità dello Stato; dall’altro, la libertà di circolazione. Spesso, invece, prevalgono fenomeni di preoccupazione. Si pensi che, per lungo tempo, il nostro Stato non ha previsto come obbligatoria l’espulsione. Questo aspetto, quindi, non destava particolare allarme sociale. Negli ultimi anni, la tendenza è cambiata. La materia è disciplinata essenzialmente dal d.lgs. n. 286/98, oggetto di recenti modifiche. Da ultima, la legge n. 94/09 ha introdotto una norma, l’art. 10 bis, che punisce penalmente l’ingresso o la permanenza sul nostro territorio di cittadini stranieri (ossia, cittadini non comunitari e apolidi) che siano “irregolari”. È questo il c.d. reato di clandestinità. Salvo che costituisca più grave reato (ad es. non ottemperi all’ordine di espulsione del questore), lo straniero clandestino che, appunto, faccia ingresso ovvero si trattenga nel territorio dello Stato, è punito con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Competente sarà il Giudice di Pace

ed il rito quello direttissimo. Innanzitutto, uno straniero (quindi, non comunitario) per entrare in Italia deve avere un documento, un visto d’ingresso ed un titolo valido di soggiorno, oltre ad utilizzare i varchi consentiti. In mancanza, si attivano i provvedimenti amministrativi: l’espulsione. Si adotta, invece, il respingimento e non l’espulsione se lo straniero si presenta “ai valichi di frontiera” senza avere i requisiti richiesti per l’ingresso nel territorio dello Stato. Questo avviene anche nel caso delle cosiddette “barche”, attraverso le quali lo straniero entra in Italia ma viene bloccato immediatamente dopo. Sia in caso di respingimento, sia di espulsione effettiva, il Giudice di Pace emetterà, nel processo penale, sentenza di non luogo a procedere, essendo venuta meno una condizione di procedibilità, cioè la presenza stessa del clandestino nel territorio italiano. Non sempre, però, la situazione è così semplice. Infatti, se il soggetto ha un documento di riconoscimento, si procede alla sua identificazione e, nella ricorrenza dei presupposti, il questore emette l’ordine di espulsione, con conseguente accompagnamento alla frontie-

ra, sempre che sia materialmente possibile. Se, invece, lo straniero è sprovvisto di documento, non è sufficiente una sua dichiarazione di nazionalità, ma occorre che le autorità consolari del proprio paese lo riconoscano. Quando sussistono delle intese con i paesi di provenienza, il problema viene risolto subito (ad es. Albania). Se non è possibile garantire che lo straniero faccia ritorno in patria, questi viene condotto in un centro di accoglienza, dove permane per 30 giorni, che possono diventare 60 e anche 180. Mancando la collaborazione della persona fermata oppure i posti nei centri, il questore adotta il provvedimento di espulsione, la cui violazione configura un reato che prevede la pena della reclusione da 1 a 4 anni, con arresto obbligatorio e processo con rito direttissimo. In realtà, finchè lo straniero espulso rimane in Italia, si è al punto di partenza. Di fronte ad un’espulsione non effettiva, infatti, difficilmente si potrà risolvere il problema dell’immigrazione clandestina. Nei confronti dei cittadini comunitari non è applicabile l’espulsione, ma l’allontanamento, per motivi di ordine pubblico.

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MEDICINA E PREVENZIONE

L’invecchiamento cerebrale Con l’avanzare dell’età, diminuiscono le capacità mnemoniche. Ecco come “allenare” il cervello per evitare che le abitudini lo impigriscano A cura del dott.

GIACOMINO DE PALMA Medico

(Segue dal numero precedente) Questa tesi è sostenuta autorevolmente da Larry Katz, esperto di fama internazionale nel campo delle ricerche sullo sviluppo e la funzione della corteccia cerebrale nei mammiferi. La sua più recente ricerca, incentrata sulle neurotrofine e il loro effetto sulla crescita della cellule nervose, ha avuto ampi riconoscimenti da parte della comunità scientifica mondiale. Ecco alcuni esercizi ripresi dai suoi studi per rompere schemi abituali che sono, come detto in precedenza, rovinosi per le funzioni cerebrali: - abolire la monotonia in modo insolito, scegliendo percorsi diversi per andare in ufficio, al lavoro, per fare la spesa al mercato invece che al supermercato, sperimentare zone nuove in cui sia messa alla prova la capacità di orientarsi; - cambiare le consuete abitudini olfattive del mattino (es. percepire l’odore del caffè=inizio della giornata) associando un odore diverso all’inizio della giornata emanato da una boccetta, posta sul comodi-

