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Stefania Natali Portfolio


indice

Università

Lavoro

PARK.IN.Green Laboratorio di Sintesi Finale docenti Paolo Brambilla, Luca Guerrini, Gabriella Scardi, DOTDOTDOT

Villa privata DD Collaborazione con arch. Stefano Giussani

AvvicinalaCina Corso di Rappresentazione del Sistema-Prodotto docente Valeria Maria Iannilli

Q*CINA_Caronno Pertusella Collaborazione con arch. Stefano Giussani

FotografARTI Laboratorio di Sintesi Finale docenti Stefano Garaventa, Nicola Marras, Raffaella Trocchianesi, Pier Paride Vidari

IN_STORE_Trento Collaborazione con Studio d’Architettura

GirovagARTI Tesi di Laurea Triennale relatore Raffaella Trocchianesi

HOTEL MEDITERRANEO_Sottomarina Collaborazione con Studio d’Architettura

Rivisitazione de “I 16 Pesci” Corso di Design e Arti Contemporanee docente Giuseppe Finessi


PARK.IN.Green Milano

La stazione di Lambrate s’inserisce in un panorama urbano molto complesso, in quanto è un’importante snodo ferroviario, metropolitano e veicolare; Ogni giorno gli abitanti del quartiere la vedono gonfiarsi, come un polmone, per accogliere i pendolari. Questo progetto vuole creare un grande parco di attesa e di sosta, per tutti (auto, pedoni, ...) diventando uno spazio più a misura di uomo. Il concetto di “area verde” ha assunto sfumature semantiche differenti, [1]


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dall’idea di parco naturale, che rimanda a sensazioni di benessere e rilassamento a quella, in un’ottica ecosostenibile, di coscenza verde e quindi di energia verde, di riciclo, di materiali eco-compatibili, con un’occhio anche alle nuove fonti di energia per le auto, come l’elettricità. E’ nata quindi l’idea di fornire un’anima verde allo spazio, definendolo in modo omogeneo, per materiali e per colore, di modo che la porta della città diventi quasi una bolla catartica, estraneando il fruitore dallo specchio cromatico urbano canonico. L’immagine del campo da calcio ha poi guidato la grafica verso una resa forte.

[4] [1] Vision versione giorno e notte; [2] Visualizzazioni dello spazio; [3] Dettaglio dei parcheggi auto; [4] Dettaglio degli attraversamenti pedonali; [5] Dettaglio dello stallo per le biciclette; [2]

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AvvicinalaCina Milano prendi e gioca

拿也玩

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Milano città della moda, città delle grandi firme, ma anche, via Paolo Sarpi quartiere, centro commerciale all’aperto, del sistema moda cinese. Un gran numero di piccoli negozi, ad una vetrina, che fondano il loro successo su una vendita a basso costo; ambienti anonimi, dove manca progettualità nello spazio, nel visual merchandising e nella comunicazione. Il gioco come metafora, per risolvere la difficoltà di dialogo tra le due differenti culture. La riprogettazione dei paradigmi

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prendi e gioca

拿也玩


comunicativi basata sulle tessere del Mikado e del Mahjong. Una serie di icone che caratterizzano i negozi, vengono riproposte sulle etichette, sulle shopping bags e in vetrina, e cosĂŹ comincia il gioco.

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[1] Icone per la vendita al dettaglio: abbigliamento cinese ed europeo, oggetti cinesi ed europei; [2] Icone per la vendita all’ingrosso: abbigliamento cinese ed europeo, oggetti cinesi ed europei; [3] Esempio di etichette da ritagliare e giocare; [4] Esempio di shopping bag; [5] Esempio di applicazione su vetrina. [4]


FotografARTI Milano

Fabbrica Borroni, come ricorda il nome, è un ex-opificio, ora trasformato in esposizione dell’omonima collezione d’arte contemporanea di giovani artisti italiani. All’interno si respira un’aria carica di forza, fatta di ricordi, ed è immediato il contrasto a cui ci si affaccia tra il passato e il presente, tra la produzione e il benessere, tra i rumori e il silenzio; questo conflitto tra la pelle e l’anima denota la delicatezza del luogo, per questo sono stati evitati interventi importanti che ne cambiassero il carattere. [1]

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Il ciclo di mostre Fotografarti nasce dall’intercettazione con le altre forme d’arte, fotografia e pittura interpretano diverse tematiche. La mostra L’Anima ritratta ha trovato vita nelle due sale principali. L’allestimento si basa sul concetto di stanza, ortogonale; sei stanze per sei nuclei tematici, che si compenetrano tra loro, concettualmente e fisicamente, grazie a giochi di incastri di controsoffittature. L’ingresso alla Sala delle colonne, quale punto di visuale privilegiato, permette di avere una visione completa sull’organizzazione spaziale, sulle otto colonne rosse, icone del background, e su alcune opere aggettanti dalle nicchie che definiscono la tematica delle stesse. [1] Viste dell’ingresso con il logo “tridimensionale” di Fabbrica Borroni, dal corridoio centrale alle paline; [2] Pianta della suddivisione delle tematiche; [3] Pianta dell’illuminazine; [4] Visualizzazione degli ambienti interni; [5] Particolare dell’ingresso alla mostra; [6] Particolare della posizione delle etichette; [7] Alzato muro con dettaglio della citazione e dei materiali.

