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L’Arcangelo Gabriele / The Archangel Gabriel Affresco del 1475 circa - Chiesa dell’Annunciata di Piancogno

Half of the 16th century Fresco - Saints Cosmas and Damian Chapel in Piancogno


Uomini, Luoghi, Natura M en , P laces , N ature a cura di

Francesco Chiolo

GRUPPO EDITORIALE DELFO


Madonna in gloria con angeli / Virgin Mary in gloria with angels Affresco del 1475 circa - Coro della Chiesa dell’Annunciata Fresco around year 1475 - Choir of the Church of the Annunciata

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Indice / Index 5

Un luogo di vita e di pace. Saluto di fra’ Gabrielangelo, padre guardiano dell’Annunciata A place of life and peace. Welcome by fra’ Gabrielangelo, father superior of the Annunciata

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Presentazione del Direttore della collana “Il Cammino Armonico”

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La Montagna dell’Annunciata

Introduction by the Editor of the series “Il Cammino Armonico” The mountain of the Annunciata

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Il beato Amadeo Mendes da Silva

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Papa Sisto IV

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Galleria di Santi Francescani

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Il beato Innocenzo da Berzo

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Preghiera del beato Innocenzo

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Un prezioso trattato medico medievale

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La Biblioteca Casanatense

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Il cardinale Girolamo Casanate

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Il patrimonio librario della Biblioteca Casanatense

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Padre Giovanni Battista Audifreddi

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Theatrum Sanitatis

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Introduzione originale del Theatrum Sanitatis

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Indice delle tavole

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Tavole

The blessed Amadeo Mendes da Silva Pope Sixtus IV

Franciscan Saints gallery

The blessed Innocenzo da Berzo Prayer of the Blessed Innocenzo

A medieval precious medical treatise The Casanatense Library

Cardinal Girolamo Casanate

The book collection of the Casanatense Library Father Giovanni Battista Audiffredi Theatrum Sanitatis

Original introduction of Theatrum Sanitatis Plates index Plates

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Chiesa dell’Annunciata / Church of the Annunciata Celebrazione della Santa Messa Holy Mass Celebration

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Un luogo di vita e di pace. Saluto di fra’ Gabrielangelo, padre guardiano dell’Annunciata A place of life and peace. Welcome by fra’ Gabrielangelo, father superior of the Annunciata

È con animo lieto che mi accingo a scrivere queste poche parole di saluto

in apertura di un volume dedicato innanzi tutto al “nostro” convento dell’Annunciata e agli illustri protagonisti della sua storia secolare, nel più vasto scenario del rapporto virtuoso tra uomini, luoghi e natura. Nelle pagine seguenti, che ho avuto il privilegio di scorrere in anteprima, vengono tratteggiate in modo essenziale ma preciso le vicende storiche del complesso conventuale dalla fondazione del 1469 a oggi, i personaggi più rilevanti, le comunità di fratelli che si sono alternate nella sua salvaguardia e nel perpetuarsi dell’originaria “vocazione”, i pregevoli tesori d’arte che racchiude. Il tutto accompagnato e completato da una splendida documentazione fotografica appositamente realizzata. In particolare si stagliano in tutta la loro grandezza umana e nobiltà spirituale le figure del fondatore Amadeo e del beato Innocenzo, l’amato “Fratasì de Bers”. Non voglio aggiungere nulla di più, se non ringraziare a nome dei frati Cappuccini dell’Annunciata tutti coloro che hanno saputo con generosità progettare e realizzare questa pregevole opera, a cominciare dagli amici Vittorio Franzoni e Francesco Chiolo cui va il mio abbraccio fraterno. Prima di chiudere queste note e lasciarvi all’apprezzamento del volume, vorrei aggiungere una breve riflessione a titolo di testimonianza personale. Per grazia di Dio mi è toccata in sorte la responsabilità di condurre la comunità cappuccina insediata in questo luogo meraviglioso che è l’Annunciata. Qui, nella pace e a contatto con un ambiente naturale straordinario, troviamo costante alimento e sostegno per la nostra ricerca spirituale e per la condivisione con i fratelli, in piena adesione agli ideali francescani. Non dobbiamo considerare il convento dell’Annunciata soltanto come un semplice per quanto splendido “museo”, o limitarci ad ammirare il grandioso scenario naturale. Tutto ciò non basterebbe a farne il luogo privilegiato che è se non fosse presente una comunità viva di uomini che con umiltà e dedizione spendono la loro esistenza nella preghiera, nella meditazione, nella condivisione, nella solidarietà e nell’accoglienza del prossimo. In questi nostri tempi sempre più effimeri e superficiali, mi sento di dire per esperienza diretta che l’Annunciata rappresenta uno spazio che ancora respira di vita e di pace, aperto agli esseri umani che non hanno smesso di interrogarsi sul senso profondo della propria esistenza. 7

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am happy to write these few words of greeting at the beginning of this volume dedicated first of all to “our” Annunciata convent and to the illustrious protagonists of its century long history, in the vast scenery of the virtuous relationship between men, places and nature. In the following pages, that I have had the privilege to preview, the historical events of the convent complex from its foundation in 1469 to today is outlined in an essential but precise way, along with the most important characters, the communities of brothers that have alternated to safeguard it and perpetuate its original “vocation” and the valuable art treasures that it includes. All of this is accompanied and completed by a wonderful set of photographs that have been taken especially for the book. The figures of the founder Amadeus, and of the blessed Innocenzo, the beloved “Fratasì de Bers”, stand out in particular in all their greatness and spiritual nobility. I do not want to add anything else, but I do wish to thank in the name of the Capuchin friars of the Annunciata all those who have been able to project and create in such a generous way this valuable book, starting with our friends Vittorio Franzoni and Francesco Chiolo. Before finishing these few notes and leaving you to appreciate this book I would like to make a consideration as a personal testimony. Thanks to God I was appointed the responsibility to guide the Capuchin community that lives in this beautiful place that is the Annunciata. Here, in peace and in contact with a wild natural environment we find the constant nourishment and support for our spiritual pursuit and for sharing with our brothers, completely adhering to the Franciscan ideal. We must not consider the convent only as a simple but splendid “museum”, we must not only admire the grand natural environment. This would not be enough to make it the privileged place it is without the presence of a lively community of men that with humility and dedication spend their existence praying, meditating, sharing and being supporting and welcoming to fellowmen. Nowadays, when things are so ephemeral and superficial, I think I can say, thanks to my direct experience, that the Annunciata represents a space that still breathes life and peace, open to all human beings that are still questioning themselves on the profound sense of their existence.


Presentazione del Direttore della collana “Il Cammino Armonico” Introduction by the Editor of the series “Il Cammino Armonico”

Questa pubblicazione intende sollecitare

un momento di attenzione “riconoscente” su frammenti di storia di uomini grandi, alcuni addirittura beati come Amadeo Mendes da Silva e Innocenzo da Berzo, e sui luoghi che sono stati trasformati dalla loro presenza. Un tratto che caratterizza tali figure, vissute in epoche diverse ma aventi in comune nel loro percorso l’appartenenza alla fraternità francescana, è infatti il legame che sempre hanno privilegiato con spazi immersi nella natura in comunione con altri uomini attenti a quel sapere millenario che si riferisce alla ricchezza del mondo vegetale. Per questo abbiamo aggiunto nella seconda parte del libro un’ampia selezione di pagine appartenenti a uno dei più importanti trattati medici e naturalistici medievali quale elogio alla bravura degli straordinari miniatori lombardi autori delle splendide tavole del Theatrum Sanitatis. Il beato Amadeo, influente e poco conosciuto protagonista del secondo Quattrocento in Europa, ha creato una rete di conventi proposti come ambiti ideali dove vivere e promuovere la pace filosofica e la pace religiosa su questa terra. Nel percorso virtuoso della memoria questa ricerca della pace come valore universale, insieme concreto e spirituale, è tra i segni più importanti che ci ha lasciato. Uno di questi luoghi, il convento dell’Annunciata, è uno scrigno incastonato nelle montagne della Valcamonica, ricco di segni preziosi, di generosa storia umana e religiosa, di pregevoli opere d’arte. È un luogo di pace che si manifesta come tale in quanto qui hanno vissuto, operato e si sono incontrati uomini che dalla fondazione a oggi hanno dedicato la loro vita all’amore per Dio e alla fraternità tra gli uomini, in relazione armonica con la natura. Lo splendido convento dell’Annunciata, quasi sospeso tra la terra e il cielo, è attualmente custodito e animato da una comunità religiosa di frati Cappuccini. A fra’ Gabrielangelo, padre guardiano dell’Annunciata, va 8

The purpose of this publication

is to stimulate a moment of “grateful” attention towards fragments of the history of great men, some even blessed souls such as Amadeo Mendes da Silva and Innocenzo da Berzo, and towards the places that have been transformed by their presence. These men lived in different periods but they have in common the fact of being part of the Franciscan fraternity and one of the traits that characterize them is the bond they have always privileged with immense spaces immersed in nature, together with other men that pay attention to the ancient knowledge that refers to the richness of the vegetable kingdom. For this reason, in the second part of the book, a vast selection of pages has been added; they belong to one of the most important medieval medical and naturalistic treatises, as a praise to the ability of the extraordinary Lombard miniaturists, authors of the beautiful plates of the “Theatrum Sanitatis”. The blessed Amadeus, influent and not very well known protagonist of the second half of fifteenth century in Europe, created a network of convents that were suggested as ideal environments in which to live and promote philosophic peace and religious peace on Earth. Along the virtuous path of memory the search for peace as a universal value, both concrete and spiritual, is one of the most important signs that he has left us.One of these places, the Annunciata convent, is a little “jewel box” set in the Valcamonica mountains, rich in precious signs, in generous human and religious history, in valuable works of art.


Presentazione del Direttore della collana “Il Cammino Armonico” Introduction by the Editor of the series “Il Cammino Armonico”

un grazie per averci accolto con sincero spirito di ospitalità e per aver messo a disposizione il suo sapere, sempre pronto a rammentare a noi “pellegrini” che esistiamo anche per ricordare e che la memoria autentica è adesione piena a pagine vive in cui sono trasfuse le verità più chiare e feconde. Questo luogo è come una fontana naturale, quando bevi la sua acqua non puoi non ricordare l’energia e la bellezza della sorgente. Al dottor Vittorio Franzoni va un grazie per le sue precise, competenti indicazioni di uomo legato da vera passione a questo complesso. La mia personale riconoscenza va agli amici che hanno collaborato con professionalità e competenza alla realizzazione di questo libro. L’augurio sincero è che queste pagine diano anche a Voi lettori la possibilità di ripensare, immaginare, ripercorrere, approfondire i segni di una storia ricca di preziose indicazioni, magari partendo proprio Affresco della metà del secolo XVI. da questi frammenti Cappella dei santi Cosma e Damiano th essenziali che abbiamo Fresco of the half of the 16 century. qui raccolto. Saints Cosmas and Damian chapel

San Cosma / Saint Cosmas

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It is a peaceful place that is such because in it have lived, operated and met men that from its foundation to today have dedicated their life to the love of God and to the fraternity between men, in a harmonic relationship with nature. The lovely Annunciata convent, that seems suspended between earth and sky, is at present looked after and animated by a religious community of Capuchin friars. A special thanks to fra’ Gabrielangelo, father guardian of the Annunciata, for having welcomed us with a true spirit of hospitality and for having placed at our disposal his knowledge, always ready to remind us, the pilgrims, that we also exist to remember and that the true memory is a complete adhesion to living pages in which the most clear and fertile truths are transfused.This place is like a natural fountain, when you drink its water you can’t help remembering the energy and the beauty of its spring. A special thanks to Vittorio Franzoni for his precise and competent indications, those of a man bound to this convent complex by a true passion. I am personally grateful to my friends who have collaborated professionally and competently to make this book. I sincerely hope that these pages will give readers the chance to think back, to imagine, to analyze the signs of a history that is rich in precious indications, perhaps starting from these essential fragments that we have collected in this book.


