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portfolio progetti concorsi

Stefano Sala +39 3470411047 a.stefanosala@gmail.com


STEFANO SALA //curriculum_ Parigi 06/09/1985

Via Cavour, 18 Ceriano Laghetto MB 20020 IT +39 347 0411 047 a.stefanosala@gmail.com

2012

_STUDI Laurea magistrale in Architettura Civile al Politecnico di Milano Specializzazione in composizione e urbanistica Tesi: Valle del Lambro, riattivare il cuore produttivo della Brianza Cartiera di Briosco | Tra nuovo e antico riemerge l’energia dell’acqua. Relatore: Gianpaolo Semino (composizione), Vincenzo Donato (urbanistica) Valutazione: 110/L menzione premio Mantero

2009

Laurea triennale in Architettura Civile al Politecnico di Milano Tesi: Arte e Architettura - Valutazione 106/110

2004

Diploma Liceo Artistico, Orsoline S.Carlo, Milano

2013

_ESPERIENZA PROFESSIONALI Fase Definitiva Progetti Expo Milano 2015 | Realizzazione della fase definitiva dell’area cluster frutta e legumi

2012

Studio Conte Martini | Studio Mayer Piattini | Lugano

2011-2012

“Expo2015” | Mostre in Milano, San Marino, Varese

2006-2010

Star10 | Progettista di interni e allestimenti | Azienda nell’ambito della ristorazione professionale, progetti di interni, esecutivi, allestimenti fieristici Milano

2012 2012

_WORKSHOP Workshop | Tutor | Expo Milano 2015 Workshop | Tutor | Padiglione di Milano Politecnica. Progetto per un padiglione espositivo per i 150 anni del Politecnico di Milano


STEFANO SALA //curriculum_

2013

_ALTRI LAVORI Ristrutturazione e arredi di un appartamento in via Monte Rosa Saronno | Varese

2013

Design e comunicazione della catena di ristoranti “una pizza”. Realizzazione dei Locali in: Verona, Milano, Barcellona.

2013

Ristrutturazione e arredi di un appartamento in piazzale Marengo Milano

2013

Architettura degli interni e arredi su misura di un appartamento Gerenzano | Varese

2012

Architettura degli interni e arredi di un appartamento in via Lazio Varese

2012

Ristrutturazione e arredi su misura di un appartamento Uboldo | Varese

2012

Fotografie e progetto grafico dell’antologia del pittore Vanni Saltarelli Varese

2012

Redazione grafica per le compagnie teatrali: Compagnia della Ruota, Teatro d’emergenza, Officina Teatro

_CONOSCENZA INFORMATICA OS: Mac Os, Windows Software: Archicad 2D/3D, Autocad, Artlantis, SketchUp, Photoshop, Illustrator, InDesign, Office, iWork

_CONOSCENZE LINGUISTICHE Italiano: madrelingua Inglese: orale/scritto buono Francese: orale discreto


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CLUSTER EXPO2015

_ _Sito espositivo Frutta&Legumi_ _Fase definitiva di progetto_ _Milano 2013_

Immagine di riferimento | paesaggio antropico

frutta e legumi Il progetto che costruisce l’identità del cluster “frutta e legumi” è tradotto in unico spazio centrale al quale tutti i singoli padiglioni danno forma. Prima di tutto ci è sembrato importante immaginare un padiglione in cui, come in una città, le unità proprie, le “case” di ciascun paese potessero nella loro composizione, definire un unico spazio centrale, fluido, aperto ogni volta in modo differente, a luoghi, affacci, punti di vista continui rivolti dall’esterno. Differenti angolature date dalla composizione al rapporto con il contesto creano affacci differenti, indicano i punti privilegiati d’accesso, le zone di permanenza del pubblico, i percorsi di distribuzione; spazi urbani in cui l’ambiente naturale ricostruito, il paesaggio, gli alberi diventano parte integrante dell’architettura. La definizione dei luoghi collettivi e privati delle identità nazionali si compone quindi in un unico luogo, una grande corte composta di parti differenti, dallo spazio centrale per gli eventi al frutteto, dai giardini d’ingresso verso il decumano ai singoli affacci dei padiglioni; zone nelle quali le singole funzioni si integrano e si sommano in un’idea espositiva nella quale l’identità del cluster è formata dalle particolarità delle coltivazioni, dalla produzione, dalla eccezionalità dei prodotti di ogni paese confrontate in un luogo comune.