no, di essenze come menta, cannella e rosmarino, cambiando aroma ogni settimana; - lavarsi i denti o mangiare con la mano che non si usa abitualmente; questo esercizio obbliga ad usare l’emisfero del cervello opposto a quello che si usa normalmente; provare a usare una mano sola per compiere azioni e movimenti fini come abbottonare la camicia, infilare le scarpe o vestirsi; - variare l’ordine di ciò che si fa abitualmente; - leggere qualcosa ad alta voce insieme al partner alternando il ruolo di lettore e ascoltatore; quando si legge ad alta voce, si attivano circuiti del cervello diversi da quelli usati quando si legge in silenzio; - in edicola, prendere una rivista completamente diversa dai propri interessi abituali, acquistare giornali diversi; - periodicamente, spostare l’orologio da sinistra a destra e da destra a sinistra; - condividere il suggerimento dei più noti geriatri: giocare a carte nelle varie versioni, applicarsi nella

soluzione di cruciverba, leggere molto con spirito eclettico. Ma specialmente, per conservarsi sempre vigile, non mollare nel cercare sempre, cercare nuovi saperi e, perché no, nuovi sapori, nuove realtà, nuove amicizie, nuove bellezze naturali, nuovi fiumi, nuove esperienze, eccetera. Giordano Bruno, il noto filosofo nolano del ‘500, diceva: “Solo gli Dei che sanno tutto e gli ignoranti che presumono di sapere tutto, non cercano”. Inoltre, per conservare una mente efficiente, è essenziale prendesi cura del proprio corpo. Il vecchio adagio degli antichi romani - mens sana in corpore sano - testimonia che l’attività fisica e la cura del corpo giovano molto alla mente. (Continua nel prossimo numero)

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AL FEMMINILE

I 101 anni di Rita Levi Con l’evento RITA101, le principali Montalcini web-tv d’Italia hanno celebrato a “rete A cura di

unificata” il compleanno della senatrice a vita: tra queste, anche StileTV

ANGELA DE ROSA Laureanda in Scienze della Comunicazione Giornalista pubblicista

Il 22 aprile scorso, il popolo della rete Internet ha festeggiato i 101 anni di Rita Levi Montalcini con un evento mediatico denominato RITA101, che ha visto la partecipazione delle principali web tv italiane, le quali, alle ore 21 in punto, hanno dato luogo alla diretta streaming “unificata” di un programma-maratona di proporzioni mondiali per celebrare il compleanno dell’eminente scienziata, premio Nobel per la Medicina e senatrice a vita italiana, nata proprio un secolo e 1 anno fa, nel 1909, a Torino. La rete (in particolare attraverso i giovani) ha voluto omaggiare Rita Levi Montalcini, nel giorno del suo 101esimo compleanno, proponendo le storie di (stra)ordinaria quotidianità legate a ricercatrici e ricercatori italiani operanti in Italia, così come a nostri concittadini e concittadine che hanno scelto, o hanno dovuto scegliere, di consacrare il proprio talento all’Estero. Un vero e proprio viaggio alla scoperta di tante “Rite” sparse in Italia e nel mondo, per raccontare conquiste, denunce, battaglie vinte e perse, impegno e determinazione, scon-

forto, obiettivi raggiunti, sinergie con i ricercatori esteri, eccellenze nostrane e cervelli che decidono di “espatriare”. Collegate, in contemporanea, centinaia di enti, università, micro tv, web radio, blog, forum, chat, navigatori ed utenti di social network planetari quali Facebook e Twitter. L’evento è stato ideato e coordinato da IpaziaPromos, AltraTV e Wired, con il supporto dei partners Nòva24 e CurrentTV,

ed il contributo di RaiNews24, Corriere della Sera, la Repubblica.it, Youdem.tv, Il fatto quotidiano, Odeon Tv, Treccani, Brainforum, Sapere.it e l’Accademia Nazionale dei Lincei. Anche StileTV, in collaborazione con Convergenze Spa, ha trasmesso RITA101 in diretta streaming sul proprio portale web. “L’Italia è ricchissima di capitale umano, ma non è capace di valorizzarlo. Vi sono enormemente grata per quello che avete fatto”, ha detto la Montalcini durante la diretta, con la voce un po’ affaticata visto che si è appena ripresa da un intervento al femore. Citata, più volte, la celebre frase con cui ha commosso il mondo, e anche noi: “Il corpo faccia quel che vuole, io sono la mente”.

