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ECHI DAL NOVECENTO

2

LUIGI M (Milano, 1880 - 19

DAL 28 NOVEM STUDIOLO

galleria d’arte d CORSO DI PORTA N 02 6570348

i

A cura di Nicoletta Colombo e Gu Testi di Nicoletta Colombo


MANTOVANI

57)

MBRE al 6 DICEMBRE 2008

di Stefano e Guido Cribiori NUOVA 46, MILANO

info@studiolo.it

uido Cribiori

www.studiolo.it


ECHI DAL NOVECENTO

LUIGI MANTOVANI DAL 28 NOVEMBRE AL 6 DICEMBRE 2008

2


LUIGI MANTOVANI (Milano, 1880 - 1957) DAL 28 NOVEMBRE al 6 DICEMBRE 2008

STUDIOLO galleria d’arte

CORSO DI PORTA NUOVA 46 20121 MILANO

tel: 02 6570348 info@studiolo.it www.studiolo.it

Da un’idea di Stefano e Guido Cribiori A cura di Nicoletta Colombo e Guido Cribiori Testi di Nicoletta Colombo

Artwork: Ghido Fotografie: Studio CRB, Milano Fotolito: SEP Bama, Vapro d’Adda Stampa: Arti Grafiche Trassini, Vimercate © 2008 Studiolo 93 s.r.l. Tuti i diritti di riproduzione anche parziale sono riservati per tutti i paesi.


ECHI DAL NOVECENTO

INTRODUZIONE

La collana Echi dal Novecento, giunta al secondo capitolo dopo quello dedicato alla scultrice Lina Arpesani, presenta questo splendido autore dedicandogli finalmente una mostra e una degna pubblicazione, con circa cinquanta opere di rilevante qualità, sperando di fare cosa gradita agli innumerevoli appassionati di questo delicato artista, che dipingeva dal vero le sue opere creando magicamente movimenti e impressioni come pochi altri in Italia seppero fare. Luigi Mantovani (Milano, 1880 – 1957) fu un pittore particolare e atipico: artista pessochè unico, assolutamente riconoscibile, fonde in modo personale alcuni caratteri della pittura impressionista ad una tavolozza delicatissima che diventa nella fase della maturità il suo marchio di fabbrica, con dominanti azzurro/argentee che impreziosiscono magicamente i suoi lavori e ammaliano lo spettatore. E’ l’impressionista lombardo per eccellenza, amato dai milanesi per le sue splendide vedute pervase dal profumo della città, ritratta sempre in movimento e in continuo fermento. Trattò con uguale maestria Venezia, Firenze, Roma e altre località della Lombardia. Della sua formazione non si conosce molto, dato che non si hanno documentazioni relative ai lavori degli anni Dieci. Soltanto a partire dal Venti si trovano testimonianze che svelano l’identità dell’artista, ancora legato a Emilo Gola e a un’espressività forte e cromaticamente carica che inizia, proprio in quegli anni a virare verso una personale interpretazione dell’opera di Bazzaro, mediata da un’accento impressionista che andrà a consolidarsi sempre più nel corso degli anni. Dagli anni Trenta in poi Mantovani coltiverà questa chiave espressiva, che ovviamente si evolverà nel corso degli anni, senza però venire mai stravolta o disattesa, e la ripetitività dei temi non sarà mai corrotta dall’abitudine che si trasformerà, anzi, in stimolate e preziosa esperienza. Dopo la grande mostra organizzata al Palazzo della Permanente di Milano nel 1988 a cura di Rossana Bossaglia, che presentava gran parte della collezione della Banca Popolare di Milano, Mantovani è stato lasciato lentamente e colpevolmente scivolare dalla critica in un cono d’ombra; sporadicamente, nel corso degli anni, il pubblico ha premiato alcuni suoi pregevoli lavori apparsi sul mercato con risultati consistenti, dimostrando che l’interesse per quest’autore è rimasto immutato. Vero è che opere di grande qualità sono di difficile reperibilità, perché chi possiede questo autore sa bene quale importanza assumano in un ambiente, conosce il calore che trasmettono e difficilmente se ne priva. A distanza di vent’anni questo volume, ricco di opere rilevanti, vuole contribuire a risvegliare l’attenzione della critica nei confronti di un artista sincero e prezioso, che seppe costruirsi una personalità ben definita e mantenere una proria autonomia artistica, immune ai cambiamenti e alle mode che troppo spesso inquinano il mondo dell’arte. Guido Cribiori