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La montagna dell’Annunciata The mountain of the Annunciata

Il luogo, incastonato in uno sperone roccioso a 700

metri d’altezza nel cuore della Valle Camonica, racchiude un’antica magia. Originariamente sacro ai Camuni, un popolo che molto prima dell’arrivo dei Romani ha scritto sulle rocce la sua storia (oltre 200.000 le incisioni scoperte, intrise di mistero e simbolismi), ha di fronte due vette maestose, la Concarena e il Pizzo Badile, identificate come simboli dell’energia, femminile e maschile, che domina il mondo. Studiavano il corso degli astri, i Camuni, onoravano il “dio cervo” e vivevano di caccia. La strada di valle passava poi quassù, salendo in quota per evitare i malsani acquitrini del fiume Oglio, a unire, in una variante minore della Francigena, il lago d’Iseo alla Val di Scalve e alle sue miniere di ferro, la pianura padana alla Svizzera. Il convento sorge, protetto dai venti, accanto a una sorgente di acqua purissima, nei pressi di un torrente, di un forno fusorio, di un prezioso torchio per lavorare le uve prodotte in questa zona. Un luogo di armonia e di pace, per il corpo e per l’anima. Qui, nei secoli, si susseguono monaci “guaritori”, esperti conoscitori dei rimedi naturali, dei segreti delle erbe del bosco, sempre pronti a soccorrere e aiutare i poveri e i viandanti. Innalzato a partire dal 1463 su iniziativa del beato Amadeo Mendes da Silva, il complesso monastico è dedicato alla Madonna dell’Annunciazione. 11

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his location, set on a 700 m high rock spur in the hearth of Valle Camonica, holds an ancient charm. In the beginning, it was a place held sacred by the Camunni, people who arrived in the area much earlier than the Romans and wrote their history on the rocks (more than 200.000 engravings have been uncovered, full of symbols and mystery), in front of two imposing peaks, Concarena and Pizzo Badile, identified as symbols of that female and male energy that dominates the world. The Camunni studied the stars, honoured the “god deer” and lived of hunting. The valley road, a minor variant of the Road of the Franks connecting lake Iseo to Val di Scalve and its iron mines, the Padana flat land to Switzerland, used to travel up there, high up to avoid the unhealthy marshes created by river Oglio. The convent was built in an area protected by wind, next to an extremely pure water spring, near a river, a blast furnace and a precious press to work the grapes produced in the area. A place full of harmony and peace, both for the body and the soul. Here, during the centuries, the monks become “healers”, expert of natural remedies, knowledgeable about the


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I gioielli artistici dell’Annunciata The artistical jewels of the Annunciata

Nel convento abitano fino al 1508 gli Amadeiti, poi i frati Minori Osservanti, fino al 1601. Tra loro ci sono anche gli Zoccolanti, preannunciati alla gente della zona dal caratteristico toc-toc delle loro calzature di legno (permesse dal Papa per difendersi dai morsi dei serpenti) lungo le pietre della strada. Successivamente subentrano i frati Minori Riformati sino all’epoca napoleonica, quando il complesso viene posto in vendita. Acquistato dalla comunità di Borno, viene affidato dal 1842 ai frati Cappuccini. All’Annunciata vive per diversi anni padre Innocenzo da Berzo, morto nel 1890 e proclamato beato da papa Giovanni XXIII nel 1961. Si può visitarne ancora la cella, oltre a un minuscolo museo di ricordi e di immagini. Il gioiello del convento, oltre a due bei chiostri ornati da colonne di pietra rossa di Gorzone e da meridiane (una di tipo catottrico, a rimbalzo sotto il portico), è senz’altro la chiesa, con il prezioso ciclo di affreschi di Pietro da Cemmo che ne orna il coro (una Gloria di Maria datata e firmata: Hoc Petrus pinxit opus de Cemo Johannes 1475) e lo stupendo Arco Trionfale, dove in 33 riquadri sono dipinti gli episodi più salienti della vita di Gesù. Un grande libro religioso a colori con al centro la pagina più emozionante, la crocifissione. Sotto la chiesa si può visitare l’antico 13

secrets of the herbs from the woods, always ready to help and assist the poor and the wayfarers. The construction of the monastery, started in 1463 thanks to the initiative of Amadeo Mendes da Silva, is dedicated to the Madonna of the Annunciation. Until 1508, the convent is inhabited by the Amadeists, then by the Friars Minor of the Observance, until 1601. Among the latest, there are also the clog-wearing Observants, announced by the typical sound of their wooden shoes along the cobbled roads (allowed by the Pope to protect themselves from snake bites). Subsequently, the Friars Minor of the Reformed congregation lived there until the Napoleonic era, when the building was sold. Bought by the community of Borno, since 1842 it is assigned to the Capuchin Friars. For several years, at the Annunciata lived father Innocenzo da Berzo, who died in 1890 and was proclaimed saint by John XXIII in 1961. His cell can still be visited, as well as a very small museum with memorabilia and images. Further to two finely decorated cloisters with columns in red stone from Gorzone, and to some sundials (including a catoptric one, found under the portico and working thanks to


La cappella dei santi Cosma e Damiano The saints Cosmas and Damian chapel

sepolcreto, con i resti dei religiosi che hanno concluso la loro vita all’Annunciata, reliquie di santi, ex voto e un raro presepio del 1715, opera (curiosamente realizzata in terracotta) del famoso intagliatore Andrea Fantoni. Sull’antico sentiero di devozione che, scavato nella roccia, sale dal fondovalle sorge, nei pressi dell’Annunciata, una chiesetta di fondazione ancor più antica, dedicata ai santi Cosma e Damiano, due fratelli medici e alchimisti, sempre al servizio dei poveri, degli umili, dei viandanti. Una dedica perfettamente in linea con l’impegno quotidiano dei religiosi francescani dell’Annunciata, nel loro convento sospeso, a volo d’angelo sulla Valle Camonica, tra la terra e il cielo. In questo luogo oggi si arriva in auto, comodamente, da Ossimo, da Piancogno e da Borno. Ma affascinante da percorrere, quasi in pellegrinaggio, resta l’antico sentiero che inizia in centro a Cogno, da via della Fonte, a sinistra 14

a reflection), the jewel of the convent is without doubt the church, with its precious series of frescos painted by Pietro da Cemmo that decorate the choir (one depicting Mary’s Glory, dated and signed: Hoc Petrus pinxit opus de Cemo Johannes 1475) and the wonderful Arch of Triumph that depicts the most important episodes in the life of Jesus on 33 panels. A great religious colour book with the most moving of its pages, the crucifixion, right in the middle. Underneath the church, the old burial ground can be visited, with the remains of the monks who ended their lives at the Annunciata, relics of saints, ex-voto and a rare crib dating 1715, a work (unusually made of terracotta) by the famous carver Andrea Fantoni. Near the Annunciata, on the old Devotional Path, excavated in the rock that climbs up from the bottom of the valley, is a little church with an even older history, dedicated to the Saints Cosmas and Damian, two brothers, both doctors and alchemists, constantly at the service of the poor, the humbles and the wayfarers. An apt dedication, perfectly in line with the daily commitment of the Franciscan friars at the Annunciata, their convent being almost suspended like the flight of an angel on the Valcamonica, between the land and the sky.


L’ascesa verso l’Annunciata The ascent for the Annunciata

del torrente Trobiolo (sempre spalle alla sorgente…) che, dietro l’abside della parrocchiale compie, con una cascata, l’ultimo balzo verso l’Oglio. Il sentiero, scavato nella roccia e curato dal Gruppo Alpini di Piancogno, si inerpica nel verde. L’indicazione promette 75 minuti, alla fine saranno qualcuno in più. La salita è dura, poi si addolcisce un poco. Si arriva a una grotta e a un luogo di sosta attrezzato, poi, mentre la vista spazia sulla valle dell’Oglio e sulle montagne tra il Crocedomini e l’eremo di San Glisente, si incontrano resti di povere case, muretti a secco, tracce di vigneti (in zona era famoso il Lanzato, un vino rosso ormai introvabile). Si cammina tra sentori di bosco e profumo di ciclamini. La strada si biforca, davanti al muro di una baita diroccata. A destra si va verso Ossimo, a sinistra all’Annunciata. Si perde un poco quota, tra continui saliscendi nel bosco, e poi non resta che superare il Trobiolo, all’altezza di un ponte dell’Enel.

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Today, this location can be reached comfortably by car from the villages of Ossimo, Piancogno and Borno. Nevertheless, it is fascinating to walk along the old footpath, almost like on a pilgrimage, starting in the middle of Cogno, from Via della Fonte, on the left (with the spring behind you) of the river Trobiolo that becomes a waterfall right at the back of the parochial apse and with this final jump runs into the Oglio river. The footpath, excavated in the rock and maintained by the Alpini Group (elite mountain warfare soldiers of the Italian Army) of Piancogno, climbs through the green vegetation. The sign promises a 75 minutes walk, at the end it will probably take a little longer. The climb is quite steep at the beginning, then it becomes easier. The path reaches a cave and a rest area, then, while the view embraces the Oglio valley, mount Crocedomini and the hermitage of Saint Glisente, it comes across the remains of some poor houses, dry stone walls and traces of some vineyards (the Lanzato red wine was quite famous in the area, now it has disappeared). The walk takes you through wooden smell and cyclamen scent. The path then comes to a crossroads, right in front of the wall of a decrepit Alpine hut. The path on the right takes to Ossimo, the one


Lo Sposalizio della Vergine / The Marriage of the Virgin Mary Affresco del 1475 circa - Coro della Chiesa dell’Annunciata Fresco around the year 1475 - Choir of the Church of the Annunciata

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L’antica leggenda di san Martino The old legend of saint Martin

L’acqua, per caduta, dava un tempo vita a una centrale elettrica e alle antiche filande dello stabilimento Olcese. A questo punto siamo nel mezzo di una forra, scavata nei secoli dalla forza dell’acqua. La leggenda narra che san Martino, per salvare le anime di alcuni poveri viandanti, accettò la sfida del diavolo di saltare da Ossimo verso le balze dell’Annunciata e gli zoccoli del cavallo del Santo segnarono addirittura la pietra, lasciando impronte in seguito cancellate. Tutta colpa della dinamite, usata nel 1964 per far crollare uno spuntone di roccia e per far posto alla strada carrozzabile che da Ossimo ora conduce al convento. Per la cronaca il diavolo provò a far meglio del santo suo rivale, ma precipitò, urlando di rabbia, nel Trobiolo. L’antica leggenda rivive ora in un delicato liquore d’erbe, venduto dai frati, “I pè de San Martì”. Si risale dal torrente alle case della frazione Nosciada, si incontra l’asfalto e in pochi passi si è al ristorante Belvedere. Merita una sosta la stupenda balconata sulla valle e la vicina chiesetta dedicata ai santi Cosma e Damiano. A 300 metri dal ristorante, che teniamo ora sulla destra, iniziano le stazioni della via Crucis che accompagna sino al Convento dell’Annunciata. La cappella, un tempo interamente affrescata, è dedicata a Cosma e Damiano e onora due fratelli alchimisti nati in Arabia e vissuti in 17

on the left to the convent of the Annunciata. You loose altitude a little bit, due to the constant ups and downs inside the wood, then the last thing to cross is the river Trobiolo, taking the bridge built by Enel, an Italian power company. In fact, in the past the fallen water used to supply a power station and the old spinning mills of the Olcese factory. Here we are in the middle of a gorge excavated by the force of water during the centuries. The legend tells that Saint Martin, to save the souls of some poor wayfarers, accepted the devil’s challenge to jump from Ossimo towards the cliffs of the Annunciata and that the hooves of his horse scratched the stone, leaving some marks that were subsequently cancelled. This was due the use of dynamite, that was employed in 1964 to take down a rock spike and make room for the main road that connects Ossimo to the convent. For record’ sake, the devil tried to do better than the saint but fell into the Trobiolo, screaming with rage. The old legend is revived today by a delicate herb liquor sold by the friars, called “The feet of Saint Martin”. Going up the river towards the village of Nosciada, you meet the tarmac road and a few steps away is the Belvedere restaurant.