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AMBIENTE E DINTORNI

Transition Towns, le città libere dal petrolio Sono 185, nel mondo, le comunità che hanno iniziato a fare a meno dell’oro nero, in esaurimento... A cura della dott.ssa

ANTONELLA BAVOSO

Dopo oltre un secolo di sfruttamento intensivo, il petrolio, la principale fonte energetica per l’economia mondiale, è in via d’esaurimento. Eminenti esperti dicono che, proprio in questi anni, stiamo raggiungendo il peak oil, ovvero il picco della produzione di greggio, cui seguirà un progressivo declino della capacità estrattiva con conseguente innalzamento del prezzo per barile. Come risposta alla crisi energetica, nel sud dell’Inghilterra è nato il movimento delle transition towns. Si tratta di comunità che hanno deciso di riconvertire le attività di produzione e di consumo verso forme sempre più indipendenti dai combustibili fossili. Nelle “città di transizione”, in pratica, si vive facendo finta che l’oro nero sia già esaurito! Tra il 2005 e 2006, l’ambientalista britannico Rob Hopkins ha dato vita ad un progetto il cui obiettivo era quello di diffondere quanto prima la cultura della città sostenibile. Partendo dall’esperienza di città come Kinsale in Irlanda e Totnes in Inghilterra, l’iniziativa è attualmente in rapida espansione, tant’è che oggi si contano oltre 185 comunità di diverse dimensioni riconosciute ufficialmente come

transitinon towns in Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Stati Uniti, Canada ed anche in Italia, dove l’unica realtà ad appartenere alla rete di città di transizione è Monteveglio, in provincia di Bologna. Ma come si organizza una transition town? Una visita nella cittadina di Totnes, dove vive la prima comunità che ha dimostrato come si può vivere anche senza il petrolio e i suoi derivati, sorprende per diversi motivi. Qui le strade sono costeggiate da siepi alte oltre due metri che servono ad imprigionare i gas di scarico; intere vallate sono coltivate recuperando gli antichi saperi dei contadini che lavoravano la terra senza l’ausilio di fertilizzanti chimici; l’illuminazione pubblica funziona grazie a laser che, catturando il movimento, fanno luce solo all’occorrenza. E non è tutto. Nei supermercati, le buste di plastica hanno lasciato il posto a sacchetti di stoffa. I cittadini condividono l’auto per gli spostamenti in comune, utilizzano una moneta locale, il Totnes pound, per fare acquisti in città consumando esclusivamente cibi prodotti in loco, affidano i loro risparmi a banche che investono capitali nel settore delle eco

tecnologie e della riqualificazione ambientale. Ciò che contraddistingue queste comunità sostenibili è la ricerca di nuovi metodi per ridurre ai minimi termini l’utilizzo di energia, incrementare l’autosufficienza energetica e contenere gli sprechi. Concetti come compostaggio, riciclaggio, isolamento termico sono all’ordine del giorno. La fine dell’era di petrolio viene interpretata più come un’opportunità che come una minaccia, perché permette di progettare un futuro a bassa emissione di anidride carbonica. Tanti piccoli accorgimenti che possono, nel concreto, migliorare la qualità della vita di tutti rispettando l’ambiente. La filosofia delle Transition Towns è semplice e positiva allo stesso tempo, nel senso che tutti possiamo fare qualcosa e, nel nostro piccolo, cambiare il mondo. Per questo, una delle principali attività svolte dagli abitanti delle città di transizione consiste nell’organizzazione di seminari, convegni e dibattiti al fine di educare le coscienze ed informare la gente su azioni apparentemente innocue, compiute ogni giorno, che possono causare danni irreversibili al nostro pianeta.