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GirovagARTI Milano

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attrezzatura

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Fabbrica Borroni è una giovane realtà, che necessita di dialogare con l’esterno, di comunicare la propria identità, allo scopo di ampliare il proprio bacino di visitatori ed instaurare un rapporto proficuo, duraturo e coinvolgente, animato dalla partecipazione alla vita del museo. Un’antenna trasmittente che, con l’irradiamento di stimoli sul territorio, possa segnalare costantemente le attività. Un’esperienza itinerante che coinvolgesse il pubblico. [2]

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decorazione


GirovagARTI è uno spazio fisico con funzione espositiva, trasportabile, flessibile e temporaneo, per promuovere la mostra in corso, insomma, un moltiplicatore di visibilità. GirovagARTI è un container, modulo standardizzato e ripetibile, icona dell’industrializzazione e dell’itineranza, che ricorda il passato della Fabbrica, dotato di un kit di allestimento, con tutti i materiali necessari per ogni personalizzazione. Per la mostra L’Anima ritratta è stato scelto un allestimento e dei luoghi dove posizionarlo, all’interno della città di Milano.

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B

A’

A

[1] Schematizzazione del modulo; [2] Visualizzazione della struttura esterna con traccia che lascia a terra; [3] Visualizzazioni degli interni; [4] Pianta e sezione della struttura organizzata perla mostra FotografARTI.

10,00

[4] B’


Rivisitazione de “I 16 Pesci”

“I 16 pesci” di Enzo Mari, un nuovo punto di vista, tra arte e design per riproporre questo gioco per bambini. Il coperchio, a specchio, come il mare che riflette, fa parte del gioco, in quanto ricrea la forma intera dei pesci e rivela l’ambiente circostante, creando sempre nuovi paesaggi. Lo spunto progettuale deriva dalla ricerca visiva, che recupera i concetti di forma e geometria, e nello specifico, dalle “opere speculari” di Getullio Alviani, in cui vengono creati anelli illusori su superfici metalliche a specchio. [1]


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[1] L’apertura della scatola a scorrimento; [2] La disposizione dei pesci; [3] Il gioco dei pesci, dove entrano in gioco anche i riflessi dll’ambiente circostante. [3]


Villa Privata DD Senago

Un nuovo focolare domestico, come rifugio dalla città , un ambiente accogliente, colto ed essenziale, l’atmosfera calda e rassicurante. Le facciate sono disegnate con la luce. I tagli architettonici sono netti e decisi, secondo una griglia ortogonale. Questa abitazione dalle forme razionali si apre, come una scatola, ai suoi ospiti. Le grandi vetrate, si affacciano sul giardino, in relazione a scorci privilegiati sulla natura. Gli interni sono chiari e le superfici pure. [1]


[1] Immagini di riferimento; [2] Render degli esterni. [2]


Q*CINA Caronno Pertusella

Uno spazio industriale che scopre una seconda vita, il passato ed il presente, la produttività verso la raffinatezza, un incrocio di culture differenti. Un luogo di incontro per amanti del gusto, un grande mercato dove la preparazione del cibo entra a far parte dell’esperienza culinaria, un ritrovo dove i cuochi sono in contatto con i clienti. Un’atmosfera inconsueta, un ambiente dal gusto occidentale, essenziale e con un pizzico di oriente dentro. Il cibo come conoscenza. [1]


[1] Immagini di riferimento; [2] Immagini degli interni. [2]


IN_STORE Trento

Rinnovare un vecchio e polveroso armadio, per riscoprirne la freschezza. E’ così che nei tre piani di questo negozio, prendono vita tre diverse sfilate, “cucite” insieme dalla qualità dei prodotti e da sofisticate ambientazioni: un museo d’arte, una gabbia del lusso, la sartoria della moda. Materiali semplici e discreti per lasciare agli abiti ed agli accessori spazio per un’interpretazione ricercata, dettagli vintage comunicano al cliente l’atmosfera di esclusività. [1]


[1] Immagini di concept; [2] Render dell’interno. [2]


HOTEL MEDITERRANEO Sottomarina

Nel periodo estivo, l’uomo italiano, stressato e assalito dall’afa non vede l’ora di partire per lasciarsi alle spalle tutto; ha in testa un grande desiderio: sentire la sabbia sotto i piedi, la brezza marina sul volto e i bomboloni della spiaggia sotto i denti. L’albergo Mediterraneo è il suo sogno in testa, è già il mare, con l’odore di pulito, l’atmosfera di casa e il letto illuminato da una striscia di sole. L’albergo Mediterraneo ha un aspetto familiare, borghese italiano, un pò felliniano. [1]


[1] Immagini di concept; [2] Render dell’atrio d’ingresso e di una camera. [2]

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