2


L’ANIMA DELLE COSE. LE “VISIONI” DI MANTOVANI Nicoletta Colombo

In una calorosa testimonianza risalente al 1967, dedicata a Luigi Mantovani, Mario Bezzola (1881-1968), critico, pittore egli stesso e già direttore della Galleria d’Arte Moderna di Milano, da profondo conoscitore della realtà artistica ambrosiana, così annotava in occasione della retrospettiva dell’artista a dieci anni dalla scomparsa, allestita alla milanese Galleria Mainetti: “Dell’assidua, appassionata ricerca della luce, Mantovani fu, nei suoi dipinti, convinto e consapevole assertore. Nei numerosi paesaggi le luci dolcemente azzurrine hanno colori delicati ed al tempo stesso festosi, stesi con tenacia dinamica personalissima, che ravvolge le cose reali in una visione di sogno, senza che la realtà perda la sua consistenza.” Bezzola, nella sua appartenenza al tessuto intellettuale milanese quale testimone dei complessi passaggi avvenuti nella realtà artistica tra Otto e Novecento, coglieva dritto nel segno, intercettando nel fenomeno luministico l’elemento prettamente lombardo che aveva occupato la mente e i pennelli di intere generazioni di pittori in terra padana ed ambrosiana in specifico. Era stata la forza dirompente della luce, recuperata dal Seicento lombardo, nonché dallo straordinario esempio che derivava dal Luini e dal Correggio, a scuotere le forme della nostra tradizione pittorica regionale nel secolo XIX, confluita nei tardi anni Sessanta nella pittura scapigliata, con il suo frangere i contorni ed insidiarli tramite tocchi nervosi di colore illuminato, spesso vaporizzato in soluzioni bambagiose, in vibrazioni atmosferiche. Valga per tutti l’esempio magistrale della poetica di due scapigliati di riferimento, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni, riconducibile alla palpabilità madida di bagliori del genio innovatore del Carnovali. Per la formazione di Mantovani erano contati anche i suggerimenti raccolti dalla pittura lombarda di paese, quella rappresentata dalla nobile schiera dei naturalisti discesi per via diretta dalla Scapigliatura, coloro cioè che, attorno al 1880, avevano fatta propria la pittura en plein air come poesia della natura, espressione che non si limita a leggere il vero, ma si impegna ad interpretarlo e a filtrarlo attraverso l’emotività dell’artista. Intendiamo qui riferirci ai nomi più solidi del naturalismo di Lombardia, da Filippo Carcano a Mosè Bianchi, ad Eugenio Gignous, Achille Befani Formis, Uberto dell’Orto, Paolo Sala, Pompeo Mariani, Leonardo Bazzaro, Francesco Filippini, voci egregie di un unico coro, quello del cosiddetto “impressionismo lombardo”, nato del tutto autonomamente da quello francese e con qualche


