Page 1

1° FEDERICO In un villaggio del sesto pianeta, il villaggio di Flovea Limpa, chiamato anche villaggio dell’acqua lì viveva Federico, il villaggio era diviso in quattro parti dal Grande Braccio, un enorme fiume che nasceva dalla montagna più alta delle montagne dell’est, che lì si divedeva nelle sue ramificazioni Sud, Est, Ovest e Nord che ai margini del villaggio diventavano fiumi sotterranei. Federico aveva 12 anni, aveva lunghi capelli lisci e castani che gli coprivano le orecchie, aveva grandi occhi verdi e la carnagione chiara, adorava starsene solo sul piccolo prato accanto alla sua casa o in camera sua sotto le coperte quando faceva freddo, gli piaceva studiare e andava alla scuola del villaggio. Lui ne era inconsapevole ma era un mago, era nato 12 anni prima, nel villaggio accanto al suo, si chiamava Adansonia e per quello che ne sapeva era abitato da persone che venivano ritenute dagli abitanti del suo villaggio, Flovea Limpa delle persone senza cuore. L’unica cosa che si poteva vedere dal suo villaggio era il grande baobab e il palazzo reale. Nel villaggio in cui attualmente viveva c’era una fossa, un “oceano”profondo e impenetrabile, alcuni dicevano che era profondo quanto era alto l’albero del villaggio vicino ma quando si pronunciava <<L’albero del villaggio vicino>> tutti si spaventavano e si allontanavano dal centro della città stando attenti a non avvicinarsi al palazzo reale. Il palazzo reale aveva l’aspetto di un volto coperto da un velo blu con una maschera azzurrina che copriva dalla fronte al naso il volto lasciando scoperti gli occhi rossi severi che fissavano il palazzo di fronte, uguale in tutto e per tutto all’altro ma che indossava un velo verde scuro e una maschera verde chiaro, all’interno di ognuno dei due palazzi lavoravano i saggi del villaggio che si occupavano di previsioni meteo, profezie, politica, dell’ambiente naturale, dell’economia, dell’istruzione pubblica e di ricerche scientifiche. Federico viveva nella casa al confine del villaggio poco lontana dal confine del villaggio, appena fuori dal villaggio sorgeva una grande, larga, spessa e grigia piattaforma riportante uno stemma raffigurante un triangolo contenuto da un quadrato circoscritto in un cerchio che secondo antiche leggende era anche in cima ai due palazzi, ma a causa della loro altezza era impossibile verificare se era vero. Federico era stato cresciuto da due saggi che avevano lavorato nel palazzo da giovani quando ancora circolava la voce della vecchia alleanza tra i due villaggi, alcuni dicevano che all’interno dei due “luoghi”speciali, il lago e l’albero, protetti da alcuni incantesimi potentissimi e infrangibili c’erano i talismani dell’acqua e delle forze della terra che dominavano tutti i poteri a eccezione del fuoco. Il talismano del fuoco sempre secondo la leggenda era in un luogo remoto da qualche parte nel mondo e se qualcuno avrebbe posseduto i tre talismani sarebbe diventato la persona più potente del mondo magico e che l’unica persona in grado di possederli era un prediletto. Federico con la crescita si cominciava a fare molte domande: Chi sono i miei genitori? Che fine hanno fatto? E io che ci faccio qui? Perché riesco a fare piccole magie su delle piante? La risposta era vicina, lì a due passi da lui. Un giorno la scoprì mentre svolgeva i compiti per casa assegnati a lui dalla professoressa di psico, lui andava alla scuola accanto al palazzo reale, vide Chiara, sua madre adottiva innaffiare i fiori nel piccolo giardino sul retro della casa facendo spuntare l’acqua dalle sue mani, lui andando in contro a lei gli chiese <<Mamma che stai facendo?>>. La madre adottiva di Federico era una signora non molto alta con capelli castani e ricci che le scendevano sulle spalle e gli occhi erano scuri . Lei dopo un po’ di esitazione gli disse fece cenno di entrare, i due entrarono nella piccola casa fatta di pietre dai riflessi azzurrini, si misero seduti e Chiara cominciò a spiegargli quello che nessuno fino ad ora gli aveva detto <<io sono una strega, tuo padre un mago su di te non so niente ma credo che tu non abbia poteri magici, ma questo lo devi sapere tu>>. <<io riesco a far crescere delle piantine ma non so se quella è magia>> disse Federico titubante <<Quindi tu sei un mago verde, hai il potere dell’erba e della terra>> disse Chiara guardandolo come fosse un alieno. –Perché mi guardi in quel modo? Che male c’è ad avere poteri del genere?>>. <<C’è che in questo villaggio siamo tutti maghi e streghe d’acqua per questo credo che ti debba restituire una cosa…>> Chiara detto questo si diresse verso l’armadio e ne prese una