I monaci e la natura The monks and the nature

Affresco della metà del secolo XVI - Cappella dei santi Cosma e Damiano Fresco of the half of the 16th century - Saints Cosmas and Damian chapel in Piancogno

Cilicia nel terzo secolo dopo Cristo, decapitati durante le persecuzioni di Diocleziano. Non riescono Cosma e Damiano a sfuggire al martirio perché troppo conosciuti. Non soltanto professano la fede cristiana, ma prestano intensa opera di carità, aiutando tutti senza mai chiedere alcun compenso. Cercano la felicità, danno felicità e la felicità torna a loro, con quella armoniosa circolarità che domina la vita. Il loro culto si diffonde sia in Occidente che in Medioriente e per la loro professione al servizio disinteressato del prossimo malato e bisognoso vengono scelti come santi patroni dei medici e dei farmacisti. I monaci, sempre a contatto con la natura, ne continuano nei secoli la tradizione curativa e assistenziale. Attratti dalle forme perfette della botanica, che studiano e catalogano, desiderano anche metterle su carta, sia per 18

This place deserves a stopover even just to admire the magnificent balcony overlooking the valley and the nearby little church dedicated to Saints Cosmas and Damian. 300 meters away, keeping the restaurant on the right, start the stations of a Via Crucis (Way of the Cross) that take you to the Convent of the Annunciata. The chapel that was once completely frescoed is dedicated to Cosmas and Damian and pays a tribute to the two alchemist brothers who were born in Arabia and lived in Cilicia in the 3rd Century AC, beheaded during the persecutions by Diocletian. They did not manage to escape martyrdom due to their fame. They not only professed a Christian faith, they were also intensely involved with charity work, helping everybody without asking for any compensation. They searched for happiness, gave happiness and happiness was given back to them, in that harmonious circle that dominates life. The monks, always in touch with nature, kept the medical and care treatment tradition going. Attracted by the perfect shapes of botany, they studied and catalogued them, and they wanted to draw them on paper, to avoid confusing plants and to experience again the


L’armonia del corpo e dell’anima The harmony of body and soul

evitare di confonderle che per riprovare le sensazioni dell’osservazione dal vivo. Da questo forte desiderio ecco nascere gli erbari, veri capolavori di conoscenza e arte, scrigni preziosi del sapere tradizionale legato all’uso delle piante medicinali. Rimedi naturali, legati alle virtù curative delle piante (secondo il detto: per ogni malattia c’è sempre una pianta), rimedi trascritti e raccolti in preziosi manoscritti redatti in lingua latina, in quella sorta di codice internazionale che permette maggiore diffusione, un dialogo tra medici e uomini di scienza. Il sommo filosofo greco Aristotele riteneva che pure le piante possedessero la “psiche”, una propria anima. Nella tradizione induista, che risale ad almeno 1.500 anni prima di Cristo, molte piante sono sacre alle divinità. Per esempio, si crede che il cotogno dell’India abbia dato riparo, sotto i suoi rami, a Shiva, il dio della salute. Nell’Europa medievale la dottrina dei segni stabilisce un’intima, persino poetica connessione tra l’aspetto della pianta (la forma voluta da Dio) e i suoi poteri medicamentosi. Armonia come cura del corpo e dell’anima e insieme ricerca del bello, dell’equilibrio che regge e governa tutto l’universo.

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feelings felt when observing them in real life. The herbal books were born out of this strong desire, true masterpieces involving knowledge and art, precious caskets full of traditional wisdom concerning the use of medicinal plants. Natural remedies connected with the healing properties of plants (according to the saying, for every illness there is always a plant), remedies recorded and collected in precious manuscripts written in Latin, a sort of international language that allowed a wider communication, a dialogue between doctors and men of science. The great Greek philosopher Aristotle believed that plants had the “psyche”, a their own soul. In the Hinduist tradition, dated at least 1500 year BC, many plants are sacred to the divinities. For example, it is believed that the Indian quince tree gave shelter to Shiva, the god of health, under its branches. In medieval Europe, the doctrine of signs establishes an intimate, almost poetic connection between the plant’s look (shaped according to God’s will) and its healing powers. Harmony is seen as a cure for body and soul, together with the search for beauty, and for that balance that governs the whole universe.


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Il beato Amadeo Mendes da Silva The blessed Amadeo Mendes da Silva

Il fondatore del convento dell’Annunciata nasce in

Estremadura nel 1420 da una delle più importanti famiglie ebraiche sefardite, assai influenti presso la Corte portoghese e in tutto il Mediterraneo. Il giovane Amadeo si avvicina al Cristianesimo e intorno al 1440 entra nel monastero agostiniano di San Girolamo a Guadalupe, in Spagna, luogo celebre per una miracolosa apparizione della Madonna. Tuttavia non coltiva l’intenzione di condurre una vita contemplativa, al contrario sogna l’azione, il compimento di eroiche imprese. Lavora per un po’ a Granada, ultima roccaforte islamica in terra iberica, e qui tenta di convertire gli arabi ma subisce anche duri maltrattamenti. Nel 1452 lascia Guadalupe e inizia un lungo viaggio che lo porta dapprima ad Avignone, quindi a Firenze e Perugia, infine ad Assisi, dove corona il suo intento di entrare nell’Ordine di san Francesco dopo tre anni di paziente attesa e grazie al nuovo Generale dei Francescani, frate Giacomo da Mozzanica. Nel 1457 s’insedia a Mariano Comense in un vecchio convento semiabbandonato. L’anno successivo lo troviamo a Oreno, presso Vimercate, dove, il 25 marzo 1459, è ordinato sacerdote. In seguito passa a Brescia e infine nel convento di San Francesco presso Porta 21

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he founder of the convent of the Annunciata was born in Estremadura in 1420 from one of the most important Sephardit Jewish families, very influent at the Portuguese court and in the whole of the Mediterranean. Young Amadeo grew close to Christianity and around 1440 entered the Augustinian monastery of Saint Jerome in Guadalupe, Spain, a place famous for the miraculous appearance of the Madonna. Nevertheless, he did not cultivate a life of contemplation, on the contrary he dreamt of adventure and of performing heroic deeds. For a brief period, he worked in Granada, the last Islamic bulwark of the Iberian peninsula, where he tried to convert the Arab population but also suffered harsh illtreatment. In 1452, he left Guadalupe and started a long trip taking him first to Avignon, then to Florence, Perugia and finally to Assisi where, after three years spent patiently waiting, and thanks to the new General of the Franciscans, brother Giacomo da Mozzanica, he realised his dream of entering the Order of Saint Francis. In 1457 he settled in an old, half-abandoned convent in Mariano Comense. The following year he is in Oreno, near Vimercate, where he is ordained on 25 March


Papa Sisto IV Pope Sixtus IV

Francesco della Rovere

nasce a Celle Ligure il 21 luglio 1414. Viene educato dai Francescani, prende i voti e nel 1464 è eletto Generale dell’Ordine. Fine teologo e brillante predicatore, insegna per molti anni in diverse università e scrive numerosi trattati. Papa Paolo II lo nomina cardinale nel 1467 su indicazione dell’influente cardinale e filosofo bizantino Giovanni Bessarione. Grazie anche al suo sostegno, Francesco sale inaspettatamente al soglio pontificio il 9 agosto 1471, dopo soltanto due settimane dalla morte di Paolo II, e sceglie il nome di Sisto IV. Il suo papato si caratterizza per il forte accento pragmatico nella politica temporale della Chiesa e per la concretezza delle realizzazioni, senza tuttavia tralasciare gli aspetti più spirituali in sintonia con le posizioni francescane. In tale direzione istituisce la festa dell’Immacolata Concezione, canonizza il teologo francescano Bonaventura da Bagnoregio e amplia i privilegi dei mendicanti. Non casuale è anche la scelta del Beato Amadeo Mendes da Silva come suo confessore e consigliere spirituale. Papa Sisto IV muore il 12 agosto 1484 e gli succede Innocenzo VIII. Nel corso dei tredici anni di pontificato di Francesco della Rovere Roma trasforma radicalmente il suo volto medievale e diventa a pieno titolo un esempio mirabile di città rinascimentale, con una più ariosa e razionale disposizione viaria, un nuovo grande ponte sul Tevere e prestigiose costruzioni civili e religiose. Come le munifiche corti dell’epoca, anche il Vaticano sostiene i migliori architetti, pittori e scultori affidando loro importanti realizzazioni. Un esempio mirabile è l’edificazione della Cappella Sistina, fortemente voluta da papa Sisto IV e pronta ad accogliere, qualche anno più tardi sotto il pontificato del nipote Giulio II, gli straordinari affreschi di Michelangelo.

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rancesco della Rovere was born in Celle Ligure on 21 July 1414. He was educated by the Franciscan brothers, took his vows and in 1464 was elected General of the Order. A fine theologist and brilliant preacher, he taught for many years in several universities and wrote many treatises. Pope Paul II made him cardinal in 1467, following the suggestion of the influent Byzantine cardinal and philosopher Giovanni Bessarione. Thanks also to his support, Francesco was unexpectedly made pope on 9 August 1471, only two weeks after the death of Paul II, and chose the name of Sixtus IV. His pontificate was characterised by a strong pragmatic approach regarding the temporal power of the Church and a concreteness in its achievements, without neglecting the more spiritual aspects in accordance with the Franciscan view. Working in such direction, he designated a new holiday for the Immaculate Conception, canonized the Franciscan theologist Bonaventura da Bagnoregio and widened the privileges for beggars. It is not by chance that he chose Blessed Amadeo Mendes da Silva as his confessor and spiritual director. Pope Sixtus IV died on 12 August 1484 and was succeeded by Innocent VIII. During the thirteen years of Francesco della Rovere’s pontificate, Rome radically transformed its medieval traits becoming a fully fledged, highly admirable Renaissance city with a more rational and airy disposition towards transport connections, a new large bridge over the river Tevere and prestigious homes and religious buildings. As well as the munificent courts of the time, the Vatican too sustained the best architects, painters and sculptors, entrusting them with important commissions. A splendid example of this work is the Sistine Chapel, strongly desired by pope Sixtus IV and ready to welcome, a few years later, under the pontificate of his nephew, Julius II, the extraordinary frescoes by Michelangelo.


I conventi degli Amadeiti The convents of the Amadeists

Vercellina (l’attuale piazza Sant’Ambrogio) a Milano, dove entra nelle grazie del Duca Francesco Sforza e della consorte Bianca Maria. Amadeo Mendes da Silva fonda una sua autonoma congregazione, gli Amadeiti, che si caratterizza all’interno della grande famiglia francescana per una spiccata originalità e innovative prese di posizione secondo la riflessione teologica e filosofica del beato Amadeo. La storia lo vede protagonista dell’istituzione di molte comunità amadeite in tutto il territorio lombardo, tra cui il nostro convento dell’Annunciata e quello di Erbusco dedicato a san Bernardino da Siena. Amadeo è tenuto in grande considerazione da illustri personaggi del tempo. Già si è detto dei monarchi portoghesi e degli Sforza. Va aggiunta l’amicizia e la condivisione ideale con il re di Francia Luigi XI. Infine a Roma ricopre l’incarico prestigioso di confessore e direttore spirituale di papa Sisto IV. La sua fede e le sue forti posizioni religiose e politiche, volte verso un radicale rinnovamento della Chiesa, sono fonte di minacce e aggressioni, ma gli assicurano una considerazione assai vasta nel mondo cristiano e non solo. Così, quando muore a Milano il 10 agosto del 1482, il giorno di san Lorenzo, lascia dietro di sé una generale stima e una grande fama di santità che perdura nei secoli. 23

1459. Subsequently, he goes to Brescia and then to the Franciscan convent of Porta Vercellina (today’s Saint Ambrose square), in Milan, where he gets into the good graces of Duke Francesco Sforza and his wife, Bianca Maria. Amadeo Mendes da Silva founded his own autonomous congregation, the Amadeists, that was characterised among the large Franciscan family for its strong originality and innovative attitude based on the theological and philosophical reflections made by Blessed Amadeo. History saw Amadeo as the main protagonist in the foundation of several Amadeists communities all over Lombardy, among which is also the local convent of the Annunciata. Amadeo enjoyed a high reputation with many of the famous personalities of the time. The Portuguese and the Sforza monarchies have already been mentioned. Then, there was his friendship and shared ideals with the king of France, Luis XI. Finally, in Rome he was appointed to the prestigious role of confessor and spiritual director of pope Sixtus IV. His faith and strong religious and political beliefs, aimed towards a radical innovation of the Church, were a source