anticipo su di esso, se si considerano esempi ante litteram come quello di Carlo Mancini. Tendenza originatasi nella nostra cultura locale e convenzionalmente definita impressionistica, tale corrente trovava spontaneo sviluppo grazie anche alla peculiarità topografica e meteorologica padana, più familiare che altrove con la densità di nebbie e atmosfericità malinconiche, velate, impalpabili. Mantovani può dirsi a buon merito figlio diretto e di età nuova di quel filone artistico. L’attinenza con la sensibilizzazione al problema dell’aria e della luce appare evidente se si presta attenzione alla padronanza dimostrata dall’artista nell’uso dell’acquarello, tecnica difficile e veloce, che non ammette errori o ripensamenti, appresa grazie alla sua comunanza di lavoro con l’amico Paolo Sala, gloria e vanto di quella Società degli Acquerellisti lombardi, di cui il Sala era stato nominato presidente e nel cui concerto anche Mantovani aveva più volte esposto. Di generazione novecentista, essendo coetaneo dei maestri che nel secolo XX animarono il Novecento Italiano, l’artista milanese non è personalità da relegare semplicisticamente nella categoria anonima degli emuli dei grandi protagonisti della pittura dell’Ottocento. La sua personalità piuttosto si accompagna a quella di altri esponenti dell’arte di area lombarda del Novecento, come Donato Frisia e Achille Cattaneo che, pur prendendo parte attiva alle manifestazioni espositive degli anni Venti e Trenta (Mantovani fu presente, tra l’altro, anche alle Sindacali fasciste di Lombardia, come si legge dal profilo bibliografico), non assunsero i correnti stilemi neo-classici, ma si mantennero fedeli alla seduzione del colore, alla vibrazione delle forme, anticipando, se si vuole, il recupero del linguaggio pittorico neo-romantico che ricorrerà dagli anni Trenta in poi. La pittura del nostro navigava con la sua pennellata corrusca, piacevolmente sensuale, balenante come un lampo e di colore brillante, nel mare fermo delle raffigurazioni dei novecentisti, omologati sulla precisione del segno, sulla definizione lineare, sulla matrice iconografica idealizzata nelle imperturbabili visioni predicate dalla moderna classicità, abbassate nel colore al punto da essere definite da qualche giornalista polemico come “impolmonite”. Mantovani vi opponeva la intenzionale individuazione topografica dei luoghi e dell’ora, una sorta di canto libero all’ hic et nunc in tempi in cui valeva invece il realismo coartato sub specie aeternitatis. Non per questo la sua arte veniva meno apprezzata dagli stessi protagonisti del Novecento Italiano, come era successo nel caso di Carlo Carrà, notoriamente attivo anche in veste di critico e recensore; commentando l’opera di Mantovani dalle pagine de “L’Ambrosiano” (14 marzo 1930) per una importante personale alla Galleria Micheli, distribuita tra vedute milanesi, romane e veneziane, Carrà osservava l’intimismo della natura del collega, il suo acceso lirismo, portato verso la dissoluzione delle forme, registrando, da buon novecentista, una soverchia tensione all’erosione delle linee, risucchiate entro un eccesso di baluginii luminosi. Osservazione su cui ammorbidiva poi la mano, sottolineando la fine sensibilità e la sincerità di intenti del nostro, che andava coerentemente mantenendosi estraneo alle correnti contemporanee. Va sottolineato che la fedeltà di Mantovani alla propria formula non lo aveva affatto penalizzato, al contrario, gli aveva procurato una grande notorietà in ambito milanese.


La sua presenza nelle importanti rassegne che costellavano l’attività artistica cittadina si distribuiva intensamente tra gli eventi più frequentati, quelli che si tenevano alla Permanente, alla Famiglia Artistica e alla Famiglia Meneghina, tappe al tempo imprescindibili per le iniziative culturali milanesi. Vi era tra i critici sensibili alla sua attività chi addirittura lo assimilava al pennelleggiare facile e violento di Leonardo Bazzaro (si veda nella bibliografia alla voce: V. Bucci 1930), ma la materia di Mantovani non si presentava grumosa, grassa ed opaca come quella del più anziano artista, pareva al contrario insufflarsi, smaterializzarsi in polveri chiare di sabbie argentee. L’amore incondizionato per la sua città lo aveva portato ad illustrarne con dedizione gli scorci e le vedute, sospese solamente in occasione di fugaci visite a Venezia e a Roma, anch’essi contesti generosi di riprese sul vero avviate fin dagli anni Venti. Disinvolte le sue Venezie, ancor più rarefatte e diafane nella forma e nel colore, mentre le visioni romane virano su una corporeità più cogente, su temperature affocate del colore. La mai sopita fedeltà al vedutismo dell’anima, ispiratagli precocemente da Giuseppe Mentessi, Vespasiano Bignami, Camillo Rapetti e Cesare Tallone, suoi insegnanti all’Accademia braidense, attivi in un clima oscillante tra verismo e simbolismo, si rispecchiava in lui nella individuazione artistica entro un linguaggio pittorico tutto milanese, in cui le cose appaiono come condensazione di atmosfera, sconfinando spesso nel regno evocatore ed intangibile della visione. Non sembra del tutto calzante il commento speso da certa critica (riferimento bibliografico: Pagani 1943), per cui la vibrazione delle forme era intesa qua e là come risultante di un tormento sottile, che l’artista pareva risentire in relazione ad una presunta ansia di perfezionamento della forma. In realtà il suo interesse non verteva affatto sul perfezionamento della morfologia, che era piuttosto preoccupazione incalzante dei suoi colleghi novecentisti. Ad una più approfondita analisi traspare in realtà come l’artista, lavoratore instancabile al pari di ogni buon milanese del tempo, nel suo incessante corrodere il vero rappresentato, avesse probabilmente ben chiaro fin dagli esordi che compito del pittore non è tanto chiedere alla luce di definire le forme, bensì giungere, attraverso di essa, ad intercettare l’anima delle cose. Traguardo da Mantovani felicemente raggiunto.