Lo spazio esterno, definito dalla composizione dei singoli padiglioni, è immaginato come un’unica piazza coperta, un luogo centrale, uno spazio urbano preso a prestito dalle nostre città che raccoglie tutte le attività comuni delle differenti nazioni ospitate. La sua direzione principale, parallela al decumano nell’impianto generale dell’EXPO, collega idealmente il Cluster Frutta e Legumi e quello delle Spezie e attraverso la disposizione a cerniera del mercato ne propone una continuità ideale. L’articolazione degli spazi aperti prevede oltre al vuoto centrale, necessario alle manifestazioni e agli incontri, luoghi più intimi, giardini alberati direttamente affacciati alla piazza che completano con la loro varietà la possibilità dimostrativa della produzione della frutta esposta. La copertura è stata disegnata come una grande struttura a travi incrociate, una macchina sospesa capace di distribuire la luce al suolo come una graticcia di un teatro sospeso, un cielo artificiale al quale appendere arredi fissi costruiti per la promozione dei paesi ospitati. Le grandi campane cilindriche sospese a mezz’aria, realizzate con la struttura leggera della lamiera stirata, sono la dimostrazione di questo possibile uso, nascondono al loro interno un sistema audiofonico di altoparlanti, offrono la possibilità di personalizzare con suoni, immagini e musiche.


cluster frutta e legumi

market

cluster spezie


AAA

_ _centro polifunzionele a milano-rogoredo_ _progetto di concorso_ _architetti cercasi_ _Milano 2013_ _

Vista della piazza mercato

IL quartiere Il progetto propone di predisporre l’intera dotazione dei servizi ipotizzati secondo un’integrazione e una continuità poste in modo baricentrico all’intero quartiere. Le attività di vita associata ipotizzate si estendono lungo dei percorsi ciclo-pedonali che hanno la funzione di grandi elementi ordinatori in grado di facilitare le connessioni dirette con i servizi già presenti nell’area e con quelli in progetto. Questi percorsi in quota offrono un punto di vista “epico” tra la campagna circostante e i grandi blocchi residenziali e rappresentano il tentativo di unificare le varie parti del quartiere costituite principalmente da isole autoreferenziali. Attraverso una connessione fisica delle funzioni già presenti nell’area come il sistema delle scuole, degli asili, dei campi sportivi, dei centri parrocchiali, degli orti civici, dei parchi urbani, si prevedono tre assi principali: un primo asse corre parallelo ai binari connettendo la cascina Palma, la stazione di Rogoredo, l’area di terziario comprendente gli uffici di Sky e il nostro progetto per poi continuare verso nord. Il secondo asse crea una connessione tra il sistema degli orti civici attualmente presenti nell’area adiacente a via C. Feltrinelli, il centro sportivo e il nucleo storico di Rogoredo, gli edifici residenziali di Santa Giulia e la piazza del progetto.

Infine il terzo percorso costeggia via Manzù e continua in direzione nord-est unendo il sistema di residenzelavoro previsto nel progetto, con le scuole e gli asili ipotizzati lungo quella direttrice, per poi costeggiare gli orti civici da noi previsti nell’area attualmente destinata a parco cittadino ma ancora in attesa di essere bonificata. La riprogettazione degli spazi pubblici parte da un’analisi del contesto dove il rapporto tra campagna-territorio agricolo e tessuto residenziale è molto forte come è dimostrato dalla presenza di numerose cascine. Si è cercato quindi di valorizzare, attraverso la creazione di un sistema di orti questo legame, potenziando quelli civici già presenti lungo via Feltrinelli a sud-est dell’area di progetto e mettendoli in relazione all’edificio di via Pestagalli. Si ipotizza una nuova collocazione di orti nell’area che segue p a r a l l e l a m e n t e v i a S o rd e l l o . Q u e s t a z o n a è caratterizzata dalla presenza di diversi edifici scolastici (asilo, scuola media e scuola elementare). Gli utenti di queste strutture potranno sfruttare questi orti sia per scopo didattico che per uso personale. Inoltre è prevista la riapertura di Cascina Palma con l’obiettivo di creare luoghi didattici dove i bambini possano interagire con gli animali e con la realtà rurale.