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ANIMALI

Adotta un cane abbandonato L’Associazione “Zenit” di Capaccio offre cure ed alloggio agli animali recuperati per strada, per poi cercare loro padroni affidabili pubblicandone le foto su Internet A cura di

TERESA CANTALUPO

Eccoci qui! Finalmente, grazie a StileTV, abbiamo un mezzo per comunicare le nostre idee e dare la possibilità, a chi la pensa come noi, di potersi unire alla nostra Associazione Zenit ed aiutarci. Personalmente, vivo praticamente da sempre con gli animali, e come volontaria cerco di render loro la vita meno difficile. Nella mia casa in campagna, con la mia famiglia, stiamo realizzando un progetto in tal senso. Raccogliamo, in particolare, i cani bisognosi di cure ospitandoli nel nostro giardino (a volte anche in casa) allestito con cucce e box donatici da amici animalisti. Con il sostegno di altri volontari (pochi…), pubblichiamo in rete le foto dei nostri amici a quattro zampe al fine di darli in affido. Quando ci viene fatta richiesta di adozione, dopo aver appurato con adeguati controlli che gli aspiranti padroni siano idonei alla convivenza con gli animali, li vacciniamo, “microchippiamo” e li accompagniamo personalmente nella nuova casa. Il tutto autotassandoci. Questo progetto, come detto, è portato avanti dalla Zenit: ciò che chiediamo è il vostro sostegno, insieme potremo portare avanti lodevoli iniziative a tutela dei diritti degli animali. La prima testimonianza di tali diritti è stata sancita, nel 1641,

nel Massachusetts. Essa afferma testualmente che “nessun uomo può esercitare alcuna tirannia o crudeltà verso gli animali”. Durante l’ultimo secolo, scienziati, umanisti, zoofili, giuristi, sociologi e politici sono stati sollecitati ad affrontare il problema della tutela della vita animale nella società, e ciò ha condotto alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, proclamata il 15 ottobre del 1978 nella sede dell’Unesco, a Parigi. Ne è scaturito quanto segue: “Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza e al rispetto, ed ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno, ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua longevità”.

Eppure, molte persone, purtroppo, continuano a fare degli animali temporanei giocattoli di divertimento dei quali, poi, ci si stanca presto, abbandonandoli. L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante! Basta guardarsi intorno, sono centinaia, forse migliaia i musini tristi che vagano per strada, senza una meta, sperando ancora che l’amico che lo ha sfamato per un po’ torni a riprenderlo. Guardano nelle auto, nei negozi, cercano il volto del loro “padrone”, ma trovano solo calci… Aiutiamoli! Uniamoci e togliamoli dalla strada. Non è difficile… basta una carezza sul loro capo e ne avremo tante, per sempre, sul nostro cuore. Per informazioni e contatti: Associazione “Zenit” Via Seude, 2 Capaccio (Sa) Tel. 333.4031577 www.baubau-zenit.com info@baubau-zenit.com STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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CARTOLINE

Wadi Rum, il deserto di Lawrence d’Arabia Reportage fotografico di DOMENICO VOLPE Fotografo freelance

Ogni deserto è, di per sé, spettacolare. Il Wadi Rum è il più maestoso e vasto della Giordania, anche se non l’unico, famoso per le narrazioni di T.E. Lawrence. Offre l’immagine classica del deserto, fatta di distese di sabbia rossastra con jabal (colline) d’arenaria che s’innalzano improvvise dal fondovalle. Ma offre anche attrazioni siggestive come Jebel Khazali, le sorgenti di Lawrence d’Arabia e la Montagna delle Sette Colonne della Saggezza. In questo ambiente sconfinato si trovano anche canyon e montagne altissime, con vette di puro granito fino a 1.750 metri, scalate impegnative per i più avventurosi alpinisti esperti. Qui si trova la seconda cima più alta della Giordania, denominata Jabal Rum. Non è difficile incontrare, all’orizzonte del panorama desertico, beduini giordani con le loro basse tende nere e cammelli, anche se la maggior parte si è trasferita nelle città. Le opzioni per l’esplorazione del Wadi Rum includono veicoli a quattro ruote motrici e carovane di cammelli. I “veri consacrati”, naturalmente, assicurano che per scoprire l’immensa anima del Wadi Rum è necessario percorrerlo a piedi, dormendo in tenda: una soluzione per i più spregiudicati avventurieri, ma il cielo stellato d’Oriente è per tutti. I naturalisti faranno bene ad accedervi in primavera, quando le piogge rendono le colline verdeggianti facendo nascere oltre duemila specie di fiori esotici. Il Wadi Rum fa parte dell’immenso patrimonio naturale di cui la Giordania dispone, che comprende cinque Riserve Naturali (Dana, Shaumari, Mujib, Zubia e Azqar), il Mar Morto e lo stupendo mondo sottomarino del Golfo di Aqaba. Il famoso film Lawrence d’Arabia, interpretato da Peter O’Toole, Alec Guiness e Omar Sharif, fu girato nel 1962 nel Wadi Rum. 82

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Nel 1962, vi fu girato l’epico film di David Lean con Peter O’Toole, Alec Guiness e Omar Sharif


Nelle foto: suggestivi scorci del deserto Wadi Rum.