ECHI DAL NOVECENTO

OPERE

2


Lago Maggiore , 1923 Olio su tela cm 85x140

1


2

Vaso di fiori , anni Venti Olio su carta cm 45,5x60


Veduta di Venezia, anni Venti Olio su cartone cm 16,2x25

3


4

Venezia, anni Venti olio su carta cm 17,8x25


Milano, via Vallone, anni Venti olio su cartone cm 30x20

5


6

Milano, via Mercanti , 1927 Olio su tela cm 64x50


Venezia, anni Venti Olio su carta cm 18x24,2

7


8

Roma, piazza San Pietro, 1927 Olio su tela cm 69x85


Milano, via Magolfa, anni Trenta Olio su cartoncino cm 18x24

9


10

Milano, il Duomo , 1934 Olio su cartoncino cm 30x24,3


Milano, la vecchia stazione, 1938 Olio su cartoncino cm 16x22,5

11


12

Venezia, Porta della Carta, anni Quaranta Olio su tavola cm 40x30


Venezia, il Canal Grande con la Salute, 1941 Olio su tavola cm 94x130

13


14

Milano, piazza della Scala, 1942 Olio su cartone telato cm 49,7x44,6


Venezia, San Marco (1942) Olio su tela cm 40x30

15


16

Milano, il Castello da via Dante, anni Quaranta Olio su cartone telato cm 30x20


Venezia, “Porta della Carta�, 1942 Tempera su cartoncino cm 93,5x68

17


18

Milano, il Duomo da Piazza San Carlo, 1945 Olio su tela cm 150,5x131


Lago di Pusiano, 1945 Olio su tavola cm 25x32

19


20

Venezia, 1945 Olio su tela cm 70x100


Milano, Porta Volta (1945) Olio su cartone telato cm 24,4x20

21


22

Fiori (1945) Olio su tavola, cm 39x25,5


Adorazione dei pastori, 1946 Olio su tavola cm 64,5x111,5

23


24

Milano, il Duomo (1946) Olio su tela, cm 1114x81,5


Boccia con fiori, anni Quaranta Olio su tela cm 50x70

25


26

Venezia, la Salute (1947) Olio su tela cm 81x117,2


Como, il Duomo Olio su tavola cm 378x55

27


28

Roma, il Tevere, 1947 Olio su tela cm 70x100


Roma, piazza Ss.Pietro e Paolo (1947) Olio su tela cm 70x100

29


30

Milano, corso Vittorio Emanuele (1948) Olio su tela cm 151,5x105,5


Venezia, Palazzo Ducale dal Canal Grande, 1948 Olio su tela cm 70,5x100

31


32

Milano, corso Vittorio Emanuele, 1948 Olio su tela cm 108x77


Venezia, il Canal Grande con Palazzo Ducale sulla destra , 1949 Olio su tela cm 82,3x117,3