Il beato Amadeo / The blessed Amadeo Affresco del 1475 circa - Chiesa dell’Annunciata Fresco around the year 1475 - Church of the Annunciata

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La vita del beato Amadeo Mendes da Silva The life of the blessed Amadeo Mendes da Silva

È questo un periodo carico di fermenti, contestazioni e movimenti eretici che scuotono il mondo cristiano. Da molti vescovi, dai monasteri, dalle università e dai letterati del tempo arriva un forte appello alla Riforma. Si chiedono radicali innovazioni e un forte processo di moralizzazione: un Concilio generale almeno ogni dieci anni, poteri maggiori al Collegio dei Cardinali e ai Concili provinciali, un ridimensionamento dell’accentramento papale, un freno alla corruzione che colpisce Roma e la Chiesa intera. La riflessione teologica e filosofica del beato Amadeo si colloca in tale scenario, ma con un respiro ben più ampio. Il fondatore degli Amadeiti ha lasciato al mondo un’opera da lui intitolata “Liber Revelationum” e che dopo la sua morte sarà rinominata “Apocalypsis Nova”, a metà tra il visionario e l’apocalittico. Nelle pagine Amadeo racconta di come, nella grotta vicino a San Pietro in Montorio sul Gianicolo, dove si recava a pregare, gli sia apparso più volte l’Arcangelo Gabriele rivelandogli molte verità. Il manoscritto originario è andato perduto, ma esistono varie copie conservate in biblioteche italiane (una è a Milano, all’Ambrosiana). Si tratta di rifacimenti successivi, dei primi del Cinquecento, più o meno fedeli. 25

of threats and aggressions but also earned him a wide respect in the Christian world and beyond. When he died on 10 August 1482 in Milan, on the day of Saint Lawrence, he left behind a general esteem and a fame for sanctity that will last for centuries. It was a period full of turmoil, protests and heretical movements that shook the Christian world. A strong call for Reformation came from bishops, monasteries, universities and men of letters of the time. There was a demand for radical innovations and a strong process of moralization that was asking for a general Council at least every ten years, more power to the Bishops Council and to provincial Councils, a reduction of the papal centralization, a stop to the corruption and immorality in Rome and in the rest of the Catholic Church. Blessed Amadeo’s theological and philosophical reflections were conducted against this scenario but had a wider appeal. The founder of the Amadeists left a work entitled “Liber Revelationum”, renamed “Apocalypsis Nova” after his death, set halfway between the visionary and the apocalyptic. In this work, Amadeo tells how, in a cave near Saint Peter in Montorio on mount Gianicolo, where he would


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Il libro del beato Amadeo Mendes da Silva The book of the blessed Amadeo Mendes da Silva

Tutti i manoscritti sono divisi in due parti. La prima si sviluppa in otto “raptus”, nei quali l’arcangelo Gabriele rivela gli “Arcana Fidei” (i misteri della fede) e preannuncia la venuta di un Pastor Angelicus, che porterà nel mondo la pace e la riforma dei costumi. La seconda è costituita da “Sermones” di Giovanni Battista e del Cristo e sviluppa, in forma discorsiva, alcuni episodi solo accennati nei Vangeli (le parole di Giovanni ai soldati e a Erode, i discorsi di Gesù nelle sinagoghe, etc.). Circa le vicende del testo manoscritto ben poco si sa. La versione più accreditata resta quella tramandata da Michele

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often go to pray, archangel Gabriel appeared before him several times and revealed many truths to him. The original manuscript has been lost but there are several copies kept by Italian libraries (one copy being in Milan, at the Ambrosiana). They are all subsequent remaking, more or less faithfully executed, made at the beginning of 1500. All manuscripts are divided in two parts. The first part


Assunzione di Maria / Virgin Mary Assumption Affresco del 1475 circa - Chiesa dell’Annunciata Fresco around the year 1475 - Church of the Annunciata

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Il pensiero del beato Amadeo Mendes da Silva The thought of the blessed Amadeo Mendes da Silva

da Trecate: l’originale sarebbe rimasto nascosto a Roma, custodito da Papa Sisto IV, poi consegnato al cardinale Carvajal, che l’avrebbe aperto soltanto nel 1502. Lo stesso Carvajal (potentissimo cardinale, che, giunto a un passo dalla tiara pontificia, cadde poi in disgrazia e venne riabilitato definitivamente da Leone X) avrebbe cominciato a far circolare versioni “rivedute e corrette” dell’opera. Di certo sappiamo che già i biografi contemporanei del beato Amadeo parlano di un suo scritto corredato da un misterioso disegno e che vari dipinti e statue ritraggono il religioso con un libro in mano, protetto da un potente lucchetto. Per esempio a Santa Maria di Bressanoro, fondata dagli Amadeiti vicino a Castelleone (Cremona), in una tela la Madonna con il Bambino appare intenta a leggere proprio il prezioso libro di Amadeo. Non è possibile in questa sede esporre in modo approfondito il suo complesso pensiero. Va però detto in estrema sintesi che il beato Amadeo intende riunificare la tradizione ebraica e quella cristiana nella comprensione dell’universo come totalità e nella comune prospettiva della salvezza dell’uomo. Per lui non c’è contraddizione tra le due e nemmeno una predominanza dell’una sull’altra. Nelle sue elaborate riflessioni grande importanza salvifica assumono le figure di Giovanni Battista e di Maria. 29

develops around eight “raptus”, where archangel Gabriel reveals the “Arcana Fidei” (the Mysteries of Faith) and announces the arrival of a Pastor Angelicus who will bring peace to the world and a moral reform. The second part is made of “Sermones” by John the Baptist and Jesus Christ, and develops some episodes that were only briefly mentioned in the Gospel (John’s speech to Herods and the soldiers, Jesus Christ’s speeches at the synagogue, etc.) in a more conversational style. Little is known about the vicissitudes of the manuscript. The most reliable version is the one told by Michele da Trecate according to which the original manuscript was hidden in Rome, under the custody of pope Sixtus IV, then delivered to cardinal Carvajal, who opened it only in 1502. Cardinal Carvajal himself (a very influential cardinal who came very close to the papal tiara, then fell into disgrace and was later rehabilitated by pope Leo X) was said to be the one who started to pass around a “reviewed” version of the manuscript. What is know is that, already in 1400, biographers of Blessed Amadeo were talking of a manuscript completed by a mysterious drawing and that several paintings and statues depicted him with a book in his hands, protected by a


La Vergine delle Rocce / Virgin of the rocks Dipinto del 1483 di Leonardo da Vinci - Louvre di Parigi Painting of the 1483 by Leonardo da Vinci - Louvre in Paris

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Il beato Amadeo Mendes da Silva e Leonardo The blessed Amadeo Mendes da Silva and Leonardo

L’Annunciazione / The Annunciation Dipinto attr. a Jacopo Palma il Giovane - Chiesa dell’Annunciata Painting by Jacopo Palma il Giovane - Church of the Annunciata

Tale rilevanza è raccolta e reinterpretata artisticamente da Leonardo da Vinci, che giunge a Milano proprio l’anno della morte di Amadeo. L’esempio più evidente dello stretto legame tra il pensiero del Beato francescano e l’ispirazione leonardesca si ha nella prima versione della “Vergine delle Rocce”, oggi al Louvre di Parigi, non a caso realizzata nella città lombarda nel 1483. Il sottile gioco di relazioni tra i piccoli Gesù e Giovanni, la Madonna e l’Angelo, gli sguardi e i gesti, lo stesso scenario in cui sono collocati i personaggi, tutto assume un profondo valore simbolico e illustra compiutamente la visione del beato Amadeo. 31

heavy lock. For example, in Saint Mary of Bressanoro, near Castelleone (Cremona), a precious painting portrays the Madonna with Child while she is reading the precious book by Amadeo. It is not possible to explain here Amadeo’s complex way of thinking in depth. In short, Blessed Amadeo intended to reunite the Jewish and Christian tradition to understand the universe as a whole and with the common goal of the salvation of men. In his view, there was no contradiction between the two traditions, nor was one predominant on the other. In his complex reflections, great redeeming importance is held by Mary and John the Baptist. Such importance is picked up and artistically interpreted by Leonardo da Vinci, who arrived in Milan the year of Amadeo’s death. On of the clearest examples of the connection between the thought of the Blessed Franciscan and the inspiration of Leonardo is found in the first version of the “Virgin of the Rocks”, today on show at the Louvre in Paris, a painting that was executed in the Lombard city in 1483 not by accident. The subtle relationship between the child Jesus Christ and John, the Madonna and the Angel, the looks, the gestures and the scenery itself, all take on a profound symbolic value and fully depict Amadeo Mendes da Silva’s vision.


Galleria di Santi Francescani / Franciscan Saints gallery Sulle pareti del refettorio del convento dell’Annunciata si ammirano il prezioso affresco con la crocifissione della scuola di Giovan Pietro da Cemmo e sette affreschi strappati e riportati su tela del secolo XVII raffiguranti San Francesco e altri importanti Santi francescani. On the walls of the refectory of the Annunciata convent one can admire the precious fresco with the crucifixion of the school of Giovan Pietro da Cemmo and seven frescoes that date back to the 17th Century that have been transferred onto canvas, that portray Saint Francis and other important Franciscan Saints.

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San Francesco 32 San Bernardino da Siena 33 Beato Giovanni da Prato 34 San Pietro d’Alcantara 35 San Pasquale Baylon 36 Beato Bartolomeo da Saluzzo 37 Padre Francesco Ricci da Bienno 32


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San Francesco riceve le stigmate / Saint Francis receives the stigmata Dipinto di Antonio Morone del secolo XVII - Chiesa dell’Annunciata Painting by Antonio Morone of the 17 th century - Church of the Annunciata

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Il beato Innocenzo da Berzo The blessed Innocenzo da Berzo

La Valle Camonica vanta numerose figure di Santi e di

Beati, ma padre Innocenzo mi sembra una delle espressioni più caratteristiche della fede e della religiosità che si respirava nel secolo XIX nella nostra Valle dalla gente semplice, povera, abituata alla fatica e al duro lavoro, ma che aveva una grande ricchezza: quella della fede e dell’onestà. In lui questa fede e questa religiosità raggiunsero una vetta particolarmente alta. La grande bontà del cuore e lo spirito francescano del beato Innocenzo sono ben noti… Queste parole del cardinale Giovanni Battista Re, scritte il 15 marzo 2002 in prefazione al libro con tutti gli scritti del beato Innocenzo, bene inquadrano la figura di questo grande uomo di fede e spiritualità e l’essenza dei luoghi in cui ha svolto la sua opera preziosa. Aiutano a comprendere l’immutata venerazione che generazioni di camuni e non solo hanno tributato e ancor oggi tributano al “Fratasì de Bers”. Tra gli ex-voto conservati nell’umile casa natale del beato Innocenzo a Berzo Inferiore, oggi trasformata in piccolo museo, vi è un frammento di fune a ricordo di un miracolo avvenuto sull’Adamello negli anni Venti. 41

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alle Camonica boasts many saints and blessed people but Father Innocenzo seems to represent one of the most characteristic expressions of the type of faith and religiousness that infused the XIX Century and a valley populated by poor, simple people used to hard work and fatigue who also had two great virtues: faith and honesty. These traits reached a particularly intense concentration in Innocenzo’s character. The great kindness and generous Franciscan spirit of blessed Innocenzo are, in fact, well know… The above words by cardinal Giovanni Battista Re, written on 15 March 2002 in the preface of a book containing all the scripts by the blessed Innocenzo, neatly frame the great character of a man of faith and spirituality as well as the essence of the places where he carried out his precious work. These words also help to understand the undying veneration of generations, not just of on behalf of the Camunni but also of other people who bestowed great honors, and still today pay their tribute to the “Fratasì de Bers” (Little Friar from Berzo). Among the ex-voto kept in the modest native house of the blessed Innocenzo from Berzo


Pala del beato Innocenzo / Altar-piece of the blessed Innocenzo Dipinto di Trento Longaretti del 1961 - Chiesa dell’Annunciata Painting by Trento Longaretti of the year 1961 - Church of the Annunciata