GIORDANIA

Copyright Š Domenico Volpe Tutti i diritti riservati www.fotovolpe.it

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MANGIANDO CON STILE

A cura di

FRANCO NAPOLEONE e GERARDO DE ROSA Maitre e sommelier

La ricetta di questo numero è dedicata a tutti i buongustai del pesce fresco che non vogliono rinunciare, però, alla squisitezza dei prodotti tipici locali. Proponiamo, infatti, la Zuppetta di rana Pescatrice con cuore di carciofi di Paestum, rendendo così omaggio alla “Festa del Carciofo” organizzata questo mese a Gromola. Vi ricordiamo che potete seguire, in video, la preparazione di questo prelibato piatto consultando la sezione “Mangiando con stile” di StileTV. Ingredienti per 4 persone: • 800 gr di pescatrice • 2 carciofi tondi di Paestum • 5-6 pomodorini • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva • Sale q.b. • 1 spicchio d’aglio • 200 gr di gamberetti • 100 gr di vongole fresche Procedimento: pulire bene i carciofi, eliminando le punte esterne, e poi tagliarli a metà per togliere tutta la peluria interna. In una padella portare l’olio a temperatura ed imbiondire l’aglio, che poi elimineremo. Aggiungiamo la rana Pescatrice tagliata a rondelle e i carciofi. Lasciar dorare, aggiunge-

re i pomodorini e salare. Versare mezzo bicchiere d’acqua e lasciar cuocere il tempo necessario. Vino abbinato Cilento Bianco (azienda Rotolo) Le proprietà del carciofo Grazie ad una particolare sostanza (la cinarina) contenuta nelle foglie, nello stelo e nell’infiorescenza, il carciofo svolge un’azione benefica sulla secrezione biliare, sulla funzionalità epatica, favorisce la diuresi renale e regolarizza le funzioni intestinali. Sembra, inoltre, efficace nella cura dell’orticaria e di

alcune forme eczematose cutanee. Aiuta ad abbassare il livello del colesterolo nocivo e dei trigliceridi. Il carciofo è tonico, sedativo della tosse, aiuta a purificare il sangue, dissolve i calcoli e disintossica. Inoltre, ha effetti antiossidanti e potenzialmente antitumorali. Le sostanze utili all’organismo che il carciofo contiene sono: ferro, sodio, potassio, calcio, fosforo, vitamine A, B1, B2, C, PP, acido malico, acido citrico, tannini e zuccheri tollerati anche dai diabetici. Per la presenza di composti vitaminici, riduce la permeabilità e la fragilità dei vasi capillari. Nel complesso, le sostanze contenute nei carciofi aiutano al buon funzionamento di tutto l’apparato digerente.

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16CIBO

Itinerari del gusto per promuovere le aziende Tour e visite guidate per valorizzare i prodotti tipici locali ed incrementare il business degli associati A cura di

ORESTE PAOLINO Presidente Associazione “16Cibo”

Nell’ottica di una rivalutazione turistica ed enogastronomica del territorio salernitano, l’Associazione 16Cibo si propone di rappresentare un trait d’union tra l’offerta e la domanda, tra i produttori del settore e i soggetti pubblico-privati interessati ad una conoscenza approfondita della realtà locale. Al fine di favorire questo tipo di attività, 16Cibo attua una politica di marketing finalizzata alla diffusione della conoscenza del territorio e dei suoi prodotti, attraverso visite guidate ed escursioni specifiche che uniscano, al patrimonio archeologico, artistico, religioso, naturalistico e rurale locale, le specialità ed i piatti tipici correlati, con particolare attenzione ai prodotti biologici, non trattati con elementi chimici e coltivati secondo la secolare tradizione locale. Per i propri associati, i responsabili 16Cibo hanno elaborato escursioni mirate alla valorizzazione e promozione dei loro prodotti, per dare al possibilità di vivere esperienze uniche nell’ottica di un turismo enogastronomico e culturale, accompagnati da esperti in grado di far “assaporare” ogni attimo. Ecco alcuni itinerari del gusto messi a punto dalla nostra associazione: lavorazione della mozzarella nei caseifici della Piana del Sele, con degustazione dei prodotti caseari; visite alle cantine vitivinicole della Campania; tour nei centri archeologici di Paestum e Velia con degustazione di prodotti tipici; alla scoperta della tradizione rurale con passeggiate nei centri storici del Cilento e nei laboratori del gusto; escursioni in barca alla scoperta dei fondali di Punta Licosa e Palinuro con degustazione di prodotti tipici; riscoperta dei centri religiosi più importanti (Santuario della Madonna del Granato, Certosa di Padula, Getsemani, Duomo di Salerno) e della cucina legata alle festività religiose della tradizione cilentana. I tour si svolgono tutti i giorni, su prenotazione: 16Cibo mette a disposizione dei clienti il servizio trasporto e, su richiesta, organizza esperienze su misura. Per maggiori informazioni e contatti: Associazione “16CIBO” Località Santa Venere - Capaccio Paestum (Sa) Cell. 393.9949389 – 388.0578541 www.16cibo.it 86