33


34

Milano, Porta Volta (1950) Olio su cartoncino cm 24x34


Milano, Porta Nuova da via Turati, 1950 Olio su tela cm 70x100

35


36

Omegna (1950) Olio su tela cm 50x70


Milano, piazza Duomo (1950) Olio su cartoncino cm 50x40

37


38

Milano, via Mercanti, 1950 Olio su tela cm 145x105


Milano, Basilica di San Lorenzo (1950) Olio su tela cm 97x76

39


40

Milano, corso Vittorio Emanuele, 1950 Olio su tela cm 145x105,5


Verona, piazza delle Erbe, 1951 Olio su su cartone telato cm 47x57

41


42

Milano, San Babila, 1952 Olio su cartone telato cm 50x40


Milano, Arco della Pace (1952) Olio su masonite cm 40x44,5

43


44

Milano, piazza Duomo, 1953 Olio su tela cm 70x100


Milano, piazza della Scala, 1954 Olio su tavola cm 25x34,5

45


46

Milano la Colonna del Verziere (1955) Olio su tela cm 80x100


Venezia, ponte Rialto, 1955 Olio su tavola cm 30x40

47


48

Milano, Arco della Pace (1956) Olio su tela cm 70x100


Rose (1956) Olio su cartone telato cm 50x35

49


50

Milano, piazza Cordusio (1957) Olio su cartone telato cm 25x34


Il Duomo di Como, 1957 Olio su tela cm 140,5x100

51


52

Venezia (1957) Olio su tela cm 117x29

Milano (1957) Olio su tela cm 117x29


Roma, 1957 Olio su tela cm 117x29

Firenze (1957) Olio su tela cm 117x29


LE OPERE

1.

Lago Maggiore, 1923 Olio su tela cm 85x140 Firmato in basso a destra L. Mantovani/923

14.

Milano, piazza della Scala, 1942 Olio su cartone telato cm 49,7x44,6 Firmato in basso a sinistra Luigi Mantovani/1942

2.

Vaso di fiori, anni Venti Olio su carta cm 45,5x60

15.

3.

Veduta di Venezia, anni Venti Olio su cartone cm 16,2x25 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani

Venezia, San Marco (1942) Olio su tela cm 40x30 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/Venezia

16.

4.

Venezia, anni Venti Olio su carta cm 17,8x25 Firmato in basso a sinistra L Mantovani

Milano, il Castello da via Dante, anni Quaranta Olio su cartone telato cm 30x20 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani

17.

5.

Milano, via Vallone, anni Venti Olio su cartone cm 30x20 Firmato in basso a destra L Mantovani

Venezia, “Porta della Carta”, 1942 Tempera su cartoncino cm 93,5x68 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/Venezia 1942/”Porta della Carta”

18.

Milano, il Duomo da piazza San Carlo, 1945 Olio su tela cm 150,5x131 Firmato e datato in basso a sinistra Luigi Mantovani/1945 Pubblicazioni: II esposizione collettiva delle arti del Novecento (Pavia Castello Visconteo, 2007, a cura di G.Cribiori)

6.

Milano, via Mercanti, 1927 Olio su tela cm 64x50 Firmato e datato in basso a destra L Mantovani/927

7.

Venezia, anni Venti Olio su carta cm 18x24,2 Firmato in basso a sinistra L Mantovani

19.

Lago di Pusiano, 1945 Olio su tavola cm 25x32 Firmato in basso a destra Pusiano 1945/L Mantovani

8.

Roma, piazza San Pietro, 1927 Olio su tela cm 69x85 Firmato e datato in basso a destra L Mantovani/Roma 1927 Pubblicazioni: II esposizione collettiva delle arti del Novecento (Pavia Castello Visconteo, 2007, a cura di G.Cribiori)

20.

Venezia, 1945 Olio su tela cm 70x100 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/Venezia 945

9.

Milano, via Magolfa, anni Trenta Olio su tela su cartone cm 18x24 Firmato in basso a sinistra Luigi Mantovani

21.

Milano, Porta Volta (1945) Olio su cartone telato cm 24,4x20 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani

10.

Milano, il Duomo, 1934 Olio su cartoncino cm 30x24,3 Firmato e datato in basso a destra L Mantovani/934

22.

Fiori (1945) Olio su tavola cm 39x25,5 Firmato in basso a sx Luigi Mantovani

11.

Milano, la vecchia stazione, 1938 Olio su cartoncino cm 16x22,5 Firmato e datato in basso a destra L Mantovani/938

23.

Adorazione dei pastori, 1946 Olio su tavola cm 64,5x111,5 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/Milano 1946

12.

Porta della Carta, Venezia, anni Quaranta Olio su tavola cm 40x30 firmato in basso a destra Luigi Mantovani/Venezia

24.

Milano, il Duomo da Corso Vittorio Emanuele (1946) Olio su tela cm 114x81,5 Firmato in basso a sinistra L Mantovani

13.

Venezia, il Canal Grande con la Salute, 1941 Olio su tavola cm 94x130 Firmato in basso a sinistra Mantovani/Venezia 1941

25.

Boccia con fiori, anni Quaranta Olio su tela cm 50x70 Firmato in alto a destra L. Mantovani


26.