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Gli anni giovanili del Beato The early years of the Blessed

Un alpinista, durante una scalata, cade in un crepaccio e non avendo nessuno ad aiutarlo, invoca l’intervento dell’umile cappuccino cui era tanto devoto. Dall’alto scende una corda, una voce gli suggerisce come risalire lungo la parete di roccia ma, una volta in salvo, l’alpinista scopre, con grande stupore, di ritrovarsi da solo. È uno degli innumerevoli esempi della venerazione per il beato Innocenzo. Giovanni Scalvinoni viene alla luce a Niardo (Brescia), il paese materno, il 19 marzo 1844. Rimasto orfano dopo pochi mesi (il padre, in poche ore, muore stroncato da una polmonite), Giovannino trascorre la fanciullezza in semplicità, facendo propria la forte fede della gente di montagna. Fin da piccolo mostra grande pietà per i poveri, donando generosamente quel poco che possiede a quanti bussano alla porta di casa. Conserverà questo sentimento per tutta la vita: da cappuccino, quando compie il giro per la questua, è felice di regalare ai bisognosi quanto riceve in offerta, di tornare in convento con la bisaccia vuota: Studia con ottimi risultati nel Collegio Municipale di Lovere (Bergamo) e, da qui, passa al Seminario di Brescia dove si impone una dura disciplina spirituale. Ordinato sacerdote nel 1867 ricopre alcuni incarichi, tra cui quello di vicerettore del Seminario, ma un’innata timidezza lo porta sempre a desiderare di vivere in solitudine, tra preghiere e penitenze. Il 16 aprile 1874 finalmente inizia il noviziato tra i Cappuccini dell’Annunziata e, quattro anni più tardi, dopo aver preso i voti, viene nominato vicemaestro dei novizi. Per alcuni mesi, tra il 1880 e il 1881, entra a far 43

Inferiore, today transformed in a small museum, there is part of a rope to remind us of a miracle that happened on mount Adamello in the 1920s. During a climb, an alpinist fell into a cleft but with nobody there to help him, the alpinist invoked the humble Capuchin to whom he was very devoted. A rope fell from above and a voice suggested to him how to climb back up along the rocky walls. But once safely out, to his great astonishment, the alpinist found himself alone. This is one of the numerous examples of the veneration for the blessed Innocenzo. Giovanni Scalvinoni was born in Niardo (Brescia), his mother’s village, on 19 March 1844. Little Giovanni became fatherless when he was only a few month old (his father died within a few hours, killed by pneumonia) and he spent his childhood in simplicity, taking on the strong faith of the mountain people. Since a very young age, he showed piety for the poor, donating generously the little he owns to anybody who happened to knock on his door. He would keep this attitude throughout his life: as a Capuchin going out to his alms round, he was happy to donate everything he collected to those in need and to go back to the convent with nothing in his knapsack. He obtained


La stanza del beato Innocenzo / The room of the blessed Innocenzo Convento dell’Annunciata Convent of the Annunciata

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Gli incarichi del beato Innocenzo da Berzo The assignments of the blessed Innocenzo da Berzo

parte della redazione della rivista “Annali Francescani”, su incarico di padre Agostino da Crema, amico del filosofo Antonio Rosmini. Eccetto brevi incarichi e la predicazione di esercizi spirituali in alcuni conventi lombardi (Milano, Crema, Albino, Bergamo e Brescia), è soprattutto nel convento-eremo dell’Annunciata il luogo in cui vive intensamente l’abbandono nel Signore, da lui definito “loquela taciturna d’amore”. Irresistibilmente attratto dal mistero dell’Eucaristia (le sue sante Messe si rivelano di

L’ultima cena / The last supper Affresco del 1475 circa - Chiesa dell’Annunciata Fresco around the year 1475 - Church of the Annunciata

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good results while studying at the Municipal College in Lovere (Bergamo), then from this school he moved on to the Seminary in Brescia, where he imposed a harsh spiritual discipline upon himself. Ordained priest in 1867, he assumed a few positions, including the Vice-rectorship of the Seminary, but his innate shyness drove him towards a life in solitude, among prayers and penances. On 16 April 1874 e finally started his novitiate among the Capuchins of the Annunciata, and four years after taking is vows he was nominated Vice-master of Novices. For a few months, between 1880 and 1881, he became part of the editorial office of the magazine “Franciscanum Annuals”, by appointment of father Agostino da Crema, friend of the philosopher Antonio Rosmini. Apart for some brief assignments, some preaching and spiritual exercises in other convents around Lombardy (Milan, Crema, Albino, Bergamo and Brescia), his life was spent essentially inside the convent-hermitage of the Annunciata, where he could intensely experience an abandonment before the Lord, something he defined as “the silent speech of love”. Irresistibly attracted by the mystery of the Eucharist (his Holy Masses had exceptionally


La beatificazione di Innocenzo The beatification of Innocenzo

eccezionale intensità religiosa), ama sostare quanto più gli è possibile davanti al tabernacolo, raccomandando ai fedeli l’adorazione del Crocifisso e l’esercizio della Via Crucis. Il 3 marzo 1890, a soli quarantasei anni e circondato da un’aura di santità, muore nell’infermeria del convento di Bergamo. Dalla natia Valcamonica, una gran massa di fedeli chiede di riaverne il corpo, per onorarlo degnamente. Ottenuto il permesso, si organizza il trasporto, in un viaggio che dura ben tre giorni. La prima tappa, il 27 settembre 1890, è a Lovere, dove il corteo si ferma per la notte. Il corpo del “Fratasì de Bers” viene posto nella cappella del locale convento dei Cappuccini, vegliato ininterrottamente dai confratelli e da una gran folla di fedeli accorsi da ogni dove. Il secondo giorno il corpo di Innocenzo giunge a Cividate Camuno, e ad attenderlo, nelle vie e nelle piazze, sono migliaia di persone. Solo l’indomani, nella mattinata del 28 settembre, sette mesi dopo la morte, frate Innocenzo, composto nell’urna e portato a spalle dai suoi confratelli raggiunge l’ultima dimora, a Berzo Inferiore. Da quel giorno sulla tomba del religioso si moltiplicano le grazie ricevute e i miracoli, tanto che il 12 novembre 1961 Innocenzo da Berzo viene dichiarato beato da papa Giovanni XXIII, durante una solenne cerimonia nella Basilica di San Pietro a Roma. Gli scritti del Beato Innocenzo (alcune lettere, frammenti 46

high religious intensity), he liked to stand in front of the tabernacle as long as possible and recommended to the congregation the adoration of the Cross and to walk the Via Crucis. On 3 March 1890, at just 46 year old and surrounded by an aura of sanctity, he died in the infirmary of the convent in Bergamo. From his native Valcamonica, a large mass of faithful asked to have the body back, to give him a proper tribute. Once permission had been obtained, the transportation was organized and the trip back lasted for three days. The first stopover, on 27 September 1890 was in Lovere where the procession rested for the night. The body of the “Fratasì de Bers” was placed in the chapel of the local Capuchin convent, where the brothers and a large crowd of faithful, arrived from all over, kept their unceasing vigil. On the second day, Innocenzo’s body reached Cividate Camuno where, waiting for him in the streets and in the squares, there were thousands of people. Only on the following day, the morning of 28 September, seven months after his death, the urn of friar Innocenzo carried on the shoulders of his brothers finally reached its final destination, Berzo Inferiore. Since that day, on his tomb there has been a proliferation


Il semplice segreto della sua santità The disarming secret of his sanctity

di diario, appunti per prediche) svelano il disarmante segreto della sua santità: un incondizionato abbandono nella braccia del Padre. “Gesù è da tutti offeso nel mondo: tocca a me non lasciarlo solo nell’afflizione. L’amore di Dio non consiste in grandi sentimenti, ma in una grande nudità e pazienza per l’amato Dio. Non c’è altro mezzo migliore per custodire lo spirito che patire, fare e tacere. Avrò gran desiderio d’esser soggetto a tutti e in orrore l’essere preferito al minimo. Son trattato anche troppo bene: meriterei di peggio io, che ho cosí tanti debiti con il Signore”. Dalla sua cella nel convento dell’Annunciata, meta di continui pellegrinaggi, di richieste di grazie e intercessioni celesti, una piccola finestra permette di abbracciare con lo sguardo il cuore della Valcamonica, di ammirarne le verdi montagne. Non lontano si può scorgere anche Berzo Inferiore, il paese natio del beato Innocenzo, l’amato “Fratasì”.

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of graces and miracles, so much so that on 12 November 1961 Innocenzo from Berzo was declared blessed by pope John XXIII during a solemn ceremony in the Basilica of Saint Peter in Rome. The scripts by the blessed Innocenzo (some letters, parts of a diary, notes for sermons) unveil the disarming secret of his sanctity: total abandonment in the arms of the Father. “Jesus has been offended by all in this world: it is up to me never to leave him alone with his afflictions. The love of God is not made of grand feelings, instead it is made of bareness and patience towards the beloved God. There is not other way to safeguard the spirit than to suffer, work and remain in silence. I will be full of with desire to be subject to anyone, and dread to be privileged at all. I’m being treated even too kindly: I would deserve a lot worse, me, having so many debts with the Lord”. From his cell in the convent of the Annunciata, the destination of continuous pilgrimage, requests for grace and celestial intercession, a little window allows the eye to embrace the hearth of Valcamonica and admire the green mountains. Not far, you can see Berzo Inferiore, the native village of the blessed Innocenzo, the beloved “Fratasì”.


Gli scritti del beato Innocenzo / The writings of the blessed Innocenzo Lettera autografa del 19 aprile 1878 Autograph letter of the 19 april 1878

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Preghiera al beato Innocenzo Prayer to the blessed Innocenzo

Ti ringraziamo, o Padre Santo,

We thank you, Blessed Father,

che nel beato Innocenzo da Berzo hai donato a questo nostro tempo tanto lontano da te e tanto di te bisognoso, un esemplare di preghiera silenziosa e contemplativa e un vero innamorato di Te e dell’Eucaristia. Ti ringraziamo, o Padre Misericordioso, che nel beato Innocenzo da Berzo hai concesso alla tua Chiesa un ministro buono e un fedele dispensatore del tuo perdono e della tua grazia, per la pace e la salvezza di molti. Ti ringraziamo, o Padre Buono, che nel beato Innocenzo da Berzo, povero e penitente, hai offerto ai bisognosi, ai disoccupati, ai piccoli e ai sofferenti un amico e un benefattore, e per la loro gioia lo hai glorificato con il dono dei miracoli. Ascolta ora le nostre invocazioni e per la sua intercessione concedi a noi di imitarne gli esempi e di ottenere dalla tua bontà la grazia che, con fiducia, ti chiediamo.

because with blessed Innocenzo from Berzo you donated to our times, so far from you and so much in need of you, n model of silent and contemplative prayer a devotee of Yours and the Eucharist. We thank you, Merciful Father, because with blessed Innocenzo from Berzo you bestowed upon your Church a good minister and a faithful dispenser of your forgiveness and of your grace, for peace and the salvation of many. We thank you, Good Father, Because with blessed Innocenzo from Berzo, poor and penitent, you offered to those in need, to the unemployed, to the small and to those suffering, a friend and a benefactor and for their joy, you glorified him with the gift of miracles. Please listen to our supplication and thanks to his intercession Bid us to follow his example and to obtain from your goodness the grace that, in faith, we ask you.