lunga veste verde che diede a Federico <<Questa è tua, ti ci ho trovato io avvolto in quella lontana notte di primavera. Credo che tu ora debba partire e allontanarti dal villaggio in questi ultimi giorni la tua veste sfavillava e quello è un inconfutabile segno che tu debba partire per il Viaggio Magico e credo che presto avremo una visita>> non finì neanche di parlare che bussarono alla porta, Gia andò ad aprire e si trovò davanti un fattorino vestito di una tuta blu scura con una saetta rossa e un capellino dello stesso colore con scritto in lettere brillanti”Super Magic”, lui diede il pacco a Chiara leggendo sulla sua cartellina a chi doveva essere dato il pacco <<…questo è per Federico del villaggio di Flovea Limpa >>. Nel pacco c’era il magic portate. Federico prese il m.p. chiedendo cos’era Chiara diede al fattorino in mancia 2 bronzi magici, si girò e spiegò a Federico. <<quello è il magic portate, viene consegnato a tutti i ragazzi prima di partire per il Viaggio Magico che è il viaggio per imparare la magia per bene. Ti consiglio di non andare da solo, io sono andato con due amici, due maschi; di solito si và in tre due maschi e una femmina, ma va a te la scelta…>>. Federico pensò subito che sarebbe stato conveniente portare una persona per ogni elemento ma subito pensò come faccio a trovare una persona di fuoco? Chiara si affrettò a dire che per trovare una persona di fuoco doveva andare ad Aestusa, un villaggio vicino e lo invitò ad accendere il m.p. Federico pigiò il tasto verde e rosso e sul minuscolo schermo apparve una bacchetta magica in quel momento lui pensò per fare le magie bisogna per forza avere una bacchetta magica? in quel momento dall’apparecchio uscì una vocina acuta che disse <<NO>>, Federico rimase stupito e chiese a Chiara come funzionasse lei rispose <<il m.p. è un piccolo aggeggio che serve come guida ai maghi principianti, ha 8 tasti più quello di accensione e spegnimento quello verde e rosso, quello blu è la mappa, quello verde per le creature magiche che conoscerai, quello rosso per gli incantesimi che imparerai, il quarto, quello viola per gli obbiettivi che avrai nel corso dell’avventura, quello giallo per i misteri da svelare, quello verde scuro per magicnet così ti potrai collegare alla rete, il settimo quello grigio sono le impostazioni e l’ultimo, il bianco lo spazio vuoto dove deciderai tu cosa mettere, ricorda questo m.p. risponderà solo alle tue domande ora scegli e vai>>allora Federico gli chiese chi del villaggio aveva la stessa età e chi gli sarebbe convenuto portare, lei non rispose ma poco dopo disse <<Mi dispiace ma non ti posso dire di più il Viaggio Segreto è protetto da un incantesimo che ne mantiene i segreti>>. <<Comunque ti consiglio di pensare alle persone che vengono a scuola con te>> disse improvvisamente Chiara. Federico salì le scale e corse nella sua stanza, prese uno zaino e ci mise dentro, alla rinfusa la veste verde che aveva appena ricevuto dalla madre adottiva, mentre la metteva la sentiva incredibilmente vicina a lui come se ci fosse nato e fosse una parte di lui, i libri di psico, di pozioni, di storia, di matematica e di scienze, una bussola e un cannocchiale. Era sicuro che quella sarebbe stata l’ ultima volta che avrebbe visto quella stanza, sua da 12 anni. Era una stanza circolare che era stata aggiunta alla costruzione iniziale, aveva il soffitto spiovente, le pareti erano di sassi grigi con riflessi di un azzurro cristallino, aveva un letto piccolo coperto da un lenzuolo azzurro, una scrivania di rovere con una lampada verde e blu, nei cassetti della scrivania erano contenuti i suoi libri preferiti. Lui adorava fare degli esperimenti, aveva più volte provato a creare un suo piccolo “giardinetto” dove teneva le sue piantine e anche se era proibito dalle leggi del villaggio lui le teneva sopra a un tavolino al centro della stanza, ne aveva la cura che ha un padre per suo figlio e aveva anche fatto aprire una finestra nel tetto per fargli prendere il sole, avrebbe detto a Chiara di curarle lei. Scese dalle scale, era intenzionato a salutare Chiara e andarsene ma non fu così, nella stanza trovò anche Claudio, il padre adottivo che era rincasato, era un uomo con la barba, era claudicante, era alto e robusto, era anche un po’ burbero e non aveva mai avuto un bel rapporto con Federico, li salutò e fece per andarsene ma Claudio gli si avvicinò e gli sussurrò piano <<Torna a casa tutto intero>> Federico in quel momento uscì di casa con le lacrime agli occhi. Suo padre adottivo era stato sempre burbero, in particolare con lui, quel gesto lo aveva commosso.

Capitolo 1  

Capitolo 1 di Forest