Venezia, la Salute (1947) Olio su tela cm 81x117,2 Firmato in basso a destra Venezia/Luigi Mantovani

41.

Verona, piazza delle Erbe, 1951 Olio su su cartone telato cm 47x57 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/Verona 1951

27.

Como, la Duomo, 1947 Olio su tavola cm 55x38 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/Como 1947

42.

Milano, San Babila, 1952 Olio su cartone telato cm 50x40 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/1952

28.

Roma, il Tevere, 1947 Olio su tela cm 70x100 Firmato e datato in basso a sinistra Roma 1947/Luigi Mantovani

43.

Milano, Arco della pace (1952) Olio su masonite cm 40x44,5 Firmato in basso a destra L. Mantovani

29.

Roma, piazza Ss.Pietro e Paolo (1947) Olio su tela cm 70x100 Firmato in basso a sinistra Luigi Mantovani/Roma

44.

Milano, piazza Duomo, 1953 Olio su tela cm 70x100 Firmato e datato in basso a sinistra Luigi Mantovani/1953

30.

Milano, corso Vittorio Emanuele (1948) Olio su tela cm 151,5x105,5 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani

45.

Milano, piazza della Scala, 1954 Olio su tavola cm 25x34,5 Firmato e datato in basso a sinistra Luigi Mantovani/1954

31.

Venezia, Palazzo Ducale dal Canal Grande, 1948 Olio su tela cm 70,5x100 Firmato e datato in basso a sinistra Venezia 1948/Luigi Mantovani

46.

Milano, la Colonna del Verziere (1955) Olio su tela cm 80x100 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/Milano

47.

Milano, corso Vittorio Emanuele, 1948 Olio su tela cm 108x77 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/Milano 1948 Pubblicazioni: SocietĂ  Artisti e Patriottica (Milano, 1975) p.103

Venezia, ponte Rialto, 1955 Olio su tavola cm 30x40 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani Venezia 55

48.

33.

Venezia, il Canal Grande con Palazzo Ducale sulla destra, 1949 Olio su tela cm 82,3x117,3 Firmato e datato in basso a destra Luigi Mantovani/Venezia 1949

Milano, Arco della Pace (1956) Olio su tela cm 70x100 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/Milano

49.

34.

Milano, Porta Volta (1950) Olio su cartone cm 24x34 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani

Rose (1956) Olio su cartone telato cm 50x35 Firmato in basso a sinistra L. Mantovani

50.

35.

Milano, Porta Nuova da via Turati, 1950 Olio su tela cm 70x100 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/1950

Milano, piazza Cordusio (1957) Olio su cartone telato cm 25x34 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/Milano Piazza Cordusio/Ai carissimi‌.

50.

Omegna, (1950) Olio su tela cm 50x70 Firmato in basso a destra L. Mantovani

Il Duomo di Como, 1957 Olio su tela cm 140,5x100 Firmato e datato in basso a sinistra Luigi Mantovani 1957

51.

Venezia (1957) Olio su tela cm 117x29 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani Pubblicazioni: Luigi Mantovani, Electa Milano, 1988 fig 62 Milano (1957) Olio su tela cm 117x29 Firmato in basso a sinistra Luigi Mantovani Pubblicazioni: Luigi Mantovani, Electa Milano, 1988 fig 60 Roma, 1957 Olio su tela cm 117x29 Firmato e datato in basso a sinistra Luigi Mantovani/1957 Pubblicazioni: Luigi Mantovani, Electa Milano, 1988 fig 61 Firenze (1957) Olio su tela cm 117x29 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani Pubblicazioni: Luigi Mantovani, Electa Milano, 1988 fig 59

32.

36. 37.

Milano, piazza Duomo (1950) Olio su cartoncino cm 50x40 Firmato in basso a sinistra Luigi Mantovani/Milano

38.

Milano, via Mercanti, 1950 Olio su tela cm 145x105 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/1950

39.

Milano, piazza Duomo (1950) Olio su cartoncino cm 50x40 Firmato in basso a sinistra Luigi Mantovani/Milano

40.