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PALAZZO DEL CINEMA

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_Festival del cinema di Locarno_ _Progetto di Concorso_ _Studio Conte Martini_ _Lugano 2012_

Immagine di riferimento | obiettivo cinematografico | Roman Polansky

IL FARO L'edificio proposto viene posizionato lungo la via del Pardo a ridosso del costruito verso piazza grande, un palazzo nell'area monumentale in cui si trova il castello Visconteo e il Rivellino. Lo spazio esterno di entrata è inserito nel parco archeologico formato dai resti della fortezza del castello e il tracciato dell'antico porto. Il porto è lo spazio di entrata che coincide con piazzetta Remo Rossi, si prolunga fin nell'atrio interno dell'edificio e sfocia nella sala grande. Lo specchio d'acqua al di là del porto verso via Bernardino Luini, accompagna il percorso verso l'edificio. Il palazzo del cinema ha quattro piani ed è articolato orizzontalmente in due parti distinte che coincidono con le due tappe di costruzione auspicate. Il piano terreno, alla quota 199 mslm, il primo ed il sotterraneo corrispondono alla prima tappa. L'atrio del piano terreno è il salone del palazzo, utilizzabile per feste e ricevimenti. Le tre sale del cinema hanno l'accesso direttamente dall'atrio. La principale occupa tre piani e le altre due piani. Una rampa collega l'atrio al piano terreno con il piano seminiterrato, dove ci sono le entrate secondarie delle sale.Il bar, proposto come estensione dell'atrio, viene collocato lungo la via del Pardo e può anche essere indipendente dal settore delle sale.

La biblioteca archivio e la sala multiuso, le due funzioni più pubbliche del centro competenze audiovisivo, il cui atrio si affaccia sull'atrio principale a doppia altezza, sono al primo piano sopra al bar e alle sale medie. L'involucro del palazzo è una parete di cemento armato con con struttura verticale, che ricorda una tenda da palcoscenico. Grandi etrate al piano terreno collegano l'atrio con lo spazio esterno. Il faro del palazzo, che segna la porta della piazza grande, è l'ultimo piano vetrato. Una serie di fori tondi in corrispondenza della biblioteca e dell'atrio della sala multiuso al primo piano permette di illuminare i locali interni e dà anche la possibilità di creare un gioco di luci nelle notti del festival del cinema offrendo un punto di vista dall’interno sulla città di Locarno, come un operatore cinematografico di fronte alla cinepresa. A livello statico l’edificio proposto si caratterizza sostanzialmente dalla presenza di grandi aperture lungo le facciate, alle quali corrispondono sempre travi pareti in grado di deviare i carichi sino agli appoggi sottostanti. L’utilizzo del calcestruzzo armato e la continuità delle pareti perimetrali, permettono di riprendere in modo adeguato gli sforzi orizzontali. Un sistema a doppio muro, con il portante all'interno e la coibentazione tra i due, permette di rientrare negli standard richiesti.


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CAIS do SAMBA

_ _International school of dance_ _Progetto di Concorso_ _Rio de Janeiro 2012_

Immagine di riferimento | origini del Samba, carnevale di Rio

scuola internazionale di samba L’area di progetto è localizzata nel porto di Rio de Janeiro, nella Baia di Guanabara. Quest’area fu oggetto di studi e ricerca per molti anni, che ha portato allo sviluppo di un ambizioso progetto denominato "Porto Maravilha". La regione portuaria è sempre stata la porta di accesso alla città. Durante gli ultimi decenni è stata completamente trascurata, diventando un’area di grande degrado. "Porto Maravilha" aspira a un miglioramento infrastrutturale e alla costruzione di nuove costruzioni creando nuove attrazioni sociali per dare nuova vita alla zona. Il progetto fa parte di una zona pedonale che costeggia il lungo mare. Raggiungendo l'ingresso della scuola si trova in uno dei vecchi edifici presenti lungo il molo. In questo edificio saranno ubicati gli uffici di segreteria, gli uffici amministrativi e i magazzini dituati nella parte posteriore. La scuola e gli edifici preesistenti presi a far parte del progetto sono circondati da un parco, che copre il perimetro della strada lungo mare che attraverso un Tunnel, crea un collegamento con la città. Le altre aree sono disposte lungo un molo nelle acque della baia. I cinque edifici che ospitano le sale da ballo di varie dimensioni sono infilate adiacenti al "Cais do Samba", creando così, un passaggio all'estero