Amen

Amen

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Theatrum Sanitatis

Un prezioso trattato medico medievale della Biblioteca Casanatense di Roma A medieval precious medical treatise of the Casanatense Library in Rome

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La Biblioteca Casanatense di Roma The Casanatense Library

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uesta prestigiosa istituzione venne costituita per volontà del cardinale Girolamo Casanate alla fine del Seicento e gestita dai padri Domenicani del Convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma come biblioteca di pubblica utilità. Ospitata in un edificio appositamente costruito nell’area di un chiostro della Minerva su progetto dell’architetto Antonio Maria Borioni, fu inaugurata nel 1701 ed ebbe come primo nucleo la collezione del cardinale Casanate, ricca di oltre 25.000 volumi. La Biblioteca era collegata con i principali centri della produzione editoriale europea e con il mercato antiquario, mirando alla realizzazione della “biblioteca universale”. I padri Domenicani indirizzarono le acquisizioni non soltanto verso le discipline religiose e teologiche, ma anche in riferimento a volumi di diritto romano, di economia e sulla città di Roma.La Biblioteca Casanatense si distinse per l’illuminata politica degli acquisti e per l’esperta attività biblioteconomica e catalografica, legata soprattutto alla figura di padre Giovanni Battista Audiffredi. A partire dal 1884 i Domenicani furono sostituiti nella gestione da responsabili e tecnici di nomina pubblica. La Biblioteca è oggi un Istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività culturali. 53

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his prestigious institution was built thanks to the will of cardinal Girolamo Casanate at the end of 1600 and was managed by the Dominican fathers from the Convent of Saint Mary over Minerva in Rome as a public library. Located in a building specially constructed by architect Antonio Maria Borioni in an area where there used to be a cloister dedicated to Minerva, the library was officially opened in 1701 and the first core of books was the collection of cardinal Casanate, counting more than 25.000 volumes. Aiming to become a “universal library”, it had connections with the main European editors and with the antiques market. The Dominican fathers directed their purchases not only towards religious and theological disciplines but also towards Roman Law, economics and the city of Rome. The Casanatense Library distinguished itself for the enlightened approach of its purchases and the expert activity in biblioteconomy and catalographic, especially linked to the figure of father Giovanni Battista Audiffredi. Since 1884 onwards, the Dominicans were replaced in its management by publicly nominated managers and technicians. Today the Library is a peripheral Institute of the Ministry of Art and Culture.


Cardinale Girolamo Casanate

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asce a Napoli nel 1620 da una famiglia di origine spagnola. Compie gli studi nella città natale, laureandosi nel 1635 in diritto e, benché fin da ragazzo avesse dimostrato propensione per la vita religiosa, per compiacere il padre svolge attività forense prima di poter finalmente intraprendere la vita ecclesiastica. Chiamato presso la Santa Sede gli vengono affidati incarichi prestigiosi presso diverse legazioni pontificie e ovunque il suo governo si distingue sia per l’impegno civile e sociale che per la sapiente politica riorganizzatrice dei territori a lui affidati. Nel 1658 viene inviato a Malta con un incarico di grande responsabilità, che consiste nel difendere l’ortodossia cattolica dagli attacchi eterodossi e nel salvaguardare gli interessi della Santa Sede nei confronti dell’Ordine Gerosolimitano. I gravosi incarichi affidatigli non impediscono al cardinale Girolamo Casanate di dedicarsi ai suoi diletti studi, nonché all’attività di bibliofilo. Questa passione lo porta a curare e ampliare la ricca biblioteca paterna, una collezione di 1639 volumi tra cui spiccano manoscritti, incunabuli e rare edizioni dei secoli XVI e XVII con testi sacri, liturgici, patristici e giuridici, nonché opere storiche di ampio respiro, trattati di politica, opere geografiche, classici, studi dei rappresentanti della nuova scienza quali Keplero, Della Porta, Cardano. La raccolta viene arricchita e accresciuta dal Casanate al punto che alla sua morte, avvenuta nell’anno 1700, egli può lasciare ai padri Domenicani, come primo nucleo della nuova biblioteca, una raccolta di oltre 25.000 volumi, comprendente opere di ogni genere e di ogni campo dello scibile umano, un vero mare magnum che suscitava l’ammirazione degli studiosi italiani e stranieri.

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Cardinal Girolamo Casanate

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orn in Naples in 1620 from a family of Spanish origin, cardinal Girolamo Casanate studied in his native city, where he graduated in law in 1635 and despite showing a propensity for religious life since he was a young boy, he took up the forensic profession to please his father before finally following his ecclesiastical vocation. Called by the Vatican, he is assigned prestigious jobs with various papal legations and in every occasion his govern stands out for its social and civic engagement and for the skilled restructuring politics aimed at the territories that are entrusted to him. In 1658 he is sent to Malta with a high responsibility job involving the defence of the Catholic orthodoxy from etherodox attacks and the safeguard of the Vatican’s interests against the Order of St. John in Jerusalem. The onerous tasks entrusted to him neither prevented cardinal Girolamo Casanate from dedicating time to his favourite studies, nor to his activity as a bibliophile. This passion brought him to care for, and to widen, the rich paternal library, a collection of 1639 volumes, among which were manuscripts, incunabula, and rare editions from the XVI and XVII century, with sacred, liturgical, patristic and juridical texts, as well as extensive historical works, political treatises, geographical and classical works and research studies by representatives of the new science such as Keplero, Della Porta and Cardano. This collection was enriched and increased by Casanate to the point that at his death, in the year 1700, he managed to leave to the Dominican fathers a set of more than 25,000 books, representing the first core of the new library, including works of all kinds and about any subject concerned with human knowledge, a mare magnum arising the admiration of Italian and foreign scholars alike.


Il patrimonio librario della Biblioteca Casanatense The book collection of the Casanatense Library

La Biblioteca possiede oltre 350.000 volumi (manoscritti,

incunaboli, edizioni a stampa), di cui circa 60.000 sono ancora oggi contenuti nell’antico salone monumentale. La varietà e la pluralità di interessi che vanno al di là del nucleo originario biblico-teologico-storico-giuridico contraddistinse sin dall’inizio il carattere della Biblioteca al servizio dei suoi più assidui utenti quali uomini di cultura, accademici, insegnanti e artisti.La Biblioteca domenicana divenne un istituto di rinomanza internazionale che primeggiò tra le istituzioni romane in virtù delle sue raccolte caratterizzate dall’universalità dei contenuti.Sotto la gestione dello Stato, le varie direzioni che si sono succedute non hanno alterato le prerogative della biblioteca antica, conservando l’originario splendore della Casanatense anche attraverso

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he Library owns more than 350,000 books (manuscripts, incunabula, printed editions) of which about 60,000 are still contained in the old grand reception room. The variety and multiplicity of interests reaching beyond the original biblical, theological, historical and religious nucleus of books distinguished from the very beginning the character of a Library at the service of its most regular users such as men of letters, academics, teachers and artists. The Dominican library became an internationally renown institution that came first among the Roman organizations thanks to the universal contents of its collection. Under State management, the various administrations that succeeded one another did not change the qualities of this old library, keeping the original splendour of the Casanatense Library also through a careful purchase policy of rare and precious editions on the antiques market. The publications from 1830 until today represent the “modern” side of the Library’s possessions, constantly updated following the lines of the thematic path set by the Dominican Fathers who founded it. For a few years now, the Library has started to make a small collection of data banks available on CD-rom for its users, a further


Il patrimonio librario della Biblioteca Casanatense The book collection of the Casanatense Library

una politica di acquisizione attenta al mercato antiquario per edizioni rare o di pregio. Le edizioni dal 1830 ai giorni nostri costituiscono il versante “moderno” del patrimonio della Biblioteca, in continuo aggiornamento sulla linea dei percorsi tematici segnati dai Padri Domenicani che la fondarono. Da qualche anno la Biblioteca mette a disposizione dei suoi utenti una piccola collezione di banche dati su cd rom, un ulteriore strumento di consultazione al servizio dello studio e della ricerca. La Biblioteca offre ai suoi utenti due sale di consultazione, una generale dove sono collocate opere enciclopediche, dizionari biografici, vocabolari, nella quale sono allestite postazioni multimediali per la consultazione di banche dati e cataloghi on-line, e una riservata alla consultazione specialistica. Qui sono collocate le opere più prestigiose quali il Corpus Christianorum, gli Acta Sanctorum, la Bibliotheca Sanctorum, l’intera raccolta muratoriana, Monumenta Germania Historicae, la Patrologia greca e latina, la Storia dei Papi del Pastor, di supporto allo studio del materiale antico. Particolare attenzione è rivolta all’attività didattica svolta nei confronti di scuole e università, mirata alla diffusione della conoscenza del patrimonio librario della Casanatense e della sua fruizione.

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consultation tool at the service of research and study. The Library has two consultation rooms accessible to the users: a general room containing encyclopaedias, bibliographic dictionaries and vocabularies, where some multimedia stations to consult data banks and on-line catalogues are set up, and one room reserved for specialized consultations. The most prestigious works such as Corpus Christianorum, Acta Sanctorum, Bibliotheca Sanctorum, the whole collection of Muratorian fragment, Monumenta Germania Historicae, Greek and Latin Patrologia and The History of Popes by Pastor are all stored here to support to the studies on ancient material. Special attention is aimed at didactic activities for schools and universities, intended to widen the knowledge of the Casanatense book collection and its fruition.


Padre Giovanni Battista Audiffredi

Con la prefettura di

Giovanni Battista Audiffredi (1714-1794) la Biblioteca Casanatense raggiunge il suo massimo splendore, acquisendo quella universalità di contenuti che costituisce il pregio dell’istituzione romana. Egli nasce a Saorge (Nizza) il 2 febbraio 1714 con il nome di Giulio Cesare, che cambia in Giovanni Battista quando entra nell’Ordine Domenicano nel 1730, aggregato al Convento di Santa Maria a Formello di Napoli. Compiuti gli studi alla scuola di illustri maestri, inizia un’intensa attività di insegnante in vari conventi della Provincia domenicana della Lombardia. Nel 1749 consegue la laurea di Magistero in discipline sacre e nello stesso anno i Padri curatori della Biblioteca Casanatense di Roma lo nominano bibliotecario. Dieci anni dopo ne diviene Prefetto. Uomo di grande ingegno e profonda cultura, padre Audiffredi incarna perfettamente la classica figura del bibliotecario settecentesco. Versato nelle lettere e nelle scienze, è forse l’uomo più enciclopedico presente a Roma in quel periodo. Valente astronomo, dotto antiquario, buon naturalista, eccellente bibliofilo, ha scritto con profitto e apprezzamento in questi diversi generi. Dotato di un acuto criterio bibliografico e di una cultura sconfinata organizza e amministra la Biblioteca considerandola non come un campo da sfruttare a proprio vantaggio, ma come un’istituzione le cui risorse bibliografiche devono essere rese disponibili agli studiosi, mediante ricchi e ben ordinati cataloghi. La sua intensa attività bibliografica è infatti sintetizzata dal catalogo di tutti i libri posseduti a quel tempo dalla Casanatense, che a tutt’oggi è ancora in uso. Padre Audifreddi muore a 80 anni il 4 luglio 1794.

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Father Giovanni Battista Audiffredi

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ith the prefecture of Giovanni Battista Audiffredi (1714-1794) the Casanatense Library reached its maximum splendour achieving that universality of contents that is the high point of the Roman institution. He was born in Saorge (Nice) on 2 February 1714 and was named Giulio Cesare, a name he then changed to Giovanni Battista when, in 1730, he entered the Dominican Order aggregated to the Convent of Saint Mary in Formello, Naples. After studying with illustrious teachers, he started an intense activity as a teacher himself in various convents of the Dominican province of Lombardy. In 1749 he graduated in Religious Education and in the same year the Fathers, curators of the Casanatense Library in Rome, nominated him librarian. Ten years later he became the library’s Prefect. A man with a great mind and a profound culture, father Audiffredi perfectly embodied the classical figure of a librarian in 1700. Expert of literature and science, he was probably the most knowledgeable man in Rome in that period. A valid astronomer, a learned antiquarian, good naturalist and excellent bibliographic, he wrote very well and was appreciated in all these different subjects. Having an acute bibliographic criterion and an immense culture, he organized and managed the Library not just like an area to exploit to his own advantage but as an institution whose bibliographic resources must be made available to scholars and academics through rich and well organised catalogues. His intense bibliographic activity is summarised by the catalogue of all the books owned by Casanatense at that time, a catalogue that is still in use today. Father Audiffredi died on 4 July 1794 when he was 80 years old.