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Sopra: alcuni loghi delle già numerose aziende che hanno scelto di associarsi a 16Cibo


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FITNESS&BENESSERE

Non solo pesi e sudore

È cambiato il concetto di “palestra”: impazzano i fitness&wellness club, in grado di offrire molteplici servizi per il benessere psicofisico

A cura di

MARIA ROSARIA DE MATA Istruttrice professionista di fitness e discipline aerobiche

Nell’era della globalizzazione e del multitasking sociale, dove le persone sono prese da tanti impegni quotidiani da svolgere contemporaneamente e spesso con estrema fretta, si è accentuata la necessità di “evadere” da quei contesti in cui dominano stress, ritmi esasperanti o, al contrario, routine mummificanti, dove aumenta il rischio di accumulare negatività psicofisiche che, a lungo andare, compromettono la salute incidendo anche sui comportamenti e gli stati d’animo. Ecco perché frequentare regolarmente una palestra, ormai, è diventato un momento di autentica “fuga” per milioni di persone in tutto il mondo, non più soltanto un lasso di tempo per 2/3 volte a settimana durante il quale allenarsi e sudare per distrarsi e “staccare la spina”.

Pertanto, la clientela è diventata sempre più esigente, mutando al contempo il concetto stesso di “palestra”, molte delle quali si sono trasformate in centri benessere “full-optional”, ovvero dei veri e propri club dove potersi non solo prendere cura del proprio corpo, ma anche rilassarsi attraverso opportunità di relax e svago a portata di mano. Ovviamente, non bastano attrezzature moderne o un’area sauna:

Nelle foto: una lezione di Pilates al “Nettuno Sporting&Wellness Club” di Capaccio Scalo; la sala Spinning con cromoterapia

è necessaria la presenza di personale qualificato, professionale e competente, ovvero di istruttori di conclamata esperienza che sappiano impartire gli allenamenti appropriati seguendo i progressi degli iscritti. Molto gradite dai clienti sono soprattutto (!) le offerte, i pacchetti benessere ed i vantaggi riservati esclusivamente ai soci. Il “Nettuno Sporting&Wellness Club” di Capaccio, in tal senso, offre la possibilità di usufruire dei seguenti servizi: angolo bar, videodiffusione, area wi-fi, reparto cardiofitness, sala pesi per il body building, sala fitness (con corsi di life pump e varie discipline aerobiche), sala spinning (in cromoterapia) e area relax con poltrona massaggiante e pedana vibrante, solarium, sauna ad infrarossi e bagno turco. La parola d’ordine, oggi, è dunque benessere psicofisico, in linea con l’innovazione dettata dagli aspetti della moderna società. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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SOTTODISCO

Canta Co’ Sang la Napoli di oggi A cura di

ORESTE GAROFALO Dj - Sottodisco

Pulsa l’hip-hop hardcore nelle tracce dell’album Vita Bona, neonata creatura del duo napoletano Co’ sang, composto da Antonio Riccardi (detto Ntò) e Luca Imprudente (detto o’Luchè). Rime fluide come la lava di un vulcano sgorgano a dipingere un affresco metropolitano affascinante nella sua brutalità quotidiana. Riconoscenza, Chello ca si (realizzata con un sempre bravo Raiz) e Nun me parla ‘e strada (con Marracash e El Coyote), completano in musica le inchieste giornalistiche sulla camorra di Roberto Saviano. Cresciuti nel rione Marianella, ai confini con Scampia, Piscinola e Miano, hanno iniziato il loro percorso musicale con la partecipazione all’album autoprodotto Spaccanapoli della crew partenopea Clan Vesuvio nel 1997, con la traccia Paura Che Passa, scritta e prodotta con Denè e Daiana, inizialmente anch’essi membri dei Co’ Sang. La divisione assesta il gruppo con l’attuale tandem, dedito ad uno stile fatto di decisione e di rade presenze sulla scena discografica hip hop, prediligendo i live. Nel biennio 2005-2006, il duo ha iniziato una