accessibile a tutte le comunità, in particolare nel caso di spettacoli. Le sale di musica al piano non sono allineate rispetto alla costruzione e si affacciano sul molo. È possibile aprire queste sale creando piccoli palcoscenici, dove gli studenti possono ascoltare musica e intrattenere la gente che passa. Le grandi finestre sul lato corto di questi edifici permettono a tutti di guardare le prove di musicisti e ballerini sottolineando il valore artistico della danza come bene comune e dare movimento e vitalità alla costruzione. I lati lunghi sono coperti con pannelli colorati che ricordano i nastri tradizionali utilizzati durante il carnevale, e offrono una protezione dal sole. Alla fine del molo è stato posizionato un teatro mobile, accessibile da una rampa. Questo posto ha una funzione pubblica e può essere utilizzato per rappresentazioni e spettacoli. La particolarità di questo teatro è il suo valore simbolico, posto su una chiatta, può essere facilmente estratto e navigare altrove. Il samba ritrova le sue origini nei porti dove sbarcavano gli schiavi rapiti nell’Africa occidentale. Questa chiatta rappresenta proprio l’arrivo di questa disciplina nelle terre brasiliane ed offre la possibilità di fornire spettacoli itineranti in tutto il paese promuovendo il ricordo delle sue origini e il suo continuo sviluppo ed espansione.


MUSEO DI SARCAPOS

_ _MUSEO NEL FUTURO PARCO ARCHEOLOGICO-FLUVIALE DI SARCAPOS_ _Progetto di Concorso_ _VILLA PUTZU, CAGLIARI 2011_ _

vista del progetto

PARCO ARCHEOLOGICO Progettando questo sito archeologico, dove non tutto è ancora stato riportato alla luce, la problematica principale era quella di coprire ed esporre questi luoghi, dando la possibilità agli addetti di poter lavorare, dove possibile, all’ombra. Il museo è collocato i due vecchie cisterne adiacenti utilizzate per l’irrigazione dei campi circostanti. Il progetto è caratterizzato da muri di cor-ten che definiscono e separano gli spazi interni ed esterni del museo: un simbolo che, come in un racconto, riassume gli eventi della storia, i reperti e il lavoro di ricerca in una sequenza continua che rivalutano il valore di questa zona di grande importanza storica. Il nostro obiettivo è quello non sovrapporre le strutture permanenti con le aree di scavo. Abbiamo quindi deciso di seguire, volta per volta, i lavori di scavo con dei ponti agganciati alla cisterna che, rialzati da terra, riescono ad essere ruotati ed allungati. Questi ponti sono strutture leggere tubolari e modulari, capaci di essere con una passerella, un vero e proprio continuo dell’area espositiva museale. La possibilità di adattare la posizione di queste strutture, permette anche di seguire le aree di scavo offrendo, con un aggancio alla struttura, una copertura leggera,

creando un’area di lavoro coperta utilizzabile dagli addetti in qualsiasi circostanza. Tutte le aree di esibizione, i servizi, le aree di ricreazione, i magazzini e gli uffici sono localizzati all’interno delle cisterne. L’entrata del sito è a nord delle cisterne, sulla strada provinciale che porta verso Porto Corallo, conducendo i visitatori all’interno del museo attraverso un percorso espositivo aperto. La prima cisterna diventa una grande piazza all’aria aperta dove i visitatori posso acquisire diverse informazioni del museo attraverso pannelli espositivi. Un’altra galleria connette la prima cisterna con con il museo coperto all’interno nella seconda cisterna. Questa è suddivisa in maniera circolare da due serie di setti. All’interno viene situata la mostra mentre all’esterno della prima fila di setti è possibile seguire il percorso museale che porta ai ponti temporanei offrendo diverse viste del paesaggio in tutte le direzioni. Tutte le aree del trattamento e dell’archiviazione dei reperti sono collocati nel basamento dove è possibile accedere attraverso una rampa circolare posizionata al centro del museo. Tutti questi passaggi sono anch’essi parte del museo dove il visitatore può accedere.