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Theatrum Sanitatis

Questa edizione del Theatrum Sanitatis è conservata

presso la Biblioteca Casanatense di Roma con la segnatura di Codice Ms. 4182. Il volume della Casanatense ha una semplice copertina in cuoio che misura cm 33x23 ed è formato da 107 carte e 208 miniature su pergamena. Del Theatrum Sanitatis sono conosciuti altri due esemplari, uno appartenente alla Biblioteca Nazionale di Parigi e l’altro al Kunsthistorisches Museum di Vienna. L’opera contiene un trattato medico molto diffuso nei secoli XIV e XV, destinato a divulgare tra i potenti e gli uomini di cultura del tempo le norme igieniche della medicina razionale, vale a dire frutto della sperimentazione e non delle credenze magiche o religiose. L’autore del testo è Ububchasym de Baldach, in arabo Abul Hasan al Muchtar Ibn Botlan, medico cristiano nato a Bagdad intorno all’anno Mille e morto nel 1068. 59

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he edition of Theatrum Sanitatis kept at the Casanatense Library in Rome goes under the pressmark Codice Ms. 4182. The volume held at Casanatense has a simple leather cover measuring


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Theatrum Sanitatis

Il nostro codice è un riassunto della traduzione latina realizzata alla fine del secolo XI. Il contenuto viene presentato nella breve introduzione che precede le tavole e racchiude le sei coppie di elementi necessarie per il mantenimento quotidiano della salute: cibo e bevande, aria e ambiente, movimento e riposo, sonno e veglia, secrezioni e ritenzioni, moti dell’animo allegri e tristi. Secondo l’opinione dell’autore, le malattie nascono dall’alterazione di questi elementi. Ogni pagina contiene una miniatura, accompagnata da una nota esplicativa, nella quale viene indicata la natura dell’elemento, le caratteristiche di ciò che può considerarsi preferibile per la salute umana, i benefici che produce, i danni che può causare e i rimedi per ognuno di questi danni. Le splendide illustrazioni del nostro codice rientrano nella 61

33x23 cm and is made of 107 papers and 208 miniatures on parchment. Two more copies of the Theatrum Sanitatis are known, one belonging to the Paris National Library and the other one to the Kunsthistorisches Museum in Vienna. This work contains a medical treatise, very popular in the XIV and XV century, intended to spread hygiene rules suggested by rational medicine, that is deriving from experience instead of magical and religious belief, among the powerful and the academics of the time. The author of this text is Ububchasym de Baldach, or Abul Hasan al Muchtar Ibn Botlan in Arab, a Christian doctor born in Bagdad around the year 1000, who died in 1068. Our code is a summary of the Latin tradition until the end of XI century. The content is presented in the brief introduction that comes before the plates and includes the six pairs of elements necessary to keep our everyday health: food and drinks, air and the environment, activity and rest, sleep and wakefulness, secretions and retentions, happy and sad mind states. According to the author’s opinion, illnesses originate


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Theatrum Sanitatis

grande tradizione artistica lombarda e in particolare sono attribuibili alla scuola di Giovannino de’ Grassi. La riproposta quattrocentesca del Theatrum Sanitatis si rivolgeva a un pubblico colto e “moderno”, che nell’opera non cercava semplicemente rimedi per conservarsi in salute, ma anche un piacere estetico e culturale in grado di rendere più gradevole e utile l’apprendimento di tali norme. Così questa edizione non è soltanto una miniera interessante di informazioni di carattere sanitario, ma costituisce una preziosa fonte iconografica per lo studio dei differenti aspetti della vita sociale dell’epoca. Per il presente volume dedicato alle sottili e armoniche relazioni tra uomini, luoghi e natura abbiamo selezionato una galleria di 29 tavole appartenenti alla prima parte del Theatrum Sanitatis, in particolare privilegiando nella scelta quelle figure che illustrano l’elemento naturale insieme ai personaggi che lo coltivano o lo raccolgono. 63

from the modification of these elements. Each page has a miniature and an explanatory note indicating the nature of the element, the characteristics that would be preferable for human health, the benefits that the element produces, the damages it can cause and the remedy for each damage. The splendid illustrations of this code are part of the great Lombard artistic tradition and are ascribable to the school of Giovannino de’Grassi. In 1400, the reproposal of Theatrum Sanitatis was aimed at a cultured, ‘modern’ audience who was not simply interested in remedies to keep their health but was also looking for an aesthetic and cultural enjoyment that could make learning about such rules more pleasurable and valuable. This issue is not just a mine of interesting information of sanitary nature, it also represents a precious iconographic source to study the different aspects of social life at that time. For this book dedicated to the fine and harmonic relationship among men, places and nature, we have selected 29 plates belonging to the first part of Theatrum Sanitatis, preferring in particular the figures depicting natural elements combined with the people growing and harvesting them.


L’introduzione originale del Theatrum Sanitatis The original introduction of Theatrum Sanitatis

Teatro della Salute sulle sei cose necessarie a ogni essere umano per la conservazione quotidiana della sua salute con le norme di comportamento e le relative operazioni. Prima norma è la qualità dell’aria che continuamente respiriamo. Seconda norma è la corretta assunzione di cibi e bevande. Terza norma è l’opportuno alternarsi di moto e riposo. Quarta norma è non concedere al corpo né l’eccessivo sonno, né le troppe veglie. Quinta norma è il trattenimento e l’espulsione degli umori corporei. Sesta norma è la moderazione nel manifestare la nostra gioia, la paura e le tribolazioni. Attenersi a tali norme comporta il mantenimento della buona salute, allontanarsi da esse provoca, se Dio glorioso e sommo lo consente, la malattia. Ulteriori regole sono racchiuse in queste norme generali e di assoluta importanza, delle quali tratteremo, a Dio piacendo. Parleremo anche delle scelte che uno deve compiere in relazione alla sua struttura corporea e all’età. Tutto ciò esporremo con chiarezza e brevità nel nostro libro, dal momento che i lunghi discorsi dei dotti molte volte infastidiscono gli ascoltatori e così i differenti punti di vista esposti nei vari libri. Gli uomini infatti non vogliono sapere altro che le conclusioni di quello che può far loro bene, non le dimostrazioni o le definizioni. Pertanto in questo libro intendiamo accorciare i discorsi troppo lunghi e sintetizzare le considerazioni esposte nei differenti trattati. Infine il nostro proposito è di non allontanarsi dai preziosi consigli dei medici dei tempi passati. 64

Health Theatre on the six things necessary to each human being to preserve his daily health including behavioural rules and related procedures. The first rule is about the quality of the air we constantly breath. The second rule is about the correct consumption of food and drinks. The third rule is about the suitable alternation of activity and rest. The fourth rule is about preventing the body from excessive sleep, or too much wakefulness. The fifth rule is about the retention and expulsion of humours. The sixth rule is about moderation in expressing joy, fear and tribulations. Sticking to such rules leads to keeping in good health, turning away from them causes illness, if the glorious and supreme God allows it. Further rules of absolute importance are contained in the general rules and will be dealt with, God willing. We will also speak about the choices that one has to make in relation to his body structure and age. All this will be explained in our book briefly and with clarity, since long speeches on behalf of academics can often irritate the listener, as well as the different point of views set forth in various books. In fact, men want to learn nothing more than the conclusions on what is good for them, without demonstrations or definitions. For this reason, in this book we wish to shorten long speeches and summarise the considerations described in other treatises. Finally, our purpose is to remain close to the precious medical advice of past times.


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Indice delle Tavole / Plates Index

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Tavola II. Fico / Plate II. Fig Tavola III. Uva / Plate III. Grapes Tavola VIII. Melagrana / Plate VIII. Pomegranate Tavola XVII. Ciliegia / Plate XVII. Cherry Tavola XXIII. Oliva / Plate XXIII. Olive Tavola XXIV. Castagna / Plate XXIV. Chestnut Tavola XXX. Limone / Plate XXX. Lemon Tavola XXXV. Melone / Plate XXXV. Melon Tavola XXXIX. Cavolo / Plate XXXIX Cabbage Tavola XLIII. Porro / Plate XLIII. Leek Tavola XLV. Aglio / Plate XLV. Garlic Tavola XLVI. Asparago / Plate XLVI. Asparagus Tavola XLVII. Spinacio / Plate XLVII. Spinach Tavola XLVIII. Bieta / Plate XLVIII. Common beet Tavola L. Fungo / Plate L. Mushroom Tavola LI. Lattuga / Plate LI. Lettuce Tavola LX. Maggiorana / Plate LX. Marjoram Tavola LXVIII. Salvia / Plate LXVIII. Sage Tavola LXIX. Rosa / Plate LXIX. Rose Tavola LXXI. Viola / Plate LXXI.Violet Tavola LXXV. Anice / Plate LXXV. Aniseed Tavola LXXVI. Finocchio / Plate LXXVI. Fennel Tavola LXXVIII. Frumento / Plate LXXVIII. Wheat Tavola LXXXVI. Segale / Plate LXXXVI. Rye Tavola LXXXVIII. Miglio / Plate LXXXVIII. Millet Tavola LXXXIX. Mais / Plate LXXXIX. Corn Tavola XCII. Fava / Plate XCII. Broad bean Tavola XCIV. Fagiolo / Plate XCIV. Bean Tavola XCVI. Rapa / Plate XCVI. Beetroot 69


Tavola II

Fico Natura: calda e umida in 1° grado. Qualità migliore: quello bianco e aperto. Utilità: purificazione e assottigliamento renale. Pericoli: eccesso di aerofagia e appesantimento degli umori. Rimedio: bere sciroppo con aceto e sale.

PLATE II

Fig Nature: warm and humid in 1st degree. Best Quality: white, open fig. Use: purification and thinning of the kidneys. Danger: excessive aerophagy and heavier humours. Remedy: drink a syrup with vinegar and salt.

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Tavola III

Uva Natura: calda in 1° grado e umida in 2° grado. Qualità migliore: acini grandi e succosi, buccia sottile, antitossica. Utilità: è nutriente, ha effetti lassativi, rinforza il corpo. Pericoli: può nuocere alla testa e alle vie urinarie. Rimedio: consumare accompagnata da melagrane.

PLATE III

Grapes Nature: warm in 1st degree and humid in 2nd degree Best Quality: large, juicy grapes, thin skin, antitoxic. Use: nutritious, laxative effect, strengthens the body. Danger: can be harmful for the head and the urinary system. Remedy: eat with pomegranates.

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Tavola VIII

Melagrana Natura: fredda in 2° grado e umida in 1° grado. Qualità migliore: quella più succosa. Utilità: riscaldamento del fegato. Pericoli: problemi al torace e alla voce. Rimedio: ingerire con molto miele. PLATE VIII

Pomegranate Nature: cold in 2nd degree and humid in 1st degree. Best Quality: the juicier fruits. Use: warms the liver. Danger: chest and voice problems. Remedy: eat with a lot of honey.

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Tavola XVII

Ciliegia Natura: fredda in fine di 1° grado e umida in 2° grado. Qualità migliore: quella più grande e dalla buccia sottile. Utilità: cura delle difficoltà allo stomaco e dei rigonfiamenti. Pericoli: lungo processo digestivo. Rimedio: ingerire a digiuno. PLATE XVII

Cherry Nature: cold in 2nd degree and humid in 1st degree. Best Quality: larger cherries with a thin skin. Use: cures stomach problems and swellings. Danger: long digestive process. Remedy: eat on an empty stomach.

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Tavola XXIII

Oliva Natura: calda temperata e con limitata secchezza. Qualità migliore: quella vergine non trattata. Utilità: cura delle ferite del cavo orale. Pericoli: può provocare emicrania e insonnia. Rimedio: ingerire con altri cibi.

PLATE XXIII

Olive Nature: mildly warm and with limited dryness. Best Quality: virgin olive, not processed. Use: cures wounds in the oral cavity. Danger: can cause migraine and insomnia. Remedy: eat with other food.

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Tavola XXIV

Castagna Natura: calda in 1° grado e secca in 2° grado. Qualità migliore: marrone di Brianza maturo. Utilità: favorisce il coito ed è molto nutriente. Pericoli: rigonfiamento del ventre e cefalea. Rimedio: far scorrere in abbondante acqua.

PLATE XXIV

Chestnut Nature: warm in 1st degree and dry in 2nd degree. Best Quality: ripe chestnuts from Brianza. Use: favours sexual intercourse and is very nutritious. Danger: favours sexual intercourse and is very nutritious. Remedy: drink plenty of water.