serie di collaborazioni con artisti importanti del panorama nazionale come Rischio e Inoki, rispettivamente nei cd Reloaded - Lo Spettacolo è Finito (pt. II) e The Newkingzmixtape, che si aggiungono a featuring di artisti emergenti come Marracash. Sempre nel 2005, la band ha pubblicato il primo album, intitolato Chi More Pe’ Mme: 16 tracce, che dipingono la Napoli attuale senza molti spazi ai compromessi, con liriche sono realizzate in napoletano. Le produzioni sono affidate a

O’Luchè, ad eccezione di 3 tracce realizzate da O’Red del Clan Vesuvio; vi partecipano anche i rapper Lucariello, Fuossera, il giamaicano 2Bad e il cantante raggae americano Elementree . Nel 2006, la Universal Music ha deciso di occuparsi della distri-

buzione di Chi More Pe’ Mme: la possibilità di essere prodotti da una major ha dato visibilità al duo, che ha ottenuto la copertina della rivista Rumore (n. 168). L’uscita del disco ha poi portato i Co’Sang a diversi concerti in giro per l’Italia, tra Milano nel 2005 assieme ai Club Dogo, e Roma (al teatro Palladium) nel marzo 2007. Il rumore suscitato dal realismo delle liriche, non filtrate attraverso la politicizzazione che ha contraddistinto, ad esempio, i lavori dei 99 Posse, ha portato il duo ad una intervista con l’autore e giornalista Roberto Saviano sul numero di Repubblica XL di luglio-agosto 2007. Alla fine del 2007, hanno pubblicato un nuovo singolo Fin Quanno Vai N’cielo, con la partecipazione del cantante napoletano Pino Mauro. Nel marzo 2009, ritornano sulle scene musicali con un nuovo singolo Nun Sai Niente ‘E Me, in collaborazione con i Fuossera, brano che anticipa il nuovo album Vita Bona uscito nel novembre 2009, anno in cui hanno vinto il premio “Massimo Troisi”. STILETV - TRIBUNA STAMPA | MAR-APR 2010

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DETTI E MODI DI DIRE

Facimm ammuina! A cura dell’avv.

ALFONSO FORTINO Facimm’ ammuina! Nel dialetto napoletano, lo si esclama nelle situazioni caratterizzate dal disordine. La locuzione va ricondotta ad un regolamento della Marina borbonica del 20 settembre 1841, dove il termine sarebbe stato indicato come un comando da impiegare a bordo dei bastimenti della Real Marina. Il testo così recita: “All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a

sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti po stesso pertuso: chi nun tene nient’ a ffà, s’aremeni a ‘cca e a ‘ll à”. In effetti, però, si tratterebbe di un falso storico: prima di tutto, il regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie non ha mai presentato un tale articolo, ed inoltre tutti gli atti ufficiali erano redatti in perfetto italiano e non in dialetto napoletano. Tuttavia, si ritiene che tragga origine da un fatto storico realmente accaduto: un ufficiale napoletano, Federico Cafiero, passato dalla parte dei piemontesi, venne sorpreso a dormire a bordo insieme al suo equipaggio e messo agli arresti da un ammiraglio piemontese, in

quanto responsabile di mancanza di disciplina. Una volta scontata la pena, l’ufficiale venne rimesso al comando della sua nave dove pensò bene di istruire il proprio equipaggio a “fare ammuina” nel caso in cui si fosse ripresentato un ufficiale superiore, con lo scopo di essere avvertito e, contemporaneamente, di dimostrare l’operosità dell’equipaggio. Tale fatto è divenuto, poi, uno dei tanti aneddoti denigratori sulle forze armate borboniche, confezionati a fine propagandistico dai piemontesi per screditare il Regno delle Due Sicilie e la dinastia dei Borbone. Tra l’altro, la Real Marina era particolarmente efficiente, tanto che, nell’Italia appena unificata che si ritrovava imposte tutte le istituzioni e leggi piemontesi, la Marina adottò divise, gradi e regolamenti di quella napoletana.