Milano, corso Vittorio Emanuele (1950) Olio su tela cm 145x105,5 Firmato in basso a destra Luigi Mantovani/1950


CENNI BIOGRAFICI

Luigi Mantovani nasce a Milano il 29 maggio 1880. Suo padre Giuseppe, abile incisore su rame e legno, aveva esercitato lungamente questa professione nel capoluogo lombardo, dove si era trasferito giovanissimo dalla nativa Reggio Emilia. A dodici anni, Luigi, che abitava in via Conservatorio, incoraggiato dal padre iniziava a dipingere i primi paesaggi lombardi, che ritraeva nel corso delle frequenti escursioni fuori porta. Nel 1896 si iscriveva all’Accademia di Brera, ai corsi di Figura e di Nudo; suoi maestri erano Giuseppe Mentessi, Vespasiano Bignami, Camillo Rapetti e Cesare Tallone. Iniziava appena ventenne a partecipare alle rassegne cittadine con la presenza alla IV Esposizione Triennale di Brera nel 1900, evento che segna l’inizio del suo assiduo lavoro, contrassegnato dalla presenza in numerose mostre pubbliche indette dalla Famiglia Artistica e dalla Permanente. Nel 1902 affrescava la volta e le pareti delle chiese di Gavirate e di Cairate Olona, attività presto abbandonata per tornare alla più congeniale pittura di cavalletto. Insegnava tra il 1907 e il 1917 alla Civica Scuola serale di pittura e in altre scuole pubbliche ed istituti privati, dedicandosi inoltre alla grafica e alla ideazione di manifesti pubblicitari. Abbandonata momentaneamente la pittura per partecipare da combattente al primo conflitto mondiale, al suo ritorno a Milano rinunciava all’insegnamento e riceveva, nel 1917, il titolo di socio onorario dell’Accademia di Brera. Faceva quindi della pittura la sua unica attività, dimostrando una coerenza e continuità stilistica, che approfondiva individualmente nel proprio studio, senza legarsi a correnti o raggruppamenti. Fin dalla sua partecipazione del 1906 alla storica “Mostra del Sempione”, grande rassegna che aveva lasciato un segno profondo nell’arte milanese, le sue composizioni erano state particolarmente apprezzate, così come era avvenuto per ogni sua comparsa nelle rassegne cittadine, alle quali mandava vedute paesistiche e scorci urbani dal carattere inconfondibile e dalla profonda sensibilità. Da assiduo protagonista dei cenacoli culturali ambrosiani, figurava tra gli animatori di un’altra associazione milanese, la Famiglia Meneghina; Mantovani aveva anche esposto in più occasioni con la ben nota Associazione degli Acquerellisti lombardi, alla cui presidenza era stato designato il geniale acquarellista Paolo Sala, suo amico e maestro di riferimento per l’impiego della tecnica ad acqua. Nel 1926 otteneva, proprio presso la Famiglia Meneghina, una medaglia d’oro per la mostra dedicata al paesaggio lombardo, meritata con l’opera Corso Vittorio Emanuele. Era stato eletto consigliere della Famiglia Artistica Milanese.


Nel 1930, la Galleria Micheli, ubicata in via Brera, attiva con un nutrito calendario di esposizioni individuali, gli dedicava una vasta personale, nella quale figuravano anche numerose vedute romane, scorci del Tevere, di piazza Navona, di Palazzo Farnese, produzione scaturita da soggiorni brevi nella capitale, che alternava ad altrettante fugaci visite a Venezia, anch’essa generosa di esiti pittorici incoraggianti. L’artista si lasciava sedurre anche dalle vedute alpine, che ritraeva nei soggetti più paradigmatici, quelli del Cervino, delle Dolomiti, del Monte Rosa, del Monte Bianco, offrendo pure frequenti e riusciti saggi come ritrattista. Esponeva, negli anni Quaranta, anche nelle rinomate e propositive gallerie milanesi Ranzini ed Annunciata. Durante il secondo conflitto mondiale aveva sospeso l’attività espositiva, ripresa successivamente nel 1953 con la partecipazione alla Biennale di Brera di quell’anno. L’artista moriva a Milano il 25 settembre 1957. A dieci anni dalla scomparsa, la Galleria Mainetti, attiva nel centro di Milano, gli dedicava una retrospettiva con circa cinquanta opere. Suoi dipinti figurano nelle più rappresentative raccolte pubbliche milanesi: le Civiche Raccolte d’Arte, la Camera di Commercio, la collezione della Provincia in Palazzo Isimbardi, la Quadreria dell’Ospedale Maggiore. Un particolareggiato omaggio retrospettivo, che costituisce ad oggi, l’unico, valido coordinamento filologico della sua attività, gli è stato intitolato dalla Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano nel 1988.


BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

L’Esposizione Internazionale del Sempione, Milano, 1906, cat. Esposizione Retrospettiva e Contemporanea di Belle Arti della Famiglia Artistica, Milano, 1913, cat. Esposizione Nazionale di Belle Arti, Permanente, Milano, 1914, cat. Mostra annuale della Società delle Belle Arti, Permanente, Milano, 1916, cat. Esposizione Nazionale delle Belle Arti, Permanente, Milano, 1916, cat. Mostra annuale della Società delle Belle Arti, Permanente, 1917, cat. Esposizione Nazionale delle Belle Arti, Permanente, Milano, 1920, cat. Mostra d’arte, Galleria Centrale d’Arte, Milano, 1921, catalogo con prefazione di C.Bozzi I Esposizione Internazionale dell’acquarello, Associazione Acquerellisti Lombardi e Società per le Belle Arti, Milano, 1923, cat. La premiazion a la Mostra di Artista Milanes, “Famiglia Meneghina”, Milano, I, n. 10, Milano, dicembre 1926 Mostre personali dei pittori Alfredo Soressi e Luigi Mantovani, Galleria Micheli, Milano, 1930, cat. con prefazione di E. Agostinone v.b. [V. Bucci], Le Mostre d’arte a Milano, “Corriere della Sera”, Milano, 9 marzo 1930 C. Carrà, Mostre individuali. Cinque pittori, “L’Ambrosiano”, Milano, 14 marzo 1930 V Mostra del Sindacato Interprovinciale Fascista delle Belle Arti di Lombardia, Milano, 1934, cat. A.M. Comanducci. I pittori italiani dell’Ottocento, Milano, 1934 VII Mostra del Sindacato Interprovinciale Fascista delle Belle Arti di Milano, Milano, 1936, cat. I Mostra Provinciale. Sindacato Interprovinciale Fascista delle Belle Arti di Milano, Milano, 1937, cat. XIX Esposizione sociale, Associazione acquerellisti lombardi, Permanente, Milano, 1938, cat. XII Mostra Interprovinciale d’arte. Concorso del Paesaggio lombardo, Permanente, Milano, 1942, cat. S. Pagani, Il pittore Luigi Mantovani, “Milano. Rivista mensile del Comune”, Milano, aprile 1943 Esposizione Nazionale d’Arte Biennale di Brera e della Permanente, Milano, 1953, cat. Catalogo della Biblioteca Ambrogio Binda della Famiglia Meneghina, presentazione di S. Pagani, Milano, 1955 XX Biennale Nazionale di Milano, Milano, 1957, cat. Milano di oggi e le città lombarde attraverso l’arte, Permanente, Milano, 1959, cat. A.M. Comanducci. Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori ed Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, III edizione, Milano, 1962 I dipinti e le sculture nella Camera di Commercio di Milano, Milano, 1964 Retrospettiva di Luigi Mantovani, Galleria Mainetti, Milano, 1967, cat. con prefazione di M. Bezzola A.M. Comanducci. Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, IV edizione, vol. III, Milano, 1972 L. Caramel, C. Pirovano, Galleria d’Arte Moderna. Opere del Novecento, Milano, 1974 Ospedale Maggiore/Ca’ Granda-Ritratti moderni, Milano, 1987 R. de Grada, Il Novecento a Palazzo Isimbardi nelle collezioni della Provincia di Milano, Milano, 1988 R. Bossaglia, Luigi Mantovani. Mostra antologica, Permanente, Milano, 1988, cat. Tesori d’arte delle banche lombarde, ABI, 1995 G. Cribiori, C. Cuzzoni, D. Ferrari, I Esposizione Annuale collettiva delle Arti del Novecento, Studiolo, Milano, 2005, cat. G. Cribiori, S. Zatti, F. Porreca, II Esposizione collettiva delle Arti del Novecento, Studiolo, Milano, 2007, cat.


Finito di stampare nel mese di ottobre 2008 dalle Arti Grafiche Trassini, Vimercate.


Luigi Mantovani ECHI DAL NOVECENTO