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Tavola XXX

Limone Natura: fredda e secca in 3° grado. Qualità migliore: quello più grosso e profumato. Utilità: regolazione del flusso biliare. Pericoli: difficoltà nel processo digestivo. Rimedio: ingerire con miele.

PLATE XXX

Lemon Nature: cold and dry in 3rd degree. Best Quality: the largest and most fragrant fruits. Use: regulates the bile flow. Danger: difficulties with the digestive process. Remedy: eat with honey.

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Tavola XXXV

Melone Natura: fredda in 2° grado e umida in 3° grado. Qualità migliore: quello di Samarcanda. Utilità:giovamento all’apparato vescicale e alla pelle. Pericoli: può provocare diarrea. Rimedio: ingerire con vino e sciroppo acetoso.

PLATE XXXV

Melon Nature: cold in 2nd degree and humid in 3rd degree. Best Quality: melons from Samarcanda Use: melons from Samarcanda Danger: can cause diarrhoea. . Remedy: eat with wine and a vinegary syrup..

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Tavola XXXIX

Cavolo Natura: calda in 1° grado e secca in 2° grado. Qualità migliore: quello più fresco di colore giallo. Utilità: cura delle costipazioni. Pericoli: problemi intestinali. Rimedio: ingerire con molto olio.

PLATE XXXIX

Cabbage Nature: warm in 1st degree and dry in 2nd degree. Best Quality: the freshest cabbage with a yellow colour. Use:cures constipations. Danger: intestinal problems. Remedy: eat with a lot of oil.

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Tavola XLIII

Porro Natura: calda in 3° grado e secca in 2° grado. Qualità migliore: quello più lungo e a punta. Utilità: favorisce la minzione e il coito. Pericoli: problemi al cervello e ai sensi. Rimedio: ingerire con olio di sesamo.

PLATE XLIII

Leek Nature: warm in 3rd degree and dry in 2nd degree Best Quality: the longest and pointy leeks. Use: favours urination and sexual intercourse. Danger: causes brain problems and to the senses. Remedy:eat with sesame oil.

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Tavola XLV

Aglio Natura: calda in 2° grado e secca in 3° grado. Qualità migliore: quello con forte odore. Utilità: cura degli avvelenamenti. Pericoli: eccessiva espulsione di umori dal cervello. Rimedio: trattare con olio e aceto. PLATE XLV

Garlic Nature: warm in 2nd degree and dry in 3rd degree Best Quality: garlic with a pungent odour. Use: cures poisoning. Danger: excessive expulsion of humours from the brain. Remedy: treat with oil and vinegar.

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Tavola XLVI

Asparago Natura: calda e umida in 1° grado. Qualità migliore: quello più fresco e reclinato verso terra. Utilità: miglioramento del coito e cura delle costipazioni. Pericoli: indebolisce le fibre dello stomaco. Rimedio: lessare e insaporire con spezie. PLATE XLVI

Asparagus Nature: warm and humid in 1st degree. Best Quality: warm and humid in 1st degree. Use: improves sexual intercourse and cures constipations. Danger: weakens the fibres of the stomach. Remedy: boil and flavour with spices.

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Tavola XLVII

Spinacio Natura: fredda in 1° grado. Qualità migliore: quello infuso in acqua piovana. Utilità: cura della tosse e delle malattie toraciche. Pericoli: ostacolo alla digestione. Rimedio: soffriggere con spezie.

PLATE XLVII

Spinach Nature: cold in 1st degree. Best Quality: spinach instilled with rainwater. Use: cures cough and thoracic diseases. Danger: interferes with digestion. Remedy: fry lightly with some spices.

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Tavola XLVIII

Bieta Natura: calda e secca in 1° grado. Qualità migliore: quella dolce di sapore. Utilità: attenuazione della formazione di forfora. Pericoli: tende a bruciare il sangue. Rimedio: ingerire con aceto e senape.

PLATE XLVIII

Commot beet Nature: warm and dry in 1st degree. Best Quality: sweet flavoured beet. Use: mitigates the formation of dandruff. Danger: tends to burn the blood. Remedy: eat with vinegar and mustard.

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Tavola L

Fungo Natura: calda e umida in 3° grado. Qualità migliore: quello di dimensione maggiore. Utilità: migliora ogni accostamento di sapore. Pericoli: può produrre malattie biliari. Rimedio: cucinare con pepe, olio e sale.

PLATE L

Mushroom Nature: warm and humid in 3rd degree. Best Quality: mushrooms of a bigger size. Use: improves any flavour combined with it. Danger: can cause biliary diseases. Remedy: cook with pepper, oil and salt.

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Tavola LI

Lattuga Natura: fredda e umida in 3° grado. Qualità migliore: quella con foglie grandi tendenti al giallo. Utilità: evita l’insonnia e cura le malattie veneree. Pericoli: nuoce al coito e può dare problemi alla vista. Rimedio: miscelare con sedano.

PLATE LI

Lettuce Nature: cold and humid in 3rd degree. Best Quality: lettuce with large leaves, tending towards yellow. Use: avoids insomnia and cures venereal diseases. Danger: interferes with sexual intercourse and causes sight problems. Remedy: mix with celery.

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Tavola LX

Maggiorana Natura: calda e secca in 3° grado. Qualità migliore: quella con un profumo più acuto. Utilità: distensione del cervello e rilassamento dell’intestino. Pericoli: problemi vari se presa in abbondanza. Rimedio: ingerire in modica quantità.

PLATE LX

Marjoram Nature: warm and dry in 3rd degree. Best Quality: marjoram with the strongest fragrance. Use: relaxes the brain and the intestine Danger: various problems if eaten in large quantity. Rimedy: eat in moderate quantity.

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Tavola LXVIII

Salvia Natura: calda in 1° grado e secca in 2° grado. Qualità migliore: la foglia di quella coltivata in casa. Utilità: attenua le paralisi e le alterazioni nervose. Pericoli: indebolisce il colore dei capelli. Rimedio: ingerire con uno sciroppo a base di mirto e croco.

PLATE LXVIII

Sage Nature: warm in 1st degree and dry in 2nd degree. Best Quality: leaves from a sage cultivated at home. Use: mitigates the effects of paralysis and nerves alterations. Danger: weakens the hair colour. Rimedy: eat with a myrtle and crocus syrup.

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Tavola LXIX

Rosa Natura: fredda in 2° grado e secca in 3° grado. Qualità migliore: quella fresca etiopica e persiana. Utilità: cura il cervello infiammato. Pericoli: può creare cefalea in alcuni individui. Rimedio: trattare con la canfora.

PLATE LXIX

Rose Nature: cold in 2nd degree and dry in 3rd degree. Best Quality: fresh Ethiopian or Persian roses. Use: cures an inflamed brain. Danger: can cause headaches in some people. Rimedy: treat with camphor.

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Tavola LXXI

Viola Natura: fredda in 1° grado e umida in 2° grado. Qualità migliore: quella con il maggior numero di foglie. Utilità: il profumo distende e placa la collera. Pericoli: può provocare attacchi di catarro. Rimedio: trattare con il cloro.

PLATE LXXI

Violet Nature: cold in 1st degree and humid in 2nd degree. Best Quality: violets with the highest number of leaves. Use: its perfume relaxes and soothes anger. Danger: can cause catarrh. Rimedy: treat with chlorine.

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Tavola LXXV

Anice Natura: calda e secca in 3° grado. Qualità migliore: quello di grandi dimensioni. Utilità: emenda l’alito cattivo e suscita la libidine. Pericoli: può creare problemi renali. Rimedio: affumicare l’intera piantina e tritare.

PLATE LXXV

Aniseed Nature: warm and dry in 3rd degree. Best Quality: large aniseeds. Use: improves bad breath and excites libido. Danger: can cause kidney problems.. Rimedy: smoke the hole plant and grind.

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Tavola LXXVI

Finocchio Natura: calda e secca in 2° grado. Qualità migliore: la varietà domestica. Utilità: ottimo per la vista e le febbri persistenti. Pericoli: può nuocere al flusso mestruale. Rimedio: ingerire con le carrube.

Tavola LXXVI

Fennel Nature: warm and dry in 2nd degree. Best Quality: the domestic variety. Use: great for the sight and persistent fever. Danger: can harm the menstrual cycle. Rimedy: eat with carobs.

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Tavola LXXVIII

Frumento Natura: calda e umida in 2° grado. Qualità migliore: quello con i grani grossi e compatti. Utilità: agevola l’apertura del cavo orale e delle vie respiratorie. Pericoli: può causare ostruzioni. Rimedio: trattare con molta cura.

PLATE LXXVIII

Wheat Nature: warm and humid in 2nd degree. Best Quality: wheat with large, compact grains. Use: helps opening up the oral cavity and the breathing apparatus. Danger: can cause obstructions. Rimedy: treat with extreme care.

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Tavola LXXXVI

Segale Natura: fredda e secca in 2° grado. Qualità migliore: quella completamente matura. Utilità: distende gli umori eccessivi. Pericoli: nuoce a chi soffre di coliche e di depressione. Rimedio: miscelare con molto frumento.

PLATE LXXXVI

Rye Nature: cold and dry in 2nd degree. Best Quality: completely ripe rye. Use: relaxes excessive humours. Danger: harmful for those suffering of colic and depression. Rimedy: mix with a lot of wheat.

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Tavola LXXXVIII

Miglio Miglio

Natura: fredda e secca in 2° grado. Qualità migliore: quello lasciato nel terreno per tre mesi. Utilità: rinfresca lo stomaco e attenua gli eccessi umorali. Pericoli: è scarsamente nutriente. Rimedio: ingerire con cibi energetici.

PLATE LXXXVIII

Millet Nature: cold and dry in 2nd degree. Best Quality: millet left in the ground for three months. Use: refreshes the stomach and soothe excessive humours Danger: low in nutrients. Rimedy: eat with nutritious food.

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Tavola LXXXIX

Mais Natura: fredda e secca in 2° grado. Qualità migliore: quello con chicchi maturi e grossi. Utilità: aiuta a mantenere il corpo caldo e giovane. Pericoli: può causare problemi al petto. Rimedio: cucinare con lo zucchero.

PLATE LXXXIX

Corn Nature: cold and dry in 2nd degree. Best Quality: corn with large, ripe grains. Use: helps maintaining the body young and warm. Danger: can cause chest problems. Rimedy: cook with sugar.

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Tavola XCII

Fava Natura: fredda in 1° grado e secca in 2° grado. Qualità migliore: quella più chiara, matura e integra. Utilità: allevia l’insonnia e rassoda il corpo. Pericoli: inebetisce i sensi. Rimedio: condire con sale e origano.

PLATE XCII

Broad bean Nature: cold in 1st degree and dry in 2nd degree. Best Quality: the lighter broad bean, ripe and whole. Use: mitigates insomnia and firms up the body. Danger: dulls the senses. Rimedy: season with salt and oregano.

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Tavola XCIV

Fagiolo Natura: calda e umida in 1° grado. Qualità migliore: quello rosso di varietà corona. Utilità: rafforza e fa aumentare la struttura corporea. Pericoli: può provocare nausea e mal di stomaco. Rimedio: accompagnare con molto olio.

PLATE XCIV

Bean Nature: warm and humid in 1st degree. Best Quality: the red crown variety. Use: strengthens and increases the body structure. Danger: can cause nausea and stomach ache. Rimedy: eat with a lot of oil.

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Tavola XCVI

Rapa Natura: calda e umida in 2° grado. Qualità migliore: la varietà domestica con terminazioni sottili. Utilità: rende splendenti gli occhi e facilita il coito. Pericoli: può creare problemi alla digestione. Rimedio: lasciare a lungo in ammollo e cuocere in altra acqua.

PLATE XCVI

Beetroot Nature: warm and humid in 2nd degree. Best Quality: the domestic variety with thin endings. Use: makes the eyes shine and helps sexual intercourse. Danger: can create digestive problems. Rimedy: soak in water for a long time, change water to cook it.

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Affresco con san Gerolamo - Coro della chiesa dell’Annunciata Fresco with saint Jerome 129


L’Annunciazione / The Annunciation Affresco della fine del secolo XV - Convento dell’Annunciata di Piancogno Late 15th century Fresco - Convent of the Annunciata in Piancogno

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Uomini, luoghi, natura