HI-TECH

iPhone 4G, Apple smarrisce prototipo! A cura di

IVAN DE ROSA Laureando in Informatica

La Apple, è risaputo, è molto brava nel nascondere ai clienti finali i prodotti fino al lancio, come se ogni nuovo prodotto messo sul mercato sia un evento storico. Ma cosa è successo per l’iPhone 4G? Da fonti attendibili, un prototipo è stato trovato in un bar nella città di Redwood (USA). Ma siamo sicuri che non si tratti di un fake? Gizmodo ha smontato il dispositivo e, dopo averlo “analizzato”, afferma con assoluta certezza che si tratta proprio del nuovo iPhone! Ma quali sono le caratteristiche?

L’iPhone di 4a generazione presenta una videocamera frontale, mentre la fotocamera sul retro è dotata di flash. Inoltre, è stata aggiunta una micro-sim come l’iPad, e migliorato il display con risoluzione più alta. Poi vi sono delle modifiche estetiche, come l’arrotondamento dei tasti del volume, l’aggiunta di un secondo microfono accanto al jack per le cuffie e un design più “squadrato” rispetto ai precedenti modelli di iPhone. La batteria è più grande del 16%. Per Gizmodo è impossibile che qualcuno, al di fuori di Apple, abbia avuto la possibilità di utilizzare componenti appartenenti alla società californiana per realizzare un telefono funzionante da diffondere in tutto il mondo.

John Gruber di Daring Fireball, poi, ha dichiarato che Apple ha effettivamente perso un prototipo di iPhone e che lo sta cercando per riaverlo indietro. Se tutto fosse confermato come sembra, la Apple ha dunque commesso un grave errore! Ma, a questo punto, pongo un interrogativo: e se fosse tutto organizzato per accrescere l’attesa, visto che l’uscita è prevista per il prossimo mese di giugno?

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Auguri FEDERICA PIA

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10, la Il 15 aprile 20 ha Pia Guadagno a ric de Fe pà tenera Auguri da pa ! ni an 2 o compiut nonni, zii, a Caterina, e! Lino, mamm ra Redazion st no lla da parenti e

Il 21 dicem bre 2 sorris 00 o per la sul mond 9, ha spa la g io ia di o il piccolo ncato il s Gaeta uo pap n V Anton a Arminan à Gerard ito Franc o o t io e della e, dei fra , mamma , Augu rissim te sorell a Giu lli Luigi, i da StileT lia. V!

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Laurea VERRONE , Il 28 aprile 2010 o la laurea uit eg ns co ha Claudia Verrone dirizzo Commercio (in in Economia e LUISS à sit er niv l’U so Marketing) pres lode. to di 110/110 e vo il n co ma di Ro a, ian Lil a, Antonell Alessia, Clara, Claudia igi augurano a Giuseppe e Lu ofe ssi on ali , pr i ion faz dis gra nd i sod StileTV! la Redazione di così come tutta

SILVIA e MARCO , che co Ai Cam ppia! p i talen io n a t i p r o v inc ti

iali d Deside del ballo d i Capa i To r c h ia ra , rio e ccio, S M dato s ilvia pettac arco Maiella olo pia ro nel Lis zzando , hanno cio e n s e prova i prim i anche i Caraibici! O a Monte ruscell lla gara reg ttima ionale o, dov scuola e gli a di d llievi si sono i ballo “Per de la del classif Drago” lla icati a i prim i posti!

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LOTTO e GIOCHI NUMERICI Giocare per credere

Lotto, vincere puntando poco Anche questo mese, il lottologo capaccese Maurizio Di Spirito (nella foto), mette a disposizione della spettabile clientela e degli affezionati Lettori di StileTV le sue intuizioni nei giochi numerici, che fino ad oggi hanno regalato migliaia di euro ai fortunati scommettitori che si sono affidati alle sue previsioni. Stavolta, l’arguto Di Spirito consiglia di puntare sul Lotto, un gioco alla portata di tutti che consente di vincere somme cospicue a fronte di giocate anche di pochi euro. Il Lotto è senza dubbio il gioco numerico più amato, spesso interprete di sogni e cabala con l’ausilio della famosa Smorfia napoletana. Giocare per credere (responsabilmente)!

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