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EUROPAN11

_ _POLO UNIVERSITARIO_ _Progetto di Concorso_ _PEJE PEK - KOSOVO 2012_

vista del progetto

ISTRUCTION as COSTRUCTION Il tema dellʼuniversità offre l'opportunità di esprimere in profondità la "complessità e contraddizione" di affrontare i problemi e, necessariamente di fare architettura. Come disse Joseph Rykwert, quasi ogni periodo storico potrebbe essere classificato per tipo di costruzione, archetipo o paradigma di tutto ciò che è stato costruito in quell'epoca. "So was the Temple in ancient Greece, the city in general for Republican Rome, the thermal baths for Imperial Rome, the cathedral in the Middle Ages, the palace for the seventeenth century and so on, up to the agglomeration of houses in the 1920 -40. And for us today is the university [...] ". L'architetto deve essere a conoscenza delle problematiche sociali che le offerte universitarie creano, dove "prendere coscienza dell'imposizione di una forma definita di un complesso specifico, come l'università, deve essere indubbiamente commisurata alle esigenze umane." Il nostro obiettivo è anche quello di interpretare, in base ad una scala urbana mutata notevolmente, l’esigenza enorme di alloggi, concentrandosi in un unico sito. L'insediamento universitario, pertanto, deve trovare le proprie caratteristiche specifiche di fronte a condizioni economiche, sociali e geografiche concrete, per avere un ruolo strategico in relazione a un contesto specifico.

Il tema dei servizi universitari e delle sue connessioni, è quindi una questione di straordinaria importanza per la rinascita di una città e di un paese in crescita. Il progetto per la città di Peje Pec, è sembrato molto interessante da questo punto di vista, essendo in una realtà sociale ed economica che ha subito gravi difficoltà negli ultimi decenni. L'intento, oltre a fornire una nuove opportunità in un sistema universitario accademico molto esteso, è di offrire alla città un dispositivo tipologico capace di cambiare l'aspetto e l'approccio della città stessa. Gli utenti non saranno solo gli studenti, ma tutti coloro che agiranno nel territorio dell'università: la sua posizione favorevole, all'incrocio di due arterie importanti nel mezzo di un sistema di potenziale espansione, rende l'area di progetto un’area molto strategica. La possibilità di un progetto architettonico, sconfinando l’area verso la zona più periferica della città, ci è stato favorevole per sviluppare diversificate tipologie di università, espandendo così ancora di più il potenziale di questo progetto. Oltre alle facoltà più frequentate in questo paese come economia e matematica, abbiamo voluto inserire facoltà più tradizionali e collegate al territorio come ad esempio agraria, che potranno essere un elemento futuro di sviluppo non secondario.


parco lambro

_ _tra nuovo e antico riemerge l’energia dell’acqua_ _tesi di laurea_ _politecnico di milano 2012_ _

immagine di copertina

riattivare il cuore produttivo della brianza Parlando di riqualificazione non è possibilie non intendere il tema del verde come elemento strutturante, cui non sono più assegnate funzioni specifiche, e da ciò caposaldo da cui operare l’intervento non può non essere il paesaggio. Nel paesaggio possiamo così vedere riflesso sia il problema costituito dalla città industrialedegradata in termini sociali e infrastrutturali sia la possibilità di recupero e riabilitazione di una parte del territorio, può infatti essere inteso nel processo di riqualificazione come lo strumento con il quale operare il cambiamento. Attraverso la lettura dello spazio dismesso, delle sue caratteristiche storiche e delle sue potenzialità si può ipotizzare un processo di riqualificazione, che con il verde e le sue tecnologie, converta un‘area depressa e marginale in un‘area di connessione e di riferimento per il tessuto metropolitano, sociale ed economico che la circonda. L’intenzione di intervenire secondo criteri di sostenibilità e guardando all’idea di recupero pensando al futuro, è stato possibile affrontare il discorso della produzione di energia attraverso lo sfruttamento della forza motrice dell’acqua, elemento caratterizzante di tutta la valle del Lambro nel passato.

Avendo lungo il proprio corso un numero elevato di piccoli mulini ed ex mulini, dotati ancora di derivazioni per il controllo del passaggio dell’acqua, il fiume Lambro avrebbe anche la possibilità di divenire fonte inesauribile di energia pulita, senza la necessità di lavori ed interventi particolarmente invasivi. Il progetto prevede il recupero e la riqualificazione del parco del Lambro e in particolare del cuore produttivo della cartiera Villa di Briosco come capostipite delle riqualificazione delle industrie dismesse sul corso del fiume. L’obiettivo finale del programma d’intervento si esemplifica nel suggellare tra loro più funzioni autonome strettamente legate in un sistema credibile, che possa abbracciare cultura, energia, lavoro e trasformazione; che possa legare musei, biblioteche e teatri, all’energia dell’acqua. L’ambiente contestuale viene così rinnovato attraverso un serrato corpo a corpo tra nuovi inserti e antiche preesistenze, forti della propria storia industriale da rimarcare e rispettare, dando alla composizione architettonica la configurazione di un vero e proprio organismo che si fissa nel contesto circostante rispettando e incorporando le parti fondative.


SETTEMBRE 2013

Portfolio stefano sala  
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